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Romania, Salvini: esclusione Georgescu euro-golpe in stile sovietico

Roma, 9 mar. (askanews) – – “Respinta in Romania la candidatura di Calin Georgescu. Un euro-golpe in stile sovietico. Prima annullano – a urne aperte – le elezioni che stava vincendo, poi lo arrestano, poi addirittura lo escludono dalle elezioni per paura che vinca. Altro che ‘riarmare l’Europa’, qui bisogna rifondarla per difendere la democrazia. La Lega è vicina ai tanti cittadini rumeni che, in patria e in Italia, sono derubati del loro diritto di voto da un furto di democrazia gravissimo”. Lo dichiara via social il vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega.

Gaza, Fratoianni: solo criminale di guerra Netanyahuopuò tagliare elettricità

Roma, 9 mar. (askanews) – “Solo un criminale di guerra come Netanyahu e i suoi fanatici ministri possono pensare misure così disumane come il taglio dell’elettricità a Gaza o cominciare a predisporre un piano per deportare dalla Striscia di Gaza milioni di civili palestinesi”.Lo afferma il leader Avs Nicola Fratoianni.

“Anche la comunità internazionale, i governi europei, il governo Meloni continuano a dimostrare – proseguei – tutta la loro miserabile ignavia di fronte a tutto ciò che sta accadendo da mesi in quell’area. Abbiano un sussulto di dignità, costringano il governo israeliano – conclude Fratoianni – a smetterla con azioni così vergognose ed inaccettabili. Il rispetto del diritto internazionale non può essere intermittente”.

Salvini: Musk sbaglia su Nato ma per me domattina Italia firma per Starlink

Milano, 9 mar. (askanews) – “Secondo me il governo italiano avrebbe l’interesse domani mattina a firmare un contratto con Starlink che ha 7.000 satelliti in orbita. Non perchè Musk mi sta simpaticok o perchè tifo Trump. Ma perche’ ne andrebbe del miglioramento della sicurezza nazionale italiana. Sicuramente di mettermi in mano dei francesi non ho nessuna voglia e nessuna intenzione”. Lo ha affermato il vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega, rispondendo a margine del gazebo della Lega per la pace installato oggi a Milano.

“Musk – ha quindi preso le distanze da Salvini dallo stop alla Nato ausopicato dal padrone di Starlink- da libero cittadino fa bene a suggerire quello che ritiene opportuno. Io però nella Nato ci sto bene . E ritengo che l’alleanza atlantica sia fondamentale per garantire la pace. Secondo me da questo punto di vista sbaglia, come sbagliano quelli che a sinistra dicono di no a Musk a prescindere”.

Quanto al suo rinnovato attacco ieri al presidente francese Emmanuel Macron e alloo scudo nucleare da lui offerto alla Ue, “mi hanno detto – ha affermato Salvini- che Macron si è offeso: mi dispiac. Se uno però parla ossessivamente di armi nucleari, invio di armi,truppe, soldati lo fa forse perche’ ha dei problemi interni in Francia ma non perchè a lui interessi la pace”.

Da questo punto di vista, “è pericoloso – ha commentato il monito da Hiroshima contro la narrativa nucleare della Russia venuto dal presidente Mattarella- chiunque parli di nucleare applicato al conflitto. La Lega il nucleare lo vuole invece per creare energia e riscaldamento per le nostre case e i nostri ospedali”.

“Io il nucleare lo penso e lo voglio – ha concluso Salvini- per riscaldare scuole e ospedali. E non come dice Macron per difendere l’Europa. Peraltro dovremmo difendere l’Europa con alcune centinaia di testate quando la Russia ne ha 6.000 e gli Stati Uniti ne hanno 6.000. E giocare alla guerra atomica fra Russia e Stati Uniti non mi sembra una cosa intelligente”.

Starlink, Musk al ministro degli Esteri della Polonia: "Taci, ometto"

Roma, 9 mar. (askanews) – “Stai zitto, omuncolo. Pagate una frazione del costo e non c’è sostituto per Starlink”. Così Elon Musk risponde su X a un messaggio del ministro degli Esteri della Polonia, Radoslaw Sikorski. Quest’ultimo aveva criticato, sempre sul social del magnate, un messaggio in cui lo stesso Musk aveva rilanciato i richiami a cercare un accordo di pace tra Ucraina e Russia, affermando che Starlink è “la spina dorsale dell’esercito Ucraino” e che l’intero fronte sarebbe collassato se avesse spento l’accesso al sistema di comunicazioni satellitare.

“Starlink per l’Ucraina è pagato dal ministero della digitalizzazione della Polonia al costo di circa 50 milioni di dollari l’anno. A parte l’etica di minacciare la vittima di un’aggressione, se Space X si rivelasse inaffidabile – ha scritto il ministro polacco – saremo costretti a cercare altri fornitori”.

Rugby, Inghilterra-Italia 47-24, azzurri crollo nel secondo tempo

Roma, 9 mar. (askanews) – Non basta all’Italia un primo tempo giocato ai livelli dell’Inghilterra per uscire indenni da Twickenham. Finisce 47-24 dopo un primo tempo (21-17 il finale) giocato all’altezza ed un secondo nel quale i padroni di casa sono tracimati segnando sette mete In avvio ottimo approccio dell’Inghilterra, subito a segno al 4′. L’Italia pare boccheggiare, ma ha una reazione e trova la meta di Capuozzo alla prima azione offensiva degna di nota. Inizia così un match più equilibrato in cui i padroni di casa trovano altre due volte il vantaggio, ma incappano sempre in una reazione azzurra, prima con una nuova meta di Vintcent e poi con una punizione di Garbisi. Squadre al riposo con l’Inghilterra avanti 21-17. In avvio al 44′ quarta meta per l’Inghilterra: Stewart rompe il muro azzurro e permette poi a Marcus Smith di andare a segno.

Usa, Trump: con i dazi ci riprendiamo quel che ci è stato rubato

Roma, 9 mar. (askanews) – Con i dazi commerciali “ci stiamo riprendendo parte di quello che ci è stato rubato per decenni”. E quando scadranno esenzioni e limitazioni “potrebbero salire, non penso che caleranno, penso che li aumenteremo. Il nostro Paese è stato rapinato per decenni e non ci rapinerà più nessuno”. Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump, che in una intervista a Fox News è tornato sul tema dei dazi commerciali che ha deciso. Come Usa “siamo tornati e siamo di nuovo rispettati. E sono state solo poche settimane”.

“Abbiamo avuto quasi sei settimane grandiose. E spero che possiamo continuare con questo ritmo molto rapido. Voglio un paese dinamico, in cui è l’impresa privata a trainare, non lo Stato. E voglio un apparato militare forte”, ha proseguito.

Le parziali marce indietro sui dazi per Canada e Messico sono state decise “perché siamo un grande Paese e voglio aiutare Messico e Canada, che fanno tanta attività con noi”. E le esenzioni per un mese a favore dei produttori auto Usa sono state decise perché “li voglio aiutare. Ma dal 2 aprile diventa un meccanismo reciproco: quello che ci metto di dazi noi lo mettiamo a loro. Ho ritenuto che per il bene dei produttori americani di auto sarebbe stata una cosa equa da fare – ha detto – quindi gli ho dato un po’ di tregua”.

Dopo questo mese di tregua o moderazione “i dazi potrebbero salire – ha avvertito Trump -. Per anni i globalisti hanno rapinato gli Usa. Quello che stiamo facendo è semplicemente riprenderci parte di questo. Gli Usa sono stati rapinati da ogni Paese nel mondo e ora ci riprenderemo molto di tutto questo. Non consentiremo più a nessuno di approfittarsi di noi”.(Segue) Trump non ha voluto sbilanciarsi a fare previsioni sull’economia. “Odio farlo”, ha detto. Ma ha riconosciuto che “ci sta un periodo di transizione, perché quello che stiamo facendo è molto massiccio. Ci vuole un po’ di tempo ma poi sarà fantastico per noi”. E sui pesanti cali di Wall Street, “la Borsa non è calata così tanto” e comunque “quello che devo fare è costruire un Paese forte. I cinesi hanno prospettive di 100 anni”, mentre finora negli Usa c’erano “prospettive di tre mesi” per le politiche. “Ora noi stiamo gettando fondamenta solidissime per il futuro”.

E poi ci sta l’opposizione dei democratici e del “gruppo Kamala, Biden, Obama. Se avessero vinto penso che non avremmo più un Paese. Ci sta un gruppo di persone, i democratici, che stanno lì seduti, arrabbiati e insolenti, indipendentemente da quello che faccio o quello che dico”.

E se continuano a spingere su temi che non interessano agli elettori “finiranno per diventare un partito piccolo, perché la gente non vuole più avere nulla a che fare con queste stupide idee sul transgenderismo ovunque, negli sport femminili. Ma stavano lottando accanitamente per queste cose”. E se è vero che “devi sempre cercare di capire dove stia il tuo opponente, che in affari o in politica”, in questo caso “è qualcosa che non capisco. Non lo capiamo”.

Così come “se guardi alle loro teorie sulle tasse. Per tutta la vita ho sentito politici che dicevano che ti avrebbero tagliato le tasse. E questi dicevano ‘alzeremo le tasse’: mai sentito prima – ha notato Trump -. Questi dicevo che avrebbero fatto il maggior aumento delle tasse della storia”.

Usa, Trump: con i dazi ci riprendiamo quel che ci è stato rubato

Roma, 9 mar. (askanews) – Con i dazi commerciali “ci stiamo riprendendo parte di quello che ci è stato rubato per decenni”. E quando scadranno esenzioni e limitazioni “potrebbero salire, non penso che caleranno, penso che li aumenteremo. Il nostro Paese è stato rapinato per decenni e non ci rapinerà più nessuno”. Lo ha affermato il presidente Usa Donald Trump, che in una intervista a Fox News è tornato sul tema dei dazi commerciali che ha deciso. Come Usa “siamo tornati e siamo di nuovo rispettati. E sono state solo poche settimane”.

“Abbiamo avuto quasi sei settimane grandiose. E spero che possiamo continuare con questo ritmo molto rapido. Voglio un paese dinamico, in cui è l’impresa privata a trainare, non lo Stato. E voglio un apparato militare forte”, ha proseguito.

Le parziali marce indietro sui dazi per Canada e Messico sono state decise “perché siamo un grande Paese e voglio aiutare Messico e Canada, che fanno tanta attività con noi”. E le esenzioni per un mese a favore dei produttori auto Usa sono state decise perché “li voglio aiutare. Ma dal 2 aprile diventa un meccanismo reciproco: quello che ci metto di dazi noi lo mettiamo a loro. Ho ritenuto che per il bene dei produttori americani di auto sarebbe stata una cosa equa da fare – ha detto – quindi gli ho dato un po’ di tregua”.

Dopo questo mese di tregua o moderazione “i dazi potrebbero salire – ha avvertito Trump -. Per anni i globalisti hanno rapinato gli Usa. Quello che stiamo facendo è semplicemente riprenderci parte di questo. Gli Usa sono stati rapinati da ogni Paese nel mondo e ora ci riprenderemo molto di tutto questo. Non consentiremo più a nessuno di approfittarsi di noi”.

Trump non ha voluto sbilanciarsi a fare previsioni sull’economia. “Odio farlo”, ha detto. Ma ha riconosciuto che “ci sta un periodo di transizione, perché quello che stiamo facendo è molto massiccio. Ci vuole un po’ di tempo ma poi sarà fantastico per noi”. E sui pesanti cali di Wall Street, “la Borsa non è calata così tanto” e comunque “quello che devo fare è costruire un Paese forte. I cinesi hanno prospettive di 100 anni”, mentre finora negli Usa c’erano “prospettive di tre mesi” per le politiche. “Ora noi stiamo gettando fondamenta solidissime per il futuro”.

