Home Blog Pagina 466

Ucraina, terzo anniversario dell’invasione russa: guerra di risoluzioni Onu

Roma, 24 feb. (askanews) – Nel terzo anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrebbe votare oggi due risoluzioni: una proposta dall’Ucraina e sostenuta dall’Europa per chiedere il ritiro immediato delle forze russe, e l’altra un appello degli Stati Uniti per una rapida fine della guerra che non menziona mai l’aggressione da parte russa. Secondo fonti europee e Usa, l’amministrazione Trump ha fatto pressione sugli ucraini affinché ritirassero la loro risoluzione non vincolante e sottoscrivessero la proposta americana. Ma l’Ucraina ha rifiutato e la risoluzione sarà sottoposta al voto dell’Assemblea dei 193 Paesi: uno scontro che riflette le crescenti tensioni tra Stati Uniti da una parte e Ucraina sostenuta dall’Unione europea dall’altra. Nell’Assemblea generale tuttavia non ci sono opzioni di veto e la risoluzione sull’Ucraina, co-sponsorizzata da tutti i 27 membri dell’Unione Europea, è quasi certa di essere adottata.Nelle prossime ore a Washington il presidente Donald Trump riceverà il collega francese Emmanuela Macron, dopo aver fatto aspettare a margine della convention sovranista Cpac per oltre un’ora quello polacco Andrzej Duda, per un colloquio durato una decina di minuti.

Gli Stati Uniti chiedono anche un voto sulla loro proposta nel più potente Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e la Cina, che questo mese detiene la presidenza del Consiglio, lo ha fissato per il pomeriggio di oggi.

Risultati e classifica serie A, oggi si chiude con Roma-Monza

Roma, 24 feb. (askanews) – Con Roma-Monza, in programma questa sera alle ore 20.45, si chiude il programma della 26esima giornata di serie A. Questi i risultati e la classifica:

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, Torino-Milan 2-1, Inter-Genoa 1-0, Como-Napoli 2-1, Verona-Fiorentina 1-0 , Empoli-Atalanta 0-5, Cagliari-Juventus 0-1, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Inter 57, Napoli 56, Atalanta 54, Juventus 49, Lazio 47, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Como 28, Cagliari, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona

Calcio, Motta si gode la Juve: "Scudetto? Partita per partita"

Roma, 24 feb. (askanews) – Basta un gol del ritrovato Vlahovic alla Juventus per strappare i tre punti al Cagliari. Quarta vittoria consecutiva in campionato della Juventus.Thiago Motta gongola: “Nel primo tempo non abbiamo chiuso la partita, conosciamo le difficoltà nel giocare a Cagliari e nella ripresa abbiamo sofferto portando i tre punti a casa. Coi due centrali potevamo creare superiorità numerica, abbiamo sfruttato i lanci lunghi. Abbiamo gestito bene il possesso, il campo era veloce e ha aiutato. Abbiamo creato tanto nel primo tempo, peccato non averla chiusa. Forse ci è mancata un po’ di lucidità dopo i tanti impegni. Avremmo giocato diversamente la ripresa, quantomeno abbiamo saputo soffrire”. “Scudetto? Pensiamo partita per partita, stiamo entrando nel momento importante del campionato. Non è facile battere le avversarie, ora pensiamo alla Coppa Italia e poi prepareremo al Verona”. Motta si è poi concentrato su Yildiz: “Ha grandi potenzialità fisiche, tecniche e mentali. È generoso nella fase difensiva, esterno o centrale cambia poco per lui. Penso che l’uno contro uno sulla fascia gli permette di creare situazioni interessanti. Deve migliorare al tiro: gli capitano chance come stasera oppure non le cerca affatto, ma si presenta sempre lucido in area. Stesso discorso per Conceiçao. Nella nostra fase offensiva i nostri esterni spesso non sono in area: qui Yildiz deve migliorare, ha il fisico che gli permette di fare tutto. Dobbiamo insistere in questi aspetti: ha un grande livello e può migliorare tanto”.

Giorgetti: l’accordo Saipem-Subsea7 crea un colosso mondiale con sede in Italia

Roma, 24 feb. (askanews) – “L’accordo per la fusione di Saipem con la norvegese Subsea 7 rappresenta un perfetto esempio di come il pubblico può valorizzare operazioni industriali imponenti. Con questa fusione, infatti, si costruisce un colosso mondiale del settore dell’ingegneria energetica ma con sede in Italia, a Milano”. Così il ministro dell’Economia e delle finanze, Giancarlo Giorgetti. L’accordo di fusione tra Saipem e Subsea7 darà vita a un nuovo leader mondiale del settore dell’energy services. In una nota, Eni e Cdp Equity, azionisti di controllo di Saipem, esprimono grande soddisfazione per la firma del memorandum of understanding con Siem Industries, azionista di riferimento di Subsea7.

La fusione, che sarà strutturata come una fusione tra pari (merger of equals) con un rapporto di concambio fisso 50-50, vedrà Saipem in qualità di società incorporante mantenere la sede sociale e il mercato di quotazione in Italia, oltre a risultare quotata in Norvegia all’esito della fusione.

Eni, Cdp Equity e Siem Industries, che rappresenteranno insieme circa il 29% del capitale sociale (rispettivamente Siem 11,8%, Eni 10,6% e Cdp Equity 6,4%), costituiranno un nucleo stabile di soci di riferimento che nominerà la maggioranza del consiglio di amministrazione. L’operazione sarà strutturata in modo tale da non incorrere in obblighi di Opa.

“Con questa operazione – ha dichiarato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi – creiamo un leader globale di grande valore industriale e tecnologico. Saipem nel corso degli ultimi anni ha compiuto un percorso di continuo miglioramento delle performance operative e finanziarie che l’ha portata in una posizione di eccellenza tale da potere essere protagonista di questa trasformazione significativa: un grande risultato che valorizza pienamente il sostegno che abbiamo fornito nel nostro ruolo di azionisti”.

“Assieme a Eni – ha aggiunto l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco – abbiamo lavorato in sintonia e con successo al perfezionamento di una grande operazione industriale. L’unione delle attività di Saipem e Subsea7 rappresenta un significativo rafforzamento di aziende ad alta tecnologia e affermate nei mercati di riferimento e che da oggi, sfruttando la loro complementarietà, danno vita a una realtà destinata a diventare leader mondiale nel settore”.

Accordo tra Saipem e Subsea7 per colosso da 20 mld di ricavi

Roma, 24 feb. (askanews) – Saipem e Subsea7 annunciano di aver raggiunto un accordo, tramite la sottoscrizione di un Memorandum of Understanding per dar vita a un leader globale nel settore energy services. La società risultante dalla fusione sarà ridenominata Saipem7 e avrà un portafoglio ordini aggregato di 43 miliardi di euro, Ricavi per circa 20 miliardi di euro e un Ebitda di oltre 2 miliardi di euro.

Il perfezionamento dell’operazione è previsto nella seconda metà del 2026. Grande soddisfazione è stata espressa dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti e dagli azionisti di riferimento di Saipem, Eni e Cdp.

“L’accordo per la fusione di Saipem con la norvegese Subsea 7 – ha commentato Giorgetti – rappresenta un perfetto esempio di come il pubblico può valorizzare operazioni industriali imponenti. Con questa fusione, infatti, si costruisce un colosso mondiale del settore dell’ingegneria energetica ma con sede in Italia, a Milano”.

“Con questa operazione – ha spiegato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi – creiamo un leader globale di grande valore industriale e tecnologico. Saipem nel corso degli ultimi anni ha compiuto un percorso di continuo miglioramento delle performance operative e finanziarie che l’ha portata in una posizione di eccellenza tale da potere essere protagonista di questa trasformazione significativa: un grande risultato che valorizza pienamente il sostegno che abbiamo fornito nel nostro ruolo di azionisti”.

“Assieme a Eni – ha aggiunto l’amministratore delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco – abbiamo lavorato in sintonia e con successo al perfezionamento di una grande operazione industriale. L’unione delle attività di Saipem e Subsea7 rappresenta un significativo rafforzamento di aziende ad alta tecnologia e affermate nei mercati di riferimento e che da oggi, sfruttando la loro complementarietà, danno vita a una realtà destinata a diventare leader mondiale nel settore”.

Zelensky: "Tre anni di resistenza, orgoglioso dell’Ucraina"

Roma, 24 feb. (askanews) – “Tre anni di resistenza. Tre anni di gratitudine. Tre anni di eroismo assoluto degli ucraini. Sono orgoglioso dell’Ucraina!”: è quanto ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, pubblicando un filmato che ripercorre i tre anni del conflitto iniziato il 24 febbraio 2022.

“Ringrazio tutti coloro che la difendono e la sostengono. Tutti quelli che lavorano per l’Ucraina. E che il ricordo di quanti hanno perso la vita per il nostro Stato e il nostro popolo possa essere eterno”, ha aggiunto.

Saipem e Subsea7 si uniscono per creare un colosso energy services

Roma, 24 feb. (askanews) – Saipem e Subsea7 annunciano di aver raggiunto un accordo, tramite la sottoscrizione di un Memorandum of Understanding per dar vita a un leader globale nel settore energy services. La società risultante dalla fusione sarà ridenominata Saipem7 e avrà un portafoglio ordini aggregato di 43 miliardi di euro, Ricavi per circa 20 miliardi di euro e un Ebitda di oltre 2 miliardi di euro. Il perfezionamento dell’operazione è previsto nella seconda metà del 2026. ‘I top management di Saipem e Subsea7 – si legge in una nota – condividono la convinzione che vi sia un solido razionale nella creazione di un leader globale nel settore energy services, considerando, in particolare, le crescenti dimensioni dei progetti dei Clienti. Saipem e Subsea7 sono fortemente complementari in termini di offerta di mercato e di aree geografiche. L’unione dei due business creerebbe ulteriore valore per gli azionisti sia nell’attuale contesto di mercato, sia nel lungo termine’.

Nello specifico, gli azionisti delle due compagnie, CDP Equity, Eni e Siem Industries hanno sottoscritto un Memorandum of Understanding separato, in cui si sono impegnati a sostenere la Proposed Combination e concordato i termini di un Patto Parasociale che sarà efficace dal completamento della stessa. In tale ambito è previsto che il presidente del Cda della Combined Company sia designato da Siem Industries, mentre l’Amministratore Delegato sia designato da CDP Equity ed Eni. In aggiunta, è attualmente previsto che Alessandro Puliti sia nominato amministratore delegato della Combined Company, mentre è attualmente previsto che John Evans sia nominato amministratore delegato della società che gestirà il business Offshore della Combined Company. Tale business comprenderà tutte le attività di Subsea7 e le attività Offshore Engineering & Construction di Saipem.

Si stima che le sinergie annuali si attestino a circa 300 milioni di euro dal terzo anno successivo al completamento della Proposed Combination, grazie all’ottimizzazione della flotta, all’efficientamento del procurement, del commerciale e dei processi.

La Combined Company sarebbe creata mediante fusione per incorporazione transfrontaliera di Subsea7 in Saipem, ai sensi della normativa UE, con quest’ultima ridenominata Saipem7. La Combined Company avrebbe sede legale a Milano e le sue azioni sarebbero quotate sia sulla borsa di Milano che su quella di Oslo.

Siem Industries (azionista di riferimento di Subsea7) risulterebbe titolare di circa l’11,9% del capitale sociale della Combined Company, mentre Eni e CDP Equity (azionisti di riferimento di Saipem) ne deterrebbero, rispettivamente, circa il 10,6% e circa il 6,4%. (segue) Avrà un’organizzazione globale con oltre 45.000 persone, fra cui più di 9.000 ingegneri e project manager ò Potrà contare su una forte complementarità in termini di presenza geografica, competenze e capacità, flotte navali e tecnologie, al servizio di una base di clienti globale ò Gli azionisti di Saipem e Subsea7 deterranno in misura paritetica (in rapporto 50-50) il capitale sociale della Combined Company ò Gli azionisti di Subsea7 riceveranno 6,688 azioni di Saipem per ogni azione Subsea7 detenuta. Subsea7 distribuirà un dividendo straordinario di 450 milioni di euro immediatamente prima del perfezionamento dell’operazione ò Ci si aspetta che la Proposed Combination generi un valore significativo per gli azionisti di Saipem e Subsea7. Si prevedono sinergie annuali pari a circa 300 milioni di euro dal terzo anno successivo al completamento della fusione, con costi one-off connessi all’ottenimento di tali sinergie pari a circa 270 milioni di euro ò La Combined Company avrà azioni quotate sia sulla borsa di Milano che su quella di Oslo ò Siem Industries, azionista di riferimento di Subsea7, CDP Equity ed Eni, azionisti di riferimento di Saipem, hanno espresso il loro forte supporto e hanno indicato l’impegno a votare a favore dell’operazione ò Il perfezionamento dell’operazione è previsto nella seconda metà del 2026 Gli azionisti di Subsea7 riceverebbero 6,688 nuove azioni di Saipem7 per ogni azione detenuta in Subsea7. Assumendo che tutti gli azionisti di Subsea7 partecipino alla fusione, il capitale sociale della Combined Company sarà detenuto in misura paritetica (in rapporto 50-50) dagli attuali azionisti di Saipem e Subsea7.

Subsea7 distribuirà ai propri azionisti un dividendo straordinario di importo pari a 450 milioni di euro7 immediatamente prima del perfezionamento dell’operazione.

La Combined Company si articolerà in quattro business: Offshore Engineering & Construction, Onshore Engineering & Construction, Sustainable Infrastructures e Offshore Drilling. Il business Offshore Engineering & Construction sarà incorporato in una società con una propria autonomia operativa, denominata Subsea7 e operante con il marchio ‘Subsea7 – a Saipem7 Company’, ed è attualmente previsto che sia guidata da John Evans. La nuova società ricomprenderà tutte le attività di Subsea7 e il segmento Asset Based Services di Saipem e rappresenterà circa l’83% dell’Ebitda del Gruppo (calcolato sui 12 mesi precedenti al 30 settembre 2024). La nuova società avrà il proprio headquarter a Londra.

.In linea con l’attuale strategia di Saipem, la gestione del business Onshore Engineering & Construction si concentrerà sulla riduzione del rischio complessivo e sulla massimizzazione della redditività. Il business Sustainable Infrastructures punterà, invece, a consolidare la propria presenza nel mercato italiano, con una possibile espansione all’estero. Il business Offshore Drilling continuerà la propria strategia di massimizzazione del proprio Ebitda e dei flussi di cassa. In base all’accordo, Saipem e Subsea7 potranno effettuare distribuzioni ai propri azionisti nel corso dell’esercizio 2025 fino a 350 milioni di dollari USA ciascuna, sotto forma di dividendo. Nel corso dell’esercizio 2026, se la Proposed Combination non sarà completata prima dell’approvazione dei risultati dell’esercizio 2025 sia di Saipem che di Subsea7, ciascuna delle due società potrebbe distribuire un importo pari ad almeno 300 milioni di dollari ai propri azionisti sotto forma di dividendo.

