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Los Angeles e la sfida legale a Trump

Los Angeles è pronta a muovere i primi passi per citare in giudizio l’amministrazione Trump e bloccare i fermi e gli arresti, ritenuti incostituzionali, degli agenti federali. In risposta a un’ondata di retate e detenzioni legate all’immigrazione, sette consiglieri comunali hanno firmato una proposta rivolta al procuratore Hydee Feldstein Soto affinché dia priorità ad “azioni legali immediate” per proteggere i diritti civili dei residenti.

La città mira a richiedere un’ordinanza del tribunale che proibisca agli agenti federali di effettuare arresti e fermi arbitrari, soprattutto sulla base di sospetti legati all’origine etnica. L’obiettivo è chiaro: impedire che cittadini e migranti vengano discriminati e detenuti illegalmente.

Segnalazioni preoccupanti e tensioni crescenti

La consigliera Katy Yaroslavsky, tra i principali firmatari della proposta, ha riportato episodi allarmanti: cittadini fermati e interrogati da individui che si qualificavano come agenti dell’immigrazione, ma che non esibivano alcun tesserino o documento di riconoscimento. Uno dei casi più emblematici è avvenuto su Westwood Boulevard, dove una donna latina è stata avvicinata e obbligata a mostrare un documento d’identità valido.

“Non è ammissibile sospettare qualcuno solo perché è di colore o appartiene a una determinata etnia”, ha affermato Yaroslavsky, richiamandosi al Quarto Emendamento della Costituzione americana, che tutela ogni cittadino dal fermo e dalle perquisizioni irragionevoli.

Una causa legale per fermare gli abusi

Se presentata, la causa legale si ispirerà a un precedente: un’azione federale intrapresa quest’anno dalla United Farm Workers (UFW) contro arresti e perquisizioni illegittime nella Central Valley. L’obiettivo è chiarire definitivamente i limiti dei poteri dei federali e riaffermare la tutela dei diritti civili dei cittadini e dei migranti.

La città di Los Angeles, pur consapevole dei rischi di intensificare lo scontro con l’amministrazione Trump, sembra determinata a perseguire la strada legale. In gioco ci sono principi fondamentali e la volontà di garantire a ogni persona, indipendentemente dal colore della pelle o dallo status migratorio, la protezione dei diritti sanciti dalla Costituzione.

Industria, l’Europa fa in silenzio quello che Trump affida agli show

Il ritorno (silenzioso) della manifattura

Non servono bandiere né comizi sopra le ruspe. L’Europa sta facendo quello che Donald Trump urla ai quattro venti: riportare l’industria nei confini nazionali. Ma a differenza dell’ex presidente americano, l’Unione Europea agisce con discrezione, investendo in filiere corte, innovazione e sicurezza strategica. Lo documenta con chiarezza l’economista Dalia Marin, in uno studio recente pubblicato su Project Syndicate: “La globalizzazione non sta finendo. Sta cambiando forma. L’ascesa della robotica e i costi politici della dipendenza estera spingono molte imprese a ripensare il proprio modello produttivo”.

Quando un robot in Baviera costa meno che un operaio in Vietnam

Il fenomeno, noto come reshoring, riguarda il ritorno in patria di attività produttive precedentemente delocalizzate. Ma non si tratta di nostalgia industriale: è un mutamento profondo, accelerato dalla pandemia, dalle guerre commerciali e dai colli di bottiglia logistici. Marin osserva:

“Un robot in Baviera costa meno, nel lungo periodo, di un operaio in Vietnam. Le imprese non inseguono più solo il profitto immediato, ma anche la resilienza e la sicurezza.”

“Per l’Europa è una svolta. Senza clamore, molte aziende stanno ripensando le proprie scelte strategiche, privilegiando prossimità, affidabilità e automazione. Non più soltanto costi marginali, ma equilibrio tra efficienza e sovranità”.

La sovranità economica, senza urla

Trump propone una de-globalizzazione rumorosa, fatta di muri, dazi e patriottismo economico gridato. L’Europa, più che reagire, sta prevenendo. Lo fa con investimenti nell’industria 4.0, incentivi alle imprese che tornano, e una nuova cultura della sicurezza economica, condivisa tra Stati e istituzioni comunitarie. “Il cuore del nuovo paradigma economico, scrive ancora Marin, è il ritorno dell’industria. E con essa, le decisioni politiche che dovranno governare una riconfigurazione globale”.

Meno ideologia, più realtà

La globalizzazione non sparisce, ma cambia pelle. E chi sa leggere i segni del tempo capisce che il futuro non è nella nostalgia, ma nella capacità di adattare l’economia a un mondo più instabile. In questo, l’Europa — pur tra limiti e lentezze — si sta muovendo. Non è una rivoluzione, ma un’aggiustatura profonda. Silenziosa, ma concreta.

E proprio qui sta la sua scommessa o magari la sua forza: fare, invece che urlare.

Poesia e solidarietà: ad Albano Laziale voci di speranza

L’incontro ad Albano: parole e sentimenti contro la disumanità

Ad Albano Laziale, nel cuore dei Castelli Romani, si è svolto il 14 giugno 2025 un evento culturale di grande intensità, capace di raccontare la bellezza dei sentimenti umani attraverso la poesia. Le parole dei componimenti hanno rilanciato i temi della solidarietà e dei diritti umani, pilastri di una convivenza civile e fraterna. Una realtà tanto più importante in un mondo segnato – come ha lucidamente denunciato Papa Francesco – dalla “disumanità” dei conflitti e da una terza guerra mondiale combattuta a pezzi.

Una staffetta poetica per tutte le età e realtà

Uno sguardo al manifesto dell’evento rivela l’eccezionale partecipazione di studenti, poeti di tutte le età (dai 5 ai 92 anni), scuole di diversi comuni e istituzioni mobilitate anche a distanza fuori dal Lazio. All’iniziativa hanno aderito realtà dei Castelli e oltre: Roma, Grottaferrata, Velletri, Rocca Priora, Monte Porzio Catone, coinvolgendo istituzioni pubbliche e associazioni culturali.

La “Staffetta poetica” e “Pomeriggi diVersi” è un appuntamento annuale concepito e diretto dalla poetessa Sabrina Vanini, promosso dall’Assessorato alle Biblioteche di Albano Laziale (guidato da Maria Cristina Casella) e condiviso dal sindaco Massimiliano Borelli.

Le parole dei diritti e dei doveri: una riflessione sulla Costituzione

La presenza e l’impegno dei rappresentanti delle istituzioni rimarcano come solidarietà e diritti umani affondino le loro radici nell’articolo 2 della Costituzione italiana, che riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Papa Francesco stesso, nel suo Angelus del 26 febbraio 2022, richiamava l’articolo 11 della Costituzione, che “ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e come mezzo di risoluzione dei conflitti internazionali”. Norme e parole che riflettono la coscienza e i sentimenti reali di un popolo impegnato a costruire pace e solidarietà.

Le emozioni di un pomeriggio speciale

La giornata ad Albano è stata un momento di gioia e riflessione condivisa, un’occasione in cui la poesia ha saputo accendere la speranza e stimolare il cuore e la mente a immaginare la fine di una fase tragica e disumana della nostra storia. Le parole dei poeti e dei ragazzi sono state semi di cambiamento, capaci di germogliare nel cuore di chi ascolta.

Verso il libro e la solidarietà concreta

Le foto e i documenti dell’evento diventeranno un libro, presentato il 20 dicembre 2025 alle ore 17 a Palazzo Corsini ad Albano Laziale, in occasione della Giornata Internazionale della Solidarietà Umana. Il volume, edito da S4M Edizioni, sarà donato (400 copie) per promuovere una raccolta fondi a favore dell’associazione Talita Kum di Velletri, protagonista della seconda parte dell’evento.

La solidarietà come impegno culturale e umano: Le parole di Elena Allegrini

Iniziative come la “Staffetta poetica” e la silloge solidale ci dimostrano come la solidarietà non sia solo una dimensione spirituale, ma un impegno culturale e umano capace di promuovere gesti e azioni concrete.

Concludo citando un commento significativo di Elena Allegrini (su Facebook): «Un’iniziativa che sicuramente lascerà un segno e lancerà un segnale forte. Un esempio di quanto si possa fare unendo tante voci che parlano lo stesso linguaggio di amore e solidarietà. Grazie mille a te, Sabrina, e a tutti coloro che hanno reso possibile tutto questo. Tanta bellezza fa bene al cuore e lascia una traccia importante per le nuove generazioni.»

Iran, Tajani: chiusura stretto Hormuz sarebbe atto di autolesionismo

Roma, 22 giu. (askanews) – Chiudere lo stretto di Hormuz “sarebbe un atto di autolesionismo: sarebbe un danno soprattutto per l’Iran perchè provocherenbe una serie di reazioni, compresa quella da parte cinese, perché la Cina si serve di quel petrolio e pur non essendo intervenuta con grande determinazione a sostegno dell’Iran, si è schierata contro gli attacchi all’Iran. Perdere anche il sostegno della Cina, provocare le reazioni in tutto il Medio oriente, significherebbe subire un danno economico e rimanere completamente isolati, non avere più interlocutori”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg5.

La chiusura di Hormuz, ha insistito, “quindi sarebbe un atto violento dal punto di vista economico, avrebbe ricadute sull’economia di tutto il mondo ma comporterebbe un danno maggiore all’Iran che agli altri”.

Secondo Tajani “ora tocca all’Iran fare il primo passo: se accetta di continuare a lavorare sulla ricerca nucleare soltanto civile rinunciando a qualsuasi ipotesi di costruire l’arma nucleare sedendosi al tavolo con gli Usa credo si possa arrivare a un accordo che ponga fine alla guerra”.

“Il vero problema per Israele – ha aggiunto – è la minaccia della bomba atomica: quello che hanno detto per anni i leader iraniani è ‘cancelliamo Israele dalla carta geografica’. Quando anche l’Onu ha detto, attraverso la sua agenzia, che si era superata la linea rossa allora le cose sono cambiate. Dobbiamo però fare in modo che questa spirale si chiuda”.

Tennis, Bublik vince il torneo di Halle

Roma, 22 giu. (askanews) – Alexander Bublik è campione per la seconda volta in carriera sui prati tedeschi di Halle. Il kazako ha conquistato il titolo battendo in finale Daniil Medvedev con il punteggio di 6-3, 7-6 in un’ora e 23 minuti di gioco. L’ennesima partita di spessore di Bublik che ha fatto i conti con un’ottima versione di Medvedev, tra le migliori del recente passato. Sasha, però, ha alzato il livello nei momenti chiave, giocando un tennis a tratti stellare come aveva fatto vedere giovedì nel match vinto contro Jannik Sinner. Lo ha fatto nel primo set, vincendo dodici punti consecutivi dal 3-3 e 0-30. Lo ha fatto anche nel secondo, annullando un set point sul 4-5 con una meravigliosa palla corta e vincendo sei punti di fila al tiebreak da 4-1 in favore di Medvedev.

Tennis, Errani-Paolini battute in finale a Berlino

Roma, 22 giu. (askanews) – Si ferma in finale la corsa delle azzurre Sara Errani/Jasmine Paolini, accreditate della testa di serie numero 1, nel tabellone di doppio femminile dei Berlin Tennis Open 2025, torneo di categoria WTA 500 andato in scena sull’erba outdoor della capitale della Germania: le italiane cedono alla coppia composta dalla slovacca Tereza Mihalikova e dalla britannica Olivia Nicholls, le quali si impongono in rimonta con il punteggio di 4-6 6-2 [10-6] in un’ora e 28 minuti di gioco.

