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Fumarola al Governo: passiamo ai fatti, patto con chi ci sta

Roma, 19 lug. (askanews) – “Al Governo diciamo: passiamo subito dalle intenzioni all’azione. La via maestra è quella che porta a un contratto nazionale per lo sviluppo, la sostenibilità sociale e il lavoro che impegni esecutivo e parti sociali su un programma su obiettivi condivisi”. Lo ha detto la leader della Cisl, Daniela Fumarola, concludendo il XX congresso confederale.

“L’auspicio è che questa strategia sia sostenuta da una coalizione ampia – ha aggiunto – non è più tempo di alibi o di pregiudiziali. Chi oggi si tira indietro si assume la responsabilità di auto-escludersi da un cammino fondato sull’etica della cooperazione. La via del dialogo e della partecipazione richiede coraggio, il coraggio di scelte giuste anche quando possono essere impopolari”. Fumarola ha poi affermato che il dibattito congressuale ha consegnato una “convinzione chiara: per affrontare adeguatamente le sfide che abbiamo di fronte è urgente un nuovo patto sociale. Le parole che la presidente del consiglio Giorgia Meloni ci ha rivolto vanno in questa direzione”.

La premier “ha riconosciuto la necessità di superare la logica dello scontro ideologico, di rifondare il rapporto tra impresa e lavoro in modo collaborativo, e ha manifestato apertura verso il dialogo sociale – ha proseguito la numero uno della Cisl – abbiamo accolto con soddisfazione il suo intervento. Un impegno forte che metteremo già da domani alla prova dei fatti. Gli impegni assunti devono diventare in tempi brevi un percorso vero, necessario a dare una direzione al cambiamento e a recuperare una visione fatta di crescita inclusiva”.

Open Arms, Parodi (Anm): il Governo accetti le critiche

Roma, 19 lug. (askanews) – In merito al procedimento Open Arms “non è stato fatto un appello, ma un ricorso in Cassazione. E il ricorso in Cassazione è previsto dalla Costituzione. Tutti i procedimenti possono esserne oggetto”. Lo ha spiegato il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Cesare Parodi, in una intervista al quotidiano La Stampa. Insomma “non è stata scelta la logica dell’appello, quindi della revisione di tutto, ma del ricorso in Cassazione. E questo blocca alla radice ogni polemica”.

La presidente del consiglio, Giorgia Meloni, ha parlato di accanimento ma, secondo Parodi, “il ricorso in Cassazione è possibile per ogni caso. Se ogni volta che accade è un accanimento, allora mi permetta di dire che si tratta di un accanimento diffuso. Semmai si tratta di una scelta diretta a semplificare il futuro”. E questo perché “una volta che la Cassazione si sarà pronunciata sul tema, che potrà riproporsi, tutte le procure italiane dovranno adeguarsi. La Suprema Corte scioglie i dubbi interpretativi e fornisce una linea di massima chiarezza e trasparenza”.

Riguardo le dichiarazioni del ministro della giustizia, Carlo Nordio, che ha detto ‘rimedieremo’, al ricorso il presidente Parodi ha detto: “O si cambia la Costituzione o il ricorso in Cassazione non potrà essere limitato”. Sulla reazione del guardasigilli alle parole del magistrato Piccirillo, la replica è chiara: “Rifiutare con quei toni non la critica secca, ma l’argomentazione nel dettaglio, è una cosa che preoccupa parecchio noi magistrati” e “se non è possibile neppure esprimere considerazioni in modo pacato e professionale, allora è un grave problema che l’Anm affronterà con determinazione. Ipotizzare per questo responsabilità disciplinari significa impedire il contributo che la magistratura può dare al sistema paese. Un problema molto grave non solo per i magistrati ma soprattutto per i cittadini”.

Fabi: per le banche italiane utili record oltre 46 miliardi nel 2024

Milano, 19 lug. (askanews) – Nel 2024 le banche italiane hanno registrato un nuovo massimo in termini di utile netto, con un totale di 46,5 miliardi di euro, in crescita di 5,7 miliardi (+14%) rispetto al 2023. Un risultato che porta che la somma degli utili realizzati nel triennio 2022-24 a oltre 112 miliardi, evidenziando un triennio eccezionale per la redditività bancaria, sostenuto da un contesto monetario, ovvero gli alti tassi d’interesse decisi dalla Bce, straordinariamente favorevole. Lo sottolinea una ricerca della Fabi.

L’analisi dell’andamento mostra chiaramente, infatti, un punto di svolta a partire dal 2022. Dopo una fase meno effervescente, tra il 2018 e il 2021 – segnata da utili oscillanti tra i 15 e i 16 miliardi e un forte impatto della crisi pandemica nel 2020 – l’utile netto ha cominciato a crescere in modo significativo, passando da 25,5 miliardi nel 2022 a oltre 40,7 miliardi nel 2023, fino ai 46,5 miliardi del 2024.

Lo scorso anno i ricavi del settore hanno toccato quota 110,1 miliardi, con una crescita del 7,2% rispetto al 2023 e un balzo del 33,8% sul 2018. Il credito, tornato protagonista dopo il lungo ciclo dei tassi a zero, rappresenta ora il 58,5% dei ricavi totali, consolidando il controsorpasso sulle commissioni (41,5%), che per tre anni – dal 2019 al 2021 – avevano dominato la composizione del fatturato bancario.

Resta solida la qualità del credito: l’incidenza dei deteriorati netti sui prestiti si attesta all’1,5%, con un tasso di copertura pari al 52,5%, ben oltre la media europea del 41,4%. Ottimi anche gli indici di efficienza e redditività: il cost/income è sceso al 53,2%, dal 63,1% del 2022 e dal 71,2% del 2020; il Roe (return on equity) è salito al 13,3%, rispetto al 9% del 2022 e allo 0,9% del 2020, segno di una piena normalizzazione dei ritorni sul capitale.

Mafia, Conte: maggioranza vuole riscrivere la storia, li fermeremo

Milano, 19 lug. (askanews) – “Se qualcuno pensa di poter scrivere una storia di comodo sulle stragi di mafia da far leggere fra qualche anno ai nostri figli continuerà a trovare in noi un ostacolo”. Lo scrive sui social il presidente del M5s Giuseppe Conte, nel giorno della strage di via D’Amelio, perpetrata 33 anni fa.

“Non servirà mettere il bavaglio ai campioni dell’Antimafia come Scarpinato e De Raho che abbiamo portato in Parlamento e la maggioranza vuole invece cacciare dalle commissioni: non ci fermeranno nel percorso ostinato per la ricerca della verità. È gravissimo che si vogliano ignorare le tracce che sulle stragi del 1992-93 portano a mandanti eccellenti e a esponenti della destra eversiva responsabili delle stragi neofasciste, come Paolo Bellini da poco condannato definitivamente per la strage di Bologna. È gravissimo che alle frasi di circostanza del Governo per la strage del 19 luglio 1992 in via D’Amelio, si accompagnino fatti e scelte disastrose per la lotta a mafie e malaffare come la cancellazione dell’abuso d’ufficio, l’indebolimento dei presidi di legalità e anticorruzione, il farwest dei subappalti, i tagli alle intercettazioni. Trovano e troveranno in noi un muro”, prosegue Conte.

Che assicura: “È questo l’impegno con cui intendiamo onorare ogni giorno la memoria di chi ha sacrificato la vita per noi. È così che continueremo a coltivare la memoria di Paolo Borsellino e degli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina che hanno pagato con la vita l’impegno contro la mafia, per la verità e la giustizia”.

Calcio, morto Sergio Campana, il sindacalista dei calciatori

Roma, 19 lug. (askanews) – Si è spento all’età di 91 anni Sergio Campana, figura importante del calcio italiano e pioniere dei diritti dei calciatori. Ex calciatore, aveva guidato il sindacato dei giocatori per 43 anni, dal 1968 al 2011. Campana è deceduto nella sua città di nascita, Bassano del Grappa, stanotte in una casa di cura dove era ricoverato da alcune settimane per un peggioramento dello stato di salute.

Nato a Bassano, Campana ha lasciato un’impronta indelebile sia sui campi da gioco che fuori, con una carriera che ha coniugato passione sportiva e impegno civile.

M.O., almeno 12 morti e 100 feriti vicino a un centro aiuti a Gaza

Roma, 19 lug. (askanews) – Sono almeno 30 i palestinesi uccisi oggi dalle forze israeliane mentre attendevano di ricevere aiuti umanitari nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta Haaretz citando fonti mediche dell’ospedale Nasser di Khan Yunis, secondo cui più di 100 persone sono state ferite e molte di loro sono in gravi condizioni.

Il medico Atef al-Hout ha riferito di “un numero di vittime senza precedenti in un lasso di tempo molto breve”, aggiungendo: “Non siamo in grado di fornire cure mediche adeguate perché mancano attrezzature, medicinali e personale”.

Mattarella sulla strage di via D’Amelio: democrazia fu più forte dell’eversione

Milano, 19 lug. (askanews) – “La strage di via D’Amelio ha impresso un segno indelebile nella storia italiana. La morte di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta – Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina – voluta dalla mafia per piegare le istituzioni democratiche, a meno di due mesi dall’attentato di Capaci, intendeva proseguire, in modo eversivo, il disegno della intimidazione e della paura. La democrazia è stata più forte. Gli assassini e i loro mandanti sono stati sconfitti e condannati”. È quanto ha dichiarato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a 33 anni dalla strage di via D’Amelia.

“In questo giorno di memoria, la commozione per le vite crudelmente spezzate e la vicinanza ai familiari delle vittime restano intense come trentatré anni or sono. Il senso di riconoscenza verso quei servitori dello Stato che, con dedizione e sacrificio hanno combattuto il cancro mafioso, difendendo libertà e legalità, consentendo alla società di reagire, è imperituro”, ha proseguito Mattarella.

“Le vite di Paolo Borsellino e di Giovanni Falcone sono testimonianza e simbolo della dedizione dei magistrati alla causa della giustizia. Borsellino non si tirò indietro dal proprio lavoro dopo la strage di Capaci. Continuò ad andare avanti. Onorare la sua memoria – ha concluso il Capo dello Stato – vuol dire seguire la sua lezione di dignità e legalità e far sì che il suo messaggio raggiunga le generazioni più giovani”.

“La Cisl si sporca le mani”. La battuta di Bonanni a rischio equivoco

Nel nostro precedente articolo, commentando la relazione della segretaria generale della Cisl al XX Congresso confederale, ci siamo espressi favorevolmente sul modello programmatico proposto: un’impostazione chiaramente riformista, nella quale ci riconosciamo pienamente. Quel modello, però, va riempito di contenuti chiari e coerenti su alcuni temi fondamentali per il confronto sindacale.

 

Il nodo delle scelte concrete

Serve, innanzitutto, una decisa presa di posizione in favore dell’equità fiscale, a tutela del lavoro dipendente. Occorrono garanzie reali sulla difesa del potere d’acquisto, una nuova politica degli orari di lavoro, e una drastica riduzione del numero dei contratti nazionali – sono oltre un migliaio quelli oggi depositati al Cnel – con la definizione di criteri rigorosi sulla rappresentatività sindacale, per superare il fenomeno del sindacalismo di comodo.

Altrettanto decisive sono scelte a sostegno di una strategia industriale attrattiva, fondata su ricerca e innovazione, e politiche strutturali che fermino l’emorragia di giovani costretti a lasciare l’Italia per motivi di studio o di lavoro. Non meno urgenti, infine, sono interventi sul sistema di welfare (sanità, previdenza) e su quello educativo e formativo.

Il valore dell’autonomia

Sono questi i nodi essenziali su cui basare un eventuale “patto di responsabilità”, così evocato nella relazione congressuale della segretaria Fumarola. Ma perché quel patto possa avere senso, occorre che il sindacato confederale – nella sua interezza – riaffermi due elementi irrinunciabili: la competenza e, soprattutto, l’autonomia.

Proprio su questi due valori avevamo già insistito nei nostri precedenti interventi, e continuiamo a ritenerli il fondamento dell’autorevolezza sindacale. Non si può indicare la strada del patto senza accompagnarla con proposte credibili, sorrette da una visione e da competenze all’altezza. Altrimenti si resterà nel limbo degli auspici e dei titoli, senza mai incidere davvero sulla realtà.

Una scena imbarazzante

Il congresso della Cisl in corso dovrebbe dare risposte nette su questi aspetti. Purtroppo, ieri abbiamo assistito a un episodio che ci pare significativo: l’accoglienza riservata alla presidente del Consiglio da parte della segretaria generale è apparsa a tratti imbarazzante. Al di là del doveroso rispetto istituzionale, ci si sarebbe aspettati un atteggiamento più sobrio: sarebbero bastati un saluto educato e una stretta di mano. Invece, si è arrivati a baci e abbracci che nulla hanno a che vedere con l’autonomia di un’organizzazione sindacale.

Ancor più discutibile è stato il fatto che, al momento dell’arrivo della premier, al fianco di Daniela Fumarola vi fosse il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Luigi Sbarra. Una presenza fuori luogo e, francamente, inopportuna.

Un segnale di resistenza

Viene allora da chiedersi: è questo il biglietto da visita di un’organizzazione che fa dell’autonomia la sua architrave? Un sindacato che vuole riaffermare il proprio ruolo nel quadro democratico non può permettersi simili cedimenti formali e simbolici.

Unico dato positivo da registrare: se una parte dell’assemblea si è lasciata andare a scroscianti applausi, con delegati in piedi, un numero significativo di partecipanti ha scelto consapevolmente di applaudire per cortesia, restando seduto.

Raffaele Bonanni, ex segretario generale di via Po, ha scritto sul Riformista che la Cisl “non agita bandiere” ma “si sporca le mani”. È una battuta che può anche creare equivoci, meglio lasciar perdere. Forse c’è ancora speranza che l’anima riformista cislina possa tornare a farsi valere. Ma ci vuole che la schiena sia dritta e l’indipendenza vera.

Il fattore umano e lo sviluppo sbilenco

(…) Il Formez nasce come Centro di formazione e studi in una delibera del Comitato dei ministri per il Mezzogiorno del marzo 1959. Nel contribuire a quella decisione Giuseppe De Rita scrisse la parte sulla formazione professionale ispirandosi ai centri interaziendali dell’IRI; mentre Ubaldo Scassellati scrisse la parte sulla formazione dei quadri ispirandosi, come si dirà, più avanti a un testo del governo greco.

Occorre sottolineare che si formano nel tempo convinzioni che maturano in linee di pensiero e di azione che consentono interventi nuovi e diversi, che vanno oltre il “primo tempo” della infrastrutturazione e oltre il “secondo tempo” della industrializzazione del Mezzogiorno. É attraverso la Cassa e l’IRI, attraverso la Olivetti e la Svimez e, soprattutto, attraverso le intuizioni e le azioni di alcune personalità che vi operano che si arriva al cosiddetto “terzo tempo” – il tempo della centralità del fattore umano in un’epoca in cui si assiste all’insorgere della tecnologia come nuova dimensione della vita sociale, che allo stesso tempo potenzia e depotenzia l’umano. Di quel “terzo tempo” dello sviluppo il Formez è l’espressione.

Ma il Formez, come detto, non nasce nel vuoto. Vi erano esperienze diverse e precedenti che con essa si intrecciavano: vi era l’IPSOA di Olivetti-Martinoli (dal 1952) e vi era l’INAPLI (l’Istituto nazionale per l’addestramento e il perfezionamento dei lavoratori dell’industria), istituito nel 1938 dal fascismo e risorto due volte: nel 1945, con l’espunzione dell’aggettivo “fascista” dal nome; e nel 1949, con l’ampliamento delle sue competenze. Dal 1960 al 1967 l’INAPLI fu presieduto da Luigi Granelli – della corrente “La Base” della Democrazia Cristiana – che più avanti fu ministro della ricerca scientifica e tecnologica (1983-1987) e delle partecipazioni statali (1987-1988). L’INAPLI pubblicava una rivista, di cui Granelli fu direttore, intitolata “Qualificazione”. Nel 1963 Granelli fu componente del primo Consiglio di amministrazione del Censis.

Si trattava dunque di destini e percorsi incrociati che coglievano ciascuno certi aspetti dell’Italia nuova. Il fatto nuovo, che Martinoli ipotizza già nel 1959 – nella “piena” del miracolo economico 1958-1963 – è che vi sarà uno sviluppo del reddito, un aumento della complessità del sistema di imprese, un crescente fabbisogno di quadri intermedi e direttivi, un’espansione della scolarità superiore. In realtà, solo il primo e il quarto di questi processi si realizzerà effettivamente e ciò genererà squilibri sul mercato del lavoro (…).

Questo testo è uno stralcio, senza note a pie’ di pagina, del saggio di Giovanni Farese tratto dal recente volume G. Farese e G. Melis (a cura di), “Il Formez per il Mezzogiorno e per l’Italia. Classi dirigenti, istituzioni e sviluppo economico dagli anni Sessanta agli anni Novanta” (il Mulino, 2025), con testi di A. Giannola, G.P. Manzella, F. Dandolo, A. Bonatesta, S. Cassese, S. Zoppi, N. Parmentola, T. Fumarola.

Donald Trump firma il Genius Act: rivoluzione o mina finanziaria?

Ieri, in una cerimonia alla Casa Bianca trasmessa in streaming, il presidente Donald Trump ha firmato il Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act (Genius Act), la prima legge federale che regola le stablecoin negli Stati Uniti.

L’obiettivo proclamato è chiaro: creare un quadro normativo per asset crittografici ancorati a riserve reali (dollari o titoli di Stato) e rinvigorire il ruolo globale del dollaro. Trump lo ha definito una “rivoluzione” paragonabile all’arrivo di Internet. Ma a questa visione si accompagna un possibile conflitto d’interessi: la sua famiglia detiene quote di USD1, una stablecoin privata emessa da World Liberty Financial.

Cosa prevede la nuova legge

  • Solo istituzioni autorizzate (banche o soggetti equiparati) possono emettere stablecoin garantite uno a uno.
  • Obbligo di audit mensili e piena trasparenza delle riserve.
  • Divieto di pagare interessi per evitare usi speculativi.
  • Supervisione federale e statale degli emittenti.
  • Divieto di emissione da parte di membri del Congresso o funzionari pubblici durante il mandato (ma non per il presidente in carica).

Gli economisti lanciano l’allarme

Molti esperti sono scettici. Barry Eichengreen (Università di Berkeley) ha avvertito che una corsa al riscatto delle stablecoin potrebbe generare svendite massicce di titoli pubblici, destabilizzando i mercati.

Allison Schrager, su Bloomberg Opinion, ha definito la legge “meno che geniale”, sostenendo che espone i risparmiatori a rischi inutili e priva la Fed di strumenti di controllo.

Il timore più ricorrente è che il Genius Act finisca per replicare un “sistema bancario ombra” senza le necessarie garanzie di stabilità.

Tra banche e conflitti d’interesse

Anche il mondo bancario è preoccupato: se le stablecoin attirassero troppi depositi, le banche avrebbero minori risorse da impiegare in prestiti a imprese e famiglie.

Nel frattempo, i democratici accusano Trump di conflitto d’interessi. La sua famiglia ha lanciato la stablecoin USD1 tramite World Liberty Financial, che ha già raccolto una capitalizzazione di 2,2 miliardi di dollari. Solo nel 2024, Trump ha dichiarato un guadagno di oltre 57 milioni dalla vendita di token.

La cornice internazionale

Mentre l’Europa lavora al regolamento MiCA e la Cina vieta del tutto le stablecoin private, gli Stati Uniti scelgono una via opposta.

Secondo l’Atlantic Council, la nuova legge potrebbe rendere gli USA leader globali nel settore, ma solo a patto che si evitino derive speculative e si garantisca la piena tracciabilità.

Un consenso bipartisan che non dissolve i dubbi

Il Genius Act è passato con ampio sostegno in Congresso (308 voti favorevoli alla Camera, 68 al Senato). Eppure, l’economista Paul Blustein avverte che l’emissione privata di stablecoin, anche se regolata, può minacciare la coesione del sistema finanziario e minare il ruolo della banca centrale.

In alternativa, propone che siano le stesse banche a emettere depositi “tokenizzati” sotto sorveglianza pubblica.

Una rivoluzione promessa o un azzardo sotto mentite spoglie?

Il dubbio resta, mentre il presidente Trump — tra un applauso e l’altro dei CEO delle cripto — scherza: “L’abbiamo chiamata Genius Act in mio onore”.

N.B. L’immagine è stata generata da intelligenza artificiale.

Medio Oriente, il Vaticano non arretra: pace difficile, serve responsabilità

«Diamo tempo, ci dicano che cosa è successo», ha affermato il cardinale Pietro Parolin in un’intervista a Tg2 Post, con il tono cauto del diplomatico esperto ma anche con parole cariche di inquietudine. L’attacco alla chiesa della Sacra Famiglia a Gaza nel contesto della guerra in Medio Oriente pone, secondo il segretario di Stato della Santa Sede, interrogativi gravi: è stato davvero un errore, come si è detto in un primo momento? Oppure – domanda Parolin – si è trattato di una volontà precisa di colpire «un elemento di moderazione», come sono appunto i cristiani in quella regione martoriata?

Il sospetto non è da poco: se fosse confermato, significherebbe voler eliminare qualsiasi soggetto terzo, capace di favorire il dialogo tra le parti. In altri termini, «la volontà di far fuori qualsiasi elemento che possa aiutare ad arrivare alla pace».

Il disincanto della diplomazia vaticana

Parolin, nella stessa intervista, ha descritto con lucidità la difficoltà di una mediazione della Santa Sede. Non per difetto di volontà: «Restiamo aperti e ci proponiamo», ha spiegato. Ma una mediazione è possibile solo se le parti la accettano. E al momento, «tecnicamente è molto difficile», proprio perché manca la disponibilità esplicita dei contendenti.

Parole che suonano come un’amara constatazione. «Ci deve essere volontà politica per finire la guerra», ha insistito Parolin. Ma quella volontà oggi sembra più lontana che mai, e l’ottimismo di alcuni leader regionali – come il premier israeliano Netanyahu – appare secondo Parolin poco convincente: «Vorrei crederlo», ha detto il cardinale, lasciando intendere di non illudersi.

Il nodo di Gerusalemme, capitale contesa

Nella posizione vaticana si intrecciano la preoccupazione per i cristiani locali e una visione costante del Medio Oriente come crocevia di tensioni ma anche di possibili convergenze spirituali. La Santa Sede, al contrario degli Stati Uniti di Trump che nel 2017 riconobbero Gerusalemme come capitale di Israele, ha sempre sostenuto l’internazionalizzazione della città santa, con uno statuto speciale garantito da una autorità terza.

Questa posizione – più che mai attuale – è riaffiorata in filigrana nelle parole di Parolin. Gerusalemme non può diventare il simbolo dell’esclusione, né tantomeno il campo di battaglia tra appartenenze religiose. La Chiesa lo ripete da decenni, nella consapevolezza che una pace duratura può nascere solo dal rispetto reciproco tra le fedi.

Netanyahu e la chiamata a Leone XIV

Il segnale del Vaticano non è passato inosservato. La telefonata di Benjamin Netanyahu a papa Leone XIV, avvenuta nelle ore successive all’attacco alla chiesa cristiana, va letta anche come un tentativo di contenere gli effetti diplomatici e simbolici di una possibile rottura con la Santa Sede.

In un momento in cui ogni gesto pesa, le parole del cardinale Parolin assumono il valore di un appello alla responsabilità. La Santa Sede non si chiama fuori: resta, come sempre, a disposizione per facilitare percorsi di pace. Ma non accetta di essere ridotta al ruolo di spettatrice muta. E ancor meno, di diventare bersaglio.

Bari, inaugurato il murale Core a Core al Santa Maria Hospital

Bari, 18 lug. (askanews) – Un’arte che cura e accoglie: questo il cuore di BloomArt, il progetto artistico presentato al Santa Maria Hospital di Bari. Un’iniziativa che trasforma gli spazi ospedalieri in luoghi pi umani, attraverso forme, colori e parole che avvicinano le persone.

Protagonista indiscusso, il nuovo murale di 230 metri quadrati, realizzato sulla facciata dell’ospedale che affaccia su via Poli. Un’opera firmata dallo street artist ZED1, con il contributo del barese Giuseppe D’Asta, che ha catturato l’attenzione di pazienti, residenti e personale sanitario.

Giuseppe Speziale, vicepresidente di GVM Care &Research, ha dichiarato: “Abbiamo voluto costruire questo murale in un quartiere particolare di Bari, dove insiste la nostra Santa Maria Hospital, per dare anche un abbraccio alla zona. L’arte, quando applicata anche nella cura delle malattie, uno strumento straordinario, silenzioso, preziosissimo, molto bello. Da medico ho sempre pensato che i luoghi di cura dovessero essere belli, accoglienti, perch la malattia gi difficile, quindi la persona va aiutata anche in maniera olistica, non solo nella cura di quell’organo, ma anche nell’approccio psicologico”.

Lanciato da GVM Care & Research, con VEERA Foundation, la Galleria Misia Arte e l’APS Cellule Creative, il progetto patrocinato da Regione Puglia, Comune di Bari, AIOP e Confindustria. Il progetto artistico dal titolo Core a Core rappresenta un cuore di ceramica, composto da pezzi di puzzle, a testimoniare la fragilit del cuore stesso e per questo anche l’attenzione e la cura che richiede.

Michele Emiliano, Presidente Regione Puglia, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: ” una giornata particolarmente importante, non solo per questo segno di arte che GWM regala alla citt di Bari, in un bellissimo quartiere che il quartiere della sanit barese, ma soprattutto perch questo gruppo emiliano di origine si integrato e si ‘pugliesizzato’, mantenendo la capacit di intercettare i bisogni, l’anima e anche le prospettive di futuro”.

Il murale rappresenta l’ultimo tassello di un percorso iniziato nel 2019 con il progetto LUCE, proseguito poi con la mostra Mi Racconto al Teatro Margherita, incentrata sul potere terapeutico delle parole.

Eleonora Sansavini, AD Santa Maria Hospital e presidente di VEERA Foundation, ha aggiunto: “Oggi forse il coronamento di un momento importante che va a definire un percorso iniziato nel 2019 con Luce. Fu l’esordio di questo lungo percorso che non riteniamo finito, anzi forse siamo ancora all’inizio di quello che vuole essere il progetto, il disegno, di collaborare col territorio”.

Un intreccio di arte, umanit e cura, che punta a rendere l’ambiente ospedaliero pi accogliente e vicino a chi lo vive ogni giorno.

Giustizia, Meloni: riforma per stop storture, rispetteremo impegno

Roma, 18 lug. (askanews) – La riforma della magistratura onoraria è “solo uno dei tasselli di un lavoro più ampio che il governo sta facendo per riformare la giustizia italiana, per mettere fine alle storture a cui abbiamo assistito negli ultimi decenni, per coniugare le garanzie con l’equità e la velocità dei processi. L’Italia merita una giustizia più giusta, più vicina ai cittadini e alle imprese. E’ un impegno che questo governo si è assunto e che intende rispettare perché siamo persone di parola e intendiamo consegnare a chi verrà dopo di noi un’Italia migliore di quella che ci è stata consegnata. Sappiamo di non essere soli in questa sfida”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video messaggio al convegno “Magistratura e riforme”.

Open arms, Salvini: sorpresa e rabbia ma non sono preoccupato

Roma, 18 lug. (askanews) – “Un po’ di sorpresa, rabbia, incazzatura ci sta” ma “non sono preoccupato”. Così a Radio Radio il ministro delle Infrastrutture e vice premier Matteo Salvini, a proposito del ricorso in Cassazione nell’ambito del processo Open arms.

Sul ricorso “per saltum”, dice “mi sono dovuto informare perchè non sono avvezzo alla frequentazione di aule di tribunale da imputato. Un po’ di sorpresa, rabbia, incazzatura ci sta” dopo “4 anni e mezzo di processo, 32 udienze, 268 pagine di assoluzione piena perché il fatto non sussiste da parte di tre giudici. O quei giudici non sanno fare il loro mestiere o sono salviniani nascosti…”. Adesso, aggiunge, “non vorrei che si ricominciasse tutto da capo. Ho chiamato Giulia Bongiorno per capire cosa succede, vedremo la Cassazione. Non sono preoccupato” ma “l’amaro in bocca c’è” e “mi domando quanto sta costando ai contribuenti questo processo che nasce in Parlamento perché le sinistre decisero che bloccare gli sbarchi era reato mentre non lo era né prima né dopo”.

A proposito del ministro della Giustizia Carlo Nordio, secondo cui non si dovrebbe far ricorso contro una sentenza di assoluzione, Salvini spiega che “sono tendenzialmente d’accordo perché se un imputato viene assolto in primo grado perché il fatto non sussiste e uno ha fiducia nella magistratura dovrebbe aver fiducia anche in quei giudici lì. Vediamo: sono curioso di vedere quanto va avanti e come finisce”. Poi, nel governo Conte I, sottolinea l’allora ministro Toninelli “faceva quello che facevo io adesso” e “Conte era pienamente consapevole” della politica sui migranti.

Open arms, Salvini: spero ricorso non legato a riforma giustizia

Roma, 18 lug. (askanews) – Il ricorso in Cassazione nel processo Open Arms “spero non sia legato alla riforma della giustizia che non è contro i magistrati ma cerca di togliere spazio alle correnti che fanno male alla magistratura. I giudici politicizzati sono una minoranza. Io vado avanti serenamente a fare il mio lavoro ma un po’ di rammarico c’è. A Garlasco ci hanno messo 18 anni, spero che ci mettano un po’ meno”. Così il ministro delle Infrastrutture e vice premier Matteo Salvini a Radio Radio.

MotoGp, Bagnaia: "Gomma sbagliata? Ci complichiamo vita da soli"

Roma, 18 lug. (askanews) – Venerdì amaro per Pecco Bagnaia, che ha chiuso le Pre-qualifiche al 13° posto e sabato dovrà passare dal Q1. Al termine della sessione il torinese era visibilmente arrabbiato a causa di un errore di strategia. Bagnaia aveva chiesto di uscire con la media per il finale del turno ma gli è stata montata la soft e non è riuscito a migliorarsi. “Da stamattina andavo forte – ha detto a Sky – sull’asciutto molto forte e sul bagnato riuscivo ad andare bene. Oggi pomeriggio uguale. Abbiamo perso anche un po’ troppo tempo nel box che sicuramente non aiuta. Poi se già siamo abbastanza al pelo per star nei 10 e in più ci complichiamo la vita in questo modo, mi fa arrabbiare ancora di più. So che è un periodo complicato, diciamo che facciamo fatica a farla girare nel verso giusto. Se in più ce la complichiamo così è difficile ecco”. Domani ci saranno condizioni di asciutto: “Assolutamente sì. Quest’anno per qualche motivo già sull’asciutto faccio fatica, sul bagnato non vado proprio. Spero che domani sia asciutto. L’obiettivo sarà provare due cose domani mattina giusto per capire come sfruttare al meglio il grip in questa pista. Poi il time attack sarà fondamentale perché bisogna partire più avanti possibile. Il potenziale c’è per farlo ma entrare in Q2 è sempre una cosa complicata”.

Ucraina, Putin: c’è l’impegno a trovare una soluzione politica al conflitto

Roma, 18 lug. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito l’impegno di Mosca a trovare una soluzione positiva e diplomatica al conflitto con l’Ucraina, in un colloquio telefonico con l’omologo turco Recep Tayyip Erdogan: è quanto si legge in un comunicato del Cremlino.

“Sono state inoltre discusse diverse questioni attuali relative all’ulteriore sviluppo delle relazioni bilaterali. In particolare, è stata valutata positivamente la riunione della commissione intergovernativa russo-turca per la cooperazione commerciale ed economica tenutasi il 27 giugno”, conclude il comunicato.

MotoGp a Brno Marquez brilla nelle prequalifiche

Roma, 18 lug. (askanews) – È Marc Marquez il più veloce nelle prequalifiche del weekend in Repubblica Ceca a Brno, che si sono disputate su pista bagnata. Lo spagnolo ha chiuso in 2.03.935, rifilando oltre 4 decimi a Johann Zarco, secondo. Terzo posto per Fabio Quartararo. Il francese si è messo alle spalle le Aprilia di Marco Bezzecchi e Jorge Martin: buona sessione per il campione del mondo, che rientra in questo weekend dopo una lunga assenza. Sesta posizione per Jack Miller, che si è messo alle spalle Joan Mir. Ottava piazza per Enea Bastianini, dietro di lui Alex Marquez. Completa la top 10 Pedro Acosta su KTM. Sono dunque questi i piloti che accedono direttamente al Q2. Giornata negativa per Francesco Bagnaia, che ha chiuso al tredicesimo posto e sarà dunque costretto a disputare il Q1 domani.

Giustzia, Anm: sdegnati da Nordio, attacca toga che esprime opinione

Milano, 18 lug. (askanews) – “Esprimiamo sdegno e viva preoccupazione per le dichiarazioni rese dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in occasione della manifestazione ‘Parlate di mafia’. Che il titolare del dicastero della Giustizia possa ritenere che l’espressione pubblica del pensiero di un magistrato in servizio meriti l’intervento degli ‘infermieri’ o diventi oggetto di valutazione disciplinare rappresenta un fatto grave, incompatibile con i principi fondamentali di uno Stato di diritto”.Così la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati in una nota.

“La libertà di manifestazione del pensiero è garantita dalla Costituzione. Purtroppo, da parte del ministro, si registra un uso ricorrente della minaccia disciplinare, evocata come uno strumento di pressione e intimidazione nei confronti di decisioni sgradite o legittime critiche” aggiunge l’associuazione.

“Criticare non significa offendere, e dissentire non equivale a mancare di rispetto. La libertà di espressione non può essere compressa né svilita attraverso prospettive di riforma che assumono il volto della ritorsione o attraverso un improprio ricorso agli strumenti disciplinari. La critica, anche aspra, alle decisioni ministeriali non può essere scambiata per lesa maestà” prosegue la Anm.

“Le parole del ministro confermano, purtroppo, ciò che l’Anm denuncia da tempo: il vero obiettivo della riforma sembra essere quello di intimidire, indebolire e infine ridurre al silenzio la magistratura. Siamo stati, e restiamo, disponibili al confronto. Ma non possiamo accettare che ci venga imposto il silenzio”, conclude la Giunta.

Giustzia, Anm: sdegnati da Nordio, attacca toga che esprime opinione

Milano, 18 lug. (askanews) – “Esprimiamo sdegno e viva preoccupazione per le dichiarazioni rese dal ministro della Giustizia Carlo Nordio in occasione della manifestazione ‘Parlate di mafia’. Che il titolare del dicastero della Giustizia possa ritenere che l’espressione pubblica del pensiero di un magistrato in servizio meriti l’intervento degli ‘infermieri’ o diventi oggetto di valutazione disciplinare rappresenta un fatto grave, incompatibile con i principi fondamentali di uno Stato di diritto”.Così la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati in una nota.

“La libertà di manifestazione del pensiero è garantita dalla Costituzione. Purtroppo, da parte del ministro, si registra un uso ricorrente della minaccia disciplinare, evocata come uno strumento di pressione e intimidazione nei confronti di decisioni sgradite o legittime critiche” aggiunge l’associuazione.

“Criticare non significa offendere, e dissentire non equivale a mancare di rispetto. La libertà di espressione non può essere compressa né svilita attraverso prospettive di riforma che assumono il volto della ritorsione o attraverso un improprio ricorso agli strumenti disciplinari. La critica, anche aspra, alle decisioni ministeriali non può essere scambiata per lesa maestà” prosegue la Anm.

“Le parole del ministro confermano, purtroppo, ciò che l’Anm denuncia da tempo: il vero obiettivo della riforma sembra essere quello di intimidire, indebolire e infine ridurre al silenzio la magistratura. Siamo stati, e restiamo, disponibili al confronto. Ma non possiamo accettare che ci venga imposto il silenzio”, conclude la Giunta.

Calcio, Conte: "Amma faticà ma chiu’ assai"

Roma, 18 lug. (askanews) – Il Napoli si presenta con lo scudetto sul petto ed Antonio Conte alla prima conferenza stampa si presenta con un vecchio mantra: ambizioso ma realista, “Amma faticà ma chiu’ assai’ per la Champions e il futuro”.

Grande entusiasmo per l’arrivo di Kevin De Bruyne, definito un calciatore che “non ha bisogno di presentazioni”. Conte spera che il belga innalzi ulteriormente la qualità della rosa, pur riconoscendo che l’impatto si valuterà a fine stagione. L’acquisto di De Bruyne, già affermato, si affianca a quello di giovani promettenti, in una strategia che mira a strutturare il Napoli non solo per il presente ma anche per il futuro. “Gli altri hanno del valore, vengono ad un’età diversa e per cercare di strutturare il Napoli non solo per il presente, ma anche per il futuro”, ha dichiarato, evidenziando la volontà di creare una struttura solida “anche quando io andrò via tra 5, 7, 10 anni”.

Ambizione e Realismo: Le Sfide della Nuova Stagione Consapevole del tricolore sul petto, Conte riconosce il ruolo di favorito, ma senza sottrarsi alla pressione. Ha richiamato l’esperienza del decimo posto post-scudetto di due stagioni fa come monito: “Quest’esperienza fatta deve più forza a tutto l’ambiente per capire che non sarà facile, dovremo essere compatti perché le cose non saranno mai facili”. La chiave sarà l’umiltà e il lavoro, con un ambiente “molto intelligente” che sappia sostenere la squadra.

Il presidente De Laurentiis, ha chiarito Conte, “non mi fissa nessun obiettivo”. La priorità è “rendere orgoglioso il popolo napoletano”, ricordando la simbiosi con la squadra che “sudava la maglia”. “Appena finito il campionato me lo chiesero, dissi ‘amma faticà again’, può andare bene a livello europeo con l’aggiunta in inglese. Se vogliamo restare sul napoletano possiamo fare ‘amma faticà ma chiu’ assai’ e restiamo in tema. Avremo competizioni, la nuova Champions, la Supercoppa, la Coppa Italia e ci stiamo attrezzando per competere e rendere orgogliosi noi stessi ed i tifosi”.

Per la prossima stagione, con l’impegno in Champions, Supercoppa e Coppa Italia, il mantra sarà: “Amma faticà ma chiu’ assai'”. Conte ha sottolineato l’importanza di avere una struttura solida sin dall’inizio, con “tutti i confermati dell’anno scorso” e i nuovi acquisti. Questo permetterà di “alzare la qualità e non avere differenza tra i giocatori”.

Cremonini, doppietta all’Olimpico, super ospiti e pubblico in delirio

Roma, 18 lug. (askanews) – Romantico, rock ed elettropop. È Cesare Cremonini che conquista l’Olimpico, chiudendo il suo tour dei record con una doppietta sold out – giovedì 17 luglio con ospiti Elisa e Luca Carboni e venerdì 18 (questa sera atteso Jovanotti) – davanti a 120.000 fan in delirio, un mega palco e un’esibizione di circa due ore e mezzo in questa Roma diventata per il cantautore bolognese “il cuore della musica”, punto di svolta della sua carriera, anche in vista del live già annunciato il 6 giugno 2026 al Circo Massimo.

Il concerto si è aperto con “Cercando Camilla” e “Alaska Baby”, title track dell’ottavo album in studio, salendo via via di intensità con grandi successi come “Dicono di me”, “PadreMadre”, “Comico (Sai che risate)”, “Ora che non ho più te” (sempre dal nuovo album), “La nuova stella di Broadway”, “Lost in the weekend” e altre. L’Olimpico si è infiammato con “Vieni a vedere perché”, “Le 6 e 26”, “Mondo” che ha preannunciato la partecipazione in carne e ossa di Lorenzo Cherubini nella seconda serata, e ancora “Logico #1 e “Greygoose”.

“Formidabile, una donna magnifica, è con noi questa notte la mia amica Elisa!”, ha detto Cremonini, dopo essersi esibito con lei in una meravigliosa ed eterea “Aurore Boreali”. “Grazie Cesare, grazie Roma, mi hai regalato un sogno”, ha replicato Elisa Toffoli, mentre Cremonini ha ricordato la sua partecipazione ad alcune date del tour, ironizzando sul fatto che “l’avrebbe voluta tutte le sere, tutte le notti” perché Elisa è “stata il suo angelo”.

In scaletta ancora chicche come “Figlio di un re” e poi il duetto con Luca Carboni in “San Luca” (da Alaska Baby): “Non ho parole Cesare, Roma, è bellissimo essere qui con voi”, ha commentato l’artista, anche lui bolognese, di “Mare mare”. “Questa canzone è nata da un incontro del destino, siamo arrivati l’uno nella vita dell’altro in un momento particolarissimo. Essere qui sul palco davanti a voi è qualcosa che significa molto più di qualunque disco numero di biglietti venduti, il successo di un ‘Mondo’ che stai creando, lo crei prima, grazie Luca”.

Gran finale tutto da ballare con l’immancabile “50 special”, “Marmellata #25”, “Poetica”, “Nessuno vuole essere Robin” e “Un giorno migliore”.

Il Cremonini Live Tour ha infiammato nel 2025 13 stadi per 600.000 spettatori e ripartirà il 6 giugno 2026 dal Circo Massimo di Roma, per poi proseguire all’Ippodromo Snai La Maura di Milano il 10 giugno, all’autodromo di Imola (Music Park Arena) il 13 giugno e alla Visarno Arena di Firenze il 17 giugno.

Open Arms, Nordio: no a impugnazioni assoluzioni, rimedieremo

Milano, 18 lug. (askanews) – “Niente impugnazione contro le sentenze di assoluzione, come in tutti i paesi civili. Altrimenti finiamo a ciò che è avvenuto col caso Garlasco. Al di là delle implicazioni politiche di questa scelta inusuale, si pone il problema tecnico. Come potrebbe un domani intervenire una sentenza di condanna al di là di ogni ragionevole dubbio, quando dopo tre anni di udienza un giudice ha dubitato e ha assolto? La lentezza della nostra giustizia dipende anche dall’incapacità di molti magistrati di opporsi all’evidenza. Rimedieremo”. Così il ministro della giustizia, Carlo Nordio, a margine del convegno di Fdi “Parlate di mafia”, in relazione all’impugnazione della sentenza di assoluzione sulla vicenda Open Arms nei confronti di Matteo Salvini, allora ministro dell’interno.

“Se la fiducia nella giustizia è crollata – prosegue il guardasigilli – è anche perché alcuni magistrati trascinano processi eterni senza pensare alle conseguenze devastanti che provocano nella vita delle persone. Solo quando il macigno ti cade addosso, come nel caso del sindaco Sala, ci si rende conto delle criticità del nostro sistema. Per questo lo cambieremo”.

Inchiesta Milano, Schlein: vicini a Sala, ora serve innovazione

Milano, 18 lug. (askanews) – Elly Schlein esprime “vicinanza” al sindaco di Milano Giuseppe Sala, per l’inchiesta giudiziaria che due giorni fa ha colpito la giunta, sottolineando che il Pd sosterrà l’amministrazione in particolare sulle sfide relative alla casa e alla transizione ambientale, chiedendo “segnali di innovazione e cambiamento” su questi temi.

Scrive la segretaria del Pd in una nota: “Le notizie sull’indagine di Milano non ci lasciano indifferenti e chiedono attenzione. Anche per noi è importante capire bene i contorni precisi di questa vicenda. Abbiamo fiducia nel lavoro della magistratura, che dovrà accertare se ci sono state delle responsabilità penali individuali. Noi seguiremo con attenzione gli sviluppi. Al contempo ribadiamo che il Pd è al fianco del sindaco Sala, che ho sentito per esprimergli direttamente la nostra vicinanza, e continua a sostenere il lavoro che l’amministrazione farà nei prossimi due anni per affrontare le grandi sfide che ha di fronte la città, dall’abitare alla transizione ambientale che va tenuta sempre insieme all’inclusione sociale e all’accessibilità. Con piena consapevolezza che oggi queste sfide sono diventate più pressanti e urgenti e richiedono segnali di innovazione e cambiamento. Il Pd di Milano darà il suo massimo contributo e supporto al sindaco in questa direzione”, conclude Schlein.

Anas, Gemme: in Sicilia 12 mld investimenti, mondo oggi molti vincoli

Caltanissetta, 17 lug. (askanews) – “Intanto abbiamo 3.905 chilometri noi in gestione in Sicilia e 12 miliardi di investimenti. Per fare gli investimenti, in un mondo come quello di oggi, che ricco di vincoli, con pochi gradi di libert, un’impresa come la nostra, ha le sue difficolt. Per nei programmi ci siamo”: lo ha detto l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, a margine dell’apertura del Viadotto San Giuliano a Caltanissetta.

“Una cosa fantastica che ho visto l’ultima volta che sono venuto in Sicilia il 17 aprile, tre mesi dopo passando tra Catania e Caltanissetta, ho visto una cosa eccezionale: il viadotto che sta per essere demolito completamente, un avanzamento del 58%, quindi in tre mesi ho visto un ‘progress’ molto importante. L’azienda c’, abbiamo recentemente cambiato il capo compartimento e abbiamo un accordo molto importante con con il vostro presidente Schifani, l’investimento nella vostra Regione c'”, ha aggiunto Gemme.

Calcio, Ufficiale, Lucca nuovo giocatore del Napoli

Roma, 18 lug. (askanews) – Ieri le visite mediche, oggi l’annuncio: Lorenzo Lucca è un nuovo giocatore del Napoli. Dopo una lunga giornata a Villa Stuart per i controlli, l’attaccante si è spostato verso Dimaro per raggiungere il resto della squadra e firmare il contratto. Il Napoli, per acquistare Lucca dall’Udinese, verserà 9 milioni di euro subito per il prestito oneroso di una stagione più altri 26 (bonus compresi) la prossima estate, quando eserciterà l’obbligo di riscatto. Un’operazione dunque da circa 35 milioni di euro complessivi per un giocatore espressamente richiesto da Conte. Lucca ha firmato col Napoli per i prossimi cinque anni, dunque fino al 30 giugno 2030, e guadagnerà circa 2 milioni di euro netti a stagione.. “La SSC Napoli – è scritto nella nota dei campioni d’Italia – comunica di aver acquisito in prestito con obbligo di riscatto le prestazioni sportive del calciatore Lorenzo Lucca dall’Udinese Calcio”. Insieme al comunicato della società azzurra è arrivato anche il saluto del presidente Aurelio De Laurentiis con un tweet, suo marchio di fabbrica con i nuovi acquisti: “Bevenuto Lorenzo!”.

Milano, apre il primo store in Italia del brand sportivo lululemon

Milano, 18 lug. (askanews) – Lululemon azienda canadese specializzata in abbigliamento sportivo e lifestyle quotata al NASDAQ di New York apre il primo punto vendita in Italia: in Corso Vittorio Emanuele II a Milano. Il nuovo store porta nel nostro Paese l’abbigliamento tecnico e gli accessori di lululemon, secondo la visione del brand di “promuovere il potenziale di ciascuno e sostenere il benessere per tutti”.

Con una superficie di circa 530 metri quadrati distribuiti su due piani, lo store di Milano offrir un ambiente con spazi distinti dedicati alle diverse innovazioni tecniche di lululemon. I due piani ospitano la collezione femminile e quella maschile. Tutti i prodotti sono sviluppati e creati per coniugare alte prestazioni e stile per ogni attivit: yoga, corsa, training, tennis e golf. Il negozio inoltre presenta un concept architettonico di ispirazione locale, che fonde l’artigianato tradizionale con materiali contemporanei. In particolare la facciata scultorea “lululemon Glide” vuole raccontare plasticamente movimento e forma.

Per l’azienda l’apertura dello store di Milano rappresenta “un passo significativo nell’espansione internazionale di lululemon”, brand gi presente in mercati come Regno Unito, Irlanda, Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Svizzera. L’ingresso in Italia rientra nel pi ampio piano di crescita “Power of Three x2” di lululemon, che mira a quadruplicare i ricavi internazionali rispetto ai livelli del 2021 entro la fine del 2026.

lululemon inoltre fa sapere che a Milano il marchio coinvolger la comunit locale attraverso una serie di attivit previste durante tutto l’anno, tra cui collaborazioni con studi o palestre di varie discipline, club di runner e un nuovo programma di Ambassador. Si tratta di iniziative che voglio o riflettere quello che il gruppo considera un “approccio olistico al benessere, volto a supportare la salute fisica, mentale e sociale delle comunit in cui opera”.

M.O., telefonata di Netanyahu al Papa sul bombardamento alla chiesa di Gaza

Milano, 18 lug. (askanews) – Papa Leone XIV ha ricevuto stamani a Castel Gandolfo una telefonata da parte del primo ministro di Israele, Benjamin Netanyahu, in seguito all’attacco militare dell’Idf avvenuto ieri che ha colpito la chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, causando la morte di tre persone e ferendone altre, tra cui alcuni gravemente. Durante il colloquio, ha riferito la sala stampa della Santa Sede, il Santo Padre ha rinnovato il suo appello affinché venga ridato slancio all’azione negoziale e si raggiunga un cessate il fuoco e la fine della guerra. Prevost ha inoltre espresso nuovamente la sua preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria della popolazione a Gaza, il cui prezzo straziante è pagato in modo particolare da bambini, anziani e persone malate. Infine, il Santo Padre ha ribadito l’urgenza di proteggere i luoghi di culto e soprattutto i fedeli e tutte le persone in Palestina ed Israele.

Giustzia, Nordio: riforma sarà una liberazione dal vincolo delle correnti

Milano, 18 lug. (askanews) – L’approvazione della riforma della giustizia “sarà una liberazione dal vincolo delle correnti” e “speriamo comunque di arrivare al referendum all’inizio del prossimo anno spiegando agli italiani che non è un giudizio sul governo” ma un “allineamento” della Costituzione alla riforma del Codice di procedura penale del 1988 di Giuliano Vassalli. Lo ha detto il ministro della giustizia, Carlo Nordio, durante il suo intervento alla IV Edizione del convegno ‘Parlate di mafia’, organizzato da FdI presso la Camera di Commercio di Roma.

Arrivare invece al referendum confermativo in un clima di “contrapposizione politica” o di “aut aut al governo” secondo il Guardasigilli, in caso di vittoria dei sì, “suonerebbe come una umiliazione della magistratura” non voluta.

“Nessuno agli inizi credeva in questa riforma” della giustizia attualmente in Parlamento “perché in passato la politica aveva paura e ha sempre ceduto, noi no, non siamo ricattabili” ha continuato.

Ai magistrati, ha concluso, “fa paura non tanto la separazione delle carriere, che in effetti in gran parte esiste, ma la seconda e la terza parte della riforma, cioè la composizione, la costituzione del Csm, attraverso il sorteggio e soprattutto l’istituzione dell’Alta corte di giustizia assolutamente indipendente”.

Giustzia, Nordio: riforma sarà una liberazione dal vincolo delle correnti

Milano, 18 lug. (askanews) – L’approvazione della riforma della giustizia “sarà una liberazione dal vincolo delle correnti” e “speriamo comunque di arrivare al referendum all’inizio del prossimo anno spiegando agli italiani che non è un giudizio sul governo” ma un “allineamento” della Costituzione alla riforma del Codice di procedura penale del 1988 di Giuliano Vassalli. Lo ha detto il ministro della giustizia, Carlo Nordio, durante il suo intervento alla IV Edizione del convegno ‘Parlate di mafia’, organizzato da FdI presso la Camera di Commercio di Roma.

Arrivare invece al referendum confermativo in un clima di “contrapposizione politica” o di “aut aut al governo” secondo il Guardasigilli, in caso di vittoria dei sì, “suonerebbe come una umiliazione della magistratura” non voluta.

“Nessuno agli inizi credeva in questa riforma” della giustizia attualmente in Parlamento “perché in passato la politica aveva paura e ha sempre ceduto, noi no, non siamo ricattabili” ha continuato.

Ai magistrati, ha concluso, “fa paura non tanto la separazione delle carriere, che in effetti in gran parte esiste, ma la seconda e la terza parte della riforma, cioè la composizione, la costituzione del Csm, attraverso il sorteggio e soprattutto l’istituzione dell’Alta corte di giustizia assolutamente indipendente”.

La Russa: da destra sempre rispetto per giudici, ma sia reciproco

Milano, 18 lug. (askanews) – “Posso vantare di far parte di un’area politica che ha rispetto per la magistratura, che non vuol dire che non si possa criticare ma che ha la capacità di capire che la divisione dei poteri è tale se c’è il rispetto reciproco. Semza il rispetto, reciproco naturalemnte, viene meno il sistema democratico”. Così il presidente del Senato Ignazio La Russa durante un evento al Palazzo Lombardia di Milano su Falcone e Borsellino e sui beni confiscati.

“Il rispetto per Falcone e Borsellino va esteso alla magistratura come istituzione, perché quando si critica un provvedimento o anche un magistrato, e può essere anche giusto farlo, non bisogna dimenticare chi ha dato la vita e chi si è prodigato per combattere la criminalità e chi lo fa ogni giorno silenziosamente. Questa è la visione della destra nei confronti della magistratura da sempre. A volte esagerando. Su Mani Pulite ad esempio – ha sottolineato La Russa – non eravamo in grado di vedere le storture e sentivamo solo la necessità di moralizzare un mondo politico che aveva bisogna di essere moralizzato. Falcone e Borsellino ci hanno dimostrato che la nostra visione non è sbagliata”.

Il Cardinale Pizzaballa a Gaza dopo l’attacco contro la chiesa della Sacra Famiglia

Roma, 18 lug. (askanews) – A seguito dell”attacco israeliano di ieri contro la chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, insieme a Teofilo III, Patriarca Greco-Ortodosso di Gerusalemme, è entrato questa mattina a Gaza come parte di una delegazione ecclesiastica, esprimendo la sollecitudine pastorale condivisa delle Chiese della Terra Santa e la loro preoccupazione per la comunità di Gaza. Lo fa sapere un comunicato del Patriarcato Latino di Gerusalemme.

Il Cardinale Pizzaballa incontrerà membri della comunità cristiana locale e valuterà personalmente i bisogni umanitari e pastorali della comunità, per aiutare a orientare la presenza e la risposta continua della Chiesa.

Su richiesta del Patriarcato Latino, e in coordinamento con partner umanitari, è stato ottenuto – fa sapere ancora il Patriarcato – l”accesso per la consegna di assistenza essenziale non solo alla comunità cristiana, ma anche al maggior numero possibile di famiglie. Ciò include centinaia di tonnellate di generi alimentari, kit di primo soccorso e attrezzature mediche urgenti. Inoltre, il Patriarcato ha garantito l”evacuazione delle persone ferite nell”attacco verso strutture mediche al di fuori di Gaza, dove riceveranno cure.

Papa Leone XIV – precisa inoltre il Patriarcato – ha chiamato il Cardinale Pizzaballa e il Patriarca Teofilo al loro ingresso a Gaza per offrire il suo sostegno, la sua vicinanza e le sue preghiere. Il Patriarcato Latino – conclude il comunicato – rimane fermo nel suo impegno verso la comunità cristiana e l”intera popolazione di Gaza. Non saranno dimenticati, né abbandonati.

Inchiesta Milano, Salvini: bufera non rallenti tutto, si torni al voto

Milano, 18 lug. (askanews) – “Spero che la bufera giudiziaria non rallenti tutto il resto, se il sindaco di Milano si occupa delle inchieste fa fatica ad occuparsi di altro”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, parlando dell’inchiesta della procura di Milano sull’urbanistica a margine di un evento in città. “Non commento le inchieste. Da milanese, prima che da ministro, sono preoccupato. Sarebbe oppprtuno che fossero i cittadini a poter tornare a esprimersi. Chiedo che i milanesi possano tornare a scegliere una nuova amministrazione, non per le inchieste da cui spero possano uscire tutti innocenti, ma chiedo che Milano torni a correre”, ha aggiunto.

“A Sala e alla sinistra che non governa Milano da troppo tempo contesto l’immobilita. La città – ha attaccato Salvini – è ferma, invece di andare avanti torna indietro. Non vorrei che la sinistra si chiudesse nel fortino per paura di perdere le elezioni, i milanesi non possono andare avanti altri due anni con una città ferma”.

Il leader della Lega ha ribadito la necessità per il centrodestra di individuare un candidato sindaco per Palazzo Marino. “A prescindere dalle inchieste. Io delle idee le ho, degli incontri li ho fatti. Ci sono persone che si metterebbero a disposizione per una Milano del futuro, a prescindere dalle inchieste che non cambiano la mia agenda politica chiederò agli alleati di scegliere in fretta, già in autunno”, ha sottolineato.

MotoGP, Marc Marquez il più veloce nelle prime libere a Brno

Roma, 18 lug. (askanews) – Libere particolari per la MotoGP nel ritorno a Brno per il Gp di Repubblica ceca, ultimo prima della pausa estiva. Prima parte con gomme rain e seconda con le slick. Miglior tempo di Marc Marquez che in extremis balza al comando in 1:54.606 dopo aver perso 15′ a inizio sessione per un problema tecnico. Poi la Yamaha di Jack Miller e Pecco Bagnaia. 17°, al rientro in pista, Jorge Martin. Alle 15, LIVE su Sky Sport MotoGP e in streaming su NOW, le Pre-qualifiche: in palio i primi 10 pass per il Q2

Open Arms, Procura impugna assoluzione Salvini, Piantedosi: dispiace

Milano, 18 lug. (askanews) – “Mi dispiace molto, mi dispiace prima di tutto umanamente e personalmente e anche professionalmente, perché ho vissuto quella stagione in una funzione abbastanza importante, che era quella di capo di gabinetto del ministro Salvini. In quel processo entrai come coindagato, poi fui stralciato dall’autorità giudiziaria, quindi mi sento ancora più partecipe e rivendico quell’azione che fu fatta in quel periodo per contrastare l’immigrazione illegale”. Lo ha detto il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, durante il suo intervento alla IV Edizione del convegno ‘Parlate di mafia’, organizzato da FdI presso la Camera di Commercio di Roma, parlando della decisione della Procura di Palermo di impugnare la sentenza di assoluzione per il vicepremier Matteo Salvini dall’accusa di sequestro di persone e rifiuto di atti d’ufficio nel processo Open Arms.

M.O., Tajani: sanzioni ad Albanese è decisione unilaterale Usa

Roma, 18 lug. (askanews) – Le sanzioni degli Stati Uniti contro la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, sono legate al “ruolo che svolge presso le Nazioni Unite” e dunque non al fatto di essere una “cittadina italiana”. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Forum ministeriale del Turismo Italia-Balcani, sottolineando il fatto che “uno può essere più o meno d’accordo sulla decisione”, “ma è una decisione unilaterale degli Stati uniti, non è una decisione condivisa con il governo italiano”.

Open Arms, la Procura impugna l’assoluzione di Salvini, Piantedosi: dispiace

Milano, 18 lug. (askanews) – “Mi dispiace molto, mi dispiace prima di tutto umanamente e personalmente e anche professionalmente, perché ho vissuto quella stagione in una funzione abbastanza importante, che era quella di capo di gabinetto del ministro Salvini. In quel processo entrai come coindagato, poi fui stralciato dall’autorità giudiziaria, quindi mi sento ancora più partecipe e rivendico quell’azione che fu fatta in quel periodo per contrastare l’immigrazione illegale”. Lo ha detto il ministro dell’interno, Matteo Piantedosi, durante il suo intervento alla IV Edizione del convegno ‘Parlate di mafia’, organizzato da FdI presso la Camera di Commercio di Roma, parlando della decisione della Procura di Palermo di impugnare la sentenza di assoluzione per il vicepremier Matteo Salvini dall’accusa di sequestro di persone e rifiuto di atti d’ufficio nel processo Open Arms.

Sciame sismico ai Campi flegrei: alle 9.14 la scossa più forte

Napoli, 18 lug. (askanews) – Nell’area dei Campi flegrei è in corso iniziato alle 8.51. La scossa più forte è stata registrata alle 9.14, con magnitudo 4.0 ed epicentro, a mare, in zona Dazio tra Pozzuoli e Napoli. Sono circa dieci, fino a questo momento, gli eventi bradisismici registrati dall’Osservatorio Vesuviano, sede di Napoli dell’Ingv.

La scossa delle 9.14 è stata avvertita nitidamente dalla popolazione, non solo dell’area flegrea, ma anche in diversi quartieri della città di Napoli.

Lo scorso 30 giugno nell’area dei Campi flegrei fu registrato l’evento sismico più forte degli ultimi mesi: magnitudo 4,6. Stessa intensità che ci fu il 13 marzo scorso, scossa considerata la più violenta degli ultimi 40 anni. Al momento non si registrano danni a persone o a cose.

Von der Leyen: "Stiamo colpendo al cuore la macchina da guerra russa"

Roma, 18 lug. (askanews) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha rilasciato sul proprio profilo X un commento in merito all’approvazione del 18° pacchetto di sanzioni contro la Russia. “Accogliamo con favore l’accordo sul nostro 18° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Stiamo colpendo al cuore la macchina da guerra russa”, ha sottolineato von der Leyen. La strategia dell’Unione europea è quella di colpire i “settori bancario, energetico e militare-industriale” oltre ad includere “un nuovo tetto massimo dinamico al prezzo del petrolio”, ha scritto la presidente. “La pressione è alta. Rimarrà tale finché Putin non porrà fine a questa guerra”, ha concluso von der Leyen.

Nuoto, Paltrinieri d’argento nella 5km ai mondiali

Roma, 18 lug. (askanews) – Gregorio Paltrinieri aggiorna l’ennesima pagina dello show dei record e conquista il secondo argento ai mondiali di Singapore. Con un dito teso verso rotta e traguardo, capace di fendere il dubbio e zittire il dolore, lucido nel pensiero, determinato fino allo sfinimento, l’olimpionico carpigiano è secondo nella 5 chilometri di Sentosa in 57’29″3, eguagliando il piazzamento della distanza olimpica, così come il tedesco Florian Wellbrock, che vince e scrive la storia in 57’26″4. Terzo il francese vicecampione in carica Marc Antoine Olivier, compagno di allenamenti di Paltrinieri ad Ostia, che chiude in 57’30″4 e precede Marcello Guidi, quarto dopo una gara tutta in rimonta. Il ventottenne cagliaritano preparato da Ivan Sacchi, chiude in 57’32″3. E’ la diciottesima medaglia iridata di Paltrinieri, campione che soprende per longevità, classe, resistenza, combattività ed entusiasma per la creatività e la capacità di rigenerarsi continuamente cambiando obiettivi.

“Avevo un taping leggero stamattina però l’ho perso dopo il primo giro – racconta il carpigiano, che compirà 31 anni il 5 settembre – E’ stata una gara durissima, più della dieci chilometri. Ero stanco, il caldo influisce. Il dito fa male ma ero incurante del dolore. La gara è stata perfetta, potevo anche rientrare per la vittoria finale. Ultimamente la cinque chilometri mi viene meglio della dieci: però era dura perché c’era molta competitività e bisognava combattere con tanta gente insieme – continua il vincitore di tutto allenato da Fabrizio Antonelli al centro federale di Ostia e tesserato per Coopernuoto e Fiamme Oro – L’anno scorso non avrei mai conquistato una medaglia in una gara così: prima le volevo risolvere di forza; adesso c’è molta più tattica nel mio nuoto e infatti sono riuscito a gestirla bene. Le gare stagionali mi hanno dato tanti feedback e ho affinato la mia strategia. Ci sono state tante situazioni in cui ero in difficoltà per questo è stupenda questa medaglia. A malincuore torno in Italia dopo il fondo. Dopo il Settecolli si era aperto uno spiraglio per il 1500, perché il 14’58 nuotato bello carico mi induceva a pensare che avrei potuto essere da 14’3 basso, però è avvenuto l’incidente al dito che si aggiunge ai fastidi che ancora provo al gomito. Ho bisogno di una revisione prima di ricominciare” conclude SuperGreg, alla nona medaglia iridata nel fondo, la 18esima ai mondiali e l’ottava edizione consecutiva sul podio, che già a Budapest nel 2022 aveva vinto due medaglie con l’oro nella 10 chilometri e l’argento nella 5. (Foto di Andrea Staccioli e Andrea Masini / DBM – Inside)

Biennale Danza, Twyla Tharp Leone d’oro tra classico e rivoluzionario

Venezia, 18 lug. (askanews) – Due spettacoli di straordinaria eleganza, che nasce da un consapevole intreccio di classico e di innovativo, da una gestione dei linguaggi della danza che sorprende per la freschezza e l’incisività, unendo senza soluzione di continuità, né apparente distanza, il balletto classico, le movenze da musical e della danza contemporanea, con ironia e rigore al tempo stesso. La Biennale Danza di Venezia ha celebrato il suo Leone d’oro alla carriera del 2025, la coreografa statunitense classe 1941 Twyla Tharp, con due spettacoli andati in scena al Teatro Malibran nella prima serata del festival diretto ancora da Wayne McGregor, “Diabelli” e “Slacktide”. Un’ora e mezza di immersione a tratti ipnotica e tratti clamorosamente felice, dentro il mondo dell’artista e dei suoi performer, capaci di muoversi con naturalezza attraverso una serie continua di variazioni di stile.

“Twyla Tharp – ha scritto proprio McGregor – è a dir poco fenomenale. I suoi rivoluzionari contributi all’ecologia globale della danza sono impareggiabili, con un lavoro che mette insieme rigore e gioco, disciplina classica a tecnica del balletto con la danza moderna, e movimenti naturali coin coreografie radicalmente innovative per il palcoscenico e per il cinema”. Parole che sono la traduzione razionale di quello che si è visto a teatro, in un crescendo di sensazioni che alla fine sono diventate difficili da tenere tutte insieme, se non nella grazia apparentemente semplice dei lavori, costruiti con enormi difficoltà tecniche, ma gestiti con la leggerezza di una danza profondamente consapevole.

“Diabelli” è basato su 33 variazioni di Beethoven su Anton Diabelli e i danzatori affrontano continui cambi di prospettiva e di movimento, rapidissimi, costanti. Le atmosfere, pur nell’essenzialità della messa in scena, si susseguono nella diversità. E se può sorprendere questa manifestazione di un Beethoven lontano dalla monumentalità sinfonica, colpisce anche il modo in cui la coreografia segue la musica, a volte in modo anche didascalico, eppure – contestualmente – la anticipa, vive anche nei momenti di silenzio, che non sono attese o passaggi, ma veri spazi dello spettacolo, che danno un suono corporeo e di movimento ai momenti senza suono.

“Slacktide” invece è musicato da Philip Glass, la suite in dieci movimenti “Aguas de Amazonia” arrangiata ed eseguita dal vivo da Third Coast Percussion. Una musica che ha una densità a volte difficile da decifrare, ma che, unita alla coreografia, crea una sensazione di profondità del lavoro, una dimensione quasi di ampliamento dello spazio scenico, che in alcuni passaggi toglie letteralmente il fiato. Si dubita di quello che si vede, che pure vive di una scenografia minimale e di nessun fronzolo: eppure tutto diventa profondo, come se si stesse assistendo a una danza perfetta, ma performata sul fondo del mare, o anche in uno strato psicologico interno a ciascuno degli spettatori, che poi, a ben guardare, potrebbe essere la stessa cosa. E l’ovazione finale del pubblico del Malibran è apparsa la reazione più logica. (Leonardo Merlini)

Kallas: "Ok a uno dei pacchetti di sanzioni più duri per Mosca"

Roma, 18 lug. (askanews) – “L’Ue ha appena approvato uno dei pacchetti di sanzioni più severi contro la Russia fino ad oggi. Indeboleremo ulteriormente il bilancio bellico del Cremlino, perseguiremo altre 105 navi della flotta fantasma e i loro finanziatori, e limiteremo l’accesso delle banche russe ai finanziamenti. I gasdotti Nord Stream saranno vietati. Il tetto massimo al prezzo del petrolio verrà abbassato”: così l’Alta rappresentante della poliitica estera e di sicurezza dell’Ue Kaja Kallas su X dopo l’annuncio dell’approvazione del 18esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia da parte del Comitato permanente dei rappresentanti degli Stati membri presso l’Ue a Bruxelles. L’Alta rappresentante dell’Ue ha promesso che il nuovo pacchetto aumenterà la pressione sull’industria militare russa e sulle banche cinesi che la aiutano a eludere le sanzioni.

Inoltre, l’Ue vieterà le esportazioni di tecnologie utilizzate nei droni ed estenderà le sanzioni alla più grande raffineria della compagnia petrolifera russa Rosneft in India.

Mafia, Mattarella: essenziale cooperazione internazionale

Milano, 18 lug. (askanews) – “La sfida della criminalità transnazionale è sempre più pervasiva e alla risposta degli Stati non sono consentite né distrazione né irresolutezza. Ne va della salute e del futuro delle nostre comunità”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sottolineando che “la cooperazione internazionale nelle indagini è essenziale per il contrasto alla criminalità organizzata e deve essere condotta rafforzando le istituzioni e gli ordinamenti posti dalla comunità internazionale a tutela dei cittadini, superando particolarismi e inappropriatezze, per promuovere un efficace coordinamento”.

In un messaggio inviato al Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, Giovanni Melillo, in occasione dell’incontro tra i magistrati impegnati in Europa e in America Latina nel contrasto del crimine organizzato transnazionale e nei relativi processi di illecita accumulazione patrimoniale, il Capo dello Stato ha assicurato che “pieno è l’impegno della Repubblica Italiana nei confronti della realtà latino-americana”.

Mattarella ha infine osservato che “l’odierno Convegno si tiene a oltre trent’anni dalla uccisione di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, il cui appassionato lavoro nel difendere strenuamente le istituzioni e i cittadini dalla violenza mafiosa è impresso in maniera indelebile nella coscienza collettiva italiana e internazionale”.

Nato: 5% è rispondere al mondo così com’è, non come vorremmo fosse

Milano, 18 lug. (askanews) – “Si tratta di rispondere al mondo così com’è ora, non come vorremmo che fosse”. Lo ha detto nel suo intervento la vicesegretaria generale della NATO Radmila Shekerinska al simposio LANDEURO tenutosi in Germania a Wiesbaden. Preparare la sicurezza e la deterrenza “costa denaro, il 5% è tanto denaro”, ha sottolineato in merito agli obbiettivi decisi dagli alleati poco meno di un mese fa al summit Nato di giugno. “Ciò che abbiamo incluso in questa cifra è un aumento di cinque volte dei nostri sistemi di difesa aerea e missilistica, migliaia di altri veicoli blindati e carri armati, e milioni di altri proiettili di artiglieria, e droni e jet aerei”, ha spiegato Shekerisnka esemplificando il significato del vertice dell’Aia, dove “gli alleati sono riusciti a concordare un piano di investimenti per la difesa molto ambizioso” ovvero “investire il 5% del PIL per la nostra sicurezza entro il 2035”.

“Tutti questi elementi – ha aggiunto – contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di capacità di cui abbiamo bisogno e degli obiettivi di capacità che richiedono il 3,5% del PIL affinché possano essere finanziati in tempo utile. Allo stesso tempo, gli Alleati concordarono di spendere l’1,5% del PIL in spese legate alla difesa e alla sicurezza. Ciò significa più soldi per sostenere i nostri eserciti e le nostre società affinché diventino più sicuri. In un mondo in cui i microchip sono importanti quanto i missili più recenti, ogni ambito della nostra società e della nostra economia deve impegnarsi per garantire la sicurezza. Dalle solide difese informatiche alla sicurezza delle supply chain. Da una maggiore resilienza a maggiori investimenti in strade, ferrovie e porti per il bene dei nostri piani di difesa”.

Shekerinska ha ricordato poi il recente passaggio di consegne a livello di SACEUR tra il generale Christopher G. Cavoli che “si assicurò che avessimo solidi piani regionali per difendere ogni centimetro del territorio alleato” (Cavoli è l’autore di un piano di 4000 pagine discusso al vertice di Vilnius del 2023 per l’aggiornamento dei comandi e dei preparativi militari della NATO, ndr) al generale Alexus Grynkewich “come nostro nuovo Comandante supremo alleato. Grynkewich ha promosso l’innovazione e sviluppato capacità all’avanguardia per le nostre forze armate. La sua nomina dimostra l’impegno ferreo degli Stati Uniti d’America nei confronti della nostra sicurezza comune”. Per poi aggiungere: “Mentre l’America continua a mettere in campo i suoi talenti migliori e più brillanti al servizio degli Stati Uniti d’America, ma anche al servizio dell’Alleanza. Al Summit abbiamo ascoltato dichiarazioni molto forti da parte della leadership statunitense, del presidente Trump, ma anche dei due segretari e di tutti i rappresentanti. Quanto sono devoti e impegnati nei confronti della NATO e della nostra difesa collettiva. Gli Stati Uniti continuano a schierarsi al fianco dei loro alleati della NATO”.

La Russia – secondo le parole della vicesegretaria generale che delineano chiaramente come l’altro fronte si costituisce – “si sta riarmando più velocemente di quanto molti abbiano immaginato. Grazie alla tecnologia cinese, ai droni iraniani e ai missili nordcoreani, ma anche all’intervento degli uomini di terra. Inoltre, Putin ha dimostrato che non esiterà a ricorrere alla forza militare per raggiungere i suoi obiettivi. Anche la Cina sta portando avanti una massiccia modernizzazione militare. Sta espandendo rapidamente il suo arsenale nucleare, senza alcun vincolo da parte di accordi sul controllo degli armamenti. Sta mostrando i muscoli nel Mar Cinese Meridionale e affinando i suoi strumenti di coercizione economica nell’area euro-atlantica. E mentre tutto questo accade, non possiamo sottovalutare la persistente instabilità in Medio Oriente, la retorica divisiva nei Balcani occidentali”.

Nel suo discorso Shekerinska ha fatto inoltre riferimento la nuovo centro congiunto in Polonia, il cosiddetto JATEC (Centro congiunto NATO-Ucraina per l’analisi, la formazione e l’istruzione) proprio per questo scopo. “Per aiutare l’Ucraina, ma anche, allo stesso modo, per utilizzare l’esperienza acquisita e creare una deterrenza e una difesa più forti. Siamo inoltre determinati a collaborare ancora più strettamente con i nostri partner (Australia, Giappone, Nuova Zelanda e Corea del Sud), anche nell’ambito della produzione della difesa” ha dichiarato.

“In tutta l’Alleanza, l’industria ha aperto centinaia di nuove linee di produzione e ampliato quelle esistenti” ha aggiunto. “Siamo ormai sulla buona strada per produrre più navi, più aerei e più munizioni di quanto abbiamo fatto negli ultimi decenni. Ma dobbiamo fare ancora di più. Gli alleati della NATO oggi ospitano aziende di difesa di fama mondiale (alcune delle quali sono presenti oggi qui con noi), i migliori ricercatori e gli imprenditori più innovativi. Ma dobbiamo fare queste cose di più, meglio e più velocemente per stimolare una produzione ancora maggiore sia sul lato americano che su quello europeo dell’Atlantico. E, ancora una volta, dobbiamo pensare in modo diverso a come e con chi collaboriamo. Ciò significa collaborare con tutti, dai principali attori della difesa alle start-up civili, per integrare le tecnologie più recenti nella nostra difesa. Ma significa anche lavorare insieme, non solo tra noi dell’Alleanza, ma anche con i nostri partner, dall’Ucraina all’Unione Europea, fino all’Indo-Pacifico. Tutti si sono uniti a noi per il Vertice dell’Aja e abbiamo concordato di fare di più, insieme, anche o soprattutto concentrandoci sulla produzione per la difesa. C’è tanto che possiamo imparare dall’Ucraina e lo stiamo già imparando”.

L’obiettivo è “garantire che le nostre forze possano arrivare nel posto giusto al momento giusto, ma dotate delle giuste capacità” ha spiegato la segretaria generale della Nato. (di Cristina Giuliano)

La Voce del Popolo | Cara Europa, qual è il prezzo della tua unità?

Una destra tra due sponde

Trump promette (minaccia) di diventare la carta matta della politica italiana. La guerra dei dazi, infatti, mette la compagine di Meloni al bivio della sua scelta più fondamentale. Puntare tutto sull’europeismo, lasciandosi alle spalle l’illusione di un rapporto speciale con l’amministrazione americana. Oppure confidare di poter rimanere per così dire a cavallo dell’Atlantico, scommettendo che il legame tra i conservatori europei e i repubblicani d’oltreoceano possa prima o poi tornare utile ad attutire i colpi di questi ultimi giorni.

Un bivio scomodo per la premier

Questo bivio è complicato dal fatto che una parte della sua coalizione tifa apertamente contro l’Europa e un’altra parte tifa a favore. Una contraddizione che fin qui la premier ha cercato di gestire surfando sulle onde di questa contraddizione con una certa abilità. Peccato che a questo punto il mare sia in tempesta e il surf non sia più il modo giusto di affrontarlo.

L’Europa non può più aspettare

Certo, la diplomazia ha le sue regole e la prudenza ha i suoi diritti. E perfino l’Unione Europea, che è istituzionalmente la titolare di questa partita, sulle prime ha mostrato di reagire con una sorta di calcolata, imbarazzata e perfino un tantino pavida prudenza alla sfida lanciata dal presidente americano. Resta il fatto che questa partita non si potrà giocare a lungo con il fioretto delle belle parole e delle buone intenzioni.

Il talento geopolitico si misura ora

Prima o poi anche l’Europa, tutta intera o solo una parte, dovrà decidere qual è il prezzo della sua unità. È lì, per l’appunto, che si misurerà anche il talento geopolitico della Meloni. Alla quale non sarà più consentita la comoda ambiguità in cui si è rifugiata finora.

Fonte: La Voce del Popolo – 17 luglio 2025

Articolo qui riproposto per gentile concessione del direttore del settimanale della diocesi di Brescia

Dazi, non dipende solo dall’America: dipende anche da noi

[…] Gli europei dovrebbero chiarirsi le idee sul corso da prendere. Business as usual, come pensano alcuni, approfittando dello svantaggio daziario che oggi colpisce la Cina? Oppure ripensamento del suo modello di sviluppo, nell’interesse suo (europeo) e del mondo, da un modello a bassi salari ed elevati surplus di bilancia estera a uno trainato dagli investimenti e dalla domanda interna? Nel frattempo, ci dibattiamo nel dilemma: comprensione o ritorsione?

Ma la risposta sta solo e soltanto nell’organizzazione europea, in un caso e nell’altro. Entrambe le vie possono essere praticabili, se si danno scala e scopi continentali.

Neppure Adam Smith – col suo superbo incedere logico-storico, sempre incline a introdurre concessioni ed eccezioni per situazioni storicamente condizionate – aveva in tema parole univoche:

“Il caso in cui talvolta ci si domanda per quanto tempo sia opportuno continuare la libera importazione di certe merci estere si ha quando qualche nazione straniera limita con elevati dazi o proibizioni l’importazione di alcune delle nostre manifatture nel proprio Paese”.

Siamo nel libro quarto della sua Ricchezza delle nazioni (1776), dedicato ai Sistemi di economia politica. Lì l’economista scozzese si sofferma su alcuni esempi storici, come la tariffa francese istituita da Colbert nel 1667 alla quale gli olandesi opposero un netto rifiuto (ne seguì la guerra d’Olanda del 1672-1678). A proposito di quel rifiuto scrive:

“Rappresaglie di questo tipo possono essere una buona politica quando è probabile che esse provochino la revoca degli elevati dazi o proibizioni lamentati. In generale il recupero di un grande mercato estero compenserà abbondantemente il temporaneo inconveniente di pagare per breve tempo più cari alcuni tipi di merci”.

Ma aggiunge:

“Giudicare se sia probabile che queste ritorsioni producano questo effetto non compete forse tanto alla scienza del legislatore, le cui deliberazioni dovrebbero essere governate da principî generali che sono sempre gli stessi, quanto all’abilità di quell’insidioso e astuto animale volgarmente chiamato uomo di Stato o politico i cui giudizi sono ispirati alle circostanze del momento”.

La crescita dell’economia globale sarà quest’anno la più bassa dell’ultimo quarto di secolo, esclusi gli anni 2009 e 2020. Sempre che gli annunci siano finiti.

Leggi l’articolo completo su “il Mulino”:

I dazi: collaborazione o ritorsione?

Cleopatra? Se l’è scordata pure Cesare

Tra un silenzio e l’altro

«E Cleopatra?», domandò un senatore. «Fece un senatore anche al Divo Cesare».

«In effetti», rispose Cesare, «è da tempo che non ricevo notizie dai messi dell’Impero. Ma perché me lo chiedi?»

«Così, per sapere, oh Cesare. Sapevo che ti era molto a cuore…»

«Da mesi non la vediamo nell’Urbe», intervenne un altro senatore. «Qui non viene mai e nemmeno i suoi si fanno vedere. Si dice che stia sempre presso i Federati, a curare gli interessi dell’Impero. E pure i suoi, sempre con quello grande e grosso che sta oltre le Colonne d’Ercole».

La “scuffia” del Divo

Cesare, certo che se la ricorda Cleopatra. Ci ha preso «una scuffia», come si dice in città, che fece notizia in tutto l’Impero. Solo Giulia, la moglie fedele, non disse nulla e non mosse ciglio: Cesare lo conosce bene, protestare non sarebbe servito. E Cesare apprezzò. Chiedere scusa a Giulia sarebbe stato impossibile: lo avrebbe umiliato davanti all’Urbe tutta.

Corrucciato per le sorti dell’Impero, Cesare non si era accorto che era passato tanto tempo dall’ultima volta che l’aveva vista. Ormai è quasi dimentico della regina egizia, lasciata in giro tra i Federati a tessere trame, alleanze, posizionamenti, senza rendere conto alla plebe romana.

Ma la plebe pure se l’è presto dimenticata, ché non gira più in città sul carro e con la corte sua appresso, causando scompiglio e disagio per le vie strette e affollate dell’Urbe. E tutti si giovano della ritrovata libertà di circolazione.

Chi la vede più Cleopatra?

«E dunque», chiede Cesare, «qualcuno sa dove sia la regina Cleopatra?»

«E no!», risposero in coro i senatori.

«Mandiamo messi a chiedere?»

«Perché?», osserva Cesare. «Dal nord dei confini, oltre i territori dei Germani, mi giungono notizie di una guerra in corso da tre anni, e noi sosteniamo quello invaso. Ad est, dai territori dell’Asia che affacciano sul Mare Nostro, un’altra guerra – da tre anni anche quella – tra due popoli per una striscia di terra rivendicata da millenni. E da quel tizio oltre il grande mare, viene una guerra sul commercio. Tre anni di governo e tre guerre alle porte di casa. Non una voce è venuta da lei a me per chiedere consiglio. Quindi, perché mai dovrei chiamarla a me?»

Il tempo dell’attesa

«Ma Cesare!», esclamarono in coro. «Gira l’Impero e pure tra i Federati, menando il tuo nome e con il tuo pure il nostro, dell’Urbe!»

«No, il nome mio no – lo sanno bene tutti. Gira dicendo che le ho dato la barca migliore e una buona parte della cassa del tesoro, per risollevare le genti e l’Impero. Ella è partita, ha fatto un paio di volte approdo qui vicino al porto di Ostia per sesterzi e viveri, e noi gliel’abbiamo concessi. Ed è ripartita. Prima o poi tornerà qui nell’Urbe, e allora potrò vedere se avrà rispettato il patto tra noi».

E nel frattempo…

«E nel frattempo, Cesare, che famo?», chiede ansioso un senatore che ha una fabbrica di prodotti che porta fino ai porti oltre il grande mare. «Se non li sbarca, se li tira sui denti, colpa di Cleopatra e dell’amico suo».

«Aspettiamo», risponde Cesare. «A me la “scuffia” m’è passata, Giulia non me parla ma c’è sta’. Sentimo la plebe, qui nell’Urbe: forse un’idea per rimpatria’ la regina senza danno la troviamo».

Ave!

Sgarbi alla Garbatella, partiti e questioni di stile

In quel del quartiere della Garbatella ci si è mossi con uno sgarbo istituzionale che non appare immediatamente comprensibile. Una consigliera municipale del Partito Democratico è passata radicalmente al fronte opposto, entrando nelle file di Fratelli d’Italia.

Non si è fermata nei paraggi del centro, ma ha cambiato indirizzo come dal mare alle alte cime di montagna. Evidentemente, la mezza collina non fa per lei. Eleonora Talli Giottoli era stata la più votata nell’VIII Municipio di Roma.

“Mi aspettavo un assessorato”

Pare abbia dichiarato: «Mi aspettavo di avere un percorso ben strutturato. Pensavo a un assessorato o ad altri importanti incarichi, invece niente di tutto questo».

Evidentemente non ha tenuto conto che l’etimologia di “municipio” si traduce in onere da assumere – anticamente, un territorio sottoposto al dominio di Roma senza partecipazione ai diritti politici.

Ai tempi d’oggi, ci si dovrebbe ricordare che la politica è attività di servizio alla comunità. Non ha, almeno in prima istanza, l’obiettivo di una poltrona comoda su cui appostarsi in attesa di incarichi più appetibili.

Politica o sentimentalismo?

Avrebbe dunque asserito circa il desiderio di un ruolo accanto a un briciolo di potere, qualcosa per distinguersi. Ma ciò non è avvenuto. E ha scoperto che nel Pd non si è tutti amici e solidali, ma ci sono correnti che si fronteggiano, rivalità e inimicizie. Perché la politica è propriamente il posto dello scontro più che del confronto – dove ci si scambiano spine ancor prima dei ciclamini.

Così è emigrata sulla sponda opposta, immaginando che quella sia il posto delle fragole o addirittura il paradiso in terra. Lì si augura di non trovare più attacchi alla sua persona e di non dover più guidare “da sola a fari spenti nella notte”, in cerca di cavarsela in un ambiente non proprio di cavalieri e signorine.

Cristianesimo o strategia?

Oltre la debolezza di questo convincimento, sembrerebbe sia stata addotta una motivazione che suscita più di una perplessità. Se ben si è letto, la consigliera avrebbe detto di aver trovato un gruppo «dove respiro un’aria di positività perché è in linea con i miei ideali cattolici e cristiani, mi offre aiuti e protezione, mi supporta e mi lascia quell’autonomia necessaria al perseguimento degli obiettivi».

Detto così, sembra che in precedenza non avesse attentamente indagato sull’identità del Pd, che non sempre – si sa – è in perfetta linea con il magistero cattolico. Anche sull’altra riva del fiume, del resto, non è che siano tutti orientati alla santità.

L’agone e il garbo

In più, la Giottoli dovrebbe conquistare la consapevolezza che l’agone politico non è un luogo d’accoglienza per anime indifese in cerca di tutele. Non siamo nella Città Celeste.

Il compiacimento di Fratelli d’Italia nel far salire a bordo nuova truppa così ingenuamente strutturata suscita ulteriore soprassalto.

La coerenza è un attaccamento alla scelta fatta, se meditata, come dovrebbe essere in ogni occasione della vita. Non si tratta di essere garzoncelli scherzosi ma riferimenti di una comunità che ti elegge per essere rappresentata – con tutte le responsabilità che il fatto comporta.

Tutti democratici, purché sinceri

La Giottoli sarà stata forse presa da un momento di sconforto, o da una ritrovata passione. Avrebbe potuto ispirarsi, senza troppe analisi, alla battuta di De Sica in un celebre film: «Sono un sincero democratico che guarda al sentimento».

A meno che, viceversa, non si interpreti la questione alla stregua di Flaiano:

«La società va trattata tenendo conto che è composta di persone sensibili alla corruzione, al disprezzo, all’adulazione. Usando queste tre leve, non dovrebbe essere difficile dominarla».

Brand Usa, Dixon: per turismo negli Usa momento davvero "storico"

Milano, 17 lug. (askanews) – “Non resteremo fermi, come vedrete oggi; siamo incoraggiati dal nostro dialogo continuo con ogni livello dell’amministrazione (presidenziale Usa) e dal fatto che la richiesta di bilancio del Presidente per l’anno fiscale 2026 include il finanziamento completo per Brand USA, e questo è un importante segnale di sostegno”. Lo ha detto Fred Dixon, presidente e ceo di Brand Usa all’incontro estivo del consiglio dei Direttori da dove è emerso tra l’altro che l’Italia è considerata tra i mercati chiave per il turismo in America, fra l’altro con il più forte balzo anno su anno (13%) fra i “Top 10 Markets by Non-Stop Seat Capacity”.

“Guardando al futuro, ci aspetta un momento davvero storico con America 250, la Coppa del Mondo di calcio (2026 FIFA World Cup) e la Route 66 con il suo centenario all’orizzonte: abbiamo l’opportunità di riaffermare gli Stati Uniti d’America come destinazione turistica leader al mondo. E questi eventi sono più che semplici pietre miliari” ha detto Dixon.

E infatti gli appuntamenti sono davvero ambiziosi: se il 4 luglio 2026, la nazione commemorerà e celebrerà il 250esimo anniversario della firma della Dichiarazione d’Indipendenza, nel novembre 2026 la Route 66, la leggendaria strada americana lunga quasi 4.000 chilometri tra Chicago e Los Angeles, compirà 100 anni e Brand Usa ha già grandi programmi in merito.

Soprannominata “The Mother Road”, la Route 66 da sola incarna l’avventura, la libertà e la nostalgia. Attraversa otto stati e fa rivivere l’America delle belle auto, dei drive-in, dei ristoranti e degli indimenticabili viaggi su strada come un salto indietro nel tempo, percorrendo un itinerario unico, ricco di storia ed emozioni. Molti la considerano lo strumento per sentire l’anima del Paese, quella dei pionieri, dei sognatori e degli appassionati che mantengono viva questa leggenda. Ma anche un volano per dare ulteriore impulso al turismo.

“Sono momenti importanti – dice Dixon – per ispirare le prenotazioni e, in definitiva, dare impulso alle economie delle comunità locali in tutto il Paese. Sono particolarmente entusiasta e ottimista per ‘America, the beautiful’, la nostra nuova piattaforma organizzativa, presentata il mese scorso all’IPW di Chicago: è stato un momento di grande forza per Brand USA. Sono incredibilmente orgoglioso del team impegnato in questo lavoro” ha aggiunto.

LA STORIA DELLA “MOTHER ROAD”

La Route 66 nacque nel 1926, dal desiderio dell’imprenditore Cyrus Avery – noto come il “Padre della Route 66” – di costruire un’autostrada che attraversasse il suo stato natale, l’Oklahoma. Con il sostegno di alcuni imprenditori dell’Illinois e dell’Oklahoma, Avery riuscì a convincere il governo che una strada che collegasse est e ovest avrebbe avuto un impatto significativo sull’economia e sul turismo. Creatrice di posti di lavoro durante la “Grande depressione” (il cantiere fu completato nel luglio 1937 e la strada fu completamente asfaltata nel 1938), divenne rapidamente il simbolo della speranza in una vita migliore , in particolare per le vittime del “Dust Bowl” (tempeste di polvere e grande ondata di siccità) che erano emigrate per raggiungere le terre più fertili dell’Ovest americano.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, il boom economico rese la Route 66 molto popolare tra le famiglie in cerca di un cambio di scenario. Era la strada delle vacanze e una canzone sarebbe risuonata come un inno: “Get your kicks on Route 66” di Bobby Troup del 1946, immortalata da Nat King Cole.