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Calcio, De Laurentiis, addio a Conte: "Gli auguro altri successi"

Roma, 27 mag. (askanews) – A conclusione della giornata di festa per il Napoli e Napoli tutta, il presidente Aurelio De Laurentiis ha avoluto ancora una volta ringraziare l’allenatore Antonio Conte: “Anche se a un certo punto si è trovato privato di una stella come Kvaratskhelia è riuscito attraverso tanti incidenti, tanti infortuni, a fare di necessità virtù cambiando tre o quattro moduli diversi dimostrando al mondo intero che i moduli non servono a niente – dice – Ma serve soltanto un grande esegeta di quello che è il calcio, lui (Conte ndr) ci ha portato fino in fondo e ci ha fatto vincere il secondo Scudetto in tre anni, quindi un applauso va a lui, grazie grazie grazie”.

De Laurentiis ha voluto anche sottolineare il lavoro di tutti, anche extra-campo: “Questa squadra e questo staff hanno fatto un lavoro straordinario – dice ancora – Tutta la parte aziendale ha supportato ed esaltato la costante crescita sportiva e oggi il Napoli è una realtà vincente e credibile sul piano internazionale ed è questo ciò che volevamo”. In conclusione del suo discorso: “Auguro a Conte di continuare a mietere successi nella sua vita professionale, è un uomo che lavora con dedizione e merita rispetto. Grazie Antonio”.

Ucraina, Wsj: Trump valuta sanzioni contro la Russia questa settimana

Roma, 27 mag. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe valutando l’introduzione di sanzioni contro la Russia entro questa settimana, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal. Le nuove misure molto probabilmente non includerebbero sanzioni bancarie, mentre si starebbe discutendo di altre opzioni.

Trump starebbe anche valutando la possibilità di ritirarsi dal processo di risoluzione del conflitto ucraino se l’ultimo tentativo americano di mediazione non dovesse andare in porto, si legge sul quotidiano.

“Il presidente Trump è stato chiaro nel voler vedere un accordo di pace negoziato”, ha dichiarato al Wsj la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. “Il presidente Trump ha anche intelligentemente tenuto tutte le opzioni sul tavolo”.

Trump aveva precedentemente affermato di non approvare le ultime azioni della Russia in Ucraina. Durante una conversazione con i giornalisti all’aeroporto di Morristown, nel New Jersey, durante il suo viaggio verso Washington, il presidente degli Stati Uniti, rispondendo a una domanda sull’argomento, ha affermato di stare “assolutamente” considerando la possibilità di introdurre ulteriori sanzioni contro la Russia.

Auto, Acea: vendite Ue aprile +1,3%, bev al 15,3%. Stellantis -1,1%

Milano, 27 mag. (askanews) – Crescono le vendite di auto nell’Ue ad aprile dell’1,3% “nonostante l’imprevedibilità dell’attuale contesto economico” ma il bilancio dei primi 4 mesi resta in rosso del -1,2%. Poco mosse le vendite nei mercati Ue+Efta+UK -0,4% ad aprile, con UK a -10,4%, e -0,3% da inizio anno a 4,46 milioni di unità.

Lo rende noto l’Acea, l’Associazione dei costruttori europei. La quota di mercato delle auto elettriche a batteria nei primi 4 mesi è salita al 15,3% dal 12% dello stesso periodo 2024, ma “ancora sotto le attese” con vendite in crescita del 26,4% a 558.262 unità. In crescita tre dei quattro mercati più grandi, che rappresentano il 63% delle vendite di auto elettriche: Germania (+42,8%), Belgio (+31,3%) e Paesi Bassi (+6,4%). In calo la Francia del 4,4%, nonostante la ripresa registrata ad aprile (+2,8%).

I modelli ibridi continuano a crescere (vendite +20,8%, quota 35,3%) e si confermano l’alimentazione preferita. Cala ancora la quota di mercato combinata di auto a benzina e diesel al 38,2%, dal 48,4% dello stesso periodo 2024, con il diesel sotto il 10%.

Fra i gruppi auto, Volkswagen ad aprile registra una crescita del 2,9% a 250mila unità con Cupra in evidenza (+51,4%) e Porsche (-23,3%) e Seat (-29%) in rosso. Nei primi 4 mesi il bilancio è +4,7% a 985mila unità pari a una quota del 27,1%.

In calo Stellantis ad aprile -1,1% e nei quattro mesi (-11,1% a 601mila unità) con una quota al 16,5%. Fra i brand in ad aprile evidenza Peugeot (+8%), Alfa Romeo (+39,3%), Jeep (+13%). Male Lancia (-65% a 1.337 unità), Fiat (-15,2% a 23.906) e DS (-15,5%).

Al terzo posto nei primi 4 mesi Renault +7,2% a 415.371 con una quota dell’11,4%, Toyota -6,8% con 314mila unità all’8,6%, Hyundai -5,8% al 7,5%. In crescita Bmw +2,9% a 246mila unità e una quota del 6,8%. Male Tesla che nei quattro mesi vede quasi dimezzarsi le vendite -46,1% a 41.677 unità con una quota che passa dal 2,1% all’1,1%. In crescita la cinese Saic con il brand MG che nei quattro mesi registra una crescita del +52,4% a 69.771 unità e una quota dell’1,9%.

La destra inciampa, la Schlein festeggia. Quali segnali vengono dalle elezioni?

Proviamo a svolgere alcune rapide e schematiche riflessioni sui dati delle elezioni di ieri. Cominciamo dai numeri riguardanti la partecipazione. Questa volta l’affluenza alle urne si è attestata al 56,29%, in linea con la precedente tornata elettorale del 2020 (56,32%). Tuttavia, alcune città hanno registrato cali significativi: Genova ha visto una partecipazione del 39,15% (contro il 44,17% precedente), Taranto il 44,49% (rispetto al 52,28%), mentre Ravenna ha segnato il 37,92% (in calo dal 41,40%) .

Risultati nei principali capoluoghi

  • Genova: Silvia Salis, candidata del centrosinistra, ha vinto al primo turno con il 53,5% dei voti, succedendo a Marco Bucci. 
  • Ravenna: Alessandro Barattoni ha ottenuto il 56,6% delle preferenze, confermando la leadership del centrosinistra nella città . 
  • Taranto: Si andrà al ballottaggio tra Pietro Bitetti (centrosinistra) al 36,8% e Francesco Tacente (civiche supportate dalla Lega) al 27,5% . 
  • Matera: Anche qui si prevede un ballottaggio, con Roberto Cifarelli (centrosinistra) al 42% e Antonio Nicoletti (centrodestra) al 35% . 

Analisi e prospettive

Questi risultati indicano una capacità del centrosinistra di riconquistare consensi, soprattutto quando presenta candidati credibili (la Salis, a Genova, ha allargato con la sua lista civica il consenso della coalizione). Non si vede, in questa tornata, quel segnale di svolta che l’area di centro insegue da tempo. “Uniti si vince” è lo slogan che abbaglia gli streteghi di un centrosinistra in cerca di motivazione e stabilità. Il problema è che le elezioni politiche conoscono dinamiche diverse da quelle sottostanti al voto amministrativo. Nel 1993 Occhetto stravinse nelle città (1993) e perse clamorosamente, l’anno dopo, contro l’outsider Berlusconi. Non sembra che al Nazareno si abbia contezza di questa lezione.

Il centrodestra, pur mantenendo posizioni in diverse realtà, dovrà riflettere sulle dinamiche che hanno portato a qualche sconfitta di troppo, considerando anche la frammentazione interna e la necessità di rinnovamento. In alcune realtà – fa ancora testo Genova – Forza Italia si attesta su cifre modeste: il suo ruolo “correttivo” rispetto alle impennate antieuropeiste della Lega e, in parallelo, di “agevolazione” del difficile europeismo della Meloni, non appare così forte e convincente agli occhi dell’elettorato moderato. Nel complesso, la Lega è ferma mentre Fratelli d’Italia, a dispetto dei sondaggi degli ultimi mesi, mostra segni di cedimento.

In conclusione, le elezioni comunali del 2025 rappresentano un momento di riflessione per tutte le forze politiche, chiamate a rinnovare il proprio impegno verso una politica più vicina ai cittadini e capace di rispondere efficacemente alle sfide locali.

Nota: I dati riportati sono basati sulle informazioni disponibili al momento della redazione (ore 2.30). Per aggiornamenti e risultati completi, si rimanda al sito ufficiale del Ministero dell’Interno: Eligendo.

Astensionismo, l’immagine di un paese sfiduciato

Le elezioni comunali, con circa due milioni di elettori chiamati alle urne, hanno confermato una tendenza che desta preoccupazione: un cittadino su due ha scelto di non votare. Fortunatamente, dopo anni, l’astensionismo ferma l’asticella sui valori del precedente turno amministrativo, restando comunqque alto. Non c’è da gioire. È il segnale di una frattura profonda tra le istituzioni e la vita quotidiana delle persone.

Viviamo dentro un sistema politico irrigidito nello scontro permanente tra destra e sinistra, una contesa che molti cittadini non sentono più come propria. La metà del corpo elettorale rifiuta di partecipare a questa logica da derby ideologico, che appare ormai svuotata di contenuti e incapace di offrire visione e progetto. Serve altro: una politica capace di ascoltare e interpretare la società reale, ricostruendo su basi nuove il patto democratico.

La crisi della rappresentanza

Un nodo strutturale riguarda la tenuta stessa del sistema elettorale, soprattutto a livello locale e regionale. Come può un sindaco o un presidente di regione governare con il consenso di appena un quarto degli aventi diritto? Il modello dell’elezione diretta, nato per garantire stabilità, rischia oggi di legittimare una rappresentanza ristretta, in cui le minoranze determinano il destino della collettività. Questo paradosso democratico richiede una riflessione seria e una revisione coraggiosa delle regole del gioco.

Non si tratta solo di tecnicalità istituzionali. In gioco c’è l’essenza della democrazia: il popolo come soggetto e non spettatore del processo politico. Non a caso, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, già nel 2024, aveva lanciato un monito severo: “Una democrazia senza popolo sarebbe una democrazia di fantasmi”.

Non possiamo permettere che la nostra diventi una democrazia svuotata di partecipazione. Occorre tornare a costruire partiti veri: aperti, contendibili, radicati nella società e capaci di trasmettere valori. Solo così potremo formare una nuova classe dirigente all’altezza delle sfide del presente, restituendo credibilità alla politica e fiducia ai cittadini. L’astensionismo non è solo un dato statistico: anche quando appare stagnante, come ieri si è potuto registrare, alla fine si manifesta come sintomo di una democrazia in affanno.

Un nuovo Partito popolare? Continua il funambolismo di propositi e comportamenti

Anche le elezioni amministrative di ieri lo dimostrano. È evidente a tutti che il Centro nel nostro paese vive una stagione di grande ed oggettiva difficoltà. Una difficoltà che, forse è bene dirlo con franchezza e pur senza polemiche, è anche,figlia e conseguenza del protagonismo o dell’esibizionismo di singoli esponenti dell’area cattolico popolare e cattolico sociale. Molti, anche se non moltissimi, sostengono la necessità di ridare fiato e sostanza ad una ‘politica di centro’. Mentre altri, sulla stessa lunghezza d’onda, ritengono indispensabile rideclinare anche la costruzione di un soggetto politico centrista di ispirazione cristiana, laico e popolare. E anche e sopratutto identitaria. Ma è proprio sulla necessità di fare un passo in avanti, significativo e politico e non meramente testimoniale ed evocativo, che emergono difficoltà a tutt’oggi insuperabili. 

Il probema è interno al cattolicesimo popolare

L’elemento di fondo, spiace dirlo, è tutto dentro al mondo del cattolicesimo popolare. È inutile continuare a denunciare l’assenza di un centro politico e di governo, credibile e coerente, e poi contribuire con il proprio comportamento a frenare la concreta possibilità di dar vita ad un partito o ad un soggetto politico altrettanto credibile e competitivo. E il freno è riconducibile prevalentemente alla molteplicità di presunti e del tutto virtuali leader che pensano, attraverso la propria sigla o il proprio carisma – elemento, questo, persin ridicolo nonchè grottesco da accampare – di rappresentare una fetta consistente, se non addirittura esclusiva, dell’intera area cattolico popolare del nostro paese. 

Il problema di fondo è proprio questo, visto e considerato che esistono centinaia e centinaia di sigle riconducibili all’area cattolico popolare e che, come da copione, sono in feroce competizione le une contro le altre. Salvo l’esperienza di chi si nasconde in partiti che hanno radici culturali e politiche del tutto alternative rispetto a questa cultura politica e a questa sensibilità ideale. Partiti che vanno dal Pd della Schlein alla Lega di Salvini, dai vari partiti della sinistra populista ed estremista alla molteplicità dei partiti personali. 

Ogni tanto spunta un federatore…e poi sparisce

Periodicamente spunta un potenziale “federatore” all’orizzonte dell’area popolare ma, altrettanto puntualmente, viene sacrificato sull’altare dei vari e ormai noti esibizionismi di una molteplicità di singoli. Se fosse stato questo il concreto comportamento dei vari leader del passato non decollava né la Dc e né, tantomeno, i partiti che sono succeduti alla stessa Dc.

Ecco perché mai come in questa fase politica, peraltro complessa, difficile e molto articolata, è necessario riscoprire e tradurre concretamente nell’azione politica l’antico e sempre efficace slogan di Pietro Scoppola rivolto a tutti i politici ma, nello specifico, ai cattolici impegnati nella vita pubblica. E cioè, sapere legare in una sintesi feconda e costruttiva “la cultura del comportamento con la cultura del progetto”. E oggi la sfida della “cultura del comportamento” è proprio quella di saper cedere il passo alla “cultura del progetto”. Senza ridicoli personalismi e persin grotteschi esibizionismi. Perchè a volte un progetto politico, che oggi è realmente necessario – come quello di un nuovo Ppi – rischia di essere distrutto nella culla per l’irresponsabilità di tutti coloro che dicono di volerlo fare ma, come noto, lo bloccano con il rispettivo comportamento.

Flaminio Piccoli: la politica come responsabilità e servizio

Flaminio Piccoli nasce a Kirchbichl, in Austria, il 28 dicembre 1915; compie gli studi medi e di ragioneria a Trento. Nel 1838 si laurea in lingue straniere all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Durante gli anni Trenta partecipa attivamente alla vita dell’Associazione di studenti medi cattolici di Trento voluta dal vescovo Celestino Endrici.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale viene arruolato come ufficiale degli alpini e inviato al fronte prima su quello francese, poi in Albania nel corso del 1940-41, in Montenegro nel 1941-42, nel 1942-43 nella zona d’occupazione in Francia; dopo l’8 settembre 1943 prigioniero e poi fuggiasco da un treno diretto in un campo di concentramento. Tornato a Trento rimane nascosto per evitare problemi con le nuove forze d’occupazione, fuggendo a Milano nel 1944.

Nel dopoguerra è presente all’assemblea costituente della DC trentina (1945); nello stesso anno, esponente di punta del giornalismo cattolico, viene scelto come direttore de «Il Popolo trentino», organo di stampa del partito (ribattezzato «l’Adige» nel 1951), di cui mantiene la direzione ininterrottamente fino al 1977.

Ancora nel 1945, sposa Maria Cescatti, maestra; dal loro matrimonio nascono tre figli.

Nel 1952 gli viene affidata la presidenza della Giunta diocesana dell’Azione cattolica, affiancato dall’assistente monsignor Alfonso Cesconi. Nel 1954 i due si scontrano con il presidente generale Luigi Gedda; vengono quindi allontanati e in seguito, dopo lunghe trattative, reintegrati ai loro posti. La carica di presidente della Giunta diocesana viene mantenuta fino al 1957, anno in cui Piccoli è eletto segretario provinciale della DC trentina.

Nel 1958 viene eletto alla Camera; la sua esperienza da parlamentare si conclude nel 1994. Nel marzo 1959 si avvicina alla corrente dei dorotei e a partire dal 1963 assume i primi incarichi ufficiali all’interno del partito; prima come responsabile della stampa e propaganda, poi, nel settembre 1964, come vicesegretario nazionale, carica che mantiene fino alla fine del 1968. Dal 1961 al 1964 fa parte della Commissione dei 19, costituita dal Governo per affrontare il problema dell’Alto Adige e che darà l’avvio agli statuti di autonomia alla Regione, prima e alle provincie di Trento e Bolzano, poi.

Dal 1968 al 1993 presidente dell’Unione cattolica stampa italiana (Ucsi).

Nel gennaio 1969 viene eletto per la prima volta Segretario nazionale; è poi nominato ministro delle Partecipazioni statali, prima e sua unica esperienza ministeriale, passata attraverso i governi Rumor, Colombo e Andreotti (1970-1972). Fa riferimento a questa esperienza la pubblicazione del volume Le partecipazioni statali: una formula per lo sviluppo, (Milano 1970).

Rientrato nei ranghi del partito, dal 1972 al 1978, è capogruppo dei deputati DC alla Camera, trovandosi sempre presente in tutti i passaggi politici degli anni Settanta.

Nei giorni cruciali del sequestro Moro, Piccoli fa parte della ristretta delegazione che sostituisce la direzione nell’eccezionalità del momento.

Nell’estate 1978 viene eletto presidente del Consiglio nazionale della Democrazia cristiana, posto lasciato vacante proprio da Aldo Moro; durante il XIV Congresso nazionale del partito (Roma, 15-20 febbraio 1980), è eletto per la seconda volta segretario nazionale, carica che ricopre per due anni, segnati da scandali ed emergenze che colpirono il Paese e il maggior partito di Governo (strage di Bologna, terremoto in Irpinia, referendum sulla legge sull’aborto, scandalo della P2). Nel novembre 1981, tentando di rinnovare il partito, convoca un’Assise degli esterni, coinvolgendo intellettuali ed esponenti della società civile non iscritti al partito.

Terminata la sua esperienza da segretario nel maggio 1982, il Consiglio nazionale propone a Piccoli di riassumere il ruolo di presidente dell’Assemblea, carica mantenuta fino al 1986.

A partire dal giugno 1986 (Assemblea di Lisbona) e fino al 1989, è presidente dell’Unione mondiale dei democratici cristiani (di cui è già stato vicepresidente); si assume poi l’incarico di organizzarne la Conferenza ideologica che, programmata nel 1992, ha poi luogo nel 1994, a Santiago del Cile, tra l’indifferenza dei partiti europei e la grande partecipazione dei paesi dell’America latina.

Negli anni 1987-1992 è presidente della Commissione esteri della Camera; successivamente (giugno 1992-aprile 1994, XI Legislatura), eletto senatore nel Collegio di Castellammare di Stabia, è membro della Commissione esteri del Senato. Con la conclusione anticipata della Legislatura e la fine della Democrazia cristiana, Piccoli confluisce nel gruppo senatoriale del Partito popolare italiano.

Nel 1994 decide di non ricandidarsi e nel 1995 costituisce l’Associazione dei democratici cristiani; gli ultimi anni tenta di rifondare il suo vecchio partito.

Muore a Roma l’11 aprile 2000.

Centrosinistra prende Genova e tiene Ravenna. Matera e Taranto al ballottaggio

Roma, 26 mag. (askanews) – Genova e Ravenna al centrosinistra, Taranto e Matera verso il ballottaggio con i progressisti comunque avanti. E’ l’esito, a spoglio delle schede elettorali ancora in corso, della tornata di elezioni amministrative che ha coinvolto quasi due milioni di elettori e ha visto al voto 117 comuni di regioni a statuto ordinario e 9 comuni della Sicilia. L’affluenza al voto è stata del 56,2% in linea con l’ultima tornata elettorale.

Silvia Salis e Alessandro Barattoni vincono già al primo turno rispettivamente a Genova e a Ravenna. Quando a Genova le schede scrutinate – secondo i dati del Viminale pubblicati sul portale Eligendo – sono 539 su 653 Salis per il centrosinistra ottiene il 51,57% dei voti contro il 44,16% dei consensi raccolti dal candidato sindaco del centrodestra e vicesindaco reggente uscente, Pietro Piciocchi. Piciocchi ha già telefonato a Salis per complimentarsi per la vittoria al primo turno. A Ravenna con 129 sezioni scrutinate su 164 Alessandro Barattoni per il centrosinistra ottiene il 58,35% dei voti contro il 24,95% di Nicola Grandi sostenuto da Fratelli d’Italia e Forza Italia e il 6,46% di Alvaro Ancisi sostenuto dalla Lega.

La segretaria del Pd Elly Schlein esulta parlando di “due straordinarie vittorie” con “il Pd che cresce di otto punti rispetto alle ultime elezioni ed è il primo partito. Vinciamo anche ad Assisi con Valter Stoppini e sono ottimi i risultati di Taranto dove andremo al ballottaggio nettamente in vantaggio”. “Uniti si vince” ribadisce Schlein, mentre l’eurodeputato e presidente del partito Stefano Bonaccini, osserva che “con Silvia Salis Genova ritorna a guida centrosinistra dopo parecchi anni, e a Ravenna con Alessandro Barattoni che sfiora il 60%, la dimostrazione che uniti si vince e si può battere la destra”.

A Taranto lo spoglio ufficiale (15 sezioni au 191) è ancora indietro ma sembra confermare le proiezioni Rai e il ballottaggio che è in vista: Pietro Bitetti, sostenuto dal centrosinistra senza il Movimento Cinquestelle è al 37,15% mentre Luca Lazzaro sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Noi Moderati è al terzo posto al 20,79% preceduto da Francesco Tacente, candidato civico ma di area centrodestra al 24,97%.

Anche Matera andrà al ballottaggio tra Roberto Cifarelli alla guida di una coalizione riformista di centrosinistra e Antonio Nicoletti, candidato del centrodestra. Il Movimento Cinquestelle, come ha annunciato l’ex primo cittadino Domenico Bennardi, non appoggerà nessuno dei due candidati né farà apparentamenti ma lascerà libera scelta ai propri elettori.

Sostenibilit sociale per creare valore e profitto in azienda

Padova, 26 mag. (askanews) – La sostenibilit, per essere efficace, non pu e non deve essere interpretata come un mero adempimento di legge o come un esercizio di conformit ma come una vera opportunit strategica delle aziende per creare valore a lungo termine. E’ questo, in sintesi, il messaggio che giunto da “Oltre l’obbligo normativo: la sostenibilit sociale come propulsore di nuovo valore in azienda” l’evento che si tenuto a Piombino Dese in provincia di Padova promosso da Uomo e Ambiente, Societ Benefit e BCorp specializzata da oltre vent’anni in consulenza per un progresso sostenibile, in seno alla nona edizione del Festival dello Sviluppo Sostenibile.

Sostenibilit sociale come mantra da interiorizzare per le imprese, come ha ricordato: Mario Burrascano, co-fondatore con Nunzia Giunta di Uomo e Ambiente: “Io credo fermamente che un’azienda italiana che voglia progredire ed esprimere una giusta postura sui temi della sostenibilit debba in primo luogo prendere in carico gli aspetti della sostenibilit sociale perch sono quelli spesso meno oggetto di performance”.

Secondo Burrascano investire in sostenibilit sociale apporta benefici anche economici. “E’ dimostrato che spesso le aziende che gestiscono meglio gli aspetti della sostenibilit sociale come la parit di genere, la diversit inclusione, l’attenzione alla salute e alla sicurezza dei lavoratori, oltre che performare dal punto di vista di legge e regolamenti applicabili, performano molto meglio anche in termini di prestazioni dal punto di vista economico e anche, e non marginale, nella capacit di risultare pi attrattive per attirare talenti e nuove risorse”.

Sulla stessa scia anche Paolo Biancone, Ordinario di Economia Aziendale all’Universit di Torino che ha posto l’accento sull’opportunit per le imprese di dare spazio alla sostenibilit: “La sostenibilit nelle sue tre variazioni: ambientale, sociale e di governance sono una condizione di esistenza delle aziende. Non dobbiamo pensare che la sostenibilit sia solo un onere per l’azienda e quando c’ l’obbligo mi adopero per creare report di sostenibilit, dare comunicazione, ma questo diventa un obbligo naturale per poter essere competitivi nel medio-lungo periodo. Il profitto di un’azienda dato da differenza tra ricavi e costi. Se non faccio investimenti e non penso al futuro non mi potr dare un profitto nel corso del tempo, quindi non dobbiamo ragionare in un’ottica di costi ma di opportunit.

Soddisfazione e felicit sono la premessa per il buon funzionamento di un’azienda. Uno studio pubblicato da McKinsey a gennaio 2025 dimostra che investire nella salute olistica (fisica, mentale, sociale e spirituale) dei dipendenti pu generare un enorme valore economico globale, stimato fino a 11,7 trilioni di dollari. Lo conferma anche Daniela Di Ciaccio co-fondatrice di 2BHappy: “La sostenibilit sociale come la felicit una strategia per le organizzazioni che fa bene alla fioritura delle persone e ai risultati dell’azienda”.

Investire in sostenibilit sociale nei prossimi anni potr aiutare anche a contenere la fuga dei cervelli, a creare una reputazione di valore per le imprese e a migliorare i risultati economici.

Nato:Rutte a Dayton condanna attacchi Russia a ucraini ultime 48 ore

Milano, 26 mag. (askanews) – “All’Assemblea Parlamentare della NATO a Dayton, il Segretario Generale NATO ha condannato gli attacchi indiscriminati della Russia contro civili innocenti nelle ultime 48 ore, affermando che la NATO sostiene pienamente gli sforzi urgenti del Presidente Trump per porre fine ai combattimenti. L’Ucraina ha bisogno di una pace giusta e duratura”. Lo ha scritto la portavoce dell’Alleanza Allison Hart sui social ufficiali.

“Al vertice dell’Aia il mese prossimo, i leader alleati prenderanno decisioni per rendere la NATO un’alleanza più forte, più efficace e più letale”, ha detto il segretario generale in base allo script diffuso dall’Alleanza. “Per rendere la NATO più forte, dobbiamo aumentare la spesa per la difesa, che è alla base di tutto. Gli alleati dovranno investire molto di più per raggiungere nuovi obiettivi di capacità, che i ministri della Difesa della NATO concorderanno a Bruxelles la prossima settimana. Abbiamo bisogno di più risorse, forze e capacità in modo da essere pronti ad affrontare qualsiasi minaccia e ad attuare pienamente i nostri piani di difesa collettiva. La maggior parte degli alleati, se non tutti, raggiungerà l’obiettivo iniziale di spendere il 2% del PIL per la difesa quest’anno. E molti hanno già annunciato l’intenzione di andare molto oltre. Sappiamo che l’impegno del 2% – concordato nel 2014 – non lo basta più. Quindi, nel 2025, stiamo finalizzando un piano per aumentare drasticamente la spesa per la difesa in tutta l’Alleanza”.

Rutte ha dichiarato di presumere che i membri dell’Alleanza concorderanno un obiettivo generale di spesa per la difesa pari al 5% del prodotto interno lordo durante il vertice che si terrà all’Aia il mese prossimo, secondo i media internazionali. “Presumo che all’Aia concorderemo un obiettivo elevato di spesa per la difesa, pari al 5% complessivo”, ha affermato secondo Reuters Rutte durante una riunione dell’Assemblea parlamentare della NATO a Dayton. “Diciamo che questo 5%, ma non dirò quale sarà la ripartizione individuale, sarà notevolmente superiore al 3% quando si tratterà di spesa effettiva, e sarà anche un obiettivo per la spesa legata alla difesa”, ha aggiunto.

Genova, Salis: unit mia coalizione ha convinto elettorato

Genova, 26 mag. (askanews) – “Sicuramente un cambiamento era auspicato, la citt lo chiedeva e il senso di unit che abbiamo saputo dare con questa coalizione ha convinto l’elettorato. Credo che questo ampio risultato sia il risultato di questo”. Lo ha affermato la neo sindaca di Genova Silvia Salis, candidata del centrosinistra, durante la conferenza stampa convocata dopo la vittoria alle Comunali.

“Cambiamento e unit – ha aggiunto Salis – sono stati sicuramente due elementi fondanti di questa campagna elettorale che partiva gi da un senso di un risultato negativo di questa amministrazione che era emerso alle Regionali, dove comunque il sindaco uscente a Genova aveva ricevuto una sonora bocciatura”.

Liverpool, auto investe pedoni alla parata per la vittoria della Premier League dei Reds

Roma, 26 mag. (askanews) – Un’auto ha investito diversi pedoni a Liverpool, in Inghilterra, durante la parata per la vittoria della Premier League dei Reds. Lo ha annunciato la polizia britannica in una nota. La principale squadra di calcio della città del Merseyside ha festeggiato la vittoria del campionato inglese con una parata iniziata alle 14.30. A quanto si è appreso, le forze dell’ordine hanno arrestato un uomo.

“Stiamo attualmente gestendo la segnalazione di un incidente stradale nel centro di Liverpool”, ha fatto sapere la polizia in un comunicato ufficiale, “Siamo stati contattati poco dopo le 18:00 di oggi (le 19 italiane), in seguito alla segnalazione di un’auto coinvolta in uno scontro con diversi pedoni in Water Street. L’auto si è fermata sul posto e un uomo è stato arrestato. I servizi di emergenza sono attualmente sul posto”.

Il servizio delle ambulanze ha a sua volta fatto sapere che “a seguito delle segnalazioni di un incidente stradale” gli operatori stanno fronteggiando l’emergenza nel centro di Liverpool.

“Stiamo attualmente valutando la situazione e collaborando con gli altri membri dei servizi di emergenza”, ha aggiunto un comunicato, “La nostra priorità è garantire che le persone ricevano l’assistenza medica di cui hanno bisogno il più rapidamente possibile”.

Nelle immagini pubblicate sui social media, si nota il mezzo – un van nero – che si lancia tra la folla, investendo molte persone al suo passaggio. Si vede inoltre che il van, che non sembra rallentare, procede a zigzag nella sua corsa frenetica, prima di fermarsi bruscamente ed essere circondato da decine di sostenitori del Liverpool e agenti di polizia. Il premier britannico Keir Starmer è tenuto costantemente aggiornato sull’incidente di Liverpool, dove una vettura si è lanciata contro la folla nel corso della parata per la vittoria della Premier League da parte dei Reds. Lo ha riferito l’agenzia di stampa PA.

La tv satellitare britannica Sky News ha riferito che anche il ministro degli Interni, Yvette Cooper, è costantemente aggiornata sulla vicenda. Non è ancora chiaro se ci siano vittime o feriti: l’uomo alla guida del mezzo, un Van nero, è stato arrestato e sul posto ci sono polizia e mezzi di soccorso. L’accesso alla zona è stato transennato in più punti.

Genova, Salis commossa dedica la vittoria al padre scomparso

Genova, 26 mag. (askanews) – “Dedico la vittoria a mio padre. Mi avrebbe detto che orgoglioso di me”. Lo ha affermato la neo sindaca di Genova Silvia Salis, candidata del centrosinistra, che si commossa durante la conferenza stampa convocata dopo la vittoria alle elezioni comunali, ricordando il padre morto pochi giorni prima dell’inizio della campagna elettorale.

Riguardo alla vittoria, “mi sento felice, soddisfatta – ha detto – e soprattutto orgogliosa della gara che abbiamo fatto perch come stile e responsabilit verso la cittadinanza stata una campagna elettorale fatta veramente come mi aspettavo”.

“Avevo chiesto a tutti noi e a me stessa – ha sottolineato Salis – di non scendere mai a certi livelli e sono orgogliosa che ci siamo riusciti. Lo abbiamo fatto per Genova e anche perch la politica deve imparare a usare un linguaggio migliore e deve essere un esempio positivo e non un esempio becero e negativo di attacchi personali”.

Ucraina, le armi fornite a Kiev non hanno più limiti di gittata. Il Cremlino: decisione pericolosa

Roma, 26 mag. (askanews) – Germania, Francia, Regno Unito e anche gli Stati Uniti hanno revocato le restrizioni sulla gittata delle armi fornite all’Ucraina. Lo ha annunciato il Cancelliere tedesco Friedrich Merz durante un intervento al forum WDR, sottolineando che Kiev potrà ora colpire anche obiettivi militari all’interno del territorio russo.

“Non ci sono più limitazioni sulla gittata delle armi fornite all’Ucraina – né da parte dei britannici, né dei francesi, né da parte nostra, né da parte degli americani”, ha dichiarato Merz. “Ciò significa che l’Ucraina può ora difendersi anche colpendo posizioni militari in Russia”.

Il Cancelliere ha spiegato che questa nuova fase introduce un cambiamento qualitativo decisivo nella guerra: si parla di “fuoco a lunga gittata”, ovvero armamenti capaci di colpire obiettivi militari nelle retrovie.

“Fino a poco tempo fa, con rare eccezioni, l’Ucraina non poteva farlo. Ora può”, ha aggiunto. “La Russia bombarda senza pietà città, ospedali e scuole. L’Ucraina non lo fa, e vogliamo che continui a non farlo. Ma non si può parlare di vera difesa se non si è in grado di colpire l’aggressore anche al di fuori dei propri confini”.

Il Cremlino ha definito “abbastanza pericolosa” l’eventuale decisione dei Paesi occidentali di revocare le restrizioni sulla gittata delle armi fornite all’Ucraina. Lo ha dichiarato oggi il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, commentando le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz.

“Si tratta di decisioni piuttosto pericolose, se davvero sono state prese”, ha affermato Peskov, rispondendo a una domanda del giornalista Aleksandr Yunashev di Life.

Genova, Salis: il campo progressista unito può vincere ovunque

Genova, 26 mag. (askanews) – “Ho sempre detto fin dal primo giorno che una coalizione così fatta puntava a vincere al primo turno. Tutti mi hanno detto che era presto per dirlo ma un po’ è una questione aritmetica e un po’ ho la convinzione che il campo progressista, quando si concentra sulle infinite cose che lo uniscono che sono molte meno dia delle che lo dividono, potrebbe vincere potenzialmente ovunque”. Lo ha detto la neo sindaca di Genova Silvia Salis durante una conferenza stampa convocata nel suo point elettorale.

“Credo – ha aggiunto Salis – che Genova in questa campagna elettorale abbia dimostrato come la destra sia legittimata solo dalla non unione del campo progressista perché quando il campo progressista si unisce e si mettono a confronto due classi dirigenti, quella della destra e quella del campo progressista, non c’è paragone. Il campo progressista non solo unito è più forte ma al suo interno ha delle competenze politiche che questa destra sia a Genova che in Italia non ha. Credo che lo sia visto anche nella differenza di toni in campagna elettorale tra quello che è successo nel campo progressista e il livello degli attacchi a destra”.

“E’ la dimostrazione – ha concluso la neo sindaca – che quando la destra si trova davanti il campo progressista unito perde l’unico argomento che ha che sono le divisioni del campo progressista e poi quando si scende sul terreno dello scontro vero politico c’è una differenza abissale”.

Dl Sicurezza, Meloni: grazie alle nuove norme sgomberati immobili occupati

Roma, 26 mag. (askanews) – “Dicevano che era inutile, sbagliato, persino disumano. E invece, grazie alle nuove norme introdotte dal Decreto Sicurezza, in Italia sono già stati eseguiti i primi sgomberi immediati di immobili occupati abusivamente. Un risultato concreto, reso possibile da procedure che consentono finalmente un intervento veloce e il ripristino rapido della legalità. Avanti così, per tutelare i più deboli e difendere la proprietà privata”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

In 200mila sul lungomare per la festa scudetto del Napoli

Roma, 26 mag. (askanews) – Napoli si è fermata per il tributo ai Campioni d’Italia: folla senza precedenti su lungomare Caracciolo e attorno a quattro maxischermi per chi non è riuscito ad entrare nell’area azzurra. Si calcola che oltre 200.000 persone si siano assiepate lungo i 3 km del percorso dei due pullman scoperti, da Mergellina fino a piazza Vittoria e ritorno. I giocatori sono arrivati dal mare. “Una grande festa di popolo – ha detto Il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi – Una grande gioia, una partecipazione popolare, tutto sta procedendo – ha sottolineato – e ci auguriamo che sia la Napoli più bella festosa, gioiosa che ama la squadra di calcio ma ama anche la città. Sono molto orgoglioso del lavoro che è stato messo in campo e ringrazio tutti gli operatori che stanno consentendo una festa di popolo,forza Napoli Calcio e forza Napoli città”. Torpedoni vestiti con la livrea azzurra e osannati da una folla plaudente, assiepata in strada ma anche sulle terrazze e sui balconi con affaccio a mare, dove sono state organizzate feste private in azzurro con dj, ravioli capresi e champagne. Qualche momento di tensione si è verificato quando, alla chiusura dei cancelli di accesso all’area, alcuni tifosi hanno cercato di scavalcare: per evitare incidenti gli addetti alla sicurezza hanno riaperto i varchi. Cortei anche via mare su gommoni e barche. Dopo un intoppo ad un bus in piazza Vittoria alla rotonda per rientrare verso Mergellina, la folla ha superato le recinzioni ed ha accompagnato il pullman fino a metà strada dove poi è stata fermata dal servizio d’ordine che ne ha impedito il prosieguo. La squadra e lo staff, concluso il corteo sul lungomare, si sono imbarcati sullo stesso aliscafo con cui erano giunti al molo Luise

Calcio, De Laurentiis annuncia De Bruyne: "Conte? Felice se resta"

Roma, 26 mag. (askanews) – Il sogno De Bruyne sembra sempre più vicino. Nel giorno della parata scudetto, dell’arrivo della squadra via mare e della sfilata con l’abbraccio dei tifosi del Napoli, il presidente Aurelio De Laurentiis ne ha parlato al Tg2: “So che ha già verificato alcune cose, o credo addirittura già comprato una bellissima villa. Questa mattina mi sono collegato in video con lui, la moglie e il figlio di 9 anni ed è stata una bellissima visione”, ha aggiunto. Ma niente ufficialità: “Finché non è nero su bianco, nessuna notizia”.

E sul futuro di Conte: “Se vuole rimanere, sono felicissimo” “Gli allenatori hanno un contratto – ha aggiunto il numero 1 del Napoli- . Se vogliono rimanere siamo felicissimi di continuare con loro questo percorso. In questi anni è stata una grandissima cavalcata. Godiamoci questo doppio momento. È il secondo scudetto in tre anni. Il futuro del Napoli? “Tifosi state tranquilli. Ci sarà sempre un Napoli capace di dire la sua”.

Tennis, Alcaraz parte bene a Parigi: battuto Zeppieri

Roma, 26 mag. (askanews) – Buona la prima per Carlos Alcaraz. Lo spagnolo (n. 2 al mondo) ha battuto l’azzurro Giulio Zeppieri (entrato in tabellone per il quarto anno di fila partendo dalle qualificazioni) con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-2 in un’ora e 56 minuti di gioco. Una buona prestazione di Zeppieri, che non è però riuscito alla lunga a tenere il ritmo imposto da Alcaraz (che nel corso del match non ha mai perso la battuta). Per il campione in carica arriva la 16^ vittoria nelle ultime 17 partite e il 19° successo in carriera al Roland Garros. Al secondo turno, Alcaraz affronterà Fabian Marozsan (n. 56 del ranking Atp).

Cinema, Magna Graecia Film Festival torna a Soverato per edizione 22

Roma, 26 mag. (askanews) – Il Magna Graecia Film Festival torna a Soverato, in provincia di Catanzaro, dove per la prima volta ha preso forma il sogno di creare un evento dedicato al cinema e, in particolare, alle opere prime e agli autori emergenti. L’edizione numero 22 della kermesse, ideata dai fratelli Alessandro e Gianvito Casadonte, si svolgerà dal 26 luglio al 2 agosto.

Come ogni anno, a illuminare la manifestazione sarà un’ambassador scelta tra i volti emergenti dello star system. La scelta per il 2025 è Denise Capezza, reduce dal successo nei panni di Moana in “Diva futura” presentato all’ultimo Festival del Cinema di Venezia e in “Crimes of Future” di David Cronenberg. L’attrice è ora acclamata in Turchia per il suo ruolo da protagonista nella serie dal titolo “Sakir Pasa Ailesi” ed è stata nel cast di diverse serie di successo come “Vincenzo Malinconico” su Rai1, “Sul più bello” e “Bang Bang Baby” su Prime video, “Inganno” diretta da Pappi Corsicato, “Baby” su Netflix e “Gomorra” su Sky.

“Il ritorno del Magna Graecia Film Festival a Soverato, proprio dove tutto è iniziato – ha detto Daniele Vacca, sindaco di Soverato – è un evento dal forte valore simbolico e culturale. Dopo tanti anni, accogliamo di nuovo una manifestazione che ha portato nella nostra città grandi nomi del cinema nazionale e internazionale, lasciando un’impronta indelebile. Riabbracciare il Festival significa non solo dare spazio alla cultura ma anche generare un’opportunità concreta per il turismo e l’economia locale. Il cinema, in questo caso, è davvero una luce che accende il territorio”.

Negli ultimi anni, il format del MGFF si è arricchito di nuovi contenuti e ha ospitato star di Hollywood come Kevin Costner, Tim Robbins, Michel Platini, Russell Crowe, Richard Gere, Susan Sarandon, John Landis, Matt Dillon, Matthew Modine, Paul Haggis, Michael Radford, Mira e Paul Sorvino, Nastassja Kinski, Michel Madsen, Pamela Anderson, Tim Roth, Rupert Everett, Richard Dreyfuss, Oliver Stone, Cristopher Lambert, Nick Vallelonga, John Savage, Peter Greenaway. A tutti gli ospiti internazionali è stata consegnata la Colonna d’oro.

Il Magna Graecia Film Festival si è distinto soprattutto per la valorizzazione dei giovani autori e delle opere prime e seconde italiane, internazionali e documentaristiche e per aver lanciato l’idea di un contenitore culturale, in cui confluiscono tutte le forme d’arte, che si caratterizza anche per l’impegno sociale e rappresenta un traino verso una nuova narrazione del territorio. Il MGFF è sostenuto dal Ministero della Cultura, Calabria Straordinaria – brand della Regione Calabria – Assessorato al Turismo – Calabria Film Commission e Comune di Soverato.

Calcio, Conte: "Separarsi? Questo affetto non li trovi ovunque"

Roma, 26 mag. (askanews) – “Sono molto emozionato, non potrebbe essere altrimenti. Abbiamo faticato tanto e siamo riusciti a coronare un sogno. Vedere tutti i tifosi napoletani in piazza a festeggiare lo scudetto è qualcosa di straordinario, ci ripaga di tutti i sacrifici fatti quest’anno”. Così Antonio Conte, oggi in un’intervista a Rai Sport, a bordo del pullman su cui lui e la squadra stanno festeggiando il quarto scudetto del Napoli. “Era difficile non creare un rapporto particolare con la città, una città passionale, che ha entusiasmo, dà tutto, vuole anche tanto e noi gli abbiamo dato tutto quello che avevamo e loro oggi ci stanno ripagando con questo affetto che è straordinario, bisogna provarlo per capire cosa significa”. Poi una domanda sul suo futuro, e sulla possibilità che sia lontano da Napoli: “Difficile separarsi da tutto questo? Questo entusiasmo e questa passione sono qualcosa di straordinario, difficilmente lo puoi trovare dappertutto”.

“Tre scudetti con tre squadre diverse? È sempre bello vincere, si lavora per cercare di fare qualcosa di bello e regalare queste giornate e queste soddisfazioni, soprattutto ai tifosi. Sono molto contento, festeggiare uno scudetto a Napoli è veramente qualcosa di straordinario”. Così ancora Conte, nel giorno della festa del Napoli, che poi ha parlato anche dell’Inter, che ha chiuso seconda: “Onore anche all’Inter, abbiamo battuto una grandissima squadra che ha fatto un’annata straordinaria, ha la possibilità sabato di vincere la Champions e questo ci deve rendere ancora più onore”.

Comunali, Schlein: destra esulta per sondaggi, noi vinciamo elezioni

Roma, 26 mag. (askanews) – “Dopo una bellissima campagna tra le persone, due straordinarie vittorie al primo turno a Genova e a Ravenna, con Silvia Salis e Alessandro Barattoni, cui vanno il nostro abbraccio e gli auguri di buon lavoro. Con il Pd che cresce di 8 punti rispetto alle ultime elezioni ed è primo partito. Vinciamo anche ad Assisi con Valter Stoppini e sono ottimi i risultati di Taranto, dove andremo al ballottaggio nettamente in vantaggio. Ormai è chiaro, il centrodestra esulta per i sondaggi, noi vinciamo le elezioni”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein commentando il primo turno delle Comunali.

Calcio, Kylian Mbappé vince la Scarpa d’Oro europea

Roma, 26 mag. (askanews) – Kylian Mbappé ha vinto la Scarpa d’Oro Europea per la prima volta in carriera grazie alla doppietta realizzata nella vittoria per 2-0 del Real Madrid contro la Real Sociedad, sabato. Il nazionale francese ha segnato 31 reti in campionato nella stagione d’esordio in Spagna, aggiudicandosi anche il premio di capocannoniere della Liga. Secondo posto per l’attaccante dello Sporting Victor Gyokeres (39 gol) e terzo per la punta del Liverpool Mohamed Salah (29 gol). Sebbene Gyokeres abbia segnato otto gol in più di Mbappé in campionato, è arrivato secondo perché la classifica è determinata da un sistema basato sui punti ponderati. I gol segnati dai giocatori che militano nei cinque maggiori campionati europei – Premier League, Liga, Bundesliga, Serie A e Ligue 1 – valgono due punti. Le reti nei campionati dal sesto al 22mo posto nel ranking Uefa, inclusa la Primeira Liga portoghese, valgono 1,5 punti.

Cinema, Michael Douglas ospite d’apertura del Taormina Film Festival

Roma, 26 mag. (askanews) – Michael Douglas sarà l’ospite d’apertura della 71esima edizione del Taormina Film Festival. L’attore e produttore, vincitore di due premi Oscar e tra i più grandi protagonisti della scena hollywoodiana, riceverà il Taormina Excellence Achievement Award nella cornice del Teatro Antico di Taormina, la sera del 10 giugno.

Un’occasione per celebrare la carriera di Douglas, che da oltre cinquant’anni incarna con carisma, talento e impegno la grande tradizione cinematografica americana. Durante la serata sarà proiettato il capolavoro “Qualcuno volò sul nido del cuculo” (One Flew Over the Cuckoo’s Nest), prodotto da Douglas nel 1975 e vincitore di cinque Oscar, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua uscita.

Tiziana Rocca, direttrice artistica del Festival, ha dichiarato: “È con grande emozione e orgoglio che annunciamo la presenza di Michael Douglas come ospite d’onore della serata di apertura del Taormina Film Festival. Icona del cinema mondiale, attore e produttore straordinario, Michael Douglas ha segnato intere generazioni con interpretazioni indimenticabili e un impegno costante nella valorizzazione dell’arte cinematografica. Ma la mia stima nei suoi confronti è anche di carattere personale, ricordo ancora benissimo e con emozione la serata organizzata a Roma in onore del padre Kirk. Nel suggestivo scenario del Teatro Antico di Taormina, renderemo omaggio alla sua straordinaria carriera con la consegna del Taormina Excellence Achievement Award, un riconoscimento che celebra non solo il suo talento, ma anche il suo contributo duraturo alla cultura cinematografica internazionale. La sua presenza rappresenta per noi un grande onore e un segno dell’importanza che il nostro Festival riveste nel panorama mondiale. Sarà un momento di grande emozione, un’apertura memorabile che darà il via a un’edizione ricca di cinema, incontri e passioni condivise”.

Anche Sergio Bonomo, Commissario straordinario della Fondazione Taormina Arte Sicilia, ha accolto con entusiasmo l’ufficialità della partecipazione di Michael Douglas: “La 71esima edizione del Taormina Film Festival certamente tornerà a brillare di luce propria non solo per il ritorno del concorso cinematografico, ma anche per la partecipazione di numerose star, coinvolte grazie all’intenso lavoro della direttrice artistica Tiziana Rocca. E certamente le sorprese non sono terminate…”.

Oltre alla cerimonia e alla proiezione, Michael Douglas sarà protagonista di un incontro speciale con gli studenti, un momento di confronto e ispirazione per le nuove generazioni, durante il quale condividerà esperienze, riflessioni e aneddoti legati alla sua carriera e alla storia del cinema. Il Taormina Film Festival è un’iniziativa organizzata dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia, direttamente promossa dall’Assessorato del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione Siciliana, con il sostegno del MiC, Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e audiovisivo.

Comunali, Bonelli-Fratoianni:avviso sfratto a Meloni, destra si batte

Roma, 26 mag. (askanews) – “Lo avevamo detto a febbraio e lo abbiamo ripetuto per tutta la campagna elettorale a Genova: contro il malgoverno della destra, contro chi riduce i diritti delle persone, contro chi vuole cementificare e chi vuole privatizzare ogni servizio pubblico serviva una risposta forte, netta e unitaria.E non ci siamo mai stancati di ripetere che con questa bella candidatura di Silvia Salis si poteva aprire una stagione nuova per la città. Silvia Salis ha vinto, ora i genovesi saranno protagonisti del cambiamento e Genova cambierà certamente in meglio”. Lo affermano Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs.

“Una coalizione larga ed inclusiva – sottolineano i leader Svs- ha saputo rimettere al centro i bisogni delle e dei genovesi. Un segnale inequivocabile per questo governo e la sua falsa propaganda: la destra si può battere, Giorgia Meloni è minoranza nel paese.Noi, che siamo testardamenti unitari, continueremo a batterci perché dopo Genova si possa liberare presto l’Italia dalla peggior destra della storia repubblicana. Grazie a Genova, grazie a Silvia e un grande grazie di cuore ad ogni attivista e candidato di Alleanza Verdi e Sinistra, per il loro impegno e per aver raggiunto questo importante risultato raggiungendo il 7% dei voti dei genovesi alle nostre ragioni. Uniti si vince: questo è il messaggio che viene da tutte i comuni in cui si è votato, è l’avviso di sfratto a Meloni e al suo governo”.

Comunali, Schlein: destra esulta per sondaggi, noi vinciamo elezioni

Roma, 26 mag. (askanews) – “Dopo una bellissima campagna tra le persone, due straordinarie vittorie al primo turno a Genova e a Ravenna, con Silvia Salis e Alessandro Barattoni, cui vanno il nostro abbraccio e gli auguri di buon lavoro. Con il Pd che cresce di 8 punti rispetto alle ultime elezioni ed è primo partito. Vinciamo anche ad Assisi con Valter Stoppini e sono ottimi i risultati di Taranto, dove andremo al ballottaggio nettamente in vantaggio. Ormai è chiaro, il centrodestra esulta per i sondaggi, noi vinciamo le elezioni”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein commentando il primo turno delle Comunali.

Moro e De Mita, due idee per una democrazia compiuta

Nella storia della Democrazia cristiana, l’esponente politico che più somiglia ad Aldo Moro è Ciriaco De Mita. Li collega la comune formazione giuridica, la passione per le istituzioni, il senso del rapporto con il mondo cattolico, l’obiettivo che avevano della democrazia compiuta. Moro la chiamava terza fase, De Mita patto costituzionale, ma l’idea comune era che quella italiana diventasse anch’essa una democrazia dell’alternanza, nella quale il succedersi di governi fondati su maggioranze diverse avvenisse in un quadro comunque di certezze democratiche: maggioranze alternative nella libertà, per dirla con una efficace sintesi di Guido Gonella, e non alla libertà.

Democrazia compiuta in questo senso, superando l’altra concezione della politica e del ruolo della DC esistente nel partito, fondata paradossalmente sulla incompiutezza del percorso democratico del Paese: incompiutezza che garantiva alla Democrazia cristiana la rendita di posizione interna e internazionale del rappresentare il bastione contro il rischio comunista. Funzione che nel 1948 la DC aveva effettivamente svolto come “diga” al pericolo di una deriva illiberale e totalitaria del Paese costituta dal Partito comunista italiano dell’epoca.

La rimozione della memoria e il rischio della semplificazione

Ricordo questo perché a tre anni dalla scomparsa di De Mita – era il 26 maggio 2022 – si registra un silenzio deplorevole sulla sua testimonianza politica. Non perché questa non regga la prova del tempo, semmai per la difficoltà di misurarsi con la complessità di un pensiero e di un’azione che pure hanno dominato la scena pubblica degli anni Ottanta, e molto più a lungo sono stati riferimento della vita interna della Democrazia cristiana. Come la figura di Moro è spesso schiacciata sui suoi ultimi 55 giorni e ciò che di tragico li segnò, così quella di De Mita è spesso ridotta all’antagonismo con il leader socialista Bettino Craxi, o a quella sua attitudine a ragionare, presentata quasi come stravaganza rispetto al canone tradizionale del personale politico (Gianni Agnelli: De Mita un intellettuale della Magna Grecia …).

In realtà, la chiave di comprensione della lunga durata della Democrazia cristiana al governo del Paese si deve in buona misura proprio alla capacità di analisi politica di queste personalità, e a quanto ne derivava sul piano della interpretazione delle dinamiche complessive del Paese. Questa era l’aderenza della DC alle pieghe della società italiana. Ce ne accorgiamo oggi, in un condizione nella quale la politica è sussunta dall’economia come valore dominante, e sostituita da una comunicazione politica che sovrapponendosi alla realtà della politica non ne è la proiezione, ma il surrogato.

Qui sta la differenza tra oggi e ieri, rispetto al processo di elaborazione della proposta politica. Moro lo riassumeva in una sintesi carica di significati: “la democrazia è il tempo della decisione”. Il tempo necessario a spiegare, discutere e infine condividere la scelta da compiere. De Mita lo spiegava in quest’altro modo: “… non basta capire da soli. Il problema è che la nostra comprensione diventi il fatto, il sentimento della gente. Noi vinciamo, spieghiamo, dimostriamo che la nostra intuizione è giusta, che la nostra missione funziona quando la nostra idea, la nostra motivazione si trasforma nel sentimento delle persone”.

Raccontare una storia ancora aperta

Riassumere in un semplice articolo lo svolgersi negli anni delle posizioni politiche di Moro e di De Mita, il loro convergere ma anche il loro divergere ad esempio sul tema della democrazia compiuta, non è possibile. Sarebbe necessario e anzi doveroso che qualcuno – penso alla fondazione dei Popolari, all’Istituto Sturzo, perché no all’Associazione nazionale dei democratico cristiani – assumesse l’impegno di una rivisitazione, meditata e non celebrativa, di una parte così importante della storia della Democrazia Cristiana e del ruolo del cattolicesimo politico nella vita pubblica del Paese.

Torna in mente, adattato a oggi ciò che è accaduto dopo la scomparsa della DC, lo stupendo inizio de I sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, il loro irrompere sul palcoscenico, la richiesta del Padre al Capocomico: noi cerchiamo un autore per recitare la nostra storia, perché l’autore che avevamo non lo abbiamo più … Poter tornare a raccontare quella storia democristiana, la sua nuova attuazione, affidata agli eredi legittimi di quella tradizione, non ad attori estranei a quella tradizione. Collegarla così ai tentativi che si sono fatti dopo gli anni Novanta, e quelli che sono tuttora in corso per una simile ripresa.

Un punto di partenza può essere il dibattito che si svolse all’undicesimo congresso nazionale della DC, giugno 1969, che aveva uno di quei titoli fiume di una volta: ”Idee, struttura e iniziativa della Democrazia cristiana per il rinnovamento delle istituzioni nell’attuazione della Costituzione nello sviluppo democratico della società nazionale”. Moro e De Mita parlarono entrambi del rapporto con il Pci. Moro collocandolo più in una chiave tutta politica relativa alle condizioni di maturità democratica di quel partito, De Mita dando voce alla voglia di andare oltre le colonne d’Ercole di un confronto politico relegato dentro il perimetro del centro sinistra.

Un’eredità ancora viva

Di qui la proposta del “patto costituzionale” che aveva già avanzato in un intervento alla Camera dei deputati nel marzo 1966, rivolto a Pietro Ingrao. “La proposta di ancorare la garanzia dell’evoluzione politica a un quadro istituzionale diverso: che non significava un mutamento della Costituzione ma l’applicazione della Costituzione”: così tornò a spiegarlo nella Intervista sulla DC ad Arrigo Levi pubblicata da Laterza nel 1986. De Mita ha mantenuto fede a questa idea, se ancora nel discorso programmatico alla Camera del 19 aprile 1988 da presidente del Consiglio, dichiarava: “… il governo spera di non essere solo nel far fronte a questi compiti. Spera di avere con la fiducia anche il sostegno costante di questo Parlamento. Spera di ottenere dall’opposizione un contributo di critica, e magari qualcosa in più sui grandi temi unificanti”.

Dieci anni prima, il 28 febbraio 1978, Moro era intervenuto all’assemblea dei Gruppi parlamentari della DC, in quello che sarebbe stato il suo ultimo discorso pubblico prima del rapimento e l’uccisione: “… Se fosse possibile dire: saltiamo questo tempo e andiamo direttamente a questo domani, credo che tutti accetteremmo di farlo, ma, cari amici, non è possibile; oggi dobbiamo vivere, oggi è la nostra responsabilità …”. In un passaggio precedente aveva citato De Mita: “… Quindi una crisi prolungata, un serio deterioramento, che l’amico De Mita definisce con la lucidità di intuizione che gli è propria (io mi tengo un po’ più terra terra); ma certamente devo riconoscere che qualche cosa, da anni, è guasto, è arrugginito nel normale meccanismo della vita politica italiana …”.

Le urne avevano dato alle elezioni della VII legislatura del giugno 1976, il singolare risultato dei “due vincitori”, come lo aveva definito Moro. E tutto intero restava il tema della democrazia compiuta, o del “bipolarismo imperfetto” come lo chiamava Carlo Sartori. Era una situazione nella quale De Mita appariva più vicino alla impazienza di Benigno Zaccagnini e la sua politica del confronto, mentre Moro appariva più vicino alla prudenza di Arnaldo Forlani nell’approccio alla questione del rapporto con il Pci.

Ma appunto, su questo e su tanto altro, un semplice articolo è più un inventario degli aspetti da discutere, che non la parola conclusiva su di essi. Moro e De Mita richiedono tanto di più.

Cervello e fisica quantistica: descrivere la stessa realt

Arezzo, 25 mag. (askanews) – Funzioni come la memoria, l’affettivit e la coscienza sono eventi immateriali: non si vedono e non si toccano, ma possiedono una loro esistenza reale quanto quella del mondo della materia. Questi e molti altri aspetti del funzionamento del cervello umano sono stati al centro della seconda edizione del Festival delle neuroscienze, una manifestazione che ha visto partecipare oltre 250 persone tra ricercatori, mondo della scuola e dell’arte, a San Giovanni Valdarno (Arezzo). Abbiamo parlato con il Dott. Luigi Ripamonti, giornalista scientifico e caporedattore del Corriere della Sera:

“Diciamo che affascinante capire quanto la fisica quantistica, che un mistero per tutti di fatto e di fatto incomprensibile, in realt entrata nella nostra vita, specialmente nella medicina, nelle neuroscienze, in modo fondamentale, importantissimo, ormai inevitabile direi. Per ancora pi affascinante pensare quanto questo ci aiuta a capire quali sono le propriet emergenti del nostro cervello e che conseguenze ha tutto ci dal punto di vista anche filosofico e sociale”.

Il Festival ha approfondito le propriet quantomeccaniche del cervello, documentate da evidenze sperimentali e comprovati modelli matematici. Una prospettiva innovativa che potrebbe contribuire a comprendere l’origine delle nostre funzioni cognitive ed emotive, mettendo in luce i limiti del pensiero scientifico classico. poi intervenuta Catalina Oana Curceanu, fisica, INFN, Istituto Nazionale di Fisica Nucleare:

“Ho parlato delle meraviglie della meccanica quantistica, del fatto che le propriet quantistiche, quali la sovrapposizione di stati piuttosto che non l’entanglement che fanno parte del mondo delle particelle, del mondo microscopico e che sono alla base della rivoluzione in tecnologia che viviamo e vediamo tutti, potrebbero essere anche alla base del vivente. Quindi siamo capaci di iniziare a studiare queste propriet squisitamente quantistiche nella biologia, la biologia quantistica”.

Un progetto, quello del Festival, di citizen science, che ha gettato ponti tra scienza ed espressione artistica attraverso esecuzioni musicali, simboliche della fisica classica e della fisica quantistica e la riduzione teatrale di “Copenhagen” di Michael Frayn, che mette in scena confronto tra ricerca, etica e responsabilit storica sull’uso del nucleare. Infine intervenuto Alessandro Rossi, neurologo, docente di Neurologia e Fisiologia Umana all’Universit di Siena, direttore scientifico della Fondazione Gianfranco Salvini e promotore del Festival:

“La fisica quantistica, le neuroscienze, le arti come la musica o come la pice teatrale che concluder, sono belle, quant’ bella l’arte, la poesia e quanto la poesia pu essere difficile, tanto pu essere difficile mettere insieme non solo scienziati che provengano da discipline diverse, ma anche artisti che si integrano in questo modo con la scienza”.

Il Festival si cos confermato un punto di riferimento per chi vuole esplorare le frontiere del pensiero scientifico, promuovendo un dialogo interdisciplinare che potrebbe ridefinire il future della scienza.

Lo "schiaffo" di Brigitte a Macron innesca polemiche online

Roma, 26 mag. (askanews) – Immagini che hanno fatto il giro del mondo, suscitando reazioni tra l’ilare, il curioso, il dubbioso. Riprese diffuse dall’Associated Press mostrano il presidente francese Emmanuel Macron ricevere una manata da una figura non direttamente ripresa, ma immediatamente diventa chiaro che è la moglie Brigitte appena la coppia presidenziale si affaccia al portello dell’aereo di stato transalpino atterrato all’aeroporto di Hanoi.

Dopo l’apparnete schiaffo, il capo dello Stato francese si mostra sorpreso, ma si volge rapidamente e saluta verso l’esterno. Poi, la coppia presidenziale scende la scaletta: Macron tende il braccio verso la moglie come fa di solito, ma lei non glielo prende e si aggrappa al corrimano della passerella. L’Eliseo ha inizialmente negato l’autenticità delle riprese, poi ne ha confermato la veridicità. Un collaboratore del presidente – secondo quanto riporta l’agenzia di stampa France Presse – ha parlato di una banale “piccola lite” tra coniugi. “E’ stato un momento in cui il presidente e sua moglie si sono sfogati un’ultima volta prima dell’inizio del viaggio, prendendosi bonariamente in giro”, ha infine commentato lunedì l’entourage di Emmanuel Macron ai giornalisti che seguono il tour. “S’è trattato – ha aggiunto – d’un momento di complicità. Non sarebbe dovuto essere materiale da dare in pasto ai complottisti”.

La coppia presidenziale francese ha iniziato da Hanoi un giro di circa una settimana in Asia sudorientale. Si recherà anche in Indonesia e a Singapore.

Calcio, Xabi Alonso nuovo allenatore del Real Madrid

Roma, 26 mag. (askanews) – Il Real Madrid ha annunciato il nome del suo nuovo allenatore. Salutato Carlo Ancelotti (che siederà sulla panchina della nazionale brasiliana), il prescelto è Xabi Alonso, reduce dai recenti successi alla guida del Bayer Leverkusen. Una scelta che era nell’aria, dato che il profilo di Xabi Alonso si sposa alla perfezione con quello ricercato da Florentino Perez. Una ex leggenda del Real che conosce già l’ambiente e che si è già dimostrato vincente anche come allenatore, regalando anche bel gioco. Per lui un triennale, con contratto che enterà in vigore il 1° giugno 2025 e scadrà nel 2028. Lunedì 26 maggio alle 12.30, invece, la presentazione ufficiale.

Calcio, Ancelotti in Brasile: sarà il nuovo ct

Roma, 26 mag. (askanews) – Carlo Ancelotti è arrivato in Brasile per iniziare la sua nuova avventura da ct della nazionale verdeoro. E’ sbarcato a Rio de Janeiro accolto con grande entusiasmo da centinaia di tifosi che poi lo hanno accompagnato in un hotel a Barra da Tijuca.

Lunedì Ancelotti avrà i suoi primi impegni come allenatore del Brasile. Sarà presentato ufficialmente dalla CBF e renderà noti i 23 convocati per le prossime partite di qualificazione alla Coppa del Mondo della Seleção: contro l’Ecuador il 5 giugno e il Paraguay il 10 giugno. L’italiano ha firmato un contratto fino al termine della Coppa del Mondo 2026.

Ancelotti ha concluso sabato 24 il suo secondo mandato al Real Madrid, dove ha accumulato un curriculum di successo. Con il club spagnolo, il tecnico ha vinto tre volte la Champions League, oltre a due titoli della Liga, tre Coppe del Mondo per Club, due Copa del Rey, tre Supercoppe UEFA e due Supercoppe di Spagna.

Ci sarà più caldo ma tempo ancora instabile

Roma, 26 mag. (askanews) – Anticiclone delle Azzorre protagonista ma non avrà lunga vita: Lunedì 26 Maggio l’Italia si troverà ancora protetta da una campana anticiclonica di matrice azzorriana. La giornata sarà in prevalenza soleggiata al Centro-Sud, mentre al Nord avremo il passaggio di nubi sparse ma con basso rischio di precipitazioni, almeno nelle ore mattutine. Infatti, dal pomeriggio non si escludono acquazzoni o temporali di calore sui rilievi, tipici della stagione. Temperature in aumento ma senza eccessi, decisamente gradevoli. Federico Brescia, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma generale stabilità grazie alla presenza dell’Anticiclone delle Azzorre, il grande assente delle ultime estati. Quando questo tipo di alta pressione interessa l’Italia, il nostro Paese sperimenta giornate in prevalenza soleggiate con qualche rovescio pomeridiano sui rilievi e nel peggiore dei casi anche nelle alte pianure adiacenti. Le temperature aumentano ma senza troppi eccessi, restando su valori accettabili e piacevoli per ogni attività all’aperto.

A conferma di ciò, possiamo dire che i termometri non supereranno i 30-32°C e le massime saranno comprese generalmente tra 24 e 27°C, con picchi di 28-30°C solo nelle zone interne della Puglia e della Sardegna.

Purtroppo non bisogna fare troppo affidamento a questa rimonta anticiclonica, in quanto sarà facilmente disturbata da correnti più fresche in discesa dal Nord Europa che riporteranno instabilità e un nuovo calo termico fino a martedì 27 giugno. La Penisola italiana si troverà in una sorta di “zona di convergenza” tra una massa d’aria più calda e una più fresca. Questo scenario provocherà il passaggio e la formazione di temporali, anche a carattere grandinigeno, dal Nord verso il Centro-Sud. Particolare attenzione alla Lombardia, infatti temporali piuttosto forti colpiranno la regione tra la notte e la mattinata di Martedì 27, colpendo anche Milano.

Una prima svolta meteo potrebbe esserci a partire da mercoledì 28 quando verremo interessati da una nuova rimonta anticiclonica, questa volta di origine africana, quindi con un netto aumento delle temperature e valori che tra sabato 31 e domenica 1 potranno superare diffusamente i 30°C al Centro-Sud. Ricordiamoci però che le fiammate africane hanno spesso vita breve, in particolare al Nord, infatti i modelli intravedono già possibili cambiamenti da domenica 1 giugno.

Calcio, Juve in Champions all’ultimo respiro. La classifica

Roma, 26 mag. (askanews) – La soffertissima vittoria al Penzo (3-2 con un rigore di Locatelli al 73′) vale il quarto posto per la Juventus. Venezia penultimo e retrocesso in B al pari dell’Empoli battuto in casa dal Verona. Il Lecce vince a Roma ed estromette la Lazio dalle coppe europee. La Roma passa agevolmente a Torino ed è in Europa League. La Fiorentina è in Champions League. Questi i risultati della 38esima e ultima giornata di serie A

Napoli-Cagliari 2-0, Como-Inter 0-2, Bologna-Genoa 1-3, Milan-Monza 2-0. Domenica 25 maggio ore 20.45 Venezia-Juventus, Lazio-Lecce, Empoli-Verona, Torino-Roma, Atalanta-Parma, Udinese-Fiorentina

Classifica: Napoli 82, Inter 81, Atalanta 74, Juventus 70, Roma 69, Fiorentina, Lazio 65, Milan 63, Bologna 62, Como 49, Torino, Udinese 44, Genoa 43, Verona 37, Cagliari, Parma 36, Lecce 34, Parma, Empoli 31, Venezia 29, Monza 18.

Elisa debutta a San Siro tra musica e impegno per l’ambiente

Milano, 26 mag. (askanews) – Vent’anni di carriera con talento e coerenza, che verranno celebrati con un debutto: Elisa il 18 giugno salirà per la prima volta sul palco dello stadio San Siro per un concerto-evento, sold out da mesi.

“Dal punto di vista musicale è un viaggio tra le mie canzoni con dei salti temporali anche importanti a volte perché io quando lavoro alla scaletta penso un po’ a due cose alla gente ovviamente e alla location cioè penso a dove siamo e che tipo di vibrazione c’è in quel posto. Questo è concerto speciale, importantissimo e lo spoiler un minimo, un po’ lungo. La scaletta è importante, è tosta, è molto varia e si spazia da un po’, si va in giro un po’ per tutti i miei album. Per fortuna, ho la grande fortuna che quello che piace a me è anche quello che piace al mio pubblico nel senso che le nostre canzoni preferite spesso coincidono e quindi sarà un po’ una playlist de nostre canzoni preferite” spiega Elisa incontrando i giornalisti a Milano.

Il live di San Siro parte con una dichiarazione d’intenti: fare musica su larga scala rispettando il pianeta.

“Ho sentito che avevo bisogno di fare di più, adesso che riusciamo a fare delle cose impattanti, in senso positivo e ci stiamo lavorando da tanto tempo con un team dedicato e tutto vedo che c’è proprio una differenza anche nei risultati e mi fa sentire proprio meglio al di là del fatto che sia inequivocabilmente la cosa giusta da fare mi fa sentire proprio meglio personalmente” racconta Elisa che da tempo è impegnata nella tutela dell’ambiente”.

Una produzione a impatto ridotto, materiali riciclabili, energia pulita, mobilità sostenibile e una campagna di sensibilizzazione promossa insieme a diverse realtà green. Il tutto a cominciare dall’uso del biocombustibile HVO al posto del gasolio (con una stima di riduzione del 70% delle emissioni). Un modello che Elisa spera di esportare.

“Se ci fosse questa inversione di rotta, questa tendenza insomma nuova a utilizzare un bio fuel per alimentare tutti questi eventi faremmo una differenza enorme. Quindi io spero anche che questo sia un po’ solo l’inizio. Ci sono state anche tante altre azioni importanti come quella della raccolta differenziata potenziata e il fatto di aver attivato un monitoraggio del carbon footprint dell’evento e questo aiuterà anche a studiare meglio gli aspetti legati alla sostenibilità”.

Ma l’impegno di Elisa non si ferma qui. Per compensare le emissioni nasce il progetto Plantasia – Parco Sonoro, un intervento di riqualificazione ambientale e culturale. Un’ex cava contaminata di 40.000 mq in via Quarenghi, a 2 km dallo stadio, sarà trasformata in un parco urbano, in collaborazione con il Comune di Milano, Fondazione Cariplo, Fondazione di Comunità Milano e Music Innovation Hub nasce.

“Ci saranno degli altoparlanti distribuiti per questo bosco, tra gli alberi, che in certi orari del giorno emetteranno della musica classica che è risaputo a fare bene alle piante, quindi sarà una bella esperienza passeggiare in questo bosco con la musica in diffusione”.

Il tutto realizzato grazie a tecniche di fito-bonifica. “La fito bonifica è la scienza per cui attraverso piante particolari che riescono a rinsanare il terreno e a bonificare il terreno inquinato da diversi tipi di sostanze chimiche. È una scoperta recente e quindi verrà fatto uno studio, verrà fatto un’analisi di questo terreno della Cava. In base alle sostanze chimiche rilevate dalle analisi, verranno piantate delle specifiche piante che riusciranno ad assorbire le sostanze tossiche e quindi a trasformare quel terreno in un bosco perfettamente sano che potrà essere frequentato dalle persone. Questo è un progetto bellissimo che è ovviamente molto costoso”.

Il progetto di Elisa a San Siro lascia così anche un’eredità tangibile alla città. L’esperienza di Elisa e dei suoi partner vuole diventare un riferimento per l’intero comparto musicale, mettendo a disposizione del settore strumenti, dati e buone pratiche. Il percorso di transizione ecologica della musica dal vivo continua: ogni tappa è un passo verso un modello di spettacolo più consapevole, responsabile e capace di generare impatto positivo. La musica e la natura si fondono in un progetto innovativo che vedrà la luce nella grande festa di San Siro, un’esperienza poetica e immersiva che promette di fare scuola.

Trump ha rimandanato i dazi del 50% all’Ue al 9 luglio

Roma, 26 mag. (askanews) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato di aver avuto una conversazione telefonica con il presidente Usa Donald Trump, e che all’Ue avrà tempo fino al 9 luglio per raggiungere un accordo commerciale con gli Stati uniti, con una dilazione rispetto alla precedente decisione di Trump che aveva parlato di introdurre un dazio del 50% dal primo giugno.

“Ottima conversazione con presidente degli Stati uniti. L’Ue e gli Usa condividono la relazione commerciale più importante e stretta al mondo. L’Europa è pronta a portare avanti i colloqui in modo rapido e deciso. Per raggiungere un buon accordo, avremmo bisogno del tempo fino al 9 luglio”, ha scritto von der Leyen su X.

Il presidente statunitense Donald Trump aveva detto venerdì che è difficile fare affari con l’Ue, che i negoziati commerciali sono in stallo, e perciò aveva proposto di introdurre dal primo giugno tariffe del 50% sui prodotti europei.

Ucraina, Trump: Putin è impazzito, la smetta con gli attacchi

Roma, 26 mag. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha avvertito che se Vladimir Putin tenterà di conquistare tutta l’Ucraina, questo porterà alla “caduta” della Russia, criticando anche Volodymyr Zelenskyy in un post di domenica sera su Truth Social. “Ho sempre avuto un ottimo rapporto con Vladimir Putin della Russia, ma gli è successo qualcosa. E’ assolutamente impazzito!” Trump ha scritto in un post sui social media, aggiungendo: “Sta uccidendo inutilmente molte persone, e non sto parlando solo dei soldati”.

La dichiarazione di Trump viene in un momento di inasprimento dei bombardamenti russi, in direzione contraria rispetto alla volontà di negoziare promossa dal presidente americano che ha portato ai primi colloqui diretti Russia-Ucraina da tre anni a questa parte. Ieri il presidente degli Stati uniti ha detto ai giornalisti che era “molto sorpreso” che Mosca avesse intensificato il bombardamento delle città ucraine nonostante gli sforzi del presidente degli Stati Uniti per mediare un cessate il fuoco. Spinto ieri da un giornalista a dire se ora stava seriamente considerando di “mettere più sanzioni sulla Russia”, Trump ha risposto: “Assolutamente. Sta uccidendo molte persone. Che diavolo gli è successo?

Nel suo post, Trump ha anche criticato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dicendo che il presidente ucraino non stava “facendo favori al suo paese parlando come fa”. Tutto ciò “che esce dalla sua bocca causa problemi, non mi piace, ed è meglio che si fermi”.

L’Ucraina ha lamentato ieri un violento attacco aereo, con almeno 13 morti. Si parla di qualcosa come 367 proiettili, almeno 69 dei quali missili, oltre a 198 droni e altri attacchi massicci.

Petriccioli, un addio in punta di piedi che fa rumore nella CISL

Martedì 20 maggio, Maurizio Petriccioli ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica di Segretario Generale della Federazione dei pubblici dipendenti della CISL. Le ragioni addotte sono “motivi di salute”, come riportato nella lettera inviata ai componenti del Consiglio Generale della FP.

In chi conosce Petriccioli si è subito alzato il livello di preoccupazione. È inevitabile chiedersi se davvero, in poche settimane, le sue condizioni siano peggiorate al punto da giustificare un passo indietro così brusco. Solo un mese fa, infatti, il congresso nazionale della Funzione Pubblica – svoltosi il 9 e 10 aprile a Firenze – lo aveva confermato alla guida con un largo consenso.

Salute o strategia?

Nel rispetto dovuto a ogni questione personale, il sospetto che ci sia dell’altro è legittimo. Anche perché chi conosce le dinamiche interne all’Organizzazione sa quanto sia ricorrente, negli ultimi anni, un certo metodo: progressivo indebolimento dei dirigenti più scomodi, fino a rendere inevitabile una loro uscita.

Il comparto del pubblico impiego è da sempre uno snodo strategico per la CISL. Storicamente radicato tra i lavoratori dello Stato, del parastato e della sanità, ha rappresentato anche un importante bacino di classe dirigente, soprattutto nella stagione mariniana. In questo senso, Petriccioli – già componente della segreteria confederale – fu “dirottato” verso la FP perché considerato poco allineato nell’era post-Bonanni. La sua uscita ora potrebbe rientrare in un disegno più ampio?

Gli equilibri futuri e la posta in gioco

C’è chi si chiede se la nuova Segretaria Generale non abbia interesse a indicare alla guida della FP un dirigente a lei più vicino. Lo capiremo presto, quando si conosceranno le decisioni di Daniela Fumarola: chi sarà il reggente, quale sarà la nuova squadra, con quali indirizzi.

Nel frattempo, a Maurizio Petriccioli va l’augurio sincero di pieno recupero. Al netto delle critiche – inevitabili per ogni dirigente – ha rappresentato una delle “teste pensanti” dell’Organizzazione. Forse avrebbe meritato di più.

La speranza è che la CISL non disperda il patrimonio politico e sindacale che la Funzione Pubblica ha rappresentato, anche in termini di cultura riformista e tradizione democratica. Un’eredità che Petriccioli, con coerenza, ha incarnato fino all’ultimo giorno di mandato.

A Gaza lenzuola bianche di morte

A Gaza va forte il mercato nero, Da quelle parti è diventato il nuovo gioco di società. Per una cipolla par che ci vogliano dodici euro e per un pomodoro otto euro e i soldi costano soldi che non ci sono. La fame rende famelici e gode della fama di essere sempre in prima fila sulle pagine dei giornali. 

E’ una posizione di avanguardia che non ha nulla a vedere con un richiamo alla responsabilità della comunità degli uomini quanto ad una esposizione ad un pericolo che non suscita più alcun allarme. 

Morte stanca, abusata, onnipresente

La stessa morte gira per quelle strade senza un navigatore ed un piano ben preciso su come guadagnarsi la giornata. La impegnano improvvisamente e peggio ancora continuamente, spossandola come non mai. Ne abusano oltre ogni limite mortificandone la dignità che si è guadagnata in migliaia di anni fin dalla nascita dell’uomo e che si è meritata mai mancando all’appuntamento che le è stato dato dall’ingaggio del destino. 

La sballottano con irriverenza, allo stremo, sanno che non può morire e che deve stare al gioco le piaccia oppure no. La sua condanna è che non può scappare e che per essa non sono contemplate dimissioni.

A Gaza si ruba la morte ancor prima della vita, si è ladri di respiro e si sta tutti in apnea per trattenere quella piuma di vita che ti resta addosso in attesa che ti scoppino i polmoni insieme alle bombe che piovono sui pensieri di una speranza a digiuno di indirizzi.  

La strage in casa della pediatra

La bellezza della morte è di essere sconosciuta alla giustizia, è libera di essere agìta, nuda da ogni criterio che le dia un ordine nel procedere. Sarà per questo che per alleggerire la tensione la maniera migliore è stata quella di sfoltire gli attori in scena. 

Se c’è un dolore che non si può rimuovere la soluzione è nel far fuori quelli che lo soffrono.  Quelli che si affannano a occuparsi del prossimo, per darne un po’ di sollievo, sono colpevoli di prolungare una agonia che prima o poi sfocerà in tragedia. 

Sarà per questo che è arrivata, come un pacco a sorpresa, una bomba in una casa di Khan Younis a sud di Gaza e ha fatto fuori nove di dieci figli di una pediatra che in quel momento era in ospedale a lavorare-. 

Il marito ed un figlio sono rimasti feriti, segno che l’arma non è stata poi così intelligente come ci si vanta. Sarà stato un modo pietoso per alleggerire quella donna, sia pur esperta di infanzia, dalle fatiche di tanto accudimento della sua prole.

L’esplosione ha bussato alle porte di quella abitazione forse un po’ frettolosamente, proprio come fanno i corrieri di oggi che hanno troppe consegne da fare e lasciano il pacco fuori dalla porta senza attendere di conoscere il destinatario.  

Per essere troppo precipitoso, l’ordigno ha sparso il fuoco della sua magica polvere da sparo risparmiando per errore una scheggia di quella famiglia troppo numerosa per reggere i fatti, che in ogni caso ha ceduto gran parte della sua sostanza.

La bomba non ha fatto un lavoro a puntino perché è difficile spiegare che nella vita ci si possa districare con un dito solo quando se ne avevano dieci in patrimonio. 

Hanno estratto i corpi carbonizzati dalle macerie e raccontano che fossero ancora sfrigolanti, forse per dare una ultima traccia al lavoro ancora da finire a perfezione.  La cottura a bagnomaria richiede un tempo che a Gaza è un lusso che manca.

La terra fumante 

Israele, più che terra bruciata, vuole fare suolo fumante dove ha deciso di occupare lo spazio altrui e radere a zero ogni stelo umano che incontra sul suo cammino. Le macerie valgono più dei cadaveri che sono solo ingombro. La ricostruzione del dopo è il solo affare che interessa.  

Hamas si è affezionata al bottino di ostaggi che conserva nei suoi forzieri. Se si rassegnasse alla povertà, restituendo la sua ricchezza, cesserebbero le ostilità e tutta la storia cadrebbe prima o poi nel dimenticatoio.

Sarà questo l’incubo dal quale rifuggire. Diventare un posto come gli altri porterebbe in depressione per prima le bombe che non vogliono tornare nei depositi bui in cui erano confinate. 

Nel mondo si stendono lenzuola bianche sui balconi per protesta e per coprire al cuore ciò che è. Sono lindi perché nessuno è in grado di appuntarci sopra parole di senso.

Nove decimi di vista è già un ottimo risultato per chi vuole leggere il futuro. Nove bimbi morti, di dieci fratelli che erano, una sporca decina, è il modo per rendere cieca la storia moncandola di ogni conclusione. Tutto deve restare com’è. Israele e Hamas possono esserne fieri.

Se Dante avesse visto l’inferno della Striscia

Così come padre Dante collocò molti dei suoi contemporanei nell’Inferno, anch’io immagino di mettere tra le anime dannate lo sterminatore di Gaza, Benjamin Netanyahu. Nella religione ebraica, infatti, non esiste un luogo post mortem dove essere retribuiti per quanto fatto in vita per l’eternità. L’anima del giusto, lasciato il corpo, si eleva alla fonte divina, unendosi agli avi che l’hanno preceduta. E qui c’è da chiedersi, senza alcun pregiudizio, che cosa stiano pensando i suoi antenati di ciò che Netanyahu sta compiendo in terra.

Tuttavia, nella tradizione ebraica esiste il Gehinom, una sorta di fucina spirituale, un luogo di purificazione temporanea dove l’anima si prepara all’ascesa finale verso il Gan Eden, il Giardino dell’Eden.

Volendo però assumere la visione tutta cristiana della retribuzione ultraterrena, occorre replicare all’inverso il peso della colpa, commisurando il dolore inflitto al dolore vissuto. Immagino dunque Netanyahu condannato a vivere per l’eternità in una Gaza infernale, devastata dai suoi stessi bombardamenti: viene dilaniato da una bomba, si ricompone, muore di fame per sei mesi, poi tutto ricomincia. Non c’è pentimento, perché le anime malvagie restano tali, ma la coscienza di quanto fatto diventa un supplizio più forte del dolore fisico.

Dove collocarlo, allora, nel regno dantesco? Forse nel settimo cerchio, tra i violenti contro il prossimo, in compagnia dei tiranni immersi nel sangue bollente del Flegetonte, colpiti dalle frecce dei Centauri.

Anche nel mondo pagano, tra Egizi e Greci, le punizioni ultraterrene abbondano. Da Tantalo, condannato alla fame e alla sete per aver servito il figlio come pasto agli dèi, alla pesatura dell’anima del dio Thot, dove il cuore del defunto più pesante della piuma viene divorato da Ammit, mostro ibrido composto da coccodrillo, leone e ippopotamo.

Ma, come Dante stesso avrebbe forse osservato, questo supplizio non riguarda solo un singolo uomo. È destinato anche a coloro che lo hanno sostenuto, che non hanno frenato la violenza, anzi, l’hanno giustificata in nome di una salvezza che va ben oltre le obiettive ragioni di difesa o conservazione del potere.

Fatto questo esercizio di immaginazione, è tempo della ragione. Per capire come, ancora oggi, l’uomo possa superare i limiti della convivenza civile, spingendosi verso l’abisso dell’annientamento dell’altro. La barbarie uccide prima l’anima e poi il corpo. Solo gli uomini giusti sanno sopportare il peso della pace.

Dal capitalismo all’innovismo: il cambio di paradigma di Deirdre McCloskey

Da tempo l’economista e storica americana Deirdre McCloskey invita a usare una parola nuova: innovismo al posto di capitalismo. Non è una provocazione semantica. È una proposta culturale, con radici profonde. Il “capitalismo” richiama la logica dell’accumulazione, del profitto, talvolta dello sfruttamento. Innovismo, invece, è la parola che McCloskey adopera per indicare la vera causa del “grande arricchimento” degli ultimi due secoli: non l’accumulazione, bensì l’innovazione.

Il punto è semplice e potente. Dal 1800 in poi, il reddito medio pro capite nei Paesi occidentali è cresciuto di trenta volte. Un balzo mai visto nella storia dell’umanità. Ma non è stata la concentrazione di ricchezza a produrlo. È stata la libertà delle persone comuni, artigiani, commercianti, ingegneri, scienziati, a “provare cose nuove”. A innovare. A rischiare. Questo, sostiene McCloskey, è stato possibile solo quando l’etica borghese – onestà, intraprendenza, dignità del lavoro – ha conquistato lo spazio sociale.

È un messaggio che parla anche al mondo cattolico. Non solo perché riconosce il valore del lavoro e dell’iniziativa personale, ma perché rilegge in chiave umana, e non materialista, lo sviluppo. In fondo, Leone XIII nella Rerum novarum già distingueva tra un’economia giusta, fondata sul lavoro e sulla solidarietà, e la “ricchezza egoistica” che offende la dignità. Oggi Papa Leone XIV ha rilanciato questa visione: una economia che non sacrifichi l’umano sull’altare della tecnica, ma orienti l’innovazione al bene comune.

L’innovismo, allora, può diventare una lente per leggere con rinnovata fiducia il rapporto tra economia, etica e persona. Non si tratta di glorificare il mercato in sé, ma di restituire valore a ciò che genera progresso vero: l’intelligenza, la libertà, la cooperazione, la responsabilità sociale. Questo è l’orizzonte su cui convergono la buona economia e il pensiero sociale cristiano. In un tempo segnato dalla polarizzazione tra turbo-capitalismo e neo-statalismo, la “terza via” dell’innovismo – e dei suoi presupposti morali – è una sfida attuale. Anche per chi, da credente, vede nel lavoro umano un riflesso del creare divino.

Orsini su dazi Usa al 50%: "Calma, e velocissimamente trattative"

Roma, 25 mag. (askanews) – Sui dazi al 50% annunciati dal presidente Usa Donald Trump “secondo me adesso cerchiamo anche di avere calma, perché quando cominciamo a pensare che in Europa abbiamo bruciato 140 miliardi (di capitalizzazione in Borsa-ndr)per la dichiarazione del presidente degli Stati Uniti, io capisco, ma mi auguro che quel braccio di ferro si chiuda in una stretta di mano”. E “serve fare presto, perché i 90 giorni per noi sono già già diventati il primo giugno”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervistato nell’ultima giornata del festival dell’economia di Trento, organizzato dal gruppo Sole24ore.

“Quindi occorre velocissimamente la trattativa”, ha insistito. “Oggi per un paese come il nostro, esportatore, pensare di perdere un mercato come quello degli Stati Uniti per noi è un problema. Perché è anche un nostro alleato storico. E’ ovvio che noi guardiamo sempre verso Occidente. Anche perché dobbiamo dirci che verso Oriente, e io sono per andare verso tutti i mercati, ma verso oriente noi abbiamo un saldo non positivo, ma negativo, perché la Cina ci porta più prodotti di quelli che compra”.

E “cosa succederà – ha detto ancora Orsini – in caso in cui gli Stati Uniti chiudono o chiudono un po’ di più alla Cina? La Cina cercherà di portare i prodotti in Europa, quindi su questi capitoli noi abbiamo bisogno di fare presto . Io mi auguro che il negoziato sia veloce tra Usa ed Europa”. E quello che c’è con Washington “non è un delta incolmabile. E’ un delta che io credo si possa superare – ha detto – perché il rischio qui è l’incertezza che c’è sulle imprese”. (fonte immagine: Festival economia Trento).

Confindustria, Orsini: "L’Europa cambi passo"

Roma, 25 mag. (askanews) – “E’ ovvio che, vediamo anche gli accadimenti di due giorni fa, con l’annuncio di Trump di dazi al 50%, che oggi l’Europa, e io sono europeista convinto, deve cambiare passo. Noi abbiamo bisogno che l’Europa riesca a cambiare passo, che sia molto più rapida nelle decisioni”. Lo ha affermato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, intervistato nell’ultima giornata del festival dell’economia di Trento, organizzato dal gruppo Sole24ore.

“Credo che (l’Europa) abbia preso atto di alcuni errori fatti, di non aver messo più al centro l’industria”, ha proseguito. E “le industrie italiana e europee sono le migliori al mondo, perché hanno investito miliardi di euro per cambiare, per essere vicino all’ambiente e perché su tre imprenditori due dicono di essere vicini all’ambiente. Quello che è stato fatto lo dimostra: le nostre emissioni sono equivalenti al 6,7% in confronto a un 15% di Pil mondiale. E’ ovvio però che tutto quello che è stato costruito in termini di regolamentazione, quello che oggi abbiamo come eredità della precedente Commissione ci mette di fronte a una grande difficoltà competitiva”, ha avvertito.

“Ci sono documenti, come omnibus, dove si prende atto che alcuni errori sono stati fatti. Ma è come andare dal dottore e non avere la cura. A noi serve la cura – ha proseguito Orsini -e velocissimamente. Oggi le risposte sono lente e noi abbiamo bisogno di risposte veloci. E purtroppo oggi l’Europa nel costruire le risposte per l’industria non è così veloco. Abbiamo settori come la siderurgia, come il vetro, come la carta che sono penalizzate da norme, a confronto con altri paesi”. (fonte immagine: Festival economia Trento).

Il Papa si è insediato sulla cattedra di Vescovo di Roma

Città del Vaticano, 25 mag. (askanews) – “Noi siamo tanto più capaci di annunciare il Vangelo quanto più ce ne lasciamo conquistare e trasformare, permettendo alla potenza dello Spirito di purificarci nell’intimo, di rendere semplici le nostre parole, onesti e limpidi i nostri desideri, generose le nostre azioni”. Una strada indicata ai cristiani da Papa Leone XIV nel corso dell’omelia durante la celebrazione della messa che ha presieduto in occasione dell’insediamento sulla Cattedra di Vescovo di Roma, nella basilica di San Giovanni in Laterano. In questa dinamica di fede, ha aggiunto il pontefice, deve entrare in gioco un altro verbo: “ricordare, cioè tornare a rivolgere l’attenzione del cuore a ciò che abbiamo vissuto e appreso, per penetrarne più profondamente il significato e gustarne la bellezza”, ha aggiunto Papa Prevost.

Piazza Siena,Nepi Molineris (Sport e Salute) ‘svela’ Fontana Pupazzi

Roma, 25 mag. (askanews) – “L’emozione è fortissima, perché non c’è niente di più bello che lasciare grazia e bellezza in eredità alle nuove generazioni”. Così l’event director dello Csio di Piazza di Siena ‘Master d’Inzeo’ e ad di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris, ha presentato il restauro della Fontana dei Pupazzi, un progetto di Sport e Salute legato al Concorso Ippico giunto alla 92esima edizione.

Nepi Molineris, dopo aver dato il via all’apertura dell’acqua della fontana, ha proseguito: “Questa bellezza diventa un messaggio potente sulla cura del nostro patrimonio artistico. Consentitemi di ringraziare chi, come i Carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale, si batte tutti i giorni per proteggere questo patrimonio. Pensate che solo nel 2024 hanno recuperato oltre 80mila opere trafugate e oltre 40mila reperti archeologici”.

Nepi Molineris è tornato indietro nel tempo e ha ricordato: “Quando siamo partiti otto anni fa, c’era un velo di scetticismo legato al passato e l’obiettivo era riconquistare la fiducia delle istituzioni, della gente, di coloro che amano e proteggono la bellezza di Villa Borghese. Lo abbiamo fatto anno dopo anno, lavorando con passione e voglia”. La sostanza, al centro dei pensieri dell’ad di Sport e Salute: “Villa Borghese è uno dei luoghi più belli al mondo, che meriterebbe una Fondazione come Central Park a New York e come sta accadendo a Londra. Su questo dobbiamo lavorare tutti insieme”.

Poi, i numeri in costante aumento del Concorso: “Sappiamo che andremo oltre il muro delle 60mila presenze e passiamo da 4,3 a 4,7 milioni di fatturato – ha dichiarato Nepi Molineris – abbiamo avuto qui i migliori e le migliori al mondo e poi le amazzoni e i cavalieri italiani che si mostrano sempre più giovani e forti anche grazie all’organizzazione di FISE e Sport e Salute”. E da domani, questa gemma del patrimonio culturale tornerà ai romani e ai turisti: “Riconsegniamo alle persone e alla città una delle immagini più ‘instagrammabili’ di Villa Borghese. Tutto questo grazie a intenti e armonie che creano fiducia: ringraziamo la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali che ci ha permesso di regalare a Villa Borghese qualcosa di bello”.

Piazza di Siena, si chiude edizione record per presenze e fatturato

Roma, 25 mag. (askanews) – Un bilancio lusinghiero chiude il 92esimo Csio di Piazza di Siena, appuntamento che ha superato ogni aspettativa, sia per il bilancio spettatori sia per l’impatto mediatico. Da giovedì – spiega una nota – le tribune dell’Ovale immerso nel verde di Villa Borghese e le aree adiacenti hanno sommato 62mila spettatori, con un incremento del 10,7 per cento rispetto allo scorso anno, quando l’evento si chiuse con un turnover durante le giornate di gara di circa 56mila spettatori. Il fatturato ha raggiunto 4,7 milioni di euro contro i 4,3 dello scorso anno, a dimostrazione del valore economico dell’evento. Piazza di Siena non è una semplice competizione, ma è ormai diventata motore per turismo, economia e promozione della pratica sportiva.

I numeri – prosegue la nota – sono eloquenti: 600 cavalli in gara, 470 atleti provenienti da 18 Paesi, mentre l’intera area sportiva, tra atleti, staff e tecnici, ha portato a Roma 1.700 persone accreditate, in rappresentanza di 31 Paesi e di 5 continenti. La macchina organizzativa – contando i componenti del comitato organizzatore, corporate, servizio, sponsor, stampa e volontari – ha potuto contare sul lavoro di 1.315 uomini e donne.

Notevole anche la risonanza mediatica: a fronte dei 1.059 articoli – web, tv, radio e carta stampata – pubblicati sull’evento nell’edizione 2024, già alla mattina di domenica si era arrivati a 1.267, con una giornata di gara ancora da disputare. La copertura tv della Rai ha garantito ben 22 ore di diretta e 3 di sintesi, per un totale di 25 ore di contenuti, senza contare le repliche.

Sui canali social ufficiali di Piazza di Siena (il bilancio è aggiornato a sabato 24 maggio), +78.000 fan e followers su Facebook, Instagram, TikTok, con 5 milioni di Impressions, +250.000 Engagements e +300 Contents. E soprattutto, 4 milioni di visualizzazioni. Si conferma anche il successo di Italia Polo Challenge, il circuito di arena polo organizzato da Fise (Federazione italiana sport equestri) e The Chukker Company. La serata finale vissuta al Galoppatoio di Villa Borghese ha fatto registrare il tutto esaurito sulle tribune e una hospitality a bordocampo che ha superato del 50 per cento le presenze rispetto alla scorsa edizione.

Formula1, gara pazza a Monaco: vince Norris, secondo Leclerc

Roma, 25 mag. (askanews) – Lando Norris trionfa a Monte-Carlo dopo una gara ‘pazza’ con il doppio pit-stop obbligatorio. Secondo un super Leclerc, poi Piastri, Verstappen e Hamilton. Antonelli solo 18° dopo una strategia poco chiara della Mercedes. Ritiro per Gasly e Alonso, con soli cinque piloti a pieni giri. Mai vista una gara così. Funziona l’effetto ‘doppio pit-stop obbligatorio’ introdotto per questa gara e che ha reso la domenica della F1 nel Principato – tradizionalmente la più lenta del calendario – molto movimentata. Alla fine ha vinto la ‘solita’ McLaren, ma solo perché quello che non cambierà mai lungo le strette strade monegasche è la partenza che, ancora una volta, premia il poleman. E così, con uno start aggressivo al punto giusto, Norris ha tenuto la testa della corsa e vinto potendo contare su una monoposto che era e resta la più performante. Benissimo Leclerc, che dopo la delusione della pole sfumata va sul podio nella sua Monaco dopo una prova gagliarda, meditando il sorpasso fino alla fine. Terza l’altra Papaya di Piastri, mentre Verstappen chiude quarto dopo essere stato in testa senza la seconda sosta obbligatoria fino all’ultimo giro. Fatica enorme e pessima interpretazione della regola del pit obbligatorio per la Mercedes: le Frecce d’Argento di Russell e Antonelli non effettuano per buona parte della gara nessuna sosta a differenza degli altri e restano nei bassifondi del gruppo. Per il britannico anche un drive-trought per taglio della chicane. Prossima settimana Barcellona, con la nuova direttiva tecnica sarà un crocevia per la stagione.

Mosca: l’elicottero di Putin è stato attaccato nel Kursk

Milano, 25 mag. (askanews) – Nella regione di Kursk, nella Federazione Russa, l’elicottero del presidente russo Vladimir Putin sarebbe finito nell’epicentro di un attacco di droni ucraini. Lo ha riferito l’ufficiale militare russo, comandante di un’unità di difesa aerea, Yuri Dashkin, come riportato dall’agenzia russa TASS. Il 20 maggio Putin ha visitato la regione di Kursk. Un funzionario militare russo ha affermato che la Russia è stata oggetto di massicci attacchi da parte di droni tra il 20 e il 22 maggio. I russi riferiscono di aver abbattuto 1.177 droni durante questo periodo.

Dashkin ha anche osservato che durante la visita di Putin a Kursk è iniziato un “attacco attivo alla regione”. La difesa aerea russa avrebbe distrutto 46 droni.

“L’intensità dell’attacco durante il volo del presidente è aumentata significativamente”. L’elicottero che trasportava Putin “si è trovato di fatto al centro della reazione a un attacco di massa”, ha detto un militare russo.

Va notato che nella notte tra il 22 e il 23 maggio diverse regioni russe sono state attaccate massicciamente dai droni. Il Ministero della Difesa russo ha segnalato che ogni notte vengono abbattuti più di 150 droni. Sono state introdotte restrizioni temporanee al decollo e all’atterraggio degli aerei negli aeroporti di Mosca e della regione: Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky.

Equitazione, Piazza di Siena da record

Roma, 25 mag. (askanews) – Uno straordinario bilancio chiude il 92° CSIO di Piazza di Siena, appuntamento che ha superato ogni aspettativa, sia per il bilancio spettatori che per l’impatto mediatico. Dopo l’apertura con il tradizionale concerto serale del mercoledì, da giovedì le tribune dell’Ovale immerso nel verde di Villa Borghese e le aree adiacenti hanno sommato 62mila spettatori, con un incremento del 10,7% rispetto allo scorso anno, quando l’evento si chiuse con un turnover durante le giornate di gara di circa 56mila spettatori. Il fatturato ha raggiunto 4,7 milioni di euro contro i 4,3 dello scorso anno, a dimostrazione del valore economico dell’evento.

Spettacolo sul campo, ma anche fuori. L’evento si conferma punto di riferimento per gli amanti dello sport e non solo, grazie a un mix vincente che alla disciplina sportiva affianca arte, musica e cultura. Piazza di Siena non è una semplice competizione, ma è ormai diventata motore per il turismo, l’economia e la promozione della pratica sportiva.

ATLETI, STAFF E ORGANIZZAZIONE I numeri parlano chiaro: 600 cavalli in gara, 470 atleti provenienti da 18 Paesi, mentre l’intera area sportiva, tra atleti, staff e tecnici, ha portato a Roma 1.700 persone accreditate, in rappresentanza di 31 Paesi e di 5 continenti. La macchina organizzativa – contando i componenti del comitato organizzatore, corporate, servizio, sponsor, stampa e volontari – ha potuto contare sul lavoro di 1.315 uomini e donne.

MEDIA E SOCIAL Impressionante anche la risonanza mediatica: a fronte dei 1.059 articoli – web, tv, radio e carta stampata – pubblicati sull’evento nell’edizione 2024, già alla mattina di domenica si è arrivati a 1.267, con una giornata di gara ancora da disputare. La copertura tv Rai, ancora una volta di altissima qualità, ha garantito ben 22 ore di diretta e 3 di sintesi, per un totale di 25 ore di contenuti, senza contare le repliche.

Sui canali social ufficiali di Piazza di Siena (il bilancio è aggiornato a sabato 24 maggio), +78.000 fan e followers su Facebook, Instagram, TikTok, con 5 milioni di Impressions, +250.000 Engagements e +300 Contents. E soprattutto, 4 milioni di visualizzazioni. Una comunicazione capace non solo di valorizzare l’evento, ma anche di ispirare le nuove generazioni, promuovendo lo sport, il legame con il cavallo e uno stile di vita sano.

MotoGp, Bezzecchi e l’Aprilia trionfano a Silverstone

Roma, 25 mag. (askanews) – Un super Marco Bezzecchi vince il GP di Silverstone di MotoGp. Il pilota Aprilia ha chiuso davanti a Johann Zarco e Marc Marquez, che ha dovuto rimontare dopo un lungo che lo aveva fatto scivolare al 9° posto. 4° Morbidelli, 5° Alex Marquez. Out Quartararo, ritirato per problemi tecnici mentre era in testa con 4 secondi di vantaggio, e Bagnaia protagonista di una scivolata. Il ducatista perde il posteriore quando era 12esimo e deve dire addio alla gara. Ora Marc Marquez è a +24 su Alex Marquez e +72 su Bagnaia.

Zelensky definisce "terrorista" massiccio attacco aereo russo

Milano, 25 mag. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky definisce “terrorista” il massiccio attacco aereo russo e chiede agli Stati Uniti di commentarlo. “Il silenzio dell’America e di altri Paesi non fa che incoraggiare (il presidente russo Vladimir) Putin”, scrive su Telegram, aggiungendo: “Qualsiasi attacco terroristico del genere da parte della Russia è motivo sufficiente per nuove sanzioni contro la Russia”.

In base al numero di missili lanciati, l’ultimo attacco russo è il più grande raid aereo della guerra, sebbene altri attacchi abbiano ucciso più persone.

“I russi hanno lanciato circa 300 droni d’attacco, la maggior parte dei quali erano “shaheed”” ha detto. “Quasi altri 70 missili di vario tipo, compresi quelli balistici. Gli obiettivi erano Kiev e la regione, le regioni di Zhytomyr, Khmelnytskyi, Ternopil, Chernihiv, Sumy, Odesa, Poltava, Dnipro, Mykolaiv, Kharkiv e Cherkasy. Attacchi deliberati alle città comuni. Gli edifici residenziali ordinari sono stati distrutti e danneggiati. A Kiev sono stati danneggiati i dormitori della facoltà di storia dell’università. Ci sono colpi alle imprese. Purtroppo ci sono dei decessi, anche tra i bambini. Le mie condoglianze”.

Per poi aggiungere forti critiche: “ogni attacco terroristico russo di questo tipo è motivo sufficiente per nuove sanzioni contro la Russia. La Russia sta prolungando questa guerra e continua a uccidere ogni giorno. Il mondo può anche essere in vacanza, ma la guerra continua, indipendentemente dai fine settimana e dai giorni feriali. Questo non può essere ignorato. Il silenzio dell’America e il silenzio di altri nel mondo non fanno che incoraggiare Putin”.