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Alla scoperta del Parmigiano Reggiano con “Caseifici aperti”

Parma, 13 apr. (askanews) – Un vero e proprio viaggio nel tempo, alla scoperta del metodo di lavorazione artigianale della Dop, invariato da addirittura oltre nove secoli. Opportunit unica quella promossa sabato 12 e domenica 13 aprile da Parmigiano Reggiano. Porte aperte in 51 caseifici fra Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Mantova, per visite guidate e la possibilit di immergersi nel mondo del formaggio.

Prospettive sottolineate da Nicola Bertinelli del Consorzio Parmigiano Reggiano: ” il tredicesimo anno che i caseifici del Consorzio aprono le porte per permettere ai cittadini di visitare la struttura dove si produce il Parmigiano Reggiano, ma anche la filiera e gli allevamenti. Chi entra qui, vive il prodotto in un modo differente, rendendosi conto del perch si tratta di molto di pi di un pezzo di formaggio”.

Dai magazzini di stagionatura alla possibilit di acquistare il prodotto direttamente dalle mani dell’artigiano che lo ha creato nella “cattedrale del formaggio”, esperienze uniche per gli appassionati ma aperte a tutti. Per una partecipazione del pubblico, locale e non solo, davvero considerevole: “Siamo solo all’inizio. Nel 2024 sono state superate le 20.000 persone in visita in quei quattro giorni, per un totale di 200.000 in tutto l’anno”.

La forza degli ingredienti di mille anni fa – latte, sale e caglio – che ora guarda anche oltre all’Italia: “L’obiettivo creare una grande fidelizzazione legata al prodotto: il Parmigiano Reggiano deve guardare al futuro, per diventare una marca iconica e un fenomeno culturale sui mercati internazionali”.

E i risultati di questo sguardo verso l’estero si notano gi nei numeri delle visite del 2024: oltre 180.000 i visitatori totali nei caseifici, 49.000 prenotazioni online sul sito del Consorzio di cui met provenienti da altri Paesi.

Nuova sorpresa del Papa: in piazza San Pietro tra i fedeli per la Domenica delle Palmee

Città del Vaticano, 13 apr. (askanews) – Papa Francesco, senza naselli e, quindi, ossigeno che lo sta supportando in questi giorni di convalescenza, si è concesso un più lungo bagno di folla tra i presenti sul sagrato della basilica di San Pietro. Il Pontefice, giunto al termine della messa delle Palme in sedia a rotelle spinta dal suo infermiere personale, Massimiliano Strappetti, ha prima salutato dietro all’altare il vice decano del collegio cardinalizio, card. Sandri, che ha presieduto la messa, e poi quanti ha incontrato nel suo giro.

Tra i fedeli salutati anche dei bambini e un gruppo di suore alle quali, con un gesto della mano, alla presumibile domanda sulle sue condizioni di salute, ha risposto con un gesto della mano, che è sembrato significare: così e così….

“Sorelle e fratelli, vi ringrazio tanto per le vostre preghiere. In questo momento di debolezza fisica mi aiutano a sentire ancora di più la vicinanza, la compassione e la tenerezza di Dio”, ha sottolineato Papa Francesco nel testo dell’Angelus diffuso dopo la Messa in piazza San Pietro per la Messa della Domenica delle Palme.

“Anch’io prego per voi, e vi chiedo di affidare con me al Signore tutti i sofferenti, specialmente chi è colpito dalla guerra, dalla povertà o dai disastri naturali”, ha assicurato Papa Francesco nel testo dell’Angelus.

Ucraina: bombe russe su chi va a messa a Sumy, 21 morti, 83 feriti

Milano, 13 apr. (askanews) – Le truppe russe hanno attaccato la città ucraina di Sumy, vicino al confine con la Russia. Lo hanno riferito il sindaco ad interim Artem Kobzar e il consiglio comunale di Sumy. Le bombe russe si sono accanite sulla gente che andava a messa, il giorno della Domenica delle Palme, un giorno ampiamente celebrato dalla Chiesa ortodossa. “La Russia ha attaccato il centro della città con armi balistiche in un momento in cui c’erano molte persone per strada. Si è trattato di un attacco deliberato contro i civili durante una delle principali festività religiose”. Lo scrive il ministro degli Interni ucraino Igor Klymenko. In una dichiarazione il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto che decine di civili sono morti dopo che i missili russi hanno colpito una strada della città.

La metropoli situata molto vicina al confine con la Russia è stata colpita con missili balistici nel suo centro urbano: i morti sono 21 persone. Molti i feriti, tra cui 7 bambini: sarebbero 83 secondo il Ministero degli Affari Interni dell’Ucraina.

Il capo del Centro per la lotta alla disinformazione del Consiglio nazionale di difesa e sicurezza ucraino, Andriy Kovalenko, ha sottolineato che i russi hanno deliberatamente lanciato l’attacco la Domenica delle Palme prendendo di mira la gente che andava a messa o passeggiava in centro.

La Procura regionale di Sumy ha avviato un’indagine preliminare su un crimine di guerra che ha causato la morte di persone (Parte 2 dell’articolo 438 del Codice penale dell’Ucraina).

Calcio, la classifica di serie A, Juve terza per una notte

Roma, 13 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Juventus-Lecce 2-1

31esima giornata Udinese-Milan 0-4; Venezia-Monza 1-0, Inter-Cagliari 3-1, Juventus-Lecce 2-1, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Classifica: Inter 71, Napoli 65, Juventus 59, Atalanta 58, Bologna 57, Lazio 55, Roma 53, Fiorentina 52, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa 38, Como 33, Verona 31, Cagliari 30, Parma 27, Lecce 26, Empoli, Venezia 24, Monza 15.

33esima giornata sabato 19 aprile ore 15 Lecce-Como, ore 18 Monza-Napoli, ore 20.45 Roma-Verona; domenica 20 aprile ore 15 Empoli-Venezia, ore 18 Bologna-Inter, ore 20.45 Milan-Atalanta, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

I Take That celebrano il suo 30° anniversario di "Nobody else"

Milano, 13 apr. (askanews) – Per celebrare il suo 30° anniversario, il 6 giugno esce per la prima volta in vinile in una speciale edizione “Nobody else”, l’iconico album dei Take That. “Nobody Else” sarà disponibile nelle versioni 2LP Deluxe Marbled Orange Vinyl, 1LP Translucent Pink Vinyl (esclusiva dello store ufficiale Take That), 1LP Black, 2CD e Digitale.

Originariamente pubblicato l’8 maggio 1995, “Nobody Else” contiene molti dei più grandi successi della band negli anni ’90, come “Sure”, “Back for Good” e “Never Forget”. Questo album segna anche un momento cruciale nella storia dei Take That, poiché è stato l’ultimo disco registrato come quintetto prima della loro separazione nel 1996.

L’edizione anniversario 2LP Deluxe, il formato 2CD e le versioni digitali includeranno materiale esclusivo con tracce rare e inedite, tra cui la bonus track giapponese “All That Matters To Me”, registrazioni live inedite dal Nobody Else Tour del 1995 e un nuovissimo remix 2025 di “Hanging Onto Your Love” a cura di Howard Donald. Tracklist completa “Nobody Else”: 01. Sure 02. Back For Good – Radio Mix 03. Every Guy 04. Sunday To Saturday 05. Nobody Else 06. Never Forget 07. Hanging Onto Your Love 08. Holding Back The Tears 09. Hate It 10. Lady Tonight 11. The Day After Tomorrow Bonus Track: 12. All That Matters To Me – Japanese Edition Bonus Track 13. Hanging Onto Your Love – Howard Donald’s 2025 Remix 14. Sure – Full Pressure Mix 15. Back For Good – Urban Mix 16. How Deep Is Your Love 17. Lady Tonight – Live 18. Sunday To Saturday – Live 19. Every Guy – Live Formati come quintetto nel 1989, i Take That ottennero un successo immediato con i loro primi due album, che raggiunsero rispettivamente la #2 e la #1 in classifica. Il terzo album “Nobody Else” confermò la loro potenza mondiale, vendendo oltre 6 milioni di copie e raggiungendo la vetta delle classifiche in 11 Paesi. L’uscita di Robbie Williams dalla band portò alla loro separazione nel 1996, seguita da 9 anni di pausa prima della reunion dei 4 membri rimanenti nel 2005 con “The Ultimate Tour”. Questo segnò uno dei ritorni più spettacolari nella storia della musica britannica, portando i Take That a pubblicare 3 album alla #1 in soli 4 anni. Il ritorno di Robbie per “Progress” nel 2011 fece registrare il record nel Regno Unito per l’album più venduto del 21° secolo e per il tour con i biglietti esauriti più velocemente di sempre. Dopo la sua seconda uscita e quella di Jason Orange, i 3 membri rimanenti pubblicarono “III” e “Wonderland” nel 2017, rispettivamente certificati platino e oro. Nel 2018 la band ha celebrato il suo 30° anniversario con l’uscita di “Odyssey”, un album di greatest hits con versioni re-immaginate dei loro brani più iconici. L’album ha debuttato alla #1 ed è stato seguito da un tour di successo in stadi e arene nel Regno Unito e in Europa nel 2019. Con l’uscita del loro 9° album in studio, “This Life” nel 2023, la band ha raggiunto la nona #1 in classifica e l’album più venduto da un artista britannico in quell’anno, superando l’intera Top 25.

Expo, Tajani inaugura padiglione Italia: strumento di presenza

Osaka (Giappone), 13 apr. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inaugurato oggi il Padiglione Italia all’Esposizione Universale 2025 di Osaka, in Giappone. “Siamo qui perché riteniamo il Padiglione Italiano di Osaka uno straordinario strumento per la presenza politica e economica del nostro Paese, certamente in Giappone, ma direi in tutta l’Asia, perché noi guardiamo con sempre maggiore attenzione questa realtà”, ha detto Tajani.

“Tutto quello che facciamo”, ha insistito il ministro, “lo facciamo per far crescere il nostro Paese, per far stare meglio i nostri cittadini, perché l’obiettivo è sempre quello, mettere al centro ogni cittadino italiano”.

Questo Padiglione, ha poi ricordato Tajani, “sarà anche luogo di business forum, per rendere in questo momento complicato a livello internazionale, a livello commerciale, con il rischio di una guerra dei dazi” occorre “rafforzare la nostra presenza attraverso la internazionalizzazione delle imprese”.

Expo, Tajani inaugura padiglione Italia: strumento di presenza

Osaka (Giappone), 13 apr. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inaugurato oggi il Padiglione Italia all’Esposizione Universale 2025 di Osaka, in Giappone. “Siamo qui perché riteniamo il Padiglione Italiano di Osaka uno straordinario strumento per la presenza politica e economica del nostro Paese, certamente in Giappone, ma direi in tutta l’Asia, perché noi guardiamo con sempre maggiore attenzione questa realtà”, ha detto Tajani.

“Tutto quello che facciamo”, ha insistito il ministro, “lo facciamo per far crescere il nostro Paese, per far stare meglio i nostri cittadini, perché l’obiettivo è sempre quello, mettere al centro ogni cittadino italiano”.

Questo Padiglione, ha poi ricordato Tajani, “sarà anche luogo di business forum, per rendere in questo momento complicato a livello internazionale, a livello commerciale, con il rischio di una guerra dei dazi” occorre “rafforzare la nostra presenza attraverso la internazionalizzazione delle imprese”.

