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Dibattito | Meloni marcia, l’opposizione si guarda allo specchio

Dibattito | Meloni marcia, l’opposizione si guarda allo specchio

 

La forza del governo non sta solo a Palazzo Chigi: sta nella debolezza dei suoi avversari. Se il centrosinistra non diventa competitivo, la maggioranza si conserverà fino al 2032.

 

Marco Paolucci

 

Abbiamo oltrepassato da poco il giro di boa dell’attuale legislatura e il governo Meloni non sembra dare segnali di cedimento, nonostante alcune fibrillazioni interne, né sembra esser scalfito il suo consenso tra i cittadini italiani, quanto meno in coloro i quali si riconoscono nella destra.

Questa è una novità per la politica italiana della Seconda Repubblica, durante la quale tutte le maggioranze hanno vissuto un’erosione del consenso, negli ultimi anni con repentini cambiamenti. Mi spingo a fornire qualche spiegazione.

Innanzitutto, va riconosciuto alla Presidente del Consiglio una capacità di leadership e intelligenza politica che forse mancavano ad altri leader populisti, adottando al governo uno spirito più moderato ed istituzionale rispetto a quello presentato nelle campagne elettorali. Oggi Giorgia Meloni

appare come una figura che anche in Europa, lei che fino a qualche anno fa voleva uscire dall’euro, è capace di costruire alleanze non euroscettiche.

Chi scrive non è un suo elettore, tuttavia bisogna riconoscere che ha saputo tenere la barra dritta sul sostegno all’Ucraina, sul mantenere in ordine i conti pubblici, sul frenare pulsioni sovraniste dell’alleato leghista e portare avanti le bandiere dell’europeismo e dell’atlantismo (storiche istanze delle forze moderate di governo) anche di fronte a chi, come il Presidente USA Trump, ha intenzione di distruggerle.

Riscontrando la debolezza delle attuali leadership europee si potrebbe anche immaginare per lei un ruolo di guida, in stile Angela Merkel, ma per arrivare ad un tale risultato dovrebbe prima fare ordine nel suo gruppo europeo, tagliare i ponti con l’alleato leghista e sostituirlo con le altre forze popolari e liberali presenti nel panorama centrista italiano. In questo modo la Presidente del Consiglio avrebbe la possibilità di costruire così un vero fronte di centro destra moderato e di proiettare lo stesso schema anche sull’Europarlamento.

Per compiere questo passaggio dovrebbe però forse rinunciare ad alcuni punti del programma come il premierato, che potrebbe diventare un cancellierato, i centri per i migranti in Albania e l’autonomia differenziata (ma credo che su questo punto sarebbe la prima ad essere contenta). Questa mossa aiuterebbe anche Forza Italia a togliere quel velo di ipocrisia ad un partito che si definisce popolare in Europa ma che in Italia governa con i sovranisti alla Vannacci.

Dopo quasi tre anni di legislatura, però, possiamo dire che il vero punto di forza che fa apparire la Presidente Meloni come invincibile sono le forze di opposizione, in particolare i suoi leader. Incapaci di far fronte comune, interessati maggiormente a rubare un elettore al possibile alleato, impegnati nel litigare tra di loro, preoccupati solo di sapere chi potrebbe diventare il candidato Presidente del Consiglio di una coalizione che non esiste, le forze d’opposizione rappresentano oggi il miglior alleato della leader di Fratelli di Italia.

Emerge infatti con sempre più forza l’immagine di partiti di opposizione che sono competitivi nelle realtà locali, spesso a guida di personalità riformiste (tal volta senza l’appoggio del Movimento 5 Stelle ma con l’appoggio delle liste centriste), mentre a livello nazionale oggi non riescono nemmeno ad impensierire l’attuale maggioranza di governo.

Riguardo a ciò le maggiori colpe si indirizzano al Nazareno. Non perché le altre forze di opposizioni siano innocenti ma perché il PD dovrebbe essere il perno di una coalizione alternativa. Questo ruolo spetta ai democratici sia per il loro posizionamento politico, come forza intermedia tra le formazioni populiste e/o di sinistra e le liste centriste di ispirazione popolare e/o liberale, sia per i voti che il PD ha rispetto alle altre forze.

Non basta più dire che la leadership del PD è testardamente unitaria, il punto di domanda infatti deve essere: unitari ma per fare cosa? E soprattutto, unitari con chi? Perché sinora la posizione dell’onorevole Schlein sembra voler dire: farò di tutto per fare un’alleanza con 5Stelle e AVS, degli altri me ne importa il giusto, se ci sono bene altrimenti se ne farà una ragione. Un esempio di questo comportamento è il posizionamento del PD sui prossimi referendum, lo stesso degli alleati più estremisti.

La verità è che sembra che la leader del PD si trovi a suo agio con le istanze degli alleati di sinistra e molto meno con le posizioni centriste. Ma attenzione se si pensa che le elezioni si vinceranno senza aprire agli elettori centristi e alle loro idee, allora l’esecutivo Meloni avrà ottime possibilità di governare per due legislature consecutive. Né si può immaginare che un’alleanza di sinistra con un programma di governo fortemente sbilanciato potrà attirare il voto degli elettori di centro, anche se ci dovessero essere delle liste acchiappa voti.

D’altra parte, se Enrico Letta, profilo sicuramente più centrista per storia personale dell’attuale segretaria PD, non è riuscito ad aggregare attorno a sé gli elettori centristi con un programma riformista e senza allearsi con i 5 Stelle, come si può pensare che una coalizione ancora più sbilanciata potrà raccogliere più voti o potrà toglierli all’attuale maggioranza?

A poco più di due anni dalle prossime elezioni, è arrivato il momento in cui le opposizioni facciano chiarezza ed inizino a costruire un programma di governo capace di raccogliere i consensi e le istanze anche di chi non si sente di sinistra.

Se la leader del PD è in grado di affrontare questa sfida, lo dimostri il prima possibile, senza perdere altro tempo, altrimenti è il caso che qualcun altro, dal PD, si faccia avanti come figura in grado di fare sintesi tra tutte le forze di opposizione, altrimenti l’attuale maggioranza governerà fino al 2032.

Meloni tende la mano a Merz, Tajani gioisce mentre Salvini tace

Roma, 6 mag. (askanews) – Congratulazioni “istituzionali” da Giorgia Meloni, molto calorose da Antonio Tajani, silenzio da Matteo Salvini. Così il governo italiano ha reagito all’elezione “thrilling” del nuovo cancelliere tedesco Friederich Merz. Un via libera al governo al secondo tentativo (caso unico per la Germania), probabilmente a causa di un voto dimostrativo di franchi tiratori della Cdu. Anche nel suo partito, infatti, non pochi non gradiscono la figura di Merz e tra i principali detrattori c’è l’ex leader Angela Merkel.

Il primo a congratularsi è stato Antonio Tajani, compagno di famiglia politica europea – il Ppe – di Merz. “Congratulazioni al nuovo Cancelliere tedesco e mio amico Friedrich Merz. È l’inizio di una nuova stagione politica, con il pragmatismo dei nostri governi rafforzeremo ancora di più i legami tra Italia e Germania. Unendo le nostre capacità industriali renderemo più forte l’Europa”, ha scritto su X il ministro degli Esteri.

A stretto giro è arrivata anche la dichiarazione di Meloni, certo non dispiaciuta per il nuovo interlocutore. Merz, infatti, ha mostrato posizioni molto simili alle sue in particolare sui migranti e sul Green Deal e per lei rappresenta sicuramente un miglior partner rispetto al socialdemocratico Olaf Scholz. Con una Germania più ‘pragmatica’ e non più legata a politiche di austerity, è il ragionamento, anche per l’Italia ci sono più spazi di manovra. La speranza, non detta, è quella di allentare lo storico legame tra Berlino e Parigi. Operazione che, però, al momento non sembra alle viste. Basti pensare che già domani il cancelliere sarà per le prime visite in Polonia e in Francia, da quell’Emmanuel Macron che oggi ha sentito telefonicamente nell’intervallo tra le due votazioni. “Ora tocca a noi rendere l’asse franco-tedesco più forte che mai e accelerare la nostra agenda europea per la sovranità, la sicurezza e la competitività”, ha scritto nel suo messaggio di congratulazioni il presidente francese.

L’obiettivo della presidente del Consiglio (che nelle ultime ore si è anche congratulata con il conservatore di Ecr George Simion, dato come favorito al ballottaggio in Romania), comunque, è cercare di trovare la sponda tedesca su alcuni dei temi che le stanno maggiormente a cuore, a partire – come detto – dalle questioni dei migranti e della revisione del Green Deal, in particolare sul settore automotive. “Credo – la convinzione di Meloni – in particolare che Germania e Italia, le due più importanti economie manifatturiere d’Europa, possano fare la differenza per il rilancio della competitività, in particolare del settore automobilistico, così come per la costruzione di partenariati paritari con l’Africa e per il contrasto all’immigrazioneáirregolare”. Di certo, Antonio Tajani si è già candidato a essere la cinghia di trasmissione in virtù della comune appartenenza di Merz alla famiglia del Ppe di cui Forza Italia fa parte. In più occasioni, durante il recente congresso di Valencia, infatti, il leader azzurro ha sottolineato che la sua nomina a Cancelliere avrebbe rafforzato i rapporti tra Roma e Berlino.

Un silenzio eloquente viene, al momento da Matteo Salvini, che si era schierato apertamente per il superamento della “Grosse Koalition” a favore di un governo che includesse l’estrema destra di Alternative fur Deutschland. “Gravissimo. Dopo Francia e Romania, un altro furto di democrazia? Solidarietà ad Afd e al popolo tedesco che, stando ai numeri, oggi li sceglierebbe come primo partito”, aveva scritto nei giorni scorsi il leader leghista, alla notizia dell’inserimento di Afd nella lista delle organizzazioni considerate estremiste.

Yemen, Trump: gli Usa fermeranno gli attacchi contro gli Houthi, hanno annunciato di non voler più combattere

Roma, 6 mag. (askanews) – Gli Stati Uniti cesseranno i bombardamenti nello Yemen contro gli Houthi, dal momento che il movimento sciita avrebbe annunciato di voler smettere di combattere. Lo ha sostenuto oggi il presidente Usa Donald Trump.

“Abbiamo ricevuto una notizia molto buona ieri sera. Gli Houthi hanno annunciato che non vogliono più combattere. Semplicemente non vogliono più combattere. E noi rispetteremo la loro parola, e cesseremo i bombardamenti. Accetterò la loro parola, e da subito cesseremo i bombardamenti contro gli Houthi”, ha dichiarato Trump durante un incontro con il primo ministro canadese Mark Carney alla Casa Bianca.

Incidente a Pantelleria durante addestramento Frecce Tricolori: jet finisce fuori pista, illeso il pilota

Roma, 6 mag. (askanews) – Un aereo delle Frecce Tricolori è andato fuori pista durante l’atterraggio sulla pista dell’aeroporto di Pantelleria. Il pilota del jet è stato immediatamente soccorso, ma “non ha riportato alcun problema di salute”, sottolinea l’Aeronautica Militare L’incidente, precisa l’Aeronautica Militare, è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi durante un volo di addestramento acrobatico delle Frecce Tricolori, organizzato all’aeroporto di Pantelleria all’indomani dell’airshow di Catania. Il programma acrobatico è stato interrotto a causa di “una separazione anomala della formazione avvenuta durante la manovra del cardiode”.

“Quattro velivoli della seconda sezione, il cosiddetto ‘rombetto’, dimostrando padronanza delle procedure, si sono separati dal resto della formazione. Tre dei quattro jet si sono diretti per l’atterraggio sull’aeroporto di Pantelleria, mentre gli velivoli della formazione sono atterrati all’aeroporto militare di Trapani”, rende noto l’Aeronautica Militare, spiegando che “durante l’atterraggio a Pantelleria un velivolo, a causa di un problema tecnico di controllabilità al ruotino anteriore, è uscito fuori pista al termine della corsa di decelerazione al suolo”. E il pilota “non ha riportato alcun problema di salute”.

A Milano “Compliance, Cyber Intelligence e Investigazioni”

Milano, 6 mag. (askanews) – Sottolineare l’importanza della sicurezza digitale, donando al tema un approccio multidisciplinare. con questo intento che a Milano andata in scena la conferenza “Compliance, Cyber Intelligence e Investigazioni: la tutela del know-how nell’era digitale”.

L’evento, svoltosi nei pressi di Piazza Affari e promosso da Detego Investigazioni, ha posto al centro il valore della multidisciplinarit nella difesa del patrimonio informativo e nella protezione di cittadini, PMI e Pubblica Amministrazione.

A parteciparvi sono stati alcuni dei principali esperti del settore, a partire da Francesco Sathya Cali, CEO di Detego, che ha posto l’accento sull’importanza di questa tipologia di tematiche: “Molte aziende ignorano le opportunit legittime di difesa che la legge offre, anche attraverso l’attivit investigativa privata. Il nostro obiettivo fare chiarezza, sfatare miti e condividere strumenti concreti per affrontare le sfide digitali, tutelando asset intangibili come reputazione, strategie e informazioni riservate”.

Fra i relatori della mattinata ci sono stati anche Guido Scorza, componente del Collegio del Garante della Privacy, Miriam Ieraci, Funzionario Area Industria Energia e Innovazione di Assolombarda, Vittorio Provera, dello Studio Legale Trifir & Partners, Marco Bacini, Professore dell’Universit LUM, e Coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico per la Trasformazione Digitale di Regione Lombardia, e Pietro Di Maria, General Manager Meridian Group.

Fra i temi di giornata c’ poi stato il modo in cui si pu agire quando si ha il sospetto di una violazione aziendale in termini di sicurezza sul know-how: “Un’agenzia investigativa autorizzata – ha spiegato ancora Sathya Cali – pu intervenire in modo strategico per individuare chi ha sottratto informazioni riservate, ricostruire le dinamiche della fuga di dati e raccogliere prove utilizzabili in sede giudiziaria, elemento cruciale per difendere il know-how aziendale in caso di spionaggio industriale, concorrenza sleale o violazione contrattuale.

Ma come si deve agire, allora, in questi casi? Sathya Cali ha risposto anche a questo: “In determinati casi, pu rivolgersi subito a un’agenzia investigativa qualificata per attivare tempestivamente un’indagine, ricostruire i fatti e raccogliere evidenze documentabili, anche digitali, utili a sanzionare i responsabili e tutelare il patrimonio informativo. Questo affiancando, non sostituendo, le misure IT di contenimento e prevenzione”.

La conferenza, infine, ha messo in luce come la sicurezza digitale sia oggi una sfida che richiede competenze integrate e collaborazione tra pubblico e privato, come sottolineato anche dai recenti avvenimenti nei black-out in Spagna e Portogallo. Solo attraverso un approccio multidisciplinare e una costante formazione sar possibile costruire una societ digitale resiliente, capace di proteggere il patrimonio informativo, la competitivit e la sicurezza del nostro Sistema Paese.

La Roadmap Ue per porre fine all’import di energia russa al 2027

Bruxelles, 6 mag. (askanews) – L’Ue porrà fine alla sua dipendenza energetica dalla Russia interrompendo l’importazione di gas e petrolio ed eliminando gradualmente l’energia nucleare di provenienza russa, e garantendo al contempo la stabilità dell’approvvigionamento energetico e dei prezzi in tutta l’Unione. E’ quanto prevede la “Roadmap” (tabella di marcia) del piano “REPowerEU”, adottata oggi a Strasburgo dalla Commissione europea, e presentata in conferenza stampa dal commissario Ue all’Energia, Dan Jorgensen.

“Oggi l’Ue mostra forza e determinazione. Il messaggio alla Russia è chiaro: non ricatterete più i nostri Stati membri. Non verserete più i nostri euro nelle vostre casse. Il vostro gas sarà vietato. La vostra flotta ombra sarà fermata”, ha dichiarato Jorgensen. “Lo facciamo per preservare la nostra sicurezza. Ma è anche un passo importante verso l’indipendenza energetica, per produrre la nostra energia pulita e accessibile invece di importare costosi combustibili fossili”, ha osservato il commissario.

Nonostante i significativi progressi compiuti nell’ambito del piano REPowerEU e attraverso le sanzioni imposte dopo l’invasione russa dell’Ucraina, nel 2024 l’Ue ha registrato una ripresa delle importazioni di gas russo. Sono pertanto necessarie azioni più coordinate, poiché l’eccessiva dipendenza dell’Ue dalle importazioni di energia dalla Russia rappresenta una minaccia per la sicurezza, spiega una nota dell’Esecutivo comunitario.

La tabella di marcia prevede una graduale eliminazione del petrolio, del gas e dell’energia nucleare russi dai mercati dell’Ue, che avverrà, secondo la Commissione “in modo coordinato e sicuro, man mano che avanziamo nella nostra transizione energetica. Le misure sono state concepite per preservare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’Ue, limitando al contempo qualsiasi impatto su prezzi e mercati”.

