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Canale 5, I Viaggi del Cuore alla scoperta Sicilia Orientale

Roma, 22 mag. – Sabato 24 maggio 2025 alle 9:30 su Canale 5 I Viaggi del Cuore con Don Davide Banzato ci condurr in Sicilia, regione protagonista di ben quattro puntate speciali. Dopo aver scoperto Catania e la devozione a Sant’Agata, in questa puntata verranno raccontati alcuni luoghi suggestivi della Sicilia orientale, nell’ambito dell’iniziativa ‘Discovering Rural Sicily’ che vede protagonisti sette Gruppi di Azione Locale (GAL) che hanno messo insieme le loro tradizioni, culture, bellezze artistiche e architettoniche per creare percorsi tanto insoliti quanto coinvolgenti (Ente capofila del progetto il Gal Valle del Belice, gli altri sono Gal Etna Sud, Gal Terra Barocca, Gal Terre di Aci, Gal Terre del Nisseno, Gal Valli del Golfo, Gal Taormina Peloritani, Terre dei Miti e della Bellezza). Grazie a questo progetto questi sette GAL saranno promotori di due puntate de I Viaggi del Cuore: in questa prima puntata il Gal Terra Barocca, il Gal Terre di Aci, il Gal Etna Sud e il Gal Taormina Peloritani, Terre dei Miti e della Bellezza. Inizier il nostro viaggio a Santa Croce Camerina, nel territorio del GAL Terra Barocca, dove l’architettura barocca si fonde con l’identit autentica della Sicilia rurale. Qui, tra borghi di pietra e spiagge dorate, si respira l’atmosfera raccontata da Andrea Camilleri, dove ogni angolo sembra custodire un segreto e ogni pietra racconta una storia. Proseguiremo poi verso Scicli, insieme a Modica e Ragusa, per scoprire le meraviglie del barocco siciliano, con le sue chiese monumentali, i balconi scolpiti e le piazze scenografiche che raccontano una rinascita secolare. Questi luoghi, dichiarati Patrimonio dell’Umanit dall’UNESCO, sono esempi straordinari dell’arte e della cultura siciliana, capaci di affascinare viaggiatori di ogni epoca. Poi verso la costa orientale, nel cuore del GAL Terre di Aci, dove il mare si fonde con la roccia lavica, creando scenari di rara bellezza. Visiteremo Santa Maria La Scala, un borgo marinaro ai piedi di Acireale, dove le onde raccontano storie di antichi commerci e naviganti, mentre le scogliere laviche testimoniano la forza ancestrale dell’Etna. Questo tratto di costa stato un crocevia di popoli e culture, dall’epoca romana fino ai giorni nostri, lasciando tracce che ancora oggi affascinano i viaggiatori. Da qui un gruppo di camminatori lungo il Cammino del Mercante e del Pellegrino, che da Aci Catena ci porter al Santuario della Madonna di Valverde, passando per le suggestive Terme di Santa Venera al Pozzo e l’Eremo di Sant’Anna, fino a raggiungere il santuario, meta di pellegrinaggi e simbolo di fede profonda.

Lasciate poi le coste per addentrarci nel territorio di Mascalucia, nell’area del GAL Etna Sud, ai piedi del vulcano attivo pi alto d’Europa, dove il Bosco di Monte Ceraulo offre un rifugio di natura incontaminata. Qui, le antiche colate laviche testimoniano la forza della natura, mentre i sentieri tra la macchia mediterranea rivelano un paesaggio straordinario. Sempre nel territorio di Mascalucia, a Mompileri, poi il Santuario della Madonna della Sciara, costruito su una colata lavica antica dell’Etna. Questo santuario un luogo di grande spiritualit, dove i pellegrini trovano conforto e ispirazione tra le pietre laviche e il verde dei boschi circostanti.

Il viaggio continuer sul litorale ionico, a Santa Teresa di Riva, nel territorio del GAL Taormina Peloritani, Terre dei Miti e della Bellezza, dove la tradizione gastronomica siciliana si esprime al meglio con la celebre brioche col tuppo, compagna inseparabile della granita. Poco distante da Santa Teresa di Riva si trova Roccalumera, dove l’arte e la letteratura si incontrano nel Parco Letterario Salvatore Quasimodo. Qui, i visitatori possono ripercorrere le tappe della vita e dell’opera del poeta premio Nobel, scoprendo le radici profonde della cultura siciliana e il legame indissolubile tra terra e parola. Infine, concluderemo il nostro viaggio a Roccafiorita, alla scoperta del Santuario di Monte Kalfa, sempre nel territorio del GAL Taormina Peloritani, Terre dei Miti e della Bellezza, un luogo di pellegrinaggio immerso nella natura, dove la spiritualit e la bellezza si incontrano in un panorama che invita alla riflessione e alla contemplazione.

Un nuovo appuntamento con I Viaggi del Cuore ricco di curiosit lungo un percorso in Sicilia che attraversa terre di straordinaria bellezza e spiritualit, dove la natura e l’uomo continuano a intrecciare le loro vite, lasciando tracce indelebili nel paesaggio e nel cuore di chi le attraversa. La XIX edizione del programma partir dall’Italia, ma continuer a spaziare anche all’estero, ogni sabato mattina alle 9.30 su Canale 5, andranno in onda le nuove puntate de I Viaggi del Cuore, visibili anche sul canale internazionale Mediaset Italia. Come sempre, la trasmissione ospiter anche alcuni tra gli autori pi significativi del panorama editoriale italiano, in collaborazione con Edizioni San Paolo. In ogni viaggio ci sar il supporto di Famiglia Cristiana per approfondimenti di attualit e per uno spazio sulle ultime uscite editoriali. E non mancher la presenza di Missioni don Bosco, che racconter la difficile situazione della Nigeria, aiutandoci ad avere uno sguardo sul Mondo.

I Viaggi del Cuore ha ricevuto recentemente due importanti riconoscimenti. Il 21 giugno 2024, il programma ha ottenuto il Premio Moige, consegnato a Roma nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati. In seguito, il 15 marzo 2025, stato assegnato il premio giornalistico “Premio Buone Notizie – Edizione speciale In Giubileo”.

I Viaggi del Cuore un format tv ideato e prodotto da Elio Angelo Bonsignore per Me Production insieme alla produttrice per Mediaset R.T.I. Consuelo Bonifati. Conduttore Don Davide Banzato (nel ruolo anche di coautore); autrice Martina Polimeni; registi Alberto Magnani e Andrea Pecci. Nella sua durata di 40 minuti si propone di raggiungere tutti credenti e non, grazie ad un taglio culturale ed investendo mezzi consistenti per una qualit di immagini di alto livello. Gode del patrocinio della Santa Sede con il Dicastero per l’Evangelizzazione.

Sostenibilit, Oungre (A2A): Innovazione leva decarbonizzazione

Roma, 22 mag. – Non si poteva non parlare di sostenibilit alla quarta edizione dello Young Innovators Business Forum promosso da ANGI-Associazione Nazionale Giovani Innovatori al Meet di Milano. Relatore d’accezione stato Patrick Oungre, Group Head of Innovation, AI and R&D del gruppo A2A.

“La nostra azienda crede nell’innovazione come leva per contribuire realmente alla decarbonizzazione. Bisogna investire e fare scouting di tecnologie, che sono in continua evoluzione. Dobbiamo avere la capacit di intercettare subito gli strumenti che il mondo tech ci mette pian piano a disposizione e di accompagnare i giovani ricercatori o le start-up alle prime armi a capire che quella nuova tecnologia pu far compiere il cambio di passo verso la decarbonizzazione. Il nostro team lavora al fianco dei Giovani Innovatori proprio per aiutarli a far s che la loro tecnologia contribuisca a cambiare il mondo”, ha detto Oungre.

Sul fronte degli investimenti, ha aggiunto, “l’Italia ancora sconta a livello europeo un po’ di lentezza nel comprendere che, per sviluppare veramente l’ecosistema, le risorse erogate devono essere importanti. Oggi l’investito nel nostro Paese ammonta a poco pi di un miliardo di euro all’anno in venture capital, mentre Germania e Francia presentano numeri superiori di otto-nove volte. Se vogliamo contribuire allo sviluppo italiano, dunque, dobbiamo cambiare passo e farlo in fretta. L’Italia si merita di essere protagonista dell’innovazione”.

In collaborazione con Angi

A Roma l’iniziativa “Esci dal tunnel. Non bruciarti il futuro”

Roma, 22 mag. (askanews) – Inaugurata a Roma un’installazione a forma di sigaretta, lunga 14 metri e alta 3, presso Piazza San Silvestro. L’opera, che rappresenta il tunnel della dipendenza dal fumo, parte della campagna di sensibilizzazione itinerante “Esci dal tunnel. Non bruciarti il futuro” condotta da WALCE (Women Against Lung Cancer in Europe) in collaborazione con l’Unit Operativa Semplice Dipartimentale di Oncologia Medica del Policlinico di Tor Vergata di Roma, volta a porre l’attenzione sulle patologie fumo-correlate.

Silvia Novello, Presidente WALCE, ha dichiarato: “Valce ha disegnato negli ultimi 15 anni tutta una serie di iniziative e progetti che in maniera capillare e personalizzata vanno a promuovere la prevenzione primaria su diverse fasce di popolazione. Il tunnel diretto all’intera popolazione perch aperto a tutti e all’interno possibile svolgere un percorso esperienziale con tutta una serie di messaggi chiave per vivere meglio e vivere sano, quindi non soltanto focalizzati sul fumo, anche se il fumo di sigaretta il nostro primo obiettivo e lo perch l’85% dei casi di tumore polmonare sono ancora legati all’abitudine tabagica”.

Sabrina Mariotti, Referente WALCE per la Regione Lazio, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Il fumo di sigaretta in realt tra le prime cause di tumore al polmone e pu determinare il tumore del polmone a piccole che a grandi cellule ed dimostrata dal punto di vista scientifico e biologico una correlazione diretta da parte delle sostanze che si sprigionano nel fumo di sigaretta con il danno dell’epitelio della mucosa bronchiale che poi nel tempo pu determinare lo sviluppo della malattia tumorale”.

L’iniziativa permette a cittadini, sanitari, media ed istituzioni di svolgere un percorso multimediale all’interno del tunnel, accompagnati da oncologi, pneumologi e psicologi per conoscere a pieno i danni del tabacco e dei dispositivi elettronici per essere informati sui percorsi di disassuefazione, sui fattori di rischio legati al tumore del polmone e su altre malattie dell’apparato respiratorio. All’interno dell’installazione, inoltre, possibile anche sottoporsi ad un test spirometrico testimoniando, cos, anche il valore della prevenzione.

“La sensibilizzazione e l’educazione sono fondamentali, cos come cercare di tenere sempre alta l’attenzione anche da parte dei pi giovani” – afferma Vanessa Cattoi, Coordinatrice alla Camera dell’Intergruppo ‘Insieme per un impegno contro il cancro’ – “Anche l’iniziativa che viene proposta oggi da WALCE, e quindi anche il fatto di coinvolgere gli istituti scolastici proprio per cercare di sensibilizzare fin dalla giovane et, testimonia l’importanza degli stili di vita. L’incidenza che il fumo in particolar modo ha sulle patologie oncologiche un aspetto veramente importante che, anche come Intergruppo insieme per un impegno contro il cancro, stiamo cercando di portare avanti”.

La giornata inaugurale dell’iniziativa condotta da WALCE ha sottolineato l’importanza di far coesistere il tema della prevenzione con strategie di comunicazione volte a sensibilizzare la popolazione sulle conseguenze derivanti dal vizio del fumo.

Tennis, Roland Garros, Sinner nella parte di Zverev e Djokovic

Roma, 22 mag. (askanews) – Inizierà contro Arthur Rinderknech il cammino di Jannik Sinner al Roland Garros 2025 in programma dal 25 maggio all’8 giugno. È questo l’esito del sorteggio svolto a Parigi. Sinner ha pescato dal suo lato del tabellone le teste di serie più alte: l’azzurro potrebbe incrociare Draper ai quarti, poi uno tra Zverev e Djokovic in semifinale. Prima di quel round, sul cammino di Sinner potrebbe esserci Davidovich Fokina al 3° turno e uno tra Rublev e Fils negli ottavi di finale.

Parte bassa del tabellone, invece, per Lorenzo Musetti che debutterà contro un qualificato o un lucky loser. Il carrarino potrebbe incrociare Rune agli ottavi, poi il possibile quarto di finale con Fritz e la semifinale con Alcaraz. Lo spagnolo, campione in carica a Parigi, esordirà contro Kei Nishikori e al 2° turno può incontrare Luca Nardi che dovrà prima superare il debutto con Marozsan. Tra gli altri italiani in gara, spiccano diversi primi turni: Arnaldi-Auger Aliassime, Sonego-Shelton, Bellucci-Draper e Darderi-Korda. Cobolli attende un qualificato o lucky loser mentre Passaro affronterà l’olandese De Jong

Equitazione, CSIO Piazza di Siena: Azzurri, Roma vi aspetta

Roma, 22 mag. – Alla vigilia del 92CSIO di Roma – Master d’Inzeo, la Casina dell’Orologio a Piazza di Siena ha ospitato il punto stampa con gli atleti azzurri che riconoscono sempre il valore aggiunto di una ‘partita in casa’ in una cornice di fama mondiale.

Il selezionatore azzurro Marco Porro ha presentato il team azzurro che porter il Tricolore in Coppa delle Nazioni Intesa Sanpaolo di venerd 23 maggio: Giulia Martinengo Marquet, Paolo Paini, Emanuele Gaudiano e Giacomo Casadei. Presenti, insieme ai vertici FISE, il Presidente Marco Di Paola, il Segretario Generale Simone Perillo e il Direttore Sportivo Francesco Girardi, anche Arnaldo Bologni e Davide Vitale, rispettivamente il pi ‘grande’ e il pi ‘piccolo’ del concorso e i due ‘Luca’ romani Coata e Marziani.

‘Giulia un’amazzone fortissima, una delle migliori a livello mondiale. Paolo il campione italiano in carica con un cavallo eccellente che speriamo riesca ad esprimersi ai livelli che gli sono propri. Anche Emanuele un cavaliere di qualit indiscutibile, davvero uno dei pi forti… E poi c’ Giacomo: solo 22 anni gi alla sua seconda convocazione in Coppa a Piazza di Siena. Ha talento da vendere’, questa la presentazione che il selezionatore azzurro ha voluto riservare ai ‘suoi’. Un vero carburante propulsivo per un concorso dove tutti saranno concentrati per dare il meglio.

Prima volta allo CSIO Roma- Master d’Inzeo per Marco Bergomi che dal ruolo di chef d’equipe di tante compagini giovanili passa quest’anno ai senior.

‘Sono onorato ed emozionato – ha dichiarato Bergomi. – Con i senior tutta un’altra cosa: sono dei professionisti super organizzati e il mio compito, in questo caso, sar tutelare sulla loro concentrazione’.

Giacomo Casadei. ‘Essere a Piazza di Siena un grande onore e motivo di grande soddisfazione. Sono qui con due cavalli, Olivia Vls e Marbella du Chabli che sar anche quest’anno la mia scelta per la Coppa’.

Emanuele Gaudiano. ‘ la mia 14esima partecipazione a Piazza di Siena e quest’anno rientro in Coppa con un cavallo nuovo, Chalou’s Love PS, un grigio di 13 anni che si presenta a Roma davvero in forma’.

Paolo Paini. ‘Casal Dorato un cavallo eccezionale. Con un carattere particolare ma davvero un buon soldato’ – ha commentato l’emiliano Paolo Paini interrogato riguardo al proprio compagno di gara che dopo la vittoria al Campionato d’Italia si messo in grande evidenza. ‘Venerd cercheremo con tutte le nostre forze di replicare l’ottima performance della nostra prima Coppa delle Nazioni insieme a Rabat’.

Giulia Martinengo Marquet. ‘Quest’anno ho scelto, seppur a malincuore, di rinunciare ai Campionati d’Italia proprio per dare la possibilit a Delta de l’Isle di arrivare a Roma nella migliore condizione possibile. SI tratta di un cavallo straordinario e sono davvero onorata di poterlo montare. Spero sempre di essere alla sua altezza soprattutto perch per Piazza di Siena abbiamo fatto un bel percorso di avvicinamento’.

Arnaldo Bologni, ‘i miei primi quarant’anni’ a Piazza di Siena

La domanda : chiss se sapere di essere un pezzo di storia per il jumping azzurro a Piazza di Siena pi una lusinga o una irrispettosa considerazione sull’et Tanto che con quest’anno, con difronte il traguardo dei 65 (che compir ad agosto) Arnaldo Bologni festeggia i suoi ‘primi quarant’anni’ nell’ovale di Villa Borghese. E naturalmente questo non che uno tra i tanti obiettivi centrati dal fuoriclasse emiliano.

Al suo rientro in gara, a Jumping Verona dello scorso novembre dopo una lunghissima pausa dalle gare aveva ironizzato: ‘Beh, in questo periodo sono maturato ‘. Ma di sicuro ci non significa che abbia rinunciato neppure a un centimetro del suo senso dell’umorismo n del suo spirito da agonista puro.

Del resto la tempra del campione fatta proprio di questo: desiderio e capacit di mettersi in gioco per raggiungere il vertice.

‘Il nostro uno sport fantastico che ci permette di avere una carriera longeva e sempre ricca di grandissime soddisfazioni. Non c’ nessun altro sport come questo… Credo di essere la prova vivente che montare a cavallo faccia bene. L’equitazione uno sport che va praticato’.

Questo lo ‘spot romano’ per il fuoriclasse emiliano che a Roma 2025 presente con due cavalli.

‘D Mark 2 e Taylormade Mequilot PS sono due super, capaci di regalare grandi soddisfazioni’ ha raccontato. E a chi gli ha chiesto se si sentiva di dare qualche consiglio ai pi giovani, Arnaldo ha risposto con la genuinit che lo contraddistingue da sempre. ‘Quando si monta a cavallo, ogni consiglio che ci arriva da chi ci vede da terra sempre prezioso. Sia che arrivi da qualcuno con pi o meno esperienza. Serve sempre tutto…’.

Arnaldo Bologni ha firmato per l’Italia alcune pagine indelebili del migliore jumping. Partendo proprio da Roma e da Piazza di Siena, fu sua la vittoria del Gran Premio in sella a Mayday nel 1994. Una vittoria storica, che arriv dopo quella di Piero d’Inzeo del 1976, diciotto anni dopo E proprio in quello stesso anno, Bologni si impose anche sul difficile campo di Hickstead.

Piazzamenti e vittorie di primissimo rilievo non si contano davvero nella longeva carriera sportiva di questo campione: La Baule Aachen, Rotterdam, Keppelen, Dinard, Stoccolma Nel suo palmares c’ di tutto: due Olimpiadi, Barcellona 1992 e Atlanta 1996, quattro Campionati del Mondo e tre Europei.

E adesso questo incredibile quarantesimo ‘compleanno’ con Piazza di Siena dove in campo porter la sua grande esperienza – un vantaggio dell’et, questo s – e nello stesso tempo, la freschezza e lo ‘stupore’ che lo accompagnano da sempre.

Da Biella a Piazza di Siena, il sogno di Davide Vitale:

Ancora diciannovenne, compir gli anni il 28 luglio prossimo, Davide Vitale il pi giovane degli azzurri in gara, ed anche di tutti i 74 atleti al via nella 92esima edizione dello CSIO di Roma – Master d’Inzeo.

Giovane ma con un bel numero di gare al proprio attivo il giovane cavaliere biellese doc ha un approccio agonistico gi maturo e il titolo italiano Young Rider in bacheca.

A luglio sar tra le ‘carte’ azzurre al Campionato d’Europa giovanile di Riesenbeck, in Germania, e a Piazza di Siena si presenta con Lester e Earl Grey, i cavalli di punta sui quali lavora abitualmente nella sua scuderia nel biellese seguito come coah da Riccardo Pisani.

‘Sono molto felice di essere stato convocato per Piazza di Siena. sempre un passaggio importante e un’emozione trovarsi gomito a gomito con tanti campioni. un’occasione per provare a ‘rubare’ anche qualche trucco del mestiere… Anche se, l’obiettivo, una volta che si qui rimangono i risultati…’

Dopo il diploma conseguito lo corso anno al Liceo Sportivo di Biella, il giovane azzurro si dedicato completamente agli sport equestri.

‘La mia passione diventata una scelta di vita, certo , per, che entrare in gara in un campo come l’ovale di Villa Borghese suscita sicuramente sentimenti forti. Per quanto mi riguarda, tuttavia, il punto cruciale sar garantire ai miei cavalli la massima tranquillit e serenit nonostante l’impatto coreografico e del pubblico’.

In merito al cavallo a cui si sente pi legato – Davide ne ha in lavoro una decina – non c’ esitazione.

‘Earl Grey sicuramente quello che mi ha consentito di ottenere i risultati che mi hanno portato fin qui. Quindi, nonostante tutti abbiano un ruolo nelle dinamiche di scuderia, Earl Grey, in questo anno trascorso insieme ha guadagnato un posto speciale’.

Quasi al termine della sua carriera nella serie cadetta, Davide Vitale guarda con grande consapevolezza al difficile ingresso nel mondo dei senior.

‘ un passaggio complesso. Soprattutto per quello che riguarda i cavalli, un fronte sul quale sto lavorando gi da tempo per arrivare il pi pronto possibile al grande salto. Ma nel frattempo, cerco di mantenere la concentrazione. E per questo non posso non ringraziare la mia famiglia, che sponsor, aiutante, supporter… E naturalmente il mio istruttore, i tecnici e la Federazione. Se posso ambire a grandi cose anche e soprattutto grazie al loro sostegno’.

In collaborazione con FISE

III International Meeting Confprofessioni-Apri International

Roma, 22 mag. – “Confprofessioni intende guidare le Pmi nel percorso di internazionalizzazione. Per farlo, ogni impresa deve poter contare sul sostegno di professionisti qualificati: noi ci impegniamo affinch le nostre aziende acquisiscano le competenze necessarie per aprirsi a nuovi mercati. Un secondo obiettivo attrarre investimenti esteri nelle strutture italiane. Al legislatore chiediamo non solo fondi e risorse economiche, ma anche strumenti concreti di supporto: ad esempio semplificazioni per l’accreditamento all’estero, come nel Piano Mattei, e incentivi per Paesi strategici quali l’Armenia e altre aree in cui le nostre imprese possono espandersi”. Lo ha dichiarato Marco Natali, presidente della Confederazione Italiana Liberi Professionisti, nel corso della III edizione dell’Annual International Meeting, promosso da Confprofessioni e Apri International che si svolto a Palazzo Rospigliosi a Roma. All’appello del presidente Natali ha risposto Maria Elena Boschi (Italia Viva), vicepresidente della Commissione parlamentare di Vigilanza dei servizi radiotelevisivi: “L’internazionalizzazione delle PMI resa complessa dalle incertezze legate ai dazi americani, che spingono le imprese a cercare nuovi mercati. Per affrontare questa sfida servono professionisti preparati e un sostegno concreto del “sistema Paese”. In passato, con il nostro governo, abbiamo attuato garanzie pubbliche e stanziato milioni per il Piano Made in Italy, favorendo l’espansione all’estero. Fondamentale anche difendere i nostri marchi autentici contrastando l’italian sounding”. Sulla necessit di sostenere le Pmi si espresso anche Antonio Misiani (Pd), vicepresidente della commissione Bilancio al Senato: La guerra commerciale lanciata dagli Stati Uniti penalizza fortemente i Paesi esportatori come l’Italia, che intrattiene scambi significativi con il mercato americano. Per tutelare le nostre Pmi, necessario uno sforzo congiunto tra pubblico e privato volto a diversificare e difendere le quote di mercato internazionali, compensando le perdite negli Usa”. Gli obiettivi di Apri International sono stati illustrati dal vicepresidente di Confprofessioni Luigi Carunchio: “Stiamo costruendo una rete a supporto dei professionisti italiani attraverso la realizzazione di un network dove possibile sviluppare sinergie tra tutte le attivit che i professionisti stessi svolgono nell’ambito delle proprie specializzazioni e dei Paesi di riferimento dove operano per promuovere l’internazionalizzazione e l’innovazione delle imprese”. Per Giuseppe Tripoli, segretario generale Unioncamere: “Le imprese italiane stanno andando molto avanti sul fronte dell’internazionalizzazione. Basta pensare che negli ultimi 5 anni l’export cresciuto del 30% raggiungendo la cifra di 625mld di beni esportati pi 150 circa di servizi esportati. L’export aiuta le imprese a crescere anche in capacit innovativa, occorre allargare questa platea ad almeno altre 20mila imprese che sono in condizioni di poterlo fare. Il Pnrr sta aiutando questo processo, penso all’innovazione nel turismo e nei rapporti con la PA, la digitalizzazione. Sar importante che dopo giugno 2026 ci siano strumenti finanziari che continui a sostenere questo sforzo innovativo”. Le opportunit offerte dalla Zes unica del Mezzogiorno hanno caratterizzato l’intervento di Stefano Ducceschi, senior advisor Apri International: “Il Sud una straordinaria opportunit per promuovere investimenti esteri. La Zes unica del Mezzogiorno, che contiene ben otto regioni del nostro Paese, capace di attrarre risorse importanti dall’estero. I dati parlano di circa 629 autorizzazioni uniche concesse con un volume di investimenti di circa 24 miliardi di euro e 32mila nuovi addetti. Il primo luglio presenteremo la Zes unica del Mezzogiorno nell’ambasciata di Berlino, sar l’occasione per spiegare a tutta la Germania questa opportunit”. L’internazionalizzazione un processo che non riguarda solo le imprese ma anche le istituzioni, come sottolineato da Fulvio Baldi, sostituto procuratore della Corte di Cassazione: “Negli ultimi anni sono stati fatti passi in avanti importanti nella direzione dell’internazionalizzazione della giustizia. Sono stati creati organi deputati alle strutture internazionale che sono stati messi in rete tra loro. Anche la Procura generale della Cassazione ha un ufficio relazioni internazionali molto attivo. Esistono reti per i serious crime nelle indagini internazionali. Ci sono magistrati di collegamento con altri paesi. Rispetto a 20 anni fa sorta una galassia che noi stiamo percorrendo con convinzione e questo un segnale molto positivo”.

In collaborazione con Confprofessioni

Calcio, Conte: "Stagione ottima o superlativa, domani sapremo"

Roma, 22 mag. (askanews) – Notte prima degli esami per Antonio Conte. Napoli-Cagliari può significare il quarto titolo per la formazione partenopea, il decimo per l’allenatore salentino, cinque da giocatore, altrettanti da tecnico. “Si prova tanta voglia di scendere in campo, di giocarla – le parole in conferenza stampa dell’allenatore del Napoli – Veniamo da una stagione bella stressante. Potrebbe essere l’ultima che chiude una stagione in un nuovo ambiente. Sentiamo grande responsabilità, quella di regalare ai tifosi qualcosa di storico”. Il Napoli è stato di più in testa. Se finisce come tutti qui si augurano avrà vinto la squadra più forte o brava: “Io parto dalla mia esperienza che mi ha sempre detto che vincono le squadre che hanno meritato e dimostrato di più. Parliamo di 38 partite, a differenza di tornei brevi, che poi ora non sono neanche così brevi, dove lì è importante il sorteggio, trovi avversari con squalificati o infortunati, in un percorso più breve può spuntare qualcosa di diverso, ma 38 partite sono tante e delineano chi merita. Serve regolarità, di risultati, prestazioni, gestire situazioni. Nei tornei brevi hai meno tempo”. Coraggio, umiltà, resilienza o cosa per domani: “Io posso essere uno specialista in vittorie, ma anche in sconfitte. La mia carriera parla chiaro se vedete quello che ho perso, quanti finali, 3 di Champions, una di coppa del mondo, uno di Europei, una di Coppa Uefa, ve ne potrei dire tante. Io cerco di essere specialista nell’aiutare il club ed i ragazzi, poi se il nostro meglio ci porta a vincere allora è una grande soddisfazione, ma non voglio che si dimentichi che in carriera ci sono vittorie e sconfitte che mi hanno creato una scorsa molto dura ed a volte anche cattiva, che mi fa diventare cattivo a volte. Dispiace non esserci, dopo un campionato del genere vorresti essere lì, con i tuoi tifosi per guidare la squadra. C’è grande fiducia nel mio staff, come sempre, nei tifosi, nell’ambiente che ci sarà e anche se dalla tribuna il mio cuore sarà lì, anzi due cuori”. Dopo Parma era stremato: “Distrarsi diventa difficile, la distrazione mi arriva solo quando mangio. E quando dormo, se riesco a dormire; perché se ti svegli torna il pensiero. È stata una settimana corta, ma intensa, piena di emozioni. La mente porta dappertutto. Ci siamo preparati bene, sappiamo che questa è la partita più importante della stagione, ora possiamo dirlo. È quella decisiva. E decide che tipo di stagione hai avuto, se ottima o superlativa”. Situazione infortunati: “La situazione infortunati non è cambiata, sia per infortunati che per condizione. Chi ha giocato a Parma sta molto meglio di chi non ha giocato”.

"Caravaggio 2025″ fa sold out, nuove fasce apertura fino a mezzanotte

Roma, 22 mag. (askanews) – Vista la grandissima affluenza e l’interesse del pubblico per la mostra Caravaggio 2025 a Palazzo Barberini – che in meno di due mesi di apertura è andata completamente sold out – le Gallerie Nazionali di Arte Antica a Roma annunciano che da giovedì 29 maggio l’orario di apertura della mostra sarà esteso fino a mezzanotte dal giovedì alla domenica (ultimo ingresso alle 23).

Inoltre, da lunedì 3 giugno, in concomitanza con la chiusura delle scuole, il lunedì mattina l’accesso in mostra sarà permesso non solo ai gruppi ma anche ai singoli visitatori, mentre ogni martedì, da martedì 10 giugno, l’esposizione resterà aperta fino alle 22 (ultimo ingresso alle 21).

Le nuove fasce orarie saranno prenotabili online a partire da lunedì 26 maggio 2025 alle 10.

Caravaggio 2025 a cura di Francesca Cappelletti, Maria Cristina Terzaghi e Thomas Clement Salomon, realizzata in collaborazione con la Galleria Borghese, il supporto della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura e il sostegno del Main Partner Intesa Sanpaolo, è uno dei progetti espositivi più ambiziosi mai dedicati all’opera di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio (1571-1610).

Con ventiquattro dipinti provenienti da prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali – e la possibilità di visitare il Casino Boncompagni Ludovisi con un biglietto speciale legato al biglietto della mostra – l’esposizione offre un percorso unico tra opere raramente visibili e sorprendenti accostamenti, all’interno di uno spazio che testimonia il legame tra l’artista e i suoi mecenati.

Caravaggio 2025 sarà aperta tutti i giorni fino al 6 luglio 2025.

Cinema, esce "Fuori" di Martone: saluti in sala il 25 maggio a Roma

Roma, 22 mag. (askanews) – Dopo la presentazione a Cannes con lunghi applausi, “Fuori” di Mario Martone esce al cinema e domenica 25 maggio a Roma ci saranno incontri speciali con il cast in diversi cinema.

Alle ore 17 presso Eurcine Multisala, il regista, la sceneggiatrice Ippolita di Majo e l’interprete Valeria Golino saluteranno il pubblico presente in sala. Lo stesso incontro si terrà alle ore 18 presso il Cinema Greenwich, alle 19 presso il Cinema Giulio Cesare, alle 20 presso il Cinema Barberini e alle ore 20.45 presso il Nuovo Sacher dove Martone, Ippolita di Majo e Golino incontreranno il pubblico in sala al termine della proiezione; a moderare l’incontro ci sarà Nanni Moretti.

Il film è ambientato a Roma, nel 1980. La scrittrice Goliarda Sapienza finisce in carcere per aver rubato dei gioielli, ma l’incontro con alcune giovani detenute si rivela per lei un’esperienza di rinascita. Uscite di prigione, in una calda estate romana, le donne continuano a frequentarsi e Goliarda stringe un legame profondo con Roberta, delinquente abituale e attivista politica. Un rapporto che nessuno, fuori, può riuscire a comprendere ma grazie al quale Goliarda ritrova la gioia di vivere e la spinta a scrivere.

Nel cast del film, oltre a Golino, Matilda De Angelis, Elodie, Corrado Fortuna.

Lost & Found è il nuovo EP di chiamamifaro

Milano, 22 mag. (askanews) – Il 6 giugno arriva Lost & Found il nuovo EP di chiamamifaro, prodotto da Nigiri e distribuito da Sony Music Italy. Disponibile in pre save e pre order al link https://columbia.lnk.to/LOSTandFOUND

Dopo aver conquistato pubblico e critica con i singoli “Perché?”, “O.M.G.” e “Leone”, brani presentati durante la partecipazione al programma Amici, la giovane songwriter, in arte chiamamifaro, si perde e si ritrova in Lost & Found, un viaggio tra ciò che è stato, ciò che si è perso e ciò che resta di noi. In 7 brani dall’anima pop, Angelica Gori, classe 2001, canta le contraddizioni dei vent’anni: i rimpianti, le partenze, i ritorni a metà, ma anche quella voglia di mettersi in discussione senza perdere sé stessa.

L’ep si apre con Valigia, focus track del nuovo progetto e manifesto dell’intero lavoro, dove chiamamifaro vuole chiudere con il passato e fa una riflessione su cosa portarsi dietro in quello che vuole essere un nuovo punto di partenza per la cantautrice bergamasca. Il suono di LOST & FOUND è moderno, vibrante e abbraccia influenze pop, senza rinunciare alla scrittura narrativa, diretta e personale che la contraddistingue da sempre. L’artista ha firmato tutti i brani, con la collaborazione di alcuni tra i nomi più interessanti del panorama italiano, su tutti Federica Abbate e Riccardo Zanotti.

“Lost & Found è il disco a cui rivolgerti negli aeroporti, nelle stazioni, alla fine di un lungo viaggio, quando senti di aver perso qualcosa per strada. O qualcuno. Spero sempre che un disco aiuti almeno un po’ a ritrovarlo, o che regali un secondo di illusione di poterlo avere ancora, anche solo per un attimo. Non sempre si trova quello che si cerca, ma a volte si riesce a trovare qualcosa che ci si era dimenticati valesse la pena cercare” spiega chiamamifaro.

Con Lost & Found, chiamamifaro firma il suo progetto più consapevole, raccontando con delicatezza e forza quel momento in cui ci si guarda indietro per trovare il coraggio di andare avanti. Una voce capace di trasformare i ricordi in musica da custodire.

Tracklist:

1.Valigia; 2. O.M.G.; 3. Acqua Passata; 4. Leone; 5. Pezzi; 6. Perché?; 7. Casa mia

Bce: "Ora c’è un rischio che l’inflazione vada ben sotto il 2%"

Roma, 22 mag. (askanews) – “Ora c’è un rischio che l’inflazione possa cadere ben al di sotto del 2%, almeno nella restante parte dell’anno”. È l’elemento chiave tra quelli che sono stati discussi dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea nella riunione del 16 e 17 aprile, al termine della quale è stato deciso un nuovo taglio da 0,25 punti percentuale ai tassi di interesse di riferimento dell’area euro. La frase è contenuta nei verbali dell’incontro, pubblicati oggi dall’istituzione di Francoforte.

Il resoconto ribadisce che la decisione del taglio dei tassi è stata unanime e precisa che precedentemente ai nuovi dazi commerciali (quelli definiti “reciproci”) decisi dall’amministrazione Trump, alcuni componenti del direttorio avrebbero preferito mantenere lo status quo e aspettare per un eventuale nuovo taglio giugno, quando verranno aggiornate le previsioni economiche dalla Bce.

Al tempo stesso altri componenti (pochi) hanno segnalato che sarebbero stati favorevoli anche a un taglio più consistente, da 50 punti base. La considerazione chiave che comunque emerge è che i rischi di un livello inflazionistico più basso di quello auspicato dalla Bce sono aumentati, per quanto il quadro resti altamente incerto. Il quadro descritto dal documento può far presagire che la manovra di allentamento monetario prosegua anche al direttorio di giugno.

Uccisi a Gaza 16.503 bambini dal 7 ottobre. Cri: arrivati aiuti per la prima volta dopo 2 mesi

Roma, 22 mag. (askanews) – Il ministero della Sanità di Gaza ha annunciato che dal 7 ottobre 2023 sono stati uccisi a Gaza 16.503 bambini, tra cui 916 di età inferiore a un anno.

Intanto la Croce rossa ha confermato che gli aiuti umanitari sono arrivati ai residenti di Gaza da quando il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ri-autorizzato l’ingresso degli aiuti, dopo oltre due mesi. Secondo la Croce rossa, farina, alimenti per neonati e attrezzature mediche sono stati consegnati ai residenti, e parte del materiale ha raggiunto un ospedale da campo.

Ma le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno diramato un nuovo avviso di evacuazione per la Striscia di Gaza settentrionale, nell’ambito della nuova offensiva contro Hamas. In un post su X, il portavoce in lingua araba delle Idf, Avichay Adraee, ha invitato i palestinesi residenti a Sheikh Zayed, Salatin, Beit Lahiya, Jabalia e nelle città vicine a evacuare verso sud. Avichay ha avvertito che le Idf stanno operando “con grande forza” in queste aree, che sono considerate “zone di combattimento pericolose”.

Al Festival Abbabula ospiti Youssou N’Dour, Lucio Corsi e Brunori Sas

Roma, 22 mag. (askanews) – Con l’annuncio ufficiale della line-up, si alza il sipario sulla 27esima edizione di Abbabula, il più importante evento in Sardegna dedicato alla musica e alle parole d’autore. Organizzato dalla Cooperativa Le Ragazze Terribili, un’impresa culturale unica, interamente al femminile, il festival si terrà dal 16 luglio al 12 agosto in alcuni dei luoghi più suggestivi di Sassari, Sennori e Alghero. Undici serate, oltre venti artisti e un programma ricco e trasversale, per un’edizione che si conferma punto d’incontro tra eccellenze italiane e grandi nomi della scena internazionale.

Abbabula prenderà il via ufficiale il 16 luglio dalla piazza Monica Moretti di Sassari, con il live di Marco Castello, una delle figure più suggestive della nuova scena cantautorale, e si chiuderà il 12 agosto, nella stessa location, con Raphael Gualazzi & Orchestra De Carolis in una performance esclusiva, dove jazz, soul e musica classica si fonderanno in un’esperienza sonora di grande intensità.

Tra gli ospiti internazionali più attesi, Youssou N’Dour & Super Etoile de Dakar (20 luglio, Sassari), uno dei più grandi ambasciatori della musica africana nel mondo, Grammy Award per Best Contemporary World Music Album, Jota.Pê (25 luglio, Sennori), tra le voci più originali della scena portoghese, afro-brasiliana, premiato con tre Latin Grammy Awards e Fantastic Negrito (5 agosto, Sassari), artista statunitense tre volte vincitore del Grammy Award per Best Contemporary Blues Album.

Non mancheranno grandi protagonisti della canzone d’autore italiana, come Cristiano De André (31 luglio, Alghero), Brunori Sas (3 agosto, Alghero). Lucio Corsi (18 luglio, Sassari), Joan Thiele (19 luglio, Sassari) e Davide Shorty & DisOrchestra (7 agosto, Sassari). E ancora, Mirkoeilcane, Caterina Cropelli, Los Picaflores, Coca Puma, Donato Cherchi, Francesco Piu, Valucre, Dave Moica e i dj set di Orofino b2b Zanghì, Federico Bonetti, Neia Dendê, Santa Maria de la Psicodelia.

Il 17 luglio, inoltre, debutterà a Sassari “L’Ultima Luna”, l’emozionante omaggio a Lucio Dalla firmato dalla Disorchestra: non un semplice tributo al grande cantautore, ma un atto d’amore, una riscrittura collettiva, poetica e sorprendente, del suo universo sonoro, orchestrata da giovanissimi studenti e diplomati del Conservatorio di Sassari.

I biglietti per le serate sono disponibili nella sede della cooperativa Le Ragazze Terribili, in via Roma 144 a Sassari, dove sarà possibile utilizzare 18app e Carta del Docente, presso l’Atelier#3 in via Carlo Alberto 84 ad Alghero (solo per le date algheresi del Festival) e nelle biglietterie del circuito TicketOne, Ticketmaster e Box Office. È attiva la info-line 079278275 e la mail info@leragazzeterribili.com.

Ucraina, in Cremlino: al momento nessun accordo sui negoziati in Vaticano

Roma, 22 mag. (askanews) – Non ci sono accordi per lo svolgimento di negoziati sulla questione ucraina in Vaticano. Lo ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “No, non ci sono stati accordi su questo”, ha detto Peskov, rispondendo alla domanda se ci fossero nuove informazioni sui prossimi negoziati tra le delegazioni di Ucraina e Russia. Non ci sono accordi specifici sui prossimi negoziati per la risoluzione del conflitto in Ucraina, ha aggiunto Peskov.

Tutte le parti interessate vogliono realizzare rapidamente lo scambio di prigionieri tra Russia e Ucraina secondo la formula “1000 per 1000”, ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. “Si tratta di una questione piuttosto laboriosa. Lì, ovviamente, si sta lavorando per scambiare nomi specifici. Dato che stiamo parlando di mille per mille, ovviamente ci vuole del tempo. Questo lavoro continua, ma, ancora una volta, è piuttosto rapido. Tutti sono interessati a farlo il più rapidamente possibile”, ha detto Peskov quando gli è stato chiesto se lo scambio di prigionieri avrebbe avuto luogo questa settimana.

Sono in corso i lavori per attuare gli accordi raggiunti tra Russia e Ucraina a Istanbul, ha aggiunto il portavoce.

Zelensky: russi non mostrano alcun segno di cessate il fuoco, manteniamo necessarie attività combattimento

Roma, 22 mag. (askanews) – “Le operazioni d’assalto russe continuano e le nostre forze mantengono tutte le necessarie attività di combattimento. La situazione più tesa persiste nella regione di Donetsk, soprattutto in direzione di Pokrovsk. Continuiamo inoltre le operazioni attive nelle regioni di Kursk e Belgorod; questa è la nostra difesa attiva ed efficace delle regioni di Sumy e Kharkiv”, ha scritto oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul suo account X.

“Purtroppo, i russi non mostrano alcun segno di cessate il fuoco e non sono ancora pronti a porre fine alla guerra”, ha aggiunto il leader ucraino.

Tennis, Matteo Berrettini salterà il Roland Garros

Roma, 22 mag. (askanews) – Matteo Berrettini salterà il Roland Garros 2025. Il 29enne romano, attuale n.28 del ranking, in lacrime dopo il ritiro contro Casper Ruud agli Internazionali BNL d’Italia dieci giorni fa, è dunque nuovamente costretto a rinunciare allo Slam parigino che ha giocato per l’ultima volta nel 2021. In quell’occasione aveva raggiunto per la prima volta la seconda settimana, fermato solo da Novak Djokovic, con più di qualche rimpianto, nei quarti di finale. Nelle precedenti partecipazioni Matteo era stato sconfitto due volte al terzo turno (2018 e 2020) e una al secondo (2019).

Berrettini si era infortunato nel corso del secondo set del match di secondo turno alla Caja Magica di Madrid contro lo statunitense Giron: portato comunque a termine vittoriosamente quell’incontro, si era poi dovuto ritirare nel turno successivo contro il britannico Draper dopo aver perso il primo set.

Tornato a giocare al Foro Italico dopo tre anni d’assenza, Matteo aveva battuto il britannico Fearnley ma poi nel turno successivo si era dovuto nuovamente ritirare all’inizio del secondo set contro Ruud.

Non è la prima volta che l’azzurro ha a che fare con un infortunio del genere: gli era già accaduto all’Australian Open e alle Nitto ATP Finals nel 2021 e ancora a Monte-Carlo nel 2023.

La Corte Costituzionale: entrambe le madri posso riconoscere il figlio nato da procreazione assistita

Roma, 22 mag. (askanews) – E’ incostituzionale vietare il riconoscimento di un figlio, nato in Italia grazie alla procreazione medicalmente assistita (PMA) praticata all’estero, da parte di entrambe le madri di una coppia omosessuale. Riconoscere come madre solo la donna che ha partorito e non la cosiddetta madre intenzionale, che ha prestato il consenso alla pratica fecondativa, viola gli articoli 2, 3 e 30 della Costituzione. Lo ha stabilito la Corte Costituzionale con la sentenza numero 68, depositata oggi, che ha ritenuto “fondate” le questioni di legittimità costituzionale sollevate dal Tribunale di Lucca.

“L’articolo 8 della legge sulla fecondazione assistita, la numero 40 del 2004, è costituzionalmente illegittimo nella parte in cui non prevede che anche il nato in Italia da donna che ha fatto ricorso all’estero, in osservanza delle norme ivi vigenti, a tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) abbia lo stato di figlio riconosciuto anche della donna che, del pari, ha espresso il preventivo consenso al ricorso alle tecniche medesime e alla correlata assunzione di responsabilità genitoriale”, si legge nel comunicato della Consulta.

“La Corte, dopo aver precisato che la questione non attiene alle condizioni che legittimano l’accesso alla PMA in Italia – viene spiegato nella nota – ha ritenuto che l’attuale impedimento al nato in Italia di ottenere fin dalla nascita lo stato di figlio riconosciuto anche della donna che ha prestato il consenso alla pratica fecondativa all’estero insieme alla madre biologica non garantisca il miglior interesse del minore e costituisca violazione: dell’articolo 2 della Costituzione, per la lesione dell’identità personale del nato e del suo diritto a vedersi riconosciuto sin dalla nascita uno stato giuridico certo e stabile; dell’articolo 3 della Costituzione, per la irragionevolezza dell’attuale disciplina che non trova giustificazione in assenza di un controinteresse di rango costituzionale; dell’articolo 30 della Costituzione, perché lede i diritti del minore a vedersi riconosciuti, sin dalla nascita e nei confronti di entrambi i genitori, i diritti connessi alla responsabilità genitoriale e ai conseguenti obblighi nei confronti dei figli”.

“La dichiarazione di illegittimità costituzionale si fonda su due rilievi: la responsabilità che deriva dall’impegno comune che una coppia si assume nel momento in cui decide di ricorrere alla PMA per generare un figlio, impegno dal quale, una volta assunto, nessuno dei due genitori, e in particolare la cosiddetta madre intenzionale, può sottrarsi; la centralità dell’interesse del minore a che l’insieme dei diritti che egli vanta nei confronti dei genitori valga, oltre che nei confronti della madre biologica, nei confronti della madre intenzionale”, osserva la Consulta.

“Dalla considerazione di questi fondamenti discende che il mancato riconoscimento fin dalla nascita dello stato di figlio di entrambi i genitori lede il diritto all’identità personale del minore e pregiudica sia l’effettività del suo diritto di essere mantenuto, educato, istruito e assistito moralmente dai genitori, nel rispetto delle sue capacità, delle sue inclinazioni naturali e delle sue aspirazioni” sia il suo “diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”, conclude la Consulta.

Successo di Peroni Nastro Azzurro agli Internazionali di Tennis BNL

Roma, 22 mag. (askanews) – Una grande festa di sport e allegria, Peroni Nastro Azzurro ha debuttato nel mondo del tennis agli Internazionali BNL d’Italia all’insegna dello stile e dell’italianit. The House of Peroni Nastro Azzurro ha accolto il grande pubblico del Foro Italico in un mix di intrattenimento, convivialit e gusto.

Viviana Manera, Marketing Director Peroni Nastro Azzurro: “I risultati di questa edizione degli Internazionali BNL d’Italia sono stati al di sopra delle aspettative e si sono registrati sicuramente pi ospiti degli scorsi anni, un pi 10 % anche rispetto alle attese e The House of Peroni Nastro Azzurro che era al centro del villaggio ha raccolto tantissimi dei tifosi che erano venuti a vedere questa competizione sportiva. Siamo molto fieri di questa sponsorizzazione, di questa partnership perch chiaramente il mondo dello sport fa parte del DNA di Peroni Nostro Azzurro”.

Il brand, infatti, aggiunge il tennis ad un percorso gi intrapreso, che lo ha visto protagonista nell’ambito delle sponsorizzazioni sportive anche in altre discipline come Formula 1 e la Ferrari al gran premio di Monza, il Rugby con il 6 Nazioni e ora il tennis.

“Nastro Azzurro la birra italiana pi amata al mondo – continua Manera – queste competizioni, questo genere di sport e di competizioni, raccolgono tantissimi tifosi appassionati, sia italiani ma soprattutto stranieri. La nostra volont di accogliere tutte queste persone in un contesto in cui possiamo far vivere l’ospitalit italiana tipica di Peroni Nostro Azzurro e chiaramente di far assaggiare la birra che nel loro Paese gi conoscono molto bene”.

Ospite d’eccezione e grande protagonista al Foro Italico di Roma la campionessa Sara Errani. ” stato molto piacevole averla con noi, si prestata, creato dei contenuti, stata presente al The House of Peroni Nastro Azzurro. Questa con Sara Errani e poi chiss magari anche con altre giocatrici sicuramente una collaborazione che vogliamo mantenere, ci crediamo molto”, ha aggiunto la direttrice del marketing del brand.

C’ poi un calendario ricco di eventi di musica e intrattenimento per l’estate 2025 legati a Nastro Azzurro Stile Capri, la birra a basso contenuto alcolico ideale per aperitivi e calde serate estive.

Nuovi negoziati tecnici tra Ucraina e Russia in Vaticano già la settimana prossima

Roma, 22 mag. (askanews) – Nuovi negoziati tecnici tra Ucraina e Russia potrebbero tenersi in Vaticano già la settimana prossima, secondo il presidente finlandese Alexander Stubb, come riporta l’emittente Yle.

Il presidente della Finlandia ha sottolineato che gli Stati Uniti non si sono tirati indietro dal loro ruolo di mediatore nella risoluzione delle azioni militari della Russia contro l’Ucraina. “Adesso ci sono più mediatori: prima, solo gli Stati Uniti svolgevano quel ruolo, ma ora anche l’Europa è coinvolta”, ha osservato Stubb.

Secondo una ricostruzione del Wall Street Journal, intanto, Trump ha detto ai leader europei nel corso di una telefonata che il presidente russo Vladimir Putin non è pronto a porre fine alla guerra in Ucraina perché convinto che la vittoria militare sia ormai a portata di mano. Il quotidiano ha citato tre fonti a conoscenza della conversazione. Questa è stata la prima volta che ha ammesso ciò che i leader europei sapevano da tempo, in netto contrasto con le sue numerose affermazioni pubbliche secondo cui Putin desidera sinceramente la pace. Durante la prima telefonata di Trump con il premier britannico Keir Starmer, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, il 18 maggio, il giorno prima del suo colloquio di due ore con Putin, Trump ha lasciato intendere che avrebbe potuto imporre sanzioni se Putin si fosse rifiutato di aderire al cessate-il-fuoco.

Tuttavia, il giorno successivo, dopo la telefonata di Putin, Trump ha cambiato nuovamente posizione e fatto marcia indietro su ulteriori sanzioni, affermando di voler evitare che gli Stati Uniti intervenissero nel fermare il conflitto.

Omicidio a Washington, Netanyahu: prezzo della dilagante istigazione contro Israele

Roma, 22 mag. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito la sparatoria a Washington in cui sono stati uccisi due dipendenti dell’ambasciata israeliana un “orribile omicidio antisemita”. “Stiamo assistendo al prezzo orribile dell’antisemitismo e alla dilagante istigazione contro Israele. Le accuse di sangue contro Israele si pagano con il sangue”, ha aggiunto.

“Ho dato disposizioni affinché vengano rafforzate le misure di sicurezza presso le missioni israeliane in tutto il mondo e venga aumentata la protezione per i nostri rappresentanti all’estero”, ha concluso il premier.

Il ministro per gli Affari della Diaspora israeliana, Amichai Chikli, ha affermato che coloro che hanno usato lo slogan “Liberate la Palestina” dopo l’attacco di Washington in cui sono stati uccisi due dipendenti dell’Ambasciata israeliana “non stanno solo riecheggiando l’antisemitismo, ma stanno legittimando l’assassinio di ebrei e israeliani”.

Ha poi chiesto di “considerare responsabili i leader occidentali irresponsabili che sostengono questo odio”, citando i leader mondiali che hanno condannato l’offensiva estesa di Israele a Gaza questa settimana: il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il primo ministro canadese Mark Carney. “Tutti hanno, in modi diversi, incoraggiato le forze del terrore attraverso la loro incapacità di tracciare linee rosse morali. Questa codardia ha un prezzo, e quel prezzo si paga con il sangue ebraico”, ha aggiunto.

Mattarella: biodiversità minacciata da attività poco lungimiranti, guardare ai giovani

Roma, 22 mag. (askanews) – “La natura ci ha offerto la ricchezza della biodiversità: un’armonia millenaria tra le forme di vita del pianeta, capaci di adattarsi nel tempo alle sfide climatiche, geologiche e ambientali. Un equilibrio seriamente minacciato, negli ultimi decenni, da un impatto di attività umane poco lungimiranti, che hanno compromesso lo stesso ambiente in cui vive l’uomo, oltre a mettere a rischio la sopravvivenza di numerose specie animali e vegetali, generando preoccupanti effetti a catena sull’intero sistema vivente. Il tema scelto quest’anno per celebrare la Giornata Mondiale della Biodiversità – “Armonia con la Natura e Sviluppo Sostenibile” – richiama l’urgenza di ripensare il rapporto umanità-natura, promuovendo modelli di crescita capaci di coniugare sviluppo economico e tutela della vita sul pianeta”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione diffusa dal Quirinale.

“Il valore della biodiversità è al centro delle strategie internazionali per uno sviluppo sostenibile e l’Italia ha compiuto passi significativi in termini di principio, affermando con chiarezza, attraverso la riforma dell’articolo 9 della Costituzione avvenuta nel 2022, che ‘la Repubblica tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni'”, ha ricordato Mattarella, concludendo: “La preoccupazione dei giovani per il futuro del pianeta va guardata con considerazione: la loro coscienza ambientale, fondata su rispetto, responsabilità e impegno quotidiano, è una risorsa essenziale per una società più consapevole, che sappia custodire e valorizzare la ricchezza della biodiversità, nell’interesse dell’umanità”.

Nato, Rutte: il 2% per difesa "non sarà minimamente sufficiente"

Milano, 22 mag. (askanews) – Il segretario generale della NATO Mark Rutte ha accolto ieri il Primo Ministro dei Paesi Bassi, Dick Schoof, al quartier generale della NATO. I leader hanno avuto “proficue discussioni” sull’aumento della spesa per la Difesa, sul sostegno all’Ucraina e sul prossimo Vertice Nato all’Aia. Lo rende noto l’Alleanza.

Rutte ha ringraziato i Paesi Bassi per il loro costante contributo alla difesa collettiva dell’Alleanza, svolgendo “un ruolo fondamentale nel rafforzamento dell’Alleanza” nei tre domini: a terra, in cielo e in mare. Ha inoltre ringraziato il Primo Ministro per “l’eccellente collaborazione” nell’organizzazione del prossimo vertice Nato all’Aia.

Il segretario generale ha accolto con favore – proseguonno dalla Nato – gli sforzi per investire in forze terrestri modernizzate e capacità all’avanguardia, incluso lo stanziamento di oltre 1 miliardo di euro per espandere l’industria della difesa olandese. Allo stesso tempo, ha esortato tutti gli Alleati a investire ancora di più, anche nell’industria della difesa e in settori correlati alla difesa come infrastrutture e resilienza. “Il 2% non sarà minimamente sufficiente a raggiungere gli obiettivi di capacità che gli Alleati concorderanno presto”, ha dichiarato Rutte.

Riguardo all’Ucraina, Rutte ha ringraziato i Paesi Bassi per la loro “impressionante” offerta di 3,5 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina nel 2026, inclusi 100 milioni di euro per il Pacchetto di Assistenza Globale della NATO. “I vostri contributi sottolineano chiaramente il vostro impegno a lungo termine per la sovranità e la sicurezza di Kiev. Questa è una priorità che condividiamo tutti”, ha sottolineato.

Due dipendenti dell’ambasciata di Israele uccisi a Washington. Trump: è antisemitismo

Roma, 22 mag. (askanews) – Due dipendenti dell’Ambasciata israeliana a Washington sono stati colpiti e uccisi fuori da un evento al Capital Jewish Museum della capitale Usa, durante un evento ospitato dal Comitato ebraico americano si svolgeva all’interno. Lo scrive il New York Times. “Due membri del personale dell’ambasciata israeliana sono stati uccisi senza senso stasera vicino al Museo ebraico di Washington DC”, ha scritto Kristi Noem, il segretario della sicurezza interna, sui social media. “Stiamo indagando attivamente e lavorando per ottenere più informazioni da condividere. Per favore pregate per le famiglie delle vittime”.

Il sindaco di Washington, Muriel Bowser, ha detto che la sparatoria ha avuto luogo poco dopo le 21 locali. “Voglio essere chiara – ha detto in una conferenza stampa – che non tollereremo questa violenza o questo odio nella nostra città. Non tollereremo alcun atto di terrorismo e staremo insieme come comunità nei prossimi giorni e settimane” contro l’antisemitismo.

La polizia ritiene che un singolo sospettato sia stato responsabile della sparatoria ed è stato visto camminare davanti al museo prima della sparatoria. Poi è entrato nel museo dopo la sparatoria ed è stato trattenuto dagli agenti di sicurezza. “Palestina libera, libera”, ha detto il sospetto mentre era in custodia, secondo Pamela A. Smith, il capo del dipartimento di polizia metropolitana. Il sospettato è stato identificato come Elias Rodriguez, 30 anni, di Chicago.

Il procuratore generale Pam Bondi ha pubblicato sui social media che era “sulla scena dell’orribile sparatoria fuori da Washington, D.C. Capital Jewish Museum”, insieme all’avvocato statunitense ad interim per Washington, Jeanine Pirro. “Preghiamo per le vittime di questa violenza mentre lavoriamo per saperne di più”, ha scritto Bondi.

Tal Naim Cohen, portavoce dell’ambasciata israeliana, ha scritto sui social media che i due membri dello staff sono stati freddati “a distanza ravvicinata”. Il presidente Usa Donald Trump ha definito “chiaramente basati sull’antisemitismo” le uccisioni di due dipendente dell’Ambasciata israeliana a Washington. “Questi orribili omicidi a Washington D.C., chiaramente basati sull’antisemitismo, devono cessare ORA!”, ha scritto Trump sul suo social network Truth. “L’odio e il radicalismo – ha proseguito – non hanno posto negli Stati uniti. Le mie condoglianze alle famiglie delle vittime. È così triste che possano accadere cose simili! Dio vi benedica tutti!”

Per i Popolari europei è tempo di scelte coraggiose

Veniamo da una scuola e da un filone culturale che si basava sul principio che dovesse essere la politica a guidare i processi economici e sociali, preparare un’agenda e, con processi democratici, convincere la maggioranza dei cittadini più ampia possibile della direzione da prendere. Oggi, fra social media, crescente diseducazione, disinformazione, un dibattito politico degradato, sembra impossibile. Basta vedere i risultati elettorali di domenica scorsa in Polonia, Romania e Portogallo. Vero è che c’è stato un successo delle forze europeiste, ma in Romania l’estrema destra filorussa e antiUe è al 46%, con i rumeni in Italia, Germania, Spagna e Francia a votare in massa per il candidato filo Putin. In Portogallo, l’estrema destra è forte quanto i socialisti e il PPE si ritroverà a fare – di nuovo – un governo di minoranza. In Polonia, la coalizione di governo è sì arrivata prima alle presidenziali, ma sommate insieme, le tre diverse destre polacche superano il 50%. Vedremo al ballottaggio di inizio giugno cosa accadrà, ma non c’è ottimismo.

In tutta Europa, da anni, la destra anti Unione cresce e non si vedono margini per arrestate un’ondata populista che ha come effetto quello di disgregare la società e ostacolare o, quantomeno, rallentare il lavoro delle Istituzioni europee. 

In questo contesto, la maggior parte delle forze popolari ha accordi elettorali o di governo con la destra. Sembra necessario uno sforzo per capire cosa fare, senza ipocrisie, delineando una strategia. In attesa di tempi migliori, è questo il destino dei Popolari europei? Guidare quando sono forti e, in realtà dove è difficile raccogliere consenso, aggregarsi alle forze conservatrici se non reazionarie? Non ci sono risposte facili e valide per tutti i 27 Stati membri. Certo, governare è fondamentale. Inoltre, dovunque i populisti sono andati al governo hanno poi visto sgonfiare se non crollare il proprio consenso. Lo stesso Regno Unito, dopo la Brexit, adorata non a caso da tutti gli antieuropeisti, è tornato sui suoi passi e lunedì ha iniziato un nuovo processo di cooperazione con l’Ue. Dato che fa più rumore un albero che cade rispetto a una foresta che cresce, questa notizia è passata quasi inosservata. L’alternativa, cioè un accordo con le forze socialiste è problematica: sono senza narrativa e identità, rischiano di trascinare, nel grigio di un governo di compromesso, anche i programmi e i principi dei popolari.

Nella confusione del nuovo equilibrio geopolitico globale che si prefigura, i popolari europei per essere incisivi devono partire da tre priorità: concretezza delle proposte politiche, solida preparazione della classe dirigente e, soprattutto, schiena dritta, non rinunciando ai propri valori. È la sfida di una generazione che da questo sarà misurata non solo alle elezioni, ma dalla storia.

Tregua negata, accordo impossibile: la pace smarrita tra le righe della politica

Le preghiere del mondo sono aggrappate a due parole che in genere sembrano congegnate per andare sotto braccio e che invece grazie alla politica mondiale sembrano diventate antitetiche.

Tregua e accordo sono i binari su cui potrebbe correre la pace in linea parallela e che invece sembrano messi a terra per divergere fino a bloccare in partenza i buoni propositi. Il bisticcio è tutto se debba intervenire prima l’una o l’altra.

La tregua richiama il tremore con cui il mondo procede davanti ad una sosta di guerra, come facesse paura, un incubo da evitare con il cinismo che si richiede. Stare su un trespolo a riposarsi con il rischio che i muscoli si raffreddino e si perda il filo delle mazzate da darsi è idea buona solo per chi vive di delirio fuori dalla realtà.

Può darsi che i potenti del mondo mostreranno di infischiarsene dell’invito alla pace di Papa Leone XIV, magari solo per un periodo temporaneo, una sorta di tregua di Dio, quella che una volta si osservava nei secoli scorsi per rispetto religioso in presenza di particolare festività come il Natale o la Pasqua. 

La Chiesa non esiterebbe oggi a tirar fuori dal cilindro una festività da osservare per tentare di dare respiro alla memoria della guerra, così che possa ricordare che è un bel po’ che è in campo ed è forse l’ora di prendere un minimo di fiato per poi ripartire nefastamente magari con maggiore slancio.

Di fondo, il pericolo della guerra è che diventi silenziosamente un vizio al quale è difficile rinunciare, un abituale modo di relazionarsi che non conosce sostituti di pari efficacia. 

D’altronde “non far tregua coi vili” è un monito usato da ogni contendente per motivarsi a continuare a spararsi addosso.

Si discute dunque circa un accordo che non convince nessuno perché nelle gole dei belligeranti manca l’armonia delle note e delle intenzioni. 

Si percepiscono solo suoni stonati di sentimenti disgiunti l’uno dall’altro. La radice latina di cuore è “cor-cordis” ed è appunto il saper tendere le corde al punto giusto con le opportune chiavette, in ritrovata assonanza con il prossimo. E’ operazione che consentirebbe la fine anche momentanea della guerra e riannoderebbe le corde e battiti ad oggi spezzati.

Se parlare di “fine” è qualcosa che stride all’anima, ci si potrebbe accontentare di ricorrere ad una sospensione. “… finalmente, con molte sospensioni, con molti ohimè, le raccontò il miserabile caso” scriveva Manzoni e di tragica vicenda si può parlare di una incapacità di pervenire appunto ad un accordo. 

Ci vorrebbe maggiore fantasia, l’arte di superarsi e di andare oltre gli schemi convenzionali di ragionamento. Potrebbe impararsi dal jazz e rubare, da quello stile, l’invenzione di un nuovo procedere. Andare fuori margine rispetto ai canoni classici della musica e dell’ispirazione può essere la via di salvezza per avere una prima notte di quiete.

Ostilità è una parola curiosa e che invita a più letture. L’hostis in antichità era lo straniero ed anche il nemico da temere. Con ugual radice è l’ostia dei Cristiani che ha però l’opposto significato di “vittima”, mentre la città di Ostia designa in origine il nome di “porta”.

Si potrebbe intendere che ciascuno può assumere la veste di nemico e di vittima a seconda della prospettiva con il quale lo si guardi e che c’è però una porta di accesso che può ricondurlo ad una sola unità di lettura che è quella della sua sacrale umanità.

Virgilio insegnava che se il coraggio si fonda sulla coscienza allora si deve avere il coraggio di lottare. Era una citazione da tempi più nobili degli attuali. Ora andrebbe ribaltata: si dovrebbe avere il coraggio di lottare per ritrovare quel tanto di coscienza per accettare la pace anche masticando amaro, un sapore utile per digerire bocconi indigesti.

Il rumore degli spari è una composizione troppo facile da eseguire, è noiosa, non fosse altro perché è sempre la stessa. I morti, sia ben chiaro, fanno sempre gli stessi segni sul pentagramma.

Difesa europea tra realtà e retorica

L’aggressione russa all’Ucraina ha posto l’Europa di fronte ad una dura realtà, che pareva dimenticata dopo decenni di pace sul suo territorio: la possibilità della guerra, di nuovo, dentro i suoi confini.

Per la verità, già nell’ultimo decade dello scorso secolo l’implosione della Jugoslavia e il successivo intervento NATO avevano riportato sul suolo del continente distruzioni e tragedie che – prima volta nella storia – erano state risparmiate ai popoli europei per alcuni lustri vissuti nella pace e nello sviluppo oltre che nella libertà. Ma in un qualche modo la risistemazione del mosaico balcanico, per quanto ancora oggi non completamente stabile (come qui si è osservato in un recente articolo) ha contribuito ad un qual certo oblio di quegli eventi. Sino ad ora. Sperando che nuovi sviluppi, sempre possibili, non impongano un loro ripasso storico.

Fu comunque anche in seguito a quell’intervento della NATO che, dopo l’11 settembre e la successiva guerra americana in Iraq, gli Stati Uniti cominciarono a porre sul tavolo la questione di un riproporzionamento delle spese di gestione dell’Alleanza Atlantica. Già con Bush jr. e poi con Obama venne avanzata la richiesta ai partner europei di un loro maggior contributo finanziario, motivato dalla necessità statunitense di impegnare maggiori forze nell’area dell’estremo oriente e dell’oceano Pacifico a fronte della sempre più intensa assertività cinese, favorita dall’imponente crescita economica del Dragone determinatasi nei primi due decenni del nuovo millennio.

Un accordo che poi, con Trump alla Casa Bianca e dopo con Biden, è stato individuato nel 2% del PIL di ogni singolo paese aderente, essendo nel frattempo aumentati – fra l’altro – gli stati membri in seguito alla fine dell’impero sovietico e della sua alleanza militare conosciuta come Patto di Varsavia. Un impegno però assolto non da tutti, e anzi per un lungo periodo da pochi. Ora però con il ritorno di Trump a Washington la richiesta americana (accompagnata, nello stile ruvido e spaccone del tycoon da minacce di disimpegno non solo ipotetico) è stata elevata ad un improbabile 5%, percentuale che presumibilmente è stata indicata per raggiungere poi un pur sempre impegnativo, ma un po’ meno, 3,5%. Se ne parlerà nel concreto al prossimo summit dell’Alleanza che si terrà a l’Aia il prossimo mese. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha già detto che il 5% è il target finale, ma in un arco di tempo dilatato. Ragion per cui è ipotizzabile che la trattativa verterà su un 4% poi mediato al 3,5% e da conseguire in tempi sufficientemente brevi (2/3 anni) associato alla riduzione degli effettivi USA (e dunque dei loro costi) in Europa, mentre quest’ultima, in contemporanea, attraverso il programma di riarmo recentemente stabilito aumenterà le proprie autonome spese militari.

Sono tutte risorse economiche e finanziarie che vengono sottratte al welfare per venire bruciate nel settore degli armamenti. Una dura realtà determinata dal neo-imperialismo russo. Ma anche dalla nuova postura americana, decisamente meno concentrata sull’Europa – come fu lungo tutto il periodo della Guerra Fredda – e molto maggiormente focalizzata sul confronto con la Cina, da un’altra parte del mondo.

Ora, è evidente che l’apprensione circa le “tentazioni” (o “ambizioni”?) di Mosca è maggiore nell’oriente europeo, ovvero nei paesi che sino all’89/91 furono parte dello schieramento situato al di là della Cortina di Ferro: non è un caso che la Polonia, il più grande fra questi, abbia votato già ora un bilancio che dedica alla Difesa proprio il 5% del PIL.  La percezione della possibile minaccia è differente fra est e ovest d’Europa, è evidente. Ma in una certa misura essa sta raggiungendo anche le capitali occidentali, e a tal proposito le recenti indiscrezioni sull’interessamento russo alla Finlandia non possono che accelerare questo percorso: e così Berlino ha deciso di infrangere un tabù, rivedendo il tetto al debito del bilancio, per rafforzare il proprio apparato militare superando ritrosie e timori durati 80 anni; Parigi evoca il proprio status nucleare, eventualmente a protezione di tutti gli europei (ma saldamente da essa controllato); Londra utilizza la circostanza per “riagganciare” in un qualche modo l’UE nel dopo Brexit. E’ inevitabile che pure Roma e Madrid, per limitarci qui alle altre grandi capitali, si debbano adeguare alla nuova situazione venutasi a determinare.

L’Unione Europea è posta di fronte a una realtà difficile da contestare: ovvero che dal 1945 il continente è stato protetto dal sistema di deterrenza militare approntato dagli USA. Ora esso verrà, in parte, ridotto e dunque dovrà essere mantenuto con un maggior impegno economico dei paesi del continente. A partire da questa considerazione, e poi dai suoi sviluppi concreti, occorrerà però che – oltre il Readiness 2030 – si avvii da subito quell’indispensabile percorso di razionalizzazione e sinergia fra le diverse Forze Armate nazionali che consentirebbe sicure riduzioni delle spese, assolutamente indispensabili, oltre che maggiore efficienza complessiva. Ma che solo una maggiore integrazione politica, e conseguentemente militare, potrà garantire. Dunque, come si vede, alla fine sempre a quel punto si arriva: l’unità politica europea è indispensabile. Ma resta molto lontana, molto difficile da raggiungere.

Le parole sono armi spuntate (ma possono ancora ferire)

Parliamo prima dell’abito che del monaco-laico-pensatore: questo è un bel volume anche per la veste che la casa editrice ‘Liberilibri’ gli ha dato. E’ un piacere sfogliarlo e questa sensazione tattile gioca la sua parte ma quando lo apriamo per scoprirne il contenuto l’autore si riprende la centralità della scena.

Se l’obiettivo del libro di Filippo Facci è quello descritto dall’autore a pagina 37 dell’introduzione, cioè “spaventare, allarmare e far desiderare di lanciarlo dall’ altra parte della stanza”, non si può consigliare al lettore di tenerlo sul comodino, pena rimuginamenti interiori e notti insonni. Ma se scopo dellalettura è quello di suscitare riflessioni e uso del pensiero critico per riconsiderare con un approccio nuovo e diverso le metaforedella vita e le descrizioni che le accompagnano, da quello generalmente ricorrente nell’immaginario collettivo, allora questo ‘Dizionario del politicamente (s)corretto’ è un libro che vale la pena di scoprire.

L’autore punta l’indice contro i luoghi comuni del pensare, prevalentemente contro la cd. ‘cultura woke’ ma non solo: pur non annoverandoli tra le proprie citazioni si può scorgere tra le righe l’influenza esercitata dai detrattori della violenza simbolica perché ‘non guarda veramente dentro le cose chi non guarda dentro le parole: e chi guarda dentro le parole é condannato a combatterle, deve misurarsi col proprio spirito autocritico e con l’ossessione metalinguistica che, in ciascun senso della parola, vede la stanchezza di un senso potenzialmente diverso’. Banalmente, fondamentalmente la prima forma di violenza simbolica e di annichilimento collettivo sta dentro l’ordine delle cose, per come si presenta.

Ancora una volta la parola si posiziona al centro della riflessione di Facci: che sia usata sbadatamente o con disinvoltura, che sia frutto di un pensiero pensato piuttosto che di un pensiero pensante essa precede la realtà e la descrive, ne è sintesi estrema, infatuazione effimera, affabulazione devastante. 

Qui non c’entra solo la politica – nella cornice del politicamente (s)corretto – la riflessione è più ampia e abbraccia una dimensione collettiva, considera l’abbandono della ragionevolezza e della difficile strada della capacità di essere critici e autonomi nel porsi di fronte alla realtà: sul patibolo dunque l’autore mette fin da subito quelli che definisce gli ‘idioti’. 

Costoro sono quelli che pensano, per esempio, che lo sviluppo della tecnologia e della cultura si accompagni anche a uno sviluppo etico: non è vero, perché lo sviluppo della tecnologia ècumulativo (ogni scoperta si aggiunge al patrimonio di conoscenze precedenti) mentre lo sviluppo etico non è cumulativoper niente. 

Lo spiega bene l’economista Carlo Maria Cipolla: Non è che uno diventi necessariamente migliore di suo padre e di suo nonno, in fondo cominciamo sempre da capo. Il migliore dei nostri non èdetto che sia eticamente migliore di un greco dell’epoca di Aristotele. Da troppo tempo parliamo inseguendo l’uso e la comprensione di stilemi linguistici che pensiamo adeguati ma non ci riusciamo perché siamo preda di alfabeti di basso profilo semantico, l’uso ossessivo delle tecnologie non ci è di aiuto perché nel circuito delle comunicazioni verbali e iconiche siamo tutti appiattiti su una deriva verso il basso: in questo modo le parole non assumono il significato che vorremmo dar loro ma quello semplificato di un cortocircuito impoverito e riduttivo. Forse ne usiamo sempre meno, immaginando di comprenderci mentre in realtà l’incomunicabilità è un segno persino paradossale dei tempi e finiamo con il naufragare nel mare magnum di una ortodossia riciclata e poco consapevole.

Filippo Facci propone un dizionario esteso e variegato di espressioni lessicali, sono ben 284 in ordine alfabetico, da ‘accoglienza’ a ‘zoppo’ e dentro ci stanno vocaboli che usiamo o che sentiamo di frequente pronunciare.

E’ la libera deduzione di un libero pensatore che ritiene che le parole alimentino metafore poco consapevoli e convincenti perché la realtà è spesso avvolta e mistificata nella sua superficiale rappresentazione.

Siamo in presenza di una società dello sproloquio collettivo che ci rende succubi della globalizzazione dei linguaggi e della retorica della complessità: in fondo – secondo Facci – ci si ferma all’apparenza delle cose.

E’ dunque il conformismo culturale insieme all’uso inconsapevole delle parole il primo limite alla libertà di pensiero: il relativismo dei significati e dei significanti genera inconsistenza e parzialità del linguaggio.

Guardando dentro le parole e riscoprendole si può recuperare una visione più autentica della realtà.

Spari contro i diplomatici Ue a Jenin, Tajani: errore inaccettabile

Roma, 21 mag. (askanews) – Sparare contro diplomatici è “un errore inaccettabile”. L’ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani in commenti rilasciati al Tg1 rispetto ai colpi sparati a Jenin in Cisgiordania dalle forze israeliane contro diplomatici europei, tra i quali un viceconsole italiano. Israele si è in seguito scusato.

“E’ un errore inaccettabile”, ha detto Tajani. “Le scuse vanno bene, però non si può sparare quando ci sono dei diplomatici. Gli avvertimenti con le armi sono veramente inaccettabili”, ha continuato il vicepremier.

“Abbiamo approvato insieme a tutti i paesi che aiutano Gaza un documento perché Israele permetta di far arrivare gli alimenti necessari alla popolazione civile”, ha continuato Tajani. “L’obiettivo – ha concluso – è una tregua che poi ha una pace che permette di dar vita a due Stati, uno di Israele e uno palestinese

Gaza, Netanyahu: a fine operazione controlleremo la Striscia di Gaza

Roma, 21 mag. (askanews) – L’esercito israeliano controllerà “tutta la Striscia di Gaza” al termine dell’offensiva. Lo ha dichiarato oggi il primo ministro Benjamin Netanyahu, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa France Presse. “Se ci sarà un’opzione per un cessate il fuoco temporaneo, al fine di liberare ostaggi, saremo pronti”, ha inoltre affermato il primo ministro durante una conferenza stampa a Gerusalemme, sottolineando che 20 dei 58 ostaggi ancora a Gaza sono “certamente in vita”.

Netanyahu ha difeso la necessità di “evitare una crisi umanitaria” per mantenere la propria libertà d’azione, dal momento che le restrizioni all’ingresso degli aiuti umanitari stanno suscitando una vasta ondata di condanne internazionali.

Governo boccia mozioni opposizioni su Gaza ma Jenin può cambiare linea

Roma, 21 mag. (askanews) – L’attacco dell’Idf contro una delegazione di diplomatici dei Paesi Ue a Jenin potrebbe determinare un cambiamento della posizione del governo italiano nei confronti di Israele, a cui l’esecutivo oggi chiede esplicitamente e ufficialmente di “interrompere le operazioni militari a Gaza” e di aprire “immediatamente” i varchi per far entrare gli aiuti umanitari.

In mattinata le forze di sicurezza israeliane (che poi si sono scusate) hanno sparato in aria quando la delegazione di diplomatici e la stampa al seguito si sono avvicinati alla sbarra di ferro installata all’ingresso orientale del campo profughi. Nessuno è rimasto ferito. Tra i diplomatici c’era anche il vice console italiano a Gerusalemme Alessandro Tutino. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani lo ha sentito al telefono. Poi ha annunciato di aver convocato l’ambasciatore di Israele a Roma “per avere chiarimenti ufficiali”. Un po una ‘fuga in avanti’ comunicativa tanto che successivamente Palazzo Chigi ha fatto sapere che prima il titolare della Farnesina aveva sentito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con cui aveva concordato la decisione, una mossa comune a praticamente tutte le cancellerie europee. Il governo, è stato spiegato, vuole avere “chiarimenti ufficiali” su quanto accaduto a Jenin ma anche discutere, più in generale, della “drammatica situazione” nella Striscia di Gaza.

Già nei giorni scorsi la linea di estrema cautela verso Israele aveva visto, almeno nelle dichiarazioni, un cambiamento: sia Meloni alla Camera che Tajani ad una iniziativa di Forza Italia a Noto avevano detto di “non condividere le ultime scelte” del governo Netanyahu. Ciò nonostante, proprio ieri l’Italia, al Consiglio Esteri-Difesa dell’Ue, aveva votato contro – come la Germania e altri – alla proposta di “revisione” dell’accordo di associazione Ue-Israele (a favore si è espressa una maggioranza di 17 Paesi membri). E questa mattina alla Camera, la maggioranza ha respinto le mozioni delle opposizioni. Quella di Pd, M5S e Avs chiedeva tra le altre cose al governo di “riconoscere la Palestina quale Stato democratico” ma anche di “intraprendere con urgenza, nelle opportune sedi internazionali ed europee, ogni iniziativa utile volta all’immediata interruzione, nonché alla ferma condanna del Piano ‘Carri di Gedeone'” e di “provvedere all’immediata sospensione dell’importazione degli armamenti dallo Stato di Israele”.

Poi sono arrivati i fatti di Jenin e la divergenza di vedute rispetto a Gerusalemme appare adesso più ampia: nell’incontrare l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled il segretario generale della Farnesina Riccardo Guariglia non solo ha contestato il comportamento “inaccettabile” dell’Idf ma ha chiesto anche di “interrompere le operazioni militari a Gaza” e di “aprire immediatamente i varchi di accesso a Gaza per permettere l’ingresso massiccio di aiuti alimentari e sanitari per la popolazione palestinese” che è “essa stessa vittima dei terroristi di Hamas” e dunque “non può più essere coinvolta negli attacchi” dell’esercito.

Il Governo boccia le mozioni delle opposizioni su Gaza ma Jenin può cambiare la linea

Roma, 21 mag. (askanews) – L’attacco dell’Idf contro una delegazione di diplomatici dei Paesi Ue a Jenin potrebbe determinare un cambiamento della posizione del governo italiano nei confronti di Israele, a cui l’esecutivo oggi chiede esplicitamente e ufficialmente di “interrompere le operazioni militari a Gaza” e di aprire “immediatamente” i varchi per far entrare gli aiuti umanitari.

Questa mattina le forze di sicurezza israeliane (che poi si sono scusate) hanno sparato in aria quando la delegazione di diplomatici e la stampa al seguito si sono avvicinati alla sbarra di ferro installata all’ingresso orientale del campo profughi. Nessuno è rimasto ferito. Tra i diplomatici c’era anche il vice console italiano a Gerusalemme Alessandro Tutino. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani lo ha sentito al telefono. Poi ha annunciato di aver convocato l’ambasciatore di Israele a Roma “per avere chiarimenti ufficiali”. Un po’ una ‘fuga in avanti’ comunicativa tanto che successivamente Palazzo Chigi ha fatto sapere che prima il titolare della Farnesina aveva sentito la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con cui aveva concordato la decisione, una mossa comune a praticamente tutte le cancellerie europee. Il governo, è stato spiegato, vuole avere “chiarimenti ufficiali” su quanto accaduto a Jenin ma anche discutere, più in generale, della “drammatica situazione” nella Striscia di Gaza.

Già nei giorni scorsi la linea di estrema cautela verso Israele aveva visto, almeno nelle dichiarazioni, un cambiamento: sia Meloni alla Camera che Tajani ad una iniziativa di Forza Italia a Noto avevano detto di “non condividere le ultime scelte” del governo Netanyahu. Ciò nonostante, proprio ieri l’Italia, al Consiglio Esteri-Difesa dell’Ue, aveva votato contro – come la Germania e altri – alla proposta di “revisione” dell’accordo di associazione Ue-Israele (a favore si è espressa una maggioranza di 17 Paesi membri). E questa mattina alla Camera, la maggioranza ha respinto le mozioni delle opposizioni. Quella di Pd, M5S e Avs chiedeva tra le altre cose al governo di “riconoscere la Palestina quale Stato democratico” ma anche di “intraprendere con urgenza, nelle opportune sedi internazionali ed europee, ogni iniziativa utile volta all’immediata interruzione, nonché alla ferma condanna del Piano ‘Carri di Gedeone'” e di “provvedere all’immediata sospensione dell’importazione degli armamenti dallo Stato di Israele”.

Poi sono arrivati i fatti di Jenin e la divergenza di vedute rispetto a Gerusalemme appare adesso più ampia: nell’incontrare l’ambasciatore israeliano Jonathan Peled il segretario generale della Farnesina Riccardo Guariglia non solo ha contestato il comportamento “inaccettabile” dell’Idf ma ha chiesto anche di “interrompere le operazioni militari a Gaza” e di “aprire immediatamente i varchi di accesso a Gaza per permettere l’ingresso massiccio di aiuti alimentari e sanitari per la popolazione palestinese” che è “essa stessa vittima dei terroristi di Hamas” e dunque “non può più essere coinvolta negli attacchi” dell’esercito.

Italia Polo Challenge, a Roma primo "sold out" in vie del centro

Roma, 21 mag. (askanews) – A Roma il polo conquista tutti. E lo fa partendo dal cuore della città. L’Italia Polo Challenge ha aperto la sua tappa romana di Piazza di Siena – CSIO giunto quest’anno alla sua 92a edizione – con la tradizionale sfilata tra Piazza del Popolo, Via del Corso e Piazza di Spagna: cavalli, cavalieri e fanfara dei Carabinieri a Cavallo hanno sfilato davanti a migliaia di curiosi, turisti e appassionati. Un tempo – sottolinea una nota – era lo sport “misterioso”, oggi invece la gente lo riconosce: “Questi giocano a polo”, si sente dire tra la folla. È il segno di un cambiamento: questa disciplina sta crescendo e grazie all’arena polo – formula 3 contro 3 su campi ridotti – si sta facendo conoscere anche al grande pubblico.

Il corteo è stato accompagnato da figure istituzionali come il segretario generale della FISE Simone Perillo, il responsabile del dipartimento polo Alessandro Giachetti, il Ct della Nazionale Franco Piazza e l’ambasciatore argentino Marcelo Martin Giusto. L’Argentina, patria del polo, oggi fa idealmente da ponte con l’Italia, dove la disciplina si sta radicando sempre di più. Durante la sfilata, i protagonisti del torneo – in sella ai cavalli e vestiti con le maglie ufficiali griffate U.S. Polo Assn. – sono stati accolti con entusiasmo dal pubblico. File di curiosi ai lati della strada, cellulari alzati per foto e video, commenti ammirati in tutte le lingue. Un’atmosfera internazionale che anticipa lo spettacolo del torneo, in programma da giovedì a sabato al Galoppatoio di Villa Borghese.

Punto d’arrivo della sfilata è stata Piazza di Spagna, che ha offerto uno scenario da cartolina per un evento sempre più apprezzato, promosso anche dall’Associazione Via Condotti. A concludere la giornata, il cocktail di apertura presso Palazzo Ripetta, sede dell’hospitality partner del torneo, il Gruppo Ginobbi. Italia Polo Challenge – conclude la nota – si conferma così un evento in grado di unire sport, eleganza e cultura, portando il polo nel cuore di Roma e rendendolo finalmente riconoscibile, accessibile e amato da tutti.

Tim Enterprise, competenze e tecnologia per sviluppo digitale Pa

Roma, 21 mag. (askanews) – Il percorso di trasformazione digitale della pubblica amministrazione certamente in atto. Molto stato fatto ma tanto resta da fare. Le sfide imposte dall’utilizzo efficace dell’intelligenza artificiale, dal cloud, dalla cybersecurity richiedono competenze e soluzioni avanzate che rispondano alle esigenze di offerta di nuovi servizi. Questi i temi affrontati durante il Forum Pa a Roma, da anni ormai tradizionale appuntamento per il dialogo pubblico privato con la partecipazione di esponenti del mondo delle istituzioni. Una collaborazione quella tra pubblico e privato sottolineata da Quang Ngo Dinh, Ceo di Olivetti che insieme a Tim Enterprise impegnata in prima linea sui servizi digitali avanzati per la Pubblica amministrazione.

Quang Ngo Dinh, Ceo di Olivetti: “Ogni attore deve fare la propria parte. Ogni attore deve fare un pezzo. Per la prima parte, delle istituzioni, necessario focalizzare investimenti, fondi nella direzione del digitale. Il digitale ormai come l’acqua, dappertutto e serve a qualsiasi cosa e quindi fondamentale che gli investimenti siano indirizzati per aiutare le pubbliche amministrazioni ad accedere a fondi per investire sul digitale. D’altra parte le pubbliche amministrazioni devono avere il coraggio di investire sul digitale, devono investirci in competenze, quindi non solo soldi perch che i soldi senza la competenza che li utilizza rischiano di essere investimenti che poi non sono produttivi. Quindi c’ tanto investimento da fare e poi siamo noi addetti ai lavori che abbiamo il compito di rendere semplice questa transizione, mettere insieme tutti i puntini e aiutare appunto le pubbliche amministrazioni a governare questa complessit e a ridurre i rischi che inevitabilmente col digitale sono presenti”.

Quello che fa Tim Enterprise con la sua piattaforma Ict e con le soluzioni offerte di favorire lo sviluppo digitale della Pa e delle imprese mettendo loro a disposizione tecnologie protette e sovrane.

Quang Ngo Dinh, Ceo di Olivetti: “Il nostro ruolo di aiutare la Pubblica amministrazione senza lasciare loro l’onere di governare la complessit. Tim Enterprise una piattaforma unica in Italia, perch abbiamo tutta la componente di connettivit che serve a far muovere i dati del fondamentale, tutta l’infrastruttura cloud non solo ce l’abbiamo ma abbiamo una posizione unica per offrire un cloud sovrano, ovvero un cloud che offre servizi in Italia, dove il dato protetto ed siamo sicuri che sia sul territorio italiano che per la pubblica amministrazione, in alcuni casi, necessario, in pi lo strato di cybersecurity, perch i dati vanno protetti, e infine anche la componente di Iot un po’ pi applicativa, come per esempio l’esempio che vedete alla mia spalle, di smart control room di Tim Urban Genius che mette insieme tutte le informazioni con l’intelligenza artificiale per erogare servizi. Quindi quello che noi facciamo offrire tutti questi strati per permettere alla pubblica amministrazione di concentrarsi sull’utilizzo della piattaforma e non sul governare la complessit della tecnologia e anche per difenderla dai rischi che ovviamente il digitale espone”.

Per questo Tim Enterprise sta potenziando la propria rete di data center sempre pi necessari per la mole di calcolo da gestire per la Pa e le imprese come ha spiegato Carla Nisio, Head of Cloud4Tim&It, Tim Enterprise: “Tim ha 16 data Center distribuiti su tutto il territorio nazionale collegati da reti ad altissima capacit in questi data Center e alcuni di questi ospita gli hyperscaler Google e Oracle. Questi data Center stanno evolvendo e si stanno ulteriormente sviluppando ed in particolare in costruzione un nuovo data center nell’area di Roma. Anche l’infrastruttura IT di questi data center sta evolvendo per supportare le nuove applicazioni di intelligenza artificiale, offrendo una capacit computazionale ad elevate performance”. “Riguardo ai temi della sostenibilit, Tim Enterprise ha sempre posto particolare attenzione e infatti i data Center hanno le pi elevate certificazioni green, primo fra tutti il data center di Milano sud, Milano Rozzano, che ha la certificazione Lead Platinum che sta per Leader in energy and enviromental design”.

Consob sospende per 30 giorni l’ops di Unicredit su Banco Bpm

Milano, 21 mag. (askanews) – La Consob ha sospeso l’offerta pubblica di scambio volontaria promossa da UniCredit su Banco Bpm per 30 giorni. Lo si legge in una delibera dell’autorità di vigilanza sui mercati finanziari.

L’ops di Unicredit è stata “sospesa, ai sensi dell’articolo 102, comma 6, lettera b), del medesimo Testo unico della finanza, per un periodo di 30 giorni – riporta la delibera datata 21 maggio – Il presente provvedimento potrà essere impugnato dinanzi al Tar del Lazio entro sessanta giorni dalla comunicazione o, per i soggetti non destinatari della stessa, dalla data di pubblicazione nel bollettino”.

Cybersecurity, cresce l’uso dell’IA tra i criminali informatici

Milano, 21 mag. (askanews) – Un aumento record di scanning automatizzati per attaccare gli asset pi vulnerabili e una rapida espansione dell’uso a scopi criminali dell’intelligenza artificiale. Sono alcune delle principali tendenze della criminalit informatica rielevate dall’azienda di cybersecurity Fortinet ed esposte nel Global Threat Landscape Report 2025 dei FortiGuard Labs.

“Vorrei sottolineare tre aspetti – ha spiegato Geri Revay, Principal EMEA FortiGuard SE – Il primo che osserviamo un aumento dell’attivit di scanning, perch gli aggressori sono attivamente alla ricerca di opportunit da attaccare. Sistemi vulnerabili, punti deboli, da cui possono facilmente entrare. Il secondo punto l’AI, quindi ovviamente ci aspettiamo un utilizzo sempre maggiore dell’intelligenza artificiale, sia dal lato degli attacchi sia delle difese. Il terzo che abbiamo visto un aumento dell’attivit da parte dei broker di accesso iniziale. Si tratta di aggressori che compromettono un’organizzazione senza utilizzare l’accesso ma preferendo venderlo a terzi. E sono diventati molto attivi lo scorso anno. Abbiamo visto sul dark web un gran numero di credenziali scambiate e vendute. Anche questo un fenomeno che aumentato significativamente lo scorso anno”.

Ma quali sono le tendenze delle minacce cyber? “Quando si parla di tendenze, direi dal punto di vista dell’intelligenza artificiale – ha sottolineato Revay – la cosa davvero interessante che sta accadendo in questo momento come gli aggressori stiano usando l’IA per costruire attacchi di ingegneria sociale pi efficaci: come manipolare la persona per guadagnarsi un accesso. come quando inviano un’email di phishing per cliccare su un link. E questa stata la prima fase in cui hanno potuto usare l’intelligenza artificiale in modo efficiente. Ora si possono creare audio falsi o persino videochiamate, come se il tuo capo ti contattasse per ordinarti di trasferire del denaro. Assistiamo a molti attacchi di reclutamento per entrare a far parte di aziende, spesso usando video deep fake per nascondere la propria identit. qui che si stanno sviluppando le tendenze dell’intelligenza artificiale, ma probabilmente in futuro vedremo altre tecniche di AI”.

Con simili minacce sempre pi sofisticate un tema fondamentale la cyber security delle aziende.”Innanzitutto, se pensiamo a piccole e medie imprese dal budget limitato, credo che per esse sia davvero necessario provare a utilizzare gli strumenti di sicurezza gi disponibili – ha spiegato Revay – Ad esempio l’autenticazione a pi fattori. possibile farlo quando si riceve un sms o qualcosa di simile. Sappiamo che le banche di solito dovrebbero abilitarla ovunque sia possibile, perch al momento la migliore difesa contro i tentativi di furto di identit o dei conti. Ma quando pensiamo a organizzazioni pi complesse, alle grandi imprese, allora ovviamente esistono modelli pi maturi per costruire prima le proprie protezioni e poi monitorare, costruire le proprie operazioni di sicurezza, investire nella ricerca attiva di aggressori nel loro ambiente e non solo aspettare che qualcuno salti fuori, ma andare effettivamente a caccia di rilevatori nella loro organizzazione”.

Auto, Altavilla: sbagliato spostare fondi Pnrr da colonnine ricarica

Milano, 21 mag. (askanews) – “E’ completamente sbagliato completamente l’approccio perch uno dei problemi principali per cui l’elettrico non si diffonde in Italia che ci sono poche colonnine per caricarle e noi prendiamo i soldi che erano destinati al Pnrr per fare le colonnine e siccome non siamo stati capaci di farlo, rigiriamo gli incentivi per 39mila macchine, che meno del 3% del totale immatricolato italiano in un anno”. Lo ha detto Alfredo Altavilla special advisor di Byd per l’Europa a margine della presentazione della Dolphin Surf commentando la decisione del governo di spostare circa 600 milioni di fondi Pnrr destinati alle colonnine di ricarica a incentivi all’acquisto di elettriche.

“Mi sembra il volersi tagliare i piedi per evitare la transizione ecologica. Non non non ci vedo proprio la logica, sbagliato concettualmente. Gli incentivi non possono essere una soluzione momentanea e limitata nel tempo e nei volumi, devono essere una soluzione strutturale e fatta per un lungo periodo a livello europeo altrimenti non li vogliamo, non ci servono”, ha aggiunto.

Mattarella incalza ancora la Ue: ora Europa agisca. Von der Leyen: "nessun dorma" raccolto

Bruxelles, 21 mag. (askanews) – “Due settimane fa lei ha detto ‘nessun dorma’, abbiamo ascoltato il suo appello e oggi discuteremo come possiamo rispondere”. Le parole di Ursula von der Leyen sintetizzano bene il senso della visita di Sergio Mattarella alle istituzioni europee a Bruxelles. Due giorni fitti di incontri, colloqui e discorsi in cui il Presidente della Repubblica ha ripetuto quanto va dicendo da mesi su come sia urgente che l’Unione europea reagisca alla crisi che vive e affronti da protagonista il difficile contesto internazionale che stiamo vivendo. Un appello che è diventato più accorato e forte che mai un paio di settimane fa al summit Cotec di Coimbra dove ha appunto citato il Nessun dorma della Turandot di Puccini per dare una “sveglia” all’Ue.

La forza dei suoi inviti è maggiore perchè stavolta ne ha parlato direttamente con i vertici dell’Unione, ieri con il presidente del consiglio europeo, Antonio Costa, oggi con il collegio dei commissari e con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Il messaggio di Mattarella è chiaro: “Spetta a questo importante ciclo istituzionale dell’Unione di compiere un vero e proprio salto di qualità per una riforma complessiva dell’Unione”. Dal canto suo assicura che “l’Italia e il suo Governo è pronta a lavorare con responsabilità e concretezza a fianco delle Istituzioni europee”. Ad accompagnare il capo dello Stato in questa visita c’è il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il capo dello Stato rivendica l’orgoglio della costruzione europea, un grande progetto la cui consapevolezza può spingere oggi i responsabili ad agire e i cui temi sul tappeto sono noti: istituzioni efficaci e rapide, difesa comune, allargamento e, oggi più che mai, un ruolo da protagonista nel contesto geopolitico, che significa rafforzare i rapporti con gli altri continenti e farsi promotrice di accordi di cooperazione in grado di essere da esempio in un contesto in cui si moltiplicano le “guerre commerciali”.

Mattarella è stato ricevuto in prima mattinata dalla presidente della commissione europea a palazzo Barleymont, quindi i discorsi davanti al collegio dei membri della commissione europea. C’è anche il vicepresidente esecutivo italiano, Raffaele Fitto, che Mattarella ha già incontrato ieri dicendo che “l’Unione più forte e coesa è un obiettivo che condividiamo”. “La delicatezza del momento richiede una riflessione ma che deve essere orientata all’azione e alla concretezza per salvaguardare prestigio e autorevolezza dell’Unione Europea nel mondo e di promuoverne interessi e valori”, esordisce il capo dello Stato con i commissari per il quale è necessario che “le istituzioni comunitarie si dimostrino trasparenti, efficienti ed efficaci nel fornire risposte rapide e razionali”. Solo così, avverte, si rafforzerà anche il consenso dei cittadini.

I cittadini europei sono spaventati dalle guerre fino ai nostri confini e chiedono maggiore sicurezza. Ecco perchè per Mattarella è necessario colmare i ritardi degli ultimi decenni sulla difesa comune e “procedere verso una sfida che è cruciale”. Preoccupa anche la lentezza con cui procede il processo di allargamento dell’Unione e non si contano i suoi appelli a sostegno dei Balcani Occidentali: “E’ nostra responsabilità accelerare quel percorso”, avverte, perchè altrimenti verranno deluse le spinte europeiste di quei popoli. Il Presidente ricorda ai commissari anche gli impegni presi sul Pilastro sociale “che impegnava Stati membri e Istituzioni a lottare contro la disoccupazione, la povertà e la discriminazione, per offrire pari opportunità ai giovani e alle persone vulnerabili per una Europa sempre più equa”. E offre una ricetta possibile per mantenere quell’impegno: “Sarà indispensabile anche rivedere i metodi negoziali relativi al bilancio comune”.

Mattarella immagina un’Europa protagonista anche nei rapporti commerciali col resto del mondo a cui trasmettere i suoi valori di pace e cooperazione e dunque spinge su modelli di cooperazione come Ceta e Mercosur per dare l’esempio di relazioni commerciali non ostili, a differenza di chi pensa di mettere i dazi.

La visita si conclude con un passaggio al Parlamento europeo per un confronto con la presidente Roberta Metsola e poi un saluto agli europarlamentari italiani: “Siamo tutti responsabili in questo momento così complicato – li sollecita il Presidente -, l’Europa è il veicolo con cui contribuire a ripristinare pace e convivenza. La Repubblica italiana si riconosce in voi e vi è vicina”. Tra di loro c’è Mimmo Lucano che timidamente si avvicina per salutarlo, vuole donargli una kefiah, una sciarpa palestinese, segno di sostegno al destino del popolo che soffre nella guerra in Medioriente. Mattarella è letteralmente circondato dai parlamentari che vogliono stringergli la mano e farsi un selfie con lui ma poi poco prima di lasciare la sede del Parlamento è lui che riconosce Lucano, il sindaco del “modello Riace” per la gestione dei migranti. La kefiah la lascia prendere da uno degli uomini della sicurezza ma il sorriso che gli rivolge sarà “un’emozione” per Lucano: “Sono contento che l’abbia accettata”, dice l’ex sindaco.

Corrida su Gaza a Montecitorio, opposizione accusa: Meloni complice Netanyahu

Roma, 21 mag. (askanews) – Copione dall’esito già scritto alla Camera sulle quattro mozioni presentate su Gaza e Cisgiordania (una della maggioranza e tre delle opposizioni). L’aula ha approvato il testo del centrodestra, tra le proteste dei gruppi di minoranza con cartelli in aula ‘stop genocide’ e un presidio in piazza Montecitorio delle associazioni pro-Palestina all’insegna di slogan come ‘assassini’, ‘vergogna’ e ‘Free Palestine’.

La mozione della maggioranza riafferma il sostegno, “insieme ai partner europei e internazionali” ad una soluzione negoziata e “a lavorare affinché le parti, nel rispetto del diritto internazionale…giungano all’immediata cessazione dei combattimenti, alla liberazione degli ostaggi, al ripristino delle condizioni che consentano l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza”, senza prendere una posizione netta contro la politica di Israele e senza citare il piano ‘Carri di Gedeone’ di Benjamin Netanyahu. Nelle premesse si citano “gli attacchi terroristici di Hamas contro inermi cittadini israeliani del 7 ottobre 2023” che, si legge nel testo, “hanno innescato una spirale di inaudita violenza, che sta causando migliaia di vittime e una crisi umanitaria senza precedenti nella Striscia di Gaza”.

Respinta la mozione di Pd-M5S-Avs su cui il governo aveva dato parere contrario. Firmata dai leader Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che sono intervenuti in aula con parole di fuoco. Ad illustrare la mozione era stato, all’avvio dei lavori della seduta, Bonelli leggendo i nomi e le età dei bambini morti a Gaza. Tutte le età, dai più grandi ai “neonati”. Non li legge tutti, “la lista è molto lunga. Centinaia e centinaia di fogli, chilometri di fogli”, ha detto Bonelli, sottolineando il “pessimo segnale” dell’assenza del ministro degli Esteri Antonio Tajani. Bonelli parla di “pulizia etnica” e torna a chiedere all’Italia di ritirare l’ambasciatore e di dire sì alle sanzioni ad Israele, come è stato detto sì alle sanzioni alla Russia”.

“Il silenzio non è un’opzione. Il silenzio oggi è complice”, ha esordito Schlein invitando il governo italiano ad “esprimere ferma condanna delle azioni del governo israeliano. “Chiediamo al governo Meloni – ha aggiunto la segretaria – di fare come hanno già fatto la Spagna, l’Irlanda, la Norvegia e presto pure la Francia: riconoscere pienamente lo stato di Palestina” e imporre “sanzioni” ad Israele.

“Qui non si tratta di errori – è l’attacco di Conte, riferendosi al presidente del Senato Ignazio La Russa – Questo ha un solo nome, scandiamolo bene, ge-no-ci-dio”. Poi il presidente M5s ha accusato la premier Meloni: “una cristiana non si gira dall’altra parte quando fanno a pezzi i bambini. Una patriota vera non fa spallucce mentre un intero popolo viene privato della sua terra”. E ha aggiunto: “c’è un Italia, lo dico ai giovani che sono qui e che ci guardano da casa, che non si vuole sporcare il tricolore del sangue dei palestinesi”. Infine, l’affondo sul testo della mozione di centrodestra: in “un vergognoso passaggio vi appellate a un vizio di diritto nel procedimento davanti al Cpi, cioè l’unica volta che citate Netanyahu lo fate per assumere il ruolo, pro bono, di avvocati difensori di un criminale”.

Nicola Fratoianni di Avs ha parlato di “50mila persone rinchiuse in una gigantesca prigione a cielo aperto”, un “numero incredibile di crimini di guerra nel silenzio assordante della comunità internazionale” e un Netanyahu “criminale di guerra che ha scelto di risolvere la questione palestinese con la deportazione”.

Quanto alla mozione di Italia Viva, la prima firmataria Maria Elena Boschi ha rifiutato la riformulazione proposta dall’esecutivo che mirava a cancellare il quarto impegno con cui Iv chiedeva di “condannare fermamente, anche in sede europea, il piano di occupazione militare della Striscia di Gaza avanzato da Netanyahu”. Accolti altri impegni non in contrasto con la posizione espressa dal centrodestra. Un dibattito avvenuto nel giorno in cui in cui l’esercito israeliano, l’Idf, ha sparato in aria come avvertimento verso una delegazione di diplomatici dei Paesi Ue che si stava recando in visita al campo profughi di Jenin (in Cisgiordania) che ha costretto il ministro degli esteri Antonio Tajani a convocare l’ambasciatore di Israele. E mentre, a Gaza, le Nazioni Unite denunciano che gli aiuti, il cui ingresso è stato autorizzato da Israele solo due giorni fa (dopo 11 settimane di blocco), non stanno di fatto raggiungendo la popolazione. Aiuti ritenuti da Medici senza Frontiere (Msf) “una cortina di fumo per fingere che l’assedio sia finito”.

La Russa: terzo mandato? Non contrario in assoluto, serve riflessione

Roma, 21 mag. (askanews) – Sul terzo mandato “non sono contrario in assoluto e nel caso specifico penso che una riflessione sia solo positiva”. Cos il presidente del Senato Ignazio La Russa, a margine di un evento a Palazzo Giustiniani, ha risposto a una domanda di un cronista.

“La riflessione politica serve sempre. A maggior ragione serve quando all’interno della maggioranza e all’interno dell’opposizione ci sono perplessit sull’una e l’altra risposta”, ha aggiunto.

Spari contro i diplomatici a Jenin, convocato l’ambasciatore d’Israele

Roma, 21 mag. (askanews) – Il segretario generale della Farnesina ambasciatore Riccardo Guariglia ha convocato oggi al Ministero degli Affari esteri l’ambasciatore di Israele Jonathan Peled. L’ambasciatore Guariglia ha protestato e chiesto spiegazioni per l’incidente di oggi in cui una delegazione diplomatica di paesi dell’Unione europea, che comprendeva il vice-console italiano a Gerusalemme, è stata fatta segno a colpi d’arma da fuoco da parte di soldati delle IDF all’ingresso del campo profughi di Jenin.

L’ambasciatore Guariglia ha contestato il comportamento dei militari israeliani, definendo inaccettabile il fatto che una delegazione diplomatica civile venisse allontanata da un’area presidiata dai militari con l’uso delle armi da fuoco. L’ambasciatore Guariglia ha anche ripetuto al rappresentante di Israele quello che il Governo italiano chiede insistentemente da giorni, e che il minsitro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato anche pubblicamente: Israele deve interrompere le operazioni militari a Gaza, deve puntare sul negoziato politico e diplomatico per la liberazione degli ostaggi israeliani e per raggiungere un cessate-il-fuoco che possa far ripartire un processo di pace. Soprattutto Israele deve aprire immediatamente i varchi di accesso a Gaza per permettere l’ingresso massiccio di aiuti alimentari e sanitari per la popolazione palestinese.

L’ambasciatore Guariglia conferma la posizione del Governo italiano secondo cui è la popolazione palestinese ad essere essa stessa vittima dei terroristi di Hamas e non puo’ più essere coinvolta negli attacchi militari delle IDF.

TIM Summer Hits, torna in Piazza del Popolo a Roma dal 7 al 10 giugno

Roma, 21 mag. (askanews) – La grande musica dei TIM Summer Hits torna a Roma per quattro appuntamenti serali che fanno nuovamente della Capitale la città protagonista dell’estate 2025. Sabato 7, domenica 8, lunedì 9 e martedì 10 giugno Piazza del Popolo ospiterà i grandi protagonisti della musica italiana. Un’incredibile occasione aperta a tutti per cantare e ballare i successi musicali che saranno la colonna sonora estiva.

Si confermano alla conduzione per il secondo anno consecutivo Carlo Conti affiancato dalla ormai padrona di casa Andrea Delogu.

TIM Summer Hits è un branded content di Rai Pubblicità e TIM, prodotto da Friends Tv in collaborazione con Roma Capitale.

Calcio, Inzaghi: "Champions? Vincere coronamento di un lavoro"

Roma, 21 mag. (askanews) – “È stata una lunga cavalcata per arrivare alla finale, abbiamo fatto passo dopo passo”. A dieci giorni dall’ultimo atto a Monaco di Baviera tra Inter e Psg, l’allenatore dei nerazzurri, Simone Inzaghi, ha parlato ai microfoni dell’Uefa del percorso affrontato: “A tutti è rimasta impressa l’ultima doppia sfida col Barcellona, però se penso anche ai quarti di finale contro il Bayern Monaco è stato difficilissimo batterli – ha spiegato -, perché è una grandissima squadra, organizzata, fisica. Il quarto di finale è stata come la semifinale, sono state quattro partite di intensità incredibile”. E sull’età media alta della squadra ha aggiunto: “Non penso sia un problema, anzi ti aiuta tantissimo in determinati momenti di tante partite importanti. Ho un gruppo di grandi calciatori, ma soprattutto di grandi uomini. La vittoria sarebbe il coronamento di un grandissimo lavoro partito quattro anni fa. Sarà una finale importantissima, vogliamo regalare questa grande gioia ai nostri tifosi e ci proveremo con tutte le nostre forze”. L’allenatore è poi tornato sull’ultima finale di Champions persa due anni fa: “Col City meritavamo i tempi supplementari, ma quella prestazione ci ha dato consapevolezza delle nostre capacità”.

Al sito dell’Uefa ha parlato anche il capitano dell’Inter, Lautaro Martinez: “Sicuramente sarà un’emozione incredibile perché ho già vissuto la finale di Istanbul e anche quella del Mondiale in Qatar – ha detto -. Sono momenti unici che ti restano per tutta la vita, penso che vivere un’altra finale di questo livello in una competizione del genere sarà qualcosa di incredibile. È un sogno che è a un passo. Non voglio nemmeno pensare al fatto se riusciremo a vincere o no, voglio raggiungere quest’obiettivo che tutti vogliamo e che all’Inter manca da tantissimi anni. Voglio godermi il momento, voglio godermi questa finale, questa partita. Poi ovviamente, se riuscissimo a vincerla, sarebbe un sogno che si realizzerebbe”. Sul valore del Psg si è espresso, invece, Davide Frattesi: “I loro punti di forza ti direi tutta la squadra perché hanno giocatori top a livello internazionale, non hanno bisogno di presentazioni – ha affermato all’Uefa -. Io credo che più che concentrarsi sulle loro qualità o sui loro punti deboli dovremmo concentrarci su di noi, perché credo che abbiamo dimostrato che quando siamo in partita poi, non è detto che vinciamo ma ce la possiamo giocare con tutti”.

Ciclismo, tappa a Carapaz, Del Toro in rosa

Roma, 21 mag. (askanews) – Richard Carapaz ha vinto l’undicesima tappa del Giro d’Italia, la Viareggio-Castelnovo ne’ Monti di 186km. Quarta tappa personale al Giro per l’ecuadoriano, vinta con un’azione da cecchino, alla sua maniera. Scatta a 10 km dall’arrivo, ai piedi dell’ultima salita, la spettacolare Pietra di Bismantova, e va. Non lo prendono più, e sul traguardo mantiene 10″ sulla maglia rosa Del Toro, Ciccone, Pidcock, Bernal e Tiberi. Ora in classifica, grazie ai 6″ di abbuono, Del Toro ha 31″ su Ayuso, 1’07″ su Tiberi, 1’09″ su Simon Yates, 1’24″ su Roglic.

“Quella di oggi era una tappa piuttosto difficile, con tanti corridori in difficoltà già dalla prima salita – le parole di Richard Carapaz – Io invece avevo buone gambe e ho colto l’opportunità. Mi sono ritrovato da solo, così è stata come una cronometro fino al traguardo. Non ero deluso ieri: so che le prove contro il tempo non sono il mio punto forte. Oggi ho avuto la conferma di avere una buona condizione e di poter continuare a lottare. Vincere questa tappa è qualcosa di speciale e molto emozionante, perché arriva dopo tanto lavoro e lo volevo per la mia famiglia, per i miei amici. Lotterò fino alla fine per vincere il Giro”. (foto Ufficio stampa Giro d’Italia)

Salone del Libro, Di Ciommo: fondamentale aspetto sociale

Roma, 21 mag. – Invitato al Salone Internazionale del Libro di Torino 2025 a parlare degli odierni modelli di business aziendali, Francesco Di Ciommo ha sottolineato l’importanza dell’aspetto sociale. E lo ha fatto raccontando la sua esperienza di imprenditore nel settore automotive. “Alcuni anni fa arrivato un momento di crisi. Ne sono uscito cambiando il mio modello di business e implementando, oltre al fattore ambientale e a una sana governance, anche l’ambito sociale. In questo modo non solo ho migliorato il conto economico, ma ho generato ricadute positive sul territorio”. Il CEO a capo di FDC Consulting D-ESG, societ di consulenza che guida le imprese in un percorso di transizione virtuosa e accompagnamento verso la certificazione D-ESG. Il suo intervento si svolto a margine del panel Lavoro e Impatto Sociale, presso lo stand dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, al quale hanno preso parte anche Nicola Russo, direttore creativo e ideatore di TOH, progetto di installazione urbana con funzione sociale e Andrea Bertarelli, Responsabile Fundraising, Marketing e Comunicazione della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro ONLUS.

In collaborazione con FDC Consulting

Caparezza torna Live, mega tour al via 26 giugno 2026 da Rock in Roma

Roma, 21 mag. (askanews) – Caparezza torna live nel 2026 con oltre 20 date, le uniche in programma, che lo vedono sui palchi dei principali festival italiani da giugno a settembre. Dopo aver svelato sui suoi social di essere al lavoro su nuova musica, l’artista ha annunciato a sorpresa il grande ritorno live, dopo 4 anni di attesa dall’ultimo tour, tratto dall’album Exuvia, certificato Platino.

Artista unico, originale e multiforme, musicista tra i pionieri del rap italiano e dagli ultimi 3 album produttore dallo stile inconfondibile, Caparezza si è da sempre distinto nel panorama musicale per la sua profonda abilità letteraria, facendo dei giochi di parole la sua cifra stilistica, unendo satira e critica sociale.

Un ritorno molto atteso che arriva dopo il momentaneo saluto al suo pubblico nel 2022 con la promessa di rivedersi presto sul palco. Il tour si apre il 26 giugno 2026 al Rock in Roma e attraversa altre 20 città italiane tra cui Firenze, Bologna, Padova, Milano, Palermo, Bari e molte altre fino alla Reggia di Casertail 5 settembre 2026.

Il tour è prodotto da ITACA TIME & Magellano Concerti, biglietti in vendita dal 22 maggio alle 14 su Ticketone e sui principali circuiti di vendita e prevendita abituali.

Dopo Rock in Roma, Caparezza sarà a Firenze (27 giugno, FLorence music festival); il 4 luglio al Mantova Summer Festival; Il 7 a Bologna al Sequoie Music Park; l’11 luglio a Collegno (TO) per il Flowers festival; il 12 luglio allo Sherwood Festival di Padova, il 15 al Parco della Musica di Milano; il 17 LUGLIO Servigliano (FM) al Nosound Fest; il 18 luglio Francavilla (CH) al Shockwave Festival; 24 luglio a Genova per Balena festival; 25 Luglio a Cattolica (RM) all’Arena della Regina; il 1 agosto a Campobasso all’Area Eventi Nuovo Romagnoli; il 5 agosto Lecce (Oversound Music Festival – Cave del Duca); 7 agosto Catania per il Sotto il Vulcano Fest (Villa Bellini); l’8 agosto a Palermo (Dream pop Festival – Velodromo); 12 agosto Cinquale (MS) al Vibes Summer Festival; Il 13 agosto Brescia all Festa di Radio Onda d’Urto; il 16 agosto al Festival di Majano (UD); il 22 agosto ad Alghero (SS) per Alguer Summer Festival; il 4 settembre a Bari per Oversound Music Festival (Fiera del Levante) e il 5 settembre alla Reggia di Caserta.

Tennis, Djokovic: "Vemic e Bosnjakovic i nuovi coach"

Roma, 21 mag. (askanews) – Ad appena una settimana dalla separazione con Andy Murray, ci sono già i nomi del nuovo staff tecnico di Novak Djokovic. L’ex n°1 del mondo, che debutterà mercoledì agli ottavi del torneo Atp di Ginevra, a caccia della sua prima vittoria stagionale sul rosso, ha infatti reso noto che collaborerà nelle prossime settimane con Dusan Vemic e Boris Bosnjakovic. Nole ha specificato che per il momento i due lo seguiranno a Ginevra e nelle due settimane del Roland Garros, in programma da domenica 25 maggio. Classe 1976, ottimo doppista, Vemic è attualmente allenatore della nazionale serba femminile e faceva parte del team ai tempi di Marián Vajda.

“Dusan Vemic anni fa faceva parte del mio team di allenatori con Marian Vajda, è qui, quindi sarà con me a Ginevra e al Roland Garros – ha detto Djokovic nella conferenza stampa pre-torneo -. E c’è anche Boris Bosnjakovic, che è anche il mio assistente allenatore e analista, quindi entrambi condivideranno questo ruolo per i prossimi due tornei e poi vedremo. Non ho fretta di scegliere un coach a lungo termine al momento. Sto bene con questi ragazzi e sono contento di come stanno andando le cose, poi vedremo dopo Parigi”.

Mattarella all’Ue: ora azione. Von der Leyen: rispondiamo al suo "nessun dorma"

Bruxelles, 21 mag. (askanews) – “Due settimane fa lei ha detto ‘nessun dorma’, abbiamo ascoltato il suo appello e oggi discuteremo come possiamo rispondere”. Le parole di Ursula von der Leyen sintetizzano bene il senso della visita di Sergio Mattarella alle istituzioni europee a Bruxelles. Due giorni fitti di incontri, colloqui e discorsi in cui il Presidente della Repubblica ha ripetuto quanto va dicendo da mesi su come sia urgente che l’Unione europea reagisca alla crisi che vive e affronti da protagonista il difficile contesto internazionale che stiamo vivendo. Un appello che è diventato più accorato e forte che mai un paio di settimane fa al summit Cotec di Coimbra dove ha appunto citato il Nessun dorma della Turandot di Puccini per dare una “sveglia” all’Ue.

La forza dei suoi inviti è maggiore perchè stavolta ne ha parlato direttamente con i vertici dell’Unione, ieri con il presidente del consiglio europeo, Antonio Costa, oggi con il collegio dei commissari e con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Il messaggio di Mattarella è chiaro: “Spetta a questo importante ciclo istituzionale dell’Unione di compiere un vero e proprio salto di qualità per una riforma complessiva dell’Unione”. Dal canto suo assicura che “l’Italia e il suo Governo è pronta a lavorare con responsabilità e concretezza a fianco delle Istituzioni europee”. Ad accompagnare il capo dello Stato in questa visita c’è il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il capo dello Stato rivendica l’orgoglio della costruzione europea, un grande progetto la cui consapevolezza può spingere oggi i responsabili ad agire e i cui temi sul tappeto sono noti: istituzioni efficaci e rapide, difesa comune, allargamento e, oggi più che mai, un ruolo da protagonista nel contesto geopolitico, che significa rafforzare i rapporti con gli altri continenti e farsi promotrice di accordi di cooperazione in grado di essere da esempio in un contesto in cui si moltiplicano le “guerre commerciali”.

Mattarella è stato ricevuto in prima mattinata dalla presidente della commissione europea a palazzo Barleymont, quindi i discorsi davanti al collegio dei membri della commissione europea. C’è anche il vicepresidente esecutivo italiano, Raffaele Fitto, che Mattarella ha già incontrato ieri dicendo che “l’Unione più forte e coesa è un obiettivo che condividiamo”. “La delicatezza del momento richiede una riflessione ma che deve essere orientata all’azione e alla concretezza per salvaguardare prestigio e autorevolezza dell’Unione Europea nel mondo e di promuoverne interessi e valori”, esordisce il capo dello Stato con i commissari per il quale è necessario che “le istituzioni comunitarie si dimostrino trasparenti, efficienti ed efficaci nel fornire risposte rapide e razionali”. Solo così, avverte, si rafforzerà anche il consenso dei cittadini.

I cittadini europei sono spaventati dalle guerre fino ai nostri confini e chiedono maggiore sicurezza. Ecco perchè per Mattarella è necessario colmare i ritardi degli ultimi decenni sulla difesa comune e “procedere verso una sfida che è cruciale”. Preoccupa anche la lentezza con cui procede il processo di allargamento dell’Unione e non si contano i suoi appelli a sostegno dei Balcani Occidentali: “E’ nostra responsabilità accelerare quel percorso”, avverte, perchè altrimenti verranno deluse le spinte europeiste di quei popoli. Il Presidente ricorda ai commissari anche gli impegni presi sul Pilastro sociale “che impegnava Stati membri e Istituzioni a lottare contro la disoccupazione, la povertà e la discriminazione, per offrire pari opportunità ai giovani e alle persone vulnerabili per una Europa sempre più equa”. E offre una ricetta possibile per mantenere quell’impegno: “Sarà indispensabile anche rivedere i metodi negoziali relativi al bilancio comune”.

Mattarella immagina un’Europa protagonista anche nei rapporti commerciali col resto del mondo a cui trasmettere i suoi valori di pace e cooperazione e dunque spinge su modelli di cooperazione come Ceta e Mercosur per dare l’esempio di relazioni commerciali non ostili, a differenza di chi pensa di mettere i dazi.

La visita si conclude con un passaggio al Parlamento europeo per un confronto con la presidente Roberta Metsola e poi un saluto agli europarlamentari italiani: “Siamo tutti responsabili in questo momento così complicato – li sollecita il Presidente -, l’Europa è il veicolo con cui contribuire a ripristinare pace e convivenza. La Repubblica italiana si riconosce in voi e vi è vicina”. Tra di loro c’è Mimmo Lucano che timidamente si avvicina per salutarlo, vuole donargli una kefiah, una sciarpa palestinese, segno di sostegno al destino del popolo che soffre nella guerra in Medioriente. Mattarella è letteralmente circondato dai parlamentari che vogliono stringergli la mano e farsi un selfie con lui ma poi poco prima di lasciare la sede del Parlamento è lui che riconosce Lucano, il sindaco del “modello Riace” per la gestione dei migranti. La kefiah la lascia prendere da uno degli uomini della sicurezza ma il sorriso che gli rivolge sarà “un’emozione” per Lucano: “Sono contento che l’abbia accettata”, dice l’ex sindaco.

Joseph Lu: successo al Bellini per libro Il Pianista dei Sogni

Roma, 21 mag. – Si tenuta, nel Teatro Massimo Bellini di Catania la presentazione del libro intitolato “Il pianista dei sogni” scritto dal compositore siciliano Joseph Lu, edito dalla Casa Editrice Tracceperlameta, con la prefazione del Maestro Vince Tempera.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno preso parte Joseph Lu, autore del libro “Il Pianista dei sogni”; Enza Spagnolo, professoressa, critica letteraria e curatrice editoriale per casa editrice TraccePerLaMeta; Giovanni Cultrera, Sovrintendente del Teatro Massimo Bellini; Sergio D’Arrigo, attore e critico cinematografico; Biagio Maimone, giornalista e scrittore; Salvatore Taschetti, Ceo della Societ Bsf Srl; Roberta Taschetti, Ceo della Masseria “La Cicuta”

Il libro di Giuseppe Lucenti, in arte Joseph Lu, narra, mediante calde immagini e vibranti emozioni, la sua esperienza nel campo della musica, vissuta attraverso la dimensione del sogno. Si tratta di un’ autobiografia che descrive il suo percorso musicale, che prende le mosse dai suoi sogni di bambino, il quale coglie la melodia che essi racchiudono, traducendola in musica attraverso le note del suo pianoforte.

I suoi silenzi, il difficile rapporto con la maestra, i genitori, l’amore per la compagna della sua vita, la speranza e l’amore inteso come sentimento universale, che supera ogni barriera, sono raccontati mediante un intenso verso lirico che meglio definisce il suo estro musicale.

La dimensione del sogno rappresenta la sua fonte di ispirazione primaria anche da adulto. Il saper viaggiare nella dimensione onirica fa di lui un musicista che traduce in note il viaggio nell’infinito, che non ha spazio, n tempo, in cui vive l’amore universale per tutte le creature e in cui egli, in compagnia del suo alter ego onirico, trae l’ispirazione per comporre le sue opere.

Poesia, gioia e sofferenza si intrecciano nella narrazione del percorso che lo condurr alla realizzazione delle suoi obiettivi musicali. Nel suo libro Joseph Lu pone in evidenza come la sua musica esprima uno stile originale che coniuga le regole musicali con la sinfonia dell’infinito, che non racchiusa, n pu essere racchiusa, in spazi e regole temporali. La sua una vera rivoluzione musicale, davvero fantastica in quanto permeata dalle infinite vibrazioni provenienti dalla dimensione dei sogni.

“Da bambino ero disattento e non parlavo. Riuscivo solo a sognare e a suonare. Sogno e suono per me erano direttamente collegati ed interdipendenti. Probabilmente oggi sarei stato considerato un bambino autistico. Non so cosa significhi essere autistico. Se per autismo si intende osservare il mondo dalla prospettiva del sogno, allora io sono autistico. Attraverso i sogni riuscivo ad immergermi in una realt senza spazio, n tempo, in cui coglievo il senso dell’infinito e dell’ amore universale. Ed ancora oggi il mio io riesce, in modo davvero straordinario, ad introdursi in tale spazio senza limiti, colmo di amore, che le mie note narrano” ha affermato Joseph Lu, ponendo in luce l’originalit ed il fascino spirituale della sua poetica musicale. E’ un libro quello di Joseph Lu che merita di essere letto, non solo per l’intensit delle emozioni che riesce a suscitare, ma soprattutto in quanto insegna ad affrontare le sfide esistenziali per realizzare i propri progetti di vita”.

Referendum, Mancini (FdI): Non migliorativi

Roma, 21 mag. (askanews) – “Nessuno dei quesiti referendari migliora realmente le condizioni dei lavoratori. Noi come FdI abbiamo sempre lavorato con altro approccio molto pi concreto, legato alle politiche attive e non all’assistenzialismo. Sono referendum tecnici che non darebbero risultati sperati. Quello che noi vogliamo aumentare il salario e il potere d’acquisto. Bene la recente approvazione della proposta di iniziativa popolare sulla partecipazione alla gestione di impresa: un provvedimento innovativo a favore dei lavoratori, che d finalmente attuazione all’articolo 46 della Costituzione. Oggi i giovani non vogliono soltanto un salario, ma benessere lavorativo ed equilibrio vita lavoro. La conciliazione tra vita e lavoro oggi data anche dal welfare aziendale, le imprese garantiscono ci che oggi non si riesce a dare. E poi sulla contrattazione ci vuole semplificazione, le facilitazioni aiuteranno il lavoro e la contrattazione di secondo livello”. Lo ha detto Paola Mancini, Senatrice di Fratelli D’Italia, a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv.

Big di cinema e serie tv, omaggi e anteprime al Milano Film Fest

Roma, 21 mag. (askanews) – È tutto pronto per la prima edizione del Milano Film Fest, la manifestazione che si terrà dal 3 all’8 giugno per la direzione artistica di Claudio Santamaria, nei luoghi della cultura, come al Piccolo Teatro Strehler di Milano e al cinema Anteo, e per le vie della città. Il festival è un progetto di Fondazione Milano Film Fest, che unisce quattro realtà cittadine – Il Cinemino, Esterni, Fondazione Dude e Perimetro – insieme al Comune di Milano – Cultura.

Arrivano sullo schermo e nelle piazze anteprime ed eventi speciali: dall’omaggio alla Milano di ieri a quella che sarà, da chi ha saputo raccontare la città alle voci di oggi, dall’attualità alla finzione, per immaginare realtà tutte da costruire, insieme alla cittadinanza e una colonna sonora da vivere (con la cura della sezione musicale di Manuel Agnelli e il suo laboratorio Germi). Il giorno di inaugurazione sarà anche l’anniversario dei 90 anni dalla nascita di un grande milanese come Enzo Jannacci, che sarà festeggiato in conclusione in compagnia del figlio Paolo, dei sodali Paolo Rossi, Cochi Ponzoni, Gino & Michele e tanti amici. Dalla risata ai tempi oscuri vissuti in città, la sezione MalaMilano porterà il focus sui film cult polizieschi: dai titoli in versione restaurata di Fernando di Leo alla masterclass dei Manetti bros., fino alla cronaca di quei maledetti anni ’70 e ’80, narrata dal giornalista Stefano Nazzi nel suo spettacolo “Canti di guerra”. Fino alla Milano dei Novanta: come non citare l’hip hop, raccontato nell’anteprima del doc Vai Bello – Storia della Spaghetti Funk, con materiale inedito sul solco dei vari J-Ax, Dj-Jad e tanti altri. E quindi cinema, con un programma ricco e due concorsi internazionali, e le due giurie capitanate da James Franco e Valentina Lodovini: il festival apre con l’anteprima del film del francese Luc Besson, June & John, girato con un iPhone, per chiudere con The Ugly Stepsister di Emilie Blichfeldt, spiazzante body horror, ritratto distopico di una Cenerentola con rimmel. Dal nero al tappeto rosso: i volti noti dello showbiz italiano saranno protagonisti di eventi speciali fuori concorso: da Alessandro Gassman che porta a Milano con Francesco Gheghi Mani nude di Mauro Mancini, opera che indaga l’universo maschile di diverse generazioni, fino ai The Jackal, che presentano in sala i primi episodi della seconda stagione di Pesci Piccoli, il dietro le quinte della loro factory. Dallo schermo alle immagini: ospite del festival sarà il celebre fotografo Gianni Berengo Gardin, che ripercorre la sua vita e quella dell’Italia scatto dopo scatto, nel doc Il ragazzo con le Leica. Fino, appunto, alle piazze: la vera novità della prima edizione è “Scintille”, il programma che porta i film (a ingresso gratuito) nei quartieri, nei giorni della manifestazione.

‘Il Milano Film Fest – ha commentato il sindaco di Milano Giuseppe Sala – è un’iniziativa che riflette la vivacità del panorama culturale della nostra città, a cominciare dalla capacità di accogliere e promuovere diverse forme d’arte, dal cinema alla musica, dalle serie tv alla fotografia. Siamo felici di ospitare un evento come il Milano Film Fest, in grado di valorizzare la vocazione internazionale di Milano in questi ambiti. Seguendo il filo rosso delle tante storie che fanno parte della nostra città, il festival racconterà la ricchezza della scena culturale milanese, ora omaggiando personalità artistiche come Enzo Jannacci, ora guardando la storia della città attraverso la straordinaria lente offerta dal cinema’.

‘Dal 3 all’8 giugno, Milano si trasformerà in un vero e proprio epicentro di storie, visioni e talenti, accogliendo un festival che ambisce a esplorare il panorama contemporaneo dell’audiovisivo in tutte le sue sfaccettature – ha sottolineato Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano – Siamo particolarmente entusiasti di sostenere un’iniziativa che non si limita al grande schermo, ma che intende creare un dialogo fecondo tra il cinema, le serie televisive, la fotografia e la musica. Questa interdisciplinarietà è un tratto distintivo che riflette la ricchezza e la complessità del nostro tempo, dove i confini tra le diverse forme espressive si fanno sempre più labili e porosi.’

Il direttore artistico Claudio Santamaria ha commentato: ‘Siamo emozionati e non vediamo l’ora di partire, accogliere il pubblico e vedere sul grande schermo bellissimi film con i grandi interpreti che ci verranno a trovare. Questa prima edizione vuole essere un manifesto culturale per la città, e non solo, con un chiaro messaggio politico e urbano: in ogni luogo può nascere una scintilla di futuro, ogni cittadino può creare cultura, dai quartieri più lontani dal centro ai luoghi dello spettacolo. Non a caso una delle novità porta proprio questo nome, Scintille, un progetto che porterà il cinema gratuitamente nei nove municipi di Milano, con proiezioni serali e incontri con protagonisti. Siamo convinti che il cinema, come le arti e le maestrie che creano la magia in sala o in tutti gli schermi che usiamo, possa creare legami comunitari. Per questo il festival intende rilanciare una visione collettiva, che nasce dalla sorpresa e dallo stupore per arrivare al dialogo tra le parti. In programma avremo film, concerti, incontri, talk con professionisti e giovani studenti, grazie alle tante realtà che hanno partecipato: non resta che spegnere le luci e dare il via allo spettacolo’.

‘L’idea ambiziosa da cui nasce il nostro lavoro è quella di celebrare il cinema nella sua pluralità espressiva e creare un dialogo con musica, serie televisive, fotografia e tutte le forme di narrazione visiva che plasmano il nostro immaginario contemporaneo – ha concluso la presidente della Fondazione Milano Film Fest, Laura Boy – Vuole essere molto più di un festival cinematografico, è un crocevia di linguaggi: il festival prenderà vita in alcuni dei luoghi più iconici e significativi della nostra città, con il Piccolo Teatro come quartier generale, passando per Castello Sforzesco, Anteo e altri spazi che diventeranno teatro di proiezioni, incontri ed eventi speciali. È un progetto che nasce dalla sinergia di diverse realtà culturali cittadine – Il Cinemino, Esterni, Fondazione Dude e Perimetro – unite dalla volontà di offrire a Milano un evento di respiro internazionale, capace di coinvolgere un pubblico ampio e di lasciare un segno duraturo nel panorama culturale della nostra città’.

“Abbiamo costruito una programmazione che pulsa al ritmo della creatività contemporanea – ha dichiarato Agata De Laurentiis, direttrice della programmazione cinematografica – con l’ambizione di offrire al pubblico milanese un’esperienza cinematografica a 360 gradi, capace di spaziare tra generi, formati e linguaggi con una coerenza artistica ben precisa. La selezione vedrà protagonisti i concorsi internazionali per lungometraggi e cortometraggi, una fucina di talenti emergenti e di autori affermati che porteranno a Milano storie potenti e sguardi originali in anteprima nazionale. Il nostro festival è un dialogo aperto con le molteplici forme del racconto visivo’.

Si ringraziano tutti i partner, in particolar modo: Fondazione Cariplo, Banca del Monte di Lombardia, Fondazione BPM (Banca Popolare di Milano), Unione Buddhista Italiana, Lurisia, NeN Gruppo A2A, San Carlo, Syoss by Palette, Vallelata, Festina, Monge e Volvo.

Milano Film Fest è realizzato in collaborazione con ADI Design Museum, Anteo, Artisti7607, Bollate, Castello Sforzesco, Cineteca, Fondazione UBI, Filarmonica Scala, Germi, Gilead Sciences, Grazie Maestro, Irlanda, Lombardia Film Commission, Medicinema, MM, Napapijri, OBE, Piccolo Teatro, Yes Milano; Social partner: Action AID; Media partner: Capital, Meta, MyMovies, Onepodcast, Urban Vision, YouTube, Warner Bros. Discovery; ontent partner: FredRadio, Futura Management, Snack Content; Official Timekeeper: Festina; Pet Food partner: Monge; Automotive partner: Volvo; Hospitality partner: Ostello Bello, Terrazza Martini, VMaison; Partner tecnici: ADTELIER Group, Andzup, Base Milano, Colour ZenitH, Coriander, D&D, Dottò, Longtake, Moving Dots, Operà Music, Posti, SDM, Subsense, Stooping, STS Communication e STStudios.