A seguito del perfezionamento della Proposed Combination, è previsto che la Combined Company distribuisca ai propri azionisti almeno il 40% del Free Cash Flow, al netto del rimborso delle passività per beni in leasing.

Il Memorandum of Understanding sottoscritto tra Siem Industries, CDP Equity ed Eni prevede, inter alia, un impegno di lock-up della durata di tre anni, un impegno di standstill e un accordo per la presentazione di una lista comune per la nomina della maggioranza dei membri del Consiglio di Amministrazione della Combined Company.

L’operazione è condizionata, tra l’altro, all’esito positivo della due diligence confirmatoria, al perfezionamento di un accordo soddisfacente per entrambe le parti sui termini della fusione (‘Accordo di Fusione’) e all’approvazione dei termini finali della Proposed Combination da parte dei Consigli di Amministrazione di Saipem e Subsea7. Le parti avvieranno anche le necessarie consultazioni con le rappresentanze sindacali, conformemente alla normativa applicabile. Saipem e Subsea7 hanno assunto obblighi di esclusiva reciproca in relazione alle negoziazioni della Proposed Combination. Inoltre, il perfezionamento della Proposed Combination sarà soggetto a condizioni usuali per questo tipo di operazioni, inclusa – inter alia – l’approvazione da parte delle assemblee degli azionisti di Saipem e Subsea7, nel caso di Saipem con le maggioranze cosiddette di whitewash ai fini dell’esenzione dagli obblighi di offerta pubblica di acquisto, e il rilascio dell’autorizzazione da parte del Governo italiano, nonché delle autorizzazioni regolamentari usuali per questo tipo di operazioni.

Fino all’avveramento di tali condizioni, non vi è garanzia che la Proposed Combination si realizzi. Saipem è assistita da Goldman Sachs International, che agisce in qualità di lead financial advisor e Deutsche Bank, Milan Branch che agisce come financial advisor. Clifford Chance agisce in qualità di consulente legale globale di Saipem, in particolare in relazione agli aspetti di diritto italiano, inglese, statunitense e lussemburghese, mentre Advokatfirmaet Thommessen agisce in qualità di consulente legale di Saipem per gli aspetti di diritto norvegese. Subsea7 è assistita da Kirk Lovegrove & Company, che agisce in qualità di lead financial advisor e Deloitte in qualità di financial advisor, da Freshfields che agisce in qualità di consulente legale globale (inclusi gli aspetto di diritto italiano, statunitense e inglese), da Elvinger Hoss Prussen e Advokatfirmaet Wiersholm che agiscono in qualità di consulenti legali rispettivamente per gli aspetti di diritto lussemburghese e norvegese.

Intesa Sanpaolo – Divisione IMI CIB, ha assistito Eni in qualità di advisor finanziario.

Germania, la Cdu/Csu di Merz vince le elezioni con il 28,6% dei voti

Roma, 24 feb. (askanews) – L’alleanza conservatrice Cdu/Csu di Friedrich Merz ha vinto le elezioni tedesche con il 28,6% dei voti, stando ai risultati preliminari diffusi dall’organismo elettorale federale.

L’estrema destra Alternativa per la Germania (AfD) ha ottenuto il 20,8% dei voti, mentre i Socialdemocratici (SPD) del cancelliere uscente Olaf Scholz si sono fermati al 16,4%. Seguono i Verdi con l’11,6%. Non entreranno in parlamento i liberali (Fdp), nè la sinistra populista Sahra Wagenknecht Alliance (Bsw), non avendo superato la soglia del 5%. La sinistra di Heidi Reichinnek ha invece conquistato l’8,8% dei voti.

Una politica estera senza bussola espone l’Italia al rischio del caos

La politica della solidarietà nazionale ha rappresentato uno dei passaggi chiave nella storia democratica del nostro paese. Certo, ha coinciso con delle fasi drammatiche vissute dal nostro,paese che hanno richiesto unità, e di conseguenza coinvolto quasi tutte le forze politiche. E, ancora oggi tutti ricordiamo le dinamiche concrete che hanno caratterizzato, nella metà degli anni,‘70, il comportamento politico concreto dei due grandi partiti popolari e di massa, la Dc e il Pci, seppur collocati su versanti politici alternativi.

Ora, in un contesto politico profondamente e radicalmente diverso rispetto a quella stagione, non possiamo non rilevare un aspetto. E cioè, di fronte ad un riassetto dello scacchiere politico europeo ed internazionale almeno sulla politica estera ci dovrebbe essere una convergenza di fondo. Ovvero sul capitolo decisivo delle alleanze a livello europeo ed internazionale. E invece, e purtroppo, noi registriamo una pericolosa ed inquietante divisione delle forze politiche principali di fronte ad un quadro che richiederebbe, appunto, unità coraggio e coerenza. 

Certo, partiti populisti come i 5 Stelle e la Lega convergono sempre attorno ad obiettivi tendenzialmente demagogici ed anti politici. E partiti radicali ed estremistici come, ad esempio, la sinistra estremista di Fratoianni/Bonelli/Salis sono e restano legati ad un modello ideologico che difficilmente li colloca sul versante di una vera e coerente cultura di governo e seriamente aderenti al versante occidentale. E, se Forza Italia, con Tajani, conferma l’ancoraggio ad un progetto europeista, atlantico e seccamente schierato sul versante occidentale, tocca però – ancora una volta – ai due partiti principali, cioè Fratelli d’Italia e Partito democratico, farsi carico di una iniziativa politica coerente e coraggiosa sul versante europeo ed internazionale. Sul versante, cioè, delle alleanze utili e necessarie per poter ancorare il nostro paese ad una alleanza democratica che affonda le sue radici nella cultura occidentale senza pericolose e singolari accordi con paesi e Stati distinti e distanti da qualsiasi ancoraggio democratico, liberale e riformista. E, di fronte agli attuali sconvolgimenti della geo politica mondiale, questo è uno di quei momenti. 

Purtroppo, però, per poter centrare quell’obiettivo sono necessari ed indispensabili almeno due elementi. Innanzitutto partiti responsabili che sappiano unirsi attorno ad un progetto di politica estera comune. E, in secondo luogo, una classe dirigente politica che sia all’altezza della situazione. Due condizioni che, purtroppo, oggi sono ancora balbettanti. Per svariate motivazioni. Per la presenza di partiti che hanno una chiara e netta cifra populista, estremista e massimalista. Elementi, questi, che impediscono di fatto di avere una strategia comune di politica estera perchè coltivano una prospettiva all’insegna del “tanto peggio tanto meglio”. Partiti, cioè, che non coltivano una necessaria coerenza sulla prospettiva di una politica estera del nostro paese che ricalchi la sua tradizionale e naturale vocazione di essere coerentemente inserito nella cornice europea da un lato e in piena sintonia con gli Stati Uniti d’America dall’altro. Quello che comunemente viene definito come Occidente. Anche se in crisi di identità e profondamente diviso al suo interno.

E, accanto a questo quadro poco edificante, siamo alle prese anche con una classe dirigente politica particolarmente viva sotto il profilo dell’attacco personale, della criminalizzazione politica dell’avversario/nemico e della sua delegittimazione morale e politica ma del tutto indifferente a ritrovare e costruire le ragioni di un’intesa politica che non mette affatto in discussione la naturale e fisiologica dialettica tra maggioranza ed opposizione ma che, al contempo, sappia anche affrontare e governare con intelligenza e senso di responsabilità le vere emergenze quando si presentano.

Per questi motivi parlare, oggi, di una rinnovata ed aggiornata politica di “solidarietà nazionale” sui temi della politica estera è molto difficile se non addirittura impossibile. Certo, se si trascorrono le giornate ad affinare e a rafforzare la cultura degli insulti e degli attacchi politici e

personali, la strategia della “solidarietà nazionale” è destinata ad andare in soffitta. Con l’unico risultato che, ancora una volta e soprattutto in un contesto turbolento ed inquietante come quello contemporaneo, il nostro paese rischia di essere esposto al vento della instabilità, della improvvisazione e dell’avventurismo attorno ad un fronte, quello della politica estera, che richiede invece chiarezza e coerenza dei vari attori in campo. E soprattutto da parte dei partiti principali e maggiormente rappresentativi.

Un progetto per una sintesi liberale, cristiana e riformista.

Prendo spunto dal pregevole articolo di ieri su questo giornale, di Ettore Bonalberti:” La risposta alle destre è nella Costituzione”, per rilevare alcune cruciali considerazioni.

Intanto per condividere la premessa di base che pone nella Costituzione il collante e la rotta per una politica coerente che contrasti l’avanzata delle destre.

È questo il sentiero ineludibile che da tempo motiva l’azione politica di quella parte del mondo cattolico-riformista allarmato dalla massiccia offensiva che questa maggioranza, in mano a forze di destra, sempre più reazionarie, illiberali ed antidemocratiche, ha scatenato contro i punti cruciali(centralità del parlamento, principio di uguaglianza ed autonomie regionali) che caratterizzano il nostro impianto costituzionale.

Il quadrante internazionale e gli inediti mutamenti, soprattutto in politica estera da degli Usa 

Ma ancor più allarmante appare, senza alcun dubbio, il quadrante internazionale dominato da autocrati con pochi scrupoli che fanno dell’agire, senza o sopra le regole, il senso della loro ragione politica.

Mai però ci saremmo aspettati l’inedita torsione della politica estera degli Stati Uniti, sia nei metodi che negli obiettivi geopolitici generali.

L’inatteso cambio di rotta del nuovo presidente Donald Trump, che inopinatamente con le sue ruvide esternazioni ha legittimato la strategia di Putin, reso quasi come la vittima di una guerra che Trump addebita alla responsabilità di Zelensky, la dice lunga sulle nuove sensibilità “democratiche” che si sono insediate alla Casa Bianca.

Venendo alle questioni più stringenti che il ragionamento di Bonalberti evidenzia, si impone in primo luogo di affrontare la questione della frammentazione che ancora affligge la galassia democristiana.

Nel contesto geopolitico attuale, con venti di guerra non sopiti abbastanza, e il completo ribaltamento delle politiche atlantiste, a tutto vantaggio di un nuovo ordine mondiale fondato sulla spartizione mercantilista ed imperialista dei continenti e dei popoli più deboli, a mio giudizio, la questione non mostra più alcuna significativa rilevanza politica.

Le torsioni della nuova Dc nella scelta di campo organica alla maggioranza, dominata da destre illiberali.

Intanto c’è un dato che non possiamo ignorare. Ossia il fatto che l’attuale partito che rivendica la continuazione con la cinquantennale esperienza che fu della Democrazia Cristiana, per quanto partito mai sciolto, con le recenti scelte di campo, che il suo segretario, non ha fatto velo a qualificare come organiche e strutturali alle politiche di questa maggioranza caratterizzata dalla strenua competizione tra una destra nostalgica e illiberale e una destra iper liberista e anti solidarista, ha reso oggettivamente incompatibile la pretesa di accreditarsi come autentico erede di quell’esperienza politica interrotta di fatto dopo gli eventi del ‘92/93.

Le frammentazioni come leitmotiv della galassia democristiana 

A ciò si aggiunga la peculiarità di un reiterato procedere, all’interno dell’area cattolica, in ordine sparso, come lo stesso Bonalberti mette in chiara evidenza: “…Da un lato, Tempi Nuovi persegue un confronto con il Pd; dall’altro, Gianfranco Rotondi tenta di rilanciare una nuova Democrazia Cristiana, rimanendo però saldo nella sua scelta di campo a destra con Meloni. Giorgio Merlo, con Scelta Popolare, punta invece a un’aggregazione centrista con Forza Italia, espressione ufficiale del Ppe..”

E, non fa certamente da contraltare, il prevedibile epilogo cui sembra andare incontro il tentativo di ricomposizione proposto di recente, in seno alla vigente controversia davanti al Tribunale di Avellino, su nome e simbolo della Dc: che, come è noto sono appannaggio di due diverse forze, da una parte, quanto è possibile intravedere attorno all’on. Rotondi, che pur rivendicando la titolarità del nome non intende mettere in discussione la sua collocazione in FdI; dall’altra l’Udc che continua a ritenersi titolare, anche in forza di pronunce giurisprudenziali, dell’uso del simbolo, ma, al momento, non pare disponibile ad un passo indietro per favorire la riorganizzazione, a pieno titolo, dell’azione politica di una ricomposta Dc.

In un quadro così magmatico non giova di certo con favore tanta frammentazione.

Da sinistra a destra, cercando il centro

Così come non entusiasmano di certo certe peregrinazioni da sinistra a destra – definite inaspettatamente da Bonalberti “ tentativo lodevole” pur mostrando scetticismo sulla riuscita – verso una forza politica (FI) il cui segretario, Tajani – del quale finora non abbiamo letto alcuna netta presa di distanza dalla dottrina Trump – è stato implicitamente sfiduciato, tanto sui temi di politica estera, che interna, da Marina Berlusconi, erede del partito fondato dal Cavaliere.

Vien da chiedersi, nel nuovo percorso dell’autorevole e noto commentatore ed esponente di quel nobile patrimonio di cui fu leader Donat-Cattin, che notoriamente guardava stabilmente a sinistra, quale trasfigurazione può subire, e a quali approdi può giungere, nel più ampio quadrante della riaggregazione dell’area cattolica, per convincerci del senso politico di così inopinata torsione ideologica?

Davvero una matassa assai aggrovigliata che ad oggi non riesce a trovare alcuno sbocco credibile e coerente.

Nessun vero democristiano oggi troverebbe valide giustificazioni su queste inopinate acrobazie

Di certo non un quadro che entusiasmi chi si attendeva un processo aggregativo meno aggrovigliato in ammennicoli metodologici così defatiganti.

Scenario ancor più compromesso da una serie di iniziative inconcludenti, per l’oggettiva incapacità, evidentemente, di saper superare tutti quegli ostacoli di metodo,più ancora che di contenuti, tra chi intendeva partire dalle alleanze, chi dai programmi, chi da un federatore, che hanno finito per impedire un minimo di intese sull’iter comune per giungere alla ricomposizione di un area identitaria comune.