A partire dal 2025, si prevede che le forniture globali di gas naturale liquefatto (Gnl) cresceranno rapidamente, mentre la domanda di gas diminuirà. Con la piena attuazione del quadro per la transizione energetica e del Piano d’azione per l’energia accessibile, si prevede che l’Ue sostituirà fino a 100 miliardi di metri cubi di gas naturale entro il 2030, il che si tradurrà in una riduzione della domanda di 40-50 miliardi di metri cubi entro il 2027. Allo stesso tempo, si prevede che la capacità relative al Gnl aumenterà di circa 200 miliardi di metri cubi entro il 2028, ovvero cinque volte di più rispetto alle attuali importazioni di gas russo dall’Ue.

La tabella di marcia approvata oggi sarà seguita da proposte legislative della Commissione il mese prossimo. La Commissione collaborerà con gli Stati membri per garantire che l’eliminazione graduale delle importazioni di energia russa a livello Ue sia graduale e ben coordinata in tutta l’Unione. Entro la fine dell’anno, gli Stati membri saranno invitati a elaborare piani nazionali che definiscano le modalità con cui contribuiranno all’eliminazione graduale delle importazioni di gas, energia nucleare e petrolio russi.

Tutte le misure saranno accompagnate da continui sforzi per accelerare la nostra transizione energetica e diversificare gli approvvigionamenti energetici, anche attraverso l’aggregazione della domanda di gas e un migliore utilizzo delle infrastrutture (in particolare quelle relative al Gnl), al fine di eliminare i rischi per la sicurezza dell’approvvigionamento e la stabilità del mercato.

Per quanto riguarda il gas, le proposte attese a giugno miglioreranno la trasparenza, il monitoraggio e la tracciabilità delle importazioni russe nei mercati dell’Ue. Fondamentalmente, saranno impediti nuovi contratti con i fornitori di gas russo (via i gasdotti o importato come Gnl) e i contratti spot esistenti saranno sospesi entro la fine del 2025. Questa misura garantirà che già entro la fine di quest’anno l’Ue abbia ridotto di un terzo le rimanenti forniture di gas russo. La Commissione proporrà inoltre di bloccare tutte le restanti importazioni di gas russo entro la fine del 2027. (Segue)

We Will Rock You, nei teatri italiani il musical dei Queen

Roma, 6 mag. (askanews) – We Will Rock You è uno degli spettacoli musicali più rappresentati e amati al mondo. Da gennaio il musical torna nei teatri italiani. Musical di Queen & Ben Elton per la regia di Michaela Berlini.

Nato dalla penna irriverente di Ben Elton, in collaborazione con Roger Taylor e Brian May dei leggendari Queen, questo straordinario musical, da considerarsi una vera e propria opera Rock, ha conquistato le scene internazionali con la sua energia travolgente, il suo messaggio universale e, soprattutto, con la potenza senza tempo delle canzoni della band britannica. Dopo il clamoroso successo delle passate tappe italiane, We Will Rock You torna più potente che mai con una nuova tournée destinata a infiammare i teatri del nostro Paese, riportando in scena gli iconici brani dei Queen, cantati in lingua originale e suonati rigorosamente dal vivo.

Uno spettacolo ormai cult, capace di travolgere e coinvolgere il pubblico sin dalla prima nota, grazie a una selezione esplosiva di brani leggendari che raccontano la storia di un gruppo di giovani impegnati nella ricerca della propria libertà di espressione in un mondo dove l’omologazione è legge e i gusti, i sogni, persino la musica, sono imposti dall’alto.

Questi giovani, molto diversi tra loro, ma uniti dal desiderio di cambiamento, trovano la forza di ribellarsi, di fare gruppo e di dar vita a una battaglia collettiva per recuperare la propria voce e immaginare un futuro più libero, più umano. Ed è proprio sulle note dei Queen che i giovani ribelli, i Bohemians, scrivono la loro rivoluzione. Se il futuro non è scritto, allora il futuro appartiene a chi osa sognarlo. Un racconto epico e sempre attuale, in cui si intrecciano temi di libertà, identità, coraggio, sogno e ribellione, accompagnati da un’ironia pungente e da un linguaggio visivo accattivante e coinvolgente.

Questa nuova versione non è una semplice replica: come da tradizione, il copione viene completamente aggiornato per riflettere i linguaggi, i riferimenti e le sfide del nostro presente. Ogni edizione è unica attuale e viva proprio come la musica che la anima: le canzoni immortali dei Queen.

We Will Rock You è una storia senza tempo, un viaggio personale e collettivo. Un percorso di scoperta di sé, un risveglio dello spirito ribelle che spinge a lottare per i propri sogni sfidando il potere grazie alla forza autentica della musica. In We Will Rock You è la musica Rock a tenere viva la memoria, a alimentare la rivoluzione, a dare voce a chi vuole cambiare il mondo. In questa storia la ribellione non è solo contro un regime: è contro tutto ciò che spegne, la creatività, l’unicità e la vita stessa. È un invito a celebrare le differenze, a riconoscere la diversità come ricchezza, a condividere una visione comune per costruire insieme un futuro più equo, più vero e condiviso. Non serve un eroe, serve la forza di credere insieme in qualche cosa di grande, perché come amo ricordare la forza di We Will Rock You è tutta nel We, nel Noi, e ci ricorda che da soli non si va da nessuna parte”, racconta Michaela Berlini regista e autrice del nuovo adattamento.

La produzione si distingue per il suo impatto visivo e sonoro: coreografie travolgenti, costumi futuristici, luci spettacolari, scenografia avvolgente e una cura maniacale per il suono. Ogni sera, il palco prende vita grazie a una band di musicisti straordinari e a un cast di performer dal talento incredibile, che con voci potenti e una presenza scenica magnetica restituiscono tutta la forza emotiva e fisica del repertorio dei Queen. È un’esperienza dal vivo autentica, coinvolgente, totale.

WE WILL ROCK YOU 2025-2026 (Presto nuove date in aggiunta)

Ven 16-Dom 18 Gennaio 2026 – TORINO – Teatro Colosseo | Ticketone Ven 30 Gennaio 2026 – MONTECATINI (PT) – Teatro Verdi | Ticketone Sab 7 Febbraio 2026 – VARESE – Teatro di Varese | Ticketone Gio 19 Febbraio 2026 – LEGNANO (MI) – Teatro Galleria (prossimamente in vendita) Sab 21 Febbraio 2026 – BERGAMO – ChorusLife Arena | Ticketone Mer 25 Febbraio-Dom 1° Marzo 2026 – ROMA – Teatro Olimpico | Ticketone Mar 3 Marzo 2026 – NAPOLI – Teatro Augusteo | Ticketone Ven 6 Marzo 2026 – LECCE – Politeama | Ticketone / Vivaticket Dom 8 Marzo 2026 – BARI – Palatour | Ticketone Ven 20 Marzo 2026 – BASSANO DEL GRAPPA (VI) – CMP Arena | Ticketone / Vivaticket Ven 27-Dom 29 Marzo 2026 – GENOVA – Politeama Genovese (prossimamente in vendita) Gio 9-Dom 19 Aprile 2026 – MILANO – Teatro Nazionale Italiana Assicurazioni | Ticketone

Israele colpisce lo Yemen, i caccia dell’Idf distruggono l’aeroporto di San’a

Roma, 6 mag. (askanews) – Gli attacchi aerei lanciati oggi da Israele contro lo Yemen hanno preso di mira l’aeroporto internazionale della capitale San’a, la centrale elettrica di Haziz, a sud di San’a, e una fabbrica di cemento nel governatorato di Amran, a nord della capitale. Lo riporta l’emittente yemenita Al Masirah, legata al gruppo Houthi.

I caccia delle Idf (Forze di Difesa israeliane) “hanno colpito e smantellato le infrastrutture terroristiche Houthi presso l’aeroporto principale di San’a, rendendolo completamente inutilizzabile”. “L’attacco – ha riferito l’esercito israeliano in una nota – è stato effettuato in risposta all’attacco lanciato dal regime terroristico Houthi contro l’aeroporto Ben Gurion. Piste di volo, aerei e infrastrutture dell’aeroporto sono stati colpiti”.

In modo simile al porto di Hudaydah, colpito ieri, secondo l’idf, “l’aeroporto agiva da hub centrale per il regime degli Houthi per il trasferimento di armi e agenti. È stato utilizzato regolarmente dal regime Houthi per scopi terroristici”. Inoltre, “diverse centrali elettriche sono state colpite nell’area di Sana’a. Il regime terroristico sfrutta le infrastrutture energetiche, un ulteriore esempio dell’uso da parte del regime Houthi delle infrastrutture civili yemenite per scopi terroristici”. Inoltre, le Idf hanno colpito “l’impianto di cemento “al Imran”, situato a nord di Sana’a, che rappresenta una risorsa significativa per il regime terroristico Houthi ed è utilizzato per la costruzione di tunnel sotterranei e altre infrastrutture terroristiche. Questo attacco compromette ulteriormente le capacità di sviluppo economico e militare del regime Houthi”.

Gli attacchi “sono stati effettuati con previsione e sono state adottate misure per mitigare i danni ai civili e alle infrastrutture civili”, ha aggiunto la nota dell’esercito israeliano, che ha aggiunto che “questa operazione è stata approvata dal comandante delle Idf e dal capo di stato maggiore”.

Le Idf, ha concluso la nota, “sono determinate a continuare a operare, a qualsiasi distanza, contro tutte le minacce che pongono ai cittadini dello stato di Israele”.

E’ il secondo giorno consecutivo che Israele colpisce lo Yemen, dopo che domenica scorsa gli Houthi hanno rivendicato un attacco missilistico contro l’aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv, che ha causato disagi al trasporto aereo.

Ieri, secondo quanto riferito dallo stesso esercito israeliano, “circa 20 caccia hanno condotto attacchi con 50 munizioni, prendendo di mira decine di obiettivi terroristici appartenenti al regime Houthi lungo la costa yemenita”. Secondo le autorità yemenite, gli attacchi di ieri hanno causato quattro morti e 39 feriti.

Merz vince la sfida ma perde ancora voti nella elezione a Cancelliere

La Bild, il quotidiano popolare più letto della Germania ha pubblicato sul suo sito la foto di un sorridente Merz sovrastata dalla scritta: Il lieto fine dopo il tradimento. Forse è la sintesi migliore, quella più efficace,

Andiamo per ordine. Si è giunti alla seconda votazione in un clima di ansia e timori malcelati. Poco prima dellinizio, lallarme era stato lanciato dal presidente della Camera di commercio e dell’industria tedesca (DIHK), Peter Adrian, il quale aveva detto: “In un momento in cui il nostro Paese si trova ad affrontare enormi sfide economiche e geopolitiche, la capacità politica di agire è essenziale. Invece della chiarezza, continua a prevalere l’incertezza”.

Comunque, grazie alla mozione presentata dalla Sinistra (Die Linke) è stato possibile procedere al secondo turno nella stessa giornata. Anche lAfD si è espressa a favore anche se, a caldo, aveva messo a verbale la richiesta di un rapido ritorno alle urne.

Dunque, il leader della Cdu/Csu Friedrich Merz è stato eletto Cancelliere al secondo scrutinio: dopo la bocciatura di stamattina, il Bundestag ha approvato la sua nomina con nove voti in più della maggioranza richiesta. Nel dettaglio: hanno votato sì 325, hanno votato no 289, si sono astenuti 1. In realtà al neo Cancelliere sono mancati 3 voti rispetto al potenziale della sua maggioranza (Cdu-Csu e Spd). Segno, evidentemente, di un sordo dissenso nei confronti di uno dei leader meno empatici del panorama politico tedesco.

Subito dopo il Presidente federale Steinmeier ha proceduto alla nomina, confermando a norma della Legge Fondamentale lindicazione del Bundestag. E appresso sono piovuti i primi messaggi augurali, in particolare da Bruxelles. Congratulazioni per la tua elezione, caro Friedrich Merz. Con te arriva alla Cancelleria un grande amico e conoscitore dellEuropa, ha scritto su X Von der Leyen. Ci impegneremo insieme – ha proseguito – per un`Europa più forte e più competitiva. Non vedo lora di una proficua collaborazione!.

Secondo il detto popolare, si potrebbe affermare che è tutto bene quel che finisce bene. Sta di fatto però che lincidente di stamane, il primo nella storia della Germania dal 1945 ad oggi, rivela una difficoltà che il sistema politico, ovvero la maggioranza incardinata su una Cdu-Csu non stabile e non affidabile, fatica a governare. Con tutto ciò che questo implica per il resto dellEuropa.

Germania, Meloni si congratula con Merz: insieme per fare differenza

Roma, 6 mag. (askanews) – “Congratulazioni a Friedrich Merz per la sua elezione a Cancelliere federale tedesco. La collaborazione tra Italia e Germania è fondamentale per affrontare le sfide che caratterizzano l’attuale contesto internazionale. Sono certa che sapremo raggiungere insieme risultati importanti non solo a livello bilaterale ma anche a livello UE, G7 e NATO e sui principali dossier internazionali”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Credo in particolare – aggiunge – che Germania e Italia, le due più importanti economie manifatturiere d’Europa, possano fare la differenza per il rilancio della competitività, in particolare del settore automobilistico, così come per la costruzione di partenariati paritari con l’Africa e per il contrasto all’immigrazione irregolare”.

Sciopero treni, i sindacati: adesione quasi totale. Cancellazioni e ritardi, forti disagi per i passeggeric

Roma, 6 mag. (askanews) – “Una massiccia adesione, quasi totale, nel rispetto della normativa, dei lavoratori delle ferrovie e degli appalti allo sciopero nazionale di 8 ore indetto per il rinnovo del contratto nazionale”. A riferirlo sono Filt, Fit e Uiltrasporti, sottolineando che “si sono registrate molte cancellazioni in partenza e ritardi dei treni che sono partiti”.

“Siamo disponibili da subito – spiegano le organizzazioni sindacali – a riprendere la trattativa per raggiungere un’intesa per il rinnovo che dia una risposta adeguata in termini di salario, di normativa, con la garanzia di turni di lavoro che prevedano un incremento sostanziale dei riposi, che valorizzino le indennità per i circa 100mila lavoratori a cui si applica il contratto. Molto partecipati anche i presidi – aggiungono – organizzati nelle principali stazioni a sostegno della mobilitazione per lo sciopero”.

Il Conclave, i riti e i segreti dei cardinali custoditi nella Capella Sistina

Città del Vaticano, 6 mag. (askanews) – Domani la Cappella Sistina tornerà ad ospitare il Conclave, un rito antico e solenne che da secoli accompagna la “nascita” dei nuovi Papi. Un evento di portata mondiale che sarà accompagnato anche da misure di massima segretezza nei luoghi in cui si svolgerà. Un fatto questo per nulla nuovo come lo stesso nome indica: dal latino “cum clave”, cioè “chiuso con la chiave” o “sottochiave”.

Per quanto riguarda la Cappella Sistina questa, ha spiegato la direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Iatta sarà arredata con sedie di ciliegio, contrassegnate dal nome e cognome di ciascun Cardinale Elettore, e tavoli di legno grezzo, coperti da un panno beige e satin bordeaux, disposti su due file di diverso livello. Davanti all’altare, sotto il Giudizio Universale affrescato da Michelangelo, un tavolo per l’urna di legno grezzo dove saranno raccolte le schede con i voti, e un leggio con il Vangelo sul quale i porporati presteranno giuramento”.

I 133 Cardinali chiamati ad eleggere il 267° successore di Pietro non cammineranno sul pavimento cosmatesco della Cappella Sistina, ma su una struttura piana in legno coperta da un panno beige, alta 50-60 centimetri da terra ed in linea con il secondo gradino dell’altare. “Per ogni porporato – ha poi aggiunto la Iatta – sono previsti anche un sacchetto in velluto per ritirare le schede e i segnaposti con il loro nome, insieme ad una penna, una cartellina rossa d’appoggio e una scheda per lo scrutinio”.

Come detto, per tutti è fatto divieto assoluto di utilizzare qualsiasi dispositivo elettronico o mettersi in contatto con l’esterno e gli stessi cardinali saranno obbligati a lasciare fuori dalla cappella telefonini e qualsivoglia sistema elettronico mentre il Governatorato vaticano ha già annunciato che, con lo scattare del Conclave nell’area della Città del Vaticano tutti i ripetitori per le comunicazioni saranno schermati.

I riti del Conclave per l’elezione del successore di Francesco saranno aperti nella Basilica di San Pietro dalla messa solenne “Pro eligendo Pontifice”, al termine della quale tutti i Cardinali Elettori si recheranno in Cappella Sistina per l’inizio del vero e proprio Conclave. Sarà solo al termine del giuramento – e con la frase conclusiva “extra omnes” (“fuori tutti”) pronunciata dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, mons. Diego Ravelli – che prenderà il via ufficialmente il Conclave, e quindi l’inizio delle operazioni di voto.

Nel primo giorno si terrà una sola votazione, mentre nei giorni successivi saranno quattro in totale, due la mattina e due il pomeriggio. Una volta scritto il nome sulla scheda sotto la frase “Eligo in Summum Pontificem”, ogni singolo Cardinale Elettore si avvierà verso l’altare con la scheda piegata e ben visibile, la adagerà su un piatto d’argento poggiato su un’urna e poi la lascerà scivolare all’interno.