E poi ci sta l’opposizione dei democratici e del “gruppo Kamala, Biden, Obama. Se avessero vinto penso che non avremmo più un Paese. Ci sta un gruppo di persone, i democratici, che stanno lì seduti, arrabbiati e insolenti, indipendentemente da quello che faccio o quello che dico”.

E se continuano a spingere su temi che non interessano agli elettori “finiranno per diventare un partito piccolo, perché la gente non vuole più avere nulla a che fare con queste stupide idee sul transgenderismo ovunque, negli sport femminili. Ma stavano lottando accanitamente per queste cose”. E se è vero che “devi sempre cercare di capire dove stia il tuo opponente, che in affari o in politica”, in questo caso “è qualcosa che non capisco. Non lo capiamo”.

Così come “se guardi alle loro teorie sulle tasse. Per tutta la vita ho sentito politici che dicevano che ti avrebbero tagliato le tasse. E questi dicevano ‘alzeremo le tasse’: mai sentito prima – ha notato Trump -. Questi dicevo che avrebbero fatto il maggior aumento delle tasse della storia”.

Ue, Von der Leyen: gli Usa sono il nostro più stretto alleato

Bruxelles, 9 mar. (askanews) – “Gli Stati Uniti sono stati per più di 80 anni il nostro più stretto alleato. E di fronte alle avversità, gli Stati Uniti e l’Europa sono sempre stati più forti insieme. E sì, ci sono delle differenze, possiamo avere opinioni diverse su alcuni argomenti. Ma se guardiamo agli interessi comuni che abbiamo, questi superano sempre le nostre differenze. Quindi penso che sia importante che lavoriamo insieme. Avremo le nostre differenze, dovremo risolverle, ma dovremo trovare strade comuni”.

Lo ha affermato oggi a Bruxelles la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, durante la sua conferenza stampa in occasione del bilancio dei primi 100 giorni del suo secondo mandato, in risposta ai giornalisti che chiedevano se si possa considerare ancora gli Usa di Donald Trump come un alleato affidabile dell’Europa.

“Ovviamente – ha aggiunto von der Leyen – gli Stati Uniti sono alleati. Ciò non significa che il modello che abbiamo avuto negli ultimi 25 o 30 anni, almeno, se non di più, sia ancora quello giusto, che la maggior parte della responsabilità della difesa debba ricadere sugli Stati Uniti e non su tutti gli altri alleati. Dobbiamo fare i nostri compiti a casa. Dobbiamo adempiere alle nostre responsabilità, dobbiamo prenderle sulle nostre spalle. E quindi, il primo passo con il pacchetto ‘ReArm Europe è importante per essere sicuri che possiamo davvero intensificare le nostre capacità di difesa”.

“Essere alleati – ha puntualizzato la presidente della Commissione – non significa che debba esserci uno squilibrio nella responsabilità o nell’onere che è stato condiviso. Ero presente nel 2014 come ministro della difesa al vertice Nato in Galles quando è stato concordato il 2%. Bene, oggi sappiamo dove sono le cifre, e sappiamo che avremo bisogno di più del 2%. Il Segretario generale della Nato parla di oltre il 3%. E questo è un appello che va a tutti noi nell’alleanza”.

Infine, per quanto riguarda le nuove controversie sul piano economico e le tensioni commerciali con l’amministrazione Trump, una giornalista ha chiesto se von der Leyen intenda adottare verso gli Usa la stessa politica di “de-risking” (minimizzazione del rischio) che l’Ue applica alla Cina.

“Per questa domanda, la risposta è un chiaro no: è una relazione completamente diversa quella che abbiamo con gli Stati Uniti rispetto a quella che abbiamo con la Cina. Quindi, una risposta chiara” ha replicato la presidente della Commissione.

Calcio, Napoli-Fiorentina 2-1, Lukaku e Raspadori per la vittoria

Roma, 9 mar. (askanews) – Il Napoli torna a vincere dopo 43 giorni, interrompendo una striscia di 5 partite di fila senza successi e riportandosi a -1 dall’Inter in classifica: Fiorentina battuta 2-1 al ‘Maradona’, con reti al 26′ di Lukaku (tap-in vincente dopo la respinta di De Gea su McTominay) e al 60′ di Raspadori (su assist di Lukaku). Inutile per la Fiorentina la rete del 2-1 a firma Gudmundsson. Da valutare le condizioni di McTominay, uscito nel finale con qualche fastidio muscolare

Risultati e classifica serie A, Il Napoli torna a -1 dall’Inter

Roma, 9 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Napoli-Fiorentina 2-1.

28esima giornata Cagliari-Genoa 1-1, Como-Venezia 1-1, Parma-Torino 2-2, Lecce-Milan 2-3, Inter-Monza 3-2, Verona-Bologna 1-2, Napoli-Fiorentina 2-1, ore 18 Empoli-Roma, ore 20.45 Juventus-Atalanta, lunedì 10 marzo ore 20.45 Lazio-Udinese.

Classifica: Inter 61, Napoli 60, Atalanta 55, Juventus 52, Lazio, Bologna 50, Fiorentina 45, Milan 44, Roma 43, Udinese 39, Torino 35, Genoa 32, Como 29, Verona, Cagliari 26, Lecce 25, Parma 24, Empoli 22, Venezia 19, Monza 14.

29esima giornata venerdì 14 marzo ore 20.45 Genoa-Lecce, sabato 15 marzo ore 15 Monza-Parma, Udinese-Verona, ore 18 Milan-Como, ore 20.45 Torino-Empoli, domenica 16 marzo ore 12.30 Venezia-Napoli, ore 15 Bologna-Lazio, Roma-Cagliari, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45 Atalanta-Inter

Maltempo, allerta gialla Protezione Civile: temporali al Centro-Nord

Roma, 9 mar. (askanews) – Allerta gialla meteo-idrogeologica dal Dipartimento della Protezione Civile. Una perturbazione di origine atlantica in avvicinamento determinerà progressivamente, dal pomeriggio-sera di oggi, un marcato peggioramento dapprima sulle regioni di nord-ovest, in estensione domani anche su parte del centro Italia.

Sulla base delle previsioni disponibili, recita un comunicato, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso prevede, dal pomeriggio-sera di oggi domenica 9 marzo, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere temporalesco, sulla Liguria, in estensione a Piemonte – specie settori meridionali -, Appennino emiliano e Toscana. Dalla mattinata di domani, lunedì 10 marzo, l’avviso prevede inoltre precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere temporalesco, su Umbria e Lazio, nonché sui settori occidentali di Abruzzo e Molise. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento.- Sulla base dei fenomeni previsti, si legge, è stata valutata per la giornata di domani, lunedì 10 marzo, allerta gialla meteo-idro su settori di Liguria, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Abruzzo e Molise, nonché su tutto il territorio di Lazio e Umbria.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

Allerta gialla della Protezione Civile: temporali al Centro-Nord

Roma, 9 mar. (askanews) – Allerta gialla meteo-idrogeologica dal Dipartimento della Protezione Civile. Una perturbazione di origine atlantica in avvicinamento determinerà progressivamente, dal pomeriggio-sera di oggi, un marcato peggioramento dapprima sulle regioni di nord-ovest, in estensione domani anche su parte del centro Italia.

Sulla base delle previsioni disponibili, recita un comunicato, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it).

L’avviso prevede, dal pomeriggio-sera di oggi domenica 9 marzo, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere temporalesco, sulla Liguria, in estensione a Piemonte – specie settori meridionali -, Appennino emiliano e Toscana. Dalla mattinata di domani, lunedì 10 marzo, l’avviso prevede inoltre precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere temporalesco, su Umbria e Lazio, nonché sui settori occidentali di Abruzzo e Molise. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, attività elettrica e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti, si legge, è stata valutata per la giornata di domani, lunedì 10 marzo, allerta gialla meteo-idro su settori di Liguria, Piemonte, Toscana, Emilia-Romagna, Abruzzo e Molise, nonché su tutto il territorio di Lazio e Umbria.

Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.

Crosetto:mio piano Difesa non esiste,fantomatico quello di Stato Maggiore

Roma, 9 mar. (askanews) – “Ho appena letto un’agenzia che diceva: “Piano di Crosetto per 40.000 soldati in più.” Mi sono detto: si tratterà di omonimia. Poi però ho pensato che si trattasse invece dell’evoluzione giornalistica di una notizia di stamane che parlava di un fantomatico studio dello Stato Maggiore della Difesa su diversi possibili scenari futuri e sulle capacità necessarie per affrontarli. Scenari di vario tipo, come un minor impegno americano per la NATO in Europa. Facciamo finta che esista un presunto studio di diversi scenari possibili, fatto dall’organo tecnico della Difesa. Normale che nel giro di poche ore diventi il “piano del Ministro”? Da noi si”. Lo dichiara in un post su X il ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Immagino – prosegue- che domani sarà già dato per acquisito e confermato e che qualcuno inizierà a polemizzare dicendo: dove andranno i 40.000 nuovi soldati che ha già reclutato (ieri) il Ministro Crosetto? Poi passerà qualche altra ora e martedì sarà la volta di un sit in di protesta o della convocazione di una marcia per dire no ai 40.000 che Crosetto, ha deciso, voluto, reclutato e sta inviando al fronte a combattere i Russi. E così via, in un crescendo di ipertrofia comunicativa. Non penso sia il modo giusto per affrontare temi così seri”.

“La consistenza delle Forze Armate – sottolinea Crosetto- è fissata da una legge. Non ho problemi a dire, come ho già detto più volte che quel modello ormai è inadeguato e va cambiato. Lo si farà in Parlamento. Ma, a mio avviso, all’interno di un provvedimento molto più ampio che un semplice aumento di organici, che affronti tutti i temi connessi alla difesa e sicurezza di una nazione”.

Sci, Paris: ""Felice di raggiungere il mio compaesano Thoeni"

Roma, 9 mar. (askanews) – “Oggi è andata molto bene, ho avuto buone sensazioni sin dalla ricognizione. Ero molto convinto perché il tracciato si presentava andante e bello da sciare, è un posto che richiede tattica, bisogna portare velocità dappertutto, sei avvantaggiato se sai come sapere passare su certi tratti”. L’Olympiabakken di Kvitfjell si conferma fonte di ispirazione per l’appuntato dei Carabinieri in forza al Centro Sportivo dell’Arma dei Carabinieri – Sezione Sport Invernali di Selva di Val Gardena, alla sesta vittoria della carriera dopo i successi in discesa del 2016, 2019, 2022 e di venerdì scorso, oltre ai supergiganti del 2019 e quello odierno. Il solo Kjetil Jansrud con sette successi ha avuto maggiori soddisfazioni del campione della Val d’Ultimo su questa pista, ma ciò non toglie il sorriso dal volto di Dominik “E’ stato bellissimo vedere la luce verde al traguardo, mi è sembrato tutto abbastanza fluido e alla fine il cronometro mi ha dato ragione. Era tanto tempo che non vincevo in supergigante, in questi anni ho fatto tanta fatica in questa specialità, ma sto ritrovando cattraverso il lavoro il giusto feeling”.

