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Referendum, Mancini (FdI): Non migliorativi

Roma, 21 mag. (askanews) – “Nessuno dei quesiti referendari migliora realmente le condizioni dei lavoratori. Noi come FdI abbiamo sempre lavorato con altro approccio molto pi concreto, legato alle politiche attive e non all’assistenzialismo. Sono referendum tecnici che non darebbero risultati sperati. Quello che noi vogliamo aumentare il salario e il potere d’acquisto. Bene la recente approvazione della proposta di iniziativa popolare sulla partecipazione alla gestione di impresa: un provvedimento innovativo a favore dei lavoratori, che d finalmente attuazione all’articolo 46 della Costituzione. Oggi i giovani non vogliono soltanto un salario, ma benessere lavorativo ed equilibrio vita lavoro. La conciliazione tra vita e lavoro oggi data anche dal welfare aziendale, le imprese garantiscono ci che oggi non si riesce a dare. E poi sulla contrattazione ci vuole semplificazione, le facilitazioni aiuteranno il lavoro e la contrattazione di secondo livello”. Lo ha detto Paola Mancini, Senatrice di Fratelli D’Italia, a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv.

Big di cinema e serie tv, omaggi e anteprime al Milano Film Fest

Roma, 21 mag. (askanews) – È tutto pronto per la prima edizione del Milano Film Fest, la manifestazione che si terrà dal 3 all’8 giugno per la direzione artistica di Claudio Santamaria, nei luoghi della cultura, come al Piccolo Teatro Strehler di Milano e al cinema Anteo, e per le vie della città. Il festival è un progetto di Fondazione Milano Film Fest, che unisce quattro realtà cittadine – Il Cinemino, Esterni, Fondazione Dude e Perimetro – insieme al Comune di Milano – Cultura.

Arrivano sullo schermo e nelle piazze anteprime ed eventi speciali: dall’omaggio alla Milano di ieri a quella che sarà, da chi ha saputo raccontare la città alle voci di oggi, dall’attualità alla finzione, per immaginare realtà tutte da costruire, insieme alla cittadinanza e una colonna sonora da vivere (con la cura della sezione musicale di Manuel Agnelli e il suo laboratorio Germi). Il giorno di inaugurazione sarà anche l’anniversario dei 90 anni dalla nascita di un grande milanese come Enzo Jannacci, che sarà festeggiato in conclusione in compagnia del figlio Paolo, dei sodali Paolo Rossi, Cochi Ponzoni, Gino & Michele e tanti amici. Dalla risata ai tempi oscuri vissuti in città, la sezione MalaMilano porterà il focus sui film cult polizieschi: dai titoli in versione restaurata di Fernando di Leo alla masterclass dei Manetti bros., fino alla cronaca di quei maledetti anni ’70 e ’80, narrata dal giornalista Stefano Nazzi nel suo spettacolo “Canti di guerra”. Fino alla Milano dei Novanta: come non citare l’hip hop, raccontato nell’anteprima del doc Vai Bello – Storia della Spaghetti Funk, con materiale inedito sul solco dei vari J-Ax, Dj-Jad e tanti altri. E quindi cinema, con un programma ricco e due concorsi internazionali, e le due giurie capitanate da James Franco e Valentina Lodovini: il festival apre con l’anteprima del film del francese Luc Besson, June & John, girato con un iPhone, per chiudere con The Ugly Stepsister di Emilie Blichfeldt, spiazzante body horror, ritratto distopico di una Cenerentola con rimmel. Dal nero al tappeto rosso: i volti noti dello showbiz italiano saranno protagonisti di eventi speciali fuori concorso: da Alessandro Gassman che porta a Milano con Francesco Gheghi Mani nude di Mauro Mancini, opera che indaga l’universo maschile di diverse generazioni, fino ai The Jackal, che presentano in sala i primi episodi della seconda stagione di Pesci Piccoli, il dietro le quinte della loro factory. Dallo schermo alle immagini: ospite del festival sarà il celebre fotografo Gianni Berengo Gardin, che ripercorre la sua vita e quella dell’Italia scatto dopo scatto, nel doc Il ragazzo con le Leica. Fino, appunto, alle piazze: la vera novità della prima edizione è “Scintille”, il programma che porta i film (a ingresso gratuito) nei quartieri, nei giorni della manifestazione.

‘Il Milano Film Fest – ha commentato il sindaco di Milano Giuseppe Sala – è un’iniziativa che riflette la vivacità del panorama culturale della nostra città, a cominciare dalla capacità di accogliere e promuovere diverse forme d’arte, dal cinema alla musica, dalle serie tv alla fotografia. Siamo felici di ospitare un evento come il Milano Film Fest, in grado di valorizzare la vocazione internazionale di Milano in questi ambiti. Seguendo il filo rosso delle tante storie che fanno parte della nostra città, il festival racconterà la ricchezza della scena culturale milanese, ora omaggiando personalità artistiche come Enzo Jannacci, ora guardando la storia della città attraverso la straordinaria lente offerta dal cinema’.

‘Dal 3 all’8 giugno, Milano si trasformerà in un vero e proprio epicentro di storie, visioni e talenti, accogliendo un festival che ambisce a esplorare il panorama contemporaneo dell’audiovisivo in tutte le sue sfaccettature – ha sottolineato Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano – Siamo particolarmente entusiasti di sostenere un’iniziativa che non si limita al grande schermo, ma che intende creare un dialogo fecondo tra il cinema, le serie televisive, la fotografia e la musica. Questa interdisciplinarietà è un tratto distintivo che riflette la ricchezza e la complessità del nostro tempo, dove i confini tra le diverse forme espressive si fanno sempre più labili e porosi.’

Il direttore artistico Claudio Santamaria ha commentato: ‘Siamo emozionati e non vediamo l’ora di partire, accogliere il pubblico e vedere sul grande schermo bellissimi film con i grandi interpreti che ci verranno a trovare. Questa prima edizione vuole essere un manifesto culturale per la città, e non solo, con un chiaro messaggio politico e urbano: in ogni luogo può nascere una scintilla di futuro, ogni cittadino può creare cultura, dai quartieri più lontani dal centro ai luoghi dello spettacolo. Non a caso una delle novità porta proprio questo nome, Scintille, un progetto che porterà il cinema gratuitamente nei nove municipi di Milano, con proiezioni serali e incontri con protagonisti. Siamo convinti che il cinema, come le arti e le maestrie che creano la magia in sala o in tutti gli schermi che usiamo, possa creare legami comunitari. Per questo il festival intende rilanciare una visione collettiva, che nasce dalla sorpresa e dallo stupore per arrivare al dialogo tra le parti. In programma avremo film, concerti, incontri, talk con professionisti e giovani studenti, grazie alle tante realtà che hanno partecipato: non resta che spegnere le luci e dare il via allo spettacolo’.

‘L’idea ambiziosa da cui nasce il nostro lavoro è quella di celebrare il cinema nella sua pluralità espressiva e creare un dialogo con musica, serie televisive, fotografia e tutte le forme di narrazione visiva che plasmano il nostro immaginario contemporaneo – ha concluso la presidente della Fondazione Milano Film Fest, Laura Boy – Vuole essere molto più di un festival cinematografico, è un crocevia di linguaggi: il festival prenderà vita in alcuni dei luoghi più iconici e significativi della nostra città, con il Piccolo Teatro come quartier generale, passando per Castello Sforzesco, Anteo e altri spazi che diventeranno teatro di proiezioni, incontri ed eventi speciali. È un progetto che nasce dalla sinergia di diverse realtà culturali cittadine – Il Cinemino, Esterni, Fondazione Dude e Perimetro – unite dalla volontà di offrire a Milano un evento di respiro internazionale, capace di coinvolgere un pubblico ampio e di lasciare un segno duraturo nel panorama culturale della nostra città’.

“Abbiamo costruito una programmazione che pulsa al ritmo della creatività contemporanea – ha dichiarato Agata De Laurentiis, direttrice della programmazione cinematografica – con l’ambizione di offrire al pubblico milanese un’esperienza cinematografica a 360 gradi, capace di spaziare tra generi, formati e linguaggi con una coerenza artistica ben precisa. La selezione vedrà protagonisti i concorsi internazionali per lungometraggi e cortometraggi, una fucina di talenti emergenti e di autori affermati che porteranno a Milano storie potenti e sguardi originali in anteprima nazionale. Il nostro festival è un dialogo aperto con le molteplici forme del racconto visivo’.

Si ringraziano tutti i partner, in particolar modo: Fondazione Cariplo, Banca del Monte di Lombardia, Fondazione BPM (Banca Popolare di Milano), Unione Buddhista Italiana, Lurisia, NeN Gruppo A2A, San Carlo, Syoss by Palette, Vallelata, Festina, Monge e Volvo.

Milano Film Fest è realizzato in collaborazione con ADI Design Museum, Anteo, Artisti7607, Bollate, Castello Sforzesco, Cineteca, Fondazione UBI, Filarmonica Scala, Germi, Gilead Sciences, Grazie Maestro, Irlanda, Lombardia Film Commission, Medicinema, MM, Napapijri, OBE, Piccolo Teatro, Yes Milano; Social partner: Action AID; Media partner: Capital, Meta, MyMovies, Onepodcast, Urban Vision, YouTube, Warner Bros. Discovery; ontent partner: FredRadio, Futura Management, Snack Content; Official Timekeeper: Festina; Pet Food partner: Monge; Automotive partner: Volvo; Hospitality partner: Ostello Bello, Terrazza Martini, VMaison; Partner tecnici: ADTELIER Group, Andzup, Base Milano, Colour ZenitH, Coriander, D&D, Dottò, Longtake, Moving Dots, Operà Music, Posti, SDM, Subsense, Stooping, STS Communication e STStudios.

Lavoro, Borgherese: Contrattazione collettiva pi utile

Roma, 21 mag. (askanews) – “I quesiti referendari sembrano una partita simbolica e priva di una vera ricaduta per lavoratori e imprese. Nel nostro CCNL BPO abbiamo introdotto alcune importanti innovazioni. Ci sono temi che la contrattazione collettiva di qualit potrebbe e dovrebbe affrontare con maggiore efficacia”, lo ha detto questa mattina Lelio Borgherese, presidente Assocontact, intervenuto a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv.

“Nella nostra contrattazione collettiva abbiamo inserito, ad esempio, la redistribuzione degli utili e la partecipazione alla vita di impresa. Non solo, abbiamo anche previsto l’introduzione di club tematici a cui i lavoratori possano destinare fino al 30 % del tempo lavorativo per dedicarsi all’approfondimento su argomenti quali la sicurezza, l’ innovazione o l’IA generativa. All’Ia diamo molta importanza: siamo stati i primi a prevedere l’istituzione del garante della IA all’interno dell’impresa”.

Ex Ilva, Urso: le 3 condizioni necessarie per finalizzare il negoziato

Roma, 21 mag. (askanews) – Sull’ex Ilva di Taranto “il governo intende perseguire tutte le strade possibili per garantire la ripresa produttiva del sito siderurgico, in un percorso di piena decarbonizzazione attraverso tre forni elettrici”. Lo ha affermato il ministro di imprese e made in Italy, Adolfo Urso, durante le interrogazioni a risposta immediata alla Camera. Il piano prevede impianti per la fornitura del preridotto “che saranno installati insieme a quelli di cattura di CO2” da una società costituita da Invitalia. “Per realizzare questo importante obiettivo, che consentirà all’Italia di diventare il primo paese europeo a produrre solo acciaio green, il più avanzato quindi nella tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, sono necessarie tre condizioni preliminari. Condizioni – ha avvertito il ministro – assolutamente necessarie per finalizzare il negoziato come ci chiedono i proponenti”.

“Prima condizione preliminare, il rilascio in tempi brevi di una Aia (autorizzazione integrale ambientale) che garantisca la piena tutela nell’ambiente e della salute, da un lato, e dall’altro sia sostenibile su lato economico. Secondo, l’impegno delle autorità competenti al rilascio delle autorizzazioni per la nave rigassificatrice” necessaria ad alimentare gli impianti. “Senza gas non c’è acciaio green”.

“Terzo – ha detto – il mantenimento in attività dello stabilimento per mantenere un livello adeguato al fine anche di mantenere le quote di mercato e i livelli occupazionali nelle fasi di transizione queste transizioni”.

Queste condizioni sono “tutte importanti, necessarie, urgenti e ineludibili. Sono sono necessarie per concludere il negoziato. Serve quindi anche qui la piena e leale collaborazione tra gli organi dello Stato, come noi abbiamo ottenuto con la Regione Toscana e il Comune di Piombino e con la regione Umbria e il Comune di Terni, per portare a compimento gli accordi che riguardano quei due siti siderurgici. Serve anche qui un lavoro di squadra responsabile, trasparente e consapevole, con il concorso delle forze sociali e produttive della filiera e dell’indotto”.

“Per questo ho presentato la scorsa settimana al presidente regione Puglia, un piano aggiornato, anche alla luce degli ultimi eventi, che delinea un percorso verso la piena decarbonizzazione con la graduale sostituzione degli altoforni con i forni elettrici e con la corrispettiva realizzazione degli impianti di cattura della CO2. Un percorso che intendiamo formalizzare attraverso un accordo di programma”. Il tutto per “fare di Taranto, ed è possibile, un esempio di riconversione green della tecnologia”, ha concluso. (fonte immagine: Camera TV).

