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sabato, 24 Gennaio, 2026
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“Arti della Terra” una mostra che cambia le carte in tavola

Bilbao, 5 dic. (askanews) – Forse non tutti lo coglieranno e forse non tutti saranno pronti o d’accordo. Ma la mostra “Arti della Terra” presentata nel Museo Guggenheim di Bilbao in qualche modo rappresenta un cambiamento che non rinviabile, una presa di posizione di fronte allo stato del pianeta che deve coinvolgere anche il discorso culturale e artistico. Nelle grandi sale progettate da Gerhy trovano spazio alberi, foglie, materiali e soprattutto terra, in un percorso che rimanda alla Land Art o all’attivismo, ma che anche qualcosa di pi radicale.

“Sono i processi ecosistemici che ci interessa portare qui dentro – ha detto ad askanews il curatore Manuel Cirauqui – prima di tutto per porre una sfida ai protocolli classici del museo, pensando che in un futuro prossimo questa sar la nostra realt. Dovevo essere molto pi vicini ai processi ecosistemici per poterli capire e per poter esistere insieme, perch non c’ un altro modo di esistere”.

Al centro della ricerca c’ il suolo, inteso come spazio materiale ed ecosistema condiviso, ma c’ anche una costante urgenza di cambiamento, perch le piante e l’erba, banalmente, crescono, e “crescita” un’altra parola chiave, perch rimanda pure al sistema economico che ha prodotto la crisi attuale. E uno dei possibili sensi profondi dell’esposizione si pu trovare proprio nella duplice lettura di questi termini, applicabili sia al progetto d’arte sia all’emergenza ambientale. E naturalmente si ragiona di trasformazione.

“Questa trasformazione del mondo, noi pensiamo con la mostra – ha aggiunto il curatore – che venuta accompagnata da una trasformazione nell’arte e suo rapporto con i materiali. In questo contesto dei materiali entrano i processi vivi”.

chiaro che si tratta comunque di una mostra in uno dei musei pi globalizzati, ed anche vero che sono esposti artisti storici come Joseph Beuys, Hans Haacke, Richard Long, Meg Webster o Giuseppe Penone, ma il contesto complessivo a essere in gran parte diverso, anche per la presenza di molti artisti pi giovani e legati al territorio.

“L’idea del contemporaneo stesso – ha concluso Manuel Cirauqui – una idea che vogliamo prendere non problematicamente, ma che vogliamo prendere criticamente il contemporaneo non il contemporaneo dei social o di due ore fa, il contemporaneo un spazio molto largo di pi di 60-70 anni, possiamo pensare a dei momenti che hanno aperto questa sensazione del contemporaneo della crisi climatica come un presente allargato”.

Un presente che rischia di sfuggire via e che, come gli alberi del Mediterraneo che fanno parte di una grande installazione, ha bisogno di cura. E la qualit di questa cura, alla fine, diventa l’opera stessa. Questo s, potrebbe essere un cambiamento epocale per il sistema dell’arte. (Leonardo Merlini)

Claude Monet, a Milano una mostra immersiva a 100 anni dalla morte

Milano, 5 dic. (askanews) – 1926-2026: i cento anni dalla morte di Claude Monet si aprono con una mostra immersiva allo Spazio Ventura di Milano dal 5 dicembre, data della morte del maestro, al 4 aprile 2026 “Claude Monet: The Immersive Experience”, un’esposizione artistica in cui il mondo vibrante e onirico dell’artista francese prende vita.

Quasi 2mila metri quadrati di esposizione che, attraverso una tecnologia digitale 4K, restituisce oltre 300 importantissime opere. Questa nuova esperienza artistica a 360 gradi celebra le opere di Monet, tra le quali capolavori come le serie delle Ninfee; Impressione, levar del sole, abbinando poesia e sofisticata tecnologia.

L’esposizione presentata da Exhibition Hub, curatore, produttore e distributore internazionale di grandi mostre ed esperienze di intrattenimento per famiglie, in collaborazione con Fever.

Roberta Saldi, Corporate & co marketing manager di Exhibition Hub: “La mostra si sviluppa in varie sale, ci sono dei percorsi che riguardano chiaramente la vita di Monet, le tecniche pittoriche, c’ la riproduzione del suo studio di Giverny, che era questo suo tempio dove lui creava e riproduceva en plein air, tutte le sue opere, il ponte giapponese, poi c’ la sala immersiva dove si viene immersi a 360 gradi”.

Una esperienza per suoni e immagini di grandi dimensioni in grado di trasportare il visitatore in quella realt mediata dalle sensazioni, les “impressions” che hanno reso celebre il maestro dell’Impressionismo.

Dure critiche degli Usa all’Ue: rischia la cancellazione della sua civiltà

Roma, 5 dic. (askanews) – A meno di un anno dagli avvertimenti pronunciati dal vicepresidente JD Vance alla 61 Conferenza sulla Sicurezza di Monaco, l’Amministrazione Trump torna a scuotere l’Europa, denunciando le ‘aspettative irrealistiche’ dei funzionari europei sulla guerra in Ucraina e parlando apertamente di una ‘progressiva erosione della civiltà europea’. La nuova Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, pubblicata oggi dalla Casa Bianca, delinea per il continente un futuro allarmante: l’Europa, si legge, rischia di diventare ‘irriconoscibile entro vent’anni o meno’ se le tendenze attuali non verranno invertite. Ma gli Usa puntano il dito anche contro il ruolo della Nato, che non deve essere più percipita ‘come alleanza in continua espansione’.

Nel mirino di Washington, in ogni caso, c’è soprattutto l’Unione europea, ritenuta incapace di fronteggiare i flussi migratori, il crollo demografico e la perdita delle identità nazionali e della fiducia collettiva. In una visione del mondo che rimette al centro lo Stato-nazione e ridimensiona il ruolo delle istituzioni sovranazionali, la Casa Bianca considera Bruxelles parte del problema più che della soluzione.

Per gli Stati Uniti, il rilancio europeo passa attraverso quattro direttrici: una ridefinizione del rapporto con la Russia; una reale assunzione di responsabilità da parte dei Paesi europei in materia di difesa; una maggiore apertura dei mercati dell’UE ai beni e servizi americani; e l’abbandono dell’idea di una NATO destinata a espandersi indefinitamente.

Nell’analisi della postura statunitense nello scenario globale, il documento individua nel Sud America e nell’Indo-Pacifico i principali teatri strategici per Washington, ridimensionando il focus sul Medio Oriente.

PACE ATTRAVERSO LA FORZA, LA POLITICA ESTERA DEL PRESIDENTE TRUMP ‘Negli ultimi nove mesi, abbiamo salvato la nostra nazione – e il mondo intero – dall’orlo della catastrofe. Dopo quattro anni di debolezza, estremismo e fallimenti letali, la mia amministrazione ha agito con urgenza e rapidità storica per ripristinare la forza degli Stati Uniti, sia internamente che all’estero, e per portare pace e stabilità nel mondo’, ha scritto il presidente Trump nel preludio del documento di Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America, pubblicato oggi dalla Casa Bianca. ‘Nessuna amministrazione nella storia ha realizzato un cambiamento così radicale in così breve tempo’, scrive Trump nella lettera che apre il documento.

‘L’America è di nuovo forte e rispettata, e grazie a questo stiamo portando pace in tutto il mondo’ e ‘in ogni nostra azione, mettiamo l’America al primo posto’, ha specificato Trump, presentando la nuova strategia di politica estera statunitense.

In merito al documento di Strategia di Sicurezza Nazionale, Trump ha sottolineato che esso ‘rappresenta una roadmap per garantire che l’America rimanga la nazione più grande e di maggior successo nella storia dell’umanità, e la casa della libertà sulla Terra’.

Nella definizione della propria strategia in ambito geopolitico, la Casa Bianca ha rappresentato che ‘la politica estera del presidente Trump è pragmatica senza essere ‘pragmatista’, realistica senza essere ‘realista’, fondata su principi senza essere ‘idealista’, decisa senza essere ‘bellicosa’ e misurata senza essere ‘pacifista’. Non si basa su ideologie politiche tradizionali, ma è motivata soprattutto da ciò che funziona per l’America-in due parole, ‘America First”.

‘Un mondo in fiamme, dove le guerre arrivano sulle nostre coste, è contrario agli interessi americani’, rileva la Strategia statunitense, specificando che ‘il presidente Trump utilizza una diplomazia non convenzionale, la potenza militare americana e leve economiche per estinguere chirurgicamente focolai di divisione tra nazioni dotate di armi nucleari e guerre violente causate da odi secolari’.

In questo nuovo scenario globale, l’Amministrazione Trump ha ridefinito le parole chiave della propria politica estera, che possono essere riassunte in una riperimetrazione del concetto di interesse nazionale; di una ristaurata prevalenza militare; una tendenza al non interventismo; un rapporto con i competitor e alleati internazionali basato su un realismo flessibile; la primauté degli Stati sugli organismi internazionali e un equilibrio di potere che non minacci l’egemonia statunitense.

‘COROLLARIO TRUMP’ ALLA STORICA DOTTRINA MONROE L’Amministrazione Trump ha delineato nel documento di Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America, gli interessi fondamentali di politica estera degli Stati Uniti, applicando un ‘Corollario Trump’ alla Dottrina Monroe.

‘I nostri obiettivi per l’Emisfero Occidentale possono essere riassunti in ‘Arruolare ed Espandere”, si legge nel documento.

‘Arruolare significa coinvolgere amici consolidati nell’emisfero per controllare la migrazione, fermare i flussi di droga e rafforzare la stabilità e la sicurezza, sia sulla terra che sul mare’, specifica il documento, mentre ‘Espandere significa coltivare e rafforzare nuovi partner, aumentando al contempo l’attrattiva degli Stati Uniti come partner economico e di sicurezza preferenziale’.

‘Gli Stati Uniti devono essere preminenti nell’Emisfero Occidentale, condizione essenziale per la nostra sicurezza e prosperità, che ci permetta di affermarci con sicurezza dove e quando necessario. I termini delle nostre alleanze e di qualsiasi forma di aiuto devono dipendere dalla riduzione dell’influenza ostile esterna – dal controllo di installazioni militari, porti e infrastrutture critiche, all’acquisizione di asset strategici’, precisa l’Amministrazione Trump.

Secondo quanto si evince dal documento, gli obiettivi di Washington sono quelli di ‘garantire che l’Emisfero Occidentale rimanga sufficientemente stabile e ben governato da prevenire e scoraggiare migrazioni di massa verso gli Stati Uniti’; di avere ‘un emisfero i cui governi collaborino con noi contro narco-terroristi, cartelli e altre organizzazioni criminali transnazionali’; di avere ‘un emisfero libero da incursioni ostili o dal controllo straniero di asset strategici, e che sostenga le catene di approvvigionamento critiche’; e ‘garantire il nostro continuo accesso a località strategiche chiave’.

Inoltre, la Casa Bianca vuole ‘fermare e invertire i danni che attori stranieri infliggono all’economia americana, mantenendo al contempo l’Indo-Pacifico libero e aperto, preservando la libertà di navigazione in tutte le rotte marittime cruciali, e garantendo catene di approvvigionamento sicure e affidabili e accesso a materiali critici’; ‘sostenere i nostri alleati nel preservare la libertà e la sicurezza dell’Europa, mentre aiutiamo il continente a recuperare la fiducia civica e l’identità occidentale’; ‘impedire a una potenza ostile di dominare il Medio Oriente, le sue risorse di petrolio e gas e i punti di passaggio strategici, evitando al contempo le ‘guerre infinite’ che ci hanno intrappolato nella regione a costi enormi’; ‘garantire che la tecnologia e gli standard statunitensi, in particolare nell’IA, nella biotecnologia e nel calcolo quantistico, guidino il progresso mondiale’.

INDO-PACIFICO PRIMARIO CAMPO DI COMPETIZIONE CON CINA ‘L’Indo-Pacifico è e continuerà a essere uno dei principali campi di battaglia economici e geopolitici del secolo a venire’, si legge nel documento redatto dall’Amministrazione Trump sulla Strategia della Sicurezza Nazionale pubblicato oggi dalla Casa Bianca. Questo è il terreno di scontro e confronto con il principale competitor degli Stati Uniti, la Cina.

‘Il presidente Trump ha invertito da solo oltre tre decenni di supposizioni errate degli Stati Uniti riguardo la Cina: cioè, che aprendo i nostri mercati alla Cina, incoraggiando le imprese americane a investire in Cina e delocalizzando la nostra produzione industriale lì, avremmo facilitato l’ingresso della Cina nel cosiddetto ‘ordine internazionale basato sulle regole’. Ciò non è accaduto’, appura la Casa Bianca.

‘La Cina è diventata ricca e potente, e ha utilizzato la sua ricchezza e il suo potere a proprio vantaggio. Le élite americane – in quattro amministrazioni consecutive di entrambi i partiti – sono state o facilitatori consenzienti della strategia cinese, o in negazione della realtà’, osserva il documento. In questo contesto, secondo l’Amministrazione Trump, è importante che ci sia ‘un focus costante sulla deterrenza per prevenire la guerra nell’Indo-Pacifico’. Infatti, è ‘prioritario’ per la Casa Bianca ‘prevenire un conflitto su Taiwan, idealmente mantenendo un vantaggio militare’.

EUROPA: TRA ANTICA GRANDEZZA E ODIERNA DECADENZA ‘È un interesse fondamentale degli Stati Uniti negoziare una rapida cessazione delle ostilità in Ucraina, al fine di stabilizzare le economie europee, prevenire un’escalation involontaria o l’espansione della guerra, ristabilire la stabilità strategica con la Russia e consentire la ricostruzione post-bellica dell’Ucraina per garantirne la sopravvivenza come stato vitale’, si legge nel documento di Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America.

Gli Stati Uniti, nell’analisi del conflitto in Ucraina, osservano una ‘progressiva erosione della civiltà europea’, dettata dalle ‘azioni dell’Unione Europea e di altri organismi transnazionali che minano la libertà politica e la sovranità nazionale; politiche migratorie che stanno trasformando il continente e creando tensioni; censura della libertà di espressione e repressione dell’opposizione politica; calo demografico; perdita delle identità nazionali e della fiducia in sé stessa’.

Secondo l’Amministrazione Trump, ‘se le tendenze attuali continueranno, il continente sarà irriconoscibile entro vent’anni o meno’.

‘Non è quindi scontato che alcuni paesi europei possano mantenere economie e forze militari sufficientemente forti da restare alleati affidabili’, evidenzia il rapporto.

‘Molti di questi stati, al momento, stanno rafforzando il loro percorso attuale. Gli Stati Uniti desiderano che l’Europa rimanga europea, recuperi la propria fiducia civica e abbandoni il fallimentare approccio basato sul soffocamento regolamentare’, prosegue il documento.

‘Questa mancanza di fiducia in sé stessa è particolarmente evidente nel rapporto con la Russia’, sottolinea il documento di Sicurezza Nazionale, aggiungendo che ‘gli alleati europei godono di un significativo vantaggio militare rispetto alla Russia su quasi tutti i fronti, ad eccezione delle armi nucleari’.

‘A causa della guerra in Ucraina, le relazioni europee con la Russia sono profondamente compromesse, e molti europei considerano la Russia una minaccia esistenziale. Gestire queste relazioni richiederà un impegno diplomatico significativo da parte degli Stati Uniti, sia per ristabilire condizioni di stabilità strategica sull’intera Eurasia, sia per ridurre il rischio di conflitto tra Russia e stati europei’, evidenzia il documento.

Ciononostante, esiste un impegno di Washington per ripristinare ‘l’antica grandezza’ del Vecchio continente, figlio del fatto che ‘l’Europa rimane strategicamente e culturalmente vitale per gli Stati Uniti’.

Le priorità evidenziate dagli Stati Uniti per un rinnovamento europeo prevedono una ridefinizione dei rapporti con la Russia, una piena assunzione di responsabilità europea in merito alla propria difesa, un’apertura dei mercati europei ai beni e servizi statunitensi e la fine della percezione della NATO come alleanza in continua espansione.

Inoltre, l’Amministrazione Trump ritiene che ‘la crescente influenza dei partiti europei patriottici rappresenta un motivo di grande ottimismo’ per la futura rinascita europea.

‘Il nostro obiettivo deve essere aiutare l’Europa a correggere la propria traiettoria attuale. Avremo bisogno di un’Europa forte per competere con successo e per collaborare con noi nel prevenire che qualsiasi avversario domini il continente’, prosegue la nota, spiegando che ‘gli Stati Uniti sono, comprensibilmente, legati sentimentalmente al continente europeo – e, naturalmente, a Gran Bretagna e Irlanda’.

IL NUOVO MEDIO ORIENTE ‘La chiave per relazioni di successo con il Medio Oriente è accettare la regione, i suoi leader e i suoi stati così come sono, lavorando insieme su aree di interesse comune’, ha scritto la Casa Bianca nel documento di Strategia sulla Sicurezza Nazionale pubblicato oggi.

‘Per almeno mezzo secolo, la politica estera americana ha dato priorità al Medio Oriente rispetto a tutte le altre regioni. Le ragioni sono ovvie: il Medio Oriente è stato per decenni il principale fornitore mondiale di energia, un teatro privilegiato della competizione tra superpotenze e una regione costellata di conflitti che minacciavano di espandersi al resto del mondo e persino sulle nostre stesse coste’, si legge nel documento.

‘Oggi almeno due di queste dinamiche non sono più valide. Le forniture energetiche si sono notevolmente diversificate, con gli Stati Uniti che sono tornati a essere un esportatore netto di energia. La competizione tra superpotenze ha lasciato spazio al gioco tra grandi potenze, in cui gli Stati Uniti mantengono la posizione più invidiabile, rafforzata dalla rivitalizzazione delle nostre alleanze nel Golfo, con altri partner arabi e con Israele guidata dal presidente Trump’, specifica il documento.

‘I giorni in cui il Medio Oriente dominava la politica estera americana – sia nella pianificazione a lungo termine sia nell’esecuzione quotidiana – sono fortunatamente finiti, non perché il Medio Oriente non conti più, ma perché non rappresenta più una costante irritazione e la potenziale fonte di catastrofe imminente che era un tempo. La regione sta emergendo come un luogo di partenariato, amicizia e investimenti, una tendenza da accogliere e incoraggiare’, afferma l’Amministrazione Trump.

AFRICA, UN NUOVO APPROCCIO AMERICANO Infine, in merito al continente africano, gli Stati Uniti intendono riformare la loro politica in Africa, passando da un approccio basato sugli aiuti a uno centrato su investimenti e commercio. L’obiettivo è mitigare conflitti, favorire partenariati affidabili, sfruttare risorse naturali e sviluppare settori strategici come energia e minerali critici, senza impegnarsi in presenza militari a lungo termine.

Ex Ilva, operai in festa a Genova: stop a presidio e sciopero

Genova, 5 dic. (askanews) – I lavoratori dello stabilimento ex Ilva di Genova hanno accolto con applausi, cori ed abbracci l’esito dell’incontro di oggi a Roma tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e la sindaca di Genova Silvia Salis. Gli operai hanno quindi deciso di rimuovere il presidio di protesta permanente in piazza Savio che da cinque giorni sta causando gravi disagi al traffico in tutto il ponente cittadino e di sospendere lo sciopero.

“Buone notizie sì – ha commentato il coordinatore della Rsu Fiom Cgil dello stabilimento genovese di Acciaierie d’Italia, Armando Palombo – problemi finiti no. La latta continuerà con gli ordini che abbiamo già in cassetto e ci sarà un rallentamento sul cromato. Sullo zincato abbiamo 22 o 24 mila tonnellate per arrivare fino al 28 febbraio con tre settimane di fermata per manutenzione. Questi sono numeri che a noi vanno bene”.

“Lo zincato – ha sottolineato Palombo – è ripartito come chiedevamo noi ma qualcuno dovrebbe farsi un esame di coscienza per questi 7 giorni che abbiamo passato qua a Genova. Riprendiamo l’attività da domani a pieno regime con 585 persone a lavorare, 280 in cassa e 70 ai corsi di formazione, ma con la zincatura in funzione. Qua sbaracchiamo tutto, ordiniamo e puliamo”.

Pompe di calore e data center: la rivoluzione secondo Bani

Roma, 5 dic. (askanews) – Al Forum dedicato all’energia e all’innovazione sostenibile, tra i protagonisti anche Riccardo Bani, Presidente di ARSE e imprenditore alla guida di Veos S.p.A., realt che investe in tecnologie energetiche avanzate. Con lui abbiamo affrontato uno dei temi pi urgenti per il futuro del Paese: la decarbonizzazione del riscaldamento domestico e il ruolo delle nuove soluzioni elettriche.

“Oggi, il 50% dei consumi dell’energia finale in Italia riscaldamento e industria, i due terzi sono riscaldamento, quindi la risposta assolutamente importante, anche perch nei consumi di energia elettrica abbiamo gi fatto molto, siamo arrivati ormai quasi al 50%. Sul riscaldamento battiamo un po’ la fiacca. L’elettrificazione dei consumi termici, in particolare attraverso tecnologia della pompa di calore, che ha raggiunto, grazie agli investimenti, ricerca e sviluppo la possibilit di coprire anche fabbisogni con edifici con radiatori, una strada maestra che dobbiamo perseguire. Porta molteplici benefici: il primo veniva ricordato in questo evento del Forum “QualEnergia”, la sicurezza energetica nel nostro Paese perch, per ogni caldaia spenta e sostituita da una pompa di calore, non solo azzeriamo il consumo di gas laddove ci stiamo scaldando, ma ne riduciamo anche il 60% nel livello Sistema-Paese. Riduciamo le bollette delle famiglie e delle imprese, perch anche le imprese si riscaldano nei loro edifici, e la riduciamo dal 35 al 70% risolvendo un problema rilevante per le famiglie e competitivit per le imprese italiane. Ultimo, ma non meno importante, l’aspetto ambientale perch, al di l dei temi macro cambiamenti climatici, l’aria inquinata nelle nostre citt, soprattutto da monossido di carbonio e polveri sottili, prevalentemente riconducibile al riscaldamento” ha dichiarato Bani.

Una visione che lega la transizione energetica alla capacit di innovare: pompe di calore, reti intelligenti, comunit energetiche e recupero del calore di scarto. Tecnologie gi disponibili, che possono rendere le citt italiane pi sostenibili, pi efficienti e pi indipendenti dal gas. Una sfida che parte dagli edifici, ma che chiama in causa il futuro dell’intero sistema energetico nazionale.

Roma, arriva "Harry Potter" in concerto con I doni della morte

Roma, 5 dic. (askanews) – L’ultimo e più atteso capitolo della saga letteraria più amata arriva per la prima volta in Italia come mai visto prima: “Harry Potter Film Concert Series presenta Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 in Concerto”, il settimo e penultimo film, sabato 6 (sold out) e domenica 7 dicembre (ore 15.00 e ore 20.30) all’Auditorium Conciliazione di Roma e a seguire al TAM Teatro Arcimboldi di Milano sabato 27 (ore 20.30) e domenica 28 dicembre (ore 15.00 e ore 19.30).

L’Orchestra Italiana del Cinema sale sul palco con una formazione di 80 musicisti – guidata nella Capitale dalla bacchetta del direttore Mathieu Romano e a Milano dal direttore Benjamin Pope – pronta a eseguire dal vivo l’indimenticabile colonna sonora di Alexandre Desplat in perfetto sincrono con la proiezione dell’intero film, in alta definizione su uno schermo di 12 metri e con i dialoghi in italiano.

Un evento in anteprima assoluta per l’Italia, in attesa del Roma Film Music Festival, la manifestazione internazionale dedicata al mondo delle colonne sonore e ai suoi protagonisti che vedrà la sua quinta edizione a Roma nel marzo 2026.

“Harry Potter Film Concert Series” è un progetto ideato da Warner Bros. Discovery Global Themed Entertainment e CineConcerts, ed è l’unica tournée ufficiale che celebra a livello globale i film della saga. Dal debutto mondiale di “Harry Potter e la Pietra Filosofale in Concerto” nel 2016, oltre 3 milioni di spettatori in più di 48 Paesi hanno vissuto la magia di questa straordinaria esperienza, con oltre 2.973 performance programmate entro il 2025.

“Con Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 ci avviciniamo al culmine di un viaggio straordinario che ha segnato profondamente anche la storia della nostra orchestra” ha dichiarato Marco Patrignani. “Siamo orgogliosi di far parte di questo progetto ufficiale, che ha incantato milioni di spettatori nel mondo, e che continua con entusiasmo il suo percorso verso la quinta edizione del Roma Film Music Festival, in programma a marzo 2026”.

In questo capitolo, che avvicina il pubblico alla fine, nuova luce colpisce dettagli, personaggi ed eventi che già si pensava di conoscere, rivelandone segreti e significati profondi. Harry, Ron ed Hermione partono per una missione: trovare e distruggere gli Horcrux, la chiave del potere di Voldemort. Da soli e in fuga, i tre amici devono contare l’uno sull’altro più che mai… ma le Forze Oscure minacciano di dividerli.

Vincitore dell’International Film Music Critics Award (IFMCA), del World Soundtrack Award e del Satellite Award per la Miglior Colonna Sonora Originale, il compositore premio Oscar Alexandre Desplat (Grand Budapest Hotel, Il Discorso del Re, Philomena) ha creato una colonna sonora intensa e raffinata che trasporta il pubblico nel cuore delle avventure di Harry mentre ha inizio la tanto temuta guerra nel mondo magico.

Justin Freer, presidente di CineConcerts e produttore/direttore della Harry Potter Film Concert Series, ha commentato: “La saga cinematografica di Harry Potter è un fenomeno culturale irripetibile che continua a incantare milioni di fan in tutto il mondo. Siamo felici di offrire al pubblico, per la prima volta, l’opportunità di ascoltare dal vivo le musiche premiate della saga mentre il film viene proiettato sul grande schermo. Un evento davvero indimenticabile”.

Brady Beaubien, produttore di CineConcerts, ha aggiunto: “Harry Potter è sinonimo di emozione in tutto il mondo. Speriamo che, attraverso l’esecuzione dal vivo di questa musica straordinaria insieme al film completo, il pubblico continui a celebrare il mondo magico”.

Istituzioni in campo per bambini dei reparti oncologici

Roma, 5 dic. (askanews) – Trasformare materiale di scarto, destinato al riciclo, in kit scolastici per i piccoli pazienti oncologici ricoverati negli ospedali pediatrici italiani. la sfida presentata alla Camera dei Deputati di “Circular for kids” un progetto che, grazie a una donazione straordinaria di materiali di comunicazione in disuso annunciata dallo stesso Vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mul, render possibile la realizzazione di kit scolastici, che saranno distribuiti nei reparti di oncologia pediatrica dei principali ospedali italiani. Materiali trasformati cos in astucci e kit scolastici grazie al recupero della Novo Nordisk, azienda farmaceutica da sempre impegnata nel coniugare salute e sostenibilit e al laboratorio sociale Coloriage di Roma. Un contributo preziosissimo quello della Camera dei Deputati ad un progetto, che coniuga sostenibilit ambientale e sociale. Abbiamo paralto con l’On. Giorgio Mul, Vicepresidente della Camera dei Deputati:

“C’ un problema di responsabilit sociale che aziende virtuose, non sono oramai i casi sporadici, hanno assunto su di loro. Ci sono, come dire, quote di bilancio che vengono dedicate alla sostenibilit. Bisogna intercettare progetti che partono, ad esempio, dalle richieste dell’associazione dei pazienti, che incontrano molto spesso e anzi vengono accompagnate dal Ministero della Salute, da istituzioni come la Camera, perch l’intento comune per creare condizioni migliori di vivibilit e di sostegno, soprattutto ai soggetti pi fragili”.

Gesti semplici, come la donazione di kit scolastici, possono fare la differenza nella vita quotidiana di questi bambini e delle loro famiglie. poi intervenuta l’On. Vanessa Cattoi, Coordinatrice Intergruppo parlamentare “insieme per un impegno contro il cancro”:

“Un piccolo gesto che fa la differenza, sicuramente, fa sentire meno soli i bambini all’interno di un contesto ospedaliero che sempre difficile da affrontare da parte soprattutto loro, che vengono completamente sradicati dal contesto sociale, soprattutto della socialit, della socializzazione dell’ambiente scolastico nel quale solitamente sono inseriti, e quindi un piccolo gesto che ha un grande valore sociale, soprattutto per i piccoli bambini e le loro famiglie”.

Una vision innovativa quella di Novo Nordisk e di sostegno verso i pi fragili, che non pu prescindere dal supporto delle istituzioni. Infine abbiamo parlato con Alfredo Galletti, General Manager di Novo Nordisk Italia:

“Abbiamo cercato di abbracciare in ogni passaggio quanto pi disuguaglianza sociale o fragilit sociale potessimo, quindi di scegliere il laboratorio Coriage. Secondo me stata un’ottima idea quella non solo di riciclare il materiale, ma anche far s che le persone che lavorano per questo riciclo e riutilizzo e conversione di questo materiale siano persone altrettanto che hanno delle fragilit e quindi cerchiamo di catturare i pi possibili stakeholder e aumentare l’impatto positivo con lo spettro pi ampio possibile”.

Circular for Kids un esempio di come la collaborazione tra istituzioni, aziende e societ possa tradursi in azioni concrete di solidariet e inclusione nei confronti di bambini meno fortunati.

L’isola del tempo profondo: Hito Steyerl in Fondazione Prada

Milano, 5 dic. (askanews) – Un progetto di una delle artiste pi influenti della scena contemporanea che unisce scienza e fantascienza, narrazione visuale e ragionamento politico, siti di 7mila anni fa e ragionamenti sui confini della tecnologia. Hito Steyerl ha portato all’Osservatorio di Fondazione Prada a Milano la mostra “The Island”. ” una mostra sull’archeologia, sulla fisica quantistica e sul fascismo – ha detto l’artista -. Tutti e tre questi elementi si ritrovano nell’isola di Curzola, dall’altra parte del mare Adriatico”.

Hito Steyerl intreccia molteplici narrazioni accomunate dal motivo ricorrente dell’inondazione, evocando temi urgenti come le attuali derive autoritarie alimentate dall’uso dell’intelligenza artificiale, la crisi climatica e le pressioni politiche esercitate sulla comunit scientifica.

“Trovo molto interessante – ci ha spiegato Chiara Costa, Head of Program di Fondazione Prada

– che Hito Steyerl si affidi alle dinamiche della fisica quantistica per raccontare delle temporalit che si contrastano, ma si incontrano anche. Nel suo nuovo film The Island si parte dalla scoperta di un’isola artificiale creata nel Neolitico, si passa per Flash Gordon fino ad arrivare quindi a usare un passato per raccontare un futuro di cui non siamo particolarmente certi”.

La mostra si compone del film, ma anche di installazioni video, di oggetti di interviste, che attraversano il tempo e gli immaginari, dalla bioluminescenza alle bombe che cadevano sulla Yugolsavia nel 1941. E con una componente importante di fantascienza. “In questa installazione – ha detto ancora Steyerl – cerco di focalizzarmi pi sulla parte scientifica della fantascienza e sul cercare di capire come possiamo pensare la scienza in un mondo che oggi pieno di fake news e di costruzioni dell’intelligenza artificiale. Quindi mi chiedo come possiamo salvare i fatti, magari anche quelli scientifici e come li possiamo comunicare?”.

L’esposizione in Osservatorio suggerisce la risposta che si possano comunicare attraverso l’arte, ma probabilmente una risposta banale, che non soddisfa in pieno le domande che il progetto vuole suscitare. A partire da quella sui rischi della tecnologia. “Certo dovremmo avere paura, ma anche no, cio, davvero dipende – ha concluso l’artista -. La tecnologia un fatto e limitarci ad avere paura non aiuta nessuno. Si tratta di interrogarla, di metterla in discussione di capire come funziona. Si tratta di liberarla da quella scatola nera in cui le Corporation la stanno rinchiudendo. Credo ci siano tante cose da fare intorno alla tecnologia piuttosto che averne solo paura”.

Un altro dei grandi temi toccati da “The Island” quello del tempo, anche qui con na giustapposizione significativa: il tempo-spazzatura della vita digitale e del capitalismo, opposto e in relazione con il tempo profondo, della natura, dell’archeologia e anche di tutto quello che non capiamo e non vogliamo guardare.

BBVA celebra il suo 4 anniversario in Italia

Milano, 5 dic. (askanews) – BBVA celebra in Italia il quarto anniversario della sua banca digitale e ne consolida la crescita. La piattaforma ha superato gli 800 mila clienti e punta a raggiungere quota un milione entro il 2026.

La crescita si riflette anche nei finanziamenti: in un anno il volume dei prestiti aumentato di otto volte. Segnale concreto di come il modello italiano, in perenne sviluppo, stia diventando un punto di riferimento anche nei mercati europei, con obiettivi chiari nel lungo e breve termine. Ne ha parlato cos Walter Rizzi, Head of Digital Banking di BBVA Italia: “L’obiettivo quello di diventare la banca principale, o quantomeno la banca pi amata dalla maggior parte degli italiani. Noi oggi abbiamo 800.000 clienti, puntiamo ad averne 1 milione nel 2026 e vogliamo diventare la banca che utilizzano tutti i giorni, in cui hanno la fiducia di mettere il proprio stipendio, di mettere i propri risparmi e hanno la convenienza di utilizzare i servizi di pagamento”.

Sul fronte dell’innovazione, BBVA sta lavorando a una app conversazionale integrata con ChatGPT, che consentir ai clienti di ottenere informazioni e gestire i prodotti in modo efficace e immediato. L’applicazione, presentata a Milano, destinata a essere una delle prime del settore nella futura OpenAI Store europea. “BBVA, in Italia, unisce due mondi. Unisce da una parte la forza di un gruppo che ha 168 anni di storia, che ha 80 milioni di clienti nel mondo, presente in 25 nazioni nel mondo e dall’altra parte il valore della fintec, della digitalizzazione della banca in cui tutti i servizi sono facilmente accessibili. Hanno dei costi che sono quelli delle banche digitali, quindi i nostri conti correnti non hanno costi, il saldo viene remunerato. L’unione di questi due punti, secondo noi, unica in Italia ed quella che ci ha consentito di fare 800.000 clienti fino a oggi e ci consentir di continuare a crescere ed accelerare nei prossimi anni” ha continuato Rizzo.

BBVA Italia, con una crescita superiore alle aspettative e app ai vertici delle classifiche di gradimento, si prepara ora alla fase successiva: diventare la banca principale per un numero sempre maggiore di clienti.

Investire nel Fondo Sanitario Nazionale per non spendere pi

Roma, 5 dic. (askanews) – Aumentare le risorse per il Fondo Sanitario Nazionale. Questo il messaggio al governo lanciato dal Convegno PREVENZIONE FUTURO: DALL’INVESTIMENTO PER LA SALUTE E PER LA SOSTENIBILIT, ALLA LEGGE’ organizzato da Motor Sanit.

Il 3 dicembre a Roma andato in scena una tavola rotonda sull’importanza delle campagne di prevenzione e dello screening coinvolgendo i principali esponenti della sanit pubblica italiana. La prevenzione vista come un investimento strategico capace di far risparmiare i soldi ai contribuenti, come sottolineato dal Sottosegretario di Stato alla Salute Marcello Gemmato: “Per rendere sostenibile il nostro Sistema Sanitario Nazionale Pubblico bisogna investire in prevenzione. Immaginate che abbiamo ereditato una situazione per cui il 95% viene investito in cura, solo il 5% in prevenzione. Dobbiamo perequare, quindi ravvicinare questa distanza. Lo abbiamo fatto quest’anno in legge di bilancio postando 238 milioni di euro in pi proprio per la prevenzione. Prevenire cosa significa? Fare pi screening per esempio per il tumore al seno, per il sangue occulto delle feci che serve per rilevare il tumore al colon retto. Tutto ci che attiene la possibilit di diagnosticare prima una patologia per non farla conclamare e quindi prenderla in tempo e curarla. E’ quella la prospettiva che ci stiamo dando, la stiamo mettendo in campo con una straordinaria comunit scientifica, con i medici, gli operatori sanitari e con una dotazione economica, vi dicevo, molto congrua”.

Dare un impulso per modificare fortemente un sistema sanitario nazionale nato ormai 50 anni fa per una popolazione profondamente diversa. Ad oggi, il 95% della spesa sanitaria pubblicata dedicata a curare la malattia e non ad anticiparla. L’idea del governo proprio quella di invertire questa tendenza gi dalla prossima Legge di Bilancio, dove il Fondo Sanitario Nazionale crescer di 7.4 miliardi, una cifra toccata neanche durante la pandemia. Alberico Catapano, coordinatore scientifico del gruppo interparlamentare della prevenzione, ha parlato delle sfide del futuro sul tema: “Discuteremo sugli approcci alla prevenzione intesi in senso ampio. In particolare la prevenzione di malattie croniche. Questi sono, infatti, uno dei punti deboli nella struttura sanitaria, cio che richiedono costi ed interventi molto estesi. La questione come ridurre il numero di eventi ripetuti che avvengono. E qui si tratta quindi di partire in et precoce, si tratta di partire dalla popolazione giovane, con stili di vita adeguati, e individuare i soggetti che sono a rischio di sviluppo per le malattie cardiovascolari nei prossimi anni e, su quelli, concentrare l’attenzione”.

La prevenzione quindi diventa il primo intervento di cura per proteggere le persone dallo sviluppare malattie e disturbi. Ricalibrare il proprio stile di vita, dal punto di vista alimentare, lavorativo e sociale, il primo modo per prevenire malattie future.

Olimpiadi, Buonfiglio (Coni): lavoriamo per candidare Roma

Roma, 5 dic. (askanews) – Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, a margine della cerimonia di inizio del viaggio della Fiamma Olimpica al Quirinale, ha detto che auspica la candidatura di Roma per le Olimpiadi.

“Ogni giorno dobbiamo costruire qualcosa: le societ sportive devono essere pi assistite, dobbiamo far realizzare impianti per l’attivit sportiva in prossimit e ripristinare l’attivit sportiva a scuola in modo dignitoso, con palestre adeguate e magari nel pomeriggio, non tra l’ora di filosofia e matematica – ha detto – e se facciamo un buon lavoro di pianificazione nei prossimi 15 anni avremmo la possibilit magari di candidare Roma per le Olimpiadi”.

La Germania sulla strategia Trump: "Non ci servono consigli"

Roma, 5 dic. (askanews) – La pubblicazione da parte della Casa Bianca del documento intitolato “Strategia di difesa nazionale”, in cui l’amministrazione Trump evoca un rischio di “cancellazione civile” dell’Europa, non è passata inosservata. La Germania non ha bisogno di “consigli provenienti dall’esterno”, ha dichiarato Johann Wadephul, il ministro degli Affari esteri tedesco, durante una conferenza stampa a Berlino con la sua omologa islandese.

“Argomenti come la libertà di espressione o l’organizzazione delle nostre società libere” non possono essere discussi da Washington, ha aggiunto il capo della diplomazia tedesca. “Non pensiamo neppure che qualcuno debba impartirci consigli a questo riguardo, perché questo è regolato dal nostro ordine costituzionale”, ha aggiunto il ministro conservatore.

“Gli Stati Uniti sono e resteranno il nostro alleato più importante nell’Alleanza (Nato)”, ha aggiunto Wadephul, ma questa è “incentrata sulle questioni di difesa e sicurezza”. La Germania attribuisce inoltre “grande importanza”, secondo lui, alla presenza di media liberi sul suo territorio, altro tema di recente disputa con Washington.

A settembre, il capo della diplomazia tedesca aveva invocato una stampa “libera”, “anche” negli Stati Uniti, quando la Casa Bianca stava valutando di accorciare la durata dei visti per i giornalisti stranieri.

"Arti della Terra", una mostra che cambia le carte in tavola

Bilbao, 5 dic. (askanews) – Forse non tutti lo coglieranno e forse non tutti saranno pronti o d’accordo. Ma la mostra “Arti della Terra” presentata nel Museo Guggenheim di Bilbao in qualche modo rappresenta un cambiamento che non è rinviabile, una presa di posizione di fronte allo stato del pianeta che deve coinvolgere anche il discorso culturale e artistico. Nelle grandi sale progettate da Gerhy trovano spazio alberi, foglie, materiali e soprattutto terra, in un percorso che rimanda alla Land Art o all’attivismo, ma che è anche qualcosa di più radicale.

“Sono i processi ecosistemici che ci interessa portare qui dentro – ha detto ad askanews il curatore Manuel Cirauqui – prima di tutto per porre una sfida ai protocolli classici del museo, pensando che in un futuro prossimo questa sarà la nostra realtà. Dovevo essere molto più vicini ai processi ecosistemici per poterli capire e per poter esistere insieme, perché non c’è un altro modo di esistere”.

Al centro della ricerca c’è il suolo, inteso come spazio materiale ed ecosistema condiviso, ma c’è anche una costante urgenza di cambiamento, perché le piante e l’erba, banalmente, crescono, e “crescita” è un’altra parola chiave, perché rimanda pure al sistema economico che ha prodotto la crisi attuale. E uno dei possibili sensi profondi dell’esposizione si può trovare proprio nella duplice lettura di questi termini, applicabili sia al progetto d’arte sia all’emergenza ambientale. E naturalmente si ragiona di trasformazione.

“Questa trasformazione del mondo, noi pensiamo con la mostra – ha aggiunto il curatore – che è venuta accompagnata da una trasformazione nell’arte e suo rapporto con i materiali. In questo contesto dei materiali entrano i processi vivi”.

È chiaro che si tratta comunque di una mostra in uno dei musei più globalizzati, ed è anche vero che sono esposti artisti storici come Joseph Beuys, Hans Haacke, Richard Long, Meg Webster o Giuseppe Penone, ma è il contesto complessivo a essere in gran parte diverso, anche per la presenza di molti artisti più giovani e legati al territorio.

“L’idea del contemporaneo stesso – ha concluso Manuel Cirauqui – è una idea che vogliamo prendere non problematicamente, ma che vogliamo prendere criticamente il contemporaneo non è il contemporaneo dei social o di due ore fa, il contemporaneo è un spazio molto largo di più di 60-70 anni, possiamo pensare a dei momenti che hanno aperto questa sensazione del contemporaneo della crisi climatica come un presente allargato”.

Un presente che rischia di sfuggire via e che, come gli alberi del Mediterraneo che fanno parte di una grande installazione, ha bisogno di cura. E la qualità di questa cura, alla fine, diventa l’opera stessa. Questo sì, potrebbe essere un cambiamento epocale per il sistema dell’arte. (Leonardo Merlini)

Milano-Cortina, Mattarella accende il braciere con la fiamma olimpica

Roma, 5 dic. (askanews) – Nella piazza del Quirinale, a Roma, la cerimonia d’inaugurazione del viaggio della Fiamma olimpica dei Giochi di Milano-Cortina 2026.

L’Inno nazionale ha dato il via alla celebrazione, presieduta dal capo dello Stato Sergio Mattarella e alla presenza del presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, e delle massime autorit nazionali. Presenti fra gli altri la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dello sport Andrea Abodi, il presidente del Senato, Ignazio La Russa e quello della Camera, Lorenzo Fontana, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio e quello della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malag.

Il presidente della Repubblica ha acceso il braciere che custodisce il sacro fuoco. Il viaggio della fiamma olimpica attraverser 110 province, 20 regioni per un percorso di 12mila chilometri. Partir dallo stadio di Marmi, primo tedoforo Gregorio Paltrinieri.

Nella capitale viagger per 33 km, attraversando i luoghi pi iconici di Roma, da Castel Sant’Angelo a piazza San Pietro, Colosseo e Campidoglio accompagnato da circa 160 tedofori. Tra gli altri anche Matteo Berrettini, Max Biaggi, Achille Lauro e Andrea Bargnani. L’arrivo per la tappa di Roma in programma a piazza del Popolo, la sera di sabato, alle 19.30. L’accensione della fiamma stata salutata dal passaggio delle Frecce Tricolori.

Buonfiglio: iniziativa tregua olimpica firmata anche dalla Russia

Roma, 5 dic. (askanews) – “Un risultato incredibile” ha detto il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, parlando della richiesta della tregua olimpica durante i Giochi di Milano-Cortina, come ricordato anche dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di accensione del braciere con la fiamma olimpica al Quirinale.

“Un’iniziativa che abbiamo portato avanti, l’abbiamo firmata ad Olimpia, andata all’Onu, credo sia stato un risultato incredibile, l’unanimit dei paesi c’ stata, l’ha firmata anche la Russia, siamo stati portatori di un’iniziativa di armonia che la volta scorsa non aveva riscosso questo entusiasmo; forse siamo una nazione che ha una certa passione, voglia di vivere, ed la cosa pi bella” ha detto.

Ex Ilva, Urso: governo valuta anche intervento di soggetto pubblico

Roma, 5 dic. (askanews) – Sulla ex Ilva non c’è alcun piano di chiusura ma anzi, all’opposto, un programma per ripristinare la capacità produttiva. E il governo sta “anche valutando l’intervento di un soggetto pubblico, ove richiesto e necessario”. Lo ha spiegato il ministro delle imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, secondo quanto riporta un comunicato nel corso di un incontro oggi con il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, e il sindaco di Genova, Silvia Salis, per fare il punto sul futuro del gruppo e sulle prospettive di rilancio dello stabilimento di Genova-Cornigliano.

La struttura commissariale, spiega il Mimit, sta lavorando a un percorso che possa rispondere alla principale richiesta dei lavoratori, ovvero rimettere in funzione anche la linea dello zincato, bilanciandola con la produzione della banda stagnata, con i numeri complessivi dei lavoratori impiegati che sono stati comunicati la scorsa settimana.

Urso, si legge, ha ribadito anche alle istituzioni liguri che non vi è alcun piano di chiusura e che il programma di manutenzione avviato a Taranto è orientato a ripristinare una capacità produttiva di 4 milioni di tonnellate. La riduzione dei flussi di coils verso il Nord è quindi temporanea, legata ai lavori sugli impianti, in vista della ripresa produttiva.

Urso ha infine confermato che il governo è pienamente impegnato a garantire la continuità produttiva degli stabilimenti e il percorso di decarbonizzazione, anche valutando l’intervento di un soggetto pubblico, ove richiesto e necessario, a sostegno del piano industriale. (fonte immagine: MIMIT).

Milano-Cortina, Mattarella: chiediamo la tregua olimpica

Roma, 5 dic. (askanews) – “Pi che mai sentiamo la necessit e l’urgenza dell’amicizia e della pace tra i popoli. La pace iscritta nel Dna olimpico sin dai tempi pi remoti: nell’antica Grecia, quando si svolgevano gare, come ben noto le armi si fermavano”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per l’accensione della fiamma olimpica in piazza del Quirinale.

“L’Italia – ha ricordato il capo dello Stato – ha chiesto che la tregua olimpica venga rinnovata. Ci auguriamo che sia davvero possibile, anzi speriamo di pi: che i due mesi che ci separano dall’avvio dei Giochi possono portare distensione e dialogo, fermare aggressioni e barbarie, spegnere volont di potenza che seminano paura, morte, devastazione”.

“In ogni caso – ha detto ancora il presidente Mattarella – il segno di pace delle olimpiadi e delle paralimpiadi italiane sar chiaro e visibile a ogni latitudine. la nostra natura, la nostra cultura, la nostra storia: anche la condivisione tra Milano e Cortina contiene un messaggio di accoglienza e di apertura”.

La Ue ha multato X di Elon Musk per 120 milioni

Roma, 5 dic. (askanews) – La commissione europea accusa X, il social network controllato da Elon Musk, di mancato rispetto delle normative sulla trasparenza del Digital Services Act (Dsa) europeo, in particolare per opacità sulla pubblicità, il disegno potenzialmente ingannevole della spunta (badge) blu sulle utenze “certificate” e la mancanza di accesso pubblico ai dati per i ricercatori.

In questo ambito l’esecutivo comunitario ha comminato al social una serie di multe per 120 milioni di euro complessivi: 45 milioni per la spunta blu, 35 per la mancata trasparenza sulla pubblicità e 40 milioni per il mancato accesso ai dati. Bruxelles rimarca come sia la prima volta che viene comminata una multa a una società in base al regolamento Dsa.

Parallelamente, con un procedimento separato, la Commissione ha riferito di aver ricevuto gli impegni da parte di TikTok su trasparenza della pubblicità dei suoi servizi, sempre in base alle normative del Dsa.

Droni su una base nucleare in Francia, la Marina ha sparato

Roma, 5 dic. (askanews) – La fanteria di marina francese ha sparato ieri sera contro dei droni che sorvolavano la base navale di Ile Longue, in Bretagna, che ospita i sottomarini nucleari francesi. Lo riporta l’Afp. Cinque droni, ha spiegato la gendarmeria, hanno sorvolato ieri sera intorno alle 19:30 la base sottomarina di Ile Longue (Finistere), che confina con il porto di Brest e che ospita i sottomarini lanciamissili balistici a propulsione nucleare (Ssbn), uno dei capisaldi della deterrenza nucleare francese. È stata dunque avviata un’operazione di ricerca anti-drone e il battaglione di fanteria di marina, responsabile della protezione della base, ha sparato diversi colpi contro i velivoli. Contattate dall’Afp, la Prefettura Marittima Atlantica e la Procura della Repubblica non hanno rilasciato commenti.

Governo, Bonelli (Avs): Censis certifica fallimento Meloni

Roma, 5 dic. (askanews) -“I dati del Censis sono una fotografia cruda del Paese reale, ben lontana dalla propaganda di Meloni e Giorgetti che nascondono la crisi sociale ed economica. Dal 2007 ad oggi il valore reale delle retribuzioni è crollato dell’8,7%, il potere d’acquisto del 6,1%. Altro che ‘Italia che riparte’: è un’Italia più povera e più diseguale”. Lo dichiara il leader Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde

“Questo significa – aggiunge- che i lavoratori guadagnano meno, che gli stipendi sono stati erosi dall’inflazione, che chi già era fragile ora è precipitato. 3 milioni di italiani vivono in deprivazione materiale — circa 3 milioni di famiglie — e 5,8 milioni di persone sono in povertà assoluta non riescono a pagare le bollette, a mettere in tavola un pasto adeguato o a curarsi. Questa è l’Italia che la presidente Meloni nasconde”.

“Quando i dati ci dicono che una quota enorme di italiani rinuncia a visite specialistiche, esami diagnostici e farmaci per ragioni economiche, siamo di fronte a un’emergenza civile. Un Paese che permette che il diritto alla salute diventi un privilegio ha tradito la sua Costituzione.E mentre tutto questo accade, il governo regala soldi alle banche, riduce le tasse a chi è già privilegiato e decide di spendere 100 mld di € in armi e 14 mld a buttare miliardi per il Ponte sullo Stretto, invece di alzare i salari e sostenere chi non arriva a fine mese”, afferma ancora il leader Avs.

“Oggi – conclude Bonelli- il Censis certifica ciò che vediamo nelle piazze, negli ospedali, nei supermercati: un’Italia impoverita, stanca, che chiede risposte. Servono salari più alti, un salario minimo, investimenti sul welfare, sanità accessibile, edilizia popolare e transizione ecologica che generi lavoro vero. Se non si cambia rotta, questa frattura sociale diventerà irreversibile”.

Ue multa X per 120 mln: viola regole pubblicità e accesso ai dati

Roma, 5 dic. (askanews) – La commissione europea accusa X, il social network controllato da Elon Musk, di mancato rispetto delle normative sulla trasparenza del Digital Services Act (Dsa) europeo, in particolare per opacità sulla pubblicità, il disegno potenzialmente ingannevole della spunta (badge) blu sulle utenze “certificate” e la mancanza di accesso pubblico ai dati per i ricercatori.

In questo ambito l’esecutivo comunitario ha comminato al social una serie di multe per 120 milioni di euro complessivi: 45 milioni per la spunta blu, 35 per la mancata trasparenza sulla pubblicità e 40 milioni per il mancato accesso ai dati. Bruxelles rimarca come sia la prima volta che viene comminata una multa a una società in base al regolamento Dsa.

Parallelamente, con un procedimento separato, la Commissione ha riferito di aver ricevuto gli impegni da parte di TikTok su trasparenza della pubblicità dei suoi servizi, sempre in base alle normative del Dsa.

Milano-Cortina, Mattarella: chiediamo la tregua olimpica

Roma, 5 dic. (askanews) – “Più che mai sentiamo la necessità e l’urgenza dell’amicizia e della pace tra i popoli. La pace è iscritta nel Dna olimpico sin dai tempi più remoti: nell’antica Grecia, quando si svolgevano gare, come è ben noto le armi si fermavano”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per l’accensione della fiamma olimpica in piazza del Quirinale.

“L’Italia – ha ricordato il capo dello Stato – ha chiesto che la tregua olimpica venga rinnovata. Ci auguriamo che sia davvero possibile, anzi speriamo di più: che i due mesi che ci separano dall’avvio dei Giochi possono portare distensione e dialogo, fermare aggressioni e barbarie, spegnere volontà di potenza che seminano paura, morte, devastazione”.

“In ogni caso – ha detto ancora il presidente Mattarella – il segno di pace delle olimpiadi e delle paralimpiadi italiane sarà chiaro e visibile a ogni latitudine. È la nostra natura, la nostra cultura, la nostra storia: anche la condivisione tra Milano e Cortina contiene un messaggio di accoglienza e di apertura”.

Milano-Cortina, Mattarella:chiediamo tregua olimpica, pace è in dna Giochi

Roma, 5 dic. (askanews) – “Più che mai sentiamo la necessità e l’urgenza dell’amicizia e della pace tra i popoli. La pace è iscritta nel Dna olimpico sin dai tempi più remoti: nell’antica Grecia, quando si svolgevano gare, come è ben noto le armi si fermavano”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per l’accensione della fiamma olimpica in piazza del Quirinale.

“L’Italia – ha ricordato il capo dello Stato – ha chiesto che la tregua olimpica venga rinnovata. Ci auguriamo che sia davvero possibile, anzi speriamo di più: che i due mesi che ci separano dall’avvio dei Giochi possono portare distensione e dialogo, fermare aggressioni e barbarie, spegnere volontà di potenza che seminano paura, morte, devastazione”.

“In ogni caso – ha detto ancora il presidente Mattarella – il segno di pace delle olimpiadi e delle paralimpiadi italiane sarà chiaro e visibile a ogni latitudine. È la nostra natura, la nostra cultura, la nostra storia: anche la condivisione tra Milano e Cortina contiene un messaggio di accoglienza e di apertura”.

Separazione carriere,Bonelli:Csm in via della Scrofa, siamo oltre il limite

Roma, 5 dic. (askanews) – “Fratelli d’Italia utilizza gli organismi indipendenti e di garanzia dello Stato per i suoi fini politici: dopo l’Autorità per la privacy oggi è il turno del CSM. Il Fatto Quotidiano ha pubblicato la notizia che una consigliera del CSM, Isabella Bertolini, ha partecipato a una riunione riservata e politica nella sede di Fratelli d’Italia, insieme ai vertici del partito e a esponenti del governo, per definire la strategia del “Sì” al referendum sulla separazione delle carriere. Il CSM è l’organo che deve tutelare l’indipendenza della magistratura. La sua terzietà non può essere messa in discussione neppure per un istante. La presenza di una sua componente, eletta in quota Fratelli d’Italia, già deputata di Forza Italia e della Lega, a un vertice di partito volto a preparare la campagna per il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere è un fatto estremamente grave”.Lo denuncia il leader Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde.

“Questa storia fa il paio con il caso Ghiglia. Allora come oggi emerge un filo rosso evidente: l’utilizzo degli organismi indipendenti dello Stato come strumenti politici della maggioranza. Non è solo una questione di opportunità: è un tema di salute democratica. Se CSM e Autorità di garanzia mostrano prossimità politica con chi governa, la loro funzione di equilibrio viene meno. La democrazia italiana si fonda sull’autonomia dei poteri e sul rispetto rigoroso dei ruoli istituzionali.

Il vicepresidente del CSM dovrebbe richiamare la consigliera Bertolini e questa vicenda ci fa capire come la riforma della separazione delle carriere sia uno strumento per la destra di mettere sotto controllo politico la magistratura. Quando gli organi di garanzia si intrecciano con gli interessi di un partito politico, è il corretto funzionamento della nostra democrazia a essere messo in discussione.” Conclude

Milano-Cortina, Mattarella: bandire sopraffazione e pretese superiorità

Roma, 5 dic. (askanews) – L’accensione della fiamma olimpica “dà il via a un percorso coinvolgente attraverso le regioni d’Italia. Non indica soltanto un grande evento sportivo: riveste anche un alto valore simbolico e richiama principi ideali che nel corso della storia hanno mantenuto il loro carattere di universalità”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per l’accensione della fiamma olimpica in piazza del Quirinale.

“Il fuoco olimpico – ha sottolineato il capo dello Stato – ricorda che le donne e gli uomini possono ambire a traguardi sempre più elevati, che sono liberi e capaci di progredire e che la consapevolezza del comune destino e del comune progresso richiede umana fraternità, sollecita solidarietà, esige che non ci sia sopraffazione, che venga bandita ogni pretesa di superiorità per origine etnica, per credo religioso, per condizione sociale”.

L’Istat: Pil in crescita +0,5% nel 2025 e +0,8% nel 2026

Roma, 5 dic. (askanews) – Il Pil italiano è atteso in crescita dello 0,5% nel 2025 e dello 0,8% nel 2026, dopo essere aumentato dello 0,7% nel 2024. Lo ha reso noto l’Istat che ha diffuso le Prospettive per l’economia italiana.

L’incremento del Pil, nel biennio di previsione, verrebbe sostenuto interamente dalla domanda interna al netto delle scorte (+1,1 punti percentuali il contributo alla crescita in entrambi gli anni), mentre la domanda estera netta fornirebbe un apporto negativo (-0,6 e -0,2 p.p.).

Lo scenario previsivo per la domanda estera – rileva l’Istat – sconta l’ipotesi di un’attenuazione del clima di incertezza relativo all’indirizzo della politica commerciale statunitense e di una stabilizzazione della domanda internazionale, accompagnata dal proseguimento di una moderazione delle quotazioni delle materie prime energetiche.

Il Censis: il ceto medio è in grave affanno, dal 2007 retribuzioni in calo dell’8,7%

Roma, 5 dic. (askanews) – Il ceto medio, in Italia, vive in uno stato febbrile: nella stagnazione, in una condizione di grave affanno o, peggio ancora, rischia di perdere lo status socio-economico faticosamente conquistato nel tempo. E’ l’allarme lanciato dal Censis nel rapporto annuale. “La regressione demografica, con il progressivo invecchiamento della popolazione e i tassi di natalità in caduta libera, provoca l’arresto dei processi di proliferazione delle piccole imprese”, avverte il Censis. In vent’anni (2004-2024) il numero dei titolari d’impresa si è assottigliato da oltre 3,4 milioni a poco più di 2,8 milioni: -17% (quasi 585.000 in meno). I giovani imprenditori con meno di 30 anni sono diminuiti nello stesso periodo del 46,2% (quasi 132.000 in meno). E se il reddito delle piccole imprese (fino a 5 addetti) corrispondeva al 17,8% del Pil nel 2004, e poi era sceso al 15,7% nel 2014, nel 2024 si è ridotto al 14,0%. Si indebolisce anche l’altro pilastro: il lavoro. Nel 2024 il valore reale delle retribuzioni risulta inferiore dell’8,7% rispetto al 2007. Nello stesso periodo il potere d’acquisto pro capite ha subito un taglio del 6,1%, nonostante il recente parziale recupero (+2,0% tra il 2022 e il 2024).

Trump ha detto che in 9 mesi ha salvato il mondo

Roma, 5 dic. (askanews) – “Negli ultimi nove mesi, abbiamo salvato la nostra nazione – e il mondo intero – dall’orlo della catastrofe. Dopo quattro anni di debolezza, estremismo e fallimenti letali, la mia amministrazione ha agito con urgenza e rapidità storica per ripristinare la forza degli Stati Uniti, sia internamente che all’estero, e per portare pace e stabilità nel mondo”, ha scritto il presidente Trump nel preludio del documento di Strategia di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti d’America, pubblicato oggi dalla Casa Bianca.

“Nessuna amministrazione nella storia ha realizzato un cambiamento così radicale in così breve tempo”, scrive Trump nella lettera che apre il documento.

“Fin dal mio primo giorno in carica, abbiamo ripristinato i confini sovrani degli Stati Uniti e dispiegato le nostre forze militari per fermare l’invasione del paese”, ha osservato il presidente statunitense, aggiungendo che hanno “rimosso dalle Forze Armate l’ideologia di genere radicale e le follie ‘woke'”, e hanno “iniziato a rafforzare l’esercito con investimenti per 1 trilione di dollari”.

“Abbiamo ricostruito le nostre alleanze e ottenuto che i nostri alleati contribuissero maggiormente alla difesa comune, incluso un impegno storico dei paesi della NATO a portare la spesa per la difesa dal 2% al 5% del PIL”, prosegue Trump, aggiungendo che hanno “sbloccato la produzione energetica americana per riconquistare l’indipendenza, e imposto tariffe storiche per riportare le industrie strategiche negli Stati Uniti”.

“Nell’Operazione Midnight Hammer, abbiamo distrutto la capacità di arricchimento nucleare dell’Iran”, ha evidenziato il presidente, aggiungendo che ha dichiarato guerra ai “cartelli della droga e le bande straniere presenti nella nostra regione come Organizzazioni Terroristiche Straniere”.

“Nel giro di soli otto mesi, abbiamo risolto otto conflitti infuocati – tra cui Cambogia e Thailandia, Kosovo e Serbia, RDC e Rwanda, Pakistan e India, Israele e Iran, Egitto e Etiopia, Armenia e Azerbaigian – e abbiamo concluso la guerra a Gaza, restituendo tutti gli ostaggi vivi alle loro famiglie”, ha ribadito il presidente Trump.

“L’America è di nuovo forte e rispettata, e grazie a questo stiamo portando pace in tutto il mondo” e “in ogni nostra azione, mettiamo l’America al primo posto”, ha specificato Trump.

In merito al documento di Strategia di Sicurezza Nazionale, Trump ha sottolineato che esso “rappresenta una roadmap per garantire che l’America rimanga la nazione più grande e di maggior successo nella storia dell’umanità, e la casa della libertà sulla Terra”.

