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A Sanremo i Coma_Cose per il loro terzo Festival: “Siamo a casa”

Roma, 5 feb. (askanews) – I Coma_Cose tornano sul palco del Festival di Sanremo (11-15 febbraio 2025) con il brano “Cuoricini” e raccontano cos la loro partecipazione. “Sanremo significa una bella settimana di musica, di spettacolo e di divertimento. Per noi il terzo Festival, conosciamo tutte le persone che ci lavorano, i luoghi, c’ anche un senso di casa, sotto un certo punto di vista. E’ come ritornare sempre in vacanza nella stessa citt di mare, siamo molto contenti. E poi, non c’ due senza tre…e questo il nostro 3!”.

Il brano scritto da Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano, con la musica di Antonio Filippelli, Gianmarco Manilardi e Fausto Zanardelli, porter California e Fausto Lama a salire sul palco dell’Ariston per la terza volta, dopo l’esordio nel 2021 che li ha visti conquistare il pubblico con il brano “Fiamme negli occhi” (doppio disco di platino) e il ritorno nel 2023 con “L’Addio” (doppio disco di platino).

“Cuoricini nato da un’esigenza di comunicazione. Cercavamo un brano che avesse una doppia lettura, come facciamo sempre. Il brano ha un primo strato energico, allegro e anche spensierato, ma in realt nasconde un tema importante, ovvero quello dell’alienazione dai social network. Tutti noi siamo un pochino vittime di questo grande ecosistema. Il social network ci pu dare tanto, ma a volte diventa anche un qualcosa che ci assorbe, ci assorbe e ci toglie anche. La canzone un’esortazione a vivere un po’ di pi la vita 3D e a godersi le persone che ci stanno intorno, tutto quello che ci circonda”.

Il 2025 sar per loro anche l’anno della loro prima volta nei palasport italiani, con due imperdibili concerti – appena annunciati, organizzati e prodotti da Magellano Concerti e Palace Agenzia – previsti per il 27 ottobre 2025 all’Unipol Forum di Milano e il 30 ottobre 2025 al Palazzo dello Sport di Roma. Questi appuntamenti segneranno un nuovo importante passo nel loro percorso artistico, la celebrazione di un percorso musicale che ha coinvolto, anno dopo anno, sempre pi persone, dando voce a una generazione che ha trovato nelle canzoni dei Coma_Cose una narrazione autentica del proprio vissuto. I biglietti per i live sono gi disponibili nei circuiti di vendita e prevendita abituali, a questo link. Intimi, delicati e allo stesso tempo dirompenti, California e Fausto Lama sono il duo pi interessante del panorama musicale attuale e hanno recentemente pubblicato il singolo “POSTI VUOTI”, un brano che unisce un groove energico a un racconto malinconico, che arriva dopo il successo della coinvolgente e ipnotica “MALAVITA” (disco di platino), giunta alla prima posizione delle classifiche radiofoniche a met agosto e che li ha visti protagonisti durante l’estate 2024.

Almasri, in aula governo quasi al completo. Assenti Meloni e i vicepremier

Roma, 5 feb. (askanews) – Banchi del governo quasi al completo in aula alla Camera dove i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi svolgeranno un’informativa sul caso Almasri.

Oltre al Guardasigilli e al titolare del Viminale, sono presenti i ministri Giuseppe Valditara, Tommaso Foti, Adolfo Urso, Roberto Calderoli, Gilberto Pichetto Fratin, Luca Ciriani. Nella fila inferiore ci sono i sottosegretari a riempire tutte le postazioni.

Vuota la postazione della premier Giorgia Meloni, tra Piantedosi e Nordio. Assenti anche i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.

Perché ogni anno svengono 2 milioni di italiani

Milano, 5 feb. (askanews) – Lo svenimento è un problema che riguarda un numero enorme di persone: il 50% della popolazione è svenuto almeno una volta nella vita, uomini e donne in eguale misura. Si stimano in Italia 2 milioni di sincopi l’anno e circa il 2% degli accessi al pronto soccorso, quasi 200.000, riguarda persone che arrivano nei dipartimenti di emergenza ospedalieri proprio per aver perso i sensi. Si tratta per lo più di anziani che, a causa della perdita temporanea di coscienza, spesso cadono con esiti che incidono pesantemente sulla qualità e l’aspettativa di vita. Ma gli svenimenti sono frequenti anche nei giovani, e non vanno sottovalutati, perché le “vittime” finiscono spesso in un vortice di esami medici inutili, con grande spreco di risorse. Un’attenta valutazione “di come si sviene” è essenziale per indirizzare la diagnosi, ma in Italia un ospedale su tre non ha un centro dedicato. A renderlo noto i massimi esperti di sincope che, in occasione del 12esimo Congresso Nazionale del Gruppo italiano multidisciplinare sincope, in corso all’Università Cattolica di Milano, hanno presentato i risultati del censimento italiano dei centri sincope.

“Lo svenimento, tecnicamente chiamato sincope, è un fenomeno molto comune nella popolazione sana: è una perdita di coscienza temporanea, in genere di qualche secondo o pochi minuti, dovuta a una riduzione dell’afflusso di sangue al cervello, da cui di solito ci si riprende in maniera completa e spontanea” spiega Andrea Ungar, presidente Gruppo Italiano Multidisciplinare Sincope e Ordinario di Geriatria all’Università di Firenze, aggiungendo che “nella maggior parte dei casi, non si tratta di nulla di preoccupante e lo svenimento è provocato da forti emozioni (svenimento ‘classico’ o sincope vaso-vagale) o dall’essere rimasti troppo a lungo in piedi, soprattutto d’estate o in un ambiente caldo. Inoltre, prima di perdere coscienza ci sono quasi sempre sintomi come capogiri, nausea, pallore, sudorazione intensa, annebbiamento della vista. In altre parole, ci si accorge sempre di stare per svenire – tranquillizza l’esperto – e solo in rari casi, invece, la perdita di conoscenza può essere dovuta a un’aritmia che rallenta o accelera troppo il battito del cuore e per questo le sincopi di origine cardiaca sono le più pericolose e non sono precedute da segnali”.

“I pronto soccorso sono pieni di persone che arrivano proprio per aver perso i sensi: si tratta di circa il 2% dei pazienti accolti in dipartimenti di emergenza, pari a più di 187mila l’anno – prosegue Ungar -. Nella maggior parte dei casi sono anziani che si sono fatti male cadendo, ma lo svenimento si verifica di frequente anche nei giovani, che rappresentano il 30% degli accessi al pronto soccorso per sincope, presi dal timore che lo svenimento possa nascondere un problema cardiaco o neurologico. Fare una diagnosi precisa è, dunque, essenziale per prevenire le cadute che, soprattutto negli anziani, si traducono in traumi, fratture o ferite, con aumento della mortalità e dei ricoveri, ma anche per evitare che i pazienti finiscano in un vortice di esami medici inutili, che richiedono valutazioni su valutazioni e compromettono la qualità della vita, con grande spreco di risorse”.

“Per indirizzare la diagnosi e capire da cosa sia provocato lo svenimento sono necessarie unità dedicate, le cosiddette Syncope Unit, che valutano il paziente con esami, per lo più semplici, ma specifici e mirati. Ad esempio, se si sospetta un problema cardiaco si eseguono gli accertamenti cardiologici necessari per confermare tale sospetto. Se si propende per uno svenimento “classico”, invece, si farà il “tilt test” nel quale il paziente viene posto su un lettino speciale inclinato, in grado di attivare il riflesso vaso-vagale, passando dalla posizione sdraiata a quella eretta”, dichiara Michele Brignole, coordinatore del censimento GIMSI, tra i massimi esperti internazionali di sincope e senior scientist presso l’Ospedale San Luca – Istituto Auxologico di Milano.

Ad oggi, in Italia, 1 ospedale su 3 non ha un centro sincope, il 37% ha un ambulatorio dedicato, ma che non risponde ai requisiti raccomandati dalle linee guida europee, e solamente il 30% ha strutture idonee certificate con, ad esempio, ambulatorio con personale specializzato, possibilità di eseguire tilt test, elettrocardiogramma e holter. A rilevarlo è il censimento italiano dei centri sincope condotto dalla GIMSI, tra luglio e dicembre 2024, su un campione di 158 ospedali, che ha fotografato la situazione attuale nel nostro Paese. “Nonostante l’Italia resti leader tra i Paesi europei nella gestione e trattamento della sincope, la situazione negli ultimi anni è peggiorata, con una riduzione del numero di Syncope Unit certificate, dalle 72 censite nel 2019 alle 48 attuali, e la mancanza di centri sincope in molte province – evidenzia Brignole -. Il motivo è da ricercarsi nella diminuzione del personale e delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale degli ultimi anni, che ha costretto a ridurre il numero delle Syncope Unit”, sottolinea.

“Non è necessario prevedere una struttura dedicata per ogni ospedale, bensì sarebbe sufficiente almeno un centro sincope per almeno ognuna delle 110 province italiane o almeno una in ogni delle 225 ASL (una ogni 266.000 abitanti) – afferma Brignole -. Tale distribuzione omogenea potrebbe contribuire a ridurre i costi sanitari, migliorare la gestione dei pazienti, limitando le conseguenze a lungo termine e offrire così un importante beneficio sia per il sistema sanitario che per la qualità di vita delle persone colpite. È infatti stato dimostrato da numerosi studi che la presenza di unità di gestione della sincope negli ospedali riduca il rischio di diagnosi errate, di ricoveri non necessari e delle spese totali”, conclude l’esperto.

I consigli degli esperti Gimsi per evitare di svenire: Se si avvertono i primi sintomi della sincope, è consigliabile sdraiarsi immediatamente a pancia in su; sollevare le gambe a 45 gradi per facilitare l’afflusso di sangue al cervello e al cuore; stringere i pugni e contrarre le braccia fino alla scomparsa dei sintomi; se tutto diventa scuro e si perde la vista, in quel momento si hanno solo pochi secondi per prevenire la sincope; idratarsi correttamente bevendo circa 2 litri di liquidi al giorno e non limitare troppo l’assunzione di sale, salvo per ragioni mediche.

Presentato il ddl per l’immunità parlamentare, ci sono anche Fi-Lega

Milano, 5 feb. (askanews) – Ripristinare il principio per cui “nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale” senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza. È l’obiettivo del ddl di modifica costituzionale presentato oggi alla Camera dalla Fondazione Einaudi, con la presenza significativa di numerosi autorevoli esponenti di Forza Italia e Lega: i capigruppo in Senato, Maurizio Gasparri e Massimiliano Romeo su tutti.

“Questa è una iniziativa di taglio squisitamente culturale ed è una battaglia antica della Fondazione Einaudi”, spiega il presidente della Fondazione Giuseppe Benedetto che si rivolge a tutti i parlamentari, deputati e senatori” per apporre la propria firma alla riforma dell’articolo 68 della Costituzione: “Oggi noi lasciamo ai parlamentari presenti il nostro ddl già pronto per la firma. Valuteremo da qui a qualche giorno se c’è un numero di firme significativo, anche trasversale, e ci riserviamo di procedere con un’altra linea: non escludiamo la proposta di legge di iniziativa popolare”.

Una prima “manifestazione di interesse” arriva dalla Lega, che col capogruppo in Senato Massimiliamo Romeo dice: “Il fatto che si apra un dibattito è un passo in avanti, faremo le nostre valutazioni sulla proposta. È importante per noi che, in un’ottica di reciproco rispetto istituzionale e quindi cercando di evitare scontri tra politica e magistratura, sia garantita l’indipendenza della politica come è garantita l’indipendenza della magistratura”.

Tajani: vedremo il piano Trump su Gaza, ma noi siamo per 2 Stati

Roma, 5 feb. (askanews) – “Mi pare che per quanto riguarda l’evacuazione della popolazione civile da Gaza la risposta di Giordania ed Egitto sia stata negativa, quindi mi pare che sia un po’ difficile” metterla in atto. E’ quanto ha detto oggi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, riferendo sugli esiti del Consiglio Affari esteri europeo e rispondendo a una domanda sulle ultime dichiarazioni di Donald Trump sullo sfollamento dei palestinesi di Gaza.

“Io ho detto qual è la posizione italiana, poi vedremo quando ci saranno delle proposte concrete. Noi siamo per i due popoli e due Stati, ho detto che siamo addirittura pronti a inviare militari italiani per una missione di riunificazione della Striscia di Gaza con la Cisgiordania” e “non è che ho cambiato idea e neppure il governo ha cambiato idea”, ha aggiunto Tajani.

Noi continuiamo a lavorare e credere nelle organizzazioni multilaterali, non è un caso che l’Italia abbia donato al Pam tutti gli aiuti umanitari, compresi camion che domani consegnerò al Pam a Gaza, così come continuiamo a lavorare con l’Onu sostenendo la presenza Unifil. Non abbiamo mai detto che bisogna uscire dall’Oms, quelli che contano sono i fatti, continuiamo a mantenere la nostra presenza” anche “facendo osservazioni critiche. Non è perché è l’Onu è sempre tutto giusto, possono esserci errori”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione alle commissioni Affari esteri di Camera e Senato sugli esiti del Consiglio affari esteri dell’Unione europea del 27 gennaio scorso.

Hamas dice che l’idea di Trump di spostare i palestinesi da Gaza è la ricetta per il caos

Roma, 5 feb. (askanews) – Un responsabile di Hamas ha definito mercoledì “ridicoli e assurdi” i commenti di Donald Trump riguardo alla possibile di una presa di controllo Usa della Striscia di Gaza da parte degli Stati uniti. “Le affermazioni di Trump sul suo desiderio di controllare la Striscia di Gaza sono ridicole e assurde e qualsiasi idea di questo tipo è in grado di infiammare la regione”, ha dichiarato Sami Abu Zuhri, uno dei dirigenti dell’organizzazione palestinese, all’agenzia di stampa Reuters.

Zuhri ha affermato che quella proposta da Trump è “una ricetta per creare caos e tensione nella regione”. Inoltre, il portavoce di Hamas ha aggiunto: “Il nostro popolo nella Striscia di Gaza non permetterà che questi piani abbiano successo, e ciò che è necessario è porre fine all’occupazione e all’aggressione contro il nostro popolo, non espellerlo dalla propria terra”.

Venezia e poi New York, il gallerista Tommaso Calabro si racconta

Venezia, 5 feb. (askanews) – La storia dell’apertura della sua galleria a Venezia è andata anche sul Wall Street Journal come simbolo di un ritorno di possessori di case nella città e di possibile rinascita del centro storico. Tommaso Calabro, gallerista d’arte tra i più noti della scena odierna, da Milano ha portato il suo lavoro anche a Venezia, con un progetto che è di sviluppo della sua attività, ma non solo.

“Ho puntato molto su Venezia nell’ultimo anno – ha detto ad askanews – e l’idea di comprare questo palazzo, che è Palazzo Donà Brusa, è indicativa rispetto alle mie intenzioni di continuare un’attività culturale in questa città incredibile e per molti versi unica al mondo. Ci sono tante realtà che si stanno venendo a creare a Venezia, sia a livello galleristico sia istituzionale, che porteranno secondo me sempre più appassionati all’arte a Venezia, per quanto sia già tuttora una delle città più frequentate dagli appassionati dell’arte, però in futuro penso che questo numero possa ancora aumentare a favore di un appunto turismo molto più culturale di quello che secondo me è in questo momento quello veneziano”.

Trentacinquenne, legato al moderno e ad alcune figure di galleristi colti del passato, Calabro guarda all’Italia, ma anche alla scena internazionale: nei prossimi mesi infatti sbarcherà anche a New York con un progetto temporaneo. “L’idea che ho condiviso con il mio team e che abbiamo deciso di fare per quest’anno – ha aggiunto il gallerista – è di non fare attività fieristiche, smettere completamente con le fiere e andare invece a trovare delle attività che possono essere funzionali ai nostri progetti. In quest’ottica abbiamo deciso di aprire questo pop-up a New York a Chelsea che sarà dal 1 maggio al 30 maggio dove apriremo due mostre contemporanee. Una sarà dedicata a Aldo Sergio, che è un artista contemporaneo con cui lavoriamo, e l’altra invece a Harold Stevenson, che avevamo presentato in questo palazzo durante la Biennale di Venezia del 2020”.

Unire artisti di oggi a maestri del Novecento è una delle cose che Tommaso Calabro fa spesso, e spesso le sue scommesse su nomi che poi vengono rivalutati, come per esempio quello di Leonor Fini, si sono rivelate decisamente azzeccate. E quindi la domanda con cui lo abbiamo salutato è stata sull’effettiva possibilità di fare impresa con la cultura. “Bisogna stare molto attenti – ci ha risposto – perché i costi rischiano sempre di andare alle stelle. Detto questo, facendo un lavoro pianificato e con la giusta attenzione, è un lavoro che può dare grandi soddisfazioni da un certo punto di vista e dall’altro essere assolutamente sostenibile. Per cui sì, si può fare. Si può essere imprenditori culturali”.

E farlo anche a Venezia è perfino più affascinante.

Capomolla (Ansfisa): con Remtech Expo per sviluppo conoscenze

Roma, 4 feb. – Sottoscritto un accordo di collaborazione tra ANSFISA, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali e RemTech Expo, la principale fiera internazionale dedicata alla gestione dei rischi ambientali e al risanamento delle infrastrutture. L’iniziativa si concentrer sull’introduzione di soluzioni tecnologiche avanzate per contribuire al miglioramento della sicurezza e della protezione delle reti infrastrutturali.

“L’Agenzia, gi dal 2023, ha avviato un percorso di approfondimento dedicato alle problematiche legate ai fenomeni di dissesto idrogeologico e agli effetti sulla manutenzione e il funzionamento sicuro delle infrastrutture – ha sottolineato Domenico Capomolla, direttore di ANSFISA – Proprio oggi abbiamo incontrato gestori e imprese del settore stradale e autostradale, al fine di condividere esperienze, best practices e casi studio concreti. L’accordo firmato con RemTech Expo rappresenta un’ulteriore importante attivit di sviluppo per arricchire le conoscenze e individuare le modalit sempre pi efficaci di organizzare la gestione della sicurezza e di agire in termini di prevenzione al fine di fornire modelli e strumenti utili e replicabili in tutto il settore.”

Il nuovo muro di Berlino: il Ppe alle prese con l’errore di Merz.

Lunedì mattina, prima del vertice informale convocato da Costa, nel corso di una colazione molto veloce (presenti anche von der Leyen, Metsola e Weber), i capi di stato e di governo del Ppe hanno avuto modo di esprimere le loro preoccupazioni. A poco più di due settimane dal voto in Germania, infatti, il Partito Popolare europeo è scosso dalle manovre di Friedrich Merz, capo dei cristianodemocratici e candidato alla Cancelleria. La sua decisione di votare al Bundenstag una restrizione dei controlli alla frontiera insieme ad Alternative für Deutschland ha lasciato tutti sbigottiti. Il fatto che la proposta non sia passata, grazie anche al voto contrario di alcuni deputati della Cdu, ha addirittura peggiorato lo scenario per Merz, che rischia di essere travolto da ulteriori polemiche: se progetti di sbagliare ma non riesci neanche a farlo davvero non sei un vero leader. Insomma, se proprio devi sbagliare, fallo perbene.

Particolarmente incisivo il rientro sulla scena di Angela Merkel, intervenuta dopo mesi di silenzio, con un comunicato stampa secco: “È sbagliato fare accordi con l’ultradestra”. Gli elettori si chiedono cosa sia rimasto del Ppe che metteva alla porta Viktor Orban, detto Viktator per come gestisce l’Ungheria. Parliamoci chiaro: da anni, in vari Paesi, i partiti nazionali membri del PPE hanno stretto accordi con la destra, da ultimo in Belgio, dove lunedì è stato presentato il nuovo governo che mette insieme, tra gli altri, cristianodemocratici e conservatori fiamminghi. Ma il Ppe è sempre stato in grado di differenziarsi e, in generale, c’è un limite a tutto, anche agli errori. E di sbagli Merz ne ha messi in fila almeno tre: sdraiarsi sulle proposte di AfD mirava anche a togliere voti agli estremisti. I numeri dicono che l’operazione è fallita perché dal 12% di distacco di due mesi fa, i più recenti sondaggi mostrano come la forbice fra Cdu e AfD sia scesa a 8/9 punti percentuali. Per fortuna si vota presto, con questo trend finirebbe male.

Un errore è stato commesso anche nel merito: la unilaterale sospensione di fatto di Schengen avrebbe messo in difficoltà non solo i Paesi vicini e i governi Ppe in tutta Europa, ma soprattutto la credibilità stessa del Ppe. Come può, infatti, restare unito il primo partito politico europeo, il più europeista (tanto da essere stata la casa politica di tutti i Padri fondatori dell’Unione), se l’azionista di maggioranza relativa, quello con il peso maggiore, il partito di Adenauer, Kohl e – appunto – Merkel, è il primo a proporre soluzioni unilaterali? Dovremmo, forse, prepararci a uno scenario in cui tutti i governi a guida Ppe decidono la sospensione di Schengen. Sono 14, sarebbe la fine dell’Unione, proprio mentre si cerca di creare unità sui dazi che Trump vuole imporre ai prodotti made in Europe e che rischiano di dividere profondamente governi ed economie, dividendo l’Ue in Paesi buoni e Paesi cattivi. Nessun vuole immaginare quale terremoto si rischia d’ora in avanti a Bruxelles, dove serve una maggioranza in Parlamento per far passare le leggi che von der Leyen inizia a predisporre e non si vede proprio come si possa fare a meno delle altre forze tradizionalmente pro Ue. Un conto è rivedere il Green deal, altro è rivedere i valori fondanti dell’Unione.

Nei giorni scorsi, le cassette delle lettere degli eurodeputati sono state sommerse di cappellini “Make Europe Great Again”. Insomma: mentre nei palazzi delle Istituzioni ci si chiede come combattere le uscite strampalate di Elon Musk a sostegno di AfD e di ogni forza estremista, quali misure adottare per fermare la disinformazione russa, a Berlino si decide di andare a braccetto proprio con i maggiori beneficiari della propaganda antieuropea online. Se i capi di stato e di governo hanno presentato le loro preoccupazioni, stupisce il silenzio dei leader dei partiti membri del Ppe. Non si può difendere l’eredità valoriale del popolarismo europeo di fronte ad accordi con chi ha chiesto classi separate per gli alunni disabili, moderna versione del monte Taigeto a Sparta: in pratica, la fine dei cattolici impegnati in politica.

Non basta, come ha fatto il Ministro degli esteri italiano Tajani, tra l’altro da 23 anni vicepresidente del Ppe, dichiarare di augurarsi che gli italiani in Germania non votino AfD e proclamarsi sovranisti europei. Servono, in seno al Ppe, azioni più incisive e drastiche di fronte all’avanzare della barbarie neonazista. Anche a costo, se necessario, di rinunciare a poltrone presenti o future. Perché, come insegna Chamberlain, una volta scesi a patti con chi vuole distruggere le nostre società, non si torna più indietro. È un muro che non può e non deve crollare, una frontiera – questa sì – da tenere in piedi.

La Germania ritrova una grande Merkel

Angela Merkel non ha tardato un minuto a criticare Friederich Merz, il suo successore alla guida della Cdu, che in Parlamento ha aperto all’estrema destra dell’AfD su una mozione restrittiva in materia di immigrazione. La mossa ha provocato nella pubblica opinione il timore di una pratica demolizione del “Brandmauer”, la barriera che storicamente separa i partiti tradizionali tedeschi dall’ultradestra. Merkel invece ha sottolineato l’esigenza di mantenere una distanza netta da formazioni di ispirazione nazista, auspicando una sostanziale solidarietà democratica per rilanciare l’Europa in un’era segnata dal protagonismo aggressivo di Trump.

La convinzione dell’ex cancelliera è che gli Stati Uniti, per affrontare la minaccia rappresentata dall’alleanza Russia-Cina, non possano abbandonare la loro missione di libertà, garantendo la solidarietà tra le nazioni democratiche dell’Occidente. Inoltre, Merkel ritiene che l’emergenza climatica richieda sforzi globali per ridurre gli esodi di massa, evitando in parallelo le politiche discriminatorie che ostacolano l’inclusione. Un salto di qualità nel nuovo ordine mondiale implica un impegno comune a tutela della “famiglia umana”, come auspicato dalla Dichiarazione dei diritti umani del 1948.

Il deciso intervento di Merkel mira a scuotere la Germania, sottolineando che il paese non può aspirare, qualora cedesse a gesti irresponsabili “à la Merz”, a un ruolo guida nella costruzione di un’Europa capace di resistere alle pericolose derive populiste. L’opinione pubblica ha risposto al monito di “Mutti” – la “Mamma”, così in Germania chiamano la Merkel – con una imponente manifestazione a Berlino per invocare la tenuta della politica di emerginazione della estrema destra.

Resta da vedere se Merz sarà coerente con l’impegno preso davanti al suo partito, dopo il grave scivolone, salvaguardando l’unità interna attorno ai principi democratici che hanno sempre contraddistinto la Cdu. Importante è evitare che in campagna elettorale – si vota il 23 febbraio – cresca la sfiducia dei cittadini, dando ulteriore fiato alla critica della democrazia e rafforzando, nello specifico, la spinta all’astensionismo. Il popolo tedesco deve comprendere che solo attraverso un serio impegno a favore della cooperazione sovranazionale sarà possibile affrontare le sfide globali e garantire un futuro prospero per l’Europa e il mondo intero.

Le correnti? Strumenti di democrazia, garantiscono la vitalità di un partito.

Su queste colonne, periodicamente e giustamente, si affronta ill tema del dibattito all’interno dei partiti. Ovviamente si parla dei partiti “non personali o “del capo”. E quindi, da statuto, ne sono esclusi parecchi. Dai partiti personali di Renzi e Calenda a quello dei 5 Stelle e di Salvini solo per citarne alcuni. Ma, per i partiti democratici, collegiali e plurali – come, ad esempio Forza Italia, Fratelli d’Italia e il Pd – la presenza delle correnti politiche e culturali non solo è importante ma è addirittura essenziale per salvaguardare il profilo democratico dei partiti stessi.

Sotto questo versante, per fermarsi alle ultime due iniziative di Milano e di Orvieto promosse da due correnti del Pd, non c’è affatto da stupirsi della loro organizzazione. Dopodiché le correnti, com’è giusto e naturale che sia, si organizzano e promuovono iniziative per riflettere sulla politica e sul progetto del rispettivo partito ma anche, e soprattutto, per ottenere più potere all’interno del partito e, di conseguenza, nelle istituzioni. Come è puntualmente capitato a Milano con la corrente guidata dal sempreverde Prodi, dal ‘cattolico doc’ Delrio e dall’ultimo arrivato Ruffini. Del resto, non è una gran notizia che questa corrente è da tempo che cerca un maggior spazio – cioè maggior potere – all’interno del partito della Schlein. Come è altrettanto noto che con l’arrivo della Schlein e il decollo di un progetto politico ispirato ad una sinistra radicale, massimalista e libertaria ha di fatto ridotto le quote di potere della cosiddetta ‘corrente cattolica’ all’interno del Pd.

Ma, al di là e al di fuori delle vicende interne al Pd, quello che merita di essere rilevato è sottolineare che per ridare qualità alla nostra democrazia e credibilità alle nostre istituzioni democratiche è sempre più indispensabile rilanciare il ruolo democratico e propositivo dei partiti politici. Perché senza la democrazia dei partiti e, soprattutto, senza la democrazia nei partiti tutto si riduce ad un gioco oligarchico ed elitario dove il potere viene condiviso e spartito tra poche persone.

L’esempio migliore, al riguardo, lo fornisce proprio l’esperienza della Democrazia Cristiana che ha saputo conservare in cinquant’anni di vita autenticamente democratica un sano modello di partito. E, non a caso, se ancora oggi qualcuno vuole citare un partito democratico, collegiale e plurale non può non rifarsi al modello politico ed organizzativo della Democrazia Cristiana. Con buona pace di tutti coloro che, a cominciare dall’esperienza del Pci, non hanno mai conosciuto un modello democratico interno perché avevano un altro impianto e un altro modello. Quello che comunemente veniva definito come centralismo democratico. Ecco perché quando si parla di correnti che organizzano convegni politici e culturali vanno sempre salutati con gioia e anche con speranza.

Un futuro oltre la guerra: solidarietà  italiana per le bambine di Kharkiv.

Per il terzo anniversario della guerra in Ucraina, la giornalista e scrittrice Claudia Conte e l’associazione “La Memoria Viva” hanno promosso un’iniziativa umanitaria che ha permesso, grazie all’ospitalità della CEI, l’accoglienza in Italia di alcune bambine vittime del conflitto ancora in corso.

Con il sostegno della FIGC e del Presidente Gabriele Gravina, hanno avuto l’opportunità di incontrare la leggenda del calcio Andriy Shevchenko, oggi presidente della Federazione Calcistica Ucraina, in un emozionante incontro presso la sede della FIGC a Roma. Un momento davvero speciale per celebrare la solidarietà verso un popolo devastato da una guerra che ha causato migliaia di vittime e milioni di rifugiati.

Una nuova missione solidale che si propone di offrire nel mese di febbraio alle piccole sfortunate un periodo di sollievo e serenità, lontano dai traumi della guerra, ospiti della CEI grazie all’intervento di Monsignor Massimo Angelelli (Direttore Generale della Pastorale della Salute).

Le bambine sfollate da Kharkiv e accolte a Krasnokutsk, potranno visitare diverse città italiane, partecipando a eventi culturali e ricreativi. Tra le tappe previste, il celebre Carnevale di Viareggio, dove presenteranno la Bambolina Vilna. Lo scopo della presentazione sarà la missione “Adotta una Vilna”: Vilna, che simboleggia la Libertà, è una bambolina fatta in stoffa e lana lavorata all’uncinetto, di circa 25 centimetri di altezza, prodotta da un piccolo gruppo di donne vedove o ragazze orfane di guerra. Le bamboline, confezionate a Krasnokutsk, saranno inviate in Italia e distribuite a chi avrà fatto una donazione di almeno 25 euro sul conto aperto in Ucraina dal sindaco Iryna Karabut, che mensilmente rendiconterà la cifra e la provenienza delle donazioni e come sono stati spesi i fondi.

La delegazione, dopo l’incontro anche con Sami Modiano, uno degli ultimi testimoni della Shoah, il cantante e compositore Ermal Meta, e da Giuliano Amato, Presidente dell’istituto dell’enciclopedia Treccani, si concluderà poi con le visite alla Camera dei Deputati dal Presidente della commissione cultura l’on. Federico Mollicone, presso la Sede del Dipartimento della Protezione Civile.

Beic, Zucchi: non ho infranto nessuna regola, sicuro del mio operato

Milano, 4 feb. (askanews) – “Io sono speranzoso perch credo veramente che niente nel mio comportamento possa avere infranto nessuna regola”. Lo ha detto l’architetto Cino Zucchi dopo l’interrogatorio davanti al gip Luigi Iannelli che dovr stabilire se accogliere la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla procura di Milano per lui e per il collega e per il collega Stefano Boeri nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione della Beic, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura che dovrebbe sorgere nella zona di Porta Vittoria a Milano anche grazie a fondi del Pnrr.

“Ho sempre lavorato nella totale assenza di ogni conoscenza dei partecipanti, per cui nell’anonimato. Il concorso voleva giudicare il progetto e non i progettisti. Questo abbiamo fatto”, ha sottolineato l’achitetto. E ancora: “Ho giudicato veramente nell’anominato totale. Mi sembra di aver chiarito tutto bene, poi quello che succeder non nella mie mani”, ha aggiunto Zucchi definendosi “assolutamente sicuro” del proprio operato”.

Stando all’accusa formualata dai pm milanesi, Zucchi e Boeri sono indagati per turbativa d’asta perch, in veste di commissari della giuria del concorso internazionale per la progettazione della Beic, non avrebbero dichiarato “posizioni di potenziale conflitto d’interesse” e “situazioni di incompatibilit” con alcuni componenti della cordata che si aggiudic il bando.

“Ho chiesto alla segreteria il concetto di conflitti e mi hanno detto che c’ conflitto di interessi solo se c’ un rapporto di lavoro in corso. Cos ho scritto che non c’era un’esistenza di conflitti – ha spiegato l’archistar -. Poi, quando venuta fuori qualche polemica, ho mandato mail al Rup dettagliando i miei rapporti con le altre persone, non so se tardivamente. Comunuque il Rup aveva tutte le possibilit per eventualmente prendere decisioni. Per cui la mia firma sulla non esistenza di conflitti di fatto era data da una defizione loro, secondo cui l’incompatibilit sussiste solo se c’ un rapporto di lavoro attivo con uno scambio economico”.

Auto, Nissan ritira la proposta di fusione con Honda

Roma, 5 feb. (askanews) – Nissan Motor sospenderà i colloqui per la fusione con Honda Motor, poiché i due produttori automobilistici giapponesi non sono riusciti a raggiungere un consenso sui termini dell’accordo. Lo riferisce oggi il Nikkei.

Nissan ritirerà il memorandum d’intesa relativo alle negoziazioni sull’integrazione aziendale, firmato a dicembre. La decisione è stata presa poiché le aziende non sono riuscite a concordare la valutazione di ciascuna parte nell’ambito di una holding. Nissan ha inoltre respinto una proposta di Honda di trasformarla in una sua controllata.

Honda e Nissan avevano pianificato di annunciare l’esito dei colloqui iniziali entro la metà di febbraio. Non è ancora deciso se ci sia la possibilità di riprendere i negoziati o se continuerà solamente la collaborazione sui veicoli elettrici.

Nel mese di dicembre, Honda e Nissan avevano annunciato l’avvio dei colloqui per l’integrazione aziendale, con l’obiettivo di costituire una holding comune entro agosto 2026, che avrebbe creato il terzo gruppo automobilistico più grande al mondo.

Honda aveva fissato la fine di gennaio come termine ultimo affinché Nissan presentasse un piano per azioni di rilancio volte a migliorare le proprie performance aziendali, che l’accordo definiva come “premessa” dell’integrazione aziendale. Nonostante l’annuncio di novembre di tagliare 9.000 posti di lavoro a livello globale, Nissan ha faticato a finalizzare il suo piano a causa della forte resistenza ai tagli del personale nelle fabbriche in varie località.

All’IIC di Miami la mostra fotografica 1000 Miglia

Roma, 4 feb. – A Miami, la storia della 1000 Miglia rivive attraverso immagini straordinarie in una mostra fotografica esclusiva ospitata dall’Istituto Italiano di Cultura. Un’esposizione – segnala un servizio video di Italia Report Usa – che racconta, attraverso l’obiettivo dei pi talentuosi fotografi, l’essenza di una delle gare automobilistiche pi iconiche al mondo, unendo passione, eleganza e tradizione. La mostra sar aperta la pubblico fino al 10 Aprile 2025.

L’evento, presentato da Stefano Cerrato direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Miami, ha visto la partecipazione del Console Generale a Miami Michele Mist, il direttore generale 1000 Miglia Francesca Parolin e un folto pubblico, entusiasta del prossimo appuntamento della corsa automobilistica che percorrer le strade della Florida partendo da Miami.

Dai modelli d’epoca che sfrecciano lungo le strade italiane ai volti concentrati dei piloti, ogni fotografia cattura e trasmette l’adrenalina e la bellezza senza tempo della 1000 Miglia. Un viaggio visivo che ripercorre le tappe pi emozionanti della storica corsa, attraversando borghi pittoreschi, paesaggi mozzafiato e citt ricche di fascino.

L’esposizione non solo un omaggio alla competizione, ma anche alla cultura e al design italiani, elementi che hanno reso l’iconica corsa un evento celebrato in tutto il mondo.

1000 Miglia Experience USA Florida

Per la prima volta nella sua storia, la leggendaria 1000 Miglia approda in Florida, portando con s tutto il fascino e l’eleganza della celebre corsa italiana. A presentare l’evento che segna la stori oltreoceano della corsa il presidente 1000 Miglia Experience USA Florida, Massimo Cicatiello.

Dal 22 al 25 febbraio 2025, le strade del Sunshine State faranno da palcoscenico a un evento straordinario che unir la passione per le auto d’epoca ai paesaggi spettacolari della Florida. Il percorso designato toccher le localit iconiche, da Miami a Orlando, da Palm Beach a Tampa, offrendo un mix perfetto tra tradizione e innovazione. Con la partecipazione di vetture storiche che hanno scritto la storia dell’automobilismo, la Mille Miglia Florida promette di regalare agli spettatori un’esperienza unica, celebrando il prestigio di una gara che da quasi un secolo incanta il mondo intero.

Pecoraro Scanio: eolico offshore risposta a emergenza clima

Roma, 4 feb. (askanews) – Per Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde) “Le transizioni ecologica e digitale sono una priorit assoluta per affrontare la crisi climatica, superare i combustibili fossili e percorrere l’obiettivo dell’indipendenza energetica per l’Italia. Proprio la diffusione, attenta e sostenibile, dell’eolico offshore pu conciliare l’esigenza di costruire impianti a mare, lontano dalle coste, cogliendo l’opportunit di creare in quelle zone aree protette che favoriscano il ripopolamento e il recupero degli habitat, la conservazione delle risorse biologiche marine, mirando al rispetto della biodiversit che li popolano, a partire dai cetacei e dall’avifauna che li sorvola lungo le rotte migratorie. importante che la realizzazione di questo impianto eolico offshore galleggiante sia stato preceduto da un’accurata validazione scientifica, assicurata dai ricercatori dell’Anton Dohrn. Le scelte virtuose rappresentano il tassello fondamentale per percorrere la giusta transizione energetica, capace di soddisfare le necessit di resilienza e sostenibilit. Occorre dimostrare che le rinnovabili possono essere realizzate in modo da garantire sostenibilit ambientale e sociale oltre che economica”. Lo dichiara in occasione dell’evento “Med Wind: sostenibilit ambientale, comunit locali e governance partecipativa”, promosso da Fondazione UniVerde, Stazione Zoologica “Anton Dohrn” e Renexia, che si svolto oggi a Roma presso la Sala delle Colonne dell’Universit Luiss Guido Carli e in diretta streaming su Radio Radicale, con l’event partnership di Seas Geosciences.

Podcast-mania: l’83,5% degli italiani li ascolta

Milano, 04 feb. (askanews) – Fenomeno podcast. Un formato narrativo che sta vivendo una rapida espansione, conquistando sempre pi ascoltatori grazie all’incredibile versatilit che consente di ascoltare storie ovunque e in qualsiasi momento. Secondo la ricerca “Gli italiani, i podcast e il True Crime” commissionata ad AstraRicerche da glo, brand di BAT Italia per dispositivi scalda stick, ben l’83,5% degli italiani ascoltano un podcast almeno ogni tanto, con il 35% che li ascolta 4 o pi giorni a settimana e un sorprendente 17,9% che lo fa ogni giorno.

“Questa ricerca appena realizzata per glo ci racconta il rapporto tra gli italiani e i podcast – ha spiegato Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche – Il punto pi interessante forse sono i tipi di podcast, perch se attualmente il pi interessante risulta essere quello delle storie di vita, di esperienze personali, abbiamo al secondo posto il True Crime. Il 37% di gradimento complessivo che per sale al 45% presso le donne, un dato veramente impressionante. In pi c’ una grande possibilit di far crescere questo mondo del podcast True Crime perch il 58% lo ritiene molto o moltissimo rilevante per s, quindi ancor pi della percentuale attuale”.

In questo clima di mistero e curiosit crescente per il True Crime, glo ha deciso di entrare in gioco con il suo primo AudioMystery. “Il regalo per Gloria – Un enigma da scartare” una serie di 8 episodi, della durata di circa 4 minuti e 30 secondi ciascuno, narrati dalla talentuosa Marta Filippi, attrice, comica e doppiatrice.

“Il regalo per Gloria, un’enigma da scartare” – ha sottolineato l’attrice e doppiatrice Marta Filippi – un’audio mystery e si basa principalmente sulla scelta del genere, che il genere investigativo, che sicuramente rispetto agli altri podcast di carattere intrattenitivo ha la caratteristica di coinvolgere l’ascoltatore e di renderlo parte integrante dell’esperienza, quindi guidandolo attraverso gli accadimenti, attraverso le riflessioni a maturare anche la propria opinione, maturare il proprio pensiero, il proprio sospetto e quindi divertirsi e giocare insieme ai protagonisti che poi faranno prendere vita alla storia”.

Un’esperienza immersiva in cui mistero, emozioni e colpi di scena terranno gli ascoltatori con il fiato sospeso, mentre risolvono enigmi e scoprono segreti nascosti. Dal 31 gennaio gli episodi del podcast sono pubblicati ogni settimana su discoverglo.com.

Trump: ricollocazione di tutti i palestinesi e controllo Usa di Gaza a lungo termine

Roma, 5 feb. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha suggerito che gli Stati Uniti “prenderanno il controllo della Striscia di Gaza”, fornendo ulteriori dettagli sul suo desiderio di vedere i palestinesi allontanati dall’enclave, riferisce la Cnn. “Gli Stati Uniti prenderanno il controllo della Striscia di Gaza”, ha detto Trump. “Saremo responsabili dello smantellamento di tutte le pericolose bombe inesplose e altre armi sul sito. Livellare il sito e sbarazzarsi degli edifici distrutti, livellarlo, creare uno sviluppo economico che fornirà un numero illimitato di posti di lavoro e alloggi per la gente della zona, fare un vero lavoro, fare qualcosa di diverso”. Alla domanda, in conferenza stampa, se le truppe statunitensi saranno schierate a Gaza Trump ha risposto: “Faremo ciò che è necessario. Se è necessario, lo faremo. Prenderemo il controllo di quel posto”.

Incalzato dalle domande, a Trump – sottolinea The Guardian – è stato chiesto quale autorità consentirebbe agli Stati Uniti di “prendere il controllo” della Striscia di Gaza, il presidente degli Stati Uniti ha risposto di vedere persino una “posizione di possesso a lungo termine” (“long-term ownership position”) che, a suo dire, porterà “grande stabilità” all’intera regione del Medio Oriente.

Martedì Trump ha ripetutamente lanciato l’idea di trasferire i palestinesi dalla Striscia, ribadendo la sua convinzione anche durante la conferenza stampa con il premier israeliano.

La Striscia di Gaza è un “simbolo di morte e distruzione” per molti decenni e un posto “sfortunato”, ha detto il presidente Usa Donald Trump, nella conferenza alla Casa Bianca, con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ribadendo quello che più volte ha sostenuto durante la giornata. Trump ha nuovamente espresso la convinzione che Gaza non dovrebbe “attraversare un processo di ricostruzione e occupazione da parte delle stesse persone che hanno vissuto un’esistenza miserabile lì”. Il presidente Usa ha rimarcato in conferenza stampa la necessità che i palestinesi dovrebbero andare in altri Paesi, senza – come annota The Guardian – nominarne nessuno in particolare: “Potrebbero essere dei siti o potrebbe essere un unico grande sito” dove le persone vivrebbero “in tutta comodità e pace”, ha detto, sostenendo ancora una volta che “l’unica ragione per cui i palestinesi vogliono tornare a Gaza è che non hanno alternative”.

In conferenza stampa, da parte sua Netanyahu ha chiesto a Trump di aiutare a garantire il futuro di Israele, sottolineando che “dobbiamo finire il lavoro a Gaza”. Il premier israeliano ha ribadito che Israele ha tre obiettivi: distruggere Hamas, garantire il rilascio degli ostaggi e “garantire che Gaza non rappresenti mai più una minaccia per Israele”. Netanyahu più volte durante il suo intervento ha elogiato il modo non convenzionale di pensare e trovare soluzioni di Trump, confidando che gli Usa aiuteranno Israele a raggiungere gli obiettivi: “Israele porrà fine alla guerra vincendo la guerra. La vittoria di Israele sarà la vittoria dell’America. Non solo vinceremo la guerra lavorando insieme, ma vinceremo la pace con la vostra leadership, signor Presidente, e la nostra partnership”.

Eolico offshore, Toto: da Med Wind l’energia che serve al paese

Roma, 4 feb. (askanews) – “Siamo veramente orgogliosi di aver illustrato lo Studio di Impatto Ambientale del nostro progetto Med Wind. Per Renexia stato un investimento complessivo di circa 42 milioni di euro, uno dei pi rilevanti in assoluto in questo ambito. fondamentale porre delle basi solide per concretizzare un parco da 3 GW come Med Wind che assicurer il 3% del fabbisogno energetico nazionale, evitando milioni di tonnellate di emissioni climalteranti. Oltre che su ambiente e transizione energetica, le ricadute positive si inquadrano anche dal punto di vista industriale, siamo di fronte alla possibilit di dare il via a una filiera nazionale industriale specializzata nell’eolico, rivolta anche ai mercati internazionali. La fabbrica di turbine a cui stiamo lavorando va proprio in tale direzione: creare una grande industria eolica italiana e far crescere l’occupazione”.

Lo dichiara Riccardo Toto (Direttore Generale di Renexia), in occasione dell’evento “Med Wind: sostenibilit ambientale, comunit locali e governance partecipativa”, promosso da Fondazione UniVerde, Stazione Zoologica “Anton Dohrn” e Renexia, che si svolto oggi a Roma presso la Sala delle Colonne dell’Universit Luiss Guido Carli e in diretta streaming su Radio Radicale, con l’event partnership di Seas Geosciences.

Cancro, dalle esperienze dei pazienti al diritto alla salute

Roma, 4 feb. (askanews) – Pi di una diagnosi clinica, il cancro una questione profondamente personale. Ogni diagnosi nasconde una storia umana unica fatta di dolore, guarigione, resilienza, amore. Per questo, un approccio alla cura incentrato sulla persona, che integri appieno le esigenze specifiche di ciascun individuo, con compassione ed empatia, porta a migliori risultati di salute. In occasione della Giornata Mondiale contro il cancro, che si celebra ogni anno il 4 febbraio, il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” ha riunito a Roma, per il terzo anno consecutivo, le associazioni dei pazienti oncologici e onco-ematologici e i decisori politici: obiettivo sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare azioni dei Governi e della collettivit per migliorare l’accesso alle cure contro i tumori.

Annamaria Mancuso, presidente Salute Donna ODV e Coordinatrice “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”: “Questo uno dei temi fondamentali, perch ancora oggi ci sono pazienti a cui non garantita completamente l’innovazione sanitaria. Una delle richieste e delle attivit che stiamo portando avanti proprio l’uguaglianza e il diritto alla cura, il diritto ai servizi che i pazienti necessitano per curarsi e quindi per superare la malattia”.

Nell’evento stato fatto il punto sulle principali priorit nell’agenda politica a sostegno dei pazienti oncologici e onco-ematologici, con un focus su alcune delle novit legislative inserite nella legge di Bilancio 2025-2027 su proposta del Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, a partire dal coinvolgimento e dalla partecipazione delle Associazioni dei pazienti ai processi decisionali in materia di salute.

Annamaria Mancuso, presidente Salute Donna ODV e Coordinatrice “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”: “Sono 10 anni che lavoriamo con i parlamentari, finalmente ha visto la luce. E’ importante che le associazioni siano associazioni che comunque siano territorialmente formate da almeno 10 anni. Devono essere associazioni che rappresentano una grossa rete e che siano anche regionali, quindi importante che conoscano i territori regionali, se l’inclusione a livello ministeriale e a livello centrale. L’inclusione deve essere dettata dalla conoscenza, la capillarit e soprattutto che rappresentino veramente i pazienti”.

In Italia nel 2024 sono state stimate 390.000 nuove diagnosi di cancro, numero tendenzialmente stabile rispetto al precedente biennio. Un trend favorevole che si associa ad altri due dati positivi: la riduzione della mortalit nella fascia giovani-adulti e il costante incremento del numero di persone che vivono dopo una diagnosi di cancro. La rappresentanza dei pazienti nelle fasi decisionali ha ispirato la collaborazione con l’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”. In questo contesto, assume un ruolo importante l’istituzione del Registro Unico delle Associazioni della salute, che prevede la partecipazione attiva degli Enti del Terzo settore nei processi decisionali istituzionali in ambito sanitario.

On. Vanessa Cattoi, coordinatrice alla Camera dell’Intergruppo “Insieme per un impegno contro il cancro”: “Non dobbiamo solo ascoltare i medici esperti, soprattutto lato sanitario, ma dobbiamo cercare di dar voce soprattutto alla parte legata alle esigenze del paziente e quindi come meglio fare se non inserirla attivamente all’interno di questi tavoli e permettere loro quindi di essere ancora maggiormente incisivi sotto l’aspetto legislativo? Noi come Intergruppo ci siamo ma riteniamo fondamentale e importantissimo la loro costante presenza anche all’interno di questi tavoli”.

Formula1, Ferrari in pista a Barcellona

Roma, 4 feb. (askanews) – La Ferrari è tornata in pista a Barcellona per la prima delle due giornate di test Pirelli da condividere sul tracciato catalano assieme alla McLaren. Si provano le gomme per il 2026 ma sono Km buoni anche per continuare la preparazione in vista dell’inizio della nuova stagione (primo weekend 14-16 marzo in Australia). Lewis Hamilton, salito la scorsa settimana sulla SF-23, stavolta ha provato la monoposto dello scorso Mondiale. Per Charles Leclerc , invece, la possibilità di recuperare il precedente la parte del ‘Testing previous Cars’ non concluso dopo l’incidente di Lewis. Per il monegasco la SF-23 a disposizione, come da regolamento. In pista a Barcellona per il Tpc anche l’Alpine.

L’ad Ferrari, Benedetto Vigna, ha parlato anche degli obiettivi in F1 e di Hamilton in occasione della conference call con gli analisti finanziari: “A livello di brand, l’arrivo di Lewis fa sicuramente bene. Sarà una bella coppia con Leclerc. Puntiamo a competere ai vertici sia nel campionato di F1 che in quello Endurance, con una squadra rinforzata e un obiettivo chiaro: vincere”.

Sci, Italia d’oro ai mondialidi Saalbach nel parallelo misto

Roma, 4 feb. (askanews) – È subito medaglia d’oro per l’Italia ai Mondiali di sci alpino di Saalbach. Gli azzurri hanno vinto il parallelo a squadre miste, gara di apertura della rassegna iridata sulle nevi austriache. Lara Della Mea, Giorgia Collomb, Alex Vinatzer e Filippo Della Vite hanno disputato una gara impeccabile, eliminando nell’ordine Ucraina, Francia e Svezia e battendo la favorita Svizzera nella big final. Una sfida per l’oro equilibrata, finita 2-2 e vinta dagli azzurri grazie alla migliore somma dei tempi. Merito del 25.43 della 18enne Giorgia Collomb (al primo Mondiale in carriera dopo l’esordio a novembre in Coppa del Mondo) e del 24.48 di Alex Vinatzer. In totale 49.91, 45 centesimi in meno rispetto alla somma dei tempi di Luca Aerni e Delphine Darbellay che avevano battuto Della Vite e Della Mea. Medaglia di bronzo, invece, alla Svezia che ha battuto gli Stati Uniti nella small final.

Far Fading West di Luisa Menazzi Moretti, mondi che scompaiono

Roma, 4 feb. (askanews) – Far Fading West di Luisa Menazzi Moretti, edizioni Artem, è un libro fotografico, ma è anche una mostra, e un incontro per una riflessione su mondi che scompaiono, in un viaggio per immagini che dal Texas parla all’Italia.

Venerdì 7 febbraio ore 18.00, alle Librerie.coop di Mestre, in Piazza Ferretto, l’autrice Luisa Menazzi Moretti presenta il suo lavoro insieme a Roberta Valtorta, critica e storica della fotografia, curatrice del volume. Con loro apre la riflessione, Vanni Pettinà, professore di Storia e istituzioni delle Americhe, Ca’ Foscari. Modera l’incontro Domenico Lanzilotta, giornalista e direttore di City Vision.

Far Fading West è un viaggio mistico attraverso 169 scatti che raccontano la dissoluzione di un mondo. Tappeti scoloriti dalla polvere, intonaci sbiaditi, assi di legno mangiate dai tarli, strade spaccate dal sole, villaggi fantasma nel grigiore bucato da sprazzi di colore di murales e vecchi cartelloni, un Texas che va scomparendo, nell’ombra di poche figure umane, che solitarie si aggirano tra ciò che resta, che si aggrappano allo scheletro di un mondo che non può ritornare. Come il cowboy (nella foto) che lentamente, in sella al suo cavallo, percorre una modernissima, deserta autostrada di Houston. Solitudini catturate dal lavoro di Luisa Menazzi Moretti, l’autrice, italo americana, che di questa dualità di identità e cultura arricchisce lo sguardo nel passaggio delle immagini attraverso l’obiettivo. Ma la dissoluzione di questo mondo – un mondo, il West, che per tanti anni è stata iconografia viva nell’immaginario collettivo italiano – la sua solitudine, questo ultimo tentativo di restare attaccati, senza forza, con un gesto quasi necessario a ciò che sta scomparendo, raccontato negli scatti di Far Fading West è qualcosa che non è lontano, non è solo Texas e non è solo un luogo. È uno stato mentale. È una “mistica” universale, che – attraverso il rispetto e la delicatezza dell’obiettivo dell’artista che ha raccolto queste immagini – parla a tutti. Parla alla solitudine e al disgregarsi delle periferie italiane, all’abbandono di aree industriali, al disfacimento di un tessuto sociale, di un’economia, manifatturiera ma anche agricola, che ancora non è riuscita a reinventarsi, in bilico fra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere, oltre le tenaglie della “modernità”.

Far Fading West parte dal Texas ma parla anche all’Italia, per questo dal libro fotografico è nato un progetto di dialogo, attraverso la presentazione del lavoro in librerie e biblioteche, selezionate in base alla loro attenzione all’arte e al sociale. Incontri per parlare di un mondo, quello del Texas, ma anche per riflettere sul racconto universale dell’uomo che cerca di non perdere il suo passato, mentre lotta per prendersi il futuro, della solitudine che spesso attraversa il cambiamento, di una crisi economica e sociale che ha cambiato anche i nostri paesaggi. E Mestre, con le Librerie.coop è il punto di partenza di questo nuovo viaggio.

Sanremo, Simone Cristicchi porto una tematica che una bomba ad orologeria

Milano, 4 feb. (askanews) – Simone Cristicchi in gara al 75 Festival di Sanremo con il brano “Quando sarai piccola”, che sar contenuto in “Dalle tenebre alla luce” (Dueffel Music/ADA Music Italy), la speciale edizione dell’ultimo album in uscita il 14 febbraio in digitale, cd e vinile. Veterano del Festival, Cristicchi un poeta e un cantautore di razza che arriva sul palco dell’Ariston in modi dirompente.

“Sanremo lo vivo con grande tranquillit, con grande serenit, ma anche con pronto a stupirmi anche, che possa succedere qualcosa di meraviglioso, al di l del discorso della gara o del piazzamento, diciamo, nella finale. La cosa che mi conforta che Carlo Conti mi d la possibilit di comunicare con milioni di persone una tematica che una bomba ad orologeria, nel senso che spero possa essere capace di scoperchiare una pentola chiusa e l’emotivit di questa umanit di oggi che molto compressa. Nonostante questo oceano di parole e di informazioni in cui siamo immersi, forse questa canzone riesce a smuovere delle corde profonde, almeno questo mi auguro, a toccare l’anima delle persone”.

“Quando sarai piccola” un brano scritto dallo stesso artista insieme a Nicola Brunialti, con la musica composta da Cristicchi e Amara e gli arrangiamenti di Francesco Musacco. A dirigere l’orchestra del Festival di Sanremo per Simone Cristicchi ci sar il Maestro Valter Sivilotti.

“Quando sarai piccola nasce il bisogno di raccontare un dolore privato, quello legato alla figura di mia madre stata l’ispirazione di questo testo, ma nello stesso tempo vuole raccontare una condizione che si trovano a vivere pressoch tutti quelli che hanno la fortuna di avere dei genitori che invecchiando ritornano ad essere fragili e bambini. In questo testo ho cercato con delicatezza, con quel senso di grande tenerezza che tutto ci comporta, ma anche con quel pizzico di rabbia, di impotenza, per una condizione che ci troviamo ad affrontare, e soprattutto dobbiamo accettare come il ciclo naturale della nostra esistenza”.

Nella serata delle cover Simone Cristicchi duetter con Amara sulle note de “La cura”, uno dei brani pi amati di Franco Battiato.

Attualmente Simone Cristicchi e Amara sono impegnati nelle repliche del tour “Torneremo ancora – Concerto mistico per Battiato”, che da giugno del 2022 ad oggi ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica, registrando numerosi sold out nei pi prestigiosi teatri italiani. Da marzo torneranno in scena e calcheranno il palco del Teatro Brancaccio di Roma, per poi proseguire a Imperia, a Trento, a Jesolo (Venezia) e, accompagnati da Orchestra Sinfonica, a Taranto, a Potenza e a Matera.

Prodotto da Francesco Migliacci e Francesco Musacco, “Dalle tenebre alla luce” il quinto album in studio di Simone Cristicchi e prende il nome dal brano incluso nell’album e tratto dallo spettacolo teatrale del poliedrico artista, “Paradiso – Dalle tenebre alla luce”.

La Rai ricorre in appello contro la sentenza del Tar Liguria su Sanremo

Roma, 4 feb. (askanews) – “Rai informa di aver proposto appello avverso la sentenza del Tar Liguria avendo interesse a far accertare la piena legittimità delle delibere con le quali il Comune di Sanremo le aveva concesso in uso esclusivo il marchio ‘Festival della Canzone Italiana’, fermo restando che – come riconosciuto dalla stessa sentenza appellata – nessuno al di fuori di Rai è titolato a organizzare il Festival nella sua versione attuale i cui diritti spettano a quest’ultima in via esclusiva”. E’ quanto sottolinea la Rai in una nota.

Dai dazi Usa alla Ia, in dibattito AmCham tutte le sfide per l’Ue

Milano, 4 feb. (askanews) – La competitività e i valori europei, lo sviluppo, le nuove tecnologie e le regole non sono in contraddizione ma elementi complementari di una Europa sicuramente più forte e resiliente, non timorosa dei dazi, ma che sappia piuttosto rilanciare la partnership transatlantica. È quanto emerso oggi a Milano a “Il futuro della competitività europea, tra innovazione, sostenibilità e sicurezza”, primo appuntamento per il 2025 dei simposi organizzati da AmCham Italy “Walk the Talk”, ormai giunti alla quarta edizione. Ad aprire i lavori Simone Crolla, managing director di AmCham Italy, e subito a seguire l’europarlamentare Carlo Fidanza (FdI), che la sua introduzione ha spiegato come l’Italia può fare da “cerniera” tra interessi europei e americani e avere un ruolo di guida in un’Europa che sappia osare rilanciando “la partnership transatlantica” senza aver paura dei dazi.

Fidanza ha evidenziato la necessità della semplificazione in sede europea, di un’Europa appetibile anche come sede per l’innovazione, oltre a mettere in luce gli “interessi geostrategici che possono convergere”. Uno spunto riemerso anche nel successivo dibattito condotto da Federica Di Pillo, capo delle relazioni esterne di AmCham Italy.

Va detto che in un contesto globale sempre più interconnesso e complesso, l’Europa si trova ad affrontare sfide decisive per preservare e accrescere la propria competitività. Il recente rapporto “Il futuro della competitività europea” presentato da Mario Draghi alla Commissione Europea fornisce una visione strategica su come coniugare innovazione, sostenibilità e sicurezza, elementi essenziali per assicurare un futuro prospero al continente.

Di Pillo ha ricordato che la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen ha di recente spiegato come la visione europea di competitività economica sia un equilibrio tra innovazione e valori sociali condivisi. E come la semplificazione e la stabilità normativa siano punti fondamentali per guardare al futuro con sicurezza e come la competitività e i valori non siano. E proprio durante il dibattito su un tema di estrema attualità – l’Intelligenza artificiale – Andrea Galvagni, responsabile per l’Italia di Palantir Technologies, ha chiarito: “ci sono tanti settori dove l’Ia può essere impiegata. Forse la domanda è dove non può essere impiegata. Quanto all’aspetto della sicurezza, è importante per l’Europa sviluppare le proprie tecnologie” ma “c’è uno spazio enorme per innovare” ed “è importante” che l’Europa abbia la propria innovazione, ha detto. Ma soprattutto: l’Intelligenza artificiale può essere uno strumento per armonizzare l’innovazione con la complicata regolamentazione europea. Secondo Galvagni, infatti, in Europa abbiamo “molta regolamentazione”, abbiamo “tanti metodi per mettere nuove regolamentazioni e pochi per toglierle”, ma questo non vuol dire che le regole siano da smantellare, anzi le regolamentazioni devono essere la “base per costruire”.

Sempre Galvagni ha chiarito come in Europa non ci sia “un problema di innovazione, in quanto tale. Noi abbiamo in Europa delle aziende che sono leader nel mondo in tantissimi campi”. Ma tuttavia “abbiamo un forte problema culturale di comprensione di cosa sia il software”, anche tenendo conto che “tutte le più grosse aziende del mondo, a oggi, sono americane e sono aziende di software”. E se nel Vecchio continente “siamo estremamente bravi nel creare hadware”, non lo siamo altrettanto con il software che “è qualcosa di vivo, che va costantemente sperimentato, costantemente sviluppato, innovato e che richiede dei rischi” che però rimangono estremamente limitati. Insomma in Europa c’è “un problema culturale” che spinge a gestire l’innovazione del software e della Ia come quella dell’hardware. E quindi bisogna iniziare a capire meglio l’importanza del software e dell’intelligenza artificiale, soprattutto per le medie e piccole aziende. “Perché può essere un forte qualificatore. È una risorsa che non si stanca mai, ed è una risorsa a basso costo”, ha spiegato Galvagni.

Alla discussione hanno preso parte anche Paola Angeletti, Chief Sustainability Officer, Intesa Sanpaolo, Jacopo Brunelli, Managing Director & Senior Partner, BCG, Barbara Cominelli Ceo Italy & EMEA Retail Markets Lead, JLL Italy, ed Andrea Di Segni, Managing Director Italy, Morrow Sodali. Angeletti ha posto l’accento sulla necessità di “armonizzazione delle norme per le aziende e lo sviluppo della competitività con la volontà di semplificare il quadro normativo”. Per Di Segni la competitività può rappresentare anche “una spinta economica per le aziende europee”.

“Io ritengo che la sostenibilità sia da perseguire. Imperativo per il nostro paese è favorire la riduzione di emissioni, ma anche grande opportunità perché favorisce l’innovazione” ha detto Brunelli. Per Cominelli la “semplificazione è anche l’accessibilità, la vivibilità” e comunque dal punto di vista dell’infrastruttura l’Italia è ben posizionata e continuerà ad evolversi e ben posizionarsi.

I ministri andranno in Parlamento per ricostruire il caso Almasri, ma le opposizioni: Meloni scappa

Roma, 4 feb. (askanews) – Dopo giorni di polemiche dell’opposizione per gli interventi via social network della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il dibattito sulla vicenda Almasri si sposta finalmente nelle aule parlamentari: come era stato deciso prima di annullare l’informativa dei ministri Nordio e Piantedosi per via della loro iscrizione nel registro delle notizie di reato quali persone indagate insieme alla premier e al sottosegretario Alfredo Mantovano, saranno il Guardasigilli e il titolare del Viminale a ricostruire la vicenda del rimpatrio con volo di Stato italiano del libico che la Corte penale internazionale aveva chiesto di arrestare.

“Meloni continua a scappare dal Parlamento”, è il refrain delle opposizioni che ottengono la diretta Rai dell’informativa prima al Senato, poi, seguito di una ulteriore interlocuzione avviata dal Presidente, Lorenzo Fontana, anche alla Camera (per la diretta Rai, infatti, occorre l’unanimità di tutti i gruppi politici). Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, rivendica: “Il governo non scappa dal Parlamento. Avevamo chiesto una piccola sospensione dovuta alla necessità di approfondire quanto successo, un fatto clamoroso, non c’era nessuna volontà dilatoria”. A fronte dell’insistenza delle opposizioni, Ciriani chiarisce che non ci sarà alcuna informativa di Meloni: “Ci sono i due ministri, sono in grado di garantire la massima informazione. Meloni ha ritenuto che i due ministri fossero assolutamentre adeguati, peraltro era l’informativa già prevista prima di questo fatto nuovo dell’informazione di garanzia. Rimaniamo a quello che avevano chiesto le stesse opposizioni. Chi meglio di loro, non vedo problemi”.

Nordio e Piantedosi interverranno prima in aula alla Camera convocata domani per le 12,15. Dopo l’informativa ci sarà il dibattito, ogni gruppo avrà dieci minuti a disposizione. Per l’opposizione interverranno i big: la segretaria del Pd, Elly Schlein, il leader M5s, Giuseppe Conte, certamente. Per la maggioranza alla Camera non saranno i capigruppo a prendere la parola ma in Fdi si sta valutando se affidare l’intervento a Giovanni Donzelli in qualità di componente del Copasir. Al Senato l’informativa è fissata alle 15,30. Nel dibattito sicuramente interverranno il leader di Iv, Matteo Renzi, quello di Azione Carlo Calenda, il capogruppo Pd Francesco Boccia. Per la maggioranza il capogruppo Fi Maurizio Gasparri conferma il suo intervento, non ancora decisi quelli di Fi e Lega.

Domani ministri in Parlamento su Almasri, opposizioni: Meloni scappa

Roma, 4 feb. (askanews) – Dopo giorni di polemiche dell’opposizione per gli interventi via social network della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il dibattito sulla vicenda Almasri si sposta finalmente nelle aule parlamentari: come era stato deciso prima di annullare l’informativa dei ministri Nordio e Piantedosi per via della loro iscrizione nel registro delle notizie di reato quali persone indagate insieme alla premier e al sottosegretario Alfredo Mantovano, saranno il Guardasigilli e il titolare del Viminale a ricostruire la vicenda del rimpatrio con volo di Stato italiano del libico che la Corte penale internazionale aveva chiesto di arrestare.

“Meloni continua a scappare dal Parlamento”, è il refrain delle opposizioni che ottengono la diretta Rai dell’informativa soltanto al Senato. Circostanza che porta i capigruppo di Pd, M5s, Avs, Iv, Azione e Più Europa a scrivere al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ribadendo la richiesta già avanzata e non soddisfatta durante la conferenza dei capigruppo perché non c’era unanimità sulla ripresa televisiva. “Qualcuno nella maggioranza non è d’accordo”, ha commentato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, con i cronisti senza fornire ulteriori spiegazioni: “Si dice il peccato ma non il peccatore”, si schermisce, ma rivendica: “Il governo non scappa dal Parlamento. Avevamo chiesto una piccola sospensione dovuta alla necessità di approfondire quanto successo, un fatto clamoroso, non c’era nessuna volontà dilatoria”. A fronte dell’insistenza delle opposizioni, Ciriani chiarisce che non ci sarà alcuna informativa di Meloni: “Ci sono i due ministri, sono in grado di garantire la massima informazione. Meloni ha ritenuto che i due ministri fossero assolutamentre adeguati, peraltro era l’informativa già prevista prima di questo fatto nuovo dell’informazione di garanzia. Rimaniamo a quello che avevano chiesto le stesse opposizioni. Chi meglio di loro, non vedo problemi”.

Nordio e Piantedosi interverranno prima in aula alla Camera convocata domani per le 12,15. Dopo l’informativa ci sarà il dibattito, ogni gruppo avrà dieci minuti a disposizione. Per l’opposizione interverranno i big: la segretaria del Pd, Elly Schlein, il leader M5s, Giuseppe Conte, certamente. Per la maggioranza alla Camera non saranno i capigruppo a prendere la parola ma in Fdi si sta valutando se affidare l’intervento a Giovanni Donzelli in qualità di componente del Copasir. Al Senato l’informativa è fissata alle 15,30. Nel dibattito sicuramente interverranno il leader di Iv, Matteo Renzi, quello di Azione Carlo Calenda, il capogruppo Pd Francesco Boccia. Per la maggioranza il capogruppo Fi Maurizio Gasparri conferma il suo intervento, non ancora decisi quelli di Fi e Lega.

Askanews e La Voce di New York al fianco di "New York Encounter"

Roma, 4 feb. (askanews) – Askanews e La Voce di New York confermano la propria collaborazione editoriale, tra Italia e Usa, al fianco della 17a edizione del “New York Encounter”, evento culturale annuale che si terrà dal 14 al 16 febbraio, presso il Metropolitan Pavilion di New York. Si tratta di una iniziativa che, contando sul contributo di centinaia di volontari, riunisce, ogni anno, migliaia di persone, di diverse tradizioni religiose e culture differenti, seguendo l’affermazione di Papa Benedetto XVI secondo cui “l’intelligenza della fede deve diventare intelligenza della realtà”.

Le tavole rotonde, le performance artistiche e le mostre, aperte al pubblico gratuitamente, in cui si articola il programma (consultabile sul portale dell’evento: https://www.newyorkencounter.org), metteranno in evidenza come l’incontro con una presenza straordinaria, “un grande amore”, riveli un nuovo significato per il passato, il presente e il futuro; nasca la speranza e si trovino energie per costruire”.

Il fine settimana, in particolare: sarà inaugurato, venerdì 14 febbraio, alle 18.30, ora di New York, da una presentazione di Philippe Villeneuve, capo architetto della ricostruzione della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, introdotta dal Cardinale Seán Patrick O’Malley, Arcivescovo Metropolita emerito di Boston; si concluderà, domenica 16 febbraio, alle 17.30, ora di New York, con un incontro dedicato a due giovani italiani, due laici, Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, che saranno canonizzati durante il Giubileo. Queste due figure, modelli e punti di riferimento per la fede di migliaia di giovani in tutto il mondo, saranno illustrate dal Cardinale Christophe Louis Yves Georges Pierre, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti, da Antonia Salzano, madre del beato Carlo Acutis, da Christine Wohar, fondatrice e presidente di FrassatiUSA, con la moderazione di Amy Hickl, preside della Notre Dame Academy Shool di Los Angeles.

Sarà possibile seguire in diretta streaming questi due appuntamenti, così come quelli per cui è previsto il live streaming, sui canali YouTube di New York Encounter, askanews e La Voce di New York.

Pedagogista CPP: via grembiuli a scuola? La scelta non è dei bambini

Roma, 4 feb. (askanews) – Negli ultimi giorni, l’Istituto Comprensivo Rita Borsellino di Palermo è finito al centro dell’attenzione per una scelta educativa insolita: la dirigente scolastica ha indetto un referendum tra gli studenti per decidere se mantenere o meno l’uso del grembiule. La decisione è nata dal desiderio di alcune classi del quarto anno della scuola Primaria di abolirlo e dalla volontà di insegnare ai bambini i principi della democrazia. Tuttavia, questa iniziativa, apparentemente orientata a educare alla partecipazione, solleva diverse criticità pedagogiche che meritano di essere analizzate più a fondo.

“L’idea di educare alla democrazia è sicuramente valida, ma il rischio è quello di attribuire ai bambini una capacità di astrazione che non hanno ancora sviluppato. Nella scuola dell’infanzia e nella primaria, il pensiero dei bambini è ancora prevalentemente concreto e legato all’esperienza diretta. Concetti come uguaglianza e diversità, o l’idea stessa di una divisa scolastica come simbolo, sono troppo astratti per essere compresi nella loro complessità”, afferma Antonella Gorrino, pedagogista e formatrice CPP (Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti). “In questo caso, il referendum potrebbe trasformarsi più in una scelta basata su preferenze immediate (come “mi piace” o “non mi piace” il grembiule) piuttosto che su una riflessione consapevole sul significato di indossarlo o meno. Questo porta a un rischio pedagogico: si dà ai bambini l’illusione di scegliere in modo consapevole su un tema che in realtà non possono ancora elaborare fino in fondo”, ha aggiunto.

“Un approccio più equilibrato sarebbe stato quello di accompagnare il dibattito con un percorso educativo adeguato, magari aiutando i bambini a esplorare il significato delle divise nella società e il loro impatto, prima di chiedere loro di esprimere una preferenza. Qui non siamo solo di fronte a una scelta discutibile in termini di sviluppo cognitivo, ma anche a una dinamica che rivela una difficoltà degli adulti a gestire il conflitto. Il fatto che gli insegnanti non fossero d’accordo sull’uso del grembiule, così come riferito dalla stampa, ha portato a una sorta di deresponsabilizzazione: invece di affrontare e risolvere la questione tra adulti, si è scaricato il peso della decisione sui bambini” continua Gorrino “Questo è un chiaro esempio di abdicazione del ruolo educativo. Educare significa anche saper sostenere una distanza e una asimmetria di potere tra adulti e bambini. Quando gli adulti trasferiscono la responsabilità di una decisione ai bambini, stanno rinunciando a esercitare quella guida che è essenziale per il loro sviluppo. Invece di offrire una direzione chiara e un quadro educativo coerente, si creano situazioni in cui i bambini si trovano a gestire decisioni più grandi di loro, senza gli strumenti per farlo”.

Sanremo, Noemi: un appuntamento con la mia vita sempre importante

Milano, 4 feb. (askanews) – Noemi parteciper in gara alla 75 edizione del Festival di Sanremo con il brano “Se t’innamori muori”, scritto e composto da Mahmood, Blanco e Michelangelo e prodotto da Michelangelo.

“Sanremo tanta roba come si pu dire. Un grande palco, grandi emozioni, grandi paure, grandi passioni, progetti, futuro. Delle volte anche grandi battute d’arresto, dove ho capito che magari non stavo andando nella direzione giusta, quindi diciamo che un appuntamento con la mia vita sempre importante, speriamo anche quest’anno.

Il brano affronta il tema della difficolt di fidarsi della persona di cui ci si innamora, e di quanta fragilit e vulnerabilit questo richieda. Dal titolo chiara la sensazione di abbandono all’altro che si prova nell’innamoramento, paragonata a una sorta di morte interiore ma serena, perch l’amore vero e reciproco pi forte di ogni paura e insicurezza.

“Se t’innamori muori una canzone che parla di quanto sia importante avere il coraggio di vivere le emozioni fino in fondo, specialmente quando magari ci innamoriamo di qualcun altro. Se t’innamori muori serenamente, nel senso, c’ sempre la possibilit di fallire, per quanto bello provarci. Non bisogna avere paura di dare tutto, un tema incredibile, perch poi super antico, Eros e Thanatos. Quando tu hai il coraggio di vivere le tue emozioni con grande consapevolezza e anche col coraggio di dire, chi se ne frega, mi abbandono nell’abbraccio di qualcun altro, chiss se questa persona mi prender al volo o no, si pu morire, per serenamente, perch alla fine non abbiamo da recriminare in niente. Secondo me potente, su tanti versanti, sicuramente a livello musicale perch il ritornello incredibile, ma anche a livello di tematiche. C’ una frase sui figli che mi piace un sacco, perch parlare di figli non un argomento facile da prendere. E il fatto anche della forza di rimanere nelle situazioni. Oggi si tende moltissimo a scappare, a non combattere. E invece c’ la frase che dice, ti stringerai fino ad odiarti. Il fatto di rimanere e di non mollare potente in tanti sensi”.

Nella serata di venerd 14 febbraio dedicata alle cover, Noemi si esibir con il brano “Tutto il resto noia”, di Franco Califano, in duetto con Tony Effe.

Nostalgia, il suo nuovo album in uscita venerd 28 febbraio 2025. A fine anno Noemi salir per la prima volta sul palco del Palazzo dello Sport di Roma con uno show unico il 20 dicembre 2025, non prima di essersi esibita nei teatri italiani. Il tour, anch’esso prodotto da Friends & Partners, la vedr esibirsi a Firenze (17 novembre 2025, Teatro Cartiere Carrara), Torino (19 novembre 2025, Teatro Concordia), Milano (21 novembre 2025, Teatro Dal Verme), Padova (26 novembre 2025, Gran Teatro Geox) e Brescia (28 novembre 2025, Teatro Dis_Play), Assisi (1 dicembre 2025, Teatro Lyrick), Palermo (4 dicembre 2025, Teatro Golden), Catania (5 dicembre 2025, Teatro Metropolitan), Napoli (9 dicembre 2025, Teatro Augusteo), Bari (11 dicembre 2025, Teatro Team), per concludersi a Bologna (15 dicembre 2025, Teatro Duse). I biglietti saranno disponibili su Ticketone e i circuiti di vendita abituali a partire da marted 4 febbraio 2025 alle ore 13:00.

Domani Mattarella a Marsiglia, riceverà la laurea honoris causa

Marsiglia, 4 feb. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà domani a Marsiglia dove riceverà la laurea honoris causa dall’università francese di Aix-Marseille.

Il capo dello Stato arriverà in città in mattinata e si sposterà subito all’Hotel de Ville dove verrà accolto dal sindaco di Marsiglia, Benoît Payan. Intorno alle 11,30 visiterà la mostra “Marsiglia italiana”. Subito dopo, sempre presso il Comune, Mattarella incontrerà una rappresentanza della comunità italiana a Marsiglia e di quella francese legata all’Italia.

Nel pomeriggio, alle 16 il Presidente della Repubblica si recherà al Palais du Pharo per la cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa. Interverranno il Presidente dell’Università di Aix-Marseille, Éric Berton, il Rettore dell’Accademia di Aix-Marseille, Benoît Delaunay, il Presidente della facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università di Aix-Marseille, Jean-Baptiste Perrier, e, infine, verrà pronunciata la laudatio da parte del Professor Joël-Benoît d’Onorio al termine della quale Mattarella pronuncerà un discorso.

Dopo la cerimonia una breve pausa e il rientro a Roma.

Speciale Torre di Babele con "Magma. Mattarella, il delitto perfetto"

Roma, 4 feb. (askanews) – Lunedì 10 febbraio a partire dalle 21.15, La7 dedica una serata speciale a Piersanti Mattarella, il cui omicidio rimane ancor oggi una delle pagine più oscure e complicate della storia repubblicana. All’interno de “La Torre di Babele” di Corrado Augias verrà trasmesso, in prima visione assoluta, il docufilm “Magma. Mattarella, il delitto perfetto” che ricorda la vita e indaga la tragica morte dell’uomo politico avvenuta 45 anni fa, esattamente il 6 gennaio del 1980.

La pellicola, presentata in alcune anteprime esclusive nel mese di gennaio, è un intenso viaggio nella memoria collettiva, una richiesta di giustizia che risuona nel presente. Magma non offre risposte facili, ma pone domande essenziali: perché a distanza di 45 anni non sappiamo ancora chi ha ucciso Piersanti Mattarella? Chi ha davvero voluto la morte di Mattarella? Quali legami uniscono quell’omicidio al caso Moro, alle uccisioni di Michele Reina e Vittorio Bachelet, alla strage di Bologna?

Grazie a testimonianze dirette e l’accesso a documenti recentemente desecretati, il film intreccia ricordi e testimonianze significative: di Giovanni Falcone, giudice istruttore che indagò sul delitto e tra i primi a convincersi che si trattasse di un intreccio tra mafia e terrorismo neofascista, di Attilio Bolzoni uno dei giornalisti che ha maggiormente seguito il caso fin dalle primissime ore, di Rosy Bindi, all’epoca assistente del Professor Vittorio Bachelet assassinato dalle Br in quella tragica stagione del terrorismo italiano, di Luciano Violante, ex magistrato e deputato che fu membro della commissione antimafia, di Andrea Speranzoni, avvocato di parte civile nel processo per la strage alla Stazione di Bologna.

Per introdurre il film e ragionare sui grandi interrogativi e misteri irrisolti di questo delitto e di quella tragica stagione del terrorismo in Italia, Corrado Augias ospiterà in studio Rosy Bindi, politica di lungo corso e testimone di quegli anni durissimi, e Lirio Abbate, giornalista e saggista titolare di inchieste sugli intrecci fra mafia e criminalità.

“Magma. Mattarella, il delitto perfetto” è un un film di Giorgia Furlan, prodotto da Mauro Parissone per 42° Parallelo, executive producers Antonio Campo Dall’Orto e Ferruccio De Bortoli.

IA, ecco i divieti chiave delle nuove regole Ue (AI Act)

Roma, 4 feb. (askanews) – La Commissione europea ha emanato, oggi a Bruxelles, le linee guida per l’attuazione dei divieti d’uso previsti nel nuovo quadro normativo comunitario sull’intelligenza artificiale, battezzato “AI Act”. Queste norme specifiche del regolamento sono entrate in vigore lo scorso 2 febbraio, tuttavia la loro effettiva messa a terra potrebbe richiedere ancora del tempo, dato che i vari Paesi membri devono procedere a indicare quale sia l’autorità di vigilanza di mercato competente sul settore.

Ad ogni modo le nuove regole Ue – che scattano in una situazione di crescente interesse e aperta competizione internazionale su questi sistemi, in particolare tra Stati Uniti e Cina – prevedono quattro livelli fondamentali di normative. Il primo e più drastico sono i divieti veri e propri, previsti per pratiche come la registrazione di massa di dati biometrici o l’elaborazione di “punteggi” sugli individui (social scoring), su cui le linee guida di oggi cercano di dare alcuni chiarimenti.

Un secondo insieme di regole prevede dei requisiti rafforzati per attività di intelligenza artificiale ritenute ad alto rischio, come durante le procedure di assunzione o per l’uso di dispositivi medici e sanitari. Un terzo livello più blando impone trasparenza sull’utilizzo di intelligenza artificiale in ambiti come i sistemi di risposta automatizzati (chatbot) che si presentino con apparenti caratteristiche umane. Infine, non vengono previste regole per attività con rischi giudicati minimi, come videogiochi o filtri antispam.

Le linee guida di oggi si focalizzano sui divieti riguardanti le attività ritenute più a rischio e, secondo i documenti diffusi dalla Commissione europea, puntano a fornire “certezza del diritto per imprese, organizzazioni, e autorità di vigilanza coinvolte, tramite chiarimenti degli ambiti di applicazione e dei concetti chiave”.

Il documento resta aperto ad aggiornamenti e integrazioni futuri, e prevede una serie di esempi su casi concreti per cercare di chiarirne ulteriormente l’ambito.

Un primo esempio delle pratiche che ricadono in un drastico divieto da parte dell’AI Act della Ue è quello delle “manipolazioni dannose o ingannevoli” e “utilizzo di tecniche subliminali”, nascosti dentro interfacce o servizi che, per esempio, “illudono o forzano gli utenti a sottoscrivere impegni finanziari che possano causare danni rilevanti nel corso del tempo” .

Vietate anche le tecniche basate sulla IA che sfruttano “le vulnerabilità dovute a età, disabilità e situazione socioeconomica”, ad esempio giocattoli dotati di intelligenza artificiale programmati per interagire con i bambini con l’obiettivo di mantenere il loro interesse e incoraggiarli a completare sfide ritenute rischiose o che possano determinare danni fisici rilevanti.

Vietati, prosegue la documentazione diffusa dalla Commissione Ue, i sistemi di valutazione del punteggio sociale da parte di operatori pubblici e privati tramite dati scollegati dal contesto o con conseguenze dannose sproporzionate. Viene citato come esempio quello di una agenzia che eroghi prestazioni sociali, che usi l’intelligenza artificiale per valutare i rischi di frodi da parte dei beneficiari utilizzando dati non pertinenti, ad esempio su provenienza, razza o colore della pelle.

Le regole Ue, poi, vietano le pratiche solitamente chiamate di “crimine predittivo” (meccanismi che furono al centro di un celebre film intitolato Minority Report) con cui, magari da parte delle forze di polizia, si cerca di effettuare una previsione sulla pericolosità sociale di un individuo basandosi sulle sue caratteristiche personali o sulla sua profilazione “unicamente in base a dati biometrici e senza una analisi di fatti verificabili direttamente correlati a attività criminali”.

Vietato anche l’utilizzo in massa di immagini rastrellate da Internet o dai media per creare o espandere banche dati sul riconoscimento facciale.

Vietato, prosegue la documentazione fornita dalla Ue, l’utilizzo della IA per sistemi di riconoscimento delle emozioni sul posto di lavoro o presso le istituzioni di educazione, salvo che vi siano “motivi medici o legati alla sicurezza”, precisa il documento. A titolo di esempio viene fatta l’ipotesi che un datore di lavoro utilizzi telecamere o sistemi di registrazione vocale per monitorare lo stato emozionale dei dipendenti, come la rabbia.

Vietato l’uso di dati biometrici per catalogare le persone nell’ambito di categorie ritenute sensibili, come l’orientamento politico o quello sessuale. Vietato infine, è l’ultimo esempio fornito, l’identificazione biometrica a distanza per motivi di ordine pubblico su spazi pubblici “salvo limitate eccezioni e con salvaguardie stringenti”. Viene citato l’utilizzo di telecamere anche mobili collegate tramite sistemi di intelligenza artificiale per il riconoscimento facciale che monitorino continuamente individui in una strada commerciale, per identificare qualunque tipo di ricercato.

I prossimi passi del quadro normativo europeo prevedono che per il 2 agosto gli Stati membri approntino dei regolamenti attuativi in merito a multe e sanzioni per le violazioni e, sempre gli Stati, nominino o indichino le autorità responsabili su vigilanza e ricezione di segnalazioni e notifiche su questo settore.

Per parte sua, l’Ue dovrà lanciare entro l’estate di quest’anno un ente – l’AI Act Service Desk – che offrirà una piattaforma interattiva, con le informazioni relative a queste regole alla quale imprese e altre parti interessate potranno rivolgere i loro quesiti o richieste di chiarimenti.

Con l’Anticiclone delle Azzorre arrivano due giorni di bel tempo

Milano, 4 feb. (askanews) – Dopo un lungo periodo di maltempo torna l’Anticiclone delle Azzorre e torna il cielo azzurro quasi ovunque. Questa la sintesi delle previsioni di Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, che conferma un deciso miglioramento delle condizioni meteo su tutto lo Stivale, salvo qualche residuo addensamento all’estremo Sud e banchi di nebbia in Val Padana.

“Nelle prossime ore, intanto, l’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre verso levante proteggerà la nostra penisola dagli spifferi perturbati: si prevede cielo sereno o poco nuvoloso salvo nubi basse in Pianura Padana e addensamenti irregolari tra Calabria e Sicilia, qui anche con isolati brevi piovaschi. Nonostante il sole, le temperature scenderanno lievemente, complici correnti dai quadranti settentrionali a tratti moderate sulle regioni centrali” sostiene Tedici, precisando che “mercoledì e giovedì saranno due giornate fotocopia con tempo stabile e in prevalenza soleggiato, con la solita insidia delle nebbie notturne in Val Padana e qualche nuvola in Sicilia”.

“Venerdì potrebbe invece nevicare in pianura sul Nord-Ovest, specie in Piemonte, ma a quote molto basse anche in Lombardia ed Emilia: la sorpresa non nasce da eventuali deboli nevicate in pianura a febbraio (normali), ma dal ribaltone rispetto all’ultimo periodo che è stato caratterizzato da temperature miti, decisamente oltre la media del periodo” prosegue il meteorologo, aggiungendo che “i modelli indicano anche un probabile ritorno del maltempo tra Sicilia e Calabria da sabato prossimo, dopo le piogge torrenziali che nello scorso weekend hanno scaricato, in alcune località, la pioggia di 3 mesi in poche ore”.

Oggi alla Casa Bianca il faccia a faccia tra Trump e Netanyahu

New York, 04 feb. (askanews) – Il primo ministro israeliano incontrerà oggi alla Casa Bianca il presidente americano Donald Trump, segnando la prima visita di stato ufficiale ricevuta da Trump dopo il suo insediamento. I due leader si incontreranno alla Casa Bianca, alle 16, ora locale di Washington, le 22 italiane.

Al bilaterale farà seguitò un incontro allargato ad altri esponenti dell’amministrazione Trump. Alle 23.10 italiane i due terranno una conferenza stampa congiunta, seguita da un briefing non ufficiale per i giornalisti israeliani.In serata è previsto un ricevimento in onore del primo ministro israeliano. Mercoledì, alle 11 di Washington, le 17 in Italia, Netanyahu incontrerà il consigliere per la sicurezza nazionale Michael Waltz. Alle 21 italiane è previsto invece l’incontro con il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Giovedì sarà il giorno di Capitol Hill, Netanyahu alle 10 del mattino, le 16 in Italia, incontrerà il leader della maggioranza al Senato John Thune, seguito da un incontro con altri leader del Senato.

In calendario anche un incontro con lo speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti Mike Johnson alle 13, le 19 italiane, a cui seguirà una dichiarazione congiunta alla stampa. In programma ci sono vari incontri con altri legislatori senior, mentre il primo ministro non incontrerà leader della comunità ebraica americana.

Regno Unito, dal 2 aprile obbligo di richiesta dell’ETA per i cittadini europei

Roma, 4 feb. (askanews) – Il Governo britannico sta gradualmente introducendo l’ETA (Electronic Travel Authorisation) quale requisito di viaggio. L’ETA non è un visto, ma una previa autorizzazione (elettronica) a viaggiare verso il Regno Unito riservata agli stranieri non residenti esentati dall’obbligo di visto per soggiorni brevi di non oltre sei mesi. Il sito del Ministero degli Affari Esteri italiani offre alcune informazioni.

DA QUANDO SI APPLICA ALL’ITALIA? A partire dal 2 aprile 2025 – con la possibilità di fare domanda a partire dal 5 marzo 2025 – per i viaggi di breve durata nel Regno Unito sarà obbligatorio, per i cittadini italiani, così come per tutti i cittadini UE, munirsi di ETA prima della partenza.

Per i cittadini extra-UE l’obbligo è a partire dall’8 gennaio 2025, con la possibilità di fare domanda a partire dal 27 novembre 2024.

Per maggiori informazioni sulle tempistiche, sui costi richiesti, e sui Paesi ricompresi nello schema ETA si rimanda al sito delle competenti Autorità britanniche.

CHI DEVE RICHIEDERLO? Tutti gli stranieri non residenti, compresi i bambini, che non necessitano di un visto per soggiorni brevi o che non possiedono alcuno status di immigrazione nel Regno Unito.

Sono quindi esentati dall’obbligo di ETA: i cittadini stranieri residenti nel Regno Unito titolari di un valido permesso di soggiorno e, tra questi, i titolari di pre-settled status o settled status ai sensi dello EU Settlement Scheme. cittadini britannici e irlandesi non necessitano di un’ETA.

PER QUANTO TEMPO È VALIDO? L’ETA consente viaggi multipli nel Regno Unito per soggiorni fino a sei mesi alla volta, nell’arco di due anni o fino alla scadenza del passaporto del titolare, a seconda di quale di questi eventi si verifichi prima.

I visitatori devono infatti viaggiare con lo stesso passaporto utilizzato al momento della richiesta dell’ETA.

COME RICHIEDERE L’ETA? L’autorizzazione può essere richiesta esclusivamente online, tramite un’apposita applicazione (Apply for an electronic travel authorisation (ETA) – GOV.UK) o sul sito web (How to apply – Apply for an ETA to come to the UK – GOV.UK) con riscontro in pochi minuti o entro 3 giorni lavorativi (salvo casi eccezionali).

Il richiedente riceverà una mail di conferma. L’autorizzazione sarà digitalmente associata al passaporto, pertanto non verrà rilasciato alcun documento da presentare al momento dell’imbarco o al controllo di frontiera.

ASSISTENZA Per quesiti specifici può utilizzare il servizio di assistenza fornito dalle Autorità britanniche Electronic Travel Authorisation (ETA) Webchat.

Genova, Orlando (Pd): sul candidato sindaco ora di tirare le somme

Genova, 4 feb. (askanews) – “Credo che ci troviamo di fronte ad alcune verifiche che hanno un carattere fisiologico e mi sembra che con un po’ di macchinosit si siano consumate. Adesso secondo me siamo arrivati al punto nel quale si pu arrivare a una sintesi e a tirare le somme. I dati necessari oggi sono sul tavolo”.

Lo ha affermato il consigliere del Pd in Regione Liguria ed ex ministro Andrea Orlando, parlando della scelta del candidato sindaco del campo progressista alle prossime elezioni comunali di Genova.

“Il mio compito – ha aggiunto l’ex ministro dem – non quello di scegliere il candidato ma di aiutare a superare le difficolt e a questo punto, se necessario, cercher di dare una mano. Non mi candido a svolgere nessun ruolo, se non quello che mi verr assegnato”.

Intesa Sanpaolo: utili a 8,7 mld nel 2024, alzati i target 2025

Milano, 4 feb. (askanews) – Intesa Sanpaolo manda in archivio il 2024 con utili a 8,7 miliardi di euro, in crescita del 12,2% sul 2023. Per l’anno in corso le prospettive sono ancor più rosee, con il gruppo che alza le stime del risultato netto a “ben oltre” i 9 miliardi di euro. Ai soci andranno poco più di 8 miliardi di euro a valere sul 2024: 6,1 miliardi di dividendo complessivo, compreso l’anticipo di 3 miliardi già pagato a novembre, e 2 miliardi di buyback che è stato approvato dalla Bce e che sarà avviato a giugno. Ma gli azionisti possono già pregustare cedole più ricche per l’anno in corso: oltre al payout al 70%, “una ulteriore distribuzione per il 2025 è da quantificare quando verranno approvati i risultati annuali”, fa sapere il gruppo guidato da Carlo Messina.

Nel 2024 positivo l’andamento dei proventi netti che superano i 27,1 miliardi di euro, +7,5%. A trainare i ricavi gli interessi netti a 15,7 miliardi e le commissioni nette a 9,3 miliardi di euro (rispettivamente +6,9% e +9,4%). I costi operativi a 11,5 miliardi sono in lieve aumento rispetto al 2023, +1,3%, per una gestione operativa che si attesta a 15,5 miliardi di euro (+12,5%) e un risultato corrente al lordo delle tasse a 13,7 miliardi. Intesa Sanpaolo paga 4 miliardi di imposte sul reddito. “Molto solida” la patrimonializzazione: il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari al 13,9%, al 13,3% deducendo anche 2 miliardi di euro di buyback.

“Il piano procede a pieno ritmo”, ha fatto sapere Intesa Sanpaolo che nel corso dell’anno appena chiuso ha visto i finanziamenti verso la clientela in calo del 2,1% a 422 miliardi. Positivo l’andamento della raccolta: quella bancaria cresce dell’1,2% a 585 miliardi, sale a 177 miliardi la raccolta diretta assicurativa, con la raccolta indiretta che si porta a 788 miliardi, in aumento del 9,4% in un anno. L’ammontare di risparmio gestito è invece di 473 miliardi, in crescita del 7% rispetto al 31 dicembre 2023, con la nuova produzione vita nel 2024 a 17,8 miliardi di euro. La raccolta amministrata sale a 315 miliardi, +13,3%.

Punta a un milione di clienti invece Isybank, la banca digitale del gruppo, che può portare “un apporto aggiuntivo di circa 200 milioni di euro al risultato corrente lordo entro il 2025”. Ad oggi, Isybank conta oltre 530mila conti già aperti da nuovi clienti (non di Intesa Sanpaolo) e circa 350mila clienti trasferiti. Circa 100 milioni di apporto aggiuntivo al risultato corrente lordo nel 2025 lo apporterà invece l’intelligenza artificiale. Valori non previsti nel Piano di Impresa 2022-2025.

Almasri, Fratoianni e Bonelli: Meloni risponda al Parlamento

Bruxelles, 4 feb. (askanews) – Sul caso Almasri, “Giorgia Meloni e il suo governo vengano in Parlamento per rispondere ad alcune semplici domande: perché hanno liberato una persona accusata di torture, stupri, assassini, di crimini di guerra e contro l’umanità? Perché lo hanno riaccompagnato comodamente a casa, per continuare quei reati, con un volo di Stato? Perché hanno dato uno schiaffo alla Corte penale internazionale e al diritto internazionale? Non possono continuare a nascondersi né continuare ad evocare improbabili complotti devono semplicemente rispondere e dire la verità, se ne hanno il coraggio”.

Lo ha detto il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, intervenendo a margine di una conferenza stampa organizzata oggi a Bruxelles dagli europarlamentari di Avs, insieme a una delegazione di rappresentanti della Rete Nazionale “No Ddl Sicurezza – A Pieno Regime”, che da mesi sta mobilitando la società civile contro il Ddl Sicurezza del governo.

“Sono passate due settimane, e Giorgia Meloni continua a non venire nel Parlamento”, ha aggiunto subito dopo l’altro leader di Avs, il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli. La premier, ha continuato, “parla però sui social: attacca la magistratura per delegittimarla”.

“Ma una cosa è chiara: ha liberato un torturatore, uno stupratore anche di bambini, un trafficante di esseri umani. Lei accusava noi di essere amici dei trafficanti di esseri umani. Oggi l’Italia e il mondo intero sanno che lei è complice dei trafficanti di esseri umani”, ha concluso Bonelli.

Svezia, spari in una scuola di Orebro: quattro persone colpite

Roma, 4 feb. (askanews) – Almeno cinque persone sono state raggiunti da colpi d’arma da fuoco in una scuola di Orebro, nel centro della Svezia. Lo riporta la stampa locale, precisando che la polizia ha chiesto a tutti i cittadini di “restare lontani” dal luogo dell’incidente.

“Si invita il pubblico a stare lontano dalla zona di Västhaga, in alternativa a rimanere all’interno delle proprie case o a dirigersi nella direzione opposta. Ascoltare gli agenti di polizia sulla scena”, si legge in una dichiarazione della polizia pubblicata alle 13:20, in cui si aggiunge che l’operazione di polizia è “ancora in corso”. Secondo fonti della polizia citate dall’Aftonbladet, cinque persone sarebbero rimaste ferite. Le loro condizioni al momento non sono chiare. “Abbiamo sentito diversi spari fuori”, ha raccontato una persona rimasta all’interno della scuola. Polizia, servizi di soccorso e ambulanze sono sul posto per gestire la situazione.

Morì nell’Entella a 14 anni: 6 vigili del fuoco rinviati a giudizio



Milano, 4 feb. (askanews) – Sei vigili del fuoco sono stati rinviati a giudizio per la morte del 14enne Andrea Demattei, rimasto intrappolato con la sua canoa nelle acque del torrente Entella, sotto il ponte della Maddalena a Chiavari (Genova) nel gennaio 2023.

“Resta profondo il dolore e la vicinanza alla famiglia del giovane e colpisce la notizia del rinvio a giudizio della squadra che intervenne in suo soccorso” ha commentato il prefetto Attilio Visconti, Capo Dipartimento dei Vigili del fuoco, Soccorso pubblico e Difesa civile, esprimendo “completa fiducia nel lavoro della magistratura”.

“È indiscutibile la capacità professionale di tutti i vigili del fuoco, addestrati per compiere operazioni eccezionali di soccorso tecnico urgente” ha proseguito Visconti, sottolineando che “il rinvio a giudizio dei vigili del fuoco per l’intervento di Chiavari pone in discussione le basi su cui si fonda ogni intervento di soccorso pubblico. Sono innumerevoli le variabili da valutare, spesso in condizioni di gravità eccezionale, con decisioni che a volte devono essere prese dalla squadra in pochi secondi e che comportano rischi notevoli per gli stessi operatori”.

Lo studente, che si stava allenando con altri giovani canoisti, era rimasto nelle acque gelide per oltre un’ora prima di essere recuperato e trasportato in ipotermia in codice rosso all’ospedale Gaslini dove era poi deceduto dopo due giorni per la gravità delle sue condizioni.

ISS: In Italia 80mila donne con mutilazioni genitali femminili

Milano, 4 feb. (askanews) – Secondo l’Oms oltre 200 milioni di donne nel mondo hanno subito mutilazioni genitali, e il fenomeno è presente anche nel nostro Paese, dove si stima riguardi migliaia di donne tra cui minori. La maggior parte degli operatori sanitari italiani però considera inadeguata la propria formazione sul tema, e cade in errori e luoghi comuni, come quello secondo cui la pratica viene effettuata per motivi religiosi, quando invece non è prescritta da nessun credo. È quanto è emerso da uno studio presentato oggi durante un evento organizzato dall’Iss e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma in vista della giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf) che ricorre il 6 febbraio.

“Questa pratica è purtroppo una realtà che ci riguarda anche da vicino. Il fenomeno non conosce confini e coinvolge circa 80mila donne, tra cui 7mila minori anche nel nostro Paese, spesso invisibili nella loro sofferenza” ha affermato il presidente dell’Iss Rocco Bellantone, aggiungendo che “Le mutilazioni genitali non sono solo una grave violazione dei diritti umani, ma anche un problema sanitario che richiede il nostro massimo impegno”.

Il Centro Nazionale per la Medicina di Genere dell’Iss spiega che “la nascita delle MGF precede quella delle religioni monoteiste e vengono praticate anche all’interno di comunità cristiane, in tutti i contesti culturali e socioeconomici possibili e in tutti i Continenti del mondo tranne in Antartide (così come in diversi Paesi africani). Le MGF rappresentano una violazione dei diritti delle donne e una forma specifica di violenza di genere che può determinare problematiche gravi di tipo infettivo o al momento del parto. La loro medicalizzazione non implica necessariamente una maggiore sicurezza: gli effetti psicologici e fisici rimangono gravi e preoccupanti.

L’indagine pilota nazionale condotta dal Centro di ricerca in Salute globale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Istituto Nazionale e la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà ha coinvolto oltre 300 medici, in particolare ginecologi, ostetriche e pediatri, contattati attraverso survey online, e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Reports on Global Health Research”. Oltre il 60% degli operatori che hanno risposto considera inadeguata la propria formazione sul tema delle MGF. Inoltre, circa il 70% non dispone di informazioni sufficienti per indirizzare le pazienti verso strutture specializzate.

Dal punto di vista delle mutilazioni riscontrate dai medici che hanno risposto alla survey, la più frequente sembra essere la lesione clitoridea, mentre il momento del parto è quello dove con più probabilità viene accertata dagli operatori l’infibulazione vera e propria. Più del 50% degli intervistati, inoltre, indica le questioni religiose come un fattore chiave che spinge verso la pratica delle mutilazioni, mentre invece, sottolineano gli autori, nessuna fede religiosa né islamica né cristiana (copta) richiede questo intervento. A partire anche da questi risultati sono in previsione dei percorsi di formazione specifici sulla medicina interculturale destinati agli operatori sanitari, con una parte dedicata alle MGF, allo scopo di far loro riconoscere i segni delle mutilazioni e di far conoscere i percorsi dedicati verso cui indirizzare le pazienti.

“Questo evento rappresenta un passo cruciale verso la costruzione di una rete nazionale che non solo diffonda consapevolezza, ma offra soluzioni concrete per la prevenzione e il trattamento delle conseguenze delle MGF e che possa agire su tutto il territorio nazionale con la collaborazione della medicina territoriale e della Croce Rossa” ha detto Walter Malorni direttore scientifico del Centro di ricerca in Salute globale della Università Cattolica, precisando che “l’idea è di proporre al Dipartimento pari Opportunità che si occupa attivamente della questione un Osservatorio Nazionale, una attività di formazione degli operatori sanitari inclusi i mediatori culturali e di comunicazione”.

Migranti, Conte a Meloni: pensi che noi italiani siamo idioti?

Roma, 4 feb. (askanews) – Il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, torna ad attaccare su Facebook la presidente del Consiglio sul caso Almasri e le politiche migratorie del Governo. “Non posso crederci: Meloni, davvero hai fatto un post – scrive – per denunciare che ‘l’immigrazione non può essere lasciata in balia della criminalità’? Cioè tu scappi dal Parlamento per non spiegare agli italiani perché hai rimpatriato con volo di Stato un boia, con accuse di stupri di bambini, al centro dei traffici di migranti e oggi te ne esci con un post così? Ma davvero ti sei convinta che noi italiani siamo tutti idioti ad eccezione di te, tua sorella e dei tuoi stretti sodali?”

“Per farti tornare alla realtà – conclude l’ex premier – ti allego due immagini: in una il criminale Almasri che scende dal volo di Stato, nell’altra una notizia di qualche mese fa dai comuni d’Italia (che riguarda l’arresto di un esponente di Fratelli d’Italia per accuse legate al Pnrr e alla gestione dell’accoglienza migranti, ndr)”.

Emis Killa pubblica l’inedito del Festival di Sanremo "Demoni"

Roma, 4 feb. (askanews) – Esce oggi su tutte le piattaforme digitali “Demoni”, il nuovo singolo di Emis Killa che per l’occasione annuncia anche uno speciale live show per riunire tutti i suoi fan a chiusura dell’estate 2025: EM16, mercoledì 10 settembre, a Fiera Milano Live, una data evento prodotta da Friends&Partners e Vivo Concerti. I biglietti saranno acquistabili online e nei punti vendita autorizzati a partire da mercoledì 5 febbraio alle ore 16. Tutti coloro che erano presenti al “No Phone Party” dello scorso 15 dicembre al Fabrique di Milano avranno diritto a un prezzo speciale per i biglietti di EM16. Per qualsiasi informazione: https://www.friendsandpartners.it

“Demoni”, scritto dallo stesso Emis Killa e composto insieme a Federica Abbate, Mattia Cerri e Nicola Lazzarin, in arte Cripo, che ne ha curato anche la produzione, racconta la relazione sentimentale tra due persone, in particolare in una delle prime notti d’amore, quando è ancora tutto da scoprire, tra dubbi, chimica, passione. Non sempre l’amore salva dai propri demoni e spesso, dopo la storia di una notte, si torna a casa con le stesse inquietudini di prima. Il brano rappresenta il primo passo di Emis Killa in un 2025 che si preannuncia pieno di musica e sorprese artistiche, come la data evento EM16 che si terrà il prossimo 10 settembre a Fiera Milano Live, una nuova occasione per celebrare l’hip hop e i maggiori successi di Emis Killa, circondato dai propri fan e da ospiti d’eccezione.

Dopo il successo dello speciale show a settembre 2024 per festeggiare i 15 anni di carriera, EM15, con oltre 25 mila persone, e la data evento “No Phone Party”, un live che per la prima volta in Italia ha visto il pubblico godersi lo show senza poter utilizzare i telefoni, Emis Killa segna l’inizio di un nuovo percorso per la sua carriera, che conta 6 album certificati e tre mixtape che hanno contribuito alla storia del rap in Italia.

Ferrari: ricavi 2024 +11,8% a 6,67 mld, utile a 1,53 mld (+21%)

Milano, 4 feb. (askanews) – Ferrari chiude il 2024 con ricavi netti pari a 6,677 miliardi di euro in crescita dell’11,8% rispetto all’anno precedente e consegne totali pari a 13.752 unità (+1%). L’utile operativo (Ebit) è pari a 1,888 miliardi,(+16,7% a/a) pari a un margine del 28,3%. L’utile netto pari a euro 1,526 miliardi (+21%) e un utile diluito per azione pari a 8,46 euro (+23%).

L’Ebitda è pari a 2,555 miliardi di euro, (+12,1%) pari a un margine del 38,3%. La generazione di free cash flow industriale è pari a 1,027 miliardi.

Ferrari terrà il prossimo Capital Markets Day il 9 ottobre 2025 a Maranello.   “Puntiamo alla qualità dei ricavi più che ai volumi. Credo sia questa la miglior spiegazione degli straordinari risultati finanziari nel 2024, trainati da un forte mix prodotto e da una crescente domanda di personalizzazioni. Su queste solide basi, ci aspettiamo una robusta crescita anche nel 2025, che ci permetterà di raggiungere la fascia alta della maggior parte dei nostri target di profittabilità per il 2026 con un anno di anticipo” ha dichiarato Benedetto Vigna, Amministratore Delegato di Ferrari.

“I risultati dello scorso anno riflettono un grande lavoro di squadra in tutte le anime della Società, fondamentale anche per una stagione sportiva molto competitiva. La volontà di progresso, che ci caratterizza da sempre, ha portato a un’innovazione nelle infrastrutture, con l’inaugurazione dell’e-building, e nei prodotti, evidenziata al meglio dalla nuova supercar, la Ferrari F80. Inoltre, abbiamo puntato all’innovazione nella R&S con il nuovo E-Cells Lab, che rafforzerà ulteriormente le nostre conoscenze elettrochimiche per prepararci al futuro. E proprio di futuro vi parleremo il prossimo 9 ottobre al nostro Capital Markets Day”.

Per il 2025 Ferrari stima ricavi superiori ai 7 miliardi di euro (+5% a/a), adj Ebitda pari o superiore a 2,68 miliardi (+5%) pari a un margine del 38,3%, adj Ebit pari o superiore a 2,03 miliardi (+7%) pari a un margine del 29%, un utile diluito per azione pari o superiore a 8,6 euro (+2%) e un free cash flow industriale pari o superiore a 1,2 miliardi (+17%).  

Progetti educativi per dare opportunit ai giovani di Napoli Est

Napoli, 4 feb. (askanews) – Vincere la dispersione scolastica e superare le disuguaglianze educative creando pi opportunit per i giovani affascinandoli con la conoscenza. E’ l’obiettivo di una rete di associazioni, fondazioni, scuola, istituzioni e imprese che ha dato vita al progetto S.T.E.M. (Scuola, Territorio, Educazione, Motivazione) che vuole contrastare la povert educativa nella periferia orientale di Napoli e promuovere le competenze STEM degli studenti tra gli 11 e i 14 anni. I protagonisti sono i ragazzi dell’Istituto comprensivo statale Aldo Moro, guidato dalla dirigente Maria Incoronato, e dell’Istituto Comprensivo 69 Barbato-Marino-Salvator Rosa con la dirigente Barbara Di Cerbo.

“Concretamente – ha detto Ennio Rubino, presidente del Distretto tecnologico STRESS – si tratta di mettere insieme tutti i soggetti per indirizzare i ragazzi delle scuole secondarie verso le materie scientifiche che oggi sono quelle predominanti nello scenario del futuro. Li si porta in laboratorio per fargli vedere e comprendere l’importanza di maneggiare queste tecnologie”.

Il Progetto S.T.E.M. stato selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale di cui capofila l’associazione Maestri di Strada. “Noi lavoriamo insieme alle scuole, di mattina, cercando di migliorare il funzionamento della classe come comunit e di pomeriggio facendo qui delle attivit laboratoriali di tipo artistico-espressivo, ma adesso – ha spiegato Cesare Moreno, presidente associazione Maestri di strada – con questi laboratori STEM, cio discipline tecnico-scientifiche e matematiche, coinvolgiamo intere classi in una didattica di altissimo livello perch verr fatta da professori che provengono dal lavoro sul campo”.

Sostegno anche da parte del primo cittadino. “Rafforzare le abilit matematiche dei ragazzi oggi uno strumento fondamentale per avere poi una buona formazione e trovare poi anche delle opportunit di lavoro pi qualificate perch i settori informatici, matematici, sono i settori che oggi danno pi opportunit. Napoli – ha sottolineato il sindaco, Gaetano Manfredi – in questo ambito cresciuta e sta crescendo tantissimo, quindi, un modo per collegare i giovani, le scuole ai territori e costruire quelle opportunit che sono il modo migliore per una prospettiva di lavoro vero”.

Il Comune di Napoli ha messo a disposizione propri spazi per rendere possibili i laboratori.

Ucraina, le terre rare che fanno gola a Donald Trump

Roma, 4 feb. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vuole raggiungere un accordo con l’Ucraina per ottenere l’accesso alle terre rare del Paese in cambio del rinnovato sostegno militare alle forze di Kiev. L’Ucraina vanta circa 20.000 depositi minerali in almeno 116 diversi tipi di terre rare, ovvero materiali preziosi ampiamente utilizzati nel mondo dell’elettronica e delle batterie, il cui valore strategico è in costante aumento. Particolarmente ricche le regioni di Donetsk e Luhansk, annesse dalla Russia, che possono vantare materiali preziosi rispettivamente per 3,8 trilioni di dollari e 3,2 trilioni, e Dnipropetrovsk (3,5 trilioni).

In un mondo in cui il monopolio cinese appare sempre più invasivo, d’altra parte, Kiev mira a essere un attore chiave nel futuro energetico dell’Europa, sfruttando le sue risorse naturali. Se è vero che paese detiene circa 1 trilione di metri cubi di gas naturale inutilizzato (sebbene la produzione prebellica fosse ferma a circa 21 miliardi di metri cubi all’anno), è su ciò che si trova sotto il suolo che si sta spostando l’interesse di Trump e dell’intera comunità internazionale: risorse minerali e metalliche rare e preziose, fondamentali per la tecnologia dell’energia verde e per gli sforzi di transizione a livello mondiale. L’Ucraina, grazie alla sua vasta varietà di zone geologiche, è uno dei primi dieci fornitori mondiali di risorse minerarie, coprendo circa il 5 per cento della produzione globale, secondo Ceenergy. Tra le risorse più strategiche dell’Ucraina ci sono titanio, litio, berillio, manganese e uranio, essenziali per vari settori industriali. In particolare, il Paese detiene milioni di tonnellate di minerale di litio, di cui 12-14 milioni nel solo giacimento di Shevchenkivske. Inoltre, secondo i dati pubblicati dalla società Dentons, l’Ucraina rimane il principale detentore delle maggiori riserve di titanio in Europa, con il 7 per cento delle riserve globali, e continua a essere un fornitore chiave per l’industria aerospaziale e militare. Kiev è anche il quinto produttore mondiale di gallio, un metallo fondamentale per semiconduttori e LED, e un fornitore cruciale di neon, utilizzato nella produzione di chip negli Stati Uniti. Il Paese detiene inoltre giacimenti di minerali strategici come il berillio, l’uranio, lo zirconio e l’apatite, utilizzati nei settori nucleare e aerospaziale.

Ma oltre ai metalli delle terre rare, l’Ucraina può vantare il possesso di innumerevoli quantità di metalli non ferrosi, tra cui rame, piombo, zinco e argento. A questo proposito, Kiev fornisce il 43 per cento delle lamiere d’acciaio importate dall’Unione Europea e le sue riserve di minerale di ferro e manganese sono cruciali per la produzione di acciaio verde, settore in forte espansione.

Il MAUTO di Torino, museo che guarda al futuro e alle comunità

Torino, 4 feb. (askanews) – Un museo in forte crescita, che rappresenta una delle forme di creatività italiana più apprezzate nel mondo e che vuole essere anche uno spazio di comunità. Il MAUTO – Museo nazionale dell’Automobile di Torino ha chiuso il 2024 con il suo miglior risultato di sempre, oltre 388mila visitatori e ha presentato la programmazione del 2025 all’insegna di storia, design, arte e futuro. La direttrice Lorenza Bravetta ci ha raccontato che museo vuole essere il MAUTO. “Un museo – ha detto ad askanews – che mi auguro si possa definire contemporaneo, che parla di automobile: l’automobile è nel DNA di questa città, di questo Paese, ma è anche uno strumento eccezionale per parlare di storie e di cultura del Novecento. Quindi attraverso l’automobile, il MAUTO intende aprire a una contaminazione continua multidisciplinare che possa davvero trasformare il museo in un punto di incontro di saperi, di conoscenze e anche di persone che con esperienze diverse vengono a viverne in questo luogo”.

Le automobili, ovviamente, sono il cuore della collezione del museo, e in mostra se ne trovano moltissime. Ma quello che più colpisce è l’avere inserito questo percorso in un contesto di racconto che è più ampio, che ovviamente prende in considerazione la storia e il costume, ma guarda al presente e alle persone. “Il fatto di dialogare con la comunità a partire dalla comunità di prossimità, ma anche guardando fuori da Torino e fuori dall’Italia – ha aggiunto la direttrice – è necessario per continuare a crescere. Senza dialogo e senza comunità non andremmo da nessuna parte”.

E la comunità a cui guarda il MAUTO è fatta anche dagli italiani che vivono all’estero, ma che nella storia della cultura automobilistica ritrovano un’appartenenza. “Senz’altro raccontiamo l’Italia e soprattutto questo museo crea dei ponti tra le culture, riallaccia dei legami con italiani che in Italia non stanno più e che ne vedono un fiore all’occhiello e anche un motivo di orgoglio nella loro italianità. Quindi senz’altro c’è il ruolo di diplomazia culturale, l’utilizzo della cultura dell’automobile come asset del soft power è una delle nostre priorità”.

Tra mostre di arte contemporanea e una squadra curatoriale variegata e ricca, il MAUTO appare oggi un luogo interessante e vivo che, partendo da una storia precisa, sa però declinarla all’insegna di una intrigante multidisciplinarietà.

Meloni: materie STEM strategiche per vincere sfida competenze

Milano, 4 feb. (askanews) – “Vincere la sfida delle competenze è decisivo per costruire una Nazione sempre più competitiva e protagonista delle grandi trasformazioni della nostra epoca. È un traguardo che possiamo raggiungere solo se siamo capaci di fare gioco di squadra, coinvolgendo in questa missione le famiglie, la scuola, le università, le imprese, gli ordini professionali, i luoghi di cultura e i mezzi di comunicazione”. È quanto dichiara la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della Settimana nazionale delle discipline STEM (4-11 febbraio 2025), istituita con la legge 24 novembre 2023, n. 187: “È un’iniziativa nella quale crediamo fortemente, perché riteniamo strategico per il futuro della Nazione far crescere nelle giovani generazioni l’interesse nei confronti delle materie scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, discipline sempre più al centro dei cambiamenti che i nostri sistemi economici, sociali e produttivi stanno attraversando”.

Meloni cita la Banca Mondiale, per la quale “l’80% della ricchezza delle Nazioni più avanzate è rappresentata dal sapere. In questo scenario, le materie STEM stanno assumendo un ruolo sempre più determinante e offrono grandi opportunità e prospettive. Purtroppo, in Italia gli indicatori descrivono un disallineamento tra domanda e offerta. Per l’Istat solo un quarto dei laureati italiani tra i 25 e i 34 anni ha studiato materie STEM, e le imprese italiane dichiarano di avere difficoltà a trovare profili professionali con preparazione in queste discipline”. E assicura: “Il Governo è determinato ad invertire questa tendenza, e ha già compiuto i primi passi in questa direzione. Mi riferisco, ad esempio, alla riforma dell’istruzione tecnico-professionale per creare un collegamento stabile e strutturale tra i percorsi dell’istruzione tecnica e professionale, gli ITS e le filiere produttive; all’istituzione del Liceo del Made in Italy che abbraccia materie umanistiche e materie STEM; agli incentivi per favorire l’assunzione in azienda dei titolari di contratti di ricerca e ricercatori o alle risorse stanziate per l’orientamento e il piano lauree scientifiche. C’è ancora molto lavoro da fare, ma siamo convinti che il cammino intrapreso sia quello giusto”.

E conclude: “Credere nel futuro dell’Italia vuol dire anche lavorare per formare le professioni e i professionisti del domani, contribuendo così a risvegliare quel coraggio e quella capacità di osare che sono innati nel nostro popolo e che hanno consentito alla nostra Nazione di diventare quello che è”.