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Migranti, Prodi: modello Albania propaganda politica. Se Meloni lo faceva in Calabria risparmiava

Roma, 1 feb. (askanews) – Il modello Albania per la gestione dei migranti irregolari “è semplicemente un punto di propaganda elettorale, perché se” Meloni “faceva una bella struttura in Calabria”, “non doveva trasportare” i migranti, “aveva tutti i funzionari italiani”, “costruiva un edificio in Italia”, “sarebbe stato tutto un risparmio, una cosa giusta e tranquilla ma l’idea che ‘io li mando all’estero’, che ‘li mando via’ ha dato una grande remunerazione politica, tutto qua. “Mi dica una sola altra ragione perché questo fosse fatto”. Lo ha detto l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi intervistato ad Agorà Weekend su Rai Tre.

E poi il premier albanese “Rama è un furbone, s’è fatto fare gli edifici, s’è fatto mettere il porto… e poi soprattutto è lui che aiuta l’Italia, quindi una bella operazione da parte sua”, ha aggiunto Prodi.

Con il caso Almasri “è la prima volta che il mio Paese non tiene conto della Corte Penale Internazionale, che tra l’altro abbiamo costruito in Italia e che era il primo strumento per cooperare” e adesso “improvvisamente il nostro Paese si stacca da questo”. Lo ha detto l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi intervistato ad Agorà weekend su Rai tre.

“Questo – ha proseguito Prodi – corrisponde allo spirito pubblico del governo in carica, questa è la sostanza politica, non si è voluto rispettare un obbligo internazionale a cui noi avevamo aderito”.

Aereo da trasporto medico con un bambino malato si schianta a Philadelfia, nessun sopravvissuto

Roma, 1 feb. (askanews) – Un aereo bimotore che trasportava un paziente pediatrico con la madre si è schiantato in un quartiere a nord-est di Philadelphia venerdì sera, causando un’esplosione di fuoco. Il Learjet 55 con sei persone a bordo si è schiantato dopo essere partito dall’aeroporto di Philadelfia nord-orientale, ha dichiarato la Federal Aviation Administration alla CNN.

A bordo c’erano un paziente pediatrico e sua madre, che stavano tornando a casa in Messico dopo che il bambino era stato curato a Philadelphia, ha dichiarato Shai Gold, portavoce dell’operatore di volo Jet Rescue Air Ambulance.

Il Learjet era in rotta verso l’aeroporto nazionale di Springfield-Branson nel Missouri, ha dichiarato la FAA. Gold ha detto alla CNN che il velivolo doveva fermarsi per il rifornimento all’aeroporto di Springfield prima di proseguire verso la destinazione finale di Tijuana, in Messico. A bordo c’erano anche quattro membri dell’equipaggio: un pilota, un copilota, un paramedico e un medico. Secondo il Ministero degli Esteri messicano, tutte e sei le persone a bordo erano di nazionalità messicana.

“Al momento non possiamo confermare la presenza di sopravvissuti”, ha dichiarato venerdì la compagnia di ambulanze aeree. Non è chiaro se vi siano altre vittime coinvolte a terra dallo schianto.

Aereo da trasporto medico con un bambino malato si schianta a Philadelfia, nessun sopravvissuto

Roma, 1 feb. (askanews) – Un aereo bimotore che trasportava un paziente pediatrico con la madre si è schiantato in un quartiere a nord-est di Philadelphia venerdì sera, causando un’esplosione di fuoco. Il Learjet 55 con sei persone a bordo si è schiantato dopo essere partito dall’aeroporto di Philadelfia nord-orientale, ha dichiarato la Federal Aviation Administration alla CNN.

A bordo c’erano un paziente pediatrico e sua madre, che stavano tornando a casa in Messico dopo che il bambino era stato curato a Philadelphia, ha dichiarato Shai Gold, portavoce dell’operatore di volo Jet Rescue Air Ambulance.

Il Learjet era in rotta verso l’aeroporto nazionale di Springfield-Branson nel Missouri, ha dichiarato la FAA. Gold ha detto alla CNN che il velivolo doveva fermarsi per il rifornimento all’aeroporto di Springfield prima di proseguire verso la destinazione finale di Tijuana, in Messico. A bordo c’erano anche quattro membri dell’equipaggio: un pilota, un copilota, un paramedico e un medico. Secondo il Ministero degli Esteri messicano, tutte e sei le persone a bordo erano di nazionalità messicana.

“Al momento non possiamo confermare la presenza di sopravvissuti”, ha dichiarato venerdì la compagnia di ambulanze aeree. Non è chiaro se vi siano altre vittime coinvolte a terra dallo schianto.

Santanch, Donzelli: fiducia Fdi su operato ministro mai venuta meno

Roma, 1 feb. (askanews) – “Se oggi sar presente anche la ministra Daniela Santanch? Mi auguro di s, un dirigente di partito ed bene che svolga il suo dovere di dirigente di partito e sia presente”. Lo ha detto il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, al suo arrivo alla direzione nazionale del partito che si svolge in un centro congressi a due passi da Piazza di Spagna.

“Ribadiremo la fiducia alla ministra? La fiducia la esprime il Parlamento, la fiducia di Fratelli d’Italia per il lavoro di Santanch non mai venuta meno. Santanch un ottimo ministro che dal punto di vista del suo operato come ministro del turismo credo che sia impeccabile, quindi sul suo operato da ministro nessuno ha mai avuto un dubbio”, ha aggiunto. (Segue).

Donzelli si quindi soffermato sulle ultime affermazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Ovviamente se il presidente La Russa ho fatto questa valutazione sull’opportunit che Daniela Santanch faccia una ulteriore riflessione o continui a fare delle riflessioni penso, visto che sono anche amici e visto anche il ruolo di La Russa, che non aspetti a me smentirlo”.

Libia, Prodi: prima volta che Italia non tiene conto di Cpi

Roma, 1 feb. (askanews) – Con il caso Almasri “è la prima volta che il mio Paese non tiene conto della Corte Penale Internazionale, che tra l’altro abbiamo costruito in Italia e che era il primo strumento per cooperare” e adesso “improvvisamente il nostro Paese si stacca da questo”. Lo ha detto l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi intervistato ad Agorà weekend su Rai tre.

“Questo – ha proseguito Prodi – corrisponde allo spirito pubblico del governo in carica, questa è la sostanza politica, non si è voluto rispettare un obbligo internazionale a cui noi avevamo aderito”.

Sanremo, Settembre: Per me l’inizio di tutto e il sogno pi grande

Milano, 31 gen. (askanews) – Settembre in gara nella categoria Nuove Proposte del Festival di Sanremo con il brano “Vertebre” (Isola degli Artisti / distribuzione Ada Music).

Un brano intenso e personale che parla della vulnerabilit a cui ci espongono le nostre emozioni racconta l’artista.

“Vertebre io lo identifico un po’ un grido generazionale di denuncia al fatto che noi ragazzi della nostra et secondo me abbiamo molte fragilit, molte difficolt, quindi ho voluto a gestire le nostre emozioni. Quindi ho voluto un po’ mettere su carta quelli che erano i miei pensieri riguardo questa cosa e secondo me la frase chiave per capire un po’ tutto il senso del brano nessuno ci ha mai detto come si piange alla nostra et, perch nessuno ci ha mai dato un manuale di vita che ci spiega come vivere, come gestire tutte queste emozioni che secondo me per la nostra generazione e a vent’anni veramente difficile sapere come gestire”.

La canzone ha gi superato ogni aspettativa, totalizzando il record di oltre 6 milioni di stream su Spotify e imponendosi come il brano pi ascoltato e condiviso tra quelli dei giovani di questa edizione, Settembre ha un rapporto speciale con il Festival. “Sanremo, professionalmente, l’inizio, proprio il vero inizio di tutto ed proprio il sogno pi grande. Quindi sono queste due cose e ovviamente a Sanremo sono tanti ricordi legati alla mia famiglia, all’unione con la mia famiglia, era un momento in cui, lo ancora, un momento in cui tutti e quattro ci sediamo sul divano, guardiamo il festival, ascoltiamo la musica. Quindi quel momento bellissimo di tanto amore con la mia famiglia. E questo per una buona causa sar il primo anno per cui non guarderemo il festival insieme perch ovviamente io sar l per i giovani, i miei genitori saranno in platea a guardarmi e quindi o comunque saranno non so per comunque saranno li a Sanremo”.

L’aut aut della Merkel manda a sbattere Merz. E Tajani fa l’equilibrista.

Il voto congiunto della CDU/CSU e dell’AfD al Bundestag sulla proposta di legge per inasprire le regole sull’immigrazione ha suscitato una forte reazione in tutta Europa. L’insolita convergenza con l’estrema destra ha spinto diverse città, tra cui Dresda e Berlino, a manifestare contro quello che molti hanno visto come un pericoloso cedimento della CDU all’AfD. Dure critiche sono arrivate non solo da SPD e Verdi, ma anche da Angela Merkel, ex cancelliera e figura di riferimento della CDU, che ha definito l’apertura all’AfD “un errore”.

L’ex cancelliera, sempre favorevole a una linea di moderazione, ha messo in guardia contro il rischio di una “normalizzazione” dell’AfD. Un gesto come quello di unire i voti con l’ultradestra infrangeva il tabù dell’isolamento dell’AfD, con gravi ripercussioni sulla percezione della CDU da parte dell’elettorato moderato.

Friedrich Merz, il leader cristiano-democratico che punta alla Cancelleria, ha cercato di placare le polemiche dichiarando che, nonostante il voto congiunto, esclude categoricamente l’ipotesi di una coalizione con l’AfD dopo le imminenti elezioni. Tuttavia, la sua posizione è stata messa ulteriormente in crisi da una seconda votazione, tenutasi ieri. In quell’occasione, la CDU e l’AfD si sono nuovamente ritrovati alleati su una proposta di legge che mirava a restringere ulteriormente i margini per i ricongiungimenti familiari. A sorpresa, però, la proposta è stata bocciata a causa di 12 franchi tiratori, probabilmente all’interno della stessa CDU. Ne è emersa una sconfitta politica che lede la credibilità di Merz nel mezzo di una dura campagna elettorale..

In questa complessa vicenda si inserisce anche Antonio Tajani, che, al margine di un incontro, ha cercato di minimizzare la questione, ribadendo che la CDU non ha formalizzato alcuna alleanza con l’AfD. Le sue dichiarazioni, tuttavia, riflettono l’imbarazzo di Forza Italia, soprattutto alla luce della crescente polarizzazione europea sulla questione migratoria. Tajani, invece di prendere una posizione netta, ha scelto l’equilibrismo.

Ma Forza Italia, membro del PPE, deve chiarire da che parte sta. Con Merkel, che difende un’inclusione equilibrata, o con Merz, che non esita a “giocare” con l’ultradestra per spingere su un’agenda più rigida?

La questione migratoria non divide solo la Germania. Chiama in causa tutta l’Europa, obbligandola a decidere se proseguire verso un’inclusione solidale o se piegarsi alla tentazione di alleanze con l’estrema destra.

Dopo la presa di Goma: il Congo verso la guerra civile?

La situazione nella porzione est della Repubblica Democratica del Congo è precipitata definitivamente nel fine settimana, ma è dall’incipit  del 2025 che l’M23 ha rilanciato la sua offensiva, estendendo il proprio controllo in vaste aree nel Nord e Sud Kivu, prendendo nelle ultime settimane le città di Minova, nel Sud Kivu, e Masisi, nel Nord Kivu.

In linea con i dati riportati dall’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati , solo dall’inizio del 2025 più di 400.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case nelle province del Nord e del Sud Kivu per fuggire dai combattimenti. A partire dalla scorsa settimana il conflitto ha vissuto un notevole aumento di intensità, specialmente a causa dall’uccisione del governatore militare del Nord Kivu Peter Cirimwami e dalla minaccia, divenuta poi concreta, di marciare su Goma.

Da allora la coalizione governativa ha subito altre perdite, tra cui la morte del comandante supremo delle Forze armate congolesi, il generale Pacifique Ntawunguka, alias Omega, e dei soldati della missione Sadc guidata dal Sudafrica e della missione Onu. congolese. Ci sono stati scontri a fuoco anche alla Petite Barrière, al confine con il Ruanda, e alla città frontaliera di Gisenyi.

Tra coloro che sono riusciti a conferire un quadro strutturato e consequenziale della situazione corrente è necessario nominare il ricercatore tedesco Christoph Vogel , specializzato nella ricerca e ricostruzione delle dinamiche geopolitiche di territori analoghi a quelli della RDC. Il ricercatore ha affermato che: “L’M23, tra i tanti gruppi armati che esistono nella regione, è sicuramente uno dei gruppi più strutturati e organizzati. Oltre a ciò, ci sono rapporti affidabili delle Nazioni Unite, secondo cui questo gruppo riceve sostegno dall’esercito ruandese. Ma un’altra spiegazione risiede anche nella debolezza delle forze armate congolesi e nella strutturazione della coalizione che sostiene queste forze”.

Difatti, non bisogna dimenticare, che già  nel novembre 2012 lo stesso gruppo armato aveva preso Goma, ma solo per due settimane, prima di ritirarsi. “Ciò che oggi è diverso – sottolinea  Vogel – è il consolidamento regionale con una moltitudine di attori coinvolti da entrambe le parti, che ricorda molto di più le guerre nella regione alla fine degli anni ’90”.

Da questo punto di vista, è chiaro che la città di Goma è oggetto di interessi strategici.

Questo perché la regione del Nord Kivu, dove si colloca Goma, è ricca di risorse minerarie altamente strategiche . Questi minerali, come coltan, oro, diamanti e stagno, attirano non solo i ribelli ma anche governi e attori economici internazionali.

Da qui si innesca una vera e propria catena di produttività ai limite della legalità, in quanto le multinazionali, attraverso il commercio non regolamentato di minerali, finanzierebbe  indirettamente i gruppi ribelli, contribuendo all’instabilità.

