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Caritas, Conte: sulla povertà è disastro targato Meloni

Roma, 16 giu. (askanews) – “Il disastro targato ‘Meloni'”: è questo il titolo del post social pubblicato al leader del Moviment 5 stelle, Giuseppe Conte, a commento dei dati diffusi dalla Caritas sulla povertà in Italia.

“Dopo il boomerang del taglio del cuneo fiscale che ha aumentato le tasse ai lavoratori per 370 milioni di euro, dopo il ‘blocco navale immaginario’ che ha fatto crescere del 40% gli sbarchi a maggio e il decreto flop sulle liste d’attesa con l’impennata del numero di persone che rinunciano alle cure, ecco il successone del Governo – ha proseguito l’ex premier – su povertà e stipendi. I dati diffusi oggi dalla Caritas parlano chiaro: abbiamo il record di 5,6 milioni di poveri assoluti e, con i tagli al Reddito di cittadinanza, migliaia di cittadini e famiglie in difficoltà abbandonate al loro destino. Nel 2024, solo l’11,5% degli assistiti dalla rete della Caritas ha percepito l’Assegno di inclusione di meloniana fattura e appena l’1,3% ha avuto accesso al Supporto formazione lavoro. Un fallimento su tutta la linea”.

“Davanti al crollo dei salari reali, all’aumento del carrello della spesa, al record di indigenti e a un numero crescente di lavoratori poveri (il 23,5% di coloro che sono stati assistiti dalla Caritas ha un impiego), il Governo è l’accusa del leader M5S – ha cancellato l’unica misura universale di contrasto alla povertà che l’Italia abbia mai avuto per fare cassa. Non contento, il Governo ha detto ripetutamente no al salario minimo. Altro che la folle corsa al riarmo! Piuttosto, si investano più risorse per aiutare chi è in difficoltà, chi non arriva alla terza settimana del mese, chi pur lavorando è povero. Questo significa essere ‘patrioti'”, ha concluso Conte.

Esce il 1° agosto Urban Impressionism (Piano Solo) di Dardust

Milano, 16 giu. (askanews) – Esce il 1° agosto Urban Impressionism (Piano Solo), l’ep di 8 perle suonate in piano solo, versioni alternative di alcuni dei brani contenuti nell’omonimo ultimo progetto discografico di Dardust, uscito a novembre per Artist First e Sony Masterworks, un lavoro che sfida le convenzioni della musica neoclassica/contemporanea, abbattendo i confini tra le arti e unendo musica e architettura.

L’ep contiene le versioni al piano di 8 dei brani di Urban Impressionism, il primo singolo Nuage for a Fading Sky – Piano Solo è fuori il 20 giugno su tutte le piattaforme digitali.

Il brano è una metafora della ricerca di fiducia in se stessi nel momento in cui tutto sembra confuso e incerto, è l’immagine di un pensiero che si ricostruisce gradualmente, diventando chiaro e concentrato, mentre fermarsi, meditare e rigenerarsi diventa essenziale.

Con l’album Urban Impressionism Dardust, pianista, produttore e compositore tra i più influenti e premiati, artefice di uno stile personalissimo e innovativo, ha esplorato nuove combinazioni di suoni e contrasti partendo da più fonti d’ispirazione artistica. L’album, registrato a Parigi, traduce in musica da una parte le geometrie architettoniche delle periferie urbane, dal brutalismo al post-modernismo, che in musica diventano espressioni genuine, forgiate senza il ricorso ad abbellimenti o artifici produttivi; dall’altra, le rapide pennellate dell’impressionismo pittorico, che si riflettono nel suo approccio alla composizione.

Prosegue intanto il tour di Urban Impressionism, partito a marzo con due speciali eventi live in location non convenzionali come il Pirelli HangarBicocca a Milano nella Sala Palazzi Celesti e La Nuvola di Roma e proseguito sui palchi di 10 città europee per riprendere poi in Italia, in programma Cuneo, Pantelleria (TP), Bologna, Cervia, Roma, Exilles (TO), Assisi (PG), la nuova data di Urbisaglia (MC), Pomarance (PI), Monasterace (RC), Narni (TR), Venezia, Milano.

I biglietti per la nuova data sono disponibili online e nei punti vendita autorizzati da lunedì 23 giugno alle ore 14.

Il tour è prodotto da Metatron, Vivo concerti, ITB International Talent Booking.

Il Papa agli astronomi: sugli esopianeti potrebbe svilupparsi la vita

Città del Vaticano, 16 giu. (askanews) – “La Summer School di quest’anno, mi è stato detto, è dedicata al tema ‘Esplorare l’Universo con il Telescopio Spaziale James Webb’. Dev’essere un periodo entusiasmante per un astronomo! Grazie a questo strumento davvero straordinario, per la prima volta possiamo scrutare in profondità l’atmosfera degli esopianeti, dove potrebbe svilupparsi la vita, e studiare le nebulose dove si formano i sistemi planetari stessi”. Lo ha detto oggi Papa Leone XIV ricevendo in udienza, nella Sala del Concistoro in Vaticano, i partecipanti alla Summer School di astrofisica, promossa dalla Specie Vaticana. Papa Prevost ha, quindi, esortato i giovani scenziati a non dimenticare mai, “che ciò che fate è destinato al bene di tutti noi. Siate generosi – ha concluso – nel condividere ciò che imparate e ciò che sperimentate, come meglio potete e come potete”.

Esercito, Alfa Romeo "Zagato" pronta per la 1000 Miglia 2025

Roma, 16 giu. (askanews) – La storica manifestazione automobilistica “1000 Miglia” è di nuovo in pista con l’Esercito Italiano che partecipa con tre equipaggi a bordo di affascinanti modelli di auto storiche provenienti dal Museo Storico della Motorizzazione.

Centinaia di autovetture d’epoca percorreranno oltre 1600 km suddivisi in 5 tappe, partendo e rientrando nella città di Brescia, come da tradizione. Lungo il percorso, le auto faranno sosta nelle città di San Lazzaro di Savena (Bo), Roma, Cervia – Milano Marittima e Parma, con passaggi in altri comuni del Nord e Centro Italia.

L’Esercito Italiano schiererà tre prestigiose vetture: l’Alfa Romeo 6C 1750 SS “Zagato” del 1929, la Lancia Aprilia Berlina 2^ serie del 1939 e la Fiat “Campagnola” del 1951, nella versione “Autovettura da ricognizione (AR 51)”.

L’Alfa Romeo “Zagato” non è solo un’auto, ma un simbolo di ingegneria e design italiano, che ha saputo farsi notare nelle competizioni automobilistiche per la sua eleganza e prestazioni superiori. Questo modello, cui sono rimasti solo pochi esemplari al mondo, ha contribuito a consolidare la reputazione di Alfa Romeo nel panorama automobilistico mondiale. L’altra vettura dell’Esercito è la Lancia Aprilia, che rappresenta un legame con la storia militare italiana, è stata prima utilizzata efficacemente durante le guerre e successivamente come vettura di rappresentanza, testimoniando il suo valore e la sua versatilità. Infine, la Fiat “Campagnola”, divenuta icona di avventure off-road, ha affrontato un’impresa epica nel 1951, quando ha percorso l’intero continente africano in un tempo record. Questo viaggio non solo ha messo alla prova le capacità del veicolo, ma ha anche dimostrato l’abilità degli uomini che la guidavano. La robustezza della “Campagnola”, progettata per resistere a condizioni estreme, ha fatto sì che venisse apprezzata non solo per le sue prestazioni, ma anche per il suo spirito d’avventura, rappresentando perfettamente l’ideale di esplorazione e scoperta. I tre modelli storici raccontano storie di sport e avventura e incarnano anche un patrimonio di innovazione e passione motoristica.

Anche questa edizione della “1000 Miglia” sarà impreziosita dall’ormai più che consolidata partnership tra Esercito Italiano e Iveco Defence Vehicles (IDV). Il supporto tecnico fornito dal team che seguirà la corsa a bordo di un veicolo multiruolo MUV 4×4 assicurerà assistenza continua alle tre vetture.

Oltre ad equipaggi militari e rappresentanti di IDV, si alterneranno alla guida delle 3 vetture giornalisti, artisti, conduttori televisivi e radiofonici del panorama italiano che, mostrando vicinanza all’Esercito, documenteranno la loro esperienza lungo il tragitto.

La partenza della 1^ tappa è prevista per martedì 17 giugno da Brescia. A bordo delle 3 autovetture storiche dell’Esercito Italiano, gli equipaggi, attraversando Prevalle e Gavardo, raggiungeranno alcune delle località più suggestive della zona del Lago di Garda, Manerba del Garda, Moniga del Garda, Soiano, Padenghe sul Garda, Desenzano sul Garda, Sirmione e Peschiera del Garda. La prima tappa continuerà poi verso Verona, passando per Bovolone e Ferrara, fino a raggiungere San Lazzaro di Savena, sede del primo traguardo di tappa.

Da Bologna partirà la 2^ tappa mercoledì 18 giugno. Le auto storiche attraverseranno le città di Prato e Siena e il percorso proseguirà lungo le sponde del Lago di Bolsena, toccando Capodimonte, Marta e Ronciglione per poi attraversare la passerella allestita a Villa Borghese a Roma. Dopo il giro di boa nella Capitale si ripartirà verso Nord il 19 giugno toccando Orvieto e Città della Pieve. La terza tappa si snoderà tra affascinanti borghi e colline toscane, attraverso la Repubblica di San Marino, per poi proseguire verso Gambettola e Cesena prima di concludersi a Cervia-Milano Marittima, sulla Riviera Romagnola.

Il quarto giorno le auto storiche attraverseranno l’Italia da Est a Ovest. Partiti da Cervia, toccheranno Forlì e Pratovecchio-Stia, per poi attraversare gli Appennini fino a Empoli, dove il percorso in salita incrocerà quello seguito due giorni prima nella discesa verso Roma. Proseguendo verso ovest raggiungeranno San Miniato e Pontedera. Infine, la corsa riprenderà la risalita attraverso Viareggio, concludendo la penultima tappa a Parma.

Nella 5^ ed ultima tappa di sabato 21 giugno, gli equipaggi ripartiranno da Parma e attraverseranno Busseto, Cremona e Soncino. Rientrando in Lombardia, il percorso toccherà Orzinuovi e Pontoglio, nel basso bresciano, per poi proseguire verso Palazzolo sull’Oglio e giungere alla tradizionale passerella finale in Viale Venezia a Brescia.

Luca Carboni torna sul palco l’11 novembre 2025 a Milano

Milano, 16 giu. (askanews) – A un anno dal grande successo di “RIO ARI O” la mostra in cui Luca Carboni a Bologna, nella sua città, ha raccontato quarant’anni tra musica e arte, il cantautore bolognese dopo sei anni dall’ultimo live nel 2019, torna sul palco l’11 novembre 2025 a Milano all’Unipol Forum per un evento speciale, un concerto unico, “RIO ARI O LIVE”: un grande racconto tra musica, immagini e parole, una grande festa. Live.

I biglietti per il concerto sono disponibili a partire dalle ore 18.00 di lunedì 16 giugno, su Ticketone e nei punti vendita abituali.

“RIO ARI O” è il primo suono, la prima cosa in assoluto che la gente ha sentito di me, dalla mia voce, prima ancora delle parole di “Ci stiamo sbagliando ragazzi”, la canzone che apre il mio primo disco. Un suono che è diventato un simbolo perché ha una sua armonia, un suo impatto, anche visivamente – racconta Luca Carboni.

Il 2025 segna anche un anniversario importante nella storia del cantautore. Il 3 settembre 1985 uscì “FOREVER” il suo secondo album. Un classico della musica italiana, molto amato per le atmosfere new-wave e la scrittura poetica di brani come “SARÀ UN UOMO”.

Luca Carboni ha portato un nuovo modo di scrivere, una nuova sensibilità, un nuovo linguaggio, rinnovando nei primi anni ’80, la canzone d’autore.

In Colorado un santuario per Madre Cabrini patrona dei migranti

Denver, 16 giu. (askanews) – Una santa davvero importante, non solo per il Colorado, ma anche per l’Italia, per gli italiani, per i migranti di oggi e per i discendenti di chi emigr ormai in tempi lontani: Madre Cabrini, con la sua vita straordinaria, stata citata pi volte negli ultimi giorni con l’elezione del nuovo Papa (americano) Leone XIV. Lei religiosa e fondatrice della congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Ges, venne mandata nelle Americhe da Leone XIII.

Askanews arrivata sino al Cabrini Shrine, il santuario da lei fondato e a lei dedicato sulle Rocky Mountains, che potete vedere in queste immagini e che Luogo di pellegrinaggio dell’Anno Giubilare della Speranza.

Ma perch questa santa cos importante, oggi pi che mai? Lo abbiamo chiesto ad Alisa DiGiacomo, storica e autrice del libro “Italy in Colorado”.

“Madre Cabrini, Santa Cabrini, in realt la prima santa americana canonizzata in America, significativa per il Colorado”, precisa. “Ma prima di parlare del Colorado, Santa Cabrini ha avuto un impatto mondiale. Incredibile da pensare ma una delle prime donne nella Chiesa cattolica che sia riuscita a fondare un proprio ordine. E penso che questo dimostri quanto fosse difficile farlo in quel periodo. La sua attenzione sempre stata rivolta alla sua cura per le persone, per i pi bisognosi. Non a caso la santa patrona degli immigrati. Per il Colorado, significativa perch le venne chiesto di venire qui, alla luce della situazione nello Stato nel 1904 per gli immigrati italiani. La prima cosa che fece, fu fondare una scuola in Colorado. Poi fond un orfanotrofio, compr un terreno, oggi il Santuario di Cabrini (Cabrini Shrine)”.

Il Cabrini Day una festivit dello Stato del Colorado che si celebra ogni anno il primo luned di ottobre, in onore di questa straordinaria filantropa. Ma in cosa consiste l’eredit di Francesca S. Cabrini?

“Si chiama Cabrini Day, ed , di fatto, la prima festa statale retribuita della nazione che onora una donna, il che anche molto significativo. Quindi tutto questo legato agli italoamericani, ma anche alla sua eredit e a ci che ha fatto per aiutare le persone in Colorado, e questa ancora la missione del santuario, un luogo accogliente per chiunque voglia venire a riflettere e vedere la bellezza che circondava gli orfani di allora, soprattutto le bambine orfane. Per loro era davvero straordinario andare ‘al Cabrini’ e vivere le montagne del Colorado”, spiega DiGiacomo.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

Si ringrazia Brand Usa, Visit Colorado e Visit Denver

Giffoni, apertura con l’anteprima di "Unicorni" di Michela Andreozzi

Roma, 16 giu. (askanews) – Ad aprire la 55esima edizione del Giffoni Film Festival (17-26 luglio) sarà l’anteprima nazionale di “Unicorni”, il nuovo film di Michela Andreozzi, in uscita il 18 luglio con Vision Distribution.

Dopo aver affrontato il tema delle relazioni nel mondo contemporaneo con il suo personale piglio ironico in “Nove lune e mezza”, “Brave ragazze” e “Genitori Vs Influencer”, Michela Andreozzi torna al cinema per occuparsi di famiglia. “Unicorni” è un dramedy che racconta le difficoltà dell’essere genitori ai giorni nostri, ed è interpretato da Edoardo Pesce, Valentina Lodovini e, per la prima volta sullo schermo, il piccolo Daniele Scardini. A completare il cast Lino Musella, Thony, Donatella Finocchiaro e Paola Tiziana Cruciani.

Come la figura mitologica che intitola il film, “Unicorni” racconta la storia di una famiglia che, come tante, si trova ad affrontare una declinazione della diversità all’interno del proprio nucleo, in mezzo a dubbi, paure e pregiudizi inconsci.

“Non ho figli miei, ma sono una zia e un’amica: in qualche modo, considero figli tutti i giovani – ha raccontato la regista – con questo film, ho voluto esplorare il ruolo delle figure genitoriali nel delicato compito di educare i ragazzi, specialmente quando chiedono comprensione e sostegno in scelte che possono turbare, sorprendere o persino sfidare le convenzioni. Insomma, quando si allontanano dalle aspettative che avevamo coltivato e pensato per loro. È un viaggio che richiede forza, perché obbliga noi adulti a rivedere le nostre posizioni per abbracciare incondizionatamente i loro desideri. Che forse è il modo più coraggioso di dimostrare amore”.

Lucio (Edoardo Pesce), conduttore di una nota trasmissione radiofonica, spigliato, brillante e dalle idee progressiste, è sposato con Elena (Valentina Lodovini), insicura ed emotivamente dipendente del marito. I due hanno un’armoniosa famiglia allargata (che include la prima moglie e una figlia di Lucio) ed un unico figlio: Blu (Daniele Scardini), 9 anni, che adora vestirsi da femmina, ed è libero di farlo, col permesso di mamma e papà, solo quando è a casa. In occasione della recita scolastica, però, il bambino vuole a tutti i costi indossare il costume della Sirenetta: i suoi genitori, divisi tra il desiderio di assecondarlo e quello di proteggerlo, saranno i primi a dover riconsiderare la loro apertura mentale e a intraprendere un percorso di consapevolezza e accettazione, in cui saranno accompagnati da un gruppo eterogeneo di coppie di “Genitori Unicorni”, guidato da un’accogliente psicologa (Michela Andreozzi).