Calcio, Inter, solo affaticamento per Lautaro

Roma, 9 mar. (askanews) – Nessun problema per Lautaro, uscito dal campo dopo Inter-Monza toccandosi la coscia sinistra: l’argentino sta bene, si tratta solo di un semplice affaticamento. A questo punto starà a Inzaghi decidere se gestirlo nel ritorno degli ottavi di Champions League contro il Feyenoord in programma martedì 11 marzo. Chi preoccupa è sicuramente Piotr Zielinski, che si è infortunato al polpaccio: il polacco ha lasciato San Siro molto dolorante e lunedì 10 marzo farà gli esami strumentali, dopo i quali saranno più chiari i tempi di recupero (che si prospettano comunque medio-lunghi)

Risultati e classifica serie A, Bologna in zona Champions

Roma, 9 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Verona-Bologna 1-2.

28esima giornata Cagliari-Genoa 1-1, Como-Venezia 1-1, Parma-Torino 2-2, Lecce-Milan 2-3, Inter-Monza 3-2, Verona-Bologna 1-2, ore 15.00 Napoli-Fiorentina, ore 18 Empoli-Roma, ore 20.45 Juventus-Atalanta, lunedì 10 marzo ore 20.45 Lazio-Udinese.

Classifica: Inter 61, Napoli 57, Atalanta 55, Juventus 52, Lazio, Bologna 50, Fiorentina 45, Milan 44, Roma 43, Udinese 39, Torino 35, Genoa 32, Como 29, Verona, Cagliari 26, Lecce 25, Parma 24, Empoli 22, Venezia 19, Monza 14.

29esima giornata venerdì 14 marzo ore 20.45 Genoa-Lecce, sabato 15 marzo ore 15 Monza-Parma, Udinese-Verona, ore 18 Milan-Como, ore 20.45 Torino-Empoli, domenica 16 marzo ore 12.30 Venezia-Napoli, ore 15 Bologna-Lazio, Roma-Cagliari, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45-Atalanta-Inter

Covid, in un libro del portavoce di Speranza il racconto visto da dentro

Roma, 9 mar. (askanews) – “Nel Palazzo Bianco”, ovvero romanzo che racconta come e perchè sono state fatte le scelte per affrontare e governare lo tsunami del Coronavirus in Italia, primo Paese dell’occidente colpito dall’emergenza sanitaria che dal febbraio 2020 in poi ha cambiato il mondo, dopo il primo disvelamento in Cina nel settembre 2019. Lo firma Nicola Del Duce, portavoce e ombra del ministro della Salute dell’epoca Roberto Speranza, raccogliendo in un libro da martedì in libreria per Solferino quella unica esperienza politica.

Da febbraio 2020, il giovane ministro e la sua squadra – e il resto dell’Italia – si ritrovano nell’occhio di un ciclone planetario: una pandemia, un’emergenza sanitaria che è anche emergenza politica e, naturalmente, mediatica. È una guerra contro un nemico del tutto sconosciuto, che uccide centinaia e poi migliaia di persone al giorno: ben presto diventa una realtà alternativa che appare senza scampo, mentre la situazione si aggrava e il collasso di un intero sistema si avvicina. Gettato in prima linea, Nicola è protagonista e testimone di eventi che mai avrebbe immaginato: dai vertici europei per scongiurare l’isolamento del Paese alla decisione di chiusure senza precedenti e riaperture complicate, e dal risiko internazionale delle mascherine fino alla più grande campagna vaccinale mai tentata, in un clima politico che via via si arroventa, con un cambio di governo nel pieno della crisi.

Non esiste più riposo, né vita famigliare: per lui e per i suoi colleghi diventati amici, il prezzo da pagare per portare a termine il lavoro sarà alto. Questa è una storia che il mondo intero ha vissuto, ma che nessuno ha mai raccontato dall’interno delle stanze in cui i destini di tutti venivano decisi. Nel Palazzo bianco non è solo un romanzo politico e generazionale: è il drammatico romanzo di formazione di un Paese.

Nicola Del Duce, nato a Roma, laureato in Lettere e Filosofia con indirizzo storico all’Università di Roma La Sapienza, Master in Relazioni Internazionali a Bologna nel 2003, è giornalista pubblicista e alterna l’attività di ufficio stampa a quella di redattore. Nel 2015 ha iniziato a collaborare con Roberto Speranza, che ha seguito nell’esperienza al ministero della Salute con il ruolo di portavoce.

Ucraina, la Polonia è pronta a cercare una alternativa a Starlink

Roma, 9 mar. (askanews) – La Polonia, che paga i servizi Internet Starlink dell’Ucraina, potrebbe cercare un’alternativa se la società di Elon Musk si dimostrasse “inaffidabile”. E’ quanto ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri di Varsavia dopo che il miliardario ha ipotizzato di disattivare l’accesso al sistema.

“Starlink per l’Ucraina è pagato dal ministero polacco della digitalizzazione al costo di circa 50 milioni di dollari all’anno”, ha scritto il capo della diplomazia polacco Radoslaw Sikorski su X. “A parte l’etica di minacciare la vittima di aggressione, se SpaceX si dimostra un fornitore inaffidabile saremo costretti a cercare altri fornitori”, ha aggiunto.Musk, figura di alto profilo nell’amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, ha affermato oggi in un post sulla sua piattaforma X che “l’intera prima linea dell’Ucraina crollerebbe se la disattivassi(Starlink)”. Musk ha affermato di essere “disgustato da anni di massacri in una guerra di stallo che l’Ucraina perderà inevitabilmente”.

M.O., Israele annuncia una "Direzione per la Migrazione" per evacuare Gaza

Roma, 9 mar. (askanews) – Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha annunciato oggi che il governo intende creare una “direzione per la migrazione” in risposta alla proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di sfollare gli abitanti della Striscia di Gaza.

“Stiamo istituendo una direzione per l’immigrazione, ci stiamo preparando sotto la guida del primo ministro e del ministro della Difesa. Il budget non sarà un ostacolo”, ha detto alla Knesset, secondo il quotidiano israeliano Haaretz.

“Sono in corso i preparativi per la creazione di una grande direzione sull’immigrazione all’interno del ministero della Difesa. Se evacuiamo 5.000 persone di Gaza al giorno, ci vorrà un anno. La logistica è complicata perché devi sapere chi andrà in quale Paese”, ha aggiunto Smotrich.

Ucraina, Nbc: l’accordo sulle terre rare non è sufficiente alla ripresa degli aiuti Usa

Roma, 9 mar. (askanews) – Secondo il canale americano Nbc News, che cita due membri dell’amministrazione americana, Donald Trump avrebbe chiarito in privato ai suoi collaboratori che un accordo sullo sfruttamento delle terre rare ucraine non sarebbe sufficiente per rilanciare gli aiuti militari di Washington e lo scambio di intelligence.

Sempre secondo l’emittente, il presidente degli Stati Uniti vuole che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “cambi il suo atteggiamento nei confronti dei colloqui di pace”, in particolare che si dica pronto a fare concessioni territoriali alla Russia, che faccia dei passi verso lo svolgimento delle elezioni e, “possibilmente”, che si dimetta dalle sue funzioni.D Delle delegazioni ucraine e americane si devono incontrare martedì in Arabia Saudita.

Ue, von der Leyen: 100 giorni da inizio mandato, sembra una vita

Bruxelles, 9 mar. (askanews) – Martedì prossimo, 11 marzo, “celebreremo i 100 giorni dall’insediamento della nuova Commissione europea, 100 giorni dal primo dicembre che sembrano una vita: il mondo intorno a noi sta cambiando alla velocità della luce, i cambiamenti geopolitici stanno scuotendo le alleanze, certezze vecchie di decenni stanno crollando. E abbiamo ancora una guerra brutale che infuria ai nostri confini”.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyn ha esordito così, nella sua inusuale conferenza stampa domenicale, oggi a Bruxelles, per fare un bilancio del lavoro già svolto nel nuovo mandato dell’Esecutivo comunitario, e di quello in preparazione per rispondere alle molte sfide che l’Europa deve affrontare in quello che appare chiaramente come l’inizio di una nuova epoca, a cominciare dalla necessità di una vera, efficace, adeguata e forte Difesa europea.

“Siamo chiaramente entrati in una nuova era di dura competizione geostrategica”, ha osservato von der Leyen, rilevando, con un riferimento implicito alla nuova Amministrazione Usa, che “alcuni si chiudono, seminano incertezze e si sforzano di ottenere guadagni a breve termine”. Ma, ha aggiunto, “voglio essere molto chiara: l’Europa resterà aperta”.

“Dall’inizio del mandato – ha ricordato la presidente della Commissione -, abbiamo realizzato otto iniziative per rendere l’Europa più competitiva. E altre tre sono in preparazione. Abbiamo iniziato con la ‘Bussola della competitività’, che è la traduzione del rapporto Draghi in una comunicazione della Commissione, e sostanzialmente mostra la tabella di marcia che ci attende, la nostra stella polare per un’Europa più forte e più prospera. Funziona in parallelo con il ‘Clean Industrial Deal’, che sostiene le industrie ad alta intensità energetica e le tecnologie pulite, la tabella di marcia comune per la decarbonizzazione e la competitività”.

Per la nuova Commissione, “la direzione di marcia è sempre stata chiara. Ciò che è cambiato in questi 100 giorni – ha sottolineato von der Leyen – è il nuovo senso di urgenza. Perché qualcosa di fondamentale è cambiato. I nostri valori europei, democrazia, libertà e stato di diritto, sono minacciati. Vediamo che la sovranità ma anche impegni ferrei vengono rimessi in discussione. Tutto è diventato oggetto di scambio (‘transazionale’, ndr). Insomma, il ritmo del cambiamento è accelerato e l’azione necessaria deve essere audace e determinata”.

Questa settimana ha visto il “sostegno unanime” del Consiglio europeo straordinario, giovedì scorso a Bruxelles, al piano “ReArm Europe”, il pacchetto da 800 miliardi di euro per la difesa presentato dalla Commissione. Questo, ha detto von der Leyen, “è storico. Può essere la base per un’Unione europea della Difesa. Porteremo avanti il piano ‘ReArm Europe’ con tutta la nostra forza. L’idea alla base è che dobbiamo liberare tutto il nostro potenziale di fronte a minacce concrete. E se possiamo collaborare con altri paesi che la pensano come noi, come il Regno Unito, la Norvegia o il Canada, il potenziale è ancora maggiore”.

Zelensky: nell’ultima settimana sganciate dai russi 1.200 bombe

Roma, 9 mar. (askanews) – Nell’ultima settimana, l’esercito russo ha utilizzato in Ucraina circa 1.200 bombe aeree guidate, quasi 870 droni d’attacco e più di 80 missili di diverso tipo: lo ha scritto oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sui social media.

“Ogni drone e bomba aerea utilizzata dalla Russia include componenti forniti in violazione delle sanzioni. Queste armi contengono più di 82.000 componenti stranieri”, ha sottolineato il leader ucraino, esortando i suoi alleati ad applicare e rafforzare le misure di ritorsione adottate contro Mosca, nonché a dotarla di maggiori risorse militari. “Continuiamo il nostro lavoro per stabilire una pace giusta e ottenere garanzie di sicurezza affidabili”, ha aggiunto.

Ue, von der Leyen annuncia il primo Collegio per la sicurezza

Roma, 9 mar. (askanews) – “Tempi straordinari richiedono misure straordinarie. Questo vale anche per la mia Commissione. Per affrontare le sfide dinanzi a noi, dobbiamo adottare un abito mentale di prontezza. Per questo nelle prossime settimane organizzerò per la prima volta un Collegio per la sicurezza e in questo modo i membri potranno ricevere aggiornamenti regolari sugli sviluppi relativi alla sicurezza, interna ed esterna, ma anche energia, difesa e ricerca, interferenze esterne, commercio e cybernetica. Tutto quello che abbiamo fatto in questi primi cento giorni si è concentrato sulle nostre sfide maggiori, ma manterremo questo ritmo, continueremo ad impegnarci”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in occasione della conferenza stampa per i primi 100 giorni del suo secondo mandato.