L’ormai celebre fumata che annuncerà al mondo l’elezione del nuovo Romano Pontefice sarà prodotta da una stufa che, dal 1939, è parte integrante dell’arredo della Cappella Sistina. La stufa, in realtà due strutture simili collegate, dalla cui canna fumaria uscirà la “fumata”, renderà noto a tutti i risultati delle votazioni, resi visibili dal colore delle fumate stesse che usciranno dal comignolo installato sulla copertura della Cappella: fumata nera nei casi di non raggiunta maggioranza, fumata bianca per la elezione del nuovo Sommo Pontefice. La stufa, in ghisa, di forma cilindrica rastremata, ha un’altezza pari a 1 metro circa ed è di diametro medio pari a 0.45
metri, dotata di uno sportello inferiore per l’accensione dell’innesco, con valvola manuale di regolazione del tiraggio e di uno sportello superiore per l’introduzione dei documenti da
bruciare. Le fumate nere saranno ottenute con la bruciatura delle schede; la fumata bianca con la bruciatura delle schede e di paglia umida. Il tutto “aiutato” con l’introduzione nel luoghi di bruciatura di alcuni agenti chimici che renderanno i colori più marcati per una visione più chiara.

Nel conclave del 2005 venne anche utilizzata per la prima volta un’apparecchiatura ausiliaria a fumogeni per incrementare la visibilità delle fumate. Per migliorare il tiraggio, la canna
è preriscaldata mediante resistenze elettriche ed è dotata di un ventilatore da avviare in caso di necessità.

Il Conclave, i riti e i segreti dei cardinali custoditi nella Capella Sistina

Città del Vaticano, 6 mag. (askanews) – Domani la Cappella Sistina tornerà ad ospitare il Conclave, un rito antico e solenne che da secoli accompagna la “nascita” dei nuovi Papi. Un evento di portata mondiale che sarà accompagnato anche da misure di massima segretezza nei luoghi in cui si svolgerà. Un fatto questo per nulla nuovo come lo stesso nome indica: dal latino “cum clave”, cioè “chiuso con la chiave” o “sottochiave”.

Per quanto riguarda la Cappella Sistina questa, ha spiegato la direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Iatta sarà arredata con sedie di ciliegio, contrassegnate dal nome e cognome di ciascun Cardinale Elettore, e tavoli di legno grezzo, coperti da un panno beige e satin bordeaux, disposti su due file di diverso livello. Davanti all’altare, sotto il Giudizio Universale affrescato da Michelangelo, un tavolo per l’urna di legno grezzo dove saranno raccolte le schede con i voti, e un leggio con il Vangelo sul quale i porporati presteranno giuramento”.

I 133 Cardinali chiamati ad eleggere il 267° successore di Pietro non cammineranno sul pavimento cosmatesco della Cappella Sistina, ma su una struttura piana in legno coperta da un panno beige, alta 50-60 centimetri da terra ed in linea con il secondo gradino dell’altare. “Per ogni porporato – ha poi aggiunto la Iatta – sono previsti anche un sacchetto in velluto per ritirare le schede e i segnaposti con il loro nome, insieme ad una penna, una cartellina rossa d’appoggio e una scheda per lo scrutinio”.

Come detto, per tutti è fatto divieto assoluto di utilizzare qualsiasi dispositivo elettronico o mettersi in contatto con l’esterno e gli stessi cardinali saranno obbligati a lasciare fuori dalla cappella telefonini e qualsivoglia sistema elettronico mentre il Governatorato vaticano ha già annunciato che, con lo scattare del Conclave nell’area della Città del Vaticano tutti i ripetitori per le comunicazioni saranno schermati.

I riti del Conclave per l’elezione del successore di Francesco saranno aperti nella Basilica di San Pietro dalla messa solenne “Pro eligendo Pontifice”, al termine della quale tutti i Cardinali Elettori si recheranno in Cappella Sistina per l’inizio del vero e proprio Conclave. Sarà solo al termine del giuramento – e con la frase conclusiva “extra omnes” (“fuori tutti”) pronunciata dal Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, mons. Diego Ravelli – che prenderà il via ufficialmente il Conclave, e quindi l’inizio delle operazioni di voto.

Nel primo giorno si terrà una sola votazione, mentre nei giorni successivi saranno quattro in totale, due la mattina e due il pomeriggio. Una volta scritto il nome sulla scheda sotto la frase “Eligo in Summum Pontificem”, ogni singolo Cardinale Elettore si avvierà verso l’altare con la scheda piegata e ben visibile, la adagerà su un piatto d’argento poggiato su un’urna e poi la lascerà scivolare all’interno.

Coopservice, welfare, contrattazione e sostenibilit

Roma, 6 mag. – Mentre il Governo si prepara a incontrare gioved i sindacati a Palazzo Chigi per discutere delle morti sul lavoro e delle politiche per la sicurezza, Coopservice lancia da Roma un messaggio chiaro: la sicurezza non si risolve solo con le norme, ma integrando welfare, contrattazione collettiva e sostenibilit all’interno dei processi aziendali.

Al convegno “Sostenibilit, Sicurezza e Innovazione nei servizi di Facility Management”, organizzato nell’ambito della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro, ha lanciato il suo messaggio il presidente del Cnel Renato Brunetta e sono intervenuti accademici ed esperti. Al centro, una nuova visione della sicurezza, come leva per un lavoro pi dignitoso, inclusivo e sostenibile.

Siamo una cooperativa che mette al centro la persona e il lavoro buono – ha dichiarato Roberto Olivi, presidente di Coopservice – Applichiamo i contratti collettivi nazionali a tutti i nostri 13.000 lavoratori (20.000 considerando il gruppo), oltre il 90% a tempo indeterminato, il 62% donne e il 20% stranieri. Investiamo in formazione e risorse per costruire ambienti sicuri e inclusivi. Non solo per ridurre gli infortuni, ma per costruire un nuovo modello di welfare integrato .

Un modello premiato dai numeri e dai risultati concreti: dal 2018 al 2024 l’indice di frequenza degli infortuni in Coopservice calato del 27%. Un risultato ottenuto grazie a progetti innovativi come Think Safe, Safety Talk, One-page Safety Lesson e la gara “Zero Accident Race” che ha premiato i cantieri senza infortuni, riconoscendo incentivi economici ai 548 addetti dei siti vincitori: 1 posto: Azienda Sanitaria Provinciale di Messina (227 addetti), 2 posto: Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia (167 addetti) e 3 posto: Ospedale Niguarda di Milano (154 addetti).

Hanno inoltre ricevuto una menzione i cantieri con zero infortuni e piena conformit normativa, tra cui: Ospedale di Ascoli Piceno, Ospedale di Summano, Ospedale di Castelfranco Veneto, Universit di Firenze, Citt Metropolitana di Firenze.

Durante l’evento stata presentata una ricerca di ASviS che propone una visione integrata della sicurezza sul lavoro e della sostenibilit ambientale, evidenziando la necessit di rafforzare la contrattazione collettiva per accompagnare la transizione ecologica e digitale senza lasciare indietro i lavoratori. La ricerca chiede incentivi per le imprese che adottano pratiche pi sostenibili e la promozione di un nuovo Accordo Governo-parti sociali ispirato all’Agenda 2030, per costruire un sistema produttivo pi sicuro, inclusivo ed ecologico.

Promuovere un confronto aperto e qualificato sui temi della sicurezza sul lavoro, del welfare e dell’innovazione tecnologica un contributo fondamentale per costruire ambienti di lavoro pi sicuri, inclusivi ed efficienti, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 – ha dichiarato il presidente del Cnel Renato Brunetta – La svolta nella sicurezza sul lavoro passa dalla partecipazione attiva dei corpi intermedi e delle rappresentanze sociali, per arrivare a una strategia nazionale accompagnata da un piano d’azione concreto, in grado di allineare il nostro Paese alle esperienze europee pi virtuose .

Il messaggio lanciato da Coopservice arriva proprio nei giorni in cui il tema della sicurezza torna al centro del dibattito politico, alla vigilia del tavolo con i sindacati convocato dal Governo per gioved a Palazzo Chigi.

Deloitte e ISPI con i leader del futuro a NEXT Milan Forum

Milano, 6 mag. (askanews) – All’Universit Bocconi di Milano la seconda edizione del NEXT Milan Forum, promossa da ISPI, Bocconi e OECD con Deloitte, nel ruolo di Knowledge partner ufficiale, accende i riflettori sulle sfide globali con i giovani che si fanno promotori del cambiamento. NEXT un’occasione preziosa per dare spazio e ascolto a una nuova generazione di leader che vuole contribuire in modo attivo alla costruzione di un futuro pi equo, sostenibile e inclusivo. Abbiamo parlato con Fabio Pompei, CEO Deloitte Central Mediterranean:

“Le imprese da sole o le istituzioni da sole non possono affrontare sfide cos complesse, c’ bisogno di lavorare insieme, di mettersi al tavolo insieme, e come Deloitte cerchiamo di essere dei facilitatori di questi momenti d’incontro, di questi momenti di dialogo, perch solo attraverso questo dialogo che potranno venire delle soluzioni efficaci”.

L’iniziativa porta a Milano circa 1.000 giovani (20-35 anni) da oltre 60 Paesi del mondo. poi intervenuto Antonio Villafranca Vice Presidente per la Ricerca dell’ISPI:

“Abbiamo 1000 giovani da oltre 60 paesi del mondo, tutti i continenti coperti, che affronteranno, dialogheranno tra di loro e si confronteranno con personalit di primo piano a livello internazionale sulle grandi questioni globali, e quindi ovviamente le questioni legate alla sostenibilit e al climate change, le questioni legate all’intelligenza artificiale e alla transizione digitale, ma anche la grande conflittualit che contraddistingue appunto il contesto internazionale, conflittualit da un punto di vista geopolitico, ma anche da un punto di vista economico, e quindi anche la questione dei razzi”.

NEXT 2025 si conferma dunque una piattaforma strategica per la co-creazione del futuro, dove giovani leader, istituzioni e imprese collaborano per affrontare insieme le principali sfide globali, promuovendo un dialogo strutturato tra diverse generazioni e settori. In questo contesto Deloitte pone l’attenzione sul nuovo Centro di Public Policy & Stakeholder Relations. Infine intervenuto Andrea Poggi, Head of Deloitte PP&SR Centre:

“Come Deloitte crediamo che c’ un fattore critico di successo in questo confronto tra istituzioni, societ civile e imprese e con protagonisti giovani, che l’attenzione all’innovazione, all’innovazione sostenibile. Sono le nuove tecnologie, le tecnologie GLEAN, l’attenzione all’intelligenza artificiale e a tutto quello che ne consegue, che possono fornire le giuste risposte ai giusti mezzi e che, mi permetto di dire, sono chiaramente nel DNA dei giovani e delle giovani generazioni”.

L’intento dell’evento quello di generare un impatto concreto e duraturo, che possa leggere e anticipare il futuro di cui questi giovani sono protagonisti.

Germania, Merz eletto Cancelliere al secondo scrutinio

Roma, 6 mag. (askanews) – Il leader della Cdu/Csu Friedrich Merz è stato eletto Cancelliere al secondo scrutinio: dopo la bocciatura di stamattina, il Bundestag ha approvato la sua nomina con 325 voti, nove in più della maggioranza richiesta.

In teoria i voti a disposizione della coalizione Cdu-Spd sono 328, dodici in più della maggioranza:
all’appello mancano quindi tre voti – esattamente il numero delle schede non valide, cui si è aggiunta un’astensione. Merz è quindi riuscito a ricucire nel giro di poche ore quello che gli analisti hanno interpretato come uno strappo all’interno del suo partito, dove una frangia di deputati sarebbe stata più incline a trattare con l’ultradestra dell’Afd piuttosto che con i socialdemocratici; resta da vedere se e con quali concessioni.

Politecnico di Milano, presentata “JRP NUCLEARE”

Milano, 6 mag. (askanews) – Una piattaforma di cooperazione pensata per affrontare le sfide energetiche del futuro attraverso l’analisi e l’innovazione scientifica e tecnologica. con intenti innovativi che, luned 5 maggio, a Milano stata presentata la nuova Joint Research Partnership (JRP). Nata su iniziativa del Politecnico di Milano con la Fondazione Politecnico di Milano e AIN Associazione Italiana Nucleare, insieme a quattro aziende fondatrici: Enel, ENI, Edison e Ansaldo Nucleare si tratta di un ecosistema di collaborazione, dove imprese, istituzioni, ricercatori e stakeholder si uniscono per sviluppare soluzioni all’avanguardia nel campo dell’energia nucleare.

L’evento di presentazione si svolto proprio all’interno dell’Aula Magna dell’Ateneo, che stato designato come Centro di Collaborazione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA).

Per questo, ad aprire i lavori stata Donatella Sciuto, Rettrice del Politecnico di Milano, che ha sottolineato il valore che la JRP Nucleare avr: “Il lancio di questa iniziativa (JRP) nel campo dell’ingegneria nucleare rappresenta un’occasione importante per il Politecnico di Milano che, con l’aiuto della Fondazione, mira a creare una comunit di riferimento intorno a un tema centrale nelle politiche di sviluppo dell’Unione Europea e del governo italiano. – ha sottolineato Sciuto – La decisione di includere o meno il nucleare nel mix energetico, di investire in innovazione e in nuove competenze dipende da diversi fattori: da una valutazione equilibrata dei rischi e dei benefici; dalle priorit politiche e ambientali; dalla disponibilit di risorse economiche e tecnologiche. Ecco perch, intorno a questo tema, altamente complesso e polarizzante, necessario puntare sulla relazione con le imprese e con gli enti protagonisti del settore per tracciarne insieme le dinamiche evolutive.”

A commentare la nascita di JRP Nucleare stato anche Stefano Monti, Presidente dell’Associazione Italiana Nucleare, che ha fatto il punto sull’accoglienza del settore inerente la nuova piattaforma. “L’Associazione Italiana Nucleare accoglie con entusiasmo questa nuova iniziativa – ha spiegato Monti – che contribuisce in maniera concreta a porre il nucleare per usi pacifici sempre pi al centro del dibattito italiano – sottolinea Stefano Monti presidente di AIN. I soggetti coinvolti rappresentano una parte importante ed essenziale del nucleare italiano e saranno dunque fondamentali per portare avanti in maniera sinergica azioni concrete nelle varie aree di interesse industriale ed istituzionale. Come nella tradizione AIN e POLIMI, l’interazione continua con gli altri stakeholder nazionali ed il raccordo coi contesti europei ed internazionali pi rilevanti saranno garanzia di visione prospettica e, in definitiva, di successo dell’iniziativa”.

Il tema del nucleare sar centrale nei prossimi anni e nel favorire la transizione energetica, con la nascita del Joint Research Partnership che intende favorire i processi. Una piattaforma aperta e autorevole dove imprese, ricercatori, policy maker estakeholder possono confrontarsi, condividere analisi e visioni, progettare insieme strategie e soluzioni tecnologiche avanzate per contribuire alla transizione energetica: quella appena nata pu essere una soluzione modello per l’Italia e per l’Europa, come evidenziato dal professor Marco Ricotti, Responsabile scientifico del JRP Nucleare:

“Il tema legato al nucleare importante perch rappresenta, per l’Italia e l’Europa una possibile risposta a tre grandi sfide che stiamo affrontando – chiarisce Ricotti – la decarbonizzazione, la dipendenza energetica da altri paesi, che diventata drammaticamente evidente con la guerra in Ucraina e la competitivit industriale, la quale senza un’energia sicura e a costi sostenibili rischia seriamente di indebolirsi. tempo di affrontare il nodo dell’autonomia, della sicurezza e della solidit del nostro sistema produttivo. In questo quadro, il nucleare torna al centro del dibattito, non come unica soluzione, ma come una delle leve da considerare con pragmatismo e visione”.

La nascita della JRP pu segnare, dunque, un importante punto di svolta nel mercato del nucleare in Italia, donando al settore un fondamentale luogo di interconnessione fra i soggetti coinvolti nel suo sviluppo.

Ascolti la7 aprile 2025, +15% in prime time terza dopo Rai1 e Canale5

Roma, 6 mag. (askanews) – Eccellenti ascolti ad aprile 2025 (1-30) per La7, che – fa sapere l’emittente del Gruppo Cairo – cresce in prime time (20:30/22:30) attestandosi al 6,6% (+15%) con 1,3 milioni di spettatori (+10%), facendo segnare il terzo posto assoluto dietro solo a Rai1 e Canale5 e ottenendo la miglior share di sempre.

Ottima anche la giornata (07.00/02.00), dove la tv del Gruppo Cairo Communication si attesta al 4,7%, (+ 18%), risultando il canale generalista che cresce di più.

Eccellenti i risultati come sempre anche sui target pregiati. Nella fascia di prime time (20.30/22.30) la Rete diretta da Andrea Salerno è seconda nella CSE alta (classe socioeconomica elevata) con il 13,5% (+15%) e sui laureati con il 15,2% (+15%).

In crescita i podcast sulle varie piattaforme, compreso YouTube, pari a 1,3milioni, (+242%).

Sui social network sono 8,3 milioni i follower dei profili de La7 e dei suoi programmi (+14%), e 4,8 milioni le interazioni social (+41%).

Crescono gli audiolibri in Italia: 11,4 milioni di ascoltatori

Milano, 6 mag. (askanews) – Nel 2025 continua a crescere il numero di persone che ascoltano gli audiolibri. quanto emerge dall’ultima ricerca di NielsenIQ per Audible, la societ Amazon tra i maggiori player nella produzione e distribuzione di audio entertainment, che ogni anno misura il gradimento del pubblico italiano.

“A oggi in Italia – ha detto ad askanews Francesco Bono, Content director Italia, Francia e Spagna di Audible – ci sono 11,4 milioni di persone che ascoltano audiolibri ed un numero estremamente interessante. Innanzitutto cresce di circa 300 mila persone anno su anno: rispetto al 2024 ci sono 300 mila nuovi ascoltatori di audiolibri in Italia. Ma ancora pi interessante se lo vediamo in una prospettiva temporale pi lunga: nel 2021 erano circa 10 milioni vuol dire che in questi 4 anni c’ stata una crescita di 1,4 milioni di persone che hanno imparato a utilizzare gli audiolibri per seguire, appassionarsi alle storie e agli autori che amano”.

Secondo la ricerca gli audiolibri piacciono perch consentono di essere multitasking e sale la percentuale di chi li ascolta negli spostamenti, per combattere la noia e intrattenersi. I generi preferiti dagli italiani nel 2025 sono: narrativa, fantasy, thriller, seguiti a poca distanza da crime e classici. Ma qual l’identikit dell’ascoltatore italiano? “L’ascoltatore di audiolibri – ha aggiunto Francesco Bono – tendenzialmente un lettore, tendenzialmente forte o fortissimo. I due segmenti di et pi comuni tra gli ascoltatori di libri sono 45-54 anni e 25-34 anni. Non assolutamente vero, sfatiamo un mito che il lettore di audiolibri abbandona i libri, non vero, un lettore che continua a leggere non solo, ma continua ad acquistare i libri”.

In questo senso la ricerca evidenzia che il 52% degli intervistati dichiara di avere comprato il libro cartaceo dopo aver ascoltato l’audiolibro e circa il 55% ascolta un libro che ha gi letto mentre il 48% compra un libro dopo averlo ascoltato.

Simeone: la comunità italiana in Perù è molto importante

Roma, 6 mag. (askanews) – (di Pierluigi Allotti) Antonio Simeone, 80 anni, sardo di Iglesias, vive in Perù dalla fine degli anni Sessanta. Punto di riferimento della comunità italiana locale, è titolare di un’azienda metalmeccanica e da due anni è Presidente del Com.it.es Perù. I Comites – Comitati per gli italiani all’estero – sono organi rappresentativi elettivi che si possono costituire per legge nelle circoscrizioni consolari con oltre 3 mila italiani iscritti all’AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’estero). Askanews ha incontrato Simeone.

Parlaci della tua esperienza. Quando sei arrivato in Perù.

Sono venuto qua tra la fine del ’67 e l’inizio del ’68, sono qui in Perù da 57 anni: 23 anni li ho passati in Italia e 57 qua. Compio quest’anno 80 anni. Sono nato a Iglesias, in Sardegna, il centro minerario italiano più importante a quell’epoca. Sono perito minerario. Ho lavorato due anni in miniera, come perito appunto. La miniera era a 150 chilometri da casa mia. Andavo la domenica o il lunedì e il fine settimana tornavo a casa. Avevamo solamente 12 giorni di vacanza e non è che ci fosse molto da fare nel mio paese e anche l’Italia non offriva molto sul continente. Avevo 21-22 anni e non era la vita che volevo fare. Decisi di andare via dall’Italia. Da perito minerario potevo fare ricerche petrolifere, feci richiesta all’Agip per andare in Libia, ma quello era il periodo in cui Gheddafi stava cacciando gli stranieri. I miei genitori si sono opposti e mi hanno impedito di partire. Un mio lontano parente aveva un fratello che viveva in Perù dal 1947 e così mi sono licenziato e sono partito. Ho trovato lavoro in un’azienda metalmeccanica di un italiano che cercava proprio un giovane italiano. Ho fatto esperienza e dopo alcuni anni, insieme a un socio peruviano, che ora purtroppo è morto, ho messo su una piccola azienda metalmeccanica, che oggi, dopo 45 anni, è una realtà affermata. Abbiamo più di 70 dipendenti e 40 macchine utensili. In Perù ho conosciuto anche mia moglie, una donna peruviana. I miei genitori non poterono venire al matrimonio. Mia moglie andò lei a conoscerli in Sardegna con il mio primo figlio di due anni, e poi i miei genitori vennero a trovarci nel 1974. Scoprirono che Lima è una città bella e accogliente, che avevo un bel gruppo di amici, e si sono così tranquillizzati.

Quando è grande la comunità italiana in Perù?

È una comunità importante. Quelli con passaporto e nazionalità italiana sono tra i 40 e i 50 mila, ma i discendenti italiani in Perù, di quarta e di quinta generazione, sono più o meno un milione. Di prima generazione siamo pochi, l’emigrazione dall’Italia dopo il 1968 cessò perché il Paese aveva conosciuto il benessere. Io mi considero uno degli ultimi veri emigranti. Molti italiani vengono qui per ragioni di lavoro ma dopo quattro o cinque anni tornano in Italia. Il Perù ha avuto un’emigrazione importante molto prima degli anni Sessanta, prima della guerra e un po’ dopo la guerra. Alcuni italiani hanno fatto la storia economica del Paese, ci sono aziende importanti che hanno ancora il nome italiano anche se sono state vendute nel frattempo a gruppi multinazionali. Penso a Nicolini, una grossa impresa del settore alimentare, o anche D’Onofrio, azienda dolciaria ormai in mano a Nestlé. Il gruppo Brescia è molto grande e opera in più settori (miniere, hotel ecc.), ma anche la banca più grande del Perù, il BCP, prima era il Banco italiano, fondato da italiani venuti al principio del Novecento. Ci sono inoltre i Larco, che avevano la famosa azienda Roma, un’azienda enorme che operava nella Sierra nella Selva e lungo la Costa, cioè era una striscia che prendeva il Perù completo. Poi anche questa è passata dai Larco ai Gildemeister. Infine non possiamo non ricordare Antonio Raimondi, il più grande naturalista del Perù vissuto nel XIX secolo, a cui è stato intitolato il Colegio Raimondi. Diciamo quindi che la storia degli italiani è molto importante e molto conosciuta e riconosciuta qui in Perù. Gli italiani, non solo in Perù sono benvoluti perché sono socievoli e riescono a integrarsi bene.

E l’attività con il Comites quando è cominciata?

Cominciamo dall’inizio. In principio mi sono inserito più nella comunità peruviana, per il motivo che mi sono sposato con mia moglie. Non avevo parenti, amici, qualche collega di lavoro. Dopo diversi anni ci siamo riuniti con persone della comunità italiana, però discendenti di sardi, della Sardegna. Quindi abbiamo creato la prima associazione sarda del Perù, che ho presieduto per diversi anni, poi sono stato consultore regionale per più di cinque anni presenti qua. Sono stato presidente dell’Associazione italiana del Perù, per quattro anni, ho partecipato a diversi consigli direttivi come quello del Colegio Raimondi, sono Presidente Onorario del Patronato Inca, che è il Patronato della Cgil, e da due anni sono presidente del Comites.

Quali sono le funzioni del Comites.

Il Comites svolge essenzialmente una funzione di raccordo e coordinamento tra le diverse istituzioni, e fa da filtro tra la comunità italiana e l’Ambasciata. Spesso arrivano tantissime richieste di aiuto per quanto riguarda la cittadinanza o per altri problemi specifici. Molto spesso il lavoro che fa il Comites è quello di mettere in contatto il cittadino, il connazionale, o il possibile connazionale, con l’Ambasciata. A volte sono arrivate anche richieste di aiuto per problemi molto gravi e qui credo sia molto utile la funzione del Comites, perché l’Ambasciata comunque ha un numero di dipendenti che non è altissimo, le richieste che arrivano all’Ambasciata sono tantissime, sono oberati di lavoro, e quindi spesso il Comites è utile perché aiuta nella segnalazione di determinati casi che l’Ambasciata può verificare e prendere in carico. Il lavoro diplomatico e di assistenza ai cittadini italiani non è facile in Perù, questo Paese ha un territorio enorme e i collegamenti fra le varie zone non sono ottimali. Molte persone raggiungono con difficoltà la capitale e bisogna anche considerare che il Perù è un Paese molto centralizzato e tutto confluisce verso la città di Lima.

In questo momento stiamo cercando di salvare una scuola italiana, il Colegio Santa Margarita, la prima scuola italiana latino-americana fondata 152 anni fa. Versa in una profonda crisi finanziaria e stiamo intervenendo. Vorremmo che qualche istituzione, come il Colegio Raimondi, ricordato prima, un collegio di élite, se ne faccia carico. Durante il periodo del Covid – dall’inizio della pandemia fino al 2023 – erogammo un aiuto economico ai connazionali in difficoltà, un’attività a mio giudizio molto importante. Il Comites formò una commissione di aiuto finanziata da una istituzione italiana e poi successivamente anche dall’Ambasciata. Inoltre, ogni anno – o quasi ogni anno, dipende dalla risorse a disposizione – il Comites organizza due eventi a cui teniamo molto: il premio all’eccellenza italiana, nel quale noi selezioniamo una serie di personalità – italiani madrelingua o italo-peruviani – che si sono distinti in ambito imprenditoriale, artistico e sociale, e un altro evento importantissimo è il Congresso dei giovani italiani del Perù, nel quale ci si riunisce e si fanno delle conferenze su determinate tematiche.

Come tutti i Comites, noi realizziamo anche progetti integrativi, con fondi messi a disposizione dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale. Nel corso degli anni ne abbiamo realizzati diversi: mostre, eventi culturali, abbiamo fatto anche un canale YouTube, che ha raggiunto ottimi risultati in termini di diffusione. Un tema che come Comites abbiamo molto a cuore e che abbiamo promosso con diversi progetti integrativi nel corso degli anni, è la diffusione e l’insegnamento della lingua e della cultura italiana. Questi progetti sono stati destinati, in particolar modo, ai discendenti che volevano connettersi alle proprie radici. Adesso abbiamo presentato nuovi progetti e siamo in attesa di vedere se li approvano.

La comunità italiana come vive il proprio legame con l’Italia? C’è interesse per ciò che avviene in Italia?

Ovviamente c’è un profondo legame e si seguono con interesse le vicende italiane. Ad esempio il calcio italiano, tra i più rinomati, è molto seguito. L’importante però è che la Rai mantenga il suo segnale perché sulla Rai si possono trovare programmi culturali, sportivi, sulle varie regioni italiane. È importante per gli italiani che vivono qui, è uno strumento per conoscere l’Italia da lontano, oltre ad essere fondamentale per chi studia italiano in quanto è un modo per fare pratica con la comprensione della lingua. Purtroppo qui in Perù il segnale della Rai è in sospeso, ancora arriva ma se non rinnovano il contratto con Telefonica non lo avremo più. Un altro problema riguarda la modalità di acquisizione della cittadinanza, in particolare per i coniugi stranieri di cittadini italiani. Qui ci sono coppie miste, italiani e peruviani, sposate anche da molti anni e con figli, epperò il coniuge straniero non riesce a ottenere il passaporto perché magari non parla l’italiano, ma se sono matrimoni effettivi e non fittizi andrebbero agevolati.

Troppe armi e coltelli in giro (anche a minori). Pdl Pd a Camere

Roma, 6 mag. (askanews) – Troppe armi da fuoco in giro, troppi minorenni che hanno in tasca un coltello: per arginare questo fenomeno “preoccupante” e l’equazione “più armi, più sicurezza” il Pd ha presentato una proposta di legge alla Camera, sulla vendita, in particolare e anche on line, delle armi ai minori, e una al Senato, sull’acquisto delle armi ad uso privato, per mettere in campo norme di prevenzione e di contrasto a possibili episodi di violenza.

“Era necessario intervenire anche sul piano normativo per colmare un vuoto e mettere l’accento su un’esigenza di prevenzione. Con la pdl vogliamo informare e formare i ragazzi, ma anche coloro che vendono armi e in particolare i coltelli ai minori” ha osservato la deputata del Pd e responsabile Giustizia del partito Debora Serracchiani durante una conferenza stampa alla Camera, alla quale hanno partecipato anche i senatori Dem Filippo Sensi e Walter Verini. “La risposta non è mai solo lo strumento penale – ha sottolineato Serracchiani -, tant’è vero che siamo contrari al decreto Sicurezza varato da governo che fa mera repressione e talvolta è repressione al dissenso, abbiamo affrontato, invece, i temi dell’acquisto di armi a uso privato e della vendita on line delle armi ai minori con norme che puntano alla prevenzione”.

La proposta di legge presentata alla Camera prevede, tra l’altro, l’istituzione di corsi gratuiti nelle scuole, in collaborazione con le forze dell’ordine e la magistratura, nei quali si possa spiegare ai ragazzi cosa significa girare con un’arma, in particolare con un coltello, e quali conseguenze ci sono nel caso la si usi visto che, tra l’altro, “molti ragazzi non sanno che quelle che a loro possono sembrare bravate compiuti i 14 anni diventato reati, sono comportamenti che vengono puniti e che hanno conseguenze sulle loro vite”. C’è poi l’altra faccia della medaglia, quella delle imprese commerciali che vendono, spesso on line, i coltelli ai minori e qui, ha spiegato Serracchiani, “attraverso la modifica di un articolo di legge si punta ad adottare modelli organizzativi che le aiutino ad evitare di vendere armi o coltelli a minori”.

Dopo la prevenzione “c’è lo strumento penale con l’introduzione di una contravvenzione che copre il vuoto legislativo sulla vendita di armi e coltelli ai minori”: si prevede “l’arresto fino a 3 anni” e una multa che può raggiungere i 10mila euro. Una proposta di legge sullo stesso tema dell’acquisto di armi per uso privato è incardinata nella prima commissione del Senato. E’ una proposta che chiaramente esclude l’attività venatoria, spiega il senatore Walter Verini, ma si concentra su un fenomeno che desta allarme sociale sperando che il percorso parallelo, a Camera e Senato, possa garantire di “aggredire e contrastare il problema”.

“Ci sono troppe armi in giro e il Pd vuole dire basta a questa situazione drammatica. Non è nemmeno possibile quantificare con esattezza la platea dei meri detentori di armi”, osserva Verini, ma “sappiamo che molte risse banali tra vicini o in famiglia sfociano in tragedia perchè c’è arma” e allora, nella pdl si prevede che “se un cittadino va in un negozio di armi e chiede di acquistare un’arma viene immediatamente trasmessa la richiesta alla Questura e alle forze di polizia e comunicata anche ai familiari e ai conviventi di quella persona. La Questura incrocia i dati e verifica se ci sono carichi pendenti… Questo è un primo alert per prevenire”. Inoltre per detenere legalmente un’arma “non basta una visita medica una tantum, prevediamo organi collegiali medici che verifichino annualmente” le condizioni psicofisiche della persona che la possiede e ci sarà anche un a “intensificazione dei controlli” per chi compra un’arma per esercitarsi al poligono.

Secondo alcune stime, ha osservato il senatore Dem Filippo Sensi “ci sono più di 5 milioni di armi in giro per il paese, un italiano su dieci ha un’arma, una famiglia su cinque possiede un’arma. Quindi la nostra proposta di legge non nasce sulla base dell’emotività suscitata dagli ultimi fatti di cronaca. Sappiamo che tutte le città italiane conoscono questo tipo di episodi e c’è un allarme che viene dalle forze di sicurezza sulla diffusione delle armi da taglio tra i ragazzini. Portando un coltello non sei più sicuro, ma più esposto a reazioni e controreazioni. La pdl non è allarmistica né repressiva ma di contrasto e di prevenzione” e si distingue dalla “guerra privata del governo nei confronti dei giovani, noi non vogliamo punire i giovani ma la questione della sicurezza va presidiata”.

Sulle due proposte di legge, hanno spiegato gli esponenti Dem, si cercano “più convergenze possibili tra le opposizioni” e ce ne sono di già – la proposta al Senato è stata firmata anche da senatori di Italia Viva, Avs e M5s – ma anche tra le frze della maggioranza. “La proposta del Pd – ha concluso Verini – è aperta a tutti i gruppi politici di maggioranza e opposizione. Temo che la maggioranza sia prigioniera dell’idea più armi e più sicurezza, ma è il contrario e quando hai un’arma può capitare che la usi anche a un veglione di Capodanno…”.

Gas, prezzi per famiglie Ue ai massimi e Italia terzo Paese più caro

Roma, 6 mag. (askanews) – L’Italia è il terzo paese più caro di tutta l’Unione europea – dove i prezzi medi sono saliti a nuovi massimi storici – in termini di costo del gas per le famiglie, con 15,86 euro ogni 100 kWh. Peggio fanno solo la Svezia, a 18,93 euro e l’Olanda, a 16,71 euro ogni 100 kWh. Lo riporta Eurostat, con uno studio che mette in rilievo le ampie divergenze di prezzi tra paesi dell’Unione sul gas per le utenze domestiche.

I prezzi più contenuti si registrano in Ungheria, con 3,20 euro per 100 kWh, il paese che più di tutti nella Ue sta mantenendo forniture dalla Russia, seguita dalla Croazia (4,60 euro) e dalla Romania (5,40 euro).

