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TikTok: in procinto di ripristinare il servizio, grazie Trump

Roma, 19 gen. (askanews) – “In accordo con i nostri fornitori di servizi, TikTok è in procinto di ripristinare il servizio. Ringraziamo il Presidente Trump per aver fornito la necessaria chiarezza e garanzia ai nostri fornitori di servizi che non subiranno alcuna sanzione fornendo TikTok a oltre 170 milioni di americani e consentendo a oltre 7 milioni di piccole imprese di prosperare”. È la dichiarazione su X del social media dopo che da ieri aveva interrotto l’accesso ai suoi utenti negli Stati Uniti, prima che entrasse in vigore un divieto nazionale sull’app. Donald Trump ha annunciato per domani un ordine esecutivo per estendere il periodo di tempo prima che i divieti della legge entrino in vigore, in modo da “raggiungere un accordo per proteggere la sicurezza nazionale”.

“È una posizione forte a favore del PrimoeEmendamento e contro la censura arbitraria. Collaboreremo con il presidente Trump per una soluzione a lungo termine che mantenga TikTok negli Stati Uniti”, aggiunge la nota.

Biden: oggi le armi a Gaza sono state messe a tacere

Roma, 19 gen. (askanews) – “L’accordo che ho proposto per la prima volta lo scorso maggio per il Medio Oriente si è finalmente concretizzato. Il cessate il fuoco è entrato in vigore a Gaza e oggi stiamo assistendo al rilascio degli ostaggi, tre donne israeliane tenute contro la loro volontà nei tunnel per 470 giorni”: lo ha detto il presidente americano Joe Biden, in un discorso tenuto a Charleston, in Carolina del Sud.

“Dopo così tanto dolore, distruzione, perdita di vite umane oggi le armi a Gaza sono stata messe a tacere”, ha aggiunto Biden, ammettendo che il negoziato condotto per arrivare all’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas è stato “uno dei più difficili a cui abbia mai preso parte”.

Il presidente americano Joe Biden ha espresso, inoltre, sododdisfazione per il fatto che la sua amministrazione e il team di transizione del presidente eletto Donald Trump abbiano parlato come “una sola voce negli ultimi giorni” per raggiungere un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas.

“È stato necessario, efficace e senza precedenti, ma il successo richiederà perseveranza e un continuo supporto ai nostri amici nella regione, e la fiducia nella diplomazia sostenuta dalla deterrenza – ha detto Biden in un discorso da Charleston, Carolina del Sud – ora spetta alla prossima amministrazione aiutare a dare attuazione a questo accordo”.

Sicurezza, firme on line e gazebo Lega a sostegno forza pubblica

Roma, 19 gen. (askanews) – “Difendiamo chi difende” . E’ il titolo della campagna a difesa di Carabinieri e Poliziotti lanciata on line e in piazza dalla Lega di Matteo Salvini chge sabato e domenica prossima 25 e 26 gennaio vedrà mobilitazioni e gazebo in tutta Italia.

“Ogni giorno – afferma la Lega nel post sui social con cui annuncia la campagna di mobioitazione- le forze dell’ordine rischiano la loro vita per la nostra sicurezza.Difenderle è dovere di tutti, ecco perché la Lega ha inserito nel ddl Sicurezza PROPOSTE (già presentate e approvate alla Camera) a tutela degli agenti in divisa”:

-“Sì alle bodycam in servizio per trasparenza, verità e tutela da false accuse; -Sì a una adeguata tutela legale di Forze dell’Ordine, Militari e VV.F. nei procedimenti causati “dall’atto dovuto” con una somma fino a 10mila euro per ogni fase processuale; Sì a pene più severe per i reati di violenza, minaccia e lesioni a un Pubblico Ufficiale, garantendo più dignità e autorevolezza della divisa; Sì a pene più severe per impedire RIVOLTE in carcere e nei centri di accoglienza e trattenimento di immigrati. – avanti tutta per estendere l’utilizzo del taser (la pistola elettrica) a tutte le Forze dell’Ordine sul territorio nazionale”.

Risultati e classifica serie A, Cagliari scatto salvezza

Roma, 19 gen. (askanews) – Questo il programma e i risultati della della serie A dopo Cagliari-Lecce 4-1, Parma-Venezia 1-1

21esima giornata Roma-Genoa 3-1, Bologna-Monza 3-1, Juventus-Milan 2-0, Atalanta-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 1-1, Cagliari-Lecce 4-1, Parma-Venezia 1-1, ore 18.00 Hellas Verona-Lazio, oe 20.45 Inter-Empoli, Lunedì 20/01 ore 20.45 Como-Udinese

Classifica: Napoli 50, Inter* 44, Atalanta 43, Juventus 37, Lazio 36, Bologna, Fiorentina* 33, Milan* 31, Roma 27, Udinese 26, Genoa, Torino 23, Cagliari 21, Empoli, Lecce, Parma 20, Verona, Como 19, Venezia 15, Monza 13. * una partita in meno

22esima giornata Venerdì 24/01 ore 20.45 Torino-Cagliari, Sabato 25/01 ore 15.00 Como-Atalanta, ore 18.00 Napoli-Juventus, ore 20.45 Empoli-Bologna, Domenica 26/01 ore 12.30 Milan-Parma, ore 15.00 Udinese-Roma, ore 18.00 Lecce-Inter, ore 20.45 Lazio-Fiorentina, Lunedì 27/01 ore 18.30 Venezia-Hellas Verona, ore 20.45 Genoa-Monza

Liberi i primi ostaggi, le tre ragazze sono state consegnate alla Croce rossa

Roma, 19 gen. (askanews) – “Loro sono a casa”, con breve messaggio su  X l’Idf annuncia la liberazione e il ritorno in Israele delle tre ragazze liberate da Hamas, nell’ambito dell’accordo di tregua. “They’re home”, il post seguito da un cuoricino con la foto delle tre ragazze e  scritte in sovra impressione: “Sabato 19 gennaio, tre ostaggi liberati. Tenute in in ostaggio per 471 giorni, Romi Gonen, Emily Damari e Doron Steinbrecher sono ritornate in Israele, come parte dell’accordo in corso per liberare gli ostaggi”.  Sempre l’esercito israeliano ha reso noto che le tre ragazze hanno raggiunto una base delle Idf vicino al confine con la Striscia di Gaza, e qui hanno potuto incontrare   le loro madri. L’Idf ha spiegato che le tre donne saranno sottoposte a un controllo medico iniziale presso la struttura prima di essere trasferite in ospedale per incontrare il resto delle loro famiglie.Le forze speciali dell’Idf  hanno scortato i tre ostaggi nella struttura vicino al confine per un primo controllo medico, dopo averle prese in custodia dalla Croce rossa, che a sua volta le ha prese in consegna da Hamas  a Gaza.  Un funzionario di Hamas  ha  detto all’Afp che “le tre donne ostaggi sono state ufficialmente consegnate alla Croce rossa in piazza Saraya, nel quartiere di Al Rimal, nella parte occidentale di Gaza City”,  e “ciò è avvenuto dopo che un membro della squadra della Croce Rossa le ha incontrate e si è assicurato che stessero bene”, ha aggiunto.

I primi tre ostaggi che riabbracceranno le loro famiglie sono così Romi Gonen, 24 anni, Emily Damari, 28, e Doron Steinbrecher. Rapite nell’attacco lanciato il 7 ottobre 2023 da Hamas a Israele, che costò la vita a circa 1.200 persone. Le persone rapite e portate a Gaza furono 250.

Migliaia di persone sono in Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv per accogliere a casa le tre donne israeliane che sono state liberate dalla prigionia di Hamas. Esultano, piangono, si abbracciano alla notizia che gli ostaggi sono stati trasferiti alla Croce rossa. La Piazza degli Ostaggi è gremita di troupe televisive. La folla segue da uno schermo gigante le varie fasi del rilascio delle tre giovani donne.

Sono invece 90 i prigionieri palestinesi che saranno liberati in cambio del rilascio dei tre ostaggi
israeliani. Si tratta di 62 donne e 28 uomini di cui otto minori, nessuno condannato per omicidio. Lo riporta Haaretz aggiungendo che saranno trasferiti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.

(Nella foto, dal profilo X dell’Idf, le foto delle ragazze liberate)

Liberi i primi ostaggi, le tre ragazze sono state consegnate alla Croce rossa

Roma, 19 gen. (askanews) – Liberi i primi tre ostaggi israeliani di Hamas. Una fonte della sicurezza ha confermato al Jerusalem Post che le tre ragazze sono state consegnate alla Croce rossa che le consegnerà all’Idf. Un paio di elicotteri dell’Idf sono pronti ad accoglierle per portarle nel kibbutz di Reim dove è stato allestito un centro militare per un primo check medico.

Le televisioni avevano trasmesso le immagini dalla Striscia di Gaza di un convoglio della Croce Rossa in viaggio per raccogliere i tre ostaggi israeliani.

I primi tre ostaggi che riabbracceranno le loro famiglie sono Romi Gonen, 24 anni, Emily Damari, 28, e Doron Steinbrecher, 31, rapite nell’attacco lanciato il 7 ottobre 2023 da Hamas a Israele, che costò la vita a circa 1.200 persone. Sono tre donne civili.

(Nella foto, dal profilo X dell’Idf, gli elicotteri israeliani per il recupero degli ostaggi)

Risultati e classifica serie A, i Viola sesti

Roma, 19 gen. (askanews) – Questo il programma e i risultati della della serie A dopo Fiorentina-Torino 1-1

21esima giornata Roma-Genoa 3-1, Bologna-Monza 3-1, Juventus-Milan 2-0, Atalanta-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 1-1, ore 15.00 Cagliari-Lecce, Parma-Venezia, ore 18.00 Hellas Verona-Lazio, oe 20.45 Inter-Empoli, Lunedì 20/01 ore 20.45 Como-Udinese

Classifica: Napoli 50, Inter* 44, Atalanta 43, Juventus 37, Lazio 36, Bologna, Fiorentina* 33, Milan* 31, Roma 27, Udinese 26, Genoa, Torino 23, Empoli, Lecce 20, Verona, Parma, Como 19, Cagliari 18, Venezia 14, Monza 13. * una partita in meno

22esima giornata Venerdì 24/01 ore 20.45 Torino-Cagliari, Sabato 25/01 ore 15.00 Como-Atalanta, ore 18.00 Napoli-Juventus, ore 20.45 Empoli-Bologna, Domenica 26/01 ore 12.30 Milan-Parma, ore 15.00 Udinese-Roma, ore 18.00 Lecce-Inter, ore 20.45 Lazio-Fiorentina, Lunedì 27/01 ore 18.30 Venezia-Hellas Verona, ore 20.45 Genoa-Monza

Nato, Sekerinska in Lituania: scoraggeremo qualsiasi aggressione

Milano, 19 gen. (askanews) – Venerdì (17 gennaio 2025), la vice segretaria generale della NATO Radmila Sekerinska ha concluso una visita di tre giorni in Lituania, dove ha partecipato allo Snow Meeting 2025 a Trakai e ha incontrato le forze NATO presso la base militare di Rukla.