Rai, Rossi: il premio Biagio Agnes ricorda la centralità della Rai

Roma, 16 giu. (askanews) – Il premio Agnes è importante perché ricorda “un grande direttore generale della Rai” e “ci aiuta a rivivere la storia e la funzione del servizio pubblico”. Così l’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, nella conferenza stampa di presentazione del Premio Biagio Agnes 2025, in onda in seconda serata su Rai1 il prossimo 1° luglio.

“Biagio Agnes fu direttore generale della Rai in uno dei momenti più delicati della storia del nostro Paese, e anche della storia della televisione, perché fu il direttore generale che in qualche modo affrontò l’arrivo del duopolio, delle televisioni commerciali, in un processo di cambiamento radicale della televisione, che fino a quale momento si era incentrata sul ruolo monopolista della Rai, esattamente come noi oggi stiamo attraversando una fase repentina di cambiamento del ruolo del medium, con l’impatto delle piattaforme, dei player globali nel nostro mercato, e quindi una fase storica che è quasi parallela a quella della fine degli anni Ottanta”.

“Questo premio, quindi, non è solo la consacrazione di personaggi della cultura e dello spettacolo che si sono distinti nell’anno in corso, ma vuole essere anche un modo per ricordare la centralità della Rai, che continua ad essere come servizio pubblico il soggetto, il vero hub industriale che sorregge l’intera filiera della cultura nazionale”.

Il viaggio Jazz’Inn continua tra Campobasso 2025 e Roma Capitale 2026

Roma, 16 giu. (askanews) – C’è un’Italia che innova senza clamore, che costruisce connessioni dove gli altri vedono distanza, che trasforma i territori in laboratori vivi, e le relazioni in sviluppo. È l’Italia di Jazz’Inn, il format ideato dalla Fondazione Ampioraggio, che da otto anni attraversa borghi, aree interne e città per generare innovazione a passo lento ma profondo.

Il 13 giugno 2025, nella cornice del Campidoglio, Jazz’Inn ha celebrato un momento chiave della sua evoluzione: la presentazione dell’edizione 2025 che si terrà a Campobasso e il lancio di Jazz’Inn Capitale 2026, progetto strategico che porterà il metodo Ampioraggio nel cuore urbano della trasformazione.

Jazz’Inn Capitale 2026 nasce con una visione chiara: fare di Roma e della sua area metropolitana un ecosistema urbano dell’innovazione che valorizzi il capitale umano, le competenze diffuse e la partecipazione civica. Il progetto, promosso dalla Fondazione Ampioraggio in collaborazione con la Commissione Innovazione tecnologica di Roma Capitale, la Consulta Roma Smart City Lab e altre realtà dell’ecosistema cittadino, intende costruire un ecosistema collaborativo che coinvolga centri di ricerca, distretti tecnologici, amministrazioni e cittadinanza attiva, portando il “metodo” Jazz’Inn nei territori della Capitale, da Tiburtino a Colleferro, da Frascati alle periferie.

L’apertura dei lavori è stata affidata ai saluti istituzionali di Roberto Gualtieri, sindaco di Roma Capitale, mentre un ruolo centrale nell’organizzazione dell’iniziativa è stato svolto dalla Commissione Innovazione tecnologica di Roma Capitale, guidata da Antonella Melito e Riccardo Corbucci, e dalla Consulta Roma Smart City Lab, presieduta da Leandro Aglieri. Proprio la Consulta, dopo l’esperienza diretta come case giver all’edizione 2024 di Jazz’Inn a Merano, ha fortemente sostenuto la candidatura di Roma come sede del format, riconoscendone il valore come strumento concreto di innovazione territoriale.

“È bello poter confermare che Roma è pronta a ospitare l’edizione 2026 di Jazz’Inn, un importante appuntamento che lavora anche mettendo in rete realtà diverse e che costituisce un forum importante di confronto di buone pratiche sul tema fondamentale della trasformazione tecnologica. Roma nel 2026 ospitando Jazz’Inn sarà la Capitale dell’innovazione digitale secondo la linea strategica fondamentale del miglioramento dei servizi e della qualità della vita delle persone e anche per sostenere lo sviluppo economico e l’occupazione. Quella dell’innovazione è una dimensione trasversale a cui stiamo lavorando con grande impegno”, ha affermato Gualtieri.

Durante la giornata, Roma Capitale ha, inoltre, annunciato la sua candidatura come case giver per l’edizione 2025 a Campobasso, portando una sfida concreta da sviluppare nei Living Lab molisani. Un’iniziativa che anticipa lo spirito di Jazz’Inn Capitale 2026: l’innovazione urbana si costruisce sperimentando, contaminando, imparando dai territori che hanno già messo alla prova modelli di cooperazione e sviluppo.

“Jazz’Inn è la dimostrazione concreta che l’innovazione non si misura in velocità, ma in profondità. Non corre nei grandi centri, ma cammina nei luoghi dove si crea fiducia. Da Campobasso a Roma, passando per una connessione con la Corea, costruiamo reti che generano visione, coinvolgendo territori, istituzioni e imprese in un percorso che è al tempo stesso inclusivo e strategico. Portare Jazz’Inn al Campidoglio non è solo un riconoscimento: è l’inizio di una fase nuova, che ci invita a immaginare l’innovazione come bene comune, coltivata insieme, nei luoghi e con le persone”, ha dichiarato Giuseppe De Nicola, direttore generale di Fondazione Ampioraggio.

Durante la giornata è intervenuta anche Marialuisa Forte, sindaca di Campobasso: sarà, infatti, il capoluogo molisano a ospitare l’edizione 2025 di Jazz’Inn, dal 29 settembre al 3 ottobre. La candidatura è stata selezionata tra 59 proposte grazie a una visione territoriale condivisa e a un modello di governance innovativa che ha unito amministrazioni locali, università, attori dell’innovazione e imprese.

“Oggi, nella splendida cornice del Campidoglio, abbiamo presentato Jazz’Inn 2025, un progetto che rappresenta molto più di un semplice evento – ha affermato la sindaca di Campobasso, sottolineando – È il simbolo di una scommessa condivisa con 13 piccoli comuni dell’hinterland di Campobasso, un percorso ambizioso che punta a trasformare la nostra città capoluogo di regione attraverso l’innovazione. Campobasso e il suo territorio hanno vissuto per troppo tempo l’isolamento infrastrutturale e il fenomeno dello spopolamento che attanaglia le aree interne. Oggi, scegliamo di affrontare queste sfide con determinazione, facendo leva su reti di collaborazione strategiche, con partner fondamentali come l’Università del Molise, le amministrazioni locali e le realtà imprenditoriali che credono nel potenziale di questo territorio. Jazz’Inn non è solo musica e cultura, ma anche uno spazio di confronto e crescita, dove l’innovazione diventa il vero motore del cambiamento. Campobasso vuole essere protagonista di questa trasformazione e lo facciamo insieme a chi sceglie di credere nel futuro di questa città e delle sue comunità”.

Cuore pulsante dell’edizione sarà il Palazzo Ex GIL – Domus della cultura, dove si svolgeranno i Living Lab, tavoli di lavoro tra imprese, startup, università, PA e cittadini, facilitati dalla Fondazione Ampioraggio. Accanto a questi momenti, l’intero territorio sarà animato da eventi culturali, cammini, concerti, e valorizzazione del patrimonio sannita: da Sepino-Altilia a Pietrabbondante.

Ma Jazz’Inn continua ad allargare i suoi orizzonti e per la prima volta, il format accoglie un case giver internazionale: un’organizzazione coreana ha scelto di presentare in diretta dal Seoul un progetto europeo sul mercato del lavoro giovanile. Un segnale forte che conferma la vocazione relazionale e transnazionale di Jazz’Inn, capace di connettere culture, competenze e visioni su scala globale, partendo dai singoli territori.

In Italia Jazz’Inn si conferma piattaforma di sinergie operative e concrete. Infocert, in collaborazione con ANUSCA, ha annunciato un’iniziativa per offrire gratuitamente 3.000 PEC alle amministrazioni, contribuendo a colmare il divario digitale nella pubblica amministrazione e a rafforzare la cultura dell’innovazione istituzionale.

Nello stesso spirito collaborativo, è stato annunciato anche il nuovo protocollo d’intesa tra Connect-Italia e la Fondazione Ampioraggio. L’intesa nasce da una collaborazione già attiva tra le due realtà e ha l’obiettivo di promuovere progetti concreti in ambito sociale, culturale e territoriale, fondati su valori condivisi come co-governance, modularità, autonomia e trasparenza. Le prime due iniziative operative previste sono: la partecipazione qualificata di Connect-Italia a Jazz’Inn e la realizzazione della ricerca nazionale “Cittadini, territori, comunità”, sviluppata da Connect-Italia con Eurispes e ANDIGEL.

Jazz’Inn ribadisce che la sua missione è quella di creare relazioni che producano cambiamento, costruire alleanze che abbiano impatto. Per questo, è aperta fino al 20 giugno 2025 la call for ideas rivolta a pubbliche amministrazioni, imprese, startup, fondazioni ed enti interessati a candidarsi come case giver. Un’opportunità concreta per portare una sfida reale all’interno dei Living Lab di Campobasso, affinché l’innovazione si possa trasformare realmente in azione: Candidature su www.fondazioneampioraggio.it/jazzinn-2025-call-for-ideas

Jazz’Inn è il format ideato dalla Fondazione Ampioraggio che da otto anni porta l’innovazione nei borghi e periferie d’Italia attraverso laboratori collettivi e sfide reali proposte da imprese, enti e startup.

Rai, i vincitori del Premio Biagio Agnes 2025

Roma, 16 giu. (askanews) – Passione e talento, rigore e serietà, nel rispetto di una professione che, raccontando la realtà senza condizionamenti, costituisce uno dei cardini della democrazia: sono da sempre questi i valori che animano il “Premio Biagio Agnes – Premio Internazionale di Giornalismo, Informazione e Comunicazione”, la cui XVII edizione si svolgerà venerdì 20 giugno per la prima volta nel magnifico e iconico scenario di Piazza di Spagna a Roma.

Sul prestigioso palco, come ormai da tradizione, gli amatissimi conduttori Rai Mara Venier e Alberto Matano presenteranno la cerimonia di premiazione: l’evento, in onda martedì 1 luglio in seconda serata sul Rai 1, vedrà protagonisti rappresentanti delle istituzioni e grandi professionisti dell’informazione, dello spettacolo e della cultura. Un’occasione per approfondire i grandi temi dell’attualità ma anche di intrattenimento con grandi ospiti.

La giuria, presieduta da Gianni Letta, ha designato i premiati individuando i migliori professionisti che hanno saputo decifrare e divulgare la complessità di piccole e grandi storie, raccontando l’Italia e il mondo utilizzando con efficacia e puntualità i linguaggi più diversi, dalla carta stampata alla tv, dai nuovi linguaggi alla radio e alla letteratura.

Nell’edizione 2025 il Premio Carta Stampata viene assegnato a Fiorenza Sarzanini, vicedirettrice del Corriere della Sera con un passato al quotidiano Il Messaggero, per il suo sguardo lucido, l’equilibrio e l’impegno per la verità dimostrati nel seguire i principali casi giudiziari degli ultimi anni fino alle inchieste sui politici e sulla corruzione.

Profondo conoscitore dei costumi e della storia d’Italia, autore di saggi e romanzi di successo, conduttore su La7 del programma di approfondimento storico “Una giornata particolare”, Aldo Cazzullo – inviato speciale ed editorialista del Corriere della Sera – si aggiudica il Premio Divulgazione Culturale.

Il Premio per la Televisione va a Carlo Conti, volto simbolo della Rai, conduttore e autore di moltissimi programmi di grande successo della rete ammiraglia e direttore artistico del Festival di Sanremo premiato quest’anno da ascolti record. Conduttore in Rai dal 1985, ha saputo conquistare il cuore del pubblico con la sua straordinaria professionalità e grazie al suo stile sobrio e spontaneo.

La trasmissione “Belve”, condotta su Rai2 da Francesca Fagnani, si aggiudica il Premio Trasmissione dell’anno. La giornalista, che con il suo stile brillante e diretto ha intercettato anche il pubblico dei più giovani, si confronta con grandi nomi dello spettacolo, della politica, del costume e della cronaca, disposti a mettersi in gioco, confezionando interviste “senza filtri”, molte delle quali divenute virali sui social.

“Il Conte di Montecristo”, la miniserie di Rai1 trionfo di ascolti, tratta dal capolavoro di Alexandre Dumas, vince il Premio Fiction: diretta dal Premio Oscar Bille August e interpretata, tra gli altri, da Lino Guanciale, Gabriella Pession e Nicolas Maupas, la serie franco-italiana in quattro puntate ha appassionato gli spettatori con una storia piena di colpi di scena e intrighi, tra odio e amore, perdono e vendetta, speranza e disperazione.

Al giornalista politico di RaiNews24 Alberto Puoti viene assegnato il Premio Speciale per il suo impegno e la professionalità dimostrati come autore di format basati sul data journalism e le nuove frontiere del web.

La giornalista di Italia Oggi Alessandra Ricciardi, specializzata nell’analisi della politica interna e internazionale attraverso l’investigazione economico-finanziaria, riceve il Premio Giornalista Economico, mentre il Premio Giubileo viene assegnato al Vaticanista del Gruppo Mediaset e de Il Giornale Fabio Marchese Ragona. Nel Marzo 2024 ha scritto con Papa Francesco la prima autobiografia del Pontefice Life – la mia storia nella storia, pubblicata in contemporanea in 21 Paesi del mondo.

Alla vicecaporedattrice di Corriere.it Martina Pennisi va il Premio Generazione Digitale – Podcast per il suo impegno e la competenza nel giornalismo digitale, in particolar modo sui temi di Intelligenza Artificiale, privacy, fake news, social e giovani.

Infine, Roberto Garofoli e Bernardo Giorgio Mattarella si aggiudicano il Premio Saggista Scrittore per il saggio Governare le fragilità, in cui viene evidenziata l’importanza di poter contare su un sistema di governo rafforzato e su una macchina amministrativa sempre più efficiente.

La Cerimonia di premiazione si svolgerà a Roma in Piazza di Spagna, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e dell’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato.

Ecco i vincitori del “Premio Biagio Agnes 2025”, suddivisi in 10 categorie:

Premio Carta Stampata: Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera Premio Divulgazione Culturale: Aldo Cazzullo, Corriere della Sera e La7 Premio per la Televisione: Carlo Conti Premio Speciale: Alberto Puoti, RaiNews24 Premio Trasmissione dell’anno: Francesca Fagnani, Belve, Rai2 Premio Fiction: “Il Conte di Montecristo” miniserie tv, Rai 1. Con Lino Guanciale, Gabriella Pession, Nicolas Maupas. Regia: Bille August Premio Giornalista Economico: Alessandra Ricciardi, Italia Oggi Premio Giubileo: Fabio Marchese Ragona, Gruppo Mediaset e Il Giornale Premio Generazione Digitale-Podcast: Martina Pennisi, Corriere.it Premio Saggista Scrittore: Roberto Garofoli e Bernardo Giorgio Mattarella per il libro: Governare le fragilità, Mondadori 2025

Come ogni anno la Fondazione Biagio Agnes assegna una Borsa di Studio al primo classificato in graduatoria della Scuola Superiore di Giornalismo dell’Università Luiss Guido Carli di Roma.

PATROCINI Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento europeo, Ministero della Cultura, Regione Lazio, Roma Capitale, Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Unione Cattolica della Stampa Italiana.

GIURIA Gianni Letta (Presidente), Giulio Anselmi, Alberto Barachini, Carlo Bartoli, Stefano Folli, Luciano Fontana, Luigi Gubitosi, Paolo Liguori, Pierluigi Magnaschi, Giuseppe Marra, Massimo Martinelli, Antonio Martusciello, Agnese Pini, Antonio Polito, Aurelio Regina, Giampaolo Rossi, Danda Santini, Marcello Sorgi, Fabio Tamburini, Mons. Dario Edoardo Viganò.

Cinema, si gira "Qui non succede niente" di Antonio Albanese

Roma, 16 giu. (askanews) – Sono iniziate le riprese di “Qui non succede niente”, il nuovo film di Antonio Albanese con lo stesso regista e attore, Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese e Niccolò Ferrero. Le riprese si svolgeranno sul Lago d’Orta e avranno una durata di otto settimane.

Il soggetto e la sceneggiatura sono firmati da Antonio Albanese e Piero Guerrera, la fotografia è di Italo Petriccione la scenografia è a cura di Marco Belluzzi, i costumi sono di Carola Fenocchio e il montaggio di Davide Miele.

