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Sinner squalificato, l’avvocato: finalmente è finita

Roma, 15 feb. (askanews) – “Sono felice che Jannik possa finalmente lasciarsi alle spalle questa dolorosa esperienza”: così l’avvocato di Jannik Sinner, Jamie Singer, ha commentato la squalifica di tre mesi inflitta all’altoatesino per il caso clostebol.

“La WADA – continua – ha confermato i fatti stabiliti dal Tribunale Indipendente. È chiaro che Jannik non aveva alcuna intenzione, non era a conoscenza della situazione e non ha ottenuto alcun vantaggio competitivo. Purtroppo, gli errori commessi da alcuni membri del suo team hanno portato a questa situazione”.

Tennis, Sinner si accorda con la Wada: tre mesi di sospensione

Roma, 15 feb. (askanews) – I Jannik Sinner ha raggiunto un accordo con l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), riconoscendo la sua parziale responsabilità per gli errori commessi dalla sua squadra. Il campione italiano dovrà affrontare una sospensione di tre mesi dal tennis. Lo si legge in una nota. L’indagine della Wada ha concluso che Sinner non aveva alcuna intenzione e non ha tratto alcun vantaggio agonistico dai due test positivi per tracce minime di clostebol rilevate nel suo organismo. La squalifica di Sinner durerà fino al 4 maggio. Il n. 1 al mondo salterà, dunque, i Masters 1000 di Indian Wells, Miami, Monte-Carlo e Madrid. Jannik potrà tornare in campo per gli Internazionali d’Italia che inizieranno il 7 maggio.

Il comunicato integrale della Wada L’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) conferma “di aver raggiunto un accordo per la risoluzione del caso riguardante il tennista italiano Jannik Sinner, con l’atleta che ha accettato un periodo di ineleggibilità di tre mesi per una violazione delle norme antidoping, dopo essere risultato positivo al clostebol, una sostanza proibita, nel marzo 2024. Nel mese di settembre, WADA aveva presentato un ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) nel caso del sig. Sinner, che era stato giudicato da un Tribunale Indipendente come non responsabile né negligente. Nonostante questo ricorso, le circostanze specifiche del caso hanno portato WADA a considerare un accordo per garantire un esito equo e appropriato, conformemente all’Articolo 10.8.2 del Codice Mondiale Antidoping.

WADA accetta la spiegazione fornita dall’atleta riguardo alla causa della violazione, come indicato nella decisione di primo grado. WADA riconosce che il sig. Sinner non aveva intenzione di barare e che la sua esposizione al clostebol non ha fornito alcun beneficio in termini di prestazioni, avvenendo a sua insaputa a causa della negligenza di alcuni membri del suo entourage. Tuttavia, secondo il Codice e in base ai precedenti del CAS, un’atleta è ritenuto responsabile della negligenza del proprio entourage. Considerando l’unicità dei fatti di questo caso, è stata ritenuta appropriata una sospensione di tre mesi.

Come già affermato, WADA non ha richiesto la squalifica di alcun risultato, ad eccezione di quanto già imposto dal tribunale di primo grado. La Federazione Internazionale di Tennis e l’Agenzia Internazionale per l’Integrità del Tennis, entrambe co-respondenti al ricorso di WADA presso il CAS e nessuna delle quali ha impugnato la decisione di primo grado, hanno accettato l’accordo per la risoluzione del caso.

Secondo i termini dell’accordo, il sig. Sinner sconterà il suo periodo di ineleggibilità dal 9 febbraio 2025 fino alle 23:59 del 4 maggio 2025 (inclusi quattro giorni già scontati dall’atleta durante la sospensione provvisoria). In base all’Articolo 10.14.2 del Codice, il sig. Sinner potrà riprendere ufficialmente l’attività di allenamento dal 13 aprile 2025. Alla luce dell’accordo, WADA ha formalmente ritirato il proprio ricorso al CAS.

Draghi: lasciamo stare gli Usa, l’Europa si è messa dazi da sola

Roma, 15 feb. (askanews) – L’Unione europea deve concentrarsi sui problemi che si è creata da sola, operando “una svolta radicale”, piuttosto che su quelli dovuti ai rapporti con l’amministrazione Usa a guida Trump. E’ la tesi di Mario Draghi, già presidente del Consiglio e della Bce in un articolo sul Financial Times, eloquentemente intitolato “Lasciamo stare gli Usa: l’Europa è riuscita a mettersi dazi da sola”.

Perché secondo Draghi ci sono due fattori, tutti europei, alla base di molti dei problemi dell’Unione. Il primo è “l’incapacità di lungo termine dell’Ue di intervenire sulle penurie di approvvigionamento, specialmente sulle barriere interne e i fardelli regolamentari. Questi – scrive – sono ampiamente più dannosi per la crescita di qualunque dazio possano imporre gli Stati Uniti. E i loro effetti dannosi stanno crescendo”.

Draghi cita stime del Fondo monetario internazionale secondo cui le barriere interne equivalgono a dazi del 45% sul manifatturiero del 110% sui servizi. Al tempo stesso Bruxelles ha consentito alla regolamentazione di ostacolare la crescita delle imprese tecnologiche, bloccando gli aumenti di produttività.

Il secondo fattore è la tolleranza dell’Europa “a una domanda interna persistentemente debole, quantomeno dalla crisi del 2008”. Secondo Draghi entrambi questi elementi, approvvigionamenti e domanda, sono ampiamente dovuti all’Europa stessa. “Per questo ha il potere di cambiarli. Ma questo richiede un cambiamento fondamentale di mentalità. Finora l’Europa si è focalizzata su obiettivi specifici o nazionali, senza tenere conto del loro costo collettivo. Ora è chiaro che operando in questo modo non ha assicurato né welfare per gli europei, né finanze pubbliche sane, e nemmeno autonomia nazionale che olra è minacciata da pressioni esterne. Questo – conclude – è il motivo per cui sembrano cambiamenti radicali”.

Sanremo, Coma_Cose: passato il concetto che il brano ha doppia lettura

Sanremo, 14 feb. (askanews) – “Cuoricini” il brano dei Coma_Cose scritto da Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano, in gara alla 75 edizione Festival di Sanremo ha ottenuto un grande successo in radio e sui social. La coppia artistica e nelle vita accoglie con soddisfazione il modo in cui il brano stato recepito dal pubblico. “Sono arrivate tante testimonianze di affetto, quello che sappiamo sicuramente che passato il concetto che il brano ha una doppia lettura, questa la cosa pi importante per noi. A volte appunto usi magari anche la forma canzone pi orecchiabile, un po’ come cavallo di Troia per far passare certi contenuti, certi messaggi, del caso di questa canzone. Quindi siamo molto felici di come stia andata, di come stia andando”. Grazie.

Poi hanno raccontato come nato il brano: “La prima frase che stata scritta proprio quella che forse pi stata citata come pi magnifica della canzone, che un divano di telefono e una coppa dell’amore, anche tutto da l, quando si va in pizzeria si vede la famosa coppia accanto che non si parla e guarda il telefono, ma non ci sar niente conto che a volte quella coppia sei tu, proprio che poi nel senso di tutti noi siamo quella coppia, a volte, in pizzeria o nella vita privata e quindi abbiamo detto, cavolo, una idea per darci una scossa, per ironizzare, anche personalizzare, poi anche per riflettere”. Sul fatto di essere tra i pi trasmessi dalle radio e sulle piattaforme California dice: “Non me la rendo tanto eh. Comunque siamo super super felici, davvero una canzone che a noi piace tanto, ci diverte, ascoltare e fare, quindi siamo felici, mi sono sempre semplice stata una bella sfida e siamo contenti di averla portata qui”.

Dal 7 marzo sar disponibile Vita Fusa, il nuovo album dei Coma_Cose disponibile in pre-save e pre-order nei formati vinile gold, vinile rosa e CD. Un album intimo che, tra ballad e brani dalle varie sfaccettature sonore avr i molti colori che caratterizzano il duo, raccontando un nuovo capitolo molto personale dei Coma_Cose. L’album contiene “Cuoricini”, .

Sanremo, Francesca Michielin: il mio pianto per dirmi ce l’hai fatta

Sanremo, 14 feb. (askanews) – “Ho detto non possibile, mi sono preparata tantissimo per questo pezzo, questo non ci voleva, perch non riuscivo neanche a stare in piedi e il mio pianto stato proprio per dire brava ce l’hai fatta”. Francesca Michielin ha raccontato con queste parole la sua reazione all’infortunio alla caviglia che ha subito. “Per poi l’adrenalina aiuta tanto, aiuta anche il bendaggio funzionale, praticamente non passa il sangue secondo me, proprio stretto come non so che cosa. E ovviamente lo posso tenere pochissimo tempo, ed per quello che mi muovo con le stampelle durante il giorno”.

Poi ha voluto raccontare la durezza, il dolore e la paura di non poter pi cantare per i problemi al rene che l’ha costretta a sottoporsi a un intervento chirurgico per rimuoverlo. “Devo dire che per io adesso mi sento meglio di prima e questa una cosa bellissima, cio non penso che mi manchi qualcosa, penso che sono molto meglio di prima, sono pi forte, sono pi consapevole e anche se tecnicamente meno di prima, in realt per me pi bello, nella filosofia, mi sembra cinese, il rene rappresenta la paura di non farcela e quindi io voglio pensare che adesso che non c’era pi io non ho pi paura di non farcela, adesso sono sono molto pi sicura. Viva il lupo, grazie.

Fango in Paradiso (Columbia Records/Sony Music Italy), l’intensa ballad che ieri sera ha segnato il ritorno di Francesca Michielin sul palco dell’Ariston in occasione della 75 edizione del Festival di Sanremo.

L’Europa e la propria Difesa: una nuova fase della storia.

Nel 2023 i fondi destinati alla Difesa, ovvero agli armamenti, sono aumentati a livello globale (+6,8%) e per quanto concerne i paesi europei aderenti alla Nato l’incremento è stato, in seguito alla guerra in Ucraina e al conseguente suo parziale finanziamento da parte dell’Unione, addirittura del 16%, con la media dei paesi dell’est europeo attestata al 31%. I dati sono quelli del Sipri, l’autorevole Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace con sede a Stoccolma.

Nell’insieme questi quattrini hanno costituito il 28% della spesa totale Nato nel 2023, percentuale mai raggiunta in questo secolo. Chi ha incrementato di più, come è noto, è la Polonia (ben il 75% nel 2022). In attesa di conoscere i dati precisi relativi al 2024 appare evidente come – tranne qualche eccezione, fra cui l’Italia – il tetto del 2% del PIL a suo tempo definito ma non raggiunto da tutti i paesi europei sia già ora una base dalla quale partire per crescere ulteriormente, così come vuole Trump.

Il problema europeo è noto: Roberto Cingolani, Ceo di Leonardo, la nostra azienda di punta nell’aerospaziale, lo ha definito a suo tempo (circa un anno fa) con una locuzione interessante, “frammentazione industriale”: ogni singolo stato nazionale investe – chi più, chi meno – nei propri sistemi d’arma, anche a livello progettuale e produttivo, oltre che nella gestione della propria Forza Armata. Col risultato di creare “duplicazioni” diffuse che impediscono l’emersione di “campioni industriali” continentali. Non solo. Questa distorsione ne produce un’altra, ovvero il prevalente acquisto di componentistica quando non di interi sistemi d’arma dall’estero (Stati Uniti, checché ne dica Trump, in primo luogo). Non esiste, cioè, un “procurement” europeo.

Ogni governo dell’Unione conosce nei dettagli i dati relativi a questa problematica. Ma non vuole affrontarla, se non a parole e con qualche blanda idea assolutamente non risolutiva. Eppure l’invasione russa dell’Ucraina ha evidenziato l’esistenza reale di una possibile minaccia, e dunque la necessità di un efficace sistema difensivo europeo.

Per renderlo autonomo dagli Usa e quindi potenzialmente indipendente dalla Nato (uno scenario ancora ipotetico, ma non impossibile se la marea isolazionista americana dovesse proseguire anche dopo i prossimi quattro anni) è stato calcolato che – oltre alla volontà politica, oggi assente, indispensabile per costituire un esercito europeo – ci vorrebbe un impegno pari ad almeno il 6% del PIL da parte di ogni Stato (l’Italia oggi è all’1,5% e questo dà la dimensione del problema).

A conferma delle difficoltà è utile ricordare che l’obiettivo annunciato in pompa magna nel marzo 2022, subito dopo l’attacco russo a Kyiv, la cosiddetta “Bussola strategica” (ovvero la creazione entro il 2025 di una forza europea di rapido intervento dotata di 5000 effettivi) è ben lontano dal suo effettivo conseguimento.

È dunque più realistico immaginare questo come un obiettivo di lungo periodo, al quale però cominciare a predisporsi fin d’ora. Ma ciò necessita di una volontà federativa di natura politica, che oggi non c’é, altrimenti questi sono tutti ragionamenti fasulli, scritti sull’acqua.

Nell’immediato dunque rimane la Nato. Questo gli americani lo sanno e pertanto ci chiedono il conto. Non sono più disponibili a pagare il nostro sistema di Welfare, che loro non hanno, finanziandolo con il loro budget destinato alla difesa atlantica. Può non piacere, ma è così. 

Siamo in una nuova fase della Storia. Chi fa politica ha il dovere di affrontarla, non di evaderla.

L’unità indispensabile per ripartire dal centro

 

Il dibattito dei giorni scorsi sulle sanzioni americane contro la Corte Penale Internazionale mi ha spinto a chiedermi: cosa avrebbe fatto un centrista, un popolare europeo, uno statista, un padre della nostra Patria, uno dei fondatori della Comunità Europea, come Alcide De Gasperi, di fronte a queste polemiche? 

Sarebbe rimasto in silenzio o avrebbe fatto sentire la sua voce a difesa di un’istituzione sovranazionale che negli anni ha portato avanti processi contro i più atroci criminali di guerra, senza preoccuparsi del loro potere?