Sekerinska ha sottolineato l’importanza di aumentare la spesa e la produzione per la difesa, sostenere l’Ucraina e contrastare le azioni ostili contro gli Alleati. “La Russia è la minaccia più significativa per la nostra sicurezza. Vuole cancellare l’Ucraina dalla mappa”, ha affermato. Il Vice Segretario Generale ha continuato descrivendo come Mosca stia cercando di dividere gli Alleati e di scoraggiare il sostegno all’Ucraina con l’aiuto di Cina, Iran, Corea del Nord e Bielorussia, ma “non ci riusciranno”.

Lo Snow Meeting è un forum di discussione annuale di alto livello organizzato dal Ministero degli Esteri lituano, per le sfide che la comunità euro-atlantica deve affrontare.

L’ondata di attacchi informatici, disinformazione, interferenze politiche e sabotaggi contro gli Alleati: la Vice Segretaria Generale ha evidenziato il lancio di Baltic Sentry da parte della NATO per migliorare la vigilanza nel Mar Baltico. Ha affermato che al prossimo vertice NATO all’Aia gli Alleati “concorderanno una strategia aggiornata per contrastare le azioni ostili contro i nostri paesi”. Alla luce di queste crescenti minacce, la Sig.ra Sekerinska ha affermato che gli Alleati devono andare ben oltre la spesa del 2% del PIL per la difesa.

A Rukla, il Vice Segretario Generale ha incontrato le truppe delle Forward Land Forces della NATO, guidate dalla Germania, e della Iron Wolf Brigade della Lituania. Ha elogiato la loro professionalità e dedizione e ha affermato che la loro presenza “invia un messaggio inequivocabile. La Lituania non è sola. La NATO scoraggerà qualsiasi aggressione”.

Australian Open, Djokovic e Zverev ai quarti di Melbourne

Roma, 19 gen. (askanews) – Nessuna sorpresa nelle prime quattro sfide degli ottavi di finale degli Australian Open 2025. Carlos Alcaraz veleggia verso i quarti battendo Jack Draper (ritiro al secondo set). Alcaraz è atteso ora dalla sfida di cartello dei quarti contro Novak Djokovic. Servirà però una grande prestazione al numero 3 Atp contro un Nole molto quadrato, che dopo aver ceduto un set nei primi due turni contro Basavareddy e Faria, ha cambiato marcia contro i due cechi Tomas Machac e Jiri Lehecka. Nella sfida odierna contro quest’ultimo, il serbo ha trionfato in tre set con il punteggio di 6-3 6-4 7-6(4) in due ore e 39 minuti di gioco. Sempre nella parte bassa del tabellone, Alexander Zverev guadagna il pass per i quarti di finale. Il tedesco ha bissato il successo della finale del Masters 1000 di Parigi Bercy dello scorso novembre, superando in quattro set il francese Ugo Humbert con il punteggio di 6-1 2-6 6-3 6-2 in due ore e sedici minuti di gioco. Il numero due del tabellone incontrerà Tommy Paul, testa di serie numero 16. In apertura di giornata, lo statunitense ha infatti polverizzato Alejandro Davidovich Fokina con l’eloquente punteggio di 6-1 6-1 6-1. La sfida dura appena un’ora e 27 minuti.

Sci, Brignone: "Ho fatto esattamente ciò che avevo in testa"

Roma, 19 gen. (askanews) – Nel giro di due giorni Federica Brignone si è presa Cortina d’Ampezzo: dopo il podio nella discesa di sabato, ecco il trionfo in superG, vittoria numero 31 della carriera. “Oggi mi è venuto esattamente quello che avevo in testa. Ho attaccato, mi sentivo veloce, ho sempre tenuto premuto il piede sull’acceleratore: avevo ottime sensazioni e quando al traguardo ho visto il vantaggio su Suter mi sono detta che poteva essere il giorno giusto. Era un superG tattico: c’era spazio per lasciare andare gli sci, ma anche da affrontare con intelligenza per gestire al meglio l’alta velocità. E’ una di quelle giornate in cui di dici… che bello! Mi sento orgogliosa di quello che ho fatto in questo fine settimana: quanto si insegue a lungo un risultato, ottenerlo da grande soddisfazione. Volevo assolutamente salire sul podio di Cortina e questi due giorni sono davvero bellissimi per la mia carriera. La polivalenza è sempre stata un mio obiettivo, sin da bambina, e aver vinto ancora in tre discipline diverse nello stesso inverno per me vale davvero tanto”.

Sci, Brignone trionfa nel SuperG di Cortina d’Ampezzo

Roma, 19 gen. (askanews) – Federica Brignone semplicemente perfetta. L’azzurra trionfa nel Super G di Cortina d’Ampezzo e conquista la sua vittoria numero 31 in carriera mettendo nel mirino il mito Alberto Tomba a quota 50. Una gara spettacolare quella della Brignone che chiude in 1:21.64, con un vantaggio di 58 centesimi sulla rivale elvetica Lara Gut-Behrami e 1.08 sull’altra svizzera Corinne Suter.

Con questa vittoria Federica Brignone consolida il primo posto in classifica generale a 639 punti, mentre nella graduatoria di specialià soprassa Sofia Goggia al secondo posto. Elena Curtoni  si ferma ai piedi del podio, quarta a 1.11. Sofia Goggia invece chiude al settimo posto, staccata di 1.25. Scivola Lindsey Vonn: per l’americana una caduta senza conseguenze.

Tregua a Gaza, Papa Francesco: ora giusta soluzione per i due Stati

Milano, 19 gen. (askanews) – “Un bel lavoro quello di mediare”, “grazie a tutte le parti coinvolte in questo negoziato”. Lo ha detto in merito alla tregua raggiunta a Gaza Papa Francesco all’Angelus, trasmesso in diretta da piazza San Pietro. “Preghiamo per la riconciliazione e la pace” ha detto il Santo Padre, auspicando una “giusta soluzione” a due Stati. “Auspico che, quando stato concordato, venga rispettato subito dalle parti e che tutti gli ostaggi possano tornare finalmente a casa per riabbracciare i loro cari. Prego tanto per loro e per le loro famiglie. Spero pure che gli aiuti umanitari raggiungano ancora più velocemente, di grande qualità, la popolazione di Gaza, che ne ha tanta urgenza”, ha sottolineato il Papa, ricordando. “Sia gli israeliani che i palestinesi hanno bisogno di chiari segni di speranza. Auspico che le autorità politiche di entrambi, con l’aiuto della comunità internazionale, possano raggiungere la giusta soluzione per i due Stati. Tutti possano dire sì al dialogo, sì alla riconciliazione, sì al pace”.

Borsellino, Meloni: "Paolo, tuo esempio vive nelle nostre azioni"

Milano, 19 gen. (askanews) – “Nel giorno della nascita di Paolo Borsellino desidero ricordare un grande uomo, un giudice e un Servitore dello Stato che ci ha insegnato che avere paura è umano ma ciò che è importante è affiancare alla paura il coraggio. Il coraggio di combattere per quello in cui si crede e fare tutto ciò che è possibile per migliorare le cose”. Lo scrive il presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X.

“Fin dall’insediamento del Governo abbiamo messo tra le nostre priorità la battaglia contro le mafie e, nel nome di Paolo Borsellino, di Giovanni Falcone e di tutti coloro che sono caduti per mano della criminalità organizzata, continueremo su questa strada per portare legalità e sicurezza, libertà e giustizia. Buon compleanno Paolo, il tuo esempio vive nelle nostre azioni” ha aggiunto Meloni.

M.O., inizia cessate il fuoco a Gaza dopo 471 giorni di guerra

Roma, 19 gen. (askanews) – Dopo 471 giorni di guerra e quasi tre ore di ritardo rispetto all’orario fissato inizialmente, nella Striscia di Gaza è scattato il cessate il fuoco tra Israele e Hamas previsto dall’accordo mediato da Stati Uniti, Qatar ed Egitto.

La cessazione delle ostilità è slittata a fronte delle difficoltà “tecniche sul campo” di Hamas nel comunicare alle autorità israeliane il nome dei tre ostaggi che saranno rilasciati oggi. Una volta consegnati i nomi, l’ufficio del premier israeliano ha annunciato per le 11.15 locali (10.15 italiane) l’entrata in vigore della tregua.

I primi tre ostaggi che riabbracceranno le loro famiglie sono Romi Gonen, 24 anni, Emily Damari, 28, e Doron Steinbrecher, 31, rapite nell’attacco lanciato il 7 ottobre 2023 da Hamas a Israele, che costò la vita a circa 1.200 persone. Le persone rapite e portate a Gaza furono 250.

Nei raid aerei lanciati questa mattina dall’esercito israeliano nell’enclave palestinese sono morti almeno 10 palestinesi, mentre altri 25 sono rimasti feriti. Il bilancio delle vittime dei 15 mesi di conflitto nella Striscia di Gaza è di quasi 47.000 morti e oltre 110.725 feriti.

M.O., Israele conferma di aver ricevuto nomi degli ostaggi

Roma, 19 gen. (askanews) – Israele ha ricevuto i nomi degli ostaggi che saranno rilasciati oggi da Hamas. Lo hanno riferito funzionari israeliani citati dal Jerusalem Post, dopo che Abu Obeida, portavoce delle Brigate al Qassam, braccio armato di Hamas, ha annunciato suoi social i nomi delle tre donne che saranno liberate oggi nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco per la Striscia di Gaza.

L’ufficio del premier ha fatto sapere di aver informato le famiglie dei tre ostaggi che saranno rilasciati oggi.

Romi Gonen venne rapita al festival Nova, mentre Emily Damari, cittadina britannica con doppia cittadinanza, e Doron Steinbrecher vennero rapite dalle loro case nel kibbutz Kfar Aza.

Mattarella: Craxi ha impresso un segno negli indirizzi del Paese

Milano, 19 gen. (askanews) – “Bettino Craxi è stata una personalità rilevante degli ultimi decenni del Novecento italiano. Parlamentare italiano ed europeo, Segretario del Partito Socialista Italiano per oltre un quindicennio, Presidente del Consiglio dei Ministri, ha impresso un segno negli indirizzi del Paese in una stagione caratterizzata da grandi trasformazioni sociali e da profondi mutamenti negli equilibri globali”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del XXV anniversario della morte di Bettino Craxi.

“Interprete autorevole della nostra politica estera europea, atlantica, mediterranea sostenitrice dello sviluppo dei Paesi più svantaggiati, aperta al multilateralismo, lungo queste direttrici ha affrontato passaggi difficili, rafforzando identità e valore della posizione italiana. Un prestigio che poi gli venne personalmente riconosciuto con incarichi di rilievo alle Nazioni Unite” afferma il capo di Stato.