Pro-Pal a Milano, Crosetto: si alimenta odio, clima pericolosissimo

Milano, 13 apr. (askanews) – “‘Via via la Polizia’ urlavano i violenti manifestanti di Milano, mentre invitavano a sparare al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Come negli anni Settanta. Le forze di polizia italiane non hanno nulla a che fare con ciò che accade a Gaza. Così come nessun altro cittadino italiano, compreso il Presidente Meloni”. Lo ha scritto il ministro della Difesa Guido Crosetto sui social in queste ore.

“Perché dunque portare qui l’odio e la violenza che si vorrebbero censurare e combattere in Palestina? Accade da mesi. La cosa più inaccettabile è il fatto che alcune forze politiche stiano coscientemente buttando benzina sul fuoco da mesi, alimentando odio, violenza, polarizzazione e fratture sociali. Non so dove vogliano arrivare (e se lo sappiano loro) ma stanno contribuendo ad incrementare in modo irresponsabile un clima pericolosissimo e non avranno alcuna scusa quando il vento diventerà tempesta” ha aggiunto il ministro.

Tajani:Stato salute export italiano positivo, puntare nuovi mercati

Milano, 13 apr. (askanews) – “Stato di salute dell’export italiano è positivo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani da Osaka in collegamento con la trasmissione Agorà. “Abbiamo esportato beni per 623 miliardi e mezzo. L’obiettivo è esportare 700 miliardi entro la fine di questa legislatura”, ha aggiunto, invitando a guardare a nuovi mercati.

“Soltanto la Repubblica popolare cinese ha più prodotti” ha specificato. “Vinciamo le partite perchè abbiamo una straordinaria qualità. L’acquirente paga anche un po’ di più pur di avere il prodotto italiano”, ha aggiunto.

M.O., ospedale arabo Ahli di Gaza è stato colpito da due razzi

Milano, 13 apr. (askanews) – Secondo le agenzie internazionali, l’ospedale arabo Ahli di Gaza è stato colpito da due razzi israeliani. Citano il personale sanitario dell’ospedale, il quale afferma che, tra le altre cose, il pronto soccorso è stato distrutto.

Secondo quanto riferito, i pazienti sono stati evacuati dall’ospedale dopo che le forze israeliane li hanno informati di un attacco imminente. Secondo la Difesa civile di Gaza, non sono stati segnalati decessi. Le Forze di difesa israeliane non hanno commentato l’attacco.

Pioggia acida sul vertice Trump-Meloni

Incassato il giudizio positivo di Standard & Poor’s, la Meloni è costretta a fare i conti con le difficoltà incombenti sul suo viaggio a Washington. L’idillio sovranista a stelle e strisce rischia di arenarsi tra realpolitik e dinamiche interne ed esterne. L’ombra del commissario Ue al commercio, Maroš Šefcovic, da domani al tavolo dei negoziati ufficiali sulla questione dazi, relega ai margini l’iniziativa della Premier.

Per non naufragare nella sceneggiata, la Meloni potrebbbe giocare la carta dell’affinità ideologica col trumpismo, magari suffragata da un qualche colpo ad effetto. Ma l’asse “destra italiana-ultradestra USA” scricchiola. Il consenso per Trump non dilaga negli Usa e affonda decisamente in Europa. Anche in Italia i sondaggi rivelano quanto sia debole la fiducia nei riguardi del Tycoon. S’intuisce, allora, che l’eccessivo coinvolgimento nelle fantasmagorie stile “America first” non farebbe che minare la credibilità della Premier.
E non basta. Anche le divisioni nella maggioranza complicano il quadro. Salvini ha scelto l’ala più aggressiva del trumpismo: il flirt con J. D. Vance è il segno di questa deriva. Tuttavia, il vero detonatore del conflitto è costituito dal reiterato dubbio metodico di Forza Italia.

La sortita di Maurizio Gasparri, raccolta ieri sera dalle agenzie, è in effetti un preciso siluro alla linea filotrumpiana. Addirittura, le sue parole intrise di sarcasmo suonano come un altolà nei confronti della Premier: “Travolto dalla protesta che dilaga anche in America, Trump esonera dalla idiozia dei dazi smartphone computer et similia. Attendiamo che esoneri tinture per capelli e allunga-ciuffi. La tragedia che ha innescato rischia di virare verso una farsa. Lasci circolare liberamente le tesi serie e metta i dazi sulle idee errate come le sue in materia di export”. Insomma, un chiaro messaggio di dissenso.

In questo labirinto, il viaggio negli States è una rischiosa traversata solitaria. L’ambizione di rappresentare l’Italia autorevolmente si scontra con la durezza delle circostanze. La tagliente battuta di Gasparri è un monito neanche troppo nascosto: esiste un limite – e guai ad oltrepassarlo – alla coreografia più o meno elegante del sovranismo. Dunque, l’esito di questo incerto pas de deux italo-americano dirà molto sulle future strategie di governo e quindi sulla effettiva tenuta della maggioranza a guida Meloni. L’orizzonte di fine legislatura può sccorciarsi?

Democrazia sindacale, un cambio di rotta anche per la Cisl?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il sindacato che potrebbe ambire a scalzare la Cgil nel ruolo di moderna rappresentanza dei lavoratori è seduto sulle sue contraddizioni interne.

“La Cisl è una palestra di democrazia, un luogo di produzione di idee ed esperienze, come testimoniano i centri di studio e di ricerca e le periodiche attività formative che hanno a Firenze e nella sua scuola il loro fulcro. Questo patrimonio è parte sostanziale della identità della Cisl, la chiarisce e la rafforza ogni giorno nell’interesse dei lavoratori e del paese.”

Prendiamo spunto da questa frase estratta dal sito Cisl, nella parte dedicata a “Cosa è la Cisl”, proprio nel pieno della campagna congressuale, che dovrebbe essere il fulcro della prassi democratica e dello stile “istituzionale”, per valutare in tal senso la condizione dell’Organizzazione.

A proposito di stile istituzionale, segnaliamo quanto espresso dall’ex segretario generale della confederazione di Via Po 21, Savino Pezzotta, che con una denuncia sui social, ha informato di non essere stato invitato al congresso della Cisl di Bergamo, sua struttura territoriale di provenienza e che ha guidato anni fa. Il tutto perché Pezzotta si è reso promotore di una lettera aperta, critica nei confronti delle scelte politiche recenti della Cisl; un appello firmato da oltre cento ex dirigenti cislini ai vari livelli. La reazione conseguente a dell’allora segretario generale Sbarra alla “lettera aperta”, fu quella di creare una “cortina di ferro” intorno ai firmatari. Una vera e propria lista di proscrizione con conseguenti decisioni ed interventi, che nulla hanno avuto a che fare con quello che può essere un confronto, anche se duro, proprio delle regole democratiche.

Ma è giustificabile questo clima in palese contraddizione con quelli che sono i valori democratici fondanti della Cisl? Ci chiediamo, perché?

Ci saremmo aspettati elementi di discontinuità nelle modalità e nello stile da parte della nuova Segretaria Generale. Al momento riscontriamo un “Nulla di nuovo sul fronte occidentale”, mutuando il titolo di un bellissimo romanzo di Erich Maria Remarque, sui danni e le conseguenze della guerra.

Purtroppo, nulla di nuovo; auspichiamo comunque che ci sia un sussulto da parte di quel gruppo dirigente ancora in grado di esprimere potenzialità e che vengano superati il risentimento per il dissenso e che la Cisl torni ad includere e non ad escludere. Questo significa mettere al centro la persona, valore spesso al centro dei documenti dell’Organizzazione.

Un consiglio a Daniela Fumarola, lei che è persona che approfondisce, legga il recente libro di Tony Blair “On leadership” a pag. 54 “E non abbiate mai paura di circondarvi di persone più intelligenti di voi. È un errore cronico dei leader. Una squadra migliore di voi non vi farà, in ultima istanza, che apparire migliori!”

Spesso dalle tribune sindacali si accusa la politica di essere chiusa nei recinti di questo o quel leader; la Cisl provi a cambiare, perché attualmente soffre degli stessi difetti che denuncia nei confronti di altri interlocutori.

Servizi sessuali e codice Ateco: un labirinto di ambiguità

Foto di 13smok da Pixabay
Foto di 13smok da Pixabay

Di codici ce ne sono di mille tipi, da quello diplomatico a quello telegrafico non trascurando il codice acefalo e così via. Si parla in questi giorni del codice Ateco, di composizione alfanumerico, utile ad assegnare alle attività economiche un numero di riferimento per essere identificate.

Ai «Servizi di incontro ed eventi simili» è stato assegnato il codice 96.99.92 riferito ai servizi di escort e agenzie di incontro, fornitura di servizi sessuali, gestione di locali di prostituzione. Questo lo stato dell’arte mentre quel numero già richiama quello telefonico molto usato in questi anni per avere conversazioni piccanti con donnine disponibili alla lussuria.

Nel Paese delle continue diatribe la cosa ha suscitato subito scandalo mettendosi in evidenza l’incongruenza tra il divieto di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e la pratica della prostituzione stessa che non è invece illegale. Insomma una disciplina fiscale, par imposta dall’Europa, travalicherebbe la nostra legge in materia di sesso ed affini. La materia ha del ridicolo nella ambiguità in cui naviga placidamente.

La prostituzione non è un reato ma sono in contravvenzione i clienti che approfittano della situazione. Resta ferma la contraddizione in campo e insoluto il dilemma su come sia possibile vendere il proprio corpo se un cliente corre il rischio costante di una sanzione. Resta in piedi una scena da sotterfugio o di sottobosco, forse lo scenario più stimolante per gli avventori di turno.

Non manca poi il popolo dei protestatari che puntualmente reclama dignità e diritti civili e sociali per i sex workers che chiedono di avere la libertà di organizzarsi come vogliono. Si dice che il giro di affari della questione è intorno ai cinque miliardi ed è per questo che la Lega, tagliando corto a troppi rovelli, sembra pensi che la prestazione sessuale messa in commercio debba essere riconosciuta con relative tasse da versare nelle casse dello Stato. Così ridarebbe integrità e testa ad un codice privo, per Salvini, di pagine decisive. Così, almeno, si metterebbe a frutto un’attività che ad oggi arricchisce solo se stessa.

Prostituire sta per mettere davanti un qualcosa da vendere, in questo caso il proprio corpo. In passato c’è chi si è incapricciato nei distinguo per cui la meretrice si metterebbe all’opera in vista di un guadagno, la prostituta al contrario lo farebbe oltre alla moneta anche per una quota piacere. Il nostro è il paese delle sottigliezze.

In origine e in altre terre, più sbrigativamente con il termine “Escort” ci si riferì a chi scorta qualcun altro per sorveglianza, indicandogli una giusta direzione di marcia e poi nel tempo per accompagnamento e quant’altro ancora di fantasioso.

La disciplina della materia costringe a passi su un terreno sdrucciolo, i partiti dicono e non dicono, mettono il tema alla ribalta e poi si tirano indietro. Chiamano distinguo per dire questo ma anche quello e si andrà avanti così all’infinito per quante sono le varianti delle pratiche amorose e delle categorie degli interpreti oggi sempre più numerose.

