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Il giorno di Trump al vertice Nato, dopo la cena regale all’Aia

L’Aia, 25 giu. (askanews) – Tonno alla griglia con una mousse di cipolle di Amsterdam come antipasto nella cena ‘regale’ di ieri a Palazzo all’Aia, ma il piatto forte del vertice Nato è l’aumento della spesa per la difesa al 5% del Pil e il segretario generale della Nato Mark Rutte non ha mancato di sottolinearlo ieri sera, davanti al presidente americano Donald Trump e agli altri leader invitati compresa il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

In base alla disposizione dei posti Trump era seduto al tavolo centrale con re Guglielmo Alessandro, Rutte, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e accanto alla stessa Meloni. La regina Máxima e il presidente Volodymyr Zelensky erano a un altro tavolo. Mentre la principessa Amalia era con, tra gli altri, il presidente francese Emmanuel Macron e la leader dell’UE Ursula von der Leyen.

Secondo Rutte, si tratta di un “vertice storico” che arriva in un “momento cruciale”: “Sono certo che insieme, con i leader presenti in questa sala, ne usciremo più forti”. Rutte ha elogiato Trump ieri sera, come aveva già fatto in un messaggio di testo di cui il presidente Usa ha pubblicato uno screenshot sui suoi social media prima del suo arrivo all’Aia. Secondo il Segretario Generale, è grazie a Trump che “Europa e Canada stanno equiparando la loro spesa per la difesa a quella dell’America”.

“Signor Presidente, caro Donald, questo è perché ci ha incoraggiati a farlo”, ha detto Rutte davanti agli invitati.

La cena era definita “informale”, ma Rutte ha affermato di attendersi discussioni utili. Mentre oggi si decide “su migliaia di miliardi di dollari di spese aggiuntive per la difesa, perché è necessario”.

Riuniti in vertice Nato oggi all’Aia, i leader (erano in tutto 35 ieri, compresi i vertici Ue) dovrebbero impegnarsi ad aumentare sostanzialmente la loro spesa militare, fino al 5% del loro prodotto interno lordo (Pil) entro il 2035 e una revisione avrà luogo nel 2029 con un aggiornamento degli obiettivi di capacità militare.

Per gli altri capi di stato e di governo, ma non per Trump, il trattamento regale è terminato dopo la cena preparata da una ventina di chef del Royal Household Service. Al presidente americano è stato concesso di trascorrere la notte a palazzo: una rarità assoluta e un gesto eloquente. Questa mattina il presidente fa colazione con il re e la regina.

E oggi la giornata si apre con la riunione dei ministri degli Esteri G7. Ma è anche il giorno dell’incontro di Trump con Zelensky, che ha già ringraziato il re Guglielmo Alessandro per l’accoglienza ricevuta al Palazzo Huis ten Bosch, grato anche alla coppia reale per il sostegno all’Ucraina e agli ucraini fuggiti nei Paesi Bassi dopo l’invasione russa. “Durante la nostra conversazione, ho sottolineato che la Russia continua la sua aggressione contro l’Ucraina e non ha alcuna intenzione di fermarla”, ha scritto su X Zelensky, il cui cambio di look non è passato inosservato. “Per questo è necessaria una pressione forte e coordinata sulla Russia, anche attraverso sanzioni”.

Nato, la Gran Bretagna acquisterà 12 F-35 per trasportare testate nucleari

Roma, 25 giu. (askanews) – Il Regno Unito intensificherà il suo contributo al sistema di deterrenza nucleare della Nato, integrando quello già esistente basato sui sottomarini, acquistando dodici aerei F-35 in grado di trasportare testate nucleari. Ad annunciarlo una nota di Downing Street.

L’annuncio verrà fatto dal primo ministro britannico Keir Starmer oggi al vertice dell’Alleanza a L’Aia. L’acquisto rappresenta “il più importante rafforzamento della capacità nucleare del Regno Unito da una generazione”. “Questi aerei F-35 a doppia capacità accompagneranno la Royal Air Force, leader mondiale, in una nuova era e scoraggeranno le minacce ostili al Regno Unito e ai suoi alleati”, ha affermato la nota. “In un’epoca di radicale incertezza in cui non possiamo più dare per scontata la pace, il mio governo sta investendo nella sicurezza nazionale, garantendo che le nostre forze armate abbiano le attrezzature necessarie”, ha sottolineato Starmer.

All’Aja si apre la nuova era della Nato più europea

Già alla vigilia dei lavori, Mark Rutte si era affrettato ad attribuire a Donald Trump — «è la tua vittoria» — la paternità della scossa che porterà la NATO ad innalzare sensibilmente la spesa per la difesa. Parole fuori registro, segnate da un eccesso di servilismo gratuito, come se la credibilità e la tenuta dell’Alleanza dipendessero dal grugnito del presidente americano e non dall’assunzione condivisa di responsabilità che dovrebbe ispirarne le scelte.

L’impegno dell’Aja

Nelle conclusioni attese per la tarda mattinata di oggi, la Nato formalizzerà un accordo che apre una nuova prospettiva strategica: portare la spesa dei membri europei dal 2% al 5% del PIL nell’arco dei prossimi dieci anni. Si tratta di una decisione concepita per riequilibrare l’asimmetria tra Stati Uniti ed Europa e restituire all’Alleanza credibilità e solidità all’altezza dei tempi. Nel 2023, Washington ha destinato circa 877 miliardi di dollari alla difesa (3,5% del PIL), mentre l’Europa dei Ventisette si è fermata a circa 325 miliardi, pari all’1,8–1,9%. L’obiettivo è ambizioso: nel 2035 l’Europa potrebbe mobilitare oltre 900 miliardi di dollari annui, avvicinandosi allo standard statunitense. Solo così potrà ambire a un ruolo di protagonista.

L’eterogenesi dei fini

Se qualcuno pensava che la spinta isolazionista e polemica di Trump avrebbe segnato l’avvio di un declino dei legami transatlantici, accade invece l’opposto. Le parole e le pressioni del presidente americano, concepite come rivendicazioni e moniti sulla scarso impegno europeo, producono di riflesso un effetto positivo per l’Alleanza: sospingono l’Europa ad affrancarsi dal ruolo di comprimaria e a rivendicare in prospettiva un ruolo più marcato. È la classica “eterogenesi dei fini”: ciò che nasce come prova di forza finisce per favorire la maturazione e la coesione dei suoi destinatari, trasformando l’Europa in un pilastro più solido della NATO.

Poi…c’è la demagogia di Conte

In questo contesto risultano tanto più stridenti e fuori luogo la presenza e le parole di Giuseppe Conte all’Aja, impegnato a protestare contro il “riarmo” e gli impegni assunti dal governo italiano. Atteggiamento populista e irresponsabile, che ignora la realtà dei fatti e dei rischi: la guerra è alle porte di casa nostra e richiede scelte lucide e condivise, all’altezza degli interessi nazionali e sovranazionali. Oggi più che mai l’Italia è chiamata a rappresentare un pilastro di affidabilità in questa nuova fase della Nato, accanto ai propri alleati storici e con la determinazione di chi guarda al futuro come orizzonte di pace e sicurezza (o per meglio dire. di sicurezza e quindi di pace).

Auto, Acea: a maggio immatricolazioni Ue +1,6%, Stellantis -5,2%

Milano, 25 giu. (askanews) – Crescono le immatricolazioni di auto a maggio nell’Ue dell’1,6% a 926.582 unità, ma il bilancio dei primi 5 mesi è negativo dello 0,6% a 4,57 milioni di unità. Lo rende noto l’Acea, l’Associazione europea delle case auto. Nei mercati EU+Efta+UK a maggio le vendite sono aumentate dell’1,9% a 1,113 milioni di auto, mentre nei 5 mesi le immatricolazioni sono stabili a 5,567 milioni (+0,1%).

Riguardo le alimentazioni, in crescita la quota di elettriche nell’Ue pari a maggio al 15,4%, ma “ancora lontana dai livelli necessari”. Nei primi 5 mesi le vendite di bev sono aumentate del 26,1% a 701mila unità. Tre dei quattro mercati più grandi dell’Ue, che rappresentano il 62% di tutte le immatricolazioni di auto elettriche, hanno registrato un aumento: Germania (+43,2%), Belgio (+26,7%) e Paesi Bassi (+6,7%). In controtendenza la Francia, che ha registrato un calo del 7,1%. In crescita a maggio per il terzo mese consecutivo anche le plug-in (+47% a 87.300 unità) che raggiungono una quota dell’8,2%.

I modelli ibridi elettrici continuano a crescere, +20% a 1,6 milioni nei 5 mesi, arrivando a una quota del 35,1% e confermandosi l’alimentazione preferita dai clienti. In calo invece al 38,1% la quota di mercato combinata di auto a benzina e diesel nei 5 mesi, rispetto al 48,5% registrato nello stesso periodo del 2024.

Fra i gruppi auto, Volkswagen chiude il mese di maggio con un aumento delle vendite del 4,8% a 263.787 unità pari a una quota di mercato del 28,5%. In calo invece Stellantis -5,2% a 150.310 unità (-10% da inizio anno) con una quota in flessione al 16,2%. Fra i brand bene Alfa Romeo (+26% a 4.716 unità), Peugeot (+4,8%) e Citroen (+1,4%), in calo Fiat (-13%) e Opel (-14,2%). Male Lancia (-80% a 763 unità) e Maserati, Dodge e Ram (-34% a 311 unità). Al terzo posto Renault registra un aumento delle vendite del 4% a 102mila unità, pari a una quota di mercato dell’11%. Prosegue il calo di Tesla -40% a 8-729 unità, pari a una quota dello 0,9%, mentre la cinese Saic con il marchio MG registra una crescita del 38% a 18.716 unità, arrivando a una quota del 2%.

L’etica d’impresa e il riscatto dei territori: UCID si confronta a Caivano

Una risposta al degrado e alla marginalità

Nel momento in cui il Governo ha scelto di intervenire con uno strumento normativo dedicato a un territorio ferito come Caivano, la politica ha mandato un segnale: non si può più restare indifferenti di fronte al degrado e alla marginalità. Tuttavia, è altrettanto evidente che nessun decreto può bastare da solo a cambiare il destino di un luogo. Perché ciò avvenga, serve molto di più: serve il coinvolgimento vivo della società civile, la partecipazione attiva delle comunità locali, e una nuova assunzione di responsabilità da parte delle imprese.

Un’assemblea nel segno dell’impegno e dell’etica

È partendo da questa convinzione che abbiamo scelto di celebrare a Caivano l’Assemblea nazionale di UCID, che si terrà il 29 giugno, ospiti della comunità di Don Maurizio Patriciello, volto della risposta civile al desiderio di riscatto del territorio. Abbiamo voluto questo appuntamento, a cui parteciperanno imprenditori e dirigenti da tutta Italia, per dare concretezza a un impegno che da tempo riteniamo irrinunciabile: riportare l’impresa nei luoghi che più di altri chiedono attenzione, ascolto e opportunità reali. Caivano non è soltanto la somma di casi di cronaca. È una cartina di tornasole per comprendere quanto ancora c’è da fare per costruire un’Italia più coesa, capace di includere i suoi margini, di riportare al centro le sue periferie, come amava ripetere Papa Francesco.

Alleanze stabili per rigenerare i territori

Se davvero vogliamo che questi territori si rimettano in cammino, allora bisogna abbandonare l’approccio emergenziale e costruire alleanze stabili. Lo Stato deve fare la sua parte, ma da solo non può. Senza la presenza dei corpi intermedi, delle parrocchie, delle associazioni, dei cittadini attivi e delle imprese, nessuna rigenerazione è possibile. L’impresa, in particolare, deve uscire da una visione autoreferenziale e riscoprire il suo ruolo generativo: non solo produttrice di beni o servizi, ma protagonista di sviluppo umano e sociale.

Esempi positivi e concretezza del cambiamento

A Caivano intendiamo portare esempi concreti di imprenditori che già operano in contesti difficili e lo fanno con rigore, innovazione e attenzione al territorio. Imprese che formano, assumono, generano fiducia e prospettive. Realtà che dimostrano come il riscatto sia già in atto, purché sostenuto e accompagnato. La nostra presenza non è solo simbolica: abbiamo voluto avviare un dialogo strutturato, un confronto aperto tra chi, in ambiti diversi, lavora per il cambiamento.

Impresa e istituzioni: un dialogo essenziale

Fondamentale, in questo senso, è il dialogo con le istituzioni, che a Caivano abbiamo cercato non come interlocutori formali, ma come veri e propri partner nell’elaborazione di un modello di impegno civile dell’impresa, che per noi di UCID rimanda al messaggio della dottrina sociale della Chiesa.

La connessione tra ambiente e società

Avremo occasione, infatti, di vedere con chiarezza la connessione profonda tra questioni ecologico-ambientali e questioni sociali. Sul piano ambientale si gioca una delle partite più cruciali per il futuro di questi territori. La Terra dei Fuochi rappresenta, da decenni, il paradigma di come il degrado ambientale sia spesso la prima ferita inferta da un’economia criminale, che tiene soggetto il contesto sociale e ne impedisce lo sviluppo. Ma questo è anche il terreno su cui può germogliare una nuova economia, fondata sulla rigenerazione, sulla legalità e su modelli produttivi rispettosi dell’ambiente e del clima. Fare impresa qui significa restituire valore ai suoli, all’aria e alle risorse naturali, invertendo una lunga catena di incuria e devastazione.

Comunità produttive e presidio civile

Ci sono già imprese che operano con filiere circolari, emissioni ridotte, processi trasparenti e retribuzioni dignitose e che scelgono consapevolmente di restare in questi territori. Comunità produttive che, insieme ai cittadini, possono diventare presidio di sorveglianza ambientale e, al contempo, motore di sviluppo. Perché dove cresce l’attenzione all’ambiente, si rafforza anche il tessuto civile. E dove le comunità diventano vigili, la criminalità perde terreno.

Verso un modello replicabile per altri territori

Come UCID non ci accontentiamo di un’iniziativa isolata. Vogliamo fare di Caivano l’avvio di un percorso replicabile, un modello da portare in altri territori segnati da povertà educativa, carenze infrastrutturali e assenza di prospettive. L’Italia è ricca di luoghi come questo. A tutti loro vogliamo dire che il mondo dell’impresa c’è, è pronto a contribuire, se messo nelle condizioni di agire in modo trasparente e costruttivo.

Impresa e lavoro dignitoso come antidoti al degrado

Troppe volte, in passato, si è cercato di affrontare il problema delle disuguaglianze territoriali affidandosi a interventi straordinari o politiche assistenziali. Ma il vero antidoto al degrado non è l’assistenza: è il lavoro dignitoso, la possibilità dell’ascensore sociale garantita per vie legittime. È l’impresa che sa radicarsi, che investe sul capitale umano, che trasmette legalità e cultura del fare. Questo tipo di impresa esiste già, ma va messa al centro delle politiche pubbliche, valorizzata, ascoltata.