Alcuni paesi occidentali, tra cui gli Stati Uniti e il Regno Unito, sono stati criticati per il loro sostegno al Ruanda, considerato un alleato strategico nella regione, chiudendo talvolta un occhio sulle sue azioni nella RDC.

Difatti un anno fa, commentando l’accordo stipulato dal Ruanda con l’Unione europea finalizzato a promuovere catene del valore “sostenibili e resilienti” per le materie prime critiche, coltan compreso, il presidente congolese Tshisekedi ha accusato Bruxelles di essere “complice” nel saccheggio delle risorse alla Rdd: Il Ruanda oggi si costruisce grazie alle risorse rubate alla Repubblica democratica del Congo” e i minerali dell’accordo con l’Europa sarebbero “prodotti rubati” alla Rdc.

Ad oggi le testimonianze da Goma sono drammatiche: il ministro delle Comunicazioni Patrick Muyaya ha esortato la popolazione a restare in casa e proteggere la propria sicurezza mentre l’agenzia di aiuti ufficiale della Chiesa cattolica in Inghilterra e Galles, Cafod, ha fatto sapere che acqua ed elettricità sono state tagliate in tutta la città. Le vie d’accesso a Goma sarebbero quasi tutte bloccate, cosa che impedisce alla popolazione di uscire e agli aiuti di entrare e anche le vie d’acqua sul lago Kivu sono interrotte.

Cleopatra al Quirinale: faraoni, senatori e complotti imperiali.

La regina Cleopatra/Meloni nel mese di Januarius in questa Roma che ormai non le è più amica, prova sulla pelle quanto governare macera animo e corpo. Gira come una trottola per il mondo conosciuto che lei chiama globo terraqueo, dorme sul carro tra un trasferimento e l’altro, scende e talvolta straparla.

Nello stesso Januarius, Cesare si è limitato a passeggiare con i suoi per il Senato e ad osservare la sua amata Cleopatra sbattere come una pallina sul piano del biliardo tra un problema e l’altro – e spesso producendoli pure, quando non era necessario. Cesare sa che Cleopatra/Meloni è stata educata da regina, incoronata faraone degli Egizi, essere lei stessa il Regno d’Egitto, ma ha pensato per amore che avrebbe portato una ventata di novità nell’Impero ingessato dai generali  e corrotto dalla burocrazia. Non si può certo biasimare l’amore senescente del Divo Giulio Cesare, ma lui stesso ora non sa come uscirne

Uno sgarbo di inizio anno non è di buon auspicio, hanno sentenziato i Sacerdotes Imperi e le Vestali. Meloni/Cleopatra si affida ai potenti Fenici e va oltre le Colonne d’Ercole da un’altro Imperator a chiedere come si recupera senza danno una nuntius dell’Impero finita nelle mani degli infidi Persiani quando nelle patrie galere, per puro caso, hai rinchiuso un Persiano. E risolto il caso ci torna sempre con i fidati Fenici per la festa di incoronazione dell’Imperator. Son dunque “corna” come le sagge Vestali suggeriscono? È mancato riconoscimento del potere di Cesare come suggeriscono i Sacerdotes? Cesare la prende male, e sopporta.

La regina nel frattempo ordisce la sua trama. Da tempo mal sopporta i Iudices dell’Impero. Non ne capisce il ruolo e nemmeno le funzioni. Nel suo Egitto c’è solo Lei, il faraone, che decide la sorte di tutti i sudditi. Se decide bene, applausi; se decide male, condannando qualche innocente, applausi lo stesso, e soffocati e rassegnati disappunti. Finché c’è il suo regno si fa così e si dovrà aspettare un altro Faraone per avere giustizia, forse.

Ma nell’Impero di Cesare ci sono altre regole. C’è il Senatus, il Concilium Plebis e uno svariato numero di Comitia e poi i Iudices. E su questi ultimi si concentra l’astio della Regina. C’è da dire però che si arriva a ricoprire la carica di Iudices in età matura. circa 40 anni di età. e la carica impone un codice di condotta rigido e una rotazione degli incarichi. La regina non guarda a queste sottigliezze, che pure Cesare stesso le aveva illustrato in più occasioni.

Stavolta, in un pomeriggio freddo ed umido di Januarius, corre su per il colle Quirites dove sta il Pontifex maximo custode della tomba del dio Quirino, padre della Patria e della Nazione dei romani, che chiamavano sé stessi “Quirites”, sventolando un foglio che un improvvido Iudices le ha mandato. Strilla e si affanna per la corsa, capelli al vento e il fiato corto va su già sapendo che cosa farà dopo: vuole informare il Pontifex che è lesa maestà, lei è un faraone in terra straniera e le si deve rispetto e fede cieca. Regina o faraone fa lo stesso,  è fuori dalla portata dei Iudices.

Il Pontifex maximo attende la regina curando gli affari suoi, ma la trafelata Cleopatra/Meloni lo raggiunge negli uffici mostrando fiera il foglio incriminatore. Ma è solo una nota, già vista nell’Impero, sulla questione degli alleati predoni del deserto della Libia felix (una volta), per un passaggio dato da Centurioni fidati a un noto predone, che altri Iudices dell’Impero cercavano di accalappiare mentre se ne andava in giro, menandola sotto al naso pure ai feroci Alemanni.

Il Pontifex la rassicura, Cesare di certo sarà già informato, è un nonnulla, succede a chi sta al Governo, poi tutto si sgonfia. Pessima tattica. La regina non va blandita. Ne esce torva e silenziosa. Ma quando è davanti ai suoi, e suoi non sono solo gli Egizi ma tutta la plebe dell’Impero, ritrova vigore e parla. Straparla, notano invero i Senatori, di complotti, di resistenza e di ricatti in ogni dove del globo terraqueo, di onore suo e di quello della Patria (di Cesare o la sua?), di Iudices che vogliono il suo posto di Governo ma senza i suoi voti. Finito di parlare apre la borsetta e dentro solo un piccolo foglio così vergato: “A Iudicibus soluti non possumus. Vale, Caesar”.

Leadership femminile, un nuovo capitolo nella politica Italiana.

Negli ultimi anni, la politica italiana ha registrato una trasformazione significativa sul fronte delle leadership femminili, testimoniata dall’ascesa di figure che, con percorsi e visioni profondamente diversi, hanno saputo imprimere un segno profondo nella vita istituzionale del Paese. In questo contesto, due donne si distinguono per il ruolo centrale assunto nel panorama politico nazionale: Giorgia Meloni ed Elly Schlein, esponenti di due visioni contrapposte, ma entrambe protagoniste di un cambiamento storico nella rappresentanza politica femminile ai vertici del potere.

L’elezione di Giorgia Meloni a Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2022 ha rappresentato un momento senza precedenti per l’Italia, segnando la prima leadership di una donna alla guida del governo. Leader di Fratelli d’Italia, Meloni ha consolidato la sua posizione grazie a un percorso politico caratterizzato da determinazione, strategia e una forte identità culturale. La sua ascesa ha segnato un punto di svolta nella politica nazionale, dimostrando che anche in contesti tradizionalmente dominati dalla leadership maschile è possibile affermarsi con autorevolezza.

Sul fronte opposto, Elly Schlein, eletta a sorpresa Segretaria del Partito Democratico nel 2023, ha segnato un’altra svolta epocale, diventando la prima donna a guidare il principale partito progressista italiano. Con un background internazionale e un forte impegno per i diritti civili, la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale, Schlein esprime una visione politica inclusiva. La sua leadership rappresenta una sfida al modello tradizionale di partito e un segnale di cambiamento per la sinistra italiana.

L’affermazione di leader come Giorgia Meloni ed Elly Schlein si inserisce però in un percorso più ampio, reso possibile anche dall’impegno di donne che, in passato, hanno aperto la strada alla partecipazione femminile nella politica italiana. È significativo ricordare le parole di Nilde Iotti, prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati, che affermò: “La presenza delle donne nelle istituzioni non è solo una questione di giustizia, ma arricchisce la vita democratica del Paese”. Così come quelle di Angela Maria Guidi Cingolani, prima donna sottosegretario in Italia, che nel 1944, durante un convegno del Movimento Femminile della DC, dichiarò: “La DC vede nella donna la naturale portatrice, nella vita familiare e sociale, di quel complesso di valori morali e religiosi che sono radicati nella nostra tradizione”.

Queste riflessioni sottolineano come l’inclusione femminile nelle posizioni di potere non sia solo una questione di equità, ma contribuisca a una democrazia più completa e rappresentativa. Meloni e Schlein, pur incarnando orientamenti politici distinti e alternativi, testimoniano il crescente ruolo delle donne nelle più alte cariche politiche e istituzionali del Paese.

Sebbene il loro successo rappresenti un cambiamento strutturale, la presenza femminile nei ruoli di vertice resta ancora inferiore rispetto a quella maschile, con una sotto rappresentazione nelle cariche ministeriali più influenti e ai vertici dei partiti. Per colmare questo divario, è fondamentale proseguire nel percorso di valorizzazione delle leadership femminili, sia attraverso misure istituzionali, come la Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, sia attraverso un cambiamento culturale che favorisca una piena inclusione delle donne nei processi decisionali.

L’affermazione di Meloni e Schlein dimostra che la politica italiana sta cambiando, ma la strada verso una rappresentanza pienamente paritaria è ancora lunga e richiede un impegno costante da parte delle istituzioni, dei partiti e della società civile. L’Italia ha di fronte a sé un’opportunità storica: trasformare queste leadership in un modello di riferimento per le future generazioni, affinché la presenza femminile nei ruoli decisionali non sia più un’eccezione, ma un aspetto naturale e consolidato della vita politica nazionale. Come ha affermato Papa Francesco: “Non si può perseguire un mondo migliore, più giusto, inclusivo e integralmente sostenibile senza l’apporto delle donne”. Un concetto che risuona con particolare forza nel contesto politico odierno.

Sanremo, Jovanotti: sto preparando una sorpresa, ho carta bianca

Citt del Vaticano, 31 gen. (askanews) – Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti a margine della conferenza stampa in Vaticano, per la presentazione della mostra ‘En route’, realizzata dalla Biblioteca Apostolica Vaticana in occasione del Giubileo 2025, ha parlato della sua partecipazione come super ospite alla prima serata del Festival di Sanremo: “Sto preparando una bella sorpresa, perch ha a che fare con la musica, con la passione per la musica. Non so neanch’io perch ci sto lavorando, siccome piuttosto complicato da fare non so come verr, ma se ci riusciamo sar molto bella, molto spettacolare. Una sorpresa complicata, mi hanno dato carta bianca, io non sono mai solo sul palco lo dice anche la canzone”.

Rispetto al duetto tra un’israeliana e una palestinese sempre sul palco dell’Ariston ha aggiunto: “Queste cose nella musica continuano ad accadere, continuano ad accadere costantemente, per cui io queste cose qui le guardo sempre con speranza proprio, anche proprio con entusiasmo, come dice per citare un film, la musica ha questo potere, questa forza qui, ce l’ha sempre avuta. Sar un bel momento, non so se una cosa del genere ferma una guerra, sicuramente pianta un seme, sicuramente pianta un seme per chi assiste a questa cosa qua, e l’importante che non ci si fermi mai, non tanto appunto il contenuto di una canzone in termini proprio di parole, quanto proprio l’aspetto emotivo dell’incontro di due esseri umani che non sarebbero in quella stanza insieme se non ci fosse la musica, ma meno male che c’ la musica”.

Jovanotti: di fronte alla guerra rimango avvilito e impotente

Citt del Vaticano, 31 gen. (askanews) – “Nelle canzoni c’ spazio per le emozioni e i contenuti necessari. La canzone forse non pi un contenitore di informazione, ci sono altri contenitori pi rapidi, pi efficaci, per la canzone rimane uno strumento poetico e io credo nella forza dell’emozione, della poesia”, ha detto Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti, a margine della conferenza stampa in Vaticano per la presentazione della mostra ‘En route’, realizzata dalla Biblioteca Apostolica Vaticana in occasione del Giubileo 2025 parlando del ruolo della musica e degli artisti davanti alla guerra, in particolare al conflitto in Medioriente.

“Soprattutto credo anche nell’inadeguatezza nel mio caso personale di assumermi dei ruoli che non mi spettano perch sarei impreparato e quindi di fronte a tanta tragedia e di fronte a questa tragedia io non riesco ad essere altro che silenzioso, davvero, perch mi sento impreparato, non ho gli strumenti, talmente impensabile per me, inconcepibile l’idea che muoiano dei bambini che non riesco neanche a portare alla parola la tragedia che sento dentro da essere umano. E quindi questa cosa non riesco proprio ad affrontarla, c’ un materiale che ci metto le mani e mi sfugge, mi scotta, mi fa paura, evito con tutto me stesso di partecipare a un gioco di tifoserie e rimango uno spettatore avvilito, impotente, impreparato soprattutto, perch non rientra proprio nelle cose che io riesco a concepire” ha concluso Jovanotti che esce oggi col nuovo album “Il corpo umano vol. 1.

Al-Masri, Bongiorno: “Per ora non parlo, magari fra un’ora o giorno”

Roma, 31 gen. (askanews) – “Sapete perfettamente, perch fate i giornalisti, che quando io posso parlo. Per adesso abbiamo scelto, in questo momento questo, magari tra un’ora o un giorno parlo. Per adesso non ho dichiarazioni da fare. Oggi non faccio dichiarazioni. Devo fare ulteriori riunioni e poi vi parlo di tutto”. Lo ha detto ai cronisti lasciando Palazzo Chigi l’avvocata e senatrice leghista Giulia Bongiorno, che due giorni fa ha assunto la difesa della premier, dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano sul caso Al-Masri.

