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Colonnine elettriche, Mimit: 29/4 riparte bonus per utenti domestici

Roma, 18 apr. (askanews) – Il 29 aprile 2025 riparte il Bonus colonnine per l’acquisto e l’installazione di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici effettuati da utenti domestici.

L’incentivo, spiega una nota del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, è rivolto a coloro che hanno acquistato e installato l’infrastruttura di ricarica tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2024 e che non hanno potuto presentare la domanda entro il termine di chiusura della precedente edizione della misura.

I destinatari delle agevolazioni sono le persone fisiche residenti in Italia e i condomìni rappresentati dall’amministratore pro tempore o da un condomino delegato.

I contributi sono concessi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Le domande possono essere presentate online sul sito di Invitalia, che gestisce la misura, dalle 12.00 del 29 aprile alle 12.00 del 27 maggio 2025.

Maltempo in Veneto, padre e figlio dispersi a Valdagno: individuato un corpo

Roma, 18 apr. (askanews) – Sono stati trovati i corpi dei due dispersi, padre e figlio, nel Vicentino, colpito dal maltempo. I vigili del fuoco hanno concluso il recupero di un corpo nel torrente Agno a Trissino , individuato in un`ansa del corso d`acqua durante le operazioni di ricerca. Salgono così a due le vittime del maltempo che ha colpito la zona nelle ultime ore. Sul posto i vigili del fuoco stanno operando anche con l’elicottero Drago. In provincia di Vicenza erano iniziate nella notte le ricerche dei due dispersi sul torrente Agno, un uomo e suo figlio, caduti con l’auto in una voragine che si è aperta a Valdagno (Vicenza).

Hanno preso parte alle ricerche squadre a terra del comando di Vicenza, soccorritori fluviali alluvionali, sommozzatori e droni del nucleo regionale del Veneto e l’elicottero Drago del reparto volo di Venezia. “Esprimo il mio cordoglio alla famiglia e alla comunità di Valdagno, che in questo venerdì santo viene colpita tanto duramente da un’ondata di maltempo eccezionale per violenza e quantità di pioggia caduta”, così il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia.

“Ringrazio la Protezione civile regionale, il Genio civile, tutti i volontari e gli angeli del soccorso che in queste ore stanno lavorando nella Valle dell’Agno e nelle aree colpite da maltempo. Il genio civile di Vicenza, in particolare, ha aperto in serata le casse di espansione di Montebello, Trissino e Caldogno per contenere la piena del Bacchiglione: ancora una volta – prosegue Zaia – queste opere di difesa del suolo hanno salvato il Vicentino dalle conseguenze del maltempo. Sottolineo, solo per far comprendere la portata dell’evento meteo, che sono caduti in media oltre 100 mm di pioggia sull’Ovest Vicentino, con picchi a Valli del Pasubio (134 mm) e a Staro (191 mm), su terreni che da lunedì hanno assorbito già 70-120 mm di acqua”.

Maltempo in Veneto, padre e figlio dispersi a Valdagno: individuato un corpo

Roma, 18 apr. (askanews) – I vigili del fuoco hanno individuato il corpo senza vita di un uomo nel bacino di laminazione del torrente Agno a Trissino (Vicenza). Sono in corso le operazioni di recupero. Si tratta di uno dei due dispersi per il maltempo che ha colpito il Vicentino, trascinati via dalla corrente dell’Agno. Sul posto i vigili del fuoco stanno operando anche con l’elicottero Drago. In provincia di Vicenza erano iniziate nella notte le ricerche dei due dispersi sul torrente Agno, un uomo e suo figlio, caduti con l’auto in una voragine che si è aperta a Valdagno (Vicenza).

Hanno preso parte alle ricerche squadre a terra del comando di Vicenza, soccorritori fluviali alluvionali, sommozzatori e droni del nucleo regionale del Veneto e l’elicottero Drago del reparto volo di Venezia. “Sto seguendo con apprensione le ricerche di uno dei due dispersi, padre e figlio, che ieri sera sono caduti con l’auto nella voragine di ponte dei Nori a Valdagno. Per l’altro, purtroppo, le speranze sono già finite: il corpo è stato individuato nel bacino di laminazione di Trissino, 10 km più a valle, e le squadre dei sommozzatori sono al lavoro per il recupero. Esprimo il mio cordoglio alla famiglia e alla comunità di Valdagno, che in questo venerdì santo viene colpita tanto duramente da un’ondata di maltempo eccezionale per violenza e quantità di pioggia caduta”, così il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia.

“Ringrazio la Protezione civile regionale, il Genio civile, tutti i volontari e gli angeli del soccorso che in queste ore stanno lavorando nella Valle dell’Agno e nelle aree colpite da maltempo. Il genio civile di Vicenza, in particolare, ha aperto in serata le casse di espansione di Montebello, Trissino e Caldogno per contenere la piena del Bacchiglione: ancora una volta – prosegue Zaia – queste opere di difesa del suolo hanno salvato il Vicentino dalle conseguenze del maltempo. Sottolineo, solo per far comprendere la portata dell’evento meteo, che sono caduti in media oltre 100 mm di pioggia sull’Ovest Vicentino, con picchi a Valli del Pasubio (134 mm) e a Staro (191 mm), su terreni che da lunedì hanno assorbito già 70-120 mm di acqua”.

Migranti, Mattarella: governare movimenti con canali legali

Milano, 18 apr. (askanews) – “I movimenti migratori vanno governati e l’Unione Europea deve esprimere il massimo impegno in questo senso. Il necessario contrasto all’illegalità, la lotta alla criminalità, si nutrono della predisposizione di canali e modalità di immigrazione legali che, con coerenza, esprimano rispetto nei confronti della vita umana”. Lo ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in una dichiarazione rilasciata a 10 anni dal naufragio nel Canale di Sicilia in cui persero la vita centinaia di persone, tra cui decine di bambini.

“Dieci anni or sono – ha ricordato Mattarella – nel Canale di Sicilia si consumò un’immane tragedia del mare, tra le più terribili che si ricordano nel Mediterraneo. I migranti morti e dispersi raggiunsero numeri spaventosi. Fra le vittime anche decine di bambini. Erano persone che disperatamente cercavano una vita migliore, fuggendo da guerre, persecuzioni, miseria. Persone finite nelle mani di organizzazioni criminali, che li hanno crudelmente abbandonati nel pericolo. La Repubblica italiana ricorda quelle tante donne e tanti uomini, molti destinati a restare senza nome”. Per il Presidente della Repubblica “è la nostra civiltà a impedirci di voltare le spalle, di restare indifferenti, di smarrire quel sentimento di umanità che è radice dei nostri valori. Nel fare memoria rinnoviamo l’apprezzamento per l’opera di soccorso da parte delle navi italiane che sono riuscite, in condizioni estreme, a salvare vite, rispettando quanto impone la legge del mare”.

Bancomat sbarca su Google Pay con Intesa SanPaolo

Roma, 18 apr. (askanews) – Bancomat, il circuito italiano di carte di pagamento ha annunciato il suo ingresso su Google Pay, attraverso un accordo con Intesa Sanpaolo e Google.

Con questo passo, recita un comunicato, Bancomat rafforzerà la sua posizione nel panorama dei pagamenti digitali in Italia, contribuendo alla crescita dell’ecosistema digitale del Paese e rispondendo alle esigenze di sicurezza, innovazione e accessibilità per tutti gli attori coinvolti. Obiettivi condivisi da Intesa Sanpaolo, partner storico di Bancomat, che, come prima banca del Paese, conferma il proprio impegno nell’innovazione costante, offrendo ai propri clienti la più ampia gamma di soluzioni di pagamento digitali e la massima libertà di scelta in termini di strumenti, canali e modalità di utilizzo, con un’attenzione continua a sicurezza, semplicità d’uso e accessibilità.

I clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo saranno i primi in Italia a poter digitalizzare la loro carta Bancomat su Google Wallet e a poter utilizzare i propri dispositivi Android per effettuare pagamenti contactless, rapidi e sicuri, nei negozi fisici, senza la necessità di portare con sé la carta fisica o inserire il PIN della stessa sul POS, garantendo la protezione dei dati personali secondo i consueti ed elevati standard di sicurezza.

Per gli esercenti, questa novità ridurrà i tempi di attesa e semplificherà il processo di pagamento, offrendo al contempo una soluzione economicamente vantaggiosa grazie al circuito Bancomat.

“L’attivazione di Bancomat su Google Pay è un risultato strategico che conferma la nostra volontà di portare il circuito di pagamento più utilizzato dagli italiani all’interno di tutti i principali ecosistemi digitali globali – ha commentato Matteo Valenti, amministratore delegato di Bancomat -. Vogliamo garantire ai titolari delle nostre carte la massima libertà di scelta su come pagare nei negozi fisici, mantenendo al centro i valori di sicurezza e italianità che da sempre ci contraddistinguono. Inoltre, grazie alla convenienza del nostro circuito, questa integrazione rappresenta un vantaggio concreto per milioni di esercenti italiani, che potranno offrire ai propri clienti un metodo di pagamento digitale innovativo, semplice e sicuro riducendo allo stesso tempo i propri costi di esercizio”.

Secondo Raffaella Mastrofilippo, responsabile Prodotti Transazionali e Piattaforme di Payment di Intesa Sanpaolo: “l’integrazione del circuito Bancomat su Google Pay rafforzerà ulteriormente la nostra storica collaborazione e la leadership di Intesa Sanpaolo nei pagamenti digitali. Il nostro impegno nell’innovazione tecnologica mira a offrire ai nostri 14 milioni di clienti soluzioni sempre più avanzate e al passo con la rapida evoluzione del mercato digitale. Grazie alla gamma più completa di wallet, wearable e innovative payments, i nostri clienti possono scegliere liberamente e in ogni momento come, con quale strumento e su quale canale effettuare un pagamento”. (fongte immagine: Bancomat Spa).

Exposed, alle Gallerie d’Italia la forza intima di Carrie Mae Weems

Torino, 18 apr. (askanews) – Una fotografia che esce dalla cornice e diventa qualcosa di pi, diventa etica, impegno, identit, ma pure architettura e storia. Ci vuole forse un attimo di tempo per entrare davvero dentro la mostra di Carrie Mae Weems alle Gallerie d’Italia di Torino, ma una volta trovato il proprio passo possibile sentire in profondit la forza di un’artista a tutto tondo.

“Nella nostra testa all’inizio – ha detto ad askanews Antonio Carloni, vicedirettore delle Gallerie d’Italia di Torino – Carrie Mae doveva coprire quello che noi definiamo il tema dell’inclusione o della non-inclusione, perch poi lei parla di non-inclusione. Invece poi andando avanti con Sarah Meister ci siamo accorti che era la mostra di una vita, cio era la ricerca di una vita portata avanti da Carrie Mae su se stessa, sulle proprie origini, sulla propria famiglia, sul proprio essere donna di colore negli Stati Uniti, sul suo rapporto con il potere e con la spiritualit e con il femminismo”.

La mostra “The Heart of the Matter”, che parte di Exposed Torino Foto Festival, presenta anche un nuovo progetto, “Preach”, commissionato da Intesa Sanpaolo per questa esposizione. Che contiene, tra le cento fotografie, anche la famosa e magnifica “Kitchen Table Series”, cos carica di umanit, intimit, ma anche di una forza politica che pari a quella estetica. “Lei fa proprio questo lavoro – ha aggiunto Carloni – cio ha dei messaggi politici, che per racconta attraverso se stessa, li racconta attraverso la propria umanit e usa la fotografia come medium”.

E nella conferenza di presentazione della mostra Carrie Mae Weems si rivolta direttamente al pubblico. “Io credo – ha detto la fotografa – che tutti in questa stanza, sia che siate artisti, musicisti, giornalieri o avvocati o banchieri, siamo tutti esseri umani e in qualche modo cerchiamo noi stessi, cerchiamo di raggiungere la nostra umanit. Cerchiamo il modo di restare umani anche nelle situazioni difficili che dobbiamo affrontare ogni giorno”.

E pensare alle sue fotografie, che hanno senza dubbio anche una forza civile, in relazione alla storia delle battaglie per i diritti in confronto con l’attuale situazione che si vive negli Stati Uniti, le rende probabilmente ancora pi presenti e, in un certo senso, necessarie.

Meloni strappa ok Trump a incontro a Roma, ma su dazi non cambia idea

L’obiettivo minimo (ma forse anche massimo possibile) Giorgia Meloni l’ha raggiunto: Donald Trump ha accettato l’invito a fare una visita in Italia, e in quell’occasione potrebbe “considerare” di partecipare a un incontro con l’Unione europea. Però il tycoon non ha cambiato idea sui dazi che “ci stanno arricchendo”.

Sono le 12 quando la presidente del Consiglio varca il cancello della Casa Bianca. Trump la accoglie definendola “great person”. E’ il primo dei molti complimenti che rivolge a una “fantastica persona” che “sta facendo un ottimo lavoro” e con cui la “relazione è ottima”. L’incontro si apre con un pranzo di lavoro aperto alle delegazioni: dal lato americano del tavolo oltre al presidente (con bicchiere di Coca Cola) siedono il vice J.D. Vance, che domani vedrà Meloni a Roma, il consigliere per la sicurezza Michael Waltz, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il segretario alla Difesa Pete Hegseth; per l’Italia ci sono il consigliere diplomatico Fabrizio Saggio, il consigliere militare Franco Federici, l’ambasciatrice Mariangela Zappia. A sorpresa, la stampa viene fatta entrare per delle brevi dichiarazioni. La premier è visibilmente tesa, consapevole della posta in gioco e della difficoltà della riunione. “Io credo che potremmo raggiungere un accordo” sui dazi, dice, “sono qui proprio per questo”. Certo, precisa, “non posso fare un accordo nel nome dell’Unione europea, il mio scopo è invitare il presidente a un dialogo ufficiale con l’Italia e capire se, quando verrà, ci potrà essere anche un incontro con l’Unione europea”. Un invito che poi Trump accetta. Però, parlando dei dazi nello Studio Ovale, non rinnega la sua strategia: “No – risponde a un giornalista che gli chiede se Meloni gli abbia fatto cambiare idea – i dazi ci stanno arricchendo, stavamo perdendo tanti soldi con Biden, miliardi di dollari sul commercio, adesso la marea è cambiata”. Con la Ue, anche se non lo dice, sembra restare grande diffidenza. Quando un cronista gli chiede se conferma di considerare gli europei “parassiti”, la premier interviene dicendo che “non l’ha detto” e anche Trump fa mostra di stupore: “Non l’ho detto, non so di cosa state parlando”. Comunque, concede, “ci sarà al 100% un accordo sui dazi con l’Unione Europea”.

