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Tennis, Matteo Berrettini ai quarti a Miami

Roma, 26 mar. (askanews) – Uno strepitoso Matteo Berrettini conquista i quarti di finale del Masters 1000 di Miami al termine di una partita emozionante finita 6-3, 7-6 contro l’australiano. L’azzurro vince agilmente il primo set ed esce vincitore dalla maratona del secondo. Va avanti di un break, si fa rimontare, annulla tre set-point col servizio e a sua volta manca tre match point in battuta. Il tie-break conclusivo lo vede scivolare 6-3, risorgere di nuovo e chiudere al quinto match-point. Ora attende l’americano Fritz.

“Questa vittoria significa tanto per me. Vuol dire aver lavorato bene in campo e fuori, ed essere felici di quello che stai facendo. Se non sono felice, non posso ottenere i risultati che voglio. Sono molto di fiero di me, del mio team, della mia famiglia. Bene così, ma punto ad arrivare ancora più in fondo” le parole a caldo dell’azzurro.

Calcio, l’Argentina umilia il Brasile 4-1 e va ai mondiali

Roma, 26 mar. (askanews) – Al Monumental di Buenos Aires, l’Argentina, senza Messi e Lautaro, festeggia l’aritmetica qualificazione ai prossimi Mondiali di calcio disintegrando il Brasile 4-1, alla quarta sconfitta nelle ultime cinque contro i rivali di sempre. La profezia alla vigilia di Raphinha (“Li batteremo, senza dubbio”) non ha fatto altro che galvanizzare i campioni del mondo in carica, dominanti dall’inizio alla fine e capaci di segnarne tre nei primi 37 minuti grazie a Julian, Enzo Fernandez e Mac Allister. Inutile il gol di Cunha, nato da un regalo di Romero. Il poker è di Giuliano Simeone, al primo centro con l’Albiceleste. Nico Paz in campo per il quarto d’ora finale. Al Brasile piovono processi sul ct Dorival Junior: la Seleçao ora è quarta e con una qualificazione ancora tutta da conquistare.

Tennis, Jasmine Paolini in semifinale a Miami

Roma, 26 mar. (askanews) – Jasmine Paolini continua a riscrivere la storia del tennis italiano: la toscana diventa infatti la prima tennista italiana a centrare la semifinale al Miami Open. La 29enne di Bagni di Lucca, n.7 del ranking e 6 del seeding, ha sconfitto la polacca Magda Linette, n.34 WTA, che negli ottavi aveva eliminato a sorpresa la statunitense Coco Gauff, n.3 del ranking e del seeding. 6-3, 6-2 i parziali per Jasmine, che in semifinale attende la numero uno al mondo Sabalenka.

“E’ stato difficile, abbiamo dovuto aspettare tante ore negli spogliatoi prima di poter scendere in campo – le parole a caldo dell’azzurra -. L’attesa è stata lunga. Comunque sono molto contenta per questa vittoria: l’ultima volta che l’avevo affrontata, a Pechino, ci avevo perso male. Lei gioca molto bene e spinge tanto: sono molto soddisfatta per come ho gestito la partita. Durante l’attesa mi sono confrontata con il mio team, ho mangiato qualcosa, ho scherzato un po’ con loro: insomma ho cercato di stemperare la tensione. Cosa dovrebbero dire i tifosi americani in semifinale per incitarmi? Forza Jasmine!”.

Zelensky: spero non si valutino ipotesi di un accordo di pace "umiliante"

Roma, 26 mar. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy non ha escluso del tutto la possibilità teorica di un accordo di pace “umiliante” sul conflitto in Ucraina, ma ha avvertito che il paese “cadrebbe in depressione” in caso di tale scenario.

“Ma se la fase successiva sarà una pace forzata, umiliante, se l’Ucraina, Dio non voglia, verrà lasciata sola e se i nostri partner, per qualsiasi motivo, non saranno nostri partner, allora l’Ucraina cadrà in depressione… Non credo che sarà così. Sarebbe un tradimento da parte dei nostri partner. E penso che le possibilità che ciò accada siano praticamente pari a zero”, ha detto Zelenskyy in un’intervista con Time Magazine martedì sera.

Martedì, un altro round di negoziati tra Stati Uniti e Ucraina ha avuto luogo a Riyadh. Parlando dopo i colloqui, il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov ha affermato che le parti hanno concordato di vietare qualsiasi attacco alle infrastrutture energetiche russe e ucraine. Ha anche confermato un accordo per garantire la sicurezza della navigazione nel Mar Nero. La Casa Bianca ha affermato che le parti hanno concordato a Riyadh di escludere l’uso della forza contro le navi commerciali nel Mar Nero.

Lo stesso giorno, il Cremlino ha pubblicato una dichiarazione sui risultati di un incontro tra le delegazioni russa e statunitense a Riyadh. Il presidente russo Vladimir Putin e il presidente statunitense Donald Trump hanno concordato di fornire l’attuazione dell’iniziativa del Mar Nero. Questa iniziativa include la fornitura di sicurezza della navigazione nel Mar Nero, l’esclusione dell’uso della forza contro le navi commerciali e il divieto di utilizzo di tali navi per scopi militari. Il controllo sull’esecuzione di tali misure è pianificato per essere condotto tramite l’ispezione delle navi. Tuttavia, l’accordo entrerà in vigore solo quando saranno soddisfatte determinate condizioni. Una di queste condizioni è la revoca delle sanzioni alla Banca agricola russa (Rosselkhozbank).

Scuola, Valditara: vogliamo l’arresto in flagranza di chi aggredisce i prof

Roma, 26 mar. (askanews) – Nelle scuole italiane “abbiamo avuto circa 40 episodi di aggressione nei confronti del personale scolastico. Per contrastare questo fenomeno abbiamo deciso di intervenire rafforzando il valore del voto in condotta, sostituendo le vecchie sospensioni con l’attività di cittadinanza solidale, le sanzioni economiche nei confronti dei genitori che aggrediscano un docente o personale della scuola, da 500 a 10mila euro e, infine, poi l’ultima proposta che intendiamo portare in un prossimo consiglio dei ministri, l’arresto il flagranza nei confronti di chi aggredisce”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a ‘Mattino Cinque News’.

Oggi confronto Meloni-Tajani-Salvini prima del vertice di Parigi

Roma, 26 mar. (askanews) – Un “vertice”, anche in modalità ibrida, per fare il punto nel governo sulla politica estera, alla vigilia del summit dei “volenterosi” domani a Parigi. È quello voluto per questa mattina, secondo quanto riferito da fonti di governo, dalla premier Giorgia Meloni con i suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini.

Non sarà un faccia a faccia per problemi di agenda (il ministro degli Esteri è a Trieste) ma Meloni vuole un chiarimento sulla linea di politica estera, dopo le tensioni causate nei giorni scorsi dalle prese di posizione e dalle mosse di Matteo Salvini, come la telefonata con il vice presidente Usa J.D. Vance.

La riunione di Parigi è stata convocata da Emmanuel Macron, presente anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, per “identificare opzioni operative, a sostegno degli sforzi americani, per raggiungere una pace solida e duratura in Ucraina, nel rispetto degli interessi di sicurezza di ucraini ed europei”. Questo “includerà la discussione del rafforzamento immediato dell’assistenza all’Ucraina, di come attuare ed estendere un cessate il fuoco, delle modalità di sostegno a lungo termine per Kiev e il suo esercito e delle garanzie di sicurezza necessarie per l’Ucraina”.

Le garanzie, in particolare, riguardano una missione di peace-keeping da schierare sul terreno in caso di un cessate il fuoco. Secondo una prima ipotesi, potrebbero esserci quattro linee di interposizione: la prima vedrebbe impegnati i caschi blu di Paesi non europei membri dell’Onu; la seconda sarebbe occupata dalle forze ucraine; la terza dai volenterosi. Agli Usa sarebbe assegnata una funzione di “backstop” oltre il confine. La premier si è sempre detta contraria a una missione europea, assicurando che l’invio di soldati italiani “non è all’ordine del giorno”, ma il coinvolgimento dell’Onu potrebbe essere decisivo per dare il via libera all’impegno italiano.

Alle 18,30 Meloni è attesa alla manifestazione “Agricoltura È” prima di volare nella capitale francese.

Nato, oggi Rutte a Varsavia, atteso discorso a Warsaw School of Economics

Milano, 26 mar. (askanews) – Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, visiterà Varsavia, la capitale della Polonia oggi. Il segretario generale incontrerà il presidente della Polonia, Andrzej Duda, il primo ministro, Donald Tusk, il vice primo ministro e ministro della Difesa, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, oltre al Ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski.

Rutte terrà anche un discorso, molto atteso e seguito da dibattito, alla Warsaw School of Economics nel pomeriggio.

In precedenza Rutte ha espresso il suo apprezzamento per gli investimenti polacchi nella difesa, presentando il paese come un membro modello della NATO in questo senso.

Una buona…Azione per Giorgia: un dialogo oltre le barricate

Giorgia Meloni, per il suo debutto da premier in una manifestazione di un partito non di governo, ha scelto il congresso nazionale di Azione, guidato da Carlo Calenda, in programma sabato prossimo a Roma. Un evento che va oltre la semplice partecipazione, trasformandosi in un palcoscenico per strategie e messaggi politici ben precisi.

La conferma ufficiale da Palazzo Chigi ha messo fine alle speculazioni, delineando un incontro che, se da un lato segna una prima volta per Meloni, dall’altro si inserisce in un dialogo già avviato. Calenda, infatti, non è nuovo agli incontri con la premier, avendo partecipato ad Atreju sia nel 2023 che nel 2024. “Non ho paura, non vedo né il lupo né la tana”, aveva dichiarato Calenda, rispondendo a chi lo interrogava sulla sua presenza alla festa di Fratelli d’Italia.

Ma dietro l’apparente cortesia istituzionale, si cela una strategia politica ben precisa. Meloni, scegliendo Calenda, lancia un messaggio chiaro all’opposizione: un dialogo è possibile, ma solo se basato sul merito e scevro da posizioni ideologiche preconcette.

Calenda, dal canto suo, ha sempre rivendicato un’opposizione “dura” ma “costruttiva”, come dimostrato nel 2022, quando presentò controproposte alla manovra del governo Meloni. Un approccio confermato dalla decisione di non firmare la mozione di sfiducia contro il ministro Nordio, preferendo un’uscita dall’aula al momento del voto. L’incontro Meloni-Calenda, quindi, si configura come un’occasione per delineare i confini di un’opposizione che, pur nella sua fermezza, non rinuncia al dialogo e al confronto costruttivo. Un messaggio che la premier intende veicolare, sottolineando la possibilità di un terreno comune, purché si abbandonino le barricate ideologiche.

Ma la scelta di Meloni ha anche una lettura interna alla maggioranza, in un momento di persistente tensione con Matteo Salvini. Un modo per ribadire la propria leadership e la capacità di dialogare con interlocutori diversi, senza cedere a logiche di scontro frontale.

Roma e il mussolinismo, la capitale moderna sopravanza gli schemi del regime

Il libro di Ernesto Galli Della Loggia su Roma apre una nuova epoca nel modo con cui guardare all’evoluzione della società italiana nel periodo tra le due guerre mondiali attraverso la lente speciale della sua Capitale. Forse non fu solo fascismo

Non ci sono più due modi manichei di guardare a quanto avvenne in ambito civile durante il ventennio mussoliniano: modi di guardare che impongono immediatamente all’osservatore di subire la  classificabilità come filofascista o antifascista. 