Sci, straordinario Paris, vince anche il SuperG a Kvitfjell

Roma, 9 mar. (askanews) – Uno straordinario Dominik Paris, dopo la vittoria di venerdì in discesa, si ripete anche in SuperG a Kvitfjell (Norvegia): l’azzurro chiude una prova ‘sprint’ con il tempo di 1:08.98, precedendo il canadese Crawford e lo sloveno Hrobat. Quarto lo svizzero Marco Odermatt, che rimanda il trionfo aritmetico in Coppa del Mondo.

Per l’appuntato dei Carabinieri in forza al Centro Sportivo dell’Arma dei Carabinieri – Sezione Sport Invernali di Selva di Val Gardena, è il 24° successo in Cdm, agganciato il mito Gustav Thoeni: “Un onore, lui è una leggenda dello sport”, ha dettoppuntato dei Carabinieri in forza al Centro Sportivo dell’Arma dei Carabinieri – Sezione Sport Invernali di Selva di Val Gardenaè il 24° successo in Cdm, agganciato il mito Gustav Thoeni: “Un onore, lui è una leggenda dello sport”, ha detto.

Il Papa: nel mio prolungato ricovero in ospedale sperimento tenerezza e cura

Città del Vaticano, 9 mar. (askanews) – “Fratelli e sorelle, nel mio prolungato ricovero qui in Ospedale, anch’io sperimento la premura del servizio e la tenerezza della cura, in particolare da parte dei medici e degli operatori sanitari, che ringrazio di cuore”. Lo scrive il Papa nel testo dell’Angelus che, per la quarta domenica consecutiva, viene inviato solo in testo.(Segue) “E mentre sono qui – aggiunge il Pontefice, ricoverato al Gemelli dal 24 febbraio – penso a tante persone che in diversi modi stanno vicino agli ammalati e sono per loro un segno della presenza del Signore. Abbiamo bisogno di questo, del ‘miracolo della tenerezza’, che accompagna chi è nella prova portando un po’ di luce nella notte del dolore”.

Il Papa: tentati dal diavolo, il mondo è in mano a potenze malvagie

Città del Vaticano, 9 mar. (askanews) – Così come Gesù, “anche noi veniamo tentati nella relazione con Dio, ma all’opposto. Il diavolo, infatti, sibila alle nostre orecchie che Dio non è davvero nostro Padre; che in realtà ci ha abbandonati. Satana mira a convincerci che per gli affamati non c’è pane, tanto meno dalle pietre, né gli angeli ci soccorrono nelle disgrazie. Semmai, il mondo sta in mano a potenze malvagie, che schiacciano i popoli con l’arroganza dei loro calcoli e la violenza della guerra”. E’ questo il messaggio di Papa Francesco contenuto nell’omelia scritta per il Giubileo del mondo del Volontariato e letto dal cardinale Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. “Il diavolo – prosegue il Papa – è colui che separa, il divisore, mentre Gesù è colui che unisce Dio e uomo, il mediatore”. “Proprio mentre il demonio vorrebbe far credere che il Signore è lontano da noi, portandoci alla disperazione – conclude Francesco – Dio viene ancora più vicino a noi, dando la sua vita per la redenzione del mondo”.

Tennis, Bronzetti e Paolini avanzano a Indian Wells

Roma, 9 mar. (askanews) – Esordio vincente a Indian Wells per Jasmine Paolini. Al rientro dopo il problema alla caviglia, la toscana si è qualificata per il 3° turno del Wta 1000 californiano battendo la 17enne Iva Jovic, n. 157 Wta, con il punteggio di 7-6, 1-6, 6-3 in 2 ore e 12 minuti. Paolini tornerà in campo lunedì contro una tra Jaqueline Cristian e Leylah Fernandez.

Un anno dopo Lucia Bronzetti è di nuovo al terzo turno del Wta 1000 californiano grazie alla vittoria – come lo scorso anno – sulla polacca Magdalena Frech, n. 30 al mondo. Sono servite due ore di gioco per risolvere la pratica con il punteggio di 6-3, 7-5

Tennis, Arnaldi batte Rublev ed è al terzo turno di Indian Wells

Roma, 9 mar. (askanews) – A Indian Wells come al Roland Garros. Ancora una volta Matteo Arnaldi (n.35 al mondo) batte Andrey Rublev (n.8) e stavolta conquista il 3° turno del Masters 1000 sul cemento californiano. Al quarto successo in carriera contro un top 10, il tennista ligure ha archiviato la pratica con il punteggio di 6-4, 7-5 in poco meno di due ore di gioco. Per la prima volta in carriera al terzo turno a Indian Wells, Arnaldi affronterà lunedì uno tra Nakashima e Hijikata.

Tennis, Djokovic eliminato al primo turno a Indian Wells

Roma, 9 mar. (askanews) – Un’altra, cocente eliminazione per Novak Djokovic al debutto dell’Atp 1000 di Indian Wells. L’ex numero uno del mondo è stato battuto 6-1 3-6 6-1 dall’olandese Botic van de Zandschulp in due ore. Per il serbo è la seconda eliminazione al debutto in un torneo nel 2025, dopo quella di Doha per mano di Matteo Berrettini. Il 24 volte vincitore Slam non perdeva tre match di fila dal 2018, quando fu sconfitto agli ottavi di Melbourne da Chung, a Indian Wells da Taro Daniel e a Miami da Benoit Paire.

Eccidio di Salussola, Mattarella: la Repubblica si inchina ai partigiani

Milano, 9 mar. (askanews) – “Ricorrono gli ottant’anni dell’eccidio di Salussola. La Repubblica si inchina ai partigiani della XII Divisione Garibaldi, ferocemente torturati e poi fucilati per mano dei fascisti che, già da qualche giorno, stazionavano in paese”. Lo afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al sindaco di Salussola, Manuela Chioda.

“La XII Divisione Garibaldi si rese protagonista nell’intero Biellese – grazie all’apporto della popolazione dalle solide tradizioni operaie – dei più significativi momenti della guerra di Liberazione, impegnando, in continui combattimenti e attacchi, ingenti forze nemiche che furono sottratte al fronte di guerra – prosegue il capo dello Stato – La volontà di riaffermare l’attaccamento alla libertà e agli insopprimibili diritti spinse gli operai a scendere in piazza per rendere omaggio alle vittime, il 14 marzo 1945, con uno sciopero generale organizzato dal CLN tramite l’emittente partigiana biellese “Radio Libertà”, che trasmetteva da Callabiana. Il loro sacrificio, i valori alla base della loro scelta, hanno dato vita ai principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale: libertà, democrazia, pace e giustizia sociale, che rappresentano la meta alla quale ambire convintamente ogni giorno”.

Landini: l’Ue non cancelli con la guerra le sue ragioni fondative

Milano, 9 mar. (askanews) – “L’Unione Europea o è per la pace, i diritti e il lavoro o non è. La Cgil non condivide e intende contrastare l’iniziativa della Commissaria europea e del Consiglio che hanno deciso un piano di riarmo generalizzato delle singole nazioni europee di 800 miliardi, evitando addirittura un voto del Parlamento europeo. La priorità deve essere lavoro pace diritti. L’Europa, del resto, è nata per questo”. Lo scrive il segretario della Cgil Maurizio Landini in una lettera al quotidiano La Repubblica.

“La disponibilità al dialogo e il contributo che la Cgil vuole offrire – scrive Landini – ha un obiettivo dichiarato: far assumere da tutti lo stato sociale quale valore fondante dell’Europa per garantire salute, istruzione, benessere, sicurezza, occupazione, libertà senza alcuna discriminazione. Gli 800 miliardi di euro, di cui 650 fuori dal patto di stabilità e presi dai fondi di coesione, sono invece risorse sottratte allo stato sociale e alla creazione di posti di lavoro anche perché circa il 70% di queste risorse saranno impiegate per comprare armi che aumenteranno i profitti delle aziende statunitensi. Inoltre, queste risorse e il piano deciso non serviranno né a costruire un esercito europeo né a definire un sistema di difesa europeo”. “Apprendere che l’unica idea di Europa che hanno in mente tutti i governi dell’Unione sia la corsa agli armamenti è un tragico errore – aggiunge Landini – e fa male a chi, come noi da sempre in rappresentanza del mondo del lavoro, ha fatto dell’europeismo un tratto identitario e programmatico”.

“Abbiamo pensato di rispondere – osserva il segretario sindacale – alla proposta di mobilitarsi per riaffermare l’importanza dell’Europa come dovere e necessità. L’Unione Europea o è per la pace, i diritti e il lavoro o non è. Non possiamo accettare che un presi- dente degli Stati Uniti come Donald Trump passi per pacifista mentre cerca di depredare l’Ucraina delle sue risorse e fare di Gaza un resort sulla pelle dei popoli martoriati da morte e distruzione. E rifiutiamo un’idea di Europa che agisce come se la guerra fosse uno strumento giusto di regolazione dei conflitti”.

“Nel momento più difficile per l’Unione – conclude Landini – pensiamo sia doveroso intraprendere un’azione da vera comunità politica, economica e democratica di tutti gli Stati membri, che possa definire politiche europee comuni non solo su difesa, ma su economia e fisco, politiche industriali e stato sociale, anche attraverso la creazione di fondi che contrastino i licenziamenti e tutelino e qualifichino i lavoratori e le lavoratrici nei processi di transizione ecologica e digitale. E che sia protagonista nella risoluzione dei conflitti con gli strumenti che da sempre ci contraddistinguono: la cooperazione, il dialogo e l’azione diplomatica. Considero ancora valido l’insegnamento di Enrico Berlinguer: se vuoi la pace costruisci la pace”.

Ucraina, Crosetto: soldati italiani al confine? "Ci vedo l’Onu"

Roma, 9 mar. (askanews) – “Non c’è nulla, dell’evoluzione della crisi ucraina da quando è stato rieletto Trump, che non avessi previsto da mesi e di cui non avessi parlato con Giorgia Meloni. Così come avevo previsto le mosse della Casa Bianca nel rapporto con Zelensky e con la Russia. Certo, i modi, quelli possono aver sorpreso anche me”: lo afferma il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in una intervista al Corriere della Sera, che sulla possibilità di avere dei soldati italiani a presidiare il confine ucraino, risponde. “Questo dibattito è surreale e prematuro allo stesso tempo. Perché la tregua sarà figlia di condizioni che devono andare bene a tutti e quindi anche ai russi. Per rispondere alla domanda, su quel confine io presto o tardi vedo l’Onu. E l’Italia ha sempre partecipato alle missioni Onu”. Sul rapporto con Giorgia Meloni, Crosetto dice: “È vero che io e Giorgia litighiamo spesso, a volte ferocemente, difendendo ciascuno le proprie posizioni e solitamente rimanendo sulle stesse anche dopo la fine della lite. La rottura, invece, è una sciocchezza. Sono stato il primo a scommettere sul fatto che sarebbe diventata presidente del Consiglio ma non ora, tredici anni fa: una con quell’abnegazione per il lavoro, con quella meticolosità nello studio, con quella severità nei confronti di se stessa non poteva che arrivare a un livello di eccellenza in qualsiasi campo avesse deciso di impegnarsi. Mai avuto mezzo dubbio che prima o poi sarebbe arrivata a Palazzo Chigi”.