Non sembra avere, a questo punto, proiezione una nuova versione della Dc

Con l’unico risultato di aver fatto perdere linfa e smalto al persistente tentativo di riaggregazione di una nuova Dc, cosa che oramai non appare che anacronistico,

È, perciò, di tutta evidenza che continuare su questa strada vuol dire mandare alle ortiche un patrimonio di ideali e di valori, espressione di un Umanesimo sociale ed economico, senza confini.

È, a questo punto, nella contingenza di una situazione geopolitica assai mutata, ove si annidano, ad opera delle demagogie populiste delle destre europee e di una bellicosa e sfrontata deriva imperialista americana, insidie sempre più temibili per le democrazie occidentali, una sfida così impegnativa  non può lasciarsi avvitare attorno a iniziative sparse e scoordinate, ove non possiamo escludere mire prettamente personali.

Un diverso appeal per una formazione confederata che faccia sintesi, nel rispetto delle diverse identità, dei valori liberali, cristiani e riformisti

Occorre, invece, senza perdere altro tempo, trovare un diverso appeal, concentrandosi verso un quadro di convergenze comuni con le culture liberali e riformiste in difesa dei valori della democrazia e della Carta Costituzionale.

Processo che presuppone l’abbandono di ogni velleitaria (allo stato delle cose)idea di rifare la Dc.

A che servirebbe un partito cattolico, o di soli cattolici, in questa inalterabile quadro di bipolarismo sempre più estremizzato, per fare da piccolo cespuglio, incapace di assicurarsi un ruolo da protagonista autorevole, come fu, a suo tempo, la Dc di De Gasperi e Moro.

Forse puntare a costruire un organismo composito di forze, non nell’idea del campo largo, ove è insita la subalternità al partito dominante, ma più incline a una sorta di forza plurale, confederata, riformista ed antifascista, capace di fare sintesi sulla scia dei valori liberali, cristiani e riformisti, come peraltro si fece, nel ‘46, durante la fase costituente, pur nell’autonomia delle diverse culture, sul piano delle intese politiche.

Fare argine permanente ad ogni deriva autocratica

Ovviamente prefigurando un quadro di alleanze che facciano da argine permanente e da contrasto solido ad ogni deriva autocratica. Già, peraltro in atto, con il corrente tentativo di destrutturare e ridefinire, con il progetto governativo di legge costituzionale sul premierato, e con le norme attuative sull’Autonomia differenziata, già filtrate dai tanti vizi costituzionali, con la recente pronuncia dell’Alta Corte, gli assetti cruciali della nostra Carta fondamentale.

Giubilei e mass media: evoluzione, memoria è futuro.

L’Anno Santo del 1900 è il primo che vede riprese cinematografiche affiancare la comunicazione dei giornali, principalmente l’Osservatore Romano (che in pagina non ospita ancora fotografie). Nel 1900 la fioritura mediatica sotto Papa Leone XIII si arricchisce del nostro giornale, “Il Domani d’Italia”, inventato da un presbitero vicinissimo a Papa Pecci, don Romolo Murri.  

Perché si sono messi insieme la trasmissione “XXI secolo” di Francesco Giorgino, noto ex volto del TG1, e “Rai Libri” per una iniziativa editoriale sui Giubilei? Il motivo è stato chiarito dallo stesso Giorgino alla manifestazione indetta alla Luiss per la presentazione del libro “Giubilei”, da lui curato. 

Il grande sforzo di questi anni della Rai è di  evolvere fino a diventare una grande Digital Media Company europea, attenta a centrarsi sulla crossmedialità. Di qui l’approccio che vede su una singola tematica e su un singolo progetto di comunicazione intervenire una pluralità di strumenti: informazione giornalistica, podcast ed editoria di libri o instant book, come testimoniato dall’esempio del libro “Giubilei”.

È obiettivo specifico del libro trattare il significato del Giubileo: il significato quale, dall’Anno Santo del 1900 in poi lungo i nove Giubilei successivi fini ad oggi (comprendendo quindi l’attuale), è stato restituito dai media, in crescita ininterrotta passando da una all’altra scadenza venticinquennale. 

Il senso del Giubileo si aggiorna così ad ogni edizione dell’appuntamento con la storia e insieme si aggiorna il senso del cristianesimo e della Chiesa. La Chiesa si interroga in occasione di ogni Anno Santo sul sensus ecclesiae. E la cosa avviene anche ricorrendo all’impiego di nuovi inediti media. Nel 1900 c’è la carta stampata dei giornali, principalmente il quotidiano della Santa Sede. l’Osservatore Romano, ma senza immagini fotografiche in pagina. C’è  pure un uso – sia pure inadeguatamente organizzato e un po’ casuale – della nascente cinematografia: le riprese di cui disponiamo però non riguardano le cerimonie giubilari. 

Nel 1925 le riprese cinematografiche documentano alcune cerimonie; ma c’è il divieto di indugiare sulla figura del pontefice Pio XI. Successivamente l’Osservatore Romano si popola di fotografie in pagina. Nel 1933 i media aumentano con l’affermazione della Radio Vaticana, nata nel 1931, e con la diffusione potentemente globale; Pio XI e Pio XII fanno un uso intensivo, e di successo, della radio (si pensi ai radiomessaggi di Papa Pacelli degli anni Quaranta, così apprezzati dal presidente americano Roosevelt). Le fotografie la fanno finalmente da padrone. Nasce l’Osservatore della Domenica, settimanale illustrato: Il direttore è Enrico Zuppi, padre del cardinale Matteo. 

Nel 1942 Pio XII vuole addirittura un film su sé stesso, Pastor Angelicus, un lungometraggio che avrà grande successo in tutto il mondo. Si unisce all’entourage pontificio un eccezionale specialista di comunicazione plurimediale, padre Félix Morlion, un belga di formazione americana. Nel 1950 l’uso dei media è assai più intensivo, globale, organizzato. È l’acme dell’interventismo di Morlion, portatore in Vaticano della nuova scienza della pubblica opinione. Nel 1975 regna la televisione. Ad essa dobbiamo la documentazione esauriente dell’impeto missionario di Papa Paolo VI. Nel 1983 Giovanni Paolo II si rivela il più grande Papa mediatico della storia. Il 2000 segna l’avvento dell’era digitale. Il 2016 segna il sorpasso dell’informazione digitale rispetto alla televisione. Nel 2025 misureremo con che qualità si sono confrontati televisione e digital media. Si sperimentano infine progetti di comunicazione crossmediali.

Se la comunicazione e i media caratterizzano in maniera indelebile i diversi Giubilei, contribuendo in misura rilevante alla loro storicizzazione, c’è da dire che vale il principio di accumulazione: nessuni dei media che hanno invaso la scena ha esautorato quelli delle precedenti edizioni dell’Anno Santo. Quella del 2025 è l’edizione in cui ha fatto la sua comparsa diffusa l’Intelligenza Artificiale.

L’IA, interrogata, ha detto che la cosa più cercata on line è stata la voce “indulgenza plenaria”. Di fronte ai fenomeni emergenti della comunicazione così pervasiva e capillare, della mediatizzazione e della digitalizzazione, Papa Francesco dà l’avvertimento: c’è bisogno di più poesia.

Il presente Giubileo – Giubileo della Speranza – può davvero ribaltare gli schemi con i quali guardiamo all’evento e al suo senso. Spes non confundit. Speranza è attesa di un futuro diverso. L’attesa di un futuro diverso oggi vale solo in quanto anch’io contribuirò a cambiare le cose, laddove il mio contributo personale è assolutamente indispensabile e imprescindibile.

Nella discussione dei vari relatori è intervenuto anche Mario Morcellini, ex membro dell’Agcom e massimo esperto dei processi di comunicazione. Secondo il docente, la televisione ha una sorte di timore inconfessato di essere in competizione con il digitale. Dobbiamo interrogarci su cosa resta in termini di coscienza e di responsabilità dalla ondata mediatica che ci investe e ci sommerge.

“Vivi sempre ciò che proclami”, è il detto usato durante l’ordinazione dei diaconi. Dobbiamo riflettere sulla cosmologia delle parole e dei valori. E assumere una postura critica di fronte alla comunicazione, una postura non prona. Di fronte alla digitalizzazione, si deve restare in piedi. Gli infantes sono quelli incapaci di esprimersi autonomamente e compiutamente. L’eccesso di comunicazione e di mediatizzazione non ci deve portare ad essere infantes. Nella comunicazione non si può né si deve essere ignari.

La sfida politica e culturale del Mediterraneo

Dal 19 al 21 febbraio 2025, il Parlamento italiano ha accolto a Roma la XIX sessione plenaria dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo PAM, un’importante occasione di confronto dei rappresentanti dei Paesi membri appartenenti alle due sponde del Mediterraneo e alla regione del Golfo. La PAM è un’istituzione internazionale creata nel 2006 e frutto del risultato di 15 anni di cooperazione tra gli stati della regione euromediterranea nel quadro del processo conosciuto come “Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione nel Mediterraneo”. Il Mediterraneo, del resto, da sempre è crocevia di civiltà, commercio e cultura e continua a rivestire un ruolo strategico nel contesto globale. Oggi, più che mai, questa macro area si trova al centro di dinamiche geopolitiche complesse, che ne rafforzano l’importanza come ponte tra Europa, Africa e Medio Oriente.

L’incontro ha quindi rappresentato un’opportunità per rafforzare la cooperazione tra i Paesi, affrontando le sfide comuni e promuovendo la stabilità, la sicurezza e lo sviluppo economico nell’area euro-mediterranea. Durante i lavori, nel corso del confronto attraverso un approfondito dibattito e l’approvazione di più risoluzioni, si è appassionatamente discusso su temi cruciali come la sicurezza regionale, la lotta al terrorismo e le crisi migratorie. Questioni che richiedono un’azione politica congiunta per essere efficacemente gestite. Tuttavia, un dettaglio che mi ha particolarmente incuriosita e che ho trovato di grande interesse è stata la forte enfasi posta da alcuni autorevoli esponenti dei parlamenti dei Paesi arabi sull’importanza del ruolo della donna nella società e nelle istituzioni. Com’è evidente, in molti Stati mediterranei, infatti, le donne affrontano ancora barriere strutturali e culturali che ne limitano l’accesso alle posizioni di potere. E non solo. Tuttavia, e in più occasioni, è stata sottolineata la necessità di garantire una maggiore rappresentanza femminile in ambito parlamentare, affinché il contributo delle donne possa essere valorizzato e integrato nelle decisioni politiche. Questo tema, oltre ad essere di grande rilievo per il progresso sociale, dimostra e conferma come il Mediterraneo possa diventare anche un laboratorio di cambiamento e inclusione, capace di coniugare tradizione e innovazione per costruire un futuro più equo e rappresentativo per tutti. Senza sottovalutare, tuttavia, come la stabilità e lo sviluppo in una regione passano anche e soprattutto attraverso il rafforzamento della leadership femminile. L’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo si conferma, dunque, un modello diplomatico di alto livello, capace di riunire le diverse anime della regione in un confronto aperto e costruttivo. L’Italia e l’Unione Europea possono svolgere un ruolo chiave nel sostenere questi processi di trasformazione promuovendo politiche di inclusione e programmi di cooperazione volti a rafforzare il ruolo delle donne nel Mediterraneo. L’empowerment femminile non è solo una questione di giustizia sociale, ma rappresenta anche un elemento strategico per la crescita economica, la stabilità politica e la

costruzione di società più resilienti. La sua organizzazione, curata nei minimi dettagli, permette, tra l’altro, un dialogo diretto tra i rappresentanti dei Paesi membri, con l’obiettivo di affrontare le sfide comuni e costruire soluzioni condivise. Un segnale importante è arrivato con l’elezione dell’On. Giulio Centemero alla Presidenza della PAM, un riconoscimento del ruolo chiave che l’Italia può svolgere nel consolidare il dialogo tra le due sponde del Mediterraneo. 

In un’epoca di grandi trasformazioni globali, il nostro Paese ha l’occasione di rafforzare la propria posizione come ponte

tra Europa, Nord Africa e Medio Oriente. Se da un lato la PAM incarna l’ideale della cooperazione internazionale, dall’altro il Mediterraneo resta purtroppo ancora un’arena in cui prevalgono logiche di realpolitik e dove gli interessi strategici nazionali spesso prevalgono sulla ricerca di soluzioni comuni. Questa dinamica è particolarmente evidente in tre ambiti cruciali: sicurezza, energia e gestione dei flussi migratori. L’area mediterranea continua a essere attraversata da tensioni e conflitti che rendono precario qualsiasi equilibrio. Uno degli aspetti più evidenti dell’Italia, causa la sua posizione geografica, è che si trova a gestire in prima linea l’emergenza, tra operazioni di soccorso e pressioni interne per un maggiore controllo dei confini. La mancanza di una strategiacomune europea e l’assenza di un meccanismo stabile di ricollocamento hanno lasciato i Paesi mediterranei a gestire da soli un fenomeno che, in realtà, riguarda l’intero continente.

A mio avviso, l’obiettivo deve essere quello di superare la logica delle risposte emergenziali e costruire strategie di lungo periodo, capaci di trasformare il Mediterraneo in un ponte tra culture, economie e istituzioni. Solo attraverso un impegno coordinato e una visione inclusiva sarà possibile costruire un futuro di stabilità, crescita e prosperità per tutta la regione. E, come già diceva Aldo Moro in tempi non sospetti, “nessuno è chiamato a scegliere tra essere in Europa o nel Mediterraneo” e, inoltre, “il Mediterraneo non è una frontiera ma un mare che unisce”.

Von der Leyen e Costa sono arrivati a Kiev: "L’Ucraina è Europa"

Roma, 24 feb. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, sono arrivati a Kiev, in Ucraina.

“Nel terzo anniversario della brutale invasione russa, l’Europa è a Kiev. Siamo a Kiev oggi perché l’Ucraina è Europa – ha scritto Von der Leyen su X, pubblicando le immagini del suo arrivo insieme a Costa – in questa lotta per la sopravvivenza, non è solo il destino dell’Ucraina ad essere in gioco. E’ il destino dell’Europa”.

In Germania Merz (Cdu) vince, AfD raddoppia e Scholz (Spd) crolla

Milano, 23 feb. (askanews) – Ex banchiere che non è mai stato ministro, sembra quasi certo che sarà il prossimo cancelliere della Germania: il leader dell’Unione Cristiano-Democratica (Cdu) Friedrich Merz saluta “una serata elettorale storica”, rivendicando la vittoria nelle elezioni federali tedesche in base ai primi risultati. “Ma ora la cosa principale è creare un governo funzionante in Germania il più rapidamente possibile”, ha dichiarato e sul canale televisivo Phoenix ha annunciato l’obiettivo di “finire di formare un governo entro Pasqua al più tardi”. Intanto gli ambienti imprenditoriali tedeschi scalpitano e chiedono, secondo più fonti, un governo al più presto.