Nato, Rutte: solo 5 settimane a vertice Aja, molto lavoro da fare

Milano, 21 mag. (askanews) – “Mancano solo cinque settimane al vertice dell’Aja e abbiamo molto lavoro da fare”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in conferenza stampa congiunta con il presidente della Repubblica Ceca, Petr Pavel. “Gli Alleati devono aumentare la spesa per la difesa, una priorità fondamentale per il Vertice dell’Aja, per garantire che le nostre forze armate dispongano delle capacità necessarie, e che la condivisione degli oneri avvenga in modo equo tra i nostri Alleati. Accolgo con favore gli importanti annunci fatti da diversi Alleati negli ultimi giorni e settimane per aumentare la loro spesa per la difesa nazionale” ha aggiunto.

“Dovremo fare molto di più, e questo rimarrà il nostro obiettivo mentre ci prepariamo al Vertice dell’Aja”, ha spiegato Rutte. “Ciò richiede anche il rafforzamento della nostra capacità industriale, la garanzia di catene di approvvigionamento più solide e l’investimento in nuove tecnologie per rimanere all’avanguardia in un mondo sempre più pericoloso. Abbiamo bisogno di un’industria della difesa transatlantica più forte, veloce e innovativa, e anche in questo abbiamo bisogno del vostro aiuto, con la vostra imponente base industriale di difesa”, ha aggiunto rivolgendosi a Pavel che ha un passato da militare, presidente del consiglio militare della Nato e la cui candidatura alla presidenza ceca si è basata su una piattaforma di più stretta cooperazione con gli Alleati, sostegno all’Ucraina e maggiore coinvolgimento nell’Unione Europea.

Ex-Ilva, Uliano (Fim): mancano risposte e risorse per dare continuit

Roma, 21 mag. (askanews) – “Innanzitutto ci aspettiamo una serie di chiarimenti, perch il piano di ripartenza ipotizzato dai commissari con la fermata dell’altoforno 1 di fatto non c’. Quindi per noi diventa fondamentale comprendere come si va avanti perch mancano risorse finanziarie per dare continuit all’attivit lavorativa. Abbiamo molte preoccupazioni per la tenuta dell’operazione con Baku Steel, quindi noi oggi siamo qui a chiedere garanzie sotto questi aspetti”. Lo ha detto il segretario generale della Fim, Ferdinando Uliano, arrivando a Palazzo Chigi per il tavolo sull’ex-Ilva.

Parlando del sequestro seguito all’incidente all’altoforno 1 ha aggiunto: “La situazione che si sta determinando con questo battibecco tra la Procura e il Ministro non ci tranquillizza affatto anzi ci preoccupa ancora di piu. Perch se di fronte ad una situazione gi cosi complicata e difficile ci manca solo che si litiga tra le istituzioni il rischio che pagano sempre i lavoratori. E oggi noi stiamo gi pagando un caro pezzo con la cassa integrazione che ha coinvolto 4mila lavoratori anzich i 2mila che erano previsti fino ad un mese fa”.

Ue, Fitto: un onore accogliere Mattarella, sì a una Unione più forte e coesa

Bruxelles, 21 mag. (askanews) – “È stato un grande onore accogliere il Presidente Sergio Mattarella a Bruxelles. Ieri abbiamo avuto un incontro bilaterale e oggi il Presidente ha partecipato alla riunione del Collegio dei Commissari, presieduta dalla Presidente von der Leyen. Nel suo intervento, il Presidente Mattarella ha ribadito la necessità di un’Unione Europea più forte e coesa ù un obiettivo che condividiamo pienamente”. Lo ha scritto sui social Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea.

“L’esperienza ci insegna che è proprio nei momenti più difficili che l’Unione è chiamata a dare il meglio di sé, riscoprendo le ragioni profonde della sua esistenza. Questa Commissione è impegnata a trasformare le sfide in opportunità, con determinazione e visione”, ha concluso.

Israele si scusa per gli spari a Jenin durante la visita di un gruppo di diplomatici Ue

Roma, 21 mag. (askanews) – L’esercito israeliano ha presentato le sue scuse per aver sparato colpi di avvertimento in aria durante la visita di un gruppo di diplomatici stranieri nella città di Jenin, in Cisgiordania, avvenuta questa mattina. Con la delegazione era presente il vice console italiano Alessandro Tutino, che non ha avuto ripercussioni e ha parlato con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Le Idf (Forze di Difesa israeliane) hanno affermato che il gruppo non ha seguito il percorso concordato durante il coordinamento del tour con l’esercito. “Nel coordinare l’ingresso [a Jenin], ai membri della delegazione è stato fornito un percorso approvato che è stato loro richiesto di seguire, in quanto l’area è una zona di combattimento attiva”, ha sottolineato l’esercito.

Secondo le Idf, il gruppo “ha deviato dal percorso ed è entrato in un’area in cui non era autorizzato a sostare”. I soldati di stanza hanno sparato colpi di avvertimento in aria, senza provocare danni o feriti.

Dopo essersi accorti che il gruppo che aveva raggiunto l’area off-limits era composto da diplomatici stranieri, le Idf hanno affermato che il comandante della divisione della Cisgiordania, il generale di brigata Yaki Dolf, ha immediatamente avviato un’indagine sull’incidente.

Inoltre, il generale di brigata Hisham Ibrahim, capo dell’Amministrazione Civile – un organo del ministero della Difesa che fa parte del Cogat – ha ordinato agli ufficiali dell’unità di parlare immediatamente con i rappresentanti dei Paesi coinvolti. “Avrà presto colloqui personali con i diplomatici per aggiornarli sui risultati dell’indagine iniziale”, hanno affermato le Idf.

“L’IDF si rammarica per l’inconveniente causato”, aggiunge.

Ex Ilva, De Palma (Fiom): Governo deve svolgere i suoi compiti

Roma, 21 mag. (askanews) – “Noi siamo qui per evitare il fallimento degli accordi che sono stati sottoscritti, garantire l’occupazione e gli investimenti che servono per andare avanti salvaguardare la salute la sicurezza l’ambiente e la produzione di acciaio nel nostro Paese”. Lo ha detto il segretario generale della Fiom, Michele De Palma, arrivando al tavolo a Palazzo Chigi sull’ex-Ilva.

Rispondendo ad una domanda sul sequestro dell’altoforno 1 ha aggiunto: “In queste settimane noi per senso di responsabilit e rispetto dei soggetti istituzionali non abbiamo mai preso parola. Io penso che ognuno deve svolgere i propri compiti. Il governo fa il governo e la procura fa la procura. Il punto che lo Stato deve garantire i lavoratori e i cittadini. Questa la ragione per la quale siamo qua”.

Roma, il 25 maggio la prima visita di Papa Leone XIV in Campidoglio

Roma, 21 mag. (askanews) – Prima visita istituzionale di cortesia in Campidoglio di Papa Leone XIV. A quanto si apprende da fonti dell’amministrazione capitolina, domenica prossima, 25 maggio, nell’ambito di una visita alla basilica di San Giovanni, il pontefice si recherà a Palazzo Senatorio e incontrerà per la prima volta il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. Nella visita, a quanto si apprende, il Papa vorrebbe manifestare il suo apprezzamento per il sostegno dell’amministrazione capitolina alle iniziative del Giubileo, e agli eventi straordinari che hanno interessato il Vaticano e tutta la città dopo la morte di Papa Francesco: dal conclave dei vescovi fino all’intronizzazione dello stesso Papa Leone. La visita dovrebbe svolgersi intorno alle 17, di passaggio verso la basilica di San Giovanni.

Media: le forze israeliane hanno aperto il fuoco durante visita diplomatici Ue a Jenin

Roma, 21 mag. (askanews) – Le forze israeliane hanno aperto il fuoco mentre una delegazione di diplomatici dei Paesi Ue si stava recando in visita al campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. Lo riportano i media palestinesi, precisando che i colpi di arma da fuoco sono stati esplosi all’ingresso orientale del campo.

Secondo l’agenzia di stampa Wafa, i militari hanno aperto il fuoco quando la delegazione e la stampa al seguito si sono avvicinati alla sbarra di ferro installata all’ingresso orientale del campo. Non ci sono stati feriti.

In mattinata la delegazione, composta da diplomatici di paesi europei ed arabi, si è recata nella sede del governatorato di Jenin per avere un quadro della situazione nella città e nel campo profughi alla luce dell’operazione militare avviata lo scorso gennaio dalle forze israeliane. “Il governatore ha illustrato le condizioni economiche, l’impatto dell’aggressione sulle strutture cittadine, le perdite commerciali e la distruzione delle infrastrutture, oltre alle condizioni dei 22.000 sfollati costretti ad abbandonare le loro case nel campo”, ha riferito Wafa.

La delegazione era composta da diplomatici di Egitto, Giordania, Marocco, Unione Europea, Portogallo, Cina, Austria, Brasile, Bulgaria, Turchia, Spagna, Lituania, Polonia, Russia, Turchia, Giappone, Romania, Messico, Sri Lanka, Canada, India, Cile, Francia e Regno Unito. Diversi i giornalisti al seguito.

Bresh, esce il 6 giugno il nuovo (atteso) album "Mediterraneo"

Roma, 21 mag. (askanews) – A tre anni di distanza da “Oro blu” (doppio Platino), il 6 giugno uscirà il nuovo atteso album di Bresh, “Mediterraneo”, già disponibile in pre-order.

L’album sarà disponibile nelle versioni Digitale, CD, LP (rosso e bianco) e doppio LP (blu + trasparente). Le versioni in vinile saranno disponibili da venerdì 13 giugno. Inoltre, in esclusiva sul Sony Music Store, saranno disponibili le versioni autografate dell’LP e del Doppio LP.

L’annuncio dell’album è accompagnato da un suggestivo trailer girato a Tenerife, che cattura per immagini l’essenza del concept dietro al progetto. La regia è di Emanuele Cantò, la musica che accompagna il trailer è composta da Shune, Michele Bargiggia e Rocco Biazzi, art buyer ed executive producer del progetto è Giulia Burti.

“Mediterraneo” attinge da quell’immaginario legato al viaggio, al mare e alla Liguria che spesso torna nella scrittura e nella poetica di Bresh. Un legame profondo e duraturo, già presente nei brani, contenuti nell’album, “Umore Marea” e “La Tana del Granchio” (certificato ORO, posizionato per cinque settimane consecutive nella Top 10 della classifica FIMI/GfK dei singoli più venduti e rimasto stabile per sei settimane nella TOP 10 delle classifiche Top 50 Italia di Spotify e italiana di Shazam).

“Umore marea”, prodotto da Shune, è l’ultimo brano pubblicato da Bresh e fotografa, con immagini precise e immediate tipiche della scrittura di Bresh, quella sensazione di incertezza e di precarietà emotiva. Uno stato in cui le emozioni si susseguono come in un continuo ondeggiare, tra alta e bassa marea, e si prova a restare a galla e in equilibrio, cercando di non essere sopraffatti.

Nel video del brano, diretto da Emanuele Cantò, vengono rappresentate due costanti dell’immaginario di Bresh: il viaggio che non è solo un tragitto verso qualcosa, ma è già la meta stessa, e il mare, elemento da cui tutto parte e a cui ritorna sempre.

L’estate 2025 vedrà il ritorno dal vivo di Bresh, che sarà impegnato in giro per l’Italia con il “Marea tour”, una serie di concerti che lo porteranno sui palchi dei principali festival e location italiane.

Queste le date live estive del “Marea tour”: giovedì 3 luglio, Bari (Fiera del Levante), venerdì 4 luglio – Benevento (BCT Music Festival), luglio 7 luglio, Senigallia (AN), Piazza Garibaldi; venerdì 11 luglio – Alba (CN), Collisioni Festival; giovedì 7 agosto – Cinquale (MS), Vibes Music Festival; giovedì 21 agosto – Montesilvano (PE), Marea Festival; domenica 31 agosto – Empoli (FI), Beat Festival.

A partire da fine ottobre, invece, sarà per la prima volta protagonista di un tour nei palasport. sabato 25 ottobre – Jesolo, Palazzo del Turismo (data zero); sabato primo novembre Roma, Palazzo dello Sport; giovedì 6 novembre Milano, Unipol Forum (Sold out); venerdì 7 novembre – Milano, Unipol Forum; domenica 9 novembre, Bologna, Unipol Arena.

Gaza, Camera respinge mozioni che condannano Israele. Conte: è genocidio. Schlein: Meloni silenzio complice

Roma, 21 mag. (askanews) – L’aula della Camera ha approvato la mozione del centrodestra su Gaza con 166 voti favorevoli, 110 contrari e 8 astenuti. Ha invece respinto quelle di Pd-M5S-Avs e Azione su cui il governo aveva dato parere contrario (con 166 voti contrari, 111 favorevoli e 8 astenuti e 164 contrari, 13 favorevoli e 111 astenuti).

Il governo aveva dato parere negativo sulla mozione su Gaza e Cisgiordania presentata da Pd-M5S e Avs (firmata dai leader Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli) e sulla mozione a prima firma Matteo Richetti (Azione). Parere favorevole dunque alla mozione di maggioranza che chiede di ‘sostenere, insieme ai partner europei e internazionali, ogni tentativo di soluzione negoziata’ anche ‘a partire dal piano predisposto dai Paesi arabi per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza e per consolidare in modo permanente la cessazione delle ostilità’, anche ‘nell’ottica di rilanciare un processo politico verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati, con Israele e uno Stato di Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, all’interno di confini mutualmente riconosciuti’ e ‘a lavorare affinché le parti, nel rispetto del diritto internazionale umanitario e della legalità internazionale, giungano all’immediata cessazione dei combattimenti, alla liberazione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, al ripristino delle condizioni che consentano l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza’.