Risultati e classifica serie A, oggi Napoli-Fiorentina

Roma, 9 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Inter-Monza 3-2

28esima giornata Cagliari-Genoa 1-1, Como-Venezia 1-1, Parma-Torino 2-2, Lecce-Milan 2-3, Inter-Monza 3-2, domenica 9 marzo ore 12.30 Verona-Bologna, ore 15.00 Napoli-Fiorentina, ore 18 Empoli-Roma, ore 20.45 Juventus-Atalanta, lunedì 10 marzo ore 20.45 Lazio-Udinese.

Classifica: Inter 61, Napoli 57, Atalanta 55, Juventus 52, Lazio 50, Bologna 47, Fiorentina 45, Milan 44, Roma 43, Udinese 39, Torino 35, Genoa 32, Como 29, Verona, Cagliari 26, Lecce 25, Parma 24, Empoli 22, Venezia 19, Monza 14.

29esima giornata venerdì 14 marzo ore 20.45 Genoa-Lecce, sabato 15 marzo ore 15 Monza-Parma, Udinese-Verona, ore 18 Milan-Como, ore 20.45 Torino-Empoli, domenica 16 marzo ore 12.30 Venezia-Napoli, ore 15 Bologna-Lazio, Roma-Cagliari, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45-Atalanta-Inter

Dieci Miniballetti oltre il tempo: Francesca Pennini a Rovereto

Rovereto, 9 mar. (askanews) – Il corpo è senza dubbio un mistero, per quanto vicino a ciascuno di noi esso sia. Un mistero che conosciamo ogni giorno, di cui esploriamo l’esistenza e i limiti. Ma può essere anche una macchina del tempo, uno strumento per ragionare sul nostro passato e rimetterlo, per quanto possibile, in scena. Francesca Pennini è un’artista che ragiona sul corpo in ogni respiro e lo porta sul palco con un’attenzione tra il commovente e il maniacale. Il che la rende spesso straordinaria, ma non nasconde il dolore, che resta e ci accompagna. Rivedere dopo alcuni anni lo spettacolo “10 Miniballetti”, portato al Teatro alla Cartiera di Rovereto per inaugurare la rassegna “Sottoscritta” rappresenta un’occasione per prendere di nuovo confidenza con l’idea di corpo, con l’enorme stupore che certi esercizi di Francesca Pennini provocano. Ci si trova, in un contesto apparentemente ordinario e di teatro aperto, tipico dei lavori del CollettivO CineticO, a chiedersi come sia possibile assumere certe posizioni, si prende la misura del rischio segreto che si nasconde dietro ogni successivo e meraviglioso movimento coreografico. Si sente, soprattutto, il respiro dell’artista, il suo affaticarsi che diventa misura della realtà dello spettacolo, e della realtà nello spettacolo, che è altrettanto importante: sono anche queste forme d’arte, ovviamente, che contribuiscono a definire il talento e il teatro della Pennini.

Poi arriva il tempo, sotto forma di passato, di documentazioni, ma anche di narrazione. L’artista racconta – e tutto lo spettacolo è raccontato, il che fa da contrappunto alla Bach alla presenza e fisicità di ciò a cui assistiamo – del quaderno delle coreografie che teneva da bambina e che appare oggi come una infantile forma di condanna già scritta e ineludibile, come nel racconto di Kafka intitolato proprio “La condanna”, ma qui anziché portare il povero Georg Bendemann a gettarsi nel fiume, porta l’artista a diventare se stessa, o almeno a farci percepire fortemente questa possibilità, mentre tratteniamo il fiato seduti in platea. “10 Miniballetti” rimette in scena, con diverse possibili interpretazioni, queste ipotesi di coreografie di una bambina, e quella bambina ritorna insieme alla donna che è diventata e loro due sono presenti insieme sulla scena, ciascuna con le proprie preoccupazioni e ansie, ciascuna con le proprie distanze. Ma unite poi nel gesto della danza, che non sappiamo se salva davvero loro, ma, certamente, salva noi pubblico, offrendoci una forma astratta e inafferrabile, ma evidente, di speranza.

Ogni spettacolo del CollettivO CineticO è un misto di sensazioni: ci sono parti graniticamente durissime e altre di sorprendente levità, ci sono abissi e vette, niente è mai slegato, perché in fondo è la complessità di ogni persona ciò di cui si ragiona. Questi Miniballetti non fanno eccezione, neppure nel desiderio frolle di provare ad aggiustare ogni cosa, ben sapendo che non è possibile. Si sta come d’autunno, verrebbe da dire, e non c’è un seguito al verso, questa volta. Ma c’è la poesia, questa parola così bistrattata. E si manifesta anche quando, in uno stacco tra la prima e la seconda parte dello spettacolo, sulla scena restano sono solo un mucchio di piume e un drone che si solleva e, letteralmente, danza su una partitura classica, con una grazia così in contrasto con la sua stessa natura (o l’idea che ne abbiamo) da rendere quasi illuminante quello che vediamo. E le piume, mosse dal vento delle eliche dell’apparecchio, si liberano e danzano con esso. Potremmo pensare alla scena di Fantasia di Walt Disney, quando un mago Topolino fa ballare secchi e scope, ma potremmo anche solo pensare che c’è sempre qualcosa di inatteso e che la fortuna più grande è, ogni tanto, riuscire a coglierlo. In fondo, come il corpo e il cervello di Francesca, anche il drone danzante ci sta parlando di possibilità. E il suo rumore tecnologico si fonde con quello del respiro affannato dell’artista, ieri e oggi, diventando tutt’uno. Che il volo delle prime porta lontano. (Leonardo Merlini)

Alleanze di governo a misura di Europa

Il terremoto geopolitico che ha sconvolto la politica a livello nazionale, europeo ed internazionale non potrà non avere ripercussioni profonde anche a livello italiano. E quando parlo di ripercussioni penso, nello specifico, alla formazione delle future alleanze e delle rispettive coalizioni. E questo per la semplice ragione che la politica estera non sarà, d’ora in poi, una variabile indipendente ai fini della costruzione degli equilibri politici. Del resto, la politica estera è stata l’elemento decisivo per tutta la prima repubblica nella definizione delle alleanze politiche e di governo. Certo, erano altri tempi. Ma la capacità della politica in tutti i tempi, e soprattutto della sua classe dirigente, è quella di saper leggere gli avvenimenti che caratterizzano le stagioni in cui si vive. E il tempo contemporaneo non è più quello della “guerra fredda”, come ovvio, ma neanche quello in cui gli Stati d’Uniti d’America sono, e a prescindere, il “nume tutelare” di tutto l’Occidente.

È di tutta evidenza che l’Occidente continua ad esistere con i suoi valori storici e culturali. Soprattutto in contrasto con i sistemi politici imperiali e squisitamente dittatoriali che imperversano tuttora a livello internazionale. Certo, e come ovvio, esistono il trasformismo, l’opportunismo e la convenienza momentanea di singoli partiti e sigle elettorali. Disvalori che vengono scientificamente praticati dai partiti personali da un lato e da quelli populisti, demagogici e anti politici dall’altro. Sotto questo versante l’esempio concreto – per fare un solo riferimento – di Renzi da un lato e di Conte dall’altro sono più che esemplari. Ma, al di là di questa miseria politica con cui, tuttavia, occorre fare i conti soprattutto nel nostro paese in questa precisa fase storica, è indubbio che il progetto di politica estera che ciascun partito perseguirà non potrà essere ulteriormente banalizzato o misconosciuto. Anche di fronte ad uno strisciante trasformismo ed opportunismo politico.

Per questa ragione, semplice ma essenziale, non va affatto sottovalutata la tesi che inizia a circolare ai bordi del dibattito politico. Una esigenza, sempre più sentita e consapevole, che porta ad una sola conclusione. E cioè, una coalizione politica e programmatica partirà da una comune visione sul versante della politica estera. Che poi significa, tradotta in termini chiari e comprensibili, che la prospettiva euro/atlantica, seppur aggiornata e rivista rispetto ad un passato anche solo recente, sarà decisiva se non addirittura determinante ai fini della costruzione di una

visione politica e di governo seria, credibile e lungimirante.

Ecco perchè, soprattutto in questo momento così ingarbugliato e confuso, va tenuta la barra dritta, come si suol dire. Cioè mantenere e conservare una coerenza di fondo sul versante della politica estera del nostro paese. Ogni cedimento di oggi declinato per motivazioni puramente propagandistiche e populiste, va rispedito al mittente. Perché la coerenza politica e culturale contemporanea è la premessa essenziale per l’alleanza politica e di governo di domani. È bene non dimenticarlo.

C’è vita oltre la destra: ll compito dei cattolici democratici nel Veneto.

Foto di Ingeborg Gärtner-Grein da Pixabay
Foto di Ingeborg Gärtner-Grein da Pixabay

Il governatore Luca Zaia si mostra pronto a combattere; “Veneto alla Lega”, proclamano i militanti leghisti. Fratelli d’Italia mira alla presidenza, ma noi ex Dc e Popolari che fine faremo? Resteremo a guardare? L’idea che il “Veneto bianco” possa transitare dal ventennale dominio del centrodestra forzataliota-leghista alla destra estrema degli eredi almirantiani mi auguro possa rappresentare un catalizzatore efficace per la ricomposizione politica della vasta e frastagliata area cattolica veneta: democratica, liberale e cristiano-sociale.

Diversi tentativi sono attualmente in corso: dagli amici Popolari del Veneto, riuniti nella rete veneta, agli ex Pd di Dino Bertocco, fino agli amici Dc veneziani di Cuffaro, guidati da Andrea Peretti e Pier Orlando Roccato, con una presenza significativa in molti comuni della città metropolitana di Venezia, insieme agli amici di Iniziativa Popolare coordinati da Roberta Ruga. Nella Prima Repubblica, eravamo “la regione bianca” per antonomasia. Qui, la Dc, in alcune province e comuni, superava percentuali di consenso oltre il 50-60%. In alcune realtà della provincia di Vicenza, si riusciva addirittura a ottenere il “pleno” di maggioranza e minoranza nei consigli comunali, tra fazioni che difficilmente resistevano a scontri politici successivi.

In qualità di responsabile dell’ufficio programma della Dc veneta, ho avuto l’opportunità di intervistare Franco Rocchetta e Achille Tramarin, esponenti della Liga Veneta, nella sede regionale del partito a Padova per il giornale “Il Popolo del Veneto”. Questi politici erano i protagonisti di un fenomeno che, con il senatore Bisaglia, decidemmo di analizzare mediante un gruppo di studio ad hoc, da me coordinato, formato da illustri docenti universitari quali il prof. Nicola Berti, storico, Ulderico Bernardi, sociologo, e Ferruccio Bresolin, economista. Non riuscivamo a comprendere come, in molti comuni della fascia pedemontana, dove la Dc otteneva solitamente consensi superiori al 50%, si registrassero spostamenti del 10-20% verso la nuova formazione, che si sosteneva grazie al passaparola e alle scritte murali in bianco, a favore di Bossi e della Liga contro “Roma ladrona”.

Bisaglia, poco prima della sua scomparsa, intuì la necessità di un ripiegamento regionalista del partito, arrivando a ipotizzare una sorta di Cdu veneta, sul modello bavarese. Un progetto che, scomparso il leader doroteo polesano, non venne portato avanti, mentre il passaggio di consenso dalla Dc alla Liga, sempre più dominata dalla leadership lombarda, continuò inesorabilmente, fino a caratterizzare la realtà elettorale del partito oggi guidato dal presidente Zaia, la cui leadership è ora messa in discussione dagli emergenti leader meloniani.