Se in corrispondenza a un regime politico si ha un ciclo che porta all’avvento di nuove forme riconoscibili riassunte popolarmente attraverso il termine onnicomprensivo di “stile”, oggi siamo propensi a distinguere la responsabilità diretta della direzione politica dalle linee evolutive della società: linee che comunque si sarebbero manifestate a prescindere dalla politica e che allora si presentarono con una energia straordinaria in chiave di modernità. Così, in una futura ricognizione critica, per dare conto della peculiare riconoscibilità degli edifici di cui oggi noi testimoniamo sbrigativamente e riassuntivamente con il termine  “fascista” una precisa distinguibilità, si potrebbe parlare non più di stile “fascista”, ma di stile “Novecento” o di stile “Anni Trenta”. Certo, mancherebbe una certa facile emotività e intesa immediata con il ricorso a termini diversi. Sarebbe tuttavia essenziale che si arrivasse una buona volta a dare conto di un fatto: non è avvenuto che un comando illiberale e tirannico abbia repentinamente dato vita a un nuovo modo di costruire l’inedito immaginario collettivo dell’epoca e, insieme, a delle architetture concrete per produrre una città modellata da una ideologia; ma è piuttosto avvenuto che un abile regime politico abbia astutamente apposto in modo posticcio le sue targhette a qualcosa che comunque sarebbe emerso. E noi ancora oggi siamo rimasti lì: partiamo dalle targhette allora apposte per riconoscere questo mutamento di registro formale dell’immaginario collettivo. È giunto il momento di smascherare l’operazione semantico-terminologica di indubbio successo: ma che ci allontana dalla comprensione della realtà vera. Ancora oggi, per richiamare l’attenzione sulle apparenze e fattispecie inedite assunte dall’edilizia, dalla decorazione e dalle arti figurative degli anni Trenta, è invalso di designarle disinvoltamente con l’epiteto “fascista”: e tutti ci capiamo immediatamente sul come, quando e perché si è manifestato il fenomeno. 

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Le differenze ci arricchiscono: il dialogo nella visione dei focolarini

In un tempo di divisioni e sfide globali, i cristiani sono chiamati a testimoniare la speranza del Vangelo e ad essere costruttori di dialogo e unità. Con questo obiettivo si svolge il convegno ecumenico dal titolo Called to hope – Key players of dialogue, (Chiamati alla speranza, protagonisti del dialogo), in programma dal 26 al 29 marzo presso il Centro Mariapoli di Castel Gandolfo. All’evento — promosso dal Centro Uno, la segreteria internazionale per l’unità dei cristiani del Movimento dei Focolari — parteciperanno in presenza più di 250 fedeli di 20 Chiese cristiane provenienti da oltre 40 Paesi di 4 continenti, tra cui Filippine, Serbia, Bulgaria, Slovacchia, Irlanda, Venezuela, Stati Uniti. Per permettere una diffusione ancora maggiore, gli incontri saranno trasmessi via streaming e tradotti in 15 lingue.

I temi del convegno riflettono il sottotitolo dell’evento Protagonisti del dialogo perché puntano proprio «a coinvolgere le persone partecipanti che vogliono e possono essere protagonisti nel costruire il dialogo», spiega Sandra Ferreira Ribeiro, del Centro Uno dei Focolari. Dialogo: una parola che oggi «sembra quasi una cosa impossibile da tutti i punti di vista» ed è per questo che il convegno vuole, invece, far sperimentare che «le differenze ci arricchiscono». «Vogliamo mettere in luce — continua Ferreira Ribeiro — le tante iniziative che già ci sono in giro per il mondo di persone e istituzioni che credono alla possibilità del dialogo». Seguiranno poi anche momenti di riflessioni su tematiche quali l’”ecumenismo ricettivo”, ossia la possibilità che ogni chiesa impari dalle altre. «Faremo anche un pellegrinaggio in tre chiese antiche di Roma concludendo a San Paolo Fuori Le Mura. Sono chiese che testimoniano un periodo in cui noi cristiani eravamo uniti e che ci ricordano tanto quello che il Santo Padre Francesco oggi giorno chiama “l’ecumenismo del martirio”. In tanti Paesi, i cristiani muoiono non perché sono cattolici, ortodossi, luterani, ma perché sono semplicemente cristiani».

Quella dell’unità dei cristiani è un’urgenza innanzitutto per la testimonianza di Cristo al mondo, afferma Ferreira Ribeiro: «Come possiamo andare a dire al mondo che Cristo è la nostra speranza, se tra di noi non sperimentiamo, non viviamo, non siamo convinti di questo?». Essere uniti permette inoltre di essere «più efficaci nel lavorare per la pace e per la questione ambientale che oggi è tanto urgente».

Il 2025 è un anno particolare per l’ecumenismo, grazie a tre anniversari, che verranno celebrati nei diversi appuntamenti previsti dal programma: nel contesto dell’Anno Giubilare verranno ricordati i 1700 anni del Concilio di Nicea, la coincidenza della data della celebrazione della Pasqua per tutte le Chiese, e i 60 anni dall’abolizione delle scomuniche reciproche tra la Chiesa di Roma e la Chiesa di Costantinopoli.

Anche l’organizzazione del convegno è “ecumenica”, essendo stata affidata a un’equipe di cristiani di diversi riti che compongono il Centro Uno, di cui fa parte anche Enno Dijkema. «Siamo due cattolici, una luterana e una siro-ortodossa della Siria — spiega l’uomo —. È molto bello, perché stiamo lavorando insieme già dialogando tra queste diverse Chiese». Da principio, dunque, la teoria si fa vita, nella certezza di mantenere un approccio “aperto”, in cui si mostra evidente il nesso tra sinodalità e ecumenismo. «Quello tra le Chiese — continua Dijkema — è un processo, dobbiamo ascoltarci, arricchirci a vicenda, avere ognuno lo Spirito Santo e ascoltare lo Spirito Santo nell’altro». Per questo è prevista la partecipazione di rappresentanti di varie denominazioni cristiane, oltre che di Andrea Palmieri, sotto-segretario del Dicastero per la promozione dell’Unità dei Cristiani, di Derio Olivero, presidente commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, e di Martin Illert, del Concilio ecumenico delle Chiese (Wcc). Presenti anche Margaret Karram e Jesus Moran, presidente e copresidente dei Focolari.

Fonte: L’Osservatore Romano – 25 marzo 2025

Autrice: Beatrice Guarrera

Diritti, innovazione e solidarietà intergenerazionale. Un dialogo con Antonio Derinaldis

Presidente Derinaldis, ADA Nazionale è un punto di riferimento nel Terzo settore per la tutela dei diritti delle persone anziane. Come si è evoluto il vostro ruolo nel corso degli anni e quali sono le sfide attuali?
ADA Nazionale nasce negli anni ’90 con l’obiettivo di dare voce alle esigenze delle persone anziane e di promuovere una longevità attiva e dinamica. Nel corso degli anni, abbiamo ampliato il nostro raggio d’azione, diventando un interlocutore privilegiato delle istituzioni e un punto di riferimento per le associazioni del Terzo settore. La nostra ispirazione, che proviene dalla UIL Pensionati, ci spinge a promuovere i valori del riformismo sociale, mettendo al centro lo sviluppo umano della persona in tutte le fasi della vita. Oggi, le sfide sono molteplici: l’invecchiamento della popolazione, la solitudine, la fragilità e le disuguaglianze richiedono risposte innovative ed un impegno costante per garantire a tutte le persone anziane una vita piena e partecipativa.

ADA ha recentemente lanciato la piattaforma “Vivere Digitale.it”. Può parlarci di questo progetto e del suo impatto sulla vita degli anziani?
La piattaforma ‘Vivere Digitale.it’ è un’iniziativa ambiziosa, finanziata dall’Unione Europea attraverso il programma NextGenerationEU e dal Ministero della Cultura. Si inserisce nel più ampio progetto ‘Digital Silver Inclusion: la tecnologia per la qualità della vita’ e mira a ridurre il divario digitale tra le generazioni, offrendo alle persone anziane strumenti e competenze per vivere attivamente nell’era digitale. Attraverso momenti di formazione, tutorial e risorse online, vogliamo favorire un approccio positivo e consapevole alla tecnologia, promuovendo l’autonomia, la socializzazione e il benessere della persona in età anziana”

In una società in rapida evoluzione, come si sta trasformando il ruolo del Terzo settore e quali sono le prospettive future per ADA Nazionale?
Il Terzo settore sta vivendo una fase di profonda trasformazione, diventando un attore sempre più rilevante nella costruzione di una società inclusiva e solidale. ADA Nazionale intende cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione e dall’innovazione sociale per rafforzare il proprio impegno a favore degli anziani. Vogliamo approfondire temi culturali e legati al benessere in età matura, promuovendo un approccio attivo al living digitale e favorendo il dialogo intergenerazionale. Il nostro obiettivo è comunicare i valori della solidarietà e dell’inclusione, costruendo ponti tra le generazioni e contrastando la solitudine e l’isolamento.

ADA Nazionale si pone come protagonista nel Terzo settore. Quali sono le vostre priorità e come intendete affrontare le sfide del futuro?
“Vogliamo essere protagonisti attivi nella costruzione di una società più giusta e inclusiva, cogliendo le opportunità offerte dalle tecnologie digitali emergenti per promuovere lo sviluppo umano integrale delle persone e il bene comune relazionale. La nostra priorità è contrastare le solitudini, le fragilità, le disuguaglianze, offrendo idee e progetti innovativi che rispondano alle esigenze degli anziani. Vogliamo essere un punto di riferimento per le istituzioni, le reti associative, le università e le persone promuovendo una cultura della solidarietà e dell’inclusione che valorizzi il ruolo degli anziani nella società intergenerazionale.

Per conoscere l’Associazione
www.adanazionale.it

SCci, il tris straordinario di Federica Brignone: sua anche la coppa di gigante

Roma, 25 mar. (askanews) – Federica Brignone cala il tris. Dopo la classifica generale di Coppa del Mondo e la coppa di discesa libera, la valdostana conquista anche la coppa di gigante. La quinta coppa di specialità della carriera, conquistata grazie al secondo posto nell’ultimo appuntamento stagionale a Sun Valley. A Federica bastava chiudere nelle 13 dopo la scivolata di Alice Robinson nella prima manche, ma come sempre non si è risparmiata: seconda a metà gara (con una sbavatura in fondo), Brignone ha fatto registrare il miglior crono nella seconda manche. Non è bastato, però, per la vittoria della gara che va a Lara Gut-Behrami, al centesimo podio in carriera. Completa il podio la svedese Sara Hector. Una gara oltremodo selettiva – soprattutto per le condizioni difficili neve – con sole 17 atlete che hanno concluso la gara. Oltre a Robinson, non ha concluso la gara anche Sofia Goggia. Quarta dopo la prima manche, la bergamasca è uscita nella seconda manche. Miglior risultato in carriera in Coppa del Mondo, invece, per Giorgia Collomb, quattordicesima.

Mossa di Meloni, sabato sarà da Calenda al congresso di Azione

Roma, 25 mar. (askanews) – Per fare il suo ‘debutto’ da premier a una manifestazione di un partito non di governo Giorgia Meloni ha scelto Carlo Calenda: la premier sarà sabato mattina a Roma per il congresso nazionale di Azione. L’ipotesi, dopo l’invito, circolava da qualche giorno ma oggi da Palazzo Chigi è arrivata la conferma ufficiale con un’aggiornamento dell’agenda settimanale. Se Meloni da Calenda è una prima volta, non vale lo stesso per il contrario: il segretario di Azione è stato ospite da Atreju sia nel 2024 che nel 2023. “Non ho paura, non vedo né il lupo né la tana” disse rispondendo, nel dicembre scorso, a chi gli chiedeva come si sentisse nella tana del lupo, la festa di Fdi.

“E’ stata invitata, ha accettato e interverrà”, la spiegazione ufficiale che viene data per questo appuntamento. Ma dietro la scelta della presidente del Consiglio è difficile non vedere una motivazione “politica”. In primo luogo nei confronti dell’opposizione. Calenda ha sempre rivendicato di voler fare un’opposizione “dura” e “senza sconti” ma “costruttiva”. Come avvenne già nel 2022, quando una delegazione del partito arrivò a Palazzo Chigi con una serie di contro-proposte per la messa a punto della prima manovra dell’esecutivo di centrodestra. Per venire all’attualità, un segnale in questo senso è la decisione di non firmare la mozione di sfiducia nei confronti del ministro della Giustizia Carlo Nordio e domani al momento del voto alla Camera i parlamentari calendiani usciranno dall’Aula. “Abbiamo criticato duramente l’operato di Nordio – ha spiegato il capogruppo Matteo Richetti – con le altre opposizioni, denunciando la totale mancanza di trasparenza sul caso Almasri. Ma al contempo abbiamo sempre detto che presentare mozioni di sfiducia è il più grande regalo alla maggioranza che si possa fare, come dimostra il caso Santanchè”. Dunque il messaggio di Meloni sarà che è possibile un dialogo tra maggioranza e opposizione, ma se si discute “nel merito” e non partendo da posizioni “ideologiche”.

La scelta di Meloni, però, può avere anche una lettura interna alla maggioranza, in un momento di persistente tensione con Matteo Salvini. Al di là delle smentite di facciata, la premier – e anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani – hanno vissuto con sempre maggiore insofferenza il continuo ‘controcanto’ del vice premier leghista su Ucraina, dazi, difesa europea. Messaggi che, è l’opinione della premier, minano l’immagine di compattezza dell’esecutivo e anche la sua credibilità ai tavoli internazionali. “Aprire un canale di confronto con l’opposizione più responsabile e costruttiva – riflette un parlamentare di maggioranza – è anche un avvertimento recapitato alla Lega”.

Intanto la premier, che oggi non è stata a Palazzo Chigi, ha avuto un colloquio con il Commissario per i partenariati internazionali dell’Unione Europea Josef Sikela in visita in Italia. Tra i temi sul tavolo, lo sviluppo di collaborazioni ad ampio spettro tra l’Unione Europea e le nazioni del Vicinato meridionale e dell’Africa nonché le sinergie tra il Piano Mattei e la Strategia del Global Gateway dell’Unione Europea.

Ma soprattutto Meloni prepara la missione di giovedì a Parigi, quando parteciperà al vertice dei “volenterosi” convocato da Emmanuel Macron, presente anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Come spiega l’Eliseo, in linea con l’iniziativa lanciata nella capitale francese il 17 febbraio e “come continuazione delle discussioni avviate con i nostri partner britannici” l’incontro “mirerà a identificare opzioni operative, a sostegno degli sforzi americani, per raggiungere una pace solida e duratura in Ucraina, nel rispetto degli interessi di sicurezza di ucraini ed europei”. Questo “includerà la discussione del rafforzamento immediato dell’assistenza all’Ucraina, di come attuare ed estendere un cessate il fuoco, delle modalità di sostegno a lungo termine per l’Ucraina e il suo esercito e delle garanzie di sicurezza necessarie per l’Ucraina”.

Le garanzie, in particolare, riguardano una missione di peace-keeping da schierare sul terreno in caso di un cessate il fuoco. Secondo una prima ipotesi, potrebbero esserci quattro linee di interposizione: la prima vedrebbe impegnati i caschi blu di Paesi non europei membri dell’Onu; la seconda sarebbe occupata dalle forze ucraine; la terza dai volenterosi. Agli Usa sarebbe assegnata una funzione di “backstop” oltre il confine. La premier si è sempre detta contraria a una missione europea, assicurando che l’invio di soldati italiani “non è all’ordine del giorno”, ma il coinvolgimento dell’Onu potrebbe essere decisivo per dare il via libera all’impegno italiano. Cosa che, comunque, non sarebbe facile far digerire a Salvini.

Centrosinistra, Renzi: il candidato premier lo vedremo a tempo debito

Roma, 25 mar. (askanews) – “Il mio riferimento è chiaramente Tony Blair ma in questo momento sono tra gli italiani molto preoccupati della crisi mondiale, delle bollette che aumentano, delle pensioni che non aumentano e degli stipendi che crollano. Dunque tutta questa discussione del centrosinistra la lascio a voi addetti ai lavori e io mi preoccupo di fare proposte sul gas, sulle bollette, sugli stipendi: il resto lo vedremo a tempo debito”. Lo ha detto il leader di Iv, Matteo Renzi, ospite di Bruno Vespa a Cinque minuti su Raiuno commentando l’ipotesi di Elly Schlein come futura candidata premier e rispondendo sulle affinità tra Schlein e Blair.

Quanto alle divisioni del centrosinistra sulla politica estera, Renzi ha osservato: “In questo momento al governo c’è il centrodestra, quelli che decidono sul futuro dei nostri figli non sono quelli del centrosinistra ma Meloni che due mesi fa tutti voi consideravate la grande leader ponte tra Usa e Europa e che invece è l’unica leader che ancora non si è fatta ricevere da Trump”.

Franceschini propone legge per dare solo il cognome delle madri ai figli, dubbi tra alleati e ironie social

Roma, 25 mar. (askanews) – Dare ai figli solo il cognome della madre. E’ la proposta che Dario Franceschini, senatore del Pd, ex segretario ed ex ministro della Cultura lancia all’assemblea dei senatori Dem su un tema, quello del doppio cognome, che ha sempre fatto discutere senza mai giungere ad essere disciplinato da una legge. Di scritto c’è solo la sentenza della Corte Costituzionale del 2021 secondo la quale ogni figlio ha diritto ad un’identità che rispecchi paritariamente entrambi i genitori.

Per Franceschini “anziché creare infiniti problemi con la gestione dei doppi cognomi, dopo secoli in cui i figli hanno preso il cognome del padre, stabiliamo che dalla nuova legge prenderanno il solo il cognome della madre. E’ una cosa semplice – spiega – ed anche un risarcimento per una ingiustizia secolare che ha avuto non solo un valore simbolico ma è stata una delle fonti culturali delle disuguaglianze di genere”. Vari esponenti Pd, da Valeria Valente a Laura Boldrini fanno quadrato intorno alla proposta del collega e anche Anna Rossomando, relatrice per il Pd della legge sul doppio cognome, lo ringrazia auspicando comunque “un’ampia convergenza, anche della maggioranza, superando resistenze” sul testo in discussione. In Senato le proposte di legge all’esame della commissione Giustizia per disciplinare l’attribuzione del cognome ai figli sono quattro e portano la firma di Julia Unterberger del gruppo delle Autonomie, di Simona Malpezzi del Pd, di Alessandra Maiorino dei Cinquestelle e di Ilaria Cucchi di Alleanza Verdi e Sinistra La proposta Franceschini lascia freddi, se non apertamente ostili i possibili alleati – ad eccezione di Avs che però, con Luana Zanella, ammette che sarebbe un iter faticoso – e anche i centristi. La vice presidente dei senatori 5Stelle Alessandra Maiorino bolla l’idea del collega Dem come “una provocazione, una boutade” perchè, dice, “non si risponde a una discriminazione, sia pur millenaria, con un’altra discriminazione”. Carlo Calenda, segretario di Azione, è ironico: “Altre priorità non ne abbiamo? Boh”. E una ex parlamentare Pd ma anche attivista su questi temi come Anna Laura Concia si chiede, pur essendo in via di principio favorevole al cognome materno, “perchè fare una proposta che non verrà mai approvata, invece di proporre la scelta o il doppio cognome che invece potrebbero esserlo?”.

Dal fronte centrodestra piovono critiche. A cominciare da Matteo Salvini: “Ecco le grandi priorità della sinistra italiana: invece del doppio cognome, togliere ai bimbi il cognome del padre! Ma certo, cancelliamoli dalla faccia della terra questi papà, così risolviamo tutti i problemi… Ma dove le pensano ste idee geniali?”, attacca il segretario. Di “genialata” parla l’ex senatore leghista Simone Pillon, mentre l’attuate capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami commenta sotto il post di Franceschini: “Quindi invece del cognome del padre gli diamo il cognome del nonno…”.

E poi c’è il mondo dei social. Le reazioni non sono affatto benevole e quelle più pungenti non sembrano provenire da elettori di centrodestra. “Il mondo va in fiamme e noi non ce la faremo mai. La migliore assicurazione per Meloni” scrive un utente mentre un altro osserva: “Grazie onorevole perché la destra era a corto di argomenti per buttarla in caciara e non parlare delle cose serie ed era quindi importante intervenire tempestivamente”. Delusa un’elettrice dichiarata: “Voto sinistra ma questa proposta woke è penosa”.

A metà pomeriggio i giornali di area centrodestra hanno già pronti i titoli: “Franceschini vuole cancellare i papà” scrive Il Giornale nell’edizione on line, mentre Il secolo d’Italia parla di “matriarcato Pd”.

Difesa Ue, Conte: Meloni venga in Parlamento a far votare riarmo

Roma, 25 mar. (askanews) – “La presidente Meloni, che aveva accusato me di aver firmato il Mes nottetempo e non era vero, ma vuole venire in Parlamento e far votare questo piano di riarmo? Chi le ha conferito il mandato e ha detto che l’Italia è d’accordo a questo progetto che avvantaggerà la Germania con tutta la capacità fiscale che ha?”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, leggendo nel corso di una diretta sui suoi canali social il testo delle conclusioni del recente Consiglio europeo.

Conclusioni, ha affermato l’ex premier, “sottoscritte dalla presidente del Consiglio a nome della comunità italiana, dei cittadini italiani che non le hanno dato nessun mandato. Non ce l’avete neppure in maggioranza, la Lega ve l’ha detto che non è favorevole”.

Santanchè, Conte: Meloni non la fa dimettere, è ricattata?

Roma, 25 mar. (askanews) – “La ministra Santanché ha cambiato avvocato per prendere tempo e sulla scia di celebri maestri puntiamo alla prescrizione… ma non trovate vergognoso questo comportamento?” Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso di una diretta sui suoi canali social.

“Ma di fronte a accuse conclamate e riscontrate sul piano concreto di utilizzo di fondi Covid, la soluzione non sono le immediate dimissioni? Presidente Meloni, lei – ha proseguito l’ex premier – è proprio ricattata dalla ministra Santanché? Cosa avete combinato insieme, quali azioni avete fatto per non avere la forza di far dimettere la ministra che è sua compagna di partito? È questo il vostro modo di onorare le istituzioni? Pensate così di avere credibilità a livello internazionale?”, ha concluso Conte.

Tre morti sul lavoro in poche ore, Schlein: è strage. Cgil rilancia i referendum

Roma, 25 mar. (askanews) – Tre operai sono morti oggi mentre erano al lavoro, tre morti a distanza di poche ore. Si chiamavano Daniel Tafa, un ragazzo di Pordenone di 22 anni; Nicola Sicignano, 50 anni di Sant’Antonio Abate che lascia due figli adolescenti e Umberto Rosito, 38 anni, travolto da un tir in Umbria. “Ventidue, cinquantuno e trentotto anni, a Molino di Campagna, Sant’Antonio Abate e sull’autostrada nei pressi di Orvieto. Tre morti sul lavoro in poche ore. E sono solo gli ultimi tre. Non è più possibile parlare di incidenti di fronte a questa strage senza fine. Ed è inaccettabile morire di lavoro in questo modo: abbiamo da tempo offerto la nostra disponibilità al governo per agire con efficacia ma finora non abbiamo mai avuto riscontri”, sottolinea la segretaria del Pd, Elly Schlein, che rilancia: “Occorre agire su diversi fronti: aumentare la sicurezza sul lavoro, assumere più ispettori per rendere più efficaci i controlli, più responsabilità per i datori e più formazione per i lavoratori. E bisogna contrastare precarietà e subappalti a cascata che rendono il lavoro meno sicuro. Questa deve essere una priorità per tutti, politica e istituzioni”.

La Cgil rilancia i referendum per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro: “Tre operai di 22, 38 e 50 anni sono le ultime vittime di una strage infinita sul lavoro. Queste tragedie, che affondano le loro cause nel risparmio ad ogni costo, nella fretta, nella mancanza di investimenti e di controlli, non possono essere fermate con interventi più o meno burocratici”, avverte in una nota, la segretaria confederale della Cgil, Francesca Re David, sottolineando: “La svalorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori è la vera responsabile di queste morti e nessun appello generico alla cultura della sicurezza può essere efficace senza una cultura della centralità della persona sul profitto”.

“Con i referendum sul lavoro dell’8 e del 9 giugno, promossi dalla Cgil, vogliamo invertire questa logica intervenendo sulle responsabilità nella catena degli appalti e sulla precarietà. Senza questo cambio di paradigma – conclude Re David – la strage non si fermerà”.

Il M5s chiede informativa alla ministra Calderone: “Piangiamo per l’ennesima volta nostri connazionali che hanno perso la vita sul posto di lavoro. Nel 2024 sono aumentate del 5% le morti sul lavoro rispetto all’anno precedente. Sono numeri e storie che ci parlando di una realtà assolutamente grave e insopportabile. Tutti dobbiamo essere concordi nel dire che non se ne può più di così tanti morti sul lavoro: è una strage che richiede risposte ed è per questo che chiediamo alla ministra Calderone di venire a riferire in quest’Aula in tempi rapidissimi. Le politiche del Governo Meloni contro le morti sul lavoro sono fallimentari. Il M5S ha avanzato delle proposte, in ultimo l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, che è ora di discutere invece di continuare a piangere lacrime di coccodrillo”, ha affermato in Aula alla Camera il deputato del M5s, Andrea Quartini.

Morti su Lavoro, Orsini: subito un tavolo con i sindacati Presidente Confindustria: sconfitta per mondo impresa Interviene anche il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che a margine del suo intervento all’Unione Industriali di Napoli per l’accordo tra Confindustria e Intesa San Paolo, lancia la sua proposta: “Credo che questa sia una grande disgrazia per noi, ovviamente serve fare di tutto perché le morti sul lavoro, gli incidenti sul lavoro vengano eliminati e sconfitti. Io credo che sia veramente una sconfitta per il mondo dell’impresa”. Per Orsini “assieme a tutti i sindacati oggi serve trovarsi velocissimamente per fare un tavolo proprio sugli incidenti sul lavoro. Quando si parla di incidenti sul lavoro dobbiamo mettere ad alto la prevenzione perché noi non possiamo parlare purtroppo di fatti accaduti ma dobbiamo prevenire queste tragedie soprattutto di ragazzi giovani. Siamo molto vicini alle famiglie in questo momento”, ha concluso Orsini.

Il ministro del Lavoro, Marina Calderone, commentando gli ultimi incidenti mortali sul lavoro a margine di un convegno al Cnel, ha detto: “Stiamo ovviamente intensificando tutti i controlli, c’è da fare tanto sul fronte della prevenzione e degli interventi da mettere in campo affinché il concetto di sicurezza sul lavoro si ampli e diventi qualcosa di molto più importante”. “Sono aumentati gli infortuni in itinere – ha ricordato – questi sono i dati che ci consegna il 2024. Abbiamo una situazione che anche nella generale riduzione del numero degli infortuni comunque ci deve richiamare a una massima attenzione sul tema. Abbiamo intensificato il numero dei controlli con l’aumento degli ispettori tecnici, siamo intervenuti su settori strategici come quello dell’edilizia, inserendo la patente a crediti. I dati ci dicono che abbiamo 432.000 aziende a gennaio del settore dell’edilizia che avevano la patente a crediti. L’ispettorato del lavoro ha fatto più di 8.000 controlli e non ha rilevato irregolarità tali da poter in qualche modo darci dei segnali di preoccupazione sul fronte dell’adempimento all’obbligo di possesso di patente. Solo otto aziende tra quelle ispezionate non avevano la patente. Questo credo che sia un segnale importante perché vuol dire attenzione per settori che sono strategici e che nel contempo hanno anche un’alta incidenza di rischio, vista la particolarità delle attività. Stiamo lavorando per implementare ancora di più la normativa in termini anche di efficacia degli strumenti. Abbiamo in lavorazione altri testi normativi in cui ovviamente ci sarà anche un’attenzione al miglioramento del presidio della sicurezza”.

M.O., Conte: è sterminio, amici ebrei non stiano in silenzio

Roma, 25 mar. (askanews) – “Sono riprese le operazioni militari a Gaza e le aggressioni provenienti dalle colonie illegali in Cisgiordania: da ultimo Hamdan Ballal, regista di No other land, premio Oscar. Che anziché essere curato dagli israeliani è stato arrestato, ora ci dicono rilasciato, ma immaginate se non fosse stato un personaggio famoso”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, nel corso di una diretta sui suoi canali social.

“Stiamo assistendo – ha sottolineato l’ex presidente del Consiglio – a un sistematico sterminio, una buona parte sono donne e bambini. È chiaro che quello di Israele è un governo criminale, ma lo dico a tutti gli amici ebrei, proprio perché si dice che Israele è un Paese democratico, non si può stare in silenzio. Il silenzio c’è nelle dittature”.

Per il leader stellato il governo italiano continua a meritare l’epiteto di “vigliacco”, dopo le astensioni all’Onu sui fatti di Gaza, anche perché “non dispone un embargo pieno nei confronti di Israele e non chiede sanzioni nei confronti dei suoi ministri coinvolti nello sterminio. La comunità internazionale non può rimanere in silenzio, il silenzio è connivenza”, ha concluso Conte.

Strage di Erba, la Cassazione respinge il ricorso di Olindo e Rosa: nessuna revisione, resta l’ergastolo

Roma, 25 mar. (askanews) – Nessuna revisione della condanna all’ergastolo di Olindo Romano e Rosa Bazzi in relazione alla strage di Erba. I giudici della Cassazione, V sezione penale, hanno respinto il ricorso della difesa.

I giudici della V sezione penale della Cassazione hanno rigettato il ricorso della difesa di Olindo Romano e Rosa Bazzi. Il pg Giulio Monferini aveva richiesto la inammissibilità della istanza.

(Nella foto di archivio Rosa Bazzi e Olindo Romano durante il processo per la strage di Erba nel 2008)

Arriva la norma di correzione sull’Irpef, Mef: applicazione nuove aliquote per determinare acconto

Roma, 25 mar. (askanews) – “In considerazione dei dubbi interpretativi posti, e al fine di salvaguardare tutti i contribuenti interessati, il Governo interverrà anche in via normativa per consentire l’applicazione delle nuove aliquote del 2025 per la determinazione dell’acconto”. Lo annuncia il Ministero dell’Economia e delle Finanze in una nota.

L’intervento, precisa il Mef, “sarà realizzato in tempo utile per evitare ai contribuenti aggravi in termini di dichiarazione e di versamento”. “Relativamente all’applicazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche” riferisce il Mef “sono pervenute segnalazioni da parte di alcuni CAF, riportate anche dagli organi di stampa, in merito a un maggior carico fiscale per i lavoratori dipendenti che verrebbero gravati dell’onere di versare l’acconto IRPEF per l’anno 2025 anche in mancanza di redditi ulteriori rispetto a quelli già assoggettati a ritenuta d’acconto”.

In particolare, spiega il Ministero, “il predetto maggior onere fiscale deriverebbe, secondo l’interpretazione riportata dai CAF, dall’applicazione della disposizione contenuta nell’articolo 1, comma 4, del d.lgs. 30 dicembre 2023, n. 216, che, prevedendo la riduzione dal 25 al 23 per cento dell’aliquota IRPEF per i redditi da 15.000 a 28.000 euro e l’innalzamento della detrazione di lavoro dipendente da 1.880 euro a 1.955 euro, ha stabilito che tali interventi non si applicano per la determinazione degli acconti dovuti per gli anni 2024 e 2025 per i quali si deve considerare la disciplina in vigore per l’anno 2023”.

Ma afferma il Mef “l’incongruenza evidenziata dai CAF deriva dal fatto che le aliquote, gli scaglioni e le detrazioni Irpef sono stati in una prima fase modificati in via temporanea, per un solo periodo d’imposta (2024), e successivamente stabilizzate a regime dal 2025. Inoltre, si fa presente che con la disposizione in questione si intendeva sterilizzare gli effetti delle modifiche alla disciplina IRPEF soltanto in relazione agli acconti dovuti dai soggetti la cui dichiarazione dei redditi evidenziava una differenza a debito di IRPEF, in quanto percettori di redditi ulteriori rispetto a quelli già assoggettati a ritenuta d’acconto”.

“L’intenzione del legislatore” chiarisce il Ministero dell’Economia “non era, quindi, volta a intervenire nei confronti di soggetti, come la maggioranza dei lavoratori dipendenti e pensionati, che, in mancanza di altri redditi, non sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Pertanto, la disposizione di cui all’articolo 1, comma 4, del d.lgs. 216/2023 va interpretata nel senso che l’acconto per l’anno 2025 è dovuto, con applicazione delle aliquote 2023, solo nei casi in cui risulti di ammontare superiore a euro 51,65 la differenza tra l’imposta relativa all’anno 2024 e le detrazioni, crediti d’imposta e ritenute d’acconto, il tutto però calcolato secondo la normativa applicabile al periodo d’imposta 2024”.

“Siamo soddisfatti di aver difeso le persone che rappresentiamo, inducendo il Governo a rivedere una norma profondamente ingiusta. La questione sollevata dalla Cgil e dal Consorzio nazionale Caaf Cgil era più che fondata”, ha commentato il segretario confederale della Cgil, Christian Ferrari, e la presidente del Consorzio nazionale Caaf Cgil, Monica Iviglia, commentando in una nota il comunicato sull’acconto Irpef diffuso dal Mef.

“Se alle parole seguiranno i fatti, e si interverrà per consentire l’applicazione delle tre aliquote 2025 per la determinazione dell’acconto Irpef, i salari e le pensioni di milioni di cittadine e cittadini, già pesantemente colpiti dall’alta inflazione cumulata in questi anni, non subiranno ulteriori riduzioni” concludono Ferrari e Iviglia.

Omicidio Diabolik, la Corte d’Assise di Roma: ergastolo a Raoul Esteban Calderon

Roma, 25 mar. (askanews) – Condanna all’ergastolo per il killer dell’ex capo degli Irriducibili della Lazio, Fabrizio Piscitelli, detto ‘Diabolik’. I giudici della terza Corte d’Assise di Roma, hanno condannato al massimo della pena Raoul Esteban Calderon, per l’omicidio avvenuto il 7 agosto del 2019, al parco degli Acquedotti, nel quartiere Tuscolano a Roma. La sentenza è stata emessa dai giudici della III sezione della corte d’assise dopo oltre 5 ore di camera di consiglio. I giudici non hanno riconosciuto l’aggravante del metodo mafioso. Piscitelli, secondo gli inquirenti, non fu eliminato per fatti connessi alla gestione del gruppo ultras, o legati al calcio, ma per il suo coinvolgimento negli affari del traffico di droga. Aveva 53 anni quando è stato ucciso con un colpo di pistola alla nuca. Il 13 dicembre 2021 l`uomo oggi condannato all`ergastolo, Raul Esteban Calderon, è stato fermato dalla Squadra mobile della questura di Roma. Curiosità da film di 007, il vero nome del killer, secondo quanto è emerso da una rogatoria internazionale in Argentina, sarebbe Aleandro Musumeci, nato a Buenos Aires il 30 aprile 1970.

Omicidio Diabolik, la Corte d’Assise di Roma: ergastolo a Raoul Esteban Calderon

Roma, 25 mar. (askanews) – Condanna all’ergastolo per il killer dell’ex capo degli Irriducibili della Lazio, Fabrizio Piscitelli, detto ‘Diabolik’. I giudici della terza Corte d’Assise di Roma, hanno condannato al massimo della pena Raoul Esteban Calderon, per l’omicidio avvenuto il 7 agosto del 2019, al parco degli Acquedotti, nel quartiere Tuscolano a Roma. La sentenza è stata emessa dai giudici della III sezione della corte d’assise dopo oltre 5 ore di camera di consiglio. I giudici non hanno riconosciuto l’aggravante del metodo mafioso.

Lavoro, Calderone: c’ tanto da fare su prevenzione degli infortuni

Roma, 25 mar. (askanews) – “Stiamo ovviamente intensificando tutti i controlli, c’ da fare tanto sul fronte della prevenzione e degli interventi da mettere in campo affinch il concetto di sicurezza sul lavoro si ampli e diventi qualcosa di molto pi importante”. Lo ha sottolineato il ministro del Lavoro, Marina Calderone, commentando gli ultimi incidenti mortali sul lavoro a margine di un convegno al Cnel. “Sono aumentati gli infortuni in itinere – ha ricordato – questi sono i dati che ci consegna il 2024. Abbiamo una situazione che anche nella generale riduzione del numero degli infortuni comunque ci deve richiamare a una massima attenzione sul tema. Abbiamo intensificato il numero dei controlli con l’aumento degli ispettori tecnici, siamo intervenuti su settori strategici come quello dell’edilizia, inserendo la patente a crediti. I dati ci dicono che abbiamo 432.000 aziende a gennaio del settore dell’edilizia che avevano la patente a crediti. L’ispettorato del lavoro ha fatto pi di 8.000 controlli e non ha rilevato irregolarit tali da poter in qualche modo darci dei segnali di preoccupazione sul fronte dell’adempimento all’obbligo di possesso di patente. Solo otto aziende tra quelle ispezionate non avevano la patente. Questo credo che sia un segnale importante perch vuol dire attenzione per settori che sono strategici e che nel contempo hanno anche un’alta incidenza di rischio, vista la particolarit delle attivit. Stiamo lavorando per implementare ancora di pi la normativa in termini anche di efficacia degli strumenti. Abbiamo in lavorazione altri testi normativi in cui ovviamente ci sar anche un’attenzione al miglioramento del presidio della sicurezza”.

Le vie del Giubileo: il cammino prende il via da Subiaco

Subiaco, 25 mar. (askanews) – A Subiaco, la prima tappa del progetto di valorizzazione che unisce i luoghi della spiritualit e le eccellenze dell’enogastronomia per tutto l’anno giubilare. In occasione della festivit del Transito di San Benedetto “Le Vie del Giubileo: un cammino di fede e spiritualit tra luoghi, sapori e tradizioni”, il progetto promosso dalla Regione Lazio e curato da Arsial ha dato il via ad un percorso che toccher tutte le province del Lazio nei prossimi mesi. Abbiamo parlato con Giancarlo Righini, Assessore al Bilancio, Agricoltura e Sovranit Alimentare della Regione Lazio

“Questo quello che vogliamo raccontare, esattamente quello che vogliamo dimostrare. L’esistenza di questo mondo straordinario nelle aree interne della nostra Regione esistono aziende agricole che producono autentiche eccellenze frutto di queste terre e quindi qui abbiamo anche declinato nel miglior modo possibile il concetto di prodotti autoctoni che quindi hanno un forte legame con il territorio che sono il segreto e il successo di questi luoghi straordinari, valorizzarli, farli conoscere e farli apprezzare il progetto delle vie del giubileo”.

poi intervento il Commissario Straordinario di Arsial, Massimiliano Raffa:

“Il cammino lungo, molto complesso, per per esempio questa prima tappa meravigliosa, abbiamo subito avuto la percezione che i nostri produttori fossero contenti di entrare in contatto con la comunit, col territorio, con il sindaco abbiamo trovato immediatamente un’intesa e stiamo gi costruendo delle progettualit per i giorni a venire e questo anche lo scopo di questa iniziativa”.

L’iniziativa stata inaugurata in Piazza Benedetto Tozzi e proseguir fino a domenica 23, con un mercato dei produttori. La tappa rappresenta un’opportunit per promuovere le eccellenze agroalimentari regionali e incoraggiare la diffusione di un turismo sostenibile e consapevole. Infine intervenuto il Sindaco facente funzioni di Subiaco, Emanuele Rocchi:

“Io credo che sia un progetto importantissimo, il primo dei tantissimi eventi che si concluder alla vigilia di Natale all’interno della Regione Lazio e crediamo che queste siano opportunit importantissime sia per Subiaco, sia per la Valle dell’Aniene, ma per tutta la Regione Lazio”.

Un viaggio alla scoperta delle radici culturali e produttive del Lazio, che culminer a Roma con un grande evento di chiusura, celebrando il connubio tra fede, accoglienza e sapori autentici.

Boldrini: Meloni evidenzia solo un aspetto del manifesto di Ventotene

Milano, 25 mar. (askanews) – Meloni ha voluto “mettere in evidenza solo un aspetto” del Manifesto di Ventotene. Lo ha detto la parlamentare Laura Boldrini a margine dell’iniziativa “Riappropriamoci del Manifesto di Ventotene”, organizzata dal Movimento Europeo, davanti alla targa dedicata ad Altiero Spinelli.

Boldrini ha ricordato che col Manifesto di Ventotene “parliamo di politici mandati al confino del regime fascista, un regime che per mettere a tacere le teste pensanti le isolava, e che dice che praticamente bisogna uscire dal nazionalismo se vogliamo la pace. E come si esce dal nazionalismo? Ci sono dei passaggi per arrivare poi agli Stati Uniti d’Europa. Ora, se nel momento in cui si elencano i passaggi, la presidente del consiglio mette in evidenza solo un aspetto di quel manifesto c’ qualcosa che non va in lei”.

“Quindi – ha proseguito – ha voluto un caso per manifestare un suo profondo disagio poich pochi minuti prima la Lega l’aveva commissariata”.

“Per sviare l’attenzione ha fatto un attacco sguaiato al Manifesto di Ventotene. Noi siamo qui a difenderlo”, ha concluso.

Lavoro, Calderone: su laurea mio percorso limpido e corretto

Roma, 25 mar. (askanews) – Sulla vicenda della laurea, al centro di un’inchiesta giornalistica del Fatto Quotidiano, “voglio rispondere dicendo che sono serenissima perch il mio percorso assolutamente limpido e corretto”. Cos il ministro del Lavoro, Marina Calderone, a margine di un convegno al Cnel sulla partecipazione.

“Non ho alcun tipo di preoccupazione – ha aggiunto – quindi non comprendo neanche le ragioni di tutta questa attenzione”.

Dybala operato: intervento riuscito, riabilitazione a Trigoria

Roma, 25 mar. (askanews) – “L’intervento chirurgico a cui si è sottoposto oggi il calciatore Paulo Dybala è perfettamente riuscito. Nei prossimi giorni Paulo comincerà la riabilitazione a Trigoria” il comunicato del club giallorroso sull’operazione effettuata dall’argentino. Dybala si erà infortunato al tendine della gamba sinistra nel corso dell’ultima partita casalinga contro il Cagliari. L’intervento si è svolto alla Fortius Clinic di Londra ed è stato effettuata dal dottor Andy Williams, alla presenza dello staff sanitario giallorosso. L’obiettivo di Dybala è quello di tornare a disposizione della Roma nelle prime settimane della prossima stagione.

Lavoro, Schlein: Meloni ha in testa un Paese che compete al ribasso

Roma, 25 mar. (askanews) – “L’Italia è in fondo alla classifica del G20 per i salari reali dei lavoratori e delle lavoratrici. Ultimi, senza appello. Il Governo non ha mosso un dito per agevolare il rinnovo dei contratti per 7 milioni di lavoratori e per allineare gli aumenti delle retribuzioni anche al costo elevatissimo della bolletta energetica più cara d’Europa, inoltre il Governo ha programmato la riduzione del potere d’acquisto dei dipendenti pubblici negando il recupero dell’inflazione reale. Lo stesso Governo Meloni che fa di tutto per affossare la nostra proposta unitaria con le altre opposizioni per introdurre un salario minimo, che rafforzi la contrattazione collettiva e stabilisca che sotto i 9 euro all’ora non può scendere nemmeno quella. Precarietà e bassi salari sono parenti stretti: Meloni ha in testa un Paese che compete al ribasso. Il risultato è milioni di lavoratori poveri e migliaia di ragazze e ragazzi anche laureati che lasciano il paese. Siamo davanti a uno scandalo, a un furto di futuro. Occorre agire subito”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Paolo Bonetti, evoluzione e trasformazione digitale per aziende

Roma, 25 mar. – “Ci occupiamo di essere unico partner per qualsiasi progetto di trasformazione ed evoluzione digitale per aziende”, dice l’ing. Bonetti, che anche un imprenditore digitale. Bonetti ha creato Hybrid Digital Consultancy (Hybrid.one), l’orchestratore di tutte le societ del gruppo nell’area della consulenza digital con skill interne di classe internazionale negli ambiti di strategia, digital ADV, performance marketing, sviluppo tecnologico e business intelligence.

Bonetti il visionario della consulenza integrata. Classe 1985 Paolo Bonetti un ingegnere, imprenditore e innovatore con una visione chiara: trasformare il digitale in un motore di crescita concreto per le aziende. Grazie a un approccio che unisce strategia, comunicazione, tecnologia e performance, ha creato un ecosistema di soluzioni integrate per semplificare la vita delle imprese e massimizzare i risultati.

Uilpa: da 30 anni al fianco dei lavoratori pubblici

Roma, 25 mar. – “Nel corso di quasi 30 anni di attivit, la UIL Pubblica Amministrazione ha perseguito due obiettivi: tutelare gli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori; migliorare la qualit dei servizi pubblici. E lo abbiamo fatto senza imporre mai i nostri quadri, i nostri iscritti, ai nostri simpatizzanti di abbracciare la causa di qualche fazione politica. Le parole d’ordine di chi sceglie di impegnarsi con la UILPA sono libert, pluralismo e partecipazione. Il consenso dei lavoratori ce lo guadagniamo ogni giorno con la forza dei nostri argomenti, con la preparazione, la costanza e il coraggio dei nostri rappresentanti. per questo che un numero sempre crescente di dipendenti pubblici vede nella UILPA un punto di riferimento e, ogni giorno di pi, si rivolgono alle nostre strutture per risolvere i problemi che si presentano negli uffici. Perch lo fanno? Perch sanno che da noi trovano l’ascolto, la competenza e la solidariet di cui hanno bisogno, e perch sanno che stiamo dalla loro parte, sempre e comunque. La parola “sindacato” significa “insieme per la giustizia” e questo, io credo, sia il significato pi profondo che diamo al nostro agire nei luoghi di lavoro. Da sempre ci battiamo per una PA pi giusta con i suoi dipendenti e pi giusta con le persone, e continueremo a farlo: non ci fermeremo.”

Cos Sandro Colombi, Segretario Generale UILPAU, ricordando che il 14, 15 e 16 aprile 2025 le lavoratrici e lavoratori del comparto del pubblico impiego saranno chiamati a votare per rinnovare le proprie rappresentanze sindacali unitarie.

M.O., appello card. Pizzaballa ai pellegrini: tornate in Terra Santa

Roma, 25 mar. (askanews) – “È molto difficile oggi parlare di speranza e ed è ancor più difficile parlare di speranza qui, in Terra Santa perché tutto parla di distruzione, di paura che sono il contrario della speranza. Però, se alziamo lo sguardo come Maria ci indica, possiamo vedere tantissime persone che ancora danno la vita anche qui, e non si arrendono a questa situazione così barbarica”. Sono le parole che il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, ha affidato a un videomessaggio inviato ai partecipanti alla terza edizione della “Cattedra dell’accoglienza” ideata per promuovere la cultura della solidarietà e l’arte dell’incontro e del dialogo.

La manifestazione, ospitata negli spazi di Fraterna Domus di Sacrofano vicino Roma, è dedicata alla “Speranza e accoglienza, per un futuro planetario fraterno” di cui si discute fino al prossimo 28 marzo. Per il Patriarca chi non si arrende alle barbarie “rende concreta la speranza che abita già nel nostro cuore e che è Gesù Cristo”. Il videomessaggio del Cardinale arriva nel giorno di avvio dei lavori della Cattedra che coincide con “la festa dell’Annunciazione, la festa l’accoglienza per eccellenza”, spiega Pizzaballa sottolineando che “attraverso quel ‘sì eccomi di Maria’ Dio entro nella storia la cambia”.

“Il mio augurio è che quella Parola accolta da Maria e poi donata al mondo diventi vita concreta per tutti e continui a essere nel mondo una parola diversa, di vita, di accoglienza, di amore e di dono sé che è lo stile cristiano”, auspica Pizzaballa che invita tutti a “tornare in Terra Santa” perché “la comunità cristiana ha bisogno della vostra presenza, della presenza dei pellegrini”.

Nonostante la ripresa delle ostilità, il porporato evidenzia che “non siamo tornati alla situazione precedente: dal punto di vista dei pellegrinaggi, degli spostamenti la situazione è più tranquilla”. Per il Patriarca serve “darsi coraggio, avere fiducia ed esprimere solidarietà”, senza dimenticare che “la speranza si fonda sull’incontro con Gesù”.

Magi (+Europa): il Manifesto di Ventotene resta pi che mai vivo

Roma, 25 mar. (askanews) – “Al di l delle manipolazioni un po’ squallide che sono state fatte recentemente dal governo per coprire la mancanza di linea di politica estera sull’Europa, il messaggio centrale del Manifesto di Ventotene, cio l’obiettivo politico della creazione degli Stati Uniti d’Europa, resta pi che mai vivo, resta attuale ma soprattutto resta qualcosa per cui mobilitarsi e attivarsi politicamente. C’ da sperare che lo facciano i parlamenti nazionali e che lo faccia il Parlamento Europeo: necessario che riprenda un cammino democratico per la costituzione degli Stati Uniti d’Europa”.

Cos il segretario di Pi Europa, Riccardo Magi, a margine dell’iniziativa “Riappropriamoci del Manifesto di Ventotene”, organizzato dal Movimento Europeo, davanti alla targa dedicata ad Altiero Spinelli a Roma.

Fratoianni (Avs): omaggio a Spinelli atto di restituzione a storia

Roma, 25 mar. (askanews) – ” la storia, di fronte a chi pare non sembra conoscerla o si impegnato scientemente a violarne la memoria, questo mi pare un atto di restituzione alla storia di questo Paese”.

Cos Nicola Fratoianni di Avs parlando con i cronisti in via Uffici del Vicario a Roma dove di fronte all’edificio dove nel 1907 nato Altiero Spinelli, il Movimento Europeo guidato da Piervirgilio Dastoli, per anni suo collaboratore, ha organizzato un flashmob a sostegno del Manifesto di Ventotene, con presenti decine di deputati delle opposizioni.

“La destra italiana ha l’ossessione di riscrivere la storia – ha aggiunto – rimuovendone la radice antifascista, costituzionale e repubblicana”.

Magi (+Europa): spaccatura governo in politica estera insostenibile

Roma, 25 mar. (askanews) – “Il governo balbetta su un tema che rischia di creare un danno inestimabile all’economia, alle aziende e ai lavoratori italiani e anche su questo sono spaccati, non riescono a prendere le difese del nostro sistema produttivo, alla faccia dei sovranisti, basterebbe rifarsi a quanto ha detto il presidente Mattarella”.

Cos il segretario di +Europa, Riccardo Magi, a margine dell’iniziativa “Riappropriamoci del Manifesto di Ventotene”, organizzato dal Movimento Europeo, davanti alla targa dedicata ad Altiero Spinelli a Roma.

“Davvero la spaccatura in politica estera del governo sta diventando insostenibile” ha aggiunto.

Bagnasco: Siamo tutti contenti per questo rientro del Papa

Milano, 25 mar. (askanews) – “Siamo tutti contenti per questo suo rientro. E ancors una volta ci stringiamo ancora una volta attorno a lui, accompagnandolo con la preghiera, con l’affetto e con l’augurio che la convalescenza, prevista dai medici, possa essere il pi breve possibile e proficua per ritornare nella pienezza del suo apostolato”. Cos il cardinale Angelo Bagnasco ha rivolto un pensiero a Papa Francesco.

Roma, omaggio dei parlamentari centrosinistra alla targa di Spinelli

Roma, 25 mar. (askanews) – “Riappropriamoci del Manifesto di Ventotene”, “Viva il Manifesto di Ventotene”, questi alcuni degli slogan scanditi dai parlamentari del centrosinistra alla manifestazione organizzata dal Movimento Europeo, guidato da Pier Virgilio D’Astoli, in via Uffici del Vicario, davanti alla lapide dedicata ad Altiero Spinelli, che con Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, hanno gettato le basi per un’Europa unita, democratica e solidale.

Tra i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa c’erano tra gli altri Laura Boldrini, Simona Bonaf, Chiara Braga, Federico Fornaro, Roberto Morassut, Arturo Scotto del Pd; Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova di +Europa; Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni e Filiberto Zaratti di Avs; Ivan Scalfarotto di Iv.

In contemporanea, si sono tenute iniziative parallele di fronte al Palazzo Altiero Spinelli del Parlamento europeo a Bruxelles e a Milano, al Cimitero Monumentale presso la tomba di Eugenio Colorni.

Usa: Russia e Ucraina hanno un accordo per un cessate il fuoco parziale nel Mar Nero

Roma, 25 mar. (askanews) – Gli Stati Uniti hanno annunciato che la Russia e l’Ucraina hanno raggiunto un accordo per garantire un parziale cessate il fuoco navale fra Mosca e Kiev, e sviluppare delle misure per far cessare i bombardamenti sulle infrastrutture energetiche: lo ha reso noto la Casa Bianca, che ha diffuso un comunicato sui colloqui svoltisi ieri a Riad.

Il comunicato sottolinea l’accordo raggiunto per “garantire una navigazione sicura, eliminare l’uso della forza e impedire l’uso di navi commerciali per scopi militari nel Mar Nero”; le due delegazioni si sono inoltre impegnate a “sviluppare delle misure per l’applicazione” dell’intesa precedente sui bombardamenti delle infrastrutture energetiche.

Per quel che riguarda l’Ucraina, la Casa Bianca conferma l’impegno degli Stati Uniti “ad aiutare a raggiungere lo scambio di prigionieri di guerra, il rilascio dei prigionieri civili e il ritorno dei bambini ucraini trasferiti forzatamente”.

Washington inoltre intende “ripristinare l’accesso della Russia al mercato mondiale per le esportazioni di prodotti agricoli e fertilizzanti, ridurre i costi delle assicurazioni marittime e migliorare l’accesso ai porti e ai sistemi di pagamento per tali transazioni”. “Gli Stati Uniti ribadiscono l’imperativo del presidente Donald J. Trump che le morti da entrambe le parti del conflitto Russia-Ucraina devono cessare, un passo necessario per raggiungere un accordo di pace duraturo: a tal fine, gli Stati Uniti continueranno a facilitare i negoziati tra entrambe le parti per raggiungere una risoluzione pacifica, in linea con gli accordi presi a Riad”, conclude il comunicato.

Cnpr forum, Rozera: In prima linea per proteggere i bambini

Roma, 25 mar. – “La missione dell’Unicef prendersi cura dei bambini, e in un mondo cos complesso essenziale mantenere il nostro obiettivo chiaro e prioritario, ovunque e sotto qualsiasi regime. Dobbiamo restare fermi nei nostri principi, perch nessun bambino sceglie dove nascere: n in un paese povero, n in una zona di guerra, n in luoghi privi di sanit o istruzione. Il nostro impegno proteggere tutti i bambini, dai contesti pi disagiati del mondo fino ai paesi pi sviluppati, come l’Italia, dove molti piccoli continuano a vivere situazioni di difficolt”. Lo ha dichiarato Paolo Rozera, direttore generale Unicef Italia, intervenuto nel corso del Cnpr forum “Costruire speranza: Unicef in prima linea per un mondo a misura di bambino”, promosso dalla Cassa nazionale di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.

“L’Unicef nacque nel 1946, subito dopo la Seconda guerra mondiale, per assistere i bambini vittime dei bombardamenti, diventando poi un’organizzazione permanente. Da allora – ha aggiunto Rozera -, sono stati compiuti enormi progressi, come dimostra la lotta contro la polio, ormai eradicata quasi ovunque, ad eccezione di Afghanistan e Pakistan. Numerose sono le conquiste raggiunte, in particolare nella riduzione della mortalit infantile nei primi cinque anni di vita”.

Un impegno quotidiano ribadito anche da David Santodonato, presidente del Comitato di Roma per l’Unicef: “L’infanzia sta attraversando una fase particolarmente critica. L’aggravarsi di nuovi conflitti ha ulteriormente peggiorato una situazione gi compromessa dalla pandemia, che ha rallentato gli aiuti nelle aree pi vulnerabili del mondo. Quando scoppiano guerre, masse di persone sono costrette a spostarsi, e i bambini e gli adolescenti sono quelli che pagano il prezzo pi alto, dovendo abbandonare le proprie case e abitudini da un giorno all’altro. Senza dimenticare quei bambini che purtroppo non sopravvivono ai conflitti o non possono ricevere cure adeguate a causa della mancanza di risorse.

Questo un momento estremamente difficile, ma il nostro compito, come Unicef, mantenere viva la speranza e portare aiuto dove pi necessario. L’Unicef opera quotidianamente, senza distinzioni, per soccorrere e proteggere i bambini, svolgendo un lavoro prezioso. Interveniamo in molti ambiti, ma nelle zone di conflitto il nostro obiettivo principale garantire sicurezza, cibo, acqua potabile e istruzione a chi vive in condizioni estreme. Per chi volesse dare un contributo pu prendere contatto con Comitato di Roma per l’Unicef o fare una donazione che ci aiuti a sostenere i nostri progetti”.

L’analisi delle emergenze stata illustrata da Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia: “A livello globale, dobbiamo riconoscere che l’infanzia sta attraversando uno dei periodi pi difficili della storia. I nostri report indicano che, dal 1946 a oggi, i bambini del pianeta vivono la peggiore era mai registrata. E non si tratta solo di guerre e conflitti, purtroppo sempre pi diffusi e protagonisti delle notizie quotidiane. Ci troviamo di fronte a un circolo vizioso in cui guerre, carestie, povert, istruzione negata e danni ambientali si intrecciano, facendo ricadere il peso maggiore proprio sui pi piccoli. Oggi, 500 milioni di bambini vivono in zone di guerra, con 59 paesi coinvolti in conflitti. Siamo abituati a sentire parlare di Ucraina e Gaza, ma un’emergenza non esiste solo quando sotto i riflettori: un’emergenza anche, e soprattutto, quando nessuno ne parla. Gravi crisi si consumano nel silenzio, come in Sudan, dove il conflitto ha numeri impressionanti, o nella Repubblica Democratica del Congo, dove 800mila bambini sono costretti alla fuga dalla malnutrizione e dalla povert.

Secondo Carlo Maiorca, ex manager e volontario Unicef: La situazione dell’infanzia nel mondo estremamente complessa e difficile. Pensiamo subito alle zone di guerra, dove le difficolt vengono amplificate per i bambini rispetto agli adulti. Nei campi di guerra, in particolare, vengono negate le necessit basilari, dal cibo al gioco fino alla scuola, elementi fondamentali per la formazione di uomini e donne. Tuttavia, non possiamo dimenticare i giovani del nostro Paese. Negli ultimi anni, soprattutto dopo l’emergenza sanitaria provocata dal Covid, si registrata una crescente esplosione di violenza tra i giovani, un fenomeno allarmante. Se da noi non si muore di fame, esiste per un grave squilibrio educativo e formativo, evidente dalle cronache quotidiane sui giornali e nei telegiornali. Si tratta di una crisi profonda che richiede un intervento urgente. Dobbiamo pensare a chi meno fortunato e impegnarci ad aiutare chi ne ha bisogno. L’Unicef riconosciuta a livello globale, un’organizzazione efficace e tempestiva nel portare aiuto a chi ne ha pi bisogno”.

Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti stato illustrato da Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili: “L’Unicef un’organizzazione, pi precisamente un’agenzia dell’Onu, anche se non direttamente finanziata dalle Nazioni Unite. Le sue risorse provengono dagli stanziamenti discrezionali dei governi e delle organizzazioni internazionali, mentre un’altra parte dei fondi deriva dai contributi delle organizzazioni intergovernative. Inoltre, il 23% del budget proviene dal settore privato, che da solo raccoglie oltre 1,5 miliardi di dollari, dimostrando la credibilit e l’efficacia dell’Unicef nelle migliaia di azioni realizzate in tutto il mondo per la tutela dei bambini e dei pi vulnerabili.

Queste risorse vengono impiegate in attivit di altissimo valore sociale, senza le quali il numero delle vittime nei conflitti in corso sarebbe ancora pi drammatico. Oggi viviamo un periodo in cui si discute di delegittimare e ridimensionare le organizzazioni internazionali come l’Onu e le sue agenzie. Se questa tendenza dovesse affermarsi, l’Unicef perderebbe gran parte delle sue risorse, e nessuno potrebbe pi sostituirne l’azione. fondamentale ricordare che queste organizzazioni rappresentano una ricchezza per l’umanit, e non dobbiamo mai tornare a una visione basata esclusivamente sulle singole nazioni e sovranit”.

Floridia (M5s): se prosegue stallo RAI far appello a Mattarella

Roma, 25 mar. (askanews) – “In questo momento la vigilanza RAI bloccata per una volont della maggioranza e quindi non riusciamo a procedere e a mio avviso la commissione potrebbe invece essere il luogo del laboratorio in vista di queste trasformazioni digitali. Contemporaneamente anche bloccata la riforma che come commissione abbiamo all’unanimit voluto che fossero incardinate tutte le proposte di legge ma non sta procedendo e invece dobbiamo procedere per le urgenze di cui in questo convegno parlavamo e perch ad agosto saremo in infrazione europea secondo regolamento ENFA”. Lo ha detto la presidente della commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia, intervenendo alla presentazione dell’Annuario della TV italiana ‘Multipolarit. Televisione e streaming verso il mercato maturo’.

“Se la situazione non si sblocca ho fatto appello ai Presidenti di Camera e Senato, ho fatto appello alla Commissione tutta, ho temporeggiato per sperare che in qualche modo lo stallo politico potesse essere superato, ma questo punto a livello istituzionale non posso permettere che un organo di garanzia importante come quello del servizio pubblico, anche in vista del referendum che a breve ci sar l’8 e il 9 giugno, resti bloccato. Quindi cosa mi resta? Se non va avanti la situazione, se non si sblocca, dovr fare appello al Presidente Mattarella”.

"Prima di domani" è il nuovo brano di Fabrizio Moro e Il Tre

Milano, 25 mar. (askanews) – Da oggi, martedì 25 marzo, è disponibile in digitale “Prima di domani” (BMG), il nuovo brano di Fabrizio Moro e Il Tre.

Con il testo scritto da Fabrizio Moro e Il Tre e la produzione di Katoo, “Prima di domani” è un brano nato dal forte desiderio di Moro, condiviso poi con Il Tre, di riflettere su un tema delicato come il suicidio.

«Non riesco a raccontare bene questa canzone a parole – afferma Fabrizio Moro – Perché le parole sono state messe tutte lì dentro ed è difficile spiegare certe sensazioni. Non ho mai pensato concretamente al suicidio, perché sono un uomo troppo attaccato alla vita e, soprattutto, sono un uomo che (nella sua instabilità) si ritiene molto fortunato. Vivo la vita che volevo vivere fin da adolescente e “mollare” in un momento di forte sconforto, e ne ho avuti tanti, sarebbe indegno nei confronti di tutte quelle persone che non hanno avuto la mia stessa fortuna. Io ragiono così. Ma so anche che vivere è il più grande atto di coraggio per tante persone che vengono schiacciate ogni giorno dalla voce della paura. Quella voce che ti ripete “non ce la fai”, “non puoi arrivare”, “non puoi essere”, “fallirai”, …. Questa canzone parla di quelle persone. Parla di chi era qui e non è riuscito a spegnere quella voce».

«”Prima di domani” è un brano che affronta una tematica molto delicata. Sono onorato di aver partecipato alla scrittura di questo brano così particolare con Fabrizio e che sia nato tutto in maniera spontanea – dichiara Il Tre – A volte, è difficile spiegare quanto sia dura affrontare le difficoltà che la vita ci mette davanti, quando il peso di certe cose diventa insormontabile: è più facile scrivere una canzone».

I due artisti tornano a lavorare insieme dopo la serata dei duetti di Sanremo 2024, in cui Fabrizio Moro è stato ospite de Il Tre.

Fabrizio Moro ha firmato il contratto discografico con BMG per la pubblicazione del suo nuovo album in uscita entro la fine del 2025. Il cantautore, infatti, è tornato in studio per lavorare a nuova musica.

"Roma pittrice. Artiste al lavoro tra XVI e XIX secolo", aperture serali

Roma, 25 mar. (askanews) – Aperture straordinarie, nel fine settimana e con l’estensione degli orari di ingresso, per la mostra “Roma pittrice. Artiste al lavoro tra XVI e XIX secolo”, in corso fino al 4 maggio 2025 al Museo di Roma a Palazzo Braschi.

Da sabato 29 marzo fino alla chiusura, l’esposizione rimarrà aperta fino alle 22.00, con ultimo ingresso previsto alle ore 21.00, nelle seguenti giornate: sabato 29 marzo; venerdì 4 aprile, sabato 5 aprile, venerdì 11 aprile, sabato 12 aprile, venerdì 18 aprile, sabato 19 aprile, domenica 20 aprile, venerdì 25 aprile, sabato 26 aprile; venerdì 02 maggio, sabato 3 maggio, domenica 4 maggio.

La mostra sarà aperta in via eccezionale anche lunedì 21 aprile 2025 in occasione di Pasquetta, dalle ore 10.00 alle ore 22.00.

I restanti giorni della settimana, dal martedì al venerdì, l’orario di apertura rimane invariato dalle 10.00 alle 19.00 con ultimo ingresso alle 18.00.

L’esposizione, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è curata da Ilaria Miarelli Mariani (Direttrice della Direzione Musei Civici Sovrintendenza Capitolina) e Raffaella Morselli (Professoressa ordinaria Sapienza Università di Roma), con la collaborazione di Ilaria Arcangeli (Ph.D Università di Chieti Gabriele D’Annunzio). Organizzazione Zètema Progetto Cultura. Catalogo Officina Libraria.

LA MOSTRA La mostra è dedicata alle tante artiste che dal XVI al XIX secolo hanno fatto di Roma il loro luogo di studio e di lavoro con una produzione ricca, variegata e di assoluto rilievo artistico, spesso relegate a una sorta di “silenzio” storiografico. Protagoniste della mostra le artiste presenti nelle collezioni capitoline, come Caterina Ginnasi, Maria Felice Tibaldi Subleyras, Angelika Kaufmann, Laura Piranesi, Marianna Candidi Dionigi, Louise Seidler ed Emma Gaggiotti Richards, oltre a una selezione significativa di altre importanti artiste attive in città come Lavinia Fontana, Artemisia Gentileschi, Maddalena Corvina, Giovanna Garzoni, e di molte altre il cui corpus si sta ricostruendo in questi ultimi decenni di ricerca. I diversi linguaggi, generi e tecniche, sono evidenziate nel percorso di mostra da tappe e figure rappresentative. Attraverso circa 130 opere, il percorso espositivo descrive il progressivo inserimento delle pittrici nel mercato internazionale, con il faticoso conseguimento del pieno accesso alla formazione e alle più importanti istituzioni della città, quali l’Accademia di San Luca e l’Accademia dei Virtuosi al Pantheon.

Tajani: partiti quaquaraqua? Solo riferimento teorico, non rivolto a Lega

Roma, 25 mar. (askanews) – Domenica “io ho fatto una distinzione tra partiti seri e partiti populisti, non ho fatto nessun riferimento” alla Lega, “era un riferimento al lavoro che hanno fatto i giovani di Forza Italia in una giornata intera di lavoro, dicendo che i partiti seri approfondiscono tutti i temi e gli argomenti”, mentre “i populisti, che sono tanti nel mondo, sono quelli che non affrontano seriamente i problemi e li affrontano soltanto con slogan. Ma non c’ alcun riferimento specifico, era un riferimento teorico a come un partito deve muoversi per essere serio nei confronti degli elettori”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo alle domande dei cronisti nel corso della conferenza stampa di Forza Italia convocata stamane nella sede del partito per presentare le prossime iniziative di Fi.

Di sicuro, ha aggiunto Tajani incalzato dai giornalisti, “Afd un partito populista, M5S un partito populista”.

Usa, Trump difende Waltz e minimizza la fuga di notizie sui raid in Yemen: "Niente di serio"

New York, 25 mar. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha minimizzato la fuga di informazioni legata alla chat segreta su Signal, in cui Jeffrey Goldberg, direttore di The Atlantic, è stato inserito per errore mentre alti funzionari discutevano operazioni militari anti-Houthi in Yemen. Trump ha definito la vicenda “un non-problema”, affermando che la presenza del giornalista “non ha avuto alcun impatto”.

Trump ha difeso in particolare il consigliere per la sicurezza nazionale Michael Waltz: “Michael Waltz ha imparato la lezione ed è una brava persona. La presenza del giornalista non ha avuto alcun impatto sull’operazione militare”.

In un’intervista telefonica a NBC News, Trump ha liquidato l’incidente, definendolo “l’unica svista in due mesi, niente di serio”.

Secondo il presidente, il numero di Goldberg sarebbe stato aggiunto per errore da un collaboratore di Waltz. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha scritto un post su X dove ha definito Goldberg un personaggio “noto per il suo sensazionalismo”, e ha assicurato che nella chat “non sono stati discussi piani di guerra né inviato materiale classificato”. Ammettendo entrambi quindi indirettamente la presenza del giornalista nella chat. Intanto, democratici della Camera e del Senato hanno inviato lettere ai funzionari coinvolti, chiedendo chiarimenti immediati sulla vicenda.

Governo, Tajani: non c’ bisogno di chiarimenti con Salvini

Roma, 25 mar. (askanews) – “Non c’ bisogno di alcun chiarimento” con il vicepremier Matteo Salvini nel prossimo Consiglio dei ministri. “Noi siamo tre forze politiche che sono alleate dal 1994, quindi possiamo avere alcune posizioni diverse. Poi, quando si tratta di decidere, si fa sempre una sintesi”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo alle domande dei cronisti nel corso della conferenza stampa di Forza Italia convocata stamane nella sede del partito per presentare le prossime iniziative di Fi.

“Forza Italia – ha spiegato Tajani – una forza liberale, cristiana, riformista, garantista, europeista ed atlantista. Lo abbiamo sempre detto, lo sanno tutti, quindi normale che possono esserci posizioni diverse” rispetto alla Lega. “Noi siamo parte della famiglia del Partito popolare europeo. La diversit non ci impedisce affatto di essere leali. Noi abbiamo un patto sottoscritto con gli elettori da trent’anni” anche se “siamo in due famiglie diverse in Europa”.

“Ci parliamo sempre con Salvini – ha sottolineato Tajani rispondendo a un’altra domanda – ci sono posizioni diverse perch apparteniamo a famiglie politiche diverse ma non viene mai meno la coesione dell’alleanza, senn saremmo un partito unico. L’importante fare sintesi, come ha dimostrato il voto alla Camera e al Senato. Noi siamo leali ma ribadiamo la nostra la nostra identit che un’identit popolare”.

Mostre a Roma, arte sostenibile e salute mentale alla GNAMC

Roma, 25 mar. (askanews) – Dall’1 al 4 aprile 2025 la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea ospiterà la creazione dal vivo di un’opera d’arte collettiva composta da materiali di plastica riciclata. Dopo il mosaico di Basaglia donato a Papa Francesco nell’ambito del Festival della salute mentale RO.MENS lo scorso ottobre, questa volta sarà Lady Be, artista internazionale nota per il suo impegno nell’arte sostenibile e nell’inclusione sociale, a realizzare un nuovo mosaico insieme agli utenti del servizio di salute mentale del distretto 6 dell’ASL Roma 2. L’identità del personaggio che sarà raffigurato nell’opera è ancora ignota e sarà svelata dall’artista soltanto in fase di realizzazione.

L’iniziativa si inserisce nel contesto della IV Edizione del Festival RO.MENS per l’inclusione sociale contro il pregiudizio, organizzato ad ottobre 2025 dal Dipartimento di Salute Mentale ASL Roma 2, in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale, che ha già ricevuto nelle precedenti edizioni il patrocinio della RAI.

“Il mio lavoro con i materiali di riciclo – ha affermato Lady Be – è anche una metafora della possibilità di rinascita e di riscatto. Con entusiasmo ho aderito a questo progetto che vede il coinvolgimento attivo dei giovani utenti del Dipartimento di Salute Mentale, trasformando i rifiuti in arte e ribadendo il valore della seconda possibilità, sia per le persone che per gli oggetti”.

“L’arte e la salute mentale- concludono Isabella de Stefano ed Emanuele Caroppo, coordinatori dell’iniziativa rispettivamente per la GNAMC e per la ASL – si uniscono nella splendida cornice della Galleria Nazionale, in un progetto di integrazione e collaborazione già in atto da tempo”.

Michele Bravi racconta l’amore dei suoi nonni con tre linguaggi

Milano, 25 mar. (askanews) – La storia d’amore dei nonni di Michele si traduce in tre vocabolari artistici: musicale, cinematografico e letterario. L’urgenza di condividere una testimonianza potente d’amore e di speranza. “Lo ricordo io per te” è disponibile da oggi in pre order al seguente link https://michelebravi.bfan.link/loricordoioperte e da venerdì 4 aprile lo sarà su tutte le piattaforme digitali, come canzone e come cortometraggio. Quest’ultimo, che vede l’esordio alla regia per Michele Bravi, ha come protagonista Lino Banfi e Lucia Zotti. Il cortometraggio, che vede l’esordio alla regia di Michele Bravi, è scritto da Michele e vede protagonisti Lino Banfi (nel ruolo di Nonno Luigi) e Lucia Zotti (nel ruolo di Nonna Graziella). Le riprese sono ambientate nei luoghi reali della vita di Luigi e Graziella, a Città di Castello.

“Questa canzone è un luogo dove i miei nonni possono rivivere la promessa d’amore che il nonno Luigi ha fatto a nonna Graziella, quando l’Alzheimer ha cominciato a coprirle gli occhi di nebbia ed è dove i miei nonni possono ancora avere addosso il profumo di campagna e sussurrarsi un ultimo bacio, passeggiando sulla traccia dei loro anni insieme”, racconta Michele Bravi.

Quirinale, giunta Anm domani dal presidente Mattarella

Roma, 25 mar. (askanews) – Domani la giunta dell’Associazione nazionale magistrati, guidata dal presidente, Cesare Parodi, secondo quanto si apprende, sarà ricevuta alle 12 dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Si tratta del primo incontro della giunta – eletta lo scorso 8 febbraio – con il capo dello Stato che è anche presidente del Consiglio superiore della magistratura.

La giunta è composta, tra gli altri, dal presidente Parodi, dal vice presidente Marcello De Chiara, dal segretario generale, Rocco Maruotti, dal vice segretario generale, Stefano Celli.

L’incontro prevede un’agenda abbastanza ampia, con il nuovo direttivo che si presenta al capo dello Stato. All’ordine del giorno, sempre secondo quanto si apprende, non ci sono ovviamente le lamentele sulla riforma della giustizia e sullo scontro magistrati politica anche se non si può escludere che di questi temi si possa parlare.

Libero il regista palestinese Ballal, "ammanettato tutta la notte e pestato" in una base militare israeliana

Roma, 25 mar. (askanews) – Hamdan Ballal, regista palestinese vincitore dell’Oscar con “No other land”, è stato rilasciato dalle forze armate israeliane che lo avevano arrestato ieri dopo essere aggredito da un gruppo di coloni ebraici nella località palestinese di Susya: lo ha reso noto il co-regista israeliano del documentario, Yuval Abraham, in un messaggio su X.

“Dopo essere rimasto ammanettato tutta la notte e pestato in una base militare, Hamdan Ballal è libero e potrà tornare a casa dalla sua famiglia”, ha concluso Abraham.

L’arte dell’ospitalità: la via italiana all’accoglienza

Roma, 25 mar. (askanews) – Un aperitivo al tramonto in compagnia degli amici sulla terrazza di casa, una cena speciale per vedere e commentare insieme la finale del programma del momento con i colleghi, il primo compleanno di un figlio circondati dagli affetti più cari. Queste sono solo alcune delle occasioni che ci ricordano come la casa sia, da una parte, un luogo intimo e accogliente in cui rifugiarsi dopo lunghe giornate di lavoro e, dall’altra, uno spazio in cui creare e custodire i ricordi più preziosi con le persone care. Ma qual è il valore dell’ospitalità oggi? Per alcuni è un’arte, un’occasione per accogliere e sorprendere gli ospiti; per altri, invece, una fatica a cui si rinuncia volentieri.

Per capire meglio questo fenomeno, HomeExchange, in collaborazione con Metrica Ricerche, ha condotto una survey per esplorare l’importanza dell’ospitalità per gli italiani, intervistando oltre 1000 persone. Qui di seguito, un breve riassunto dei principali risultati emersi dalla ricerca, che offre uno spaccato interessante sul rapporto degli italiani con l’ospitalità.

Ospiti a cena? Dipende tutto dall’età! Quanto spesso gli italiani organizzano incontri o attività sociali a casa? Il 36% degli intervistati lo fa occasionalmente, mentre un buon 26% dichiara di farlo spesso. Guardando alle differenze geografiche, il Sud e le Isole si confermano le zone più conviviali, con il 31% che ospita di frequente. Al contrario, Nord e Centro registrano la percentuale più alta di chi non invita mai nessuno, rispettivamente con il 19% e il 18%. Ma l’aspetto più curioso riguarda lo stato d’animo di chi ospita. Il 42% degli italiani accoglie gli ospiti con entusiasmo, ma questa percentuale schizza al 53% tra i giovanissimi dai 18 ai 24 anni. Con l’aumentare dell’età, però, l’entusiasmo tende a calare: nella fascia 55-64 anni, il 16% considera l’idea di avere ospiti più un fastidio che un piacere, mentre tra i più giovani questo valore si ferma appena al 5%.

Pianificatori vs. last-minute Non tutti vivono l’ospitalità allo stesso modo. C’è chi pianifica ogni dettaglio con largo anticipo per assicurarsi che tutto sia impeccabile e chi, invece, si affida all’improvvisazione dell’ultimo minuto. Ma quanti sono i veri perfezionisti dell’accoglienza? Solo il 26% degli intervistati dichiara di organizzarsi con cura per avere la casa in ordine e preparare un banchetto perfetto. Questa percentuale sale leggermente tra i 25-35enni (31%), mentre nelle altre fasce d’età si mantiene sempre tra il 22% e il 27%. La maggior parte degli italiani, quindi, preferisce un approccio più pratico: il 62% degli intervistati tende infatti a ottimizzare il tempo, organizzando le cose in modo semplice ed efficiente. E poi ci sono i veri last-minute: nella fascia 55-64, ben il 10% ammette di fare tutto all’ultimo momento, una percentuale decisamente più alta rispetto alle altre fasce (che oscillano tra il 2% e l’8%). Un atteggiamento che potrebbe derivare dall’esperienza e da un approccio più rilassato all’ospitalità.

Dall’igiene al cibo: le preoccupazioni degli italiani quando ospitano a casa Ma cosa preoccupa di più gli italiani quando devono accogliere ospiti? Su questo punto, le opinioni sono più variegate. Al primo posto c’è l’attenzione per l’igiene e la pulizia della casa, prioritaria per il 41% degli intervistati. Segue il desiderio di offrire un’ottima esperienza culinaria (26%), mentre il 16% ritiene fondamentale creare un’atmosfera accogliente e confortevole. Anche in questo caso, l’età fa la differenza: i più giovani (18-24 anni) sono i più attenti alla pulizia, con un 51% che la considera l’aspetto più importante. Gli over 65, invece, sembrano meno preoccupati da questo dettaglio (solo il 21% lo ritiene prioritario) e puntano tutto sul buon cibo, mettendo al primo posto la soddisfazione del palato dei propri ospiti.

A cena dagli altri: l’ospitalità tra galateo e contributo degli ospiti Eccoci arrivati a uno dei temi più delicati quando si parla di ospitalità: cosa e quanto portare quando siamo invitati a cena, con particolare attenzione alla divisione delle spese. Secondo il galateo, molto dipende dal livello di familiarità con l’ospite, e in generale è preferibile portare qualcosa di “accessorio”, come un dolce o un aperitivo, piuttosto che un piatto principale. In effetti, anche dal sondaggio di HomeExchange emerge che il 72% degli intervistati condivide questa visione: questa percentuale afferma di offrire sempre tutto quando invita qualcuno a casa, mentre solo il 9% preferirebbe che anche gli ospiti contribuissero con cibo o bevande.

L’ospitalità è alla base della filosofia di HomeExchange, piattaforma leader nello scambio casa con oltre 200.000 membri a livello mondiale e più di 8.000 solo in Italia. Fondata sul principio di accogliere qualcuno nella propria abitazione, HomeExchange promuove una forma di ospitalità basata sulla fiducia reciproca. Aprire le porte di casa propria a qualcuno conosciuto online, fidarsi completamente e fare tutto il possibile per rendere il soggiorno piacevole è un passo significativo. Gli HomeExchangers, da parte loro, sono noti per il loro impegno nel ringraziare l’ospite, lasciando la casa pulita (o anche più pulita), rispettando le regole della casa e prendendosi cura di animali e piante. In molti casi, gli ospiti lasciano piccoli regali o bigliettini di apprezzamento, sorprendendo i padroni di casa al loro ritorno. È proprio questa reciprocità che rende speciale l’esperienza di scambio casa, e da qui nasce l’idea di esplorare come gli italiani vivono l’ospitalità, anche nelle occasioni più semplici come una cena o un aperitivo.

Unirsi alla community è semplice: l’applicazione mobile è disponibile gratuitamente su iOS e Android e, sottoscrivendo l’abbonamento annuale, si ha accesso a tutte le offerte disponibili, permettendo agli utenti di aggiornare il proprio profilo e di chattare direttamente con altri utenti sul proprio telefono. L’iscrizione può essere effettuata anche su www.homeexchange.it

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