“Negli anni a venire, continueremo a sviluppare ogni dimensione della nostra forza nazionale – e faremo in modo che l’America diventi più sicura, più ricca, più libera, più grande e più potente che mai”, ha concluso il presidente.

Rai 3: "O Anche No" torna con puntata su diritto accessibilità digitale

Roma, 5 dic. (askanews) – In occasione del 3 dicembre, Giornata internazionale delle persone con disabilità, ‘O anche No’, dopo aver trattato negli anni scorsi il “diritto al lavoro”, il “diritto allo sport”, il “diritto alla bellezza” e il “diritto dei caregiver a una vita dignitosa” affronta il “diritto all’accessibilità digitale”, tema che riguarda non solo le persone con disabilità, ma anche gli anziani. Appuntamento domenica 7 dicembre, su Rai 3, a partire dalle ore 10.20 circa e in replica lunedì notte alle ore 1 circa.

Paola Severini Melograni è a Torino, per conoscere AccessiWay, realtà che rende internet accessibile a tutti e tutte. Ne parla con Simone Scarzella, direttore operativo e Dajana Gioffrè, psicologa e responsabile vision. All’Università di Pisa incontriamo Abel, il primo robot empatico nato nel dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, capace di comunicare e riconoscere le emozioni umane, risultando prezioso in contesti clinici come l’autismo. A presentarlo, il ricercatore Lorenzo Cominelli. Tra le università impegnate in prima battuta per l’accessibilità, c’è il Politecnico di Milano. Con la professoressa Maristella Matera, pioniera del rapporto uomo-macchina dagli anni ’90, si parlerà dell’approccio filosofico alla progettazione e di Conversational Web, piattaforma vocale pensata per perfezionare la navigazione online delle persone cieche.

Sempre a Milano, Roberto Bellini, direttore generale di AssoSoftware – l’associazione nazionale che rappresenta e tutela le aziende di software applicativo-gestionale – parlerà di Hackathon, un’iniziativa che stimola l’innovazione, quest’anno dedicata al rapporto tra intelligenza artificiale e neurodivergenza. Il vincitore 2025 è OmniVoice, piattaforma web che permette alle persone con neurodivergenza di comprendere meglio le proprie emozioni, in particolar modo per chi presenta alessitimia, ovvero la difficoltà a esprimere i propri sentimenti. Lo raccontano Salim Benhamadi e Michele Vitiello Bonaventura. Tra i partner di Hackathon anche Fondazione Specialisterne ETS, organizzazione che supporta l’inserimento lavorativo di persone con spettro autistico nelle aziende. Ne parla la responsabile Laura Fabbri.

La puntata affronta l’impegno della politica per l’accessibilità. Insieme all’Onorevole Luciano Ciocchetti – Presidente dell’Intergruppo parlamentare per l’accessibilità digitale, verrà ricordata l’importanza della Legge Stanca, che ha aperto la strada all’accessibilità digitale in Italia, mentre Andrea Venuto – Coordinatore del tavolo tecnico dell’intergruppo parlamentare – presenterà l’ European Accessibility Act. Mario Nobile, direttore generale dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID), illustra il suo ruolo nel coordinare le amministrazioni per l’Agenda digitale italiana.

Infine, le parole di due eurodeputati, Pasquale Tridico, Presidente della Commissione Fisco e Marco Tarquinio, componente della Commissione Libertà civili, giustizia e affari esteri. La puntata si chiude con gli immancabili disegni di Stefano Disegni e la musica dei Ladri di Carrozzelle.

O Anche No è un format di Paola Severini Melograni, scritto con Eugenio Giannetta, Piergiorgio Paglia, Giulia Sarlo e Valeria Zanatta, regia di Gabriele Mammarella, realizzato con la collaborazione di Rai per la Sostenibilità e Rai Pubblica Utilità.

La parola dell’anno Treccani 2025 è "fiducia"

Roma, 5 dic. (askanews) – L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani, dopo “rispetto” nel 2024, ha scelto “fiducia” come parola dell’anno del 2025 per la sua attualità e valenza etica. In un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive. Questo desiderio si fonda sulla forza delle relazioni umane: sviluppare legami solidi, affidabili e duraturi non solo tra individui, ma anche tra i cittadini e le istituzioni.

“Nelle sue diverse accezioni – argomenta Treccani la scelta – la parola “fiducia” è un concetto fondamentale per l’esperienza umana perché pone in risalto la dimensione relazionale dell’individuo, manifestandosi nell’ambito personale (fiducia in sé stessi) e in quello comunitario (fiducia nel prossimo, nella comunità, nella società). Essa implica sempre la percezione e il riconoscimento di un legame o di una situazione come affidabile”.

Il Dizionario dell’italiano Treccani 100 definisce la fiducia come ½l’atteggiamento di tranquilla sicurezza che nasce da una valutazione positiva di una persona o di un gruppo di persone, verso altri o verso sé stessi». La scelta di Treccani tiene conto anche dell’indicazione espressa da molti giovani utenti: “fiducia” è risultata una delle parole più cliccate sul portale treccani.it e quella con il più alto incremento percentuale rispetto all’anno precedente.

“Fiducia – spiega ancora Treccani- è oggi una parola fragile e insieme necessaria, soprattutto tra i giovani che sentono il bisogno di riannodare i legami e di credere in qualcuno o qualcosa senza temere delusioni. Solo quando ci si fida si è disposti ad aprirsi, a condividere pensieri, paure e progetti. Parola antica, ereditata dal latino, e sviluppatasi nella tradizione medievale, la fiducia – fides, fidelitas – è uno dei termini più ricorrenti quando si parla di affidamento, confidenza, fedeltà, fede, responsabilità e speranza nell’avvenire: fiducia erecti et confirmati, nella fiducia edificati e confermati, scriveva nel medioevo il teologo Adamo Scoto. In tempi più vicini a noi, Papa Giovanni Paolo II ha ricordato che la fiducia bisogna meritarla con gesti e fatti concreti”.

Per questo Treccani invita a considerarla “non solo un sentimento, ma una pratica quotidiana: un patrimonio etico condiviso che nutre il vivere comune”.

Danza, "Lo Schiaccianoci" al Teatro Olimpico dall’11 dicembre

Roma, 5 dic. (askanews) – Non è Natale se non è Schiaccianoci. Al Teatro Olimpico di Roma, l’Accademia Filarmonica Romana ospita il Balletto di Milano in una nuova, raffinata produzione del classico balletto delle feste, “Lo Schiaccianoci”, titolo fra i più amati dal pubblico di ogni età, in scena da giovedì 11 a domenica 14 dicembre.

Le scenografie di Marco Pesta, direttore della Compagnia, amplificano la magia dello spettacolo creando una visione elegante e poetica del grande classico di Cajkovskij, ispirato al racconto di E.T.A. Hoffmann. La coreografia neoclassica firmata da Agnese Omodei Salè e Federico Veratti percorre la celebre fiaba e il primo atto scorre tra le danze dei bambini e quelle dei genitori sotto l’albero di Natale nel salone d’ispirazione Art Déco, per concludersi con l’incantevole danza dei fiocchi di neve, in cui lo spettatore viene guidato in un bosco incantato, dove luci e atmosfere rarefatte trasformano la scena in un vero gioiello visivo. Il viaggio culmina in un salone fiabesco dedicato al Divertissement, con le sue danze spagnola, araba, cinese e russa, è un’esplosione di gioia e colori e culmina nell’emozionante pas de deux.

In scena tutti i primi ballerini e solisti del Balletto di Milano a partire da Alessandro Orlando, tra i danzatori più affermati e rappresentativi della Compagnia, che vestirà i panni di Drosselmeyer, figura cardine del balletto. Si alternerà con Francis Morgan, giovane talento inglese neodiplomato alla prestigiosa Elmhurst Ballet School.

Sensibile, raffinata e tra le danzatrici di punta del Balletto di Milano Annarita Maestri torna come Clara, mentre è al suo debutto Sinthya Pezzoli, già apprezzata come Cenerentola e Micaela in Carmen. Debuttano anche Sofia Gironi e Giusy Villarà, entrambe ballerine dalla tecnica solida e dalla forte presenza scenica, scelte per il ruolo della Fata Confetto. Per il ruolo del Principe il Balletto di Milano accoglie per la prima volta in Italia il ventenne armeno Pavel Petrosyan che si alternerà a Gianmarco Damiani.

Siamo negli anni ’20; è la Vigilia di Natale e il benestante borgomastro di Norimberga ha allestito una festa per i suoi amici e i loro figli. Tra gli invitati c’è Drosselmeyer, eccentrico precettore, che porta doni per tutti. Alla piccola Clara, figlia del borgomastro e sua prediletta, regala un coloratissimo soldatino schiaccianoci. Fritz, fratello della bambina, per dispetto rompe subito il gioco. Drosselmeyer interviene sgridando il bambino e aggiustando il dono. Dopo giochi di prestigio e danze gli invitati si ritirano e Clara si addormenta vicino all’albero di Natale con il suo schiaccianoci tra le braccia. Inizia a sognare: è mezzanotte e tutto intorno a lei sembra crescere. Compaiono dei topi condotti da Re Topo che cercano di assalirla. Clara cerca di scacciarli e in suo soccorso arrivano dei soldatini guidati dallo Schiaccianoci. Alla fine della battaglia che vede vittorioso lo Schiaccianoci arriva anche Drosselmeyer che, trasformato lo Schiaccianoci in un Principe, li invita a seguirlo in un incantato paesaggio innevato.

Nel loro viaggio Clara, il Principe e Drosselmeyer sono accolti dalla Fata Confetto e i suoi ospiti in un palazzo da sogno. Non rassegnato alla disfatta, anche il Re dei topi fa il suo ingresso, ma il Principe lo sconfigge nuovamente e Drosselmeyer introduce i festeggiamenti. Spagnoli, arabi, russi, cinesi si esibiscono, e anche i fiori prendono vita danzando con gioia. La Fata Confetto e il Principe intrecciano un delicato passo a due, ma nel tripudio della festa il sogno svanisce. Clara si risveglia con il suo Schiaccianoci tra le braccia e il ricordo di una notte speciale.

Censis: "Italia nell’età selvaggia, sa fronteggiare il presente"

Roma, 5 dic. (askanews) – “Il Paese ha saputo, più e meglio di altre grandi democrazie occidentali, porsi faccia a faccia con il presente. La società italiana, non riuscendo a spezzare la trappola del declino, ha rimodulato attese e desideri. Certo, scontando la perdita di potenza dei trascorsi processi di ascesa economica e sociale, e senza poter contare su riforme e adeguamenti strutturali alle grandi trasformazioni in corso. Nel saper stare insieme sull’esistente si sfebbrano gli eccessi, si metabolizzano aggressività ed esclusione, si contrasta l’instabilità politica e sociale, si limitano le conseguenze del ritardo dello sviluppo economico. Ma l’autonoma difesa immunitaria non basta: non può sostituire la necessità di visione e di azione”. Inizia così il Censis, giunto al tradizionale appuntamento del suo rapporto annuale sulla società italiana.

E in occasione della 59esima edizione dello studio, il censi lancia anche un rinnovamento del suo portale internet..

“L’Italia nell’età selvaggia – titola il centro studi – del ferro e del fuoco”. Perché “nel nuovo mondo a soqquadro abbiamo capito che non è l’economia da sola a guidare i grandi processi, ma sono i caratteri antropologici di noi creature simboliche a costituire il vero motore della storia: antichi miti e nuove mitologie, paure ancestrali e tensioni messianiche, incrollabili fedi religiose e rinsaldati fanatismi ideologici, radicali culture identitarie e incontentabili desideri di riconoscimento, fino alle rinnovate suggestioni della politica di potenza. Molti fenomeni del nostro tempo, che sfuggono alla pura razionalità economica, come le guerre, i nazionalismi, le politiche protezionistiche, non si spiegherebbero altrimenti”.

E ora “un vitalismo irrazionale sembra soppiantare la fiducia ragionevole in un illuminato e impersonale progressismo liberal. Siamo entrati in un’età selvaggia, un’età del ferro e del fuoco, di predatori e di prede, in cui la violenza prende il sopravvento sul diritto internazionale e il grande gioco politico cambia le sue regole, privilegiando ora la sfida, ora la prevaricazione illimitata”.

Se resistere, adattarsi, stare dentro le crisi è diventata un’attitudine italiana, secondo il Censis “stare nel presente non deve ridursi però all’eccesso di presenza di gesti e parole, in una sterile disputa quotidiana su qualsiasi argomento di attualità, magari nell’auspicio di mobilitare la società. Il più importante terreno di impegno sul quale misurarsi oggi consiste nel coltivare il presente al di là di ogni ambizione di presenza. Davanti all’incessante flusso di immagini delle devastazioni e degli stermini che invade le nostre case, un’idea di progresso per il prossimo decennio richiede l’impegno per la pace, intesa non solo come obiettivo morale, ma come fondamento di crescita e coesione sociale”. “In un’epoca di verticalizzazione e personalizzazione del potere, in cui torna a dominare la forza e a vincere la politica di potenza delle nazioni, viene da chiedersi a chi spetti il compito di contenerne le tragiche conseguenze, se non all’Europa. Con la sua capacità di stare nel mezzo: non di rappresentare, cioè, la risposta concreta alle grandi sfide epocali (dal cambiamento climatico all’intelligenza artificiale), ma di modellare lentamente gli argini senza i miti delle facili alleanze, delle labili ideologie, dell’omologazione dei comportamenti e delle strutture sociali. Tuttavia, senza una dimensione da grande potenza economica, senza una grande solidità finanziaria, tecnologica o politica, senza una capacità diplomatica coesa e di altissimo livello, dobbiamo prendere atto che per l’Unione europea è impossibile assimilare nel presente le grandi tensioni del mercato globale o il tentativo di dominio dei tecnocrati delle transizioni. Viene quindi da chiedersi se gli anticorpi in reazione ai rischi dell’epoca modellino una diversa autocoscienza della società e preparino un nuovo schema di pace e di sviluppo, o se al contrario ne rimarchino la senescenza, l’invecchiamento non solo demografico ma anche culturale, finanziario, tecnologico”.

“In Italia la cetomedizzazione dal basso non è finita. Al contrario, per molti versi vince ancora. C’è stata e c’è, sa stare nel presente, sa sgarbugliare gli intrecci di uno sviluppo squilibrato, nei territori intermedi come nelle grandi città. È stata e resta una base preziosa di stabilità nelle grandi e piccole crisi, interne e internazionali. Un tessuto certo infragilito, dagli orli sfrangiati e dai rammendi vistosi, dagli investimenti prudenti, segnato dal mancato compimento di molte attese di progressiva accumulazione individuale di ricchezza e troppe volte ripiegato nell’attesa di benefici ereditari. Ora – avverte il Censis – la laguna della cetomedizzazione ha prodotto un nuovo ceto medio che non rinuncia a viaggiare e a consumare, ma lo fa con un biglietto di classe Economy, e di quando in quando si concede l’upgrade di un biglietto Premium”. “Se attraversiamo un’epoca in cui occorre essere realisti, stare sulle sfide del presente, lavorare più sulla staffetta generazionale che non sul conflitto tra generazioni, allora lavorare faccia a faccia con il presente diventa il lato positivo e fertile di un governo ibrido dello sviluppo, senza rimandi astratti alle cose nuove da fare in un futuro prossimo. Ma sarebbe ingeneroso attribuire solo alla decisione politica le responsabilità e i difetti della presenza pubblica nello schema di gioco della promozione e regolazione della crescita economica e sociale. Accanto alla politica vivono meccanismi profondamente radicati nella società, che trova nei suoi processi storici stratificazioni successive delle istanze individuali da interpretare e accompagnare, che integrano nell’azione politica il faccia a faccia con il presente. Saper stare nel presente è tanto il compito della politica, quanto lo è del sociale vivo nel sistema dell’informazione, nella rappresentanza degli interessi di lavoratori e imprese, nel sistema della formazione intermedia e universitaria, negli istituti di ricerca. L’impegno a stare nel presente è un fatto politico – avverte il centro studi – ma l’assunzione di serietà e responsabilità collettiva, che nel presente precede e orienta ogni impegno, è un fatto di tutti e per tutti”.

Esce "Springsteen: Deliver Me From Nowhere The Original Motion Picture Soundtrack"

Milano, 5 dic. (askanews) – Esce “Springsteen: Deliver Me From Nowhere The Original Motion Picture Soundtrack”, la soundtrack ufficiale (Columbia Record/ Sony Music/Searchlight Pictures) del film “Springsteen: liberami dal nulla”. La colonna sonora, contenente 12 brani interpretati da Jeremy Allen White e dal cast del film, è disponibile in pre-ordine e uscirà in CD, vinile e digitale.

Sono invece già disponibili in digitale i primi 5 brani: “Nebraska”, “Atlantic City”, “Mansion on the Hill”, “I’m On Fire”, “Born in the U.S.A. (Power Station)”.

Prodotto dal pluripremiato Dave Cobb (Chris Stapleton, Brandi Carlile, Sturgill Simpson), vincitore di numerosi GRAMMY® Award, l’album include le performance di Jeremy Allen White, Jake Kiszka e Sam F. Kiszka dei Greta Van Fleet, Jay Buchanan, Aksel Coe e Bobby Emmett. “Springsteen: Liberami dal Nulla” è il film targato 20th Century Studios che segue la realizzazione di “Nebraska” di Bruce Springsteen del 1982, un album acustico puro e tormentato che ha segnato un momento di svolta nella sua vita e che è considerato una delle sue opere più durature.

Con Jeremy Allen White nel ruolo di “The Boss”, il film è scritto per il grande schermo e diretto da Scott Cooper, ed è basato sul libro di Warren Zanes intitolato “Liberami dal nulla. Bruce Springsteen e Nebraska”. “Springsteen: Liberami dal Nulla” vede anche Jeremy Strong nel ruolo di Jon Landau, storico manager e confidente di Springsteen; Paul Walter Hauser nei panni del tecnico di chitarre Mike Batlan; Stephen Graham in quelli di Doug, padre di Springsteen; Odessa Young nel ruolo di Faye, il suo interesse amoroso; Gaby Hoffman in quello di Adele, madre di Springsteen; Marc Maron nelle vesti di Chuck Plotkin e David Krumholtz in quelle di Al Teller, Columbia executive. Il film è prodotto da Scott Cooper, Ellen Goldsmith-Vein, Eric Robinson e Scott Stuber. Tracey Landon, Jon Vein e Warren Zanes sono i produttori esecutivi.

Track list:

Born in the U.S.A. (Power Station) – Jeremy Allen White Nebraska – Jeremy Allen White Atlantic City – Jeremy Allen White Mansion on the Hill – Jeremy Allen White Highway Patrolman – Jeremy Allen White State Trooper – Jeremy Allen White My Father’s House – Jeremy Allen White Reason to Believe – Jeremy Allen White I’m On Fire – Jeremy Allen White Lucille – Jay Buchanan, Jake Kiszka, Sam F. Kiszka, Aksel Coe, Bobby Emmett & Jeremy Allen White Boom Boom – Jay Buchanan, Jake Kiszka, Sam F. Kiszka, Aksel Coe, Bobby Emmett & Jeremy Allen White I Put a Spell on You – Jay Buchanan, Jake Kiszka, Sam F. Kiszka, Aksel Coe & Bobby Emmett

Franco Marini, un uomo del popolo, un sindacalista tenace, un politico autentico

Un maestro di vita

Franco è stato per tutti noi – intere generazioni – un maestro infaticabile e tenace. Uno che testimoniava con la sue scelte e i suoi impegni, giorno dopo giorno, i valori che spesso vengono proclamati, ma non vissuti. Infatti, ha operato nel sindacato e nella politica anteponendo alla pur legittima ambizione personale il senso del dovere e della responsabilità. La sua è stata una fede civile, radicata nella storia del cattolicesimo popolare e sempre protesa al futuro.

Questa coerenza, con la quale ha attraversato le varie stagioni del suo impegno pubblico, si lasciva cogliere nei gesti quotidiani. Credo che i giovani vedessero in lui un esempio da seguire perché quel che pensava era quel che diceva, e viceversa. L’autenticità segnava il suo modo di comportarsi e di agire, ne faceva il leader a cui ci si poteva affidare. Difficile spezzare l’unicum della sua militanza, non essendo percepibile una differenza sostanziale tra il suo essere sindacalista, prima, e il suo essere dirigente di partito, dopo. Franco aveva chiaro in mente che non c’è giustizia sociale senza libertà, né senza queste può esserci vero progresso.

Apertura al futuro

Non aveva paura del nuovo: lo affrontava come una sfida, con la sicurezza che viene dalla conoscenza del passato. Per lui la storia non era mai nostalgia del passato: era radice, bussola, orizzonte.

La politica, per Franco, valeva solo se custodiva i valori che tengono insieme una comunità. Mi piace ricordare che amava la storia, trovando in essa gli elementi per capire il presente e intravedere il futuro. Aveva intuizione e visione, doti che ne rafforzavano l’immagine di combattente. Nel mezzo operava il legame tra parole e fatti, affinché le parole – perlopiù asciutte nel lessico mariniano – non si traducessero in chiacchiere vuote.

 

Umanità e responsabilità

Uomo di organizzazione? Sì, e se ne faceva vanto. Tuttavia, per lui, anche l’organizzazione aveva un’anima. Conosceva territori, ambienti, persone come altri neppure immaginavano. Non era vuoto attivismo, il suo, poiché i numeri e gli schemi non cancellavano il rapporto umano a  cui prestava, come è noto, un’attenzione nascosta, quasi pudica, ma non banale.

Aveva uno sguardo capace di andare oltre la superficie della politica spettacolo. D’altronde nella vita, per lui, c’erano sempre delle responsabilità da assumere: verso il lavoro, verso le comunità, verso il Paese.

Il senso delle alleanze

Ha combattuto tante battaglie, ha speso tante energie. A volte le sue scelte potevano non piacere, ma erano dettate quasi sempre dalla preoccupazione di trovare un punto di equilibrio oltre la linea rossa della contesa. Cercava soluzioni che tenessero insieme le persone e garantissero la tenuta di un “mondo”, quale si prospettava in una determinata fase o circostanza. Per questo credeva nelle alleanze, sebbene avesse a cuore, nel fare accordi o mediare, che non ci fossero forzature. Non si capisce Marini se non si coglie, nel ricordo che ne tracciamo, questa sensibilità che accompagnava la sua maniera di concepire la lotta politica.

Come sappiamo, è stato protagonista nella Democrazia cristiana, nel Partito popolare e nel Partito democratico, trovando in queste differenti stagioni politiche una sostanziale linea di continuità nel mantenere salda la radice del popolarismo. Se qualcosa davvero lo infastidiva, era il tentativo di sminuire il pluralismo. Il partito doveva essere la “casa comune”, il luogo di riconoscimento tra tutti, la dimensione dello stare insieme alla pari. Una volta usò la metafora della chiave che qualcuno pensava di sequestrare, impedendo agli altri – in questo caso ai “suoi” popolari – di aprire la porta ed entrare. Fu molto severo, effettivamente, in quella rivendicazione di eguaglianza di fronte al pericolo di una distorsione inaccettabile, figlia di chiusura integralistica. Tutti dovevano sentirsi volta a volta progettisti, architetti, operai e muratori; tutti dovevano condividere ruoli e funzioni destinati a intrecciarsi; tutti dovevano concorrere insomma alla buona tenuta della “casa comune”.

La cultura delle istituzioni

È importante osservare come sia stato altrettanto capace, alla stregua delle esperienze passate nel sindacato e nella vita di partito, di calarsi nei panni dell’uomo delle istituzioni. Fu un autorevole Presidente del Senato, stimato anche dalle opposizioni per la fermezza e la misura della sua attività di “moderatore” dell’Aula. Anche per queste sue doti, e per la considerazione di cui godeva, che ricevette l’incarico esplorativo per formare il governo. Non riuscì nell’impresa, malgrado la piena copertura del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Tuttavia, fallito il tentativo, si tenne alla lontana da inutili espressioni di rammarico. Aveva il senso delle istituzioni. E questo stile si manifestò ancor più quando la sua candidatura alla Presidenza della Repubblica non resse all’urto dei franchi tiratori, complice una debole e incauta regia politica. Non lasciò trapelare, nemmeno a distanza di anni, quel tanto di delusione che umanamente poteva gravare sui suoi giudizi a riguardo di una vicenda così amara.

Per lui le istituzioni non erano un’occasione da usare, ma una realtà da servire.

Un democratico vero, fino in fondo

Franco ha fatto un percorso fondamentale nell’interesse dei lavoratori e del Paese. Ha creduto nella politica come scelta di cuore e sacrificio, senza lasciare mai in ombra la ricerca del bene comune.

Era un democratico vero. Amava la democrazia: quella che è di tutti, che garantisce la libertà di ciascuno e dà valore al nostro stare insieme. A noi ripeteva, all’indomani delle elezioni, che l’analisi del voto doveva tener conto dei valori assoluti, per capire oltre le percentuali quanto pesasse l’astensionismo e in generale l’area del dissenso, computando anche schede bianche e nulle. Presagiva, in buona sostanza, che la democrazia stava già lottando con la protesta silenziosa di tanti elettori disillusi o smarriti. Di questo dovremmo fare memoria, perché la “lezione mariniana” suona come un monito di fronte alla gravità del fenomeno astensionista dei nostri giorni. Marini alzerebbe la voce per denunciare e combattere il degrado di una democrazia ridotta a scontro di tifoserie, con il distacco conseguente di milioni di elettori.

Che dire inconclusione? Franco era un uomo del popolo, un sindacalista coraggioso e leale, un politico vero, un uomo delle istituzioni, sempre autentico. Grazie Franco, per ciò che hai dato al nostro Paese. E per ciò che continui a insegnarci, ancora oggi.

N.B. Il testo qui raccolto corrisponde alla stesura originaria del discorso che, per esigenze di tempo, l’oratore ha inteso sintetizzzare davanti al pubblico presente alla cerimonia.

Ridurre le distanze per disarmare i facinorosi

Non è un ritorno agli anni di piombo

L’assalto violento contro La Stampa non è il ritorno delle Brigate rosse. Tantomeno il tentativo di conquistare il Palazzo d’Inverno. Per nostra fortuna è assai improbabile che, nei prossimi mesi, ci si debba confrontare con una nuova stagione di violenza terroristica o rivoluzionaria. Faremmo bene, però, a non trascurare certi segnali di inquietudine, poiché appunto gli anni di piombo nacquero proprio così, dalla sottovalutazione che ne facemmo a suo tempo. Soprattutto non dovremmo dimenticare che, se infine ne venimmo a capo e l’estremismo non ebbe la meglio, fu perché all’epoca il sistema dei partiti seppe parlare al paese (e ai giovani, soprattutto) con un linguaggio che risultò largamente comune.

Quando la politica seppe ridurre le distanze

In quegli anni non si arrivò a governi di salute pubblica, ovviamente. Ma la distanza tra le forze politiche si ridusse quel tanto che serviva anche a disarmare i più facinorosi. Cosa che non significò appunto governare tutti insieme. E non dovrebbe significare oggi mettere in cantiere governi di salute pubblica che, giustamente, nessuno vuole.

Il valore dellavversario

Ma, anche senza arrivare a tanto, sarebbe tuttavia utile, e perfino “educativo”, che lo scontro tra opinioni diverse si svolgesse con un briciolo di rispetto in più tra gli uni e gli altri. Il fatto è che in democrazia è proprio l’avversario che dà un senso alle cose. Egli non è un nemico e non è un complice. Ma in un certo senso è molto di più. Infatti è proprio il confronto con i nostri avversari che migliora la qualità del nostro sistema politico. Qualche volta migliorando anche noi stessi. Sarebbe una buona regola non dimenticarsene.

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 4 dicembre 2025

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della dicocesi di Brescia.

Grimilde a via Po: chi è la più forte del reame? La Cisl allo specchio.

La lezione di Grimilde

Nella raccolta Le fiabe del focolare, i fratelli Grimm inseriscono la famosa storia di Biancaneve e i sette nani. Nel cuore del racconto, la Regina Grimilde, ossessionata dal proprio ruolo, pronuncia la frase rimasta negli annali della narrativa: «Specchio, servo delle mie brame, chi è la più bella del reame?». Al di là dell’aspetto estetico, è evidente come la vera posta in gioco sia il potere: il controllo indiscusso del regno e del giudizio altrui.

Quell’ansia per il comando, oggi, non appartiene solo ai mondi immaginari. Si riflette con preoccupante frequenza nei vertici della politica e del sociale, dove il potere finisce per diventare un fine in sé, più che uno strumento al servizio della comunità.

Fuori Onofrio Rota: un problema in meno per Daniela Fumarola?

Torniamo, dopo qualche tempo, a scrivere di Cisl. Nei giorni scorsi si è dimesso Onofrio Rota, segretario generale della FAI Cisl, la federazione dei lavoratori dell’agricoltura e dell’industria alimentare. Con i suoi limiti e i suoi meriti, Rota è sempre stato un vero sindacalista. Una figura ormai sempre più rara nei ranghi dell’organizzazione di via Po.

La sua uscita si aggiunge a una lista già lunga: un processo di impoverimento della classe dirigente che non nasce oggi, ma che oggi sembra farsi più evidente.

Daniela Fumarola, l’attuale Segretaria generale, continua la linea del recente passato, aggiungendo – stando alle testimonianze – qualche cattiveria di troppo pur di blindare il controllo dei gruppi dirigenti. Ora, va detto con franchezza, non basta stringere la mano a Papa Leone al Giubileo del Lavoro. Non basta la Maratona della Pace a ricucire – almeno nelle soeranze – l’immagine sfilacciata del sindacato.

Forse, all’orizzonte, altre “fuoriuscite assistite”

La Cisl ha bisogno di ritrovare autorevolezza nei confronti delle associazioni datoriali e degli interlocutori istituzionali. Ha bisogno, soprattutto, di recuperare la propria democrazia interna: quella che garantiva pluralismo, confronto, rispetto per chi non si adegua alla linea dominante.

Se chi porta idee diverse viene messo nelle condizioni di uscire, quale progetto resta al centro dell’organizzazione? La crescita della Cisl o il consolidamento del potere di chi la guida?

E se il dissenso continua a essere trattato come un ostacolo, quante “fuoriuscite assirite” dovremo ancora vedere prima che lo specchio, a forza di compiacere, finisca per incrinarsi?

La crescita nazionale passa dal Mezzogiorno

Una questione strategica, non geografica

Il Mezzogiorno rappresenta, da sempre, una componente cruciale per lo sviluppo economico e sociale del nostro

 Paese. Non si tratta solo di un tema geografico ma, semmai, di una questione strategica che incide su versanti essenziali e decisivi per lo sviluppo complessivo del nostro Paese: dall’occupazione, alle infrastrutture, dall’innovazione alla coesione nazionale. Rimettere il Sud al centro dell’agenda del Governo significa anche riconoscere che la crescita del Paese passa necessariamente attraverso lo sviluppo sinergico di tutte le sue regioni.

Ridurre il divario, sostenere le comunità

Negli ultimi anni politiche mirate hanno mostrato quanto sia possibile ridurre il divario con il Nord attraverso investimenti finalizzati, incentivi all’imprenditorialità e sostegno alle infrastrutture. Tuttavia, le sfide rimangono importanti: disoccupazione giovanile, spopolamento dei centri urbani minori e carenza di servizi fondamentali richiedono interventi concreti e coordinati.

Sviluppo, innovazione e identità

Rilanciare il Mezzogiorno significa anche valorizzare le potenzialità culturali, turistiche e produttive del territorio, sostenere le nuove imprese e promuovere la digitalizzazione come volano per lo sviluppo economico. È fondamentale, al riguardo, che le politiche pubbliche siano inclusive e che tengano conto delle esigenze specifiche di ciascuna comunità, creando opportunità concrete per il benessere dei cittadini.

Mettere il Mezzogiorno al centro dell’agenda governativa non è solo, quindi, un atto di giustizia sociale ma una scelta strategica per rafforzare l’intero sistema-Paese. Investire nel Sud significa allo sviluppo dell’Italia, con benefici che si estendono dall’economia alla coesione sociale fino alla competitività internazionale. Il rilancio del Mezzogiorno deve quindi diventare una priorità chiara e concreta, supportata da politiche innovative e da una visione a lungo termine.

Non assistenzialismo, ma visione e crescita

Non passa attraverso l’assistenzialismo, il pauperismo o la politica delle mance lo sviluppo del Mezzogiorno ma attraverso un progetto di medio-lungo periodo capace di unire la giustizia sociale con lo sviluppo economico, il sostegno ai ceti popolari con la crescita. Solo così sarà possibile trasformare la potenzialità del Sud in una crescita reale, sostenibile e duratura per tutti.

Perché, come ripetevano i grandi leader della Democrazia Cristiana, il Mezzogiorno è sempre stato una “questione nazionale”. E, pertanto, lo si deve affrontare non attraverso politiche estemporanee o, peggio ancora, dettate dalla sola emergenza.

Il trionfo di Rob a X Factor 2025, vince l'"underdog"

Napoli, 5 dic. (askanews) – Nella maestosa Piazza del Plebiscito, la finalissima di X Factor 2025 è stata vinta dalla giovanissima Rob definita l'”underdog” di questa edizione, che ha saputo sbaragliare tutti i pronostici. Ha superato in finale eroCaddeo, della squadra di Achille Lauro, secondo classificato; sul podio anche DELIA, della squadra di Jake La Furia. Quarto in classifica PierC, della squadra di Francesco Gabbani, che per molte puntate era stato dato per favorito e che si è fatto apprezzare per le sue doti vocali. Un trionfo della musica di qualità che all’ultima puntata ha visto quattro artisti giovani e di spessore che hanno illuminato la notte di Napoli.

Un risultato che arriva al termine di un percorso lungo che ha fatto emergere nettamente i quattro talenti finalisti, tra emozioni e sorprese, guidati nel loro percorso dai giudici ciascuno in finale con un talento. Quattro stili diversi, quattro artisti che sembrano già pronti a fare il salto e che hanno dimostrato nei medley ma soprattutto negli inediti di avere talento da vendere. E’ stato proprio la vincitrice Rob a conquistare con la magistrale interpretazione del suo medley con Un’emozione da poco di Anna Oxa, Bring Me To Life degli Evanescence e di Ti Sento dei Matia Bazar, ma soprattutto con l’inedito Cento ragazze.

Studentessa 20enne di Trecastagni (Catania) il cui vero nome è Roberta Scandurra, Rob è una cantautrice che ama sperimentare attraverso i suoi brani autobiografici. Nel 2022 aveva vinto il Tour Music Fest con il titolo di “Artist of the year”: qui alcuni professori del college le avevano assegnato una borsa di studio grazie alla quale, a giugno 2023, ha potuto frequentare un workshop di Songwriting alla Berklee di Boston. Settimana dopo settimana, seguendo i consigli della sua giudice Paola Iezzi, ha dominato il palco di X Factor 2025 con il suo pop-punk. A condurre lo show la straordinaria Giorgia, che è più di una conferma, non è infatti solo una delle più belle voci italiane ma è anche una perfetta padrona di casa, sempre empatica con i ragazzi e con il pubblico. Si conferma davvero impeccabile nel suo ruolo di conduttrice.

Il pubblico di circa 16mila persone si è stretto nell’abbraccio del colonnato di piazza del Plebiscito, assistendo sull’enorme palco a forma di X anche alle performance dei due super ospiti Laura Pausini pronta a ripartire in tour mondiale e il travolgente Jason Derulo che con il suo medley superpop ha fatto ballare il pubblico napoletano.

Un successo oltre le previsioni per questa edizione dello show Sky Original prodotto da Fremantle e che fa guardare al futuro, infatti subito prima della proclamazione, Giorgia ha annunciato l’apertura ufficiale dei casting per la prossima stagione, X Factor 2026: tutte le info sono già disponibili all’indirizzo xfactor.sky.it.

Di Alessandra Velluto

Coppa Italia, Lazio-Milan 1-0: biancocelesti ai quarti

Roma, 4 dic. (askanews) – La Lazio vince 1-0 all’Olimpico e si regala la sfida con il Bologna nel prossimo turno.

Milan decisamente sottotono nel primo tempo con la Lazio che ci prova con Castellanos, Basic e Isaksen. Nella ripresa, piglio diverso dei rossoneri che sfiorano la rete prima con Loftus Cheek e poi con Leao. Ma l’acuto vincente è di Zaccagni che a 10′ dalla fine sfrutta un angolo per battere di testa Maignan. Passa la Lazio, Milan eliminato.

Juventus-Udinese 2-0, qual. Juventus Atalanta-Genoa 4-0, qual. Atalanta Napoli-Cagliari 10-9 dcr (1-1 reg.), qual. Napoli Inter-Venezia 5-1, qual. Inter Bologna-Parma 2-1, qual. Bologna Lazio-Milan 1-0, qual. Lazio

Roma-Torino (martedì 13 gennaio ore 21) Fiorentina-Como (martedì 27 gennaio ore 21)

I possibili quarti (da mercoledì 4 febbraio 2026 a mercoledì 11 febbraio 2026)

Bologna-Lazio Juventus-Atalanta

Inter-Roma/Torino Napoli-Fiorentina/Como

Semifinali andata: mercoledì 4 marzo 2026. Semifinali ritorno: mercoledì 22 aprile 2026. Finale: mercoledì 13 maggio 2026.

Genetica preimpianto e selezione embrionaria: come cambia la PMA

ROMA, 4 dic. (askanews) – Si tenuto, presso la sede dell’Universit Medica Internazionale Unicamillus, il Congresso Nazionale della Societ Italiana della Riproduzione (S.I.d.R.), organizzato in collaborazione con la Societ Italiana Policistosi Ovarica (SIPO). Temi al centro dell’evento la genetica preimpianto e la nuova generazione di strumenti di selezione embrionaria, che rappresentano la frontiera pi dinamica e influente della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Ne ha parlato Ermanno Greco, Presidente S.I.d.R: “Lo scopo del congresso che si appena concluso stato appunto quello di vedere quali sono le tecniche pi moderne per poter dare ad una donna, che affronta un percorso di procreazione medicalmente assistita, non dico la quasi certezza di una gravidanza, per di avere un’alta percentuale di successo. Il congresso ha messo a punto, soprattutto si focalizzato su quelle che sono le strategie di diagnosi genetica per impianto. A proposito dell’incremento dell’et materna, il congresso si focalizzato su quelle che sono le ultime strategie per cercare di dare risposte anche a chi non ha pi un’et giovane”.

Nello specifico, sono stati approfonditi aspetti come fecondazione eterologa, stimolazione ovarica, genetica preimpianto e patologie come l’endometriosi. Ad aprire i lavori del congresso stata la deputata Maria Elena Boschi, capogruppo di Italia Viva alla Camera dei deputati, che ha cos affrontato questi temi: “Una due giorni importante di confronto, ovviamente ad alti livelli scientifici, per parlare di un tema che centrale in un Paese purtroppo dove la natalit in forte crisi. Lo sappiamo, abbiamo una crisi demografica dovuta anche al fatto che si fanno figli sempre pi tardi e talvolta si arriva troppo tardi a confrontarsi anche con l’infertilit che colpisce ormai molte coppie. Occorre innanzitutto avere maggiore consapevolezza dei rischi collegati anche a stili di vita non corretti, a patologie che possono influire anche sulla fertilit e abbiamo ascoltato degli interventi molto puntuali anche su come poter intervenire con la prevenzione”.

Dimensioni umane che meritano ascolto, rispetto e competenza. L’Unicamillus quindi diventata il luogo in cui la scienza si messa al servizio della speranza, confermando allo stesso tempo un crescente interesse scientifico e clinico su queste tematiche.

Nuoto, 4×50 stile mixed campione d’Europa con record del mondo

Roma, 4 dic. (askanews) – La 4×50 stile libero mixed è campione d’Europa con un pazzesco record del mondo che cancella l’1’27″33 siglato dalla Francia ai Mondiali di Melbourne. Un assolo fantastico fin dal primo metro con il lancio di Leonardo Deplano come sempre solido al lancio e terzo dietro ma in scia a Croazia ed Ungheria; la remuntada è dei due capitani coraggiosi Lorenzo Zazzeri (20″51) e Silvia Di Pietro (23″07) che mette al collo la trentacinquesima medaglia tra mondiali ed europei; chiusura affidata alla libellula Sara Curtis (22″71) che con la solita classe, potenza ed eleganza lascia alle spalle la concorrenza. Una staffetta d’oro che nuota in 1’27″26.

IA, Cristiano Ronaldo investe in Perplexity



Milano, 4 dic. (askanews) – Cristiano Ronaldo investe in Perplexity, motore di ricerca di intelligenza artificiale rivale di ChatGPT. L’annuncio del calciatore portoghese sui suoi profili social. “La curiosità è un prerequisito per la grandezza. Si vince quando ci si pone ogni giorno nuove domande. Ecco perché sono orgoglioso di annunciare il mio investimento in Perplexity – scrive Ronaldo -. Perplexity alimenta la curiosità del mondo e insieme ispireremo tutti a porre domande più ambiziose”.

“Perplexity ha stretto una partnership globale con Cristiano Ronaldo – sottolinea l’azienda americana -. L’approccio alla vita di Ronaldo rispecchia la filosofia di Perplexity secondo cui ogni risultato, ogni risposta, è un punto di partenza per la domanda successiva. Questa partnership va oltre la semplice sponsorizzazione. Ronaldo si affida a Perplexity nei momenti cruciali, come i discorsi di premiazione e gli annunci importanti. Ora è anche un investitore di Perplexity. La sua decisione dimostra la convinzione che un’intelligenza artificiale affidabile stia diventando parte integrante del modo in cui i migliori pensano, si preparano e vincono, passando dalle risposte all’azione quando è più importante”.

Malattie cardiovascolari, un modello su stratificazione rischio

Roma, 4 dic. (askanews) – Si tenuto a Roma il Convegno ‘Prevenzione Futuro: dall’investimento per la salute e per la sostenibilit, alla Legge’, di Motore Sanit, durante il quale stato presentato il report ‘La Stratificazione del Rischio Cardiovascolare nella popolazione della Regione Emilia-Romagna’, realizzato grazie al contributo incondizionato di AMGEN. L’appuntamento stato utile per illustrare il sistema di stratificazione del rischio cardiovascolare, basato su modelli predittivi validati a livello europeo (SCORE2 per la popolazione di et 40-69 anni e SCORE2-OP per gli over 70), adottato in Emilia Romagna.

La Dott.ssa Angela Ianaro, Osservatorio Innovazione di Motore Sanit, ha dichiarato: “In Regione Emilia-Romagna, come indicato dai dati del Rapporto Osservasalute (2023_01 31/05/2024) nonostante i progressi nella diagnosi precoce e nella gestione terapeutica, il carico epidemiologico delle CVD rimane significativo, con tassi di ospedalizzazione e mortalit che mostrano differenze territoriali rilevanti. La stratificazione del rischio cardiovascolare rappresenta un pilastro della sanit predittiva regionale. L’integrazione di epidemiologia e modelli predittivi consentir una pianificazione sanitaria pi mirata e basata su evidenze, rafforzando la prevenzione cardiovascolare in Emilia-Romagna. L’integrazione con ALLEPRE consente una prevenzione secondaria basata su evidenze, con modelli predittivi calibrati, programmi infermieristici costo-efficaci e una pianificazione regionale orientata agli outcome, perch tutto questo, ovviamente, si ripercuote in termini di invalidit, disabilit ed impegno assistenziale per il SSN”.

La Dott.ssa Giulia Magnani ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: ” molto importante puntare sulla prevenzione cardiovascolare ed in Emilia-Romagna abbiamo ideato questo studio che ha coinvolto sette reparti di cardiologia nell’Emilia-Romagna dove i pazienti che avevano avuto un infarto sono stati seguiti da una figura infermieristica che ha coordinato un team multidisciplinare. In particolare, il pazienti si sono interfacciati con il cardiologo, il diabetologo, lo psicologo e, grazie a questo approccio, abbiamo notato che le recidive di infarto, di ictus e di morte cardiovascolare si sono ridotte”.

Le patologie cardiovascolari sono tra le principali cause delle malattie legate all’invecchiamento, disabilit fisica e disturbi della capacit cognitiva. In tal senso, ad avere un ruolo chiave sono la prevenzione e la sensibilizzazione verso il tema.

La Sen. Elena Murelli, Membro della 10 Commissione permanente, intervenuta a margine dell’evento: “Parlare di prevenzione importantissimo. Purtroppo il Sistema Sanitario Nazionale investe solo il 4-5% delle spese sulla prevenzione che, invece, fondamentale anche per quanto riguarda la comunicazione e le informazioni. In primis dobbiamo partire dai giovani, facendo una corretta prevenzione tramite la promozione di stili di vita sani. possibile raggiungere questo obiettivo attraverso l’educazione sanitaria e, in tal senso, esiste un disegno di legge in Senato per poter permettere di svolgere ore di educazione civica per parlare di sistemi sanitari e di corretti stili di vita”.

Dall’evento emerso dunque il valore della prevenzione e la centralit di un approccio multidisciplinare ed olistico in termini di gestione delle patologie cardiovascolari.

Universit, la Scuola Sant’Anna inaugura l’anno accademico

Firenze, 4 dic. (askanews) – Al Teatro Verdi di Pisa si tenuta l’inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 della Scuola Superiore Sant’Anna. Una cerimonia molto partecipata, alla presenza, tra gli altri, del sindaco Michele Conti, dell’assessora regionale alla Cultura, Cristina Manetti, degli studenti e della comunit accademica.

L’evento, guidato dal claim ‘Aprire nuove vie. Agire nel presente, costruire il futuro’, ha segnato l’avvio del nuovo anno e ha richiamato il ruolo della Scuola nella formazione d’eccellenza, nella ricerca avanzata e nell’innovazione.

“Oggi daremo vari messaggi, due i pi importanti. Quello della Science Diplomacy, ovvero la possibilit che le universit hanno di lavorare per unire i popoli, quindi la scienza come strumento sia per creare iniziative congiunte sia la scienza che entra nei processi decisionali e permette di prendere decisioni appropriate in una dinamica complessa. E l’altro messaggio quello che l’universit, federando insieme le tecnologie, gli studi nelle scienze sperimentali e sociali, possa far nascere a Pisa un nodo importante per la sicurezza nazionale”, ha spiegato Nicola Vitiello, Rettore del Sant’Anna

Ospite d’onore l’amministratore delegato di Ferrari, Benedetto Vigna, che ha tenuto la Lectio Magistralis dedicata alla leadership e al valore del lavoro di squadra: “siamo in un momento abbastanza incerto, con tante situazioni che cambiano, anche con una eccessiva presenza dell’Intelligenza Artificiale, che, se non usata bene, corriamo il rischio di perdere la nostra capacit di gestire l’incertezza. E mai come in questo periodo in cui c’ un’elevata incertezza, la leadership importante. Ecco perch volevo parlare della leadership e di come un leader vero non sia mai solo. Questo importante”.

