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sabato, 24 Gennaio, 2026
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Schlein: coalizione più di alleanza partiti, Pd perno fondamentale

Roma, 30 nov. (askanews) – E’ “violenta e inaccettabile l’irruzione che ha subito” la redazione della Stampa. “Ogni sede di giornale è un presidio fondamentale di libertà e democrazia. Davanti a questo tornante della storia cruciale, dobbiamo anteporre il senso di responsabilità anche ai distinguo”. Così la segretaria dem Elly Schlein a Montepulciano, anche qui “testardamente unitaria”.

“E’ il tempo di costruire l’alternativa, far prevalere” gli elementi che “uniscono, non le distinzioni” e “dobbiamo discuterli per farli diventare più forti. Accanto a ogni critica serve la nostra proposta, una visione di futuro per il paese di respiro che sia molto di più di un’allenza di partiti”, ha sottolineato Schlein. Il “nostro partito è perno fondamentale”, posizione “conquistata tornata dopo tornata. Non partiamo da zero e dobbiamo chiarirlo bene”, ha evidenziato.

Schlein: Pd forza plurale, no partito personale dove parla solo capo

Montepulciano (Si), 30 nov. (askanews) – Questi “tre giorni” a Montepulciano sono un “contributo prezioso” di cui “raccoglieremo insieme i semi. Ringrazio chi si è speso, ha portato idee, ascolto, tutto ciò non può che arricchire il Pd. Sono molto orgogliosa anche di guidare una grande comunità, larga, aperta e anche plurale, fatta di tanti protagonisti, tante voci e sensibilità importanti. Straordinarie energie” dai “circoli” a “chi allestisce i gazebo”, “chi fa il volontario e la nostra classe dirigente diffusa, i nostri sindaci, gli amministratori locali, i nostri parlamentari e il gruppo dirigente e territoriale insieme”. Così la segretaria dem Elly Schlein, intervenendo a Montepulciano alla kermesse organizzata dalla ‘maggioranza’ del partito.

“La voglia di partecipare distingue il nostro modo di abitare il partito, è la nostra forza e più provano a raccontarci il contrario più dobbiamo rivendicare che siamo partito plurale che discute, non un partito personale. Se in Italia ci sono tanti partiti personali, non è che quelli strani siamo noi”. Lo sono quelli dove “non vola mosca perché parla il capo”, ha aggiunto.

Il Pd è la “casa di tutti coloro che condividono una idea del futuro”, ha sottolineato, puntualizzando come le “culture che l’hanno fondato” ne sono una “ricchezza” e contribuiscono alla “sintesi. Non significa galleggiare per non scontentare nessuno, significa discutere per poi assumere decisioni nette per farci capire da chi è fuori”.

Il Papa dalla Turchia: pace, ecologia e nuove tecnologie sono sfide da affrontare insieme

Roma, 30 nov. (askanews) – Sono quelle della pace, dell’ecologia e delle nuove tecnologie le nuove sfide che i cristiani debbono affrontate assieme e che, quindi, costituiscono un campo di vero ecumenismo. Un invito ad uno sforzo comune in questa direzione è giunto da Papa Leone XIV nel suo discorso a Istanbul, nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio, dove ha partecipato alla Divina Liturgia presieduta dal Patriarca greco-ortodosso di Costantinopoli Bartolomeo I. Ultima tappa prima della sua partenza dalla Turchia alla volta del Libano dove si concluderà il suo primo viaggio apostolico fuori dall’Italia.

“Per rimanere fedeli alla volontà del Signore di prenderci cura non solo dei nostri fratelli e sorelle nella fede, ma di tutta l’umanità e dell’intero creato, le nostre Chiese sono chiamate a rispondere insieme agli appelli che lo Spirito Santo rivolge loro oggi. – ha premesso in pontefice nel suo discorso – Innanzitutto, in questo tempo di sanguinosi conflitti e violenze in luoghi vicini e lontani, i cattolici e gli ortodossi sono chiamati ad essere costruttori di pace. Si tratta certamente di agire e di porre delle scelte e dei segni che edificano la pace, ma senza dimenticare che essa non è solo il frutto di un impegno umano, bensì è dono di Dio”.

“Perciò, la pace si chiede con la preghiera, con la penitenza, con la contemplazione, con quella relazione viva col Signore che ci aiuta a discernere parole, gesti e azioni da intraprendere, perché siano veramente a servizio della pace”, ha detto il pontefice.

Ma, ha subito aggiunto, “un’altra sfida che le nostre Chiese devono affrontare è la minacciosa crisi ecologica” che richiede “un’autentica conversione spirituale per cambiare direzione e salvaguardare il creato. Cattolici e ortodossi siamo chiamati a collaborare per promuovere una nuova mentalità in cui tutti si sentano custodi del creato che Dio ci ha affidato”.

Infine, l’ultima sfida è stata indicata nell’uso “delle nuove tecnologie, specialmente nel campo della comunicazione. Consapevoli degli enormi vantaggi che esse possono offrire all’umanità, cattolici e ortodossi devono operare insieme per promuoverne un uso responsabile al servizio dello sviluppo integrale delle persone, e un’accessibilità universale, perché tali benefici non siano solo riservati a un piccolo numero di persone e a interessi di pochi privilegiati”, ha concluso il Papa.

Al termine della Divina Liturgia, presieduta dal Patriarca Bartolomeo I, che si è tenuta stamane nella Chiesa Patriarcale di San Giorgio, Papa Leone e il Patriarca Bartolomeo si sono affacciati dal balcone della sede Patriarcato greco-ortodosso a Istanbul per la benedizione ecumenica congiunta, da lui pronunciata in lingua latina.

I due hanno salutato e poi benedetto la piccola folla riunta nel cortile sottostante all’edificio. Dopo il pranzo con il Patriarca, Papa Leone XIV è giunto all’aeroporto Istanbul-Ataturk per lasciare la Turchia, dopo avervi trascorso quattro giorni, e iniziare la seconda tappa del suo primo viaggio apostolico fuori dall’Italia, a Beirut, in Libano.

Israele, Netanyahu ha chiesto (per i casi di corruzione) la grazia al presidente Herzog "nell’interesse nazionale"

Roma, 30 nov. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha presentato una richiesta di grazia al Presidente Isaac Herzog per i casi di corruzione a suo carico. Lo riportano i media israeliani. Stando a quanto riferito dall’ufficio di presidenza israeliano, la richiesta è stata presentata al Dipartimento Legale dell’Ufficio del Presidente dall’avvocato di Netanyahu, Amit Hadad. “Come previsto dalle linee guida e dalle procedure, la richiesta è attualmente in fase di trasferimento al Dipartimento per la Grazia del ministero della Giustizia, che raccoglierà i pareri di tutte le autorità competenti – si precisa nel comunicato – dopo questa fase, i pareri saranno trasmessi al Consulente Legale dell’Ufficio del Presidente e al suo team per formulare un ulteriore parere per il Presidente”. “L’Ufficio del Presidente è consapevole che si tratta di una richiesta straordinaria con importanti implicazioni – si sottolinea nella nota – dopo aver ricevuto tutti i rilevanti pareri, il Presidente prenderà in considerazione la richiesta con responsabilità e sincerità”.

In un videomessaggio diffuso dopo aver presentato la richiesta di grazia al Presidente Isaac Herzog, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che è nell’interesse nazionale che il processo a suo carico per corruzione, in corso da sei anni, finisca.

“Sono passati quasi dieci anni dall’inizio delle indagini contro di me. Il processo su queste questioni è in corso da quasi sei anni e si prevede che continuerà per molti altri anni”, ha detto il premier citato dal Times of Israel. Secondo Netanyahu sarebbero stati commessi “gravi crimini” nel costruire il caso contro di lui, per cui il suo interesse personale sarebbe quello di portare avanti il processo per essere scagionato da tutte le accuse. “Ma la sicurezza e la realtà diplomatica – l’interesse nazionale – esigono il contrario”, ha proseguito Netanyahu. “Israele sta affrontando enormi sfide, e insieme grandi opportunità. Per respingere le minacce e cogliere le opportunità, è necessaria l’unità nazionale”, ha rimarcato il premier, secondo cui portare avanti il processo “ci lacera dall’interno”.

“Accresce le divisioni e approfondisce le fratture. Sono certo, come molti altri nella nazione, che una fine immediata del processo contribuirebbe notevolmente a placare le fiamme e a promuovere un’ampia riconciliazione, qualcosa di cui il nostro Paese ha disperatamente bisogno”, ha rimarcato.

Il piano di pace Usa, Rubio e Witkoff incontrano in Florida Umerov e la delegazione ucraina

Roma, 30 nov. (askanews) – Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, l’inviato speciale, Steve Witkoff, e il genero del presidente americano, Jared Kushner, incontreranno oggi in Florida la delegazione ucraina per discutere del piano di pace dell’amministrazione Trump per l’Ucraina. Lo riporta il New York Times citando un alto funzionario Usa.

Come anticipato ieri dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, i colloqui verteranno sul piano emendato lo scorso fine settimana a Ginevra. “La parte americana sta dimostrando un approccio costruttivo e nei prossimi giorni sarà possibile definire i passi per stabilire come porre fine alla guerra in modo dignitoso”, ha rimarcato Zelensky. Dopo le dimissioni del capo dell’ufficio presidenziale ucraino, Andriy Yermak, che aveva guidato la delegazione ucraina a Ginevra, ieri Zelensky ha annunciato che sarà il segretario del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa nazionale, Rustem Umerov, a guidare i negoziatori di Kiev nei colloqui in Florida.

Tre italiani feriti in un attacco dei coloni vicino Gerico. Tajani: Israele fermi queste violenze

Roma, 30 nov. (askanews) – Tre cittadini italiani e un cittadino canadese sono rimasti feriti in un attacco lanciato oggi da coloni israeliani nella comunità di Ein al-Duyuk, vicino a Gerico, in Cisgiordania. Lo riporta l’agenzia di stampa Wafa. “Ho appena ho parlato con il console d’Italia a Gerusalemme, mi ha aggiornato sulla situazione, mi ha detto che sono feriti ma non sono gravi, stanno rientrando a Ramallah e quindi dovrebbero essere raggiungibili nel pomeriggio, quindi cercherò di parlare con loro anche nel pomeriggio”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando all’assemblea di Noi moderati in corso a Roma. “Non possiamo che ribadire – ha aggiunto Tajani – la condanna per ciò che accade, proprio l’altro giorno avevamo diffuso una nota congiunta Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna di condanna di ciò che stanno facendo i coloni in Cisgiordania, quindi continuiamo a ribadire questo. Abbiamo avviato delle sanzioni nei confronti di alcuni coloni come Unione europea. Basta aggressioni, non è questo il modo per rivendicare anche le proprie ragioni”. “La Cisgiordania – ha proseguito – non deve essere annessa, siamo assolutamente contrari, deve essere rispettata la popolazione civile palestinese. E’ gravissimo che vengano attaccati villaggi cristiani, non perché i cristiani abbiano più diritto dei palestinesi, ma perché i cristiani rappresentano un elemento di stabilità e di moderazione in tutto il Medio Oriente. Quindi l’appello che lanciamo anche al governo di Israele è di fermare i coloni e impedire che continuino queste violenze che non servono alla realizzazione del piano di pace per il quale tutti quanti stiamo lavorando, dobbiamo passare dalla prima alla seconda fase, iniziative del genere certamente non aiutano a rasserenare gli animi”.

Mps-Mediobanca, Tajani: Giorgetti sempre corretto, attacchi fuori luogo

Roma, 30 nov. (askanews) – “Io ho la massima fiducia nel ministro Giorgetti che si è sempre comportato correttamente, quindi attaccare il ministro Giorgetti è fuori luogo. Noi lo difendiamo perché ribadiamo che si è sempre comportato correttamente”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando all’assemblea di Noi moderati in corso a Roma

“Possiamo avere avuto anche delle opinioni diverse sulla questione della Golden Power, sulla base giuridica, ma questo non ha nulla a che vedere con la correttezza del suo comportamento, un conto sono le scelte politiche e un conto è la correttezza. Quindi io ribadisco che il ministro Giorgetti ha la mia piena fiducia e il sostegno di Forza Italia, quindi rispingiamo al mittente le accuse che gli vengono rivolte”, ha aggiunto.

M.O., Tajani: italiani feriti non gravi, stanno rientrando a Ramallah

Roma, 30 nov. (askanews) – “Ho appena ho parlato con il console d’Italia a Gerusalemme, mi ha aggiornato sulla situazione, mi ha detto che sono feriti ma non sono gravi, stanno rientrando a Ramallah e quindi dovrebbero essere raggiungibili nel pomeriggio, quindi cercherò di parlare con loro anche nel pomeriggio”. Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, arrivando all’assemblea di Noi moderati in corso a Roma, in merito alle condizioni dei tre italiani feriti in Cisgiordania.

Subito virale il video "Ragazze facili" di Cesare Cremonini

Milano, 30 nov. (askanews) – “Ho scritto questa canzone in pochi minuti al pianoforte, ma ci ho messo una vita a trovarla. – racconta Cesare a cuore aperto – Mi è stato chiesto di compiere l’atto più disarmante e rivoluzionario per un uomo: trovare il coraggio di amare e mostrarsi vulnerabili. Mentre cercavo di soffiare via con la solita leggerezza tutta la cenere di quel fuoco spento mi sono accorto che qualcosa stava franando dentro di me e non potevo più indugiare: “Ragazze facili” è stata l’esplosione che ha rotto la diga. Siamo rinati insieme, io e lei. È solo riconoscendo le proprie debolezze, chiamandole per nome che si può aprire una riflessione profonda su un tema che ci tocca da vicino: il coraggio di correre il rischio di amare”. Così spiega “Ragazze facili” Cesare Cremonini, che del brano è oltre che l’unico autore anche il produttore artistico. Il video è subito un successo ed è diventato virale in poche ore.

“Ragazze facili” si spinge oltre la retorica delle canzoni d’amore dedicate a una donna, raccontando tutta la fragilità dell’uomo moderno di fronte a sé stesso. In pochi minuti fotografa il momento preciso in cui un uomo si toglie la maschera e abbandona gli alibi di cui è solito circondarsi, svelando che le ragazze facili, intese come la via più facile per nascondersi e difendersi dal dolore, non esistono. Sono fantasmi della sua mente.