Sfruttare è un portare frutto a proprio vantaggio sulle spalle del lavoro di altri. Potrebbe avere anche una accezione positiva, di chi sa cogliere il meglio ad esempio da un terreno giudiziosamente coltivato. Di nuovo si potrebbero dar vita ad infiniti ragionamenti sulla parola e sulla applicazione sul singolo caso e non se ne caverebbe un ragno dal buco. Pratolini ammoniva come “più bravo diventerai nel mestiere, più ti verrà chiaro di essere uno sfruttato” (eppure non è detto che tutti siano d’accordo con lui).

Del resto “sexum” sta ad indicare un taglio, quindi una separazione che rende le cose in qualche modo riconoscibili con possibile nettezza. È esattamente quello che non può attenersi oggi all’amore per così dire moderno. Da Ateco ad alterco il passo breve e ci si deve muovere con ogni prudente circospezione.

Ate, secondo la mitologia greca, era la contraddittoria dea dell’accecamento, che portava gli uomini in errore per poi punirne le cattive azioni. Allo stato attuale sembra, comunque, la più adatta ad occuparsi della prostituzione e delle sue conseguenze.

L’Ate par che sia anche la tessera di riconoscimento dei dipendenti pubblici e potrebbe diventarlo anche per chi si dedica a certe pratiche carnali, con l’ambizione di mettere ordine in una materia che non ne può avere probabilmente di connaturato.

“Ci vuole un fisico speciale, Per fare quello che ti pare” potrebbero cantare i cultori della prostituzione. Ci vuole un fisco speciale per ricavarci su qualcosa, che sappia dare un colpo di coda o di codice al sistema in corso.

Deriva multipolare: quando la competizione insidia la solidarietà globale

Alla luce degli eventi recenti che hanno profondamente segnato la società internazionale, emerge un interrogativo complesso, seppur ineludibile e bisognoso di una riflessione approfondita: il multilateralismo ha esaurito la propria funzione?

La risposta, pur potendo apparire immediata, si rivela in realtà più sfumata. Ciò a cui stiamo assistendo, e che si manifesta con crescente evidenza nelle dinamiche internazionali, è un lento e pericoloso deterioramento del sistema multilaterale. Non si tratta di una semplice flessione, bensì di una trasformazione radicale nelle relazioni tra Stati, che minaccia di svilire e, nella peggiore delle ipotesi, di annullare i principi fondanti della cooperazione globale finora condivisi.

Si osservi lo scenario attuale: il multipolarismo sta emergendo non come una possibilità teorica, ma come una realtà concreta, alimentata da potenze che ambiscono a edificare un ordine mondiale basato prevalentemente sulla competizione strategica, sulla forza coercitiva e sull’imposizione unilaterale degli interessi nazionali. La questione cruciale che ci troviamo ad affrontare non concerne tanto il “se” tale sistema si affermerà – poiché è già in fase di consolidamento – quanto il “quanto” esso impatterà negativamente sulla solidarietà globale e sul benessere delle fasce più vulnerabili della società internazionale.

Per discernere la potenziale pericolosità di tali dinamiche, è sufficiente volgere lo sguardo ai principali attori geopolitici. Tra questi spicca, innegabilmente, la figura di Donald Trump. L’amministrazione statunitense, contrariamente a quanto una lettura superficiale potrebbe suggerire, non rigetta in toto il multilateralismo, ma ne contesta la sua forma tradizionale e i suoi meccanismi operativi. Trump ha infatti compreso che il principio di “America First” non può essere attuato prescindendo dalle interazioni con gli altri attori globali. Tuttavia, la sua visione strategica è chiara: la cooperazione internazionale non può fondarsi su tavoli paritari ove tutti i membri, in modo equo, negoziano soluzioni condivise. La cooperazione, nella prospettiva statunitense, deve assumere una natura asimmetrica e gerarchica, dominata dallo Stato – o meglio, dalla potenza – in grado di imporre la propria visione strategica.

Ed è qui, come facilmente intuibile, che si manifesta la vera minaccia. Una concezione darwiniana delle relazioni internazionali sta guadagnando terreno, una prospettiva secondo cui l’equilibrio mondiale non si realizza attraverso la cooperazione e la solidarietà, bensì attraverso una competizione incessante e spregiudicata. Ogni potenza, ogni Stato dotato di significativa influenza, è indotto a perseguire i propri interessi nazionali con determinazione, spesso senza vincoli di natura morale, giuridica o diplomatica. Il più forte prevale, e lo fa senza necessariamente ricorrere al conflitto armato aperto, poiché tale evenienza diviene superflua: il più debole è consapevole della propria incapacità di sostenere un confronto bellico. Il multipolarismo cela in sé questa pericolosa ambivalenza, esponendo a una guerra di potenza condotta sotto una veste differente. La competizione diviene il criterio di legittimità delle azioni statali, relegando la cooperazione tra Stati a un obiettivo secondario, se non addirittura obsoleto in un simile paradigma.

Non è arduo prevedere le apprensioni che una simile tendenza può generare nella comunità internazionale. Il ritorno a logiche di realpolitik rappresenta senz’altro una delle principali preoccupazioni. Le nazioni in via di sviluppo e i gruppi sociali più vulnerabili a livello globale potrebbero divenire le prime vittime di questo nuovo ordine mondiale emergente, ove la stabilità e la pace appaiono garantite unicamente dalla forza e dalla volontà di imporsi sui soggetti più deboli e meno influenti.

Un altro esempio emblematico di questa preoccupante deriva è rappresentato da eventi concreti e indubbiamente allarmanti. Il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità costituisce uno dei segnali più evidenti di come l’architettura multilaterale stia pericolosamente vacillando. La decisione di privare l’OMS di risorse finanziarie significative rischia di compromettere interventi cruciali quali la prevenzione di epidemie e la gestione coordinata delle emergenze sanitarie a livello globale. Questo non rappresenta un mero passo indietro, bensì un taglio netto alle fondamenta stesse della cooperazione sanitaria internazionale, con conseguenze potenzialmente devastanti per i Paesi più poveri e con sistemi sanitari fragili.

Analoghe considerazioni si applicano al ritiro dal Consiglio per i Diritti Umani. L’azione collettiva in materia di tutela dei diritti fondamentali rischia di collassare sotto il peso di un approccio unilaterale e pragmatico, ove ogni potenza agisce primariamente in base a ciò che è percepito come conveniente per i propri interessi specifici, senza una reale e sentita preoccupazione per il bene comune globale.

Le nazioni che già patiscono un sistema di potere internazionale asimmetrico saranno le prime a pagare il prezzo di questa preoccupante regressione. Il risultato finale, qualora tale linea d’azione dovesse consolidarsi come definitiva, appare evidente: un ordine mondiale in cui la cooperazione tra Stati viene sacrificata sull’altare di una competizione esacerbata e priva di una cornice etica condivisa. La globalizzazione, che aveva promesso di connettere i popoli attraverso il commercio, la tecnologia e l’innovazione, si trasforma in un inedito terreno di scontro tra egoismi nazionali contrapposti.

Ecco perché, tornando all’interrogativo iniziale, dobbiamo interrogarci con urgenza: il multilateralismo è realmente giunto al suo epilogo? La crisi che sta attraversando questo sistema non deve essere interpretata come una condanna definitiva e ineluttabile. Essa rappresenta, al contrario, un pressante invito a riflettere sulla rapidità con cui stiamo scivolando verso una condizione internazionale in cui ogni Stato agisce in modo sempre più esclusivo per il proprio tornaconto.

La domanda cruciale non è unicamente se il multilateralismo saprà resistere a queste forze centrifughe, ma se noi, come cittadini consapevoli, come Stati responsabili e come membri attivi della comunità internazionale, saremo in grado di rinnovarlo profondamente e di riappropriarci di ciò che stiamo lentamente ma inesorabilmente perdendo: la capacità di collaborare sinergicamente per un bene comune superiore, di difendere con determinazione i più deboli e di costruire una pace autentica e duratura, fondata sulla solidarietà e sulla giustizia, e non unicamente sull’equilibrio precario della forza. Il futuro è realmente nelle nostre mani, ma un cambiamento di rotta radicale e immediato si configura come una necessità improrogabile. Senza una decisa inversione di tendenza, il rischio di trovarci in un mondo dominato dai dettami di un multipolarismo competitivo e conflittuale, ove la cooperazione diverrebbe un anacronistico ricordo e la guerra di potenza la nuova norma, si fa sempre più concreto e imminente.

Ma chi può farsi carico di questa impellente necessità? Chi può contribuire fattivamente a un reale cambio di rotta? La risposta è chiara: io, noi, ma non rimandando a un futuro indefinito, bensì a partire da adesso, animati dallo sdegno, dalla forza morale e dall’indignazione di chi non è più disposto a tollerare un solo giorno in più di questo sistema iniquo, multipolare e intrinsecamente ingiusto.

 

[Intervento svolto in occasione del dibattito su Pace e multiculturalismo” tenutosi ieri, sabato 12 aprile, a Roma dal Movimento dei focolari e dal Movimento politico per l’unità. Le conclusioni sono state svolte dal Prof. Alberto Lo Presti]

Calcio, la classifica di serie A: Inter a +6 sul Napoli

Roma, 12 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Inter-Cagliari 3-1

31esima giornata Udinese-Milan 0-4; Venezia-Monza 1-0, Inter-Cagliari 3-1, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Classifica: Inter 71, Napoli 65, Atalanta 58, Bologna 57, Juventus 56, Lazio 55, Roma 53, Fiorentina 52, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa 38, Como 33, Verona 31, Cagliari 30, Parma 27, Lecce 26, Empoli, Venezia 24, Monza 15.

33esima giornata sabato 19 aprile ore 15 Lecce-Como, ore 18 Monza-Napoli, ore 20.45 Roma-Verona; domenica 20 aprile ore 15 Empoli-Venezia, ore 18 Bologna-Inter, ore 20.45 Milan-Atalanta, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

Unione camere penali contro dl Sicurezza: 3 giorni astensione a maggio

Roma, 12 apr. (askanews) – Il decreto legge Sicurezza è “inutile introduzione di nuove ipotesi di reato, molteplici sproporzionati e ingiustificati aumenti di pena, introduzione di aggravanti prive di alcun fondamento razionale, sostanziale criminalizzazione della marginalità e del dissenso, introduzione di nuove ostatività per l’applicazione di misure alternative alla detenzione, consequenziale aumento della popolazione carceraria, ulteriore aggravio del fenomeno del sovraffollamento, insufficienza degli interventi per ridurre sia il sovraffollamento carcerario in crescita progressiva sia il tragico fenomeno dei suicidi in carcere che ha raggiunto il numero record nel 2024”. Lo afferma l’Unione Camere penali in una nota dove annuncia la deliberazione dell’astensione dalle udienze e da tutte le attività giudiziarie per i giorni 5, 6 e 7 maggio 2025.

Calcio, la classifica di serie A: il Venezia aggancia l’Empoli

Roma, 12 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Venezia-Monza 1-0

Udinese-Milan 0-4; Venezia-Monza 1-0, ore 18 Inter-Cagliari, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Classifica: Inter 68, Napoli 65, Atalanta 58, Bologna 57, Juventus 56, Lazio 55, Roma 53, Fiorentina 52, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa 38, Como 33, Verona 31, Cagliari 30, Parma 27, Lecce 26, Empoli, Venezia 24, Monza 15.