Altro tema al centro dell’incontro sono le spese per la difesa. La premier anticipa che al prossimo summit Nato, in programma a giugno, l’Italia annuncerà la volontà di “aumentare le spese al 2% come richiesto”. Troppo poco per il tycoon che la gela: “Non è mai abbastanza”. Per lui la ‘richiesta’ è già salita al 5% (anche se presumibilmente si accontenterà alla fine di un 3,5%). “L’Europa – assicura però lei – è impegnata a fare di più, sta lavorando sugli strumenti per aiutare gli Stati membri ad aumentare le spese per la difesa. Siamo convinti che tutti debbano fare di più”.

Nel lungo ‘spray’ – le dichiarazioni congiunte – allo Studio Ovale, qualche imbarazzo lo crea una domanda sull’Ucraina. Ai due viene chiesto conto del fatto che Trump dia sostanzialmente la colpa dell’inizio della guerra a Volodymyr Zelensky. Meloni, di fronte al suo interlocutore, si muove a disagio sulla sedia, consapevole di affrontare un tema estremamente scivoloso, ma mantiene il punto sulla posizione italiana. “Penso – ribadisce – che ci sia stata un’invasione e che l’invasore fosse Putin e la Russia. Ma oggi quello che è importante è che insieme vogliamo lavorare e stiamo lavorando per arrivare in Ucraina a una pace giusta e duratura. Sono sforzi su cui abbiamo condiviso anche oggi il nostro lavoro”. Da parte sua il presidente assicura che “non do la colpa al presidente Zelensky, ma non sono un suo fan”. Sicuramente, rivendica, “è una guerra che non sarebbe mai cominciata se fossi stato presidente. Ho parlato con Putin e mi ha detto che non l’avrebbe mai fatto”.

Sul tavolo del bilaterale, la premier mette interessi reciproci rilevanti, in primo luogo economici. “Le imprese italiane, come fanno da molti anni, investiranno qui nei prossimi anni circa 10 miliardi e questo mostra quanto siano interconnesse le nostre economie. Questo è molto importante, non si tratta solamente dell’Italia, si tratta dell’Europa”, spiega. Inoltre “l’Italia dovrà aumentare le importazioni di gas liquefatto” dall’America “e anche sul nucleare stiamo cercando di svilupparci e su questo dovremo lavorare insieme”. Anche di collaborazione in ambito aerospaziale hanno parlato i due, “ma non di Starlink” assicura la presidente del Consiglio. Glissa invece, evitando una domanda, sui rapporti strategici con la Cina, tema quantomai spinoso nei rapporti con Washington.

Piena sintonia sulla questione dei migranti, su cui il tyconn loda la sua interlocutrice. “Spero che l’Europa torni di nuovo grande – dice – oggi ha grandi problemi dovuti soprattutto all’immigrazione. Non sono un grande fan di come l’Europa ha affrontato la questione, dovrebbero farsi più furbi. La presidente Meloni ha assunto un atteggiamento di grande fermezza sull’immigrazione e auspico che molte più persone facciano come lei”. Lei ‘incassa’ il complimento e rivendica che “le cose stanno cambiando anche grazie a ciò che l’Italia ha fatto”.

La visita si conclude quindi nel segno di quello che la premier chiama “nazionalismo occidentale”, espressione forse non “corretta”, dice, se non nel senso che occorre “lavorare e rendere l’Occidente più forte” nel segno “dell’unità dell’Occidente” che deve parlare “francamente” e incontrarsi “a metà strada”, rafforzando “entrambe le sponde dell’Atlantico”. Con gli Usa che restano un “partner affidabile, altrimenti non sarei qua”.

La “special relationship” si è quindi consolidata? “L’Italia può essere il nostro miglior alleato in Europa, ma solo se Meloni resta il primo ministro”, scherza il presidente. Che sembra quindi promuovere il piano della premier. Almeno a parole. Poi nei suoi primi 100 giorni l’inquilino della Casa Bianca ha abituato a continui e repentini cambiamenti di prospettiva e quindi si dovrà vedere se la sintonia esibita oggi si tradurrà poi in risultati concreti.

La Voce del Popolo | Il mondo sull’ottovolante del presidente americano

L’andamento così erratico e scomposto di Trump, il suo delirio tra dazi che vanno e vengono, proclami che scappano di qua e di là, insulti che ritornano, doppiezze che si rincorrono l’un l’altra, può dar l’idea che tutte le destre del mondo siano come dissociate tra parole estreme e comportamenti più prudenti. Un po’ quello che ci è capitato di vedere anche dalle nostre parti, allorché dai banchi dell’opposizione si strillava contro l’Europa e si annunciavano blocchi navali e altre improbabili misure e poi l’indomani, dai banchi del governo, ci si disponeva a comportamenti assai meno dissennati. 

Temo che non si tratti di questo, invece. Non perché il presidente americano sia una figura politicamente coerente, tutt’altro. Ma perché, pur nell’infinito e scomposto vai e vieni di queste prime settimane, si intravedono due costanti sulle quali si può immaginare che egli insisterà. La prima è la durissima “confrontation” con la Cina, individuata ormai come l’avversario, anzi il nemico strategico. E la seconda è una sorta di assalto alla globalizzazione, dato che è evidente che l’attuale ordine internazionale non potrà reggere a tutti gli scossoni che la leadership americana sembra volergli infliggere. 

Su questi punti sembra proprio che Trump non intenda mollare. Nella convinzione che tutto questo sconquasso porterà benefici al suo Paese e gloria alla sua presidenza. Che poi il resto del mondo, trascinato su questo ottovolante, sia destinato a pagarne le conseguenze non sembra turbare più di tanto i sonni della attuale Casa Bianca.

[Articolo qui riproposto per gentile concessione del direttore del settimanale della Diocesi di Brescia]

Dibattito | La questione controversa del 18 aprile 1948

La lettura politica, culturale e storica del 18 aprile 1948 continua ad essere distorta. Per non dire strumentale ed interessata. Ci sono, al riguardo, varie letture che sono anche il frutto della confusione che attualmente caratterizza la politica italiana. Basti pensare, per fare un esempio di questi giorni, che un piccolo partito personale – quello di Italia Viva – pensa di essere il principale se non esclusivo erede del magistero politico di Alcide De Gasperi di un “partito di centro che guarda a sinistra”. Cioè un partito che si allea, oggi, con la sinistra populista e demagogica di Conte, quella radical/massimalista della Schlein e quella estremista ed ideologica del trio Fratoianni/Bonelli/Salis. Appunto, una contraddizione in sè che non merita ulteriori commenti.

Un secondo esempio lo possiamo ricavare direttamente dalla storiografia della sinistra italiana – quella più classica ed ufficiale – che legge il 18 aprile come una vittoria dello schieramento conservatore e di destra contro il “Fronte Popolare”, cioè la sinistra dell’epoca nel suo complesso.

Una lettura che nel corso degli anni è leggermente cambiata anche se ancora recentemente è stata riproposta sulle colonne del Corriere della Sera da un osservatore attento anche se politicamente schierato come Aldo Cazzullo.

In ultimo, e solo per citare le letture principali della storica vittoria del 18 aprile della Democrazia Cristiana, e quindi dell’intuizione politica degasperiana, è che da quel momento è partita nel nostro paese una prospettiva di centro sinistra. Come se il 18 aprile avesse segnato, quasi di diritto, l’esordio di una coalizione di centro sinistra che trova una perfetta corrispondenza con l’alleanza di sinistra e progressista contemporanea. Ora, se è a tutti evidente che il passato, soprattutto quello più lontano, non è replicabile in nessuna forma e in nessun modo, è altrettanto chiaro ed evidente che la storia non può sempre e solo essere manipolata e volgarmente strumentalizzata. 

Non è possibile, per entrare nello specifico, confondere la stagione degasperiana – quando si parla della vittoria del 18 aprile 1948 – con una prospettiva di centro sinistra. Stagione che, invece, è decollata in un secondo momento, dall’inizio degli anni ‘60 in poi, con l’alleanza con il Psi e l’ormai celebre “allargamento delle basi democratiche del nostro paese”. Ma per potere arrivare al ruolo del Pci – e penso a tutti coloro che confondono la sinistra culturale, politica, sociale e di governo con i comunisti o gli ex comunisti o i post comunisti – nella costruzione di una prospettiva politica di centro sinistra, dobbiamo aspettare gli inizi degli anni ‘90 con l’Ulivo e la liquidazione definitiva della cosiddetta prima repubblica. Altroché il centro sinistra antesignano di De Gasperi e la sua Democrazia Cristiana, quella Democrazia Cristiana. Per non parlare, com’è altrettanto ovvio ed evidente, dell’attuale sinistra sideralmente lontana da qualsiasi cultura di governo ed approccio riformista e liberale.

Ecco perché quando si parla del 18 aprile 1948, almeno per onestà intellettuale se non per rigore storico, occorre essere il più possibile corretti e coerenti con la vera storia politica del nostro paese. Perché continuando a confondere il magistero politico, culturale, istituzionale e di governo di Alcide De Gasperi con le categorie politiche contemporanee non solo si falsifica la storia del passato ma, quel che è peggio, si contribuisce anche a descrivere la stagione contemporanea con una lettura che non affonda le sue radici in quel passato, ma solo e soltanto nella propaganda qualunquista e volgare del presente.

Concilio di Nicea, Pasqua, Calendario: congiuntura per le Chiese cristiane

È un anno speciale il 2025 per le confessioni cristiane: il 20 aprile 2025 sia cattolici che ortodossi celebreremo la Pasqua nello stesso giorno. Una coincidenza provvidenziale nel calendario Gregoriano e nel calendario Giuliano. Il giubileo 2025 scandisce il tempo, rimanda a un dato storico, teologico, culturale: i 1700 anni dal Concilio di Nicea, convocato nel 325 dall’imperatore Costantino, in cui i Padri conciliari approvarono il Credo. A riguardo, Papa Francesco durante settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, del 25 gennaio 2025, ha ricordato che il Concilio di Nicea si impegnò a preservare l’unità della Chiesa

Nel Concilio si affrontarono innanzitutto questioni dottrinali, e la trattazione principale riguardò la lotta ad Ario e all’arianesimo che negava la divinità di Gesù. Il teologo Ario propugnava un rigido monoteismo, secondo il quale Cristo non può essere ‘Figlio di Dio’ in senso proprio, ma solo un essere intermedio che Dio usa nel relazionarsi all’essere umano. Il Concilio di Nicea condannò severamente, con determinazione questa posizione, poiché dottrina contraria alla fede, le cui affermazioni e descrizioni blasfeme, oltraggiavano il Figlio di Dio. Per dirimere la controversia ariana, i Padri conciliari rifiutarono il modello del monoteismo propagato da Ario, confermando il credo secondo cui Gesù Cristo, come Figlio di Dio, è consustanziale al Padre. Questa confessione è diventata la base della comune fede cristiana, essendosi svolto il Concilio di Nicea in un’epoca in cui la cristianità non era stata ancora lacerata dai numerosi scismi che si sarebbero verificati in seguito. Con il Concilio di Costantinopoli (381) si giunse, poi, a circoscrivere il contenuto della confessione di fede nello Spirito Santo e a formulare così il dogma della Divina Trinità come forma specificamente cristiana del monoteismo.

Oltre alla confessione cristologica, il Concilio si occupò di questioni disciplinari e canoniche, problemi e preoccupazioni pastorali della Chiesa all’inizio del IV secolo. Si trattò di questioni che riguardavano il clero, i conflitti giurisdizionali, i casi di apostasia e la situazione dei Novaziani, i cosiddetti “puri”, e dei seguaci di Paolo di Samosata, divulgatori della dottrina dell’adozionismo. La questione pastorale più importante che si affrontò fu quella della data della Pasqua, che era già controversa nella Chiesa primitiva, poiché esistevano datazioni diverse: alcuni cristiani, soprattutto in Asia Minore, celebravano sempre la Pasqua in concomitanza con la Pasqua ebraica il 14 del mese di nisan, indipendentemente dal giorno della settimana, per questo chiamati quartodecimani; altri cristiani, in Siria e in Mesopotamia, celebravano invece la Pasqua la domenica successiva alla Pasqua ebraica, per questo chiamati protopaschiti. In questa difficile situazione, il merito del Concilio di Nicea è aver posto la questione e cercato una regola uniforme.

È noto che dall’antichità ad oggi più calendari, si sono succeduti. La storia dell’uso del calendario, prima della riforma di Giulio Cesare, prevedeva il 13° mese, cosiddetto Mercedonio, intercalare dell’antico calendario romano -lunare-, di 27 giorni, mese poi eliminato. Subentrò il calendario Giuliano, istituito da Giulio Cesare nel 46 a. C. Per la realizzazione dello stesso, Cesare si servì delle competenze dell’astronomo Sosigene di Alessandria. La festa più sacra per i cristiani, la Pasqua, era complicata dal fatto che la resurrezione di Gesù ebbe luogo durante la Pasqua ebraica, che viene celebrata in conformità delle fasi lunari del calendario ebraico. Ne consegue che, rispetto al calendario solare di Cesare, la data della Pasqua cristiana, è destinata a non essere fissa ma a variare di anno in anno. A Nicea, durante il Concilio, a causa anche di un crescente antisemitismo tra i cristiani non ebrei, si stabilì di legare la resurrezione di Cristo al calendario di Cesare, utilizzando l’equinozio di primavera come riferimento fisso per la determinazione della Pasqua cristiana. E si stabilì: la Pasqua cadrà la prima domenica successiva al primo plenilunio, dopo l’equinozio di primavera. Nel 325 Costantino, durante Concilio ecumenico, pone l’intento di unificare la data della Pasqua, e quell’anno venne fissata il 25 aprile. La Pasqua varia tra il 21 marzo e il 25 aprile perché deve tener conto di tre fattori: l’equinozio di primavera; il 14 della prima luna, memoria della Pasqua ebraica; la domenica, memoria della resurrezione di Gesù.

