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A Faenza torna il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti

Milano, 12 ago. (askanews) – Dal 3 al 5 ottobre a Faenza (RA) si terrà la nuova edizione del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti, la più importante rassegna della musica indipendente italiana, ideata e coordinata da Giordano Sangiorgi.

Tre giorni di concerti, forum, convegni, fiere e mostre nelle principali piazze, teatri e palazzi e palchi faentini del centro storico di Faenza per festeggiare i 30 anni del MEI. Durante la manifestazione verranno assegnate le tradizionali Targhe del MEI dedicate come ogni anno al Miglior Artista Indipendente e al Miglior Artista Emergente dell’Anno.

Il 4 ottobre verranno assegnate le Targhe MEI 2025 a partire dalle ore 17 sul Palco Centrale di Piazza del Popolo. A Tony Esposito verrà consegnato il Premio MEI Musica per la Pace.

«La nuova edizione de “Il grande esploratore” include “Harmònia”, un brano inedito del percussionista, dedicato da Tony Esposito all’UNESCO per testimoniare il suo impegno per la pace nel mondo. Proprio la prestigiosa associazione internazionale ha conferito all’artista il BOOKS FOR PEACE International Special Award 2024. Questa canzone rende infatti omaggio alla convivenza e alla ricerca di armonia tra le diverse culture» – afferma Renato Marengo, giornalista e conduttore radiofonico che ha prodotto questo nuovo brano di Tony.

Il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti è una delle piattaforme di scouting per la nuova musica italiana indipendente ed emergente. Fin dalla prima edizione, la manifestazione è stata la piattaforma di lancio della nuova scena indipendente ed emergente italiana con artisti che sono diventati pilastri della musica in Italia (tra gli altri Diodato, Afterhours, Bluvertigo, Marlene Kuntz, CSI, Pitura Freska, Baustelle, Caparezza, Negramaro, Brunori Sas, Perturbazione, Marta sui Tubi, Offlaga Disco Pax, e tantissimi altri) e ha premiato emergenti oggi considerati punte di diamante della nuova scena artistica del nostro Paese (come Ermal Meta, Fulminacci, Lo Stato Sociale, Ghali, I Cani, Canova, Calcutta, Zibba, Mirkoeilcane, Le Luci della Centrale Elettrica, Motta, Colapesce, Cosmo e tanti altri). Tanti sono stati anche gli artisti che hanno mosso i loro primi passi proprio al MEI, come ad esempio Daniele Silvestri che nel 1997 allestì un suo stand espositivo e più recentemente i Måneskin, che al MEI di Faenza hanno realizzato il loro esordio fuori da Roma. Durante i suoi 30 anni di attività il MEI, con le sue edizioni ufficiali insieme alle tante edizioni speciali (a Bari, Roma e in altre città), ha registrato un totale di 1 milione di presenze, la partecipazione di 10mila artisti e band dal vivo, 5mila realtà musicali coinvolte in expo e convegni e 1000 giornalisti (più di 100 dal resto d’Europa) che hanno parlato del MEI contribuendo a renderla la più importante vetrina della nuova e nuovissima musica italiana. È l’unico festival che ha avuto ben tre esordienti che hanno poi vinto il Festival di Sanremo: Ermal Meta, Diodato e i Måneskin e l’unico ad avere premiato per bene due volte Lucio Corsi prima del suo boom al Festival di Sanremo.

Anche quest’anno il MEI trasformerà Faenza per tre giorni in una vera e propria città della musica con concerti, presentazioni musicali e letterarie, convegni e mostre, affiancati da una parte espositiva rivolta agli operatori della filiera musicale con l’obiettivo di sostenere la crescita e la diffusione di una cultura musicale indie ed emergente. Verranno selezionate le migliori realtà indie italiane grazie al circuito di AudioCoop, che rappresenta circa 300 piccole etichette discografiche indipendenti italiane e piccoli editori musicali, e saranno presenti i vincitori di oltre 100 festival e contest per emergenti provenienti da tutta la Penisola e dalla Regione Emilia-Romagna e selezionati dal MEI.

Giordano Sangiorgi, Patron del MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti e Stefano De Martino, Patron del Premio Lunezia hanno assegnato alla pianista e compositrice siciliana Giuseppina Torre il Premio Pape Gurioli 2025, in accordo con Arianna Gurioli (figlia di Pape, in rappresentanza della famiglia) e con il patrocinio del Comune di Marradi. La cerimonia di consegna del premio si terrà il 19 novembre a Marradi (Firenze), nel paese natale del celebre musicista e nel giorno del suo compleanno, a pochi mesi dalla sua scomparsa avvenuta prematuramente lo scorso marzo.

Il MEI – Meeting delle Etichette Indipendenti è realizzato grazie al sostegno e al contributo di Comune di Faenza e Regione Emilia – Romagna e Bcc di Faenza.

Turismo, Schlein: Meloni non risponda a me ma a famiglie italiani

Roma, 12 ago. (askanews) – “Il sindacato dei balneari ha parlato di un calo di presenze del 15% e Altroconsumo ha analizzato un aumento dei costi del 34%. Giorgia Meloni invece che rispondere a me dovrebbe rispondere a quelle famiglie italiane che hanno i salari troppo bassi per andare in vacanza, mentre il suo governo blocca l’adozione di un salario minimo e non fa nulla per contrastare le bollette più care d’Europa”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, replica alla presidente del Consiglio che l’ha accusata di diffondere “notizie false” sui dati del turismo.

Governo, Conte: 1024 giorni? Meloni festeggia, gli italiani no

Roma, 12 ago. (askanews) – “Stamattina Meloni – silente e ferma su carovita, salari da fame, aumento delle tasse, genocidio a Gaza – festeggia sui social i 1.024 giorni al Governo”. E’ quanto scrive sui social il leader M5s Giuseppe Conte attaccando che “Meloni festeggia, gli italiani no”.

“Non vorremmo disturbare la festa di Fratelli d’Italia, ma mentre a Palazzo Chigi si fanno i trenini, secondo un rapporto pubblicato dal Sole 24Ore nei primi 6 mesi di quest’anno sono state autorizzate dall’Inps circa 314 milioni di ore di cassa integrazione”, osserva. “Significa – dice Conte – oltre 304mila lavoratori coinvolti, di cui 90% impiegato nei settori dell’industria. Questi lavoratori hanno perso 3mila euro netti di stipendio in mesi in cui aumenta anche il carrello della spesa. Nel settore meccanico e metallurgico le richieste di Cig sono aumentate di oltre il 35% rispetto al 2024”.

“Il Governo in 1.024 giorni non ha messo in campo una sola misura seria sugli stipendi, ha detto no al salario minimo e ha bocciato pure la nostra proposta per integrare gli stipendi dei cassintegrati, tutelando così il loro potere d’acquisto. Meloni festeggia, gli italiani no”, conclude.

Il Ministero della Salute di Gaza: 89 persone uccise da Israele nelle ultime 24 ore

Roma, 12 ago. (askanews) – Ammonta a 89 morti e 513 feriti il bilancio delle vittime del fuoco israeliano nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore. Lo comunica il Ministero della Salute di Gaza citando fonti ospedaliere. Questo – prosegue il Ministero della Salute locale, espressione di Hamas – porta il bilancio delle vittime dall’inizio della guerra a 61.599, inclusi 10.078 morti da quando Israele ha interrotto il cessate il fuoco il 18 marzo.Secondo il Ministero, 31 delle persone uccise nell’ultimo giorno sono morte mentre cercavano di ottenere aiuti umanitari, portando il numero totale di persone uccise in cerca di aiuto a 1.838.

Secondo il Ministero della Salute locale cinque persone, tra cui due bambini, sono morte di fame nelle uiltime 24 ore, portando il numero totale di morti per fame nella Striscia a 227, di cui 103 bambini.

Regate veliche FIV 2025 alle 5Terre dedicate a Montale,Marina consegna trofeo speciale

Genova, 12 ago. (askanews) – Si sono concluse nel Golfo delle Cinque Terre le regate veliche zonali FIV 2025 classi Laser, 470, 420, Feva organizzate ogni anno al largo della Punta del Mesco dal Circolo Velico Monterosso Gino e Bebe De Andreis. A presiedere la Giuria federale delle gare il Giudice Gianni Belgrano, Presidente dei circoli velici genovesi coadiuvato dai giudici FIV Riccardo Incerti e Alessandra Virdis.

L’edizione 2025 è stata caratterizzata dalla presenza a regate e premiazioni del Contrammiraglio della Marina Militare Giosuè Allegrini, delegato dal Comando Interregionale Marina Nord sotto la cui giurisdizione ricade il Golfo delle Cinque Terre. Su incarico del Comandante Interregionale di Marina Nord Ammiraglio di Divisione Flavio Biaggi, l’Ammiraglio Allegrini ha consegnato il trofeo speciale “Eugenio Montale”, istituito quest’anno dal Circolo Velico per ricordare i 50 anni dall’assegnazione del premio Nobel per la Letteratura al poeta ligure che trascorse le sue vacanze dell’età giovanile a Monterosso. Anniversario che coincide anche con i 100 anni dalla prima pubblicazione di “Ossi di Seppia”: la raccolta di poesie che valse quel Nobel a Montale e che contiene numerose liriche ispirate da natura, mare, odori, profumi e colori di Monterosso e delle Cinque Terre.

La regate classe 470 sono state vinte dall’equipaggio Maddalena Cavallo (Circolo Velico Vernazzolesi ) e Anna Maienza (Circolo Velico Monterosso) , seguito da Federico Maienza e Francesca Corioni (Circolo Velico Monterosso). Quelle 420 dall’equipaggio Francesco Perioli (Yacht Club Levanto- Lega Navale La Spezia seguito da Samuele Faggion e Jacopo Merani (Vela Club Levanto) e Diego Rondine e Fragola Mariani (Circolo Velico Monterosso). Quelle Laser da Andrea Pavesi (Vela Club Levanto ), seguito da Corrado Barsella (Circolo Velico Monterosso) ed Emidio Ricci (Circolo Velico Monterosso). Per i Feva sono stati premiati gli allievi della scuola vela del Circolo Velico Monterosso: Rebecca Cesari, Lilia De Fina, Bianca e Bruno Pascotto, Dennis Betta, Marta e Giulio Polenghi, Rocco Vinciguerra, Agata e Sveva Rossignoli, Chanel Calligaris, Asia Bertolini, Francesco e Stella Giannessi

Gli attori Elena Conte e Davide Vecchi, al termine delle premiazioni sportive hanno emozionato il folto pubblico presente al Circolo Velico, con letture dei versi di Montale dedicati a venti ed emozioni marine della sua infanzia monterossina. Sono risuonati,fra gli altri, i versi dei componimenti poetici “Scirocco”, “Tramontana “, “Maestrale”, “La Casa dei doganieri”, “Meriggiare pallido e assorto”. La particolare solennità delle regate 2025 del Circolo Velico Monterosso è stata impreziosita dal ricordo dei 60 anni che ricorrono quest’anno dalla costituzione notarile del circolo medesimo, per iniziativa dei suoi fondatori dei quali oggi porta il nome: Gino e Bebe De Andreis.

Per onorare la triplice ricorrenza, la Marina ha accettato l’invito del Circolo Velico Monterosso ad essere presente ai suoi più alti livelli: l’Ammiraglio Allegrini, figura poliedrica, noto per la sua prestigiosa carriera come Ammiraglio della Marina Militare e per il suo apprezzato ruolo di curatore di mostre istituzionali avendo saputo coniugare il rigore della vita militare con una profonda passione per la cultura e l’arte. Fra gli incarichi ricoperti sul territorio va ricordato quello di Direttore del Museo Navale di La Spezia, oltre che di Direttore dell’Ufficio Storico della Marina Militare. Nel portare il saluto della Marina ai giovani velisti, al Circolo Velico Monterosso e ai numerosissimi suoi ospiti, l’Ammiraglio Allegrini ha ricordato il legame profondo fra Marina e mondo della vela, incarnato dal veliero nave scuola più famoso al mondo: l’Amerigo Vespucci, recentemente rientrata dalla storica campagna addestrativa intorno al mondo, significando altresì l’importanza del mare per il nostra Paese, nonché dei valori sottesi da chi promuove, pratica e forma agli sport di mare le giovani generazioni, tanto più in territori belli, delicati e fragili come le Cinque Terre: “abbiatene cura: lo sport aiuta voi a crescere e le vostre belle terre a non rovinarsi, buon vento”, è stato il suo augurio.

Alla manifestazione, insieme all’Ammiraglio Allegrini, sono intervenuti, fra gli altri, il nuovo Comandante della Stazione dei Carabinieri di Monterosso al Mare Calogero Trupia, il Coordinatore dei Circoli Velici dello spezzino Attilio Cozzani, la Presidente della Pubblica Assistenza di Monterosso Roberta De Simone ed Emanuele Taccetti, che ha consegnato i premi velici ogni anno offerti dalla sua famiglia in ricordo del fratello Francesco, tragicamente scomparso 60 anni fa a Monterosso. Nel corso della manifestazione Padre Renato Brenz Varca, Rettore dell’antico convento dei cappuccini francescani, ha preso l’impegno di tornare a benedire moli e barche del Circolo Velico non appena saranno concluse le relative attività manutentive, come lui stesso fece in occasione delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario costitutivo del suddetto Circolo – unico circolo sportivo CONI e FIV delle Cinque Terre – e come 60 or sono fece l’indimenticato parroco di Monterosso don Vincenzo Bo in occasione dell’inaugurazione dei moli e delle banchine del Circolo medesimo edificati dagli storici fondatori Gino e Bebe De Andreis. La manifestazione e l’intensa giornata sportiva correlata, dedicata a Montale e al Golfo delle Cinque Terre, si è conclusa con la consegna delle medaglie da parte dell’Ammiraglio Allegrini agli atleti in gara e ai giovani allievi monterossini delle scuole di vela e di nuoto presenti alla manifestazione, seguita da foto di gruppo e da un brindisi, con buffet, offerti a tutti dal Circolo Velico.

Successivamente, la visita dell’Ammiraglio Allegrini al Circolo Velico si è conclusa con incontro con il Presidente del Parco Nazionale delle Cinque Terre Lorenzo Viviani.

Gaza, Meloni sente bin Salman: preoccupazione per escalation militare

Roma, 12 ago. (askanews) – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita, S.A.R. Mohamed bin Salman Al Saud. La conversazione, spiega una nota di Palazzo Chigi, ha permesso di condividere gli ultimi sviluppi del conflitto a Gaza nonché i principali temi della collaborazione bilaterale.

Con riferimento alla situazione a Gaza, i due Leader hanno espresso preoccupazione per le più recenti decisioni israeliane che appaiono andare verso un’ulteriore escalation militare, sottolineando l’opportunità di giungere, senza ulteriori ritardi, alla cessazione delle ostilità per porre fine alla drammatica situazione umanitaria della Striscia e avviare la ricostruzione di Gaza dove, ha sottolineato il Presidente del Consiglio, il ruolo delle Nazioni arabe resta fondamentale.