Dal 2005 a oggi, abbiamo assistito al passaggio dal quinquennio della presidenza Galan (2005-2010) a quello di Zaia (2010-2025). Mentre con Galan si consolidavano le componenti laico-liberali socialiste, con la presidenza Zaia si istituzionalizza il primato della nuova realtà sociale, politica e organizzativa leghista, che raccoglie, distaccandosene, gran parte delle antiche sorgenti culturali di area cattolico-moderata, dalle quali proviene un’ampia rappresentanza della classe dirigente leghista veneta.

 

Ricordo che nell’ultimo referendum promosso dai Popolari, dove abbiamo sostenuto il NO alla “deforma costituzionale renziana”, abbiamo ricevuto un aiuto indispensabile dal presidente leghista del consiglio regionale del Veneto, Ciambetti, e dai principali referenti leghisti delle sette province venete. Senza il loro supporto, non saremmo riusciti ad ottenere un consenso maggioritario contro il tentativo di stravolgere la costituzione, ipotizzato dal giovane politico toscano. Tuttavia, noi “Dc non pentiti” e una larga parte degli amici dell’area cattolico-democratica, liberale e cristiano-sociale presente in Veneto, non possiamo riconoscerci in molte delle posizioni espresse dalla dirigenza leghista, la quale sembra incapace di sottrarsi al condizionamento salviniano, rappresentativo di una cultura e di una prassi politica lontane dalla nostra.

La situazione si complica ulteriormente con l’avanzata impetuosa di Fratelli d’Italia, che ambisce alla guida del governo regionale. Eredi della tradizione politico-amministrativa dei Tomelleri, Bernini e Bottin, riteniamo sia giunto il momento di contribuire, da veneti, al processo di ricomposizione politica dell’area cattolico-democratica, liberale e cristiano-sociale. Dobbiamo lavorare per costruire un centro politico nuovo, ampio e plurale, alternativo ad una destra nazionalista e sovranista dominata da Salvini, e distinto e distante da una sinistra priva della sua storica identità, la quale, con la segreteria Schlein, ha assunto definitivamente i caratteri di quel “partito radicale di massa” profetizzato dal prof. Augusto Del Noce, nel quale non c’è più posto per gli ex Popolari.

Da tempo sosteniamo che, accanto ai doverosi e necessari impegni a livello nazionale, nel quale non mancano contributi positivi, seppure frenati da una condizione di stallo inconcludente, sia fondamentale partire dalle basi. Nel Veneto, come in altre regioni italiane, dobbiamo costruire comitati civico-popolari di partecipazione democratica. Comitati nei quali possano ritrovarsi esponenti delle grandi culture costituzionali che hanno reso grande l’Italia: popolare, liberale, repubblicana e socialista. Da tali comitati dovrà emergere, con metodo democratico, una nuova classe dirigente dotata di forte passione civile, capace di definire un programma di politica economica, sociale e culturale in grado di rispondere alle attese della povera gente e di quel terzo stato produttivo che da troppo tempo diserta i seggi elettorali.

Alle ultime elezioni regionali del 2020, come Popolari veneti, abbiamo redatto un documento di programma, “Una scuola e un manifesto per un Veneto Popolare”, da cui possiamo ripartire con l’intento di costruire una lista unitaria di area Dc e Popolari nei vari collegi provinciali, con un candidato d’area scelto democraticamente dalle basi, che discuterà e condividerà un programma politico-amministrativo per la nostra regione. Questo programma deve corrispondere agli interessi e ai valori delle classi medie produttive e popolari venete, ispirato ai principi di solidarietà e sussidiarietà propria della dottrina sociale cristiana. Per procedere, saranno necessari incontri d’area comunali e provinciali, nonché una grande assise regionale dei Dc e Popolari, nella quale i Liberi e Forti del Veneto sapranno scegliere, assieme al programma, una nuova classe dirigente credibile, in grado di raccogliere il testimone della migliore tradizione politica dei Democratici Cristiani del Veneto bianco.

Digiuno e vittoria, il paradosso della Russia oggi.

Come succede ogni cinque-sei anni, la Pasqua giubilare del 2025 coincide nelle date tra cattolici e ortodossi, e in questi giorni tutti iniziano i riti della Santa Quaresima, con la richiesta reciproca di perdono mentre sono in corso le trattative globali per ritrovare la pace e mettere fine ai conflitti, a cominciare da quello tra Russia e Ucraina, che ha smosso gli equilibri mondiali. Il patriarca di Mosca, Kirill (Gundjaev) ha presieduto domenica 2 marzo la liturgia Syropustnaja, della “rinuncia ai formaggi” che segue la precedente settimana Mjasopustnaja, la “rinuncia alla carne” che nel mondo latino ha prodotto il Carnevale – la festa sfrenata di “addio alla carne” – mentre nella pratica ortodossa si rinuncia fino alla Pasqua ad ogni cibo di origine animale, e si richiede il perdono prima di iniziare il Velikij Post, il “Grande Digiuno”.

Come ha spiegato il patriarca ai fedeli, il Post è un “periodo particolare, che richiede all’uomo molto di più che il solito nell’attenzione alla propria vita spirituale, analizzando a fondo i propri pensieri, le proprie parole, e naturalmente le proprie azioni”. Il Digiuno quaresimale è “una scuola in cui finalmente volgiamo a noi stessi l’attenzione che normalmente ci manca, inghiottiti dalle tante preoccupazioni quotidiane”, attenzioni da concentrare in particolare su quanto avviene nella vita, soprattutto ai “conflitti che derivano dalle emozioni, più che dalla logica”, in cui tutti si sentono offesi, ma “tutti abbiamo delle colpe”, accennando in qualche modo al superamento delle reciproche pretese anche nella guerra.

Come spiega Kirill, “quando si entra in una situazione di conflitto, bisogna fare tutto il possibile per risolverla”, e se non si riesce a venirne a capo, perlomeno “nelle fasi più acute dello scontro bisogna rivolgere a sé stessi la domanda: io che ruolo ho avuto in tutto questo?”, per evitare che tutto finisca nel peggiore dei modi. Il patriarca non ha nominato esplicitamente la guerra in Ucraina, ma alla luce degli “scambi di ruolo” provocati dalle altalenanti trattative, la sua esortazione sembra volersi rivolgere sia ai russi che agli ucraini, agli americani e agli europei, giungendo a una possibile riconciliazione “per evitare il peggio”.

I russi sono sempre stati convinti di essere dalla parte della ragione, e che la vittoria avrebbe dimostrato la sacralità della loro missione per salvare il mondo dalla depravazione. Il punto è che quando sembra che finalmente, nell’Anno della grande Vittoria, stia per concludersi trionfalmente questa “missione”, in Russia si sta diffondendo un’imprevista sensazione di smarrimento, di perdita della comprensione del “proprio ruolo” e delle conseguenze di tre anni di follia e tragedie, nell’incertezza del futuro che si sta disegnando. C’è il “senso della vittoria”, ma non si capisce bene in che cosa essa consista, come attestano vari sondaggi delle opinioni diffuse tra la popolazione russa, come quelli del centro Levada. Si confrontano le percentuali di consenso allo zar Putin, che oggi raggiungono il livello record dell’88%, come era accaduto nel 2008 per la vittoria contro la Georgia, e nel 2014 con l’annessione della Crimea, ma oggi non c’è un oggetto evidente, se non la certezza di avere ormai definitivamente conquistato i territori del Donbass, che del resto erano in gran parte sotto il controllo della Russia da ben prima dell’inizio dell’invasione dell’Ucraina.

In generale, la sensazione della maggioranza della popolazione è quella di avere sconfitto l’intero Occidente, confortati dal voltafaccia americano, che con i proclami di Donald Trump sembra essersi piegato ai principi perseguiti e diffusi dalla propaganda e dalle “operazioni speciali” della Russia, in quello che viene ormai definito il Trump-Putinismo. La domanda che sorge però è “che cosa succede adesso?”. Se per gli ucraini il problema è riuscire a trovare accordi per la ricostruzione del Paese distrutto, e per le garanzie di sicurezza rispetto alle possibili riaperture del conflitto, i russi non sanno esattamente che cosa farsene della vittoria, tanto agognata finché si combatte, quanto priva di significato una volta ottenuta.

 

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https://www.asianews.it/notizie-it/La-‘non-Quaresima’-russa-della-Vittoria-62642.html

Risultati e classifica serie A, Milan in zona Europa

Roma, 8 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Lecce-Milan 2-3.

28esima giornata Cagliari-Genoa 1-1, Como-Venezia 1-1, Parma-Torino 2-2, Lecce-Milan 2-3, ore 20.45 Inter-Monza, domenica 9 marzo ore 12.30 Verona-Bologna, ore 15.00 Napoli-Fiorentina, ore 18 Empoli-Roma, ore 20.45 Juventus-Atalanta, lunedì 10 marzo ore 20.45 Lazio-Udinese.

Classifica: Inter 58, Napoli 57, Atalanta 55, Juventus 52, Lazio 50, Bologna 47, Fiorentina 45, Milan 44, Roma 43, Udinese 39, Torino 35, Genoa 32, Como 29, Verona, Cagliari 26, Lecce 25, Parma 24, Empoli 22, Venezia 19, Monza 14.

29esima giornata venerdì 14 marzo ore 20.45 Genoa-Lecce, sabato 15 marzo ore 15 Monza-Parma, Udinese-Verona, ore 18 Milan-Como, ore 20.45 Torino-Empoli, domenica 16 marzo ore 12.30 Venezia-Napoli, ore 15 Bologna-Lazio, Roma-Cagliari, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45-Atalanta-Inter

Papa, "buona risposta a terapia, lieve miglioramento"

Città del Vaticano, 8 mar. (askanews) – Le condizioni cliniche del Santo Padre negli ultimi giorni sono rimaste stabili e, di conseguenza, testimoniano una buona risposta alla terapia. Si registra pertanto un graduale, lieve miglioramento”. E’ quanto si legge nel bollettino vaticano a conclusione della 23esima giornata di ricovero di Papa Francesco al Gemelli.

“Il Santo Padre è sempre rimasto apiretico. Sono migliorati gli scambi gassosi; gli esami ematochimici ed emocritometrici si confermano stabili. I medici, al fine di registrare anche nei prossimi giorni questi iniziali miglioramenti, prudenzialmente mantengono la prognosi
ancora riservata”. E’ quanto si legge nel bollettino vaticano a conclusione della 23esima giornata di ricovero di Papa Francesco al Gemelli.

“Questa mattina il Santo Padre, dopo aver ricevuto l`Eucarestia, si è raccolto in preghiera all’interno della Cappellina dell’appartamento privato, mentre il pomeriggio ha alternato il riposo alle attività lavorative”, conclude il bollettino vaticano.

M.O., Hamas denuncia "punizione collettiva tramite la fame"

Roma, 8 mar. (askanews) – Il governo israeliano “sta esacerbando la catastrofe umanitaria che ha causato nella Striscia di Gaza commettendo il crimine di guerra di punizione collettiva attraverso la fame e la privazione dei beni di prima necessità per il settimo giorno consecutivo”, afferma in un comunicato il movimento islamico palestinese. Anche gli ostaggi israeliani ancora detenuti a Gaza “sono colpiti dalla mancanza di cibo, medicine e cure”, aggiunge.

Israele ha autorizzato un aumento degli aiuti umanitari alla Striscia di Gaza durante la tregua entrata in vigore il 19 gennaio, prima di bloccarli il 2 marzo, il giorno dopo la scadenza della prima fase del cessate il fuoco. Secondo il ministro degli Esteri israeliano, questi aiuti sono diventati “la principale fonte di reddito” di Hamas.