La coesione come premessa dello sviluppo

Come ci ha insegnato il Censis, il benessere economico non genera automaticamente benessere sociale. Anzi, è vero il contrario: è il rafforzamento dei legami comunitari, delle reti sociali e relazionali, a costituire la premessa di base per uno sviluppo economico duraturo. Senza coesione, nessun mercato regge. Senza fiducia, nessuna crescita è sostenibile.

Impresa e cittadini, insieme per ricostruire

Non possiamo più permetterci uno sviluppo che si limiti ad alcune aree “vincenti” del Paese, lasciando indietro intere fasce di territorio. L’impresa ha oggi una responsabilità storica: tornare a pensarsi come parte integrante della comunità in cui opera. Come scrive Amartya Sen, “la libertà di condurre una vita dignitosa è impossibile senza partecipazione attiva alla società”. Vale per i cittadini, vale anche per le imprese. Rigenerare Caivano – e tutti i territori simili – non è solo un compito dello Stato. È una sfida collettiva. E chi fa impresa, se davvero vuole essere all’altezza del proprio tempo, non può restare spettatore.

Gianluca Galletti, presidente Ucid

E se la Cina attacca Taiwan?

Una reazione sospettosamente cauta

Nessuno può dire con certezza cosa accadrà dopo la tregua che Trump rivendica alla sua azione determinata e determinante. Volendo per ora limitarci ai fatti, ciò che sta lasciando un po’ perplessi gli osservatori internazionali o, meglio, il dato che sta sollevando molti interrogativi e diverse supposizioni è la reazione assai cauta di Russia e Cina, in linea teorica alleata, la prima, di Teheran e interessata, la seconda, a sviluppare con l’Iran scambi commerciali importanti, oltre a quelli già intensi relativi al petrolio, anche per il tramite della Belt & Road Initiative.

Il sospetto di un accordo tacito

V’è una tesi tranquillizzante, per la quale sia Mosca sia Pechino si rendono conto di non poter far molto nell’area né sul piano militare né su quello politico. E quindi prendono le parti dell’Iran ma senza esagerare nei toni: esiste un suo diritto al nucleare civile, ha sostenuto Putin. Ma si è fermato lì.

Circola però anche un’ipotesi assai più inquietante, non supportata al momento da alcun gesto, alcuna dichiarazione anche solo parziale, da nulla. Ma penetra nelle analisi di molti osservatori. E pure di alcuni politici. E se Trump avesse concordato con Putin il silenzio del secondo su Teheran e del primo su Kyiv?

Nella logica neo-imperiale che sta distruggendo quella del diritto internazionale con un ripiegamento verso epoche storiche che credevamo superate per sempre, ove è la legge del più forte militarmente a prevalere e dunque i confini geografici fra le nazioni possono essere stuprati dalla volontà di dominio dell’attore regionale meglio dotato e più desideroso di possesso può apparire persin logico che un accordo tacito ancorché odioso di quel tipo possa venir stipulato. Non sarà certo così, si spera. Ma dall’attuale Presidente USA c’è da aspettarsi di tutto e dunque la prudenza è d’obbligo.

La preoccupazione per Taiwan

È però, soprattutto, un’altra la preoccupazione che assale molti. Ed è assai più inquietante. E se la Cina approfittasse dell’attuale caos e, sempre nella logica neo-imperiale della quale si è detto, decidesse di intervenire su Taiwan? Un territorio che essa ritiene suo, e quindi neppure si porrebbe, dal punto di vista di Pechino, la questione dell’invasione di uno stato sovrano. Si consideri che il Partito Comunista Cinese (PCC) ha messo per iscritto la determinazione a riannettere l’isola in tempi ormai non più dilatati. E infatti nell’ultimo anno numerose sono state le iniziative intese a rafforzare questo concetto: manovre militari di una certa importanza nelle acque che circondano quella che una volta si chiamava Formosa, infiltrazioni presso la popolazione taiwanese, specie quella più giovane, per cominciare a far circolare presso di essa una narrazione suadente mirata a giustificare storicamente e culturalmente l’unità fra cinesi del continente e cinesi isolani, intensificazione dell’azione diplomatica per isolare ulteriormente Taipei più di quanto non sia già oggi.

Un contesto ambiguo e pericoloso

Il momento potrebbe essere propizio, a fronte di un inquilino della Casa Bianca così volubile e così attratto dallo stile padronale degli autocrati con i quali mostra di parlare volentieri, a cominciare da Putin. Proprio l’ambiguità con la quale Trump sta (o meglio dire: non sta) gestendo la questione ucraina potrebbe indurre Xi Jinping a tentare il colpo grosso, immaginando una dura reazione verbale da Washington destinata infine a risolversi in un accordo al ribasso a tutto vantaggio del Celeste Impero. Una soluzione finale del dibattito decennale su Taiwan che parrebbe impossibile alla luce delle dichiarazioni ferme e non interpretabili altrimenti che gli USA hanno sempre fatto a tutela dell’indipendenza taiwanese. E dello stesso spostamento dell’interesse prioritario statunitense dall’Atlantico al Pacifico, proprio in funzione anticinese alla luce dello sviluppo imperioso, anche militare e marittimo, impresso dalla guida di Xi nell’ultimo quindicennio.

Le ambiguità del Taiwan Relations Act

Ma non bisogna scordare che sulla questione gli Stati Uniti sono un po’ ambigui da tempi lontani. Il Taiwan Relations Act (TRA) a suo tempo approvato dal Congresso USA offre la possibilità di relazioni diplomatiche fra Washington e Taipei pur riconoscendo l’esistenza di una sola Cina e prendendo atto (senza però dichiarare esplicitamente una condivisione della tesi) della determinazione di Pechino nel considerare Taiwan una provincia della Cina.

Non solo: il TRA consente agli Stati Uniti di fornire a Taiwan armamenti per la propria difesa ma non esplicita (e però neppure esclude) l’eventualità che a fronte di un attacco cinese essi difendano militarmente l’isola. Un ambiguo intreccio di parole che sino ad oggi ha retto ma che le novità guerresche impostesi nel mondo a partire dall’invasione russa dell’Ucraina rischia di far saltare.

Quando cominciano a parlare le armi con troppa frequenza, le sottigliezze (e le ambiguità) linguistiche mostrano la corda. Non sappiamo che accadrà. Speriamo nulla. Ma che a Pechino stiano esaminando i piani, pronti da tempo, per l’invasione di Taiwan, questo è pressoché certo.

Europa, identità e pluralismo nel pensiero di De Gasperi

[…] Colpisce lattenzione con cui De Gasperi – in questo particolarmente vicino agli amici Adenauer e Schuman – guarda allidentità culturale e spirituale dellEuropa, convinto che anche la più efficiente impalcatura istituzionale europea, privata del soffio vitale” che nasce dal senso di una comune appartenenza coscientemente coltivato allinterno di ogni Stato, risulterebbe senza colore” e senza vita ideale al confronto delle vitalità nazionali particolari” (Strasburgo, 10 dicembre 1951). Anche su questo pare urgente recuperare leredità di questi padri fondatori, in unEuropa che da una parte sembra aver delegato” a esperienze come lErasmus (in sé unopportunità grandiosa) il compito di dare forma a una coscienza europea condivisa, e dallaltra parte tende fatalmente a contrapporre al riconoscimento dellidentità laffermazione di un pluralismo astratto, che finisce per coincidere con una neutralizzazione sul piano valoriale dello spazio pubblico. 

In Alcide De Gasperi, invece, identità e pluralismo sono due dimensioni che si compenetrano senza forzature, permettendo al servo di Dio di porre, in Italia come in Europa, le basi ideali e politiche di una società realmente plurale, nella quale i diversi apporti storici e identitari possono convivere senza prevaricare gli uni sugli altri. Quanto a me”, afferma sempre a Roma il 13 ottobre 1953, non vorrei fondare il mio sentimento di europeo sul solo fatto che mi sento cittadino di Roma e cristiano”. Allindomani della sua morte, nel 1954, Robert Schuman dirà significativamente che De Gasperi aveva lanima di un apostolo, ma non di un settario”.

A questultimo proposito è frequente, quando si rievoca la figura di De Gasperi, vederla associata allimmagine per lo più mitizzata di un’“Europa cristiana”, le cui radici si sono colpevolmente perse nella coscienza dei più o sono state offuscate dalla mentalità laicista dominante. Sul punto occorre però considerare che De Gasperi – il quale nel suo impegno europeista sa farsi compagno di strada di persone anche molto lontane dalla sua sensibilità religiosa e politica – non insegue la nostalgia di unEuropa confessionale. 

Ciò che gli sta a cuore, in Italia come in Europa, è piuttosto la vitalità di un cristianesimo perennemente attivo, nei suoi effetti morali e sociali. Esso si realizza nel diritto e nellazione sociale. Il suo rispetto per il libero sviluppo della persona umana, il suo amore della tolleranza e della fraternità si traducono nella sua opera di giustizia distributiva sul piano sociale e di pace sul piano internazionale” (Roma, 13 ottobre 1953). Anche questa, una lezione da non dimenticare.

Per leggere il testo integrale digita il link seguente

https://www.fondazionedegasperi.org/2025/06/12/leuropa-di-alcide-de-gasperi-tra-storia-e-attualita/

Nato, lungo colloquio Meloni-Trump su Medio Oriente

L’Aia, 24 giu. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, seduti l’una a fianco all’altro alla cena offerta dal Re e dalla Regina del Regno dei Paesi Bassi in onore dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri della Nato, in vista del vertice di domani, hanno avuto un lungo colloquio che ha consentito – secondo quanto si apprende – di discutere dei principali dossier internazionali, a partire dai recenti sviluppi in Medio Oriente.

Al ricevimento nel palazzo reale di Huis ten Bosch, hanno preso parte anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i rappresentanti dei quattro partner indo-pacifici e i vertici dell’Unione Europea.

La premier – sempre secondo quanto filtra – era seduta al tavolo con Sua Maestà il Re Willem-Alexander, il segretario generale della Nato Mark Rutte, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il presidente della Repubblica Ceca Petr Pavel.

Usa, Trump giunto a Palazzo Huis Ten Bosch per cena leader Nato

L’Aia, 24 giu. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump è giunto al Palazzo Huis Ten Bosch dove lo attendeva il re d’Olanda Guglielmo Alessandro e gli altri leader della Nato, nella cena offerta per il summit dell’Alleanza. Trump indossa un completo blu con cravatta blu.

Trump è atterrato con il suo Air Force One ad Amsterdam – Schiphol. Dopo l’atterraggio, Trump si è recato – con un’imponente processione di veicoli, tra cui la sua Cadillac blindata The Beast – immediatamente al Palazzo Huis ten Bosch all’Aia per la cena con i leader, su invito di Re Guglielmo Alessandro e della Regina Maxima.

La cena è iniziata non appena Trump è arrivato.

Pochi minuti prima dell’arrivo di Trump c’è stato qualche secondo di scompiglio davanti al Palazzo: il tappeto rosso è stato sollevato dal vento e il personale si è dovuto mettere a srotolare di nuovo il red carpet e a bloccarlo con i piedi.

Poco prima Emmanuel e Brigitte Macron, la coppia presidenziale francese si era fermata proprio sullo stesso red carpet prima di entrare al Palazzo Huis Ten Bosch, per permettere ai fotografi di scattare una bella foto, dopo essere recentemente finiti al centro dell’attenzione per un presunto spintone di Brigitte al marito.

All’arrivo dei capi di stato e di governo al Palazzo, tra gli altri ad attirare l’attenzione è stato il saluto del presidente svedese Ulf Kristersson e signora alla coppia reale: Birgitta Ed, la moglie Kristersson indossava il colletto clericale. E non a caso: è sacerdotessa della Chiesa di Svezia. La moglie di Kristersson, è stata ordinata sacerdote nel gennaio 2023. Da allora, ha indossato regolarmente il colletto clericale, scatenando un acceso dibattito in Svezia.

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky partecipa alla cena con il re. L’Ucraina non è membro della NATO e non ricoprirà un ruolo ufficiale domani, ma è stata invitata dal re a partecipare alla cena. Il presidente ucraino indossa un abito elegante segnando un deciso cambio di look. Zelensky non è venuto con la moglie, come neppure lo stesso Trump e anche il primo ministro britannico Keir Starmer.

Secondo il programma diffuso dalla NATO, la riunione di lavoro vera e propria a livello di capi di governo e di Stato al summit in corso all’Aia durerà 2 ore e mezza e si terrà domani mercoledì 25 giugno dalle 10.30, dopo la foto ufficiale.

Si tratta di una cesura nel segno dell’essenzialità rispetto agli ultimi vertici NATO: a Washington DC, Vilnius e Madrid i leader hanno tenuto tre sessioni di questo tipo ogni volta. Il segretario generale della NATO Mark Rutte, nel suo nuovo incarico, ha optato per tale variante.

La conferenza stampa di chiusura del segretario generale è prevista invece per le 14, anche se più tardi nel pomeriggio sono previsti altri importanti appuntamenti.

Addio ad Alvaro Vitali, il Pierino del cinema italiano

Roma, 24 giu. (askanews) – Il mondo del cinema piange Alvaro Vitali, scomparso oggi all’età di 75 anni a Roma, a seguito di una broncopolmonite recidiva che lo aveva tenuto ricoverato nelle ultime due settimane, come confermato dalla sua ex moglie Stefania Corona .

Nato a Roma il 3 febbraio 1950, Vitali cresce in una famiglia della piccola borghesia. Dopo la terza media lavora come elettricista, finché Federico Fellini, durante un provino nel 1969, lo inserisce in “Fellini Satyricon”, dando inizio a una carriera caratterizzata da una simbolica transizione: da ruoli secondari in opere d’autore (tra cui “I clowns” e “Amarcord”) alla consacrazione come volto popolare del cinema italiano .

Negli anni ’70-’80 Vitali si impone come una delle colonne portanti della commedia sexy all’italiana, in particolare grazie al personaggio di Pierino, il piccolo monello protagonista di una serie di cult-movie come “Pierino contro tutti” (1981), “Pierino medico della S.A.U.B.” (1981) e “Pierino colpisce ancora” (1982) – film che ottengono un successo commerciale straordinario e segnano un’epoca del cinema per famiglie .

Dopo il boom, la carriera di Vitali rallenta: tra gli anni ’90 e 2000 gira con difficoltà nuove pellicole, soffrendo d’asma bronchiale e un grave ictus nei primi anni 2000 . Rincorrendo ancora un “ultimo film”, la sua ironia conserva intatta la “capellina”-icona che lo ha accompagnato per tutta la vita .

La vita privata lo vede padre di un figlio, Ennio, frutto del primo matrimonio, e marito nel 2006 di Stefania Corona, dalla quale si separa nel maggio 2025 – poche settimane prima della sua morte . Negli ultimi anni ha affrontato anche difficoltà economiche, lamentando una pensione modesta in relazione alla sua vasta filmografia di oltre 150 titoli .

