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Pedofilia, Mattarella: l’era digitale espone i bambini a rischi più insidiosi

Roma, 5 mag. (askanews) – “La pedofilia e la pedopornografia sono crimini raccapriccianti, che violano l’essenza dell’essere umano. Quando un bambino viene violato la sua vita viene devastata: il suo dolore incrina il tessuto stesso della nostra società, la fiducia collettiva, la capacità di essere comunità. L’era digitale espone i bambini a rischi ancora più insidiosi”. E’ quanto afferma il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia.

“Dietro l’anonimato virtuale possono nascondersi soggetti pronti ad approfittare delle fragilità emotive dei ragazzi e delle loro personalità in formazione – sottolinea il Capo dello Stato -. L’Italia ha sviluppato un sistema giuridico solido e in costante evoluzione per contrastare la pedofilia e la pedopornografia, in linea con le normative e gli impegni internazionali”.

Conclave, i giovani ai cardinali: proseguire sulla strada di Francesco

Città del Vaticano, 5 mag. (askanews) – Le istanze dei giovani irrompono nelle Congregazioni generali a pochi giorni dall’inizio del Conclave. La lettera aperta da parte dei giovani di molti paesi, che sta girando tra i cardinali convenuti a Roma, scritta in diverse lingue, chiede esplicitamente di proseguire sulla via tracciata da Francesco per la riforma della Chiesa evitando clericalismo, abusi e più coinvolgimento delle nuve generazioni. L’iniziativa è partita dall’organizzazione giovanile della Chiesa cattolica belga, “Kamino”, ed è stata sostenuta anche dal famoso prete portoghese DJ, padre Guilherme e dalla “suora di TikTok” spagnola, suor Xiskya Valladares, che ha partecipato al Sinodo dei vescovi.

“La morte di Papa Francesco non segna la fine di un’epoca, ma rappresenta un invito. Un invito a continuare a sperare. A proseguire il cammino da lui tracciato. A tornare ad essere Chiesa pellegrina”, affermano i giovani.

“Papa Francesco ci ha mostrato un altro modo di essere Chiesa. Ci ha ricordato che il sinodo non è una riunione, ma uno stile di vita. Ci ha insegnato ad ascoltare ù ad ascoltare davvero ù l’altro, le periferie, lo Spirito. Ha aperto porte, infranto tabù, parlato di abusi, di strutture di potere, della natura come sorella. Si è recato in luoghi dove altri leader mondiali non hanno avuto il coraggio di andare. Ha chiamato i giovani a ‘fare chiasso’, non per ribellione, ma per amore del mondo”, proseguono i giovani nella loro lettera ai cardinali.

“Non scegliete solo un papa. Scegliete un pellegrino. – è la richiesta che viene dai giovani nella loro lettera – Un pastore. Un costruttore di pace. Fate che la vostra scelta sia un passo verso una Chiesa dove i giovani non siano solo accolti, ma coprotagonisti. Fate che la vostra scelta sia un’eco di Francesco e una risposta profetica al futuro”.

A Trento rivince il centrosinistra, Bolzano al ballottaggio

Roma, 5 mag. (askanews) – Spoglio non ancora ultimato per le elezioni amministrative in Trentino Alto Adige ma risultati che si profilano già significativi nelle due città capoluogo, Trento e Bolzano, entrambe nelle mani di sindaci uscenti di centrosinistra che il centrodestra ha tentato di espugnare. E finisce con una riconferma e un ballottaggio.

A Trento, con 93 sezioni scrutinate su 98, il sindaco uscente Franco Ianeselli, appoggiato dal centrosinistra, si conferma eletto al primo turno con il 54,5% dei voti. La candidata del centrodestra Ilaria Goio è al 26,6%, mentre Giulia Bortolotti, appoggiata dal Movimento Cinquestelle e da Rifondazione comunista è al 7,4%, Claudio Geat al 5% sostenuto dalla lista Generazione Trento, Andrea Demarchi al 4,7% con la lista Prima Trento.

A Bolzano, invece, con 79 schede scrutinate su 80 si impone il candidato del centrodestra Claudio Corrarati con il 36,3% contro quello del centrosinistra Juri Andriollo fermo al 27,1%. La Svp con il vice sindaco uscente Stephan Konder è al 15%, Angelo Gennaccaro al 12,5% con la sua lista civica, M5s e Rifondazione comunista con Simonetta Lucchi al 2% e il Team K con Matthias Cologna al 6,7%. Si dovrà dunque disputare tra i due candidati con il maggior numero di voti, Corrarati e Andriollo, il ballottaggio fissato per il 18 maggio.

Si registra ancora una volta un crollo dell’affluenza alle urne nei seggi che si son chiusi ieri sera alle 22 per il rinnovo di sindaci, consigli comunali e circoscrizioni di 111 Comuni della provincia di Bolzano e 154 di quella di Trento. Nel Trentino l’affluenza si è attestata intorno al 54,5% contro l’oltre 64% delle precedenti elezioni (a Trento è sotto il 50%) mentre nella provincia di Bolzano ha di poco superato il 52% contro il 60% del 2020.

Liliana Segre: provo repulsione per il governo Netanyahu e la destra estremista

Roma, 5 mag. (askanews) – “Uno sconforto che rasenta la disperazione. Vedo due popoli, quello israeliano e quello palestinese, in trappola, incapaci di liberarsi da una sorta di condanna a odiarsi e a combattersi a vicenda. Aggrava la situazione il fatto che entrambi siano guidati dalle componenti peggiori delle rispettive classi dirigenti, tanto che per lungo tempo hanno dato, molto cinicamente, l’impressione di avere bisogno l’una dell’altra per restare in piedi”. E’ quanto scrive la senatrice a vita Liliana Segre in una intervista inedita, anticipata dal Corriere della Sera, contenuta nel suo nuovo libro “Non posso e non voglio tacere. Riflessioni di una donna di pace” (Solferino).

“Trovo mostruoso il fanatismo teocratico e sanguinario di Hamas e delle altre fazioni terroristiche che hanno provocato la nuova guerra. Ma, senza con questo confondere un esecutivo democraticamente eletto con un gruppo terroristico, sento anche una profonda repulsione verso il governo di Benjamin Netanyahu e verso la destra estremista, iper-nazionalista e con componenti fascistoidi e razziste al potere oggi in Israele – sottolinea la senatrice -. È chiaro che, dopo un trauma come quello del 7 ottobre, qualunque governo israeliano avrebbe reagito con durezza. Ma la guerra a Gaza ha avuto connotati di ferocia inaccettabili e non è stata condotta secondo i principi umanitari e di rispetto del diritto internazionale che dovrebbero guidare Israele”.

L’Onu boccia il piano israeliano per gli aiuti a Gaza

Roma, 5 mag. (askanews) – Il piano approvato la scorsa notte all’unanimità dal gabinetto di sicurezza israeliano per ampliare l’offensiva nella Striscia di Gaza prevede la “conquista di Gaza e il controllo dei territori”. Lo ha detto un funzionario israeliano citato dal Times of Israel.

Il piano, presentato dal Capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), il Generale Eyal Zamir, prevede che le Idf prendano il controllo del territorio a Gaza, spostino la popolazione a sud, attacchino Hamas e impediscano al gruppo palestinese di controllare gli aiuti umanitari. Nel corso della riunione è stato deciso che il piano non sarà attuato a breve perché il gabinetto ritiene che nell’enclave palestinese ci siano ancora sufficienti scorte di cibo.

Le Nazioni Unite hanno respinto il piano approvato da Israele per la ripresa della consegna di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, perché “viola i principi umanitari fondamentali e sembra concepito per rafforzare il controllo sui beni di prima necessità come tattica di pressione, nell’ambito di una strategia militare”.

In una nota, l’Ufficio Onu per gli aiuti umanitari (Ocha) ha definito questo piano “pericoloso”, perché “spinge i civili in zone militarizzate per avere le razioni, minaccia vite umane, comprese quelle degli operatori umanitari, consolidando ulteriormente allo stesso tempo lo sfollamento forzato”.

“Il Segretario Generale delle Nazioni Unite e il Coordinatore dei Soccorsi di Emergenza hanno chiarito che non parteciperemo ad alcun programma che non rispetti i principi umanitari globali di umanità, imparzialità, indipendenza e neutralità – prosegue la nota – nel Territorio Palestinese Occupato, i responsabili di tutte le entità delle Nazioni Unite e delle organizzazioni non governative che fanno capo all’Humanitarian Country Team hanno ribadito all’unanimità questa posizione. L’azione umanitaria risponde ai bisogni delle persone, ovunque si trovino”.

Le Nazioni Unite hanno quindi rimarcato che “i nostri team rimangono a Gaza, pronti a intensificare nuovamente la consegna di forniture e servizi essenziali: cibo, acqua, assistenza sanitaria, nutrizione, protezione e altro ancora”, ricordando che sono disponibili “scorte ingenti pronte a entrare non appena il blocco sarà revocato” dalle autorità israeliane.

“Invitiamo i leader mondiali a usare la loro influenza perché questo accada. È giunto il momento”, è l’appello dell’Onu.

Trump ordina di riaprire il carcere di Alcatraz

Roma, 5 mag. (askanews) – Il Presidente americano Donald Trump ha ordinato di riaprire il carcere di Alcatraz, situato su un’isola al largo della California, chiuso nel 1963.

“Quando eravamo una nazione più seria, in passato, non esitavamo a rinchiudere i criminali più pericolosi e a tenerli lontano da chiunque a cui potessero fare del male. È così che dovrebbe essere”, ha scritto Trump in un post su Truth, aggiungendo: “Oggi ordino al Bureau of Prisons, insieme al Dipartimento di Giustizia, all’FBI e al Dipartimento per la Sicurezza Interna, di riaprire ALCATRAZ, ampliata e ricostruita, per ospitare i criminali più spietati e violenti d’America”.

“La riapertura di ALCATRAZ sarà un simbolo di Legge, Ordine e GIUSTIZIA”, ha concluso.

Ciclismo storico, a Siena la Pedalata per la Legalità

Roma, 5 mag. (askanews) – Si arricchisce il programma della quinta edizione di “Eroica Juniores – Coppa Andrea Meneghelli”. La gara è in programma sabato 17 maggio e porterà i corridori da Siena a Montalcino lungo un percorso difficile e impegnativo di 107 chilometri tra asfalto e strade bianche.

Eroica Juniores sarà anticipata, infatti dalla “Pedalata per la Legalità”, organizzata a Siena da Eroica Italia asd in collaborazione con l’Associazione Nazionale Magistrati. Si tratta di due giorni intensi: venerdì 16 maggio, alle ore 18.00, è in programma un convegno dal tema: “I valori dello Sport e Legalità” a cui seguirà la presentazione del libro “Il ciclismo eroico della Mens Sana (1871 – 1921)” di Robertino Chiarelli. Sabato 17 maggio alle ore 9.00 prenderanno il via una ciclo-pedalata di circa 10 chilometri e una Ciclo-escursione di 30 chilometri con partenza dai “Giardini La Lizza”. E’ prevista una quota di iscrizione di 20 euro (gratuito per i minori di 12 anni), che comprende: l’assicurazione, il pacco gara, la busta tecnica, il ristoro e la merenda all’arrivo. Il ricavato sarò devoluto al “Reparto Pediatria dell’ospedale di Siena”. La pedalata è aperta a tutti: “Siamo molto felici di questa importante collaborazione – dichiara Franco Rossi, presidente di Eroica Italia asd – sport e legalità pedalano insieme e noi di Eroica siamo da sempre molto sensibili alle regole. Iniziative come la “Pedalata per la Legalità” si inseriscano perfettamente nel contesto di promozione di valori condivisi attraverso il ciclismo”.