Trump conferma i dazi alla Ue: "Qualcosa di sostanziale. Ci ha trattato molto male"

Roma, 1 feb. (askanews) – Come riportano i media americani, in un incontro con i giornalisti alla Casa Bianca Donald Trump ha detto che con i dazi intende “fare qualcosa di sostanziale” anche nei riguardi dell’Unione Europea: “Se ho intenzione di imporre dazi doganali all’Unione Europea? Volete la risposta vera o quella diplomatica? Assolutamente sì”, l’Ue “ci ha trattato molto male”, ha detto il presidente Usa ai giornalisti nello Studio Ovale.

Trump ha anche fornito dettagli in più su quelli che vuole imporre a Canada, Messico e Cina, precisando che vuole imporre tariffe sulle importazioni di chip per computer, prodotti farmaceutici, acciaio, alluminio, rame, petrolio e gas e che le tariffe sul petrolio e sul gas dovrebbero essere previste entro il 18 febbraio.

In precedenza Trump aveva dichiarato di voler imporre una tariffa del 25% al Messico, del 25% al Canada e del 10% alla Cina: ora ha precisato che ridurrà le tariffe sul petrolio canadese al 10%.

Jovanotti alla mostra ‘En route’: “Il Vaticano casa per me”

Citt del Vaticano, 31 gen. (askanews) -Jovanotti tra i protagonisti della mostra ‘En route’, realizzata dalla Biblioteca Apostolica Vaticana in occasione del Giubileo 2025. Il tema dell’esposizione a cui partecipano diversi artisti i “giri del mondo”. Ma per il popolare cantante questa occasione ha un sapore particolare.

“Il Vaticano casa per me: mio padre ha lavorato qui per 55 anni, sono nato a Porta Cavalleggeri, ho vissuto questi luoghi da bambino, ero un esploratore di questi luoghi”.

Jovanotti apre il percorso espositivo, accogliendo il visitatore nel caleidoscopio della sua anima di cantautore e di globe-trotter. Ha esposto la sua bicicletta da viaggio, una chitarra decorata da un’artista argentina, una palla da discoteca trasformata in mappamondo e i propri disegni.

“Sono un artista di spettacolo e la mia produzione legata all’idea del viaggio e dell’esplorazione. Perch tutto questo? Non per celebrare il mio ego, il mio intento non stato autocelebrativo, ma quello di fare da “cavallo di Troia”: portare qualcuno che non sarebbe mai entrato in Vaticano a scoprire questo luogo straordinario”.

Sul suo rapporto con la fede, Jovanotti dice cos.

“Si entra in una zona di pudore estremo, preferirei fare uno spogliarello che spogliare l’anima. Rimango nella nuvola di una fede molto debole e altalenante continuamente alla ricerca di conferme che arrivano e poi sfuggono: un viaggio”.

Giornata Mondiale cancro, Fujifilm nuova Visionary Partner di UICC

Milano, 31 gen. (askanews) – In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro del 4 febbraio, Fujifilm annuncia di essere diventata “Visionary Partner” della Union for International Cancer Control (UICC). Con questa nuova partnership triennale, dal 2025 al 2027, l’azienda rafforza il proprio impegno nel cercare di ridurre il carico globale del cancro e, allo stesso tempo, migliorare i risultati dei pazienti. Il tema della nuova campagna 2025-27 “United by Unique”: le persone vengono messe al centro perch il cancro pi di una semplice diagnosi medica, una questione profondamente personale. Con oltre 35 milioni di nuovi casi previsti entro il 2050 e con quasi la met della popolazione mondiale che non ha accesso all’assistenza sanitaria di cui ha bisogno, Fujifilm dichiara di essere pronta ad affrontare le maggiori sfide sanitarie globali.

Oltre il 40% dei decessi legati al cancro sono considerati prevenibili attraverso uno screening approfondito e una diagnosi rapida. Diagnosticare e trattare il tumore con maggiore velocit e precisione una delle mission di Fujifilm e della sua area Healthcare: grazie, infatti, a servizi di diagnostica oncologica all’avanguardia come, tra gli altri, la mammografia e l’endoscopia, alla promozione di pratiche sanitarie efficaci attraverso il centro di screening sanitario “NURA” e con il lavoro di sviluppo e produzione di trattamenti oncologici innovativi in collaborazione con l’industria biofarmaceutica, Fujifilm in tutto il mondo sta cercando di fronteggiare e colmare le lacune ancora esistenti nell’accesso, nell’equit e nella cura dei pazienti oncologici.

Nel primo anno di questa rinnovata partnership, Fujifilm, forte della propria esperienza nella fotografia, e UICC intendono celebrare la forza e la resilienza dei pazienti, dei caregiver e degli operatori sanitari, incoraggiando le persone a condividere le loro storie personali. Un approccio incentrato sulle persone, dunque, che integri pienamente le esigenze uniche di ogni individuo, con compassione ed empatia, porta a risultati migliori in termini di salute.

I Duran Duran super ospiti a Sanremo, "tornano al Festival dopo 40 anni"

Roma, 31 gen. (askanews) – Ci saranno anche i Duran Duran al Festival di Sanremo. La band inglese – oggi composta da Nick Rhodes, John Taylor, Roger Taylor e Simon Le Bon – sarà sul palco dell’Ariston come ospiti internazionali nella serata di giovedì 13 febbraio 2025.

Ad annunciare la presenza dei Duran Duran come super ospiti è stato il presentatore e direttore artistico del Festival, Carlo Conti, ospite in diretta al Tg1: “Abbiamo l’ok definitivo, torneranno dopo 40 anni”, ha detto Conti.

I 43 migranti in Albania torneranno in Italia. I giudici inviano gli atti alla Corte Ue

Roma, 31 gen. (askanews) – Torneranno presto tutti in Italia i 43 migranti portati nei giorni scorsi in Albania. La Corte d’Appello di Roma – Sezione Persona, Famiglia, Minorenni e Protezione Internazionale – ha infatti sospeso il giudizio di convalida dei trattenimenti e rimesso “gli atti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea ai sensi degli artt. 267 TFUE, 105 e ss. del Regolamento di procedura e 23 bis dello Statuto della Corte”, come si legge in un passo delle 25 pagine della sentenza.

La decisione dei giudici conferma il metodo adottato nelle altre convalide degli ultimi mesi: “Il giudizio va sospeso nelle more della decisione della Corte di Giustizia. Poiché per effetto della sospensione è impossibile osservare il termine di quarantotto ore previsto per la convalida, deve necessariamente essere disposta la liberazione del trattenuto, così come ha ripetutamente affermato la Corte Costituzionale in casi analoghi (nei quali è stata sollevata questione di legittimità costituzionale nell’ambito di procedimenti di convalida di arresto)”.

Erano 49 i migranti (38 bengalesi, 8 egiziani, 2 gambiani, 1 ivoriano) giunti la mattina di martedì 28 gennaio in Albania. Dopo un primo screening, anche sanitario erano stati rinviati in Italia 5 di loro (2 del Bangladesh, 2 del Gambia perché minorenni e 1 Ivoriano vittima di tratta). Un cittadino del Bangladesh era stato poi riportato in Italia giovedì 30 gennaio, in quanto in sede di audizione personale erano emersi fatti meritevoli di ulteriori approfondimenti rispetto alla sua situazione individuale: è rientrato in Italia per essere sottoposto alla ordinaria procedura prevista per i richiedenti asilo.

Per i restanti 43 (cittadini del Bangladesh e dell’Egitto), all’esito delle audizioni della “Commissione territoriale per il diritto d’asilo” erano stati emessi dinieghi per manifesta infondatezza della domanda: per loro era appunto attesa la convalida del trattenimento da parte dei giudici del Tribunale di Roma.

Non convalidato trattenimento 43 migranti in Albania: "Atti a Ue"

Roma, 31 gen. (askanews) – I giudici della Corte d’Appello di Roma – sezione persona, famiglia, minorenni e protezione internazionale – hanno sospeso i giudizi di convalida dei trattenimenti dei 43 migranti portati, venerdì scorso, in Albania.

I giudici hanno poi rimesso “gli atti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea ai sensi degli artt. 267 TFUE, 105 e ss. del Regolamento di procedura e 23 bis dello Statuto della Corte”, come si legge in un passo delle 25 pagine del provvedimento.

Erano 49 i migranti (38 bengalesi, 8 egiziani, 2 gambiani, 1 ivoriano) giunti la mattina di martedì 28 gennaio in Albania. Dopo un primo screening, anche sanitario erano stati rinviati in Italia 5 di loro (2 del Bangladesh, 2 del Gambia perché minorenni e 1 Ivoriano vittima di tratta). Un cittadino del Bangladesh era stato poi riportato in Italia giovedì 30 gennaio, in quanto in sede di audizione personale erano emersi fatti meritevoli di ulteriori approfondimenti rispetto alla sua situazione individuale: è rientrato in Italia per essere sottoposto alla ordinaria procedura prevista per i richiedenti asilo.

Per i restanti 43 (cittadini del Bangladesh e dell’Egitto), all’esito delle audizioni della “Commissione territoriale per il diritto d’asilo” erano stati emessi dinieghi per manifesta infondatezza della domanda: per loro era appunto attesa la convalida del trattenimento da parte dei giudici del Tribunale di Roma.

Ancora tensione governo-toghe, da Ue "richiamo" a Italia su Cpi

Roma, 31 gen. (askanews) – “Mentre il Governo lavora senza sosta per portare risultati all’Italia, c’è chi prova invano a smontarli. E intanto il mondo torna a puntare su di noi”. Di buon mattino Giorgia Meloni rilancia su X – accompagnato da questo post – il video del suo intervento di ieri all’evento “La Ripartenza”, in cui aveva attaccato frontalmente i “giudici che vogliono governare”. Una linea dura che era iniziata martedì pomeriggio, con il video social in cui annunciava di aver ricevuto un avviso di garanzia (si tratta in realtà di un avviso di un procedimento, una cosa diversa) per il caso Al-Masri. Poco prima, come anticipato da alcuni quotidiani, era salita al Colle per annunciare al presidente Sergio Mattarella di aver ricevuto l’atto.

La premier oggi si è tenuta a distanza da Palazzo Chigi e domani non dovrebbe andare alla direzione Fdi, anche se non si esclude un videomessaggio. Nel palazzo della Presidenza del Consiglio si è invece presentata l’avvocata Giulia Bongiorno, legale di Meloni, dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano. “Per adesso non ho dichiarazioni da fare. Devo fare ulteriori riunioni e poi parlo di tutto”, le uniche parole che si è lasciata sfuggire con i giornalisti. Certo è che, se il suo consiglio era stato – come pare – quello di abbassare i toni, non è stato seguito. “Nonostante gli attacchi gratuiti quotidiani e i tentativi di destabilizzare il Governo, il sostegno degli italiani rimane solido”, ha rilanciato Meloni questa volta su Facebook, commentando un sondaggio che dà Fdi in crescita dello 0,5% al 30,1%. “Io vado avanti, come sempre, a testa alta”, assicura.

Le opposizioni però non mollano la presa. Per Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera, Meloni “è sotto ricatto da parte di uno stupratore libico”; secondo il leader di Iv Matteo Renzi “è gravissimo che il Governo cancelli di propria iniziativa l’informativa al Parlamento” mentre la premier parla sui “social, negli eventi organizzati da Nicola Porro, con le veline ai giornalisti amici”; per Annalisa Corrado, responsabile conversione ecologica nella segreteria del Pd ed europarlamentare, “l’ennesimo attacco alla magistratura” è solo “fumo negli occhi per distrarre i cittadini dalle proprie mancanze”.

A far discutere oggi sono state anche le parole di Lucio Malan, capogruppo Fdi al Senato, che a Sky Tg24 ha ipotizzato la possibilità di abolire l’obbligatorierà dell’azione penale, perché “nonostante la riforma Cartabia qualcuno continua a ritenere dovuto procedere alle indagini sempre e comunque”. Come è avvenuto – ha sostenuto – nel caso della denuncia di Luigi Li Gotti contro la presidente del Consiglio e gli altri membri dell’esecutivo. Lo stesso Malan, poi, in serata ha dovuto smentire, affermando di essere stato frainteso: “L’obbligatorietà dell’azione penale non si tocca”.

La vicenda Al-Masri non ha però solo una dimensione interna, ma anche europea, dopo che Meloni e altri esponenti del governo hanno adombrato il sospetto che il mandato di arresto sia stato fatto scattare solo dopo l’arrivo in Italia del generale libico, proveniente dalla Germania. Proprio contro Berlino e la Cpi l’esecutivo punta il dito. Una situazione che crea imbarazzo all’Unione europea. “Non spetta alla Commissione europea far rispettare i mandati della Corte penale internazionale, ma quello che possiamo dire, come Commissione europea e come Unione europea, è che sosteniamo la Corte penale internazionale e i principi stabiliti nello Statuto di Roma”, ha detto rispondendo a una domanda il portavoce per la Politica estera della Commissione Anouar El Anouni, ricordando che “il Consiglio ha invitato tutti gli Stati membri a garantire la piena cooperazione con la Corte internazionale” anche “tramite la rapida esecuzione dei mandati di arresto in sospeso”.

Sanremo, Francesca Michielin: momento di celebrazione della musica

Milano, 31 gen. (askanews) – Francesca Michielin sar sul palco dell’Ariston, dove porter in gara alla 75 edizione del Festival di Sanremo il brano Fango in Paradiso. Il brano la versione revenge song di Francesca Michielin che, come insegna Taylor Swift, sempre un’ottima soluzione per rimettere insieme i pezzi di un cuore spezzato.