Tre amici, Beppe, Umberto e Gigi, attendono l’arrivo del giovane Toni per festeggiare la sua ritrovata libertà. Umberto è un musicista fallito, ha mandato in malora l’azienda del padre e ha già due separazioni alle spalle. Gigi è stato appena diseredato dalla zia, è ubriaco e indossa una delle sue vecchie parrucche in segno di protesta. Beppe ha una madre molto ingombrante, fa l’idraulico e si dice non abbia mai avuto una ragazza. Toni, figlio di Umberto, è un ragazzo fin troppo sveglio che entra ed esce dal carcere per piccoli reati. In altre parole: la più scombinata delle compagnie, in un microcosmo immutabile, nello stridente splendore di un lago.

Qualcosa però sta per accadere. Un cataclisma dalle conseguenze sconvolgenti ed esilaranti. Dopo una serata ad alto tasso alcolico nel bar del paese, l’auto sulla quale stanno per tornare a casa colpisce qualcosa. O meglio, qualcuno. Dando inizio a una serie di inesorabili scelte sbagliate, i quattro fuggono e si rifugiano a casa di Umberto. Sarà una lunga notte di colpi di scena, situazioni paradossali e ridicole, incontri e scontri tra i protagonisti e altre figure improbabili che popolano quella interminabile giornata. Fino alla più inimmaginabile delle soluzioni, che arriverà alle prime luci dell’alba.

Qui non succede niente è prodotto da Carlo Degli Esposti, Nicola Serra e Marco Grifoni per Palomar (a Mediawan Company), Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli per PiperFilm. Il film sarà distribuito nelle sale da Piperfilm.

Bancakitalia rinnova il sito internet, studiato anche per giovani

Roma, 16 giu. (askanews) – La Banca d’Italia ha presentato oggi la versione rinnovata del suo portale Internet, concepita per adattarsi alle nuove modalità di fruizione online dei servizi e delle informazioni offerte, innanzitutto adattandosi meglio alla consultazione da dispositivi mobili che oggi contano per circa la metà degli accessi.

Un altro obiettivo chiave dell’aggiornamento – la precedente versione del sito risaliva al 2014 – è cercare di ampliare la base di “utenze” rispetto alla platea attuale, composta prevalentemente da uomini adulti over 35 anni e prevalentemente istruiti, cercando di richiamare l’interesse anche di giovani e di fasce meno istruite della popolazione. Anche per questo il nuovo sito cerca di sfruttare meglio le opportunità offerte dai vari social media.

“Nel tempo le modalità di accesso, di consultazione e di comunicazione sono molto cambiate”, ha spiegato la vice direttrice generale di Bankitalia, Chiara Scotti, durante una conferenza stampa. Se oggi coloro che con consultano il sito da smartphone e altri dispositivi mobili sono la metà del totale, 10 anni fa erano solo un terzo, e mentre i motori di ricerca restano la principale porta d’ingresso al sito, ma sta salendo anche il ruolo di altre piattaforme e dei social.

Un altro elemento chiave del rifacimento del portale è quello di cercare di semplificare e ordinare la consultazione delle informazioni rispetto alla crescente mole di dati disponibili. Per questo un primo elemento di novità è costituito dai menù “a tendina”, in cima al portale, che consentono rapidamente di visualizzare l’intera struttura del portale su basi tematiche.

Oltre alle sezioni tipicamente di interesse di stampa e addetti ai lavori, vi sono anche collegamenti a segmenti di interesse più generalizzato come su euro digitale, cybersicurezza e sostenibilità.

Inoltre, parallelamente Bakitalia si appresta a rinnovare la sezione del sito dedicata al tema dell’educazione finanziaria (economiapertutti.bancaditalia.it) anche mediante il lancio di nuovi podcast.

Per tutti coloro che fossero interessati a fornire riscontri, commenti o suggerimenti sul nuovo portale è stato indicato uno specifico indirizzo e-mail (webmaster@bancaditalia.it).

Meloni: da governo stanziamenti record su fondi per sanità

Napoli, 16 giu. (askanews) – “Ci sono molti margini di miglioramento, in particolare nelle regioni del Sud ed ecco perché la scelta del ministero della Salute di organizzare gli Stati generali della Prevenzione a Napoli non è casuale, ma rientra nella strategia più ampia che il governo sta portando avanti per colmare i divari che esistono tra i territori, rendere il sistema sanitario nazionale più moderno, più efficiente garantendo ai cittadini risposte sempre più adeguate e tempestive su tutto il territorio nazionale e nello stesso modo”. A dirlo il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video messaggio inviato agli Stati generali della Prevenzione in corso a Napoli.

“Rientrano in questa strategia le tante azioni che il governo ha messo in campo in questi due anni e mezzo. Penso alla scelta di destinare alla Sanità stanziamenti record, che porteranno il fondo sanitario nazionale a 141 miliardi di euro nel 2027. Ricordo la decisione di valorizzare il personale sanitario, assicurando le risorse per i rinnovi contrattuali e mi riferisco all’entrata in vigore dei nuovi Lea che si aspettavano da oltre vent’anni”, ha concluso Meloni.

Nastri d’Argento, trionfa Francesca Comencini con cinque premi

Roma, 16 giu. (askanews) – Vincono le registe ai Nastri d’Argento 2025: a Francesca Comencini sono andati 5 Nastri per “Il tempo che ci vuole” e Greta Scarano con “La vita da grandi” ha conquistato il Nastro d’Argento per il miglior esordio dell’anno. A Comencini, per il suo film, presentato fuori concorso a Venezia, il voto dei Giornalisti Cinematografici ha assegnato i Nastri per il miglior film, per la sua sceneggiatura e per i suoi interpreti Romana Maggiora Vergano che vince come migliore protagonista in ex aequo con Valeria Golino per “Fuori”, Fabrizio Gifuni migliore attore protagonista e per le casting director Laura Muccino (premiata anche per “Le assaggiatrici” di Silvio Soldini) e Sara Casani.

Ed è al femminile anche il miglior esordio alla regia di questa 79ma edizione che tra l’altro premia, con “La vita da grandi”, non solo Greta Scarano, ancora un’attrice passata dietro la macchina da presa, ma anche il suo protagonista Yuri Tuci, miglior attore di commedia in ex aequo con Pietro Castellitto nel ruolo di Riccardo Schicchi: Nastro d’Argento per il migliore attore commedia al suo ruolo in “Diva Futura”, in concorso all’ultima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, storia dell’agenzia che lanciò Moana Pozzi, Eva Henger e ‘Cicciolina’ immaginando che un inno alla libertà sessuale aprisse più che la strada al porno, una rivoluzione nel costume.

E ancora un Nastro d’Argento per “Fuori” per le attrici non protagoniste Matilda De Angelis e Elodie, che si aggiunge al premio per Valeria Golino miglior protagonista ex aequo, nella toccante vicenda umana di Goliarda Sapienza portata sul grande schermo da Mario Martone. Attore non protagonista di quest’anno Francesco Di Leva, nel difficile ruolo del marito e padre manipolatore e violento in “Familia” di Francesco Costabile.

Con l’annuncio dei premi, votati da oltre 90 giornalisti, il tradizionale riconoscimento al Film dell’anno, scelto dal Direttivo Nazionale, che quest’anno va a “Diamanti” di Ferzan Ozpetek, premiato eccezionalmente in tutte le categorie, a cominciare dalle attrici – ben 18 – che hanno avuto un Nastro davvero speciale (guarnito per l’occasione da un simbolico ‘diamante’), agli attori, fino alle professionalità che dietro le quinte hanno reso possibile un racconto ambientato nel backstage di un set, tra i tessuti e i segreti di una sartoria teatrale.

Con i Nastri alla carriera i Giornalisti festeggiano due maestri del cinema italiano come Cristina Comencini per “Il treno dei bambini”, dal romanzo di Viola Ardone e Marco Tullio Giordana, nell’anno del suo “La vita accanto”. Tra i film più votati dopo “Il tempo che ci vuole”, si aggiudica 3 Nastri d’Argento “Parthenope” di Paolo Sorrentino che vince per la migliore fotografia di Daria D’Antonio, il miglior montaggio di Cristiano Travaglioli (premiato anche per “Familia”) e la colonna sonora di Lele Marchitelli, premi ai quali si aggiunge il prestigioso ‘Biraghi’ per i più giovani attori di successo all’interprete del film Celeste Dalla Porta, attraverso la quale Sorrentino rende omaggio alla bellezza della sua Napoli, che vince insieme al protagonista di “Familia” Francesco Gheghi, premiato anche per il ‘Cameo dell’anno’ in “Fuori” di Mario Martone.

A Gabriele Mainetti, candidato tra i più importanti autori del cinema italiano, la migliore regia dell’anno per “La città proibita”, film che ottiene il Nastro anche per il sonoro in presa diretta di Angelo Bonanni premiato anche per “Hey Joe” di Claudio Giovannesi.

Con “Diamanti” un riconoscimento corale va anche a un altro dei film più amati dell’anno: “Follemente” di Paolo Genovese, Migliore commedia 2025, che riceve il premio per il regista segnalando con la produzione e con Pilar Fogliati, migliore attrice di commedia, anche il cast dei protagonisti. A Paolo Genovese va inoltre il Premio Hamilton – Behind the camera, riconoscimento nato a Los Angeles, da anni nel palmarès dei Nastri d’Argento. “Follemente” ci fa entrare nella mente di un uomo e una donna al primo appuntamento – interpretati da Pilar Fogliati e Edoardo Leo – per rivelare i meccanismi misteriosi e i pensieri più nascosti che guidano le nostre azioni e che, fra ragione e romanticismo, istinto e follia, discutono, litigano, si divertono, si commuovono e lottano per avere il sopravvento. Una commedia romantica che esplora sentimenti e fragilità che appartengono a tutti. Come sottolinea Andreas Albeck (brand manager Hamilton Italia) il Premio festeggia con Paolo Genovese la sua undicesima presenza come partner dei Giornalisti Cinematografici.

“Con i Nastri d’Argento si chiude un anno di grandi sorprese che i Giornalisti Cinematografici hanno siglato con un verdetto decisamente imprevedibile” – ha commentato a nome del Direttivo Nazionale Laura Delli Colli, presidente. “Un risultato che disegna una strada di novità e segnala soprattutto un’attenzione speciale ai temi del sociale ma anche lo sguardo di un cinema che sostiene nuove generazioni di autori, scrittori, tecnici e certamente giovani attrici e attori che entrano nel cinema di oggi in punta di piedi segnando l’inizio di un ricambio significativo”.

Musica, "Rap d’amore": il videoclip del singolo d’esordio di Viola e Rosa

Roma, 16 giu. (askanews) – Dopo la pubblicazione del brano “Rap d’amore”, il singolo d’esordio rap-dance di Viola&Rosa (Viola Ranalletta e Rosa Maria Bassi) disponibile sulle principali piattaforme musicali, esce il videoclip del duetto madre-figlia che fonde due generazioni in un’unica voce.

Nel cuore di Roma, tra i banchi dell’Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini, nasce un amore che attraversa il tempo e unisce tutte le generazioni. Ambientato visivamente negli anni ’80, il videoclip “Rap d’amore” è un viaggio musicale e affettivo che racconta, con leggerezza e profondità, la forza dei legami familiari e del ricordo. Protagoniste del video sono Viola Ranalletta, anche produttrice del progetto, e sua madre Rosa Maria Bassi, che reinterpretano una canzone composta originariamente dal marito e padre Ettore Ranalletta, scomparso nel 2014. Il videoclip è un omaggio sincero a lui e insieme un atto d’amore per l’arte condivisa.

Concepito con la regia giovane e sensibile di Christian Dei, che è anche coautore della sceneggiatura con Miller Gorini, il video alterna momenti di ironia e intimità, arricchiti da un’estetica vintage. La fotografia cinematografica è firmata da Renato Rosati, il montaggio è di Francesco Bortolan, mentre le coreografie di Leonardo Bonfitto restituiscono tutta l’energia pop degli anni Ottanta. Completano la squadra creativa i costumi colorati di Angela Bove, il trucco delicato di Maria Lucia Rinaldi e la scenografia di Giorgia Orlandi, che rievocano con autenticità ambienti scolastici e familiari. Per l’occasione, la produzione ha coinvolto con entusiasmo anche gli studenti dell’Istituto Rossellini, guidati dal docente Clemente Sablone.

Prodotto da Viola Ranalletta per Littlefrog Film, “Rap d’amore” è una dichiarazione d’affetto, un inno alla memoria e una dimostrazione concreta che la creatività può (anche e deve) essere una cosa di famiglia.

"Chi è chi", il progetto ibrido di libro e gioco di società

Roma, 16 giu. (askanews) – Dopo una lunga esperienza nella letteratura e nella saggistica militante, D Editore entra per la prima volta nel mondo del gioco da tavolo con Chi è chi: un progetto ibrido e polimaterico, che mescola riflessione politica, esercizio narrativo e provocazione editoriale.

Ideato dal pluripremiato studio di game designer We Are Muesli, il gioco permette di esplorare un universo narrativo stimolantissimo. Per questo motivo, è stato ingaggiato lo scrittore Stefano Tevini per ideare una raccolta di racconti inediti per farci entrare ancora di più nell’universo di gioco: il tutto è infatti ambientato nel Mondo dello Schloss, un universo distopico, sorvegliato, stratificato, che rappresenta il primo tassello narrativo di una nuova proprietà intellettuale su cui la casa editrice tornerà nei prossimi mesi.

Il nucleo dell’esperienza si fonda su un meccanismo di profilazione psicologica che giocatrici e giocatori saranno chiamati a compilare nel corso delle prove. Ma il fine non è la vittoria: Chi è chi non ha vincitori né punteggi. È un gioco che classifica, archivia, legge e restituisce un’identità secondo logiche impersonali e arbitrarie. Chi giocherà si ritroverà così immersa o immerso in una macchina narrativa capace di interrogare e osservare.

Per raggiungere questo risultato, Chi è chi è pensato come un’esperienza multimediale: nato come rielaborazione dell’escape room WER IST WER, sempre progettata da We Are Muesli, Chi è chi è dotato anche di un’articolata applicazione online, in cui video, audio e contenuti di varia natura arricchiscono e approfondiscono la dimensione ludica e narrativa del gioco. Escape room, ambiente digitale, libro-game, universo narrativo: Chi è chi è un progetto che ambisce a svilupparsi in diverse direzioni.

Chi è chi rappresenta quindi una nuova traiettoria per D Editore: un passaggio dal testo alla simulazione, dalla teoria alla finzione, mantenendo intatta la sua vocazione alla critica radicale dell’identità, del potere e dei dispositivi di controllo.

Gli elementi chiave del progetto: * Un gioco narrativo atipico: la forma ibrida, tra libro-game e gioco di società, riesce con la sua struttura narrativa a far immergere i giocatori e le giocatrici non con domande, ma con prove e trappole psicologiche; * Una riflessione sui sistemi di profilazione: l’analisi del comportamento di giocatrici e giocatori spinge non a “capire chi si è”, ma a sentire sulla propria pelle la sensazione di essere schedati; * Una serie di prove: Chi è chi, dopotutto, è un gioco, e le sue sfide, oltre a scatenare riflessioni, riesce a intrattenere per decine di ore! * Un’ambientazione inedita, che inaugura una nuova IP targata D Editore: il Mondo dello Schloss. Un universo distopico, iperburocratico, in cui il controllo delle identità è legge, e la fiction si fonde con l’analisi sociale.

Cosa aspearsi da Chi è chi: Chi è chi è un gioco narrativo atipico, a metà strada tra quiz psicologico, dispositivo performativo e oggetto editoriale. Non presenta regole esplicite, ma invita il lettore-giocatore a entrare attivamente in un sistema di interrogazione, valutazione e classificazione. Il gioco si struttura come una sequenza di interrogatori di natura investigativa, che svelano piano piano i vari dettagli dell’universo di gioco. A queste componenti ludiche si affianca un apparato narrativo di racconti firmati da Stefano Tevini, che arricchiscono l’immaginario e suggeriscono un possibile ambiente espanso: il Mondo dello Schloss. Chi è chi si colloca all’incrocio tra editoria sperimentale, critica sociale e gioco psicologico, tracciando i primi contorni di una nuova IP narrativa sviluppata in collaborazione tra We Are Muesli e D Editore.

I nove premi Farnese d’Oro 2025, un ponte tra Italia e Francia

Roma, 16 giu. – Sono stati consegnati a Roma, in una cerimonia all’Ambasciata di Francia i nove premi dell’edizione 2025 del “Farnese d’Or”, il prestigioso award organizzato dalla Camera di commercio francese in Italia, alla presenza del ministro Adolfo Urso e dell’Ambasciatore francese Martin Briens.

In Italia il turismo è in calo (Istat)

Roma, 16 giu. (askanews) – Nel primo trimestre il turismo registra, rispetto al medesimo periodo del 2024, un leggero calo, -1,1% gli arrivi e -0,4% le presenze, cui ha contribuito anche la diversa collocazione delle festività Pasquali nel 2025 (aprile) rispetto all’anno precedente (marzo). Lo ha reso noto l’Istat.

A gennaio 6,1 milioni di arrivi e 19,5 milioni di presenze: valori in crescita rispetto al 2024 (+4,0% gli arrivi e +3,6% le presenze). Febbraio sostanzialmente stabile (-0,4% gli arrivi e -0,2% le presenze). Marzo in marcata flessione: le presenze calano del 3,8% e gli arrivi del 5,3% rispetto al 2024. Nel primo trimestre 2025 le presenze dei turisti residenti in Italia diminuiscono dell’1,4% mentre le presenze degli stranieri aumentano dello +0,6%, rispetto allo stesso periodo del 2024.

Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, gli esercizi alberghieri registrano nel primo trimestre 2025 un calo di presenze (-1,8%), mentre quelle negli extra alberghieri aumentano del 3,5%.

La permanenza media è pari a 2,69 notti per i turisti italiani e 3,48 notti per quelli stranieri. Complessivamente, la media si attesta a 3,04 notti, in linea con il valore del 2024 (3,06 notti).

Nel primo trimestre le presenze dei turisti stranieri si confermano superiori a quelle dei residenti in Italia. La quota di mercato della componente inbound della domanda è pari al 51,6% delle presenze totali.

Piano Mattei, Balla (Amb. Marocco): modello solido e d’interesse

Roma, 16 giu. (askanews) – “Un piano solido che ha l’interesse dei paesi africani e costituisce la base per un partenariato equitativo tra Africa e Italia, un modello di partenariato che molti Paesi dovranno riprodurre per l’Africa”. Cos Youssef Balla, Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia e Presidente del Comitato esecutivo del World Food Programme, intervenuto alla seconda edizione di Connact Piano Mattei – Nuove energie tra Europa e Africa dal titolo “I progressi del Piano Mattei e il suo rapporto con la strategia UE del Global gateway”. L’incontro ha visto ambasciatori, ministri, segretari e rappresentanti istituzionali di numerosi Stati africani confrontarsi con le istituzioni italiane e con i rappresentanti di alcune delle principali aziende del nostro Paese per capire insieme come favorire gli investimenti e rafforzare le connessioni tra l’Italia e l’Africa. Il summit, organizzato da Fondazione Articolo 49, in collaborazione con l’Ambasciata del Regno del Marocco e con il Parlamento Europeo e patrocinato dal Mimit, ha avuto l’obiettivo di analizzare l’evoluzione del Piano Mattei e valutare il suo rapporto con la strategia UE del Global gateway.

Cesare Cremonini porta la magia delle Aurore Boreali a San Siro

Milano, 16 giu. (askanews) – “Buonasera Milano!. Mi siete mancati tanto. Questa notte noi viaggeremo insieme nei luoghi in cui sono stato. Non voglio più tornarci da solo ma con ognuno di voi, canzone dopo canzone, città dopo città, deserto dopo deserto. Tutto quello che ho fatto e vissuto è diventata musica, liberazione e calore. Che cosa incredibile si può fare con il dolore e con l’amore. San Siro, abbracciami e vieni a sognare con me” Sono queste le parole d’esorio di Cesare Cremonini davanti ai 57mila fan accorsi a San Siro per il Cremonini Live20 tutto esaurito. Uno spettacolo innovativo e visionario, una vera e propria opera artistica che si muove con fluidità tra registri romantici, personali, energici, rock, creando uno show di livello internazionale, musica luci e colori. E finalmente al Meazza il pubblico ha potuto ascoltare il live con un audio di ottima qualità, grazie alle innovazioni volute proprio da Cremonini per lo show.

Con il suo team ha realizzato poi la sua visione concettuale del tour trovando soluzioni innovative per integrare effetti luci, video, grafica e visual in un unico schermo panoramico riuscendo anche a ricreare l’effetto delle “Aurore boreali” nel brano cantato con una superba Elisa. Ma “niente intelligenza artificiale ma solo creatività umana e natura”, ha tenuto a precisare alla vigilia del live spiegando che vorrebbe che il pubblico provasse la sensazione di essere davanti a un artista che ancora si mette in gioco, che non è seduto sugli allori e scommette su qualcosa, che continua a dire qualcosa”. “Ho ancora fame e non è tempo per fare concerti karaoke, e non ho i capelli bianche e non me li tingo”, ha detto Cremonini in conferenza stampa alludendo alla sua dichiarazione fatta in passato che sarebbe andarto a Sanremo quando gli sarebbero usciti i capelli bianchi.

Cremonini, ci ha abituati a trasformare ogni suo evento in un nuovo appuntamento con la sua carriera, mettendosi in gioco ogni volta in modi nuovi, sfidando per primo sè stesso senza perdere mai di vista l’obiettivo più importante: costruire una carriera come un lungo binario di vita, in cui le stazioni sono le esperienze che diventano canzoni, raccolte in album nati senza fretta e tour in totale connessione con le sue opere. Una carriera lunga venticinque anni, costellata di successi e brani che ormai sono diventati dei classici e sono veri e propri inni generazionali. Un repertorio che costituisce una base soldi, un punto di partenza su cui è possibile costruire uno show di questo livello.

Borsa: Kering (+9%) corre con l’arrivo di de Meo, scivola Renault (-7%)

Milano, 16 giu. (askanews) – Vola alla Borsa di Parigi il titolo Kering (+9%), mentre affondano le azioni Renault (-7%) dopo la notizia, giunta a sorpresa ieri sera, delle dimissioni di Luca de Meo dalla carica di Ceo della casa automobilistica e in scia ai rumors che danno il manager italiano passare alla guida del colosso francese del lusso, che controlla marchi come Gucci e Yves Saint Laurent, alla prese con un difficile percorso di risanamento (le azioni Kering hanno perso il 60% negli ultimi due anni).

Le dimissioni di De Meo dalla guida di Renault – dopo cinque anni in cui ha guidato il rilancio e la trasformazione del gruppo – saranno effettive dal 15 luglio. Oggi è attesa la nuova nomina da parte del cda di Kering. Secondo indiscrezioni, l’attuale amministratore delegato e presidente, che ha ricoperto il ruolo di vertice per due decenni, intende dividere i ruoli di presidente e amministratore delegato.

Schizza il debito pubblico, Bankitalia: ad aprile +30,1 miliardi

Roma, 16 giu. (askanews) – Ad aprile il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 30,1 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.063,5 miliardi. E’ quanto segnala la Banca d’Italia. L’incremento riflette il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (21,5 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (7,2 miliardi, a 69,4) nonché l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (1,4 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, l’aumento del debito è sostanzialmente imputabile a quello delle amministrazioni centrali (29,9 miliardi); il debito delle amministrazioni locali e quello degli enti di previdenza sono rimasti pressoché invariati. La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 20,2 per cento (dal 20,5 del mese precedente), mentre a marzo (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 32,4 per cento (dal 31,9 per cento del mese precedente) e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era lievemente diminuita al 14,3 per cento (dal 14,4 per cento).

Ad aprile le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 41,9 miliardi, in aumento del 3,2 per cento (1,3 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2024. E’ quanto rileva Bankitalia. Nei primi quattro mesi del 2025 le entrate tributarie sono state pari a 170 miliardi, in aumento del 3,9 per cento (6,5 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Chiude la Biennale Teatro, 13mila presenze tra corpi e poesia

Venezia, 16 giu. (askanews) – Si è conclusa domenica 15 giugno la 53esima edizione della Biennale Teatro, diretta in questo 2025 da Willem Dafoe. Un festival intenso e articolato, con un titolo forte: “Theatre is Body – Body is Poetry” che si è anche interrogato sulla relazione con la stagione d’avanguardia degli anni Settanta e su come connettere questo passato al presente del teatro. Nelle due settimane di spettacoli ed eventi si sono registrate 13.300 presenze, con sale sempre affollate di pubblico.

“Penso spesso – ci aveva detto Dafoe presentando ad askanews il festival – a quello che diceva T.S. Eliot, ossia che la poesia non è un generatore di emozioni, bensì una fuga dalle emozioni. Perché ti porta realmente a un tipo di logica che sta al di là della logica e ti connette con l’origine e la natura delle cose, e non si tratta necessariamente di un atto di empatia o di un riconoscimento di qualcosa che appartiene alla tua esperienza”.

Parole che fanno pensare a quello che ha messo in scena Romeo Castellucci nel suo oscuro e magnetico lavoro “I mangiatori di patate”, o a Milo Rau e alla sua Veggente interpretata dal Leone d’argento Ursina Lardi. Ma la sensazione di un confronto con ciò a cui non sappiamo dare nome ha attraversato molti dei lavori presentati in questa Biennale, che ha guardato al teatro di Grotowski, per aprire però strade drammaturgie e performative orientate verso il futuro.

Al via il G7 con l’incognita Trump, Meloni unica "alleata" cerca una mediazione

Kananaskis (Canada), 16 giu. (askanews) – Al G7 in Canada che oggi entra nel vivo Donald Trump è protagonista e incognita, Giorgia Meloni la sua unica “amica” al tavolo. Il che da un lato la mette in una posizione scomoda, dall’altro le assegna, quasi naturalmente, il ruolo di “mediatrice”. Un lavoro – secondo quanto si apprende – iniziato ieri sera (quando in Italia era piena notte) con “primo confronto” in un vertice informale nel resort di Kananaskis con il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro canadese Mark Carney, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro britannico Keir Starmer. Questi ultimi due incontrati anche poco prima in due differenti bilaterali.

Del resto di mediazione al summit c’è molto bisogno. Se già da giorni è annunciato il fallimento dei tentativi di arrivare a una dichiarazione congiunta finale (troppo grandi le distanze su Ucraina e dazi), la crisi tra Israele e Iran monopolizzerà i lavori e renderà ancora più difficile un dialogo. Anche perché il presidente americano è arrivato nel resort ai piedi delle Rocky Mountains nella notte italiana preceduto dall’eco delle sue dichiarazioni e dalla ‘candidatura’ di Vladimir Putin come mediatore tra le parti. “E’ pronto. Mi ha chiamato per parlarne. Ne abbiamo parlato a lungo”, ha detto, aggiungendo che “è il momento per un accordo, vedremo cosa succede”. Una proposta che, come spesso accade con The Donald, crea un ulteriore elemento di destabilizzazione con i partner. Che infatti hanno risposto o con un silenzio imbarazzato (Italia compresa) o respingendola al mittente, come ha fatto dalla Groenlandia (la terra che Trump vorrebbe annettere) Macron: “Non credo – ha detto il presidente francese – che la Russia, che oggi è impegnata in un conflitto ad alta intensità e ha deciso di non rispettare la Carta delle Nazioni Unite da diversi anni, possa essere in alcun modo un mediatore”. Ieri sera, dal Canada, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha sentito il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a cui ha “ribadito il nostro impegno per la pace, la stabilità e gli sforzi diplomatici che portino alla de-escalation”. “Ho sottolineato – ha spiegato – che Israele ha il diritto di difendersi” contro l’Iran che “è la principale fonte di instabilità regionale” e che per l’Europa “non potrà mai dotarsi di un’arma nucleare”. C’è però, ha aggiunto, “urgente bisogno di una soluzione negoziata”.

Di Medio Oriente e più in generale delle crisi internazionali i leader parleranno questa sera a cena, ma il tema è e sarà al centro dei bilaterali già organizzati. La premier, giunta per prima a Kananaskis già sabato sera accompagnata dalla figlia Ginevra, ieri sera (notte in Italia) come detto ha avuto due incontri con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e con il primo ministro britannico Keir Starmer. Meloni e Merz, ha riferito Palazzo Chigi, hanno tra l’altro avuto “uno scambio di vedute sui più recenti sviluppi in Medio Oriente e sulla guerra in Ucraina, nel quadro delle relazioni transatlantiche e in vista del prossimo Vertice Nato dell’Aja”. Anche con Starmer la situazione in Medio Oriente e in Ucraina è stata al centro del colloquio. “Stare due giorni insieme – ha detto Meloni in una breve dichiarazione – è un’occasione ottima per provare a discutere di tutti i temi che abbiamo in questo momento difficile: i recenti eventi in Medio Oriente, il cammino verso una pace giusta e duratura in Ucraina, gli sforzi che dobbiamo fare in Europa per rafforzare la nostra difesa e la nostra sicurezza in vista del vertice Nato”. La premier si è detta anche “felice della nostra cooperazione sulla migrazione” che ha tra l’altro portato a inserire tra le dichiarazioni del summit una sul contrasto ai trafficanti. Poi la riunione a cinque per stabilire una linea comune da tenere nei confronti del tycoon.

Con Carney Meloni si vedrà per un faccia a faccia anche oggi, ma si lavora soprattutto a un contatto con lo stesso Trump. Un incontro ancora da definire nelle modalità (e che al momento non figura nell’agenda della Casa Bianca), ma comunque con l’obiettivo di facilitare il raggiungimento di una posizione comune sulla crisi Israele-Iran. La linea della premier, secondo quanto riferito da fonti italiane, è che bisogna percorrere tutte le strade per una “de-escalation e per imboccare la strada della diplomazia e della ripresa del dialogo”. Anche per questo, ieri, ha sentito il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa e l’Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani. Proprio i Paesi Arabi e i Paesi del Golfo, secondo la presidente del Consiglio, possono essere la “chiave” per arrivare a un cessate il fuoco e aprire la strada alla diplomazia.

Non esclusa, vista la presenza al summit di von der Leyen, la possibilità di un incontro con Trump per fare il punto sulla trattativa sui dazi in vista della data fissata per l’entrata in vigore delle nuove tariffe. “Con il presidente Trump – ha detto in conferenza stampa a Kananaskis von der Leyen – ho ribadito l’impegno a trovare una soluzione sui dazi entro il 9 luglio, nel caso il risultato non fosse soddisfacente saremo in grado di rispondere: tutti i mezzi sono sul tavolo”.

Arrestato Vance Boelter per l’omicidio della deputata in Minnesota

Roma, 16 giu. (askanews) – Vance Boelter, sospettato dell’omicidio di una parlamentare democratica del Minnesota e di suo marito, è stato arrestato dopo due giorni di caccia all’uomo. Lo hanno riportato diversi organi di stampa statunitensi. È accusato di aver ucciso la deputata della Camera dei Rappresentanti dello stato del Minnesota, Melissa Hortman, e suo marito sabato mattina, oltre di aver ferito gravemente un altro deputato della periferia di Minneapolis, John Hoffman, e sua moglie.

Dopo una caccia all’uomo durata due giorni e due notti, le forze dell’ordine hanno arrestato Vance Boelter”, ha annunciato il governatore del Minnesota Tim Walz in una conferenza stampa. Questo doppio attacco a due parlamentari democratici ha scioccato la classe politica di questo stato relativamente tranquillo e ha lasciato di stucco i rappresentanti politici in tutto il Paese, immersi in un clima politico di grande tensione.

Centinaia di agenti erano alla ricerca di Vance Boelter da sabato mattina, accusato di essersi travestito da poliziotto per uccidere Melissa Hortman e suo marito nella loro casa nella periferia di Minneapolis, oltre ad aver ferito gravemente un altro deputato, John Hoffman, e sua moglie.

Sebbene fosse armato, è stato arrestato “senza l’uso della forza”, ha dichiarato Jeremy Geiger, colonnello della polizia del Minnesota. La sua fuga si è conclusa domenica sera nella città di Green Isle, più di un’ora a ovest di Minneapolis, hanno riferito le autorità ai giornalisti, aggiungendo che è stato interrogato.

Un’auto collegata all’uomo, considerata “armato e pericoloso”, è stata trovata nella zona domenica pomeriggio e circa 100 agenti di polizia, insieme ad aerei, erano sulle sue tracce.

Quarto giorno di guerra tra Israele e Iran, gli aggiornamenti

Roma, 16 giu. (askanews) – E’ il quarto giorno della guerra iniziata da Israele contro l’Iran. Il governo italiano sta seguendo “la situazione” dei “connazionali”, “sia in in Iran che in Israele” e le ambasciate sul posto, assieme ai consolati “sono al lavoro per assisterli”. Lo ha confermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un’intervento al Tg1, spiegando che “naturalmente non si può partire in aereo né dall’Iran né da Israele”: “qualcuno”, ha aggiunto, “ha già cominciato a spostarsi in auto” e “dunque ci saranno già alcuni italiani che lasceranno Teheran in automobile”.

-9:40 Le sirene sono risuonate a Beersheba, nel sud di Israele, e nelle zone circostanti in seguito al lancio di un missile balistico dallo Yemen. Lo hanno annunciato le Idf, le Forze di Difesa israeliane, che hanno aggiunto di essere al lavoro per neutralizzare il missile.

-09:30 E’ salito ad almeno otto morti il bilancio degli attacchi compiuti questa notte dall’Iran contro Israele. Le squadre di ricerca e soccorso hanno recuperato ad Haifa i corpi di tre persone disperse dopo i bombardamenti di alcune ore fa.

-09:10 Il Ministero della Sanità israeliano ha dichiarato che 287 persone sono state ricoverate in ospedale in tutto il Paese durante la notte a seguito di attacchi missilistici iraniani nel nord e nel centro dello stato ebraico. Una persona è in gravi condizioni e 14 sono rimaste moderatamente ferite, due delle quali ricoverate presso l’ospedale pediatrico Schneider di Petah Tikvah. La maggior parte delle altre è rimasta leggermente ferita o ha subito uno shock acuto.

