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UniCredit, Orcel: in Generali siamo sopra il 5%, ma quota è finanziaria

Milano, 11 feb. (askanews) – “Stiamo per annunciare che la nostra partecipazione complessiva in Generali, incluse le posizioni che deteniamo per conto dei nostri clienti, ha superato la soglia del 5%”. Lo ha annunciato il Ceo di UniCredit, Andrea Orcel, nel corso della conference call con gli analisti sui risultati 2024 del gruppo.

“Ma questo non cambia la nostra posizione sulla quota, che resta di natura finanziaria e non comporta alcun interesse per acquisire il Leone”, ha spiegato Orcel.

Reggio Emilia, incendio all’Inalca: "Situazione sotto controllo"

Milano, 11 feb. (askanews) – Un incendio è divampato nella notte nello stabilimento dell’Inalca, azienda specializzata nella lavorazione della carne, nella zona Nord di Reggio Emilia. Secondo quanto riferiscono i vigili del fuoco, le fiamme hanno coinvolto la maggior parte della struttura ampia 50 mila mq.

Sul posto sono impegnati 40 vigili del fuoco, anche grazie ai rinforzi giunti dai comandi di Parma e Modena. Sono in corso le operazioni di spegnimento del rogo e la situazione è sotto controllo. “Nella notte si è sviluppato un incendio allo stabilimento Inalca di Via Fratelli Manfredi a Reggio Emilia. Sul posto, al momento, sono attivi i Vigili del Fuoco di Reggio Emilia per domare l’incendio e monitorare la situazione. In via precauzionale, si suggerisce alla popolazione presente nelle aree adiacenti di non soggiornare nei pressi dell’incendio e chiudere le finestre”. E’ l’appello lanciato dal comune di Reggio Emilia ai cittadini dopo il rogo scoppiato nell’azienda specializzata nella lavorazione della carne.

Il Comune di Reggio Emilia fa inoltre sapere che “le autorità competenti, Arpae e Ausl, stanno effettuando i rilievi” per verificare possibili impatti sulla qualità dell’aria.

Mafia, Meloni: colpo durissimo a Cosa Nostra, Stato non arretra

Roma, 11 feb. (askanews) – “Un’operazione straordinaria dei Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo ha portato oggi all’arresto di oltre 180 persone, tra cui diversi boss, infliggendo un colpo durissimo a Cosa Nostra. Un risultato che conferma l’impegno incessante dello Stato nella lotta alla criminalità organizzata”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Le intercettazioni – prosegue – lo dicono chiaramente: ‘L’Italia per noi è diventata scomoda, io me ne devo andare’, ammetteva uno degli arrestati. Un segnale chiaro: la criminalità organizzata è alle strette, la lotta alla mafia non si ferma e non si fermerà. Grazie ai Carabinieri del Nucleo Investigativo e a tutte le Forze dell’Ordine che ogni giorno difendono la legalità e la sicurezza dei cittadini. La mafia va sconfitta con determinazione e senza alcun compromesso. Lo Stato c’è e non arretra”.

AmCham Italy, Board AmCham Italy per la prima volta a Napoli

Milano, 11 feb. (askanews) – Si terrà venerdì 14 febbraio nella splendida cornice della città di Napoli, simbolo del Mezzogiorno italiano e delle sue potenzialità di sviluppo, la riunione a porte chiuse del Board of Directors di American Chamber of Commerce in Italy, presso la sede centrale della Petrone Group, con la partecipazione, tra gli altri, anche dell’attuale Presidente di Amcham Italy, Stefano Lucchini, e del Consigliere Delegato Simone Crolla.

La scelta di tenere la riunione, per la prima volta nella storia centenaria di AmCham, nel capoluogo campano, oltre a evidenziare l’importanza del Meridione in questa nuova fase delle relazioni transatlantiche, riflette anche il forte legame tra Italia e Stati Uniti in un momento di rinnovato slancio delle relazioni transatlantiche e di crescente attenzione agli investimenti nel Sud Italia.

AmCham Italy – affiliata alla US Chamber of Commerce di Washington D.C., la Confindustria statunitense, della quale fanno parte oltre tre milioni di imprese – da 110 anni sviluppa e favorisce le relazioni economiche e culturali tra gli Stati Uniti d’America e l’Italia, promuovendo e tutelando gli interessi dei propri Associati nell’ambito dell’attività di business tra i due Paesi.

La riunione del Board of Directors sarà preceduta da incontri istituzionali e momenti di dialogo con il tessuto economico locale il 13 febbraio, a testimonianza della volontà di AmCham Italy di essere un punto di riferimento per lo sviluppo di nuove sinergie tra le due sponde dell’Atlantico.

“Portare il Board di AmCham Italy a Napoli è una scelta dal forte valore simbolico e strategico. Il Sud Italia rappresenta una straordinaria opportunità per attrarre investimenti e rafforzare la partnership con gli Stati Uniti, e vogliamo contribuire attivamente a questo percorso. Napoli, con la sua storia, la sua cultura e il suo dinamismo imprenditoriale, è il luogo ideale per sottolineare il nostro impegno verso una crescita condivisa e sostenibile”, così Simone Crolla, Consigliere Delegato di AmCham Italy.

“Il legame transatlantico – ha aggiunto – oggi più che mai al centro dell’agenda politica italiana ed europea, va protetto perché prezioso, ma anche coltivato per aprire nuovi canali di sviluppo economico e politiche condivise che consolidino il successo di un sistema basato su un mercato libero, competitivo, sostenibile. Obiettivi possibili anche grazie a più attori, come il lavoro svolto dallo scalo internazionale napoletano Capodichino, con quattro voli giornalieri di compagnie americane da Napoli verso gli Stati Uniti, che generano un indotto di scambi politici ed economici importantissimi”.

Questa due giorni napoletana, è stata organizzata grazie al contributo in qualità di sponsor di Antimo Caputo, Petrone Group e Tecno srl..

Guterres: evitare ad ogni costo la ripresa delle ostilità a Gaza

Roma, 11 feb. (askanews) – Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha esortato Hamas a continuare con il rilascio pianificato degli ostaggi, mentre ha avvertito che si dovrebbe fare tutto il possibile per evitare la ripresa delle “ostilità” nella Striscia di Gaza.

“Dobbiamo evitare a tutti i costi la ripresa delle ostilità a Gaza che porterebbe a un’immensa tragedia. Faccio appello ad Hamas affinché proceda con la liberazione pianificata degli ostaggi. Entrambe le parti devono rispettare pienamente i loro impegni nell’accordo di cessate il fuoco e riprendere seri negoziati”, ha scritto Guterres su X.

La scorsa settimana, Guterres ha messo in guardia contro “qualsiasi forma di pulizia etnica” a Gaza mentre si rivolgeva al comitato delle Nazioni Unite sull’esercizio dei diritti inalienabili del popolo palestinese. Il leader dell’Onu ha affermato che qualsiasi pace duratura richiederà progressi “tangibili, irreversibili e permanenti” verso la soluzione dei due stati, nonché l’istituzione di uno “stato palestinese indipendente con Gaza come parte integrante”.

Calcio, Fiorentina, Kean vittima di insulti razzisti

Roma, 11 feb. (askanews) – Nel dopo partita di Inter-Fiorentina l’attaccante viola Moise Kean è stato oggetto di offese razziste, sui social, da alcuni tifosi nerazzurri. L’attaccante ha deciso di postare, con nomi e cognomi, gli autori degli insulti. E nell’ultima storia pubblicata ha commentato: “Ancora, nel 2025…” con le emoticon del vomito. A qualche ora di distanza dall’accaduto, arriva anche la dura presa di posizione della Fiorentina, che con un messaggio pubblicato su X si schiera a fianco del proprio calciatore: “La società viola e tutto il club esprimono la propria vicinanza a Moise Kean, vittima sui social media, al termine della partita disputata contro l’Inter a Milano, di pesanti attacchi a sfondo razzista. Gli autori di tali gesti sono stati segnalati alle autorità competenti”.

Basket Nba, Doncic, debutto vincente con i Lakers

Roma, 11 feb. (askanews) – Debutto vincente per Luka Doncic in maglia Lakers Ddpo la clamorosa trade del 2 febbraio 2025, che ha visto lo sloveno trasferirsi a Los Angeles in cambio di Anthony Davis. Nella partita vinta 132-113 contro gli Utah Jazz al Crypto.com Arena, nonostante un infortunio al polpaccio, Doncic ha mostrato sprazzi del suo talento, chiudendo la partita con 14 punti, 5 rimbalzi e 4 assist. Il momento più emozionante è stato un tiro da tre punti realizzato nei primi minuti, che ha infiammato il pubblico presente. Prima della partita, LeBron James ha condiviso un messaggio di incoraggiamento con il nuovo compagno di squadra, esortandolo a “essere semplicemente se stesso” e a non cercare di adattarsi, ma piuttosto a distinguersi. Oltre al suo contributo sul campo, Doncic ha dimostrato un forte impegno verso la comunità di Los Angeles, donando mezzo milione di dollari attraverso la sua fondazione per aiutare le persone colpite dai recenti incendi che hanno devastato la città. Ha espresso il desiderio di sostenere in particolare i bambini che hanno perso i loro luoghi di gioco e ha promesso di collaborare alla ricostruzione di campi e aree ricreative.

UniCredit: utile 2024 batte le stime, non escluso rilancio su Bpm

Milano, 11 feb. (askanews) – UniCredit batte le stime del mercato e archivia il 2024 con un utile netto di 9,3 miliardi di euro, in aumento dell’8,1% rispetto all’anno precedente. Aumentate a 9 miliardi le distribuzioni totali ai soci sull’esercizio, dei quali 3,7 miliardi in dividendi. Avanti con le operazioni Banco Bpm, per la quale non è escluso un rilancio, e Commerzbank.

“Stiamo entrando nella fase successiva della nostra strategia”, ha detto il Ceo Andrea Orcel. “In questa fase accelereremo la nostra crescita, consolidando UniCredit come la banca per il futuro dell’Europa e come il punto di riferimento del settore bancario”, ma qualsiasi crescita inorganica, ha ribadito, “deve migliorare il nostro caso d’investimento stand-alone e rispettare i nostri rigorosi criteri finanziari e strategici”.

In merito all’Ops lanciata su Banco Bpm, su cui il mercato si aspetta un rilancio, Orcel ha dichiarato: “non l’ho mai escluso sin dal primo giorno: vediamo cosa succede nel primo trimestre, poi valuteremo se l’offerta è finale oppure no”. “Siamo stati chiari dal primo giorno – ha spiegato a Cnbc -, abbiamo fatto un’offerta a un prezzo che per noi è un premio del 15% sul prezzo undisturbed, perchè il deal con Anima non è completato. Dobbiamo vedere se viene completato e c’era l’impatto sul prezzo delle speculazioni M&A quando abbiamo fatto l’offerta. Dobbiamo vedere come Banco Bpm performa sulla normalizzazione dei tassi, sull’inflazione, sui costi”.

Su Commerzbank, invece, i tempi sono più lunghi, in vista anche delle elezioni in Germania e della formazione del nuovo Governo. “Difficile che ci si possa muovere prima di 3-4 trimestri da oggi”, ha spiegato Orcel. “Ci vorrà del tempo e questo tempo ci darà anche l’opportunità di vedere quale sarà il nuovo piano di Commerzbank e, ancora più importante, come sarà l’esecuzione. Domani ci aspettiamo ovviamente un piano ottimista ma la domanda è: affronta le inefficienze? Sono in grado loro di eseguire trimestre dopo trimestre il piano? Sarà questo quello su cui ci focalizzeremo”.

Guardando ad altri dossier in casa nostra, il Ceo di UniCredit ha ribadito che l’investimento in Generali è di carattere finanziario e che non c’è alcuna ambizione di acquisire il Leone. “Ci sono teorie complottiste, a volte la realtà invece è molto più semplice”, ha detto sempre a Cnbc. Quanto alle indiscrezioni riportate dal Corriere della Sera, secondo cui Delfin avrebbe iniziato ad esplorare la possibilità di vendere la sua quota in UniCredit, pari al 2,7%, Orcel ha osservato: “I Del Vecchio sono stati nostri azionisti per tanti, tanti anni, nei momenti difficili e io rispetto le loro decisioni. Il mio lavoro è di rendere sbagliata la loro decisione se dovessero vendere, però per ora non hanno venduto”.

Tornando ai risultati 2024, l’utile netto contabile è stato pari a 9,7 miliardi (+2%), il miglior risultato annuo di sempre per la banca. Il RoTE ha raggiunto il 21%. I ricavi sono cresciuti del 4% a 24,2 miliardi, trainati da commissioni pari a 8,1 miliardi (+8%). Il margine di interesse è in rialzo del 3% a 14,4 miliardi. A fine 2024, il CET1 ratio è pari al 15,9%, invariato rispetto allo scorso anno. Le distribuzioni totali sul 2024 sono aumentate a 9 miliardi, dei quali 3,7 miliardi in dividendi per un DPS totale pari a 2,4 euro (+33%). Le distribuzioni relative all’esercizio 2025 sono attese in aumento rispetto al 2024, con un dividendo incrementato al 50% dell’utile netto (dal 40%). Per il 2027 UniCredit si è prefissata l’obiettivo di un utile netto pari a circa 10 miliardi, con l’ambizione di una distribuzione per anno nel periodo 2025-27 maggiore di quella sul 2024.