“Allora, la mia canzone nata in un momento di grande disagio, adesso ci scherzo, per stato veramente il disagio pi forte che ho provato. A fine luglio avevo voglia di andare in studio e scrivere una ballata o una strappa lacrime perch ho vissuto questa relazione molto difficile, una relazione in cui c’era tanta superficialit e non c’era voglia di secondo me ascoltarsi veramente. E quindi mi sono messa proprio finalmente a tirare fuori tutta la sofferenza che avevo incamerato ma non avevo secondo me mai tirato fuori fino in fondo. Ho scritto una canzone liberatoria che di fatto la canzone pi fisica che io abbia mai scritto proprio perch in un momento in cui anche il mio fisico non era proprio al top e siccome avevo bisogno di sentirmi viva, di sentirmi viva attraverso la musica e quindi nata Fango in Paradiso: usa due concetti apparentemente molto distanti perch il paradiso il concetto per eccellenza di perfezione anche da un punto di vista religioso e il fango quella qualcosa che sporca questo paradiso. Quindi un modo per dire, anche forse nella perfezione, in ci che noi pensiamo sia idilliaco, c’ dell’imperfezione e forse deve esserci”. La cantautrice vicentina reduce da un difficile intervento al rene, torna a Sanremo su quel palco che l’ha vista debuttare nel 2016 con “Nessun grado di separazione” – brano con cui lo stesso anno ha rappresentato l’Italia all’Eurovision Song Contest -, e che ha nuovamente calcato nel 2021 con “Chiamami per nome” in coppia con Fedez, e nel 2022 con il ruolo inedito di direttrice d’orchestra. “Sanremo per me una festa, il festival della musica italiana, nel senso che proprio il momento che io da fin da piccola aspettavo, sar che vicino al periodo del mio compleanno e del carnevale e tante cose belle. Ed un momento di celebrazione della musica e di celebrazione anche del proprio lavoro di artisti. Quindi credo sia un momento in cui siamo molto connessi tra di noi tutti, che facciamo musica o meno, ed un momento anche in cui la musica tecnicamente finalmente al centro e quindi non vedo l’ora perch una grande vetrina ed un momento speciale. Da questo festival giuro io non so proprio cosa aspettarmi. Non lo so, vorrei saperlo ma per fortuna non lo so”.

Germania, bocciata proposta di legge Cdu sulla stretta all’immigrazione: non basta l’aiuto dell’Afd

Roma, 31 gen. (askanews) – Il Bundestag tedesco ha respinto la proposta di legge presentata dai conservatori della Cdu/Csu (con il sostegno dell’estrema destra dell’Afd) sull’inasprimento delle regole per l’immigrazione.

Il provvedimento è stato respinto con 350 voti contrari, 338 favorevoli e cinque astenuti, come ha annunciato la vicepresidente del Bundestag, Petra Pau, al termine della votazione. Un’analoga risoluzione non vincolante era invece stata approvata mercoledì scorso con appena tre voti di margine (348 favorevoli e 345 contrari), con il sostegno dei conservatori e dell’ultradestra; socialdemocratici, Nuova Sinistra e Verdi si erano espressi contro.

La vicenda aveva creato scalpore perché l’iniziativa della Cdu, a un mese dalle elezioni, era stata interpretata come un possibile segnale di future intese con l’ultradestra dell’Afd, e non solo dall’Spd; persino l’ex Cancelliera Angela Merkel l’aveva definita un “errore politico”. A nulla erano valse le rassicurazioni contrarie del leader della Cdu – e candidato conservatore al Cancellierato – Friederich Merz; resta ora da vedere quanto la vicenda potrà influire sulla campagna elettorale e sul voto che vede la Cdu nettamente favorito rispetto ai socialdemocratici, ma non certo in grado di conquistare una maggioranza assoluta.

Covid, ex commissario Arcuri assolto per caso delle mascherine dalla Cina: l’abuso di ufficio non è più reato

Roma, 31 gen. (askanews) – Assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. Con questa motivazione il gup del tribunale di Roma ha fatto cadere le contestazioni di abuso d’ufficio nei confronti dell’ex commissario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, riguardo il procedimento su una maxi fornitura di mascherine. Nel caso sono coinvolte anche una decina di altre persone. Per questi gli atti sono stati mandati alla Consulta.

La sentenza nei confronti di Arcuri è stata emessa al termine del rito abbreviato. Sulla base della richiesta della Procura capitolina è stata sollevata la questione di costituzionalità in relazione alla attuale formulazione dell’accusa di traffico di influenze illecite. I pubblici ministeri nei mesi scorsi avevano chiesto 16 mesi di pena per Arcuri. La requisitoria è stata fatta però prima che venisse abolito il reato di abuso d’ufficio.

Rispetto agli 800 milioni di mascherine pagate oltre 1,2 miliardi alla Cina per fronteggiare la pandemia, è già stata archiviata l’accusa di corruzione ed è venuto meno pure il peculato.

A Milano l’ottava edizione de “La Ripartenza” di Nicola Porro

Milano, 31 gen. (askanews) – Successo di pubblico per “La Ripartenza, liberi di pensare”, ideato da Nicola Porro, direttore e fondatore del sito nicolaporro.it. Nella cornice di Palazzo Castiglioni si tenuta a Milano l’ottava edizione dell’evento con un focus sulle sfide economiche per l’Italia, un parterre di ospiti di peso e il saluto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, entrata nel merito dei temi di maggiore attualit con un intervento video graffiante.

“C’era qualche giornalista per che ascoltava”, le ha fatto notare scherzosamente Porro.

“Eh guardi, se lei vuole fare le domande io rispondo, questo lo sanno tutti insomma”, ha replicato il capo di governo in collegamento.

Tra i panel, un vivace dibattito su quello che sar il futuro dell’energia, con presenze di spicco, da Daniela Gentile, Amministratrice Delegata di Ansaldo Nucleare a Nicola Lanzetta, Direttore Italia di Enel.

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni ha spiegato che il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump avr certamente un’incidenza significativa nella spinta ad aprire la strada verso energie diversificate:

“Il futuro dell’energia ovviamente dipende dalla domanda, perch dobbiamo pensare al presente e anche al futuro e poi da un’offerta che deve essere diversificata, che deve coprire ovviamente la domanda, ma anche pensare a una trasformazione necessaria che quella appunto di un’energia che abbia minori emissioni possibili”.

Temi di peso, ma clima decisamente conviviale a “La Ripartenza”, con il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana che si raccontato a Porro in una veste del tutto inedita.

” stata un’edizione stupenda, abbiamo affrontato tutti i grandi temi che sono l’energia, le imprese, i giovani e le imprese, ho fatto una tavola sulle giovani imprese, le start-up e gli investimenti esteri, un pezzo di pubblico che ha ragionato su come aiutare le imprese italiane e poi ovviamente Fontana: l’intervista che volevo fare, cio raccontare come la passione politica nasca da giovani”.

“E la presidente del Consiglio?”, gli chiediamo.

“L’ho vista molto ‘zuppesca’. Io sono contento perch il mio giornale online la zuppa e non avrebbe senso senza le 500 persone che vengono fisicamente e migliaia che ci ascoltano. L’idea di fare una cosa fisica perch il digitale, se non esiste il fisico, morto. Bisogna vedere le persone, incontrare le persone, neanche un secondo. Cio non esiste il digitale, io sono contro il digitale, vivo di digitale ma sono contro il digitale. Bisogna incontrare le persone, anche se sono poche rispetto a quelle che ti vedono”.

Oggi una zuppa di Porro, domani una zuppa di Meloni?

“Oggi una zuppa di Porro e domani un’altra zuppa di Porro”, chiosa.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Linda Verzani

Immagini askanews

Tajani a Belgrado, Italia "ambasciatrice" della Serbia con Ue e Usa

Belgrado, 31 gen. (askanews) – L’Italia è “in prima linea” per sostenere l’ingresso “nei tempi più rapidi possibili” della Serbia nell’Unione europea, può essere “portavoce” delle istanze dei Balcani nel mondo e può rappresentare un “ponte tra l’Europa e gli Stati Uniti”. Antonio Tajani, a Belgrado per il Forum imprenditoriale Italia-Serbia, scandisce bene le parole: il nostro Paese vuole essere “ambasciatore” della Serbia e dei Balcani a Bruxelles. Aleksandar Vucic, al suo fianco, abbozza un sorriso e annuisce soddisfatto. “Pochi paesi al mondo avranno un rapporto positivo con gli Usa di Donald Trump come l’Italia e Giorgia Meloni”, spiega il capo dello Stato, che nei prossimi giorni sarà impegnato nel tentativo di trovare una soluzione alla crisi politica nel suo Paese. Vucic e Tajani ne hanno discusso a margine dei lavori. “Ho parlato delle proteste di studenti e cittadini, ho detto che invitiamo tutti al dialogo e che ci asteniamo dall’uso di qualsiasi forma di forza”, ha provato a rassicurare. “Sono sempre pronto ad ascoltare le diverse posizioni. Continueremo a proteggere la stabilità della Serbia finché sarà minacciata da qualche forma di violenza. E saremo molto giusti nei confronti di chi vede diversamente le cose nel nostro Paese. Questa è la democrazia”.

Il premier serbo Milos Vucevic ha rassegnato le dimissioni dopo le vaste proteste di piazza a seguito della morte di diverse persone per il crollo di una pensilina, appena ristrutturata, in una stazione ferroviaria di Novi Sad. Le manifestazioni di protesta giovanili hanno poi coinvolto l’intera società civile. “In ogni caso deve prevalere il dialogo e non deve esserci l’uso della forza, e tantomeno della violenza da parte degli studenti, perché il dialogo esclude la violenza”, precisa Tajani, senza voler entrare nel merito di una questione interna. “Mi auguro che la Serbia torni ad avere in pochissimi giorni una situazione più serena, non serve un’intromissione italiana nelle vicende interne, quello che ci interessa è la stabilità di un Paese così importante”, aggiunge.

Il percorso politico è segnato. L’Assemblea Nazionale dovrà prendere atto delle dimissioni del primo ministro con una seduta parlamentare ancora non programmata. Da questo passaggio formale scatteranno 30 giorni entro cui andrà formato il Governo, pena il ricorso automatico alle urne. Per il Paese si aprono quindi due scenari: il varo di un nuovo esecutivo o lo scioglimento delle Camere e le elezioni anticipate. La scelta è nelle mani del presidente Vucic. Solo dopo, quando il governo sarà formato, l’interlocuzione con l’Italia potrà riprendere da dove è stata interrotta: il vertice intergovernativo previsto per oggi e saltato per la crisi politica. Ovvero, l’arrivo di Giorgia Meloni a Belgrado.

Vucic, che ringrazia più volte l’Italia e Tajani per la loro vicinanza, auspica che ciò possa accadere presto. “Mi dispiace che Giorgia Meloni non arriverà prima di qualche settimana, quando eleggeremo il nuovo Governo”, dice. Ma “quando lo faremo, spero sinceramente che ci sarà la visita del primo ministro”. Il caos politico nel Paese “non era previsto”, però le relazioni tra Italia e Serbia “non possono essere interrotte da niente e da nessuno”, chiarisce il presidente. D’altra parte, l’Italia è “il terzo partner” della Serbia e “c’è ancora molto da fare” con le aziende italiane.

Oltre 160 le imprese ed associazioni italiane che hanno partecipato oggi al Forum, circa 250 quelle serbe. Il “Sistema Italia” in Serbia è forte della presenza di Cassa Depositi e Prestiti, Sace e Simest, che hanno aperto propri Uffici regionali nella capitale serba nel 2023 e nel 2024, e avviato iniziative finanziarie dedicate alle imprese già presenti o intenzionate ad internazionalizzare il proprio business in questo Paese e ai Balcani occidentali. Negli ultimi sette anni, l’interscambio è passato dai circa 3,4 miliardi del 2017 a 3,7 miliardi nel 2023, con esportazioni pari a oltre 2,3 miliardi (+5,4% sul 2022) e importazioni a quasi 1,4 miliardi (-7,8% sul 2022). Nei primi nove mesi del 2024, i dati sul commercio bilaterale hanno registrato un aumento del 9,1% rispetto al medesimo periodo del 2023, principalmente per effetto di un incremento dell’export italiano (+16,3%). Una partnership che vivrà un nuovo capitolo nel 2027: Tajani ha annunciato che l’Italia parteciperà in Serbia all’Expo dedicato allo sport e alla musica.

(di Corrado Accaputo)

Governo, Meloni: attacchi gratuiti ma il sostegno degli italiani è solido

Roma, 31 gen. (askanews) – “Non guardo spesso i sondaggi. Non perché non siano importanti, ma perché penso che il miglior modo per ottenere fiducia sia lavorare ogni giorno con serietà e determinazione. Tuttavia, è difficile non notare un dato: nonostante gli attacchi gratuiti quotidiani e i tentativi di destabilizzare il governo, il sostegno degli italiani rimane solido. Per me, questo significa una cosa sola: che il lavoro che stiamo facendo per difendere l’interesse nazionale, creare opportunità per le nostre imprese e rafforzare la nostra Nazione è quello giusto. Grazie per la fiducia. Io vado avanti, come sempre, a testa alta”. Lo scrive su Facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pubblicando una card su un sondaggio che dà Fdi in crescita dello 0,5% al 30,1%.

Caso Almasri, Bongiorno (avvocato di Meloni e ministri): devo fare delle riunioni e poi parlo di tutto

Roma, 31 gen. (askanews) – “Per adesso non ho dichiarazioni da fare. Oggi non faccio dichiarazioni. In questo momento abbiamo scelto questo, magari tra un’ora o un giorno le farò. Devo fare ulteriori riunioni e poi parlo di tutto”, ha detto Giulia Bongiorno, lasciando Palazzo Chigi.

Bongiorno, avvocata e senatrice leghista, presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, due giorni fa ha assunto la difesa della premier, dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano sul caso Al-Masri.

VDP Srl al Vertice Italia-Serbia a Belgrado

Roma, 31 gen. – Francesco Ventura, Amministratore Unico di VDP Srl, ha partecipato alla missione di OICE( Associazione delle societa di ingegneria e architettura di Cinfindustria)) al Vertice Italia-Serbia a Belgrado, un incontro di alto livello che ha visto la partecipazione di autorit governative e imprenditoriali di entrambi i paesi. L’evento stato introdotto dal Presidente della Repubblica di Serbia, Aleksandar Vucic, e dal Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani.