Una giornata che ha ribadito l’impegno della Sant’Anna nel costruire conoscenza e nuove opportunit per il futuro.

Agreenet vince la nona edizione di Call for Ideas di GoBeyond

Milano, 4 dic. (askanews) – La startup Agreenet si aggiudica la Call for ideas 2025 di GoBeyond, la piattaforma di innovazione responsabile ideata da Sisal, ora parte di Flutter SEA (Southern Europe & Africa). Per la startup che sviluppa biomateriali avanzati per proteggere gli alimenti freschi e prolungarne la conservazione, un gran equity free da 50mila euro.

Una vittoria conquistata fra 350 candidature, con un significativo aumento delle candidature di startup gi presenti sul mercato -+7% rispetto alla scorsa edizione- , dato che rafforza il ruolo di GoBeyond come riferimento nel supporto all’ecosistema italiano dell’innovazione.

Un confronto positivo ribadito da Camilla Folladori, Chief Strategy Officer Flutter SEA: “Innovazione significa saper guardare ai nuovi mondi. Se ci si limita alle competenze interne, non ci si riesce. Da questo punto di vista, manteniamo l’approccio di un challenger: anche se siamo leader di mercato, non smettiamo mai di chiederci che cosa ci sia di nuovo. Poter parlare con startup, con tutto l’ecosistema, universit e centri di ricerca, ci permette di portare dentro competenze. Attraverso lo scambio, possiamo favorire la nostra crescita e la crescita del Paese, in ogni Paese in cui operiamo”.

Grande soddisfazione anche per la stessa Agreenet, rappresentata dal co-founder Gustavo Gonzalez: “Siamo presenti sul mercato da gennaio di quest’anno, con due contratti in essere in Sudamerica e Sud Italia, con questo premio di GoBeyond andremo ad ottimizzare l’industrializzazione per migliorare il processo operativo del nostro prodotto”.

Nella serata della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli a Milano, spazio anche al premio per l’Internalizzazione by Innovit, in memoria del promotore della nascita di GoBeyond, Emilio Petrone, assegnato a Fluid Wire Robotics. Ovvero una startup che sviluppa manipolatori robotici per operazioni spaziali in ambienti estremi.

Mentre per il secondo anno consecutivo si rinnovata la GoBeyond Challenge per l’Open Innovation aziendale che ha portato al successo di Certy, startup che crea e sviluppa servizi digitali e di cybersecurity per le aziende. GoBeyond stato supportato da prestigiosi partner (Carter & Benson e Google, fra gli altri), mentre all’evento di premiazione, moderato dal giornalista Giampaolo Colletti, hanno partecipato anche Jacopo Naidi di Ecosystem Lead di Innovit e Annamaria Tartaglia, Ceo TheBrandSitter, presidente di giuria ed Executive Director Angels for Women.

Tabacco e Made in Italy: contratti di filiera e tema regolatorio

Roma, 4 dic. (askanews) – Rafforzare i contratti di filiera come vero presidio della sovranit produttiva nazionale stato il focus dell’evento “Crescita sostenibile e competitivit del Made in Italy: opportunit e sfide per le nostre filiere”, durante il quale stato presentato il report del Centro Studi Divulga dedicato alla filiera tabacchicola italiana. Elemento chiave l’Accordo di Filiera Coldiretti, PMI e Ont Italia, rinnovato fino al 2034, che oggi copre il 50% della produzione nazionale.

“Un accordo di filiera che mette in sicurezza la produzione del tabacco in Italia fatto in una certa maniera – ha detto ad askanews Cesare Trippella, presidente Filiera Tabacchicola Italiana e Direttore EU Value Chain & External Engagement, Philip Morris Italia – seguendo i disciplinari di produzione, buone pratiche del lavoro, buone pratiche dell’agricoltura, trasformando il settore e proiettandolo verso il futuro. Per ci dobbiamo rendere conto che ci sono sfide regolatorie, soprattutto che vengono a livello europeo, che mettono in forte dubbio questi nostri investimenti”.

Il tema regolatorio al centro del dibattito, in particolare le proposte legislative in discussione a Bruxelles con la Direttiva Accise (TED). Con questa proposta l’Unione europea intende aumentare in maniera significativa la tassazione dei prodotti italiani senza combustione. Prospettive queste che preoccupano la filiera italiana.

” importante avere una relazione di filiera che sia durevole nel tempo – ha aggiunto Gennarino Masiello, vicepresidente di Coldiretti e presidente UNITAB Europa – che possa mettere in campo prevedibilit e sostenibilit, ma abbiamo costruito attorno a questo mondo e a questa filiera un sistema di regole, di controlli e anche di sanzioni importanti per assicurare la legalit e la trasparenza. Questo modello lo dobbiamo esportare anche in tutta Europa perch non tutti i Paesi utilizzano lo stesso modello e quindi potremmo vivere anche all’interno dell’Europa e fuori dall’Europa una concorrenza sleale che non si attiene alle stesse regole n organizzative n produttive”.

Rai, Leone XIV vede il monologo di Benigni su Pietro: bello, parla di amore

Roma, 4 dic. (askanews) – Questo pomeriggio al Palazzo Apostolico Papa Leone XIV ha incontrato Roberto Benigni insieme a Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai, e a Simona Ercolani, ceo e direttore creativo di ‘Stand by Me’, produttrice, insieme a Vatican Media, del monologo “Pietro un uomo nel vento”, che sarà trasmesso da Rai1 il prossimo 10 dicembre in prima serata, e che è stato presentato questa mattina in anteprima mondiale alla stampa al Maxxi di Roma.

Il Papa ha visto alcuni estratti del monologo: “Che bello, parla di amore”, ha commentato al termine. Durante l’incontro, prima della proiezione, il Papa e Benigni hanno parlato di cinema e á de “La vita è bella”, che il Papa ha elencato fra i suoi quattro film preferiti, e di “La vita è meravigliosa” di Frank Capra. Il Papa e Benigni hanno parlato della vita di San Pietro, di Dante e di Sant’Agostino, della Divina Commedia e delle Confessioni. All’incontro hanno preso parte anche il Prefetto del Dicastero per la Comunicazione, Paolo Ruffini, il Direttore di Vatican Media, Stefano D’Agostini, e alcuni collaboratori di Benigni.

Antisemitismo, il Ddl Delrio agita Pd e ‘campo largo’

Roma, 4 dic. (askanews) – Il Ddl Delrio contro l’antisemitismo agita Pd e ‘campo largo’, la proposta dell’ex ministro viene disconosciuta dal partito e provoca le critiche di Avs, con Angelo Bonelli che definisce “sconcertante” l’iniziativa. Il disegno di legge è firmato anche da Simona Malpezzi, Alessandro Alfieri, Alfredo Bazoli, Pier Ferdinando Casini, Tatjana Rojc, Filipp Sensi, Walter Verini, Sandra Zampa, Andrea Martella e Beatrice Lorenzin e stabilisce ‘Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell’antisemitismo’.

Per definire cosa va considerato antisemitismo si fa riferimento al documento approvata dall’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto(International holocaust remembrance alliance-Ihra), “in coerenza con la risoluzione 2017/2692 del Parlamento europeo”. Vengono poi previste sanzioni contro chi diffonde contenuti antisemiti sulle piattaforme digitali e si obbligano le università ad individuare al proprio interno “un soggetto preposto alla verifica e al monitoraggio delle azioni per contrastare i fenomeni di antisemitismo”.

Misure che finirebbero per ledere la libertà di espressione e il diritto di critica, secondo Bonelli: “Se questo testo diventasse legge, chi contesta radicalmente i comportamenti dello stato di Israele verrebbe definito antisemita e quindi sanzionato”. Secondo il dirigente di Avs, infatti, la definizione di antisemitismo dell’Ihra “qualifica come antisemita ogni critica radicale contro Israele”.

Scorrendo la definizione di antisemitismo dell’Ihra si trova un elenco di fattispecie – non esaustivo, viene precisato – che comprende “Incitare, sostenere o giustificare l’uccisione di ebrei o danni contro gli ebrei in nome di un’ideologia radicale o di una visione religiosa estremista” e “Fare insinuazioni mendaci, disumanizzanti, demonizzanti o stereotipate degli ebrei come individui o del loro potere come collettività – per esempio, specialmente ma non esclusivamente, il mito del complotto ebraico mondiale”.

Ma è considerato antisemita anche “Negare agli ebrei il diritto dell’autodeterminazione, per esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è una espressione di razzismo”, oppure “Negare agli ebrei il diritto dell’autodeterminazione, per esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è una espressione di razzismo”, come pure “Applicare due pesi e due misure nei confronti di Israele richiedendo un comportamento non atteso da o non richiesto a nessun altro stato democratico”.

Il partito prende le distanze, il capogruppo al Senato Francesco Boccia diffonde una nota per chiarire che “Il senatore Delrio ha depositato, a titolo personale, il ddl ‘Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell’antisemitismo” che non rappresenta la posizione del gruppo né quella del partito. Il gruppo del Pd al Senato non ha presentato alcun disegno di legge in materia di antisemitismo”.

La Malpezzi, una delle firmatarie del ddl, replica spiegando che il provvedimento “non tocca la libertà di espressione ma l’istigazione all’odio. Oggi ho letto di tutto e invece sarebbe bello si entrasse nel contenuto del disegno di legge che a quanto pare hanno tutti letto”. E Pina Picierno aggiunge: “Le critiche strumentali che leggo sanno di giustificazionismo e ipocrisia. Sono grata a Delrio, avanti!”. Secondo quanto riferisce qualche parlamentare all’ex ministro sarebbe anche stato chiesto di valutare il ritiro del provvedimento, ma Delrio non avrebbe dato disponibilità in questo senso.

Antisemitismo, il Ddl Delrio agita Pd e ‘campo largo’

Roma, 4 dic. (askanews) – Il Ddl Delrio contro l’antisemitismo agita Pd e ‘campo largo’, la proposta dell’ex ministro viene disconosciuta dal partito e provoca le critiche di Avs, con Angelo Bonelli che definisce “sconcertante” l’iniziativa. Il disegno di legge è firmato anche da Simona Malpezzi, Alessandro Alfieri, Alfredo Bazoli, Pier Ferdinando Casini, Tatjana Rojc, Filipp Sensi, Walter Verini, Sandra Zampa, Andrea Martella e Beatrice Lorenzin e stabilisce ‘Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell’antisemitismo’.

Per definire cosa va considerato antisemitismo si fa riferimento al documento approvata dall’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto(International holocaust remembrance alliance-Ihra), “in coerenza con la risoluzione 2017/2692 del Parlamento europeo”. Vengono poi previste sanzioni contro chi diffonde contenuti antisemiti sulle piattaforme digitali e si obbligano le università ad individuare al proprio interno “un soggetto preposto alla verifica e al monitoraggio delle azioni per contrastare i fenomeni di antisemitismo”.

Misure che finirebbero per ledere la libertà di espressione e il diritto di critica, secondo Bonelli: “Se questo testo diventasse legge, chi contesta radicalmente i comportamenti dello stato di Israele verrebbe definito antisemita e quindi sanzionato”. Secondo il dirigente di Avs, infatti, la definizione di antisemitismo dell’Ihra “qualifica come antisemita ogni critica radicale contro Israele”.

Scorrendo la definizione di antisemitismo dell’Ihra si trova un elenco di fattispecie – non esaustivo, viene precisato – che comprende “Incitare, sostenere o giustificare l’uccisione di ebrei o danni contro gli ebrei in nome di un’ideologia radicale o di una visione religiosa estremista” e “Fare insinuazioni mendaci, disumanizzanti, demonizzanti o stereotipate degli ebrei come individui o del loro potere come collettività – per esempio, specialmente ma non esclusivamente, il mito del complotto ebraico mondiale”.

Ma è considerato antisemita anche “Negare agli ebrei il diritto dell’autodeterminazione, per esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è una espressione di razzismo”, oppure “Negare agli ebrei il diritto dell’autodeterminazione, per esempio sostenendo che l’esistenza dello Stato di Israele è una espressione di razzismo”, come pure “Applicare due pesi e due misure nei confronti di Israele richiedendo un comportamento non atteso da o non richiesto a nessun altro stato democratico”.

Il partito prende le distanze, il capogruppo al Senato Francesco Boccia diffonde una nota per chiarire che “Il senatore Delrio ha depositato, a titolo personale, il ddl ‘Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell’antisemitismo” che non rappresenta la posizione del gruppo né quella del partito. Il gruppo del Pd al Senato non ha presentato alcun disegno di legge in materia di antisemitismo”.

La Malpezzi, una delle firmatarie del ddl, replica spiegando che il provvedimento “non tocca la libertà di espressione ma l’istigazione all’odio. Oggi ho letto di tutto e invece sarebbe bello si entrasse nel contenuto del disegno di legge che a quanto pare hanno tutti letto”. E Pina Picierno aggiunge: “Le critiche strumentali che leggo sanno di giustificazionismo e ipocrisia. Sono grata a Delrio, avanti!”. Secondo quanto riferisce qualche parlamentare all’ex ministro sarebbe anche stato chiesto di valutare il ritiro del provvedimento, ma Delrio non avrebbe dato disponibilità in questo senso.

Calcio, Coppa Italia, Bologna-Parma 2-1, felsinei ai quarti

Roma, 4 dic. (askanews) – Il Bologna campione in carica supera il Parma 2-1 e avanza ai quarti di Coppa Italia. Al Dall’Ara, nel derby emiliano che segna il debutto stagionale dei rossoblù nella competizione, la squadra di Vincenzo Italiano rimonta lo svantaggio iniziale e chiude la sfida nel finale. Il Parma parte meglio e trova il vantaggio al 13′: Benedyczak scatta sul filo del fuorigioco su assist di Lovik e batte Ravaglia. I crociati insistono e sfiorano il raddoppio più volte, ma il Bologna reagisce e al 38′ trova il pari con Rowe, rapido a ribadire in rete dopo il palo colpito sulla prima conclusione. La ripresa si apre con ritmi più alti e un’occasione per Lucumì, che di testa non inquadra lo specchio. Il Parma risponde con Lovik, che al 69′ sfiora il gol dal lato sinistro dell’area. Le panchine diventano decisive: Italiano inserisce Castro, che all’89’ firma il 2-1 con un colpo di testa su cross di Holm, rete che vale il sorpasso e la qualificazione.

Nel finale da segnalare il ritorno in campo di Ciro Immobile, al rientro dopo tre mesi di stop, subentrato a Bernardeschi. Dopo cinque minuti di recupero, il Bologna chiude la partita e approda ai quarti di Coppa Italia 2025/26.

Juventus-Udinese 2-0, qual. Juventus Atalanta-Genoa 4-0, qual. Atalanta Napoli-Cagliari 10-9 dcr (1-1 reg.), qual. Napoli Inter-Venezia 5-1, qual. Inter Bologna-Parma 2-1, qual. Bologna Lazio-Milan (giovedì 4 dicembre ore 21)

Roma-Torino (martedì 13 gennaio ore 21) Fiorentina-Como (martedì 27 gennaio ore 21)

I possibili quarti (da mercoledì 4 febbraio 2026 a mercoledì 11 febbraio 2026)

Bologna-Lazio/Milan Juventus-Atalanta

Inter-Roma/Torino Napoli-Fiorentina/Como

Semifinali andata: mercoledì 4 marzo 2026. Semifinali ritorno: mercoledì 22 aprile 2026. Finale: mercoledì 13 maggio 2026.