Transparency International, l’Italia perde 10 posizioni, ora è 52esima

Milano, 11 feb. (askanews) – “Il passaggio dalla 42esima alla 52esima posizione nella classifica globale dell’indice di Transparency International segna per l’Italia un brusco salto indietro, estremamente preoccupante, e vanifica tanti sforzi fatti negli ultimi anni, guadagnando credibilità interna ed internazionale” Lo ha detto Giuseppe Busìa, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), alla presentazione dell’indice CPI 2024 di Transaprency International questa mattina a Roma.

“Tale risultato incide negativamente sulla fiducia dei cittadini, quanto mai preziosa in questo delicato momento storico, oltre a ridurre l’attrattività del nostro Paese agli occhi degli investitori esteri, con conseguente perdita di occasioni di crescita e sviluppo” ha proseguito il presidente dell’Anac, aggiungendo che “purtroppo, pesano alcune scelte recenti, quali l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, che ha lasciato aperti diversi vuoti di tutela, o l’innalzamento delle soglie per gli affidamenti diretti di servizi e forniture fino a 140mila euro, che oltre a ridurre la trasparenza, rischia di far lievitare la spesa pubblica. E pesa – ha continuato Busia – il mancato impegno rispetto a interventi normativi che a livello internazionale ci sollecitano da troppi anni, come l’assenza di una seria disciplina sulle lobby, non criminalizzatrice ma improntata alla assoluta trasparenza, e l’estensione delle regole su conflitti di interessi, sulle incompatibilità e sulle incoferibilità anche alle cariche politiche, mentre noi, pur con una normativa certamente da rivedere, ci siamo fermati a livello amministrativo e dirigenziale”.

“Recuperare è possibile – ha concluso Busia – ma richiede volontà politica di tutti: ricordo solo che tre anni fa, presentando nel 2022 lo stesso indice, avevamo festeggiato il fatto di aver scalato ben 10 posizioni”.

Sanremo, Gaia: sul palco dell’Ariston si fa la storia

Milano, 11 feb. (askanews) – Gaia in gara al 75 Festival di Sanremo con il brano “Chiamo io chiami tu”. “Chiamo io chiami tu” esplora quel limbo d’indecisione che ci blocca, quei dubbi che ci allontanano dal nostro istinto pi profondo e primordiale. una canzone molto leggera e ballabile ma con un sottotesto che, se ascoltata con attenzione, si coglie facilmente. “Sono molto felice del risultato e sono felice di portarla sul palco di Sanremo. un brano che parla dell’indecisione da cui vorrei uscire oggettivamente, quindi spero che sia anche un mantra positivo per questo festival”, ha detto.

Per la serata delle cover, Gaia ha scelto di duettare con Toquinho nel brano “La voglia, la pazzia” di Ornella Vanoni. Per lei il festival significa momenti epici e storia della musica.

“Sanremo iniziato a viverlo con un affetto soprattutto negli ultimi anni da quando ho visto che comunque la kermesse iniziava ad avere anche dei nomi della mia generazione – ha detto – mi sono iniziata a sentire molto pi rappresentata, ci sono ovviamente dei momenti epici del festival che porto nel cuore credo che sia Giorgia che Elisa abbiano marcato quel palco con delle performance incredibili, anche il mio cuore. Il festival un palco che fa la storia”.

“Rosa dei venti il titolo del nuovo progetto discografico di Gaia in uscita il 21 marzo 2025 per Columbia Records/Sony Music Italy, disponibile in preorder, ma Gaia ha svelato anche il suo comeback dal vivo con uno speciale concerto evento, prodotto da Vivo Concerti, mercoled 7 maggio 2025 al Fabrique di Milano.

Von der Leyen: i dazi Usa non rimarranno senza risposta

Roma, 11 feb. (askanews) – “Sono profondamente rammaricata per la decisione degli Stati Uniti di imporre dazi sulle esportazioni europee di acciaio e alluminio. Le tariffe sono tasse: dannose per le aziende, peggio per i consumatori. Le tariffe ingiustificate sull’Ue non rimarranno senza risposta: innescheranno contromisure ferme e proporzionate. L’UE agirà per salvaguardare i propri interessi economici. Proteggeremo i nostri lavoratori, le nostre aziende e i nostri consumatori. E’ quanto ha detto oggi in un comunicato rilanciato su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

Maxi operazione antimafia a Palermo: 183 provvedimenti restrittivi

Milano, 11 feb. (askanews) – Dalle prime luci dell’alba i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno condotto una vasta operazione antimafia per l’esecuzione di 183 provvedimenti restrittivi disposti dal GIP del Tribunale di Palermo e dalla Direzione Distrettuale Antimafia della locale Procura della Repubblica.

L’operazione, che ha interessato anche altre città italiane, è volta a disarticolare i mandamenti mafiosi della città di Palermo e provincia, in particolare quelli di “Porta Nuova”, “Pagliarelli”, “Tommaso Natale – San Lorenzo, “Santa Maria del Gesù” e “Bagheria”.

Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsioni, consumate o tentate, aggravate dal metodo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, favoreggiamento personale, reati in materia di armi, contro il patrimonio, la persona, esercizio abusivo del gioco d’azzardo, e altro.

Complessivamente sono impegnati – con la copertura aerea di un elicottero del Nono Elinucleo di Palermo, 1.200 Carabinieri circa dei Comandi Provinciali della Sicilia, del Reparto Anticrimine del ROS di Palermo, con il supporto dei “baschi rossi” dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia, del 12° Reggimento “Sicilia”, del 14esimo Battaglione “Calabria” nonché di altre componenti specializzate dell’Arma.

Salute, Fagotti: “Aumentare consapevolezza sul tumore ovarico”

Roma, 10 feb. (askanews) – “C’ necessit di aumentare la consapevolezza sui sintomi del timore ovarico, in modo da dare le giuste informazioni alle pazienti e ai care-giver. Nel 2023 in Italia ci sono stati, secondo i dati rilevati dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ben 4.228 ricoveri per tumore maligno dell’ovaio. Cosa fare? Innanzitutto dare le informazioni giuste sui sintomi, poi offrire alle pazienti i centri di riferimento necessari per avere le cure migliori nonch la possibilit di una diagnosi precoce, e, infine, garantire l’accesso ai biomarcatori, che possono fornire indicazioni sia dal punto di vista diagnostico che terapeutico”, lo ha detto Anna Fagotti, prof.ssa Ostetricia e Ginecologia presso l’Universit Cattolica, intervenuta a un talk salute su Urania Tv.

Mattarella e Regina di Norvegia visitano "Munch. Il grido interiore"

Roma, 11 feb. (askanews) – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha visitato in anteprima, unitamente a Sua Maestà la Regina Sonja di Norvegia, la grande mostra “Munch. Il grido interiore” presso Palazzo Bonaparte a Roma. La mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia; main partner del progetto è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale.

Il capo dello Stato e la Sovrana hanno percorso le sale dello spazio espositivo – di proprietà di Generali – accompagnati dalla Presidente di Arthemisia Iole Siena, dalla Presidente della Fondazione Terzo Pilastro Alessandra Taccone e dal CEO di Generali Philippe Donnet.

Del corteo presidenziale facevano parte, tra gli altri, oltre alla vice sindaca di Roma Silvia Scozzese, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti Edoardo Rixi, il viceministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Vannia Gava, il sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Giorgio Silli, l’assessora della Regione Lazio con deleghe a Cultura e politiche giovanili Simona Renata Baldassarre, l’Ambasciatore della Norvegia in Italia Johan Vibe, l’Ambasciatore della Finlandia in Italia Matti Lassila, la vice sindaca di Oslo Julianne Ofstad, e il direttore del Museo MUNCH di Oslo Tone Hansen.

Curata da Patricia G. Berman, con la collaborazione scientifica di Costantino D’Orazio, l’ampia retrospettiva è realizzata in collaborazione col Museo MUNCH di Oslo, e gode del patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Lazio, del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura, della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma e del Giubileo 2025 – Dicastero per l’Evangelizzazione.

La mostra, che sarà visitabile fino al 2 giugno, è inserita nel novero degli eventi del Giubileo 2025 e narra l’intero percorso artistico del norvegese Edvard Munch, dai suoi esordi fino alle ultime opere, attraversando i temi a lui più cari, collegati gli uni agli altri dall’interpretazione della tormentata essenza della condizione umana. I dipinti in mostra sono 100, la quasi totalità dei quali provenienti dal MUNCH Museum di Oslo che, eccezionalmente, ha acconsentito ad un prestito senza precedenti.

M.O., Trump: ostaggi tutti liberi entro sabato o scoppierà l’inferno

Roma, 11 feb. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esortato Israele ad annullare il suo accordo di cessate il fuoco con Hamas, lascianco “che si scateni l’inferno” se Hamas non restituirà gli ostaggi ancora trattenuti a Gaza entro mezzogiorno di sabato prossimo.

Ieri, Hamas ha minacciato di posticipare il prossimo rilascio degli ostaggi previsto per sabato “fino a nuovo avviso”, accusando Israele di aver violato l’accordo di cessate il fuoco.

“Per quanto mi riguarda, se tutti gli ostaggi non vengono restituiti entro mezzogiorno di sabato – penso che sia un orario appropriato – direi di annullarlo (l’accordo, ndr) e che si scateni l’inferno”, ha detto il presidente ai giornalisti nello Studio Ovale.

“Direi che” gli ostaggi “dovrebbero essere restituiti entro mezzogiorno di sabato e se non vengono restituiti – tutti, non a gocce e a pezzetti, non due e uno e tre e quattro e due. Sabato alle 12, e dopo direi che scoppierà l’inferno”. Incalzato su cosa potrebbe comportare “l’inferno” a Gaza, Trump ha detto: “Lo scoprirete, e lo scopriranno loro, Hamas scoprirà cosa intendo”.

“Parlo per me stesso. Israele può ignorarlo, ma per me, sabato alle 12, e se non ci sono, non ci sono, scoppierà l’inferno”, ha insistito il presidente Usa.

Trump ha inoltre espresso scetticismo sul fatto che molti ostaggi siano ancora vivi e possano essere rilasciati, dicendo ai giornalisti: “Penso che molti degli ostaggi siano morti”.

Meloni si destreggia. Intanto il Tribunale dell’Aia mette nel mirino l’Italia.

Anche chi come me, pur dall’opposizione, aveva riconosciuto a Giorgia Meloni meriti politici e personali – arrivando a scrivere qualcosa tipo “Salvare la Meloni per salvare insieme l’Italia!” –  oggi si trova a fare i conti con una disillusione profonda. Quel pragmatismo che sembrava animarla nel posizionamento internazionale si rivela sempre più un’adesione opportunistica alle circostanze, priva di una visione valoriale coerente. L’idolo del potere si impone come bussola esclusiva del suo agire.

Prendiamo la sua doppia scelta, almeno in apparenza, per l’Europa e per l’alleanza atlantica. Ciò che poteva sembrare una condivisione sincera di valori si rivela ora una pura necessità strategica. Meloni ha capito che, per garantirsi un posto al tavolo internazionale, l’unica strada era accodarsi al carro giusto. Il risultato più evidente è l’allineamento con Ursula von der Leyen, simbolo di quell’Europa istituzionale che Meloni aveva tanto criticato in passato.

Ma è nei dettagli delle scelte recenti che emerge il vero volto di questa politica fatta di opportunismi e contraddizioni.

Due episodi, in particolare, mettono in luce questa ambiguità. Il primo riguarda la nota vicenda di Almasri, il criminale rispedito in Libia in fretta e furia malgrado il mandato d’arresto a suo carico della Corte Penale Internazionale (CPI) dell’Aia. E poi, a distanza di qualche giorno, la decisione di non sottoscrivere la dichiarazione di solidarietà verso la stessa Corte, firmata da 79 Paesi europei e occidentali: uno strappo, questo, davvero clamoroso.

Nella sostanza, la Meloni si muove su un doppio binario: da un lato, strizza l’occhio all’Europa quando conviene; dall’altro, si qualifica come “trumpiana doc” nei momenti in cui è più utile cavalcare l’onda sovranista. È una politica del “qui e ora”, dove le grandi alleanze internazionali e i valori di solidarietà e giustizia vengono sacrificati sull’altare del calcolo immediato.

Ciò che più colpisce è il danno che questa linea infligge all’immagine dell’Italia. Infatti, l’adesione al trumpismo che tende a delegittimare le grandi agenzie internazionali, istituite a tutela dei popoli e dei diritti umani, è una scelta che lascia un segno profondo. Tant’è che la CPI, a sua volta, ha comunicato in queste ore l’apertura di un procedimento sull’Italia, nel mirino proprio per la mancata consegna del ricercato libico.

Insomma, la Presidente del Consiglio sembra voler giocare su più fronti senza comprendere che la credibilità politica esige scelte coerenti, anche quando sono scomode. In definitiva, la lezione è amara: ciò che si svela non è un pragmatismo illuminato, ma un potere senza bussola, capace di orientarsi solo in base alla direzione del vento.

A cosa serve un’informazione televisiva settaria?

C’è una domanda a cui, francamente, non riesco a dare una risposta seria e convincente. E cioè, ma a che cosa serve una informazione – parlo dei vari talk di approfondimento politico che ogni giorno inondano i programmi televisivi sulle varie emittenti pubbliche e private – smaccatamente settaria pur dando per scontato che ogni conduttore, e del tutto legittimamente, ha le sue precise convinzioni politiche? Ma come può essere credibile una trasmissione che, al di là degli ascolti dei tifosi, assomiglia ad una sorta di ‘curva sud’ di uno stadio italiano? E, per fare un esempio

concreto e più dettagliato, perchè i talk de La 7 al mattino sono modelli di pluralismo, di vero giornalismo di approfondimento e di reale e fecondo confronto democratico tra le varie parti in causa mentre alla sera, sulla medesima emittente, diventano modelli di straordinaria faziosità e settarismo politico? Direi quasi oltre ogni limite, al punto che la presenza di una voce diversa – e di una sola, sia chiaro – appare quasi estranea ed esterna rispetto al coro che la accompagna.