Questo vertice segue il percorso di cooperazione gi avviato con il “Business & Science Forum” di Belgrado nel marzo 2023 e il “Forum Imprenditoriale Italia-Serbia” di Trieste nel maggio 2024, cui OICE ha preso parte attivamente. Il Forum del 31 gennaio 2025 si inserisce nel contesto di una solida e crescente partnership bilaterale tra Italia e Serbia, rafforzata anche dall’apertura degli uffici di CDP, SACE e SIMEST a Belgrado, e dai numerosi accordi di collaborazione tra le due nazioni, inclusi quelli siglati da OICE con ACES (Association of Consulting Engineers of Serbia) nel marzo 2023.

Il programma della giornata ha visto una serie di interventi istituzionali e una sessione dedicata alla presentazione di strumenti finanziari innovativi messi a disposizione da CDP, SACE e SIMEST, per supportare le iniziative di cooperazione economica. Inoltre, si sono svolti tavoli di lavoro paralleli, focalizzati su temi cruciali come economia circolare, transizione energetica, agri-tech, industria 5.0 e, naturalmente, infrastrutture fisiche e immateriali.

Francesco Ventura ha preso parte al Tavolo Infrastrutture, coordinato dal Vicepresidente di OICE, Alfredo Ingletti, che ha moderato le discussioni sui progetti e le opportunit future nel settore delle infrastrutture tra Italia e Serbia. In particolare, la collaborazione tra le imprese italiane e serbe nel campo delle infrastrutture fisiche e immateriali emersa come un elemento chiave per il futuro sviluppo economico e tecnologico dei due paesi.

Nel pomeriggio, le aziende partecipanti hanno avuto l’opportunit di svolgere incontri B2B con controparti serbe, per approfondire temi di interesse specifico e avviare nuove collaborazioni. VDP Srl, in qualit di membro di OICE, ha contribuito a consolidare le relazioni tra le imprese ingegneristiche italiane e quelle serbe, ponendo l’accento sull’importanza della sinergia tra i due paesi per affrontare le sfide globali in ambito infrastrutturale.

Oltre al Vertice, OICE ha partecipato il 30 gennaio all’Assemblea Generale di Confindustria Serbia, insieme al Direttore Internaziolizzazione OICE Marco Ragusa e alla Vicepresidente di Confindustria Barbara Cimmino, consolidando ulteriormente i legami tra le associazioni imprenditoriali dei due paesi. Inoltre, un incontro bilaterale OICE-ACES ha portato alla creazione di un gruppo di lavoro congiunto, con la partecipazione delle aziende associate alle rispettive organizzazioni, per avviare nuovi progetti di collaborazione.

Il Vertice Italia-Serbia ha rappresentato una tappa fondamentale nel percorso di rafforzamento delle relazioni tra i due paesi, con un focus particolare sull’infrastruttura, settore strategico per lo sviluppo economico e tecnologico, e VDP Srl orgogliosa di aver contribuito a questa importante occasione di dialogo e crescita.

Sorteggi playoff Europa League: c’è Porto-Roma

Roma, 31 gen. (askanews) – Dopo la conclusione della fase campionato, il sorteggio di Nyon ha determinato gli accoppiamenti dei playoff di Europa League 2024/2025: la Roma, che era testa di serie, ha pescato il Porto. LAZIO, Athletic Bilbao, Man United, Tottenham, Eintracht, Lione, Olympiacos e Rangers. Andata giovedì 13 febbraio, ritorno giovedì 20.

Sorteggi Playoff Europa League Ferencvaros – Viktoria Plzen Porto – ROMA AZ – Galatasaray Midtjylland – Real Sociedad Union Saint-Gilloise – Ajax Paok – Steaua Twente – Bodo/Glimt Fenerbahce – Anderlecht

Ecco i sorteggi della Champions League, evitato il derby italiano

Roma, 31 gen. (askanews) – L’urna di Nyon ha determinato i playoff della seconda fase della Champions League 2024/2025. Evitato il derby italiano: la Juventus pesca il Psv, per il Milan c’è il Feyenoord (di Gimenez). L’Atalanta sfiderà i belgi del Bruges. Agli ottavi già qualificati Liverpool, Barcellona, Arsenal, INTER, Atletico Madrid, Leverkusen, Lille e Aston Villa.

Questi gli incontri dei playoff Brest-Psg Monaco-Benfica JUVENTUS-Psv Feyenoord-MILAN Man City-Real Madrid Celtic-Bayern Sporting SP-Dortmund Bruges-ATALANTA

MAST di Bologna, giovani fotografi raccontano il lavoro oggi

Bologna, 31 gen. (askanews) – Un concorso fotografico dedicato agli under 35, per parlare di industria e lavoro nel nostro presente. L’ottava edizione del MAST Photography Grant on Industry and Work della Fondazione MAST di Bologna ha visto la scelta di cinque finalisti che hanno portato negli spazi del museo le loro opere. Urs Stahel ha curato la mostra e ci ha raccontato il senso del concorso.

“Il premio – ha detto ad askanews – ha chiesto ai giovani fotografi di lavorare sulla produzione, di chiedersi come vengono prodotte le cose che usiamo ogni giorno, su cosa significa un mondo industriale e post-industriale oggi. E questi lavori vanno in profondit, molto pi del solito, e ci raccontano di una parte del mondo che non vediamo, perch nascosta sotto le superfici brillanti. Ma noi abbiamo bisogno di conoscerle queste cose, perch ci aiuteranno a capire il mondo”.

Un mondo che plurale e complesso, sconquassato dalle dinamiche economiche e dalla logica del potere, ma ancora capace di trovare spazi di emozione, come avviene con le fotografie di Sheida Soleimani, americana di origine iraniana che con le sue immagini potenti e insolite ha vinto il concorso. “Sheida – ha aggiunto Stahel – per me come un piccolo vulcano per come parla, per come pensa e per come produce il suo lavoro. Si impegna per fare apparire semplici le sue immagini, ma ogni lavoro ha sei o sette diversi livelli. Lei di origine iraniana e la sua famiglia ha dovuto fuggire dal Paese e ora vivono negli Stati Uniti, nel suo lavoro accosta l’avventura di suo padre a quelle degli uccelli migratori”.

Le storie delle donne attiviste in Iran si intrecciano con le vicende dei migratori feriti a causa delle collisioni con gli edifici costruiti dall’uomo in un crescendo di possibilit e racconti che la fotografia riesce a sintetizzare in un’immagine decisiva.

Accanto a Soleimani gli altri finalisti le cui opere sono esposte ora al MAST sono la britannica Felicity Hammond, la congolese Gosette Lubondo, l’italiana Silvia Rosi e l’australiano Kai Wasikowski.

A Ozpetek SuperCiak d’oro 2024, Ronchi e Germano Personaggi dell’anno

Roma, 31 gen. (askanews) – La stagione più bella del nostro cinema ha eletto i suoi eroi: con 205 mila voti su ciakmagazine.it, il pubblico ha assegnato i Ciak d’oro 2024 a titoli e protagonisti della nostra stagione cinematografica.

La consegna dei 39esimi Ciak d’oro – l’unico, grande premio popolare del cinema italiano votato direttamente dal pubblico – a tutti i vincitori sarà trasmessa su Sky Tg24 sabato primo e domenica 2 febbraio, in due speciali condotti dal direttore di Ciak Flavio Natalia e dal Vicedirettore vicario di Sky Tg24 Omar Schillaci. L’edizione è stata realizzata con la collaborazione di Virgo e Publicis.

Il vincitore assoluto dell’edizione 2024 è Ferzan Özpetek, che ha vinto il SuperCiak d’oro – premio simbolo della manifestazione – per il soggetto, la sceneggiatura e la regia per il suo Diamanti.

Il Ciak d’oro ai Personaggi dell’anno, femminile e maschile, per il complesso delle loro interpretazioni è andato a a Barbara Ronchi per 10 Minuti, Non riattaccare, Io e il secco, Familia, Il treno dei bambini e a Elio Germano per le grandi prove d’attore in Confidenza, Iddu e Berlinguer: La grande ambizione.

Nelle altre categorie a votazione popolare, al termine dei tre turni di voto, hanno vinto le storie vere tratte dalla vita quotidiana e ci sono tanti volti nuovi: come Miglior film drammatico è stato scelto Il treno dei bambini, l’intenso film di Cristina Comencini. La commedia vincitrice è stata Un mondo a parte di Riccardo Milani. La Miglior regia è andata a Ferzan Özpetek per Diamanti.

Miglior attore protagonista è Francesco Di Leva per il suo ruolo in Familia di Francesco Costabile, drammatica storia di violenza domestica. Tra le attrici ha primeggiato Luisa Ranieri, sorprendente protagonista femminile di Diamanti, di Ferzan Özpetek.

Miglior esordio alla regia, per il suo Flaminia, è Michela Giraud. Il premio Rivelazione dell’anno è stato vinto da Celeste Dalla Porta per lo straordinario esordio in Parthenope di Paolo Sorrentino.

Il premio per il Film rivelazione dell’anno è andato per acclamazione a Il ragazzo coi pantaloni rosa, scritto e prodotto da Roberto Proia, diretto da Margherita Ferri e interpretato da Claudia Pandolfi e dal giovanissimo Samuele Carrino.

La grande partecipazione al voto su ciakmagazine.it (e in dibattiti e discussioni riguardo ai Ciak d’oro sui social media e sul web) conferma il grande momento che vive la passione per il cinema. Il dato, infatti, è in linea con quello della scorsa edizione, anche quest’anno si poteva votare solo una volta al giorno per ciascuna categoria, indicando fino a tre preferenze per ogni categoria. La scelta è stata fatta per proteggere l’autorevolezza dei Ciak d’oro, ed evitare che l’entusiasmo di alcuni fan potesse influire in modo eccessivo sulla competizione.

Nei Ciak d’oro del pubblico 2024 erano in gara i film italiani usciti dal primo dicembre 2023 al 20 dicembre 2024 (gli scorsi Ciak d’oro avevano considerato i titoli fino al 30 novembre dello scorso anno).

Ai Ciak d’oro del pubblico seguiranno nelle prossime settimane quelli ai migliori interpreti non protagonisti, alle sceneggiature, ai produttori, ai direttori della fotografia e agli altri protagonisti nelle cosiddette categorie “tecniche”, a giudizio di una giuria di 200 giornalisti di spettacolo e critici di cinema.

Ucraina, truppe nordcoreane ritirate dalla prima linea

Roma, 31 gen. (askanews) – Le truppe nordcoreane inviate a combattere in Ucraina sono state ritirate dalla prima linea dopo pesanti perdite: è quanto riporta il quotidiano statunitense The New York Times citando fonti governative di Washington e Kiev.

Il contingente inviato da Pyongyang, forte di circa 11mila effettivi, sarebbe scomparso dal fronte da circa due settimane e secondo i servizi di Kiev avrebbe subito perdite apri alla metà della forza, anche per la scarsa coordinazione con le truppe russe.

Buona parte del contingente nordcoreano infatti sarebbe formato da elementi delle forze d’élite e speciali, ma sono stati impiegati come fanteria e senza la necessaria copertura di mezzi corazzati, lasciandoli esposti al rischio dei campi minati e del fuoco ucraino.

Fonti dell’Amministrazione statunitense tuttavia sottolineano come la decisione di ritirare le truppe nordcoreane dalla prima linea possa non essere permanente: è possibile che vengano sottoposti a un ulteriore periodo di addestramento o che i comandi russi decidano di impiegarli in altro modo.

M.O., Crosetto: prove apertura valico Rafah, l’Italia in prima fila

Milano, 31 gen. (askanews) – “Prove di apertura al valico di Rafah. Come accade sempre, quando si iniziano percorsi di stabilizzazione e pace, l’Italia c’è, in prima fila, da protagonista. Spesso attraverso la presenza, il lavoro, il sacrificio, delle donne e degli uomini delle Forze Armate e l’impegno del Ministero della Difesa. In questo caso i Carabinieri. Grazie a loro la speranza di pace diventa percorso di pace”. Lo ha scritto il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.

Bce, i dettagli dei 2 temi in gara per le nuove banconote in euro

Roma, 31 gen. (askanews) – La Banca centrale europea ha selezionato i motivi dettagliati che dovranno comparire sui diversi tagli della nuova serie di banconote in euro che intende creare nei prossimi anni, sulla base dei due temi chiave che, già a seguito di una prima selezione effettuata tra 2021 e 2023, saranno “Cultura europea: luoghi di cultura e condivisione” oppure “Fiumi e uccelli: resilienza nella diversità”.

La serie “Cultura europea” prevede sul fronte delle banconote sei personalità storiche, metà uomini metà donne, dal Rinascimento alla storia contemporanea e sul retro “luoghi di cultura e condivisione” quotidiana (non edifici storici o simbolici, quindi). Partendo dal taglio da 5 euro il tema è “Arti performative” con sul fronte Maria Callas e sul retro “Artisti di strada (musica/danza/teatro) intrattengono i passanti”; 10 euro “Musica” fronte Ludwig van Beethoven retro “Festival musicale con un coro di bambini e giovani adulti”; 20 euro “Università e scuola” fronte Marie Curie retro “Contesto scolastico o universitario con una insegnante e giovani allievi; libri e quaderni disposti sui banchi”; 50 euro “Biblioteche” fronte Miguel de Cervantes retro “Biblioteca con adulti che leggono libri in versione cartacea o digitale. Un bimbo e una bimba cercano di prendere un libro da uno scaffale”; 100 euro Musei e mostre fronte Leonardo da Vinci retro “Adulti e bambini ammirano esempi di arte urbana, arte contemporanea”; 200 euro Piazze pubbliche fronte Bertha von Suttner retro “Un piazzale alberato come luogo di incontro, con adulti e bambini che parlano, passeggiano, giocano”.

Per la serie “Fiumi e uccelli” invece il taglio da 5 euro è con tema “Sorgente montana” sul fronte “Picchio muraiolo e paesaggio montano” e sul retro Parlamento europeo; 10 euro “Cascata” fronte “Martin pescatore in prossimità di una cascata o di una pozza di acqua corrente” retro Commissione europea; 20 euro “Valle fluviale confinata” fronte “Colonia di gruccioni su parete di sabbia a lato di una grande valle fluviale confinata, lungo la sponda di un fiume” retro Banca centrale europea; 50 euro tema “Fiume serpeggiante” fronte “Cicogna bianca sorvola le anse di un fiume in una valle fluviale non confinata” retro Corte di giustizia dell’Unione europea; 100 euro “Foce fluviale” fronte “Avocetta perlustra la superficie di una pianura fangosa” retro Consiglio europeo e Consiglio dell’Unione europea; 200 euro “Paesaggio marino” fronte “Sula bassana sorvola alte onde oceaniche” retro Corte dei conti europea.

La selezione dei motivi ha tenuto conto dei suggerimenti di due gruppi multidisciplinari composti da esperti provenienti da tutta l’area dell’euro, afferma l’istituzione con un comunicato, e delle preferenze espresse da 365.000 cittadini europei nell’ambito di sondaggi di opinione svolti nell’estate del 2023 e di “focus group” condotti fra dicembre 2021 e marzo 2022.

“Siamo entusiasti di presentare questi motivi, immagini di vita reale che testimoniano il nostro impegno per l’Europa e celebrano il suo patrimonio culturale e naturale”, ha dichiarato la presidente Christine Lagarde, ciata in un comunicato. “Le nuove banconote saranno il simbolo della nostra identità comune europea e delle diversità che ci rendono forti”.

Ora la Bce procederà ad istituire una commissione giudicante e indirà il concorso grafico, al quale potranno partecipare bozzettisti provenienti da tutta l’Unione europea. L’istituzione afferma che “continuerà a coinvolgere il pubblico e gli esperti affinché i cittadini europei di ogni età si riconoscano nei disegni selezionati”. Nel 2026 “esplorerà le preferenze dei cittadini” a partire dalla rosa dei disegni selezionati.

“Lo sviluppo di nuove banconote testimonia il nostro impegno nei confronti del contante, oggi e in futuro. Le banconote sono un simbolo della nostra unità europea; con l’introduzione di nuovi motivi decorativi celebriamo la nostra storia comune e l’impegno per un futuro sostenibile”, ha dichiarato Piero Cipollone, l’italiano che fa parte del Comitato esecutivo della Bce e che ha la delega sui sistemi di pagamento.

Il Consiglio direttivo dovrebbe adottare una decisione definitiva riguardo ai disegni nel 2026. Alcuni anni dopo la decisione e la successiva fase di produzione, in cui verranno valutate anche le tecnologie di sicurezza, le nuove banconote saranno pronte per iniziare a circolare. (fonte immagine: ECB 2025).

Caso Almasri, Meloni ribadisce: il governo lavora per l’Italia, c’è chi prova a smontare i risultati

Roma, 31 gen. (askanews) – “Mentre il Governo lavora senza sosta per portare risultati all’Italia, c’è chi prova invano a smontarli. E intanto il mondo torna a puntare su di noi”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ribadendo il concetto espresso ieri in un collegamento video con l’evento “La Ripartenza” organizzato da Nicola Porro. Sul social network la premier rilancia un video con parte del suo intervento.

Intanto, fonti della Presidenza della Repubblica hanno spiegato che la premier Giorgia Meloni ha incontrato nel pomeriggio di martedì al Quirinale il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per comunicargli di aver ricevuto da parte della Procura di Roma la comunicazione della iscrizione di lei e di altri membri del governo nel registro degli indagati.  Meloni, quindi, dopo aver ricevuto dai carabinieri la comunicazione d’iscrizione nel registro degli indagati, firmata dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, e prima di pubblicare il video sui social sulla vicenda Almasri, ha incontrato il presidente Mattarella.

Hamas: domani libereremo altri tre ostaggi israeliani

Roma, 31 gen. (askanews) – Il movimento palestinese Hamas rilascerà altri tre ostaggi israeliani domani nell’ambito dell’accordo di scambio di prigionieri. L’ha dichiarato oggi Abu Obeida, portavoce dell’ala militare del movimento, le Brigate Al Qassam.

“Nell’ambito dell’accordo sullo scambio di prigionieri, le Brigate Al Qassam hanno deciso di rilasciare i seguenti prigionieri domani, sabato: Ofer Kalderon, Keith… Siegel, Yarden Bibas”, ha scritto Obeida su Telegram.

Scontro aereo-elicottero a Washington, media: alla torre di controllo c’erano solo due persone

Roma, 31 gen. (askanews) – La torre di controllo del traffico aereo dell’aeroporto nazionale Reagan di Washington era in netta carenza di personale mercoledì sera quando un aereo passeggeri e un elicottero militare si sono scontrati a mezz’aria e sono precipitati nel fiume Potomac. Lo rivela un rapporto governativo sulle circostanze del disastro che ha causato la morte di 67 persone e ha scatenato un nuovo dibattito sull’affollamento dello spazio aereo dell’aeroporto, oltre a polemiche politiche alimentata dal presidente Donald Trump.

Secondo il rapporto di cui il Washington Post dà notizia, al momento della collisione due persone stavano gestendo il lavoro di quattro colleghi all’interno della torre di controllo del National. Cosa non “normale”, conclude il rapporto, per quell’ora del giorno o per la quantità di traffico aereo su Washington, dove una media di oltre 100 elicotteri al giorno sfrecciano intorno e sotto i voli delle compagnie aeree in arrivo e in partenza.

Ucraina, nove persone uccise in un attacco russo con droni a Sumy

Roma, 31 gen. (askanews) – Nove persone sono state uccise in un attacco russo con droni a Sumy, in Ucraina. L’ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sui suoi canali social, accusando Mosca di aver colpito un condominio civile.

“Sto ricevendo aggiornamenti orari sulla situazione a Sumy dal sito colpito dall’attacco russo con droni Shahed. Un edificio residenziale è stato distrutto. Nove persone sono state uccise: le mie condoglianze alle loro famiglie. Altre tredici sono rimaste ferite, tra cui un bambino. Tutti stanno ricevendo l’assistenza necessaria”, ha affermato il presidente ucraino.

“Questo è ormai il marchio di fabbrica della Russia: distruggere la vita di molte famiglie, un’intera casa. Ogni attacco di questo tipo richiede una risposta da parte del mondoùil terrore non può restare impunito. La risposta più efficace è sostenere il nostro popolo, il nostro Stato, mantenere la pressione sulla Russia e resistere alle manipolazioni di Moscaùsia politiche che mediatiche”, ha affermato ancora il presidente ucraino.

“La Russia – ha detto ancora il presidente ucraino – deve essere costretta alla pace. La causa di questa guerra è lì, in Russia”.

Mattarella 10 anni al Quirinale, arbitro con il faro della Costituzione

Roma, 31 gen. (askanews) – Dieci anni al Quirinale. E’ il record inedito di Sergio Mattarella, eletto per due volte al Colle, la prima nel 2015, la seconda nel 2022. Dieci anni nei quali il capo dello Stato ha fronteggiato diverse crisi di governo, il Covid, difficoltà economiche e politiche nelle quali ha sempre ribadito il suo ruolo di arbitro e garante della Costituzione. “La lettera e lo spirito della nostra Carta continueranno a essere il punto di riferimento della mia azione”, disse in occasione del giuramento davanti alle Camere il 3 febbraio del 2022.

Nel primo settennato Mattarella ha “convissuto” con governi di centrosinistra, quelli che lo avevano scelto ed eletto, ma dopo il successo del M5s ha anche guidato le fasi più complesse della formazione dei governi giallo-verde e giallo-rosso. Mattarella in questa fase è riuscito a conquistare la loro fiducia di quelle forze anti-sistema che ne avevano proposto l’impeachment. Come lui stesso ha spiegato rispondendo alle domande di alcuni studenti, il capo dello Stato si comporta a volte anche come un meccanico, aggiusta il meccanismo delle istituzioni quando questo si inceppa. E’ quello che è accaduto quando con la crisi del governo Renzi scelse di non sciogliere le Camere, di lì poi nacque il governo Gentiloni. E di nuovo con la crisi dei due governi Conte, dopo l’uscita di Salvini dalla maggioranza, non furono le urne lo sbocco di quella fase ma un secondo governo Conte, e ancora grazie al suo impulso e all’emergenza dettata dalla pandemia le forze politiche si unirono, ad eccezione di Fdi di Giorgia Meloni, per sostenere il governo Draghi. “Un governo senza colore politico” specificò Mattarella dandogli l’incarico.

Nel primo mandato Mattarella si è caratterizzato per la discrezione dei suoi interventi, un vero cambio di stile rispetto al suo predecessore, Giorgio Napolitano, che aveva abituato la politica e i media alle sue esternazioni sempre più nette e perentorie. Lo stile mattarelliano è da subito diverso, tipico di quel cattolicesimo democratico da cui proviene e che preferisce tessere relazioni e usare la moral suasion. La rielezione nel 2022 è il frutto di una lunga trattativa infruttuosa tra le forze politiche che convergono a stragrande maggioranza sul suo nome dopo un lungo braccio di ferro. Un secondo mandato inatteso e non voluto, al quale Mattarella rispose così: “Non posso e non ho inteso sottrarmi”. In quel discorso alle Camere per il giuramento Mattarella difese il ruolo del Parlamento come luogo della partecipazione e della espressione delle forze presenti nella società.

La nuova legislatura, quella iniziata nell’ottobre del 2022 con la vittoria del centrodestra e l’arrivo di Giorgia Meloni a palazzo Chigi, ha mutato lo scenario ma non l’indirizzo del Quirinale. L’attività di Mattarella è forse aumentata e più frequenti si sono fatti i suoi appelli e moniti al Paese ma la sua stella polare resta la Costituzione. In diverse occasioni il Presidente ha tratto spunto dagli articoli della Carta fondamentale per richiamare gli interlocutori alla soluzione dei problemi o per ricordare quali sono i principi su cui si regge la nostra Repubblica. Tanti i temi su cui negli ultimi mesi le sue parole sono risuonate sui temi più caldi dell’attualità: i migranti, per i quali ha citato il termine “patriottismo” riferito a quegli stranieri che vivono in Italia e ne rispettano le regole e i valori, il rapporto con l’Europa di cui siamo parte integrante e protagonisti, il rapporto tra politica e magistratura rispetto a cui Mattarella ha richiamato alla leale collaborazione. Spesso il capo dello Stato viene sollecitato a intervenire maggiormente sulle decisioni del governo ma lui stesso recentemente ha chiarito che il suo ruolo non è questo: “Più volte ho promulgato leggi che non condivido, che ritenevo sbagliate e inopportune – ha ammesso -, ma erano state votate dal Parlamento e io ho il dovere di promulgare a meno che non siano evidenti incostituzionalità”.

In questi anni Mattarella ha svolto un ruolo centrale anche nella politica estera, consolidando e confermando la collocazione del nostro paese nell’alleanza atlantica e ribadendone l’europeismo. I rapporti internazionali e personali con molti leader mondiali hanno facilitato le relazioni anche nei periodi di crisi governative e sono serviti da guida anche per i premier che si sono succeduti in questi dieci anni. Basti pensare ai rapporti con Macron e Xi Jinping, gli interventi all’Onu e i numerosi viaggi nei paesi africani. Il suo stile e il suo linguaggio pacato e unitario riscuotono il consenso dei cittadini che vedono nel Presidente un punto di riferimento. La sua attenzione recentemente si è rivolta sempre di più ai giovani e ai rischi insiti nelle nuove tecnologie. Già diversi anni fa Mattarella ravvisava nello strapotere delle big tech una potenziale minaccia: “Poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico”, disse nel discorso per il giuramento del 2022, anni prima che Musk acquisisse Twitter ed entrasse nel governo Trump.

(gi Francesca Galante)

Mattarella traguarda i 10 anni al Quirinale, arbitro con il faro della Costituzione

Roma, 31 gen. (askanews) – Dieci anni al Quirinale. E’ il record inedito di Sergio Mattarella, eletto per due volte al Colle, la prima nel 2015, la seconda nel 2022. Dieci anni nei quali il capo dello Stato ha fronteggiato diverse crisi di governo, il Covid, difficoltà economiche e politiche nelle quali ha sempre ribadito il suo ruolo di arbitro e garante della Costituzione. “La lettera e lo spirito della nostra Carta continueranno a essere il punto di riferimento della mia azione”, disse in occasione del giuramento davanti alle Camere il 3 febbraio del 2022.

Nel primo settennato Mattarella ha “convissuto” con governi di centrosinistra, quelli che lo avevano scelto ed eletto, ma dopo il successo del M5s ha anche guidato le fasi più complesse della formazione dei governi giallo-verde e giallo-rosso. Mattarella in questa fase è riuscito a conquistare la loro fiducia di quelle forze anitiistema che ne avevano proposto l’impeachment. Come lui stesso ha spiegato rispondendo alle domande di alcuni studenti, il capo dello Stato si comporta a volte anche come un meccanico, aggiusta il meccanismo delle istituzioni quando questo si inceppa. E’ quello che è accaduto quando con la crisi del governo Renzi scelse di non sciogliere le Camere, di lì poi nacque il governo Gentiloni. E di nuovo con la crisi dei due governi Conte, dopo l’uscita di Salvini dalla maggioranza, non furono le urne lo sbocco di quella fase ma un secondo governo Conte, e ancora grazie al suo impulso e all’emergenza dettata dalla pandemia le forze politiche si unirono, ad eccezione di Fdi di Giorgia Meloni, per sostenere il governo Draghi. “Un governo senza colore politico” specificò Mattarella dandogli l’incarico.