Le proiezioni li davano domenica sera, con il 28,5 per cento (proiezione ARD), ben al di sopra dell’AfD che si colloca al secondo posto con il 20,5 per cento (il doppio rispetto al 2021). Sebbene l’Unione non abbia raggiunto l’obiettivo di raggiungere significativamente più del 30 percento, ha comunque guadagnato qualcosa rispetto al previsto. “Noi rappresentiamo la promessa che la Germania sia affidabile”, ha detto Merz.

Ma se c’è chi festeggia, c’è pure chi non può farlo: Spd ammette una “sconfitta” storica e il cancelliere (uscente) Olaf Scholz vuole assumersene la responsabilità: si è congratulato con Merz. E allo stesso tempo, ha riconosciuto “un risultato amaro, dal quale dobbiamo imparare e andare avanti” ha annunciato, sottolineando di non voler comunque scendere a compromessi, mentre segnala di non essere disponibile per un incarico ministeriale in un nuovo governo. “Per me è abbastanza chiaro che mi sono candidato per la carica di cancelliere federale e non per un altro incarico nel governo”, afferma. Dopo aggiunge che non prenderà nemmeno parte ai negoziati di coalizione per il prossimo governo federale. E come noto il ministro della Difesa Boris Pistorius ha già dichiarato di voler negoziare la formazione di un nuovo governo federale con un ruolo di leadership.

Intanto Alice Weidel, co-leader dell’AfD – secondo le proiezioni dell’Ard raggiungerebbe il 20,5% – ha definito il risultato “inimmaginabile” e “storico” per il suo partito, avendo raddoppiato il numero di voti rispetto al 2021.

Mentre la sede del partito a Berlino festeggiava, Weidel ha affermato che il suo partito rimane aperto ai colloqui di coalizione con altri partiti e ha affermato che escludere l’AfD equivaleva a “brogli elettorali”. “La nostra mano è tesa” e il suo partito vorrebbe “mettere in pratica la volontà del popolo”. Senza l’AfD, ha affermato, non sarebbe stato possibile alcun cambiamento politico in Germania e ha sostenuto che una coalizione tra i conservatori Cdu/Csu, Spd e Verdi – matematicamente la più probabile in questo momento – sarebbe semplicemente una ripetizione della “solita” vecchia politica. Tuttavia Merz ha sempre escluso una coalizione con l’AfD. Sabato, al termine della campagna elettorale della Cdu e della CSU a Monaco, ha dichiarato: “Non discuteremo in nessun caso di colloqui, né tantomeno di trattative o addirittura di partecipazione al governo con l’AfD”. L’obiettivo di Merz era un risultato elettorale che consentisse un’alleanza bipartitica e gli desse la possibilità di scegliere tra la SPD e i Verdi.

Nella sua reazione al voto, Weidel ha peraltro accusato la Cdu di aver “sollevato” il programma dell’AfD “quasi del 100%”, ma ha affermato che con ben oltre 140 seggi in Parlamento – in aumento rispetto agli 85 precedenti – era pronta a mettere a frutto il suo potere, sostenendo “proposte sensate” della Cdu/Csu come la riduzione della burocrazia e il taglio delle tasse.

Senza dubbio uno sviluppo interessante della serata è stato anche il successo del partito di estrema sinistra Die Linke, che si pensava non sarebbe riuscito ad entrare in Parlamento, essendo stato quasi spazzato via dalla drammatica scissione di molti dei suoi deputati sotto l’egida di Sahra Wagenknecht, che aveva fondato il BSW. E invece Die Linke ha ottenuto l’8,5% e finora sembra che il Bsw non riuscirà a entrare in Parlamento.

Infine oltre a Spd, anche il terzo partito del semaforo è stato punito: le attuali proiezioni indicano la Fdp ha poco meno del cinque per cento – e quindi non più nel Bundestag. Rispetto al 2021, i liberali hanno più che dimezzato il loro risultato.

Trump: "Questo è un gran giorno per la Germania e per Usa"

Milano, 23 feb. (askanews) – “Sembra che il partito conservatore in Germania abbia vinto elezioni molto importanti e attese: come negli Usa, il popolo tedesco si è stancato dell’agenda senza buon senso, soprattutto su energia e immigrazione, che ha prevalso per tanti anni”. Lo scrive il presidente Usa Donald Trump su Truth. “Questo è un gran giorno per la Germania e per gli Stati Uniti d’America sotto la guida di un gentiluomo di nome Donald J. Trump. Congratulazioni a tutti: molte altre vittorie a seguire!!!”, aggiunge.

Tuttavia il candidato cancelliere della CDU/CSU Friedrich Merz ha dichiarato che il suo obiettivo in politica estera è raggiungere l’indipendenza dagli USA. Nel “Berlin Round” di ARD e ZDF, il leader della CDU ha affermato: “Per me la priorità assoluta sarà rafforzare l’Europa il più rapidamente possibile, affinché si possa davvero raggiungere, passo dopo passo, l’indipendenza dagli USA”. Merz ha affermato che Trump ha reso “chiaro che questo governo è abbastanza indifferente al destino dell’Europa”. Ha aggiunto che non credeva “che avrei mai detto una cosa del genere in uno show televisivo”, oltre a sostenere di non aver perso la speranza che l’Ucraina venga inclusa in eventuali negoziati con la Russia sul suo futuro, forse con “l’intervento del Congresso degli Stati Uniti” a favore di Kiev contro qualsiasi tentativo di esclusione da parte di Trump.

Merz ha anche affermato di essere “molto curioso di vedere come affronteremo il vertice NATO di fine giugno, e se parleremo ancora della NATO nella sua forma attuale”. L’Europa deve dotarsi molto più rapidamente di una capacità di difesa indipendente, ha affermato Merz: “Per me è una priorità assoluta”.

Nel frattempo le congratulazioni a Merz sono arrivate anche dal segretario generale della Nato, Mark Rutte via X: “Congratulazioni a Friedrich Merz per la vittoria elettorale di oggi in Germania. Non vedo l’ora di lavorare con te in questo momento cruciale per la nostra sicurezza condivisa. È fondamentale che l’Europa intensifichi la spesa per la difesa e la vostra leadership sarà fondamentale”.

M.O., Mattarella: tenere aperto filo colloqui, rimuovere rancore

Roma, 23 feb. (askanews) – In Medio Oriente “oggi l’impegno non può che essere diretto a evitare una ripresa dei combattimenti, a tenere aperto il filo dei colloqui faticosamente costruito in questi mesi, a rimuovere i sedimenti di rancore”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al brindisi in occasione del Pranzo di Stato in onore del Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, al Quirinale. “Con ostinazione”, ha ripetuto il capo dello Stato, “il perseguimento della prospettiva due popoli-due Stati resta l’unica in grado di garantire una pace condivisa e sostenibile”.

“Il Mediterraneo e la regione del Medio Oriente – ha sottolineato Mattarella – vivono oggi un periodo di più accentuata instabilità e di profonde sofferenze. In questi tempi difficili, Emirati Arabi Uniti e Repubblica Italiana hanno lavorato insieme per promuovere la pace. Abbiamo condannato con fermezza il disumano e vile attacco terroristico del 7 ottobre da parte di Hamas – che rinnova atrocità con il crudele spettacolo nella consegna degli ostaggi sopravvissuti e dei corpi di quelli uccisi – e abbiamo esercitato in questi mesi ogni sforzo perché le violenze del conflitto che vi ha fatto seguito – che hanno afflitto gravemente i civili – avessero fine”.

“Oggi l’impegno non può che essere diretto a evitare una ripresa dei combattimenti, a tenere aperto il filo dei colloqui faticosamente costruito in questi mesi, a rimuovere i sedimenti di rancore. Il ritorno alle ostilità non è foriero né di sicurezza futura per Israele, né, tantomeno, di soluzioni per il popolo palestinese, che versa, a Gaza, in condizioni drammatiche. Con ostinazione va ripetuto che il perseguimento della prospettiva due popoli-due Stati resta l’unica in grado di garantire una pace condivisa e sostenibile”, ha osservato Mattarella.

Il presidente della Repubblica ha infine sottolineato “con grande apprezzamento lo straordinario aiuto umanitario degli Emirati Arabi Uniti in favore della popolazione di Gaza. È un impegno – quello per salvare vite umane, prestare soccorso ai feriti – che ci ha visto, ancora una volta, lavorare con orgoglio fianco a fianco”.

Mattarella: fase confusa vita internazionale, prevalga dialogo

Roma, 23 feb. (askanews) – “Abu Dhabi e Roma avvertono la responsabilità di contribuire, in una fase così confusa e convulsa della vita internazionale, a fare prevalere una visione incentrata sul valore del dialogo, su uno sviluppo equilibrato e sulla tenace costruzione di relazioni positive fra gli Stati”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al brindisi in occasione del Pranzo di Stato in onore del Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, al Quirinale.

“I nostri Paesi condividono, accanto a una analoga sensibilità per i temi della pace e della cooperazione, una naturale vocazione agli scambi commerciali e apertura agli investimenti. Sono lieto di constatare che la collaborazione bilaterale negli ultimi anni si è notevolmente intensificata”, ha aggiunto.

M.O., Mattarella: tenere aperto filo colloqui, rimuovere rancore

Roma, 23 feb. (askanews) – In Medio Oriente “oggi l’impegno non può che essere diretto a evitare una ripresa dei combattimenti, a tenere aperto il filo dei colloqui faticosamente costruito in questi mesi, a rimuovere i sedimenti di rancore”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al brindisi in occasione del Pranzo di Stato in onore del Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, al Quirinale. “Con ostinazione”, ha ripetuto il capo dello Stato, “il perseguimento della prospettiva due popoli-due Stati resta l’unica in grado di garantire una pace condivisa e sostenibile”.

“Il Mediterraneo e la regione del Medio Oriente – ha sottolineato Mattarella – vivono oggi un periodo di più accentuata instabilità e di profonde sofferenze. In questi tempi difficili, Emirati Arabi Uniti e Repubblica Italiana hanno lavorato insieme per promuovere la pace. Abbiamo condannato con fermezza il disumano e vile attacco terroristico del 7 ottobre da parte di Hamas – che rinnova atrocità con il crudele spettacolo nella consegna degli ostaggi sopravvissuti e dei corpi di quelli uccisi – e abbiamo esercitato in questi mesi ogni sforzo perché le violenze del conflitto che vi ha fatto seguito – che hanno afflitto gravemente i civili – avessero fine”.

“Oggi l’impegno non può che essere diretto a evitare una ripresa dei combattimenti, a tenere aperto il filo dei colloqui faticosamente costruito in questi mesi, a rimuovere i sedimenti di rancore. Il ritorno alle ostilità non è foriero né di sicurezza futura per Israele, né, tantomeno, di soluzioni per il popolo palestinese, che versa, a Gaza, in condizioni drammatiche. Con ostinazione va ripetuto che il perseguimento della prospettiva due popoli-due Stati resta l’unica in grado di garantire una pace condivisa e sostenibile”, ha osservato Mattarella.

Il presidente della Repubblica ha infine sottolineato “con grande apprezzamento lo straordinario aiuto umanitario degli Emirati Arabi Uniti in favore della popolazione di Gaza. È un impegno – quello per salvare vite umane, prestare soccorso ai feriti – che ci ha visto, ancora una volta, lavorare con orgoglio fianco a fianco”.

Ambasciatore Germania: Merz pronto, sarà governo pro-Ue, atlantista

Roma, 23 feb. (askanews) – “Non conosciamo ancora i risultati definitivi di queste elezioni, ma è chiaro che abbiamo una maggioranza dei partiti pro-Europa, pro-Nato, atlantisti e credo sia un risultato molto importante”: lo ha dichiarato ad askanews l’Ambasciatore tedesco in Italia, Hans-Dieter Lucas, a margine di un “aperitivo elettorale” a Villa Almone, sua residenza ufficiale a Roma, organizzato per seguire in diretta l’esito delle elezioni tedesche 2025 con l’intervento di esperti italiani e tedeschi.

“Mi sembra anche che l’affluenza molto alta sia un segnale incoraggiante per la democrazia tedesca”, ha aggiunto Lucas, ricordando che la settimana prossima iniziano i primi “contatti tra i partiti in vista della formazione del governo”.

“Il leader della Cdu Friedrich Merz ha già annunciato che ha intenzione di formare un governo”, ha ribadito il diplomatico, mentre l’Unione Cdu-Csu ha ottenuto poco più del 28% dei consensi, seguita dall’ultradestra AfD, che ha ottenuto il 20%, con un elettore tedesco su 5 che ha scelto il partito di Alice Weidel.

“Tutti i partiti hanno già escluso di fare una coalizione con Afd, ci sarà un governo pro-Europa e atlantista e certamente anche un governo che lavorerà bene con il governo italiano. Una buona notizia anche per l’Europa”, ha concluso l’Ambasciatore tedesco in Italia.

Tra gli ospiti intervenuti alla serata elettorale a Villa Almone l’Ambasciatore Michele Valensise, attuale presidente IAI, Lisa Weiss corrispondente di Ard a Roma, Maurizio Molinari di Repubblica, il professore della Luiss Giovanni Orsina e Silke Schmitt della Fondazione Hans Seidel Italia.

Risultati e classifica serie A, Atalanta a -3 dall’Inter

Roma, 23 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Empoli-Atalanta 0-5

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, Torino-Milan 2-1, Inter-Genoa 1-0, Como-Napoli 2-1, Verona-Fiorentina 1-0 , Empoli-Atalanta 0-5, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Inter 57, Napoli 56, Atalanta 54, Lazio 47, Juventus 46, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Como 28, Cagliari, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona

Il Papa è vigile ma le sue condizioni restano critiche

Roma, 23 feb. (askanews) – “Le condizioni del Santo Padre permangono critiche; tuttavia da ieri sera non ha presentato ulteriori crisi respiratorie. Ha effettuato le due unità di emazie concentrate con beneficio e con risalita del valore di emoglobina”. Lo riferisce il bollettino vaticano sulle condizioni di salute di Papa Francesco, ricoverato al Gemelli.

“Stabile è rimasta la piastrinopenia; tuttavia alcuni esami sanguigni dimostrano una iniziale, lieve, insufficienza renale, allo stato sotto controllo. Prosegue l’ossigenoterapia ad alti flussi attraverso le cannule nasali”, si legge nel bollettino.