Secondo l’ente di statistica comunitario, l’Italia risulta addirittura il secondo paese più caro per il gas alle famiglie in base ai prezzi espressi a parità di potere d’acquisto (Pps) con 16,49 euro ogni 100 kWh, dietro Portogallo (16,60 euro) e Svezia (16,08 euro). Anche in questo caso il prezzo più basso si registra in Ungheria (4,72 euro), ma in questo caso a seguire è il Lussemburgo (5,57 euro) e poi la Croazia (6,67 euro).

Eurostat riporta che nella seconda metà del 2024 i prezzi medi del gas per le utenze domestiche nella Ue hanno registrato il primo aumento dopo una serie di cali, che avevano seguito che l’impennata innescata dalla crisi con l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e le sanzioni contro le forniture da Mosca. Il prezzo medio è salito a 12,33 per 100 kWh nel periodo in esame, da 11,04 euro nella prima metà dell’anno ed è il più elevato nelle serie storiche, che iniziano nel 2008.

Secondo Eurostat, il livello attuale dei prezzi è perfino più alto del picco che era stato segnato nel primo semestre del 2023, poco sotto 100 kWh. Proprio oggi la Commissione europea intende presentare un piano per azzerare totalmente gli approvvigionamenti di gas della Russia dal 2027. (fonte immagine: Eurostat).

Terrorismo, riaperte indagini sull’omicidio di Fausto e Iaio

Milano, 6 mag. (askanews) – Si apre un nuovo capitolo giudiziario nell’omicidio di Fausto e Iaio, i due ragazzi militanti di sinistra uccisi il 18 marzo del 1978 a Milano poco lontano al centro sociale Leoncavallo, a Milano. Lo ha deciso il gip del Tribunale di Milano accogliendo la richiesta di riapertura indagini avanzata nelle scorse settimane dalla procura.

Soddisfatto l’avvocato Nicola Brigida, legale dei familiari di Fausto Tinelli, una delle vittime di un delitto rimasto finora irrisolto. “Era nell’aria – commenta il legale interpellato da askanews -. A questo punto è ancora più imperativo fare luce di su questo tragico duplice omicidio due giovani per nulla colpevolli se non per il loro impegno sociale e politico in un’Italia funestata da ideologie politiche spinte all’estremo”.

Per il legale non ci sono dubbi: “Individuare i colpevoli – assicura l’avvocato Brigida – sarebbe davvero un atto di pacificazione”.

Una croce sui simboli di Francesco, l’ultima riunione (con appello alla pace) dei cardinali prima del Conclave

Città del Vaticano, 6 mag. (askanews) – Con quella di questa mattina si sono conclusi tutti gli incontri delle Congregazioni generali in preparazione del Conclave di domani. Lo ha chiarito il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni che ha poi aggiunto che si sono esauriti, infatti, tutti gli interventi dei porporati previsti. L'”Anello del Pescatore” di Papa Francesco e i “sigilli” sono stati, rispettivamente, annullato e rotti oggi, durante l’ultima Congregazione generale dei cardinali in Vaticano, aggiunto il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni che ha spiegato che la procedura è consistita “nell’apposizione di una croce sui simboli”. E tutti i cardinali riuniti a Roma per l’elezione del nuovo pontefice, hanno voluto fare un appello in favore della pace e per le popolazioni civili colpite dalla guerra. Nel documento, diffuso oggi, a poche ore dall’apertura dei lavori del Conclave, si legge: “Noi Cardinali di Santa Romana Chiesa, riuniti in Congregazione Generale prima dell’inizio del Conclave, costatato con rammarico che non si sono registrati progressi per favorire i processi di pace in Ucraina, in Medio Oriente e in tante altre parti del mondo, anzi che si sono intensificati gli attacchi specialmente a danno della popolazione civile, formuliamo un sentito appello a tutte le parti coinvolte affinché si giunga quanto prima ad un cessate il fuoco permanente e si negozi, senza precondizioni e ulteriori indugi, la pace lungamente desiderata dalle popolazioni coinvolte e dal mondo intero”. “Invitiamo tutti i fedeli – si conclude – a intensificare la supplica al Signore per una pace giusta e duratura”.

Intesa Sp: utile oltre stime a 2,6 mld, Messina: potenziale è nel gruppo

Milano, 6 mag. (askanews) – Intesa Sanpaolo batte le stime degli analisti e chiude il primo trimestre 2025 con un utile netto di 2,6 miliardi, in crescita del 13,6%: il miglior risultato di sempre nel primo trimestre per il gruppo. Numeri che permettono alla banca di confermare la previsione di utile netto per il 2025 a ben oltre 9 miliardi e di aumentare il dividendo per l’anno in corso rispetto al 2024. Tutto questo, ha sottolineato il Ceo Carlo Messina, “grazie al forte potenziale di crescita organica della banca”.

Intesa Sanpaolo, al centro di speculazioni su un suo possibile ruolo nel risiko bancario-assicurativo in corso nel Paese, tira dritto e procede spedita con il proprio piano d’impresa 2022-2025. “I risultati consolidano la posizione di Intesa Sanpaolo tra le grandi banche europee e ci confermano elemento di stabilità e sviluppo per il Paese – ha spiegato -. La nostra banca dispone di un modello di business unico in Europa e siamo convinti che il potenziale già presente all’interno del gruppo confermerà la nostra banca leader in Europa nei prossimi anni”.

Significativo il ritorno per gli azionisti: “quest’anno – ha detto Messina – restituiremo almeno 8,2 miliardi di euro agli azionisti, considerando il saldo dividendo di maggio, il buyback di giugno e il prevedibile interim dividend di novembre. Ulteriori distribuzioni di capitale saranno quantificate a fine esercizio”.

Tornando ai conti trimestrali, il Common equity tier 1 ratio del gruppo a fine marzo è al 13,3%. In crescita dello 0,7% il risultato corrente lordo e dell’1,2% il risultato della gestione operativa, con proventi operativi netti in aumento dello 0,5% (commissioni nette +7%) e costi operativi in diminuzione dello 0,5% (cost/income al 38%). Gli interessi netti sono in diminuzione dell’8% su anno. L’esposizione verso la Russia è in ulteriore riduzione, in calo di circa il 90% (3,3 mld di euro) rispetto a fine giugno 2022 e scesa sotto lo 0,1% dei crediti a clientela complessivi del gruppo. I crediti a clientela della controllata russa sono vicini allo zero. Infine, Isybank, la banca digitale del gruppo, ha superato il milione di clienti.

Andersen Festival: Sestri Levante torna capitale narrazione

Roma, 5 mag. – Dal 5 all’8 giugno 2025 torna a Sestri Levante l’Andersen Festival, uno dei pi importanti appuntamenti culturali del panorama italiano, giunto alla sua 28 edizione. Il Festival, promosso dal Comune di Sestri Levante, ha saputo evolversi negli anni, ampliando il proprio pubblico e arricchendosi di nuove forme artistiche, pur mantenendo saldo il suo legame con l’infanzia, l’immaginazione e la narrazione.

Quest’anno segna un importante cambio di rotta artistica: la direzione del Festival affidata a Duccio Forzano, affermato regista televisivo e teatrale, per un triennio che si preannuncia innovativo e coraggioso. Insieme a lui, nel ruolo di co-direttore artistico, l’attore e organizzatore Davide Paganini, le cui origini sono proprio di Sestri Levante.

‘L’Andersen Festival per me una sfida emozionante. Un’occasione per costruire un ponte tra passato e futuro, immaginazione e concretezza. Il tema che accompagner le prossime tre edizioni sar il Tempo: un concetto che ci guider ogni giorno e che attraverso l’arte pu essere osservato, raccontato e perfino sospeso. Abbiamo pensato a un festival che sia vivo, che si muova con i battiti della citt e delle persone. Sestri Levante un luogo perfetto per accogliere queste visioni’, afferma Duccio Forzano, Direttore Artistico.

‘Tornare nella mia terra per contribuire a uno dei festival pi belli d’Italia un onore e una responsabilit. Abbiamo costruito un programma che accosta a nomi affermati, giovani talenti. Pensato per far riflettere, ma anche per far sorridere, sognare e ascoltare le emozioni. E il nostro obiettivo far partecipe ogni spettatore coinvolgendolo in una narrazione fantasiosa, cos da renderlo protagonista della manifestazione’, cos dichiara Davide Paganini, co-direttore artistico.

Il Festival mantiene il suo legame con il Premio Andersen – Baia delle Favole, il concorso letterario per fiabe inedite nato nel 1967 e oggi alla 58 edizione, uno dei pi longevi d’Italia, punto di riferimento nella narrativa per l’infanzia che vedr premiati i vincitori sabato 7 giugno.

L’organizzazione dell’evento affidata a Mediaterraneo Servizi, societ in-house del Comune di Sestri Levante, che da anni coordina la manifestazione, insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica e del prestigioso Hans Christian Andersen Award.

‘La collaborazione con Duccio Forzano e Davide Paganini rappresenta un’opportunit per spingere il Festival verso nuove direzioni. Ci aspetta un’edizione dinamica, trasversale, che guarda al futuro senza dimenticare le sue radici. Mediaterraneo pronta ad affrontare questa nuova sfida con entusiasmo e competenza’, commenta Camilla Capozzi, Direttore Operativo di Mediaterraneo Servizi.

‘Sono certo che con la creativit e la forza esplosiva del nuovo direttore artistico Duccio Forzano, con il supporto di Davide Paganini, l’organizzazione e l’esperienza della Mediaterraneo, e con il sostegno del Comune sar un Andersen ricco di novit con una progettualit in continua crescita sviluppata su tre anni che metter al centro i bambini e il loro divertimento, attraendo gli adolescenti e schiacciando l’occhio a genitori e nonni: parola d’ordine divertimento e colore per tutti !’, dichiara Federico Squeri, Amministratore Unico di Mediaterraneo Servizi.

‘Il Festival Andersen un appuntamento culturale di straordinaria importanza, non solo per Sestri Levante, ma per tutta la nostra regione – spiega il presidente della Regione Liguria Marco Bucci – Da oltre venticinque anni, questo Festival celebra la creativit, la narrazione, il talento coinvolgendo artisti, musicisti e appassionati di ogni et e trasformando Sestri Levante in un palcoscenico a cielo aperto, dove la cultura si fonde con la bellezza del territorio. Regione Liguria sostiene con convinzione questa manifestazione riconoscendone il valore educativo, artistico e turistico. Eventi come l’Andersen raccontano la Liguria al mondo, attraverso la forza delle storie e la magia dell’incontro. Anche per l’edizione 2025 l’Andersen Festival di Sestri Levante pronto ad offrire a cittadini e turisti un ricco programma di appuntamenti e iniziative, confermando la sua posizione di primo piano nel mondo delle rassegne culturali liguri. Eventi come l’Andersen, che si svolge in uno dei luoghi pi suggestivi della nostra Regione, sono strategici anche in chiave di promozione del territorio. Grazie all’unione tra panorami che spaziano tra mare e montagna, storia, arte, festival e iniziative culturali di rilievo, infatti, il Tigullio e la Liguria possono contare su un’offerta turistica unica nel suo genere, che certamente dar frutti in termini di visitatori nella stagione estiva in arrivo. Un ringraziamento sincero a tutti gli organizzatori che rendono possibile questo straordinario evento che da quest’anno pu contare su un direttore artistico di eccezione come Duccio Forzano, sei volte regista al Festival di Sanremo che ha con la nostra terra un legame particolare e siamo certi che, attraverso il Festival sapr valorizzarla al meglio’.

Secondo l’Assessore alla Cultura Simona Ferro, ‘Da quasi trent’anni l’Andersen Festival porta in Liguria scrittori, artisti e migliaia di ragazzi da tutta Italia, affermandosi tra le pi importanti rassegne italiane dedicate alle favole e al teatro. Regione Liguria sempre stata al fianco del Festival, fin dal giorno zero, e continuer a fare la propria parte con impegno e responsabilit per contribuire alla sua costante e progressiva crescita all’interno dello scenario nazionale e internazionale. importante rilevare come, da anni, questa iniziativa venga riconosciuta anche dal Ministero della Cultura, come una delle eccellenze nell’ambito dei festival dello spettacolo. La kermesse di Sestri Levante riesce ad affiancare al tradizionale concorso letterario una serie di spettacoli, incontri, masterclass e attivit dedicate ai pi piccoli, diventando sempre pi un evento inclusivo capace di raggiungere un pubblico vastissimo e di avvicinare tantissimi giovani al mondo della lettura e della scrittura. Complimenti agli organizzatori e auguri di buon lavoro al nuovo direttore artistico Duccio Forzano, un grande professionista che, con l’esperienza e le competenze maturate nel corso di una carriera straordinaria, rappresenta un indiscutibile valore aggiunto per il Festival’.

‘Siamo impazienti di vivere questa nuova edizione del Festival Andersen, un appuntamento che si rinnova nella direzione artistica, affidata al talento e all’esperienza di Duccio Forzano e Davide Paganini, e si rinnova nella proposta culturale e di spettacolo, pi ricca e coinvolgente. Siamo sicuri che sar la giusta cornice, allegra e colorata al Premio Andersen capace di continuare a valorizzare la narrazione e la creativit rivolta ai bambini in tutte le sue forme’, sottolinea il Sindaco di Sestri Levante.

‘Quest’anno il Festival torna a focalizzarsi sui bambini e i ragazzi, riscoprendo le sue origini legate al Premio Andersen e al mondo delle fiabe. Un aspetto importante di questa edizione la collaborazione con le scuole secondarie di secondo grado: grazie ai progetti di PCTO, gli studenti diventano protagonisti attivi, partecipando all’organizzazione e alla realizzazione degli eventi’, dichiara l’Assessore alla Cultura di Sestri Levante

Intervenuto anche l’Assessore al Turismo di Sestri Levante che ha sottolineato l’importanza turistica di questa grande manifestazione: ‘L’Andersen Festival 2025 si presenta in una veste totalmente rinnovata con un nuovo direttore artistico, il regista, Duccio Forzano, che ha gi suscitato grande entusiasmo in citt e che, con la sua professionalit e creativit, far sognare e divertire bambini, ragazzi e famiglie che saranno presenti a Sestri Levante dal 5 all’8 giugno’.

L’edizione 2025 del Festival Andersen ospiter oltre 44 eventi in quattro giorni, tra spettacoli, concerti, laboratori e incontri con grandi protagonisti della scena culturale italiana e internazionale.

Tanti gli artisti che arricchiranno il palinsesto di questa 28^ edizione, dedicato ai bambini e non solo: dalle Blue Dools che da anni portano in giro per l’Italia e all’estero il loro peculiare sound, al quartetto degli Gnu Quartet che hanno calcato i pi prestigiosi palcoscenici internazionali annoverando importanti collaborazioni musicali con i grandi della musica italiana ed estera. Non mancheranno i momenti di riflessione con il pronipote di Alessandro Manzoni, Nicola Brunialti, autore di libri per ragazzi e co-autore del brano ‘Abbi cura di te’ di Simone Cristicchi. Ma i momenti di riflessione saranno anche condivisi con Riccardo Bocca, noto critico e giornalista italiano, interlocutore pungente e provocatorio. La musica torner protagonista con un appuntamento ‘in concerto’ con Francesco Baccini. Ospite d’eccezione, direttamente dal palco dell’Ariston di Sanremo al palco del Festival Andersen, l’amatissimo personaggio della televisione italiana che con i suoi 66 anni resta comunque giovane e contemporaneo: Topo Gigio. Ma il programma sar arricchito di tante altre novit.

PMI verso i mercati globali: Mirco Gasparotto indica la via

Roma, 6 mag. – L’imprenditore vicentino Mirco Gasparotto, Presidente del Gruppo Arroweld Italia, intervenuto questa mattina alla Camera dei Deputati per condividere la sua visione sulle strategie di internazionalizzazione delle PMI italiane.

La sua esperienza parla attraverso i numeri: nel 1990 ha acquisito Arroweld S.p.A con un fatturato di 500.000 euro, trasformandola, negli anni, nel leader italiano della saldatura con 120 milioni di fatturato. Una storia di successo che oggi diventa modello per le piccole e medie imprese che guardano ai mercati internazionali.

“Fa parte della mia missione di vita: aiutare le PMI a fare quel passo in pi, a buttare il cuore oltre l’ostacolo”, ha dichiarato Gasparotto, delineando un piano concreto per lo sviluppo delle aziende italiane all’estero.

“Dobbiamo essere consapevoli che siamo i migliori al mondo. Tutte le eccellenze vengono dall’Italia, per questo vogliono venire a vedere il sogno italiano”.

Nel suo intervento, ha enfatizzato l’importanza della pianificazione numerica come chiave del successo internazionale. ” fondamentale avere regole chiare, un piano industriale strutturato, un budget di investimento definito e una profonda conoscenza della cultura delle relazioni”, ha sottolineato Gasparotto.

Questa visione trova oggi applicazione pratica attraverso Imprenditore Vero, l’azienda di formazione di Gasparotto che nel solo 2024 ha supportato la crescita di migliaia di PMI italiane. L’appello finale stato rivolto alle aziende che non hanno ancora intrapreso il percorso di internazionalizzazione: “Non si pu rimanere fuori da un mercato che vale quanto l’Europa”.