Nel primo mandato Mattarella si è caratterizzato per la discrezione dei suoi interventi, un vero cambio di stile rispetto al suo predecessore, Giorgio Napolitano, che aveva abituato la politica e i media alle sue esternazioni sempre più nette e perentorie. Lo stile mattarelliano è da subito diverso, tipico di quel cattolicesimo democratico da cui proviene e che preferisce tessere relazioni e usare la moral suasion. La rielezione nel 2022 è il frutto di una lunga trattativa infruttuosa tra le forze politiche che convergono a stragrande maggioranza sul suo nome dopo un lungo braccio di ferro. Un secondo mandato inatteso e non voluto, al quale Mattarella rispose così: “Non posso e non ho inteso sottrarmi”. In quel discorso alle Camere per il giuramento Mattarella difese il ruolo del Parlamento come luogo della partecipazione e della espressione delle forze presenti nella società.

La nuova legislatura, quella iniziata nell’ottobre del 2022 con la vittoria del centrodestra e l’arrivo di Giorgia Meloni a palazzo Chigi, ha mutato lo scenario ma non l’indirizzo del Quirinale. L’attività di Mattarella è forse aumentata e più frequenti si sono fatti i suoi appelli e moniti al Paese ma la sua stella polare resta la Costituzione. In diverse occasioni il Presidente ha tratto spunto dagli articoli della Carta fondamentale per richiamare gli interlocutori alla soluzione dei problemi o per ricordare quali sono i principi su cui si regge la nostra Repubblica. Tanti i temi su cui negli ultimi mesi le sue parole sono risuonate sui temi più caldi dell’attualità: i migranti, per i quali ha citato il termine “patriottismo” riferito a quegli stranieri che vivono in Italia e ne rispettano le regole e i valori, il rapporto con l’Europa di cui siamo parte integrante e protagonisti, il rapporto tra politica e magistratura rispetto a cui Mattarella ha richiamato alla leale collaborazione. Spesso il capo dello Stato viene sollecitato a intervenire maggiormente sulle decisioni del governo ma lui stesso recentemente ha chiarito che il suo ruolo non è questo: “Più volte ho promulgato leggi che non condivido, che ritenevo sbagliate e inopportune – ha ammesso -, ma erano state votate dal Parlamento e io ho il dovere di promulgare a meno che non siano evidenti incostituzionalità”.

In questi anni Mattarella ha svolto un ruolo centrale anche nella politica estera, consolidando e confermando la collocazione del nostro paese nell’alleanza atlantica e ribadendone l’europeismo.

I rapporti internazionali e personali con molti leader mondiali hanno facilitato le relazioni anche nei periodi di crisi governative e sono serviti da guida anche per i premier che si sono succeduti in questi dieci anni. Basti pensare ai rapporti con Macron e Xi Jinping, gli interventi all’Onu e i numerosi viaggi nei paesi africani. Il suo stile e il suo linguaggio pacato e unitario riscuotono il consenso dei cittadini che vedono nel Presidente un punto di riferimento. La sua attenzione recentemente si è rivolta sempre di più ai giovani e ai rischi insiti nelle nuove tecnologie. Già diversi anni fa Mattarella ravvisava nello strapotere delle big tech una potenziale minaccia: “Poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico”, disse nel discorso per il giuramento del 2022, anni prima che Musk acquisisse Twitter ed entrasse nel governo Trump.

Cala il mercato del libro, AIE: pesa la cancellazione della 18app

Venezia, 31 gen. (askanews) – La sostituzione della 18app con le Carte Cultura e del Merito e il mancato finanziamento alle biblioteche per 30 milioni di euro sono alla radice della flessione del mercato dei libri di varia adulti e ragazzi nei canali trade nel 2024 (narrativa e saggistica a stampa venduta nelle librerie fisiche e online e nei supermercati): in assenza di queste due decisioni, il mercato sarebbe cresciuto a valore del 2,5% anziché calare dell’1,5%. L’analisi, basata su dati di NielsenIQ-GfK, è stata presentata dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Innocenzo Cipolletta durante la giornata conclusiva del XLII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri di Venezia.

In particolare, AIE stima che nel 2024 le vendite di libri perse per effetto delle modifiche alle misure di sostegno alla domanda siano state pari a 62,7 milioni di euro. Tale cifra avrebbe consentito al mercato librario di attestarsi a quota 1.596,5 milioni di euro anziché 1.533,8 milioni di euro, rispetto a un 2023 che si era chiuso a 1.557 milioni di euro. “L’analisi delle misure a sostegno della domanda di libri nel nostro Paese dal 2017 ad oggi – ha spiegato Cipolletta – ci dice due cose: la prima è che tali misure hanno avuto nel corso degli anni un effetto moltiplicatore, contribuendo a creare nuovi lettori e nuovi acquirenti. La seconda è che hanno consentito al settore di attestarsi su un livello di vendite e di fatturato più alto, necessario per sostenere il processo di crescita ed evoluzione delle aziende e della filiera. Quando tali misure vengono a mancare, il danno è quindi doppio. Bene, quindi, il ripristino del fondo per le biblioteche per il 2025 e l’avvio di un percorso di confronto con il ministro della Cultura Alessandro Giuli”.

L’Italia è in difficoltà rispetto al quadro europeo. Nel 2024 in Italia la vendita di libri di varia adulti e ragazzi nel mercato trade è stata di 103,987 milioni di copie, in calo del 2,3% rispetto all’anno precedente, pari a 2,458 milioni di copie comprate in meno. A valore la flessione è dell’1,5%, pari a 23,2 milioni di euro di minori vendite rispetto a un mercato complessivo di 1.533,8 milioni di euro. Il -1,5% dell’Italia a valore pone il Paese in coda rispetto alle maggiori editorie europee: la Germania cresce dello 0,9%, il Regno Unito cala dello 0,6%, la Francia cala dello 0,3%, la Spagna cresce del 9,8%. La flessione del mercato è disomogenea rispetto alla dimensione degli editori: i gruppi e le case editrici con vendite superiori ai 5 milioni di euro sono in calo dello 0,1%, gli editori da un milione a 5 milioni di venduto sono calati del 9,3%, quelli sotto il milione del 2,5%.

Il calo dell’online non è bilanciato dalla crescita delle librerie. Nei 12 mesi, i canali online hanno venduto 26,3 milioni di euro in meno di libri rispetto al 2023, sono 6,7 milioni di euro le minori vendite della grande distribuzione. Le librerie, indipendenti e di catena, sono invece cresciute di 8,8 milioni di euro, ma non sono riuscite a intercettare completamente le minori vendite fatte registrare dall’e-commerce.

Tra i generi, cresce solo la narrativa. A livello di generi, cresce solo la narrativa, italiana (3,2%) e straniera (0,9%). Il settore bambini e ragazzi è in flessione dello 0,8%, la saggistica generale del 2%, la manualistica del 4,1%, la saggistica specialistica del 5,1%, i fumetti del 5,5%. Sono numeri che si riflettono nella top 10: sette i titoli di autori italiani presenti, di cui sei romanzi. Ma il libro più venduto nel 2024 è un saggio (uscito a settembre). Il digitale vale oltre 100 milioni e cresce. Al mercato dei libri a stampa si aggiungono vendite nel digitale pari nel 2024 a 114,2 milioni di euro. Le vendite riferite agli audiolibri (abbonamenti) sono pari a 30 milioni di euro, in crescita del 7,1% rispetto l’anno precedente, le vendite di ebook 84,2 milioni di euro, in crescita del 4%.

“Nel 2024 il mercato è stato influenzato, oltre che dalle differenti politiche di sostegno della domanda, anche dal calo dell’e-commerce – ha poi spiegato Cipolletta -. Le politiche adottate dal maggior player mondiale delle vendite online stanno modificando strutturalmente il mercato: si riduce il peso del catalogo sul totale delle vendite e quello specifico dei piccoli editori, mentre le librerie faticano a coprire segmenti di mercato su cui l’e-commerce disinveste”.

Bce, analisti settore privato prevedono meno crescita e più inflazione

Roma, 31 gen. (askanews) – Economisti e analisti del settore privato dell’area euro si attendono meno crescita economica e più inflazione per quest’anno, mentre le loro aspettative su 2026 e 2027 sono rimaste quasi invariate, salvo una limatura sulla crescita. Lo riporta la Banca centrale europea in base all’ultimo sondaggio (Survey of Professional Forecasters) che conduce presso esperti di banche, imprese finanziarie e non in Europa e che ha coinvolto 60 partecipanti tra il 7 e il 9 gennaio.

Per la crescita economica, ora è atteso un più 1% quest’anno, cui dovrebbe seguire più 1,3% nel 2026 e più 1,3% nel 2027. L’indagine viene effettuata ogni tre mesi e nell’edizione precedente l’attesa media di crescita era dell’1,2% per il 2025 e dell’1,4% per il 2026. L’aspettativa media di crescita più lungo termine è rimasta invariata l’1,3%.

Per l’inflazione, l’aspettativa per quest’anno è del 2,1%, quella sul 2026 dell’1,9% e quella sul 2027 del 2%. Tre mesi fa l’inchiesta riportava 1,9% di inflazione attesa sia quest’anno che il prossimo. L’aspettativa sul lungo termine è rimasta invariata al 2%. Va ricordato che l’obiettivo ufficiale della Bce è di avere una inflazione media nell’area euro al 2%.

Praticamente immutate le attese sulla disoccupazione, al 6,5% quest’anno, 6,4% il prossimo e 6,3% nel 2027.

Bce, inflazione percepita e prevista dai consumatori sale ancora

Roma, 31 gen. (askanews) – Sono nuovamente aumentati a dicembre i livelli di inflazione percepita e attesa da parte dei consumatori nell’area euro, allontanandosi ulteriormente dall’obiettivo della Bce, che pure continua a tagliare i tassi di interesse di riferimento. Secondo l’ultima indagine condotta dalla stessa istituzione monetaria, a dicembre per i passati 12 mesi l’inflazione percepita dai consumatori risultava del 3,5%, a fronte del 3,4% di novembre. E la loro aspettativa mediana per i prossimi 12 mesi è salita al 2,8%, dal precedente 2,6%. L’aspettativa mediana di inflazione per i prossimi tre anni è rimasta invariata al 2,4%.

La Bce ha il mandato di garantire la stabilità dei prezzi, che materialmente quantifica con un obiettivo di inflazione al 2% per la media dell’area euro. A dicembre il carovita è ulteriormente risalito al 2,4%, tuttavia l’istituzione si attende che torni a smorzarsi nei prossimi mesi e che rientri al valore obiettivo nel corso dell’anno. Tant’è che ieri ha operato un nuovo taglio ai tassi di interesse alla luce del continuo indebolimento della crescita economica.

Le banche centrali tendono ad alzare i tassi ufficiali per contrastare l’inflazione eccessiva, ma dato che hanno un effetto frenante sull’attività economica cercano di ridurli quando quest’ultima si indebolisce nettamente sotto il suo potenziale. Ieri i dati sul Pil dell’area euro hanno mostrato che nell’ultimo trimestre la crescita è finita al palo.

E proprio guardando alla crescita economica, le aspettative medie dei consumatori per i prossimi 12 mesi restano stabili a un valore negativo, pari al meno 1,3%, riporta ancora l’indagine della Bce. Sono marginalmente migliorate, invece, le attese sul tasso di disoccupazione, al 10,5% sui prossimi 12 mesi a fronte del 10,6% di novembre.

Va chiarito che questi livelli non sono quelli misurati dai vari enti di statistica nazionali e poi aggregati da Eurostat per la media dell’area euro, ma appunto i livelli “percepiti” o previsti dai consumatori, in base a quanto essi stessi dichiarano nella indagine.

Per quanto riguarda redditi e consumi, l’aspettativa di crescita per i prossimi 12 mesi è rimasta invariata al più 1,1% a dicembre, dice ancora la Bce. La crescita percepita sulle spese nei passati 12 mesi è rimasta invariata al più 5,2%, mentre l’aspettativa di crescita delle spese per i prossimi 12 mesi è rimasta a sua volta invariata al più 3,5%.

Infine i consumatori si attendono che i prezzi delle case continuano a crescere da 2,9% sui prossimi 12 mesi, anche in questo caso un livello stabile secondo l’indagine della Bce. Per i tassi dei mutui l’aspettativa di aumento è rimasta invariata al 4,6% sui prossimi 12 mesi, un valore che permane immutato fin dall’ottobre del 2024.

Sanremo, Sarah Toscano: voglio godermela, non ho presunzione di vincere

Milano, 31 gen. (askanews) – Si intitola “Amarcord” il brano con cui Sarah Toscano, la giovane promessa del panorama pop italiano, garegger alla 75 edizione del Festival di Sanremo. “Amarcord” scritto da Sarah Toscano insieme a Federica Abbate e Jacopo Ettorre, e prodotto dal pluripremiato team ITACA fondato da Merk & Kremont.”Amarcord” un brano che parla di nostalgia. Rivivo un ricordo, rivivo un’esperienza amorosa dove alla fine capisco che quella persona mi ha solo illusa, quindi non mi ha fatto stare bene e quindi un ricordo passato perch comunque la relazione si conclusa, non ci sar un continuo in futuro e la rivivo con un po’ di nostalgia, con quella malinconia, nonostante abbia gi la consapevolezza di quello che stato, di quello che ora e quindi del fatto che rimarr un ricordo e non continuer in futuro. nato perch il pezzo per Sanremo per me doveva essere “Amarcord”, cio quello che “Amarcord” che comunque avessero un significato alla canzone ma che te lo esponessi in un modo quasi un po’ leggero, un po’ spensierato. Quindi “Amarcord” un pezzo up tempo, un pezzo dove mi sfogo, dove mi libero, un crescendo, dove appunto io mi sfogo sul palco, una sorta di liberazione, quindi io sono molto contenta di portare quella canzone sul palco perch il pezzo che per me, per il mio Sanremo era l’ideale”.