-9:05 Quattro esplosioni hanno scosso la città di Kermanshah, nella parte occidentale dell’Iran, in seguito a un attacco israeliano. Lo ha riportato l’agenzia di stampa Fars. L’attacco ha preso di mira un tir a Kermanshah, provocando almeno un ferito, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa.

-09:00 L’Aeronautica Militare statunitense ha effettuato un massiccio dispiegamento, senza precedenti, di aerei cisterna KC-135 e KC-46 sull’Atlantico da basi sulla terraferma americana, alimentando considerevoli speculazioni sul fatto che i velivoli possano essere destinati a partecipare alla guerra israelo-iraniana in corso. Il numero di velivoli, riferisce il Military Watch Magazine, è continuato ad aumentare e, nelle ultime ore del 15 giugno, sarebbero state superate le 30 unità.

-08:59 L’Iran ha fatto registrare un aumento dell’uso di missili ipersonici Fatah nei suoi ultimi tentativi di colpire obiettivi strategici in Israele. Secondo quanto riporta l’agenzia Tasnim, missili ipersonici hanno colpito nelle ultime ore le città israeliane di Tel Aviv e Haifa, dimostrando che questo tipo di arma ha facilmente superato i sistemi di difesa antibalistica di Israele, andando a bersaglio.

Tajani ha quindi precisato che “un’altra situazione” viene seguita “con grande attenzione”, “quella dell’Iraq”: in questo Paese, ha detto, ci sono stati degli “allarmi”, che vengono valutati con attenzione perché “li abbiamo nostri militari”.

Cinema, la ‘provocazione’ di Boldi: un film con De Sica ‘Natale a Salina’

Roma, 16 giu. (askanews) – “Farò un ultimo film con Christian De Sica, potrebbe intitolarsi Natale a Salina”: l’ironica provocazione di Massimo Boldi alle Eolie sul palco del Marefestival Salina dove ha ricevuto il Premio Troisi.

“Io e De Sica siamo una coppia – ha aggiunto l’attore noto col personaggio di Cipollino, 80 anni a luglio – un amore straordinario, siamo come marito e moglie… non so chi è il marito, anzi forse sì, siamo interscambiabili. L’idea di un prossimo film di Natale c’è già, ma ancora si deve lavorare a location e dettagli, non sarebbe male girare in questa straordinaria isola”.

A rilanciare la palla Ezio Greggio: “Anche Natale alle Eolie non sarebbe male, io potrei candidarmi a sindaco di Salina – ha scherzato il conduttore di Striscia la notizia – E’ la quarta volta che torno in questo festival che ha un’atmosfera magica nel ricordo dell’immenso Troisi, è sempre emozionante rivedere i luoghi del suo ultimo film Il Postino”.

I due attori sono stati intervistati dal direttore artistico, il giornalista Massimiliano Cavaleri e dalla collega Nadia La Malfa, conduttrice dell’evento, che hanno ripercorso le loro brillanti carriere, costellate da film campioni d’incassi, a cominciare dal cult degli anni ’80 Yuppies, che li vedeva al fianco di De Sica e Jerry Calà.

A Boldi il Premio Troisi alla Carriera per le oltre 70 pellicole girate, perlopiù da protagonista, consegnato da un altro milanese doc, il presidente di Carioni Spedizioni Internazionali Giancarlo Saglimbeni. A Greggio, già Premio Troisi qualche anno fa, è stata assegnata la Targa Argento per il Teatro, consegnata dall’imprenditore Manfredi Barbera e dal vicesindaco di Malfa Giuseppe Siracusano, grazie allo straordinario successo del suo ultimo one man show Una vita sullo schermo, che ha registrato sold out in tutta Italia e ripartirà prossimamente. Il Marefestival ha premiato nelle piazze di Malfa e Santa Marina Salina anche gli attori Giuseppe Zeno, Marina Suma, Barbara Foria, i cantautori Mauro Di Maggio, Daria Biancardi e le band di Salvo Nocera e Giuseppe La Spada. L’ultima serata si è chiusa con altri due grandi protagonisti del cinema che hanno ricevuto il prestigioso riconoscimento in memoria dell’artista napoletano: la regista, già candidata al Premio Oscar, Cristina Comencini e l’attore Alessandro Preziosi.

Cala il sipario sulla XIV Edizione del Marefestival Premio Troisi, che quest’anno ha superato ancora ogni aspettativa e con un arrivederci, ci dà appuntamento a Salina per la XV edizione 2026.

Endurance equestre, a Castiglione del Lago il campionato europeo

Milano, 16 giu. (askanews) – L’endurance equestre europeo si d appuntamento a Castiglione del Lago. Sabato 21 giugno, lo Zigul FEI Endurance European Championship 2025 porter in Umbria 70 binomi in rappresentanza di 21 nazioni europee. In palio, i titoli continentali individuali e a squadre, su un percorso tecnico spettacolare di 160 km, che si snoda tra borghi, colline e sentieri affacciati sul Lago Trasimeno

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Nella lista ufficiale dei binomi iscritti spiccano i campioni d’Europa in carica: il team francese, medaglia d’oro a squadre, e la tedesca Sabrina Arnold, oro individuale. Tra i protagonisti pi attesi anche la pluricampionessa spagnola Mara lvarez Pontn e il marito Jaume Punti Dachs, campione del mondo 2016, e l’azzurra Costanza Laliscia, campionessa europea 2019.

Organizzato da Italia Endurance ASD e sistemaeventi.it, sotto l’egida della Federazione Equestre Internazionale (FEI) e della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE), il Campionato pu essere raccontato anche da alcuni numeri: 4.000 mq di strutture e aree attrezzate, 12.000 kg di ghiaccio per il benessere dei cavalli, 250 volontari e oltre 15.000 presenze attese.

Gioved 19 giugno, inoltre, il centro di Castiglione del Lago ospiter la cerimonia di apertura, con il corteo storico dei team e la presentazione ufficiale delle nazioni partecipanti: un momento di incontro tra culture e popoli, tra nazionalit e valori universali dello sport.

Iran attacca con missili ipersonici, Israele: prezzo sarà altissimo

Roma, 16 giu. (askanews) – Almeno otto persone sono morte e quasi 290 sono rimaste ferite negli attacchi che l’Iran ha sferrato contro Israele nella notte. La Repubblica islamica ha colpito diverse località dello Stato ebraico: in particolare le città di Tel Aviv e Haifa – località nella quale sono stati recuperati tre corpi – sono state prese di mira con missili ipersonici Fatah, il cui utilizzo ha fatto registarre un’impennata nelle ultime ore. La sede dell’ambasciata americana a Tel Aviv ha accusato danni minori, causati dall’imtatto di un missile balistico, ha confermato l’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, precisando che le strutture diplomatiche statunitensi a Gerusalemme resteranno chiuse tutto il giorno. Missili iraniani hanno colpito anche un’area immediatamente adiacente alla città portuale di Eilat, senza però provocare danni o feriti.

Israele ha minacciato vendetta dopo gli atacchi a Tel Aviv ed Haifa. I residenti di Teheran “pagheranno un prezzo altissimo”, ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. “Il vanitoso dittatore di Teheran si è trasformato in un vile assassino che spara deliberatamente ai civili in Israele per dissuadere le Idf dal continuare l’offensiva che ne sta decimando le capacità” militari, ha aggiunto.

Lo Stato ebraico intanto ha segnalato che, nonostante i ripetuti attacchi ai siti militari e nucleari iraniani, l’Iran ha ancora a disposizione “migliaia di missili balistici”. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF), questa mattina, hanno rivendicato raid contro i centri di comando in Iran appartenenti alla Forza Quds del corpo dei Guardiani della Rivoluzione islamica, da cui – secondo l’esercito israeliano – sarebbero stati autorizzati “attacchi terroristici contro lo stato di Israele utilizzando i rappresentanti del regime iraniano in Medio Oriente”.

Da parte sua l’Iran, che ha confermato l’esecuzione di un uomo per spionaggio in favore di Israele, ha reso noto che gli attacchi missilistici di questa mattina contro lo Stato ebraico sono stati “più letali dei precedenti” e che il prossimo round sarà ancora “più distruttivo”. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invitato il suo popolo “all’unità” per “resistere all’aggressione sionista”. “Non cerchiamo il predominio ed è Israele che cerca di colpire i musulmani uno a uno e imporre loro i suoi dettami”, ha dichiarato. “L’entità sionista non sarà in grado di sconfiggerci con omicidi e assassini, e le nostre forze resisteranno a questi codardi”, ha sottolineato.

Il presidente della Repubblica islamica ha anche negato qualsiasi desiderio di ottenere armi nucleari. “Non vogliamo possedere armi nucleari”, ha spiegato Pezeshkian. “Non siamo noi ad aver abbandonato i negoziati”, ha dichiarato, riferendosi ai colloqui sul programma nucleare in corso con gli Stati Uniti negli ultimi mesi. Ma “nessuno ha il diritto di privarci del diritto di beneficiare dell’energia nucleare e della ricerca che serve gli interessi del nostro popolo”.

Proprio gli Stati Uniti, nel frattempo, avrebbero deciso un massiccio dispiegamento, senza precedenti, di aerei cisterna KC-135 e KC-46 sull’Atlantico da basi sulla terraferma americana, alimentando considerevoli speculazioni sul fatto che i velivoli possano essere destinati a partecipare alla guerra israelo-iraniana in corso. Il numero di velivoli, riferisce il Military Watch Magazine, è continuato ad aumentare e, nelle ultime ore del 15 giugno, sarebbero state superate le 30 unità. Due le ipotesi sul loro utilizzo: il rifornimento in volo degli aerei israleiani impegnati nell’offensiva contro Teheran o l’utilizzo in caso di un ipotetico ingresso diretto in guerra da parte statunitense al fianco dello Stato ebraico.

Sul fronte dioplomatico, si registra infine il colloquio della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, a margine del summit del G7 a Kananakis, in Canada. La leader europea ha espresso preoccupazione per gli ultimi sviluppi in Medio Oriente ed ha ribadito la necessità di una soluzione negoziata al conflitto. L’Europa, ha detto, è sempre stata chiara: l’Iran non potrà mai dotarsi di un’arma nucleare. (di Corrado Accaputo)

Giovagnoli lancia l’allarme: senza dialogo le riforme nascono male

A distanza di una settimana dal referendum, l’impressione più netta è quella di un’occasione mancata. Non per il merito dei quesiti, che pure meritavano attenzione, ma per l’effetto prodotto da un’astensione di massa che ha superato il 70%. Un segnale di pericolo per la democrazia italiana, e cioè un fatto che non può essere ridotto a un incidente di percorso né banalizzato come espressione di disinteresse dei cittadini.

Lo ha scritto ieri, con la solita lucidità, Agostino Giovagnoli su Avvenire in un articolo che merita di essere ripreso nella parte in cui analizza l’erosione del procedimento democratico. Erosione che non può non destare allarme. Ad avviso dello storico cattolico, il dato più preoccupante non riguarda tanto l’apatia degli elettori quanto l’incapacità della politica di generare coinvolgimento, partecipazione, ascolto. La democrazia si svuota quando il confronto si spegne e le decisioni vengono blindate, scavalcando il Parlamento o riducendone il ruolo a una ratifica formale.

Riforme senza confronto

È questo il punto più critico dell’attuale fase politica: mentre il governo accelera su riforme costituzionali e provvedimenti delicati – dalla giustizia al premierato, dal fisco alla sicurezza – si registra una sistematica rinuncia al dialogo. Si legifera per decreti, si chiude il dibattito con il voto di fiducia, si costruisce consenso a colpi di slogan. È la “politica dei muri”, come la definisce giustamente Giovagnoli: una logica di contrapposizione permanente, che trasforma l’arena politica in un recinto ideologico. “Che poi tutto questo peggiori o migliori la vita del popolo italiano, non sembra avere molta importanza”.

Il valore democratico del dialogo

Ne derivano due conseguenze. Da un lato, la distanza crescente tra istituzioni e cittadini, che alimenta sfiducia e disillusione.

Dall’altro, la progressiva marginalizzazione dei contenuti: lavoro, welfare, immigrazione, ambiente restano sullo sfondo, trattati più come pretesti polemici che come sfide da affrontare insieme.

Contro questa deriva, occorre riscoprire il valore del dialogo. Non si tratta di un esercizio retorico, ma di una necessità democratica. Le riforme – tanto più quelle costituzionali – esigono consenso largo, confronto trasparente, coinvolgimento delle opposizioni e della società civile. Dove si chiude il dibattito, si apre la crisi della rappresentanza.

Il problema è che questa consapevolezza non può sussistere di per sé, ovvero astrattamente e in assenza, soprattutto, di una iniziativa a cui dovrebbero concorrere i cattolici democratici. La loro sensibilità, ove non dispersa nel movimentismo gruppuscolare, costituisce pur sempre una risorsa per la società. È questione da prendere tra le mani, una volta per tutte, se non si vuole trasferire nell’iperuranio qualcosa che appartiene alla concretezza dei processi in corso.

Padel, Major di Roma: trionfano Chingotto-Galan e Brea-Triay

Roma, 16 giu. (askanews) – A Fede Chingotto e Ale Galan Roma porta bene, ma anche l’Italia. Sono trascorsi 343 giorni dall’ultima volta in cui i ‘Chingalan’ avevano battuto in un torneo Premier Padel Arturo Coello e Agustin Tapia: accadde a Genova, è accaduto di nuovo a Roma, dove – ricorda una nota – Fede e Ale avevano già trionfato nel BNL Italy Major Premier Padel. Un anno dopo, la festa è ancora delle teste di serie numero 2, in una giornata che si era aperta con la vittoria di Delfi Brea e Gemma Triay nel torneo femminile e con il ritorno al numero 1 del ranking FIP della spagnola. Una settimana straordinaria al Foro Italico, con la visita del presidente del CIO Thomas Bach a impreziosirla e con 33mila spettatori complessivi e un incremento del 10% rispetto all’edizione 2024.

I break decisivi nella finale maschile sono arrivati nell’ottavo game del primo set e nel settimo e nell’undicesimo del secondo, ma c’è un punto che più di tutti ha esaltato il pubblico di Roma e fatto il giro dei social in pochi secondi: il primo del quinto game del secondo set, con un recupero irreale di Chingotto chiuso con un colpo da fuori la porta. Un titolo, quello di Chingotto e Galan, che pareggia i conti in questo 2024 dominato dalle due coppie più forti, ora entrambe a quota quattro. Ma Arturito e Agus, usciti anche loro tra gli applausi del pubblico che ha riempito il Centrale, ci riproveranno. “Sono molto felice di aver vinto ancora un torneo molto speciale per me – le parole di Galan, che prima del 2024 aveva conquistato il titolo anche nel 2022 con Juan Lebron -. Ci siamo divertiti per tutta la settimana, in campo e fuori. E quando ci divertiamo, riusciamo a dare il massimo”. “Sono davvero contento di tutto il lavoro di squadra, e sono felice di dedicare la vittoria a mio padre, perché oggi in Argentina è la festa del papà – ha aggiunto Chingotto -. Grazie Ale per credere in me, grazie ai tifosi per credere in Chingalan”.

Per il terzo torneo consecutivo cambierà invece la regina del ranking FIP: se, dopo Asuncion, Gemma Triay era salita al numero 1 e a Buenos Aires Paula Josemaria e Ari Sanchez si erano riprese il trono, Roma incorona nuovamente Gemma, al secondo titolo Major della stagione con Delfi Brea e al secondo Major di Roma dopo quello nel 2023 vinto con Marta Ortega. La finale femminile è finita con un doppio 6-4 in un’ora e 51′, grazie soprattutto a cinque game consecutivi conquistati dalle teste di serie numero 2: da 3-4 nel primo set a 6-4 2-0, con Gemma capace di giocare una partita impressionante e di firmare il quinto titolo stagionale dopo Gijon, Cancun, Miami e Doha. “Una grande partita che ha chiuso una settimana speciale – la gioia di Triay -. Abbiamo dimostrato ancora una volta la nostra forza. Pizza o pasta stasera? Entrambe”. “Tutto questo è fantastico – aggiunge Delfi, da domani numero 4 del ranking -. Ma devo dire che giocare con una campionessa come Gemma è davvero facile”.

Il Qatar Airways Premier Padel Tour rimane in Europa: i prossimi tornei – entrambi di categoria P2 – si giocheranno dal 22 al 29 giugno a Valladolid (a casa di Arturo Coello) e a Bordeaux nella settimana successiva.

Roma Pride, democratici di centro contro il cartello anti Meloni

Durante il Roma Pride, sul carro di +Europa è stato esposto un cartello raffigurante la premier Giorgia Meloni, accompagnato da un gioco di parole giudicato volgare e sessista. L’immagine ha scatenato immediate reazioni e acceso un acceso dibattito sul confine tra satira politica e offesa personale.

Il commento di Calenda

Il leader di Azione, Carlo Calenda, ha reagito con fermezza:“Questa roba è indegna, volgare, sessista e insultante. E se invece della faccia della Meloni ci fosse stata quella della Schlein ci sarebbe stata una giusta indignazione generalizzata. Spero che gli amici di Europa si scusino rapidamente”.

Calenda ha poi sottolineato come sia sbagliato applicare regole diverse a seconda delle circostanze: se il bersaglio fosse stato un esponente di sinistra, lo sdegno – a suo dire – sarebbe stato unanime.