Il Santo Padre, informa il Vaticano, “continua ad essere vigile e ben orientato. La complessità del quadro clinico, e l’attesa necessaria affinché le terapie farmacologiche possano dare qualche riscontro, impongono che la prognosi resti riservata. Nel corso della mattina, presso l’appartamento allestito al 10° piano, ha partecipato alla Santa Messa, insieme a quanti in questi giorni di degenza si prendono cura di lui”.

Rugby, troppa Francia per l’Italia: all’Olimpico è 24-73

Roma, 23 feb. (askanews) – La Francia batte l’Italia 73-24 allo Stadio Olimpico nella terza giornata del Sei Nazioni 2025. Gli Azzurri provano a reggere il ritmo indiavolato nei francesi ma cedono nella ripresa alle magie di Dupont (player of the match) e alle sgroppate di Bielle-Biarrey, Barré e Attissogbé. La squadra di Quesada va a segno tre volte con Menoncello, Brex e Paolo Garbisi ma non basta. La Francia conquista 5 punti, l’Italia tornerà in campo domenica 9 marzo a Twickenham contro l’Inghilterra.

La Francia parte subito forte, con un pallone recuperato da Cros sulla ricezione azzurra dal calcio d’inizio che frutta il primo calcio di punizione della partita. La squadra di Galthié va in rimessa laterale ma sbatte contro un’ottima difesa azzurra: decisivo il placcaggio di Brex che fa scoppiare il pallone dalle mani di Barré. I primi minuti, come da copione, vedono i Blues subito attivi in attacco, ma la squadra di Quesada mostra ancora una volta un’ottima solidità difensiva.

Col pallone in mano l’Italia riesce subito ad imporre un buon ritmo, e al minuto numero 8 guadagna il primo calcio di punizione della sua partita per un fuorigioco di Moefana che va a pressare Page-Relo quando sta ancora tirando fuori il pallone dalla ruck. Allan ci prova da metà campo ma il pallone scorre a lato. La Francia risponde una bella accelerazione di Attissogbé, che supera Gesi con un calcetto e poi serve Barrè che vola in mezzo ai pali, ma la meta è annullata per un passaggio in avanti di Ramos sull’ala francese. Si riparte da una mischia ordinata, dalla quale gli Azzurri ottengono un calcio libero: Page-Relo gioca veloce su Garbisi che allarga su Brex, pallone servito a Menoncello che arriva come una scheggia e brucia Barassi sulla corsa. Allan trasforma per il 7-0.

La risposta della Francia è affidata a un bel loop di Leo Barré, arginato dalla difesa italiana dentro i 22. L’azione continua con Dupont che sposta il gioco verso il centro, poi Guillard parte dalla base del raggruppamento e sorprende la difesa azzurra, marcando per il 7-7. L’Italia ritorna subito davanti con il piede di Allan, che mette dentro i punti del 10-7 dopo un placcaggio senza palla su Lorenzo Cannone. Gli Azzurri perdono però Fischetti per infortunio dopo 17 minuti, al suo posto Spagnolo. Dall’altra parte è Barré a mettere sotto pressione Allan con un bel calcetto nell’angolo, l’azzurro viene riportato in area di meta da Attissogbé e la Francia guadagna una mischia ai 5 metri. Sull’azione successiva Dupont innesca con un calcio nell’angolo la corsa di Bielle-Bierrey, che non arriva in tempo sul pallone. C’era però un vantaggio, e sulla penaltouche successiva la maul francese avanza e va oltre con Mauvaka. Ramos trasforma per il 10-14.

Al 19′ la terza meta arriva ancora da un’iniziativa di Barré, che con un offload innesca la corsa di Bielle-Biarrey sul lato destro che nel 2 contro 1 serve Dupont per la marcatura del 21-10. L’Italia però reagisce subito: Capuozzo riparte palla in mano, scivola ma nonostante l’equilibrio precario mette a sedere Dupont e apre un’autostrada nella metà campo francese, Ruzza arriva in sostegno e con un passaggio visionario incrocia verso l’interno per l’accorrente Brex: meta in mezzo ai pali e 21-17.

In Germania segnali di affluenza alle urne più alta rispetto al 2021

Milano, 23 feb. (askanews) – L’affluenza alle urne alle elezioni federali in Germania è stata significativamente più alta rispetto al 2021, almeno nei seggi elettorali fino alle 14. Nel primo pomeriggio di domenica, circa il 52 percento degli aventi diritto al voto aveva espresso il proprio voto, secondo i media tedeschi.

A questo punto, nel 2021, la cifra era solo del 36,5%. Tuttavia, nel 2021, a causa della pandemia di coronavirus, il numero di votanti per posta ha raggiunto un livello record: questo dato non viene preso in considerazione nei risultati intermedi. È quindi difficile fare affermazioni in merito all’andamento complessivo dell’affluenza alle urne.

Ciononostante, l’affluenza alle urne quest’anno è notevolmente più alta rispetto al 2017, quando ben il 41 percento degli aventi diritto aveva espresso il proprio voto al seggio entro le ore 14.

La partecipazione è stata eterogenea nei diversi stati federali, ma spesso si sono registrati aumenti significativi rispetto alle ultime elezioni federali di tre anni fa. A livello nazionale, l’affluenza alle urne nel 2021 si è attestata al 76,4%.

Risultati e classifica serie A, Verona colpo salvezza

Roma, 23 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Verona-Fiorentina 1-0

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, Torino-Milan 2-1, Inter-Genoa 1-0, Como-Napoli 2-1, Verona-Fiorentina 1-0 , ore 18 Empoli-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Inter 57, Napoli 56, Atalanta 51, Lazio 47, Juventus 46, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Como 28, Cagliari, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona

Meloni: omaggio all’eroica resistenza del popolo ucraino

Roma, 23 feb. (askanews) – “Gentilissimo presidente, a nome del presidente del Consiglio la ringrazio per le sue gentili parole. Sostenere l’Ucraina e il popolo ucraino significa sostenere la difesa della libertà. Purtroppo, a causa di impegni istituzionali, il presidente del Consiglio non potrà partecipare alla manifestazione del 23 febbraio. La prego tuttavia di veicolare la sua convinta intenzione di rendere omaggio all’eroica resistenza del popolo ucraino anche in occasione di questo terzo anniversario, analogamente a quanto ha fatto lo scorso anno di persona a Kyiv”. Lo scrive Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della premier Giorgia Meloni, in una lettera indirizzata a Oles Horodetskyy, presidente associazione cristiani ucraini in Italia, in occasione della manifestazione per il terzo anniversario della guerra in Ucraina in corso a Roma. Horodetskyy aveva invitato la premier a partecipare all’evento.

Meloni: omaggio alla eroica resistenza del popolo ucraino

Roma, 23 feb. (askanews) – “Gentilissimo presidente, a nome del presidente del Consiglio la ringrazio per le sue gentili parole. Sostenere l’Ucraina e il popolo ucraino significa sostenere la difesa della libertà. Purtroppo, a causa di impegni istituzionali, il presidente del Consiglio non potrà partecipare alla manifestazione del 23 febbraio. La prego tuttavia di veicolare la sua convinta intenzione di rendere omaggio all’eroica resistenza del popolo ucraino anche in occasione di questo terzo anniversario, analogamente a quanto ha fatto lo scorso anno di persona a Kyiv”. Lo scrive Fabrizio Saggio, consigliere diplomatico della premier Giorgia Meloni, in una lettera indirizzata a Oles Horodetskyy, presidente associazione cristiani ucraini in Italia, in occasione della manifestazione per il terzo anniversario della guerra in Ucraina in corso a Roma. Horodetskyy aveva invitato la premier a partecipare all’evento.

Zelensky: pronto "scambiare" la presidenza con l’ingresso nella Nato

Milano, 23 feb. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è pronto a lasciare l’incarico di presidente dell’Ucraina in cambio di garanzie di sicurezza. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa del 23 febbraio seguita dai media ucraini. “Se c’è bisogno che mi dimetta, sono pronto. Posso scambiare (la mia uscita) con (l’adesione dell’Ucraina) alla NATO se ci sono tali condizioni. Mi concentro sulla sicurezza dell’Ucraina oggi, non tra 20 anni, e non ho intenzione di restare al potere per un decennio”, ha osservato Zelensky, ribadendo di volere il dialogo con Donald Trump.

Zelensky: fare di tutto per raggiungere una vera pace

Roma, 23 feb. (askanews) – “Gli ucraini hanno fatto molta strada. E quest’anno dobbiamo fare tutto il possibile e l’impossibile per raggiungere una vera pace, una pace con garanzie di sicurezza per il nostro Stato, con garanzie di dignità e rispetto per tutto il nostro popolo, per tutti coloro che hanno vissuto, vivono e vivranno in Ucraina. Il popolo ucraino merita rispetto, proprio come ogni nazione sulla Terra. E proprio come ogni persona, coloro che stanno combattendo, coloro che hanno cresciuto figli e figlie veramente eroici. Ringrazio ogni combattente ucraino, tutte le famiglie dei nostri difensori e tutti coloro che stanno al fianco dell’Ucraina: grazie per aver mantenuto in vita l’Ucraina”. Lo ha scritto su X il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky.

Sci, per Mikaela Shiffrin centesima vittoria in Coppa del Mondo

Roma, 23 feb. (askanews) – Mikaela Shiffrin ha fatto 100. La fuoriclasse statunitense ha abbattuto un altro muro, nello slalom di Sestriere, a chiudere un periodo nero cominciato con la brutta caduta nel gigante di Killington di fine novembre. Mikaela Shiffrin è la più forte di tutte, oltre ogni immaginazione. Al Sestriere ha confermato nella seconda manche il miglior tempo della prima, 1’50″33 il crono di una giornata storica. E’ il 63° trionfo in slalom per la statunitense che si è lasciata alle spalle Ljutic (a 61/100) e Moltzan (a 67/100). E se in gigante ovrà ancora affrontare le paure eredità della ferita di Killington che l’ha fermata per due mesi, in slalom è già tornata la fuoriclasse di sempre. Così è composta la sua bacheca incredibile: 100 successi in Coppa del Mondo (63 in slalom, 22 gigante, 5 superG, 4 discese, 4 combinate, 1 parallelo), 5 Coppe del Mondo generali e altre 11 di specialità, poi due ori e un argento alle Olimpiadi; 8 ori, 4 argenti e 3 bronzi ai Mondiali. Mikaela Shiffrin, che compirà 30 anni a marzo, ha debuttato in Coppa l’11 marzo 2011 a Spyndleruv Mlyn. Quella di oggi è stata la sua 278ª gara del circo bianco, ne ha vinte 100, altre 55 volte è salita sul podio.

Risultati e classifica serie A, l’Inter scavalca il Napoli

Roma, 23 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Como-Napoli 2-1

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, Torino-Milan 2-1, Inter-Genoa 1-0, Como-Napoli 2-1, ore 15 Verona-Fiorentina, ore 18 Empoli-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Inter 57, Napoli 56, Atalanta 51, Lazio 47, Juventus 46, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Como 28, Cagliari, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona

Calcio, Como-Napoli 2-1: l’Inter resta in testa

Roma, 23 feb. (askanews) – Quarto risultato insoddisfacente per il Napoli di Antonio Conte che dopoaver pareggiato due volte a Roma e con l’Udinese, cade a Como 2-1 dicendo addio alla vetta ora occupata dall’Inter. Dopo 7′ un erroraccio di Rrahmani regala al Como il vantaggio: retropassaggio senza guardare per Meret che però non è tra i pali e autogol clamoroso. Quasi immediato il pari di Raspadori. Nella ripresa Diao riporta avanti il Como al 77′. Grande giocata sulla trequarti di Nico Paz che vede l’inserimento di Diao e lo serve in profondità. Diao ha un controllo perfetto, se la aggiusta e poi batte Meret. Terza gara di fila in gol per lui. Finisce 2-1 con il Napoli in chiara difficoltà.

Israele: stop al rilascio di prigionieri. Hamas: violato l’accordo

Roma, 23 feb. (askanews) – Israele ha deciso di sospendere il rilascio dei prigionieri palestinesi fino a quando non verranno liberati gli ostaggi israeliani. Lo ha confermato l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, citando anche violazioni dell’accordo di cessate il fuoco da parte di Hamas, come riportano i media israeliani.

La decisione di Israele di posticipare il rilascio di prigionieri palestinesi è “un atto deliberato” di Israele per minare l’accordo raggiunto. Lo afferma Hamas, secondo quanto riporta The Time of Israel, aggiungendo che l’organizzazione estremista giudica false le accuse di Tel Aviv sulle umilianti cerimonie di rilascio degli ostaggi israeliani.

“La decisione di Netanyahu riflette un deliberato tentativo di interrompere l’accordo e rappresenta una chiara violazione dei suoi termini, mostrando la mancanza di affidabilità dell’occupazione nell’attuazione dei suoi obblighi”, afferma Ezzat El Rashq, un membro dell’ufficio politico di Hamas, in una dichiarazione.

Arte, a Forof arriva il duo artistico Lu.Pa dal 6 marzo

Roma, 23 feb. (askanews) – FOROF, una realtà culturale unica che combina archeologia e arte contemporanea, fondata da Giovanna Caruso Fendi, prosegue il suo Public Program nell’ambito della mostra site-specific Nimbus Limbus Omnibus dei Gelitin/Gelatin, a cura di Bartolomeo Pietromarchi. Dopo l’Episodio inaugurale del collettivo viennese, giovedì 6 marzo 2025 sarà la volta del duo artistico LU. PA, formato da Lulù Nuti e Pamela Pintus, che con la performance inedita Monumentum Monstrum esploreranno il tema della libertà, filo conduttore di questa stagione. Per questa occasione il nuovo progetto di LU. PA si presenta come, un’azione ipnotica e scultorea che trasforma un’icona della cultura visiva in un monumento vivente. Due donne, poste l’una di fronte all’altra, ruotano su loro stesse su un piedistallo da cui fuoriesce un forte getto d’aria. Le loro gonne, sollevate dal vento, avvolgono i busti e i volti, lasciando scoperte solo le gambe. Il suono continuo della ventola riempie lo spazio, creando un ambiente immersivo e senza tempo. L’azione performativa, un loop senza soluzione di continuità, invita il pubblico a sostare liberamente nello spazio e osservare la trasformazione dell’immagine nel tempo.  L’opera si ispira alla celebre scena di The Seven Year Itch, film di Billy Wilder del 1955, meglio conosciuto in Italia come Quando la moglie va in vacanza, in cui la gonna di Marilyn Monroe si solleva sopra una grata della metropolitana. Un’immagine iconica che ha segnato l’immaginario collettivo, divenendo emblema di una femminilità sospesa tra emancipazione e prigionia. LU. PA priva il gesto della sua connotazione seduttiva e lo dilata nel tempo, trasformandolo in un puro fatto, in un’immagine senza narrazione che si fa scultura polisensoriale. Nel raddoppiarsi delle figure, l’immagine si moltiplica, si rifrange, perdendo il suo carattere individuale per diventare un’esperienza collettiva. La performance, inserita nel contesto della mostra dei Gelitin/Gelatin, avvia un dialogo tanto estetico quanto concettuale. Anche qui, l’osceno – ciò che normalmente rimarrebbe nell’ombra – viene portato alla luce, liberato e reso protagonista, seguendo lo stesso principio che caratterizza le opere del collettivo austriaco.

BIO LU. PA LU. PA nasce a Cosenza nel 2017 dall’unione delle artiste Lulù Nuti e Pamela Pintus. Il duo attualmente vive e lavora a Roma. LU. PA esplora, attraverso il rapporto con l’«altro», insito nella natura del duo, le dinamiche, i linguaggi e gli strumenti del mondo contemporaneo, per analizzare i sistemi che regolano le relazioni odierne. Ecco perché i progetti di LU. PA nascono da azioni performative, rituali, durante i quali il pubblico diventa parte integrante del processo di costruzione di un’opera d’arte. Il lavoro di LU. PA è stato presentato all’interno di Istituzioni pubbliche come il Musée Zadkine di Parigi (2018); il Museo di Palazzo Doria Pamphilj di Valmontone (2019); la GAM Galleria d’Arte Moderna di Roma (2022) e Palazzo Farnese Ambasciata di Francia in Roma (2023); e anche all’interno di spazi indipendenti, progetti sperimentali e Summit Internazionali come Spazio Y a Roma (2018), Apulia Land Art Festival (2018), POSTTURISMO (2022); la Maker Faire European Edition sezione Arte (2019) e lo European Innovation for Sustainability Summit promosso da EIIS – European Institute of Innovation for Sustainability (2022). Nel 2022 LU. PA è uno dei borsisti selezionati del Master MAP_PA (Mattatoio, Roma) diretto da Ilaria Mancia, Cesare Pietroiusti e Cecilia Casorati. Nel 2023, per i primi cinque anni di attività dal suo debutto, LU. PA realizza con Giordano Boetti Editions un cofanetto in edizione limitata curato dalla Litografia Bulla di Roma. Si ringraziano la Galleria MASSIMODECARLO, Galerie Meyer*Kainer e Magonza.

PUBLIC PROGRAM STAGIONE IV Il Public Program 2025 di FOROF, articolato in cinque episodi dal 24 gennaio al 3 luglio, trasforma lo spazio espositivo in un laboratorio aperto alla sperimentazione e all’interazione. Ogni performance, creata da artisti provenienti da discipline diverse e con sensibilità uniche, riattiva la mostra in corso, arricchendola di nuove letture e approfondimenti. L’intento è creare una connessione viva e dinamica tra l’arte, lo spazio e il pubblico, invitando ogni visitatore a diventare parte attiva dell’esperienza, esplorando nuove prospettive di riflessione e di partecipazione.

New Conversations-Vicenza Jazz 2025 dal 15 al 25 maggio

Roma, 23 feb. (askanews) – Uno dei più attesi appuntamenti musicali internazionali in una delle più belle città d’arte in Italia, conosciuta in tutto il mondo per le meraviglie dell’architettura palladiana. Si svolgerà dal 15 al 25 maggio la XXIX edizione di New Conversations – Vicenza Jazz, con la direzione artistica di Riccardo Brazzale: 10 intensissime giornate di programmazione con concerti ed eventi speciali fra il Teatro Olimpico – il teatro coperto più antico al mondo, capolavoro e ultima opera progettata da Andrea Palladio, inserito dall’UNESCO tra i beni patrimonio mondiale dell’umanità – il Teatro Comunale, la Basilica Palladiana, Palazzo Chiericati (sede del Museo Civico), la Chiesa di Santa Corona e il Cimitero Maggiore, oltre a una serie di luoghi come cinema, librerie, caffè e negozi che ospiteranno le performance degli artisti più giovani. Un festival diffuso, dunque. Un’intera città in festa, in primavera inoltrata. Prodotto dal Comune di Vicenza in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, il festival è realizzato in coproduzione con Trivellato Mercedes Benz, ha come sponsor Sonus faber e come sponsor tecnici Brutal Agency e Acqua Recoaro. Il visual di quest’anno, inoltre, nasce dalla collaborazione con Illustri Festival ed è firmato dall’artista e illustratore di fama internazionale Joey Guidone, i cui lavori sono spesso pubblicati da testate come il New York Times e Nature. New Conversations – Vicenza Jazz 2025 è anticipato da un grande prologo: il 18 febbraio al Teatro Comunale di Vicenza si esibirà in prima nazionale Stefano Bollani, data di apertura del suo tour nazionale in Piano Solo. L’apertura vera e propria del festival è invece affidata il 15 maggio a una della più importanti e prestigiose realtà della musica contemporanea mondiale, il celeberrimo Kronos Quartet che, in prima nazionale, si esibirà nell’incantevole scenario del Teatro Olimpico per l’unica data italiana del tour internazionale che dal 2023 celebra i 50 anni di attività. Di assoluto rilievo anche la serata di chiusura, il 24 maggio al Teatro Comunale, con il live in prima nazionale (e apertura del tour europeo) di First Meeting, formazione che riunisce una serie di musicisti di altissimo profilo: il pianista, percussionista e compositore cubano Gonzalo Rubalcaba, più volte premiato ai Grammy e osannato dalla critica mondiale, oltre ad essere stato definito nel 1985 nientemeno che da Dizzy Gillespie come “il miglior pianista che ho ascoltato negli ultimi 10 anni”; il sassofonista statunitense Chris Potter, fra i musicisti più influenti della sua generazione; il contrabbassista di San Francisco Larry Grenadier e il batterista texano Eric Garland. Una serata che verrà seguita dal suggestivo concerto alle prime luci dell’alba del 25 maggio della violoncellista e polistrumentista irlandese Naomi Berrill che incanterà il pubblico del festival al Parco di Villa Guiccioli a Monte Berico, da cui si può ammirare l’intera città. Fra produzioni originali, prime assolute o europee e nazionali, performance in sedi museali, progetti speciali e appuntamenti più piccoli diffusi nel tessuto urbano, anche quest’anno, il festival si muoverà secondo una linea consolidata che mette insieme tradizione e innovazione, grandi artisti e della scena internazionale e giovani musicisti emergenti, in un dialogo continuo fra la storia del jazz e i nuovi linguaggi. Un festival che per questa XXIX edizione ha scelto come titolo: Elogio dell’errore “II jazz, più di ogni altra musica è un linguaggio, un modo di comunicare fortemente basato sulla pratica dell’improvvisazione. In questo è una musica a suo modo imperfetta e in ciò molto simile alla quotidianità umana. Tuttavia, se anche la storia del jazz ha insegnato che l’improvvisazione è frutto di tecniche anche complesse e sofisticate, dietro l’angolo si cela sempre l’insidia dell’errore e, quasi una conseguenza, l’abilità dell’artista nel gestire l’errore, trasformandolo in occasione di creatività. Questo succederà a maggio, a Vicenza, dove musiciste e musicisti, di ogni estrazione culturale e provenienza geografica saranno invitati a cimentarsi nell’arte del trasformare l’errore in bellezza” afferma il direttore artistico Riccardo Brazzale. Il leggendario Al Di Meola, universalmente considerato come uno dei più importanti chitarristi degli ultimi cinquant’anni, a Vicenza Jazz in versione “acoustic trio”. Gli altrettanto leggendari Yellowjackets, una band che, con oltre 40 anni di carriera alle spalle, costellata da innumerevoli riconoscimenti, ha scritto la storia della fusion e del jazz elettroacustico. Quindi, la serata-evento realizzata in collaborazione con “Le settimane musicali al Teatro Olimpico di Vicenza”: il concerto in trio del pluripremiato pianista armeno Tigran Hamasyan in grado di trovare il perfetto equilibrio fra jazz e musiche della tradizione d’origine.  Intrisa di spiritualismo cosmico sarà invece la proposta di un altro trio, quello del pianista sudafricano Nduduzu Makhathini, che lega magnificamente trascendenza e cura per le proprie radici e la storia del suo popolo. Il trombettista americano Ralph Alessi, entusiasticamente celebrato da testate come il New York Times o il Guardian, al festival per la sua unica data in Italia in formazione trio, cui si aggiungono due esponenti di spicco della scena avant-gard, il chitarrista francese Marc Ducret e il batterista americano Jim Black. Un’intera serata dedicata al piano solo con l’esibizione del talentuosissimo Shai Maestro, seguita da quella del virtuoso Sullivan Fortner fresco di Grammy. Ma anche un’intera giornata di performance in sedi museali in occasione della Notte dei Musei. E poi ancora: l’estrema versatilità del chitarrista americano Marc Ribot – che nell’arco della sua carriera ha suonato con artisti del calibro di Tom Waits, Elvis Costello, Robert Plant, Caetano Veloso, Marianne Faithfull e Norah Jones, per citarne soltanto alcuni – a Vicenza Jazz in una doppia versione, in solo e poi insieme alla chitarrista di origini boliviane ma pienamente inserita nella scena di Brooklyn, Ava Mendoza, protagonista al festival anche per la sua partecipazione al grande progetto speciale di questa edizione: il concerto In The Name of Rosa Parks. A celebrare l’icona dei diritti civili, Rosa Louise Parks, a 20 anni dalla sua scomparsa e a 70 anni dal gesto che la rese famosa in tutto il mondo – il rifiuto di cedere il posto sul bus a un maschio bianco in un’America ancora segnata dalla segregazione razziale, dando di fatto il via alle lotte per i diritti civili degli afro-americani – saranno il bassista, polistrumentista, compositore e poeta americano William Parker con la formazione Circular Pyramid, che oltre alla Mendoza prevede un suo compagno di viaggio di lunga data, Hamid Drake, considerato uno dei più grandi batteristi jazz degli ultimi decenni. In questo orizzonte ideale si inserisce inoltre il rinnovo della collaborazione del festival con il Cinema Odeon che negli stessi giorni programmerà il film Soundtrack to a Coup d’Etat, pellicola attualmente in lizza per gli Oscar 2025, la cui storia è ambientata nel Congo di Patrice Lumumba, assassinato con la complicità della Cia: tutta la colonna sonora (ma anche la storia stessa) è intrisa di jazz e jazzisti, in primis il batterista Max Roach e sua moglie, la cantante Abbey Lincoln. Un vero e proprio focus dunque che ci ricorda che il jazz, storicamente, è il linguaggio prediletto dei musicisti impegnati in prima linea sul fronte dei diritti civili. C’è poi la nutrita pattuglia di musicisti italiani di altissimo profilo e di generazioni diverse. A partire dalla Lydian New Call guidata dallo stesso Riccardo Brazzale, un’evoluzione della storica Lydian Sound Orchestra che quest’anno presenta una line up di ultima generazione: Gaia Mattiuzzi, Manuel Caliumi, Giovanni Fochesato, Giulia Barba, Michele Tedesco, Glauco Benedetti, Marcello Abate, Nazareno Caputo, Salvatore Maiore, Federica Michisanti e Bernardo Guerra. Sempre sul fronte della scena nazionale, spiccano: un grande maestro come il pianista Franco D’Andrea in trio con il contrabbassista Gabriele Evangelista e il batterista Roberto Gatto;  i due ex enfant prodige, oggi artisti maturi e dal forte credito internazionale, il pianista Alessandro Lanzoni in quartetto con il sassofonista Francesco Cafiso; e, inoltre, il duo composto dalla cantautrice e attrice Flo e dal pianista Enrico Zanisi con il loro viaggio di contaminazione pura fra il jazz e le musiche e le storie del mondo, non solo mediterraneo. A tutto questo, che costituisce la densa e articolata programmazione di New Conversations – Vicenza Jazz 2025, si aggiungono una serie di altri appuntamenti speciali come la finale dell’Olimpico Jazz Contest – quest’anno dedicato ai batteristi, in ricordo di uno dei più grandi percussionisti di sempre, Roy Haynes, scomparso da pochi mesi – e le ormai immancabili e imperdibili esibizioni al Cimitero Maggiore che da anni contraddistinguono il festival. (Segue)

Danza, Recollecting of a Falling: 30 anni di Spellbound a Roma

Roma, 23 feb. (askanews) – Trent’anni di creazioni e produzioni che hanno girato ogni continente, fra importanti teatri, istituzioni culturali e festival di assoluto prestigio. Trent’anni di visioni sempre contraddistinte da uno sguardo e una linea d’azione internazionali. Trent’anni di eccellenza nel panorama coreografico mondiale. Trent’anni di Spellbound.

Dal 25 febbraio al 2 marzo al Teatro Vascello con Recollection of a Falling, Spellbound Contemporary Ballet – realtà di punta della danza contemporanea italiana sostenuta dal Ministero fin dal 2000 e guidata dai due fondatori, la direttrice generale Valentina Marini e il coreografo residente e direttore artistico Mauro Astolfi – celebra finalmente “i suoi primi 30 anni” nella Roma che l’ha vista nascere e svilupparsi fino ad essere apprezzata in tutto il mondo per la qualità tecnica, l’originalità espressiva e un incessante impegno produttivo. E fino ad essere riconosciuta, nel 2022, come Centro di Produzione Nazionale della Danza con il nome di Orbita | Spellbound, l’unico presente nella Capitale e uno degli 8 attivi in tutta Italia, attraverso il quale realizza da 3 anni la sola stagione organica dedicata alla danza a Roma.

Produzioni originali, coproduzioni internazionali, progetti speciali affidati a grandi autori di fama ma anche ai suoi artisti associati, incursioni nel mondo televisivo e la presenza costante nei grandi templi della danza contemporanea, dalla Biennale Danza di Venezia a Dance New Air di Tokyo, da Madrid en Danza a Dance Inversion Festival del Bolshoji di Mosca, per citarne soltanto alcuni.

Per rendere omaggio a questa storia e ripercorrere idealmente i grandi successi ottenuti, si esprime così Astolfi: “Viviamo in un pianeta pieno di ricordi. Abbiamo impiegato circa trent’anni per imparare come assemblare i nostri e non diventarne schiavi. Il ricordo della prima caduta, quell’attimo prima e, soprattutto, quell’attimo dopo che ci ha fatto capire che è stato un bene spingerci verso esperienze più profonde. Questo è il nostro punto di partenza, nato dall’idea e dal tentativo di parlare dell’interconnessione di tutto quello che abbiamo attraversato. Trent’anni per capire che non saremo mai delle isole indipendenti ma parte di un tutto. Probabilmente avremo ricordi più ricchi di cui nutrirci, forse sempre più disordinati; ma pur sempre qualcosa che mettiamo dentro e poi tiriamo fuori da noi stessi. Recollection of a falling è il nostro sistema di dati accessibili e infinitamente espandibili. Come esseri umani abbiamo fornito prove sufficienti delle nostre capacità di distruggere tutto: il ricordo di una caduta, piccola o pericolosamente grande, può essere il modo per riconnetterci al mondo naturale, saltarci dentro e ricostruirlo ogni giorno.

Per 6 serate consecutive, il pubblico romano (e non solo) assisterà a un programma articolato in due creazioni coreografiche, che guardano al futuro e alla Storia, ai giovani e alla condizione femminile: Forma Mentis di Jacopo Godani e Daughters and Angels dello stesso Mauro Astolfi.

Forma Mentis, nuova creazione di un maestro della danza contemporanea osannato nei palchi di tutto il mondo – in passato solista del Ballet Frankfurt di William Forsythe e poi, dal 2015 al 2023, Direttore Artistico e coreografo della Dresden Frankfurt Dance Company – è un atto di fiducia nel futuro, un lavoro affidato a giovani straordinari danzatori che partecipano alla creazione di un manifesto artistico per le nuove generazioni. Attraverso il metodo della “danza intelligente”, Godani in Forma Mentis ricerca un equilibrio tra la presentazione di un formato d’arte contemporanea definito da un terreno etico e la creazione di un dispositivo che possa fungere da sostegno per giovani artisti, per trasformare la loro creatività in idee concrete e progettualità. Ogni passo, ogni movimento, è un’opportunità per esprimere idee e visioni, creando un dialogo dinamico con se stessi, il pubblico e le generazioni future. Non si tratta semplicemente di una performance ma di un impegno a creare un impatto duraturo, un invito a esplorare, a sognare e a creare.

Se Godani guarda dunque al futuro, nel programma di Recollection of a Falling il compito di rileggere il passato, in questo caso la Storia, è di Mauro Astolfi. Daughters and Angels è un lavoro ispirato dalla lettura di Knowledge and Powers di Isabel Pérez Molina, un testo di riferimento per tutto il settore degli Women’s Studies. Il testo incrocia un interesse di Astolfi, coltivato fin da adolescente, verso l’immaginario legato alle “streghe”, che va oltre la spettacolarità della cinematografia e alla patina della magia ma che affonda di più nei costrutti culturali, negli stereotipi di genere e di linguaggio, negli gli abusi di potere radicati ancora oggi. Secondo l’autrice del testo di riferimento, le donne in ambito medico furono le prime nella storia occidentale a conoscere e a praticare soluzioni terapeutiche di diverso tipo. Durante il Medioevo furono guaritrici, anatomiste e farmacologhe, intenditrici di piante medicinali e conoscitrici dei segreti della medicina empirica tramandata da generazione in generazione. Riconosciute dalla comunità come “donne sapienti”, ma “chafarderas” (pettegole), prima che “streghe” dalle istituzioni, destabilizzavano un certo sistema organizzato e soprasseduto dagli uomini, sfidando i limiti imposti dai modelli dominanti di genere, al punto da divenire un problema per l’élite maschile feudale e patriarcale. Durante il Rinascimento la tensione misogina si consolida, insieme alle dinamiche di esclusione per le donne in ogni campo. È in quel momento che la lotta per il controllo maschile della conoscenza e della scienza si inasprisce e comincia la caccia alle streghe.

In Daughters and Angels Mauro Astolfi rielabora così storia, sensazioni e percezioni personali, per mettere in evidenza l’automatismo folle che porta a trasformare in violenza, negazione e annichilimento tutto ciò che non si conosce. In scena, una grande seta nera rappresenta il confine immaginario di un luogo dove riunirsi di notte, per nascondersi e decidere come sopravvivere all’ignoranza legittimata. Il nero come blocco, negazione, opposizione, protesta al potere, al controllo, al mistero. Ma anche luogo di sicurezza, riservatezza e misteriosa inaccessibilità.

Sci, Paris terzo nel superG di Crans Montana

Roma, 23 feb. (askanews) – Dominik Paris torna sul podio con un bel terzo posto in 1’21″92 nel superG di Coppa del mondo di Crans Montana. Per l’azzurro si tratta del 48esimo podio in carriera. La vittoria é andata al padrone di casa, il campione svizzero Marco Odermatt, sceso in 1’21″53. Per lui é il successo n.45 in carriera e l’ottavo di questa stagione che gli sta assicurando a 28 anni la sua quarta coppa del mondo consecutiva. Alle sue spalle, il suo connazionale Alexis Monney in 1’21″81, per una doppietta svizzera. Non tripletta, grazie a Dominik Paris.

"Notte tranquilla" per il Papa al Gemelli. Nel testo dell’Angelus: pregate per me

Città del Vaticano, 23 feb. (askanews) – “Proseguo fiducioso il ricovero al Policlinico Gemelli, portando avanti le cure necessarie; e anche il riposo fa parte della terapia!”. Così Papa Francesco nel testo preparato per l’Angelus di questa VII Domenica del Tempo Ordinario. Francesco ha, quindi, voluto ringraziare “di cuore i medici e gli operatori sanitari di questo Ospedale – ha scritto – per l’attenzione che mi stanno dimostrando e per la dedizione con cui svolgono il loro servizio tra le persone malate”.

Proseguono le terapie mediche al Policlinico Gemelli di Roma dove Papa Francesco è ricoverato da dieci giorni. Fonti vaticane fanno sapere che la notte è trascorsa tranquilla e anche stamane il Pontefice viene aiutato con l’uso di ossigeno ad alti flussi dopo la crisi respiratoria di ieri. Proseguono anche gli accertamenti clinici e diagnostici i cui risultati si conosceranno nella tarda giornata di oggi.

“Si compie domani il terzo anniversario della guerra su larga scala contro l’Ucraina: una ricorrenza dolorosa e vergognosa per l’intera umanità!”. Così Papa Francesco nel testo preparato per l’Angelus che, come domenica scorsa, è stato consegnato per la lettura dopo il ricovero al Gemelli e diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede. “Mentre rinnovo la mia vicinanza al martoriato popolo ucraino, vi invito – aggiunge Francesco – a ricordare le vittime di tutti i conflitti armati e a pregare per il dono della pace in Palestina, in Israele e in tutto il Medio Oriente, in Myanmar, nel Kivu e in Sudan”. “In questi giorni mi sono giunti tanti messaggi di affetto e mi hanno particolarmente colpito le lettere e i disegni dei bambini. Grazie per questa vicinanza e per le preghiere di conforto che ho ricevuto da tutto il mondo! Affido tutti all’intercessione di Maria e vi chiedo di pregare per me”.

Papa: proseguo fiducioso il ricovero al Policlinico Gemelli

Città del Vaticano, 23 feb. (askanews) – “Proseguo fiducioso il ricovero al Policlinico Gemelli, portando avanti le cure necessarie; e anche il riposo fa parte della terapia!”. Così Papa Francesco nel testo preparato per l’Angelus di questa VII Domenica del Tempo Ordinario.

Francesco ha, quindi, voluto ringraziare “di cuore i medici e gli operatori sanitari di questo Ospedale – ha scritto – per l’attenzione che mi stanno dimostrando e per la dedizione con cui svolgono il loro servizio tra le persone malate”.

L’equilibrismo all’Onu sulla guerra in Ucraina danneggia l’immagine dell’Italia

Domani all’ONU, secondo quanto riportato stamane dal Corriere della Sera, si discuteranno due diverse risoluzioni sull’Ucraina. Da una parte quella americana – che non menziona l’aggressione e risulta congeniale alla Federazione Russa – e, dall’altra, quella di Kiev, fortemente sostenuta da Francia e Gran Bretagna. Quest’ultima ribadisce la condanna dell’aggressione russa e la difesa dell’integrità territoriale dell’Ucraina. In questo scenario, l’Italia potrebbe votare entrambe le risoluzioni, cercando così di sfuggire alla morsa dell’alternativa. Ma questa scelta scivola fatalmente verso una rappresentazione pilatesca della condotta italiana al Palazzo di Vetro. Apparirebbe un contorsionismo politico destinato a compromettere la credibilità del nostro Paese.

La responsabilità di Tajani e Meloni sta nel fare esattamente l’opposto, ovvero compiere una scelta chiara. Non puntare tutto sull’asse franco-britannico significa, in sostanza, indebolire la posizione strategica dell’Europa, facendo di Roma una “capitale basculante”, vale a dire oscillante tra Bruxelles e Washington. Purtroppo, senza una linea politica ben definita. Il voto doppio, infatti, potrebbe tradursi nel rinunciare a una posizione inequivoca sul concetto di aggressione e sul riconoscimento delle cause del conflitto, smontando il diritto dell’Ucraina all’autodeterminazione.

Insomma, pur inseguendo una mediazione finalizzata alla pace, lo slalom del governo può mettere in luce una crisi di identità nella politica estera italiana. Nel momento in cui la coesione europea è più che mai necessaria, un’Italia che all’Onu si acconcia a votare mozioni opposte può essere facilmente percepita come priva di un orientamento strategico.

Tra Europa e Stati Uniti serve anche mediare, ma non su punti o questioni così decisivi. Non stiamo parlando di dazi. Spetta allora al governo adottare un comportamento che rafforzi l’Europa nel suo sforzo di mantenere fede al rapporto con l’Ucraina, sostenendo in questa fase di estrema delicatezza le ragioni della sua lotta per l’indipendenza e la sicurezza. Solo così l’Italia potrà ritagliarsi un ruolo che nel panorama internazionale ne garantisca l’affidabilità e la coerenza.

Risultati e classifica serie A, Inter in testa

Roma, 23 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Inter-Genoa 1-0

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, Torino-Milan 2-1, Inter-Genoa 1-0, domenica 23 febbraio ore 12.30 Como-Napoli, ore 15 Verona-Fiorentina, ore 18 Empoli-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Inter 57, Napoli 56, Atalanta 51, Lazio 47, Juventus 46, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Cagliari, Como, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona

L’Europa e il mondo alle prese con un’America in libera uscita

Trump, dove ci porta? Anzi, dove ci ha portato con le sue mosse e i suoi proclami da monarca assoluto? Sembra materializzarsi un’America disinvolta, quasi in libera uscita. Per questo bisogna riflettere sulle conseguenze che già si possono cogliere nello scenario internazionale.

La rottura della fiducia transatlantica

Con la presidenza Trump si è rotto un meccanismo fondamentale: la fiducia nell’affidabilità strategica degli Stati Uniti. Fino ad oggi, l’alternanza tra Democratici e Repubblicani alla Casa Bianca non metteva in discussione il substrato di continuità della politica estera americana, specialmente nelle relazioni transatlantiche. Oggi questo principio sembra andato in frantumi. Non è solo una questione di simpatia o antipatia verso Trump, ma di credibilità degli impegni che gli Stati Uniti hanno assunto o assumono nei confronti del mondo dell’Europa.

Il rischio di un’America imprevedibile

Certamente l’America non è un sistema dittatoriale e le elezioni di mid-term previste per il 4 novembre 2026 potrebbero già rimescolare le carte, con un cambio di equilibri in Congresso. La bolla del trumpismo potebbe sgonfiarsi prima di quanto si spera o si tema. Ma il vero problema è un altro, ben più complicato: e cioè, anche volendo ipotizzare la riconquista della Casa Bianca nel 2028 da parte dei Democratici, non si tornerà automaticamente al clima di un tempo. L’alea di incertezzaintrodotta da Trump nei rapporti tra le due sponde dell’Atlantico resterà un elemento strutturale con cui fare i conti.

L’Europa può fidarsi ancora?

Ora, se il binomio europeismo-atlantismo è stato a lungo un punto di riferimento per la politica italiana ed europea, oggi s’avvia a trasformarsi in un fardello per l’una o l’altra parte. La questione dei dazi De Gasperi, che immaginò l’integrazione europea in piena sintonia con la scelta atlantista, come valuterebbe questa situazione? Gli europei possono continuare a investire nell’alleanza con un partner che in nome dell’America first smantella la storia degli  ultimi 80 anni? 

Non è accettabile che Washington si costituisca come centrale di propaganda per interferire nelle elezioni di un Paese europeo, come nel caso dei reiterati endorsement di Musk a favore dell’estrema destra tedesca. 

È questa la ragione per la quale l’Europa è obbligata a ridefinire con un guizzo di orgoglio e determinazione la propria fisionomia di entità sovranazionale indipendente. Forse siamo davvero di fronte a un cambio di paradigma che si padroneggia solo con il ricorso a un di più di responsabilità ed equilibrio.

Dibattito | La risposta alla destra è nella Costituzione.

Viviamo una fase geopolitica drammatica, con il mondo alla mercé di un dittatore, Vladimir Putin, condannato per “crimini di guerra e deportazione”, e di un ex presidente pluriinquisito per diversi reati, Donald Trump, salvato dall’immunità presidenziale. Due pericolosi “Dottor Stranamore”, di fronte ai quali possiamo solo sperare che il buon senso non soccomba al prevalere degli istinti peggiori.

A questo duo si aggiunge la figura del leader cinese Xi Jinping, che tra i tre appare il più lucido, forte degli insegnamenti del confucianesimo, di Lao Tzu e di Mao. Nel frattempo, l’Europa, ultimo baluardo delle democrazie liberali, resta paralizzata nel suo immobilismo, in attesa del voto tedesco, cruciale per la sua stessa sopravvivenza politico-istituzionale.

Di fronte alle quotidiane e sciagurate esternazioni di Trump, appare incomprensibile l’assenza di reazione da parte dei democratici americani che, frastornati dalla sconfitta elettorale, sembrano incapaci di assumere un ruolo coerente con la loro storia e tradizione politica. L’unica, timida opposizione all’interno del Congresso Usa proviene dalle residue componenti storiche repubblicane, mentre nell’area trumpiana è in corso una gara a chi si spinge più a destra tra Elon Musk e Steve Bannon, entrambi orgogliosi di ostentare il saluto nazista.

Alla convention della destra mondiale, il rappresentante del Rassemblement National, Jordan Bardella, si è rifiutato di intervenire dopo quanto accaduto con Bannon. Invece nella serata di ieri non è mancata la voce della Meloni, ancora una volta preoccupata di…dare ragione a Trump.