“Nel concordare che solo un processo politico verso una soluzione dei due Stati potrà condurre ad una pace giusta e di lungo periodo – prosgue la nota – il Presidente Meloni ha evidenziato, come già fatto ieri al Presidente Abbas, la necessità che Hamas rilasci immediatamente e incondizionatamente gli ostaggi e accetti di non poter avere un ruolo nel futuro della Striscia”.

Governo, Conte: 1024 giorni? Meloni festeggia, italiani no

Roma, 12 ago. (askanews) – “Stamattina Meloni – silente e ferma su carovita, salari da fame, aumento delle tasse, genocidio a Gaza – festeggia sui social i 1.024 giorni al Governo”. E’ quanto scrive sui social il leader M5s Giuseppe Conte attaccando che “Meloni festeggia, gli italiani no”.

“Non vorremmo disturbare la festa di Fratelli d’Italia, ma mentre a Palazzo Chigi si fanno i trenini, secondo un rapporto pubblicato dal Sole 24Ore nei primi 6 mesi di quest’anno sono state autorizzate dall’Inps circa 314 milioni di ore di cassa integrazione”, osserva.

“Significa – dice Conte – oltre 304mila lavoratori coinvolti, di cui 90% impiegato nei settori dell’industria. Questi lavoratori hanno perso 3mila euro netti di stipendio in mesi in cui aumenta anche il carrello della spesa. Nel settore meccanico e metallurgico le richieste di Cig sono aumentate di oltre il 35% rispetto al 2024”.

“Il Governo in 1.024 giorni non ha messo in campo una sola misura seria sugli stipendi, ha detto no al salario minimo e ha bocciato pure la nostra proposta per integrare gli stipendi dei cassintegrati, tutelando così il loro potere d’acquisto. Meloni festeggia, gli italiani no”, conclude.

Turismo, Meloni: da opposizione notizie false che danneggiano Italia

Roma, 12 ago. (askanews) – “Ritengo vergognoso che, pur di attaccare il Governo, certa opposizione diffonda notizie false, danneggiando l’immagine e gli interessi dell’Italia. Negli ultimi giorni, tra le diverse uscite, anche la segretaria del PD Elly Schlein ha lasciato intendere che il turismo italiano fosse in crisi. Peccato che, poche ore dopo la sua uscita, i dati ufficiali del Viminale – tratti dalla banca dati ‘Alloggiati web’ della Polizia di Stato – abbiano certificato l’esatto contrario, con arrivi in crescita e milioni di visitatori nelle nostre strutture ricettive”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni in un post su facebook.

“Alle mistificazioni e alle falsità costruite a tavolino rispondono i numeri e la verità – prosegue Meloni -. Chi ama davvero la propria Nazione non la scredita davanti al mondo per convenienza politica. Noi continueremo a lavorare per renderla ogni giorno più forte, attrattiva e orgogliosa di sé”.

Caldo, il 13 e 14 agosto "bollino rosso" in 16 città

Milano, 12 ago. (askanews) – Durerà almeno fino al 14 agosto l’ondata di afa e caldo sull’Italia. Secondo l’aggiornamento quotidiano del Ministero della Salute del Bollettino sulle ondate di calore, oggi sono 11 le città da “bollino rosso” (Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino), e 5 quelle con “bollino arancione” (Campobasso, Genova, Venezia, Verona e Viterbo).

Domani, mercoledì 13 agosto, saliranno a 16 città da “bollino rosso” (Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo), mentre soltanto Trieste sarà da “bollino arancione”.

Situazione invariata per giovedì 14 agosto, giorno in cui saranno 16 le città con il “bollino rosso” per caldo (Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo). Confermato il “bollino arancione” per Trieste. Il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili.

Ucraina, leader Ue (senza Ungheria): continueremo sostegno militare

Roma, 12 ago. (askanews) – Nella dichiarazione diffusa stamattina, non sottoscritta dall’Ungheria, i leader dell’Unione Europea ribadiscono che la guerra russa “ha implicazioni più ampie per la sicurezza europea e globale”, e che l’Ue continuerà a fornire a Kiev “sostegno politico, finanziario, militare e diplomatico”, in coordinamento con gli Stati Uniti e altri partner.

Sul tema delle garanzie di sicurezza, nella dichiarazione si afferma che “un’Ucraina in grado di difendersi efficacemente è parte integrante di qualsiasi futuro accordo”, lasciando spazio a un impegno futuro degli Stati membri in base alle rispettive competenze.

L’Ue ribadisce poi il “diritto inalienabile dell’Ucraina a scegliere il proprio destino”, incluso il percorso verso l’adesione all’Unione, e conferma il mantenimento delle sanzioni contro la Russia.

Tennis, Sinner agli ottavi a Cincinnati

Roma, 12 ago. (askanews) – Jannik Sinner è agli ottavi di finale del Masters 1000 di Cincinnati. L’azzurro batte 6-2, 7-6 il canadese Gabriel Diallo un’ora e 52 minuti. Una partita particolare, divisa in più parti: nel primo set Sinner aveva subito il break in apertura e, sotto 2-0, è riuscito a recuperare vincendo sei giochi consecutivi. Nel secondo parziale, invece, c’è stato tanto equilibrio: Sinner ha avuto una sola palla break a disposizione sul 5-5 che non ha sfruttato.

Inevitabile il tiebreak, in cui il numero 1 al mondo è riuscito ad annullare anche un set point con una straordinaria risposta di dritto in allungo. Con questo successo, sono 23 le vittorie consecutive sul cemento di Sinner. Agli ottavi, il fenomeno bolzanino affronterà il francese Adrian Mannarino, numero 89 del ranking, che al terzo turno ha sconfitto a sorpresa 5-7, 6-3, 6-4 lo statunitense Tommy Paul (n.16 ATP). Tre i precedenti con il transalpino, tutti a favore di Sinner.

Vela, firmato il protocollo della 38esima America’s cup di Napoli

Roma, 12 ago. (askanews) – Il Defender dell’America’s Cup, Royal New Zealand Yacht Squadron, rappresentato da Team New Zealand, e il Challenger of Record, Royal Yacht Squadron Ltd, rappresentato da Athena Racing, hanno firmato il Protocollo della 38ª America’s Cup Louis Vuitton, in programma a Napoli nell’estate 2027. Il Protocollo introduce una partnership innovativa che stabilisce un’autorità paritaria tra tutti i team partecipanti. Le iscrizioni apriranno il 19 agosto 2025, inaugurando una nuova era basata su una struttura centralizzata che mira ad ampliare le opportunità, far crescere la vela a livello globale, creare valore per i team e unire tutti sotto una visione comune per il futuro di uno degli eventi sportivi più iconici al mondo. Elemento centrale del Protocollo è un Accordo di Partnership, strutturato per consentire a tutti i team di operare collettivamente all’interno di un modello commerciale a lungo termine, per la gestione e lo sviluppo dell’America’s Cup. Il CEO di Team New Zealand, Grant Dalton, ha dichiarato che questa trasformazione affronta il punto debole storico della Coppa – la mancanza di continuità – dando a tutti i team una gestione condivisa e creando una nuova struttura di direzione guidata da un CEO indipendente. L’accordo garantirà certezze a team, partner commerciali e sedi ospitanti, facilitando investimenti su più edizioni.

Il Protocollo prevede che la America’s Cup Partnership (ACP) gestisca sia il formato sportivo sia lo sviluppo e la tutela dei diritti media e commerciali. Il CEO di Athena Racing, Sir Ben Ainslie, ha definito l’accordo un momento “sismico” per la Coppa, con una visione condivisa di maggiore inclusività, attrattiva e sostenibilità finanziaria.

Inclusione: mantenimento delle Women’s e Youth America’s Cup e obbligo di almeno una velista a bordo degli AC75. Equipaggio AC75: cinque membri, con funzioni incrementate a batteria; due velisti più la donna a bordo devono essere cittadini del Paese rappresentato, fino a due stranieri ammessi. Formato di regata: Louis Vuitton Cup con fase a gironi (match e fleet race), semifinali al meglio di 5 vittorie e finali al meglio di 7. Eventi preliminari: fino a tre regate in AC40 nel 2026 e una nel 2027, con un AC40 dedicato a equipaggi donne/giovani; regata preliminare in AC75 a Napoli prima della Louis Vuitton Cup. Contenimento costi: tetto di spesa di 75 milioni di euro; obbligo di riutilizzare gli scafi AC75 della 37ª edizione o di costruire secondo quel progetto. Fan engagement: presenza di un ospite a bordo durante le regate (VIP, sponsor, media, dignitari).

Zelensky: l’approccio "attivo" dell’Ue può condurre a una "pace dignitosa"

Roma, 12 ago. (askanews) – L’approccio “attivo” dell’Ue può aiutare a giungere ad una “una pace dignitosa”, ha scritto sul proprio profilo X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, commentando la dichiarazione congiunta dei leader europei in vista del vertice in Alaska tra il presidente statunitense Donald Trump ed il presidente russo Vladimir Putin previsto il prossimo 15 agosto.

“Sono grato ai leader dell’Europa per il loro chiaro sostegno alla nostra indipendenza, alla nostra integrità territoriale e a un approccio così attivo alla diplomazia, che può aiutare a porre fine a questa guerra con una pace dignitosa”, ha dichiarato Zelensky.

Da CFK Africa Community Champions Awards anche a Kibera Soccer WomenFC

Milano, 12 ago. (askanews) – CFK Africa, un’organizzazione internazionale no-profit dedicata all’emancipazione dei giovani negli insediamenti informali in tutto il Kenya, ha premiato gruppi e individui che fanno la differenza in alcune delle comunità più vulnerabili dell’Africa durante la cerimonia di premiazione della comunità, tenutasi sabato 9 agosto a Kibera, il più grande insediamento informale del Kenya al di fuori di Nairobi. ‘Nonostante le risorse limitate, i membri della nostra comunità dimostrano leadership, resilienza e dedizione per tutta la vita al miglioramento della vita degli altri’, ha dichiarato Jeffrey Okoro, direttore esecutivo di CFK Africa. ‘Siamo entusiasti di onorare questi eroi sconosciuti’, ha aggiunto Okoro.

La cerimonia, unica nel suo genere nelle baraccopoli del Kenya, ha premiato i leader locali che guidano il cambiamento nella comunità e ha reso omaggio al Kibera Soccer Women FC per la sua storica vittoria nelle recenti finali della Coppa di Lega femminile FKF del Kenya (un paese dove la comunità italiana è la seconda comunità straniera più numerosa, dopo quella britannica).

I riconoscimenti annuali hanno premiato individui o gruppi che promuovono i valori fondamentali di CFK Africa: impatto, innovazione, leadership, sostenibilità, inclusività, resilienza e coaching comunitario, sostenendo i giovani delle baraccopoli attraverso programmi innovativi in ambito sanitario, di leadership giovanile, di sport per lo sviluppo e di empowerment femminile.

I premi hanno evidenziato il modello di sviluppo guidato dalla comunità dell’organizzazione, con candidature e selezioni gestite interamente dai residenti locali. In un momento storico per la comunità, la celebrazione di quest’anno premierà anche il Kibera Soccer Women FC, la squadra di calcio femminile professionistica di CFK Africa, che ha recentemente conquistato il titolo nazionale nelle finali della FKF Women’s Cup. La loro vittoria segna un traguardo storico per i giovani di Kibera, a dimostrazione del talento dei giovani delle baraccopoli. I membri del team svolgono anche il ruolo di mentori comunitari per il programma di empowerment femminile di CFK Africa.

‘CFK Africa ha sempre creduto che lo sviluppo guidato dalla comunità sia essenziale a lungo termine’, ha aggiunto Okoro. ‘In un mondo in continua evoluzione, dobbiamo continuare a promuovere soluzioni che vengono dall’interno, consentendo alla speranza, al talento e all’innovazione di prosperare dove sono più necessari’.

CFK Africa (www.cfkafrica.org), fondata nel 2001, CFK Africa si impegna a migliorare la salute pubblica e la prosperità economica negli insediamenti informali in Kenya attraverso iniziative integrate di salute e leadership giovanile. Utilizzando un approccio di sviluppo partecipativo, l’organizzazione collabora direttamente con i residenti della comunità per sviluppare e implementare programmi sostenibili. Dopo aver festeggiato 20 anni di servizio a Kibera nel 2021, CFK ha iniziato ad espandersi in 25 insediamenti informali in otto contee del Kenya, tra cui Kajiado, Kiambu, Kilifi, Kisumu, Machakos, Mombasa, Nairobi e Nakuru.

Di seguito l’elenco completo dei premiati del 2025:

Premio Pheroze Nowrojee per la Giustizia Sociale

Binti Rashid è una studentessa, madre e sostenitrice dell’emancipazione femminile, nata e cresciuta a Kibera. Attualmente studentessa di quarta elementare alla Olympic High School, Binti si è affermata come leader emergente nel programma di emancipazione femminile del CFK, partecipando sia a Funzo che al Parlamento delle Ragazze. Binti è stata eletta presidente del gruppo Teenage Mothers Girls’ Parliament del CFK per le sue dimostrate capacità di leadership. Nel 2024, è stata selezionata per partecipare al primo simposio comunitario dell’Africa orientale sui diritti alla salute sessuale e riproduttiva (SRHR), tenutosi a Nairobi. L’evento ha riunito organizzazioni, responsabili politici, sostenitori dei giovani e altre parti interessate per discutere i fattori che influenzano la SRHR, le lacune politiche, gli stanziamenti di bilancio per la salute, le sfide nell’applicazione, nonché raccomandazioni e impegni. Inoltre, durante i 16 Giorni di Attivismo contro la Violenza di Genere a livello globale, tenutisi a novembre, Binti ha utilizzato Octostudio per sviluppare un’app digitale creativa, basata sulla narrazione tramite sprite, per sensibilizzare sul tema dell’uguaglianza di genere. Attraverso attività di advocacy e supporto tra pari, Binti continua a sostenere le madri e le ragazze adolescenti di Kibera sui loro diritti, sull’autostima e sul potere dell’istruzione.

Premio per la Sostenibilità

Abdul Kassim è un leader impegnato nella comunità e un sostenitore dell’istruzione femminile a Kibra. Grazie alla sua leadership visionaria, ha fondato una scuola femminile che ora rappresenta uno spazio sicuro e stimolante dove le ragazze possono imparare, crescere e perseguire i propri sogni senza paura o discriminazione. Il suo impegno nel creare opportunità educative inclusive ha permesso a innumerevoli ragazze di rivendicare il loro diritto all’istruzione e immaginare un futuro migliore. Il lavoro di Abdul non solo protegge le bambine, ma rafforza anche l’intera comunità investendo nei più vulnerabili. È un vero paladino dell’istruzione, della sicurezza e dell’equità.

Premio Stella Guida

Zeinab Saki è una calciatrice dinamica nota per la sua versatilità in campo, distinguendosi sia come attaccante che come terzino. Il suo percorso calcistico è caratterizzato da disciplina, determinazione e passione per il sostegno agli altri attraverso lo sport. Ha rappresentato il Kenya a livello nazionale, ottenendo la convocazione nella nazionale Under 20 nel 2011, lo stesso anno in cui ha contribuito alla vittoria della Coppa del Mondo di Street Soccer in Francia con la sua squadra. Zeinab ha giocato per squadre importanti come Soccer Sisters e Kibera Soccer Women FC, e ora dedica il suo tempo a fare da mentore alla prossima generazione attraverso il programma di tutoraggio di CFK Africa. Fuori dal campo, possiede una licenza di allenatrice CAF D e certificazioni sia in fisioterapia che in formazione per elettricisti, a testimonianza della sua dedizione all’apprendimento continuo e al servizio.

Premio Inclusività

Tonny Adams è un impegnato sostenitore dei giovani a Kibera, impegnato a dare potere ai giovani attraverso l’istruzione, il tutoraggio e lo sport. Noto per il suo approccio pratico, Tony ha guidato numerose iniziative di rafforzamento delle capacità che aiutano i giovani a superare le sfide sociali e a sviluppare l’autosufficienza. Attraverso il suo lavoro presso la Community Champilibrary e oltre, offre spazi sicuri per l’apprendimento e la crescita personale. La sua leadership empatica e la profonda comprensione delle difficoltà affrontate dai giovani lo rendono un mentore e un sostenitore fidato. Gli instancabili sforzi di Tony continuano a motivare e ispirare una generazione di giovani leader a Kibera a sognare in grande e a fare meglio.

Premio Impact

Yasmin Mohamed è un’appassionata sostenitrice dei diritti e della dignità delle ragazze, nota per il suo instancabile impegno nel porre fine alla povertà mestruale nella sua comunità. Fin da piccola, Yasmin ha iniziato a sostenere le ragazze fornendo assorbenti igienici e opponendosi allo sfruttamento che molte subiscono nel tentativo di accedere ai beni di prima necessità. Da allora ha ampliato il suo lavoro collaborando con organizzazioni per offrire formazione professionale, distribuire cibo e creare spazi sicuri per ragazze adolescenti e giovani donne. Yasmin guida anche attività di pulizia della comunità e forum per la valorizzazione del patrimonio. La sua compassione, la sua coerenza e la sua leadership continuano ad avere un impatto sia sui giovani che sugli anziani in tutta la comunità.

Premio Innovazione

Edgar Odhiambo è un giornalista freelance di Kibera il cui approccio innovativo alla narrazione comunitaria sta dando voce a chi non è ascoltato. Armato solo di un telefono e della sua passione, Edgar cattura e condivide storie potenti che mettono in luce sia le difficoltà che la resilienza delle persone negli insediamenti informali. La sua copertura di impatto, come la mobilitazione di supporto per una paziente affetta da cancro al seno attraverso i social media, ha portato a interventi concreti e a speranza per molti. L’impegno di Edgar per un giornalismo etico e di base non solo sensibilizza su questioni trascurate, ma stimola anche l’azione collettiva. Il suo lavoro esemplifica come la narrazione possa diventare uno strumento trasformativo per il cambiamento guidato dalla comunità.

Premio alla Leadership

Philip Evayo è un ispiratore ambientalista e leader della comunità che promuove l’impatto a Kibera attraverso l’azione e l’advocacy. Come co-fondatore di Utu na Haki CBO, Philip ha guidato campagne di pulizia trasformative, campagne di piantumazione di alberi e iniziative di gestione dei rifiuti, trasformando spazi pubblici trascurati come il mercato di Makina in ambienti puliti e fruibili. La sua leadership ha mobilitato centinaia di giovani, ispirandoli a essere orgogliosi di ciò che li circonda e a rifiutare comportamenti dannosi. L’impegno di Philip per la giustizia, la sostenibilità e l’emancipazione dei giovani è ineguagliabile. Con integrità e passione, continua a dimostrare che la leadership dal basso può creare un cambiamento duraturo e una Kibera più pulita e sana per tutti.

Premio Resilienza

Ben Ooko, fondatore di Amani Kibera, è un leader visionario il cui impegno per la pace, l’inclusione e l’emancipazione dei giovani ha trasformato la vita a Kibera per oltre due decenni. Dalla ricostruzione di una biblioteca comunale dopo le demolizioni al lancio di iniziative inclusive come il concorso di leadership Mr. e Miss Kibra e una scuola di moda per giovani con disabilità, Ben si batte costantemente per la dignità, le opportunità e l’unità. I suoi programmi sportivi, educativi e di pace basati sui valori hanno ridotto la violenza e aiutato migliaia di persone. Resiliente, umile e di grande impatto, Ben trasforma le avversità in azione, rendendo Kibera un luogo di speranza, innovazione e leadership.

Premio per Allenatori della Comunità

Frederick Ochieng, affettuosamente conosciuto come Coach Di Fresh, è un mentore appassionato e campione sportivo di Kibera che ha dedicato la sua vita a coltivare giovani talenti attraverso il football. Oltre ad allenare, usa lo sport come piattaforma per fare da mentore ai giovani, allontanarli dalla droga e promuovere la disciplina, il lavoro di squadra e la crescita personale. Dall’organizzazione di tornei comunitari al supporto dei giocatori con il reinserimento scolastico e gli aiuti alimentari, Fred guida con cuore, resilienza e integrità. La sua dedizione ha riformato vite, ispirato sogni e unito comunità. Più che un allenatore, è un modello e un vero sostenitore dell’emancipazione dei giovani attraverso lo sport.

(Foto CFK Africa)

Festival, Isola Edipo alla Mostra del Cinema di Venezia

Roma, 12 ago. (askanews) – ISOLA EDIPO, festival dedicato ad arti, cinema e attualità all’insegna dei diritti e della sostenibilità – torna in laguna dal 27 agosto al 6 settembre 2025 in occasione della 82° Edizione della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Isola Edipo è promossa da Edipo Re Impresa Sociale con il patrocinio del Comune di Venezia e della Regione Veneto e la collaborazione di Mymovies.

Il progetto ISOLA EDIPO nasce attorno all’Edipo Re, la storica barca a vela che ospitò Pier Paolo Pasolini e Maria Callas, oggi trasformata da Sibylle Righetti, Enrico Vianello e Silvia Jop in un vero e proprio laboratorio creativo, protagonista di esperienze di innovazione sociale e ambientale che promuovono attività artistiche e culturali.

A fronte del profondo disorientamento che attraversa un presente che ha perso punti cardinali e grammatiche espressive, Isola Edipo, in una veste visionaria, si fa quest’anno avamposto di sguardi e di ospiti capaci di suggerire un punto di vista sull’oltre confine, sull’oltre mare, sull’oltre terra. A nutrire la linea della programmazione sono le partnership più salde che a partire dalle scorse edizioni hanno costituito i contrappunti del dialogo attraverso il quale si sono consolidati alcuni degli elementi caratterizzanti l’identità del festival, a cominciare da quella con le Giornate degli Autori e con Fondation Cartier pour l’art contemporain, poi LABODIF, ARCHIVIO BASAGLIA e novità per il 2025 DAVIDE LONGONI PANIFICATI.

Grazie alla collaborazione con Giornate degli Autori e Fondation Cartier andrà in scena un programma di proiezioni e una masterclass nell’ambito de Il Cinema dell’Inclusione tra visione e formazione per riflettere su funzione e potere delle arti visive nella costruzione di un immaginario che attraversa un mondo sempre più frammentato.

A caratterizzare questa edizione sarà una pluralità di voci di artisti e artiste – Céline Sciamma, Caroline Poggi e Jonathan Vinel – che si confronteranno su funzione e potere delle arti visive nella costruzione di un immaginario che attraversa un mondo in decomposizione.

Isola Edipo con Giornate degli Autori anche nell’edizione 2025 del Festival cura uno spazio dedicato al cinema d’autore italiano che porterà in Sala Laguna una nuova edizione delle Notti Veneziane.

Labodif, con Gianna Mazzini, porterà sulla scena uno dei principali momenti di Isola Edipo: un incontro dedicato allo sguardo di Carla Lonzi dal titolo “Guarda, anzi guarda meglio. Carla Lonzi, le immagini e l’opera di sé”.

Come ogni anno, al centro dell’intera programmazione di Isola Edipo, torna l’ottava edizione del Premio Inclusione e Sostenibilità Edipo Re – premio collaterale ufficiale di Biennale Cinema a cura di Silvia Jop, che prevederà, assieme all’annuale precorso dedicato ai 12 film selezionati dalle sezioni in concorso del Festival (CONCORSO INTERNAZIONALE, ORIZZONTI, SETTIMANA DELLA CRITICA e GIORNATE DEGLI AUTORI), l’organizzazione di tre incontri/masterclass a cura della giuria ufficiale del Premio, composta dalla scrittrice Eleonora Marangoni, dal regista Valerio Mieli e dal cantante e musicista Motta..

Nel ricco palinsesto sarà poi Archivio Basaglia a guidare nell’ambito di questa edizione di ISOLA EDIPO, una riflessione sui diritti di cittadinanza, attraverso la promozione di un incontro dedicato al superamento del carcere, un incontro dedicato a salute mentale e territorio e un laboratorio, dal titolo “Il panettiere basagliano” realizzato in collaborazione con Davide Longoni, rivolto alle bambine e i bambini che saranno presenti al Lido nei giorni del Festival.

Italia più calda del Maghreb: Milano e Roma superano Algeri e Tunisi

Milano, 12 ago. (askanews) -Milano e Roma più calde di Algeri, Tunisi e Rabat: l’Italia supera il Nordafrica e continua a sudare sotto la canicola dell’Anticiclone Caronte. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma numerosi picchi italiani più alti rispetto a quelli registrati in Marocco, Algeria e Tunisia.

A Milano, negli 3 ultimi giorni, si sono registrate minime di 27°C, un valore quasi ‘supertropicale’ (con notte supertropicale si intende una notte con minima superiore ai 30°C), e massime di 37°C. Situazione meno rovente di notte sulla Capitale con minime sui 23-24°C ma massime simili, intorno ai 36-38°C.

Ad Algeri, di contro, la minima è scesa fino a 21°C di notte e la massima è salita, al più, fino a 34°C, così come a Tunisi. La capitale del Marocco, Rabat, trovandosi lungo le coste oceaniche, ha fatto fatica a superare i 30-33°C.

La causa del caldo asfissiante presente invece nelle nostre città è stata ed è l’espansione geografica verso nord-est dell’Anticiclone Caronte, dal cuore del Sahara verso Francia e Italia centro settentrionale: queste zone si trovano sotto i massimi pressori della ‘cupola prepotente’ che schiaccia al suolo afa, calore e numeri ‘infernali’.

Questa cupola sta portando valori record anche in Francia, al livello del 2003, un anno che si credeva eccezionale e mai più ripetibile per almeno 100 anni; e, invece, negli ultimi 22 anni abbiamo avuto situazioni, anche in Italia, peggiori del famigerato 2003, a conferma della drammaticità del Riscaldamento Globale causato dall’uomo. Questa cupola rovente, che ricorda appunto l’agosto 2003, non mostra debolezze; almeno fino a sabato 16 il caldo italiano sarà caratterizzato da minime sui 25°C e massime sui 38-39°C: localmente i valori saranno più bassi, mentre in altre zone potranno raggiungere punte di 41-42°C, farà più caldo al Centro-Nord che al Sud.

Tra domenica 17 e mercoledì 20 è prevista una leggerissima flessione termica con minime sui 23-24°C e massime sui 35-36°C: farà dunque ancora un gran caldo nonostante la flessione.

La brutta notizia è che, da metà della prossima settimana ed entro il weekend 23-24 agosto, potrebbe (il condizionale è d’obbligo vista la distanza temporale) tornare una canicola ancora più opprimente con la coppia termica minime/massime sui 27°/40°; una coppia di temperature che ci spaventa tanto e che ci fa superare addirittura il clima magrebino.

A Roma da New York la voce di Joy Garrison per Jazz and Image

Roma, 12 ago. (askanews) – A Jazz and Image, nello splendido scenario del Parco del Celio, a due passi dal Colosseo, con la direzione artistica dell’Alexanderplatz di Eugenio Rubei, mercoledì 13 agosto è di scena il Joy Garrison Quintet, un susseguirsi di ritmi travolgenti, emozioni e grande jazz.

Sul palco con la cantante newyorkese Joy Garrison, Claudio Colasazza, pianoforte, Stefano Nunzi, contrabbasso, Fabrizio Aiello, percussioni e Marcello Di Leonardo, batteria.

Joy Garrison, nata a New York e figlia d’arte, comincia a cantare sotto la guida di suo padre Jimmy Garrison (per anni contrabbassista dello storico quartetto di John Coltrane). Ha cantato nei più importanti locali di Manhattan al fianco di musicisti come Barney Kessel, Cameron Brown, Billy Heart, Ronnie Matthews, Hank Jones, Kevin Hubanks, Alberta Hunter solo per citarne alcuni. Il jazz, il gospel, il soul, il blues, il funk sono le sue passioni. Da molti anni in Europa e con sei album all’attivo, svolge la sua attività prevalentemente come solista. Tiene concerti in tutta Europa proponendo la sua musica che attraversa tutte le forme espressive che il suo talento le consente. Numerose le partecipazioni a trasmissioni televisive e radiofoniche come solista o al fianco di artisti come Zucchero, Carmen Mc Rae, Giovanni Tommaso, Tony Scott, Renzo Arbore, Gloria Esteban, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti, Massimo Ranieri e tanti altri.

L’iniziativa è promossa e sostenuta dall’Assessorato alla Cultura di Roma in collaborazione con l’Associazione Culturale Sound Image e con il supporto di Zètema Progetto Cultura.

Preparativi in Alaska per Trump-Putin, leader russo volerà su Bering

Roma, 12 ago. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin devono incontrarsi in Alaska venerdì, ma la Casa Bianca nè il Cremlino hanno per ora confermato il luogo preciso, la durata o il programma dell’evento. Ieri una fonte mediatica locale dava come probabile sede l’Alyeska Resort Hotel, ma circolano altre ipotesi. I segnali organizzativi sono sempre più evidenti, scrive oggi l’Anchorage Daily News, secondo cui il governatore dell’Alaska, i senatori dello stato e il sindaco di Anchorage hanno dichiarato di non aver ricevuto informazioni ufficiali.

Ieri Federal Aviation Administration ha pubblicato un avviso che prevede la chiusura temporanea di ampie porzioni di spazio aereo sopra Anchorage, in previsione di “viaggi VIP”. Il Dipartimento dei Trasporti dell’Alaska ha avvertito della possibilità di ritardi stradali a causa dei convogli di sicurezza e della movimentazione di più velivoli in diversi aeroporti.

Secondo quanto riportato dall’agenzia russa TASS, è previsto un visto diplomatico per il volo del presidente Putin in Alaska. Il tragitto aereo del leader del Cremlino sarà coordinato insieme alle autorità statunitensi. Vladimir Kanashevsky, direttore del Dipartimento di Diritto Internazionale Privato presso l’Università Statale di Giurisprudenza Kutafin di Mosca (MSAL), sentito da Tass, sostiene che l’aereo presidenziale partirà molto probabilmente dalla Cukotka per sorvolare poi lo Stretto di Bering. “Per ridurre al minimo il rischio di sorvolare i territori di Paesi terzi, il presidente della Federazione Russa volerà molto probabilmente dalla Chukotka attraverso lo Stretto di Bering”, ha ipotizzato Kanashevsky.

In passato, incontri al vertice di particolare importanza in Alaska si sono svolti in contesti ad alta sicurezza, come basi militari o aeroporti. Nel 1971, Richard Nixon accolse l’imperatore Hirohito all’Elmendorf Air Force Base, mentre nel 1984 Ronald Reagan incontrò Papa Giovanni Paolo II all’aeroporto di Fairbanks. Più recentemente, nel 2017, il presidente cinese Xi Jinping fece tappa ad Anchorage e cenò all’Hotel Captain Cook, con la chiusura temporanea della Seward Highway per il suo passaggio. Nel 2015 Barack Obama soggiornò nello stesso hotel durante la sua visita, con mesi di preparativi e misure di sicurezza rafforzate.

Il Daily Anchorage sostiene che alla luce di questi precedenti, i luoghi più probabili per il summit tra Trump e Putin sono la Joint Base Elmendorf-Richardson, il Ted Stevens Anchorage International Airport o, se i due leader decidessero di uscire da un contesto strettamente aeroportuale, l’Hotel Captain Cook, noto per la sua capacità di ospitare figure di alto profilo.

L’incontrosi si svolgerà mentre in Alaska sono in corso due grandi esercitazioni militari: la Northern Edge, che mobilita migliaia di soldati e mezzi tra cielo e mare, e la Arctic Edge 2025, distribuita in più località dello stato. Ieri Trump in conferenza stampa ha creato confusione: il presidente ha affermato di “andare in Russia venerdì”, un lapsus, ma che nel contesto di incertezza ha scatenato speculazioni su cambi di programma, che in realtà appaiono poco probabili.

Eccidio Sant’Anna, Mattarella: pungolo contro ferocia che oggi torna

Roma, 12 ago. (askanews) – “Oggi le guerre tornano a gettare le loro ombre spettrali, con la ferocia che la storia già ci aveva mostrato e che speravamo per sempre dissolta”. E’ quanto afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella commemorando l’anniversario della strage nazifascista di Sant’Anna di Stazzema.

“L’eccidio di Stazzema, la ferita indelebile impressa nella nostra storia, rappresenta un pungolo per richiamare alla responsabilità di respingere la violenza dell’uomo contro l’uomo, per costruire convivenza, rispetto del diritto fra eguali. La centralità della persona umana e il valore della comunità in cui vive sono il lascito esigente di chi ha vissuto gli orrori e lavora per ricostruire”, sottolinea il Capo dello Stato.

Sant’Anna,Mattarella: in calvario esecrabili complicità fasciste

Roma, 12 ago. (askanews) – “Il 12 agosto del 1944 si compì a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema un eccidio tra i più sanguinosi ed efferati della Seconda Guerra Mondiale. Oltre cinquecento persone – donne, anziani, sfollati, tanti bambini – vennero trucidate senza alcuna pietà e molti dei loro corpi accatastati e bruciati. Uno spaventoso calvario, divenuto simbolo degli orrori delle guerre, della logica di annientamento delle SS, delle disonorevoli ed esecrabili complicità fasciste”. E’ quanto afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“La Repubblica riconosce in questo luogo di martirio, in questo sacrario civile, una delle sue più profonde radici”, osserva Mattarella.

Denver, ai Giardini Botanici si studia storia dell’acqua in Italia

Denver, 12 ago. (askanews) – I Giardini Botanici di Denver hanno una bellezza unica che risiede negli elementi della loro esposizione: le piante e i fiori. Un luogo sicuramente da visitare come consigliano Brand Usa, Visit Denver e Visit Colorado. Ma anche pi vicino all’Italia di quanto si possa immaginare.

Aperto a studenti universitari della MSU Denver o di altri atenei e a partecipanti non laureati, One World One Water Center (OWOW) offre un programma di studio in Italia presso l’Universit degli Studi di Roma Tor Vergata. Il corso esplora la storia dell’acqua in Italia, dagli acquedotti ai giorni nostri. Un focus particolare sul patrimonio agricolo e vinicolo italiano, sulla costruzione e sulla celebrazione dei legami tra Italia e Colorado.

“Il nostro rapporto con l’Italia duplice. Il primo che abbiamo un programma di studio all’estero con la MSU, la Metropolitan State University di Denver, dove prendiamo studenti che si occupano di giornalismo sull’acqua e anche di programmi di educazione alla conservazione dell’acqua e li facciamo interagire con l’Universit di Roma Tor Vergata, con il personale governativo locale, con altri studenti, con gli educatori, e poi condividiamo anche ci che stiamo facendo negli Usa, in particolare in Colorado, per la conservazione dell’acqua. Inoltre, attraverso il nostro programma di agricoltura sostenibile, lavoriamo con le Nazioni Unite e con le strutture governative dell’agricoltura in Italia per apprendere cosa stiamo facendo reciprocamente per la conservazione dell’acqua e per un’agricoltura pi sostenibile, per poi condividere possibilit di collaborazioni per la gestione delle risorse idriche”, spiega Erin Bird che Interim Director of Marketing and Social Responsibility dei Denver Botanic Gardens.

La collaborazione tra l’OWOW Center (Denver Botanic Gardens e MSU Denver) e il Dipartimento dell’Agricoltura del Colorado si concentra sull’agricoltura urbana efficiente dal punto di vista idrico attraverso la gestione del suolo. Sebbene focalizzata sul Colorado, questa collaborazione ha un impatto globale attraverso le partnership in Italia di OWOW, che peraltro ha firmato un protocollo d’intesa con il Canale Emiliano Romagnolo (CER) nel 2022.

Filippo Sensi e la lezione americana…che il Pd non coglierà

Nel “Foglio” di ieri, lunedì 11 agosto, Filippo Sensi ha firmato un lungo reportage dall’America, che è anche un messaggio politico al Pd. Protagonista Marie Gluesenkamp Pérez, giovane deputata democratica eletta in uno dei distretti più “trumpiani” dello Stato di Washington. Una figura fuori schema: progressista sui diritti civili, ma severa sul controllo delle frontiere, sostenitrice della manifattura nazionale e dei temi locali, lontana dalle parole d’ordine della sinistra radicale incarnata da Alexandria Ocasio-Cortez. Nondimeno, fautrice del pieno sostegno all’Ucraina.

Il suo metodo è semplice e spiazzante: meno ideologia, più concretezza; meno scontro frontale (con Trump), più attenzione alle infrastrutture, al costo della vita, alla sicurezza. È la voce di un’America che rifiuta la polarizzazione e riscopre il valore del sano compromesso. Non è il “centro” classico — parola oggi fuori moda in giro per il mondo — ma un centrismo pratico, di contenuti, che sfida il radicalismo esplicito o latente, di per sé lesivo dell’immagine e della credibilità del partito democratico americano.

Un segnale per il Pd

Sensi, parlamentare di garbata ma ferma opposizione alla linea di Elly Schlein, sembra suggerire al Pd di osservare attentamente questo modello: un riformismo concreto, flessibile, responsabile, capace di parlare a mondi diversi senza rinunciare alla propria identità. Ma la questione è che, per l’Italia, la traduzione non è automatica.

Dunque, la lezione americana dice che nei dem statunitensi riaffiora una voglia di plasmare l’agenda in senso più centrista, contro una politica che si nutre di retorica anti-Trump. In Italia, però, questa “voglia” di centro nel Pd non c’è. Anzi, la segreteria Schlein consolida la sua linea identitaria, tutta spostata a sinistra, che difficilmente verrà archiviata almeno fino alle elezioni.

Il nodo che Sensi non scioglie

E qui sta il punto: il reportage del giornalista Sensi dovrebbe convincere il politico Sensi della necessità di una vera svolta al centro, non della sola speranza di correggere dall’interno una linea che il Pd non è in grado di cambiare. Gluesenkamp Pérez sfida il suo partito dall’interno e forse, non da sola, ha buone chance di vincere il confronto, per riportare i dem al centro. In Italia, questa prospettiva esiste solo al di fuori dal Pd.

Ebbene, proprio sulla scia dell’analisi che Sensi propone, il riformismo che serve non può che passare da un’aggregazione politica autonoma di centro, capace di non essere subalterna né alla destra né alla sinistra. Un centro moderno, riformista, inclusivo, che sappia interpretare un bisogno di concretezza ed equilibrio.

Il rischio dell’attesa…del Pd

Affidarsi all’idea che la leadership della Schlein possa essere “archiviata”, significa illudersi e restare fermi. La realtà è che la segretaria dem non arretrerà di un millimetro fino all’appuntamento con le urne, sicché la domanda sociale e politica di una rappresentanza riformista e responsabile rischia di restare senza risposta.

In fondo, il racconto che Sensi fa della deputata americana dice proprio questo: la gente vuole qualcosa di diverso. Vuole vedere i problemi tradotti nell’ambito di formule costruttive, in atti di governo a prova di ragionevolezza,  lontano dagli slogan. È la definizione di una politica di centro — concreta ed aperta, radicata e non radicale — che in Italia attende ancora di trovare il suo interprete autorevole.

Immigrazione, la Chiesa italiana alza la voce

Nel recente scambio di vedute tra la Presidente del Consiglio e Mons. Gian Carlo Perego, presidente della Fondazione Migrantes della Conferenza Episcopale Italiana e Arcivescovo di Ferrara, emerge un ulteriore segnale di distanza nelle complesse relazioni tra la destra al governo e la Chiesa italiana sul tema dell’immigrazione.

Le parole di Mons. Perego

La polemica è nata dalle dichiarazioni di Mons. Perego, rilasciate all’ADN Kronos dopo l’ennesima bocciatura, da parte della Corte di Giustizia europea, del protocollo Italia–Albania per la gestione di due centri di accoglienza. Secondo il presule, «l’ennesima sconfessione della politica migratoria del governo viene dalla Corte di giustizia europea, che condanna la possibilità di utilizzare i Centri in Albania perché non garantiscono la tutela dei richiedenti asilo». E, con toni ancora più netti: «Il balletto di decreti e leggi per utilizzare come hub, come centri di accoglienza e come CPR le strutture costose realizzate in Albania termina con questa dichiarazione della Corte europea, che non lascia margini ad altre, subdole manovre per allontanare il dramma dei migranti dai nostri occhi e dalla nostra responsabilità costituzionale».

Una posizione chiara, che riflette la linea della CEI e le sue proposte operative: più corridoi umanitari, maggiore integrazione sociale, ingressi legali, e l’abbandono della logica emergenziale.

La replica di Palazzo Chigi

Intervistata dal Corriere della Sera, la Presidente del Consiglio ha replicato con fermezza, respingendo l’accusa di subdola gestione e ribadendo la volontà dell’esecutivo di contrastare le organizzazioni criminali e far rispettare le leggi dello Stato. Ha poi invitato Mons. Perego «a maggiore prudenza nell’uso delle parole». Un richiamo che, nonostante i recenti insuccessi governativi sui dossier Albania e Almasri, conferma la linea dura dell’esecutivo.

Una sfida più ampia?

Il confronto tra la CEI e i governi italiani, in particolare di centrodestra, ha radici almeno ventennali: dai respingimenti in mare dei governi Berlusconi alle attuali politiche di sicurezza. Negli ultimi anni, le crescenti diseguaglianze tra Paesi sviluppati e aree povere del pianeta hanno reso la questione ancora più centrale nelle campagne elettorali europee, spesso oggetto di strumentalizzazione da parte della destra e dell’estrema destra.

Dietro lo scambio Meloni–Perego si profila dunque una sfida più ampia: da un lato, la costante campagna elettorale che la destra dedica all’immigrazione come tema identitario e mobilitante; dall’altro, la richiesta di scelte politiche lungimiranti, capaci di garantire inclusione, equilibrio demografico, tenuta del welfare e contrasto allo sfruttamento della manodopera.

Oltre il Piano Mattei

 Non sarà il Piano Mattei, pur animato da intenzioni positive, a incidere in modo risolutivo su un fenomeno globale come quello migratorio, che richiede invece un approccio complessivo a livello europeo, sostenuto anche dalle reti di solidarietà promosse dalla Chiesa cattolica e da altre realtà civili e religiose.

In vista delle elezioni del 2027, il dibattito è destinato a intensificarsi, con il rischio che il nesso immigrazione–sicurezza venga nuovamente piegato a finalità elettorali. La CEI, attraverso Migrantes e Caritas, appare determinata a mantenere alta la pressione per un approccio inclusivo e solidale, nel solco del Magistero.

Il Ponte nasce con la Dc, Salvini non lo sa

«Se il Ponte lo facesse un ministro del Pd sarebbe la più grande opera mai esistita». Così Matteo Salvini, leader della Lega e vicepremier, parlando al festival della Versiliana a Marina di Pietrasanta. A suo giudizio, «la politica ha fatto tutto ciò che poteva» e «è motivo di orgoglio per me portare a compimento qualcosa di cui si occuparono Craxi e Berlusconi, due grandi politici divisivi ma che guardavano lungo».

La vera origine: Rumor, Misasi e Mancini

In realtà, la storia del Ponte sullo Stretto non nasce negli anni ’80 e ’90, ma diversi anni prima. È il governo Rumor, nel maggio 1969, a dare l’impulso decisivo. Il ministro dei Lavori pubblici Giacomo Mancini (Psi), calabrese, bandisce il concorso internazionale di idee. Accanto a lui, nella compagine democristiana, il ministro Riccardo Misasi, anch’egli calabrese, sostiene con determinazione l’opera.

All’epoca il centro-sinistra attraversava già momenti di forte tensione interna; tuttavia, il rapporto di vertice tra Dc e Psi — anche fortemente dialettico — indirizzava e plasmava comunque le scelte della classe dirigente locale. Proprio sul Ponte, Misasi e Mancini fecero pesare la loro leadership in Calabria, legando l’intervento a una visione di sviluppo strategico per l’intero Mezzogiorno.

Dov’è la nuova classe dirigente del Mezzogiorno?

Da quella prima spinta sono passati oltre cinquant’anni, durante i quali il Ponte è stato oggetto di studi, progetti, società di scopo e innumerevoli stop. Il travaglio si è aggravato con il tumultuoso passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica, quando la crisi politico-istituzionale e l’avvento del bipolarismo radicalizzato determinarono per varie ragioni il ridimensionamento degli investimenti pubblici, rallentando drasticamente la realizzazione di tutte le grandi opere.

Ci sono motivi, al di là della retorica di Salvini, per attingere alla lezione del passato. Oggi, pur restando un’infrastruttura strategica per il Sud, il Ponte si colloca in una prospettiva più ampia: quella dell’asse integrato europeo dei collegamenti, una rete viaria, ferroviaria e infrastrutturale che punta a connettere il Mediterraneo al cuore del continente.

Chi difende questa prospettiva? Sul territorio mancano i Mancini e i Misasi: manca cioè una classe dirigente — De Luca sta uscendo di scena — in grado di orientare e dirigere un processo di modernizzazione del nostro Mezzogiorno.

Haaretz: Israele pronta a fermare l’offensiva su Gaza per un’intesa con Hamas

Haaretz — storico quotidiano israeliano, noto per le sue posizioni liberal e per l’attenzione alle questioni diplomatiche e dei diritti umani — riporta che la leadership politica israeliana sta valutando la possibilità di annullare o ritardare il piano di conquista di Gaza City, obiettivo militare da settimane al centro delle operazioni dell’IDF, se Hamas accettasse di fare concessioni significative. La decisione, tuttavia, dipenderebbe dalla disponibilità del movimento islamista a impegnarsi concretamente nei negoziati e a garantire il rilascio di un numero consistente di ostaggi.

Scetticismo sulle possibilità di intesa

Secondo lo stesso quotidiano, fonti israeliane interne al dossier ritengono “scarse” le probabilità di superare le divergenze ancora aperte. Hamas, per parte sua, condiziona ogni passo avanti alla cancellazione del piano di conquista di Gaza City, considerata un’operazione ad alto impatto simbolico e strategico. Le richieste palestinesi includono anche la cessazione delle operazioni militari su tutta la Striscia e non solo nella capitale amministrativa.

La mediazione del Cairo

A muovere i fili della trattativa è, in queste ore, Khalil al Hayya, capo negoziatore di Hamas, giunto al Cairo per incontri con l’intelligence egiziana. L’obiettivo è rilanciare il canale negoziale tra Hamas ed Egitto, con la partecipazione indiretta di mediatori qatarioti e statunitensi. Sul tavolo c’è un cessate-il-fuoco “estensivo”, che includerebbe la sospensione prolungata delle operazioni israeliane e un pacchetto di scambi di prigionieri. Le distanze maggiori riguardano la sequenza delle misure e le garanzie internazionali per l’attuazione.

Un contesto di pressioni incrociate

L’indiscrezione arriva a poche settimane dal fallimento dell’ultimo round di colloqui e mentre si moltiplicano le pressioni interne e internazionali sul governo Netanyahu. Nel gabinetto di guerra israeliano emergono differenze di linea: Netanyahu sarebbe aperto a valutare un compromesso se Hamas desse segnali concreti, mentre il ministro della Difesa Gallant resta contrario a qualsiasi rinuncia militare senza un chiaro progresso sul disarmo del movimento islamista.

Sul fronte internazionale, Stati Uniti e Unione Europea spingono per un accordo che stabilizzi la situazione a Gaza e faciliti l’accesso degli aiuti umanitari. Ma, al momento, il percorso resta incerto e fortemente condizionato dall’evoluzione sul campo.

M.O., Meloni sente Abbas: preoccupazione condivisa per decisioni Israele

Roma, 11 ago. (askanews) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto questo pomeriggio una conversazione telefonica con il presidente della Palestina, Mahmoud Abbas che ha tenuto a esprimere un sincero apprezzamento per il ruolo, nelle sue parole, “fondamentale” dell’Italia per il sostegno umanitario sinora assicurato e per le posizioni assunte. Lo riferisce una nota di palazzo Chigi, nella quale si precisa che il colloquio ha in particolare permesso al presidente Meloni di condividere la profonda preoccupazione per le recenti decisioni israeliane che appaiono andare verso un’ulteriore escalation militare e ribadire come la situazione umanitaria a Gaza sia ingiustificabile e inaccettabile.

In tale quadro, il presidente del Consiglio – si legge ancora nel comunicato del Governo – ha sottolineato ancora una volta la necessità di giungere immediatamente alla fine delle ostilità per poter continuare a fornire assistenza umanitaria a una popolazione civile allo stremo e condiviso con il presidente Abbas come Hamas debba rilasciare tutti gli ostaggi e accettare che non potrà avere un futuro nel governo della Striscia.

Il presidente Meloni ha anche riaffermato l’impegno italiano sul versante umanitario, attraverso l’iniziativa Food for Gaza, inclusi i lanci aerei di queste ore e l’evacuazione, ad oggi, di oltre 150 bambini bisognosi di cure, annunciando al presidente Abbas l’arrivo in Italia, nei prossimi giorni, di altri bambini che necessitano di cure mediche.

Nel corso della conversazione, il presidente del Consiglio ha infine confermato che l’Italia è pronta a fare la sua parte per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza, riaffermando la necessità di lavorare a un processo politico che conduca ad una pace giusta e duratura in Medio Oriente attraverso la soluzione dei due Stati.

Nel congedarsi – conclude la nota di palazzo Chigi – i due leader si sono dati appuntamento a New York, in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Trump: ci saranno scambi di territori tra Russia e Ucraina

New York, 11 ago. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo ad una domanda sul prossimo vertice con Vladimir Putin in Alaska sulla questione ucraina ha ribadito che la situazione “è molto complessa” e ha aggiunto che “ci saranno degli scambi, ci saranno dei cambiamenti territoriali”.

Trump ha aggiunto che “la Russia ha occupato una grande porzione dell’Ucraina. Hanno occupato un territorio di primaria importanza. Cercheremo di restituire parte di quel territorio all’Ucraina”.

Matteo Bocelli e Gianluca Grignani in Mi Historia Entre Tus Dedos

Milano, 11 ago. (askanews) – Matteo Bocelli e Gianluca Grignani insieme in un duetto speciale: “Mi Historia Entre Tus Dedos” è il nuovo singolo di Matteo che è già un successo: una nuova interpretazione de “La mia storia tra le dita”, iconico brano di Grignani del 1995, una pietra miliare della musica italiana che conferma il legame di Matteo con la tradizione musicale italiana. Il brano è il nuovo singolo di Matteo Bocelli, che dal prossimo 5 settembre sarà disponibile anche nella versione italiana, con una suggestiva reinterpretazione del testo originale, e anticipa il nuovo attesissimo album Falling In Love, in uscita il 12 settembre per Decca Records.

Un duetto inedito con una leggenda della musica italiana, una collaborazione che va oltre il semplice incontro tra due generazioni artistiche, nata dal personale desiderio di Matteo di reinterpretare insieme a Gianluca un classico amato e spesso riproposte in diverse versioni, ma mai cantato in duetto con l’autore originale. «Questo ragazzo ha una verità nella voce. Un talento che non si insegna. Quando mi ha scritto per dirmi che voleva incidere una mia canzone, ho sorriso. E quando mi ha invitato a salire sul palco con lui, al Teatro del Silenzio, per cantarla insieme… beh, lì non potevo dire di no» – ha detto Gianluca Grignani – «Non mi sarei mai mostrato prima dell’uscita del mio nuovo disco, ma questa… questa è una di quelle eccezioni che ti riportano al motivo per cui fai musica».

Il brano è stato presentato dal vivo per la prima volta lo scorso 24 luglio al Teatro del Silenzio di Lajatico, il celebre appuntamento annuale fondato da Andrea Bocelli, dove Matteo si esibito per la prima volta come headliner, segnando così un momento storico tanto per l’evento quanto per la sua carriera.

Registrato in Toscana con il produttore Martin Terefe (Shawn Mendes, Jason Mraz) e un ensemble di musicisti di livello internazionale, Falling In Love racchiude lo spirito delle origini e la magia del romanticismo senza tempo. L’album segna una nuova fase artistica per Matteo, fondendo l’eredità classica italiana con sonorità pop contemporanee. Matteo ha co-scritto tutti i brani originali, collaborando con autori di fama mondiale come Toby Gad (Beyoncé, John Legend), Iain Archer (Snow Patrol) e Johan Carlsson (Ariana Grande). Il risultato è una raccolta di canzoni che esplorano l’amore, la vulnerabilità e il legame umano, valorizzando non solo la voce di Matteo, ma anche il suo talento come pianista e musicista. Il prossimo autunno, Matteo Bocelli tornerà negli Stati Uniti per il Falling In Love World Tour, che prenderà il via l’11 settembre a New York al Gramercy Theatre e toccherà 14 città, tra cui Los Angeles il 16 settembre al The Sun Rose.

Afa, oggi "bollino rosso" per 7 città. Martedì per 11 e mercoledì per 16

Milano, 11 ago. (askanews) – Non si arresta l’ondata di afa e caldo sull’Italia. Secondo l’aggiornamento quotidiano del Ministero della Salute del Bollettino sulle ondate di calore, il numero di città da “bollino rosso” passerà dalle 7 di oggi alle 16 di mercoledì 13 agosto.

Oggi sono 7 le città da “bollino rosso” (Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina e Torino) e 9 quelle da “bollino arancione” (Campobasso, Genova, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Venezia, Verona e Viterbo).

Domani, martedì 12 agosto, le città da “bollino rosso” saliranno a 11 (Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino), mentre le città con “bollino arancione” scenderanno a 5 (Campobasso, Genova, Venezia, Verona e Viterbo)n Pescara e Venezia).

Il picco è atteso per mercoledì 13 agosto con 16 città da “bollino rosso” (Bologna, Bolzano, Brescia, Campobasso, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona, Viterbo), mentre soltanto Trieste sarà da “bollino arancione”.

– Il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili.

YouTube compie 20 anni: "Resta il social media più utilizzato"



Milano, 11 ago. (askanews) – YouTube festeggia vent’anni. La piattaforma è ancora in auge, resta il social media più utilizzato. Il segreto? I contenuti video di lunga durata. Kolsquare, azienda francese specializzata in Influencer Marketing e B Corp certificata, illustra i cambiamenti della piattaforma.

Su YouTube i micro influencer hanno in generale i tassi di coinvolgimento più alti; il motore di ricerca premia i video in base alla soddisfazione degli spettatori rispetto al tempo di visione; i video lunghi sono particolarmente adatti a podcast, proiezioni in TV e contenuti educativi; mentre gli shorts (video corti) generano miliardi di visualizzazioni al giorno e servono per spingere a consumare contenuti più lunghi.

YouTube ha 2,476 miliardi di utenti attivi a livello globale. È l’app Android con il maggior numero di utenti mensili nel mondo ed è la piattaforma social più frequentata, con un tempo medio di visione di 100 minuti al giorno (circa 50 ore al mese). Il 54% degli utenti sono uomini; il gruppo più attivo (12%) è costituito da uomini tra i 25 e i 34 anni; c’è una più ampia varietà di età rispetto ad altre piattaforme: quasi 1 su 10 (9%) ha più di 65 anni, e un terzo (33%) oltre 45 anni.

I dati di Kolsquare evidenziano che su YouTube ci sono meno influencer rispetto ad altre piattaforme: circa 343.338 influencer con almeno 5.000 follower, contro 2.567.031 su Instagram e 1.536.894 su TikTok. La distribuzione per paese e settore mostra la predominanza di categorie come ispirazione e lifestyle, bellezza, viaggi, musica, cultura, sport & fitness, famiglia, intrattenimento e salute & benessere. Su YouTube i creator con pubblici ampi producono contenuti spesso con budget elevati; mentre gli influencer su YouTube, specie i nano influencer, generano un Earned Media Value (EMV – copertura gratuita e generata spontaneamente dal bacino di utenza) medio più alto rispetto agli stessi su Instagram e TikTok. I tassi medi di coinvolgimento (ER) su YouTube risultano inferiori rispetto a Instagram e TikTok, ma i guadagni e l’EMV sono più alti per i top influencer.

L’algoritmo di YouTube, spiegano, non “spinge” i contenuti ma li “muove” verso lo spettatore giusto nel momento giusto; priorità è data alla soddisfazione degli utenti più che al solo tempo di visione (viene considerato il feedback come commenti, condivisioni, e proseguimento della visione); integra contenuti multiformato: corti, lunghi, live streaming, podcast, musica. YouTube si adatta alla stagionalità e trend, e utilizza modelli d’intelligenza artificiale avanzati per migliorare le raccomandazioni, analizzando tono ed emozioni dei contenuti per offrire suggerimenti più pertinenti.

Nel 2020, in risposta alla rapida crescita di TikTok, YouTube ha lanciato shorts, i cortometraggi molto efficaci. Sono orientati alle tendenze, facili da produrre, utili per accedere a un pubblico nuovo e molto apprezzati dai più giovani. Il numero di canali che caricano shorts è cresciuto del 50% su base annua fino al 2024; i video corti hanno oltre 2 miliardi di utenti al mese e generano 70 miliardi di visualizzazioni giornaliere e, ora che sono monetizzati, incoraggiano più creatori a utilizzare la piattaforma. I video lunghi hanno invece maggiore credibilità e risonanza emotiva; sono ideali per tutorial, vlog, approfondimenti prodotti, discorsi di pensiero; hanno una “vita lunga” grazie al SEO interno di YouTube che permette contenuti fruibili e rilevanti anche mesi o anni dopo la pubblicazione; sono particolarmente adatti per la proiezione su TV e grandi schermi, con oltre 1 miliardo di ore di visione al giorno. Secondo Cassandre Surelle di Team Lewis, YouTube è il secondo motore di ricerca più grande al mondo dopo Google, e i video possono generare visualizzazioni e conversioni molto a lungo termine rispetto ad Instagram o TikTok.

YouTube conta oltre 1 miliardo di utenti attivi mensili che seguono podcast sulla piattaforma. Inoltre, gli spettatori che guardano YouTube su TV superano quelli da dispositivi mobili. I podcast, un tempo limitati a piattaforme esclusivamente audio come Spotify o Apple Podcasts, hanno ora un volto su YouTube. La piattaforma è diventata il luogo preferito per i podcast, in particolare negli Stati Uniti. Canali come “Diary of a CEO” (10,1 milioni di iscritti) offrono contenuti di alta qualità con interviste e produzioni curate. I podcast sono facilmente trovabili via ricerca, raccomandazioni e playlist, facilitando la scoperta di contenuti simili e aumentando l’engagement. YouTube sulla TV.

Negli Stati Uniti, gli utenti guardano più YouTube su TV che su ogni altro dispositivo. A livello globale, si contano oltre 1 miliardo di ore al giorno di contenuti YouTube fruiti su TV. Michael Nathanson di Moffett Nathanson prevede che YouTube supererà Disney come “nuovo re dei media”. YouTube si adatta ai nuovi modelli di consumo della Gen Z e Alpha, offrendo esperienze rapide e mirate. Le funzioni collaborative come “Go Live Together” e “Watch With” permettono lo streaming di gruppo, mentre le analisi in tempo reale e la conservazione dei video on demand (VOD) garantiscono valore anche dopo la diretta. La piattaforma favorisce eventi come conferenze stampa e altre grandi occasioni più adatte alla fruizione su grandi schermi.

L’aumento di podcast e contenuti in stile televisivo modifica profondamente l’Influencer Marketing su YouTube. I video più lunghi favoriscono relazioni solide tra spettatori e creator, incrementano il tempo di visione, l’esposizione e la brand awareness. Il contenuto di alta qualità aumenta anche la credibilità e la fiducia nel brand, con uno storytelling audiovisivo efficace.

Sport, commedia e musica sono fra i generi più efficaci per raggiungere un pubblico ampio e variegato. Questo è utile anche per brand che hanno canali propri su YouTube. Un esempio è il ristorante londinese Fallow, che usa video dietro le quinte e contenuti educativi per creare connessione con il pubblico.

Nel 2025 YouTube ha potenziato notevolmente le sue politiche di protezione per gli utenti minorenni (circa 270 milioni nel mondo). Questi aggiornamenti mirano a garantire un consumo sicuro e consapevole dei contenuti.

Basket, Italia di bronzo agli europei femminili Under 20

Roma, 11 ago. (askanews) – Un’altra giornata da ricordare. E’ un’estate esaltante quella che sta vivendo la pallacanestro italiana, a livello Senior (Bronzo delle Azzurre al Pireo) e Giovanile: oggi a Matosinhos (Portogallo), infatti, la Nazionale Under 20 Femminile ha vinto la medaglia di Bronzo all’Europeo di categoria sconfiggendo nettamente la Svezia (84-51). Terzo podio per una nostra formazione Giovanile, dopo l’Oro vinto dall’Under 20 Maschile a Heraklion e il Bronzo ottenuto dall’Under 18 Maschile a Belgrado. Ricordando anche il successo della Nazionale Under 15 Maschile al recente Torneo dell’Amicizia. Il commento del presidente FIP Giovanni Petrucci: “Bello vedere i sorrisi delle Azzurre della Nazionale Under 20 Femminile con la medaglia di Bronzo al collo, complimenti a loro e allo Staff per l’ennesimo successo di un’estate senza precedenti. Il mio pensiero affettuoso va alla famiglia di Paola Mauriello, che oggi ci ha lasciato. Questa Medaglia nel mio cuore è anche per lei”. Le Azzurre sono scese in campo con un nastro in segno di lutto per la prematura scomparsa di Paola Mauriello, giocatrice della Nazionale e di tanti club del campionato italiano. (Foro Federbasket)

A Venezia82 fuori concorso il film "Rukeli" (nella sezione Orizzonti)

Roma, 11 ago. (askanews) – “Rukeli”, nato da un’idea dell’associazione chi rom e…chi no, scritto da Biagio Di Bennardo e Emma Ferulano, è un cortometraggio d’animazione che racconta la storia vera del pugile sinti tedesco che prese a pugni il nazismo, Johann Wilhelm Trollmann, morto nel campo di concentramento di Wittenberge, e divenuto il simbolo di tutte le storie di oppressione e di riscatto. Il corto sarà presentato nella sezione Orizzonti dell’82esima Mostra del Cinema di Venezia.

Prodotto da AntropicA, una co-produzione Sideways Studios, Film i Vaest in associazione con Mad Entertainment, in collaborazione con Rai Cinema, realizzata con il contributo di Film Commission Regione Campania, saràà distribuito a cura di Premiere Film.

Il corto fa parte del progetto europeo Tracer, Transformative Roma Art and Culture for European Remembrance, con capofila il Dipartimento di Scienze dell’Educazione UNIBO, volto a riscoprire la memoria del genocidio di rom e sinti durante il nazismo e nasce da un’idea sviluppata a Scampia, periferia nord di Napoli, attraverso i laboratori dell’associazione chi rom e… chi no, con il coinvolgimento attivo di un gruppo di ragazzi rom e napoletani.

A Napoli, chi rom e… chi no ha guidato giovani rom e non in un percorso di formazione e testimonianza, culminato in un viaggio ad Auschwitz. Qui hanno scoperto la storia del pugile sinti Johann Trollmann, detto Rukeli, simbolo di resistenza e identità.

La storia di Rukeli (che in lingua sinti significa “albero”), perseguitato dai nazisti, è diventata per i ragazzi del progetto un simbolo di resistenza contro ogni forma di discriminazione.

Dopo il viaggio ad Auschwitz, le loro esperienze quotidiane di antiziganismo si sono intrecciate con quella di Rukeli, morto in un campo nel 1944. L’associazione chi rom e… chi no ha scelto di raccontare la sua storia in un film corale, diretto da Alessandro Rak, nato dai laboratori artistici con giovani rom e studenti napoletani dell’Iti Galileo Ferraris di Scampia, per denunciare l’emarginazione e affermare dignità e memoria.

Alessandro Rak, uno dei maggiori esponenti del cinema di animazione italiano, è un fumettista, animatore e regista italiano, diplomato al CSC di Roma. Ha pubblicato fumetti e libri illustrati e ha diretto cortometraggi e videoclip musicali. Nel 2014 ha diretto il suo primo lungometraggio animato L’arte della felicità, prodotto da Mad Entertainment in collaborazione con Rai Cinema, presentato come Evento Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia. Dopo numerosi premi in vari festival internazionali, il film ha ottenuto il prestigioso Best European Animated Film agli European Film Awards. Gatta Cenerentola (2017), suo secondo lungometraggio, ha ottenuto due David di Donatello per il miglior Produttore e per i Migliori effetti visivi. Nel 2021 ha presentato al Festival di Locarno il suo terzo lungometraggio Yaya e Lennie – The Walking Liberty, selezionato poi in concorso al Festival Annecy. Nel 2022 ha realizzato la sigla animata della docu-serie L’Arte della Felicità diretta da Marco Mario De Notaris e nel 2023 dirige con Dario Sansone gli insert in animazione per il documentario 4 Giorni per la Libertà diretto da Massimo Ferrari. Nel 2024 ha presentato alla Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia il cortometraggio F II- Lo stupore del mondo.

Ue: 1,6 miliardi di proventi da asset russi congelati a sostegno dell’Ucraina

Milano, 11 ago. (askanews) – L’Unione europea ha ricevuto 1,6 miliardi di euro di profitti straordinari generati dagli interessi sui saldi di cassa derivanti da attività congelate della Banca centrale russa. Si tratta del terzo trasferimento verso l’UE, dopo una prima tranche consegnata nel luglio 2024 e una seconda tranche consegnata nell’aprile 2025. Lo comunica la Commissione europea, specificando che l’operazione risale a veneerdì.

Questi profitti straordinari provengono da beni congelati nell’ambito delle sanzioni europee alla Russia in risposta alla guerra di aggressione nei confronti dell’Ucraina. Mentre i beni stessi rimangono bloccati, spiega la nota, gli interessi sui saldi di cassa possono essere utilizzati per sostenere l’Ucraina. Il 90% delle prime due tranche è stato utilizzato per sostenere Kiev attraverso lo strumento europeo per la pace (EPF) e il 10% attraverso lo strumento per l’Ucraina. A partire da questa terza tranche, il 95% dei proventi sarà invece utilizzato per sostenere l’Ucraina attraverso il meccanismo di cooperazione per i prestiti all’Ucraina (Ulcm) e il 5% attraverso l’Epf.

L’Ulcm fornisce sostegno a fondo perduto per aiutare l’Ucraina a rimborsare il prestito di assistenza macrofinanziaria dell’UE e i prestiti erogati da istituti di credito bilaterali nell’ambito del meccanismo. Il sostegno totale sotto forma di prestiti nell’ambito del meccanismo ammonta a 45 miliardi di euro. Inoltre, l’Epf aiuta l’Ucraina ad affrontare le sue pressanti esigenze militari e di difesa.

M.O., Conte a Crosetto: parole non bastano a ripulirsi coscienza

Roma, 11 ago. (askanews) – “Le parole senza comportamenti conseguenti valgono poco. E di certo non bastano a ripulirsi la coscienza. Dopo 22 mesi, il ministro Crosetto dice che il Governo di Israele ‘ha perso ragione e umanità’ e che ‘vanno prese delle decisioni che obblighino Netanyahu a ragionare’. Bene, finalmente. Ma finora dove siete stati? Dov’eravate mentre era in corso di svolgimento un genocidio, con oltre 60mila palestinesi trucidati, tra cui 18mila bambini? Dove eravate mentre sistematicamente venivano uccisi giornalisti e reporter – ancora oggi – tutti scomodi testimoni di questa carneficina?”. Così il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, ha commentato, in un post sui suoi canali social, le parole del ministro della Difesa su Gaza.

“Dopo 22 mesi – ha proseguito l’ex premier – Crosetto scopre che il Governo ‘amico’ di Netanyahu ha perso la bussola, ha calpestato qualsiasi principio di umanità. E adesso, che anche lui ha capito quello che tutti gli italiani in buona fede e l’intero mondo hanno compreso da un pezzo, che succede? Che il nostro Governo va in pari con la propria coscienza? Che il silenzio complice a cui abbiamo sin qui assistito viene compensato e se mai cancellato da queste parole? Ministro Crosetto, innanzitutto, inviti Meloni a esprimersi chiaramente e a prendere le distanze dalle azioni del suo amico Netanyahu. Ma soprattutto dimostrate nei fatti che davvero vi siete pentiti della ignobile copertura politica e militare che fin qui avete offerto a un Governo genocida: strappate il memorandum per la cooperazione militare tuttora in corso, disponete con l’Europa l’embargo totale di tutte le forniture militari per e da Israele, adottate sanzioni economiche contro Netanyahu e i suoi sodali”.

“Di fronte al dramma umanitario più grande del nostro tempo le chiacchiere stanno a zero, ministro”, ha concluso Conte.

Il vertice Trump-Putin potrebbe tenersi in un resort a Girdwood

Roma, 11 ago. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l’omologo russo Vladimir Putin potrebbero incontrarsi in un resort di Girdwood, in Alaska: è quanto riporta il sito di Alaska Landmine, citando fonti militari.

Secondo il sito, la sede dei colloqui potrebbe essere l’Alyeska Resort Hotel, struttura nella quale non risulta più possibile effettuare prenotazioni.

Il vertice è fissato per il 15 agosto, e non è ancora esclusa la presenza – non tuttavia confermata – del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Vertice Trump-Putin potrebbe tenersi in resort a Girdwood

Roma, 11 ago. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e l’omologo russo Vladimir Putin potrebbero incontrarsi in un resort di Girdwood, in Alaska: è quanto riporta il sito di Alaska Landmine, citando fonti militari.

Secondo il sito, la sede dei colloqui potrebbe essere l’Alyeska Resort Hotel, struttura nella quale non risulta più possibile effettuare prenotazioni.

Il vertice è fissato per il 15 agosto, e non è ancora esclusa la presenza – non tuttavia confermata – del presidente ucraino Volodymyr Zelensky

Al Jazeera: Anas al-Sharif era l’unica voce rimasta a Gaza

Roma, 11 ago. (askanews) – “Anas stava facendo una cosa sola: stava raccontando e dando voce a chi non l’aveva all’interno di Gaza City, era l’unica voce rimasta”. Lo ha affermato alla Bbc il caporedattore di Al Jazeera Mohamed Moawad parlando del giornalista Anas al-Sharif, ucciso ieri sera a Gaza in un attacco israeliano insieme a quattro suoi colleghi dell’emittente.

“Sono morti dove dormivano” tra un incarico e l’altro, ha aggiunto Moawad riferendosi alla tenda posizionata fuori dall’ospedale al-Shifa di Gaza City, divenuta bersaglio del raid delle Forze di Difesa Israeliane.

Al Jazeera e i suoi giornalisti, ha sottolineato Moawad, sono oggetto di “una campagna diffamatoria” da parte del governo israeliano sin dall’inizio della guerra, con il primo ministro Benjamin Netanyahu che ha spesso accusato Al Jazeera di essere portavoce di Hamas.

Le Forze di Difesa Israeliane hanno ammesso l’attacco, sostenendo che il giornalista “era a capo di una cellula terroristica dell’organizzazione terroristica di Hamas ed era responsabile di attacchi missilistici contro civili israeliani e forze dell’Idf”.

Il governo israeliano – ricorda la Bbc – non consente alle organizzazioni giornalistiche internazionali di entrare a Gaza per fornire liberamente informazioni, quindi molte testate si affidano ai cronisti locali per la copertura mediatica.

Istat: a luglio aumentano i prezzi del carrello della spesa

Roma, 11 ago. (askanews) – L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (al lordo dei tabacchi) lo scorso luglio è aumentato dello 0,4% su base mensile e dell’1,7% su base annua (come nel mese precedente). Lo rende noto l’Istat confermando la sua stima preliminare.

“A luglio 2025 l’inflazione è stabile all’1,7%, per effetto di dinamiche opposte dei prezzi dei diversi aggregati” commenta l’Istituto d statistica “Tra i beni, si accentua la flessione tendenziale dei prezzi degli Energetici (-3,4% da -2,1% di giugno) e accelerano i prezzi nel settore alimentare (+3,7% da +3,3%). Nel comparto dei servizi, si registrano tensioni sui prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,3% da +2,9%) e dei Servizi vari (+2,2% da +1,6%), mentre decelerano quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+2,7% da +3,2%)”.

A luglio il tasso di variazione su base annua dei prezzi del “carrello della spesa” sale (+3,2% da +2,8%), prosegue Istat, mentre l’inflazione di fondo resta invariata a +2,0%.

Il Vesuvio brucia ancora

Roma, 11 ago. (askanews) – Proseguono da più di 48 ore le operazioni di spegnimento dell’incendio che sta interessando il Parco nazionale del Vesuvio. Imponente il dispositivo di soccorso del Corpo nazionale, in questo momento sono 80 i vigili del fuoco impegnati, con rinforzi giunti da Emilia Romagna, Toscana e Marche e dai comandi di Salerno e Caserta. Dalle prime luci dell’alba stanno operando anche 4 velivoli Canadair CL-415 dei vigili del fuoco. Questa notte le squadre a terra hanno operato per contrastare le fiamme sul versante Sud del Vesuvio, nei territori di Terzigno, Boscotrecase e Trecase.

Crosetto: il governo di Israele ha perso la ragione

Roma, 11 ago. (askanews) – “Quel che sta accadendo” a Gaza “è inaccettabile. Non siamo di fronte a una operazione militare con danni collaterali, ma alla pura negazione del diritto e dei valori fondanti della nostra civiltà. Oltre alla condanna bisogna ora trovare il modo per obbligare Netanyahu a ragionare”. Lo afferma in un’intervista alla Stampa il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Commentando la conferenza stampa di ieri del premier israeliano, Crosetto sottolinea che “un conto è liberare Gaza da Hamas, un conto dai palestinesi. La prima si può chiamare liberazione. Cacciare invece un popolo dalla sua terra è ben altro, e il termine usato mi pare del tutto improprio”.

Il problema, secondo Crosetto, è che il governo israeliano “non è disposto a dialogare perché ha assunto una linea fondamentalista e integralista. La legittima difesa di una democrazia di fronte a un terribile attacco terroristico subito non convince più. Siamo di fronte a un progetto di segno diverso: la conquista di un territorio straniero mettendo in conto una catastrofe umanitaria”.

“Penso – ha sintetizzato il ministro della Difesa – che l’occupazione di Gaza e alcuni atti gravi in Cisgiordania segnino un salto di qualità di fronte al quale vanno prese delle decisioni che obblighino Netanyahu a ragionare. E non sarebbe una mossa contro Israele, ma un modo per salvare quel popolo da un governo che ha perso ragione e umanità. Bisogna sempre distinguere i governi dagli Stati e dai popoli come dalle religioni che professano. Vale per Netanyahu, vale per Putin, i cui metodi, ormai, pericolosamente si assomigliano”.

Tuttavia, conclude Crosetto, riconoscere lo Stato di Palestina, non sarebbe un segnale politico adeguato: “Quello Stato non c’è e riconoscere uno Stato che non c’è rischia di trasformarsi solo in una provocazione politica in un mondo che muore di provocazioni. Va costruito un percorso per attuare la storica risoluzione Onu dei ‘due popoli, due Stati’, difendendo il diritto della Palestina ad esistere e avere uno Stato e quello di Israele a vivere in sicurezza”.

Morti e feriti in attacchi russi in Ucraina

Roma, 11 ago. (askanews) – Gli attacchi russi in Ucraina hanno provocato la morte di sette civili e il ferimento di almeno 47 nelle ultime 24 ore. Lo scrive il Kyiv Independent citando i bollettini delle autorità regionali. Nell”Oblast’ di Donetsk, gli attacchi russi hanno ucciso due civili e ne hanno feriti 11, secondo il governatore Vadym Filashkin. Gli attacchi russi contro l’Oblast’ di Kharkiv hanno causato la morte di una persona e il ferimento di cinque, tra cui un minore, ha dichiarato il governatore Oleh Syniehubov. Nell’Oblast’ di Kherson, quattro persone sono state uccise e sette sono rimaste ferite negli attacchi russi, secondo il governatore regionale Oleksandr Prokudin. Almeno 20 persone sono rimaste ferite in un attacco russo alla città di Zaporizhzhia con bombe aeree teleguidate, ha riferito il governatore Ivan Fedorov, mentre altre tre persone sono rimaste ferite negli attacchi russi contro l’Oblast’ di Dnipropetrovsk, ha riferito il governatore Serhii Lysak. Secondo l’aeronautica militare ucraina, scrive ancora il Kyiv Independent, le forze russe hanno lanciato 71 droni d’attacco tipo Shahed e droni esca contro l’Ucraina durante la notte. Le difese aeree ucraine hanno intercettato 59 droni russi, mentre 12 droni hanno colpito sei diverse località.

Raid di Israele su una tenda, morti 5 giornalisti di Al Jazeera

Roma, 11 ago. (askanews) – Anas al-Sharif, giornalista di spicco di Al Jazeera, precedentemente minacciato da Israele, è stato ucciso insieme a quattro colleghi in un attacco aereo israeliano. Al-Sharif, uno dei volti più noti di Al Jazeera a Gaza – scrive il Guardian – è stato ucciso nella tarda serata d ieri mentre si trovava all’interno di una tenda fuori dall’ospedale al-Shifa di Gaza City. In totale, sette persone sono rimaste uccise nell’attacco, tra cui al-Sharif, il corrispondente di Al Jazeera Mohammed Qreiqeh e i cameraman Ibrahim Zaher, Mohammed Noufal e Moamen Aliwa, riporta l’emittente. Le Forze di Difesa Israeliane hanno ammesso l’attacco, sostenendo che il giornalista “era a capo di una cellula terroristica dell’organizzazione terroristica di Hamas ed era responsabile di attacchi missilistici contro civili israeliani e forze dell’Idf”. Le Forze di difesa israeliane, scrive ancora il Guardian, hanno affermato di avere informazioni di intelligence e documenti trovati a Gaza come prova del suo ruolo in Hamas, ma i difensori dei diritti umani sostengono che Anas al-Sharif era stato preso di mira per il suo lavoro di reporter in prima linea sulla guerra di Gaza e che le affermazioni di Israele non trovano riscontri.

Definendo al-Sharif “uno dei giornalisti più coraggiosi di Gaza”, Al Jazeera afferma che l’attacco ha rappresentato “un disperato tentativo di mettere a tacere le voci in previsione dell’occupazione di Gaza”. “La prassi israeliana di etichettare i giornalisti come militanti senza fornire prove credibili solleva seri dubbi sulle sue intenzioni e sul rispetto della libertà di stampa”. Lo afferma il Comitato per la Protezione dei Giornalisti (Cpj) dopo l’uccisione del giornalista di Al Jazeera Anas al-Sharif, del collega corrispondente di Al Jazeera Mohammed Qreiqeh e dei cameraman Ibrahim Zaher, Mohammed Noufal e Moamen Aliwa, avvenuta ieri sera a Gaza City ad opera delle Forze armate israeliane.

I giornalisti sono civili e “non devono mai essere presi di mira”, ha aggiunto l’associazione auspicando che i responsabili di quanto avvenuto siano “perseguiti”. Le Forze di Difesa Israeliane sostengono che il giornalista “era a capo di una cellula terroristica dell’organizzazione terroristica di Hamas ed era responsabile di attacchi missilistici contro civili israeliani e forze dell’Idf”.

Crosetto:da Europa "volantino nazista"? Mosca ha familiarità si vede

Milano, 11 ago. (askanews) – Mosca definisce l’accordo scaturito dal vertice di Londra “un volantino nazista”? “Oramai vedo che i vertici del Cremlino utilizzano questo termine con frequenza quotidiana. Denota una familiarità che insospettisce”. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto in una intervista rilasciata a “La Stampa”.

Secondo il ministro “l’Europa ha espresso la posizione tenuta con convinzione in questi tre anni. È la posizione del diritto internazionale, quella per cui non si può imporre nulla a uno Stato sovrano ingiustamente invaso, ma toccherà ad esso decidere il perimetro accettabile di una trattativa di pace”.

Crosetto dichiara che “la posizione del diritto internazionale sarebbe la pedissequa ricostruzione di ciò che c’era prima, confini territoriali compresi. La realpolitik impone una flessibilità che, però, ovviamente, non può essere sinonimo di pura annessione di territori. Il quantum di flessibilità non può essere imposto all’Ucraina contro la sua volontà. Due Paesi forti non possono mettersi d’accordo sulla pelle del più debole. Il perimetro lo devono scegliere i contendenti”. Poi il giornalista suggerisce che per come sta prendendo forma, il vertice in Alaska “è un incontro su Zelensky e non “con” Zelensky. Per poi dire: ingoia il rospo sennò sei tu che non vuoi la pace”. Al che Crosetto replica: “L’Europa deve sostenere convintamente la partecipazione di Zelensky al vertice. Evidentemente non è questione di simpatia o antipatia verso la persona. Un vertice su un Paese aggredito richiede la presenza dei rappresentanti del Paese di quel popolo, gli unici veri titolari del loro destino. Non c’è accordo possibile senza il coinvolgimento e la firma dell’Ucraina”.

M.O., Crosetto: il governo di Israele ha perso la ragione

Roma, 11 ago. (askanews) – “Quel che sta accadendo” a Gaza “è inaccettabile. Non siamo di fronte a una operazione militare con danni collaterali, ma alla pura negazione del diritto e dei valori fondanti della nostra civiltà. Oltre alla condanna bisogna ora trovare il modo per obbligare Netanyahu a ragionare”. Lo afferma in un’intervista alla Stampa il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Commentando la conferenza stampa di ieri del premier israeliano, Crosetto sottolinea che “un conto è liberare Gaza da Hamas, un conto dai palestinesi. La prima si può chiamare liberazione. Cacciare invece un popolo dalla sua terra è ben altro, e il termine usato mi pare del tutto improprio”.

Il problema, secondo Crosetto, è che il governo israeliano “non è disposto a dialogare perché ha assunto una linea fondamentalista e integralista. La legittima difesa di una democrazia di fronte a un terribile attacco terroristico subito non convince più. Siamo di fronte a un progetto di segno diverso: la conquista di un territorio straniero mettendo in conto una catastrofe umanitaria”.

“Penso – ha sintetizzato il ministro della Difesa – che l’occupazione di Gaza e alcuni atti gravi in Cisgiordania segnino un salto di qualità di fronte al quale vanno prese delle decisioni che obblighino Netanyahu a ragionare. E non sarebbe una mossa contro Israele, ma un modo per salvare quel popolo da un governo che ha perso ragione e umanità. Bisogna sempre distinguere i governi dagli Stati e dai popoli come dalle religioni che professano. Vale per Netanyahu, vale per Putin, i cui metodi, ormai, pericolosamente si assomigliano”.

Tuttavia, conclude Crosetto, riconoscere lo Stato di Palestina, non sarebbe un segnale politico adeguato: “Quello Stato non c’è e riconoscere uno Stato che non c’è rischia di trasformarsi solo in una provocazione politica in un mondo che muore di provocazioni. Va costruito un percorso per attuare la storica risoluzione Onu dei ‘due popoli, due Stati’, difendendo il diritto della Palestina ad esistere e avere uno Stato e quello di Israele a vivere in sicurezza”.

La sedia vuota della politica

Diciamoci la verità. Soprattutto noi democristiani, o ex democristiani, che dir si voglia. E cioè, il Centro nella politica italiana – e ieri come oggi le cose non sono affatto cambiate – ha un senso, un ruolo, una funzione e una mission se è protagonista.

Una verità che i centristi conoscono bene

Detto con altre parole, nel sistema proporzionale come in quello maggioritario la “politica di centro” e il Centro contano nella misura in cui riescono a condizionare realmente il corso della politica italiana. Certo, nel sistema proporzionale le cose sono radicalmente diverse. Basti pensare all’esperienza dell’intera prima Repubblica per rendersene conto. Con la storia concreta della Dc, indubbiamente, ma non solo con la Dc.

Una stagione, quella del proporzionale puro, che però non è all’orizzonte e, di conseguenza, è inutile soffermarsi. Semmai, l’attenzione va richiamata sull’attuale sistema maggioritario, anche se con la correzione proporzionale. E quindi la riflessione va calata attorno agli attuali due schieramenti maggioritari: il centrodestra e la sinistra.

Nel centrodestra: ruolo debole e poco visibile

Ora, è inutile farsi illusioni. In entrambi questi schieramenti il Centro può giocare un ruolo se incide politicamente ed è decisivo, altrimenti – per dirla con Bettini – si riduce a essere una semplice e banale “tenda”.

Ma, per andare con ordine, non possiamo non evidenziare almeno due aspetti oggettivi. Nel campo dell’attuale maggioranza di governo, è inutile girarci attorno, la leadership politica, culturale e programmatica è esercitata da Giorgia Meloni. Una leadership che, al di là delle chiacchiere della propaganda avversa, è frutto di un innato carisma politico. E, come amava dire Donat-Cattin, “in politica il carisma o c’è o non c’è. È inutile darselo per decreto”.

Ma da quelle parti, è altrettanto evidente, il ruolo del Centro è ancora troppo debole per riuscire a condizionare realmente il progetto politico complessivo della coalizione. E sin quando questo ruolo politico non viene reso sufficientemente visibile, sarà la stessa alleanza a essere denominata di destra-centro, con il ruolo delle forze centriste destinato ad avere un peso inesorabilmente marginale e periferico.

Nel “campo largo”: il Centro come tenda

Nel campo dell’attuale “campo largo”, invece, il Centro semplicemente non esiste. Fuorché si voglia chiamare Centro il partito personale di Renzi che, come ormai sanno tutti, è costretto a insultare quotidianamente la Premier per avere piena cittadinanza nella coalizione e, soprattutto, per poter strappare i pochi seggi parlamentari – per sé e i “propri cari” – messi gentilmente a disposizione dagli azionisti della maggioranza.

Perché sono proprio questi azionisti i veri leader che distribuiscono politicamente le carte. E cioè, in ordine di peso elettorale: Schlein, Conte, Fratoianni/Bonelli/Salis e Landini. Per gli altri, come si suol dire, c’è solo posto in piedi.

E non è affatto un caso che la “gamba moderata” che si deve mettere in piedi in vista delle elezioni sia gestita, ideata, pianificata, organizzata e curata direttamente dal Pd, attraverso l’operazione di “taglio e cuci” coordinata dal solito stratega delle alleanze, l’ex comunista (?) Goffredo Bettini. Appunto: da quelle parti, per il Centro, la collocazione individuata è in una “tenda”, o accampamento, o rifugio. È persin inutile commentare ulteriormente il peso politico che gli viene riconosciuto.

Calenda e la sfida centrista

Paradossalmente, almeno sino ad oggi, chi può declinare con maggiore coerenza e determinazione un progetto politico centrista è Calenda con il suo partito. Finché resiste, com’è ovvio.

Ecco perché, quando parliamo di futuro del Centro e della “politica di centro”, dobbiamo essere consapevoli che tale categoria, e quindi il progetto politico, avranno un senso e una mission credibili solo quando riusciranno a essere protagonisti – come partito o all’interno di una coalizione.

Altrimenti, e purtroppo, si tratta semplicemente di una blanda evocazione e di un richiamo perlopiù virtuale.

Alaska, ferragosto e diplomazia: Trump e Putin al gelo

Si è deciso che l’incontro tra Trump e Putin debba essere in Alaska e non a Roma come si era anche inizialmente ipotizzato. C’è una differenza di cultura e di storia tra le due località ed è probabile che la scelta della terra dei ghiacci sia più ragionevole perché in certe situazioni occorre stemperare i bollenti spiriti del confronto.

In questo periodo nello Stato americano siamo attorno ai 12 gradi e, se non ci si sbrigasse a trovare un accordo, d’inverno si raggiungono i -55 gradi andando oltre le procedure di raffreddamento a cui si fa ricorso in questo tipo di vicende.

Il clima potrebbe indurre le parti a trovare velocemente una intesa che ha del singolare. Trump potrebbe partire con un leggero vantaggio psicologico.

Fu la Russia, a corto di pecunia, a vendere agli USA a fine del secolo ‘800 l’Alaska per una modesta manciata di dollari. Diversamente ora potrebbe avere voglia di rifarsi e imporre le sue condizioni per la pace con l’Ucraina.

Zelensky, il convitato di pietra

A questo proposito sembra infatti che non sia previsto il convitato di pietra. Sembra proprio che Zelensky resterà a casa o con il naso schiacciato contro i vetri per capire come si stanno mettendo le cose.

In una celebre opera di Mozart il convitato di pietra è il personaggio del Commendatore che viene ucciso da Don Giovanni. La vittima tornerà in forma di statua per punire il suo assassino rappresentando la giustizia divina.

Un motivo per cui sarebbe bene Zelensky sia presente al gran colloquio essendo difficile immaginare che il diretto interessato sia messo fuori dalla porta in attesa che qualcuno gli dica se vivere o morire.

Il peso eterno della terra

L’Alaska è il paese della “terraferma” che non trema davanti ai compiti che gli sono assegnati, forte della sua natura che la rende gelidamente impassibile di fronte ad ogni avversità.

I leaders si vedranno il giorno di ferragosto, forse volendo dimostrare che loro non tengono conto delle ferie di Augusto e tanto meno si fermano in estasi per contemplare l’assunzione della Madonna in cielo. Loro sono gente di manovra e di sostanza. Hanno da giocare al gran risiko delle terre da spartirsi con il rischio che per chiudere il puzzle manchi un pezzo finale che si è smarrito da qualche parte.

La terra è ciò che è secco, che si contrappone allo scorrere dell’acqua che anche negli stagni soffre comunque di un minimo tremore, un flebile movimento che è segno di vita. La terra è un agguato continuo, può farti restare all’asciutto mentre tenti di possederla. Ti fa morire di arsura. Mentre ti si concede, ti condanna a morte.

È sempre per la terra che gli uomini ingaggiano guerre, occupano spazi, si accalcano in casa d’altri nella certezza che la comodità sia il solo valore a cui ispirarsi. Gli uomini considerano l’oro solo perché è un metallo più raro degli altri, ma resta comunque e solo un metallo al pari del ferro o del piombo. Una zolla è sempre una zolla, dal tedesco “zolle”, una massa compatta di sterco e non molto di più.

Sempre primitivi

La modernità e la tecnologia ancora non ci hanno regalato altra prospettiva che sempre e soltanto l’accumulo di terra. Siamo sempre in attesa, semmai verrà, di una nuova era dove la rotta non sia né la terra e neppure gli spazi celesti ma la quiete dell’animo che richiede ingredienti ancora da accettare e che appaiono allo stato insopportabili.

Abbiamo infettato anche la zanzara West Nile che non si accontenta più di stare in Uganda ma se ne è andata a spasso per il mondo a mietere danni. Siamo ancora, piaccia o no, primitivi e nulla di più.

La Russia inventata: come Mosca riscrive la sua storia

A gennaio di quest’anno era uscito in Russia un libro dal titolo “Alla ricerca dell’antichità russa”, scritto dallo storico trentaseienne Konstantin Pakhaljuk, che dopo una brillante carriera in tante università russe e all’estero è stato infine bollato come “agente straniero” e costretto a riparare in Israele. Il libro è stato subito ritirato dalla vendita dopo la denuncia da parte del movimento ultra-conservatore delle “Quaranta quarantine”, in una fase di censura sempre più rigida di qualunque pubblicazione che non rispetti la politica statale e la proclamazione dei “valori tradizionali”.

Nel caso specifico il libro è stato accusato di “offesa sacrilega alla nostra Patria”, ma alcune copie hanno comunque raggiunto le biblioteche moscovite, e come ai tempi sovietici si diffonde in forma di samizdat, non più ricopiandolo a matita sottobanco, ma riprendendolo con la videocamera del telefono. Il “sacrilegio” dell’autore russo-israeliano consiste in realtà nel tentativo di chiarire le questioni aperte circa la vera identità russa, al di là delle dichiarazioni formali e altisonanti, che sono state molto ripetute in occasione del recente anniversario del Battesimo della Rus’ di Kiev.

La politica della memoria nelle province

Una domanda cruciale riguarda la “politica della memoria” nella provincia, nelle cento regioni della Federazione russa in cui vivono duecento etnie piccole, grandi e piccolissime. Che cosa in verità “ricordano” le regioni della “grande storia russa”, fino a che punto si identificano con essa? Quanto della “russicità” dipende davvero dalla “antichità russa”?

Non senza una buona dose di ironia, Pakhaljuk osserva che gli attuali “Z-patrioti”, i sostenitori della guerra della Russia contro il mondo intero, non sono molto propensi ad approfondire le questioni del passato per evitare incertezze e contraddizioni, e quindi questo compito se lo deve assumere un “agente straniero”, più libero da pregiudizi e schemi mentali.

Oltre il neo-medievalismo

Lo sguardo dello storico sul “neo-medievalismo” russo non vuole essere solo un “ritorno al passato”, lasciandosi trascinare da nostalgie e modelli idealizzati, alla ricerca delle proprie radici. Konstantin intende ampliare la prospettiva, offrendo una visione della storia russa “de-centralizzata”, che tenga conto di tanti fattori diversi, cosa particolarmente importante nel contesto degli eventi attuali.

Uno degli elementi che sollecitano molto la sensibilità sia dei vertici che delle varie popolazioni locali, infatti, è la crescita di un nazionalismo russo radicale a fronte dei vari nazionalismi etnici minori, che si esprimono in tante forme differenti. Pakhaljuk però non intende confrontare l’etnia russa con le altre, ma si concentra proprio sul livello di “russicità” delle regioni propriamente russe, come le 12 regioni della Russia centrale oltre a Mosca, quelle di Smolensk, Rjazan, Velikij Novgorod, Tver, Vladimir, Brjansk, Ivanovo, Kaluga, Orel, Kostroma, Tula e Jaroslavl.

Chi è il “vero russo”?

Quale di queste è la più russa, considerando che Mosca è sorta dopo quasi tutte le altre? Lo stesso attributo di “russo” viene collocato accanto a figure sociali, professionali o religiose: il contadino russo, il mercante russo, il nobile russo o il russo ortodosso. Molte di queste definizioni si riferiscono propriamente al territorio, alle storie delle città e dei principati, agli oggetti e alle strutture che esprimono l’anima russa, dai vari Cremlini alle sacre icone, ma è come se sfuggisse alla classificazione proprio “l’uomo russo”.

In buona parte questa memoria è stata cancellata nel “giogo sovietico” del XX secolo, e ogni tentativo di restaurarla appare piuttosto confuso e artificioso, tanto che nella retorica di Stato la “identità russa” sembra sovrapporsi principalmente alla “identità sovietica”, come nel caso dello stesso zar-presidente ed ex-capo del Kgb, Vladimir Putin, e perfino del patriarca Kirill (Gundjaev), anch’egli noto ex-agente del Kgb.

L’identità russa tra provincialismo e mito imperiale

Spesso si esaltano nelle ricostruzioni storiche i personaggi che dalla provincia si sono distinti a livello nazionale (sovietico, federale), come i grandi della rivoluzione, Vladimir Lenin che proveniva dalla borghesia meridionale di Simbirsk, per non parlare dell’ebreo ucraino Lev Trotskij o del georgiano Josif Stalin. In fondo, gli zar Romanov avevano perso la purezza genetica russa fin dal Settecento, e l’ultimo imperatore Nikolaj II aveva meno di un decimo di sangue russo.

L’identità russa appare in questa retrospettiva come una forma di provincialismo, vista la diversità etnica dei suoi eroi, di cui l’ultimo vero russo proveniente dalle profondità della Siberia fu il monaco auto-chiamato alle vette dello spirito, Grigorij Rasputin.

La “coscienza russa universale”

Proprio per questo uno degli scopi ideologici dell’attuale dirigenza del Cremlino è quello di instillare nella popolazione una vera “coscienza russa universale”, superando le divisioni e il senso di marginalità tipico di un popolo disperso su un territorio sempre pieno di insidie, a meno di dominarlo con una proiezione ancora più vasta e senza confini.

Il “vero russo” non sopporta di essere escluso o emarginato, ha bisogno di sentirsi sempre “al centro”.

Musei e miti locali

Nell’ultimo decennio sono stati aperti in Russia oltre un centinaio di musei locali, dedicati non solo alla retorica bellica e agli eroi militari locali, ma anche al desiderio di “iscriversi all’antichità russa”, ribadendo a livello regionale l’ansia di superare l’insignificanza nazionale, federale e globale, magari appellandosi a qualche vaga citazione nei manoscritti delle cronache più vetuste.

La città nord-occidentale di Pskov esalta i 1.100 anni della sua storia iniziata più di cinquanta anni prima del Battesimo di Kiev. Oppure la città di Jaroslavl nella Russia centrale, che si fonda sulla leggenda del principe Jaroslav il Saggio, figlio di Vladimir, che sconfisse un orso a mani nude.

Tra leggenda e storia effettiva

Queste storie arcaiche e fantasiose in realtà non corrispondono allo sviluppo effettivo di queste città e regioni, la cui attività storica risale al massimo a 5-600 anni fa. La stessa Mosca cominciò a imporsi dopo il 1300 e divenne centro imperiale con Ivan il Terribile a metà Cinquecento, quando si diffuse l’ideologia della “Terza Roma”.

Come afferma Pakhaljuk, la “antichizzazione artificiale” è la vera chiave di lettura dei russi di oggi, e anche dei secoli precedenti: la voglia di essere i primi, i più “tradizionali” e originari, senza voler ammettere di aver ricevuto tutto dagli altri, sia da Occidente che da Oriente.

Oltre i miti dorati

In questo modo si svuota di significato anche la reale antichità della Russia, testimoniata da importanti monumenti architettonici come nella grande Novgorod, a Pskov e a Vladimir, o davanti allo splendido Cremlino di Nižnij Novgorod. Non servono i “miti dorati” per comprendere il valore di queste testimonianze storiche, così come la vera identità storica si comprende nelle relazioni tra i tanti centri provinciali, europei e asiatici.

La Russia che abbiamo perso

In tutti i musei locali, e nelle narrative sovrapposte della propaganda, si diffonde il culto della “Russia-che-abbiamo-perso”, sublimando con le epoche lontane anche la nostalgia per la grandezza sovietica. Il ritorno al passato è il contenuto fondamentale dello spirito patriottico, che giustifica le repressioni contro gli “agenti stranieri” e la guerra contro la distruzione dei “valori tradizionali”, per esaltare un mondo russo che forse non è mai esistito, almeno non come viene raccontato ai cittadini nelle favole della propaganda di Stato.

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Le Vele del Panda: un’estate in barca per proteggere il Mediterraneo

La prima parte della stagione 2025 del progetto Le Vele del Panda, promosso dal WWF Italia con WWF Travel e Sailsquare, conferma il successo di un’iniziativa che trasforma semplici crociere in barca a vela in veri laboratori galleggianti per la tutela della biodiversità marina.

Nei primi mesi dell’anno, in 112 giornate di monitoraggio, ricercatori WWF e 204 partecipanti hanno registrato oltre 170 avvistamenti di megafauna marina, contribuendo a una delle più ampie raccolte di dati di citizen science in Italia.

Un mare ricco di incontri spettacolari

Gli avvistamenti includono 4 balenottere comuni (Balaenoptera physalus), 2 capodogli (Physeter macrocephalus), 86 stenelle striate, 27 tursiopi, 5 zifi, 3 grampi, 1 diavolo di mare mediterraneo (in pericolo di estinzione), 21 pesci luna, 27 tartarughe marine comuni e 1 pesce spada.

Dati che confermano la straordinaria varietà di specie del Mediterraneo, ma anche la necessità di un monitoraggio continuo per fronteggiare minacce come collisioni, plastica, pesca eccessiva, bycatch, inquinamento e cambiamenti climatici.

Un modello innovativo nato nel 2020

Dal 2020, Le Vele del Panda propone un modello unico di citizen science applicata alla conservazione marina: adulti, famiglie e studenti affiancano le Guide Whale Watching WWF in attività di ricerca scientifica, documentando ogni avvistamento con foto, coordinate e note comportamentali. Tutti i dati confluiscono in un database scientifico, diventando strumenti preziosi per studiare distribuzione e abbondanza delle specie.

Rotte tra i santuari della biodiversità

Le imbarcazioni a vela, a basso impatto ambientale, navigano in alcune delle aree più importanti per la biodiversità mediterranea: Santuario Pelagos, Arcipelago Toscano, Mar Ligure, Costa Azzurra, Tirreno meridionale e Mar Ionio.

Durante le crociere, i partecipanti imparano tecniche di osservazione diretta, foto-identificazione dei cetacei, registrazione dei comportamenti e uso di strumenti scientifici di bordo.

Mare, scienza e responsabilità

Non si tratta solo di avvistamenti spettacolari, ma di un’esperienza che unisce rigore scientifico, educazione ambientale e turismo responsabile. Ogni viaggio diventa un’occasione per rafforzare il legame tra le persone e il mare, offrendo una prospettiva nuova e concreta sul valore della sua tutela.

Ucraina, JD Vance: accordo scontenterà sia i russi sia gli ucraini

Roma, 10 ago. (askanews) – “Se prendiamo in considerazione l’attuale linea di contatto tra Russia e Ucraina, cercheremo di trovare un accordo negoziato con cui ucraini e russi possano convivere, con cui possano vivere in relativa pace, dove le uccisioni” reciproche “finiscano. Non renderà nessuno molto felice, e probabilmente sia i russi sia gli ucraini alla fine rimarranno scontenti”. Lo ha affermato, parlando del lavoro dell’amministrazione Usa per trovare una soluzione al conflitto in Ucraina, il vicepresidnete Usa J.D. Vance in uno stralcio della sua intervista a Fox News pubblicato su X.

Netanyahu ha detto che andrà avanti con l’occupazione di Gaza

Roma, 10 ago. (askanews) – “Contrariamente a quanto si dice” il mio piano per prendere il controllo di Gaza City “è il modo migliore per porre fine alla guerra, e il modo migliore per porvi fine rapidamente”Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una conferenza stampa per i media internazionali.

“Lo faremo innanzitutto – ha spiegato il premier israeliano – consentendo alla popolazione civile di lasciare in sicurezza le aree di combattimento verso zone sicure designate, dove riceveranno cibo, acqua e cure mediche in abbondanza, come abbiamo fatto in precedenza”, perchè “contrariamente a quanto si dice, la nostra politica durante tutta la guerra è stata quella di prevenire una crisi umanitaria, mentre la politica di Hamas è quella di crearla. Dall’inizio della guerra, Israele ha permesso l’ingresso di quasi due milioni di tonnellate di aiuti. Non conosco nessun altro esercito che abbia permesso che una tale quantità di aiuti arrivasse alla popolazione civile in territorio nemico. Ora, se avessimo adottato una politica della fame, nessuno a Gaza sarebbe sopravvissuto dopo due anni di guerra. Ma la nostra politica è stata esattamente l’opposto”, ha assicurato Netanyahu.