Musicalmente la canzone è un brano in cui puoi scorgere l’amore eterno per i grandi cantautori anglosassoni come David Bowie, Paul Mc Cartney, Elton Johann, ma anche i Queen nell’utilizzo teatrale dei cori, quasi ci trovassimo ad ascoltare un brano in un musical gospel di Broadway. La canzone è nutrita quindi da una memoria sonora proveniente dagli anni Settanta, ma calata, grazie al linguaggio di Cremonini, perfettamente nel quotidiano.

“Ragazze facili”, che dell’album “ALASKA BABY” è il tempio emotivo e il brano di maggior spessore autorale, vede al lavoro un team d’eccezione della musica italiana e internazionale : è stato infatti registrato a Londra nel marzo del 2024 nei British Grove Studios di Mark Knopfler, al pianoforte vanta la straordinaria partecipazione di Mike Garson, leggendario pianista e guru di Bowie, ai cori la voce inarrivabile di Elisa e per i raffinati arrangiamenti orchestrali ancora una volta la collaborazione con il maestro, compositore e direttore d’orchestra Nick Ingman.

Per il videoclip del brano invece un regista d’eccezione, lo straordinario fotografo e regista Greg Williams, già autore di celebri scatti di Cesare Cremonini durante il tour estivo negli stadi. Una collaborazione, quella tra l’artista bolognese e il fotografo inglese, che dura da tempo e che ancora una volta ha dato vita ad un’opera artistica fuori dal tempo e dagli schemi. Il video, girato in una Londra autunnale e piovosa, racconta la comparsa di allucinazioni emotive causate da un distacco con la persona amata. Il bianco e nero e la fotografia di questo piccolo gioiello che premia lo stile inconfondibile di Greg Williams, crea una atmosfera cinematografica d’altri tempi, estremamente connessa con i sentimenti espressi nella canzone, rendendo anche questo nuovo capitolo di Cremonini un “istant classic” che si aggiunge alla sua produzione artistica unica.

“Ragazze facili”, nella sua versione live, è contenuta nell’album “Cremonini Live25” (uscito lo scorso21 novembre): triplo album dal vivo che cattura e traduce in musica la forza di un tour che ha attraversato 13 grandi stadi in tutto il paese, attirando centinaia di migliaia di spettatori rimasti rapiti da uno show che ha combinato narrazione visiva, scrittura musicale e una presenza scenica eccezionale, confermando Cesare Cremonini come uno dei performer più potenti e completi della musica italiana contemporanea. Da oggi disponibile in esclusiva nell’edizione digitale anche la cover live del celeberrimo brano degli Oasis, “Cigarettes & Alcohol”, che Cesare ha cantato sul palco durante la data di Bari quest’estate.

L’album “Cremonini Live25” accompagnerà il pubblico ai 4 grandi eventi live della prossima estate con il “Cremonini Live26”, che toccherà alcuni luoghi iconici della musica in Italia: il Circo Massimo di Roma (6 giugno), l’Ippodromo SNAI La Maura di Milano (10 giugno), l’Autodromo di Imola Enzo e Dino Ferrari – Music Park Arena (13 giugno), la Visarno Arena di Firenze (17 giugno).

Pasolini profeta: riflessioni sul Black Friday

Libero anche da quel minimo di vincoli costituito dai rimandi religiosi del Natale, il Black Friday è ormai pronto ad anticiparlo e sostituirlo almeno per tutto il tempo prenatalizio. Non soltanto la Vigilia di Natale è estesa oggi ad un mese: il Black Friday si candida a subentrale tout court, anzi lo ha già fatto. Con una seduzione di massa che ha pochi uguali. 

È l’AI, il pericolo?

E il pericolo sarebbe la misteriosa Intelligenza Artificiale? Mentre ci si logora ad immaginare quanto si sarà liberi e quanto manipolati  nel frattempo – e sicuri di essere liberi – riempiamo i carrelli.

Poi arriverà anche il Natale con la sua poetica e le Messe di mezzanotte; intanto “già è qui vento di notte”, come direbbe Brecht: via alla corsa, mano al portafoglii, sesso senza amore.

Nel suo editoriale su Avvenire del 28 Novembre (su cui ritorneremo) Luigino Bruni ci ricorda che proprio in questo “cimento cultuale 2025” del capitalismo cade il cinquantesimo della morte di Pier Paolo Pasolini, soggetto controverso ma profeta chiarissimo sul tempo che si stava apparecchiando, fosse globale o meno. Totale e pervasiva sarebbe stata la filosofia che si annunciava: la libertà è, prima di tutto, accesso agli acquisti, il senso – se mai ce ne fosse stato uno – l’avremmo capito dopo. Dopo, cioè mai.

I cittadini ridotti a consumatori sembrano essere d’accordo: chiese vuote, associazioni senza iscritti, famiglie senza bambini, elezioni senza votanti, ma centri commerciali pieni e carte fidelity (al mercato) a go-go.

Affidiamo la nostra salvezza alle merci. Punto.

Le ritualità del Black Friday

Come dice Bruni, il consumatore che non risulta presente al sacro rito della messa commerciale, perché distratto ha comprato lo stesso prodotto un giorno prima dell’inizio degli sconti, si sentirà colpevole e stupido. “Il «senso di colpa» è infatti un meccanismo essenziale di questa religione”, ci ricorda Bruni. “In Occidente il capitalismo si è sviluppato parassitariamente sul cristianesimo (… ) Questo culto è colpevolizzante. Il capitalismo è presumibilmente il primo caso di un culto che non consente espiazione, bensì produce colpa  (W. Benjamin)”. 

Il capitalismo come religione

La “questione cultuale” su cui si innesta il Black Friday è intrinseca al capitalismo come una chiesa di scientology: chiede la consegna dell’anima e non consente diserzioni. Nella vita di tutti i giorni una prestazione che viene meno è diserzione.

C’è quindi una ascesi del capitalismo come religione, che consite nel ricevere un debito e nell’esser messi al lavoro per estinguerlo, momento in cui però non avverrà nessuna nemes poiché in cambio si riceverà un nuovo debito e un nuovo dovere di passare la vita ad estinguerlo (Elettta Stimilli, Il debito del vivente – Ascesi e capitalismo, 2011). Ci si trova in difetto, in colpa, in debito, senza che dipenda da noi.

La morale capitalistica sottovalutata dalla Chiesa

Pasolini d’altronde l’aveva profetizzato in un suo editoriale sul Corriere della Sera del maggio 1973, che prendeva spunto da una dissacrante pubblicità di Oliviero Toscani per una marca di jeans. Nel pezzo prefigurava anche tempi grami per la Chiesa, che riteneva sottovalutasse la filosofia seduttiva del capitalismo (salvo il pensare di potervi far fronte con i soliti richiami moralistici).

“… Il Concordato non è stato un sacrilegio negli anni trenta, ma lo è oggi, se il fascismo non ha nemmeno scalfito la Chiesa, mentre oggi il Neocapitalismo la distrugge. L’accettazione del fascismo è stato un atroce episodio: ma l’accettazione della civiltà borghese capitalistica è un fatto definitivo, il cui cinismo non è solo una macchia, l’ennesima macchia nella storia della Chiesa, ma un errore storico che la Chiesa pagherà probabilmente con il suo declino … ”.

Il processo di alfabetizzazione nell’Italia repubblicana

L’Italia del secondo dopoguerra emerse dal conflitto come un paese profondamente provato: alle devastazioni materiali si sommarono le macerie morali accumulate durante il ventennio fascista, responsabile dell’autoritarismo culturale e della marginalizzazione di vasti strati sociali. In tale quadro, la ricostruzione non poté limitarsi al rilancio economico o infrastrutturale: essa prese forma soprattutto come un progetto di rigenerazione civile e democratica, fondato sul riconoscimento della cittadinanza repubblicana e sull’urgenza di affrontare l’elevatissimo tasso di analfabetismo che, ancora negli anni ’40, impediva a milioni di italiani l’accesso alla partecipazione politica, alla mobilità sociale e all’esercizio pieno dei diritti.

Ricostruzione democratica e centralità dell’alfabetizzazione

Nel nuovo clima politico, segnato dalla nascita della Repubblica e dalla stesura della Costituzione, l’alfabetizzazione divenne uno dei pilastri della democratizzazione del paese. Fu interpretata non soltanto come risposta a un’emergenza educativa, ma come fondamento di un progetto di cittadinanza attiva, basato sull’idea che l’istruzione fosse condizione imprescindibile per l’inclusione e la partecipazione sociale.

L’impegno coinvolse una pluralità di attori – partiti politici, sindacati, movimenti sociali, associazioni e iniziative locali – che diedero vita a una rete diffusa di attività educative rivolte agli adulti, ai lavoratori e ai ceti popolari. Attraverso la sua organizzazione capillare delle parrocchie e degli oratori, anche la Chiesa fornì un grande supporto. La partecipazione democratica nelle diverse organizzazioni sociali costituì la cornice dinamica in cui si sviluppò quel patto collettivo tra classe dirigente, istituzioni e cittadini che riuscì a portare l’Italia “fuori dall’abisso” (si fa riferimento al titolo di un recente volume di Mark Gilbert, edito da Rizzoli).

Costituente e Costituzione: il dibattito sull’istruzione

Il dibattito all’interno dell’Assemblea Costituente confermò il ruolo cruciale dell’istruzione come strumento di uguaglianza e coesione. Le diverse culture politiche – cattolica, comunista e liberale – si confrontarono sulle forme e le finalità dell’educazione nella nuova Italia repubblicana.

Gli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione tradussero tali riflessioni in principi giuridici fondamentali, divenendo il manifesto di una pedagogia della cittadinanza. In questo quadro si inserì l’introduzione, nel 1958, dell’educazione civica, fortemente voluta da Aldo Moro come strumento di formazione alla cittadinanza e di interiorizzazione dei valori repubblicani.

Le riforme degli anni ’50 e ’60: la scuola come specchio della trasformazione sociale

Il rapido mutamento socioeconomico della società italiana -industrializzazione, migrazioni interne, emancipazione femminile, innovazioni tecnologiche – rese necessaria una profonda riforma del sistema scolastico.

Con la legge che istituì la scuola media unica (1962) venne esteso l’obbligo scolastico e si tentò di superare la tradizionale divisione classista della scuola italiana. La riforma mirava a garantire pari opportunità formative e a ridefinire l’istruzione come strumento di mobilità sociale.

In questo scenario si collocano anche le sperimentazioni della televisione di Stato – “Telescuola” e il celebre “Non è mai troppo tardi” di Alberto Manzi – che contribuirono in modo decisivo alla diffusione dell’alfabetizzazione di massa.

I lavoratori e il diritto allo studio: il modello delle “150 ore”

Negli anni Settanta, la saldatura tra mondo del lavoro e processo formativo portò a una delle più significative innovazioni del dopoguerra: le “150 ore” di diritto allo studio, introdotte nel 1973 nel contratto dei metalmeccanici e successivamente estese a molti altri settori.

Esse riconoscevano ai lavoratori il diritto di dedicare una parte dell’orario di servizio alla formazione, con retribuzione garantita. Fu una conquista sindacale e culturale straordinaria, che permise a decine di migliaia di operai di completare l’istruzione di base e accedere ai gradi scolastici superiori.

Donne e alfabetizzazione: un percorso di emancipazione

Il ruolo delle donne fu decisivo. Dalla partecipazione alla Resistenza alla presenza nell’Assemblea Costituente, fino ai movimenti degli anni ’60 e ’70, l’istruzione rappresentò per molte un veicolo fondamentale di emancipazione.

Il sistema delle “150 ore”, sostenuto anche dai coordinamenti femminili della FLM, favorì la formazione delle lavoratrici, che intrapresero percorsi di alfabetizzazione e consapevolezza politica. Ciò contribuì alla nascita di nuovi spazi di riflessione e autoformazione femminile, segnando una svolta importante nella storia del movimento delle donne in Italia.

Educazione popolare e pedagogia democratica

La diffusione dell’alfabetizzazione fu alimentata anche dalle esperienze innovative dei movimenti di educazione popolare, ispirati da figure come Lorenzo Milani, Danilo Dolci, Aldo Capitini e altri. Le loro pratiche – dalle scuole popolari ai metodi partecipativi, fino all’alfabetizzazione critica – entrarono a far parte della riflessione pedagogica della Repubblica, contribuendo a ridurre il divario culturale e sociale

Crisi della partecipazione e necessità di una rinnovata pedagogia civile repubblicana

Questo processo, avviatosi nel secondo dopoguerra, fu un autentico laboratorio di cittadinanza democratica: la scuola divenne il principale luogo di emancipazione, partecipazione e riconoscimento dei diritti. L’inclusione scolastica e l’estensione del diritto allo studio alimentarono per decenni un profondo senso di appartenenza a una comunità e una diffusa fiducia nelle istituzioni, testimoniata anche dagli alti livelli di partecipazione elettorale.

Il confronto con l’oggi, segnato da un crescente astensionismo e da una progressiva sfiducia nella rappresentanza politica, mette in luce l’indebolimento di quelle infrastrutture culturali e civiche che avevano sorretto la crescita democratica del paese. La riduzione della partecipazione politica – compresa quella “invisibile”, misurata di recente dall’ISTAT e riferita al semplice informarsi e discutere di politica – non è soltanto un dato statistico, ma il sintomo di una crepa profonda nel rapporto fra cittadini e istituzioni. È un fenomeno che rischia di rivelarsi decisivo per il futuro del paese. In questi anni di disfunzioni istituzionali, infatti, il serbatoio di sfiducia si è riempito sempre più alimentando un sistema in cui i cittadini faticano a sentirsi rappresentati.

Ricostruire la trama del legame civico

In questa prospettiva, occorre ricondurre la politica al terreno della cultura, riannodare il filo di una pedagogia repubblicana e ricostruire la trama del legame civico, sanando una frattura che non può essere rimarginata attraverso forme di personalizzazione politica, narrazioni populiste o con ripetute modifiche della legge elettorale.

Riflettere sul nesso storico tra educazione e politica significa interrogarsi sulle condizioni che resero possibile quella straordinaria stagione di impegno civile e sulle ragioni per cui oggi tali condizioni appaiono indebolite. 

La storia dell’Italia repubblicana ricorda che la democrazia è tanto più solida quanto più è diffusa la cultura che la sostiene. Anche nella complessità del tempo presente, dunque, l’istruzione e, con essa, i partiti e gli altri attori sociali – nel loro ruolo di mediazione e formazione – rimangono il cardine insostituibile per garantire partecipazione, consapevolezza e responsabilità.

L’arte di farsi del male: la sinistra tra tattica e autolesionismo

L’incastro Meloni–Schlein–Conte

Già è difficile risalire la china per tentare di raggiungere la maggioranza del consenso elettorale, se poi, a sinistra, alle indubbie capacità di conduzione tattica della premier si aggiunge il comportamento tafazziano dell’On. Giuseppe Conte, tutto risulta più complicato.

All’invito rivolto alla Schlein dalla Meloni di partecipazione all’imminente incontro di Atreju, la segretaria del PD aveva accettato, purché potesse avvenire un confronto diretto Meloni–Schlein.

Furbesca la manovra meloniana che, raccogliendo la disponibilità di Conte, replicava che “non spettava a lei scegliere il/la leader dell’opposizione”, per cui confermava la disponibilità di un incontro–confronto a tre: Meloni–Schlein–Conte.

Un modo furbesco per evidenziare le divisioni a sinistra. Furba, dunque, la Meloni a chiedere il confronto a tre; opportunista il leader M5S a prestarsi al giochetto, intelligente la risposta della Schlein alla presidente del Consiglio: se si vuole partecipare al plurale, anche Meloni venga insieme al suo alleato Salvini.

Conte e la realtà della rappresentanza

Non sorprende l’atteggiamento del leader del M5S che, dopo la perdita della guida dell’esecutivo, punta a una possibile ricandidatura che, tuttavia, deve fare i conti con la realtà.

Nelle ultime tre vicende elettorali regionali (Veneto, Campania e Puglia) il PD ha ottenuto il quintuplo dei voti del M5S, per cui realismo vorrebbe che Conte tenesse conto di questi dati.

O la leadership dell’opposizione spetta al partito che raccoglie più voti o, in alternativa, si accettino primarie di coalizione. Continuare nell’agitazione permanente contiana si fa solo il gioco della Meloni e il protagonista Conte, più che l’aspirante alla guida del governo, rischia di fare la figura del “Tafazzi” di turno.

La legge elettorale e il destino del sistema politico

Continuo a ritenere che solo con il ritorno alla legge proporzionale con preferenze si potrebbe favorire, con la più ampia partecipazione al voto, la possibile ricomposizione di un centro forte e il pieno rispetto delle norme costituzionali (artt. 48 e 51 della Costituzione).

Se, invece, rimanesse l’attuale legge maggioritaria del Rosatellum o una versione peggiorata, simil legge Acerbo 2.0, come sembrerebbe essere negli intendimenti della maggioranza (premio di maggioranza alla coalizione prevalente ed eliminazione dei collegi uninominali, col terrore di perdere quasi tutti quelli del Sud), è evidente che sarebbe riconfermata la tendenza al bipolarismo forzato, vigente dalla riforma infausta del Mattarellum…

La scelta che incombe sull’area cattolica democratica

In tal caso, anche per noi dell’area politica cattolica: democratica, liberale e cristiano–sociale, si porrebbe netta la necessità di una scelta: a destra o a sinistra.

A quel punto, dovendo restare fedeli ai nostri orientamenti valoriali, credo che, almeno noi eredi della sinistra sociale democratico–cristiana, non potremmo che concorrere a sostenere liste e candidati alternativi alla destra nazionalista e sovranista, con l’impegno a difendere e attuare i dettami della Costituzione repubblicana, messi pericolosamente in discussione dall’attuale maggioranza di governo.

Quando la politica ignora la vita reale delle persone

Le recenti dichiarazioni dell’europarlamentare Ilaria Salis, Avs, che ha osato parlare di un ruolo “positivo” degli scafisti nel fenomeno migratorio, non sono semplicemente opinioni controverse ma, al contrario, rappresentano un attacco alla dignità umana e un grave segnale di irresponsabilità morale da parte di chi dovrebbe rappresentare le istituzioni.

Scafisti positivi? La morale calpestata 

Definire il traffico di esseri umani come un “servizio” o distinguere tra “scafisti buoni e cattivi” non è solo scorretto. È moralmente inaccettabile.

Dietro queste parole ci sono vite spezzate, bambini ingannati e convinti di un viaggio sicuro, famiglie disperate che hanno affidato i loro sogni e la loro sicurezza a chi prometteva un futuro migliore, solo per essere abbandonati al mare, al freddo, alla morte.

Non sono numeri, non sono statistiche. Parliamo di persone reali, vittime innocenti di inganni e disperazione. Parlare di “contrabbando volontario” o di “scafisti non delinquenti” significa calpestare la memoria di chi non ce l’ha fatta, di chi è morto inseguendo una speranza.

Responsabilità politica e protezione dei vulnerabili

La politica non può permettersi superficialità o pressappochismo davanti a queste tragedie. Non ci sono giustificazioni di schieramento. Chi governa ha il dovere inderogabile di proteggere i più vulnerabili, di creare percorsi sicuri e legali per chi cerca salvezza, di difendere la vita senza compromessi.

Ogni parola pronunciata in Parlamento o in contesti pubblici pesa sulla vita delle persone. Minimizzare il dolore, normalizzare il pericolo o legittimare l’ingiustificabile significa diventare complici della tragedia stessa.

Chi governa deve mettere l’umanità al centro delle proprie decisioni, ascoltare chi non ha voce, senza distinzioni di provenienza, colore politico o condizione sociale. Non esistono mezze verità quando in gioco ci sono bambini e famiglie che rischiano tutto pur di sopravvivere.

Ogni leggerezza è un’offesa alla morale, alla legge e alla coscienza collettiva. La politica degna di questo nome tutela la vita e garantisce sicurezza e giustizia a chi è più fragile.

Parole che feriscono, vite che chiedono rispetto

È inaccettabile e irresponsabile cercare consenso con parole di inganno, provando a convincere l’opinione pubblica che dietro il dolore, la paura e la morte di persone vulnerabili ci sia una “scelta volontaria” o un “servizio” normale.

Come ci ricorda Papa Leone XIV nel Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2025, i migranti non sono numeri o problemi da gestire, sono persone che meritano dignità, ascolto, verità e giustizia. Ogni vita conta. Ogni storia merita rispetto.

In sintesi, questa sua disquisizione sui termini “scafista” o meno, sembra più un espediente per conquistare qualche voto, piuttosto che un vero e proprio approfondimento sul tema. Lasciamo al lettore giudicare chi davvero ci rappresenta nelle istituzioni.

Padel, Fip Silver Como: Sussarello e Parmigiani volano in semifinale

Roma, 29 nov. (askanews) – Grande giornata per il padel italiano al Fip Silver Mediolanum Padel Cup di Como. Giulia Sussarello e Martina Parmigiani – si legge in una nota – hanno conquistato l’accesso alla semifinale, superando in due set (6-4 6-2) l’ungherese Dora Andrejszki e Francesca Ligotti. La coppia, reduce dal bronzo europeo con l’Italpadel, ha preso il controllo del match nel secondo parziale, chiuso dopo un’ora e mezza con lo smash vincente della giocatrice comasca. Protagoniste anche Caterina Baldi e Clarissa Aima, che hanno vinto il derby tricolore con Campigotto/Cascapera (6-2 7-6). Domani affronteranno la testa di serie numero uno, le spagnole Claudia Escacena e Monica Gomez. Sussarello e Parmigiani troveranno invece le olandesi Koek/Van Der Hoek, numero due del tabellone. Nel maschile avanzano Adrian Marques e Jaume Romera, vittoriosi su Trillas/Font (7-6 6-1), e affronteranno Victor Tur e Alberto Garcia. Successo anche per Diego Dorta e Boris Castro contro Medina Murphy/Guerrero (6-2 6-4).

Il torneo di Como, parte del Cupra FIP Tour della Federazione Internazionale Padel, si conferma anche culla per i talenti italiani. In campo molti dei migliori prospetti nazionali: Camilla Livioni, classe 2007 e già numero 206 del ranking, impegnata oggi nei quarti con le favorite Escacena-Gomez; ma anche Giuseppe Fino e Matteo Platania, protagonisti di prove di alto livello. A seguire da vicino gli azzurri è Saverio Palmieri, braccio destro della CT Marcela Ferrari, che nei giorni scorsi ha osservato da bordo campo le sfide dei giovani italiani. “Il movimento giovanile sta producendo atleti di grande interesse – ha dichiarato Palmieri -. All’ultimo Europeo sono entrati in squadra diversi giovani e siamo nel pieno di un vero Rinascimento azzurro”.

M.O., "Condanno violenza ma è monito": Albanese nella bufera. Meloni: ‘Grave’

Milano, 29 nov. (askanews) – È ancora una volta nell’occhio del ciclone, Francesca Albanese. Stavolta per il commento all’irruzione nella redazione de La Stampa da parte di alcuni maniestanti per la Palestina. Condanna la violenza, la relatrice dell’ONU sui Territori Occupati, ma al tempo stesso – interenendo all’evento organizzato dal Global Movement to Gaza a Roma Tre – prova a riflettere sul modo in cui la stampa ha raccontato i movimenti di sostegno al popolo palestinese. Arrivando a dire che l’episodio di Torino può essere “un monito” ai giornalisti per “tornare a fare il proprio lavoro”.

Parole che sollevano la reazione di molti, da Fdi al Partito Democratico. Ed anche un tweet della presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità. È molto grave che, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia – anche solo in parte – della stampa stessa”, scrive la premier, pur senza nominare Albanese. “La violenza non si giustifica. Non si minimizza. Non si capovolge. Chiunque cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso”, ammonisce Meloni.

Chi cita Albanese è invece il capogruppo di Fdi in Senato, Lucio Malan: “Condanna formalmente le violenze, ma poi lancia un monito da regime dittoriale”. Per il PD prende posizione il capo delegazione all’Europarlamento Nicola Zingaretti: “Aggredire la redazione di un giornale con azioni squadristiche è un atto intollerabile, e non esiste alcuna ragione che possa giustificarlo”. Critico anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Bartoli: “Le parole di Francesca Albanese sull’irruzione nella redazione de La Stampa a Torino sono irresponsabili e pericolose. Nessuna giustificazione, nemmeno indiretta o con una condanna di facciata, può essere concessa a chi mette i giornalisti nel mirino”.

In un tweet, Albanese torna sull’argomento con altre parole: “Condanno gli attacchi di ieri alla sede della Stampa. La rabbia verso un sistema mediatico che distorce la realtà in Palestina è comprensibile, ma la violenza – anche dentro un sistema violento – finisce per rafforzare chi ci opprime”.

Ma è in serata, ospite su Nove di “Accordi e Disaccordi”, che Albanese risponde direttamente alle critiche di Meloni e degli altri esponenti politici: “Secondo me mi criticano perchè faccio paura, rapresento il cambiamento e il risveglio delle coscienze. E non lo faccio volontariamente: l’Italia si è risvegliata, ha visto che l’economia della guerra che massacra i palestinesi è la stessa che sta erodendo i diritti fondamentali in questo Paese. Sono stata chiarissima: condanno la violenza nei confronti della redazione La Stampa, la mia colpa è aver criticato anche la stampa italiana e occidentale per il pessimo lavoro, indegno, sulla questione palestinese”. E poi ribadisce: “La violenza non è mai una risposta neanche in una situazione violenta come l’Italia in questo momento. Neanche in un sistema violento bisogna utilizzare la violenza. A parte il danno materiale e morale ai giornalisti, che è indegno, si distrugge anche la causa e le ragioni di chi scende in piazza. Prova ne è il fatto che oggi l’unica notizia di cui si parla è l’attacco indegno e violento contro la Stampa”.

Pd, i mille di Montepulciano a Schlein: per alternativa "si riparte da noi"

Montepulciano (Si), 29 nov. (askanews) – Per l’alternativa “si riparta da noi”. Lo chiede la ‘maggioranza’ del Pd riunita a Montepulciano alla segretaria del Pd Elly Schlien che arriverà domani alla tre giorni senese per concludere i lavori.

I Dems di Andrea Orlando, AreaDem di Dario Franceschini e gli ex articolo 1 di Roberto Speranza si sono riuniti, per riaffermare la leadership di Schlein, in un momento di snodo con la tornata delle regionali appena conclusa e lo sguardo alle Politiche del 2027, ma anche per chiedere che il partito torni a contare “di più” in vista della ‘scrittura’ di un “programma” e delle relative alleanze. ‘Costruire l’alternativa’ il titolo scelto per la kermesse, che ha registrato oltre mille presenze.

Con loro, anche chi aveva ‘puntato’ inizialmente su Stefano Bonaccini come Dario Nardella (oggi Area Dem) e i neo-ulivisti di Crea. Nutrita la pattuglia di parlamentari: Provenzano-Misiani-Sarracino-Rossomando (Dems), Franceschini, Sereni e Di Biase (Area Dem), Fornaro-Scotto-Guerra-Stumpo (ex Art.1), Serracchiani, i fedelissimi della segretaria Taruffi e Furfaro.

Non ci devono essere arretramenti rispetto alla linea politica di questi due anni del Partito democratico, hanno puntualizzato, mentre i riformisti erano riuniti a Prato nelle stesse ore per avvertire che continueranno a voler dire la loro.

Andrea Orlando, che rappresenta l’area più corposa delle tre che hanno sostenuto la mozione della segretaria Elly Schlein ‘Parte da noi’ al congresso nel 2023, va al punto: “Noi abbiamo una leadership, è un asset importante e abbiamo una coalizione che abbiamo costruito ma abbiamo anche un partito, e lo dobbiamo utilizzare di più”. Grazie a Schlein, ha aggiunto Orlando, il Pd “ha riposizionato il suo orizzonte”, ma è l’ora di promuovere un’assemblea e “costruire un programma”. Basta con il “‘pattinaggio’ che costringe a non scontentare nessuno”, ha detto, perché “serve nettezza” di fronte alla destra.

Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che due settimane fa aveva condiviso il palco degli amministratori del Pd a Bologna con la segretaria, arrivando alla kermesse di Montepulciano si sbottona sulla leadership della futura coalizione: “Schlein – ha detto – è la soluzione naturale”. E sotto la tensostruttura allestita nei giardini di Poggiofanti, sono in molti a suonare ‘l’alt’ al presidente M5S Giuseppe Conte sul faccia a faccia sfumato tra la premier Giorgia Meloni e Schlein alla festa di Fdi di Atreju. Con Dario Nardella che ha invitato a non fare “il gioco delle destre” e Orlando a sottolineare: “Vorrei chiedere a Conte se è utile continuare a discutere per giorni del circo della Meloni”. Mentre Manfredi ha fatto notare: “Non bisognava entrare dentro quella trappola. Occorreva organizzarla prima. Ci si doveva parlare”.

“Sentivamo tanto il bisogno di stare insieme, di poterci confrontare, di immaginare un Paese differente e offrire un tetto a chi ha creduto e a chi crede nel cambiamento del Pd, a chi ha scelto di cambiare con noi questo Paese. A Montepulciano si rafforza la costruzione di una alternativa plurale, credibile, alla peggiore destra della storia del Paese”, ha spiegato il deputato e membro della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino, il quale ha invitato il partito a puntare sui territori: “si cambia ora o mai più”.

Dall’inviata Costanza Zanchini

Centrodestra, Salvini: no a coinvolgere chi non c’entra con nostra storia

Milano, 29 nov. (askanews) – “Se stiamo uniti non ci tocca nessuno: dall’altra parte abbiamo il ‘campo largo’, ma è come quelle giacche che compri larghe e al primo lavaggio si restringono. Spero che nel centrodestra nessuno voglia percorrere le stesse strade, coinvolgendo gente che non c’entra con la nostra storia, la nostra tradizione, la nostra cultura, magari ti sembra di essere un po’ più largo per un quarto d’ora poi la fisica ha le sue leggi”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, intervenendo all’assemblea nazionale di Noi Moderati.

Albanese e "il monito" ai giornalisti. Meloni: la libertà di stampa va difesa senza ambiguità

Milano, 29 nov. (askanews) – “La libertà di stampa è un pilastro della nostra democrazia e va difesa sempre, senza ambiguità”. Lo dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un post sui social in cui – senza nominarla – sembra far riferimento alla Relatrice Onu Francesca Albanese, che oggi all’evento organizzato dal Global Movement to Gaza a Roma Tre, ha condannato l’assalto a La Stampa auspicando però che l’episodio sia “monito” alla redazione del quotidiano per “tornare a fare il proprio lavoro”.

Per la premier “è molto grave che, di fronte a un episodio di violenza contro una redazione giornalistica, qualcuno arrivi a suggerire che la responsabilità sia – anche solo in parte – della stampa stessa. La violenza non si giustifica. Non si minimizza.Non si capovolge. Chiunque cerchi di riscrivere la realtà per attenuare la gravità di quanto accaduto compie un errore pericoloso”.

Tra chi ha preso posizione anche Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo, che sui social X – senza fare nomi – scrive un messaggio senza ambiguità: “Aggredire la redazione di un giornale con azioni squadristiche è un atto intollerabile, e non esiste alcuna ragione che possa giustificarlo. Solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti de La Stampa”. Anche su X il messaggio Albanese lamentava comunque distorsioni mediatiche e la mancanza di risalto alle manifestazioni in piazza “oscurate da questa singola notizia”, ovvero l’assalto alla redazione de La Stampa.

Oggi tra i tanti cartelli contro il governo che si leggono nella manifestazione a Roma in favore di Gaza e contro il riarmo, le immagini della presidente del consiglio Giorgia Meloni e dei ministri Salvini, Tajani, Crosetto con sotto la frase “Complice di genocidio”. Tanti i volti del movimento Pro Pal presenti alla manifestazione. Da Greta Thunberg a Moni Ovadia, dalla portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, agli attivisti Thiago Avila e Vincenzo Follone. Durante la manifestazione, quando il corteo è arrivato al Colosseo, è stata data alle fiamme una bandiera a stelle e strisce degli Stati Uniti d’America. “Viva Maduro, viva Chavez, per i popoli in lotta dell’America Latina”, è stato scandito al megafono. “Giù le mani dal Venezuela”, è stato scandito dagli slogan.

(foto da video sui social)

Emis Killa annuncia la tracklist di "Musica Triste"

Milano, 29 nov. (askanews) – In attesa dell’uscita del suo nuovo album, “Musica Triste”, previsto per venerdì 5 dicembre, Emis Killa annuncia la tracklist ufficiale. Per svelare i titoli delle canzoni che comporranno il nuovo album, un progetto in cui sonorità, linguaggio e stile rappresenteranno la quintessenza del rap, l’artista ha condiviso sui suoi social un video dall’atmosfera misteriosa e al contempo intima, mentre, seduto al pianoforte, suona la Sonata No. 14 “Moonlight” di Beethoven, in un’unione unica tra la sua anima hip-hop e la controparte classica. Il disco, tredicesimo progetto discografico dell’artista, tra album, EP e Mixtape, sarà composto da 15 tracce che si arricchiranno presto anche dei nomi degli ospiti che hanno preso parte al nuovo lavoro di Emis Killa, al momento ancora non svelati. “Musica Triste”, a distanza di oltre due anni dall’ultimo album “Effetto Notte”, certificato disco di platino, porterà con sé tutta la carica hip-hop di uno dei nomi più affermati della scena, con una penna che si preannuncia essere più affilata che mai e che riserverà grandi sorprese artistiche in chiave rap. “Musica Triste” è già in preorder nei formati fisici CD e LP, di cui sono disponibili le varianti CD autografato, LP rosso autografato, LP nero marmorizzato rosso e LP nero marmorizzato rosso autografato e in presave su tutte le piattaforme digitali.

L’album completa un anno all’insegna della musica e dei grandi eventi live per Emis Killa. Dopo la pubblicazione di “In auto alle 6:00”, collaborazione con l’artista e amico di lunga data Lazza, infatti, lo show evento EM16 è stato la continuazione in grande stile della celebrazione dell’hip-hop e della carriera di Emis Killa, in seguito al successo di EM15 nel 2024.

L’impegno di Apab per una “democrazia del cibo”

Firenze, 29 nov. (askanews) – Unire qualit, diritti, sostenibilit e nuove opportunit per chi vuole coltivare e trasformare la terra in modo responsabile, riuscendo a rimanere sul mercato, e avvicinando produttori biologici e biodinamici alle scuole, alle mense, in generale alla collettivit. Quello della “democrazia del cibo” uno dei temi centrali del 39esimo convegno nazionale dell’Associazione per l’agricoltura biodinamica Apab, dal titolo “Agricoltura come Arte sociale”.

“Quindi cosa vogliamo fare? Vogliamo portare gli agricoltori, i loro prodotti, nelle mense, nei ristoranti, nelle mense pubbliche, negli ospedali, dove c’ bisogno di alzare la qualit e soprattutto far capire al sistema Paese che la via della trasformazione nel modello agricolo, bio, una via che fa la differenza”, spiega il presidente di Apab, Carlo Triarico. “I territori, se si uniscono insieme, per esempio, come con i biodistretti, e la nuova potenziale capacit di aggregazione sui territori -aggiunge- insieme possono coinvolgere la popolazione per un salto di qualit di cui abbiamo bisogno in Italia”.

Apab si muove di concerto con tutte le principali sigle che, a vario titolo, dall’ambientalismo alla biodiversit, alla filiera corta, condividono questi obiettivi: “Oggi – commenta Lucio Cavazzoni Presidente del Bio-distretto dell’Appennino Bolognese – parlare di democrazia del cibo vuol dire parlare anche di democrazia e di possibilit, di opportunit di lavorare la terra e di ritornare ad un’agricoltura e ad un allevamento artigiani. Artigiano perch questa la modalit che ci consente la relazione con la natura, con la terra, con tutto il vivente”

Dal convegno di Firenze parte un tour europeo che passer l’11 dicembre da Roma, per rilanciare la Dichiarazione di Bruxelles e promuovere politiche alimentari sostenibili.

Calcio, Genoa-Verona 2-1: prima vittoria per De Rossi

Roma, 29 nov. (askanews) – Sorride il Genoa di Daniele De Rossi che batte il Verona in rimonta 2-1. È il Verona a spingere di più, rendersi pericoloso e a trovando il gol del vantaggio con una ribattuta vincente di Belghali. Il gol nasce da un errore di Østigård, che si lascia vincere dal pressing da Mosquera. I padroni di casa, tuttavia, non demordono e riacciuffano la gara con Lorenzo Colombo. L’attaccante rossoblù, imbeccato con una palla alta di Vitinha, non lascia scampo a Montipò dal centro dell’area.

Tutt’altro Genoa nella ripresa, che soffre, soprattutto dopo il gol, e porta a casa una vittoria preziosissima. Rossoblù più pericolosi in avvio, soprattutto con Vitinha, al quale viene annullata anche una rete per fuorigioco al 50esimo. Ciononostante, i padroni di casa aumentano la pressione e, dopo il palo colpito da Østigård, vanno in vantaggio con Thorsby al 62esimo. Il norvegese capitalizza un gran cross verso l’area di Ellertsson e insacca alle spalle di un incolpevole Montipò. Nel finale forcing del Verona, vicino al pari prima con Orban e poi con Giovane.

Formula1, Sprint in Qatar: Ferrari lontanissima dal podio

Roma, 29 nov. (askanews) – Amaro sfogo di Charles Leclerc 13esimo) e Lewis Hamilton (17esimo) dopo la Sprint del Qatar in cui hanno chiuso lontanissimi dal podio. “Nelle prove libere avevamo provato una modifica sul feeling dello sterzo ma non aveva funzionato – le parole di Leclerc – In gara non so proprio dire cosa sia successo. Mi hanno detto che c’era qualcosa di rotto al posteriore ma non era così. Forse qualcosa davanti invece. Di sicuro nei primi giri la mia unica preoccupazione era cercare di stare in strada. E anche dopo non avevo possibilità di attaccare i miei avversari”.

“Dove vorrei essere piuttosto che qui? Mah, magari in spiaggia, a fare surf, oppure in montagna. Ho bisogno di stare un po’ con la mia famiglia e di ritrovare la mia energia – le parole di Hamilton – La notte scorsa sono rimasto sveglio fino alle sei, praticamente non ho dormito pensando a come migliorare la macchina, a cosa fare di più e a dare informazioni migliori. Soprattutto per i ragazzi ai box e anche per quelli in fabbrica a Maranello. Non molliamo, continuiamo a spingere e nonostante tutte le difficoltà che stiamo vivendo io rimango positivo”.

Il piano di pace per Gaza, stenta a prendere forma la forza di stabilizzazione

Roma, 29 nov. (askanews) – Stenta a prendere forma la Forza internazionale di stabilizzazione prevista dal piano di pace del presidente americano Donald Trump per la Striscia di Gaza, a fronte delle crescenti preoccupazioni dei paesi disposti a inviare truppe riguardo alla possibilità che i soldati possano essere costretti a usare la forza contro i palestinesi. Lo riporta il Washington Post.

L’Indonesia, che aveva annunciato la propria disponibilità a inviare fino a 20.000 uomini, sta ora valutando il dispiegamento di un contingente molto più ridotto, secondo funzionari di Giacarta. Anche l’Azerbaigian, che avrebbe dovuto inviare truppe, sta ora rivalutando la situazione, secondo quanto affermato da funzionari a conoscenza delle discussioni. E nessun paese arabo si è impegnato finora a inviare soldati.

“Un mese fa, la situazione era migliore”, ha detto al Wp un funzionario regionale a conoscenza delle discussioni. Stando alla risoluzione approvata il 17 novembre scorso dal Consiglio di sicurezza dell’Onu, la Forza internazionale di stabilizzazione ha il mandato di “smilitarizzare” la Striscia di Gaza, garantire la sicurezza dei confini e proteggere i civili e le operazioni di soccorso.

“Vogliono che la Forza internazionale di stabilizzazione entri a Gaza e ripristini, tra virgolette, la legge e l’ordine e disarmi qualsiasi resistenza – ha detto un alto funzionario del ministero degli Esteri indonesiano – è questo il problema. Nessuno vuole farlo”.

Secondo fonti al corrente dei piani Usa, la Forza di stabilizzazione dovrebbe contare su 15.000-20.000 soldati. L’obiettivo è che venga dispiegata “all’inizio del 2026”, ha detto un funzionario statunitense, aggiungendo: “Stiamo valutando degli impegni. Nessuno invierà truppe dal proprio Paese senza comprendere i dettagli della missione”.

Formula1, Piastri vince la Sprint in Qatar

Roma, 29 nov. (askanews) – Oscar Piastri torna a sorridere nella notte di Doha, riportandosi al centro della scena con una vittoria che rimette in moto le sue ambizioni iridate. Il successo nella Sprint del Qatar pesa doppio: restituisce fiducia al pilota McLaren dopo settimane complicate e, soprattutto, regala due punti preziosi nella rincorsa al compagno di squadra Lando Norris. Sullo sfondo, Max Verstappen continua a inseguire, stringendo i denti in un weekend difficile per la Red Bull ma riuscendo comunque a contenere i danni. A due gare dalla fine, con 50 punti ancora disponibili, il Mondiale resta una storia tutta da scrivere. Alla vigilia Verstappen aveva chiarito che la Sprint sarebbe stata una gara di sopravvivenza: “resistere” era l’unico obiettivo realistico dopo una qualifica deludente e una RB20 tormentata dal bouncing. Missione compiuta: l’olandese ha guadagnato due posizioni al via e chiuso in quarta piazza, alle spalle di un terzetto composto dal vincitore Piastri, dalla Mercedes di George Russell e da Lando Norris. Il risultato permette a Verstappen di perdere un solo punto dal leader del Mondiale: ora il suo distacco è di 25 lunghezze. Piastri ne approfitta e riduce a 22 lo svantaggio dal compagno di box. Il duello per il titolo resta così un triangolo ancora matematicamente aperto, con McLaren e Red Bull attese al decisivo confronto delle ultime due tappe

Il Papa: è urgente richiamare alla pace, unità e riconciliazione

Città del Vaticano, 29 nov. (askanews) – “Quanto sentiamo urgente, oggi, questo richiamo! Quanto bisogno di pace, di unità e di riconciliazione c’è attorno a noi, e anche in noi e tra noi!”. Lo ha detto Papa Leone XIV nella sua omelia pronunciata al Volkswagen Arena di Istanbul, l’impianto al coperto che sta ospitando la celebrazione della messa presieduta dal pontefice.

“Come possiamo contribuire a rispondere a tale domanda? – si è pi chiesto Papa Prevost – Ci facciamo aiutare, per capirlo, dal ‘logo’ di questo viaggio, in cui uno dei simboli scelti è quello del ponte”, è stato il suo richiamo.

“Tale immagine può farci pensare anche al famoso grande viadotto che in questa città, attraversando lo stretto del Bosforo, unisce due continenti: Asia ed Europa. Ad esso, col tempo, si sono aggiunti altri due passaggi, cosicché attualmente i punti di congiunzione tra le due sponde sono tre. – ha quindi proseguito nella sua omelia – Tre grandi strutture di comunicazione, di scambio, di incontro: imponenti a vedersi, eppure tanto piccole e fragili, se paragonate agli immensi territori che collegano”, ha, quindi, concluso.

Mattarella: totalitarismi e razzismi non trovino più giustificazione

Roma, 29 nov. (askanews) – “In un tempo di cambiamenti così rapidi e profondi, avvertiamo ancor più il dovere di rendere testimonianza affinché le guerre, i totalitarismi, i razzismi, le discriminazioni vengano respinte e mai più trovino indifferenza, o peggio, giustificazione”. Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente Dario Venegoni in occasione dell’ 80° anniversario dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti – ANED.

“Conoscere e non dimenticare è necessario per costruire il futuro, riaffermando e radicando i principi di dignità della persona su cui poggiano la libertà, la pace, la giustizia, la democrazia, conquiste di civiltà che sono costate grandi sofferenze ai nostri padri e che ogni generazione ha il compito di rafforzarne i presupposti civili e morali”, ha sottolineato Mattarella nel messaggio.

“L’Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti, Medaglia d’oro al merito civile, sin dalla fine della guerra, ha tenuto alta la memoria e trasmesso ai più giovani i valori della Costituzione e gli ideali della Resistenza, cui contribuirono, con eroica dedizione, gli internati nei lager”, ha ricordato il capo dello Stato, concludendo: “La Repubblica, con spirito di riconoscenza, saluta i partecipanti all’Assemblea dell’ANED, nell’ottantesimo anniversario della fondazione”.

Assalto alla redazione de La Stampa: identificate 34 persone

Roma, 29 nov. (askanews) – Sono 34 le persone identificate dagli agenti della Polizia di Stato di Torino in relazione all’assalto avvenuto a Torino nella redazione del quotidiano “La Stampa”, nel corso delle manifestazioni per lo sciopero generale di ieri. Tra i soggetti segnalati anche attivisti vicini al centro sociale Askatasuna e a diversi collettivi studenteschi.

Ieri pomeriggio un centinaio di manifestanti “Pro Pal”, durante le manifestazioni per lo sciopero generale di ieri si è allontanato dal corteo e,  al grido di slogan come “giornalista terrorista, sei il primo della lista”, ha fatto irruzione nella sede di via Lugaro a Torino del quotidiano La Stampa, redazione che in quel momento era vuota poiché i giornalisti avevano aderito allo sciopero, rovesciando documenti e materiale sulle scrivanie e imbrattato i muri con scritte in rosso: “Fuck Stampa” e in verde “Free Shahin”, in riferimento all’imam della moschea di San Salvario trattenuto da giorni nel Cpr di Caltanissetta.

(foto dai social)

Riformisti dem a Prato battono un colpo: ci siamo e non molliamo

Prato, 29 nov. (askanews) – Anche qui di ruggine, volendo, ce ne sarebbe. Qui, dove a fare gli onori di casa è l’ex sindaco, campione di preferenze alle ultime Regionali, con oltre 22mila voti, ma tenuto fuori dal Giani bis. Ma la mission della reunion a Prato dei riformisti Dem non è questa, non è né la polemica locale né quella nazionale. Non è ‘sparare’ a zero sui “compagni di Montepulciano”, sull’area che appoggia, con varie sfumature, la segretaria Elly Schlein, ma dire forte e chiaro che dentro il Pd i riformisti – presenti stamani Giorgio Gori, Lorenzo Guerrini, Filippo Sensi, Simona Malpezzi – sono vivi e vegeti, che vogliono dire la loro e che non molleranno, non toglieranno il disturbo. Anche in questa storia dem, storia di città toscane e di Capitale, c’è un Matteo, ma non è quel Matteo di cui il Pd conserva imperitura memoria.

Matteo Biffoni, neo consigliere regionale ed ex sindaco di Prato, lo mette subito in chiaro cosa sono venuti a fare al cinema Garibaldi: “Chi ha la passione della politica oggi può essere qui come da un’altra parte, noi siamo qui per aprire il dialogo con imprese e manifatture perché il Pd riprenda questa discussione, questo è il compito del Pd e noi non vogliamo abdicare in alcun modo”. Quindi, non ci sono “lese maestà” a dire certe cose, né volontà di sovvertire gli esiti del congresso che “rispettiamo” ma, anzi, “con un pizzico di arroganza – avverte Biffoni – pensiamo di essere parecchio utili”. Al Pd, ovviamente. Anche se, osserva Filippo Sensi, senatore Dem, “questo riformismo fa paura e prurito, soprattutto dalle nostre parti e saluto i compagni della mozione Montepulciano. Noi ci siamo eccome e restiamo”.

Del resto, lo va dicendo da giorni Giorgio Gori, da Prato non esce un “posizionamento” dell’area riformista ma escono una serie di proposte. Le elenca proprio lui, l’ex sindaco di Bergamo ed ora europarlamentare, tenendosi lontanissimo dalla polemica politica – come dalla postura del frontman – per declinare, invece, le “idee” (“estendere a tutte le pmi i benefici fiscali oggi riconosciuti solo a chi investe in start up innovative”; corsie rapide per la “buona immigrazione”, quella dei “profili qualificati”, abbattimento dei costi dell’energia, Irpef ribassata per i giovani, per dirne alcune), quelle che servono a dire che “qua abita la sinistra amica delle imprese”. Seduto in prima fila Lorenzo Guerrini, presidente del Copasir, tace e ascolta.

E’ la sinistra che, insomma, piace a Marco Bentivogli, ex leader dei metalmeccanici della Cisl, che dal palco di Prato, applauditissimo, ricorda che “essere riformisti è avere l’obbligo della realtà”. E poi che, tanto per tornare in ambito sindacale, “politicizzare il conflitto di classe” non ha fatto bene ai corpi sociali, che devono innanzitutto rappresentare una “condizione”, più che un’idea. E si sa quanto sia stato amaro, e non esaurito, il dibattito sul Pd “partito delle ztl”. Applausi anche per Tommaso Nannicini, ex sottosegretario del governo Renzi, “preoccupato dalle culle vuote, ma anche dagli aerei pieni di giovani che lasciano l’Italia”, e un applauso particolarmente convinto a Lucia Aleotti, vice presidente di Confindustria per il Centro studi, quando dice che i migranti che “servono” alle imprese “non sono quelli che stanno dintorno alle stazioni”.

Poi i big se ne vanno e restano i militanti locali, quelli che hanno scelto Prato invece che Montepulciano. “Chissà se Matteo avrà la forza o se gli faranno passare la voglia”, sussurrano, uscendo dal cinema Garibaldi. E anche stavolta è un altro Matteo ma il discorso, a distanza di tanti anni, sembra lo stesso.

Mattarella: totalitarismi e razzismi non trovino più giustificazione

Roma, 29 nov. (askanews) – “In un tempo di cambiamenti così rapidi e profondi, avvertiamo ancor più il dovere di rendere testimonianza affinché le guerre, i totalitarismi, i razzismi, le discriminazioni vengano respinte e mai più trovino indifferenza, o peggio, giustificazione”. Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al Presidente Dario Venegoni in occasione dell’ 80° anniversario dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti – ANED.

Nazismo, Mattarella: non dimenticare necessario per costruire futuro

Roma, 29 nov. (askanews) – “Conoscere e non dimenticare è necessario per costruire il futuro, riaffermando e radicando i principi di dignità della persona su cui poggiano la libertà, la pace, la giustizia, la democrazia, conquiste di civiltà che sono costate grandi sofferenze ai nostri padri e che ogni generazione ha il compito di rafforzarne i presupposti civili e morali”. Lo scrive il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato in occasione dell’ 80° anniversario dell’Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti – ANED, al Presidente Dario Venegoni.

“L’Associazione Nazionale ex Deportati nei campi nazisti, Medaglia d’oro al merito civile, sin dalla fine della guerra, ha tenuto alta la memoria e trasmesso ai più giovani i valori della Costituzione e gli ideali della Resistenza, cui contribuirono, con eroica dedizione, gli internati nei lager – sottolinea il capo dello Stato -. La Repubblica, con spirito di riconoscenza, saluta i partecipanti all’Assemblea dell’ANED, nell’ottantesimo anniversario della fondazione”.

Sfera Ebbasta raddoppia San Siro dopo il fulmineo sold out

Milano, 29 nov. (askanews) – Fulmineo sold out per Sfera Ebbasta e il suo iconico show $€LEBRATION allo Stadio San Siro di Milano: polverizzati in poche ore i biglietti per l’8 luglio 2026, confermando una volta in più la straordinaria forza d’impatto del Trap King.

Un successo talmente esplosivo da spingere Sfera a raddoppiare l’appuntamento annunciando una seconda infuocatissima data nella Scala del Calcio, prodotta da Vivo Concerti e in programma il 9 luglio.

San Siro si prepara a illuminarsi per due serate consecutive a ritmo di $€LEBRATION: una doppia data-evento per ripercorrere e celebrare -hit dopo hit- i 10 anni di musica di Sfera, che gli sono valsi ad oggi 234 Dischi di Platino, 35 Dischi d’Oro e l’affetto incondizionato del suo pubblico.

I biglietti per la nuova data saranno disponibili su www.vivoconcerti.com dalle ore 14:00 di oggi (28 novembre), e nei punti vendita autorizzati dalle ore 11:00 di mercoledì 3 dicembre. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei comunicati ufficiali.

Manovra, Uil: cambiare su fisco, sanità e pensioni. A gennaio confronto sul welfare

Roma, 29 nov. (askanews) – La Uil riconosce al Governo di aver accolto la proposta di detassare gli aumenti contrattuali. “Prendiamo atto di questo risultato e lo portiamo a casa”, dice il segretario generale Pierpaolo Bombardieri che, però, chiede di aumentare il tetto a 40mila euro e fare di più su fisco, sanità e pensioni.

A sostegno di queste richieste la confederazione sindacale ha riunito, a Roma, duemila delegati per suggerire modifiche e miglioramenti alla manovra durante l’iter parlamentare. Bombardieri ha anche lanciato l’idea di un confronto sul welfare, a partire da gennaio, con istituzioni e parti sociali. “Dobbiamo affrontare una discussione bipartisan che coinvolga tutti, senza che a pagare il prezzo delle scelte siano sempre i lavoratori – ha detto il numero uno della Uil – aprire una discussione per analizzare che cos’è lo stato sociale oggi e quale sarà la condizione del welfare domani”.

Pur affermando che “il pluralismo sindacale è una ricchezza”, Bombardieri ha invitato Cgil e Cisl a “ricostruire un percorso unitario. Dimentichiamo le difficoltà e le diversità di vedute. Misuriamoci sui temi di questo Paese e proviamo a farlo insieme”. Intanto, sulla manovra le tre confederazioni hanno fatto scelte contrapposte: oggi l’iniziativa della Uil, venerdì 12 dicembre lo sciopero generale proclamato dalla Cgil e il giorno successivo la manifestazione della Cisl in piazza Santi Apostoli, a Roma, per un patto sociale su lavoro, crescita e partecipazione.

“La detassazione degli aumenti contrattuali dà una risposta a 4 milioni di lavoratori poveri – spiegato Bombardieri – e apre una discussione più ampia su qual è il ruolo della contrattazione, ci permettiamo di dire su come applicare l’articolo 39 della Costituzione. La contrattazione risente di tanti problemi per i contratti in dumping, per associazioni datoriali inesistenti e organizzazioni sindacali che non esistono. E’ arrivato il momento di discutere di questi temi”.

Ci sono tuttavia “altri problemi che non sono stati risolti dalla legge di bilancio – ha aggiunto – riguardano il fisco perché si continua ad avere l’idea che chi paga le tasse è un fesso e noi questo non lo possiamo accettare; la sanità con 6 milioni di persone che non si curano più; le pensioni e noi continuiamo a insistere per riavere Opzione donna nella formulazione originale e una pensione di garanzia per i giovani”.

Il segretario generale della Uil ha infine sollecitato un’assunzione di responsabilità da parte di esecutivo, comune di Taranto e Regione Puglia sulla vertenza dell’ex Ilva. “E’ sostanzialmente chiusa – ha concluso – bisognerebbe avere il coraggio di dire che l’Ilva è chiusa, dire che per salvaguardare 12.000 posti di lavoro bisogna guardare al futuro. Le scelte fatte dal ministro Urso ci consegnano una fabbrica chiusa. Ognuno si assuma la sua responsabilità. Comune di Taranto e Regione Puglia hanno un grande pezzo di responsabilità”.

Schlein con i ‘suoi’ a Montepulciano: "si riparte da noi" per alternativa

Montepulciano (Si), 29 nov. (askanews) – “Si riparte da noi”. Può essere questo lo slogan della tre giorni a Montepulciano (Si) organizzata da Dems di Andrea Orlando, AreaDem di Dario Franceschini ed ex Articolo 1 di Roberto Speranza, in un momento di snodo, con la tornata delle regionali appena conclusa e lo sguardo alle Politiche del 2027.

Le componenti del Pd che hanno sostenuto al congresso la mozione della segretaria Elly Schlein ‘Parte da noi’, hanno deciso di confrontarsi tra “chi crede nel cambiamento” del partito, riaffermando la leadership della segretaria e mettendo sul tavolo le questioni più urgenti, dal ‘disordine mondiale’ (“per indicare finalmente il posizionamento giusto del Pd sulle questioni internazionali”) al referendum sulla giustizia, dal lavoro alle diseguaglianze, i temi di un programma da costruire che peserà sulle future alleanze.

A Montepulciano è arrivato anche chi aveva ‘puntato’ su Stefano Bonaccini durante le primarie e che poi si è spostato verso Schlein: Dario Nardella (oggi Area Dem) e i neo-ulivisti di Crea, come Anna Ascani e Marco Meloni. Anche Gianni Cuperlo che aveva sostenuto Schlein in seconda battuta, dopo essersi ritirato. Diversi i parlamentari presenti: Provenzano, Misiani, Sarracino e Rossomando (Dems), Sereni e Di Biase (Area Dem), Fornaro, Scotto, Guerra e Stumpo (ex Art.1) e poi Serracchiani, Boldrini.

Nella tensostruttura allestita ai giardini di Poggiofanti si sono registrate oltre 1.200 persone in vista delle conclusioni della tre giorni che terrà la segretaria, domani alle ore 12,30.

“Sentivamo tanto il bisogno di stare insieme, di poterci confrontare, di immaginare un Paese differente e offrire un tetto a chi ha creduto e a chi crede nel cambiamento del Pd, a chi ha scelto di cambiare con noi questo Paese. A Montepulciano si rafforza la costruzione di una alternativa plurale, credibile, alla peggiore destra della storia del Paese”, ha detto nel suo intervento il deputato e membro della segreteria nazionale Pd, Marco Sarracino, il quale ha affermato: “Da qui ribadiamo che non arretreremo sui grandi passi in avanti fatti sulla linea politica dal Partito democratico e dal suo gruppo dirigente in questi due anni”.

Mps-Mediobanca, Schlein: ruolo opaco di governo e Mef

Roma, 29 nov. (askanews) – “Il quadro che emerge dall’inchiesta in corso sulla operazione di MPS su Mediobanca conferma le gravi preoccupazioni che abbiamo espresso nei mesi scorsi, in particolare per il ruolo opaco del governo e del MEF. L’unico interventismo in economia lo ha dimostrato favorendo scalate di cordate considerate amiche, anziché far rispettare il corretto funzionamento delle regole di mercato. La magistratura farà il suo lavoro, ma Giorgetti venga subito a riferire in Aula per chiarire al Paese tutti gli aspetti di questa vicenda”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.

Ucraina, Zelensky nomina Umerov capo negoziatore

Roma, 29 nov. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha nominato il Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa (NSDC) Rustem Umerov, al posto dell’ex capo del suo ufficio Andriy Yermak, a capo della delegazione per partecipare ai colloqui con gli Stati Uniti, i suoi alleati e la Russia, secondo un decreto pubblicato oggi sul sito web di Zelensky.

“Umerov Rustem Enverovich, Segretario del Consiglio per la Sicurezza Nazionale e la Difesa dell’Ucraina, è a capo della delegazione”,per la partecipazione ai negoziati con gli Stati Uniti e altri partner internazionali dell’Ucraina, nonché con i rappresentanti della Russia, per raggiungere una pace giusta e duratura si legge nel decreto.

La delegazione comprende anche il consigliere del capo dell’ufficio presidenziale Oleksandr Bevz, il capo dell’intelligence della difesa Kyrylo Budanov, il capo di Stato maggiore Andrii Hnatov, il capo dei Servizi segreti esteri Oleh Ivashchenko, il viceministro degli Esteri Sergiy Kyslytsya, il vicesegretario del NSDC Yevhen Ostryansky e il vicepresidente dei Servizi di sicurezza dell’Ucraina Oleksandr Poklad.

Il vicecapo della Direzione principale dell’intelligence del ministero della Difesa ucraino, Vadym Skibitskyi, è stato aggiunto alla delegazione.

Lista stupri in un liceo, Valditara: fatto grave, va sanzionato duramente

Roma, 29 nov. (askanews) – “Quanto successo al liceo Giulio Cesare con pesanti offese sessiste rivolte ad alcune studentesse è un fatto grave che va indagato e sanzionato duramente. Con le nuove norme la scuola ha tutti gli elementi per procedere”, così in una nota il ministro dell’istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, dopo che in un liceo della capitale, sui muri dei bagni, è apparsa una scritta “lista stupri” con i nomi di alcune ragazze. “Verificheremo anche – ha proseguito il ministro – come stanno andando all’interno del liceo i corsi di educazione al rispetto della donna e di educazione alle relazioni previsti per la prima volta obbligatoriamente dalle nuove Linee guida sulla educazione civica e che lo scorso anno hanno dato risultati molto importanti nella gran parte delle scuole superiori italiane. Il rispetto è un valore imprescindibile. Nella scuola italiana non vi è spazio per la violenza e la discriminazione”.

Oltre 1.200 bambini e ragazzi a "Cartoons on the Bay – Winter Edition"

Roma, 29 nov. (askanews) – Oltre 40 appuntamenti tra masterclass, laboratori, jam session a cui hanno preso parte più di 1.200 studenti, incontri esclusivi con il doppiatore Fabrizio Vidale, voce di Eddie Murphy e Jack Black, con Alessandro Rack, regista e sceneggiatore di film d’animazione come “Gatta Cenerentola”, Stefano Bessoni, maestro della stop-motion, con Stefano Argentero, regista specializzato in animazioni con la plastilina: è stata una Winter Edition dai grandi numeri, sempre promossa da Rai e realizzata da Rai Com in collaborazione con la Regione Abruzzo e il Comune dell’Aquila, con la direzione artistica di Adriano Monti Buzzetti. La manifestazione ha portato a L’Aquila anche 40 opere dell’illustratore Tony Wolf. Nella giornata di chiusura è arrivato anche l’Amministratore Delegato di Rai Com Sergio Santo.

A Palazzo dell’Emiciclo, nei primi giorni della manifestazione, il via è stato con il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, l’assessore all’Istruzione e alla Cultura della Regione Roberto Santangelo. La forza dell’animazione, dell’immaginazione e della creatività digitale sono state una chiave per parlare con il sorriso a bambini e ragazzi, del loro presente e del loro futuro, nelle masterclass sulle professioni dell’animazione come negli incontri a cura di UNICEF e Moige. Preso d’assalto il laboratorio Roblox Jam Session su game design e creatività digitale, gran festa per i 50 anni dell’Ape Maia. Protagonisti della parata finale, presa d’assalto dai bambini aquilani, le mascotte di Lampo e Milady dei 44 Gatti (Rainbow), Ape Maia e Milo (DeAPlaneta), Lampadino e Caramella (Animundi). Insieme a loro i cosplayer di Buzz Lightyear, Capitan Uncino, Geppetto, Piton, Sailor Moon, Biancaneve, Mercoledì, Morticia, Deadpool & Wolverine, Zoro & Rufy (One Piece), Barbie, Spiderman, McGrannit & Piton e Mary Poppins.

Ad attendere i bambini in Piazza dell’Emiciclo il Truccabimbi a tema Mortina (Cartobaleno Animation Studio). A L’Aquila anche Rai Pubblica Utilità, al lavoro per rendere accessibili attraverso la Lingua dei segni italiana gli incontri con bambini e ragazzi. Cartoons on the Bay – Winter Edition 2025 rimane disponibile su RaiPlay con una serie di contenuti speciali disponibili al link raiplay.it/cartoonsonthebay-winter.

“Siamo molto soddisfatti del successo della Winter Edition di Cartoons on the Bay, un evento che ha visto protagonisti L’Aquila e l’intera regione – dichiara Sergio Santo, Amministratore Delegato di Rai Com – la manifestazione è stata accolta sempre con entusiasmo e partecipazione. La Regione Abruzzo ha dimostrato ancora una volta grande attenzione verso la cultura, l’innovazione e l’educazione dei giovani, permettendo a Cartoons on the Bay di crescere e di continuare a essere un punto di riferimento per il settore. Siamo particolarmente felici di aver visto i ragazzi delle scuole della città rispondere a questo format innovativo. Un grazie alla Regione, al Comune e tutte le istituzioni che hanno reso possibile questa edizione”.

“Siamo molto contenti della risposta dell’Aquila che ci ha dato una prova d’affetto straordinaria in questa centralissima location, Palazzo dell’Emiciclo, che la Regione Abruzzo ci ha messo a disposizione – afferma Adriano Monti Buzzetti, Direttore Artistico di Cartoons on the Bay – a stupirci e a entusiasmarci è stata soprattutto la risposta delle scuole, bambini delle elementari, ragazzi del liceo coinvolti allo stesso modo da una proposta didattica originale che ha cercato di combinare momenti spettacolari e di approfondimento su temi sociali, a una vetrina dei mestieri della nuova creatività digitale. Una bellissima prova che speriamo potrà crescere ancora nel prossimo futuro”.

Il successo della manifestazione si è reso possibile grazie alla collaborazione del Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, del Presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo Lorenzo Sospiri, dell’assessore all’Istruzione e alla Cultura della Regione Abruzzo Roberto Santangelo, del Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale Massimiliano Nardocci.

Cresce l’uso dei FANS per la febbre in adulti e bambini

Arezzo, 29 nov. (askanews) – In Italia l’uso degli antinfiammatori non steroidei (FANS) per il trattamento del dolore acuto aumentato significativamente negli ultimi anni: vengono utilizzati nel 68% dei casi, contro il 44% della media europea. Lo ha rilevato Clicon in un’analisi osservazionale su un campione di 12 milioni di assistibili nel periodo 2019-23. Ne ha parlato Roberto Nasorri, Referente Arezzo FIMMG: “Il dolore rappresenta una delle problematiche sociali che coinvolgono il 70/80% dei pazienti con dolore lieve-moderato, che rappresentano a loro volta il 30/40% della popolazione generale. Cosa significa questo? Un impatto quotidiano negli ambulatori dei medici di medicina generale, un impatto quotidiano con gli specialisti del dolore, algologi, palliativisti, anestesisti che si dedicano alla riduzione della sintomatologia dolorosa con un intervento multidisciplinare, che pu rappresentare ora, oggi, sempre di pi l’obiettivo a cui noi dobbiamo anelare”.

Eppure un trattamento non adeguato del dolore acuto limita autonomia, vita sociale e capacit lavorativa. Per questo importante un approccio multidisciplinare che integri medico di famiglia, specialisti e supporto riabilitativo, riducendo cos l’impatto su persone e sistema sanitario. Discorso ancor pi valido in ambito pediatrico. A conferma le parole del Dottor Antonio D’Alvino, Presidente FIMP: “La febbre e il dolore sono due condizioni molto frequenti in et pediatrica ed fondamentale che il pediatra di famiglia le approcci nella maniera pi corretta da un punto di vista di evidenze scientifiche. Non necessariamente la febbre va trattata con un antipiretico, ma va gestita soltanto nel caso in cui comporti un’alterazione delle abitudini quotidiane del bambino. Diversamente, per la condizione del dolore necessario sempre trattarla. Il paracetamolo il farmaco di prima scelta, ed quello che d, nella stragrande maggioranza dei casi, usato a dosaggi

corretti, ottime risposte terapeutiche”.

Troppo spesso la consultazione fai-da-te online pu influenzare negativamente le decisioni dei pazienti compromettendo l’appropriatezza terapeutica, in questo senso l’alfabetizzazione digitale dei pazienti gioca un ruolo centrale. Ne ha parlato Gian Luca Comandini, Fondatore You&Web: “Al giorno d’oggi, pi del 60% delle persone su questo pianeta, sono nate dopo il 1990, generazione X, generazione Z e cos via. Dal 2005 in poi, la maggior parte di loro pensa “Prima googlo e poi decido”. Questo un problema per il proliferare delle fake news, che si stima possano viaggiare e diffondersi pi velocemente del 70% rispetto a fonti autorizzate, fonti originali e fonti ufficiali, ed un problema per il fenomeno dell’autodiagnosi, o per meglio dire la cosiddetta “cybercondria”, cio la paura che le nuove generazioni hanno che il medico si stia sbagliando e che fanno meglio ad autodiagnosticarsi il problema che hanno”.

Software a rischio radiazioni solari, richiamati seimila Airbus A320. Voli cancellati in tutto il mondo

Roma, 29 nov. (askanews) – Le compagnie aeree di tutto il mondo hanno cancellato e ritardato i voli in vista del fine settimana, dopo che Airbus ha annunciato ieri di aver ordinato riparazioni immediate a 6.000 jet della sua famiglia A320, in un richiamo che ha interessato oltre metà della flotta globale dopo un incidente, avvenuto il 30 ottobre, al volo da Cancun a Newark, dell’americana Jet Blue, costretto ad un atterraggio di emergenza in Florida, che ha rivelato che l’intensa radiazione solare può compromettere i dati essenziali per il funzionamento dei comandi di volo.

L’Agenzia dell’Unione Europea per la Sicurezza Aerea (EASA), principale autorità di certificazione per gli aeromobili A320, ha emesso l’istruzione ieri sera come “azione precauzionale”. La correzione prevede principalmente il ripristino del software precedente ed è relativamente semplice, ma deve essere eseguita prima che gli aerei possano tornare a volare, secondo il bollettino alle compagnie aeree visionato da Reuters.

La battuta d’arresto sembra essere tra i più grandi richiami che hanno colpito Airbus nei suoi 55 anni di storia e arriva poche settimane dopo che l’A320 ha superato il Boeing 737 come modello più consegnato. Al momento in cui Airbus ha emesso il suo bollettino agli oltre 350 operatori dell’aereo, erano in volo circa 3.000 jet della famiglia A320.

A Milano, la quarta edizione di “Come corre la bike economy”

Milano, 29 nov. (askanews) – La bicicletta stata la protagonista indiscussa della quarta edizione di “Come corre la Bike Economy” l’evento promosso da Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi. Un’occasione per fare il punto su un settore in crescita, che nelle tre province conta 231 imprese, oltre il 40% della filiera lombarda, con pi di 600 addetti.

Sergio Rossi, Direttore Generale di Formaper, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, ha dichiarato: ” il quarto evento dedicato alla bike economy. La Camera di Commercio di Milano crede molto in questo progetto e pedala per far correre sempre di pi la bicicletta. All’evento hanno partecipato gli esponenti nazionali ed internazionali pi importanti per la bike economy”.

La Camera di commercio punta con decisione sulla filiera delle due ruote: dal 2023 investe in formazione, innovazione e servizi mirati per creare entro il 2027 un hub di riferimento sul territorio per l’intero ecosistema della bici.

“La formazione rappresenta un ruolo importante per tutti gli attori del sistema. Abbiamo iniziato quest’attivit tre anni fa su esplicita richiesta degli operatori. La formazione stata svolta con oltre 300 allievi e oltre il 50% delle persone formate ha trovato occupazione nel settore o ha aperto una propria azienda nel campo”, ha infine concluso Sergio Rossi, Direttore Generale di Formaper, Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi.

Un impegno che sottolinea lo scopo della Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi: sostenere le imprese e far crescere un’economia delle due ruote sempre pi forte e competitiva.

La "lista stupri" in un liceo di Roma, l’opposizione rilancia l’educazione affettiva a scuola

Roma, 29 nov. (askanews) – Una “Lista stupri”, una scritta affiancata da un elenco di nomi di ragazze è stata trovata incisa sui muri dei bagni del liceo Giulio Cesare di Roma. “La comparsa nei bagni di una ‘lista stupri’ con i nomi di studentesse al liceo Giulio Cesare è un fatto di una gravità intollerabile. Non è una bravata: è l’ennesima manifestazione di una cultura patriarcale che considera i corpi delle donne oggetti da insultare, intimidire, controllare. È un atto di violenza pura. Siamo vicine alle ragazze coinvolte, al collettivo Zero Alibi e alla dirigente scolastica che hanno denunciato con coraggio quanto accaduto. Cancellare una scritta non basta. Serve un lavoro culturale profondo, e questo lavoro si chiama educazione affettiva e al rispetto: un percorso strutturale nelle scuole italiane, unico strumento capace di prevenire violenza, stereotipi e sopraffazioni”. Lo dichiarano Irene Manzi e Cecilia D’Elia, capogruppo del Pd in commissione istruzione a Camera e Senato “Auspichiamo che i responsabili vengano individuati e che la scuola sia sostenuta nelle iniziative di tutela e sensibilizzazione. Ma soprattutto, aggiungono, chiediamo che le istituzioni assumano finalmente la responsabilità di introdurre percorsi seri di educazione sessuo-affettiva in ogni grado di scuola: perché la prevenzione si costruisce ogni giorno, non solo nelle ricorrenze o di fronte a episodi inqualificabili come questo. Siamo al fianco della comunità del Giulio Cesare e continueremo a batterci perché ogni scuola sia un luogo sicuro, libero da violenza e discriminazioni. La dignità delle ragazze non si tocca. Mai”, concludono “Una ‘lista stupri’ sui muri di una scuola fa male, ferisce. È il segnale di una cultura degradata e degradante che non possiamo ignorare. Chi fa finta di niente, chi minimizza, si rende parte del problema”. Lo dichiara Maria Elena Boschi, presidente dei deputati di Italia Viva, in merito alle scritte apparse nei bagni del Liceo Giulio Cesare di Roma.

“Nel Governo c’è ancora chi sostiene che la scuola non debba occuparsi di educazione sessuale e affettiva. È un errore blu. Parlare di consenso, rispetto, relazioni sane, aiuta a capire i limiti, le responsabilità, le parole che fanno male, per non ritrovarci con altri muri sporchi di violenza. L’educazione è prevenzione, è sicurezza. Invece oggi il ministro Valditara parla di sanzioni e indagini, ma non basta punire dopo, serve agire prima. E per farlo servono esattamente quei percorsi educativi che il Governo continua a ostacolare o a svuotare”.

“La violenza contro le donne nasce da una cultura che condona, giustifica, normalizza. E per cambiarla è necessario insegnare il consenso come fondamento di ogni relazione. Chi si oppone – conclude – se ne assuma la responsabilità”.

A Riccione il XVI Congresso Nazionale IG-IBD

Riccione, 29 nov. (askanews) – Con oltre mille specialisti presenti, il XVI Congresso Nazionale IG-IBD segna un cambio di passo nella presa in carico delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali. Si apre una nuova fase della ricerca che mira a trasformare radicalmente gli esiti a lungo termine di queste patologie ad elevato impatto sociale.

Prof. Claudio Fantini, Professore Ordinario di Gastroenterologia dell’Universit degli Studi di Cagliari e Segretario Generale IG IBD, ha dichiarato: “Il congresso rappresenta l’occasione per affrontare diversi temi, dall’innovazione terapeutica fino alla gestione dell’innovazione tecnologica relativa al monitoraggio delle MICI”.

Nel corso dei tanti tavoli di confronto, i medici hanno tracciato il quadro di un settore in rapido cambiamento, illustrando come stiano evolvendo sia gli strumenti terapeutici sia il modo di accompagnare i pazienti nel loro percorso di cura.

Cristina Bezzio, Medico Gastroenterologo presso IBD Unit Gastroenterologia Humanitas Rozzano, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un’evoluzione nella gestione delle MICI grazie anche all’approvazione di diversi nuovi farmaci che vantano diversi meccanismi d’azione. Accanto a questa evoluzione, cambiato anche il nostro approccio verso la gestione dei pazienti ed un diverso monitoraggio”.

Il Congresso ha posto inoltre al centro il valore della multidisciplinariet: la complessit delle MICI richiede un confronto strutturato tra gastroenterologi, radiologi, chirurghi, immunologi e oncologi. Modelli organizzativi integrati permettono di rispondere in modo pi efficace e personalizzato ai bisogni clinici e assistenziali.

“Abbiamo affrontato diverse tematiche che vanno dalla terapia alla gestione multidisciplinare delle patologie”, ha affermato Angela Variola, Responsabile UOS Centro Malattie Rettointestinali IRCCS Sacro Cuore Don Calabria.

La spinta verso il cambiamento arriva anche dalle nuove generazioni: per l’edizione del ventennale, IG-IBD ha scelto di dar voce a un ampio panel di esperti under 50, protagonisti delle sessioni pi avanzate. Il futuro della cura si costruisce oggi, i giovani clinici portano tecnologie innovative, nuovi approcci e una visione orientata agli esiti nel lungo periodo.

Le dimissioni di Yermak, l’ex capo di gabinetto ucraino: non voglio creare problemi a Zelensky, vado al fronte

Roma, 29 nov. (askanews) – Il New York Post riporta di aver ricevuto ieri notte un messaggio di testo da Andriy Yermak, ex capo dello staff di Volodymyr Zelensky, dimessosi di recente a seguito di uno scandalo di corruzione, in cui ha affermato di prepararsi a combattere i Russia.

“Andrò in prima linea e sono pronto ad affrontare qualsiasi ritorsione”, ha scritto Yermak, secondo il New York Post, in un messaggio che il giornale descrive come “appassionato”. “Sono una persona onesta e rispettabile”, ha aggiunto l’ormai ex capo dell’amministrazione presidenziale.

Il New York Post riferisce inoltre che Yermak ha scritto di essere “disgustato dalle vili osservazioni” di cui è bersaglio e “ancora più disgustato dalla mancanza di sostegno da parte di coloro che conoscono la verità”. Ricordando di essere stato al fianco del presidente ucraino fin dal primo giorno dell’invasione russa, il 24 febbraio 2022, Yermak ha affermato, secondo il New York Post, di non voler “creare problemi a Zelensky” e quindi di voler andare “in prima linea”. Andriy Yermak non ha specificato quando intende andarsene né a quale unità desidera unirsi. Il capo dell’amministrazione presidenziale ucraina, Andriy Yermak, dimessosi ieri, avrebbe dovuto recarsi negli Stati Uniti per negoziare un “accordo di pace”, hanno dichiarato due responsabili ucraini al media americano Axios. Secondo queste fonti, Yermak si sarebbe dovuto recare a Miami per colloqui con Jared Kushner e Steve Witkoff. L’obiettivo era finalizzare un accordo di principio tra Washington e Kiev prima che Witkoff e Kushner si recassero a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin.

Una delle fonti ha aggiunto che le dimissioni del braccio destro del presidente Volodymyr Zelensky, “hanno interrotto i negoziati”, sottolineando al contempo che non avrebbero cambiato la posizione dell’Ucraina su come porre fine alla guerra. Volodymyr Zelensky ha annunciato venerdì, nel suo discorso quotidiano alla nazione sui social, che il suo capo di gabinetto, Andriy Yermak, si era dimesso dopo che la sua abitazione è stata perquisita dagli investigatori dell’agenzia anticorruzione. “Il capo di gabinetto Andriy Yermak ha presentato le sue dimissioni. Sono grato ad Andriy per il fatto che la posizione ucraina nei negoziati sia sempre stata rappresentata da lui esattamente come avrebbe dovuto essere. È sempre stata una posizione patriottica. Ma voglio che non ci siano voci o speculazioni”, ha detto ancora Zelensky. “Per quanto riguarda il nuovo capo dell’ufficio, domani mi consulterò con coloro che potrebbero guidare questa istituzione”, ha concluso il presidente.

Yermak era considerato da molti il secondo uomo più influente in Ucraina, dopo Zelensky.

A seguito delle dimissioni del suo braccio destro Andriy Yermak, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha spiegato che l’Ucraina sarà rappresentata ai colloqui di pace da Andriy Hnatov, capo di Stato maggiore delle Forze armate ucraine, Rustem Umerov, segretario del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa nazionale, e da rappresentanti del ministero degli Esteri e dei servizi segreti. Il presidente ha aggiunto che gli incontri con la parte americana avranno luogo a breve.

Assalto alla redazione della Stampa, solidarietà da Mattarella e Meloni

Roma, 29 nov. (askanews) – Assalto alla redazione de La Stampa a Torino durante le manifestazioni per lo sciopero generale di ieri. Numerosi contestatori “Pro Pal” si sono allontanati dal corteo e si sono diretti alla sede del quotidiano.

Immediata e unanime la solidarietà espressa dalle istituzioni, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Andrea Malaguti e alla redazione la sua solidarietà, unita alla “ferma condanna” per l’accaduto.

Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha telefonato al direttore per esprimere vicinanza a tutta la comunità del giornale. Nel corso della conversazione, Meloni ha definito l’irruzione dei manifestanti “un fatto gravissimo che merita la più assoluta condanna”, auspicando “una risposta unanime” contro ogni forma di intimidazione nei confronti della stampa. “La libertà di informazione è un bene prezioso da difendere ogni giorno”, ha detto la premier. Un messaggio di vicinanza è arrivato anche dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dalla segretaria del Pd Elly Schlein e dal leader M5s Giuseppe Conte, come pure dal presidente della regione Alberto Cirio e dal sindaco Stefano Lo Russo.

Johnatan Peled, l’ambasciatore israeliano in Italia ha scritto sui social: “Condanno l’attacco e la vandalizzazione della sede de La Stampa a Torino, da parte di attivisti pro-palestinesi. Si tratta ancora una volta di un attacco alla democrazia, alla legge e all’ordine pubblico italiani. Esprimo la mia solidarietà a La Stampa e al suo direttore”.

Il fatto è accaduto ieri pomeriggio: un centinaio di manifestanti, passando da un bar, ha fatto irruzione nella sede di via Lugaro del quotidiano La Stampa, redazione che in quel momento era vuota poiché i giornalisti avevano aderito allo sciopero, rovesciando documenti e materiale sulle scrivanie e imbrattato i muri con scritte in rosso: ‘Fuck Stampa’ e in verde ‘Free Shahin’, in riferimento all’imam della moschea di San Salvario trattenuto da giorni nel Cpr di Caltanissetta.

(in foto, frame del video dell’assalto diffuso da La Stampa sui social)

Venezia, tornano a San Marco i lampadari artistici di Murano

Venezia, 29 nov. (askanews) – I portici di Piazza San Marco a Venezia si trasformano anche quest’anno in una galleria d’arte per ospitare i lampadari dell’iniziativa “Murano illumina il Mondo”: dodici opere che resteranno installate sotto le Procuratie fino a marzo 2026.

“Per la terza volta – ha spiegato ad askanews Matteo Silverio, coordinatore del progetto Murano illumina il Mondo – i maestri muranesi si sono messi in gioco e insieme a dodici artisti internazionali hanno realizzato dodici opere, dodici sculture di vetro associando quella che la loro maestria, la loro bravura con la creativit e l’estro di designer e artisti di fame internazionale”.

Gli esiti sono affascinanti, ci sono forme classiche e altre pi ardite, rimandi alle morfologie viventi e composizioni perfettamente geometriche. Ma soprattutto c’ il tema della luce. “Il lampadario – ha aggiunto il coordinatore – un oggetto molto difficile, molto complesso, perch c’ il vetro, c’ una struttura e c’ anche l’illuminazione. In questo sono stati molto bravi e soprattutto hanno sperimentato tanto, mettendosi in gioco e realizzando letteralmente dei capolavori sempre diversi”.

L’esposizione in Piazza San Marco anche un modo per riportare al centro dell’attenzione il comparto del vetro, che a Murano ha la sua anima storica pi antica. “Questa un’occasione importantissima – ha concluso Matteo Silverio – questo il salotto di Venezia dove tutti i giorni sotto cui le Procuratie passano migliaia di persone e la maggior parte sono stranieri. Quindi un’ottima vetrina, un ottimo modo anche per mostrare la vitalit di un comparto che ormai a quasi mille anni di storia continua a sorprendere il mondo”.

Museo Correr, una mostra tra la calligrafia e la tipografia

Venezia, 29 nov. (askanews) – Una mostra che ragiona sulla relazione tra calligrafia e tipografia, unendo culture diverse, nell’ambito della rassegna annuale “East West Calligraphy” , che propone masterclass, incontri e conferenze dedicati alla calligrafia. Nella Sala delle Quattro Porte del Museo Correr di Venezia ospitata l’esposizione “Caratteri”.

“Noi ci concentriamo ogni anno sul mettere in dialogo scritture diverse di culture calligrafiche diverse, normalmente Oriente e Occidente – ha spiegato ad askanews Monica Viero, responsabile degli archivi e delle biblioteche della Fondazione Musei Civici di Venezia, co curatrice della mostra con Monica Dengo -. Quest’anno la mostra propone infatti un dialogo tra scrittura occidentale, presentando due artisti statunitensi, e scrittura orientale: presentiamo quest’anno due artisti coreani. La mostra si concentra sull’alfabeto quindi sugli alfabeti fonetici e sul sistema di scrittura molto comprensibile. opere che sono esposte in mostra sono tutte opere che veicolano anche un significato oltre che un segno”.

Gli artisti in mostra sono i coreani Kim Doo Kyung e Kang Byung-In e gli statunitensi Thomas Ingmire e Amos Paul Kennedy Jr. Le loro opere sono poi accompagnate da documenti storici conservati al Correr. Ed interessante seguire anche l’aspetto pi filosofico che distingue le culture calligrafiche.

“Mentre in Oriente la calligrafia rimane un punto fermo fondamentale della formazione della persona, dell’individuo, della sua ricerca anche personale, anche interiore, anche filosofica – ha aggiunto Monica Viero – in Occidente questo invece viene via via nel corso del tempo a perdersi, per rimanere invece uno strumento, uno strumento che veicola significati ed quello che noi proponiamo esponendo delle opere che non sono pi manoscritte, ma sono stampate”.

“Caratteri” comunque invita a riflettere sul valore universale della scrittura come traccia dell’umano, luogo di incontro tra mente, corpo e cultura, e strumento di dialogo tra tradizione e contemporaneit.

Assalto a redazione La Stampa, solidarietà da Mattarella e Meloni

Roma, 29 nov. (askanews) – Assalto alla redazione de La Stampa a Torino durante le manifestazioni per lo sciopero generale di ieri. Numerosi contestatori “Pro Pal” si sono allontanati dal corteo e si sono diretti alla sede del quotidiano. Immediata e unanime la solidarietà espressa dalle istituzioni, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha fatto pervenire al direttore Andrea Malaguti e alla redazione la sua solidarietà, unita alla “ferma condanna” per l’accaduto.

Anche la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha telefonato al direttore per esprimere vicinanza a tutta la comunità del giornale. Nel corso della conversazione, Meloni ha definito l’irruzione dei manifestanti “un fatto gravissimo che merita la più assoluta condanna”, auspicando “una risposta unanime” contro ogni forma di intimidazione nei confronti della stampa. “La libertà di informazione è un bene prezioso da difendere ogni giorno”, ha detto la premier. Un messaggio di vicinanza è arrivato anche dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dalla segretaria del Pd Elly Schlein e dal leader M5s Giuseppe Conte, come pure dal presidente della regione Alberto Cirio e dal sindaco Stefano Lo Russo.

Johnatan Peled, l’ambasciatore israeliano in Italia ha scritto sui social: “Condanno l’attacco e la vandalizzazione della sede de La Stampa a Torino, da parte di attivisti pro-palestinesi. Si tratta ancora una volta di un attacco alla democrazia, alla legge e all’ordine pubblico italiani. Esprimo la mia solidarietà a La Stampa e al suo direttore”.

Il fatto è accaduto ieri pomeriggio: un centinaio di manifestanti ha fatto irruzione nella sede di via Lugaro del quotidiano La Stampa, redazione che in quel momento era vuota poiché i giornalisti avevano aderito allo sciopero, rovesciando documenti e materiale sulle scrivanie e imbrattato i muri con scritte in rosso: ‘Fuck Stampa’ e in verde ‘Free Shahin’, in riferimento all’imam della moschea di San Salvario trattenuto da giorni nel Cpr di Caltanissetta.

Touchpoint, premio speciale per Ital Communications e Mosaico Studio

Milano, 29 nov. (askanews) – Ital Communications e Mosaico Studio si sono aggiudicate il Premio Speciale “Impact ADV: la Comunicazione che ispira”, assegnato nell’edizione 2025 dei Touchpoint Awards Strategy. Il riconoscimento, promosso da Oltre La Media Group, celebra ogni anno il brand positioning e le strategie di comunicazione pi innovative ed efficaci.

“L’evento – ha detto ad askanews Andrea Crocioni, direttore editoriale di Oltre La Media Group e direttore di Touchpoint – dedicato alle migliori strategie di marca, quindi sfileranno sul palco le pi importanti campagne realizzate dalle agenzie italiane e internazionali. L’obiettivo quello di far vedere il meglio dei progetti che sono realizzati nell’ultimo anno. Progetti che ispirano, progetti che sono in grado di guidare i prossimi passi di questa industry”.

l Premio “Impact ADV: la Comunicazione che ispira” stato assegnato per le attivit di comunicazione e advertising realizzate in occasione del World Meeting on Human Fraternity 2025, un evento internazionale di grande rilievo, capace di distinguersi per l’impatto globale e per la forza con cui ha promosso valori universali come la fraternit, il dialogo e l’inclusione.

“Noi – ha detto Domenico Colotta, founder di Ital Communications – ci ispiriamo nel nostro lavoro ai principi dell’etica del lavoro e rispecchiano i principi della Santa Sede, quindi la trasparenza nella comunicazione, il rispetto della persona, della dignit umana. Teniamo conto del controllo delle fonti di informazione e quando divulghiamo le informazioni lo facciamo con spirito critico che poi lo stesso spirito di chi si informa, che deve sempre interrogarsi sulla veridicit delle fonti”.

Nel corso della serata sono stati assegnati anche altri riconoscimenti: il progetto “Memor.IA”, realizzato da GB22 per Pulsee Luce e Gas, si aggiudicato il Grand Award 2025. “Per noi – ha concluso Gianpaolo Rossi, founder di Oltre La Media Group e Fabbrica di lampadine – questo premio fondamentale e importante, perch da un lato premiamo l’eccellenza in Italia della comunicazione, ma dall’altra parte anche un momento in cui in una volta sola abbiamo tutti i migliori progetti da visionare e mettendoli insieme unendo i puntini possiamo capire dove sta andando la comunicazione in Italia. Diciamo che la caratteristica che abbiamo in confronto ad altri premi che noi abbiamo una giuria che fatta da 50 % della mondo delle agenzie, degli operatori della comunicazione, e 50 % dal mondo delle aziende proprio per riuscire ad avere una valutazione che sia completa”.

Nel complesso dal premio emerso anche che il mondo della comunicazione in continua evoluzione e che, dopo il periodo, per cos dire, di riflusso del post pandemia, oggi la creativit viva e si torna a osare.

Nicea, la forma della fede tra memoria e discernimento

Il viaggio di papa Leone in Libano e in Turchia, lo sappiamo, ha un notevole significato pastorale e un valore simbolico formidabile. Proprio a Nicea, nel 325, il cristianesimo prendeva una forma più precisa. Prender forma vuol dire anche definire, definirsi e, dunque, porre dei confini, magari provvisori. Il compianto pastore metodista Sergio Aquilante, grazie a cui mi sono accostato alla Bibbia, parlava a volte, anche per rispondere alle domande che gli rivolgevo copiose, del Concilio di Nicea-Costantinopoli. Sì, perché il Concilio ecumenico di Costantinopoli (381) completava il precedente. Non a caso, ci si riferisce al Credo niceno-costantinopolitano.

A esso fanno riferimento le principali tradizioni cristiane, d’Oriente e d’Occidente, pur con una varietà di letture e di sensibilità; e pur ponendo esso dilemmi che avrebbero conosciuto una lunga, millenaria gestazione.

Dogma: confine o custodia dell’essenziale?

La mentalità contemporanea tende a guardare con diffidenza al concetto stesso di dogma, inteso come l’unica opinione vera e valida. Proprio quello che il filosofo Salvatore Veca definiva lo spazio pubblico cacofonico odierno, con le sue mille e mille voci e i suoi miliardi di cinguettii telematici, tuttavia, ci aiuta a comprendere l’importanza di porre dei punti fermi.

Fin dai primi secoli della nostra era fiorirono interpretazioni differenti e non di rado radicalmente contrastanti delle Scritture e della tradizione stessa. Come non disperdere alcuni “nuclei di verità”, alcune strutture portanti, alcuni passaggi essenziali della fede? Il rischio che si smarrissero in mille rivoli era fortissimo; il rischio, dunque, della perdita e della dissipazione.

Pluralità e identità: la sfida della continuità

Quei “dogmi”, cioè, non andrebbero intesi come monoliti; il pericolo non è nella diversità o nella pluralità in sé, costitutive, al contrario, del messaggio cristiano (si guardi, tra l’altro, all’Antico e al Nuovo Testamento o ai quattro Vangeli), bensì, appunto, nel perder l’essenziale e, di conseguenza, nel perdersi.

Si pensi, al giorno d’oggi, al bisogno di discernere fra le notizie e le fake news. Ecco, anche i secoli e i millenni che ci hanno preceduto conoscevano le loro fake news, i loro rumors, le maldicenze e tanti altri motivi di confusione. Da quella Babele di stimoli e controstimoli alcuni elementi andavano preservati, protetti, magari semplicemente rispetto al fluire del tempo e all’oblio. Senza con ciò impedire o ingessare il dibattito e il confronto, sale e lievito della fede e della nostra comune umanità.

O si riparte dal basso o non si riparte

È dal 2012 che, con diversi amici, ci impegniamo per la ricomposizione politica dell’area cattolica: democratica, liberale e cristiano-sociale. Tanto sul versante della rifondazione democratico-cristiana – dopo la sentenza della Cassazione che aveva stabilito la mai intervenuta fine giuridica del partito storico – quanto su quello di una più ampia ricomposizione al centro, questi tentativi sono sin qui falliti. Tutte le operazioni per ricomporre i diversi frammenti della diaspora democristiana si sono infrante tra quanti puntano a collegarsi con l’area della destra (Rotondi e Merlo) e coloro che guardano a sinistra, come gli amici del Centro Democratico di Tabacci e altri collegati all’esperienza di Tempi Nuovi.

Perché occorre prima ricostruire le casematte

Personalmente continuo a ritenere, con gli amici di Iniziativa Popolare, che sarebbe più opportuno procedere prima alla ricomposizione delle diverse “casematte”, utilizzando l’opportunità di sostenere la raccolta firme per le due Leggi di Iniziativa Popolare (LIP): la prima per il ritorno alla legge elettorale proporzionale con preferenze (strumento funzionale alla rinascita di un centro politico nuovo, ampio e plurale, distinto e distante da destra e sinistra), e la seconda per l’introduzione del cancellierato sul modello tedesco. Si tratta di un tentativo per contrastare la deriva autoritaria del progetto di premierato della destra, che intende sovvertire l’equilibrio costituzionale dei poteri con un premio di maggioranza che ricorda la famigerata legge Acerbo, quella che permise a Mussolini la conquista “legale” del potere assoluto nel Parlamento italiano.

Avevamo sperato che le elezioni regionali – in cui vige la legge proporzionale, seppur con sbarramento – fossero l’occasione per favorire il progetto. Nel Veneto ci avevamo provato con la lista dei Popolari per il Veneto, il cui esito si è rivelato fallimentare: 9.000 voti al candidato Bui alla presidenza e 6.000 alla lista. Troppo pochi per ambire a riportare, dopo trent’anni, un candidato di area democristiana e popolare in Consiglio regionale.

Il tripolarismo e gli interessi particolari

Se a livello centrale scontiamo le difficoltà della ricomposizione – per il prevalere degli interessi “particulari” di capi e capetti impegnati a garantirsi qualche posizione sicura a destra o a sinistra – anche a livello regionale si è riscontrato, nonostante la proporzionale, il prevalere della tendenza tripolare dell’elettorato: tra l’astensione (oltre il 51%) e la preferenza per le coalizioni di destra o di sinistra.

Credo che, fatte queste verifiche, sia indispensabile tornare alla fondamentale esperienza sturziana della ripartenza dalla base. Finito il tempo dei grandi partiti portatori degli interessi e dei valori presenti nella realtà sociale, serve ricostruire momenti di partecipazione democratica, favorendo la nascita di comitati civico-popolari nei quali discutere, con elettrici ed elettori, di temi locali e globali.

Programma, valori e nuova classe dirigente

Noi cattolici democratici, liberali e cristiano-sociali dovremmo essere portatori di valori ispirati alla dottrina sociale cristiana e alla volontà di difendere e realizzare compiutamente quelli della Costituzione repubblicana, favorendo l’emergere di programmi locali e globali fondati sull’equilibrio tra ceti medi e classi popolari.

Quanto ai valori, siamo sostenuti dagli insegnamenti delle encicliche sociali della Chiesa cattolica, madre e maestra anche – e soprattutto – in questa fase di crisi drammatica dopo la fine della globalizzazione e l’emergere di nuovi autoritarismi che, superando il tempo dello Stato di diritto, stanno imponendo la legge del più forte a Oriente come a Occidente. Quanto alla mediazione degli interessi, ci soccorre la Costituzione dei padri fondatori, a partire dagli articoli 3 e 53.

Dall’incontro democratico dei comitati civico-popolari potranno emergere proposte amministrative condivise e, insieme, nuove classi dirigenti espressione diretta di quelle realtà. È un processo totalmente rovesciato rispetto al passato: deve nascere dalla base, non dalla sommatoria impossibile degli interessi contrapposti dei consumati interpreti della politica nazionale.