“Le politiche e le riforme di cui si fece interprete – continua Mattarella – sul piano interno determinarono cambiamenti che incisero sulla finanza pubblica, sulla competitività del Paese, sugli equilibri e le prospettive di governo. Una spiccata determinazione caratterizzò le sue battaglie politiche, sia nel confronto tra partiti, sia in campo sociale e sindacale, catalizzando sentimenti contrastanti nel Paese. Raccolse un consenso ampio quando riuscì a portare a conclusione il processo di revisione del Concordato tra Stato e Chiesa cattolica, sul cui inserimento in Costituzione i socialisti si erano espressi, all’epoca della Costituente, in termini negativi. La crisi che investì il sistema politico, minando la sua credibilità, chiuse con indagini e processi una stagione, provocando un ricambio radicale nella rappresentanza. Vicende giudiziarie che caratterizzarono quel burrascoso passaggio della vita della Repubblica. Nel venticinquesimo anniversario della scomparsa del leader socialista, desidero esprimere sentimenti di vicinanza ai familiari e a quanti con lui hanno condiviso impegno politico e personale amicizia”.

TikTok oscurato negli Usa: "per fortuna arriva Trump"

Roma, 19 gen. (askanews) – Tik Tok si oscura mentre entra in vigore il divieto negli Stati Uniti. “Spiacenti, TikTok non è disponibile al momento”: questo è il messaggio che compare agli utenti statunitensi che tentano di accedere alla popolare app video, che ha smesso di funzionare poche ore prima dell’entrata in vigore negli Stati Uniti di una legge federale che vieta alle aziende di ospitare o distribuire TikTok.

“Negli Stati Uniti è stata promulgata una legge che vieta TikTok – prosegue il messaggio – purtroppo questo significa che per ora non puoi usare TikTok. Siamo fortunati che il presidente Trump ha detto che collaborerà con noi per trovare una soluzione per ripristinare TikTok una volta entrato in carica”.

Stando a quanto riportato dai media americani, TikTok sarebbe stato rimosso anche dagli app store statunitensi di Apple e Google. E anche l’app gemella di TikTok, Lemon8, ha smesso di funzionare, mostrando agli utenti americani il messaggio in cui si afferma che “non è disponibile al momento”.

Sia TikTok che Lemon8 sono di proprietà del colosso cinese ByteDance. Venerdì scorso la Corte Suprema ha confermato la legge che vieta alle aziende americane di ospitare e distribuire la piattaforma di social media di proprietà cinese a meno che questa non venga venduta a un acquirente non cinese. La legge è stata approvata a larga maggioranza dal Congresso lo scorso anno ed è stata firmata dal presidente Biden.

Ieri il presidente eletto Donald Trump in un’intervista con NBC News ha detto che “molto probabilmente” rinvierà il divieto per TikTok di 90 giorni dopo il suo insediamento, sottolineaneo però di non avere ancora preso una decisione definitiva. Se tale estensione dovesse concretizzarsi, Trump – che un tempo era favorevole al divieto di Tik Tok – ha detto che “probabilmente” sarebbe stata annunciata lunedì, il giorno in cui presterà giuramento come presidente.

M.O., Idf: Hamas non rispetta accordo, continueremo a colpire Gaza

Roma, 19 gen. (askanews) – Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), Daniel Hagari, ha dichiarato che Hamas non ha fornito la lista degli ostaggi da liberare, come previsto dall’accordo di cessate il fuoco, per cui l’esercito “continuerà a colpire Gaza”.

“A questa mattina, Hamas non sta rispettando i suoi impegni e, contrariamente a quanto previsto dall’accordo, non ha fornito a Israele i nomi degli ostaggi – ha detto Hagari, citato dal Times of Israel – come da direttive del premier, il cessate il fuoco non avrà effetto finché Hamas non rispetterà i suoi obblighi. L’Idf continuerà a colpire a Gaza, finché Hamas non adempirà ai suoi obblighi previsti dall’accordo”.

M.O., slitta cessate fuoco, Netanyahu: non inizia senza nomi ostaggi

Roma, 19 gen. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato che il cessate il fuoco, che doveva entrare in vigore alle 8.30 del mattino, “non inizi fino a quando Israele non avrà la lista degli ostaggi da rilasciare, che Hamas si è impegnata a fornire”. Lo ha reso noto l’ufficio del premier, spiegando che Israele non ha ancora ricevuto i nomi degli ostaggi che dovrebbero essere rilasciati oggi.

Hamas ha confermato il proprio impegno rispetto all’accordo di cessate il fuoco con Israele, spiegando con “ragioni tecniche” il ritardo nella comunicazione della lista degli ostaggi israeliani che saranno rilasciati nella prima fase dell’intesa. Lo riportano i media israeliani, precisando che il gruppo palestinese ha diffuso una nota poco dopo che il premier Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che il cessate il fuoco, che doveva iniziare questa mattina alle 8.30 locali (7.30 italiane), non scatterà prima di aver ricevuto la lista degli ostaggi.

Nella dichiarazione Hamas “conferma il proprio impegno rispetto ai termini dell’accordo di cessate il fuoco”, spiegando che il ritardo nella consegna dei nomi degli ostaggi da rilasciare nel corso della prima fase è dovuto a “ragioni tecniche e di campo” sul terreno.

Il Partito popolare scelse nettamente un programma di libertà e di democrazia

Con la data odierna, il Partito Popolare Italiano segna il suo sesto anno di vita. 

A nessun partito fu, come al nostro, riserbato sin dal sorgere un compito più ingrato. Esso sorse per immettere gran parte delle masse cattoliche nella vita politica e  associarle alla risoluzione della tremenda crisi del dopoguerra; ma risentì dell’isolamento in cui esse erano vissute in precedenza sì che sul principio fu accerchiato di diftidenze, avversioni, insidie accaparratrici.

Esso scelse nettamente un programma di libertà e di democrazia; ma mentre gli uni ne contestarono la sincerità, gli altri cercarono trarlo a forme conservatrici e reazionarie.

La sua azione poliennale s’è incaricata di rompere la crosta delle diffidenze e dei malvoleri. Attraverso il sacrificio e l’urto, nel quale altri organismi giovani, com’esso era, si sarebbero frantumati, il P. P. I. ha saldamente inserito masse di cattolici nell’orbita nazionale, emancipandole dal loro isolamento, ha riconciliato gran parte delle classi lavoratrici a un programma di forme legali, a un concetto di solidarietà interclassista, promovendo e attuando un piano realistico di trasformazioni economiche e sociali.

 

Avendo inscritto nel suo emblema il motto Libertas, la libertà non ha rinfoderata o dimezzata nel momento della prova asperrima, documentando così, definitivamente, inconfutabilmente, la propria ragione democratica e nel senso di questa ragione definendosi sempre meglio verso una ormai robusta omogenea compattezza interna.

Il suo ingresso nella vita pubblica italiana fu benefico e per più rispetti risolutivo. Esso adempì una funzione di centro, la quale non consistè solamente nel moderare o equilibrare gli estremismi di destra e di sinistra, ma si alimentò e definì con un programma proprio, autonomo, di sano realismo, avendo inteso che nel dopoguerra tumultuoso, nel quale venivano a scadere aspirazioni sociali e promesse messianiche e soluzioni di problemi economici e politici immani, il paese poteva disimpegnarsi dalle vecchie angustie e dalle passioni rivoluzionarie con una decisa azione di riforme.

Fu un partito provvidenziale perciò pel dopoguerra: postosi nel centro impedì sbandamenti pericolosi e anarcoidi; operò a richiamare forze antagoniste nell’alveo della legalità e della normalità, imponendo con la stampa, nella tribuna parlamentare, lo studio e l’appassionamento su problemi di ricostruzione. E la sua attività fu appunto sopra tutto volta a ricostruire.

Le riforme, che esso propose, sono originate dai bisogni dell’Italia nel dopoguerra e dettatee da una scuola cristiana sociale e democratica cristiana che, come all’estero, anche in Italia era andata nel periodo della «preparazione nell’astensione» elaborando dottrine illuminate dal pensiero cristiano, dalle quali esso appunto trasse una propria fisionomia andatasi via via specificando con incessanti differenziazioni dagli altri partiti. L’uomo che questo partito volle, che una demarcazione dottrinale seppe dargli. che riuscì a fondarlo in una organizzazione ammirata anche dagli avversari, fu don Luigi Sturzo, nel cui spirito la creazione del Partito s’intese come una missione civile e spirituale altissima da instaurare nell’Italia moderna: missione, la quale pur traducendosi attraverso l’azione politica, ha una finalità essenzialmente morale. La ricostruzione è pienamente morale: s’inizia dall’individuo, s’incentra nella famiglia, di cui si vuol salvaguardare l’integrità, di cui si vuol educare la prole in regime di libertà secondo il diritto naturale dei genitori, investe con un pari abito di libertà il sindacato, di cui si chiede il riconoscimento giuridico, tendendosi a regolare i conflitti fra capitale e lavoro con lo sviluppo della cooperazione, con l’istituzione del probivirato e dell’arbitrato, con l’assicurazione per la malattia, la vecchiaia, l’invalidità, la disoccupazione. Libertà nelle autonomie degli enti iocali, libertà nella beneficenza, libertà per la Chiesa…

Concezioni che s’inquadrano in un sistema organico dirette a costruire lo Stato moderno, democratico, attuabile mediante un sistema di consultazione basato sulla proporzionale, considerata quale elemento di giustizia, quale avviamento a uno Stato, che sia sintesi d’interessi e d’idee, anzichè funzione personalistica, esposta a dittature o ad anarchia.

Alla stregua d’una tale visione, i rapporti con l’estero vanno ispirati al bisogno di ricostruire le rovine della guerra con una politica d’interesse economico, di abolizione di dogane, di lotta ai militarismi e di gretti nazionalismi, avvalendosi, come organo coordinatore e propulsore, della Società delle Nazioni, benedetta e auspicata da quel Papa della Pace che fu Benedetto XV.

Questo pensiero determinò la nostra attività in Parlamento e nel paese in confronto dei problemi di politica estera. come di quelli di politica interna, quali, impellente, il problema del Mezzogiorno, quello agricolo e del latifondo inquadrato nel concetto della funzione sociale della terra, la riforma della burocrazia, il decentramento statale, i rapporti tra capitale e lavoro, la scuola…

Questo pensiero democratico, determinò altresi l’atteggiamento dei Popolari di fronte al Governo di Mussolini. Al quale fu prestato in un primo tempo l’appoggio; ma allorchè la mentalità e l’attività del fascismo al potere si rivelarono discordanti dalle premesse essenziali del nostro programma e da quei principii di diritto, a cui crede tanta parte del paese, il nostro posto fu alI’opposizione, per l’antitesi che esiste tra la concezione nazionalista e quella democratica cristiana. Il nostro Congresso di Torino fu il segnale in Italia di riscossa delle forze contrastate da un partito che si attribuiva privilegi e diritti superiori a quelli dei cittadini d’altro colore. Esso salvò la compagine del Partito, mentre ne riaffermava la natura democratica e la necessità di non abdicare ai propri principii, ritenuti essenziali al sicuro duraturo sviluppo della Patria nostra tra i paesi civili.