Molise a 10 Giga, il progetto di Dimensione con Open Fiber e ZTE

Roma, 8 mar. – Il Molise, prima regione in Italia a tagliare il traguardo del completamento del piano BUL (Banda Ultra Larga) promosso dal MIMIT per la copertura FTTH e realizzato da Open Fiber, potr beneficiare di una connessione ancora pi elevata. l’innovazione portata dal progetto “Molise a 10 Giga”, presentato il 28 febbraio scorso presso la sede di Dimensione Srl a Campobasso, nell’ambito degli eventi legati all’inaugurazione del Samnium Innovation Hub. Ecosistema dinamico pensato per offrire una rete di servizi a studenti, startup, imprenditori e aziende, il nuovo spazio di 2000 mq nato dalla volont del Founder e CEO di Dimensione, Roberto Padulo.

L’obiettivo del progetto di Dimensione? Entro il 2026, assicurare il servizio 10Gbit/s in modo uniforme in tutto il territorio molisano, grazie alla capillare rete in fibra ottica di Open Fiber e al know-how del partner tecnologico ZTE, leader mondiale nel settore.

Con il progetto “Molise a 10 Giga”, la connettivit ultraveloce raggiunge oltre 136.000 abitanti molisani, e intende accelerare la fornitura della rete ultraveloce nell’intero territorio regionale. Oltre al capoluogo di regione Campobasso, possono immediatamente attivare i servizi di connettivit a 10 Gbit/s – fino a 100 volte pi veloce di una connessione in fibra misto rame – i comuni di Isernia, Termoli, Bojano, Montenero di Bisaccia, Baranello, Ferrazzano, Mirabello Sannitico, Ripalimosani, Santa Croce di Magliano, Petacciato, Campochiaro e Vinchiaturo.

Nel lungo periodo, il progetto mira a trasformare la regione Molise in una Smart Land, un territorio in grado di assicurare migliori condizioni economiche, sociali e ambientali a vantaggio di cittadini, imprese ed enti. Dai grandi centri ai piccoli comuni, l’obiettivo di Dimensione consiste nel colmare il divario digitale in Molise, portando la connessione ultraveloce in ogni angolo della regione, che d’ora in poi viagger alla velocit di 10 Giga.

Per raggiungere questi obiettivi, Dimensione prosegue nella collaborazione con Open Fiber e ZTE, cos da offrire agli utenti esperienze di navigazione sempre pi veloci, intelligenti e affidabili e creare un futuro digitalmente connesso. A proposito della profonda sinergia alla base del progetto, Giada Cosentino, Chief Innovation Officer e Technical Marketing Director di ZTE Italia, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di aver partecipato al progetto “Molise a 10 Giga”, mettendo a disposizione il nostro know-how e le nostre tecnologie all’avanguardia per accelerare la diffusione della connettivit ultraveloce in una regione ricca di opportunit come il Molise”. Una visione condivisa da Roberto Padulo, Founder e CEO di Dimensione, che ha commentato: “La nostra partnership con aziende di grande rilievo come Open Fiber e ZTE la dimostrazione che anche qui in Molise possono nascere grandi progetti. Ci auguriamo che questa iniziativa contribuisca a rendere il Molise una vera Smart Land”.

L’importanza della collaborazione stata ribadita anche da Giuseppe Socci, COO e CTO di Dimensione: “Abbiamo scelto per questo progetto le migliori tecnologie sul mercato. Open Fiber, con la propria infrastruttura in fibra, ci consente di garantire una copertura capillare sul territorio, ZTE di offrire oggi 10Gbps e di supportare fino a 50Gbps con il 50G-PON”. Mauro Accroglian, Direttore Mercato Residenziale di Open Fiber, ha ricordato la missione di Open Fiber nel “creare un’infrastruttura in fibra ottica a disposizione di tutti gli operatori, garantendo cos la massima competitivit del mercato e offrendo la possibilit per cittadini e imprese di accedere ai migliori servizi digitali. In Molise abbiamo completato il piano BUL in 130 piccoli comuni e investito nei principali centri: Campobasso, Termoli e Isernia”.

Con il progetto “Molise a 10 Giga”, la regione non solo avanza verso una connettivit all’avanguardia, ma si propone come esempio di innovazione digitale. Grazie alla collaborazione tra Dimensione, Open Fiber e ZTE, il Molise diventa un territorio pi connesso e competitivo, pronto a offrire opportunit di crescita per cittadini, imprese e startup. Un primo passo verso la Smart Land del futuro.

Risultati e classifica serie A, Como a quota 29

Roma, 8 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Como-Venezia 1-1, Parma-Torino 2-2

28esima giornata Cagliari-Genoa 1-1, Como-Venezia 1-1, Parma-Torino 2-2, ore 18 Lecce-Milan, ore 20.45 Inter-Monza, domenica 9 marzo ore 12.30 Verona-Bologna, ore 15.00 Napoli-Fiorentina, ore 18 Empoli-Roma, ore 20.45 Juventus-Atalanta, lunedì 10 marzo ore 20.45 Lazio-Udinese.

Classifica: Inter 58, Napoli 57, Atalanta 55, Juventus 52, Lazio 50, Bologna 47, Fiorentina 45, Roma 43, Milan 41, Udinese 39, Torino 35, Genoa 32, Como 29, Verona, Cagliari 26, Lecce 25, Parma 24, Empoli 22, Venezia 19, Monza 14.

29esima giornata venerdì 14 marzo ore 20.45 Genoa-Lecce, sabato 15 marzo ore 15 Monza-Parma, Udinese-Verona, ore 18 Milan-Como, ore 20.45 Torino-Empoli, domenica 16 marzo ore 12.30 Venezia-Napoli, ore 15 Bologna-Lazio, Roma-Cagliari, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45-Atalanta-Inter

Trenitalia: ritardi fino a 40 minuti su Alta Velocità Torino-Milano

Roma, 8 mar. (askanews) – Trenitalia segnala che la circolazione risulta rallentata sulla linea ad Alta Velocità Torino Milano “per la presenza di persone non autorizzate nei pressi della linea a Rho Fiera”. Il problema è insorto attorno alle 16 ed è “in corso l’intervento delle Forze dell’Ordine per consentire la regolare ripresa della circolazione ferroviaria”.

I treni Alta Velocità possono registrare un maggior tempo di percorrenza fino a 40 minuti, aggiunge la società.

Il tutto in una giornata di possibili disagi sui treni a causa dello sciopero nazionale proclamato da alcune sigle sindacali sul personale del Gruppo FS Italiane. L’agitazione di 24 ore è iniziata ieri e proseguirà fino alle 21.

Precedentemente Trenitalia aveva riportato che sulle linee ad Alta Velicità la circolazione era regolare. I viaggiatori possono conoscere l’andamento dei loro treni e le soluzioni di viaggio dalla stazione con “Cerca Treno”.

Sedersi al centro del mondo: Refik Anadol al Guggenheim Bilbao

Bilbao, 8 mar. (askanews) – La sensazione quella di essere in uno spazio che nuovo, ma anche riconoscibile, un luogo che potrebbe essere al centro del nostro mondo, ma aperto a molte e diverse alternative. Un’architettura possibile dentro un’architettura reale, entrambe in costante evoluzione. L’opera “Living Architecture: Gehry” dell’artista digitale Refik Anadol al Guggenheim di Bilbao un’esperienza intensa. Un lavoro proiettato su quattro pareti generato dall’intelligenza artificiale guidata dall’artista, il pi rilevante oggi nell’ambito dell’arte generativa.

“L’opera – ha spiegato Anadol ad askanew – si basa su 35 milioni di informazioni sulla natura e sull’architettura, dati raccolti in maniera etica, e sull’archivio dei disegni e degli schizzi di Frank Gehry su questo e su altri suoi progetti. Quello che abbiamo fatto stato di permettere all’intelligenza artificiale di apprendere in modo etico da questi dati, usando il Cloud, usando energia sostenibile, per permetterle di sognare continuamente dei nuovi mondi. Ho chiamato quest’opera ‘Living Architecture’ e l’idea quello di un futuro dell’architettura nel quale gli edifici possano ricordare e possano sognare”.

Il lavoro di Anadol, che inaugura il progetto “In situ”, che porter diversi artisti a lavorare all’interno del museo basco, avvolgente, a volte spiazzante, ma accoglie e affascina. Lontanissimo dai progetti “immersivi” che capita sempre pi spesso di trovare nelle mostre, perch in realt un ragionamento sul mondo, sul nostro presente, oltre che sulla relazione che possiamo stabilire con l’intelligenza artificiale.

“Ho raccolto direttamente i miei dati – ha aggiunto l’artista – ho utilizzato dei modelli di training sviluppati da me e ho scoperto che era possibile farlo, ma ha richiesto moltissimo lavoro, moltissima ricerca. Da dieci anni lavoro con un team di venti persone a Los Angeles, veniamo da 15 diversi Paesi, parliamo dieci lingue diverse, ma ci che abbiamo scoperto di straordinario che se ti spingi sempre pi avanti con gli strumenti corretti, con i giusti permessi si possono generare questi modelli di intelligenza artificiale per l’arte e la cultura. E la mia speranza di poter davvero creare un impatto positivo”.

L’opera ovviamente pone delle domande su cosa sia l’arte in questo contesto digitale e sono possibili tante risposte diverse. Quello che succede, stando dentro la grande sala al Guggenheim, comprende per anche la possibilit di sentire in modo diverso sia l’architettura straordinaria dell’edificio del museo, sia il senso di alcune delle opere pi importanti che vi sono ospitate. Le proiezioni di Refik Anadol sembrano comprendere e raccontare, per esempio, lo straordinario mare intessuto da El Anatsui al terzo piano, oppure le monumentali installazioni d’acciaio di Richard Serra che sono uno dei cuori pulsanti del museo, o ancora la “Infinity Room” di Yayoi Kusama dove ogni spazio si dilata. E in questo costante dialogo possibile che le distanze si riducano e si possa provare, di nuovo, la diretta – e complessa, certo – vicinanza con l’idea stessa di arte contemporanea. Che, per fortuna, comprende molte forme diverse. (Leonardo Merlini)

Ciclismo, SuperPogacar, vince Strade bianche nonostante la caduta

Roma, 8 mar. (askanews) – Tadej Pogacar ha vinto la sua terza Strade Bianche presentandosi sull’arrivo di Siena con 1’24″ di vantaggio su Thomas Pidcock della Q36.5 Pro Cycling Team e quasi due nei confronti di Tim Wellens, belga, suo compagno alla UAE Team Emirates – XRG. Nella prima la prima corsa UCI WorldTour italiana dell’anno, lo sloveno ha effettuato un numero. Quando è scivolato in discesa a 50 chilometri dal traguardo ha fatto spaventare i tifosi ma poi li ha fatti gioire conquistando la vittoria in Piazza del Campo. Dopo una fuga di 10 uomini durata fino a 100 km dal traguardo poi, il plotoncino è stato selezionato e al comando sono rimasti in sei: Lewis Askey (Groupama – FDJ), Mark Donovan (Q36.5 Pro Cycling Team), Pepijn Reinderink (Soudal Quick-Step), Connor Swift (INEOS Grenadiers), Fabian Weiss (Tudor Pro Cycling Team) e Anders Foldager (Team Jayco AlUla) con alle spalle la UAE Emirates a tener controllata la corsa. La situazione in corsa è cambiata a settantasette chilometri dal traguardo quando, nel settore di Monte Sante Marie, Pidcock ha cambiato passo e Pogacar non si è fatto cogliere impreparato balzandogli subito sulle ruote. Il campione olimpico della MTB e l’iridato su strada hanno raggiunto prima la prima parte di fuggitivi per poi riportarsi anche su Swift che era al comando solitario. A 50 km dalla conclusione della Strade Bianche, l’episodio che non ti aspetti: Tadej Pogacar affronta una curva in discesam la ruota dietro gli parte e il campione del mondo finisce pesantemente a terra sull’asfalto. Una brutta botta, una strisciata sul bitume e il volo nel prato con atterraggio in mezzo ai rovi. Pidcock lo ha evitato abilmente, Swift invece ha sbagliato la traiettoria ed è stato costretto a mettere piede a terra. Pogacar si è rialzato prontamente – evidenti le sbuciature sulla parte sinistra del suo corpo – è risalito in bicicletta ma si è accorto subito che la sua Colnago aveva dei problemi, ha fatto chiari segni alla sua ammiraglia e all’ingresso del successivo tratto di sterrato l’ha cambiata per lanciarsi all’inseguimento di Pidcock, operazione portata a termine a 44 km dalla conclusione prima della cavalcata trionfale verso Siena

Unioncamere: Pmi in difficoltà e cresce peso aziende medio-grandi

Roma, 8 mar. (askanews) – Il modello di sviluppo italiano, basato sulla piccola impresa diffusa è in difficoltà. Le piccole imprese, che rappresentano numericamente la grande maggioranza del nostro sistema produttivo (97,4%) e più della metà dell’occupazione privata (53,8), tra hanno perso peso in termini di fatturato a vantaggio delle medie e grandi aziende. E’ quanto emerso nel corso della Conferenza nazionale delle Camere di commercio “Verso il futuro”, in corso a Brescia nell’ambito della fiera FuturaExpo.