Conclusa la pedalata, alle ore 13.30, via agli juniores che da Siena pedaleranno per l’arrivo a Montalcino con cinque Traguardi Volanti: La Piana (km 32), Chiusure km 45), Montalcino primo passaggio (km 72), Ciacci Piccolomini d’Aragona (km 84), Argiano (km 96). Sono iscritte 31 squadre tra cui alcune formazioni straniere in arrivo da: Slovenia, Francia, Repubblica Ceca, San Marino, Gran Bretagna, Germania, Romania.

A Trento Ianeselli sindaco al primo turno,Bolzano al ballottaggio

Roma, 5 mag. (askanews) – Spoglio non ancora ultimato per le elezioni amministrative in Trentino Alto Adige ma risultati che si profilano già significativi nelle due città capoluogo, Trento e Bolzano, entrambe nelle mani di sindaci uscenti di centrosinistra che il centrodestra ha tentato di espugnare. E finisce con una riconferma e un ballottaggio.

A Trento, con 97 sezioni scrutinate su 98, il sindaco uscente Franco Ianeselli, appoggiato dal centrosinistra, si conferma eletto al primo turno con il 54,6% dei voti. La candidata del centrodestra Ilaria Goio è al 26,6%, mentre Giulia Bortolotti, appoggiata dal Movimento Cinquestelle e da Rifondazione comunista è al 7,4%, Claudio Geat al 5% sostenuto dalla lista Generazione Trento, Andrea Demarchi al 4,5% con la lista Prima Trento.

A Bolzano, invece, con tutte e 80 le sezioni scrutinate, si impone il candidato del centrodestra Claudio Corrarati con il 36,2% contro quello del centrosinistra Juri Andriollo fermo al 27,3%. La Svp con il vice sindaco uscente Stephan Konder è al 15,1%, Angelo Gennaccaro al 12,5% con la sua lista civica, M5s e Rifondazione comunista con Simonetta Lucchi all’1,9% e il Team K con Matthias Cologna al 6,8%. Si dovrà dunque disputare tra i due candidati con il maggior numero di voti, Corrarati e Andriollo, il ballottaggio fissato per il 18 maggio.

Si registra ancora una volta un crollo dell’affluenza alle urne nei seggi che si son chiusi ieri sera alle 22 per il rinnovo di sindaci, consigli comunali e circoscrizioni di 111 Comuni della provincia di Bolzano e 154 di quella di Trento. Nel Trentino l’affluenza si è attestata intorno al 54,5% contro l’oltre 64% delle precedenti elezioni (a Trento è sotto il 50%) mentre nella provincia di Bolzano ha di poco superato il 52% contro il 60% del 2020.

Calcio, classifica serie A, oggi si chiude con Genoa-Milan

Roma, 5 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Bologna-Juventus 1-1

Giornata 35. Torino-Venezia 1-1, Cagliari-Udinese 1-2; Parma-Como 0-1, Lecce-Napoli 0-1; Inter-Verona 1-0, Empoli-Lazio 0-1; Monza-Atalanta 0-4; Roma-Fiorentina 1-0; Bologna-Juventus 1-1. Lunedì 5 maggio, ore 20.45 Genoa-Milan.

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 68, Lazio, Roma, Juventus 63, Bologna 62, Fiorentina 59, Milan 54, Como 45, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Lecce 27, Venezia 26, Empoli 25, Monza 15.

Venerdì 9 maggio ore 20.45 Milan-Bologna; Sabato 10 maggio ore 15 Como-Cagliari, ore 18 Lazio-Juventus, ore 20.45 Empoli-Parma, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Romania al bivio dopo la vittoria di Simion, decisivo il ballottaggio del 18 maggio

Roma, 5 mag. (askanews) – In Romania, il primo turno della ripetizione delle elezioni presidenziali ha confermato una svolta a favore della destra sovranista, con George Simion oltre il 40% dei voti. Il leader del partito AUR (Alleanza per l’Unione dei Romeni) afffronterà il centrista Nicusor Dan, sindaco di Bucarest (fermo al 21% circa) nel ballottaggio del prossimo 18 maggio che, più che una sfida tra candidati, si profila come una scelta esistenziale per la traiettoria geopolitica del Paese.

Simion è riuscito a catalizzare un’ampia fetta dell’elettorato grazie a una campagna fortemente anti-establishment, nazionalista. I suoi messaggi di stampo sovranista e carichi di simboli patriottici hanno fatto breccia in un paese che si conferma stanco dei partiti tradizionali. Il suo successo travolge infatti anche il candidato sostenuto dalle formazioni di governo (PSD e PNL), Crin Antonescu, escluso dal secondo turno nonostante ingenti risorse e una solida rete locale.

Ma la sorpresa più grande è forse il massiccio sostegno ricevuto da Simion anche dai romeni residenti in Europa occidentale, un bacino elettorale che tradizionalmente votava per opzioni moderate e filoeuropee. In Italia, Spagna e Germania ha stravinto, mentre Dan ha raccolto maggiori consensi tra gli elettori romeni in Moldavia e negli Stati Uniti.

Descritto dai suoi sostenitori come “il Trump della Romania”, Simion incarna una nuova destra populista, ispirata esplicitamente al modello americano MAGA. L’aspirante presidente ha dichiarato fedeltà al controverso ex candidato presidenziale Calin Georgescu, escluso dal primo turno e sotto indagine per sospetti legami con Mosca. La promessa di nominarlo primo ministro in caso di vittoria ha certamente contribuito al successo elettorale ieri.

Il nodo centrale della candidatura di Simion non è solo la politica interna, ma la visione internazionale del paese, seppur in modo meno netto rispetto all’escluso Georgescu: in pratica si dichiara formalmente favorevole alla NATO, ma respinge ogni ruolo attivo della Romania nel conflitto ucraino. In ogni caso è accusato da Kiev di “attività antiucraine” e propone un approccio di minore impegno, riducendo gli aiuti militari e invocando una soluzione negoziata. È inoltre apertamente ostile all’Unione Europea, che considera oppressiva per la sovranità nazionale.

Per i critici delle posizioni di Simion, una sua vittoria rappresenterebbe una vera cesura nella storia recente del paese. Il politologo Sergiu Miscoiu ha parlato apertamente di “disastro per l’Europa e la NATO”, qualora la Romania passasse dalla linea filo-occidentale a un fronte euroscettico e illiberale. Anche Nicusor Dan, nel commentare i risultati del primo turno, ha sottolineato che il ballottaggio non sarà solo una competizione tra due uomini, ma uno scontro tra due idee opposte di Romania: una moderna, aperta, occidentale; l’altra chiusa, reazionaria, nostalgica.

In vista del ballottaggio, Dan può contare sull’appoggio ufficiale dell’USR e dei liberali europei (Renew Europe), ma ha bisogno di un ampio fronte democratico che includa anche i voti degli elettori PSD e PNL, i quali al momento appaiono indecisi. Crin Antonescu ha invitato i suoi a scegliere “chi meglio rappresenta i loro valori”, senza fornire un appoggio esplicito. Simion, dal canto suo, spera nel voto degli elettori di Victor Ponta (14%), un altro candidato sovranista.

Il 18 maggio, dunque, il voto potrà decidere la collocazione della Romania nel progetto europeo e di difesa atlantica, o piuttosto come nuova tessera del blocco di paesi guidati da leader populisti e nazionalisti. Il risultato potrebbe ridisegnare gli equilibri dell’Est Europa e mettere alla prova la tenuta dell’Unione e della NATO, che sulla Romania conta per il controllo del Mar Nero e per rafforzare la sua presenza al confine con l’Ucraina.

Un proporzionale che rischia di tradire la rappresentanza

Sotto traccia ma a tappe forzate, la destra lavora a una nuova legge elettorale. L’ipotesi prevalente è quella di un sistema proporzionale con premio di maggioranza alla coalizione che supera una certa soglia (tra il 40 e il 42%) e con l’eliminazione degli attuali collegi uninominali. Una manovra che risponde all’obiettivo della stabilizzazione del sistema bipolare e rilanciare, con l’indicazione del premier, il “carattere presidenzialistico” del sistema. Il progetto è ancora in via di definizione ma già oggetto di interlocuzioni informali anche con l’opposizione. E proprio per questo è bene discuterne nel merito.

Il primo punto riguarda la soglia per far scattare il premio di maggioranza. Fissarla attorno al 42% (e anche sotto) significa agevolare una coalizione che pur vincendo resterebbe una realtà politica di minoranza nel Paese, con un effetto distorsivo che potrebbe sollevare rilievi di costituzionalità, come già avvenuto in passato.

Un secondo nodo è lo sbarramento: ipotizzare percentuali diverse per le coalizioni e per i partiti indipendenti è discriminatorio. Una soglia unica – il 3% per tutti? – garantirebbe equità e favorirebbe anche il sostanziale rispetto della rappresentanza.

Infine, va chiarito il tema della dimensione dei collegi. È questione tecnica ma decisiva sul piano politico. Più i collegi sono piccoli – come nei modelli “provinciali” oggi ipotizzati – più si rischia che i voti delle minoranze, pur nel complesso sopra soglia, si disperdano senza tradursi in seggi. Il punto non è solo teorico: forze indipendenti dai poli maggiori, anche con un risultato nazionale superiore al 3%, potrebbero non ottenere una rappresentanza adeguata.

Il punto chiave, in conclusione, è che l’apprezzabile ritorno al proporzionale non deve rovesciarsi, sotto traccia, nel tentativo di mortificare il pluralismo. Il dibattito deve essere perciò trasparente e quanto mai preciso, senza zone d’ombra. La legge elettorale è il cuore della nostra democrazia, guai a promuoverne la riforma, per l’ennesima volta nel giro di qualche decennio, con la recondita volontà di adattare le regole alle convenienze di parte.

La Germania davanti allo specchio della destra radicale

In Germania c’è aria di bufera e non sembra che sia un fenomeno del tutto transitorio. L’AfD, il partito di Alternativa per la Germania, ha posto un dilemma politico non da poco e pare si sia di fronte alla cruda scelta se continuare a procedere con l’attuale sistema di regole e valori o piuttosto piegare in direzione di una destra che si ispira a tendenze antidemocratiche di naziste memorie.

Si è osservato che mettere L’AfD fuori dal sistema farebbe correre il rischio di accrescere per reazione i consensi. E ’per questo che ci si muove con cautela e indecisione, pur mancando un’alternativa al fatto di dover sbrogliare una matassa che aumenta ogni giorno di volume.

Tedesco indica letteralmente la “lingua del popolo” ed a quest’ultimo non si può negare la libertà di indirizzarsi come meglio crede. È così che la pensano anche in Usa. Il Segretario di Stato Rubio e suoi compagni d’avventura hanno chiaramente indicato la loro preferenza per l’AfD rinunciando ad ogni diplomatica equidistanza politica, schierandosi decisi verso una parte.

La si chiami o no interferenza è così che stanno le cose. Secondo i linguisti, il rublo etimologicamente segna il tagliare o lo spezzare. Rubio, anche se figlio del dollaro, forse strizzando l’occhio alla Russia, è rimasto in qualche modo contagiato dal senso della moneta di quella terra ed ha spezzato una lancia in favore di un partito che in Germania sta facendo un gran polverone.

È di un autore tedesco, Eckhart Tolle, il libro “Un nuovo mondo” che racconta di come si dovrebbe imparare a lasciare il proprio ego per vivere semplicemente nel momento. Sembra essere questa una lezione non ancora accolta dal paese locomotiva d’Europa ora in affanno nel suo procedere e tutto concentrato su se stesso nel recupero di passati allori.

“Un nuovo mondo” è anche lo scritto dell’americana Barbara Kingsolver che ci dice della storia di una società che cambia malgrado le resistenze della tradizione.

L’ Amministrazione Usa immagina forse di voler dar vita ad un nuovo mondo, indirizzando i fatti in modo da scrollarsi di dosso tutto ciò che è stato ad oggi ritenuta prassi consolidata da osservare rigorosamente.

Può darsi che nella fase attuale il governo Trump voglia restituire quello che è stato donato secoli prima da Cristoforo Colombo e abbia il progetto ora di disegnare a sua volta un nuovo mondo secondo le misure da lui confezionate.

SI discuterà circa l’opportunità di muoversi in tal senso ma non appare questo il punto centrale della questione.

La materia da affrontare è altra e ben più grave. Una parte consistente della società tedesca si riconosce in quel partito e non è cosa da poco. Considerata la dimensione dei numeri, non sembra si tratti di un momentaneo rigurgito di nostalgia del passato, di mettere nel gorgo del proprio stomaco politico qualcosa che possa facilmente digerirsi.

Non è questione leguleia, se mettere fuori ordinamento un partito di tal fatta. È prendere atto che una quota significativa di popolo si è schierato da quella parte e non si può negarne l’evidenza.

Chi dovrà prendere in mano la situazione sarà condannato a tirare in alto una moneta e giocare a testa o croce. Mettere in ballo la testa del diritto, collocando fuori campo l’AfD, o sfidarne la croce con le conseguenze che ne verranno è la scommessa ed il rischio da affrontare.

Qualcosa in Germania è accaduto di non trascurabile. Ci vorrà la scure delle norme o l’arte della lenta conversione di quel partito a diversi più accettabili miti per venirne a capo. C’è un futuro in attesa che gli venga detto come fare la sua parte. Per adesso tutto è possibile.

Papa Francesco, fratello universale

Il lutto per la morte improvvisa di Papa Francesco ha attraversato le popolazioni di tutti i continenti. Un fenomeno globale come pochi nella storia contemporanea. Forse solo la morte di Papa Wojtyla regge il paragone. Una dimostrazione ulteriore di quanto la figura del pontefice romano sia, per sua missione, una figura universale.

Ogni Papa esplicita la sua missione secondo i tempi e il carisma particolare della sua personalità. In Francesco si univano, in un’originale sintesi, i carismi di due santi geniali della cristianità: Francesco d’Assisi e Ignacio de Loyola.

Del poverello di Assisi ha attualizzato l’attenzione ai dimenticati della storia; del fondatore dei Gesuiti ha fatto proprio il discernimento nella Chiesa e nella società.

Per la maggior gloria di Dio, il discepolo di Ignacio analizza il tempo in cui vive e sviluppa percorsi di umanizzazione: la gloria di Dio è l’uomo vivente, come affermava sant’Ireneo di Lione.

Come ha osservato Marco Politi, Francesco ha afferrato «le paure e le fragilità di centinaia di milioni di uomini e donne di qualsiasi fede e orientamento». In un mondo smarrito e impaurito, la sua voce è stata un invito forte a una profonda conversione, cioè un cambiamento radicale di mentalità.

I profeti abitano la “corrente calda” della storia umana, anticipano il futuro, la pienezza dell’umanità. Come insegna Ernst Bloch, la speranza è “sogno in avanti”, non illusione ma energia mobilitante. È però anche esposta all’incertezza e alla delusione¹.

Francesco era pienamente inserito in questa corrente. Il suo magistero proponeva una visione alternativa alla cosmologia della dominazione: la cosmologia della fraternità della Madre Terra, la nostra Casa Comune.

Era il sogno di Francesco di Roma, sulle orme di Francesco d’Assisi e del suo amico Leonardo Boff.

Il neoliberismo, fondato sulla competizione e sullo sfruttamento della natura, ha prodotto un contrattacco della Terra, dice Boff. Meno acqua, più calore, diminuzione della biodiversità sono il risultato di un sistema insostenibile.

La Laudato si ha indicato una strada nuova per l’ecologia, l’economia e la politica planetaria. Infatti, la politica è la grande arte della costruzione della Casa Comune. Ma deve ripensarsi nella logica della Fraternità Umana.

Nella Fratelli tutti, Papa Francesco scrive: “La politica non deve sottomettersi all’economia né ai dettami tecnocratici” (n. 177), e aggiunge: “Il mercato da solo non risolve tutto” (n. 168).

“La globalizzazione ci ha resi più vicini, ma non più fratelli” (n. 12). Essa “crea solo soci, non fratelli” (n. 101). Francesco propone allora una politica nuova: “cura dei fragili, cultura dell’incontro, politica come tenerezza e gentilezza”³. E analizza nella parabola del buon Samaritano un modello di amore sociale e politico⁴.

Con chi ti identifichi? È questa la domanda decisiva.

La buona politica è quella che ascolta il grido degli ultimi. Una politica evangelica, fraterna, che cambia paradigma. Non è utopia. Nella storia italiana c’è chi ha incarnato tutto questo: Giorgio La Pira, il “sindaco santo” di Firenze⁵.

In tempi di Guerra Fredda fu costruttore di ponti e attento alle disuguaglianze: “Devo intervenire perché la fraternità diventi fraternità di fatto”, scriveva. Propose una nuova politica estera dal basso: “Bisogna unire le città per unire le nazioni”⁶.

Questo protagonismo dei popoli e delle comunità è caro a Papa Francesco. Un altro modello è Charles de Foucauld, il “fratello universale” nel deserto africano. Fu l’ispiratore di Louis Massignon, grande studioso dell’Islam e antesignano del dialogo interreligioso.

Papa Francesco ha vissuto e proposto tutto questo. Ha incarnato lo spirito del Concilio Vaticano II. È stato l’uomo dell’ascolto dei poveri e degli ultimi, per questo è diventato il fratello di tutti. “Che Dio ispiri questo sogno in ognuno di noi. Amen” (Fratelli tutti, n. 288)

 

Note:

 

  1. Franco Toscani, Speranza e utopia nel pensiero di Ernst Bloch, p. 3, in Petite Plaisance
  2. Ivi, p. 4
  3. Leonardo Boff, La politica come tenerezza e gentilezza, in Rainews – Confini
  4. Ivi
  5. Maurizio Certini, Giorgio La Pira, la santità in politica, in: Centro Internazionale La Pira
  6. Ivi

 

Pierluigi Mele – Giornalista di RaiNews 24

Torino, un’alleanza di governo per un sindaco riformista

È vero, ci vuole vuole ancora molto tempo. Ma è pur vero che quando si conosce già il potenziale nome e cognome del candidato a Sindaco di una grande città – salvo sorprese, sempre possibili in una politica liquida e misteriosa – è più facile poi costruire la coalizione che lo affiancherà in vista dell’appuntamento elettorale.

È il caso, nello specifico, dell’attuale Sindaco di Torino Stefano Lo Russo nonché Vice Presidente Nazionale dell’Anci. Cioè di un amministratore locale che nel corso degli anni ha saputo, anche al di là del partito di appartenenza e della stessa coalizione di riferimento, definire un progetto di città chiaro e inequivoco. Frutto di un approccio squisitamente riformista dettato esclusivamente da quella che un tempo si chiamava “la politica delle cose”. Cioè l’individuazione dei bisogni e delle domande di una comunità, l’elaborazione di un progetto politico ed amministrativo adeguato e pertinente e, in ultimo, una cultura di governo che traduce concretamente quelle istanze a favore della città.

È questa, in sintesi, e al di là e al di fuori di ogni approccio ideologico, moralistico e populista – che appartengono perlopiù alla segretaria del Pd Elly Schlein –  il profilo che caratterizza un sindaco riformista. Che è, per chi non l’avesse ancora compreso, l’esatta alternativa di chi, appunto, coltiva un approccio vagamente ideologico o squisitamente populista nel costruire le alleanze funzionali al governo della città. E questo, tra l’altro, è il segreto che distingue profondamente chi ha una visione laica e pragmatica della politica e chi, appunto, persegue una concezione tardo ideologica e che rischia solo di radicalizzare le posizioni a detrimento di una seria e credibile cultura di governo. E non è un caso, del resto, che le pregiudiziali politiche e personali prosperano e si consolidano nei contesti dove prevale la sola dimensione ideologica e populista. Elementi, questi, che appartengono quasi di diritto alla pseudo cultura dei 5 stelle.

Per queste ragioni, semplici ma oggettive, l’approccio dell’attuale sindaco di Torino è positivo ed incoraggiante anche, e soprattutto, al fine di garantire il buon governo della città. Insomma, si tratta di un modello molto simile a quello che ha caratterizzato l’ultima campagna elettorale dell’attuale Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. E, del resto, non è affatto un caso se proprio tra il Sindaco di Torino Lo Russo e il Presidente della Regione Cirio esiste una perfetta e coerente “coesione istituzionale” nell’affrontare e cercare di risolvere i maggiori problemi che investono la città capoluogo e, di conseguenza, l’intera regione. Una “coesione istituzionale” che non potrebbe sistematicamente decollare con chi interpreta la politica all’insegna di un perenne conflitto dove l’avversario è sempre e solo un nemico da annientare sotto il profilo morale e politico e mai un interlocutore con cui confrontarsi seriamente sui temi e sui problemi.

Ecco perché il profilo della coalizione che affianca la candidatura di un esponente politico alla guida di un importante ente come il Comune di Torino non è affatto una variabile indipendente ai fini del buon governo di una comunità. E, in ultimo, l’affermazione di un approccio riformista da un lato e il rafforzamento di una cultura di governo dall’altro sono, e restano, i tasselli fondamentali anche per garantire quella che comunemente viene chiamata “buona politica”.

Calcio, classifica serie A, Roma da Champions

Roma, 5 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Roma-Fiorentina 1-0

Giornata 35. Torino-Venezia 1-1, Cagliari-Udinese 1-2; Parma-Como 0-1, Lecce-Napoli 0-1; Inter-Verona 1-0, Empoli-Lazio 0-1; Monza-Atalanta 0-4; Roma-Fiorentina 1-0; ore 20.45 Bologna-Juventus. Lunedì 5 maggio, ore 20.45 Genoa-Milan.

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 68, Lazio, Roma 63, Juventus 62, Bologna 61, Fiorentina 59, Milan 54, Como 45, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Lecce 27, Venezia 26, Empoli 25, Monza 15.

Venerdì 9 maggio ore 20.45 Milan-Bologna; Sabato 10 maggio ore 15 Como-Cagliari, ore 18 Lazio-Juventus, ore 20.45 Empoli-Parma, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Brasile, la polizia sventa un attentato al concerto di Lady Gaga

Roma, 4 mag. (askanews) – Gli agenti della polizia civile di Rio de Janeiro hanno impedito un attentato dinamitardo durante lo spettacolo di Lady Gaga, tenuto sabato scorso. Gli agenti hanno condotto un’azione congiunta contro un gruppo che diffondeva incitamento all’odio e stava preparando un piano, principalmente contro bambini, adolescenti e il pubblico LGBTQIA+. Le indagini hanno coinvolto anche il Coordinamento delle risorse speciali (Core). L’operazione “Fake Monster” è stata pianificata sulla base di un’indagine della polizia civile di Rio de Janeiro, la quale ha identificato come i soggetti coinvolti stessero reclutando partecipanti, tra cui adolescenti, per portare a termine attacchi integrati utilizzando esplosivi improvvisati e molotov. Il piano è stato concepito come una “sfida collettiva”, con l’obiettivo di acquisire notorietà sui social media. Un uomo, il leader del gruppo, è stato arrestato per possesso illegale di arma da fuoco a Rio Grande do Sul, mentre un adolescente è stato arrestato per possesso di materiale pedopornografico a Rio. Gli obiettivi dell’operazione operavano
su piattaforme digitali, promuovendo la radicalizzazione degli adolescenti, la diffusione di crimini d’odio, autolesionismo, pedofilia e contenuti violenti come forma di appartenenza e di sfida tra i giovani. L’allarme è arrivato dal Sottosegretariato di Intelligence (Ssinte) della Polizia civile, che ha motivato l’elaborazione di un rapporto tecnico da parte del Ciberlab della Direzione delle operazioni integrate e di intelligence (Diopi) della Segreteria nazionale della sicurezza pubblica (Senasp) dell’MPSP.
Nell’azione sono stati notificati 15 mandati di perquisizione e sequestro contro nove obiettivi nelle città di Rio de Janeiro, Niterói, Duque de Caxias e Macaé, a Rio; Cotia, San Vicente e Vargem Grande Paulista, a San Paolo; São Sebastião do Cai, nel Rio Grande do Sul; e Campo Novo do Parecis, nel Mato Grosso. Il lavoro è stato supportato dagli ufficiali di polizia civile di questi stati. Dispositivi elettronici e altri materiali sono stati raccolti e saranno analizzati per rafforzare le indagini. A seguito dell’operazione, nel pomeriggio di sabato gli agenti si sono recati anche a Macaé per eseguire un mandato di perquisizione e sequestro nei confronti di un individuo che stava anche pianificando degli attacchi. Ha minacciato di uccidere un bambino in diretta radio ed è accusato di terrorismo e istigazione alla criminalità. L’operazione è stata avviata per neutralizzare i comportamenti digitali coordinati, che potevano rappresentare un rischio per il pubblico dell’evento, senza avere alcun impatto sui partecipanti. Il lavoro è stato svolto con discrezione e precisione, evitando il panico o la distorsione delle informazioni tra la popolazione.

A san Pietro l’ultima messa dei Cardinali per Papa Francesco, presiede Mamberti

Roma, 4 mag. (askanews) – Si sta celebrando nella Basilica di San Pietro l’ultima celebrazioni dei Novendiali, le nove messe celebrate in suffragio di Papa Francesco nei nove giorni di lutto della Chiesa successivi al suo funerale dei Novendiali. La Messa è presieduta dal Protodiacono del Collegio Cardinaliziopresieduta dal cardinale Dominique Mamberti. Il Vangelo della seconda domenica dopo Pasqua è quello di Giovanni che rievoca l’investitura di pastore della Chiesa affidata da Cristo a san Pietro: “Pasci le mie pecore”.

Ucraina, Trump: gli Usa potrebbero ritirarsi dalla mediazione del conflitto

Roma, 4 mag. (askanews) – Gli Stati Uniti potrebbero decidere di ritirarsi dal processo di mediazione del conflitto ucraino, ma non è ancora giunto il momento: lo ha dichiarato il presidente Donald Trump, intervistato dalla rete televisiva Nbc.

“Beh, arriverà il momento in cui dirò: ok, continuate così, continuate a fare gli stupidi, continuate a combattere… Arriverà il momento in cui potrei dirlo” ha spiegato Trump dicendo di essere stato vicino più di una volta a prendere una decisione del genere, ma poi “sono successe cose positive”.

Calcio, classifica A, Monza in B, Atalanta sempre più Champions

Roma, 5 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Monza-Atalanta 0-4

Giornata 35. Torino-Venezia 1-1, Cagliari-Udinese 1-2; Parma-Como 0-1, Lecce-Napoli 0-1; Inter-Verona 1-0, Empoli-Lazio 0-1; Monza-Atalanta 0-4; ore 18 Roma-Fiorentina; ore 20.45 Bologna-Juventus. Lunedì 5 maggio, ore 20.45 Genoa-Milan.

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 68, Juventus 62, Lazio 63, Bologna 61, Roma 60, Fiorentina 59, Milan 54, Como 45, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Lecce 27, Venezia 26, Empoli 25, Monza 15.

Venerdì 9 maggio ore 20.45 Milan-Bologna; Sabato 10 maggio ore 15 Como-Cagliari, ore 18 Lazio-Juventus, ore 20.45 Empoli-Parma, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Calcio, Pisa promosso in serie A dopo 34 anni

Roma, 4 mag. (askanews) – Dopo il Sassuolo anche il Pisa raggiunge l’aritmetica certezza della promozione in serie A. Alla formazione allenata da Pippo Inzaghi mancava un punto per il salto di categoria. Nonostante il ko dei toscani a Bari è stata determinante la sconfitta dello Spezia sul campo della Reggiana.

I nerazzurri tornano nella massima serie dopo 34 anni, mettendo fine a un digiuno lungo 12.397 giorni. Era il 26 maggio 1991 l’ultima volta che il Pisa scese in campo in Serie A. All’Arena Garibaldi arrivava la Roma. In panchina c’era Mircea Lucescu, e in campo un giovane argentino appena arrivato in Italia: Diego Pablo Simeone.

Maltempo, allerta arancione in Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana

Roma, 4 mag. (askanews) – Una saccatura in discesa dall’Europa centrale verso il Mediterraneo, accompagnerà masse d’aria più fresche sull’Italia, causando tempo molto instabile e attività temporalesca sulle regioni centro-settentrionali. Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un nuovo avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende il precedente. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento (www.protezionecivile.gov.it). L’avviso prevede dal pomeriggio di oggi, domenica 4 maggio, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, sulla Valle D’Aosta e sulla Provincia Autonoma di Bolzano. Dalla serata di oggi, inoltre, sono previste precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Friuli Venezia Giulia, Liguria e Toscana, in estensione all’Umbria e ai settori settentrionali di Marche e Lazio. In avviso infine il persistere di precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento. Sulla base dei fenomeni in atto e previsti è stata valutata per la giornata di domani, lunedì 5 maggio, allerta arancione su settori di Lombardia, Emilia-Romagna e Toscana. Valutata inoltre allerta gialla sull’intero territorio di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Umbria e su parte di Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana, Marche e Lazio.

Esercito, Crosetto: oggi ne esaltano i valori, ma tutti contro l’aumento delle spese

Milano, 4 mag. (askanews) – “Oggi tutti per l’Esercito ad esaltarne il valore, i valori, l’importanza ed il ruolo. Così come per tutte le altre forze armate nel giorno della ricorrenza della loro fondazione. Poi, il giorno successivo, tutti contro l’aumento delle spese della Difesa, che sono le spese che servono per mettere le Forze Armate nelle condizioni di svolgere il loro lavoro, di garantire la sicurezza della democrazia, delle libere istituzioni e di ogni cittadino”. Lo ha scritto su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel giorno in cui l’Esercito celebra il 164esimo anniversario della fondazione. “Un po’ troppo facile, così. Un po’ di coerenza non guasterebbe”, ha chiosato Crosetto.

Alunni veneti in preghiera in moschea? Il Ministero affida verifiche

Roma, 4 mag. (askanews) – “In merito alla vicenda della scuola paritaria della provincia di Treviso, che avrebbe portato i propri alunni a pregare in una moschea, l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto precisa che si tratta di una scuola non statale, iscritta alla Federazione Italiana Scuole Materne. Pur in attesa che si definiscano meglio i dettagli dell’accaduto, su incarico degli uffici centrali del Ministero dell’Istruzione e del Merito, l’USR per il Veneto ha avviato gli opportuni approfondimenti, tesi in particolare a verificare se siano state rispettate, tra l’altro, le norme sulla parità scolastica”. Lo scrive in una nota l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto. “Si ricorda che anche per questa istituzione, come per tutte le scuole statali e paritarie, vigono le regole dell’autonomia scolastica, da cui discende la necessità di dotarsi del proprio progetto educativo, specifico, autonomo e condiviso con le famiglie. A questo progetto educativo le insegnanti e il coordinatore scolastico devono attenersi, come richiesto dalla Legge n. 62/2000 sulla parità scolastica, per ogni tipo di attività progettuale”.

Esercito, Mattarella: la sua dedizione è un punto di forza della Repubblica

Roma, 4 mag. (askanews) – “La dedizione, l’impegno profusi dalle donne e dagli uomini dell’Esercito nel contesto internazionale così carico di instabilità e minacce, rappresentano un punto di forza per la Repubblica. Il ruolo dell’Italia nella comunità internazionale, per far sì che si affermino i valori di pace e cooperazione propri alla Costituzione, sa di potersi avvalere di professionalità e di competenze di assoluto livello nelle proprie Forze Armate, così come per la cornice di sicurezza offerta nelle missioni presenti sul Territorio nazionale. In occasione del 164° anniversario dalla istituzione, rivolgo l’omaggio della Repubblica alla memoria dei caduti, e ai militari dell’Esercito il ringraziamento per il costante operato al servizio della Patria”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al Capo di Stato maggiore dell’Esercito, Generale C.A. Carmine Masiello, in occasione del 164esimo anniversario della costituzione dell’Esercito italiano.

“In questa giornata di festa giungano a voi tutti, Ufficiali, sottufficiali, graduati, militari di truppa, personale civile dell’Esercito e alle vostre famiglie il saluto e l’augurio più calorosi – conclude Mattarella -. Viva l’Esercito, viva le Forze Armate, viva la Repubblica!”.

Calcio, classifica di serie A, Lazio in zona Champions

Roma, 5 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Empoli-Lazio 0-1

Giornata 35. Torino-Venezia 1-1, Cagliari-Udinese 1-2; Parma-Como 0-1, Lecce-Napoli 0-1; Inter-Verona 1-0, Empoli-Lazio 0-1; ore 15 Monza-Atalanta; ore 18 Roma-Fiorentina; ore 20.45 Bologna-Juventus. Lunedì 5 maggio, ore 20.45 Genoa-Milan.

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 65, Juventus 62, Lazio 63, Bologna 61, Roma 60, Fiorentina 59, Milan 54, Como 45, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Lecce 27, Venezia 26, Empoli 25, Monza 15.

Venerdì 9 maggio ore 20.45 Milan-Bologna; Sabato 10 maggio ore 15 Como-Cagliari, ore 18 Lazio-Juventus, ore 20.45 Empoli-Parma, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Calcio, Conceição: "Jovic ci sarà, si è fermato Abraham"

Roma, 4 mag. (askanews) – Alla vigilia della sfida contro il Genoa, valida per la 35 giornata di Serie A, l’allenatore del Milan Sergio Conceição ha parlato in conferenza stampa mettendo in evidenza il lavoro quotidiano della squadra, il focus sul presente e le ambizioni ancora vive in questo finale di stagione.

Conceição ha ribadito la filosofia del passo dopo passo, senza pensare troppo in avanti, neanche al 14 maggio, data della semifinale di ritorno di Champions League: “Il discorso che ho fatto fino ad ora è pensare partita dopo partita, cercando di migliorare certe cose, essendo ogni giorno che passa una squadra più forte; è per questo che lavoriamo. Pensiamo al Genoa e poi al Bologna”.

Sul fronte formazione, il tecnico portoghese ha evidenziato l’importanza della continuità: “La continuità e la costanza del modulo è perché lavoriamo giorno dopo giorno su questo, sull’equilibrio difensivo da avere. I giocatori cominciano anche a conoscere meglio ciò che vogliamo noi.” Ha poi confermato alcune assenze e recuperi: “Jovic sta meglio. Ha fatto tre allenamenti con noi. Abraham si è fermato, così come Sottil e Bondo”.

Sulla motivazione, Conceição ha spiegato come l’identità del Milan debba essere sempre onorata: “Ogni giorno che veniamo qua c’è la responsabilità di giocare per il Milan. Dobbiamo dimostrare tutti i giorni a chi ci vede qualità e di essere una squadra diversa da quella che spesso siamo stati. Per quello stiamo lavorando.” Non manca una replica indiretta ad alcune critiche esterne: “Capello lo rispetto molto, lui ha il suo pensiero e io il mio. Noi non gestiamo niente.” Spazio anche ai singoli. Su Theo e Leao ha dichiarato: “Sono due tra i migliori al mondo. A volte le cose non girano come dovrebbero ma conta il momento: stanno bene, conto su di loro come su tutti gli altri.” Sul nuovo arrivato Walker: “Conosce entrambe le posizioni e per me è una cosa molto buona.” Per quanto riguarda l’attacco, tiene banco il dualismo Gimenez-Jovic: “Hanno entrambi grandissime qualità, poi sta a me scegliere chi deve giocare. O magari tutti e due insieme. Nel calcio in un momento può cambiare tutto.” E su Jimenez, già molto impiegato: “Ha qualità. È giovane, e come tutti i giovani deve lavorare sul piano del focus”.

A centrocampo, fiducia in Loftus-Cheek: “Giocatore molto capace, è un box to box, un 8. Poi può giocare più avanti o più indietro. Fisicamente forte, arriva molto bene nell’area avversaria”.

Sulla tenuta difensiva, Conceição ha sottolineato i recenti progressi: “Non è che col sistema si fa tutto. C’è un lavoro di squadra, lavoriamo su questo per dare continuità. L’equilibrio e la solidità difensiva ci è mancata. È importante anche lavorare sugli errori individuali che ad alti livelli non si possono commettere”.

Infine, alla domanda implicita sui sentimenti rispetto alla classifica in Serie A, il tecnico ha ammesso: “Sì, per tutto.” Un mix di rammarico, rabbia e delusione che alimenta però l’impegno verso un finale di stagione da onorare.

Ucraina, Putin: l’Occidente non ha ascoltato i nostri avvertimenti

Roma, 4 mag. (askanews) – L’Occidente non ha saputo dare risposta agli avvertimenti lanciati da Mosca in occasione della Conferenza sulla sicurezza di Monaco nel 2007, e questo ha portato in ultima analisi all’invasione dell’Ucraina: lo ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin, intervistato dal giornalista Pavel Zarubin in occasione del venticinquesimo anniversario del suo approdo al Cremlino. Ho voluto avvertire i partner “occidentali che la Russia o sarebbe stata indipendente e sovrana o non sarebbe esistita affatto, nella speranza che ascoltassero e in qualche modo modificassero il loro atteggiamento nei nostri confronti, ma sfortunatamente non lo hanno fatto”, ha proseguito.

“Quando abbiamo firmato gli accordi di Minsk, contavamo ancora sul loro rispetto. Ma, a quanto pare, siamo stati semplicemente ingannati. Loro [i paesi occidentali] hanno semplicemente preso una pausa con il pretesto della necessità di rispettare gli accordi di Minsk per riarmare l’Ucraina e prepararla alla guerra con la Russia”, ha concluso.

Germania, sondaggio: per il 61% l’Afd è "estremista" (ma Orban su X sostiene Weidel)

Roma, 4 mag. (askanews) – I due terzi dei tedeschi considerano l’Afd come un movimento estremista di destra, e la metà vorrebbe che fosse messo al bando: è quanto risulta da un sondaggio della Insa pubblicato dal quotidiano tedesco Bild.

Per il 61% degli intervistati l’Afd è “estremista”, contro un 31% di opinione contraria e l’8% di indecisi; da notare che per il 79% la decisione dell’intelligence interna tedesca di classificare il partito come “estremista” non ha modificato la loro opinione sul movimento. Per il 48% dei tedeschi inoltre l’Afd dovrebbe essere oggetto di sanzioni compresa la messa al bando, mentre il 37% è di opinione contraria, l’8% non si è espressa e il 7% si è detta indifferente al destino del partito.

Il sondaggio è stato condotto il 2 e 3 maggio su un campione di 1.001 residenti in Germania, senza che sia stato indicato il margine di errore.

Il premier ungherese Viktor Orban ha espresso il proprio sostegno alla leader dell’Afd, Alice Weidel, dopo che l’intelligence tedesca ha classificato il partito dell’ultradestra tedesca come “estremista”.

“Che diavolo sta succedendo in Germania? Potete contare si di noi”, ha scritto Orban sul suo profilo di X.

Finora il partito era stato ritenuto di “sospetto estremismo” a livello federale – sebbene alcune branche regionali fossero state dichiarate estremiste già nel 2023 e poste sotto sorveglianza da parte dei servizi. Il nuovo rapporto dell’Ufficio federale per la Protezione della Costituzione (l’intelligence interna) sancisce invece lo status di “estremismo” a livello nazionale,il che potrebbe in teoria portare alla messa al bando del partito.

L’Afd è attualmente la seconda forza al Bundestag con il 20% delle preferenze raccolte alle ultime elezioni – quasi totalmente concentrate nei Laender dell’ex Ddr.

Formula1, a Miami Verstappen in pole, Vasseur: "Delusi"

Roma, 4 mag. (askanews) – Non poteva trovare miglior modo per festeggiare la nascita di Lily, la sua primogenita. Max Verstappen conferma di venire da un altro pianeta con la pole centrata nel sabato di Miami in 1:26.204; si tratta della sua 43^ in carriera su una Red Bull che è apparsa sì più domabile del solito, ma dove è il pilota, il campione, ad aver fatto ancora una volta la differenza. Verstappen si lascia alle spalle la McLaren di Norris e uno straordinario Kimi Antonelli. Quarto Piastri davanti a Russell, Sainz e Albon. In difficoltà le Ferrari, con Leclerc 8° e Hamilton solo 12° ed eliminato nel Q2. “Oggi è stata sicuramente una giornata intensa – le parole di Lewis Hamilton – Abbiamo fatto un buon lavoro nella Sprint, che ci ha portato un ottimo risultato considerando le condizioni meteo difficili e la nostra posizione di partenza. Dalla pista ho suggerito il passaggio alle gomme Soft e il team ha eseguito un pit stop impeccabile, che ha fatto davvero la differenza. Le qualifiche nel pomeriggio sono state più complicate: ci è mancato il grip e il passo in generale, e partire dodicesimo non è ideale. Questa sera analizzeremo tutti i dati per capire come possiamo ottimizzare la strategia e rimontare domani”. Per Charles Leclerc: “Oggi è stata sicuramente una giornata intensa. Abbiamo fatto un buon lavoro nella Sprint, che ci ha portato un ottimo risultato considerando le condizioni meteo difficili e la nostra posizione di partenza. Dalla pista ho suggerito il passaggio alle gomme Soft e il team ha eseguito un pit stop impeccabile, che ha fatto davvero la differenza. Le qualifiche nel pomeriggio sono state più complicate: ci è mancato il grip e il passo in generale, e partire dodicesimo non è ideale. Questa sera analizzeremo tutti i dati per capire come possiamo ottimizzare la strategia e rimontare domani”. L’analisi del team manager Frederick Vasseur: “Non siamo soddisfatti della nostra qualifica, perché abbiamo faticato troppo con i set di gomme nuove fin dal Q1: perdevamo molto tempo nelle curve 1 e 2, mentre nel resto del giro il nostro passo era discreto. Dobbiamo analizzare tutti i dati, perché questo weekend non stiamo sfruttando tutto il potenziale della vettura e non siamo riusciti a trovare il giusto bilanciamento, soprattutto per i giri lanciati. Alcuni aspetti positivi di oggi vengono dalla Sprint, nella quale credo si sia visto che il nostro passo sull’asciutto è piuttosto buono. Grazie alla strategia giusta Lewis è stato in condizioni di fare un ottimo lavoro, recuperando bene dalla settima posizione fino a chiudere sul podio. Sono fiducioso che domani in gara possiamo contare su un passo migliore, anche se ovviamente non sarà facile sfruttarlo partendo in mezzo al gruppo. Dobbiamo avere pazienza e vedere come evolverà la gara, rimanendo concentrati su noi stessi e stando pronti a cogliere ogni opportunità”.

Un missile dallo Yemen cade nei pressi dell’aeroporto di Tel Aviv

Roma, 4 mag. (askanews) – Un missile balistico lanciato dallo Yemen ha apparentemente colpito la zona dell’aeroporto Ben Gurion. Lo scrive il giornale The Times of Israel, aggiungendo che non si hanno niotizie imemdiate di feriti.

L’IDF afferma di aver lanciato intercettori contro il missile e sta indagando sull’impatto all’aeroporto. L’aeroporto è stato temporaneamente chiuso, prosegue il giornale israeliano. “È in corso un’indagine sull’impatto nell’area dell’aeroporto Ben Gurion. Come da normale procedura, l’aeroporto è bloccato e non si stanno effettuando atterraggi o decolli”, afferma l’Autorità aeroportuale israeliana in un comunicato. Sono sei i feriti lievi provocati dal missile lanciato dallo Yemen e caduti sull’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv in Israele. Lo riporto The Times of Israel.

Tra queste, un uomo sulla cinquantina in condizioni da buone a moderate con traumi agli arti e due donne, di 54 e 38 anni, in buone condizioni, colpite dall’onda d’urto.

Un uomo di 64 anni è rimasto leggermente ferito dopo essere stato colpito da un oggetto proviniente dal luogo dell’impatto, e altre due donne, di 22 e 34 anni, sono rimaste leggermente ferite mentre cercavano di ripararsi.

Nuoto, Ledecky mondiale negli 800; primato anche per Walsh

Roma, 4 mag. (askanews) – Katie Ledecky continua a macinare record e si consacra, una volta di più, tra le leggende del nuoto. La campionessa statunitense timbra infatti per la sesta volta il record mondiale negli 800 sl. Il tempone arriva nella tappa di TYR Pro Swim Series 2025 di Fort Lauderdale (Florida): 8:04.12, migliorando di più di mezzo secondo il precedente primato, che appunto le apparteneva, e siglato quasi nove anni fa, a Rio 2016 (8:04.79). Non solo: Katie Ledecky ha nuotato anche i 1500 sl col secondo miglior tempo della storia, 15’24″51, mentre nei 400 ha nuotato il suo miglior crono negli ultimi nove anni (3’56″81).

Calcio, in 20.000 nella marcia di Superga, contestazione a Cairo

Roma, 4 mag. (askanews) – Oltre 20mila tifosi del Torino hanno invaso stamani le strade del capoluogo piemontese per la tradizionale marcia verso Superga, trasformando l’omaggio al Grande Torino nel 76° anniversario della tragedia in un’imponente manifestazione di orgoglio granata e di forte contestazione contro il presidente Urbano Cairo.

La marcia, partita alle 9 da piazza Solferino, ha assunto fin dalle prime battute un chiaro tono di protesta. Cori, striscioni e slogan hanno espresso la ferma opposizione alla gestione dell’editore, proprietario del club dal 2005, con l’invito esplicito a “passare il testimone”. Per evitare tensioni, Cairo ha scelto di salire a Superga in mattinata, in forma privata, senza partecipare alla cerimonia ufficiale prevista nel pomeriggio con squadra e tifosi. Una storia Instagram del figlio Federico lo mostra in raccoglimento davanti alla lapide che ricorda gli Invincibili.

Seggi aperti in Trentino Alto Adige, a Trento e Bolzano sfida sui Sindaci

Roma, 4 mag. (askanews) – Seggi aperti in Trentino Alto Adige per il rinnovo di Sindaco, Consigli comunali e Circoscrizioni in oltre 250 Comuni della Regione autonoma. Nel dettaglio sono 111 i Comuni altoatesini chiamati alle urne mentre in provincia di Trento sono 154. Tra i Comuni coinvolti dalle elezioni ci sono i due capoluoghi, Trento e Bolzano insieme a diversi centri come Arco, Brunico, Cles, Folgaria, Merano e Vipiteno.

Gli elettori sono attesi ai seggi solo oggi fino alle 22. L’eventuale ballottaggio è previsto per domenica 18 maggio, con i seggi aperti sempre nello stesso orario. Lo spoglio sarà effettuato stasera subito dopo la conclusione delle operazioni di voto.

La maggior parte dei Comuni chiamati al voto ha meno di 3mila abitanti e in molti casi in corsa c’è un solo candidato. I Comuni sopra i 15mila abitanti al voto in provincia di Bolzano sono Bolzano stessa, Brunico e Merano. Le sfide politicamente più interessanti si giocano a Trento e a Bolzano, città attualmente nelle mani del centrosinistra che il centrodestra tenta espugnare. A Trento il centrosinistra punta a confermarsi alla guida della città: la sfida è tra il sindaco uscente Franco Ianeselli, sostenuto da Pd e Avs più alcune liste civiche e la candidata sostenuta da tutto il centrodestra Ilaria Goio, ricercatrice. Mentre il Movimento Cinquestelle corre da solo con l’insegnante Giulia Bortolotti, sostenuta anche da Rifondazione comunista e altre liste civiche. Ci sono poi altri tre candidati: Simonetta Gabrielli, sostenuta dalla lista Democrazia Sovrana e Popolare; Andrea Demarchi, sostenuto dalla lista Prima Trento e Claudio Geat, sostenuto dalla lista Generazione Trento.

A Bolzano, invece, il sindaco uscente di centrosinistra Renzo Caramaschi non si ricandida perché ha raggiunto il limite dei mandati. La partita è apertissima. Il centrodestra candida a sindaco Claudio Corrarati, imprenditore, contro lo sfidante di centrosinistra Juri Andriollo, avvocato e attuale assessore alle Politiche sociali del Pd. Anche in questa città i Cinque Stelle corrono da soli, con l’appoggio di Rifondazione comunista, e presentano Simonetta Lucchi, docente e scrittrice, a cui spetterà il compito di tornare a dare rappresentanza al M5s dentro il Consiglio comunale dove è ora assente. La Svp punta su Stephan Konder, dirigente della Cassa di risparmio, nonché vicesindaco uscente. Angelo Gennaccaro, vicepresidente del consiglio provinciale e assessore regionale, correrà con la sua lista civica Io sto con Bolzano. Infine, Matthias Cologna, ispettore amministrativo in Provincia, consigliere comunale uscente, è il candidato sindaco del Team K.

In Romania urne aperte per il primo turno delle presidenziali

Roma, 4 mag. (askanews) – Urne aperte in Romania per il primo turno della ripetizione delle elezioni presidenziali, nuovo voto convocato dopo l’annullamento di quello di novembre per irregolarità e sospetti di interferenze esterne, in particolare a favore del candidato populista filorusso Calin Georgescu, poi escluso dalla corsa. I seggi chiuderanno alle 21 ora italiana.

La consultazione si svolge in un clima di forte sfiducia istituzionale, con la previsione di un’astensione in crescita, che potrebbe superare il 50% al ballottaggio del 18 maggio. La consultazione si svolge in un clima di forte sfiducia istituzionale, con la previsione di un’astensione in crescita, che potrebbe superare il 50% al ballottaggio del 18 maggio.

Il favorito del momento è George Simion, 38 anni, leader della formazione nazionalista Alleanza per l’Unione dei Romeni (AUR). I sondaggi – storicamente inaffidabili nel contesto romeno – lo collocano tra il 30% e il 35% delle intenzioni di voto. Il suo messaggio populista, contrario all’establishment e critico nei confronti dell’Unione Europea e dell’Ucraina, sembra raccogliere consenso in vaste aree del Paese, specie tra i giovani e nelle regioni periferiche.

Simion ha dichiarato che, se eletto, bloccherà gli aiuti militari a Kiev e ha promesso un incarico istituzionale a Georgescu. Pur negando simpatie per Mosca, è considerato da osservatori occidentali come una figura ambiguamente filorussa. La sua retorica ultraconservatrice, contraria all’aborto e ostile ai diritti LGBTQ+, ha attirato paragoni con i movimenti sovranisti europei più estremi.

L’eventuale avanzata di Simion ha già sollevato forti timori in ambito NATO, poiché la Romania è destinata a diventare un pilastro strategico dell’Alleanza Atlantica sul fronte orientale. Entro il 2030 è previsto lo stazionamento di oltre 10.000 soldati nella nuova base di Mihail Kogalniceanu, sul Mar Nero – la più grande in Europa. Ma proprio in quell’area, Georgescu ha ottenuto ampi consensi lo scorso anno, confermando la penetrazione del voto anti-NATO anche in territori chiave per la difesa occidentale. Alle spalle di Simion, si profila una battaglia a tre per l’accesso al ballottaggio. Crin Antonescu, sostenuto dalla coalizione di governo e fortemente europeista, è accreditato tra il 20% e il 23%. È considerato il volto dell’establishment, fattore che potrebbe sia aiutarlo – grazie a una macchina elettorale organizzata – sia danneggiarlo, in un contesto dominato dalla disillusione.

Nicusor Dan, sindaco di Bucarest ed ex fondatore del partito riformista USR, corre da indipendente con un profilo da riformista tecnico e paladino della legalità. I sondaggi lo posizionano tra il 17% e il 21%. Recenti accuse da parte di Elena Lasconi – che ha diffuso presunte foto compromettenti di Dan con un ex funzionario dell’intelligence – hanno inasprito la campagna, anche se Dan ha negato le immagini e ha annunciato una querela.

Victor Ponta, ex primo ministro socialdemocratico, ora candidato indipendente, oscilla tra l’8% e l’11%. Pur avendo un nome noto e una base elettorale residua, paga la percezione di essere parte del vecchio sistema politico.

Appare in difficoltà Elena Lasconi, sindaca riformista e sorpresa del voto annullato di dicembre, che oggi non gode più del sostegno ufficiale del suo partito. La sua quota di consensi, secondo le rilevazioni, sarebbe tra il 5% e il 7%. Ha cercato di rilanciarsi come anti-establishment di sinistra, ma la frammentazione del campo centrista rischia di relegarla ai margini.

Il voto si svolge durante un lungo weekend festivo che potrebbe ridurre ulteriormente l’affluenza, specialmente tra i più giovani e l’elettorato urbano. L’effetto potrebbe invece premiare gli elettori anziani e più fidelizzati ai partiti tradizionali, come quelli che sostengono Antonescu.

Il contesto internazionale non potrebbe essere più teso: con Donald Trump che ha messo in discussione l’impegno USA nella difesa collettiva, la Romania rappresenta un anello cruciale nella catena di sicurezza dell’Europa orientale. La sua presidenza avrà effetti diretti sul posizionamento strategico del Paese rispetto alla NATO, all’Unione Europea e ai conflitti in corso ai suoi confini.

Il secondo turno, previsto per il 18 maggio, si preannuncia altamente competitivo. Simion è considerato certo dell’accesso, ma il suo eventuale successo dipenderà dalla capacità dei candidati centristi di convogliare il voto moderato e pro-occidentale. In ballo c’è non solo la guida della Romania, ma il suo ruolo geopolitico nei prossimi anni.

Ucraina, Putin: "Spero non servano armi nucleari"

Roma, 4 mag. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha espresso la “speranza” di non dover fare ricorso alle armi nucleari per raggiungere gli obbiettivi militari in Ucraina.

“Non vi è stata necessità di usare queste armi, e spero che non ve ne sia bisogno: abbiamo forze e risorse sufficienti per portare quanto iniziato nel 2022 alla sua logica conclusione” ha dichiarato Putin, intervistato dal giornalista russo Pavel Zarubin in occasione del venticinquesimo anniversario del suo approdo al Cremlino. La riconciliazione fra Russia e Ucraina è “solo una questione di tempo” ha quindi aggiunto. “Mi sembra inevitabile, malgrado la tragedia che stiamo vivendo adesso… È solo questione di tempo”, ha concluso.

Gli Houthi rivendicano l’attacco all’aeroporto di Tel Aviv

Roma, 4 mag. (askanews) – La milizie yemenite degli Houthi hanno rivendicato l’attacco missilistico contro l’aeroporto “Ben Gurion” di Tel Aviv avvenuto questa mattina in un comunicato diffuso su Telegram. (“La forza missilistica delle Forze Armate yemenite ha condotto un’operazione militare contro l’aeroporto Ben Gurion nella regione occupata di Giaffa, utilizzando un missile balistico ipersonico. Il missile ha colpito con successo il suo obiettivo”, si legge nel documento.

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha annunciato da parte sua che la risposta militare dello Stato ebraico all’attacco sarà “sproporzionata”: “Chiunque ci faccia danno pagherà sette volte”.

Terre, forme, canoni ribaltati: tre mostre in Fondazione Sandretto

Torino, 4 mag. (askanews) – La Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino ospita tre mostre, che guardano al mondo da prospettive molteplici. La prima personale in Italia dell’artista libanese Marwa Arsanios, intitolata “The Land Shall Not Be Owned” ruota intorno a “Who is Afraid of Ideology?”, il progetto a lungo termine e la serie di film di Arsanios che indagano i processi di sfruttamento e riappropriazione della terra e le lotte locali per la sua rivendicazione in diverse geografie del Medio Oriente e del Sud America. La mostra segna la premire internazionale del quinto e pi recente capitolo, coprodotto dalla Fondazione Sandretto, che viene presentato insieme ai quattro precedenti.

Il capitolo pi recente, “Right of Passage” del 2025, prende avvio dal diritto di passaggio degli animali attraverso la propriet privata, stabilito per legge, e approfondisce la storia del movimento e del lavoro animale a partire da un momento pre-capitalista nel Monte Libano. Il racconto per si muove su pi livelli, che comprendono anche quello dell’immaginazione e del sogno. In questo modo la ricerca di Arsanios acquista una forza politica e artistica ancora pi evidente.

La seconda mostra Bird Dream Machine, anche questa una prima personale in Italia, di Teresa Solar Abboud. Secondo una ricerca sviluppata attraverso concetti multipli, la pratica dell’artista spagnola, che ha partecipato anche alla Biennale di Cecilia Alemani, si evoluta partendo dalla sperimentazione video per poi esplorare forme e materiali attraverso la scultura, dando vita a installazioni di grandi dimensioni che immergono lo spettatore nel processo narrativo dell’artista. La mostra rappresenta l’ultimo capitolo di un progetto suddiviso in tre episodi di cui quello torinese identifica il momento della “compressione”.

La terza esposizione dedicata a Jem Perucchini, nato in Etiopia ma ora milanese, che si muove tra pittura e ceramica e attinge a un immaginario storico artistico proveniente da diverse fonti, dai motivi relativi alla pittura tardo-gotica italiana, agli affreschi etiopi, e all’iconografia dell’arte rinascimentale. In questo modo la mostra “Evenfall” offre una panoramica su una pratica artistica che propone una nuova interpretazione del canone occidentale classico.

Cremlino: Xi Jinping sarà a parata per vittoria II Guerra Mondiale

Roma, 4 mag. (askanews) – “Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping effettuerà una visita ufficiale in Russia su invito del Presidente Vladimir Putin e parteciperà alle celebrazioni ufficiali per l’80esimo anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica”. Lo scrive il Cremlino in una nota.

“I colloqui bilaterali che si terranno durante la visita – aggiunge il comunicato – si concentreranno sugli aspetti fondamentali dell’ulteriore avanzamento delle relazioni Russia-Cina nell’ambito di un partenariato globale e di una cooperazione strategica, nonché su questioni urgenti dell’agenda internazionale e regionale”.

“Inoltre – conclude il Cremlino -, i due leader firmeranno una serie di documenti bilaterali intergovernativi e interministeriali”.

Calcio, classifica di serie A: Inter a -3 dal Napoli

Roma, 4 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Inter-Verona 1-0

Giornata 35. Torino-Venezia 1-1, Cagliari-Udinese 1-2; Parma-Como 0-1, Lecce-Napoli 0-1; Inter-Verona 1-0. Domenica 4 maggio, ore 12.30 Empoli-Lazio; ore 15 Monza-Atalanta; ore 18 Roma-Fiorentina; ore 20.45 Bologna-Juventus. Lunedì 5 maggio, ore 20.45 Genoa-Milan.

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 65, Juventus 62, Bologna 61, Roma, Lazio 60, Fiorentina 59, Milan 54, Como 45, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Lecce 27, Venezi 26, Empoli 25, Monza 15.

Venerdì 9 maggio ore 20.45 Milan-Bologna; Sabato 10 maggio ore 15 Como-Cagliari, ore 18 Lazio-Juventus, ore 20.45 Empoli-Parma, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Europa salvezza dell’Occidente: Monti sfida la destra di Trump e Meloni

Nel tempo delle autocrazie e dei nazionalismi riemergenti, l’Europa può e deve tornare a essere faro delle democrazie liberali. È questa l’indicazione di Mario Monti, con la quale invita a riflettere sul ruolo globale che l’Unione Europea può assumere nella nuova geografia della politica internazionale.

