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Meta inzia ad addestrare IA in Ue su interazioni e contenuti pubblici

Milano, 14 apr. (askanews) – Meta annuncia che nell’Unione Europea inizierà “presto ad addestrare i propri modelli di intelligenza artificiale sia sulla base delle interazioni che le persone hanno con l’IA di Meta, sia sui contenuti pubblici condivisi da utenti adulti”, come post e commenti pubblici sulle sue piattaforme.

Questo addestramento, che segue il lancio di Meta AI in Europa lo scorso mese, “consentirà di supportare meglio milioni di persone e aziende nell’UE, insegnando all’IA di Meta a comprendere e riflettere più accuratamente le culture, le lingue e la storia europee”, spiega Meta.

A partire da questa settimana, le persone che si trovano nell’Unione Europea e utilizzano le piattaforme di Meta inizieranno a ricevere notifiche – in app e via email – che spiegano la tipologia di dati che comincerà a utilizzare e “come questo migliorerà l’IA di Meta e l’esperienza complessiva degli utenti”. Queste notifiche includeranno anche un link a un modulo attraverso il quale sarà possibile opporsi in qualsiasi momento all’utilizzo dei propri dati in questo modo. “Abbiamo reso questo modulo facile da trovare, leggere e compilare, e rispetteremo tutte le richieste già ricevute di non utilizzare i dati, così come quelle che verranno inviate in futuro”, assicurano dalla casa madre di Facebook. “Come già sottolineato in precedenza, non utilizziamo i messaggi privati scambiati con amici e familiari per addestrare i nostri modelli di IA generativa – spiega – Inoltre, i dati pubblici provenienti da account appartenenti a persone nell’UE di età inferiore ai 18 anni non verranno utilizzati a fini di addestramento”.

L’annuncio arriva dopo che un anno fa Meta aveva posticipato “l’addestramento dei propri modelli linguistici di grandi dimensioni utilizzando contenuti pubblici, in attesa che i regolatori chiarissero i requisiti legali. Accogliamo con favore il parere fornito dal Comitato europeo per la protezione dei dati (EDPB) a dicembre, che ha confermato come il nostro approccio iniziale fosse conforme ai nostri obblighi legali. Da allora, abbiamo collaborato in modo costruttivo con la Commissione irlandese per la protezione dei dati (IDPC) e non vediamo l’ora di continuare a portare tutti i benefici dell’IA generativa alle persone in Europa”.

Roma, Festival delle Scienze dedicato al tema dei Corpi

Roma, 14 apr. (askanews) – Raccogliere e analizzare i dati genomici di milioni di persone; far emergere le varianti genetiche e la loro correlazione con eventuali malattie e sviluppare terapie mirate a specifici bersagli genetici. Questi i temi al centro del talk ‘Etico, umano e innovativo – Il presente e il futuro dei nostri corpi’ che si svolto a Roma nell’ambito della XX edizione del Festival delle Scienze dedicato al tema Corpi in collaborazione con Amgen Italia, Bollati Boringhieri e Zanichelli. Abbiamo parlato con Alessandra Brescianini, Medical Director di Amgen Italia:

“L’ascolto dei corpi intesi come banche dati un asse fondamentale della nostra ricerca in quanto Amgen si stabilita come leader della ricerca nella genomica, cio la ricerca sul patrimonio genetico attraverso l’acquisizione nel 2012 di Decodes Genetic, una societ leader della ricerca genomica in Islanda. C’ una ragione particolare legata al fatto che l’Islanda un paese di meno di 400 mila abitanti discendenti da un numero ristretto di antenati, il che rende il loro patrimonio genetico molto omogeneo e quindi pi facile andare a fare una ricerca di questo genere proprio nei pazienti. Di conseguenza Amgen ha continuato poi una strada, un percorso di collaborazioni, un percorso di acquisizioni che ha fatto s che noi accedessimo ad un patrimonio di dati estremamente importanti attraverso i quali quindi riusciamo a sviluppare la nostra ricerca”.

Il progetto Atomic di Amgen potr diminuire di almeno un quinto i tempi di sviluppo di un farmaco, mentre i “gemelli digitali” dei pazienti, realizzati a partire da dati clinici reali, potranno ridurre del 50% i gruppi di controllo nelle sperimentazioni.

Oltre 17.000 partecipanti XX edizione Festival delle Scienze di Roma

Roma, 14 apr. (askanews) – Un pubblico di oltre 17.000 partecipanti ha seguito gli appuntamenti della XX edizione del Festival delle Scienze di Roma, negli spazi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, mentre è già stato annunciato il prossimo appuntamento con la XXI edizione ad aprile 2026.

Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, promosso da Roma Capitale-Assessorato alla Cultura, realizzato con INAF-Istituto Nazionale di Astrofisica e INFN-Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e con la partecipazione di numerosi enti di ricerca e istituzioni scientifiche e culturali, il Festival per sei giorni – dall’8 al 13 aprile – ha raccontato il tema di questa edizione speciale, che festeggia i 20 anni del Festival, dedicato ai Corpi: corpi umani – con i loro tratti, le loro forme e funzionalità, i loro mutamenti e adattamenti, in quanto risultato di una lunga evoluzione biologica e culturale – ma anche corpi animali e vegetali, corpi microscopici come virus e batteri, corpi celesti, lontani, magici e infiniti e, grazie al progresso tecnologico, corpi ibridi, come quelli con protesi o congegni impiantabili, e corpi meccanici, come quelli di robot e automi.

L’edizione del Festival conclusa domenica, sold out nelle attività per le scuole, ha visto le sale dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone ospitare di nuovo gli appassionati di scienze e non solo.

‘Il successo di questa edizione del Festival delle Scienze di Roma – ha dichiarato l’Ad di Fondazione Musica per Roma Raffaele Ranucci – è motivo di orgoglio e soddisfazione per tutti noi. Abbiamo visto l’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone trasformarsi, ancora una volta, in un luogo di incontro e di dialogo tra scienza, cultura e società, con moltissimi giovani e studenti, che hanno partecipato con entusiasmo e curiosità. Ringrazio tutti i relatori, gli scienziati, gli artisti e i partner che hanno contribuito a rendere il festival un momento vivo, dinamico e necessario per riflettere sul presente e sul futuro. Un grazie particolare va al nostro pubblico, sempre attento e partecipe, che conferma quanto ci sia bisogno di spazi in cui la conoscenza diventa esperienza condivisa. La Fondazione Musica per Roma continuerà a sostenere e promuovere eventi come questo, che mettono al centro la divulgazione, il pensiero critico e l’immaginazione. È attraverso iniziative come il Festival delle Scienze che costruiamo una comunità più consapevole e connessa con il mondo che la circonda e pronta alle sfide del futuro’.

Grandissimo apprezzamento per le attività educational: nel corso dei numerosi appuntamenti per le scuole gli studenti hanno partecipato con entusiasmo ai laboratori e alle conferenze che hanno registrato il tutto esaurito durante i quattro giorni del Festival. Grande partecipazione, con eventi sold out, anche ai laboratori ed eventi dedicati alle famiglie durante il fine settimana. Un grande risultato, a testimonianza dell’interesse profondo per la scienza e le sue tante diramazioni, trasversale nelle generazioni. Il ricco programma di oltre 150 eventi, tra spettacoli, incontri, workshop, attività didattiche, mostre, attività per le famiglie, attività di wellness, con il coordinamento scientifico di Michele Bellone e il coordinamento esecutivo di Claudia Ribet. Innumerevoli le suggestioni e gli spunti di riflessione proposti dagli oltre 120 ospiti, menti brillanti e professionisti del mondo scientifico e culturale, nazionale e internazionale.

Sold out le due serate dello spettacolo ‘Secondo lei’, scritto e diretto da Caterina Guzzanti, sulle dinamiche nascoste che regolano i rapporti all’interno di una coppia dal punto di vista femminile, con Federico Vigorito, la lectio “Tu chiamale se vuoi…” di Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia dello sviluppo e dell’Educazione all’Università di Padova, guida alla scoperta del nostro sentire profondo in Sala Sinopoli, il reading-spettacolo “Corpo, umano” con Vittorio Lingiardi, saggista, psichiatra e psicoanalista, con la voce recitante di Federica Fracassi.

Tra gli eventi più partecipati: l’incontro inaugurale del Festival dedicato alle scuole con l’ospite d’eccezione Alberto Mantovani e con la giornalista scientifica e autrice Silvia Bencivelli; l’evento con il saggista e divulgatore scientifico statunitense David Quammen, che insieme a Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia, ha riflettuto sull’importanza di riconnettere l’uomo con gli altri corpi della natura e sulla salvaguardia della biodiversità del pianeta; la conferenza-spettacolo a cura di INFN, in collaborazione con INAF, EGO e Einstein Telescope Italia, un viaggio tra spaziotempo, onde e rivelatori, fino al vero protagonista, Einstein Telescope, con Antonio Zoccoli, Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e della Fondazione ICSC, Alessandro Cardini, Direttore della Sezione di Cagliari dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, e Federica Govoni, dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, Direttrice dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari, musiche dal vivo di Fabrizio Bosso e Seby Burgio; lo spettacolo di Virgilio Sieni e Giuseppe Comuniello, danzatore non vedente con cui il coreografo ha condiviso anni di ricerca e iniziazione al movimento, dedicato alle forme di vicinanza e all’esplorazione dello spazio tattile e condiviso; il panel in collaborazione con Il Messaggero MOLTOFUTURO dedicato alle scuole in cui si è discusso della tecnologia nel nostro quotidiano e le nuove generazioni; l’incontro con l’astrofisica e scrittrice Licia Troisi e la sociolinguista e saggista Vera Gheno; l’evento con il biologo evoluzionista statunitense Daniel Lieberman, in dialogo sul corpo e la scienza con Silvia Bencivelli, l’ex nuotatrice Alessia Filippi e il giornalista Marco Cattaneo; l’evento con il neurofisiologo britannico Semir Zeki, docente di neuroestetica allo University College di Londra, e la storica dell’arte Cristiana Collu, Direttrice della Fondazione Querini Stampalia; l’evento sull’esplorazione del cosmo, grande laboratorio per indagare le leggi della fisica che regolano anche i fenomeni terrestri, con l’astronoma e astrofisica Sandra Savaglio, e Roberto Ragazzoni, Presidente INAF; l’evento sulla rimozione dell’idea della morte come strategia efficace a livello emotivo con Marco Annoni, filosofo e coordinatore del Comitato Etico di Fondazione Umberto Veronesi, Elisa Sirianni, ideatrice e curatrice di Da vivi. Il miracolo della finitezza, e la filosofa Marina Sozzi, Ufficio Culturale Fondazione Faro, con la moderazione di Armando Buonaiuto, curatore Torino Spiritualità; l’evento sulla perfezione dei corpi a tutti i costi con la scrittrice Francesca Marzia Esposito e Matteo Galletti, Professore di Bioetica Università degli Studi di Firenze, moderata da Silvia Kuna Ballero; l’evento su nuove tecnologie scientifiche e comunicazione responsabile con Giovanni Boniolo, filosofo della Scienza Università di Ferrara, Alessandra Brescianini, Medical Director Amgen Italia, Linda De Luca, Interprete medica, moderazione del giornalista Rainews24 Andrea Bettini; l’evento su Einstein Telescope con Eugenio Coccia, professore GSSI, direttore dell’IFAE, Silvia Piranomonte, Prima Ricercatrice INAF, e Fulvio Ricci, Professore Emerito La Sapienza di Roma e portavoce della collaborazione internazionale Virgo dal 2014 al 2017, INFN, EGO; l’evento dedicato alla ricerca e alle biotecnologie all’interno del paradigma One Health con Giacomo Cuttone, Dirigente di Ricerca dell’INFN presso i Laboratori Nazionali del Sud e Barbara Capaccetti, Co-coordinatrice GdL Ricerca Clinica di Assobiotec-Federchimica.

Successo di pubblico anche per le mostre e gli exhibit interattivi in programma al Festival: Obiettivo scienza a cura di CNR, La rivoluzione in un quanto a cura di INFN, Inaf sketchtour, dove la ricerca prende corpo a cura di INAF e con le tavole illustrate da Lapin, il noto “illustratore errante” francese, la mostra interattiva One health. Un pianeta, una salute ideata da Fondazione Zoé-Zambon Open Education e progettata da Pleiadi, il percorso Officina immunitaria. Come il sistema immunitario ci riconosce, difende e definisce, a cura di Humanitas University, e Anatomia virtuale: immergersi nel corpo umano a cura della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Accurate.

Molto seguiti anche gli eventi con gli autori, i laboratori e le mostre diffusi nei vari luoghi della città durante la settimana da Istituzione Sistema Biblioteche Centri Culturali di Roma Capitale, Planetario di Roma Capitale, Explora-il Museo dei Bambini di Roma, ISPRA, Museo Civico di Zoologia.

‘Ancora una volta, la ventesima, si è ricreata la magia di una comunità di persone interessate alla scienza e a viverne lo spirito attraverso tante espressioni ed esperienze. Dai bambini alle scienziate e ai ricercatori il Festival ha saputo comunicare e fornire loro stimoli, interrogativi, domande e scoperte. Il nostro augurio, a noi stessi e a tutti, è quello che questa avventura continui, si rinnovi e cresca nel futuro di intensità e di partecipazione’, ha dichiarato il direttore del Festival delle Scienze Vittorio Bo.

Piano Terra, seconda installazione del ciclo espositivo Project Window

Roma, 14 apr. (askanews) – Dopo l’esordio con Ramo d’oro, opera di Elisa Montessori, che ha inaugurato Project Window con una riflessione intima e poetica sul segno e sul paesaggio, il progetto espositivo di Piano Terra prosegue con Sentieri spontanei, un’installazione ideata da Luca Grechi in dialogo con Alessandro Dandini de Sylva. L’inaugurazione è prevista per martedì 15 aprile alle ore 18.00.

Sentieri spontanei è un’installazione pensata appositamente per la vetrina di Piano Terra e si compone di oggetti pittorici – alcuni trovati, altri realizzati dall’artista – disposti a formare una mappa fatta di tracce, segni e presenze silenziose. Ogni elemento si connette agli altri in una rete di rimandi che attraversa il tempo della ricerca.

Gli oggetti pittorici si offrono come frammenti di un linguaggio in trasformazione, sentieri che attraversano l’evoluzione del pensiero pittorico e ne restituiscono la complessità stratificata. Come nelle songlines cantate dagli aborigeni australiani, ogni oggetto conserva la memoria di un luogo, di un gesto, di una visione. Le immagini si contaminano, le forme si richiamano, le superfici dialogano. Il tempo della pittura si dilata, accogliendo ciò che è stato e ciò che potrebbe ancora essere.

Questo secondo progetto anticipa un terzo capitolo: martedì 13 maggio prenderà forma un ulteriore atto di questa collaborazione. Uniti da una solida amicizia e alleanza professionale, Grechi e Dandini de Sylva, invertiranno per l’occasione i loro ruoli, si assisterà ad un’interazione dinamica tra il processo creativo e la curatela, sperimentando nuove modalità di fruizione artistica.

Due sensibilità e due linguaggi espressivi differenti, ma accomunati da un’attenzione condivisa per la dimensione simbolica del paesaggio e da una comune indigine tra il visibile e l’invisibile, tra presenza e sospensione. La vetrina di Piano Terra si trasformerà per i prossimi due mesi in un luogo di soglia, dove pittura e fotografia si susseguono, contaminandosi e rispecchiandosi, aprendo nuove possibilità di lettura e attraversamento.

L’installazione sarà accompagnata da un testo contenente alcune domande e risposte, che fungerà da memoriale e diventerà un sentiero, un percorso che racconterà il lavoro di Grechi. L’esperienza sarà ulteriormente arricchita nelle prossime settimane da un talk previsto per martedì 13 maggio, in occasione dell’inaugurazione dell’intervento espositivo di Dandini de Sylva, che vedrà un dialogo tra i due artisti. A seguire, il 9 giugno, si terrà un workshop condotto da Grechi, che darà ufficialmente avvio a un’intensa programmazione educativa estiva dedicata ai bambini, arricchita da interventi spot di artisti nel corso delle settimane.

Project Window è uno spazio espositivo site-specific, visibile dall’esterno 24 ore su 24, concepito per favorire un’interazione continua tra lo spazio interno con il contesto urbano e per proporre una fruizione dell’arte lenta e quotidiana.

Federica Abbate esce col singolo Tilt: inno alla libertà interiore

Milano, 14 apr. (askanews) – Esce venerdì 18 aprile “Tilt” (Warner Music Italy), il nuovo singolo di Federica Abbate, da anni tra le penne più influenti della scena musicale italiana. Con questo brano, Federica apre un nuovo capitolo del suo percorso artistico, segnando un’evoluzione: dopo aver scritto per i più importanti nomi della musica italiana, sceglie oggi di mettere al centro la propria voce e la propria visione, con una rinnovata consapevolezza e autenticità.

“Tilt” è un inno alla libertà interiore, ispirato al significato figurato dell’espressione “andare in tilt” – una condizione di confusione mentale, un’interruzione improvvisa come quella di un circuito che subisce un guasto. Nel brano, Federica Abbate esplora il concetto di non rimanere intrappolati in situazioni che non ci appartengono più, ma che, per paura di interrompere, continuiamo a sostenere. Il “tilt” come atto di liberazione, un’improvvisa scarica emotiva che riconnette all’essenza più vera di sé, dove proprio nel caos nasce la possibilità di rinascere. «Tilt è un brano che ho scritto per me. Andare in tilt per me significa essere vivi e non costringerci mai a rimanere intrappolati in una forma o in qualcosa che ci spegne e ci impedisce di sentirci liberi – dichiara l’artista – Il segreto della felicità è la libertà, e il segreto della libertà sta nel coraggio di rompere gli schemi, di mandare appunto tutto in tilt, anche a costo di attraversare il “dolore”, che a volte è una condizione necessaria per guarire.»

Ad accompagnare il singolo, una cover grafica densa di simboli che riflettono l’universo artistico di Federica: l’occhio di un piccione, metafora di volatilità e resilienza, che esprime il coraggio e la capacità di elevarsi; un semaforo, un albero e un fiore che rappresentano rispettivamente la città e la campagna, due anime contrastanti ma complementari del mondo di Federica – Milano, dove vive e lavora immersa nell’industria musicale, e la campagna, rifugio personale dove coltiva un legame più intimo con sé stessa e con la musica. Infine, il pianoforte, strumento che l’ha sempre accompagnata e che resta al centro della sua espressione musicale.

Iraq, Meloni: l’Italia non dimentica Fabrizio Quattrocchi

Roma, 14 apr. (askanews) – “A 21 anni dalla sua uccisione, ricordiamo Fabrizio Quattrocchi. Con le sue parole, ‘vi faccio vedere come muore un italiano’, ha dimostrato coraggio e orgoglio nazionale. L’Italia non dimentica”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Quattrocchi fu rapito e ucciso nel 2004 da un gruppo islamista in Iraq, dove lavorava per una compagnia di sicurezza privata. Nel 2006 l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferì la medaglia d’oro al valor civile.

Descalzi: la Germania ha imposto il Green Deal, ma utilizza il carbone

Milano, 14 apr. (askanews) – “La Germania è arrivata a un 26-28% di produzione energetica dal carbone…loro che hanno predicato il Green Deal e l’hanno imposto a tutti”. Così l’Ad di Eni, Claudio Descalzi, intervenendo a un convegno sul nucleare in Regione Lombardia di Milano. “Chi faceva il primo della classe sta sopravvivendo con il carbone” ha sottolineato.

In generale ha ricordato Descalzi la domanda di energia è in crescita a partire da quella per i data center per l’AI. “I data center stanno funzionando dove ci sono bassi costi, questo te lo consente solo il nucleare, il gas e il carbone. Non possiamo fare grandi salti in Intelligenza artificiale e non pensare a quello che serve per alimentarla. Da una parte abbiamo bisogno di energia e dall’altra di costi bassi”.

Riguardo le rinnovabili “vogliono tutti le rinnovabili, ma danno soluzioni che si riempiono di ideologia. Bisogna essere concreti e fare un elenco di costi e benefici. La politica deve dare tutto il quadro della situazione e poi si decide. Non possiamo solo raccontare una parte della storia”, ha detto. “Servono costanza e flessibilità. Le rinnovabili impongono dei costi”.

Mosca: a Sumy abbiamo colpito un obiettivo militare

Roma, 14 apr. (askanews) – La Russia ha affermato oggi di aver colpito ieri a Sumy un centro di comando ucraino, quindi un obiettivo militare, uccidendo 60 soldati. Kiev, dal canto suo, ha affermato che a Sumy sono morte almeno 34 persone, tra cui due bambini, e sono rimaste ferite altre 117 persone, tra le quali 15 bambini.

“Nel corso della giornata di ieri, in presenza di un forte contrattacco attivo delle truppe ucraine, supportato da mezzi di guerra elettronica e di difesa aerea di fabbricazione straniera, le forze armate russe hanno condotto un attacco con due sistemi operativo-tattici Iskander-M contro il sito di un incontro della leadership del comando tattico e operativo Seversk a Sumy”, ha scritto in un comunicato il ministero della Difesa russo.

Nel comunicato, si accusa Kiev di aver utilizzato i civili come “scudi umani”, collocando strutture militari in città densamente popolate. “Lo stesso attacco – ha aggiunto il ministero – ha provocato la morte di oltre 60 militari ucraini”.

La Commissione Ue stanzia 1,6 miliardi per sostenere i palestinesi

Bruxelles, 14 apr. (askanews) – La Commissione europea ha annunciato oggi un programma pluriennale (2025-2027) di aiuti finanziato con un importo fino a 1,6 miliardi di euro per sostenere l’Autorità palestinese nello sforzo di ripresa e stabilizzazione a Gaza e in Cisgiordania. L’annuncio è arrivato in occasione del primo dialogo politico ad alto livello tra l’Unione europea e l’Autorità nazionale palestinese, che si svolge oggi a Lussemburgo, a margine del Consiglio Esteri dell’Ue.

“Con questo programma, l’Ue ribadisce il suo incrollabile sostegno al popolo palestinese e il suo impegno per una pace duratura basata sulla soluzione dei due Stati”, sottolinea una nota della Commissione. Il pacchetto di aiuti riguarderà anche anche il ristabilimento e miglioramento dei servizi per il popolo palestinese, e il sostegno al settore privato dell’economia palestinese.

Inoltre, la Commissione lancerà una piattaforma di donatori dedicata alla Palestina, che consentirà all’Autorità Nazionale Palestinese di presentare il piano d’attuazione del suo programma di riforme e ne garantirà la completa trasparenza, spiega la nota.

Referendum, Landini: C’ bisogno di dare una grande informazione”

Roma, 14 apr. (askanews) – Sui referendum dell’8 e 9 giugno “c’ bisogno di dare una grande informazione” e dopo l’incontro della settimana scorsa con Italia Viva, questa mattina con il Pd e oggi pomeriggio con M5S e Avs “ci rivolgeremo a tutti gli organi di informazione, compreso il servizio pubblico, perch pensiamo che sia un dovere informare le persone e metterle nelle condizioni di poter andare a votare”. Lo ha ribadito il leader della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro con il Pd.

“Abbiamo chiesto un incontro a tutte le forze politiche – ha detto – ad oggi una risposta delle forze di governo non l’abbiamo ancora avuta. Nei prossimi giorni solleciteremo l’incontro anche con loro, perch pensiamo che qualsiasi forza politica debba dire ai cittadini di andare a votare. Quando c’ un referendum credo che sia dovere di qualsiasi forza politica indicare cosa pensa e dire alle persone di poter votare e poter decidere”.

Gialappa’s Band, Francesca Fialdini affianca Mago Forest in conduzione

Roma, 14 apr. (askanews) – Si rinnova l’appuntamento con GialappaShow, il programma della Gialappa’s Band con Marco Santin e Giorgio Gherarducci, prodotto da Banijay Italia, in prima visione assoluta su TV8, anche in simulcast su Sky e in streaming su NOW, lunedì 14 aprile, alle ore 21.30.

In questa terza puntata c’è Francesca Fialdini alla co-conduzione del programma al fianco del Mago Forest.

Partenza lanciata con Miriam, alias Brenda Lodigiani, che suona il citofono in compagnia di Giorgio Panariello. I due cedono poi il passo alla sigla ispirata alla serie “Stranger Things” cui partecipa tutto il cast.

I Neri per Caso si esibiscono prima sulle note di “Cuoricini”, il successo sanremese dei “Coma_Cose”, poi, in un crescendo di emozioni, con Shablo, Joshua e Tormento, la Gibier Fest Band e Alphorn (Fiati) interpretano “Ain’t No Sunshine”, evergreen di Bill Withers.

Particolarmente attesa è la puntata di “I Bellissimi di TV8” con Marcello Cesena e due ospiti d’eccezione: Carla Signoris ed Emanuela Folliero. Ad impreziosire una puntata ad alto tasso di comicità anche la presenza di Raul Cremona.

Edoardo Ferrario veste i panni di Maicol Pirozzi, mentre Ubaldo Pantani è alle prese con la parodia di Bruno Vespa. Max Giusti, sotto le mentite spoglie di Antonino Cannavacciuolo, è protagonista della nuova puntata di Masterchef e interpreta successivamente Aurelio De Laurentiis. Giulia Vecchio, invece, fa il pieno di risate con “Robba de donne”, in cui ha il volto di Monica Setta.

Non mancano anche i filmati commentati dalla Gialappa’s Band, che prende di mira i programmi TV, i nuovi tormentoni del web e le partite di calcio di calcio internazionale, già al centro di TV8 Gialappa’s Night, che torna mercoledì prossimo, 16 aprile, sempre su TV8, al termine della super sfida tra Real Madrid e Arsenal.

GialappaShow è un programma di Giorgio Gherarducci, Marco Santin e Lucio Wilson, scritto con Michele Foresta, Adriano Roncari, Antonio De Luca, Marco Vicari, Martino Migli, Giovanni Tamborrino, Claudio Fois, Albert Huliselan Canepa, Carmelo La Rocca, Laura Bernini e Giuliano Rinaldi. La regia è di Andrea Fantonelli.

Gaza, Hamas pronto a riconsegnare tutti gli ostaggi in cambio della fine della guerra

Roma, 14 apr. (askanews) – Un alto dirigente di Hamas, Taher al-Nunou, ha affermato oggi che il movimento palestinese è pronto a liberare tutti gli ostaggi israeliani nell’ambito di un vero accordo di scambio di prigionieri, in cambio di garanzie che Israele metta fine alla guerra nella Striscia di Gaza, ritiri le sue forze dal territorio e consenta l’ingresso di aiuti umanitari. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

Una delegazione di Hamas si trova al Cairo per discutere con funzionari egiziani e del Qatar, i quali, insieme agli Stati uniti, conducono la mediazione per un cessate il fuoco nel territorio palestinese.

Moscerine Film Festival, il festival cinematografico under 12

Roma, 14 apr. (askanews) – Sette giorni per la Settimana Arte dedicata ai più piccoli: si terrà dal 5 all’11 maggio, al Nuovo Cinema Aquila e al cinema Broadway la quarta edizione del Moscerine Film Festival, primo e unico Festival cinematografico per bambine e bambini 0-12 anni. Nelle prime tre edizioni sono stati quasi trecento i cortometraggi realizzati dai registi under 12 che hanno partecipato al concorso, oltre duemila i bambini protagonisti dei laboratori di educazione all’immagine, 6 i giovanissimi presentatori che hanno condotto le serate e premiato i vincitori, accanto alla madrina, l’attrice Margot Sikabonyi.

Quest’anno saranno in giuria: Mussi Bollini, ex vice direttrice Rai Kids, l’attore Neri Marcorè, la produttrice Maria Fares, la produttrice Simona Banchi, l’attore Antonio de Matteo, l’attrice Paola Michelini, il compositore e doppiatore Mirko Fabbreschi e il giornalista Giuseppe Fantasia. I giovanissimi presentatori raddoppiano e diventano quattro: sono Federico Cervelli, Maia Graziani, Alessandro Feraco e Aria Pellisari.

Nella sua quarta edizione il MFF diventa ancora più grande e le giornate diventano 7. I primi tre giorni saranno fitti di laboratori per le scuole e attività, tra cui il “Cinema in culla” per la fascia 0-3 con i cartoni animati del media partner RaiKids. Seguiranno le 3 giornate di proiezione dei corti in gara e le serate dedicate alla premiazione. Giovedì 8 maggio si comincerà con la proclamazione dei vincitori delle sezioni “Focus Scuole”, dedicate ai corti presentati dagli istituti e “A scuola con le Moscerine”, opere realizzate con il supporto dell’Associazione Le Moscerine. Mentre la serata di venerdì sarà dedicata all’inclusione grazie ai partner del Moscerine Film Festival. In questa occasione verranno presentate due attività legate alle disabilità sensoriali: MAMI Voice, ausilio per i sordo-ciechi creato inizialmente per i prematuri in culla per far sentire la voce della mamma in incubatrice, e la mostra tattile sul cinema.

Nella serata di sabato 10 maggio sarà premiata la categoria “Under 12”. Durante il pomeriggio di domenica 11 saranno protagoniste le premiazioni dei partner e una grande festa a Largo Venue dove tutti i bambini, partecipanti e non, potranno accorrere. Le serate saranno tutte tradotte in Lis e verrà usata anche la comunicazione alternativa aumentativa per rendere sempre più accessibile e universale il Festival.

Pullulano le novità in questa edizione: come il gruppo di giovani giornalisti under 12 che, a partire dalla conferenza stampa in Campidoglio, in tutte le occasioni pubbliche del MFF sfodereranno il loro talento di cronisti. O come la presenza della piccola attrice Beatrice Stella, una inviata speciale che si occuperà di raccontare al pubblico dei social i retroscena e i protagonisti di questa edizione. Ma anche il progetto “Giovani Registi Crescono”, realizzato grazie al bando SIAE. Tre registi under 12, vincitori delle precedenti edizioni, realizzeranno un corto scritto da loro grazie all’aiuto di un regista-tutor vincitore della Biennale College del Festival di Venezia e una troupe composta da studenti di Officina Pasolini e ICT Rossellini. I tre corti verranno poi presentati durante il Festival in un’occasione di forum professionale con società di produzione, distribuzione, scuole di cinema e recitazione con cui le giovanissime promesse potranno confrontarsi. Un’altra delle grandi novità del MFF25 sono i partner: nuovi e importanti collaborazioni permetteranno di premiare sempre più cortometraggi. Fra i tanti citiamo il Premio Romics – Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games e i Festival di cinema 35mm, Sentiero Film Factory, Bref International Short Film Festival, Sant’Agata FF, Orizzonti Hub di Cuba, Mi Primer Festival di Barcellona e Madrid. Rimangono confermati anche per quest’anno il premio distribuzione Zalab e il premio produzione Tadàn Produzioni, che assicureranno, nel primo caso, la distribuzione al cortometraggio premiato e, nel secondo, la realizzazione di un corto al regista selezionato.

In questa edizione una nuova giuria prende forma, quella dei bambini del Moscerine Film Festival. Superati i 12 anni, i registi che non possono più partecipare al Festival, ne diventano i giurati. E servirà davvero tanto aiuto in giuria perché i corti quest’anno arrivano da tutto il mondo: New York, Melbourne, Buenos Aires, Istanbul…

Il Moscerine Film Festival nasce con l’intento di educare all’immagine le nuove generazioni e creare consapevolezza e senso critico nei bambini. Durante l’anno l’Associazione Le Moscerine opera nelle scuole di tutto il Lazio per portare l’educazione all’immagine a più bambini possibile. Il Moscerine Film Festival è promosso dall’associazione Le Moscerine, Cleverage, Tadàn Produzioni e SmileVision.

Spettacolo, Ricky Gervais per la prima volta in Italia a luglio

Roma, 14 apr. (askanews) – Ricky Gervais arriva per la prima volta in Italia. Dopo anni di richieste da parte del pubblico italiano, il celebre comico britannico ha annunciato lo show, con un’unica data il 24 luglio 2025 all’Unipol Forum di Milano. (alle 19:30).

Un evento che segna anche una svolta per la stand-up comedy internazionale: per la prima volta uno spettacolo di questo genere non si terrà in un teatro, ma in una vera e propria arena, a dimostrazione del grande successo del comico.

Ricky Gervais, nato il 25 giugno 1961 a Reading, è uno dei comici più influenti e controversi della scena internazionale. Creatore della rivoluzionaria serie “The Office”, che ha ridefinito la comicità televisiva, ha conquistato il mondo con il suo umorismo tagliente in serie come “Extras”, “Derek” e “After Life”. Con il suo stile inconfondibile, provocatorio e senza filtri, ha fatto la storia dei Golden Globe come uno dei presentatori più irriverenti di sempre.

Dopo il successo mondiale dei suoi precedenti spettacoli, Gervais torna con “Mortality”, un monologo che affronta con il suo tipico sarcasmo temi come la vita, la morte e l’ipocrisia della società contemporanea. Lo show ha già registrato sold out nelle principali città europee e americane.

Intanto, sono disponibili su Netflix i suoi spettacoli di stand-up comedy più celebri: “Humanity” (2018), “SuperNature” (2022), “Armageddon” (2024). I biglietti per lo show in Italia saranno disponibili dalle ore 10 di giovedì 17 aprile sui circuiti ufficiali Ticketmaster, Ticketone e Vivaticket.

Dazi, giovedì occhi puntati sul primo incontro Usa-Giappone

Roma, 14 apr. (askanews) – Saranno un po’ una cartina di tornasole, un modello che poi si potrebbe riproporre anche per i negoziati che vedranno protagonisti gli altri alleati degli Stati uniti, a partire dall’Europa. I negoziati per cercare di evitare l’imposizione di dazi punitivi da parte dell’amministrazione Trump, che avranno un prologo il 17 aprile a Washington con protagonisti il ministro dell’Economia giapponese Ryosei Akazawa e il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent, rappresentano un passaggio cruciale che interessa non solo il Sol levante.

Il primo ministro nipponico Shigeru Ishiba, che non ha nascosto nei giorni scorsi il suo disappunto per non aver ottenuto un’esenzione per lo storico alleato nipponico, piattaforma cruciale del potere americano sul Pacifico, ha dichiarato oggi che sta seguendo “meticolosamente” i preparativi dei negoziati commerciali. Durante una seduta della commissione del bilancio della Camera bassa della Dieta, Ishiba ha aggiunto che i due paesi affronteranno anche il tema della cooperazione in materia di sicurezza.

Si tratta di due temi strettamente legati nella visione di Tokyo. “E’ importante costruire una nuova relazione di alleati e riflettere su cosa possano fare i due Paesi per il mondo,” ha dichiarato Ishiba. “Non credo che si debba semplicemente cercare di raggiungere compromessi e concludere rapidamente i negoziati.” Trump ha annunciato dazi “reciproci” del 24% sulle importazioni giapponesi, sebbene poi siano stati parzialmente sospesi per 90 giorni, mantenendo l’aliquota al 10%. Inoltre, il Giappone è stato colpito da una tariffa del 25% su automobili e componenti. In prospettiva, un ulteriore danno potrebbe venire dai dazi sui semiconduttori, che Trump ha annunciato di voler presentare la prossima settimana, e rispetto ai quali il capo di gabinetto nipponico Yoshimasa Hayashi, massimo portavoce del governo, ha già espresso il disappunto, definendoli “estremamente deplorevoli” e minacciando una “risposta appropriata”.

Ishiba vuole che Trump tenga in considerazione il ruolo del Giappone come alleato rispetto alla minaccia della Cina, principale obiettivo di Washington, ma anche l’impegno che Tokyo ha messo nel promuovere massicci investimenti negli Stati uniti, con la creazione di un numero importante di posti di lavoro.

Durante la seduta della commissione, il parlamentare di maggioranza Ken Saito, ex ministro dell’Industria e del Commercio, ha voluto ricordare – secondo quanto riporta Nikkei – che “i negoziati dovrebbero sottolineare la logica con cui promuoviamo la cooperazione giapponese-americana per rilanciare l’industria manifatturiera negli Stati Uniti”.

Nello stesso tempo, Tokyo sta anche attivando linee di contatto con i paesi dell’Associazione delle nazioni del Sudest asiatico (Asean), che sono parimenti inquieti per la linea muscolare lanciata da Trump. Ishiba ha annunciato che si sentirà oggi stesso col primo ministro di Singapore Lawrence Wong. La fragilità del governo Ishiba, in realtà, potrebbe non aiutare in questa situazione. Per questo motivo, il primo ministro nei giorni scorsi ha identificato come la politica dei dazi di Trump rappresenti una vera e propria “crisi nazionale”, lanciando di fatto un appello all’unità nazionale nei confronti dell’opposizione, sempre più incalzante in un paese che potrebbe affrontare scadenze elettorali in un clima di incertezza politica come non si vedeva da anni.

La richiesta è stata accolta. Il leader del Partito democratico costituzionale del Giappone Yoshihiko Noda, principale rivale di Ishiba, ha promesso di collaborare con il governo rispetto a questo tema. “Concordo con il punto di vista del primo ministro sul fatto che questa sia una crisi nazionale”, ha detto Noda.

Questo clima di unità, però, potrebbe rivelarsi più fragile nel momento in cui Tokyo e Washington si troveranno a discutere sull’aumento delle spese militari richiesto con veemenza dal presidente americano. Un collegamento tra i due dossier, in realtà, rischia di rendere meno solido il consenso interno alle leve negoziali che Ishiba intende tirare.

Iran e Usa rilanciano il confronto sul nucleare, prossima tappa Roma

Roma, 14 apr. (askanews) – Washington e Teheran hanno ripreso i colloqui per rilanciare il confronto diplomatico sulla questione del nucleare iraniano. Dopo l’incontro di sabato in Oman si prospetta un nuovo appuntamento a Roma, anticipato da indiscrezioni del sito di notizie Axios. Il governo italiano – a quanto si apprende da fonti – ha confermato di avere ricevuto la richiesta di ospitare nella capitale italiana sabato 19 aprile il secondo round di colloqui.

Quello del 12 aprile a Muscat è stato il primo scambio di questo tipo da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca. L’emittente statale iraniana ha confermato che l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si sono incontrati brevemente di persona, segnando la prima interazione diretta tra funzionari americani e iraniani a questo livello dall’era Obama. Un piccolo passo in più rispetto al formato , di interlocuzione’indiretta’ tra le delegazioni, su cui ha insistito la parte iraniana.

L’incontro è durato per più di due ore in un luogo sicuro alla periferia di Muscat, secondo l’Associated Press. Entrambe le parti hanno definito i colloqui come “produttivi”.La Casa Bianca in una dichiarazione sabato ha usato la formula “molto positivi e costruttivi”, pur riconoscendo che gli ostacoli diplomatici da superare restano “molto complicati”, sottolineando che l’impegno diretto di Witkoff rappresenta un passo significativo per garantire una soluzione negoziale vantaggiosa per entrambe le parti.

Trump ha anche parlato dei negoziati a bordo dell’Air Force One sempre sabato: “Sta andando bene. Non voglio dire troppo, niente è importante finché non viene finalizzato. Ma sta andando bene. Credo che la situazione in Iran sia abbastanza buona”, ha affermato il presidente Usa che nel 2018 aveva deciso il ritiro americano dall’accordo sul nucleare iraniano siglato nell’estate 2015 dalle autorità di Teheran e dai cinque membri permanenti del (Usa, Regno Unito, Francia, Cina e Russia) più la Germania, il Joint Comprehensive Plan Of Action.Tuttavia, malgrado l’apertura in corso, persistono divisioni significative. Teheran sostiene il suo diritto di avere un programma di energia nucleare civile e chiede la revoca delle sanzioni. Gli Stati Uniti, invece, chiedono garanzie verificabili che assicurino che la Repubblica islamica non acquisisca armi nucleari. Recenti valutazioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica hanno confermato che i livelli di arricchimento dell’uranio iraniano sono prossimi a quelli necessari per un’arma atomica.

Washington continua a temere che il programma nucleare iraniano possa superare soglie critiche se lasciato senza controllo. Trump ha già avvertito che gli Stati Uniti sono pronti a colpire militarmente le infrastrutture nucleari iraniane in caso di fallimento dei negoziati. In risposta, i leader iraniani hanno minacciato sempre più spesso di perseguire apertamente armi nucleari utilizzando le riserve di uranio esistenti.

Il governo israeliano continua a esprimere scetticismo sulle intenzioni dell’Iran, sostenendo in linea di massima un modello di disarmo simile a quello libico. Teheran da parte sua ha lanciato avvertimenti precisi agli Stati della regione, invitandoli a non appoggiare alcuna operazione militare guidata dagli Stati Uniti, che a suo dire potrebbe innescare ulteriore instabilità nell’area.

Cinema, a Vicenza la cerimonia del Premio Carlo Mazzacurati

Roma, 14 apr. (askanews) – Si è conclusa con un messaggio inviato da Nanni Moretti e l’incontro con il pubblico dell’attore e regista Giuseppe Battiston, condotto dal critico cinematografico della Rivista del Cinematografo, Federico Pontiggia, la serata di premiazioni al Cinema Odeon di Vicenza, della seconda edizione del Premio Carlo Mazzacurati.

Ideato e prodotto proprio dal Cinema Odeon (la sala cinematografica dall’attività continuativa più longeva in Italia) e dalla Scuola di Cinema Carlo Mazzacurati, in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo, il Premio dedicato a Carlo Mazzacurati mira a individuare attraverso un approccio innovativo, il Miglior Personaggio tra quelli dei film usciti nelle sale cinematografiche nell’ultima stagione. Durante la serata finale, sono stati premiati come Migliori Personaggi dell’anno Jasmine e Rino, interpretati rispettivamente da Marilena Amato e Gennaro Scarica per il film “Vittoria”, diretto a quattro mani da Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman. Registi e attori del film sono intervenuti a Vicenza per ritirare il premio.

La motivazione del premio recita: “Jasmine e Rino ci trascinano con straordinaria energia nella loro avventura emotiva, vissuta sia come coppia che come genitori. Jasmine insegue il suo desiderio con fede e determinazione, senza guardare in faccia nessuno. Ed è spiazzante. All’opposto, suo marito Rino guarda tutti, cerca di far fronte con la razionalità a uno squilibrio inaspettato, che ne rivelerà l’anima più profonda. In questo conflitto, tuttavia non ci sono armi, c’è amore. Jasmine e Rino sono al tempo stesso persone e personaggi, ci fanno camminare con loro sul filo delicato che separa verità e finzione, scrittura e vita, restituendoci un sentimento inconsueto e originale, che ce li fa sentire incredibilmente vicini”.

Gli altri due personaggi e film finalisti del Premio erano il Dean Barry interpretato da James Franco nel film “Hey Joe” di Claudio Giovannesi e la Francesca interpretata da Romana Maggiora Vergano nel film “Il tempo che ci vuole” diretto da Francesca Comencini. Nella Giuria ufficiale 2025, l’attore e regista Giuseppe Battiston, lo sceneggiatore Marco Pettenello, il regista e sceneggiatore Luca Scivoletto, il montatore Paolo Cottignola e Marina Zangirolami Mazzacurati, fondatrice e direttrice della Scuola di Cinema Carlo Mazzacurati.

Durante la serata, la consegna della Menzione Speciale al “Film Nascosto” 2025 con la premiazione del film “El Paraiso” diretto da Enrico Maria Artale, con protagonista Edoardo Pesce (che ha partecipato al festival in collegamento video in diretta presentando la proiezione del film in sala), che ha ricevuto dal comitato organizzatore con il giornalista Federico Pontiggia questo riconoscimento al valore dell’opera e all’importanza di riscoprirla con nuove proiezioni in sala, promosse dal Premio Carlo Mazzacurati nel corso del 2025. La motivazione del premio recita: “El Paraiso è un film che esplora le dinamiche primordiali e simbiotiche nel rapporto tra un figlio e una madre, entrando con delicatezza in un microcosmo edipico che è insieme una protezione e una gabbia. Su uno sfondo di vita quotidiana, fatto di abitudini, gesti e pulsioni, si muove l’esistenza apolide di chi vive ai margini e trova nella famiglia l’unica patria possibile. Il personaggio interpretato da Edoardo Pesce esprime con maestria il senso di alienazione ed estraneità, ma anche i tentativi di rivendicare la propria libertà di vivere. Il racconto di El Paraiso apre porte e possibilità a una vita che sembra immutabile, lasciando filtrare luce dove tutto in apparenza sembra oscuro”.

Il regista Artale, raggiunto in Colombia dove sta presentando il film, ha dichiarato: “Sono particolarmente felice di ricevere questo Premio, per diverse ragioni. A partire dalla mia grande ammirazione per Carlo Mazzacurati, che avevo avuto la fortuna di intervistare tanti anni fa, quando impegnavo il mio tempo atteggiandomi a critico cinematografico. E poi perché El Paraìso è effettivamente rimasto nascosto al grande pubblico, nonostante sia una storia universale che ha trovato i suoi spettatori in giro per il mondo. L’ultima tappa di questo lungo viaggio è stata proprio la Colombia, dove abbiamo ricevuto un’accoglienza molto “caliente” in attesa dell’uscita in sala prevista per fine mese. Spero quindi che il premio sia ancora una volta un’occasione per allungare la vita a questa mia opera già tanto vissuta, lungo quasi dieci anni di cammino. In fondo mi pare che i buoni premi servano solo a questo: a far vedere i film, a fare altri film, a fare film migliori”.

Due gli incontri speciali nella serata, quello dal vivo con l’attore e regista Giuseppe Battiston, tre volte David di Donatello e due volte Nastro d’Argento, interprete per Mazzacurati de “La Passione” e “La sedia della felicità” e protagonista a Vicenza di un vero e proprio dialogo creativo sulla scrittura e la messa in scena di un personaggio cinematografico. Quindi, il messaggio video inviato da Nanni Moretti che ha salutato pubblico e premiati ricordando l’importanza dell’idea di cinema di Carlo Mazzacurati, fin dall’esordio di “Notte Italiana”, primo film prodotto da Moretti e la sua Sacher Film, che ha co-prodotto il film Vittoria insieme a Lorenzo Cioffi e Giorgio Giampà.

Il Premio al Miglior Personaggio consiste in una speciale targa in Pietra di Vicenza con l’illustrazione originale che rappresenta il Premio, opera dell’artista Lorenzo Mattotti, mentre la Menzione Speciale al Film Nascosto si propone di ripresentare il lungometraggio nel circuito delle sale e arene d’essai che collaborano con il Premio, alla presenza del regista.

Referendum, Schlein: Pd li sostiene, felici di contribuire a sfida

Roma, 14 apr. (askanews) – “Il Partito Democratico sosterrà i 5 referendum, è pronto a dare il suo contributo per agevolare la più ampia partecipazione al voto”. Lo ha detto la segretaria del PD Elly Schlein al termine di un incontro di due ore con il segretario della Cgil Maurizio Landini al Nazareno.

“Siamo felici di contribuire a questa sfida, di utilizzare tutte le nostre articolazioni territoriali per dare una mano a portare le persone a votare e a convincerle che c’è sempre un buon motivo per andare a partecipare”, ha aggiunto. “Questi referendum ci danno l’occasione di farlo, di dire la nostra con un voto, di cambiare e migliorare concretamente la qualità della vita delle persone e questo invitiamo tutte e a tutti a fare”, ha sottolineato.

Xi in Sudest asiatico: la Cina gioca a tutto campo contro i dazi di Trump

Roma, 14 apr. (askanews) – La sfida a Donald Trump, alla sua guerra dei dazi, è lanciata. Il presidente cinese Xi Jinping è arrivato oggi ad Hanoi per un viaggio in tre paesi del Sudest asiatico (Vietnam, Malaysia e Cambogia) che punta a tirare le fila di una strategia di risposta che sembra orientarsi su due direttrici principali: verso sud e verso ovest, per una maggiore penetrazione nell’Asia sudorientale e un rinnovato rapporto con l’Europa.

La strategia di risposta a Washington da parte di Pechino è quella di solidificare i rapporti politico-commerciali con tutto il resto del mondo che pesa di più economicamente. Lo ha detto oggi in maniera piuttosto chiara il vicedirettore dell’Amministrazione generale delle dogane cinesi, Wang Lingjun, durante una conferenza stampa. “Il ricorso da parte del governo statunitense all’abuso dei dazi ha avuto un impatto negativo sul commercio globale, incluso quello tra Cina e Stati uniti” ha affermato Wang. “La Cina – ha proseguito – promuoverà costantemente una maggiore apertura verso l’esterno e svilupperà una cooperazione commerciale ed economica vantaggiosa e di reciproco beneficio con tutti i paesi”.

Questo fatto appare evidente dalla mossa fatta da Xi avviando questo tour nei paesi Asean, che sono sempre più legati commercialmente a Pechino. Il presidente cinese si presenta ad Hanoi come campione del libero commercio e paladino di una globalizzazione, che ha fatto la fortuna dei paesi della regione, a un Sudest asiatico preoccupato dai dazi di Trump, i quali potrebbero colpire la sua fiorente industria manifatturiera frutto di anni di delocalizzazioni da parte dei grandi conglomerati occidentali. Nello stesso tempo, l’alternativa cinese rappresenta una leva di trattativa per nazioni, come il Vietnam, in procinto di iniziare negoziati sui dazi con Washington.

Xi ha ribadito oggi la sua netta condanna della politica commerciale di Trump. “La guerra commerciale e la guerra dei dazi non hanno vincitori, e il protezionismo non ha futuro. E’ essenziale difendere il sistema multilaterale del commercio, salvaguardare la stabilità delle catene industriali e produttive globali e mantenere un ambiente internazionale aperto e cooperativo”, ha affermato il numero uno di Pechino nel discorso di presentazione della sua visita in Vietnam.

La ricaduta politica che Pechino vorrebbe cogliere, dopo il ritorno alla Casa bianca di Donald Trump, è quella di un ulteriore avvicinamento della regione dell’Asia sudorientale alla Cina, a partire del riottoso paese-fratello comunista del Vietnam, che da sempre gioca una partita autonoma e negli ultimi anni ha tenuto un po’ il piede in due scarpe: quella cinese e quella americana. Xi ha detto oggi che la “comunità di destino sino-vietnamita” entra con questa visita “in una nuova fase di sviliuppo”. Non a caso questa è la prima uscita ufficiale del presidente cinese all’estero del 2025, a segnare l’importanza del viaggio.

D’altronde l’area dell’Associazione delle nazioni del Sudest asiatico ospita 660 milioni di abitanti e ha un’economia che cuba qualcosa come 3.800 miliardi di dollari. Un piatto ricchissimo, che Pechino non intende lasciare non presidiato, anche perché per la Cina l’area Asean è il primo partner commerciale. Secondo i dati diffusi oggi dall’Agenzia delle dogane cinese, nel primo trimestre del 2025 il commercio tra Cina e i paesi della regione è salito a oltre 234 miliardi di dollari, con un aumento di oltre il 7% su base annua. Parliamo di quasi il 17% del commercio estero globale per la Cina. Per oltre il 90% si tratta di scambi che si situano nel settore manifatturiero.

La penetrazione di Pechino nella regione Asean è sempre più incisiva, anche se permangono punti di difficoltà, a partire dalle rivendicazioni di sovranità sulla gran parte del Mar cinese meridionale, che mettono la Repubblica popolare in rotta di collisione con diversi paesi, a partire dalle Filippine, ma anche lo stesso Vietnam. Tuttavia, in questo momento, ad apparire in alto nell’agenda dei leader è proprio il tema del commercio.

Il viaggio di Xi va letto, inoltre, anche in una prospettiva più ampia. La muscolare politica dei dazi di Trump, infatti, ha messo in ambasce non solo Pechino, ma anche alleati storici degli americani, come il Giappone, la Corea del Sud e l’Europa. Pechino non ha disdegnato di far passi verso queste grandi realtà economiche. Gli occhi di tutti saranno puntati nei prossimi giorni sulle trattative prioritarie che gli Usa avvieranno a Washington in prima istanza con Giappone (e forse anche Corea del Sud), ma il terreno è fertile per l’azione cinese.

L’onda di questi cambiamenti si sta percependo anche nella modulazione dei toni della leadership europea: l’ex falco Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha fortemente ammorbidito i toni verso Pechino. E dopo la metà di luglio dovrebbe volare in Cina, assieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, per discutere di questi cambiamenti politico-economici in corso nella configurazione mondiale del potere. Trump sta consentendo, insomma, a Xi di giocare una partita a tutto campo. Che però è appena cominciata. (di Antonio Moscatello)

Tajani: Olimpiadi Milano-Cortina portino forte messaggio di pace

Osaka, 14 apr. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato alla cerimonia di svelamento delle torce olimpica e para olimpica delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, a Osaka, in Giappone. “Le Olimpiadi hanno un grande significato, noi siamo lieti di accoglierle in Italia, di organizzarle in Italia”, “Milano-Cortina sarà un grande evento, sarà soprattutto un grande evento di pace, perché lo sport e le Olimpiadi in modo particolare hanno sempre segnato nella storia un messaggio positivo”, ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel suo intervento durante la cerimonia.

Il ministro ha spiegato che “ora dobbiamo fare in modo che le Olimpiadi di Milano-Cortina possano veramente essere un altro forte messaggio di pace, in un momento in cui alle porte dell’Europa si combattono due guerre”.

Tajani ha quindi ricordato “cos’è successo ieri in questo criminale attacco russo contro la popolazione civile” di Sumy “in Ucraina”. “Io mi auguro che si possa, magari quando inizieranno i giochi olimpici, aver già concluso la fase della guerra, così come ci auguriamo che possa tornare la pace per il popolo palestinese, possano essere liberati tutti gli ostaggi nelle mani dei terroristi di Hamas”. “Anche lì c’è un popolo che soffre”, ha insistito il titolare della Farnesina, “la guerra porta soltanto dolore mentre lo sport unisce”.

Quindi “da Milano-Cortina e anche nella preparazione di Milano-Cortina lanciamo un messaggio: le nostre due tedofore porteranno un messaggio di pace, mi auguro che queste due torce possano arrivare con la loro luce fino a Mosca, a Kiev, possano arrivare a Tel Aviv, possano arrivare a Gaza, possano arrivare anche in tanti luoghi dove si soffre, si combatte e si muore”, ha detto ancora Tajani. “Questo è il messaggio che noi vogliamo mandare da questo evento in collegamento con Milano, questo è il messaggio che il governo italiano vuole mandare, un messaggio di pace, di convivenza pacifica tra i popoli”.

Tajani ha infine rivolto un pensiero anche a tutti gli atleti paraolimpici. “Le Olimpiadi paraolimpiche sono anche un messaggio di libertà perché non devono esserci ostacoli per nessuno, per nessun motivo”, ha commentato.

Xi in Sudest Asia: Cina gioca a tutto campo contro dazi Trump

Roma, 14 apr. (askanews) – La sfida a Donald Trump, alla sua guerra dei dazi, è lanciata. Il presidente cinese Xi Jinping è arrivato oggi ad Hanoi per un viaggio in tre paesi del Sudest asiatico (Vietnam, Malaysia e Cambogia) che punta a tirare le fila di una strategia di risposta che sembra orientarsi su due direttrici principali: verso sud e verso ovest, per una maggiore penetrazione nell’Asia sudorientale e un rinnovato rapporto con l’Europa.

La strategia di risposta a Washington da parte di Pechino è quella di solidificare i rapporti politico-commerciali con tutto il resto del mondo che pesa di più economicamente. Lo ha detto oggi in maniera piuttosto chiara il vicedirettore dell’Amministrazione generale delle dogane cinesi, Wang Lingjun, durante una conferenza stampa. “Il ricorso da parte del governo statunitense all’abuso dei dazi ha avuto un impatto negativo sul commercio globale, incluso quello tra Cina e Stati uniti” ha affermato Wang. “La Cina – ha proseguito – promuoverà costantemente una maggiore apertura verso l’esterno e svilupperà una cooperazione commerciale ed economica vantaggiosa e di reciproco beneficio con tutti i paesi”.

Questo fatto appare evidente dalla mossa fatta da Xi avviando questo tour nei paesi Asean, che sono sempre più legati commercialmente a Pechino. Il presidente cinese si presenta ad Hanoi come campione del libero commercio e paladino di una globalizzazione, che ha fatto la fortuna dei paesi della regione, a un Sudest asiatico preoccupato dai dazi di Trump, i quali potrebbero colpire la sua fiorente industria manifatturiera frutto di anni di delocalizzazioni da parte dei grandi conglomerati occidentali. Nello stesso tempo, l’alternativa cinese rappresenta una leva di trattativa per nazioni, come il Vietnam, in procinto di iniziare negoziati sui dazi con Washington.

Xi ha ribadito oggi la sua netta condanna della politica commerciale di Trump. “La guerra commerciale e la guerra dei dazi non hanno vincitori, e il protezionismo non ha futuro. E’ essenziale difendere il sistema multilaterale del commercio, salvaguardare la stabilità delle catene industriali e produttive globali e mantenere un ambiente internazionale aperto e cooperativo”, ha affermato il numero uno di Pechino nel discorso di presentazione della sua visita in Vietnam.

La ricaduta politica che Pechino vorrebbe cogliere, dopo il ritorno alla Casa bianca di Donald Trump, è quella di un ulteriore avvicinamento della regione dell’Asia sudorientale alla Cina, a partire del riottoso paese-fratello comunista del Vietnam, che da sempre gioca una partita autonoma e negli ultimi anni ha tenuto un po’ il piede in due scarpe: quella cinese e quella americana. Xi ha detto oggi che la “comunità di destino sino-vietnamita” entra con questa visita “in una nuova fase di sviliuppo”. Non a caso questa è la prima uscita ufficiale del presidente cinese all’estero del 2025, a segnare l’importanza del viaggio.

D’altronde l’area dell’Associazione delle nazioni del Sudest asiatico ospita 660 milioni di abitanti e ha un’economia che cuba qualcosa come 3.800 miliardi di dollari. Un piatto ricchissimo, che Pechino non intende lasciare non presidiato, anche perché per la Cina l’area Asean è il primo partner commerciale. Secondo i dati diffusi oggi dall’Agenzia delle dogane cinese, nel primo trimestre del 2025 il commercio tra Cina e i paesi della regione è salito a oltre 234 miliardi di dollari, con un aumento di oltre il 7% su base annua. Parliamo di quasi il 17% del commercio estero globale per la Cina. Per oltre il 90% si tratta di scambi che si situano nel settore manifatturiero.

La penetrazione di Pechino nella regione Asean è sempre più incisiva, anche se permangono punti di difficoltà, a partire dalle rivendicazioni di sovranità sulla gran parte del Mar cinese meridionale, che mettono la Repubblica popolare in rotta di collisione con diversi paesi, a partire dalle Filippine, ma anche lo stesso Vietnam. Tuttavia, in questo momento, ad apparire in alto nell’agenda dei leader è proprio il tema del commercio.

Il viaggio di Xi va letto, inoltre, anche in una prospettiva più ampia. La muscolare politica dei dazi di Trump, infatti, ha messo in ambasce non solo Pechino, ma anche alleati storici degli americani, come il Giappone, la Corea del Sud e l’Europa. Pechino non ha disdegnato di far passi verso queste grandi realtà economiche. Gli occhi di tutti saranno puntati nei prossimi giorni sulle trattative prioritarie che gli Usa avvieranno a Washington in prima istanza con Giappone (e forse anche Corea del Sud), ma il terreno è fertile per l’azione cinese.

L’onda di questi cambiamenti si sta percependo anche nella modulazione dei toni della leadership europea: l’ex falco Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha fortemente ammorbidito i toni verso Pechino. E dopo la metà di luglio dovrebbe volare in Cina, assieme al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, per discutere di questi cambiamenti politico-economici in corso nella configurazione mondiale del potere. Trump sta consentendo, insomma, a Xi di giocare una partita a tutto campo. Che però è appena cominciata.

(di Antonio Moscatello)

Dazi, la Cina: danneggiano tutti, anche gli stessi Usa

Roma, 14 apr. (askanews) – I dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump danneggiano anche la stessa America. Lo ha affermato oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian nella quotidiana conferenza stampa a Pechino.

“Fatti dimostrano – e continueranno a dimostrarlo – che in una guerra di dazi o commerciale non ci sono vincitori, e il protezionismo non conduce da nessuna parte”, ha affermato Lin, aggiungendo che “l’uso eccessivo di dazi da parte degli Stati uniti danneggia sia gli altri che se stessi”.

Iran e Usa rilanciano il confronto su nucleare, prossima tappa Roma

Roma, 14 apr. (askanews) – Washington e Teheran hanno ripreso i colloqui per rilanciare il confronto diplomatico sulla questione del nucleare iraniano. Dopo l’incontro di sabato in Oman si prospetta un nuovo appuntamento a Roma, secondo le indiscrezioni riportate dal sito di notizie Axios. Il governo italiano – a quanto si apprende da fonti – ha confermato di avere ricevuto la richiesta di ospitare nella capitale italiana sabato 19 aprile il secondo round di colloqui.

Quello del 12 aprile a Muscat è stato il primo scambio di questo tipo da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca. L’emittente statale iraniana ha confermato che l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si sono incontrati brevemente di persona, segnando la prima interazione diretta tra funzionari americani e iraniani a questo livello dall’era Obama. Un piccolo passo in più rispetto al formato , di interlocuzione’indiretta’ tra le delegazioni, su cui ha insistito la parte iraniana.

L’incontro è durato per più di due ore in un luogo sicuro alla periferia di Muscat, secondo l’Associated Press. Entrambe le parti hanno definito i colloqui come “produttivi”.La Casa Bianca in una dichiarazione sabato ha usato la formula “molto positivi e costruttivi”, pur riconoscendo che gli ostacoli diplomatici da superare restano “molto complicati”, sottolineando che l’impegno diretto di Witkoff rappresenta un passo significativo per garantire una soluzione negoziale vantaggiosa per entrambe le parti.

Trump ha anche parlato dei negoziati a bordo dell’Air Force One sempre sabato: “Sta andando bene. Non voglio dire troppo, niente è importante finché non viene finalizzato. Ma sta andando bene. Credo che la situazione in Iran sia abbastanza buona”, ha affermato il presidente Usa che nel 2018 aveva deciso il ritiro americano dall’accordo sul nucleare iraniano siglato nell’estate 2015 dalle autorità di Teheran e dai cinque membri permanenti del (Usa, Regno Unito, Francia, Cina e Russia) più la Germania, il Joint Comprehensive Plan Of Action.

Tuttavia, malgrado l’apertura in corso, persistono divisioni significative. Teheran sostiene il suo diritto di avere un programma di energia nucleare civile e chiede la revoca delle sanzioni. Gli Stati Uniti, invece, chiedono garanzie verificabili che assicurino che la Repubblica islamica non acquisisca armi nucleari. Recenti valutazioni dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica hanno confermato che i livelli di arricchimento dell’uranio iraniano sono prossimi a quelli necessari per un’arma atomica.

Washington continua a temere che il programma nucleare iraniano possa superare soglie critiche se lasciato senza controllo. Trump ha già avvertito che gli Stati Uniti sono pronti a colpire militarmente le infrastrutture nucleari iraniane in caso di fallimento dei negoziati. In risposta, i leader iraniani hanno minacciato sempre più spesso di perseguire apertamente armi nucleari utilizzando le riserve di uranio esistenti.

Il governo israeliano continua a esprimere scetticismo sulle intenzioni dell’Iran, sostenendo in linea di massima un modello di disarmo simile a quello libico. Teheran da parte sua ha lanciato avvertimenti precisi agli Stati della regione, invitandoli a non appoggiare alcuna operazione militare guidata dagli Stati Uniti, che a suo dire potrebbe innescare ulteriore instabilità nell’area.

Btp, spread cala a 120 punti base dopo rialzo rating Italia

Roma, 14 apr. (askanews) – Si riduce il differenziale dei tassi sui titoli di Stato decennali tra Italia e Germania in avvio di seduta: lo “spread” segna 120 punti base (1,20 punti percentuali) dopo che venerdì scorso, a mercati chiusi, l’agenzia S&P ha alzato a sorpresa il rating dell’Italia a BBB+. I rendimenti dei Btp decennali si smorzano di circa 2 punti base al 3,75%, mentre quelli della Germania restano invariati al 2,55%.

Nel frattempo la Borsa di Milano ha aperto con un rialzo del 2% e i maggior guadagni toccano Saipem (+4,13%), Tenaris (+4,06%), Telecom Italia (+3,48%) e Mediobanca (+3,37%).

Calcio, classifica di serie A: oggi si chiude con Napoli-Empoli

Roma, 14 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Lazio-Roma 1-1:

31esima giornata Udinese-Milan 0-4; Venezia-Monza 1-0, Inter-Cagliari 3-1, Juventus-Lecce 2-1, Atalanta-Bologna 2-0, Fiorentina-Parma 0-0, Hellas Verona-Genoa 0-0, Como-Torino 1-0, Lazio-Roma 1-1, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Classifica: Inter 71, Napoli 65, Atalanta 61, Juventus 59, Bologna 57, Lazio 55, Roma 56, Fiorentina 53, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa 39, Como 36, Verona 32, Cagliari 30, Parma 28, Lecce 26, Empoli, Venezia 24, Monza 15.

33esima giornata sabato 19 aprile ore 15 Lecce-Como, ore 18 Monza-Napoli, ore 20.45 Roma-Verona; domenica 20 aprile ore 15 Empoli-Venezia, ore 18 Bologna-Inter, ore 20.45 Milan-Atalanta, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

Dazi, negoziati Usa-Giappone inizieranno il 17 aprile a Washington

Roma, 14 apr. (askanews) – La prima tornata di colloqui tra Giappone e Stati uniti sui dazi imposti dal presidente americano Donald Trump si terrà il 17 aprile a Washington. Lo ha riferito oggi la televisione pubblica giapponese NHK.

Il Giappone sarà rappresentato dal ministro della Rivitalizzazione Economica, Ryosei Akazawa, mentre dagli Stati Uniti parteciperà il Segretario del Tesoro americano, Scott Bessent, secondo quanto riferito dal canale.

Akazawa cercherà di far capire agli Stati uniti che è ingiusto mettere il Giappone, che negli ultimi cinque anni è stato un importante investitore negli Stati Uniti contribuendo alla creazione di posti di lavoro, sullo stesso piano degli altri paesi in materia di tariffe.

Il 2 aprile, Trump ha annunciato dazi reciproci sulle importazioni provenienti da altri paesi. La tariffa base è stata fissata al 10%. Vari paesi sono stati colpiti da dazi maggiorati, in seguito ridotti al 10% per 90 giorni per consentire negoziati commerciali.

Dazi, Xi Jinping: il protezionismo di Trump non ha futuro

Roma, 14 apr. (askanews) – I protezionismo e i dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump “non hanno futuro”. Lo ha affermato oggi il presidente cinese Xi Jinping nel suo discorso in occasione dell’inizio del suo tour in Asia sudorientale, a partire dal Vietnam.

“Dobbiamo difendere fermamente il sistema internazionale basato sulle Nazioni Unite e l’ordine internazionale fondato sul diritto internazionale, attuare attivamente l’Iniziativa globale per lo sviluppo, quella per la Sicurezza globale e quella per la Civiltà globale, e promuovere, insieme ai paesi del Sud del mondo, un sistema mondiale multipolare, economicamente inclusivo e ordinato”, ha affermato il presidente cinese.

“La guerra commerciale e la guerra dei dazi non hanno vincitori, e il protezionismo non ha futuro. E’ essenziale difendere il sistema multilaterale del commercio, salvaguardare la stabilità delle catene industriali e produttive globali e mantenere un ambiente internazionale aperto e cooperativo”, ha continuato il numero uno di Pechino.

Schlein non vuole capire che Conte gioca solo per sé

Elly Schlein non ha ancora capito che Giuseppe Conte non la riconoscerà mai quale leader di una eventuale coalizione di sinistra, quella che con infelice definizione viene chiamata “Campo largo” sin dai tempi, ormai lontani, della segreteria di Nicola Zingaretti.

Non lo ha compreso perché “testardamente” legata ad uno schema nel quale l’alternativa alla Destra può essere incarnata solo da uno schieramento di sinistra, variegato ma imperniato sul PD da lei diretto. Un PD che sussume in sé quel poco di “moderatismo”, o di “centrismo” che serve, giusto per poter sostenere che si tratta di un partito “plurale” così come era nel suo progetto fondativo ma che per il resto è il cardine di una Sinistra orgogliosamente e convintamente in marcia verso la vittoria.

Un’impostazione ideologica che non considera sufficientemente l’articolazione culturale e sociale del nostro Paese, per un verso; e, per l’altro, che attribuisce al Movimento 5 Stelle un posizionamento politico definitivo che invece tale non è. La cartina di tornasole è l’atteggiamento ambiguo, estremamente ambiguo, dei pentastellati sulla politica estera oscillanti fra Trump e Putin senza mai dire una parola positiva sull’Unione Europea, il cui sviluppo viceversa è fra i punti principali del programma dem. O, ancora, il loro pacifismo urlato non ancorato ad una precisa visione del mondo o a un dettame etico-religioso come è per alcune formazioni di sinistra internazionalista o per movimenti terzomondisti cristiani rigorosi nei loro convincimenti.

Dietro alla politica del Movimento pentastellato, di ieri con Grillo e di oggi con Conte, non c’è  – è questo il senso della riflessione qui proposta – alcun ideale di fondo e ciò perché la motivazione del suo sorgere è stata – né più, né meno – la contestazione assoluta al sistema dei partiti, alla politica dei partiti, alla filosofia dei partiti. Entrati poi nelle istituzioni, i suoi rappresentanti si sono nel tempo (e ormai sono trascorsi oltre due lustri dal loro primo ingresso in Parlamento) integrati nel sistema giungendo a sacrificare il loro padre-fondatore per poter costituire un partito a loro volta, ma diverso nelle intenzioni, in quanto non legato a visioni immutabili della Storia, a specifici valori ideali, a un progetto sociale e quant’altro.

Immaginare pertanto di poter costruire una salda alleanza con un neo-partito siffatto è un’illusione. Ancor maggiore se la si deve inquadrare in una prospettiva di governo. Un’illusione dimostrata dalla parabola disegnata negli anni, dall’intransigentismo opposto a Bersani all’insegna della “scatoletta di tonno” da aprire fino al sostegno al governo Draghi passando attraverso il governo prima con la Lega salviniana e dopo con il Partito Democratico sino all’attuale opposizione urlata a Giorgia Meloni senza però disdegnare alcune compromissioni, soprattutto sul versante gestionale e televisivo della RAI.

Non solo. Perché oltre al Movimento-Partito così strutturatosi e così sviluppatosi – sempre all’insegna del radicalismo alternativo al sistema, per carità! – c’è il nuovo leader, “l’avvocato del popolo”, Giuseppe Conte. Il quale non solo patisce quella visibile ansia da volontà di ritorno a Chigi (che è stata in passato anche di altri, in verità) ma soprattutto non riconosce e non vuole riconoscere, pure dopo le alterne ben poco esaltanti prove elettorali, alcuna leadership al PD né alla sua segretaria. Conte desidera rimarcare – e lo fa ogni volta che può – l’autonomia del M5S dal PD, col quale vuole competere e al quale non vuole certo essere o anche solo mostrarsi subalterno. E pertanto ricerca ogni occasione per metterlo in difficoltà, scavando nelle sue divisioni, nelle sue – esistono – contraddizioni.

Ora ha trovato un tema di sicuro impatto, il pacifismo. Col quale può realisticamente sperare di recuperare consensi a sinistra e pure in alcuni ambiti della realtà cattolica, lui che per di più cattolico si professa. E siccome ritiene di aver individuato un filone assai promettente non si fa scrupolo di utilizzarlo sino in fondo. Così, su un tessuto arcobaleno intriso di contenuti nobili e alti come, appunto, niente meno che la Pace, il presidente Conte recupera e rilancia (alla sua maniera, ovvero attraverso discorsi arzigogolati e contraddittori, che dicono senza dire, avvolgendo l’interlocutore in un mare di parole) una sua politica estera non esente da simpatie autocratiche, come si era già intuito ai tempi della sua permanenza a Palazzo Chigi: da Putin, a Xi, allo stesso Trump.

Elly Schlein si è convinta che solo un’alleanza con il M5S (oltre che con AVS) possa sconfiggere la Destra. Un po’ consultando i sondaggi e immaginando che le percentuali da questi espressi siano sommabili aritmeticamente (il che, da sempre, si sa non essere) e un po’ assecondando la sua visione di sinistra pura indenne da ogni possibile contaminazione con i settori della società a lei non immediatamente affini.

E così, all’inseguimento “testardo” della realizzazione di questo suo convincimento sta rischiando di intaccare quella coerenza europeista che è nel DNA del PD come le ricordano i suoi fondatori, da Prodi a tutti gli altri, e che – non si sottovaluti lo sfrido pericolosissimo – il Quirinale garantisce con puntuale continuità e rigore.

Storia | L’omaggio della Dc a Giuseppe Mazzini

Un popolo innumere si raccoglie oggi, tra l’ondeggiare di mille bandiere, intorno al monumento a Giuseppe Mazzini, da tanti anni preparato, da tanti anni velato; e, in alto, fiammeggia il sole della nostra ardente estate, che già nel ‘49 riarse la gola dei combattenti di Roma, dalle mura offerenti l’anima a Dio, e una immortale speranza all’Italia, auspicata una e libera.

Nel grande cuore di Roma pulsava allora il cuore di questo Uomo, rimasto ancora per alcuni lati della sua vita e del suo pensiero, complesso e difficile a comprendersi appieno; ancor giovine (aveva appena 44 anni), ma già macro e provato e martellato al fuoco vivo di amare prove e di mai vacillata fede, più che un uomo era un simbolo ed insieme un vivente insegnamento: l’adeguamento dei propri atti alla Legge, voluta e votata da rappresentanti legittimi del Popolo in una afflato religioso vago, ma facente presa in quella atmosfera romantica nella quale il prestigioso motto “Dio e popolo“ pareva naturale presidio alla vita e all’attività della Repubblica Romana.


Era nato da famiglia austeramente pia, nella gelida deviazione giansenistica, che ispirò a lui la semplicità della vita e l’imperativo risonante nella sua parola come un “dictatus” morale, mentre l’amor di Patria divampava nel suo cuore giovinetto, da quando vide la mamma sua, nel 1821, dare l’obolo per gli esuli partenti da Genova.

Già nel 1820, alla Università di Genova, era stato ammonito ed arrestato. Ma egli tacitamente osserva, giudica, costruisce: ha bisogno di uno schema, e questo sarà la Repubblica. L’amore per l’Italia, l’odio allo straniero, specie austriaco, la sfiducia nei governi dei sette Stati italiani, lo spontaneo risalire, nei sogni e nello studio, alla epoca d’oro dell’Italia romana e dell’Italia medievale, lo resero repubblicano.

Una Repubblica, la sua, che dovrà essere fiera e mistica, unitaria contro disegni di possibili federazioni di Stati italiani, impregnata di libertà, tutelata dall’autorità, strumento unico per realizzare il grande sogno di una Italia unita.

È, la sua, una idea-forza, che spiega il perché egli mise paura a tutte le polizie e ai governi d’Europa, tanto da vedere la sua mano, anche dove non c’era la logica possibilità che egli fosse presente.

Carbonaro dapprima, poi tonante contro le sètte, fondatore della “Giovine Italia” e poi della “Giovine Europa”, che egli considerò come consociazione di forze giovani, necessariamente celate e tenute vive e concordi dalla potenza di una realtà desolata e di una speranza illuminata.

Egli realtà e speranza, riassunte nel motto “Ora e Sempre”, alimentava con quelle sue letterine brevi, su carta azzurra, vergate con piccoli caratteri ben marcati, perentorie come ordini di assalto, liquidatrici come sentenze, incitatrici come espressione di una potenza profetica.

La sua volontà non piega mai, fino alla morte, con un entusiasmo che non si spegne mai, con un calore di persuasione travolgente anche le più ragionevoli opposizioni, con un finalismo illuminato e una religiosità tutta sua particolare, pensata e costruita giorno per giorno, sempre più errante e lontana dalla sua prima fede Cattolica, e pur piena di un suo personalissimo misticismo, da pochissimi seguaci capito, da non tutti i seguaci rispettato.

Con questo animo, anche i periodi brevi della prigionia, come le lunghe attese in esilio, agiscono su di lui come un temprarsi eroico della sua resistenza e del suo dinamismo. Esule per il mondo, è l’Italia martoriata, perseguitata, mai spenta, mai sepolta, che parla per bocca di questo randagio, che non è vero che non abbia riso mai. Ha conosciuto il sorriso dell’amicizia e l’ansia dell’amore, la dedizione ragionata dell’amicizia, il sacrificio infiammato dell’amore.

Per cento travestimenti sfuggente a tutti gli agguati, in Toscana, in Svizzera, in Inghilterra, in Francia, nei rapidi misteriosi ritorni a Genova, sarà in nessun posto e dovunque.

Falliti i moti del ‘31, fallito il tentativo della Savoia, il ‘48 lo vedrà equilibratissimo nel valutare l’apporto del Piemonte e di fronte all’irruenza intransigente del Cattaneo, e lo vedrà nella conclusione drammatica della guerra di Lombardia nel battaglione Medici, severo nell’abito nero con al fianco la piccola perfetta sua carabina.

Ha scritto a Carlo Alberto, ha scritto a Pio IX con un linguaggio duro e autoritario certo e rispettoso per i destinatari, e solo giustificato dal suo infuocato, disperato amore per l’Italia.

Poi il telegramma “Roma-Repubblica-venite”, mandatogli da Garibaldi che era suo fin dall’ingresso nella “Giovine Italia“ a Taganrog, e poi non più suo, per reciproche intolleranze e impazienze. Roma! Dio e Popolo! La costituzione, la difesa disperata, gli eroismi sul campo, la tutela della legge contro Garibaldi, contro Zambianchi, contro gli “Ammazzarelli“ marchegiani, la capitolazione solenne degna dell’antica Roma…

E poi via, per tutte le strade di Europa, braccato, compreso da pochi amici, solo clamante unità e libertà. E tentativi pazzeschi come il moto di Milano del ‘53 ingemmato del sangue eroico di Sciesa, e le congiure rivoluzionarie del ‘54 e del ‘55 (o candidi martiri di Belfiore, o Pier Fortunato Calvi!), e il tentativo insurrezionale di Genova e la condanna a morte!

È con nessuno e con tutti, sempre più lodato come organizzatore, e sempre più vivo nella speranza degli italiani e nel terrore che incute ai potenti. Crede ancora nella Repubblica quando tutta l’Italia è nella scia garibaldina e il programma unitario è: “Italia e Vittorio Emanuele”, battezzato nel sangue a Calatafimi, e coronato di vittoria al Volturno, quando Garibaldi per l’unità della Patria dona un regno al “sopraggiunto Re”.

Negli ultimi anni di sua vita, la piccola Italia dei compromessi talora necessari urta contro il suo ideale assoluto: la marea montante della Internazionale Bakuniana urta contro la diga incrollabile della sua fede, quando fulmina, Egli, l’amico degli operai, i petrolieri della “Comune” bollandoli come nemici di Dio, della famiglia, della Patria, dell’umanità.

L’Italia si è formata ormai per il suo spirito, ma fuori e contro i suoi disegni. Esule in patria, con nel cuore l’amore mai placato per la sua Mamma terrena, viva nel suo ricordo fino negli ultimi anni, come lo fu in vita per le di Lei lettere sostenitrici nell’esilio, con nel cuore l’amore per l’Italia che aveva sognato diversa da come la vide dopo il ‘70, compì il suo sacrificio supremo a Pisa il 10 marzo 1872.

Morì in una modesta camera di amico, ricoverato sotto falso nome inglese…ma sul letto aveva la coperta da campo di Alberto Mario, usata nella campagna del ‘60!

Noi crediamo che al morente più che la sua travagliatissima vita politica sarà apparsa consolatrice la visione serena dell’Italia dell’avvenire, di quell’Italia che oggi, oltre il dolore, la mortificazione, la desolazione, la morte sta virilmente risorgendo.

Placate le antiche polemiche, chiarite le mutue incomprensioni, dimenticate le reciproche amarezze, il popolo d’Italia può portare sull’Aventino, con cuore puro, tutti i lauri dell’antico e nuovo suo Risorgimento.

Fonte: Il Popolo, Data: 2 giugno 1949, Titolo: Giuseppe Mazzini, Autore: Mario Cingolani

N.B. L’episodio concernente la realizzazione del monumento a Mazzini è bene esaminato, nel quadro dei rapporti generali tra Santa Sede e Dc, nell’ultimo libro di Giuseppe Catananti (L’Italia vaticana, Edizioni San Paolo, 2025)

Libri | Il magistero politico di Guido Bodrato

L’ultima testimonianza di Guido Bodrato, scomparso quasi due anni fa, è raccolta in un agile volume pubblicato dalle Edizioni Lavoro. Si tratta di una lunga intervista – raccolta anche in un video – condotta dal giornalista e ricercatore Luca Rolandi nel febbraio del 2021 alla vigilia dei 90 anni del leader piemontese e che è stata presentata nei giorni scorsi a Torino dalla Fondazione Carlo Donat-Cattin. Il titolo è di per sé riassuntivo del libro intervista realizzato da Rolandi: “Bodrato, testimone esemplare. Lezioni di politica e di vita”. Certo, sarebbero moltissimi gli spunti da cui trarre insegnamento per tracciare il profilo di un politico che è stato uno dei più grandi e qualificati leader della storia e della esperienza della sinistra democristiana. Nonché statista e dirigente di primo piano del partito della Democrazia Cristiana. Un “maestro” del cattolicesimo democratico che, anche negli anni della cosiddetta “seconda repubblica”, ha saputo essere un punto di riferimento autorevole per le generazioni che si avvicinavano all’impegno politico e culturale.

Ebbene, per fermarsi a qualche sporadica considerazione, non possiamo non cogliere alcune costanti contenute nel libro intervista di Rolandi che mantengono una straordinaria attualità anche nell’attuale, e confusa, fase politica italiana. Costanti che si impongono per la loro coerenza e, soprattutto, per lo stile ed il metodo che li hanno caratterizzate. Tra queste se ne evidenziano soprattutto tre: la cultura del confronto; la coerenza culturale e l’approccio riformista. Tre elementi che hanno accompagnato l’intera sua esperienza politica da un lato e che, dall’altro, hanno caratterizzato la miglior stagione dell’impegno politico e pubblico dei cattolici italiani. E si tratta, appunto, di tre costanti che conservano una forte modernità anche nell’attuale stagione politica del nostro paese, ancora segnata da una pericolosa crisi della democrazia e da una scarsa qualità ed autorevolezza della stessa politica. Basti pensare al perdurante trasformismo, da un lato, e alla mancanza di cultura politica dall’altro, che generano oggettivamente confusione, assenza di coerenza e soprattutto scarsa autorevolezza della classe dirigente dei vari partiti e cartelli elettorali.

Ma il “magistero” politico di uomini come Bodrato non può essere dimenticato o, peggio ancora, rimosso da quei cattolici democratici, popolari e sociali che coltivano la passione e l’interesse per la politica e per un ruolo più incisivo dei credenti nella società contemporanea. Nello specifico, nell’attuale dibattito politico italiano. E questo per due ragioni di fondo.

Innanzitutto perchè il ruolo – laico – dei cattolici nella politica e nei suoi strumenti principali, cioè i partiti, non può mai ridursi ad essere puramente ornamentale e marginale. Cosa che, purtroppo, ha caratterizzato il concreto comportamento dei cattolici italiani dopo la fine della Dc e anche dopo il tramonto di partiti come il Ppi e la Margherita da un lato e il Ccd e l’Udc dall’altro. Uomini come Bodrato, e molti altri della sua generazione, ci hanno insegnato che l’esperienza da perseguire e da coltivare non può essere quella dei “cattolici indipendenti” eletti nelle liste del Pci negli anni ‘70 e ‘80. Cioè un ruolo politico del tutto irrilevante od ininfluente ai fini della costruzione del progetto politico del partito di riferimento. Costante che, oggettivamente, caratterizza molti cattolici oggi impegnati nei partiti della sinistra radicale e massimalista del nostro paese. E anche, e purtroppo, nei partiti di centro destra.

In secondo luogo, e di conseguenza, la presenza della tradizione, del pensiero e della cultura del cattolicesimo popolare, democratico e sociale è incisiva e degna di rilievo solo se viene declinata in modo visibile, coerente e con autonomia. Certo, sempre attraverso il metodo del confronto e del dialogo con le altre culture politiche e senza alcuna deriva integralistica o confessionale ma rimanendo, al contempo, forti e consapevoli della propria specificità ed originalità rispetto agli altri filoni culturali ed ideali.

Ecco perché, per fermarsi a questi due soli tasselli, se non esiste una eredità personale di uomini e leader come Guido Bodrato, esiste certamente una eredità politica e culturale. Ovvero, di una “lezione” e di un “magistero” che non possono essere qualunquisticamente storicizzati o, peggio ancora, archiviati di fronte al “nulla della politica”, per dirla con Mino Martinazzoli che, purtroppo, ancora caratterizza larghi settori della politica Italiana. Una “lezione” ed un “magistero” che emergono in modo plastico da questo libro intervista e che interpellano i cattolici italiani in una stagione dove la stessa Chiesa, finalmente, li invita ad essere più presenti ed incisivi nelle dinamiche della politica contemporanea.

Un’Europa scombussolata, il tema scelto dai Popolari del Piemonte

Foto di Simone Garello da Pixabay
Foto di Simone Garello da Pixabay

Dal secondo dopoguerra i cattolici impegnati in politica, anche se in misura maggioritaria si riconobbero nella Dc,  erano, dentro e fuori da quel partito, divisi in molteplici filoni culturali e taluni anche approdarono a scelte elettorali diverse. Su due punti però per decenni mantennero una unanimità di vedute:
1) L’Unione Sovietica e il blocco dei Paesi dell’est costituivano un pericolo reale per la salvaguardia della libertà nel nostro Paese. La risposta a questo pericolo venne individuata nella scelta atlantica, ossia nell’adesione alla Nato e nell’alleanza con gli Stati Uniti d’America. Questo non volle dire l’approvazione incondizionata alle singole scelte degli Usa ma, essendo un orientamento strategico di fondo, non venne mai messo in discussione.
2) La prospettiva verso la quale tendere era comunque quella dell’unità europea, che comprendeva anche, nel pensiero dei padri fondatori, una difesa comune, ovvero la Ced. L’ostilità della Francia fece naufragare questo aspetto del progetto.
Tale schema si mantenne immutato almeno sino al 1989. La caduta del muro di Berlino e la progressiva dissoluzione dell’Unione Sovietica aprirono le prime crepe, che si sono nel tempo allargate.
Oggi siamo in presenza di un autentico terremoto che stravolge opinioni consolidate.
La volontà di oligarchie occidentali di resistere al cambiamento verso un mondo ormai multipolare; i complessi rapporti con la Russia – non più sovietica – che manifesta una rinnovata volontà di potenza; la tragica guerra in Ucraina; l’evidente debolezza politica dell’Unione europea; il minacciato ribaltamento delle posizioni da parte degli Stati Uniti in materia di difesa comune a seguito dell’elezione di Trump e la conseguente proposta di un riarmo del vecchio continente; la tragedia in atto in Palestina, che vede gli Stati Uniti e i principali Paesi europei in evidente radicale disaccordo; il nuovo protagonismo delle grandi potenze asiatiche…
Questi sono solo i passaggi più vistosi del cambiamento epocale in atto. In questo quadro si è persa l’identità di vedute dei democratici popolari di ispirazione cristiana, divisi tra posizioni variamente atlantiste, europeiste, legalitarie, pacifiste.
Riteniamo utile aprire un confronto. Un confronto libero, reso necessario dallo scompaginamento in atto di posizioni consolidate. Noi ci domandiamo come guardino l’evoluzione in corso amici che, pur nella varietà di passate e presenti scelte politiche, sono stati e sono accomunati da un comune riferimento al cattolicesimo politico e hanno condiviso un quadro di politica estera che oggi è stato stravolto.

Dazi, Landini: finora ci hanno guadagnato solo speculatori Wall Street, i lavoratori no

Roma, 13 apr. (askanews) – Da quando il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha imposto i dazi, gli unici che ci hanno guadagnato non sono i lavoratori ma “gli speculatori di Wall Street”. Lo ha sottolineato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ospite di ‘In altre parole’ su La7.

“Io non sono non sono un economista, ma ragiono o provo a ragionare da sindacalista”, ha detto, “Da quando lui ha messo i dazi gli unici che ci hanno guadagnato, a oggi, sono gli speculatori di Wall Street. Se ragioniamo o se uno ci guarda i lavoratori ad oggi dai dazi non hanno guadagnato nulla da nessuna parte, anzi quelli che hanno continuato ad arricchirsi ancora di più sono quelli che fanno speculazione finanziaria”.

“Io la sensazione che ho e mi sembra un elemento di novità degli Stati Uniti”, ha proseguito, è “che oggi non c’è semplicemente stato uno scambio ‘prima c’erano i democratici e oggi hanno vinto i repubblicani’, no…Io ho la sensazione, qui c’è un elemento secondo me di novità, che è la prima volta che è il mercato che si fa stato e che sostituisce lo stato. E quindi non solo Trump intorno a sé ha i più ricchi del mondo, ma le logiche con cui si sta muovendo sono logiche che non si pongono il problema degli interessi generali, si pongono il problema degli interessi particolari e di una logica puramente di mercato”.

Sicurezza,Piantedosi:in arrivo nuove misure a tutela incolumità agenti

Roma, 13 apr. (askanews) – “Si susseguono i vergognosi attacchi di delinquenti contro le Forze dell’ordine: a Milano per una manifestazione caratterizzata da danneggiamenti e aggressioni, a Torino in occasione di un rave abusivo, a Roma con ultras scatenati in violenze di ogni tipo. A fronte di questi comportamenti indegni e inaccettabili, le Forze di polizia continuano a svolgere il proprio lavoro con equilibrio e professionalità, garantendo la sicurezza della collettività in condizioni molto difficili. A loro va la gratitudine e il pieno sostegno del Governo. Per questo, oltre al Decreto legge sicurezza appena varato, siamo determinati a portare avanti ogni ulteriore misura necessaria per garantire l’incolumità degli uomini e delle donne in divisa”. Lo preannuncia via social il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Calcio, classifica di serie A: vittoria salvezza per il Como

Roma, 13 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Como-Torino 1-0:

31esima giornata Udinese-Milan 0-4; Venezia-Monza 1-0, Inter-Cagliari 3-1, Juventus-Lecce 2-1, Atalanta-Bologna 2-0, Fiorentina-Parma 0-0, Hellas Verona-Genoa 0-0, Como-Torino 1-0, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Classifica: Inter 71, Napoli 65, Atalanta 61, Juventus 59, Bologna 57, Lazio 55, Roma, Fiorentina 53, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa 39, Como 36, Verona 32, Cagliari 30, Parma 28, Lecce 26, Empoli, Venezia 24, Monza 15.

33esima giornata sabato 19 aprile ore 15 Lecce-Como, ore 18 Monza-Napoli, ore 20.45 Roma-Verona; domenica 20 aprile ore 15 Empoli-Venezia, ore 18 Bologna-Inter, ore 20.45 Milan-Atalanta, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

Formula Uno, Oscar Piastri vince il Gran Premio del Bahrein

Roma, 13 apr. (askanews) – Oscar Piastri vince il Gran Premio del Bahrein, quarto appuntamento del Mondiale 2025 di Formula 1. Il pilota australiano della McLaren, già vincitore in Cina in questa stagione, conquista la sua quarta vittoria in carriera dominando il weekend: pole position e gara sempre in controllo. Alle sue spalle si piazzano George Russell con la Mercedes e il compagno di squadra Lando Norris, completando così un podio senza Ferrari. Charles Leclerc è quarto, seguito da Lewis Hamilton, quinto.

La gara inizia in maniera lineare, con pochi cambiamenti di rilievo fino al 32esimo giro, quando l’ingresso della safety car cambia radicalmente lo scenario. Tutti i top team ne approfittano per effettuare il pit stop. La Ferrari richiama Leclerc, in quel momento terzo, e lo rimanda in pista con gomme dure, scelta condivisa anche da Mercedes per Hamilton. Le McLaren invece montano gomme medie, mentre Russell opta per le morbide. La strategia, destinata a influenzare il finale, si rivela poco efficace per Leclerc e Hamilton.

Alla ripartenza, Piastri dimostra grande freddezza: nei successivi cinque giri distanzia Russell di oltre due secondi, mettendo al sicuro la vittoria. Dietro di lui si accende il duello tra Leclerc e Norris. Il ferrarista riesce inizialmente a resistere agli attacchi del britannico, soprattutto al giro 46, quando chiude con decisione la traiettoria. Tuttavia, la resistenza dura fino al 53esimo giro: Norris sfrutta il degrado delle gomme dure di Leclerc e lo supera, conquistando il terzo posto. Piastri, mai impensierito, taglia il traguardo in solitaria, mentre Russell conferma il secondo posto nonostante qualche difficoltà tecnica sulla sua Mercedes.

Padel, FIP Silver di Roma: trionfano gli spagnoli Barahona e Garcia

Roma, 13 apr. (askanews) – Finale di altissimo livello al Villa Pamphili Padel Club per il Fip Silver Mediolanum Padel Cup, tappa del circuito mondiale Cupra Fip Tour. A conquistare il titolo nel tabellone maschile sono stati gli spagnoli Javier Barahona (n. 28 del ranking) e Javier Garcia (n. 33), teste di serie numero 1 e favoriti sin dall’inizio.

I due top player – si legge in una nota – hanno battuto in finale la sorprendente coppia formata dal 16enne Juan “Coquito” Zamora e da Josè Sanchez, chiudendo il torneo senza cedere nemmeno un set. Dopo un primo parziale vinto 6-3, Barahona e Garcia si erano portati avanti anche nel secondo, ma gli avversari hanno provato a reagire sotto la spinta del pubblico. Il 7-5 finale ha sigillato una vittoria netta e meritata. Per Barahona, il successo ha un sapore particolare: “Giocare qui è come essere in famiglia, visto che da quattro anni milito nel Villa Pamphili in Serie A”. Sul suo gesto rituale prima del servizio ha aggiunto: “Passare la pallina sotto le gambe è solo un modo per concentrarmi, nulla di scaramantico”. Soddisfatto anche Garcia: “Atmosfera fantastica e grande livello degli avversari. Ora voliamo a Doha per il Major Premier Padel”.

Nel femminile, la finale ha premiato la coppia numero 1 del tabellone, le spagnole Amanda Lopez Moral e Lucia Garcia, che hanno superato Chiara Pappacena e Giulia Sussarello per 6-2 6-3. Le azzurre, seconde teste di serie, sono apparse scariche dopo la durissima semifinale vinta in mattinata contro le francesi Ginier-Barbier/Pothier con il punteggio di 6-7 6-3 6-4 in oltre due ore di gioco. “Le finali si vincono e si perdono – ha detto Pappacena – e oggi loro hanno giocato meglio. Certo, potevamo fare di più, ma guardiamo avanti. Il match con la Francia è stato tostissimo, anche per il carico emotivo. C’è sempre un pizzico di rivalità in più con loro, nel rispetto del fair play, ma si sente”. Le vincitrici avevano avuto maggiori difficoltà in semifinale contro Parmigiani e Dal Pozzo (7-5 6-3), con Parmigiani non al meglio per un problema alla gamba.

Sumy, Schlein: ennesima barbarie russa, Europa ottenga tregua per negoziare pace giusta

Roma, 13 apr. (askanews) – “A Sumy oltre 30 morti in un giorno di festa: donne, uomini, bambini assassinati da Putin mentre celebravano la domenica delle palme. L’ennesima barbarie russa contro la popolazione civile ucraina, che deve essere sostenuta fino al raggiungimento di una pace giusta che garantisca la sicurezza di questo Paese e del suo popolo. Questa dev’essere la priorità dell’Europa, sostenere l’Ucraina ed ottenere una tregua per negoziare una pace giusta, che non può essere la resa verso un aggressore che anche oggi mostra tutta sua ferocia. La comunità del partito democratico è e sarà al fianco del popolo ucraino”. Lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein.

Ciclismo, Mathieu van der Poel vince la Parigi Roubaix. Pogacar cade

Roma, 13 apr. (askanews) – Mathieu van der Poel si conferma il re della Roubaix: terzo successo di fila per l’olandese nell’Inferno del Nord, eguagliato Moser. Corsa piena di colpi di scena già dai primi tratti di pavè tra forature e scatti dei big. Dopo la foresta di Arenberg la gara si infiamma: Pogacar parte, Pedersen fora, van der Poel risponde e Philipsen si stacca lasciando i soliti due. Ai -40 dal traguardo una caduta dello sloveno in curva lancia VdP verso il successo. Trionfo solitario al velodromo, sul podio anche Pogacar e Pedersen.

Ucraina,l’inviato Usa Kellogg: l’attacco russo a Sumy supera ogni limite di decenza

Roma, 13 apr. (askanews) – In un messaggio su X, Keith Kellogg, l’inviato speciale degli Stati Uniti per l’Ucraina e la Russia, ha reagito all’attacco su Sumy: “L’attacco di oggi, domenica delle Palme, da parte delle forze russe contro obiettivi civili a Sumy supera ogni limite di decenza. Molti civili sono stati uccisi e feriti. Come ex comandante militare, capisco l’obiettivo e questo è inaccettabile. Ecco perché il presidente (Donald) Trump sta lavorando duramente per porre fine a questa guerra”.

Il presidente americano, che puntava a porre fine alle ostilità in 24 ore, è riuscito a ottenere dalla controparte russa solo una moratoria sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, che da allora sia Kiev sia Mosca si sono accusate reciprocamente di aver violato. A fine marzo, Washington aveva anche annunciato una tregua limitata nel Mar Nero, dai contorni vaghi.

Il messaggio Usa di condanna si aggiunge a quelli, numerosi dei leader europei, compresa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Padiglione Italia a Expo 2025, "la Città ideale del Futuro"

Osaka, 13 apr. (askanews) – “L’Arte Rigenera la Vita” è il tema del Padiglione Italia inaugurato oggi dal ministro degli Esteri Antonio Tajani all’Esposizione universale 2025 di Osaka. L’architetto Mario Cucinella, che lo ha progettato, lo ha immaginato come una moderna interpretazione della Città Ideale del Rinascimento, con un teatro, i portici, la piazza e il giardino all’italiana, luoghi tipici dell’identità urbana e sociale dell’Italia.

L’Expo di Osaka, che oggi ha aperto al pubblico i suoi padiglioni, ha per tema “Disegnare la Società del futuro per le nostre vite”, ed è dedicato alle innovazioni tecnico-scientifiche per migliorare la qualità della vita. L’Esposizione si tiene in un momento di grande rilancio delle relazioni tra Italia e Giappone, elevate a partenariato strategico nel gennaio 2023.

L’obiettivo del Padiglione Italia è quello di ampliare e completare l’immagine dell’Italia nel mondo attraverso la presentazione delle sue eccellenze, la sua tecnologia d’avanguardia, la ricerca scientifica, le opere d’arte classiche e contemporanee, il design e l’artigianato, la musica e le performance quotidiane dal vivo, tutte espressioni del talento umano e del modo italiano di creare dialoghi interculturali. La struttura vuole essere una grande vetrina per un “Made in Italy che non ha rivali nel mondo” ed è capace di “abbattere alcune barriere tariffarie grazie alla qualità del prodotto italiano”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la cerimonia di inaugurazione.

La struttura è composta da 2 diversi corpi: una teca, cuore espositivo del Padiglione, e un corpo secondario che ospiterà le funzioni accessorie. Nel suo insieme racconterà al mondo la cultura, le eccellenze, le arti, le imprese, gli artigiani dell’Italia intera. Ma anche il nostro territorio, un tessuto vivo che non è solo sequenza di città grandi, ma di borghi, musei, paesaggi e foreste, colline, laghi, fiumi. Il Padiglione offre insomma l’opportunità di fare un viaggio spazio-temporale che crea condivisione, partecipazione, occasioni di incontro di saperi fin dal suo esterno, dove si trova un grande porticato contenente un teatro.

All’interno del Padiglione, per la prima volta, lo spazio dedicato alla “Spiritualità” è rappresentato dalla sezione della Santa Sede. Al centro di questo spazio è esposto il capolavoro di Caravaggio “La Deposizione di Cristo”. A questo proposito Monsignor Rino Fisichella, commissario generale per la Santa Sede all’Expo 2025 a Osaka, ha ringraziato sentitamente Papa Francesco, che ha fortissimamente voluto far esporre quest’opera, che è l’unica del Caravaggio conservata ai Musei Vaticani.

Nell’ambito dell’Expo 2025 di Osaka, il Padiglione rappresenta un avamposto del Sistema Italia in una delle aree più ricche dell’Asia. Secondo uno studio del Politecnico di Milano, potrebbe esserci un aumento del 20% delle esportazioni verso il Giappone e l’Asia Orientale, grazie alla partecipazione dell’Italia a Expo, per un valore ben superiore ai 600 milioni di Euro.

Usa, la Casa Bianca: stiamo negoziando sui dazi con 130 Paesi

Roma, 13 apr. (askanews) – Gli Stati Uniti stanno negoziando il commercio e i dazi con 130 Paesi. Lo ha dichiarato Kevin Hassett, direttore del Consiglio economico nazionale del governo.

“In questo momento, 130 Paesi hanno mostrato la loro disponibilità e siamo in trattativa con loro”, ha dichiarato il funzionario in un programma della Cnn, commentando le interazioni degli Stati Uniti con altri Paesi su commercio e dazi.

Hassett ha aggiunto che i Paesi in questione sono soggetti a una tariffa del 10 per cento sulle importazioni di beni negli Stati Uniti.

Expo, Tajani inaugura Padiglione Italia: vetrina per export in Asia

Osaka, 13 apr. (askanews) – Il Padiglione Italia all’Esposizione universale 2025 di Osaka, in Giappone, può essere uno “strumento straordinario” per confermare e rafforzare “la presenza politica ed economica” del nostro Paese “in tutta l’Asia”. Antonio Tajani è arrivato in città questa mattina, al termine della sua missione in India. In un momento “complicato” a livello internazionale, sul piano commerciale, “con il rischio di una guerra dei dazi”, Tajani ha voluto confermare il ruolo trainante e le possibilità offerte dall’Expo per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ribadendo inoltre la centralità dei rapporti tra Italia e Giappone, già rinforzati dal partenariato strategico firmato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dalla recente visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Occorre “lavorare anche su questi mercati, il mercato giapponese, il mercato indiano, i mercati orientali”, che “rappresentano una straordinaria opportunità”, ha sottolineato il titolare della Farnesina.

Il Giappone di oggi, d’altra parte, è al centro del nostro interesse nella regione dell’Indo-Pacifico, una delle più importanti del mondo per la nostra proiezione economica nell’ambito della strategia della diplomazia della crescita. Con una crescita economica prevista al 4,4% nel 2025 ed uno sviluppo demografico sostenuto, in particolare nei Paesi del sud-est asiatico, l’Indo-Pacifico è destinato ad accrescere anche in futuro la propria rilevanza economica e commerciale internazionale. Insomma, si tratta di un’area a cui l’Italia guarda “con sempre maggiore attenzione”, allo scopo di trovare nuovi spazi per le nostre aziende e l’export dei prodotti Mady in Italy, mentre restano vive le tensioni legate ai dazi americani e alle politiche commerciali di Donald Trump.

A questo proposito, Tajani ritiene che “la situazione stia lentamente migliorando”, dopo la parziale marcia indietro sui dazi decisa da Trump. E il prossimo viaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Usa, secondo il ministro, potrà servire a rafforzare i rapporti con gli americani, “a spingere il governo americano ad arrivare a dazi zero”. Washington resta infatti un alleato chiave per l’Italia e secondo Tajani sarebbe “un errore clamoroso” pensare di barattare l’amicizia con gli Usa con quella con la Cina, per fare un dispetto agli Stati Uniti. Il negoziato dell’Unione europea con Trump in materia di scambi commerciali sta ripartendo e ci sono quasi 90 giorni di tempo per concludere un eventuale accordo. Il Commissario europeo per il Commercio Maros Sefcovic proprio domani vedrà la controparte americana a Washington. “Intanto”, però, “lavoriamo su tutti gli altri fronti e l’area orientale dall’Asia centrale, fino a Vietnam, Corea del Sud, Giappone, India, Filippine, Singapore, Vietnam e anche Australia e Nuova Zelanda, è quella in cui noi possiamo fare di più, perché le opportunità sono tantissime”, ha sottolineato il ministro intervenendo al Focus Asia-Pacifico del Piano d’Azione per l’Export italiano nei mercati extra-UE ad alto potenziale, assieme ai vertici di Confindustria, Confartigianato, Confcommercio e Altagamma, ad esponenti del mondo delle imprese e ai rappresentanti di ICE, Confindustria, Sace e Simest.

Un importante impulso può arrivare proprio dall’Expo di Osaka. Il Padiglione Italia, che ospita per la prima volta al uso interno la Santa Sede, è concepito per riflettere al meglio l’identità italiana e raccontarne le eccellenze e i valori. Rappresenta, inoltre, una straordinaria vetrina per proiettare nel mondo le eccellenze italiane, che coniugano da sempre storia e innovazione, alta tecnologia e tradizione. La struttura vuole essere una grande vetrina per un “Made in Italy che non ha rivali nel mondo” ed è capace di “abbattere alcune barriere tariffarie grazie alla qualità del prodotto italiano”, ha detto il ministro durante la cerimonia di inaugurazione, prendendo la parola dalla madrina della manifestazione, Serena Autieri, e dopo l’intervento dell’ambasciatore Mario Vattani, Commissario Generale per l’Italia a Expo 2025.

Dopo il rituale taglio del nastro e gli inni nazionali di Giappone, Santa Sede e Italia, suonati dalla Banda dei Carabinieri, il ministro ha visitato le diverse sale del Padiglione. Guidato dall’ambasciatore Vattani, Tajani ha così potuto ammirare le installazioni esposte: tra le altre, l’Atlante Farnese, il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e le opere di Mimmo Paladino, Jago, Boccioni, Oriana Persico e Francesca Leone.

Riferendosi alla presenza del padiglione della Santa Sede, Tajani ha quindi spiegato che con essa si intende “riconoscere l’importanza delle nostre radici culturali”. Ad ascoltarlo anche Monsignor Rino Fisichella, commissario generale per la Santa Sede all’Expo 2025 a Osaka, che ha rivolto un sentito ringraziamento a Papa Francesco per avere “deciso che l’unica opera del Caravaggio” presente ai Musei Vaticani, “La Deposizione di Cristo”, fosse esposta al Padiglione Italia in Giappone. Ricordando il “momento particolare” che sta vivendo il pontefice, Fisichella ha sottolineato che “Papa Francesco ha voluto che questo padiglione creasse un evento di dialogo e confronto”. “Cosa che avverrà con la collaborazione dell’Italia anche nei vari eventi che nel corso di questi 185 giorni segneranno le tappe dell’Expo 2025”, ha commentato. (di Corrado Accaputo)

Bombe russe a Sumy, strage di civili la Domenica delle Palme. Zelensky: solo la feccia può agire così

Roma, 13 apr. (askanews) – “Un orribile attacco missilistico balistico russo su Sumy. I missili russi hanno colpito una normale strada cittadina, la vita di tutti i giorni: edifici residenziali, istituti scolastici, auto in strada… E questo nel giorno in cui la gente va in chiesa: la Domenica delle Palme, la festa dell’Entrata del Signore a Gerusalemme. Secondo le prime informazioni, decine di civili sono stati uccisi e feriti. Solo la feccia può agire in questo modo: togliere la vita a persone comuni”, lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky commentando l’attacco russo avvenuto a Sumy, postando anche le drammatiche immagini di corpi senza vita, anche di bambini, e detriti insanguinati in mezzo alla strada, con le voci di persone che si disperano.

“Le mie condoglianze alle famiglie e ai loro cari. Un’operazione di soccorso è in corso. Tutti i servizi necessari sono operativi sul posto”, aggiunge Zelensky, che avverte: “Il mondo deve rispondere con fermezza. Gli Stati Uniti, l’Europa, chiunque nel mondo voglia che questa guerra e queste uccisioni finiscano. La Russia vuole esattamente questo tipo di terrore e sta prolungando questa guerra. Senza pressioni sulla Russia, la pace è impossibile. I colloqui non hanno mai fermato i missili balistici e le bombe aeree. Ciò che serve è un atteggiamento nei confronti della Russia che un terrorista merita. Ringrazio tutti coloro che sono al fianco dell’Ucraina e ci aiutano a difendere la vita”.

Secondo l’ultimo bilancio 31 persone risultano uccise a Sumy dall’attacco missilistico balistico russo, l’aggiornamento arriva dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che su X sottolinea: “Tra le vittime, due bambini. Le mie condoglianze alle famiglie e ai loro cari” “Più di 84 persone – aggiunge Zelensky che posta anche immagini del terribile attacco nel centro urbano della città – sono rimaste ferite, tra cui 10 bambini. Tutti stanno ricevendo l’assistenza necessaria. È fondamentale che il mondo non rimanga in silenzio o indifferente. Gli attacchi russi meritano solo condanna”. “È necessario esercitare pressioni sulla Russia affinché ponga fine alla guerra e garantisca la sicurezza della popolazione. Senza una pressione davvero forte, senza un sostegno adeguato all’Ucraina, la Russia continuerà a trascinare questa guerra”, aggiunge Zelensky, che ricorda: “È ormai il secondo mese che Putin ignora la proposta statunitense di un cessate il fuoco completo e incondizionato. Purtroppo, a Mosca sono convinti di poter continuare a uccidere impunemente. È necessario agire per cambiare questa situazione”.

Messaggi di solidarietà e condanna dell’attacco russo da alcuni leader europei. “Scene strazianti da Sumy stamattina, mentre i residenti si riunivano per la Domenica delle Palme solo per essere accolti dai missili russi. Un esempio orribile di come la Russia intensifichi gli attacchi mentre l’Ucraina ha accettato un cessate il fuoco incondizionato. I miei pensieri sono rivolti al popolo ucraino oggi”, scrive in un post su X l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri Kaja Kallas.

“Questa mattina, due missili russi hanno colpito il cuore della città di Sumy, in Ucraina, causando numerose vittime civili, tra cui, ancora una volta, bambini. Tutti lo sanno: questa guerra è stata iniziata solo dalla Russia. E oggi è chiaro che solo la Russia sceglie di continuarla, con palese disprezzo per le vite umane, il diritto internazionale e gli sforzi diplomatici del presidente Trump”, scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron. “Sono necessarie misure forti per imporre un cessate il fuoco alla Russia. La Francia sta lavorando instancabilmente per raggiungere questo obiettivo, insieme ai suoi partner”, sottolinea Macron, che conclude con un messaggio di vicinanza: “Alle vittime, ai feriti e a tutta l’Ucraina che continua a resistere: la nostra solidarietà, il nostro rispetto, il nostro incrollabile impegno”.

“Sono indignato per il criminale attacco missilistico russo al centro di Sumy. La Russia continua la sua campagna di violenza, dimostrando ancora una volta che questa guerra esiste e dura solo perché la Russia lo sceglie”, così sul suo profilo X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. “Il mio cuore è rivolto alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che sono stati colpiti da un altro brutale atto di aggressione”, prosegue Costa, assicurando: “L’Unione Europea sarà sempre al fianco dell’eroico popolo ucraino. I responsabili di questi attacchi devono essere chiamati a rispondere davanti alla giustizia. Slava Ukraini”.

“Le mie condoglianze al popolo ucraino dopo il terribile attacco russo a Sumy, avvenuto questa Domenica delle Palme. Questo non è l’atto di un Paese che cerca la pace. Sono necessari una maggiore pressione sulla Russia e un forte sostegno militare all’Ucraina. L’Ucraina sta difendendo non solo la propria libertà, ma anche la nostra”, scrive su X il primo ministro svedese Ulf Kristersson.

(nella foto una delle immagini postate da Zelensky della strage di Sumy)

A Roma, tra colori e suoni, sfilano gli abiti azerbaigiani

Roma, 13 apr. (askanews) – Palazzo Brancaccio, dimora storica del Patriziato Romano nel cuore della capitale italiana, ha ospitato venerdì 11 aprile “L’incanto degli Abiti Tradizionali Azerbaigiani”, una serata evocativa, tinta di colori e suoni, organizzata dal Centro Culturale dell’Azerbaigian insieme all’Ambasciata dell’Azerbaigian in Italia, la Camera di Commercio Italia-Azerbaigian e la Casa Nazionale degli Abiti di Baku.

La serata – si legge in una nota – è stata aperta dalle parole della rappresentante in Italia del Centro Culturale dell’Azerbaigian, Gulnar Taghizada, che ha evidenziato l’importanza dell’evento, momento fondamentale per far conoscere in Italia un aspetto ancora inedito della cultura azerbaigiana, come quello degli abiti e della moda in generale. Ha inoltre sottolineato le radici storiche, le caratteristiche regionali e l’estetica artistica dell’abito nazionale azerbaigiano, che rappresenta una parte importante della memoria culturale nazionale, riflettendo lo stile di vita, il gusto e l’identità sociale del popolo.

A portare i suoi saluti anche S.E. Rashad Aslanov, Ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia, che ha messo in rilievo come la cultura e le tradizioni siano volano della conoscenza e rafforzamento costante della strategica amicizia tra Azerbaigian e Italia.

L’evento ha previsto per la prima volta in Italia una sfilata di abiti tipici azerbaigiani, di svariate fattezze e modelli, tutti accumunati dalla cura dell’esecuzione e dalla vivacità dei colori. A sfilare abiti sia maschili sia femminili provenienti da diverse regioni dell’Azerbaigian, selezionati dalla collezione della Casa Nazionale degli Abiti di Baku, tutti finemente ricamati e realizzati a mano, impreziositi da dettagli autentici.

Oltre agli abiti, il pubblico ha potuto assistere all’esecuzione di danze azerbaigiane, accompagnate da musiche tradizionali, da parte dei ballerini dell’Ensemble di Danza Statale. Le esibizioni hanno offerto al pubblico uno sguardo vivido sulla ricca cultura della danza e sull’eleganza sartoriale dell’Azerbaigian.

La serata – conclude la nota – ha visto un’ampia partecipazione di pubblico italiano ed è stata accompagnata da un cocktail.

Calcio, la classifica di serie A: L’Atalanta è terza

Roma, 13 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Atalanta-Bologna 2-0

31esima giornata Udinese-Milan 0-4; Venezia-Monza 1-0, Inter-Cagliari 3-1, Juventus-Lecce 2-1, Atalanta-Bologna 2-0, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Classifica: Inter 71, Napoli 65, Atalanta 61, Juventus 59, Bologna 57, Lazio 55, Roma 53, Fiorentina 52, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa 38, Como 33, Verona 31, Cagliari 30, Parma 27, Lecce 26, Empoli, Venezia 24, Monza 15.

33esima giornata sabato 19 aprile ore 15 Lecce-Como, ore 18 Monza-Napoli, ore 20.45 Roma-Verona; domenica 20 aprile ore 15 Empoli-Venezia, ore 18 Bologna-Inter, ore 20.45 Milan-Atalanta, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

Tennis, Musetti si fa male e perde con Alcaraz a Montecarlo

Roma, 13 apr. (askanews) – Nulla da fare per Lorenzo Musetti: l’azzurro perde in finale al Masters 1000 di Monte-Carlo contro Carlos Alcaraz con il punteggio di 6-3, 1-6, 0-6. Un gran peccato per il toscano, che nel corso del terzo set ha accusato un problema muscolare che gli ha compromesso le parti finali del match. Lo spagnolo vince il suo 18° titolo in carriera (il 6° a livello ‘1000’) e, a partire da lunedì, tornerà numero 2 del mondo. Queste le prime parole di Lorenzo Musetti dopo la sconfitta in finale contro Carlos Alcaraz: “E’ stato probabilmente uno dei miei migliori tornei. Non è
sicuramente facile parlare dopo un finale così. Speravo di potermela giocare fino alla fine, speriamo di riprovarci un’altra volta, di farlo nel più breve tempo possibile e di riprendermi la rivincita. Grazie anche ad Alcaraz: dividere il campo con te è sempre un piacere. Mi spiace non aver finito la partita al meglio, ma ci tenevo a ringraziare tutti voi per il supporto di questa settimana”.

Dazi, Giorgetti: negoziato con Usa non semplice, trovare compromesso

Roma, 13 apr. (askanews) – Sui dazi “il negoziato con gli Usa non è semplice. Gli interessi ognuno li vuole gestire a casa propria. Dobbiamo trovare una sintesi, un compromesso corretto per trovare elementi di forza nell’ambito dei Paesi del G7 che condividono principi di libertà e democrazia”. Lo ha detto il Ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla scuola di formazione politica della Lega in videocollegamento in una pausa dei lavori dell’Ecofin informale di Varsavia.

Giorgetti ha ricordato il viaggio della premier Giorgia Meloni a Washington il 17 aprile. La settimana successiva lo stesso ministro sarà in Usa per incontrare il segretario di Stato, Scott Bessent.

Giorgetti ha quindi sottolineato “lo sforzo dell’Italia per mantenere forte il legamo con gli Usa, che è strategico e importante anche per l’Europa”.

Dazi, Giorgetti: negoziato con gli Usa non semplice, trovare compromesso (anche su Global tax e web tax)

Roma, 13 apr. (askanews) – Sui dazi “il negoziato con gli Usa non è semplice. Gli interessi ognuno li vuole gestire a casa propria. Dobbiamo trovare una sintesi, un compromesso corretto per trovare elementi di forza nell’ambito dei Paesi del G7 che condividono principi di libertà e democrazia”. Lo ha detto il Ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla scuola di formazione politica della Lega.

Giorgetti ha ricordato il viaggio della premier Giorgia Meloni a Washington il 17 aprile e la settimana successiva lo stesso ministro sarà in Usa per incontrare il segretario di Stato, Scott Bessent. Giorgetti ha anche sottolineato “lo sforzo dell’Italia per mentenere forte il legamo con gli Usa, che è strategico e importante anche per l’Europa”. Nel negoziato con gli Usa “il punto di partenza è sicuramento quello sui dazi. Poi abbiamo una questione aperta sulla tassazione internazionale. C’è l’ambizione di creare la Global minimun tax, che l’amministrazione Trump ha messo nel cassetto, e di gestire e decidere sulla Web tax che in Italia è già partita”, ha spiegato il ministro dell’economia, intervenendo in vodeocollegamento alla scuola di formazione politica della Lega, in una pausa dei lavori dell’Ecofin informale a Varsavia.

Il Ministro ha poi posto l’accento su un tema “di cui non parla nessuno” ma che secondo Giorgetti assumerà grande importanza, quello del valore delle monete, “un dazio implicito”. “La correlazione rispetto alla competitività tra il sistema italiano ed europeo e quello Usa dipende anche da questo fattore”. Quindi, nei negoziati, “non ci sono solo i dazi ma anche la gamba fiscale e valutaria. Allungare le antenne anche su questi aspetti sarà utile”.

In libreria Il laboratorio della città nuova, Foqus nei Quartieri Spagnoli

Roma, 13 apr. (askanews) – Nelle librerie “Il laboratorio della città nuova – FOQUS nei Quartieri Spagnoli” di Renato Quaglia, edito da Rubbettino: è il racconto di un’esperienza che a Napoli, in uno dei quartieri più fragili d’Europa, è stata al tempo stesso una visione e una sfida al futuro. Quaglia, insieme a Rachele Furfaro, è stato ideatore del progetto e fondatore della Fondazione FOQUS, di cui è tuttora direttore. Il libro è stato scritto lavorando al grande progetto di rigenerazione urbana-educativa, tra speranze e risultati, errori e soluzioni, osservando professionisti, cittadini, istituzioni, attivisti che vi partecipavano, e progetti internazionali studiati per trarne suggestioni. Tutto è confluito in un libro che, ripercorrendo i passaggi decisivi del progetto nei Quartieri Spagnoli, riflette anche sui limiti e le potenzialità del fenomeno della rigenerazione urbana e dei laboratori sociali in Italia e in Europa. Quartieri esausti, che segnano il destino di chi ci nasce, le periferie prive di scuole, centri culturali o sportivi, le aree urbane che alimentano insicurezza, disoccupazione, disagi sociali e generazionali, dichiarano più che la crisi della città, soprattutto la crisi del modello economico e sociale che produce gli effetti. Scampia a Napoli, lo Zen a Palermo, Corviale a Roma, le Dighe a Genova, San Paolo a Bari, Quarto Oggiaro a Milano, non sono più degli unicum: sono diventati i sinonimi che descrivono l’inadeguatezza di moltissimi quartieri anonimi, che ormai si ritrovano in ogni città, grande o piccola. Non solo aree di criticità irrimediabili, sostiene Quaglia: sono invece le uniche aree da cui può ripartire il disegno di una nuova città.

“Il laboratorio della città nuova – FOQUS nei Quartieri Spagnoli” offre al lettore considerazioni sulle politiche pubbliche, le innovazioni sociali e i più interessanti progetti italiani, esempi di progetti internazionali, un panorama critico sui modi con cui viene finanziato il sociale in Italia, dati e informazioni sulle iniziative che offrono nuove prospettive a quartieri marginalizzati, a edifici dismessi, a città che ricominciano a pensare al futuro. Il libro affronta anche alcune delle questioni più dibattute in questi anni: come vengono rese disponibili le risorse necessarie al lavoro sociale, i bandi emessi dalle fondazioni di erogazione, come si comporta l’ente locale di fronte alle molte esperienze che stanno cambiando il volto e le prospettive delle città, cosa occorrerebbe per dare prospettiva ai laboratori sociali che si sono dimostrati efficaci.

“Il laboratorio della città nuova” racconta un modello di innovazione sociale che è stato partecipato da una comunità complessa come quella dei Quartieri Spagnoli a Napoli, insieme a cui ha saputo produrre una profonda trasformazione, portata ad esempio in Europa e replicabile in ogni periferia, innescando processi positivi di benessere condiviso. Acronimo della Fondazione Quartieri Spagnoli, come scrive Roberto Saviano nella prefazione: “la Fondazione FOQUS è un piccolo grande miracolo partenopeo”.

Il laboratorio di FOQUS è iniziato, nel 2014, dal recupero di un ex convento cinquecentesco, di proprietà di un ordine religioso e negli ultimi anni abbandonato, e dall’investimento di una scuola dalla pedagogia sperimentale, quella di Rachele Furfaro, che assegna al ruolo educativo una funzione propulsiva straordinaria. Oggi, quel grande edificio abbandonato è abitato ogni giorno da una comunità educativa, economica e produttiva composta da più di 3.000 persone. Si sono creati 208 posti lavoro, vi studiano più di 1.000 bambini (in un quartiere dai tassi di abbandono scolastico superiori al 30% e dove vive il 10% dei bambini di tutta Napoli). Quella parte dei Quartieri Spagnoli che dieci anni fa era “la meno frequentata e la meno frequentabile”, oggi, oltre che un luogo di educazione, cura e lavoro, è anche un riferimento culturale per tutta la città, richiamata da presentazioni di libri, una biblioteca, una sala cinematografica, uno spazio per convegni e concerti, una galleria d’arte e una collezione di opere di maestri contemporanei, da Pistoletto a Palladino, Tatafiore, Manzo. Organizza progetti a favore di donne fragili, corsi di formazione per giovani, un centro per giovani e adulti con disabilità cognitive, iniziative di inclusione che disegnano un modello di nuovo welfare compartecipativo, che crea correlazioni tra persone, competenze, specializzazioni, possibilità. A FOQUS l’educazione è la chiave della trasformazione generativa: ci sono un nido e scuole dall’infanzia alle secondarie di primi grado; una sede distaccata dell’Accademia di Belle Arti; un centro di formazione professionale, un istituto di musicoterapia, corsi per la creazione di reti sociali, start-up e piccole imprese locali, spazi e opportunità di networking. FOQUS ha inaugurato due anni fa la prima scuola a vocazione ambientale d’Italia e promuove progetti di sostenibilità ed economia circolare.

Il libro racconta come le aree del disagio possano trovare una nuova possibilità, imboccare una diversa traiettoria di futuro, di come un progetto sistemico (che cioè agisce contemporaneamente su educazione, cultura, lavoro, welfare, inclusione) possa avere un impatto reale sulla vita di una comunità partendo dai suoi cittadini più vulnerabili, creare un ambiente in cui tutti possano trovare un proprio ruolo, sentirsi parte di una comunità e contribuire al benessere collettivo. Dar vita a una città nuova. Ma molte delle migliori esperienze non diventano ancora politiche pubbliche, non sono accolte dall’ente pubblico. “Si otterrebbero ben diversi risultati – avverte Renato Quaglia – se Stato e innovatori sociali agissero nella stessa direzione, progettando insieme un terzo modello, oltre la dicotomia pubblico- privato dei decenni passati, verso una nuova interpretazione dell’interesse pubblico e una coraggiosa applicazione dei concetti di bene comune”. La necessità di rimediare agli errori del Novecento, di sostituire nuovi orizzonti a prospettive che paiono inevitabili e incorreggibili, impone di rendere reale il possibile, con coraggio.

“Quando questi laboratori di cittadinanza attiva diventano parte del vissuto di una comunità, allora il cambiamento è irreversibile, non più cancellabile. Ognuna di quelle comunità costruisce una città nuova, inclusiva e aperta. E – conclude Renato Qaglia – sceglierà chi portare con sé nel futuro”.

Atletica, Nadia Battocletti campionessa europea dei 10 km

Roma, 13 apr. (askanews) – Vince ancora Nadia Battocletti. È un’altra giornata trionfale per la fuoriclasse che conquista l’oro nei 10 chilometri agli Europei di corsa su strada a Lovanio, in Belgio, e trascina al successo anche la squadra azzurra. Un assolo entusiasmante, a ritmo di record italiano con il tempo di 31:10 sotto una leggera pioggia migliorando di nove secondi il suo primato dell’anno scorso, dopo l’attacco intorno al settimo chilometro che la rende imprendibile per le avversarie. L’argento olimpico dei 10.000 metri, 25 anni compiuti ieri, festeggia il quarto titolo europeo in poco più di dieci mesi e in tre superfici diverse: 5000 e 10.000 su pista a Roma, cross ad Antalya, adesso anche su strada. Cambia il terreno, ma il verdetto è sempre lo stesso e di nuovo, come nella campestre dello scorso dicembre, la trentina conduce all’oro il team italiano: il successo collettivo arriva anche per merito di Sofiia Yaremchuk, settima in 31:39, e Valentina Gemetto, nona in 31:44 con tre azzurre nella top ten, poi 22esima Elisa Palmero (32:39), 28esima Federica Del Buono (32:46) e 29esima Gaia Colli (32:47). Per l’argento emerge la tedesca Eva Dieterich (31:25) e bronzo alla slovena Klara Lukan (31:26), entrambe in rimonta sulla portoghese Mariana Machado (31:30) che chiude quarta. Nel podio a squadre, seconda Germania e terza Francia. (Foto Grana/Fidal)