Nel 2012, riporta un comunicato, le imprese con meno di 49 dipendenti producevano il 49% del fatturato mentre nel 2022 il valore era sceso al 42%. Dall’altra parte, le medie imprese pesavano per il 20% nel 2012 e per il 22% nel 2022, mentre le grandi imprese sono passate dal 32% al 37% (dati Censis/Istat).

Questa dinamica suggerisce che il Paese si trovi all’interno di un processo di spostamento della produzione di valore dalle imprese più piccole a quelle più grandi. In questo nuovo scenario aumenta l’importanza del ruolo delle Camere di commercio che hanno nella platea delle piccole imprese il proprio riferimento principale.

“Le complessità di questa fase storica rischiano di penalizzare fortemente le Pmi del nostro Paese e richiedono perciò a tutte le istituzioni di moltiplicare gli sforzi”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Registriamo da diversi anni la difficoltà di reperire le figure professionali più qualificate. Questo colpisce in misura maggiore le imprese più piccole che fanno fatica ad attirare i talenti necessari. Inoltre, la tecnologia va veloce e per stare al passo occorrono investimenti crescenti che sono difficilmente sostenibili per le Pmi che non fanno parte di reti. Le Camere di commercio, che sono presenti su tutto il territorio nazionale, possono aiutare soprattutto le piccole imprese in questo momento di turbolenze internazionali”. (fonte immagine: Unioncamere).

SMSC 2025: una gara combattuta per conquistare un posto a Basilea

Milano, 8 mar. (askanews) – Il Titano si accende con il San Marino Song Contest 2025, il prestigioso evento musicale che selezionerà il rappresentante della Repubblica all’Eurovision Song Contest. Con la conduzione di Flora Canto e Francesco Facchinetti, la serata promette momenti di grande spettacolo, ospiti d’eccezione e, soprattutto, un’appassionante gara tra venti artisti in competizione. La serata si aprirà con la sigla grafica dell’Eurovisione e l’inno della Repubblica di San Marino, seguito da un’introduzione dei conduttori e dalla consegna del Premio alla Carriera ad Al Bano, che regalerà al pubblico una straordinaria esibizione interpretando “Il sole” e “La mia vita” accompagnato dal Maestro Alterisio Paoletti.

La gara: venti artisti sul palco La competizione entra subito nel vivo con le performance dei venti artisti in gara, ciascuno con la propria proposta musicale.

• The Rumpled – You Get Me So High • Besa – Tiki Tiki • Angy Sciacqua – I • Haymara – Tomame Las Manos • CRL – Juliet • Elasi – Lorella • Silvia Salemi – Coralli • Giacomo Voli – Ave Maria • Teslenko – Storm • Vincenzo Capua – Sei Sempre Tu • Marco Carta – Solo Fantasia • Bianca Atzei – Testacoda • King Foo – The Edge of the World • Questo e Quello – Bella Balla • Pierdavide Carone – Mi Vuoi Sposare? • Gabry Ponte – Tutta l’Italia • Luisa Corna – Il Giorno Giusto • Boosta – BTW • Paco – Until The End • Taoma – NPC

Alla fine di ogni esibizione, ogni artista riceverà un francobollo commemorativo e un lingotto celebrativo.

Il palco del San Marino Song Contest 2025 vedrà anche la partecipazione di ospiti illustri. Cristiano Malgioglio interverrà in più momenti della serata, con i suoi commenti e la sua inconfondibile ironia. Senhit, ex rappresentante di San Marino all’Eurovision, riceverà il Premio Ambassador e si esibirà con due brani. Grande attesa anche per l’esibizione de La Rappresentante di Lista, che porterà sul palco tre brani. Durante la serata ci sarà spazio anche per la solidarietà con la Fondazione Stelle di Marisa e il videomessaggio della Presidente Daniela Ferolla

Il gran finale: vincitori e premiazioni Dopo il riepilogo delle esibizioni e i commenti della giuria, si procederà alla lettura della classifica finale, partendo dalle posizioni, dalla ventesima fino ad arrivare ai primi tre classificati. Saranno assegnati anche il Premio della Critica, il Premio Una Voce per San Marino (con il main sponsor Risparmio Casa), il Premio Ludovico Di Meo, Premio Marlù. L’attesissimo momento della proclamazione del vincitore vedrà la consegna del primo premio da parte del Segretario di Stato Federico Pedini Amati. Subito dopo, l’artista vincitore avrà l’onore di riesibirsi sul palco, chiudendo la serata in grande stile.

Una serata che non mancherà di regalare emozioni, in attesa di scoprire chi rappresenterà San Marino all’Eurovision Song Contest 2025 a Basilea!

Rome Business School, 950 studenti e 105 aziende alla Career Fair

Roma, 8 mar. (askanews) – Si svolta a Spazio Novecento a Roma, la Career Fair di Rome Business School, la pi grande fiera del lavoro organizzata da una business school in Italia che ha collegato 105 aziende ad oltre 950 studenti. Connessioni lavorative, opportunit di networking, colloqui e talk dedicati: oltre 550 opportunit di lavoro proposte in 16 settori, tra cui finanza, tech, moda, hospitality. L’evento ha rappresentato un’occasione preziosa per le aziende, per incontrare candidati qualificati, ma soprattutto per gli studenti per candidarsi a posizioni aperte, farsi conoscere dai recruiter e conoscere da vicino le aziende.

“I ragazzi sono tutti molto preparati, con background diversificati. Per noi importantissimo essere qui alla Career Fair, siamo qui per reclutare quelli che in prospettiva dovrebbero essere i nostri futuri leader. Cosa stiamo cercando? Ruoli flessibili, capaci di garantire lo stesso livello di performance a vari livelli in vari business line quindi, non solo profili settoriali specifici per un determinato business, ma in grado di garantire gli stessi standard anche a pi livelli e in varie aree dell’azienda”, afferma Fabrizio Maltese, Full Lifecycle Recruiter per Amazon.

Andrew, studente frequentante il Master in International Management della Rome Business School, ha dichiarato: “Sto conseguendo il master in International Management qui alla Rome Business School. La Career Fair molto importante per noi studenti perch abbiamo la possibilit di incontrare tantissime aziende, possiamo stringere rapporti con queste e magari anche trovare lavoro in Italia o anche in Europa. stato molto interessante incontrare aziende come Amazon o BNL”.

Evidente l’impegno di RBS nello sviluppo della carriera degli studenti attraverso una formazione pratica e attenta agli ultimi trend e necessit del mondo del lavoro: un approccio che ha portato il 70,7% degli studenti di RBS a ricevere un’offerta di lavoro prima di completare il Master e il 78% a riscontrare un aumento di stipendio nel corso degli studi. La Career Fair si conferma quindi un’opportunit importante per entrare nel mondo del lavoro, costruire connessioni preziose e ricevere supporto concreto nel definire il proprio percorso professionale.

8 marzo, Regione Lazio premia Donatella Possemato

Roma, 8 mar. – In occasione dell’evento “La lunga lotta delle donne: custodire una storia, costruire il futuro”, promosso dalla Regione Lazio, Donatella Possemato, direttrice della Casa di Cura “Santa Famiglia” e Presidente dell’Associazione Impresa per la Vita, stata insignita di un importante riconoscimento per il suo impegno in favore dell’imprenditorialit femminile e delle tematiche legate alla natalit e alle patologie dell’et evolutiva. Durante la cerimonia, Possemato ha ribadito con forza l’importanza di sensibilizzare l’opinione pubblica su temi cruciali come la denatalit e le problematiche legate alla salute dei bambini, in particolare ai VCA (Vulnerabilit, Condizioni di Abuso e Abbandono). Un impegno che la Dottoressa Possemato porta avanti da anni, insieme alla Casa di Cura “Santa Famiglia”, nella consapevolezza che la forza della donna anche la forza generatrice, fondamentale per il futuro della nostra societ. In questo contesto, l’Associazione Impresa per la Vita ha annunciato il lancio di un nuovo osservatorio scientifico, creato con un comitato di esperti d’eccellenza. L’obiettivo dell’osservatorio sar quello di monitorare l’andamento della natalit in Italia, fornendo dati e analisi che possano essere utili per mettere in atto politiche e azioni concrete a favore della famiglia e della natalit.

“La consapevolezza di ci che siamo, del nostro ruolo nella societ e della grande forza generatrice della donna – ha dichiarato Possemato – ci che dobbiamo lasciare al futuro. La lotta per la natalit non riguarda solo i numeri, ma la qualit della vita e il benessere dei nostri figli.”

Donatella Possemato ha anche sottolineato come le donne debbano essere accolte sia nella loro fragilit che nella loro forza, evidenziando la necessit di un cambiamento culturale che riconosca e valorizzi il contributo delle donne in tutti gli ambiti della societ. Il riconoscimento ricevuto da Possemato rappresenta quindi non solo un premio per il suo lavoro, ma anche un simbolo dell’importanza di promuovere l’imprenditorialit femminile e di continuare a lavorare per garantire un futuro pi sostenibile e inclusivo per le nuove generazioni.

Secondo The Telegraph 10mila soldati di Kiev a rischio accerchiamento in Kursk

Roma, 8 mar. (askanews) – Le forze russe impegnate nella riconquista dell’oblast di Kursk sono riuscite a sfondare le difese ucraine sul fianco occidentale della zona occupata, penetrando nell’oblast di Sumy e a sud di Soudza. Lo scrive il britannico The Telegraph,citando un sottufficiale che avrebbe contattato telefonicamente. Il quotidiano aggiunge che 10.000 soldati ucraini rischiano ora l’accerchiamento e il loro stato maggiore sta valutando la loro evacuazione.

“Le truppe rimanenti vicino al confine russo sono collegate da un corridoio lungo circa un chilometro e largo meno di 500 metri nel punto più stretto. L’unica strada ucraina per Sudza è ora nel raggio d’azione dei droni russi, il che complica gli sforzi per mantenere l’area e ritirarsi se necessario”, sottolinea, aggiungendo che la svolta russa è avvenuta poco dopo che gli Stati Uniti hanno interrotto la condivisione dell’intelligence con l’Ucraina.