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Dl sicurezza, Magi (+Eu): pronto ricorso a Consulta contro governo

Roma, 30 apr. (askanews) – Il decreto legge sicurezza approvato dal governo rappresenta “l’annientamento delle prerogative parlamentari” e su questo “si fonda il ricorso che presentiamo alla Corte Costituzionale”, sollevando “un conflitto di attribuzioni”. Lo dice il segretario di +Europa, Riccardo Magi, in conferenza stampa alla Camera.

“Chiediamo alla Consulta non solo di dichiarare il ricorso ammissibile per conflitto di attribuzioni ma anche di annullare la delibera del Consiglio dei ministri con la quale è stata sostanzialmente approvata la deliberazione del 4 aprile 2025 e conseguentemente il decreto legge numero 48 dell’11 Aprile 2025”, ha spiegato Magi. “Siamo consapevoli del fatto che questa sia una strada niente affatto semplice ma siamo anche molto convinti del fatto che vada percorsa perché crediamo di essere davanti a qualcosa che segna uno strappo mai avvenuto prima nei rapporti tra organi costituzionali”, ha detto ancora.

Fino ad aprile 2025, il Parlamento è stato impegnato, da febbraio, nell’esame del ‘ddl sicurezza’, dal contenuto sostanzialmente identico al nuovo decreto-legge, nonché dal medesimo titolo, e non si capisce perché “il Governo abbia ritenuto di interrompere l’esame del disegno di legge e di sostituirlo con l’ennesimo decreto legge”, ha aggiunto Magi sottolineando che “non sussistevano condizioni di straordinaria necessità e urgenza”.

Per il segretario di +Europa “il Governo ha deliberatamente scelto di fingere che il Parlamento non esista”. Ha deciso “di metterlo a tacere, forse per timore di affrontare probabili divisioni e fratture interne alla maggioranza. In materia di sicurezza, adottando questo decreto legge, il Governo ha abolito il Parlamento e violentato le prerogative dei parlamentari, senza nemmeno preoccuparsi di motivare le ragioni di necessità e urgenza”, ha continuato Magi.

“Oltre alla lesione delle prerogative costituzionalmente attribuite al Parlamento e ai singoli parlamentari, violate dal governo, e ai vizi di costituzionalità collegati all’abuso dello strumento della decretazione d’urgenza, il dl sicurezza presenta numerosissime ragioni di incostituzionalità anche nel merito del suo contenuto”, ha evidenziato Magi sottolineando anche “un forte segnale di deterioramento delle funzioni di garanzia dei presidenti di Camera e Senato”.

Ad Assago incontro su bullismo e cyberbullismo

Roma, 30 apr. (askanews) – Ad Assago, l’8 maggio 2025, alle ore 21, nella Sala Castello del Centro Civico, in Piazza Risorgimento, si terr l’incontro dal titolo “Bullismo. Quando cadono le maschere al di l del muro del silenzio”.

E’ il primo incontro organizzato dall’Associazione culturale “Idee in Movimento” e dal gruppo “Assago nel Cuore”, a cui seguiranno ulteriori incontri finalizzati a sensibilizzare la cittadinanza su varie tematiche di interesse collettivo, di carattere sociale e non soltanto.

Il tema centrale della serata dell’8 maggio sar il contrasto al bullismo, al cyberbullismo e all’istigazione all’odio, che sar trattato anche dal punto di vista della sfera emotiva e dei sentimenti, adottando una chiave di lettura diversa che porr al centro le ragioni profonde del bullismo . Mediante un’ analisi antropologica si affronter il tema dell’educazione, della formazione, dell’importanza dei media e dei social.

Sar, inoltre, un’occasione per sviluppare idee e suggerimenti al fine di affrontare, in modo adeguato, la piaga del bullismo, che coinvolge maggiormente i giovani. Seguiranno le riflessioni di alcuni esperti in materia, tra cui Viviana Tramontana, formatrice e psicologa, Matteo Ferranti, laureato in Scienze giuridiche, Simona Catania, Avvocato e Biagio Maimone, giornalista e scrittore . Moderer l’incontro Roberta Vieri.

“Tempo fa, in un comunicato, avevamo anticipato che era nostra intenzione indire sul territorio una serie di serate ed eventi a tema. Il prossimo 8 maggio, alle ore 21, nella Sala Castello del Centro Civico di Assago, l’Associazione culturale “Idee in Movimento” proporr il tema, molto attuale, del Bullismo e del Cyberbullismo. L’Associazione, figlia del gruppo “Assago nel Cuore”, si prefigge l’intento e il desiderio di condividere con altre persone momenti di riflessione, confronto e condivisione, attraverso eventi socio-culturali e anche ludici” ha dichiarato Roberta Vieri, cofondatrice dell’Associazione “Idee in Movimento”, nonch Consigliera e Capogruppo di “Assago nel Cuore” nel Consiglio Comunale di Assago, la quale ha aggiunto: “Prossimamente entreremo, ancor pi, nel merito dei motivi della nascita e degli obiettivi dell’Associazione. Per quanto attiene il tema della serata, ci prefiggiamo l’intento di trattarlo in modo non consueto e fuori dai soliti schemi narrativi, dando spazio sia ai contributi che arriveranno dai professionisti che saranno presenti, sia ai sentimenti e alle emozioni che si scatenano nella sfera emotiva di ognuno di noi quando leggiamo o ascoltiamo la notizia che ci informa che ancora un altro ragazzo ha deciso di rinunciare alla sua vita. Al nostro fianco vi sar l’Associazione “Psicovideocorsi”, rappresentata da Viviana Tramontana, psicologa, la quale, facendo tesoro del suo corso di specializzazione clinica, sta affiancando un migliaio di studenti universitari e lavoratori nel loro percorso di studi, accompagnandoli e sostenendoli nel raggiungimento dei propri obiettivi e sogni. Viviana parler dell’aspetto emotivo di entrambi gli attori, bullo e vittima. Vi sar, inoltre, l’intervento di Matteo Ferranti, laureato in scienze giuridiche della sicurezza, il quale lavora da 10 anni a stretto contatto con la violenza di genere, le crisi domestiche e i contesti di fragilit sociale, scolastica e familiare, che lo hanno portato ad intraprendere un nuovo percorso di studi in psicologia. Ci informer, inoltre, su come affrontare, gestire e prevenire i rischi della rete. Seguir l’intervento di Simona Catania, avvocato e nostra concittadina, la quale parler dei risvolti legali inerenti il bullismo.Porr in luce come spesso le due figure, bullo e vittima, non sono cos nettamente distinte e come, a volte, i ruoli possono invertirsi o trasformarsi. Infine interverr Biagio Maimone, giornalista e scrittore, anch’egli nostro concittadino, il quale illustrer come il dialogo, l’uso corretto delle parole e una giusta comunicazione possano aiutare ad affrontare e gestire situazioni delicate e dal forte impatto emotivo. Vi aspettiamo numerosi a questo momento di confronto, in cui crediamo molto, perch siamo certi che condividere e parlare in modo sereno, senza timore o disagio, possa aiutare tutti noi ad affrontare temi delicati e drammatici come questo con una visione diversa, pi aperta e pi completa”.

Schlein a Meloni: calendarizzate nostra proposta su salario minimo

Roma, 30 apr. (askanews) – “Salario minimo subito, Meloni non perda tempo. Abbiamo raccolto più di centomila firme di cittadini in carne e ossa, c’è una legge di iniziativa popolare unitaria proposta dalle opposizioni, il governo ha il dovere di calendarizzarla. Basta rinvii, discutiamo subito di salario minimo. Per due anni Giorgia Meloni ci ha detto che il salario minimo non va bene ma nel frattempo non ha fatto niente, i contratti non vengono rinnovati, i salari in Italia continuano a essere troppo bassi e i lavoratori non arrivano alla fine del mese. Calendarizzate la nostra proposta, non ci sono più scuse.” Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Bce: calo debito-Pil slitta di 4 anni con clausole Ue spese difesa

Roma, 30 apr. (askanews) – L’eventuale ricorso alla clausola nazionale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita, per aumentare fino all’1,5% del Pil le spese in difesa, da parte dei Paesi dell’Unione europea con livelli di debito pubblico “elevati”, tra i quali c’è l’Italia, provocherà un ritardo di quattro anni sull’inizio del declino del rapporto debito-Pil aggregato. Lo prevede la Banca centrale europea, in uno studio che è stato anticipato rispetto al bollettino economico che verrà pubblicato giovedì.

L’analisi riguarda i piani di bilancio strutturali di medio termine, in base appunto alle nuove regole del Patto di stabilità e di crescita, che hanno come obiettivo chiave quello di avviare un calo credibile e sostenibile dei livelli di indebitamento pubblico sul Pil. Viene presentata forse in maniera non proprio tempestiva, dato che in questi giorni stanno giungendo le richieste da parte dei Paesi di accesso a questa clausola. La Commissione Ue nella sua proposta per aumentare le spese in armamenti e difesa (RearmEU) aveva indicato un termine non perentorio nella fine di aprile sull’uso di questa clausola, eventuali nuove richieste potrebbero quindi arrivare anche più in là.

Ad ogni modo, nell’ipotesi che tutti i Paesi con debito catalogato come “elevato” – ovvero sopra il 90% del Pil, quindi Belgio, Grecia, Spagna, Francia, Italia e Portogallo – facciano ricorso alla clausola, il loro debito/Pil aggregato, invece di segnare un picco al 119% nel 2027, continuerebbe a salire fino a toccare il 123% nel 2031, prevede la Bce, e solo allora inizierebbe un percorso di graduale declino.

Nello scenario di base, in cui si fossero attuati i nuovi piani di medio termine in base alle nuove regole del Patto sui conti, il debito/Pil aggregato di questi 6 Paesi sarebbe rientrato nel 2035 sotto i livelli del 2019 (circa 112%). In caso di attivazione delle clausole nazionali per le spese in difesa, invece, nel 2035 resterebbe poco sotto il 120% del Pil.

Più in generale, lo studio rileva che “l’attuazione del Patto rivisto è circondata da una rilevante incertezza”. Oltre al fattore delle clausole nazionali di sospensione del Patto, che peraltro segue “un periodo prolungato, dal 2020 al 2023, in cui la clausola generale di sospensione era stata già attivata”, alcuni di dei piani di medio termine presentati dei paesi “mancano di supporto politico, mentre alcuni paesi devono ancora presentare un piano”.

Le prospettive per le politiche di bilancio dell’area euro sul 2025 e oltre “restano circondate da elevata incertezza, non ultimo dato che i paesi devono ancora delineare i loro piani in merito alla difesa”. Vista questa incertezza, secondo la Bce la piena attuazione degli impegni presi nei piani finora presentati è essenziale. Le misure di bilancio e gli impegni sulle riforme strutturali “aiuteranno a limitare gli impatti su deficit e debiti dalle spese addizionali in difesa”. Serviranno “riforme favorevoli alla crescita e investimenti pubblici che limitino ricadute negative sugli aggregati di domanda”.

Più nello specifico, le eventuali clausole nazionali di sospensione del Patto per la difesa “andranno attuate in maniera mirata, per assicurare che l’aumento della spesa sulla difesa avvenga preservando la sostenibilità di bilancio sul medio termine in linea con i requisiti del Patto”. In gioco, secondo le istituzioni monetaria, c’è la credibilità delle nuove regole di bilancio comuni.

Per questo servirà “una vigilanza appropriata e un continuo monitoraggio degli aggiustamenti di bilancio, delle riforme e degli investimenti, per assicurare che gli obiettivi previsti nella riforma del Patto vengano raggiunti”. La Bce aggiunge di attendersi che emergano già sul breve termine delle deviazioni (gap) rispetto ai limiti alla spesa netta previsti dai piani di medio termine. “Se queste deviazioni fossero consistenti e persistenti, potrebbero interferire con gli obiettivi delle nuove regole, in particolare con quello di mettere il debito su un percorso plausibile di declino nel medio periodo, specialmente alla luce delle necessità di spesa addizionali sulla difesa”. (fonte immagine: ECB).

Verso il Conclave, ognuno ha già la sua lista. Il cardinale Rosa Chavez: durerà al massimo tre giorni

Città del Vaticano, 30 apr. (askanews) – La durata dell’imminente Conclave? “Durerà al massimo tre giorni” ed ognuno tra i cardinali ha già, in cuor suo, “la sua lista” di candidati. Ne è certo il cardinale salvadoregno, Gregorio Rosa Chavez, un uomo particolare perché grande amico di San Orcar Arnulfo Romero, l’arcivescovo di San Salvador assassinato nella cattedrale del paese centro americano per il suo impegno per gli ultimi.

Anche Chavez, parlando ai giornalisti prima di entrare in Vaticano per la nuova riunione delle Congregazioni generali, ha detto che tra i cardinali “si respira un’aria molto buona. Papa Francesco ha indicato il sentiero che noi vogliamo seguire, poi lo Spirito Santo ci indicherà la via”.

Tratteggiando questa strada, il porporato ha detto che come Papa Bergoglio ha predicato in questi anni, il nuovo Papa dovrà puntare su una chiesa “che sta con la gente e molto aperta”. Una lista di nomi? “Io ho la mia ed è di cinque nomi – ha spiegato – ma la tengo ben custodita nel mio cuore. Penso che anche gli altri la abbiano, ma per ora di nomi non ne sono stati fatti”. “C’è un clima calmo, stiamo riflettendo e discernendo. Aspettiamo….”.

A chi gli chiedeva se si sente, nel chiuso delle riunioni, il peso dell’eredità e dell’esempio di Papa Bergoglio, il card. Chavez ha risposto. “Ovviamente. Questo sembra essere quasi la base della discussione, l’essere in comunione con Papa Francesco che ci ha lasciato una Chiesa meravigliosa. Tutto il mondo lo pensa continuamente… Poi è anche vero che anche noi siamo cittadini del mondo e viviamo le cose da diverse prospettive ma il Papa ci ha dato delle indicazioni chiare”.

“Il prossimo Papa? E’ ancora tutto aperto e possibile nella prospettiva di una Chiesa aperta allo Spirito e al mondo. – ha concluso Chavez – L’essere ‘alla fine del mondo’ è anche una visione politica”. Infine, ha detto, “speriamo che finalmente le guerre si fermino. Sarebbe il primo miracolo di Francesco”.

Nelle riunioni tra i cardinali, nelle Congregazioni generali che precedono il Conclave “si respira in questi giorni una Chiesa molto Bella”, ha detto ai giornalisti, il cardinale Fernando Natalio Chomalì Garib prima di entrare in Vaticano per la nuova Congregazione.

Il porporato ha, poi aggiunto che il criterio per il nuovo Papa non segurà la logica della provenienza geografica. ” Non è importante – ha infatti aggiunto – la Chiesa è universale”.

Solo Dio “Dio sa già chi sarà” il nuovo pontefice e, quindi, anche “la sua nazionalità”. Ha risposto così ai giornalisti, prima di entrare in Vaticano per la nuova riunione delle Congregazioni generali, il cardinale austriaco Christoph Schonborn, aggiungendo poi che il nuovo Papa “sarà comunque un uomo santo e saggio”.