33esima giornata sabato 19 aprile ore 15 Lecce-Como, ore 18 Monza-Napoli, ore 20.45 Roma-Verona; domenica 20 aprile ore 15 Empoli-Venezia, ore 18 Bologna-Inter, ore 20.45 Milan-Atalanta, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

Padel, Fip Silver Roma: Pappacena-Sussarello in semifinale

Roma, 12 apr. (askanews) – Si riaccende la rivalità tra Italia e Francia nel padel femminile. Domenica al Villa Pamphili Padel Club di Roma, nella giornata conclusiva del Fip Silver Mediolanum Padel Cup, occhi puntati sulla semifinale tra la coppia azzurra Chiara Pappacena-Giulia Sussarello e quella francese formata da Jessica Ginier-Barbier e Lucile Pothier. Un confronto che ha il sapore della rivincita. Era il 26 luglio 2024 quando, agli Europei di Cagliari, l’Italia femminile conquistava la finale battendo proprio le francesi. Protagonista di quel successo fu la romana Chiara Pappacena, in quel caso in coppia con Giorgia Marchetti, vincente contro Ginier-Barbier e Touly. Ora la romana, affiancata da Sussarello, si prepara a un nuovo capitolo della sfida e ci arriva in un gran momento, dopo aver travolto nei quarti (6-0 6-1) Chiara Catini e Valentina Scaringi. Di fronte troverà ancora Ginier-Barbier, questa volta con Pothier, altra conoscenza azzurra: fu battuta agli Europei nel match d’apertura da Stellato-Casali. Anche Sussarello ha motivazioni extra: nel 2024 fu sconfitta dalle francesi Collombon-Godallier.

La semifinale di domenica, oltre a valere l’accesso alla finale pomeridiana, è carica di significati. In palio non solo il titolo, ma un simbolico riscatto per la rivalità tra le due nazioni. Riscatto che riguarda anche il tabellone maschile, dove Di Giovanni e Iacovino – quest’ultimo appena rientrato dal preraduno azzurro – sono stati eliminati nei quarti dai giovanissimi francesi Boronad e Fonteny, rispettivamente 17 e 18 anni. Chiara Pappacena è pronta: “Sarà una partita difficile, loro sono forti e ci conosciamo bene. All’Europeo fu una battaglia. Giocare a Roma mi darà sicuramente una spinta in più”. La coppia con Sussarello è ben collaudata: “Abbiamo ricominciato insieme a Como, dove abbiamo vinto. Con Giulia non siamo solo compagne, ma amiche vere”. Sussarello conferma: “Il feeling fuori dal campo fa la differenza dentro. Chiara è una persona con cui non ci si stanca mai di giocare”. E tra le curiosità, anche la presenza del piccolo Andrea, figlio di Sussarello, mascotte e tifoso speciale anche nella tappa romana.

Dazi, Panetta: fondamentale come impatteranno su dollaro

Roma, 12 apr. (askanews) – “C’è un argomento che sta acquisendo sempre più rilevanza, e cioè quale sarà l’impatto di tutto questo sul ruolo del dollaro”. Lo ha spiegato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nel dialogo con Fabio Tamburini e gli studenti in una iniziativa a Trento in vista del Festival dell’economia. Il tema era quello dei dazi.

“Come le misure in discussione negli Usa possano infuenzare il dollaro è argomento importantissimo. Ci si interroga – ha aggiunto Panetta – sulle conseguenze di tutto questo sul sistema monetario internazionale. Perché l’economia mondiale, il suo assetto, i rapporti internazionali, le relazioni commerciali, si reggono sul ruolo fondamentale del dollaro nell’economia mondiale e dopo il dollaro vi è l’euro”.

MotoGp, in Qatar affare Marquez: Marc in pole davanti ad Alex

Roma, 12 apr. (askanews) – Marc Marquez conquista la pole position del Gran Premio del Qatar. Per il pilota della Ducati ufficiale si tratta della quarta pole di fila ottenuta con il crono di 1’50″499. Sul circuito di Lusail, l’otto volte iridato si candida come il favorito principale per la sprint serale. Pecco Bagnaia, caduto all’inizio del secondo run alla curva quattro, ha chiuso con l’undicesimo tempo. Dalla seconda casella scatterà Alex Marquez con la Ducati del Team Gresini, di appena un decimo più lento rispetto al fratello. Ottima terza posizione, invece, per Fabio Quartararo (Yamaha, +0″260). Le Ducati Pertamina di Franco Morbidelli (+0″311) e di Fabio Di Giannantonio (+0″430) chiudono rispettivamente al quarto e quinto posto, sesto Maverick Vinales (Ktm Tech3). Nell’ordine, la terza fila è composta da Johann Zarco, Fermin Aldeguer e Alex Rins. Decimo Ai Ogura, mentre dodicesimo si piazza Pedro Acosta a completare la quarta fila con Bagnaia.

Trump concede esenzioni dai nuovi dazi (anche per la Cina) su smartphone, pc, tv, chip, device e componenti

Roma, 12 apr. (askanews) – Smartphone, Computer e microprocessori saranno esentati dai nuovi dazi reciproci imposti dall’amministrazione Trump, sospesi per molti Paesi ma rimasti in vigore e anzi rilanciati sulla Cina. Secondo quanto riporta Cnbc, è quanto previsto da una comunicazione delle Dogane Usa (U.S. Customs and Border Protection), che reca i codici delle categorie di merci esentate dai provvedimenti.

Secondo l’emittente Usa queste esenzioni allentano le pressioni su diversi giganti tecnologici americani, come Apple, che producono in Cina e che avrebbero subito l’effetto dei dazi sulle vendite negli Usa. Secondo la comunicazione delle Dogane, l’esenzione riguarda altre tipologie di dispositivi e componenti elettroniche, tra cui pannelli fotovoltaici, TV a schermo piatto, memorie flash e schede di memoria, così come hard disk esterni. L’esenzione in particolare riguarda i dazi che a seguito di una serie di rappresaglie e rilanci hanno raggiunto il 145% sulle importazioni provenienti dalla Cina.

Dazi, Trump concede esenzioni su smartphone, computer e chip

Roma, 12 apr. (askanews) – Smartphone, Computer e microprocessori saranno esentati dai nuovi dazi reciproci imposti dall’amministrazione Trump, sospesi per molti Paesi ma rimasti in vigore e anzi rilanciati sulla Cina. Secondo quanto riporta Cnbc, è quanto previsto da una comunicazione delle Dogane Usa (U.S. Customs and Border Protection), che reca i codici delle categorie di merci esentate dai provvedimenti.

Secondo l’emittente Usa queste esenzioni allentano le pressioni su diversi giganti tecnologici americani, come Apple, che producono in Cina e che avrebbero subito l’effetto dei dazi sulle vendite negli Usa. (fonte immagine: U.S. Customs and Border Protection).

Il Papa è uscito dal Vaticano: visita a Santa Maria Maggiore per pregare

Roma, 12 apr. (askanews) – Nel primo pomeriggio di oggi Papa Francesco ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore e, alla vigilia della Domenica delle Palme e della Settimana Santa, si è fermato a pregare davanti all’icona della Vergine, Salus Populi Romani. Lo fa sapere la Sala Stampa Vaticana.  La visita a Santa Maria Maggiore non è certo una novità per Papa Francesco, anche se era inaspettata in questo momento di convalescenza.

L`omaggio all`icona di Maria Salus Populi Romani, ricordano infatti i media vaticani, è una consuetudine per il Papa: oltre cento quelle avvenute sin dal 14 marzo 2013, all’indomani dell’elezione, e mantenute prima e dopo ogni viaggio apostolico (l’ultima, in questo senso, il 14 dicembre 2024 per il 47mo viaggio apostolico ad Ajaccio, in Corsica). Anche al termine del ricovero al Policlinico Gemelli, tre settimane fa, il Pontefice si era fermato nel piazzale antistante la Basilica di Santa Maria Maggiore prima di rientrare a Casa Santa Marta.

Morto Graziano Mesina e la Garante dei detenuti della Sardegna accusa: "Una vendetta di Stato"

La Garante dei detenuti della Sardegna sul decesso dell’ex bandito Roma, 12 apr. (askanews) – “Verso Mesina vendetta di Stato. Hanno aperto le porte del carcere per mandarlo a morire nel reparto detentivo ospedaliero. Da oltre un anno le sue legali presentavano istanze rispetto alla sua grave condizione sanitaria. Ma non c’è stata pietà né senso di umanità”. Lo scrive su Facebook Irene Testa, Garante dei detenuti della Regione Sardegna, in merito alla morte a 83 anni di Graziano Mesina, l’ex super ricercato del banditismo sardo, che era stato scarcerato ieri dopo che il Tribunale di sorveglianza di Milano aveva accolto l’istanza di differimento pena per motivi di salute presentata dai suoi avvocati.

Mesina, nato a Orgosolo il 4 aprile 1942, si trovava nel reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo di Milano, dove era stato trasferito dal carcere di Opera nel quale era detenuto da due anni.

Per Testa nei confronti di Mesina “non c’è stato il rispetto del diritto che consente anche a chi ha sbagliato di poter coltivare affetti e di poter scontare la detenzione nel luogo di residenza. Lo Stato ha applicato con lui la vendetta. Come anche Grazianeddu fece da ragazzino cresciuto in una cultura difficile. Appunto. Ma è grave che la vendetta sia stata praticata dallo Stato in un paese dove lo stato di Diritto deve essere il faro della giustizia”, conclude la Garante dei detenuti della Sardegna.

"Racchette di guerra", in libreria storie di tennisti sul campo di battaglia

Roma, 12 apr. (askanews) – Arriva in libreria “Racchette di guerra” L’incredibile storia dei tennisti che dalle battaglie sui campi sono passati a quelle con le armi”,ultimo libro di Piero Valesio pubblicato da “Absolutely Free libri” che racconta la storia, finora mai approfondita, di quelle campionesse e di quei campioni del tennis che la vita ha poi trascinato in guerra, costringendoli ad applicare in contesti profondamente diversi i criteri di vita che avevano imparato sui campi di gara di mezzo mondo.

Dopo il crollo del Muro di Berlino si parlava di Fine della Storia. Di un futuro in cui le guerre sarebbero scomparse, in cui i soli conflitti possibili sarebbero stati quelli in scena sui campi dello sport e del tennis in particolare. Non è stato così, purtroppo. E in questi anni l’umanità è tornata a vivere fianco a fianco con la guerra. Alex Dolgopolov e Sergej Stakhovsky, tennisti ucraini che per anni hanno sfidato Federer, Nadal e Djokovic, ora arruolati nell’esercito, sono diventi così il simbolo di quegli interpreti dei “gesti bianchi” che poi si sono trovati a vivere in un mondo dove il confronto non si attua più con le racchette ma con i fucili.

Dolgopolov e Stakhovsky non sono le sole “Racchette di guerra”. Da Tony Wilding, plurivincitore a Wimbledon, motociclista appassionato e personaggio dell’alta società europea morto nel ’17 sul crinale di Aubers, in Francia, a Don Budge, il primo a centrare il Grande Slam (la conquista nello stesso anno dei quattro tornei più prestigiosi: Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open) che si infortunò gravemente addestrando un gruppo di piloti dell’Air Corps ad arrampicarsi su una corda. Da Johnnie Ashe, che andò in Vietnam al posto del celebre fratello Arthur ad Alice Marble che non potendo arruolarsi nell’esercito americano divenne spia e si rese protagonista di una delle operazioni più romanzesche del secondo conflitto mondiale.

Vicende umane avvincenti che diventano simbolo di come, nel giro di un attimo, si può passare dall’armonia di un gioco all’orripilante disordine di tutti i conflitti. Oggi come allora, altro che fine della storia. Ha detto Jimmy Connors: “La gente non capisce che là fuori è una dannata guerra”. Sarà per questo che le storie dei tennisti coinvolti in attività belliche provocano, oggi più che mai, più di un brivido.

Piantedosi: le fascette ai migranti trasferiti in Albania? Piena regolarità e conformità

Roma, 12 apr. (askanews) – “I migranti portati in Albania con le mani legate da fascette? E’ una normalissima pratica, fa parte delle procedure operative che adottano in loro piena autonomia gli operatori: non è un prendere le distanze, io rivendico e condivido. In piena regolarità e conformità con quanto previsto per le persone private della libertà personale, sono stati muniti di questa fascette”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella conferenza stampa conclusiva del vertice MED5 che si è svolto a Napoli.

“E’ stata fatta una valutazione anche in relazione agli elementi di pericolosità presunta di questi soggetti”, ha aggiunto, e “tra i motivi per cui si predispongono queste misure c’è proteggere la sicurezza degli operatori di polizia, che per quanto mi riguarda rimane sempre al primo posto”.

“Si tratta di persone – ha precisato – trasferite in una condizione di limitazione della libertà personale anche per effetto di un provvedimento assunto dall’autorità giudiziaria e il non limitarne la possibilità di qualsivoglia libertà di movimento avrebbe significato esporre il personale che è in accompagnamento alla possibilità di dover poi surrogare con l’azione diretta a quelle che potevano essere azioni che queste persone mettevano in campo”.

“Avremmo dovuto quadruplicare il numero delle persone in accompagnamento, impiegando almeno un’altra nave, fare un trasferimento molto costoso e ci avreste accusato di spendere molti soldi”.

“E’ stata fatta una valutazione anche in relazione agli elementi di pericolosità presunta dei soggetti: sulle 40 persone trasportate ci sono ben 5 casi di condanne per violenze sessuali, un caso di tentato omicidio, precedenti per armi, reati contro il patrimonio, furti, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali. C’è insomma un ampio campionario di precedenti che ne lasciano individuare la caratterizzazione di persone giudicate come pericolose e in quanto tali oggetto di trattenimento, come prevede la nostra legge”, ha concluso Piantedosi.

Giorgetti: su spese Difesa rispettare impegni ma con razionalità

Roma, 12 apr. (askanews) – Su come aumentare le spese in difesa in Europa “le proposte sono tante. C’è anche la proposta italiana. Sono aspetti di carattere tecnico, ma prima naturalmente bisogna prendere una decisione politica. E soprattutto, a mio giudizio, bisogna anche aspettare gli esiti del vertice in Nato di giugno, perché ricordo che è importante rafforzare la difesa europea ma sempre nell’ambito dell’alleanza atlantica”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti a margine dell’Ecofin informale a Varsavia.

“Poi è evidente che ci sono sensibilità diverse e problemi diversi, situazioni diverse: c’è chi ha un grande spazio fiscale come la Germania, c’è chi questo spazio non ce l’ha – ha proseguito – come l’Italia. E quindi credo che l’Europa debba considerare queste diverse situazioni e sensibilità”.

“La proposta italiana è quella di mobilizzare in modo importante gli investimenti privati nella difesa, perché è importante la domanda e la spesa, ma soprattutto è importante anche l’offerta per quanto riguarda l’industria militare, italiane ed europea”, ha proseguito il ministro.

Sugli strumenti “c’è in discussione tutta una serie di flessibilità e anche sulle date, che sono in discussione. Qui noi abbiamo l’impegno di rispettare quella che è la disciplina di Bilancio, che tanto ci premia direi (il riferimento è al rialzo del rating deciso ieri da S&P sull’Italia-ndr) e allo stesso tempo di rispettare quelli che sono gli impegni internazionali. Ma con sangue freddo e razionalità – ha avvertito Giorgetti – senza la frenesia che spesso conduce a delle scelte sbagliate”.

Sui tempi per chiedere l’eventuale clausola nazionale di sospensione del patto di stabilità e di crescita “credo che la Commissione debba valutare, appunto, il fatto che a giugno c’è un vertice Nato in cui si definiranno gli impegni. Forse sarebbe anche il caso di valutare una certa flessibilità su questo”.

Poco dopo, nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin, il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, pur ribadendo il parere della commissione sulla necessità di aumentare in tempi rapidi le spese in difesa, ha precisato che non vi è un termine per richiedere l’eventuale attivazione della clausola nazionale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita.

Peraltro Giorgetti ha puntualizzato che il suo obiettivo, da ministro, è raggiungere il 2% di spese sulla difesa rispetto al Pil senza far ricorso a questa clausola. Ad ogni modo in Europa in questa fase “serve un po’ di tempo per coordinarsi – ha concluso Giorgetti – perché mi sembra che le posizioni siano abbastanza diversificate”.

Imprese, Fioretti (MFLaw): aziende siciliane pronte

Roma, 12 apr. – “Noi abbiamo voluto investire su Palermo. Con l’idea di dare un va aiuto alle aziende e al territorio perch siamo convinti che le aziende siciliane sono assolutamente pronte per sfidare la

concorrenza sia a livello nazionale sia internazionale”.

Cos l’Avv. Andrea Fioretti, managing partner di MFLaw Societ tra avvocati per azioni, in occasione presso la Sala “Terrasi” della Camera di Commercio Palermo Enna, dell’incontro promosso da

MFLaw per l’ampliamento della propria sede nel capoluogo siciliano. L’evento ha rappresentato un importante momento di confronto tra esperti, istituzioni e rappresentanti del mondo

imprenditoriale, volto a individuare strategie e strumenti per rafforzare il tessuto economico della Sicilia.

Imprese, Celani (MFLaw): pubbliche strumento sviluppo economia

Roma, 12 apr. – Per Carlo Celani, responsabile dell’area pubblicistica di MFLaw, “Le imprese pubbliche possono essere veramente uno strumento fondamentale per lo sviluppo dell’economia. Sono tante con diverse dimensioni ma possono veramente servire al sistema anche

delle imprese private, perch poi si generano meccanismi sia finanziari che di operativit. Nella regione siciliana sono molte le imprese ma ancora con un certo divario tra pubbliche del centronord e del centrosud. Un divario che va colmato”.

Celani intervenuto in occasione l’incontro promosso da MFLaw – Societ tra Avvocati per Azioni, in occasione dell’ampliamento

della sede di MFLaw nel capoluogo siciliano. L’evento, presso la Camera di Commercio di Palermo Enna, ha rappresentato un

importante momento di confronto tra esperti, istituzioni e rappresentanti del mondo imprenditoriale, volto a individuare strategie e strumenti per rafforzare il tessuto economico della

Sicilia.

La Russia boccia l’idea dell’inviato Usa Kellogg di dividere l’Ucraina in zone di controllo

Roma, 12 apr. (askanews) – L’idea dell’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per l’Ucraina, Keith Kellogg, di dividere il Paese in zone di controllo, simili alla Berlino del dopoguerra, ha provocato una reazione a Mosca, anche se in un messaggio su X, l’inviato statunitense ha affermato che il Times ha distorto le sue parole.

L’idea non è accettabile per la Russia e potrebbe portare a un’ulteriore escalation, ha dichiarato Rodion Miroshnik, ambasciatore del Ministero degli Esteri russo, durante una trasmissione in diretta sul canale di propaganda Soloviev Live. Secondo lui, “loro (gli ucraini) hanno raccolto, analizzato l’esperienza (del conflitto), preparato e rimotivato decine di migliaia di combattenti (addestrati in) Gran Bretagna”.

Donald Trump ha invitato ieri Mosca a “darsi una mossa” per trovare una via d’uscita dal conflitto in Ucraina. L’ambizione del presidente americano è quella di mettere fine alle ostilità scatenate dal Cremlino e, a tal fine, a febbraio ha rotto l’isolamento diplomatico che l’Occidente stava imponendo alla sua controparte russa. La sua amministrazione sta organizzando colloqui distinti con alti funzionari russi e ucraini, ma finora non hanno portato a una fine completa delle ostilità. I negoziati diplomatici proseguono, senza alcuna concessione decisiva da parte del governo di Mosca. Kiev e alcune capitali occidentali sospettano che la Russia, il cui esercito è più grande e meglio equipaggiato sul fronte, stia deliberatamente trascinando i negoziati.

Francia e Gran Bretagna stanno cercando di formare una “coalizione di volenterosi” che invierebbe truppe in Ucraina se i combattimenti cessassero, per dissuadere la Russia da un ulteriore attacco in futuro. Un dispiegamento di cui Mosca non vuole sentir parlare.

Giubileo, Mons. Spreafico: lavorare insieme per bene territorio

Roma, 12 apr. – “Fare squadra, sinergia, dovrebbe essere il nostro modo di

vivere, siamo in un mondo in cui spesso si afferma se stessi, la sinergia sempre tanto difficile invece. Basta vedere cosa sta succedendo nel mondo in questo momento. Per credo che questo

inizio di incontri sia molto importante perch ci aiuta a capire che se noi lavoriamo insieme e pensiamo insieme al benessere di

un territorio riusciamo a fare qualcosa di bene altrimenti andando ognuno per conto suo affermando solo la propria identit

magari contro gli altri o a dispetto degli altri purtroppo il territorio non cresce e i suoi abitanti nel subiscono le conseguenze negative. Importante poi che il senso del Giubileo rifluisca in senso sociale”.

Lo ha evidenziato Mons. Ambrogio Spreafico, Vescovo di Frosinone, Veroli, Ferentino, Anagni, Alatri, intervenendo alla Camera di

Commercio di Frosinone alla conferenza “Giubileo 2025: Un’opportunit di collaborazione tra istituzioni, imprese e organizzazioni sociali” promossa dalla Camera di Commercio di

Frosinone Latina.

Giubileo, D’Amico (CCIA Frosinone Latina): grande opportunit

Roma, 12 apr. – “E’ stato un primo incontro sul Giubileo e su tutte le opportunit che il Giubileo rappresenta per il territorio. La presenza del Cardinale Ouellet ha dato lustro a questa giornata insieme agli altri illustri ospiti per comprendere a fondo le ragioni del Giubileo in primis in chiave spirituale ed anche come ricaduta economica sul territorio”.

Cos Guido D’Amico, Delegato della Camera di Commercio di Frosinone Latina al progetto “Verso il Giubileo, ha commentato la conferenza “Giubileo 2025: Un’opportunit di collaborazione tra

istituzioni, imprese e organizzazioni sociali” promossa dalla Camera di Commercio di Frosinone Latina.

Convegno ABI Credito e Finanza: nasce la startup ESG Impact

Roma, 12 apr. – Si chiama ESG Impact e ha come obiettivo quello di misurare e rendicontare automaticamente la sostenibilit aziendale. Una startup innovativa, che attraverso uno strumento tecnologico certificato secondo lo standard ISO 25012 con Bureau Veritas, semplifica la reportistica ESG, garantendo una documentazione che rispetti le normative nazionali, europee e internazionali attualmente in vigore e l’interoperabilit dei principali standard di riferimento (GRI, SASB,ESRS,ISO,ecc). A parlarne il 2 aprile a Milano, in occasione della terza edizione di Credito e Finanza, il CEO Gianni Muraca, che ha sottolineato come la piattaforma sia ‘rivolta a tutte le imprese che vogliono essere sempre pi sostenibili e trasparenti verso gli stakeholder’.

Dazi Usa e ipotesi insider trading, i senatori democratici scrivono alla Sec: indagare Trump

Roma, 12 apr. (askanews) – L’indiscrezione del Washington Post è stata confermata. Diversi senatori democratici americani di alto livello hanno scritto una lettera in cui chiedono alla Securities and Exchange Commission (Sec) di indagare se Donald Trump abbia violato le leggi sui titoli e sia macchiato di insider trading e manipolazione del mercato mentre cambiava rotta sui dazi globali.

“Esortiamo la Sec a indagare se gli annunci sui dazi, che hanno causato il crollo dei mercati e la successiva parziale ripresa, abbiano arricchito gli addetti ai lavori e gli amici dell’amministrazione a spese dell’opinione pubblica americana e se gli addetti ai lavori, compresa la famiglia del presidente, fossero a conoscenza della sospensione ai dazi di cui hanno abusato per effettuare operazioni azionarie prima dell’annuncio del presidente”, si legge nella lettera, iniziativa che vede in prima linea la senatrice del Massachusetts ed ex candidata alla presidenza Elizabeth Warren.

Mercoledì, Trump ha scritto sui social media: “QUESTO È UN OTTIMO MOMENTO PER COMPRARE!!!”. Il post è stato scritto in un momento di forte volatilità dei mercati e di ribasso degli indici statunitensi. Qualche ora dopo il suo intervento, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato improvvisamente una pausa di 90 giorni su molti dazi. L’iniziativa ha fatto risalire l’S&P 500 statunitense di diversi punti percentuali in pochi minuti. Mercoledì ha segnato il miglior giorno per l’S&P 500 dalla ripresa dalla crisi finanziaria del 2008. La lettera è stata firmata anche dal leader della minoranza del Senato Chuck Schumer, dal membro della commissione finanziaria Ron Wyden, dai senatori dell’Arizona Mark Kelly e Ruben Gallego e dal californiano Adam Schiff.

I senatori hanno accusato Trump di aver annunciato “una serie di tariffe irregolari e sconsiderate, che hanno portato a significative turbolenze di mercato”, aggiungendo: “Come risultato diretto di questo caos, i mercati finanziari statunitensi hanno subito cali drammatici nel corso di pochi giorni”.

La lettera ha aggiunto: “Non è chiaro quali funzionari e affiliati del presidente Trump fossero a conoscenza in anticipo dei suoi piani per rinviare i dazi… ma gli addetti ai lavori potrebbero aver saputo che avrebbe annunciato una pausa nelle tariffe e che il mercato sarebbe migliorato”.

I senatori hanno anche messo in discussione le azioni dell’amministrazione Trump volte a indebolire la Sec, chiedendo quali effetti abbiano avuto le recenti azioni e i tagli al personale federale sulla capacità dell’agenzia di “indagare e perseguire azioni di enforcement”, nonché di “monitorare e rispondere a eventi di mercato su larga scala”.

Dazi, Tajani: lavoreremo con la Cina, ma gli Usa sono il principale interlocutore

Nuova Delhi, 12 apr. (askanews) – “Con la Cina continueremo a lavorare per avere buone relazioni commerciali, ma il nostro principale interlocutore sono gli Stati Uniti”. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Nuova Delhi, rispondendo a una domanda sulle prospettive di più strette relazioni commerciali di Pechino con l’Unione europea in risposta ai dazi americani.

Gli Stati Uniti sono il “nostro principale alleato nel mondo”, “quindi dobbiamo fare in modo che non ci sia assolutamente una guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti”, ha spiegato Tajani. In questa direzione, ha ricordato il ministro degli Esteri, va anche la missione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Washington.

“Io credo che le guerre tariffarie non servano a nessuno, noi vogliamo dialogare con tutti, siamo qui in India per rinforzare la collaborazione con un paese che è fondamentale, il paese più popoloso al mondo”, ha insistito Tajani, aggiungendo che “la Via del Cotone rappresenta un’altra straordinaria opportunità sulla quale l’Italia sta lavorando tantissimo”.

Giorgetti: i dazi fanno tutti male all’economia, non solo quelli di Trump ma anche il dumping della Cina

Roma, 12 apr. (askanews) – Tutti i dazi commerciali fanno male all’economia dell’Italia, non solo quelli decisi dal presidente Usa Donald Trump, ma anche quelli che di fatto utilizza la Cina con il dumping. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti a margine dell’Ecofin informale a Varsavia.

“I dazi impliciti ed espliciti che ci sono in giro nel mondo, non solo quelli di Trump, ma anche le politiche di dumping attuate dalla Cina, fanno molto male all’economia italiana”, ha affermato davanti alle telecamere.

Dazi, Trump: da escalation commerciale con la Cina uscirà "qualcosa positivo"

Roma, 12 apr. (askanews) – L’escalation commerciale degli Stati Uniti con la Cina porterà “qualcosa di positivo”. Ne è sicuro il presidente americano, Donald Trump. “Penso che ne uscirà qualcosa di positivo”, ha dichiarato Trump ai giornalisti, aggiungendo di essere sempre stato in buoni rapporti con il leader cinese Xi Jinping.

“Siamo in una posizione molto buona”, ha detto Trump, aggiungendo che per quanto riguarda i negoziati sui dazi, la sua amministrazione sta dialogando con “molti Paesi”. I dazi sulla Cina rimarranno al 145 per cento, aveva riferito in precedenza la Casa Bianca. L’ambasciata cinese a Washington ha dichiarato che Pechino negozierà solo su basi paritarie e nel rispetto reciproco, chiedendo la fine delle minacce e delle pressioni economiche e sottolineando che non ci possono essere vincitori nelle guerre commerciali. La Casa Bianca ha ribadito che le azioni di Washington non possono essere giudicate in questi termini.

Il 2 aprile Trump ha firmato un ordine esecutivo che introduce dazi “reciproci” sulle importazioni da altri Paesi, con una base del 10 per cento e in diversi Paesi più alta, a seconda del deficit commerciale con gli Stati Uniti. Il 9 aprile, il presidente ha annunciato che avrebbe imposto una pausa di 90 giorni agli oltre 75 Paesi che hanno chiesto di negoziare i dazi, senza imporre tariffe di ritorsione.

Il governatore della Banca d’Italia: il settore delle criptovalute è far west, bitcoin pura scommessa

Roma, 12 apr. (askanews) – Il settore delle criptovalute “é un po’ un far west, ancora non offre garanzie per i consumatori” e il bitcoin “è una pura scommessa, uno strumento speculativo, non è una moneta, non è un sistema di pagamento”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo ad un evento a Trento in vista del Festival dell’economia. “Stiamo costruendo l’euro digitale. Oggi è carta che abbiamo nel portafoglio. Domani sarà una scrittura crittografica che porteremo nel telefono”,  ha detto Panetta, sottolineando: “Dobbiamo convincere che si tratta di un progetto che non spiazzerà nessuno – ha aggiunto – e che affiancherà il contante”.

25 aprile, Salvini: è la festa di tutti, non solo dei comunisti

Roma, 12 apr. (askanews) – Matteo Salvini si augura che il 25 aprile sia “una bella giornata di sole”, una giornata “festosa in cui si ricorda un momento di liberazione di cui tutti sono stati protagonisti. Non solo i comunisti”. Il vice-premier lo ha detto a margine della ‘Scuola di formazione politica della Lega’. “Mi stupiscono – aggiunto – le parole. Io odio che arrivano una certa sinistra: quando uno dei portavoce del politicamente corretto come il signor Saviano dice che Musk finirà nel sangue, che la parabola di Trump finirà violentemente, che c’è la tirannide e c’è bisogno di una nuova resistenza… Io penso che parli a sproposito e usi parole che che non fanno bene”.

Panetta: S&P non mi stupisce, rating potrebbe ancora migliorare

Roma, 12 apr. (askanews) – Il giudizio di Standard and Poor’s giunto ieri sera, che ha migliorato il rating dell’Italia “non mi stupisce, me lo aspettavo. Lo aveva detto anche tre mesi fa al Forex. E non è finita qui, potrebbe ancora migliorare”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo a Trento ad un evento in vista del Festival Dell’Economia.

“Le condizioni dell’economia italiana sono cambiate, i conti pubblici sono condotti con ragionevolezza, non sono trattati come variavbile indipendente, ma si cerca di contemperare le esigenze dell’economia tenendo conto dell’elevato debito”.

Panetta: S&P non mi stupisce, rating potrebbe ancora migliorare

Roma, 12 apr. (askanews) – Il giudizio di Standard and Poor’s giunto ieri sera, che ha migliorato il rating dell’Italia “non mi stupisce, me lo aspettavo. Lo aveva detto anche tre mesi fa al Forex. E non è finita qui, potrebbe ancora migliorare”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo a Trento ad un evento in vista del Festival Dell’Economia.

“Le condizioni dell’economia italiana sono cambiate, i conti pubblici sono condotti con ragionevolezza, non sono trattati come variavbile indipendente, ma si cerca di contemperare le esigenze dell’economia tenendo conto dell’elevato debito”.

Meloni e Abascal (il leader di Vox), due ore di incontro a Roma "con un’amica e alleata eccellente"

Roma, 12 apr. (askanews) – “A Roma, sempre benvenuti. Un paio d’ore molto interessanti per scambiare impressioni con un’amica e alleata eccellente: Giorgia Meloni. L’Italia è senza dubbio una nazione fortunata e ben governata, nonostante i tempi turbolenti in cui viviamo”.

Lo scrive su X il leader spagnolo di Vox Santiago Abascal, postando una foto di lui e Giorgia Meloni sorridenti insieme all’indomani dell’incontro a Pechino fra il premier socialista spagnolo Sanchez e il presidente cinese Xi Jin Ping per rafforzare i rapporti Cina-Ue in piena guerra commerciale Usa-Cina sui dazi che secondo fonti di stampa è stato criticato dalla premier Meloni.

Meloni-Abascal, due ore di incontro a Roma:"Italia fortunata, è ben governata"

Roma, 12 apr. (askanews) – “A Roma, sempre benvenuti. Un paio d’ore molto interessanti per scambiare impressioni con un amico e alleato eccellente: Giorgia Meloni. L’Italia è senza dubbio una nazione fortunata e ben governata, nonostante i tempi turbolenti in cui viviamo”.

Lo scrive su X il leader spagnolo di Vox Santiago Abascal, postando una foto di lui e Giorgia Meloni sorridenti insieme all’indomani dell’incontro a Pechino fra il premier socialista spagnolo Sanchez e il presidente cinese Xi Jin Ping per rafforzare i rapporti Cina-Ue in piena guerra commerciale Usa-Cina sui dazi che secondo fonti di stampa è stato criticato dalla premier Meloni.

Banche, Abi: a marzo scendono tassi prestiti e si ferma calo domanda

Roma, 12 apr. (askanews) – Nuovi cali dei tassi sui prestiti bancari in Italia a marzo, mentre in un quadro di debolezza dell’economia la domanda resta sottotono, ma per la prima volta dagli inizi del 2023 non registra un calo su base annua. Secondo il Rapporto mensile dell’Abi, il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,84%, dal 3,99% di settembre. L’associaizone ricorda che questa voce aveva raggiunto il 5,45% nel dicembre 2023.

Sempre a marzo il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni, i mutui alle famiglie, è sceso al 3,14%, dal 3,18% del mese precedente. Il picco in questo caso era stato del 4,42%, sempre a dicembre 2023.

Secondo l’associazione bancaria, il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è sceso al 4,22% marzo, dal 4,28% del mese precedente.

Il rallentamento della crescita economica contribuisce a mantenere bassa la domanda di prestiti, dice ancora l’Abi: a marzo 2025, i prestiti a imprese e famiglie, per la prima volta da marzo 2023, non registrano un tasso di variazione negativo rimanendo invariati rispetto a un anno prima, dopo un meno 0,6% nel mese precedente. A febbraio 2025 i prestiti alle imprese erano diminuiti del 2,1% mentre quelli alle famiglie erano cresciuti dello 0,7%.

Live tributo per Luciano Pavarotti all’Arena di Verona con tanti ospiti

Milano, 12 apr. (askanews) – Il Maestro Luciano Pavarotti ha usato il suo straordinario talento per portare l’opera a un pubblico mondiale di appassionati e non solo: ha infranto barriere e confini, ha trasceso i teatri per arrivare ai grandi spazi aperti, toccando il cuore di milioni di persone.

Portare l’opera lirica alla gente, rendendola il più popolare possibile, era un’idea che ben calzava alla sua personalità di artista generoso e aperto e di musicista dalle vedute non convenzionali.

Anche attraverso straordinari e innovativi eventi musicali, come i concerti de I Tre Tenori e Pavarotti & Friends, il Maestro è riuscito a realizzare la sua visione di musica senza confini, portandolo ad accogliere con grande spirito di inclusione nuove idee e generi, idealmente stringendo tutto e tutti in un grande abbraccio.

Un percorso che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica, e non solo.

La Fondazione Luciano Pavarotti intende ricordare questo straordinario e unico percorso artistico nell’anno in cui il tenore avrebbe celebrato il suo novantesimo compleanno con un grande concerto all’Arena di Verona che si terrà il 30 settembre 2025: Pavarotti 90.

Un cast di eccezione, tra cui Plácido Domingo, José Carreras e Andrea Bocelli, amici di una vita, insieme a grandi nomi del panorama musicale nazionale e internazionale del calibro di Laura Pausini, prima di una serie di star del pop, con molte altre voci leggendarie che calcano i palcoscenici dei più prestigiosi teatri, cuore della grande tradizione lirica.

Sul palco si esibiranno alcuni dei più eminenti artisti del panorama operistico internazionale, in particolare tenori che hanno avuto il privilegio di condividere con Luciano Pavarotti non solo una lunga carriera, ma anche una profonda amicizia. Per questi artisti, il Maestro è stato una figura di riferimento assoluto, un mentore, una fonte di ispirazione e un modello impareggiabile di tecnica vocale e interpretativa. Tra i protagonisti dell’evento, oltre a Plácido Domingo e José Carreras, i due illustri colleghi che, insieme a Pavarotti, hanno dato vita al leggendario trio de “I Tre Tenori”, segnando un capitolo fondamentale nella storia della musica lirica mondiale, si esibiranno alcuni dei più importanti tenori del panorama contemporaneo, tra cui Andrea Bocelli, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Jonathan Tetelman, Fabio Sartori, Marcelo Álvarez, Francesco Meli, nonché i soprani Angela Gheorghiu, Mariam Battistelli, Carmen Giannattasio e Giulia Mazzola.

L’evento prodotto da Friends&Partners vedrà anche la partecipazione di prestigiose icone del panorama musicale pop, quei “due emisferi” che Luciano Pavarotti è riuscito con grande generosità a unire in nome della solidarietà.

Primo nome annunciato l’artista italiana più premiata al mondo, Laura Pausini, da sempre nel cuore del Maestro Pavarotti e protagonista del Pavarotti & Friends in più occasioni, che ha avuto anche l’onore di accompagnare il Maestro in Guatemala nel 2001 e ricordarLo durante un evento memorabile a Petra, in Giordania, in occasione del primo anniversario della sua scomparsa (2008).

Le performance degli artisti saranno accompagnate dall’Orchestra Fondazione Luciano Pavarotti, un ensemble nato per onorare l’eredità artistica del celebre tenore. Composto da giovani musicisti di straordinario talento, l’orchestra coniuga le solide radici della tradizione musicale classica con una spiccata apertura verso nuovi linguaggi e tendenze musicali. La sua missione è quella di diffondere l’eccellenza della tradizione concertistica italiana nel mondo, rimanendo fedele alla visione musicale di Pavarotti, che ha saputo unire la cultura e la popolarità in un’unica, straordinaria espressione artistica.

Coerenti con l’impegno verso i più bisognosi e verso i giovani artisti emergenti che il Maestro ha portato avanti nel corso della sua vita, e che porta avanti ancora oggi attraverso la Fondazione Luciano Pavarotti, una parte dei proventi del concerto sarà destinata all’Antoniano di Bologna per l’Operazione Pane e una parte alla Fondazione Luciano Pavarotti per sostenere i giovani cantanti lirici e la Casa Museo di Modena.

Nel concerto avranno quindi spazio anche le giovani voci del panorama lirico internazionale, di cui il Maestro è stato mentore e modello, per interpretare le gemme del repertorio che egli ha reso familiari a milioni di persone nel mondo.

Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della grande musica, per celebrare l’artista, l’uomo e il sogno di Luciano Pavarotti, che grazie alla sua voce unica e impareggiabile e alle doti di comunicatore empatico, estroverso e carismatico, è stato riconosciuto come il tenore più noto ed amato dell’ultimo secolo. Sarà l’occasione non solo per un concerto ma per un vero e proprio “Memorial”, che offrirà al pubblico e a tutti i partecipanti l’opportunità di ricordare il Maestro tramite testimonianze, ricordi, video e attraverso, naturalmente, le performance sul palco dei grandi talenti presenti.

Pasqua di fede giovane e inattesa: boom di battesimi in Francia

Quest’anno, in Francia, nella notte di Pasqua, saranno battezzati più di 10.000 adulti (10.384) e più di 7.400 adolescenti dagli 11 ai 17 anni. Questo porta il numero totale di catecumeni che riceveranno il battesimo in Francia quest’anno a oltre 17.800, con un aumento del 45% per gli adulti rispetto al 2024. “Questi risultati, che superano ulteriormente le cifre record raccolte lo scorso anno, sono i più alti mai registrati”, scrive la Conferenza episcopale francese in un comunicato diffuso subito dopo la conferenza stampa di presentazione dei dati che si è tenuta oggi a Parigi nella sede della Cef. E di risultato assolutamente inatteso”, parla anche mons. Oliver Leborgne, vescovo di Arras a cui la Conferenza episcopale ha affidato il compito di interpretare i dati in un video a corredo dell’indagine. Si conferma e si rafforza anche in modo molto significativo una tendenza già notata nello studio dell’anno scorso: la crescente, e ormai maggioritaria, quota di giovani tra tutti i catecumeni. La fascia dei 18-25 anni, composta da studenti e “giovani professionisti”, rappresenta ormai il 42% dei catecumeni, superando così la fascia dei 26-40 anni, che finora rappresentava il target storico dei catecumeni adulti. Anche quest’anno è aumentato notevolmente il numero dei catecumeni adolescenti. Osserviamo un aumento del 33% per le diocesi per le quali si dispongono di dati relativi ai due anni consecutivi 2024 e 2025.

(Foto CEF)

 

Da notare parallelamente alla crescita dei catecumeni, dal 2022 le diocesi registrano un incremento consistente dei “cresimandi” adulti, cioè coloro che hanno ricevuto il battesimo durante l’infanzia e che, dopo aver cessato di praticare per diversi motivi, soprattutto durante l’adolescenza, da adulti tornano nella Chiesa per approfondire la loro fede. Nel 2024, più di 9.000 adulti hanno ricevuto il sacramento della cresima a Pentecoste (la festa in cui nella Chiesa cattolica si svolgono le cresime degli adulti, cinquanta giorni dopo Pasqua), il doppio rispetto a due anni fa (ovvero 2024 rispetto al 2022).

“C’è qualcosa che ci supera, che ci sorprende e ci rende felici”, commenta il vescovo di Arras. “Abbiamo cercato di lavorare, di preparare il terreno, ma ci rendiamo conto che ciò che succede, non ha a che fare con i nostri progetti”. E’ piuttosto, “come se il Signore prendesse la parola”. Dietro la scelta del battesimo o della cresima – prosegue il vescovo – si scorgono almeno tre “domande”. La maggioranza delle persone che si riavvicinano alla Chiesa attraverso questi sacramenti, provengono da vite “capovolte, movimentate, a volte ferite” ed hanno fatto esperienza di “salvezza e guarigione”. C’è poi anche “una ricerca di senso” che una società priva di riferimenti, difficilmente riesce a soddisfare. Infine, soprattutto tra i giovani, c’è la ricerca di un qualcosa che possa aiutare a vivere nel mondo. Dietro comunque ogni storia, conclude il vescovo, “è il Signore che prende la Parola”. “E’ Lui che attrae a sé, tocca i cuori e si rivela”, incalza mons. Olivier de Germay, arcivescovo di Lione. E aggiunge: “La grande sfida che ci attende ora è come renderli discepoli. Non si tratta solo di immaginare delle ricette per “conservarli” dopo il battesimo. Saranno le nostre comunità parrocchiali a dover prendere coscienza di questa missione collettiva e mettere in atto percorsi, sia prima che dopo il battesimo”.

Pezzotta: la Cisl di Bergamo non mi ha invitato al congresso.

Scrivo questa nota con non poca amarezza e lo faccio per rispondere ad alcuni amici che mi hanno chiesto perché non ero presente al congresso territoriale della Cisl di Bergamo. Non ero presente perché non invitato. È sempre stata prassi che ai congressi della Cisl Bergamasca fossero invitati gli ex segretari generali.

Sicuramente la cosa mi ha amareggiato e lo ritengo un atto di vera e propria maleducazione. Penso che questo sia dovuto alla mia pubblica posizione di critica delle politiche confederali. I miei sono stati dissensi del tutto disinteressati, esercitati solo per amore e per precisare meglio si è tratto sempre di un  esercizio di correzione fraterna.

Pur amareggiato resto iscritto alla Cisl, continuerò a pagare le quote dovute. Alla Cisl sono riconoscente per tutto quello che mi ha dato, che è molto di più di quello che ho potuto dare. Non tocca a me giudicare il mio operato, ma posso dire di aver sempre cercato di operare con passione, onestà e sincera dedizione alla causa dei lavoratori e della democrazia.

Mi sono iscritto alla Cisl nel lontano 1963, sono stato  eletto nella Commissione Interna e poi nel 1969 nel Consiglio di fabbrica. Entro nel direttivo provinciale della Filta-Cisl (Federazione Italiana Lavoratori Tessili Abbigliamento) e poi, nel 1972, nella Segretaria Provinciale. Mi sono impegnato per l’unità sindacale e sono stato tra i promotori della Fulta di Bergamo (Federazione Unitaria Lavoratori Tessili Abbigliamento).

Inizio a fare l’operatore sindacale il primo maggio del 1974, il Segretario Daniele Corbari mi invia nella zona di Grumello del Monte (a forte presenza di aziende bottoniere e dell’abbigliamento), poi sarò impegnato nella zona di Zingonia e Treviglio.

Successivamente vengo eletto segretario Provinciale dei tessili e in seguito segretario generale della Unione Provinciale. Nel 1993 divento segretario regionale della Cisl in Lombardia, incarico che lascio nel dicembre del 1998. Ho anche  ricoperto  l’incarico di Presidente della Comunità dei Sindacati delle Regioni delle Alpi Centrali (Arge-Alp).

Nel dicembre del 1998, entro a far parte della Segreteria Confederale della Cisl di cui è segretario Sergio D’Antoni, dove ho assunto le funzioni di Vicario.

Il  4 dicembre 2000, vengo eletto Segretario Generale della Cisl, incarico che poi mi venne riconfermato, con il più ampio consenso di voti, dal Primo Consiglio Generale della Cisl, sia dopo il XIV Congresso del giugno 2001 che dopo il XV Congresso del luglio 2005. Son stato vicepresidente della Cisl Internazionale e membro del Comitato Esecutivo della Ces (Conferenza Europea dei Sindacati).

Sono stato firmatario dell’accordo denominato “Patto per l’Italia”, attuato con l’obiettivo di rinnovare la contrattazione e la gestione del mercato del lavoro e di mettere un freno alle politiche del primo governo di destra presieduto da Silvio Berlusconi. Ho sempre cercato di vivere positivamente e senza legami politici l’autonomia sindacale a cui la Cisl mi aveva educato. Ho vissuto  con sofferenza la rottura con la Cgil di Cofferati, mantenendo un costante rapporto e dialogo con Guglielmo Epifani che consentirà la ripresa dei rapporti unitari. Ho coltivato l’amicizia con Marco Biagi e dopo il suo assassinio ad opera delle Nuove Brigate Rosse, sono stato l’unico sindacalista che ha partecipato al suo funerale.

A fronte del governo Berlusconi che non manteneva gli impegni assunti nell’accordo sottoscritto, si è dato avvio a una fase di mobilitazione recuperando l’unità d’azione con la Cgil e la Uil .

Al sorgere di questioni interne, relative ai tempi della successione, mantenendo fede alla convinzione che l’unità del sindacato sia sempre un bene e volendo evitare che questo problema generasse una  rottura nella Cisl, mi sono dimesso dall’incarico nel 2006, senza indicare come era prassi chi mi doveva succedere, lasciando al Consiglio Generale la più ampia libertà di scelta. Molte volte mi sono chiesto, senza darmi una risposta, se ho fatto bene o male.

Questo è stato il mio percorso in Cisl. Certamente paragonato a Carniti e a segretari generali che mi hanno preceduto non sono stato un grande segretario, ma sempre ho cercato di agire con onestà, rettitudine e passione ideale.

Non capisco il perché di questo ostracismo che viene esercitato nei miei confronti, se è perché ho criticato le politiche confederali, dico che ho solo cercato di esercitare il diritto di parola – diritto che spetta all’iscritto – e continuerò a farlo restando iscritto alla Cisl, cui devo molto,  compreso il diritto di parola.

Spazio di dialogo: la città ‘pensata’ da Giorgio La Pira

Foto di Elisabetta Miele da Pixabay
Foto di Elisabetta Miele da Pixabay

Giorgio La Pira ci invita a riflettere sul nesso tra persona, impresa e comunità in relazione al tema della città. Non è semplice incamminarsi sulla strada di una possibile relazione tra tali concetti. Potrebbe sembrare che siano questioni essenzialmente disconnesse se considerate nel contesto del concetto di città come comunemente viene inteso. Una soluzione al problema della definizione di un orizzonte concettuale entro cui trattare insieme le questioni della persona, dell’impresa, della comunità e della città viene da una rivalutazione di significato, almeno sul fronte dei temi della persona e della città.

L’indagine di La Pira porta in una prospettiva nuova i temi della città e della persona, al fine di descrivere un possibile modo di interrelazione tra essi e i concetti di impresa e comunità. Qual è quindi il collante mediante cui connettere impresa-comunità-città? Il collante è il concetto di persona. È il modo di intendere la persona. La persona infatti non è più inquadrata in un orizzonte utopistico e completamente sconnesso dalla sua concreta possibilità d’essere ma si muove in direzione di un concretarsi nella possibilità del cambiamento.

A che cosa ci si riferisce quando si richiama la parola stessa di “persona”? Con essa si intende la sintesi del bene comune in alternativa al male comune. Il concetto di persona ci proietta nell’ottica della conflittualità che nasce nella città ed è risolutrice come rappresentazione del bene comune. La città è città complessa, è crocevia e concentrazione di vissuti. Dal momento che oggi, pensando ai vissuti si pensa innanzitutto e per lo più ai fenomeni migratori, è chiaro allora come la città, che vive di vissuti, intesa nel modo con la intende La Pira è l’unica forma di comunicazione che la società di oggi necessita.

Scrive così il pensatore fiorentino: «Signori, vi chiedo: una delle cause fondamentali di questa crisi – una crisi che tocca le concezioni basilari della persona umana, della società umana, della storia umana – non sta forse nella crisi della città? Crisi di sradicamento, come è stato giustamente detto: sradicamento della persona dalla città, da cui la persona trae perfezione e misura! Perché la persona umana è in qualche modo definita dalla città in cui si radica: come la pianta dal suo campo. La città con le sue misure, il suo tempio, le sue case, le sue strade, le sue piazze, le sue officine, le sue scuole, rientra in qualche modo nella definizione dell’uomo!».

Uno dei marcatori positivi di questo complesso di considerazioni a proposito del nesso impresa-comunità-città, che scaturisce dalla nozione di persona, è la lettura di una possibile sostenibilità, che ha a che fare con l’identità della città, soprattutto in riferimento ad elementi che oggi sono al centro anche del dibattito politico e che definiscono la città e i cittadini e perciò, alla questione della persona e dell’uomo stesso: si pensi alla paura del diverso. Essa, non è solo paura del diverso ma anche in fondo paura dell’eguale.

Questa paura è a fondamento della convivenza incivile all’interno di un perimetro che è quello della città che, pertanto, è tratta fuori da ciò che essa stessa è: convivenza e spazio di dialogo. Questo sconfinamento della città da ciò che rappresenta la sua essenza, la sua natura, con la paura dell’altro, nella sua diversità ma anche nella sua somiglianza a ciascuno di noi, è una ricaduta gravosa nel vortice dell’indifferenza che non produce soluzione. È chiaro, pertanto, che oggi, se non ragioniamo attraverso l’insegnamento di La Pira che ha fatto della città della complessità un luogo di riflessione, finiamo prigionieri di deliri di innocenza rispetto al tema del disimpegno, dei meccanismi di autodifesa che non producono passi chiari.

Se è vero che senza complicità non viviamo, è anche vero che senza identità non esistiamo. Il rischio è quello di diventare vittime del narcisismo, vittime di una incapacità di cogliere i valori che lo sforzo di una riflessione comune, nell’andare oltre la quotidianità, ci offre. Al di fuori di una volontà di costruzione di uno spazio comune, si creerebbe inevitabilmente un’ennesima ferita all’interno dei vissuti di una città inevitabilmente anemica. Ma la città è quella che La Pira immagina debba essere: è la città della molteplicità delle prospettive, è la dimensione della percezione dei vissuti in comune; un tipo di città che non innalzerebbe muri ma costruirebbe ponti, attraverso i quali trovano realizzazione i desideri, i talenti, le culture.

 

Per leggere il testo integrale

(La città nel pensiero di Giorgio La Pira)

 

Bibbia, rivista la traduzione: inesatto dire “niente di nuovo sotto il sole”.

Foto di Yerson Retamal da Pixabay
Foto di Yerson Retamal da Pixabay

Negli apparati che accompagnano la nuova traduzione del Genesi realizzata da Gianantonio Borgonovo per le edizioni Paoline (Roma, 2025, pagine 1064, euro 95) si trova una dichiarazione piuttosto sorprendente: «Qohelet non si lascia prendere la mano da affermazioni ridondanti (ma false), come “niente di nuovo sotto il sole” aut similia».

La versione corretta di Qohelet 1, 9 sarebbe «mai “tutto nuovo” sotto il sole», considerazione di attendibilità ben maggiore e soprattutto ribaltata dal punto di vista filosofico rispetto a quella corrente. L’autore del libro si trasforma infatti da testimone della immobilità della condizione umana a difensore tanto della tradizione quanto del progresso. Nessuna rassegnazione di fronte a un mondo che non cambia mai quanto piuttosto la consapevolezza di un passato comune da rispettare.

La visione classica dell’eterno ripetersi delle stagioni umane cede il passo a quella dell’escatologia cristiana, convinta dell’esistenza di una finalità della storia, anche se inconoscibile attraverso gli strumenti della ragione.

Trovo che la nuova traduzione si accompagni bene con una opinione espressa e più volte ribadita da Luciano Canfora, per il quale «nella storia gli eventi non si ripetono mai uguali». Ci possono essere somiglianze, anche profonde, non identità. Ciò che accade ha sempre aspetti di novità, che vanno riconosciuti e indagati. Lo storico e filologo barese individua una sorta di secondo argine per il corso degli eventi, parallelo a quello posto da Qohelet. Se niente di quanto accade può ambire alla novità assoluta e contiene comunque al proprio interno i materiali che il passato gli consegna, allo stesso modo nessun fatto si ripropone mai nelle medesime forme, ma è comunque portatore di qualche elemento di novità.

Affiancate le due rappresentazioni dello svolgersi degli avvenimenti descrivono un’umanità in cammino, costretta ad affrontare una realtà per molti versi misteriosa, senza per questo dimostrarsi ostile, in una prospettiva faticosa ma alla lunga riconoscibile di crescita e di avanzamento.

Wall Street chiude in rialzo, Dow Jones +1,56%, Nasdaq +2,06%

Roma, 11 apr. (askanews) – Chiusura dell’ultima seduta settimanale positiva a Wall Street, che ha invertito la rotta poco dopo un avvio nuovamente al ribasso, mentre la Cina ha rilanciato per l’ennesima volta le rappresaglie contro i dazi commerciali Usa, alzando al 125% quelli che impone sulle importazioni provenienti dagli Stati Uniti. Ma contestualmente alla decisione, ha annunciato che non continuerà in questa partita al rilancio. A fine sessione il Dow Jones guadagna l’1,56 percento, l’S&P 500 segna più 1,81 percento e il Nasdaq balza del 2,06 percento.

A dispetto della continua escalation delle tensioni con Pechino, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha ribadito l’aspettativa che alla fine la Cina cercherà un accordo sugli scambi commerciali.

Nel frattempo nel pomeriggio si sono smorzate le pressioni sul dollaro, che oggi avevano visto l’euro salire sopra quota 1,14 sul biglietto verde, a nuovi massimi dal 2022. In serata dollaro rintraccia in parte e l’euro si smorza a 1,1336.

Sono proseguite, ma anche in questo caso smorzandosi in serata, anche le pressioni sui titoli di Stato americani, i tassi sui Treasuries decennali risultano aumentati di 8 punti base al 4,47%. Nel frattempo l’oro ha segnato nuovi massimi storici toccando nel corso della seduta 3.268 dollari l’oncia.

Lunedì una delegazione delegazione negoziale dell’Unione europea sarà nuovamente a Washington. In recupero anche il petrolio, nell’afterhours il barile di Wti sale del 2,51% a 61,58 dollari.