D’altronde, la destra in Italia è impegnata in una competizione interna tra Fratelli d’Italia e Lega per dimostrare chi sia più radicale, mentre Forza Italia è ridotta al ruolo di comprimaria, senza infamia e senza lode. Anche a sinistra la situazione è segnata da profonde divisioni in politica estera tra PD e M5S, mentre nell’area cattolica continua una diaspora suicida sul tema delle alleanze, senza che si sia minimamente affrontata la costruzione di un programma politico ispirato ai valori fondanti della dottrina sociale cristiana.

Da un lato, Tempi Nuovi persegue un confronto con il Pd; dall’altro, Gianfranco Rotondi tenta di rilanciare una nuova Democrazia Cristiana, rimanendo però saldo nella sua scelta di campo a destra con Meloni. Giorgio Merlo, con Scelta Popolare, punta invece a un’aggregazione centrista con Forza Italia, espressione ufficiale del Ppe. Un tentativo lodevole, ma con poche possibilità di portare Antonio Tajani e il suo partito fuori dall’alleanza organica con la destra, scenario che appare oggettivamente improbabile, se non impossibile.

Rotondi e Merlo, pur con strategie differenti, potranno ottenere qualche vantaggio sul piano delle candidature, ma finiranno inevitabilmente con il ricoprire un ruolo subalterno rispetto ai rispettivi referenti politici.

In questo contesto, solo gli amici di Iniziativa Popolare continuano a sostenere una scelta chiaramente centrista: alternativa alla destra nazionalista e sovranista, ma anche distinta e distante da una sinistra priva di identità. Una posizione che presuppone il ritorno a una legge elettorale di tipo proporzionale.

Non a caso, nell’ipotesi in cui il governo Meloni decidesse di procedere con la riforma del premierato, Iniziativa Popolare si sta facendo promotrice di un sistema di cancellierato sul modello tedesco, capace di coniugare la stabilità di governo con il mantenimento della Repubblica parlamentare e di una legge elettorale proporzionale. Un modello che garantirebbe, inoltre, l’istituto della sfiducia costruttiva, strumento essenziale per la governabilità.

Mi auguro che prevalga il buon senso e che le diverse anime del cattolicesimo democratico, inclusi coloro che stanno maturando nuove esperienze in sintonia con la “Rete di Trieste”, possano convergere su un programma politico chiaro e comprensibile agli elettori: difendere e attuare integralmente la Costituzione repubblicana. Un testo che contiene gran parte dell’ispirazione personalistica della dottrina sociale cristiana, sapientemente infusa dai nostri padri costituenti della Democrazia Cristiana nel fondamento della nostra convivenza civile.

Touring club: destinazione culturale per l’ex chiesa al centro della Città dei Papi.

“Polo culturale polivalente”. Sarebbe la destinazione ideale per la chiesa ex Tribunale di Viterbo in piazza Fontana Grande secondo il Club di Territorio del Touring Club Italiano recentemente costituito sotto il coordinamento di Vincenzo Ceniti con i consiglieri Simonetta Badini, Elisabetta Deminicis, Maria Antonietta Germano, Umberto Laurenti e Rosetta Virtuoso. 

L’indicazione, maturata nella riunione di alcuni giorni fa  –  peraltro condivisa da varie associazioni, istituzioni della città e singoli cittadini – è stata ufficializzata in una nota inviata alla sindaca Chiara Frontini in cui si auspica una razionale ristrutturazione dell’immobile con arredi e servizi adeguati al fine indicato e ciò anche in relazione alla candidatura di Viterbo a Capitale europea della Cultura 2033. 

Il progetto di riqualificazione della chiesa – si legge nella relazione allegata alla nota – è una priorità assoluta, soprattutto in considerazione degli attuali lavori di restauro dell’ex convento annesso. Lo spazio della ex chiesa, nobilitato da vicende religiose (è stata frequentata dai Carmelitani) e civili (già Tribunale e Corte d’Assise di processi famosi) e dalla presenza della tomba, mai ritrovata, di uno dei cittadini più illustri di Viterbo, Giovan Francesco Romanelli, è quanto di meglio si possa avere in città,  peraltro priva di simile strutture per accogliere incontri letterari, musicali, teatrali e mostre d’arte, sia storiche che contemporanee. 

La centralità della ex chiesa acquista una funzionalità importante per la fruizione del centro storico della città. Alcune attività espositive pregresse hanno dimostrato come le iniziative culturali possano catalizzare l’interesse della cittadinanza.

“Si auspica pertanto – conclude la nota – che da parte dell’amministrazione comunale e della cittadinanza ci sia una particolare sensibilità alla valorizzazione dell’edificio con una destinazione consona alla sua storia. Da parte del Touring Club ci sarà la massima collaborazione per la funzionalità della sala secondo la destinazione auspicata”.  

 

Touring Club

Nella foto, l’interno della Chiesa dei SS. Teresa e Giuseppe di Viterbo (ex Tribunale)

Paul Claudel colpito dalla luce di Dio

Paul Claudel, ed è subito poesia. Già il nome e il cognome, pronunciati insieme, ne hanno tutto il suono, una rarefatta atmosfera che porta il lettore a confrontarsi con l’arte poetica. I versi dello scrittore e diplomatico francese morto a Parigi 70 anni fa, hanno proprio quel fascino – tipico della poesia – che non conosce tramonto. Una sua parola diviene così luce che trapassa il cuore e tutto l’essere. Ed è stata proprio la luce di Dio a colpire l’anima poetica di Claudel.

Lo narra lui stesso: «Ero in piedi tra la folla, vicino al secondo pilastro rispetto all’ingresso del coro, a destra, dalla parte della sacrestia. In quel momento capitò l’evento che domina tutta la mia vita. In un istante il mio cuore fu toccato e io credetti». E ancora più avanti descrive l’essenza del cristiano, di tutti i cristiani: «Come sono felici le persone che credono! Ma era vero? Era proprio vero! Dio esiste, è qui. È qualcuno, un essere personale come me. Mi ama, mi chiama. Le lacrime e i singulti erano spuntati, mentre l’emozione era accresciuta ancor più dalla tenera melodia dell’Adeste, fideles».

La conversione avvenne quando non aveva ancora trent’anni, nel 1886, durante la messa di Natale celebrata a Notre-Dame a Parigi, ascoltando il canto del Magnificat. Maria porta sempre a Gesù. Ma dietro a questo turbinio di sentimenti, dietro Claudel ci sarà una filosofia della poesia, una ratio dell’illogicità poetica: un’architettura che il poeta francese aveva ben consolidato grazie non solo alle sue letture giovanili (Mallarmé, Verlaine e Rimbaud, per fare qualche esempio) ma anche grazie alla stesura di un testo chiamato proprio Art poétique: l’8 giugno 1907 per il Mercure de France il volume viene dato alle stampe. Nel suo Paul Claudel (Morcelliana, 1947), il poliedrico presbitero e critico d’arte Ennio Francia, scrive: «L’Art poétique è un punto di partenza e al tempo stesso di arrivo. L’espressione va presa ugualmente nel significato oraziano di suggerimento, di dettato, quasi una logica letteraria che giustifichi l’avventura e le sue complicazioni e in quello aristotelico in cui la dottrina del poeta nelle sue linee fondamentali è già data e alle quali le ulteriori investigazioni diversamente ritornano e riconducono». 

Mirabile sintesi di ciò che rappresenta questo piccolo (non certo per i temi trattati) libretto di Claudel nella sua vita di poeta ma anche di filosofo. Forse, questo ragionare sull’arte poetica fu anche aiutato dal momento biografico in cui fu scritto: Art poétique fu redatto in Cina ai primi del Novecento. In queste pagine troviamo espressioni linguistiche assai ardimentose che toccano temi come quelli dell’antica estetica medievale e della metafisica del bello, fino ad arrivare a prendere in esame la Summa di Tommaso d’Aquino e il De ordo di Agostino. Ed è proprio con una citazione del santo d’Ippona che prende vita il libro. E una citazione presa dalla V epistola a Marcellino: Sicut creator, ita moderator. Donec universi seculi pulcritudo… velut magnum carmen ineffabilis modulatoris. Parole che spazzano via il tempo che nel concetto di bellezza si ritrova, spogliato di tutto, perché solamente Dio può essere il grande custode della bellezza e del tempo.

Le pagine dell’Art poétique non sono semplici: complesse nella loro stesura, si riempiono di rimandi acrobatici tra la Sacra Scrittura, Lucrezio, il prediletto Mallarmé e addirittura Poe. Il grande pregio del testo di Claudel è racchiuso nel suo essere quasi propedeutico alla comprensione della sua stessa poesia, una realtà fatta di forme (forme fermée), di parole essenziali che – riprendendo Agostino – non possono che nascere dalla propria esperienza di vita vissuta e che riescono a essere intellegibili solamente se ispirate da Dio. In una lettera a l’abbé Bremond sur l’insipration poétique (1927) scriverà: «Comprendiamo (nel senso poetico del termine) passando su ciò che passa. È in questo senso che la poesia libera delle cose la loro essenza pura, che è essere creature di Dio e testimonianza di Dio».

Meloni: c’è chi spera che Trump si allontani da Ue, non succederà

Roma, 22 feb. (askanews) – “I nostri avversari sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni verranno smentiti”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo in collegamento alla Cpac di Washington.

“So che alcuni di voi potrebbero vedere l’Europa come distante o addirittura perduta – ha aggiunto – dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dirigenti e dei media mainstream che hanno importato e replicato nel vecchio continente”.

Quanto all’Italia, Meloni ha sottolineato il “legame profondo e indissolubile con gli Stati Uniti. Legame forgiato dalla storia e da valori condivisi, incarnato anche dai tantissimi americani di origine italiana, che da generazioni contribuiscono alla prosperità dell’America. A loro dico grazie, per essere eccezionali ambasciatori della passione, della creatività e del genio italiani”.

Ucraina, Meloni: con Trump non vedremo disastro Afghanistan

Roma, 22 feb. (askanews) – “La felicità dipende dalla libertà e la libertà dipende dal coraggio. Lo abbiamo dimostrato quando abbiamo fermato le invasioni, conquistato le nostre indipendenze e rovesciato i dittatori. E lo abbiamo fatto insieme negli ultimi tre anni in Ucraina dove un popolo orgoglioso lotta per la propria libertà contro un’aggressione brutale. E dobbiamo continuare oggi a lavorare insieme per una pace giusta e duratura”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo in collegamento al Cpac negli Usa.

“Una pace che può essere costruita solo con il contributo di tutti, ma soprattutto con forti leadership. E so che con Donald Trump alla guida degli Stati Uniti, non vedremo mai più il disastro che abbiamo visto in Afghanistan quattro anni fa”, ha aggiunto.

Accoltellamento mortale in Francia, Macron: atto terroristico islamico

Roma, 22 feb. (askanews) – E’di almeno un morto e cinque feriti il bilancio delle vittime di un attacco all’arma bianca avvenuto in un mercato della località francese di Mulhouse: il presunto autore è stato arrestato.

Come riferisce la Procura di Mulhouse, i cinque feriti appartengono alla guardia municipale e due di loro sarebbero in condizioni gravi; nessun dettaglio invece né sull’identità della vittima che su quella dell’assalitore, che risulterebbe già schedato dall’antiterrorismo francese.

Secondo fonti di polizia il presunto aggressore, un 37enne di origine algerina, era stato colpito da un decreto di espulsione e si trovava attualmente agli arresti domiciliari.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato di “indubbio atto terroristico islamico”; il ministro degli Interni, Bruno Retailleau, dovrebbe recarsi in serata sul luogo dell’attacco.

Il nuovo attacco della Russia a Mattarella

Roma, 22 feb. (askanews) – La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha attaccato di nuovo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le sue “dichiarazioni blasfeme” sulla Russia e il Terzo Reich.

“Oggi abbiamo incontrato il giornalista dell’agenzia di stampa International Reporters e autore del canale telegram Donbass Italia, Vincenzo Lorusso. Un giornalista italiano ha depositato le prime 10.000 firme dei suoi connazionali per una petizione che condanna le dichiarazioni blasfeme del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in cui paragona la Russia al Terzo Reich. Più di ventimila persone hanno già firmato le scuse alla Federazione Russa e a tutto il popolo russo”, scrive Zakharova sul suo canale Telegram.

“A differenza di alcuni dei suoi dirigenti, l’Italia e la gente comune italiana ricordano molto bene l’impresa dell’Unione Sovietica e il colossale contributo dei suoi popoli alla Vittoria. Ricordano anche il loro potente movimento partigiano, al quale, tra l’altro, parteciparono attivamente migliaia di eroi sovietici che combatterono contro il fascismo fianco a fianco con i loro compagni italiani.

Al termine dell’incontro abbiamo eseguito insieme una parte della canzone popolare italiana, inno della Resistenza e degli antifascisti italiani, ‘Bella Ciao'”, conclude.

Meloni: c’è chi spera che Trump si allontani da noi, non succederà

Roma, 22 feb. (askanews) – “I nostri avversari sperano che il presidente Trump si allontani da noi. Ma conoscendolo come un leader forte ed efficace, scommetto che coloro che sperano nelle divisioni verranno smentiti”. Lo ha detto, tra le altre cose, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo in collegamento alla Cpac di Washington.

“So che alcuni di voi potrebbero vedere l’Europa come distante o addirittura perduta – ha aggiunto – dico che non lo è. Sì, sono stati commessi degli errori. Le priorità sono state mal riposte, soprattutto a causa delle classi dirigenti e dei media mainstream…”.

Risultati e classifica serie A, Torino a quota 31

Roma, 22 feb. (askanews) – Questi i risultati e a classifica di serie A dopo Torino-Milan 2-1

26^ GIORNATA Lecce-Udinese 0-1,Parma-Bologna 2-0, Venezia-Lazio 0-0, Torino-Milan 2-1, ore 20,45 Inter-Genoa, domenica 23 febbraio ore 12.30 Como-Napoli, ore 15 Verona-Fiorentina, ore 18 Empoli-Atalanta, ore 20.45 Cagliari-Juventus, lunedì 24 febbraio ore 20.45 Roma-Monza

Classifica: Napoli 56, Inter 54, Atalanta 51, Lazio 47, Juventus 46, Fiorentina 42, Bologna*, Milan* 41, Roma 37, Udinese 36, Torino 31, Genoa 30, Cagliari, Como, Lecce 25, Verona, Parma 23, Empoli 21, Venezia 17, Monza 14. * una partita in meno (Bologna-Milan 26 o 27 febbraio)

27ª GIORNATA Venerdì 28 febbraio ore 20.45 Fiorentina-Lecce, sabato 1° marzo ore 15 Atalanta-Venezia ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Udinese-Parma, domenica 2 marzo ore 12.30 Monza-Torino, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona