Roma, 7 dic. (askanews) – “Le critiche al governo israeliano sono possibili e forse persino necessarie a volte. Questa è la natura delle società libere e delle democrazie aperte. Il rapporto tra Germania e Israele può resistere a tutto questo. Ma le critiche alle politiche del governo israeliano non devono essere usate impropriamente come pretesto per l’antisemitismo, Anche questo fa parte della nostra responsabilità storica”. Lo ha affermato il cancelliere tedesco Friedrich Merz in conferenza stampa insieme al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dopo il loro incontro a Gerusalemme.
Sega le sbarre e si cala con il lenzuolo, 41enne evaso dal carcere di Opera
Roma, 7 dic. (askanews) – “Un detenuto di origini albanesi di 41 anni d’età, con fine pena fissata a ottobre del 2048, è evaso nella notte dalla Casa di Reclusione di Milano Opera nel più classico dei modi: segando le sbarre della finestra e calandosi con delle lenzuola annodate. Non è ancora chiaro come abbia fatto poi a scavalcare la cinta muraria e se abbia goduto di complicità esterne. Certo è che questo ennesimo episodio, unito al dramma che si vive ogni giorno nelle prigioni e a tutto ciò che accade, certifica ulteriormente il fallimento delle politiche penitenziare condotte dai governi almeno negli ultimi 25 anni, ivi compresi quelli più recenti”. Lo dichiara Gennarino De Fazio, segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria.
“Attualmente sono in corso le ricerche dell’evaso da parte della Polizia penitenziaria e delle altre forze dell’ordine e confidiamo che anche questa volta il Nucleo Investigativo Centrale della Polizia penitenziaria e le sue articolazioni territoriali possano metterci una pezza. Ma è evidente che non si può andare avanti turando falle, di ogni genere, e senza un reale e concreto progetto programmatico degno di un paese civile”, aggiunge il segretario della UILPA PP.
“Nel carcere di Opera 1.338 detenuti sono stipati in 918 posti disponibili (sovraffollamento del 153%) e vengono gestiti, per com’è possibile, da soli 533 agenti, quando ne necessiterebbero almeno 811 (-34%). Una situazione oggettivamente insostenibile che, oltre a ledere i fondamentali diritti umani dei reclusi, mette a durissima prova gli operatori del Corpo di polizia penitenziaria, sottoposti a carichi di lavoro inenarrabili e a turnazioni di servizio che si protraggono ben al di là della durata regolare, con la compressione di diritti anche di rango costituzionale. Del resto, a livello nazionale i detenuti sono 63.690, mentre i posti disponibili, in costante diminuzione al di là della narrazione governativa, sono solo 46.199 e alla Polizia penitenziaria nelle carceri mancano 20mila agenti. Servono subito tangibili provvedimenti per deflazionare la densità detentiva, potenziare gli organici della Polizia penitenziaria e delle altre figure professionali, ammodernare le strutture, che in attesa dei fantomatici moduli prefabbricati continuano a sgretolarsi, implementare le tecnologie e gli equipaggiamenti, garantire l’assistenza sanitaria e avviare riforme complessive”, conclude De Fazio.
Massiccio attacco russo in Ucraina con 650 droni e 51 missili
Roma, 7 dic. (askanews) – La Russia ha lanciato un massiccio attacco con droni e missili sull’Ucraina. Secondo quanto riferito dalle forze armate ucraine, la Russia ha utilizzato più di 650 droni e 51 missili durante la notte, con i droni che hanno preso di mira località in tutto il Paese, comprese le regioni occidentali a centinaia di chilometri dal fronte. Le sirene di allarme sono suonate anche in alcune zone della Polonia orientale, vicino al confine ucraino. Almeno tre persone sono rimaste ferite negli attacchi nella regione di Kiev, mentre l’operatore energetico nazionale, Ukrenergo, ha affermato che gran parte dell’attacco notturno ha preso di mira centrali elettriche e altre infrastrutture energetiche. Nelle ultime settimane la Russia ha attaccato senza sosta le infrastrutture energetiche dell’Ucraina, nella speranza di interrompere la fornitura di riscaldamento, luce e acqua mentre il Paese si prepara al quarto inverno di conflitto su vasta scala.
C’è l’anticiclone ma porta (anche) nebbia e foschia
Roma, 7 dic. (askanews) – Bel tempo, ma non per tutti: durante i mesi autunnali ed invernali l’alta pressione non porta sole ovunque e sempre, ci sono delle particolarità anche in Italia. Lorenzo Tedici, meteorologo de iLMeteo.it, conferma una fase di alta pressione in compagnia dell’Anticiclone Africano fino almeno a Santa Lucia. Ciò non significherà avere sole e temperature sopra la media del periodo ovunque.
Nei mesi autunnali ed invernali, quando un campo di alta pressione si impossessa di tutta l’Italia, abbiamo tanto sole e temperature sopra la media in montagna e lungo le coste; nelle zone interne, nei fondovalle e in Pianura Padana, l’alta pressione invece schiaccia l’umidità nei bassi strati e favorisce nebbie o nubi basse.
Queste nubi basse, qualora presenti in Estate e in Primavera, si dissolvono con i primi raggi solari; durante l’inverno e l’autunno, questo fenomeno è meno frequente a causa della maggiore durata della notte e delle temperature più fredde.
In pratica, non si hanno i moti di rimescolamento dell’aria tipici della Primavera e dell’Estate, legati all’irraggiamento solare e alla tipica instabilità responsabile anche dei temporali di calore.
In sintesi, l’alta pressione in primavera ed estate significa quasi sempre sole e temperature miti o calde, in inverno e autunno invece porta spesso nubi basse e foschie in pianura, sole in montagna e zone costiere (anche qui salvo eccezioni).
Le previsioni sono dunque all’insegna dell’Anticiclone Africano fino a Santa Lucia: avremo nubi e locali foschie in Val Padana, nubi marittime tra Liguria (qui definite Macaia o Maccaja) e Toscana, altrove dominerà il sole.
Dove avremo sole e cieli tersi sono previste temperature eccezionali per il periodo: i valori si porteranno anche 10°C oltre la media climatologica di dicembre: soprattutto in montagna avremo una fase calda che purtroppo fonderà la neve accumulata nelle ultime settimane.
Nelle prossime ore, il passaggio di una perturbazione atlantica, in moto tra Svizzera e Germania, causerà addensamenti sulle Alpi con qualche fiocco oltre i 2000 metri, locali annuvolamenti si attarderanno sul meridione poi dalla Festa dell’Immacolata avremo un clima monotono in compagnia dell’Anticiclone Africano e sempre più caldo.
Per trovare un cambiamento dovremo aspettare Santa Lucia, il giorno con il tramonto più anticipato: in seguito, con il sole che tramonterà via via sempre più tardi, arriveranno le nubi, anche se questa tendenza è da confermare.
NEL DETTAGLIO Domenica 7. Al Nord: passaggio di velature, neve sulle Alpi di confine. Al Centro: bel tempo prevalente. Al Sud: ulteriore miglioramento con prevalenza di sole; isolati piovaschi tra Sicilia e Calabria.
Lunedì 8. Al Nord: prevalenza di sole; nubi basse in Val Padana, specie nelle ore notturne. Al Centro: bel tempo prevalente. Al Sud: bel tempo con prevalenza di sole.
Martedì 9. Al Nord: prevalenza di sole; nubi basse in Val Padana. Pioviggine in Liguria. Al Centro: bel tempo prevalente; nubi in Toscana. Al Sud: bel tempo con prevalenza di sole. Tendenza: alta pressione con tempo stabile.
La minaccia del Cremlino sugli asset russi congelati
Roma, 7 dic. (askanews) – La responsabilità per il possibile sequestro di beni russi detenuti all’estero sarà condivisa da individui e da interi Paesi. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, secondo quanto riportano le agenzie di stampa russe. “Avremo sia la responsabilità nazionale che la responsabilità personale per queste azioni”, ha sottolineato Peskov al giornalista russo Pavel Zarubin. Peskov ha poi ricordato che il Fondo Monetario Internazionale si è opposto al sequestro di beni russi e ha esortato alla cautela per evitare ripercussioni negative sul sistema finanziario internazionale.
“Abbiamo sentito che il Fondo Monetario Internazionale ha rilasciato una dichiarazione affrontando la questione con grande cautela e chiedendo che si eviti qualsiasi impatto negativo sul sistema finanziario internazionale. Cioè, anche il Fmi” si oppone all’utilizzo degli asset russi congelati per finanziare l’Ucraina “e cos’è il Fmi? È ciò che hanno creato” i Paesi occidentali, “è il fondamento della politica monetaria. Quindi sembra che questo fondamento ora si stia rivoltando contro i suoi creatori, dicendo ‘Tornate in voi'”, ha sostenuto Peskov.
Il caso Musk non è folklore. Gozi: “È un attacco alla democrazia europea”
Far West digitale
Elon Musk non si limita a produrre razzi e automobili. Cerca di plasmare l’opinione pubblica e le regole del gioco. Il suo nuovo pallino – “abolire l’Unione Europea” – non è una battuta da social. È un progetto politico, brutale nella sua semplicità: eliminare chi pone limiti al potere dei padroni del digitale. Sandro Gozi lo ha detto con chiarezza: qui non è in gioco l’infinita libertà dei visionari, ma il principio democratico per cui la legge vale per tutti. Anche per chi ha più soldi di tutti. E quando Musk attacca l’UE perché non può “aggirare le regole”, rivela l’idea antica e pericolosa che il denaro basti per dettare legge.
Chi stabilisce le regole?
L’Europa, con il Digital Services Act e il Digital Markets Act, ha messo per la prima volta dei paletti all’onnipotenza delle piattaforme. Trasparenza sugli algoritmi, tutela dei minori, responsabilità sui contenuti tossici.
Regole che Musk vorrebbe cancellare, perché sono un intralcio al suo sogno di un mercato senza limiti, dove ciò che è tecnologicamente possibile diventa automaticamente lecito. Ma la democrazia non funziona così: prima vengono i diritti, poi il profitto.
Il narcisismo come ideologia
C’è un potere nuovo, planetario, che non risponde a Parlamenti né a Costituzioni. È il potere dei “milionari annoiati”, come scrive Gozi: uomini convinti che la politica sia solo un gioco troppo lento, un fastidio burocratico.
Musk si presenta come liberatore, ma si comporta come un feudatario: decide chi può parlare, cosa è “libero”, quali verità possono circolare. Se la politica si ritira, se l’Europa si autodistrugge, restano solo i suoi capricci.
Difendere l’Unione significa difendere i cittadini
Abolire l’UE non significa liberare i popoli: significa consegnarli a chi può comprarli. Chi grida contro Bruxelles non difende i più deboli: difende i più forti.
L’Europa, con tutte le sue lentezze, è ancora l’unico spazio democratico globale dove il pubblico può imporre qualcosa al privato. Per questo dà fastidio a Musk.
Chi vuole tornare al Far West, lo fa perché al Far West comandano i pistoleri. Noi, invece, preferiamo restare nel mondo in cui comandano le leggi.
Dal pluralismo al girotondo del voto
Identità molteplici, fiducia ridotta
Il risultato della partecipazione al voto nelle ultime elezioni regionali non avrebbe dovuto sorprenderci. L’assenza dalle urne è un trend avviato da molti anni. Non ha stupito gli studiosi che indagano da tempo i motivi dell’astensionismo e che, tra le diverse cause, indicano la moltiplicazione delle identità in campo e la novità di partiti sempre più numerosi e personalistici. Un’offerta polverizzata che finisce per frastornare e sconcertare l’elettore.
Per chiarire con una metafora culinaria: molti chef, inseguendo i gusti emergenti, cercano nuovi piaceri mescolando ingredienti di ieri e di oggi. Credono che da un piatto antico “rivisitato”, o da uno nuovo adagiato su basi tradizionali, possa nascere un sapore migliore, gradito non solo ai buongustai. Sarà!
Così anche la storia politica cammina, trasformando gusti, opinioni e conoscenze, con la speranza di conservare alcuni sapori di fondo: valori, etica, responsabilità. Don Luigi Sturzo, con il suo realismo sociologico, ci ha avvertiti: il passato non torna più. Dobbiamo imparare a leggere la “società concreta” che abbiamo davanti, per viverla al meglio.
Una falsa idea di pluralismo
Esportando questa allegoria in politica, i molti “piatti” dell’odierno mercato partitico — nati dal rimescolamento di vecchie identità — sono tutti quei partiti e partitini personali, mediatizzati, che confondono gusti e idee. Frantumano l’offerta e ne svuotano il senso, ridicolizzando l’autentico significato del pluralismo: da ricchezza culturale e politica a somma di facce, nomi e autoproclamati leader.
Forse i motivi dell’assenza dalle urne stanno anche qui: in una presa in giro del pluralismo, che ingarbuglia e scoraggia l’elettore.
Disaffezione e volatilità del voto
Ho letto solo una presentazione. Comprerò il libro perché è interessante. Ma il recente lavoro di due noti sociologi, Renato Mannheimer e Gianfranco Pasquino — Gli italiani e il voto. Come e perché sono cambiate le scelte elettorali nel nostro Paese — aiuta a capire che, al di là del “girotondo” del voto, la disaffezione nasce anche dalla frammentazione dell’offerta.
I tanti partiti personali presenti non fanno altro che creare sfiducia e disorientare. Gli autori ricordano che i nuovi partiti nati dopo Tangentopoli hanno fatto tramontare le ideologie, ma nello stesso tempo hanno provocato la volatilità del voto: idee che non si aggregano più in appartenenze solide, ma fluttuano secondo l’opinione del momento, pilotata dai media, vecchi e nuovi.
Alla fine, tutto ciò alimenta l’astensionismo che registriamo:
uno starsene a casa che delega, rinuncia, si auto-esclude.
Una democrazia che scricchiola
Questo “restare a casa” mette in crisi la democrazia rappresentativa partecipata che abbiamo conosciuto per un lungo periodo, grazie ai partiti seri del dopoguerra — tra cui la Democrazia cristiana.
Ed è un restare a casa che apre la porta a ciò che chiamiamo, non senza inquietudine, post-democrazia:
un sistema fondato più sui mercati globali che sulla cittadinanza;
più sul leader “risolutore” che sulla comunità dei partecipanti.
Meloni e il dialogo con gli elettori. Quando i gesti parlano più delle parole
Non è più la piazza, è lo studio televisivo
La premier Meloni ha una facilità di parola nel colloquio con la gente e con gli elettori che è il risultato di una conquista maturata in lungo tempo, trascorso nei comizi politici, quando si deve conquistare l’elettorato e consolidare quello che già si ha dalla propria parte. Questa arte della retorica fa parte del cursus honorum di ogni politico di razza, e la premier l’ha percorso tutto da quando è scesa nell’agone politico.
Tuttavia la vita politica ora si è spostata nell’agone virtuale del regno dei media, di cui la televisione è uno degli strumenti sempre presenti, pur cambiando pelle: dalle tribune statiche allo stile più amichevole adottato negli ultimi anni.
Meloni si presenta al TG della sera di La7 con un completo rosa pallido che non fa onore al suo incarnato tendente all’olivastro, pur essendo una bionda naturale. Sebbene ci abbiano insegnato che il rosa — quello più acceso — sia il colore prediletto delle bionde, in questo caso sarebbe stato più adatto un blu o un verde, che trasmettono serenità e invitano alla benevolenza, come il rosa, ma con più equilibrio.