Ovviamente conosco bene la risposta. Mi pongo questo dilemma, però, perché il nostro Ministro degli Affari Esteri sostiene di essere l’unico interprete del centro in Italia, erede di quelle politiche e quei valori portati avanti con onore dal politico trentino, anche in tempi bui come quelli del fascismo.

Il leader di Forza Italia ha dimostrato in questa occasione di non essere all’altezza di quei valori, di quella storia, seguendo le stesse tesi dei sovranisti in stile Salvini, Bannon e Afd.

Agli amici che oggi guardano a Forza Italia come interprete delle nostre istanze mi permetto di domandare: ma siete veramente sicuri che Tajani e FI rappresentino le nostre idee, i nostri valori? O sono unicamente dei portatori voti per la nuova destra al potere?

Sono sicuro che gli stessi amici a cui ho posto la domanda mi risponderanno senza aver dubbi: e chi sennò? Mica possiamo votare per il Pd che ormai è una forza libertaria, alleata con populisti e massimalisti!

L’obiezione è legittima anche se va ricordato che, mentre in Forza Italia nessuno si è opposto alle tesi del leader sulla Cpi, nel Pd continuano ad esser presenti e ad alzare la loro voce gli strenui difensori della linea riformista in antitesi al pensiero dominante della segreteria, penso, per esempio, alle coraggiose battaglie di Pina Picerno nell’Europarlamento.

L’impegno di alcuni esponenti però non basta. Basti ricordare come il Pd in recenti occasioni abbia votato contro l’istituzione del 17 giugno come giornata per ricordare le vittime della malagiustizia, in onore di Enzo Tortora; o come al Parlamento Europeo non abbia votato a favore di una risoluzione in cui si accostavano i simboli del nazifascismo a quelli del comunismo sovietico: identificandoli come emblemi dei totalitarismi vissuti in diversi paesi Europei.

Cito questi due voti perché sono degli esempi identitari che rendono chiara l’impossibilità per gli eredi delle culture centriste, democristiane, liberali, repubblicane e socialdemocratiche, di riconoscersi oggi nel Pd. Quindi che fare?

Serve un nuovo partito, diverso dal Pd e Forza Italia, che sia in grado di rappresentarci degnamente, perché i partiti attuali o non sono capaci o sono suddivisi in vari partiti personali che si preoccupano di farsi la guerra tra di loro.

Ha detto bene Beppe Sala nel corso di un’intervista a Otto e Mezzo: “Oggi il cosiddetto centro, cioè la parte più riformista e moderata della politica, è già occupato. Quindi, o lì si trova un accordo per tirare tutti dalla stessa parte o non funziona”.

Serve una maggiore propensione all’unità. Rinnovo l’appello agli attuali leader ed esponenti delle forze politiche che si ritrovano all’interno di Renew Europe, abbassate i toni, parlatevi, incontratevi, dialogate, riunite in una federazione plurale i mille rivoli di una diaspora centrista dispersa in tanti e inutili micropartiti personali. 

Una forza autonoma e con un programma chiaro e definito, una forza che possibilmente sia in grado di allearsi con il Pd ma che non sia obbligata a farlo. Ne abbiamo bisogno perchè oggi, come nel 1938 a Monaco, novelli Chamberlain con i capelli arancioni sostengono di aver trovato effimeri accordi di pace. 

Mai come oggi serve in Italia una casa per noi che crediamo che Democrazia è Libertà.

A Sanremo la IV edizione Festival della Canzone Cristiana

Sanremo, 14 feb. (askanews) – Ha preso il via la due giorni della Quarta edizione del Festival della Canzone Cristiana Sanremo 2025 www.sanremofestivaldellacanzonecristiana.it che si svolge in concomitanza con il Festival della Canzone Italiana, nello storico Teatro F.O.S. – Teatro della Federazione Operaia Sanremese, in via Corradi, a Sanremo, e sar trasmessa in diretta oggi e domani, 15 febbraio 2025, dalle ore 14.30 alle ore 19.30, sul profilo Facebook de “La Luce diMaria”, sul profilo Facebook del Festival della Canzone Cristiana, sul canale Youtube Festival della Canzone Cristiana e sul sito ufficiale del Festival della Canzone Cristiana nonch su Rete Tv Italia ma anche in diretta radiofonica su Radio Mater e Radio Amore.

Sul palco, a condurre il Festival, insieme al Direttore artistico Fabrizio Venturi, ci sar Carmen Attardi, volto noto della televisione e conduttrice dell’emittente radiofonica siciliana Radio Amore. Coordiner la manifestazione l’Avvocato Brunella Postiglione.

Il Festival, organizzato dal Cantautore e Direttore artistico Fabrizio Venturi, ha ottenuto un rilevante successo mediatico nazionale nelle tre precedenti edizioni del 2022 del 2023 e del 2024.

Per la sua quarta edizione, dedicata a Papa Francesco e al Giubileo, ha ottenuto i patrocini delle pi importanti istituzioni, tra cui quelli del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Regione Liguria e della Provincia di Imperia.

“Il Festival si prefigge l’intento di diffondere e di far conoscere anche in Italia la canzone di ispirazione cristiana o Christian music, genere che canta il rendimento di grazie a Dio e la gioia della fede. Sant’Agostino scriveva che chi canta prega due volte e, convinti che il canto sia una preghiera di elevato vigore, ci prefiggiamo come obiettivo primario di innalzare una preghiera universale mediante il nostro Festival” ha affermato Fabrizio Venturi, il quale ha aggiunto: “L’attuale edizione sar all’insegna del Giubileo e del messaggio cristiano che essa promana, nonch del connubio tra la Christian Music Italiana con quella degli Stati Uniti dove essa nata. La Christian Music in grado di instaurare un connubio creativo tra la canzone e la fede e tra la canzone e la lode a Dio, che fa proprio il linguaggio pi potente che Dio ha donato all’uomo, che la musica. La Christian Music non ha niente di diverso dalla musica che si ascolta tutti i giorni nelle radio, la differenza non nella musica delle canzoni, ma nei testi, che, in modo esplicito ed implicito, parlano di Dio”.

Lutto | Mimmo Lucà, autorevole dirigente Acli e politico lungimirante.

Tra le tante cose che in questo momento di lutto alimentano generali sentimenti di gratitudine verso Mimmo Lucà, vorrei ricordare in particolare l’Indagine Conoscitiva, promossa dalla Commissione Affari Sociali della Camera di cui è stato presidente, sulle condizioni sociali delle famiglie in Italia. Siamo nel 2006 quando erano in molti, e non solo nel centrodestra ma anche nel centrosinistra, e nella società civile, a parlare di “ristoranti pieni” quando stavano invece per esplodere le contraddizioni che di lì a poco avrebbero portato alla Grande Crisi Finanziaria del 2007-2008 e più in generale alla fine della società dei due terzi, un cambiamento epocale nella struttura sociale di cui fatichiamo ancora oggi a comprenderne la portata nonostante l’astensionismo abbia ormai raggiunto e talvolta superato il numero dei cittadini che si recano alle urne. Mimmo Lucà diede allora una non comune dimostrazione di essere un politico lungimirante, come lo era stato da dirigente nel sistema Acli. Una qualità, non improvvisata, ma coltivata nel corso della vita  nell’impegno sociale con le Acli di Torino, di cui è stato presidente provinciale, e nell’impegno politico nei Cristiano Sociali. Fu Giovanni Bianchi a volerlo nella Presidenza nazionale delle Acli, di cui divenne Vicepresidente nazionale, con impegnative responsabilità, soprattutto nell’ambito del Patronato.

Di cultura politica di sinistra, negli anni novanta fu fra i promotori di un manifesto di cattolici per il rinnovamento della politica a Torino, che concorse al lancio della candidatura a Sindaco di Valentino Castellani. Lucà è stato deputato per cinque legislature, dal 1994, al 2013, dapprima nelle liste del Partito Democratico della Sinistra poi nei Democratici di Sinistra e infine nel Partito Democratico. Dal 2006 al 2008 fu Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati. Ha sempre mantenuto un forte legame e radicamento nel suo collegio di Rivoli-Rivalta -Orbassano, una zona industriale situata a Ovest di Torino, dove abitava.

Nel 1993 fu tra i promotori, con Ermanno Gorrieri e Pierre Carniti, del movimento dei Cristiano Sociali di cui dal 2003 divenne coordinatore fino al 2017 quando il movimento fu sciolto. In questa via che aveva scelto per il suo impegno politico da cristiano, ha svolto la sua azione in favore della rimozione delle cause delle disuguaglianze, della solidarietà, dei diritti sociali.

Una testimonianza esemplare sotto molteplici punti di vista, a cui guardare per l’impegno politico pluralistico dei cattolici nel presente e per il futuro.

Dibattito | Giustizia, il nodo della riforma sull’azione disciplinare.

Tutti sanno che il governo Meloni è impegnato, come nessun altro governo precedente, nella riforma della giustizia e in particolare dell’ordine giudiziario con la cosiddetta separazione delle carriere. Un altro punto forte della riforma è la costruzione di un organo disciplinare che sia esterno al CSM e sia regolato su basi nuove. Stiamo perciò attraversando come sistema paese un momento ricco di acuti contrasti, di ipotesi di comportamenti che sottendono intenzioni giudicate eversive dagli avversari, di scambi di accuse di voler manomettere la costituzione quale bene supremo della nostra comunità nazionale. Tutti hanno potuto vedere in televisione la manifestazione nazionale per la quale ha preso forma un evento senza precedenti, i magistrati che escono in blocco dall’aula dove si sta tenendo la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nei diversi palazzi di giustizia dei principali capoluoghi italiani. Le ragioni vere della aspra contesa sono demandate più che altro al sospetto e all’illazione. La principale di queste è che il potere politico centrale sarebbe intenzionato, seguendo la propria vocazione autoritaria, a ricondurre sotto di sé il potere giudiziario abolendo di fatto l’autonomia della magistratura. 

Se pensiamo che già in Assemblea costituente Piero Calamandrei dovette ritirarsi sconfitto di fronte ad alcuni magistrati che, pur non essendo stati eletti o avendo qualsiasi altro titolo a intervenire nei lavori dei costituenti, svolgevano uno specifico ruolo di tutela degli interessi della “classe giudiziaria”, ovvero di quelli che essi ritenevano essere tali (la questione allora era l’unicità della giurisdizione), il fatto la dice lunga sulla storicità delle sensibilità acute che si vanno a incontrare (da ottant’anni) quando si parla di riforma dell’ordine giudiziario. È appena il caso di ricordare che l’esplosione del caso Palamara avrebbe dovuto provocare sconquassi o riforme: che invece non si sono minimamente avviate, come nulla fosse stato. Non si contano ai nostri giorni gli interventi di accusa per responsabilità penali a carico di esponenti del governo. In un clima di toni così accesi e di attacchi clamorosi, giustificati o meno, non sembrano esserci i presupposti di una disamina serena dei pro e contro del disegno di riforma della funzione giudiziaria: dove in effetti qualsiasi aspetto venga ripensato di una funzione giustamente definita nella Costituzione diventa delicatissimo, pieno di implicazioni complesse e non facili da risolvere.

In questo quadro è da salutare con vero sollievo l’iniziativa della Associazione Vittorio Bachelet e dal suo presidente prof. Renato Balduzzi tenutasi nella sala conferenze del CSM a Palazzo dei Marescialli, dove si sono discussi gli aspetti della possibile istituzione dell’Alta corte disciplinare, da rendere possibilmente esterna e autonoma rispetto al CSM nel quadro del disegno di riforma. 

Intanto i nomi degli intervenuti sono tutti di grande prestigio e autorevolezza; tutti hanno mantenuto un atteggiamento, potremmo dire, scientifico, critico, di contributo serio e lodevolmente dubitativo, frutto di antica milizia professionale (tranne rare eccezioni: “chi mi conosce, già sa come la penso” è stato detto da qualcuno che meritoriamente non ha voluto turbare il clima estremamente costruttivo). La chiave di volta è appunto la grande ‘professionalità’ degli interventi, senza ombra di polemiche. ‘Als Beruf’, direbbe Max Weber. L’Associazione Bachelet si è assunta il compito di ricordare le cose che si possono e si debbono fare, è stato detto. Così è stato. Infatti, tra chi ha preso la parola, oltre al prof. Renato Balduzzi, membro del CSM e coordinatore dell’incontro e presidente dell’Associazione Vittorio Bachelet, che è ordinario di diritto costituzionale alla Cattolica di Milano e già ministro della Salute e g presidente naziondale del MEIC, l’associazione dei laureati cattolici fondata da Giovanni Battista Montini, Igino Righetti e Sergio Paronetto nel 1932, troviamo una sorta di almanacco di Gotha dei giuristi e dei magistrati che non deve essere stato affatto facile mettere insieme: Fabio Pinelli, vicepresidente CSM; Luigi Salvato, procuratore generale presso la Corte di Cassazione; Francesca Biondi, ordinaria di diritto costituzionale alla Statale di Milano,  Luciano Violante, già magistrato, già parlamentare e presidente della Camera; Nicolò Zanon, ordinario di diritto costituzionale e già vicepresidente della Corte costituzionale; Edmondo Bruti Liberati, già presidente dell’ANM; Giovanni Maria Flick, avvocato, già ministro della Giustizia e presidente della Corte Costituzionale; Margherita Cassano, primo presidente della Corte di cassazione (carica per la prima volta assunta da una donna), Federico Sorrentino, costituzionalista emerito della Sapienza. Ad essi si è unito anche Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio, il quale, per quanto sia un fisico di riconosciuto valore internazionale, ha sempre tenuto fede a un proprio impegno civile che lo ha portato a essere attento osservatore della vita sociale e dei rapporti tra giustizia e società. Sono apparsi tutti assai impegnati a testimoniare disponibilità personale nella ricerca delle migliori formulazioni possibili.

Cosa ne è scaturito, da un incontro così? Intanto, una sorta di rassegnazione che la riforma si farà. Niente proclami di guerra a oltranza, dunque. E, a questo punto, concordia generale sul fatto che occorre farla il meno peggio possibile. Questa è stata esplicitamente enunciata come la preoccupazione principale dell’Associazione Bachelet. Molti degli intervenuti sono tra l’altro studiosi dei sistemi in vigore nei vari paesi europei. (Lo stesso Balduzzi è un comparatista). Che esistono tesi divergenti o inconciliabili si sapeva; ma esse, in un confronto che è stato anzitutto culturale, non sono sembrate ispirate a un ‘mors tua vita mea’, quanto piuttosto a evitare che, nella foga di fare, si rinunci ad evitare adeguatamente gli inconvenienti, cui dopo sia difficile mettere riparo.

Tutti si sono ritrovati d’accordo su un termine: siccome ciascuna delle professioni aventi un albo e un ordine nel caso di inchieste disciplinari prevede di essere sottoposti a un giudizio interno esercitato da professionisti del medesimo ordine (ben comprensibile nel caso, ad esempio, di medici), allora anche per i magistrati deve essere così. Non è affatto la stessa cosa. Anche se è certissimo che rendersi conto delle circostanze e dello specifico problema può essere portato avanti solo da un altro magistrato dotato di lunga esperienza. Tuttavia, appare necessaria l’aggiunta qualificata di un’altra e diversa esperienza, oltre a un assortimento tra requirente e giudicante. Qui, senza entrare nel merito, la presidente Cassano ha lamentato, insistendovi molto, un crescente deficit culturale, che occorre contrastare con urgenza. Si è interrogata, infatti, sul significato della parola ‘legge’: dovendo servirla e applicarla traendone la necessaria ispirazione, occorre riandare alla definizione base. (E poi la stessa cosa va fatta non solo con la parola legge). Combinando le due cose e i due approcci, dovrebbe essere possibile trovare una soluzione.

Sanremo, Achille Lauro: la collana di Tony? Conosco le regole della Rai

Sanremo, 14 feb. (askanews) – “Conosco le regole della Rai e mi sembra che appunto sono proibiti i loghi, adesso non conosco la colonna di Tony, non so come fatta, magari gli stato spiegato male, magari stato un malinteso, magari c’ un logo, non lo so. Dietro le quinte succede tutto totalmente velocemente che ci pu essere stato un fraintendimento”. Ha detto Achille Lauro rispondendo alla domanda sulla polemica per la collana fatta togliere a Tony Effe.

La serata cover è di Giorgia-Annalisa con "Skyfall". Sul podio anche Topo Gigio e Fedez

di Serena Sartini e Alessandra Velluto Sanremo, 15 feb. (askanews) – Giorgia vince la serata delle cover, una delle più emozionanti del Festival di Sanremo, interpretando con Annalisa “Skyfall” di Adele. Interpreti divine “cadute dal cielo”: Giorgia in tailleur pantaloni, in bianco; Annalisa in nero. Secondo Lucio Corsi che ha portato Topo Gigio sul palco dell’Ariston; terzo Fedez che ha interpretato “Bella stronza” con Masini.

La quarta serata inizia nel segno dell’ironia con un vero e proprio show di Roberto Benigni. Riferimenti a Salvini, Meloni e al campo largo di Schlein. “Complimenti, il Festival è magnifico. Hai fermato l’Italia, l’hai paralizzata, tu dovresti fare il ministro dei Trasporti”, è la stoccata iniziale di Benigni al ministro leghista al centro delle polemiche per i continui ritardi dei treni. Sempre sul filo dell’ironia un gioco sui cantanti. “Ho visto Marcella Bella e le ho detto: Bella ciao, è venuto fuori un putiferio, ho dovuto salutare anche i Neri per caso”. Ed ancora: “Al Festival ci sono un sacco di artisti, c’è anche Giorgia… Vedrai che ci sarà per diversi anni”. Poi sul legame della premier con Elon Musk: “E’ innamorato di Giorgia! Lo sanno tutti! Ma l’hai visto quando è venuto in Italia? Sempre insieme! Poi è andato in America a ritirare il premio e chi gliel’ha consegnato? Musk! Sono innamorati!”. Ed ancora: “Oggi è San Valentino, Giorgia non è da nessuna parte? E’ con lui su un satellite a Venezia! Quelli sono capaci di sposarsi e fare il viaggio di nozze su Marte!”.

Nel suo (quasi) monologo con Carlo Conti – con cui ha cantato l’Inno del corpo sciolto – ha rivolto un messaggio di gratitudine al capo dello Stato Mattarella, proprio nella giornata in cui il presidente della Repubblica è stato attaccato da Mosca. “E’ una persona straordinaria. Volevo dire al Presidente che siamo sempre vicini alle sue parole – ha detto – ci riconosciamo in quello che dice, non ho mai sentito dire al Presidente una parola che non fosse di verità e di pace. Siamo orgogliosi di essere rappresentati dal presidente Mattarella per la sua dignità e la sua umanità. Grazie Presidente”.

Emozionano e incantano anche Achille Lauro ed Elodie, nell’interpretazione di un medley ‘intrigante’: “A mano a mano”, scritta da Riccardo Cocciante e portata al successo da Rino Gaetano, e “Folle città” di Loredana Bertè. Al termine dell’esibizione, Achille Lauro improvvisa un ‘ragalo-pazzia’ per Elodie: “Visto che oggi è San Valentino…”, ed intona “Ancora” di Cocciante.

Il geniale e talentuso Lucio Corsi canta con Topo Gigio “Volare-Nel Blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. Un tuffo nel passato e nell’infanzia, innovativo e strappa-sorrisi.

Marcella Bella esegue il brano del fratello Gianni – in platea – scritto da lui stesso e Mogol per Celentano “L’emozione non ha voce”. In platea, alla fine, l’abbraccio fra i due fratelli. “Grazie Gianni di essere qua, una grande emozione”, dice Marcella. Il celebre autore è rimasto fortemente segnato da un ictus che lo ha colpito nel 2010, togliendogli la voce.

Fedez, affiancato da Marco Masini, fa “mea culpa” e cambia il senso di “Bella stronza”. “Ti ho dato tutte le ragioni per essere una bella stronza”, chiude il brano scritto dall’artista toscano. Concentrato e quasi impassibile sul finire del brano si emoziona ribaltando il significato del brano originale. Con le sue rime che si intrecciano col testo originale cantato da Masini, fa una sorta di ammissione di colpa da un uomo che si è comportato male nei confronti della donna. Tra le altre rime aggiunte ancora riferimenti autobiografici alla storia del rapper, “Sulla pancia ho una ferita/ che mi ha fatto meno male” e poi ancora “Riusciremo mai a ferire chi ci odia/ come chi ci ama per davvero”. Resta però un dubbio: a chi sono rivolte le scuse? Alla ex moglie o alla ex amante?

Al fianco di Carlo Conti, per la serata delle cover, ci sono Mahmood e Beppi Cucciari. Il primo si esibisce in un medley dei sui successi “NLDA INTRO”/”Bakugo”/”RA TA TA”/”Soldi”/”Kobra”/ “Tuta gold”. La seconda alleggerisce la serata con i suoi sketch e l’ironia che la contraddistingue.

Questa sera la finalissima. Ancora tutto aperto, visto che non è stata svelata un’unica classifica delle top-5. Ricordiamo che, per la prima serata, sono arrivati – in modo randomico – Giorgia, Achille Lauro, Cristicchi, Lucio Corsi e Fedez mentre nella seconda serata Irama, Brunori Sas, Gabbani, Olly, Francesco Gabbani.

A Subiaco ARSIAL presenta il progetto “Vivi il Lazio”

Roma, 14 feb. (askanews) – Conferenza stampa di presentazione, a Subiaco nel Monastero di Santa Scolastica, del progetto “Vivi il Lazio: un cammino di fede e spiritualit tra luoghi, sapori e tradizioni” promosso dall’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio (Arsial) su impulso dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio. Il patrimonio agroalimentare del Lazio diventa il filo conduttore di un calendario di appuntamenti che accompagner i pellegrini lungo l’Anno Santo, promuovendo l’identit e l’eccellenza della regione.

Abbiamo parlato con Giancarlo Righini, Assessore al Bilancio, Programmazione Economica, Agricoltura e Sovranit Alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste della Regione Lazio:

“Abbiamo pensato a questa iniziativa legislativa che abbiamo denominato proprio le vie del giubileo ed un modo per coniugare la conoscenza del territorio con la valorizzazione dei suoi prodotti della filiera agroalimentare, utilizzando luoghi di culto, cammini religiosi che spesso portano nelle aree interne straordinarie da un punto di vista ambientale e naturalistico e offrire quindi una possibilit di conoscenza del territorio regionale”.

Un viaggio alla scoperta della Regione Lazio che consentir a pellegrini e turisti di portarsi via, metaforicamente, un pezzo storico, culturale e religioso della regione.

“Quindi far capire che intorno a Roma esiste un territorio straordinario, approfittando anche delle opportunit che il turismo enogastronomico, il turismo lento offrono, su cui c’ sempre maggiore attenzione, il tema della sostenibilit, le nuove generazioni prediligono questo tipo di turismo, queste mete e vogliamo quindi offrire un’opportunit anche a loro e di crescita, alle nostre aziende, ai nostri piccoli borghi per vedere rafforzato anche il sistema economico di queste aree interne che molto spesso sono mortificate durante il resto dell’anno”.

I dettagli del progetto sono stati annunciati in conferenza stampa alla presenza dell’Abate O.S.B. Don Roberto Dotta, di Emanuele Rocchi, Sindaco facente funzioni di Subiaco, di Giorgio Simeoni, Presidente della Commissione Speciale Giubileo 2025 e del Commissario Straordinario Arsial, Massimiliano Raffa.

Carlo Conti e Fiorella Mannoia condurranno evento-omaggio Pino Daniele

Sanremo, 14 feb. (askanews) – Saranno Carlo Conti e Fiorella Mannoia a condurre, il 18 settembre 2025 in Piazza del Plebiscito a Napoli, il “Pino è – Il viaggio del Musicante”, uno show evento unico che vedrà sul palco grandi nomi del mondo della musica e dell’entertainment per ricordare Pino Daniele a 70 anni dalla sua nascita e a 10 anni dalla sua scomparsa.

Un’imperdibile festa con tanti ospiti, artisti, musicisti, amici e colleghi per celebrare uno dei più grandi musicisti della storia della musica italiana. Tra racconti, aneddoti, omaggi e ovviamente tanta musica, verranno ripercorse la sua vita e la sua carriera, ricca di canzoni che hanno segnato intere generazioni.

I biglietti per Pino è – Il viaggio del Musicante saranno in prevendita su Ticketone.it e nelle prevendite abituali. Per info: www.friendsandpartners.it.

Pino è – Il viaggio del Musicante sarà anche un evento di valore sociale, una preziosa opportunità per unire cultura e solidarietà, onorando e rinnovando l’impegno sociale di Pino Daniele.

Il ricavato dell’evento verrà infatti devoluto a sostegno della ricerca oncologica pediatrica e della formazione artistica. La ricerca scientifica verrà sostenuta finanziando il Progetto PREME di OPEN Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma odv, che punta a garantire cure personalizzate e innovative ai bambini oncologici. Grazie alla Fondazione Pino Daniele Ets, invece, verranno istituite borse di studio e iniziative per sostenere giovani talenti musicali e contrastare la povertà educativa, promuovendo il linguaggio della musica nelle realtà più fragili.

Tajani: “Dobbiamo aumentare le spese militari, bene Von Der Leyen”

Monaco, 14 feb. (askanews) – “Vedremo quando saranno normalizzate le proposte, siamo uniti come Unione Europea, dovremo discutere e affrontare con gli Stati Uniti il daffarsi. Innanzitutto io credo che dovremo aumentare le spese militari. Bene la decisione di Ursula von Der Leyen di accettare la nostra proposta sulla flessibilit del patto di stabilit di fatto per escludere le spese per la difesa. Questo ci permetter di lavorare meglio come italiani e come europei e di mantenere gli impegni presi con la Nato”: lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a Monaco, a margine della sua partecipazione alla Conferenza sulla sicurezza.

“Lo abbiamo detto fin dall’inizio che eravamo favorevoli ad aumentare le spese militari, l’ho detto anche a (segretario americano Marco) Rubio quando ci siamo sentiti ma il nostro problema era il patto di stabilit. Oggi Von Der Leyen stata molto esplicita e va nella direzione delle nostre richieste”, ha concluso.

Ucraina, Meloni sente Zelensky: serve stretto coordinamento con Ue e Usa

Roma, 14 feb. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. I due leader – riferisce una nota di Palazzo Chigi – hanno “discusso degli ultimi sviluppi in corso per mettere fine al conflitto, con l’obiettivo di raggiungere una pace giusta e duratura”.

Meloni “ha riaffermato il sostegno dell’Italia all’Ucraina e al popolo ucraino anche in vista dei futuri colloqui ed entrambi hanno concordato sull’importanza di mantenere uno stretto coordinamento con i partner europei e gli Stati Uniti”.

Benigni-show a Sanremo: "Giorgia e Musk innamorati. Saranno su Marte?"

Sanremo, 14 feb. (askanews) – Inizia con l’ironia di Roberto Benigni (stoccate a Salvini, Meloni e al campo largo di Schlein) la quarta serata del Festival di Sanremo, dedicata alle cover. “E’ un sogno che si realizza per me”, annuncia Carlo Conti. “Il sogno è tutto mio – risponde Benigni -. Credimi perché non perdo una parola di quello che fai. Sono un Carlocontiologo. Complimenti, il Festival è magnifico. Hai fermato l’Italia, l’hai paralizzata, tu dovresti fare il ministro dei Trasporti”, è la stoccata iniziale al governo.

L’attore toscano si complimenta con il conduttore e direttore artistico del Festival per aver portato il “campo largo” sull’Ariston. “Hai chiamato tutti: dalla Clerici a Gerry Scotti da Mediaset. Tu sì che hai fatto il campo largo…”, ha ironizzato.

Sempre sul filo dell’ironia un gioco sui cantanti. “Ho visto Marcella Bella e le ho detto: Bella ciao, è venuto fuori un putiferio, ho dovuto salutare anche i Neri per caso”. Ed ancora: “Al Festival ci sono un sacco di artisti, c’è anche Giorgia… Vedrai che ci sarà per diversi anni”. Poi sul legame della premier con Musk: “E’ innamorato di Giorgia! Lo sanno tutti! Ma l’hai visto quando è venuto in Italia? Sempre insieme! Poi è andato in America a ritirare il premio e chi gliel’ha consegnato? Musk! Sono innamorati!”. Ed ancora: “Oggi è San Valentino, Giorgia non è da nessuna parte? E’ con lui su un satellite a Venezia! Quelli sono capaci di sposarsi e fare il viaggio di nozze su Marte!”.

Ne ha per tutti, il comico toscano, che lancia una stoccata anche al neo presiente americano Donald Trump: “Segue Sanremo tutte le sere da Mar-a-Lago, con Musk. Vuole rifarlo grande, ha già il cappellino rosso, ‘Make Sanremo Great Again’!”.

“Dopo la Groenlandia e il Canada, Trump vuole la Liguria! O diventa il 53esimo Stato degli Stati Uniti o gli metto un dazio del 200% sulle trofie al pesto!”, dice ancora Benigni, tra gli applausi del Teatro Ariston.

Nel suo (quasi) monologo con Carlo Conti – con cui ha cantato l’Inno del corpo sciolto – ha rivolto un messaggio di gratitudine al capo dello Stato Mattarella, proprio nella giornata in cui il presidente della Repubblica è stato attaccato da Mosca. “Due anni fa ricordo che su quel palchetto c’era il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, faacemmo insieme una serata parlando della Costituzione, si divertì e commosse. E’ una persona straordinaria. Volevo dire al Presidente che siamo sempre vicini alle sue parole, ci riconosciamo in quello che dice, non ho mai sentito dire al Presidente una parola che non fosse di verità e di pace. Siamo orgogliosi di essere rappresentati dal presidente Mattarella per la sua dignità e la sua umanità. Grazie Presidente”.

Zelensky: colloquio con Meloni, grazie Italia per sostegno Ucraina

Roma, 14 feb. (askanews) – “Ho avuto una telefonata con il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e ho ringraziato l’Italia per il suo ampio sostegno all’Ucraina”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

“L’ho informata dei miei recenti contatti con l’amministrazione statunitense, tra cui l’incontro con il vice presidente JD Vance e la telefonata con il presidente Trump”, ha aggiunto Zelensky, “Abbiamo discusso del coordinamento con i partner sulle garanzie di sicurezza efficaci per l’Ucraina e dei possibili quadri per assicurare la sicurezza a lungo termine”.

“Ho sottolineato che la garanzia più forte ed efficace in termini di costi è l’adesione alla Nato”, ha proseguito, “Finché l’Ucraina non riceverà un invito, è fondamentale che i nostri partner sostengano lo sviluppo di un esercito forte e moderno, di sistemi di difesa aerea, di capacità a lungo raggio e di una flotta capace”.

“Ho anche sottolineato che prima di qualsiasi negoziato, l’Europa, gli Stati Uniti e l’Ucraina devono coordinare una strategia di difesa e sicurezza unificata con un chiaro piano d’azione”, ha concluso il presidente ucraino su X, “L’Europa deve partecipare a pieno titolo ai negoziati di pace e agli sforzi per prevenire guerre future”.

Zelensky: colloquio con Meloni, grazie Italia per sostegno Ucraina

Roma, 14 feb. (askanews) – “Ho avuto una telefonata con il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e ho ringraziato l’Italia per il suo ampio sostegno all’Ucraina”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

“L’ho informata dei miei recenti contatti con l’amministrazione statunitense, tra cui l’incontro con il vice presidente JD Vance e la telefonata con il presidente Trump”, ha aggiunto Zelensky, “Abbiamo discusso del coordinamento con i partner sulle garanzie di sicurezza efficaci per l’Ucraina e dei possibili quadri per assicurare la sicurezza a lungo termine”.

“Ho sottolineato che la garanzia più forte ed efficace in termini di costi è l’adesione alla Nato”, ha proseguito, “Finché l’Ucraina non riceverà un invito, è fondamentale che i nostri partner sostengano lo sviluppo di un esercito forte e moderno, di sistemi di difesa aerea, di capacità a lungo raggio e di una flotta capace”.

Sanremo, Achille Lauro: faccio il cantante, gossip non mi interessa

Sanremo, 14 feb. (askanews) – “Dopo le dichiarazioni in conferenza stampa ci siamo confrontati, ci siamo detti che stata la cosa giusta. E poi brevi. Primo, in poche parole abbiamo detto un pensiero che secondo me era in qualche modo inattaccabile, perch era un mio pensiero personale, e forse era anche condiviso. Seconda cosa, siamo qui a Sanremo e nessuno mi ha chiesto niente. Avevamo gi detto quello che dovevamo dire in due parole chiudendo definitivamente una questione che sinceramente non mi interessa, tanto la verit che non dobbiamo convincerle perch avranno sempre i dubbi, non dobbiamo stare l a fare tira e molla. Io faccio un altro lavoro, scrivo canzoni; anzi devo cercare di stare lontano il pi possibile da queste cose perch mi successo di essere dentro il frullatore e magari pensare pi ad altre stronzate che alla musica. Invece la realt che a 34 anni dico che basta la musica”. Lo ha detto Achille Lauro, in conferenza stampa, commentando i gossip che riguardano lui, Chiara Ferragni e Fedez.

Russia attacca Mattarella per parole su Ucraina, presidente "sereno"

Roma, 14 feb. (askanews) – Scoppia un caso Italia-Russia. “Paralleli storici oltraggiosi e palesemente falsi”, affermazioni “blasfeme”. Sono le parole durissime con cui Maria Zakharova, la portavoce del ministero degli Esteri russo, accusa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella di aver pronunciato “dichiarazioni offensive nei confronti del nostro Paese…sostenendo che le azioni della Russia in Ucraina hanno una natura simile al progetto del Terzo Reich in Europa”.

Il capo dello Stato, hanno fatto sapere dal Quirinale, è “assolutamente sereno e rimanda al suo discorso di Marsiglia”. Lì qualche giorno fa, il 5 febbraio, Mattarella ha ricevuto il dottorato honoris causa dall’università Aix Marseille, uno dei più importanti atenei francesi. Nella sua lectio magistralis il presidente della Repubblica ha sollevato un preoccupato allarme sulla crisi degli organismi internazionali e sul rimergere dei nuovi protezionismi che nel passato furono forieri di contrapposizioni tra nazioni e continenti che portarono alla seconda guerra mondiale.

L’attacco arrivato da Mosca ha visto unirsi per una volta tutti gli esponenti politici e le istituzioni che si sono schierate a sostegno del presidente della Repubblica. A cominciare dalla premier, Giorgia Meloni, per la quale “gli insulti della portavoce del Ministero degli Esteri russo offendono l’intera Nazione italiana, che il Capo dello Stato rappresenta. Esprimo la mia piena solidarietà, così come quella dell’intero Governo, al Presidente Mattarella, che da sempre sostiene con fermezza la condanna dell’aggressione perpetrata ai danni dell’Ucraina”.

Con Meloni anche i presidenti delle Camere: Ignazio La Russa, che giudica “offensive e fuori luogo” le affermazioni di Zakharava, e Lorenzo Fontana, che è anche l’esponente della Lega più alto in grado ad esprimere la sua solidarietà e l’apprezzamento per “il forte impegno per la pace e per i principi di libertà e democrazia” di Mattarella. L’altro vicepremier, Antonio Tajani, è stato tra i primi a voler “rinnovare, anche a nome di Forza Italia, la piena fiducia nell’operato del capo dello Stato, riconosciuto da tutti un autorevole uomo di pace”.

Sentito il sostegno di tutte le opposizioni, dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, che afferma: “La comunità democratica si riconosce pienamente nelle parole e nell’azione del Capo dello Stato, custode della Costituzione e della democrazia. A lui va la mia personale gratitudine e quella del Partito Democratico”; al leader M5s, Giuseppe Conte, che giudica “intollerabili” gli attacchi al capo dello Stato. Solidarietà da tutti gli altri leader di partito di maggioranza e opposizione: da Fratoianni (Avs) e Lupi (Nm), a Carlo Calenda di Azione. Ma anche dai capigruppo e da diversi esponenti del governo di Fdi, come i ministri della Cultura Alessandro Giuli, degli Affari europei Tommaso Foti, dei Rapporti col Parlamento Luca Ciriani. Qualcuno (Osvaldo Napoli di Azione) fa notare il silenzio dell’altro vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. Ma subito dopo intervengono prima il vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Paolo Formentini, che ne fa una questione di confini: “La Lega, da sempre in difesa della sovranità nazionale, esprime solidarietà al Presidente”. E poi il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio: “Il presidente Sergio Mattarella si è sempre contraddistinto per le sue parole di pace e per la ricerca di una soluzione ai conflitti internazionali, compreso quello tra Russia e Ucraina, senza per questo mai nascondere chi fosse l’aggredito e chi l’aggressore. Al Capo dello Stato vanno la mia più totale solidarietà e sostegno”.

Il ragionamento svolto dal capo dello Stato lo scorso 5 febbraio, a rileggerlo oggi, è stato più ampio e articolato di come è stato sintetizzato da Mosca: lanciava un monito a non ripetere gli errori del passato, inoltre sollecitava soprattutto l’Europa ad essere protagonista e sono solo “oggetto” di questa disputa internazionale e infine accostava l’aggressione russa all’Ucraina alla guerra di conquista attuata dal Terzo Reich. “La crisi economica mondiale del 1929 scosse le basi dell’economia globale e alimentò una spirale di protezionismo, di misure unilaterali, con il progressivo erodersi delle alleanze”, ha detto Mattarella a Marsiglia ricordando quale era stato il contesto in cui “fenomeni di carattere autoritario presero il sopravvento in alcuni Paesi, attratti dalla favola che regimi dispotici e illiberali fossero più efficaci nella tutela degli interessi nazionali. Il risultato fu l’accentuarsi di un clima di conflitto – anziché di cooperazione – pur nella consapevolezza di dover affrontare e risolvere i problemi a una scala più ampia. Ma, anziché cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. E furono guerre di conquista. Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura”.

Pavarotti 90, evento speciale Arena di Verona con voci lirica e pop

Roma, 14 feb. (askanews) – Il Maestro Luciano Pavarotti ha usato il suo straordinario talento per portare l’opera a un pubblico mondiale di appassionati e non solo: ha infranto barriere e confini, ha trasceso i teatri per arrivare ai grandi spazi aperti, toccando il cuore di milioni di persone. Grazie alla sua voce unica e impareggiabile e alle doti di comunicatore empatico, estroverso e carismatico, è stato riconosciuto come il tenore più amato dell’ultimo secolo.

Dopo lo straordinario successo dell’evento celebrativo di Pavarotti 10th Anniversary del 2017 che ha raccontato una storia unica al mondo attraverso le voci e le testimonianze delle persone a lui più vicine, il 30 settembre 2025, anno in cui avrebbe celebrato il suo novantesimo compleanno, il Maestro verrà ricordato nuovamente con un grande concerto all’Arena di Verona, “Pavarotti 90 – L’uomo che emozionò il mondo”. Un evento speciale a cui parteciperanno grandi artisti del panorama lirico e pop per festeggiare e rendere omaggio a questo straordinario percorso artistico: protagonisti sul palco tanti grandi cantanti dell’opera in primis ed anche del pop, i due “emisferi” della musica che il tenore ha generosamente congiunto nel corso della sua quarantennale carriera.

I biglietti per Pavarotti 90 – L’uomo che emozionò il mondo sono disponibili dal 14 febbraio, su Ticketone e punti di vendita abituali.

Nel corso della serata di ieri sera del Festival di Sanremo, su palco del Teatro Ariston il Direttore Artistico Carlo Conti ha voluto ricordare il Maestro Luciano Pavarotti “anche lui grande protagonista su questo palco, che avrebbe festeggiato quest’anno 90 anni e a fine settembre ci sarà una bellissima serata per lui all’Arena di Verona”, lanciando così il grande evento Pavarotti 90.

“Sono felice di poter ricordare Luciano in questo anniversario importante – dichiara Nicoletta Mantovani Pavarotti – e in una sede così prestigiosa e significativa come l’Arena di Verona, che lo ha visto protagonista in interpretazioni indimenticabili. Questo compleanno virtuale ci dà l’occasione di ripercorrere la vita e la straordinaria carriera di Luciano. Non finisce mai di stupirmi quanto il suo ricordo sia radicato nel cuore di tante persone, la sua voce rimane ancora un faro per tutti gli appassionati di opera nel mondo e la sua generosità ha generato un legame di affetto che il tempo non riesce a scalfire. Il concerto all’Arena rappresenta per me un modo per continuare a dirgli ‘grazie’ per tutto ciò che è stato e ha fatto, come artista e come uomo”.

La Fondazione Luciano Pavarotti da più di 15 anni è impegnata a preservare l’eredità artistica, ma anche umana del grande Maestro e, coerentemente con l’impegno verso i più bisognosi che ha portato avanti nel corso della sua vita, una parte dei proventi di “Pavarotti 90 – L’uomo che emozionò il mondo” sarà destinata in beneficenza (l’ente individuato verrà comunicato nei prossimi mesi).

Pavarotti 90 sarà l’occasione non solo per un concerto ma per un vero e proprio “Memorial”, che offrirà al pubblico e a tutti i partecipanti l’opportunità di ricordare il Maestro tramite testimonianze, ricordi, video e attraverso, naturalmente, le performance sul palco dei grandi talenti presenti.

Nel concerto avranno spazio anche le giovani voci del panorama lirico, di cui il Maestro è stato mentore e modello, per interpretare le gemme del repertorio che egli ha reso familiari a milioni di persone nel mondo.

Fuori dall’ordinario in molti modi diversi, la sua voce spettacolare, insieme al suo disarmante carisma, il Maestro Luciano Pavarotti ha emozionato il mondo e nel corso della sua carriera è stato riconosciuto come ambasciatore eccellente della musica e della cultura italiana.

Sanremo, Tony Effe: non posso mettere tuttui d’accordo, mi sento il meno artista

Sanremo, 14 feb. (askanews) – “So che non posso mettere d’accordo tutti per ci sto male quando mi dicono delle cose forti, mi arrivano dei messaggi tipo chiss cosa pensa tua madre, mi dicono che con la canzone gli fanno male le orecchie. Non un discorso costruttivo, difficile mettere d’accordo tutti. Posso capire che i testi non piacciono, per secondo me decide il popolo, questi pezzi piacciono alla gente, ai ragazzini che vanno in discoteca, si divertono sempre nelle regole, perch poi quella importante. Per me un buon lavoro.

Non voglio fare lo strafottente per se questa roba piace, non sono l’unico, vuol dire che non sono l’unico scemo” Lo ha detto Tony Effe, in conferenza stampa nella sala Lucio Dalla, dopo le polemiche sui suoi testi ritenuti violenti e misogini.

“Con la convinzione fai tutto, io mi sento il meno artista di tutti perch mi sento che ho ancora tanto da fare, soprattutto nel canto, so che ho lavorato tanto e quando lo fai arrivano i risultati, per non mi sento l’ultimo, di questi 30 artisti, ma certo, ho tanto da imparare: incontro con Brunori e imparo incontro Cristricchi, Lucio Corsi e imparo, incontro Baby Gang e imparo; secondo me ogni persona ti pu lasciare qualcosa” ha concluso il rapper romano.

L’alternativa alla destra? Franceschini sbaglia, non si può andare in ordine sparso.

Desidero innanzitutto ringraziare Francesco Russo per avermi invitato qui. È stato un invito inaspettato e molto gradito, che mi ha permesso di conoscere una realtà da cui esco sicuramente più arricchito. In un periodo in cui sembra quasi necessario nascondere la propria passione per la politica, fa bene vedere che ci siano ancora persone animate da questo interesse e dal desiderio di costruire il futuro del nostro Paese.

Ho apprezzato lo spirito di questo incontro, fondato sull’ascolto e sul dialogo, elementi essenziali per un confronto politico autentico e per la costruzione di una sintesi di pensiero condivisa. In questo approccio c’è un forte senso del noi, ma è necessario riconoscere anche un’altra realtà: ci sono momenti storici, come quello che stiamo vivendo, in cui diventa indispensabile tracciare uno spartiacque.

 

Lo spartiacque necessario

Questo spartiacque non serve a creare divisioni sterili, ma a definire con chiarezza i valori che vogliamo difendere. In Italia, purtroppo, questo non è ancora avvenuto con la dovuta chiarezza. Ci si è spesso illusi di poter mitigare e stemperare certi estremismi. È già successo nella nostra storia: il Partito Popolare Italiano tentò di ridimensionare la figura di Mussolini, ma il risultato fu catastrofico, portando al fascismo.

Oggi, assistiamo a qualcosa di simile: si cerca di legittimare una destra che non condivide i nostri stessi valori. Dobbiamo avere il coraggio di tracciare una linea di confine chiara, senza timore di essere accusati di eresia politica.

 

Il ruolo del Partito Popolare Europeo

Guardiamo a quanto accade in Europa: in Austria i popolari hanno avuto la responsabilità di arginare derive pericolose, così come si spera accada in Germania. Questo dimostra che è possibile costruire un argine democratico senza rinunciare alla generosità di includere tutti nel proprio campo d’azione politica.

 

La minaccia ai valori occidentali

Intanto, dall’altra parte dell’Atlantico, sono passati sotto silenzio alcuni eventi significativi: con poche firme orgogliose e decise, la nuova presidenza americana ha cancellato fondi destinati a milioni di persone nel mondo, tra cui programmi di vaccinazione per bambini, iniziati da John Fitzgerald Kennedy, il primo presidente cattolico degli Stati Uniti.

Allo stesso modo, è stato eliminato un fondo per la diffusione della democrazia istituito da Ronald Reagan, come se niente fosse. Questi gesti ci ricordano che c’è una battaglia in corso per la difesa dei nostri valori.

 

Libertà e democrazia: un equilibrio delicato.

Questa situazione mi porta a riflettere su una contrapposizione rischiosa che vedo emergere: quella tra libertà e democrazia. La libertà ha senso solo se trova un limite nel rispetto della libertà altrui. Una libertà assoluta porta inevitabilmente al dominio di chi ha maggiori risorse materiali o culturali, schiacciando chi non ha i mezzi per opporsi.

Questo tipo di libertà non trova fondamento nella nostra Costituzione né nella nostra cultura democratica e cattolica. Per questo è fondamentale ribadire un principio di equilibrio tra libertà e uguaglianza, senza cedere a visioni estreme.

 

Un appello al futuro

In questo contesto storico, è nostro dovere proporre un’alternativa che difenda la democrazia e i valori della nostra Costituzione. Dobbiamo usare le parole della nostra Carta per dialogare, per costruire un futuro comune e per difendere una visione di libertà che non calpesti i diritti degli altri. Questa è la sfida che mi appassiona e che spero appassioni anche voi.

 

L’importanza dell’ascolto

L’ascolto è il fondamento della democrazia. Vorrei raccontare un episodio che per me è stato molto formativo. Qualcuno dei presenti forse lo ricorderà, avendolo proposto più volte. Un’amico mi disse: “C’è Caterina, una signora che vive ai margini della nostra società, in una tendopoli lungo il Tevere, nel cuore di Roma. Ti sta aspettando, ma ieri è successo qualcosa. È passato un volontario di un’altra associazione a portare la cena a un ragazzo senzatetto, ma Caterina lo ha cacciato via in malo modo”.

Ecco, perché lo ha fatto? Perché Caterina non conosceva quella persona. Non le aveva mai parlato. Non si era mai sentita ascoltata da lui. Quel volontario aveva portato un pasto senza prima cercare un contatto umano, senza tentare di comprendere chi avesse davanti.

“Io, invece, ero andato a trovarla per mesi. Le avevo parlato, ma soprattutto l’avevo ascoltata. Solo dopo aver costruito un rapporto di fiducia, solo dopo averle portato una sigaretta, un gesto semplice ma significativo per lei, mi sono permesso di portarle del cibo”.

Questo episodio insegna che non si può offrire qualcosa a chi non si conosce. Bisogna prima comprendere le esigenze delle persone.

 

La politica come ascolto e rappresentanza.

La politica non può limitarsi a una lista di offerte. Chi ha il lusso di avere contatti, di poter chiedere ed ottenere risposte, viene soddisfatto. Ma le risposte offerte a pochi privilegiati non sono soluzioni per tutti i cittadini. Questo sistema esclude chi non trova ascolto, chi non ha avuto la fortuna – diciamo così – di far inserire un emendamento a suo favore.

Così si allontanano gli elettori dalla politica. Così si spiega perché molti cittadini non tornano più a votare: non si riconoscono in un menù di proposte fatto su misura per pochi. Se vogliamo cambiare questo stato di cose, dobbiamo farlo con generosità, con impegno e con la consapevolezza che noi non siamo definiti solo da ciò che facciamo, ma soprattutto da ciò che lasciamo. Forse non ci riusciremo prima delle prossime elezioni politiche o europee, ma dobbiamo iniziare ora.

 

Il punto di partenza: la scuola pubblica.

Il punto di partenza deve essere la scuola pubblica, perché è lì che si formano i cittadini. Verso la fine dei lavori dell’Assemblea Costituente, un giovane deputato di nome Aldo Moro presentò un ordine del giorno in cui auspicava che il legislatore repubblicano inserisse l’insegnamento della Costituzione nelle scuole, gettando le basi per quella che sarebbe diventata l’educazione civica. La storia ha voluto che proprio lui, professore di filosofia del diritto, figlio di una maestra elementare e di un ispettore scolastico, diventasse il primo Ministro della Pubblica Istruzione della Repubblica Italiana.

 

Una nuova leadership per un nuovo centrosinistra

Non possiamo sapere se il centrosinistra vincerà le prossime elezioni, ma abbiamo il dovere di costruire le condizioni per farlo. Servono una leadership forte e una visione politica comune per offrire al Paese un’alternativa credibile.

Non basta procedere in ordine sparso. La proposta del mio amico Dario Franceschini, che stimo e considero un politico intelligente, potrebbe anche portare a una vittoria elettorale, ma non credo possa garantire la capacità di governare il Paese. Serve coraggio. 

Occorre partire da pochi punti chiari e restituire dignità e onore al ruolo parlamentare, perché, nonostante tutto, viviamo ancora in una democrazia rappresentativa e parlamentare. I temi più importanti devono essere affrontati dal Parlamento, che è e resta il cuore della nostra Repubblica.

 

[Il testo non è stato rivisto dall’autore]

Vance fustiga l’Europa, a Monaco è scontro sull’ordine democratico

Monaco di Baviera, 14 feb. (askanews) – Doveva essere la giornata dell’Ucraina, è diventata l’occasione di un durissimo scontro a colpi di lezioni di democrazia tra gli Stati Uniti e l’Unione europea. Al suo esordio alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il vice presidente americano J. D. Vance ci è andato giù pesante. Il suo j’accuse nei confronti dell’Europa è stato articolato e del tutto inatteso, e ha lasciato la platea di funzionari governativi ed esperti di geopolitica, giunti ad ascoltarlo, con un misto di preoccupazione e incredulità.

Vance ha fustigato l’intero sistema di regole europee, ha accusato l’Europa di avere represso la libertà di parola e di avere scelto di “correre nella paura” dei propri elettori. Quanto all’aumento dell’immigrazione clandestina nel Vecchio Continente, ha commentato, è frutto di “decisioni consapevoli prese da politici nell’arco di un decennio”. Affrontando apparentemente il tema delle preoccupazioni statunitensi per la sicurezza europea, il vice di Donald Trump ha quindi dipinto un’Unione diretta da élite antidemocratiche, avvezza a metodi “repressivi” e “visioni politiche non ortodosse”. Accuse che sono state respinte al mittente con decisione dal ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, che non ha perso tempo ed ha replicato piccato: “se ho capito bene” Vance “sta paragonando parti dell’Europa a regimi autoritari” e “questo non è accettabile”.

Il presidente federale Frank-Walter Steinmeir, in realtà, aveva per primo alzato l’asticella delle polemiche con Washington. “La nuova amministrazione americana ha una visione del mondo diversa dalla nostra. Una visione che non tiene conto delle regole stabilite, delle partnership consolidate e della fiducia”, ha detto il capo dello Stato, avvertendo che “l’assenza di regole non deve diventare il modello per un nuovo ordine mondiale”. Quella di Vance, però, non è parsa una semplice replica, ma un discorso preparato e ricercato, mentre tutti si attendevano un intervento distensivo dopo le preoccupazioni degli ultimi due giorni innescate dalla brusca accelerazione di Trump sull’Ucraina e i suoi contatti con Vladimir Putin. “La minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno; ciò che mi preoccupa è la minaccia dall’interno, il ritiro dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali, valori condivisi con gli Stati Uniti d’America”.

Durante la sua invettiva contro l’Europa, Vance ha criticato il Regno Unito per avere arrestato un cittadino che protestato vicino a una clinica per l’aborto ed ha accusato la Svezia di avere condannato una campagna anti-Islam. Poi ha rivolto critiche esplicite ai leader europei che, a suo dire, avrebbero “minacciato e intimidito aziende di social media per censurare la cosiddetta disinformazione”. E per dare sostanza alle sue parole, ha citato la teoria della fuga di laboratorio del Covid-19. “Sembra sempre più che si tratti di vecchi interessi radicati, nascosti dietro brutte parole dell’era sovietica come disinformazione”, gente “a cui semplicemente non piace l’idea che qualcuno con un punto di vista alternativo possa esprimere un’opinione diversa o, Dio non voglia, votare in modo diverso o, peggio ancora, vincere un’elezione”, ha spiegato.

Secondo il vicepresidente Usa, “mettere a tacere” i punti di vista non ortodossi “è il modo più sicuro per distruggere la democrazia”. Ecco perché, secondo il numero due dell’amministrazione Trump, gli attuali leader europei somigliano molto agli autocrati di vecchi regimi repressivi durante la Guerra Fredda. Il suo pensiero è andato alla Romania e alle sue elezioni annullate. “Quando vediamo tribunali europei annullare elezioni e alti funzionari minacciare di annullarne altre, dobbiamo chiederci se ci stiamo attenendo a uno standard adeguatamente elevato” di democrazia, ha insistito, tracciando parallelismi tra ciò che ha definito una repressione della libertà di parola oggi e le autocrazie del XX secolo. “Nella memoria vivente di molti di voi in questa sala”, ha detto rivolgendosi a una platea incredula, “la Guerra Fredda ha posizionato i difensori della democrazia contro forze molto più tiranniche in questo continente”. “Considerate la parte in quella lotta che ha censurato i dissidenti, che ha chiuso le chiese, che ha annullato le elezioni. Erano i buoni? Certamente no. E grazie a Dio, hanno perso la Guerra Fredda. Hanno perso perché non hanno né apprezzato né rispettato tutte le straordinarie benedizioni della libertà”, ha affermato. Ma “sfortunatamente”, è il ragionamento del vice presidente Usa, “quando guardo l’Europa oggi, a volte non è così chiaro cosa sia successo ad alcuni dei vincitori della Guerra Fredda, “non si possono forzare le persone a pensare, a sentire o a credere”.

Ed eccola la lezione di democrazia di Vance all’Europa. I leader europei dovrebbero “accogliere ciò che la gente dice”, “anche quando è sorprendente”: “anche quando non siete d’accordo”, ha precisato. Proprio questa è la “magia” di ogni Stato democratico. Credere nella democrazia, secondo Vance, significa capire che “ognuno dei nostri cittadini ha saggezza ed ha una voce”, e “se ci rifiutiamo di ascoltare quella voce, anche le nostre battaglie più vincenti otterranno ben poco”. Quindi la conclusione ad effetto, con la citazione di una delle frasi più celebri di Papa Giovanni Paolo II, definito “uno dei più straordinari campioni della democrazia in questo continente o in qualsiasi altro”: “Non abbiate paura”. “Non dovremmo avere paura del nostro popolo”, ha precisato, “anche quando esprime opinioni che non sono d’accordo con la sua leadership”. (di Corrado Accaputo)

Mosca attacca Mattarella, il Quirinale: il capo dello Stato "è assolutamente sereno"

Roma, 14 feb. (askanews) – Il Presidente della Repubblica è assolutamente sereno e rimanda alla lettura del testo pronunciato a Marsiglia. E’ quanto fanno sapere fonti del Quirinale in merito alle parole della portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, che ha duramente criticato le dichiarazioni fatte dal capo dello Stato nel suo intervento del due febbraio scorso a Marsiglia, lectio magistralis per il dottorato honoris causa dell’università francese, in cui aveva parlato dell’attacco russo all’Ucraina.

Italia-Russia, fonti Quirinale: Mattarella assolutamente sereno

Roma, 14 feb. (askanews) – Il Presidente della Repubblica è assolutamente sereno e rimanda alla lettura del testo pronunciato a Marsiglia. E’ quanto fanno sapere fonti del Quirinale in merito alle parole della portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, che ha duramente criticato le dichiarazioni fatte dal capo dello Stato in un recente intervento a Marsiglia, lectio magistralis per il dottorato honoris causa dell’università francese, in cui aveva parlato dell’attacco russo all’Ucraina.

Il fine settimana di La7 con Maria Grazia Cucinotta

Roma, 14 feb. – Su La7, Maria Grazia Cucinotta presenta i nuovi appuntamenti gourmet del fine settimana per un viaggio culinario ricco di sapori, storie affascinanti e incontri con ospiti speciali.

In onda sabato 15 febbraio alle ore 11:00, L’Ingrediente Perfetto A tu per tu e domenica 16 febbraio L’Ingrediente Perfetto, sempre alle ore 11:00.

Nella puntata di sabato de L’Ingrediente Perfetto A tu per tu, Maria Grazia Cucinotta incontrer l’attrice e scrittrice Margot Sikabonyi per presentare il suo ultimo libro “Lara vuole essere felice” e per raccontare il percorso intrapreso dopo il grande successo televisivo di Un Medico in Famiglia in

cui interpretava Maria Martini, nipote di Nonno Libero.

In questa puntata di A Tu per Tu, andremo poi alla scoperta delle bellezze paesaggistiche e culinarie di Cosenza, Paratico, Sant’Angelo di Brolo, Cinisello Balsamo e infine Castel del Giudice.

Nella puntata di domenica de L’Ingrediente Perfetto, Maria Grazia ci sorprender con due piatti che richiamano i sapori della sua amata Sicilia. Il primo piatto sar un filetto di salmone marinato all’arancia, avvolto in una crosta croccante di patate e mandorle, mentre il secondo, realizzato con il panificatore Natale Lagan, sar la tradizionale focaccia messinese.

Non mancher l’appuntamento con il troticoltore Roberto Rossi, che ci delizier con delle tagliatelle all’orata, carciofi e mentuccia. Infine, debutta una nuova rubrica dedicata al lifestyle, con la stilista della tavola Caterina Migliorini.

“L’Ingrediente Perfetto A tu per tu” e “L’Ingrediente Perfetto” sono una produzione di Elio Bonsignore per Me Production.

Mosca attacca Mattarella: parole blasfeme e oltraggiose su Russia

Roma, 14 feb. (askanews) – Violento attacco della Russia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha accusato il presidente, che in un recente discorso a Marsiglia aveva paragonato l’invasione russa dell’Ucraina alle azioni del Terzo Reich, di aver “tracciato paralleli storici oltraggiosi e palesemente falsi tra la Federazione Russa e la Germania nazista”, “dichiarazioni offensive nei confronti del nostro Paese”.

Il capo dello Stato italiano, si legge sul canale Telegram della portavoce degli Esteri russi, ha “tracciato paralleli storici oltraggiosi e palesemente falsi tra la Federazione Russa e la Germania nazista, invitando a tenere conto del fallimento della politica occidentale di appeasment con l’aggressore della fine degli anni ’30 nella risoluzione della crisi ucraina e sostenendo che le azioni della Russia in Ucraina “hanno una natura simile” al progetto del Terzo Reich in Europa.

Per Zacharova, “è strano e folle sentire tali blasfeme affermazioni dal Presidente dell’Italia, un Paese che sa bene cosa sia il fascismo. Il regime fascista di Mussolini fu un fedele alleato della Germania nazista nell’ambito dei patti d’acciaio (..) e fornì al Terzo Reich 235 mila uomini per l’aggressione congiunta all’URSS nel 1941. Il regime italiano è responsabile, insieme ai nazisti, dei crimini di guerra e del genocidio del popolo sovietico durante la Grande Guerra Patriottica”.

Zakharova rilancia puntando il dito contro i vertici ucraini, definiti “teroristi e neonazisti”: l’Italia, dice, rifornisce il regime ucraino di moderne armi letali, “sostenendo così incondizionatamente il regime criminale in tutti i suoi crimini”.

E ancora: “ma noi conosciamo un’altra Italia. Conosciamo gli italiani che, durante la Seconda guerra mondiale, si organizzarono in un potente movimento partigiano, di cui migliaia di sovietici – prigionieri di guerra e civili deportati – divennero parte attiva, combattendo insieme ai loro compagni italiani contro il fascismo e dando la vita per la libertà dell’Italia e della loro patria”.

Zelensky: vedrò Putin solo quando avremo un piano condiviso Trump-Ue

Monaco di Baviera, 14 feb. (askanews) – “Non ho in programma incontri con la Russia” ma posso dire che “sono pronto a incontrare un singolo russo, anche (Vladimir) Putin, solo in caso di un piano comune con” il presidente degli Stati Uniti Donald “Trump”, “un piano condiviso con l’Europa” e quando “vedrò Putin porre fine alla guerra”. Lo ha detto oggi il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, durante il suo intervento alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza. “Solo in questo caso”, ha specificato, e “in nessun’altra piattaforma di compromesso”.

Fisco, Tajani: con Fi al governo non ci sarà alcuna patrimoniale

Roma, 14 feb. (askanews) – “Finché Fi sarà al governo non ci sarà alcuna patrimoniale”. Lo ha detto Antonio Tajani commentando le parole della segretaria del Pd, Elly Schlein, secondo cui una tassa sui grandi patrimoni a livello europeo non può essere un tabù.

A margine di un evento alla Camera, Tajani ha detto: “La sinistra pensa sempre alle tasse, ha una visione punitiva della società: gli extra profitti, le tasse, i grandi patrimoni ma cos’è un grande patrimonio? Dobbiamo favorire gli investimenti, i grandi patrimoni servono per fare investimenti, per favorire la crescita. L’ossessione per le tasse da parte della sinistra mi preoccupa molto, è una visione molto statalista, punitiva. Le tasse devono pagarle i giganti del web ma finché Fi sarà al governo non ci sarà alcuna patrimoniale”.

Da Mosca attacco a Mattarella: affermazioni oltraggiose e blasfeme sulla Russia

Roma, 14 feb. (askanews) – La portavoce del ministero degli Esteri russo ha accusato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella di aver “tracciato paralleli storici oltraggiosi e palesemente falsi tra la Federazione Russa e la Germania nazista”, secondo Maria Zakharova “dichiarazioni offensive nei confronti del nostro Paese”.

Il capo dello Stato italiano, si legge sul canale Telegram della portavoce degli Esteri russi, ha “tracciato paralleli storici oltraggiosi e palesemente falsi tra la Federazione Russa e la Germania nazista, invitando a tenere conto del fallimento della politica occidentale di appeasement con l’aggressore della fine degli anni ’30 nella risoluzione della crisi ucraina e sostenendo che le azioni della Russia in Ucraina “hanno una natura simile” al progetto del Terzo Reich in Europa.

Per Zacharova, “è strano e folle sentire tali blasfeme affermazioni dal Presidente dell’Italia, un Paese che sa bene cosa sia il fascismo. Il regime fascista di Mussolini fu un fedele alleato della Germania nazista nell’ambito dei patti d’acciaio (..) e fornì al Terzo Reich 235 mila uomini per l’aggressione congiunta all’URSS nel 1941. Il regime italiano è responsabile, insieme ai nazisti, dei crimini di guerra e del genocidio del popolo sovietico durante la Grande Guerra Patriottica”.

L’attacco russo al presidente della Repubblica arriva dopo il discorso a Marsiglia, in cui ha
paragonato l’invasione russa dell’Ucraina alle azioni del Terzo Reich.  Zakharova rilancia puntando il dito contro i vertici ucraini, definiti “terroristi e neonazisti”: l’Italia, dice, rifornisce il regime ucraino di moderne armi letali, “sostenendo così incondizionatamente il regime criminale in tutti i suoi crimini”.  E ancora: “ma noi conosciamo un’altra Italia. Conosciamo gli italiani che, durante la Seconda guerra mondiale, si organizzarono in un potente movimento partigiano, di cui migliaia
di sovietici – prigionieri di guerra e civili deportati – divennero parte attiva, combattendo insieme ai loro compagni italiani contro il fascismo e dando la vita per la libertà dell’Italia e della loro patria”.

Il vice presidente Usa J.D. Vance: in Europa la libertà di parola è in ritirata

Monaco di Baviera, 14 feb. (askanews) – “In Gran Bretagna e in tutta Europa, temo, la libertà di parola è in ritirata. A quanto pare, non si può imporre l’innovazione o la creatività, così come non si possono forzare le persone su cosa pensare, cosa sentire o cosa credere. E pensiamo che queste cose siano certamente collegate”. E’ quanto ha detto oggi il vice presidente degli Stati Uniti J.D. Vance durante il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

“La minaccia che mi preoccupa di più nei confronti dell’Europa non è la Russia, non è la Cina, non è nessun altro attore esterno; ciò che mi preoccupa è la minaccia dall’interno, il ritiro dell’Europa da alcuni dei suoi valori più fondamentali, valori condivisi con gli Stati Uniti d’America”, ha sottolineato il vice presidente americano J. D. Vance, durante il suo discorso alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

Vance ha criticato senza nominarlo un ex commissario europeo (Thierry Breton, ndr) che “è andato in televisione di recente e sembrava felice che il governo romeno avesse appena annullato un’intera elezione” e ha suggerito che “la stessa cosa potrebbe accadere in Germania”. “Ora queste dichiarazioni sprezzanti sono scioccanti per le orecchie americane”, ha detto, aggiungendo: “Per anni ci è stato detto che tutto ciò che finanziamo e sosteniamo è in nome dei nostri valori democratici condivisi, tutto, dalla nostra politica sull’Ucraina alla censura digitale, è pubblicizzato come una difesa della democrazia. Ma quando vediamo le corti europee annullare le elezioni e alti funzionari minacciare di annullarne altre, dovremmo chiederci se stiamo mantenendo uno standard adeguatamente elevato”.

Vance ha criticato quelle che ha definito “restrizioni alla libertà di parola in Europa” ed ha richiamato alla memoria la Guerra Fredda, che “ha messo i difensori della democrazia contro forze molto più tiranniche in questo continente”.

J.D Vance ha anche commentato alcune preoccupazioni europee: se la democrazia americana può sopravvivere a 10 anni di “critiche” da parte dell’attivista per il clima Greta Thunberg, l’Europa può “sopravvivere a qualche mese” di Elon Musk. Riguardo poi alla possibilità di negoziati per l’Ucraina, gli Stati Uniti “confidano in un accordo ragionevole tra Ucraina e Russia”, ha sottolineato il vicepresidente Usa, il quale ha infine evidenziato con una battuta il cambio alla Casa Bianca: “C’è un nuovo sceriffo in città”, ha detto facendo riferimento al presidente Donald Trump.

Dazi Trump, Tajani: prenderemo tutte le decisioni con l’Ue

Roma, 14 feb. (askanews) – “Non abbiamo alcun interesse che ci sia una guerra commerciale, anzi dobbiamo scongiurarla. Parleremo, vedremo il da farsi, studieremo, qualora ci fossero i dazi, delle contromisure, faremo tutto ciò che è possibile anche esplorando nuovi mercati. Abbiamo strategia in testa, vediamo quali saranno le decisioni finali degli Usa. Tutte le decisioni le prenderemo insieme all’Ue. È ovvio che si deve trattare come Europa, poi noi possiamo essere dei buoni ambasciatori dell’Europa, questo sì”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, leader di Fi, a margine dell’Assemblea nazionale enti locali a Montecitorio.

Ue, P. Chigi: bene von der Leyen su difesa, passo fondamentale

Roma, 14 feb. (askanews) – Il Governo italiano accoglie con “soddisfazione l’annuncio della Presidente della Commissione Europea riguardante nuove iniziative volte a incrementare gli investimenti nel settore della difesa, a partire – come richiesto da tempo dall’Italia – dall’esclusione di tali spese dal Patto di Stabilità”. E’ quanto afferma Palazzo Chigi.

“Si tratta di un primo, fondamentale passo nella giusta direzione, che dovrà essere seguito anche dall’istituzione di strumenti finanziari comuni – prosegue la nota -. Il Governo italiano è pronto a lavorare costruttivamente con le istituzioni europee e con gli altri Stati membri per raggiungere insieme questi importanti obiettivi, a partire dalla prossima presentazione del Libro bianco della difesa dell’Ue”.

Sci, l’austriaco Haaser vince il gigante mondiale maschile

Roma, 14 feb. (askanews) – L’austriaco Raphael Haaser ha vinto il gigante mondiale disputato sulle nevi di Saalbach. Sceso col pettorale numero 22 dopo aver rischiato di non rientrare nelle selezioni del Wunderteam per questa specialità, Haaser ha chiuso quinto a sorpresa in prima manche rimontando fino a conquistare una pazzesca medaglia d’oro. Per la prima volta in campo maschile non vince la Svizzera, che si deve accontentare degli altri metalli con l’argento di Thomas Tumler (+0.23) e il bronzo di Loic Meillard (+0.51). Ma il più quotato dei rossocrociati, il fenomeno e campione in carica Marco Odermatt, termina sorprendentemente ai piedi del podio per sette centesimi: il gigante sulla pista “Schneekristall” rimane indigesto al dominatore di questa specialità negli ultimi anni, dopo che la stagione precedente era uscito nelle Finali di Coppa del Mondo sfumando l’en-plein. Austria di nuovo sul trono in gigante maschile dopo Hirscher nel 2017 e sul podio iridato in questa specialità per la nona edizione consecutiva dei Mondiali. In una gara ricca di stravolgimenti ci prova per una medaglia anche l’azzurro Luca De Aliprandini: attacca e sogna per una manche e mezzo ma alla fine dice addio alle medaglie, scivolando al nono posto finale a poco più di un secondo di distacco dal vincitore.

Roma, è online il catalogo delle collezioni del VIVE

Roma, 14 feb. (askanews) – Scoprire e rivalutare in chiave critica le collezioni del VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia a Roma, comprese le opere custodite nei depositi, al fine di contribuire alla più ampia attività di conservazione e valorizzazione: dalla progettazione di nuovi allestimenti fino alla programmazione di mostre temporanee. Questo l’obiettivo del lavoro di catalogazione sistematica promosso dal VIVE, diretto da Edith Gabrielli, confluito nella realizzazione di un catalogo online sul sito dell’Istituto stesso.

L’intervento di catalogazione è stato affidato a tre gruppi di lavoro, impegnati in uno studio sistematico e continuo delle collezioni, coordinati da tre accademici: Alessandro Tomei, già professore ordinario di Storia dell’Arte Medievale presso l’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Barbara Agosti, professoressa ordinaria di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Tor Vergata e Valerio Terraroli, professore ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università di Verona, rispettivamente per l’arte medievale, moderna e contemporanea, in linea con il patrimonio custodito dall’Istituto.

Avviato nel 2020, il lavoro di catalogazione ha previsto, in una prima fase, la ricognizione delle varie e spesso difformi catalogazioni già effettuate in passato e l’elaborazione di un programma quadriennale di lavoro che prevedesse, da un lato l’aggiornamento delle schede esistenti, dall’altro la realizzazione ex novo di quelle mancanti. A seguire la definizione delle caratteristiche del catalogo online da pubblicare sul sito del VIVE – dal modello di scheda delle singole opere fino alle funzioni di ricerca e filtro – contemperando le soluzioni proposte dalle principali istituzioni nazionali ed internazionali con le specificità del patrimonio dell’Istituto.

Il catalogo, online con le prime 94 opere schedate per il Medioevo, presenta ben 560 schede in italiano e in inglese redatte da circa 80 specialisti, in gran parte giovani, provenienti dai maggiori centri di ricerca e università italiani ed esteri. Un lavoro multidisciplinare e altamente specialistico che, anche grazie al supporto di Silvia Armando e del personale interno dell’Istituto, ha consentito di indagare a fondo le collezioni restituendone una lettura più completa ed accurata, nonché decine di scoperte e nuove datazioni e attribuzioni. Fiore all’occhiello dell’iniziativa l’alta qualità della documentazione fotografica; oltre 2.200 gli scatti fotografici in catalogo, frutto di un’accurata riorganizzazione dei materiali fotografici esistenti – in particolare quelli digitali – e dell’attivazione di una nuova campagna fotografica ad hoc.

“Il grande progetto di catalogazione promosso dal VIVE è stato pensato per promuovere lo studio e la conoscenza delle collezioni dell’Istituto e garantire la loro fruizione da parte di un pubblico ampio e diversificato. In linea con le più importanti realtà museali internazionali e fermamente convinti del ruolo imprescindibile della catalogazione per un’ottimale attività di tutela e valorizzazione del nostro patrimonio, abbiamo avviato un imponente intervento in tale direzione, coadiuvati da tre accademici di chiara fama che hanno coordinato specialisti dei maggiori centri di ricerca e università italiani ed esteri. La pubblicazione del catalogo online consentirà agli studiosi di effettuare ricerche di carattere scientifico, approfondendo lo studio delle opere di interesse e scoprendo nuove attribuzioni e datazioni, e a turisti e curiosi di conoscere le opere più significative anche attraverso l’importante corredo fotografico che accompagna il catalogo” ha dichiarato Edith Gabrielli, direttrice del VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia.

Al fine di condividere con il pubblico i risultati delle indagini condotte nell’ambito della campagna di catalogazione e consentire ai visitatori di scoprire ed ammirare le opere ad oggi custodite nei depositi, il VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia ha promosso un ciclo di cinque incontri dal titolo “Reintegrazioni. Dai depositi al percorso di visita” che mira alla reintegrazione di tali opere nel percorso museale aperto al pubblico, coinvolgendo quest’ultimo in un’esperienza di riscoperta ed approfondimento storico-artistico del patrimonio del VIVE.

In occasione di ciascun incontro verrà inaugurata, presso la Sala Altoviti di Palazzo Venezia, l’esposizione dell’opera oggetto della conferenza stessa. Da oggi è esposto al pubblico il frammento della porta bizantina della basilica di San Paolo fuori le Mura, raffigurante una scena della Pentecoste, che, in linea con l’anno giubilare 2025, sarà visibile presso la sala Altoviti di Palazzo Venezia fino al prossimo 23 marzo.

Sport, Ambra Sabatini a un metro dal traguardo e molto pi in l

Roma, 13 feb. (askanews) – Ambra Sabatini il coraggio e la speranza, la voglia di rialzarsi quando la vita ti butta a terra, un percorso da Rocky caduto ad un passo dalla medaglia alle Paralimpiadi di Parigi 2024, ma anche molto di pi.

“Penso che non c’ mai fallimento quando si prova a dare il massimo e purtroppo nella vita esistono degli incidenti e questo l’ho sperimentato. Quindi bisogna vederla sotto una prospettiva diversa ed quello che consiglio di fare a chiunque si trova ad affrontare una delusione. Bisogna cambiare prospettiva e capire se c’ qualcosa da correggere e prendere questa sconfitta come una opportunit e una motivazione in pi per andare avanti”.

La presentazione in forma privata al museo Maxxi del docufilm ‘Ambra Sabatini. A un metro dal traguardo’ stata l’occasone per salutare la portabandiera italiana e per ricordarsi che a questa ragazza non manca proprio nulla.

“Ambra una ragazza che con grande determinazione ha ripreso da un incidente stradale e questo ci accomuna moltissimo. Ha ripreso e la sua una storia incredibile di speranza. Con Parigi l’abbiamo amata ancora di pi perch ci ha insegnato che si pu cadere, ma si pu anche ripartire” spiega Roberto Tomasi, ad di Autostrade per l’Italia.

Il film, prodotto da Giffoni Innovation Hub e Blackbox Multimedia in collaborazione con Autostrade per l’Italia, il racconto di una giovane meravigliosa che dopo aver perso una gamba in seguito ad un incidente stradale nel 2019, riuscita a rialzarsi, a dare speranza.

Per Roberto Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, “Ambra nella vita ha dimostrato tante cose, ha dimostrato non solo il suo talento sportivo ma la sua forza morale, la capacit di apprezzare quel che rimasto rispetto a ci che ha perso. La capacit di arrivare a poco pi di un metro dal traguardo della medaglia paralimpica, cadere , preoccuparsi pi che di se stessa della compagna di squadra. La capacit dopo pochi minuti di stordimento generale, di chi le vuole e le vorr sempre bene, di rispondere ‘Ma c’ Los Angeles’. Per la nostra sensibilit, per la nostra vita, per il modo con il quale la approcciamo che fa riflettere”.

Questa dolce atleta paralimpica detiene il record mondiale nei 100 metri ed testimonial delle campagne di Autostrade per l’Italia rispetto alla sicurezza stradale, e dice “In pista si superano i limiti ma in strada no. E’ un messaggio che voglio mandare perch in strada siamo responsabili non sono delle nostre vite ma anche di quelle degli altri. Quindi bisogna rispettare determinate regole e come nello sport, bisogna rispettare delle regole di fair play e quindi ogni ambiente ha il suo regolamento ed giusto rispettarlo per il bene di tutti”.

Il docufilm su Ambra Sabatini parla a tutti e dimostra quanto sia importante la determinazione, affinch dopo una caduta ci sia sempre un nuovo inizio. Per Tomasi, “E’ un inno al diversity, al fatto che riusciamo ad includere anche persone che possono aver situazioni complesse nella loro vita, ma anche un segno di speranza a tutti noi che ogni giorno possiamo cadere ed il giorno dopo possiamo ripartire e reimmaginare il nostro futuro”.

Von der Leyen: proporrò ai Paesi Ue di sospendere il Patto di stabilità per le spese relative alla difesa

Roma, 14 feb. (askanews) – La Commissione europea intende proporre ai paesi dell’Ue di sospendere i vincoli del Patto di stabilità e di crescita per le spese relative alla difesa. Lo ha annunciato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen durante il suo intervento al vertice sulla sicurezza a Monaco.

“In precedenti crisi straordinarie abbiamo assicurato ai Paesi margini di bilancio supplementari attivando la clausola di sospensione. In termini pratici, abbiamo assicurato ai Paesi membri un consistente aumento degli investimenti pubblici legato alla crisi. Ritengo – ha detto Von der Leyen – che siamo in un altro periodo di crisi che giustifichi un approccio analogo. Per questo motivo annuncio che proporrò l’attivazione della clausola di sospensione per gli investimenti in difesa”.

“Questo consentirà ai paesi membri di aumentare in maniera consistente le loro spese in difesa. Ovviamente – ha precisato – lo faremo in maniera controllata e condizionata”. (fonte immagine: European Union).

Von der Leyen: proporrò sospensione Patto stabilità su spese difesa

Roma, 14 feb. (askanews) – La Commissione europea intende proporre ai paesi dell’Ue di sospendere i vincoli del Patto di stabilità e di crescita per le spese relative alla difesa. Lo ha annunciato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen durante il suo intervento al vertice sulla sicurezza a Monaco.

“In precedenti crisi straordinarie abbiamo assicurato ai Paesi margini di bilancio supplementari attivando la clausola di sospensione. In termini pratici, abbiamo assicurato ai Paesi membri un consistente aumento degli investimenti pubblici legato alla crisi. Ritengo – ha detto Von der Leyen – che siamo in un altro periodo di crisi che giustifichi un approccio analogo. Per questo motivo annuncio che proporrò l’attivazione della clausola di sospensione per gli investimenti in difesa”.

“Questo consentirà ai paesi membri di aumentare in maniera consistente le loro spese in difesa. Ovviamente – ha precisato – lo faremo in maniera controllata e condizionata”. (fonte immagine: European Union).

Fisco, Schlein: tassa su grandi ricchi non può essere tabù, serve discussione a livello europeo

Roma, 14 feb. (askanews) – Per la segretaria del Pd Elly Schlein una “tassa sui grandi patrimoni non può essere tabú” anche se, ha aggiunto, la “discussione è bene farla almeno a livello europeo”. Schlein ha parlato al convegno di Oxfam sulle diseguaglianze aggiungendo che in Italia il sistema fiscale è “iniquo” e “sono d’accordo con la proposta di mettere l’equità orizzontale in Costituzione. E’ un principio sacrosanto: tanto guadagno tanto pago”.

Sul conflitto d’interesse poi, ha rilevato, “c’è stata una pesante sottovalutazione” se “oggi l’uomo più ricco del mondo fa parte dell’amministrazione americana. Noi dobbiamo fare una legge in Italia, ma dobbiamo muoverci anche a livello europeo e globale” perché “sono regole che devono valere per tutti”.

Xi invita a Pechino i "Sei Piccoli Draghi" del tech e Ia cinesi

Roma, 14 feb. (askanews) – Il presidente cinese Xi Jinping ospiterà la prossima settimana un incontro con i principali imprenditori del paese, a partire dai cosiddetti “Sei piccoli draghi”, cioè le sei startup cinesi che puntano a rivoluzionare la geopolitica tecnologica del mondo. Lo riferisce oggi il South China Morning Post.

Secondo fonti, che hanno chiesto l’anonimato, tra 20 e 30 fondatori e amministratori delegati delle più grandi aziende tecnologiche cinesi sono attesi a Pechino lunedì prossimo in un incontro che punta a dare un riconoscimento e sostegno al settore privato tech, dopo la sorpresa destata in tutto il mondo dall’avvento del chatbot a Intelligenza artificiale (Ia) DeepSeek.

L’incontro riveste un particolare significato, anche perché si svolgerà immediatamente prima delle cosiddette “Due Sessioni”, cioè la doppia riunione dell’Assemblea nazionale del Popolo, l’organo legislativo, e la Commissione centrale consultiva politica. Si tratta dell’appuntamento politico più importante dell’anno, quando non sono previsti congressi del Partito comunista cinese.

Durante le “Due Sessioni” è prevista anche l’afozione di una serie di misure legislative che puntano a proteggere il settore privato, in un momento in cui l’economia cinese si trova ad affrontare un momento di crescita meno spedita e alcune criticità finanziarie preoccupanti, dalla crisi immobiliare al rischio connesso al debito “nascosto” degli enti territoriali.

Nonostante le difficoltà legate alle limitazioni tech imposte dagli Stati uniti e da altri paesi alleati di Washigton, aziende come DeepSeek e Huawei sono riuscite a fare impressionanti passi avanti, introducendo nuovi servizi e prodotti che hanno reso meno ampio il gap con la superpotenza tecnologica americana. In particolare, a dicembre scorso la startup DeepSeek ha lanciato un modello linguistico di grandi dimensioni a basso costo, il DeepSeek V3, che conta 671 miliardi di parametri e, secondo l’azienda con sede a Hangzhou, è stato addestrato in circa due mesi per 5,58 milioni di dollari. Sono dati che, se confermati, rappresentano una sfida vitale per il dominio della Silicon Valley statunitense nel campo dell’Ia, al momento guidata da giganti come OpenAI, Microsoft, Google.

Ma dietro DeepSeek si muove una galassia di proposte Ia cinesi, a partire dal nuovo upgrade dell’LLM di Alibaba, Qwen 2.5-Max, o anche Hunyuan3D 2.0 del gigante Tencent. Questa settimana, Alibaba ha siglato un accordo per fornire Qwen per il funzionamento sugli iPhone di Apple in Cina.

Huawei, dal canto suo, ha sorpreso il mondo nel settembre 2023 lanciando il suo smartphone di punta Mate 60 Pro, dotato del proprio processore Kirin 9000s, in grado di supportare la connettività 5G. Questa mossa ha superato le restrizioni all’esportazione statunitensi del 2020, che impediscono a Huawei di ottenere circuiti integrati avanzati dai principali produttori di chip a contratto in tutto il mondo.

Le aziende invitate all’incontro includono, a quanto riferisce il South China Morning Post (testata di proprietà di Alibaba), Huawei Technologies, Tencent Holding, Xiaomi, DeepSeek, Alibaba e Unitree Robotics. I portavoce di Huawei, Tencent, Xiaomi, DeepSeek, Alibaba e Unitree si sono rifiutati di commentare.

I “Sei Piccoli Draghi”, in particolare, saranno al centro dell’attenzione. Si tratta di sei startup con base a Hangzhou, capoluogo della provincia di Zhejiang, che stannno stupendo il mondo con le loro applicazioni. Oltre a DeepSeek, si tratta dei produttori di robot Unitree, Deep Robotics; lo studio ddi videogiochi Game Science; il realizzatore di interfacce cervello-macchina BrainCo; lo sviluppatore di software per il design d’interni 3D Manycore.

Rutte a Vance: alleati europei devono spendere di più

Milano, 14 feb. (askanews) – A Monaco il segretario generale della Nato Mark Rutte e il vice presidente Usa JD Vance hanno discusso di come aumentare la spesa per la difesa, incrementare la produzione della difesa e garantire una pace a lungo termine per l’Ucraina. Lo rende noto la portavoce della Nato Alison Hart in un tweet.

Secondo la trascrizione delle prime battute dell’incontro fornita dall’Alleanza Rutte ha dichiarato di capire la questione della condivisione degli oneri: “è cruciale. Voglio anche ringraziarvi personalmente per tutto quello che avete fatto nel corso degli anni, nell’impegnarvi con l’Europa”.

Rutte ha anche affermato di condividere la necessità di farsi avanti da parte europea: “hai assolutamente ragione. Deve essere fatto” ha detto. “Dobbiamo crescere in questo senso e spendere molto di più”. Evidenziando poi il “problema che abbiamo sia negli Stati Uniti che nel resto della NATO. Semplicemente non produciamo abbastanza. Non stiamo tenendo il passo con i russi e i cinesi. E poi, naturalmente, l’Ucraina: come portare l’Ucraina a una pace duratura. Non un’altra Minsk. Quindi deve essere duratura. Putin non dovrebbe mai più provarci”. Oltre a far iniziare “i colloqui l’Ucraina da una posizione”.

Sanremo, Marcella Bella: “Sui femminicidi c’ pericolo di emulazione”

Sanremo (Im), 14 feb. (askanews) – E’ un inno alle donne, un invito ad essere delle guerriere. Si intitola “Pelle diamante”, il brano di Marcella Bella, in gara al 75esimo Festival di Sanremo. Le istituzioni, i mass media, la societ tutta devono fare di pi.

“Bisogna fare di pi, perch secondo me nessuno sta muovendo un dito, l’unica cosa che vedo una emulazione, perch pi ingigantiscono sui giornali, sui media, il fenomeno del femminicidio e pi ne fanno. Bisognerebbe fare una pausa e non dare troppa enfasi. Esiste l’emulazione purtroppo e quando cominciano a farlo uno, due, tre e poi lo fanno tutti, invece di andare dall’avvocato e dal giudice per separarsi o divorziare fanno il delitto d’onore. tornato il vecchio delitto d’onore di cui sentivo parlare quando ero bambina in Sicilia, questo veramente assurdo, vuol dire che noi ci siamo involuti, una cosa terribile”. “Noi donne dobbiamo essere pi forti, pi combattive, pi guerriere – ha insistito – e dobbiamo essere pi indipendenti e farci una corazza di diamante, che la nostra pelle”.

Nella serata delle cover, Marcella Bella omagger il fratello Gianni. “Ci sar una dedica, una dedica a mio fratello Gianni, perch la canzone che canter proprio un pezzo che ha scritto Gianni insieme a Mogol per Celentano, che tutti conoscono perch ha avuto un enorme successo, per io ci tenevo a fare la mia versione a cantarlo soprattutto su quel palcoscenico perch avrei voluto cantarla io, quando Gianni ha composto questo pezzo, gliel’ho anche chiesto, ma sei sicuro di darlo a Celentano? E lui siccome era una persona onesta mi ha risposto che aveva preso un impegno e scriveva solo per lui in quel periodo. E non mi ha voluto dare il pezzo”.

Al via la XVII edizione di "New York Encounter"

Milano, 14 feb. (askanews) – “Incipit vita nova” ovvero, qui comincia una vita nuova. Nell’orizzonte di questa citazione di Dante prende avvio, venerdì 14 febbraio, la diciassettesima edizione di “New York Encounter”. Riro Maniscalco, presidente dell’iniziativa, intervistato da askanews, ha spiegato che questo evento “cattolico, nel senso vero della parola”, che è una “casa che apre la porta a tutti i viandanti”, potrà offrire, ai volontari e ai partecipanti, la “possibilità di scoprire magari un percorso che non si conosceva”.

Papa Francesco, nel messaggio inviato agli organizzatori, ha sottolineato il valore di queste “giornate di riflessione e di dialogo”, così come di “ispirazione”, in questo Anno giubilare incentrato sul tema della speranza, che “abita nel cuore di ogni persona”.

È possibile seguire, dal portale askanews.it, gli appuntamenti in programma (https://www.newyorkencounter.org) per i quali è previsto il live streaming. In particolare, gli incontri: di apertura, di venerdì 14 febbraio, alle 18.30 ora di New York, con Philippe Villeneuve, capo architetto della ricostruzione della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, introdotto dal Cardinale Seán Patrick O’Malley, Arcivescovo Metropolita emerito di Boston; e di chiusura, di domenica 16 febbraio, alle 17.30, ora di New York, dedicato a Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, con il Cardinale Christophe Louis Yves Georges Pierre, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti, Antonia Salzano, madre del beato Carlo Acutis, Christine Wohar, fondatrice e presidente di FrassatiUSA, con la moderazione di Amy Hickl, preside della Notre Dame Academy Shool di Los Angeles.

Ucraina, Zelensky: non riconosceremo mai regioni occupate come russe (

Monaco di Baviera, 14 feb. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato oggi che il suo Paese non riconoscerà mai i territori occupati come russi.

“Non riconosceremo mai i territori occupati come russi”, ha detto conversando in ucraino con un gruppo di giornalisti al suo arrivo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto oggi che le discussioni intercorse fino a questo momento con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump “non sono state sicuramente sufficienti per elaborare un piano” per la pace in Ucraina, aggiungendo che i segnali provenienti dall’America sono “forti”, sebbene “vari”, ma ha precisato che saranno necessari ulteriori colloqui con il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance, con cui avrà un incontro oggi.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha inoltre ribadito oggi che il suo Paese vuole essere un membro della Nato. “Vogliamo essere nella Nato, sì. Abbiamo fiducia nelle garanzie di sicurezza della Nato. Penso che questa sia l’opzione più economica per tutti”, ha affermato Zelensky, conversando in ucraino con un gruppo di giornalisti al suo arrivo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Zelensky ha aggiunto che “l’Europa dovrebbe unirsi attorno all’Ucraina per proteggersi”.

La Russia ha effettuato un attacco “molto pericoloso” alla centrale nucleare di Chernobyl durante la notte, cosa che il Cremlino nega, ha spiegato oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Un drone ha volato troppo basso per essere rilevato dai radar, ha affermato Zelensky, aggiungendo che il presunto attacco è stato deliberatamente programmato per coincidere con l’inizio della Conferenza. “Putin non vuole assolutamente la pace”, ha aggiunto il presidente ucraino.

Tv, dal 17 febbraio "The White Lotus 3": il resort è in Thailandia

Roma, 14 feb. (askanews) – Nuova destinazione, nuovo gruppo di vacanzieri pronti a lasciarsi alle spalle per una settimana lo stress di tutti i giorni… e nuovo mistero da risolvere. È ambientata in un incantevole resort immerso nelle atmosfere zen della Thailandia la terza stagione di “The White Lotus”, la premiata serie HBO e Sky Exclusive creata da Mike White da lunedì 17 febbraio su Sky e in streaming su NOW, in esclusiva e in contemporanea con gli Stati Uniti.

Girato fra Koh Samui, Phuket e Bangkok, anche questo terzo capitolo della satira sociale di Mike White è ambientato in un esclusivo resort e segue le vicende di diversi ospiti e dipendenti nel corso di una settimana. Nel cast Leslie Bibb, Carrie Coon, Walton Goggins, Sarah Catherine Hook, Jason Isaacs, Lalisa Manobal, Michelle Monaghan, Sam Nivola, Lek Patravadi, Parker Posey, Natasha Rothwell, Patrick Schwarzenegger, Tayme Thapthimthong, Aimee Lou Wood. Il cast aggiuntivo include Nicholas Duvernay, Arnas Fedaravicius, Christian Friedel, Scott Glenn, Dom Hetrakul, Julian Kostov, Charlotte Le Bon, Morgana O’Reilly e Shalini Peiris.

La prima stagione, arrivata nell’estate del 2021 e ambientata alle Hawaii, ha ricevuto 20 nomination agli Emmy Awards in 13 categorie, portando a casa 10 statuette, più di qualunque altra serie quell’anno – incluso il premio come miglior miniserie. Il secondo ciclo di episodi, che ha debuttato nel dicembre 2022, è invece ambientato in Sicilia e ha fatto sue addirittura 23 nomination agli Emmy, fra cui quella per miglior serie drammatica, portando a casa 5 vittorie. Entrambe sono disponibili in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW.

Ucraina, a Monaco incontro tra delegazioni di Stati Uniti, Russia e Ucraina "di alto livello"

Monaco, 14 feb. (askanews) – Delegazioni di Stati Uniti, Russia e Ucraina “di alto livello” si incontreranno oggi a Monaco per negoziare un percorso di pace tra Kiev e Mosca. Gli incontri, a quanto si apprende, avverranno proprio mentre nella città della Baviera si apre la 61esima edizione della Conferenza sulla Sicurezza (Msc), a cui la Russia non è stata invitata.

Ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva annunciato che rappresentanti di Usa e Russia avrebbero tenuto incontri a Monaco, sottolineando che “anche l’Ucraina è invitata”.

Il presidente della Conferenza, Christoph Heusgen, commentando le parole di Trump su un possibile incontro con le parti russa e ucraina, ha dichiarato che i rappresentanti della Federazione Russa non hanno ricevuto l’accreditamento da parte degli organizzatori della conferenza ma – ha aggiunto – “non si può escludere” la possibilità di un tale incontro in città.

Il Papa ha la bronchite, ricoverato al Gemelli per accertamenti

Milano, 14 feb. (askanews) – Questa mattina, al termine delle udienze, Papa Francesco si ricovera al Policlinico Agostino Gemelli per alcuni necessari accertamenti diagnostici e per proseguire in ambiente ospedaliero le cure per la bronchite tutt’ora in corso. Lo si legge in un messaggio della sala stampa vaticana.  Gli impegni del Papa sono stati così annullati, almeno fino a lunedì. “A seguito del ricovero di Papa Francesco, l`udienza giubilare di domani, 15 febbraio, è stata annullata; la Santa Messa in occasione del Giubileo degli Artisti e del Mondo della Cultura, di domenica 16 febbraio, sarà presieduta da Sua Eminenza il Cardinale José Tolentino de
Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l`Educazione, mentre l`incontro con gli artisti, previsto per lunedì a Cinecittà, viene annullato a causa dell`impossibilità del Papa a parteciparvi”. Così in un comunicato la Sala Stampa della Santa Sede.

Zelensky: drone russo ha colpito e danneggiato il sarcofago di Chernobyl

Roma, 14 feb. (askanews) – Un drone russo ha colpito nella notte ha attaccato il sarcofago della centrale nucleare distrutta di Chernobyl, teatro nel 1986 del più grave incidente atomico della storia. L’ha reso noto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

“La notte scorsa un attacco con un drone dotato di una testata ad alto potenziale esplosivo ha colpito il rifugio che protegge il mondo dalla radiazione che ha distrutto il quarto reattore della Centrale nucleare di Chernobyl”, ha scritto Zelensky.

“Questo sarcofago è stato costruito dall’Ucraina con altri paesi dell’Europa e del mondo, con l’America: tutti quelli impegnati per una reale sicurezza per l’umanità. L’unico paese nel mondo che attacca siti del genere, che occupa centrali nucleari e conduce guerra senza alcun riguardo per le conseguenze, è la Russia di oggi. Si tratta di una minaccia terroristica all’interno mondo”, ha scritto ancora Zelensky.

Il sarcofago della centrale, ha denunciato il presidente ucraino, “è stato danneggiato da questo drone. L’incendio è stato spento. Ad oggi, i livelli di radiazione non sono aumentati e vengono costantemente monitorati. Secondo le prime valutazioni, il danno al riparo è significativo”.