Costantino lascia, così, una importante traccia nel calendario Giuliano, con tre integrazioni: introduzione della domenica come giorno festivo; il riconoscimento ufficiale di festività cristiane in date prefissate, come il Natale, che i cristiani iniziano a festeggiare solo intorno al IV scolo d. C.; l’innesto della celebrazione della Pasqua non officiata in una data fissa, e non sappiamo quando i discepoli di Gesù abbiano cominciato a celebrare la loro Pasqua.

Una nuova situazione venne a prodursi nella storia del cristianesimo nel XVI secolo, in seguito anche al Concilio di Trento (1545-1563), che fu convocato come risposta alla riforma protestante e produsse la controriforma, cioè l’insieme di misure di rinnovamento spirituale, teologico, liturgico. Si discusse dell’esigenza di un nuovo Calendario, ancor più perché la festività della Pasqua, si stava progressivamente spostando oltre primavera. Ecco che divenne pregnante pensare a una riforma del calendario. E, il Giubileo indetto con la Bolla “Dominus ac Redemptoris” del 1575 fu una felice occasione per Papa Gregorio XIII, di attuare la riforma del calendario. Fu proprio nel 1575, infatti, che istituì una Commissione incaricata di risolvere il problema. Fu considerata la proposta presentata da Antonio Lilio per conto del fratello Luigi Lilio che nel frattempo era morto. La Commissione nel 1577 redasse il Compendium che fu inviato ai principi cristiani, affinché ponessero la proposta di progetto di Luigi Lilio al vaglio degli studiosi delle università europee. Il 24 febbraio del 1582 Gregorio XIII promulgò la riforma del calendario, attraverso la bolla Inter gravissima, lo stesso fu emendato il 4 ottobre del 1582. Il libro di Luigi Lilio è rimasto manoscritto ad oggi introvabile. Perdurano interrogativi che non determinano esaustiva conoscenza del misterioso personaggio Luigi Lilio, e del fratello Antonio: origine, vita e morte rimangono una quaestio disputanda cui la storia ancora deve dare risposta e sussistono quattro questioni argomentate dalla sottoscritta, cui rimando, da dirimere, e che ad oggi mantengono Luigi Lilio un matematico mistero da risolvere, come anche il Prof. E. Mezzi evidenziò studiando prima di altri l’argomento. 

Con la riforma del calendario Gregoriano, la Pasqua si celebra sempre la domenica successiva al primo plenilunio di primavera. La conseguenza di questa decisione fu che, da allora, le Chiese in Occidente calcolano la data di Pasqua secondo tale calendario, mentre le Chiese in Oriente continuano a celebrare la Pasqua secondo il calendario Giuliano, che era usato in tutta la Chiesa prima della riforma del calendario Gregoriano, sul quale si era basato il Concilio di Nicea.

Ergo: l’anniversario del Concilio di Nicea, incastonato nell’Anno Santo 2025, rappresenta una grande opportunità di coesione da cogliere per tutti i cristiani che recitano lo stesso Credo, e credono nello stesso Dio, tanto più che in questo anno 2025 le Chiese in Oriente e in Occidente potranno nuovamente celebrare insieme la Pasqua nello stesso giorno, ovvero il 20 aprile. Si è chiamati a riscoprire, con verità, le radici comuni della fede, anelare l’unità con i fratelli d’oriente. Al contempo, è da tenere ben chiaro che le questioni politiche, troppe volte veicolate da interessi altri, capaci anche di eludere o confondere, devono stare distanti da quelle religiose poiché la storia articola, e in bellezza, un tempo aureo, di grazia.

Libri | Chi era Ernesto Buonaiuti? Definirlo modernista non basta

Nonostante siano ormai trascorsi ottant’anni dalla morte e cento dalla scomunica, Ernesto Buonaiuti (Roma, 1881-1946) è ancora una figura divisiva. Eretico o profeta, ribelle o santo, giudizi contrastanti ed estremi basati sul medesimo presupposto: l’associazione pressoché esclusiva tra Buonaiuti e il modernismo.
Ma Buonaiuti è stato molto più che un modernista. L’adesione a questo movimento segna solo la prima fase della sua lunga attività, caratterizzata da quello spirito critico e polemico tipico degli anni giovanili; col trascorrere del tempo la sua riflessione acquista spessore e profondità per poi assumere, negli anni della piena maturità, un tono mistico e spirituale.
Una ricchezza di contenuti, tuttavia, non facilmente accessibile, considerato che l’imponente letteratura primaria è ancora in buona parte in edizione originale e quella secondaria è adatta a un pubblico di lettori piuttosto selezionato.
Questo libro vuole offrire una visione d’insieme della vita e dell’opera di Ernesto Buonaiuti, mettendo in parallelo le sue tormentate vicende personali e le differenti fasi evolutive del suo pensiero: a una prima parte biografica, costruita sulla traccia della sua autobiografia Pellegrino di Roma, segue una seconda parte antologica, composta da una selezione di brani estesa a tutto l’arco temporale la sua attività. Un libro, quindi, che consente di conoscere Buonaiuti attraverso Buonaiuti; un uomo e un prete che ha speso tutta la sua vita in un’incessante ricerca del Regno di Dio.

“La Chiesa, società spirituale di tutti coloro che hanno attinto dal Vangelo e  hanno ritrovato nella sua trasmissione storica il viatico del loro pellegrinaggio nel mondo, non è rinchiusa nell’ambito di una generazione e di un’epoca. Essa spazia nel tempo e supera le barriere della morte. Chi lavora, nelle lacrime e nella rassegnazione, all’edificazione di un più alto organismo di fede e di cultura, può pensare che il suo contributo potrà trovare nei futuri una valutazione rivendicatrice.” (Ernesto Buonaiuti)

Scheda dell’editore

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Meloni strappa ok Trump a incontro a Roma, ma su dazi non cambia idea

Washington, 17 apr. (askanews) – L’obiettivo minimo (ma forse anche massimo possibile) Giorgia Meloni l’ha raggiunto: Donald Trump ha accettato l’invito a fare una visita in Italia, e in quell’occasione potrebbe “considerare” di partecipare a un incontro con l’Unione europea. Però il tycoon non ha cambiato idea sui dazi che “ci stanno arricchendo”.

Sono le 12 quando la presidente del Consiglio varca il cancello della Casa Bianca. Trump la accoglie definendola “great person”. E’ il primo dei molti complimenti che rivolge a una “fantastica persona” che “sta facendo un ottimo lavoro” e con cui la “relazione è ottima”. L’incontro si apre con un pranzo di lavoro aperto alle delegazioni: dal lato americano del tavolo oltre al presidente (con bicchiere di Coca Cola) siedono il vice J.D. Vance, che domani vedrà Meloni a Roma, il consigliere per la sicurezza Michael Waltz, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il segretario alla Difesa Pete Hegseth; per l’Italia ci sono il consigliere diplomatico Fabrizio Saggio, il consigliere militare Franco Federici, l’ambasciatrice Mariangela Zappia. A sorpresa, la stampa viene fatta entrare per delle brevi dichiarazioni. La premier è visibilmente tesa, consapevole della posta in gioco e della difficoltà della riunione. “Io credo che potremmo raggiungere un accordo” sui dazi, dice, “sono qui proprio per questo”. Certo, precisa, “non posso fare un accordo nel nome dell’Unione europea, il mio scopo è invitare il presidente a un dialogo ufficiale con l’Italia e capire se, quando verrà, ci potrà essere anche un incontro con l’Unione europea”. Un invito che poi Trump accetta. Però, parlando dei dazi nello Studio Ovale, non rinnega la sua strategia: “No – risponde a un giornalista che gli chiede se Meloni gli abbia fatto cambiare idea – i dazi ci stanno arricchendo, stavamo perdendo tanti soldi con Biden, miliardi di dollari sul commercio, adesso la marea è cambiata”. Con la Ue, anche se non lo dice, sembra restare grande diffidenza. Quando un cronista gli chiede se conferma di considerare gli europei “parassiti”, la premier interviene dicendo che “non l’ha detto” e anche Trump fa mostra di stupore: “Non l’ho detto, non so di cosa state parlando”. Comunque, concede, “ci sarà al 100% un accordo sui dazi con l’Unione Europea”.

Altro tema al centro dell’incontro sono le spese per la difesa. La premier anticipa che al prossimo summit Nato, in programma a giugno, l’Italia annuncerà la volontà di “aumentare le spese al 2% come richiesto”. Troppo poco per il tycoon che la gela: “Non è mai abbastanza”. Per lui la ‘richiesta’ è già salita al 5% (anche se presumibilmente si accontenterà alla fine di un 3,5%). “L’Europa – assicura però lei – è impegnata a fare di più, sta lavorando sugli strumenti per aiutare gli Stati membri ad aumentare le spese per la difesa. Siamo convinti che tutti debbano fare di più”.

Nel lungo ‘spray’ – le dichiarazioni congiunte – allo Studio Ovale, qualche imbarazzo lo crea una domanda sull’Ucraina. Ai due viene chiesto conto del fatto che Trump dia sostanzialmente la colpa dell’inizio della guerra a Volodymyr Zelensky. Meloni, di fronte al suo interlocutore, si muove a disagio sulla sedia, consapevole di affrontare un tema estremamente scivoloso, ma mantiene il punto sulla posizione italiana. “Penso – ribadisce – che ci sia stata un’invasione e che l’invasore fosse Putin e la Russia. Ma oggi quello che è importante è che insieme vogliamo lavorare e stiamo lavorando per arrivare in Ucraina a una pace giusta e duratura. Sono sforzi su cui abbiamo condiviso anche oggi il nostro lavoro”. Da parte sua il presidente assicura che “non do la colpa al presidente Zelensky, ma non sono un suo fan”. Sicuramente, rivendica, “è una guerra che non sarebbe mai cominciata se fossi stato presidente. Ho parlato con Putin e mi ha detto che non l’avrebbe mai fatto”.

Sul tavolo del bilaterale, la premier mette interessi reciproci rilevanti, in primo luogo economici. “Le imprese italiane, come fanno da molti anni, investiranno qui nei prossimi anni circa 10 miliardi e questo mostra quanto siano interconnesse le nostre economie. Questo è molto importante, non si tratta solamente dell’Italia, si tratta dell’Europa”, spiega. Inoltre “l’Italia dovrà aumentare le importazioni di gas liquefatto” dall’America “e anche sul nucleare stiamo cercando di svilupparci e su questo dovremo lavorare insieme”. Anche di collaborazione in ambito aerospaziale hanno parlato i due, “ma non di Starlink” assicura la presidente del Consiglio. Glissa invece, evitando una domanda, sui rapporti strategici con la Cina, tema quantomai spinoso nei rapporti con Washington.

Piena sintonia sulla questione dei migranti, su cui il tyconn loda la sua interlocutrice. “Spero che l’Europa torni di nuovo grande – dice – oggi ha grandi problemi dovuti soprattutto all’immigrazione. Non sono un grande fan di come l’Europa ha affrontato la questione, dovrebbero farsi più furbi. La presidente Meloni ha assunto un atteggiamento di grande fermezza sull’immigrazione e auspico che molte più persone facciano come lei”. Lei ‘incassa’ il complimento e rivendica che “le cose stanno cambiando anche grazie a ciò che l’Italia ha fatto”.

La visita si conclude quindi nel segno di quello che la premier chiama “nazionalismo occidentale”, espressione forse non “corretta”, dice, se non nel senso che occorre “lavorare e rendere l’Occidente più forte” nel segno “dell’unità dell’Occidente” che deve parlare “francamente” e incontrarsi “a metà strada”, rafforzando “entrambe le sponde dell’Atlantico”. Con gli Usa che restano un “partner affidabile, altrimenti non sarei qua”.

La “special relationship” si è quindi consolidata? “L’Italia può essere il nostro miglior alleato in Europa, ma solo se Meloni resta il primo ministro”, scherza il presidente. Che sembra quindi promuovere il piano della premier. Almeno a parole. Poi nei suoi primi 100 giorni l’inquilino della Casa Bianca ha abituato a continui e repentini cambiamenti di prospettiva e quindi si dovrà vedere se la sintonia esibita oggi si tradurrà poi in risultati concreti.

Meloni: con Trump confronto leale e costruttivo, Italia protagonista

Washington, 17 apr. (askanews) – “Lavorare insieme per costruire un Occidente più forte. Oggi a Washington ho incontrato il Presidente Donald Trump. Un confronto leale e costruttivo su temi strategici: dalla sicurezza alla difesa, dalla lotta all’immigrazione illegale ai rapporti commerciali. Ho colto l’occasione per invitarlo a Roma, e sono lieta che abbia accettato. Sarà un’ulteriore occasione per rafforzare il dialogo tra le nostre Nazioni”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“L’Italia – aggiunge – è sempre più protagonista in uno scenario internazionale che cambia rapidamente. E oggi, anche grazie al lavoro fatto in questi anni, il nostro punto di vista viene ascoltato e rispettato. Il legame tra Italia e Stati Uniti resta solido, vitale e decisivo per affrontare insieme le grandi sfide globali”.

“L’amore in teoria”, Maupas: c’ bisogno di educazione sentimentale

Roma, 17 apr. (askanews) – Venti anni fa Luca Lucini esord con “Tre metri sopra il cielo” e oggi con “L’amore in teoria”, nei cinema dal 24 aprile, torna a raccontare il primo amore e quei ventenni che sono completamente cambiati in molte cose, anche nell’approccio ai sentimenti. Il protagonista, interpretato da Nicolas Maupas, un ragazzo studioso e gentile, innamorato di una ragazza che lo sfrutta, interpretata da Caterina De Angelis, che dopo esperienze spiacevoli scopre che deve volgere lo sguardo altrove.

Maupas ha detto: “Nello spaesamento della nostra generazione forse c’ il fatto che ci sono tante possibilit oggi e soprattutto ci sono tante possibilit che non sono ancora completamente accettate, quindi avere qualcosa che raggiungibile ma avere delle persone in mezzo che rendono difficile questo raggiungimento finale, pu creare dello spaesamento”.

Tra questi ventenni c’ molta pi libert, ruoli meno rigidi, forse meno romanticismo e pi paure, sicuramente la necessit di imparare a gestire le emozioni, anche attraverso una educazione sentimentale, come dice il protagonista nel film.

“Siamo arrivati alla consapevolezza che ci sia la necessit di un’educazione sentimentale perch abbiamo capito che i sentimenti, alla fine, nonostante siano una cosa estremamente innata e naturale hanno ancora bisogno di uno studio, come se fossero una materia scolastica, appunto. – ha detto l’attore – E credo sia un grande traguardo ammettere la necessit di questa educazione”.

Funivia del Faito, precipita cabina: 4 morti e i ferito gravissimo

Milano, 17 apr. (askanews) – Milano, 17 apr. (askanews) – E’ di 4 morti e 1 ferito gravissimo il bilancio dell’incidente avvenuto sulla Funivia del Faito, impianto che collega comuni vesuviani di Castellammare di Stabia, Vico Equense e Pimonte. La cabina a monte è precipiata con a bordo 5 persone: 4 turisti (due coppie) e un tecnico dell’impianto. La cabina a valle è invece rimasta sospesa ma tutti i 9 passeggeri a bordo sono stati portati in salvo dai soccorritori.

Sul posto dell’incidente sono giunti oltre 50 vigili del fuoco che hanno estratto dalla cabina tre vittime e un ferito in condizioni gravissime, trasportato in elisoccorso in ospedale in condizioni gravissime. La quinta persona a bordo della cabina precipitata è inizialmente risultata dispersa, poi è stata stata ritrovata senza vita. Tutte le operazioni sono state rese difficoltose dalle pessime condizioni metereologiche.

A provocare la tragedia sarebbe stata la rottura di un cavo di trazione dell’impianto. “Non abbiamo indicazioni sulla dinamica e sulle cause dell’incidente – ha evidenziato il portavoce dei vigili del Fuoco, Luca Cari, intervistato da SkyTg24 -. Siamo concentrati sulle operazioni di soccorso”.

Bce taglia ancora i tassi, mentre Fed resta ferma (e Trump sbotta)

Roma, 17 apr. (askanews) – La Banca centrale europea ha nuovamente tagliato i tassi di interesse di riferimento dell’area euro. E pur senza sbilanciarsi a dare alcuna indicazione sulle sue mosse future, ha fornito elementi che alimentano le aspettative dei mercati su ulteriori riduzioni. Come ampiamente atteso, ha ridotto i tassi nella misura di 0,25 punti percentuali, con cui il principale riferimento, che resta il tasso sui depositi, scende al 2,25 per cento (a decorrere dal 23 aprile). Si tratta del valore più basso dal febbraio del 2023, quando lo stesso tasso dal 2% era stato alzato al 2,50%.

La mossa è collegata agli effetti attesi dai dazi Usa. “Le prospettive di espansione si sono deteriorate”, recita infatti il comunicato diffuso al termine del Consiglio direttivo. In merito all’effetto di queste misure, alla Bce “sappiamo che è uno shock di domanda negativo e possiamo anticipare che avrà un certo impatto sulla crescita. Ma l’impatto netto sull’inflazione diventerà chiaro solo nel corso del tempo”, ha spiegato la presidente Christine Lagarde.

La decisione di oggi è stata unanime. Lagarde ha riferito che sono state “dibattute” diverse “opzioni” ma che nessuno ha chiesto un taglio più consistente. Una linea cauta che riflette l’elevata incertezza del quadro e la volontà di mantenere quella che ha chiamato “agilità”. Il Consiglio monetario si ritroverà, come di consueto, tra sei settimane. “E ci saranno tante decisioni che si verificheranno nelle prossime settimane e mesi, che saranno rilevanti per capire se si andrà in una direzione o nell’altra, ma direi – ha ribadito – che l’impatto netto sull’inflazione diventerà più chiaro nel corso del tempo”.

Soprattutto, alla riunione del 4 e 5 giugno verranno aggiornate le previsioni economiche della stessa Bce. Per allora è ipotizzabile che parte dell’incertezza legata al braccio di ferro con gli Usa sui dazi sarà diradata. La Bce si vuole lasciare aperta ogni opzione e ribadisce che il Consiglio non si vincola ad alcun percorso predeterminato sui tassi. Ma intanto i mercati nutrono l’aspettativa che i tagli proseguano fino a portare il tasso sui depositi attorno all’1,50% per fine anno.

A Lagarde sono state poi rivolte diverse domande sullo scontro a distanza tra il suo omologo alla Federal Reserve, Jerome Powell, e il presidente Usa Donald Trump.

Ieri sera Powell ha nuovamente escluso per l’immediato un taglio dei tassi, rilevando che con ogni probabilità i dazi commerciali imposti da Trump causeranno aumenti dell’inflazione, quantomeno su base temporanea, e meno crescita economica, situazione che complica le decisioni di politica monetaria (dato che contro la prima servirebbe più rigore, per la seconda invece più allentamento).

Trump non l’ha presa bene. Poche ore dopo ha pubblicato un commento al vetriolo via social: “Jerome ‘Troppo Lento’ Powell sbaglia ed è sempre in ritardo”. Il presidente ha rivendicato che da quando è entrato in carica l’inflazione negli Usa è calata e che la Fed “avrebbe dovuto tagliare i tassi molto tempo fa. Il mandato di Powell – ha scritto Trump – non terminerà mai abbastanza in fretta”. (Il mandato di Powell si conclude a maggio 2026). Il prossimo direttorio della Fed (Fomc) si svolgerà tra tre settimane, il 6 e 7 maggio, e al momento non sono attesi ritocchi ai tassi.

A Lagarde è stato chiesto se queste dichiarazioni non sollevassero timori sull’indipendenza della Fed. “Lasciatemi dire in modo molto chiaro che ho un grandissimo rispetto per il mio collega e amico Jay Powell. Abbiamo una relazione molto solida tra banche centrali. Penso che questa relazione sia decisiva per avere una infrastruttura solida – ha affermato – in cui assicurare che ci sia stabilità”.

“Abbiamo dimostrato in passato che possiamo operare sulla base di consultazioni e su comprensione dei rischi finanziari e sono certa che continueremo a farlo in maniera immutata”, ha aggiunto, in particolare agli accordi di interscambio valutario (swap) che la Fed ha con la Bce e altre quattro grandi banche centrali. Ieri Powell aveva spiegato che La Fed intende mantenere questi accordi, che servono anche a sostenere i finanziamenti in dollari e il ruolo internazionale del dollaro.

In generale, da quando Trump si è reinsediato, le istituzioni Ue sono in stato di agitazione, alimentata anche dalle sparate “guascone” del tycoon. Una di queste – voler utilizzare le stablecoin denominate in dollari per rafforzare il ruolo di valuta globale di riserva del biglietto verde – è stata presa a pretesto da Bce e Bruxelles per rilanciare il pressing su un dossier che viene portato avanti da tempo: l’euro digitale, una versione della valuta della banca centrale adattata all’era attuale (Cbdc).

Secondo Lagarde sulle stablecoin in Europa “abbiamo regolamentazioni in vigore, la Mica, che è efficace ed è attualmente sotto revisione e consultazione per possibili miglioramenti. Sono contenta perché stiamo fronteggiando costanti evoluzioni su questi sistemi di pagamento e su queste stablecoin, che metterei in una categoria molto separata dalle cripto: le Stablecoin sono un animale diverso”, ha affermato oggi.

La presidente Bce ha fatto notare che il comunicato del Consiglio menziona per la prima volta l’euro digitale, sollecitando nuovamente il Parlamento Ue ad adottare rapidamente una legislazione che ne consentirebbe l’adozione. “C’è chiaramente una accelerazione sull’euro digitale”, ha detto. L’obiettivo della Bce, secondo cui questo progetto serve a preservare la sovranità monetaria Ue, sarebbe quello di completare l’attuale fase “preparatoria” per il prossimo ottobre e, previa legislazione Ue, decidere di avviare la fase finale di lancio dell’euro digitale, che richiederebbe altri 2 anni o poco più.

Il tema potrebbe essere oggetto di ulteriori attriti. Si tratterebbe di procedere alla creazione di una valuta digitale della banca centrale in un sistema monetario globale che resta sostanzialmente basato sul dollaro. Questo mentre negli Usa nella maggioranza repubblicana vi sono diffuse diffidenze o aperte ostilità verso le Cbdc, ritenute strumenti che si prestano al controllo pubblico delle popolazioni. Tanto che l’amministrazione Trump ha emesso un ordine esecutivo in cui “allo scopo di proteggere gli americani dai rischi delle Cbdc” viene letteralmente vietato alla Fed di “emettere, far circolare o utilizzare” valute digitali di banche centrali. (di Roberto Vozzi). (Fonte immagine: ECB 2025).

Meloni: Italia pi 2% spesa Nato. Trump a giornalisti: mai abbastanza

Washington, 17 apr. (askanews) – “L’Italia sta per annunciare al prossimo summit Nato che aumenter le spese al 2% come richiesto”: lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte con il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca. “Non mai abbastanza”, ha aggiunto Trump. Per Meloni “L’Europa impegnata a fare di pi, sta lavorando sugli strumenti per consentire e aiutare gli Stati membri ad aumentare le spese per la difesa. Siamo convinti che tutti debbano fare di pi”.

Meloni: Usa partner affidabile, Occidente sia unito

Washington, 17 apr. (askanews) – “Sono qui per lavorare e rendere l’Occidente più forte, credo nell’unità dell’Occidente, dobbiamo semplicemente parlare e arrivare a dei risultati, e trovarci nel miglior punto intermedio per crescere insieme è per questo che sono qua”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte con Donald Trump.

“Se non pensassi che gli Usa sono un partner affidabile non sarei qua”, ha aggiunto rispondendo a un giornalista che chiedeva se per l’Ue gli Usa sono ancora un alleato.

Covi, Cagliari pronta a ospitare Joint Stars: esercitazione interforze

Roma, 17 apr. (askanews) – Cagliari è pronta ad accogliere la Joint Stars 2025. Pianificata e condotta dal Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI), la JOST è l’esercitazione nazionale interforze più importante della Difesa, alla quale partecipano tutte le Forze Armate italiane, le Agenzie e i Corpi Armati dello Stato.

Questa mattina, presso l’Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, in via Roma a Cagliari, si è svolta la conferenza stampa di presentazione dell’esercitazione e del progetto “Joint Stars for Charity”.

La JOST, infatti, non sarà dedicata unicamente all’addestramento delle donne e degli uomini in uniforme; in parallelo, sono state promosse diverse iniziative di beneficenza, di inclusione sociale e sportive che coinvolgeranno le istituzioni locali, la cittadinanza di Cagliari, il tessuto imprenditoriale e del volontariato sardo.

Presenti alla conferenza: il Consulente alla sanità della Regione autonoma Sardegna, Dott. Daniele Cocco, in rappresentanza dell’Assessore dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale, Armando Bartolazzi; il Presidente del consiglio comunale di Cagliari, Marco Benucci; il Dott. Raimondo Pinna; il capo del cerimoniale del COVI, Tenente Colonnello Domenico Veliani; il responsabile della comunicazione del Comando Operativo di Vertice Interforze, Tenente Colonnello Gianfilippo Cambera, moderatore della conferenza.

Gli eventi in programma si svolgeranno sabato 10 e domenica 11 maggio.

A bordo di Nave Trieste, ormeggiata al molo “Rinascita” del porto di Cagliari, medici e infermieri militari e della ASL effettueranno screening sanitari gratuiti per i bambini a partire dalle 9.00 di sabato. In serata, la nuova unità navale della Marina Militare ospiterà il concerto della Banda Interforze, con una raccolta fondi per l’acquisto di due posti letto per il reparto di terapia intensiva pediatrica dell’ARNAS “G. Brotzu” di Cagliari.

Domenica mattina, invece, avrà luogo la manifestazione podistica “IX Karalis 10”, organizzata dall’associazione ONLUS “Insieme contro il dolore” e dalla A.S.D. Nuova Atletica Sardegna. Sul molo “Ichnusa”, ci sarà anche la possibilità di acquistare i biglietti per il “pasta party”, per gustare un ottimo piatto di pasta presso l’area allestita all’interno del Comando Marittimo Autonomo Ovest, grazie a cuochi militari e a uno degli importanti sponsor della manifestazione. Prodotti agro-alimentari potranno essere acquistati anche presso gli stand di Coldiretti Cagliari e parte del ricavato andrà in beneficenza. Partecipa al progetto anche l’Agenzia regionale Fo.Re.STAS, che distribuirà ai cittadini, gratuitamente, 1.500 piantine di macchia mediterranea.

Per chiudere, alle 16.30 di domenica andrà in scena, all’ospedale San Michele dell’ARNAS “G. Brotzu”, lo spettacolo musicale per bambini “Pierino e il Lupo” e, nell’occasione, saranno donati giocattoli e materiali didattici ai piccoli pazienti in cura.

Gli eventi legati al progetto “Joint Stars for Charity” si svolgeranno sotto il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna e del Comune di Cagliari e grazie alla generosità di importanti aziende, come Terna Driving Energy, Amazon, Barilla, Medea, Leonardo, MBDA, Reale Foundation, UniCredit, Conad, RWM Italia, Fondazione Grimaldi e Poste Italiane.

Meloni a Trump: parliamo francamente e troviamoci a metà strada

Washington, 17 apr. (askanews) – “Voglio invitare il presidente Trump in visita ufficiale in Italia e capire se c’è la possibilità quando viene di organizzare un incontro con l’Ue. Penso che la cosa migliore sia parlare francamente dei bisogni di parlare francamente dei bisogni ciascuno ha e trovarci a metà strada. Sono sicuro che insieme siamo più forti, sono qui per cercare la strada migliore per renderci entrambi più forti sulle due sponde dell’atlantico”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte con il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca.

Meloni-Trump: premier, rafforzare entrambe sponde Atlantico saremo più forti

Roma, 17 apr. (askanews) – “Sono sicura che potremo diventare più forti, sono qui per trovare il modo migliore per renderci più forti”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni rispondendo alle domande dei giornalisti durante l’incontro con il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca.

“Possiamo trovare un terreno di intesa, non sono favorevole al nazionalismo occidentale ma entrambi possiamo uscire più forti, vogliamo rafforzare entrambe le sponde dell’Atlantico” ha aggiunto Meloni riguardo alla difesa e all’innalzamento delle spese militari al 2%.

Pink Floyd Legend The Wall Live, 5 date a Roma e una a Milano

Roma, 17 apr. (askanews) – Mancano poco meno di tre settimane ai cinque concerti a Roma di The Wall, il celebre concept album che per 5 giorni consecutivi verrà messo in scena dai Pink Floyd Legend come una vera e propria opera rock dal vivo in cui musica, teatro e immagini si fondono in un’unica grande esperienza multisensoriale.

Sul palco del Teatro Olimpico, dal 7 all’11 maggio 2025, prenderà vita la costruzione – e la distruzione – in tempo reale del leggendario muro, elemento centrale della narrazione dell’opera, che, unito a performer, proiezioni in video mapping, costumi e scenografie, ispirati fedelmente ai tour originali dei Pink Floyd e di quelli più recenti di Roger Waters.

A grande richiesta, il viaggio di The Wall proseguirà a Milano: da oggi sono aperte le prevendite per la data del 22 settembre 2025 al Teatro degli Arcimboldi, che segnerà il ritorno dei Legend nel capoluogo lombardo dopo i successi dei tour di Animals, Atom Heart Mother e The Dark Side of the Moon.

In occasione dei concerti, prende il via una promozione speciale riservata al pubblico dei Legend: dal 24 al 30 aprile sarà proiettato nei cinema e negli IMAX® il leggendario film-concerto “Pink Floyd at Pompeii – MCMLXXII”, diretto da Adrian Maben, restaurato in 4K e Dolby Atmos, con audio rimasterizzato da Steven Wilson (elenco sale su nexostudios.it). Grazie alla collaborazione con Nexo Studios, sarà attivo uno sconto incrociato: mostrando al botteghino del cinema un biglietto per i concerti di The Wall (Roma o Milano) si otterrà uno sconto sul film; viceversa, chi presenterà il biglietto del film potrà usufruire di uno sconto sull’acquisto dei concerti. Un’occasione unica per vivere l’universo Pink Floyd in due forme diverse ma complementari: dal palco al grande schermo, tra spettacolo dal vivo e memoria storica, per un’esperienza totale dedicata a una delle opere più significative del rock. Pink Floyd At Pompeii – MCMLXXII è distribuito in esclusiva per l’Italia da Nexo Studios. Il 2 maggio uscirà l’album live PINK FLOYD AT POMPEII – MCMLXXII (Legacy Recording / Sony Music) in CD, audio digitale, e – per la prima volta – in Dolby Atmos e in vinile. PINK FLOYD AT POMPEII – MCMLXXII sarà disponibile anche in Blu-Ray e in DVD.

I Pink Floyd Legend – Fabio Castaldi (voce e basso), Alessandro Errichetti (voce e chitarre), Simone Temporali (voce e tastiere) ed Emanuele Esposito (batteria) – con gli oltre 150.000 spettatori negli ultimi cinque anni, sono considerati da pubblico e critica la formazione più rappresentativa del panorama floydiano per la qualità, l’intensità e la fedeltà delle loro interpretazioni. Sui palchi di Roma e Milano al loro fianco anche Manfredi Roberti al basso, Daphne Nisi Mete e Giorgia Zaccagni alle voci e l’Anonima Armonisti ai cori. I biglietti per i concerti di The Wall – produzione firmata da Gilda Petronelli per Menti Associate, con la collaborazione del Teatro Olimpico e del Teatro degli Arcimboldi – sono disponibili su Ticketone.it, teatroolimpico.it, teatroarcimboldi.it e presso i rispettivi botteghini.

Birrificio Angelo Poretti, talk istituzionale Carlsberg Italia

Roma, 17 apr. (askanews) – In occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy – promossa dal MIMIT- Carlsberg Italia ha ospitato presso il suo Birrificio Angelo Poretti un talk istituzionale per discutere con esperti del settore, istituzioni e giovani studenti, dello stato di salute dell’agricoltura, dal momento che la birra anzitutto un prodotto agricolo perch le sue principali materie prime (orzo, malto, luppolo…) vengono da aziende agricole e il modo in cui queste aziende sono gestite ha un impatto importante sul pianeta.

Un quadro che ha spinto il Gruppo Carlsberg a impegnarsi per promuovere un sistema agricolo pi resiliente e il pi possibile locale attraverso una leva strategica precisa, l’agricoltura rigenerativa, una pratica che ha l’obiettivo di preservare e ripristinare la salute del suolo, mettendo al primo posto la biodiversit e aumentando l’efficienza idrica. Ad aprire i lavori Olivier Dubost, Managing Director di Carlsberg Italia, che ha sottolineato l’impegno concreto a sostegno del Made in Italy che Carlsberg fornisce attraverso il Birrificio Angelo Poretti contribuendo a creare oltre 6.000 posti di lavoro nel sistema Paese. A parlare dello stato dell’arte dell’agricoltura in Italia tra politica e ricerca sono intervenuti il Presidente della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, on. Mirco Carloni con un video-messaggio, Maria Chiara Gadda, Vicepresidente della XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e il dott. Andrea Rocchi, Presidente del CREA. Alla luce dello stretto legame tra Carlsberg e la Danimarca, sua terra di origine, hanno partecipato al talk anche Anette Christiansen, Capo Affari Ambientali del Consiglio per l’Agroalimentare Danese e Francesca Zaccarelli, AgriFood Senior Expert dell’Ambasciata di Danimarca che hanno parlato di buone pratiche danesi. Sul tema sostenibilit e materie prime locali sono intervenuti Christian Garavaglia, Docente di Economia presso l’Universit degli Studi di Milano-Bicocca e Consigliere Regione Lombardia e Serena Savoca, Marketing & Corporate Affairs Director di Carlsberg Italia che ha concluso l’incontro sottolineando che l’obiettivo di Carlsberg di ottenere il 30% dell’approvvigionamento delle materie prime da pratiche agricole rigenerative entro il 2030, per arrivare al 100% entro il 2040.

Meloni-Trump,Conte: Governo irresponsabile spinge spesa militare

Roma, 17 apr. (askanews) – “Un Governo che pochi giorni fa non ha trovato 6 milioni di euro per la prevenzione del tumore al seno, che è impantanato sul contrasto delle liste di attesa negli ospedali, che taglia il personale della scuola e le misure contro la povertà oggi ci dice – per bocca del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – che faremo volare le spese militari al 2% del Pil ‘già da quest’anno’. Il ministro Crosetto incita a spendere ancora di più. Guarda caso, dagli Stati Uniti – a poche ore dall’incontro Meloni-Trump – un alto dirigente statunitense fa sapere che ‘è molto necessario’ ciò che Meloni può fare per raggiungere il 2% alla Nato”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Credo – ha aggiunto l’ex premier – si siano perse completamente di vista le emergenze del Paese: ricordo che nel 2022 – dopo un duro scontro con l’allora premier Draghi – il M5S aveva ottenuto di spalmare almeno fino al 2028 l’aumento delle spese militari al 2% del Pil perché l’emergenza numero uno erano gli aiuti contro il carobollette collegato alla guerra in Ucraina. A questo Governo che parla tanto di ‘responsabilità’ e ‘prudenza’ dico che è totalmente irresponsabile concentrare subito le spese nel settore militare mentre ci sono persone che aspettano 8 mesi per un referto, 22 mesi per un’operazione chirurgica, raddoppiano i lavoratori ai tavoli di crisi, aumenta la cassa integrazione e l’industria crolla da 25 mesi sotto il peso di 10 miliardi di carobollette, burocrazia, nuovi obblighi e tasse. È irresponsabile farlo – ha concluso Conte – pensando a qualche nuovo ‘bacio’ oltreoceano anziché mettere prima di ogni cosa le sofferenze di famiglie e imprese”.

Qs World University Ranking, NABA prima accademia Belle Arti d’Italia

Roma, 17 apr. (askanews) – Preparare i giovani al mondo del lavoro, mettendo al centro la formazione e lo sviluppo di conoscenze e capacità che sappiano valorizzarne qualità e inclinazioni. È questo l’obiettivo del NABA Career Day che si è tenuto la scorsa settimana a Roma, presso la sede di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti.

Una giornata che ha visto partecipare rappresentanti aziendali dei settori cinema e animazione, grafica e comunicazione, nuove tecnologie e moda, con i quali si sono tenuti oltre 80 colloqui per stage e posizioni di lavoro.

Il NABA Career Day è un evento che porta le aziende in NABA e le fa incontrare con gli studenti dell’ultimo anno e gli Alumni, coloro che hanno completato il percorso di studi. È un evento importante per il futuro professionale dei giovani che si trovano a fare veri colloqui in campus con aziende appartenenti al settore dell’area di studio.

L’evento è stata anche l’occasione per celebrare NABA che, secondo il QS World University Ranking, è per il quinto anno consecutivo la prima accademia di belle arti d’Italia e tra le top 100 del mondo per i temi di art & design. Un prestigioso riconoscimento che premia la qualità dei contenuti, l’esperienza di classe, i progetti accademici portati avanti dagli studenti ma anche il rapporto con il mondo del lavoro. Hanno partecipato all’incontro Amedeo Ciaccheri, presidente municipio VIII di Roma, Martina Lascialfari, direttrice generale Fondo per la Repubblica Digitale e Roberto Tropea di Sviluppo Lavoro Italia, società del Ministero del lavoro.

Prima di questo evento gli studenti di NABA hanno avuto due incontri per fare formazione comportamentale e sviluppo soft skills, capire come comportarsi a colloqui, imparare ad entrare nel mondo professionale, il che vuol dire anche capirne le dinamiche, imparare i comportamenti adeguati, avere la giusta attitudine.

Il Papa lascia Regina Coeli dopo una visita di circa 30 minuti

Roma, 17 apr. (askanews) – Papa Francesco ha lasciato il carcere di Regina Coeli dove ha trascorso circa mezz’ora per una visita privata ai detenuti nel giorno del Gioved Santo. Il Santo Padre ha incontrato nella rotonda principale circa 70 detenuti.

Il saluto dall’auto mentre esce dal carcere, il Pontefice apparso senza naselli per l’ossigeno.

Il Papa ai detenuti: vivrò la Pasqua come posso

Roma, 17 apr. (askanews) – Durante la visita alla Casa Circondariale di Regina Coeli, a Roma, Papa Francesco, dopo un breve saluto da parte del direttore del carcere Claudia Clementi, che ha espresso la gratitudine dell’intera comunità per la visita, ha espresso il suo desiderio di essere presente tra i detenuti: “A me piace fare tutti gli anni quello che ha fatto Gesù il Giovedì Santo, la lavanda dei piedi, in carcere”. E ha aggiunto: “Quest’anno non posso farlo, ma posso e voglio essere vicino a voi. Prego per voi e per le vostre famiglie”. Lo riferisce la Sala Stampa vaticana.

La visita, iniziata poco prima delle 15, è durata circa 30 minuti. Accolto dal direttore e dal personale, Bergoglio ha raggiunto la Rotonda principale, dove ha incontrato circa 70 detenuti, di varie nazionalità, che partecipano regolarmente alle attività e alle catechesi organizzate dal Cappellano dell’Istituto. Al termine di un momento di preghiera, il Papa ha salutato individualmente ciascuno dei detenuti nella Rotonda.

Infine il Papa ha rivolto nuovamente la parola ai presenti per pregare insieme il Padre Nostro e impartire loro la sua benedizione.

“Come posso”. Papa Francesco ha risposto così, con poche battute, all’uscita dal carcere di Regina Coeli, dopo una visita di circa mezz’ora ai detenuti, a chi gli ha chiesto come vivrà la Pasqua. “Ogni volta che entro in un posto come questo penso perché non io?” ha detto il Papa “Francesco, Francesco” e “libertà, libertà”, intanto, veniva gridato dai detenuti del carcere.

Doping: Nado Italia ‘accanimento su Sinner? Procedure giuste’

Roma, 17 apr. (askanews) – “L’istituzione preposta ha fatto tutte le valutazioni sulla base di documenti che aveva. Hanno rispettate le procedure. Nado Italia non ha presentato ricorso perché riteneva che non ci fossero elementi tali, mentre la Wada sì”. Lo ha detto Alessia Di Gianfrancesco, direttore generale di Nado Italia, durante la presentazione del protocollo d’intesa tra Federcalcio e Federfarma parlando del caso doping di Sinner e se ci fosse stato accanimento. “La Wada – precisa – ha già comunque preso in esame questo genere di casi, quelli di doping inconsapevole e di contaminazioni. Nel 2027 ci sarà il nuovo codice mondiale antidoping che aggiornerà gli standard internazionali e Nado Italia è parte attiva di questo processo”.

Deloitte inaugura il Solaria Space di Roma

Roma, 17 apr. (askanews) – L’intelligenza artificiale sempre pi al centro della mission di Deloitte. Presentato, nella sede romana di Via Veneto, il nuovo spazio ‘Solaria Space’ grazie ai professionisti del Deloitte GenAI Center of Excellence, che permette di esplorare e interagire con soluzioni di GenAI pensate per oltre cento casi d’uso, che possono essere provate attraverso tecnologie immersive su postazioni digitali avanzate. Abbiamo parlato con Lorenzo Cerulli, GenAI Leader di Deloitte:

“Il Solaria Space uno spazio fisico che noi abbiamo creato come un luogo d’incontro per innovare, per coniugare questa nuova tecnologia dirompente con il cittadino, con il mondo delle imprese, con la pubblica amministrazione e per dargli una direzione che quella che noi riteniamo che questa tecnologia debba assumere, ovvero di un amplificatore delle capacit umane nel modo in cui deve lavorare con l’uomo in un nuovo ecosistema”.

Un investimento, quello di Solaria Space, che rimarca ancor di pi quanto Deloitte punti e creda negli strumenti di intelligenza artificiale che portino ad una continua collaborazione tra pubblico e privato. poi intervenuto Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia:

“Noi riteniamo che questo sia, come ormai dibattuto su tutti i tavoli, sicuramente una vera e propria rivoluzione, un momento di rivoluzione. L’intelligenza artificiale, diciamo, sar un qualcosa di disruptive su tutti i settori dell’economia, ma anche su tutti i momenti della nostra vita quotidiana di noi cittadini e quindi per questo abbiamo deciso di investire intensamente non solo negli spazi fisici che oggi inauguriamo, ma poi anche ovviamente dedicando tanti giovani talenti che sono presso di noi nel costruire qualcosa che siamo convinti dar un contributo fondamentale anche a un recupero di crescita, di competitivit del Paese”.

L’evento di presentazione si svolto alla presenza di istituzioni ed alla business community tra cui Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione Mons. Rino Fisichella, il Vice Ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto, il Sottosegretario di Stato per i Rapporti con il Parlamento Giuseppina Castiello e l’Amministratore Delegato di Acea Fabrizio Palermo. Un momento di dialogo e confronto preceduto dallo svelamento della targa che ricorda come il Palazzo di Via Veneto sia stato la sede storica dell’IRI.

“L’Iri ha presentato per l’Italia sicuramente un momento importante nella ricostruzione del dopoguerra e quindi ci sembrava doveroso dare un ricordo anche di un passato importante e quindi coniugare un po’ due momenti, se vogliamo, belli, diciamo una fase di ricostruzione che guarda al passato, ma poi con il Solaria Space, con questo Innovation Hub, guardare anche al futuro”. Ha concluso Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia.

Le applicazioni sono in grado di sviluppare soluzioni personalizzate per ogni esigenza, realizzate con una rete di partner tecnologici d’eccellenza come NVIDIA, Google, AWS, Meta e IBM.

Gli Usa: Meloni è una interlocutrice preziosa, possibile cooperare sull’Ucraina

New York, 17 apr. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump considera la premier italiana Giorgia Meloni un’interlocutrice preziosa per dialogare con l’Europa su commercio, spese Nato e altre questioni strategiche. Lo ha dichiarato un alto funzionario americano parlando con i giornalisti in vista dell’incontro tra i due leader.

“Tra Trump e Meloni c’è una relazione molto speciale”, ha affermato il dirigente Usa durante una call con la stampa. “Prevedono di lavorare insieme su vari temi, tra cui la fine della guerra in Ucraina”.

Il funzionario ha sottolineato il ruolo centrale che l’Italia potrebbe avere come ponte tra Washington e le capitali europee su alcuni dei dossier più delicati, a partire dagli impegni per la difesa comune e gli equilibri commerciali transatlantici.

Shein celebra la creativit e apre un pop-up store a Milano

Milano, 17 apr. (askanews) – Un incontro per parlare di talento, collaborazione e innovazione nel retail, con focus sui giovani talenti e il supporto ai brand locali. Cos Shein, il retailer online di moda e lifestyle, ha riunito voci emergenti, esperti nel settore e non solo a Palazzo Giureconsulti a Milano, dove ha aperto un pop-up store, seconda apertura in citt dopo quella di dicembre 2022.

Fra le personalit di spicco presenti, anche Christina Fontana di Shein, che da responsabile del Marketplace per l’Europa ha sottolineato la crescita in questo settore per l’azienda: “Shein una piattaforma che ha tantissimi consumatori appassionati di shopping, il suo marketplace d la possibilit a brand e retailer di aprire un negozio direttamente dentro l’app. Possono farlo dall’Italia verso tutta l’Europa: un’ottima possibilit, per i brand italiani, per trovare nuovi acquirenti. Lo abbiamo lanciato pensando ai nostri clienti, ne parliamo durante qui al pop-up di Shein perch la prima volta che abbiamo con noi un brand come Bar Cosmetics che partecipa direttamente sul posto in Italia”.

Il Marketplace di Shein, lanciato in Europa nell’agosto 2024, permette a brand e venditori italiani di farsi notare dai clienti di tutto il mondo. Un esempio di successo in questo senso proprio Bar Cosmetics, rappresentato nell’incontro dal cofondatore Guido Rosso e dalla responsabile della comunicazione, Ilaria Francomano.

Tra le giovani designer presenti, ecco invece la campana Daniela Ricciardelli, che da tre anni fa parte del programma Shein X, capace di favorire la sua carriera: “Lavoro da 8 anni come designer, ma Shein X mi ha dato la possibilit di creare partendo dalla mia identit e di poter essere la vera Daniela. L’aspetto fondamentale di questo programma proprio questo. Sono alla mia ottava collezione in due anni e voglio sognare in grande, sperando di ricevere il meglio”.

Non a caso, anche di questo si discusso nell’incontro, della forza di Shein X nell’offrire ai designer l’opportunit di affermarsi e costruire brand di successo. Nel 2023, Shein ha annunciato un investimento globale di 105 milioni di dollari entro il 2028, di cui 10 destinati all’Europa per il progetto Shein X Designer Incubator.

Tennis, Sinner è tornato ad allenarsi, Draper lo sparring

Roma, 17 apr. (askanews) – Jannik Sinner è tornato ad allenarsi a Beaulieu-sur-Mer, un paese della Francia senza limitazioni riguardanti i circoli o gli sparring partner. Il 13 aprile finiva il divieto per il numero uno di non allenarsi in strutture affiliate o con giocatori professionisti, conseguente alla squalifica di tre mesi presa in accordo con la Wada per il caso Clostebol. Oggi Jannik è sceso di nuovo in campo con l’amico Draper in vista del rientro in tornei ufficiali: il 4 maggio finisce lo stop, il 7 sarà la prima testa di serie del tabellone degli Internazionali d’Italia. Dopo la palestra scelta per la pioggia che si è abbattuta, oggi ha scelto la terra rossa coperta come campo e Jack Draper come compagno di allenamento. Il britannico, numero sei del mondo, è grande amico di Jannik e l’ha sempre sostenuto dopo l’annuncio della squalifica. Con lui ha scelto di prepararsi per il ritorno: in casa e da numero uno del mondo.

Lagarde: Trump? "Certa che collaborazione Bce-Fed resterà immutata"

Roma, 17 apr. (askanews) – “Lasciatemi dire in modo molto chiaro che ho un grandissimo rispetto per il mio collega e amico Jay Powell”, il presidente della Federal Reserve. “Abbiamo una relazione molto solida tra banche centrali. Penso che questa relazione sia decisiva per avere una infrastruttura solida, in cui assicurare che ci sia stabilità”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde rispondendo a una domanda sulle ultime critiche del presidente Usa, Donald Trump al presidente della Fed.

“Abbiamo dimostrato in passato che possiamo operare sulla base di consultazioni e su comprensione dei rischi finanziari e sono certa che continueremo a farlo in maniera immutata”, ha aggiunto nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. (fonte immagine: ECB).

Mps: via libera assemblea ad aumento per Ops su Mediobanca

Siena, 17 apr. (askanews) – Via libera dall’assemblea degli azionisti di Mps all’aumento di capitale a servizio dell’Ops su Mediobanca. Il “sì” è arrivato dall’86,48% dei presenti. Numeri che permettono di approvare l’aumento che necessitava nella parte straordinaria del voto favorevole dei due terzi dei presenti. Contrari l’11,81% dei presenti.

Al momento del voto era presente il 73,59% del capitale.

Applausi dall’emiciclo all’indicazione del risultato. “La proposta è stata quindi approvata, veramente grazie a tutti voi”, ha detto commosso il presidente Nicola Maione. “È un momento importante per chi ci ha creduto e per chi l’ha portato avanti”.

Dfp, Bankitalia: da dazi contraccolpo inevitabile su economia Italia

Roma, 17 apr. (askanews) – I dazi statunitensi avranno un “contraccolpo inevitabile” sull’economia italiana la cui crescita è già stata valutata di 0,7 punti percentuali inferiore a quella stimata lo scorso dicembre. Lo rileva la Banca d’Italia nell’audizione di fronte alle commissioni congiunte Bilaancio di camera e Senato sul Documento di finanza pubblica.

“Già prima dell’inasprimento delle misure protezionistiche, le proiezioni delle istituzioni internazionali prefiguravano un rallentamento del prodotto mondiale nel 2025 – ricorda Bankitalia – Gli effetti diretti e indiretti dei nuovi dazi e la straordinaria instabilità del contesto economico implicano che il rallentamento possa essere ancor più marcato di quanto atteso”.

Guardando all’economia italiana, secondo Bankitalia, “la qualità elevata dei beni che vendiamo negli Stati Uniti e gli ampi margini di profitto di alcune imprese potranno attenuarne temporaneamente l’impatto, ma un contraccolpo sarà inevitabile se vi sarà un forte rallentamento del commercio mondiale”.

“Anche gli investimenti, già frenati da un basso utilizzo della capacità produttiva e da condizioni di finanziamento a lungo restrittive, potrebbero risentirne, soprattutto per l’incertezza sull’evoluzione delle politiche commerciali” prosegue la Banca d’Italia ricordando che le stime diffuse a inizio aprile, “includono una prima e necessariamente parziale valutazione degli effetti dei dazi annunciati dagli Stati Uniti. Esse prefigurano un’espansione del PIL dello 0,6 per cento nel 2025, dello 0,8 nel 2026 e dello 0,7 nel 2027; nell’intero triennio, la crescita economica è di 0,7 punti percentuali inferiore a quella stimata lo scorso dicembre”.

Giorgetti: per ora non useremo deroga per le spese militari

Roma, 17 apr. (askanews) – “Mi si chiede se si utilizzerà o no la deroga al patto di stabilità per le spese militari. La mia opinione è che in questo momento il governo non la utilizzerà”. Lo ha detto il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, rispondendo alle domande dei parlamentari nel corso dell’audizione alle commissioni congiunte Bilancio di Camera e Senato sul Documento di finanza pubblica.

“Riteniamo sia giusto aspettare il vertice Nato di giugno 2025 per capire quale è l’orientamento generale. Poi significa fare delle scelte perchè se si aumentano le spese militari non si aumentano altre spese come la spesa per la sanità o altro” ha aggiunto.

Con riferimento alle spese per la difesa, aveva spiegato il Ministro nel corso del suo intervento introduttivo “e, più in generale, di sicurezza del Paese, il lavoro di ricognizione secondo la metodologia Nato, effettuato con particolare scrupolo, lascia ritenere che già da quest’anno saremo in grado di raggiungere l’obiettivo del 2 per cento del PIL assunto nel 2024. Siamo oltremodo coscienti anche alla luce delle attuali tensioni, dell’esigenza di incrementare tali spese nei prossimi anni”.

Lagarde: dazi hanno impatto su crescita, più incerto su inflazione

Roma, 17 apr. (askanews) – In merito all’effetto dei dazi commerciali, alla Bce “sappiamo che è uno shock di domanda negativo e possiamo anticipare che avrà un certo impatto sulla crescita. Ma l’impatto netto sull’inflazione diventerà chiaro solo nel corso del tempo e ci sono visioni divergenti di ogni genere sul breve termine e sull’impatto di lungo termine”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

“Abbiamo tantissima incertezza, anche oggi” su quelle che saranno le ricadute dei dazi sui prezzi. “E ci saranno tante decisioni che si verificheranno nelle prossime settimane e mesi che saranno rilevanti per capire se si andrà in una direzione o nell’altra, ma direi – ha ribadito – che l’impatto netto sull’inflazione diventerà più chiaro nel corso del tempo”. (fonte immagine: ECB).

Ecco il Centro Dermatologia Clinica Rigenerativa e Immunologica

Roma, 17 apr. (askanews) – IDI IRCCS ha inaugurato il Centro di Dermatologia Clinica Rigenerativa e Immunologica CEDRI realizzato grazie al fondamentale contributo di Fondazione Roma, nell’ambito del pi ampio progetto di sviluppo della dermatologia di precisione. Il centro si trova proprio all’interno delle mura del noto ospedale romano di via dei Monti di Creta. All’evento hanno preso parte anche Marcello Gemmato Sottosegretario di Stato per la Salute, il Capo di Gabinetto Marco Mattei e Giuseppe Quintavalle direttore generale ASL Roma 1, che nonostante i numerosi impegni, hanno fatto di tutto per essere presenti ribadendo all’unisono l’importanza della collaborazione con il SSN.

Il CEDRI rappresenta un polo d’eccellenza nel panorama sanitario nazionale e internazionale, in cui la tecnologia pi avanzata, l’approccio multidisciplinare e la ricerca traslazionale sono messi al servizio del paziente attraverso una diagnosi precoce, una medicina personalizzata e terapie innovative, un network specialistico per la gestione del paziente e delle complicanze della malattia e la promozione della ricerca scientifica. Abbiamo parlato con Franco Parasassi Presidente Fondazione Roma:

“Questo un progetto che in effetti esalta la collaborazione tra la Fondazione Roma e l’IDI. Oggi si inaugura un polo tecnologico di eccellenza. C’ un reparto di dermatologia clinica, rigenerativa, immunologica, un day surgery dermatologico e poi per completare la parte indispensabile e necessaria il centro di ricerche sulle malattie dermatologiche, oncodermatologiche e delle malattie rare. un vero e proprio centro di eccellenza che l’IDI e la Fondazione Roma donano alla citt di Roma, alla comunit e a tutti quanti i pazienti. Oggi la medicina impone delle scelte molto importanti. Dobbiamo lavorare sulla medicina personalizzata, sulla medicina di precisione e sulla umanizzazione delle cure. Ecco, qui c’ tutto questo”.

Il CEDRI, guidato dalla dott.ssa Laura Colonna, rappresenta un centro d’eccellenza in dermatologia, immunologia e dermatologia rigenerativa e si integra a pieno con le altre strutture specialistiche e di ricerca dell’ospedale. poi intervenuta Annarita Panebianco, Direttore Sanitario IDI IRCCS:

“Cedri si propone come responsabilit clinica e organizzativa come un percorso consolidato di presa in carico dei pazienti affetti dalle principali patologie autoimmunitarie. Alcune di queste sono rare, come il lichen e la sclerodermia, altre, pi frequenti, nella loro forma pi grave, provocano un disagio sociale per i pazienti che ne soffrono. Da qui l’esigenza di un’organizzazione solida con approcci multidisciplinari dove dermatologi, chirurghi plastici, psicologi prendono in carico in maniera totalitaria il paziente, li accompagnano e li orientano verso le terapie pi appropriate riducendo anche il rischio di incorrere in trattamenti non adatti”.

Con il CEDRI si compie un altro passo decisivo verso una “medicina del futuro” capace di coniugare innovazione e attenzione alla persona, nel pieno spirito della missione che da sempre contraddistingue le attivit dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata.

Rebranding per Lefebvre Giuffr, uno sguardo al futuro

Milano, 17 apr. (askanews) – Nuovo nome, nuova grafica, stesso prestigio. Giuffr Francis Lefebvre diventa Lefebvre Giuffr, proiettandosi all’internazionalizzazione e al futuro. Rebranding a livello europeo voluto dal Gruppo Lefebvre, per rafforzare l’identit del marchio. Abbiamo parlato con Stefano Garisto, Amministratore Delegato di Lefebvre Giuffr:

“Questo cambiamento fa parte di un progetto di respiro europeo con l’obiettivo di rafforzare l’identit globale del nostro marchio e potenziare la diffusione delle nostre soluzioni con contenuti e servizi di qualit basati su tecnologie innovative. L’appartenenza a un grande gruppo internazionale permette di cogliere molteplici opportunit. Ci che ci distingue come leader nel nostro settore la nostra capacit di adattarci e innovare e oggi, pi che mai, fondamentale per noi essere parte di una vera e propria rete che ci consente di condividere conoscenze, risorse e best practices a livello europeo”.

La nuova identit visiva stata svelata durante l’evento Legal & Tax Futures 2025-2035, ma non stata l’unica novit della giornata. Il contesto ha fatto da lancio a Sapient-IA, il rivoluzionario sistema di Intelligenza Artificiale generativa al servizio di professionisti e aziende. poi intervenuto Fabio Moioli, Leadership Advisor Spencer Stuart e membro del Forbes Technology Council per l’AI:

” stata presentata Sapient-IA, che la nuova soluzione di Lefebvre Giuffr la quale ha di fatto, reso disponibile questa tecnologia per essere utilizzata in modo pi semplice sia allo stesso tempo specializzato questa tecnologia cos che sia pi efficace per gli esperti del mondo legale, del mondo fiscale e diventi qualcosa di molto pi potente rispetto a una soluzione di intelligenza artificiale chiamiamola General Purpose che pu essere usata per fare qualsiasi cosa”.

Storicit e tradizione, futuro e innovazione. Due anime che oggi, Lefebvre Giuffr, interpreta al meglio.

“Il Re delle Ombre” nuovo singolo della band Progetto Genoma

Roma, 17 apr. – Dopo il successo dei precedenti lavori, Progetto Genoma alza nuovamente l’asticella con “Il Re delle Ombre”, un brano rock dal sapore forte, viscerale, in cui la potenza della musica si fonde con la profondit del testo.

Il brano, pubblicato da AMA Urban Music e distribuito da Virgin Music Group, disponibile su tutte le piattaforme digitali e si configura come un viaggio emotivo e potente, capace di scavare nell’animo dell’ascoltatore e risvegliare energie nascoste. “Il Re delle Ombre” un richiamo alla dualit dell’essere umano, alla lotta tra luce e oscurit, che si fa suono, parola e battito.

Sella Sgr, gli scenari di mercato nell’era dei dazi Usa

Milano, 17 apr. (askanews) – Dazi rischi opportunit per imprese e investimenti al centro dell’incontro “Cavalcare l’onda dei nuovi equilibri politico economici nell’era di Trump” organizzato al Salone del Risparmio da Sella Sgr.

Proprio come i surfisti abituati a misurarsi con onde imprevedibili e potenzialmente pericolose, anche gli investitori devono mantenere la calma e imparare a separare il rumore dai fondamentali pronti a cogliere le opportunit che ogni evento dirompente o disruptive provoca nel mondo dell’economia e della finanza.

N convinto Andrea Cipolloni, Ceo di Eataly che continua a scommettere sugli Stati Uniti dove il gruppo genera il 60% dei 684 milioni di fatturato con 12 nuove aperture fra flagship store, Eataly Caf un format studiato per il mercato americano, e punti vendita in concessione all’aeroporto Jfk. I dazi certo preoccupano ma in attesa di chiarimenti, al momento sarebbero del 10%, prematuro prendere decisioni.

“C’ chiaramente un momento di incertezza. Stiamo valutando tutti gli scenari tutti gli scenari possibili, ragionando un po’ su tutto quello le leve sulle quali possiamo agire. Possiamo agire sulle diverse formule di ristorazione, possiamo agire cambiando l’offerta e, quando necessario, agiremo anche sul prezzo, anche se vogliamo essere molto cauti, perch l’inflazione post covid negli Stati Uniti stata molto importante”, ha detto Andrea Cipolloni, Ceo di Eataly.

Per gli asset manager invece tempo di passare a modalit di gestione attive alla ricerca di occasioni anche negli Stati Uniti e di diversificare sia in termini di settori e societ sia di asset class puntando anche su bond governativi e corporate investment grade.

“In questo momento noi stiamo pensando di utilizzare un approccio un po’ pi graduale. Cio non pi il momento, forse, di avere il classico portafoglio bilanciato che sta l. Forse in questa fase essere pi flessibili, magari continuare ad incrementare le equity, l’azionario in maniera un po’ pi progressiva come si faceva una volta con i piani d’accumulo, quella una soluzione sempre valida. Per forse va oggi anche tarata rispetto proprio alle scelte di gestione attiva che si vanno a selezionare nel mondo azionario. Quindi gestione attiva e gradualit nell’investimento possono essere la soluzione”, ha spiegato Mario Romano, Ad di Sella Sgr

Fra Pasqua, Ponti e Referendum lavori Camere avanti stop and go

Roma, 17 apr. (askanews) – Prosegue tra stop and go l’attività del Parlamento. Alla Camera dopo la prima settimana di aprile che ha segnato un consuntivo da record (calcolando solo le sedute d’aula in cui erano previste votazioni, i deputati sono stati impegnati da martedì pomeriggio alle 16 a mercoledì alle 13). E si rischia di andare avanti con un ritmo simile, complici le vacanze di Pasqua e i ponti del 25 aprile e del Primo Maggio oltre, in prospettiva, all’impatto che avranno le amministrative e i referendum quantomeno sulla seconda metà di maggio e la prima settimana di giugno.

Archiviati, tra ieri e l’altro ieri, il dl bollette (ennesimo decreto legge di questa legislatura) e la risoluzione della maggioranza sulle missioni all’estero, iniziano di fatto oggi le vacanze di Pasqua e pasquetta per i deputati. Tranne che per un minoranza di parlamentari alle prese con le audizioni sul Documento di finanza pubblica (Dfp, l’ex Def) e per i membri delle commissioni Affari costituzionali e Lavoro, al momento inchiodati sugli emendamenti al dl sulla Pubblica amministrazione, su cui questa notte c’è stato l’ostruzionismo delle opposizioni: all’appello mancano quasi 200 proposte di modifica da votare e il confronto è in corso per verificare la fattibilità di chiudere oggi con il mandato ai relatori.

Se non ci saranno sorprese, l’aula resterà convocata per martedì, giorno di rientro, proprio per l’esame del dl P.A., su cui mercoledì è atteso il voto di fiducia. E’ la stessa settimana del ‘premier time’ in Senato con la presidente del consiglio Giorgia Meloni (mercoledì 23 aprile) che ha indotto Montecitorio ad anticipare il question time con i ministri per non sovrapporsi. Il 24 aprile ci sarà poi il voto sulle questioni pregiudiziali presentate dai gruppi di minoranza al dl sicurezza (il provvedimento che ha ‘sostituito’ il ddl in stallo a Palazzo Madama con l’integrazione di modifiche sulla scia dei rilievi sollecitati dal Quirinale) e si terrà la celebrazione dell’80esimo anniversario della Liberazione.

La settimana successiva, con il Primo Maggio che cade di giovedì, si lavora lunedì 28 aprile per lo svolgimento di un paio di discussioni generali e, solo per interpellanze urgenti, anche venerdì. Se sarà tuttavia necessario, il calendario potrebbe essere integrato con il Dfp.

Dopo un aprile a scartamento ridotto, anche maggio si annuncia complesso negli ‘incastri’, quanto meno nella seconda parte del mese. Ci si avvicina ad una tornata delle amministrative che vede coinvolta una fetta non particolarmente rilevante della popolazione ma con qualche comune grande, tra cui un capoluogo di Regione: Genova. Il primo turno si tiene il 25 e 26 maggio, mentre il ballottaggio sarà l’8 e 9 giugno, in contemporanea ai cinque referendum abrogativi. Non è escluso quindi che l’attività della Camera possa fermarsi la settimana prima del primo turno e la settimana precedente ai referendum.

In ogni caso, nelle prime due settimane di aprile sono stati approvati i seguenti provvedimenti: ddl Corte dei conti, personale delle forze armate, decreto bollette, mozioni riarmo, documento su missioni militari, mozioni su European Media Freedom Act, pdl maratone. Con l’intermezzo della visita, il 9 aprile, di re Carlo III d’Inghilterra e della consorte Camilla. Occorre precisare che in questa legislatura non è stato possibile applicare mai la disposizione del regolamento che prevede che vi sia ogni mese una settimana di sospensione dei lavori per consentire ai deputati lo svolgimento delle altre attività inerenti al mandato parlamentare come la ‘cura’ dei territori.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Senato, che ha chiuso l’aula mercoledì con l’approvazione di un disegno di legge sui controlli sanitari per il Giubileo e del ddl di conversione del decreto sulle elezioni. Magistratura onoraria e prestazioni sanitarie tra gli altri provvedimenti portati a termine in un mese di aprile non particolarmente intenso. In aula i senatori torneranno mercoledì 23 alle 10 per la discussione del decreto bollette licenziato da Montecitorio e (alle 16) per l’atteso question time con Meloni. La settimana dal 28 aprile al 2 maggio a palazzo Madama, secondo il calendario approvato dalla conferenza dei capigruppo, sarà riservata ai lavori delle commissioni, per le quali non sono state ancora formalizzate convocazioni, che in genere, tuttavia, arrivano a ridosso del fine settimana precedente.

Terna presenta la “Rete Politecnica di Alta Competenza”

Roma, 17 apr. (askanews) – stata presentata a Roma la Rete Politecnica di Alta Competenza, promossa da Terna in collaborazione con il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano e il Politecnico di Bari.

Con la Rete Politecnica di Alta Competenza stata avviata una stretta sinergia tra le competenze del gestore della rete elettrica nazionale e dei singoli Politecnici, finalizzata alla ricerca, all’innovazione e all’alta formazione a beneficio della sicurezza e della resilienza della rete e del sistema elettrico.

“La collaborazione che abbiamo oggi annunciato la conferma della volont del Gruppo di continuare a investire nella formazione di nuove competenze e capacit in grado di contribuire alla realizzazione della Duplice Transizione, Energetica e Digitale. La Rete Politecnica di Alta Competenza realizza una sinergia d’eccellenza e rappresenta una importante opportunit formativa per i giovani, grazie al contributo scientifico dei Politecnici di Torino, Milano e Bari”, ha affermato Daniele Amati, Direttore Risorse Umane di Terna.

Nell’Anno Accademico 2025-2026 verr inaugurata la prima edizione del Master Universitario di II livello “Innovazione nei Sistemi Elettrici per l’Energia”, della durata di 12 mesi, finalizzato a ricercare competenze specialistiche per il settore elettrico che potranno essere inserite nei processi di selezione e recruiting di Terna, esperti in impianti e tecnologie, esperti in asset management, esperti in sistemi elettrici di potenza ed esperti in mercato e regolazione.

La Rete Politecnica di Alta Competenza, sotto il coordinamento del Comitato di Indirizzo, prevede anche la realizzazione di singoli progetti di collaborazione in diverse aree. Terna ha poi anche prorogato il Master “Digitalizzazione del sistema elettrico per la transizione energetica”, promosso dal Gruppo in collaborazione con le Universit degli Studi di Cagliari, Palermo e Salerno, nell’ambito del progetto Tyrrhenian Lab, che ha visto nelle tre prime edizioni la partecipazione di oltre 150 giovani e potr contare su due edizioni ulteriori, fino al 2027, con un impatto positivo anche in termini di efficacia occupazionale e valorizzazione dei territori.

Cnpr forum, cresce percezione sfiducia di cittadini e imprese

Roma, 17 apr. – “Nonostante le percezioni negative, i dati macroeconomici mostrano un’Italia in crescita, con un PIL superiore a quello della Germania, disoccupazione ai minimi da 18 anni, bilancia commerciale positiva e deficit sotto controllo. In un contesto segnato da tensioni globali e dazi, il sistema produttivo e bancario italiano si dimostra solido. L’Italia gode di alta fiducia a livello internazionale ed vista come un alleato credibile. Alla guida del Paese c’ Giorgia Meloni, considerata la leader pi autorevole secondo i sondaggi”.

Lo ha dichiarato Lorenzo Malagola (FdI), segretario della Commissione Lavoro alla Camera, nel corso del Cnpr forum “Segnali dall’economia reale: Italia tra crescita dell’occupazione e calo della fiducia” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

Di parere opposto Elisa Pirro, senatrice del M5s in Commissione Bilancio a Palazzo Madama: “I dati reali mostrano un’Italia in difficolt: bollette in aumento, imprese in cassa integrazione, produzione industriale in calo da 25 mesi e stipendi in perdita di potere d’acquisto. Questo alimenta sfiducia tra cittadini e imprese, che chiedono una guida chiara nelle politiche industriali. Il governo, inizialmente orientato al “lasciar fare”, appare assente. Le misure attuate, come Transizione 5.0, risultano inefficaci e poco utilizzate, mentre sarebbe stato pi utile mantenere la precedente Transizione 4.0, che aveva funzionato”.

Secondo Chiara Tenerini, deputata di Forza Italia in Commissione Lavoro a Montecitorio: “Nonostante la percezione negativa diffusa sull’economia, i dati macroeconomici indicano segnali positivi: il PIL cresciuto dello 0,9% e la disoccupazione in calo. Tuttavia, fattori esterni come la crisi geopolitica, l’aumento dei costi energetici e i dazi USA alimentano l’incertezza. Il governo sta lavorando su riforme strutturali, ma fatica a comunicarle efficacemente. Intanto, l’opposizione contribuisce a diffondere sfiducia. Serve maggiore coesione per affrontare le sfide comuni, riconoscendo la stabilit dell’esecutivo come punto di forza per il futuro del Paese”.

Sulla sfiducia degli italiani Francesco Mari (Avs), segretario della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, ammonisce: “La percezione negativa sull’economia concreta e radicata nella quotidianit delle persone: chi lavora fatica ad arrivare a met mese e le imprese che rispettano le regole sono in difficolt. Il quadro reale del Paese distante da quello ottimistico descritto dal governo. I costi della burocrazia restano alti e le promesse elettorali disattese. Serve una riforma profonda del sistema produttivo per sostenere imprese sane e contrastare la diffusione di lavoro povero e concorrenza sleale. Intanto aumentano part-time involontari e calano i redditi: questa l’occupazione promossa dal governo”.

Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti stato espresso da Eleonora Linda Lecchi, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Bergamo: “Secondo gli ultimi dati Istat, la fiducia di imprese e consumatori nell’economia italiana in calo. Le piccole e medie imprese segnalano burocrazia e costi indiretti eccessivi. Servono interventi urgenti per creare un contesto pi favorevole alla produzione e agli investimenti, condizione necessaria per rilanciare l’economia e rafforzare la fiducia nella competitivit del Paese”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “La sfiducia diffusa legata al calo del potere d’acquisto dei salari, tra i pi bassi d’Europa, e alla crisi demografica che influenza i dati sull’occupazione. A peggiorare il quadro contribuiscono le incertezze delle guerre commerciali e la cronica inefficacia delle semplificazioni amministrative. La vera chiave per rilanciare la produttivit rendere pi semplice fare impresa, non tagliare i costi o sacrificare la sicurezza”.

Bce taglia tasso riferimento eurozona al 2,25%, minimo dal 2022

Roma, 17 apr. (askanews) – Come ampiamente atteso, la Banca centrale europea ha nuovamente tagliato i tassi di interesse per l’area euro, nella misura di 0,25 punti percentuali con cui il principale riferimento, che resta il tasso sui depositi, scende al 2,25 per cento. Si tratta del valore più basso dal dicembre del 2022, quando lo stesso tasso era al 2%.

A favorire l’ultima riduzione il deterioramento del quadro collegato alle crescenti tensioni commerciali su dazi. “Le prospettive di espansione si sono deteriorate a causa delle crescenti tensioni commerciali”, afferma il comunicato diffuso al termine del Consiglio direttivo. Con effetto dal 23 aprile, il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento cala al 2,40 per centro, mentre quello sulle operazioni marginali al 2,65 per cento.

Da rilevare che, dopo questo ulteriore taglio, è stato eliminato dal comunicato il riferimento al fatto che i tassi erano “meno restrittivi”, come era stato indicato a marzo, a riflesso del fatto che ora probabilmente vengono ritenuti a livello di neutralità.

"Verrà il giorno", il romanzo sulle origini del Primo Maggio

Roma, 17 apr. (askanews) – Il prossimo 25 aprile uscirà per Eleuthera il libro di Martin Cennevitz “Verrà il giorno”, una ricostruzione storico-narrativa sule origini del Primo Maggio.

Si tratta di un testo narrativo basato però su un’attenta ricerca storica che l’autore ha svolto lavorando molto sugli appunti e i diari scritti in carcere dagli stessi protagonisti.

La capacità narrativa dell’autore e il suo sguardo peculiare sulle fonti rendono il racconto dei fatti di Haymarket Square, la successiva repressione e la grottesca vicenda processuale in modo particolarmente avvincente.

Cennevitz ha scelto di raccontare la storia di quella che è oggi una giornata celebrata in quasi in tutto il mondo attraverso le storie biografiche dei protagonisti, semplici militanti operai di cui oggi ben pochi ricordano l’esistenza ma che al prezzo della propria libertà, o addirittura della vita, hanno scelto di non rinunciare alla propria dignità.

Chicago, penitenziario di Cook, 11 novembre 1887. La macabra processione che scorta i condannati al patibolo fa la sua comparsa in perfetto orario. Gli astanti bisbigliano eccitati: lo spettacolo sta per cominciare. Quattro cappi pendono in attesa di Spies, Fischer, Engel e Parsons. Linggs si è ammazzato la sera prima per non dare questa soddisfazione al boia. Appena prima che la botola si apra, Spies spezza quell’attesa complice: «Verrà il giorno in cui il nostro silenzio sarà più potente delle voci che voi oggi soffocate!». E aveva ragione: il loro silenzio risuona ancor oggi, potente.

La «festa» del Primo Maggio nasce così: su un patibolo eretto davanti a un pubblico scelto di autorità cittadine e grandi industriali. Siamo nella Chicago di fine Ottocento, nella cosiddetta Gilded Age, l’epoca «d’oro» della società americana. O almeno così la definisce quella ristretta élite industriale che si è selvaggiamente arricchita a scapito di milioni di lavoratori immigrati. Per questi ultimi, è piuttosto l’epoca della lotta per le otto ore e della tubercolosi, l’epoca di «piombo» in cui la Pinkerton spara impunemente contro i picchetti operai. Ed è sullo sfondo di questa feroce guerra di classe scatenata da Stato e Capitale che scorrono gli eventi tumultuosi che portano alla nascita del Primo Maggio. Ma in questo racconto quasi in presa diretta, a essere restituiti alla memoria non sono tanto i fatti storici quanto i suoi protagonisti in carne e ossa: quei semplici militanti operai che non aspiravano affatto a diventare santi o martiri, ma che al contempo non intendevano neppure rinunciare alle proprie convinzioni. O meglio, alla propria dignità. Fino a farsi ammazzare su quel patibolo che ha cambiato la storia.

Il prossimo 25 aprile uscirà per Eleuthera il libro di Martin Cennevitz “Verrà il giorno”, una ricostruzione storico-narrativa sule origini del Primo Maggio.

Si tratta di un testo narrativo basato però su un’attenta ricerca storica che l’autore ha svolto lavorando molto sugli appunti e i diari scritti in carcere dagli stessi protagonisti.

La capacità narrativa dell’autore e il suo sguardo peculiare sulle fonti rendono il racconto dei fatti di Haymarket Square, la successiva repressione e la grottesca vicenda processuale in modo particolarmente avvincente.

Cennevitz ha scelto di raccontare la storia di quella che è oggi una giornata celebrata in quasi in tutto il mondo attraverso le storie biografiche dei protagonisti, semplici militanti operai di cui oggi ben pochi ricordano l’esistenza ma che al prezzo della propria libertà, o addirittura della vita, hanno scelto di non rinunciare alla propria dignità.

In libro sarà disponibile in libreria dal 25 aprile e qualche giorno prima sul sito di Eleuthera

https://www.eleuthera.it/scheda_libro.php?idlib=613

Maltempo, Fs: diversi disagi alla circolazione ferroviaria

Roma, 17 apr. (askanews) – Il maltempo abbattutosi in Italia sta procurando diversi disagi alla circolazione ferroviaria, in particolare nelle regioni di Piemonte, Lombardia e Lazio. Lo comunicano le Fs in una nota.

La circolazione ferroviaria è sospesa tra Settimo Torinese e Rivarolo della linea Rivarolo – Settimo per rischio esondazione del fiume Malone, causato dalle avverse condizioni meteo. Il servizio è riprogrammato con bus sostitutivi.

Sulla linea Santhià-Biella la circolazione è sospesa tra Salussola e Biella per danni causati dal maltempo. Anche in questo caso il servizio è riprogrammato con bus spola tra le due località.

La circolazione è sospesa anche sulla linea Domodossola-Milano tra Domodossola e Premosello per allagamento della sede ferroviaria.

Da Bardonecchia verso Modane, sulla linea Torino-Bardonecchia-Modane, la circolazione è sospesa per abbondante presenza di neve tra Modane e Chambéry, in territorio francese. Al momento, il gestore dell’infrastruttura ferroviaria francese non ha ancora comunicato i tempi di ripristino della linea.

La circolazione è invece rallentata, sulla linea Domodossola – Novara, in entrambe le direzioni per avverse condizioni meteo, e Roma-Civitavecchia per la presenza di un albero sulla sede ferroviaria in seguito a maltempo.

Nasce FIAO, la Federazione Italiana Associazioni Obesit

Roma, 17 apr. (askanews) – Il Sistema Sanitario italiano alle prese con numerose sfide, in termini di innovazione terapeutica, clinica ed organizzativa: una delle pi centrali per il futuro riguarda il contrasto all’obesit, una malattia cronica, progressiva, recidivante e con pericolose comorbidit che in Italia riguarda circa il 12% della popolazione, ovvero 6 milioni di persone, ai quali si aggiunge circa un altro 40% della popolazione in sovrappeso. Per far fronte alle esigenze dei pazienti e per sensibilizzare la popolazione sul tema, anche in termini di prevenzione nata, dall’unione di sette associazioni di pazienti a livello nazionale gi impegnate nell’ambito dell’obesit, la Federazione Italiana Associazioni Obesit (FIAO).

Iris Zani, Presidente della FIAO, ha presentato cos la Federazione: “La FIAO ha un obiettivo principale che quello di dare maggior forza alla voce dei pazienti che soffrono di obesit. I primi obiettivi in assoluto sono il riconoscimento dell’obesit, l’inserimento nei percorsi di cura e nei livelli essenziali di assistenza. Vogliamo anche mettere in atto campagne di sensibilizzazione verso la collettivit e anche verso i pazienti stessi. L’approccio multidisciplinare per quanto riguarda le cure importantissimo perch ci si resi conto, e gli studi e le societ scientifiche lo hanno dimostrato, che il paziente va accolto e seguito sotto molteplici aspetti. L’azione di prevenzione di fondamentale importanza, uno dei punti chiave della proposta di legge n.741 che ci auguriamo venga approvata prestissimo. In questo momento la prevenzione non viene assolutamente svolta, soprattutto a livello scolastico e purtroppo abbiamo il primato europeo sul tasso di obesit tra i bambini. Pertanto sar importante mettere in atto azioni di formazione e di informazione verso la collettivit per superare il pregiudizio che ritiene l’individuo con obesit come una persona non malata e addirittura colpevole della sua condizione”.

La presentazione della FIAO si inserisce nel pieno dell’iter di approvazione della proposta di legge n. 741 che, su iniziativa dell’On. Roberto Pella, si propone di intervenire in termini di prevenzione e contrasto all’obesit, nonch di rispondere alle esigenze dei cittadini che soffrono di questa patologia o che sono a rischio di contrarla. La Federazione, in particolare, ottimizzer le sinergie e rappresenter con maggior forza e autorevolezza le persone con obesit nel confronto con i decisori, con il mondo medico-scientifico e, soprattutto, con le istituzioni.

Roberto Pella, Presidente Intergruppo Parlamentare “Obesit, diabete e malattie croniche non trasmissibili”, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni a margine della conferenza stampa di presentazione della FIAO: “Oggi stata costituita una federazione importante e autorevole che unisce pi sigle, pi soggetti, pi persone. Questo passo la testimonianza di un lavoro condotto nel tempo con tenacia, passione e soprattutto con grande spirito di squadra”.

La lotta all’obesit passa dunque per la prevenzione, una corretta informazione, attraverso anche la lotta ai pregiudizi e la garanzia di pieno accesso alle cure su tutto il territorio nazionale per i pazienti: un approccio multidisciplinare necessario per affrontare al meglio una sfida cruciale per il Paese ed il suo sistema sanitario.

Tv, il 19 aprile arriva il docufilm "Boyzone-Vita, Morte e Boyband"

Roma, 17 apr. (askanews) – Per la prima volta in 30 anni, Ronan Keating, Keith Duffy, Shane Lynch e Mikey Graham raccontano la vera storia, tra gloria e tragedia, dei Boyzone nella docuserie Sky Original che ripercorre la carriera della celebre boyband irlandese attraverso interviste esclusive e testimonianze inedite. Un viaggio in tre episodi, tutti disponibili in binge, che svela il dietro le quinte del successo planetario del gruppo che ha venduto oltre 25 milioni di dischi in tutto il mondo.

Dagli esordi nel 1993 sotto la guida del manager Louis Walsh, fino alla conquista delle classifiche internazionali “Boyzone – Vita, Morte e Boyband”, in esclusiva su Sky Documentaries sabato 19 aprile dalle 21.15 e in streaming solo su NOW e disponibile on demand, ripercorre le tappe fondamentali della band, raccontando non solo i momenti di maggior successo, ma anche le difficoltà legate alla fama, alle tensioni interne e alle tragedie personali.

Boyzone è stato uno dei gruppi pop più amati degli anni ’90, con una carriera costellata da hit come “No Matter What”, “Picture of You”, “Words” e “Father and Son”. Dopo il primo scioglimento nel 1999, i membri della band hanno intrapreso carriere individuali nel mondo della musica, della televisione e dello spettacolo, per poi riunirsi nel 2007 con grande entusiasmo dei fan. Tuttavia, il tragico lutto per la perdita di Stephen Gately, nel 2009, ha segnato profondamente il gruppo, rendendo la loro storia ancora più intensa e significativa.

Un racconto toccante, arricchito dalle voci dei protagonisti e dalle testimonianze di chi ha vissuto da vicino la loro avventura, tra cui Michelle Gately, sorella del compianto Stephen Gately, l’ex compagno Eloy De Jong e il loro ormai ex manager. La docuserie svela gli eventi che hanno segnato il gruppo, mostrando il lato più umano e sincero dei suoi membri, tra aneddoti inediti e confessioni intime offrendo uno sguardo unico su una delle boyband più iconiche degli anni ’90. I Boyzone hanno rappresentato un fenomeno culturale per un’intera generazione, con la propria musica hanno segnato un’epoca e hanno lasciato un’eredità indelebile nel panorama pop internazionale.

Trump: sul taglio dei tassi Powell è in ritardo e sbaglia, va licenziato

Roma, 17 apr. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, torna a criticare il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. “La BCE si appresta a tagliare i tassi d’interesse per la settima volta, eppure “Too Late” Jerome Powell della Fed, che è sempre TROPPO IN RITARDO E SBAGLIA, ieri ha pubblicato un rapporto che è stato un altro, tipico, completo ‘caos’! I prezzi del petrolio sono in calo, i generi alimentari (persino le uova!) sono in calo, e gli Stati Uniti stanno DIVENTANDO RICCHI GRAZIE AI DAZI. “Too Late” avrebbe dovuto tagliare i tassi, come ha fatto la BCE, molto tempo fa, ma dovrebbe certamente farlo adesso. Non sarà troppo presto quando arriverà la rimozione di Powell”, ha scritto Trump su Truth social.