Per quanto riguarda la mozione di Italia Viva, a prima firma Maria Elena Boschi, l’esecutivo ha dato parere ‘contrario su premesse’ e sugli impegni 1,2,3,5 e 6 ‘favorevole’, chiedendo invece una riformulazione del quarto impegno dove si leggeva la richiesta di ‘condannare fermamente, anche in sede europea, il piano di occupazione militare della Striscia di Gaza avanzato da Netanyahu’.

La mozione firmata dai leader Pd, M5S e Avs, su cui il governo ha dato parere negativo, chiedeva al governo italiano di ‘riconoscere la Palestina quale Stato democratico’ e di ‘sostenere, in tutte le sedi internazionali e multilaterali, ogni iniziativa volta a esigere il rispetto immediato del cessate il fuoco’ oltre alla ‘liberazione incondizionata degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas’, la ‘protezione della popolazione civile di Gaza’ e ad ‘esigere la tutela dell’incolumità della popolazione civile della Cisgiordania’. E ancora: ‘intraprendere con urgenza, nelle opportune sedi internazionali ed europee, ogni iniziativa utile volta all’immediata interruzione, nonché alla ferma condanna del Piano ‘Carri di Gedeone”, ‘sostenere il cosiddetto Piano arabo’ e ‘provvedere all’immediata sospensione dell’importazione degli armamenti dallo Stato di Israele’ verso cui invece dovrebbero essere adottate ‘sanzioni’.

Infine, la mozione di Azione, per ‘l’adozione di un piano di sanzioni nei confronti di Israele, se il Governo Netanyahu dovesse proseguire, come negli ultimi mesi, le operazioni militari nella Striscia di Gaza in violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale umanitario’ e per contrastare il ‘piano del Presidente Trump per la Striscia di Gaza, compresa l’ipotesi di deportazione della popolazione’ e anche ‘l’organizzazione di campagne di sensibilizzazione e politiche di contrasto verso la diffusione del pregiudizio antisemita’ oltre al ‘ripristino, nell’immediato, di una prospettiva negoziale per l’obiettivo dei ‘due popoli, due Stati”.

‘Colleghi di maggioranza ho letto la vostra mozione, avete scritto una mozione in cui si accenna a un popolo affamato, ma Gaza non è un problema di siccità o carestia. Sono le bombe criminali di Netanyahu, la volontà deliberata di affamare un popolo che sta causando questo. L’unica citazione che avete riservato a Netanyahu non è certo per una condanna’. Lo ha affermato il presidente M5S Giuseppe Conte, intervenendo nell’aula della Camera sulle mozioni su Gaza e Cisgiordania.

In ‘un vergognoso passaggio vi appellate a un vizio di diritto nel procedimento davanti al Cpi, cioè l’unica volta che citate Netaniahu lo fate per assumere il ruolo, gratuitamente, pro bono, di avvocati difensori di un criminale’, ha attaccato. Conte ha ricordato i numeri delle vittime: ’60mila morti, di cui 15mila bambini, 8 milioni senza cibo, madri che frugano tra gli avanzi di cibo avariato per sfamarli. Qualche giorno fa un’agenzia parlava di ‘eventuali errori’ di Netanyahu’, ed era la ‘seconda carica dello Stato, La Russa’. ‘Qui non si tratta di errori questo ha un solo nome, scandiamolo bene, genocidio’. E’ uno ‘sterminio di donne, bambini, giornalisti, operatori sanitari, medici, pazienti. Da italiano noi qui proviamo vergogna per l’Italia’, ha concluso Conte.

‘Bisogna fermare i crimini del governo di estrema destra di Netanyahu, il mondo non può stare a guardare’, ha detto la segretaria Pd Elly Schlein pronunciando alla Camera la dichiarazione di voto per le mozioni su Gaza. ‘La comunità internazionale – ha aggiunto – l’Unione europea, il governo italiano devono fare ogni sforzo per fermare questo massacro e questa terribile guerra’. ‘In questa mozione unitaria chiediamo al governo italiano di uscire da un silenzio complice ed esprimere ferma condanna delle azioni del governo israeliano’, ha aggiunto Schlein , avvertendo: ‘Stanno violando ogni norma di diritto internazionale umanitario, creando un pericoloso precedente. Per questo chiediamo le sanzioni sul governo israeliano’. E rivolta alla premier: ‘Lei rappresenta l’Italia ma l’Italia così non è rappresentata da lei, perché l’Italia non si gira dall’altra parte, non sta in silenzio. L’Italia ripudia la guerra – ha aggiunto – e allora è tempo che agiate per fermare questo massacro con condanne nette e atti concreti’. Ha concluso la Schlein: ‘Il silenzio non è un’opzione. Il silenzio oggi è complice’.

A Gaza ci sono ’50mila persone rinchiuse in una gigantesca prigione a cielo aperto, in 700 giorni si sono verificati un numero incredibile di crimini di guerra nel silenzio assordante della comunità internazionale’ e ‘Netanyahu è un criminale di guerra che ha scelto di risolvere la questione palestinese con la deportazione’, ha detto nell’aula della Camera Nicola Fratoianni (Avs) durante la discussione delle mozioni su Gaza. Mentre Fratoianni parlava alcuni colleghi del gruppo hanno esposto la bandiera palestinese incontrando il richiamo del presidente dell’aula Fabio Rampelli (Fdi).

In questo massacro, ha aggiunto Fratoianni, ‘muore anche quel che resta della democrazia israeliana’ e quindi, ‘siamo qui a chiedere un atto politico, abbiamo fatto proposte precise’ a cominciare ‘dal riconoscimento dello Stato palestinese’. ‘Siete complici, avete una responsabilità politica, dovrete rispondere anche ai vostri elettori che sentono come una cosa insopportabile quello che accade a Gaza’ ha attaccato Fratoianni all’indirizzo del governo e della maggioranza. A Gaza ci sono ’50mila persone rinchiuse in una gigantesca prigione a cielo aperto, in 700 giorni si sono verificati un numero incredibile di crimini di guerra nel silenzio assordante della comunità internazionale’ e ‘Netanyahu è un criminale di guerra che ha scelto di risolvere la questione palestinese con la deportazione’. Lo ha detto nell’aula della Camera Nicola Fratoianni (Avs) durante la discussione delle mozioni su Gaza. Mentre Fratoianni parlava alcuni colleghi del gruppo hanno esposto la bandiera palestinese incontrando il richiamo del presidente dell’aula Fabio Rampelli (Fdi).

In questo massacro, ha aggiunto Fratoianni, ‘muore anche quel che resta della democrazia israeliana’ e quindi, ‘siamo qui a chiedere un atto politico, abbiamo fatto proposte precise’ a cominciare ‘dal riconoscimento dello Stato palestinese’. ‘Siete complici, avete una responsabilità politica, dovrete rispondere anche ai vostri elettori che sentono come una cosa insopportabile quello che accade a Gaza’ ha attaccato Fratoianni all’indirizzo del governo e della maggioranza.

Angelo Bonelli (Avs) mentre illustra la mozione unitaria del centrosinistra su Gaza e Medio Oriente, ha invece letto i nomi e le età dei bambini morti a Gaza. Tutte le età, dai più grandi ai ‘neonati’. Ma non è riuscito a leggere tutti quelli scritti nei fogli: ‘La lista è molto lunga – ha detto Bonelli – centinaia e centinaia di fogli’. Tutti i deputati si sono alzati ascoltando l’elenco. E rimasto seduto ai banchi del governo il sottosegretario agli esteri Giorgio Silli, unico rappresentante dell’esecutivo Meloni in aula (anche se di norma governo e presidenza non si alzano salvo che sia un’iniziativa decisa prima dal presidente e concordata con i gruppi).

E Bonelli ha sottolineato anche l’assenza in aula del ministro degli esteri e vicepremier Antonio Tajani in un giorno in cui si discute di una situzione che, sottolinea, è una ‘pulizia etnica’. ‘Un pessimo segnale’, ha sottolineato. Mentre in Aula era in corso la discussione sulle mozioni di Partito democratico-Movimento cinque stelle-Alleanza verdi e sinistra e di Azione per Gaza, si è svolto un presidio in piazza Montecitorio delle associazioni pro-Palestina. Un centinaio di persone con bandiere e cartelli, scandendo slogan come ‘Assassini’, ‘Vergogna’ e ‘Free Palestine’. Tra i cartelli esposti, insieme a una grande bandiera palestinese, si legge, tra l’altro ‘Stop genocidio’, ‘Basta con l’occupazione illegale’, ‘Cessate il fuoco’ e ‘Auschwitz Gaza’. Su uno, con la foto della senatrice Liliana Segre, compare la scritta: ‘Io ti stimo, ma come puoi non urlare contro il genocidio?’.

Al presidio, dopo la discussione, terminata con il no alle mozioni di Pd-Avs-M5S sono arrivati anche alcuni parlamentari, tra cui il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Marco Grimaldi (Avs), Laura Boldrini (Pd).

‘Come ci possiamo fermare di fronte a un genocidio che si sviluppa sotto i nostri occhi tutti i giorni? Come ci possiamo fermare di fronte a un governo criminale – che con la complicità di un Occidente in ginocchio che offre copertura militare e non solo politica – si sta rendendo responsabile di fronte alla storia di questi efferati crimini?’ ha detto il leader M5s Giuseppe Conte, intervenendo al presidio delle associazioni pro-Palestina davanti a Montecitorio.

Mattarella: Italia e suo governo pronta a lavorare con istituzioni Ue

Bruxelles, 21 mag. (askanews) – “Avete aperto molti cantieri che vanno nella giusta direzione: penso alle politiche migratorie, al processo di semplificazione e riduzione dei carichi amministrativi, alle proposte per mettere in atto le raccomandazioni dei recenti rapporti sul mercato unico e sulla competitività. In ciascuno di questi cantieri l’Italia e il suo Governo è pronta a lavorare con responsabilità e concretezza a fianco delle Istituzioni europee”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concluso il suo intervento davanti al collegio dei commissari europei a Bruxelles.

Ex-Ilva, Mantovano: momento drammatico, l’eredità è pesante

Roma, 21 mag. (askanews) – E’ “particolarmente drammatico il momento in cui cade questo incontro, certamente uno dei più difficili se non il più difficile in assoluto da quando abbiamo iniziato a vederci, cioè dall’avvio dell’attività del governo, che è coinciso anche con la presa in carico della questione Ex-Ilva. Io non ricordo e credo che nessuno di noi a questo tavolo ricordi momenti facili. Il percorso è sempre stato particolarmente complicato all’inizio con la necessità di fare i conti con un socio privato che certamente non aveva scelto nessuno di noi, ma che ci ha lasciato un’eredità pesante che stiamo provando a gestire in materia soprattutto di sicurezza degli impianti”. Lo ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, alla riunione sull’ex-Ilva a Palazzo Chigi.

Gaza, aula Camera approva mozione maggioranza, respinta mozione Pd-M5S-Avs e Azione

Roma, 21 mag. (askanews) – L’aula della Camera ha approvato la mozione del centrodestra su Gaza con 166 voti favorevoli, 110 contrari e 8 astenuti. Ha invece respinto quelle di Pd-M5S-Avs e Azione su cui il governo aveva dato parere contrario (con 166 voti contrari, 111 favorevoli e 8 astenuti e 164 contrari, 13 favorevoli e 111 astenuti). Quanto alla mozione a prima firma Maria Elena Boschi (Iv), è stata rifiutata la riformulazione del testo proposta dal governo nella parte in cui si chiedeva di togliere la condanna ferma del piano di occupazione militare della Striscia di Gaza avanzato da Netanyahu e la mozione è stata messa ai voti per parti separate.

Sulla mozione di Italia Viva l’esecutivo aveva dato parere “contrario sulle premesse” e “favorevole” sugli impegni 1,2,3,5 e 6. (segue)

Difesa Ue, Mattarella: colmare ritardi, è sfida cruciale per incidere

Bruxelles, 21 mag. (askanews) – Sulla difesa comune occorre “con urgenza” colmare i ritardi accumulati e procedere verso una sfida che è cruciale per far sì che l’Unione europea sia attore globale in grado di incidere. Lo ha ribadito il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento al collegio dei commissari europei nel corso della sua visita alle istituzioni europee.

“Ci troviamo oggi a dover colmare con urgenza i ritardi accumulati nel corso di decenni in cui gli Stati membri non hanno saputo convergere su scelte condivise per rafforzare la capacità di difesa comune, malgrado la puntuale previsione dell’articolo 42 del Trattato di Lisbona sulla clausola della mutua difesa. La politica di sicurezza e difesa comune – ha insistito il capo dello Stato – non può non essere adeguatamente sviluppata. È, quest’ultima, una sfida cruciale per una Unione Europea che voglia affermarsi quale soggetto geopolitico capace di incidere su scala planetaria: un attore globale deve saper governare sfide strutturali di portata globale, stabilendo rapporti strutturati e proficui con tutti i Paesi e le regioni del mondo”.

Gaza, presidio pro-Pal davanti alla Camera,Conte e Fratoianni in piazza

Roma, 21 mag. (askanews) – Presidio in piazza Montecitorio delle associazioni pro-Palestina, mentre in Aula è in corso la discussione sulle mozioni di Partito democratico-Movimento cinque stelle-Alleanza verdi e sinistra e di Azione concernenti iniziative sull’evoluzione della situazione in Cisgiordania e nella striscia di Gaza.

Un centinaio di persone sta manifestando con bandiere e cartelli, scandendo slogan come “Assassini”, “Vergogna” e “Free Palestine”. Tra i cartelli esposti, insieme a una grande bandiera palestinese, si legge, tra l’altro “Stop genocidio”, “Basta con l’occupazione illegale”, “Cessate il fuoco” e “Auschwitz Gaza”. Su uno, con la foto della senatrice Liliana Segre, compare la scritta: “Io ti stimo, ma come puoi non urlare contro il genocidio?”.

Al presidio sono arrivati anche alcuni parlamentari, tra cui il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Marco Grimaldi (Avs), Laura Boldrini (Pd).

Gaza, Schlein: chiediamo a govern riconoscere Stato di Palestina

Roma, 21 mag. (askanews) – “Chiediamo al governo Meloni di fare come hanno già fatto la Spagna, l’Irlanda, la Norvegia e presto pure la Francia: riconoscere pienamente lo stato di Palestina”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, pronunciando alla Camera la dichiarazione di voto sulle mozioni per Gaza.

Bisogna, ha aggiunto, “procedere finalmente all’affermazione di due diritti, che devono essere riconosciuti a due popoli”. Israeliani e palestinesi “vanno liberati dalla trappola di odio nella quale sono imprigionati dal governo estremista di Netanyahu da un lato e di Hamas dall’altro”.

Bisogna riaffermare “il diritto del popolo palestinese a vivere in pace in uno stato libero e sovrano e il diritto del popolo israeliano a vivere in sicurezza, senza che nessuno neghi Stato di Israele il diritto di esistere”.

Ue, pacchetto Omnibus IV semplificazioni Pmi: costi imprese -400 mln

Roma, 21 mag. (askanews) – La Commissione europea presentato il quarto dei suoi “pacchetti di semplificazione”, denominati “omnibus”, quest’ultimo focalizzato su imprese piccole e medie, con cui afferma di voler ridurre di 400 milioni di euro l’anno i costi degli adempimenti regolamentari e amministrativi delle imprese. Il provvedimento si aggiunge a quelli già presentati che, sempre secondo l’Ue, ridurrebbero di 8 miliardi di euro l’anno i costi per le aziende in Europa.

In questo ambito Bruxelles propone di creare una nuova categoria di aziende, denominata “small Mid Cap”, che si inserirebbe tra aziende catalogate come di dimensioni medie e quelle grandi. Quando il numero di dipendenti supera le 250 unità, invece di finire nella categoria delle grandi imprese, le aziende potranno restare in questo nuovo segmento ove avranno meno di 750 dipendenti e, alternativamente, o meno di 150 milioni di euro l’anno di fatturato o un valore delle loro attività totali inferiore a 129 milioni di euro.

Si tratta di circa 38.000 imprese nell’intera Unione europea, recita un comunicato, che in questo modo potranno godere dei benefici riservati alle Pmi, come in merito a minori adempimenti sul trattamento dei dati o regole semplificate per le quotazioni in Borsa. Più in generale, con questo pacchetto omnibus Bruxelles afferma di voler semplificare burocrazia e costi amministrativi.

Valle d’Aostra record assoluto Ue su auto ogni 1000 abitanti: 2.295

Roma, 21 mag. (askanews) – È leggermente diminuito il numero di auto e veicoli passeggeri rispetto al numero di abitanti nell’Unione europea, a 0,55 veicoli per abitante nel 2023, ossia un decimo di punto percentuale in meno rispetto al livello del 2022. Lo riporta Eurostat, con uno studio che mette in rilievo le marcate differenze tra varie aree e regioni della Ue, a riflesso di condizioni economiche generali ma anche di circostanze specifiche delle realtà locali.

“Ad esempio – afferma l’ente di statistica comunitario – il record della Valle d’Aosta è influenzato dalle regole locali sulla tassazione favorevoli”.

La Valle d’Aosta si attesta infatti al primo posto assoluto sui livelli di motorizzazione, con 2.295 auto ogni 1000 abitanti, ma secondo Eurostat la Top 3 in Europa è tutta di realtà del Nord Italia: seconda è la Provincia autonoma di Trento, con 1.521 auto per 1000 abitanti, terza la Provincia autonoma di Bolzano, con 915 auto. Tra le 10 Regioni con i maggiori livelli di motorizzazione 6 sono in Italia, e una rispettivamente in Finlandia, Grecia, Olanda e nella Repubblica Ceca.

All’opposto il livello più bassi di auto per abitante si registrano nella regione oltre oceano della Myotte francese, con solo 83 auto per 1000 abitanti, seguita dal Peloponneso in Grecia, con 206 auto per 1000 abitanti e dalla Guayana (anche questa un’area ben lontana dal Vecchio Continente ma che ricade nella giurisdizione dell’Esagono, dove si registrano con 223 auto per 1000 abitanti).

Delle 10 Regioni con i minori livelli di motorizzazione 4 sono in Grecia, dice ancora Eurostat, 2 in Francia, 2 in Romania, 1 in Germania e 1 in Austria. Da rilevare che due di queste zone sono le aree metropolitane di Berlino (solo 340 auto per abitante) e Vienna (364 auto per abitante). (fonte immagine: Eurostat).

Istat: 23,1% popolazione a rischio povertà e aumenta anche tra chi lavora, 21% a basso reddito

Roma, 21 mag. (askanews) – Nel 2024, oltre un quinto della popolazione residente in Italia è a rischio di povertà o esclusione sociale: il 23,1 per cento della popolazione, sostanzialmente stabile rispetto al 2023, ricade in almeno una delle tre condizioni che definiscono il rischio di povertà o esclusione sociale: rischio di povertà (18,9 per cento), grave deprivazione materiale e sociale (4,6 per cento), bassa intensità di lavoro (9,2 per cento). E’ quanto emerge dal Rapporto annuale dell’Istat.

Il Mezzogiorno resta l’area più esposta al rischio di esclusione sociale. L’incidenza raggiunge il 39,8 per cento nel Sud e il 38,1 per cento nelle Isole. L’incidenza è più bassa per chi vive in coppia senza figli, soprattutto se la persona di riferimento della famiglia ha almeno 65 anni (15,6 per cento), ed è invece quasi doppia per gli individui che vivono in famiglie in cui il principale percettore di reddito ha meno di 35 anni (30,5 per cento).

E in Italia la povertà colpisce anche chi ha un lavoro. Si diffonde, infatti, la vulnerabilità economica con l’aumento delle persone che lavorano ma i cui redditi non sono sufficienti a garantire un livello di vita adeguato. Nel 2023, il 21 per cento dei lavoratori risulta a basso reddito. Questa condizione è più frequente tra le donne (26,6 per cento), i giovani con meno di 35 anni (29,5 per cento) e i cittadini stranieri (35,2 per cento). E’ quanto emerge dal Rapporto annuale dell’Istat.

Tale vulnerabilità colpisce, inoltre, più spesso i lavoratori autonomi (28,9 per cento) e i dipendenti con un contratto a termine (46,6 per cento).

Gaza, bandiere Palestina in aula da Avs,Fratoianni: maggioranza complice massacro

Roma, 21 mag. (askanews) – A Gaza ci sono “50mila persone rinchiuse in una gigantesca prigione a cielo aperto, in 700 giorni si sono verificati un numero incredibile di crimini di guerra nel silenzio assordante della comunità internazionale” e “Netanyahu è un criminale di guerra che ha scelto di risolvere la questione palestinese con la deportazione”. Lo ha detto nell’aula della Camera Nicola Fratoianni (Avs) durante la discussione delle mozioni su Gaza. Mentre Fratoianni parlava alcuni colleghi del gruppo hanno esposto la bandiera palestinese incontrando il richiamo del presidente dell’aula Fabio Rampelli (Fdi).

In questo massacro, ha aggiunto Fratoianni, “muore anche quel che resta della democrazia israeliana” e quindi, “siamo qui a chiedere un atto politico, abbiamo fatto proposte precise” a cominciare “dal riconoscimento dello Stato palestinese”. “Siete complici, avete una responsabilità politica, dovrete rispondere anche ai vostri elettori che sentono come una cosa insopportabile quello che accade a Gaza” ha attaccato Fratoianni all’indirizzo del governo e della maggioranza.

Gaza, parere negativo Governo sulle mozioni Pd-M5S-Avs e Azione

Roma, 21 mag. (askanews) – Il governo ha dato parere favorevole alla mozione della maggioranza sul Medio Oriente e in parte alla mozione depositata da Italia Viva. Parere negativo invece sulla mozione su Gaza e Cisgiordania presentata da Pd-M5S e Avs (firmata dai leader Elly Schlein, Giuseppe Conte e Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli) e sulla mozione a prima firma Matteo Richetti (Azione). Dando il parere, il sottosegretario agli Esteri Giorgio Silli ha puntualizzato che il parere contrario resterà tale “anche qualora fossero richieste votazioni per parti separate perché si tiene conto del significato della mozione nel suo complesso”. Poco prima di fornire il parere Silli ha ricordato che il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà a Montecitorio per riferire “in quest’aula sulla situazione nella striscia di Gaza e sulle evoluzioni”.

Parere favorevole dunque alla mozione di maggioranza che chiede di “sostenere, insieme ai partner europei e internazionali, ogni tentativo di soluzione negoziata” anche “a partire dal piano predisposto dai Paesi arabi per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza e per consolidare in modo permanente la cessazione delle ostilità”, anche “nell’ottica di rilanciare un processo politico verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati, con Israele e uno Stato di Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, all’interno di confini mutualmente riconosciuti” e “a lavorare affinché le parti, nel rispetto del diritto internazionale umanitario e della legalità internazionale, giungano all’immediata cessazione dei combattimenti, alla liberazione degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas, al ripristino delle condizioni che consentano l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza”.

Per quanto riguarda la mozione di Italia Viva, a prima firma Maria Elena Boschi, l’esecutivo ha dato parere “contrario su premesse” e sugli impegni 1,2,3,5 e 6 “favorevole”, chiedendo invece una riformulazione sull’impegno 4 in questa direzione: “a continuare a sostenere anche in sede europea la proposta dei paesi arabi che pone le basi per la ricostruzione materiale e sociale della striscia escludendo lo sfollamento della popolazione paelstinese e per una soluzione permanente del conflitto in linea con il principio dei due Stati”. Nel testo firmato da Boschi, al quarto impegno si leggeva invece la richiesta di “condannare fermamente, anche in sede europea, il piano di occupazione militare della Striscia di Gaza avanzato da Netanyahu”. (segue)

Nuovo appello di Papa Leone XIV per la popolazione di Gaza: situazione straziante

Città del Vaticano, 21 mag. (askanews) – Nuovo appello di Papa Leone per la popolazione civile di Gaza. Un appello venuto al termine dell’udienza generale di oggi in piazza San Pietro.

“E’ sempre più preoccupante e dolorosa la situazione nella striscia di Gaza. – ha detto il Papa – Rinnovo il mio appello accorato a consentire l’ingresso di dignitosi aiuti umanitari e a porre fine alle ostilità il cui prezzo strazianate è pagato dai bambini, dagli anziani, dalle persone malate”.

Mattarella: questo è un momento decisivo per l’Ue, servono azione e concretezza per salvaguardarne ilprestigio

Bruxelles, 21 mag. (askanews) – “Questo è un momento decisivo per la nostra Unione che induce a ripercorrere la strada percorsa negli ultimi decenni e, pur consapevoli di lacune e ritardi, avvertire l’orgoglio della costruzione europea che tutti abbiamo contribuito a edificare”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro con il collegio dei commissari europei e la presidente Ursula von der Leyen a palazzo Berlaymont, secondo giorno della sua visita alle istituzioni europee.

“Io credo che occorra partire da questa consapevolezza per riflettere sul futuro del progetto di integrazione continentale”, ha aggiunto.

E – ha concluso Mattarella – “in un frangente storico così inquieto e così esposto a molte e anche impreviste perturbazioni dell’ordine internazionale, un ordine che abbiamo sempre visto da qui tutti noi come fondato sulle regole rispettoso dei popoli e della pari dignità tra le nazioni, serve una riflessione che deve essere orientata all’azione e alla concretezza per salvaguardare prestigio e autorevolezza dell’Unione Europea nel mondo e di promuoverne interessi e valori”.

Ue, Mattarella: istituzioni efficaci e rapide rafforzano consenso sociale

Bruxelles, 21 mag. (askanews) – “Sono anch’io convinto come tanti che quanto più le istituzioni comunitarie si dimostrano trasparenti efficienti efficaci nel fornire risposte rapide e razionali alle esigenze alle fondate preoccupazioni dei nostri concittadini tanto più se ne rafforza l’indispensabile consenso sociale”. Lo ha detto il Presidente Sergio Mattarella, incontrando il collegio dei commissari insieme alla presidente Ursula von der Leyen, a palazzo Barleymont.

“Oggi accanto a sensibilità, sempre preminenti nei popoli europei, dalla prosperità economica allo stato di diritto, dalla difesa dell’ambiente all’aspirazione a una società equa, coesa, ben istruita, dalla regolarizzazione dei fenomeni migratori ai sistemi di welfare efficienti, acquisisce rilievo crescente la dimensione della sicurezza rispetto a possibili minacce esterne”, ha sottolineato il capo dello Stato.

Ue, Mattarella:è momento decisivo, pur con ritardi avvertirne orgoglio

Bruxelles, 21 mag. (askanews) – “Questo è un momento decisivo per la nostra Unione che induce a ripercorrere la strada percorsa negli ultimi decenni e, pur consapevoli di lacune e ritardi, avvertire l’orgoglio della costruzione europea che tutti abbiamo contribuito a edificare”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso dell’incontro con il collegio dei commissari europei e la presidente Ursula von der Leyen a palazzo Berlaymont, secondo giorno della sua visita alle istituzioni europee.

“Io credo che occorra partire da questa consapevolezza per riflettere sul futuro del progetto di integrazione continentale”, ha aggiunto.

Bce, De Guindos: regole non diano un vantaggio a Stablecoin Usa

Roma, 21 mag. (askanews) – Sulle Stablecoin la posizione della Bce è che vanno scongiurate differenze normative tra Unione europea e Stati Uniti che si traducano con un vantaggio competitivo a favore delle Stablecoin americane. Lo ha spiegato il vicepresidente, Luis de Guindos nella conferenza stampa di presentazione del rapporto sulla stabilità finanziaria.

“Ci sono normative che verranno esaminate da Camera e Senato degli Stati Uniti e penso che l’approccio di Bce sia piuttosto chiaro: dobbiamo avere un terreno di concorrenza paritetico. Le leggi non devono diventare un vantaggio competitivo per nessuno”, ha detto.

“Noi abbiamo una legislazione approvata nella Ue e penso che sia molto importante per noi che non ci sia nessuna lacuna che possa dare vantaggi competitivi alle Stablecoin americane. E questa – ha detto – è l’approccio che come Bce abbiamo mentre ne stiamo discutendo con Parlamento europeo e Commissione”, per eveitare che eventuali “buchi” normativi vadano “a detrimento della Ue”. (fonte immagine: ECB 2025).

Il Papa: in un mondo ferito dalle guerre siamo chiamati a seminare pace

Città del Vaticano, 21 mag. (askanews) – “Cari fratelli e sorelle, San Paolo Apostolo insegna: ‘Ciascuno raccoglierà quello che avrà seminato’. In un mondo diviso e ferito dall’odio e dalla guerra siamo chiamati a seminare la speranza e a costruire la pace! Maria Santissima, Madre del Buon Consiglio, ci accompagni nel nostro cammino”. Così Papa Leone al termine della catechesi in piazza San Pietro nella sua prima udienza generale. Una piazza gremita di fedeli e prima dell’inizio dell’udienza Papa Leone ha fatto un giro in papamobile tra la folla, salutando e benedicendo i fedeli.

“Cari fratelli e sorelle, sono lieto di accogliervi in questa mia prima Udienza generale. Riprendo oggi il ciclo di catechesi giubilari, sul tema ‘Gesù Cristo Nostra Speranza’, iniziate da Papa Francesco. Continuiamo oggi a meditare sulle parabole di Gesù, che ci aiutano a ritrovare la speranza, perché ci mostrano come Dio opera nella storia”, ha spiegato Papa Leone XIV nella sua catechesi per la prima udienza generale in Vaticano.  Il Papa, salutando al termine dell’udienza generale i gruppi di pellegrini, è tornato a invocare la pace, chiedendo a tutti di pregare per questo: “In questo mese mariano, vorrei ribadire l`invito della Vergine di Fatima: ‘pregate il rosario ogni giorno per la pace’. Insieme a Maria, chiediamo che gli uomini non si chiudano a questo dono di Dio e disarmino il loro cuore. Il Signore vi benedica!”.

Bce: intermediari non bancari elemento di vulnerabilità mercati

Roma, 21 mag. (askanews) – La Banca centrale europea mantiene i fari puntati sugli intermediari finanziari non bancari, additandoli come “un elemento di vulnerabilità dei mercati a eventuali futuri shock” dati livelli tirati delle loro valutazioni e gli scarsi margini di liquidità di cui dispongono questi operatori. Questo in un quadro generale in cui i cambiamenti delle politiche, su dazi e commercio ma non solo, ha portato a forti aumenti dell’incertezza, provocando marcati rialzi della volatilità. Lo si legge nell’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria, pubblicato oggi dall’istituzione di Francoforte.

“L’escalation delle tensioni commerciali potrebbe influenzare negativamente imprese e famiglie dell’area euro, portando a rischi sul credito per banche e operatori finanziari non bancari – dice la Bce -. Le finanze pubbliche potrebbero risentire negativamente dall’aumento delle spese in difesa, per quanto non si possa escludere che diano una spinta alla crescita”.

In particolare sui dazi commerciali, i continui cambiamenti di linea, assieme a cambiamenti rilevanti nel contesto geopolitico “possono avere grandi ricadute economiche finanziarie”. La Bce riconosce che gli squilibri macroeconomici restano un problema di lungo termine nel dibattito internazionale e “non è chiaro se i dazi siano il migliore strumento per intervenire su di essi”. (Una formula che sembra meno univocamente critica su queste misure, rispetto a quelle usate finora da altre istituzioni).

Secondo il vicepresidente della Bce, lo spagnolo Luis de Guindos, citato nel comunicato sul rapporto “le crescenti tensioni commerciali e i correlati rischi di indebolimento della crescita stanno pesando sulle prospettive per la stabilità finanziaria”.

Nel corso di aprile si sono viste brusche vendite sui mercati. Per metà maggio, rileva tuttavia la Bce, anche gli asset finanziari più a rischio avevano pienamente recuperato le perdite, ma i mercati restano altamente sensibili alle notizie sui dazi. “I mercati azionari in particolare restano vulnerabili a improvvisi e bruschi aggiustamenti delle valutazioni che restano alte – si legge – mentre persistono preoccupazioni sulla concentrazione dei rischi. In un contesto di accresciuta volatilità, le debolezze su liquidità e il ricorso alla leva delle degli operatori non bancari potrebbero emergere, amplificando gli shock di mercati”.

Con il termine “intermediari non bancari” si intendono gli operatori finanziari che non hanno l’autorizzazione a svolgere attività bancaria, ma erogano credito o altri servizi, come la gestione del risparmio, le assicurazioni o i servizi di pagamento. Il settore include anche le fintech.

Sempre secondo l’analisi della Bce, essendo poi l’economia dell’area euro molto aperta, le tensioni commerciali avranno ricadute sulle imprese che dipendono molto dal commercio internazionale, con possibili contraccolpi per le famiglie se le vulnerabilità delle aziende esposte dovessero portare a licenziamenti. Al tempo stesso le esposizioni al rischio di credito per banche e operatori finanziari non bancari potrebbero aumentare, la Bce tuttavia sottolinea che la capacità delle banche di assorbire deterioramenti dei loro impieghi dovrebbe essere sostenuta dall’alta redditività e dai consistenti margini patrimoniali e sulle liquidità.

Passando ai livelli di indebitamento pubblico rispetto al Pil, secondo la Bce sono calati considerevolmente dopo gli aumenti causati da misure e restrizioni imposte dai governi a motivo del Covid. Ma “in alcuni Paesi i fondamentali di bilancio restano fragili -si legge -. I piani per aumentare le spese in difesa hanno il potenziale di spingere la crescita economica se focalizzati sugli investimenti produttivi, ma potrebbero anche porre rischi data la necessità di aumentare le emissioni (di debito pubblico) in una fase di crescenti costi”.

Inoltre questo aumento delle spese in difesa, combinato con crescita economica più debole e altre sfide strutturali, come quelle legate al cambiamento climatico, alla digitalizzazione e all’invecchiamento delle popolazioni, potrebbe mettere ulteriormente sotto pressione situazioni di finanze pubbliche già tirate per alcuni Paesi.

In questo ambito “preservare e rafforzare la resilienza del sistema finanziario è cruciale”, dice ancora la Bce. Le autorità devono mantenere i requisiti su livelli patrimoniali e margini prudenziali, assieme alle misure che assicurano sani standard sui criteri per l’erogazione dei prestiti. Inoltre le crescenti interconnessioni con gli intermediari non bancari richiamano la necessità di un quadro ampio di misure che aumenti la resilienza del settore. Questa resilienza – conclude il rapporto – aiuterebbe anche a far avanzare l’integrazione dei mercati dei capitali dell’area euro”.

Gaza, parole di verità. Olmert accusa, Londra reagisce

Nel cuore del conflitto che insanguina Gaza, arriva una voce che scuote e impone riflessione. È quella di Ehud Olmert, già primo ministro d’Israele, che in un’intervista alla BBC ha denunciato con parole inequivocabili la deriva delle operazioni militari in corso. “Ciò che Israele sta facendo ora a Gaza è molto vicino a un crimine di guerra”, ha dichiarato. E ancora: “Una guerra senza scopo, senza alcuna possibilità di ottenere un risultato che possa salvare la vita degli ostaggi”.

Olmert non è nuovo a posizioni critiche, ma la sua condanna è oggi più netta e urgente che mai. A sconvolgere è l’evidenza – da lui stesso sottolineata – che a morire sono migliaia di civili palestinesi e numerosi soldati israeliani, in una spirale che tradisce ogni logica difensiva. “Da ogni punto di vista, questo è odioso e oltraggioso”, ha detto. Condannando Hamas come “assassini”, ha però distinto con forza la necessità di combattere il terrore dalla tragedia di colpire innocenti. “Non stiamo combattendo civili innocenti. E questo deve essere chiaro”.

Ma alle parole, oggi, fanno eco anche atti concreti sul piano internazionale. Dopo settimane di appelli inascoltati, è il governo britannico a rompere l’equilibrio della cautela diplomatica. Il premier Keir Starmer si è detto “inorridito” dall’escalation a Gaza, chiedendo il cessate il fuoco immediato e un aumento urgente degli aiuti umanitari.

Il ministro degli Esteri, David Lammy, ha annunciato la sospensione dei negoziati per un accordo commerciale con Israele e convocato l’ambasciatore a Londra, esprimendo la posizione del Regno Unito in termini netti: “Il blocco degli aiuti a Gaza è crudele e indifendibile”. In queste ore, si valutano sanzioni mirate contro tre figure chiave del governo Netanyahu: i ministri Smotrich, Ben-Gvir e Katz, ritenuti responsabili dell’indurimento della linea militare e politica.

In un tempo in cui il silenzio della comunità internazionale rischia di diventare complice, l’appello di Olmert e la decisione del Regno Unito segnano una frattura. La questione non è più solo militare: è morale, è politica, è umanitaria.

Nel disordine globale, una voce di verità e un atto di responsabilità possono ancora aprire uno spiraglio. Ma serve coraggio. Anche in Europa.

Difesa, Portolano:forte preoccupazione lungo tutto fianco est Nato

Milano, 21 mag. (askanews) – “Forte preoccupazione lungo tutto il fianco est della Nato”. Lo ha detto alla Commissione Difesa nella sua odierna audizione il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, sulle linee generali dell’incarico ricoperto. “Mosca e altri competitors stanno adottando con rinnovato impeto strategie di sovversione, disinformazione e persuasione con l’obiettivo di erodere l’influenza occidentale e guadagnare maggiore leva politica”, ha aggiunto il generale.

“È chiaro a tutti – ha aggiunto Portolano nell’audizione – come l’attuale quadro geopolitico e strategico continua ad essere contrassegnato da un profondo mutamento degli equilibri internazionali con un’evidente frattura tra i paesi che sostengono il modello democratico e quelli come Russia, Iran, Corea del Nord e altri che promuovono sistemi autoritari. Questo divario ideologico si intreccia peraltro con l’aperta competizione per l’accesso alle risorse energetiche e alle materie prime con le ingerenze per procura sulle principali rotte commerciali e si manifesta anche con i destabilizzanti conflitti in corso in Ucraina e in Medio Oriente così come con forme di contesa spesso sotto la soglia del conflitto”.

Il generale ha poi spiegato che “è questo un quadro in cui il Mediterraneo allargato sta assumendo una rinnovata centralità fungendo da punto focale per gli interessi vitali e strategici nazionali per la sicurezza dell’Europa e più in particolare del fianco sud dell’Alleanza”.

Putin ha visitato la regione russa di Kursk

Roma, 21 mag. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin . Lo riportano le agenzie di stampa russe.

Mosca ha annunciato lo scorso aprile di aver ripreso il controllo della regione dove lo scorso anno Kiev aveva lanciato un’offensiva militare. Putin ha visitato ieri la regione e ha incontrato “i volontari che hanno aiutato gli abitanti dopo l’invasione delle forze armate ucraine”.

Nel corso della sua visita nella regione di Kursk, il presidente russo Vladimir Putin ha visitato la centrale nucleare Kursk-2, in fase di costruzione. Lo ha riferito oggi il Cremlino.

“Nella città di Kurchatov, Vladimir Putin ha incontrato i sindaci della regione di Kursk. Inoltre, il presidente ha visitato la centrale nucleare Kursk-2, attualmente in costruzione”, recita il comunicato del Cremlino.

La Cnn: secondo l’intelligence Usa Israele si sta preparando ad attaccare i siti nucleari in Iran

Roma, 21 mag. (askanews) – Nuove informazioni di intelligence ottenute dagli Stati Uniti indicano che Israele si starebbe preparando a colpire i siti nucleari iraniani. E’ quanto hanno detto alla Cnn diversi funzionari americani a conoscenza delle informazioni, precisando che non è chiaro se le autorità israeliane abbiano già preso una decisione definitiva a riguardo e sottolineando che all’interno dell’amministrazione americana ci sarebbero disaccordi sulle probabilità che Israele attacchi.

Se e come Israele attaccherà, hanno detto le fonti, dipenderà probabilmente dal giudizio che darà ai negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran sul suo programma nucleare. Ma “la possibilità di un attacco israeliano contro un impianto nucleare iraniano è aumentata in modo significativo negli ultimi mesi – ha rimarcato un’altra fonte al corrente dell’intelligence – e la prospettiva di un accordo tra Stati Uniti e Iran negoziato da Trump che non rimuova tutto l’uranio iraniano rende più probabile la possibilità di un attacco”.

Immigrazione, Delrio attacca il Dl Albania: “Una toppa peggio del buco”

Il Senato ha approvato con il ricorso al voto di fiducia il cosiddetto Dl Albania, contenente le misure per il contrasto all’immigrazione irregolare. I voti favorevoli sono stati 90, i contrari 56, con un solo astenuto. Il provvedimento, già al centro di polemiche, diventa ora legge.

A intervenire con durezza in Aula è stato Graziano Delrio, senatore del Partito Democratico e presidente del Comitato Schengen, che ha espresso una posizione fortemente critica, definendo l’accordo con Tirana «un mezzo pasticcio» e accusando il governo di propaganda e sprechi.

Queste le parole pronunciate da Delrio nella sua dichiarazione di voto:

“Questo provvedimento è un mezzo pasticcio, una toppa peggio del buco. L’ennesimo tentativo propagandistico di aggiustare qualcosa che non funziona e che non affronta problemi essenziali. Sgombriamo per favore il campo, qui non c’è nessuno che vuole l’immigrazione irregolare. Ma il tema è che l’immigrazione regolare in Italia non è possibile”. 

“La destra si chieda come mai, rispetto al suo decreto flussi, solo il 10% dei migranti ottiene un visto. C’è qualcosa che non funziona. La questione dell’immigrazione meriterebbe una discussione seria, perché è un problema strutturale e non congiunturale, non di paura ma di interesse nazionale, riguarda il funzionamento di questo Paese”. 

“Quanto costano i 10 cpr che abbiamo in Italia, per 1400 posti? A me risulta 50 milioni di euro complessivamente, qui ne stiamo spendendo 20 volte tanto per ospitare poche persone. Governo e maggioranza avrebbero dovuto chiedere scusa al Paese, dire ‘ci siamo sbagliati’, ‘abbiamo sprecato denaro pubblicò e provare a recuperare, restituendo le aree all’Albania e riportando a casa i poliziotti, invece di emanare un ulteriore decreto”.

Nel mirino del senatore Pd ci sono non solo l’inefficacia pratica del decreto, ma anche il suo costo sproporzionato e l’incapacità del governo di affrontare la questione migratoria come problema strutturale e di interesse nazionale, anziché come emergenza o strumento di consenso. La fiducia imposta al Parlamento, secondo Delrio, ha chiuso ogni possibilità di confronto serio.

Conta alla fine rilevare che, mentre la maggioranza difende l’accordo con l’Albania come misura necessaria, si allarga il fronte di chi – anche fuori dal Pd – invoca una nuova politica migratoria, basata su flussi regolari, cooperazione europea e legalità.

Mosca intensifica i bombardamenti, in bilico la diplomazia americana

[…] Invece d’imporre sanzioni paralizzanti all’aggressore, gli Stati Uniti lo corteggiano mandando in frantumi le flebili speranze d’una tregua.

La disperazione aveva portato molti in Ucraina a riporre fiducia nell’attuale inquilino della Casa Bianca prima della sua elezione, perché la sua imprevedibilità avrebbe potuto rappresentare un elemento di rottura per la situazione di stallo creata dal suo predecessore. Già allora la gente si chiedeva quale fosse il senso d’un memorandum come quello di Budapest, se nessuno lo rispetta. Di conseguenza, è più che comprensibile il forte rigetto della popolazione ucraina al fatto che quel termine latino possa essere associato ad azioni concrete per porre fine alla guerra.

Dopo le vergognose dichiarazioni di ieri – che hanno lasciato senza parole anche i leader europei presenti in streaming col tycoon – i russi hanno nuovamente sganciato contro l’Ucraina un numero impressionante di bombe. Centinaia di droni hanno colpito decine di città per tutta la notte. Uno ha travolto un altro autobus carico di civili a Kherson, facendone scempio.

Decine di glide bomb hanno danneggiato gravemente le strutture idriche di Sumy, lasciandone gli abitanti senz’acqua. Altri vettori hanno distrutto un importante ponte che collegava il villaggio di Yamne con Vilny, Velyka Pysarivka e l’autostrada Krasnopillya-Kharkiv, isolando tutto quel settore dal resto dell’Ucraina.

Dopo aver parlato per la terza volta con Trump, Putin ha nuovamente dimostrato di non esser pronto a scendere ad alcun compromesso. Al di là delle aspettative, proporre oggi agli ucraini un memorandum d’intesa coi russi è da parte americana una soluzione pilatesca talmente imbarazzante da non poter essere considerata altro che un fallimento. La realtà è che Putin sta cercando d’usare Trump per convincere Zelenskyj a discutere l’agenda russa (che prevede una capitolazione dell’Ucraina) ai colloqui di Instanbul, spostando l’attenzione sui rapporti commerciali ed economici bilaterali fra Mosca e Washington come oggetto di discussione separato dalla questione ucraina.

La versione integrale dell’articolo – l’estratto qui proposto è la parte finale – compare oggi su “La Ragione” con il titolo “L’inopportunità”. L’autore è corrispondente di guerra e segue fin dall’inizio del conflitto la resistenza dell’Ucraina.

Dopo Francesco, sempre la speranza guida la stagione di Leone XIV

In certi momenti la storia sembra prendere il respiro lungo del cambiamento, e noi ci troviamo testimoni di qualcosa che va oltre l’ordinario. Così è stato per la Chiesa nelle ultime settimane: alla commozione per la morte di Papa Francesco, figura amatissima e simbolo di un pontificato rivolto agli ultimi, è seguita l’elezione di un nuovo pontefice, Papa Leone XIV.

Un passaggio carico di emozione e significato. La fine di un’epoca e l’inizio di un’altra, che già si annuncia ricca di speranza.

L’elezione del nuovo pontefice, il primo Papa americano, ha sorpreso molti. Non era una figura nota al grande pubblico, ma la sua biografia – segnata da esperienze intense come missionario e da una cultura profonda – ha lasciato tutti senza parole. A dire il vero, di “americano” sembra avere ben poco, se si guarda alla sua sobrietà e al suo stile pastorale.

Se ci soffermiamo sulle figure, è difficile non notare un parallelismo tra Papa Francesco e Giovanni XXIII: entrambi uomini buoni, sinceri, capaci di parlare al cuore della gente. Giovanni XXIII, con il Concilio Vaticano II, aveva avviato una stagione di rinnovamento ancora in gran parte incompiuta; Papa Francesco, con la sua semplicità evangelica e uno sguardo sempre rivolto agli ultimi, ha portato avanti un’opera di “sgombero”: ha smontato strutture di potere, interrotto pratiche opache come la gestione disinvolta di patrimoni e immobili, e riportato la Chiesa verso una dimensione più autentica.

Tuttavia, smantellare è solo il primo passo. Ricostruire è ben più difficile. Serve discernimento, coraggio, equilibrio. Ed è proprio questo che ci auguriamo dal nuovo pontefice.

Le prime parole di Papa Leone XIV ci hanno colpiti profondamente. In alcuni passaggi ha persino ripreso le espressioni di Papa Francesco, quasi a voler segnare una continuità spirituale e pastorale. In quei momenti abbiamo sentito forte la presenza dello Spirito Santo, che ancora una volta sembra aver guidato la Chiesa nella scelta del suo pastore.

Ma ora si apre una fase più complessa: quella della ricostruzione. E proprio per questo l’elezione di Papa Leone XIV appare provvidenziale.

Con la sua elezione si apre dunque una nuova stagione. Non priva di sfide, ma colma di promesse. Una stagione in cui, forse, possiamo davvero iniziare a costruire una Chiesa più giusta, più povera, più vicina al Vangelo.

Statuto dei lavoratori, un anniversario dimenticato che interroga il presente

Ieri è passato nel silenzio più assoluto il 55° anniversario dell’approvazione dello “Statuto dei lavoratori”. Cioè della più grande operazione riformista, democratica e costituzionale dal secondo dopoguerra che ha riguardato il mondo del lavoro nel nostro lavoro. Alcuni lo definirono un “capolavoro” dell’allora Ministro del Lavoro Carlo Donat-Cattin – o “dei lavoratori” come si definiva lo statista piemontese -, altri come il pilastro decisivo per la “difesa dei diritti dei lavoratori”, altri ancora come uno dei più autorevoli “progetti riformisti e di governo” dell’Italia democristiana. Forse la definizione più calzante resta proprio quella di Donat-Cattin quando disse nel dibattito alla Camera che “Abbiamo portato la Costituzione repubblicana nelle fabbriche”.

Eppure una coltre di silenzio ha travolto questa ricorrenza. Seppur solo una ricorrenza da calendario ma, comunque sia, sempre molto importante. Anche in vista dei referendum del prossimo giugno.

Certo, dopo 55 anni i rapporti di lavoro, il mondo della produzione, il contesto sociale, politico e culturale sono cambiati radicalmente. Al punto che parlare oggi di fabbriche rasenta quasi un linguaggio datato se non del tutto romantico perché, appunto, storicizzato. Ma c’è un aspetto che non passa di moda. E riguarda proprio i diritti dei lavoratori e le condizioni di vita delle persone che lavorano, frutto di una visione politica, culturale e di governo che non può essere confusa con il vociare contemporaneo, conseguenza di un approccio propagandistico e populista che è quasi

alternativo rispetto ad una stagione profondamente riformista e di governo come quella che abbiamo sperimentato alla fine degli anni ‘60 e con l’inizio degli anni ‘70 nel nostro paese. E non è un caso che alla vigilia di referendum del tutto inutili ed oggettivamente propagandistici nonchè, purtroppo, anche nocivi per le condizioni di vita dei lavoratori, non c’è alcun riferimento – neanche simbolico – a quella stagione. E, nello specifico, a quello “Statuto dei lavoratori”. E la risposta è altrettanto semplice. Perché esiste una distanza quasi siderale tra una stagione che è stata caratterizzata da riforme che hanno inciso in profondità sulla vita concreta dei lavoratori e dei ceti popolari che sino a quel momento convivevano con una situazione di oggettiva emarginazione e difficoltà nei luoghi di lavoro e quindi nell’intera società con l’attuale contesto politico, culturale e sindacale. E su questo versante, forse, è necessario dire una parola chiara che il “politicamente corretto” non può nè pronunciare e nè tollerare per ragioni del tutto comprensibili ma che, al contempo, non si possono più aggirare. E cioè, non passa attraverso il massimalismo demagogico, il populismo propagandistico e l’estremismo ideologico la strada per rinnovare e modernizzare il mondo del lavoro. E, soprattutto, la condizione di vita concreta dei lavoratori.

Ed è proprio lungo questo filone che emerge la differenza politica – di metodo e di merito – tra due concezioni che storicamente hanno caratterizzato e accompagnato la politica italiana. Da un lato l’approccio riformista, la cultura di governo e la capacità di tradurre in atti politici e in provvedimenti legislativi i bisogni, le istanze e le domande dei lavoratori e dei ceti popolari.

Dall’altro il continuo richiamo al massimalismo ideologico, alla propaganda qualunquista e all’estremismo ideologico. È, del resto, la storica ed atavica divisione tra i riformisti e i massimalisti. Nella cultura come nella politica, nei partiti come nel sindacato. Una divisione che c’era ieri e che vale oggi e che, quasi sicuramente, ci sarà anche domani.

Ucraina, Zelensky: pronti a negoziati diretti con la Russia. Importante l’impegno Usa

Roma, 20 mag. (askanews) – “È importante che l’America rimanga impegnata nel processo per arrivare alla pace. È l’America che la Russia teme, ed è l’influenza americana che può salvare molte vite, se usata come leva per convincere Putin a porre fine alla guerra”: lo ha sottolineato il presidente ucraino, Volodymr Zelensky, nel suo discorso serale riferendo dei colloqui avuti in giornata con i leader di Finlandia, Italia, Germania, Norvegia e con la presidente della Commissione europea.

“La diplomazia è più forte quando siamo uniti. Stiamo discutendo con i nostri partner i dettagli e le idee emersi dalla conversazione di ieri con il Presidente Trump”, ha spiegato Zelensky, precisando: “Stiamo discutendo con i nostri partner dei futuri incontri con i russi: negoziati diretti a cui l’Ucraina è pienamente pronta, in qualsiasi formato che dia risultati”.

E’ legge il decreto Albania, avanti con i Centri migranti di Schengjin e Gadjer

Roma, 20 mag. (askanews) – Diventa legge oggi anche il dl Albania, tra le polemiche, in Senato, con il provvedimento incardinato e licenziato in poche ore questa mattina dalla commissione Affari costituzionali senza che ci sia stato un esame sul testo e senza mandato al relatore. E con un’altra fiducia (dopo quella approvata alla Camera la scorsa settimana). I voti a favore sono stati 90, i contrari 56, 1 astensione.

Il provvedimento modifica il protocollo, firmato tra la premier Giorgia Meloni e l’omologo Edi Rama a novembre del 2023, sui centri di Schengjin e Gadjer aperti lo scorso ottobre in Albania che, sinora, non hanno funzionato, con costi ingenti, una ‘spola’ nella acque dell’Adriatico che ha messo in imbarazzo l’esecutivo e uno scontro con i magistrati senza precedenti sulla definizione di “paesi sicuri”. L’andirivieni di questi mesi, di navi militari con a bordo extracomunitari, in seguito alla mancata convalida da parte dei giudici dei trattenimenti, ha convinto il governo ad ampliare la sfera d’azione dell’accordo tra Meloni e Rama.

D’altronde, era stata la premier, a dicembre del 2024, ad affermare alla kermesse di Fratelli d’Italia dal palco di Atreju: “i centri funzioneranno, funzioneranno. Dovessi passarci ogni notte da qui alla fine del governo italiano, funzioneranno” e la modifica del protocollo punta a blindare i trasferimenti.

Il decreto estende infatti la platea di coloro che possono essere portati in Albania agli stranieri, già in Italia, colpiti da provvedimenti di trattenimento (non solo quindi per extracomunitari richiedenti asilo intercettati in acque internazionali). E il trasferimento sarà possibile senza che venga meno il trattenimento e senza che sia richiesta una nuova convalida. Non solo, con alcune modifiche introdotte alla Camera, si prevede che se il migrante, trasferito nei centri in Albania, dovesse presentare domanda di protezione, cambiando quindi il suo status giuridico, non sarà riportato in Italia se vi siano “fondati motivi per ritenere che la domanda di protezione internazionale sia stata presentata al solo scopo di ritardare o impedire l’esecuzione del respingimento o dell’espulsione”.

In caso poi di mancata convalida del trattenimento, in presenza di una domanda di asilo di cui si sospetta che sia stata presentata a scopo dilatorio, si prevede la possibilità di emanare un nuovo provvedimento di trattenimento per un altro dei motivi previsti dalla legge e quando il provvedimento è adottato immediatamente o, comunque, non oltre 48 ore dalla comunicazione della mancata convalida, il richiedente asilo resta nel centro fino alla decisione sulla convalida. Viene inoltre estesa l’applicazione della procedura accelerata di esame delle domande di asilo alla frontiera.

Al momento in Albania ci sono circa 40 extracomunitari e ci sono stati meno di una ventina di rimpatri, operazione che avviene necessariamente con il ritorno in Italia da cui partono i voli verso i paesi d’origine che hanno stretto con l’Italia accordi in questo senso.

In aula il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni ha definito i centri un “modello virtuoso, un punto di riferimento per tanti paesi europei e in attesa del giudizio della corte di giustizia Ue che – ha sostenuto – sono convinto renderà il modello Albania funzionante” in chiave di “deterrenza e alleggerimento della pressione migratoria”.

Le opposizioni invece sono andate all’attacco di governo e centodestra che “umiliano il Parlamento”. Le fiducie dell’esecutivo Meloni girano “attorno a quota novanta”, ha detto il capogruppo Pd Francesco Boccia. Di “vero fallimento” dei centri, ha parlato la dem Sandra Zampa: “Un progetto costato un miliardo di euro, per poche decine di migranti con strutture ampiamente inutilizzate, in violazione della Costituzione, del diritto europeo e del buon senso. Una mossa per far calare gli sbarchi? Con l’arrivo dell’estate gli sbarchi stanno riprendendo. L’unico obiettivo è essere duri e cattivi”.

“Qualche giorno fa la presidente Meloni ci ha detto che il 25% dei migranti trattenuti in Albania è stato rimpatriato. Quello che non ha detto è che si tratta di circa 10 migranti – ha osservato la vice presidente del Senato, la Cinque Stelle Mariolina Castellone – Da quando ci sono loro al governo sono sbarcati 250mila migranti. 250mila arrivi e 10 rimpatriati dall’Albania! Sull’immigrazione hanno fallito e hanno sconfessato tutte le promesse fatte in campagna elettorale, quella del blocco navale, del ‘non facciamoli partire'”.

“L’accordo con l’Albania è un vero e proprio strumento di deportazione di esseri umani – ha affermato il senatore di Avs Tino Magni – Il trattenimento all’estero, in strutture fuori dall’Ue, rappresenta un precedente pericoloso che espone l’Italia a gravi responsabilità giuridiche e morali. Perché deportare persone dai Cpr italiani, i nostri ‘lager di Stato’, a Gjader senza ulteriore convalida giudiziaria, va contro ogni diritto, non solo quello costituzionale. La destra oggi restringe i diritti dei migranti domani, con il decreto sicurezza, li restringe a tutti”.

“Con questo decreto si trasformano i centri in Albania da Cie a Cpr”, ha infine esordito la senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, ricorndando come nei centro di trattenimento “le persone sono di fatto recluse per un periodo di tempo fino a 18 mesi. Quello che non cambia è Crociere Meloni: la nave Cassiopea continua ad andare avanti e indietro tra Lampedusa, Bari, Tirana, con ulteriore sperpero di denaro pubblico”.

Tra le novità introdotte nell’iter parlamentare anche la proroga al 31 dicembre 2026 delle deroghe ad alcune disposizioni di legge per l’individuazione, l’acquisizione o l’ampliamento dei Cpr e la cessione a Tirana a titolo gratuito “due motovedette della classe 400 Cavallari in dotazione al corpo delle capitanerie di porto-Guardia Costiera”.

Anche il decreto cittadinanza oggi è legge. L’aula della Camera, con 137 voti favorevoli, 83 contrari e due astenuti, ha approvato il disegno di legge di conversione che aveva già ottenuto il via libera del Senato.

Si introduce così il principio che la cittadinanza non si trasmette automaticamente ai nati all’estero in possesso di altra cittadinanza e si preclude il riconoscimento della stessa anche ai nati all’estero prima dell’entrata in vigore della legge stessa. In sintesi, le nuove norme stabiliscono che i discendenti di cittadini italiani, nati all’estero, saranno automaticamente cittadini solo per due generazioni (solo chi ha almeno un genitore o un nonno nato in Italia sarà cittadino dalla nascita). I figli di italiani acquisteranno automaticamente la cittadinanza se nascono in Italia oppure se, prima della loro nascita, uno dei loro genitori cittadini ha risieduto almeno due anni continuativi in Italia.

Roma, Piazza di Siena al via con musica Maestro Alvise Casellati

Roma, 20 mag. (askanews) – Sarà il Maestro Alvise Casellati a dirigere l’Orchestra della Toscana nel concerto d’Apertura di Piazza di Siena 2025 a Villa Borghese, evento promosso da Intesa Sanpaolo e dedicato interamente a Giacomo Puccini, in occasione dei 125 anni dalla Tosca. Il programma – al via mercoledì 21 maggio alle 19 sull’Ovale di Piazza di Siena – prevede, spiega una nota, una selezione di arie dell’opera, con la partecipazione del tenore Francesco Meli, del soprano Valeria Sepe e del baritono Devid Cecconi.

L’evento rientra nel progetto dell’organizzazione “Opera Italiana is in the Air” (di cui Casellati è Presidente e Music Director) nata per la diffusione della cultura operistica e assume un significato particolare dopo il riconoscimento del Canto Lirico Italiano come Patrimonio Immateriale dell’Umanità da parte dell’Unesco, nel dicembre 2023. Il concerto si inserisce nel palinsesto culturale di Piazza di Siena, in linea con la filosofia di Fise e Sport e Salute, che dal 2018 promuovono un modello di evento sportivo attento a cultura, tradizione e salvaguardia del patrimonio botanico.

Nel pomeriggio, alle 16.30, è invece prevista la tradizionale sfilata a cavallo dei protagonisti dell’Italia Polo Challenge. Il corteo partirà da Piazza del Popolo, attraverserà via del Corso e via dei Condotti, fino a Piazza di Spagna. Alla tappa romana parteciperanno sei squadre, con match in programma da giovedì a sabato al Galoppatoio di Villa Borghese (ingresso libero).

Tra gli appuntamenti sportivi della 92esima edizione dello CSIO di Roma Master d’Inzeo, anche il debutto del CSIU25-A presented by Goldspan, competizione internazionale riservata agli under 25. In gara 24 atleti, di cui 18 amazzoni, provenienti da 11 Paesi. Tra i nomi di spicco Evelyne Putters (Belgio), Jules Orsolini (Francia), Johanna Beckmann (Germania), membri della Young Riders Academy. Per l’Italia, in gara 12 giovani, tra cui Sofia Manzetti, medaglia d’argento ai recenti Campionati Italiani U25. Le gare U25 si terranno giovedì, venerdì e domenica, con il Gran Premio U25 alle 16.15. Il circuito rappresenta un importante passaggio tra le categorie giovanili e i concorsi senior del salto ostacoli internazionale.

Migranti, Mattarella: lotta comune Ue a trafficanti, aprire a regolari

Bruxelles, 20 mag. (askanews) – Combattere insieme i trafficanti e favorire l’immigrazione irregolare. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ne ha parlato a Bruxelles con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, primo appuntamento della sua visita alle istituzioni europee.

Il capo dello Stato – a quanto viene riferito – ha ribadito a Costa il suo pensiero per gestire il problema dell’immigrazione irregolare su cui si stanno studiando varie ricette proprio qui a Bruxelles. Secondo Mattarella occorre fronteggiare i trafficanti di esseri umani che torturano e uccidono i migranti spingendoli in mare o nelle foreste balcaniche.

Per il Presidente sul tema dei migranti infatti l’Europa si trova di fronte a un paradosso: abbiamo bisogno di mano d’opera e nei nostri paesi ci sono migranti irregolari non formati. E dunque per contribuire a ridurre l’immigrazione incontrollata bisogna fare una lotta comune ai trafficanti e aprire canali per l’immigrazione regolare, formando in loco professionalità che poi possono venire a lavorare in Europa.

Kallas (Ue): situazione catastrofica a Gaza. Avvieremo revisione accordi con Israele, forte maggioranza a favore

Roma, 20 mag. (askanews) – “E’ chiaro dalla discussione tenuta oggi che c’è una forte maggioranza a favore della revisione dell’articolo due del nostro accordo di associazione con Israele. Quindi avvieremo questo lavoro”: lo ha detto il capo della diplomazia Ue, Kaja Kallas, nella conferenza stampa tenuta al termine del Consiglio Affari esteri.

Kallas ha riferito di una “discussione molto, molto intensa” sul Medio Oriente, sottolineando che la “situazione a Gaza è catastrofica” e che “gli aiuti che Israele ha autorizzato a entrare sono i benvenuti, ma sono una goccia nell’oceano”

La discussione sull’accordo di associazione con Israele è stata avviata su richiesta del ministro degli Esteri olandese, Casper Veldkamp, secondo cui il blocco degli aiuti da parte di Israele a Gaza costituisce una violazione dei suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale umanitario e, pertanto, dell’accordo Ue-Israele che, nell’articolo due, prevede il rispetto dei diritti umani.

Fondazione Elpis presenta la sesta edizione di Una Boccata d’Arte

Milano, 20 mag. (askanews) – Fondazione Elpis presenta la sesta edizione di Una Boccata d’Arte, il progetto d’arte contemporanea ideato nel 2020 da Marina Nissim, Presidente di Fondazione Elpis, diffuso lungo tutta la Penisola in 20 piccoli centri con meno di 5.000 abitanti e realizzato in collaborazione con Maurizio Rigillo di Galleria Continua e Threes.

Nel 2024, Una Boccata d’Arte ha raggiunto un importante traguardo: la realizzazione di 100 progetti complessivi, firmati da 100 artisti in 100 borghi italiani. La mostra “Dove non sono mai stato, la sono” fino al 6 luglio 2025 presso Fondazione Elpis a Milano racconta questa esperienza quinquennale attraverso un allestimento che restituisce l’importanza delle reti territoriali sviluppate nel corso di questi anni.

In occasione della conferenza stampa, la Presidente Marina Nissim ha illustrato ad Askanews il progetto: “Oggi siamo qui a presentare la sesta edizione di Una Boccata d’Arte, un progetto che nasce nel 2020. I giovani artisti vengono portati in 20 borghi ogni anno, un borgo per regione, e sono invitati a dialogare, a avere un momento di incontro e a lavorare all’interno del borgo. un evento prettamente partecipativo, di condivisione, di scambio, di riflessione e di rigenerazione.

In questo spazio, che lo spazio a Milano di Fondazione Elpis, abbiamo oggi una mostra che vuole documentare i primi cinque anni di Una Boccata d’Arte. Abbiamo delle opere di alcuni artisti che hanno presentato il loro lavoro sul territorio e soprattutto la mostra vuol far capire la dimensione e l’importanza di questo progetto. In cinque anni, avendo gi toccato cento borghi, siamo riusciti a lasciare 40 opere permanenti sul territorio e questo vuol dire che questo segnale, questa scintilla, questo progetto temporaneo in realt ha lasciato una testimonianza permanente e questa lamia pi grande soddisfazione”. Ad ogni edizione, Una Boccata d’Arte acquisisce sempre maggior consapevolezza rispetto alla necessita di dare vita a opere e progetti in cui le comunitpossano riconoscersi: sono tanti gli artisti che hanno lavorato sulle memorie preesistenti o sulla definizione di nuove occasioni di aggregazione, in molti casi mettendo in campo le proprie identit culturali d’origine.

Dal 28 giugno al 28 settembre 2025 la sesta edizione coinvolge borghi, in un’espansione del progetto verso spazi in disuso, luoghi di aggregazione dimenticati o ai margini del tessuto urbano. L’edizione 2025 si compone di interventi dalla spiccata valenza partecipativa e ambientale, in alcuni casi con opere pensate per restare come segni permanenti nei territori. I progetti nascono da ricerche approfondite sul campo grazie alla mediazione dei curatori regionali.

Gli artisti, i borghi e i curatori della sesta edizione:

Hetty Laycock a Ollomont (AO) in Valle d’Aosta, a cura Elena Graglia;

Bibi Manavi a Borgolavezzaro (NO) in Piemonte, a cura di Veronica Botta;

Jim C. Nedd a Framura (SP) in Liguria, a cura di Mireille Filippini per Threes;

Aiko Shimotsuma a Brunate (CO) in Lombardia, a cura di Edoardo De Cobelli;

Stefano Caimi a Luserna (TN) in Trentino-Alto Adige, a cura di Valerio Panella;

Giacomo Gerboni a Tarzo (TV) in Veneto, a cura di Giovanni Giacomo Paolin e Sara Maggioni;

Babau a Cormons (GO) in Friuli Venezia Giulia, a cura di Marta Oliva;

Vica Pacheco a Bagnara di Romagna (RA) in Emilia-Romagna, a cura di Sofia Baldi Pighi per Threes;

Stella Rochetich a Pratovecchio Stia (AR) in Toscana, a cura di Gabriele Tosi;

Qeu Meparishvili a Citerna (PG) in Umbria, a cura di Giovanni Rendina;

Giuseppe Abate a Altidona (FM) nelle Marche, a cura di Matilde Galletti;

Gabriele Ermini a Oriolo Romano (VT) in Lazio, a cura di Irene Angenica;

Adele Dipasquale a Roccacaramanico, fraz. di Sant’Eufemia a Maiella (PE) in Abruzzo, a cura di Andrea Croce; Roberto Casti a Macchiagodena (IS) in Molise, a cura di Alessia Delli Rocioli;

Tild Greene a Lustra (SA) in Campania, a cura di Giulia Pollicita;

Aymen Mbarki a Sammichele di Bari (BA) in Puglia, a cura di VOGA Art Project; Vaste Programme a Miglionico (MT) in Basilicata, a cura di Roberta Mansueto; Anna Ill a Simeri Crichi (CZ) in Calabria, a cura di Ehab Halabi Abo Kher;

Nicola Martini a Custonaci (TP) in Sicilia, a cura di Giulia Monroy;

Sara Persico a Burcei (SU) in Sardegna, a cura di Anna Pirisi per Threes.

Mattarella vede Costa: serve Ue autorevole che dia risposte rapide

Bruxelles, 20 mag. (askanews) – Serve un’Europa autorevole che dia risposte rapide per non lasciare ad altri le decisioni. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ne ha parlato a Bruxelles con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, prima tappa della sua visita alle istituzioni europee.

“Il ruolo del Consiglio europeo è cruciale in questo momento in cui la comunità internazionale è in cerca di nuovi equilibri che garantiscano pace e serenità nel mondo – ha detto il capo dello Stato nel corso del colloquio all’Europa Building -. Siamo per una comunità internazionale basata su regole e sulla cooperazione e dobbiamo essere protagonisti in questa situazione critica. Per ricucire un tessuto di regole e una situazione di stabilità occorre un’Ue autorevole e prestigiosa capace di essere punto di riferimento nel mondo”.

Per il capo dello Stato inoltre “occorrono riforme capaci di assicurare un ascolto reciproco all’interno dell’Ue ma anche di dare risposte rapide ed impedire che le lentezze dei processi decisionali facciano accodare l’Europa a decisioni prese da altri”.

Mattarella: la vita del nostro Paese strettamene intrecciata all’Ue

Bruxelles, 20 mag. (askanews) – “Voi siete uno spaccato dell’Italia qui a Bruxelles, dalla vostra presenza così diffusa e ampia emerge quanto sia ormai strettametne intrecciata, sotto ogni profilo, la vita del nostro paese e l’Ue”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando a Bruxelles la delegazione italiana.

“Siete il punto di collegamento più importante, il vostro ruolo qui, sia come rappresentanti che come cittadini europei in questa capitale dell’Europa, è estremamente prezioso – ha proseguito il capo dello Stato – dimostra quanto sia crescente l’interlocuzione tra il nostro paese e l’Ue, di conseguenza cresce anche l’impegno degli italiani qui in missione, in questa straordinaria avventura di integrazione che stiamo continuando a vivivere di anno in anno”.

“Svolgete con abnegazione, dedizione e impegno e anche con fatica il vostro lavoro ai tanti livelli diversi da quelli apicali a quelli di collaborazione, ma tutti preziosi in questo tessuto connettivo che lega l’Italia alla Ue. Grazie e auguri per il vostro lavoro”, ha concluso Mattarella sottolineando che anche il clima lo ha accolto bene: “Poche volte ho visto un sole così a Bruxelles, siamo stati fortunati anche in questo. Questa città accoglie dentro di sè, ospitandola, una quantità di presenze da tutti i 27 paesi dell’Unione e questo è in sè un ulteriore pregio e bagaglio e patrimonio che voi vivete ogni giorno”, qualcosa “che apre l’orizzonte e dimostra come sia sempre di più il futuro delle nostre interlocuzioni”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Bruxelles per una visita ai vertici delle istituzioni dell’Unione europea, ha incontrato presso la sede della rappresentanza italiana il commissario europeo per la Politica regionale e di coesione, lo sviluppo regionale, le città e le riforme, Raffaele Fitto. Successivamente il capo dello Stato si è spostato presso l’Europa building per un colloquio con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.

Partono le votazioni per il contest degli Anter Green Awards

Roma, 20 mag. – Sessantasei scuole, 337 classi e 5.790 studenti coinvolti. Sono i numeri dell’edizione 2025 degli Anter Green Awards, il progetto di educazione alla sostenibilit promosso da Anter, l’associazione nazionale tutela energie rinnovabili con il sostegno delle aziende della rete di imprese Nwg, New World in Green.

Il contest, giunto all’undicesima edizione, ha coinvolto istituti scolastici in rappresentanza di quindici regioni d’Italia (a fare da capofila la Campania con 17 istituti in gara, seguita da Sicilia, Toscana, Piemonte ed Emilia Romagna). Agli studenti stato chiesto di elaborare un video dalla durata di un minuto: ad aiutarli gli insegnanti e gli ambasciatori volontari di Anter. L’obiettivo stato quello di sensibilizzare grandi e piccoli sull’importanza delle energie rinnovabili. Completata l’elaborazione dei video ‘Un minuto di energia rinnovabile’, adesso tocca alla cittadinanza. Da domani, marted 13 maggio, fino al 22 maggio, il pubblico potr accedere alla piattaforma ufficiale del concorso https://greenawards.anteritalia.org/it/ per guardare e votare i video in gara, realizzati dalle scuole di tutta Italia che hanno aderito al progetto educativo “Il Sole in Classe”.

I temi dei video sono stati suddivisi per area geografica e riflettono le diverse fonti energetiche: idroelettrico per il nord Italia, eolico per il centro Italia, solare per il sud Italia.

Le prime 10 scuole classificate in base alle votazioni on line riceveranno premi per un valore complessivo di oltre 10.000 euro, offerti da NWG Energia, a sostegno dei rispettivi progetti educativi. Inoltre, una giuria di esperti selezioner i 3 vincitori dei Premi della Critica, ai quali andranno 1.500 euro ciascuno grazie al contributo di NWG Italia. La giuria composta da membri del Comitato Scientifico di Anter, redattori della rivista Ambiente e altre personalit vicine ai valori dell’associazione.

I vincitori saranno proclamati al termine del contest: la cerimonia di premiazione si terr a novembre in un luogo istituzionale a Roma che sar successivamente comunicato dall’associazione. Sar l’occasione per celebrare l’impegno delle scuole e per dare ancora pi visibilit alle nuove generazioni che, con consapevolezza e creativit, si fanno portavoce del cambiamento.

Anter, Associazione Nazionale Tutela Energie Rinnovabili, no profit, nata nel 2009 in Toscana. La sua missione di diffondere la cultura della tutela ambientale e promuovere la conoscenza e lo sviluppo delle energie pulite, cio energie prodotte da fonti rinnovabili.

Attraverso i suoi progetti ANTER si pone l’obiettivo di coinvolgere i cittadini, tramite campagne di informazione e sensibilizzazione per diffondere la cultura della tutela ambientale e promuovere la conoscenza e la diffusione delle energie pulite.

Il Sole in Classe stato inserito dal MIUR tra le proposte di educazione ambientale offerte agli Istituti scolastici del Paese e, dalla sua nascita, ha svolto oltre 7700 lezioni coinvolgendo oltre 280.000 studenti formati. Il progetto persegue inoltre molti degli obiettivi di sostenibilit individuati dall’Agenda 2030.

Gli ANTER Green Awards sono istituiti dall’Associazione ANTER per premiare l’impegno delle scuole che hanno aderito al progetto educativo “Il Sole in Classe”, a completamento della lezione ricevuta gli studenti possono realizzare un breve elaborato per sensibilizzare grandi e piccoli sull’importanza di utilizzare energie pulite che non inquinino il nostro pianeta.

Servizio di Teleambiente in collaborazione con ANTER

Aepi, a Roma Stati Generali dei professionisti e delle imprese

Roma, 20 mag. (askanews) – Si tenuto a Roma il “6 MEETING MADE IN ITALY – Unire le eccellenze per avere l’eccellenza”, gli Stati Generali dei professionisti e delle imprese organizzati dalla Confederazione AEPI, presieduta da Mino Dinoi, a Palazzo Wedekind (Piazza Colonna). Una giornata di confronto nel corso della quale si sono avvicendati nei vari panel i rappresentanti delle principali forze politiche, delle istituzioni e dell’imprenditoria e suddivisa in due sessioni, una mattutina moderata dal giornalista e conduttore di Mi Manda Rai3 Federico Ruffo e una pomeridiana moderata dal Direttore di Affari Italiani Marco Scotti.

Tra i vari interventi, quello del Ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, del Sottosegretario al Ministero degli Interni Wanda Ferro, del Sindaco di Roma Roberto Gualtieri (in collegamento da Bruxelles), del Presidente del Gruppo Fratelli d’Italia al Senato Lucio Malan, dell’europarlamentare PD Dario Nardella, dei Direttori Claudio Cerasa (Il Foglio) e Piero Sansonetti (L’Unit), del Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Walter Rizzetto, del Presidente del Gruppo Italia Viva alla Camera Maria Elena Boschi, del Vicepresidente del Gruppo PD alla Camera Simona Bonaf, del Segretario Confederale CISL Giorgio Graziani e del Segretario Gen. CONFSAL Angelo Raffaele Margiotta.(programma completo in allegato).

“L’evento di oggi vuole ribadire che le piccole e micro imprese non intendono pi concedere deleghe in bianco, ma essere protagoniste di una pianificazione che tenga conto delle loro esigenze e delle loro priorit” ha spiegato il Presidente AEPI Mino Dinoi. “Parliamo di un comparto che cuore e motore economico del Paese, dietro il quale ci sono migliaia e migliaia di famiglie che lavorano tra mille difficolt e lungaggini burocratiche. Alla politica chiediamo di ascoltare queste istanze e di istituire tavoli di lavoro composti da quanti vivono ogni giorno sulla propria pelle le tante problematiche del fare impresa”.

Welfare, sicurezza, export e made in Italy: questi i principali temi discussi nel corso della giornata, che ha visto l’intervento in collegamento da Osaka anche dell’Amb. Mario Vattani. “Il Padiglione Italia un avamposto strategico per la promozione del Sistema Paese in mercati importanti, come quello giapponese e asiatico” ha dichiarato il Commissario Generale per l’Italia a Expo 2025. “Lavoriamo per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, e gi nel primo mese abbiamo organizzato oltre 80 eventi che hanno coinvolto pi di 120 aziende italiane e giapponesi”.

Il meeting stato anche l’occasione per presentare i risultati del sondaggio “Unire le eccellenze per avere l’eccellenza”, commissionato da AEPI alla Lab21 del Prof. Roberto Baldassari, dal quale emerge, ad esempio, che il 56,5% delle micro imprese ritiene di non essere adeguatamente rappresentato nelle scelte del governo. E se il 54,7% afferma che il programma economico dei partiti influenzer “abbastanza” il proprio voto alle elezioni del 2027, solo il 34,7% lo considera determinante. Le priorit sono chiare: accesso pi semplice al credito (38,7%),semplificazione burocratica (27,8%), agevolazioni per l’assunzione (14,3%) e riduzione del carico fiscale (13,4%).

In collaborazione con Aepi

Mattarella a italiani Bruxelles: vita Ue-Italia sempre più intrecciata

Bruxelles, 20 mag. (askanews) – “Voi siete uno spaccato dell’Italia qui a Bruxelles, dalla vostra presenza così diffusa e ampia emerge quanto sia ormai strettametne intrecciata, sotto ogni profilo, la vita del nostro paese e l’Ue”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando a Bruxelles la delegazione italiana.

“Siete il punto di collegamento più importante, il vostro ruolo qui, sia come rappresentanti che come cittadini europei in questa capitale dell’Europa, è estremamente prezioso – ha proseguito il capo dello Stato – dimostra quanto sia crescente l’interlocuzione tra il nostro paese e l’Ue, di conseguenza cresce anche l’impegno degli italiani qui in missione, in questa straordinaria avventura di integrazione che stiamo continuando a vivivere di anno in anno”.

“Svolgete con abnegazione, dedizione e impegno e anche con fatica il vostro lavoro ai tanti livelli diversi da quelli apicali a quelli di collaborazione, ma tutti preziosi in questo tessuto connettivo che lega l’Italia alla Ue. Grazie e auguri per il vostro lavoro”, ha concluso Mattarella sottolineando che anche il clima lo ha accolto bene: “Poche volte ho visto un sole così a Bruxelles, siamo stati fortunati anche in questo. Questa città accoglie dentro di sè, ospitandola, una quantità di presenze da tutti i 27 paesi dell’Unione e questo è in sè un ulteriore pregio e bagaglio e patrimonio che voi vivete ogni giorno”, qualcosa “che apre l’orizzonte e dimostra come sia sempre di più il futuro delle nostre interlocuzioni”.