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David, Scarano: la mia prima candidatura, io affezionata a Mattarella

Roma, 5 mag. (askanews) – “Noi abbiamo sempre bisogno delle parole del nostro presidente, sono molto affezionata al presidente, sono Cavaliere della Repubblica, mi fa molto piacere essere qui oggi per questa candidatura, che non ho mai ricevuto, questa è la prima volta che vengo candidata e sono davvero molto onorata e non vedo l’ora di ascoltarlo”. Lo ha affermato l’attrice e regista Greta Scarano – candidata al David come miglior esordio alla regia per il suo film “La vita da grandi” – al suo arrivo al Quirinale per essere ricevuta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella assieme agli altri candidati alla vigilia della cerimonia di premiazione in programma mercoledì 6 maggio negli studi di Cinecittà e in diretta su Rai 1.

Greta Scarano – secondo il sito del Quirinale – è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana il 9 luglio 2021.

Ue, Salvini: a governo Commissione europea c’è gente inadatta

Napoli, 5 mag. (askanews) – “Se devo fare un accenno alle spese militari sostengo la richiesta del ministro Giorgetti e del presidente di Confindustria Orsini. È sorda e inutile un’Europa che ci dice puoi spendere più soldi per le armi, ma non puoi spendere più soldi per aiutare gli italiani a pagare le bollette, a far benzina. Ecco, un’Europa così è inutile, non ci serve”. A dirlo è il vicepremier Matteo Salvini da Torre Annunziata (Napoli), dove ha partecipato alla cerimonia di avvio dei lavori di demolizione di Palazzo Fienga, immobile confiscato alla criminalità organizzata. “E qua il problema non è Trump, Zelensky, Putin o l’Iran. Qua il problema è a Bruxelles. Noi in questo momento abbiamo al governo della Commissione europea gente inadatta, gente che o ci è o ci fa” conclude il ministro dei Trasporti.

David, Barbara Ronchi: boicottare non è la soluzione, meglio parlarsi

Roma, 5 mag. (askanews) – “Boicottare non ho mai pensato che potesse essere una soluzione”. Così l’attrice Barbara Ronchi arrivando al Quirinale per il consueto incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ogni anno riceve i candidati dei David di Donatello. La cerimonia di premiazione della 71esima edizione si tiene il 6 maggio, trasmessa in diretta, in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà, condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti.

“Io stimo molto il lavoro di Piera De Tassis, quindi secondo me era importante esserci per l’Accademia dei David che non c’entra niente – ha aggiunto – “noi dobbiamo essere forti e compatti insieme, immagino che qualcosa faremo, penso sia più importante esserci per dire che non esserci, lavorare nei tavoli e parlarsi, provare una soluzione perché io penso che tutti quanti abbiamo la voglia, ma tutti anche le istituzioni, di far tornare il cinema italiano quello che era, di farci tornare nei grandi festival e di farci essere quello che siamo”.

Ronchi è candidata come miglior attrice protagonista per “Elisa”.

Iran, Meloni: vicini agli Emirati, cessino attacchi ingiustificabili

Roma, 5 mag. (askanews) – “Il Governo italiano esprime la sua vicinanza agli Emirati Arabi Uniti per gli ingiustificabili attacchi subiti che devono immediatamente cessare”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni su X.

“In questo difficile scenario, l’Italia continuerà a fare la sua parte per favorire il dialogo e scongiurare il propagarsi della crisi a livello regionale”, aggiunge.

“La libertà di navigazione attraverso lo stretto di Hormuz – conclude – è un principio fondamentale del diritto internazionale ed essenziale per l’economia globale”.

Dal 18 al 22 giugno a Taormina la sedicesima edizione di Taobuk

Taormina, 5 mag. (askanews) – Dal 18 al 22 giugno 2026 si terrà la sedicesima edizione di Taobuk – Taormina International Book Festival, ideato e diretto da Antonella Ferrara. Oltre 200 ospiti da 30 Paesi si riuniranno a Taormina, da sempre meta di artisti e intellettuali e luogo simbolo della cultura mediterranea. Al centro di questa edizione il tema della Fiducia, intesa come radice etica, come forza generativa della convivenza civile, come scommessa sul domani. La fiducia ci permette di superare dubbi, paure e incertezze e di immaginare nuovi orizzonti comuni. In un mondo attraversato da cambiamenti rapidi, crisi globali e trasformazioni sociali, la fiducia diventa più che mai un bene prezioso e una necessità vitale. Ma anche una parola-chiave per indagare il rapporto tra essere umano e conoscenza, tra verità e percezione, tra cittadino e istituzioni, tra individuo e tecnologia.

Il concept scelto da Antonella Ferrara si articolerà in una prospettiva universale calata nel presente, come osserva la presidente e direttrice artistica di Taobuk: “C’è un rischio, tanto necessario quanto coraggioso, che attraversa ogni epoca: è l’atto di dare e chiedere fiducia. Una richiesta di reciprocità che ammette le fratture ma indica anche la possibilità della loro ricomposizione. In un tempo attraversato da crisi geopolitiche, trasformazioni tecnologiche e profonde tensioni sociali, la fiducia non è più un presupposto acquisito, ma una scelta per costruire e ricostruire. Senza fiducia, nessuna democrazia può reggere, nessuna economia può svilupparsi, nessuna comunità può riconoscersi come tale. Taobuk 2026 nasce da questa consapevolezza e assume la fiducia come tema centrale non solo culturale, ma civile e politico: una questione che riguarda il rapporto tra cittadini e istituzioni, tra sapere e verità, tra libertà e responsabilità”.

Scrittori, filosofi, scienziati e artisti saranno chiamati a interrogarsi su cosa significhi oggi affidarsi all’altro, confidare in un’idea, credere nella scienza, affidare la propria voce alla parola, il proprio destino alla collettività. Letteratura e filosofia riflettono sulla fiducia come patto tra autore e lettore, come promessa di comprensione e condivisione. Le arti la trasformano in un’esperienza da vivere e interpretare, coinvolgendo il pubblico nella costruzione del suo significato. Scienza e tecnologia pongono sempre nuovi interrogativi, spingono a chiedersi quanto ci si può fidare degli algoritmi, dell’intelligenza artificiale e delle nuove frontiere della conoscenza. La fiducia è inoltre il fondamento del vivere civile e del contratto sociale; e ha un ruolo centrale nell’economia e nel mondo digitale: nei mercati finanziari essa è alla base di ogni transazione, nelle piattaforme online diventa un indicatore di reputazione, garanzia o rischio. Abbracciando il tema della fiducia nella sua complessità, Taobuk diviene il luogo ideale in cui celebrare e rinnovare questo patto invisibile attraverso la cultura.

L’evento è promosso dalla Regione Siciliana, dall’Assessorato regionale del Turismo, Sport e Spettacolo e dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia, con il sostegno del Parco Archeologico Naxos Taormina e del Comune di Taormina, insieme ad altre istituzioni e realtà pubbliche e private.

David, De Angelis: proteste lavoratori del cinema? Categoria umiliata

Roma, 5 mag. (askanews) – “Non voglio essere drammatica, ma anche fare finta di niente sta diventando angosciante, svilente, per una categoria che è stata umiliata, dobbiamo arrivare a umiliarla per ricordarci che esiste. Noi che abbiamo una voce la dobbiamo portare e la porteremo sempre”: lo ha affermato Matilda De Angelis, candidata a miglior attrice non protagonista per “Fuori” di Mario Martone, arrivando al Quirinale per l’incontro dei candidati ai premi David di Donatello con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in riferimento alle proteste dei lavoratori e delle lavoratrici del cinema per la crisi del settore.

“Credo sia necessario ritrovare quell’unità. Paolo Sorrentino dice ‘non ti disunire’, ‘non ci disuniamo’, per favore, dobbiamo tornare a riconoscerci come collettività, questo include gli artisti, le artiste, i lavoratori del cinema, le maestranze. Secondo me negli anni abbiamo perso un po’ questo senso di comunità. Sempre dalle grandi crisi arriva la resistenza, speriamo che arrivi, io ci sono, vorrei farne parte e lo riesco a immaginare questo futuro, sono giovane, se non ho la speranza vuol dire che sono morta”, ha aggiunto l’attrice.

Ferrari: ricavi I trimestre +3% grazie a mix e personalizzazioni

Milano, 5 mag. (askanews) – Ferrari chiude il primo trimestre con ricavi netti pari a 1,848 miliardi di euro, in aumento del 3% (+6% a cambi costanti), sostenuti da mix prodotto, personalizzazioni e dal contributo delle attività racing e lifestyle. L’utile operativo è stato pari a 548 milioni, in linea con lo scorso anno, con margine al 29,7%, l’utile netto a 413 milioni e l’Ebitda a 722 milioni, con marginalità del 39,1%.

Le consegne sono state pari a 3.436 unità (-4%), un calo “pianificato” per agevolare il cambio di modelli. Sono cresciute le famigli 12Cilindri, Purosangue e SF90 XX, la F80 ha aumentato i volumi e sono iniziate le prime consegne di 296 Speciale, Amalfi e 849 Testarossa. Nel trimestre è stata anche presentata l’Amalfi Spider, con prime consegne previste dal 2027.

Sul piano geografico, la flessione è concentrata nell’area Emea (1.458 unità), mentre le Americhe sono rimaste stabili a 1.030 vetture. In crescita Cina Continentale, Hong Kong e Taiwan a 255 unità e il resto dell’Apac a 693 consegne. Le consegne non hanno risentito delle ostilità in Medio Oriente grazie alla “flessibilità” nell’allocazione geografica.

I ricavi auto e ricambi, oltre 1,5 miliardi, sono cresciuti dell’1% grazie a personalizzazioni e mix più favorevole. Più sostenuto l’andamento di sponsorizzazioni, proventi commerciali e marchio, saliti a 218 milioni, grazie a maggiori sponsorizzazioni e alle attività lifestyle. In crescita anche gli altri ricavi, spinti dalla fornitura di motori ad altre scuderie di Formula 1.

A sostenere l’Ebit sono stati personalizzazioni, mix geografico “eccezionalmente forte” guidato dalle Americhe, mix prodotto positivo, F80, Serie Speciali e attività racing. La redditività è stata invece frenata da maggiori ammortamenti per l’avvio della produzione di nuovi modelli, minori consegne, minori vendite della 499P Modificata, aumento delle spese di marketing, effetto cambi negativo e dazi sulle importazioni negli Stati Uniti.

“Il mix di prodotto ulteriormente arricchito e la domanda costante di personalizzazioni hanno contribuito ai solidi risultati che presentiamo oggi. Con tali performance e con un portafoglio ordini che si estende verso la fine del 2027, confermiamo la guidance 2026”, ha affermato il Ceo Benedetto Vigna, aggiungendo che a venti giorni dalla prima mondiale della Ferrari Luce “l’attesa non è mai stata così alta”.

L’assemblea degli azionisti ha approvato un dividendo di circa 640 milioni di euro, pagato in data odierna. Al 31 marzo 2026 la liquidità netta industriale era positiva per 388 milioni, ribaltando l’indebitamento netto di 32 milioni di fine 2025.

Il gruppo ha confermato gli obiettivi 2026: ricavi netti intorno a 7,5 miliardi, Ebitda adjusted almeno a 2,93 miliardi con margine pari o superiore al 39%, Ebit adjusted almeno a 2,22 miliardi con margine pari o superiore al 29,5% e free cash flow industriale almeno a 1,5 miliardi. Ferrari precisa che la guidance si basa sulla visibilità attuale sugli effetti della crisi in Medio Oriente, “gestita attivamente” dal gruppo.

Fotografia Europea 2026: Automated Refusal di Salvatore Vitale

Reggio Emilia, 5 mag. (askanews) – All’interno della ventunesima edizione di Fotografia Europea Fantasmi del Quotidiano, fino al 14 giungo 2026 ai Chiostri di San Pietro, la video-installazione Automated Refusal di Salvatore Vitale a cura di Tim Clark esplora le fragilità del lavoro occasionale e temporaneo, dove controllo, classifiche e lunghi orari lavorativi sfumano i confini tra vita personale e professionale. Il film si interroga su come la tecnologia stia ridefinendo il rapporto tra le persone e l’ambiente che le circonda. Il video segue quattro freelance della tech economy: il risultato è un ritratto del lavoro di oggi segnato da contraddizioni e resistenza. Vitale esplora le tensioni tra automazione, sfruttamento e ricerca di autonomia, ricordandoci che, anche nei sistemi tecnologici, la presenza umana resta essenziale.

Automated Refusal fa parte di Death by GPS, uno studio sul modo in cui le tecnologie per l’automazione stanno ridefinendo il lavoro e rivelando le contraddizioni del capitalismo digitale.

La ventunesima edizione di Fotografia Europea è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

Gb, tassi titoli Stato ai massimi dal 1998 per timori inflazione (FT)

Roma, 5 mag. (askanews) – I costi di finanziamento a lungo termine del Regno Unito sono saliti ai massimi dal 1998, mentre l’aggravarsi della crisi nello Stretto di Hormuz alimenta i timori di inflazione elevata. Lo riporta il Financial Times.

I rendimenti dei Gilt a 30 anni sono saliti di 0,11 punti percentuali al 5,76%, ai livelli più alti in quasi tre decenni, mentre quelli a 10 anni sono aumentati di 0,12 punti al 5,09%, vicino al massimo di 18 anni del 5,12% toccato in precedenza durante il conflitto con l’Iran.

Il rialzo riflette le attese degli operatori che la Bank of England possa aumentare i tassi per contrastare l’impatto inflazionistico del rialzo dei prezzi del petrolio, saliti sopra i 100 dollari al barile.

Secondo il quotidiano, i mercati ora scontano due o tre rialzi dei tassi entro la fine dell’anno, mentre prima della crisi si prevedevano tagli.

L’aumento dei rendimenti, già i più elevati tra i Paesi del G7, accresce la pressione sui conti pubblici britannici, con costi per interessi sul debito superiori a 100 miliardi di sterline annui, mentre pesano anche le incertezze politiche in vista delle elezioni locali.

Azione Contro la Fame: in Italia 6 milioni senza cibo adeguato

Milano, 5 mag. (askanews) – Quasi 6 milioni di persone in Italia vivono in famiglie esposte all’insicurezza alimentare. Sono circa 3 milioni di nuclei, l’11% del totale nazionale. Da questo dato Azione Contro la Fame ha aperto a Milano l’open day “Mai più fame: il cambiamento che costruiamo insieme”, ospitato allo Spazio Indifesa di via Appennini, nel Gallaratese, con oltre cento partecipanti tra ristoratori, imprese, istituzioni, partner, donatori e donne coinvolte nei programmi italiani dell’organizzazione.

La giornata ha presentato il programma “Mai più fame: dall’emergenza all’autonomia”, attivo a Milano e Napoli, e il bilancio di “Ristoranti Contro la Fame”, che dopo undici edizioni ha superato il milione di euro raccolti. Nel 2025 il programma ha seguito 616 famiglie e nel 2026 sarà esteso anche a Bari. Il percorso parte dal sostegno alla spesa, con tessere utilizzabili in supermercati convenzionati e nel social market Solidando di Ibva, e prosegue con educazione alimentare, formazione professionale e inserimento lavorativo. A fine 2025 il 58,6% delle famiglie coinvolte beveva più acqua, il 57,3% aveva ridotto lo zucchero, il 48,5% preparava pasti più vari, il 47,7% consumava meno alimenti ultraprocessati e il 47,5% leggeva con più attenzione le etichette nutrizionali.

Il dato sull’autonomia economica indica che circa il 60% delle persone coinvolte trova lavoro o riprende un percorso di formazione; a Milano la quota supera il 70%. La campagna ha raccolto 170mila euro nel 2025, superando il milione di euro complessivo in undici anni. L’iniziativa si svolge ogni anno dal 16 ottobre al 31 dicembre e nell’ultima edizione ha coinvolto 182 locali, tra 107 ristoranti e 75 punti vendita di catene, comprese Pokéria by Nima, Macha e Wiener Haus.

“‘Ristoranti Contro la Fame’ trasforma un gesto quotidiano, come scegliere un piatto, in una risposta concreta che arriva alle famiglie in difficoltà in Italia, ai bambini malnutriti del Centrafrica, alle donne rifugiate in Libano, alle comunità di Nepal e Kenya che affrontano i mutamenti climatici”, ha dichiarato il Dg di Azione Contro la Fame, Simone Garroni, sottolineando che “solo nel 2025 abbiamo affiancato 616 famiglie in Italia, effettuato migliaia di screening nutrizionali in quattro Paesi e garantito accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari a decine di migliaia di persone”.

L’edizione 2025 ha introdotto anche un Comitato tecnico per la campagna, con competenze legate a ristorazione, editoria, consulenza, comunicazione digitale e racconto gastronomico. Durante la cerimonia sono stati premiati chef, ristoranti, catene e aziende che hanno sostenuto la raccolta; nove locali hanno ricevuto il riconoscimento di “Supersolidali Platinum” per avere superato ciascuno i 3.000 euro raccolti.

I fondi raccolti nel 2025 hanno sostenuto interventi in Italia, India, Repubblica Centrafricana, Libano, Nepal e Kenya. Azione Contro la Fame opera da 47 anni contro fame e malnutrizione, è presente in 57 Paesi e dichiara di raggiungere ogni anno 26,5 milioni di persone con programmi su cibo, acqua, salute e formazione.

Servillo, Golino, Amelio e Sossai: i candidati dei David al Quirinale

Roma, 5 mag. (askanews) – Da Toni Servillo a Valeria Golino, e ancora Gianni Amelio, Matilda De Angelis, Francesco Sossai, Greta Scarano, Claudio Santamaria, Anna Ferzetti, Tecla Insolia, Vinicio Marchioni, Flavio Insinna co-conduttore e molti altri: tutti elegantissimi ed emozionati, sono i candidati dei David di Donatello, che arrivano al Quirinale per il consueto incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ogni anno li riceve prima della cerimonia di premiazione.

La cerimonia della 71esima edizione si tiene il 6 maggio e viene trasmessa in diretta, in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà, condotta da Insinna e Bianca Balti.

David, Francesco Sossai: lungo viaggio dai nostri posti a Mattarella

Roma, 5 mag. (askanews) – “Un’emozione fortissima, soprattutto per i miei compagni di avventure, è veramente un viaggio lunghissimo dai nostri posti remoti fino a qui al Quirinale. Sono felicissimo di incontrare Mattarella, una grande emozione”: così arrivando al Quirinale per incontrare Sergio Mattarella, Francesco Sossai, regista de “La Città di Pianura”, film che ha ricevuto 16 candidature ai David di Donatello, alla vigilia della cerimonia di premiazione della 71esima edizione dei premi in diretta su Rai 1 mercoledì 6 maggio dagli Studi di Cinecittà.

“Tutto il gruppo di noi 16 candidati siamo felicissimi di poter incontrare” Mattarella, ha sottolineato.

“É stato semplicemente un momento magico, in cui il mio film e il pubblico si sono incontrati, guardandosi negli occhi, questo è stato”, ha affermato, riguardo al successo al botteghino de “La Città di Pianura”.

“Secondo me è bello potersi riunire tutti insieme, anche di fronte al presidente, e poter essere uniti in questo momento di crisi e confrontarsi sulle strategie per andare avanti” nel settore, ha aggiunto Sossai, in riferimento alle proteste dei lavoratori e delle lavoratrici del cinema.

Il Vespucci riparte per l’America, il punto del comandante Falica

Genova, 5 mag. (askanews) – La nave Amerigo Vespucci, “la nave più bella del mondo”, dopo la lunga e importante sosta lavori svolti presso l’Arsenale Marittimo di La Spezia, continua il suo tour mondiale con la Campagna in Nord America 2026 per continuare a portare in giro per il mondo la bellezza, l’identità, il dialogo tra i popoli, la cultura e il fascino dell’Italia e degli italiani. Partirà infatti sabato 9 maggio dal porto Antico di Genova – dopo la cerimonia alle 10.30 – per attraversare l’Oceano Atlantico e raggiungere le coste nordamericane tra Stati Uniti e Canada, toccando i principali porti dei due Paesi.

Nel trasferimento da La Spezia a Genova il nuovo Comandante di Nave Amerigo Vespucci, il Capitano di Vascello Nicasio Falica, ha fatto il punto sui lavori svolti sul Vespucci e presentato il “Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026”, che si inserisce nelle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti.

Nel 2021 infatti la marina statunitense ha invitato la Marina Militare a prendere parte alla SAIL250, il raduno globale di grandi velieri e navi militari che, con tappe a Baltimora (SAIL250 Maryland), Boston (SailBoston) e New York City (Sail4th 250), riunirà alcune delle più importanti unità navali del mondo.

La nave Amerigo Vespucci al suo arrivo a New York prenderà parte all’evento culminante dei festeggiamenti “International NavalReview 250”, organizzata dalla US Navy in occasione del 4 luglio 2026, uno dei più rilevanti incontri internazionali di tallships (grandi velieri tradizionali, caratterizzati da alberi alti e da un’ampia velatura e unità militari, ndr). In Canada la nave Amerigo Vespucci prenderà parte, invece, al Rendez-vous naval de Québec, la 7 edizione del prestigioso raduno internazionale di navi che si svolgerà dal 23 al 26 luglio 2026 nel porto di Québec City.

Il “Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026” è un’iniziativa del ministero della Difesa e della Marina Militare ed è prodotta da Difesa Servizi S.p.A., la società in house del ministero della Difesa chevalorizza in chiave duale gli asset del Dicastero.

Il progetto è sviluppato in collaborazione con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il ministero delle Imprese e del Made in Italy, il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il ministero della Cultura, il ministero del Turismo, il ministro per lo Sport e i Giovani e il ministro per le Disabilità.

Il tour durerà 156 giorni, durante i quali verranno percorse più di 12.000 miglia nautiche in 107 giorni in mare ed effettuate 13 soste, di cui 8 in porti esteri tra cui Baltimora(24-29 giugno), New York (4-8 luglio), Boston (11-16 luglio), Quebec City (23-27 luglio), Montreal (29 luglio – 3 agosto).

Al suo rientro in Italia la nave Amerigo Vespucci farà sosta a Cagliari (13-16 settembre), a Venezia (29 settembre – 3 ottobre) in occasione della XV edizione del Trans-RegionalSeapower Symposium (T-RSS). L’ultima tappa sarà a Trieste (8-12 ottobre), in occasione della Barcolana, la regata velica più partecipata del mondo con oltre 2000 imbarcazioni che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste. La 58esima edizione si svolgerà domenica 11 ottobre 2026.

David, Anna Ferzetti: “È stato un anno bellissimo, sono molto felice”

Roma, 5 mag. (askanews) – “Un ritorno a casa, sono molto onorata di stringergli la mano”: così arrivando al Quirinale per essere ricevuta dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella assieme agli altri candidati, l’attrice Anna Ferzetti, candidata come miglior attrice per il film “La Grazia” di Paolo Sorrentino, alla 71esima edizione dei Premi David di Donatello, la cui cerimonia è in programma mercoledì 6 maggio in diretta su Rai 1. “È stato un anno bellissimo e infatti sono molto felice”, ha aggiunto.

“Sono tanti anni che lavoro, ho seminato e sto raccogliendo, sono orgogliosa. Sono stata tenace, la perseveranza mi ha aiutato a non cadere, non ho mollato, sono molto contenta”, ha sottolineato.

Ue, FT: spesa per consulenti su clima ed energia +400%

Roma, 5 mag. (askanews) – La spesa della Commissione europea per consulenti nelle politiche su clima ed energia è aumentata di oltre il 400% dal 2014. Lo riporta il Financial Times, citando dati della stessa Commissione analizzati insieme alla Ong Aria.

Nel dettaglio, la spesa per consulenze nel settore è cresciuta del 433% fino a 127 milioni di euro tra il 2014 e il 2024, mentre la spesa complessiva per consulenze esterne in tutte le aree politiche è aumentata del 173%, raggiungendo 1,45 miliardi di euro.

L’aumento è legato all’espansione dell’attività legislativa dell’Ue dopo il Green Deal del 2019. Il maggiore ricorso a società di consulenza ha però sollevato critiche per possibili conflitti di interesse, poiché alcune lavorano sia per la Commissione sia per gruppi industriali sugli stessi temi.

La Corte dei conti europea ha segnalato carenze nelle linee guida sui conflitti di interesse, mentre in passato l’esecutivo UE è stato criticato anche dal Mediatore europeo su casi specifici.

La Commissione ha dichiarato che il ricorso a competenze esterne “non è insolito” e ha assicurato l’esistenza di controlli rigorosi, sottolineando che i consulenti non sono responsabili dell’elaborazione delle politiche. (Fonte immagine: European Union)

"Summer Funk" è il nuovo inedito di Francesco Gabbani

Roma, 5 mag. (askanews) – Francesco Gabbani, cantautore, polistrumentista e artista multiplatino, ha annunciato l’uscita di un nuovo singolo inedito dal titolo “Summer Funk” che uscirà nelle radio e sulle piattaforme digitali venerdì 8 maggio per BMG e già disponibile in pre-save.

Con “Summer Funk”, Francesco Gabbani firma un brano ironico, brillante e profondamente contemporaneo, capace di trasformare il ritmo dell’estate in una riflessione sul nostro tempo. Tra groove coinvolgente e parole taglienti, la canzone mette in scena il contrasto tra apparenza e autenticità, tra desiderio di successo e bisogno di ritrovare sé stessi.

Attraverso immagini pop, simboli della società consumistica e riferimenti culturali spiazzanti, Summer Funk racconta una generazione sospesa tra ambizione, smarrimento e voglia di leggerezza. È il ritratto di chi inciampa, si perde, cambia direzione, ma sceglie comunque di continuare a ballare.

Con il suo stile inconfondibile, capace di unire immediatezza e profondità, Gabbani confeziona un inno alla resilienza e alla libertà interiore.

A giugno partirà il nuovo tour estivo, un nuovo capitolo live che arriva in un anno speciale: il 2026 segna infatti i dieci anni da Eternamente ora, l’album che conteneva Amen, il brano con cui Gabbani conquistò la vittoria a Sanremo Giovani e diede il via a un percorso artistico unico, costellato di successi entrati nell’immaginario collettivo.

Il tour estivo si presenta come un racconto in musica capace di attraversare tutte le tappe più significative della sua carriera: dai brani più recenti ai grandi successi, fino alle hit sanremesi che hanno fatto cantare e ballare il pubblico di tutta Italia.

Con la sua inconfondibile energia e la capacità di mescolare leggerezza e profondità, Francesco Gabbani torna sul palco per regalare nuovi momenti di condivisione con il pubblico. Un’occasione per celebrare insieme dieci anni di musica, tra canzoni che continuano a evolversi e parole che restano.

Il tour è prodotto da A1 Concerti. Di seguito il calendario dei concerti (in aggiornamento): 12 giugno Bergamo, ChorusLife Arena 15 giugno Mestre, Teatro del Parco Bissuola 27 giugno Catania, Villa Bellini 02 luglio Trento, Piazza Fiera 03 luglio Piacenza, Palazzo Farnese 09 luglio Marostica, Piazza degli Scacchi 10 luglio Genova, Arena del Mare 12 luglio Cervia, Piazza Garibaldi 15 luglio Peccioli, Anfiteatro Fonte Mazzola 16 luglio La Spezia, Piazza Europa 18 luglio Bari, Fiera del Levante 20 luglio Bibione, Piazzale Zenith 29 luglio Ancona, Flame Festival 31 luglio Ploaghe, Stadio di atletica leggera “Lello Baule” 01 agosto Edolo, Piazzale Foro Boario 19 agosto Presicce – Acquarica, Festival I Colori dell’Olio 22 agosto Tagliacozzo, Piazza Duca degli Abruzzi 27 agosto Vinovo, Ippodromo

David, Santamaria: privilegiati? Cinema fatto da migliaia di lavoratori

Roma, 5 mag. (askanews) – “Io non mi riprendo da solo, non metto il telefonino e faccio dei film selfie, sono decine e decine, centinaia, migliaia di lavoratori che sono dietro, quindi quando un attore che ha una certa notorietà parla in favore del cinema, dell’industria cinema, non parla per se stesso soltanto, parla per tutta una categoria di persone che non hanno visibilità e non hanno parola”. Così Claudio Santamaria arrivando al Quirinale per il consueto incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ogni anno riceve i candidati dei David di Donatello. La cerimonia di premiazione della 71esima edizione si tiene il 6 maggio, trasmessa in diretta, in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà, condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti.

“Sono migliaia di persone che danno il sostentamento alle loro migliaia di famiglie, quindi è un’industria, il cinema come qualsiasi altra industria italiana che prende i fondi dallo Stato, finanziamenti statali, come tante industrie – ha aggiunto – alzare polemiche dicendo ‘una categoria di privilegiati’ è veramente riduttivo di un mondo che è molto complesso e inoltre, se posso aggiungere un’altra cosa, quei privilegiati – pochi magari, gli attori che sono più noti degli altri – per arrivare a quella notorietà hanno affrontato una vita fatta di incertezze”.

“I tecnici non hanno un contratto che li protegga, non hanno dei sostentamenti quando non stanno lavorando, quindi ci sono tutta una serie di cose che lo Stato deve fare per questi lavoratori”, ha detto Santamaria candidato come miglior attore protagonista per “Il Nibbio”.

Cinema, Mattarella: patrimonio che va sostenuto e valorizzato

Roma, 5 mag. (askanews) – Il cinema è “un patrimonio del Paese che come tale va considerato, sostenuto, valorizzato, incoraggiato. Incoraggiato nelle produzioni, come anche nelle sperimentazioni”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella durante la cerimonia al Quirinale per i candidati ai David di Donatello.

“Il cinema è anche lavoro. L’industria cinematografica e dell’audiovisivo italiana occupa più di centomila persone, tenendo conto dei tanti – davvero tanti – mestieri indispensabili alla realizzazione dei prodotti. Ad essi va aggiunta una lunga filiera di produzione e di servizi, con un indotto che va ben al di là di quanti sono direttamente impegnati nei film e nelle serie tv – ha sottolineato il capo dello Stato -. Una ricchezza culturale e sociale ma anche economica, che può essere conservata e accrescersi soltanto se saremo capaci di tenere alta la qualità delle ideazioni, la competitività delle produzioni, il legame con il pubblico. Il cinema deve continuare il suo cammino perché è il nostro cammino”.

Trump torna ad attaccare il Papa alla vigilia dell’incontro con Rubio

Roma, 5 mag. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump torna ad attaccare Papa Leone XIV a pochi giorni dalla visita alla Santa Sede del Segretario di Stato Marco Rubio. Il Papa “sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone” ha evidenziato il presidente Trump in nuove dichiarazioni durante una trasmissione tv, insinuando che Leone sia favorevole ad una possibile opzione nucleare per Teheran.

“Penso che (il Papa, ndr) stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, ma immagino che, se dipendesse da lui, per lui andrebbe benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare”, ha affermato Donald Trump la scorsa notte, intervenendo a Salem News Channel. La dichiarazione è arrivata in risposta a una domanda del giornalista News Hugh Hewitt, che chiedeva al leader statunitense come mai Leone non intervenisse in favore di Jimmy Lai, attivista di Hong Kong attualmente incarcerato in Cina. “Beh, il Papa preferisce parlare del fatto che per l’Iran va bene avere un’arma nucleare, e non credo che sia una cosa positiva”, ha replicato Trump.

Nel frattempo, in vista dell’incontro di giovedì, l’ambasciatore statunitense presso la Santa Sede Brian Burch ha rappresentato all’agenzia Reuters che il colloquio sarà il momento per una “conversazione franca” sulle politiche dell’amministrazione Trump. “Le nazioni hanno dei disaccordi, e penso che uno dei modi per superarli sia… attraverso la fratellanza e un dialogo autentico”, ha affermato Burch. “Penso che il Segretario venga qui con questo spirito”, ha evidenziato l’ambasciatore, specificando che l’intento è quello di avere “una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi in un dialogo.”Dal Vaticano, il Sottosegretario del Dicastero Vaticano per la Cultura e l’Educazione Antonio Spadaro espone come il significato della visita di Rubio al Papa sia il tentativo di Washington non tanto di “negoziare concessioni concrete, ma per riportare il confronto a un livello più pacato e istituzionale”. Rubio, cattolico praticante, per Spadaro “può fungere da ponte simbolico tra l’amministrazione e un elettorato che si sente sinceramente a disagio di fronte allo spettacolo della Casa Bianca in aperto conflitto con la più alta autorità morale della propria tradizione”.

In definitiva, Antonio Spadaro osserva che l’obiettivo è quello di “raffreddare la retorica”. Nel corso dell’ultima crisi tra Papa Leone XIV e Donald Trump è infatti emerso come, pur non disponendo di potere militare, il Vaticano continui a esercitare un significativo ascendente morale nello scenario internazionale.

David, Amelio: noi in vetrina, le maestranze non ci sono ai premi

Roma, 5 mag. (askanews) – “Il mio augurio per il cinema è che si lavori, si lavori perché noi qua siamo in vetrina, ma c’è molta gente che non viene in vetrina, sta nel magazzino, ci sono le categorie che non vengono rappresentate qui al Quirinale e nemmeno domani sera ai premi, ci sono le maestranze, ci sono i macchinisti, gli elettricisti, i quali come me, tengono famiglia e allora il problema è che bisognerebbe essere ricchi per fare questo lavoro”. Così il regista Gianni Amelio, arrivando al Quirinale per il consueto incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ogni anno riceve i candidati dei David di Donatello. La cerimonia di premiazione della 71esima edizione si tiene il 6 maggio, trasmessa in diretta, in prima serata su Rai 1, dagli studi di Cinecittà, condotta da Flavio Insinna e Bianca Balti.

“Questo è un mestiere da una parte privilegiato, perché? Perché facciamo il lavoro che ci appassiona. D’altra parte, però, lo si paga”, ha aggiunto il regista italiano che riceverà il David alla carriera.

Trump torna ad attaccare il Papa a vigilia incontro con Rubio

Roma, 5 mag. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump torna ad attaccare Papa Leone XIV a pochi giorni dalla visita alla Santa Sede del Segretario di Stato Marco Rubio. Il Papa “sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone” ha evidenziato il presidente Trump in nuove dichiarazioni durante una trasmissione tv, insinuando che Leone sia favorevole ad una possibile opzione nucleare per Teheran.

“Penso che (il Papa, ndr) stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, ma immagino che, se dipendesse da lui, per lui andrebbe benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare”, ha affermato Donald Trump la scorsa notte, intervenendo a Salem News Channel. La dichiarazione è arrivata in risposta a una domanda del giornalista News Hugh Hewitt, che chiedeva al leader statunitense come mai Leone non intervenisse in favore di Jimmy Lai, attivista di Hong Kong attualmente incarcerato in Cina. “Beh, il Papa preferisce parlare del fatto che per l’Iran va bene avere un’arma nucleare, e non credo che sia una cosa positiva”, ha replicato Trump.

Nel frattempo, in vista dell’incontro di giovedì, l’ambasciatore statunitense presso la Santa Sede Brian Burch ha rappresentato all’agenzia Reuters che il colloquio sarà il momento per una “conversazione franca” sulle politiche dell’amministrazione Trump. “Le nazioni hanno dei disaccordi, e penso che uno dei modi per superarli sia… attraverso la fratellanza e un dialogo autentico”, ha affermato Burch. “Penso che il Segretario venga qui con questo spirito”, ha evidenziato l’ambasciatore, specificando che l’intento è quello di avere “una conversazione franca sulla politica statunitense, per impegnarsi in un dialogo.”

Dal Vaticano, il Sottosegretario del Dicastero Vaticano per la Cultura e l’Educazione Antonio Spadaro espone come il significato della visita di Rubio al Papa sia il tentativo di Washington non tanto di “negoziare concessioni concrete, ma per riportare il confronto a un livello più pacato e istituzionale”. Rubio, cattolico praticante, per Spadaro “può fungere da ponte simbolico tra l’amministrazione e un elettorato che si sente sinceramente a disagio di fronte allo spettacolo della Casa Bianca in aperto conflitto con la più alta autorità morale della propria tradizione”.

In definitiva, Antonio Spadaro osserva che l’obiettivo è quello di “raffreddare la retorica”. Nel corso dell’ultima crisi tra Papa Leone XIV e Donald Trump è infatti emerso come, pur non disponendo di potere militare, il Vaticano continui a esercitare un significativo ascendente morale nello scenario internazionale.

Fotografia Europea 2026: Vestiges of the Future di F.D. Oberland

Reggio Emilia, 5 mag. (askanews) – All’interno della ventunesima edizione di Fotografia Europea Fantasmi del Quotidiano, fino al 14 giungo 2026 ai Chiostri di San Pietro, l’installazione Vestiges of the Future di Frédéric D. Oberland a cura di Luce Lebart. Fotografie sgranate, filmati Super8 e musiche sperimentali si alimentano costantemente a vicenda. Sfarfallii e sovraesposizioni richiamano l’impermanenza del suono. Il color-grading psichedelico direttamente sul negativo produce immagini caleidoscopiche in cui corpi, paesaggi e rituali si dissolvono in tracce cromatiche effimere. Come compositore, la sua musica emerge da stati alterati di coscienza sospesi tra reminiscenza e immaginazione. Con Vestiges of the Future, Frédéric D. Oberland presenta un’installazione site- specific che amplia i confini del suo omonimo libro fotografico, pubblicato da Sun/Sun. Quella che viene rappresentata è la sensazione di un pericolo scampato: quell’istante in cui la vita ci scorre davanti, come un’onda di visioni allucinate in un mondo tremolante, uno spaziotempo quantico popolato da fantasmi, tracce di ciò che è appena stato o di ciò che tra poco svanirà o apparirà. L’artista ne ha parlato ad askanews invitando il visitatore ad entrare fisicamente nel suo sogno camminando nell’installazione.

La ventunesima edizione di Fotografia Europea è promossa e organizzata dalla Fondazione Palazzo Magnani e dal Comune di Reggio Emilia con il contributo della Regione Emilia-Romagna.

David, Insinna: non sono pronto a condurre, confido in Bianca (Balti)

Roma, 5 mag. (askanews) – “Non sono pronto” alla conduzione della cerimonia dei David di Donatello, “confido in Bianca (Balti)”: ironizza così Flavio Insinna, co-conduttore assieme a Bianca Balti della cerimonia di premiazione della 71esima edizione dei Premi David di Donatello, in diretta su Rai 1 mercoledì 6 maggio dagli Studi di Cinecittà, arrivando al Quirinale per il consueto incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ogni anno riceve i candidati al premio.

“Per me è una festa!”, ha aggiunto Insinna.

Orsini: lavorare già in Finanziaria sulle aggregazioni delle imprese

Milano, 5 mag. (askanews) – “Una delle cose da fare, già nella prossima legge Finanziaria, è lavorare sulle aggregazioni delle imprese: lavorare per farle diventare più grandi”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, al Salone del risparmio in corso a Milano. “Le aggregazioni – ha detto – sono una grande opportunità”, come i Pir che “hanno saputo dare una risposta”, ha aggiunto il leader degli industriali. Orsini ha poi ricordato la necessità di “saper utilizzare una parte” del risparmio degli italiani, dai “400 miliardi dei fondi pensione” e “i 1.500 miliardi dei risparmi privati delle famiglie che sono sui conti correnti”.

Da Bebe Vio ad Alberto Tomba per l’addio ad Alex Zanardi

Roma, 5 mag. (askanews) – Da Bebe Vio a Giusy Versace, da Alberto Tomba ai ragazzi di Obiettivo3, l’associazione che Alex Zanardi ha creato per promuovere la handbike: il mondo dello sport, e non solo, è presente ai funerali di Alex Zanardi, il supercampione morto il 2 maggio, celebrati a Padova, nella Basilica di Santa Giustina.

Per l’addio ad Alex sono arrivati anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, il presidente della Fia, Stefano Domenicali, l’ex presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli.

Decine e decine di persone, nonostante la pioggia, si è radunata davanti alla Basilica per dare l’ultimo saluto al campione paralimpico. La bara bianca, le rose sempre bianche, i lunghi applausi della folla. Il feretro di Alex Zanardi è arrivato nella Basilica di Santa Giustina, a Padova, accompagnato dal saluto della gente.

Un lunghissimo applauso, e tanta commozione, anche all’interno della Basilica. Commozione anche della moglie Daniela, del figlio Niccolò, e della mamma Anna Mezzetti.

Per volere della famiglia, i funerali si svolgeranno senza diretta, ma la funzione viene trasmessa sui maxischermi allestiti davanti alla basilica per consentire a tutti i presenti di dare l’ultimo saluto al grande campione.

Flotilla, la polizia di Israele vuole prorogare di 6 giorni la detenzione degli attivisti

Roma, 5 mag. (askanews) – La polizia israeliana chiederà una proroga di sei giorni della detenzione dei due attivisti della Global Sumud Flotilla, Saif Abukeshek e Thiago Ávila, che oggi comparirono di nuovo davanti alla corte di Ashkelon. Lo riporta Haaretz.