La Russia: possibili colloqui diretti se Kiev accetta la tregua di maggio (per il Giorno della Vittoria)

Roma, 30 apr. (askanews) – Mosca è pronta ad avviare colloqui diretti con Kiev se il governo ucraino accetterà la proposta del presidente russo Vladimir Putin di una tregua tra l’8 e l’11 maggio, per commemorare il Giorno della Vittoria, ha affermato il rappresentante del Cremlino all’Onu, Vasily Nebenzia, citato dalle agenzie russe.

Se Kiev accetterà, “potrebbe essere un preludio ai colloqui di pace tra la Federazione Russa e l’Ucraina, senza alcuna precondizione”, ha affermato l’ambasciatore di Mosca durante una riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sul conflitto in Ucraina. Nebenzia ha aggiunto che la Russia è disposta “a impegnarsi in questo nonostante le difficoltà esistenti riguardo alla legittimità del capo del regime di Kiev”.

Giani: cantiere nuova stazione AV 15 metri sotto Firenze

Firenze, 30 apr. (askanews) – Ricognizione tecnica ai cantieri del passante Alta Velocit di Firenze del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, insieme all’assessore alle infrastrutture Stefano Baccelli, con Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Aldo Isi, amministratore delegato RFI, Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Trenitalia, Dario Lo Bosco, amministratore delegato di Italferr, e Paolo Pizzarotti, presidente dell’impresa realizzatrice. Il sopralluogo stato preceduto da una riunione che si tenuta in Palazzo Strozzi Sacrati.

“La talpa Iris da Campo di Marte -spiega Giani- ha compiuto 1,8 km e sostanzialmente arrivata sotto la Fortezza da Basso. L’altra talpa, Marika, ha fatto 1087 metri. Rispetto alla somma dei due tunnel, cio circa 14 km, sapere che 3 sono gi stati fatti d la percezione di come i lavori procedano e di come la penetrazione del passante sotterraneo di Firenze non presenti problemi. Nel 2028 vi l’impegno che tutto questo sia finito. Gi vediamo come mese per mese si compongono le quattro piastre, i pilastri, e tutto quello che porta la stazione, qui, dove siamo, a 15 metri sotto il livello della citt. Dovremo fare ulteriori 10 metri, poi ci sono le solette del passaggio dei binari. Quando questo sar completato, potr arrivare la prima delle due talpe, auspicabilmente alla fine dei quest’anno, inizio 2026”.

A Belfiore sono in corso la casseratura, l’armatura e i getti delle strutture che costituiscono il solaio intermedio, il cosiddetto mezzanino.

Pil, Istat: nel primo trimestre crescita +0,3% e +0,6% rispetto al primo trimestre del 2024

Roma, 30 apr. (askanews) – Nel primo trimestre il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dello 0,6% rispetto al primo trimestre del 2024. E’ la stima preliminare diffusa dall’Istat.

Il primo trimestre del 2025 ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al primo trimestre del 2024.

La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, mentre i servizi sono risultati stazionari. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2025 è pari a +0,4%.

Il risultato del primo trimestre dell’anno “fa seguito ai segnali, anch’essi positivi, del quarto trimestre 2024, quando la crescita congiunturale risultava dello 0,2% (rivista al rialzo dallo 0,1% diffuso a marzo 2025) e quella tendenziale dello 0,5%. Questa stima, di cui si sottolinea la natura provvisoria, determina una crescita acquisita nel 2025 dello 0,4%”, è il commento dell’Istat.

La stima preliminare del primo trimestre 2025 “riflette una crescita sia del comparto primario sia di quello industriale, mentre il settore dei servizi ha registrato, nel complesso dei tre mesi, una sostanziale stazionarietà. Dal lato della domanda, la componente nazionale, misurata al lordo delle scorte, è in crescita, mentre si stima una lieve diminuzione della componente estera netta”.

La crescita acquisita per il 2025 è pari a +0,4%. E’ la stima diffusa dall’Istat alla luce dei dati preliminari sul Pil del primo trimestre.

La crescita acquisita è crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno.

Venezia e Creta, storia di uno scambio culturale profondo

Venezia, 30 apr. (askanews) – l’oro delle icone bizantine quello che splende nelle sale di Palazzo Ducale a Venezia, ma brilla anche una storia del modo in cui la Serenissima ha dialogato con gli artisti cretesi, capaci di dare qualcosa alla pittura veneta rinascimentale dopo averne a loro volta assorbito la grande lezione. E’ la mostra “L’oro dipinto”, che ricostruisce la storia di un legame pittorico e della nascita di quello che viene definito “un mondo di immagini”.

” la a storia di Venezia – ha detto ad askanews Chiara Squarcina, direttrice scientifica della Fondazione Musei Civici Venezia e co-curatrice della mostra – che ci ribadisce ancora una volta come la Repubblica costruisse tutti i rapporti attraverso il commercio e la cultura. Ricordiamo che Candia, che l’isola di Creta, chiamata Candia dei Veneziani, era un baluardo importantissimo nelle rotte veneziane e che in questa mostra sono raccontati vari episodi, vari momenti di questa grande liaison tra Venezia e l’isola di Creta”.

L’esposizione permette di vedere come l’idea dell’oro venga declinata in modi molto diversi, come la pittura prenda forma a poco a poco grazie alla contaminazione tra i due mondi, e racconta anche un aspetto diverso del genio di un pittore come El Greco, i cui dipinti sono forse il cardine intorno al quale si costruisce, senza per esaurirlo, tutto il percorso.

“Sono 150 opere – ha aggiunto la direttrice scientifica – che ci raccontano questo legame, questo dialogo continuo tra Venezia e Creta dove le opere di El Greco, due in particolar modo, una che proviene dal Thyssen di Madrid e una dal Prado, sempre di Madrid, ci spiegano quanto questo artista nato a Creta, stanziale per un breve periodo a Venezia e poi a Roma e concluder la sua vita in Spagna, ma a lui si deve questa grande visionariet che poi colp Cezanne e Pollock”.

L’icona ovviamente l’oggetto simbolo della mostra, che unisce valenza spirituale e artistica, ed affascinante vedere come anche le icone cambino nel corso del tempo e della relazione tra i pittori greci e Venezia. “Noi nell’icone – ha concluso Chiara Squarcina – troviamo un’impostazione con questi fondi d’oro che ci ricordano i mosaici di San Marco, questo elemento bizantino che ritorna e che rimane come una citazione importante, l’inizio, l’alfa di un sviluppo culturale che poi Venezia porter avanti in grande autonomia”.

vero, alla fine quello che la mostra di Palazzo Ducale racconta proprio la storia di Venezia e della sua cultura, capace di crescere assorbendo i tanti mondi diversi che a lei hanno guardato e che da lei hanno imparato. Perch il punto sono proprio gli scambi, che non sono mai stati solo commerciali.

Pil, Istat: nel I trimestre crescita a +0,3%, su anno +0,6%

Roma, 30 apr. (askanews) – Nel primo trimestre dell’anno l’economia italiana ha registrato una crescita dello 0,3% in termini congiunturali e dello 0,6% in termini tendenziali. E’ la stima preliminare diffusa dall’Istat.

Il primo trimestre del 2025 ha avuto una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e due giornate lavorative in meno rispetto al primo trimestre del 2024.

La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, mentre i servizi sono risultati stazionari. Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto negativo della componente estera netta.

La variazione acquisita per il 2025 è pari a +0,4%. La crescita acquisita è la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell’anno.

Il risultato del primo trimestre dell’anno “fa seguito ai segnali, anch’essi positivi, del quarto trimestre 2024, quando la crescita congiunturale risultava dello 0,2% (rivista al rialzo dallo 0,1% diffuso a marzo 2025) e quella tendenziale dello 0,5%. Questa stima, di cui si sottolinea la natura provvisoria, determina una crescita acquisita nel 2025 dello 0,4%”, è il commento dell’Istat.

La stima preliminare del primo trimestre 2025 “riflette una crescita sia del comparto primario sia di quello industriale, mentre il settore dei servizi ha registrato, nel complesso dei tre mesi, una sostanziale stazionarietà. Dal lato della domanda, la componente nazionale, misurata al lordo delle scorte, è in crescita, mentre si stima una lieve diminuzione della componente estera netta”.

Mlp

Volkswagen: ricavi I trim +2,8% a 77,6 mld, risultato operativo -37%

Milano, 30 apr. (askanews) – Volkswagen chiude il I trimestre con un aumento delle consegne del +1% a 2,1 milioni di veicoli e ricavi del +2,8% a 77,6 miliardi, grazie alla crescita in Europa (+4%) e Sud America (+17%) che ha compensato il calo in Usa (-2%) e Cina (-6%).

Il risultato operativo invece è in calo del -37% a 2,87 miliardi, pari a un margine del 3,7%. A pesare voci straordinarie per 1,1 miliardi, al netto delle quali il margine sarebbe stato del 5,1%. Negativa la generazione di cassa dell’Auto per -828 milioni, ma in miglioramento rispetto ai -2,5 miliardi del I trimestre 2024. A pesare attività di M&A (700 milioni) e costi di ristrutturazione (500 milioni).

Fra le divisioni in calo i ricavi di Brand Group Sport Luxury (Porsche, -4%) e dei camion di Traton (-10%), mentre la divisione software Cariad registra un aumento dei ricavi (+33%), ma con una perdita operativa di 800 milioni.

In calo la produzione a 2,2 milioni di veicoli (-3,2%) e il numero di dipendenti dell’1,2% a 671.500.

Riguardo i mercati, nell’Europa occidentale gli ordini sono aumentati a 1 milione di veicoli (+29%) con una decisa crescita per i veicoli elettrici (+64%) che pesano per il 20% degli ordini.

Per il 2025, il gruppo Volkswagen prevede che il fatturato supererà fino al +5% quello dell’anno precedente. Il ritorno operativo sulle vendite è previsto tra il 5,5 e il 6,5%, incluso l’impatto dei dazi recentemente annunciati.

Nella Divisione Automotive, il gruppo prevede un indice di investimento compreso tra il 12 e il 13% nel 2025. Il flusso di cassa netto del settore Automotive è previsto tra 2 e 5 miliardi di euro, inclusi i costi per investimenti futuri e per misure di ristrutturazione a partire dal 2024. La liquidità netta della Divisione Automotive nel 2025 è prevista tra 34 e 37 miliardi di euro da 33,2 mld del I trimestre (-3,6%).

In base agli sviluppi nel periodo fino al 28 aprile 2025, il Gruppo Volkswagen prevede che il ritorno operativo sulle vendite, il flusso di cassa netto del settore Automotive e la liquidità netta tenderanno verso la parte inferiore dei rispettivi intervalli.

Fra le sfide da affrontare, dazi, tensioni geopolitiche, concorrenza, volatilità dei mercati delle materie prime, dell’energia e dei cambi, e requisiti più severi in materia di emissioni.

Stellantis ricavi I trim 35,8 mld (-14%), sospesa guidance causa dazi

Milano, 30 apr. (askanews) – Stellantis chiude il I trimestre con ricavi netti pari a 35,8 miliardi di euro, in calo del 14% rispetto allo stesso periodo 2024, principalmente a causa dei minori volumi di consegne, nonché di un mix e di prezzi sfavorevoli.

Alla luce delle incertezze legate ai dazi, Stellantis sospende la guidance finanziaria per il 2025. L’azienda si sta impegnando a fondo con le Autorità politiche in materia di tariffe doganali, adottando al contempo misure per ridurne gli impatti. Il management si sta attivando per adeguare i piani di produzione e individuare opportunità per migliorare gli approvvigionamenti.

Le consegne consolidate di 1,217 milioni di unità, in calo del 9%, riflettono la minore produzione in Nord America, conseguenza del prolungamento di inattività festiva in gennaio, l’impatto della transizione del portafoglio prodotti e i minori volumi di Lcv nell’Europa allargata.

Lo stock complessivo di veicoli nuovi pari a 1,21 milioni di mila unità (stock di proprietà pari a 333 mila unità) al 31 marzo 2025, sostanzialmente in linea con il 31 dicembre 2024.

Le azioni di rilancio commerciale hanno incluso il lancio di tre nuovi modelli (Citroen C3 Air Cross, Opel Vauxhall Frontera e Grande Panda) e di diversi modelli aggiornati nel primo trimestre del 2025, contribuendo alla crescita della quota di mercato nell’UE30 (17,3%, +1,9 pp) rispetto al quarto trimestre del 2024. Inoltre, nel primo trimestre del 2025, Stellantis è diventata leader nel segmento delle ibride e ha riconquistato la seconda posizione nel mercato Bev con quote di mercato rispettivamente del 15,5% e del 13%.

In aumento anche i volumi di ordini al dettaglio negli Stati Uniti (+82%, livello più alto da giugno 2023) e le vendite di Jeep Grand Cherokee e Compass in crescita di oltre il 10% su base annua, nonché di Ram 1500 e 2500.

Il ‘terzo motore’ del gruppo, in pratica tutti i mercati esclusi Ue e Usa, ha registrato una crescita positiva. In Sud America il gruppo ha mantenuto una posizione di leadership con una quota di mercato del 23,8% (+1,5 pp), grazie al miglioramento delle prestazioni dei marchi Stellantis in Brasile, Cile e soprattutto Argentina, dove il mercato si sta riprendendo in seguito all’allentamento delle restrizioni alle importazioni. La Regione del Medio Oriente e Africa, pur dovendo far fronte alla restrizione delle importazioni in alcuni Paesi, continua a focalizzarsi su sforzi di localizzazione che consentiranno di migliorare i volumi nel medio termine.

“Mentre i ricavi del primo trimestre del 2025 sono stati inferiori rispetto a quelli dell’anno precedente, altri indicatori riflettono i primi, iniziali progressi dei nostri sforzi nel recupero commerciale. Il Nord America è in fase iniziale, con un miglioramento nella raccolta ordini al dettaglio, mentre stiamo assistendo a un miglioramento sequenziale della quota di mercato nell’UE30. Nel contempo, l’azienda sta beneficiando della sua presenza geografica diversificata, dato che le regioni che costituiscono il nostro ‘Terzo Motore’, nel 1° trimestre 2025 hanno registrato una crescita aggregata positiva su base annua”, ha detto il Cfo, Doug Ostermann.

Riguardo il processo di nomina del nuovo Ad “è a buon punto e si concluderà entro la prima metà del 2025”.

Il silenzio di Bersani, i franchi tiratori di Marini e la verità omessa

Dunque, ricapitoliamo. Bersani, a lungo dirigente del Pci/Pds/Ds/Pd ha rilasciato una lunga ed articolata intervista al Corriere della Sera. Molto bella. Ma c’è un aspetto, peraltro nè nuovo e quasi scontato, che ci ha lasciato basiti in quell’intervista. E cioè, quando parla della sua avventura fallimentare per l’elezione del Capo dello Stato dopo l’esperienza di Giorgio Napolitano nell’aprile del 2013, denuncia esclusivamente il comportamento dei franchi tiratori che hanno impallinato Romano Prodi. I famosi 101. Arrivando a dire, testuale, che tra quei franchi tiratori “c’erano quelli che volevano far fuori Prodi e quelli che volevano far fuori me”. Benissimo. Detto ciò, e proseguendo nella lettura di quell’episodio, peraltro politicamente increscioso e grave, non una parola – ripetiamo, non una sola parola – sugli oltre 150 franchi tiratori del Pd e della sinistra estremista che il giorno prima impallinarono nel segreto dell’urna Franco Marini, storico esponente del cattolicesimo popolare nonché fondatore dello stesso Partito democratico.

Estromesso senza preavviso e senza alcuna motivazione politica dalla segreteria Bersani dopo il primo scrutinio dove Marini aveva ottenuto ben 521 voti e 151 in meno della maggioranza dei due terzi. 521 voti che sarebbero stati quasi sufficienti dopo il quarto scrutinio.

Ma, al di là dei numeri, resta il fatto politico che l’intervista dell’ineffabile Bersani non fa che confermare. E per l’ennesima volta. Ovvero, si ha quasi l’impressione – se non addirittura la certezza – che per l’ex comunista Bersani ci sono stati i franchi tiratori di serie A che hanno compiuto un gesto riprovevole bocciando Prodi, gli ormai famosi e celebri 101. E poi, forse, – anche se Bersani non li cita neanche per sbaglio – i franchi tiratori di serie B, quelli che non votarono per Marini. Una dimenticanza, peraltro l’ennesima appunto, che porta ad una semplice conclusione. E cioè, quando si parla di quella stagione si ha la convinzione politica abbastanza certa che la carta di Franco Marini non era affatto una scelta politica prioritaria e consapevole – e la controprova viene fornita ogniqualvolta “non” si parla di quei franchi tiratori ma solo dei 101 di Prodi – ma uno strumento per iniziare la partita, come si suol dire.

Spiace, comunque sia, che quella pagina politica – peraltro triste e anche un po’ squallida – continui ad essere oscura e anche poco rispettosa dei protagonisti del tempo. E spiace, a maggior stagione, che sia proprio un leader autorevole della sinistra a non sciogliere quei nodi e quei dubbi. Anzi, si ha quasi la sensazione che quei nodi e quei dubbi li si voglia addirittura consolidare e rafforzare.

Costruire insieme: il “più uno” di Ruffini, motore dell’uguaglianza

Ha numerosi meriti il nuovo libro di Ernesto Maria Ruffini. Il principale è misurarsi con lo sguardo lungo, fare la fatica – motivandola accuratamente – di ragionare, e individuare il “che fare”, pensando a domani, senza lasciarsi costringere nel ring dell’oggi, con il suo inevitabile corredo di colpi proibiti, nello sfiancante inesauribile conflitto tra guelfo e ghibellini. 

E dunque è un libro che parla di politica. Verrebbe da dire, consapevole di lambire pericolosamente la sponda della trita retorica, quella con la P maiuscola.  Eppure “Più uno. La politica dell’uguaglianza” ne è attraversato, un filo rosso che parte dalla prima e arriva all’ultima pagina, incuneandosi nell’analisi della società così com’è, nell’identificazione delle faglie più insidiose, nell’evocare i riferimenti ideali e culturali a cui ancorare la “rinascita” alla portata di tutti, nel chiamare all’azione, alla cittadinanza attiva, all’impegno corale. Papa Francesco ha denunciato con forza, e fin dai primi giorni del Suo Pontificato, che il rischio più grande per il cuore dell’uomo è diventare ostaggio dell’indifferenza e ha utilizzato il termine balconear, cioè chi sta a guardare dalla finestra, dal balcone.

Questa disposizione a guardare lontano è ben esplicitata dal richiamo ad una frase del Capo dello Stato importante in sé e per il momento in cui venne pronunciata. 

È il tempo dei costruttori” avvertì Mattarella nel discorso di fine anno del 2020, l’anno della pandemia, l’anno in cui non solo noi italiani avvertimmo la paura e lo scoramento dinanzi ad un dramma planetario che frantumava in un frame le nostre spavalde sicurezze, ma anche l’anno che ci mostrò l’indispensabilità della collaborazione e la necessità – ahimè presto dimenticata – di guardare al di là del nostro piccolo cortile individuale e nazionale. “Non sono ammesse distrazioni, non va sprecato il tempo”, ammoniva ancora parlando la sera del 31 dicembre agli italiani: superato il precipizio, le prime hanno di nuovo occupato il campo e il secondo è tornato ad essere consumato vanamente. 

Dunque, è il tempo dei costruttori, ricorda Ruffini. Quanto risulti urgente, proprio in questa stagione della storia, è anche superfluo rammentare. “La nave è ormai nelle mani del cuoco di bordo …”, il disordine mondiale è tale da giustificare l’uso della celebre frase di Kierkegaard. 

Al ricomparire dei fantasmi tragici e sanguinari della guerra sul suolo europeo, al progressivo e irriducibile processo di indebolimento del sistema democratico ad ogni latitudine si è aggiunto, dal 20 gennaio, l’utilizzo del potere in modo stupido (“dumb power”, come lo ha definito Hilary Clinton) da parte della Casa Bianca di Trump, che ha spazzato via il multilateralismo, messo in ginocchio la divisione dei poteri in patria, avviato una disastrosa guerra commerciale in nome di una sorta di logica suprematista nazionale.

Se, per dir così, sul versante geopolitico la direzione di marcia, assunta senza la minima incertezza, è il disegno europeista, come dimostra il riferimento costante a David Sassoli nelle pagine e la citazione di Altiero Spinelli, sul versante più profondo – quello di senso, di ragione fondativa dell’impegno – c’è l’assunzione della centralità della persona umana. “Ognuno è irripetibile e inimitabile – scrive Ruffini – siamo tutti insostituibili perché siamo dei pezzi unici di assoluto valore e rilievo, ciascuno con la propria specificità e particolarità”. Ecco la chiave di volta. L’ispirazione della vita, prima ancora che dell’agire, da cui è evidente il filo che lega Ernesto Maria Ruffini al filone della migliore tradizione della laicità cristiana che ha trovato nei cattolici democratici espressione e protagonismo sociale e politico.

Come dimostrano anche le parole, realiste e allarmate, dedicate alla crisi della politica che però era e resta la via per la giustizia tra gli uomini. “Oggi la politica sembra smarrita e disorientata – annota – in un mondo sempre più complesso e frammentato”. Questo “pensiero debole” ha causato l’allontanamento ed il disinteresse delle persone, ha generato l’idea che la politica abbia compiuto un tradimento rispetto al suo significato e scopo che è, appunto, dare spazio alla giustizia in un mondo in cui i forti, i ricchi, i potenti, i tutelati hanno la propria idea di giustizia che, per dirla con Trump, dipende dall’avere o meno le carte in mano.

Riscoprire la passione per la politica vuol dire mettersi in gioco e farlo insieme ad altri “in prima persona plurale, ogni giorno, più uno”.

Siria, futuro terreno di scontro tra Israele e Turchia?

Da qualche tempo è tornato un velo di silenzio sulla Siria. Cosa sta accadendo nel paese dopo la presa del potere da parte degli ex jihadisti di Hayat Tahrir al Sham (HTS) e la fuga a Mosca del dittatore Bashar al-Assad?

Le cronache internazionali ci hanno informato, sostanzialmente, solo del massacro avvenuto agli inizi di marzo: circa 800 civili alawiti impegnati in un tentativo di rivolta guidato da ufficiali del vecchio esercito del deposto tiranno uccisi, con esecuzioni sommarie, dalle forze di polizia governative. Una spirale di violenza che ha attraversato tutto il governatorato costiero di Latakia (Tartus, Jableh e altri centri minori) appannando l’immagine dell’Amministrazione (come il nuovo governo vuole farsi chiamare), che a parole sin dai primi giorni della rivoluzione predica tolleranza e integrazione fra le diverse componenti religiose e sociali della nazione. Un atteggiamento, o forse una scelta, indispensabile per ottenere dalla comunità internazionale un riconoscimento e soprattutto la rimozione delle sanzioni economiche che tuttora attanagliano la Siria, a partire da quelle statunitensi.  

In ogni caso, la repressione attuata nella regione di Latakia è stata giustificata da Arabia, Qatar e Giordania oltre che dalla Turchia, principale alleato del governo guidato da Ahmad al-Sharaa. Mentre Israele, al contrario la ha giudicata molto severamente, quasi a voler ergersi a protettore degli alawiti.

In realtà quello che emerge è un possibile nuovo motivo di frizione fra Ankara e Tel Aviv, le due potenze regionali che vogliono allargare il loro spazio operativo nell’area mediorientale.

Erdogan desidera capitalizzare il successo conseguito col sostegno ai ribelli HTS. L’obiettivo minimo è un “patto di difesa” che preveda il dispiegamento di mezzi militari turchi sul territorio siriano. Anche in funzione anti-ISIS, consentendo così alle forze USA tuttora presenti in loco, proprio a quello scopo, un ritiro che certo è negli obiettivi di Trump. Ciò consentirebbe a Ankara un ancor più invasivo controllo delle aree di confine e del settentrione siriano, e naturalmente un ulteriore “presa” sul governo di Damasco.

Netanyahu, per contro, non solo non si fida di al-Sharaa, continuando a vedere in lui l’islamista radicale cresciuto in al-Qaeda e poi nell’ISIS. Ma soprattutto vuole cogliere l’occasione fornitagli dall’indebolimento dell’Asse della Resistenza costruito nel tempo dall’Iran e dalla ancora confusa situazione siriana per acquisire nuovi territori-cuscinetto nel sud di quel paese, al confine con le alture del Golan occupate ormai per intero. I bombardamenti effettuati in questi mesi nella zona allo scopo di distruggere i depositi di armi e munizioni ivi presenti sono inquadrabili in questo obiettivo. La medesima logica che muove pure azioni analoghe nel sud del Libano: ampliare i territori-cuscinetto (e indebolire ancor più Hezbollah).

Ma il bombardamento effettuato agli inizi di aprile nell’area della base militare di Tiyas, vicino a Palmira cioè nel centro della Siria e quindi ben lontano dal confine ha invece tutta l’aria d’essere un monito alla Turchia, che proprio lì – nella zona denominata T4 – vorrebbe dispiegare propri sistemi di difesa antiaerea e droni armati pronti all’uso.

I rapporti fra Israele e Turchia sono tornati tesi all’indomani dell’invasione di Gaza operata dall’IDF. Le durissime affermazioni di Erdogan rivolte contro lo stato israeliano e il suo Primo Ministro non sono state dimenticate, e oltre a ciò – sapendo delle relazioni da sempre intercorse fra Hamas e la Turchia – Tel Aviv vuole avvertire Ankara della propria totale indisponibilità ad accettare un qualsiasi eventuale trasferimento del gruppo di comando del gruppo terrorista da Gaza alla Siria.

Entrambi alleati di Washington, sia pure con modalità assai diverse, i due Paesi rischiano così di creare nuovi problemi all’Amministrazione USA, desiderosa al contrario di accelerare il proprio disimpegno dalla regione favorendo l’allargamento dei c.d. Accordi di Abramo. I quali però pongono al vertice dell’iniziativa il terzo grande attore della regione, quell’Arabia Saudita non ancora amica di Israele e decisa avversaria – nella comune fede sunnita – di una Turchia neo-ottomana che vorrebbe ergersi a primaria garante delle popolazioni musulmane, ruolo sino ad oggi indiscutibilmente detenuto dal Regno nel quale sono presenti i luoghi sacri dell’Islam.

Anche nel Medio Oriente il mondo non è così semplice come se lo immagina Donald Trump. 

Giro d’Italia 2025: un tributo alla speranza nel cuore di Roma

L’attesissima passerella conclusiva del Giro d’Italia 2025, in programma domenica 1° giugno, si trasformerà in un evento carico di simbolismo e valori universali. Per la prima volta nella storia, la competizione ciclistica dedicherà la sua ultima tappa a Papa Francesco, attraversando la Città del Vaticano e concludendosi al Circo Massimo, in un percorso che unirà sport, spiritualità e impegno sociale. L’iniziativa, sostenuta attivamente dal Vaticano nell’anno del Giubileo della Speranza, è stata presentata ieri in Campidoglio alla presenza del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e del Vescovo Paul Tighe, Segretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione.

La scelta del traguardo romano non è casuale: per il terzo anno consecutivo, la Capitale ospiterà il gran finale in rosa, arricchendolo quest’anno di un significato speciale. La corsa avrà infatti una partenza simbolica dai Giardini Vaticani, dove i ciclisti percorreranno la Via Mariana, un itinerario che ospita immagini di Maria provenienti da ogni angolo del globo. «Non si tratta di un semplice passaggio turistico, ma di un gesto che riflette l’universalità del messaggio di Papa Francesco», ha spiegato il Vescovo Tighe, sottolineando come il percorso rappresenti metaforicamente «un piccolo giro del mondo, in sintonia con lo spirito del Giubileo».

«Roma è orgogliosa di accogliere ancora una volta il Giro d’Italia, in una tappa che quest’anno assume un valore straordinario», ha dichiarato il Sindaco Gualtieri. «La partenza dal Vaticano è un tributo alla figura del Santo Padre e alla sua chiamata alla fratellanza, soprattutto in un momento storico in cui la speranza è più necessaria che mai. Sarà una vigilia della Festa della Repubblica indimenticabile, con lo sport che si fa veicolo di bellezza e unità».

L’evento, organizzato in collaborazione con Athletica Vaticana e il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, non si limiterà alla competizione sportiva. Durante la tappa, verranno promosse iniziative culturali e sociali legate ai temi della sostenibilità e dell’inclusione, temi cari tanto al Pontefice quanto all’amministrazione capitolina.

Il percorso, studiato per unire simbolicamente sacro e profano, condurrà i corridori attraverso alcuni dei luoghi più iconici di Roma, dalla Basilica di San Pietro al Colosseo, fino all’arrivo spettacolare al Circo Massimo, dove migliaia di spettatori potranno assistere al tradizionale giro d’onore. «Questa tappa è un regalo al mondo intero», ha aggiunto Gualtieri. «Racconteremo la Grande Bellezza di Roma, ma anche la sua capacità di essere laboratorio di dialogo e progresso».

La Corsa Rosa lascerà così un’eredità che va oltre il podio: un messaggio di resilienza e unità, incarnato dall’impegno di atleti, istituzioni e comunità religiosa. Un’edizione che, tra sacralità e sudore, conferma il Giro d’Italia non solo come spettacolo sportivo, ma come ponte ideale tra i popoli.

Tennis, Sinner al Tg1:"Non c’è posto più bello di Roma per tornare"

Roma, 29 apr. (askanews) – “Ci vediamo a Roma, speriamo di essere preparati per esserci ma sono molto contento di fare ritorno a Roma, non c’è posto più bello”. Così Jannik Sinner, intervistato questa sera in esclusiva dal direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, dà appuntamento al Foro Italico a tutti i tifosi azzurri che nel corso degli Internazionali BNL d’Italia, torneo che segnerà il suo ritorno in campo dopo i tre mesi di inattività scontati in seguito all’accordo stipulato con la Wada per il caso Clostebol, potranno tornare ad ammirarlo.

“Ognuno è libero di dire quel che vuole e di giudicare – ha aggiunto Sinner riferendosi ai tanti commenti rilasciati da molti suoi colleghi in merito a quanto lui accaduto – l’importante per me è che so io cosa è successo e cosa ho passato ed era molto difficile e non auguro a nessuno di passare da innocente una cosa del genere”

“L’anno scorso è stato molto stressante ma siamo riusciti ad ottenere risultati incredibili, anche quest’anno siamo partiti bene poi è successo quello che è successo. All’ inizio era un po’ strana la situazione in cui mi soni trovato, anche fuori dal campo sono successe delle cose che non mi aspettavo ma piano piano sto tornado nel ritmo di allenamenti veri e con un obiettivo davanti. Mi sto allenando con dei giocatori forti per vedere su che livello sono, a volte va bene altre ho un calo. Sono però contento di tornare a Roma, un torneo speciale, ma sicuramente ci entrerò con un mentalità diversa. Mi manca la competizione, nell’allenamento non hai pressione e tensione, ma sono contento, ripeto, che questa fase sia terminata e siamo pronti a ripartire”.

“Cosa è successo? In quel momento lì non ho capito cosa fosse successo, non sapevo nulla, poi ho accettato – devi accettare – e abbiamo provato a ricostruire e abbiamo saputo subito da dove proveniva questa contaminazione. Ma ho fatto fatica ad accettare questi tre mesi perché nella mia testa mi dicevo ‘non ho fatto niente, perché devo pagare il prezzo?’. Poi abbiamo parlato con il mio avvocato in modo molto concreto su quello che poteva succedere nel peggiore dei casi”.

“Come mi sono sentito io in campo non era come un giocatore si dovrebbe sentire. Ci alleniamo tanto per poi divertirci quando giochiamo una partita bella e questo divertimento giorno dopo giorno è andato un po’ via. La fortuna che ho avuto è stata avere delle persone intorno a me che mi hanno aiutato molto e mi hanno creduto: il mio team, la mia famiglia. Alla fine ho costruito la mia bolla dove non entrava nessun altro e questo mi ha dato la voglia di continuare e di prepararci bene per i Grand Slam perché l’anno scorso li ho giocati bene, anche se ho avuto un piccolo infortunio prima del Roland Garros. E’ andato tutto bene anche se non mi sono sentito una persona felice in campo”.

Tennis, Djokovic salta Roma: momento complicato

Roma, 29 apr. (askanews) – Novak Djokovic non parteciperà agli Internazionali di Roma di tennis. Troppo complicato, il momento del serbo che ad aprile ha giocato solo due partite entrambe concluse senza neanche vincere un set. Roma rimarrà dunque orfana del serbo che sulla terra capitolina ha vinto 6 volte arrivando in tutto 12 volte all’ultimo atto. Una ritirata programmata per il fuoriclasse serbo che dallo scorso agosto, quando ha centrato il titolo numero 99 alle Olimpiadi, sta cercando di togliersi l’ultima ciliegina di una carriera mostruosa. Ora Nole ha quasi un mese di tempo per preparare nel migliore dei modi il Roland Garros

Von der Leyen: i dazi sono un danno per tutti, dobbiamo impedirlo

Valencia, 29 apr. (askanews) – “In questi tempi difficili, nulla può essere dato per scontato. Per decenni, il libero scambio è stato il motore della prosperità globale. Ha fatto uscire miliardi di persone dalla povertà. E ha sostenuto i mezzi di sussistenza di milioni di famiglie europee. Ora i mercati globali sono scossi dall’imprevedibile politica tariffaria del governo statunitense”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento al congresso del Ppe in corso a Valencia.

“I dazi statunitensi verso il resto del mondo – ha aggiunto – hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi cento anni. La scorsa settimana il Fondo monetario internazionale ha lanciato un duro avvertimento. Non sorprende: le tariffe sono come le tasse. Danneggiano sia i consumatori sia le aziende. Hanno un impatto sia su Wall Street che su Main Street. Milioni di cittadini dovranno affrontare spese alimentari più elevate. I medicinali costeranno di più, i trasporti costeranno di più. L’inflazione aumenterà. E questo danneggia in particolar modo i cittadini più vulnerabili. Le aziende, grandi e piccole, ne soffrono dal primo giorno. Maggiore incertezza, interruzione delle catene di approvvigionamento e burocrazia onerosa. Non possiamo e non dobbiamo permettere che ciò accada”.

Tennis, Berrettini infortunato: "Ma a Roma voglio esserci"

Roma, 29 apr. (askanews) – “Ho voluto provare a giocare nonostante il problemino dell’altro giorno, perché questi due giorni di riposo mi hanno aiutato a scaricare un po’ la zona dell’addome, che era molto carica e contratta”. Così Matteo Berrettini dopo il ritiro contro il britannico Draper a Madrid. “Ma – continua – mi sono ritirato perché il gioco non valeva la candela, c’era un rischio grosso di farsi male. E l’ultima cosa che voglio è infortunarmi agli addominali durante la stagione. E soprattutto per giocare contro i migliori al mondo ho bisogno delle mie armi al 100%. E questo oggi non c’era, soprattutto nella seconda parte, quando ho ricominciato a sentire forte il fastidio. Farò di tutto per recuperare per Roma. Mi dispiace perché tengo molto a questo torneo, anche oggi stavo giocando bene nonostante tutto”.

Almeno 3 uccisi in piazza a Uppsala in Svezia, uomo in fuga

Roma, 29 apr. (askanews) – Ci sono dei morti in seguito a una sparatoria avvenuta in piazza Vaksala, nella città svedese di Uppsala. È in corso un’importante operazione di polizia per catturare l’uomo che ha aperto il fuoco, che secondo la stampa locale si è dato alla fuga.

“Ho sentito cinque o sei spari”, ha raccontato al quotidiano Aftonbladet un testimone che abita nelle vicinanze. A quanto filtra, un uomo si è allontanato dalla scena del crimine a bordo di uno scooter elettrico ed è in corso una caccia all’uomo. Un elicottero della polizia sorvola la scena.

Secondo quanto riportato dai cronisti dell’Aftonbladet presente sul posto, la sparatoria è avvenuta in un salone di bellezza. Le forze di polizia hanno allestito imponenti posti di blocco nella zona. Secondo le informazioni fornite ad Aftonbladet, almeno tre persone sono morte.

Usa, Casa Bianca: atto ostile da Amazon sui dazi. L’azienda: nessun piano

New York, 29 apr. (askanews) – La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha bollato come “atto politico ostile” l’ipotesi di Amazon di mostrare i rincari legati ai dazi sui prodotti. A stretto giro, però, il gruppo di ecommerce ha fatto marcia indietro precisando di aver valutato l’idea solo per Amazon Haul, sezione che compete con Temu, e non per il sito principale. “Le squadre discutono idee continuamente”, ha dichiarato il portavoce Ty Rogers, aggiungendo che “non è stato implementato nulla su alcuna proprietà di Amazon”. L’import charge a cui si riferiva Amazon avrebbe riguardato l’aumento dei prezzi dopo il 2 maggio, quando scade l’esenzione che finora permetteva di importare beni di basso valore dalla Cina senza pagare dazi. Con le nuove regole, anche questi prodotti saranno tassati all’ingresso negli Usa.

“Il team che gestisce il nostro store ultra low cost, Amazon Haul, ha preso in considerazione l’idea di indicare i costi di importazione su alcuni prodotti – ha affermato un portavoce di Amazon – Questa ipotesi non è mai stata approvata e non verrà attuata”.

Nel frattempo la Cnn ha ricostruito che il presidente Donald Trump questa mattina ha telefonato al fondatore di Amazon, Jeff Bezos, per lamentarsi personalmente delle notizie di una possibile indicazione dei costi dei dazi Usa accanto ai prezzi di alcuni prodotti. La chiamata è arrivata poco dopo che uno dei funzionari aveva informato Trump della notizia, riportata per prima da Punchbowl News. “Ovviamente era furioso”, ha detto una delle fonti alla Cnn.

Tennis, Musetti batte ancora Tsitsipas, è agli ottavi a Madrid

Roma, 29 apr. (askanews) – A due settimane dal successo a Montecarlo, Lorenzo Musetti vince ancora contro Stefanos Tsitsipas. L’azzurro con una grande rimonta ha conquistato il primo parziale col punteggio di 7-5, risalendo dal 2-5 e annullando anche un set point. Nel secondo ha invece chiuso i conti con un tie-break dominato e al quarto match-point. Il suo avversario agli ottavi di finale sarà De Minaur.

“Non ho cominciato bene – le sue parole – ma era la mia prima volta sul campo Santana. Le condizioni sono molto diverse, qui la palla rimbalza molto più in alto che altrove. Sono però rimasto sul pezzo con pazienza e attitudine. Top 10? Non penso al ranking, voglio concentrarmi sul torneo partita dopo partita. La continuità però ora c’è e sta aumentando anche l’esperienza nel vincere certe partite. Ieri col blackout è stata una giornata durissima, dal campo sono tornato a piedi in albergo e ci ho messo due ore”

Usa, niente dazi su auto assemblate in Usa con 85% componenti americani

New York, 29 apr. (askanews) – Le auto assemblate negli Stati Uniti con almeno l’85% di componenti americani saranno esentate dai dazi. Lo ha annunciato il segretario al Commercio Howard Lutnick, spiegando che il piano tariffario dell’amministrazione Trump punta a incentivare il reshoring della produzione e a favorire nuove assunzioni. Lutnick ha precisato che i produttori avranno due anni per rafforzare la catena di fornitura interna, come concordato dopo consultazioni dirette con il settore automobilistico. I costruttori pagheranno un solo dazio, scegliendo tra quello sull’acciaio o quello sui veicoli, a seconda di quale sia più elevato. “Non si tratta di un rimborso, ma di un offset sui dazi già pagati”, ha aggiunto, sottolineando che la misura non comporterà costi aggiuntivi per il governo e sarà applicata gradualmente.

Bankitalia: Bitcoin e cripto valgono 2.750 mld, rischi stabilità

Roma, 29 apr. (askanews) – “La forte espansione di Bitcoin e delle altre criptoattività caratterizzate da un’elevata volatilità delle quotazioni comporta rischi non solo per gli investitori, ma potenzialmente anche per la stabilità finanziaria, alla luce delle crescenti interconnessioni tra l’ecosistema di queste attività, il settore finanziario tradizionale e l’economia reale”. Lo rileva la Banca d’Italia in un riquadro di analisi inserito nel Rapporto sulla stabilità finanziaria.

Secondo l’analisi, il valore di mercato delle criptoattività, già cresciuto nel corso del 2024, è ulteriormente aumentato dopo le elezioni presidenziali negli Stati Uniti e l’annuncio di iniziative volte a rafforzare l’adozione di strumenti digitali denominati in dollari da parte della nuova amministrazione. Poi è ridisceso, “portandosi alla fine di marzo a 2.750 miliardi di dollari”.

“Oltre il 60 per cento del mercato è rappresentato da Bitcoin e il 30 da altre criptoattività non garantite da attività sottostanti (unbacked crypto-assets). Solo il 9 per cento – rileva Bankitalia – è costituito da stablecoin”, attività digitali emesse da entità che ne ancorano il prezzo a valute tradizionali di riferimento.

Secondo l’analisi “alcuni operatori stanno ridefinendo i propri modelli di attività e le proprie scelte finanziarie, orientandosi maggiormente sulle criptoattività. Secondo le informazioni riportate da siti specializzati, una quota elevata di Bitcoin sarebbe detenuta da emittenti di exchange traded funds (Etf) e dalle tesorerie di alcune società non finanziarie. In particolare, l’investimento da parte di queste ultime è realizzato nella convinzione che Bitcoin possa sostenere le proprie quotazioni, esponendole tuttavia alla sua marcata volatilità di prezzo”.

Una quota rilevante di Bitcoin è poi detenuta “da imprese operanti esclusivamente nel settore delle attività digitali”, come le piattaforme di scambio “che, non essendo sottoposte a specifici requisiti di governance, possono essere soggette a rilevanti conflitti di interesse. Tre quarti di queste imprese hanno sede negli Stati Uniti; alcune si trovano inoltre in Cina, Canada e Regno Unito. La loro presenza nei paesi dell’area dell’euro è al momento trascurabile”, si legge. Nel frattempo il crescente interesse di banche e altri intermediari verso soluzioni tecnologiche a registri distribuiti e a infrastrutture globali decentrate potrebbe aumentare il ricorso a criptoattività sia per operazioni finanziarie tradizionali, sia per l’emissione di strumenti e servizi innovativi, anche attraverso l’interazione con le grandi aziende tecnologiche (BigTech).

Bankitalia: da stablecoin rischi per la sovranità monetaria Ue

Roma, 29 apr. (askanews) – Anche la Banca d’Italia lancia un monito sulle stablecoin. Da un lato la concentrazione di strumenti di questo genere basati sul dollaro potrebbe diventare un fattore di squilibrio, con ricadute per l’intero sistema finanziario globale. Dall’altro, l’eventuale offerta di Stablecoin in euro da parte di entità o banche americane potrebbe sostituire gli attuali sistemi di pagamento con ricadute “per la stessa sovranità monetaria”. Lo si legge in un riquadro di analisi inserito nel Rapporto sulla stabilità finanziaria dell’istituzione di Via Nazionale.

Il comparto delle stablecoin “si mantiene contenuto e fortemente concentrato in due specifici strumenti (Tether e USD Coin), ancorati al dollaro statunitense attraverso la detenzione da parte dei soggetti emittenti di riserve denominate nella medesima valuta. Uno scenario in cui stablecoin legate alla valuta americana assumessero dimensione sistemica – si legge – potrebbe determinare un’eccezionale domanda di titoli pubblici degli Stati Uniti, utilizzati come attività di riserva dagli emittenti. In caso di dissesto di uno di questi ultimi si potrebbe verificare una corsa ai rimborsi, con un repentino aumento delle richieste di liquidazione da parte dei detentori e con la vendita forzata delle attività di riserva; ciò provocherebbe tensioni sui mercati dei titoli pubblici americani e ripercussioni su altri comparti del sistema finanziario globale”.

Al tempo stesso, nell’area dell’euro “l’eventuale diffusione su larga scala di strumenti e servizi di pagamento basati su stablecoin in euro offerti da aziende o da banche americane, che potrebbero sostituire gli attuali strumenti al dettaglio paneuropei – dice Bankitalia – potrebbe avere implicazioni anche per il regolare funzionamento dei sistemi di pagamento e per la stessa sovranità monetaria”.

Secondo l’analisi gli sviluppi del mercato delle criptoattività e i relativi rischi saranno influenzati anche dall’evoluzione del quadro normativo, ancora fortemente disomogeneo tra aree economiche. “Negli Stati Uniti sono all’esame del Congresso alcuni disegni di legge”. Mentre nell’Unione europea il regolamento Mica (Markets in Crypto Assets Regulation) ha già definito un quadro normativo con l’intento di promuovere l’innovazione, tutelando allo stesso tempo la stabilità finanziaria e gli investitori.

I prestatori di servizi in criptoattività, devono infatti presidiare alcuni rischi cui sono esposti soddisfacendo requisiti in termini di capitale, governance e registrazione separata dei fondi della clientela. Data la complessità dei modelli operativi adottati, “tali requisiti andranno tuttavia rafforzati prevedendo anche presidi per i rischi tecnologico, di mercato, strategico e per quello di riciclaggio e finanziamento del terrorismo”.

Per l’emissione di stablecoin nell’Unione europea, Mica introduce un apposito processo autorizzativo, oltre a requisiti di natura organizzativa e prudenziale relativi tra l’altro alla gestione delle riserve, al monitoraggio delle transazioni e a possibili restrizioni alla quantità offerta. “Sono attualmente in corso approfondimenti sui modelli di business di operatori, anche di grande dimensione, che possono emettere la medesima criptoattività sia in Europa sia in giurisdizioni con regolamentazioni diverse da quella europea in materia di protezione degli investitori”.

In particolare, conclude lo studio di Bankitalia, sono oggetto di valutazione i rischi di compliance e di liquidità per il soggetto emittente, le possibili ripercussioni per gli investitori europei, nonché, più in generale, eventuali implicazioni per la stabilità finanziaria.

L’allarmismo sulle stablecoin e dei rischi che creano per la sovranità monetaria Ue sono tesi su cui da settimane martellano Bce e Commissione europea. Le istituzioni Ue puntano invece sull’euro digitale, che sarebbe una valuta digitale della Banca centrale, mentre pesano di rimettere mano alle normative Mica, che pure sono piuttosto recenti, a fronte dello spauracchio stablecoin.

Si assiste qui ad una delle diverse divergenze di scelte tra Stati Uniti ed Ue. Negli Usa avviene infatti praticamente l’opposto: è l’eccesso di controllo pubblico, che potrebbe ora essere rafforzato con le Cbdc, a creare repulsione a Washington. Tanto che la nuova amministrazione Trump ha vietato alla Federal Reserve, la Banca centrale Usa, di sviluppare un dollaro digitale e di usare le Cbdc. L’amministrazione Usa afferma invece di voler diventare il polo globale dei criptoasset e punta a favorire le stablecoin in dollari, anche per sostenere il ruolo internazionale del biglietto verde.

Bankitalia, con dazi Usa balzo incertezza, ma quadro Italia stabile

Roma, 29 apr. (askanews) – I nuovi dazi commerciali annunciati dall’amministrazione Usa “hanno innescato una fase di notevole aumento dell’incertezza e tensione sui mercati finanziari”, portando a cali delle prospettive di crescita e aumenti dei rischi per la stabilità finanziaria. In questo quadro generale “il contesto macro finanziario italiano risulta stabile”, sebbene risenta come gli altri principali Paesi europei degli sviluppi, e i rischi per il sistema finanziario tricolore “restano comunque moderati”. I rischi sono limitati per le famiglie, mentre per le imprese potrebbero esserci ricadute sulla redditività, “soprattutto quelle che operano nei comparti più esposti alle tensioni commerciali”. È la fotografia scattata dalla Banca d’Italia nel suo ultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria.

Bankitalia nota come negli Stati Uniti i titoli di Stato a lungo termine, che hanno inizialmente beneficiato di un aumento della domanda tipico delle situazioni di stress, “sono stati successivamente colpiti da forti vendite. Sebbene le tensioni si siano attenuate nelle settimane successive all’annuncio, i rischi per la stabilità finanziaria sono cresciuti”, si legge.

L’Italia ha risentito come altri Paesi della volatilità delle quotazioni azionarie e dei corsi delle obbligazioni private, “che hanno segnato pesanti ribassi”. Secondo Bankitalia sul mercato dei titoli di Stato “il differenziale di rendimento tra i titoli italiani a dieci anni e quelli tedeschi, pur registrando un incremento della volatilità, si è ridotto rispetto ai valori dello scorso autunno. Le condizioni di liquidità restano buone, nonostante una diminuzione delle negoziazioni in aprile”. In un contesto che si mantiene “complessivamente stabile – si legge – l’Italia ha continuato a trarre vantaggio dalle condizioni favorevoli del mercato del lavoro, da una bassa inflazione e dalla posizione creditrice netta sull’estero. Si tratta di alcuni dei fattori che hanno favorito il recente miglioramento della valutazione del merito di credito del Paese da parte di un’agenzia di rating”. Il riferimento è alla revisione al rialzo della valutazione sull’Italia da parte di S&P.

Nel frattempo “i prezzi delle abitazioni hanno continuato a crescere nella seconda metà del 2024, mentre quelli degli immobili commerciali si sono mantenuti invariati. “Nel complesso il comparto immobiliare non presenta rischi elevati per la stabilità finanziaria”, dice Bankitalia.

Secondo il Rapporto per le famiglie “i rischi rimangono limitati, anche grazie all’espansione della ricchezza finanziaria nel 2024 e all’ulteriore riduzione dell’indebitamento in rapporto al reddito disponibile. In prospettiva la situazione finanziaria potrebbe tuttavia risentire di un indebolimento della congiuntura”.

Per le imprese, invece “soprattutto quelle operanti nei comparti più esposti alle possibili ripercussioni delle tensioni commerciali, la redditività, già ridottasi nel 2024, potrebbe diminuire ancora. Nonostante il calo dei tassi di interesse e dell’indebitamento, la capacità delle aziende di rimborsare i debiti registra qualche segnale di peggioramento – si legge – in special modo nel settore delle costruzioni e, in misura minore, in quello industriale”.

Gualazzi in tour con tre live: Piano Vocal, con Quintetto e Orchestra

Roma, 29 apr. (askanews) – Torna dal vivo nei festival musicali e nelle principali piazze italiane Raphael Gualazzi, cantautore, pianista, compositore, arrangiatore, musicista e produttore acclamato a livello internazionale per il suo modo unico e personale di suonare e fondere le tradizioni di diverse culture musicali. Sarà in tour da maggio 2025 con tre diversi progetti live: in pianoforte solo, con il suo quintetto, e con Orchestra.

La dimensione ‘piano-vocal’ è un racconto in musica dei successi e delle più grandi ispirazioni di Gualazzi. L’artista restituisce alle composizioni la loro dimensione più autentica, ripercorrendo un repertorio che spazia da brani scritti per colonne sonore a divertissements su arie d’opera, da omaggi alla tradizione afro-americana, a incursioni rapsodiche su memorabili temi della musica italiana e internazionale.

Il quintetto di Raphael Gualazzi è la sua astronave musicale; lui scrive le sue canzoni, le arrangia, le dirige e interagisce con i musicisti attraverso pianoforte, voce e ukulele.

Il quintetto, consolidato ormai da più di un decennio di collaborazioni, vede coinvolti musicisti d’eccellenza di grande talento e versatilità: Anders Ulrich al contrabbasso, Luigi Faggi alla tromba, Michele “Mecco” Guidi all’organo Hammond e tastiera, Gianluca Nanni alla batteria.

Il repertorio energico e profondo ripercorre non solo i grandi successi dell’artista ma anche composizioni che sanno valorizzare la vocalità dei musicisti nella celebrazione di sonorità soul, jazz, pop e swing.

Ad impreziosire l’andamento dello spettacolo vi sono momenti in trio e piano solo, che omaggiano celebri arie d’opera o temi cari all’artista.

Il concerto di Raphael Gualazzi con Orchestra, egregiamente arrangiata e diretta dal Maestro Stefano Nanni, racconta le sue composizioni più interessanti dal 2005 a oggi, rivelando anche brani dei suoi esordi, raramente eseguiti dal vivo.

La musica è celebrazione di tutte le dimensioni dell’esistenza umana. Profondità, leggerezza, vita, amore, oblio, luce, realtà e fantasia. L’unione di classicità e sonorità ispirate alla cultura afro-americana nelle sue infinite sfaccettature lo rendono un concerto unico e imperdibile.

Queste le prime date annunciate del calendario del tour, in aggiornamento: il 11 maggio a Bagnacavallo (RA) presso Torre di Traversara per Ravenna Festival (in quintetto); il 28 maggio a Milano per La Milanesiana (Piano solo); 30 maggio a Fano (PU) per Brodetto Fest (in quintetto); il 31 maggio a Monopoli (BA) in Piazza Vittorio Emanuele per Monopolele (Piano solo); il 16 giugno a Rivoli (TO) al Parco G. Salvemini per Sguardi Live (in Piano solo); il 26 giugno a Casale Monferrato (AL) con l’Orchestra Maderna; il 5 luglio a Venaus (TO) all’Arena delle Alpi per Borgate dal Vivo Festival (in Trio), il 15 luglio a Cesena (Piano solo) e il 16 luglio a Castel San Pietro Terme (Piano solo) per Emilia Romagna Festival; il 20 luglio a Scolacium (CZ) live con Orchestra Scolacium; il 1 agosto a Roma presso la Casa del Jazz per Summertime 2025; l’8 agosto a Civitanova Marche (MC) allo Shada Club (Piano solo); il 12 agosto in Piazza Monica Moretti a Sassari per il Festival Abbabula con l’Orchestra Ente Lirico De Carolis; il 13 agosto a Neoneli (OR) con l’Orchestra Ente Lirico De Carolis per il Festival Dromos; il 22 agosto a Sanremo con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo.

Il calendario estivo è stato definito da Kino Music in collaborazione con Baobab Music e con International Music & Arts.

Oasi affiliata WWF di Castel Romano, oggi il primo anniversario

Roma, 29 apr. (askanews) – Celebra oggi il suo primo anniversario l’Oasi affiliata WWF di Castel Romano che festeggia nell’occasione anche le centotrentamila visite registrate all’interno del parco che, nel pieno rispetto della natura, viene apprezzato per i percorsi di trekking ed il bosco mediterraneo abitato dalla piccola fauna delle zone umide e ricco di profumi provenienti dalle piante mellifere.

Enrico Biancato, Centre Manager di Castel Romano Designer Outlet, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Grazie all’intervento di riqualificazione, abbiamo inserito all’interno dell’Oasi un’esposizione di dinosauri che riprende il dinosauro che all’interno del nostro Design Outlet, inoltre abbiamo rifatto le arnie per le api, perch noi produciamo anche miele a chilometro zero e ci sono vari percorsi che vengono implementati, mantenuti, perch questa un’oasi naturale, va mantenuta 12 mesi all’anno e ogni mese cambia perch, a seconda delle piante, a seconda dei fiori, a seconda dell’umidit, della temperatura cambia; necessario quindi svolgere una manutenzione 12 mesi l’anno”.

“All’interno dell’Oasi di Castel Romano ci sono tantissime aree ludiche perch in questo modo le famiglie che vengono a visitarci hanno anche un momento per staccare dallo shopping e immergersi nella natura” – dichiara Francesco Marcone, Responsabile Conservazione Oasi WWF – “All’interno dell’Oasi ci sono dei sentieri, ma quello che noi sosteniamo di venirci a trovare perch i sentieri sono visitabili in vari momenti dell’anno e, grazie alle guide, possibile scoprire tanti segreti legati alla natura, anche e soprattutto per i ragazzi, attraverso anche dei laboratori dedicati”.

Nel corso dell’evento stata inaugurata una nuova area di visita nata dalla riqualificazione della zona danneggiata dall’incendio del luglio 2023 e una playground naturale ampliata per i pi piccoli, che potranno incontrare anche quattro impressionanti dinosauri a grandezza naturale.

Emiliano Luccisano, testimonial d’eccezione dell’evento odierno, ha dichiarato: “Non sono tantissimi gli spazi che si hanno a disposizione per portare i bambini a conoscere un po’ la natura da vicino, ma fargliela proprio toccare, annusare, farceli giocare dentro, in un ambiente in cui magari noi da ragazzi eravamo un po’ pi abituati, invece questa generazione ha bisogno di questi spazi. Tra l’altro questo un posto che oltre ad essere bello da visitare, in cui insomma ci si va a fare passeggiate eccetera, anche didattico, ci sono fauna e flora protette, i bambini possono conoscere e imparare. Credo che questa sia un’iniziativa stupenda, sono contento che sia arrivata ad un anno tra l’altro con un grande successo di pubblico e di visitatori e spero che continui sempre meglio, quindi sono veramente onorato di far parte e di festeggiare oggi questo evento”.

L’iniziativa, svoltasi alla vigilia dell’Earth Day 2025, si inserisce nella piattaforma Evolve di McArthurGlen per lo sviluppo sostenibile e la riduzione dell’impatto sul Pianeta e nel sistema delle Oasi Affiliate WWF: all’interno del parco sono presenti numerose attivit ambientali per bambini e ragazzi ed, inoltre, stato stilato un calendario di visite gratuite e laboratori a cura di esperti di educazione ambientale WWF, alla scoperta della fauna e della flora dell’Oasi nei week end fino al 30 giugno.

Columbus Day, Time replica a Trump e cita immigrati italiani

Milano, 29 apr. (askanews) – Time magazine replica al presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump in merito al Columbus Day in “The DC Brief”, sua newsletter politica, con un titolo sferzante: “Trump sta cercando di ripristinare il Columbus Day, che non è mai stato cancellato”. Va notato che nel testo si fa riferimento a uno storico linciaggio degli immigrati italoamericani negli Stati Uniti, in particolare quello avvenuto a New Orleans nel 1891, che è uno degli episodi più tragici della storia dell’emigrazione italiana (l’uccisione di 11 italiani da parte di una folla inferocita, dopo che erano stati assolti dall’accusa di aver assassinato il capo della polizia locale). L’anno dopo nel 1892 la prima celebrazione ufficiale del viaggio di Colombo attraverso l’Atlantico: ebbe luogo non a caso insomma.

“L’ironia è che Colombo non ha mai calpestato quella che oggi è la terraferma del Nord America, pur essendo diventato un punto di riferimento dopo il linciaggio degli immigrati italoamericani negli anni Novanta del XIX secolo” scrive Time nella newsletter, particolarmente critica. “Colombo era un emblema della storia agiografica delle origini della nazione, proprio come la Mayflower o i suoi pionieri del West. Come ha saggiamente osservato Stephen Sondheim, i bambini ascoltano le storie che gli vengono raccontate, e quei miti sono difficili da scrollarsi di dosso una volta che prendono piede”.

Va detto che l’episodio citato da Time rifletteva il forte sentimento anti-italiano dell’epoca, alimentato da stereotipi e pregiudizi contro gli immigrati, soprattutto quelli provenienti dal Sud Italia. Il Columbus Day divenne una festa federale ufficiale nel 1934, durante l’amministrazione del presidente Franklin D. Roosevelt, ma la prima volta che venne celebrata – 1892 – lo fu in un periodo di forte sentimento anti italiano.

Tempi decisamente diversi e poco paragonabili quelli di oggi. Va comunque sottolineato che l’iniziativa di queste ore annunciata da Trump è piaciuta molto alla comunità italiana e il presidente e Ceo della Niaf ha detto di aver apprezzato attraverso i suoi canali ufficiali. E diversi gruppi italoamericani hanno elogiato il messaggio di Trump di domenica; uno di loro lo ha definito “profondamente simbolico”.

Va però notato che la stampa americana, in seguito al post su Truth di Trump relativo al Columbus Day ha mostrato forte attenzione ed è tornata a parlare anche di immigrazione italiana. “I Democratici hanno fatto tutto il possibile per distruggere Cristoforo Colombo, la sua reputazione e tutti gli italiani che lo amano così tanto”, ha scritto domenica il presidente Usa su Truth Social, la sua alternativa alla piattaforma precedentemente nota come Twitter. “Hanno abbattuto le sue statue e non hanno messo altro che ‘WOKE’, o peggio ancora, niente di niente! Beh, sarete felici di sapere che Cristoforo farà un grande ritorno. Con la presente, reintroduco il Columbus Day con le stesse regole, date e luoghi, come è stato per tutti i molti decenni precedenti!”

Già un altro media americano, Axios aveva replicato a Trump, mettendo in dubbio il suo potere relativo all’istituzione della festività che cade ad ottobre. Time fa un passo in più: “Per essere chiari: Trump non ha il potere di dichiarare unilateralmente una festa nazionale. Né qualcuno ha “distrutto” la festa; Biden ha emesso proclami che riconoscevano il Columbus Day ogni anno. Allo stesso tempo, ha riconosciuto l’Indigenous Peoples Day, ma il Congresso non l’ha designato come festa federale. Un’azione simile sarebbe necessaria per rimuovere il Columbus Day dal novero delle feste federali. Il Congresso non l’ha fatto. I membri del Congresso hanno tentato un paio di volte di declassare Columbus cambiando il nome della festa, ma questi sforzi sono falliti. Diverse statue di Colombo sono state rimosse negli ultimi anni, ma non è che l’Ohio abbia intenzione di rinominare la sua capitale a breve (Columbus, ndr). Persino nella Manhattan di oggi, Columbus Circle ha ancora al centro il suo omonimo alto 23 metri, un monumento sviluppato in risposta ai violenti linciaggi degli immigrati italoamericani”.

Il rimando è a un’opinione apparsa sul New York Times il 9 ottobre 2017, dal titolo “Abbattere le statue di Colombo significa anche abbattere la mia storia” e a firma di John M. Viola. “Ci sono molti monumenti dedicati a Franklin Roosevelt e, sebbene abbia permesso che nippo-americani e italo-americani fossero internati durante la Seconda Guerra Mondiale, noi, come gruppo etnico, non chiediamo che le sue statue vengano distrutte” aveva scritto Viola. “Noi della National Italian American Foundation condanniamo fermamente la deturpazione dei monumenti storici e ci aspettiamo che i funzionari eletti e le forze dell’ordine proteggano i nostri memoriali pubblici da ulteriori danni, in modo che si possa avviare un dibattito autentico sul loro ruolo nella società moderna. Crediamo che Cristoforo Colombo rappresenti i valori della scoperta e del rischio che sono al centro del sogno americano, e che sia nostro compito, in quanto comunità più strettamente legata alla sua eredità, essere in prima linea in un percorso delicato e coinvolgente verso una soluzione che tenga conto di tutte le parti” aveva aggiunto.

Non su Time ma nell’opinion su NYT (datata 2017) si sottolineava inoltre che per innumerevoli persone nella comunità italiana, “Colombo e il Columbus Day rappresentano un’opportunità per celebrare il nostro contributo a questo Paese”. Ovvero gli Usa. “Anche prima dell’arrivo di un gran numero di immigrati italiani tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, Colombo era una figura attorno alla quale schierarsi contro il diffuso anti-italianismo dell’epoca. Era un personaggio popolare e utile al centro delle celebrazioni nazionali, una rara figura nella storia americana antica libera da qualsiasi legame con l’Impero britannico, da poco sconfitto”.

Tajani: Salvini su Ungheria fuori dalla Cpi? Sua opinione, l’Italia non esce

Valencia, 29 apr. (askanews) – Quella dell’Ungheria è una “opinione legittima”, “io non credo che dovremmo uscire dalla Corte penale internazionale. Un altro conto è fare delle osservazioni, altro è uscire. Però l’adesione è libera, non si può obbligare nessuno”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, rispondendo a una domanda a margine del congresso del Ppe a Valencia.

Quanto a Salvini che ha apprezzato la decisione ungherese, il vice premier ha osservato: “E’ una sua opinione, non devo commentare l’opinione di tutti, io ho una opinione differente”.

Tajani: Salvini su Ungheria fuori Cpi? Sua opinione, no uscita Italia

Valencia, 29 apr. (askanews) – Quella dell’Ungheria è una “opinione legittima”, “io non credo che dovremmo uscire dalla Corte penale internazionale. Un altro conto è fare delle osservazioni, altro è uscire. Però l’adesione è libera, non si può obbligare nessuno”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, rispondendo a una domanda a margine del congresso del Ppe a Valencia.

Quanto a Salvini che ha apprezzato la decisione ungherese, il vice premier ha osservato: “E’ una sua opinione, non devo commentare l’opinione di tutti, io ho una opinione differente”.

Bce, Ipso: sfiducia dipendenti verso i vertici, "troppo favoritismo"

Roma, 29 apr. (askanews) – Favoritismi, precarietà e diffusa sfiducia nei vertici dell’istituzione: è di nuovo un quadro negativo quello che emerge dall’ultima indagine condotta dal sindacato Ipso presso i dipendenti della Banca centrale europea. Ancora una volta viene bocciata la conduzione da parte di Christine Lagarde: la maggioranza dei dipendenti consultati (57,1%) esprime “bassa o nessuna fiducia” verso la presidente.

Ma i problemi alla Bce, secondo l’Ipso, vanno oltre quelli relativi alla figura di Lagarde, che era stata già oggetto di valutazioni negative in un altro sondaggio del sindacato a inizio 2024, che aveva avuto non poca risonanza mediatica. L’analisi rileva infatti una diffusa “insoddisfazione tra i dipendenti della Bce sulla trasparenza delle assunzioni e delle promozioni. Molti – riporta un comunicato – ritengono che sulle promozioni il favoritismo giochi un ruolo più importante delle prestazioni lavorative”.

Al tempo stesso “l’insicurezza sul posto di lavoro è una grande preoccupazione, in particolare per coloro che sono oggetto di continui rinnovi di contratti temporanei”, il fenomeno dei precari, quindi, che coinvolge anche il personale Bce. Sempre secondo l’Ipso “sono riportati alti livelli di stress, molti ritengono che le loro situazioni contrattuali vadano a inficiare la loro capacità di parlare liberamente o resistere a richieste irragionevoli”.

Oltre a Lagarde, la maggioranza dei dipendenti che hanno risposto hanno espresso bassa o nessuna fiducia verso l’intero Comitato esecutivo (51,9%) – il direttorio ristretto in cui oltre alla presidente partecipano altri cinque componenti, tra cui l’italiano Piero Cipollone – livelli anche più bassi di fiducia sono espressi per la direttrice delle risorse umane (62,8%) – ruolo occupato dal 2022 da Eva Murciano Sánchez, che ha una lunga carriera presso la Bce – e ancora peggio per la direttrice dei servizi (Cso) (68,5%), ruolo creato nel 2015 e, dal 2023, ricoperto da Myriam Moufakkir, reclutata dal settore privato.

Secondo Carlos Bowles, vicepresidente dell’Ipso “i vertici della Bce dovrebbero interessarsi ai problemi interni, ma non lo fanno, e nemmeno quelli che hanno nominato per questi compiti svolgono il lavoro. E questo è il motivo per cui la gente non di fida”.

Di fatto non si salva nemmeno la presidente del ramo di Vigilanza bancaria, Claudia Buch: nel suo caso meno di un dipendente su quattro (24,5%) riporta bassa o nessuna fiducia, mentre quasi la metà (47%) esprime fiducia che spazia dall’elevato al basso. Ma Bowles rileva che un’ampia quota di partecipanti (42,5%) dichiara di non essere in grado di fornire una valutazione, dato che non operano su quel segmento, ma sul ramo monetario, oppure perché essendo di nomina relativamente recente non hanno avuto modo di interagirci.

Interpellati sulla questione, dalla Bce rispondono sottolineando che “negli ultimi anni la presidente e altri componenti del Comitato esecutivo” e del direttorio sui servizi interni (Cso) “hanno aumentato il numero di occasioni in cui possono discutere direttamente con il personale. Nel 2024 – spiega un portavoce – Comitato esecutivo e Cso hanno avuto conversazioni con 2.770 dipendenti, tra caffè mattutini, incontri tematici e altri eventi interni”.

Il questionario Ipso è stato inviato a 4.700 dipendenti e sono pervenute 1.425 risposte totali, con livelli di copertura che secondo il sindacato fluttuano tra il 25% e il 30%, a seconda delle tematiche. L’Ipso è l’unico sindacato riconosciuto alla Bce, che essendo una istituzione europea con sede in Germania (a Francoforte) opera i maniera sui generis nelle relazioni sindacali.

Sempre secondo il sondaggio Ipso, due dipendenti della Bce su tre (66%) affermano di dissentire o dissentire totalmente rispetto all’idea di nutrire fiducia su onestà delle comunicazioni rispetto alla gestione delle risorse umane. Quasi tre dipendenti su quattro (74%) rispondono negativamente sui livelli di soddisfazione su trasparenza di assunzioni e promozioni alla Bce. Il 68% dei consultati rispondono invece positivamente sul fatto che i rappresentanti dei dipendenti, piuttosto che la direzione delle risorse umane, dovrebbero essere consultati dal Comitato esecutivo prima di decidere questioni relative ai dipendenti.

Infine c’è l’analisi comparata con un sondaggio analogo effettuato 10 anni fa, nel 2015, in quel caso direttamente dalla Bce, rispetto a domande che erano state poste anche in quella occasione. Secondo l’Ipso risulta ora di 12 punti percentuali più alta, al 77% la quota di coloro che ritengono che si possa far carriera alla Bce “conoscendo le persone giuste”, mentre è calata specularmente di 12 punti, al 34%, la percentuale di coloro che ritengono che si faccia carriera lavorando bene.

E’ salita di 22 punti percentuali al 52% la quota di coloro che ritengono lo stress un problema concreto, di 26 punti, al 68%, la quota di coloro che si dicono riluttanti a riportare problemi o errori ai superiori ed è balzata di 33 punti, al 72% la quota di coloro che dissentono con l’affermazione che la Bce risulti efficace sulla promozione delle persone più competenti. Infine, tra i precari è schizzata di 45 punti percentuali all’89% la quota tra coloro che, avendo contratti a breve termine, valutano negativamente la sicurezza sul lavoro.

Secondo la Bce, invece, una indagine interna condotta lo scorso anno e su cui sono pervenute 3.000 risposte da parte dei dipendenti “ha mostrato che l’85% del personale si dice fiero di lavorare alla Bce, l’81% concorda sul fatto che lavorare alla Bce ha un profondo significato e il 90% – riporta ancora un portavoce – crede nella missione e nello scopo della Bce”.

Secondo Bowles questi dati non sono incompatibili con l’indagine Ipso, dato che l’inchiesta Bce non poneva quesiti sui temi su cui il sondaggio sindacale rileva criticità. In base ai suoi rilievi, l’Ipso raccomanda ai vertici dell’istituzione di “intervenire sull’insicurezza nel lavoro, promuovere procedure di promozione basate sul merito, aumentare la trasparenza su assunzioni e promozioni, migliorare il bilanciamento tra lavoro e vita privata e migliorare il coinvolgimento dei rappresentanti del lavoratori nelle decisioni sul personale”. (fonte immagine: IPSO).

Poste Italiane, sbarca a Palermo “Il Risparmio che fa scuola”

Roma, 29 apr. – Grande successo per “Il Risparmio che fa scuola”, iniziativa di

Poste Italiane e Cassa Depositi e Prestiti che porta l’educazione

finanziaria negli istituti scolastici. Le telecamere del TG Poste

sono state a Palermo per raccontare la partecipazione di studenti

e docenti dell’IIS Almeyda-Crispi.

Guterres (Onu) su Gaza: lavoro vitale dell’Unrwa

Roma, 29 apr. (askanews) – “Gli aiuti non sono negoziabili”: lo ha rimarcato il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, nel suo intervento alla riunione del Consiglio di sicurezza Onu sulla situazione in Medio Oriente. “Per quasi due mesi interi, Israele ha bloccato cibo, carburante, medicine e rifornimenti commerciali, privando oltre due milioni di persone di aiuti salvavita. Il tutto sotto lo sguardo del mondo guardava”, ha detto Guterres, secondo cui “Israele deve proteggere i civili, accettare i programmi di soccorso e facilitarli”. “Non ci devono essere ostacoli agli aiuti umanitari, anche attraverso il lavoro vitale dell’Unrwa”, ha concluso, facendo riferimento all’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi.

M.O., Meloni: a Gaza situazione sempre più tragica

Roma, 29 apr. (askanews) – “Abbiamo avuto uno scambio ovviamente sul Medio Oriente, in particolare su Gaza dove assistiamo a una situazione sempre più tragica. L’Italia sostiene gli sforzi che i Paesi Arabi stanno portando avanti non solo per elaborare un piano di ricostruzione credibile della striscia ma anche un quadro di stabilità e sicurezza duraturo a livello regionale”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa insieme al presidente turco Recep Tayyip Erdogan al termine del vertice intergovernativo Italia-Turchia.

Ucraina, Meloni: una tregua di 3 giorni non è quanto necessario

Roma, 29 apr. (askanews) – La tregua di tre giorni annunciata dalla Russia “è un’iniziativa di cui prendiamo atto ma tutt’altra cosa rispetto a quanto necessario. La Russia dimostri volontà di perseguire la pace come ha saputo fare l’Ucraina”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla stampa insieme al presidente turco Recep Tayyip Erdogan al termine del vertice intergovernativo Italia-Turchia.

Cessate il fuoco, ha precisato, “che duri tutto il tempo necessario ad avviare un serio percorso e reali trattative di pace”.

Meloni ha anche “ringraziato il presidente Erdogan per l’opera di mediazione che ha portato avanti fin dall’inizio della guerra di invasione russa dell’Ucraina, in particolare per far fronte all’impatto sulla sicurezza alimentare”.

Tennis, Sinner al Tg1: "Contento di rientrare, Roma speciale"

Roma, 29 apr. (askanews) – “In campo non stavo come un giocatore si dovrebbe sentire, perché noi ci alleniamo tanto per poi divertirci quando giochiamo una partita bella. Questo divertimento giorno dopo giorno è andato un po’ via perché ho pensato ad altre cose”. È un’anticipazione dell’intervista a Jannik Sinner, al rientro dopo lo stop per il patteggiamento per il caso Clostebol, rilasciata al direttore del Tg1 Gian Marco Chiocci, che verrà trasmessa questa sera dopo l’edizione delle 20. Del rientro, proprio agli Internazionali di Roma, l’azzurro numero uno al mondo si è detto “molto contento di rientrare in campo, soprattutto a Roma, un torneo speciale per me. Però sicuramente con una mentalità diversa”. E ancora: “Ormai non manca tanto, quindi ci vediamo a Roma. Speriamo di essere abbastanza preparati per essere lì, però sono molto contento di fare il mio ritorno a Roma. Non c’è posto più bello. Molto presto ci saremo, non solo io, ma tutto il gruppo italiano con dei giocatori incredibili. Aspettiamo un bel tifo”.

Ciclismo, dedicata a Papa Francesco ultima tappa del Giro d’Italia

Roma, 29 apr. (askanews) – L’ultima tappa del Giro d’Italia, in programma domenica 1° giugno, sarà dedicata a Papa Francesco. La corsa transiterà dalla Città del Vaticano e terminerà davanti al Circo Massimo. Un passaggio fortemente voluto da Papa Francesco, nell’anno del Giubileo, che il Vaticano sta supportando anche in questi giorni. La tappa è stata presentata oggi in Campidoglio alla presenza, tra gli altri, del Sindaco di Roma e del Vescovo Paul Tighe, Segretario del Dicastero per la cultura e l’educazione. “Siamo felici ed orgogliosi di accogliere per il terzo anno consecutivo l’arrivo del Giro d’Italia a Roma – le parole di Gualtieri – il gran finale in rosa di cui tutti gli amanti della grande corsa in bici non possono più fare a meno. E’ una presenza che quest’anno si rinnova con un’emozionante partenza simbolica dalla Città del Vaticano: un omaggio a Papa Francesco, alla sua figura e al suo messaggio di speranza proprio nell’anno del Giubileo. Sarà un’indimenticabile vigilia della festa della Repubblica, una giornata che unirà passione sportiva e valori universali, in un percorso che toccherà il cuore della Grande Bellezza per concludersi al Circo Massimo. Il Giro d’Italia regalerà al mondo un finale spettacolare e Roma sarà ancora una volta al suo fianco per farne una nuova indimenticabile cartolina”. Per il Vescovo Paul Tighe, Segretario del Dicastero per la cultura e l’educazione: “Vorrei ringraziare pubblicamente il nostro compianto Papa Francesco per aver accettato questa iniziativa. Ringrazio anche tutti i soggetti coinvolti, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, l’organizzazione del Giro d’Italia, il Comune di Roma e Athletica Vaticana che, insieme al Dicastero per la Cultura e l’Educazione, hanno progettato questo momento. Il passaggio all’interno del Vaticano non sarà un “passaggio turistico”, ma un “passaggio simbolico”: si percorrerà la Via Mariana, un itinerario nei Giardini Vaticani dove sono presenti numerose immagini della Madonna provenienti da tante parti del mondo. Infatti, il passaggio all’interno del Vaticano è come un piccolo giro del mondo. Un altro motivo di questo passaggio è la celebrazione del Giubileo della Speranza”.

Dopo la Germania anche Grecia e Lettonia chiedono la sospensione del Patto di stabilità

Bruxelles, 29 apr. (askanews) – E’ triplicato nel giro di 24 ore, passando da uno a tre, il numero di Stati membri che hanno notificato alla Commissione europea la richiesta di attivare la clausola nazionale di sospensione del Patto di stabilità, per poter aumentare il margine di bilancio da dedicare alle spese per la difesa senza incorrere nelle procedure Ue per deficit eccessivo.

Lo ha detto oggi a Bruxelles il portavoce della Commissione responsabile per l’Economia, il bilancio e l’agricoltura, Balazs Ujvari, durante il briefing quotidiano per la stampa. Dopo la Germania, che aveva notificato la sua richiesta per prima, ieri, oggi si sono aggiunti la Grecia e la Lettonia, ha riferito il portavoce.

Ujvari aveva detto ieri che c’era da attendersi che diversi altri Paesi avrebbero seguito l’esempio della Germania nelle ore successive, e ha confermato oggi di aspettarsi che arrivino altre richieste nei prossimi giorni, magari anche dopo la scadenza che è stata fissata informalmente per la fine di aprile.

“Avevo promesso ieri – ha ricordato il portavoce – che sarebbero arrivate altre richieste, e in effetti abbiamo triplicato i numeri: da uno a tre Stati membri, inclusa la Grecia, da cui abbiamo appena ricevuto la notifica. Esamineremo questa richiesta nel corso del mese di maggio e poi le conclusioni saranno presentate all’inizio di giugno nel contesto del pacchetto di primavera del Semestre europeo”.

Con l’attivazione della clausola nazionale, gli Stati membri “possono spendere un ulteriore 1,5% del pil per la difesa tra il 2025 e il 2028, rispetto al 2021”, ha ricordato Ujvari. “Nelle prossime settimane si vedrà se la richiesta greca è in linea con queste disposizioni, e saremo in grado di darle una risposta definitiva a giugno. Ma per ora posso confermare che abbiamo ricevuto la richiesta e la esamineremo molto attentamente”.

Quanto ai tempi per presentare la richiesta di attivazione della clausola di salvaguardia, è stato chiesto al portavoce se altri Paesi potranno inviare la notifica più tardi, oltre la scadenza di fine aprile. “Abbiamo triplicato i numeri nelle ultime 24 ore e sono abbastanza fiducioso che nelle prossime 24 ore ci saranno molti sviluppi. Abbiamo avuto una viva discussione con gli Stati membri. E ribadisco: se riceviamo una richiesta il primo maggio mattina, possiamo ancora esaminarla”. “La posta in gioco – ha spiegato Ujvari – è che possiamo avere abbastanza tempo per analizzare le richieste entro la presentazione del Pacchetto di primavera, ovvero il 4 giugno. Quindi, se arrivasse una richiesta a fine maggio, ci troveremmo in una situazione un po’ difficile. Ma se arriva qualche ora dopo la scadenza concordata informalmente, si può fare, possiamo trovare una soluzione”.

“Ripeto, penso che nelle prossime 24 ore succederà molto, quindi è molto probabile che questi numeri aumentino ulteriormente.

Alla domanda se uno dei prossimi Paesi possa essere il Portogallo, che ha già annunciato la settimana scorsa la sua intenzione di presentare la domanda, il portavoce ha risposto: “Stiamo vedendo molte dichiarazioni sui media, ma ovviamente io posso confermare una richiesta solo quando arriva alla Commissione. E non ci è ancora pervenuta alcuna richiesta formale dal Portogallo. Certo, abbiamo visto le dichiarazioni, e una volta che la richiesta sarà pervenuta, sarò il primo a confermarla”, ha concluso Ujvari.

Lavoro: allo studio dl sulla sicurezza, Governo a caccia di risorse

Roma, 29 apr. (askanews) – L’annuncio potrebbe essere fatto domani, dopo il Consiglio dei ministri, alla vigilia della Festa del Lavoro. Il governo è in queste ore impegnato a individuare risorse da destinare a interventi per potenziare la sicurezza sul lavoro. Risorse che nelle prossime settimane dovrebbero entrare in un provvedimento, probabilmente un decreto legge, che contenga anche le misure specifiche per la loro destinazione.

Al momento, a quanto si apprende, i tecnici dell’esecutivo, in particolare quelli del ministero dell’Economia, sarebbero impegnati a individuare un ammontare adeguato di fondi da mettere a disposizione a questo scopo, ma la cifra non sarebbe ancora stata definita. C’è chi parla di qualche decina di milioni di euro.

L’intenzione del governo è poi quella di confrontarsi con le parti sociali per indirizzare le risorse verso le misure più efficaci, prima di varare il provvedimento.

Spazio, anche Leonardo ha contribuito al satellite dell’ESA Biomass

Roma, 29 apr. (askanews) – Anche Leonardo e le sue joint venture Telespazio e Thales Alenia Space hanno contribuito alla realizzazione del satellite Biomass dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), lanciato oggi. Il colosso italiano della difesa e dell’aerospazio ha fornito tecnologie chiave per Biomass, come l’innovativo sottosistema che trasmette e amplifica il segnale dell’antenna radar del satellite (l’amplificatore di potenza – “PAS”). Sviluppato nel sito di Nerviano (MI) da un team di circa 50 persone con diverse competenze, l’amplificatore rappresenta una vera rivoluzione perché, per la prima volta in ambito spaziale, è stato realizzato con un dispositivo elettronico al nitruro di gallio (GaN), ovvero un materiale semiconduttore in grado di erogare potenze superiori ai sistemi tradizionali. Questo permetterà allo strumento di disporre della potenza sufficiente a penetrare attraverso l’intero strato della vegetazione forestale. Grazie all’amplificatore, lo strumento radar sarà quindi in grado di misurare in tempo reale gli scambi di carbonio con l’atmosfera e fornire una mappatura tridimensionale della vegetazione forestale.

Thales Alenia Space Italia, in particolare con i suoi siti di Roma e L’Aquila, è responsabile di elementi chiave dell’antenna (Feed Array) che rende possibile il collegamento tra l’elettronica del radar e l’antenna di 12 m per un fascio di illuminazione. Telespazio, in particolare la sua controllata in Germania, ha fornito all’European Space Operations Centre (ESOC) – il centro dell’ESA per il controllo delle missioni – servizi di supporto ingegneristico per la preparazione alle operazioni della missione. Inoltre, la società è coinvolta nelle attività di Flight Control, come il supporto per la gestione dei dati e per il sistema di controllo di assetto e orbita del satellite (AOCS -Attitude and Orbit Control System).

Il rivoluzionario satellite dell’ESA, progettato per fornire informazioni senza precedenti sulle foreste del mondo e sul loro ruolo cruciale nel ciclo del carbonio della Terra, è decollato a bordo di un razzo Vega-C dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, il 29 aprile alle 11:15 CEST (06:15 ora locale). Meno di un’ora dopo il lancio, Biomass si è separato dallo stadio superiore del razzo. Alle 12:27 CEST, il team dell’European Space Operations Centre dell’ESA in Germania hanno ricevuto il primo importante segnale, trasmesso tramite la stazione di terra Troll in Antartide, che Biomass sta funzionando come previsto in orbita.

Il team di controllo dell’ESOC trascorrerà i prossimi giorni a svolgere la fase di “lancio e orbita iniziale”, verificando meticolosamente che tutti i sistemi funzionino correttamente. Questa fase critica comporta anche una serie di manovre non semplici per dispiegare il riflettore a maglie largo 12 metri del satellite supportato da un braccio di 7,5 metri. Una volta completata questa fase, Biomass si unirà al portafoglio di missioni pionieristiche gestite dal centro di controllo missione dell’ESA.

Portando il primo radar ad apertura sintetica in banda P nello spazio, la missione Biomass è progettata per fornire informazioni cruciali sullo stato delle nostre foreste e su come stanno cambiando e per approfondire la nostra conoscenza del ruolo svolto dalle foreste nel ciclo del carbonio.

Allo sviluppo del satellite hanno partecipato oltre 50 aziende guidate da Airbus Uk.

Spazio, anche Leonardo ha contribuito al satellite dell’ESA Biomass

Roma, 29 apr. (askanews) – Anche Leonardo e le sue joint venture Telespazio e Thales hanno contribuito alla realizzazione del satellite Biomass dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), lanciato oggi. Il colosso italiano della difesa e dell’aerospazio ha fornito tecnologie chiave per Biomass, come l’innovativo sottosistema che trasmette e amplifica il segnale dell’antenna radar del satellite (l’amplificatore di potenza – “PAS”). Sviluppato nel sito di Nerviano (MI) da un team di circa 50 persone con diverse competenze, l’amplificatore rappresenta una vera rivoluzione perché, per la prima volta in ambito spaziale, è stato realizzato con un dispositivo elettronico al nitruro di gallio (GaN), ovvero un materiale semiconduttore in grado di erogare potenze superiori ai sistemi tradizionali. Questo permetterà allo strumento di disporre della potenza sufficiente a penetrare attraverso l’intero strato della vegetazione forestale. Grazie all’amplificatore, lo strumento radar sarà quindi in grado di misurare in tempo reale gli scambi di carbonio con l’atmosfera e fornire una mappatura tridimensionale della vegetazione forestale.

Thales Alenia Space Italia, in particolare con i suoi siti di Roma e L’Aquila, è responsabile di elementi chiave dell’antenna (Feed Array) che rende possibile il collegamento tra l’elettronica del radar e l’antenna di 12 m per un fascio di illuminazione. Telespazio, in particolare la sua controllata in Germania, ha fornito all’European Space Operations Centre (ESOC) – il centro dell’ESA per il controllo delle missioni – servizi di supporto ingegneristico per la preparazione alle operazioni della missione. Inoltre, la società è coinvolta nelle attività di Flight Control, come il supporto per la gestione dei dati e per il sistema di controllo di assetto e orbita del satellite (AOCS -Attitude and Orbit Control System).

Il rivoluzionario satellite dell’ESA, progettato per fornire informazioni senza precedenti sulle foreste del mondo e sul loro ruolo cruciale nel ciclo del carbonio della Terra, è decollato a bordo di un razzo Vega-C dallo spazioporto europeo di Kourou, nella Guyana francese, il 29 aprile alle 11:15 CEST (06:15 ora locale). Meno di un’ora dopo il lancio, Biomass si è separato dallo stadio superiore del razzo. Alle 12:27 CEST, il team dell’European Space Operations Centre dell’ESA in Germania hanno ricevuto il primo importante segnale, trasmesso tramite la stazione di terra Troll in Antartide, che Biomass sta funzionando come previsto in orbita.

Il team di controllo dell’ESOC trascorrerà i prossimi giorni a svolgere la fase di “lancio e orbita iniziale”, verificando meticolosamente che tutti i sistemi funzionino correttamente. Questa fase critica comporta anche una serie di manovre non semplici per dispiegare il riflettore a maglie largo 12 metri del satellite supportato da un braccio di 7,5 metri. Una volta completata questa fase, Biomass si unirà al portafoglio di missioni pionieristiche gestite dal centro di controllo missione dell’ESA.

Portando il primo radar ad apertura sintetica in banda P nello spazio, la missione Biomass è progettata per fornire informazioni cruciali sullo stato delle nostre foreste e su come stanno cambiando e per approfondire la nostra conoscenza del ruolo svolto dalle foreste nel ciclo del carbonio.

Allo sviluppo del satellite hanno partecipato oltre 50 aziende guidate da Airbus Uk.

I cardinali entreranno in Conclave il 7 maggio alle 16.30. Due elettori non verranno, quorum a 89

Città del Vaticano, 29 apr. (askanews) – “Mercoledì 7 maggio 2025, alle ore 16.30, avrà luogo l’ingresso in Conclave e il giuramento per l’elezione del Romano Pontefice, secondo quanto previsto dall’Ordo Rituum Conclavis (nn. 29- 44)”. Lo riferisce una nota della sala stampa della Santa Sede.

“Gli Em.mi Signori Cardinali Elettori vorranno trovarsi per le ore 16.15 nella Cappella Paolina, Prima Loggia del Palazzo Apostolico Vaticano. I Cardinali di rito latino indosseranno la veste rossa con la fascia, il rocchetto, la mozzetta, la croce pettorale con cordone rosso e oro, l’anello, lo zucchetto e la berretta; i Cardinali delle Chiese Orientali indosseranno l’abito corale loro proprio. Dalla Cappella Paolina, al canto delle Litanie dei Santi, i Signori Cardinali Elettori si dirigeranno processionalmente alla Cappella Sistina dove, dopo il canto del Veni Creator, pronunceranno il giuramento prescritto”.

Nella congregazione dei cardinali di questa mattina in Vaticano ci sono stati “una ventina di interventi. Erano presenti 183 cardinali, di cui più di 120 elettori. Due cardinali elettori non verranno” al Conclave “per motivi di salute”. Così il portavoce della Sala Stampa Vaticana, Matteo Bruni, in un briefing in Vaticano.

I cardinali che dovrebbero essere presenti dal 7 maggio nella Cappella Sistina per il conclave diventano così 133 (“dai conti più aggiornati immagino di sì”, ha detto Bruni) e il quorum per l’elezione del nuovo Papa (due terzi dei voti) scende così a 89 voti. Gli interventi dei porporati hanno riguardato “in particolare le sfide della Chiesa, secondo la prospettiva geografica dei cardinali intervenuti. Accenni a questione economiche ogni tanto ci sono, ma non come questioni centrali: sono un possibile argomento di discussione nelle prossime congregazioni”. Gli interventi” dei cardinali “si svolgono a prenotazione. L’incontro è terminato alle 12.30”, ha spiegato. Bruni ha precisato che su eventuali problemi di interpretazione della Universi Dominici Gregis, la costituzione apostolica che detta le regole del Conclave, “c’è il decano del Collegio cardinalizio, che è almeno di riferimento in questo senso”, ovvero il cardinale Giovanni Battista Re.

Il grande blackout in Spagna, shutdown causato da "fluttuazioni": escluso l’attacco hacker

Roma, 29 apr. (askanews) – Il direttore dei servizi operativi di Red Electrica, Eduardo Prieto, ha escluso completamente la possibilità di un “incidente di sicurezza” come causa del collasso del sistema elettrico della Spagna ieri pomeriggio. “Possiamo concludere che non c’è stata alcuna intrusione nei sistemi di controllo della rete elettrica”, ha affermato Prieto in una conferenza stampa.

Ha inoltre sottolineato che il sistema funziona normalmente da questa mattina ed è riuscito a superare il picco di domanda di oltre 28.000 megawatt (MW) alle 8.35. È inoltre pronto a superare il picco di 31.000 MW previsto per le 21.

Quanto alle cause, ha spiegato che c’è stata una fluttuazione iniziale nella produzione nel sudovest della penisola, poi superata, poi una seconda e mezza, seguita da un calo significativo della produzione di energia rinnovabile, aggravato dalla disconnessione con la Francia.

“Il sistema non è riuscito a sopravvivere a questa interruzione estrema e si è generato lo zero”, ha aggiunto Prieto, che ha osservato che stabilire la causa esatta “richiederà tempo” perché “siamo in attesa” di ricevere una grande quantità di informazioni dai centri di distribuzione.

(fonte Servimedia)

Biennale Architettura, Hans Ulrich Obrist presidente della giuria

Milano, 29 apr. (askanews) – La Giuria della 19esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia è costituita da Hans Ulrich Obrist (presidente), curatore, critico e storico dell’arte svizzero, direttore artistico della Serpentine di Londra; dall’italiana Paola Antonelli, curatrice e direttrice del Dipartimento di Architettura e Design del Museum of Modern Art (MoMA) di New York e da Mpho Matsipa, architetta, docente e curatrice sudafricana.

La composizione della Giuria è stata deliberata dal Cda della Biennale di Venezia su proposta di Carlo Ratti, curatore della Mostra intitolata “Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva”, in programma dal 10 maggio al 23 novembre 2025, con le seguenti motivazioni: Hans Ulrich Obrist (Svizzera) – presidente – con il suo lavoro ha saputo ridefinire il profondo significato della figura del curatore. Attraverso mostre, direzioni artistiche e opere editoriali ha affermato i doveri di apertura e di co-partecipazione come fondamentali nei processi di produzione culturale del mondo contemporaneo. La sua curiosità a cavallo tra le discipline e il suo talento dialettico e di instancabile intervistatore lo hanno messo al centro di una delle più ampie reti internazionali di creatori d’arte e di architettura. Possiede in egual misura memoria storica e sguardo proiettato al futuro, e saprà con queste doti guidare la Giuria nella formulazione del giudizio sulle opere dei partecipanti alla Mostra. Paola Antonelli (Italia), curatrice italiana e direttrice del Dipartimento di Architettura e Design del MoMA di New York, mette in gioco una profonda conoscenza delle connessioni tra design, tecnologia e società. Si è imposta a livello internazionale come figura chiave nell’esplorare e definire le nuove frontiere nel mondo del progetto inteso in una concezione assolutamente multidisciplinare. La capacità del suo lavoro di affrontare temi sociali e ambientali importanti, parlando al contempo un linguaggio accessibile a pubblici ampi e non specializzati, risuona da vicino con la vocazione della Biennale Architettura 2025.

Mpho Matsipa (Sudafrica), architetta, docente e curatrice, è stata scelta come giurata per la sua capacità di intrecciare ricerca critica e pratica progettuale, esplorando le complessità dell’urbanistica contemporanea nei contesti africani e globali. Ha conseguito un dottorato in Architettura presso University of California UC Berkeley ed è stata Loeb Fellow presso la Harvard Graduate School of Design. Ha insegnato e svolto attività professionale tra Stati Uniti, Sudafrica, Germania e Regno Unito. Porta una prospettiva unica sull’impatto delle dinamiche culturali e politiche sull’architettura, con particolare attenzione alle trasformazioni urbane in Sudafrica, Ghana e altri paesi del continente africano, esplorando il potenziale delle città come spazi di inclusione e innovazione, secondo il concetto di “spatial justice”.

La Giuria assegnerà i seguenti premi ufficiali: Leone d’oro per la miglior Partecipazione Nazionale; Leone d’oro per la migliore partecipazione alla Mostra Internazionale Intelligens. Naturale. Artificiale. Collettiva; Leone d’argento per una promettente partecipazione alla mostra internazionale.

La Giuria avrà anche la possibilità di assegnare: un massimo di una menzione speciale alle Partecipazioni Nazionali; un massimo di due menzioni speciali ai partecipanti alla Mostra Internazionale. La cerimonia di premiazione si svolgerà a Venezia sabato 10 maggio 2025.

Rapporto Amnesty, l’effetto Trump accelera sprezzo dei diritti umani

Roma, 29 apr. (askanews) – E’ stato presentato a Roma il Rapporto 2024-2025 di Amnesty International, da cui emerge come nell’ultimo anno si siano aggravati alcuni conflitti, in particolare modo quelli di Gaza e Ucraina, ma anche in Sudan, Myanmar, Repubblica Democratica del Congo, e stia crescendo a livello globale la repressione delle proteste pacifiche.

Riccardo Noury, Portavoce di Amnesty International Italia, ha spiegato: “Siamo preoccupati da una novit, questa accelerazione di tendenze autoritarie, di delegittimazione del sistema multilaterale di protezione dei diritti umani che chiama in causa, naturalmente, quello che noi definiamo l’effetto Trump. In questi 100 giorni il Presidente Trump non ha fatto altro che mostrare disprezzo per i diritti umani, attraverso una serie di decreti esecutivi che hanno causato l’espulsione di migliaia di persone senza giusto processo, che hanno tagliato fondi fondamentali per la cooperazione internazionale, che hanno visto emettere sanzioni nei confronti dei funzionari della Corte penale internazionale”.

Il Rapporto di Amnesty descrive la situazione dei diritti umani in 150 Paesi. Nell’ultimo anno registra un mancato contrasto globale alle ineguaglianze, il collasso climatico, l’ascesa delle pratiche autoritarie e contemporanemante l’annichilimento del diritto internazionale. “Si considera sempre pi la giustizia internazionale come un intralcio alla risoluzione dei conflitti. Fino a quando la giustizia tenuta fuori, vuol dire che trionfa l’impunit e una pace senza giustizia di per s una pace ingiusta” ha detto Noury.

Per quanto riguarda il nostro Paese Amnesty International Italia, che celebrer i suoi 50 anni il 25 maggio a Milano, punta il dito contro il Decreto Sicurezza. “Il Decreto Sicurezza l’ultimo tassello del Governo Meloni teso a smantellare il diritto di protesta in Italia” ha affermato Ilaria Masinara, di Amnesty International Italia.

In 100 giorni Trump crolla nei sondaggi: cosa dicono i dati (che il presidente Usa declassa a fake)

Roma, 29 apr. (askanews) – Donald Trump si scaglia contro i sondaggi ‘fake’ e rilancia su Truth: “Stiamo andando alla grande!”. Ma i dati raccolti da analisti indipendenti indicano un calo di popolarità costante nei primi 100 giorni alla presidenza, trascorsi tra lanci e rilanci sui dazi e su progetti geopolitici che allarmano i tradizionali alleati dell’America. Ma anche portando avanti profonde trasformazioni del funzionamento del governo federale.

Secondo i dati aggregati dall’analista indipendente G. Elliott Morris, Trump 2 è il presidente più impopolare dal 1953. La popolarità netta calcolata al 97esimo giorno del suo secondo mandato (il 26 aprile) è pari a -9,5, leggermente peggiore rispetto al -9,3 registrato alla stessa data nel 2017. In più, il calo sarebbe costante. Da una media del 49% a inizio febbraio è scesa a 43,5% al 28 aprile.

Un sondaggio del Pew Research Center (7-13 aprile) mostra un crescente malcontento, soprattutto per la gestione commerciale ed economica del presidente. Il sostegno dei repubblicani al suo programma economico è calato di 8 punti percentuali tra febbraio e aprile.

Sul piano economico, il promesso “boom” per ora è gravato da una caduta dell’8% del S&P500, il peggior risultato dai tempi di Gerald Ford nel 1974, fa notare un’analisi di Le Grand Continent. Questo ha generato preoccupazione tra Wall Street, i grandi finanziatori repubblicani e gli elettori con fondi pensione 401(k).

La scelta di dare un ruolo chiave a Elon Musk nel governo attraverso il Department of Government Efficiency (DOGE) è stata fortemente criticata. Secondo un sondaggio Washington Post-ABC News-Ipsos, solo il 35% degli americani approva l’operato di Musk nell’amministrazione, contro il 57% che lo disapprova.

The Hill si concentra sulla profonda trasformazione del funzionamento del governo federale, la ‘rivoluzione interna’ che è la vera scommessa del secondo mandato. C’è stato un drastico ridimensionamento delle agenzie federali.

Con l’aiuto di Elon Musk, Trump ha promosso un imponente “repulisti” burocratico. Musk, incaricato di eliminare inefficienze, ha guidato il licenziamento o il licenziamento volontario di oltre 121.000 dipendenti pubblici e il ridimensionamento di almeno 30 agenzie. Tra queste, l’Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID) è stata praticamente smantellata, mentre il personale del Dipartimento per i Veterani è stato fortemente ridotto. Alcune ristrutturazioni sono avvenute in maniera così brutale che lo stesso Trump ha dovuto intervenire pubblicamente, esortando Musk a procedere “con il bisturi” e non “con l’accetta”. Nonostante le critiche, la Casa Bianca ha difeso queste operazioni come necessarie per “restituire il potere agli eletti”, sottraendolo alla burocrazia non eletta.

Trump ha fatto ampio uso degli ordini esecutivi, firmandone oltre 140 nei primi tre mesi di governo, rivolti a settori chiave come l’immigrazione, l’istruzione e la gestione dei casi legati ai fatti del 6 gennaio, spesso ignorando completamente il ruolo del Congresso. Sul piano legislativo, l’unica legge di rilievo approvata è stata il Laken Riley Act, che impone la detenzione di immigrati senza documenti accusati di furti, rapine o taccheggi.

Diverse sfide legali sono state mosse contro gli ordini esecutivi del presidente, soprattutto in tema di deportazioni e di discriminazione contro le persone transgender nelle forze armate. Il caso più emblematico è legato all’uso dell’Alien Enemies Act, una legge del XVIII secolo, che ha consentito l’espulsione di centinaia di migranti, spesso senza prove concrete di legami criminali. L’amministrazione ha deportato per errore un cittadino salvadoregno, Kilmar Abrego Garcia, e ha poi rifiutato di facilitarne il rientro, nonostante un ordine della Corte Suprema. Inoltre, una recente sentenza federale ha dichiarato incostituzionale l’ordine esecutivo di Trump volto a negare fondi federali alle “città santuario”, ma il presidente ha immediatamente firmato un nuovo provvedimento.

Trump ha anche ampliato il ruolo di alcune agenzie federali, in particolare il Dipartimento di Giustizia (DOJ) e l’Immigration and Customs Enforcement (ICE). L’Attorney General Pam Bondi è stata incaricata di dirigere nuove iniziative, tra cui indagini su presunti finanziamenti stranieri ai democratici tramite ActBlue e la creazione di task force per combattere il “pregiudizio anti-cristiano”.

Infine, l’offensiva contro istituzioni private ritenute ostili. Il caso emblematico è l’università di Harvard, a cui ha revocato 2,2 miliardi di dollari di finanziamenti, accusando l’università di non rispettare le sue direttive in tema di assunzioni e politiche di diversità, e ha minacciato di revocare il suo status fiscale agevolato, oltre che la possibilità di accogliere studenti internazionali.

Oggi Trump terrà un discorso al Macomb Community College nel Michigan, uno stato vinto con un margine esiguo (1,5 punti percentuali), per celebrare la conclusione dei “primi 100 giorni”. Il presidente dovrebbe evidenziare la sua politica migratoria, una delle poche aree dove mantiene ancora un forte consenso.

Mattarella: i dazi possono ostacolare il diritto a cure e salute

Latina, 29 apr. (askanews) – Nello scenario economico globale “si affacciano nuovi rischi, derivanti dalle prospettive di ampio ricorso ai dazi, antica forma di prove di forza, che possono ostacolare il diritto all’accesso alle cure, alla salute, per ogni popolo del mondo, specialmente i più poveri e fragili”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia presso l’azienda BSP Pharmaceuticals di Latina in vista della celebrazione della Festa del lavoro.

“Prospettive che, inoltre, producono effetti negativi – ha sottolineato il capo dello Stato – sull’economia globale. Effetti che possono interpellare anche il nostro Paese”.

1 maggio, Mattarella: salari insufficienti grande questione per l’Italia

Latina, 29 apr. (askanews) – “Per quanto ci riguarda si registrano, in questo periodo, segnali incoraggianti sui livelli di occupazione. Permangono, d’altro lato, aspetti di preoccupazione sui livelli salariali, come segnalano i dati statistici e anche l’ultimo Rapporto mondiale 2024-2025 dell’Organizzazione internazionale del lavoro. L’Italia – nota il documento – ‘si distingue per una dinamica salariale negativa nel lungo periodo, con salari reali inferiori a quelli del 2008’, nonostante l’avvenuta ripresa a partire dal 2024. Questo mentre, a partire dal 2022, la produttività è cresciuta”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia presso l’azienda BSP Pharmaceuticals di Latina in vista della celebrazione della Festa del lavoro.

“Sappiamo tutti – ha sottolineato il capo dello Stato – come le questioni salariali siano fondamentali per la riduzione delle disuguaglianze, per un equo godimento dei frutti offerti dall’innovazione, dal progresso. Tante famiglie non reggono l’aumento del costo della vita. Salari insufficienti sono una grande questione per l’Italia. Incidono anche sul preoccupante calo demografico, perché i giovani incontrano difficoltà a progettare con solidità il proprio futuro. Resta, inoltre, alto il numero di giovani, con preparazione anche di alta qualificazione, spinti all’emigrazione. Questi fenomeni – ha ribadito Mattarella – impoveriscono il nostro ‘capitale umano'”.