Abbiamo la fierezza oggi di constatare la nostra fedeltà agl’inizi. Per essa abbiamo salvato, sotto le varie pressioni esercitate perchè ci menomassimo e ci falsificassimo, la nostra dignità; ma insieme costruito un elemento di rielevazione per tutto il paese, nel cui seno ormai la funzione nostra è compresa, è sentita. Attraverso il Partito nostro ormai molte idee cristiano sociali sono entrate nell’opinione pubblica e divenute patrimonio di tanti, così che grandi masse di cittadini agnostici o diffidenti o avversi si sono conciliate o almeno hanno riconosciuto la nobiltà e la necessaria funzione dell’idea democratica cristiana, che in tal modo, penetrata nella coscienza nazionale, esercita una forte benefica funzione.

Siamo sereni sulla breccia; e siamo sicuri della fedeltà dell’avvenire. 

Oggi il Partito è. Appartiene alla storia civile d’Italia; è inserito nella coscienza della Nazione. Ha superato la prova; ha dimostrato la sua consistenza non ef-fimera. E nel suo sviluppo sarà un elemento certo di evoluzione della nostra Patria, la quale è, per la nostra fede e per la nostra opera anche, destinata a un avvenire moralmente ed economicamente  prospero.

Ruffini: “Siamo tutti in campo”.

Siamo arrivati al 18 gennaio. Nelle scorse settimane c’era molta attesa. Troppa forse. Due diversi incontri. Milano e Orvieto. Un terzo incontro anche a Brescia. Tutti e tre oggi. Per una ragione. Il 18 gennaio è una data certamente evocativa. Almeno per qualcuno. Certamente per noi.

Per chi senza inseguire la cultura delle esagerazioni, cerca almeno di coltivare la memoria. E con essa preparare il futuro.

Era il 18 gennaio 1919 quando Sturzo lanciò il suo appello ai liberi e forti. Tante cose ci inducono a ricordare. Ma allo stesso tempo, il 18 gennaio è un giorno come un altro. Che ci chiede solo di essere vissuto. Una data che si ripeterà anche il prossimo anno e quelli a venire.

Domani sarà il 19, poi il 20 gennaio e così via. Perché la storia continua. Sempre. E il futuro si costruisce così. Passo dopo passo. Guardando avanti. Liberi dagli schemi, forti delle idee.

Forse qualcuno aspettava di trovare oggi annunci di soluzioni già pronte di fronte a una realtà tanto complessa. Ma questo, lo sappiamo, non è possibile. Non esiste una storia che possa essere scritta così.

Quanto alle identità…Vedo in una certa narrazione il rischio di ridurle quasi ad una caricatura. Ma anche esse sono complesse. Non possiamo ridurre l’identità di ciascuno di noi all’interno di una cornice rigida, circoscritta, fissa. Specialmente oggi, in un periodo storico in cui si costruiscono etichette solo per ritagliarsi spazi di visibilità e potere; o peggio per etichettare e colpire gli altri.

Le etichette sono solo un modo per non aprire gli occhi di fronte a una realtà sempre più complessa, che chiede invece di essere guardata in profondità per essere compresa.

Nessuna identità è immobile. Altrimenti muore. Anzi è già morta. Così anche la democrazia non è un verbo da declinare al passato. Ma qualcosa in divenire, come un gerundio che può compiersi solamente con l’impegno di ognuno. Con la partecipazione attiva, consapevole e più diffusa possibile.

Ecco perché quando sono stato invitato a partecipare, ho anticipato che sarei venuto:

– Non per parlare di me, o di un partito.

– Tantomeno di una corrente di questo o quel partito.

– Neanche per capire in quanti si riconoscono in un partito.

– Né, a maggior ragione, per contare quanti si rispecchino in una corrente.

– Neppure per parlare di un posizionamento in uno spazio geometrico astratto come il “Centro”.

– Ancor meno per discutere di come ritagliarsi uno spazio come partito o corrente sotto l’insegna della religione cattolica.

– Chi si professa cattolico sa perfettamente di essere chiamato (insieme ad altre culture) a essere sale e lievito della società. Ingredienti di cui si può sentire la mancanza, quando non ci sono, ma che certamente non devono coprire i sapori degli altri ingredienti. Sono chiamati ad esaltarli, non a coprirli. Un piatto non potrà mai essere assaporato e ricordato per il sale o il lievito. Ma sarà ricordato certamente per la loro assenza.

– Del resto, “partito” e “cattolico” possono persino essere considerati due concetti in contraddizione tra loro. Uno definisce la parte; l’altro l’universalità.

  • Pietro Scoppola scriveva che “la maturità del cattolicesimo dei politici italiani si misurerà proprio sulla capacità di abbandonare la nostalgia per un proprio partito esclusivo, e lavorare piuttosto per…la democrazia di tutti”.

 

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Alberto Salvadori: Ica istituzione libertaria che piace ad artisti

Milano, 18 gen. (askanews) – “Ica nato come un po’ un gioco, estremamente serio, perch come dire, giocare una delle cose pi serie della vita, perch solo giocando che si imparano un sacco di cose. Allo stesso tempo abbiamo messo tanto impegno e sta molto bene. Siamo estremamente felici. Dopo tre anni di programmazione e cinque anni di vita, perch con il Covid stato rubato a tutti un pezzo di vita, siamo estremamente soddisfatti”. Alberto Salvadori, direttore di Ica Milano, istituto contemporaneo per le arti, ha tracciato con askanews una sorta di bilancio dei primi cinque anni di attivit.

” un progetto anomalo in Italia – ha aggiunto – perch come se fosse un progetto di matrice anglosassone in Italia, quindi che si basa su un principio molto poco praticato nel nostro Paese per motivi culturali sostanzialmente, che quello della restituzione. Vediamo che abbiamo un pubblico molto affezionato, numeroso, un segmento di pubblico importante che quello tra i 18 e i 30 anni. Ci dicono che siamo diventati un punto di riferimento in citt per queste persone, per noi importantissimo perch sono le persone che hanno meno spazio in assoluto e poi anche il fatto che a livello istituzionale siamo riconosciuti come una delle istituzioni milanesi, cio un’istituzione pubblica, quindi un gruppo di amici, un gruppo di privati che creano qualcosa senza chiedere niente a nessuno e che lo mettono a disposizione della citt mi sembra un’operazione che ci d soddisfazione e siamo molto felici perch pian piano si sta allargando il bacino di persone che ci sostengono, di amici. E poi fondamentale e senza di questo non sarebbe possibile, questo un luogo che piace agli artisti, senza di loro noi non esistiamo”.

“Credo e sono fermamente convinto, soprattutto in un periodo storico come questo – ha concluso Alberto Salvadori – che le istituzioni culturali siano dei veri e propri soggetti libertari e quindi dentro questa parola si racchiude tutto il significato del mio lavoro”.

Centralità della persona: diritti, dialogo e confronto nell’era dei cambiamenti globali.

Dopo aver letto le significative parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, pronunciate a Lecce in occasione del 70° anniversario dell’Università del Salento, desidero condividere alcune riflessioni su ciò che ritengo il tema cruciale del nostro tempo: la centralità della persona umana.

Il Presidente ha sottolineato con forza l’importanza di porre la persona al centro, specialmente in un’epoca di cambiamenti epocali come quelli generati dall’intelligenza artificiale. Viviamo in un momento storico segnato da una rapidità di trasformazioni senza precedenti. In questo contesto, valori fondamentali come l’uguaglianza, la giustizia sociale e la dignità devono rimanere il metro di giudizio per ogni scelta politica, economica e tecnologica. Tuttavia, la velocità di questi mutamenti rischia di farci smarrire il valore essenziale dell’essere umano.

In proposito, Mattarella ha dichiarato: “Esiste l’esigenza di richiamare, in questi cambiamenti così radicali e profondi, la centralità della persona, la sua libertà e i suoi diritti”. Ha inoltre evidenziato come questa centralità sia strettamente legata al dialogo, al confronto e al rispetto reciproco. Le sue parole ci invitano a riflettere sul ruolo centrale dell’essere umano in un’epoca di trasformazioni complesse, dove solo ponendo al centro l’umanità, l’inclusione e il rispetto possiamo costruire una società in cui il progresso tecnologico sia al servizio dell’uomo, e non il contrario.

Non si tratta solo di preservare le conquiste del passato, ma di adattare i nostri valori alle sfide del presente e del futuro. In questa prospettiva, il confronto e il rispetto reciproco non sono semplici strumenti, ma veri e propri pilastri fondanti, capaci di dare senso e direzione al nostro cammino.

Le parole del Presidente ci richiamano a una responsabilità collettiva, in cui la capacità di dialogare e confrontarsi costruttivamente rappresenta il cuore della democrazia. Questa si nutre di pluralismo, tolleranza e apertura verso il diverso. In un mondo sempre più globalizzato e interconnesso, tuttavia, il rischio di polarizzazione e frammentazione è reale.

Il progresso tecnologico, incarnato oggi dall’intelligenza artificiale, ci offre straordinarie opportunità, ma pone anche sfide inedite: come preservare la libertà individuale, garantire il rispetto dei diritti fondamentali ed evitare che le disuguaglianze si acuiscano. Non sono concetti astratti, ma basi concrete su cui edificare una società giusta, equa e sostenibile.

Solo attraverso il dialogo possiamo affrontare le complessità del presente, trasformando le differenze in risorse e le sfide in opportunità. Questa riflessione non riguarda solo il piano politico o istituzionale, ma coinvolge ciascuno di noi nella vita quotidiana, nelle relazioni e nelle scelte personali e collettive.

Porre al centro la persona significa riaffermare il valore universale della dignità umana, promuovendo un progresso che rispetti l’individuo nella sua integrità. Significa difendere la libertà come spazio di crescita, creatività e confronto. Soprattutto, significa costruire un futuro in cui la tecnologia sia al servizio dell’uomo, senza che quest’ultimo perda la propria umanità.

Come ha ricordato Mattarella, la civiltà europea, con il suo straordinario patrimonio di democrazia e umanesimo, ha molto da insegnare e offrire in questo contesto. Tuttavia, per farlo è necessario un impegno collettivo che coinvolga istituzioni e cittadini, al fine di preservare ciò che di più prezioso abbiamo: la dignità e la libertà di ogni essere umano.