Il punto di vista di Fregolent (IV)

Sul tema è intervenuta anche la senatrice di Italia Viva, Silvia Fregolent: “Abbiamo sempre combattuto per i diritti delle persone Lgbt e abbiamo fatto approvare con la fiducia la legge sulle unioni civili. Pensiamo che il Pride serva per difendere i diritti di tutti non per insultare Meloni o Rowling”.

E ha aggiunto: “Una certa sinistra è talmente chiusa nel proprio recinto ideologico che neanche si accorge di quanto danno fa alla causa che a parole vorrebbe sostenere”.

In sostanza, Fregolent ha stigmatizzato un uso del Pride come megafono per lanciare insulti.

Tutt’e due le dichiarazioni segnano una linea di contrarietà rispetto ai “radicalismi” che si manifestano a sinistra. Ieri, per altro, un carro riportava anche le figure a testa in giù di Donald Trump, Elon Musk, Benjamin Netanyahu e J.K. Rowling. Non si può pensare che tali esibizioni non suscitino amarezza e disappunto nella stessa galassia del cattolicesimo democratico e popolare. 

Il caso del Roma Pride ha messo in evidenza una frattura tra satira e rispetto, tra lotta politica e gesti offensivi. La vicenda solleva un interrogativo: può un evento come il tradizionale raduno dell’orgoglio gay ridursi a momento di polemica sguaiata o non deve invece trasformarsi veramente in un’occasione di festa, garantendo uno standard minimo di correttezza?

Trump e l’arte del disordine: dove va l’America?

Un reality senza fine

Non ammettere mai di aver sbagliato, non ammettere mai di aver perduto, sostenere sempre e comunque di aver fatto la cosa giusta e che questa genererà “grossi” utili per tutti quelli che se lo meritano e gravi danni per chi, a sua volta, se li è cercati. Tutto lo sconcertante attivismo di Donald Trump ruota intorno a questi suoi dettami comunicativi, oggi da Presidente del primo stato del mondo così come ieri da conduttore televisivo di un reality show, come se non ci fosse poi una gran differenza fra le due attività.

La realtà, naturalmente, è un’altra cosa ma The Donald non sembra volersene preoccupare. Aveva detto, col suo fare da bullo, che arrivato lui le guerre che solo l’imperizia del suo predecessore non aveva saputo impedire – in Ucraina e a Gaza – sarebbero presto finite, quella in Europa addirittura entro poche ore dal suo insediamento. Ha immaginato di farle terminare con qualche telefonata: a Putin, a Netanyahu che è stato pure ricevuto in pompa magna nello Studio Ovale.

Dazi, guerre e social: la politica arrembante di The Donald

Ogni volta ha voluto far sapere al mondo – attraverso questi dannati messaggi via social che ormai in ogni luogo hanno sostituito le riflessioni un po’ argomentate che una volta la Politica richiedeva ai suoi protagonisti – che i colloqui erano andati bene e le cose si sarebbero presto risolte.

Uno schema adottato anche nella gestione dei dazi: annunciati, rinviati, rimodulati, reimposti, riconfigurati…

Un caos il cui unico risultato, oltre a una gran confusione che ha sconcertato tutti e innervosito i mercati finanziari, è che gli interlocutori più forti e più preparati hanno poi ottenuto quello che volevano (o quasi): così per Xi Jinping per i dazi, così per Putin per la guerra, così per Bibi Netanyahu. Quest’ultimo non solo per quanto riguarda Gaza, ma ora anche per quanto concerne l’Iran. Circostanza per la quale il tycoon si è superato dicendo prima di non aver saputo dell’imminente azione pianificata da Israele contro i siti nucleari degli iraniani per poi ammettere di esserne invece a conoscenza, pur senza avervi partecipato.

Ma era d’accordo o invece non lo era e ha poi fatto buon viso a cattivo gioco? Non lo sapremo mai, probabilmente. Ma di certo sappiamo che ora egli la rende parzialmente sua dicendo che è stato “un gran successo” dovuto anche all’utilizzo di “equipaggiamento americano”. E così nel suo dire una cosa e poi il suo contrario offre addirittura l’idea di aver fatto il doppio gioco, nel portare avanti una finta trattativa con Teheran nel mentre Israele stava preparando il suo attacco.

E ora il dubbio – per molti la certezza – è che egli voglia, guidato da Bibi, cogliere l’opportunità di quel “regime change” a Teheran che da oltre quattro decadi gli americani sognano senza poterlo concretizzare.

Il pericolo interno: verso una guerra civile strisciante?

Non c’è più quindi una linea politica lineare, consolidata, sicura e diventa impossibile per i tradizionali alleati degli Stati Uniti comprendere per tempo cosa passi per la mente del loro Comandante in Capo. Molto più facile, invece, per politici esperti e abili – come Putin e Xi – assecondare in termini generali il loro interlocutore per poi fare quello che essi vogliono.

Donald Trump aveva annunciato la pronta conclusione di due guerre, ora se ne ritrova a dover affrontare una terza. Non solo. Se prosegue così, con l’utilizzo della Guardia Nazionale e dei marines nella gestione della normale sicurezza interna, rischia di aprirne una quarta, la più pericolosa perché attenta alla democrazia statunitense: una guerra civile strisciante in un’America sempre più divisa, pervasa da sentimenti d’odio che armano le menti e gli arti di estremisti e invasati d’ogni genere il cui target, ora, divengono nientemeno che i parlamentari, ovvero i rappresentanti del popolo sovrano.

Tempi bui e cupi per il mondo. E per gli Stati Uniti d’America.

Benvenuto Ringhio: la Nazionale si affida a Gattuso

Alla fine, nessuna suspense. Il nuovo Commissario tecnico della nazionale italiana è Rino ‘Ringhio’ Gattuso. Con un comunicato domenicale, la Figc ha ufficializzato il contratto per un anno, rinnovabile automaticamente in caso di qualificazione ai mondiali. Dopo il rifiuto di Sir Claudio Ranieri, chi meglio del ‘ringhio’ nazionale poteva incardinare il desiderio dell’Italia intera verso la qualificazione ai mondiali? Quantomeno è ciò che il presidente Gravina, in queste ultime ore, sta sostenendo a destra e a manca.

E cosa si fa per ovviare a tutto ciò? Si prende un campione del mondo, plurivincitore di scudetti e coppe europee con il Milan berlusconiano, ma con una discutibile esperienza da allenatore in diverse piazze d’Europa. Ringhio si è distinto particolarmente, infatti, ma solo nel terreno della satira. Le sue litigate con i giornalisti di mezza Europa sono nei server di tutti i social, le sue arringhe colorite sono decisamente spiritose.

Ma riuscirà a rianimare un gruppo di giocatori che fanno a gara a saltare la convocazione in nazionale per un piccolo malanno? Riuscirà a fare meglio di Spalletti e Mancini?

Noi auguriamo lunga vita a Ringhio Gattuso, che poi significherebbe aver staccato il biglietto per i mondiali, ma saprà estrarre il dente del giudizio a una nazionale ai minimi termini?

Noi abbiamo tanti dubbi; è evidente che ci si trova al cospetto di un Superenalotto troppo difficile da raggiungere. Una strada tortuosa e sull’orlo del precipizio.

Ben arrivato, ‘Ringhio’!

Formula1, Ferrari, Vasseur: "Week end con troppi errori"

Roma, 16 giu. (askanews) – “Credo che questo weekend il problema principale sia stato aver commesso troppi errori e avuto troppe difficoltà fin da FP1, quando abbiamo perso una macchina. Poi è arrivato l’errore in qualifica, e in gara Lewis ha perso parecchi punti di carico aerodinamico già nelle prime fasi, danneggiando la parte anteriore del fondo, dopo aver colpito un animaletto che stava attraversando la pista”. Frederic Vasseur è amaro quando commenta il quinto e sesto posto della Ferrari nel Gp del Canada di Formula1. “Se potessi rivivere il weekend, sceglierei di non aver saltato FP2 con una delle due vetture, perché non abbiamo potuto testare le gomme nei long run, e quello è stato il nostro limite principale oggi – continua – Ed è così che si finisce quinto e sesto. Questo weekend ha avuto anche alcuni aspetti positivi, a partire dal passo in qualifica: ieri Charles aveva fatto il primo settore più veloce prima di dover abortire il giro, e il nostro passo gara non è lontano dai migliori. Ma se non metti tutto insieme, ti ritrovi nel traffico. Sono sicuro che presto arriverà la nostra occasione, ci serve solo un weekend pulito. Quando mettiamo insieme ogni dettaglio, possiamo farcela”. Lewis Hamilton commenta: “Il sesto posto è un buon risultato, considerando le circostanze di oggi. La macchina aveva un buon feeling nei primi giri ed ero ottimista su quello che avremmo potuto fare, ma purtroppo abbiamo riportato un danno significativo molto presto, che ci è costato parecchio carico aerodinamico. Da lì in poi è stato difficile gestire bilanciamento e ritmo, e poi qualche problema ai freni nella fase centrale ha complicato ulteriormente le cose. Non siamo ancora dove vorremmo essere, ma siamo concentrati sui passi da fare per tornare a lottare davanti. Questo è il nostro obiettivo in vista dell’Austria”. Per Charles Leclerc, quinto al traguardo: “P5 era il massimo che potessimo ottenere oggi. Forse avremmo potuto provare qualcosa di diverso con la strategia, ma alla fine non avrebbe cambiato molto il risultato della gara. La nostra posizione di partenza è stata soprattutto ciò che ci ha penalizzato oggi. È una pista abbastanza particolare, quindi non credo che ciò che abbiamo visto in termini di performance si rifletterà troppo nelle prossime gare. Abbiamo una settimana per analizzare tutto e torneremo più forti”.

Israele-Iran, von der Leyen sente Netanyahu: con Iran soluzione negoziata

Kananaskis (Canada), 16 giu. (askanews) – “Ho parlato con il primo ministro Benjamin Netanyahu. Stiamo seguendo con profonda preoccupazione gli sviluppi in Medio Oriente. Ho ribadito il nostro impegno per la pace, la stabilità e gli sforzi diplomatici che portino alla de-escalation”. Lo ha detto dal G7 in Canada la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

“In questo contesto – ha aggiunto – ho sottolineato che Israele ha il diritto di difendersi. L’Iran è la principale fonte di instabilità regionale. L’Europa è sempre stata chiara: l’Iran non potrà mai dotarsi di un’arma nucleare. C’è urgente bisogno di una soluzione negoziata. Abbiamo costantemente espresso forti preoccupazioni in merito ai programmi nucleari e missilistici balistici dell’Iran: gli stessi missili che colpiscono indiscriminatamente città non solo in Israele, ma anche in Ucraina”.

Con Netanyahu, ha detto ancora, “abbiamo anche discusso di Gaza. La situazione umanitaria a Gaza è inaccettabile. Ho ribadito il nostro appello urgente affinché tutti gli aiuti umanitari raggiungano immediatamente i civili in difficoltà. È indispensabile la ripresa del cessate il fuoco e l’immediato rilascio degli ostaggi, affinché si possa giungere finalmente alla fine definitiva delle ostilità”.

Crisi Israele-Iran su tavolo G7, oggi Meloni vede Merz e Starmer

Banff (Canada), 15 giu. (askanews) – Trovare una posizione comune sulla crisi tra Israele e Iran. E’ questo il compito, non semplice, sul tavolo dei leader del G7, attesi oggi a Kananaskis, la località della provincia canadese dell’Alberta che ospita il summit. Le notizie che arrivano dal Medio Oriente hanno, naturalmente, stravolto l’agenda del vertice, anche se la Presidenza canadese sta lavorando per mantenere il programma originario che tocca temi connessi, come la sicurezza globale e l’energia.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata già ieri sera in Canada, dove oggi sono attesi tutti gli altri leader. L’ultimo ad arrivare sarà, nella notte italiana, il presidente americano Donald Trump, che intanto ha però già messo sul tavolo una proposta destinata a dividere: il tycoon ha infatti avanzato, in un’intervista a Abc, la ‘candidatura’ di Vladimir Putin come mediatore tra le parti. “E’ pronto. Mi ha chiamato per parlarne. Ne abbiamo parlato a lungo”, ha detto. Aggiungendo, sul suo social Truth, che “Iran e Israele dovrebbero fare un accordo, e lo faranno, proprio come ho fatto fare all’India e al Pakistan”. Parole accolte, al momento, da un eloquente silenzio dei partner, Italia compresa.

La crisi tra Israele e Iran sarà al centro dei bilaterali che Meloni avrà oggi con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e con il primo ministro britannico Keir Starmer (altri incontri saranno poi fissati per domani e martedì). La posizione italiana – sottolineano fonti diplomatiche – è che occorre percorrere tutte le strade per una “de-escalation e per imboccare la strada della diplomazia e della ripresa del dialogo”.

L’iniziativa di Trump, così come la richiesta di sostegno a Israele contro la minaccia nucleare iraniana giunta oggi dal presidente Isaac Herzog, saranno al centro della sessione serale di domani, da cui i leader vorrebbero uscire (ma non sarà facile) con una posizione unica. Su questo sono al lavoro gli sherpa e la Presidenza canadese, che in base all’andamento della discussione verificherà la possibilità di arrivare a una dichiarazione scritta congiunta. Le fonti italiane, comunque, sottolineano la volontà comune di “coordinamento, anche con gli Usa”, con cui – assicurano – non c’è un “disallineamento”. Non è escluso, visto l’evolversi della situazione, un prolungamento dei lavori – con Trump che il 18 dovrebbe essere a Calgary – anche se in questo momento non è stata presa una decisione.

Tra gli altri temi, martedì si parlerà della questione Ucraina, con la presenza del presidente Volodymyr Zelensky. Proprio la differenza di vedute sulla guerra è uno dei motivi per i quali non si arriverà a una dichiarazione finale congiunta. Un altro dossier divisivo, forse ancora di più, è quello dei dazi. A questo proposito, vista la presenza al summit di Trump, della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e di altri leader europei non si può escludere – sottolineano le fonti – un incontro per fare il punto sullo stato delle trattative tra Usa e Ue ed eventualmente fare passi avanti verso un accordo. La ‘scadenza’ è fissata al 9 luglio, quando – salvo intese – dovrebbero entrare in vigore le nuove tariffe decise dal presidente americano. Il modello per evitare la guerra commerciale difficilmente potrebbe essere quello del patto raggiunto tra Usa e Regno Unito: al di là di alcune similitudini, infatti, viene spiegato, le condizioni sono molto differenti, a partire dal fatto che in quel caso si tratta di rapporto tra due Stati, mentre l’Ue riunisce vari Paesi, spesso con esigenze e interessi diversi.

Tra i temi in agenda, molto sentito dall’Italia, c’è quello dei migranti, a cui sarà dedicata (su richiesta di Meloni, supportata da Usa e Regno Unito) una delle sette dichiarazioni finali: “La Presidenza canadese – sottolineano le fonti – lavora in continuità su molti temi e su come vengono affrontati”.

Dall’inviato Alberto Ferrarese

Al via il G7, Trump atteso per ultimo in Canada

Banff (Canada), 15 giu. (askanews) – Al via oggi il G7 in Canada, con gli arrivi dei leader e lo spazio per incontri bilaterali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata già ieri sera a Kananaskis, la cittadina dell’Alberta che ospita il summit. Gli altri leader sono attesi oggi. Secondo la scaletta diffusa nel media center di Banff, sono attesi, nell’ordine, Anthony Albanese (Australia, Paese ospite), Keir Starmer (Gran Bretagna), Friedrich Merz (Germania), Antonio Costa (presidente del Consiglio europeo), Cyril Ramaphosa (Sudafrica, ospite), Ursula von der Leyen (presidente della Commissione europea), e Shigeru Ishiba (Giappone). Gli ultimi due ad arrivare, nella notte italiana, saranno il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente Usa Donald Trump. I lavori inizieranno domani e proseguiranno martedì.

Cosa c’è da sapere sul 78esimo ciclo di spettacoli classici a Vicenza

Roma, 15 giu. (askanews) – Con ben 7 prime assolute su 9 progetti in programma – firmati da alcuni dei più alti esponenti dell’espressione artistica e culturale del panorama italiano, di generazioni e linguaggi diversi – si svolgerà dal 25 settembre al 22 ottobre il 78esimo Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza con la direzione artistica di Ermanna Montanari e Marco Martinelli: un progetto del Comune di Vicenza, in collaborazione con l’Accademia Olimpica e la Biblioteca civica Bertoliana, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto, il coordinamento artistico del Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia e il coordinamento generale della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza. Il 78° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico è sostenuto inoltre come sponsor da Agsm Aim e Burgo Group. L’edizione 2025 del Ciclo di Spettacoli Classici è la seconda affidata alla cura e alla visione di Montanari e Martinelli, una coppia di arte e di vita, fondatori del Teatro delle Albe e di Ravenna Teatro, 15 premi Ubu in due e tanti altri riconoscimenti nazionali e internazionali. Un biennio dunque alla direzione di uno dei festival teatrali più prestigiosi e longevi nel teatro coperto più antico del mondo, capolavoro e ultima opera progettata da Andrea Palladio, inserito dall’UNESCO tra i beni patrimonio mondiale dell’umanità. Un’eccellenza culturale che non ha mai smesso, nel corso della sua storia, di interrogarsi sul ruolo dei classici nella contemporaneità. Il tema dell’edizione 2025 rimane quello del “Coro”, che segna in modo unitario la programmazione del biennio, visivamente tradotto nel manifesto firmato da un grande artista e sperimentatore come Igort. “Abbiamo pensato a questo biennio del Ciclo dei Classici al Teatro Olimpico come un dittico unitario all’insegna del ‘Coro’, una parola che nasconde in sé molte pieghe e svela di volta in volta forme sorprendenti: coro è la giuntura scenica dell’io e del noi; coro è il farsi comunità scenica, scintillio della polis, politico, in un’epoca che innalza muri tra la massa spersonalizzata e il più disperato individualismo; coro sono quelle figure singole abitate da moltitudini di voci, come Meredith Monk, che, al suo ritorno in Italia dopo anni di assenza, ha segnato nel maggio 2024 il prologo emblematico di questa nostra presenza all’Olimpico. Sospeso tra musica, voce, danza, il coro è il segreto dionisiaco che emerge alle origini dell’arte teatrale in Occidente, la cui luce è ancora oggi gravida di futuro. Gli artisti di questa edizione porteranno le loro opere ideate apposta per lo spazio dell’Olimpico, degli unicum che avremo il privilegio di incontrare” affermano i due direttori artistici a proposito di un’edizione che anche quest’anno sarà diffusa, abitando – oltre al Teatro Olimpico – la Basilica Palladiana, il Teatro Comunale, il Teatro Astra e Palazzo Cordellina, attraversando l’intera città di Vicenza e coinvolgendo i suoi cittadini. Alot, Roberto Latini, Salvatore Sciarrino, Marco Martinelli, Claudia Castellucci, Igort, Anagoor, Masque Teatro e Vinicio Capossela sono gli artisti che daranno voce a un programma lungo quasi un mese, articolato in 9 spettacoli di cui 7 prime assolute, 1 prima regionale, 1 chiamata pubblica e 2 cicli di incontri di approfondimento.

In un momento storico drammatico, segnato da tragici conflitti di portata globale, dalla crisi climatica così come da quella democratica e sociale, è un’inaugurazione nel segno della fiducia nel futuro e nell’arte come via maestra per l’incontro fra culture, dialogo fra i popoli e comprensione del mondo quella del 78° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico. Il programma si apre infatti il 25 settembre in Basilica Palladiana con la Prima Assoluta di VENI, a goodbye della giovanissima formazione Alot, un collettivo teatrale composto da 13 elementi di età media 25 anni, formatosi a Milano nel 2022, e che debutta sulla scena nazionale proprio a Vicenza. Il progetto, uno spettacolo musicale corale con interventi grafici dal vivo in tempo reale, nasce da una ricerca sulla tradizione dei canti polifonici del Mediterraneo compiuta fra il 2022 e il 2024 in Sardegna con i Cantores del Cuncordu di Orosei, in Corsica con il gruppo Tempvs Fvgit e in Sicilia con i Lamentatori dell’Arciconfraternita di Mussomeli. Il repertorio di VENI, a goodbye comprende segmenti di canti sacri a 3 e a 4 parti vocali in lingua latina, preghiere distillate con cura per lasciare evaporare il loro più stretto contenuto religioso e farne emergere la ricerca di una risposta, di ascolto e di vicinanza, che esseri umani rivolgono ad altri esseri umani, e non più solo ad un interlocutore divino. Sul palcoscenico del Teatro Olimpico arriva il giorno seguente, 26 settembre, la Prima Assoluta di Ànghelos del pluripremiato attore, regista e drammaturgo Roberto Latini, personalità di primissimo piano della scena teatrale contemporanea. Prodotto dal Teatro della Toscana, Ànghelos è una tappa autonoma nel percorso che porterà al palcoscenico una riscrittura de Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini. “Una bella occasione per considerare Pasolini feat. Giambattista Andreini, John Milton, Wim Wenders, Euripide”, come scrive lo stesso Latini nelle suggestive note di regia. “L’angelo è il messaggero, colui che arriva tra gli uomini e racconta quanto gli uomini non sanno, porta il suo messaggio” – la “buona novella”, ovvero il Vangelo – “lo svolge, lo racconta, lo consegna, lo affida”. E soprattutto, davanti al Sepolcro, pone una domanda: Chi cercate? Quem Quaeritis? Una domanda che potrebbe essere rivolta al pubblico in platea. Lo spettacolo andrà in replica il 27 settembre. Il 1° ottobre al Teatro Olimpico occasione imperdibile per assistere all’opera di un genio della musica contemporanea, Il novello Perseo di Salvatore Sciarrino, una nuova versione dell’opera Perseo e Andromeda scritta dal Maestro nel 1990, dopo aver frequentato per alcuni anni il Centro di Sonologia Computazionale, un centro di ricerca multidisciplinare animato da musicisti e scienziati per indagare la computer music. Al CSC Sciarrino compì alcuni esperimenti che lo portarono a realizzare un’opera in cui il canto delle voci fu sostenuto dai suoni elettronici prodotti da 4 computer. 24 anni dopo la prima esecuzione di Perseo e Andromeda al Teatro di Stoccarda, questa nuova versione amplia l’organico strumentale, integrando i suoni dei computer con nuove pagine orchestrali che espandono le dimensioni dello spazio timbrico, e rinnovando il dialogo fra le voci, i suoni di sintesi spazializzati e i nuovi colori dell’orchestra. La Prima esecuzione assoluta de Il novello Perseo è promossa dall’Accademia Olimpica di Vicenza in occasione del 470° della propria fondazione e del 440° dell’inaugurazione del Teatro Olimpico, e dalla Scuola di Ingegneria dell’Università degli Studi di Padova, in occasione del 150° anno di attività, in collaborazione con il Centro di Sonologia Computazionale (CSC-DEI) dell’Ateneo. L’opera è stata commissionata al Maestro Salvatore Sciarrino dalla Fondazione Orchestra di Padova e del Veneto, che la eseguirà all’Olimpico con la direzione del Maestro Marco Angius. Sempre al Teatro Olimpico, il 4 ottobre andrà in scena in Prima Regionale l’esito della chiamata pubblica – una pratica cara alle Albe, un invito rivolto alla cittadinanza a “farsi luogo”, farsi comunità, nell’epoca dei non-luoghi e della frantumazione del senso comunitario – rivolta agli adolescenti della città di Vicenza: si tratta di Lisistrata, riscrittura da Aristofane, fra le ultime creazioni di Marco Martinelli. Una scelta, incarnata nei tempi che stiamo vivendo. La commedia di Aristofane andò in scena per la prima volta nel 411 a.C., mentre la guerra con Sparta e la crisi politica attanagliavano la città. L’autore greco crede che la pace non possa più arrivare dagli uomini e affida la sua causa a una donna, Lisistrata – “colei che scioglie gli eserciti” – e che per raggiungere l’obiettivo di far deporre le armi agli uomini, organizza con le altre donne della polis una semplice azione: lo sciopero del sesso. Lisistrata è un nuovo atterraggio di Sogno di volare, un progetto quadriennale (iniziato nel 2022) del Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con Ravenna Festival che vede Martinelli lavorare su quattro commedie di Aristofane con oltre trecento adolescenti dell’area vesuviana, dove è ancora sentito il rischio di dispersione scolastica, disoccupazione ed emigrazione giovanile. Un progetto in diretto collegamento con la non-scuola, pratica teatral-pedagogica fondata nel 1991 insieme a Ermanna Montanari e che negli anni ha ottenuto due Premi Ubu e il Premio ANCT dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro. Inoltre, la regina del pop mondiale, Madonna, che in occasione della una sua visita a Pompei lo scorso anno ha avuto modo di assistere a Pluto. God of gold, ha deciso di finanziare direttamente l’edizione 2025 del progetto nato dall’incontro fra Martinelli e il Direttore del Parco Archeologico di Pompei Gabriel Zuchtriegel. Al Teatro Olimpico sarà poi la volta di una personalità che ha inciso profondamente nel panorama internazionale del teatro contemporaneo: Claudia Castellucci, vincitrice del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia nel 2020, è drammaturga, coreografa e cofondatrice di Socìetas Raffaello Sanzio. Al Ciclo di Spettacoli Classici, Claudia Castellucci presenta in Prima Assoluta il 9 ottobre (con replica il 10 ottobre) Ballo Improprio, una danza eseguita dalla Compagnia Mòra sui Canti Znamenny della tradizione russa, cantati dal vivo dal Coro In Sacris di Sofia, Bulgaria. Lo spettacolo ribalta il concetto, molto dibattuto in questi ultimi anni, di appropriazione culturale, spostando la riflessione su un altro piano, a partire da una domanda precisa: è giusto utilizzare in modo “improprio” un repertorio di canti della liturgia ortodossa e di danze popolari dalla tradizione secolare, togliendole dalla loro matrice religiosa? Forse proprio attraverso l’abitazione di una materia “aliena” e l’abbandono di forme ed estetiche conosciute e “a portata di mano” si riesce a trovare la dimensione reale del guardare lontano, del guardare oltre, tentando di riallineare danza e moto universale. Tra movimenti rituali, abiti cerimoniali e cadenze ritmiche che dovranno necessariamente confrontarsi con le architetture del Teatro Olimpico, Ballo Improprio sarà “un’occasione di eccezionale esperienza di ciò che significa misura e comprensione’.  Il giorno seguente, l’11 ottobre, ci si sposta al Teatro Comunale di Vicenza per il particolare progetto, anche questo in Prima Assoluta, di Igort, che oltre a essere uno dei grandi maestri del fumetto d’autore internazionale – tra i protagonisti della scena indie italiana degli anni ’80 (Linus, Alter Alter, Frigidaire) ed esponente di spicco del graphic journalism – è anche sceneggiatore e regista e musicista. Il suo I dispacci di Delmore è un progetto in bilico fra reading e immersione nella musica, una riflessione sul sogno americano – sul suo mito e sulla sua decadenza – ispirato da Delmore Schwartz, poeta e scrittore statunitense, mentore di Lou Reed: una figura che ha influenzato scrittori come il Premio Nobel Saul Bellow e Philip Roth, per citarne soltanto alcuni. Da questo punto di partenza, un affresco di parole e suoni che riguardano alcune personalità di spicco della cultura americana del secondo Novecento, poeti e artisti fuori dagli schemi, indipendenti dal mainstream, la cui influenza è ancora presente in tutta la cultura contemporanea. Fra questi, le poetesse Silvia Plath e Anne Sexton, illustri esponenti della poesia confessionale; artisti come il padre della pop art Andy Warhol e scrittori radicali come William Burroughs; cantanti e musicisti che hanno scritto la storia del rock come Lou Reed e Alan Vega, fondatore dei Suicide; icone come Nico e figure tragiche come la star della golden age del cinema porno Kandi Barbour.
Compagnia vincitrice del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2018 ma anche collettivo e laboratorio aperto in continua evoluzione Anagoor è una delle realtà più originali e rigorose della scena contemporanea, creatrice di un “teatro in perenne tensione tra la balbuzie della barbarie e lo splendore del neoclassico” come sintetizza la stessa compagnia veneta fondata da Simone Derai, che dalla sua nascita nel 2000 porta avanti un’estetica densamente iconica, in cui le performing arts dialogano incessantemente con la dimensione ipermediale. Il 18 e 19 ottobre presentano in Prima Assoluta al Teatro Olimpico una rilettura delle Baccanti di Euripide. In questa nuova creazione – realizzata per il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale -, Anagoor guida gli allievi dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, immergendoli in un’esperienza che unisce rito, poesia e teatro. Estasi e sovversione. Partendo dalla ricerca sullo stato di trance come strumento poetico e scenico, mutando il bosco risvegliato della primavera in un oscuro sabba notturno, lo spettacolo di Anagoor indaga il senso di identità e di appartenenza, definisce il teatro come spazio di elezione del rito di iniziazione, trasforma il Mito antico in visione contemporanea che interroga il nostro presente. “Questo nostro Baccanti è dunque una pratica magica curativa per un mondo malato ed arido, terra devastata e sprecata, che transita per una primavera di rabbia, furia e maledizioni, una protesta che chiede di ritrovare ciò che è andato perduto nella pretesa dell’identità, nella follia della supremazia che trascina ogni esperienza politica al fallimento”. Si rimane nei territori della trance con Voodoo di Masque Teatro, in scena il 21 ottobre al Teatro Astra. Visionaria compagnia attiva dal 1992 e da allora ospite dei più importanti festival di ricerca performativa, Masque Teatro esprime un’idea di teatro fondata sul dialogo fra filosofia, architettura scenica e produzione di simulacri. In questo spettacolo del 2023, acclamato dalla critica e che vede in scena una sola performer che si fa corpo-teatro, la trance è indagata come via di liberazione individuale e (necessariamente) politica: “È solo attraverso l’alterazione indotta che si può sperare di essere catapultati nella verità del proprio essere. L’alterazione produce simulacri. A questi ci affidiamo per recuperare le forze necessarie ad imbastire la costruzione di un altro mondo nel quale sopravvivere. Col voodoo accogliamo tutti i nostri divenire. Col voodoo abitiamo la buia luce”. Così come fu lo scorso anno per Giovanni Lindo Ferretti, è ancora avvolto nel mistero l’attesissimo progetto appositamente realizzato per la grande chiusura del 78° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza da uno dei più grandi maestri della canzone d’autore, un artista che non ha bisogno di presentazioni: Vinicio Capossela con un’ultima, preziosa, Prima Assoluta in scena il 22 ottobre che certamente sorprenderà il pubblico presente. (Segue)
Il programma si completa con due sezioni dedicate all’approfondimento teorico riunite nel titolo Farsi Luogo. 440 anni di incontri all’Olimpico, percorso che ha ottenuto l’approvazione dal Ministero della Cultura per i Progetti Speciali. Tornano, a Palazzo Cordellina, i Parlamenti d’Autunno: il ciclo di incontri, curato da Marco Sciotto, che si svilupperà in parallelo agli spettacoli. Quattro momenti di dialogo e confronto con artisti e studiosi intorno alle differenti forme in cui si riconfigura l’idea di ‘classico’ attraverso i linguaggi nel contemporaneo. Dalle riflessioni intorno al ridefinirsi della figura dell’attore sulla scena che scaturiranno dal confronto tra Antonio Attisani e Laura Mariani agli sprofondamenti nelle questioni legate all’immagine artistica grazie all’incontro tra Silvia Ronchey e Christina Nakou, fino a quelli nelle pieghe della scrittura e del suo spingersi costantemente oltre il limite, attraverso le parole di Antonio Moresco e quelle di Luca Doninelli. Il Teatro Astra invece ospiterà gli incontri con la critica teatrale del territorio a cura di Oliviero Ponte di Pino e Roberto Cuppone. Il programma degli incontri al Teatro Astra verrà comunicato nelle prossime settimane.

Motori, La Ferrari vince la 24 ore di Le Mans

Roma, 15 giu. (askanews) – La Ferrari ha scritto un’altra pagina del motorsport a Le Mans, e lo ha fatto in una delle sue gare più suggestive, la leggendaria 24 Ore. La Scuderia di Maranello ha trionfato per le terza volta consecutiva in Francia con l’equipaggio #81 di Robert Kubica, Ye Yifei e Phil Hansona che ha piazza la propria vettura davanti alla Porsche #6 di Estre. Per il Cavallino anche un’altra vettura a podio, quella di Pier Guidi-Giovinazzi-Calado che la spunta nel ‘derby’ con Fuoco-Molina-Nielsen.

Calcio, è ufficiale: Gennaro Gattuso nuovo ct della Nazionale

Roma, 15 giu. (askanews) – Gennaro Gattuso è il nuovo Commissario tecnico della Nazionale italiana. L’annuncio ufficiale è arrivato nel pomeriggio di oggi, domenica, tramite il sito della Federcalcio. “La Federazione Italiana Giuoco Calcio -si legge- comunica di aver conferito l’incarico di Commissario Tecnico della Nazionale italiana a Gennaro Gattuso. L’allenatore calabrese sarà presentato giovedì 19 giugno, alle ore 11, presso l’Hotel Parco dei Principi a Roma”. Gattuso, 47 anni, è stato campione del mondo con la Nazionale nel 2006 in Germania. Nella sua carriera da allenatore, ha guidato Sion, Palermo, Ofi Creta, Pisa, Milan Primavera, Milan, Napoli, Valencia, Olympique Marsiglia e Hajduk Spalato. Adesso, la nuova avventura: da Ct.

Calcio, Gravina: "Gattuso simbolo del calcio italiano"

Roma, 15 giu. (askanews) – “Gattuso è un simbolo del calcio italiano. L’azzurro per lui è come una seconda pelle”. Così il presidente della Federcalcio italiana, Gabriele Gravina, dopo la jomina di Gattuso a ct della Nazionale italiana. “Le sue motivazioni – continua – la sua professionalità e la sua esperienza saranno fondamentali per affrontare al meglio i prossimi impegni della Nazionale. Consapevoli dell’importanza dell’obiettivo che vogliamo raggiungere, lo ringrazio per la disponibilità e la totale dedizione con cui ha accettato questa sfida, condividendo il progetto della Figc di sviluppo complessivo del nostro calcio, nel quale la maglia azzurra riveste una centralità strategica”.