Per la vincitrice di Amici essere a Sanremo un passo importante. “Io andr su quel palco a 19 anni, quindi non ho la presunzione di dire voglio arrivare prima, voglio vincere, voglio arrivare entro la top 10 e non quello l’importante. Ho un’opportunit per farmi conoscere tante persone perch chiaramente c’ un’esposizione molto alta, per non mi interessa tanto la classifica quando appunto far conoscere la mia musica. Voglio far vedere chi sono, cos’ Amar Chord in questo caso, chiaramente perch la canzone che porto sar “Amarcord”. E questo . Ho chiaramente paura perch comunque il mio primo festival. Posso solo immaginare quanta ansia ci sia dietro e sul palco e anche chiaramente dopo. Per allo stesso tempo sono molto emozionata, sono gasatissima perch sto studiando tanto, sto lavorando tanto perch ci tengo a far vedere il lavoro che ho fatto e quindi niente. Mi auguro di essere felice, mi auguro di vivermela bene, di godermela perch alla fine gi che sono l un grande passo, quindi voglio vivermela e godermi quella settimana ogni singola emozione che provo”.

La Voce del Popolo | Il confronto tra trilionari e uomini dimenticati

Non sarà facile, per i suoi critici e avversari, convivere con gli eccessi, le bizzarrie, le prepotenze di Donald Trump, già in pieno spiegamento. Ma il fronte degli sconfitti dovrà prima di tutto rimarginare le sue ferite, rimediare ai suoi errori e svolgere fino in fondo l’autocritica a cui i risultati lo invitano con una certa severa perentorietà. Dunque, avrà bisogno di tempo per tornare in partita. Piuttosto, è dall’accampamento dei vincitori che ci si può aspettare forse qualche novità.

Se non altro per il fatto che alla vittoria trumpiana hanno concorso idee e forze che sembrano destinate, prima o poi, a entrare in conflitto tra loro. Non si tratta tanto della rivalità, per ora ipotetica, tra le due primedonne di questa compagnia di giro: Trump e Musk, l’uomo più potente e l’uomo più ricco del mondo, attesi, a detta di tutti, da una rotta di collisione giudicata pressoché inesorabile. Il loro conflitto infatti è assai verosimile ma al momento del tutto ipotetico.

Si tratta, semmai, delle fenditure che si intravvedono nel blocco sociale che si è coagulato intorno al nuovo presidente americano. Da una parte, quella schiera di “trilionari” affacciati sul mondo con chiare intenzioni di dominio e legati in qualche modo a un destino planetario. Da un’altra, i “forgotten men” di unAmerica rurale, provinciale, chiusa in se stessa, indifferente al resto del mondo.

Due realtà che premono su Trump con intenzioni e interessi opposti gli uni agli altri, e che avrebbero bisogno di un presidente che fosse capace di cucire stati d’animo diversi nel nome di una visione più ampia e lungimirante. Difficile che possa avvenire. E se non avviene…

 

Fonte: La Voce del Popolo – 30 gennaio 2025

[Articolo qui riproposto per gentile concessione del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Merkel prende a schiaffi Merz: nessun accordo con l’ultradestra.

In una presa di posizione forte e inaspettata, l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel ha criticato duramente Friedrich Merz, leader dell’alleanza CDU/CSU e candidato alla cancelleria, per aver accettato il sostegno del partito di estrema destra “Alternativa per la Germania” (AfD) su un voto cruciale al Bundestag.

La proposta, che ha ottenuto 348 voti favorevoli contro 345 contrari, introduce un inasprimento delle politiche migratorie, prevedendo il controllo permanente delle frontiere, l’espulsione dei migranti irregolari e il divieto d’ingresso per chi non abbia documenti validi, anche se in possesso di uno status di protezione legale in Germania. Un pacchetto controverso, ma ancor più controverso è stato il modo in cui è stata ottenuta la maggioranza: grazie ai voti dell’AfD, una mossa che Merkel ha definito “deliberatamente contraria ai principi fondamentali della democrazia”.

Tra l’altro, Merkel ha ricordato a Merz il suo impegno, preso lo scorso novembre, a non fare mai affidamento sui voti dell’AfD per promuovere iniziative legislative. “Quella promessa era un segno di responsabilità politica, e la sostengo pienamente”, ha dichiarato l’ex cancelliera, sottolineando che Merz, con questa scelta, ha infranto un principio sacrosanto della politica tedesca: non collaborare mai, direttamente o indirettamente, con un partito che mina i valori democratici.

Il gesto di Merkel non è solo un attacco a Merz, ma anche un monito al panorama politico tedesco. Ha esortato i partiti democratici a restare vigili e a contrastare con forza ogni tentativo di legittimare l’AfD, ricordando che episodi come gli attacchi di Magdeburgo e Aschaffenburg – tragiche conseguenze delle tensioni sociali legate alla questione migratoria – non devono diventare pretesti per cedere alle pressioni populiste o al linguaggio dell’odio.

A Magdeburgo, lo scorso dicembre, un’auto si è schiantata contro la folla di un mercatino di Natale, causando sei morti e oltre duecento feriti. Ad Aschaffenburg, invece, un cittadino afghano, la cui richiesta d’asilo era stata respinta, ha accoltellato cinque persone, uccidendone due. Entrambi gli episodi sono stati strumentalizzati dall’AfD per alimentare la paura e giustificare misure draconiane.

Con il suo intervento, Merkel dimostra ancora una volta la sua visione da statista che l’ha resa una figura di riferimento per la Germania e per l’Europa. La sua critica è una difesa appassionata dei valori della democrazia, un invito a non sacrificare sull’altare del consenso elettorale i principi fondamentali dell’azione politica.

L’alternativa non passa per la desistenza ma per il ritorno al proporzionale

Gentile Direttore,

in vista delle prossime elezioni politiche, la premiata officina Franceschini-Repubblica ha costruito un nuovo modello per le opposizioni, importato direttamente da Oltralpe: un accordo di desistenza.

La proposta franceschiniana prevede che ogni partito d’opposizione corra per sé, senza la costruzione di una coalizione o l’indicazione di un comune programma elettorale. Nei collegi uninominali, invece, le forze alternative al governo dovrebbero accordarsi su un unico nome per ciascun collegio, così da essere concorrenziali con il centro destra.

Bisogna riconoscere che l’idea è originale e ha senz’altro contribuito a rivitalizzare il dibattito sulla costruzione di un’alternativa alla maggioranza meloniana, tuttavia esistono delle forti criticità. L’accordo di desistenza potrebbe, forse, comportare una “non vittoria” del centro destra, secondo l’analisi di YouTrend in questo scenario il centro destra avrebbe la maggioranza alla Camera ma non al Senato; ma cosa accadrebbe dopo?

Sarebbe inverosimile ritenere che Fratelli d’Italia possa accettare un accordo con il PD o i 5stelle, né la Lega a trazione salviniana e fortemente sovranista a questo giro potrebbe rappresentare un alleato per il PD. Qualcuno forse si aspetta che Forza Italia abbandoni il centro destra per accordarsi con l’intera coalizione delle opposizioni per andare al governo?

Supponiamo che sia questo il caso, mi chiedo, se una coalizione di centro sinistra che va da 5Stelle a Azione non è stata in grado di trovare un programma di governo comune e un candidato presidente del Consiglio prima delle elezioni, come riuscirebbe una così differente coalizione a chiudere un accordo di governo allargando la base anche a Forza Italia?

Non è probabile che accada il contrario? Al centro destra basterebbero pochi voti per essere maggioranza in Senato. In primis, non è da escludere che qualche senatore appena eletto del patto di desistenza decida di accordarsi con la coalizione meloniana. In secondo luogo, una lista del patto di desistenza potrebbe trovare un’intesa di governo con il centrodestra (forte di un chiaro programma elettorale già presentato agli elettori).

Inoltre, si sta progettando un accordo che già in Francia ha dimostrato tutte le sue lacune, visto che il patto di desistenza si è andato a naufragare subito dopo le elezioni. Aggiungo poi che Oltralpe l’accordo nasceva con l’idea di sbarrare la strada all’arrivo della signora Le Pen a Matignon, ma in Italia lo scenario è leggermente differente.

Al contrario di come alcuni osservatori la dipingono, la Presidente Meloni non è assimilabile alla signora Le Pen su temi di politica estera ed anche sulle politiche europee. Se il fronte lepenista sposa tesi sovraniste in linea con Salvini, la nostra Presidente del Consiglio ha abbandonato programmi che ha sostenuto in passato, per una politica assimilabile alle moderne destre conservatrici (come i Tory inglesi o i Gollisti francesi).

Ma il tema fondamentale riguarda un altro aspetto. L’attuale sistema elettorale ha una consistente quota di maggioritario. Immaginiamo che questo patto di desistenza abbia luce, senza un programma elettorale comune. Un elettore centrista, se si dovesse trovare di fronte alla scelta tra un candidato grillino e uno del partito popolare europeo, molto probabilmente sceglierebbe il candidato del centro destra. Così come posso immaginare un elettore grillino che, di fronte alla scelta tra un candidato riformista e un candidato sovranista-leghista come Borghi o Bagnai, potrebbe scegliere quest’ultimo.

Il vero tema è che non si può pensare di giocare la partita con una legge elettorale di ispirazione maggioritaria se non si trova un accordo programmatico comune e una forte leadership tra le forze di opposizione. Al contrario, sarebbe opportuno ritornare ad un sistema elettorale puramente proporzionale (senza collegi o premi), al fine di cancellare la polarizzazione perenne che funziona come propaganda ma non alla prova di governo.

Mattarella, dieci anni e oltre.

Sergio Mattarella non gode soltanto di un consenso formale, ma di un apprezzamento sostanziale che nasce dal suo profondo rispetto per la Costituzione. In un contesto segnato da rischi sovranisti e dalla tentazione di concentrare il potere in una sola figura, il Presidente della Repubblica ha rappresentato un baluardo di equilibrio democratico.

Tra i progetti più controversi spicca il cosiddetto “Premierato”, descritto dalla stessa Giorgia Meloni come “la battaglia delle battaglie di tutte le riforme”. Mattarella ha saputo frenare la spinta in tale direzione, andando oltre il tradizionale ruolo di Capo dello Stato, che solitamente si limita alla moral suasion.

In passato, questa limitazione ha spesso impedito di contrastare attacchi significativi alla democrazia, come il passaggio dal regime degli eletti a quello dei nominati attraverso liste rigide introdotte con una legge ordinaria di stampo berlusconiano. Tale riforma ha spezzato il legame diretto tra eletti ed elettori, minando la rappresentanza democratica.

Con grande determinazione, Mattarella ha ribadito il valore degli articoli di garanzia democratica della Costituzione, lasciando intendere che, se necessario, sarebbe andato anche oltre il semplice richiamo morale, fino a un possibile confronto con la Corte costituzionale. Non è un caso che il dibattito sul premierato si sia sostanzialmente fermato: un segnale che dimostra come si voglia evitare uno scontro diretto tra il Presidente e la Premier.

Mattarella si conferma così un fedele interprete del cattolicesimo democratico, capace di incarnarne i valori e le sensibilità.. I quattro anni che restano del suo mandato, se Dio vorrà, smentiscono le critiche di chi contesta il secondo mandato come illegittimo. Al contrario, la sua rielezione è pienamente conforme alla Costituzione.

È un errore storico non riconoscere che la longevità può essere una risorsa preziosa: un patrimonio di esperienza e affidabilità utile all’interesse del Paese, sia in ambito pubblico che privato. Anche in Europa, salvo rare eccezioni come il Portogallo (dove il limite è di quattro mandati), non ci sono restrizioni sul numero di mandati, nel rispetto della volontà degli elettori.

Sergio Mattarella rappresenta dunque una figura fondamentale per la tenuta democratica del Paese, un Presidente che, con il suo rigore e la sua dedizione, continuerà a essere un punto di riferimento per gli anni a venire.

Sanremo, Vale LP e Lil Jolie: il Festival suscita grandi emozioni

Milano, 30 gen. (askanew) – Dopo il successo nelle selezioni di Sanremo Giovani, Vale LP e Lil Jolie si apprestano a calcare il palco del Teatro Ariston di Sanremo in occasione della 75 edizione del Festival della Canzone italiana, nella categoria Nuove Proposte, con il brano “Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore” (Sugar Music – BMG). ” un brano che parla di consenso, di rispetto, di amore, di iniziazione all’affettivit, che sono temi che possono sembrare banali, ma sono molto importanti per noi. S, sono importanti perch il brano gioca con una narrativa che fa riferimento anche a dei modi di dire abbastanza stereotipati.

In modo ironico un po’ e cercano di sovvertire un po’ il punto di vista e di introdurre una nuova visione delle relazioni molto pi fluida e che prescinde dai ruoli che spesso sono anche limitanti nello scambio di emozioni tra due persone” raccontano le due ragazze che si preparano a salire sul palco dell’Ariston.

“Sanremo una grande parola e come tale suscita anche grandi emozioni. Siamo in un turbine di emozioni, c’ un po’ di ansietta, per quella fisiologica che ci d comunque l’adrenalina giusta per affrontare queste giornate. C’ tensione, c’ gratitudine, c’ gioia, un po’ di tutto,

un mix. Stiamo tentando comunque di stare nel momento, di goderci questo momento a prescindere dalle aspettative, ovviamente anche perch portiamo un brano che un po’ parla anche di questo, del peso delle aspettative, di quello che ci aspettiamo, cerchiamo un po’ di goderci il momento che molto importante per noi”.

Otto anni di amicizia nata nelle loro stanze di adolescenti della provincia italiana, viaggi pieni di sogni e di speranze, esperimenti, musica, televisione, case lontane e legami indissolubili hanno portatoVale LP e Lil Jolie, oggi, a mettere in questa canzone (e in tutto quello che arriver) non solo le rispettive esperienze individuali, che hanno contribuito a renderle le giovani donne che sono oggi, ma anche e soprattutto a dare un nuovo significato alla loro amicizia: quel super potere che quando sono insieme permette loro di combattere ogni battaglia, affrontare ogni difficolt ma soprattutto dare alle cose belle un valore e un significato ancora maggiore perch non c’ niente di pi bello che condividere una conquista e un successo con chi ti vuole bene, con chi sempre stato al tuo fianco.