Insomma, una propaganda martellante, strisciante, del tutto ideologica e smaccatamente faziosa. Qual è il progetto e la ratio di una informazione così duale? E così alternativa nella stessa giornata?

Nel servizio pubblico radiotelevisivo, come ovvio ed evidente, la smaccata partigianeria politica e di schieramento non va di moda. Anzi, è semplicemente impraticabile. Da sempre. Certo, esistono delle cosiddette ‘zone franche’ che rispondono ad altri criteri che restano, comunque sia, misteriose sotto il profilo della normativa in vigore. Parlo, ad esempio, dell’attuale trasmissione Report dove il tradizionale giornalismo di inchiesta, sempre utile e necessario, è stato platealmente sostituito da un format che risponde ad un preciso, evidente, oggettivo e smaccato obiettivo politico e di schieramento. E cioè, attaccare settimanalmente personaggi, partiti ed esponenti politici riconducibili all’attuale coalizione di governo. Ma, come ovvio e per fortuna, è solo un’eccezione e non la regola dell’informazione e del giornalismo del servizio pubblico radiotelevisivo. Sul versante Mediaset, come anche per la RAI e per la programmazione mattutina de La 7, gli approfondimenti politici rispondono a criteri di vero ed autentico pluralismo. Da Bianca Berlinguer a Del Debbio a Porro il pluralismo delle opinioni è sempre rispettato, al netto delle convinzioni politiche dei singoli conduttori. Un esempio a parte riguarda la trasmissione di Mario Giordano che, al pari di Report sulla Rai, risponde ad altri criteri e fa capo a sè. Per quanto riguarda il canale Nove è evidente anche ai sassi che si tratta di una emittente che, sotto il profilo politico, è nettamente schierata e il pluralismo delle opinioni è un puro optional. Si tratta, almeno così pare ascoltando le varie trasmissioni, forse dell’emittente per eccellenza del partito populista dei 5 Stelle.

Ma, al di là delle varie modalità organizzative e politiche delle diverse emittenti televisive, resta un dato di fondo a cui prima o poi occorrerà pur dare una risposta. E cioè, qual è la vera motivazione dei talk di approfondimento giornalistico che diventano dei luoghi di pura ed ostentata propaganda di natura politica e partitica? Detto con altre parole, passa da questa modalità la strada per un recupero di credibilità della politica e, soprattutto, per rafforzare la qualità della nostra democrazia? Sono la propaganda, il settarismo, la faziosità e la ridicolizzazione del nemico politico la nuova frontiera di parte del giornalismo televisivo italiano? I pasdaran della faziosità e del settarismo politico e giornalistico prima o poi, questo, ce lo dovranno spiegare.

Lagarde: “Incertezza sull’inflazione per le tensioni sui dazi”.

Ieri davanti alla plenaria del Parlamento europeo la Presidente della Bce, Christine Lagarde, ha sottolineato l’aumento dell’incertezza economica, con prospettive che possono incidere sull’inflazione. Tra le cause principali, le recenti tensioni sul commercio internazionale. Per altro, dopo l’annuncio da parte dell’amministrazione Trump di nuovi dazi del 25% su acciaio e alluminio, l’Ue ha definito queste misure “illegali” e minacciato una risposta.

Nonostante questi sviluppi, Lagarde ha ribadito che l’inflazione nell’area euro dovrebbe tornare al target del 2% entro l’anno, sebbene permangano rischi al rialzo e al ribasso. Gli analisti prevedono ulteriori tagli dei tassi da parte della Banca centrale nei prossimi mesi, con un possibile punto di caduta tra l’1,75% e il 2,25%.

“Siamo determinati a garantire che l’inflazione si stabilizzi al nostro obiettivo di medio termine”, ha dichiarato Lagarde, sottolineando che le decisioni della Bce continueranno a seguire un approccio basato sui dati, senza vincoli su percorsi predefiniti.

Nel corso del dibattito, alcuni eurodeputati hanno criticato il coinvolgimento della Bce su temi come il cambiamento climatico, mentre altri hanno chiesto un maggiore impegno su diversità e inclusione nelle carriere. Lagarde ha replicato confermando che l’obiettivo primario dell’istituzione rimane la stabilità dei prezzi, come previsto dai Trattati europei.

Sul fronte tecnologico, la presidente ha ribadito la necessità di un euro digitale per preservare la sovranità economica europea. Un progetto che si scontra con la volontà di Trump di puntare sull’alternativa delle criptovalute.

Infine, Lagarde ha descritto un’economia dell’area euro ancora fragile: la produzione è stagnante, il manifatturiero in contrazione e la fiducia dei consumatori debole, nonostante i redditi reali risultino in crescita. Rimangono comunque segnali di ripresa, con un mercato del lavoro solido e un credito più accessibile, mentre le esportazioni potrebbero sostenere l’economia – sempre a patto che le tensioni commerciali internazionali non peggiorino.

Riscoprire Mario Ridolfi: la lezione di un’architettura umana e visionaria.

«La nostra generazione è andata sulla luna, ma non siamo riusciti a costruire una città più appropriata al vivere contemporaneo». Così Mario Botta, il grande architetto ticinese, in una recente intervista a Luca Ribichini. Sembrano parole rassegnate quelle di Botta, da sempre difensore di una visione sacra dell’architettura, ma ci dicono l’esatto contrario: sono uno sprone ad apprezzarla l’architettura contemporanea, ad andare a cercarla in mezzo alle periferie come un diamante grezzo, a comprenderne il segno come una pennellata di Giotto.

Prendiamo Mario Ridolfi, uno dei più grandi architetti del Novecento, amato dagli addetti ai lavori ma dimenticato dal pubblico. Bisogna ringraziare Paolo Portoghesi, scomparso nel 2023, che da grande architetto e studioso qual era dedicò al maestro romano uno dei suoi ultimi libri, Mario Ridolfi architetto, 1904-1984, pubblicato egregiamente dall’Accademia di San Luca.

Non si tratta del solito libro di architettura per architetti ma di un racconto appassionante che fa capire come la bellezza – quella di un edificio pubblico, di una casa o di un dettaglio come una finestra o la ringhiera di un davanzale – possa rendere più gioiosa la vita e offrire a tutti, anche a chi di mezzi non ne ha molti, l’esperienza quotidiana del bello.

Ridolfi cominciò giovanissimo con alcuni edifici simbolo del Ventennio come l’Ufficio postale di piazza Bologna a Roma. Ma già in questo caso si capisce come il maestro pensava con la sua testa, senza allinearsi alle forme ufficiali del Razionalismo preferendo a esse superfici sinuose che ricordano curve barocche, in un dialogo armonioso con la luce.

Dopo la guerra Ridolfi trova pienamente sé stesso, soprattutto in un complesso di grandi edifici per abitazioni nella periferia nord di Roma, le Torri Ina in viale Etiopia, completate nel 1955 e oggi tutelate dallo Stato come architettura di pregio, caso unico in Italia. In questo caso ha ragione Mario Botta; la città cresciuta attorno a questi capolavori li ha schiacciati in una morsa di case anonime tirate su in un lampo nella Capitale del dopoguerra. Avvicinandosi a essi, però, ci si dimentica del caos tutt’intorno e si nota l’amore del dettaglio, la costruzione potente, il dialogo tra luce e forma che dona a questi edifici la presenza scenica delle torri medievali nei borghi murati. Per la prima volta la struttura portante dell’edificio è in vista dichiarando la sua anatomia ingegneristica attraverso possenti pilastri e architravi in cemento armato che si assottigliano verso l’altro come guglie gotiche; tra di essi le finestre delle case, grandi e piene di sole, sono incorniciate da pareti a intonaco colorato nei toni della Roma ottocentesca e sono arricchite, nelle logge, da ringhiere in ferro battuto con una rientranza all’intero per appoggiare piante e vasi di fiori. Un tocco romantico. Sotto alle finestre Ridolfi sistemò file di maioliche in ceramica dipinte a mano e da lui stesso disegnate a ricordare l’importanza del decoro, della tradizione artigiana della ceramica dipinta. Tra un edificio e l’altro non mancano giardini, con piazzole e sedute, affinché tutti gli abitanti del complesso potessero incontrarsi, conoscersi e socializzare. È il tentativo di rendere l’architettura uno strumento che consenta a tutti di aspirare al bello, vivendolo ogni giorno.

C’è un aspetto nel volume di Portoghesi che colpisce forse più di tutti ed è la bellezza dei disegni di Ridolfi. Sono planimetrie, alzati e dettagli tecnici rigorosamente realizzati a mano e tutti di una qualità che potremmo accostare a Piranesi, Bernini, ai grandi del passato. Ce n’è però uno che commuove per la sua poetica; si tratta dei disegni di maniglie per i portoncini di alcune case popolari costruite a Treviso, e ognuna è un caleidoscopio di forme ispirate alla natura e ognuna ha un nome diverso: Marisa, Elvira, Ida. Lina, invece, era il nome dell’amata moglie alla quale il maestro dedicò la casa più intima progettata nella sua vita, casa Lina, un piccolo villino nei pressi di Terni, che in pianta sembra una stella cometa, come atto simbolico di un percorso creativo che poteva sublimare solo nell’amore.

 

Fonte: L’Osservatore Romano – 10 febbraio 2025

Titolo originale: L’esperienza quotidiana del bello. «Mario Ridolfi architetto, 1904-1908».

Autore: Tommaso Strinati

[Articolo qui riproposto per gentile concessione del direttore del quotidiano pubblicato nella Città del Vaticano]

Tumore ovaio, Dorigo: test genetici per ereditariet familiare

Roma, 10 feb. (askanews) – “Ogni due minuti una donna si ammala di tumore dell’ovaio, la campagna di sensibilizzazione di Astrazeneca stata lanciata via web ma si arricchita di diversi podcast. Serve ribadire che i test genetici predittivi sono importanti per capire se ci sia una predisposizione all’interno della famiglia”. Lo ha detto Alessandra Dorigo, Head of Oncology di Astrazeneca Italia.

Lorenzo Sbarbati e il paradosso della musica italiana

Roma, 10 feb. – Mentre il Festival di Sanremo 2025 si avvicina, le polemiche non mancano. Dalle discussioni sulle scelte artistiche di Carlo Conti alle controversie su brani come Bella Stronza di Fedez e Marco Masini, il dibattito acceso. In questo contesto, Lorenzo Sbarbati, cantautore marchigiano, offre una riflessione pungente con il suo ultimo singolo “Finch non Sanremo morti”.

Sanremo si avvicina e, come ogni anno, si ripetono le solite domande: chi merita di esserci? Chi stato escluso ingiustamente? La musica italiana esiste solo dentro l’Ariston? Lorenzo Sbarbati risponde con ironia e genialit, trasformando questo paradosso in una canzone. Un titolo che gi tutto un programma e che fotografa con sarcasmo l’ossessione per il Festival: sembra che un artista, per esistere davvero, debba passare dal palco dell’Ariston.

Ma Lorenzo, con la sua autenticit, dimostra che la musica vera resiste anche lontano dai riflettori.

Nato a Macerata nel 1991, Lorenzo Sbarbati un professore di filosofia e storia e un cantautore fuori dagli schemi. Scrive canzoni, come tanti, ma sogna un tempo in cui la musica parli pi dell’immagine, senza il bisogno di apparire per esistere. Si definisce una radice senza terra, un innamorato folle alla ricerca di cose vere, o forse solo un insoddisfatto cronico che fatica a vivere in questo presente e cos se ne inventa un altro.

Si appassiona alla musica da adolescente, studiando chitarra e canto. Inizia con i Senzassenso, con cui realizza un album e apre i concerti di Brunori Sas, Marlene Kuntz, Il Teatro degli Orrori, Rachele Bastreghi e Bobo Rondelli. Trasferitosi a Bologna, diventa busker, esibendosi nelle principali piazze italiane.

Nel 2021, seguito dal produttore Ivan Amatucci, realizza Dubito quindi suono, il suo primo album, grazie al contributo di Bologna Citt della Musica UNESCO. Un titolo che gi una dichiarazione d’intenti: dubitare, mettersi in discussione, cercare un suono autentico.

Lorenzo Sbarbati non si limita a seguire le regole del gioco, ma prova a cambiarle. Cantautore, musicista e arrangiatore, mescola ironia e profondit, leggerezza e riflessione. Finch non Sanremo morti la perfetta sintesi di questo stile: una canzone che gioca con l’ossessione per il Festival, ma che dietro il sorriso nasconde una verit amara. Quanti artisti vengono ignorati perch non rientrano nei canoni richiesti? Quante canzoni meravigliose restano nell’ombra perch non sono “sanremesi”?

Con intelligenza e autoironia, Lorenzo smaschera tutto questo, senza perdere di vista l’essenza della musica.

Lorenzo Sbarbati nel roaster di Bravehop Records, etichetta indipendente friulana fondata da Lucia Castellano e Tommie Odorico, che promuove artisti indie/alternative, dando spazio a chi ha talento, senza dover per forza scendere a compromessi. In un panorama volto soprattutto all’apparenza, Bravehop Records si impegna affinch si ponga l’attenzione anche sulla sostanza.