Gli orecchini discreti; la camicia con il primo bottone slacciato, ma senza un filo di collana, suggeriscono la versione “mi sono vestita all’ultimo in camerino, scusate”, che non è da premier. I capelli lunghi, non raccolti in una bella acconciatura — e non la solita coda — anticipano quel che accadrà dopo: li toccherà ogni volta che
l’imbarazzo sale. Inoltre i capelli lisci tendono ad accentuare i tratti del viso, che appaiono stanchi, vuoi per i ritmi serrati dell’attività di governo, vuoi per un leggero dimagrimento, vuoi per la stagione invernale che non aiuta.
In questa mise rosa confetto lo spettatore fatica a concentrarsi sulla figura e, di riflesso, sulle parole. Gli occhi vengono prima delle orecchie: e solo dopo, se ci interessa, segue l’ascolto.
La posa, complice lo sgabello senza schienale, è rigida e proiettata in avanti, come se fosse un interrogatorio e non un colloquio cordiale, seppur semi-istituzionale. Il conduttore la chiama per cognome e lei risponde con il titolo professionale: lo stilema dell’interrogatorio è completo.
La retorica gioca in difesa
Quando partono le domande — tutte e sette — la posa è occhi socchiusi, sguardo filtrato e tagliente, braccia incrociate in attesa del colpo. Poiché le domande erano già note, l’atteggiamento tradisce che non si trova a suo agio: ci può stare, perché è uno studio televisivo e non il “salotto di casa”. Ma lo spettatore nota che la premier è sulle spine.
Nelle prime due domande il copione scivola tra postura rigida, sguardo traverso, muscoli del viso un po’ tirati, deboli sorrisi e voce impostata: deve dimostrare — prima di tutto a se stessa — di conoscere la materia talmente bene da spiegarla a chi le sta di fronte.
Dalla terza domanda — quella su Gaza — cambia la postura: per la prima volta si tocca i capelli, che non le erano scivolati sul volto. È il gesto di chi prende fiato, organizza la risposta e distrae quel tanto che basta per rendere l’intervento più “sicuro”. Le mani entrano nell’inquadratura: spiegano, come fanno tutti gli italiani, ma con il tono della maestra che tiene lezione.
Anche la voce cambia: più profonda e a tratti stridula. Mostra, involontariamente, ciò che vorrebbe occultare: la difficoltà di affrontare l’intervista, il dovere e non il piacere che la guida, e quel sentirsi superiore a tutti — sia chi domanda, sia chi ascolta. La timidezza, fondo caratteriale della leader, non sfugge a chi sa osservare.
Le domande dalla quinta alla settima sono una replica della terza: il copione si incrina ma non crolla. Domande non improvvisate, risposte recitate con impegno e sorriso amicale. Gli occhi, di un bel blu, si sgranano quando è sorpresa in leggero contropiede; i capelli ora vengono accarezzati. Tutto racconta una Meloni che vuole restare dove sta — al Governo — ma teme che forse i suoi stiano remando contro. Impossibile scalzarla, ma indebolirla… perché non provarci?
Sull’ultima domanda la scivolata: un riferimento a un altro giornalista, di un altro programma, protagonista di vecchi commenti poco simpatici. Citare “l’invitato non presente a tavola” non porta fortuna, oltre a regalargli visibilità. Mostra che il rancore è un sentimento coltivato: e anche se nessuno ricorderà più il casus belli, tutti si chiederanno perché la premier non gradisca le critiche, neppure a distanza.
La leadership in bilico tra sicurezza e timidezza
Per i dieci minuti dell’intervista, Meloni ha lasciato trapelare un tratto umano che la piazza nasconde e la telecamera rivela: la fragilità del leader che deve mostrarsi sempre più forte di quanto si senta davvero.
Ha rassicurato chi la sostiene e scoraggiato chi la vorrebbe rimandare a casa. Ma soprattutto ha cercato di rassicurare se stessa: che può continuare così, senza mostrare ripensamenti.
Non una sovrana del piccolo schermo: una timida al Governo, obbligata alla scena.
Spes contra spem. La speranza che non si arrende mai
La speranza nonostante il nulla
Proprio Marco Pannella, non credente (o diversamente credente), cultore, tra l’altro, di Romolo Murri, ancora in tempi di vacche grasse, (ri)proponeva una frase profondamente religiosa: Spes contra spem. La speranza contro la speranza; la speranza quando sembrerebbe che non ci sia motivo di sperare. La speranza nonostante tutto, o nonostante il nulla.
Tante sono le sfumature e le possibili letture di tale espressione; tutte, però, volte a sottolineare come vi sia una speranza più tenace della (apparente) realtà, dei fatti, che spingerebbero a mollare.
Si tratta di uno dei messaggi di fondo che percorrono l’Antico e il Nuovo Testamento, la Bibbia ebraica e quella dei cristiani. È la “speranza fallita” del profeta Geremia, è la speranza di Gesù crocifisso. È la speranza degli sconfitti, degli ultimi, dei “minimi”.
Il miglior augurio, oggi
Non, beninteso, una forma larvata di rassegnazione o, magari, di ostinazione; piuttosto un impegno concreto e quotidiano per migliorarsi e migliorare il mondo, i nostri mondi personali e il mondo da tutte/tutti condiviso.
È, forse, il miglior augurio, se non l’unico, che si possa rivolgere a chi patisce sofferenza e guerra, ai ragazzi della Cisgiordania e di Gaza e di tutte “le altre Gaza” sparse sul globo. È l’augurio da porgere alle vittime, ai carcerati, a chi subisce le più diverse forme di schiavitù.
È l’augurio di Natale più vero per le donne e gli uomini del nostro tempo, per ciascuno/a di noi. I vagiti di quel bimbo nato nella mangiatoia paiono proprio esortarci in tal senso: Spes contra spem.
Mattarella: volontari veri patrioti, è palestra democrazia
Roma, 6 dic. (askanews) – Nella sua Palermo, in un Teatro Massimo che l’accoglie con un applauso familiare, Sergio Mattarella non solo parla del valore del volontariato, “patrimonio impressionante” e “vera palestra di democrazia”, ma lo declina secondo i valori costituzionali che riflette, allargando così la riflessione oltre i confini dell’occasione, il passaggio di testimone di capitale del volontariato tra Palermo nel 2025 e Modena che lo sarà nel 2026.
I volontari, sottolinea il Capo dello Stato, scegliendo un’espressione non certo casuale, “sono veri e propri patrioti” che accrescono il “valore morale del nostro Paese” perchè il volontariato “non è solo una sorta di pronto soccorso nelle grandi emergenze”, ma “accompagna e offre significato alla quotidianità delle persone” ed è “protagonista nell’attuazione di principi della nostra Costituzione”.
La Carta, sembra dire il presidente, non immagina un cittadino ripiegato su se stesso ed autoreferenziale, ma aperto alla costruzione, con un proprio contributo, del bene comune. Per questo cita Sergio Paronetto, politico e protagonista dell’Azione cattolica tra le due guerre, nonchè promotore del Codice di Camaldoli, che ha preceduto la redazione della Costituzione, e ne ricorda le parole: “Vogliamo essere annoverati tra quelli che saranno giudicati perchè faranno”.
Concetto ancora più importante oggi, in un tempo avvelenato dalla paura. Quello che viviamo “è un tempo contrassegnato anche da paure suscitate da tossine messe in circolo ingannevolmente – osserva – da indifferenze che non condannano la sopraffazione, la violenza, l’illegalità, da un allontanamento dalle ragioni della convivenza civile”. “Le tossine oscurano il futuro e il volontariato è un antidoto prodigioso”, aggiunge. Dietro a queste parole, al rischio di una visione della vita che privilegia “l’entropia dell’individualismo”, ci sono tanti temi di attualità, dall’Ucraina alle questioni italiane.
Davanti a una giovane volontaria palermitana, che osserva come occupandosi degli altri “si dona uno e si riceve mille”, Mattarella chiosa che “è il disinteresse nei confronti delle altre persone, nei confronti della società a provocare diseconomie determinando inoltre fratture sociali, esclusione, deserto”. Insomma, “la giustizia, premessa della pace, si realizza iniziando dal basso, da quel che è vicino”, dall’essere comunità e dal coltivare la coesione.
Parla agli “scettici”, infine, il presidente, a chi pensa che “la gratuità sia un termine caduto in disuso” oppure “una ingenua illusione per anime belle ma fuori della realtà”: si sbagliano, queste azioni gratuite sono “volano concreto di costruzione del bene comune”.
Formula1, Verstappen: "Vincere e poi pensare alla classifica"
Roma, 6 dic. (askanews) – “In Q3 la pista è migliorata, sono felice di essere in pole, non possiamo far altro che il massimo, poi non dipende solo da noi. Io cercherò di vincere ma in un angolo della mia testa ci sarà anche la classifica”. Così MAx Verstappen a caldo dopo la pole conquistata ad Abu Dhabi, ultimo Gp della stagione
Lando Norris, che partirà in prima fila, aggiunge: “E’ dura, Max ha fatto un bel lavoro, noi abbiamo fatto il possibile, sono contento, mi dispiace non essere in pole, cerchiamo di rifarci domani. Obiettivo podio? Non so, ci penseremo, per ora sono deluso di aver mancato la pole, proverò a vincere, quello è l’obiettivo”.
Chiude Piastri: “Penso di essere andato bene, ho fatto un bel giro in Q1, anche in Q3 ma non ero abbastanza veloce. Sarà una giornata emozionante domani. Vedremo, Max è stato veloce anche in simulazione gara, vedremo che passo avremo”.
Venerdì 12 sciopero generale Cgil contro la manovra, Landini a Firenze
Roma, 6 dic. (askanews) – Contro una manovra di bilancio ritenuta “ingiusta”, la Cgil ha proclamato per venerdì 12 dicembre uno sciopero generale. L’astensione dal lavoro interesserà tutti i settori, pubblici e privati, per l’intera giornata. Sono inoltre previste manifestazioni in tutte le città, dal Nord al Sud Italia. Il segretario generale, Maurizio Landini, parteciperà al corteo di Firenze il cui concentramento è previsto alle 9 in piazza Santa Maria Novella, per poi giungere in piazza del Carmine, dove prenderà la parola per il comizio conclusivo.
Con la mobilitazione di venerdì prossimo, la Cgil chiede di aumentare salari e pensioni, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, contrastare la precarietà, introdurre una riforma fiscale equa e progressiva, dire no al riarmo e investire in sanità e istruzione, oltre che attuare vere politiche industriali e del terziario.
Tra le manifestazioni in programma, la segreteria confederale della Cgil sarà impegnata in varie città. Giuseppe Gesmundo sarà a Genova: concentramento presso la Stazione Marittima alle 9, a seguire corteo cittadino e comizio conclusivo davanti alla prefettura, in Largo Lanfranco. Lara Ghiglione sarà a Ferrara: appuntamento in piazzale Medaglie d’Oro (Prospettiva) alle 9.30. Luigi Giove sarà a Napoli: concentramento in piazza del Gesù alle 9 e comizio conclusivo in piazza Municipio.
Dopo la maxi-multa Elon Musk ha detto che la Ue si deve sciogliere
Roma, 6 dic. (askanews) – L’imprenditore statunitense Elon Musk ha chiesto lo scioglimento dell’Unione Europea e la restituzione della sovranità a ciascun Paese membro. “L’Ue dovrebbe essere smantellata e la sovranità restituita a ogni Paese affinché i governi possano rappresentare meglio i propri cittadini”, ha scritto Musk sul suo profilo X, il social che lui controlla. Ha inoltre messo in discussione da cosa esattamente gli Stati Uniti starebbero proteggendo l’Europa. Musk ha aggiunto in seguito, in un altro post su X, che la burocrazia dell’Ue sta “soffocando lentamente l’Europa”. In precedenza, un rappresentante della Commissione Europea aveva annunciato a Bruxelles che l’Ue aveva imposto alla piattaforma X una multa da 120 milioni di euro per violazione della Legge europea sui servizi digitali.
Formula1, Russell il più veloce ad Abu Dhabi
Roma, 6 dic. (askanews) – GP Abu Dhabi 2025, FP3: tensione altissima nel sabato decisivo delle qualifiche. Lewis Hamilton finisce a muro in curva 9, causando bandiera rossa e danni alla sua Ferrari. Dopo la ripresa, George Russell sorprende tutti con il miglior tempo in 1’23″334, davanti a Lando Norris e Max Verstappen. Quarto Fernando Alonso, quinto Oscar Piastri. Episodi di tensione in pista tra Norris e Tsunoda e in pit-lane tra Antonelli e Tsunoda, con possibili penalità. Buona prova per la Haas: Ocon sesto e Bearman settimo. Ferrari in difficoltà: Leclerc ottavo. Tutto pronto ora per le qualifiche decisive del Mondiale.
Crosetto sui rapporti tra Europa e Usa: la Ue non serve a Trump
Roma, 6 dic. (askanews) – Gli Stati Uniti “hanno in corso una competizione sempre più difficile, complessa e dura con la Cina e ogni loro atto, decisione, comportamento, deve essere letto in questo scenario”. Lo ha sottolineato, in un lungo post su X, il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, rimarcando il rapporto mutato dell’amministrazione americana con l’Unione europea.
“Da 3 anni, in privato, incontri, riunioni dei ministri, interviste, dico ciò che ieri è stato codificato nella Strategia di Sicurezza Nazionale Usa e cioè che il rapporto con l’Ue sarebbe mutato e che le garanzie di difesa regalate dopo il ’45 sarebbero finite velocemente. Era chiaro, evidente”, ha scritto Crosetto.
“Con una tempistica più accelerata di quella che temevo (pensavo concedessero 2/3 anni in più) è accaduto ciò che era previsto”, ha aggiunto, “La traiettoria della politica americana era evidente già prima dell’avvento di Trump che ha soltanto accelerato un percorso irreversibile. Gli Usa hanno in corso una competizione sempre più difficile, complessa e dura con la Cina e ogni loro atto, decisione, comportamento, deve essere letto in questo scenario”.
Secondo Crosetto, “Trump ha semplicemente esplicitato che l’Ue gli serve poco o nulla in questa competizione. Perché non ha risorse naturali particolarmente rilevanti o utili. Perché sta perdendo la competizione sull’innovazione e la tecnologia. Perché non ha potere militare. Perché, rispetto ai nuovi attori del Mondo, è piccola, lenta e “vecchia”.
“I motivi per cui lo abbia fatto anche con un po’ di asprezza non sono nemmeno loro una sorpresa perché i suoi giudizi (e quelli di molti esponenti repubblicani o maga) su alcune posizioni e scelte politiche dell’Unione sono note da anni. Ma il tema principale non è l’Ue”, ha aggiunto il titolare della Difesa, “Come si nota dal poco spazio dedicato al vecchio continente, nella strategia resa nota ieri. Ogni decisione, ogni atto futuro sarà affrontato con un solo obiettivo: il rafforzamento degli Usa nella competizione con la Cina. Un approccio pragmatico, senza sentimenti o legami, utilitaristico ed esclusivamente orientato alla supremazia economica e tecnologica nei prossimi anni perché significa supremazia in questo secolo”.
“Nulla di nuovo, per chi lo avesse seguito negli anni, nulla di strano rispetto alla visione americana consolidata”, ha proseguito, “È questo scenario (come dicevo ampiamente previsto) quello nel quale devono essere definite le scelte, le decisioni, le strategie delle nazioni più piccole (come noi). Perché anche noi abbiamo bisogno di risorse. Perché anche noi abbiamo bisogno di tecnologie. Perché anche noi abbiamo bisogno di far crescere la nostra economia e difendere il nostro spazio di ricchezza. Non per esercitare una supremazia su qualcuno ma per garantirci futuro”.
“Nel frattempo però la pessima notizia è che dovremmo (per me dovremo) pensare a ciò che finora ci avevano fornito “gratuitamente”, i nostri alleati statunitensi: la sicurezza, la difesa e la deterrenza. Non parlo solo di quelle militari”, ha indicato Crosetto, “Per scelta politica in questi anni abbiamo costruito e consolidato una grande quantità di rapporti bilaterali con nazioni che ci possono aiutare nel percorso futuro (in Africa, Golfo, Asia, Sud America, Australia) per garantire e rafforzare la sicurezza economica, energetica e di approvvigionamenti strategici. Per scelta abbiamo contribuito a dare un piccolo impulso positivo ad un’Europa che aveva perso il contatto con le traiettorie del Mondo pensando di poterlo plasmare a sua immagine e somiglianza. Piccolo, perché le resistenze ideologiche e burocratiche che rifiutano un approccio veloce e pragmatico alle evoluzioni della realtà sono fortissime e sedimentate”.
L’Europa, ha concluso il ministro, “è anche però un luogo naturale dove poter trovare partners per fare ciò che da soli siamo troppo piccoli per realizzare. Ad esempio è chiaro che la “soglia di ingresso” finanziaria per recuperare il tempo perso su tecnologie fondamentali richiede una quantità di investimenti pubblici e privati tali che anche per 27 nazioni sono pesanti. Ma vanno fatti, per sopravvivere. Stesso discorso per la Difesa: più siamo, più è forte, meno costa. Siamo nel pieno centro di cambiamenti epocali. Occorre vederli, capirli ed orientare la nave, come in mare durante una tempesta. Perché, come accade in mare, nessuno, nemmeno i più grandi sono in grado di controllare i flussi dei tempi nei quali viviamo, ma ognuno é costretto ad affrontarli navigando al meglio”.
Appello di Grossi (Aiea) alla moderazione in Ucraina "per evitare un incidente nucleare"
Roma, 6 dic. (askanews) – La centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia ha temporaneamente perso tutta l’alimentazione elettrica esterna durante la notte tra venerdì e sabato. Lo ha dichiarato l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) su X, citando il suo direttore generale, Mariano Grossi. Secondo l’organo delle Nazioni Unite sulla sicurezza nucleare, si tratta dell’undicesimo episodio di questo tipo dall’inizio del conflitto. La centrale nucleare è stata riconnessa a una linea elettrica da 330 kilovolt (kV) dopo un’interruzione di trenta minuti, ma una linea da 750 kV resta ancora scollegata, ha aggiunto l’Aiea.
Questa interruzione di corrente è stata provocata da attività militari durante la notte, che hanno colpito la rete elettrica ucraina e costretto le centrali nucleari in attività a ridurre la loro potenza, ha chiarito l’Aiea. Mariano Grossi ha ribadito il suo appello alla moderazione militare “per evitare un incidente nucleare”, ha proseguito l’agenzia.
L’Aiea aveva inoltre confermato, venerdì, che l’arco che protegge il reattore danneggiato della centrale nucleare di Chernobyl, anch’esso situato in Ucraina, non era più in grado di garantire la sua funzione di protezione a causa dei danni causati da un drone.
Michael Bubl canta in Vaticano: “La musica porta messaggio di pace”
Roma, 6 dic. (askanews) – Racconta il suo incontro con il Papa, l’emozione di cantare al Concerto per i Poveri in Aula Paolo VI, in Vaticano, davanti a Leone, il suo rapporto con la fede, il messaggio che pu arrivare dalla musica – la pace e l’unit – e i suoi progetti futuri. Michael Bubl parla ad askanews nel giorno in cui si esibisce in Vaticano, interpretando – fra gli altri brani – l’Ave Maria, come voluto dal Pontefice.
“Sono ancora sopraffatto dall’incontro – dice – , uno dei momenti pi belli della mia vita finora. difficile spiegare o esprimere quanto abbia significato per me, per la mia famiglia e per mia moglie. Onestamente, ero cos nervoso e sopraffatto che gli ho detto semplicemente che gli ero cos grato. stato molto dolce con me”.
Il Papa? “Un uomo umile, molto caloroso e davvero gentile – racconta Bubl – e questo mi ha reso ancora pi emozionato di essere qui”.
Cantare l’Ave Maria in Vaticano? “Oh, emozionato, confuso, confuso e terrorizzato. Tutte queste cose insieme. Voglio solo rendere orgogliosa la mia famiglia”.
La musica pu portare un messaggio di pace e unit? ” proprio questo il suo compito. Penso che la musica sia questo ponte perch credo che ci che fa ricordarci che abbiamo molte pi cose in comune di quelle che ci separano. Quindi adoro poter essere una piccola voce nel creare speranza”.
Infine i progetti per il futuro. “Ce ne sono tanti. Il primo essere un buon padre, essere davvero presente e godermi la crescita dei miei splendidi figli. Il secondo continuare a fare musica che amo per le persone che amo, cio voi. E il terzo continuare a crescere, semplicemente crescere, divertirmi, non prenderla mai troppo sul serio, e poi mettere tutto nelle mani di Dio, fare bene il proprio lavoro, essere integri, fare quello che fai con leggerezza e gentilezza e poi sapere che la tua famiglia e la tua fede sono al tuo fianco e che, qualunque cosa accada, in realt non poi cos seria, solo musica”.
Che fine ha fatto il cessate-il-fuoco a Gaza?
Roma, 6 dic. (askanews) – Tre persone sono state uccise e diverse altre sono rimaste ferite dalle Idf (Forze di Difesa israeliane) a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza. Lo ha riferito la tv satellitare araba al Jazeera, che ha citato una fonte dell’ospedale Shifa di Gaza City.
Secondo Wafa, l’agenzia di stampa ufficiale dell’Autorità nazionale palestinese, due persone sono state uccise da un attacco con droni nel quartiere nord-occidentale di Atatra, a Beit Lahiya, attraverso il quale passa la linea del cessate-il-fuoco di Gaza. Non è chiaro a quale lato della linea si riferisca l’agenzia.
L’agenzia di protezione civile di Hamas ha identificato il suo tenente, Suhail Dahman, come un’altra delle persone uccise oggi a Beit Lahiya, aggiungendo che suo figlio ha riportato gravi ferite. Secondo Wafa, sono stati bombardati da Israele vicino alla moschea Ribat, sul lato controllato da Hamas della cosiddetta Linea Gialla.
Nel frattempo, un palestinese ha riportato gravi ferite in un attacco di artiglieria israeliana nel quartiere orientale di Shejaiya, a Gaza City, secondo una fonte dell’ospedale Al-Ahli Baptist della città, citata sempre da al Jazeera. La Linea Gialla attraversa Shejaiya.
Altre due persone sono rimaste ferite a causa di un bombardamento delle Idf nel quartiere Nasser di Gaza City, ha riferito al Jazeera citando i soccorritori. Il quartiere si trova dal lato della Linea Gialla controllato da Hamas. L’emittente ha infine riportato anche bombardamenti delle Idf su Rafah e Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.
Volontariato, Mattarella: paure messe in circolo da tossine indifferenza
Roma, 6 dic. (askanews) – Questo “è un tempo contrassegnato anche da paure suscitate da tossine messe in circolo ingannevolmente da indifferenze che non condannano la sopraffazione, la violenza, l’illegalità, da un allontanamento dalle ragioni della convivenza civile”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al Teatro Massimo di Palermo alla cerimonia conclusiva di Palermo capitale del volontariato 2025.
“Le tossine oscurano il futuro e il volontariato è un antidoto prodigioso” ha aggiunto il Capo dello Stato.
Mimit, mercoledì 10 secondo Forum ministeriale italo-tedesco
Roma, 6 dic. (askanews) – Mercoledì 10 dicembre, alle ore 15, si terrà al ministero delle imprese e del Made in Italy il II Forum Ministeriale italo-tedesco presieduto dal ministro Adolfo Urso, e dal ministro federale dell’Economia e dell’Energia della Germania, Katherina Reiche.
Al centro del bilaterale, riporta un comunicato, previsto dal Piano d’Azione italo-tedesco firmato dai due Paesi nel novembre 2023, i temi di cooperazione industriale, i principali dossier europei e le sfide della transizione digitale e green delle imprese. Previsto un girotavolo per gli operatori e una conferenza stampa con i due ministri al termine dell’incontro. (fonte immagine: Mimit)
Papa: "Non fare le cose buone brontolando ma con il sorriso"
Roma, 6 dic. (askanews) – “Il mondo diventa migliore, se noi perdiamo un po’ di sicurezza e di tranquillità per scegliere il bene. Questo è partecipare. Chiediamoci – incoraggia quindi -: sto partecipando a qualche iniziativa buona, che impegna i miei talenti? Ho l’orizzonte e il respiro del Regno di Dio, quando faccio qualche servizio? Oppure lo faccio brontolando, lamentandomi che tutto va male?”. Così Papa Leone XIV nell’udienza giubilare a piazza San Pietro.
“Oggi – ha detto il Santo Padre – vorrei ricordare Alberto Marvelli, giovane italiano vissuto nella prima metà del secolo scorso. Educato in famiglia secondo il Vangelo, formatosi nell’Azione Cattolica. A Rimini e dintorni con tutte le forze a soccorrere i feriti, i malati, gli sfollati. Tanti lo ammirano per questa sua dedizione disinteressata e, dopo la guerra, viene eletto assessore e incaricato della commissione per gli alloggi e per la ricostruzione. Entra nella vita politica attiva, ma proprio mentre si reca in bicicletta a un comizio viene investito da un camion militare. Aveva 28 anni. Alberto ci mostra che sperare è partecipare, che servire il Regno di Dio dà gioia anche in mezzo a grandi rischi. Il mondo diventa migliore, se noi perdiamo un po’ di sicurezza e di tranquillità per scegliere il bene. Questo è partecipare. Chiediamoci – incoraggia quindi -: sto partecipando a qualche iniziativa buona, che impegna i miei talenti? Ho l’orizzonte e il respiro del Regno di Dio, quando faccio qualche servizio? Oppure lo faccio brontolando, lamentandomi che tutto va male?”.
Secondo il Pontefice “il sorriso sulle labbra è il segno della grazia in noi. Sperare è partecipare. Nessuno salva il mondo da solo. E neanche Dio vuole salvarlo da solo: Lui potrebbe, ma non vuole, perché insieme è meglio. Partecipare ci fa esprimere e rende più nostro ciò che alla fine contempleremo per sempre. Dio non è fuori dal mondo fuori da questa vita. Occorre cercarlo fra le realtà della vita con intelligenza, cuore e maniche rimboccate! E il Concilio ha detto che questa missione è in modo particolare dei fedeli laici, uomini e donne, perché il Dio che si è incarnato ci viene incontro nelle situazioni di ogni giorno. Nei problemi e nelle bellezze del mondo, Gesù ci aspetta e ci coinvolge. Il motto del Giubileo ‘Pellegrini di speranza’ – conclude non è uno slogan che tra un mese passerà! È un programma di vita” ha concluso.
Le forze di Putin hanno bersagliato le infrastrutture dell’Ucraina, ferrovie e centrali
Roma, 6 dic. (askanews) – Missili e droni russi hanno colpito un nodo ferroviario vicino a Kiev, danneggiandone le infrastrutture. Lo ha annunciato la compagnia ferroviaria ucraina Ukrzaliznytsia, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters. Non si registrano vittime nell’attacco, avvenuto durante la notte nella città di Fastiv, secondo Ukrzaliznytsia. La compagnia ferroviaria ha annunciato la cancellazione di diversi treni regionali vicino a Kiev e alla città di Chernihiv.
Gli attacchi russi hanno inoltre colpito infrastrutture energetiche negli oblast di Chernihiv, Zaporizhzhia, Leopoli e Dnipropetrovsk, secondo il ministero per lo Sviluppo delle comunità e dei territori ucraino.
Il ministero dell’Energia ucraino ha inoltre riferito che otto oblast’ sono stati colpiti dagli attacchi (Kiev, Chernihiv, Leopoli, Odessa, Zaporizhzhia, Dnipropetrovsk e Mykolaiv), che hanno provocato anche interruzioni di corrente.
“I lavori di riparazione d’emergenza sono già in corso laddove le condizioni di sicurezza lo permettono. Le compagnie energetiche stanno facendo tutto il possibile per ripristinare l’elettricità per tutti i clienti il più rapidamente possibile”, ha dichiarato il ministero su Telegram.
Papa a nuovi ambasciatori: "lieto di incontrarvi"
Roma, 6 dic. (askanews) – “Sono particolarmente lieto di incontrarvi all’inizio del mio pontificato e durante questo Anno Giubilare della Speranza, una celebrazione che invita tutti a «ritrovare la fiducia necessaria nella Chiesa e nella società, nelle relazioni interpersonali, nelle relazioni internazionali e nel nostro compito di promuovere la dignità di tutte le persone e il rispetto per il dono della creazione di Dio»”. Così Papa Leone XIV nel suo discorso a tredici nuovi ambasciatori accreditati presso la Santa Sede che oggi presentano le Lettere credenziali. Si tratta degli ambasciatori di Uzbekistan, Moldavia, Bahrein, Sri Lanka, Pakistan, Liberia, Thailandia, Lesotho, Sudafrica, Figi, Micronesia, Lettonia e Finlandia.
“Fin dalle mie prime parole come Vescovo di Roma – ha detto Leone XIV – ho voluto richiamare il saluto del Signore Gesù risorto – «Pace a voi» (Gv 20,19) – e invitare tutti i popoli a perseguire quella che ho definito una «pace disarmata e disarmante» (cfr. Urbi et Orbi, 8 maggio 2025). La pace non è solo assenza di conflitto, ma «dono attivo ed esigente», che «si costruisce nel cuore e dal cuore»; essa chiama ciascuno di noi a rinunciare all’orgoglio e alla vendetta e a resistere alla tentazione di usare le parole come armi. Questa visione della pace è diventata ancora più urgente, poiché le tensioni geopolitiche e la frammentazione continuano ad aggravarsi, gravando sulle nazioni e mettendo a dura prova i legami della famiglia umana”.
“Inoltre – ha ribadito il Papa – non dobbiamo dimenticare che sono i poveri e gli emarginati a soffrire maggiormente di questi sconvolgimenti. Infatti, «la grandezza di una società si misura dal modo in cui tratta i più bisognosi». Nella mia Esortazione apostolica Dilexi Te ho ribadito la stessa convinzione: il nostro mondo non può permettersi di distogliere lo sguardo da coloro che sono facilmente resi invisibili dai rapidi cambiamenti economici e tecnologici”.
Kaja Kallas: gli Usa restano più grande alleato della Ue
Roma, 6 dic. (askanews) – Gli Stati Uniti restano “il più grande alleato” dell’Unione europea. Lo ha dichiarato la responsabile della diplomazia europea, Kaja Kallas, dopo la pubblicazione della nuova strategia di sicurezza americana, dichiaratamente nazionalista, che anticipa una “cancellazione della civiltà” dell’Europa. “Certo, ci sono molte critiche, ma penso che alcune di esse siano anche fondate”, ha affermato Kallas, interrogata su questo documento durante una conferenza a Doha, in Qatar. “Gli Stati Uniti restano il nostro più grande alleato (à) non siamo sempre stati d’accordo su vari temi, ma credo che il principio generale rimanga lo stesso. Siamo i più grandi alleati e dobbiamo restare uniti”, ha aggiunto.
Questa domenica a Roma si entra gratis nei musei e siti archeologici
Roma, 6 dic. (askanews) – Domani, come ogni prima domenica del mese, sarà possibile visitare gratuitamente gli spazi del Sistema Musei di Roma Capitale e diverse aree archeologiche della città. L’iniziativa offre l’opportunità di scoprire collezioni permanenti, mostre temporanee e luoghi simbolo della Capitale. Tra le proposte di dicembre, tornano anche le visite guidate a Palazzo Senatorio sul Campidoglio, sede del Comune di Roma sin dal 1143, durante le quali guide esperte accompagneranno i visitatori alla scoperta delle maestose sale del Palazzo, fornendo approfondimenti sulla sua storia millenaria. L’Itinerario, promosso da Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, si snoderà lungo un percorso che partirà dall’ingresso di Sisto IV, in prossimità della colonna con la scultura della Lupa (via di S. Pietro in Carcere), storico ingresso di rappresentanza, per proseguire con la visione dei resti archeologici del Tempio di Veiove e, attraversando alcuni degli ambienti più rappresentativi dell’amministrazione Capitolina, terminerà con l’uscita verso le scale del Vignola. Saranno straordinariamente aperti a ingresso libero anche il Museo della Forma Urbis nel Parco Archeologico del Celio.
Si potranno visitare anche i Musei Capitolini; i Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali; il Museo dell’Ara Pacis; la Centrale Montemartini; il Museo di Roma a Palazzo Braschi; il Museo di Roma in Trastevere; la Galleria d’Arte Moderna; i Musei di Villa Torlonia (Casina delle Civette, Casino Nobile, Serra Moresca e Casino dei Principi); il Museo Civico di Zoologia. A ingresso gratuito anche le esposizioni temporanee nelle sedi del Sistema Musei di Roma Capitale, a partire dai Musei Capitolini (piazza del Campidoglio 1), con la mostra Antiche civiltà del Turkmenistan, nelle sale al piano terra di Palazzo dei Conservatori che espone una ricca collezione di opere, alcune delle quali mai uscite dal Turkmenistan, provenienti dalla Margiana protostorica (III – II millennio a.C.) e dell’antica Partia, in particolare e dal sito della città di Nisa. Nelle sale di Palazzo Clementino si potrà invece visitare I Colori dell’Antico. Marmi Santarelli ai Musei Capitolini, un’ampia panoramica sull’uso dei marmi colorati, dalle origini fino al XX secolo, attraverso una raffinata selezione di pezzi provenienti dalla Fondazione Santarelli.
Ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini (via Ostiense 106) la mostra monografica Maria Barosso, artista e archeologa nella Roma in trasformazione, dedicata alla studiosa che ebbe un ruolo fondamentale nella documentazione delle trasformazioni urbane e degli scavi archeologici della città, grazie a riproduzioni a colori particolarmente accurate e dettagliate.
I Mercati di Traiano – Museo dei Fori Imperiali (Via IV Novembre 94) sarà possibile visitare 1350. Il Giubileo senza papa, mostra che celebra il Giubileo del 2025 intrecciando fede, storia e cultura in un unico racconto. In esposizione circa sessanta opere, tra statue, dipinti, epigrafi, monete, sigilli, manoscritti, bassorilievi, oggetti devozionali e rare testimonianze di valore storico e documentario. La prima domenica di dicembre sarà anche l’occasione per visitare le diverse esposizioni di grande interesse artistico presenti presso i Musei di Villa Torlonia: al Casino dei Principi sarà visitabile la mostra Antonio Scordia. La realtà che diventa visione, una antologica con circa 80 opere che ripercorre l’intera vicenda artistica del pittore, dagli esordi negli anni Quaranta con la vicinanza alla Scuola Romana fino all’espressionismo astratto degli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Nelle sale della Dipendenza della Casina delle Civette sarà possibile visitare Pysanka. La bellezza fragile dell’Arte Ucraina, che illustra la tradizione ucraina dell’uovo decorato, simbolo di rinascita e fertilità.
Sempre alla Casina delle Civette prosegue Niki Berlinguer. La signora degli arazzi, una panoramica della produzione della celebre tessitrice italiana. Sarà visitabile anche il Museo della Scuola Romana, recentemente riallestito al secondo piano del Casino Nobile, che espone oltre 150 opere tra dipinti, sculture, disegni e incisioni, che racconteranno la vita artistica romana nel periodo interbellico.
Al Museo di Roma in Trastevere (piazza S. Egidio 1/b) si potranno visitare le tre esposizioni: Legami intangibili. Ventotto paesaggi festivi in mostra con i reportage realizzati sull’intero territorio nazionale da fotografe e fotografi che sperimentano nuovi linguaggi attraverso il viaggio esplorando i paesaggi e incontrano luoghi e comunità nei giorni di festa. Nelle sale al primo piano Cine de Papel. Poster cubani di cinema italiano dalla collezione Bardellotto, 140 opere tra cui poster, bozzetti e locandine, attraverso i quali i creativi dell’Istituto Cubano dell’Arte e dell’Industria Cinematografica hanno reinterpretato con originalità e ingegno i film in programmazione nei cinema cubani senza mai usare le immagini degli attori protagonisti della pellicola.
Infine, nelle Sale del Pianoforte, Piero Angelo Orecchioni Occhioni. Con gli occhi e con le orecchie, un’ampia selezione di lavori tra disegni, dipinti, installazioni, fotografie, oggetti, ricami e documenti personali, in un viaggio poetico nella dimensione più fragile ed essenziale dell’esistenza e una riflessione sull’identità e sul legame indissolubile tra memoria e tempo presente.
Nelle Salette al piano terra del Museo di Roma (Piazza San Pantaleo, 10 e Piazza Navona, 2), sarà visitabile Bienalsur, Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea del Sud, fondata nel 2017, è concepita come un punto di incontro tra diverse culture, capace di sviluppare una rete istituzionale internazionale che unisce diverse aree geografiche favorendo la diffusione dell’arte latinoamericana nel mondo. Infine, al Museo Civico di Zoologia (Via Ulisse Aldrovandi, 18) Still Life, una mostra collettiva di arte contemporanea che propone una riflessione critica sulle modalità di rappresentazione e sulla fragilità dell’esistente. Le opere affrontano temi urgenti quali ecologia, identità culturale ed etica della cura, configurandosi come un racconto collettivo capace di attraversare discipline, sensibilità e linguaggi diversi.
Domani saranno aperti regolarmente al pubblico anche i musei e siti abitualmente ad ingresso libero, ovvero: Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese, Museo Pietro Canonica a Villa Borghese, Museo Napoleonico, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Casal de’ Pazzi, Museo delle Mura, Villa di Massenzio. Anche i due musei dentro la splendida Villa Borghese proporranno interessanti esposizioni. Al Museo Carlo Bilotti Aranciera (via Fiorello La Guardia, 6 e Viale dell’Aranciera, 4) saranno visitabili Silvia Scaringella. Deus sive natura, che esplora le relazioni tra comportamenti umani e natura, il rapporto casa-albero, la morfologia dei fiori e lo scheletro umano, e Piero Mascetti. Echi barocchi e visioni urbane, un percorso tra olio, colore e materia che ripercorrerà la produzione dell’artista dagli esordi a oggi. Mentre, al Museo Pietro Canonica (viale Pietro Canonica) sarà possibile accedere a I Giganti gentili – Architettura e antropologia delle torri colombaie della provincia di Esfahan, un itinerario tra immagini e racconti che illustrerà l’architettura e il significato storico delle torri colombaie iraniane, un aspetto poco noto ma affascinante della cultura locale.
Chi non sceglie l’Europa, sceglie il declino
L’Europa impreparata al tempo nuovo
L’Europa non è affatto pronta ad affrontare gli scenari globali del nostro tempo.
Non lo è né sul piano tecnologico ed economico, né su quello della politica estera e di difesa.
Alla radice di questo spiazzamento di fronte al futuro — che è già da tempo un presente — vi è il colpevole ritardo nel percorso della sua piena integrazione politico-istituzionale.
Paghiamo il prezzo dell’antico germe nazionalista, che i Padri Fondatori avevano saputo contrastare e portare a fattor comune nella drammatica fase successiva alla seconda guerra mondiale.
Molti, in epoche successive, hanno invece cavalcato questo antico germe per finalità di bottega o per insipienza, indebolendo così anche il valore strategico di scelte importanti e coraggiose pur compiute, come la moneta unica. E favorendo, nel contempo, la disillusione e l’arretramento della pulsione europeista di larga parte del popolo.
Il mondo cambia, gli Stati Uniti pure
A ciò si aggiungono gli effetti della postura radicalmente nuova degli Stati Uniti di Trump, che stanno minando alla radice gli storici legami euro-atlantici, mentre si affacciano, sempre di più, nuovi e spesso inquietanti attori internazionali.
E mentre la concentrazione globale del potere tecnologico ed economico-finanziario sfugge inesorabilmente al presidio democratico e dell’ormai consunto diritto internazionale.
Pensare, in tale quadro, che i singoli Stati europei (da soli o quasi, con alleanze contingenti, prive di comune visione strategica e connotate dalla ricerca di feeling separati con i potenti di turno nel mondo) possano garantire sviluppo, sicurezza, pace e libertà alle future generazioni europee non è solo palesemente irragionevole: è anche un tradimento dei doveri che spettano alla Politica e alle Istituzioni Democratiche.
L’Italia di De Gasperi e Spinelli non può tacere
Si pone per il nostro Paese — il Paese di Alcide De Gasperi e di Altiero Spinelli — un problema sotteso dai più, ma in realtà grande come una casa.
Come si può accettare che gli schieramenti politici oggi in campo (quello della Destra al Governo e quello del Campo Largo all’opposizione) pensino semplicemente di potersi blindare in vista delle prossime elezioni, dentro il perimetro sempre più minoritario di elettori votanti, avendo al proprio interno divisioni così radicali proprio sulla prospettiva europea e sulla “politica estera”?
Possono le coalizioni politiche eludere il problema di avere dentro di esse visioni opposte sui temi europei e internazionali?
È anche questione — questa sì — di vero “interesse nazionale”.
La domanda che nessuno vuole fare
Permanendo queste divisioni dentro gli attuali due schieramenti (qualunque dei due vincesse le prossime elezioni), che posizione assumerebbe l’Italia e che messaggio al popolo lancerebbe il Governo di turno nel caso in cui la situazione internazionale dovesse avere sviluppi ancora più drammatici, come purtroppo può accadere?
Possiamo evitare di porci questo problema, che ha molto a che vedere con la nostra sicurezza, la nostra futura prosperità, la tenuta della nostra libertà?
Tutto si può chiedere agli elettori, meno che votino “il meno peggio” a prescindere dalla chiarezza dei suoi intendimenti sull’Europa e sulla politica estera e di difesa.
Vista la situazione generale, questi due temi sono invece oggi fondativi di qualsiasi proposta politica.
Serve una scelta coraggiosa e trasparente
Le forze politiche alternative alla Destra — quelle esistenti e quelle, speriamo, in via di formazione — devono esserne consapevoli e produrre al più presto fatti politici nuovi, coraggiosi e significativi.
Incominciando con il condividere una chiara e radicale opzione europeista, intesa come preambolo irrinunciabile a tutto il resto.
Per la semplice ragione che tutto il resto, per quanto possa corrispondere alle singole e condivise esigenze attuali del popolo italiano, non si può ragionevolmente promettere e men che meno si potrà realizzare fuori da questa opzione e senza questa prospettiva pienamente europea.
Oltre i tatticismi: visione e responsabilità
Anziché congetturare su riforme elettorali “ad usum delphini” — come pare stia accadendo — sarebbe opportuno riaprire la discussione su questo essenziale punto e ridare così alla Politica il senso che essa deve avere, se vuole riconquistare la stima del popolo e riguadagnare la sua missione.
Questo mi pare il primo — radicale e pregiudiziale — punto di una possibile piattaforma nella quale possano riconoscersi tutti quelli che vogliono lavorare, con le diverse loro sensibilità culturali e politiche, per una credibile alternativa a questa Destra, ponendo così al servizio delle nuove generazioni italiane ed europee la loro auspicabile vittoria o la loro eventuale sconfitta alle prossime elezioni.
Talvolta, per vincere bisogna anche mettere nel conto di perdere un giro.
Sempre però con onore, visione di lungo periodo e schiena dritta.
Il Centro non è mai violento
Sinistra e destra, una storia di conti con la violenza
C’è un aspetto nella politica italiana che di norma non si dice mai perché è ritenuto un fatto scontato ma che, forse, merita di essere ricordato e richiamato nel bieco conformismo che caratterizza il quasi pensiero unico dell’informazione nel nostro Paese. E la riflessione, al riguardo, è alquanto semplice ed essenziale. E cioè, se nell’universo della sinistra italiana la violenza e lo scontro violento sono storicamente elementi costitutivi con cui i rispettivi partiti debbono fare i conti — l’ultimo, in ordine di tempo, è l’atto squadristico ai danni della Stampa di Torino guidato da settori dell’estrema sinistra di un “centro sociale” torinese — nel campo della destra, periodicamente, l’informazione di sinistra non perde l’occasione per evidenziare le radici violente, antidemocratiche e vagamente nostalgiche di alcuni settori della sua base militante.
Radici che non si possono negare
Certo, si tratta sempre di settori legati o all’estrema sinistra o all’estrema destra. Ma, comunque sia, quelle radici che generano una precisa deriva violenta sono ben presenti nei rispettivi campi. Radici culturali, lo ripeto, con cui gli stessi capi politici dei due fronti contrapposti devono periodicamente farci i conti. Da tempo e con maggior frequenza sul versante della sinistra perché, nel frattempo, sono cresciuti i gruppi, i movimenti e le sigle dell’estrema sinistra che rappresentano anche un segmento elettorale significativo dello schieramento guidato dalle sinistre unite. Basti pensare all’esperienza dei “centri sociali” che sono riconducibili quasi esclusivamente al partito del trio Fratoianni/Bonelli/Salis.
L’unica area estranea alla deriva estremista
Alla luce di questa concreta considerazione, credo sia utile fare una valutazione che, ripeto, non trova quasi mai spazio nelle riflessioni dei vari soloni e nei professionisti dell’informazione nostrana. Soprattutto in quella televisiva. E la riflessione è semplicemente questa. C’è un campo politico nel nostro Paese che è storicamente, politicamente, culturalmente, socialmente ed eticamente estraneo a qualsiasi deriva violenta, massimalista, radicale, estremista ed ideologica.
Questo campo politico si chiama il Centro. Cioè si tratta di un’area politica, culturale, valoriale e programmatica che è strutturalmente estranea, esterna ed alternativa a quei comportamenti e a quegli atteggiamenti.
Una verità semplice, ma che non si dice mai
Non si tratta di fare ulteriori riflessioni nel merito. Certo, e come ovvio e scontato, non tutta la destra e non tutta la sinistra sono riconducibili alla violenza politica. Ma un fatto è indubbio ed oggettivo. La violenza politica ha una precisa origine storica, culturale e politica dove trova spazio ed agibilità, seppur mutatis mutandis, in campi altrettanto precisi e definiti. Il Centro, dunque, ne è scientificamente e strutturalmente alternativo.
Ecco perché, e non solo per questo elemento come ovvio, il Centro, la politica di centro, il progetto di governo di un Centro riformista e democratico sono importanti nonché essenziali per la qualità della nostra democrazia, per la credibilità delle nostre istituzioni democratiche e, soprattutto, per l’efficacia e la stessa credibilità dell’azione di governo.
Perché, a volte, una semplice verità va pur detta. Anche quando non piace ai cultori del “politicamente corretto”.
Stazione Termini, il Cielo al piano meno uno
Tra un viaggio e un altro, il tempo di Avvento
La storia è cruda e semplice all’un tempo. Vale per i Cristiani e non per altri. Sarà perché siamo nel tempo di Avvento, alla vigilia del Santo Natale, e si è tutti in attesa di qualche buona notizia come se l’incontro con il Signore dovesse essere inghirlandato con qualche altro fatto per muovere davvero a suggestione. Si spera nella fine della guerra, in qualche soldo in tasca in più, in qualche acciacco in meno e altra roba del genere. Basterebbe non lasciarsi andare al capriccio di un vento che conduce dove vuole ma issare le vele dello spirito per orientarsi versa la sola tappa che conti, all’incontro con Cristo. Non è chiaro se ogni volta siamo all’inizio o al termine di una storia che si ripete.
Alla Stazione Termini, in quel di Roma, al piano meno uno, c’è la Cappella del Santissimo Crocefisso. A pochi metri ci sono le Terme di Diocleziano con tanto di “Botte di termini”, l’antica vasca di accumulo che conduceva l’acqua a servizio degli avventori del posto. Al Signore piace giocare di modestia e, tra un binario ed un bar, ha fatto in maniera che lo si andasse a trovare scendendo in basso, forse anche perché lì c’è meno luce e ci si concentra meglio o perché l’abbrivio della discesa, da principio, può agevolare l’incontro anche se si porta qualche affanno o peccato sulle spalle.
La Stazione e la cappella
Di sotto, al piano terra, c’è dunque un Cappellabuona per chi si voglia raccogliere per un momento di preghiera, per cogliere e portare intanto a se stesso ciò che troppo di frequenteogni giorno si è perso per strada a causa di superiori incombenze quotidiane. Una occasione per fare in modo che la tempestività e la frenesia del viaggio che si sta per intraprendere sia anchela smania per un attimo di sosta non proprio selvaggia. Serve anche ai barboni per riposarsi come possono, si sdraiano sulle panche e si scaldano come occorre. Stare lì è una preghiera al contrario, è il Signore che li implora di fargli compagnia e loro lo accontentano anche se qualcuno un po’ fuori di testa farnetica e qualcun altro semplicemente si addormenta. Sono tra i pochi a fargli l’elemosina della loro persona senza troppi fronzoli per la testa.
Pochi lo ricordano ma l’umanità della Stazione dovrebbe ringraziare Martino di Tours e non perché potrebbe essere un Santo che ben si intona a chi vada in giro per il mondo, seguendo chissà quale tour. Incontrando un mendicante infreddolito, tagliò una parte del suo mantello, la cappa che lo proteggeva, per dargli conforto. Il giorno seguente sognò che Gesù lo elogiò davanti ai suoi angeli per il bel gesto e così Martino si ritrovò miracolosamente intatta la sua cappa a rivestirlo.
La cappella è dunque qualcosa che accudisce ma questa volta le cose sono andate per via storta.
Tempo di oltraggi e di volontari
Si è scoperto che in quel luogo santo della Stazione qualche balordo vi abbia lasciato escrementi e urinato nella acquasantiera, il posto è diventato oggetto di atti di blasfemia. L’acquasantiera ha trovato nuova sorte, non più buona per essere intingolo di rinnovo battesimale e di benedizione e tanto meno per abluzioni termali. Il Rettore della piccola chiesa, Don Domenico Monteforte, non si è perso però di coraggio. Forte della sua fede, pare abbia trovato volontari che possano presidiare il luogo sacro per garantirne l’apertura. Ci è riuscito con un cartello di avviso in mostra sulla porta di ingresso chiedendo a chi di buon animo di dargli una mano per tenera aperta la struttura sacra ed ha avuto risposte sufficienti per riuscire nel proposito.
E’ stato un efficace modo per garantire a chi lo desideri di rifuggire dal mondo e riparare, almeno per un tempo, in un luogo di pace. Ogni tanto un fermo immagine non sarebbe così male. E’ sito ancor più ghiotto proprio per quanti corrono in partenza od in arrivo, potendo scoprire asorprendersi di fronte al valore ed al gusto dell’attesa, così che fermarsi è l’esperienza più appagante. Stare e non muoversi è l’impresa da fare. Per ogni informazione chiedere alla Madonna e la sua presenza sotto la croce.
La Stazione e i luoghi del bene
Il Signore prevede sempre un piano alternativo, un’altra possibilità per chi non è ancora giunto all’interno della Stazione ed ha voglia, sia pure in fretta e furia, di lucidarsi lo spirito. A pochi passi fuori da lì c’è la Basilica del Sacro Cuore di Gesù, eretta ad opera di Don Giovanni Bosco.Dalla mattina alla sera vi si celebrano Sante Messe ed è possibile confessarsi pressoché ad ogni ora e i pellegrini possono rinfrancarsi prima di intraprendere un viaggio in altre città e paesi. Al suo ingresso, a cingerla, un presidio di bisognosi, barboni sparsi ovunque che non vengono lasciati soli. Da “ultimi” della terra c’è il rischio che un giorno rideranno più di tutti.
La sera del venerdì il Parroco, Don Javier Ortiz, muove con una truppa di volontari per rifocillare i vagabondi della stazione, confortarli e provvedere anche alle esigenze materiali con cibo, indumenti e quant’altro serve, oltre ad offrire loro parola e riconoscendo una dignità di interlocuzione alla pari. Da quelle parti, gesti di oltraggio e di santità fanno a spallate per lasciare segno di presenza e di vittoria, l’umanità di ogni tipo si incrocia, si abbraccia o si rifiuta.
A volte, chiedetelo a San Martino e a Don Bosco, saper stazionare può tornare utile, provare per credere.
L’uomo del Centro che ha attraversato la Repubblica
L’ultimo democristiano? Una storia che continua
Nel libro a lui dedicato, edito da il Mulino, si addensano i ricordi, nitidi e documentati, arricchiti da interventi parlamentari significativi della vita nelle istituzioni politiche italiane ed europee di Pierferdinando Casini, parlamentare dal 1983 (deputato, senatore, eurodeputato, Presidente della Camera dal 2001 al 2006, Presidente onorario dell’internazionale democratico-cristiana) docente di Geopolitica del Mediterraneo presso la Lumsa di Roma: a conti fatti il politico più longevo in carica nella storia della Repubblica. “L’ultimo democristiano” com’egli stesso si definisce in un suo libro del 2023 …“quando c’era una volta la politica”, che resta tale anche dopo la dissoluzione dei partiti della Prima Repubblica, a cominciare dalla ‘Balena bianca’, i cui esuli si sono sparpagliati in raggruppamenti parlamentari diversi, a destra, al centro e a sinistra, trovandosi oggi su posizioni ideologiche opposte. Lui stesso, dopo aver fondato il Ccd e a lungo guidato l’Udc ed esser stato parte del centrodestra si ritrova eletto in questa legislatura come senatore indipendente nelle file del Pd- Italia democratica e progressista.
Il centro dell’Aula e della politica
Essere al centro dell’Aula (parlamentare) ha peraltro un duplice significato: uno temporale che ripercorre l’ininterrotta carriera politica e lo consolida nell’esser stato fino ad oggi un riferimento indiscusso anche nei momenti cruciali e di svolta della storia istituzionale parlamentale, l’altro nell’essere riconosciuto – in qualsivoglia partito abbia militato – come uomo della centralità, della moderazione, del dialogo, di una scelta interlocutoria e di ricomposizione delle diaspore, mite ma risoluto, aperto al cambiamento ma erede della tradizione e della presenza dei cattolici impegnati in politica.
Autorevole quanto basta per meritarsi un riconoscimento trasversale e bipartisan che potrebbe rivelarsi foriero di ulteriorità di alto livello istituzionale per il futuro. In parte storicamente coevo con i cavalli di razza della Dc, da Moro a Fanfani, da Cossiga ad Andreotti, erede di Forlani ha di fatto impersonificato la storica distinzione di Martinazzoli tra ‘moderatismo’ (inteso in senso deteriore come pavidità e inerzia) che non ha mai condiviso e “moderazione” (concepita come virtù, posizionamento strategico, visione mite e interlocutoria della vita e della politica) di cui è stato ed è tuttora un indiscusso e apprezzato protagonista.
Un dialogo che scava nella storia repubblicana
A guidarlo e sostenerlo, interrogarlo e sollecitarlo, con perizia e competenza lungo le pagine del libro è il dialogo con Paolo Pombeni, autorevole politologo, professore emerito in quanto già docente universitario titolare dei corsi di Storia dei sistemi politici europei e di Storia dell’ordine internazionale presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna, Direttore della Rivista il Mulino e del magazine online “Mente Politica”. Dal colloquio tra un politico di lungo corso e un cattedratico di politologia non poteva uscire che un affresco a tinte forti e contorni netti della vita politica italiana di cui Pierferdinando Casini è stato rappresentante e testimone. Le domande di Pombeni ripercorrono le vicende politiche italiane dall’ingresso di Casini alla Camera (1983) ad oggi: e se – come direbbe con benevolenza e ironia Oscar Wilde – “Le domande spesso sono indiscrete ma le risposte, talvolta lo sono ancor di più”….. si può senza indugio affermare che l’autorevolezza e la competenza accademica di Pombeni consentono – con serietà e rigore storico ed epistemologico – al presidente Casini una narrazione rievocativa ricca di passaggi significativi della storia repubblicana dal suo ingresso nell’Aula della Camera, con dettagli e tratteggi che descrivono con onestà intellettuale personaggi della politica a lui contemporanei, evoluzioni ed involuzioni dei partiti visti nell’ottica della loro maturazione ideologica, tra realtà, utopie e velleitarismi.
Dal Paese legale a quello reale. E l’Europa come bussola
Sempre con un occhio di riguardo al rapporto tra ‘paese legale’ e ‘paese reale’ – da un lato – e instancabilmente orientato ad una prospettiva storica europea che lo caratterizza oggi con ferrea coerenza e chiara visione come uno dei più fedeli assertori (forse il più tenace) di quell’Europa unita, forte e solidale che era nei sogni di Alcide De Gasperi. Vorrei evocarlo – rimandando caldamente alla lettura del libro – come l’unico uomo politico (da Presidente della Camera) capace di ‘portare’ un Pontefice in Parlamento, quando invitò Papa Wojtyła. Così come mi piace ricordarlo nell’intervista che mi concesse per il mio libro “Dove va la politica” per un suo auspicio che ritrovo attuale:
“Sono sempre stato ottimista e continuo ad esserlo anche in una fase di difficoltà così prolungata come quella che stiamo attraversando, perché ho grande fiducia nella capacità degli italiani di rimboccarsi le maniche e individuare la via d’uscita. Peraltro ho la sensazione che anche se tra mille ostacoli, una riscoperta del buonsenso tra i cittadini ed anche tra alcuni politici dei diversi schieramenti si stia facendo strada. Il Paese non può andare avanti puntando sulle divisioni, su una sorta di guerra ideologica permanente tra chi sta di qua e chi sta di là: e proprio il buonsenso dovrà essere la bussola a cui guardare. Così come penso anche che soprattutto i giovani debbano impegnarsi sempre più a fondo per superare la crisi di identità e morale che l’Europa e ancor più l’Italia attraversano, riscoprendo il gusto e la passione dell’impegno politico e civile in prima persona”.
Ucraina, von der Leyen: su asset russi tutti condividano rischio
Roma, 5 dic. (askanews) – “Ho incontrato il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro belga Bart De Wever per uno scambio di opinioni sulla situazione in Ucraina e sui beni russi congelati. Abbiamo convenuto che il fattore tempo è essenziale, data l’attuale situazione geopolitica. Abbiamo sottolineato che il sostegno finanziario all’Ucraina è di fondamentale importanza per la sicurezza europea. Abbiamo avuto uno scambio molto costruttivo su questo argomento. La situazione particolare del Belgio per quanto riguarda l’uso dei beni russi congelati è innegabile e deve essere affrontata in modo tale che tutti gli Stati europei si assumano lo stesso rischio”. Lo scrive su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
“Abbiamo concordato – conclude – di proseguire le discussioni con l’obiettivo di raggiungere un consenso nella riunione del Consiglio europeo del 18 dicembre”.
PNRR: la prima indagine sull’occupazione dei ricercatori
Roma, 5 dic. (askanews) – Un anno di attivit, 7 programmi attivati, 105 imprese coinvolte e una survey che conferma l’efficacia del modello. stato presentato oggi nella Scuola della Carit di Padova il report del PNRR Placement Program, l’iniziativa – unica in Italia – ideata per favorire l’occupabilit di dottorandi, PhD, RTD-A, post-doc, borsisti e assegnisti di ricerca, coinvolti nei progetti del PNRR.
Ideato e sviluppato da Fondazione Emblema, il PNRR Placement Program la piattaforma di attivit nata per favorire la transizione verso il mondo del lavoro di dottori di ricerca e ricercatori impegnati nei progetti del PNRR, attraverso incontri di orientamento, ContaminationLab sull’autoimprenditoria ed eventi di matching con imprese interessate ad inserire personale altamente qualificato.
Il Programma ha coinvolto 7 progetti del PNRR su 30 e coinvolto oltre 1.200 dottorandi e oltre 100 imprese italiane, creando occasioni di incontro con l’obiettivo di favorire l’occupabilit dei dottori di ricerca e ricercatori.
Tra luglio 2024 e novembre 2025, Dottorandi, PhD, RTD-A, post-doc e assegnisti di ricerca hanno preso parte ad almeno una delle attivit previste dal programma, incontrando le imprese che hanno aderito ad almeno uno dei programmi attivati, contribuendo a costruire un ponte solido tra ricerca e mondo del lavoro, grazie anche ad oltre 800 colloqui realizzati durante i Career Day organizzati al termine di ciascun progetto.
“La survey di customer satisfaction – ha commentato Tommaso Aiello, presidente della Fondazione Emblema – stata compilata da circa l’80% delle imprese e da un terzo dei partecipanti e ci restituisce un quadro estremamente positivo. In questi mesi siamo stati in 24 citt italiane, organizzando 90 recruiting day, 58 giornate di coaching, 234 appuntamenti individuali, 32 sessioni di autoimprenditoria e oltre 800 colloqui. L’intento della Fondazione Emblema stato quello di approfittare delle potenzialit del PNRR per realizzare un modello di raccordo tra ricercatori e mondo del lavoro che potesse diventare una piattaforma efficace anche per gli anni a venire. La convinzione che il placement dei ricercatori sia uno strumento strategico per valorizzare il capitale umano della ricerca italiana e sostenere la competitivit delle nostre imprese”.
I risultati della survey
Dal lato dei ricercatori:
Solo il 18,7% aveva partecipato in passato a iniziative simili.
?L’ 82,9% ha svolto almeno un colloquio, con un tasso di feedback negativi limitato al 13,6%.
Oltre l’80% valuta l’esperienza come altamente positiva e ritiene le aziende coinvolte interessanti.
?Appena il 4,6% non consiglierebbe il Placement Program ad altri colleghi.
Dal lato delle imprese:
Solo il 15,2% aveva partecipato a iniziative analoghe in passato; nel 59,7% dei casi, la mancata partecipazione era dovuta all’assenza di progetti simili.
?Le motivazioni economiche sono state marginali (3,2%).
?L’80,2% ha giudicato i candidati migliori rispetto ad altre esperienze, riconoscendo il valore delle attivit di orientamento.
?Il 90% ha espresso un giudizio complessivo positivo sull’iniziativa.
?Solo il 6% non consiglierebbe il Placement Program ad altre aziende.
Gli effetti del Programma sono stati presentati da Tommaso Aiello, nell’ambito del Focus della Borsa del Placement, nel 2025 incentrato sul tema “Il placement dei ricercatori dopo il PNRR”.
L’evento, organizzato da Fondazione Emblema in collaborazione con il Centro Nazionale RNA&GeneTherapy, uno dei 5 centri di ricerca finanziati dal programma NextGeneration EU (PNRR Missione 4 – Istruzione e Ricerca), ha visto i saluti di Rosario Rizzuto, Presidente del Centro Nazionale RNA&Genetherapy, a cui seguita una tavola rotonda con Mariangela Amoroso, Country Medical Lead & Medical Head Specialty Care, Sanofi, Margherita Bruno, Consulenza R&S e Finanziamenti Europei, Intesa Sanpaolo, Bruno Catalanotti, Direttore della PharmaTech Academy, Fabio Graziosi, Presidente Fondazione Vitality e Rettore Universit dell’Aquila.
“Il Centro Nazionale RNA&GeneTherapy, in collaborazione con Fondazione Emblema, ha realizzato il programma RNA Placement, per favorire l’inserimento professionale dei ricercatori PNRR e investire sulla loro formazione, creando competenze spendibili nel mondo del lavoro”, ha spiegato il prof. Rosario Rizzuto, presidente del Centro Nazionale RNA&GeneTherapy”.
“Il programma ha offerto coaching in otto sedi italiane, laboratori di autoimprenditorialit e strumenti digitali dedicati, insieme a momenti di incontro con oltre 20 aziende, pi di 100 profili coinvolti e oltre 100 colloqui realizzati. Con Fondazione Emblema, abbiamo costruito un modello innovativo che rafforza il legame tra ricerca e impresa e che continuer a generare valore oltre il PNRR”.
Piatti Chiari, la guida gastronomica trasparente di iliad Italia
Milano, 5 dic. (askanews) – Gioved 4 dicembre, a Milano, iliad ha presentato Piatti Chiari, la sua prima guida gastronomica: un progetto editoriale inedito che unisce tecnologia, territorio e ristorazione. Alla serata erano presenti anche due grandi protagonisti della cucina italiana: Massimo Bottura, con il progetto inclusivo Il Tortellante, e Giuseppe Iannotti con il progetto Luminist, che hanno accompagnato il lancio con la loro visione autentica del gusto.
Benedetto Levi, AD di iliad Italia, ha dichiarato: “Abbiamo presentato la prima guida gastronomica realizzata da un operatore telefonico. All’interno del volume sono presenti mille recensioni su ristoranti, trattorie, bar e pasticcerie che si distinguono per qualit e, soprattutto, trasparenza. Si tratta di esercizi commerciali che hanno dimostrato affinit ai valori profusi da iliad in questi 7 anni di attivit in Italia”.
Il progetto nasce dall’esperienza quotidiana dei professionisti di iliad, i cosiddetti Palati Sinceri: tecnici, consulenti, figure commerciali che ogni giorno attraversano l’Italia e hanno segnalato oltre mille locali in cui si mangia bene. e il conto davvero chiaro.
“In questi anni abbiamo percorso tutta l’Italia ed oggi vantiamo 9.000 punti vendita, 20.000 antenne e 13 uffici. Tutti i colleghi che hanno costruito la rete iliad viaggiando per il paese, hanno scoperto tantissimi locali e li abbiamo inseriti all’interno della nostra guida curata da Passione Gourmet”.
Grazie alla curatela di Passione Gourmet, le segnalazioni sono diventate una guida che racconta un’Italia autentica: trattorie, pizzerie, wine bar, cucine inclusive come PizzAut, Il Tortellante e Roots. La trasparenza il filo conduttore della guida e anche del nuovo Premio Piatti Chiari, assegnato a oltre 130 locali che mostrano un approccio chiaro e trasparente tanto nella proposta gastronomica quanto nel conto.
Ue-Usa, Meloni: non vedo rapporti incrinati, su alcuni giudizi d’accordo
Roma, 5 dic. (askanews) – “E’ un processo inevitabile ma è un’occasione per noi, ha un costo economico chiaramente ma produce una libertà politica”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite in studio al Tg La7, commentando il documento sulle linee strategiche americane, “National Security Strategy”.
“Non parlerei di un incrinarsi dei rapporti Usa e Ue: quello che c’è scritto nel documento strategico al di là dei giudizi sulla politica europea dice con toni più assertivi qualcosa che nel dibattito tra Usa e Ue va avanti da tempo. È un processo storico inevitabile, l’Europa deve capire che se vuole essere grande, deve essere capace di difendersi da sola. Io lo dico da molto prima che me lo segnalassero gli Usa. Quando appalti la sicurezza a un altro devi sapere c’è un prezzo da pagare. Quindi avanti non perché lo dicono americani”, ha osservato.
Mps: cda all’unanimità rinnova piena fiducia a Lovaglio
Milano, 5 dic. (askanews) – Il cda di Mps, ad esito di approfondita istruttoria, ha rinnovato all’unanimità piena fiducia all’amministratore delegato Luigi Lovaglio, confermando i requisiti di correttezza, ai sensi delle disposizioni previste dagli articoli 4 e 5 del DM 169/2020 e degli orientamenti Bce relativi agli esponenti bancari. E’ quanto si legge in una nota dell’istituto senese. Lovaglio è indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sulla scalata del Monte a Mediobanca.
In merito al processo di aggregazione con Mediobanca, il cda sottolinea che “l’attività dei gruppi di lavoro, che coinvolgono le risorse professionali di entrambe le banche, prosegue a pieno regime, con l’obiettivo di realizzare in tempi brevi le sinergie industriali e di accelerare la crescita e la creazione di valore”.
Calcio, Infantino: "Il Mondiale più grande mai visto"
Roma, 5 dic. (askanews) – “Benvenuti in tutte le lingue del mondo e ovviamente in quella del calcio, che è la lingua della passione e dell’amore”. Così il presidente della Fifa, Gianni Infantino, in occasione del sorteggio della Coppa del mondo in corso a Washington. “Chiedo un applauso per il presidente degli Stati Uniti d’America – continua – Donald Trump, ma anche la Presidente del Messico Claudia Sheinbaum e il Primo Ministro del Canada Mark Carney. Questa sarà la Coppa del Mondo più grande mai vista dall’umanità: abbiamo tre Paesi ospitanti, 16 città e 48 squadre che si sfideranno per diventare l’unico campione del mondo. Sarà un’estate bellissima e un evento unico, stellare con miliardi di spettatori da tutto il mondo. Sarà come 104 Super Bowl in un mese: questa è la scala che abbiamo organizzato”
Calcio, Infantino premia Trump con il Peace Price
Roma, 5 dic. (askanews) – Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, in occasione del sorteggio della Coppa del Mondo, in corso a Washington, ha premia il presidente degli Stati Uniti Donald Trump con il Fifa Peace Price, assegnato per la prima volta. Gli viene consegnata anche una medaglia e un certificato con le motivazioni. “Un grande onore – dice il Presidente Usa – Con Infantino abbiamo parlato di come salvare tanta gente dalle guerre, ricordo il Congo, India e Pakistan. Conosco Gianni da tanto tempo, ha stabilito record sulla vendita dei biglietti, un bell’omaggio al gioco del calcio, che noi chiamiamo soccer. Ringrazio Melania, mia moglie. Sarà un evento mai visto, c’è un entusiasmo fantastico. Saluto il Primo Ministro del Canada e la presidente del Messico con cui abbiamo lavorato a stretto contatto. Gli Usa oggi sono un Paese sicuro. Grazie e divertitevi”.
Welfare: nasce “OB Italia Salute”
Roma, 5 dic. – Nasce OB Italia, il nuovo fondo nazionale di assistenza socio-sanitaria integrativa promosso da AIFOS, Assoesercenti, Confimpreseitalia, ITALPMI, UCI, UNCI, Valitalia PMI, Federforma e Fesica Confsal, con l’obiettivo di rafforzare le tutele per lavoratori, famiglie e cittadini.
Il modello bilaterale adottato dal Fondo vuole garantire un ventaglio di interventi dedicati alla salute, alla prevenzione e al benessere complessivo delle persone, con particolare attenzione ai bisogni emergenti della popolazione e al miglioramento della qualit della vita.
A guidare il Fondo sar Guido D’Amico, Presidente di Confimpreseitalia, che sottolinea come oggi sia fondamentale promuovere strumenti capaci di dare ai cittadini supporti concreti e accessibili. D’Amico sar affiancato da Sandro Vestita, Vice Presidente, ed Alfredo Mancini, Segretario Amministrativo.
Tra le prestazioni previste figurano sostegni economici in caso di ricoveri, percorsi di prevenzione mirati, check-up periodici, assistenza psicologica, servizi di supporto personalizzati e una rete di prestazioni che permette ai cittadini di accedere facilmente a cure, consulenze e programmi dedicati al benessere fisico e mentale compresa l’assistenza odontoiatrica. L’idea costruire un sistema che accompagni le persone nelle diverse fasi della vita, facilitando l’accesso ai servizi essenziali e favorendo una maggiore cultura della prevenzione.
Per i promotori, OB Italia rappresenta “un tassello importante nel panorama del welfare italiano”. Il Fondo destinato ai dipendenti delle aziende aderenti ed alle stesse ma sar accessibile anche ai cittadini che vorranno associarsi privatamente. Si stima che, gi da subito, circa un milione di persone saranno potenziali destinatari dei servizi e delle prestazioni offerte. Attivata la pagina ufficiale dedicata, che fornir aggiornamenti su servizi, requisiti e opportunit.
Schlein: famiglie e imprese soffrono e governo pensa a premierato
Roma, 5 dic. (askanews) – “Censis e Cnel ci restituiscono una fotografia del paese inequivocabile: gli italiani stanno peggio e ne siamo profondamente preoccupati. Ma c’è una cosa che ci preoccupa ancora di più: il negazionismo delle difficoltà sempre crescenti degli italiani da parte di Giorgia Meloni”. Lo afferma la segretaria Pd Elly Schlein.
Per la leader Pd “invece di mettere in campo misure concrete già in questa quarta legge di bilancio del suo governo, si crogiola nell’autocelebrazione e in riforme che interessano esclusivamente a lei, come quella della magistratura e il premierato”.
Continua la Schlein: “Le famiglie italiane soffrono un calo degli stipendi reali del 9% e aumenti del carrello della spesa del 25% negli ultimi 4 anni, e il governo cosa fa? La riforma della magistratura. Le imprese italiane soffrono le bollette più care d’Europa e un crollo della produzione industriale di quasi 32 mesi consecutivi, e il governo come risponde?. Con il premierato che indebolisce i poteri del Parlamento e del presidente della Repubblica”.
Per la segretaria democratica “i giovani italiani, che stanno emigrando in gran numero specialmente dal Sud, guardano sbigottiti ai continui condoni e ai regali agli evasori. È una destra che ha perso completamente il collegamento con la realtà. Con le altre opposizioni abbiamo presentato 16 emendamenti condivisi alla legge di bilancio su lavoro, sanità, scuola, welfare, fisco, politiche industriali e sicurezza. Proposte concrete, sostenibili e applicabili subito. La maggioranza ci dia ascolto, perché significa ascoltare le necessità e le urgenze del Paese reale, che sta fuori dai palazzi dove questa destra si è trincerata da più di 3 anni”.
Il trionfo dell’underdog rob a X Factor 2025: Sono partita in sordina
Napoli, 5 dic. (askanews) – Rappresentano la faccia pulita e di qualit della nuova musica italiana, nella finale di X Factor sono arrivati quattro ragazzi di talento, giovani e pieni di speranze. Ha trionfato a piazza del Plebiscito la giovanissima rob, 20 anni catanese, da tutti conosciuta come l’underdog di questa edizione. Partita in sordina si fatta valere e apprezzare.
“Quando Lauro mi ha definita come underdog ero davvero contenta perch era un modo per dire che ero migliorata e questa cosa stata fantastica per me. Io mi sento davvero di aver fatto un bel percorso insieme a Paola. Infatti sarei soddisfatta a prescindere dall’esito, perch come ho detto tantissime volte, per me gi essere in finale era un sogno ad occhi aperti. Quindi s, un po’ credo di sentirmi adesso un underdog. Anche se si parte un po’ in sordina poi il lavoro duro viene riconosciuto e io sono felicissima di questo”.
Settimana dopo settimana, seguendo i consigli della sua giudice Paola Iezzi, ha dominato il palco di X Factor 2025 con il suo pop-punk. Un genere che lei spera trovi nuovo spazio nella musica. “Io spero di arrivare al grande pubblico con il mio genere perch il genere che amo e mi piacerebbe se ci fosse comunque un revival, una nuova scena del pop punk, del rock in genere, come stato con i Maneskin che io adoro. Sarebbe fantastico far diventare il mio genere mainstream per comunque per me l’importante fare ci che amo, quindi continuer bella dritta su ci che voglio fare per un po’. Poi ho vent’anni, non si sa cosa succeder, per per adesso sono molto convinta”.
Ha superato in finale eroCaddeo, della squadra di Achille Lauro, secondo classificato; sul podio anche DELIA, della squadra di Jake La Furia. Quarto in classifica PierC, della squadra di Francesco Gabbani, che per molte puntate era stato dato per favorito e che si fatto apprezzare per le sue doti vocali.
“Chi entra Papa esce cardinale. Io sono gratissimo del percorso che ho fatto, sono felice di essere venuto per i miei compagni e per Rob, per tutti quanti. Ieri sera abbiamo vissuto il concerto, la finale, come un concerto fra colleghi, quindi non c’era nessun tipo di aspettativa, almeno da parte mia, riguardo alla posizione in cui sarei arrivato. C’era un sentimento e un clima condiviso, quindi sono contento del percorso fatto in maniera molto genuina”.
Un trionfo della musica di qualit anche se con stili molto diversi che ha illuminato la notte di Napoli. Sono aperti i casting per la prossima edizione.
Meta si accorda con i media, pagherà per addestrare l’Ia con news verificate
New York, 05 dic. (askanews) – La società di Mark Zuckerberg, Meta, ha annunciato venerdì di aver concluso nuovi accordi commerciali con diversi editori, tra cui USA Today, CNN, Fox News, The Daily Caller, Washington Examiner, People Inc. e Le Monde, per consentire al suo chatbot di intelligenza artificiale di accedere a contenuti verificati su attualità e informazione.
Gli accordi, di durata pluriennale e simili a quello già firmato con Reuters, prevedono compensi agli editori per l’utilizzo dei loro contenuti. La mossa segna un ritorno di Meta al pagamento per contenuti editoriali, dopo la chiusura del programma di remunerazione nel 2022.
Il chatbot IA di Meta è integrato nelle funzioni di ricerca e messaggistica di Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger: quando gli utenti porranno domande su eventi in corso, riceveranno risposte con indicazione della fonte e link agli articoli originali.
Michael Bubl intona l’Ave Maria in conferenza stampa in Vaticano
Roma, 5 dic. (askanews) – La sala stampa della Santa Sede diventa per la prima volta un “palco” per due artisti d’eccezione: Michael Bubl e Serena Autieri. Il primo, canadese, all’attivo oltre 75 milioni di album venduti nel mondo, ha intonato l’Ave Maria, che domani canter al Concerto per i Poveri, in Aula Paolo VI, alla presenza del Papa.
Autieri ha invece intonato un pezzettino del brano “Quando nascette Ninno”, in napoletano.
La sesta edizione del Concerto con i Poveri, evento gratuito che unisce bellezza artistica e solidariet, nel segno dell’incontro e della condivisione, ha come protagonista Michael Bubl, che si esibir con parte della sua band insieme al Mons. Marco Frisina, alla Nova Opera Orchestra e al Coro della Diocesi di Roma. Serena Autieri conduce la serata.
La Cei: obiezione di coscienza e servizio civile per una difesa non militare
Roma, 5 dic. (askanews) – “In un tempo in cui governi, attori politici e perfino opinioni pubbliche considerano la guerra come strumento privilegiato di risoluzione dei conflitti, occorre il coraggio di vie alternative per dare sostanza al realismo lungimirante della cura della dignità umana e del creato. Vale allora la pena di far memoria di esperienze civili di grande spessore, cui i cattolici hanno contribuito. Una di queste è quella che ha portato a scoprire che la difesa della patria non si assicura solo con il ricorso alle armi, ma passa per la cura della civitas, attraverso l’obiezione di coscienza e il servizio civile”. Così la Conferenza Episcopale Italiana nella Nota Pastorale “Educare a una pace disarmata e disarmante”, approvata dall’81ma Assemblea Generale il 19 novembre 2025 ad Assisi e pubblicata oggi.
“Oggi, di fronte al mondo in guerra, dovremmo poter declinare il valore della ‘difesa della patria’ in un servizio civile obbligatorio per ogni giovane, come momento che accompagna la maturità politica della maggiore età con quella civile e morale. Un servizio civile obbligatorio sarebbe un investimento per dare alle prossime generazioni l’occasione di praticare la cura per la dignità della persona umana e per l’ambiente, per opporsi all’ineguaglianza che si fa sistema sociale, all’inimicizia come qualifica delle relazioni fra esseri umani e popoli, alla soggezione dell’altro alle proprie ambizioni”, conclude il documento.
Nato, gli Usa vogliono che l’Europa assuma gran parte della difesa entro il 2027
Roma, 5 dic. (askanews) – Gli Stati Uniti vogliono che l’Europa assuma la maggior parte delle capacità di difesa convenzionali della Nato, dall’intelligence ai missili, entro il 2027. Lo scrive in esclusiva la Reuters citando quanto riferito a Washington da alcuni funzionari del Pentagono a diplomatici.
Il messaggio, riportato da cinque fonti a conoscenza della discussione, tra cui un funzionario statunitense, è stato trasmesso durante una riunione tenutasi questa settimana a Washington tra il personale del Pentagono che supervisiona la politica della Nato e diverse delegazioni europee. La scadenza, piuttosto ravvicinata, è stata ritenuta irrealistica da alcuni funzionari europei. Durante l’incontro, i funzionari del Pentagono hanno dichiarato che Washington non è ancora soddisfatta dei progressi compiuti dall’Europa per potenziare le proprie capacità di difesa dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022.
I funzionari statunitensi hanno detto alle loro controparti che se l’Europa non rispetterà la scadenza del 2027, gli Stati Uniti potrebbero interrompere la partecipazione ad alcuni meccanismi di coordinamento della difesa della Nato, hanno riferito alla Reuters le fonti a condizione di anonimato.
E’ morto il cantante Sandro Giacobbe
Roma, 5 dic. (askanews) – Una delle voci simbolo della musica italiana anni ’70 e ’80, è morto oggi nella sua abitazione di Cogorno, nel Levante ligure. Aveva 75 anni e da oltre dieci anni affrontava con coraggio la malattia. Autore di successi come “Signora mia” e “Gli occhi di tua madre”, Giacobbe ha segnato un’epoca con le sue melodie romantiche. Lascia la moglie e i figli Andrea e Alessandro Una carriera costruita sulle emozioni e sulle parole che hanno fatto innamorare generazioni. Sandro Giacobbe è morto oggi, a 75 anni, nella sua abitazione di Cogorno, nel Levante genovese. La notizia è stata confermata da una fonte vicina alla famiglia. Da oltre dieci anni combatteva contro un tumore, affrontando la malattia con grande forza d’animo.
Dai successi alle hit parade internazionali Cantautore raffinato, Giacobbe ha firmato brani indimenticabili come “Signora mia” e “Gli occhi di tua madre”, che negli anni ’70 e ’80 hanno dominato le classifiche italiane e straniere. Le sue canzoni, intrise di romanticismo, hanno accompagnato la vita di milioni di ascoltatori, diventando colonne sonore di un’epoca.
“Arti della Terra” una mostra che cambia le carte in tavola
Bilbao, 5 dic. (askanews) – Forse non tutti lo coglieranno e forse non tutti saranno pronti o d’accordo. Ma la mostra “Arti della Terra” presentata nel Museo Guggenheim di Bilbao in qualche modo rappresenta un cambiamento che non rinviabile, una presa di posizione di fronte allo stato del pianeta che deve coinvolgere anche il discorso culturale e artistico. Nelle grandi sale progettate da Gerhy trovano spazio alberi, foglie, materiali e soprattutto terra, in un percorso che rimanda alla Land Art o all’attivismo, ma che anche qualcosa di pi radicale.
“Sono i processi ecosistemici che ci interessa portare qui dentro – ha detto ad askanews il curatore Manuel Cirauqui – prima di tutto per porre una sfida ai protocolli classici del museo, pensando che in un futuro prossimo questa sar la nostra realt. Dovevo essere molto pi vicini ai processi ecosistemici per poterli capire e per poter esistere insieme, perch non c’ un altro modo di esistere”.
Al centro della ricerca c’ il suolo, inteso come spazio materiale ed ecosistema condiviso, ma c’ anche una costante urgenza di cambiamento, perch le piante e l’erba, banalmente, crescono, e “crescita” un’altra parola chiave, perch rimanda pure al sistema economico che ha prodotto la crisi attuale. E uno dei possibili sensi profondi dell’esposizione si pu trovare proprio nella duplice lettura di questi termini, applicabili sia al progetto d’arte sia all’emergenza ambientale. E naturalmente si ragiona di trasformazione.
“Questa trasformazione del mondo, noi pensiamo con la mostra – ha aggiunto il curatore – che venuta accompagnata da una trasformazione nell’arte e suo rapporto con i materiali. In questo contesto dei materiali entrano i processi vivi”.
chiaro che si tratta comunque di una mostra in uno dei musei pi globalizzati, ed anche vero che sono esposti artisti storici come Joseph Beuys, Hans Haacke, Richard Long, Meg Webster o Giuseppe Penone, ma il contesto complessivo a essere in gran parte diverso, anche per la presenza di molti artisti pi giovani e legati al territorio.
“L’idea del contemporaneo stesso – ha concluso Manuel Cirauqui – una idea che vogliamo prendere non problematicamente, ma che vogliamo prendere criticamente il contemporaneo non il contemporaneo dei social o di due ore fa, il contemporaneo un spazio molto largo di pi di 60-70 anni, possiamo pensare a dei momenti che hanno aperto questa sensazione del contemporaneo della crisi climatica come un presente allargato”.
Un presente che rischia di sfuggire via e che, come gli alberi del Mediterraneo che fanno parte di una grande installazione, ha bisogno di cura. E la qualit di questa cura, alla fine, diventa l’opera stessa. Questo s, potrebbe essere un cambiamento epocale per il sistema dell’arte. (Leonardo Merlini)
Claude Monet, a Milano una mostra immersiva a 100 anni dalla morte
Milano, 5 dic. (askanews) – 1926-2026: i cento anni dalla morte di Claude Monet si aprono con una mostra immersiva allo Spazio Ventura di Milano dal 5 dicembre, data della morte del maestro, al 4 aprile 2026 “Claude Monet: The Immersive Experience”, un’esposizione artistica in cui il mondo vibrante e onirico dell’artista francese prende vita.
Quasi 2mila metri quadrati di esposizione che, attraverso una tecnologia digitale 4K, restituisce oltre 300 importantissime opere. Questa nuova esperienza artistica a 360 gradi celebra le opere di Monet, tra le quali capolavori come le serie delle Ninfee; Impressione, levar del sole, abbinando poesia e sofisticata tecnologia.
L’esposizione presentata da Exhibition Hub, curatore, produttore e distributore internazionale di grandi mostre ed esperienze di intrattenimento per famiglie, in collaborazione con Fever.
Roberta Saldi, Corporate & co marketing manager di Exhibition Hub: “La mostra si sviluppa in varie sale, ci sono dei percorsi che riguardano chiaramente la vita di Monet, le tecniche pittoriche, c’ la riproduzione del suo studio di Giverny, che era questo suo tempio dove lui creava e riproduceva en plein air, tutte le sue opere, il ponte giapponese, poi c’ la sala immersiva dove si viene immersi a 360 gradi”.
Una esperienza per suoni e immagini di grandi dimensioni in grado di trasportare il visitatore in quella realt mediata dalle sensazioni, les “impressions” che hanno reso celebre il maestro dell’Impressionismo.
Dure critiche degli Usa all’Ue: rischia la cancellazione della sua civiltà
Roma, 5 dic. (askanews) – A meno di un anno dagli avvertimenti pronunciati dal vicepresidente JD Vance alla 61 Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, l’Amministrazione Trump torna a scuotere l’Europa, denunciando le ‘aspettative irrealistiche’ dei funzionari europei sulla guerra in Ucraina e parlando apertamente di una ‘progressiva erosione della civiltà europea’. La nuova Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, pubblicata oggi dalla Casa Bianca, delinea per il continente un futuro allarmante: l’Europa, si legge, rischia di diventare ‘irriconoscibile entro vent’anni o meno’ se le tendenze attuali non verranno invertite. Ma gli Usa puntano il dito anche contro il ruolo della Nato, che non deve essere più percipita ‘come alleanza in continua espansione’.
Nel mirino di Washington, in ogni caso, c’è soprattutto l’Unione europea, ritenuta incapace di fronteggiare i flussi migratori, il crollo demografico e la perdita delle identità nazionali e della fiducia collettiva. In una visione del mondo che rimette al centro lo Stato-nazione e ridimensiona il ruolo delle istituzioni sovranazionali, la Casa Bianca considera Bruxelles parte del problema più che della soluzione.
Per gli Stati Uniti, il rilancio europeo passa attraverso quattro direttrici: una ridefinizione del rapporto con la Russia; una reale assunzione di responsabilità da parte dei Paesi europei in materia di difesa; una maggiore apertura dei mercati dell’UE ai beni e servizi americani; e l’abbandono dell’idea di una NATO destinata a espandersi indefinitamente.
Nell’analisi della postura statunitense nello scenario globale, il documento individua nel Sud America e nell’Indo-Pacifico i principali teatri strategici per Washington, ridimensionando il focus sul Medio Oriente.
PACE ATTRAVERSO LA FORZA, LA POLITICA ESTERA DEL PRESIDENTE TRUMP ‘Negli ultimi nove mesi, abbiamo salvato la nostra nazione – e il mondo intero – dall’orlo della catastrofe. Dopo quattro anni di debolezza, estremismo e fallimenti letali, la mia amministrazione ha agito con urgenza e rapidità storica per ripristinare la forza degli Stati Uniti, sia internamente che all’estero, e per portare pace e stabilità nel mondo’, ha scritto il presidente Trump nel preludio del documento di Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America, pubblicato oggi dalla Casa Bianca. ‘Nessuna amministrazione nella storia ha realizzato un cambiamento così radicale in così breve tempo’, scrive Trump nella lettera che apre il documento.
‘L’America è di nuovo forte e rispettata, e grazie a questo stiamo portando pace in tutto il mondo’ e ‘in ogni nostra azione, mettiamo l’America al primo posto’, ha specificato Trump, presentando la nuova strategia di politica estera statunitense.
In merito al documento di Strategia di Sicurezza Nazionale, Trump ha sottolineato che esso ‘rappresenta una roadmap per garantire che l’America rimanga la nazione più grande e di maggior successo nella storia dell’umanità, e la casa della libertà sulla Terra’.
Nella definizione della propria strategia in ambito geopolitico, la Casa Bianca ha rappresentato che ‘la politica estera del presidente Trump è pragmatica senza essere ‘pragmatista’, realistica senza essere ‘realista’, fondata su principi senza essere ‘idealista’, decisa senza essere ‘bellicosa’ e misurata senza essere ‘pacifista’. Non si basa su ideologie politiche tradizionali, ma è motivata soprattutto da ciò che funziona per l’America-in due parole, ‘America First”.
‘Un mondo in fiamme, dove le guerre arrivano sulle nostre coste, è contrario agli interessi americani’, rileva la Strategia statunitense, specificando che ‘il presidente Trump utilizza una diplomazia non convenzionale, la potenza militare americana e leve economiche per estinguere chirurgicamente focolai di divisione tra nazioni dotate di armi nucleari e guerre violente causate da odi secolari’.
In questo nuovo scenario globale, l’Amministrazione Trump ha ridefinito le parole chiave della propria politica estera, che possono essere riassunte in una riperimetrazione del concetto di interesse nazionale; di una ristaurata prevalenza militare; una tendenza al non interventismo; un rapporto con i competitor e alleati internazionali basato su un realismo flessibile; la primauté degli Stati sugli organismi internazionali e un equilibrio di potere che non minacci l’egemonia statunitense.
‘COROLLARIO TRUMP’ ALLA STORICA DOTTRINA MONROE L’Amministrazione Trump ha delineato nel documento di Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America, gli interessi fondamentali di politica estera degli Stati Uniti, applicando un ‘Corollario Trump’ alla Dottrina Monroe.
‘I nostri obiettivi per l’Emisfero Occidentale possono essere riassunti in ‘Arruolare ed Espandere”, si legge nel documento.
‘Arruolare significa coinvolgere amici consolidati nell’emisfero per controllare la migrazione, fermare i flussi di droga e rafforzare la stabilità e la sicurezza, sia sulla terra che sul mare’, specifica il documento, mentre ‘Espandere significa coltivare e rafforzare nuovi partner, aumentando al contempo l’attrattiva degli Stati Uniti come partner economico e di sicurezza preferenziale’.
‘Gli Stati Uniti devono essere preminenti nell’Emisfero Occidentale, condizione essenziale per la nostra sicurezza e prosperità, che ci permetta di affermarci con sicurezza dove e quando necessario. I termini delle nostre alleanze e di qualsiasi forma di aiuto devono dipendere dalla riduzione dell’influenza ostile esterna – dal controllo di installazioni militari, porti e infrastrutture critiche, all’acquisizione di asset strategici’, precisa l’Amministrazione Trump.
Secondo quanto si evince dal documento, gli obiettivi di Washington sono quelli di ‘garantire che l’Emisfero Occidentale rimanga sufficientemente stabile e ben governato da prevenire e scoraggiare migrazioni di massa verso gli Stati Uniti’; di avere ‘un emisfero i cui governi collaborino con noi contro narco-terroristi, cartelli e altre organizzazioni criminali transnazionali’; di avere ‘un emisfero libero da incursioni ostili o dal controllo straniero di asset strategici, e che sostenga le catene di approvvigionamento critiche’; e ‘garantire il nostro continuo accesso a località strategiche chiave’.
Inoltre, la Casa Bianca vuole ‘fermare e invertire i danni che attori stranieri infliggono all’economia americana, mantenendo al contempo l’Indo-Pacifico libero e aperto, preservando la libertà di navigazione in tutte le rotte marittime cruciali, e garantendo catene di approvvigionamento sicure e affidabili e accesso a materiali critici’; ‘sostenere i nostri alleati nel preservare la libertà e la sicurezza dell’Europa, mentre aiutiamo il continente a recuperare la fiducia civica e l’identità occidentale’; ‘impedire a una potenza ostile di dominare il Medio Oriente, le sue risorse di petrolio e gas e i punti di passaggio strategici, evitando al contempo le ‘guerre infinite’ che ci hanno intrappolato nella regione a costi enormi’; ‘garantire che la tecnologia e gli standard statunitensi, in particolare nell’IA, nella biotecnologia e nel calcolo quantistico, guidino il progresso mondiale’.
INDO-PACIFICO PRIMARIO CAMPO DI COMPETIZIONE CON CINA ‘L’Indo-Pacifico è e continuerà a essere uno dei principali campi di battaglia economici e geopolitici del secolo a venire’, si legge nel documento redatto dall’Amministrazione Trump sulla Strategia della Sicurezza Nazionale pubblicato oggi dalla Casa Bianca. Questo è il terreno di scontro e confronto con il principale competitor degli Stati Uniti, la Cina.
‘Il presidente Trump ha invertito da solo oltre tre decenni di supposizioni errate degli Stati Uniti riguardo la Cina: cioè, che aprendo i nostri mercati alla Cina, incoraggiando le imprese americane a investire in Cina e delocalizzando la nostra produzione industriale lì, avremmo facilitato l’ingresso della Cina nel cosiddetto ‘ordine internazionale basato sulle regole’. Ciò non è accaduto’, appura la Casa Bianca.
‘La Cina è diventata ricca e potente, e ha utilizzato la sua ricchezza e il suo potere a proprio vantaggio. Le élite americane – in quattro amministrazioni consecutive di entrambi i partiti – sono state o facilitatori consenzienti della strategia cinese, o in negazione della realtà’, osserva il documento. In questo contesto, secondo l’Amministrazione Trump, è importante che ci sia ‘un focus costante sulla deterrenza per prevenire la guerra nell’Indo-Pacifico’. Infatti, è ‘prioritario’ per la Casa Bianca ‘prevenire un conflitto su Taiwan, idealmente mantenendo un vantaggio militare’.
EUROPA: TRA ANTICA GRANDEZZA E ODIERNA DECADENZA ‘È un interesse fondamentale degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilità in Ucraina, al fine di stabilizzare le economie europee, prevenire un’escalation involontaria o l’espansione della guerra, ristabilire la stabilità strategica con la Russia e consentire la ricostruzione post-bellica dell’Ucraina per garantirne la sopravvivenza come stato vitale’, si legge nel documento di Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America.
Gli Stati Uniti, nell’analisi del conflitto in Ucraina, osservano una ‘progressiva erosione della civiltà europea’, dettata dalle ‘azioni dell’Unione Europea e di altri organismi transnazionali che minano la libertà politica e la sovranità nazionale; politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando tensioni; censura della libertà di espressione e repressione dell’opposizione politica; calo demografico; perdita delle identità nazionali e della fiducia in sé stessa’.
Secondo l’Amministrazione Trump, ‘se le tendenze attuali continueranno, il continente sarà irriconoscibile entro vent’anni o meno’.
‘Non è quindi scontato che alcuni paesi europei possano mantenere economie e forze militari sufficientemente forti da restare alleati affidabili’, evidenzia il rapporto.
‘Molti di questi stati, al momento, stanno rafforzando il loro percorso attuale. Gli Stati Uniti desiderano che l’Europa rimanga europea, recuperi la propria fiducia civica e abbandoni il fallimentare approccio basato sul soffocamento regolamentare’, prosegue il documento.
‘Questa mancanza di fiducia in sé stessa è particolarmente evidente nel rapporto con la Russia’, sottolinea il documento di Sicurezza Nazionale, aggiungendo che ‘gli alleati europei godono di un significativo vantaggio militare rispetto alla Russia su quasi tutti i fronti, ad eccezione delle armi nucleari’.
‘A causa della guerra in Ucraina, le relazioni europee con la Russia sono profondamente compromesse, e molti europei considerano la Russia una minaccia esistenziale. Gestire queste relazioni richiederà un impegno diplomatico significativo da parte degli Stati Uniti, sia per ristabilire condizioni di stabilità strategica sull’intera Eurasia, sia per ridurre il rischio di conflitto tra Russia e stati europei’, evidenzia il documento.
Ciononostante, esiste un impegno di Washington per ripristinare ‘l’antica grandezza’ del Vecchio continente, figlio del fatto che ‘l’Europa rimane strategicamente e culturalmente vitale per gli Stati Uniti’.
Le priorità evidenziate dagli Stati Uniti per un rinnovamento europeo prevedono una ridefinizione dei rapporti con la Russia, una piena assunzione di responsabilità europea in merito alla propria difesa, un’apertura dei mercati europei ai beni e servizi statunitensi e la fine della percezione della NATO come alleanza in continua espansione.
Inoltre, l’Amministrazione Trump ritiene che ‘la crescente influenza dei partiti europei patriottici rappresenta un motivo di grande ottimismo’ per la futura rinascita europea.
‘Il nostro obiettivo deve essere aiutare l’Europa a correggere la propria traiettoria attuale. Avremo bisogno di un’Europa forte per competere con successo e per collaborare con noi nel prevenire che qualsiasi avversario domini il continente’, prosegue la nota, spiegando che ‘gli Stati Uniti sono, comprensibilmente, legati sentimentalmente al continente europeo – e, naturalmente, a Gran Bretagna e Irlanda’.
IL NUOVO MEDIO ORIENTE ‘La chiave per relazioni di successo con il Medio Oriente è accettare la regione, i suoi leader e i suoi stati così come sono, lavorando insieme su aree di interesse comune’, ha scritto la Casa Bianca nel documento di Strategia sulla Sicurezza Nazionale pubblicato oggi.
‘Per almeno mezzo secolo, la politica estera americana ha dato priorità al Medio Oriente rispetto a tutte le altre regioni. Le ragioni sono ovvie: il Medio Oriente è stato per decenni il principale fornitore mondiale di energia, un teatro privilegiato della competizione tra superpotenze e una regione costellata di conflitti che minacciavano di espandersi al resto del mondo e persino sulle nostre stesse coste’, si legge nel documento.
‘Oggi almeno due di queste dinamiche non sono più valide. Le forniture energetiche si sono notevolmente diversificate, con gli Stati Uniti che sono tornati a essere un esportatore netto di energia. La competizione tra superpotenze ha lasciato spazio al gioco tra grandi potenze, in cui gli Stati Uniti mantengono la posizione più invidiabile, rafforzata dalla rivitalizzazione delle nostre alleanze nel Golfo, con altri partner arabi e con Israele guidata dal presidente Trump’, specifica il documento.
‘I giorni in cui il Medio Oriente dominava la politica estera americana – sia nella pianificazione a lungo termine sia nell’esecuzione quotidiana – sono fortunatamente finiti, non perché il Medio Oriente non conti più, ma perché non rappresenta più una costante irritazione e la potenziale fonte di catastrofe imminente che era un tempo. La regione sta emergendo come un luogo di partenariato, amicizia e investimenti, una tendenza da accogliere e incoraggiare’, afferma l’Amministrazione Trump.
AFRICA, UN NUOVO APPROCCIO AMERICANO Infine, in merito al continente africano, gli Stati Uniti intendono riformare la loro politica in Africa, passando da un approccio basato sugli aiuti a uno centrato su investimenti e commercio. L’obiettivo è mitigare conflitti, favorire partenariati affidabili, sfruttare risorse naturali e sviluppare settori strategici come energia e minerali critici, senza impegnarsi in presenza militari a lungo termine.
Ex Ilva, operai in festa a Genova: stop a presidio e sciopero
Genova, 5 dic. (askanews) – I lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Genova hanno accolto con applausi, cori ed abbracci l’esito dell’incontro di oggi a Roma tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis. Gli operai hanno quindi deciso di rimuovere il presidio di protesta permanente in piazza Savio che da cinque giorni sta causando gravi disagi al traffico in tutto il ponente cittadino e di sospendere lo sciopero.
“Buone notizie sì – ha commentato il coordinatore della Rsu Fiom Cgil dello stabilimento genovese di Acciaierie d’Italia, Armando Palombo – problemi finiti no. La latta continuerà con gli ordini che abbiamo già in cassetto e ci sarà un rallentamento sul cromato. Sullo zincato abbiamo 22 o 24 mila tonnellate per arrivare fino al 28 febbraio con tre settimane di fermata per manutenzione. Questi sono numeri che a noi vanno bene”.
“Lo zincato – ha sottolineato Palombo – è ripartito come chiedevamo noi ma qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza per questi 7 giorni che abbiamo passato qua a Genova. Riprendiamo l’attività da domani a pieno regime con 585 persone a lavorare, 280 in cassa e 70 ai corsi di formazione, ma con la zincatura in funzione. Qua sbaracchiamo tutto, ordiniamo e puliamo”.
Pompe di calore e data center: la rivoluzione secondo Bani
Roma, 5 dic. (askanews) – Al Forum dedicato all’energia e all’innovazione sostenibile, tra i protagonisti anche Riccardo Bani, Presidente di ARSE e imprenditore alla guida di Veos S.p.A., realt che investe in tecnologie energetiche avanzate. Con lui abbiamo affrontato uno dei temi pi urgenti per il futuro del Paese: la decarbonizzazione del riscaldamento domestico e il ruolo delle nuove soluzioni elettriche.
“Oggi, il 50% dei consumi dell’energia finale in Italia riscaldamento e industria, i due terzi sono riscaldamento, quindi la risposta assolutamente importante, anche perch nei consumi di energia elettrica abbiamo gi fatto molto, siamo arrivati ormai quasi al 50%. Sul riscaldamento battiamo un po’ la fiacca. L’elettrificazione dei consumi termici, in particolare attraverso tecnologia della pompa di calore, che ha raggiunto, grazie agli investimenti, ricerca e sviluppo la possibilit di coprire anche fabbisogni con edifici con radiatori, una strada maestra che dobbiamo perseguire. Porta molteplici benefici: il primo veniva ricordato in questo evento del Forum “QualEnergia”, la sicurezza energetica nel nostro Paese perch, per ogni caldaia spenta e sostituita da una pompa di calore, non solo azzeriamo il consumo di gas laddove ci stiamo scaldando, ma ne riduciamo anche il 60% nel livello Sistema-Paese. Riduciamo le bollette delle famiglie e delle imprese, perch anche le imprese si riscaldano nei loro edifici, e la riduciamo dal 35 al 70% risolvendo un problema rilevante per le famiglie e competitivit per le imprese italiane. Ultimo, ma non meno importante, l’aspetto ambientale perch, al di l dei temi macro cambiamenti climatici, l’aria inquinata nelle nostre citt, soprattutto da monossido di carbonio e polveri sottili, prevalentemente riconducibile al riscaldamento” ha dichiarato Bani.
Una visione che lega la transizione energetica alla capacit di innovare: pompe di calore, reti intelligenti, comunit energetiche e recupero del calore di scarto. Tecnologie gi disponibili, che possono rendere le citt italiane pi sostenibili, pi efficienti e pi indipendenti dal gas. Una sfida che parte dagli edifici, ma che chiama in causa il futuro dell’intero sistema energetico nazionale.
Roma, arriva "Harry Potter" in concerto con I doni della morte
Roma, 5 dic. (askanews) – L’ultimo e più atteso capitolo della saga letteraria più amata arriva per la prima volta in Italia come mai visto prima: “Harry Potter Film Concert Series presenta Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 in Concerto”, il settimo e penultimo film, sabato 6 (sold out) e domenica 7 dicembre (ore 15.00 e ore 20.30) all’Auditorium Conciliazione di Roma e a seguire al TAM Teatro Arcimboldi di Milano sabato 27 (ore 20.30) e domenica 28 dicembre (ore 15.00 e ore 19.30).
L’Orchestra Italiana del Cinema sale sul palco con una formazione di 80 musicisti – guidata nella Capitale dalla bacchetta del direttore Mathieu Romano e a Milano dal direttore Benjamin Pope – pronta a eseguire dal vivo l’indimenticabile colonna sonora di Alexandre Desplat in perfetto sincrono con la proiezione dell’intero film, in alta definizione su uno schermo di 12 metri e con i dialoghi in italiano.
Un evento in anteprima assoluta per l’Italia, in attesa del Roma Film Music Festival, la manifestazione internazionale dedicata al mondo delle colonne sonore e ai suoi protagonisti che vedrà la sua quinta edizione a Roma nel marzo 2026.
“Harry Potter Film Concert Series” è un progetto ideato da Warner Bros. Discovery Global Themed Entertainment e CineConcerts, ed è l’unica tournée ufficiale che celebra a livello globale i film della saga. Dal debutto mondiale di “Harry Potter e la Pietra Filosofale in Concerto” nel 2016, oltre 3 milioni di spettatori in più di 48 Paesi hanno vissuto la magia di questa straordinaria esperienza, con oltre 2.973 performance programmate entro il 2025.
“Con Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 ci avviciniamo al culmine di un viaggio straordinario che ha segnato profondamente anche la storia della nostra orchestra” ha dichiarato Marco Patrignani. “Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto ufficiale, che ha incantato milioni di spettatori nel mondo, e che continua con entusiasmo il suo percorso verso la quinta edizione del Roma Film Music Festival, in programma a marzo 2026”.
In questo capitolo, che avvicina il pubblico alla fine, nuova luce colpisce dettagli, personaggi ed eventi che già si pensava di conoscere, rivelandone segreti e significati profondi. Harry, Ron ed Hermione partono per una missione: trovare e distruggere gli Horcrux, la chiave del potere di Voldemort. Da soli e in fuga, i tre amici devono contare l’uno sull’altro più che mai… ma le Forze Oscure minacciano di dividerli.
Vincitore dell’International Film Music Critics Award (IFMCA), del World Soundtrack Award e del Satellite Award per la Miglior Colonna Sonora Originale, il compositore premio Oscar Alexandre Desplat (Grand Budapest Hotel, Il Discorso del Re, Philomena) ha creato una colonna sonora intensa e raffinata che trasporta il pubblico nel cuore delle avventure di Harry mentre ha inizio la tanto temuta guerra nel mondo magico.
Justin Freer, presidente di CineConcerts e produttore/direttore della Harry Potter Film Concert Series, ha commentato: “La saga cinematografica di Harry Potter è un fenomeno culturale irripetibile che continua a incantare milioni di fan in tutto il mondo. Siamo felici di offrire al pubblico, per la prima volta, l’opportunità di ascoltare dal vivo le musiche premiate della saga mentre il film viene proiettato sul grande schermo. Un evento davvero indimenticabile”.
Brady Beaubien, produttore di CineConcerts, ha aggiunto: “Harry Potter è sinonimo di emozione in tutto il mondo. Speriamo che, attraverso l’esecuzione dal vivo di questa musica straordinaria insieme al film completo, il pubblico continui a celebrare il mondo magico”.


















