Con il progressivo disimpegno degli Stati Uniti dalla tradizionale leadership del mondo libero – un processo già avviato prima di Trump e destinato a intensificarsi in caso di un suo ritorno, ggi impossibile per legge – l’Europa si presenta come grande spazio politico ed economico contrassegnato da principi e regole di libertà. È in questa cornice che Monti colloca la scelta per nuovi legami strutturali con le altre democrazie liberali del pianeta: Canada, Australia, Nuova Zelanda, Norvegia, persino il Regno Unito post-Brexit.

Questa visione, se accolta e integrata, può rappresentare un aggiornamento coerente e audace dell’europeismo di Alcide De Gasperi. In un tempo segnato dalle rovine della guerra, lo statista trentino seppe coniugare realismo e creatività, immaginando un’Europa unita non solo economicamente, ma anche e soprattutto nei valori. L’eredità degasperiana non è un nostalgico riferimento al passato, ma la base per ripensare oggi il ruolo dell’Europa nel mondo.

Sostenere la proposta di Monti significa delineare un’alternativa forte e limpida all’attuale incertezza strategica della destra. Giorgia Meloni si muove in equilibrio instabile tra Bruxelles e Washington, senza sciogliere il nodo di quale debba essere il baricentro della politica estera italiana. Non basta affiancare l’Europa: occorre scegliere di farne il fulcro della nostra visione del mondo.

 

L’alternativa non può neppure venire da un certo populismo di sinistra – alla Schlein – con tutte le ambiguità emerse sulla questione del riarmo. Solo un europeismo rinnovato, serio, proiettato verso una leadership condivisa con altre democrazie liberali, può fare la differenza nella e per la difesa dell’Occidente democratico. Chi si riconosce nella tradizione del popolarismo democratico e cristiano ha il dovere di raccogliere l’invito di Monti – non importa se l’ex Premier parla a nome della “famigerata” Trilateral Commission – a fare i conti seriamente con questa sfida affascinante. Se il Centro è una politica, e non una formula di puro equilibrismo, questa sfida ne determina a tutti gli effetti il potenziale di rinnovata forza di attrazione.

Il volo spezzato del Grande Torino: una tragedia non solo del calcio

Ci sono delle date che sono destinate a segnare la storia di un paese. Per sempre. Nel caso specifico dello sport e del calcio. Parliamo del 4 maggio 1949, quando un aereo di ritorno da Lisbona si schianta contro una Basilica. La Basilica di Superga che controlla Torino dall’alto e dove concludono la loro vita i giocatori del Torino. Ovvero il Grande Torino, la squadra che con le sue gesta calcistiche ha riacceso l’entusiasmo degli italiani, di tutti gli italiani, negli anni che hanno seguito la fine della seconda guerra mondiale. E proprio nella anni ‘40 lo sport – il calcio e il ciclismo in particolare – è stato il vettore decisivo per far uscire gli italiani da una situazione drammatica con una condizione di vita altrettanto problematica. E sono anche le partite del Grande Torino che in quegli anni vince tutti gli Scudetti a cui partecipa nei diversi Campionati e le imprese ciclistiche di Fausto Coppi e di Gino Bartali gli interessi – se così si possono definire – che hanno portato gli italiani ad uscire da un contesto di crisi e di drammi continui ma con la voglia e la speranza di ripartire e ricominciare. Definitivamente. E il Grande Torino, guidato da capitan Valentino Mazzola e da altri 10 straordinari giocatori e campioni, ha rappresentato in quegli anni la speranza e, appunto, il ritorno della normalità di un paese civile. Ma il Grande Torino era qualcosa di più. Era la squadra che ha portato in Nazionale come titolari 10 giocatori su 11; era la squadra che brillava in tutti i campi italiani con risultati che segnalavano vittorie eclatanti; era la squadra, infine, che incarnava la voglia di ripartire degli italiani e con cui si identificavano.

E poi arrivò quel fatidico 4 maggio 1949. La società decise, su pressione del capitano Valentino Mazzola, di festeggiare l’addio al calcio di un mito del Benfica, il capitano della squadra portoghese e amico di Mazzola, Francisco Ferreira. Fu una partita divertente e con molte reti, che il Toro perse in maniera ‘cavalleresca’ per 4-3. Avevano pareggiato 0-0 in campionato con l’Inter a Milano alcuni giorni prima. Un risultato che aveva dato ai granata la quasi matematica certezza della vittoria dello Scudetto, il quarto campionato consecutivo. Dopodiché partirono per Lisbona.

Ma il ritorno si interrompe contro il muraglione della Basilica di Superga il 4 maggio del ‘49 alle 17,03 dove la carovana granata – e non solo granata – di tutta Italia ogni anno si raccoglie presso il luogo della tragedia per ricordare e celebrare i Campioni. Perde la vita, in quel giorno dominato da una pioggia torrenziale ed una nebbia avvolgente ed impenetrabile, l’intera squadra granata. Nell’incidente scompaiono anche i dirigenti della squadra e gli accompagnatori, l’equipaggio e tre giornalisti sportivi italiani. 31 persone in tutto. Il compito di identificare le salme fu affidato, con una pena infinita ed indicibile, all’ex commissario tecnico della Nazionale Vittorio Pozzo che aveva portato quasi tutto il Torino in Nazionale.

Per i funerali si parlò di 600 mila persone riversate per le vie di Torino. Presenti le altre squadre italiane con il giornalista Vittorio Veltroni che faceva la telecronaca della giornata e della funzione religiosa. Aprivano il corteo le autorità cittadine precedute da Giulio Andreotti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.

Ma la data del 4 maggio 1949 è diventata una pietra angolare e drammatica per lo sport nazionale, europeo ed internazionale. Il Grande Torino appartiene per sempre alla storia del calcio italiano e mondiale per il dramma che l’ha coinvolto. E per il calcio italiano il Grande Torino resta nel firmamento nazionale. E non solo dello sport.

Ecco perché, quando si parla oggi, e forse per sempre, del Grande Torino la riflessione più calzante e più significativa resta, senza enfasi, quella di Indro Montanelli vergata sulle pagine del Corriere della Sera il 9 maggio 1949: “Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto in trasferta”. E questo è, e resta, per noi granata e sportivi italiani, il Grande Torino.

La passione civile di un manager: Nicola Barone continua il suo racconto

Saranno due appuntamenti importanti. Il 18 e 20 maggio, a Torino, Nicola Barone presenterà “Una vita da presidente”,  il suo libro autobiografico a cui ha collaborato Santo Strati. Prima al Salone del Libro e poi al Politecnico, il dibattito sarà un’occasione per riflettere sul valore dell’impresa come fattore di coesione sociale e progresso civile.
Barone ha legato la sua storia personale alla sfida, tutta meridionale, di chi ha saputo conciliare le ragioni della competenza e professionalità con quelle delle radici sociali e culturali. Lo ha fatto senza clamori, con uno stile sobrio, da dirigente consapevole del proprio ruolo e delle responsabilità connesse. In un’epoca in cui l’etica d’impresa sembra smarrita, la sua testimonianza si impone per autenticità e coerenza.
La sua esperienza non appartiene solo alla cronaca di un’azienda, ma rientra a pieno titolo nella vicenda di un’Italia che sa ancora esprimere eccellenze quando pubblico e privato dialogano nella comune ricerca del bene comune.
A Torino, dunque, non salirà in cattedra un semplice manager, bensì un interprete attivo di quella cultura dell’impegno che ha radici profonde nella tradizione democratica del nostro Paese.
“Una vita da presidente” non è una biografia convenzionale. Raccontando la sua vita, la cui missione è stata quella di guidare e spronare gli altri, Barone guarda ai giovani. E ribadisce l’importanza della passione civile perché senza questo elemento manca tutto.
In un’intervista recente a Tgcom24, Barone ha dichiarato: “Sono un uomo di periferia, nato in un piccolo paese calabrese. Sono nato analogico, oggi sono digitale al 100%. Ho attraversato tutte le ondate tecnologiche. Questo libro, più che un’autobiografia, vuole essere un modello di riferimento per le nuove generazioni”.
Come spesso accade, tutto comincia con un episodio “sliding doors”, che se fosse andato diversamente avrebbe cambiato tutto il corso della vita. “Un episodio decisivo che posso ricordare è all’inizio del mio percorso professionale: c’era un professore delle elementari che si trovava in una frazione del mio paese che si era totalmente isolato, perché non c’erano telefoni e non poteva parlare con figli e parenti emigrati al Nord. Ebbene, per lui mi ero prefissato di portare il telefono in tutte le zone rurali. Ora tutto questo è realtà”.

L’impresa, insomma, deve anche essere al servizio della comunità, altrimenti perde, come lascia intendere Barone, la sua più intima ragion d’essere, quella per cui si rende, in ultimo, strumento di progresso e crescita civile.

Una vita da presidente è disponibile per l’acquisto online.

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Salvezza, non (solo) umanitarismo. Riflessioni sulla missione della Chiesa

Nel dibattito di questi giorni, mentre si attende con trepidazione la nomina del nuovo Papa, il Vescovo di Roma, si percepisce una rinnovata attenzione alle dimensioni sociali e umanitarie del messaggio cristiano. È giusto e necessario riconoscere il valore di questo impegno: fin dalle origini, la Chiesa ha avuto tra le sue opere la cura dei poveri, la giustizia, la promozione della dignità umana. Tuttavia, è fondamentale ricordare che la missione ecclesiale non può esaurirsi in una prospettiva orizzontale.

 

Il Vangelo non è una semplice proposta etica o un progetto di riforma sociale. È l’annuncio di un evento trascendente: l’Incarnazione del Verbo, la sua Passione, Morte e Risurrezione. Il Figlio di Dio è venuto nel mondo non solo per insegnare ad amare. È venuto per redimere l’uomo, restituirgli la comunione perduta con il Padre e aprirgli l’accesso alla vita eterna. Questa dimensione escatologica e soteriologica è il cuore pulsante della fede cristiana.

Ridurre il cristianesimo a un umanitarismo generico significa oscurare la sua unicità: Cristo non è un filosofo morale né un attivista sociale ante litteram, ma il Salvatore. Come affermava San Paolo: «se Cristo non è risorto, vana è la nostra fede» (1Cor 15,14). L’agire della Chiesa trova senso solo in questa realtà pasquale. Ogni opera di carità, ogni sforzo per la giustizia, ogni dialogo con il mondo ha come fine ultimo la salvezza delle anime, non il solo benessere terreno.

Non si tratta di negare l’importanza dell’impegno umanitario, ma di rifiutare una visione riduttiva del mistero cristiano. Il Concilio Vaticano II, nella Lumen Gentium, afferma che la Chiesa è «in Cristo come un sacramento, ossia segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano». Le due dimensioni — verticale e orizzontale — non si escludono, ma l’una trova il suo fondamento nell’altra.

Oggi più che mai è necessaria una rievangelizzazione del cuore della fede: non solo un Cristo che accompagna, ma un Cristo che salva. Non solo un Vangelo che consola, ma un Vangelo che converte. La carità autentica nasce dalla verità, e la verità del cristianesimo è che siamo stati creati per Dio, redenti da Cristo e chiamati alla gloria eterna.

In un tempo in cui si corre il rischio di ridurre il sacro al sociale, la teologia è chiamata a essere memoria viva del Mistero. La Chiesa non è una ONG spirituale, ma il Corpo mistico di Cristo. E il suo compito primario resta annunciare che «non c’è sotto il cielo altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che possiamo essere salvati» (At 4,12).

Ora, inquesto tempo di cambiamento e discernimento, la comunità ecclesiale è chiamata a vivere con maturità spirituale e con lo sguardo saldo su Cristo. Non si tratta di contrapporre la dimensione sociale a quella spirituale, ma di riaffermare che ogni autentico impegno umano nasce dalla fede, e a essa deve tornare. Come discepoli del Signore, non possiamo permetterci di annacquare il Vangelo, né di adattarlo alle mode culturali, ma dobbiamo annunciarlo nella sua interezza: «annunciare Cristo crocifisso» (1Cor 1,23), potenza di Dio e sapienza di Dio.

La Chiesa ha il compito di restare fedele alla propria identità, custodendo ciò che ha ricevuto (cfr. 2Tm 1,14) e trasmettendolo con amore, senza timore, con lo sguardo rivolto non solo alle esigenze dell’oggi, ma alla gloria futura che ci è stata promessa. Solo così la sua missione sarà davvero feconda, e il mondo potrà conoscere non solo un Dio buono, ma il Dio che salva.

Calcio, classifica di serie A: il Napoli a +6 sull’Inter

Roma, 3 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A Lecce-Napoli 0-1

Giornata 35. Torino-Venezia 1-1, Cagliari-Udinese 1-2; Parma-Como 0-1, Lecce-Napoli 0-1; ore 20.45 Inter-Verona. Domenica 4 maggio, ore 12.30 Empoli-Lazio; ore 15 Monza-Atalanta; ore 18 Roma-Fiorentina; ore 20.45 Bologna-Juventus. Lunedì 5 maggio, ore 20.45 Genoa-Milan.

Classifica: Napoli 77, Inter 71, Atalanta 65, Juventus 62, Bologna 61, Roma, Lazio 60, Fiorentina 59, Milan 54, Como 45, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Lecce 27, Venezi 26, Empoli 25, Monza 15.

Venerdì 9 maggio ore 20.45 Milan-Bologna; Sabato 10 maggio ore 15 Como-Cagliari, ore 18 Lazio-Juventus, ore 20.45 Empoli-Parma, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Mattarella convoca giovedì Consiglio Difesa su Riarmo Ue Ucraina e M.O.

Roma, 3 mag. (askanews) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa al Palazzo del Quirinale per giovedì 8 maggio 2025 alle ore 17. Lo comunica la Presidenza della Repubblica.”L’ordine del giorno prevede le “valutazioni sul Libro bianco della difesa europea, sulle infrastrutture strategiche nazionali, sull’adeguamento dello strumento militare e le prospettive per l’industria della difesa italiana”. Inoltre, il Consiglio esaminerà “l’evoluzione nelle principali aree di crisi con particolare riferimento ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente ed alle iniziative di pace in ambito internazionale ed europeo”.

Calcio, classifica di serie A: avanti Como e Udinese

Roma, 2 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A Parma-Como 0-1, Cagliari-Udinese 1-2

Giornata 35. Torino-Venezia 1-1, Cagliari-Udinese 1-2; Parma-Como 0-1, ore 18 Lecce-Napoli; ore 20.45 Inter-Verona. Domenica 4 maggio, ore 12.30 Empoli-Lazio; ore 15 Monza-Atalanta; ore 18 Roma-Fiorentina; ore 20.45 Bologna-Juventus. Lunedì 5 maggio, ore 20.45 Genoa-Milan.

Classifica: Napoli 74, Inter 71, Atalanta 65, Juventus 62, Bologna 61, Roma, Lazio 60, Fiorentina 59, Milan 54, Como 45, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Lecce 27, Venezi 26, Empoli 25, Monza 15.

Venerdì 9 maggio ore 20.45 Milan-Bologna; Sabato 10 maggio ore 15 Como-Cagliari, ore 18 Lazio-Juventus, ore 20.45 Empoli-Parma, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Conclave, prosegue il toto Papa. Effetto Trump al contrario?

Città del Vaticano, 3 mag. (askanews) – Si sa che lo sport preferito nel tempo del pre-Conclave e dell’elezione del nuovo Romano Pontefice è il “borsino” dei papabili. Un riempitivo per quanti, media in testa, in attesa di un nome si concentrano su ipotesi, congetture e ragionamenti di geo-ecclesiologia mutevoli come le nuvole sull’Atlantico. Questo Conclave non fa eccezione, anzi, per la composizione e l’ampliamento del collegio cardinalizio, la struttura geografica molto più ampia rispetto al passato per volere di Papa Francesco, con una forte propensione a spostare l’asse cartesiano fuori dal mondo Occidentale, le nuove crisi che il mondo propone (in primis una “guerra mondiale a pezzi”) l’incertezza sembra essere cresciuta. Nella Sistina dal 7 maggio prossimo il cosiddetto fronte progressista e quello conservatore all’interno della Chiesa cattolica si sveleranno e misureranno il loro peso anche se su Roma sembra essere piombato anche un altro effetto, per certi versi imprevedibile, che soffia forte dall’altra parte dell’Oceano: è che ha un nome e un volto: quello di Donald Trump, soprattutto se vestito in abiti papali e se ha dichiarato di non disdegnare di avere anche quella investitura. In verità il mondo che gira intorno a lui, tra preghiere e predicatori tv aveva già cercato di intestarsi l’investitura dall’Alto, rinverdendo prassi che sembravano ormai sepolte. Anche l’eco di tutto ciò è entrato nelle discussioni dei 128 cardinali per ora giunti a Roma? Sicuramente sì se è vero che anche oggi tra i temi in discussione c’è stato quello dei rapporti tra Chiesa e mondo e della sua missione per promuovere la fraternità tra popoli e persone. Alcuni osservatori si sono spinti a non escludere un effetto-Trump al contrario sui lavori delle Congregazioni generali, che di fatto delineano strade ed anche una rosa di nomi. Cioè implosivo nel già non compatto e apparentemente non maggioritario fronte dei conservatori che può contare su buona parte dell’episcopato statunitense, di più di un porporato africano e di adesioni sparse e “trasversali”. Insomma un’onda lunga partita da paesi come il Canada e l’Australia e che sembra non arrestarsi fino ad arrivare oltre le sponde del Tevere. Oggi sull’argomento in Vaticano ci sono state bocche cucite a tutti i livelli con lo stesso Bruni che non ha proferito verbo interrogato sempre dai giornalisti. Nello specifico, si intuisce, per la Chiesa cattolica una linea di prosecuzione con quella del pontificato appena concluso, proporrebbe la irripetibile occasione di presentarsi come l’unica forza morale, culturale e valoriale (anche per i non credenti) in grado di fare da controaltare a nazionalismi, polarizzazione e svuotamento di elementi di umanesimo e solidarietà nelle società. E questo, si diceva, restando fedeli alla linea tracciata da un Papa, Francesco, la cui popolarità e profondità del messaggio si sta cogliendo proprio in questi giorni dopo la sua morte. Un Papa il cui spirito resta ben piantato tra molti cardinali. Tra i temi affrontati nella odierna nona Congregazione generale, ha riferito, infatti, il direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni oltre al ricordo grato del magistero di Papa Francesco si è sottolineato “che i processi avviati sotto il suo pontificato” vanno proseguiti e “custoditi”. Mentre è stato ricordato lo sforzo del “Pontefice per la causa della pace, e il valore dell’educazione come strumento di trasformazione e speranza” nonché il “desiderio che il prossimo Papa abbia uno spirito profetico, capace di guidare una Chiesa che non si richiuda su sé stessa, ma sappia uscire e portare luce a un mondo segnato da disperazione”. Malgrado ciò un nome sembra ancora non emergere con forza tra i 128 porporati elettori a Roma. Lo ha fatto intendere con chiarezza l’ex prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali, il cardinale Claudio Gugerotti che sempre oggi ha voluto rispondere ai giornalisti che lo assediavano una volta uscito dalla riunione in Vaticano, facendo uso di una immagine “verde”. Il porporato, a chi gli chiedeva come si sentisse e che clima si respirava tra i cardinali, ha infatti risposto: “Siamo dei fiori… Un pò da innaffiare, ma siamo dei fiori”.

Altra domanda è stata se questi fiori sbocceranno già mercoledì 7 maggio, giorno di inizio Conclave. “E come si fa?”, è stata la sua risposta, e nei giorni successivi, come giovedì o venerdì? È stata l’altra domanda. “Da dopo mercoledì che deve sbocciare. – la sua pronta risposta – Lo Spirito Santo fa tanti scherzi… Ma serve tanta acqua….” ha, quindi, concluso facendo capire che al momento non c’è un nome e non ci sono tempi.

Temporali in arrivo al Nord, allerta gialla in quattro regioni

Milano, 3 mag. (askanews) – Una saccatura in discesa attraverso l’Europa centrale, accompagnerà masse d’aria più fresche sull’Italia settentrionale, attualmente interessata da correnti caldo-umide meridionali, in risalita dal Mediterraneo Centro-Occidentale. In tale contesto, nel pomeriggio di domani, il contrasto termico causerà attività temporalesca su parte del Nord.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. I fenomeni meteo, impattando sulle diverse aree del Paese, potrebbero determinare delle criticità idrogeologiche e idrauliche che sono riportate, in una sintesi nazionale, nel bollettino nazionale di criticità e di allerta consultabile sul sito del Dipartimento. L’avviso prevede dalla tarda mattinata di domani, domenica 4 maggio, precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Lombardia, Piemonte e Veneto, specie sui rispettivi settori alpini settentrionali e pedemontani adiacenti e sull’Emilia-Romagna. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti è stata valutata per la giornata di domani, domenica 4 maggio, allerta gialla in Veneto e su settori di Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte.

Calcio, Italiano carica il Bologna: "Proveremo a fare la storia"

Roma, 3 mag. (askanews) – Alla vigilia della sfida contro la Juventus, Vincenzo Italiano ha parlato in conferenza stampa da Casteldebole, trasmettendo grande determinazione. Il tecnico del Bologna ha subito evidenziato il peso storico dell’occasione: “Proveremo a fare la storia anche domani. La Juve è forte, ma in casa nostra dobbiamo far valere la nostra forza. Giochiamo per l’Europa e lo faremo con consapevolezza”. La corsa al quarto posto resta serrata e domani potrebbe rappresentare un crocevia importante. Italiano sottolinea però come la strada sia ancora lunga: “Domani è una tappa importante in questo rush finale. Vogliamo evitare rospi amari, ci siamo preparati bene. I ragazzi stanno bene, eccetto Ndoye, Holm e Pedrola. I primi due li recupereremo presto”. Sull’utilizzo di Cambiaghi dal primo minuto, il tecnico ha spiegato: “Non è una questione di subentrare o partire titolare. Viene da un infortunio serio, deve ancora ritrovare continuità. Decideremo domattina chi sarà l’11 iniziale”. Parlando della Juventus, Italiano ne ha riconosciuto la grandezza: “È una delle squadre più forti d’Europa da sempre. L’ho battuta sia da giocatore che da allenatore, ma resta sempre un avversario complicato”. L’assenza di Vlahovic sarà rilevante secondo il tecnico: “L’ho avuto e so quanto può incidere. Per noi è un vantaggio che non ci sia”.
Sull’esperienza di lavorare con un giovane allenatore in stage, Italiano ha commentato con piacere: “Ci ha fatto piacere averlo qui. Ha apprezzato la nostra filosofia e gli auguro il meglio”.
L’attenzione si è poi spostata su alcuni singoli. “Castro sta meglio, anche se non è al 100%. Ferguson è guarito, ha spinto tanto in settimana. Dallinga sta migliorando, lavora tanto per la squadra e anche se in campionato fatica più che in coppa, è uno dei nostri 9”.
Riguardo a cali di concentrazione in avvio, Italiano ha ammesso: “A Bergamo non siamo stati all’altezza, mentre a Udine va dato merito agli avversari. Dobbiamo essere perfetti, perché gli approcci indirizzano le partite”.
Sul piano tattico, si aspetta una gara equilibrata e intensa: “Con Tudor non esiste dominio totale. Sarà una partita combattuta, di grande ritmo. Quando avremo la palla dovremo far emergere la nostra qualità. E sono certo che il nostro stadio e il nostro pubblico ci daranno una grossa mano”.