Ma Lorenzo Sbarbati non solo ironia. Nei suoi brani affronta temi profondi come la fiducia, le relazioni e il bisogno di autenticit. Lo ha fatto in Tina si fida, una canzone sulla difficolt di aprirsi agli altri dopo le delusioni, e continua a farlo in ogni suo pezzo, con una capacit narrativa che lo distingue.

Oltre alla musica, Lorenzo ha costruito una forte presenza sui social, mantenendo il suo stile autentico. Su Instagram condivide il dietro le quinte del suo lavoro e momenti di vita quotidiana, mentre su TikTok diverte il pubblico con contenuti originali e performance dal vivo.

Bit, ASTOI: turismo italiano pi solido, nel 2025 ancora crescita

Rho, 10 feb. (Askanews) – “La Bit un’occasione importantissima per presentarsi innanzitutto al mondo consumer, perch questa una fiera aperta anche al consumatore. Domenica c’ stata un’ottima affluenza e poi in questi due giorni invece pi agli addetti ai lavori, diciamo, ai colleghi di settore. Lo spazio che abbiamo qui il villaggio ASTOI, dove ci sono 18 player di livello nazionale, quindi molto importanti, che presentano la propria offerta, mettendo a fattor comune gli spazi per attrarre pi clienti e ognuno poi con a propria proposta di viaggio”. Lo ha detto ad askanews Pier Ezhaya, presidente di ASTOI Confindustria Viaggi, raccontando la partecipazione dell’associazione alla Bit di Fiera Milano.

“L’immagine del turismo italiano – ha aggiunto – di un turismo pi solido, con le spalle pi grosse dopo il Covid che quindi ha saputo rilanciarsi, ripensarsi e rimettersi bene in carreggiata. Quindi un turismo che ha imparato anche a fare sistema, cosa di cui in Italia c’ sempre molto bisogno e quindi c’ fiducia e c’ ottimismo”.

“I numeri – ha concluso Pier Ezhaya – sono positivi: abbiamo chiuso bene il 2024, con una crescita del 6% dei ricavi. Il 2025 sembra essere partito altrettanto bene. Non dimentichiamo che quest’anno c’ un evento straordinario che quello che viene chiamato in gergo il Ferraprile, ossia la congiuntura di Pasqua con i ponti di fine aprile e di inizio maggio, che consentir due settimane di vacanza con pochi giorni di ferie. Peraltro nella prima chiuderanno anche le scuole e quindi sicuramente buono anche per le famiglie, quindi registriamo gi su questa prima finestra di vacanza una domanda molto robusta e poi buoni segnali anche sull’estate. Ci aspettiamo pi o meno una crescita a fine anno simile a quella dell’anno scorso”.

Bit, Alpitourworld: anno iniziato bene, Mar Rosso traina crescita

Rho, 10 feb. (askanews) – “L’anno intanto iniziato molto bene, cos come si era chiuso bene quello precedente, all’insegna di un fenomeno di advance booking particolarmente pronunciato, quindi abbiamo visto una fase di avvio della stagione invernale eh accelerata, cos come in accelerazione quella estiva, quindi su volumi molto pi alti rispetto a quelli dell’anno scorso. In questo momento stiamo registrando una crescita di circa il 18% rispetto all’anno scorso e gi l’anno scorso i tassi di crescita erano decisamente molto buoni. L’anno all’insegna di una crescita di quasi tutte le destinazioni, ma ce n’ una su tutte che l’Egitto, il Mar Rosso principalmente che sta facendo fare un un salto in avanti ai nostri volumi e che ci ha lasciato anche abbastanza, come dire, sorpresi, tant’ che stiamo rimettendo a posto parte della nostra programmazione aerea, visto che c’ domanda, e stiamo allargando la nostra capacit da quasi tutti gli aeroporti italiani per tutta la stagione estiva, quindi questo, diciamo, la cosa positiva. Cresce tutto il corto raggio, il medio e il lungo raggio. L’Italia sta facendo una buona ha fatto un un buon avvio, dato un buon avvio e registriamo anche un un interesse crescente su destina dell’Est Africa, Kenny e Zanzibar su tutte, ma bene in generale tutti anche i viaggi, quelli itineranti con con il marchio Turisanda, stiamo raccogliendo grandissime soddisfazione nel Nord America, in Oriente, Sud America, quindi molto molto bene, siamo molto soddisfatti”. Lo ha detto ad askanews il direttore commerciale di Alpitourworld, Alessandro Seghi, dal villaggio ASTOI in Bit Fiera Milano.

Maugeri e UniPavia: un master su riabilitazione paziente fragile

Milano, 10 feb. (askanews) – Entro il 2050 il 16% della popolazione globale avr oltre 65 anni, con un aumento parallelo di patologie croniche e di fragilit. In risposta alla crescente complessit clinica di questi pazienti, Maugeri e l’Universit di Pavia hanno dato vita al Master di secondo livello in “Prevenzione, cura e riabilitazione del paziente fragile”, con l’obiettivo di formare medici altamente qualificati nella gestione di una condizione sempre pi diffusa che vede la presenza di malattie croniche complesse, instabilit clinica, politerapia e ridotta autosufficienza. Il Master, nuovo e importante tassello dell’offerta formativa post-laurea dell’ateneo pavese, stato illustrato all’Istituto Maugeri da una “Lectio magistralis” del presidente dell’Istituto Superiore di Sanit, Rocco Bellantone.

“Intanto bisogna dire che nasce tutto da un’adeguata alfabetizzazione: noi dobbiamo sviluppare una cultura sanitaria che purtroppo oggi in Italia quasi inesistente” ha affermato Bellantone, evidenziando che “senza questo nessun programma di prevenzione pu funzionare” ha spiegato il professore, sottolineando l’importanza dell’apporto delle Universit e degli istituti clinici , a partire innanzitutto dal “formare i formatori, che qualcosa di imprescindibile, per poter diffondere a tutti i livelli, ma quando dico a tutti i livelli direi addirittura a partire dalle scuole elementari, con la cultura sanitaria che diventa imprescindibile”.

Obiettivo del Master, che si articola in 1.500 ore complessive suddivise in 5 moduli, formare professionisti capaci di gestire transizioni terapeutiche, polifarmacoterapie e interventi personalizzati, con un focus su giovani e anziani, in linea con le linee guida dell’Oms. Il percorso formativo, rivolto a laureati in Medicina e Chirurgia, fornir strumenti avanzati per la diagnosi, la gestione e la prevenzione della condizione di fragilit, con un’attenzione particolare all’uso di nuove tecnologie e modelli organizzativi sanitari per garantire la continuit delle cure e il coordinamento tra i diversi livelli di assistenza, in continuo contatto con specialisti in diversi ambiti sanitari.

“I percorsi formativi per noi sono diciamo alla base comunque della nostra attivit in quanto purtroppo o per fortuna abbiamo una classe medica con un problema di ricambio generazionale. Il Covid ha insegnato che comunque non possiamo aspettare, abbiamo bisogno continuamente di andare avanti, riuscire a creare una classe medica formata e soprattutto che risponda ai bisogni dei pazienti” ha aggiunto il presidente esecutivo di Maugeri, Luca Damiani, rimarcando “in particolare in questo caso, come abbiamo visto, con un master sulla fragilit. Il nostro contributo – ha sottolineato – quello di continuare a formare la classe medica in modo tale che possa essere a supporto sia del paziente che del caregiver e anche dal punto di vista sociale”.

“Facendo una formazione sul campo – ha chiosato Damiani – sicuramente avranno modo di conoscere quelle che sono un po’ le nostre metodologie di riabilitazione che ci portiamo avanti dal 1965 e che continuamente innoviamo, ma siamo sicuri che queste ricadute, se possono avere diciamo degli sfrisi da un punto di vista organizzativo, saranno sicuramente compensate poi da un accrescimento da parte dei professionisti”.

Spionaggio, Pd, M5S, AVS chiedono indagine Europarlamento su Paragon

Bruxelles, 10 feb. (askanews) – Gli eurodeputati Sandro Ruotolo e Nicola Zingaretti (Pd), Pasquale Tridico (M5S), Benedetta Scuderi (Verdi) e Mimmo Lucano (Sinistra italiana) sono i primi firmatari di una lettera inviata alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, in cui si chiede “l’istituzione di una Commissione di inchiesta” dell’Assemblea di Strasburgo sulla vicenda dello spyware Graphite della società israeliana “Paragon Solutions” ritrovato nei cellulari di circa 90 persone in 14 paesi dell’Ue, tra cui giornalisti, come l’italiano Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, e militanti come Luca Casarini, fondatore della Ong “Mediterranea”, e David Yambio di “Refugees in Libya”, uno dei rifugiati che hanno denunciato i crimini nei campi libici in cui sono rinchiusi i migranti.

La richiesta, presentata questa sera con una conferenza stampa a Strasburgo a cui hanno partecipato, insieme agli europarlamentari promotori dell’iniziativa, proprio Cancellato, Casarini e Yambio, è stata inoltrata “ai sensi dell’articolo 215 del Regolamento di procedura, per indagare su possibili violazioni dell’art 4.3 (c) dell’Emfa (lo ‘European Media Freedom Act’, ndr) e dei diritti che dovrebbero essere garantiti dal Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, dalla Carta dei Diritti Fondamentali, dalla Direttiva sulla Criminalità informatica (2013/40), dal Regolamento sulla protezione dei dati e dalla Direttiva e-Privacy”

“Noi firmatari di questa lettera – scrivono gli eurodeputati – siamo preoccupati per le ripercussioni sullo Stato di diritto nell’Unione europea alla luce dello scandalo del trojan Graphite trovato nei dispositivi telefonici di utenze telefoniche di cittadini europei come il direttore della testata online Fanpage.it ed esponenti della società civile italiana”.

Nella vicenda di spionaggio, aggiungono, oltre a sette utenze in Italia, “sarebbero coinvolti tredici paesi dell’Unione europea: Belgio, Grecia, Lettonia, Lituania, Austria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia”.

“Noi pensiamo – sottolineano i firmatari – che questo scandalo riguardi l’Unione europea, perché in gioco c’è la violazione dei dati personali e la libertà di stampa”.

“Lo spyware si chiama Graphite ed è messo a punto dalla società israeliana Paragon Solutions, che ha dichiarato di aver stipulato i contratti di cessione dell’uso del trojan a governi di comprovata affidabilità per la lotta alla criminalità”.

“In questa spystory – si legge ancora nella lettera – ci sono alcune certezze e tanti interrogativi. La prima certezza è che la società israeliana ha venduto il trojan ai governi”. Di questo spyware “è stato fatto un uso improprio”, e allora, chiedono i firmatari, è “un abuso? Perché e da chi sono stati illegalmente intercettati il direttore di un giornale e attivisti di una Ong impegnati nel Mar Mediterraneo a salvare migranti?”

“Vogliamo sapere – concludono gli eurodeputati – quante di queste intercettazioni sono state abusive e se risulta vera la notizia diffusa dai quotidiani Haaretz e The Guardian che il contratto di cessione sia stato interrotto con l’Italia per aver spiato giornalisti o attivisti”.

Dai centri migranti in Albania a Santanchè, tanti (e pesanti) i dossier per Meloni

Roma, 10 feb. (askanews) – I centri in Albania da “sbloccare”, il caso Santanchè da risolvere, il contrasto con la Corte penale internazionale che ha avviato un approfondimento sulla mancata consegna di Almasri. E poi la giustizia, con un incontro da fissare con i magistrati per cercare di ridurre lo scontro governo-toghe. Sono tanti, e pesanti, i dossier che Giorgia Meloni ha sulla scrivania in questo lunedì. “Meno male che questa settimana si parla solo di Sanremo”, scherza un funzionario di governo.

Tra la partecipazione alla cerimonia al Quirinale per il ‘Giorno del Ricordo’ delle vittime delle foibe e un incontro con il cancelliere austriaco Alexander Schallenberg, Meloni oggi ha passato la giornata nel suo ufficio per affrontare le questioni aperte.

Intanto l’Albania. Dopo il nuovo stop dei magistrati, il governo sta valutando la possibilità di cambiare radicalmente strada, probabilmente con un decreto. Al momento – viene spiegato – non è stata ancora presa una decisione, non c’è una bozza, ma si stanno valutando diverse alternative. Tra queste, secondo quanto si apprende, la possibilità di trasformare le strutture di Shengjin e Gjader in Centri di permanenza per i rimpatri, magari affidandone la gestione direttamente all’Albania. Un modo, nelle intenzioni dell’esecutivo, per evitare che sia necessaria una convalida da parte dei giudici. Meloni ha ribadito anche nelle ultime ore ai ministri interessati la volontà di andare avanti, chiedendo un intervento anche prima della sentenza della Corte di giustizia della Ue (il 25 febbraio) e le pronunce della Cassazione sulle impugnative dei provvedimenti dei giudici. Ma la questione è giuridicamente scivolosa. “Vedremo”, è la prudente risposta del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che assicura comunque che “andiamo avanti, non lasceremo il lavoro in Albania”.

Altro fronte aperto è quello che vede il governo contro la Corte penale internazionale sul caso di Al-Masri. La settimana scorsa intervenendo in Parlamento il ministro della Giustizia Carlo Nordio aveva puntato il dito proprio contro la Corte e più di un esponente del governo, a partire dalla stessa Meloni, avevano adombrato l’ipotesi di un ‘complotto’ per un ordine di arresto diramato solo nel momento in cui il generale libico era arrivato in Italia dalla Germania. Oggi la Cpi ha fatto sapere di aver aperto un fascicolo di approfondimento alla Camera preliminare sulla “mancata osservanza da parte di uno Stato membro di una richiesta di cooperazione per l’arresto e la consegna”. E il governo italiano “avrà l’opportunità di presentare delle osservazioni”. L’iter, ha precisato il portavoce della Cpi Fadi El Abdallah, “non riguarda responsabilità individuali o casi contro persone specifiche”.

E mentre l’opposizione continua a chiedere chiarimenti sul caso dello spyware Paragon e la Procura di Perugia apre un fascicolo d’inchiesta sull’esposto del Dis nei confronti della Procura di Roma per la gestione degli atti nell’indagine aperta sulla base della denuncia del capo di gabinetto della presidente del Consiglio Gaetano Caputi, nell’agenda di Meloni deve essere fissato l’incontro con l’Associazione nazionale magistrati, che ha comunque confermato lo sciopero del 27 febbraio. La premier, inviando gli auguri al nuovo presidente Cesare Parodi, sabato aveva auspicato la ripresa di un “sano confronto”. L’incontro – ha spiegato il nuovo numero uno dell’associazione dei magistrati – sarà “un’occasione per spiegare una volta di più con chiarezza, fermezza, lucidità e senza nessun cedimento quelle che sono le nostre ragioni”.

Infine, ma non certo ultimo, c’è il caso Santanchè, a processo per false comunicazioni sociali in merito al caso Visibilia. Oggi alla Camera è iniziata la discussione per la mozione di sfiducia presentata dal M5s e poi sottoscritta anche da Pd e Avs. In un’aula semi-vuota è spiccata la totale assenza di Forza Italia, Lega e Noi moderati: per il centrodestra solo un gruppetto di parlamentari di Fdi e i ministri Luca Ciriani e Nello Musumeci. E se è vero che il lunedì, a Montecitorio, i numeri sono sempre bassi, le assenze tra i banchi della maggioranza sono sembrati un chiaro “segnale” politico nei confronti della ministra che sta mettendo in imbarazzo la presidente del Consiglio, resistendo ormai da settimane al ‘pressing’ per un passo indietro.

Bce, Lagarde: più incertezza sull’inflazione per frizioni sui dazi

Roma, 10 feb. (askanews) – L’accresciuta incertezza che circonda le prospettive di inflazione e economia è l’elemento su cui la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha maggiormente insistito davanti alla plenaria del Parlamento europeo, a Strasburgo. Un intervento a meno di due settimane dall’ultimo taglio dei tassi operato dall’istituzione monetaria, che in quella occasione aveva particolarmente insistito sulla debolezza dell’economia.

Ora, secondo Lagarde, le “frizioni” nel commercio internazionale – e parlava dopo che l’amministrazione Trump ha appena annunciato dazi al 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio, a cui l’Ue ha replicato parlando di misure “illegali” alle quali è pronta a reagire – rendono le prospettive “più incerte”, anche per il futuro dei prezzi. Ad ogni modo l’aspettativa è che nell’area euro “l’inflazione sia orientata a tornare al nostro obiettivo del 2% sul medio termine nel corso di quest’anno”, ma “con rischi sia al rialzo che al ribasso”.

Generalmente gli analisti si attendono che la Bce tagli nuovamente i tassi di riferimento dell’area euro il mese prossimo e che continui a ridurli fino a fine primavera o inizio estate. Le attese sul punto di caduta spaziano dal 2,25 all’1,75% (in riferimento al tasso sui depositi).

Alla Bce “siamo determinati ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi in maniera sostenibile al nostro obiettivo di medio termine del 2%. Seguiremo un approccio (decisionale) legato ai dati in cui, volta per volta, determineremo l’appropriata linea monetaria. Non ci vincoliamo – ha ribadito Lagarde – a un percorso particolare sui tassi”. E anche nell’ambito della nuova revisione alla strategia sulla politica monetaria, “ci stiamo preparando per il rischio di un futuro sempre più instabile”.

Nella molteplicità di interventi che, come di consueto, hanno cercato di richiamare l’istituzione su istanze a volte contrapposte, non pochi interventi di eurodeputati hanno rimarcato la necessità di assicurare l’indipendenza della Bce dalle influenze politiche. Ma in questa occasione intendevano soprattutto lamentarsi dell’eccessivo attivismo dell’istituzione sui temi del cambiamento climatico, di cui la stessa Lagarde è una aperta sostenitrice.

Mettendo in rilievo le molteplici svolte operate negli Stati Uniti dall’amministrazione Trump, alcuni parlamentari hanno poi espresso contrarietà anche alle politiche su “diversità e inclusione” portate avanti dalla Bce su carriere e assunzioni del suo personale. Altri europarlamentari, tuttavia, hanno sostenuto che la Bce faccia troppo poco su questi versanti, e hanno espresso supporto in generale per la linea di condotta monetaria della Bce.

Sul clima Lagarde ha replicato ribadendo che “sappiamo, a tutti i livelli, che in base ai Trattati europei il nostro obiettivo primario è la stabilità dei prezzi. Non si discute. Sappiamo anche che c’è un secondo paragrafo che si riferisce agli obiettivi secondari, su come li possiamo supportare, ma questo articolo è molto specifico e inizia dicendo, ‘senza pregiudizio per l’obiettivo primario’. La stabilità dei prezzi è quello che si guida”, ha detto.

Lagarde ha anche ribadito il parere della Bce sulla necessità di procedere all’adozione di un euro digitale, ritenuto necessario per preservare la “sovranità Ue”, e su cui i lavori al Parlamento europeo non procedono spediti come i banchieri centrali vorrebbero.

All’opposto negli Usa il presidente Donald Trump, che preferisce puntare sui criptoasset, ha esplicitamente vietato alla Federal Reserve, e a tutte le agenzie governative, di effettuare qualsivoglia attività per creare una valuta digitale della banca centrale (Cbdc). Questi progetti, studiati da molte banche centrali nel mondo, hanno avuto accelerazioni nei recenti anni delle restrizioni sanitarie imposte a motivo della Covid. Ma diversi esponenti della maggioranza repubblicana Usa vedono le Cbdc come insidiosi strumenti per esercitare il controllo sociale sulla popolazione da parte dello Stato.

Intanto, l’economia dell’area è cresciuta “in maniera modesta” e nel quarto trimestre la produzione è rimasta piatta, ha proseguito Lagarde. “Le indagini segnalano che il manifatturiero continua a contrarsi, mentre l’attività dei servizi è in espansione. La fiducia dei consumatori è fragile e, nonostante l’aumento dei redditi reali, le famiglie sono titubanti a spendere”.

Tuttavia, secondo la presidente dell’istituzione le condizioni per una ripresa ci sono ancora. “Un solido mercato del lavoro e redditi più elevati dovrebbero rafforzare la fiducia dei consumatori e consentire un aumento della spesa. Un credito più accessibile dovrebbe stimolare consumi e investimenti nel tempo. Anche le esportazioni – ha aggiunto Lagarde – dovrebbero sostenere la ripresa, sebbene questo sia anche legato agli sviluppi nelle politiche commerciali internazionali”. (di Roberto Vozzi). (fonte immagine: European Parliament).

Sanremo, nel festival normalizzato spiccano Giorgia, Lauro e Cristicchi

Sanremo, 10 feb. (askanews) – E’ la giornata delle prove generali al Teatro Ariston, le perfomance live degli artisti confermano che Carlo Conti ha scelto per la sua direzione artistica di puntare sulla tradizione, ma soprattutto sulla ‘normalizzazione’, con tante ballad, brani pop, cantautorato e parecchio autotune. Ma zero rock e solo due band.

I 29 artisti si avvicendano sul palco, a 24 ore dal via ufficiale della 75esima edizione del Festival di Sanremo. Prove aperte alla stampa e agli addetti ai lavori. In prima fila assistono, oltre al conduttore e direttore artistico, Carlo Conti, anche i coconduttori-amici della prima serata del Festival, Gerry Scotti e Antonella Clerici, al via martedì 11 febbraio.

Si avverte un pizzico di emozione sui cantanti, sia per chi è alla prima partecipazione, sia per i più navigati. L’accoglienza più calda e gli applausi più sentiti sono per l’esibizione di Giorgia, vocalmente unica e inimitabile. Con “La cura per me” ipoteca, a meno di sorprese, il podio.

Ironia della sorte, Achille Lauro e la cantante già vincitrice del Festival con “Come saprei”, si sono esibiti uno dopo l’altro. Proprio loro due che per i bookmakers si contenderanno il titolo. Lauro presenta un brano autentico e importante, mentre Olly – altro favorito (e amatissimo dal pubblico) interpreta una ballad lirica che arriva dritta al cuore.

Per ballare e divertirsi ci sono Gaia, i Coma_Cose (e scatta subito il battimani a tempo sul ritornello di ‘Cuorici’, con tanto di coreografia) Serena Brancale con il suo dialetto barese, ma soprattutto i The Kolors, che con la loro cassa dritta hanno già il prossimo tormentone radio.

Le sorprese, le performance che per motivi diversi non ci si aspetta, i brani coraggiosi, portano i nomi di: Shablo (innovativo, con la consolle – e non cantante – al centro della scena), Tony Effe che canta la sua Roma con uno stornello tutto melodia e amore, senza nessun segno di trasgressione, e Rocco Hunt con l’unico vero pezzo di denuncia sociale. Ma anche Elodie che interpreta un pezzo che va oltre il tormentone estivo.

A commuovere l’Ariston ci pensa Simone Cristicchi con il brano autobiografico dedicato alla mamma. Una vera e propria poesia, che fa breccia sul pubblico presente. Per lui applausi che fanno già pensare al Premio della Critica. Bene anche gli altri due cantautori di razza, Brunori Sas e Lucio Corsi.

E poi ci sono Gabbani – che si conferma un mattatore del palco dell’Ariston con il suo brano “Viva la vita” acquista grande potenza con l’orchestra – Rkomi, con un ritornello orecchiabile ma molto interessante, la graffiante Noemi, Irama con una ballad convincente. Marcella Bella canta il potere delle donne; Willy Pejote con un brano di critica sociale, Rose Villain sexy e trasgressiva, che con la la sua coreografia sicuramente spopolerà tra i giovani.

Le ragazze sul palco sono tante, da Francesca Michielin infortunata (si è presentata con le stampelle dopo la caduta sulle ‘temute’ scale dell’Ariston) a Joan Thiele, passando per la giovane e talentuosa Sarah Toscano fino alla sensuale Clara.

Per Fedez vale un discorso a parte: porta la malattia e il suo dolore e gli addetti ai lavori applaudono, ma senza troppa convinzione. Dopo tanto gossip, ora si pensa al palco.

Di Serena Sartini e Alessandra Velluto Foto di Brigitte Grassotti

Safilo a MIDO: continuiamo a investire in brand proprietari e licenze

Rho, 10 feb. (askanews) – MIDO in Fiera Milano la pi importante manifestazione internazionale dedicata al mondo dell’occhialeria, un appuntamento che attrae i principali protagonisti del comparto e tra loro c’ in Gruppo Safilo, che a portato nella fiera, oltre a un grande e animato stand, anche una serie di novit. “Tante novit – ha detto ad askanews Angelo Trocchia, CEO del gruppo Safilo – ma sono novit che si innestano su un concetto di continuit. Un primo aspetto importante per noi sono i brand di propriet, quindi Carrera, Polaroid che vedete oggi che si rinnovano: Carrera con tutto il lancio dello sport, Polaroid con questa alleanza con ATP, quindi diciamo due passi molto importanti. Poi abbiamo David Beckham, che l’ultimo brand di cui abbiamo acquisito la licenza per gli occhiali quindi nostro e gli dedichiamo un ampio spazio. Questa una direzione strategica fissata quattro anni fa, continuiamo a investire e continueremo a investire”.

Oltre ai brand di propriet e alla licenza perpetua Eyewear by David Beckham l’altro filone importante per il gruppo quello delle licenze, che comprendono brand della moda come Tommy, Boss o Etro. E anche in questo settore ci sono delle novit. “Abbiamo rinnovato Under Armour – ha aggiunto il CEO – questa licenza americana molto importante per noi del mondo dello sport, abbiamo rinnovato un paio di giorni fa Dsquared2, quindi continuiamo con la crescita sui brand di propriet, ma vogliamo proseguire a investire anche su grandi e importanti licenze”.

MIDO per Safilo l’occasione per svelare le tendenze delle nuove collezioni, che si potranno provare virtualmente, ma anche per presentare ambassador come il tennista azzurro e medaglia olimpica Lorenzo Musetti, per dialogare con gli ottici in chiave B2B e pure per raccontare il percorso di sostenibilit del gruppo. Senza dimenticare di ragionare su quello che deve ancora venire.”Vorrei che diventassimo ancora pi flessibili – ha concluso Angelo Trocchia -, io credo che la flessibilit, la velocit di risposta e tutto il mondo del digitale, che sono aspetti sui quali abbiamo investito tanto, diventeranno ancora pi importanti negli anni a venire”.

Anni che saranno di significative sfide per il Made in Italy, anche nel campo dell’eyewear.

Un Asteroide minaccia la terra, nel 2032 il possibile impatto

Roma, 10 feb. (askanews) – Un asteroide minaccia la terra e potrebbe impattare sul nostro pianeta nel dicembre del 2032. Si tratta dell’asteroide 2024 YR4. La scorsa settimana, la National Aeronautics and Space Administration (NASA) degli Stati Uniti ha aumentato la possibilità che questo corpo celeste, con un diametro fino a 90 metri, entri in collisione con la Terra dall’1% al 2,3%.

Il corpo spaziale 2024 YR4 è stato scoperto lo scorso dicembre dall’osservatorio ATLAS in Cile. Sulla scala di Torino, che va da 0 a 10 e viene utilizzata per misurare il pericolo di un impatto con un oggetto vicino alla Terra, 2024 YR4 è stato classificato come 3.

L’asteroide sarà visibile fino ad aprile, quando sarà possibile calcolarne con maggiore precisione la traiettoria, e poi nel 2028, ma su una traiettoria meno ravvicinata.

La sua traiettoria sarà poi seguita dal telescopio James Webb, che osserva gli oggetti più distanti dell’universo.

A fine gennaio, lo Space Mission Planning Advisory Group (SMPG) ha analizzato la possibilità di impatto del 2024 YR4 e ha concluso che era troppo presto per agire.

Lunedì lo SMPG ha affermato che si sarebbe riunita nuovamente verso la fine del periodo di osservazione dell’asteroide (fine aprile, inizio maggio) e avrebbe raccomandato alle Nazioni Unite di adottare misure qualora la probabilità di impatto fosse superiore all’1%.

In caso di impatto, i danni potrebbero essere ingenti. Secondo l’International Asteroid Warning Network, il corridoio di rischio per un impatto, ovvero la regione in cui potrebbe verificarsi, si estende attraverso l’Oceano Pacifico, il Nord America meridionale, l’Oceano Atlantico, l’Africa, il Mar Arabico e l’Asia meridionale.

La collisione di un asteroide di dimensioni significative (oltre 45 metri di diametro) è un evento raro – circa tre ogni mille anni – ma potenzialmente in grado di causare gravi disastri naturali. Al momento la Nasa ha identificato cinque oggetti sufficientemente massicci da costituire un rischio e con una possibilità di collisione superiore a una su un milione: in particolare vengono tenuti d’occhio un asteroide del diametro di 130 metri con una probabilità su tremila di colpire la Terra nel 2048 e un altro, chiamato “Apophis”, con una possibilità su 43mila di collisione nel 2036, 2037 e 2069.

Il 15 febbraio prossimo poi dovrebbe toccare a 2012DA14, un piccolo asteroide (57 metri di diametro) il cui perigeo dovrebbe essere di appena 34.500 chilometri, sotto l’orbita dei satelliti geostazionari. Le previsioni su quali oggetti possano in futuro rappresentare un pericolo è molto difficile, così come ogni eventuale intervento dato lo scarso preavviso: a causa della bassa albedo (capacità di riflessione) della loro superficie gli asteroidi sono di norma virtualmente invisibili agli strumenti ottici a meno di non passare davanti a un corpo luminoso, e troppo piccoli per causare effetti gravitazionali osservabili.

Bellantone (ISS): per un adulto mezzo bicchiere vino a pasto non fa male

Milano, 10 feb. (askanews) – “Bisogna fare molta attenzione agli alcolici in genere, anche al vino, soprattutto negli adolescenti. Oltre un 1,8 mln dei nostri giovani consumano alcol, 700mila di questi hanno avuto degli episodi di ubriacatura e 300mila di questi sono arrivati sino al coma etilico: quindi bisogna stare molto attenti. Dopodiché, per un adulto, mezzo bicchiere a pasto è un qualcosa di piacevole e non dannoso”. A dirlo ad askanews è stato Rocco Bellantone, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), organo tecnico scientifico da sempre molto attento e prudente su questo tema così delicato e attuale.

E’ bene ricordare che nel suo rapporto del giugno 2024, anche l’Organizzazione mondiale della sanità associava il consumo di alcol ad oltre 200 problemi di salute, evidenziando che gli effetti negativi dipendono soprattutto dalla quantità consumata e dalla frequenza degli eccessi. Questo tema da sempre molto discusso riguarda naturalmente anche il vino, la cui percentuale di alcol è di gran lunga inferiore a quella dei distillati ma per il quale in Europa si torna a parlare in questi giorni di nuove misure restrittive per scoraggiarne il consumo, tra cui l’introduzione in etichetta delle avvertenze sanitarie(Alessandro Pestalozza)

La Cina recluta squadrone difesa planetaria per asteroide 2024 Yr4

Roma, 10 feb. (askanews) – L’Amministrazione statale cinese per la scienza, la tecnologia e l’industria per la difesa nazionale sta reclutando personale per posizioni di “difesa planetaria” a causa delle preoccupazioni relative all’impatto dell’asteroide 2024 YR4 con la Terra nel dicembre 2032.

La scorsa settimana, la National Aeronautics and Space Administration (NASA) degli Stati Uniti ha aumentato la possibilità che questo corpo celeste, con un diametro fino a 90 metri, entri in collisione con la Terra dall’1% al 2,3%.

“La Cina ha formato una squadra di difesa planetaria per contrastare la minaccia degli asteroidi vicini alla Terra in seguito alla scoperta di un grande asteroide che potrebbe colpire il nostro pianeta entro sette anni”, ha riferito lunedì il South China Morning Post.

Secondo la pubblicazione, poche settimane dopo la scoperta di 2024 YR4, l’Amministrazione statale per la scienza, la tecnologia e l’industria per la difesa nazionale ha pubblicato un annuncio per tre posti vacanti per ricoprire “posizioni di difesa planetaria”.

Nello specifico, l’agenzia è alla ricerca di laureati per monitorare e studiare gli asteroidi e sviluppare metodi di allerta precoce.

Il corpo spaziale 2024 YR4 è stato scoperto lo scorso dicembre dall’osservatorio ATLAS in Cile.

Sulla scala di Torino, che va da 0 a 10 e viene utilizzata per misurare il pericolo di un impatto con un oggetto vicino alla Terra, 2024 YR4 è stato classificato come 3.

L’asteroide sarà visibile fino ad aprile, quando se colpirà la Terra sarà possibile calcolarne con maggiore precisione la traiettoria, e poi nel 2028, ma su una traiettoria meno ravvicinata, hanno spiegato gli astronomi a Sputnik.

La sua traiettoria sarà poi seguita dal telescopio James Webb, che osserva gli oggetti più distanti dell’universo.

A fine gennaio, lo Space Mission Planning Advisory Group (SMPG) ha analizzato la possibilità di impatto del 2024 YR4 e ha concluso che era troppo presto per agire.

Lunedì lo SMPG ha affermato che si sarebbe riunita nuovamente verso la fine del periodo di osservazione dell’asteroide (fine aprile, inizio maggio) e avrebbe raccomandato alle Nazioni Unite di adottare misure qualora la probabilità di impatto fosse superiore all’1%.

In caso di impatto, i danni potrebbero essere ingenti. Secondo l’International Asteroid Warning Network, il corridoio di rischio per un impatto, ovvero la regione in cui potrebbe verificarsi, si estende attraverso l’Oceano Pacifico, il Nord America meridionale, l’Oceano Atlantico, l’Africa, il Mar Arabico e l’Asia meridionale.

Spionaggio, Schlein: trojan Paragon? Meloni chiarisca chi è il responsabile

Roma, 10 feb. (askanews) – “Tutta la nostra solidarietà. Noi intendiamo andare avanti. Giorgia Meloni non può continuare a nascondersi e fuggire. Bisogna che il governo charisca che cosa è accaduto”, che “chiariscano chi è responsabile. Sono a garantirvi che noi andiamo assolutamente avanti per fare piena luce” su questa vicenda. Lo ha detto Elly Schlein intervenendo in collegamento alla conferenza stampa a Strasburgo sullo spyware Paragon, con il direttore di Fanpage.it, Francesco Cancellato, e Luca Casarin della ONG Mediterranea Saving Humans.

Alla conferenza stampa partecipano europarlamentari di Pd, M5S, AVS.

Hamas rinvia il rilascio degli ostaggi. Israele: la mancata liberazione è violazione degli accordi

Roma, 10 feb. (askanews) – Hamas rinvierà il rilascio dei tre ostaggi israeliani in programma sabato a causa della “mancata osservanza dell’accordo” di cessate il fuoco da parte di Israele: lo ha annunciato Abu Obaida il portavoce dell’ala militare del movimento palestinese, le Brigate Al Qassam. “Nelle ultime tre settimane, la dirigenza della resistenza ha osservato violazioni e inadempienze da parte del nemico dei termini dell’accordo … Pertanto, il rilascio dei prigionieri sionisti (israeliani) che dovevano essere liberati sabato prossimo, 15 febbraio, sarà posticipato fino a nuovo ordine finché le forze di occupazione non si impegneranno al rispetto dell’accordo e risarciranno i danni” ha concluso il portavoce.

Ma anche Israele denuncia una violazione dell’accordo. L’annuncio di Hamas di voler rimandare la liberazione degli ostaggi israeliani prevista per sabato costituisce una violazione dell’accordo di cessate il fuoco: ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. Katz ha anche ordinato lo stato di massima allerta per le forze armate israeliane nella Striscia di Gaza.

Lagarde: calo industria e sfiducia consumatori frenano Pil eurozona

Roma, 10 feb. (askanews) – La crescita economica dell’area euro resta debole, a causa della persistente contrazione che si trascina nel manifatturiero e della “esitazione” delle famiglie ad aumentare i consumi. Tuttavia, secondo la presidente della Bce, Christine Lagarde, “permangono le condizioni per una ripresa”, ha affermato durante il suo intervento alla plenaria del parlamento europeo.

“L’economia dell’area è cresciuta in maniera modesta. Nel quarto trimestre la produzione è rimasta piatta, ma ha comunque superato dello 0,9% quella della fine del 2023. Le indagini – ha detto Lagarde – segnalano che il manifatturiero continua a contrarsi, mentre l’attività dei servizi è in espansione. La fiducia dei consumatori è fragile e, nonostante l’aumento dei redditi reali, le famiglie sono titubanti a spendere”.

Tuttavia, appunto, le condizioni per una ripresa ci sono ancora. “Un solido mercato del lavoro e redditi più elevati dovrebbero rafforzare la fiducia dei consumatori e consentire un aumento della spesa. Un credito più accessibile dovrebbe stimolare consumi e investimenti nel tempo. Anche le esportazioni – ha aggiunto Lagarde – dovrebbero sostenere la ripresa, sebbene questo sia anche legato agli sviluppi nelle politiche commerciali internazionali”. (fonte immagine: European Parliament).

Il piano di Trump per Gaza: "I palestinesi non avranno diritto al ritorno"

Roma, 10 feb. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha affermato che i palestinesi non avranno il diritto al ritorno secondo il suo piano per Gaza, in un’intervista su Fox News, di cui una prima parte è stata trasmessa ieri in occasione del Super Bowl.

Alla domanda del giornalista se i palestinesi avrebbero “il diritto al ritorno” nel territorio devastato dalla guerra, Donald Trump ha risposto: “No, non lo avrebbero perché avranno alloggi molto migliori”. “In altre parole”, ha aggiunto, “sto parlando di costruire per loro un posto permanente perché se dovessero tornare adesso ci vorranno anni prima che possano farlo, non è abitabile”.

In questa intervista, il presidente americano ha affermato che gli Stati Uniti costruiranno “belle comunità” per i circa 2 milioni di abitanti di Gaza. “Potrebbero essere cinque, sei o due. Ma costruiremo comunità sicure, un pò lontane da dove si trovano loro, dove si trova tutto questo pericolo”, ha aggiunto Trump. “Bisogna vederlo come uno sviluppo immobiliare per il futuro. Sarebbe un magnifico pezzo di terra. Non ci sarebbero spese significative”, ha aggiunto ancora Trump.

Esposto del Dis contro i pm di Roma, la procura di Perugia apre un’inchiesta (ecco cosa sappiamo)

Roma, 10 feb. (askanews) – La Procura di Perugia ha aperto un fascicolo d’inchiesta in merito all’esposto del Dis nei confronti del pubblici ministeri della Capitale, riguardo la gestione degli atti in una indagine aperta, nelle scorse settimane a Roma, sulla base della denuncia del capo di gabinetto della presidente del consiglio. Gli inquirenti del capoluogo umbro sottolineano, in una nota del procuratore capo Raffaele Cantone, che “non può essere riferito il contenuto dell’iscrizione né il registro in cui è stata disposta, trattandosi di informazioni coperte dal segreto”. Comunque “l’iscrizione è stata disposta nel rigoroso rispetto dei criteri indicati dall’art. 335 cpp, come modificato dal d.lgs n. 150/22 (riforma Cartabia), e dalla direttiva dell’ufficio in materia”.

Sono stati depositati atti coperti da segreto? Quanto avvenuto è stato intenzionale od accidentale? Come è possibile che sia stato pubblicato un documento dell’Aisi su Gaetano Caputi, capo di gabinetto della presidente Giorgia Meloni, e che lo stesso incartamento sia finito in una ‘chiusura indagini’ della Procura di Roma e quindi riportato dal quotidiano Domani? Sono questi alcuni degli interrogativi a cui gli inquirenti della Procura di Perugia dovranno certamente rispondere nel fascicolo avviato stamane riguardo i pubblici ministeri della Capitale ed il loro vertice, il procuratore capo Francesco Lo Voi.

L’esposto del Dis, presentato nei giorni scorsi, ha messo a conoscenza dei magistrati del capoluogo umbro un sostanziale riassunto di quanto avvenuto e che vedeva contrapposti alcuni importanti uffici dello Stato. La Procura di Perugia, con una nota del procuratore Raffaele Cantone, ha risposto che “non può essere riferito il contenuto dell’iscrizione né il registro in cui è stata disposta, trattandosi di informazioni coperte dal segreto”.

Comunque “il procedimento è stato assegnato al sostituto individuato secondo il criterio predeterminato e automatico e, in relazione alla particolare delicatezza dei fatti in esso esposti, si è ritenuta opportuna la codesignazione” di Cantone. In particolare, “non può essere riferito il contenuto dell’iscrizione né il registro in cui è stata disposta trattandosi di informazioni coperte dal segreto ex art. 329 codice di procedura penale”.

