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Difesa Ue, Conte: "benvenuto a ReArm EU", follia voto Strasburgo

Roma, 2 apr. (askanews) – “Una follia dietro l’altra. Oggi il Parlamento europeo ha detto sì a un rapporto in cui hanno infilato un emendamento che dà letteralmente un bel ‘Welcome’ al Piano ‘ReArm'”. Lo ha scritto sui suoi canali social il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Per noi – ha rivendicato l’ex presidente del Consiglio – il Riarmo non è affatto benvenuto: abbiamo votato contro. Questi signori vanno avanti sulla strada di un Piano da 800 miliardi in armi, utilizzando risorse destinate alle emergenze dei cittadini su sanità e bollette per ingrassare le industrie delle armi. Non c’è ombra di difesa comune, solo un pericolosissimo riarmo dei singoli Stati che fa brindare i tedeschi e piangere l’Italia. Dobbiamo farci sentire, fermare questo piano scellerato del Governo Meloni e della Commissione europea. Il 5 aprile tutti in piazza a Roma”, ha concluso Conte, aggiungendo l’hashtag “#fermiamoli”.

L’Ue risponderà ai dazi di Trump con due aumenti: su acciaio e sul resto

Roma, 2 apr. (askanews) – L’Unione europea darà due risposte alle tariffe statunitensi sul blocco: una per le tariffe su acciaio e alluminio e un’altra per tutto il resto. Lo ha dichiarato oggi il portavoce commerciale della Commissione, Olof Gill.

“Ci saranno due risposte: la prima per le tariffe su acciaio e alluminio e la seconda che raggrupperà tutto il resto”, ha detto Gill parlando coi giornalisti. “Al momento non posso dire altro, perché la prima sta attraversando i processi interni necessari e la seconda verrà emessa dopo l’annuncio previsto da Washington più tardi oggi”.

Mattarella: i dazi errore profondo, serve risposta compatta e determinata dall’Ue

Roma, 2 apr. (askanews) – Per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella i dazi sono un “errore profondo”. Da parte europea “serve una risposta compatta, serena, determinata”. Il capo dello Stato ne ha parlato nel colloquio con il presidente dell’Estonia.

Il Presidente della Repubblica  ha ricevuto questa mattina al Quirinale, in visita ufficiale, il Presidente della Repubblica di Estonia, Alar Karis, intrattenendolo successivamente a colazione. Era presente il Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Edmondo Cirielli.

Dazi, Meloni: lavorare per scongiurare una guerra commerciale ma non escluse risposte adeguate per difenderci

Roma, 2 apr. (askanews) – “L’introduzione dei dazi” da parte americana “avrebbe risvolti pesanti, penso personalmente che sarebbe anche un’ingiustizia per molti americani perché limiterebbe la possibilità di acquistare e consumare le nostre eccellenze solo a chi ha la possibilità economica di spendere di più”. Questa “è la ragione per la quale adesso bisogna lavorare per scongiurare in tutti i modi possibili una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno, né gli Stati Uniti né l’Europa, il che ovviamente non esclude se necessario di dover anche immaginare risposte adeguate a difendere le nostre produzioni”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento al Premio Maestro dell’arte della cucina italiana, in corso a Palazzo Chigi.

Arriva il Reply AI Music Contest e torna il Reply AI Film Festival

Roma, 2 apr. (askanews) – Reply lancia un nuovo spazio di sperimentazione creativa: il Reply AI Music Contest una competizione internazionale dedicata all’impiego dell’Intelligenza Artificiale nelle performance musicali live. Realizzato in collaborazione con il Kappa FuturFestival, tra i principali festival di musica elettronica in Europa, il contest offrirà ai finalisti l’opportunità di esibirsi sul palco dell’evento, in programma a Torino dal 4 al 6 luglio 2025.

Guidati dal tema “Experience of a Beat”, giovani artisti da tutto il mondo sono invitati a ideare esperienze immersive che uniscano musica, arti visive e interazione con il pubblico attraverso l’utilizzo dell’AI. Le proposte, della durata massima di 5 minuti, saranno valutate da una giuria composta da DJ, artisti AI, esperti tecnologici di Reply e media partner, sulla base della creatività, dell’integrazione tra suono e immagine e del potenziale espressivo in un contesto live.

Accanto all’ambito musicale, Reply annuncia l’avvio della seconda edizione del Reply AI Film Festival, la competizione internazionale rivolta a creativi, registi e videomaker che desiderano cimentarsi nella realizzazione di un cortometraggio, avvalendosi dei principali strumenti di Intelligenza Artificiale disponibili sul mercato per supportare le diverse fasi della produzione: dalla scrittura dello script allo storyboard, dalla generazione di immagini e filmati fino agli effetti visivi e sonori.

Grazie alla collaborazione con Mastercard, inoltre, i finalisti saranno invitati a un esclusivo evento di première, organizzato da Reply e Mastercard, che si svolgerà a settembre a Venezia, dove saranno annunciati i tre cortometraggi vincitori. “Generation of Emotions”, è il tema che vuole ispirare e celebrare il potenziale dell’Intelligenza Artificiale nella creazione di esperienze cinematografiche capaci di suscitare emozioni autentiche e coinvolgenti. Una giuria composta da esperti provenienti dal mondo del cinema, delle arti visive e dell’AI valuterà i cortometraggi – della durata massima di 10 minuti – e selezionerà le dieci opere originali più meritevoli.

La seconda edizione del Reply AI Film Festival introduce anche due premi speciali: il “Lexus Visionary Award”, che riconosce l’opera più visionaria e innovativa, che meglio saprà integrare tecnologia, design e intuizione del futuro, sposando così i valori che da sempre guidano la visionarietà Lexus e l'”AI for Good Award”, promosso in collaborazione con l’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni (ITU), destinato al miglior cortometraggio che metta in evidenza gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDGs).

“Reply AI Music Contest e il Reply AI Film Festival rappresentano l’occasione per esplorare il potenziale dell’Intelligenza Artificiale come alleata della creatività umana, dimostrando come la sinergia tra persone e tecnologie possa aprire scenari inediti e più accessibili a chiunque abbia la scintilla della creatività” ha commentato Filippo Rizzante, CTO Reply. I talenti creativi di tutto il mondo potranno prendere parte al Reply AI Music Contest e il Reply AI Film Festival, inviando le proprie opere tramite iscrizione alle piattaforme dedicate aimc.reply.com e aiff.reply.com, fino al primo giugno 2025.  

Dazi, Meloni: risvolti pesanti, non escluse risposte adeguate a difesa

Roma, 2 apr. (askanews) – “L’introduzione dei dazi” da parte americana “avrebbe risvolti pesanti, penso personalmente che sarebbe anche un’ingiustizia per molti americani perché limiterebbe la possibilità di acquistare e consumare le nostre eccellenze solo a chi ha la possibilità economica di spendere di più”. Questa “è la ragione per la quale adesso bisogna lavorare per scongiurare in tutti i modi possibili una guerra commerciale che non avvantaggerebbe nessuno, né gli Stati Uniti né l’Europa, il che ovviamente non esclude se necessario di dover anche immaginare risposte adeguate a difendere le nostre produzioni”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento al Premio Maestro dell’arte della cucina italiana, in corso a Palazzo Chigi.

Zelensky annuncia: il 4 aprile incontro con alcuni Paesi pronti a schierare truppe di peacekeeping

Roma, 2 apr. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato che venerdì 4 aprile si terrà un incontro di una “ristretta cerchia” di Paesi pronti a schierare truppe di pace in Ucraina. Lunedì, il governo del Regno Unito aveva reso noto che i leader militari di Regno Unito, Francia e Ucraina avrebbero tenuto un incontro nei prossimi giorni per discutere di “pianificazione dettagliata” della sicurezza a lungo termine per Kiev.

“Ci sarà un incontro venerdì; sarà un incontro di persone delle squadre militari di diversi paesi, una ristretta cerchia di stati, quelli che saranno pronti a schierare il loro contingente. Un’unità di terra, un’unità dell’aeronautica e una presenza in mare. È il primo incontro approfondito di questo tipo. Penso che vedremo alcuni chiarimenti, alcuni dettagli. È importante che si baserà sulle proposte preparate dalla parte ucraina”, ha detto Zelensky.

Intanto continuano gli attacchi russi in territorio ucraino. Una persona è stata uccisa e altre dieci ferite da attacchi con droni russi nelle regioni di Zaporizhzhia e Kharkiv, nell’est dell’Ucraina. Lo hanno annunciato funzionari ucraini nella notte. Un uomo di 45 anni è morto, mentre un altro di 44 anni e una donna di 39 sono stati feriti da un drone che ha attaccato delle auto parcheggiate davanti a una casa nella regione di Zaporizhzhia, ha indicato su Telegram Ivan Fedorov, il governatore militare della regione. Nella città ucraina di Kharkiv, vicina al confine russo, il sindaco Igor Terekhov ha segnalato otto persone ferite in un attacco di droni russi.

Noi saremo tutto:il terzo festival di letteratura working class

Roma, 2 apr. (askanews) – Torna, dal 4 al 6 aprile, il Festival di letteratura working class al presidio ex Gkn di Campi Bisenzio. Organizzato da Edizioni Alegre, Collettivo di Fabbrica ex Gkn, Soms Insorgiamo, in collaborazione con Arci Firenze e con la direzione artistica di Alberto Prunetti, il Festival è un evento unico nel panorama culturale italiano e internazionale, e tiene insieme la discussione letteraria sull’immaginario working class con la mobilitazione della vertenza operaia più lunga del nostro paese.

La prima edizione era dedicata alle Genealogie e quindi al passato, la seconda indagava le Geografie e quindi il presente, mentre questa terza edizione è rivolta al futuro, alle prospettive della letteratura working class, riassunte con lo slogan, ripreso dal movimento sindacale nordamericano: «Noi saremo tutto». Un titolo strettamente legato all’attuale fase della lunga vertenza Gkn, con la terza procedura di licenziamento che incombe sugli operai ma un voto favorevole della Regione Toscana per la costituzione del Consorzio industriale che può dar vita alla reindustrializzazione ecologica della fabbrica proposta e gestita con un azionariato popolare dai lavoratori stessi.

Gli oltre quaranta ospiti del Festival, provenienti da Italia, Austria, Svezia, Inghilterra, Francia e Filippine, si alterneranno nei dodici panel, che spaziano dai generi letterari alla musica popolare, dalla poesia operaia alla critica militante, dalla deindustrializzazione all’autobiografia sociale e alla prospettiva migrante. Tanti saranno gli interventi di convergenza con altre lotte, con in particolare un focus che mette in relazione la vicenda dell’Ilva di Taranto con quella di Gkn, entrambe raccontate in libri scritti in prima persona dagli operai.

Tra gli autori e autrici presenti al Festival ci saranno Anne Pauly, Wu Ming 4, Claudia Durastanti, Maurizio Maggiani, Serge Quadruppani, Simona Baldanzi, Luigi Chiarella, Janek Gorczyca, Daria Bogdanska e l’attore e regista Michele Riondino. La prima giornata si concluderà con uno spettacolo di teatro canzone, mentre sabato 5 aprile si finirà con un corteo fino al centro di Campi Bisenzio con poi un concerto di Massimo Zamboni dei Cccp.

La manifestazione di sabato 5 aprile alle 18, con lo slogan «Siamo pubblica utilità», ribadirà con una mobilitazione di piazza lo spirito del Festival e la richiesta di tutta una comunità di dare una risposta alla lotta degli operai, da 15 mesi senza stipendio né ammortizzatore sociale e con un progetto di riconversione industriale che non può più attendere.

La giornata di domenica 6 aprile si concluderà nel tardo pomeriggio, tirando le fila di tre giorni di dibattiti e puntando sulla prospettiva futura della letteratura working class come strumento di mobilitazione, attraverso i premi letterari dedicati a questo genere, la presentazione del Polo della cultura working class – inserito nel progetto di reindustrializzazione della ex Gkn – e del Patto di mutuo soccorso Insorgiamo.

Qui il programma dettagliato del Festival: https://edizionialegre.it/notizie/festival-di-letteratura-working-class-2025-il-programma/

Dal Wisconsin prima sconfitta elettorale per l’asse Trump-Musk

Roma, 2 apr. (askanews) – La coppia Trump-Musk ha registrato ieri il suo primo insuccesso elettorale che, per quanto avvenuto in un voto di respiro locale, potrebbe segnalare un embrionale segnale di vento contrario. Lo segnala oggi l’agenzia di stampa France Presse. La sconfitta è arrivata dal voto per un giudice della Corte suprema del Wisconsin, che ha visto vittoriosa Susan Crawford, democratica, nonostante il forte coinvolgimento diretto del miliardario Elon Musk per il repubblicano Brad Schimel, la cui vittoria avrebbe spostato la Corte suprema dello stato dei Grandi Laghi verso un approccio conservatore. Invece, in Florida, si sono svolte anche due elezioni legislative parziali in circoscrizioni solidamente orientate a destra, che sono rimaste appannaggio dei repubblicani, secondo le stime di vari media.

Elon Musk aveva partecipato personalmente a un comizio in Wisconsin a sostegno di Brad Schimel, candidato conservatore per un seggio alla Corte Suprema dello Stato. A poche ore dall’apertura dei seggi, il miliardario della tecnologia aveva fatto tappa a Green Bay per incontrare direttamente gli elettori consegnando personalmente due assegni da un milione di dollari ciascuno a due partecipanti all’evento.