Un altro gigante nei Brics: la Nigeria.

In meno di due settimane la presidenza brasiliana di turno dei Brics ha dato due annunci che incidono in modo significativo sugli equilibri globali. Il primo il 6 gennaio scorso, riguardo all’entrata nei Brics dell’Indonesia come membro a pieno titolo. Il secondo il 17 gennaio scorso sull’ingresso ufficiale della Nigeria, come Paese partner.

Questo “gigante” africano, che con i suoi 230 milioni di abitanti è il sesto Paese più popoloso del mondo e il primo dell’Africa, oltre ad essere ricchissimo di risorse energetiche e naturali, diviene così il nono Paese partner del Coordinamento Brics, spostando ancora di più, insieme ai dieci Paesi membri a pieno titolo, l’ago della bilancia per popolazione, per età media, per possesso di fonti energetiche, a favore dei Brics, accentuando il divario con il G7. E contribuisce a rafforzare in seno ai Brics, come auspicato in particolare dalla presidenza di turno brasiliana, il peso dei Paesi del Sud del mondo, l’ex Terzo Mondo ora in cerca di riscatto e di sviluppo.

La Nigeria è una fra le più grandi economie dell’Africa, ricca di petrolio e gas, e con un potenziale di crescita che ha attirato l’attenzione di molti investitori internazionali. L’ingresso nei Brics rappresenta un’opportunità per il Paese di diversificare ulteriormente la sua economia, riducendo la sua dipendenza dai settori estrattivi e promuovendo investimenti in settori come l’agricoltura, l’industria e la tecnologia.

I Brics sono stati costituiti sulla base dell’idea di promuovere la cooperazione tra economie emergenti, promuovendo la riforma delle istituzioni globali. La Nigeria, con il suo mercato in espansione e la sua popolazione giovane, può dare ulteriore intensità a questo processo.

L’ingresso della Nigeria nei Brics porterà a un incremento significativo degli scambi commerciali tra i Paesi membri e partner Brics. Investimenti (in primis quello della New Development Bank) e tecnologie dai Paesi Brics, contribuiranno ancor più speditamente alla crescita delle infrastrutture, alla modernizzazione del Paese africano, e al rafforzamento della sua autosufficienza alimentare.

Politicamente, l’adesione ai Brics consente alla Nigeria di accrescere il suo ruolo nel continente africano e di avere una voce più forte su questioni globali, come il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare e le sfide per una governance mondiale maggiormente inclusiva ed equa.

L’entrata della Nigeria nei Brics rappresenta dunque, una svolta di portata storica sia per questa nazione che per il continente africano nel suo insieme. Con opportunità di crescita economica e una piattaforma che si sta rivelando stabile, valida ed attrattiva come quella dei Brics, per una maggiore influenza globale, la Nigeria è ora posizionata per giocare un ruolo cruciale, insieme a tutto il continente africano, nel futuro dell’economia mondiale.

Abbiamo chiesto un rapido commento a caldo al prof. Marco Ricceri, coordinatore del Laboratorio Brics dell’Eurispes sul significato di questa mossa. “L’ingresso a stretto giro dell’Indonesia e della Nigeria nei Brics significa una cosa sola: che il mondo sta svoltando”.

Serve quindi una capacità di lettura politica adeguata alla velocità e all’intensità con cui avvengono i fatti che stanno cambiando la storia.

Stefania Craxi: tante intuizioni di mio padre colte solo dal centrodestra

Hammamet, 18 gen. (askanews) – Bettino Craxi “lascia tante intuizioni, penso al ruolo dell’Italia nel Mediterraneo, al concetto di patria che fu il primo a pronunciare a sinistra e che ha mutuato dal Risorgimento, alla battaglia sulla giustizia Craxi tuttora di estrema attualit, lascia delle grandi intuizioni, c’ chi ha saputo coglierle, e le ha sapute cogliere il centrodestra, e chi no”. Lo ha detto Stefania Craxi, senatrice di Forza Italia e presidente della commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama, ad Hammamet per la commemorazione del 25 anniversario dalla scomparsa dell’ex presidente del Consiglio, avvenuta il 19 gennaio del 2000.

“Le istituzioni del centrodestra – ha sottolineato la senatrice riferendosi alla partecipazione alla commemorazione di oggi ad Hammamet del presidente del Senato, Ignazio La Russa, e del vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani – in questi anni sono venute spesso, chi non mai venuto un esponente istituzionale o politico di rilievo del centrosinistra, che non hanno ancora messo i piedi nella sabbia di Hammamet”.

“Quella brutta pagina – ha concluso Stefania Craxi parlando della stagione di Mani pulite – ha lasciato delle distorsioni sul nostro sistema politico e istituzionale e finch non si far i conti con la storia repubblicana fino in fondo, anche con la brutta stagione di Mani pulite, sar difficile riprendere il normale corso democratico”.

Santalucia (Anm): riforma giustizia mina autonomia anche dei giudici

Roma, 18 gen. (askanews) – “Il pericolo quello di attenuarne e affievolirne le caratteristiche imprescindibili di autonomia e indipendenza. L’indipendenza del pubblico ministero, che quella maggiormente esposta per ragioni tecniche si tradurr in un deficit di indipendenza del giudice”. Lo ha detto il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, a margine del Consiglio direttivo dell’Associazione a Roma, a proposito della riforma della Giustizia del governo che propone di modificare la Costituzione e introdurre la separazione delle carriere dei magistrati.

“Il giudice decide sulla base degli affari che il pubblico ministero porta sul suo tavolo – ha aggiunto – Se il pm non pienamente indipendente evidente che nella ricerca e nella trattazione degli affari da sottoporre al giudice sar condizionato e condizioner il giudice, al di l delle garanzie di cui quel giudice pu godere, non portare alcuni affari che potrebbero disturbare un clima politico significa impedire al giudice di esercitare la sua indipendenza nel modo pi pieno possibile”.

“Quindi sono due caratteristiche che si tengono assieme – ha sottolineato – non possiamo separare una magistratura dall’altra perch quella anche la magistratura giudicante seppure non toccata direttamente da riforme che riguardano soprattutto il Pubblico Ministero ne risentir inevitabilmente nell’esercizio della giurisdizione”.

Tech, flessibile e sostenibile: la tracciabilit del futuro

Las Vegas, 18 gen. (askanews) – Etichette elettroniche, flessibili, sostenibili per tracciare i prodotti anche via satellite. la tecnologia studiata dall’azienda francese Linxens (presente al Ces di Las Vegas, organizzato da Cta) come spiega Laurent Coussonet, direttore dello sviluppo. “Questa etichetta intelligente collegata a una batteria, che stiamo producendo sempre in tecnologia flessibile, e con un pannello solare, pu avere una durata di 20 anni. Abbiamo anche sviluppato questo sistema collegato a un nanosatellite, sia negli Stati Uniti che in Europa”.

Si possono registrare dati come la temperatura, gli urti, la pressione, l’altitudine: una geolocalizzazione direttamente sul prodotto, possibile spiegano da Linxens, grazie ai prezzi ridotti; l’idea applicarla “all’ultimo miglio”, a merce consegnata non solo coi camion, ma anche con bici, auto elettriche e altro in citt.

Pecoraro Scanio a Agrigento: Capitale Cultura serva a rilanciare Sicilia

Agrigento, 18 gen. (askanews) – “Agrigento Capitale della Cultura 2025 deve rappresentare molto pi di un titolo: un’occasione unica per rilanciare la Sicilia affrontando con decisione le sue emergenze strutturali e sociali”, ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, gi Ministro dell’Ambiente, presente al teatro Pirandello per l’inaugurazione dell’anno di Agrigento capitale italiana della cultura, richiamando l’attenzione su temi come la siccit, le difficolt del sistema dei trasporti e i tagli al sistema sanitario regionale.

“Non dimentichiamo che Agrigento stata scelta come capitale della cultura insieme a Lampedusa, un luogo simbolo dell’accoglienza nel Mediterraneo. Questa designazione non deve limitarsi a essere un riconoscimento simbolico, ma una chiamata all’azione per un Mediterraneo che sia davvero un mare di pace, dialogo e cooperazione”, ha aggiunto Pecoraro Scanio.

L’ex Ministro ha anche ricordato le radici familiari nella provincia di Agrigento, sottolineando il paradosso infrastrutturale che vive la regione: “Mio nonno era di Alessandria della Rocca sui monti Sicani in provincia di Agrigento e le strade di collegamento verso Palermo, costruite oltre 2000 anni fa dai Romani, non hanno mai avuto una ristrutturazione completa. Dopo duemila anni, il momento di smettere di fantasticare su opere futuristiche e controverse come il Ponte sullo Stretto e concentrarsi sulle necessit reali dei cittadini siciliani”.

“Il Tempio della Concordia non solo un monumento: un richiamo a un’idea di pace, di solidariet e di sviluppo inclusivo. Agrigento Capitale della Cultura deve servire da esempio per un’Italia che sappia unire storia, bellezza e progresso sociale” – ha concluso Pecoraro Scanio.

“Per Agrigento e per tutta la Sicilia, il 2025 non pu essere solo un anno da celebrare, ma un punto di svolta per costruire un futuro migliore. Auguro al sindaco e a tutte le realt della provincia un anno positivo e di successo”.

La Russa e Tajani commemorano Craxi ad Hammamet: "non doveva morire in esilio"

Hammamet, 18 gen. (askanews) – Un vento a tratti tagliente e temperature insolitamente rigide per le coste tunisine non hanno funestato le iniziative per la commemorazione per i 25 anni dalla scomparsa di Bettino Craxi, morto il 19 gennaio del 2000 ma che ancora divide, sotto la grande lente del tema Giustizia, la politica e la società italiana.

Ad Hammamet, dove l’ex presidente del Consiglio riposa all’ombra della Medina in un recinto di terra che si affaccia sul mare, rivolto verso l’Italia, sono arrivati stamane il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani, una delegazione di giovani di Forza Italia guidata dal deputato Alessandro Battilocchio, e più di duecento persone giunte nelle ultime ore dall’Italia per rendere omaggio al leader socialista.

“Non sarebbe dovuto accadere che Craxi morisse in esilio e non potesse curarsi in Italia. Partiamo da questo”, ha esordito La Russa arrivando all’Istituto culturale internazionale di Hammamet “Dar Sebastian”, per l’inaugurazione della mostra “Volti del Novecento”, una delle iniziative volute dalla Fondazione Bettino Craxi per la commemorazione. “A me è capitato in forma privata, all’inizio degli anni 2000 – ha poi ricordato La Russa -, di venire a portare un fiore sulla sua tomba, perché già allora ritenevo che l’Italia avesse un debito nei suoi confronti. Bettino Craxi, calmati i venti della cronaca, diventa un personaggio della storia e come tutti i grandi personaggi della storia può avere luci, può avere ombre, ma non può essere più utilizzato da una parte o dall’altra a sostegno di tesi che incidano nell’attualità. Credo che ormai, passato il tempo delle invettive – ha sottolineato La Russa – Craxi debba essere studiato come una grande figura della storia e non c’è una figura della storia su cui non si discuta nel bene e nel male”.

“Oggi – ha concluso La Russa, che ha partecipato anche alla commemorazione vera e propria, celebrata con rito cattolico, che si è svolta nel pomeriggio nel cimitero di Hammamet – non solo non potevo dire no all’invito di Stefania ma ho voluto dire sì al suo invito perché lo sentivo anche come un momento di quella difficile pacificazione del dopoguerra che tarda ad arrivare su tanti fronti”.

“E’ giusto essere qui”, ha detto dal canto suo Tajani arrivando al cimitero e ricordando di aver già fatto visita, da presidente dell’Europarlamento, alla tomba di Bettino Craxi. Craxi, ha spiegato il leader di Forza Italia, è stato “un grande italiano, non doveva morire in esilio. E’ stato uno dei grandi protagonisti, insieme ad Andreotti e a Berlusconi, della politica estera italiana. E’ stato l’uomo che ha avuto il coraggio di mettere in chiaro la differenza tra socialismo e comunismo, l’uomo che ha avuto il coraggio di difendere l’autonomia dell’Italia, ha avuto il coraggio di guardare con attenzione al Medio oriente, un uomo che ha avuto il coraggio di fare grandi battaglie anche garantiste”. Per questo, e per le ingiustizie di carattere giudiziario “che ha subito in vita e anche durante l’esilio”, ha sottolineato Tajani, “è giusto che” Bettino Craxi “sia riabilitato di fronte ai cittadini italiani”.

Stefania Craxi, figlia dell’ex presidente del Consiglio e presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato, ha ringraziato La Russa e Tajani per la partecipazione, definendola “un atto di giustizia e e di verità, un nobile gesto di riconoscimento che parla non solo al passato ma anche, e soprattutto, al futuro”. Poi una stoccata a quanti ancora non riconoscono la statura politica del padre. “Non si può dire ‘Craxi è stato uno statista sì, ma i processi?’ Allora – a detta della senatrice -, o è stato uno statista o è stato un corrotto. Credo che dopo 25 anni si debba avere l’onestà morale di parlare di Craxi senza se e senza ma, non si può dire Craxi è stato uno statista e al contempo beatificare Mani pulite, si aprirebbe una contraddizione troppo grande, un’ipocrisia enorme. Quella brutta pagina ha lasciato delle distorsioni sul nostro sistema politico e istituzionale e finché non si faranno i conti con la storia repubblicana fino in fondo, anche con la brutta stagione di Mani pulite, sarà difficile riprendere il normale corso democratico”, ha concluso.

Ancora una volta, nessuna figura di rilievo del centrosinistra ha partecipato alle commemorazioni. “Probabilmente stanno ancora facendo i conti con la loro storia”, ha commentato Battilocchio. Una speranza coltivata forse più di tutti da Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi, anche lui ad Hammamet. “La storia di Bettino Craxi – ha detto – deve tornare a sinistra, quest’anno parte una nuova stagione. E’ evidente che Craxi è sempre stato a sinistra, che quella storia è colonna portante della sinistra italiana ma quando diciamo che vogliamo riportarlo a sinistra intendiamo dire che da oggi impediremo a certa destra di impossessarsi di una grande eredità politica e solleciteremo la sinistra a misurarsi su nuove sfide”.

Supermagic "Arcano", per la prima volta al Teatro Sistina di Roma

Roma, 18 gen. (askanews) – Arriva per la prima volta e in esclusiva sul palco del Teatro Sistina di Roma la 21a edizione di Supermagic “Arcano”, il celebre spettacolo internazionale di magia che promette un trionfo di meraviglia e divertimento per il pubblico di tutte le età, in scena dal 23 gennaio al 9 febbraio 2025. Oltre due ore di grande magia dal vivo con i più talentuosi illusionisti, trasformisti, prestigiatori, manipolatori e campioni dell’arte magica provenienti da tutto il mondo, in un viaggio straordinario dove la fantasia e i sogni diventano realtà, tra sorprendenti grandi illusioni ed effetti speciali, momenti poetici, irresistibile divertimento e continuo stupore con effetti magici mai visti prima in Italia.

Un nuovissimo cast internazionale di oltre 20 artisti farà sognare ad occhi aperti, anche quest’anno, adulti e bambini, con alcuni dei più acclamati nomi del mondo della magia scelti, come ogni anno, solo tra le più luminose stelle del panorama magico internazionale. Secondo la conclamata tradizione di Supermagic.

Il celebre appuntamento, divenuto oramai una tradizione per i tantissimi appassionati, non è solo un semplice show, ma una vera e propria esperienza immersiva sospesa a metà tra realtà e immaginazione: il merito è di un format vincente, che mette su uno stesso palcoscenico le eccellenze del settore, e quello di un perfetto equilibrio tra tanti ingredienti diversi, primi fra tutti i guizzi di originalità, i colpi di scena e le più moderne tecnologie, ma soprattutto l’estro e la tecnica di straordinari artisti pluripremiati che sanno dare vita a un mondo fantastico dove tutto sembra essere possibile.

Ideato da Remo Pannain, che ne cura anche la direzione artistica, Supermagic è stato riconosciuto come il “Migliore spettacolo di magia” dalla Fédération Internationale des Sociétés Magiques, essendo l’unico spettacolo che offre ogni anno l’eccellenza dei prestigiatori e degli illusionisti premiati al campionato mondiale delle arti magiche o che hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Nella sua lunga storia lo show annovera inoltre una carrellata di successi e vanta ben 122 artisti di fama mondiale applauditi da oltre 260.000 spettatori nel corso delle 20 precedenti edizioni.

Santanchè, Tajani: Fi non chiede sue dimissioni, siamo garantisti

Roma, 18 gen. (askanews) – “Sono garantista per tutti. Credo che un cittadino debba esser ritenuto colpevole solo quando c’è una sentenza passata in giudicato. Per quel che riguarda noi non c’è nessun problema nei confronti del ministro Santanchè: da parte di Fi non c’è alcuna richiesta di lasciare”. Lo dice ai Tg Rai il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, segretario di Forza Italia da Berlino. Convinto che il reato contestato sia grave “se viene provato e se c’è una condanna”. Mentre “qui siamo ad un rinvio in giudizio” e “non possiamo condannare le persone prima del processo”.

Centrosinistra, Delrio: alleati a partiti contro crisi democrazia

Milano, 18 gen. (askanews) – “Solo i partiti non riescono a vincere questa battaglia sulla crisi della democrazia, la concentrazione dei poteri, pochi ricchi californiani che si prendono il mondo, persino influenzano le elezioni nei paesi europei con i loro mezzi di comunicazione. Per contrastare questa cosa necessario che ci sia il popolo, la gente, l’associazionismo, una mobilitazione dal basso, e oggi siamo qui per lanciare una grande alleanza”. Lo ha detto il senatore del Pd e promotore di Comunit Democratica, Graziano Delrio, a margine del convegno organizzato nella sede della Regione Lombardia al quale intervenuto, tra gli altri, l’ex direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini.

“Per salvare la nostra democrazia necessaria che ci si allei, che ci si confronti, tutti insieme, perch da soli purtroppo i partiti non riescono a intercettare tutto il bisogno che c’ in questo momento” ha ribadito esprimendo “grande soddisfazione per la grande partecipazione” all’evento di oggi.

“Tra le persone c’ grande interesse, quindi c’ un’esigenza reale, di parlare, di confrontarsi, di ascoltare le straordinarie energie che vengono dal basso, che sono mobilitate in questo caso dentro il mondo cattolico ma non solo, perch ci si rende conto che c’ bisogno di fare un salto di qualit, c’ bisogno di avere pi forza, di scendere in campo per contrastare la crisi della democrazia” ha concluso.

Il partito di Ruffini non c’è, ma i cattolici Pd rialzano la testa

Milano, 18 gen. (askanews) – Chi si aspettava l’annuncio della nascita di un nuovo partito dei cattolici di sinistra, o di una corrente strutturata all’interno del Pd, è rimasto deluso, ma dal battesimo di Comunità Democratica, sigla “leggera” voluta dall’ex ministro Graziano Delrio, è comunque uscita una rinnovata voglia di protagonismo dei cattolici democratici, spinti dalla convinzione di poter incidere sulla competitività elettorale del centrosinistra, soprattutto riportando a votare ai prossimi turni elettorali i tantissimi elettori che ultimamente si sono astenuti. Una riflessione sostenuta in primis dall’ex direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, e condivisa da Romano Prodi, per il quale gli ex popolari sono “stati muti per troppo tempo”.

“Lo dico con il massimo rispetto, come possiamo tutti insieme uscire dalla mediocrità della politica? Qual è lo stato di avanzamento delle proposte alternative in campo? E nel campo delle opposizioni, qual è la proposta politica della sinistra? Qual è l’offerta, realmente competitiva che offre la sinistra? Dove è stata discussa? Con chi? Quando? Non singole questioni, non emendamenti a soluzioni elaborate da altri. Ma una speranza sul futuro di questo Paese” si è chiesto Ruffini auspicando “una visione larga, condivisa che è la sola a poter riportare la gente al voto”. Una riflessione da semplice “elettore di centro-sinistra”, ha precisato, al quale sembra “che tanto ancora si possa fare, ed elaborare, per offrire una proposta politica forte e convincente”.

La sua ricetta è una versione italiana della cosiddetta “maggioranza Ursula”, cioè dei partiti popolari e progressisti, compreso il M5s, che a suo parere “potrebbe diventare una scelta solida per essere alternativi alla destra, perché, come si diceva anni molti anni fa se vinci con la destra è la destra che vince”. Una coalizione basata su un’alleanza, ha precisato il padrone di casa Delrio, “che non può essere confinata a un solo partito” cioè il Pd. La posta in gioco, ha continuato, è molto alta, cioè la sopravvivenza della democrazia. Per questo, ha concluso, “è il momento adesso, come dice Biden, di alzarsi in piedi” contro le oligarchie “e di pensare che non ci può essere all’orizzonte il delegare a alcuni ricchi californiani il destino dei popoli mondiali e europei”.

All’evento ha partecipato, tra gli altri, anche la capogruppo di Italia Viva alla Camera, Maria Elena Boschi, secondo la quale “i moderati hanno bisogno di proposte condivise per convincere i cittadini che c’è una possibilità alternativa al governo che non risolve i problemi quotidiani”. Presenti anche l’ex ministro e presidente dell’Associazione partigiani cristiani Maria Pia Garavaglia, l’ex segretario del Ppi Pierluigi Castagnetti, l’ex sindaco di Brescia Emilio Delbono, l’ex segretario della Cisl Savino Pezzotta, gli ex ministri Barbara Pollastrini, Lorenzo Guerini e Giuliano Poletti.

Israele, il partito (estrema destra) di Ben Gvir : via dal governo. Protesta contro l’accordo con Hamas

Roma, 18 gen. (askanews) – I membri del partito di estrema destra Otzma Yehudit del ministro Itamar Ben Gvir presenteranno domani mattina le loro lettere di dimissioni dal governo israeliano in segno di protesta contro il via libera all’accordo di cessate il fuoco con Hamas che entrerà in vigore domani. Lo ha annunciato il partito in un comunicato.

“Alla luce dell’approvazione dello sconsiderato accordo con l’organizzazione terroristica Hamas”, recita la nota riportata dal Times of Israel, il partito Otzma Yehudit presenterà le lettere di dimissioni dal governo e dalla coalizione domani mattina, e i ministri Ben Gvir, Yitzhak Wasserlauf e Amichai Eliyahu, così come i presidenti delle Commissioni, i parlamentari Zvika Fogel e Limor Son Har-Melech, e il parlamentare Yitzhak Kroizer, “lasceranno i loro incarichi”.

Centrosinistra, il partito di Ruffini non c’è, ma i cattolici Pd rialzano la testa

Milano, 18 gen. (askanews) – Chi si aspettava l’annuncio della nascita di un nuovo partito dei cattolici di sinistra, o di una corrente strutturata all’interno del Pd, è rimasto deluso, ma dal battesimo di Comunità Democratica, sigla “leggera” voluta dall’ex ministro Graziano Delrio, è comunque uscita una rinnovata voglia di protagonismo dei cattolici democratici, spinti dalla convinzione di poter incidere sulla competitività elettorale del centrosinistra, soprattutto riportando a votare ai prossimi turni elettorali i tantissimi elettori che ultimamente si sono astenuti. Una riflessione sostenuta in primis dall’ex direttore dell’Agenzia delle entate, Ernesto Maria Ruffini, e condivisa da Romano Prodi, per il quale gli ex popolari sono “stati muti per troppo tempo”.

“Lo dico con il massimo rispetto, come possiamo tutti insieme uscire dalla mediocrità della politica? Qual è lo stato di avanzamento delle proposte alternative in campo? E nel campo delle opposizioni, qual è la proposta politica della sinistra? Qual è l’offerta, realmente competitiva che offre la sinistra? Dove è stata discussa? Con chi? Quando? Non singole questioni, non emendamenti a soluzioni elaborate da altri. Ma una speranza sul futuro di questo Paese” si è chiesto Ruffini auspicando “una visione larga, condivisa che è la sola a poter riportare la gente al voto”. Una riflessione da semplice “elettore di centro-sinistra”, ha precisato, al quale sembra “che tanto ancora si possa fare, ed elaborare, per offrire una proposta politica forte e convincente”.

La sua ricetta è una versione italiana della cosidetta “maggioranza Ursula”, cioè dei partiti popolari e progressisti, compreso il M5s, che a suo parere “potrebbe diventare una scelta solida per essere alternativi alla destra, perché, come si diceva anni molti anni fa se vinci con la destra è la destra che vince”. Una coalizione basata su un’alleanza, ha precisato il padrone di casa Delrio, “che non può essere confinata a un solo partito” cioè il Pd. La posta in gioco, ha continuato, è molto alta, cioè la sopravvivenza della democrazia. Per questo, ha concluso, “è il momento adesso, come dice Biden, di alzarsi in piedi” contro le oligarchie “e di pensare che non ci può essere all’orizzante il delegare a alcuni ricchi californiani il destino dei popoli mondiali e europei”.

All’evento ha partecipato, tra gli altri, anche la capogruppo di Italia Viva alla Camera, Maria Elena Boschi, secondo la quale “i moderati hanno bisogno di proposte condivise per convincere i cittadini che c’è una possibilità alternativa al governo che non risolve i problemi quotidiani”. Presenti anche l’ex ministro e presidente dell’Associazione partigiani cristiani Maria Pia Garavaglia, l’ex segretrio del Ppi Pierluigi Castagnetti, l’ex sindaco di Brescia Emilio Delbono, l’ex segretario della Cisl Savino Pezzotta, gli ex ministri Barbara Pollastrini, Lorenzo Guerini e Giuliano Poletti.

Craxi, Tajani: è giusto che sia riabilitato di fronte a italiani

Hammamet, 18 gen. (askanews) – “È giusto che” Bettino Craxi “sia, di fronte ai cittadini italiani, riabilitato per le ingiustizie che ha subito in vita e anche durante l’esilio”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani al cimitero cristiano di Hammamet, parlando, a margine delle commemorazioni per il 25º anniversario della morte di Bettino Craxi, parlando del nesso tra la vicenda del leader socialista, scomparso il 19 gennaio del 2000, e la riforma per la separazione delle carriere.

Bologna-Monza 3-1, felsinei vittoria in rimonta

Roma, 18 gen. (askanews) – Vittoria in rimonta per il Bologna che batte 3-1 il Monza nonostante la partenza ad handicap. Il Monza parte benissimo e al 4′ è già avanti con Maldini, bravo ad avviare e a finalizzare un contropiede perfetto su assist di Ciurria. I padroni di casa però reagiscono e mettono alle corde gli ospiti. Al 22′ Orsolini si accende e trova Castro in area con un cross al bacio: spizzata di testa e pareggio. Al 34′ la rimonta si completa con Odgaard, che sfrutta un pallone di Dominguez e batte Turati con un perfetto sinistro al volo. Nella ripresa torna al gol Orsolini: cross delicato di Lykogiannis da sinistra, Kyriakopoulos buca l’intervento di testa e permette a Orsolini di stoppare e piazzare il pallone di sinistro sul secondo palo. Nel finale miracolo di Turati. All’88’ colpo di testa di Dallinga su corner di Lykogiannis, parata in tuffo dell’ex Frosinone. Un minuto dopo palo di De Silvestri. Il difensore rossoblù si gira bene in area e colpisce il palo. La palla attraversa tutto lo specchio e viene raccolta da Lucumì, che offre in mezzo. Dallinga è in leggero ritardo e non riesce a intervenire.

Meloni sarà a Washington per l’insediamento di Trump. Salvini resta in Italia per il "fronte-ferrovie"

Roma, 18 gen. (askanews) – Lunedì la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà a Washington per la cerimonia di insediamento del presidente eletto degli Stai Uniti, Donald Trump. Mentre il vicepremeir Matteo Salvini resterà in Italia, ormai è ufficiale. E la motivazione, ufficiale, è quella della necessità per il ministro dei Trasporti di occuparsi del “fronte-ferrovie”.

La Lega, infatti parteciperà alla cerimonia di insediamento di Donald Trump con Paolo Borchia (capodelegazione del partito al Parlamento europeo) che sarà a Washington insieme agli altri esponenti del gruppo dei Patrioti. “Salvini – fa sapere il suo staff – ha scelto di rimanere in Italia alla luce di quanto sta emergendo sul fronte-ferrovie dopo l’esposto del gruppo Fs e la denuncia per attentato ai trasporti confermata in queste ore”. Comunque, “Salvini confida di potersi recare negli Stati Uniti il prima possibile”.

Trump day, Salvini resta in Italia causa treni, Lega parteciperà con Patrioti

Roma, 18 gen. (askanews) – La Lega parteciperà alla cerimonia di insediamento di Donald Trump con Paolo Borchia (capodelegazione del partito al Parlamento europeo) che sarà a Washington insieme agli altri esponenti del gruppo dei Patrioti. “Salvini – fa sapere il suo staff- ha scelto di rimanere in Italia alla luce di quanto sta emergendo sul fronte-ferrovie dopo l’esposto del gruppo Fs e la denuncia per attentato ai trasporti confermata in queste ore”. E “Salvini confida di potersi recare negli Stati Uniti il prima possibile”.

Craxi,Tajani: è stato un grande protagonista politica estera italiana

Hammamet, 18 gen. (askanews) – “E’ giusto stare qui”, Bettino Craxi è stato “un grande italiano, non doveva morire in esilio, l’esilio è qualcosa che ci ricorda tempi bui… Un uomo che è stato uno dei grandi protagonisti, insieme ad Andreotti e a Berlusconi, della politica estera italiana”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani al cimitero Cristiano di Hammamet, a margine delle commemorazioni per il 25º anniversario della morte di Bettino Craxi, qui sepolto.

“Craxi – ha proseguito Tajani – è stato l’uomo che ha avuto il coraggio di mettere un segnale chiaro, una differenza, tra socialismo e comunismo, un uomo che ha avuto il coraggio di difendere l’autonomia dell’Italia, ha avuto il coraggio di guardare con attenzione al Medio oriente, un uomo che ha avuto il coraggio di fare grandi battaglie anche garantiste, ricordiamo la vittoria al referendum sulla responsabilità civile dei magistrati, ricordiamo tutta la vicenda della scala mobile, è stato un grande protagonista, primo ministro, un uomo di grande spessore e grande amico di Silvio Berlusconi. È giusto rendere omaggio a politici che devono stare nell’album di famiglia, almeno della mia famiglia Politica”.

La Russa: Craxi non sarebbe dovuto morire in esilio

Hammamet, 18 gen. (askanews) – “Sono qui, quindi non c’ bisogno di sottolineare” quanto sia importante ricordare la figura di Bettino Craxi. “Su un fatto siamo tutti d’accordo: che non sarebbe dovuto accadere che Craxi morisse in esilio e non potesse curarsi in Italia. Partiamo da questo”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, arrivando All’Istituto culturale internazionale di Hammamet “Dar Sebastian”, per l’inaugurazione della mostra “Volti del Novecento” sulle opere litografiche dell’artista emiliano Nani Tedeschi, una delle iniziative della fondazione Bettino Craxi per la commemorazione del 25 anniversario della scomparsa dell’ ex presidente del consiglio, avvenuta il 19 gennaio del 2000.

Il New York Times: appena insediato Trump, partirà maxi operazione per l’espulsione dei migranti

Roma, 18 gen. (askanews) – La nuova amministrazione Trump intende lanciare già all’indomani del suo insediamento il piano di espulsione dei migranti irregolari presenti negli Stati Uniti, a partire dalla città di Chicago. Secondo quanto riporta oggi il New York Times, il piano, denominato “Operation Safeguard” dall’Immigration and Customs Enforcement (Ice), inizierà martedì, il giorno dopo l’insediamento di Trump, e durerà fino al lunedì della settimana successiva. Tuttavia, le date sono ancora in fase di definizione e potrebbero cambiare.

Secondo il Nyt, centinaia di agenti sono stati invitati a offrirsi volontari e a partecipare all’operazione “post-inaugurazione” contro gli immigrati irregolari e l’Ice starebbe progettando di inviare circa 150 agenti a Chicago per le retate.

Stefania Craxi ringrazia La Russa e Tajani: nobile riconoscimento a mio padre

Hammamet (Tunisia), 18 gen.(askanews) – “Ringrazio il presidente del Senato Ignazio La Russa e il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, venuti oggi in Tunisia per rendere omaggio a Bettino Craxi, un uomo che ha lavorato per rendere grande l’Italia. Il loro è un nobile gesto di riconoscimento, che parla non solo al passato ma anche, e soprattutto, al futuro”. Lo afferma da Hammamet Stefania Craxi, presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato e figlia dell’ex presidente del Consiglio, scomparso il 19 gennaio del 2000.

“Il pensiero di Craxi – prosegue la senatrice – è infatti quantomai attuale e influenza il dibattito pubblico. Ed è un privilegio, quello di tenere assieme passato e futuro, riservato non a tutti ma soltanto agli statisti”.

Santalucia (Anm): nessun ribellismo, fedeli alla Repubblica

Roma, 18 gen. (askanews) – “Non c’ nessuna forma di ribellismo illegale o istituzionalmente incompatibile con le nostre forme di protesta”, lo ha detto Giuseppe Santalucia, presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), a margine della riunione del comitato direttivo che decider le modalit della protesta contro la separazione delle carriere, da attuare anche durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, e sullo sciopero.

Parole pronunciate in risposta alla domanda di una giornalista che gli chiedeva conto delle dichiarazioni del vicepremier Antonio Tajani. Tajani ieri, riguardo alle proteste dei magistrati aveva detto: “Non credo che un servitore dello Stato dovrebbe contestare il governo. Come se i carabinieri, i disaccordo con una decisione del governo, abbandonassero una cerimonia”. “Noi, come i Carabinieri ma come qualsiasi altro funzionario pubblico, siamo assolutamente fedeli alla Repubblica.

“Siamo servitori dello Stato, che servono secondo le funzioni che gli sono proprie”, ha sottolineato Santalucia, aggiungendo: “Ricordo non solo al ministro Tajani ma a tutti, cos spazziamo via gli equivoci, che documenti del Consiglio d’Europa, quindi dell’organo in cui agisce la Corte europea dei diritti dell’uomo, parliamo delle massime istanze di libert, richiamano ai magistrati il diritto-dovere di prendere parola, quando ritengono che riforme o interventi della politica possano mettere in discussione la loro indipendenza e autonomia”.

Agrigento capitale della cultura, Mattarella: la ricchezza dell’Italia è la sua pluralità

Roma, 18 gen. (askanews) – “La ricchezza del nostro Paese sta nella sua pluralità. Nella sua bellezza molteplice. A fornire pregio particolare all’Italia sono proprio le sue preziose diversità, le cento capitali che hanno agito, nell’arco di secoli, come luoghi capaci di esprimere comunità. Una grande ricchezza, per il nostro percorso nazionale. Eredità ricevuta dai nostri padri. E tesoro da investire per il domani dei nostri figli”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo ad Agrigento alla cerimonia di apertura di Agrigento Capitale della cultura.

Sci, SuperGoggia, vince anche la libera di Cortina

Roma, 18 gen. (askanews) – Strepitosa Sofia Goggia che, nella terza discesa stagionale, vince sull’Olympia delle Tofane a Cortina. La bergamasca dipinge un altro capolavoro in discesa libera, quarto della sua carriera, facendo la differenza nei curvoni centrali e nel finale velocissimo dopo il Rumerlo. Una prova di forza da regina della specialità, nella quale tocca i 19 successi in Coppa del Mondo. Grande giornata per l’Italia anche grazie al terzo posto di Federica Brignone (+0.55), che mai era salita sul podio su questa pista. Un piazzamento che la porta sia in testa alla classifica di specialità che alla generale. Meglio della valdostana fa la norvegese Kajsa Vickhoff Lie (+0.42), magica col pettorale numero 2 e a lungo in testa alla gara. Quarto posto per Lara Gut-Behrami (+0.72), ancora imperfetta.

Mattarella: necessario rigenerare coesione, procedere insieme

Roma, 18 gen. (askanews) – E’ necessario “ricomporre, rigenerare coesione, procedere insieme. Lo chiede il ricordo dei morti delle guerre che insanguinano l’Europa, il Mediterraneo e altre regioni del pianeta. Lo impongono le tragiche violazioni dei diritti umani che cancellano la dignità, e la stessa vita. Lo esigono le diseguaglianze crescenti. Le povertà estreme, le marginalità. Lo richiede il lamento della terra, violata dallo sfruttamento estremo delle risorse, con le sue catastrofiche conseguenze, a partire dal cambiamento climatico”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo ad Agrigento alla cerimonia di apertura di Agrigento Capitale della cultura.

Cessate il fuoco a Gaza e liberazione degli ostaggi, cosa sappiamo dell’accordo tra Israele e Hamas

Roma, 18 gen. (askanews) – Il governo israeliano ha approvato l’accordo con Hamas per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Il via libera all’accordo, già approvato dal gabinetto di sicurezza, è arrivato nella notte al termine di una riunione durata oltre sette ore. L’accordo entrerà in vigore domenica 19 gennaio e durerà 42 giorni. L’accordo, secondo i media israeliani, è stato approvato da 24 ministri, mentre 8 hanno votato contro.

Ecco cosa sappiamo dell’accordo.

Il cessate il fuoco a Gaza entrerà in vigore domenica alle 8,30 locali. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar su X. “Come coordinato dalle parti dell’accordo e dai mediatori, il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza inizierà alle 8,30 di domenica 19 gennaio, ora locale di Gaza”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar Majed al Ansari. “Consigliamo agli abitanti di prendere precauzioni, di usare la massima cautela e di attendere indicazioni da fonti ufficiali”, ha aggiunto. L’ora esatta dell’inizio del cessate il fuoco non era chiara, anche se Israele, il cui gabinetto aveva precedentemente approvato l’accordo sullo scambio di ostaggi e prigionieri, aveva detto che nessun prigioniero sarebbe stato liberato prima delle 16 locali.

La prima fase dell’accordo prevede il rilascio di 33 ostaggi israeliani rapiti durante l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e in cambio la liberazione di prigionieri palestinesi detenuti da Israele. Il ministero della Giustizia israeliano ha pubblicato inizialmente un elenco di 95 prigionieri palestinesi, la maggior parte donne e minori, che saranno rilasciati nella prima fase dell’accordo. Successivamente il ministero ha pubblicato un altro elenco di prigionieri di sicurezza palestinesi che dovrebbero essere rilasciati durante la prima fase dell’accordo di cessate il fuoco con Hamas a Gaza. Lo scrive il Times of Israel aggiungendo che la nuova lista di oltre 700 prigionieri include numerosi detenuti che stanno scontando l’ergastolo per omicidio, tra cui membri di Hamas, della Jihad islamica palestinese e del movimento Fatah al governo dell’Autorità Palestinese.

Un comunicato del ministero della Giustizia ha reso noto che il primo gruppo di prigionieri destinati a essere liberati non sarà rilasciato prima delle 16 locali di domenica.

Anche il noto terrorista di Fatah Zakaria Zubeidi, che ha preso parte a un’evasione da un carcere di massima sicurezza nel nord di Israele nel 2021 prima che fosse nuovamente arrestato, è incluso nell’elenco del ministero della Giustizia dei prigionieri di sicurezza palestinesi che Israele si prepara a rilasciare nella prima fase dell’accordo di cessate il fuoco con Hamas. Lo scrive il Times of Israel. L’elenco in ebraico pubblicato online afferma che Zubeidi non sarà inviato all’estero, permettendogli di tornare a casa, nella città di Jenin, nel nord della Cisgiordania, dove era il comandante delle Brigate dei Martiri di al Aqsa di Fatah.

L’anno scorso l’Idf ha ucciso il figlio Mohammed insieme a diversi altri uomini armati in un attacco di droni, descrivendo il giovane Zubeidi come “un importante terrorista dell’area di Jenin”.

Nella prima fase dell’accordo di cessate il fuoco con Hamas, Israele rilascerà anche 1.167 palestinesi detenuti nella Striscia di Gaza durante l’offensiva di terra dell’Idf, che non hanno partecipato all’assalto del 7 ottobre 2023, scrivono i media ebraici.

Sommando questi 1.167 ai 737 detenuti e prigionieri palestinesi di sicurezza di cui è stato già annunciato il rilascio, in totale lo Stato ebraico libererà 1.904 prigionieri palestinesi nella prima fase dell’accordo.

L’Idf in una nota ha affermato che si sta preparando al cessate il fuoco e a ricevere gli ostaggi nell’ambito dell’accordo con Hamas che è stato approvato dal governo durante la notte e che inizierà domani. “L’accordo entrerà in vigore domenica 19 gennaio alle 8,30 e, nell’ambito di esso, le truppe dell’Idf attueranno le procedure operative sul campo in conformità con gli accordi stabiliti”, hanno affermato i militari. “L’Idf si sta preparando a ricevere gli ostaggi dopo il loro rilascio dalla prigionia di Hamas e sta operando per fornire un adeguato supporto fisico e psicologico, con particolare attenzione ad ogni dettaglio”, si legge ancora nella nota dell’esercito dello Stato ebraico.

Mattarella: cultura risorsa sociale che protegge diritti e solidarietà

Roma, 18 gen. (askanews) – La cultura è “una risorsa sociale che fa crescere e protegge i beni più preziosi: la libertà, l’eguaglianza dei diritti, il primato della persona, di ogni persona, la solidarietà”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo ad Agrigento alla cerimonia di apertura di Agrigento Capitale della cultura.

“L’Italia, con i giacimenti culturali che ovunque la contraddistinguono, è essa stessa lezione di dialogo, di pace, di dignità, per l’oggi e per il domani. Ne parlerete in questo anno – ha ricordato il capo dello Stato -. Sapendo che il tema decisivo che investe la cultura è come farne perno di comunità. Come far diventare la conoscenza, l’arte, la cultura, un bene comune, un patrimonio davvero condiviso”.

Mattarella: urgente sviluppo ambientale e sociale sostenibile

Roma, 18 gen. (askanews) – “La nostra Costituzione è stata lungimirante, affiancando, nell’articolo 9, la promozione della cultura alla tutela del paesaggio. Mai come adesso comprendiamo l’urgenza di un riequilibrio, di un nuovo sviluppo che potrà essere veramente tale solo se sarà sostenibile sul piano ambientale e sociale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo ad Agrigento alla cerimonia di apertura di Agrigento Capitale della cultura.

“Mai come adesso abbiamo coscienza del fatto che l’opera delle istituzioni e le politiche pubbliche sono importantissime e tuttavia non basteranno se non verranno sostenute da una corale responsabilità dei cittadini”, ha aggiunto il capo dello Stato.