M.O., Trump: Iran e Israele devono concludere accordo, lo faranno

Roma, 15 giu. (askanews) – “Iran e Israele devono concludere un accordo e lo faranno, proprio come sono riuscito a fare tra India e Pakistan, in questo caso utilizzando il COMMERCIO con gli Stati Uniti per portare ragione, coesione e buon senso nei negoziati con due leader eccellenti che sono stati in grado di prendere una decisione rapida e PORRE FINE al conflitto!”. Lo ha scritto su Truth il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

“Allo stesso modo, presto avremo la PACE tra Israele e Iran! Molte telefonate e incontri si stanno svolgendo in questo momento. Io faccio molto, ma non ottengo mai alcun riconoscimento, ma va bene, la GENTE capisce. RENDIAMO IL MEDIO ORIENTE DI NUOVO GRANDE!”, ha aggiunto Donald Trump.

Musica, Capossela: al via dal Lazio la serie di concerti estivi

Roma, 15 giu. (askanews) – Prende il via dal Lazio SIRENE. Richiami, emergenze e affioramenti, la serie di speciali concerti estivi di Vinicio Capossela in alcuni dei luoghi più suggestivi della nostra Penisola, declinata in tre formazioni e repertori differenti. I primi due appuntamenti dal vivo, dal titolo Sirene: il mito, sono in programma mercoledì 18 giugno al Parco Archeologico di Norba a Norma (LT) (ore 21:30) e giovedì 19 giugno al Tempio di Venere e Roma a Roma per Venere in Musica (ore 21, ingresso gratuito con prenotazione). Il repertorio di questi concerti vuole entrare in risonanza con i luoghi e le rovine del passato che li abitano, indagando quel misterioso, rischioso e duplice canto del mito antico, sortilegio che immobilizza se non si adottano certi accorgimenti di fronte alla sua incantevole bellezza. Al fianco dell’artista sul palco, Daniela Savoldi al violoncello, Alessandro “Asso” Stefana alle chitarre, Raffaele Tiseo al violino e Vincenzo Vasi a theremin, percussioni e diavolerie varie. “Siano esseri mitologici o concreti apparecchi acustici, le sirene sono sempre un richiamo, un segnale d’emergenza. Reali e favolose, portano nel proprio corpo la loro natura duplice e ambigua, mutante e sfuggente, di volta in volta creature degli abissi e della luce, del mutismo e del canto, dell’oscuro dionisiaco e della bellezza apollinea. Sono la figura stessa dell’ambivalenza semantica dell’emergenza, che è sia pericolo che emersione, allo stesso tempo dannazione e salvezza, seduzione e redenzione”, racconta Capossela. “Per chi le sa ascoltare, in questi tempi infausti le segnalazioni di pericolo si sono moltiplicate. Tra guerre, riarmi, sopraffazioni e ingiustizie sociali, l’Occidente sembra quasi aver smarrito la rotta e di essere sul punto di inabissarsi con un moto di accelerazione repentina del suo destino di caduta, di tramonto sotto la linea dell’orizzonte”.

“Sirene” intende allora ascoltare questi richiami, decifrarli, guardarli diritti negli occhi e così percorrere un periplo negli abissi delle emergenze attuali, necessario a poter affiorare alla luce per ritrovare il respiro. Un percorso mosso dalla ferma speranza che all’immersione segua l’emersione, e dalla convinzione che in un momento partecipato come un concerto, la bellezza e la giustizia ricongiunte nel canto possano essere una guida per tornare a riveder le stelle”. Il tour, organizzato da International Music And Arts, prosegue poi con l’ultimo appuntamento di Sirene: il mito in programma sabato 21 giugno a Isola Maggiore per Moon In June. Si prosegue poi con una seconda declinazione del live, Sirene: le emergenze, presentato giovedì 24 luglio al Porto Antico di Genova per Palco sul Mare Festival e venerdì 25 luglio all’Anfiteatro del Vittoriale di Gardone Riviera per Tener-a-mente Festival. Sabato 26 luglio invece al Castello di San Giusto a Trieste in programma un atto unico dal titolo Se il senno è sulla luna. La follia: da Ariosto a Basaglia. (Segue)

Mediobanca, assemblea su Ops Banca Generali rinviata al 25 settembre

Roma, 15 giu. (askanews) – Tutto rinviato al 25 settembre per l’offerta pubblica di scambio di Mediobanca su Banca Generali. L’assemblea dell’istituto guidato da Alberto Nagel che avrebbe dovuto votare sull’offerta domani, è stata rimandata a fine settembre, a sorpresa, dopo un cda straordinario che si è riunito oggi. Mediobanca ha precisato che l’offerta resta valida in ogni sua parte e che “l’attività di engagement pre-assembleare ha confermato l’esistenza di un largo supporto del mercato all’Ops, testimoniato anche dai pareri favorevoli unanimi dei proxy advisors”.

Tuttavia la scelta di far slittare l’assemblea è stata dettata, ha chiarito Mediobanca, dalla volontà di venire incontro all’esigenza di alcuni soci “al tempo stesso titolari di un investimento sia in Mediobanca sia in Assicurazioni Generali, di conoscere le valutazioni e l’orientamento di Assicurazioni Generali rispetto alla proposta di Mediobanca”.

Generali ha fatto partire il processo di analisi dell’offerta solo il 12 giugno scorso e sono in corso interlocuzioni per approfondimenti sull’operazione, vale a dire lo scambio tra il 50,02% di Banca Generali e il 6,5% di azioni Generali detenute dalla stessa Mediobanca. Di qui anche la scelta di un rinvio proprio per avere un quadro più chiaro ed evitare astensioni nell’assise che avrebbe dovuto tenersi domani. Indiscrezioni di stampa vedevano tra i possibili soci che si sarebbero potuti estenere Benetton e Delfin.

L’istituto ricorda del resto che “l’adesione di Assicurazioni Generali è essenziale per il perfezionamento dell’operazione”, vista la soglia minima irrinunciabile del 50+1% apposta da Mediobanca all’offerta.

Tra i soci azionisti di entrambi i gruppi, Francesco Gaetano Caltagirone: l’imprenditore romano, che ha il 10% di Mediobanca e il 6,9% di Generali ed è contrario all’operazione, aveva chiesto un rinvio dell’assemblea di Mediobanca alla Consob per “incompletezza e indeterminatezza dell’offerta su Banca Generali”. Anche Delfin aveva espresso perplessità. Oggi i due consiglieri del gruppo che fa capo alla famiglia Del Vecchio – che ha il 10,05% di Generali e il 20% di Mediobanca – hanno votato uno contrario e uno si è astenuto.

Mediobanca è tenuta a fare l’assemblea in ragione della passivity rule alla quale è sottoposta per essere a sua volta oggetto dell’offerta pubblica di scambio lanciata da Mps su Piazzetta Cuccia. Non è escluso che l’assemblea del 25 settembre non si tenga affatto nel caso in cui si sciolga, per tale data, questo ulteriore tassello del complesso risiko bancario che vede protagonisti molti istituti italiani.

Argentario Sailing Week, dal 18 al 22 giugno le regine del mare a Porto Santo Stefano

Roma, 13 giu. (askanews) – Oltre 40 imbarcazioni d’epoca e classiche provenienti da nove nazioni regateranno nella 24esima edizione dell’evento a conferma il suo status di appuntamento internazionale in un contesto territoriale unico che coniuga spirito di competizione, storia e passione marinaresca. Porto Santo Stefano, 11 giugno 2025 – La 24ª edizione dell’Argentario Sailing Week, organizzata dallo Yacht Club Santo Stefano, entra nella fase finale della sua preparazione a una settimana dal via in programma mercoledì 18 e conclusione domenica 22 giugno. La macchina organizzativa lavora a pieno ritmo per accogliere nel migliore dei modi le oltre 40 imbarcazioni a vela classiche e d’epoca provenienti da 9 nazioni che, anche quest’anno, daranno vita a un evento competitivo e spettacolare nel cuore dell’Argentario. Piero Chiozzi, Presidente dello Yacht Club Santo Stefano, ha dichiarato: “Il successo dell’Argentario Sailing Week è il risultato di un autentico gioco di squadra. Il frutto della collaborazione tra le istituzioni, l’impegno del nostro Club, il sostegno di partner di alto profilo e la conferma da parte di armatori ed equipaggi che, anno dopo anno, rinnovano la loro fiducia a questo appuntamento. Desidero ringraziare il Sindaco Arturo Cerulli e l’Amministrazione comunale di Monte Argentario per il patrocinio e il concreto supporto, tutti gli armatori e i loro equipaggi iscritti, gli sponsor che sono al nostro fianco, e naturalmente il Consiglio e lo staff del Club, che condividono l’obiettivo comune di contribuire al successo dell’Argentario Sailing Week”. Le regate saranno disputate nel rispetto dei regolamenti del CIM e dell’AIVE, nell’ambito del Circuito del Mediterraneo. Le imbarcazioni iscritte saranno suddivise in classi in relazione alle caratteristiche tecniche, per garantire lo svolgimento di regate competitive e spettacolari. Anche quest’anno sarà assegnato il premio challenge “Trofeo Voscià – Giancarlo Lodigiani” presidente dell’AIVE, prematuramente mancato nel 2024, all’imbarcazione con armo Yawl che avrà ottenuto il miglior punteggio all’Argentario Saling Week. L’edizione 2025 si svolge con il patrocinio e il concreto supporto del Comune di Monte Argentario, partner istituzionale dell’evento e con il contributo di Miramis, brand di ospitalità di alta gamma del gruppo svedese Qarlbo AB, Jefferies Group LLC banca di investimento multinazionale indipendente, ColleMassari Wine Estates e mureadritta, piattaforma internazionale di shop online nautico. L’Argentario Sailing Week: una storia di passione, tradizione e successo L’evento si conferma evento strategico per il territorio capace di generare un importante impatto economico quantitativo e qualitativo su tutte attività turistico-ricettive garantito da un afflusso diretto di oltre 1.500 presenze, tra armatori, equipaggi, ospiti, stampa e appassionati, molti dei quali provenienti da paesi esteri in un periodo dell’anno considerato ancora ‘di spalla’ rispetto all’alta stagione turistica. (Segue)

Donna e bimba morte a Villa Pamphili, l’immagine dell’uomo arrestato in Grecia

Roma, 15 giu. (askanews) – Ecco la prima immagine di Rexal Ford, l’uomo indagato sulla vicenda della morte della donna e della bambina a Villa Pamphili, a Roma, dopo essere stato arrestato in Grecia. L’immagine (un video) è stata diffusa dalla polizia, accompagnata dal seguente comunicato: “Il 13 giugno, a Skiathos, i poliziotti del Dipartimento della Polizia dell’isola, con la collaborazione della Polizia di Stato- investigatori del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Roma – e con l’ausilio del personale dell’Ufficio dell’Esperto per la sicurezza dello SCIP in Grecia, hanno focalizzato e fermato un cittadino americano, gravemente indiziato per l’omicidio di una neonata e l’occultamento del cadavere della madre, i cui corpi senza vita sono stati ritrovati a Roma, il 7 giugno scorso, all’interno del parco di Villa Pamphili”. Al termine delle procedure di identificazione, i poliziotti greci hanno dato esecuzione, nei confronti dell’indagato, alla notifica del mandato di arresto europeo emesso dall’Autorità giudiziaria italiana a seguito delle indagini coordinate dalla Procura di Roma”.

Meloni in Canada per il G7, la crisi Israele-Iran al centro dell’agenda

Banff (Canada), 15 giu. (askanews) – L’escalation della crisi in Medio Oriente, con gli attacchi reciproci tra Israele e Iran, è il tema su cui è concentrata l’attenzione dei leader del G7, riuniti da oggi a Kananaskis, nella provincia canadese dell’Alberta.

Giorgia Meloni, accompagnata dalla figlia Ginevra, è arrivata già ieri sera nella località di vacanza delle Rocky Mountains, dove oggi sono attesi gli altri capi di Stato e di governo.

Oggi la giornata è dedicata ai colloqui informali tra i leader (Meloni vedrà tra gli altri il premier britannico Keir Starmer) prima dell’avvio dei lavori, che occuperanno le giornate di domani e martedì. Al centro dei bilaterali ci sarà quindi, naturalmente, la situazione in Medio Oriente, primo tema su cui le posizioni non sono univoche: se tutti sono concordi sul sostegno a Israele e nella condanna a Teheran, diverse sono le sensibilità sulla questione di Gaza. La linea di Meloni sul tema è che occorre attivare tutti i canali possibili per una de-escalation, con un ruolo “chiave” che può essere giocato dai Paesi del Golfo e dai Paesi Arabi.

Ancora più divisive le altre due grandi questioni all’attenzione del summit: la guerra in Ucraina e i dazi americani. Per questo è ormai scontato che non ci sia – come accade invece di consueto – una dichiarazione congiunta finale. Ci sarà invece un “chair’s summary”, un riassunto della discussione, da parte della Presidenza canadese, accompagnato da sette brevi dichiarazioni su altrettanti argomenti: finanziamento dello sviluppo; intelligenza artificiale; tecnologie quantistiche; lotta agli incendi; minerali critici; repressione transnazionale; contrasto al traffico di migranti. Quest’ultima è stata proposta dall’Italia, con il sostegno di Stati Uniti e Regno Unito.

Alla vigilia del vertice, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha avuto un colloquio telefonico con il presidente Usa Donald Trump. Un “colloquio positivo”, ha riferito, in cui “abbiamo discusso delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e della necessità di garantire un coordinamento adeguato per gestire gli impatti sui mercati energetici”. Sull’Ucraina è stato ribadito “l’imperativo di un cessate il fuoco” e la “necessità di mantenere la pressione sulla Russia”. Per quanto riguarda i dazi, ha assicurato von der Leyen, “ho ribadito il nostro impegno a raggiungere un buon accordo prima del 9 luglio”.

Politici uccisi in Minnesota, caccia a Vance Boelter in Usa

Roma, 15 giu. (askanews) – E’ caccia all’uomo, in Minnesota, dopo l’uccisione di una parlamentare e del marito e il ferimento di un senatore e della moglie. La polizia sta cercando il 57enne Vance Boelter, sospettato dell’assassinio della deputata democratica Melissa Hortman e del marito Mark. Boelter vive nella cittadina di Green Isle, a circa un’ora da Minneapolis, ma spesso soggiornava in città nella casa in affitto del suo amico di vecchia data, David Carlson che, parlando con i giornalisti, ha commentato: “Boelter non era una persona cattiva”. Le autorità hanno fatto sapere che l’uomo si è presentato alle sue vittime come un ufficiale e che aveva con sé una lista di circa 70 possibili bersagli, tutti contattati dalla polizia. L’Fbi ha offerto una ricompensa fino a 50.000 dollari per informazioni che portino all’arresto Vance Boelter, responsabile anche del ferimento del senatore John Hoffman e della moglie Yvette.

Biennale Teatro, Princess Bangura: un corpo tra identità e tragedia

Venezia, 15 giu. (askanews) – Un teatro dove il corpo gioca un ruolo centrale e, in linea con il tema della Biennale, si tinge di una poesia profonda, in alcuni casi lucidamente gioiosa, in altri con la consapevolezza anche della grande tragedia. Il tutto con un’idea profonda di identità, personale, ma anche teatrale. Princess Isatu Hassan Bangura, artista nata in Sierra Leone nel 1996 e poi trasferitasi in Olanda, ha portato alla Biennale Teatro due spettacoli: “Great Apes of the West Coast”, performance che lei stessa definisce “afrofuturista” e “Blinded by Sight”, monologo ispirato a re Edipo.

Lo stile di Bangura, il suo essere corporeo, si fa carico della portata del racconto, il suo linguaggio drammaturgico attinge a più fonti e si basa su più registri, dal pop all’autobiografico, dall’animale alla riflessione sullo stesso spazio del palcoscenico. “Great Apes of the West Coast” è una sorta di tour de force emotivo e interpretativo che vive dell’intensità della performance, del suo costante raccontare il ritorno alla propria identità africana, in un gioco di continui rilanci e possibili sorprese. I temi sono profondi, ma Princess Bangura sa come creare una leggerezza che nulla toglie alla forza della messa in scena. E appare in grado di generare un’empatia poetica con gli spettatori.

Il monologo “Blinded by Sight” è fisico e lirico: l’oscurità, la perdita, il fato: tutto torna nello spettacolo ed è il corpo della stessa artista a dare voce, silenziosamente, alla storia di Edipo. Il peso che portano, il personaggio e la performer, è sempre immenso, ma dal buio sembra di poter pensare anche a un futuro in cui la luce tornerà.

“La poesia – ha detto Princess Bangura – è una canzone su cui il corpo danza”. Forse il punto è proprio qui: saper trovare e ascoltare quella canzone.