Stati Generali Ambiente, 1 edizione premio “Il Tuffatore”

Roma, 6 mag. – Il 29 e 30 maggio, nell’ambito del Green Med Expo & Symposium, in collaborazione con Ecomondo e Ricicla TV, si terranno gli Stati Generali sull’Ambiente 2025. L’evento, promosso da Regione Campania, si svolger anche quest’anno nella prestigiosa cornice della Mostra d’Oltremare di Napoli.

Un’importante occasione di riflessione e di informazione sul grande lavoro messo in campo dalla Regione Campania per la tutela dell’ambiente. In particolare, si parler di mobilit sostenibile e del risanamento del fiume Sarno. Due giornate di incontri e di esposizioni, completamente dedicate alla sostenibilit e alla sensibilizzazione sui temi cruciali per la salvaguardia dell’ambiente. Protagonisti assoluti i giovani delle scuole da ogni parte della Regione, che daranno vita a tre competizioni a premio: “Scuole e qualit dell’aria”, “Ecomovie” e “Borghi, Salute e Benessere”. Tra le grandi novit di quest’anno, anche la 1 Edizione del Premio “Il Tuffatore”.

La Giuria sar presieduta da Paolo Mieli, autorevole giornalista e scrittore, Valeria Angione, attrice e content creator e da Padre Enzo Fortunato, Direttore della Comunicazione della Basilica Papale di San Pietro in Vaticano. Claudia Conte, conduttrice dell’evento, ha dichiarato che il Premio “Il Tuffatore” intende celebrare “il volto buono della rete”, cio giovani content creator e influencer che, attraverso le loro piattaforme social, si distinguono per l’impegno nella promozione di uno stile di vita sostenibile e nella sensibilizzazione verso la salvaguardia dell’ambiente. Per la Regione Campania l’originale Premio anche un’occasione per riflettere sul ruolo dei social media nella formazione della coscienza delle nuove generazioni, mettendo a confronto l’approccio educativo tradizionale con l’immediato impatto dei contenuti online offerti dalla rete.

Il Premio intitolato ad uno dei pi importanti ritrovamenti della Magna Grecia custodito nel Museo Archeologico di Paestum, “La Tomba del Tuffatore” e simboleggia il passaggio dal presente, dove l’ambiente spesso minacciato dalle azioni umane, al futuro, dove le nuove generazioni sono chiamate a diventare protagoniste del cambiamento.

La cerimonia di premiazione de “Il Tuffatore” si terr durante la giornata del 29 maggio, sempre presso la Mostra d’Oltremare di Napoli.

Mattarella visita centro Coni: sport trasmette valori convivenza a giovani

Roma, 6 mag. (askanews) – “Non è solo motivo prestigio per il nostro paese ma è anche un messaggio fondamentale all’interno del nostro paese perchè lo sport lancia ai giovani un messaggio da raccogliere: la trasmissione di valori di convivenza, di rispetto degli altri, di vita sociale, per questo è di grandissimo rilievo quanto fate. E ora aspettiamo i prossimi successi”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, saluta atleti e tecnici del Centro di preparazione sportiva “Giulio Onesti” del Coni durante una visita alla struttura.

L’importanza di un approccio metodico nei mercati finanziari

Roma, 06 Mag. – Nel trading finanziario, l’emotivit pu essere un nemico insidioso. Jonathan Giamm, esperto di mercati americani dal 2015, sottolinea l’importanza di un approccio fondato su metodo, studio e preparazione per evitare le trappole emotive. ” fondamentale perch, anzi io direi che tutto in realt,” afferma Giamm, evidenziando come molti trader sopravvalutino il proprio intuito. Un approccio basato su dati e strategie collaudate permette di evitare l’impatto emotivo e di affidarsi a indicazioni precise.

Il mercato azionario statunitense, con il suo indice principale S&P 500 in crescita di 73 punti dall’inizio del 2025, rappresenta un’opportunit significativa per i trader. Giamm descrive il mercato americano come “il pi liquido, con pi interessi e pi storie,” sottolineando come le grandi storie aziendali spesso nascano negli Stati Uniti, attirando investimenti e opportunit.

Tuttavia, il trading non ammette leggerezze. “Questo non un giochino,” avverte Giamm, che insiste sull’importanza di comprendere la matematica di base del trading, come la gestione del rischio e la preservazione del capitale. Questi elementi sono fondamentali per costruire una carriera di successo nel trading, un settore che richiede seriet e impegno.

Le prospettive future per il mercato azionario statunitense sono promettenti, con una crescita degli utili stimata al 15% per il 2025 e una dinamica positiva prevista per continuare. Tuttavia, il Fondo Monetario Internazionale prevede una crescita del PIL statunitense del 2,2% nel 2025, in calo rispetto al 2,8% del 2024. Questo scenario richiede ai trader di essere preparati e di adottare strategie che possano adattarsi a condizioni economiche variabili.

Giamm enfatizza che le parole d’ordine nel trading sono “studio e disciplina.” “Studio, comprensione e dopo disciplina,” afferma, sottolineando che la comprensione profonda del mercato essenziale per ottenere un vantaggio statistico. Questo vantaggio, se gestito con disciplina, pu essere monetizzato con costanza.

L’approccio metodico al trading non solo aiuta a evitare le trappole emotive, ma offre anche un impatto positivo sulla societ, creando opportunit di lavoro e contribuendo alla stabilit economica. Con l’aumento delle possibilit lavorative nel settore finanziario, il futuro del trading appare luminoso per coloro che sono disposti a investire nello studio e nella preparazione.

Cambio generazionale tra i dentisti italiani: sfide e opportunit

Roma, 06 Mag. – Il settore odontoiatrico italiano si trova di fronte a una sfida significativa: il cambio generazionale. Con il 63,4% dei dentisti italiani che ha pi di 50 anni e il 34,2% che supera i 65 anni, il settore si prepara a un inevitabile ricambio. Lorenzo Carbone, dentista di quarta generazione, ha vissuto in prima persona questa transizione, raccontando la sua esperienza nel libro ‘Pap, cosa far da grande?’. Il dottor Carbone spiega: ‘Il mio destino era gi segnato, essendo figlio, nipote e pronipote di dentisti’. Tuttavia, il passaggio generazionale non stato privo di sfide. ‘Ho dovuto affrontare un conflitto generazionale di metodi e conoscenze con mio padre’, afferma Carbone, che ha scelto di specializzarsi in ortodonzia e gnatologia, un campo non praticato dal padre.

La questione del ricambio generazionale cruciale, considerando che nei prossimi dieci anni circa 20.000 dentisti andranno in pensione, creando un vuoto significativo nel settore. Lorenzo Carbone ha affrontato questa sfida con un approccio imprenditoriale, vendendo l’immobile dello studio e concentrandosi sulla gestione manageriale. ‘In un anno siamo cresciuti quanto avevamo fatto assieme nei due anni precedenti’, racconta. Questo approccio non solo ha garantito la continuit dello studio, ma ha anche aperto nuove prospettive per il futuro.

L’impatto positivo di queste trasformazioni evidente. ‘Un buon sorriso incide sul benessere psicofisico’, sottolinea Carbone, evidenziando l’importanza di un approccio olistico alla salute dentale. Inoltre, il passaggio generazionale offre opportunit di innovazione e crescita professionale per i giovani dentisti. ‘Essere dentista oggi non significa solo mettere le mani nella bocca del paziente, ma conoscere tutto ci che serve per la salute’, afferma Carbone.

Il settore odontoiatrico italiano potrebbe vedere un aumento delle possibilit lavorative, con nuove generazioni di dentisti che portano innovazione e nuove tecniche. Carbone, che ha gi iniziato a dedicarsi alla formazione e consulenza per i colleghi, vede un futuro in cui i dentisti non solo gestiscono studi, ma che si specializzano anche in diverse aree della salute dentale. ‘Il futuro quello di raccontare e condividere esperienze’, conclude Carbone, sottolineando l’importanza di affrontare il cambio generazionale con consapevolezza e apertura.

Cinema, al via le riprese di "Frammenti", esordio di Bianca Marcelli

Roma, 6 mag. (askanews) – Sono iniziate nelle Marche le riprese di “Frammenti”, opera prima di Bianca Marcelli, scritto da Dario Germani e prodotto da La Pratella 76, con la supervisione artistica di Giorgio Caporali. Il film vede protagonista Riccardo De Rinaldis, distintosi lo scorso anno nel ruolo di Goffredo Mameli nella miniserie Rai “Mameli – Il ragazzo che sognò l’Italia”, affiancato da Rebecca Liberati, Francesco Venerando, Giorgio Belli, Andrea Caimmi, Valentina Romani, apprezzata interprete de “Il sol dell’avvenire” di Nanni Moretti, di “Mare Fuori” e ora della serie “Gerri”, Jenny De Nucci (Pensati sexy) e Federico Russo (I Cesaroni, Adorazione). Con la danza protagonista, “Frammenti” è un dramma contemporaneo che intreccia arte, identità e ricerca interiore, raccontando il percorso emotivo e fisico di un giovane ballerino in lotta con il proprio passato. La rappresentazione del mondo del balletto all’interno del film è seguita dal celebre coreografo Gianluca Schiavoni, già primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano. A prendere parte al progetto c’è anche Matteo Zorzoli, ballerino professionista.

Romeo, un giovane ballerino romano di 23 anni, ribelle e appassionato, lascia la Capitale per inseguire il sogno di entrare in una prestigiosa compagnia di danza diretta dalla celebre étoile Vittoria Pesca. Dopo aver superato le audizioni a Fermo, nelle Marche, Romeo si immerge nella preparazione dello spettacolo e incontra Ele, una ragazza dalla personalità magnetica, con cui nasce un legame intenso. La scoperta di un segreto sconvolgente lo obbliga a mettere in discussione le sue certezze.

Il film esplora il corpo come strumento narrativo e la danza come linguaggio emotivo, raccontando la tensione tra disciplina e libertà, talento e dolore, alla ricerca di un equilibrio fragile tra perfezione tecnica e bisogno umano di espressione. Alla regia, Bianca Marcelli, classe 2000, artista e autrice poliedrica, al suo debutto cinematografico dopo esperienze nella musica, nella scrittura e nella produzione audiovisiva.

La Pratella 76, storica realtà attiva sin dal 1973, con una library di oltre 100 titoli, da anni impegnata nella valorizzazione del patrimonio cinematografico con il restauro e la digitalizzazione, produce questo esordio confermando il suo impegno nella promozione di nuove voci e nella valorizzazione di giovani talenti, capaci di rinnovare lo sguardo sul presente con linguaggi autentici e originali.

Le riprese del film si svolgeranno inizialmente tra Fermo e Porto San Giorgio e poi proseguiranno successivamente tra Tunisi e Bratislava, in un intreccio di luoghi e suggestioni che riflettono la natura sfaccettata del viaggio del protagonista.

Frammenti è realizzato con il contributo di Regione Marche PR-FESR 2021-2027 Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission.

“Con soddisfazione annunciamo l’avvio delle riprese nelle Marche del film “Frammenti”, uno degli otto progetti vincitori del bando regionale di sostegno alle produzioni audiovisive 2024 – ha dichiarato Andrea Agostini Presidente di Fondazione Marche Cultura – Marche Film Commission – Un viaggio di crescita introspettiva, dedicato ai giovani, ambientato nel mondo della danza, che vede nel Teatro dell’Aquila di Fermo, uno dei più imponenti e prestigiosi esempi di teatri settecenteschi italiani, la sua location naturale”.

“E un nostro piacere poter sostenere la produzione del film Frammenti che ha scelto di girare nelle bellissime location marchigiane – ha aggiunto Francesco Gesualdi direttore di Marche Film Commission – Oltre all’incentivo economico derivante dal bando mettiamo a disposizione della produzione servizi, competenze tecniche e un tessuto professionale qualificato per agevolare il lavoro. Siamo certi che il film per le sue peculiarità narrative ed artistiche sarà un successo.”

Protezione civile: attese 250mila persone per il nuovo Papa. Stop telefoni per il conclave

Roma, 6 mag. (askanews) – “Sono state stimate circa 250mila persone, tra piazza San Pietro e via della Conciliazione”. E’ questo il numero massimo dei presenti che può essere accolto nell’area del Vaticano in occasione della intronizzazione del nuovo Pontefice. Sulla base anche di quanto registrato per le esequie di Papa Francesco. Lo ha detto il capo Dipartimento della Protezione Civile nazionale, Fabio Ciciliano, al termine del comitato operativo nazionale, sulle misure riguardo il Conclave. “Dopo la fumata bianca per l’affaccio passa un’ora mezza o due – ha detto ancora Ciciliano – Dopo di che c’è la fase dell’intronizzazione, che è dai cinque ai 7 giorni successivi”.

“Ci è stato comunicato dalle autorità vaticane il blocco delle coperture telefoniche all’interno di San Pietro per rendere possibile ai cardinali di poter svolgere al meglio la loro funzione di individuazione ed elezione del nuovo Pontefice. Ovviamente con le società che gestiscono le reti telefoniche è stato fatto un punto di valutazione specifico perché è giusto far svolgere l’attività ai cardinali in totale sicurezza, ma la stessa cosa deve essere garantita a chi si trova dall’altro lato del colonnato”. Lo ha spiegato il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, parlando ai cronisti al termine del comitato operativo in merito al Conclave. “Sono state fatte delle prove, dei test, per rendere possibile entrambe le cose. La copertura dei cittadini e la sicurezza dei cardinali di poter svolgere al meglio la loro attività importantissima”. Loro che fanno?, è stato chiesto. “Spengono le antenne. No campo dentro”. Il sistema It-Alert è pronto – ha aggiunto Ciciliano – ad essere usato.

Merz battuto al Bundestag: ora medita il ritiro? Non si esclude nulla

Friedrich Merz non è riuscito a ottenere i voti sufficienti per diventare cancelliere tedesco al primo scrutinio tenuto questa mattina al Bundestag: ha ottenuto infatti 310 voti a scrutinio segreto, rispetto ai 316 necessari.

Sulla carta la coalizione composta dal blocco CDU/CSU e dal Partito Socialdemocratico (Spd) poteva contare su 328 voti al Bundestag, ma il leader della Cdu ne ha ottenuti solo 310, sei in meno della maggioranza richiesta. Il parlamento conta 630 membri.

Come rimarcano tutti i media tedeschi, questo non era mai accaduto prima nella storia della Repubblica Federale.

“È una novità assoluta: mai prima d’ora un cancelliere designato era stato bocciato alle elezioni del Bundestag dopo un’elezione federale e il successo delle trattative di coalizione”, ha scritto Die Welt.

È stato calcolato che almeno 18 deputati della sua coalizione nero-rossa – secondo la Süddeutche Zeitung – gli abbiano rifiutato il loro voto. È probabile dunque che qualche franco tiratore sia venuto anche dalle fila della Cdu-Csu.

Nell’ultimo aggiornamento, riportato dai media tedeschi, si esclude il ricorso a una seconda votazione nella stessa giornata odierna. L’AfD propone di riconvocare l’Aula già nella giornata di domani.

La legge tedesca prevede un periodo di 14 giorni per eleggere un cancelliere con la maggioranza assoluta; in caso contrario, si può procedere con una terza votazione in cui è sufficiente la maggioranza relativa. 

Non era mai accaduto nulla di simile in Germania. Tutto ciò può aprire la strada, dietro le quinte, a un clamoroso ritiro della candidatura di Mertz. A Berlino in queste ore concitate non si esclude più nulla.

Collaborazione Italia-Francia, 4 aziende su 10 ne vogliono di più

Milano, 6 mag. (askanews) – La collaborazione tra Italia e Francia è solida e poggia su asset che avvicinano le aziende dei due Paesi. ‘Una relazione economica importante, fondamentale’. Ma come fare squadra di più e insieme? La risposta nella terza edizione dell’Osservatorio Italia Francia realizzato dalla CCI France Italie – Camera di Commercio con IPSOS, presentato oggi a Milano presso Palazzo Giureconsulti da Denis Delespaul, Presidente della CCI France Italie e da Nicola Neri, Country Manager di IPSOS Italia insieme a Ilaria Ugenti Service line leader Corporate Reputation di IPSOS.

Lo studio sulle relazioni tra aziende italiane e francesi evidenzia un quadro di solida collaborazione con prospettive di ulteriore crescita. Le aziende italiane forse sono un po’ più ottimiste, ma resta per tutti la preoccupazione per i costi dell’energia e delle materie prime. Le aziende francesi risultano inoltre molto concentrate sul trovare talenti e personale.

La ricerca, che ha coinvolto i C-levels di 200 aziende, di cui 100 italiane e 100 francesi, e 43 top manager di aziende associate alla Chambre, fotografa una situazione di soddisfazione diffusa per l’andamento del business e il desiderio di intensificare la cooperazione reciproca. Questo rapporto di reciprocità si inserisce in un contesto positivo che porta a guardare al prossimo futuro con discreto ottimismo (il 55% delle aziende italiane e il 38% di quelle francesi), non senza ombre derivanti da uno scenario locale e internazionale molto sfidante.

Il caro energia è la prima fonte di preoccupazione per un’azienda su tre in entrambi i Paesi, seguono l’aumento dei prezzi delle materie prime e la riduzione del potere di acquisto delle famiglie.

Le aziende riconoscono in modo reciproco i punti di forza che le rendono attrattive agli occhi degli investitori. Le aziende francesi possono contare sull’impegno nella transizione energetica, sulla disponibilità di giovani laureati, sull’accesso al credito e su un buon sistema di trasporti e logistica. Scontano però un elevato costo del lavoro. Le aziende italiane hanno dalla loro la qualità del capitale umano, ma sono appesantite da aspetti burocratici e normativi e dalla perdita del potere di acquisto delle famiglie.

La collaborazione tra i due Paesi è già solida, con un punteggio medio di 6,6 su 10 per le aziende italiane e 6,4 su 10 per quelle francesi. Un’azienda su tre (31%) in entrambi i Paesi si esprime con un voto 8-10 per valutare l’intensità della collaborazione. Si tratta di una collaborazione che poggia su asset che avvicinano le aziende dei due Paesi, rendendole in taluni casi intercambiabili: la qualità dei prodotti accomuna i due paesi per il 75% delle aziende italiane e il 77% di quelle francesi, a cui si aggiungono l’innovazione e la transizione digitale. Il 66% delle aziende italiane e il 78% di quelle francesi riconoscono una certa vicinanza nella spinta alla transizione digitale. Similmente, il 64% delle aziende italiane e il 68% di quelle francesi vedono una convergenza nell’impegno verso l’innovazione.

Rimane il desiderio di intensificare ulteriormente le sinergie tra i due sistemi produttivi. Infatti, l’87% delle aziende francesi e 1’84% di quelle italiane ritengono auspicabile una maggiore collaborazione (il 18% degli imprenditori italiani la vede come assolutamente desiderabile).

I vantaggi attesi afferiscono principalmente a risvolti di tipo strategico e geopolitico e alla spinta verso l’innovazione e la competitività (aspetto particolarmente sentito dalle aziende italiane).

Pur partendo già da una analoga capacità di relazionarsi con l’Europa (70% delle aziende francesi e 61% delle aziende italiane è di questo avviso), potenziare la collaborazione tra imprese renderebbe fattuale un maggior potere negoziale rispetto all’Unione Europea, e il perseguimento di condizioni utili alla crescita degli scambi commerciali.

Inoltre, in termini di innovazione e competitività, l’aspettativa è verso benefici relativi al prodotto, al processo e alla competitività delle filiere. Le aziende italiane, in particolare, menzionano il beneficio di una spinta verso modelli improntati alla cooperazione.

Guardando al futuro, il 48% delle aziende italiane e il 42% di quelle francesi prevedono relazioni ancora più strette nei prossimi 5 anni, portando, auspicabilmente, vantaggi improntati ad una dimensione economica (solidità finanziaria – 27% di citazioni tra aziende francesi e 30% tra aziende italiane) e ambientale (sviluppo di prodotti che rispettino l’ambiente – 36% di citazioni tra aziende francesi e 30% italiane; riduzione di emissioni di CO2 – 36% di citazioni tra aziende francesi e 29% italiane; sviluppo di filiere sostenibili – 33% di citazioni tra aziende francesi e 32% italiane).

‘I risultati confermano il valore strategico della collaborazione tra aziende italiane e francesi, con prospettive di miglioramento nei prossimi anni – commenta Nicola Neri, Country Manager di Ipsos Italia – Emerge chiaramente come la qualità dei prodotti, l’innovazione dei modelli di business e la transizione digitale siano asset fondamentali su cui costruire sinergie fruttuose tra i due sistemi economici. Ancora più interessante è vedere come gli imprenditori di ciascuno dei due Paesi vedano nella maggiore collaborazione con i colleghi esteri la possibilità di trarre benefici in un processo di apprendimento’.

‘In un contesto globale complicato rafforzare le relazioni commerciali e di business tra Francia e Italia è una leva strategica per la competitività delle imprese di entrambi i paesi – afferma Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo Economico e alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano – La complementarità dei nostri sistemi economici apre a filiere più efficienti, maggiore innovazione e accesso ai mercati globali. Serve una visione condivisa e pragmatica, capace di trasformare la cooperazione economica in un motore concreto di crescita e leadership europea’.

‘Lo studio Ipsos conferma la solidità dei legami economici tra Italia e Francia, basati su valori condivisi come qualità, innovazione e transizione digitale – dichiara Denis Delespaul, Presidente della CCI France Italie – Camera di Commercio – Le imprese mostrano una chiara volontà di rafforzare le sinergie bilaterali, rendendo il partenariato italo-francese strategico per la crescita sostenibile e la leadership europea. In questo contesto, la CCI France Italie svolge un ruolo centrale nel promuovere questi rapporti, supportando le aziende nei loro progetti di internazionalizzazione e favorendo scambi, collaborazioni e integrazione tra i due sistemi economici’. * NOTA METODOLOGICA: L’indagine è stata condotta da Ipsos a marzo 2025 su un campione di 200 aziende DB Ipsos (100 italiane e 100 francesi) con almeno 50 addetti/dipendenti e 43 top manager di aziende associate Chambre, attraverso interviste auto-compilate online.

Hanno risposto alle interviste figure apicali (Presidente, Vicepresidente, AD, Imprenditore, Titolare) e C-levels (CFO, Responsabile Marketing e Comunicazione, HR, Responsabile Commerciale, R&D, Relazioni Esterne ed Istituzionali, CSO …) Il target era composto da filiali operative di case madri francesi o italiane, aziende nazionali facenti parte di gruppi operanti in Francia e/o in Italia. Le aziende appartengono ai principali macrosettori (servizi, industria-costruzioni, commercio).

La CCI France Italie – Camera di Commercio è un’istituzione privata di diritto italiano che fa parte della rete delle Camere di Commercio e d’Industria Francesi all’Estero. Nata per favorire e contribuire allo sviluppo e consolidamento delle relazioni economiche e commerciali tra Francia e Italia, svolge ogni attività utile e necessaria a perseguire tali finalità, come ad esempio collaborare con i Ministri francesi e italiani, con Rappresentanti diplomatici, con altre Camere di Commercio e Associazioni di categoria, con le Autorità pubbliche e private francesi e italiane, per favorire lo sviluppo degli scambi tra i due Paesi, e che annovera oggi oltre 430 imprese francesi e italiane associate.

Tv, si gira "I Cesaroni-il ritorno" di e con Claudio Amendola

Roma, 6 mag. (askanews) – Tornano le avventure alla bottiglieria nel quartiere romano della Garbatella. Sono in corso a Roma le riprese della nuova stagione de “I Cesaroni – il ritorno”, la serie scritta da Giulio Calvani, Federico Favot e Francesca Primavera, una coproduzione Publispei – RTI/ Mediaset, prodotta da Verdiana Bixio.

La serie tv (in dodici episodi) è diretta e interpretata da Claudio Amendola.

Sono passati dieci anni e Giulio Cesaroni (Claudio Amendola) vive una vita dedicata ai suoi familiari, amministrando la casa di famiglia con impegno e amore, e trascorrendo il tempo con gli amici di sempre, tra i quali ritroviamo Stefania (Elda Alvigini). La sua famiglia, più affollata che mai, è composta da Rudi (Niccolò Centioni), Mimmo (Federico Russo), Marco (Matteo Branciamore) che convive con la nuova compagna Virginia (Marta Filippi) e il piccolo Adriano (Pietro Serpi), mentre da New York è arrivata Marta (Valentina Bivona), figlia di Marco ed Eva.

Tutto sembra procedere per il meglio ma, in realtà, la situazione nasconde un segreto: la bottiglieria di famiglia è in grave difficoltà economica e rischia di essere messa all’asta e, come se non bastasse, dietro a tutto questo c’è lo zampino del fratello di Giulio, Augusto (Maurizio Mattioli).

In bottiglieria lavora come cameriere un’altra vecchia conoscenza della serie, Walter Masetti (Ludovico Fremont), amico fraterno e compagno di avventure di Marco sin dai tempi del liceo. Si aggiungono al già nutrito cast due new entry d’eccezione: Carlo (Ricky Memphis), papà di Virginia, personaggio sui generis e consuocero di Giulio, e un altro nuovo personaggio eccentrico e fuori dagli schemi, Livia (Lucia Ocone), che aiuterà I Cesaroni a salvare la bottiglieria. Inoltre, si uniscono all’allegra comitiva, Andrea Arru che interpreta Olmo, un ragazzo neuro-divergente, e Chiara Mastalli, nel ruolo di sua madre, Ines, con la quale Mimmo avrà una complicata relazione.

Il Capostipite de I Cesaroni per eccellenza, Giulio, si trova dunque a dover affrontare sfide inaspettate, riscoprendo il suo ruolo di padre, nonno e imprenditore in un mondo che è cambiato. La sua missione diventa non solo quella di salvare la bottiglieria, ma anche di tentare di ritrovare un nuovo senso di sé. “I Cesaroni il ritorno” andrà in onda prossimamente su Canale 5.

In Germania Merz non ha ottenuto i voti per diventare cancelliere

Roma, 6 mag. (askanews) – Friedrich Merz non è riuscito a ottenere i voti sufficienti per diventare cancelliere tedesco al primo scrutinio tenuto questa mattina al Bundestag: ha ottenuto infatti 310 voti a scrutinio segreto, rispetto ai 316 necessari.

Secondo quanto appreso sia dalla Bild sia da WELT, oggi non ci sarà un secondo turno di votazioni per l’elezione del cancelliere, dopo che Friedrich Merz non è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta al primo scrutinio tenuto questa mattina al Bundestag.

Secondo la legge tedesca, il Bundestag ha 14 giorni di tempo per eleggere un candidato alla carica di cancelliere. Non c’è limite al numero di votazioni possibili, sebbene sia sempre richiesta la maggioranza assoluta. Se durante questa fase non si arriva all’elezione del cancelliere, il processo elettorale entra in una terza fase in cui viene eletta la persona che ottiene il maggior numero di voti (maggioranza relativa).

Secondo quanto riportato da Zeit online, il Bundestag tornerà a riunirsi probabilmente venerdì per un nuovo tentativo di elezione del nuovo cancelliere dopo il clamoroso fallimento di Friedrich Merz oggi.

Bankitalia, Panetta: sistemi pagamento aiutano progresso e stabilità

Roma, 6 mag. (askanews) – I sistemi di pagamento “non si limitano a trasferire moneta, ma muovono persone, imprese e intere economie. E in un mondo globalizzato, quando i pagamenti si fermano alle frontiere anche i progressi si arrestano”. Lo affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nel suo intervento un seminario sui sistemi di pagamento transfrontalieri durante l’assemblea annuale della Asian Development Bank, in corso a Milano.

“Integrare i sistemi di pagamento non è solo una questione di migliorare l’efficienza, è un modo di migliorare le nostre vite. E per molti, specialmente i più vulnerabili, l’impatto sarà profondo”, ha detto.

Citando un aneddoto del celebre libro “Il piccolo principe”, di Saint-Exupéry, Panetta ha rilevato che anche i sistemi di pagamento non vengono notati quando funzionano normalmente ma “quando smettono di funzionare sono impossibili da ignorare”.

Secondo il numero uno di Bankitalia l’integrazione su questo versante “può essere anche una fonte di stabilità. Di fatto è un’assicurazione rispetto alla frammentazione politica: mentre le infrastrutture di pagamento diventano sempre più interconnesse, i costi degli scontri geopolitici aumentano e conseguentemente – ha sostenuto – le loro probabilità si riducono. Le sfide possono essere tante ma possono essere superate tramite il dialogo e la cooperazione”. (fonte immagine: Banca d’Italia).

Usa, Fertitta all’arrivo in Italia: uno dei migliori lavori al mondo

Milano, 6 mag. (askanews) – Tilman J. Fertitta, nuovo ambasciatore designato degli Stati Uniti d’America è giunto a Roma. Lo ha comunicato lunedì la sede diplomatica americana in Italia che sui social ha pubblicato le foto del suo arrivo. “Sono onorato di essere in Italia a nome del popolo americano e non vedo l’ora di lavorare con i miei nuovi meravigliosi colleghi italiani in uno dei migliori posti di lavoro al mondo” ha scritto lo stesso Fertitta.

“Benvenuto in Italia! La missione degli Stati uniti in Italia e San Marino dà il benvenuto all’ambasciatore-designato Tilman J. Fertitta”, ha scritto l’ambasciata, postando una foto della sua discesa dalla scaletta dell’aereo, in fondo alla quale lo aspettava il vice capo missione Shawn Crowley.

Il 29 aprile 2025, Tilman J. Fertitta è stato confermato dal Senato americano ambasciatore designato degli Stati Uniti d’America presso la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino.

Fertitta ha una brillante carriera nel mondo degli affari, dell’intrattenimento e della filantropia. È anche autore del best-seller del New York Times Shut Up and Listen, ex protagonista del programma televisivo Billion Dollar Buyer della CNBC, vincitore di numerosi premi, tra cui quello di Imprenditore dell’Anno di Ernst & Young e l’inserimento nella Texas Business Hall of Fame come il secondo più giovane tra gli iscritti. Dal 2011 è anche membro della Forbes 400 List. Grazie alla sua esperienza, è spesso commentatore esperto su CNBC, Bloomberg e Fox News.

Trump vuole limitare la ricerca sui virus

Roma, 6 mag. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato ieri una serie di misure volte a limitare alcune ricerche virologiche che considera “pericolose” e che accusa di essere la vera causa della pandemia di Covid-19. Circondato dai rappresentanti di diverse agenzie sanitarie, il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo volto a “migliorare la sicurezza della ricerca biologica”.

Tra le misure annunciate c’è la fine dei finanziamenti federali statunitensi per alcuni programmi di ricerca all’estero che includono la cosiddetta ricerca “gain-of-function”. Questo lavoro comporta la modifica deliberata di agenti patogeni. In virologia, ad esempio, permettono di studiare l’evoluzione dei virus rendendoli artificialmente più virulenti o trasmissibili, con l’obiettivo di prevenire future pandemie e sviluppare vaccini. Ma per alcuni specialisti i rischi di incidenti sono troppo grandi per ottenere un piccolo beneficio.

L’amministrazione Trump ha attribuito a queste pratiche la causa della recente pandemia globale che ha ucciso più di un milione di persone negli Stati Uniti e milioni di altri cittadini in tutto il mondo. Secondo Washington, il virus SARS-CoV-2 sarebbe nato da ricerche di questo tipo, finanziate tra gli altri proprio dagli Stati Uniti e condotte dall’Istituto cinese di virologia di Wuhan, la città dove è iniziata la pandemia. “Questo incubo è probabilmente il risultato della manipolazione di Madre Natura da parte di alcuni scienziati in laboratorio, utilizzando tecnologie esportate dagli Stati Uniti”, ha affermato ieri Marty Makary, il nuovo direttore della Food and Drug Administration (FDA) americana.

Antitrust, da Enel Energia 5 mln di ristori a 40mila clienti

Roma, 6 mag. (askanews) – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso con impegni l’istruttoria avviata nei confronti di Enel Energia per possibile pratica commerciale scorretta. L’Autorità aveva avviato il procedimento perché le modalità adoperate per comunicare all’utenza il rinnovo delle condizioni economiche di fornitura in scadenza – e con decorrenza primo giugno 2023 – potevano non rendere i consumatori consapevoli degli aumenti introdotti. Inoltre, nel caso di comunicazioni di rinnovo inviate digitalmente, la lettera di accompagnamento poteva essere confusa con un messaggio promozionale.

Grazie agli impegni accolti dall’Antitrust, Enel Energia offrirà a oltre 40mila clienti misure di tipo compensativo pari a oltre 5 milioni di euro.

In particolare, spiega l’Autorità, il ristoro sarà riconosciuto automaticamente a chi è stata spedita tramite canale postale una comunicazione di rinnovo (con condizioni economiche efficaci a partire da giugno 2023 e fino ad aprile 2024), che però non risulta consegnata. Inoltre verrà riconosciuto anche a chi ha ricevuto via web una comunicazione di rinnovo (con condizioni economiche efficaci a partire da giugno 2023 e fino ad aprile 2024) e ha presentato un reclamo ad Enel Energia e/o all’Antitrust alla data di adozione del provvedimento di accettazione degli impegni, lamentando la scarsa chiarezza del messaggio delle nuove condizioni contrattuali.

La misura compensativa proposta riguarda sia coloro che hanno mantenuto il rapporto contrattuale con la società – ai quali verrà erogato un bonus in fattura -, sia quelli che sono invece passati ad altro operatore, nei cui confronti sarà emessa una nota di credito. Enel Energia si è poi impegnata a realizzare misure di tipo informativo consistenti in un articolato sistema di avvisi e promemoria, fra loro complementari (sms, mail, fattura, notifica via app e Area Riservata) per ricordare ai clienti l’applicazione delle nuove condizioni economiche. Infine, la società si è impegnata a modificare la parte grafica e testuale delle Dem e a potenziare i sistemi informativi e le funzionalità connesse al servizio di assistenza, con particolare riferimento ai rinnovi delle condizioni economiche in scadenza.