Facile immaginare che nei prossimi giorni o settimane potrebbero registrarsi nuovi sviluppi sulla vicenda. Ed al momento si osserva un sostanziale accerchiamento del procuratore capo di Roma visto che dopo la richiesta di apertura pratica per “eventuali profili disciplinari” sarà la I commissione del Consiglio superiore della magistratura a dover fare chiarezza. L’istanza dei consiglieri laici del centrodestra riguarda, come noto, l’iscrizione nel registro delle notizie di reato, per favoreggiamento e altre ipotesi di reato, dei vertici di governo – la premier Meloni, i ministri Nordio e Piantedosi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Alfredo Mantovano.

Il nodo irrisolto è ancora la scarcerazione dell’ufficiale libico Almasri. Intanto sempre al Palazzo dei Marescialli, forse già domani, il Comitato di presidenza deciderà se aprire una seconda pratica su Lo Voi, finalizzata all’avvio di una procedura di trasferimento per incompatibilità ambientale-funzionale. Sullo sfondo c’è la richiesta alla Procura generale della Cassazione per la valutazione di eventuali illeciti disciplinari.

Santanchè alla Camera per sfiducia, Fi-Lega assenti. Governo minimizza

Roma, 10 feb. (askanews) – L’aula di Montecitorio semivuota di lunedì, quando non sono previste votazioni ma solo discussione generale, è “la norma”, come spiega Fabio Rampelli al termine della seduta che ha presieduto in qualità di vicepresidente della Camera. Ma i banchi completamente vuoti di Forza Italia, Lega e Noi Moderati durante la discussione sulla mozione di sfiducia presentata da M5s – poi sottoscritta anche da Pd e Avs – nei confronti Daniela Santanchè oggi sembrano proprio dare il senso del vuoto creato dalla maggioranza intorno alla ministra del Turismo, a processo per false comunicazioni sociali in merito al caso Visibilia.

Al lato destro dell’emiciclo ci sono solo dodici deputati di Fratelli d’Italia (Antoniozzi, Trancassini, Roscani, Giordano, Amich, Perissa, Sbardella, Lucaselli, tra gli altri), “un drappello di martiri di Fdi che è stato costretto a presentarsi”, li definisce il dem Federico Gianassi. Accanto a Santanchè, nei banchi del governo, i ministri – tutti di Fdi – Luca Ciriani e Nello Musumeci. Nella fila dei sottosegretari Marcello Gemmato, fedelissimo della premier Giorgia Meloni, e Vannia Gava, unica leghista presente. Tailleur color crema, lo stesso indossato ieri alla Bit di Milano dove la ministra si è esibita in una scatenata tarantella, foulard al collo, prima di entrare in aula, Santanchè pranza al ristorante di Montecitorio con i deputati Fdi Gianluca Caramanna, Andrea Mascaretti e Lucrezia Mantovani, figlia di Mario, che quando era vicepresidente della Regione Lombardia venne arrestato e Santanchè, allora in Forza Italia, fu una delle poche a difenderlo strenuamente minacciando addirittura di lasciare il partito di Berlusconi.

La ministra non concede neanche un commento, né prima né dopo la discussione durante la quale intervengono solo deputati di Pd, M5s e Avs, sette in tutto. Alla presenza della segretaria dem Elly Schlein e del leader M5s Giuseppe Conte, tutti chiamano in causa Giorgia Meloni: “Venga a dirci la verità. Va a dire urbi et orbi che non è ricattabile. La domanda è: chi la ricatta? Forse qualche suo collega di maggioranza? Per questo non riesce a pretendere le dimissioni della sua ministra?”, attacca la deputata M5S Vittoria Baldino illustrando la mozione di sfiducia. Toni Ricciardi del Pd si chiede “perché il ministro Sangiuliano è stato invitato a dimettersi e la stessa cosa non avviene con Santanché. Esistono leve di ricattabilità che la ministra del Turismo può vantare a differenza di Sangiuliano? Meloni è ricattata da Santanché? Non ha forza di pretendere le dimissioni di una ministra che imbarazza il governo, il suo partito e tutte le istituzioni. Sta difendendo l’indifendibile, si tolga dall’imbarazzo e chieda dimissioni di Santanché”. Per Filiberto Zaratti (Avs) “le dimissioni di un ministro come Santanchè sono una necessità, perché la dignità di un Paese coincide con la dignità di un ministro”.

La ministra parla all’orecchio di Musumeci, si fa portare un foglio bianco dai commessi e prende appunti forse in vista della sua replica che ci sarà quando in aula arriverà il momento del voto sulla mozione. Santanchè si è anche informata sul tempo che ha a disposizione per l’intervento. Tutto il tempo di cui ha bisogno, le è stato risposto. Ma il suo silenzio oggi non lascia indifferente l’opposizione. Quando, al termine dell’ultimo intervento, quello del 5 stelle Silvestri, la ministra si alza in piedi e lascia l’aula, i deputati di M5s, Pd e Avs le urlano “Vergogna, vergogna”. Tanto che Rampelli è costretto a richiamarli: “Stiamo scoprendo oggi che ci si può prenotare per la replica nella seduta successiva?”.

Quando sarà la seduta successiva, quella del voto sulla mozione non è ancora chiaro. Difficile, quasi impossibile, in questa settimana, è al punto sette dell’ordine del giorno. La prossima inizierà con il voto di fiducia – che il governo chiederà venerdì – sul decreto Pnrr-emergenze. “Sarà la capigruppo a decidere”, spiega Ciriani “il governo in questa vicenda c’entra relativamente. Una mozione del genere si fa in tre ore. Io non ho problemi, eravamo pronti a farla anche domani. Se non si troverà spazio in questa settimana si può fare anche la prossima”. Sulle assenze il ministro minimizza: “Oggi è lunedì e non c’erano molti in Aula, neanche dall’altra parte”. Una quarantina. “La replica ci sarà il giorno del voto e quel giorno saremo tutti pronti. Se la maggioranza interverrà? Certo, ci sono le dichiarazioni di voto…”.

Santanchè lascia la Camera non appena finita la seduta senza rilasciare dichiarazioni. Il suo stato d’animo lo descrive Musumeci, che in aula le è stato accanto per tutta la discussione: “Non l’ho sentita assolutamente amareggiata, è convinta di essere dalla parte della ragione. Daniela è una cocciuta, una tosta. Io mi auguro che possa davvero dimostrare l’estraneità ai fatti che le contestano, io sono garantista lo sono sempre stato”. Anche Musumeci minimizza le assenze: “Non vedo nessuno scandalo”.

Bce, Lagarde: più incertezza su inflazione con tensioni commercio

Roma, 10 feb. (askanews) – Nell’area euro “l’inflazione è orientata a tornare al nostro obiettivo del 2% sul medio termine nel corso di quest’anno”, ma “con rischi sia al rialzo che al ribasso. Maggiori frizioni nel commercio internazionale renderebbero le prospettive di inflazione dell’area euro più incerte”. Lo afferma la presidente della Bce, Christine Lagarde nel suo intervento alla plenaria del Parlamento europeo, secondo il testo pubblicato dall’istituzione.

Alla Bce “siamo determinati ad assicurare che l’inflazione si stabilizzi in maniera sostenibile al nostro obiettivo di medio termine del 2%. Seguiremo un approccio (decisionale) legato ai dati in cui, volta per volta, determineremo l’appropriata linea monetaria. Non ci vincoliamo – ha ribadito – a un percorso particolare sui tassi”.

Pecoraro Scanio: Pizza simbolo dell’italia e di sostenibilit

Roma, 10 feb. (askanews) – “La pizza sempre pi il simbolo dell’Italia nel mondo, ma anche un prodotto amico dell’ambiente, un alimento sostenibile che rappresenta il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione” – dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, gi promotore della campagna che ha portato nel 2017 al riconoscimento dell’Arte del Pizzaiuolo Napoletano come Patrimonio Immateriale dell’Umanit UNESCO, intervenendo alla presentazione del libro relativo allo studio scientifico sulla pizza napoletana verace realizzato da varie universit italiane capitanate dalla federicoII di Napoli , curato dal preside emerito della facolt di agraria prof Masi e sostenuto da Antimo Caputo.

“Questo percorso stato possibile anche grazie al prezioso contributo dell’Universit Federico II e del Dipartimento di Agraria della Reggia di Portici, che hanno saputo connettere il mondo dell’artigianato della pizza con il grande settore dell’agroalimentare. fondamentale comprendere che senza ingredienti di qualit – farine selezionate, pomodori eccellenti, mozzarella e fior di latte d’eccellenza, olio extravergine d’oliva – non pu esserci una vera pizza napoletana” – sottolinea Pecoraro Scanio.

“Oggi pi che mai, dopo il riconoscimento UNESCO, necessario che lo Stato, la Regione, gli enti locali e le istituzioni scientifiche si impegnino attivamente per tutelare questa tradizione, preservandone l’identit e promuovendo un’innovazione intelligente e sostenibile. Il patrimonio della pizza napoletana non solo un’eredit culturale, ma un modello da valorizzare a livello globale per la qualit, la sostenibilit e il legame con i territori” – conclude Pecoraro Scanio.

Caso Almasri, la Corte penale internazionale apre un fascicolo ma "l’Italia potrà presentare osservazioni"

Roma, 10 feb. (askanews) – “L’Italia avrà l’opportunità di presentare delle osservazioni” alla Corte penale internazionale in merito alla mancata consegna di Osama Almasri da parte dell’Italia, al vaglio della Camera preliminare: lo ha dichiarato il portavoce della Cpi, Fadi El Abdallah, riguardo il caso del capo della polizia giudiziaria libica, responsabili anche della prigione di Mitiga, gravato da un mandato di cattura della Cpi per crimini di guerra e contro l’umanità.

“La questione della mancata osservanza da parte di uno Stato membro di una richiesta di cooperazione per l’arresto e la consegna da parte della Corte Penale Internazionale è di competenza della Camera competente, vale a dire la Camera preliminare I: come parte di questa procedura, ai sensi del Regolamento 109(3) del Regolamento della Corte” sarà possibile presentare delle osservazioni in merito.

“Finché la Camera preliminare I non avrà esaminato la questione e non avrà emesso una decisione, la Corte non fornirà ulteriori commenti” ha concluso il portavoce, sottolineando come “questo iter non riguarda responsabilità individuali o casi contro persone specifiche”.

Mafia, Meloni: impegno totale, nessun cedimento a criminalità

Roma, 10 feb. (askanews) – “Ho letto le intercettazioni pubblicate da ‘La Repubblica’, in cui alcuni boss si scagliano contro di me e il Governo italiano per non aver allentato il carcere duro ai mafiosi. Un’ulteriore conferma che siamo sulla strada giusta. Il nostro impegno nella lotta alla mafia è totale. Il 41 bis e l’ergastolo ostativo restano capisaldi imprescindibili. Nessun cedimento alla criminalità organizzata finché saremo noi a governare l’Italia”. Lo scrive su Facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Arte, a Palazzo Bonaparte fino al 2 giugno Munch-Il grido interiore

Roma, 10 feb. (askanews) – Dall’11 febbraio Palazzo Bonaparte a Roma ospita la mostra dedicata ad Edvard Munch, che sarà aperta fino al 2 giugno 2025. Si tratta di una straordinaria retrospettiva che racconta l’intero percorso di uno degli artisti più amati del mondo, con oltre cento capolavori prestati eccezionalmente dal Munch Museum di Oslo. Nelle sale di Palazzo Bonaparte si potranno ammirare, fra le altre, opere come “La morte di Marat”, “Notte stellata”, “Le ragazze sul ponte”, “Malinconia”, “Danza sulla spiaggia”, nonché una delle versioni litografiche de “L’Urlo”. Reduce dai successi milanesi, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia, che apre così i festeggiamenti per il suo venticinquesimo anniversario, e il Main partner è Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale.

Alla presentazione alla stampa la Presidente di Arthemisia Iole Siena ha affermato: “Siamo onorati ed orgogliosi di aver potuto realizzare questo grandioso progetto in collaborazione col MUNCH Museum di Oslo. Munch mancava da molti decenni in Italia e il grande successo riscosso nella prima tappa a Milano ci ha confermato quanto grande sia l’amore del pubblico verso questo artista immenso, capace di darci emozioni fortissime”.

La Prof.ssa Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, ha sottolineato: “Quest’ampia retrospettiva su Munch è il secondo, importante, progetto che vede consolidarsi negli splendidi spazi di Palazzo Bonaparte di Generali, a Roma, la collaborazione tra la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e la società Arthemisia, dopo la grande mostra su Botero che si è chiusa da poco con un eccezionale successo, oltre 200mila visitatori. La mostra su Edvard Munch rappresenta un’occasione unica per ammirare le 100 opere provenienti dal Museo Munch di Oslo. Questo nostro ambizioso progetto espositivo, che spicca per il respiro internazionale e l’indubbio valore artistico, consentirà ai visitatori di penetrare l’essenza dell’intenso percorso creativo del grande maestro norvegese dell’Espressionismo psicologico, il quale ha più efficacemente di ogni altro saputo trasferire su tela i sentimenti e le angosce connaturati nella propria anima, divenendo emblema indiscusso dei tormenti e dei drammi esistenziali. Famoso in tutto il mondo per il celebre ‘L’urlo’, è stato autore prolifico anche di opere meno crude e crepuscolari, la cui tecnica peculiare fatta di geometrie originali e un uso potente del colore ha improntato tutta la sua produzione artistica”.

Il Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele, mecenate e filantropo, storico Presidente della Fondazione Terzo Pilastro, ha affermato: “Pochi artisti al pari di Edvard Munch hanno saputo rappresentare, attraverso la propria opera, l’essenza degli stati d’animo umani che intendevano indagare. L’arte di Munch prende avvio dai laceranti drammi della sua vita interiore, tra cui i gravi lutti, mai superati e patiti fin dall’infanzia, e lo stato di salute precario, aprendo profondi squarci di osservazione sulla condizione di solitudine dell’uomo moderno. Una ricerca tuttavia filtrata dalle relazioni strettissime che egli intrattenne con la cultura letteraria e filosofica del tempo, tra cui il pensiero di Nietzsche e la scienza psicoanalitica di Freud. Anticipatore dell’Espressionismo, ne interpretò i temi essenziali dell’angoscia esistenziale e dell’incombere della morte, ma anche dell’interazione costante che esiste tra l’Uomo e la Natura”.

La mostra è curata da Patricia G. Berman, una delle più grandi studiose al mondo dell’artista, con la collaborazione scientifica di Costantino D’Orazio, ed è realizzata in collaborazione col Museo Munch di Oslo.

In aula la mozione di sfiducia a Santanchè, le opposizioni gridano "vergogna". Vuoti banchi Fi e Lega

Roma, 10 feb. (askanews) – In aula alla Camera si è tenuta la discussione generale sulla mozione di sfiducia presentata da M5s nei confronti della ministra del Turismo Daniela Santanchè. Accanto alla ministra nei banchi del governo si sono seduti i ministri Ciriani e Musimeci. Nella fila sottostante i sottosegretari Gemmato e Vannia Gava.

Vuoti i banchi di Fi, Lega e Noi Moderati, tra i 12 deputati di Fdi presenti Antoniozzi e Trancassini. Una quarantina i deputati dell’opposizione presenti, compresi la segretaria Pd Elly Schlein e il leader M5s Giuseppe Conte. Forte protesta delle opposizioni per il silenzio della ministra. “Vergogna, Vergogna”. È il coro indirizzato dai banchi di Pd e M5s nei confronti di Santanchè a conclusione della discussione generale sulla mozione di sfiducia nei suoi confronti. Non appena è terminato l’intervento dell’ultimo deputato iscritto a parlare, Santanchè, infatti, si è alzata e ha lasciato l’aula tra le proteste dell’opposizione, che è stata ripresa dal vicepresidente della Camera Fabio Rampelli: “Stiamo scoprendo oggi che ci si può prenotare per la replica nella seduta successiva?”, ha domandato retorico. La ministra infatti può prendere la parola nel giorno in cui l’aula si riunirà per la votazione della mozione.

Il presidente di turno dell’Aula, Fabio Rampelli (FdI), al termine della discussione generale alla
Camera sulla mozione di sfiducia alla ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha inoltre dato la sua spiegazione ai banchi vuoti: “È una notizia il fatto che di lunedì per una discussione generale c`era poca presenza in Aula? C’era il pienone rispetto agli altri lunedì. Siamo assolutamente nella
norma, poi quando si proseguirà, e ci saranno le dichiarazioni di voto, con tutta probabilità il ministro interverrà, e ci saranno tutti i deputati”. “Ripeto e sottolineo, il lunedì nelle discussioni generali ci sono solo coloro che parlano in Aula, ha quindi aggiunto spiegando che non c`è ancora una data fissata per la votazione: “Penso che ci sarà il passaggio in capigruppo che farà la
calendarizzazione”.

Sanremo, Brunori Sas: tra i favoriti? Non scommetterei mai su di me

Sanremo, 10 feb. (askanews) – “Il primo Sanremo lo sto vivendo un po’ come un gioco, al momento sono molto divertito, ma so che quando salir sul palco penser che mi stanno vedendo tutti. Allora cercher di pensare solo alle persone che hanno ispirato la mia canzone”.

Cos Brunori Sas, parlando alla festa di Radio Italia a poche ore dall’inizio del Festival di Sanremo. E sui bookmaker che lo danno tra i favoriti, ha detto: “Io non avrei scommesso una lira su di me e continuo a dire che meglio non scommettere su di me, ma c’ tanta gente che evidentemente ama il rischio, anche nel FantaSanremo mi mettono come capitano, non hanno capito che sar una tragedia”.

Satispay: da aprile commissione unica dell’1% su pagamenti fisici

Milano, 10 feb. (askanews) – Satispay conferma le indiscrezioni di stampa e informa in una nota che da inizio anno sono partite le comunicazioni alla rete di esercenti convenzionati su un cambio delle commissioni. Le novità scatteranno il 7 aprile. Il nuovo pricing prevederà per gli esercenti un’unica commissione dell’1% su tutti i pagamenti nei negozi fisici.

Su tutte queste transazioni, così come per i trasferimenti tra privati (P2P)- fa sapere la fintech – i consumatori continueranno a poter utilizzare il servizio in modo gratuito, senza alcuna commissione.

Alberto Dalmasso, co-founder e CEO di Satispay, ha spiegato che “se 10 anni fa la chiave per cambiare le abitudini di pagamento era un’app intuitiva e una politica che non richiedesse commissioni sui pagamenti sotto i 10 euro, oggi lo scenario è diverso. Ora i negozianti accettano di buon grado i pagamenti elettronici, ma resta forte la necessità di attrarre sempre più clienti. Per questo – ha aggiunto – lavoriamo ogni giorno, per creare nuovi servizi a valore aggiunto e far crescere con noi i nostri esercenti. Già succede con i Satispay Buoni Pasto e Buoni Acquisto (fringe benefits) e continuerà con le future novità. Solo nel 2024, sono stati spesi Satispay Buoni Pasto per un valore di 50 milioni di euro, senza commissioni aggiuntive per l’esercente”.

Satispay fa sapere di avere 5 milioni di clienti e più di 400mila esercenti convenzionati. Il team che lavora allo sviluppo della fintech è composto da quasi 700 persone.

Usa in rosso con Ue sui beni (156 mld), ma surplus servizi (104 mld)

Roma, 10 feb. (askanews) – Se con i Paesi dell’Unione europea gli Stati Uniti hanno effettivamente un consistente deficit commerciale, pari a circa 156,3 miliardi di euro in base ai dati 2023, i più recenti (verranno aggiornati a breve sul 2024), sugli scambi di servizi all’opposto gli Usa godono di un surplus quasi altrettanto rilevante: oltre 104 miliardi di euro. Lo ha sottolineato un portavoce della Commissione europea, Olof Gill, interpellato al briefing stampa di Mezzogiorno, in merito in merito alla comunicazione inviata sui dazi del 25% annunciati dall’amministrazione Trump sulle importazioni di acciaio e alluminio.

“Stiamo ancora parlando di minacce di dazi – ha rilevato – non ci è stato notificato nulla” a livello formale. Secondo Bruxelles si tratterebbe di misure prive di giustificazione, alle quali l’Ue reagirebbe “per proteggere gli interessi di imprese, lavoratori e consumatori europei rispetto a misure ingiustificate”. Il tutto mentre con i partner commerciali “questo è il tempo per la collaborazione, non per gli scontri”.

Specialmente tra Ue e Usa: “dal punto di vista della Commissione europea, come alleati di lungo termine Unione europea e Stati Uniti hanno costruito una forte partnership basata su valori condivisi e cooperazione reciproca – ha proseguito il portavoce -. I dazi metterebbero in dubbio lo spirito di cooperazione che ha definito a lungo le relazioni transatlantiche”.

Per parte sua l’Ue “beneficia del fatto di essere una delle economie più aperte del mondo, il dazio medio applicato ai beni importati nell’Unione europea è molto basso. Oltre il 70% delle importazioni entrano nell’Unione europea con dazi a zero. Tenendo presente questo, lasciatemi ribadire alcuni principi chiave: siamo contro barriere ingiustificate al libero commercio – ha detto -. Siamo pienamente a favore di un un terreno di concorrenza paritetico. E assumeremo sempre i passi necessari per proteggere i nostri interessi economici, così come per tutelare imprese, lavoratori e consumatori europei da misure ingiustificate”.

“Restiamo impegnati su un dialogo costruttivo con gli Stati Uniti e i nostri partner commerciali”. Sempre rispondendo a domande della stampa, il portavoce ha elencato le cifre chiave degli scambi Ue-Usa: “Nel 2023 gli Stati Uniti hanno esportato beni per 346 miliardi di euro all’Unione europea, mentre ne hanno importati per 502,3 miliardi. Al tempo stesso gli Stati Uniti hanno esportato servizi per 396,4 miliardi alla Ue e importato servizi dalla Ue per 292,4 miliardi. Come potete vedere – ha rimarcato – le nostre economie si completano reciprocamente piuttosto bene”.

Il portavoce non ha voluto rispondere alle varie domande ipotetiche sul come verrebbero approntate eventuali rappresaglie Ue a nuovi dazi Usa. Né, nel fornire le cifre chiave degli scambi, ha ventilato ipotesi sul fatto che queste rappresaglie possano prendere di mira gli scambi di servizi, dove gli Usa risultano marcatamente in surplus rispetto alla Ue.

“Riteniamo che nessuna delle misure potenziali delineate dall’amministrazione Usa sia giustifica”, ha invece ribadito. Precedentemente, in una comunicazione su questi temi la Commissione Ue ha avvertito che in generale, “l’imposizione di dazi sarebbe illegale e economicamente controproducente, specialmente data la profonda integrazione delle catene di approvvigionamenti tra Unione europea e Stati Uniti. Fondamentalmente i dazi sono tasse. Imponendo dazi, gli Stati Uniti tasserebbero i propri cittadini, aumentando i costi per le imprese e alimentando l’inflazione. In più – ha avvertito Bruxelles – i dazi aumentano l’incertezza economica e minano l’efficienza e l’integrazione dei mercati globali”.

La Ue: i dazi Usa sarebbero ingiustificati, siamo pronti a reagire

Roma, 10 feb. (askanews) – Eventuali dazi da parte degli Stati Uniti su acciaio e alluminio provenienti dall’Unione europea sarebbero “ingiustificati” e la Commissione Ue, nel caso in cui venissero effettivamente adottati “reagirà per proteggere gli interessi di imprese, lavoratori e consumatori rispetto europei a misure ingiustificate”. Lo si legge in un comunicato diramato dall’ente comunitario, in merito ai dazi sull’acciaio al 25% annunciati dall’amministrazione Trump.

Tuttavia, “al momento non abbiamo ricevuto alcuna notifica ufficiale riguardo all’imposizione di dazi addizionali sui beni europei – precisa la Commissione-. Non risponderemo a annunci generalizzati, senza maggiori o una chiarimento scritto”.

“In generale, l’imposizione di dazi sarebbe illegale e economicamente controproducente – prosegue la Commissione europea – specialmente data la profonda integrazione delle catene di approvvigionamenti tra Unione europea e Stati Uniti, stabilite tramite il commercio e gli investimenti transatlantici. Fondamentalmente i dazi sono tasse. Imponendo dazi, gli Stati Uniti tasserebbero i propri cittadini, aumentando i costi per le imprese e alimentando l’inflazione. In più i dazi aumentano l’incertezza economica e minano l’efficienza e l’integrazione dei mercati globali”.

Sanremo, Carlo Conti: "Non ho avuto nessun tipo di pressione politica"

Sanremo, 10 feb. (askanews) – “Non ci saranno i monologhi, ma non ho avuto nessun tipo di pressione politica e l’azienda si è fidata di me e mi ha dato carta bianca. Parlo a tutti gli spettatori, e voglio offrire al pubblico uno spettacolo con ritmo. Cercherò di finire presto e di rispettare gli orari, cercheremo di chiudere alle 1.20. Poi voglio dire che una parola forte vale più di una chiacchierata anche se rispetto i monologhi, ci sarà anche Bove che racconterà come sta vivendo un momento difficile, ci sarà Paolo Kessisoglu che canterà con sua figlia una canzone sul disagio dei giovani che non escono di casa. La politica starà fuori” ha detto Carlo Conti in conferenza stampa a Sanremo.

Mattarella: 70 anni di pace nella Ue, favorire l’ingresso di Ucraina-Moldova

Roma, 10 feb. (askanews) – “Oggi, nel nostro Continente, Stati e popoli che nel passato si sono combattuti sono insieme nell’Unione Europea, condividendo valori, identità, principi, prospettive”, è un percorso che in Europa, “ha visto il ribaltamento della pretesa di dominazione, di secoli di guerre fratricide e rovinose”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella celebrando al Quirinale la Giornata del ricordo.

Una pace, in Ue, lunga “settant’anni! Nell’auspicio che prosegua costantemente, sempre più a lungo”, “un cammino – ha rilanciato Mattarella – non sempre agevole, costellato da aperture e da ostacoli, ma che oggi più che mai va proseguito con coraggio, ostinazione e saggezza, sia all’interno dell’Unione sia alle sue frontiere, impegnandosi anche per agevolare l’ingresso di nuovi membri – Paesi dei Balcani Occidentali che ne sono ancora esclusi, Ucraina, Moldova – e diffondendo nel continente lo spirito europeo, che esprime e persegue pace, dialogo, integrazione, collaborazione e sviluppo”.

“Le nuove generazioni hanno ben compreso la sfida del tempo. Collaborano, lavorano, studiano e vivono insieme, trasformando le differenze in opportunità, e attuando, nei fatti, lo spirito dell’Unione Europea. Abbiamo il dovere di non deluderli e di continuare a operare con coraggio. A sperare, a non rassegnarci” ha concluso il presidente.