Alvaro Vitali resterà nella memoria collettiva come “Pierino”, icona della spensieratezza e della comicità popolare italiana, capace con poche smorfie e una mimica esplosiva di far ridere intere generazioni. La sua è stata una carriera che ha attraversato il cinema d’autore e il grande successo commerciale, facendo convivere due anime: quella di un attore apprezzato da Fellini e quella di un buffone amatissimo dal pubblico.

Trump in Olanda per partecipare al Summit Nato all’Aia

Roma, 24 giu. (askanews) – Donald Trump, presidente Usa e leader attesissimo al summit Nato è atterrato con il suo Air Force One ad Amsterdam – Schiphol. Dopo l’atterraggio, Trump si recherà immediatamente al Palazzo Huis ten Bosch all’Aia per una cena con i leader , su invito di Re Guglielmo Alessandro e della Regina Mßxima. La cena inizierà non appena Trump sarà presente.

Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky parteciperà alla cena con il re. L’Ucraina non è membro della NATO e non ricoprirà un ruolo ufficiale domani, ma è stata invitata dal re a partecipare alla cena. Il presidente ucraino indossa un abito elegante segnando un deciso cambio di look.

Zelensky non ha portato con sé la moglie. Anche il primo ministro britannico Keir Starmer è giunto a palazzo da solo.

On air lo spot delle Fs che racconta l’emozione di essere italiani

Roma, 24 giu. (askanews) – “L’emozione di essere italiani”. Questo il titolo della nuova campagna istituzionale di Fs, in onda con una pianificazione multicanale su Tv, cinema, digital e social.

Alla proiezione in anteprima del nuovo spot, che si svolta a Roma nella cornice di Piazza di Pietra, sono intervenuti il presidente del Gruppo Fs, Tommaso Tanzilli, l’amministratore delegato e direttore generale, Stefano Antonio Donnarumma e il chief corporate affairs, communication e sustainability officer, Giuseppe Inchingolo.

Lo spot vuole raccontare l’impegno del gruppo per la trasformazione infrastrutturale del paese, attraverso gli uomini che lo compongono come spiega Donnarumma: “il messaggio quello di essere un gruppo che da 120 anni contribuisce allo sviluppo di questo paese. Gli investimenti che abbiamo previsto in questi 5 anni sono di oltre 100 miliardi e contribuiranno fortemente allo sviluppo del traffico dei passeggeri e dei treni e delle merci in Italia, in un’ottica di modernizzazione, di velocit, di confort e di sicurezza. I messaggi sono tutti recepiti, soprattutto vedrete che nello spot c’ la centralit delle persone, che per noi sono, in primis, i nostri passeggeri e quindi gli utenti dei treni, il cliente che dobbiamo servire sempre meglio e poi tutte le persone che lavorano nel contesto ferroviario, quindi i nostri 97mila dipendenti, l’indotto e tutto ci che comporta”.

Alla presentazione hanno preso parte anche il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Presenti anche l’ex campionessa di sci alpino, Deborah Compagnoni e il campione mondiale di para-snowboard, Jacopo Luchini.

Firmato da VML Italy, prodotto da Buddy Film e diretto dal regista Tobia Passigato, lo spot vuole restituire il senso identitario della missione del Gruppo Fs: collegare il Paese attraverso infrastrutture solide e il lavoro quotidiano di una comunit che costruisce il futuro. Ad accompagnare le immagini il brano “Polvere e gloria”, interpretato da Andrea Bocelli, che compare anche in un breve cameo. La voce narrante dello spot invece quella dell’attore e doppiatore Adriano Giannini.

Fed, Powell tiene il punto sui tagli ai tassi: "Dobbiamo aspettare"

Roma, 24 giu. (askanews) – Nonostante le continue pressioni da parte della Casa Bianca – che hanno apparentemente già avuto alcuni effetti sulla compattezza del direttorio (il Fomc) – il presidente della Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti mantiene il punto sull’orientamento a non ridurre i tassi di interesse, almeno per il momento.

Durante la prima giornata dell’audizione semestrale al Congresso Usa, Jerome Powell ha ribadito l’attesa che nel corso dell’estate si materializzino gli effetti dei dazi commerciali sull’inflazione. Sebbene ad oggi, ha riconosciuto, sono meno marcati del previsto. Powell ha sostenuto che questo potrebbe essere dovuto al fatto che finora il commercio ha venduto quello che aveva già in magazzino prima che scattassero i dazi.

“Dobbiamo aspettare e vedere”, ha detto. La linea formale della Fed resta quindi quella che con i livelli attuali dei tassi (4,25%-4,50%) “siamo ben posizionati per aspettare di apprendere di più, prima di prendere in considerazione qualsiasi aggiustamento alla nostra linea”.

Inevitabilmente, soprattutto da parte di esponenti democratici, diverse domande hanno riguardato le continue pressioni da parte del presidente Usa Donald Trump. Quest’ultimo, dal suo insediamento, si è sistematicamente lamentato dell’assenza di tagli da parte della Fed, usando termini sempre più aggressivi e affibbiando continui epiteti allo stesso Powell, fino al punto da definirlo “uno stupido”.

Il banchiere centrale ha nuovamente evitato di farsi trascinare su quel genere di terreno. “Facciamo quello che riteniamo necessario, quando lo riteniamo necessario, senza entrare in considerazioni di natura politica – ha detto -. L’unica cosa che vogliamo assicurare è una buona economia a beneficio degli americani. Qualunque altra cosa è una distrazione. Tutto quello che facciamo è perché lo riteniamo la cosa giusta da fare e ne sopportiamo le conseguenze”.

Intanto, però, negli ultimi giorni l’azione martellante di Trump sembra aver aperto una breccia nel Fomc. Ieri anche la vicepresidente, Michelle Bowman si è detta aperta a un taglio dei tassi a luglio, dopo che in precedenza un altro esponente del direttorio si era espresso in tal senso.

Powell non si è sbilanciato: “prima o poi arriveremo a un punto in cui taglieremo i tassi di interesse, ma non indicherei un incontro (del Fomc) in particolare. Non penso che dovremmo farlo di corsa – ha precisato – perché l’economia è ancora solida. Se dovessimo vedere che l’economia si indebolisce (o che il mercato del lavoro peggiora-ndr) in maniera consistente sarebbe un elemento rilevante. Ma se guardiamo all’inflazione, ci attendiamo che salga in estate: se non lo vedessimo” lo terremmo in considerazione.

Complici però i continui collassi dei prezzi del petrolio – mentre lo scontro Usa-Iran sembra già quasi cosa passata (Powell ha riferito che la Fed è in allerta per possibili cyberattacchi di Teheran) – i mercati sembrano rimodulare le attese anche sull’immobilismo della Banca centrale. Il dollaro è tornato a cedere terreno, con l’euro che in serata sale a 1,1624 sul biglietto verde. A New York, il barile di greggio Wti perde oltre il 6% a 64,25 dollari. Il barile di Brent cade in misura analoga appena sopra i 67 dollari. Intanto Wall Street avanza positiva con il Dow Jones al più 1,18% e il Nasdaq al più 1,48%.

Lega insiste su terzo mandato (senza speranze). Segnale a Zaia e Fdi

Salviniani presentano emendamento, meloniani dovrebbero votare contro. Vero nodo resta Veneto Roma, 24 giu. (askanews) – Sarà anche la loro “battaglia”, ma in casa Lega si dà per scontato che sia persa. Eppure, a dispetto dell’evidenza, il partito di Matteo Salvini ha comunque deciso di presentare in commissione al Senato l’emendamento per ‘sbloccare’ il terzo mandato per i governatori. Il ‘veicolo parlamentare’ è il provvedimento che era stato individuato da Roberto Calderoli, il ddl sull’adeguamento del numero dei consiglieri che, in caso di accordo in maggioranza, avrebbe (forse) consentito di vincere una corsa contro il tempo e arrivare alla modifica in extremis per consentire una ricandidatura in Veneto di Luca Zaia, oltre che di Vincenzo De Luca in Campania.

La partita, che si era riaperta dopo la disponibilità a parlarne manifestata da Fratelli d’Italia, in realtà è sembrata chiudersi già nei giorni scorsi, dopo lo scontro a suon di dichiarazioni tra il Carroccio e Forza Italia, che aveva ribadito la sua netta contrarietà, soprattutto dopo il niet degli alleati a mettere mano alla riforma della cittadinanza.

Sono tuttavia gli stessi leghisti a spiegare che la mossa serve soprattutto per dare un segnale. Da una parte – si sottolinea – allo stesso Zaia, per dimostrargli che la battaglia stava veramente a cuore anche a Matteo Salvini. Il sospetto negli uomini più vicini al ‘doge’ è infatti che il segretario, a differenza di quanto dichiarato apertamente, preferirebbe di gran lunga piazzare all guida del Veneto un suo fedelissimo: il nome è sempre quello del suo vice Alberto Stefani.

Ma la decisione di presentare comunque l’emendamento, che in formulazione identica era già stato bocciato in passato, è anche un modo per far palesare le intenzioni dei meloniani, andare a vedere quanto fosse reale l’apertura fatta. Lo dice nemmeno tanto tra le righe proprio il primo firmatario della proposta, il senatore veneto Paolo Tosato. “Andiamo fino in fondo per non lasciare nulla di intentato e per fare chiarezza sulle varie posizioni”, “vediamo qual è effettivamente la posizione al momento del voto di Fdi”, spiega.

L’orientamento emerso nel partito della premier in queste ore sarebbe comunque quello di votare contro. La spiegazione suona più o meno così: la nostra apertura era reale, ma doveva esserci una intesa almeno a partire dalla maggioranza. Non essendo possibile, non avrebbe senso modificare la nostra posizione che comunque di partenza non è mai stata favorevole. Il voto sull’emendamento si dovrebbe tenere giovedì mattina e solo allora sarà definitivamente evidente se quello sul terzo mandato è “più un tramonto che un’eclissi”, per dirla con il presidente del Senato, Ignazio la Russa.

Dietro le tattiche, le aperture e gli scontri tutti interni alla maggioranza, resta comunque irrisolto il vero nodo del contendere, ossia il nome del prossimo candidato a guidare il Veneto. La Lega lo rivendica non volendo perdere terreno nelle sue storiche roccaforti, ma per Fratelli d’Italia, forte dei consensi raggiunti alle Politiche e alle ultime Europee, la partita per ottenere il presidente di una grande regione del Nord non è ancora chiusa. Il file dovrebbe arrivare a breve sul tavolo delle candidature, che al momento però non risulta ancora convocato.

Corse e spettacolo: super domenica all’Ippodromo Snai San Siro

Milano, 24 giu. (askanews) – Spettacolo, corse e cultura. Sono stati questi gli ingredienti che hanno reso grande la giornata di domenica 22 giugno all’Ippodromo Snai San Siro. Nell’impianto di Milano, infatti, si sono svolte tre delle corse pi attese della stagione di galoppo: le Oaks d’Italia Tattersalls, il Gran Premio di Milano e il Premio Carlo Vittadini, come sottolineato da Lorenzo Stoppini, Direttore SNAI.

“Tre delle principali corse dell’anno vengono disputate, direi che probabilmente l’appuntamento pi importante di tutto l’anno, certamente l’appuntamento pi importante della stagione primavera-estate. Le tre corse sono le OX, che sono una corsa per cavalli femmine di tre anni su 2100 metri, quindi diciamo la prova di maturit per le cavalli femmine, e poi due corse per cavalli di tre anni ed oltre, una a 1600 metri e una a 2000 metri, che si chiamano rispettivamente Vittadini e Gran Premio di Milano. Il Gran Premio di Milano una corsa storica che appunto rappresenta la citt di Milano”.

La giornata, comunque, si snodata attraverso momenti di grande festa anche al di fuori delle corse. Musica, performance di artisti di strada e intrattenimento a tema hanno coinvolto le migliaia di persone accorse all’Ippodromo Snai San Siro.

“L’ippodromo da qualche anno, anche da prima che arrivassi io, cio quattro anni fa, ha deciso di aprirsi alla citt e all’intrattenimento a 360 gradi, alla citt nel senso che quando ci sono le corse, le corse di cavalli durano due minuti, tre minuti, ma fra una corsa e l’altra c’ 40 minuti da aspettare, importante riuscire a riempire questi vuoti, questa attesa, con attivit collaterali”.

Fra le attrazioni principali vi stata l’elegante carrozza storica a bordo della quale stato possibile visitare l’intero ippodromo. L’area tra la Tribuna del Trotto e il Cavallo di Leonardo ha invece ospitato una selezione unica di auto d’epoca Alfa Romeo. Grande attenzione, come sempre, stata poi riservata ai pi piccoli: l’area del Paddock ha ospitato il laboratorio “Wild West Ranch”, a cura della Fondazione Francesca Rava, dove gli animatori vestiti da cowboy hanno accompagnato i bambini in una divertente avventura nel cuore del Far West. Senza dimenticare “il battesimo della sella”, grazie all’assistenza degli istruttori del Centro Ippico Lombardo.

L’evento, sostenuto dal Ministero dell’agricoltura e della sovranit alimentare e delle foreste, ha ribadito l’importanza che rappresenta l’ippica nel panorama culturale e sportivo italiano.

“I migliori fantini a livello europeo, guidatori, cavalli, sono italiani, allora era giusto rilanciare questo settore che ha dato tanto alla storia italiana e quindi riteniamo giusto investire, promuovere e supportare questo settore, anche per le migliaia di persone che ci lavorano intorno”. Cos ha dichiarato Patrizio La Pietra, Sottosegretario MASAF.

In questa giornata, infine, l’Ippodromo Snai San Siro stato al fianco di LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Associazione Provinciale Milano Monza Brianza APS, insieme al Municipio 7 del Comune di Milano, con un’iniziativa volta a far conoscere, potenziare e valorizzare la prevenzione oncologica.

Quella di domenica 22 giugno stata, dunque, una giornata da incorniciare per l’Ippodromo Snai San Siro, che ha convogliato gli interessi degli appassionati di ippica ma regalato anche momenti memorabili al di fuori dalle piste.

Fatturato Ho.re.ca +23% in 5 anni, ruolo essenziale su territorio

Roma, 24 giu. (askanews) – Una filiera fondamentale per l’economia italiana, che pesa per il 5,7% sul Pil e che nel 2024 ha registrato oltre 107 miliardi di fatturato, con un aumento del 23% rispetto al 2019, e quasi 54 miliardi di Valore Aggiunto. E’ la filiera Ho.Re.Ca., che occupa un milione e mezzo di addetti in 382mila imprese su tutto il territorio italiano e che nutre il paese, come emerso dal Rapporto strategico “Nutrire il Paese, connettere le persone” presentato oggi alla Camera da Italgrob e curato da The European House – Ambrosetti.

Antonio Portaccio, presidente Italgrob: “Il rapporto contestualizzato nella situazione geopolitica che sta caratterizzando i giorni nostri, un’onda lunga che ci portiamo da diversi eventi che si sono susseguiti e anche accavallati. Quindi scontiamo questa particolare problematica: una su tutte la diminuzione del potere di acquisto delle famiglie”. “Negli ultimi 10 anni la spesa nel settore alimentare tra consumi domestici e fuori casa rimasta pressocch invariata”.

Ma i consumi sono una variabile fondamentale e rilanciarli la parola d’ordine, soprattutto nel Sud Italia, dove la spesa alimentare fuori casa vale circa il 60% rispetto al Nord Italia.

Antonio Portaccio, presidente Italgrob: “L’incidenza sul Pil del solo mondo Ho.re.ca e degli aggregati dei pubblici esercizi sviluppa circa un 5,7% del Pil nazionale, dei numeri molto importanti: vanno sostenuti, la domanda interna va sostenuta. Come si pu sostenere? Adottando delle politiche mirate a fare ripartire i consumi”.

Perch la riduzione del potere d’acquisto pesa direttamente sulle abitudini e sui consumi alimentari degli italiani e ovviamente sull’intera filiera agroalimentare. “Rilanciare l’agroalimentare – aggiunge Portaccio – rilanciare l’Ho.re.ca significa aiutare tutta la filiera a portare avanti un percorso virtuoso in un contesto economico strategico e importante per l’economia nazionale”.

Ma quali sono le richieste di Italgrob e della filiera Ho.re.ca al Governo? Il presidente Italgrob spiega: “La principale priorit di Italgrob una e una sola: avere il riconoscimento politico della categoria, arrivare a essere riconosciuti per il lavoro che facciamo”.

Alessandro Morelli, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, coordinamento della politica economica e di programmazione degli investimenti pubblici: “Il Governo aperto alle proposte dell’Ho.re.ca perch questa una filiera fondamentale che porta beni e servizi ai nostri concittadini, dai centri delle citt alle periferie delle citt, permettendo ai bar e ai locali di rimanere aperti e quindi di lasciare una luce nelle periferie, dando anche dei presidi di sicurezza”.

Insomma, la filiera Ho.re.ca svolge anche un ruolo essenziale di valorizzazione dell’ecosistema sociale, anche e soprattutto in aree a rischio di depopolamento. Un ruolo riconosciuto dal Governo.

“Chiaramente – ha spiegato Morelli – su questi argomenti una soluzione semplice non c’ ma l’Ho.re.ca fa parte della filiera ed parte di quel menu che permette al governo di lavorare anche su quanto necessario fare per migliorare la sicurezza, migliorare le potenzialit economiche di alcuni territori e chiaramente dare un servizio ai nostri concittadini”.

Tennis, Paolini ai quarti di finale a Bad Homburg

Roma, 24 giu. (askanews) – Arriva la prima vittoria stagionale sull’erba per Jasmine Paolini. L’azzurra è ai quarti di finale al Wta 500 di Bad Homburg grazie alla vittoria sulla canadese Leylah Fernandez con un doppio 7-6 in 2 ore e 33 minuti. Una partita difficile e sofferta, all’insegna dell’equilibrio con 103 punti vinti a testa a fine match. Il primo set è durato un’ora e 22 minuti, risolto da Paolini dopo tre set point annullati. Nel secondo set Paolini – nonostante il rendimento sceso al servizio – sembrava in controllo, avanti di un break sul 5-2. L’azzurra non ha sfruttato un match point in risposta e ha perso la battuta nel momento in cui ha servito per l’incontro. Poi altri tre match point consecutivi non sfruttati in risposta sul 6-5. Jasmine, però, non si è disunita ed è ripartita al tiebreak, chiuso 8-6 dopo due set point annullati e una serie di quattro punti di fila dal 6-4 per Fernandez.

Fed, Powell: Trump? "Faccio la cosa giusta e sopporto le conseguenze"

Roma, 24 giu. (askanews) – Alla Federal Reserve e in particolare quale suo presidente “siamo focalizzati sull’unica cosa che vogliamo assicurare: una buona economia a beneficio degli americani. Tutto qua. Qualunque altra cosa è una distrazione. Ci focalizziamo sempre su questo. Tutto quello che facciamo è perché lo riteniamo la cosa giusta da fare e ne sopportiamo le conseguenze”. Così il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, nel corso di una audizione al congresso Usa, ha risposto a una domanda sulle continue aspre critiche giunte dal presidente Usa Donald Trump nei suoi riguardi.

“Facciamo quello che riteniamo necessario, quando lo riteniamo necessario, senza entrare in considerazioni di natura politica”, ha detto il capo della Fed.

Trump, da quando è entrato in carica, si è ripetutamente lamentato dell’assenza di tagli ai tassi di interesse da parte della Banca centrale e ha affibbiato una serie di epiteti negativi allo stesso Powell, fino a definirlo “uno stupido”.

“Mi preoccupo di fare il lavoro che devo fare per gli americani. Vogliamo essere solo focalizzati – ha detto Powell – su questo compito da svolgere. Facciamo la cosa che riteniamo giusta e ce ne assumiamo le conseguenze”.

Federal Reserve "in allerta" per possibili cyberattacchi da Iran

Roma, 24 giu. (askanews) – Alla Federal Reserve “siamo in allerta” per possibili Cyberattacchi da parte dell’Iran, “perché potremmo essere un bersaglio”. Lo ha affermato il presidente della Fed, Jerome Powell, rispondendo ad una domada durante un’audizione al congresso Usa.

Powell ha anche precisato che su questo problematica la banca centrale Usa è in contatto con le altre agenzie federali e con l’intero sistema bancario: “in modo che le banche siano preparate a eventuali attacchi”, ha spiegato.

Fine vita, bozza: decide Comitato valutazione etica nominato da Chigi

Roma, 24 giu. (askanews) – “Un Comitato nazionale di valutazione etica” che decide sul fine vita. Un organo di sette componenti, nominati con decreto del presidente del Consiglio, che durano in carica 5 anni. Lo prevede la bozza portata oggi dai relatori del ddl sul fine vita Pierantonio Zanettin (Fi) e Ignazio Zullo (Fdi) nel comitato ristretto delle commissioni Giustizia e Affari Sociali del Senato.

Il testo prevede la non punibilità di chi aiuta nel proposito del fine vita con un nuovo comma all’articolo 580 del codice penale: “In esecuzione della sentenza della Corte Costituzionale del 22 novembre 2019 n 242 non è punibile chi agevola l’esecuzione del proposito di fine vita formatosi in modo libero autonomo e consapevole di una persona maggiorenne inserita nel percorso di cure palliative tenuta in vita da trattamenti sostituitivi di funzioni vitali e affetta da una patologia irreversibile fonte di sofferenze fisiche e psicologiche intollerabili ma pienamente capace di intendere e di volere le cui condizioni siano state accertate dal Comitato nazionale di valutazione etica”. Comitato che viene previsto con l’articolo 9-bis della legge 23 dicembre 1978 n. 883 che istituisce il Ssn.

“Il Comitato nazionale di valutazione etica – prevede la bozza – è organo competente a rilasciare, su richiesta dell’interessato, parere obbligatorio circa la sussistenza o meno dei requisiti per l’esclusione della punibilità di cui all’articolo 580 comma 2/bis del codice penale. E’ formato da sette componenti di cui un giurista scelto fra i professori universitari di materie giuridiche o gli avvocati abilitati al patrocinio di fronte alle giurisdizioni superiori, un bioeticista, un medico specialista in anestesia e rianimazione, un medico specialista in medicina palliativa, un medico specialista in psichiatria, uno psicologo e un infermiere. I componenti sono nominati con decreto del presidente del consiglio, il quale nomina fra essi il presidente, il vicepresidente e il segretario. I componenti durano in carica cinque anni con possibilità di rinnovo per due volte anche non consecutive. L’ufficio di componente del comitato nazionale è gratuito”.

La bozza prevede anche che l’Agenas istituisca un osservatorio per l’esame dei progetti delle regioni sulle cure palliative e invia una relazione annuale al presidente del Consiglio, al ministero della Salute e ai presidenti di Camera e Senato nella quale indica anche le regioni che non hanno presentato il progetto di potenziamento delle cure palliative, anche pediatriche, domiciliari e per ogni patologia. Inoltre i residui delle somme destinate alle regioni per le cure palliative che restino inutilizzati sono restituiti allo Stato e non possono essere usati per finalità diverse.

Festival dell’Argentario, dal 3 al 6 luglio tra mare e storia

Roma, 24 giu. (askanews) – Un palcoscenico unico tra mare e storia, per vivere l’estate all’insegna della cultura e dello spettacolo con uno sguardo alla bellezza del territorio: torna dal 3 al 6 luglio il Festival dell’Argentario che, in questa seconda edizione, proporrà al pubblico quattro serate speciali sempre dal giovedì alla domenica, divise nella doppia location di Porto Santo Stefano e Porto Ercole. Promosso dal Comune di Monte Argentario, fortemente voluto dal sindaco Arturo Cerulli e grazie all’impegno dell’assessora al Turismo, Cultura e Commercio Chiara Orsini, il festival anche quest’anno sarà l’occasione per trascorrere una serata speciale in alcune delle piazze più suggestive del promontorio toscano. Padrone di casa sarà Gigi Marzullo che ogni sera salirà sul palco per accogliere gli ospiti.

Il programma si aprirà giovedì 3 luglio a Porto Ercole, in piazza Santa Barbara, con “Cartoon music at Summertime”, il concerto dei musicisti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia: l’Ensemble di trombe, ottoni e percussioni, fondato e diretto dal Maestro Francesco Del Monte, si esibirà in un repertorio che spazia dall’antico al contemporaneo, passando da Bach a Morricone fino ad arrivare a brani tratti dai Cartoon più amati.

Il 4 luglio tutti a Porto Santo Stefano, in Piazza dei Rioni per accogliere la grande verve comica di Nino Frassica accompagnato dai Los Plaggers, band formata da sei formidabili musicisti: uno show incalzante e divertente, tra concerto e cabaret, in un viaggio emozionante pieno di celebri brani durante il quale il pubblico sarà chiamato a interagire con le stravaganti invenzioni musicali dell’artista siciliano.

Il 5 luglio di nuovo a Porto Ercole con tutta l’energia di “Sapore di Mare”: dopo il successo del musical, scritto e diretto da Maurizio Colombi, Brizzi e Vanzina, arriva la versione estiva dello spettacolo, uno show travolgente in cui gli spettatori saranno protagonisti, ballando e cantando le indimenticabili canzoni degli anni ’60, da Abbronzatissima e Una rotonda sul mare a Nessuno mi può giudicare e Non son degno di te.

Gran finale domenica 6 luglio a Porto Santo Stefano con l’attesissimo concerto di Al Bano: il popolare e amatissimo artista si esibirà in piazza, interpretando alcuni dei suoi successi più famosi e raccontandosi al pubblico.

Il Festival, con la sua valorizzazione della cultura e del territorio, si sposa perfettamente con il Brand Argentario, la cui nascita è stata recentemente annunciata dall’amministrazione comunale di Monte Argentario. Frutto di una visione strategica e realizzato in collaborazione con il prestigioso partner Reply, il nuovo Brand va ben oltre la semplice veste grafica, proponendosi come pilastro per il rilancio turistico e la costruzione di un’identità unitaria in cui riconoscere la ricchezza di Porto Santo Stefano e Porto Ercole abbracciandone al tempo stesso le singole specificità. Fulcro di tutte le future iniziative di promozione e comunicazione del Comune, dalle campane turistiche agli eventi locali, con l’ambizione di consolidare l’immagine dell’Argentario, il diamante del Mediterraneo, il Brand si pone al centro di un rilancio turistico strategico, per intercettare nuovi flussi turistici e fidelizzare quelli esistenti mettendo in risalto l’unicità dell’offerta, ma è anche emblema di un preciso impegno per il futuro, nella volontà di investire in una narrazione coerente e moderna, specchio dei valori del territorio e delle sue potenzialità di sviluppo sostenibile.

Zelensky: "La Russia pianifica operazioni contro altri Paesi europei"

L’Aia, 24 giu. (askanews) – Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la Russia non avrebbe solo Kiev come obiettivo ma “pianifica operazioni contro altri Paesi europei”. Lo ha detto il capo di stato che oggi oltre ai vertici europei e al segretario generale della Nato Mark Rutte ha visto anche il premier olandese uscente Dick Schoof nella sua residenza ufficiale, vicino al summit Nato in corso all’Aia.

Per Zelensky nelle prossime ore si preannuncia un altro bilaterale importante: quello con il presidente Usa Donald Trump che ha già affermato che “probabilmente” tale incontro si terrà davvero.

Padel, azzurri e big mondiali in campo a Palermo fino al 29 giugno

Roma, 24 giu. (askanews) – Palermo accende i riflettori sul Fip Silver Mediolanum Padel Cup, seconda tappa della tournée internazionale che fa parte del circuito professionistico Cupra Fip Tour. L’evento, in programma fino al 29 giugno al Country Time Club di Mondello, metterà in palio – ricorda una nota – 20mila euro di montepremi e punti per il ranking mondiale della Federazione Internazionale Padel.

A rendere spettacolare il tabellone maschile e femminile saranno 25 atleti della top 100, tra cui 10 top 50. In campo nomi di spicco come l’argentino Maxi Sanchez, ex n.1 del mondo e campione mondiale 2021, lo spagnolo Alex ‘Captain America’ Ruiz, attualmente n.17 FIP e campione europeo, oltre all’icona del padel Miguel Lamperti. Spazio anche agli azzurri, con Marco Cassetta, il siciliano Flavio Abbate, Facundo Dominguez, Lorenzo Di Giovanni e Simone Iacovino.

Nel femminile, occhi puntati su Giorgia Marchetti, bronzo mondiale a Doha e testa di serie n.1 in coppia con la spagnola Las Heras. In gara anche Emily Stellato, Giulia Sussarello, e Giulia Dal Pozzo, la 2005 che ha incantato al Major di Roma Roma in coppia con Sara Errani. Tra le rivali internazionali, Marta Talavan (n.41 FIP) con Teresa Navarro (n.55).

Il torneo è un FIP Silver, il terzo livello del circuito dopo Platinum e Gold, e il sesto assoluto se si considera anche il Premier Padel Tour. Il tabellone maschile prevede 32 coppie nel main draw (26+4 qualificate+2 wild card), e altre 32 nelle qualificazioni. Nel femminile, 20 coppie in gara. L’evento, a ingresso gratuito, è il secondo appuntamento del circuito dopo la tappa di Roma. Il Cupra Fip Tour nel 2025 conta oltre 290 tornei in 44 Paesi, con circa 3.600 atleti da 78 nazioni.

Attesa anche per il “Vip ProAm Exhibition” di domenica, che vedrà sfidarsi in campo quattro grandi star del calcio: Dida, Legrottaglie, Amelia e Zaccardo, oggi ottimi giocatori di padel, in una giornata all’insegna di sport e divertimento.

Blanco annuncia "Il primo tour nei palazzetti"

Milano, 24 giu. (askanews) – A pochi giorni dalla release del nuovo singolo “Maledetta rabbia” – su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica per EMI Records Italy (Universal Music Italy) accompagnato dal videoclip su YouTube – Blanco annuncia “Il primo tour nei palazzetti”, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti: Riccardo è pronto a tornare sul palco con uno show estremamente intenso che lo porterà nei palasport di tutta Italia tra aprile e maggio 2026.

Blanco si prepara a portare dal vivo l’energia cruda e la fragilità spietata che caratterizzano la nuova fase del suo percorso musicale inaugurata, con la direzione artistica di Stefano Clessi (Eclectic Music Group), dall’enorme successo di “Piangere a 90” – affermatosi in pochi giorni come il più grande ritorno discografico dell’anno raggiungendo il #1 posto in classifica FIMI/GfK, in classifica radio ufficiale Earone e sulle piattaforme di streaming – e proseguita poi con l’uscita di “Maledetta rabbia”, nuovo singolo dalle sonorità dirette e trascinanti tra energie estive e tempeste interiori.

Dopo la data zero al Palazzo del Turismo di Jesolo (VE) il 17 aprile 2026, “Il primo tour nei palazzetti” arriverà al Nelson Mandela Forum di Firenze il 20 aprile, alla Kioene Arena di Padova il 23 aprile, all’Inalpi Arena di Torino il 25 aprile, al Palazzo dello Sport di Roma il 29 aprile, al Palaflorio di Bari il 2 maggio, al Palasele di Eboli (SA) il 5 maggio, all’Unipol Arena di Bologna l’8 maggio, all’Unipol Forum di Milano l’11 maggio e al Palavitrifrigo di Pesaro il 16 maggio.

I biglietti sono disponibili dalle ore 14:00 di domani, mercoledì 25 giugno, su Ticketone e nei punti vendita abituali.

Cinema, si gira "40 secondi", ispirato alla tragica storia di Willy

Roma, 24 giu. (askanews) – Sono iniziate a Roma, lo scorso 16 giugno, le riprese di “40 secondi”, film ispirato alla tragica vicenda di Willy Monteiro Duarte, il giovane capoverdiano ucciso a Colleferro il 6 settembre 2020 dopo essere intervenuto per difendere un amico durante una lite. In quaranta secondi, la brutalità dell’aggressione fu tale da provocarne la morte.

La vicenda di Willy ha acceso un forte dibattito pubblico sul disagio sociale giovanile e sulla violenza gratuita, portando all’attenzione tematiche come l’integrazione, il rispetto reciproco e la necessità di valorizzare le seconde generazioni nella società italiana. Diretto e scritto da Vincenzo Alfieri, in collaborazione con Giuseppe Stasi, la storia è tratta dal libro “40 secondi. Willy Monteiro Duarte. La luce del coraggio e il buio della violenza” di Federica Angeli, edito da Baldini+Castoldi.

Nel cast ci sono Francesco Gheghi (Familia, Mani nude, Fuori) fresco vincitore del premio Biraghi ai Nastri d’Argento 2025, affiancato da Enrico Borello (La città proibita, Familia, Settembre), Francesco Di Leva (Familia, L’ultima notte d’amore, Nostalgia) reduce dalla vittoria dei David di Donatello e Nastro d’Argento come attore non protagonista, Beatrice Puccilli (Adorazione, Quell’estate con Irène), Sergio Rubini (Leopardi. Il poeta dell’infinito, Felicità, Moschettieri del re – La penultima missione) e Maurizio Lombardi (Pinocchio, Romeo è Giulietta, M – Il figlio del secolo).

Il regista e la produzione hanno scelto di realizzare un attento street casting per selezionare alcuni dei protagonisti, con l’obiettivo di affiancare attori professionisti a volti nuovi — tra cui Giordano Giansanti e Luca Petrini — e restituire così tutta l’autenticità della storia.

Un litigio per un semplice equivoco si trasforma in un pestaggio di una violenza inaudita ai danni di Willy Monteiro Duarte, un ragazzo di 21 anni che, in 40 secondi, viene ucciso. Ispirato a una storia vera, il film ripercorre le 24 ore che precedono il tragico evento, in cui si intrecciano incontri casuali, rivalità e tensioni latenti: un viaggio attraverso la banalità del male che indaga la natura umana e i suoi condizionamenti.

Prodotto e distribuito da Eagle Pictures — la stessa casa di produzione de “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, campione d’incassi al box office, “40 secondi” arriverà nelle sale il 20 novembre. Le riprese si protrarranno per sette settimane e si svolgeranno a Roma e dintorni.

Fed, Powell ribadisce orientamento a non tagliare tassi sul dollaro

Roma, 24 giu. (askanews) – Nonostante le crescenti pressioni -accompagnate anche da insulti personali – da parte del presidente Usa Donald Trump, il numero uno della Federal Reserve, Jerome Powell ribadisce l’orientamento a non tagliare i tassi di interesse. “Al momento siamo ben posizionati per aspettare e apprendere di più, sulla probabile dinamica dell’economia, prima di prendere in considerazione qualsiasi aggiustamento alla nostra linea”, afferma nel testo introduttivo della sua audizione semestrale al Congresso.

Il documento, anticipato dalla Fed rispetto all’audizione che inizierà alle 16 italiane, ricalca la formula con cui da mesi il presidente della Banca centrale Usa segnala l’orientamento a mantenere i tassi di interesse fermi a una forchetta (abbastanza elevata) del 4,25-4,50%.

Da settimane Trump tempesta la Fed di richiami a tagliare i tassi. Negli ultimi giorni sono emerse posizioni divergenti nel direttorio (Fomc), la vicepresidente Michelle Bowman e un altro esponente si sono detti aperti a un taglio dei tassi a luglio.

Nato, Conte: stanno disegnando un futuro che minaccia speranza

L’Aia, 24 giu. (askanews) – “Grazie per la risposta al mio appello pubblico. Siamo circa 50 o più movimenti politici e partiti rappresentati qui, per dire che esiste una soluzione alternativa alla soluzione univoca che i nostri governi ci propongono all’interno dell’Unione Europea e nella Nato”, in quel “Summit Nato a qualche chilometro di distanza da qui”. Lo ha affermato il presidente del M5s Giuseppe Conte nel suo intervento all’iniziativa della delegazione M5s al parlamento europeo “No Rearm, No War”, in corso in una sala del parlamento olandese all’Aia.

“E’ davvero coinvolgente – ha proseguito Conte – vedere così tante persone, voci, che provengono da diverse parti dell’Europa, uniti da una missione comune in questa epoca di incertezza. Un giorno, quando i nostri bambini ci chiederanno dov’eri quando la Nato rubava il nostro futuro, potremmo rispondere ‘noi eravamo a L’Aia’. Quando i nostri bambini chiederanno ‘dov’eri quando è iniziata la guerra tra Israele e l’Iran’, possiamo rispondere ‘noi eravamo a L’Aia a dimostrare per la pace’. Quando ci chiederanno ‘dov’eravate quando il popolo palestinese veniva massacrato’, possiamo rispondere ‘noi eravamo a L’Aia a denunciare il genocidio di Gaza”.

“I nostri bambini possono essere orgogliosi di noi – ha sottolineato il leader del M5s -. Noi non siamo supportati da multinazionali potenti, lobby o imperi mediatici. Quello che noi abbiamo sono i nostri ideali, le nostre convinzioni e l’auspicio verso un futuro più roseo e pacifico. Ma dobbiamo essere chiari: a pochi chilometri di distanza da qui, nel quartiere generale della Nato, stanno ridisegnando un futuro che minaccia di distruggere questa speranza”.

Attacchi russi contro aree residenziali in Ucraina, morti a Kherson

Roma, 24 giu. (askanews) – Quattro persone sono state uccise e altre cinque sono rimaste ferite durante la notte in seguito ad attacchi russi contro aree residenziali e infrastrutture critiche nell’oblast di Kherson, nell’Ucraina meridionale. Lo ha annunciato il capo dell’amministrazione militare dell’oblast, Oleksandr Prokudin.

Da allora, altri attacchi russi in un quartiere di Kherson hanno ferito sei persone, tre uomini e tre donne, ha annunciato l’amministrazione militare dell’oblast su Telegram.

Duello a distanza Meloni-Schlein, ironia premier su Conte

Roma, 24 giu. (askanews) – Come fatto ieri alla Camera, Giorgia Meloni si presenta al dibattito in Senato versione (parzialmente) ‘moderata’. “Non risponderò alle provocazioni, ad alcune falsità” perché “questo è il tempo in cui bisogna provare a ragionare il più possibile insieme”, premette prendendo la parola nella replica dopo la discussione sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo. Dunque non risponde a Matteo Renzi, che le pone 4 domande, si limita a qualche ironia nei confronti di Giuseppe Conte, risponde argomentando a Graziano Delrio del Pd.Ma proprio con la segretaria Dem sembra già incrinarsi la tregua seguita alla telefonata che hanno avuto nei giorni scorsi. E’ proprio Elly Schlein che, a distanza, la attacca, contestando la ‘visione’ della difesa affermata dalla presidente del Consiglio.

“La penso come i romani: si vis pacem para bellum. Quando ti doti di una difesa non lo fai per attaccare qualcuno. Se si hanno sistemi di sicurezza e difesa solidi si possono più facilmente evitare dei conflitti”, dice la premier in un passaggio del suo intervento a Palazzo Madama. Parole che suscitano il sarcasmo di Schlein: “A Giorgia Meloni – scrive in una nota – vorrei dire che rispetto a 2000 anni fa il mondo ha fatto dei passi in avanti nella risoluzione delle controversie. Preparare la guerra, come pensa lei, è il contrario di quello che serve e vuole l’Italia. Alla presidente del Consiglio dico, se vogliamo la pace, prepariamo la pace”.

In Aula è soprattutto Matteo Renzi che cerca di mettere pressione a Meloni ponendole quattro domande: “Se davvero, come dice, l’Italia conta di più perché la Germania ha tolto l’Italia dalla partnership strategica che aveva e l’ha sostituita con la Polonia nel patto di coalizione? Perché il 16 maggio non ha partecipato all’incontro a Tirana con Germania, Francia e Polonia in collegamento con Trump? Ha detto che si discuteva di mandare soldati, è stata smentita da Macron e Tusk. Ci ha raccontato che siete il ponte con Trump, e allora perchè non ci hanno informato dell’attacco all’Iran? I tedeschi e gli inglesi sono stati informati, lei dice di essere stata svegliata di notte. Da Trump o da Fazzolari?” E infine la “domanda delle domande: perché si spiano i giornalisti? Perchè non ha chiamato Roberto D’Agostino e Francesco Cancellato (direttore di Fanpage, ndr) per scusarsi? In un Paese civile non si spiano i giornalisti”. Alle domande del leader di Iv, però, nella replica Meloni non dà risposta. “Si è avvalsa della facoltà di non rispondere, per me è un riconoscimento fantastico – gongola il leader di Iv -. Quando si ha paura della verità si fugge”.

Qualche punzecchiatura Meloni la riserva al Movimento 5 stelle e al suo leader Giuseppe Conte, oggi a L’Aja per una manifestazione contro le politiche di riarmo. “La senatrice M5s Elisa Pirro ha ragione: io vorrei essere Conte. Invece sono Meloni: nella vita non si può sempre essere fortunati”, ironizza, per poi accusare l’ex premier. “A Giuseppe Conte che ha detto che lui non ha firmato l’impegno per il 2% delle spese di difesa dico che una firma è una firma, quella firma è stata messa, io sono d’accordo con quell’impegno che aveva assunto. Poi se Conte ha firmato impegni senza rispettarli dico che non è il mio modo di fare ed è quello che per lungo tempo non ha fatto percepire l’Italia come una nazione affidabile e io voglio che l’Italia sia una nazione affidabile”. A stretto giro, dall’Olanda, arriva la replica : “Meloni il salario minimo non lo vuole, abbiamo fatto aumentare la povertà perché ha fatto cassa sui poveri, abbiamo 5 milioni e 750 mila poveri assoluti, abbiamo 3 milioni e 600 mila lavoratrici e lavoratori sottopagati. Oggi dice ‘io sono ben orgogliosa, amici cari, di rappresentare una nazione che vuole triplicare la spesa al 5% del Pil’. Ma questa è una follia, è una follia perché lo fa sulle spalle degli italiani. Lei persegue l’ideologia delle armi, della legge, dell’ordine, però sulla pelle degli italiani che soffrono”.

Al termine la premier è andata al Quirinale per il consueto pranzo con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella prima dei summit europei. Poi la partenza per il vertice Nato dell’Aja, dove stasera arriva anche Donald Trump.

SalinaDocFest, in arrivo Oliver Stone, Jeremy Irons, Sinéad Cusak

Roma, 24 giu. (askanews) – Al via dal 15 al 20 luglio a Salina (Isole Eolie), per la prima volta in periodo estivo, la XIX edizione del SalinaDocFest – ingresso gratuito fino a esaurimento posti – che tornerà a portare sull’isola eoliana il meglio del documentario narrativo internazionale con la direzione artistica della sua fondatrice, Giovanna Taviani e con Giulia Giuffré presidente. Un festival nato nel cuore del Mediterraneo con la vocazione di raccontare storie vere attraverso lo sguardo del cinema d’autore, creando ponti tra realtà e immaginario, tra territori e linguaggi, tra parole e immagini. Anche quest’anno il festival si prepara ad accogliere ospiti, registi, musicisti, scrittori e produttori in un calendario fitto di proiezioni, incontri, premi, ma anche concerti, presentazioni di libri e mostre artistiche che celebrano il dialogo tra le Arti.

Un festival sempre più internazionale, che ospiterà a Salina star come Oliver Stone e Jeremy Irons, Sinéad Cusak, Lunetta Savino, Ascanio Celestini, Daniele Ciprì, Agostino Ferrente, ma anche scrittrici come Lidia Ravera e Silvia Bizio, musicisti come Giuliano Taviani e Carmelo Travia, I Patagarri e Pietra Montecorvino.

Il tema scelto per questa edizione è Nuove Parole / Nuove Immagini, un invito a riscoprire l’autenticità e la profondità del linguaggio nell’era digitale e del rumore. “Ogni anno – ha sottolineato Giovanna Taviani – il nostro vocabolario perde più di tremila parole: se non c’è nessuno che ascolta, la parola cade nel vuoto, diventa unidirezionale, perde di significato. Una vera e propria emorragia vocale, che ci sta togliendo la parola e privando di una memoria collettiva. La perdita del linguaggio implica sempre come conseguenza la perdita del mondo e il tema delle parole riguarda anche le immagini che, saturate, decontestualizzate, private di un referente hanno smesso di dirci qualcosa sul mondo in cui viviamo, non creano più empatia. Tutti parliamo il linguaggio delle immagini, ci navighiamo dentro, le produciamo. Eppure pochi di noi ne conoscono la grammatica. Un vero e proprio paradosso”.

Tra le novità del festival, la sezione I Mestieri del Cinema, con un focus sulle professioni che stanno dietro alla costruzione di un documentario (dal montaggio alla colonna sonora), e il Manifesto “Il Cinema come Mestiere dell’Immaginario – Per il Diritto di Cittadinanza allo studio del linguaggio audiovisivo nelle scuole”, firmato da Giovanna Taviani e SalinaDocFest, che sarà presentato in un incontro pubblico sabato 19 luglio. Il manifesto prende spunto dal libro Il cinema, l’immortale (Giulio Einaudi Editore, 2022) del regista Daniele Vicari, primo firmatario dell’iniziativa, che riflette su come siamo entrati nell’era digitale senza gli strumenti per decifrarne il linguaggio, così come, nel dopoguerra, i nostri nonni impararono a parlare la lingua orale della televisione senza saperla né leggere né scrivere.

Ci saranno gli incontri con gli autori, occasione di dialogo diretto tra pubblico e protagonisti del cinema, della scrittura e dell’immaginario contemporaneo. Al Caffè del Festival, al Rapa Nui Resort di Santa Marina Salina, si alterneranno figure come Oliver Stone, che converserà con Silvia Bizio sul suo libro Cercando la luce, e Maricetta Lombardo e Clarissa Cappellani, che condivideranno le proprie esperienze sul suono e sulla fotografia nel documentario. Daniele Ciprì e Nicolò Massazza approfondiranno invece il confine tra realtà e finzione nell’immagine contemporanea, mentre Silvia Bizio, Luciana Capretti e Lidia Ravera presenteranno le loro ultime pubblicazioni. Al Wine Bar Ravesi di Malfa, affacciato sulla baia di Punta Scario, si terranno gli Incontri.doc con Ascanio Celestini e Agostino Ferrente, mentre la terrazza del Porticciolo turistico ospiterà gli appuntamenti dell’Enocinema, tra degustazioni e racconti d’autore, in collaborazione con alcune delle più importanti aziende vinicole eoliane.

Come ogni anno, il SalinaDocFest premia il talento, l’impegno e la capacità di raccontare il reale attraverso lo sguardo autoriale. Sei opere selezionate tra le più originali e significative della stagione documentaria concorreranno quest’anno ai tre premi principali del SalinaDocFest: il Premio Palumbo al miglior documentario, il Premio MediaFenix per il miglior montaggio e il Premio Signum del Pubblico. Le opere selezionate sono Il cassetto segreto di Costanza Quatriglio, un dialogo tra la memoria familiare e quella collettiva che prende forma attraverso l’archivio e il sentimento; Fratelli di culla di Alessandro Piva, un’esplorazione su una pagina dimenticata della storia sociale italiana, quella dei brefotrofi; No More Trouble di Tommaso Romanelli, un’indagine sul vuoto lasciato dalla scomparsa del padre, Andrea, ingegnere e velista, disperso in mare durante una traversata atlantica; L’occhio della gallina di Antonietta De Lillo, un’autobiografia in forma filmica che ripercorre due decenni di lotta e marginalizzazione nel cinema italiano, attraverso archivi personali e battaglie artistiche e legali; Real di Adele Tulli, un’esperienza visiva che ci immerge nell’iperconnessione digitale, interrogando in modo poetico il rapporto tra realtà e virtualità, tra tecnologia e identità umana; Tineret di Nicolò Ballante, la storia di un ragazzo moldavo nella periferia romana, costretto a crescere troppo in fretta tra sogni musicali e responsabilità familiari.

Ai riconoscimenti storici del Concorso Internazionale si affiancano i premi speciali, assegnati a figure di primo piano del panorama culturale. Oliver Stone riceverà il Premio Gruppo Arena, mentre Jeremy Irons sarà insignito del Premio Irritec per il suo attivismo civile e ambientale. Sinéad Cusack sarà premiata con il Lady Wilmar per la sua visione artistica al femminile, mentre il Premio Pistì andrà a Lunetta Savino per la sua intensa interpretazione in Diamanti. Il regista Agostino Ferrente riceverà il Premio Howden Assimovie per la forza musicale e corale del suo cinema. Il Premio Ravesi sarà assegnato ad Ascanio Celestini per Poveri Cristi, opera che fonde parola e immagine con urgenza poetica, e Lidia Ravera sarà insignita del Premio “Nuove Parole / Nuove Immagini”, in sintonia con il tema centrale dell’edizione.

Figari International Short Film Fest, premi a Cura Sana e Playng God

Roma, 24 giu. (askanews) – Si è chiusa la 15esima edizione del Figari International Short Film Fest a Golfo Aranci, festival tra i più rilevanti per il cortometraggio e punto di riferimento per l’industria audiovisiva a livello nazionale e internazionale.

“Dopo qualche giorno per rimettere insieme le idee e poter riposare un minimo, posso chiudere ufficialmente un’edizione che segna un momento decisivo per il Figari International Short Film Fest – ha detto Matteo Pianezzi, direttore e fondatore del festival – confermando la sua vocazione internazionale e la sua centralità come spazio di riflessione e scoperta. La qualità dei film selezionati e la presenza di autori, talenti e ospiti di rilievo hanno reso questa edizione un punto di riferimento per chi considera il cinema ancora un linguaggio necessario, vivo e capace di interrogare il presente”.

Tra i 30 film in concorso, proiettati durante le serate, sulle spiagge di Cala Sassari e Cala Moresca e sul lungomare di Golfo Aranci, ad aggiudicarsi i premi come Miglior Corto Internazionale e di Animazione, assegnati entrambi dalla giuria di qualità composta dagli attori Sara Lazzaro (“Doc-Nelle tue mani”,”Call My agent- Ita”, “La legge di Lidia Poet”), Paolo Camilli (attore, comedian e content creator, tra le altre cose anche in “The White Lotus”) Andrea Dodero (“Non odiare”, “The good Mothers” “Blocco 181”, “Gangs of Milano”) e dalla giornalista Chiara Del Zanno (Fabrique du cinèma, Rolling Stone) sono stati rispettivamente “Cura Sana” di Lucia G. Romero, già vincitore dell’orso di cristallo a Berlino, e “Playng God” di Matteo Burani. Due le menzioni speciali assegnate ad altrettanti titoli internazionali “Caught in 4K” delle registe Adriana Mrnjavac, Nicole Stigler e “The man who could not remain silent” del croato Nebojsa Slijepcevic.

Tra i titoli regionali e nazionali giudicati invece da Martín Cuesta (film programmer e critico spagnolo, curatore presso il Condeduque Contemporary Culture Centre di Madrid) e Kenan Music (regista e produttore bosniaco, direttore del Sarajevo Youth Film Festival) hanno vinto rispettivamente come Miglior Corto Regionale “Una faccia da cinema” di Alberto Salvucci, qui alla sua anteprima mondiale, e Miglior corto Nazionale “Majoneize” di Giulia Grandinetti, già in lizza anche ai David di Donatello, la quale si è aggiudicata anche l’Audience Award ossia il premio della giuria popolare.

Il Premio France Tv, corrispondente all’acquisto e alla distribuzione televisiva di uno dei corti in concorso, è andato invece a “The Shell” di Giuseppe Lauri. Il Premio WeShort è stato assegnato a “Marcello” di Maurizio Lombardi.

Ottimi i riscontri anche per il Market, sezione industry del festival che ha ospitato pitch, incontri B2B, presentazioni di progetti in sviluppo e panel formativi, come ha spiegato Pianezzi: “Sul fronte del mercato, i risultati sono stati straordinari: sono nate nuove alleanze sul fronte balcanico e con piattaforme di streaming e si è consolidato un asse produttivo che unisce Italia, Spagna e Sud America, un percorso concreto e strutturato che guarda al futuro con ambizione e responsabilità. In un contesto in cui la cultura – e in particolare il cinema – in Italia appare sempre più sotto attacco, marginalizzata da logiche estranee al suo valore intrinseco, il Figari International Short Film Fest ed il suo Market si confermano un avamposto culturale, un luogo di resistenza, di innovazione e di visione”.

Tra le presenze istituzionali di quest’anno, i gemellaggi con due importanti realtà italiane, il Torino Short Film Market (ShorTo), e Sentiero Film Lab entrambe coinvolte attivamente nell’edizione, e quello internazionale con il Sarajevo Youth Film Festival (OFF Sarajevo), tra i più attivi eventi europei dedicati ai giovani autori, rappresentato dal direttore Kenan Music. Rinnovata inoltre la collaborazione con WeShort, piattaforma internazionale di cinema breve, che ha presentato un progetto in anteprima assoluta realizzato in collaborazione con la star del cinema horror Eli Roth.

Nato, Meloni: spesa al 5% carico di responsabilità ma sostenibile

Roma, 24 giu. (askanews) – Oggi questo governo “si assume la responsabilità di ritenere che sia arrivato il tempo di occuparci adeguatamente della nostra difesa e della nostra sicurezza. Come dicevo ieri citando Margaret Thatcher, non è che i nostri valori si difenderanno da soli” perché “sono cause giuste”, potremo difenderli solo “se noi abbiamo una difesa adeguata. E quella difesa secondo me è anche condizione essenziale per garantire e costruire la pace”. Nella replica seguita al dibattito nell’aula del Senato in vista del Consiglio Ue di giovedì e venerdì, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dato ampio spazio ai temi che saranno discussi, oltre che al Consiglio Ue, anche al summit della Nato che si è aperto ufficialmente questa mattina all’Aia, nei Paesi Bassi, e che questa sera – dopo il consueto pranzo di lavoro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale – la vedrà impegnata, insieme ai capi di Stato e di governo dei Paesi dell’Alleanza atlantica, alla cena offerta dal re Guglielmo Alessandro e dalla regina Maxima al palazzo Huis ten Bosch, residenza ufficiale della famiglia reale dei Paesi Bassi.

La premier ha colto l’occasione di un intervento del senatore dem Graziano Delrio per replicare all’obiezione principale mossa dal Pd in queste settimane sul tema del riarmo Ue, quella secondo cui servirebbe una difesa europea e non rafforzare le difese di singoli stati. “Il sistema di difesa occidentale – ha sottolineato Meloni – è basato sulla Nato. E nella Nato non c’è un esercito della Nato ma ci sono eserciti nazionali che cooperano tra di loro. Io voglio una colonna europea della Nato, ma penso che sarebbe un errore pensare di costruire una difesa europea parallela a quella del sistema Nato. Sarebbe un’inutile duplicazione. Il sistema Nato è un sistema fondato sugli eserciti e sulla difesa nazionale e sulla capacità di cooperare. Poi certo che bisogna saper cooperare molto di più a livello europeo e su questo sono d’accordo”.

In merito all’aumento delle spese per la difesa al 5% del Pil, tema centrale del summit dell’Aia, “ci siamo impegnati – ha spiegato la premier – a rendere il percorso verso quell’aumento sostenibile, flessibile, credibile. L’impegno che i 32 membri della Nato si apprestano ad assumere è un impegno carico di responsabilità, anche alla luce di un contesto molto preoccupante come quello che stiamo vedendo in questi giorni”. “Sappiamo bene che questa esigenza deve inserirsi in maniera sostenibile con tutte le altre priorità del Governo e ritengo che abbiamo raggiunto questo risultato. L’aumento previsto in dieci anni è legato in maniera coerente ai nuovi obiettivi capacitativi che l’alleanza si è data per far fronte alle minacce, non impone alle nazioni percorsi obbligati, prevede una revisione nel 2029 per aggiustarlo, ovviamente anche sulla base delle necessità del futuro e quindi qui” sarebbe il caso “di fare un altro genere di riflessione. Il tema non è solamente ovviamente quanto investiamo, il tema è su che cosa investiamo. Ed lì che va fatta una riflessione perché gli scenari della difesa – ha sostenuto Meloni – stanno cambiando totalmente. In Ucraina i maggiori risultati che sono stati raggiunti dagli ucraini sono stati raggiunti con dei droni che costano 20 mila euro, più o meno. Ci sono nazioni che stanno lavorando sui robot, andiamo verso un tempo nel quale i dati rischiano di essere più pericolosi dei proiettili”, quindi “forse bisogna fare una riflessione seria su quale sia la difesa del futuro prima di rischiare di fare degli investimenti che sono legati a un’idea totalmente superata della difesa e questa è un’altra delle valutazioni che stiamo cercando di condividere con i nostri alleati”.

In ogni caso “negli accordi dei quali stiamo discutendo” in sede Nato, ha proseguito la presidente del Consiglio, “non si parla solo di spese militari ma anche, su spinta italiana, di spese per la sicurezza che significano difesa dei confini, lotta al terrorismo, minacce ibride, minacce cyber, infrastrutture critiche, resilienza, protezione civile, mobilità militare, ma anche innovazione e sviluppo tecnologico”.

Inoltre, in questo complicato quadro storico, secondo la premier, serve un’Alleanza “che sia in grado di allargare il suo orizzonte e particolarmente il fianco sud dell’alleanza che è quello sul quale l’Italia è maggiormente coinvolta e che è la ragione per la quale abbiamo detto anche che devono essere gli Stati membri a definire cosa considerino ‘sicurezza’ per i propri cittadini perché è ovvio che tra l’Italia e un paese baltico lo scenario di cosa sia sicurezza cambia completamente. Ci si deve affidare alla competenza degli Stati nazionali”.

Infine, in tema di industria europea della difesa, rispondendo al senatore del Pd Alessandro Alfieri che le aveva chiesto se l’Italia fosse disposta a comprare meno armi dagli americani in cambio dell’aumento delle spese per la difesa, la premier si è detta convinta che “nel momento in cui noi spendiamo maggiori risorse sulla difesa quelle risorse debbano andare prioritariamente ad aziende italiane. Dopodiché ci sono dei casi nei quali noi abbiamo delle aziende”, come Mbda, “che coinvolgono diversi paesi europei, ma la vera domanda è quanto le aziende italiane ed europee riescano a produrre. Questa è una delle altre materie sulle quali ci stiamo confrontando perché venendo da una situazione nella quale la difesa non è stata la priorità europea, oggi noi abbiamo un problema in questo senso. Quindi io sono favorevole a che le spese siano prioritariamente destinate alle aziende italiane, anche in via esclusiva se abbiamo le aziende che sono in grado di produrre, e quando questo non è possibile allora si lavora con gli alleati. Proprio perché parliamo di alleanza atlantica – ha concluso – credo che si debba avere anche la capacità, quando non siamo diciamo autosufficienti, di lavorare con gli altri”.

Tutti temi che, oltre ai dossier mediorientali e all’Ucraina, saranno affrontati nella riunione del Consiglio Atlantico dei Capi di Stato e di governo, il principale organo decisionale politico della Nato, in programma domani dalle 10,30 al World Forum Convention Centre dell’Aia.

Jazzopen, il celebre festival europeo sceglie Modena: prima ed. italiana

Roma, 24 giu. (askanews) – Dopo trent’anni di successi in Germania, jazzopen, uno dei festival musicali più importanti d’Europa, sceglie Modena per la sua prima attesissima edizione italiana. Dal 13 al 18 luglio 2026, il cuore della città emiliana si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto, pronto ad accogliere grandi nomi della musica internazionale e migliaia di appassionati in arrivo da tutta Italia e dall’estero. Nato a Stoccarda sotto la direzione artistica di Jürgen Schlensog, jazzopen è diventato nel tempo un punto di riferimento tra i grandi festival estivi europei, grazie alla sua formula vincente “Jazz and beyond” che abbraccia una vasta gamma di generi, dal jazz classico a quello più contaminato, fino ad arrivare al pop al soul e al rock. Ogni luglio, il cuore della città tedesca si trasforma in una grande arena musicale, con un pubblico che raggiunge le 60.000 presenze e un programma che spazia dal jazz alle sonorità mainstream. Anno dopo anno artisti del calibro di Christina Aguilera, Bob Dylan, Lionel Richie, John Legend, Lenny Kravitz e Sting si sono mescolati a leggende del jazz come Herbie Hancock, Marcus Miller, Gregory Porter, Dianne Reeves e Dee Dee Bridgewater. Nel 2026, per la prima volta, questo straordinario e consolidato modello culturale sbarcherà in Italia con jazzopen Modena, organizzato da jazzopen Italia, sempre sotto la direzione di Jürgen Schlensog, in collaborazione con premium sponsor come il Museo Enzo Ferrari, System Ceramics (Gruppo Coesia), Mastercard e SIXT, il sostegno di sponsor come STIHL, Dürr e il supporto del Comune di Modena e della Regione Emilia-Romagna. Due luoghi simbolici del centro storico diventeranno altrettanti palchi d’eccezione: l’affascinante Piazza Roma, di fronte al maestoso Palazzo Ducale, sarà il fulcro del festival, mentre il Giardino Ducale Estense ospiterà gli “Open Stages”, concerti gratuiti dedicati ai giovani talenti. “Siamo molto felici e orgogliosi che jazzopen abbia scelto Modena, tra altre città prese in esame, come sede in cui svolgere il festival gemello di quello di Stoccarda – afferma il Sindaco di Modena Massimo Mezzetti – e stiamo già lavorando intensamente per il primo appuntamento del 2026. Questa città, con un centro storico che accoglie i visitatori come un caldo abbraccio, saprà essere il luogo perfetto per un festival europeo di grande prestigio. Modena e l’Emilia-Romagna in questo modo si preparano a fare un netto salto di qualità nell’ambito dell’offerta culturale ed è per questo che possiamo contare con grande soddisfazione sul sostegno della Regione. Così come è importante che questo accada anche in dialogo con grandi aziende come Ferrari e il suo Museo, System Ceramics e altri autorevoli partner che interpretano in modo moderno il proprio sostegno al territorio”.

“L’arrivo di jazzopen a Modena rappresenta un riconoscimento straordinario per l’Emilia-Romagna e la sua vocazione culturale – dichiarano Roberta Frisoni, Assessora a Turismo, Commercio e Sport e Gessica Allegni, Assessora a Cultura, Parchi e Forestazione, Tutela e valorizzazione della biodiversità, Pari opportunità della Regione Emilia-Romagna. Questo prestigioso festival europeo ha scelto il nostro territorio per il suo debutto italiano, valorizzando luoghi simbolici come Piazza Roma e il Giardino Ducale Estense. Il sostegno della Regione a questa iniziativa nasce dalla consapevolezza che eventi di tale calibro sono un volano fondamentale per lo sviluppo turistico e culturale, capace di attrarre visitatori da tutta Europa e di creare sinergie virtuose tra cultura, turismo e imprenditoria locale”. Un grande evento reso possibile anche grazie a partner di grande importanza, a partire da alcuni nomi rilevanti del territorio emiliano che saranno premium sponsor dell’evento come il Museo Enzo Ferrari di Modena: importante destinazione turistica della città, costruito accanto alla casa natale del Fondatore del brand del Cavallino Rampante, luogo molto caro ai modenesi e a tutti gli appassionati di Ferrari. Benedetto Vigna, CEO della Ferrari, ne è certo: “jazzopen sarà un’ulteriore attrazione per Modena e la regione, all’altezza degli standard qualitativi della nostra azienda”. Come System Ceramics, società del Gruppo Coesia, leader internazionale nelle soluzioni per l’industria ceramica. “Siamo entusiasti di sostenere un evento di questa portata, un volano economico per il nostro territorio e un’occasione per valorizzarlo ancora una volta in tutto il mondo”, commentano Alessandro Parimbelli, CEO del Gruppo Coesia e Luca Bazzani, CEO di System Ceramics. Come Mastercard, Luca Corti, Country Manager Italia di Mastercard, afferma: “Le passioni guidano sempre più la scelta delle esperienze che sono in cima alla classifica delle persone, con un crescente desiderio di assistere ad eventi indimenticabili in luoghi iconici. In Mastercard siamo da sempre vicini alle passioni dei consumatori impegnandoci a creare per loro esperienze priceless. La musica, con la sua forza evocativa, è un linguaggio universale che unisce le persone, per questo siamo entusiasti di far parte di jazzopen Modena”. E come SIXT, il partner di mobilità del festival, uno dei principali fornitori mondiali di servizi di mobilità di alta qualità, capace di offrire un’offerta unica e integrata di mobilità premium. A credere in jazzopen anche altre due aziende tedesche come STIHL e Dürr, a conferma del ponte culturale ed economico tra l’Emilia e il Baden-Württemberg. jazzopen è un festival indipendente che si finanzia attraverso la vendita dei biglietti e con sponsorship di rilievo. “Il nostro progetto è diventato, negli ultimi anni, così stabile e di successo che siamo pronti per il lancio europeo. L’ambiente a Modena è perfetto. La città ci accoglie a braccia aperte e abbiamo trovato partner importanti” – commenta Jürgen Schlensog. Per la prima edizione modenese si attendono oltre 30.000 visitatori. La line-up ufficiale sarà svelata entro la fine dell’anno.

Motogp, Marquez ringrazia Tardozzi: "Difende i piloti Ducati"

Roma, 24 giu. (askanews) – “I fischi sono qualcosa che non possiamo controllare, che non posso controllare, ma apprezzo e ringrazio Davide Tardozzi per il suo gesto. Lui, alla fine, in questo caso sta difendendo me, ma sta difendendo anche i piloti Ducati”. Dopo i fischi ricevuti al Mugello, Marc Marquez torna sull’accaduto coinvolgendo nella discussione anche Davide Tardozzi. Il direttore sportivo, ai fischi in direzione dello spagnolo della Ducati nella SR, si era molto arrabbiato urlando ai fan di fare silenzio. “Zitti, state zitti. È rosso”, gridò Tardozzi, mostrando la maglia con i colori sociali della Casa di Borgo Panigale. “Potrei essere io, potrebbe essere Pecco Bagnaia, o Enea Bastianini e Jack Miler nel passato… È davvero un ottimo team manager e mi ha difeso. Ha sostenuto anche coloro che tifavano per Pecco. Perché alla fine della giornata è anche bello, ed è stato bello per gli altri corridori, che con l’eroe locale, che è Pecco qui, abbiano cantato il suo nome. È una bella cosa”. “Potrei essere io, potrebbe essere Pecco Bagnaia, o Enea Bastianini e Jack Miler nel passato… È davvero un ottimo team manager e mi ha difeso. Ha sostenuto anche coloro che tifavano per Pecco. Perché alla fine della giornata è anche bello, ed è stato bello per gli altri corridori, che con l’eroe locale, che è Pecco qui, abbiano cantato il suo nome. È una bella cosa”.

Al Social World Film Festival Matt Dillon e "Professione Press Agent"

Roma, 24 giu. (askanews) – Sarà presentato al Social World Film Festival, Mostra Internazionale del Cinema Sociale, di Vico Equense (Na), “Professione Press Agent: manuale di sopravvivenza. Comunicare cinema, fiction e star tra errori, aneddoti e successi”, il primo libro in Italia sulla comunicazione dello spettacolo (edito da Les Flaneurs) di Pierluigi Manzo, ufficio stampa per cinema e tv da oltre vent’anni. Dopo la presentazione, venerdì 27 giugno alle ore 16 al cinema Aequa di Vico Equense, ci sarà un incontro con Matt Dillon. L’attore, candidato all’Oscar per il film “Crash – Contatto fisico”, introdurrà anche la proiezione, alle ore 21, di uno dei suoi successi più amati: “Tutti pazzi per Mary”.

“Professione Press Agent: manuale di sopravvivenza”, attraverso esempi pratici, ricordi, considerazioni, prova a tracciare una metodologia di lavoro per questa professione, spiegando, ad esempio, come scrivere un comunicato stampa, gestire un’intervista, un red carpet o una conferenza e trovare le strategie migliori per conquistare gli spazi sui media. Consigli su come rapportarsi coi giornalisti e gli artisti, come comportarsi nelle situazioni più complesse e gestire il proprio self control, rispettare certe regole, per la maggior parte non scritte e imparare pian piano i “trucchi del mestiere”. Insomma, come districarsi e sopravvivere nel dietro le quinte del mondo dello spettacolo, in cui si mescola la finzione scenica di un film o di uno show con le singole realtà di chi ci lavora, che alterna le logiche aziendali con quelle della “fabbrica dei sogni”.

Pierluigi Manzo è ufficio stampa di spettacolo da più di vent’anni. Approdato a Roma, ha iniziato il suo percorso professionale nel team del canale Studio Universal, per passare pochi anni dopo alla libera professione. Nella sua carriera ha curato la comunicazione di oltre 200 titoli per il cinema e la tv, collaborando con le più importanti produzioni, distribuzioni e broadcast televisivi. Ha gestito le press PR in alcuni tra i più noti festival cinematografici e l’immagine di molti artisti italiani e star internazionali durante i loro tour in Italia. È docente, in materia di ufficio stampa, per la 24ORE Business School. Insieme ad Alessio Piccirillo, a cui si è poi unito Antonino Scalzo, ha fondato il team di comunicazione ManzoPiccirillo.

A Napoli Albergo dei Poveri diventa hub innovazione tecnologica

Napoli, 23 giu. (askanews) – Presso il Real Albergo dei Poveri di Napoli sono stati inaugurati i laboratori della Casa delle Tecnologie Emergenti Infiniti Mondi: quattro le aree dedicate alle imprese creative e culturali e al mondo dell’artigianato, per sperimentare, innovare e accrescere la competitivit dei propri prodotti. Pi di 1.200 metri quadrati riqualificati e attrezzati con sistemi all’avanguardia ospitano ora laboratori su Metaverso, Gaming, Storytelling Digitale e Web 3.0.

“Sicuramente un giorno importante, si aprono i laboratori del nostro progetto sull’innovazione tecnologica all’Albergo dei poveri, quindi, laboratori che vedono coinvolti, insieme al Comune di Napoli, MedITech, il sistema delle universit e tante imprese sulla creativit, sull’innovazione tecnologica, sull’impresa legata ai beni culturali. Questo – ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi – un pezzo del progetto dell’Albergo dei poveri di riqualificazione dove, insieme alla nuova sede del Mann e dell’universit, alla grande biblioteca pubblica, ci sar anche spazio per l’innovazione, per gli incubatori d’azienda, per tutta quella che la filiera creativa. Quindi, un momento significativo”.

I laboratori sono nati nell’ambito del progetto finanziato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy con il bando Casa delle Tecnologie Emergenti per il supporto alle tecnologie 5G.

Per Maria Grazia Falciatore, capo di gabinetto del Comune di Napoli ” una giornata molto, molto importante perch stiamo lavorando da tre anni su Case delle Tecnologie emergenti e da tre anni e mezzo stiamo lavorando all’Albergo dei poveri e alla piena valorizzazione dell’identit napoletana e, quindi, questa declinazione di identit, tradizione e innovazione oggi trova uno spazio fisico e altamente tecnologico a servizio della citt”.

Ad arricchire l’offerta per le imprese il laboratorio dedicato alle tecnologie Quantum, situato presso il Centro di Competenza Meditech, partner del progetto: “Innanzitutto l’obiettivo quello di creare la cultura dell’innovazione e della digitalizzazione a Napoli favorendo le imprese su un mercato totalmente nuovo che quello dell’industria creativa e culturale che sono sicuramente il fuoco su cui la strategia del Comune di Napoli punta – ha commentato Angelo Giuliana, direttore del progetto Infiniti Mondi Casa delle Tecnologie emergenti -. L’artigianato uno di questi, la valorizzazione del Made in Italy. In questo luogo, noi vogliamo restituire alla citt un laboratorio permanente per permettere alle aziende, agli artigiani e a tutti gli operatori del settore cultura di venire a sperimentare tecnologie innovative”.

L’evento ‘Infiniti Mondi: accelerare l’impresa, valorizzare il talento’ ha offerto un’occasione di confronto attorno ai temi dell’innovazione tecnologica applicata al Made in Italy, alla creativit e all’artigianato.

Schlein a Meloni: se vogliamo pace, prepariamo pace non guerra

Roma, 24 giu. (askanews) – “A Giorgia Meloni vorrei dire che rispetto a 2000 anni fa il mondo ha fatto dei passi in avanti nella risoluzione delle controversie. Preparare la guerra, come pensa lei, è il contrario di quello che serve e vuole l’Italia. Il nostro Paese deve impegnarsi per costruire la pace, per la risoluzione pacifica dei conflitti attraverso il dialogo e il multilateralismo. Tutto ciò che ci ha consentito di vivere senza guerra dalla caduta del nazifascismo”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, replca alle parole della premier in Senato.

“Io la penso come i Costituenti che nella Carta Costituzionale hanno scritto che ‘l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali’. Alla presidente del Consiglio dico, se vogliamo la pace, prepariamo la pace”, ha concluso Schlein.

Fa molto caldo (in Italia e in mezza Europa)

Milano, 24 giu. (askanews) – “Ondata di caldo africano su mezza Europa, sino a 40 gradi anche in Italia”. A dirlo è Manuel Mazzoleni di 3bmeteo.com, spiegando che “l’anticiclone subtropicale, nei prossimi giorni, sarà protagonista non solo in Italia ma anche su gran parte dell’Europa centro-meridionale, con anomalie termiche anche oltre i 10-12 gradi tra Iberia, Balcani e Mitteleuropa, tra la fine di giugno e l’inizio di luglio. Per quanto riguarda l’Italia, al Centro-Sud il tempo si manterrà stabile e asciutto per tutto il prosieguo del mese, e con buona probabilità anche nella prima decade di luglio, mentre al Nord, di tanto in tanto, si farà strada qualche temporale, in particolare sui settori alpini”.

“Più nel dettaglio, un primo rapido passaggio è atteso giovedì, specie sulle Alpi e localmente su Prealpi e aree pedemontane centro-orientali. Poi, all’inizio della prossima settimana, nuovi temporali diurni si formeranno ancora su Alpi e Prealpi, riuscendo a tratti a sconfinare anche su parte della Val Padana, risultando localmente anche di forte intensità a causa del gran caldo accumulato nel catino padano” prosegue Mazzoleni, sottolineando che “il gran caldo sarà infatti l’elemento di spicco non solo di questa settimana, ma anche della prossima. Un ulteriore aumento delle temperature è atteso da metà settimana in poi, con valori massimi che al Nord toccheranno i 36/38 gradi in Val Padana; al Centro, specie tra le aree interne di Lazio, Toscana e Umbria, si potranno localmente registrare 38/39 gradi, mentre al Sud sono attesi picchi fino a 39/40 gradi tra Tavoliere e Metapontino”.

“Anche sulle Isole Maggiori non si starà meglio, specie nelle zone interne, dove le massime si spingeranno a tratti fino ai 38/40 gradi” evidenzia il metereologo, spiegando che “a rendere l’idea della lunga e intensa ondata di caldo sono le temperature previste nelle grandi città: per almeno una decina di giorni, a Milano e Torino le massime oscilleranno tra i 33 e i 37 gradi, a Bologna tra i 35 e i 38 gradi, a Firenze tra i 34 e i 39 gradi, a Roma tra i 32 e i 36 gradi, a Foggia tra i 36 e i 40 gradi, a Catania tra i 32 e i 37 gradi”.

“Come sempre, sarà il mix tra umidità e temperature elevate ad acuire la sensazione di afa, con temperature percepite anche superiori ai 40 gradi” aggiunge l’esperto di 3bmeteo, evidenziando che “a questo si aggiungono temperature minime che si manterranno diffusamente oltre i 20 gradi, con il rischio di notti tropicali, specie in città e nei centri abitati”.

“Come accennato, il gran caldo non interesserà solo l’Italia ma molti Paesi del Vecchio Continente: secondo le ultime elaborazioni modellistiche, le anomalie termiche, ovvero la differenza tra i valori misurati e quelli medi di riferimento, già mercoledì toccheranno gli 8/9 gradi tra Francia, Germania, Stati danubiani e Balcani, mentre all’inizio della prossima settimana si potranno registrare surplus anche di 12/15 gradi tra Portogallo, Benelux e Germania, e di 10/12 gradi tra Spagna, Francia, Stati danubiani e Balcani centro-settentrionali”.

Difesa, Meloni: impegno di spesa al 5% è credibile e sostenibile

Roma, 24 giu. (askanews) – “L’aumento al 5% delle spese in difesa che i membri Nato si apprestano ad assumere è un impegno carico di responsabilità in un contesto preoccupante e incerto. Proprio perché sappiamo bene che deve inserirsi in maniera sostenibile con altre priorità ci siamo impegnati per rendere questo percorso sostenibile, flessibile, credibile e credo che abbiamo raggiunto questo risultato”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella replica in Senato a seguito della discussione sulle comunicazioni in vista del Consiglio europeo.

Il target deve essere raggiunto “in 10 anni, non impone percorsi obbligati, prevede una revisione nel 2029. Poi il tema è su cosa investiamo, anche gli scenari della difesa stanno cambiando. In Ucraina maggiori risultati raggiunti con droni che costano 20 mila euro, i dati rischiano di essere più pericolosi dei proiettili, bisogna fare una riflessione seria sulla difesa del futuro prima di fare investimenti basati su un’idea passata di difesa”. Nel piano Nato infatti “non si parla solo di spese militari, si parla anche di spese per la sicurezza che sono più ampie: difesa dei confini, lotta ai trafficanti, resilienza, infrastrutture critiche, sviluppo tecnologico, cybersecurity. La Nato deve cogliere un mondo che sta cambiando e particolarmente ci interessa il fianco Sud, per questo devono essere i Paesi a dire che cosa è sicurezza. Io sono preoccupata da quel che accade nel Mediterraneo e in Libia dove la Russia sta spostando la sua proiezione navale e il lavoro che facciamo con il Piano Mattei è rivolto anche a difendere la sicurezza dell’Italia e della Nato”.

Mps, Banca Akros: nessun grande investitore escluso da collocamento

Milano, 24 giu. (askanews) – “In riferimento all’articolo del Financial Times “Italy’s Monte dei Paschi sale sparks Eu scrutiny after global investors sidelined’, ribadiamo con fermezza ancora una volta che il collocamento è stato condotto da Banca Akros in modo corretto e trasparente, nel rispetto delle norme e delle pratiche che regolano tali operazioni”. Così Banca Akros in una nota in merito alla procedura di vendita del 15% di Mps a Banco Bpm, Anima, Delfin e Caltagirone, dopo l’articolo odierno dell’FT. “Tutti gli ordini sono stati raccolti, registrati e processati allo stesso modo e nessun ordine di acquisto correttamente presentato è stato ignorato – sottolinea Banca Akros -. Questo vale per tutte le centinaia di investitori istituzionali che sono stati invitati e hanno partecipato all’ABB; nessun grande investitore è stato escluso dal processo di offerta come scritto nell’articolo, compresi UniCredit, il fondo petrolifero norvegese e BlackRock”.

“Per questo motivo – prosegue la nota – contestiamo, tra le altre affermazioni inesatte riportate nell’articolo, la citazione secondo cui ‘UniCredit – che ha lottato per acquistare Banco Bpm di fronte all’opposizione del governo – ha piazzato un ordine per acquistare il 10% delle azioni, una quantità significativa che di solito comporta il pagamento di un premio. Quando Banca Akros ha risposto alla chiamata di follow-up, UniCredit si è sentita rispondere che il book era chiuso, secondo quanto riferito da persone che hanno familiarità con la questione’. Questa affermazione è falsa, in quanto nessun ordine di acquisizione di una partecipazione in Mps nell’ambito della procedura ABB è stato inoltrato da UniCredit a Banca Akros”.

Meloni: per me un errore difesa europea parallela a Nato

Roma, 24 giu. (askanews) – In merito alla questione della difesa europea sollevato dal Pd, va ricordato che “il sistema di difesa occidentale è basato sulla Nato ma non c’è un esercito della Nato”, ci sono eserciti nazionali che collaborano e io “penso sarebbe un errore costruire una difesa europea parallela”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, replicando in Senato dopo le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio Ue.

“Certo, si potrebbe cooperare molto di più e su questo sono d’accordo”, ha aggiunto.

Iran, Meloni: tregua violata ma fiduciosi possa tornare negoziazione

Roma, 24 giu. (askanews) – “Lo scenario di stamattina andava nella direzione che auspicavamo e per la quale stiamo lavorando, ora la situazione si è nuovamente complicata. L’Iran ha violato la tregua e Israele potrebbe rispondere con una risposta che si spera possa essere commisurata e simmetrica”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, replicando in Senato dopo le comunicazioni in vista del prossimo Consiglio Ue.

“Ma l’Iran ha anche confermato la volontà di mantenere la tregua, questo potrebbe essere letto come una divisione nello scenario iraniano della quale bisogna tenere conto. La situazione è ancora molto complessa” ma “siamo ancora fiduciosi che si possa andare avanti con una tregua e che dalla tregua si possa tornare a una negoziazioni per la quale l’Italia sta lavorando dall’inizio”.

Iran, Meloni: non risultano italiani coinvolti né tra civili né tra militari

Roma, 24 giu. (askanews) – “Non risultano italiani coinvolti né tra civili né tra i militari” dopo la risposta iraniana ai bombardamenti Usa: “le ambasciate sono in costante contatto con i connazionali”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni replicando in aula al Senato alla discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo di giovedì a Bruxelles.

Meloni ha ringraziato “Tajani per queste giornate particolarmente complesse”. Dopo l’attacco di ieri dell’Ira alle basi Usa in Qatar “ha convocato l’unità di crisi con gli ambasciatori dell’area. Da oggi le ambasciate avranno incontri mirati con gli italiani residenti nel Golfo”.

Nato, fonti: nessuna deroga per la Spagna, a far fede è il comunicato

L’Aia, 24 giu. (askanews) – Gli spagnoli non avrebbero ottenuto alcuna deroga sul 5% di spese da destinare alla difesa, secondo fonti di askanews. A far fede sarebbe il comunicato di una pagina del vertice Nato dell’Aia e non i tweet del premier spagnolo Pedro Sanchez.

In seguito ai serrati negoziati che hanno preceduto il vertice nel documento sarebbero presenti “enormi elementi di flessibilità” oltre alla deroga al 2035 per arrivare al 5% del Pil, il no a incrementi annuali predeterminati, la revisione degli impegni al 2029 e ancora la grande flessibilità dell’1,5% non core difesa.

La flessibilità – precisa la fonte – è sul “come” si intende in maniera sovrana aumentare le spese, ma gli obiettivi restano.

Protesta pacifica davanti al consolato americano a Milano

Milano, 24 giu. (askanews) – Un centinaio di persone hanno partecipato luned sera a un presidio pacifico davanti al consolato americano di Milano. Sotto lo sguardo attento di decine di agenti di polizia, i manifestanti hanno chiesto lo stop alla guerra a Gaza e in Iran. Hanno scandito slogan ed esposto striscioni contro gli Stati Unite ed Israele, ritenuti responsabili dei conflitti in Medio Oriente.

Mps: in Borsa +5,5% con rumors ok Bce a Ops su Mediobanca

Milano, 24 giu. (askanews) – Mps (+5,5%) e Mediobanca (+3%) sotto i riflettori a Piazza Affari dopo le indiscrezioni secondo cui il Consiglio di vigilanza della Banca centrale europea avrebbe dato il via libera all’offerta pubblica di scambio di Siena sull’istituto di piazzetta Cuccia. La decisione, riportata dalla Reuters, attende ora la ratifica formale da parte del consiglio direttivo della Bce, che poi verrà prontamente comunicata dalla banca. Una volta arrivato il via libera, la Consob avrà 5 giorni per approvare il prospetto informativo e poi l’Ops potrà partire entro la prima decade di luglio.

Intanto, come sottolinea anche il Financial Times, la Commissione europea starebbe mettendo sotto la lente l’operazione di cessione del 15% di Mps a Banco Bpm, Anima, Delfin e Caltagirone. “La vendita accende l’attenzione della Ue dopo l’esclusione degli investitori internazionali”, è il titolo di un articolo pubblicato questa mattina. In risposta alle segnalazioni ricevute, la Commissione, si legge, sta ora valutando se la procedura possa essere considerata “un’operazione di mercato equa e aperta al mercato. Questa valutazione preliminare potrebbe portare all’apertura di un’indagine sugli aiuti di Stato, ma non è stata ancora presa alcuna decisione”.

Borse europee in netto rialzo con tregua Israele-Iran, Milano +1,4%



Milano, 24 giu. (askanews) – Borse europee in netto rialzo a metà mattinata, spinte dall’ottimismo per il cessate il fuoco tra Israele e Iran, annunciato dal presidente americano Donald Trump. A Milano il Ftse Mib guadagna l’1,4%, a Francoforte il Dax l’1,9%, a Parigi il Cac40 l’1,3%.

Il petrolio prosegue la sua discesa, innescata bruscamente già ieri dopo la rappresaglia “coordinata” di Teheran contro una base militare Usa in Qatar, con il Brent che si porta sulla soglia dei 68 dollari al barile (-3,5%). In picchiata alla Borsa di Amsterdam il prezzo del gas a 36,4 euro (-10%).

Taormina, Hande Soral e Celeste Dalla Porta tra star dei Nations Award

Roma, 24 giu. (askanews) – Due tra le nuove stelle del cinema italiano e internazionale saranno a Taormina per ricevere il Nations Award 2025 sabato 28 giugno nel Gala di premiazione al Teatro Antico: Hande Soral, attrice turca, protagonista della serie di grande successo “Terra Amara”, e Celeste Dalla Porta, milanese, interprete dell’ultimo film di Paolo Sorrentino, “Parthenope”.

Le due artiste arricchiscono il parterre di nomi già annunciati nei giorni scorsi, i maestri Luc Besson, Terry Gilliam, Emir Kusturica ed Enrico Vanzina: “La XIX edizione del Premio sarà un racconto del cinema tra passato, presente e futuro – sottolineano Michel Curatolo e Marco Fallanca, rispettivamente presidente e direttore artistico dell’evento – grazie alla presenza, da un lato, di grandi firme del grande schermo europeo, dall’altro di interpreti femminili che si stanno distinguendo sulla scena mondiale, apprezzate sia dal grande pubblico che dalla critica”.

Il Gala, condotto dall’attrice Barbara Tabita e dal giornalista Andrea Morandi, vedrà la partecipazione del cantautore siciliano Luca Madonia che proporrà alcuni dei brani più importanti del suo repertorio e omaggerà il maestro Ennio Morricone con la giovane orchestra sicula e il coro vocale ensemble del maestro Paolo Li Rosi. La serata al Teatro Antico avrà inizio alle ore 21, l’ingresso è gratuito, fino ad esaurimento posti: per fare richiesta di biglietti è necessario mandare un’email coi nominativi all’indirizzo ospiti@nationsaward.com.

La XIX edizione dei Nations Award è promossa sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e del Senato della Repubblica, col patrocinio e sostegno di Regione Siciliana, ARS e Parco Archeologico di Naxos, col patrocinio di Comune di Taormina, Città Metropolitana di Messina e Università di Messina. Si svolge in collaborazione con Italferr, Bottega, Zenith S.p.A., LC Energy, 7Seas Med, Sunleonard Energy, Donnalucata, Sicily Outlet Village, Baps, Grand Hotel San Pietro, Hotel NH Collection, Istituto Nazionale Bioarchitettura, Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti Provincia di Messina, Fondazione Architetti Messina, Ordine Ingegneri Messina, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina, Consiglio Notarile di Messina, Confagricoltura Catania, Tourism Bureau Messina e Associazione BIOS.

Hande Soral, nata nel 1987, si è laureata all’Università di Istanbul Bilgi, Dipartimento di Psicologia. Dopo aver iniziato la sua carriera di attrice nel 2008 con “Küçük Kadin”, Soral ha recitato in popolari serie televisive come “Lovebird”, “Yilanlarin Öcü” e “Resurrection: Ertugrul”. La sua interpretazione di Ümit in “Bitter Lands-Terra Amara” le ha portato il riconoscimento internazionale. Ha recitato in numerosi film e serie televisive, come “We’ll Get Back To You” e “My Dead’s Heart”. L’opera teatrale “Dali’s Women” ha segnato il suo debutto teatrale. Con il suo ruolo nella seconda stagione dell’apprezzata serie digitale “Gassal”, ha ottenuto ancora una volta ottime recensioni dal pubblico. Soral e suo marito, l’attore Ismail Demirci, hanno un figlio.

Celeste Dalla Porta, classe 1997, studia danza e teatro-danza con la coreografa americana Julie Anne Stanzak. Nel 2019 si trasferisce a Roma, dove si diploma al Centro sperimentale di Cinematografia. Due anni dopo il diploma, appare nel cortometraggio Cecità di Niccolò Donatini, mentre l’anno successivo è al Festival di Venezia come protagonista della mini-serie Red Mirror, realizzata per Campari. Nel 2020, ancora studentessa, gira una scena di È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, poi tagliata in fase di montaggio. Il regista napoletano si ricorderà di lei quando inizierà la scrittura di Parthenope (2024), film di cui sarà protagonista.