Al via il tour Marco Negli Stadi 2025 da Lignano Sabbiadoro

Milano, 22 giu. (askanews) – È iniziato ieri sera con la data zero di Lignano Sabbiadoro il tour Marco Negli Stadi 2025 di Marco Mengoni. Il concerto sold out ha dato il via al tour che ha registrato già il tutto esaurito anche per le date di Napoli (26 giugno), Bologna (5 luglio), Milano (13 luglio), Bari (20 luglio) e Messina (24 luglio). A sorprendere il pubblico, la performance di Sayf e Rkomi, saliti sul palco con Mengoni per cantare il singolo attualmente in rotazione Sto bene al mare, che li vede collaborare per la prima volta. Dopo il debutto a Lignano Sabbiadoro, Marco Mengoni proseguirà il suo tour negli stadi con lo show previsto a Napoli il 26 giugno (Stadio Diego Armando Maradona – SOLD OUT) e a seguire il 2 luglio a Roma (Stadio Olimpico), il 5 e il 6 luglio a Bologna (Stadio dall’Ara – il 5 luglio SOLD OUT), il 9 luglio a Torino (Stadio Olimpico), il 13 e il 14 luglio a Milano (Stadio San Siro – il 13 luglio SOLD OUT), il 17 luglio a Padova (Stadio Euganeo), il 20 luglio a Bari (Stadio San Nicola – SOLD OUT) e si concluderà con due date, il 23 e 24 luglio a Messina (Stadio San Filippo – 24 luglio SOLD OUT). Il tour è prodotto e organizzato da Live Nation. Info e biglietti su www.livenation.it. Radio Italia è radio ufficiale di MARCO NEGLI STADI 2025 e dei live previsti in Italia del LIVE IN EUROPE Tour 2025. Durante il concerto tenutosi ieri sera allo Stadio Comunale G. Teghil, Marco Mengoni ha sorpreso il pubblico invitando sul palco Sayf e Rkomi per cantare insieme il nuovo singolo Sto bene al mare: l’esibizione ha restituito l’atmosfera estiva della canzone, che sotto la superficie apparentemente leggera cela un messaggio forte e urgente. Il brano racconta infatti di una società che si rifugia nel proprio benessere, nella propria distrazione, ignorando cosa accade “al di là del mare”. L’estate e il mare diventano così anestesia e fuga. La produzione di DIBLA, Jiz e Giovanni Pallotti esalta questo contrasto con sonorità che uniscono cantautorato italiano, pop francese e influssi latini, mescolando ritmi incalzanti, fiati e cori quasi gospel per creare una stratificazione sonora che richiede un ascolto profondo. Nel 2025 si rinnova la collaborazione tra Marco Mengoni e WAMI con un’iniziativa che punta ancora una volta a unire musica, impatto sociale e coinvolgimento diretto del pubblico. WAMI e Mengoni portano, questa volta, 10 milioni di litri di acqua potabile nel cuore dello Sri Lanka. Il progetto prevede l’allacciamento idrico ad un acquedotto nella comunità di Broadoak, garantendo accesso diretto alle famiglie. La duratura partnership iniziata nel 2022 tra Marco Negli Stadi e WAMI ha permesso di garantire più di 46 milioni di litri di acqua in Tanzania, Ecuador e Sri Lanka. Dopo il tour negli stadi, Marco Mengoni continuerà ad esibirsi dal vivo con il tour LIVE IN EUROPE 2025, che lo vedrà protagonista nelle principali arene italiane ed europee. Il tour partirà in autunno con dieci appuntamenti nei palazzetti italiani: l’8 ottobre a Torino (Inalpi Arena), il 12 e il 13 ottobre a Milano (Unipol Forum), il 21 e 22 ottobre a Pesaro (Vitrifrigo Arena, seconda data sold out), il 24 ottobre a Bologna (Unipol Arena), il 28 e 29 ottobre a Firenze (Mandela Forum), il 2 novembre a Eboli (Palasele) e l’8 e 9 novembre a Roma (Palazzo dello Sport). Il tour proseguirà poi in Europa, toccando le città di Ginevra (19 novembre), Stoccarda (21 novembre), Düsseldorf (22 novembre), Zurigo (24 novembre), Francoforte (26 novembre), Monaco di Baviera (27 novembre), Bruxelles (30 novembre), Utrecht (1 dicembre), Parigi (3 dicembre), Esch-sur-Alzette in Lussemburgo (5 dicembre), Londra (7 dicembre) e Madrid (10 dicembre).

Con 15 anni di carriera, 85 dischi di platino, oltre 3 miliardi di stream audio e video, Marco Mengoni nel suo percorso artistico ha pubblicato otto album in studio, portato in scena dieci tour live, collezionato due trionfi al Festival di Sanremo e rappresentato l’Italia in due occasioni all’Eurovision Song Contest, affermandosi come una delle voci più riconoscibili e influenti della musica italiana contemporanea.

Elena Mil è la vincitrice assoluta di Musicultura 2025

Milano, 22 giu. (askanews) – Elena Mil è la Vincitrice assoluta di Musicultura 2025. “Ho iniziato a fare musica appena un anno fa, tutto questo non mi sembra vero. Ringrazio di cuore il pubblico qui presente: i loro sguardi mi hanno dato un’energia pazzesca” ha detto visibilmente commossa la 24enne, di Milano che dal maestoso palco dello Sferisterio di Macerata, accompagnata solo dal suo ukulele, ha conquistato il titolo di Vincitrice assoluta della XXXVI edizione di Musicultura, con la canzone “La ballata dell’inferno”. “Dedico la mia vittoria ai ragazzi che ho conosciuto qui, con cui ho condiviso un’esperienza potentissima, al pubblico di Musicultura e a mia madre che mi ha sempre sostenuto nel mio desiderio di fare musica” ha aggiunto la cantautrice milanese. Elena Mil ha “stregato” il pubblico dello Sferisterio e grazie ai voti dei 4800 presenti nelle due serate finali del Festival ha conquistato i 20 mila euro del Premio Banca Macerata che investirà nel suo primo album e il Premio per il miglior testo di 2.000 euro decretato delle giurie universitarie di Musicultura. La cantautrice milanese ha prevalso sugli altri sette artisti vincitori finalisti del Festival: Alessandra Nazzaro di Napoli con la canzone “Ouverture”, Frammenti di Treviso con “La pace”, Ibisco di Bologna con “Languore”, ME JULY di Benevento con “Mundi”, Moonari di Roma con “Funamboli”, Abat-jour, Rieti con “Oblio” e Silvia Lovicario di Nuoro con “Notte”. Elena Caglioti, in arte Elena Mil, nella sua canzone immagina la strana discesa agli inferi di una ragazza che si ritrova alle prese con un ambiguo “niente” che sembra essere all’origine di un dolore incomprensibile. “La ballata dell’inferno” è il suo primo brano, nato da un flusso di coscienza, in un pomeriggio di otto anni fa, e mai ritoccato. Doppietta di premi per i giovanissimi Abat-jour di Rieti, Marcello, Adriano, Liam, Gabriele e Ismail, tutti nati dopo il 2004, che con la canzone “Oblio” si sono aggiudicati La Targa della Critica Piero Cesanelli di 3.000 euro e Il Premio Nuovo Imaie, un riconoscimento di 10.000 euro per la realizzazione di una tournée. Ad Alessandra Nazzaro di Napoli è andato il Premio La casa in riva al mare di 2.000 euro decretato da una giuria di detenuU della Casa di reclusione di Barcaglione di Ancona, impegnaU in un percorso laboratoriale musicale del FesUval. Grazie ad un permesso speciale, Valerio e Petrit, in rappresentanza della giuria della Casa di reclusione, hanno consegnato il premio ad Alessandra Nazzaro sul palcoscenico dello Sferisterio. Un’importante iniziativa di integrazione culturale per la rieducazione e il reinserimento del detenuto, promossa dal Garante dei diritti della persona della Regione Marche Giancarlo Giulianelli, segnalato nel 2024 come best practice dal Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria. La finalissima di Musicultura, condotta brillantemente dall’inedita coppia Carolina Di Domenico e Fabrizio Biggio, ha visto l’esibizione di Antonella Ruggiero. “E’ sempre una meraviglia tornare su questo palco – ha detto l’artista – mi piacciono molto i testi e le musiche di questi giovani talenti, sono una grande speranza per il futuro, auguro loro il meglio”. Sulle note di “Amore lontanissimo” (1998) e “Una miniera” dei New Trolls (1969) Antonella Ruggiero, ha incantato il pubblico con la sua voce cristallina, avvolgente e i suoi intensi virtuosismi, inarrivabile anche nelle esecuzioni delle celebri “Vacanze Romane” (1983) e “Ti sento” (1985). Nelle 36 edizioni del Festival si è visto utilizzare ogni tipo di strumento musicale, ma l’attore comico Valerio Lundini ha sorpreso tutti nella finalissima suonando “Oh! Susanna” con i tasti di un vecchio telefono fisso, numeri che hanno aperto una spassosa e surreale telefonata con un napoletano emigrato in Australia. A Musicultura il ritorno dell”extraterrestre della musica italiana, Eugenio Finardi: “le Marche sono la mia regione preferita e dove Musicultura mi ha portato fortuna”. Il cantautore milanese si è esibito con “La battaglia” dedicato alla paternità e al suo aspetto conflittuale tra il voler riprodurre le proprie idee in un figlio o lasciarlo libero di volare e “I venti della luna”, due brani del suo recentissimo album “Tutto” che celebra i 50 anni della sua carriera musicale. Applauditissimo, ha chiuso la performance con la sua “Extraterrestre” (1978). “Cercate la vostra verità – ha consigliato Finardi ai giovani artisti vincitori- niente scorciatoie o furbate .. esprimete sempre la vostra verità e non ve ne pentirete mai”. La serata finale di Musicultura, in direfa su Rai Radio 1, ha visto anche gli intervenU dalla Stazione Bus del canale di Marcella Sullo, Duccio Pasqua e John Vignola. “Una finalissima col botto, con la soddisfazione di accorgersi come sia il pubblico che i grandi ospiti comprendano e apprezzino l’unicità della formula di Musicultura – ha commentato Ezio Nannipieri direttore artistico di Musicultura – Un’edizione segnata da artisti che hanno scritto la storia della canzone, da una conduzione brillante, grazie all’alchimia tra Carolina Di Domenico e Fabrizio Biggio e dalla meraviglia di trovarsi di fronte alle canzoni, tra loro diversissime, dei vincitori, tutte sincere e con un loro perché. Questi giovani artisti meritano un grazie. In quanto alla prescelta dal pubblico, Elena Mil è bello rilevare il carico di emozioni che ha saputo trasmettere con la sua voce, un ukulele e una storia da raccontare”.

Iran, Meloni sente anche Carney e Macron: lavorare a rapida ripresa negoziati

Roma, 22 giu. (askanews) – A seguito della riunione di governo convocata d’urgenza questa mattina alla luce dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto nel corso della giornata numerosi contatti con alcuni partner internazionali e con i principali attori della regione. Lo rende noto Palazzo Chigi.

In particolare, il Presidente Meloni ha avuto uno scambio di vedute con il Presidente di turno del G7, il Primo Ministro canadese Mark Carney, con il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, con il Presidente francese Emmanuel Macron e con il Primo Ministro del Regno Unito Keir Starmer. In ambito regionale, il Presidente del Consiglio si è sentita con il Principe Ereditario e Primo Ministro saudita Mohammad bin Salman Al Saud, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan e l’Emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani.

“Con tutti gli interlocutori – informa la nota – è stata condivisa e data massima rilevanza alla necessità di lavorare per una rapida ripresa dei negoziati tra le parti, al fine di evitare un ulteriore allargamento del conflitto e di giungere a una soluzione politica della crisi”.

Pallavolo, l’Italia donne non si ferma più: battuta la Cina 3-0

Roma, 22 giu. (askanews) – Non si ferma la corsa dell’Italia in Volleyball Nations League. Le azzurre chiudono la week di Hong-Kong battendo anche le padrone di casa della Cina 3-0 (25-21; 32-30; 25-11)e conquistano l’ottavo successo consecutivo in VNL. 8 su 8 e primato in classifica generale che impreziosisce la striscia di 22 vittorie in partite ufficiali (FIVB e CEV) aperta un anno fa a Macao proprio battendo la Cina 3-0. Da lì poi solo trionfi a partire da Fukuoka (week 3 VNL 2024), e proseguendo per Bangkok (Finals 2024), prima di sbaragliare tutti ai Giochi Olimpici di Parigi. Numeri immensi sugellati in una serata magica alla Kai Tak Arena al cospetto di 10mila tifosi cinesi che sognavano di salutare con una vittoria la propria nazionale. Le azzurre, inoltre, si confermano al primo posto nel ranking FIVB che proprio un anno fa (22 giugno 2024) fu conquistato grazie alla vittoria in semifinale di VNL a BangKok sulla Polonia (a cui poi seguì il trionfo in finale sul Giappone 3-1).

Tennis, Bolelli-Vavassori sconfitti in finale ad Halle

Roma, 22 giu. (askanews) – Stop in finale all’Atp 500 di Halle per Simone Bolelli e Andrea Vavassori. Campioni uscenti sull’erba tedesca, gli azzurri hanno perso in finale contro la coppia di casa Krawietz/Puetz, nel remake della finale 2024: 6-3, 7-6 il punteggio finale in un’ora e 37 minuti di gioco. Una partita equilibrata, risolta in pochi punti dai tedeschi (al primo titolo del 2025) che hanno espresso un tennis di alto livello. Qualche rimpianto per gli azzurri nel secondo set, in cui hanno avuto un set point in risposta prima del tiebreak, risolto 7-4 dai n. 1 del seeding.

MotoGp, Marc Marquez trionfa al Mugello

Roma, 22 giu. (askanews) – Marc Márquez ha scritto un nuovo capitolo nella storia del motociclismo, conquistando una vittoria mozzafiato al Mugello, nel Gran Premio d’Italia, a undici anni di distanza dal suo ultimo successo su questo circuito. Dopo aver dominato la Sprint Race della vigilia, Márquez ha replicato il successo anche nel formato standard, aggiudicandosi la nona tappa del Mondiale in una gara ricca di emozioni.

La gara è stata caratterizzata da un inizio infuocato, con i primi tre giri che hanno visto una serie incessante di sorpassi e controsorpassi tra i fratelli Márquez e Francesco Bagnaia. Non sono mancati i contatti, due dei quali leggeri ma determinanti, tra le Ducati Desmosedici Lenovo di Marc Márquez e Pecco Bagnaia, in livrea “rinascimentale”.

Una volta preso definitivamente il comando, Marc Márquez ha saputo amministrare un vantaggio minimo ma sufficiente sul fratello minore Alex Márquez, in sella alla Ducati Gresini. Il podio è stato completato da un arrembante Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46), che al penultimo giro ha strappato la terza posizione a Bagnaia.

Tajani: allerta massima in Italia per basi e sedi di Usa e Israele

Roma, 22 giu. (askanews) – “La nostre intelligence le nostre forze dell’ordine – Carabinieri, Polizia Guardia di finanza e Polizia penitenziaria – sono al lavoro intensamente. Sono in allerta massima per evitare che ci siano attacchi che possano colpire obiettivi israeliani, americani o anche italiani. I rischi ci sono per le presenze in Italia anche di presenze americane e israeliane” mentre “non abbiamo segnali di rischi diretti per il nostro Paese perché l’Iran ha sempre visto l’Italia come un Paese non tra i più ostili, seppure da sempre abbiamo condannato la costruzione delle armi atomiche”. Lo ha precisato, fra l’altro, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in collegamento con il Tg5 Mediaset “Le ambasciate di Israele a Roma – ha sottolineato Tajani- sono chiuse. E c’è massima attenzione alla sicurezza nei luoghi di culto ebraici e per quelli americani.

Iran, Meloni riunisce governo e servizi: l’Italia lavora a un tavolo negoziale

Roma, 22 giu. (askanews) – A seguito dell’aggravarsi della crisi in Medio Oriente, il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha convocato d’urgenza e presieduto questa mattina una conferenza telefonica.Hanno preso parte il Vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il Vicepresidente Matteo Salvini, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, i Sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari e i vertici dell’Intelligence. Nel corso della conversazione è stata analizzata la situazione dei siti iraniani a seguito degli attacchi. Una valutazione precisa dei danni potrà essere fatta solo con il passare delle ore”. Lo riferisce palazzo Chigi al termine della riunione d’urgenza convocata dalla premier “La crisi – sottolinea la presidenza del Consiglio – è al centro dell’attenzione dell’esecutivo in tutti i suoi risvolti, dalla situazione dei connazionali nella regione, con cui la Farnesina è in costante contatto, agli effetti economici e di sicurezza”. E la “Presidente del Consiglio si terrà in contatto con i principali alleati e leader della regione nelle prossime ore. L’Italia continuerà a impegnarsi per portare al tavolo negoziale le parti”.

Iran, Conte: attacco Trump catastrofico,Meloni mette testa sotto sabbia

Roma, 22 giu. (askanews) – “L’attacco in Iran di Trump, a fianco del criminale Netanyahu, è un atto grave e pericoloso che può avere conseguenze catastrofiche portandoci verso un conflitto dagli esiti incalcolabili, generando tensioni e insicurezze in tutto il mondo. Trump non dà seguito ai suoi iniziali propositi di comporre crisi e conflitti per via negoziale e adotta la dottrina Netanyahu ‘La pace attraverso la forza’. Questo significa licenza di calpestare il diritto internazionale e rischia di produrre sempre maggiore instabilità: se abbandoniamo la via negoziale e degli sforzi diplomatici per gestire gli scenari critici, anche le peggiori autocrazie, per garantirsi sopravvivenza, si danneranno per riempire i propri arsenali, soprattutto di testate atomiche, per affermare la propria forza”. Lo dichiara via social il presidente dei Cinque Stelle Giuseppe Conte.

“Stanno riportando indietro – attacca il leader M5s- le lancette della storia, stiamo ritornando alla legge del più forte. Tutto questo allontana la prospettiva di ricostruzione di un nuovo equilibrio mondiale che dia a tutti, nel segno della giustizia condivisa e non certo delle iniquità imposte, maggiore sicurezza e porti la pace”.

“In tutto ciò – denuncia Conte- qual è la posizione dell’Italia? Il Governo va in ordine sparso. Il Ministro degli Esteri Tajani: ‘Ci auguriamo che dopo questo attacco si possa arrivare alla de-escalation’. Il Ministro della Difesa Crosetto, all’opposto: ‘Si apre una crisi molto più grande’. Mentre Meloni metterà ancora una volta la testa sotto la sabbia, come fa da tre anni, esprimendo ‘forte preoccupazione’? Noi crediamo e ribadiamo che più armi e più guerre non siano una via per la pace e la sicurezza. Ucraina, Afghanistan, Libia, Iraq non ci hanno insegnato nulla? Fermatevi”.

Iran, Schlein:Trump in guerra con Netanyauh, Italia per pace con Onu e Costituzione

Roma, 22 giu. (askanews) – “Trump diceva che avrebbe portato la pace e messo fine ai conflitti, e invece lancia le bombe in Iran e infiamma il mondo, aprendo la strada a una pericolosa escalation globale. Facciamo nostre le parole del segretario generale delle Nazioni Unite Guterres contro l’uso della forza, per il rispetto del diritto internazionale e per il ritorno immediato alla via negoziale.Il Governo italiano dica con chiarezza che non parteciperà ad azioni militari né consentirà che il nostro territorio possa essere utilizzato per fornire sostegno a una guerra che la comunità internazionale deve provare a fermare prima che sia troppo tardi”. Lo dichiara lka segretaria del Pd Elly Schlein, esprimendo a nome del Pd “grave preoccupazione per questo attacco di Trump, che si fa trascinare in guerra da Netanyahu e agisce senza il coinvolgimento del Congresso come invece impone la Costituzione americana”.

“Il Governo – sottolinea Schlein- impegni per la de-escalation e per far tornare tutti gli attori coinvolti al tavolo negoziale, anche per difendere il Trattato di non proliferazione nucleare. L’Italia ripudia la guerra e vuole la pace.”

“Siamo tutti d’accordo che il regime teocratico e liberticida di Teheran non possa sviluppare un’arma nucleare, ma il modo per impedirlo non è bombardare, è negoziare”, conclude la leader Pd.

Il Papa: stasera in processione pregheremo per tutta l’umanità

Roma, 22 giu. (askanews) – “Stasera faremo la processione Eucaristica. Celebreremo insieme la Santa Messa e poi ci metteremo in cammino, portando il Santissimo Sacramento attraverso le vie della nostra città. Canteremo, pregheremo e infine ci raccoglieremo davanti alla Basilica di Santa Maria Maggiore per implorare la Benedizione del Signore sulle nostre case, sulle nostre famiglie e su tutta l’umanità”. Così ha detto Papa Leone XIV parlando ai fedeli riuniti in piazza San Pietro prima della recita dell’Angelus.

Oggi si celebra la Solennità del Corpus Domini. “Sia questa Celebrazione un segno luminoso del nostro impegno ad essere ogni giorno, partendo dall’Altare e dal Tabernacolo, portatori di comunione e di pace gli uni per gli altri, nella condivisione e nella carità”, ha detto il Pontefice.

Meloni un’ora a consulto con Governo e Intelligence: "Italia non informata da Trump"

Roma, 22 giu. (askanews) – E’ durato oltre un’ora il vertice in videoconferenza iniziato stamattina alle 10 fra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i ministi di Esteri Interni e Difesa Tajani Piantedosi e Crosetto, il sottosegretario alla Presidenza con delega ai Servizi di Sicurezza Mantovano e i vertici dell’Intelligence nazionale sulla crisi in Medio Oriente alla luce dell’attacco militare americano ai siti nucleari in Iran.

“L’Italia -ha riferito al termine il ministro Tajani- non è stata informata prima dell’attacco, anche se era nell’aria”. Inoltre “non sono per ora state richieste basi militari in Italia dagli Usa. E “non sono partiti aerei dall’Italia”. L’Italia – ha detto ancora dopo il vertice Tajani- ha come obiettivo ogni sforzo per la de escalation” e “in ogni caso ora la priorità è la sicurezz dei nostri connazionali nell’area e il loro rimpatrio, soprattutto da Israele e Iran e dalle altre aree più esaposte al conflitto”.

Attacco Usa all’Iran, conseguenze e reazioni. Gli aggiornamenti

Roma, 22 giu. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran. Trump ha fatto sapere di avere distrutto 3 siti nucleari. Secondo media Teheran era stata avvertita in anticipo da Washington. Missili su Israele. Di seguito gli aggiornamenti.

-11:05 Secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, il sito nucleare di Fordow avrebbe subito soltanto danni parziali a seguito dei bombardamenti statunitensi avvenuti nella notte tra sabato e domenica.

– 11:00 “Il sito ha riportato danni limitati e l’integrità dell’impianto non è stata compromessa in modo irreversibile,” riferisce Tasnim, smentendo implicitamente le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui Fordow è stato completamente annientato.

-10:59 La responsabile della diplomazia dell’Unione Europea, Kaja Kallas, ha lanciato un appello urgente alla calma dopo i raid statunitensi contro i siti nucleari iraniani, invitando tutte le parti coinvolte a evitare un’escalation militare.

-10:55 “L’intervento Usa per impedire all’Iran di avere a disposizione l’ordigno nucleare rappresenta un cambiamento di scenario. La situazioni è preoccupante: si rischia una nuova escalation. L’Italia è impegnata in tutte le sedi per la de-escalation e lavora per la pace in Medio Oriente. Restando fermo che l’Iran non può disporre della bomba nucleare”.

-10:45 Il Qatar ha espresso forte preoccupazione per la crescente instabilità in Medio Oriente a seguito dei raid statunitensi contro l’Iran, avvertendo che le attuali “tensioni pericolose” potrebbero avere “ripercussioni catastrofiche” sia a livello regionale che internazionale.

-10:30 La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sta seguendo con la massima attenzione la crisi in Iran e ha convocato per la mattinata una riunione in videoconferenza con i ministri interessati, con il sottosegretario Alfredo Mantovano e con i vertici dell’intelligence. Lo si apprende da fonti di palazzo Chigi.

-10:20 Una fonte iraniana di alto livello ha detto all’agenzia Reuters che la maggior parte dell’uranio altamente arricchito presente nel sito iraniano di Fordow era stata trasferita in una località segreta prima dell’attacco statunitense della scorsa notte. “La maggior parte del materiale è stata rimossa in anticipo e trasferita in un sito non rivelato,” ha detto la fonte, senza fornire ulteriori dettagli sul luogo o sulla quantità di materiale coinvolto.

-10:15 L’Iran potrebbe ritirarsi dal Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) a seguito dei bombardamenti statunitensi contro i suoi impianti nucleari. Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento iraniano, Abbas Golroo, in una nota pubblicata oggi. “L’Iran ha il diritto legale di ritirarsi dal TNP in base all’Articolo 10, dopo gli attacchi degli Stati Uniti ai siti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan,” ha affermato Golroo, riportando poi la sintesi della sua dichiarazione su X.

-10:10 Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno comunicato che circa 40 missili sono stati lanciati dall’Iran verso Israele nelle ultime ore, e che almeno 30 di questi hanno effettivamente attraversato lo spazio aereo israeliano. L’IDF ha confermato che parte dei missili è stata intercettata dai sistemi di difesa attivi nel Paese, ma alcuni hanno colpito aree abitate, causando danni strutturali e feriti, in particolare nelle zone di Tel Aviv, Haifa e Sharon.

-10:05 Il direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), Rafael Grossi, ha convocato per lunedì una riunione urgente del Consiglio dei Governatori dopo agli attacchi statunitensi contro tre siti nucleari in Iran. La decisione arriva dopo che gli Stati Uniti hanno colpito gli impianti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan. La riunione, secondo quanto comunicato dall’AIEA, si concentrerà sulle implicazioni degli attacchi per la sicurezza nucleare, la non proliferazione e il ruolo dell’Agenzia nel monitoraggio dei siti coinvolti.

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Iran,Bonelli(Avs):Meloni spieghi sua Italia telecomandata da Usa e Israele

Roma, 22 giu. (askanews) – “Stanotte gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco militare contro tre siti nucleari iraniani, distruggendoli con raid aerei massicci. Trump e Netanyahu vogliono la guerra globale e riscrivere un nuovo ordine geopolitico basato sulla supremazia militare. Il bombardamento prima da parte israeliana e ora da parte degli Stati Uniti contro i siti nucleari iraniani è una violazione gravissima della Convenzione di Ginevra. Un atto che rischia di innescare una reazione a catena devastante per tutto il Medio Oriente e per il mondo”. Lo afferma il leader Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde

“Il ministro Tajani parla di “de-escalation” dopo le bombe. Ma come si può parlare di pace – accusa Bonelli- mentre si scatena l’inferno? Domani Giorgia Meloni sarà in Parlamento: venga a spiegare perché ha portato la politica estera italiana ad essere totalmente telecomandata da USA e Israele. Perché tace di fronte a un attacco militare che ci trascina in un conflitto senza fine? Il mondo sta precipitando verso la guerra globale. E loro la chiamano pace”.

L’attacco USA all’Iran scuote il Medio Oriente: lo “schiaffo” all’Europa e l’allarme del Qatar

Il bombardamento americano dei giorni scorsi è arrivato all’indomani dei colloqui tra Europa e Iran, un confronto dal quale purtroppo l’Italia è assente. Un tempismo significativo, che getta nuova benzina sul fuoco dei conflitti in Medio Oriente e mette in discussione gli sforzi diplomatici di chi, come l’UE, tenta di ricucire relazioni e costruire percorsi di pace.

Se finora alcuni Paesi del Golfo avevano mantenuto una prudente equidistanza tra Washington e Teheran, oggi la realtà dei fatti comincia a scardinare questo equilibrio precario. Ne è esempio chiaro il Qatar. Fino ad ora, Doha aveva coltivato relazioni pragmatiche con entrambe le parti, evitando prese di posizione eclatanti e richiamandosi a parole come stabilità e dialogo. Ma la nuova escalation scatenata dall’attacco statunitense sta trasformando la prudenza in preoccupazione e allarme. Le autorità qatariote hanno messo l’accento sul rischio di una pericolosa evoluzione sul fronte regionale e internazionale: la regione è a un passo dal baratro, e ciò che accade nel Golfo può riflettersi sulla stabilità globale.

L’attacco voluto da Trump esaspera – e non risolve – una situazione già tesa e instabile, alimentata dal confronto serrato tra Stati Uniti e Iran. In questo contesto, l’invito generico alla de‑escalation non basta più. L’Europa, e in primis l’Italia, dovrebbe affrancarsi dal ruolo di comprimario per affermare una chiara autonomia e tentare di orientare la diplomazia verso nuovi equilibri di pace, dando sostanza e concretezza a un processo di dialogo che finora è rimasto sospeso.

Se l’obiettivo è evitare che la regione scivoli nell’anarchia e che la tensione diventi conflitto aperto, è arrivato il momento di trasformare le parole in scelte politiche. L’alternativa è continuare ad assistere, impotenti e assenti, ad una partita che sta disegnando non solo i destini del Medio Oriente, ma l’assetto complessivo delle relazioni internazionali.

Iran, Tajani: governo fa il possibile per rimpatrio rapido italiani

Roma, 22 giu. (askanews) – “In questo momento ci occupiamo seriamente della sicurezza degli italiani nella regione. Si sta facendo tutto il possibile per far partire i connazionali che lo vogliono il prima possibile: oggi da Sharm el Sheik partirà un volo con i connazionali che arrivano da Gerusalemme e Tel Aviv” Lo afferma in una dichiarazione il ministro degli Esteri Antonio Tajani

“Ci auguriamo – ripete Tajani- che dopo questo attacco che ha portato un danno enorme alla produzione dell’arma nucleare, che rappresentava un pericolo per tutta l’area, si possa arrivare veramente a una de-escalation: l’Iran si sieda a un tavolo di trattative. Domani ci sarà una riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue a Bruxelles, e un incontro con il responsabile dell’Aiea, Grossi che sentirò anche in giornata per capire le conseguenze che possono esserci da punto di vista della sicurezza”.

Trump: reattori nucleari annientati, Iran ora scelga la pace

Roma, 22 giu. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che i tre principali impianti nucleari dell’Iran ù Natanz, Isfahan e Fordow ù sono stati “completamente e totalmente annientati” dai bombardamenti condotti nella notte dai bombardieri americani. In un discorso di quattro minuti alla nazione, trasmesso dalla Casa Bianca, Trump ha definito l’operazione “un successo militare spettacolare”.

“Il nostro obiettivo era la distruzione della capacità di arricchimento nucleare dell’Iran e la fine della minaccia atomica posta dal principale sponsor del terrorismo al mondo,” ha detto il presidente, parlando a reti unificate.

“Stasera posso comunicare al mondo che i raid sono stati un successo spettacolare. Le principali strutture di arricchimento dell’Iran sono state completamente e totalmente obliterate,” ha affermato.

Rivolgendosi direttamente a Teheran, Trump ha lanciato un ultimatum: “L’Iran ù il bullo del Medio Oriente ù deve ora fare la pace. Se non lo farà, i futuri attacchi saranno molto più gravi e molto più facili.”

Iran: attacco Usa grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali

Roma, 22 giu. (askanews) – L’Iran ha richiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per condannare i raid statunitensi contro i suoi impianti nucleari. Lo ha comunicato in una lettera ufficiale inviata oggi dall’ambasciatore iraniano presso l’ONU, Amir Saeid Iravani, in cui si definisce l’attacco “una grave minaccia alla pace e alla sicurezza regionali e internazionali”.

Il documento, riferisce Cnn, conferma che i siti colpiti sono stati Fordow, Natanz e Isfahan, bombardati nelle prime ore di della giornata da forze statunitensi che, secondo l’Iran, avrebbero agito “sotto la piena supervisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA)”, pur senza fornire prove a sostegno di questa affermazione.

Aiea: nessun aumento dei livelli di radiazione dopo l’attacco Usa

Roma, 22 giu. (askanews) – “Nessun aumento dei livelli di radiazioni è stato segnalato” dopo l’attacco dell’aviazione Usa sull’Iran. Lo riferisce l’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia atomica in una prima valutazione.

“In seguito agli attacchi a tre siti nucleari in Iran – tra cui Fordow – l’Aiea può confermare che, al momento, non è stato segnalato alcun aumento dei livelli di radiazioni all’esterno”. Lo scrive su X l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, spiegando che fornirà “ulteriori valutazioni sulla situazione in Iran non appena saranno disponibili nuove informazioni”.

Gli Usa attaccano l’Iran. La guerra dei missili infiamma il Medio Oriente

Il Medio Oriente è precipitato in una spirale di violenza senza precedenti nelle ultime ore, con scambi di attacchi missilistici tra Iran, Israele e Stati Uniti che hanno sollevato il velo su uno scenario di guerra aperta, le cui conseguenze globali restano imprevedibili.

L’escalation ha raggiunto il culmine con l’attacco statunitense ai siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan, definito dal presidente Donald Trump un “successo militare spettacolare”, mirato a “distruggere le capacità di arricchimento dell’Iran e neutralizzare la sua minaccia nucleare”. Fonti militari indicano che sull’impianto di Fordow sarebbero state sganciate tonnellate di esplosivo, comprese sei bombe “bunker buster” ad alta penetrazione, che avrebbero “neutralizzato” il sito. Le autorità iraniane hanno confermato gli attacchi, denunciandoli come “atti barbari” e “violazioni del diritto internazionale”. Hanno tuttavia rassicurato sulla mancanza di contaminazione radioattiva e ribadito che il programma nucleare non si fermerà. Secondo fonti interne, i siti colpiti erano stati evacuati “da tempo”, lasciando intendere una possibile anticipazione dell’attacco.

La risposta iraniana non si è fatta attendere: decine di missili balistici sono stati lanciati contro Israele, causando gravi danni a Haifa e facendo risuonare le sirene d’allarme a Gerusalemme, Tel Aviv e in molte altre città. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato il lancio di 20-30 missili, mentre l’aviazione israeliana è entrata in azione per intercettare e “neutralizzare la minaccia”. La televisione di stato iraniana ha trasmesso in diretta le immagini dell’imminente arrivo dei missili su Israele, accompagnate da canti patriottici. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, pur riaffermando l’impegno per la pace, ha avvertito che l’Iran “risponderà con fermezza” a ogni ulteriore aggressione, dichiarando che “non permetterà al regime sionista di isolare Teheran dal resto del mondo musulmano”.

Contemporaneamente, un account affiliato ai Guardiani della Rivoluzione ha twittato: “Adesso è iniziata la guerra”, mentre la tv di stato ha affermato che “ogni cittadino o militare americano nella regione è da considerarsi un obiettivo legittimo”.

Nel frattempo, un barlume di speranza arriva da un rapporto della CBS, secondo cui Washington avrebbe contattato diplomaticamente Teheran, affermando di non avere in programma ulteriori attacchi e auspicando un ritorno al tavolo negoziale. Tuttavia, la minaccia di Trump di “attacchi futuri ben più devastanti se non si farà la pace” sembra più una strategia di pressione che un reale invito al dialogo.

Usa colpiscono siti nucleari Iran, missili iraniani su Israele

Roma, 22 giu. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha confermato che le forze armate statunitensi hanno colpito tre siti nucleari in Iran – Fordow, Isfahan e Natanz – con bombardieri stealth B-2 e bombe “bunker buster” da 30.000 libbre, unendosi formalmente all’offensiva aerea israeliana.

L’Iran ha reagito lanciando una ondata di missili, secondo l’esercito israeliano tra i 20 e 30, ore dopo l’attacco americano. .

L’obiettivo dichiarato è smantellare il programma nucleare iraniano e indebolire l’Iran, nemico storico degli Usa. La decisione arriva dopo oltre una settimana di bombardamenti israeliani su difese aeree e missilistiche iraniane.

Teheran ha avvertito: “si tratta di tti oltraggiosi con conseguenze eterne”. Il ministro degli Esteri Araghchi ha affermato su X che “l’Iran si riserva tutte le opzioni per difendere la propria sovranità e i suoi interessi”, citando l’articolo 51 della Carta ONU.

Dopo gli attacchi, fiamme erano visibili a Fordow, come riferito dall’agenzia Fars.

Trump ha contattato Netanyahu subito dopo le operazioni. L’Iran dichiara che non ci sono segni di contaminazione nucleare dopo i raid, ma la tensione internazionale è alle stelle.

Dopo Campovolo Liga annuncia 8 date in Europa e un San Siro

Milano, 22 giu. (askanews) – Liga ha ancora fame e voglia di stare tra la sua gente, il popolo di Ligabue a Campovolo ha accolto con entusiasmo l’annuncio: nel 2026 non lascia, nessuna pausa in vista, ma rilancia alla grande. Sabato 20 giugno 2026, a distanza di un anno esatto da Campovolo2025, la grande festa arriverà anche al nord, dopo l’RCF Arene e il prossimo appuntamento alla Reggia di Caserta il 6 settembre 2025, la festa continua con “Certe notti a Milano” un evento imperdibile allo Stadio San Siro. La terza tappa de “La Notte di Certe Notti” si terrà in un altro luogo iconico che ha segnato la carriera di Ligabue (nel 1997 San Siro è stato il primo stadio ad ospitare un concerto nella carriera di Ligabue) e che negli anni lo ha visto più volte protagonista. Anche questa volta non sarà solo un concerto ma un’imperdibile experience nel mondo del Liga. Ma prima un tour europeo. Dal 1° maggio 2026 Ligabue farà il giro dell’Europa con “CERTE Notti in Europa”, un tour che partirà da Barcellona e farà tappa a Madrid, Parigi, Londra, Utrecht, Bruxelles, Lussemburgo e Zurigo. Cala quindi il sipario su Campovolo con 100.000 persone che hanno partecipato all’evento, culmine di due giorni di festa. Oltre due ore di concerto, in cui l’artista ha celebrato insieme ai fan i 30 anni di “Certe notti” e dell’album “Buon Compleanno Elvis”, che nel 1995 ha segnato uno dei momenti più importanti della sua carriera e i 20 anni dal primo Campovolo.

Grande successo per la Ligastreet che in questi due giorni ha fatto vivere al pubblico un’esperienza immersiva nel mondo del Liga con tantissime attività che hanno unito ancora di più i fan.

Queste le date di “CERTE NOTTI IN EUROPA”:

1° maggio | Barcellona – Razzmatazz

2 maggio | Madrid – Sala Riviera

8 maggio | Parigi – Olympia

9 maggio | Londra – 02 SHEPHERD’S BUSH

11 maggio | Utrecht – Tivolivredenburg Ronda

12 maggio | Bruxelles – Cirque Royal

14 maggio | Lussemburgo – Rockhal

16 maggio | Zurigo – The Hall

I biglietti per “CERTE NOTTI A MILANO” e per “CERTE NOTTI IN EUROPA” saranno disponibili dalle ore 14:00 di mercoledì 25 giugno su Ticketone e punti vendita abituali.

Per gli iscritti al BarMario i biglietti saranno disponibili dalle ore 14:00 di domani, lunedì 23 giugno.

Per info: friendsandpartners.it / ligabue.com/barmario

Trump non riesce a spezzare l’alleanza fra Xi e Putin

La suggestione americana e il realismo orientale

Ieri un post de Il Domani d’Italia a proposito della guerra Israele-Iran affermava, con un sottinteso evidente: “Putin e Xi invitano Trump a fermarsi…e Trump si ferma”. Data l’inaffidabilità del personaggio non possiamo essere certi che questa rimarrà la sua posizione, ma l’episodio, ben sottolineato dal post, è assai utile per comprendere qualcosa di più sui rapporti in atto fra le grandi potenze (includendo fra queste pure la Russia, ma solo perché detiene l’arma nucleare: un dato che poco a che fare ha con l’economia ma che purtroppo non si può negare abbia un suo indiscutibile rilievo).

Trump, Putin e l’illusione dell’asse alternativo

Il Presidente USA, nel suo delirio di onnipotenza armato da un ego smisurato, immagina di poter attrarre dalla propria parte Vladimir Putin smarcandolo così dalla tutela (altrimenti definita “amicizia senza limiti”) del leader cinese Xi Jinping. In questi mesi la fallimentare trattativa – che di fatto non si è mai davvero aperta – per un cessate-il-fuoco in Ucraina è stata infatti impostata col palese obiettivo di assecondare l’autocrate del Cremlino e di mettere in difficoltà Volodymyr Zelensky.

Xi e Putin, due interlocutori che conoscono la politica

Ciò che Donald Trump non ha considerato è, da un lato, la “qualità” politica dei suoi due interlocutori, nettamente superiore alla sua. Quelli conoscono assai bene l’arte della trattativa applicata alla politica, arte umana diversa da quella applicata al business commerciale (che è invece quella che il tycoon conosce e adotta) e lo stanno indubbiamente dimostrando.

Dall’altro, non studiando i dossier e neppure leggendoli, ha sottovalutato la “portata” dell’intesa fra Xi e Putin, la quale ha un obiettivo strategico: condurre il “Sud globale”, ovvero la gran parte dell’umanità, a costituire un’alternativa vincente – sotto il profilo economico, finanziario e soprattutto culturale – al dominio dell’Occidente, ormai ritenuto inaccettabile. Anche in quanto esercitato da una minoranza in crisi demografica e valoriale (quest’ultimo in verità è un tema sollevato dal russo più che dal cinese).

La mossa delle Terre Rare e il messaggio simbolico

Quando Trump impone dazi esorbitanti come ha fatto il 2 aprile (salvo poi una loro gestione ondivaga) non si rende conto di aprire un’autostrada soprattutto a Xi, che infatti ha immediatamente visitato Malesia, Vietnam e Cambogia col sorriso e con la proposta di una fattiva cooperazione commerciale. E non si fermerà qui, nel mentre ha minacciato il focoso inquilino della Casa Bianca di interrompere il commercio verso gli USA delle Terre Rare, delle quali detiene il quasi monopolio mondiale e senza le quali la tecnologia americana perirebbe all’istante. Conducendo così il tycoon a più miti consigli.

Trump non ha compreso il segnale simbolico – in politica i simboli contano, eccome – lanciato da Xi Jinping lo scorso 9 maggio con la sua presenza alla parata militare sulla Piazza Rossa di Mosca in occasione della cerimonia per la Giornata della Vittoria nell’ottantesimo anniversario dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Un palco sul quale nessun Capo di Stato occidentale era presente, ma dove quasi altri trenta (provenienti, appunto, dal Sud Globale che sta allargando il progetto BRICS plus) erano lì a celebrare il trionfo sul nazismo conseguito dall’Unione Sovietica prima e più ancora che dagli Stati Uniti.

L’alleanza strategica tiene

E il prossimo 2 settembre Putin restituirà la visita andando a Pechino per presenziare ai lavori dell’Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione e naturalmente i due leader terranno un bilaterale. L’amicizia senza limiti, per quanto ipocrita e ambigua, con uno dei due “amici” nettamente più forte dell’altro e quindi nelle condizioni di dettare l’agenda e la linea, dunque regge. Perché ha, come detto, un obiettivo strategico. Forse a Washington qualcuno è riuscito a spiegarlo a Trump. O forse ha prevalso – al momento – la logica ipernazionalista e isolazionista del movimento MAGA, contraria a qualsivoglia forma di intervento americano all’estero, una dissoluzione di risorse ritenuta nefasta.

Un equilibrio da non rompere

Di certo Pechino e Mosca guardano con preoccupazione alla possibile distruzione del regime iraniano ad opera di Israele con l’aiuto degli Stati Uniti, poiché essa favorirebbe un più forte insediamento occidentale in quell’area del pianeta e indurrebbe il mondo arabo a investire negli Accordi di Abramo e non certo nei BRICS. Conseguentemente, hanno fatto sapere a chi di dovere di non apprezzare affatto un possibile intervento americano.

Il profilo della politica secondo Leone XIV

“La politica non è mestiere, ma missione”

Nell’attuale scenario di sfiducia nella politica, di divisioni e incertezze crescenti – dove partiti e movimenti nascono e scompaiono rapidamente – ciò che appare davvero urgente, soprattutto per chi ha ruoli di responsabilità, non è tanto ampliare l’offerta politica, quanto restituirle contenuto e profondità. A tal proposito, Papa Leone XIV si è rivolto a oltre 700 parlamentari di 68 Paesi con parole di straordinaria chiarezza e forza morale, consegnando un messaggio che va ben oltre le celebrazioni giubilari. Un appello profondo alla politica come servizio.

Il suo discorso, pronunciato nell’Aula della Benedizione in occasione del Giubileo dei governanti, è stato un invito forte a riscoprire la politica non come esercizio di potere, ma come missione di verità e di bene. Al centro, l’idea che il servizio pubblico, per essere autentico, deve orientarsi al bene della comunità, in particolare dei più fragili, abbandonando ogni forma di interesse personale. Una politica che torni ad ascoltare il grido degli ultimi, rispondendo alla sete di giustizia e uguaglianza sociale. Perché – ha ricordato – la politica non è affare di potere, ma servizio; non è carriera, ma vocazione; non è mestiere, ma missione.

Carità, giustizia, dialogo

Rievocando l’insegnamento di Francesco e dell’enciclica Fratelli tutti Leone XIV ha sottolineato che la politica è “la forma più alta della carità”. Carità non come elemosina, ma come amore concreto per la società, come cura per chi è in difficoltà, come ascolto dei più poveri. “Quanti vivono in condizioni estreme gridano per far udire la loro voce, e spesso non trovano orecchie disposte ad ascoltarli”, ha ammonito.

È stato un discorso che ha toccato temi essenziali: il bene comune, la dignità dei più deboli, la libertà religiosa, il dialogo tra le fedi e le sfide dell’intelligenza artificiale. Soprattutto, ha invitato a rimettere al centro la persona, e non gli interessi, i profitti o le ideologie.

Un passaggio centrale ha riguardato la libertà religiosa e il dialogo interreligioso, presentati non come semplice tolleranza, ma come occasione di arricchimento reciproco e fonte di verità condivisa. “Credere in Dio è, per i singoli e per le comunità, una fonte immensa di bene”, ha detto il Papa. Le religioni, dunque, devono cooperare per costruire ponti di comprensione, superando ogni logica di conquista o conflitto. È un invito ai parlamentari a promuovere un incontro rispettoso tra le fedi, riconoscendo il ruolo positivo della spiritualità nella costruzione della civitas Dei, la società animata dalla carità, come ricordava sant’Agostino.

L’algoritmo non può sostituire il cuore

Papa Leone XIV ha poi affrontato la grande sfida dell’intelligenza artificiale, sottolineando che il progresso tecnologico non può prescindere dal rispetto della persona. La tecnologia può essere uno strumento straordinario, ma non deve mai sostituire il cuore dell’uomo. Ha messo in guardia contro una visione disumanizzante, che riduce la vita a dati e algoritmi. Il compito della politica è guidare l’innovazione verso stili di vita sani, giusti e sicuri, soprattutto per le nuove generazioni. “La vita personale – ha detto – vale molto più di un algoritmo”.

Un modello per i governanti

Il pontefice ha proposto un richiamo luminoso: san Tommaso Moro, “martire della libertà e del primato della coscienza”, che visse la politica come servizio alla verità, anche a costo della vita. Uomo di Stato che servì il popolo con onestà, difese la famiglia, promosse l’educazione dei giovani. È questo il volto della politica che il mondo di oggi deve cercare: trasparente, radicata nella fede e nei valori più autentici dell’umanità, rivolta davvero al bene di tutti.

Il discorso di Papa Leone XIV non è stato solo un’esortazione: è una chiamata alla responsabilità per tutti coloro che hanno in mano il destino dei popoli. Un messaggio universale, che travalica i confini della Chiesa e parla al cuore dell’umanità, in un’epoca che ha urgente bisogno di guida morale e visione spirituale.

“La politica non è un mestiere, è una missione per la crescita della verità e del bene”, ha affermato con chiarezza.

Spero che queste parole non restino chiuse in un’aula, ma arrivino nelle case, nei cuori, e diventino azione e monito. Solo così potremo davvero cambiare il mondo, un gesto alla volta.

Un campo largo senza centro

Un tema che non si può più eludere

Ci sono delle categorie politiche che, ad un certo punto, scompaiono del tutto dall’orizzonte di un partito o, meglio ancora, di una coalizione. È il caso, nello specifico, del Centro rispetto al profilo politico e culturale e alla prospettiva programmatica del cosiddetto “campo largo”. L’ha detto, per la verità, alcuni giorni fa con rara chiarezza Carlo Calenda in un’intervista rilasciata a un quotidiano romano. Credo che il tema non si possa e non si debba sottovalutare per la semplice ragione che “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”.

Del resto – almeno questa è la mia opinione – è perfettamente inutile sbraitare che nella coalizione di centrodestra è la destra che comanda quando poi, sul versante opposto, la guida politica e culturale dell’alleanza è saldamente in mano alle tre sinistre coordinate, com’è avvenuto puntualmente con l’ultima consultazione referendaria, dal segretario generale della Cgil, Landini.

Dal riformismo alla subalternità

È una osservazione, questa, talmente banale nonché oggettiva, che non meriterebbe la benché minima attenzione se non per il fatto che proprio questa considerazione segna una netta e bruciante discontinuità rispetto allo schieramento riformista. Almeno per come, e sino a poco tempo fa, si era presentato di fronte agli elettori. Perché era dai tempi della “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria del lontano 1994 che non esisteva più un’alleanza delle sole forze della sinistra. O meglio, dove la sinistra, di fatto, comandava e aveva il timone della strategia, della prospettiva e del programma politico alternativo allo schieramento contrapposto.

Certo, ieri come oggi, esistono i cosiddetti “cespugli”, cioè coloro a cui gentilmente viene concesso – per grazia ricevuta – un protocollare e burocratico “diritto di tribuna”, cioè una manciata di parlamentari, in cambio di una assoluta fedeltà politica alla coalizione e, soprattutto, senza mettere affatto in discussione la guida politica dell’alleanza stessa. Un tempo erano gli autorevoli e qualificati “cattolici indipendenti eletti nelle liste del Pci”, poi – per citare una bella e significativa esperienza più recente – i “Cristiano sociali”; oggi Italia Viva e domani, chissà, altri gruppi che potranno ancora formarsi. Certo, politicamente del tutto irrilevanti ed ininfluenti nella coalizione, ma utili – e forse anche indispensabili – per spiegare, a chi lo richiede, che la coalizione così costruita è saldamente plurale.

Dall’alleanza riformista alla sinistra radicale

Ecco perché, se dobbiamo oggi evidenziare un vero salto di qualità di questo campo politico, è proprio quello di essere passati da una coalizione di centrosinistra riformista, democratica e soprattutto con una chiara e netta cultura di governo – progetto caro ai vari Marini, Rutelli, Veltroni e molti altri dirigenti dell’epoca – a una semplice coalizione di sinistra. Saldamente guidata dal Pd della Schlein, dal trio Fratoianni/Bonelli/Salis, dal populista Conte e sotto la supervisione del segretario dello storico “sindacato rosso”, Landini.

Un salto di qualità che, per tornare alla riflessione iniziale, ci porta a concludere che il Centro, o “la politica di centro” o il “Centro dinamico”, da quelle parti è un’espressione, appunto, quasi blasfema.

Lo spazio del lettore: Unamuno e la Parola che si dona

Il grande intellettuale e romanziere spagnolo Miguel de Unamuno, nel suo Come si fa un romanzo, edito da Ibis, scrive «Che m’importa che tu non legga, lettore, quel che ho voluto metterci, se vi leggi quel che ti accende la vita? Mi sembra sciocco che un autore si perda a spiegare quel che ha voluto dire, visto che non ci importa quel che ha voluto dire ma quel che ha detto, anzi, quello che abbiamo sentito».

La riflessione si riferisce a un contesto letterario, ma Unamuno era costante e attento lettore delle Scritture e la loro influenza sul suo pensiero è evidente. Nella sua riflessione sul rapporto creato dallo scrivere autore e lettore sono metafora, forse non volontaria ma proprio per questo particolarmente efficace, di Creatore e creatura. Più ancora è metafora la considerazione del loro rapporto, dialettico e rispettoso, continuo e nascosto: necessario all’esistenza di un luogo fisico e mentale nel quale incontrarsi.

L’autore divino manifesta la sua misericordia ritraendosi, facendo lo tzimtzum, come sostiene la teologia ebraica, lasciando spazio alle donne e gli uomini perché partecipino per la loro parte alla creazione, ne siano partecipi e quindi responsabili.

Imporre il nome agli animali, come racconta la Genesi, non è un atto di appropriazione. Piuttosto è la partecipazione umana alla creazione del mondo, la risposta alla chiamata iniziale raccolta nella formula dell’immagine e della somiglianza.

Unamuno coglie nell’attività dello scrittore questa vibrazione all’incontro necessario tra chi parla e chi ascolta, questo tassello posto a comporre il grandioso mosaico della creazione, alla base e a sostegno del quale è posto il mistero dell’incarnazione. C’è uno spazio di sacrificio infatti, nel consentire al lettore di appropriarsi del testo, escludendone in qualche modo l’autore, e di trasformarlo in una lettura che diviene proprietà assoluta di chi la effettua

Luciano Ligabue e il suo Campovolo: "Qui succedono le magie"

Milano, 21 giu. (askanews) – Campovolo è la ‘casa di Luciano Ligabue’, a 20 anni dal primo debutto su questa venue torna l’evento più amato dai fan del Liga. Nel 2005 il primo Campovolo riunì con 165.000 fan presenti, allora fu record europeo, questa volta nell’area rinnovata RCF Arena sono arrivate oltre 100.000 persone per ‘La Notte di Certe Notti’. A 65 anni, di cui 35 di carriera, Luciano incontrando i giornalisti prima del live ha voluto raccontare la magia di Campovolo ma anche il suo impegno sociale e la sua passione mai sopita per la musica. Non un semplice concerto dunque ma ‘una vera e propria festa di 48 ore, perchè qui succedono sempre magie, sono nati anche tanti bambini” ha detto raccontando insieme al manager Ferdinando Salzano la Ligastreet, il boulevard interamente dedicato a Ligabue che fa parte integrante dell’evento dove si gioca, ci si incontra, si mangia e ci si diverte.

Prima di “Cosa vuoi che sia” Luciano lancia un appello ai potenti che negano il cambiamento climatico con dati sul riscaldamento globale. Una scelta che ha spiegato così: ‘Da ragazzo ho avuto un sogno che sembrava molto vicino a una realtà, la mia adolescenza l’ho passata negli anni 70 ed ero convinto che si potesse cambiare, rendendolo il pianeta un posto migliore più praticabile, più equo e più giusto. Oggi quello che vedo è l’esatto opposto di quel sogno, quindi che cosa si può fare? – Ha detto Ligabue – bisognerebbe smontare tutto, però di sicuro non lo può fare un cantante, ma bisogna ricordare, dobbiamo occuparci del riscaldamento globale, come non si può pensare in termini di riarmo e di guerra costantemente come stiamo vedendo in questo periodo’. Ma non c’è solo impegno, c’è davvero tanta musica, tanto spettacolo in uno show imponente e ‘suonato’, sullo sfondo di Las Vegas, una città unica in grado di ammaliare e stordire con le sue contraddizioni, il divertimento, la festa continua, le esperienze estreme, ma allo stesso tempo la spietata macchina da dollari, la disperazione del ludopata e il peggior consumo energetico immaginabile. Per tutti questi motivi lo show di Ligabue avrà un mood visivo che richiama quella città iconica: ricordare a che punto siamo in questi tempi difficili ma allo stesso tempo lasciarsi andare alla festa e alla spensieratezza per qualche ora. Questo sarà lo spettacolo a Campovolo di Ligabue (il quinto della sua carriera): la celebrazione di 30 anni dell’album ‘Buon Compleanno Elvis’, dei 20 anni dal suo primo concerto a Campovolo (e di ‘Nome e Cognome’) e dei 35 anni della sua carriera. “Vogliamo fare in modo che sia almeno all’altezza di quelli precedenti. Sperando addirittura di alzare ancora un pochino l’asticella; abbiamo lavorato sodo tanto tempo e lavorare sodo per me vuol dire confrontarmi con una squadra” ha spiegato Luciano Ligabue.

Sul palco il ritorno di Little Taver, l’indimenticabile Kingo di Radiofreccia, a esibirsi in qualche gag fra un blocco e l’altro di canzoni. Ma soprattutto sul palco di Campovolo c’è anche il figlio Lenny alla batteria. Dopo aver suonato nei teatri col padre ora è il momento più importante. “Gli ho detto di non farsi prendere dall’emozione, ma non ho mai messo un dubbio che lui sarebbe stato con noi a Campovolo” racconta Luciano.

Il concerto è suddiviso in veri e propri blocchi con brani estratti dagli album più rappresentativi della carriera del Liga. Una carrellata che punta a soddisfare le richieste dei fan ma anche la voglia di Luciano di stare sul palco.

E sul futuro dice: “Non ho mai smesso di scrivere, per me scrivere è terapeutico, se volessi potrei fare due o tre album ma pubblicare è un’altra storia.”

Il Premio Biagio Agnes in onda su Rai 1 martedì 1 luglio

Roma, 21 giu. (askanews) – Il giornalismo appassionato che racconta con libertà e autorevolezza le sfide del mondo di oggi anche quest’anno ha animato la Cerimonia di Premiazione del “Premio Biagio Agnes”, in onda martedì 1 luglio in seconda serata su Rai1. Il Premio Agnes, giunto alla XVII edizione, ieri sera ha avuto l’onore di accogliere, oltre a grandi professionisti dell’informazione, dello spettacolo e della cultura, anche autorevoli rappresentanti delle istituzioni: dal vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, al Ministro per le Riforme istituzionali e la Semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati e Alberto Barachini, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’informazione e all’editoria.

In una splendida piazza di Spagna sapientemente illuminata, che per la prima volta ha ospitato il Premio, la cerimonia è stata condotta per il settimo anno consecutivo da Mara Venier e Alberto Matano, alla presenza del Sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, dell’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato, dell’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi e del Direttore Generale della Rai Roberto Sergio.

Grandi applausi hanno accolto Carlo Conti, volto simbolo della Rai, autore e conduttore di programmi di grandissimo successo, salito sul palco per ritirare il Premio per la Televisione dalle mani del presidente della Giuria Gianni Letta. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha consegnato il Premio Carta Stampata a Fiorenza Sarzanini, vicedirettrice del Corriere della Sera mentre Aldo Cazzullo, inviato speciale ed editorialista del Corriere della Sera nonché conduttore de Una giornata particolare su La7, ha ricevuto dall’amministratore delegato della Rai Giampaolo Rossi il Premio Divulgazione Culturale. A Francesca Fagnani, conduttrice del programma cult “Belve” su Rai2, l’assessore ai Grandi Eventi del Comune di Roma Alessandro Onorato ha consegnato il Premio Trasmissione dell’anno. Il regista premio Oscar Bille August e gli attori Lino Guanciale, Gabriella Pession e Nicolas Maupas, protagonisti de “Il Conte di Montecristo”, la miniserie di Rai1 trionfo di ascolti, tratta dal capolavoro di Alexandre Dumas, hanno ritirato il Premio Fiction dalle mani del direttore de Il Messaggero Massimo Martinelli. Roberto Garofoli e Bernardo Giorgio Mattarella hanno ricevuto da Bruno Vespa il Premio Saggista Scrittore per il saggio Governare le fragilità mentre Paolo Liguori, direttore editoriale TgCom24, ha consegnato al giornalista politico di RaiNews24 Alberto Puoti il Premio Speciale. La giornalista di Italia Oggi Alessandra Ricciardi, ha ricevuto il Premio Giornalista Economico da Danda Santini, direttrice di IoDonna ed il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha consegnato il Premio Giubileo al Vaticanista del Gruppo Mediaset e de Il Giornale Fabio Marchese Ragona, autore con Papa Francesco della prima autobiografia del Pontefice Life – la mia storia nella storia, pubblicata in contemporanea in 21 Paesi del mondo. Infine alla vicecaporedattrice di Corriere.it Martina Pennisi il sottosegretario con delega all’informazione e all’editoria Alberto Barachini ha consegnato il Premio Generazione Digitale – Podcast per il suo impegno e la competenza nel giornalismo digitale.

Oltre ai premiati ed ai componenti della Giuria, tanti i rappresentanti delle istituzioni, del giornalismo e della cultura, tra gli altri, Maria Elena Boschi, Maurizio Gasparri, Rita Dalla Chiesa, Maurizio Lupi, Deborah Bergamini, Arianna Meloni, Giampaolo Letta, Fabio Di Stefano, i Consiglieri di amministrazione Rai Alessandro Di Majo, Federica Frangi, Roberto Natale, il Presidente e AD Mag Italia Group Pierluca Impronta, i Direttori Rai Gianmarco Chiocci, Antonio Preziosi, Maria Rita Grieco, Silvia Calandrelli, Paolo Petrecca, Stefano Coletta, Federico Zurzolo, Fabrizio Zappi, Maria Pia Ammirati, Fabrizio Casinelli, Luigi Del Plavignano, il Direttore di Milano Finanza Roberto Sommella, il Direttore de Il Mattino Roberto Napoletano, la direttrice de La Nazione, QN Quotidiano Nazionale, il Resto del Carlino, Il Giorno, Agnese Pini, i conduttori Gigi Marzullo, Eleonora Daniele, Annalisa Bruchi, Beppe Convertini, Monica Giandotti, Luana Ravegnini con Renato Della Valle, Ingrid Muccitelli e Mauro Masi, Enrico e Federica Vanzina, Alda Fendi, Raffaele Curi, Incoronata Boccia, Antonio Di Bella, Aurelio Regina, Franco Carraro, Massimo Romeo Piparo, i Generali Carmine Masiello, Alessandro Loiudice, Massimo Mennitti, le Presidenti Grazia Marino (Presidente Associazione via Margutta) e Barbara Mandatori (Presidente Associazione Sistina Crispi).

Durante la cerimonia non sono mancati i momenti di spettacolo, con grandissimi artisti che hanno emozionato la platea. Patty Pravo, tra le cantanti più amate della musica italiana, ha interpretato due dei suoi brani più celebri, “Pazza idea” e “Se perdo te”, mentre il talentuoso Sal da Vinci ha cantato “Rossetto e caffè” e “L’amore e tu”. Sul palco anche Amedeo Minghi, altra grande icona del panorama musicale italiano, che ha regalato al pubblico “1950”, festeggiando con gli amici del Premio Agnes i 60 anni di carriera. Il sorriso e il talento di Serena Autieri, che ha interpretato “Roma nun fa la stupida stasera”, hanno impreziosito la cerimonia di premiazione, e poi spazio anche alla danza, con Simone Repele e Sasha Riva che hanno ballato sulle note de “Il cielo in una stanza”.

Anche quest’anno il Premio Agnes ha assegnato una Borsa di studio al primo classificato in graduatoria della Scuola Superiore di Giornalismo dell’Università Luiss di Roma: il vincitore del 2025 è Gennaro Tortorelli.

PATROCINI Camera dei Deputati, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento europeo, Ministero della Cultura, Regione Lazio, Roma Capitale, Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Unione Cattolica della Stampa Italiana.

GIURIA Gianni Letta (Presidente), Giulio Anselmi, Alberto Barachini, Carlo Bartoli, Stefano Folli, Luciano Fontana, Luigi Gubitosi, Paolo Liguori, Pierluigi Magnaschi, Giuseppe Marra, Massimo Martinelli, Antonio Martusciello, Agnese Pini, Antonio Polito, Aurelio Regina, Giampaolo Rossi, Danda Santini, Marcello Sorgi, Fabio Tamburini, Mons. Dario Edoardo Viganò.

Elbows up! Come i canadesi rispondono a Trump (e guardano all’Europa)

Roma, 21 giu. (askanews) – “Elbows up!”. Cioè su i gomiti. Un’espressione mutuata dall’hockey sul ghiaccio che è diventata il motto del movimento di risposta a Donald Trump nato in Canada dall’annuncio dei dazi e con la retorica del 51/esimo Stato. I gomiti alzati, nello sport nazionale, servono per parare un colpo che arriva da dietro, ma anche per replicare con una botta altrettanto dura. A lanciarlo è stato Mike Meyers, famoso attore comico canadese, che l’ha pronunciato in diretta al Saturday Night Live indossando una maglietta con la scritta “Canada is non for sale”, molto diffusa nei negozi e tra i cittadini (nella foto di Jacopo Teodoro).

La trasferta oltreoceano per seguire il G7, ci ha permesso di osservare da vicino come i canadesi vedano Trump e come guardino all’Europa. “Quando Donald Trump ha sferrato la sua malvagia e idiota guerra commerciale, si aspettava che i canadesi sarebbero capitolati immediatamente. Invece abbiamo alzato i nostri gomiti e 41 milioni di educati ma fermi diti medi”, scrive Stephen Maher sul diffusissimo settimanale Maclean’s, che dedica un numero quasi monografico al “nuovo nazionalismo” che tra manifestazioni e bandiere con la foglia d’acero attraversa il Paese. I canadesi non hanno una identità comune ben definita: la popolazione è formata da molte nazionalità diverse, non c’è una vera storia condivisa, ma – come ha detto recentemente alla Cnn l’ex premier Justine Trudeau – “uno dei modi in cui più facilmente definiamo noi stessi è: non siamo americani”. Il suo successore, Mark Carney, ha vinto le elezioni proprio promettendo che i canadesi non sarebbero mai diventati americani.

Toronto, rispetto all’ultima volta che l’abbiamo visitata (circa un anno e mezzo fa), è molto meno americana: dagli scaffali (anche quelli del duty free in aeroporto) sono sparite le bottiglie di whiskey americano, si trova solo quello locale o proveniente dall’Europa e dal Giappone. Via anche un simbolo a stelle e strisce come la birra Budweiser, “Make beer canadian again”, recita la pubblicità di una marca nazionale, ironizzando sul motto MAGA. “Via tutto, non compriamo più niente di americano, anche voi (europei, ndr) dovreste farlo”, ci dice una signora a Banff, nella provincia dell’Alberta che ospita il media center del summit. Ha visto il badge del G7 e chiede: “Come va? Come si è comportato Trump? Quello è matto”. Sono in molti – tassisti, ristoratori, curiosi – a vedere il pass per entrare al vertice e a sbottare, come per un riflesso condizionato, “Trump!” “Lui è un problema, l’Ucraina è un problema, l’Iran è un problema, è un momento molto difficile”, sentenzia il tassista di origini indiane. “Meloni mi piaceva ma è amica dell’Orange man” (così lo chiamano), ci dice una donna che ci blocca per strada a Banff. Insegna all’Università di Toronto, e vuol sapere come in Europa vediamo il presidente Usa. “Come va l’economia da voi? Qua siamo molto preoccupati, le economie di Canada e America sono molto connesse, il colpo sarà forte. Ma la maggior parte dei cittadini ha riscoperto l’orgoglio di essere canadesi, quasi tutti partecipano al ‘boicottaggio’. Anche l’Europa dovrebbe essere più coraggiosa”. La ritroviamo più tardi al summit, vorrebbe continuare a parlare, avere un’opinione su Mario Draghi, se potrà avere o meno un ruolo in Ue. Ma c’è da lavorare e non possiamo proprio trattenerci.

Draghi – le avremmo risposto – non avrà probabilmente un ruolo attivo ma con il suo rapporto ha segnalato quello che deve fare l’Europa per essere più competitiva. E in questo modo essere anche più resistente agli shock come quello provocato da Trump. E’ la stessa ricetta che gli economisti propongono per il Canada. “Abbiamo vissuto una vita incantata per decenni”, pensando di essere protetti dall’America, ma “la fantasia è crollata” con l’elezione del tycoon, sottolinea Aurel Brown, professore di Scienze politiche all’Università di Toronto. Anche l’Europa, dopo la guerra, si è affidata allo “scudo militare” Usa, al rapporto economico e strategico con la superpotenza. In poche parole si è un po’ “seduta”. Adesso va recuperato il tempo perso, e non è assolutamente facile. Magari anche con un po’ di orgoglio europeo e un atteggiamento meno timido: “Elbows up Europe!”. (Di Alberto Ferrarese e Lorenzo Consoli).

Conte al corteo di Roma: il popolo contrario al riarmo è maggioranza

Roma, 21 giu. (askanews) – “Questa piazza ha un precedente: il 5 aprile 100mila persone hanno detto no al riarmo, lo riaffermano oggi. C’è un popolo, la stragrande maggioranza, che dice che questa corsa al riarmo è folle, è folle contribuire all’escalation militare mentre si tagliano i fondi al welfare, al modello sociale euroopeo che abbiamo costruito faticosamente per anni. Tagliamo sanità, istruzione, asili nido in un’illusoria prospettiva di sicurezza che invece genererà sempre maggiore insicurezza”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte al corteo contro il riarmo in corso a Roma.

“Questo – ha aggiunto – è un passaggio per noi importante, una testimonianza ulteriore con tutto il popolo che dice no al riarmo ma ci ritroveremo anche il 24 giugno a L’Aja lanciando un appello per tutte le forze europee che condividono sia folle il riarmo: creeremo con altri leader di forze europee che condividono questa visione un confronto permanente una rete per contrastare la corsa al riarmo”, ha aggiunto.

MotoGp, Bagnaia deluso: "Mi spiace volevo far di più per i fan"

Roma, 21 giu. (askanews) – Traspira delusione nelle parole di Pecco Bagnaia dopo il terzo posto nella Sprint del Mugello. “Mi dispiace molto per il risultato, avrei voluto dare qualcosa in più ai fan- dice a Sky – Ero in difficoltà come al solito, è sempre quello il problema. Giravo 3/4 decimi più piano del 2024 e sono quelli che mi sono mancati per lottare per la vittoria. È stata una Sprint difficile, per cercare di rimanere sul podio ho dato di più di quello che la moto permetteva”. Per Bulega, presente nel post gara su Sky, Pecco sta guidando al 90% “In realtà secondo me un po’ meno, se fossi stato al 90% avrei potuto lottare per la vittoria. Questa pista mi è sempre venuta bene, ma per ora non è così ed è un peccato”

“L’impresa dell’IA”, il convegno alla Camera dei Deputati

Roma, 21 giu. (askanews) – “L’impresa dell’IA. Come le PMI italiane possono diventare pi competitive grazie all’intelligenza artificiale” il titolo del convegno tenutosi alla Camera dei Deputati, promosso dall’On. Alberto Gusmeroli e organizzato dall’Istituto per la Competitivit I-Com in collaborazione con TeamSystem, che hanno presentato uno studio che approfondisce il ruolo strategico dell’Intelligenza Artificiale nel sistema produttivo italiano, in particolare, nelle PMI. A margine dell’evento abbiamo parlato con Renato Loiero, Consigliere del Presidente del Consiglio dei Ministri:

“Oggi alla Camera si tenuto un importante convegno sull’impatto economico dell’intelligenza artificiale e l’argomento oggetto di regolazione come noto sia a livello europeo con l’AI Act sia a livello nazionale con un disegno di legge che sta per essere approvato e alle battute finali proprio in questi giorni alla Camera dei Deputati. L’AI ha impatti pervasivi su tutti i settori economici come nel settore legale si parla di intelligenza artificiale predittiva per la previsione della sentenza che si pu applicare a uno specifico dato o per la redazione automatica di atti da presentare nelle sedi giudiziari ma cos come nella medicina un campo pressoch infinito di applicazione. Alcuni dicono, per esempio, un motto che voglio riprendere che i nostri giovani non perderanno il lavoro per effetto dell’impatto dell’intelligenza artificiale lo perderanno quelli che non sapranno usarla rispetto a quelli che sapranno usarla e quelli che sapranno usarla potrebbero essere anche al di fuori dei confini nazionali per questo importante che le nostre imprese presidiano come gi stanno facendo questo settore.

Il tema che caratterizza il nostro paese il fatto che il nostro tessuto economico produttivo fatto soprattutto rispetto ad altri paesi di piccole e medie imprese e le piccole e medie imprese per mille motivi hanno maggiore difficolt ad implementare sistemi di automazione, automazione che per consente pi alle PMI che alle grandi imprese di risparmiare i costi, automatizzare e offrire nuovi servizi per mezzo dell’intelligenza artificiale per cui le risultanze di questo convegno rafforzano, a mio modo di vedere, questa idea per cui le PMI e quindi l’Italia pi di altri paesi pu avere dei vantaggi da un’applicazione diffusa dell’intelligenza artificiale ma ovviamente servono una serie di interventi a livello di sistema che anche questo disegno di legge che si sta per approvare riuscir a mettere in campo”.

Casalino: “Rilanciare transizione 5.0”

Roma, 21 giu. (askanews) – “L’impresa dell’IA. Come le PMI italiane possono diventare pi competitive grazie all’intelligenza artificiale” il titolo del convegno tenutosi alla Camera dei Deputati, promosso dall’On. Alberto Gusmeroli e organizzato dall’Istituto per la Competitivit I-Com in collaborazione con TeamSystem, che hanno presentato uno studio che approfondisce il ruolo strategico dell’Intelligenza Artificiale nel sistema produttivo italiano, in particolare, nelle PMI. A margine dell’evento abbiamo parlato con Paolo Casalino, Direttore Generale per la politica industriale, l’innovazione, le PMI e il Made in Italy:

“L’intelligenza artificiale come sfida essenziale per il mondo delle imprese oggi e quindi direi un momento tra il presente e il futuro. Il presente ci dice transizione 4.0 funziona molto bene, transizione 5.0 in fase di rilancio, abbiamo una rete di 50 centri di trasferimento tecnologico che fanno assessment, formazione, accompagnamento delle imprese all’utilizzo di queste tecnologie e quindi l’evoluzione e il futuro quale avremo nel 2025 una nuova call per gli European Digital Innovation Hub, call europea che il Ministero finanzier, transizione 4.0 continuer per la parte di ricerca e sviluppo e 5.0 potr essere in raccordo con la Commissione Europea adesso riprogrammata al fine di consentire pi tempo per le imprese per completare i loro investimenti. Ricordiamo che transizione 5.0 ha la componente digitale come fondante e ha anche la formazione integrata”.

A Foligno la quinta tappa del tour itinerante “C’ Posto per Te”

Foligno, 21 giu. (askanews) – Il tour itinerante “C’ posto per te” ha fatto tappa in Umbria, a Foligno. La campagna, promossa da Sviluppo Lavoro Italia, ente in house del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, volta a favorire l’incontro fra domanda e offerta di lavoro attraverso colloqui, workshop, laboratori e corsi di orientamento. Hanno preso parte all’iniziativa oltre 20 aziende, che hanno effettuato pi di 400 colloqui mettendo a disposizione circa 350 posizioni lavorative. Cuore dell’evento la corte di Palazzo Trinci, in Piazza della Repubblica. A fare gli onori di casa il sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini:

“Abbiamo la piazza piena, tanti ragazzi interessati ed un servizio veramente importante. Ringrazio l’onorevole Zaffini ed il ministero per aver dato la possibilit ai cittadini di Foligno di avere questo importante punto di contatto con il mondo del lavoro. Devo dire che la citt ha risposto molto bene e ne siamo orgogliosi”.

Particolare attenzione soprattutto alle donne e ai giovani, come spiegato dal Presidente e Amministratore Delegato di Sviluppo Lavoro Italia Paola Nicastro:

“Siamo partiti dalla Calabria qualche mese fa e le prospettive e le finalit sono quelle di raggiungere quanto pi possibile le persone, i cittadini per far conoscere opportunit, strumenti e politiche che si stanno attivando. Anche per portare direttamente servizi, formazione, lavoro”.

Anche Francesco Zaffini, Presidente della decima Commissione permanente del Senato Affari sociali, sanit, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale, ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa:

“Iniziativa encomiabile, cos si porta la possibilit di connettere domanda ed offerta sulla base di una necessit di professionalizzazione che le imprese richiedono e che purtroppo l’offerta di lavoro non ha. un’iniziativa senza ostacoli: giovani, ragazzi, ragazze che possono affacciarsi a questo luogo per dare la loro disponibilit e ricevere percorsi formativi personalizzati”.

La prossima tappa del tour, che conta di altre nove fermate, si terr a L’Aquila il 25 e 26 giugno, sempre con l’obiettivo di continuare a ridurre il mismatch occupazionale facilitando l’incontro fra competenze e richieste e di far conoscere le opportunit di formazione e lavoro in maniera innovativa e strategica.

“L’impresa dell’IA”, alla Camera: le parole di Panieri

Roma, 21 giu. (askanews) – “L’impresa dell’IA. Come le PMI italiane possono diventare pi competitive grazie all’intelligenza artificiale” il titolo del convegno tenutosi alla Camera dei Deputati, promosso dall’On. Alberto Gusmeroli e organizzato dall’Istituto per la Competitivit I-Com in collaborazione con TeamSystem, che hanno presentato uno studio che approfondisce il ruolo strategico dell’Intelligenza Artificiale nel sistema produttivo italiano, in particolare, nelle PMI. A margine dell’evento abbiamo parlato con Bruno Panieri, Direttore Politiche Economiche Confartigianato:

“In Confartigianato noi stiamo riscontrando un interesse molto alto da parte anche delle micro e piccole imprese sui temi dell’intelligenza artificiale che non viene vissuta con particolare apprensione, anzi viene vista come un’opportunit per integrare quella che noi chiamiamo in Confartigianato l’intelligenza artigiana con questa componente tecnologica che certamente un potenziale che le imprese artigiane possono sfruttare molto bene in tutte le fasi del processo produttivo, sia quelle di assistenza gestionale ma anche in pi quelle che attengono alla creativit che tipica del mondo dell’artigianato e del mondo della piccola impresa. Da questo punto di vista per lamentano anche un deficit di competenze, molto difficile trovare competenze qualificate che integrino l’azienda sul percorso di adozione delle tecnologie dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali ma anche e soprattutto un deficit di politiche agevolative.

Noi reclamiamo un sistema che sappia costruire degli incentivi che possano intercettare anche piccole esigenze espresse dal mondo della piccola impresa e quindi non soltanto incentivi che prevedano una soglia di accesso elevata ma anche incentivi che noi diciamo a banda larga che possano andare a coprire anche esigenze elementari di introduzione per di piccole dosi di intelligenza artificiale e di tecnologie legate all’intelligenza artificiale in azienda che poi magari consentono all’imprenditore di sviluppare una prospettiva di crescita di pi lungo sguardo e periodo”.

Intelligenza Artificiale e PMI, le parole di Pastorella

Roma, 21 giu. (askanews) – “L’impresa dell’IA. Come le PMI italiane possono diventare pi competitive grazie all’intelligenza artificiale” il titolo del convegno tenutosi alla Camera dei Deputati, promosso dall’On. Alberto Gusmeroli e organizzato dall’Istituto per la Competitivit I-Com in collaborazione con TeamSystem, che hanno presentato uno studio che approfondisce il ruolo strategico dell’Intelligenza Artificiale nel sistema produttivo italiano, in particolare, nelle PMI. A margine dell’evento abbiamo parlato con Giulia Pastorella, Deputata Azione, Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni:

“Non detto che sempre manchi qualcosa, alle volte la politica pu togliere lacci, vincoli, burocrazie e gi questo libererebbe moltissimo le imprese, pensiamo ai dazi autoimposti di cui parla il rapporto Draghi all’interno dell’Unione Europea. Sicuramente per mancano le condizioni di base, manca la connettivit, manca una normativa sui data center, parliamo di intelligenza artificiale ma i data center non hanno neanche un codice Ateco o una destinazione d’uso urbanistica e poi naturalmente ci sono le parti pi proattive di vera politica industriale dove non si devono fare gli errori di transizione 5.0 dove l’intenzione era ottima l’idea della transizione mista diciamo verde e blu e l’implementazione stata per pessima quindi se si decide di dare degli incentivi per me sempre tecnologicamente neutri perch l’azienda a decidere, bisogna per far s che questi incentivi siano davvero fruibili dalle imprese e anche dalle piccole e medie imprese che costituiscono la spina dorsale del nostro Paese”.

Calcio, qualificazioni Mondiali 2026: Italia-Israele a ottobre a Udine

Roma, 21 giu. (askanews) – Sarà Udine a ospitare il match fra Italia ed Israele in programma il prossimo 14 ottobre e valido per le qualificazioni ai Mondiali del 2026. L’esordio del nuovo ct Gattuso sarà invece il 5 settembre a Bergamo contro l’Estonia. Curiosamente sempre il 14 ottobre ma del 2024 l’Italia di Spalletti aveva giocato e vinto 4-1 sempre a Udine contro Israele un match valido per la Nations League. Il nuovo ct esordirà sulla panchina azzurra a Bergamo il 5 settembre contro l’Estonia. Poi affronterà Israele sul campo neutro di Debrecen. L’11 ottobre sarà di scena a Tallinn poi ci sarà il remake del match di un anno fa vinto all’epoca per 4-1. Sono 10 gli incontri disputati dalla Nazionale a Udine, dove è imbattuta con 8 vittorie e 2 pareggi (21 gol fatti e 3 subiti). Emerge intanto preoccupazione dal sindaco di Udine per i possibili problemi di ordine pubblico.

Due cortei a Roma contro guerra e riarmo

Roma, 21 giu. (askanews) – “No guerra, riarmo, genocidio, autoritarismo”. Questo lo slogan che ha unito oltre 400 associazioni e movimenti per la manifestazione prevista oggi a Roma e che partirà da piazza Ostiense per concludersi nella zona del Colosseo. All’iniziativa, dei promotori italiani della campagna europea “Stop Rearm Europe”, hanno aderito Arci, Ferma il Riarmo (Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia Assisi, Greenpeace Italia), Attac e Transform Italia.

Quasi in contemporanea, sempre a Roma, ma in piazza Vittorio inizierà la manifestazione del coordinamento ‘Disarmiamoli’ per protesta contro le guerre. Secondo gli organizzatori si sta assistendo ormai alla “Terza guerra mondiale a pezzi” con “l’attacco diretto di Israele contro l’Iran, il genocidio a Gaza, l’investimento europeo nel conflitto ucraino, la guerra commerciale degli Usa di Trump, la corsa folle al riarmo a cui assistiamo da mesi”.

Yousef Salman, autorevole rappresentante dei palestinesi in Italia, ha spiegato in una nota: “Noi come Comunità ci siamo divisi nelle due manifestazioni. All’inizio era una e volevamo solo una, quando sono diventate due volevamo non partecipare a nessuna delle due. Poi abbiamo discusso fra di noi e abbiamo deciso lasciare la scelta all’individuo, partecipando ufficialmente alle due”.

Quindi Salman dice: “Abbiamo chiesto a tutti scendere in piazza: contro le armi, le guerre e per la pace. Qualcuno non ha voluto sentire. Non ho niente di contrario alle due piazze, ma sono contrario alle divisioni del popolo della sinistre”. Salman, 71 anni, è laureato in medicina ed ha rivestito diverse cariche in rappresentanza degli stranieri presenti nel nostro Paese. E’ stato rappresentante degli immigrati in Italia al “Forum dei Migrantis” dell’Unione Europea a Bruxelles; presidente dell’Unione generale dei medici e farmacisti in Italia, dal 1986 al 1990; fondatore e membro del direttivo dell’Associazione medica italo-palestinese dal 1986 al 1991; delegato della Mezza Luna Rossa Palestinese.

M.O., leader Pd-M5s-Avs: Governo fermi collaborazione militare con Israele

Roma, 21 giu. (askanews) – “Da una settimana ormai le ostilità tra Israele e Iran hanno catalizzato la preoccupazione dell’opinione pubblica mondiale, distogliendo l’attenzione sui crimini contro l’umanità in corso a Gaza e sui piani israeliani di annessione coloniale della Cisgiordania. Avs, M5S e Pd hanno più volte sollecitato il Governo Meloni – trincerato dietro silente complicità con le criminali politiche di Netanyahu – a promuovere in sede europea la richiesta di sanzioni contro il Governo israeliano per la sistematica violazione del diritto internazionale. Davanti al massacro di decine di migliaia di civili, però, il Governo Meloni si è limitato a qualche parola di circostanza, evitando qualsiasi azione concreta che potesse puntare il dito contro Netanyahu. Non lasceremo che l’Italia venga macchiata dalla pavidità di Meloni e i suoi epigoni. Questa mattina abbiamo depositato una mozione unitaria – con le nostre prime firme – per chiedere la revoca del Memorandum d’intesa con il Governo israeliano nel settore militare e della difesa, nonché la sospensione di qualsiasi forma di cooperazione militare con Israele. Noi non ci gireremo dall’altra parte, questo massacro non continuerà in nostro nome”. Lo affermano in una nota congiunta Angelo Bonelli, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Elly Schlein.

MotoGp, Marc Marquez in pole al Mugello: è la 100esima

Roma, 21 giu. (askanews) – E con questa fanno 100. Marc Marquez firma la sua centesima pole position, in tutte le classi. “Non me l’aspettavo – ha detto lo spagnolo -, qui Alex e Pecco vanno fortissimo mentre io ho sempre faticato un pelo più che da altri parti”. La Ducati mette la firma sulla prima fila della MotoGP: i due fratelli, primo e terzo, ma Bagnaia è lì in mezzo. Pecco ha mancato il colpo per 59 millesimi; nonostante un feeling precario con l’anteriore ha dato l’anima. Questa è la sua pista, difficile che non provi l’impossibile. “Volevo la pole, ma abbiamo trovato tardi l’assetto giusto. Ad ogni modo sarebbe stato difficile battere Marc, in forma spettacolare”.

L’effetto Mugello gli ha dato la spinta, insieme alla gomma morbida posteriore che spinge bene sul davanti ridandogli quella confidenza che a lui serve. Non ha ancora risolto tutti i suoi problemi, ma le premesse sono migliorate. “Contento così, l’importante è scattare dalla prima fila”, ha aggiunto. In gara si vedrà, Marc ha un buon passo, Alex forse più margine di quanto sembra, Pecco ha classe, talento e motivazione.

La seconda fila è però minacciosa: davanti a un bravo Morbidelli (sesto) ci sono la Ktm di Vinales, sempre veloce sulla pista toscana, e Quartararo, che ha portato la sua Yamaha in quarta posizione, a dispetto della spalla sinistra sub-lussata il giorno prima. L’Aprilia sperava in un passo avanti in qualifica, Marco Bezzecchi che sta lavorando per migliorare questo aspetto, scatterà ad ogni modo dalla quarta fila con il decimo tempo, davanti al compagno di marca Raul Fernandez.

Inps, ampliata platea beneficiari bonus per posticipo pensionamento

Roma, 21 giu. (askanews) – La legge di bilancio 2025 ha ampliato la platea dei beneficiari dell’incentivo al posticipo del pensionamento, includendo nella misura anche i lavoratori che maturano i requisiti per la pensione anticipata ordinaria. L’incentivo, sottolinea l’Inps, precedentemente riservato solo ai beneficiari di pensione anticipata flessibile (quota 102), viene ora estesa anche a chi raggiunge i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne).

Possono accedere all’incentivo i lavoratori dipendenti, pubblici e privati che sono iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (Ago) oppure a forme sostitutive o esclusive; maturano entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per la pensione anticipata flessibile (quota 102) o per la pensione anticipata ordinaria; scelgono di continuare a lavorare invece di andare in pensione; non sono già titolari di pensione diretta (eccetto assegno di invalidità); non hanno raggiunto l’età per la pensione di vecchiaia.

L’esonero viene applicato dalla prima data utile per il pensionamento, se la domanda è presentata prima; dal mese successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo la maturazione dei requisiti. L’incentivo cessa quando il lavoratore revoca la facoltà di rinuncia (possibile una sola volta); raggiunge l’età per la pensione di vecchiaia; consegue una pensione diretta.

I lavoratori interessati devono presentare domanda online all’istituto di previdenza, che verificherà i requisiti e comunicherà l’esito entro 30 giorni. Solo dopo l’autorizzazione dell’Inps, il datore di lavoro potrà applicare l’esonero. Con la circolare del 16 giugno 2025, n. 102, vengono fornite tutte le modalità di applicazione per tutti i settori, inclusi quello domestico e agricolo.

Salvatore Garau, un’opera invisibile supera Trump su Instagram

Milano, 21 giu. (askanews) – L’artista Salvatore Garau diventa virale su Instagram con l’opera immateriale “Io sono”, grazie al portale inglese “Pubity”, colosso social da oltre 40 milioni di follower che ha dedicato un post all’opera immateriale di Garau venduta all’asta per 15.000 euro nel 2021.

Il post ha superato in popolarità contenuti dedicati a figure globali come Donald Trump, Keanu Reeves e Gordon Ramsay con un milione di like, oltre 34mila commenti e più di 25mila condivisioni. Numeri da capogiro, che hanno suscitato un acceso dibattito online evidenziando l’impatto dell’arte invisibile nel panorama contemporaneo, della quale Garau è senza dubbio uno dei principali protagonisti. L’artista, che a maggio allo Spazio Roseto di Milano ha esposto l’ultima sua opera immateriale dal titolo “Autoritratto”, afferma che l’opera invisibile fa affiorare, nell’inconscio collettivo, la paura del vuoto che in questo momento storico domina il pianeta.

Ucraina, neutralizzati 260 dei 280 droni russi lanciati di notte

Roma, 21 giu. (askanews) – Le truppe russe hanno attaccato l’Ucraina con 272 droni d’attacco Shahed e vari altri tipi di droni, oltre a otto missili di vario tipo, durante la notte. Lo ha riferito l’Aeronautica militare ucraina.

La difesa aerea ha annunciato che 140 droni sono stati abbattuti, mentre altri 112 sono scomparsi dai radar grazie ai sistemi di guerra elettronica. Sono stati abbattuti anche cinque missili. Gli ucraini non hanno specificato la sorte dei restanti 20 droni e tre missili. La regione di Poltava e la città di Kremenchuk sono state particolarmente prese di mira, hanno informato la stessa fonte, senza specificare i potenziali danni causati.

Proporzionale, una scelta per la democrazia. Bonalbert illustra i contenuti della Lip

Una legge proporzionale per tutti i livelli

La proposta per una nuova legge elettorale proporzionale sarà depositata in Cassazione il 24 giugno dal Comitato Iniziative Popolari, presieduto da Mattia Orioli. Si tratta di un’iniziativa che punta a rafforzare la rappresentanza democratica e a superare le distorsioni di sistemi che, negli ultimi decenni, hanno ridotto la possibilità per gli elettori di scegliere direttamente i propri rappresentanti.

Nel caso in cui la Suprema Corte valuti positivamente la proposta, inizierà la raccolta delle 50.000 firme necessarie per presentare il testo in Parlamento. La sfida è aperta e, come sottolineano i promotori, riguarda la qualità della vita democratica del Paese.

Il contributo di Bonalberti

Tra i primi firmatari e sostenitori dell’iniziativa, Ettore Bonalberti ha scritto un articolo,, che pubblichiamo integralmente in allegato, con il quale dà conto dei contenuti e degli obiettivi della proposta. Si tratta di una riflessione ampia, che riprende anche alcuni spunti di costituzionalisti e cittadini impegnati, come Leonardo Triulzi Ranieri, il quale ha elaborato nel tempo una sua ipotesi di legge costituzionale elettorale unica per tutti i livelli istituzionali.

Al centro vi è l’idea che una legge proporzionale non solo è conforme al dettato costituzionale, ma è anche il presupposto per una partecipazione politica più libera, pluralista e responsabile.

Un percorso da costruire insieme

La proposta del Comitato presieduto da Orioli non intende contrapporsi a visioni politiche, ma offrire uno strumento democratico per ricostruire il rapporto tra cittadini e istituzioni, in un tempo segnato da crescente disaffezione e astensionismo.

La possibilità di firmare anche in via digitale renderà più snella l’operazione. Ora la parola passa alla Corte di Cassazione, ma fin da subito vale l’invito degli organizzatori a mobilitare reti, associazioni, movimenti e comunità locali per una raccolta firme ampia e consapevole.

È l’inizio di un cammino per convincere la pubblica opinione che una legge proporzionale rappresenta un punto di equilibrio tra rappresentanza e governabilità, nel segno e nel pieno rispetto della Costituzione.

Per leggere il testo di Bonalberti