Il candidato Schimel non era presente all’iniziativa. L’imprenditore ha definito la sfida elettorale “apocalittica”, giustificando così il coinvolgimento diretto. “E’ una di quelle situazioni strane – aveva detto ancora il miliardario, ribadendo il concetto su X ieri – in cui una piccola elezione, a prima vista, potrebbe determinare il destino della civiltà occidentale”.

Musk ha finanziato la campagna di Schimel con ben 25 milioni di dollari, secondo quanto ha detto Crawford. Il team della campagna della candidata democratica aveva accusato Musk di voler “comprare un seggio alla Corte suprema del Wisconsin per ottenere una decisione favorevole” nelle cause intentate da Tesla, la sua azienda di veicoli elettrici, contro le autorità dello stato.

Il Wisconsin era stato conquistato da Donald Trump a novembre. Lo stesso Trump, su Truth Social, aveva pubblicato un messaggio di sostegno a Schimel, attaccando in particolare Susan Crawford, che secondo lui sarebbe “un DISASTRO per il Wisconsin e per gli Stati uniti d’America”. Anche in Florida, i repubblicani hanno espresso preoccupazione a fronte di sondaggi che mostravano una corsa più serrata del previsto in una delle circoscrizioni, mentre quella stessa circoscrizione era stata vinta con oltre 30 punti di vantaggio a novembre. Il trumpista Randy Fine ha vinto martedì il seggio alla Camera dei Rappresentanti contro il democratico Josh Weil, ma con un margine ben più esiguo rispetto a qualche mese fa.

Da oggi nuove regole per viaggiare nel Regno Unito

Roma, 2 apr. (askanews) – Le nuove regole per chi viaggia verso il Regno Unito entrano in vigore oggi. Da questa mattina sarà infatti necessario essere in possesso di una Electronic Travel Authorisation (ETA), l’autorizzazione elettronica indispensabile per recarsi oltremanica. L’ETA è un permesso per viaggiare in formato digitale. Non è un visto, ma autorizza una persona a entrare nel Regno Unito. L’introduzione dell’ETA è in linea con l’approccio adottato da molti altri Paesi per la sicurezza delle frontiere, tra cui gli Stati Uniti e l’Australia, e contribuisce a prevenire l’arrivo di soggetti che rappresentano una minaccia per il Regno Unito.

L’ETA al momento costa 10 sterline (12 euro circa) e consente di recarsi più volte nel Regno Unito per soggiorni fino a sei mesi consecutivi, nell’arco di due anni o fino alla scadenza del passaporto del titolare, a seconda di quale di queste due condizioni si verifichi prima. Come richiedere un’ETA Richiedere un’ETA è semplice e veloce. I visitatori dovranno farne richiesta in anticipo. Per informazioni relative all’idoneità per l’ETA e alla modalità di richiesta prima di recarsi nel Regno Unito, consultare il sito GOV.UK. Il modo più semplice per richiedere un’ETA è attraverso l’applicazione “UK ETA app”, che può essere scaricata da Google Play o Apple App Store. Se non si ha accesso a uno smartphone, si può farne richiesta sul sito GOV.UK (apply on-line).

La maggior parte dei richiedenti otterrà una risposta automatica in pochi minuti tramite l’apposita applicazione UK ETA, pertanto sarà ancora possibile organizzare viaggi nel Regno Unito con poco preavviso. I visitatori dovranno comunque fare richiesta in anticipo, per cui si consiglia di prevedere un’attesa di tre giorni, anche se questo lasso di tempo è stimato sulla base di un esiguo numero di richieste che potrebbero dover richiedere verifiche supplementari. Per richiedere un’ETA, è necessario: Pagare una tariffa Fornire i propri recapiti e i dati del passaporto Fornire una fotografia valida, in conformità con le disposizioni per le fotografie digitali consultabili sul sito GOV.UK Rispondere a una serie di domande I visitatori devono viaggiare con lo stesso passaporto utilizzato al momento della richiesta dell’ETA. Come l’ETA contribuisce alla sicurezza delle frontiere del Regno Unito? I richiedenti ETA forniscono i propri dati biografici, biometrici e di contatto, rispondendo inoltre a una serie di domande. Questo consente di aumentare la nostra conoscenza delle persone che intendono entrare nel Regno Unito e di prevenire l’ingresso di chi potrebbe rappresentare una minaccia. Cosa succede se non si ottiene un’ETA? Se una domanda di ETA viene respinta, verrà comunicato all’interessato il motivo del rigetto e questi potrà presentare una nuova domanda. Se la richiesta per l’ETA viene rifiutata, l’interessato non potrà fare ricorso, e se desidera ancora ottenere il permesso per viaggiare nel Regno Unito dovrà richiedere un visto. L’importo della tassa per l’ETA aumenterà in futuro? Come per tutte le nostre tariffe, il costo dell’ETA viene rivalutato periodicamente e sarà aumentato a 16 sterline nel prossimo futuro. Verranno fornite maggiori informazioni a tempo debito. Questo aumento ridurrà la dipendenza dal finanziamento dei contribuenti britannici per il sistema di migrazione e gestione delle frontiere. È necessaria l’ETA per chi transita nel Regno Unito? Se sì, perché? A seguito dei riscontri ricevuti dall’industria aeronautica, il governo britannico ha concordato un’esenzione temporanea (dall’obbligo di richiedere un’ETA) per i passeggeri che transitano nell’area Transiti degli aeroporti e che, pertanto, non passano attraverso il controllo di frontiera del Regno Unito. L’esenzione sarà tenuta sotto esame e potrà essere modificata in futuro. I passeggeri che transitano nel Regno Unito attraversando il controllo delle frontiere dovranno continuare a richiedere un’ETA, qualora richiesto per la loro nazionalità.

vgp

De Pascale: “Sui dazi servono strategie, non reazioni di pancia”

Parma, 2 apr. (askanews) – “Comprendo e condivido la prudenza con cui ci dobbiamo approcciare a questo momento difficile, non possiamo permetterci reazioni di pancia. Per un Paese come il nostro, un’escalation di dazi, rispondere con dazi a dazi, pu avere un effetto ulteriormente negativo”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, intervenendo all’incontro promosso da Federalimentare all’Unione Industriali di Parma in occasione della Giornata nazionale del Made in Italy.

“I dazi sono contro l’Europa, ma di fatto sono dazi contro l’Italia, perch siamo la seconda manifattura europea. Trump sta mettendo in atto condotte anti-italiane oltre che anti-europee” ha spiegato de Pascale nel giorno in cui si attende l’annuncio ufficiale delle nuove tariffe americane, de Pascale ha sottolineato.

Il governatore ha richiamato alla necessit di una strategia comune: “Vorremmo vedere il nostro governo, al di l di qualsiasi colore politico, guidare la delegazione europea in una trattativa che deve difendere gli interessi degli italiani”, aggiungendo che ” insensato accusare Meloni di non fare una trattativa diretta con Trump, perch giuridicamente la trattativa la fa l’Europa, essendo la funzione del commercio estero conferita all’Unione”.

De Pascale ha poi evidenziato come le imprese italiane “abbiano dovuto pagare un prezzo dell’energia molto pi elevato di quelle americane, anche per scelte geopolitiche compiute insieme. Che dopo tre anni di sacrifici questa sia la reazione degli Stati Uniti grave rispetto a relazioni storiche”.

Cesare Cremonini insieme ad Elisa nel nuovo singolo "Nonostante tutto"

Milano, 2 apr. (askanews) – Dopo aver sorpreso tutti con l’annuncio sui social di una nuova collaborazione con Elisa, Cesare Cremonini svela il titolo e la data di uscita del brano che li vede tornare insieme: “Nonostante tutto” è il titolo della nuova canzone, scritta a quattro mani da Cremonini ed Elisa e prodotta dai due artisti insieme ad Alessio Natalizia, che uscirà l’11 di aprile in radio e su tutte le piattaforme digitali. Cremonini ed Elisa, con oltre venticinque anni di carriera, sono il punto di riferimento di una generazione di artisti che ha segnato la storia della musica italiana con canzoni senza tempo, divenute dei classici. Oggi tornano a stupire il pubblico regalando un nuovo brano dal sapore internazionale e dal carattere esplosivo, reinventando un’altra volta il sound del pop italiano contemporaneo. Continua così la proficua collaborazione nata con “Aurore Boreali”, canzone pubblicata nell’ultimo album di Cremonini “Alaska Baby”, già disco di platino, che sarà disponibile in digitale dall’ 11 aprile in una nuova versione che include il singolo inedito “Nonostante tutto” e dal 16 maggio in edizione fisica, tra cui un cd autografato e numerato e un doppio LP nero autografato e numerato entrambi in esclusiva sullo shop Universal (pre order disponibile qui: https://cremoninielisa.lnk.to/nonostantetutto).

“Elisa ed io ci siamo conosciuti che eravamo agli esordi – spiega Cesare – abbiamo aspettato venticinque anni di musica per condividere un momento così intimo e profondo come quello della scrittura. Lavorando insieme abbiamo realizzato un sogno e una promessa, scoprendo di poter essere un tempio l’uno per l’altro nel lavoro in studio. Il legame con Elisa stimola il mio rapporto con il presente, nello scrivere, nel produrre e nel continuare a trattare il pop come una forma d’arte. “Nonostante tutto” ci rappresenta in pieno in questo momento perché svela uno dei nostri tanti punti in comune: il lato oscuro da cui nasce la nostra passione per la musica, che è una fonte inesauribile di felicità”.

“Questa collaborazione con Cesare è nata da uno scambio artistico molto profondo, – racconta Elisa Toffoli – nonostante le tante collaborazioni che ho avuto la fortuna di fare nella vita, questa con Cesare è speciale perchè è talmente a 360° che mi fa sentire come se fossimo una band, un duo. Lo spazio e la fiducia che mi ha dato in studio mi hanno permesso di esprimermi completamente, non solo come cantante ma anche come cantautrice e come arrangiatrice e produttrice, e non finirò mai di ringraziarlo per avere questo approccio così stimolante.

Mi piace molto come pensa, come crea, lo stimo molto quindi quest’esperienza è stata per me come un’iniezione di fiducia, e insieme uno scambio filosofico, e un viaggio musicale senza confini”.

Questo sodalizio artistico prenderà vita anche nel tour negli stadi Cremonini Live25, durante il quale Elisa sarà ospite sul palco in alcune date del tour da record dell’artista bolognese. Il tour, che ha già fatto registrare il tutto esaurito con 13 stadi sold out e oltre 550 mila biglietti venduti, partirà con una doppia data allo stadio San Siro di Milano il 15 e il 16 giugno. Uno spettacolo, quello di Cremonini, che si preannuncia di una straordinaria forza artistica. Un progetto live che tiene unito un racconto personale e musicale iniziato con il viaggio nel freddo inverno dell’Alaska e proseguito con la pubblicazione di un album di inediti divenuto già un classico.

Blitz della polizia contro le gang a Milano, 50 arresti per furti e rapine in strada e metro

Milano, 2 apr. (askanews) – Sono 50 i soggetti (32 maggiorenni e 18 minorenni), a cui vengono contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio (9 soggetti di cui 7 maggiorenni e 2 minorenni), rapina (41 soggetti, di cui 25 maggiorenni e 16 minorenni) attraverso due diversi provvedimenti restrittivi eseguiti stamani dalla Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano e dalla Procura della Repubblica per i Minorenni di Milano.

In particolare, si tratta di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip del Tribunale per i Minorenni, su conforme richiesta della Procura, e un Decreto di Fermo del P.M. disposto dai pubblici ministeri del VII Dipartimento – Criminalità organizzata comune della Procura della Repubblica di Milano.

L’attività di indagine, condotta dai poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Milano, anche con l’ausilio delle sezioni investigative dei Commissariati cittadini, costituisce un approfondimento sistematico del fenomeno delle rapine e dei furti con strappo commessi in strada e in ambito metropolitano, da giovani stranieri, che prendono di mira oggetti in oro e in particolare collane indossate da giovani e in alcune circostanze anche da anziani.

La visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza dei luoghi dove sono state commesse le rapine, l’attività tecnica di intercettazione, l’analisi dei dispositivi telefonici sequestrati, ha permesso, quindi, non solo di individuare gli autori di 25 rapine, ma anche di svelare un sistematico e permanente canale di ricettazione dei monili in oro riconducibile a una famiglia di origine romena, i cui componenti (7 persone) sono stati tutti arrestati con la contestazione dei reati di associazione per delinquere, ricettazione e riciclaggio.

La base logistica di tale organizzazione è stata individuata in una casa popolare abusivamente occupata, sita nel quartiere San Siro, ove gli autori delle rapine sapevano di potersi recare, per ricettare la refurtiva, senza alcun preavviso e a qualsiasi orario. Periodicamente, l’oro raccolto, veniva trasportato in Romania per essere riciclato.

Sebbene il canale di ricettazione non prevedesse particolari filtri, il gruppo romeno si è avvalso di una giovane ragazza italiana di seconda generazione di 17 anni e di un cittadino libico di 21 anni per gestire i contatti con alcuni dei rapinatori e per allargare, in questo modo, il giro di affari. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.

“L’operazione condotta oggi a Milano, con lo smantellamento di un’intera rete criminale, è l’ennesima dimostrazione dell’impegno che le Forze di Polizia stanno profondendo nel contrasto alla delinquenza e all’illegalità sulle nostre strade. Gli arrestati sono perlopiù giovani e giovanissimi, molti dei quali minorenni, di cosiddetta ‘seconda generazione’, spesso protagonisti di numerosi episodi di violenza”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

“Un ringraziamento alle donne e agli uomini della Polizia di Stato e della Squadra Mobile di Milano per la determinazione e la professionalità con cui hanno portato a termine questa operazione – prosegue il titolare del Viminale -. La sicurezza non è un principio astratto, ma un impegno concreto che portiamo avanti ogni giorno”.

Pil, Orsini: servono misure straordinarie, governo abbia coraggio

Roma, 2 apr. (askanews) – “In momenti difficili come questi servono misure straordinarie e coraggio straordinario. Quindi noi abbiamo bisogno che il nostro governo abbia coraggio e che l’Europa cambi rotta”. E’ l’appello lanciato dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, aprendo il convegno del Centro Studi.

“Credo che i numeri che vedete debbano farci riflettere. Io parto da due parole – ha spiegato il leader di Confindustria – che ho utilizzato negli ultimi mesi. Una di queste parole è ‘sveglia’ e l’altra è ‘il tempo è finito’. Ma ho capito che queste parole non vengono prese sul serio. E allora bisogna far capire quello che sta succedendo. Faccio allora l’esempio di una barca su un fiume, dove sappiamo che ad un kilometro abbiamo una cascata. Le imprese italiane e le imprese europee sono la barca sul fiume che sta ancora andando bene, ma siamo consapevoli che la cascata c’è e ci sarà”.

“Dobbiamo quindi rimettere subito al centro gli investimenti”, ha avvertito Orsini spiegando che misure come 5.0 “non sono la reazione che serve”. Ma “noi abbiamo bisogno di mettere al centro gli investimenti e che vengano fatte politiche a sostegno delle imprese in Italia e in Europa”, ha sottolineato.

Necessarie, secondo Orsini, anche interventi sul fronte dell’energia: “l’Italia non può pagare il 78-80% in più della Francia. Non saremo mai attrattivi per le produzioni industriali europee ed industriali”. E, poi, occorre agire anche sulla burocrazia che “vale 80 miliardi di euro all’anno per le piccole e medie imprese, più di tre finanziarie”.

Confindustria taglia Pil 2025 a +0,6%, con escalation dazi giù a +0,2%

Roma, 2 apr. (askanews) – Confindustria rivede al ribasso le stime di crescita per il 2025 dell’economia italiana. Secondo le previsioni del Centro Studi dell’associazione, quest’anno il Pil rallenta a +0,6%, da +0,9% stimato a ottobre scorso. Nel 2026 l’economia riprende slancio e la crescita sale a +1%. Ma un’escalation protezionistica potrebbe determinare un Pil in caduta a +0,2% nel 2025 e a +0,4% nel 2026. Il rischio è poi la fuga di aziende e capitali negli Usa.

Nelle previsioni di primavera, gli economisti del Csc avvertono: “un’eventuale escalation protezionistica che comporti un persistente, invece che temporaneo, innalzamento dell’incertezza (+80% sul 2024), l’imposizione di dazi del 25% su tutte le importazioni Usa, comprese quelle dall’Europa, e del 60% dalla Cina e l’applicazione di ritorsioni tariffarie sui beni di consumo Usa esportati, avrebbe un impatto cumulato negativo sul Pil italiano, misurato come scostamento rispetto allo scenario base, del -0,4% nel 2025 e del -0,6% nel 2026”.

Studentessa scomparsa a Roma: trovato il corpo in una valigia

Milano, 2 apr. (askanews) – E’ stata trovata morta Ilaria Sula, la studentessa di 22 anni scomparsa lo scorso 25 marzo a Roma. Il corpo della giovane, secondo quanto si apprende, è stato rintracciato all’alba all’interno di un valigione abbandonato in un bosco in fondo a un dirupo nel territorio del Comune di Poli, nell’area metropolitana di Roma Capitale.

Le indagini della squadra mobile della polizia di Roma e degli investigatori del commissariato San Lorenzo si concentrano soprattutto su una storia che la 22enne avrebbe recentemente concluso con un ragazzo di origini filippine. Gli investigatori non escludono che la giovane abbia trascorso alcune ore in un appartamemento di via Homs, nel quartiere Africano della Capitale, dove è in corso un sopralluogo degli investigatori della Scientifica alla ricerca di elementi utili per lo sviluppo delle indagini.

Gli investigatori della polizia hanno rintracciato l’ex fidanzato della vittima: il giovane, un 23enne di origini filippine, è stato portato in questura per essere interrogato dagli inquirenti che indagano per omicidio volontario e occultamento di cadavere.

Bce, Lagarde: siamo molto vicini al nostro obiettivo di inflazione

Roma, 2 apr. (askanews) – Nell’area euro sull’inflazione “siamo venuti da una situazione molto alta, che è stata dovuta a una combinazione di shock, e ora siamo molto vicini al target, quindi il processo di disinflazionistico è molto ben avviato”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde durante una intervista a Newstalk. “Non siamo ancora all’obiettivo. C’è ancora un po’ di lavoro da fare ma siamo piuttosto soddisfatti del lavoro fatto, l’obiettivo di inflazione che abbiamo è 2% sul medio termine in maniera sostenibile”.

Attacchi di Israele a Gaza e in Cisgiordania, morti e feriti. Trovati corpi di bambini

Roma, 2 apr. (askanews) – E’ salito ad almeno 21 morti il bilancio degli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza meridionale di questa notte, secondo quanto riportato da fonti locali citate dalla stampa israeliana. Secondo quanto riportato, l’Idf ha effettuato attacchi aerei nelle aree meridionali di Khan Yunis e Rafah e ha colpito obiettivi nella Striscia di Gaza centrale e settentrionale con il fuoco dell’artiglieria. Fonti e resoconti locali a conoscenza degli attacchi notturni hanno affermato che i raid su Rafah hanno preso di mira Khirbet al-Adas, dove decine di famiglie hanno riferito di essere state colpite mentre i jet da combattimento dell’Idf prendevano di mira l’intera area. Le famiglie hanno chiesto aiuto alla Croce Rossa per poter essere evacuate. Solo nella zona di Khan Younis, sono stati trovati 13 corpi, tra cui quelli di alcuni bambini, in seguito agli attacchi dell’Idf.

Il ministero della Sanità palestinese, inoltre, ha riferito oggi che 33 persone sono state uccise dal fuoco delle Forze di difesa israeliane nella città di Nablus, in Cisgiordania. Lo riporta il quotidiano Haaretz.

Meloni ricorda San Giovanni Paolo II: ha plasmato Novecento e cambiato storia

Roma, 2 apr. (askanews) – “Vent’anni fa, il 2 aprile 2005, San Giovanni Paolo II passava dalla terra al cielo. La sua forza spirituale, il suo amore per la libertà e la sua capacità di avvicinare alla fede uomini e donne di ogni generazione e latitudine restano vivi nella memoria e nel cuore di miliardi di persone. Sono onorata di aver incontrato e conosciuto una figura così straordinaria che con la sua vita, le sue azioni e il suo esempio ha plasmato il Novecento e cambiato la storia. Grazie di tutto, San Giovanni Paolo II”. Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su X.

Dazi, Zaia: dazi devastanti per Veneto, no a muro contro muro Ue-Usa

Roma, 2 apr. (askanews) – “I dazi per noi avrebbero un impatto devastante. Il Veneto ha un export verso gli Usa che vale quasi otto miliardi di euro. Ma la soluzione non è il muro contro muro. L’Ue deve investire su un canale diplomatico sempre aperto con Washington”. Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia (Lega), in una intervista al Foglio.

“Von der Leyen dice che ci saranno contro-dazi? Le abbiamo viste in questi anni – dice ancora Zaia – le strategie dell’Ue, a partire dalla guerra in Ucraina, dove si sono spesi centinaia di miliardi e continuano a morire migliaia di persone. Con le minacce non si va da nessuna parte”.

Europeismo, De Gasperi visto da Schuman

Quando si parla di Adenauer, De Gasperi e Schuman, ci si ferma spesso alle formule, senza riandare ai testi. Domani, 3 aprile, saranno 144 dalla nascita di Alcide De Gasperi. Il modo migliore di ricordarlo ci è parso di rileggere il ricordo che, a pochi mesi dalla scomparsa dello statista italiano (agosto 1954), sulle pagine di “Civitas” – diretta allora da Paolo Emilio Taviani – fece di lui Robert Schuman (dicembre 1954).

Eccone alcuni passaggi: “È difficile offrire la sintesi di un destino così fecondo d’attività e così tormentato (…) La sua azione è stata di una concentrazione straordinaria (…) Il nostro grande amico non si contentava peraltro di realizzazioni pratiche frammentarie (…) Le sue iniziative erano collegate a idee che si ponevano al di sopra delle contingenze del momento. Tutta la sua azione discendeva dai principi che egli aveva accettato una volta per tutte (…) Egli aveva l’anima di un apostolo ma non di un settario”.

Schuman ricordò – come anche Adenauer fece sulle pagine dello stesso numero della rivista – che a De Gasperi si doveva l’art. 38 del Trattato istitutivo della Comunità europea di difesa firmato a Parigi il 27 maggio 1952. Quell’articolo prevedeva: al comma 1, la costituzione di una Assemblea della Comunità europea di difesa eletta su base democratica, incaricata tra le altre cose di studiare la organizzazione di una “struttura federale o confederale ulteriore, fondata sul principio della separazione dei poteri” (cioè: una Comunità politica europea); e, al comma 2, una procedura per accelerarne la discussione da parte degli Stati (sei mesi per l’Assemblea per proporre al Consiglio; tre mesi per i Governi per convocare una Conferenza). De Gasperi coglieva il kairos. Nel 1954 disse a Adenauer: “Lei e io dobbiamo vivere altri due anni”.

Davvero questi tre destini sono intrecciati. E se abbiamo in questa occasione scelto non Adenauer (che di De Gasperi scrisse: “Solo a pochi altri mi sentivo legato da così stretti vincoli, nati dall’azione e dalle mète europee”), ma Schuman, non è solo perché il prossimo 9 maggio correranno 75 anni dalla celebre sua Dichiarazione che aprì la strada alla Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA) e all’integrazione europea, ma per certe affinità e circostanze comuni spesso dimenticate, eppure non trascurabili.

Anzitutto perché per entrambi è aperto da tempo il processo di beatificazione (De Gasperi è attualmente “Servo di Dio”; Schuman è già “Venerabile”). Ma anche perché, su un piano diverso da quello appena citato, entrambi furono insigniti del “Premio internazionale Carlo Magno di Aquisgrana” (De Gasperi alla terza edizione, nel 1952, e Schuman nel 1958; e qui rispunta Adenauer, che lo ricevette nel 1954). E non si trattava allora, né si tratta oggi, di un Premio qualsiasi: papa Francesco lo ha ricevuto nel 2016.

Rientrato da Aquisgrana, dove il 24 settembre del 1952 aveva tenuto – citando Adenauer e Schuman – un memorabile discorso su “Le radici spirituali dell’Europa” (in cui si legge: “Le istituzioni supernazionali sarebbero insufficienti e rischierebbero di diventare una palestra di competizioni di interessi particolari, se gli uomini ad esse preposti non si sentissero mandatari di interessi superiori ed europei. Senza la formazione di questa mentalità europea ogni nostra formula rischia di rimanere una vuota astrazione giuridica”), De Gasperi chiese ai familiari che una sola medaglia fosse posta sul suo feretro: quella del premio Carlo Magno. E così fu. “Restiamo fedeli alla sua memoria e al suo grande esempio!” (Schuman).
Il link al programma “Europa indispensabile”

Dibattito sul riarmo, il Pd cerca l’equilibrio in Europa

Il dibattito sul riarmo continua a infiammare il dibattito interno al Partito Democratico, mentre il delicato accordo raggiunto nel Parlamento italiano potrebbe essere messo nuovamente in discussione in Europa. Oggi, infatti, si procederà al voto sulla “Relazione annuale 2024”, un documento che discute l’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune dell’Unione Europea nell’anno passato. Tra i punti controversi vi è un emendamento che esprime supporto per il piano di riarmo proposto da Ursula von der Leyen. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha già fatto sapere che questa strategia deve essere modificata in modo “radicale”, come ribadito nella mozione approvata dai democratici sia alla Camera che al Senato.

Secondo quanto riportato da Askanews, una riunione degli europarlamentari del Pd si è tenuta ieri a Bruxelles, ma non è stata trovata una posizione unitaria. L’ala sinistra del partito, rappresentata da figure come Marco Tarquinio e Cecilia Strada, ha già deciso di votare contro l’emendamento, sostenuta anche da europarlamentari come Annalisa Corrado e Sandro Ruotolo, che chiedono coerenza con le posizioni ufficiali del partito. Al contrario, Pina Picierno e Giorgio Gori, insieme a una parte dell’ala riformista, trovano difficile esprimere un netto diniego al piano von der Leyen.

Per cercare di armonizzare le divergenze, il capodelegazione Nicola Zingaretti ha suggerito una mediazione: bocciare l’emendamento ma approvare la relazione nel suo insieme, consapevoli che l’emendamento sarà comunque approvato. Una proposta che sembra andare incontro alle esigenze della Schlein, che prima della manifestazione di sabato non intende che il Pd assuma una posizione favorevole al riarmo.

L’obiettivo della Schlein è mantenere la compattezza del gruppo europeo del Pd contro il riarmo, pur riconoscendo che Picierno e Gori potrebbero comunque votare a favore. Si cerca di evitare una ripetizione della divisione di un mese fa, quando il partito si era spaccato sul tema, mettendo a rischio la leadership della segretaria. Tuttavia, la situazione attuale sembra meno drammatica, con Bonaccini e altri leader del partito al lavoro per trovare una soluzione condivisa.

Il gruppo del Pd si riunirà nuovamente stamattina per definire la strategia in vista del voto, previsto per l’ora di pranzo. Sebbene non sarà possibile conteggiare i voti sul singolo emendamento, l’obiettivo rimane quello di ridurre al minimo le dissidenze e di rispettare la posizione ufficiale del partito sul riarmo. Alla fine, la Schlein potrebbe decidere all’ultimo momento se partecipare alla manifestazione di sabato, pur confermando la presenza di almeno una delegazione.

Nasce un ‘preambolo’ anti populista?

Quando si cita il sostantivo ‘preambolo’ nella politica italiana il pensiero corre immediatamente al famoso appunto vergato da Carlo Donat-Cattin nel lontano 1980 che segnò la fine della politica di solidarietà nazionale da parte della Democrazia Cristiana e il ritorno di un progetto politico e di governo autenticamente ancorato ad una strategia di centro sinistra. Per dirla in termini più chiari, fu una chiara e non ideologica opzione politica anti comunista. Ma il ‘preambolo’, comunque sia, fu un passaggio politico importante perché segnò concretamente, com’era nello stile dello storico leader della sinistra sociale della Dc, la fine di un progetto politico e l’avvio di un’altra fase nella vita democratica del nostro paese.

Ora, e mutatis mutandis, forse è anche arrivato il momento per siglare un altro ‘preambolo’. Molto diverso da quello del 1980 ma altrettanto importante in questa fase politica controversa e ancora alquanto confusa. E un nuovo e rinnovato ‘preambolo’ oggi è molto semplice e al tempo stesso complesso e articolato. Ovvero, dire ‘no’ alle forze populiste nelle coalizioni che si formeranno in vista dei futuri appuntamenti elettorali. E il merito di Calenda, e del suo coraggio politico manifestato al recente congresso di Azione, è proprio stato quello di mettere il dito nella piaga indicando nei populisti vecchi e nuovi il tarlo corrosivo per chi vuole costruire e consolidare una vera e credibile cultura di governo. E la controprova l’abbiamo tutti i giorni nelle vicende politiche italiane. È appena sufficiente verificare il comportamento politico concreto di partiti come quello di Conte e di Salvini per rendersi conto che con le forze populiste semplicemente non si può governare. O meglio, si governa con proposte e progetti che sono piegati alla casualità, all’improvvisazione e al pressappochismo. Dove, cioè, il tutto è sempre e solo funzionale e piegato agli impulsi e alle passioni della ‘piazza’. È persin inutile ricordare che il progetto politico dei populisti – a prescindere che siano temporaneamente a destra o a sinistra – è di fatto incompatibile con la cultura di governo. E l’esempio lo possiamo ricavare in queste settimane attorno al tema, peraltro decisivo e sempre più determinante, dell’europeismo e del suo rilancio nello scacchiere politico nazionale. Ma non è solo, come ovvio, attorno al rilancio e alla riscoperta dell’europeismo che si può registrare il danno irreparabile del populismo e di tutto ciò che lo accompagna.

E, di fronte ad un quadro del genere, la domanda centrale è una sola. Ovvero, esiste oggi la forza, il coraggio e la volontà politica e culturale dei partiti – e in particolare dei partiti centristi e di governo – per arginare la malapianta del populismo demagogico e anti politico nel nostro paese? Perché è su questo versante che si gioca il futuro e la stessa credibilità della politica italiana. Tanto sul versante del centro destra quanto su quello, e soprattutto, della sinistra.

Ecco perché – senza fare confronti con ciò che è capitato nel febbraio del 1980 al 14° congresso nazionale della Dc – oggi serve un nuovo e rinnovato ‘preambolo’. Contro il populismo demagogico e, soprattutto, a vantaggio di una politica che garantisca il confronto tra ricette programmatiche alternative ma sempre ispirate e caratterizzate da una solida e credibile cultura di governo.

L’insegnamento di Tarantelli e l’entusiasmo di Daniela Fumarola

Il Prof. Ezio Tarantelli, una delle menti più intuitive dell’economia italiana, fu assassinato quaranta anni fa da un commando terroristico delle Brigate Rosse. Era infatti il 27 marzo 1985, all’interno del parcheggio della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università “La Sapienza” di Roma al Castro Laurenziano. Con questo atto di terrore e di follia omicida, le BR tentarono di stroncare una nuova visione del rapporto tra economia e redditi dei lavoratori, un nuovo modello negoziale tra Parti sociali, un’idea innovativa del protagonismo dei lavoratori nella società.

Negli anni dell’inflazione a due cifre, Ezio Tarantelli fu l’ispiratore proprio delle scelte che portarono al Lodo Scotti del 1983 e al cosiddetto “Accordo di San Valentino” di febbraio 1984. Quegli accordi ridefinirono la struttura di riferimento dei salari, sino ad allora fortemente condizionata dall’automatismo dell’indennità di contingenza, una dei fattori principali di spinta all’inflazione e soprattutto un elemento limitativo della contrattazione.

La Cisl, in quel contesto, fu l’organizzazione sindacale che si fece carico, coerentemente con la sua storia, di sostenere e sviluppare quelle tesi e di riportarle nella contrattazione confederale e di categoria. Il tutto supportato da gruppi dirigenti di grande qualità, di capacità negoziali spiccate e di un carisma riconosciuto.

Successivamente, l’onda lunga del pensiero di Ezio Tarantelli si tradusse poi negli accordi del 1992 con il Governo Amato e del 1993 con il Protocollo Ciampi.

Uno degli elementi fondamentali che fu e dovrebbe essere tuttora alla base del modello contrattuale conseguente di quegli accordi interconfederali e dei successivi, è la contrattazione di secondo livello o contrattazione aziendale/territoriale. Contrattare aziendalmente significa partecipare, incidere sui riflessi dell’organizzazione del lavoro, distribuire “ricchezza” attraverso indicatori di redditività e produttività. Un processo baricentrico anche per l’affermazione del sindacato e dei lavoratori nel rapporto con le imprese.

Purtroppo nonostante gli sforzi, i dati delle Istituzioni, degli istituti di ricerca e delle Organizzazioni Sindacali, confermano che questo istituto contrattuale raggiunge una percentuale minoritaria dei lavoratori ed in particolare non in termini uniformi sia sul piano dei comparti merceologici che sul piano territoriale. Dati che riaffermano le differenze tra industria e servizi, tra Nord e Sud del Paese.

Dobbiamo dare atto alla Cisl che nei decenni si è sempre spesa per affermare questo modello, ribadendolo anche in occasione dell’anniversario dell’assassinio del Prof. Tarantelli. Una nota però dobbiamo evidenziarla, sempre con lo stile che ci ha contraddistinto finora: in un’intervista a Radio24 la Segretaria Generale delle Cisl, Daniela Fumarola avrebbe affermato che la contrattazione di secondo livello è già molto diffusa. Per evitare i “sentito dire” siamo andati ad ascoltare l’intervista ed effettivamente al minuto 8.30, questo viene dichiarato…

Noi saremmo molto soddisfatti se tutto ciò fosse vero, ci sarebbe stato un grande salto di qualità nella contrattazione, nella redistribuzione dei redditi e nel rafforzamento dei diritti in azienda. Putroppo non è così e dispiace che proprio la Segretaria Generale della Cisl non conosca la realtà. Ricordiamo che il nostro è un Paese dove la maggioranza del tessuto produttivo è basato su piccole e medie aziende, nelle quali il sindacato difficilmente è presente e dove non si contratta.

Andranno studiati altri modelli, che sostengano questo istituto. La Cisl ha ancora dirigenti molto bravi, non disponibili soltanto ad alzare la mano negli organismi direttivi; diamo spazio alle idee, alle discussioni e non perdiamo l’occasione dei congressi in corso soltanto per riaffermare uno “status quo” personale.

Tim e non solo: Barone festeggia e con lui festeggia anche Labriola

Evento davvero interessante, quello della presentazione ieri pomeriggio del volume “Una vita da Presidente”, opera autobiografica di Nicola Barone, realizzata in collaborazione con il giornalista Santo Strati. La prestigiosa cornice della Società Dante Alighieri ha accolto un parterre di ospiti illustri, testimoniando il valore e l’importanza del percorso professionale dell’ingegnere calabrese, in primis Presidente di Tim San Marino (ma altre cariche non sono da meno per importanza).

Il volume è un’analisi lucida e profonda dell’evoluzione digitale, un viaggio che dalle prime tecnologie analogiche conduce all’attuale era dell’intelligenza artificiale, offrendo una prospettiva privilegiata su una trasformazione di portata epocale. Barone, con la sua esperienza pluridecennale, non si limita a narrare i suoi successi professionali, ma offre in generale una riflessione sull’importanza dei valori umani, ispirandosi agli insegnamenti salesiani di Don Bosco e ai principi morali promossi da Papa Francesco.

L’incontro, moderato con maestria da Luca Collodi, caporedattore della Radio Vaticana, ha visto la partecipazione di personalità di rilievo, tra cui l’Eparca di Lungro, Sua Eccellenza il Vescovo Donato Oliverio, il sociologo Giuseppe Roma, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi. Tra i molti e qualificati interventi giova comunque segnalare quello del Prefetto di Roma, Lamberto Giannini, e dell’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola. Quest’ultimo ha insistito sul felice connubio tra valore professionale e sensibilità umana che rende ai suoi occhi – e non da oggi – decisamente stimato un “collega” come Nicola Barone. Dunque, Labriola ha voluto festeggiare soprattutto un amico, prima ancora che un collaboratore, dando in questo modo, davanti alla platea attenta, un duplice segno di stima e simpatia.

Tutti gli interventi del pomeriggio hanno sottolineato come il libro non sia solo una cronaca di successi, ma un’opera che invita a riflettere sulla necessità di un nuovo umanesimo in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia.

Che dire, in aggiunta? “Una vita da Presidente” veicola un messaggio forte per le giovani generazioni, dimostrando in pratica come l’impegno, la dedizione e l’adesione a principi solidi possano condurre a risultati significativi tanto nella vita personale quanto in quella professionale. Il libro, in conclusione, offre anche una chiave di lettura per comprendere le sfide e le opportunità del futuro, in un’epoca di cambiamenti rapidi e profondi.

 

Il video della presentazione del volume “Una vita da Presidente”

Istat, Meloni: con noi oltre 1 mln occupati in più e non ci fermeremo

Roma, 1 apr. (askanews) – “Quando questo Governo ha iniziato il proprio mandato, nell’ottobre del 2022, il numero di occupati in Italia era di 23 milioni e 231 mila. Oggi, la rilevazione dell’Istat ci dice che, a febbraio 2025, quel numero era già salito a 24 milioni e 332 mila: oltre un milione di occupati in più. È il frutto del lavoro di tanti, in primis delle imprese. Come Governo abbiamo cercato di fare la nostra parte: in poco più di due anni, abbiamo lavorato con l’obiettivo di creare opportunità, sostenere le imprese e ridare dignità al lavoro. È la nostra idea di Italia che prende forma, passo dopo passo. Molto c’è ancora da fare e non ci fermeremo, perché il lavoro è la prima risposta a chi vuole una Nazione più forte e un futuro più prospero”. Così, sui social, la premier Giorgia Meloni, sui dati Istat.

Francia, Marine Le Pen: ricorso anche a Corte giustizia diritti umani (Cedu)

Roma, 1 apr. (askanews) – Marine Le Pen intende percorrere “ogni strada possibile” per fare “appello” dopo la sentenza del tribunale di Parigi che l’ha condannata per appropriazione indebita di fondi pubblici e che le sbarrerebbe così la strada per la corsa all’Eliseo. In un’intervista esclusiva su ‘Le Parisien’, Marine Le Pen, ha annunciato che si rivolgerà alla Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu) e al Consiglio costituzionale.

La leader dell’ultradestra del Rassemblement National ha accolto come “un’ottima notizia” la comunicazione della Corte d’Appello di Parigi secondo cui dovrebbe “emettere una decisione nell’estate del 2026”. Se questi termini saranno rispettati, ciò significherebbe che il secondo processo si terrebbe al più tardi agli inizi del 2026, e che la decisione verrebbe emessa molti mesi prima delle elezioni presidenziali del 2027, come richiesto da diversi esponenti politici.

Conte:Meloni si fa male,fra Usa e Ue ha i piedi in troppe scarpe

Roma, 1 apr. (askanews) – Meloni ha un buon rapporto con il presidente Usa Donald Trump? “C’è una follia in tutto questo, l’articolo 5 del trattato della Nato è ancora lì. Quando si tengono “i piedi in troppe scarpe” si “rischia, nella divaricazione, di farsi male”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte a Di Martedì su La7.

“Sono due anni e mezzo che Meloni ci riempie di chiacchiere e fa delle ottime battute ma lei pensa davvero che essendosi assunta la responsabilità storica di sottoscrivere questo folle piano di riarmo garantirà i cittadini europei?”, aggunge Conte.

Ucraina, Trump "frustrato" da Putin per lo stallo negoziale pensa a sanzioni "aggressive" contro la Russia

Roma, 1 apr. (askanews) – Di fronte allo stallo negoziale con la Russia sul conflitto ucraino, il presidente Usa Donald Trump sta pensando a sanzioni “aggressive” nei confronti di Mosca. Lo afferma oggi Fox News citando fonti.

Le sanzioni, in particolare, punterebbero contro la “flotta fantasma”, cioè le navi utilizzate da Mosca per aggirare le sanzioni internazionali messe in campo dopo l’invasione dell’Ucraina. “Una fonte vicina alle discussioni ha riferito a Fox che il presidente Trump è frustrato da Putin e ritiene che la Russia stia ‘rinviando le trattative per un cessate il fuoco completo’. Si sta discutendo una ‘via d’uscita’”, ha scritto su X la corrispondente di Fox Jacqui Heinrich. “Mi è stato detto che l’applicazione delle sanzioni è attualmente bassa – valutata informalmente a circa ‘livello 3 su 10’ – e che le intercettazioni della ‘flotta fantasma’ della Russia, che trasporta petrolio illecito attraverso il Mar Baltico, sarebbero un bersaglio facile per fare pressione”, ha continuato la giornalista. “Fox è stata informata che la maggior parte della flotta è già sanzionata, e che il 70% delle vendite di petrolio illecito della Russia avviene tramite l’uso della loro flotta ombra”.

Il vicepresidente Usa Vance vuol vedere Meloni a Roma. Ancora scintille Salvini-Tajani (e il caso Le Pen imbarazza)

Roma, 1 apr. (askanews) – Il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha in programma una visita a Roma e ha chiesto un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Lo segnala Bloomberg, secondo cui l’ambasciata statunitense a Roma ha comunicato oggi al Ministero degli Affari Esteri italiano i piani del vice di Trump. “I piani sono in evoluzione e potrebbero cambiare prima di essere finalizzati”, ha detto un funzionario Usa.

Il programma provvisorio prevede che Vance sia a Roma dal 18 al 20 aprile (nel ponte di Pasqua) e i diplomatici statunitensi hanno chiesto alle loro controparti italiane di coordinare un incontro con la Meloni. Al momento da Palazzo Chigi non arrivano indicazioni, ma gli uffici – secondo quanto si apprende – sono al lavoro per organizzare l’incontro. Nei giorni scorsi aveva fatto molto discutere un passaggio dell’intervista della premier al Financial Times, in cui si era detta d’accordo con le dure parole contro l’Europa che il numero due americano aveva pronunciato a febbraio alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Vance (che a margine dei lavori aveva anche incontrato la leader di Afd Alice Weidel) aveva, tra l’altro, accusato l’Europa di “perdere i valori fondamentali condivisi con gli Stati Uniti”, irritando non poco la Germania (ma non solo) per una “ingerenza” negli affari interni del Paese e dell’Ue. Meloni, però, ha un’altra opinione: “Sono d’accordo con Vance, l’Europa si è un po’ persa”, aveva commentato la premier a FT, sorvolando (ma probabilmente non le era stato chiesto) sul fatto che poche ore prima il vicepresidente Usa avesse dato della “scroccona” all’Europa in fatto di difesa. Un giudizio poi condiviso dallo stesso Donald Trump, che aveva rincarato la dose definendo gli europei “parassiti”.

Se il tema dell’incontro con Vance è quindi un dossier da maneggiare con cura e da preparare attentamente, la notizia riapre anche le tensioni nella maggioranza. Matteo Salvini rilancia subito la sua “diplomazia parallela”. Il leader leghista aveva avuto una conversazione telefonica con Vance lo scorso 21 marzo. Tra i temi trattati, aveva riferito la Lega, i migranti, l’Ucraina e “l’eccellenza americana nel campo della connessione satellitare” (ovvero Starlink). Il vice premier aveva anche anticipato “la volontà di una missione negli Usa con imprese e investitori”. Un’iniziativa considerata una ‘fuga in avanti’, ma che Salvini rilancia anche oggi, dando preventiva disponibilità a vedere il vice di Trump. “Avere buoni rapporti con l’amministrazione Trump è fondamentale, ritengo che Vance sia una persona di assoluto spessore. Io l’ho invitato a venire in Italia per le Olimpiadi, se venisse anche prima sarebbe per me un’opportunità incontrarlo”, ha detto oggi a Torino, ricordando che “sto lavorando ad una delegazione di imprese italiane per portare business e sviluppo sul tema infrastrutture e trasporti, quindi i miei dossier così nessuno polemizza, il prima possibile negli Stati uniti”.

Su Vance Forza Italia tace, ma gli azzurri tengono anche un profilo bassissimo su un altro tema che nelle ultime ore sta evidenziando una divisione nella maggioranza: la condanna di Marine Le Pen. Salvini, ieri sera, ha subito dato il suo supporto – come Orban, Elon Musk e il Cremlino – alla compagna di ‘famiglia’ europea (i Patriots), la cui condanna è “una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles”. Meloni, da parte sua, si è rifugiata dietro una dichiarazione diplomatica: “Non conosco il merito delle contestazioni mosse a Marine Le Pen, né le ragioni di una decisione così forte – ha detto al ‘Messaggero’ – ma penso che nessuno che abbia a cuore la democrazia possa gioire di una sentenza che colpisce il leader di un grande partito e toglie rappresentanza a milioni di cittadini”. Forza Italia, con Antonio Tajani, ribadisce il “garantismo” che è uno dei principi fondamentali del partito per cui “tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio, alla condanna definitiva, e anche la signora Le Pen per me è innocente”. Il ministro degli Esteri non risparmia però una ‘frecciata’ al sempre più scomodo alleato leghista. “E’ una sentenza della giustizia francese e l’Europa non c’entra niente”, ha detto rispedendo al mittente l’accusa lanciata da Salvini.

Altro tema divisivo è quello dei dazi, proprio alla vigilia del ‘liberation day’ il giorno in cui saranno ufficializzate le nuove tariffe doganali decise da Trump. Per Salvini, che qualche tempo fa aveva parlato di “opportunità”, è sbagliata l’idea di “vendicarsi” che attribuisce alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e auspica negoziati bilaterali tra Roma e Washington, senza seguire la risposta europea. “Le guerre commerciali o militari non portano nulla di buono – ha detto ancora a Torino – le questioni vanno risolte al tavolo. Come europei? Io sono italiano, mi pagano lo stipendio gli italiani, ho il dovere di difendere le imprese e gli operai italiani”. Dunque tavoli ‘uno a uno’? “Sì, dal mio punto di vista sì”. Una linea totalmente diversa da quella di Forza Italia (ma anche da quanto previsto dai Trattati). “Non possiamo andare per conto nostro a trattare sui dazi – ha ricordato ancora Tajani -. Tocca all’Unione Europea trattare le regole sui dazi. Possiamo avere una certa politica commerciale, decidendo dove esportare di più o meno, ma le regole le fa la Commissione Europea. Stiamo nell’Unione Europea e ne siamo parte”.

Insomma, se ‘tregua’ fra i tre leader del centrodestra c’era stata, sembra durata ben poco. La speranza di Meloni è che dopo il congresso del Carroccio (sabato e domenica a Firenze) la tensione si smorzi un po’. Non resta che attendere.

Vance vuol vedere Meloni a Roma. Ancora scintille Salvini-Tajani

Roma, 1 apr. (askanews) – Il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, ha in programma una visita a Roma e ha chiesto un incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Lo segnala Bloomberg, secondo cui l’ambasciata statunitense a Roma ha comunicato oggi al Ministero degli Affari Esteri italiano i piani del vice di Trump. “I piani sono in evoluzione e potrebbero cambiare prima di essere finalizzati”, ha detto un funzionario Usa.

Il programma provvisorio prevede che Vance sia a Roma dal 18 al 20 aprile (nel ponte di Pasqua) e i diplomatici statunitensi hanno chiesto alle loro controparti italiane di coordinare un incontro con la Meloni. Al momento da Palazzo Chigi non arrivano indicazioni, ma gli uffici – secondo quanto si apprende – sono al lavoro per organizzare l’incontro. Nei giorni scorsi aveva fatto molto discutere un passaggio dell’intervista della premier al Financial Times, in cui si era detta d’accordo con le dure parole contro l’Europa che il numero due americano aveva pronunciato a febbraio alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. Vance (che a margine dei lavori aveva anche incontrato la leader di Afd Alice Weidel) aveva, tra l’altro, accusato l’Europa di “perdere i valori fondamentali condivisi con gli Stati Uniti”, irritando non poco la Germania (ma non solo) per una “ingerenza” negli affari interni del Paese e dell’Ue. Meloni, però, ha un’altra opinione: “Sono d’accordo con Vance, l’Europa si è un po’ persa”, aveva commentato la premier a FT, sorvolando (ma probabilmente non le era stato chiesto) sul fatto che poche ore prima il vicepresidente Usa avesse dato della “scroccona” all’Europa in fatto di difesa. Un giudizio poi condiviso dallo stesso Donald Trump, che aveva rincarato la dose definendo gli europei “parassiti”.

Se il tema dell’incontro con Vance è quindi un dossier da maneggiare con cura e da preparare attentamente, la notizia riapre anche le tensioni nella maggioranza. Matteo Salvini rilancia subito la sua “diplomazia parallela”. Il leader leghista aveva avuto una conversazione telefonica con Vance lo scorso 21 marzo. Tra i temi trattati, aveva riferito la Lega, i migranti, l’Ucraina e “l’eccellenza americana nel campo della connessione satellitare” (ovvero Starlink). Il vice premier aveva anche anticipato “la volontà di una missione negli Usa con imprese e investitori”. Un’iniziativa considerata una ‘fuga in avanti’, ma che Salvini rilancia anche oggi, dando preventiva disponibilità a vedere il vice di Trump. “Avere buoni rapporti con l’amministrazione Trump è fondamentale, ritengo che Vance sia una persona di assoluto spessore. Io l’ho invitato a venire in Italia per le Olimpiadi, se venisse anche prima sarebbe per me un’opportunità incontrarlo”, ha detto oggi a Torino, ricordando che “sto lavorando ad una delegazione di imprese italiane per portare business e sviluppo sul tema infrastrutture e trasporti, quindi i miei dossier così nessuno polemizza, il prima possibile negli Stati uniti”.

Su Vance Forza Italia tace, ma gli azzurri tengono anche un profilo bassissimo su un altro tema che nelle ultime ore sta evidenziando una divisione nella maggioranza: la condanna di Marine Le Pen. Salvini, ieri sera, ha subito dato il suo supporto – come Orban, Elon Musk e il Cremlino – alla compagna di ‘famiglia’ europea (i Patriots), la cui condanna è “una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles”. Meloni, da parte sua, si è rifugiata dietro una dichiarazione diplomatica: “Non conosco il merito delle contestazioni mosse a Marine Le Pen, né le ragioni di una decisione così forte – ha detto al ‘Messaggero’ – ma penso che nessuno che abbia a cuore la democrazia possa gioire di una sentenza che colpisce il leader di un grande partito e toglie rappresentanza a milioni di cittadini”. Forza Italia, con Antonio Tajani, ribadisce il “garantismo” che è uno dei principi fondamentali del partito per cui “tutti sono innocenti fino al terzo grado di giudizio, alla condanna definitiva, e anche la signora Le Pen per me è innocente”. Il ministro degli Esteri non risparmia però una ‘frecciata’ al sempre più scomodo alleato leghista. “E’ una sentenza della giustizia francese e l’Europa non c’entra niente”, ha detto rispedendo al mittente l’accusa lanciata da Salvini.

Altro tema divisivo è quello dei dazi, proprio alla vigilia del ‘liberation day’ il giorno in cui saranno ufficializzate le nuove tariffe doganali decise da Trump. Per Salvini, che qualche tempo fa aveva parlato di “opportunità”, è sbagliata l’idea di “vendicarsi” che attribuisce alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e auspica negoziati bilaterali tra Roma e Washington, senza seguire la risposta europea. “Le guerre commerciali o militari non portano nulla di buono – ha detto ancora a Torino – le questioni vanno risolte al tavolo. Come europei? Io sono italiano, mi pagano lo stipendio gli italiani, ho il dovere di difendere le imprese e gli operai italiani”. Dunque tavoli ‘uno a uno’? “Sì, dal mio punto di vista sì”. Una linea totalmente diversa da quella di Forza Italia (ma anche da quanto previsto dai Trattati). “Non possiamo andare per conto nostro a trattare sui dazi – ha ricordato ancora Tajani -. Tocca all’Unione Europea trattare le regole sui dazi. Possiamo avere una certa politica commerciale, decidendo dove esportare di più o meno, ma le regole le fa la Commissione Europea. Stiamo nell’Unione Europea e ne siamo parte”.

Insomma, se ‘tregua’ fra i tre leader del centrodestra c’era stata, sembra durata ben poco. La speranza di Meloni è che dopo il congresso del Carroccio (sabato e domenica a Firenze) la tensione si smorzi un po’. Non resta che attendere.

Francia, Marine Le Pen è sotto inchiesta per le minacce ai giudici

Roma, 1 apr. (askanews) – La magistratura francese ha aperto un nuovo fascicolo sulla leader del Rassemblement National francese, Marine Le Pen, in merito a un presunto reato di minaccia ai giudici: è quanto riporta l’Agence France Presse citando fonti vicine all’inchiesta.

Le Pen è stata condannata ieri insieme ad otto europarlamentari del suo partito a quattro anni di carcere (due con la condizionale) per appropriazione indebita, oltre a una pena di cinque anni di ineleggibilità che di fatto la esclude dalle prossime presidenziali del 2027. Il tribunale di Parigi ha ritenuto colpevoli di appropriazione indebita di fondi pubblici i nove eurodeputati di Rassemblement National (RN), tra cui Marine Le Pen, processati nel caso degli assistenti parlamentari europei.Anche i dodici assistenti processati insieme a loro sono stati giudicati colpevoli di ricettazione. Il tribunale ha stimato il danno complessivo in 2,9 milioni di euro, obbligando il Parlamento europeo ad “assumersi la responsabilità delle persone che in realtà lavoravano per il partito”.

La presidente del tribunale di Parigi il magistrato Benedicte de Perthuis, che ha presieduto il procedimento per due mesi, dal 30 settembre al 27 novembre, e che ha deciso la condanna è stata messa sotto protezione della polizia dopo aver ricevuto numerose minacce.

Gia ieri Marine Le Pen, che già ieri ha denunciato la sentenza una “decisione politica”, nel suo intervento a una riunione questa mattina dei deputati del Rassemblement national (Rn), ha descritto la sua condanna come una “bomba nucleare” lanciata dal “sistema”, ribadendo l’accusa di un processo politico. “Se usa un’arma così potente contro di noi è ovviamente perché stiamo per vincere le elezioni”, ha detto Marine Le Pen. “Non permetteremo che ciò accada”, ha aggiunto.

Molte voci si sono levate la decisione, che potrebbe impedire alla parlamentare del Rassemblement National (RN) di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2027. Ma il magistrato è stato anche bersaglio di “un gran numero di messaggi, tra cui minacce”, ha affermato la fonte della polizia. Di conseguenza, sono stati predisposti pattugliamenti intorno alla sua casa parigina. Da parte sua, il procuratore generale della Corte di cassazione, Remy Heitz, ha insistito questa mattina su RTL sul fatto che la giustizia “non è politica”: “Questa decisione non è una decisione politica, ma giudiziaria, resa da tre giudici indipendenti e imparziali”. Uno dei due giudici francesi di più alto rango ha insistito sul fatto che il verdetto “è stato emesso conformemente alla legge, in applicazione dei testi votati dalla rappresentanza nazionale”, definendo “inammissibili” gli “attacchi altamente personalizzati contro i giudici e le minacce che potrebbero portare a procedimenti penali”.

Roma, inagurata rete 5G in prime 9 stazioni giubilari della metro

Roma, 1 apr. (askanews) – Con il Giubileo Roma non rinnova solo alcune delle opere e degli snodi architettonici e urbanistici pi rappresentativi della citta. Da oggi infatti operativa anche nella metropolitana la connessione 5G. Si parte con le prime 9 stazioni cosiddette appunto ‘giubilari’ da Vittorio Emanuele a Cipro passando per Termini ma l’obiettivo di arrivare entro il 2026 a coprire tutta la rete delle 75 stazioni della metropolitana della Capitale. Si tratta della prima tappa della collaborazione tra Roma Capitale e Smart City Roma, la societ controllata da Inwit che sta guidando il progetto Roma 5G.

All’inaugurazione, nella stazione di Piazza Vittorio, sede in cui si trova la nuova Sala apparati radio di Inwit/Smart City Roma sono intervenuti il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, l’amministratore delegato di Tim, Pietro Labriola, l’amministratore delegato di iliad, Benedetto Levi e il direttore generale di Inwit, Diego Galli.

Diego Galli, Direttore generale di Inwit: “Questo un progetto importante che porta un’infrastruttura digitale al servizio della citt, dei cittadini, delle imprese parliamo della connettivit 5G su tutta la metropolitana. Un impianto importante, vuol dire circa 3.000 antenne, pi di 1.000 stazioni, 250 km di fibra. Oggi il primo tassello di questo progetto con le prime nove stazioni giubilari, progetto continueranno nei prossimi mesi per la copertura integrale in 5G della metropolitana di Roma”.

La connessione non riguarder solo la linea metropolitana ma anche molti punti della citt.

“La metro un tassello, accanto alla metro ci sar connettivit su 100 piazze, connetti Wi-Fi pubblica avanzato Wi-Fi6, IoT, videocamere per la sicurezza quindi un progetto integrato che una ottima testimonianza della collaborazione fra pubbliche e privato il Roma metropolitana, citt metropolitana con gli operatori telecomunicazioni operatori infrastrutturali come Inwit che guida il progetto Roma Smart City, Smart City Roma”, ha detto Galli.

Le tappe del progetto con un investimento complessivo di 90 milioni di euro, prevedono entro giugno il completamento di tutta la linea A, entro dicembre la metro B, mentre entro giugno 2026 sar coperta dal servizio anche la linea C.

Roberto Gualtieri, sindaco di Roma Capitale: “E’ un investimento che migliora la qualit della vita delle romane e dei romani, determina innovazione e sviluppo economico per tutta la citt, quindi davvero straordinario. Oggi iniziamo con queste prime stazioni. Da oggi tutti potranno vedersi un film mentre mentre prendono la metro, scaricare i dati e fare videochiamate e abbiamo le prime 9 piazze col Wi-Fi6 che presto si integreranno al 5G e gradualmente tutta la citt sar coperta da questa rete avanzatissima”.

Da Fincantieri, Eni e Rina studio per un trasporto marittimo green

Roma, 1 apr. (askanews) – Dare un contributo per accelerare il percorso di decarbonizzazione del settore del trasporto marittimo, in linea con il target di Net Zero al 2050. Questo l’obiettivo dello studio presentato da Fincantieri, Eni e Rina, con il supporto tecnico di Bain & Company Italia.

L’Outlook sul Trasporto Marittimo Sostenibile si inserisce nel pi ampio contesto dell’accordo siglato il 25 marzo 2024 da Eni, Fincantieri e Rina con la volont di sviluppare un osservatorio su scala globale sulle prospettive di evoluzione delle soluzioni di decarbonizzazione sostenibili per il settore nel medio-lungo periodo, come spiega l’amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, Pierroberto Folgiero: “Gli obiettivi dell’Osservatorio sono mettere insieme il meglio che c’ della cultura marittima del paese per quanto riguarda motori, sistemi, come Fincantieri, navi e requisiti. L’Eni che porta la conoscenza del mondo dei carburanti e delle molecole e Rina di valutare e validare tutte le nuove soluzioni per la decarbonizzazione”.

Il settore marittimo responsabile di circa il 3% delle emissioni globali di CO2 e punta a raggiungere la neutralit carbonica entro il 2050. Pertanto, essenziale disporre di una roadmap definita e realistica che minimizzi incertezze e rischi per gli investitori e fornisca soluzioni percorribili ed efficienti dal punto vista economico per l’intera industria. L’analisi, che adotta un approccio olistico per rispondere a quest’esigenza, offre per la prima volta una panoramica globale delle opzioni percorribili per ciascun segmento di naviglio nelle diverse regioni del mondo. Dal canto suo Fincantieri gi da tempo impegnata sugli obiettivi di decarbonizzazione, come prosegue Folgiero: “l’impegno di Fincantieri essere il pi pioniere e il pi imprenditore nel valutare e validare le nuove tecnologie e valutarne le implicazioni ingegneristiche a bordo della nave e risolvere i problemi degli armatori”.

Alla presentazione dello studio anche intervenuto il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che ha detto come gli obiettivi di riduzione delle emissioni siano molto stringenti per il settore del trasporto marittimo e per questo ha assicurato il sostegno del Governo.

Torino, Giuseppe Culicchia nuovo direttore del Circolo dei lettori

Torino, 1 apr. (askanews) – Giuseppe Culicchia è il nuovo direttore della Fondazione Circolo dei lettori: guiderà la direzione culturale e operativa della Fondazione, del Circolo dei lettori nelle sue sedi di Torino, Novara e Verbania con il Circolo della musica a Rivoli per il triennio 2025-2028.

Il profilo di Giuseppe Culicchia – spiegano dalla Fondazione – è risultato il più adatto a dirigere il lavoro della Fondazione Circolo dei lettori, per proseguire e innovare un’istituzione centrale in Italia per produzione culturale, di pensiero e promozione del libro. Il Consiglio di gestione della Fondazione Circolo dei lettori, composto dal presidente Giulio Biino e dai consiglieri Elena D’Ambrogio Navone e Massimo Pedrana, ha nominato Giuseppe Culicchia a seguito dell’avviso di selezione pubblicato il 2 febbraio scorso, al quale hanno risposto 40 professionisti ai vertici della cultura, del mondo editoriale e del libro in Italia. Le candidature e i progetti sono stati oggetto di valutazione da una apposita commissione che ha selezionato i cinque migliori profili, i quali hanno presentato ieri il loro progetto di sviluppo della Fondazione davanti al Consiglio, che ha nominato Giuseppe Culicchia, informando la Regione Piemonte, socio unico della Fondazione Circolo dei lettori.

“È per me un grande onore – ha dichiarato Culicchia, che succede a Elena Loewenthal – essere chiamato alla direzione della Fondazione Circolo dei lettori e delle lettrici di Torino: la città che amo, la città di La donna della domenica e dell’Einaudi, della Utet e della Paravia, della Edt e del Salone Internazionale del Libro… e sì, di Torino è casa mia, nostra, di tutte e tutti voi che amate la lettura, e che avete eletto il Circolo a luogo del cuore. In passato ho lavorato a quindici diverse edizioni del Salone Internazionale del Libro, ricoprendo vari ruoli: a cominciare, nel 1988, anno in cui prese il via la manifestazione, da quello di addetto alla reception. Non me lo sono dimenticato. La prima cosa che farò sarà ascoltare quanto avranno da dirmi coloro che ogni giorno contribuiscono con il loro impegno a fare del Circolo una realtà che nel resto d’Italia non ha eguali”.

“Sono felice di poter comunicare che la Fondazione Circolo dei lettori ha un nuovo direttore – ha aggiunto Giulio Biino, presidente Fondazione Circolo dei lettori -. Uno scrittore, un uomo di cultura con un forte legame al territorio ma con una visione dai larghi orizzonti. Non credo si potesse fare scelta migliore”.

Giuseppe Culicchia, torinese di nascita e con una carriera che si è sviluppata tra la scrittura e il mondo editoriale, prende il testimone in un momento di grande fermento per la Fondazione Circolo dei lettori. Il suo percorso letterario, che lo ha visto pubblicare una trentina di libri tradotti in dieci lingue, è arricchito da una continua ricerca e passione per il racconto delle storie e delle identità. Inoltre, Culicchia ha tradotto alcuni tra i maggiori autori in lingua inglese, da Mark Twain a Francis Scott Fitzgerald e Bret Easton Ellis, portando la sua visione critica e la sua sensibilità culturale anche nel campo della traduzione. Culicchia frequenta il Circolo dei lettori dalla sua nascita nel 2006: per l’istituzione culturale ha proposto progetti, ideato gruppi di lettura e curato le prime due edizioni di Radici, il festival dell’identità (coltivata, negata, ritrovata) che ha visto tra i diversi protagonisti autori mondiali come Michel Houllebecq, Bret Easton Ellis, Irvine Welsh, il regista Palma d’oro Emir Kusturica affrontare le tematiche del nostro tempo e delle relazioni con l’altro da sè. Per numerose edizioni è stata prolifica di idee e dialoghi la collaborazione con il Salone Internazionale del Libro di Torino.

Usa, Elon Musk è tornato primo nella classifica dei "paperoni" di Forbes

Roma, 1 apr. (askanews) – Elon Musk, patrimonio stimato di circa 342 miliardi di dollari, è in testa alla 39esima classifica annuale dei miliardari del mondo, stilata dalla rivista Forbes. È la prima volta dal 2022 che l’imprenditore americano è in vetta alla lista dei “paperoni”, avendo incrementato la sua fortuna di 147 miliardi di dollari, ovvero 1,75 volte, secondo la rivista.

Mark Zuckerberg, co-fondatore di Meta Platforms, Inc., è salito dal quarto al secondo posto, con un patrimonio aumentato di 39 miliardi di dollari nell’ultimo anno, fino a raggiungere i 216 miliardi di dollari.

Al terzo posto della classifica c’è il fondatore di Amazon Jeff Bezos, con un patrimonio di 215 miliardi di dollari. A completare la top five ci sono il co-fondatore ed ex ceo di Oracle Larry Ellison e il leader della classifica dell’anno scorso, l’imprenditore francese Bernard Arnault, proprietario del produttore di beni di lusso LVMH (Louis Vuitton e Moet Hennessy), con rispettivamente 192 miliardi di dollari e 178 miliardi di dollari.

Il numero di miliardari nel mondo è aumentato di 247 unità rispetto all’anno scorso: sono 3.028. Per la prima volta è stata superata la soglia dei tremila.

Italiani nel mondo, a Lione si è riunito l’Intercomites Francia

Roma, 1 apr. (askanews) – Sabato 29 e domenica 30 marzo 2025 si è tenuto presso l’Istituto Italiano di Cultura di Lione il Comitato dei Presidenti – Intercomites Francia. I lavori sono stati organizzati in tre sessioni tematiche. Nel corso della prima sessione, “Disposizioni normative e buone pratiche”, sono stati comparati i contributi ordinari assegnati ed erogati dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale a valersi sul cap. 3103 nel biennio 2023-2024, constatando un generale aumento per l’esercizio finanziario 2025.

Sono state inoltre analizzate le criticità riscontrate nell’esercizio di rendicontazione dei bilanci, così come le buone pratiche sviluppate con i rispettivi Consolati Generali. Al riguardo, i Presidenti hanno concordato la data di una riunione tecnica per il giorno 8 aprile, al fine di rendere più organico lo scambio di esperienze, competenze e strumenti. La seconda sessione, “Verso una relazione Paese”, ha permesso ai Presidenti d’individuare, sentiti i rappresentanti della rete diplomatica e consolare presenti, una bozza di criteri utili alla redazione di una relazione sullo “stato della comunità”, che ogni Comitato si propone di redigere in prospettiva dell’annuale riunione di coordinamento consolare presso l’Ambasciata d’Italia in Francia. I criteri individuati nel corso dei lavori saranno oggetto di un’ulteriore riflessione e approvazione via mail da parte dei Presidenti, per garantire una struttura ragionata e funzionale all’obiettivo preposto.

Nella terza sessione, “Da grandi elettori a collaboratori del CGIE”, i Presidenti si sono confrontati sulle tematiche indicate dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero nella lettera del 13 gennaio 2025 indirizzata dalla Segretaria Generale a tutti i Comites, quali “messa in sicurezza del voto”, “legge sulla cittadinanza” e “nuova mobilità e incentivi di rientro”. In particolare, la sessione ha o=erto ai Presidenti l’opportunità di un complemento d’informazione, grazie al contributo dei Parlamentari e Consiglieri CGIE presenti, per elaborare internamente ai propri Comitati delle riflessioni più circostanziate, in prospettiva della prossima assemblea plenaria del Consiglio Generale.

Presenze Hanno partecipato ai lavori: Sara Fonsato, Presidente del Comites Chambery, Valentina Margiotta, Presidente del Comites di Lione, Francesco Attademo, Presidente del Comites di Marsiglia, Elisabetta Castellano, Presidente del Comites di Nizza, e Oleg Sisi, Presidente del Comites di Parigi e Coordinatore dell’Intercomites Francia. Per il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE) erano presenti i Consiglieri per la Francia Maria Chiara Prodi, Segretaria Generale, e Nicola Carmignani, Segretario della Commissione III, unitamente ai rappresentanti della rete diplomatico-consolare italiana in Francia. I lavori sono stati inoltre arricchiti dalla presenza e dai contributi di tre Parlamentari italiani eletti nella circoscrizione Europa: il Senatore Andrea Crisanti (PD); l’Onorevole Simone Billi (Lega Nord), presente alla giornata di sabato 29 marzo; e l’Onorevole Toni Ricciardi (PD), presente alla giornata di domenica 30 marzo.

“Custodi di cinema”, il Centro Sperimentale svela i suoi tesori

Roma, 1 apr. (askanews) – Aprire le porte del Centro Sperimentale di Cinematografia alla citt per mostrare alcuni dei tesori che custodisce. Nasce con questo obiettivo “Custodi di sogni”, il festival che fino al 6 aprile offre proiezioni, omaggi, riscoperte, incontri con molti ospiti e ex allievi. Nella giornata di apertura protagonista stata Dacia Maraini, in veste di regista questa volta, e si reso omaggio a Claudio Caligari. Nei prossimi giorni sono previsti incontri con Liliana Cavani, madrina del festival, Nanni Moretti, Dario Argento.

Il festival ideato dal Conservatore della Cineteca Nazionale – Centro Sperimentale di Cinematografia Steve Della Casa, che ha spiegato: “Abbiamo pensato che si potevano aprire i nostri archivi e invitare la gente a venire a vedere le cose pi belle che abbiamo, le cose pi rare anche. Non solo Ecce Bombo che ha vinto il Leone d’oro a Venezia, un restauro che abbiamo fatto noi, oppure La notte di Antonioni, ‘Sei donne per un assassino’ di Mario Bava, ‘L’uomo delle stelle di Tornatore’ ma anche le piccole cose, i film underground oppure i film che appartengono alla grande epopea del cinema muto. Li abbiamo messi tutti insieme e con questo cocktail ci mostriamo al pubblico per dimostrare che la Cineteca un posto vivo, un posto in cui ci si diverte e ci si pu far divertire”.

Quest’anno ricorrono i 90 anni della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, che votata alla formazione con la Scuola Nazionale di Cinema, alla conservazione e alla ricerca. L’obiettivo della Presidente Gabriella Buontempo di portare sempre pi il tesoro della Cineteca sul territorio nazionale. Nella giornata conclusiva del festival sar proprio lei, insieme a Giancarlo Giannini, a presentare la versione restaurata di “Travolti da un insolito destino”. Uno dei tanti omaggi di “Custodi di sogni” alle donne del cinema, come ha spiegato la stessa Presidente: “Le donne sono centrali. Perch sono un po’ anche delle dee che ci devono accompagnare con i loro buoni auspici”.

Susan Sarandon a Milano col volto nella plastica, per gli oceani

Milano, 1 apr. (askanews) – Grandi star del cinema esalano l’ultimo respiro soffocate dalla plastica, nel silenzio assoluto. Fra loro Susan Sarandon, arrivata a Milano per l’inaugurazione dell’installazione sull’effetto delle plastiche e microplastiche negli oceani del fotografo Fabrizio Ferri, in scena al Museo di storia naturale di Milano dal 2 al 27 aprile.

La mostra si visita in un silenzio assordante grazie alle cuffie insonorizzate, idea di Marina Abramovic, fra i volti nelle fotografie deformati da sacchetti, palline, tutte plastiche raccolte su litorali in Italia e negli USA.

Ma non una denuncia, ha spiegato Ferri ad askanews: sarebbe tirarsi fuori dal problema: “Con ‘Breathtaking’ non hai via d’uscita, entri in questa installazione che ti deve entrare dentro e non uscire pi – ha detto – perch dentro di te c’ in parte la responsabilit dei problemi che causiamo oggi al mondo, non basta la conoscenza ci vuole la consapevolezza della propria responsabilit”.

“Noi oggi pensiamo stiamo uccidendo le foche i delfini, no, noi stiamo uccidendo noi stessi questa la consapevolezza che dobbiamo avere”, ha aggiunto.

Fra gli 11 volti ritratti Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg, Julianne Moore, Isabella Rossellini (ritratta in due scatti), Naomi Watts e Susan Sarandon, la prima ad aderire al progetto.

“La distruzione degli oceani non riguarda solo i mammiferi del mare, ma anche quelli della terraferma. Quindi la sofferenza per le persone imminente – ha spiegato – La quantit di plastica prodotta passer, secondo le proiezioni, da 500 milioni di tonnellate all’anno a 1,2 miliardi nel 2060 e stiamo vedendo che si trova in ogni cosa, dal latte materno al cibo, dall’acqua ai pesci. Siamo sommersi”.

Un’esperienza viscerale, l’ha definita Sarandon, che non si mai tirata indietro per sostenere le cause in cui credeva.

“Sono un essere umano. Questa la risposta pi semplice – ha dichiarato, spiegando il perch del suo attivismo – mi identifico con gli altri esseri umani e quindi non capisco come le persone possano non essere attiviste”.

Ucraina, Salvini: si parla di pace ma la Ue va contromano

Torino, 1 apr. (askanews) – ” l’Europa che deve avere buoni rapporti col resto del mondo. Mentre Usa, Russia e Ucraina si siedono al tavolo per mettere fine alla guerra, mentre Trump, Zelensky e Putin stanno lavorando per la pace, che l’Europa parli di ombrello nucleare, esercito e armi secondo me va contromano…

l’Europa nata per parlare di pace”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, parlando con i giornalisti a Torino.

“Le guerre commerciali o militari non portano nulla di buono, le questioni vanno risolte al tavolo. Come europei? Io sono italiano, mi pagano lo stipendio gli italiani, ho il dovere di difendere le imprese e gli operai italiani”. Dunque tavoli ‘uno a uno’? “S, dal mio punto di vista s” ha concluso Matteo Salvini.

Usa, Salvini: se Vance venisse sarebbe opportunit incontrarlo

Torino, 1 apr. (askanews) – “Non so neanche se viene in Italia… Avere buoni rapporti con l’amministrazione Trump fondamentale, ritengo che Vance sia una persona di assoluto spessore. Io l’ho invitato a venire in Italia per le Olimpiadi, se venisse anche prima sarebbe per un’opportunit incontrarlo”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, rispondendo a Torino ad una domanda sulla probabile visita del vice presidente Usa J.D. Vance in Italia, nel periodo pasquale.

Salvini ha comunque ricordato che “sto lavorando ad una delegazione di imprese italiane per portare business e sviluppo sul tema infrastrutture e trasporti, quindi i miei dossier cos nessuno polemizza, il prima possibile negli Stati uniti”.

Trump annuncerà piano per nuovi maxi dazi "reciproci" su larga scala: ‘Quello che fanno a noi, faremo a loro’

New York, 01 apr. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver definito un piano definitivo per l’introduzione di dazi “reciproci” su larga scala, ma ha precisato che i dettagli saranno resi noti solo domani pomeriggio, alle 16 (ore 22 in Italia), nel giardino delle rose della Casa Bianca.

Parlando ai giornalisti nello studio ovale, Trump ha spiegato che le nuove tariffe colpiranno “un’ampia gamma di Paesi”, compresi gli alleati, accusati di ostacolare in modo scorretto le esportazioni statunitensi. “Quella parola, reciproco, è molto importante. Quello che fanno a noi, lo faremo a loro”, ha detto.

Secondo fonti della Casa Bianca, tra le opzioni sul tavolo ci sono un dazio fisso del 20% su tutte le importazioni, che potrebbe generare oltre 6 mila miliardi di dollari di entrate, o tariffe differenziate in base agli ostacoli imposti da ciascun Paese. Alcuni partner commerciali potrebbero evitare i dazi siglando nuovi accordi con Washington.

Susan Sarandon: le guerre distruggono il nostro mondo

Milano, 1 apr. (askanews) – “Credo che la guerra sia uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento, l’esplosione del gasdotto North Stream da parte degli Stati Uniti stato uno dei pi grandi atti di ecoterrorismo che abbiamo mai visto, tutto questo contribuisce enormemente all’inquinamento e alla distruzione del nostro mondo, del nostro clima”. quanto ha detto Susan Sarandon a Milano durante la presentazione della mostra fotografica di Fabrizio Ferri al Museo di storia naturale, un’installazione di 12 foto di star, fra cui Sarandon, avvolte nella plastica per far riflettere sull’inquinamento degli oceani.

“Sono favorevole a ridurre al minimo l’uso della plastica, ma proprio il fracking e l’estrazione del petrolio dei colossi che la fanno franca – ha aggiunto – bene educare le persone in modo che possano chiedere ai governi di riconoscere che il fosforo bianco, le bombe al fosforo bianco da 2.000 libbre non aiutano l’ambiente”.

Villa Valmarana a Vicenza apre bosco settecentesco (e i suoi Tiepolo)

Roma, 1 apr. (askanews) – Sabato 5 e domenica 6 aprile la Villa Valamarana ai Nani di Vicenza, aprirà per la prima volta al pubblico il suo bosco settecentesco per ospitare l’ultimo appuntamento del 2025 con Design in Villa, festival organizzato da Dimore Amiche del Veneto, con il patrocinio di Associazione Dimore Storiche Italiane – ASDI Veneto e Associazione per le Ville Venete, che unisce le storie di nobili famiglie, tra arte, cultura e tradizione, con l’eccellenza del design italiano.

Domenica 6 aprile, inoltre, i proprietari di sei dimore storiche venete apriranno le loro porte e rivelano i segreti di alcuni tra i luoghi più affascinanti del Veneto nell’evento “Dimore Amiche e i suoi Proprietari”, promosso da Veneto Segreto e Associazione Dimore Storiche Italiane – ASDI Veneto che vedrà protagonisti sei edifici veneti straordinari aperti in contemporanea: Parco Frassanelle a Rovolon (Padova), Villa Rosa a Tramonte (Padova), Villa Angarano Bianchi Michiel a Bassano del Grappa (Vicenza), Villa da Schio a Castelgomberto (Vicenza), Castello di Thiene a Thiene (Vicenza), Villa Valmarana ai Nani a Vicenza.

L’eccezionalità delle visite è data proprio dalla presenza dei loro proprietari: non semplicemente custodi di edifici antichi, ma veri e propri narratori di storie e tradizioni tramandate di generazione in generazione.

Giustino Valmarana acquistò la Villa nel 1720, rendendola una delle più importanti ville venete grazie agli affreschi di Giambattista e Giandomenico Tiepolo. Il figlio Gaetano sposò nel 1772 Elena Garzadori, che restaurò il bosco rendendolo una meta ideale per fresche passeggiate e momenti di svago, un continuum delle immagini rappresentate dagli affreschi della foresteria, capolavori di Giandomenico Tiepolo. Già esistenti all’epoca l’Orto, il Lavandeto e la Pagoda.

Oggi, dopo tre anni di restauro (curato dallo studio Th&Ma) per la parte architettonica e Giulia di Thiene agronoma e Silvia Lignana Bellani, garden designer, per la parte dedicata al verde, Maria Carolina di Valmarana ha riaperto il bosco con un nuovo concetto di fruizione: le varie aree sono diventate un inno alla biodiversità.

Sarà proprio la Pagoda, in occasione di Design in Villa, ad ospitare le creazioni di Nicola Tessari (Incontro con il designer sabato mattina ore 11). Le sue opere sono pezzi unici e serie limitate realizzati esclusivamente in legno massello, creando mobili, oggetti d’uso e torniture artistiche.

Marco Petralia e l’uso strategico dell’AI

Roma, 1 apr. – Analista ed ex ingegnere informatico, Marco Petralia aiuta imprenditori e aziende ad implementare soluzioni di AI concrete ed efficaci. Il web e la stampa parlano molto di lui per la rivoluzione tecnologica. L’AI il fattore chiave che distingue le aziende di successo da quelle destinate a scomparire. “Non una semplice automazione”, dice Petralia. “Ma una completa ridefinizione dei processi decisionali”.

Cinema, nelle sale il docufilm su Margaret Moth "Never Look Away"

Roma, 1 apr. (askanews) – Arriva nelle sale cinematografiche il documentario “Never Look Away” della regista neozelandese Lucy Lawless, al suo debutto dietro la macchina da presa, ritratto appassionato e coinvolgente della pioniera del giornalismo di guerra Margaret Moth.

La distribuzione è stata possibile grazie al progetto di mentoring LED – Leader Esercenti Donne, ideato e promosso dalla presidenza nazionale Anec che, nell’ambito della 45esima edizione del Festival Cinema e Donne di Firenze dello scorso novembre, ha consegnato per la prima volta il Premio Led Distribuzione.

Il premio si è tradotto, grazie agli accordi con il Festival e la distribuzione internazionale, nella proiezione nei cinema gestiti da alcune delle mentor e delle allieve della seconda edizione di Led. Dopo il debutto lo scorso 17 marzo all’Eliseo di Cesena, si prosegue il 7 aprile al DB d’Essai di Lecce e al The Space Cinema di Parma; l’8 aprile sarà la volta del Rosebud di Reggio Emilia, del Paolillo di Barletta, dell’Intrastevere di Roma e dell’UCI Bicocca di Milano; seguirà la proiezione al Partenio di Avellino il 13 aprile.

Un altro traguardo per il programma di mentoring dedicato alle professioniste dell’esercizio cinematografico, che nel corso delle due edizioni ha suscitato entusiasmo e interesse in tutto il settore, diventando un progetto in continua espansione, come dimostra la partecipazione nella giuria del Festival Cinema e Donne e i risultati raggiunti grazie all’istituzione del Premio. Il documentario premiato racconta in modo sorprendente la carriera di una donna simbolo di anticonformismo, forza e talento. Una camerawomen temeraria, in un ambiente lavorativo quasi unicamente maschile, che ha dedicato interamente la sua vita a documentare la guerra e il suo impatto sulle persone civili, attraverso uno sguardo coraggioso, limpido e controcorrente.

Al cinema il documentario di Spagnoli "La scuola romana delle risate"

Roma, 1 apr. (askanews) – Arriva nelle sale con un’uscita evento il 17-18-19 aprile, per poi approdare in prima serata su RaiTre il 26 aprile, “La scuola romana delle risate”, il nuovo documentario di Marco Spagnoli dedicato alla straordinaria tradizione umoristica della Capitale. Prodotto da Samarcanda Film in collaborazione con Rai Documentari, in coproduzione con Luce Cinecittà e in collaborazione con Titanus S.p.A., il film racconta le radici e l’evoluzione della comicità romana attraverso materiali d’archivio e testimonianze dei suoi grandi protagonisti.

Con Carlo Verdone narratore d’eccezione, il film è un viaggio nella satira visionaria, popolare e dissacrante che ha segnato la cultura di Roma, passando per teatro, cinema, televisione e social, fino ad arrivare al mondo del fumetto con il romanissimo Zerocalcare protagonista. A supportare il racconto, la colonna sonora di Tommaso Zanello, in arte Piotta, che intreccia suoni contemporanei e melodie evocative, mescolando rap e atmosfere più nostalgiche.

“La scuola romana delle risate” rende omaggio ai mostri sacri dell’intrattenimento romano, da Ettore Petrolini ad Alberto Sordi, da Aldo Fabrizi a Gigi Proietti, da Anna Magnani a Monica Vitti, da Carlo Verdone a Corrado Guzzanti, fino ad arrivare a Zerocalcare. Attraverso i film del glorioso catalogo di Titanus, le immagini di repertorio dell’Istituto Luce e delle Teche Rai, il documentario ricostruisce la storia e il linguaggio di una comicità cinica e scanzonata, che ha saputo raccontare la realtà lasciando un segno indelebile nell’immaginario collettivo e influenzando profondamente la società italiana.

A raccontare la loro esperienza e il rapporto con questa tradizione, alcuni dei più grandi artisti contemporanei: Corrado Guzzanti, Marco Giallini, Lillo, Virginia Raffaele, Anna Foglietta, Massimiliano Bruno, Enrico Brignano, Emanuela Fanelli, Stefano Rapone, Claudia Gerini, Serena Dandini, Enrico Vanzina, Ilenia Pastorelli, Luca Verdone, Zerocalcare.

“La scuola romana delle risate” è un tributo alla grande tradizione satirica di Roma, un’opera che celebra l’ironia e la creatività di una città che ha sempre saputo ridere di se stessa e della realtà che la circonda. Con una narrazione coinvolgente, il film esplora il modo in cui la capacità di ironizzare su tutto sia diventata parte integrante dell’identità romana, un’arte unica in Italia che si rinnova costantemente e continua a conquistare il pubblico di ogni generazione.

Estate in Istria tra outdoor, spiagge e I edizione NOVA Eroica

Roma, 1 apr. – L’Ente per il Turismo dell’Istria ha presentato a Milano le novit e le proposte turistiche per la stagione 2025, confermando la regione croata come destinazione d’eccellenza per gli amanti delle attivit outdoor e dell’avventura. Cristina Vojic-Kraicar, direttrice marketing dell’Ente, ha illustrato le molteplici possibilit offerte dalla penisola istriana, sottolineando come il territorio riesca a unire armoniosamente una costa ideale per sport acquatici con un entroterra verdeggiante, meta ideale per appassionati di ciclismo, escursionismo e attivit outdoor in generale.

La grande novit annunciata l’arrivo della prestigiosa NOVA Eroica, presentata da Matteo Zazzera, Head of International Events di EROICA. Questa manifestazione rappresenta un’esperienza gravel unica, capace di combinare spirito di avventura, sfide sportive e panorami unici. NOVA Eroica prender il via il 21 settembre da Novigrad (Cittanova), coinvolgendo appassionati e ciclisti di tutto il mondo lungo suggestive strade bianche che attraversano borghi storici, vigneti e oliveti. Uno dei momenti salienti sar il passaggio lungo la Parenzana, storico tracciato ferroviario oggi trasformato in una scenografica pista ciclabile. Ogni chilometro di NOVA Eroica studiato per valorizzare al massimo l’anima autentica dell’Istria, celebrando cos un territorio che negli ultimi anni diventato un punto di riferimento per il cicloturismo internazionale (iscrizioni possibili a breve a questo sito: https://eroica.cc/it/nova-eroica-istria). Questo evento rappresenta una perfetta sintesi della filosofia turistica istriana, sempre pi orientata alla sostenibilit, al turismo attivo e alla valorizzazione delle proprie ricchezze naturali, culturali ed enogastronomiche. L’appuntamento con NOVA Eroica 2025 sar quindi un’occasione imperdibile per scoprire e vivere l’Istria attraverso una delle corse ciclistiche pi suggestive al mondo.

Ue, Fitto: è possibile ( ma è una scelta "assolutamente volontaria") usare i fondi coesione per la difesa

Roma, 1 apr. (askanews) – Sarà possibile utilizzare le risorse della coesione della programmazione 2021-27 nel settore della difesa, in particolare per “sostenere la capacità produttiva delle aziende, per la protezione di infrastrutture critiche e per aumentare la mobilità militare all’interno della Ue”. Lo ha spiegato Raffaele Fitto, vice presidente esecutivo della Commissione Ue per la coesione e le riforme, nella conferenza stampa sulla riprogrammazione dei fondi di coesione.

Fitto ha sottolineato che la scelta di spostare i fondi sulla difesa è “assolutamente volontaria. Ciascun Stato membro può scegliere di utilizzare le risorse per queste finalità. Poi la Commissione valuterà la proposta. Il programa resta all’interno dello Stato membro”.

Giovani, al Senato un evento contro la violenza

Roma, 1 apr. (askanews) – In un momento storico in cui la violenza di genere e giovanile assume contorni sempre più preoccupanti, si è svolto nei giorni scorsi presso il Senato della Repubblica l’evento “VIOLENTO MAI – La Gentilezza va di moda”, promosso per aprire un dialogo autentico e necessario su questi temi, attraverso il linguaggio della comunicazione e della formazione empatica.

Secondo i dati ISTAT più recenti, nel 2024 in Italia oltre 100 donne sono state uccise da uomini, spesso partner o ex. Ma c’è un altro dato che fa riflettere: il 45% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni ha dichiarato di essere stato testimone di comportamenti violenti o discriminatori tra pari. Cresce inoltre il fenomeno della violenza psicologica e delle forme più subdole di controllo e umiliazione, spesso veicolate attraverso i social media. In questo scenario, parlare di gentilezza come strumento educativo diventa non solo attuale, ma rivoluzionario. A stimolare la riflessione è stata la presentazione del libro “Oltre il Maskio” di Alessandro Cardente (Koinè Nuove Edizioni), già protagonista di un tour nelle principali città italiane, in grado di intercettare il bisogno di consapevolezza maschile e giovanile attraverso uno stile diretto, emozionale e autentico.

Cardente, durante l’evento, ha sottolineato: “Educare alla gentilezza oggi non significa parlare ai ragazzi di gentilezza, ma con il loro linguaggio, nei loro spazi, usando i loro codici. Se vogliamo davvero incidere sulla cultura giovanile, dobbiamo entrare nei loro format comunicativi: che sia una story, un reel o una chat di gruppo, è lì che possiamo iniziare a costruire empatia e rispetto. La violenza non si combatte solo con i divieti o le punizioni, ma con modelli alternativi che parlano di connessione emotiva, di vulnerabilità condivisa, di coraggio gentile. La sfida è intercettarli prima che si perdano in narrazioni tossiche che, dietro l’ironia o la provocazione, nascondono solitudini e dolori profondi. Gentilezza non è debolezza: è un atto rivoluzionario, soprattutto oggi. E visto che ci troviamo nel luogo più istituzionale che ci sia, il Senato, lancio un appello alla politica: quello di istituire nelle scuole, e ovunque possibile, l’educazione all’empatia.” Un appello che ha trovato spazio e attenzione anche tra i rappresentanti delle istituzioni presenti.

Il Senatore Maurizio Gasparri, intervenuto nel corso dell’incontro, ha dichiarato:”Quello della violenza di genere è un tema che purtroppo riempie in modo drammatico le nostre giornate: i giornali sono costantemente segnati da episodi di violenza sconvolgenti. C’è poi la tragedia nella tragedia: quella dei bambini che sopravvivono a questi orrori. Alessandro Cardente ha avuto il merito di porre l’attenzione su questo tema, rivolgendosi direttamente agli uomini e coinvolgendoli attivamente. È fondamentale ricordare che, in molti di questi casi, è presente l’uso di droghe, che abbattono i freni inibitori e aggravano la situazione. Non dimentichiamo inoltre l’importanza dell’educazione civica: esiste, ma forse dovrebbe fare di più per accendere i riflettori su questi temi. L’impegno di Alessandro va proprio in questa direzione, chiedendo una presa di coscienza da parte degli uomini. Perché è da lì che bisogna partire: dalla consapevolezza dei potenziali colpevoli”.

La giornalista Paola Ferrazzoli, storica inviata di Porta a Porta e segretaria dell’Associazione Giornaliste Italiane ha dichiarato: “da giornalista ho vissuto e raccontato molti casi di femminicidio. Quello che ho notato, però, è che non esiste una costante. Se ci fosse, potremmo intervenire in modo mirato su determinati ambiti. Invece no: purtroppo questi episodi avvengono in ogni contesto sociale e familiare, anche in presenza di genitori attenti e situazioni apparentemente stabili.

Proprio per questo, come ricordava Alessandro Cardente, è fondamentale agire sui mezzi che possono davvero fare la differenza. La gentilezza, ad esempio, non è un concetto banale. Non lo è nemmeno l’empatia. Educare i nostri figli a questi valori non risolve da solo il problema, ma rappresenta un punto di partenza essenziale”.

Accanto a Cardente e al Senatore Gasparri, hanno contribuito al dibattito voci autorevoli come quella della professoressa Natalia Barbato, della psicologa clinica Federica Lodato, e Sandra Balboni, presidente dell’Associazione LOTO Nazionale, impegnata da anni nell’ascolto delle vittime di violenza. A moderare l’incontro, la giornalista Virginia Lozito, volto noto di Rai1.

L’iniziativa ha voluto mettere al centro non solo le vittime, ma anche la responsabilità collettiva e istituzionale di costruire spazi educativi nuovi, in grado di prevenire la violenza a partire da una cultura del rispetto. In quest’ottica, la gentilezza non è un valore astratto, ma una pratica concreta, capace di trasformare le relazioni, i linguaggi e – forse – anche il futuro.

I dati sono allarmanti, secondo il sondaggio sulla violenza on-life nelle relazioni intime tra adolescenti in Italia, condotto da Save the Children in collaborazione con IPSOS, il 30% degli adolescenti ritiene che la gelosia sia un segno d’amore, mentre per il 21% condividere le password dei social e dei dispositivi con il partner è una prova di affetto. Ancora più preoccupante è il dato secondo cui il 17% delle ragazze e dei ragazzi tra i 14 e i 18 anni considera accettabile che, in una relazione intima, “ogni tanto possa scappare uno schiaffo