Ieri gli avvocati di Adalah, l’organizzazione palestinese che assiste i due attivisti catturati in acque internazionali dalla marina israeliana, al largo di Creta, hanno fatto loro visita, denunciando gli abusi a cui sono sottoposti. Avila, cittadino brasiliano, ha raccontato ai legali di essere stato sottoposto a lunghi interrogatori, nel corso dei quali è stato minacciato di essere “ucciso” o di rimanere “100 anni in prigione”. Adalah ha riferito che gli interrogatori si sono concentrati principalmente sulla missione della Flotilla.

Sia Avila che Abukeshek, palestinese con cittadinanza spagnola, sono tenuti in isolamento, in celle costantemente illuminate da luci ad alta intensità, una pratica che, secondo Adalah, è studiata per indurre privazione del sonno e disorientamento sensoriale. Entrambi vengono bendati ogni volta che escono dalle loro celle, anche durante le visite mediche, una pratica che Adalah ha definito “una grave violazione degli standard etici medici”.

I due attivisti sono in sciopero della fame, consumando solo acqua, per protestare contro il loro rapimento in acque internazionali lo scorso 30 aprile.

Bankitalia, Panetta: interconnettersi sui pagamenti rafforza la stabilità

Roma, 5 mag. (askanews) – Il G20 ha indicato la direzione da seguire per migliorare il funzionamento dei pagamenti internazionali. “Spetta ora ai singoli paesi tracciare la rotta da seguire per tradurre l’agenda globale in iniziative nazionali”. Lo ha rilevato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, anche in qualità di presidente del Committee on Payments and Market Infrastructures, oggi a Londra presso Ambasciata d’Italia nel Regno Unito, all’evento intitolato “Cross-border payments at a turning point”.

“Al centro di ogni sistema finanziario vi è l’infrastruttura dei pagamenti: l’insieme dei servizi e dei meccanismi che consentono di trasferire il denaro in modo sicuro ed efficiente tra persone, imprese e Pubbliche amministrazioni, entro e oltre i confini nazionali. Il ruolo dei pagamenti, tuttavia, non si esaurisce nella dimensione tecnica – ha rilevato Panetta -. Dal loro buon funzionamento dipende la possibilità che la moneta sia universalmente accettata e utilizzata nella vita quotidiana”.

“In assenza di un sistema dei pagamenti affidabile, la moneta non può assolvere pienamente la propria funzione di mezzo di scambio, né sostenere la fiducia su cui poggia il sistema finanziario. Per questo i pagamenti rappresentano il punto di raccordo tra politica monetaria, stabilità e inclusione finanziaria”, ha proseguito.

E “nel processo di modernizzazione dell’economia, i pagamenti transfrontalieri restano ancora un cantiere incompiuto. Negli ultimi vent’anni i pagamenti domestici hanno conseguito progressi significativi: sono divenuti più veloci, meno costosi, disponibili ventiquattro ore su ventiquattro. Ciò nonostante, i pagamenti oltre i confini nazionali restano spesso lenti, costosi e vincolati da regole frammentate. Non è solo una questione di natura finanziaria. È una sfida per l’economia mondiale – ha avvertito il governatore – un banco di prova della sua capacità di rimanere interconnessa in un contesto di crescente rivalità strategica”.

Secondo Panetta, per le economie più lontane dagli obiettivi prefissati, le misure di azione individuate dal G20 in una tabella di marcia “offrono un percorso concreto per rafforzare le infrastrutture nazionali, rimuovere i colli di bottiglia ed evitare che i progressi restino confinati a poche giurisdizioni. Per le economie più avanzate, esse rappresentano un’opportunità e, al tempo stesso, una responsabilità: assumere un ruolo di guida a beneficio delle economie più vulnerabili e del sistema globale nel suo complesso”.

“L’efficienza, tuttavia, non basta – ha avvertito il governatore -. Pagamenti più rapidi, trasparenti, accessibili e a basso costo hanno valore solo se le infrastrutture sottostanti restano aperte, interconnesse, resilienti e affidabili. In un’epoca di crescente rivalità strategica, preservare un sistema globale che privilegi la connessione rispetto alla divisione non è soltanto auspicabile: è indispensabile. Interconnettersi per rafforzare la stabilità: questo è il principio guida e la via da seguire per il futuro”.

Il raggio verde nella notte di Venezia, Chris Levine per la pace

Milano, 5 mag. (askanews) – Il raggio taglia il cielo sopra Venezia, un fascio luminoso verde, sottilissimo, che dalla Laguna sale altissimo. Sembra una scena da fantascienza, qualcuno si lamenta, molti lo guardano affascinati. Non è un’invasione aliena, ma in un certo senso è un messaggio lanciato anche verso lo spazio: si tratta di un’opera luminosa dell’artista britannico Chris Levine, che dall’isola di San Clemente ha utilizzato una tecnologia militare laser per creare quello che, nelle sue intenzioni, è un monito per la pace. “High Power”, questo il titolo del lavoro, invita a “Fare la luce e non la guerra”. Il raggio verde, che evoca in qualche modo anche le suggestioni del cinema di Romher, si muove a velocità elevatissima e sembra perdersi letteralmente nello spazio, diventando quasi una bussola nel cielo veneziano per chi si muove nella città. Ma è stato visto anche dalle località della pianura veneta, a molti chilometri dalla Laguna.

Iran, le notizie più importanti del 5 maggio sulla guerra

Roma, 5 mag. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di martedì 5 maggio 2026 sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con serie ripercussioni sull’economia globale.

-09:42 Hormuz, Iran: Project Freedom un fallimento, navi non passano.

-09:16 Hormuz, Sudcorea valuta possibile partecipazione Project Freedom.

-09:02 Piazza Affari apre in rialzo, Ftse Mib +0,54%.

-09:01 Un palestinese è stato ucciso in un attacco con droni lanciato oggi dalle forze israeliane contro un gruppo di civili nella zona di Al-Ayoun, nel nord di Gaza City. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa citando fonti ospedaliere dell’enclave, secondo cui diverse persone sono rimaste ferite, tra cui alcune in modo grave.

-08:34 Iran, Ghalibaf: Usa mettono a rischio sicurezza navigazione Hormuz.

-08:26 Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha espresso “piena solidarietà” al presidente degli Emirati arabi uniti Mohamed bin Zayed e al popolo emiratino dopo gli attacchi con missili e droni attribuiti all’Iran contro infrastrutture civili.

-07:35 Il primo ministro britannico Keir Starmer ha discusso della necessità di riaprire lo Stretto di Hormuz con il presidente francese Emmanuel Macron e con il segretario generale della Nato Mark Rutte. Lo ha riferito Downing Street.

-07:30 Hormuz, Iran: cinque civili morti per fuoco Usa contro imbarcazioni.

-07:29 Libano, Idf ordina evacuazione alcuni villaggi nel sud.

-07:24 Le Forze di difesa israeliane hanno affermato che Hezbollah ha lanciato diversi colpi di mortaio contro l’area del sud del Libano in cui stanno operando militari israeliani, in due episodi separati avvenuti nelle ultime ore.

-07:20 Iran, intelligence Usa: inalterata capacità sviluppo nucleare Teheran.

-07:17 Prezzo del petrolio in calo, il Wti scende a 104,33 dollari.

-07:16 Iran, Arabia saudita: no a nuova escalation in Medio Oriente.

-07:15 Hormuz, Cooperazione Golfo al fianco degli Emirati arabi uniti.

-07:06 Una nave Maersk battente bandiera statunitense ha attraversato lo Stretto di Hormuz sotto scorta militare americana. Lo ha riferito oggi l’emittente danese Tv2, citando una dichiarazione della compagnia.

-07:00 Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha confermato il dispiegamento del dragamine tedesco Fulda nel Mediterraneo, da dove potrebbe successivamente essere inviato nello Stretto di Hormuz per partecipare a una missione internazionale di sicurezza marittima.

Carceri, Antigone: 3 suicidi in pochi giorni. Reclusi oltre quota 64mila

Milano, 5 mag. (askanews) – Il 30 aprile si è suicidato un agente penitenziario di 42 anni. Ieri invece è morto, dopo tre giorni di agonia, un uomo di 27 anni che si trovava in custodia cautelare nel carcere di Parma, e si è tolto la vita un altro uomo, di 54 anni, recluso nel carcere di Torino. Sono già 19 le persone detenute che si sono tolte la vita da inizio anno.

A fine mese i presenti in carcere hanno superato anche la soglia delle 64.000 presenze. Al 30 aprile infatti si contavano nelle prigioni italiane 64.436 persone detenute. Da fine marzo la crescita è stata particolarmente significativa, 439 persone in più in un mese, a fronte di un aumento delle presenze negli ultimi 12 mesi di 1.991 unità. I posti realmente disponibili erano invece 46.318 e il tasso di affollamento era ormai del 139,1%. 73 istituti su 189 registravano un tasso pari o superiore al 150%. Lo denuncia in una nota l’Associazione Antigone, che si occupa della tutela dei diritti e delle garanzie nel sistema penale e penitenziario italiano.

“Le condizioni delle carceri sono disperate. Lo sono per le persone detenute, a cui mancano spazio e prospettive, costrette a vivere in celle sovraffollate e fare i conti con tutte le chiusure a cui si sta assistendo. Ma lo sono anche per gli operatori, costantemente in sotto organico e costretti a carichi di lavoro spesso eccessivi” ha dichiarato Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, aggiungendo che “le carceri sono attraversate da una tensione palpabile”.

“Servirebbero provvedimenti urgenti che riportino il sistema penitenziario in linea con il dettato costituzionale, mettendo da parte invece tutti quei provvedimenti che, perseguendo marginalità e proteste, continuano a spingere sull’acceleratore di un sovraffollamento non più sostenibile” ha aggiunto Gonnella, concludendo che “servirebbe inoltre che il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ritirasse tutte quelle circolari che negli ultimi anni hanno reso il carcere un luogo chiuso, asfittico e senza speranza”.

L’Iran: Project Freedom è un fallimento, le navi da Hormuz non passano

Roma, 5 mag. (askanews) – Lo Stretto di Hormuz resta “interamente nelle mani dell’Iran” e il Project Freedom degli Stati uniti è fallito. Lo ha sostenuto oggi l’agenzia iraniana Tasnim, citando verifiche basate su dati ufficiali internazionali di tracciamento marittimo.

Secondo Tasnim, nelle ultime 24 ore nessuna nave sarebbe transitata nello stretto nell’ambito dell’operazione americana, annunciata da Washington come iniziativa per creare una nuova rotta di passaggio sicuro per le imbarcazioni.

L’agenzia ha scritto che la marina statunitense ha affermato da ieri di avere creato un nuovo corridoio di transito nello Stretto di Hormuz, ma che, sulla base dei dati satellitari di tracciamento marittimo, nessuna nave avrebbe finora attraversato la via d’acqua nell’ambito del Project Freedom.

Anche l’affermazione relativa al passaggio di una nave del colosso danese della movimentazione container Maersk non sarebbe stata ancora confermata ufficialmente, ha aggiunto Tasnim. L’agenzia ha citato inoltre Hfi Research, istituto che analizza i dati del mercato del petrolio e del gas, secondo cui “nessuna nave sta nemmeno provando a testare il passaggio nello Stretto di Hormuz”.

Secondo Tasnim, il rapporto dello United Kingdom Maritime Trade Operations indica che ieri, nell’arco di circa un’ora, tre imbarcazioni che non avevano prestato attenzione agli avvertimenti iraniani sono state oggetto di colpi di avvertimento. Nelle prime ore di lunedì, inoltre, una petroliera emiratina collegata alla compagnia Adnoc sarebbe stata colpita.

L’agenzia ha infine sostenuto che, sulla base dei dati di tracciamento marittimo, nel giorno in cui è iniziata la presunta operazione americana di liberazione dello stretto, almeno tre imbarcazioni legate all’Iran, denominate Darya, Nooh Gas e Xavia, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz.

Rischio espulsione per 1.500 palestinesi a Gerusalemme Est

Roma, 5 mag. (askanews) – “A Gerusalemme Est, un’intera comunità palestinese sta per essere espulsa”. Questo l’allarme lanciato dalla testata arabo-israeliana +972, affermando che Israele sta costringendo i 1.500 residenti dell’area di Al-Bustan, del quartiere Silwan, ad abbandonare le proprie case per costruire un parco a tema biblico.

“Per la prima volta dall’occupazione del 1967, Israele sta espellendo un intero quartiere palestinese di Gerusalemme”, ha sottolineato a sua volta l’organizzazione israeliana B’Tselem.

Il comune di Gerusalemme afferma che le case presenti nell’area di Al-Bustan sarebbero state costruite illegalmente, senza i permessi necessari. “Non ci sono permessi”, ha spiegato uno degli abitanti, Abu Rajab, perchè Israele rende quasi impossibile per i palestinesi di Gerusalemme Est ottenere l’autorizzazione necessaria. Negli ultimi dieci anni, Abu Rajab è già stato sfrattato da altre due case a Silwan: una è stata demolita dal comune, mentre l’altra l’ha demolita da solo. “Sto ancora pagando le multe per una casa che hanno demolito anni fa”, ha detto a +972, aggiungendo che anche questa volta sarà lui a distruggere la propria casa perchè “è più economico”.

Il quartiere di Al-Bustan è composto da 115 case e circa 1.500 residenti. “È un’intera sezione di Silwan destinata alla demolizione”, ha detto a +972 Aviv Tatarsky, ricercatore dell’organizzazione no profit israeliana Ir Amim, secondo cui il progetto del parco a tema ad Al-Bustan rientra in un più ampio sforzo per rafforzare il controllo israeliano sulla Città Vecchia di Gerusalemme e sui quartieri circostanti (noti come “Bacino della Città Vecchia”) attraverso l’espansione di attrazioni turistiche e parchi nazionali, anche su terreni di proprietà della Chiesa come il Monte degli Ulivi.

Situato immediatamente a sud della Città Vecchia, Al-Bustan è vicino a un’altra zona di Silwan, Batan Al-Hawa, che sta affrontando una campagna di espulsione simile guidata da organizzazioni di coloni israeliani. Secondo B’Tselem, 33 famiglie sono già stata cacciare da Batan al-Hawa e altre 53, con circa 130 bambini, rischiano la stessa sorte. “L’espulsione a Silwan si inserisce in una politica di pulizia etnica attuata in tutta la Cisgiordania”, ha denunciato l’ong.

Mafia, Mattarella ricorda Scaglione e Lo Russo: due servitori Repubblica

Milano, 5 mag. (askanews) – “Il 5 maggio 1971 persero la vita, sotto i colpi della violenza mafiosa, Pietro Scaglione, Procuratore della Repubblica di Palermo, e Antonino Lo Russo, agente di custodia, caduti a servizio della nostra comunità. Magistrato integerrimo, dotato di eccezionali capacità professionali e di specchiate doti morali, inflessibile difensore della legalità, il dottor Scaglione ha condotto delicate ed efficaci indagini sulle organizzazioni criminali operanti nel territorio siciliano. Il suo assassinio segnò l’avvio di una stagione di feroce attacco alle istituzioni da parte della criminalità organizzata, che, colpita con efficacia, intendeva dimostrare che Cosa nostra era pronta ad attaccare chiunque ostacolasse il suo cammino”. Lo ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “A distanza di cinquantacinque anni, ricordare due autentici servitori della Repubblica significa ribadire la ferma adesione ai principi di giustizia e legalità che hanno testimoniato, e rinnovare la vicinanza ai loro familiari e a quanti ne custodiscono la memoria e ne proseguono l’esempio”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

Piogge persistenti al Centro-Nord, caldo in aumento al Sud

Milano, 5 mag. (askanews) – Una “vigorosa perturbazione” di origine atlantica sta facendo il proprio ingresso sul nostro Paese a partire dal Sud della Francia e dal Mediterraneo Occidentale. Questo fronte instabile è trainato e accompagnato da forti venti meridionali, che stanno spingendo enormi quantità di aria calda e molto umida verso il nostro territorio. Lo sostiene Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, spiegando che l’impatto di questa massa d’aria creerà un vero e proprio “dualismo atmosferico”, restituendoci l’immagine di un’Italia tagliata in diagonale dal clima.

Al Centro-Nord regneranno incontrastati gli ombrelli: l’aria umida in risalita andrà a scontrarsi violentemente contro l’ostacolo orografico dell’Appennino tosco-ligure, innescando precipitazioni abbondanti per almeno due giorni soprattutto su queste zone.

La massima attenzione ricadrà sulle zone più esposte all’impatto delle correnti meridionali: Liguria di Levante, Alta Toscana, Lombardia settentrionale e Friuli. Su questi settori, nelle prossime 48 ore, potrebbero cadere oltre 150 mm di pioggia. Per farvi capire la portata dell’evento, si tratta di un quantitativo d’acqua superiore a quello che solitamente cade nell’intero mese di maggio, concentrato in sole 48 ore.

Discorso radicalmente opposto per il meridione e per il versante adriatico, dove prevarranno gli ombrelloni. L’aria calda pompata dai venti da Sud provocherà un aumento graduale ma inesorabile delle temperature. L’apice di questa “fiammata” africana si raggiungerà nel fine settimana: per domenica 10 maggio, in occasione della Festa della Mamma, i termometri potrebbero toccare addirittura i 34 gradi a Palermo. Le prime proiezioni per il prossimo weekend, pur necessitando di ulteriori conferme, delineano infatti un copione molto simile all’attuale: domenica con possibili nuove precipitazioni sulle stesse zone colpite in queste ore, ovvero Liguria, Nord-Est e Alta Toscana, ma è ancora troppo presto per esserne certi.

Nave Vespucci riparte per l’America per 250esimo Indipendenza

Genova, 5 mag. (askanews) – Nave Amerigo Vespucci, “la nave più bella del mondo”, dopo la lunga e importante sosta lavori svolti presso l’Arsenale Marittimo di La Spezia, continua il suo Tour Mondiale con la Campagna in Nord America 2026 per continuare a portare in giro per il mondo la bellezza, l’identità, il dialogo tra i popoli, la cultura e il fascino dell’Italia e degli italiani.   Partirà infatti il 9 maggio dal porto Antico di Genova per attraversare l’Oceano Atlantico e raggiungere le coste nordamericane tra Stati Uniti e Canada, toccando i principali porti dei due Paesi.

Al comando il Capitano di Vascello Nicasio Falica, con un equipaggio di circa 240 tra donne e uomini. A Baltimora si imbarcheranno poi i 180 allievi del primo anno dell’Accademia Navale.

“Mi sento onorato di essere al comando di Nave Amerigo Vespucci ma allo stesso tempo avverto l’impegno – racconta Falica nel trasferimento da La Spezia a Genova -. Tanta concentrazione ma ho la fortuna di avere un grande equipaggio che ho visto già in azione nel corso degli importanti lavori alla Nave”.

Il Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026, s’inserisce nelle celebrazioni per il 250° anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti.

Nel 2021 infatti la marina statunitense ha invitato la Marina Militare a prendere parte allaSAIL250, il raduno globale di grandi velieri e navi militari che, con tappe a Baltimora (SAIL250 Maryland), Boston (SailBoston) e New York City (Sail4th 250), riunirà alcune delle più importanti unità navali del mondo. Nave Amerigo Vespucci al suo arrivo a New York prenderà parte all’evento culminante dei festeggiamenti ovvero “International NavalReview 250”, organizzata dalla US Navy in occasione del 4 luglio 2026, uno dei più rilevanti incontri internazionali di tallships (grandi velieri tradizionali, caratterizzati da alberi alti e da un’ampia velatura  e unità militari). In Canada Nave AmerigoVespucci prenderà parte, invece, al Rendez-vous naval de Québec, la 7ª edizione del prestigioso raduno internazionale di navi che si svolgerà dal 23 al 26 luglio 2026 nel porto di Québec City.   Il “Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026” è un’iniziativa del Ministero della Difesa e della Marina Militare ed è prodotta da Difesa Servizi S.p.A., la società in house del Ministero della Difesa chevalorizza in chiave duale gli asset del Dicastero.

Il progetto è sviluppato in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, il Ministero della Cultura, il Ministero del Turismo, il Ministro per lo Sport e i Giovani e il Ministro per le Disabilità.

Nave Amerigo Vespucci partirà da Genova sabato 9 maggio dopo la cerimonia che si svolgerà alle ore 10.30 al Porto Antico.   Il Tour durerà 156 giorni, durante i quali verranno percorse più di 12.000 miglia nautiche in 107 giorni in mare ed effettuate 13 soste, di cui 8 in porti esteri tra cui Baltimora(24-29 giugno), New York (4-8 luglio), Boston (11-16 luglio), Quebec City (23-27 luglio), Montreal (29 luglio – 3 agosto).

Al suo rientro in Italia Nave Amerigo Vespucci farà sosta a Cagliari (13-16 settembre), a Venezia (29 settembre – 3 ottobre) in occasione della XV edizione del Trans-RegionalSeapower Symposium (T-RSS). L’ultima tappa sarà a Trieste(8-12 ottobre), in occasione della Barcolana, la regata velica più partecipata del mondo con oltre 2000 imbarcazioni che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste. La 58ª edizione si svolgerà domenica 11 ottobre 2026.

Generali, Orcel (UniCredit): non c’è alcun piano per superare il 10%

Milano, 5 mag. (askanews) – “Non vi è alcun piano di superare in questo momento” il 10% in Generali, “per noi è un investimento finanziario, è un partner importante, ed essere in una posizione di difendere questa partnership, che per noi genererebbe molto valore, è importante”. Lo ha detto Andrea Orcel, Ceo di UniCredit, parlando della partecipazione della banca nel Leone.

“Quindi, se abbiamo un’esposizione sotto il 2% con una capacità di aiutare altri azionisti a mantenere la stabilità della compagnia per noi è un positivo”, ha spiegato in un’intervista a Class Cnbc. “Noi in Generali abbiamo un’esposizione economica significativamente inferiore al 2%, quindi da un punto di vista economico la nostra esposizione è contenuta. Quando abbiamo iniziato a ridurre la nostra esposizione economica l’abbiamo fatto attraverso dei dati, matchando al 100% quelle che erano le nostre azioni e mantenendo le azioni fisiche in nostro possesso e quindi diritti di voto, ma non l’aspetto economico. Perché l’abbiamo fatto? Perché al tempo – ha proseguito Orcel – era la miglior maniera di ridurre il nostro rischio senza muovere le quotazioni della compagnia di assicurazione e perché abbiamo, come anche Philippe Donnet ha evidenziato, dei dialoghi molto promettenti da un punto di vista industriale sull’assicurazione, sull’asset management, su una serie di aree dove potremo cooperando ridurre i costi e diventare più efficienti insieme, senza che questo abbia un impatto su Generali”.

“Quindi dal nostro punto di vista – ha concluso il Ceo di UniCredit – essere un azionista presente che può aiutare nella stabilità di questa partnership è una cosa valida, ma per noi è un investimento finanziario”.

A Hormuz nuova escalation di attacchi: a rischio il cessate il fuoco

Roma, 5 mag. (askanews) – Una nuova escalation degli attacchi nello Stretto di Hormuz e nel Golfo persico minaccia il fragile cessate il fuoco tra Iran e Stati uniti, mentre le parti faticano a fare progressi nei negoziati per una fine duratura della guerra.

Due cacciatorpediniere statunitensi, seguiti da vicino da due navi mercantili, sono stati attaccati ieri mattina durante il transito nello stretto, nell’ambito di un’espansione delle operazioni americane nella via d’acqua. Gli Emirati arabi uniti hanno denunciato un attacco iraniano contro un polo energetico che ha provocato un incendio. I media di stato dell’Oman hanno riferito di un attacco nel paese, senza indicare un responsabile.

L’Iran ha lanciato missili da crociera e droni contro le unità navali e commerciali statunitensi, senza colpirle, ha detto l’ammiraglio Brad Cooper, capo del Comando centrale degli Stati uniti. Teheran ha anche inviato sei imbarcazioni veloci contro le navi commerciali, ha aggiunto Cooper, ma le forze statunitensi hanno aperto il fuoco e le hanno distrutte. Secondo Teheran, le barche in questioni erano civili e cinque persone sarebbero morte.

Il presidente Usa Donald Trump ha affermato inoltre che l’Iran ha colpito una petroliera sudcoreana nello stretto. “Forse è ora che la Corea del Sud venga a unirsi alla missione”, ha scritto Trump su Truth Social.

Qualsiasi nave statunitense nello stretto sarà considerata “un obiettivo legittimo”, aveva avvertito ieri il capo del Corpo delle guardie rivoluzionarie islamiche, Ahmad Vahidi.”Lo Stretto di Hormuz non sarà aperto da un tweet del presidente degli Stati uniti; la gestione e il controllo di questa via d’acqua sono nelle mani dell’Iran”, ha scritto Vahidi su X.

Funzionari iraniani avevano detto nel fine settimana che i tentativi degli Stati uniti di “interferire” con la “gestione” iraniana dello stretto sarebbero stati considerati una violazione del cessate il fuoco.

La riapertura dello Stretto di Hormuz, passaggio cruciale per le forniture di petrolio e gas, è al centro dei negoziati tra Iran e Stati uniti da quando le due parti hanno concordato un cessate il fuoco il 7 aprile. Il traffico nello stretto è stato ridotto al minimo, con gravi conseguenze per l’economia globale.

Le due parti si sono scambiate diverse proposte e hanno tenuto colloqui diretti in Pakistan, ma non sono riuscite a superare divergenze rilevanti, compreso il dossier nucleare iraniano. Teheran ha inoltre insistito sull’uso del controllo dello stretto come leva per chiedere lo scongelamento di asset e riparazioni di guerra.

L’Iran ha minato parti dello stretto dopo i raid su larga scala lanciati da Stati uniti e Israele contro il paese alla fine di febbraio. Da allora, solo alcune navi sono state autorizzate a transitare, dopo coordinamento con Teheran, che ha iniziato a chiedere pedaggi. Altre imbarcazioni sono state attaccate. Gli Stati uniti hanno risposto il mese scorso con un blocco navale dei porti iraniani.

Cooper ha detto che Washington sta contattando centinaia di navi, appartenenti a 87 paesi, presenti nel Golfo persico per aiutarle ad attraversare lo stretto. Oggi il gigante danese dei trasporti via container Maersk ha affermato che una delle sue navi ha attraversato Hormuz sotto scorta di navi militari americane.

L’amministrazione Trump ha annunciato nel fine settimana l’intenzione di procedere con nuove azioni militari per riaprire lo Stretto di Hormuz, insieme a uno sforzo del dipartimento di Stato con partner internazionali per rafforzare la condivisione di informazioni sulla sicurezza nella via d’acqua.

Trump ha scritto domenica su Truth Social che l’iniziativa intende “liberare persone, aziende e paesi che non hanno fatto assolutamente nulla di male” e che sono “vittime delle circostanze”.

La missione militare statunitense per riaprire lo Stretto di Hormuz, denominata Project Freedom, comprende cacciatorpediniere lanciamissili, oltre 100 aerei della marina e dell’aeronautica, droni, immagini satellitari e più di 15mila militari, ha indicato lunedì il Centcom.

I due cacciatorpediniere statunitensi transitati lunedì nello stretto non stavano scortando le navi commerciali, ma stavano attraversando la via d’acqua per liberarla al traffico, ha detto Cooper.

Gli Emirati arabi uniti hanno riferito che le proprie difese aeree hanno affrontato ieri 15 missili e quattro droni, nei primi attacchi di questo tipo da quasi un mese. Le autorità locali dell’hub petrolifero di Fujairah hanno segnalato un incendio provocato da uno degli attacchi iraniani e il ferimento di tre persone. Il ministero degli Esteri emiratino ha inoltre indicato che una petroliera collegata alla compagnia petrolifera statale Adnoc è stata colpita da droni. La nave era vuota al momento dell’attacco.

In Oman, un attacco ha ferito due persone, secondo un rapporto dei media di stato che cita una fonte della sicurezza. L’attacco ha preso di mira un edificio residenziale in una località della penisola omanita di Musandam, nell’entroterra rispetto allo Stretto di Hormuz. L’esplosione ha infranto finestre e danneggiato quattro veicoli.

Il blocco navale statunitense dei porti iraniani resta in vigore. Due portaerei e diverse navi da guerra stanno intercettando imbarcazioni commerciali che hanno visitato porti iraniani o che trasportano petrolio o merci iraniane. La marina statunitense afferma di avere rimandato in Iran o fermato 48 navi, incluso un caso in cui ha aperto il fuoco per disabilitare un’imbarcazione che aveva tentato di superare il blocco.

UniCredit: primo trimestre record, utile netto a 3,2 miliardi (+16,1%)

Milano, 5 mag. (askanews) – Un altro trimestre record per UniCredit che ha registrato un utile netto a 3,2 miliardi, in crescita del 16,1%, battendo le attese degli analisti. Si tratta, sottolinea la banca, del “21esimo trimestre consecutivo di crescita redditizia e miglior trimestre di sempre – record su tutte le linee principali, a dimostrazione della solidità, della coerenza e della scalabilità della nostra continua trasformazione”.

Il gruppo, alla luce dei risultati, ha aumentato la sua “ambizione” per l’utile netto relativo all’esercizio 2026 a uguale o superiore a 11 miliardi, “a riprova della maggiore fiducia nella propria abilità di generare rendimenti eccellenti”. Nonostante un contesto macroeconomico più complesso, UniCredit conferma il proprio impegno per le ambizioni finanziarie al 2028 e oltre, “sostenute da una solida traiettoria standalone e da una equity story eccezionale”.

I ricavi nel primo trimestre 2026 sono cresciuti del 5% a 6,9 miliardi e i ricavi netti del 3,3% a 6,7 miliardi, assorbendo gli impatti negativi legati ai tassi, alle rettifiche su crediti e alla Russia. Il margine di interesse è pari a 3,6 miliardi (-2% su anno), le commissioni e il risultato netto della gestione assicurativa hanno totalizzato 2,5 miliardi (+8%), i costi operativi sono stati pari a 2,3 miliardi (-1%). A fine marzo, il RoTE è in rialzo di 2,7 p.p. al 25,8%, il Cet1 ratio è al 14,2% (14,8% proformato per il Danish Compromise) e a circa il 15% ulteriormente aggiustato per l’impatto temporaneo legato al valore del patrimonio netto di Commerzbank e Alpha Bank.

“UniCredit ha riportato un’altra serie record di risultati trimestrali in tutte le principali metriche finanziarie, dando prova della solidità e della coerenza del nostro modello, e della esecuzione della nostra strategia”, ha sottolineato l’amministratore delegato del gruppo Andrea Orcel. “Questi risultati riflettono una esecuzione disciplinata su tutte le leve – crescita dei ricavi, efficienza dei costi e solidità del capitale – dando prova di come una banca ben gestita e diversificata possa conseguire rendimenti eccellenti su tutto l’arco del ciclo macroeconomico, mentre investe per il proprio futuro. Mentre lo scenario geopolitico e macroeconomico si fa più incerto e complesso – ha concluso -, la nostra cultura vincente che unisce le nostre persone, la nostra continua trasformazione e i nostri punti di forza unici e linee di difesa ci preparano al meglio per il futuro in un’ampia serie di scenari”.

Playoff Nba, Knicks dominano, Minnesota ok al fotofinish

Roma, 5 mag. (askanews) – Si alza il sipario sul secondo turno dei playoff NBA con due gare-1 che offrono subito indicazioni nette e un finale al cardiopalma. A Est, New York travolge Philadelphia senza lasciare spazio a repliche, mentre a Ovest Minnesota espugna San Antonio al termine di una sfida combattuta fino all’ultimo possesso.

Al Madison Square Garden non c’è partita: i Knicks superano 137-98 i 76ers portandosi sull’1-0 nella serie. La squadra di casa indirizza il match già nel primo tempo, chiuso con un vantaggio superiore ai venti punti, trasformando la ripresa in un lungo garbage time. Protagonista assoluto è Jalen Brunson, che mette a referto 35 punti con percentuali eccellenti, segnandone 27 già nei primi due quarti. Accanto a lui brilla anche OG Anunoby con 18 punti quasi senza errori al tiro. Philadelphia, invece, appare scarica dopo la battaglia di gara-7 contro Boston: l’attacco non trova ritmo e le difficoltà al tiro di Tyrese Maxey e Joel Embiid, unite alle 19 palle perse complessive, pesano in maniera decisiva sull’andamento della gara.

Ben più equilibrata la sfida tra San Antonio e Minnesota, con i Timberwolves che si impongono 104-102 e strappano il fattore campo. Decisivo il finale punto a punto, in cui Julius Randle si prende la scena sfruttando i mismatch offensivi e chiudendo con una doppia doppia da 21 punti e 10 rimbalzi. Importante anche il rientro anticipato di Anthony Edwards, che parte dalla panchina ma contribuisce con 18 punti tirando con grande efficienza, pur pagando nel finale un calo fisico. Gli Spurs sfiorano la rimonta negli ultimi minuti, ma la tripla sulla sirena di Julian Champagnie non trova il bersaglio.

Serata complicata al tiro per Victor Wembanyama, che realizza solo 11 punti con 0/8 da tre, ma lascia comunque il segno con una prestazione difensiva storica: 12 stoppate, record assoluto per una partita di playoff NBA, a cui aggiunge 15 rimbalzi e 5 assist.

Trump minaccia di inviare una portaerei al largo di Cuba

Roma, 5 mag. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha detto di nuovo che sta valutando la possibilità di inviare la portaerei USS Abraham Lincoln al largo di Cuba dopo la soluzione della crisi con l’Iran.

Trump aveva già formulato una minaccia analoga la scorsa settimana.

“Forse sulla via del ritorno dall’Iran, quando avremo finito quella situazione, se volete farne una dopo l’altra, fermeremo la portaerei Abraham Lincoln, la portaerei più splendida che abbia mai visto. Fermeremo la Abraham Lincoln a un paio di centinaia di yard dalla costa e li guarderemo se vorranno fare qualcosa”, ha detto Trump all’emittente Salem News, parlando di Cuba.

La collezione libraria di Zoppi: cultura, economia, politica

É con particolare emozione che accogliamo la donazione della biblioteca del professor Sergio Zoppi, che confluisce oggi nel patrimonio della Biblioteca “Pio XII” dell’Università Europea di Roma. E’ un atto di generosità, coerente con l’impegno di Sergio Zoppi per la formazione e l’istruzione dei giovani.

(…)

Si tratta di oltre 5.000 volumi: diritto; filosofia; economia e management; politica; sociologia; spiritualità; storia. L’ex libris non recita solo “libri di”, ma “libri di lavoro” di Sergio Zoppi. E’ una formula felice, rivelatrice di una vita di studio e di azione in diversi ambiti. Tanti gli ambiti, tantissimi i titoli. Si noti che, oltre che per il contenuto, ciascun titolo può essere studiato “per accostamento”: Dorso, per esempio, si ritrova accanto a Sereni. Oppure per “densità di annotazione”: fittissima quando si tratta di Alcide De Gasperi e di Luigi Sturzo. Scorrono davanti agli occhi tre quarti di secolo di economia e politica. Un pensiero si fissa: è la cultura che, insieme all’impegno, anima la società e lo Stato.

(…)

Tanti “i sentieri che si biforcano” (Jorge Luis Borges) in questa biblioteca; tanti quelli che si ricongiungono.

C’è il sentiero dell’uomo d’azione: collaboratore del ministro per il Mezzogiorno Giulio Pastore e caporedattore del Nuovo Osservatore; direttore e presidente del Formez; sottosegretario di Stato alla Funzione Pubblica e alla Pubblica Istruzione; animatore di iniziative di cultura politica e cultura tout court. L’uomo d’azione è nelle letture policy-oriented, ma – si badi – anche nei testi di etica e filosofia, coerentemente con l’idea che debba esservi una “ascetica dell’uomo d’azione” (à la Paronetto).

C’è poi il sentiero del manager-pensatore del “terzo tempo” dello sviluppo; il tempo del fattore umano, il tempo della formazione di ceti dirigenti capaci di gestire gli impetuosi fenomeni dello sviluppo. Di quel tempo Zoppi è stato uno dei protagonisti con il Formez, in un dialogo ideale sia con la cultura nazionale (Felice Balbo, Pasquale Saraceno, Giorgio Sebregondi, Ezio Vanoni) sia internazionale, inclusi i rappresentanti dell’economia nuova venuta dopo Keynes, da Galbraith in giù. Il Mezzogiorno è al centro del suo impegno all’ANIMI, al FORMEZ, alla SVIMEZ, ma sempre in una cornice ampia.

Infine, il sentiero dello storico per formazione e per vocazione, fin dalla tesi discussa a Firenze con Giovanni Spadolini, il sentiero dell’autore di pregevoli saggi su Leone XIII, la Rerum Novarum e Romolo Murri, sulla Democrazia Cristiana, su De Gasperi e su Sturzo, ma anche sul poliedrico Umberto Zanotti Bianco: antifascista, archeologo, filantropo, presidente della Croce Rossa Italiana, uno dei senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. E non era stato Einaudi, da grande bibliofilo, a dire che la biblioteca è “specchio del raccoglitore” e che essa ha un’anima?

(…)

La forza fragile di Alex: libertà oltre il paradigma dell’efficienza

La morte di Alex Zanardi non dovrebbe essere consegnata soltanto al registro della commozione. Sarebbe troppo poco. Sarebbe quasi un torto. Alex domanda un’altra lettura: più profonda, più culturale, più radicale. La sua esistenza non è stata il racconto di un limite, ma il suo capovolgimento più luminoso.

Viviamo in un tempo dominato dalla religione della prestazione. La tecno-performance ci vorrebbe perfetti, efficienti, misurabili. Il corpo è sempre più pensato come macchina da ottimizzare, superficie da correggere, materia da laboratorio, scatto da cronometrare con il metro dell’efficienza. Ogni cosa deve funzionare, produrre, corrispondere a uno standard. Ogni figura deve apparire integra, levigata, competitiva.

Alex ha spezzato questa logica. Ha mostrato che ogni corpo, in qualunque forma si presenti, è presenza viva: libertà incarnata, modo irripetibile di abitare il mondo. Non un difetto da compatire, non una mancanza da nascondere, non una deviazione dal modello dominante, ma una possibilità diversa e potentissima di esistenza.

In un tempo in cui il disagio giovanile viene spesso inseguito da analisi, diagnosi, decodifiche cliniche e risposte improvvisate da saperi che pretendono di spiegare tutto, forse Alex ci riconduce all’origine più semplice e più decisiva: la vita e la non-vita. Ciò che è bios, ciò che pulsa, resiste, desidera, si manifesta come valore prima ancora che come categoria. Non ideologia, non retorica, ma libertà valoriale: il vivente che chiede di essere riconosciuto per ciò che è.

Per questo l’esempio di Alex andrebbe raccontato nelle scuole. Non come favola edificante, non come consolazione facile, ma come rivoluzione dello sguardo. La fragilità non è una iattura: può essere forza, stile, sovranità, forma originale e irriducibile dell’essere al mondo.

Altro che semplice educazione emotiva. Qui serve un’educazione a vedere: uno sguardo che non riduce, non misura, non incasella; uno sguardo che libera perché finalmente riconosce. E forse proprio da qui potrebbe cominciare una piccola, necessaria rivoluzione: insegnare ai ragazzi che non si è vivi perché si è perfetti, ma perché si è capaci, in qualunque corpo, di trasformare il limite in presenza, la ferita in energia, la fragilità in luce.

Meotti analizza il naufragio annunciato del Vecchio continente

L’autore di questo lucido e impietoso saggio edito da Liberilibri – il giornalista e scrittore Giulio Meotti, storica firma de ’Il Foglio’ – ad un certo punto della sua introduzione definisce “l’Unione europea … una nave alla deriva senza motore, timone e bussola, con un equipaggio sull’orlo dell’ammutinamento e ignara che il capitano ha un flute di champagne in mano mentre il Titanic affonda. La metafora del Titanic che si inabissa è ricorrente nella considerazione del Vecchio continente come possibile naufragio nel più ampio contenitore del mondo occidentale, considerando le derive storiche e quelle più attuali dove si evidenziano dinamiche involutive alle quali non si riesce a metter mano, quasi si trattasse della lenta agonia che porta ad un destino già scritto. Ben altre erano le premesse dopo la seconda guerra mondiale, il progetto volgeva lo sguardo ad una Comunità di Stati che salvaguardando le tradizioni identitarie nazionali costruisse una realtà politica, istituzionale e organizzativa che le trascendesse in nome di un interesse superiore e condiviso.

 

LEuropa come Eutopia”

Secondo Meotti l’Europa assomiglia ancora oggi (e forse più di ieri) ad una “Eutopia”, una sorta di immaginifica rappresentazione di un luogo ideale di pace e benessere a cui si aspira e che ci si prefigge di costruire: la dimensione continentale, lata ed estesa, dell’allegoria della ‘città del sole’.
In realtà il ”modello europeo”, che si basa su un difficile compromesso tra Stato sociale, multiculturalismo e crescita economica, sembra sopravvivere come astratta rappresentazione di un’idea che resta tale, nelle divisioni e nelle incomprensioni di Stati e Nazioni legati agli interessi nazionali prevalenti ma erosi nelle loro tradizioni,  incapaci di spiccare il volo verso il pragmatismo di sintesi efficaci e di un disegno comune e condiviso: nella struttura federale, nelle economie, nella politica fiscale, nella difesa dei confini, nelle potenzialità della forza militare (seppure in chiave difensiva).

 

Il nodo dellallargamento e Il richiamo inascoltato alla visione comune

Probabilmente aveva ragione Sylvie Goulard quando descriveva i pericoli di un frettoloso ed eccessivo allargamento degli Stati membri dell’U.E., un mismatch caleidoscopico e di difficile ricomposizione verso convergenze unitarie, iconografia di un’Europa “grande da morire” dove le delegazioni nazionali sono riunite in estenuanti e costose sedute permanenti a Bruxelles, mentre i distinguo e le primazie rappresentative tra Parlamento, Consiglio e Unione prevalgono sulle convergenze o dove le iniziative più coraggiose sono affidate alla nicchia degli Stati volonterosi, senza rimuovere veti incrociati e divergenze ostative e paralizzanti.

Così come va letto oggi il costante e finora inascoltato richiamo di Mario Draghi (‘non c’è tempo da perdere’) ad una visione unitaria sorretta da azioni sollecite e concrete, reiterato in più occasioni dopo il Rapporto sul futuro della competitività europea presentato nel 2024.

 

Demografia e migrazioni

Nel frattempo, secondo Meotti ma certamente le proiezioni statistiche lo confermano, saremo travolti da ondate migratorie che porteranno milioni di persone da Africa, Asia e Medio Oriente nelle nostre città, la più grande ondata umana della storia che estirperà le radici e sommergerà le identità sotto uno tsunami demografico, che contribuirà a dissolvere i punti di riferimento e ogni radicato e millenario genius loci, a cancellare le singolarità nazionali e a rendere i popoli più malleabili, più anonimi, più intercambiabili. Si prevede che la popolazione europea diminuirà del 5 % entro il 2050, ma addirittura del 17 % tra i 25 e i 64 anni: ricordo che in un’intervista che realizzai con lui l’illustre demografo e allora Presidente dell’ISTAT prof. Giancarlo Blangiardo mi spiegò che entro la stessa data la popolazione della Nigeria supererà i 400 milioni e sarà la quarta al mondo (conservando un tasso di natalità di 5 figli per donna). Citato da Meotti il professor Stein Emil Vollset – considerando il futuro delle nascite – ci ricorda che nel mondo avremo contemporaneamente un baby boom in alcuni Paesi e un baby disastro in altri.
L’’Africa subsahariana, ad esempio, da un miliardo e 200 milioni, passerà 3 miliardi e mezzo.

 

Dati, esempi e trasformazioni sociali

Non sono affermazioni che aprono alla xenofobia, sono semplicemente descrizioni: Meotti propone esempi di status attuale e di proiezione nei vari Paesi europei, la lettura dei dati è consigliata ma allucinante. Si può citare Birmingham – cuore pulsante e officina della GB, seconda città dopo Londra con un milione e mezzo di abitanti- per alcuni dati eclatanti: nel quartiere popolare di Small Heath, nella zona orientale della città, il 95 per cento della popolazione è musulmana, nell’area urbana ci sono già ora duecento moschee, la maggior parte dei negozi ha insegne in arabo, come spiega Matt Goodwin: ‘Una città in cui meno della metà dei residenti è inglese, uno su tre è musulmano, la stragrande maggioranza degli alloggi popolari è andata a persone che non sono nate nel Regno Unito, uno su sette rifiuta apertamente un’identità britannica e più di uno su cinque vive in famiglie in cui gli adulti non parlano inglese come lingua principale’. (M. Goodwin, What happened to Birmingham? in www.mattgoodwin.org, 28 marzo 2025). Ciò in epoca di Brexit. Ma questa tendenza vale in misura diversa per ogni Pese europeo, dal Portogallo all’Ungheria, alla Grecia, alla Polonia. Quanto all’Italia -che è destinata a diventare un vasto mercato immobiliare per bed and breakfast e lo vediamo già oggi nelle principali città – basti anticipare che nel 2100 avrà un tasso di un solo figlio per coppia, di cui per metà in famiglie di migranti.

 

Crisi dellOccidente e perdita di identità

Assisteremo ad una inversione del trend inarrestabile di crescita della popolazione mondiale che il biologo americano Edward Osborne Wilson aveva preconizzato, ponendo un semaforo rosso di compatibilità ambientale e sostenibilità antropologica al superamento dei 6 miliardi di abitanti (e siamo già vicini agli 8 miliardi) o meglio si verificheranno trend di denatalità in Europa e nel mondo occidentale compensati da flussi migratori provenienti – come detto – principalmente dall’Africa.
La stessa Cina è avviata ad un dimezzamento della popolazione attuale. Quanto tutto questo potrà influire sulle realtà socio economiche dei Paesi interessati è facilmente intuibile: invecchiamento e carenza di forza lavoro giovanile nella popolazione nativa e graduale (ove non esplosiva) sostituzione etnica. Considerando queste previsioni in rapporto al trastullarsi dell’Occidente -e dell’Europa in particolare- in quisquilie di piccolo cabotaggio consolidando solo rendite di posizione senza alcuna previsione programmatica sul futuro, o se ne prende atto come di un processo irreversibile o si inorridisce immaginando a quale rivoluzione culturale e di civiltà i nostri figli e nipoti saranno destinati.

 

Il declino politico e culturale europeo

Senza cadere in eccessi retorici l’Europa sembra vivere gli aspetti deteriori dei cascami politici, economici e sociali della globalizzazione in una prospettiva di dissolvenza incrociata: anemica e debole, esausta e fragile, pur se forte di una cultura ineguagliata e di cime inarrivabili di pensiero, muove passo dopo passo verso un incolore limbo dell’indeterminato. “L’Islam politico parla la lingua di Eutopia. Ha preso il linguaggio dell’Occidente, l’ha spogliato e l’ha usato come una maschera in nome di inclusione e diversità (cose che non esistono nei Paesi islamici). E dietro questa maschera c’è una barbarie che si autodefinisce “vittima”. In questo Occidente addolcito che si scusa di esistere, che ama i suoi carnefici e odia i suoi alleati, ai giovani viene insegnato che la verità non esiste, ma che tutto è narrazione…. C’è una tragica bellezza in questa Eutopia: quella delle democrazie che tendono la mano a chi vuole sottometterle”.

Questo passaggio testuale del libro di Meotti spiega il vulnus di fondo colto dall’autore: divisioni e debolezze, luoghi comuni e retorica del bene comune, relativismo multiculturale, falsi miti (come trasparenza e privacy, integrazione coatta, rispetto e riguardo cedevoli e non ricambiati, pentimento dei propri simboli e autoflagellazione per non offendere quelli altrui) sono i passaggi in cui l’Europa perde la sua storica primazia culturale e di civiltà e si consegna arrendevole alla soccombenza, cede il passo alla radicalizzazione e alla teocrazia, consente che politica e religione si sovrappongano nei meandri delle sue metropoli fino a prenderne possesso, dopo aver disdegnato e rifiutato di riconoscere le radici giudaico-cristiane come fondamento della cultura occidentale. (‘Che peso ha questa Europa che si rifiuta di riconoscere le sue radici cristiane? Vediamo solo croste su una pelle vecchia e malata’. Michel Onfray, Le nihilisme de l’Europe maastrichtienne face à la vigueur des civilisations-empires, in ≪Le Journal du Dimanche≫, 23 luglio 2025).

 

Una malattia forse irreversibile

Una malattia forse irreversibile sta rendendo marcia la mente occidentale, fino a pensare che la resa sia una virtù: si allarga a macchia d’olio il pensiero dominante della cedevolezza e della rinuncia alla propria storia, il feticcio dell’inclusione consente a solerti tribunali di assolvere predicatori di violenza e istigatori alla ribellione contro l’ordine costituito dello Stato, di annullare provvedimenti di espulsione di condannati e pluripregiudicati, di accettare come espressione di una cultura tramandata la sopraffazione fisica e simbolica sulle donne, di rimuovere tradizioni culturali come il Natale in nome di un egualitarismo senza radici né identità, sostituendole con riti pagani per celebrare la diversità come valore ma in una acefala ed ibrida pseudo-uguaglianza di tutti, mentre si chiudono le Chiese o le si utilizzano come centri multiculturali e si aprono le moschee dove uomini e donne pregano separati e gli infedeli non sono ammessi. ‘l’Islam trionferà con le buone o con le cattive’, come affermato dal terrorista degli attentati di Parigi, Salah Abdeslam, intanto in Europa e nel mondo continuano le persecuzioni dei cristiani mentre antisemitismo ed antisionismo dilagano.

 

UnEuropa marginale nel mondo

“Il Vecchio continente non ispira più paura né sogni. E può finalmente ritirarsi dalla storia. E quello che si vede è un nano politico, orfano militare, castrato diplomatico, cornuto economico. Russi, cinesi, americani, indiani, la quinta colonna islamista, tutti si leccano i baffi”. Scrive allora l’economista Andrea Dugo: “L’ Europa rischia di diventare una provincia in un mondo definito da altri…..Le capitali litigano su energia, debito, migrazione e politica industriale; una strategia di difesa comune rimane solo un’aspirazione e ambiziosi piani per investimenti tecnologici congiunti o per mercati dei capitali più solidi vengono soffocati dal dibattito […] Le attuali divisioni del blocco la rendono altrettanto vulnerabile alla concorrenza globale, con Washington che detta le regole della difesa, la Russia che minaccia l’est del continente, la Cina che domina le catene di approvvigionamento, e la Silicon Valley che domina l’economia digitale” (A. Dugo, ‘Europe today look like Renaissance Italy – and that’s a problem’, in ≪Politico≫, 12 novembre 2025).

 

Unanalisi fondata sui fatti

Inazione, pletora di preliminari e protocolli, inconcludenza affabulatoria, sistematico rinvio, enfasi delle liturgie consultive, narrazione logorroica, miopia, scarsa lungimiranza, difetto di pragmatismo, mitologia dell’hortus conclusus, autosufficienza basata sulla rendita morale: l’Europa che discute sulla misura delle vongole e limita l’uso delle cannucce di plastica ma importa il 92% delle terre rare dalla Cina, nel 1990 produceva un quarto dei chip mondiali, nel 2025 meno del 7%. Il libro di Meotti è ricchissimo di esempi, citazioni, aneddoti e documenta in modo analitico le situazioni e i contesti dove prende corpo il gap culturale, economico, di pensiero e di scelte disattese che sta affliggendo l’Europa: l’analisi è suffragata da una scelta metodologica che privilegia i fatti e le evidenze al punto da rendere incontestabili le deduzioni minuziosamente argomentate.

 

Conclusione: una chiave di lettura del presente

Il saggio è una lucida disamina per fermo immagine e rapide, ampie sequenze di una realtà che non solo gli addetti ai lavori percepiscono ma che si immedesima penetrandolo con rara efficacia descrittiva in quell’immaginario condiviso ancora scevro dal ciarpame dei condizionamenti, preconcetti e dei luoghi comuni indimostrabili.
L’eccellente lavoro di analisi documentata dell’autore, sorretta da argomentazioni aderenti alle evidenze fattuali, statistiche e alle proiezioni dei dati meritano la ricompensa di una lettura del libro.
Pagina dopo pagina si ha come l’impressione di inforcare occhiali nuovi che ci permettono di leggere la realtà in atto e le sue interpretazioni in chiave di prossimità temporale ormai imminente.

Non trovo – a questo punto – modo migliore per chiudere questa riflessione che riprendere la frase di Michael Hopf, posta all’inizio del libro, e utilizzarla come una sorta di spiegazione riassuntiva che chiude il cerchio del ragionamento di ogni buon analista, in quanto applicabile all’Europa di oggi: “Tempi difficili creano uomini forti. Uomini forti creano tempi buoni. Tempi buoni creano uomini deboli. Uomini deboli creano tempi difficili”.

La battaglia per la pace

Cara Barbara,

non mi illudo sulla sorte del mio libro sul diritto di guerra; ci vorrà molto tempo a penetrare negli ambienti di cultura, mentre sono pochi quelli che si occupano con competenza delle questioni internazionali. Per i più che seguono per sentimento le correnti pacifiste, bastano i pamphlets della Lega delle Nazioni e altri simili opuscoli. Inoltre, la mentalità pratica inglese è incline più ai libri pragmatici, storici e tecnici, anziché ai libri speculativi.

Tutto ciò mi era davanti quando ho scritto il mio libro e voi ne avete avuto il saggio più diretto, quando nel tradurlo avete dovuto superare molte difficoltà per esprimere un pensiero molte volte astratto e involuto.

Ma non per questo mi pento dello sforzo fatto a dare una teoria della organizzazione internazionale in rapporto alla guerra; penso che non sarà perduto e che in un tempo più o meno lontano la mia teoria potrà penetrare in ambienti oggi refrattari o indifferenti. Dalle poche recensioni avute fin qui possono intuirsi le varie fasi che passerà il mio libro nel futuro. Chi lo ha compreso ed apprezzato di più è il recensore del «Friend». A parte che lo stato d’animo dei quaccheri è verso ogni sforzo per la pace, e quasi nella ricerca della giustificazione e della riprova del loro modo di sentire, Mr. Pollard ha visto la larga costruzione sociologico-storica sulla quale è basata tanto la giustificazione quanto la condanna della guerra, come è da me concepita.

Il recensore del «Times Literary Supplements» ha intravisto lo sforzo di creare una teoria sociologica attorno al problema della Comunità Internazionale e la guerra, ma non ne ha colto che qua e là qualche tratto, qualche punto e gli è sfuggita la sintesi. L’ «Aberdeen Press» l’ha colto abbastanza, ma la sua recensione è rimasta in termini generici; e così più o meno degli altri, compreso W. Steed nella «Review of Reviews». Voi siete stata contenta delle buone parole scritte da Chesterton nel suo «Weekly», ma io no; le buone parole non dicono niente. Quel che mi ha fatto meraviglia è la sua incomprensione e la sua superficialità a trattare un simile tema. Egli dice che tutto il mio argomentare si riduce ad un argomento di analogia (abolizione della schiavitù e del duello) e di speranza. Essi si appoggiano sulla nostra ignoranza del futuro e sulla presunzione che la nostra civiltà sia in progresso e non in declino. Così egli insinua la fallacità dell’una e dell’altra, e per conforto conclude che io sono almeno un idealista ragionevole e il libro è molto utile a leggere. Ora io avrei preferito che Chesterton avesse portato la sua critica a fondo, senza addolcirla di aggettivi graziosi.

Credo che il mio libro dia la buona occasione perché questo tipo di cattolici medievalistizzanti e reazionari, influenzati dal pensiero dei nazionalisti francesi, avessero chiarito le loro idee sulla questione della guerra. E anche gli altri cattolici più strettamente teorici e attaccati alla tradizione scolastica, dovrebbero portare il loro pensiero sopra l’importante fenomeno della organizzazione della pace che in questo ultimo decennio ha avuto il suo grande inizio.

Il fatto che questa organizzazione sia al di fuori dell’influenza diretta della Chiesa cattolica, non porta né a minimizzarne gli sforzi, né a svalutarne il contenuto ideale.

Questo contenuto ideale, in fondo in fondo, è un contenuto cristiano, e fa parte del grande influsso, che il cristianesimo ha dato alla civiltà occidentale.

Ma purtroppo non arriverò a smuovere questo masso irrigidito che è la cultura dei cattolici di destra. Quelli che sono del mio parere e che seguono il movimento d’oggi sono in gran parte influenzati assai più da una cultura non cristiana, che da quella sicuramente tale.

Tutto ciò vi scrivo, perché vedo come voi v’interessate alle sorti del mio libro, e come spesso parlate del mio libro agli estranei, invogliandoli a leggerlo e con quanta cura aspettate i ritagli delle riviste e dei giornali che ne parlano, rallegrandovi di quelli che sono favorevoli.

Quando vi ho portato la prima copia con la mia lunga dedica, ho pensato che voi non eravate solo la traduttrice accurata e fedele, ma anche una sostenitrice delle mie idee, che a forza di guardarle in faccia per bene interpretarle, sono divenute anche parte delle vostre idee.

Del resto, del vostro spirito pacifista e democratico non ho mai dubitato; e questa comunanza di idee io vorrei allargare nella cerchia dei cattolici inglesi. Solo Mr. Watkin credo che mi comprenda appieno; sventuratamente egli sta lontano, e non posso con lui facilmente comunicare le mie idee e averne le sue impressioni. Il buon amico Leo Ward non credo che partecipi alle mie convinzioni sulla eliminabilità della guerra e così anche Mr. Muir, il quale però ha letto il mio libro col più grande interesse. La cerchia dei cattolici, specialmente giovani, è assai rada: dalla folla di giovani con i quali ho vissuto tutta la vita, sono passato alla solitudine della mia stanzetta. Ma anche oggi sento assai il bisogno di ridiscutere le mie idee, di sentirle riflettere nel viso di uomini pensosi e di giovani fervidi; e mi è un conforto quando voi venite a visitarmi, e possiamo parlare di cose religiose e spirituali, o di arte e di politica o storia, e trarne conforto al nostro lavoro.

Io sono tanto interessato al vostro tentativo di ricostruire una vita di Dante, interpretandola in un romanzo psicologico storico e poetico, e vi auguro un grande successo.

Il vostro medioevalismo convinto non è gretto e chiuso, come quello di coloro che vorrebbero che la società tornasse intellettualmente, economicamente e ecclesiasticamente a un piano medioevale. Ma voi lo vivete nelle sue grandi figure, nella sua arte o nella sua vita minuta come una delle più alte manifestazioni umane e in ciò non avete torto; e molto spirito medievale può rivivere oggi come aspirazione idealistica e come virtù ingenua.

La poesia di Dante e il pensiero di S. Tommaso che voi cercate di penetrare, sono le più alte manifestazioni del genio umano, e voi avete bene scelto i vostri più cari ideali. Vedo la data della lettera: 15 Maggio; è questo un giorno sacro per me; il giorno della festa della Democrazia Cristiana. Molti cattolici hanno dimenticato la data e il nome; ma non potrà mai essere dimenticato lo sforzo di un Papa ad avvicinare la classe operaia, e la Rerum Novarum rimane sempre il ricordo più caro della mia giovinezza.

Luigi Sturzo

Londra, 15 Maggio 1929

Iran, le notizie più importanti del 5 maggio sulla guerra

Roma, 5 mag. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti di martedì 5 maggio 2026 sulla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge i Paesi del Golfo e il Libano, con serie ripercussioni sull’economia globale.

-07:06 Una nave Maersk battente bandiera statunitense ha attraversato lo Stretto di Hormuz sotto scorta militare americana. Lo ha riferito oggi l’emittente danese Tv2, citando una dichiarazione della compagnia.

-07:00 Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha confermato il dispiegamento del dragamine tedesco Fulda nel Mediterraneo, da dove potrebbe successivamente essere inviato nello Stretto di Hormuz per partecipare a una missione internazionale di sicurezza marittima.

Pedofilia e porno sul web, Polizia: 224 arresti nel 2025

Roma, 5 mag. (askanews) – L’impegno del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica nella tutela dei minori. Per il contrasto ai fenomeni di abuso sessuale nel dominio cibernetico. Il lavoro dei detective del web, in occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e la Pedopornografia, è rappresentato anche da numeri relativi alle attività di indagine che sono state fatte nell’ultimo anno.

Nel 2025 – si spiega – sono stati trattati 2.623 casi, eseguite 1.039 perquisizioni, arrestate 224 persone e denunciate in stato di libertà 1.085 soggetti, mentre 2.876 siti contenenti materiale illecito sono stati inseriti in black list e resi inaccessibili. I dati, contenuti nel report “Tracce digitali, vittime reali: l’impegno a difesa e protezione dei più piccoli”, restituiscono la dimensione concreta di un fenomeno in continua evoluzione, nel quale le tecnologie digitali vengono sfruttate per la commissione di reati particolarmente gravi in danno dei minori.

Le attività investigative della Polizia di Stato evidenziano come le minacce si avvalgano sempre più di strumenti avanzati, quali sistemi di anonimizzazione, ambienti del dark web e applicazioni basate sull’intelligenza artificiale, utilizzate anche per la creazione e diffusione di materiale a contenuto sessualmente esplicito. Tra i fenomeni più insidiosi e pericolosi si conferma l’adescamento online, con 434 casi trattati nel 2025, con un coinvolgimento crescente di minori appartenenti alle fasce di età più giovani.

Il Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica nel 2025 ha registrato 223 episodi trattati di estorsione sessuale online (sextortion), nonché una persistente diffusione di fenomeni di cyberbullismo, con 365 casi che coinvolgono minori.

La prevenzione riveste un ruolo centrale – si sottolinea – la tutela dei minori richiede un impegno condiviso tra istituzioni, famiglie e contesti educativi, fondato sulla consapevolezza dei rischi connessi all’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

Erion Care promuove il bando buone pratiche

Roma, 4 mag. (askanews) – Erion Care è il primo Consorzio EPR (Responsabilità estesa del produttore), in Italia, dedicato a contrastare l’abbandono dei rifiuti dei prodotti del tabacco nell’ambiente al fine di garantirne la corretta gestione. Costituito nel 2022 su iniziativa dei maggiori player operanti nel mercato del tabacco, Erion Care ha indetto un bando nazionale rivolto a Comuni, enti territoriali e aziende dell’igiene urbana che, grazie ad iniziative dedicate, si distinguono per la lotta contro il fenomeno dell’abbandono dei mozziconi nell’ambiente.

L’intervista a Letizia Nepi, Direttore Generale del Consorzio, che apre con un focus sul rifiuto proveniente dai prodotti di tabacco: “Basta considerare che il mozzicone di sigaretta è il secondo rifiuto più ritrovato in assoluto per renderci conto di quanto sia diffuso e anche dannoso. Perché è dannoso? Perché all’interno dei mozziconi di sigaretta c’è una particolare sostanza plastica che inibisce poi la vita degli animali, delle piante. Quindi quando noi abbandoniamo i mozziconi nei parchi, sulle spiagge, nelle città, oltre a un danno di decoro e di immagine, creiamo un danno all’ambiente”.

E sui partecipanti al bando: “Lo abbiamo chiamato bando buone pratiche perché devono essere iniziative concrete, pratiche, sul territorio, sviluppate proprio da quei soggetti che sono sul territorio, a partire dalle amministrazioni pubbliche e quindi comuni, consorzi di comuni. Ma anche le aziende di igiene urbana che operano sul territorio.”

Cosa spetterà ai vincitori del premio? : “Avranno un riconoscimento da parte del consorzio di Erion Care, un riconoscimento ufficiale come buona pratica, anche un supporto in termini di materiali di comunicazione. La cosa importante è dare anche visibilità e mettere in rete queste esperienze, proprio per far sì che ci sia anche uno scambio tra territori e soggetti che sono impegnati nella realizzazione di queste buone pratiche”.

Buone pratiche fa parte di un percorso ben più lungo che culminerà con Ecomondo 2026: “Abbiamo pensato che è bello premiare chi si impegna sul territorio, dunque tra le buone pratiche riconosciute ne selezioneremo alcune, le chiameremo le migliori pratiche per controllo e abbandono dei mozziconi, ma non finisce qui perché abbiamo intenzione poi di, attraverso momenti di confronto successivi, come dicevo, di promuovere lo scambio e la partecipazione tra coloro che erano proprio i promotori di questi progetti.”

Come nasce Erion Care?: “Erion Care è un consorzio che proviene da un obbligo specifico previsto dalla legge e da una direttiva comunitaria che promuove appunto tutte le azioni che sono contrarie al littering, cioè all’abbandono di tutti i rifiuti in plastica, dei prodotti in plastica, tra cui anche i filtri dei mozziconi. Questo lo fa rendendo responsabili direttamente i produttori di questi prodotti che si sono quindi consorziati e hanno costituito Erion Care ormai già dal 2022”.

Il messaggio: “Io chiedo a tutti veramente di partecipare, di andare sulla pagina ufficiale di Erion Care appunto sub bando buone pratiche. Entro il 4 ottobre si possono presentare le proprie candidature, quindi vi aspettiamo.”

Un’iniziativa concreta che punta a diminuire il fenomeno del littering dei mozziconi di sigarette, per preservare l’ambiente in cui viviamo e costruire un futuro un po’ più libero dall’inquinamento.

Dombrovskis: tassa extra profitti energia? "Certamente possibile"

Roma, 4 mag. (askanews) – Nella comunicazione “Accelerate EU” quella di imporre una tassazione sui cosiddetti “extra profitti” delle società energetiche “è una possibilità e gli Stati membri possono avvalersene. Al momento non stiamo raccomandando alcuna iniziativa europea. La nostra valutazione è che l’applicazione delle tassazioni sugli extra profitti nelle precedenti crisi energetiche ha prodotto risultati misti. Ma se gli Stati membri sono interessati ad attuarle a livello nazionale, certamente c’è la possibilità di farlo”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

Orsini: Ue non può fare solo arbitro, Cina e Usa giocano partita

Sassuolo (Modena), 4 mag. (askanews) – “Se noi facciamo solo gli arbitri con il fischietto e altri continenti giocano la partita come la Cina e gli Stati Uniti, credo che per noi sia molto difficile. Bisogna che ci svegliamo”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, criticando la lentezza dell’Europa nel reagire alle sfide globali, a margine del premio “Un Fiore dall’argilla” che gli è stato consegnato dai Lions di Sassuolo durante una cerimonia a Confindustria Ceramica.

“Purtroppo l’Europa sta facendo vedere il peggio di sé nei tempi di reazione verso il mondo – ha aggiunto Orsini -. Dopo il Covid, che forse è stata l’unica reazione veloce perché ha preso molta paura. Oggi da europeista convinto non vedo reazioni veloci su nessuna delle cose per cui è nata l’Europa: penso a un mercato unico dell’energia, a un mercato dei capitali, a una difesa unica europea”.

Ue, Dombrovskis: misure caro energia rispettino piani strutturali Bilancio

Roma, 4 mag. (askanews) – Sì di Bruxelles all’uso di “stabilizzatori automatici”, che consentono “accomodamenti” di bilancio ancor prima dell’uso di misure discrezionali dei Paesi, quanto a queste ultime “devono restare temporanee e mirate” e comunque vanno prese “rispettando i piani strutturali di bilancio”. Sono le indicazioni di politica economiche della Commissione europea, illustrate dal commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo. “Ma continuiamo a monitorare e siamo pronti ad aggiustare questa policy di risposta”, ha aggiunto.

Su questi temi, Dombrovskis ha riferito di aver incontrato oggi il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ai lavori di oggi ha proposto di estendere l’applicazione della clausola di salvaguardia nazionale (Nec) a fini di difesa alla crisi iraniana per quanto riguarda le conseguenze negative sul settore energetico, invocando le questioni di sicurezza nazionale già previste nel Temporary Framework approvato la settimana scorsa dalla Commissione Ue.

“Vari Paesi membri hanno espresso diverse opinioni sulle risposte di bilancia appropriate. Ovviamente continueranno a lavorare strettamente con i Paesi membri, inclusa l’Italia, sugli sviluppi di queste risposte, ma per il momento il nostro consiglio è di attenersi a queste misure temporanee e mirate, con impatto limitato sulle finanze pubbliche”, ha detto.