Hamas: non siamo più interessati ai negoziati per la tregua a Gaza

Roma, 6 mag. (askanews) – Il movimento estremista palestinese Hamas ha annunciato oggi di non essere più interessato a portare avanti negoziati con Israele per una tregua nella Striscia di Gaza. Ieri il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha reso noto che Israele procederà a “un’operazione energica a Gaza”, su “raccomandazione del Capo di Stato Maggiore”, per “distruggere Hamas”. Il premier dello Stato ebraico ha anche affermato che la popolazione di Gaza “sarà trasferita, per proteggerla” e che qualunque territorio occupato dalle forze israeliane non verrà poi ceduto. “Non ha senso impegnarsi in negoziati o prendere in considerazione nuove proposte di cessate il fuoco mentre continuano la guerra della fame e la guerra di sterminio nella Striscia di Gaza”, ha dichiarato questa mattina all’Afp Bassem Naim, membro dell’ufficio politico del movimento islamista palestinese. Naim ha invitato la comunità internazionale “a fare pressione sul governo Netanyahu affinché ponga fine ai crimini di fame, sete e omicidio” a Gaza.

L’Antitrust: da Enel Energia ristori per 5 milioni a 40mila clienti

Roma, 6 mag. (askanews) – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso con impegni l’istruttoria avviata nei confronti di Enel Energia per possibile pratica commerciale scorretta. L’Autorità aveva avviato il procedimento perché le modalità adoperate per comunicare all’utenza il rinnovo delle condizioni economiche di fornitura in scadenza – e con decorrenza primo giugno 2023 – potevano non rendere i consumatori consapevoli degli aumenti introdotti. Inoltre, nel caso di comunicazioni di rinnovo inviate digitalmente, la lettera di accompagnamento poteva essere confusa con un messaggio promozionale.

Grazie agli impegni accolti dall’Antitrust, Enel Energia offrirà a oltre 40mila clienti misure di tipo compensativo pari a oltre 5 milioni di euro.

In particolare, spiega l’Autorità, il ristoro sarà riconosciuto automaticamente a chi è stata spedita tramite canale postale una comunicazione di rinnovo (con condizioni economiche efficaci a partire da giugno 2023 e fino ad aprile 2024), che però non risulta consegnata. Inoltre verrà riconosciuto anche a chi ha ricevuto via web una comunicazione di rinnovo (con condizioni economiche efficaci a partire da giugno 2023 e fino ad aprile 2024) e ha presentato un reclamo ad Enel Energia e/o all’Antitrust alla data di adozione del provvedimento di accettazione degli impegni, lamentando la scarsa chiarezza del messaggio delle nuove condizioni contrattuali.

La misura compensativa proposta riguarda sia coloro che hanno mantenuto il rapporto contrattuale con la società – ai quali verrà erogato un bonus in fattura -, sia quelli che sono invece passati ad altro operatore, nei cui confronti sarà emessa una nota di credito. Enel Energia si è poi impegnata a realizzare misure di tipo informativo consistenti in un articolato sistema di avvisi e promemoria, fra loro complementari (sms, mail, fattura, notifica via app e Area Riservata) per ricordare ai clienti l’applicazione delle nuove condizioni economiche. Infine, la società si è impegnata a modificare la parte grafica e testuale delle Dem e a potenziare i sistemi informativi e le funzionalità connesse al servizio di assistenza, con particolare riferimento ai rinnovi delle condizioni economiche in scadenza.

Il premier del Canada Carney vede oggi Trump sotto la minaccia dei dazi

Roma, 6 mag. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump incontrerà oggi a Washington il primo ministro canadese Mark Carney, nel mezzo di una crescente disputa commerciale tra i due Paesi. “Immagino che voglia raggiungere un accordo. Lo vogliono tutti”, ha detto Trump ai giornalisti prima dell’incontro.

Carney ha mantenuto la carica di primo ministro dopo la vittoria del suo Partito Liberale alle elezioni generali della scorsa settimana.

Il futuro delle relazioni tra Canada e Stati Uniti e del Canada stesso è stato un tema chiave nella campagna elettorale, a causa dell’introduzione di dazi americani e dell’inizio di una guerra commerciale da parte degli Stati Uniti, nonché delle richieste di Trump di rendere il Canada “il 51esimo stato degli Stati Uniti”.

Trump ha definito l’ex primo ministro canadese uscente Justin Trudeau “governatore del Grande Stato del Canada” nel mezzo di una disputa sui potenziali dazi statunitensi sui prodotti canadesi. Il presidente Usa ha poi affermato che il Canada potrebbe evitare i dazi commerciali di Washington e ricevere protezione militare se si unisse agli Stati Uniti.

Attacco con droni a Mosca, aeroporti chiusi per ore

Roma, 6 mag. (askanews) – L’Ucraina ha lanciato un attacco notturno con droni contro Mosca per la seconda notte consecutiva. Tutti e quattro i principali aeroporti della capitale sono rimasti chiusi per diverse ore per garantire la sicurezza, ma sono stati poi riaperti, ha dichiarato su Telegram l’ente di controllo dell’aviazione russa Rosaviatsia.

Il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha dichiarato sui social media che almeno 19 droni ucraini sono stati distrutti prima di raggiungere la città “da diverse direzioni”. Il primo cittadino ha aggiunto che alcuni detriti sono atterrati su una delle principali autostrade che portano alla città, ma che non ci sono state vittime. Secondo fonti non confermate di blogger militari russi, le finestre di un appartamento nella zona sud di Mosca sarebbero state distrutte.

Oltre a Mosca, secondo i governatori di altre località russe, tra cui Penza e Voronezh, i droni ucraini avrebbero preso di mira altre città.

È la seconda notte consecutiva che la Russia segnala un attacco di droni da parte dell’Ucraina: ieri, il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver distrutto 26 droni ucraini durante la notte.

A Trento rifiorisce un’idea di democrazia sociale con il cuore in Europa

Un piccolo duplice segno di speranza arriva dalle elezioni comunali a Trento. In primo luogo, il Sindaco Franco Ianeselli – alla guida di una coalizione di centro sinistra – é stato rieletto al primo turno, sconfiggendo con grande scarto di voti gli altri cinque suoi concorrenti, ivi compresi quelli sostenuti da tutti i partiti di destra (pur al governo – ahimè – della Provincia Autonoma) e dal M5S.

In secondo luogo, con il 10 per cento, Campobase (una formazione politica territoriale, nata solo un paio di anni fa sulle radici della vecchia Margherita Trentina e che si colloca nello spazio politico del “Centro che guarda a sinistra”, credendo nella rigenerazione della cultura politica del popolarismo) si è affermata come secondo partito della coalizione vincente.

É oggi il terzo partito in assoluto, dopo il PD (24 per cento) e FDI (14 per cento), sopra la Lega (6,7 per cento) e Forza Italia (4,29 per cento). Questo risultato mi pare importante non solo per il Trentino. É anche un segnale di speranza per tutte quelle esperienze politiche territoriali di ispirazione civica e popolare che oggi sono “apolidi” a livello nazionale.

Lo scorso primo marzo, a Trento, Campobase ha organizzato un incontro nazionale con molte di queste esperienze territoriali. É stato un appuntamento importante. Serve oggi, ancor più, moltiplicare iniziative di questo tipo. Perché solo mettendo in rete ciò che si sta costruendo in tanti territori sarà possibile dare speranza e concretezza all’idea di una nuova area politica nazionale che colmi un vuoto di rappresentanza evidente e drammatico nel nostro Paese.

L’alternativa è solo quella di ricercare qualche piccolo spazio dentro una opposizione che tale resterà anche nella prossima legislatura. Senza un fatto politico nuovo (nuovo per idee, classe dirigente, forma e radicamento territoriale della rappresentanza) la svolta non ci sarà.

Lavoriamoci con generosità e senza inutili settarismi.

Germania, Spahn e l’ombra dell’AfD. Dov’è finito l’Adenauer anti-nazista?

Tiene banco in Germania il caso Spahn. Negli ultimi giorni se ne discute con più animosità. Fa da sfondo la classificazione dell’AfD come “organizzazione estremista di destra” e “minaccia per la democrazia” da parte dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione ha intensificato il dibattito all’interno della CDU.

Nato nel 1980 a Ahaus, Jens Spahn è una delle figure più influenti e controverse del partito cristiano democratico. Deputato al Bundestag dal 2002 e già Ministro della Salute nel governo Merkel, rappresenta l’ala più radicale della CDU in quanto sostenitore di posizioni rigide su immigrazione, sicurezza e identità nazionale. Recentemente ha proposto di trattare l’AfD come un qualsiasi altro partito di opposizione, suscitando perplessità e malumori. Ecco le sue parole: “L’AfD è una realtà elettorale con cui dobbiamo misurarci, non demonizzarla a prescindere.” Ebbene, fuori e dentro la CDU, questa presa di posizione è apparsa a molti come inaccettabile.

A inquietare la pubblica opinione non è solo il tono accomodante verso l’AfD, ma anche il disegno geopolitico da lui tratteggiato: un’Europa più autonoma militarmente, fino alla proposta – definita “visionaria” dai suoi sostenitori – di un ombrello nucleare europeo. In questa prospettiva, egli si propone come leader di una nuova destra europea che rifiuta tanto l’isolazionismo quanto la sudditanza strategica (verso gli Usa), immaginando un protagonismo continentale fondato anzitutto sulla sicurezza.

Nel complesso, le uscite di Spahn fanno risaltare le tensioni interne alla CDU tra la fedeltà ai principi democratici e la pressione di un elettorato sempre più attratto da posizioni radicali. Ci sarebbe bisogno, non solo nelle commemorazioni ufficiali, di ricordare la testimonianza di Konrad Adenauer. Perseguitato dai nazisti come borgomastro di Colonia ed eletto, dopo la carastrofe htleriana, primo cancelliere della Germania federale, Adenauer ha rappresentato il riscatto morale e politico della nazione.

È un richiamo tanto più indispensabile quanto più si manifesta la necessità di un argine alle derive neo-autoritarie. Il punto è molto chiaro: la CDU rischia di smarrire il suo baricentro storico se non tiene ferma la linea che più e meglio corrisponde al lascito del suo fondatore.

 

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Trump e le deportazioni di massa: la memoria tradita dell’America

Tornato alla guida degli Stati Uniti, Donald Trump ha rilanciato una delle sue promesse più controverse: una massiccia campagna di deportazioni. Ma l’iniziativa, che ha già portato all’espulsione di molte persone, si scontra con una fitta rete di ostacoli legali. Molti tribunali federali hanno bloccato diverse misure dell’amministrazione, definendole “palesemente illegali” e prive di un adeguato fondamento costituzionale.

Ma più delle cifre, a suscitare allarme è il tono del presidente. L’altro giorno, in un’intervista televisiva ha sollevato dubbi clamorosi sul proprio ruolo di garante della Costituzione: “Non so se devo rispettarla. Ho avvocati molto brillanti che seguiranno quanto dirà la Corte Suprema”, ha dichiarato. La stessa Corte, però, ha già ribadito l’obbligo dell’amministrazione di garantire i diritti fondamentali, incluso il giusto processo.

Le modalità con cui vengono condotte alcune deportazioni hanno generato tre richiami ufficiali da parte della Corte Suprema. In particolare, i giudici hanno criticato le espulsioni sommarie, la mancanza di prove concrete e l’uso improprio dei poteri presidenziali in ambito bellico, per colpire presunti membri di gang o giovani manifestanti contro Israele nei campus universitari.

Un giudice federale ha definito l’approccio “un percorso verso l’illegalità assoluta”. Un altro ha paragonato alla Paura Rossa e al maccartismo degli anni ’50 il clima in cui avvengono questi interventi repressivi. Un terzo ha avvertito che la mancanza di un processo equo può condurre “a persecuzioni, torture e morte”.

Il caso simbolo è quello di Kilmar Abrego Garcia, residente nel Maryland, deportato per errore in El Salvador nonostante un’ingiunzione che ne vietava il rimpatrio. La Corte Suprema ha bollato l’espulsione come “illegale”, mentre un giudice conservatore della Corte d’Appello ha parlato di una condotta “sconvolgente per i principi fondamentali della libertà americana”.

Le critiche, però, non arrivano solo dalle aule di tribunale. Numerosi economisti sottolineano come la narrativa anti-immigrazione ignori i benefici economici di flussi migratori più ampi.

“Gli economisti stimano che l’apertura dell’immigrazione potrebbe generare un incremento del PIL globale tra il 50% e il 150%”, spiega Benjamin Powell, direttore del Free Market Institute presso la Texas Tech University. “I vantaggi andrebbero soprattutto agli immigrati, ma anche la popolazione nativa ne beneficerebbe. La maggior parte degli studi non rileva impatti negativi su salari o occupazione”.

Intanto, l’amministrazione ha cercato di ridurre anche le protezioni internazionali riservate a rifugiati e richiedenti asilo, colpendo proprio le categorie più vulnerabili. Una scelta che molti osservatori giudicano in aperto contrasto con lo spirito di accoglienza incarnato dalla Statua della Libertà, simbolo dell’identità americana. Il suo celebre epitaffio, inciso ai piedi del monumento, recita:

Give me your tired, your poor, Your huddled masses yearning to breathe free, The wretched refuse of your teeming shore. [“Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste, e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata!”]

Una promessa che oggi più che mai appare dimenticata.

Pietro, ieri e oggi: il peso del pontificato tra carisma e successione

Nella storia della Chiesa, ogni pontificato porta con sé un’irripetibile impronta spirituale, frutto dell’uomo e del tempo in cui è chiamato a servire. Il pontificato di Papa Francesco ha segnato una tappa profetica e pastorale, che resterà impressa nella memoria ecclesiale. Tuttavia, alla luce di un tempo nuovo che si profila all’orizzonte, è urgente tornare a riflettere sul senso profondo del ministero petrino, affinché la fede non si riduca a tifo, e la Chiesa non si frammenti in correnti, ma custodisca l’unità che è dono e compito.

Papa Francesco ha interpretato il ministero petrino con uno stile evangelico, segnato da semplicità, ascolto e misericordia. La sua insistenza sulle “periferie esistenziali”, sulla sinodalità come forma ecclesiale e sulla conversione pastorale non è stata un semplice aggiornamento, ma una chiamata radicale alla Chiesa a ritornare all’essenziale del Vangelo. In lui si è reso visibile il volto di un pastore che cammina con il popolo, portando “l’odore delle pecore” e rifiutando ogni forma di potere mondano.

Eppure, negli anni del suo pontificato, e ancor più dopo la morte di Benedetto XVI, si è fatto spazio un clima di tensione ecclesiale. Non pochi hanno letto il papato in termini di contrapposizione: come se si dovesse scegliere tra due modelli, tra due chiese. Il rischio di “tifoserie ecclesiali” mina il senso cattolico, ossia universale, della fede. Quando il Papa diventa simbolo di una parte anziché garante dell’unità, si tradisce la natura stessa del suo ministero.

 

La figura del Papa non si comprende alla luce del carisma personale, ma del mandato ricevuto dal Cristo stesso: “Tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa” (Mt 16,18). Il Papa è il Successore di Pietro, e in questa successione si custodisce la comunione con gli apostoli, con la Tradizione viva e con l’intera Chiesa. Chi verrà dopo Francesco sarà chiamato non a somigliargli, né a prenderne le distanze, ma a custodire la fede e a confermare i fratelli. È questo il cuore teologico del Papato: essere sacramento dell’unità.

Il popolo di Dio è chiamato a camminare nella fede, non nell’ideologia. Accogliere un nuovo Pontefice significa non cercare un “papa migliore”, ma riconoscere, nella logica della Provvidenza, colui che sarà chiamato a servire, con i suoi doni e i suoi limiti. Il futuro non è da temere, ma da accogliere nello Spirito che guida la Chiesa. Solo così eviteremo di fare della memoria un pretesto per la divisione, e del futuro una bandiera di schieramento.

Il Papa è il Vescovo di Roma, servo dei servi di Dio, successore dell’Apostolo Pietro. Ma è anche specchio della Chiesa che lo accoglie e lo accompagna. Oggi più che mai, abbiamo bisogno di tornare a pregare per il Papa, chiunque egli sia, e per la Chiesa tutta, perché sia unita, libera e fedele al Vangelo. Solo così il pontificato potrà continuare ad essere, come sempre, un segno profetico di Cristo, pastore eterno.

Calcio, classifica serie A, Milan a quota 57

Roma, 5 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Genoa-Milan 1-2

Giornata 35. Torino-Venezia 1-1, Cagliari-Udinese 1-2; Parma-Como 0-1, Lecce-Napoli 0-1; Inter-Verona 1-0, Empoli-Lazio 0-1; Monza-Atalanta 0-4; Roma-Fiorentina 1-0; Bologna-Juventus 1-1, Genoa-Milan 1-2.

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 68, Lazio, Roma, Juventus 63, Bologna 62, Fiorentina 59, Milan 57, Como 45, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Lecce 27, Venezia 26, Empoli 25, Monza 15.

Venerdì 9 maggio ore 20.45 Milan-Bologna; Sabato 10 maggio ore 15 Como-Cagliari, ore 18 Lazio-Juventus, ore 20.45 Empoli-Parma, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma