Home Blog Pagina 339

Ucraina, Schlein: al tavolo Usa-Russia siedano anche Kiev e la Ue

Roma, 10 ago. (askanews) – “Non è possibile escludere l’Ucraina dal negoziato perché questo vanificherebbe la possibilità di costruire una pace vera e giusta. Ecco perché a quel tavolo non possono sedersi solo gli Stati Uniti e la Russia, ma ci devono essere anche l’Ucraina e l’Unione europea, unita e compatta nel sostenere le ragioni di chi ha subito l’invasione criminale e a fare valere in quel negoziato l’interesse strategico ad una pace giusta e duratura così come gli interessi di sicurezza ucraini ed europei”. Lo afferma in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.

Tajani: l’invasione di Gaza può essere un Vietnam per Israele

Roma, 10 ago. (askanews) – “Assolutamente sì”: l’Italia condanna l’invasione di Gaza. Lo ribadisce in un’intervista al Messaggero il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

“Questa carneficina – prosegue Tajani – non può continuare. E l’invasione di Gaza rischia di trasformarsi in un Vietnam per i soldati israeliani. Se i vertici dell’esercito hanno perplessità un motivo c’è. Non è questa la via”, anche perchè “ogni tentativo di annessione di una parte della Striscia o della Cisgiordania mina alla base la costruzione di uno Stato palestinese. E rafforza la causa terroristica di Hamas”. Secondo Tajani servono “diplomazia e negoziati. Hamas deve restare fuori da qualsiasi soluzione, l’Autorità palestinese è l’unico interlocutore possibile. Serve ora una missione Onu a guida araba per riunificare lo Stato palestinese. L’Italia è pronta a partecipare”.

Per il ministro degli Esteri la diplomazia “aiuta a mettere pressione” a Israele. “Siamo a favore di aumentare le sanzioni europee contro i coloni israeliani violenti. Ricordo che dal 7 ottobre di due anni fa l’Italia non vende armi a Israele”, sottolinea Tajani.

In arrivo "Il mio giorno preferito" nuovo singolo di Eros Ramazzotti

Milano, 10 ago. (askanews) – A distanza di tre anni dal più recente lavoro discografico e dopo aver annunciato il viaggio musicale “Una storia importante World tour”, Eros Ramazzotti pubblica venerdì 22 agosto il nuovo singolo Il mio giorno preferito (Mi día preferido) su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica in Italia e nel mondo per Columbia Records/Sony Music Italy su licenza Eventim Live International.

Scritto da Eros Ramazzotti, Edoardo D’Erme, Tommaso Paradiso, CanovA, Antonio Cirigliano e prodotto da CanovA – in versione italiana e spagnola – Il mio giorno preferito è un brano pop dallo spirito contemporaneo che conferma ancora una volta la capacità di Eros di rinnovarsi. Tra solitudine e desiderio di evasione, Il mio giorno preferito è una rinascita affettiva che trasforma l’ordinario in qualcosa di speciale parlando al cuore senza perdere contatto con il presente.

In occasione dell’uscita del nuovo singolo, Eros Ramazzotti lancia un contest mondiale esclusivo che permetterà al vincitore di partecipare al World Tour Gala Première previsto il 17 ottobre allo Ziggo Dome di Amsterdam. Per accedere al contest bisognerà pre-salvare Il mio giorno preferito (pre-save al via oggi 1° agosto) al seguente link:

https://forms.sonymusicfans.com/campaign/sxdjvcfuvh/

“Una storia importante World tour” inizierà a febbraio 2026 (prodotto e distribuito da Friends & Partners-Eventim e RadioRama) e sarà anticipato dal doppio appuntamento del 17 e 18 ottobre 2025 allo Ziggo Dome di Amsterdam per l’esclusivo e unico World tour gala première. Il tour, diviso in 4 leg, toccherà 30 Paesi tra Europa intera, Nord America-Canada e America Latina decretando anche l’attesissimo ritorno di Eros Ramazzotti negli stadi italiani. I biglietti sono disponibili su www.ramazzotti.com e www.friendsandpartners.it.

Zelensky: pieno sostegno alla dichiarazione dei Paesi europei

Roma, 10 ago. (askanews) – “L’Ucraina apprezza e sostiene pienamente la dichiarazione del Presidente Macron, del Primo Ministro Meloni, del Cancelliere Merz, del Primo Ministro Tusk, del Primo Ministro Starmer, della Presidente Ursula von der Leyen e del Presidente Stubb sulla pace per l’Ucraina”. Lo scrive in un post su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“La fine della guerra deve essere giusta e sono grato a tutti coloro che oggi si schierano al fianco dell’Ucraina e del nostro popolo per il bene della pace in Ucraina, che difende gli interessi vitali di sicurezza delle nostre nazioni europee”, aggiunge Zelensky.

Zuppi (Cei): leggeremo tutti i nomi dei bambini uccisi dal 7 ottobre

Milano, 10 ago. (askanews) – “Se a Gaza si calpesta la vita, il 14 agosto, vigilia dell’Assunta, a Montesole leggeremo tutti i nomi dei bambini uccisi il 7 ottobre e dal 7 ottobre. Vogliamo ricordarne i nomi uno per uno, per onorare ognuno di loro e strapparlo all’anonimato. Nessuno è un numero. Ogni persona ha un nome, la sua identità. Tutti hanno pari dignità”. Lo ha detto, come riportato da La Stampa, il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, presidente della Cei e inviato papale per il conflitto russo-ucraino. “Per la Terra Santa come tra Russia e Ucraina l’unica via davvero percorribile è mettersi attorno a un tavolo per giungere il prima possibile a un cessate il fuoco. La domanda che ci deve inquietare davanti a tanta enorme sofferenza, riassunta nelle lacrime di un bambino o di una madre che piange perché è avvolto in un sudario, è se abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare per la pace”.

“Senza pace – ha aggiunto Zuppi – non c’è domani né in Terra Santa né nel mondo; la guerra è la fine di tutto e per tutti. Dalla pandemia del Covid siamo usciti unendo gli sforzi, dalla pandemia della guerra non ci salveremo da soli e senza autocoscienza dei propri limiti. Dipende dai governanti ma anche da tutti noi, evitando pericolose parole di odio e ignoranza, nutrite dalla logica della guerra ma anche che la alimenta. Orientiamo la nostra vita al dialogo e alla relazione con gli altri e non contro. Altrimenti si estendono a macchia d’olio la guerra mondiale a pezzi, la brutalità della sopraffazione, il deserto di umanità. La violenza non può vincere la violenza e ne semina altra”.

C’è un grande caldo anomalo sull’Italia

Milano, 10 ago. (askanews) – L’estate torna a farsi rovente con l’arrivo di una nuova ondata di calore che investirà tutta l’Italia; le temperature si porteranno ben oltre le medie climatiche almeno fino a Ferragosto. Secondo iLMeteo.it la fase meteo climatica anomala, l’ennesima di questa stagione estiva, innescata dall’anticiclone subtropicale di origine africana denominato Caronte. Il nome deriva dalla mitologia greca: Caronte era infatti il traghettatore delle anime nell’aldilà, colui che le conduceva attraverso i fiumi infernali, e la scelta di questo appellativo è legata alla sua funzione di “traghettare” le persone dal caldo “normale” verso un caldo estremo.

Nel dettaglio, già da domenica 10 agosto, oltre all’estrema stabilità atmosferica con tanto sole su tutta l’Italia, sono previste temperature roventi in particolare sulle pianure del Nord ed in Toscana. Le città più calde saranno Firenze, Prato, Parma, Reggio Emilia e Mantova dove si potranno toccare punte massime fino a 39-40°C. L’anticiclone africano farà sentire la sua potenza anche sul resto del Paese con valori diffusamente oltre i 36°C durante le ore pomeridiane.

Attenzione poi alle notti tropicali che da domenica e per buona parte della prossima settimana interesseranno molte delle nostre città, dalle pianure alle coste. Si tratta di un indicatore climatico che identifica le notti con temperatura minima maggiore di 20°C. È un valore internazionale definito dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) e serve per monitorare i cambiamenti climatici in atto. Infatti, come conferma l’ultimo Rapporto sul clima del XXI secolo de iLMeteo.it, negli ultimi decenni stiamo assistendo a un numero sempre più crescente di queste notti, a sottolineare il processo di riscaldamento climatico che interessa anche il nostro Paese.

Questa fase rovente ci terrà compagnia almeno fino a Ferragosto con tanto sole e temperature ben oltre i 35-36°C in molte delle nostre città; le uniche precipitazioni saranno relegate alle zone montuose (specie Martedì 12 e Mercoledì 13). Solamente verso l’ultima decade del mese l’anticiclone africano Caronte potrebbe perdere potenza.

In Israele decine di migliaia ieri in piazza contro il piano su Gaza

Roma, 10 ago. (askanews) – Decine di migliaia di manifestanti si sono radunati ieri sera a Tel Aviv e in altre città di Israele per chiedere un accordo per il rilascio degli ostaggi e un cessate il fuoco prima che le Forze di difesa del Paese lancino l’operazione voluta dal governo Netanyahu per prendere il controllo di Gaza City, mentre le famiglie degli ostaggi hanno indetto uno sciopero generale contro il piano che, sostengono, segnerà la fine dei loro cari ancora detenuti da Hamas.

Le proteste, tra le più grandi degli ultimi mesi – scrive il Times of Israel -, giungono a pochi giorni dalla decisione del governo di conquistare la più popolosa città della Striscia nonostante le obiezioni dell’esercito, secondo cui la mossa metterà a serio rischio gli ostaggi, esporrà inutilmente ai pericoli i soldati e aggraverà la crisi umanitaria a Gaza.

“Sventola una bandiera rossa sulla decisione del governo di sacrificare i nostri cari”, ha dichiarato il Forum della famiglie degli ostaggi in un comunicato stampa diffuso prima delle manifestazioni di ieri. Il Forum ha esortato il governo: “Raggiungete un accordo globale sulla presa degli ostaggi, fermate la guerra, riportateci indietro i nostri cari: il loro tempo è scaduto”.

Il Forum delle Famiglie, che rappresenta la maggior parte delle famiglie degli ostaggi, segnala ancora il Times of Israel, ha tenuto raduni anche a Tel Aviv, Gerusalemme, al bivio di Shaar HaNegev nel sud e a Kiryat Gat, con raduni più piccoli in decine di altre località.

Papa Leone XIV: non perdere nessuna occasione per amare

Milano, 10 ago. (askanews) – “Oggi nel Vangelo Gesù ci invita a riflettere su come investire il tesoro della nostra vita, dice: ‘Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina’. Ci esorta, cioè, a non tenere per noi i doni che Dio ci ha fatto, ma a impiegarli con generosità per il bene degli altri, specialmente di chi ha più bisogno del nostro aiuto. Si tratta non solo di condividere le cose materiali di cui disponiamo, ma di mettere in gioco le nostre capacità, il nostro tempo, il nostro affetto, la nostra presenza, la nostra empatia”. Lo ha detto Papa Leone XIV prima della recita dell’Angelus. “Tutto ciò che fa di ciascuno di noi, nei disegni di Dio, un bene unico, senza prezzo, un capitale vivo, pulsante, per crescere chiede di essere coltivato e investito, altrimenti si inaridisce e si svaluta. Oppure finisce perduto, in balìa di chi, come un ladro, se ne appropria per farne semplicemente un oggetto di consumo”.

“Le opere di misericordia – ha detto ancora Leone – sono la banca più sicura e redditizia dove affidare il tesoro della nostra esistenza, perché lì, come ci insegna il Vangelo, con ‘due spiccioli’ anche una povera vedova diventa la persona più ricca del mondo”.

“Perciò, in famiglia, in parrocchia, a scuola e nei luoghi di lavoro, ovunque siamo, cerchiamo di non perdere nessuna occasione per amare. Questa è la vigilanza che ci chiede Gesù: abituarci ad essere attenti, pronti, sensibili gli uni verso gli altri come Lui lo è con noi in ogni istante”, ha concluso il Papa.

Nuovi ospiti per Emis Killa che torna live con EM16!

Milano, 10 ago. (askanews) – Emis Killa torna live con EM16! L’esclusivo concerto si terrà il 10 settembre 2025 a Fiera Milano Live, una data evento prodotta da Friends and Partners e Vivo Concerti. Emis Killa ha annunciato nuovi ospiti che lo raggiungeranno sul palco per celebrare insieme il mondo hip hop: Guè, Lazza, Niky Savage e Paky vanno ad aggiungersi a Gemitaiz, Jake La Furia, Massimo Pericolo, Neima Eizza, Nerissima Serpe e Papa V. La lineup si arricchisce di rappresentanti della vecchia e della nuova scuola rap che apporteranno ciascuno la propria cifra personale allo show, ma le sorprese non sono finite e si aggiungeranno presto altre novità.

Durante EM16 avrà luogo la grande finale di Cypha Killa, la battle freestyle organizzata da Emis Killa e Mastafive in cui 16 MC (Master of Ceremonies) si sfideranno per incoronare il vincitore. Dieci dei partecipanti sono stati selezionati direttamente durante ritrovi spontanei per freestyler in 10 diverse Regioni italiane, mentre sei arrivano dal vivaio in cui è cresciuto Emis Killa: il muretto di San Babila a Milano. Ai piatti ci sarà DJ DOUBLE S, già dj ufficiale del torneo italiano di Freestyle Tecniche Perfette, vinto nel 2007 dallo stesso Emis Killa.

EM16 è una data evento grazie alla quale Emis Killa tornerà a Fiera Milano Live, circondato dai suoi fan e da ospiti speciali, tutti in qualche modo significativi per la carriera dell’artista. Icone del rap italiano e nuove leve della scena si daranno il cambio sul palco, affiancando Emis Killa che sarà il protagonista di tutta la serata, dimostrando il carisma e la dedizione che lo hanno portato a diventare uno dei nomi più iconici e riconoscibili della scena hip-hop del nostro paese.

Il legame tra Emis Killa e la città di Milano è oramai indissolubile, da sempre imprescindibile per la sua carriera: il capoluogo lombardo è dove la scena rap italiana ha messo le sue radici fin dall’inizio, creando un ambiente in cui sono fioriti alcuni dei nomi più importanti dell’hip-hop nostrano, fra cui Emis Killa stesso, che ha esordito con le battle freestyle allo storico muretto di San Babila. Di lì in poi la sua carriera ha spiccato il volo, un’evoluzione che ha coronato Emis Killa come uno degli esponenti più affermati del rap italiano, che però non ha mai perso il contatto con le sue radici da freestyler e con le sue origini dalla scena underground milanese.

Emis Killa ha iniziato il suo 2025 con la pubblicazione di “Demoni” lo scorso febbraio, per poi tornare a maggio con il singolo “In auto alle 6:00”, collaborazione con l’artista e amico di lunga data Lazza, prodotto da Takagi & Ketra, brano struggente in cui i due rapper si alternano su una base strumentale dai bassi profondi e un beat trascinante. EM16 sarà la continuazione di quest’anno all’insegna della musica, una celebrazione dell’hip-hop e della carriera di Emis Killa, dopo il successo da oltre 25mila persone presenti di EM15 nel 2024.

Tutti coloro che erano presenti al “No Phone Party” del 15 dicembre 2024 al Fabrique di Milano hanno diritto a un prezzo speciale per i biglietti di EM16. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali. Per qualsiasi informazione: https://www.friendsandpartners.it

Legambiente: in sette mesi bruciati 56.263 ettari di territorio

Milano, 10 ago. (askanews) – “Non si scherza con il fuoco” è questa la frase che da questa mattina appare sul maxischermo di Festambiente a Rispescia (Gr). Da qui, dal suo festival nazionale in programma fino a questa sera 10 agosto in Maremma, Legambiente lancia i dati aggiornati del suo report “Italia in fumo” e un appello contro l’emergenza incendi, sempre più cronica, che sta colpendo a più riprese diversi territori del Paese, da ultimo il cuore del Parco nazionale del Vesuvio. L’incendio divampato in questa area, sottolinea l’associazione ambientalista, è un colpo al cuore e un fatto grave che deve richiamare tutti all’ordine e a interventi rapidi. In Italia dal 1 gennaio al 31 luglio 2025 si sono verificati 851 roghi che hanno mandato in fumo 56.263 ettari di territorio pari a ben 78.800 campi da calcio. Dati preoccupanti, frutto di analisi e rielaborazione di Legambiente su dati EFFIS (European Forest Fire Information System), che costano al Paese un triste record: a fine luglio è stata superata così la superfice bruciata nel 2024 che era stata di 50.802 ha con 1.515 incendi.

Di fronte a questo quadro Legambiente torna a ribadire l’urgenza di investire sulla prevenzione e su politiche integrate con piani forestali e di adattamento ai cambiamenti climatici. Ad essere minacciate dai roghi sono sempre più anche le aree protette: da inizio anno al 31 luglio sono andati in fumo ben 18.700,53 ettari di aree Natura 2000 in 253 eventi incendiari. Per Legambiente l’Italia non può permettersi di perdere il suo patrimonio verde. Le aree protette sono importanti custodi di ecosistemi e biodiversità, formidabili attrattori turistici, e culla di buone pratiche sostenibili come dimostrano i 7 vincitori del Premio Parchi Emissioni Zero che l’associazione ambientalista premierà questa sera a Festambiente. Dalle Dolomiti Bellunesi, leader nella raccolta differenziata all’apiario di comunità di Castel Del Giudice, in Molise, al Parco nazionale dell’Asinara che ha istituito il responsabile Acquisti verdi dell’Ente, solo per fare qualche esempio.

“Dalla California, alla Francia, all’Italia – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – l’emergenza incendi non dà tregua. La cosa preoccupante è che nel nostro Paese questa emergenza è ormai sempre più cronica. Per questo oggi da Festambiente lanciamo un forte appello ricordando che per contrastare i roghi è fondamentale adottare un approccio integrato basato su prevenzione, rilevamento, monitoraggio e contrasto attivo. I piani antincendio boschivo da soli non bastano perché serve una integrazione con i piani forestali e con i piani di adattamento ai cambiamenti climatici che sono fondamentali per tutelare la natura e la biodiversità dei parchi. Inoltre, gli incendi si contrastano anche con l’applicazione piena della legge a partire dall’aggiornamento del catasto delle aree percorse dal fuoco ed estendendo le pene previste per il reato di incendio boschivo a qualsiasi rogo”.

Tornando ai dati aggiornati del report “Italia in fumo”, Legambiente fa notare anche l’impennata dei roghi che c’è stata nelle ultime due ultime settimane di luglio. Se in Italia da inizio anno al 17 luglio 2025 il totale di ettari bruciati è stato di 30.988 ha (43.400 campi da calcio) e 653 roghi, dal 17 al 31 luglio sono andati in fumo 25.275 ettari e i roghi sono stati 198.

“L’incendio divampato nel Parco nazionale del Vesuvio, che per altro ha da poco compiuto 30 anni di storia, – commenta Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente – ci ricorda ancora una volta quanto i parchi siano minacciati dall’attività antropica. Roghi, ma anche crisi climatica e perdita biodiversità, sono tra le principali minacce che rischiano di renderle sempre più fragili. Per questo è fondamentale tutelare e proteggere queste aree e avviare un poderoso cambio di passo per attivare una governace integrata e politiche territoriali efficaci e coerenti anche con la transizione ecologica e gli obiettivi globali su clima e biodiversità. Non dimentichiamo che le aree protette sono un formidabile attrattore turistico, sono culla di buone pratiche come quelle che raccontiamo da cinque anni con il Premio Parchi Emissioni Zero e che rappresentano un’opportunità per promuovere la bioeconomia circolare e sostenere le produzioni di qualità, tutelare la biodiversità e dare spazio a un’economia low carbon”.

Monsterland Halloween Festival torna nel 2025 all’autodromo di Imola

Milano, 10 ago. (askanews) – Monsterland Halloween Festival torna nel 2025, venerdì 31 ottobre, per festeggiare il 15° compleanno dell’evento di Halloween più grande d’Europa, prodotto da Unconventional Events. Prima di salutare la stagione estiva, si annunciano oggi i primi ospiti di questa speciale ricorrenza di uno dei festival autunnali più amati d’Italia e d’Europa. Saranno 12 gli stage presenti all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola e due di questi vengono svelati con i primissimi artisti in line up: Horror Ware House Stage ospiterà il format di successo Vida Loca, oltre a Emis Killa e Kid Yugi, The Witch Forest Stage sarà il palcoscenico di Marco Carola, Paco Osuna e Andrea Oliva B2B Nic Fanciulli. Questi sono solo i primi nomi e palchi ad essere annunciati, ma le sorprese sono solo iniziate! I biglietti sono già in vendita a un numero limitato sui circuiti di vendita ufficiali e al seguente link: www.monsterlandfestival.it

“The Psychedelic Circuit” sarà il tema che caratterizzerà il format di quest’anno, in celebrazione dell’inedita location che l’ospiterà, l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola, una delle strutture più iconiche nel panorama motorsport, arricchito da tante novità e sorprese speciali con ampia ottimizzazione degli spazi e l’integrazione di nuove aree d’intrattenimento. Ogni area del circuito, infatti, compresi i vari box, paddock, sarà parte integrante del Festival per offrire un’esperienza ancora più coinvolgente. Per una notte, ogni box si trasformerà in uno stage indoor allestito con effetti scenografici e ciascuno dedicato a un genere musicale diverso, per permettere al pubblico di scatenarsi sul dancefloor più affine ai propri gusti. Come da tradizione di Monsterland, anche per l’edizione 2025 saranno allestiti dei palchi esterni in grandi tendoni circensi pensati appositamente per ospitare artisti selezionati tra i nomi più acclamati del momento, tra DJ e performer nazionali e internazionali.

Monsterland Halloween Festival non è solo musica, ma divertimento in tutti i suoi generi: il format offrirà anche giostre e attrazioni adrenaliniche in tema con la notte più paurosa dell’anno. Con uno spazio area festival di 70.000 mq, 12 stage musicali che ospiteranno 150 tra artisti nazionali e internazionali, un horror luna park e molto altro, questa edizione di Monsterland Halloween Festival è pronta a festeggiare i suoi 15 anni di divertimento!

Nel corso degli anni, Monsterland si è consacrato come il più grande e importante festival in maschera d’Europa che unisce diversi mondi musicali ed experience immersive di vario tipo, consolidandosi come il punto di riferimento per il pubblico amante dell’intrattenimento a 360°. In 14 edizioni, Monsterland ha riunito oltre 300mila persone provenienti da più di 50 nazioni e raggiungendo il record nel 2024 con oltre 40mila presenze. Sui palchi del Monsterland si sono esibiti negli anni più di 1000 artisti nazionali e internazionali, tra dj, cantanti, showman, tra i nomi più amati della scena musicale attuale e headliner di livello mondiale e campioni della musica techno, house ed elettronica, come Nina Kraviz, Marco Carola, Salmo, Gigi D’Agostino, Sfera Ebbasta, Guè, Amelie Lens e molti altri. In pochi anni il team di Unconventional Event ha saputo trasformare Monsterland Halloween Festival da un evento one-stage a un’intera città dell’intrattenimento, con oltre 10 palchi tematici outdoor e indoor, un luna park horror e altre experience correlate. Il cambio location all’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari di Imola sottolinea la portata e il prestigio di questo festival che, giunto al suo quindicesimo compleanno, si conferma un evento unico nel suo genere.

Verso il vertice in Alaska: l’Europa si compatta per la pace in Ucraina

L’Europa prova a parlare con una sola voce alla vigilia del vertice in Alaska tra Donald Trump e Vladimir Putin. In una fase in cui le prospettive di cessate il fuoco restano fragili, i principali leader europei hanno diffuso una dichiarazione congiunta che accoglie positivamente l’impegno del presidente statunitense a cercare una soluzione alla guerra scatenata dalla Russia contro l’Ucraina.

La mossa arriva in un contesto diplomatico teso, con Washington che tenta di rilanciare un’iniziativa personale di Trump, e con Kiev che chiede garanzie concrete sul rispetto della propria integrità territoriale.

La dichiarazione dei leader

«Accogliamo con favore l’impegno del presidente Trump per fermare le uccisioni in Ucraina, porre fine alla guerra della Russia, raggiungere una pace e una sicurezza giuste e durature per l’Ucraina. Siamo convinti che solo un approccio che combini diplomazia attiva, sostegno a Kiev e pressione su Mosca possa avere successo. Siamo pronti a sostenere questo lavoro diplomaticamente, così come a livello militare e finanziario e anche attraverso il lavoro della coalizione dei Volenterosi, oltre che imponendo misure restrittive alla Federazione Russa».

I firmatari – Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Donald Tusk, Giorgia Meloni, Ursula von der Leyen e Alexander Stubb – ribadiscono che «l’invasione gratuita e illegale dell’Ucraina da parte della Russia costituisce una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, dell’Atto finale di Helsinki, del Memorandum di Budapest e dei successivi impegni assunti dalla Russia. Sottolineiamo il nostro incrollabile impegno per la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina».

Uniti a fianco di Kiev

«Continuiamo a essere fermamente al fianco dell’Ucraina. Siamo uniti come europei e determinati a promuovere congiuntamente i nostri interessi. E continueremo a collaborare strettamente con il Presidente Trump e con gli Stati Uniti d’America, con il Presidente Zelenskyy e il popolo ucraino, per una pace in Ucraina che protegga i nostri vitali interessi di sicurezza», conclude il documento, firmato anche dal premier britannico Keir Starmer.

Con questa presa di posizione, l’Europa non si limita a osservare, ma rivendica un ruolo attivo nel percorso verso la pace, consapevole che il negoziato di Alaska potrebbe rappresentare un passaggio cruciale per il futuro dell’Ucraina e della sicurezza continentale.

I sindacati uniti per la pace in Medio Oriente: un appello forte e tempestivo

“Onorevole Presidente Meloni, a nome delle lavoratrici e dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati che rappresentiamo, Le chiediamo di fare ogni sforzo politico e diplomatico affinché si raggiunga il cessate il fuoco e sia garantita l’assistenza umanitaria alla popolazione palestinese di Gaza…” Così i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil — Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri — hanno scritto in una lettera diretta alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, evidenziando con urgenza la necessità di un impegno concreto per fermare la guerra. Plaudiamo con convinzione a questa iniziativa: i sindacati, fino al luogo deputato delle politiche sul lavoro, scelgono di farsi portavoce di un valore universale, quello della pace e della dignità umana.

Ceasefire e diplomazia in crescendo

Da più fronti, anche internazionali, si moltiplicano le sollecitazioni per giungere a una tregua effettiva. Il Segretario Generale della Confederazione Sindacale Internazionale, Luc Triangle, ha denunciato l’inerzia politica come “negligenza criminale” in un contesto dove oltre 60 000 morti, migliaia di bambini e milioni di esseri umani continuano a soffrire. A ulteriore testimonianza dell’importanza di una pressione sociale diffusa.

Segnali di apertura da Israele

Intanto un funzionario israeliano, intervenuto in forma anonima su Channel 12, ha riportato uno squarcio di speranza: “Con l’inondazione della Striscia di Gaza di aiuti umanitari, la campagna di fame di Hamas sta svanendo. Hamas sa di essersi data la zappa sui piedi … e quindi la possibilità che tornino ai negoziati non può essere esclusa. I mediatori stanno già vedendo segnali positivi in questo senso.”  Queste parole, pur coperte da anonimato, offrono un filo su cui costruire una possibile via diplomatica.

Il quadro internazionale e l’inerzia della guerra

Purtroppo, i fatti sul terreno raccontano una storia più drammatica. Israele ha approvato un piano per occupare Gaza City, decisione che rischia di spostare l’equilibrio umano verso una crisi ancora più profonda e irreversibile  . La comunità internazionale – dall’ONU ai principali Paesi europei – ha definito questa manovra una “escalation pericolosa” e si è preparata a un in Consiglio di Sicurezza. 

Intanto nuove mediazioni procedono, ma il dialogo appare fragile. I tentativi di negoziazione, condotti da Qatar, Egitto e Stati Uniti, restano l’unica strada percorribile per salvare vite e aprire una tregua duratura.

Un appello che vale doppio

L’iniziativa dei sindacati italiani rappresenta un esempio concreto di impegno civico che trascende la sfera del lavoro. È un richiamo morale, un atto di corresponsabilità globale. Se la diplomazia – anche grazie a segnali come quelli riferiti dall’anonimo funzionario israeliano – dovesse trovare terreno fertile, questa potrebbe essere una svolta. Il mondo intero non può restare in attesa: la pace non è solo desiderabile, è indispensabile.

Alaska, il confine che parla: Trump, Putin e la diplomazia sul ciglio del mondo

Il prossimo 15 agosto, l’Alaska ospiterà un vertice destinato a occupare un posto nella storia: Donald Trump e Vladimir Putin si incontreranno in questo lembo di terra estrema, il più vicino possibile senza attraversare l’oceano che li separa.

Scelta insolita per la diplomazia, ma perfettamente coerente con la geografia e con la memoria: fino al 1867, queste coste appartenevano all’Impero russo, prima di essere cedute agli Stati Uniti in quella che gli storici americani chiamano “l’acquisto dell’Alaska” e che i contemporanei russi, con meno entusiasmo, descrissero come “la vendita di ghiaccio”.

Lo Stretto di Bering, appena 88 chilometri di acque gelide, è il punto in cui i due Paesi si sfiorano: due continenti che si guardano da lontano, come in una pausa teatrale, senza toccarsi davvero. Non a caso, l’Alaska ha ispirato scrittori come John Muir, che vedeva in queste terre una “cattedrale di ghiaccio”, o Jack London, che nei suoi racconti ha fatto del Nord un palcoscenico di sopravvivenza, sfida e introspezione.

Scegliere l’Alaska significa inscenare un dialogo sul “confine” — non solo geografico ma simbolico. Qui, la natura detta ancora legge: montagne che precipitano nell’oceano, foreste che sembrano infinite, e una luce artica che filtra come una promessa o un avvertimento. È il tipo di paesaggio che, come direbbe Italo Calvino, “non si guarda mai una volta sola”: cambia con il passo dell’osservatore.

Ma l’Alaska è anche un mosaico culturale: terra dei popoli nativi come gli Yupik, gli Inupiat e i Tlingit, che hanno tramandato per secoli miti e saperi adattati a un clima estremo. Le loro storie, piene di spiriti del ghiaccio e viaggiatori instancabili, sembrano dialogare idealmente con l’odierno teatro politico, in cui gli attori arrivano da lontano ma si muovono sotto lo stesso cielo artico. È un luogo in cui il passato coloniale, l’eredità indigena e la geopolitica contemporanea si intrecciano, ricordando che il “confine” non è mai una linea netta, ma uno spazio abitato, vissuto, conteso.

Sul tavolo ci saranno le grandi questioni globali drammaticamente innescate dalla guerra in Ucraina, come la sicurezza europea le relazioni economiche globali, ma il contesto sembra fatto apposta per ricordare che ogni trattativa è anche un viaggio nello spazio dell’altro. E forse l’Alaska, sospesa tra due mondi e due storie, è il luogo ideale per scoprire se il gelo del paesaggio può sciogliere, almeno un poco, il gelo della politica.

L’estate, le cicale e i ladri: riflessioni tra realtà e ingenuità

D’estate non manca il frinire delle cicale che ci culla nel sonno o invece lo impedisce a causa del suo costante decibel. Sembra che se la godano mentre altri invece buttano avvedutamente il sangue per fare le scorte utili al tempo invernale. Le formiche sono di insegnamento; non si danno tregua e vanno avanti indietro per accumulare ciò servirà in futuro per la sopravvivenza.

Vacanze brevi e mestieri difficili

È un tempo di crisi. Le spiagge piangono la presenza di vacanzieri inferiori alle attese. Ci si allontana da casa per pochi giorni e si spende con maggiore attenzione. La stagione diventa assai più complicata anche per una classe di lavoratori che hanno bisogno di campo libero per guadagnarsi da vivere e che attendono bramosil’esodo estivo per darsi da fare. Per i ladri il mestiere è diventato irto di inciampi.

Tra allarmi, dispositivi di sicurezza vari e vacanze brevi, riuscire nell’intento richiede capacità di sacrificio e destrezza. In origine il ladro sembra fosse il soldato di ventura che è poi degradato a brigante fino ad arrivare a come lo intendiamo oggi.

“Fur” era chiamato il ladro al tempo dei Romani e così il furetto è stato dato al nome di quell’animale che, abile nella velocità, sa predare il coniglio selvatico che risulta essere la sua vittima preferita.

Quando il rischio diventa scelta

Per contrastare tanto solerte affanno delle varie bande Bassotti non resta che una sola possibilità: quella di non conservare in casa beni di particolare valore e tanto meno andarci in giro come nulla fosse. Così impostata la faccenda si impedirebbe però ai benestanti di godere dei propri beni, l’avvedutezza diventerebbe allora una violenza da non doversi subire.

Sarà per questo che sui giornali è sparata la notizia di un furto subito da Fiorello, il noto showman, a cui ladri di mestiere hanno sottrattoin casa beni per centinaia di migliaia di euro.

Sempre per la stessa ragione circa un mese fa l’attrice Tatiana Luter è salita su un treno portando nella sua borsetta valori per un milione e mezzo di euro, che le è stata rubata e per fortuna subito recuperata, e giorni fa alla fotografa Nima Benati sempre su di un treno hanno preso un bottino sui centomila euro purtroppo andati in fumo.

Tra ingenuità e distacco dalla realtà

Rubare indica una roba che ti viene saccheggiata, ti tolgono l’armatura che col tempo ti sei costruita per fronteggiare le evenienze della vita ed a premio del tuo lavoro.

L’elenco di furti dal lucro ingente sarebbe lungo. Si potrebbe dire della singolare ingenuità delle vittime. Le cronache sono piene, ad esempio, di orologi scippati dal polso che costano un patrimonio.

Forse si potrebbe spostare il ragionamento che punterebbe d’istinto il dito esclusivamente contro una incuria o una superficialità di chi oggetto di attenzione dei ladri.

Di fondo, forse, trasuda una mancata connessione con la realtà, con il prendere atto della esistenza dei ladri ed anche di un resto del mondo che marcia con un passo più modesto del proprio.

Il rispetto dovuto a ciò che si possiede

Il peccato non è di ricchezza e neppure dello sfoggio e del godimento di quanto si ha. Questa, senza scomodare impropriamente etica e morale, sarebbe semmai soltanto questione di scelte distile.

L’errore forse è quello della assunzione di un rischio ritenuto sopportabile, la possibilità di mettere in conto poter perdere beni sostanziositutto sommato con una certa disinvoltura, la forza di poter ammortizzare un dispiacere che lascerebbe altri stecchiti.

Ogni ricchezza guadagnata con sudore andrebbe comunque rispettata e tutelata con la dovuta attenzione. Ancor più, una certa sufficienza nella loro custodia segna un divario con il resto del mondo che sembrerebbe necessariamente piùvigile per ciò che si possiede.

Ciascuno faccia come crede, a costo poi di una “furtiva” lacrima o quasi.

Ucraina, Meloni e altri 6 leader: non si decida su pace senza Kiev

Roma, 10 ago. (askanews) – “Accogliamo con favore l’impegno del Presidente Trump per porre fine alle uccisioni in Ucraina, porre fine alla guerra di aggressione della Federazione Russa e raggiungere una pace e una sicurezza giuste e durature per l’Ucraina. Siamo convinti che solo un approccio che combini diplomazia attiva, sostegno all’Ucraina e pressione sulla Federazione Russa affinché ponga fine alla sua guerra illegale possa avere successo”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta il presidente francese Emmanuel Macron, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il primo ministro polacco Donald Tusk, il premier britannico Keir Starmer, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen e il presidente finlandese Alexander Stubb in vista dell’incontro programmato per il prossimo 15 agpsto in Alaska tra il presidente Usa Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin.

“Siamo pronti – proseguono i 7 leader – a sostenere questo impegno diplomaticamente, nonché confermando il nostro sostanziale sostegno militare e finanziario all’Ucraina, anche attraverso l’operato della Coalizione dei Volenterosi, e confermando e imponendo misure restrittive nei confronti della Federazione Russa. Condividiamo la convinzione che una soluzione diplomatica debba proteggere gli interessi vitali di sicurezza dell’Ucraina e dell’Europa. Concordiamo sul fatto che questi interessi vitali includano la necessità di garanzie di sicurezza solide e credibili che consentano all’Ucraina di difendere efficacemente la propria sovranità e integrità territoriale”.

“L’Ucraina – sottolineano Macron, Meloni, Merz, Tusk, Starmer, Von der Leyen e Stubb – ha la libertà di scelta sul proprio destino. Negoziati significativi possono aver luogo solo nel contesto di un cessate il fuoco o di una riduzione delle ostilità. Il percorso verso la pace in Ucraina non può essere deciso senza l’Ucraina. Restiamo fedeli al principio secondo cui i confini internazionali non devono essere modificati con la forza. L’attuale linea di contatto dovrebbe essere il punto di partenza dei negoziati”.

“Ribadiamo – si legge ancora nella dichiarazione – che l’invasione gratuita e illegale dell’Ucraina da parte della Russia costituisce una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, dell’Atto finale di Helsinki, del Memorandum di Budapest e dei successivi impegni assunti dalla Russia. Sottolineiamo il nostro incrollabile impegno per la sovranità, l’indipendenza e l’integrità territoriale dell’Ucraina”.

“Continuiamo a essere fermamente al fianco dell’Ucraina. Siamo uniti come europei e determinati a promuovere congiuntamente i nostri interessi. E continueremo a collaborare strettamente con il Presidente Trump e con gli Stati Uniti d’America, con il Presidente Zelenskyy e il popolo ucraino, per una pace in Ucraina che protegga i nostri vitali interessi di sicurezza”, concludono Macron, Meloni, Merz, Tusk, Starmer, Von der Leyen e Stubb.

La Farnesina: lancio di aiuti su Gaza per una settimana

Roma, 9 ago. (askanews) – Sono iniziati oggi i lanci di aiuti umanitari aviotrasportati dall’Italia sulla Striscia di Gaza, nell’ambito dell’Operazione “Food for Gaza” avviata a marzo 2024 dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, insieme a Fao, Programma Alimentare Mondiale e Federazione Internazionale della Croce e della Mezzaluna Rossa (Ficross). Il programma poi è stato esteso ad altre iniziative tra cui evacuazione di minori palestinesi bisognosi di cure e concessione di borse di studio a studenti palestinesi.

Con la collaborazione decisiva del Ministero della Difesa – ricorda la Farnesina in una nota -, gli aviolanci vengono gestiti in queste ore da Aeronautica ed Esercito Italiano, schierati in una base aerea in Giordania: un carico complessivo di cento tonnellate di derrate alimentari è stato trasferito venerdì da Fiumicino ad Amman.

Da oggi e per una settimana seguiranno altri aviolanci paracadutati sulla Striscia dall’Aeronautica militare. Gli aviolanci si sommano ai convogli partiti via terra negli scorsi giorni dalla Giordania con altri aiuti che erano stati fatti entrare dai valichi di Israele. Grazie a “Food for Gaza” – ricorda la nota della Farnesina -, l’Italia ha destinato aiuti alimentari (oltre 200 tonnellate di cibo e 2.000 tonnellate di farina insieme al Programma Alimentare Mondiale), sanitari e beni di prima necessità per alleviare le sofferenze della popolazione civile palestinese.

Calcio, Fiorentina sconfitta ai rigori dal Manchester Utd

Roma, 9 ago. (askanews) – La Fiorentina conclude la sua tournée estiva in Inghilterra con una sconfitta onorevole contro il Manchester United, che si impone 6-5 dopo i calci di rigore nell’amichevole tenutasi all’Old Trafford. I 90 minuti si erano conclusi sull’1-1, con i viola che hanno mostrato sprazzi di buon gioco e solidità, pur pagando a caro prezzo un’ingenuità difensiva.

La partita si è aperta con il ritorno a casa di David De Gea, portiere viola ed ex colonna dei Red Devils, accolto con una standing ovation da tutto lo stadio. Un momento emozionante che ha preceduto il fischio d’inizio e la consegna di una targa celebrativa da parte di Bruno Fernandes.

La Fiorentina, schierata da Stefano Pioli con un 3-4-1-2 quasi titolare, è passata in vantaggio all’8° minuto. Il nuovo acquisto Sohm ha sfruttato al meglio un calcio d’angolo battuto da Gudmundsson, siglando la sua prima rete in maglia viola. A centrocampo, Sohm ha giocato al fianco di Fagioli, dimostrando buone doti di palleggio e inserimento. La difesa, composta da Comuzzo, Pongracic e Ranieri, ha retto l’urto per gran parte del primo tempo.

Il pareggio del Manchester United è arrivato poco prima della mezz’ora, con un autogol sfortunato di Robin Gosens. Il giocatore viola ha protestato veementemente per una spinta subita prima di deviare la palla nella propria porta. L’episodio ha riequilibrato una gara che, nel corso del secondo tempo, ha visto entrambe le squadre creare diverse occasioni. La Fiorentina è andata vicinissima al raddoppio in due circostanze: prima con un’autorete sfiorata da Dorgu su iniziativa di Sohm, e poi al 90° minuto con un’opportunità clamorosa sprecata da Moise Kean su un errore della difesa inglese.

I rigori, quasi inaspettati, hanno concluso la serata. La gara, valida per la Snapdragon Cup, ha visto i giocatori tornare in campo, tra le risate e i saluti già avvenuti. Dal dischetto il Manchester United è stato più preciso: a segno Bruno Fernandes, Cunha, Dalot, Amad e Mainoo. Per la Fiorentina hanno segnato Kean, Fazzini, Sabiri e Ndour, ma l’errore decisivo di Fabiano Parisi ha consegnato il trofeo ai padroni di casa.

Ponte Stretto, i Geologi: infrastruttura unica, pronti a contribuire

Roma, 9 ago. (askanews) – “Con l’approvazione del progetto definitivo, da parte del Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS), l’iter per la realizzazione del Collegamento Stabile tra la Sicilia e la Calabria ha compiuto un rilevante passo avanti. Il Ponte sullo Stretto di Messina è innegabilmente una infrastruttura di grande rilevanza per il Paese. Un’opera unica, sia per le sue caratteristiche ingegneristiche che per il peculiare contesto geologico in cui si inserisce”. Così in una nota il Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG).

“Si tratta, infatti, del ponte a campata unica più lungo al Mondo, da realizzare in un territorio geologicamente complesso, che rappresenta, tra l’altro, l’opportunità di mettere a frutto i risultati di decenni di ricerca scientifica e le specifiche competenze che l’Italia possiede nel settore. Al riguardo si ricorda che le professioni tecniche svolgono sempre di più un ruolo fondamentale per il necessario ed urgente ammodernamento del sistema infrastrutturale del nostro Paese, nell’ambito del quale la realizzazione del Collegamento Stabile tra la Sicilia e la Calabria può e deve assumere un ruolo strategico di completamento. Il Consiglio Nazionale dei Geologi (CNG) aveva esaminato approfonditamente il progetto definitivo del Ponte sullo Stretto, evidenziando alcuni aspetti di carattere meramente tecnico in due convegni tenutisi a Reggio Calabria e a Messina, alla presenza dei Ministri Salvini e Musumeci, e, in particolare, la necessità dell’aggiornamento degli studi geo-sismo-tettonici integrando i dati più recenti, l’esigenza di approfondimenti riguardanti la microzonazione sismica, con specifica attenzione alle faglie attive e capaci presenti nell’area dello Stretto, e l’indispensabilità della ricostruzione più approfondita dei modelli geologici e idrogeologici delle aree dove verranno costruite le torri di sostegno e gli altri manufatti a terra”.

“L’approvazione del medesimo progetto è, oggi, accompagnata, correttamente, dalla previsione di ulteriori e specifiche indagini nelle fasi di progettazione esecutiva. La Commissione tecnica di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), inoltre, pur nel contesto di un parere favorevole, ha richiesto approfondimenti specifici che dovranno essere sviluppati nella fase di progettazione esecutiva. Pertanto, gli aspetti geologici saranno oggetto di approfondimenti, in parte già programmati dalla Società Stretto di Messina, nella fase di redazione del progetto esecutivo, che dovrà recepire interamente le osservazioni e le implementazioni tecniche richieste”.

“La categoria dei geologi, che ha affinato progressivamente il proprio patrimonio di conoscenze tecnico-scientifiche, anche grazie alle più recenti innovazioni tecnologiche che consentono di indagare il territorio con livelli di dettaglio sempre più avanzati, è pronta a fare la propria parte, offrendo il supporto specialistico dí competenza per dette attività. Il CNG, che ha costituito un apposito Gruppo di studio dedicato alla complessa opera infrastrutturale, ribadisce anche la diretta disponibilità a dare un contributo nell’ambito di un rapporto costruttivo di dovuta collaborazione istituzionale con il Dicastero retto dal Ministro Salvini e con gli Organi tecnico consultivi dello Stato”, conclude la nota.

Calcio, Tudor: "Sarà la stagione di Bremer e Koopmeiners"

Roma, 9 ago. (askanews) – “Sarà importante dare minutaggio a tutta la squadra, l’obiettivo è arrivare pronti alla prima giornata di campionato. David, Joao Mario e Bremer giocheranno dall’inizio”. E sul mercato: “Ragioniamo ogni giorno con la società. Vlahovic? Sta lavorando bene come tutti gli altri”. Così Igor Tudor alla vigilia del Borussia Dortmund. “È stata una bella settimana di lavoro in un bellissimo posto – le sue parole – Non c’era caldo e abbiamo lavorato bene. Da parte dei ragazzi c’è stata grande disponibilità e professionalità. Domani sarà una bella partita contro un avversario di livello, in uno stadio pieno. Sarà importante dare minutaggio a tutta la squadra nelle partite con Dortmund, Next Gen e Atalanta per verificare quanto fatto finora”. Sulla partita dice: “Le partite di agosto sono diverse perché c’è tanto carico di lavoro alle spalle. Da 17-18 giorni stiamo lavorando tanto e sicuramente ci sarà un po’ di stanchezza, è normale. Mancano due settimane all’inizio del campionato, giorno dopo giorno varieremo i carichi per arrivare pronti alla prima giornata. L’obiettivo è quello”. Per il mercato “Ragioniamo ogni giorno con la società, siamo in sintonia e parliamo su cosa si può fare. Sto lavorando con una squadra importante e seria che vuole fare il suo in campionato”. Jonathan David e Joao Mario “Sono dei professionisti che stanno lavorando bene. Entrambi giocheranno domani dall’inizio”. COntento dell’inter rosa: “Tutti si comportano bene, è stata una scelta diversa dallo scorso anno. Siamo in tanti, in partita possono giocare sempre in 20, ma abbiamo organizzato il lavoro per tutti. Vedremo cosa accadrà, fino al 31 agosto il mercato è aperto”. La scorsa stagione è stata lunga, conclusa con il Mondiale per Club. “I giocatori hanno bisogno di un mese di vacanza: sono stato calciatore e lo capisco. Sono contrario alla direzione che sta prendendo il calcio. Parte tutto dai giocatori. Bisogna trovare un equilibrio, perché adesso si sta esagerando. Ci sono state tre settimane di stop, che non sono poche e non sono tante. I giocatori si sono riposati, senza perdere tanto dal punto di vista fisico”. Può essere la stagione di Bremer e Koopmeiners: “Sarà la loro stagione. Sono due giocatori forti, stanno facendo bene. Bremer è reduce da un infortunio lungo, domani giocherà dall’inizio e gli daremo minutaggio. Koopmeiners sta lavorando bene, avrà un ruolo importante in questa stagione”.

Fabri Fibra annuncia per l’autunno un tour nei club

Milano, 9 ago. (askanews) – Continua l’estate di Fabri Fibra e dopo il successo delle prime date del tour, gli ottimi risultati del singolo “Che gusto c’è” (che si attesta tra i brani di maggior successo dell’estate) e quelli dell’ultimo album “Mentre Los Angeles brucia” (disco d’Oro e ottime recensioni), arriva l’annuncio del Club Tour che porterà Fibra in giro per i principali club italiani il prossimo autunno.

I biglietti saranno in vendita su www.ticketone.it e nei punti vendita abituali. Per info: https://www.friendsandpartners.it/in-tour/fabri-fibra-festival-tour-2025.

Questa serie di date sono l’occasione per riascoltare dal vivo tutti i successi di Fabri Fibra di oltre 20 anni di carriera e alcuni dei brani del nuovo album “Mentre Los Angeles brucia”, album certificato ORO che ha collezionato un lungo elenco di recensioni che lo inseriscono tra i migliori dischi dell’anno. L’album contiene i singoli “Che gusto c’è” con Tredici Pietro, tra i brani più programmati dalle radio di questa estate, e “Stupidi” con Papa V e Nerissima Serpe.

Oltre Tredici Pietro, Papa V e Nerissima Serpe, nel disco sono presenti anche Joan Thiele, Gaia, Massimo Pericolo e Noyz Narcos.

L’album si apre con un cameo importante: Francesco Guccini, con uno dei brani più importanti della sua storia, “L’avvelenata” che Fibra utilizza per raccontare “il dramma dell’artista e la continua lotta tra l’urgenza di dire qualcosa e la paura di essere sostituiti velocemente”.

Nel disco anche la voce di un altro cantautore tra i più amati anche oltralpe, Andrea Laszlo De Simone, che Fibra ha campionato utilizzando il suo brano “VIVO” per raccontare nella traccia che prende lo stesso titolo “la grande voglia di andare avanti anche in situazioni difficili”.

Vacanze, questo è un week-end da "bollino nero"

Roma, 9 ago. (askanews) – Il Centro di coordinamento nazionale in materia di viabilità Viabilità Italia riunito oggi continua il monitoraggio del traffico anche in questo fine settimana nel quale si prevede una particolare intensificazione del traffico da “bollino nero”, per la mattinata odierna. Al momento, come da previsione, il traffico è a tratti intenso sia in viabilità ordinaria che autostradale, per il raggiungimento delle località di villeggiatura.

In particolare: – sull’A23 Palmanova-Tarvisio si registrano 3 km di code alla barriera di Ugovizza sia in entrata che in uscita dal territorio nazionale; – sull’A22 Modena-Brennero code per traffico intenso tra Carpi e Modena in direzione sud; tra Bolzano sud ed Affi e tra Verona nord e Trento nord in direzione nord; si registra inoltre un incidente avvenuto poco prima delle ore 11 tra Pegognaga e Mantova, in direzione nord, che sta generando code di 2 km. – sull’A12 Genova Rosignano code di 6 km per incidente tra Recco e Genova est direzione nord; – in A/15 traffico a tratti intenso tra Aulla e l’allacciamento A/12 in direzione La Spezia; – in A/4, in direzione est, sono presenti code a tratti da Brescia a Peschiera; da Vicenza est a Padova est; tra Padova ovest e Dolo e alla barriera di Trieste Lisert sono presenti 4 km di coda in uscita dall’Italia e 2 km in entrata; – in A/10 code a tratti per traffico intenso tra l’allacciamento dell’A/26 e Savona in direzione Ventimiglia; – in A/14 code a tratti tra Borgo Panigale e Imola direzione sud; tra Cesena e Rimini; tra Loreto e Vasto Nord; – in A/1 traffico intenso in direzione sud tra Lodi e Terre di Canossa; tra Parma e Modena; tra Firenze Sud e Incisa; tra Orvieto e Attigliano; tra Magliano e Roma Nord; tra allacciamento A/24 e Colleferro; – il traffico è superiore alla media in direzione sud sull’A/2 del Mediterraneo.

Inoltre, si registra un’ora di attesa sia al Traforo del Monte Bianco in uscita dall’Italia, sia agli imbarchi di Villa San Giovanni per la Sicilia.

Attacchi russi con vittime a Kharkiv e Dnipro in Ucraina

Roma, 9 ago. (askanews) – La Russia ha lanciato nelle prime ore di questa mattina un “massiccio” attacco nella regione di Kharkiv, nell’Ucraina nord-orientale, secondo quanto fa sapere il servizio di emergenza statale ucraino sull’app di messaggistica Telegram. Si contano vittime e i feriti tra i civili. Nel frattempo, anche la città di Dnipro, nell’Ucraina orientale, è stata colpita questa mattina da un attacco russo, che ha ferito diverse persone, segnala ancora il servizio di emergenza statale ucraino.

Zelensky sul vertice Trump-Putin: no a decisioni senza di noi

Roma, 9 ago. (askanews) – “L’Ucraina è pronta a vere decisioni che possano portare la pace. Qualsiasi decisione contro di noi, o senza di noi, è allo stesso tempo una decisione contro la pace. Non porterà a nulla. Sono decisioni nate morte, destinate a non funzionare. Tutti abbiamo bisogno di una pace reale e autentica, che le persone possano rispettare” Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,in un post su X poche ore dopo l’annuncio che il vertice tra il presidente americano Donald Trump e il russo Vladimir Putin si terrà il 15 agosto in Alaska. E mentre circolano indiscrezioni su una base di accordo Usa-Russia per porre fine alla guerra in Ucraina che avvantaggerebbe Mosca, assicurandole il controllo dei territori occupati e dichiarati annessi in Ucraina.

Per 4 giorni in Italia farà molto caldo

Roma, 9 ago. (askanews) – Ci sono le date: tra domenica 10 e lunedì 11 sarà raggiunto il picco del caldo, dopo Ferragosto l’Anticiclone Caronte perderà leggermente potenza. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma la fase africana con almeno 4 giorni di valori estremi: inizialmente saliranno di più le massime poi anche le minime impenneranno verso valori tropicali.

Nel dettaglio, sabato 9 agosto sono previste massime fino a 39°C a Firenze, Prato e Terni, 38°C a Ferrara, Pistoia e Reggio Emilia poi troveremo Arezzo, Benevento, Bolzano, Grosseto, Mantova, Modena, Parma. Rovigo, Siena e Taranto a 37. Queste saranno le città con la ‘febbre umana’, ma quasi tutta l’Italia girerà intorno ai 35 di massima con tanta afa. Domenica 10 agosto, le temperature saliranno ancora soprattutto al Nord, anche di 2-4°C sia nei valori massimi sia nei valori minimi: la classifica di San Lorenzo vedrà Firenze capolista con 40°C a pari merito con Pistoia e Prato. Bolzano, Ferrara, Mantova, Parma, Reggio Emilia, Rovigo e Terni si fermeranno al secondo posto con 39°C, seguite a 38°C da Benevento, Bologna, Cremona, Foggia, Lodi, Padova e Pordenone, per citarne solo alcune.

Attenzione poi alle notti tropicali che da domenica colpiranno già varie città: Milano il 10 agosto avrà una minima di 26°C, calda come Bangkok.

Tra lunedì e martedì, infine, avremo 4 novità: la Capitale si scalderà ancora di più fino a 37-38°C, le condizioni di afa saranno opprimenti in Val Padana e in molte zone costiere, le notti saranno decisamente tropicali ovunque in pianura (minime sopra i 20-25°C) ma, oltre a questo (quarta ed ultima novità), arriveranno anche dei temporali su Alpi ed Appennini, localmente in sconfinamento sulle pianure adiacenti.

Chiudiamo con la speranza: l’anticiclone africano Caronte potrebbe perdere potenza, sgonfiarsi un bel po’ dopo Ferragosto: si tratterebbe di un lento cedimento che garantirebbe ancora belle giornate di sole, ma anche qualche temporale più diffuso durante il pomeriggio; risultato finale di questi temporali (e di un’alta pressione meno granitica) sarebbe un leggero calo delle temperature. Speriamo che accada. Intanto, prepariamoci a 4 giornate di fuoco, da sabato a martedì l’Italia sembrerà l’Algeria.

Grave incendio sul Vesuvio, in azione 6 Canadair

Roma, 9 ago. (askanews) – Il Dipartimento della Protezione Civile sta seguendo da vicino “il grave incendio” che interessa il Parco Nazionale del Vesuvio. Per contrastare le fiamme e garantire la massima copertura aerea possibile alle attività di spegnimento, si spiega in una nota, stanno operando sul vastissimo rogo ben 6 Canadair della flotta aerea nazionale antincendi, provenienti da diverse regioni e al lavoro dalle prime luci dell’alba. Insieme alla flotta di Stato, sull’incendio stanno operando anche i mezzi aerei della flotta regionale. Un team del Dipartimento sta raggiungendo il Centro di coordinamento di Terzigno per supportare le autorità locale nell’azione di spegnimento.

Italia-Germania-Gb: no all’operazione di Israele a Gaza

Roma, 9 ago. (askanews) – Il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, ha firmato una Dichiarazione congiunta con i Ministri degli Esteri di Regno Unito, Germania, Australia e Nuova Zelanda per respingere con forza la decisione del Gabinetto di Sicurezza israeliano dell’8 agosto di lanciare un’ulteriore operazione militare su larga scala sulla Striscia.

Il Ministro degli Esteri, insieme ai suoi omologhi – fa sapere la Farnesina -, ribadisce la necessità di un cessate il fuoco immediato e permanente, che consenta anche la fornitura di un’adeguata assistenza umanitaria.

Nella dichiarazione si ribadisce altresì una visione comune “a favore dell’attuazione di una soluzione a due Stati negoziata, quale unico modo per garantire che israeliani e palestinesi possano vivere fianco a fianco in pace, sicurezza e dignità”.

“I Ministri degli Esteri di Australia, Germania, Italia, Nuova Zelanda e Regno Unito – si legge nella dichiarazione congiunta – respingono con forza la decisione del Gabinetto di Sicurezza israeliano dell’8 agosto di lanciare un’ulteriore operazione militare su larga scala a Gaza”.

“Ciò – secondo i ministri degli Esteri dei cinque Paesi – aggraverà la catastrofica situazione umanitaria, metterà in pericolo la vita degli ostaggi e aumenterà il rischio di un esodo di massa dei civili. I piani annunciati dal governo israeliano rischiano di violare il diritto internazionale umanitario. Qualsiasi tentativo di annessione o espansione degli insediamenti viola il diritto internazionale”.

“Esortiamo le parti e la comunità internazionale – si legge ancora nella dichiarazione congiunta – a compiere ogni sforzo per porre finalmente termine a questo terribile conflitto ora, attraverso un cessate il fuoco immediato e permanente che consenta la fornitura di un’assistenza umanitaria massiccia, immediata e senza ostacoli, poiché a Gaza si sta verificando lo scenario peggiore, quello di una carestia. Hamas deve rilasciare tutti gli ostaggi senza ulteriori ritardi o precondizioni e deve garantire che questi vengano trattati in modo umano e non siano soggetti a crudeltà e umiliazioni”.

“La situazione umanitaria a Gaza rimane catastrofica. Chiediamo al Governo israeliano – sottolineano i ministri degli Esteri dei cinque Paesi – di trovare con urgenza soluzioni per modificare il suo recente sistema di registrazione delle organizzazioni umanitarie internazionali, al fine di garantire che questi attori fondamentali per l’aiuto umanitario possano continuare il loro lavoro essenziale, in linea con i principi umanitari, per raggiungere i civili bisognosi a Gaza. La loro esclusione sarebbe un segnale grave”.

“Siamo uniti – concludono i ministri di Italia, Germania, Regno Unito, Australia e Nuova Zelanda – nel nostro impegno a favore dell’attuazione di una soluzione a due Stati negoziata, quale unico modo per garantire che israeliani e palestinesi possano vivere fianco a fianco in pace, sicurezza e dignità. Una risoluzione politica basata su una soluzione negoziata a due Stati richiede la totale smilitarizzazione di Hamas e la sua completa esclusione da qualsiasi forma di governo nella Striscia di Gaza, dove l’Autorità Palestinese deve avere un ruolo centrale”.

Spazio, addio a Jim Lovell: l’eroe sfortunato di Apollo 13

Roma, 9 ago. (askanews) – “Due volte damigella, mai all’altare”: Jim Lovell, scomparso all’età di 97 anni, aveva riassunto così una carriera che al momento del suo ritiro dalla Nasa era probabilmente la più illustre dell’Agenzia spaziale statunitense.

L’allora capitano della Marina – oltre a vantare ben quattro missioni – era infatti stato uno dei primi tre astronauti ad aver visto la faccia nascosta della Luna, nonché appunto l’unico uomo ad essere stato in orbita attorno al nostro satellite per due volte, prima con l’Apollo 8 e poi con l’Apollo 13.

Il 13, appunto: l’allunaggio che non avvenne, “l’insuccesso di successo” che se pure non portò Lovell e Haise a calpestare la superficie lunare divenne un’impresa a se stante – e in grado di risvegliare l’interesse dell’opinione pubblica mondiale per un programma spaziale che era oramai diventato una specie di routine.

“Houston abbiamo un problema” è diventata una frase simbolo della corsa allo spazio, seconda solo al “piccolo passo” di Neil Armstrong: il primo successo e il primo (e unico) fallimento del programma Apollo – e d’altronde a sessant’anni di distanza si fa fatica a ricordare i nomi degli “altri”: gli altri quindici astronauti che hanno camminato sulla Luna dopo Apollo 11.

Un club al quale Lovell per anni si era rammaricato di non aver potuto far parte, nonostante il suo curriculum. Entrato alla Nasa nel secondo gruppo di astronauti (“i nuovi nove”) selezionati nel 1962, alla fine del programma Mercury, aveva partecipato a due missioni Gemini: la VII, ben due settimane di volo orbitale (in uno spazio angusto descritto dalla stampa come “i sedili anteriori di un Maggiolino”) e la XII, di cui fu comandante.

Ma la missione che Lovell ricordava con maggior enfasi fu l’Apollo 8: il primo volo orbitale attorno alla Luna, nel Natale del 1968, in cui il pilota del modulo lunare Bill Anders scattò la leggendaria foto “Earthrise”, la Terra che sorge. Lovell da parte sua raccontò che guardando il nostro pianeta dall’oblò a un certo punto allungo il braccio e lo coprì con il pollice: “Mi resi conto che dietro al mio pollice c’erano tre miliardi e mezzo di persone e tutto quello che conoscevo, e all’improvviso ebbi una percezione differente della vita in generale e del mio ruolo all’interno di essa”. Dopo Apollo 13 la Nasa propose a Lovell (e a Haise) il comando di una futura missione (che peraltro dopo i tagli al bilancio non si sarebbe mai materializzata) ma Lovell decise che quattro voli erano più che sufficienti e nel 1973 lasciò l’agenzia; vent’anni dopo entrò nella Hall of Fame degli astronauti e nel 1995 ricevette la Medaglia del Congresso da Bill Clinton.

Il passato tuttavia non passa mai del tutto e Lovell accettò un cameo nel kolossal “Apollo 13” di Tom Hanks, che lo interpretava: compare al termine del film come il comandante della portaerei “Iwo Jima”, inviata a recuperare l’equipaggio ammarato nel Pacifico.

Israele, il monito di Olmert: “L’operazione a Gaza non salverà gli ostaggi”

L’ex premier Ehud Olmert ha lanciato un avvertimento tagliente: “L’occupazione militare di Gaza City non salverà gli ostaggi, costerà la vita a molti soldati e molti palestinesi non coinvolti”. L’operazione, ha proseguito in un’intervista alla CNN, “aumenterà il numero di crimini” — e non si tratta di una “politica di genocidio”: è invece la drammatica realtà di una guerra che perde umanità.

L’ex premier ha aggiunto che Benjamin Netanyahu sarebbe “prigioniero” di colonnelli messianici della sua coalizione, pronti a far cadere il governo se la linea militare venisse rivista — «un espediente politico», secondo Olmert. Un’accusa pesante, che ridipinge la controversa operazione in chiave di sopravvivenza politica anziché sicurezza nazionale.

Cresce la condanna internazionale

L’operazione ha suscitato una nuova ondata di condanne globali. Nazioni come Francia, Germania e Regno Unito, insieme a Unione Europea e ONU, bollano l’occupazione come “escalation pericolosa”. Il Segretario Generale Guterres avverte: “Un pericolo per i diritti umani e la pace”, mentre mediatori come Egitto e Qatar tentano di riaprire i canali negoziali.

Anche dentro Israele il fronte critico si allarga: sfilano proteste civiche in crescita, guidate da figure come Olmert e l’ex militare Yair Golan, che definiscono l’azione militare una crisi morale prima ancora che strategica.

L’Occidente democratico e la scelta di campo

L’Occidente democratico ha la responsabilità di dare spazio e sostegno a queste voci di prudenza e saggezza. Non per debolezza, ma per riaffermare un principio: la forza militare non può essere l’unico linguaggio della politica. In un conflitto già segnato da sofferenze immani, ogni scelta è anche un debito etico. È il momento di alzare una “pregiudiziale umanitaria” affinché la politica cerchi una via d’uscita, invece di alimentare l’oltranzismo della vendetta.

Il crollo della fiducia sociale: l’analisi dei gesuiti americani

America Magazine, storica rivista dei gesuiti statunitensi, in un editoriale dell’8 agosto, pubblicato a firma James F. Keenan, SJ, sulla prima pagina del sito, accende i riflettori su una questione cruciale: il progressivo collasso della fiducia sociale (social trust), ossia il capitale invisibile che tiene insieme cittadini, istituzioni e comunità. Fondata nel 1909 e pubblicata mensilmente, America è da sempre un laboratorio di cultura, fede e dibattito pubblico, capace di parlare oltre i confini confessionali e di unire valori etici e ragione democratica.

La fiducia come capitale politico e morale

L’editoriale prende le mosse da una frase di Angela Merkel: «Il capitale più importante per la politica è la fiducia». È questa la linfa che alimenta il dialogo, la cooperazione e la capacità di affrontare crisi complesse. Senza fiducia, si dissolve la resilienza delle istituzioni. Anche secondo Francis Fukuyama «la fiducia è la merce più importante che determinerà il destino di una società», mentre ricerche citate da Kenneth Arrow e Max Roser (Our World in Data) la collocano tra i pilastri dello sviluppo e del benessere collettivo.

Eppure, avverte P. Keenan, negli Stati Uniti come altrove, questa risorsa è in caduta libera. I dati di Pew, Gallup e Norc sono impietosi: crolla la fiducia nel governo, nei media, nel sistema sanitario, nella magistratura e perfino nella religione. La polarizzazione politica, l’isolamento sociale e la rarefazione delle relazioni reali stanno erodendo quel “capitale sociale” che per decenni ha sostenuto democrazie stabili e inclusive.

Quando la fiducia muore, la democrazia vacilla

Il vuoto lasciato dalla fiducia apre la strada a fenomeni pericolosi: populismi emotivi, leaderismi carismatici, narrazioni semplificatrici che sostituiscono il dibattito pubblico con slogan identitari. «La democrazia – scrive l’editoriale – non può essere sostenuta solo da regole e procedure. Ha bisogno di un tessuto di fiducia che permetta il disaccordo senza distruggere il legame sociale».

È un avvertimento che riguarda anche l’Europa e l’Italia. Dove il patto civico si indebolisce, cresce la tentazione di sostituire la cooperazione istituzionale con lo scontro permanente, delegittimando l’avversario.

Ricostruire la fiducia: un’urgenza politica e civile

Per America, rigenerare fiducia significa ricostruire ponti: praticare l’ascolto, garantire trasparenza, applicare competenza tecnica, formare leadership credibili e ispirate. Serve una cultura politica che premi la coesione piuttosto che la divisione, che alimenti il rispetto reciproco e non il sospetto sistematico.

La fiducia sociale – conclude l’editoriale – è «l’antidoto più efficace al populismo e all’autoritarismo». Non è un lusso morale, ma un investimento strategico: senza di essa, la democrazia non solo perde legittimità, ma rischia di scomparire.

Per leggere l’editoriale di America clicca qui

Veneto, culla della nuova speranza popolare

In quest’ora “magnifica e drammatica” della nostra storia, ci sentiamo motivati, stimolati e incoraggiati a una nuova stagione di idee, visioni e azioni al servizio della comunità del  Veneto, chiamato nei prossimi mesi all’appuntamento delle elezioni regionali.

Un’eredità viva: da Toniolo a Leone XIV

In questa terra avvertiamo forte e vitale il valore, il richiamo e l’attualità dell’ispirazione cristiana in politica, sulla via tracciata dalla dottrina sociale nata con Leone XIII e l’enciclica Rerum Novarum – testo al quale contribuì il grande sociologo ed economista cattolico trevigiano Giuseppe Toniolo – e ora rilanciata con chiarezza e coraggio da Leone XIV dinanzi alle sfide della modernità.

Proprio in questo Veneto, luogo di nascita  di tanti esponenti politici espressione della storia più alta del movimento cattolico italiano – che hanno vissuto e lavorato in maniera esemplare per la ricostruzione e lo sviluppo del nostro Paese – e nel quale antiche radici cristiane hanno generato frutti abbondanti e visibili di impegno sociale e di opere di bene comune. Proprio qui ritorna l’appello ad essere “liberi e forti”, limpidi e intensi, capaci di generare nel concreto dell’esistenza di tutti la fiducia e l’amore alla vita pubblica, vincendo le tentazioni dell’astensionismo, della lamentazione, della delega in bianco.

Libertà, diritti e sussidiarietà

Oggi occorre coltivare la libertà come il dono più alto affidato a tutti noi, non dimenticando mai i sacrifici di quanti l’hanno conquistata anche al prezzo della loro vita, affermando in ogni ambito il primato della persona, i suoi diritti e doveri, il suo essere parte di una comunità della sussidiarietà, delle autonomie e dei corpi intermedi, le sue espressioni di cittadinanza piena e matura.

Una nuova generazione per la buona politica

E anche in questa terra serve una nuova generazione di uomini e donne che siano capaci di testimoniare con creatività,  passione, competenza e disinteresse personale la bellezza e la verità della politica come “forma esigente di carità”, “la più alta attività umana”, “la trama delicata delle azioni pubbliche e private volte al bene comune”.

È fondamentale il riferimento alla dottrina sociale nella sua interezza, alla storia e all’attualità del popolarismo e ai valori guida della nostra Carta Costituzionale, guardando con fiducia e favore a una politica europea efficace capace di affrontare le sfide di presenza e di governo nei nuovi scenari internazionali.

In piena sintonia con il vasto mondo del volontariato veneto impegnato in campo ecclesiale, culturale e sociale, l’ispirazione popolare muove all’animazione e al servizio della comunità in spirito di cooperazione con quanti credono in valori e progetti nel segno di un nuovo umanesimo.

Giovani e visione: il Veneto che genera coesione

Oggi è tempo di orizzonti lunghi, di speranza operosa, di idealità e di concretezza, per aiutare soprattutto i giovani ad avere consapevolezza delle straordinarie possibilità che il Veneto può offrire, realizzando un nuovo percorso politico che sappia unire i cittadini in una grande prospettiva  di libertà, democrazia, benessere e coesione sociale.

Abbiamo il dono e la responsabilità di vivere in una terra al centro dello scenario europeo e mondiale, in un luogo di bellezze incomparabili, tra le realtà più ricche per industrie e servizi a livello nazionale e internazionale, prima regione turistica d’Italia, in un territorio che si distingue per ingegno e creatività, talento e intraprendenza, laboriosità e innovazione, caratterizzato da un grande lavoro imprenditoriale e cooperativo e da un tessuto diffuso di solidarietà e volontariato: tutto ciò ha consentito di raggiungere importanti traguardi di sviluppo economico e di qualità della vita, tra i più elevati al mondo.

Ma oggi è tempo di nuove sfide in terra veneta – dalla cultura all’autonomia, dalla sanità al sociale, dall’impresa e il lavoro all’ambiente, dalle infrastrutture alle reti – che chiedono a gran voce una politica seria di radici ritrovate e di ali intelligenti e sicure, capaci di guidare i percorsi del presente e del domani con credibilità e amore autentico ai cittadini e alle comunità.

Una proposta popolare aperta e generativa

Anche in Veneto, serve una nuova proposta popolare aperta a tutti coloro che la condividono, intessuta dalle persone e dalle esperienze vitali della cultura, dell’economia e della società civile, a partire dal basso, dai municipi e dalle dinamiche civiche, e che possa federare e unire i vari percorsi in una grande prospettiva regionale, nazionale ed europea.

Gli elementi costitutivi di questo nuovo percorso sono il suo essere originario, promotore di innovazione e di aggregazione proiettata al futuro; umile, perché radicato fra la gente, nel segno della concretezza; cordiale, perché promotore di amicizia civica, partecipazione attiva  e apertura al dialogo e al confronto con tutti; intelligente, perché capace di abbinare visione e chiarezza di valori e proposte, e impegnato a mettere insieme e collegare le persone; moderno, ben orientato nella complessità del tempo presente, con programmi chiari e incisivi, una leadership plurale e credibile, una dinamica organizzativa in rete e uno stile efficace di comunicazione che metta in risalto la straordinaria attualità del popolarismo nel nostro tempo e fra la nostra gente.

A partire proprio dal Veneto, la regione che può diventare un luogo generativo della buona politica dei tempi nuovi, pensata e sostenuta nei cuori e nelle menti dei “liberi e forti”.

La spada della giustizia sulla politica

No, non è uno slogan. E neanche solo un’arma di propaganda politica. Anzi, la possiamo quasi definire una costante: politica, culturale e soprattutto etica.

Parliamo di quella che comunemente viene definita come “la via giudiziaria al potere”. Una prassi che appartiene ideologicamente ed ontologicamente alla sinistra italiana, nella sua versione comunista prima e in quella populista e giustizialista poi.

È appena il caso di ricordare, per chi l’avesse dimenticato o avesse poca memoria storica, il sistematico attacco “moralistico” e “giudiziario” del PCI contro il “malgoverno e la corruzione della Democrazia Cristiana”. Per non parlare, com’è altrettanto noto, dell’attacco frontale del PCI – politico e anche e sempre di natura moralistica e giudiziaria – ai suoi principali leader e statisti: da Donat-Cattin, il più bersagliato, ad Andreotti, dallo stesso Moro a Cossiga e via elencando.

Dal Pci al populismo grillino

Una tecnica che si è perfezionata con l’avvento della Seconda Repubblica e dopo l’irruzione del populismo giustizialista dei grillini, che è poi diventato la cifra ideologica quasi esclusiva dell’attuale sinistra italiana contro il nemico giurato da delegittimare: prima sotto il profilo morale e poi da distruggere sul versante politico e giudiziario.

Ma, se vogliamo essere intellettualmente onesti, non possiamo non evidenziare che la “via giudiziaria al potere” appartiene di diritto al pantheon della sinistra italiana ma con discreti e convinti compagni di viaggio. È a tutti noto, del resto, che larghi settori della destra italiana – per non parlare della Lega originaria di Bossi – individuavano proprio nella “via giudiziaria al potere” la strada principe per abbattere l’avversario politico.

Il ruolo della stampa e la deriva antidemocratica

È anche inutile, al riguardo, ricordare che la stragrande maggioranza della carta stampata del nostro Paese – che appartiene prevalentemente alla sinistra nelle sue multiformi espressioni – ha sempre accarezzato e condiviso la deriva della “via giudiziaria al potere”. Una deriva, è bene non dimenticarlo, che era e resta profondamente antidemocratica e, soprattutto, anticostituzionale, al di là del quotidiano ed ipocrita giuramento ai valori e ai principi costituzionali.

Insomma, parliamo di una deriva che, anche se blandamente respinta a livello verbale, viene sistematicamente praticata a livello politico. E prima o poi riemerge prepotentemente all’attenzione. È come un fiume carsico che corre nel sottosuolo, ma basta un fischio – come si suol dire – e torna centrale nella strategia dei partiti che la cavalcano.

Un pericolo per la qualità democratica

Una scorciatoia pericolosa e al tempo stesso inquietante per chi coltiva l’obiettivo di rafforzare la qualità della nostra democrazia da un lato e la credibilità delle istituzioni democratiche dall’altro. Altroché la democrazia dell’alternanza, il rispetto dell’avversario che non è mai un nemico, la negazione dell’odio nella vita politica e la centralità dei programmi.

Qui non siamo, com’è sufficientemente chiaro a tutti coloro che non vivono di pregiudiziali politiche ed ideologiche, solo al “tanto peggio tanto meglio”. Ma, semmai, ci troviamo di fronte alla tenace e pervicace volontà di distruggere il nemico politico non attraverso il mero gioco democratico – cioè con il voto – ma ricorrendo a tutti i mezzi leciti e non pur di abbattere l’odiato avversario.

Dunque, un vizio antico che richiede vigilanza

Ed è proprio lungo questo percorso che si inserisce e si incrocia la “via giudiziaria al potere”: una prassi ben nota e conosciuta nella politica italiana, proprio perché parte da lontano.

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, è compito delle forze autenticamente e costituzionalmente democratiche unirsi affinché questa deriva non abbia di nuovo e definitivamente il sopravvento. Anche perché, se ciò dovesse consolidarsi per davvero, sarebbe il nostro impianto democratico e costituzionale ad andare irreversibilmente in crisi, aprendo le porte a una democrazia autoritaria da un lato e priva di quelle garanzie, dall’altro, che hanno permesso al nostro Paese di vivere, almeno sino ad oggi, in un contesto democratico e liberale.

E non in quella che comunemente viene definita come “repubblica giudiziaria”.

Media USA: Putin vuole il Donbass per la pace. Trump: "Lo vedrò molto presto"

Roma, 8 ago. (askanews) – Come riportano i media USA il presidente Donald Trump ha dichiarato che incontrerà “molto presto” il presidente russo Vladimir Putin e ha anticipato i termini di un potenziale accordo di pace per porre fine alla guerra in Ucraina.

“Incontrerò molto presto il presidente Putin”, ha detto Trump ai giornalisti alla Casa Bianca: “Sarebbe stato prima, ma immagino che ci siano misure di sicurezza che, purtroppo, devono essere prese”, ha continuato, aggiungendo che Putin “vorrebbe incontrarmi il prima possibile”.

Trump ha detto che avrebbe condiviso “un po’ più tardi” ulteriori dettagli sugli sforzi della sua amministrazione per garantire un accordo di pace, nonché un luogo “popolare” per i colloqui con Putin.

“Molte persone stanno morendo, e penso che ci stiamo avvicinando molto, e lo annunceremo più tardi, avremo un incontro con la Russia – inizieremo con la Russia, e annunceremo il luogo”, ha detto Trump: “I leader europei vogliono la pace” in Ucraina: “Credo che anche il presidente Putin voglia la pace, così come Zelensky. Il mio istinto mi dice che abbiamo una possibilità di raggiungere la pace”.

Intanto secondo il Wall Street Journal Putin ha presentato questa settimana all’amministrazione Trump una proposta radicale per un cessate il fuoco in Ucraina, chiedendo importanti concessioni territoriali da parte di Kiev – e una spinta per il riconoscimento globale delle sue rivendicazioni – in cambio della cessazione dei combattimenti. Lo hanno riferito funzionari europei e ucraini.

I funzionari europei hanno espresso una serie riserve sulla proposta, che richiederebbe all’Ucraina di cedere l’Ucraina orientale, in particolare il Donbass, senza che la Russia si impegni a fare molto altro che cessare i combattimenti.

L’offerta, che Putin ha trasmesso mercoledì all’inviato speciale statunitense Steve Witkoff a Mosca, ha scatenato una corsa diplomatica per ottenere maggiori chiarimenti sui dettagli della proposta.

A settembre "Incontri con Brahms" al Museo etrusco di Villa Giulia

Roma, 8 ago. (askanews) – Compie cinque anni la rassegna di musica da camera “Incontri con la Musica” nel tempio assoluto dell’arte etrusca e nell’affascinante cornice rinascimentale del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, straordinariamente aperto in veste notturna e proposto in chiave musicale, grazie a sei preziosi appuntamenti, quest’anno dedicati al genio di Brahms e introdotti dai dialoghi divulgativi curati dal compositore Francesco Antonioni con personalità trasversali dal mondo della cultura italiana.

Sin dal concerto d’apertura del pianista e grande trascrittore Giuseppe Andaloro, il 2 settembre sarà subito chiaro come Brahms diventerà in molti appuntamenti un’originale chiave di dialogo in musica non solo con il grande repertorio classico, in questo caso Shostakovich e Ravel, ma anche con la contemporaneità nelle sue molteplici forme. L’impaginato della serata si chiuderà infatti con l’esecuzione di due trascrizioni dello stesso Andaloro, tra i pianisti più stimati del panorama internazionale, dedicate a King Crimson con “Frame by frame” ed Emerson, Lake & Palmer con “The Endless Enigma”, ove il grande rock sciacquerà i suoi panni nell’Arno della forma musicale accademica.

Il 3 settembre sarà la volta dei quattro giovanissimi berlinesi del Vision String Quartet, fra le più acclamate novità del mondo classico e non solo: sin dal loro esordio nel 2012 questi straordinari virtuosi, definiti “superumani” dalla critica internazionale, hanno stupito il pubblico dei migliori teatri del globo per la loro attitudine trasversale ai generi, pur mantenendo sempre un impeccabile approccio al repertorio classico, per quanto spesso presentato sotto forma di performance d’arte: da Schubert eseguito nella più assoluta oscurità, a Beethoven immerso in un contesto di sperimentazioni di Lighting Design. Questo innovativo quartetto, che si definisce in realtà ‘band’, presenterà a Villa Giulia un impaginato da Brahms a Ravel in un viaggio dal romanticismo tedesco fino al Quartetto per archi in fa maggiore, dedicato a Gabriel Fauré e ultimato da Ravel nel 1903 a 28 anni.

Il 4 settembre si proseguirà invece con una serata dedicata all’amicizia viennese tra il compositore torinese di famiglia ebraica Leone Sinigaglia, assai raro nei programmi italiani, e Johannes Brahms, grazie all’estro dello stimato violinista Marco Rizzi e dell’eccellente pianista Roberto Arosio. Un’occasione per riscoprire un pezzo importante della storia musicale italiana pressoché dimenticata, per quanto Sinigaglia sia stato, dopo l’incontro illuminante con Dvorak, uno dei primi a dedicarsi nel nostro paese alla riscoperta del canto popolare di tradizione orale e le sue opere siano state eseguite da direttori del calibro di Furtwaengler, Toscanini e Barbirolli.

Il 5 settembre il trio d’occasione formato dalla star del violino Giuseppe Gibboni, da Paolo Bonomini, primo violoncello della Camerata di Salisburgo e docente a Fiesole, e dal pluripremiato giovanissimo talento pianistico di Giovanni Bertolazzi, presenterà un originale impaginato che tra Brahms e Shostakovich incastonerà uno dei lavori più rari in Italia del compositore brasiliano André Mehmari, musicista leggendario – si dice che padroneggi ben 26 strumenti – improvvisatore di straordinario talento in ambito jazz, ma anche compositore profondamente calato nella musica cosiddetta ‘eurocolta’, celebre soprattutto per la sua “Shostakovitchiana” per archi, elaborata dai Ventiquattro preludi e fughe e dal Quartetto d’archi n. 8 di Šostakovic.

Il 6 settembre il giovane e lodato Quartetto Indaco insieme al pianista, organista e clavicembalista Stefano Ligoratti proporrà invece il Quartetto per archi n. 4 di Mendelssohn per concludere con il Quintetto in fa minore per pianoforte e archi di Brahms.

La serata di chiusura del 7 settembre vedrà un sestetto d’occasione composto dalla star del violino Massimo Quarta e il grande violoncello di Enrico Dindo con una pletora di prime parti dalle migliori orchestre europee: il violinista Roberto Righetti e il violista Luca Ranieri dall’Orchestra della Rai, la viola di Simonide Braconi già a Santa Cecilia, Scala e Berliner, infine il violoncellista Asier Polo, che nella sua lunga carriera si è esibito praticamente con tutte le più prestigiose orchestre del mondo, dai Berliner a Dresda, da London Symphony a BBC, senza dimenticare Orchestra della Rai e di Parigi.

“Siamo felici di annunciare la nuova rassegna di ‘Incontri con la musica’ nel suggestivo cortile rinascimentale di Villa Giulia”, ha affermato Luana Toniolo, direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia. “Questi appuntamenti rappresentano un’occasione speciale per immergersi in un’atmosfera unica, in un dialogo tra arte, storia e musica capace di attraversare i secoli. Il nostro obiettivo è offrire al pubblico momenti di grande emozione, riscoprendo il piacere della musica in uno dei luoghi più affascinanti di Roma. Vi aspettiamo numerosi per vivere insieme questa esperienza culturale e musicale che promuove dialogo e innovazione”, ha concluso.

I concerti del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e di Promu – All For Music sono realizzato grazie al sostegno del Ministero della Cultura – Spettacolo dal vivo e della Banca del Fucino.

(credit photo Harald Hoffmann)

Tennis, Jannik Sinner alle Nitto ATP Finals di Torino

Roma, 8 ago. (askanews) – Dopo Carlo Alcaraz anche Jannik Sinner si è già qualificato per le Nitto ATP Finals 2025, in programma alla Inalpi Arena di Torino dal 9 al 16 novembre, dove il numero uno del mondo è il campione in carica, titolo conquista nel 2024 senza perdere nemmeno un set.

Sinner parteciperà all’evento per la terza stagione consecutiva e per la quarta volta in totale. Secondo l’Infosys ATP Win/Loss Index, vanta un record di 10-2 nel torneo e nelle ultime due edizioni ha perso solo contro Novak Djokovic (nella finale del 2023).

L’azzurro ha vissuto un altro anno eccezionale, conquistando due trofei importanti per la seconda stagione consecutiva e raggiungendo la finale dell’ATP Masters 1000 a Roma. Sinner ha difeso con successo il titolo agli Australian Open e ha vinto per la prima volta a Wimbledon. Il numero 1 del mondo ha anche avuto tre match-point nella finale del Roland Garros prima di subire una sconfitta dolorosa contro Alcaraz.

Il 23enne altoatesino di Sesto Pusteria, unico giocatore ad aver occupato il primo posto nella classifica PIF ATP in questa stagione, ha mantenuto la vetta per 60 settimane consecutive dalla sua ascesa lo scorso giugno. Sinner lotterà con Alcaraz per il titolo di numero 1 di fine anno ATP presentato da PIF in una gara che sembra destinata a durare fino all’ultimo.

Sinner ha fatto il suo debutto alle Nitto ATP Finals nel 2021 come riserva, quando ha sostituito il connazionale Matteo Berrettini: in quell’edizione ha spinto Daniil Medvedev al tie-break nel set decisivo ed ha sconfitto Hubert Hurkacz. Da allora ha vinto nove delle dieci partite disputate a Torino nelle sue due successive partecipazioni.

Atletica, Tamberi in forse per i mondiali di Tokyo

Roma, 8 ago. (askanews) – Gimbo Tamberi potrebbe non prendere parte ai prossimi mondiali di Tokyo. “Devo capire se ha senso accelerare per fare i Mondiali oppure se prendermi più tempo e finalizzare il recupero alle prossime tre stagioni che portano alle Olimpiadi di Los Angeles, nel 2028” ha detto. Domenica l’oro olimpico dei Giochi di Tokyo tornerà in pedana ad Heilbronn, in Germania, per una gara aggiunta in questi giorni: il 2,12 saltato la settimana scorsa in occasione degli Assoluti a Caorle “è stato destabilizzante, uno shock”. Soprattutto per chi ha dimostrato di sapere volare sempre alto, fino ai 2,39. Ora Tamberi vuole capire “quale è il mio stato attuale: è soprattutto una prova con me stesso, perché se la misura è tra 2,10 e 2,20 ci sarà da riflettere”. Anche in considerazione del fatto che la moglie Chiara Bontempi lo renderà padre proprio in concomitanza con i Mondiali di Tokyo, in programma dal 13 al 21 settembre.

Schlein su Gaza: il silenzio di Meloni mina la credibilità del Paese

Roma, 8 ago. (askanews) – “Vi pare normale con quello che accade: Nethanayahu e il governo israeliano ieri approvano un piano criminale di occupazione totale di Gaza e non abbiamo sentito una parola di netta condanna da Meloni e dal governo? In queste ore la Germania decide di bloccare le esportazioni di armi a Israele, il Belgio convoca l’ambasciatore per esprimere contrarietà, e dal governo italiano mutismo e silenzio”. Così Elly Schlein in un video su Instagram.

La segretaria del Pd critica l’esecutivo: “non una parola netta di condanna dei crimini del governo di estrema destra a Gaza e in Cisgiordania” e dunque a suo avviso “giocano con la credibilità internazionale del nostro paese che è stato sempre attento alla questione palestinese, è un ponte nel Mediterraneo nel mondo arabo”, tutto questo viene messo in discussione “per l’incapacità di dire fermati ad un alleato politico”.

M.O., Schlein: silenzio Meloni su condanna mina credibilità paese

Roma, 8 ago. (askanews) – “Vi pare normale con quello che accade: Nethanayahu e il governo israeliano ieri approvano un piano criminale di occupazione totale di Gaza e non abbiamo sentito una parola di netta condanna da Meloni e dal governo? In queste ore la Germania decide di bloccare le esportazioni di armi a Israele, il Belgio convoca l’ambasciatore per esprimere contrarietà, e dal governo italiano mutismo e silenzio”. Così Elly Schlein in un video su Instagram.

La segretaria del Pd critica l’esecutivo: “non una parola netta di condanna dei crimini del governo di estrema destra a Gaza e in Cisgiordania” e dunque a suo avviso “giocano con la credibilità internazionale del nostro paese che è stato sempre attento alla questione palestinese, è un ponte nel Mediterraneo nel mondo arabo”, tutto questo viene messo in discussione “per l’incapacità di dire fermati ad un alleato politico”.

L’Antichissima Fiera delle Grazie nel mantovano compie 600 anni

Roma, 8 ago. (askanews) – Dal 14 al 17 agosto, il borgo di Grazie di Curtatone, in provincia di Mantova, celebra i 600 anni dell’Antichissima Fiera delle Grazie, una delle pi longeve tradizioni popolari italiane: un mix tra arte, spiritualit e intrattenimento in un’atmosfera unica tra sacro e profano. La Fiera, che richiama oltre 100mila visitatori ogni anno, si svolge nei giorni di Ferragosto nei pressi del Santuario della Beata Vergine delle Grazie, cuore spirituale del borgo e meta di pellegrinaggi, immerso nel Parco del Mincio proprio nel periodo della spettacolare fioritura di fiori di loto. Oltre alle celebrazioni religiose e ai momenti pi istituzionali, il programma 2025 propone eventi culturali come presentazioni di libri e incontri con autori, spettacoli musicali, approfondimenti su temi storici e artistici.

Ma il vero fulcro dell’evento il 51mo Incontro Nazionale dei Madonnari, considerato il pi importante evento al mondo dedicato all’arte madonnara. Dalla mattina del 14 agosto al tramonto del 15, 130 artisti, di cui 28 provenienti dall’estero, trasformeranno il sagrato del Santuario in una straordinaria galleria d’arte a cielo aperto, interpretando con i gessetti il tema dell’anno: “Per Grazia ricevuta. Le Madonne del mondo a Grazie”, un cammino simbolico tra fede e creativit che attraversa i cinque continenti. Le opere saranno valutate da una giuria di esperti, presieduta dallo storico e saggista Giordano Bruno Guerri.

Il percorso artistico conduce i visitatori fino a “Ianua Coeli”, l’opera collettiva che, per i 600 anni della Fiera e del Giubileo 2025, stata progettata per il Comune di Curtatone dagli storici dell’arte Paola Artoni e Paolo Bertelli, in collaborazione con il maestro madonnaro statunitense Kurt Wenner, pioniere della street art prospettica. Wenner coordiner un team di 12 Maestri Madonnari nella realizzazione di un grande dipinto corale, pensato per essere attraversato da visitatori e pellegrini, diventando simbolicamente una Porta Santa giubilare. A rendere ancora pi vivace l’atmosfera di Grazie, inserito nel circuito dei Borghi pi belli d’Italia, bancarelle ricche di sapori dell’enogastronomia locale, artigianato e curiosit, rievocazioni storiche con musici e sbandieratori, spazi per i bambini, concerti serali e, come da tradizione, il grande spettacolo piromusicale finale.

Almasri, concorso con Nordio "tutela" Mantovano, nodo scudo Bartoloz

Roma, 8 ago. (askanews) – Ci sono due leggi, entrambe risalenti al 1989, che riguardano le tutele previste per il presidente del Consiglio e per i ministri, anche se cessati dalla carica, e i reati ministeriali. All’indomani della richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di Nordio, Piantedosi e Mantovano per la vicenda Almasri, entrambe le leggi, non senza confusione, sono state tirate in ballo dopo che dalla maggioranza sono filtrate indiscrezioni circa la possibilità di estendere al capo di Gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, quell’immunità relativa di cui godono i ministri (possono essere processati solo previa autorizzazione della Camera o del Senato). Tanto che anche il presidente della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio, Davis Dori (Avs), è intervenuto a fare chiarezza.

La prima legge, la n. 1 del 1989, è una legge costituzionale che stabilisce vengano affidate al Tribunale dei ministri – un collegio composto da tre magistrati – le indagini preliminari su premier e ministri e che lo stesso collegio possa indagare anche su altri soggetti, anche non parlamentari (per i quali invece esiste l’immunità parlamentare prevista dall’articolo 68 della Costituzione) che abbiano concorso coi ministri al reato. Ne deriva che, in caso di non archiviazione, la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti di un ministro porti con sé la necessità di autorizzazione anche per colui che ha agito in concorso ed è stato indagato nello stesso procedimento. È la ragione per cui alla Giunta della Camera è giunta la richiesta di autorizzazione a procedere anche per Mantovano che non essendo ministro, né eletto in Parlamento, non godrebbe di alcuna immunità.

Lo chiarisce oggi Dori: “La posizione del sottosegretario Mantovano si è trovata all’esame del Tribunale dei ministri e poi della Giunta delle autorizzazioni solo e soltanto in quanto legata a quella del ministro Nordio. La Giunta applica l’articolo 96 Costituzione e la legge costituzionale n. 1 del 1989: cioè la competenza del Tribunale ministri per Nordio e Piantedosi ha ‘trascinato’ Mantovano in quanto è unico il procedimento”.

Dori poi aggiunge una chiosa ulteriore: “Così sarebbe avvenuto anche se vi fossero stati altri ipotetici indagati sempre per il medesimo procedimento, cioè anche in quel caso la loro posizione sarebbe stata al nostro vaglio”. Dunque se Bartolozzi fosse stata indagata con Nordio dal Tribunale dei ministri e non archiviata, oggi la Giunta della Camera avrebbe dovuto vagliare anche la sua posizione. Così come vagliò ad esempio nel 2006 quella di Calisto Tanzi e Romano Bernardoni (due imprenditori, né parlamentari né ministri) per concorso nel reato di finanziamento illecito con l’allora deputato e ministro dell’Agricoltura Gianni Alemanno.

La legge che potrebbe salvare Bartolozzi, se fosse indagata e rischiasse il processo, è invece la 219 del 1989. “In base all’articolo 4 – spiega oggi il costituzionalista Azzariti sulla Stampa – il Parlamento può estendere il diniego di procedere anche ai soggetti ‘in concorso'”. Azzariti tuttavia riconosce che si tratterebbe “di un atto politicamente non neutro” perché “allarga una prerogativa riservata ai membri del governo a persone, non parlamentari né componenti dell’esecutivo, indagate per lo stesso reato, che, in via di principio, dovrebbero essere assoggettate alla giurisdizione ordinaria”. Il costituzionalista non esclude che la questione potrebbe finire davanti alla Consulta: “Se nelle prossime settimane la procura di Roma dovesse aprire un’inchiesta” su Bartolozzi “per gli stessi reati contestati ai ministri coinvolti o, comunque, per reati connessi, la Giunta per le autorizzazioni della Camera potrà valutare il caso e arrivare a decidere di negare anche per lei l’autorizzazione a procedere, motivandone le ragioni. L’estensione di questa prerogativa a soggetti terzi potrebbe violare la limitazione posta direttamente in Costituzione, dall’articolo 68 per i parlamentari e dall’articolo 96 per i membri del governo. Non escludo che possa alla fine risultare incostituzionale, se la questione arrivasse davanti alla Consulta”.

Il virus West Nile portato dalle zanzare è arrivato a Roma

Roma, 8 ago. (askanews) – A seguito della conferma di due casi di infezione da virus di West Nile nel territorio dell’Infernetto, Roma Capitale ha attivato immediatamente la procedura prevista dal Piano di sorveglianza e controllo delle arbovirosi della Regione Lazio. Il Dipartimento Tutela Ambientale in coordinamento con la ASL Roma 3 ha effettuato un intervento mirato di disinfestazione adulticida nelle aree prossime all’abitazione delle persone coinvolte, in un raggio di 200 metri, così come previsto dai protocolli sanitari. Sono, inoltre, in corso trattamenti larvicidi intensificati su tombini e caditoie.

“A seguito della segnalazione della ASL Roma 3, già la scorsa notte sono state effettuate azioni mirate di contrasto al virus West Nile in zona Infernetto, dove si è verificato il primo caso di Roma e questa notte proseguiranno interventi mirati, inerenti ad una zona limitrofa. Come Roma Capitale, abbiamo anticipato ad agosto le attività di rimozione dei focolai larvali, già previsti per il mese di settembre, secondo il cronoprogramma del nostro Accordo Quadro. Tenendo conto del fatto che la copertura degli interventi ha una durata di 30 giorni, prima dello scadere dei trenta giorni, su tutta la città rieffettueremo tutte le azioni di contrasto necessarie. Stiamo monitorando costantemente la situazione, grazie al lavoro del Dipartimento Ambiente e della ASL. Siamo impegnati a garantire la salute pubblica con azioni tempestive e coordinate”, dichiara l’Assessora all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi.

Dionisio Festival, il 10 agosto si chiude edizione da sold out

Roma, 8 ago. (askanews) – Un’altra edizione memorabile per il Dionisio Festival, che quest’anno ha registrato il tutto esaurito in tutte le serate, confermando il suo ruolo centrale nella scena culturale estiva. Anche dopo il successo travolgente della serata con Giorgio Ascanio, il festival si prepara a chiudere in bellezza domenica 10 agosto con Fabrizio Casalino e il suo spettacolo “Fin qui tutto bene” — un titolo che sintetizza perfettamente lo spirito di questa edizione.

Una scelta artistica curata e trasversale, che ha saputo alternare comicità, teatro, narrazione e divulgazione, dimostrandosi ancora una volta vincente. Ogni appuntamento ha registrato grande affluenza e forti consensi, consolidando il ruolo del Festival come uno degli eventi culturali più attesi dell’estate ligure.

“È andato tutto davvero bene. Il pubblico ci ha seguito con calore, premiando la qualità e la varietà della nostra proposta. Questo successo è la prova che si può fare cultura in modo popolare e intelligente”, commenta Davide Paganini, direttore artistico del Festival. “Chiudere con Fabrizio Casalino è il finale perfetto per un’edizione che ci ha regalato emozioni fortissime”.

Entusiasta anche l’Assessore alla Cultura Silvia Stanig, che sottolinea l’impatto del Festival sul territorio: “Il Dionisio Festival ha dimostrato ancora una volta di essere un valore aggiunto per Chiavari, capace di attrarre pubblico da tutta la regione e oltre. Il cartellone di quest’anno è stato una scommessa vinta, e il risultato lo dimostra la piazza sempre gremita e il grande coinvolgimento della città. Abbiamo decisamente alzato l’asticella toccando temi delicati attraverso la voce di artisti e professionisti autorevoli. Chiudere con Fabrizio Casalino è l’occasione per vivere l’ultima serata in allegria e leggerezza grazie alla sua musica e le sue battute brillanti. La scuola genovese è sempre stata un’eccellenza e credo proprio che anche i nostri ospiti apprezzeranno questo scoppiettante spettacolo”.

A chiudere questa edizione straordinaria, domenica 10 agosto, sarà Fabrizio Casalino con “Fin qui tutto bene”, uno spettacolo che alterna monologhi esilaranti, storie autobiografiche e canzoni originali, con quella comicità intelligente e mai banale che lo ha reso uno dei comici più amati dal pubblico televisivo e teatrale. Con la sua ironia pungente, Casalino accompagnerà il pubblico in un viaggio tra ricordi, paradossi quotidiani e riflessioni leggere ma profonde, per una serata che promette di concludere il Festival con una grande festa di risate ed emozioni.

Von der Leyen: Israele riconsideri la sua decisione su Gaza City

Roma, 8 ago. (askanews) – “La decisione del governo israeliano di estendere ulteriormente la sua operazione militare a Gaza deve essere riconsiderata”. Lo scrive su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

“Allo stesso tempo – prosegue la presidente della Commissione Ue -, è necessario il rilascio di tutti gli ostaggi, trattenuti in condizioni disumane. E agli aiuti umanitari deve essere dato accesso immediato e senza restrizioni a Gaza per fornire ciò di cui c’è urgente bisogno sul campo. È necessario un cessate il fuoco ora”, conclude von der Leyen.

Anche Roma tra le possibili sedi per l’incontro Trump-Putin?

Roma, 8 ago. (askanews) – L’incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e quello russo Vladimir Putin è previsto al momento per la fine della prossima settimana. Secondo Fox News, tra le possibili sedi al vaglio figurano Ungheria, Svizzera, Emirati Arabi Uniti e anche Roma. Per questa ultima opzione c’è un margine di ambiguità, dato che in precedenza varie indiscrezioni hanno parlato di un possibile incontro in Vaticano, e non è chiaro se si tratterebbe invece dell’Italia.

Secondo l’emittente americana, l’Ungheria sarebbe stata la prima opzione preferita da Mosca, mentre della Turchia si è discusso, ma appare “poco probabile”. Appena il canale Usa ha parlato di Roma, tuttavia, una fonte russa all’agenzia Tass ha smentito, affermando che “non sarà in Europa”. Quanto al Vaticano, per il leader russo sarebbe questione delicata, che potrebbe irritare il patriarcato ortodosso di Mosca, allineatissimo alleato sulla guerra in Ucraina.

Da subito, gli Emirati Arabi Uniti e in seconda battuta l’Arabia Saudita sono stati citati come possibile sede del vertice Trump-Putin. Lo stesso presidente russo, parlando ieri in presenza del presidente emiratino Mohamed bin Zayed Al Nahyan, ha affermato che gli Emirati sarebbero “un luogo del tutto appropriato”.

Sempre Fox News rileva che preparazione del summit avrebbe però incontrato difficoltà dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ricordato che la costituzione del suo Paese impone un referendum nazionale per approvare eventuali concessioni territoriali e che la materia sarebbe di competenza parlamentare, per cui il presidente americano non sottoscriverebbe un accordo con Putin al riguardo.

Hamas: Israele vuole sacrificare gli ostaggi

Roma, 8 ago. (askanews) – La decisione di Israele di prendere il controllo di Gaza City rappresenta un “crimine di guerra”. Lo dichiara Hamas, secondo quanto riporta Al Jazeera.

L’uso da parte di Israele del termine ‘controllo’ invece di ‘occupazione’ è un tentativo di “eludere la propria responsabilità legale per le conseguenze del suo brutale crimine contro i civili”, ha affermato Hamas, accusando il governo israeliano di non preoccuparsi della sorte degli ostaggi a Gaza: “Si rendono conto che espandere l’aggressione significa sacrificarli”.

Secondo Hamas il piano di Netanyahu spiega l’improvviso ritiro di Israele dall’ultimo round di negoziati, visto che, sostiene l’organizzazione politica e militare palestinese, le due parti erano sul punto di raggiungere un accordo di cessate il fuoco e di scambio di prigionieri.

“Ribadiamo che, durante la nostra comunicazione con i mediatori egiziano e qatariota, il movimento ha offerto tutta la flessibilità e la positività necessarie per garantire il successo degli sforzi per il cessate il fuoco”, sottolinea Hamas.

Un cuore elettrico per i satelliti: Argotec ha presentato Curie

Torino, 8 ago. (askanews) – Un cuore elettrico in miniatura, resistentissimo, in grado di diffondere energia e portare satelliti di piccole dimensioni, anche in condizioni estreme e di fronte a radiazioni solari, in punti dell’Universo molto distanti dalla Terra e finora inesplorati. Per studiare e monitorare, ad esempio, il “meteo” spaziale, e le sue ricadute sulle nostre vite. Tutto questo è Power Suite Curie, una innovativa e avveniristica tecnologia sviluppata dall’italiana Argotec – azienda leader nella realizzazione di satelliti e dei suoi sottosistemi – che è destinata a ridefinire il futuro delle missioni spaziali nel deep space. La novità, che rappresenta un grandissimo passo in avanti per il mercato mondiale dello space tech, sarà presentata con un paper tecnico da Argotec allo Small Satellite Conference di Salt Lake City (10-13 agosto 2025), una delle principali conferenze di riferimento a livello mondiale dedicata al futuro dello Spazio.

Power Suite Curie è una PCDU (Power Conditioning and Distribution Unit) di nuova generazione, dunque appunto un “cuore elettrico” di satelliti, di piccolissime dimensioni, progettato per gestire la potenza elettrica a bordo di satelliti per molto tempo e in condizioni estreme, ovvero nello spazio profondo – a oltre 24 milioni di km dalla Terra – ed esposto a radiazioni. La Power Suite Curie nasce da un progetto di co-engineering con l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e segna un salto decisivo, destinato ad ampliare in modo significativo le capacità della Space Industry internazionale: l’obiettivo è offrire una tecnologia in grado di abilitare missioni pionieristiche, orientate allo spazio profondo e allo Space Weather Monitoring.

Curie presenta un design miniaturizzato, compatto e modulare, capace di adattarsi a diverse piattaforme satellitari. A queste caratteristiche si aggiungono prestazioni tecniche all’avanguardia: una resistenza alle radiazioni senza precedenti, una vita operativa prolungata e una gestione della potenza molto elevata. Tutte queste caratteristiche permettono a Curie di essere il centro energetico di HENON: la missione che, a fine 2026, partirà alla volta del Sole, allontanandosi fino a 24,6 milioni di chilometri dalla Terra, per raggiungere l’inesplorata Distant Retrograde Orbit (DRO). Durante il suo viaggio solitario di oltre un anno, Curie garantirà energia e affidabilità al satellite, mantenendo operative le funzioni vitali dei suoi sottosistemi. Raggiunta l’orbita finale, HENON inizierà le osservazioni dello Space Weather: proprio quando vi sarà massima esposizione alle radiazioni, per registrare dati decisivi allo studio delle attività solari e segnalare eventi critici in near-real time. HENON è il dimostratore tecnologico che darà vita a una delle missioni più ambiziose e affascinanti attualmente in fase di sviluppo. È realizzato nell’ambito del General Support Technology Programme (GSTP) – elemento “Fly” – dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), grazie al finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) tramite il programma ALCOR, insieme al contributo del Regno Unito e della Finlandia. Il progetto abiliterà nuove frontiere nelle applicazioni spaziali, con soluzioni più competitive e performanti per future costellazioni nello spazio profondo.

“Curie rappresenta un cambio di paradigma per l’industria spaziale italiana e internazionale – ha commentato David Avino, CEO di Argotec – con questa tecnologia abiliteremo missioni di esplorazione robotica di nuova generazione, capaci di portare la ricerca scientifica oltre i confini attuali. Abbiamo una squadra incredibile, che ci mostra quotidianamente quanto innovazione, visione e collaborazione possano scrivere il futuro dello Spazio, superando limiti pregressi. Siamo orgogliosi di portare avanti il nostro know how e di potenziarlo al servizio della Scienza: il Deep Space è la nostra storia, è ciò che ci ha reso quello che siamo oggi ed è una sfida che torniamo a percorrere insieme a ESA e ASI, partner solidi in tanti anni di successo e programmi su cui abbiamo lavorato”.

Un morto e 9 ricoverati a Diamante, si teme intossicazione botulino

Diamante, 8 ago. (askanews) – Un morto e nove le persone ricoverate, alcune in gravi condizioni, a Diamante, probabilmente per aver ingerito del cibo contenente botulino. Le persone hanno accusato malori dopo avere mangiato un panino con salsiccia e cime di rapa nella cittadina in provincia di Cosenza acquistato in un truck food. La vittima una uomo di 52 anni, originario di Napoli, che si sentito male nei pressi di Lagonegro (Potenza) dove si trovava mentre stava facendo rientro nel capoluogo campano, a breve verr effettuata l’autopsia per chiarire le cause del decesso.

Come riporta il Quotidiano del Sud il sindaco di Diamante Achille Ordine ha annunciato che sono in corso delle verifiche ma raccomandato di non generare “allarmismi”.

L’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza ha avviato le verifiche a campione sui diversi alimenti presenti nel food truck e in via cautelare e prudenziale, il primo cittadino ha sottoposto l’attivit a blocco sanitario. Il botulino ha tempi di incubazione di due/quattro giorni e cos tra luned e mercoled esplosa l’emergenza. La presunta intossicazione ha generato grande preoccupazione fra i cittadini e i turisti.

La Germania sospende le esportazioni di armi utilizzabili a Gaza da Israele

Roma, 8 ago. (askanews) – Il governo federale tedesco ha annunciato che, fino a nuovo ordine, non autorizzerà esportazioni di armamenti che potrebbero essere impiegati nella Striscia di Gaza. La decisione arriva dopo l’approvazione, da parte del gabinetto israeliano, del piano del premier Benjamin Netanyahu per assumere il controllo di Gaza City nell’ambito della lotta a Hamas. Il cancelliere Friedrich Merz, riferisce la Welt, ha espresso “profonda preoccupazione per le sofferenze persistenti della popolazione civile” e ha chiesto a Israele di migliorare “in modo completo e sostenibile” la situazione umanitaria e di evitare qualsiasi passo verso l’annessione della Cisgiordania.

Botulino, il ministero della Salute: "Attivati i protocolli sanitari"

Roma, 8 ago. (askanews) – “A seguito di due importanti cluster di intossicazione botulinica che si sono verificati nelle ultime settimane in Sardegna e Calabria, il Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute ha immediatamente attivato tutti i protocolli sanitari”. Lo riferisce una nota del Ministero.

“Il sistema di intervento ha reagito prontamente garantendo ai pazienti l’accesso tempestivo ai trattamenti antidotici salvavita – dichiara Maria Rosaria Campitiello, Capo dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie – La rapidità dell’intervento è stata possibile grazie alla rete capillare della Scorta strategica Nazionale Antidoti e Farmaci (SNAF) e alla collaborazione sinergica di tutti gli enti coinvolti. Ricordo che gli alimenti a rischio di tossina botulinica sono le conserve casalinghe preparate sottovuoto, in olio o acqua e, raramente, si tratta di prodotti industriali. Ecco perché è importante rispettare le regole previste per la corretta e sicura preparazione e conservazione degli alimenti”.

L’Istituto Superiore di Sanità mantiene un ruolo centrale sia per la conferma diagnostica sui pazienti che per l’analisi degli alimenti sospetti. Il Centro Antiveleni di Pavia, riferimento nazionale per il Ministero della Salute, ha centralizzato tutte le diagnosi in collaborazione con medici d’urgenza, neurologi e rianimatori. Gli antidoti salvavita sono stati prontamente distribuiti grazie alla collaborazione del Deposito CRI Militare di Cagliari; Marina Militare di Taranto; Guardia Costiera di Napoli e Ospedali San Camillo Forlanini.

L’Italia dispone di una rete di stoccaggio distribuita su tutto il territorio nazionale per garantire interventi rapidi. Prefetture, Forze dell’ordine, servizi 118 con elisoccorso e Croce Rossa collaborano costantemente per assicurare la tempestività dei trattamenti. Le indagini sui casi vengono condotte dai servizi per l’igiene degli alimenti delle ASL/ATS locali, supportati dal Sistema di allerta alimentare del Ministero della Salute.

Esce "Greetings From Your Hometown" dei Jonas Brothers

Milano, 8 ago. (askanews) – Esce oggi “Greetings From Your Hometown”, il nuovo album delle superstar multiplatino e nominate ai GRAMMY, Jonas Brothers: il settimo lavoro in studio della band, con cui celebrano 20 anni di carriera. “Greetings From Your Hometown” è disponibile su tutte le piattaforme digitali e in formato fisico nelle versioni CD con inserto autografato, vinile e CD acquistabili anche sullo Shop Universal.

L’album “Greetings From Your Hometown” segna un emozionante ritorno alle origini, rendendo omaggio alla loro città natale nel New Jersey. Un tributo visibile sin dall’artwork di copertina, fotografato presso l’iconica Belmont Tavern di Belleville, luogo simbolo della loro infanzia. Il progetto racchiude tutta l’intensità emotiva del ritorno nei luoghi che li hanno formati — che si tratti del New Jersey o di qualsiasi altra “casa” nel mondo.

Tra le tracce principali spiccano la title track “Greetings From Your Hometown”, realizzata in collaborazione con la rock band vincitrice di un GRAMMY, Switchfoot, il singolo “Slow Motion”, con il produttore e artista multiplatino Marshmello, e “Love Me to Heaven”, brano nato dalla collaborazione con il cantautore australiano multiplatino Dean Lewis, presentato in anteprima a marzo 2025 durante il “JONASCON Weekend” — l’evento andato in scena tra New York e New Jersey, che ha visto la partecipazione di oltre 75.000 fan. Completa la tracklist “No Time To Talk”, che reinterpreta l’intramontabile hit dei Bee Gees, “Stayin’ Alive”, con un nuovo e sorprendente sound. Tanti gli autori e produttori del panorama internazionale che hanno collaborato a questo nuovo progetto, tra cui: Ryan Tedder, Justin Tranter, Julian Bunetta, Alexander 23, Josette Maskin (dei MUNA), Mikky Ekko e tanti altri.

Il lancio dell’album sarà accompagnato dal “JONAS20: Greetings From Your Hometown Tour”, che prenderà il via domenica 10 agosto dal leggendario MetLife Stadium: un tour mondiale pensato per celebrare l’uscita di “Greetings From Your Hometown” e ripercorrere i momenti più significativi della carriera dei Jonas Brothers, sia come band che come artisti solisti. Il tour si svolgerà fino a novembre in Nord America e proporrà uno spettacolo dal vivo dinamico che abbraccia tutta la carriera ventennale dei Jonas Brothers e la loro evoluzione come band, includendo anche i progetti solisti come Nick Jonas & the Administration, la carriera solista di Nick Jonas, quella di Joe Jonas, DNCE e altri.

I fan di tutto il mondo potranno seguire il “JONAS20: Greetings From Your Hometown Tour”, in esclusiva su Samsung TV Plus. Cinque concerti selezionati saranno trasmessi in diretta sulla rete televisiva Samsung Television Network, portando l’esperienza unica del tour direttamente nelle case degli spettatori. Le date trasmesse includono gli show a New Jersey, Dallas, Houston, Orlando e Buffalo, con lo streaming disponibile in 17 paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Corea, Brasile, Francia, India e molti altri.

Sempre per celebrare l’uscita del nuovo album Greetings From Your Hometown, i Jonas Brothers hanno sorpreso i fan con un’esibizione acustica a bordo del NYC Ferry, in collaborazione con Samsung TV Plus, proponendo versioni intime dei loro brani più iconici. La promozione dell’album è proseguita con la partecipazione al The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, dove la band ha raccontato il processo creativo dietro il progetto e anticipato dettagli del tour JONAS20. Oggi invece, hanno inaugurato ufficialmente il lancio dell’album con una performance esclusiva all’interno della Citi Concert Series 2025 di TODAY. Anche TikTok presenta il nuovo percorso della band con un hub interattivo dedicato, ricco di contenuti esclusivi, aggiornamenti sul tour e tutte le tracce del nuovo progetto.