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Libia, Meloni e ministri nominano unico legale Giulia Bongiorno

Roma, 29 gen. (askanews) – Secondo quanto si apprende la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, della Giustizia, Carlo Nordio, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, Alfredo Mantovano, hanno deciso congiuntamente – rispetto al caso Almasri – di nominare quale unico legale l’avvocato Giulia Bongiorno. Una scelta che sottolineerebbe a compattezza del governo anche nell’esercizio dei propri diritti di difesa.

Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e difensore del vicepremier Matteo Salvini nel processo Open Arms, era stata vista entrare stamane a Palazzo Chigi.

Maturità 2025, le materie del II scritto. Conterà anche la condotta

Roma, 29 gen. (askanews) – Latino al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Lingua e cultura straniera 1 al Liceo linguistico; Lingua inglese per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Turismo”; Geopedologia, Economia ed Estimo per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Queste alcune delle discipline scelte per la seconda prova scritta della #Maturità2025, secondo quanto prevede il decreto firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

L’Esame conclusivo del secondo ciclo d’istruzione – per l’ammissione al quale è previsto, dal corrente anno scolastico, lo svolgimento da parte dei candidati anche dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) e/o delle attività assimilabili secondo quanto previsto dall’indirizzo di studio – si svolge secondo la struttura definita dal decreto legislativo 62/2017: una prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, che si svolgerà dalle ore 8.30 di mercoledì 18 giugno 2025; una seconda prova scritta, riguardante le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio (per i Professionali delineati dal d.lgs. n. 61/2017, la seconda prova scritta non riguarda specifiche discipline ma le competenze in uscita e i nuclei tematici fondamentali di indirizzo alle stesse correlati); il colloquio, che ha l’obiettivo di accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa e dello studente. Nel corso del colloquio, il candidato espone anche le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) e le competenze acquisite nell’ambito dell’Educazione civica.

Nel caso in cui il candidato interno abbia riportato, in sede di scrutinio finale, una valutazione del comportamento pari a sei decimi, il colloquio ha altresì a oggetto la trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal consiglio di classe. “Sarà un esame che consentirà a ogni ragazzo di esprimere il meglio di quanto ha appreso negli anni e che terrà conto anche della valutazione del comportamento”, dichiara Valditara, “il nostro obiettivo è una scuola con standard di qualità sempre più alti, in cui la centralità della persona e la cultura del rispetto sono fondamentali”.

Le Commissioni d’esame sono composte da un Presidente esterno, da tre membri esterni e da tre interni all’istituzione scolastica.

È prevista una terza prova scritta in alcuni indirizzi di studio (sezioni EsaBac, EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e scuole con lingua d’insegnamento slovena del Friuli Venezia Giulia).

Per conoscere tutte le discipline oggetto della seconda prova e quelle affidate ai commissari esterni è disponibile un apposito motore di ricerca. Le stesse saranno altresì consultabili all’interno della piattaforma Unica.

Per i Licei, le materie scelte sono: Latino per il Classico; Matematica per lo Scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate e la Sezione a indirizzo Sportivo; Lingua e cultura straniera 1 per il Liceo linguistico; Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane (Diritto ed Economia politica all’opzione Economico-sociale); Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il Liceo artistico; Teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale; Tecniche della danza per il Liceo coreutico.

Per gli Istituti tecnici: Economia aziendale per l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” (Lingua inglese nell’articolazione “Relazioni internazionali per il marketing”, Informatica nell’articolazione “Sistemi informativi aziendali”) e Lingua inglese per l’indirizzo Turismo; Geopedologia, Economia ed Estimo per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”; nell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni”, Informatica per l’articolazione “Informatica” e Telecomunicazioni per l’articolazione “Telecomunicazioni”; Progettazione multimediale nell’indirizzo “Grafica e comunicazione”; Economia, Estimo, Marketing e Legislazione per le articolazioni “Produzioni e trasformazioni” e “Gestione dell’ambiente e del territorio” degli Istituti agrari (Enologia per l’articolazione “Viticoltura ed enologia”).

Roma, al Museo del Corso – Polo museale oltre 120 mila visitatori in due mesi

Roma, 29 gen. (askanews) – Oltre 120 mila visitatori in soli due mesi per il nuovo Museo del Corso – Polo museale, la nuova istituzione culturale voluta e promossa da Fondazione Roma, con le visite alla Collezione permanente e all’Archivio storico di Palazzo Sciarra Colonna e per la Crocifissione bianca di Marc Chagall, esposta a Palazzo Cipolla dal 27 novembre 2024 al 27 gennaio 2025. Tra i visitatori dell’opera, figura anche Papa Francesco, che ha potuto ammirare il capolavoro con una visita a sorpresa, in occasione dell’Immacolata Concezione. “Chagall a Roma – la Crocifissione bianca, oltre a rappresentare uno degli eventi culturali più rilevanti del Giubileo, ha avuto soprattutto un ruolo simbolico e spirituale per il messaggio di evangelizzazione e di difesa della dignità di ogni individuo. Lo testimonia anche la visita di Papa Francesco venuto ad ammirare l’opera, tra le sue preferite proprio per il messaggio di unità tra culture religiose che ispira” ha dichiarato Franco Parasassi, Presidente di Fondazione Roma “Il nuovo Museo del Corso – Polo museale, inaugurato a fine novembre, sta riscuotendo un grande successo. Stiamo ricevendo un altissimo numero di richieste di prenotazione. Tutto questo dimostra come Roma sia una città in cui c’è ancora spazio per l’arte e la bellezza e per promuovere tante iniziative culturali, ed è a questo bisogno che Fondazione Roma vuole rispondere attraverso un impegno costante, che conferma con la prossima prestigiosa mostra dedicata a Pablo Picasso, attesa per il 27 febbraio”. Organizzata da Fondazione Roma con Marsilio Arte, Picasso lo straniero apre al Museo del Corso – Polo museale dal 27 febbraio al 29 giugno 2025 ed è realizzata grazie alla collaborazione con il Musée national Picasso-Paris (MNPP), principale prestatore, il Palais de la Porte Dorée di Parigi, il Museu Picasso Barcelona, il Musée Picasso di Antibes, il Musée Magnelli – Musée de la céramique di Vallauris e importanti e storiche collezioni private europee. Picasso lo straniero, a cura di Annie Cohen-Solal con un intervento di Johan Popelard del MNPP, presenta più di 100 opere dell’artista, oltre a documenti, fotografie, lettere e video: un progetto che si arricchisce – per la seconda tappa italiana dopo Palazzo Reale di Milano e Palazzo Te a Mantova – di un nucleo di opere inedite, selezionate dalla curatrice esclusivamente per il percorso espositivo del Museo del Corso – Polo museale. La mostra presenta in particolare un’importante sezione dedicata alla primavera romana del 1917 trascorsa da Pablo Picasso con Jean Cocteau, Erik Satie, Serge de Diaghilev e Leonid Massine. Il Museo del Corso – Polo museale riflette la missione della Fondazione Roma, che ha voluto realizzare un luogo in grado di coniugare inclusività, impegno territoriale e promozione della cultura, principi che da sempre guidano l’operato della Fondazione nella comunità. Inaugurato nel 1999 con la sua prima sede espositiva, oggi il museo si vuole posizionare come punto di riferimento culturale di grande respiro, dove la tradizione si fonde con la contemporaneità. Un programma ricco di iniziative, che comprende visite guidate gratuite, laboratori didattici e attività speciali per le scuole, rendendo il Museo del Corso un luogo di incontro e di crescita culturale per tutti. Per informazioni, prenotazioni e prevendita per Picasso lo straniero visitare il sito https://museodelcorso.com/picasso-lo-straniero/

Almasri, Rifugees in Lybia a Meloni: avete liberato chi ci ha torturato

Roma, 29 gen. (askanews) – “Vi scriviamo in qualità di portavoce dei Rifugiati in Libia ma anche come vittime e sopravvissuti di Osama Najim Almasri. I nostri corpi portano i segni dei suoi crimini e le nostre menti sono piene di ricordi che nessun essere umano dovrebbe sopportare. Quando Almasri è stato arrestato a Torino, abbiamo creduto, anche se per poco, che la giustizia potesse raggiungere quelli di noi che hanno conosciuto solo la sofferenza. Ma voi ci avete tolto questa speranza, rispedendolo in Libia, dove continuerà a fare del male ad altri, come ha fatto a noi”. E’ quanto si legge in una missiva indirizzata alla premier Giorgia Meloni, ai ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, firmata da David Yambio, Lam Magok e le vittime di Osama Najim Almasri che hanno lavorato con la rete Refugees in Libya. “La giustizia – sottolineano – non può essere selettiva. Non può servire i potenti mentre gli impotenti vengono scartati. L’Italia deve rispondere delle sue scelte”.

“Il dolore per questo tradimento è profondo. È lo stesso dolore che ci portiamo dietro da anni. Siamo venuti in Italia in cerca di protezione e siamo grati per la sicurezza che abbiamo trovato. Ma la nostra dignità, rubata in Libia, è stata rubata di nuovo qui. L’Italia era un Paese in cui credevamo, un Paese che parlava di giustizia e di diritti umani. Ma la giustizia non ci è stata data. Al contrario, abbiamo assistito alla liberazione dell’uomo che ci ha torturato”, proseguono.

“Mentre scriviamo questa lettera, altri stanno ancora soffrendo sotto lo stesso sistema che ci ha brutalizzato. Oggi i migranti in Libia vivono in condizioni peggiori delle prigioni. Vengono torturati per ottenere un riscatto, venduti come proprietà, violentati, affamati e lasciati morire. Quelli che si trovano ancora nella prigione di Mitiga, dove Almasri ha costruito il suo impero di crudeltà, non conoscono altro che il dolore. La stessa Libia con cui lavorate, finanziate e a cui stringete la mano è diventata una terra di sofferenza infinita per chi non ha potere. Ora sappiamo che l’Italia non ha solo le dita in Libia, ma ha le mani intere sepolte nei suoi affari e può dire chi è libero o meno. Non siete solo testimoni di ciò che accade in quel Paese, ma contribuite a plasmarlo. Non si può affermare di combattere il traffico di esseri umani mentre si fanno accordi con chi ne trae profitto. Non potete definire Almasri ‘pericoloso’ mentre lo proteggete dalla giustizia. Non potete definirvi difensori dei diritti umani mentre lasciate le persone a marcire nelle prigioni libiche”, si legge nella lettera.

Quattro le richieste: “1. La cessazione immediata di tutti gli accordi tra Italia e Libia che consentono abusi nei confronti dei migranti. 2. Un impegno pubblico per chiedere il rilascio di tutti coloro che sono ancora imprigionati a Mitiga e in altri centri di detenzione in Libia. 3. Una spiegazione ufficiale del perché Almasri, che il vostro stesso Governo ha definito pericoloso, sia stato rilasciato invece di essere consegnato alla Corte penale internazionale. 4. Un percorso legale per i migranti intrappolati nei centri di detenzione libici, compresa la riapertura dell’Ambasciata Italiana a Tripoli per l’ottenimento di visti umanitari”.

Turismo, Rizzi: Shopping cinese in Italia in grande crescita

Roma, 29 gen. (askanews) – “Il Forum China stato un momento in cui siamo riusciti a confrontarci con i players del settore, sono emersi dati importanti. L’Italia ha accolto l’opportunit dello shopping cinese pi dell’Europa, un plauso va fatto alle connessioni, in primis ai nostri aeroporti. Per il 2025 ci sono indicazioni positive, la voglia di viaggiare del turista cinese in crescendo e ci sono eventi, come Giubileo e Olimpiadi invernali, che rappresentano un grande traino”, Lo ha detto oggi Stefano Rizzi, Managing director Italy di Global Blue, intervenuto a Largo Chigi, il format di Urania Tv. “Gi dall’estate scorsa i numeri ci dicono che l’abbassamento della soglia per il tax free shopping ha portato quello che avevamo preventivato: la crescita dell’Italia c’ stata, siamo diventati competitivi rispetto agli altri Paesi europei; della nuova soglia hanno beneficiato, oltre ai brand di lusso, anche nuove realt, come ad esempio l’artigianato locale”.

Sondaggio in Gb: sostegno alla Brexit al minimo, il 55% vuole il ritorno in Ue

Roma, 29 gen. (askanews) – Meno di tre britannici su dieci ritengono che la Brexit sia stata una cosa positiva, e la maggioranza dei cittadini del Regno Unito vorrebbe che il proprio Paese tornasse nell’Unione. E’ quanto emerge da un sondaggio pubblicato oggi, cinque anni dopo l’uscita ufficiale del Regno Unito dall’Ue. Nel referendum del 2016, il 52% dei britannici votò a favore della Brexit. Il 31 gennaio 2020, dopo anni di difficili trattative, il Regno Unito è diventato il primo paese a lasciare l’Unione Europea.

Ma cinque anni dopo, secondo un sondaggio YouGov condotto su 2.225 persone, solo il 30% dei britannici ritiene che il Paese abbia fatto la cosa giusta votando per la Brexit. Secondo l’istituto, si tratta del livello più basso di sostegno all’uscita dall’Ue mai registrato. Tra i britannici che hanno votato per la Brexit, uno su sei (18%) ritiene che lasciare l’Unione sia stato un errore. Ma questa percentuale sale al 55% per tutti gli intervistati. Solo l’11% degli interpellati ritiene che la Brexit sia stata un successo.

La maggior parte dei britannici (55%) è favorevole al ritorno nell’Ue, compreso il 20% degli elettori che hanno votato per la Brexit. Tra questi, il 39% degli intervistati sostiene “fortemente” questo ritorno.

Dopo anni di tensioni con Bruxelles sotto il precedente governo conservatore, il primo ministro Keir Starmer ha promesso di “ripristinare” i rapporti del Regno Unito con l’Unione europea. Il leader laburista, che nel 2016 aveva votato per restare nell’Ue, ha tuttavia respinto qualsiasi ritorno nell’Unione.

Libia, Ciriani: governo non scappa, informativa solo rimandata

Roma, 29 gen. (askanews) – “Il governo non scappa da nessun confronto con il Parlamento, è sempre stato disponibile a riferire su questa vicenda. Semplicemente rimandiamo di qualche giorno, deciderà il governo chi e quando riferirà alla Camera e al Senato” sulla vicenda Almasri. “Al momento non mi pare opportuno che siano” i ministri Nordio e Piantedosi. Lo ha detto il ministro per i rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, al termine della conferenza dei capigruppo della Camera.

“Al momento i ministri Nordio e Piantedosi e la premier Meloni non riferiscono perché sono stati raggiunti da questa informazione di garanzia. Si sta valutando se opportuno o inopportuno che siano loro a riferire e questo vale a maggior ragione per la presidente del Consiglio”, ha sottolineato Ciriani.

“C’è stato qualche equivoco e un po’ di confusione rispetto a una mia possibile disponibilità a riferire oggi ma è una notizia destituita di fondamento. Non c’era una mia disponibilità oggi, non avrebbe avuto senso, attendiamo e poi comunichiamo nei termini più rapidi possibili chi riferirà”, ha concluso.

Ue vuole un "28° regime legale" per ridurre costi fallimento imprese

Roma, 29 gen. (askanews) – Nell’ambito del suo piano per “una bussola europea sulla competitività” la Commissione intende proporre quello che ha chiamato “28º regime legale” al quale, su base volontaria, le imprese innovative potranno aderire e in questo modo crescere senza doversi barcamenare tra 27 diversi regimi legali dei paesi dell’Unione europea. Questo “28º regime” semplificherà le normative applicabili puntando a “ridurre i costi dei fallimenti, incluso ogni aspetto rilevante delle normative sulle imprese, sull’insolvenza, sul lavoro e sulla tassazione”, recita il documento diffuso oggi dalla commissione europea.

“Vediamo oggi che le nostre imprese innovative se vogliono ingrandirsi si confrontano con 27 diversi requisiti regolamentari del mercato unico. Per questo – ha detto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante una conferenza stampa – gli offriremo la possibilità del cosiddetto 28º regime, che è volontario, un regime semplice e unico, un insieme di regole in tutta l’Unione”. (fonte immagine: European Union, 2025).

Libia, Nordio-Piantedosi: no informativa oggi, c’è segreto istruttorio

Roma, 29 gen. (askanews) – “A seguito dell’informazione di garanzia ricevuta dai sottoscritti riguardanti le vicende in oggetto in ossequio alla procedura e nel rispetto del segreto istruttorio non sarà possibile rendere le informative previste nella giornata di oggi”. Lo scrivono i ministri della Giustizia e dell’Interno, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, in una lettera inviata al presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Della missiva ha dato notizia il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, al termine della conferenza dei capigruppo della Camera.

IA, Von der Leyen: all’Ue servono infrastrutture e accesso a capitali

Roma, 29 gen. (askanews) – “Sull’intelligenza artificiale, “se guardate agli annunci” di altre economie “c’è senza dubbio una corsa sulla leadership. Qui molto dipende dalle infrastrutture che servono, la capacità di calcolo, e dai talenti. Ovviamente anche l’accesso ai capitali. Per la capacità di supercomputer necessari per noi è importante che offriamo queste ‘factory’ e gigafactory, in modo da poter deve sviluppare capacità per addestrare modelli” di IA. Lo ha affermato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa di presentazione del piano per la “bussola” sulla competitività in Europa.

In Europa “solitamente abbiamo i talenti. Quello che manca è l’accesso al mercato unico. Vediamo oggi che i soldi non sono tutto ma l’accesso ai capitali è cruciale” per questo elemento l’idea della Commissione è di fare ricorso “ai risparmi degli europei”, in modo da convogliarli verso investimenti su questi settori.

Il 18 febbraio su Rai1 il film tv "Champagne" su Peppino di Capri

Roma, 29 gen. (askanews) – Martedì 18 febbraio in prima serata su Rai 1 andrà in onda “Champagne – Peppino di Capri”, un film tv per raccontare 40 anni di musica e di storia. Dalla fine della guerra al boom economico, dalla rivoluzione culturale del ’68 alla prima edizione di Sanremo a colori.

“Champagne – Peppino di Capri” – prodotto da Rai Fiction e O’ Groove, per la regia di Cinzia TH Torrini, con la sceneggiatura di Michele Pellegrini e Maria Sole Limodio e soggetto di Pierpaolo Verga e Maria Sole Limodio – non è solo il racconto della vita del cantante che ha fatto ballare e innamorare intere generazioni, dall’infanzia durante la guerra fino all’affermazione come musicista completo e maturo nei primi anni ’70, bensì un percorso attraverso decenni fondamentali per la storia del nostro paese, senza tralasciare il lato più intimo e fragile dell’uomo.

“Questo film”, ha spiegato mercoledì nella conferenza stampa di presentazione Leonardo Ferrara, capo struttura di Rai Fiction, che ha seguito il progetto, “ha avuto una genesi molto lunga. Fa parte di una collana di biopic musicali che abbiamo inaugurato con Mia Martini, con la storia di Nada, ‘La bambina che non voleva cantare’, con Califano, ma per raccontare la vita di Peppino di Capri, che è un artista particolare, anche ingiustamente dimenticato, ci abbiamo messo due anni. Abbiamo incontrato Peppino, è stato un lavoro molto lungo. Con gli sceneggiatori c’è stato un lavoro di sviluppo editoriale per cercare di condensare questa storia ricchissima, che parte dagli anni del dopoguerra e arriva a metà anni Settanta”.

Per la regista Cinzia TH Torrini fondamentale, per convincersi a fare il film, è stato l’incontro a Capri con Peppino. “Con lui è nata una empatia, si è aperto e mi ha detto: ‘fallo bene’. E con questo mantra ho cercato di lavorare ogni giorno”.

A sua volta, Francesco del Gaudio, che ha impersonato il cantante, ha raccontato le difficoltà incontrate nel cimentarsi con la parte: “Il processo di costruzione del personaggio è avvenuto già durante i provini. Da quando mi chiamò la mia agente e mi cantò ‘Champagne’ ho cominciato a cercare qualsiasi cosa mi potesse essere utile. Il problema è che non c’erano interviste di Peppino prima dei 35 anni, dove si potesse apprezzare la struttura di personalità di Peppino. Quindi ho recuperato quello che ho potuto, c’è stata una raccolta di materiale che mi ha consentito di farmi una idea del personaggio. Ho conosciuto Peppino, ma la maggior parte delle informazioni le ho avute dai suoi figli, Edo e Dario. Se avevo delle domande da fare le facevo a loro”.

Von der Leyen: valuteremo aiuti Stato guardando a dimensione globale

Roma, 29 gen. (askanews) – Un aspetto chiave della revisione alle normative sulla concorrenza dell’Unione europea è che nel valutare la compatibilità con le regole degli aiuti di Stato la Commissione Ue terrà conto della Scala globale dei mercati e non unicamente, come avviene oggi, della dimensione europea della concorrenza. Lo ha spiegato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante la conferenza stampa di presentazione del piano per la “bussola” sulla competitività in Europa.

“Si guarderà non solo all’Unione europea ma anche a livello globale: il mercato in cui completiamo è globale quello. Gli aiuti di Stato devono essere veloci e flessibili e (li valuteremo) tenendo conto della dimensione globale”.

La commissione Ue lancia la "bussola per la competitività europea"

Roma, 29 gen. (askanews) – La Commissione europea ha presentato una comunicazione che punta a rilanciare la concorrenza dei paesi dell’Unione europea, partendo dalle analisi contenute nei rapporti stilati da Mario Draghi e Enrico Etta. Il documento – poco meno di 30 pagine nella sua versione finale, presentata oggi in conferenza stampa dalla presidente Ursula von der Leyen, e indirizzato a Parlamento europeo, Consiglio e altri organismi comunitari – afferma di voler creare “una bussola che guiderà il lavoro nei prossimi cinque anni e stila una lista di priorità per reinnescare il dinamismo economico in Europa”.

Questa “bussola” fissa due obiettivi chiave. “Primo – si legge – identificare i cambiamenti di politica necessari all’Europa per muoversi a un passo più veloce. In alcuni settori le politiche devono essere aggiornate, in altri servono cambi di passo per adattarsi alle nuove realtà”.

Il secondo obiettivo è “sviluppare nuovi modi di lavorare assieme per aumentare la velocità e la qualità dei processi decisionali, semplificare quadri normativi e regole superare la frammentazione”. Perché sempre partendo dalle analisi dei sovracitati rapporti, secondo la commissione l’Europa può tenersi alla pari di competitori globali delle sue proporzioni Unicamente facendo leva sulle sue dimensioni continentali e allineando le politiche nazionali verso i medesimi obiettivi, in modo che si rafforzino vicendevolmente.

Il documento propone interventi a più livelli, dalla tassazione dei mercati di lavoro, le politiche industriali, che così come le riforme su base nazionale sono ampiamente nelle mani dei governi dei singoli paesi. Inoltre un altro aspetto chiave è rappresentato dagli investimenti.

Partendo dall’industria, il settore che sta più soffrendo in Europa, secondo la Commissione, bisogna chiudere il divario sull’innovazione rispetto alle economie capofila nel mondo, Stati Uniti e Cina. “Se vogliamo che il futuro dell’industria sia ‘Made in Europe’ l’Ue deve rivitalizzare il ciclo dell’innovazione. Avviare e far crescere compagnie in Europa attualmente viene minato dalla frammentazione di mercato, dai freni al capitale di rischio e dal sostegno insufficiente all’innovazione”, recita il documento.

Per questo viene proposta una strategia dedicata alle start-up e alla crescita delle aziende che “identificherà gli ostacoli che stanno impedendo alle nuove imprese di emergere di crescere”. Parallelamente “l’Ue farà tutto quanto possibile per assicurare che abbiano i finanziamenti di cui hanno bisogno”.

Un nuovo impegno viene focalizzato sulle spese per ricerca e sviluppo nell’ambito del quale la Commissione intende presentare un documento specifico (European Research Area Act) con l’obiettivo di far salire la spesa su queste voci al 3% del Pil l’anno.

Sul tavolo, anche la necessità di allestire adeguate strutture di calcolo, cloud computing e altri elementi chiave delle nuove tecnologie digitali.

Un paragrafo a se stante riguarda l’intelligenza artificiale e le infrastrutture che questi sistemi richiedono. L’Ue già delle iniziative in corso su questo versante (come AI Continent strategy e AI factories). La Commissione europea afferma che intende proporre una “strategia dell’Unione dei dati allo scopo di migliorare e facilitare la sicurezza della condivisione pubblica e privata dei dati, semplificare il regime regolamentare la sua applicazione accelerare lo sviluppo di nuovi sistemi o applicativi”.

Un altro elemento chiave del piano è rappresentato dalle politiche di concorrenza, legate a doppio filo con la competitività. Secondo Bruxelles “questo si deve riflettere in una revisione delle linee guida per valutare le fusioni in modo che innovazione, resilienza e intensità degli investimenti in alcuni settori strategici vengano adeguatamente soppesate alla luce delle acute necessità Europee”.

Non solo, un nuovo approccio sulla concorrenza richiede non solo di semplificare e velocizzare le procedure di vigilanza ma anche di renderle più mirate, dice ancora Bruxelles.

Già in base alle bozze che erano circolate nei giorni scorsi, il piano mira a rendere la regolamentazione Ue “più semplice, più leggera, più veloce”. Sarà richiesto “uno sforzo senza precedenti” da parte di “tutte le istituzioni Ue, nazionali e locali” al fine di “produrre regole più semplici e accelerare la velocità delle procedure amministrative”.

Verrà anche proposta, “il mese prossimo”, una nuova definizione di piccole e medie imprese (Pmi), creando una nuova categoria di aziende medie, “più grandi delle Pmi ma più piccole delle grandi aziende”. Questa ridefinizione riguarderà “fino a 31.000 aziende nell’Ue”, che trarranno vantaggio da “una semplificazione normativa su misura”, nello stesso spirito di quella prevista per le Pmi.

Il “Compass” perora una maggiore integrazione del mercato unico, come indica il rapporto Letta, con particolare enfasi sul completamento del mercato unico dei capitali, e afferma anche che “la politica della concorrenza deve tenere il passo con l’evoluzione dei mercati e l’innovazione tecnologica. Ciò richiede un nuovo approccio, meglio orientato agli obiettivi comuni e più favorevole alle aziende che si espandono nei mercati europei e globali, garantendo sempre parità di condizioni”. In questo quadro, si annuncia, verranno presentate “nuove linee guida per la valutazione delle fusioni” nell’ambito della politica antitrust dell’Ue.

Emis Killa indagato, rinuncia a Sanremo

Roma, 29 gen. (askanews) – Emis Killa rinuncia al Festival di Sanremo. Il rapper è indagato per associazione a delinquere e dopo essere stato colpito dal Daspo che gli vieta di assistere agli incontri di calcio ed in un suo post sui Social sottolinea l’intenzione di fare un passo indietro. “Apprendo oggi dai giornali – scrive – che sono indagato (a me è stato notificato esclusivamente il daspo, che è un atto amministrativo e non penale) e se questo corrisponderà al vero sarà importante che l’indagine faccia il suo corso e la magistratura possa lavorare in serenità, senza polemiche o pressioni e circhi mediatici”. Poi la decisione: “Dopo 15 anni di carriera ero felice di affrontare il mio primo Sanremo. Ringrazio Carlo Conti per avermi voluto ma preferisco fare un passo indietro e non partecipare. Confido che tutto si risolverà al più presto, per il meglio, e spero di poter affrontare in futuro un Festival in cui ad essere centrale sia la musica, poter portare la mia canzone, parlare solo di quella e divertirmi, come avrebbe dovuto essere quest’anno come è giusto che sia per tutti gli Artisti che decidono di mettersi in gioco e partecipare alla gara. Il nome di Emis Killa, come scrive il Corriere della Sera, è stato iscritto nel registro degli indagati per associazione a delinquere nell’inchiesta «Doppia curva» della Direzione distrettuale antimafia sugli affari criminali del mondo ultrà interista e milanista che a fine settembre ha portato a 19 misure cautelari e all’azzeramento delle due curve di Milano. Nella sua casa a Vimercate erano stati trovati coltelli, tirapugni e un taser. Da qui la probabile decisione di rinunciare a Sanremo dove l’attenzione sarebbe evidentemente distolta dalla musica a vantaggio del caso giudiziario. A quanto risulta, scrive il Corriere della Sera, non ci sarebbero state pressioni da parte della Rai — intesa come i vertici aziendali — né tanto più sarebbe stata l’organizzazione del Festival a stopparlo.

Trump continua a volere "completa denuclearizzazione" Nordcorea

Roma, 29 gen. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha affermato che la sua strategia rispetto alla Corea del Nord punterà alla “completa denuclearizzazione” di Pyongyang. L’ha riferito il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Brian Hughes, dopo una serie di dichiarazioni che hanno sollevato il dubbio sul fatto che la Casa bianca potesse essere intenzionata a riconoscere il regime di Kim Jong Un come una potenza nucleare.

“Il presidente Trump continuerà a perseguire la completa denuclearizzazione della Corea del Nord, proprio come ha fatto nel suo primo mandato”, ha dichiarato Hughes in risposta a una domanda dell’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap.

Hughes ha ricordato che Trump “ha avuto un buon rapporto con Kim Jong Un, e il suo mix di fermezza e diplomazia ha portato al primo impegno a livello di leader per la completa denuclearizzazione”. Il riferimento appare essere all’accordo raggiunto tra Trump e Kim durante il loro primo vertice a Singapore nel 2018, in cui entrambe le parti si erano impegnate a lavorare per la “completa denuclearizzazione” della penisola coreana e a stabilire nuove relazioni bilaterali. Quel ciclo di tre incontri tra Trump e Kim, però, alla fine si concluse in un nulla di fatto. Il nodo fu proprio la questione della rinuncia nordcoreana “immediata, verificabile e irreversibile” all’arma atomica.

Oggi il leader nordcoreano si è recato nell’impianto di produzione delle bombe nucleari nordcoreani e lì ha ribadito che per Pyongyang la difesa nucleare è “irrinunciabile” e ha anzi ordinato un “rafforzamento dello scudo nucleare” della Corea del Nord. Sostanzialmente un messaggio a Trump: qualsiasi trattativa deve partire per Kim dalla considerazione che ormai la Corea del Nord è parte del sistema di sicurezza della Nordcorea.

Trump – che ha detto più volte già di aver intenzione di riavviare trattative con Kim, da lui giudicato un “tipo intelligente” – la scorsa settimana ha definito la Corea del Nord una potenza nucleare, un’espressione che i funzionari statunitensi evitano di usare e che ha suscitato preoccupazione in Corea del Sud, poiché potrebbe essere interpretata come un riconoscimento ufficiale della Corea del Nord come potenza nucleare. Anche il neosegretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha utilizzato lo stesso termine durante la sua audizione di conferma al Senato all’inizio del mese.

Commissione Ue lancia la "bussola per la competitività europea"

Roma, 29 gen. (askanews) – La Commissione europea ha presentato una comunicazione che punta a rilanciare la concorrenza dei paesi dell’Unione europea, partendo dalle analisi contenute nei rapporti stilati da Mario Draghi e Enrico Etta. Il documento – poco meno di 30 pagine nella sua versione finale, presentata oggi in conferenza stampa dalla presidente Ursula von der Leyen, e indirizzato a Parlamento europeo, Consiglio e altri organismi comunitari – afferma di voler creare “una bussola che guiderà il lavoro nei prossimi cinque anni e stila una lista di priorità per reinnescare il dinamismo economico in Europa”.

Questa “bussola” fissa due obiettivi chiave. “Primo – si legge – identificare i cambiamenti di politica necessari all’Europa per muoversi a un passo più veloce. In alcuni settori le politiche devono essere aggiornate, in altri servono cambi di passo per adattarsi alle nuove realtà”.

Il secondo obiettivo è “sviluppare nuovi modi di lavorare assieme per aumentare la velocità e la qualità dei processi decisionali, semplificare quadri normativi e regole superare la frammentazione”. Perché sempre partendo dalle analisi dei sovracitati rapporti, secondo la commissione l’Europa può tenersi alla pari di competitori globali delle sue proporzioni Unicamente facendo leva sulle sue dimensioni continentali e allineando le politiche nazionali verso i medesimi obiettivi, in modo che si rafforzino vicendevolmente.

Il documento propone interventi a più livelli, dalla tassazione dei mercati di lavoro, le politiche industriali, che così come le riforme su base nazionale sono ampiamente nelle mani dei governi dei singoli paesi. Inoltre un altro aspetto chiave è rappresentato dagli investimenti.

Partendo dall’industria, il settore che sta più soffrendo in Europa, secondo la Commissione, bisogna chiudere il divario sull’innovazione rispetto alle economie capofila nel mondo, Stati Uniti e Cina. “Se vogliamo che il futuro dell’industria sia ‘Made in Europe’ l’Ue deve rivitalizzare il ciclo dell’innovazione. Avviare e far crescere compagnie in Europa attualmente viene minato dalla frammentazione di mercato, dai freni al capitale di rischio e dal sostegno insufficiente all’innovazione”, recita il documento.

Per questo viene proposta una strategia dedicata alle start-up e alla crescita delle aziende che “identificherà gli ostacoli che stanno impedendo alle nuove imprese di emergere di crescere”. Parallelamente “l’Ue farà tutto quanto possibile per assicurare che abbiano i finanziamenti di cui hanno bisogno”.

Un nuovo impegno viene focalizzato sulle spese per ricerca e sviluppo nell’ambito del quale la Commissione intende presentare un documento specifico (European Research Area Act) con l’obiettivo di far salire la spesa su queste voci al 3% del Pil l’anno.

Sul tavolo, anche la necessità di allestire adeguate strutture di calcolo, cloud computing e altri elementi chiave delle nuove tecnologie digitali.

Un paragrafo a se stante riguarda l’intelligenza artificiale e le infrastrutture che questi sistemi richiedono. L’Ue già delle iniziative in corso su questo versante (come AI Continent strategy e AI factories). La Commissione europea afferma che intende proporre una “strategia dell’Unione dei dati allo scopo di migliorare e facilitare la sicurezza della condivisione pubblica e privata dei dati, semplificare il regime regolamentare la sua applicazione accelerare lo sviluppo di nuovi sistemi o applicativi”.

Un altro elemento chiave del piano è rappresentato dalle politiche di concorrenza, legate a doppio filo con la competitività. Secondo Bruxelles “questo si deve riflettere in una revisione delle linee guida per valutare le fusioni in modo che innovazione, resilienza e intensità degli investimenti in alcuni settori strategici vengano adeguatamente soppesate alla luce delle acute necessità Europee”.

Non solo, un nuovo approccio sulla concorrenza richiede non solo di semplificare e velocizzare le procedure di vigilanza ma anche di renderle più mirate, dice ancora Bruxelles.

Già in base alle bozze che erano circolate nei giorni scorsi, il piano mira a rendere la regolamentazione Ue “più semplice, più leggera, più veloce”. Sarà richiesto “uno sforzo senza precedenti” da parte di “tutte le istituzioni Ue, nazionali e locali” al fine di “produrre regole più semplici e accelerare la velocità delle procedure amministrative”.

Verrà anche proposta, “il mese prossimo”, una nuova definizione di piccole e medie imprese (Pmi), creando una nuova categoria di aziende medie, “più grandi delle Pmi ma più piccole delle grandi aziende”. Questa ridefinizione riguarderà “fino a 31.000 aziende nell’Ue”, che trarranno vantaggio da “una semplificazione normativa su misura”, nello stesso spirito di quella prevista per le Pmi.

Il “Compass” perora una maggiore integrazione del mercato unico, come indica il rapporto Letta, con particolare enfasi sul completamento del mercato unico dei capitali, e afferma anche che “la politica della concorrenza deve tenere il passo con l’evoluzione dei mercati e l’innovazione tecnologica. Ciò richiede un nuovo approccio, meglio orientato agli obiettivi comuni e più favorevole alle aziende che si espandono nei mercati europei e globali, garantendo sempre parità di condizioni”. In questo quadro, si annuncia, verranno presentate “nuove linee guida per la valutazione delle fusioni” nell’ambito della politica antitrust dell’Ue.

Libia, Gribaudo: premier ha mentito, venga in Aula a dire verità

Roma, 29 gen. (askanews) – “Meloni ha mentito al Paese. Non è vero che lei, Piantedosi, Nordio e Mantovano abbiano ricevuto un avviso di garanzia ma una semplice comunicazione come prevede la legge per informare che è stato presentato un esposto. Non c’è nessun complotto di una presunta magistratura politicizzata, come la premier vuole far credere: è solo un atto dovuto che la destra cavalca politicamente”. Lo scrive sui social la vicepresidente del Pd Chiara Gribaudo.

Prosegue la parlamentare dem: “La premier ha mentito perché non sa rispondere a due domande ben precise: perché hanno liberato il torturatore libico Almasri? Perché un trafficante di essere umani, accusato dalla Corte Penale Internazionale di crimini gravissimi, è stato rimpatriato con un volo di Stato?”.

“Il giochino – sostiene – è chiaro, siamo di fronte a un’arma di distrazione di massa. Infatti hanno preso la palla al balzo per evitare di affrontare l’aula di Montecitorio, dopo la pessima figura di Piantedosi la settimana scorsa al Senato. Bugie e vittimismo sono la cifra stilistica di questa pessima destra. Possono provare a mentire sui social ma ora la Premier deve venire in Parlamento a riferire e, per cortesia, a dire la verità”, conclude Gribaudo.

Libia, Conte: nessun avviso garanzia a Meloni, anche io a Chigi denunciato

Roma, 29 gen. (askanews) – “Smontiano uno a uno tutti i passaggi fallaci e bugiardi. Ieri in video solenne, con il tono impostato, la premier ha detto di aver ricevuto un avviso di garanzia: è falso, non è un avviso di garanzia. Invece è un avviso dovuto per legge, a sua tutela, con cui il procuratore di Roma Lo Voi, applicando la legge costituzionale, ha informato di aver ricevuto una denuncia, di non poterla esaminare, quindi ‘omessa ogni indagine’ la trasmette al Pribunale dei ministri”. Così il presidente M5s, Giuseppe Conte, in un video puntualizza quanto raccontato ieri da Giorgia Meloni in un video sui social in merito alla vicenda di Almasri.

“Lei non è un’esperta di diritto – ammette Conte – ma a fianco a lei c’è come sottosegretaria un magistrato, che ha ricevuto lo stesso avviso, quindi non può non essere informata”.

Quindi l’ex premier racconta la sua vicenda a palazzo Chigi: “Sapete da premier quanti avvisi del genere ho ricevuto? Una infinità. Quante volte sono stato denunciato durante il periodo Covid? Lavoravo di giorno e di notte perchè mi sono dovuto difendere, ma mi avete sentito qualche volta fare un video in cui accusavo la magistratura e dicevo di non essere ricattabile? Mai, mai, eppure questa cosa è stata molto pesante – prosegue Conte – perchè le denunce sono state tantissime”.

Altra colpa della premier, secondo Conte, “vuole alludere che viene attaccata sul piano politico, ma io nonostante i ripetuti attacchi proprio da Fdi quando ero al governo ho sempre risposto con dignità, segna frignare come fa lei”.

40.000 pasti per il Banco Alimentare grazie a Superfoody

Roma, 29 gen. – Un webgame per aiutare il Banco Alimentare, rendere protagonisti migliaia di giovani italiani, dare una veste moderna al concetto di solidariet. Questo in sintesi SuperFoody, il format ideato da Luca Abete nell’ambito della sua campagna sociale motivazionale universitaria #noncifermanessuno. Un tour in 10 universit che vanta la medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in cui la parola d’ordine “ascolto” e i giovani, motore di un confronto senza filtri sulla loro realt, 0rotagonisti assoluti.

“Questo format, nato nel 2014, – commenta Luca Abete – aggrega ogni anno entusiasmo, fiducia e curiosit di migliaia di studenti universitari. Il nostro un fronte di ascolto, di scambio e di ispirazione. Il valore del volontariato un punto fondamentale per lo sviluppo della personalit di ognuno. Per questo motivo li abbiamo coinvolti in un viaggio nella realt del Banco Alimentare rendendoli protagonisti assoluti di una call to action avvincente: Gioca & Dona. L’idea di raccogliere pasti semplicemente giocando con il proprio smartphone si rivelata fortemente in sintonia con le sensibilit dei ragazzi, dimostrando che l’attivit sperimentale di #noncifermanessuno, si evolve incontrando sempre di pi il consenso tra i giovani italiani”

Un gioco che fa sul serio, visti i risultati raggiunti, con 40.000 pasti completi* consegnati oggi nella sede del Banco Alimentare Campania grazie al contributo del food donor LIDL Italia che ha trasformato il cibo virtuale, conteggiato dalle sfide del game on line tra studenti, in pasti reali che tramite la rete del Banco raggiungeranno migliaia di famiglie in tutta Italia.

“Oggi non stiamo solo consegnando pasti: stiamo accendendo la scintilla che alimenta umanit, partecipazione attiva e speranza. – afferma Luca Abete – Con SuperFoody abbiamo dimostrato che un semplice clic pu trasformarsi in un abbraccio concreto per chi ne ha bisogno. Il nostro un viaggio contro la fame, ma anche contro l’indifferenza. Perch la vera fame da combattere, oggi pi che mai, quella di reciprocit, di empatia, di condivisione. #NonCiFermaNessuno non solo uno slogan: un grido collettivo che ci spinge a essere protagonisti del cambiamento. Uno stimolo oggi pi che mai necessario a tanti ragazzi in lotta per scrivere il proprio destino”

Un evento che chiude il tour motivazionale 2024 in cui l’89% ha espresso gradimento del claim Impariamo ad amarci e il 90 % ha dichiarato di aver trovato stimoli nuovi per iniziare a volersi bene in modo diverso, pi produttivo. Insomma, 10 tappe, oltre 3000 studenti presenti nelle aule e 200 ragazzi protagonisti dei talk, che mettono al centro il mondo giovanile per davvero, mettendo da parte etichette e pregiudizi.

“Viviamo in un mondo dove il superfluo abbonda, – prosegue Abete – ma per assurdo l’essenziale manca. Anche oggi ai ragazzi abbiamo ribadito un passaggio potentissimo: il vero lusso non possedere, ma donare. Oggi non stiamo facendo beneficenza: stiamo facendo giustizia. Non il mondo che deve cambiare: siamo noi a doverci guardare allo specchio e decidere che il nostro riflesso pu fare la differenza. E questo vale per la nostra vita, come per quella di coloro che abbiamo intorno”.

Maggiori informazioni sulla campagna sociale #NonCiFermaNessuno e l’attivit di charity sono disponibili sul sito www.noncifermanessuno.it

L’85% degli abitanti della Groenlandia non vuole l’annessione Usa

Roma, 29 gen. (askanews) – No, gli abitanti della Groenlandia non vogliono “stare con” gli Stati uniti, come ha rivendicato sabato scorso il presidente americano Donald Trump. Secondo un sondaggio commissionato dal giornale dell’isola artica Sermitsiaq, l’85% dei groenlandesi vogliono restare come territorio autonomo nella Danimarca. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

Il sondaggio rivela che solo il 6% vorrebbe avere come bandiera le stelle e strisce americane, mentre il 9% rimane indeciso sull’argomento. La metà della popolazione percepisce la proposta di Trump come una minaccia, l’altra metà come un’opportunità.

Dalla sua elezione, avvenuta il 5 novembre scorso, il presidente americano Donald Trump ripete di voler annettere agli Usa la Groenlandia, di cui gli Usa avrebbero bisogno “per la sicurezza internazionale”. Non ha neanche escluso la possibilità di forzare l’annessione con le forze militari.

Parzialmente controllata dalla Danimarca, la Groenlandia non fa parte dell’Unione europea, ma gode di uno status speciale che le garantisce accesso ai fondi europei e libertà di movimento per i suoi abitanti, considerati cittadini dell’Ue. Inoltre, l’isola è protetta dalla clausola di difesa reciproca dell’Ue, che prevede “aiuto e assistenza” in caso di aggressione armata.

Ieri la prima ministra danese Mette Frederiksen ha dichiarato di non avere “alcun motivo” per temere una minaccia militare contro la Danimarca e la Groenlandia, nonostante le dichiarazioni di Trump. Ha inoltre affermato di aver ricevuto “un grande sostegno” dai leader europei.

Tennis, Paolini al Quirinale: "Una giornata indimenticabile"

Roma, 29 gen. (askanews) – “Un onore e un privilegio”. Così Jasmine Paolini ha raccontato l’emozione dell’incontro con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso al Quirinale. “Lei, signor Presidente – ha detto rivolta a Mattarella -, ha riunito tutta la famiglia del tennis azzurro e non porremmo esserne più lieti. E’ un grande orgoglio essere qui tutti insieme, l’Italia del tennis femminile e quella maschile. Abbiamo condiviso due traguardi straordinari, la Coppa Davis e la Billie Jean King Cup, ed è stato un momento storico per il tennis italiano e per la storia del nostro paese. Questi successi sono la testimonianza di quel che si può ottenere quando si lavora insieme, con parsimonia e dedizione, determinazione e spirito di squadra.”

Lo sport, ha aggiunto la numero 1 d’Italia nel ranking WTA, finalista l’anno scorso al Roland Garros e Wimbledon, “ci ha insegnato questo: a perseverare quando le cose non vanno come vorremmo, a non arrenderci mai, ad apprezzare ogni singolo traguardo, a circondarsi di persone che come noi hanno lo stesso obiettivo con cui poter condividere il percorso”.

Da ogni punto di vista, i trionfi azzurri sono il risultato di un lavoro di squadra. “Abbiamo superato le difficoltà insieme, ognuno di noi ha dato il suo contributo, da noi atlete e atleti, agli allenatori, allo staff medico, alla Federazione e a tutte le persone che ogni giorno fanno questo viaggio con noi. A tutti va la nostra gratitudine. Ma un grande grazie va anche agli italiani che stanno amando il nostro sport come mai prima d’ora. Abbiamo sentito l’Italia cantare l’inno di Mameli con noi prima di ogni partita, sono stati momenti di profonda emozione, indimenticabili. Sappiamo anche come Lei, sig. Presidente, sia un appassionato competente del nostro sport, lo ha già dimostrato più volte nel recente passato. Consapevoli dunque che oggi non è solo un momento di formale riconoscimento, ma un segno di vero affetto”. “Lei sa benissimo come nello sport si vinca e si perda, quindi l’unica promessa che possiamo farle è che ce la metteremo sempre tutta, continuando a lottare e a migliorarci, rappresentando l’Italia con orgoglio e onore. Sig. Presidente grazie dunque per averci accolto oggi, questo è un giorno che porteremo sempre nel cuore”.

Tennis, Mattarella ad atleti: anno di successi spero diventi abitudine

Roma, 29 gen. (askanews) – “Un anno di grandi successi ampiamente celebrati da cittadini con la partecipazione, una stagione straordinaria: la coppa Davis per il secondo anno consecutivo. Ora si attende la terza vittoria anche se non è indispensabile subito”. Così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha accolto al Quirinale le nazionali italiane di tennis femminile e maschile vincitrici della BJK Cup e della Coppa Davis.

“La coppa Davis quest’anno è stata felicemente accompagnata dalla coppa femminile, un successo straordinario – ha aggiunto – io ho seguito tutti e due gli eventi in modo attento e costante” ma ci sono state anche le “Olimpiadi, un grande appuntamento e per noi un altro capitolo di grandi risultati” e il “nuovo anno e iniziato bene con la vittoria di Sinner agli Australian open”.

Il capo dello Stato ha rivolto i complimenti “non solo agli atleti ma a tutti coloro che fanno parte di questa rete di collaborazione che è alla base dei successi, ai capitani delle squadre, alla federazione, ai preparatori. Grazie a voi il nostro tennis è al vertice mondiale ma soprattutto avete posto il tennis nel maggiori livello di popolarità e pratica e questo fa bene sperare per le prossime leve. Vorrei diventasse un’abitudine che si ripeta nel tempo, non ogni anno, ma frequentemente”.

Per Mattarella però “l’aspetto più importante non e necessariamente la vittoria ma il modo in cui ci si impegna,lo spirito di squadra, l’armonia e la collaborazione tra gli atleti”.

Caso pandoro, Chiara Ferragni a giudizio per truffa aggravata

Milano, 29 gen. (askanews) – Chiara Ferragni è stata rinviata a giudizio per truffa continuata e aggravata nella sponsorizzazione del “Pandoro Balocco Pink Christmas” nel Natale del 2022 delle “Uova di Pasqua Chiara Ferragni” nel 2021 e 2022.

La procura di Milano ha infatti emesso un decreto di citazione diretta a giudizio per l’influencer e per altri 3 protagonisti del caso: Fabio Damato, ex braccio destro dell’influcer, Alessandra Balocco, presidente e ad dell’omonima azienda dolciaria piemontese, e Francesco Cannillo, patron di Dolci Preziosi.

I decreti di citazione diretta a giudizio, secondo quanto si apprende da fonti investigative, sono stati notificati ai legali dei 4 indagati dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Milano. Nel mirino dei magistrati milanesi, coordinati dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco, sono finite le sponsorizzazioni del “Pandoro Balocco Pink Christmas” e delle “Uova di Pasqua” di Dolci Preziosi: due operazioni commerciali “mascherate” da iniziative benefiche, sostiene l’accusa, per un “ingiusto profitto” stimato complessivamente in 2 milioni e 225 mila euro.

E’ nell’avviso di chiusura indagini notificato a ottobre scorso che i pm tirano le somme. Partendo dall’operazione del pandoro Balocco che ha portato nelle casse di due delle società dell’influencer, la TBS Crew s.r.l. e la Fenice s.r.l., un “ingiusto profitto” di 1.075.000 + iva. Secondo l’accusa, sono stati venduti “almeno 362.577 pandori Balocco Pink Christmas, Limited Edition Chiara Ferragni” con un’operazione solo all’apperanza legata a un’iniziativa benefica a favore dell’ospedale Regina Margherita di Torino, che in realtà aveva già ricevuto dalla Balocco un pagamento una tantum di 50 mila euro, senza “nessuna correlazione” tra “tale pagamento e i profitti derivanti dalla vendita del prodotto pandoro Balocco Pink Christmas”.

I pandori furono commercializzati “al costo medio di acquisto pari a circa 9,37 euro per confezione, a fronte di circa 3,68 euro del Pandoro Balocco tradizionale, così rafforzando nel pubblico la convinzione che la differenza di prezzo andasse a beneficio dell’Ospedale Regina Margherita di Torino”, sottolineano i pm in un passaggio del provvedimento. L’accusa di truffa aggravata ruota attorno alla “pubblicità ingannevole” condotta dall’influencer via social media e web attarverso “informazioni fuorvianti” per il pubblico, come “il pandoro Chiara Ferragni le cui vendite serviranno a finanziare un percorso di ricerca promosso dall’ospedale Regina Margherita di Torino”.

Stesso discorso per l’operazione delle uova di “Uova di Pasqua” di Dolci Preziosi, spacciata come inziativa benefica a favore delI’impresa sociale “I bambini delle fate”. Anche in questo caso è attraverso alcune sue società che l’influencer avrebbe ottenuto un ingiusto profitto: prima di 400.000 euro + iva pagati a Sisterhood s.r.l. e Fenice s.r.l. e poi altri 750.000 + iva versati TBS Crew s.r.l. e Fenice s.r.l. E anche in questo caso, i magistrati puntano il dito sulla “pubblicità ingannevole” realizzata da Chiara Ferragni e sulle “informazioni fuorvianti” fornite dall’influcer, come “usiamo la Pasqua per fare del bene [à] le mie uova supportano i bambini delle fate [à] per me era molto importante fare anche del bene tramite queste uova e quindi sosteniamo questa impresa sociale”.

Così a guadagnarci, sempre stando all’accusa formulata dai pm milanesi, sarebbero stati anche altri protagonisti della vicenda. “Tutti conseguivano – puntualizzano i pm – profitto non patrimoniale derivante dal ritorno di immagine legato alla prospettata iniziativa benefica”.

“Credevo sinceramente che non fosse
necessario celebrare un processo per dimostrare di non aver mai
truffato nessuno. Dovrò purtroppo convivere ancora del tempo con
questa accusa, che ritengo profondamente ingiusta, ma sono pronta
a lottare con ancora maggiore determinazione per far emergere la
mia assoluta innocenza”. Lo assicura Chiara Ferragni dopo aver
ricevuto il decreto di citazione diretta a giudizio disposto
dalla procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta che la vede
accusata di truffa aggravata per presunte irregolarità nelle
operazioni di sponsorizzazione del “Pandoro Balocco Pink
Christmas” e delle “Uova di Pasqua Chiara Ferragni”.

Dello stesso avviso i difensori dell’influencer, gli avvocati
Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana: “Restiamo fermamente
convinti che questa vicenda non abbia alcuna rilevanza penale e
che ogni profilo controverso sia già stato affrontato e risolto
avanti l’AGCM. L`interlocuzione con i Pubblici Ministeri non ha
avuto l`esito auspicato e la Procura ha preferito demandare al
Giudice del dibattimento ogni decisione nonostante sia evidente
l`assenza di condotte costituenti reato e la mancanza delle
condizioni di procedibilità. L`innocenza della nostra assistita
verrà certamente acclarata in giudizio che affronteremo
serenamente”.

Caso Almasri, Meloni: in gioco la sicurezza della Nazione, non c’è spazio per i passi indietro

Roma, 29 gen. (askanews) – “Il nostro impegno per difendere l’Italia proseguirà, come sempre, con determinazione e senza esitazioni. Quando sono in gioco la sicurezza della Nazione e l’interesse degli italiani, non esiste spazio per passi indietro. Dritti per la nostra strada”. Lo scrive su Facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, all’indomani della ricezione delle comunicazione di iscrizione nel registro degli indagati per il caso della scarcerazione del generale libico Almasri. Intanto, un vertice di governo è previsto questa mattina a Palazzo Chigi, presieduto dalla premier Giorgia Meloni. E’ prevista la partecipazione del vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e di altri ministri.

IA, Marina Usa vieta a suoi dipendenti uso di DeepSeek

Roma, 29 gen. (askanews) – La Marina degli Stati uniti, a causa di “potenziali problemi di sicurezza ed etici”, ha richiesto al personale di evitare l’uso in qualsiasi forma del modello DeepSeek. Lo riferisce la CNBC.

Dopo il lancio, il modello R1 cinese di DeepSeek è salito in cima alla classifica delle applicazioni gratuite per il download nell’App Store di Apple negli Stati Uniti, scuotendo il mondo tecnologico e Wall Street. Oltre a suscitare ampie discussioni, ha anche generato preoccupazioni relative alla sicurezza.

Un portavoce della US Navy ha confermato a CNBC l’invio di un avviso via email al personale, ricordando loro di “non scaricare, installare o utilizzare in alcuna forma il modello DeepSeek”.

Intanto, da ieri il sito ufficiale di DeepSeek ha segnalato attacchi di “malintenzionati” su larga scala e le registrazioni ai servizi online sono state rallentate. Analisti cinesi sostengono che gli attacchi sono arrivati da IP situati negli Usa.

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che l’improvvisa ascesa di DeepSeek “dovrebbe essere un campanello d’allarme” per le aziende tecnologiche americane. David Sacks, zar dell’intelligenza artificiale e delle criptovalute nell’amministrazione Trump, ha scritto lunedì su X che DeepSeek R1 “dimostra che la corsa all’IA sarà molto competitiva”, aggiungendo di essere “fiducioso nelle capacità degli Stati Uniti, ma non possiamo permetterci di essere compiacenti”.

Secondo quanto riportato da The Information, Meta ha istituito quattro war rooms (unità di crisi) all’interno del suo dipartimento di IA generativa per monitorare DeepSeek. L’azienda ha sviluppato i propri modelli open-source di intelligenza artificiale denominati Llama.

Intanto, però, dalla Cina potrebbe arrivare un’altra sfida. Secondo quanto riferisce oggi Nikkei Asia, anche Alibaba ha rilasciato un aggiornamento del suo modello linguistico IA Qwen, che con la versione 2.5-Plus, che secondo un messaggio diffuso su WeChat dalla compagnia, sarebbe “superiore come performance a GPT-4o, DeepSeek-V3 e Llama-3.1-405B”.

Secondo quanto ha riferito oggi Bloomberg, inoltre, Microsoft avrebbe avviato un’indagine sulla base del sospetto che “il gruppo collegato a DeepSeek” abbia ottenuto “impropriamente dati di OpenAI”, la compagnia proprietaria di ChatGPT.

Il Papa: apprensione per il Congo, cessi presto ogni violenza

Roma, 29 gen. (askanews) – “Esprimo la mia preoccupazione per l’aggravarsi della situazione securitaria nella Repubblica Democratica del Congo. Esorto tutte le parti in conflitto ad impegnarsi per la cessazione delle ostilità e per la salvaguardia della popolazione civile di Goma e della altre zone interessate dalle operazioni militari”. Così Papa Francesco a conclusione dell’udienza generale in Aula Paolo VI in Vaticano.

“Seguo con apprensione anche quanto accade nella capitale, auspicando che cessi quanto prima ogni forma di violenza contro le persone e contro i loro beni. Mentre prego per il pronto ristabilimento della pace e della sicurezza, invito le autorità locali e la comunità internazionale al massimo impegno per risolvere con mezzi pacifici la situazione del conflitto”, ha concluso Bergoglio.

Separazione delle carriere, parte al Senato l’esame della riforma costituzionale della Giustizia

Roma, 29 gen. (askanews) – Parte questa mattina al Senato l’esame della riforma costituzionale della Giustizia per la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e requirente approvata dalla Camera nella prima delle quattro letture richieste. L’iter a palazzo Madama inizia in commissione Affari costituzionale. Il relatore è il presidente FdI della stessa commissione, Alberto Balboni.

Ieri il viceministro della Giustizia, Paolo Sisto, ha ricordato come governo e maggioranza “vanno avanti nei percorsi delle riforme. Domani mattina alle 8,30 (oggi, ndr) la commissione Affari Costituzionali del Senato – dove io rappresenterò il governo – incardinerà per la seconda lettura, la riforma costituzionale della giustizia con la separazione delle carriere. Il percorso delle riforme non si ferma”.

Kim Jong Un visita impianto bombe nucleari: sono irrinunciabili

Roma, 29 gen. (askanews) – Il leader supremo della Corea del Nord, Kim Jong Un, ha effettuato un’ispezione presso la struttura di produzione dei materiali nucleari per la costruzione degli ordigni atomici del paese, lanciando un messaggio – probabilmente al suo possibile futuro interlocutore Donald Trump – sull’irrinunciabilità per Pyongyang del suo dispositivo strategico.

E’ la seconda volta che i media ufficiali nordcoreani mostrano gli impianti, comprese apparentemente le decine di centrifughe che si trovano all’interno di questa struttura di produzione, con tanta enfasi.

“Il rispettato compagno Kim Jong Un ha elogiato gli scienziati, i tecnici, i lavoratori e i funzionari del settore della produzione di armi nucleari per i notevoli successi ottenuti nei nuovi progetti a lungo termine. Ha sottolineato il loro impegno nell’affrontare i compiti assegnati dall’Undicesima Riunione Plenaria dell’VIII Comitato centrale del Partito dei lavoratori coreani, dopo che il settore della produzione di materiali nucleari, l’Istituto per le armi nucleari e altre aree correlate hanno registrato risultati straordinari nel 2024”, si legge nel comunicato diffuso dai media statali.

Kim “ha sottolineato che il 2025 sarà un anno cruciale, poiché segnerà il completamento degli obiettivi quinquennali assegnati dall’Ottavo Congresso ai settori della ricerca e della produzione di armi nucleari. Ha affermato che questo sarà un punto di svolta fondamentale per l’attuazione della linea strategica del Partito e del governo della Repubblica democratica popolare di Corea (DPRK) per il rafforzamento delle forze nucleari. Ha inoltre ribadito la necessità di mantenere alto lo spirito combattivo e di raggiungere successi epocali nel superamento degli obiettivi di produzione di materiali nucleari a uso militare e nel rafforzamento dello scudo nucleare del Paese”, secondo quanto ha riferito la nota.

Il leader nordcoreano, ancora, ha “ribadito che garantire la pace e la sicurezza attraverso la forza è la modalità di lotta più giusta e un principio immutabile” e ha “evidenziato la gravità della situazione esterna che la DPRK sta affrontando, sottolineando come le forze ostili stiano cercando di rafforzare la propria supremazia militare”. In tal senso, ha continuato Kim, “l’unica forza assoluta capace di contenere completamente i nemici e di prendere l’iniziativa nel controllo della situazione non si ottiene con dichiarazioni o slogan, ma attraverso l’accumulo e l’aumento esponenziale della capacità nucleare pratica”.

Kim ha inquadrato la questione della sicurezza della Corea del Nord, che si trova nella regione “più instabile al mondo”, nel quadro di un “rafforzamento continuo dello scudo nucleare per affrontare non solo le minacce esistenti, ma anche i potenziali pericoli futuri”. E ha sottolineato che “questo è essenziale per garantire la sovranità, gli interessi e il diritto allo sviluppo dello Stato, non solo per il presente, ma anche per le prossime generazioni”, aggiungendo che “ogni sforzo deve essere subordinato al rafforzamento del prestigio dello Stato e alla difesa dei suoi interessi e che lo sviluppo illimitato della postura di contro-reazione nucleare del Paese è un compito politico e militare imprescindibile”.

La visita, mostrata con ampiezza di immagini dalla stampa ufficiale nordcoreana, appare essere un messaggio al presidente Usa Trump, appena tornato alla Casa bianca, che vorrebbe tornare a intrecciare un dialogo con Kim, dopo i tre summit tenuti nel suo primo mandato, che avevano fatto sperare in un accordo, ma che poi si sono risolti in un nulla di fatto. Il nodo che fu possibile, allora, sciogliere fu proprio quello della rinuncia immediata, totale e irreversibile alle armi nucleari da parte della Corea del Nord, che Washington voleva preventivamente alla normalizzazione dei rapporti, con la revoca delle sanzioni.

L’enfasi di Kim sull’irrinunciabilità delle armi atomiche potrebbe essere un posizionamento preventivo rispetto alla futura apertura di un tavolo di negoziato con Trump. Dall’amministrazione americana – prima dal neosegretario alla Difesa Pete Hegseth, poi dallo stesso Trump – sono arrivate timide aperture su questo fronte, quando la Corea del Nord è stata definita una “potenza nucleare”. Questo è proprio il riconoscimento che Pyongyang vorrebbe. Tuttavia di fronte a queste affermazioni non formali arrivate da Washington, la Corea del Sud è intervenuta, segnalando al partner americano che il Trattato di non proliferazione nucleare barra la strada alla creazione di nuove potenze nucleari.

Migliore+Servetto, dua architetti italiani per il Museo di Schengen

Milano, 29 gen. (askanews) – Identità comune, dialogo, unità. Lo studio Migliore+Servetto ha firmato il progetto del Museo Europeo di Schengen e della rivalorizzazione del Battello Princess Marie Astrid II, ragionando in primo luogo sul concetto di confine. “Il confine – ha detto ad askanews Ico Migliore – molto spesso ha un’accezione negativa, quella di separare. Invece il confine può anche unire delle culture diverse e quindi far conoscere quali sono i valori delle diversità: credo che il Museo di Schengen sia improntato su quello. È un viaggio attraverso i valori del confine, attraverso i valori dell’altro”.

Valori che si traducono nella volontà del museo di essere inclusivo, accessibile e innovativo. “Il Museo di Shenghen – ha aggiunto Mara Servetto – ha la specificità di portare una tematica, non porta una collezione, ha anche degli oggetti, ma di per sé il soggetto dell’esposizione è una tematica quindi è già un museo particolare, è un museo in cui sicuramente la progettazione degli spazi, il design, dell’interfaccia tra questi contenuti il pubblico è determinante per far passare i contenuti stessi. Quindi abbiamo lavorato su una quindicina di installazioni differenti e poi sul nucleo centrale fortemente immersivo, come si direbbe oggi, cioè il Cubo delle bandiere, così lo abbiamo chiamato, lavorando un po’ su tutti i sensi all’interno di quella che è la realtà di un’Europa con i confini liberi”.

Il progetto, realizzato con Karmachina, è dinamico, vuole rendere la sensazione di un’idea viva e pulsante, e si apre allo spazio fluviale. “Il museo – ha concluso Migliore – è costituito a due parti, anche questo è interessante che sono quasi su un confine perché la Mosella è un fiume, sul fiume c’è questa costruzione all’interno della quale ci sarà questo museo che sarà un museo dialogante e poi c’è un battello, questo battello che è il battello su cui è stato firmato l’accordo di Schengen. Anche questo modo di dialogare col pubblico sarà diverso perché si potrà ospitare un luogo che sarà sull’acqua che potrà poi eventualmente muoversi, anzi è preciso che che sia itinerante e dialoghi con il punto fermo che è quello di questo museo. Quindi l’idea è un po’ di aprire questi confini e di farli parlare mantenendo l’identità”.

Che è quella comune di un’Europa cha proprio da Schengen ha deciso di pensarsi diversa, unita e libera.

Bombe atomiche Hiroshima-Nagasaki, Trump invitato a commemorazione

Roma, 29 gen. (askanews) – I sindaci di Hiroshima e Nagasaki hanno invitato il presidente Usa Donald Trump per le commemorazioni dell’80mo anniversario dei bombardamenti atomici sulle due città giapponesi. Lo hanno annunciato i due primi cittadini nipponici, che hanno invitato il presidente americano con una lettera congiunta.

I due sindaci hanno chiesto a Trump di recarsi nelle città per ascoltare di persona le testimonianze degli “hibakusha”, i sopravvissuti alle bombe atomiche.

“Speriamo sinceramente che lei si allontani dall’idea della dipendenza nucleare e che prenda iniziative concrete per l’abolizione delle armi atomiche e l’instaurazione di una pace mondiale duratura”, si legge nella lettera, di cui dà notizia l’agenzia di stampa France Presse.

Nel 2016, Barack Obama è stato il primo presidente degli Stati Uniti in carica a visitare Hiroshima, seguito da Joe Biden nel 2023. Durante il suo primo mandato, Donald Trump non ha mai visitato Hiroshima e Nagasaki, nonostante un precedente invito dei due sindaci.

Gli Stati uniti sganciarono una bomba atomica su Hiroshima il 6 agosto 1945 e un’altra su Nagasaki il 9 agosto. I due casi restano gli unici due nella storia in cui le armi nucleari sono state usate in guerra. Si stima che circa 140.000 persone siano morte a Hiroshima e 74.000 a Nagasaki.

Nel 2024, il Premio Nobel per la Pace è stato assegnato a “Nihon Hidankyo”, l’associazione giapponese di sopravvissuti ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, che da decenni lotta per la messa al bando delle armi nucleari.

Usa, Trump limita le transizioni di genere per gli under 19

Roma, 29 gen. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha emesso un ordine esecutivo per limitare le transizioni di genere ai minori di 19 anni. Il provvedimento è stato pubblicato sul sito della Casa Bianca.

“Oggi in tutto il Paese, medici mutilano e sterilizzano un numero crescente di bambini impressionabili con la falsa e radicale affermazione che gli adulti possono cambiare il sesso di un bambino attraverso una serie di interventi medici irreversibili. Questa tendenza pericolosa sarà una macchia nella storia della nostra nazione e deve finire”, si legge nell’atto.

“Innumerevoli bambini – prosegue la dichiarazione – si pentono presto di essere stati mutilati e iniziano a comprendere l’orribile tragedia di non poter mai concepire figli propri o allevare i propri figli attraverso l’allattamento al seno. Inoltre, le spese mediche di questi giovani vulnerabili possono aumentare nel corso della loro vita, poiché sono spesso intrappolati tra complicazioni mediche permanenti, una guerra persa con i propri corpi e, tragicamente, la sterilizzazione”.

“Di conseguenza, la politica degli Stati Uniti è quella di non finanziare, sponsorizzare, promuovere, assistere o sostenere la cosiddetta ‘transizione’ di un bambino da un sesso all’altro e di applicare rigorosamente tutte le leggi che vietano o limitano queste procedure distruttive e che alterano la vita”.

“Per ‘mutilazioni chimiche e chirurgiche’, viene spiegato, si indica l’uso di bloccanti della pubertà, compresi gli agonisti del GnRH e altri interventi per ritardare l’inizio o la progressione della pubertà con i tempi normali in un individuo che non si identifica con il proprio sesso; l’uso di ormoni sessuali, come bloccanti degli androgeni, estrogeni, progesterone o testosterone, per allineare l’aspetto fisico di un individuo con un’identità diversa dal suo sesso; procedure chirurgiche che tentano di trasformare l’aspetto fisico di un individuo per allinearlo con un’identità diversa dal suo sesso o che tentano di alterare o rimuovere gli organi sessuali di un individuo per minimizzare o distruggere le sue funzioni biologiche naturali”.

Le agenzie Usa dovranno quindi “annullare o modificare” tutte le pratiche che si basano sulle linee guida della World Professional Association for Transgender Health (WPATH) ed entro 90 giorni il segretario alla Salute e ai Servizi Umani “pubblicherà una revisione della letteratura esistente sulle migliori pratiche per promuovere la salute dei bambini che affermano disforia di genere, disforia di genere a rapida insorgenza o altra confusione basata sull’identità”.

Sicurezza Lavoro, Gemmiti: sostegno Piano Integrato Ministero

Roma, 28 gen. – “Accogliamo con favore il Piano Integrato per la Salute e Sicurezza promosso dal Ministero del Lavoro, come un ulteriore passo verso la creazione di una cultura della prevenzione diffusa. Pur necessitando di integrazione e di sviluppo, il Piano rappresenta una base per la definizione di politiche pi mirate e partecipative in materia di salute e sicurezza. Come gruppo sintesi siamo pronti a mettere a disposizione il nostro know-how e la nostra esperienza, conoscendo i bisogni reali di imprese e lavoratori. Riteniamo infatti che solo tramite il convolgimento degli attori interessati sia possibile definire iniziative attuabili e concrete e non con soluzioni calate dall’altro. Solo cos iniziative come questa potranno produrre cambiamenti tangibili consentendo aspicabilmente una riduzione degli infortuni e delle morti sul lavoro”.

Lo dichiara Matteo Gemmiti, Head of Business Development Sintesi Spa.

Deepseek e l’arte d’inventare: brutto colpo per la Silicon Valley.

Sembra ormai accreditata l’idea che con la parola “nerd” si definisce chi è intestardito sulla tecnologia, videogiochi e quant’altro. Da principio, questa passione si appuntava anche ad una persona sospettata di essere chiusa nel suo mondo e poco incline alle relazioni sociali.

In un tentativo di riabilitazione, pare che Gerald Sussman, un professore del celebre MIT di Boston esaltasse, al contrario, la figura dei nerd e di come fosse giusto essere degli intellettuali. Studiare e imparare è per quel docente la condizione “per competere nel predominio sociale”, con una chiave di lettura della realtà non proprio incline ad una pacifica convivenza.

In questi giorni agli onori della cronaca è assurto tal Liang Wenfeng, un cinese esperto di informatica che ha acquistato migliaia di unità di elaborazione grafica Nvidia per realizzare il suo progetto di intelligenza artificiale, facendo schiattare di invidia i big della materia come OpenAI, Google, Meta o Anthropic.

Forse Liang era un predestinato. Il suo nome sta per eccellente e sembra che possa essere ricondotto anche all’idea di forza, stabilità e integrità. Insomma, uno che nella vita ce la fa sugli altri 999.

Con la sua impresa ha fatto perdere in un giorno a Wall Street 600 miliardi mettendo in ginocchio i titoli tecnologici dei giganti del settore. Il buon Liang con solo 6 milioni ha infatti creato prima DeepSeek-V2 e poi a seguire DeepSeekR1; come se avesse realizzato, è stato osservato, una sorta di IPhone con il costo minimo di 30 dollari.

Sembra che dalle parti della Silicon Valley, dove hanno investito miliardi per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale, non sanno come arginare sentimenti di disperazione e neanche il silicone riesce a sigillare i canali lacrimali di quella esclusiva comunità.

Non andrebbe mai elusa la lezione che ci dà la storia o la lettura biblica per cui non sarebbe la prima volta che crollano a terra imperi ritenuti impermeabili agli strali del destino.

Il colosso di Rodi si frantumò a causa di un terremoto seppur non finanziario. Ancora, al Re Nabucodonosor apparve in sogno un gigante che aveva la testa d’oro, il petto e le braccia d’argento, il ventre e le cosce di bronzo, le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte d’argilla. Fu sufficiente un piccolo sasso tirato da Dio perché precipitasse a terra sgretolandosi.

Per i meno avvezzi DeepSeek è una chatbot, che altro non è se non un software progettato per simulare una conversazione con un essere umano. Liang ha voluto chiamarlo “Ricerca profonda” forse ispirato dalla idea che in quel campo c’è sempre da scavare e da innovare, non potendosi mai dire arrivati al punto finale.  Non è proprio una gola profonda ma poco ci manca.

Ad ulteriore sfregio, DeepSeek è gratis ed anche open source, cioè a dire che il codice di questa intelligenza artificiale è aperto. Ne deriva che l’intero modello è ispezionabile, modificabile e perfezionabile da chiunque. Ognuno può sbizzarrirsi a metterci su le mani per tirarne fuori una versione ancora più avanzata.

Del resto la materia è di quelle che si prestano ad essere continuamente superate ed aggiornate. Così che il padrone d’oggi, domattina può ritrovarsi d’improvviso senza più nulla in mano.

Eppure ci sarebbe un modo per evitare queste eventuali tragedie, il declino repentino e feroce di chi comanda o del depositario di quella scienza. Basterebbe smettere di applicarsi e di inventare e saper dire stop alla smania continua di aggiungere altro a ciò che già è sufficiente.

In origine inventare significava sapere trovare, scoprire un qualcosa che in qualche caso già era presente. Con il tempo ha poi definito la capacità di immaginare, con guizzo del genio umano, la possibilità di trovare quello che invece prima non esisteva. Andare insomma a favore di vento per tirar fuori un’idea che non aveva alcuna origine in precedenza.

Si dovrebbe forse avere qualche volta il coraggio di rinunciare ad andare sempre ossessivamente ed ostinatamente avanti e sapersi con saggezza fermare. Pensare vuol dire pesare con precisione le proprie azioni e le proprie scelte. Sarebbe già abbastanza a limitarsi ad un inventario dell’attuale per andare verso il futuro senza l’ossessione e il timore di essere di colpo disarcionati dal trono in cui si è seduti. Non sarà così e non è detto che per gli uomini d’oggi sia certamente un bene.

Santanché e Meloni ai ferri corti: decisioni rinviate, ma il tempo stringe.

Questa volta, raccontano, è riuscita a far infuriare proprio tutti. Persino, il suo “amico” Ignazio La Russa. L’intervista ‘a reti unificate’ rilasciata a Gedda dalla ministra del Turismo, Daniela Santanchè, non è proprio piaciuta al suo partito e, soprattutto, alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Tanto che di prima mattina viene costretta a una smentita in cui parla di “ricostruzioni fantasiose”. Solo che gli audio, pubblicati sui siti di Repubblica e Stampa, di fatto, confermano le dichiarazioni che hanno fatto saltare sulla sedia la premier e i dirigenti di via della Scrofa. Intanto, per quel “chi se ne frega” che – come la registrazione certifica – non è rivolto in generale a chi la critica ma ai malumori che arrivano dal suo stesso partito.

Ma ancor di più la presidente del Consiglio non avrebbe gradito il tono, considerato sfidante, con cui Santanché spiega che l’impatto dei processi sul suo lavoro lo valuta lei e solo lei.

Questione su cui la premier aveva spiegato di avere una riflessione in corso ma, al momento, non ancora “le idee chiare”. Persino quella che sembra una dichiarazione di affetto imperituro nei confronti del presidente del Senato, quel “non mi abbandonerà mai”, è stato da molti letto come un messaggio subliminale, una sorta di promemoria di quanto le loro sorti siano legate. D’altra parte, lo stesso La Russa, per la prima volta, apertamente ipotizza che il destino di Santanché possa essere segnato.

“L’amicizia – dice – prescinde dal fatto politico, sia che rimanga ministra sia che non sia ministra”.

Quella di domani [oggi per chi legge, Ndr] resta comunque una data-snodo. La Cassazione si esprimerà infatti sullo spostamento della sede di competenza da Milano a Roma dell’altro processo in cui la responsabile del Turismo è coinvolta, ovvero quello per truffa all’Inps per l’uso della cassa integrazione del periodo Covid. Lo stesso procedimento per il quale in caso di rinvio a giudizio, questa volta sì, Santanché avrebbe detto di essere pronta a dimettersi.

Un trasferimento potrebbe allungare i tempi dell’esame. Ma se la competenza dovesse rimanere nel capoluogo lombardo la sentenza potrebbe arrivare nel giro di qualche settimana: uno stillicidio che anche la premier vorrebbe evitare.

Santanché continua a ribadire di non avere alcuna intenzione di lasciare il suo posto a meno che a chiederlo non sia la presidente del Consiglio. Dirimente potrebbe essere solo un incontro tra le due che però al momento non è ancora in agenda. E non soltanto perché Giorgia Meloni vorrebbe arrivare al faccia a faccia solo dopo che la ministra si sarà convinta a fare un passo indietro. La premier, infatti – causa crisi di governo in Serbia – domani e dopodomani [oggi e domani per chi legge, Ndr] non sarà più a Belgrado per la prevista riunione interministeriale. Tuttavia, Santanchè che sarà di ritorno dall’Arabia saudita il 30, rientrerà direttemente su Milano “per impegni già presi”.

Crisi umanitaria in Congo: ribelli M23 conquistano Goma, oltre 500.000 sfollati e violenze inaudite

La Repubblica Democratica del Congo (RDC) sta vivendo una delle crisi umanitarie più gravi degli ultimi decenni. Oltre 500.000 persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni a causa dei violenti scontri nell’Est del Paese, come riportato da Matthew Saltmarsh, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Nel frattempo, la tensione ha raggiunto anche la capitale Kinshasa, dove migliaia di manifestanti hanno assaltato le ambasciate di Francia e Belgio, esprimendo un malcontento popolare in costante crescita.

Il 26 gennaio, i ribelli del Movimento 23 Marzo (M23), supportati dall’esercito ruandese, hanno preso il controllo della periferia di Goma, capoluogo della provincia del Nord Kivu, una regione strategica al confine con il Ruanda. I ribelli hanno annunciato la chiusura dello spazio aereo sopra la città, rafforzando così il loro dominio sulla zona. Già il giorno precedente, gli insorti avevano dichiarato di aver preso Goma, generando panico tra la popolazione civile.

Il conflitto ha già portato alla morte di 13 soldati sudafricani, tra cui due membri della Missione delle Nazioni Unite nella RDC (Monusco). Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha convocato una riunione straordinaria per discutere l’escalation della violenza, mentre la situazione sul campo continua a peggiorare. Nella regione orientale della RDC, diversi gruppi ribelli, incluso l’M23, si contendono il controllo del territorio, spesso con il supporto di potenze straniere come il Ruanda, che sostiene gli interessi della minoranza etnica tutsi.

Djoen Besselink, responsabile dei programmi di Medici Senza Frontiere (MSF), ha descritto la situazione a Goma come “la più deplorevole mai vista” e “super, super disastrosa”. Razzie, stupri e una grave emergenza umanitaria stanno mettendo in ginocchio la popolazione. “Da tre anni Goma è sotto una pressione estrema, con quasi un milione di sfollati all’interno della città. Da dicembre, abbiamo assistito a unescalation della violenza su più fronti”, ha spiegato Besselink in unintervista allAFP.

MSF sta concentrando i suoi sforzi nellospedale di Kyeshero, dove continua a fornire assistenza medica ai feriti e ai pazienti più vulnerabili. Tuttavia, le organizzazioni umanitarie devono fare i conti con una situazione di sicurezza sempre più precaria. Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite ha denunciato il saccheggio di alcuni suoi magazzini e ha annunciato la sospensione temporanea dellassistenza alimentare a causa dei rischi per il personale.

La crisi nella RDC non è solo il risultato di un conflitto recente, ma lultimo capitolo di decenni di violenza e instabilità. La comunità internazionale è chiamata a intervenire con urgenza per evitare che la situazione precipiti ulteriormente. Intanto, la popolazione congolese continua a pagare il prezzo più alto, tra sfollamenti di massa, violenze e una crisi umanitaria che sembra non avere fine.

La presa di Goma da parte dei ribelli M23 rappresenta un punto di svolta nel conflitto, ma anche un monito per la comunità globale: senza unazione decisa e coordinata, il disastro umanitario nella RDC rischia di diventare irreversibile.

La dignità umana al centro della politica: il contributo di Maritain

Il 10 dicembre 1948 l’adozione della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” sanciva il completamento ideale e politico della costruzione del quadro postbellico delle relazioni internazionali. Quattro anni prima, la Conferenza di San Francisco aveva dato vita alle Nazioni Unite, nell’intento di dare stabilità al mondo che usciva da una guerra mondiale figlia di nazionalismi senza vincoli, ideologie della razza e ambizioni totalitarie. La Dichiarazione intese marcare una netta discontinuità politica e culturale, andando nella direzione di un chiaro riconoscimento del pluralismo delle culture umane e del modo in cui trovavano espressione le aspirazioni degli esseri umani e dei popoli. Anziché cercare di delineare un orizzonte teorico univoco, si scelse di porre l’accento su una serie di obiettivi pratici per l’attuazione dei diritti rispetto a cui, pur muovendo da sensibilità diverse, era possibile sviluppare un’azione comune e una cooperazione su scala planetaria.

Ad ispirare questa prospettiva fu Jacques Maritain, portatore di un’elaborazione filosofica che aveva preso le mosse dallo snodo storico del rapporto fra Cristianesimo e modernità. Negli anni della guerra, trascorsi in esilio negli Stati Uniti, il filosofo aveva ulteriormente sviluppato i propri studi interrogandosi sul fondamento necessario per un mondo che volesse uscire dall’età dei totalitarismi. In Maritain, la crisi della civilizzazione europea conseguiva da visioni antropologiche parziali, che ora riducevano l’essere umano a individuo, ora lo annullavano in un primato assoluto della società o dello stato. Quest’analisi aveva già trovato una prima codificazione nel testo forse più noto di Maritain, “Umanesimo integrale”, frutto del confronto con la tragedia della Guerra di Spagna. E proprio in quella guerra il filosofo aveva colto un primo coagularsi delle contraddizioni profonde di visioni ideologiche in lotta per l’egemonia sull’Europa, da cui erano emerse le macerie di Guernica e le stragi raccontate da Bernanos nelle pagine de “I grandi cimiteri sotto la luna”.

Il deflagrare del secondo conflitto mondiale è una cesura ancora più profonda nell’itinerario di pensiero di Maritain, per il quale diviene cruciale ripensare i rapporti che passano fra la dimensione morale e quella politica, chiarendo la funzione storica della democrazia come autentica traduzione politica di una visione compiutamente umanistica. Sono questi i temi al centro degli studi e delle riflessioni degli anni americani, nei quali si insiste sul fatto che per cogliere l’essere umano nella sua compiutezza e farne il cuore del discorso morale e politico serve ricorrere alla categoria di persona. Quest’ultima, per il filosofo, supera i limiti tanto dell’individualismo quanto di impostazioni che risolvono l’individuo nella società o nello Stato.

È noto come, alla radice di questo approccio, vi sia il profondo rapporto di Maritain con la tradizione tomista, nei cui contenuti egli vedeva la possibilità di un contributo positivo di umanizzazione cristiana della realtà sociale, economica, politica e culturale. Rileggendo quella tradizione alla luce dei conflitti ideologici che avevano portato alla guerra, quello maturato da Maritain non è un atteggiamento apologetico. Piuttosto, vi è la riscoperta di come l’essere umano sia di più del proprio io e di un noi indistinto. Sono le istanze morali e religiose che abitano la coscienza a qualificare l’uomo e ad imporre l’esigenza di una organizzazione politica che sia ordinata alla cura della sua dignità.

In uno scritto prezioso, “La persona e il bene comune”, elaborato nei mesi in cui si discuteva il testo della Dichiarazione universale, Maritain spiega che le relazioni in cui l’essere umano è calato richiedono di far accordare fra loro molteplici libertà.

Accanto alla libertà del singolo, infatti, vi sono quelle delle diverse realtà sociali di cui quel singolo è parte assieme agli altri esseri umani. Nella visione di Maritain fra queste libertà non c’è contrasto. Piuttosto esse possono aiutarsi vicendevolmente a crescere se sono esercitate alla luce dei principi morali di giustizia e amicizia civile, che prevengono la tentazione di assolutizzare una sola di queste libertà.

Rileggere il contributo di Maritain alla costruzione di un quadro politico e istituzionale mondiale richiede certamente la constatazione della distanza storica. Rispetto all’oggi resta tuttavia di particolare interesse comprendere come, di fronte al tornante epocale della guerra, il filosofo abbia cercato di andare alle radici delle tante tragedie attraversate per cercare una strada percorribile in direzione della cura dell’essere umano.

La ricerca di un ordine internazionale, per Maritain, chiedeva un ripensamento della politica, per renderla capace di dare voce alla coscienza morale di un’umanità segnata dall’aspirazione naturale alla libertà. Il personalismo così delineato non aveva i caratteri di un’ideologia che impone una determinata struttura alla realtà e alla vita umana. Esso emerge come uno sforzo di riconoscimento della ricchezza plurale della natura umana, delle sue capacità, delle sue aspirazioni, del suo essere caratterizzato da istanze morali profonde. Si disegna in questo modo il profilo di un ideale storico su cui si può misurare il contributo dei cristiani, perché: «la sua realiz-zazione…sarebbe come una conseguenza ed un effettuazione terrena di quella coscienza della dignità della persona umana, e delle sua vocazione eterna in qualsiasi uomo, che la rivelazione del Vangelo ha fatto penetrare nel cuore dell’umanità».

In questo vi è anche la scoperta di come l’autentica democrazia abbia il suo cuore pulsante al di sotto e al di là delle diverse forme istituzionali o procedurali possibili, perché in quanto espressione della dignita umana essa è essenzialmente un fatto spirituale.

 

Fonte: L’Osservatore Romano – 28 gennaio 2025

Titolo originale: Perché la democrazia è un fatto spirituale

Autore: Riccardo Saccenti

[Articolo qui riproposto per gentile concessione del direttore dell’Osservatore Romano, Andrea Monda]

Expo 2025, Dinoi (Aepi): pronti per la sfida di Osaka

Roma, 28 gen. – Una delegazione di 15 imprese partner, un Annullo celebrativo speciale di Poste Italiane e focus 100% sul made in Italy: sono questi i segni distintivi con i quali la missione AEPI si presenter al prossimo Expo 2025 di Osaka dove, grazie alla collaborazione con la Farnesina, sar protagonista del Padiglione Italia in una tre giorni di incontri e scambi serrati con le principali aziende internazionali.

L’iniziativa, organizzata dalla Confederazione AEPI (Confederazione delle Associazioni Europee di Professionisti e Imprese) presieduta da Mino Dinoi, stata presentata questa mattina a Roma, nella Sala Auditorium di Palazzo delle Esposizioni, nel corso di un incontro moderato dalla Vice Direttrice del Tg1 Rai Incoronata Boccia. Tra gli interventi: l’Amb. Mario Vattani (Commissario Gen. per l’Italia a Expo 2025 Osaka), Satoko Koike (Primo Segr. Ambasciata del Giappone in Italia), Davide Amorosi (Mimit), Pasquale Salzano (Presidente SIMEST), Daniele Schroder (Dir. Gen. SACE Fct), Domenico Mauriello (Segr. Gen. ASSOCAMERESTERO), Svetlana Celli (Presidente Assemblea Capitolina Comune di Roma), Marco Delogu (Presidente Azienda Speciale Palaexpo), Andrea Campurra (Presidente Rete Distretti del Biologico), Alessandro Circiello (Resp. AEPI per il Made in Italy), Marco Di Nicola (Dir. Comm. Poste Italiane Filatelia) e Fabiana Romano (Amm. Unico The Unique Group).

Nel presentare il progetto messo in campo per l’Expo 2025, Mino Dinoi ha ribadito l’impegno a “proseguire nel programma di accompagnamento delle piccole e micro imprese della Confederazione affinch riescano a valorizzare l’export dei loro prodotti e, di conseguenza, rafforzino il proprio radicamento nei mercati esteri. In questo contesto, Osaka 2025 rappresenta un’opportunit unica – ha aggiunto – perch il nostro made in Italy possa farsi conoscere da aziende non italiane. Con Simest, Ice e Assocamerestero abbiamo gi avviato un percorso importante, fatto di supporto progettuale e incontri formativi, che pu realmente rappresentare un valore aggiunto affinch le imprese sfruttino le proprie opportunit di mercato. A questo proposito – ha aggiunto Dinoi – un grazie speciale al Commissario Generale Mario Vattani per aver creduto in una realt relativamente giovane come quella che la famiglia AEPI rappresenta”.

“Expo 2025 Osaka sar un’occasione unica per promuovere e sviluppare l’export delle imprese italiane di ogni settore e dimensione nell’Asia-Pacifico” ha dichiarato l’Ambasciatore Mario Vattani, Commissario Generale per l’Italia a Expo 2025 Osaka. “Il Padiglione Italia non sar solo uno spazio espositivo, ma uno strumento per valorizzare le eccellenze del nostro sistema produttivo, favorendo nuovi investimenti e partnership internazionali. Grazie a un’ampia rete di accordi, compreso quello con Aepi, il Padiglione Italia offrir un supporto concreto nel percorso di internazionalizzazione, con l’obiettivo di favorire la crescita e lo sviluppo del Made in Italy in mercati giovani e in forte espansione, strategici per rafforzare la competitivit del nostro Paese su scala globale”.

Come ha ricordato, Satoko Koike, Primo Segr. Ambasciata del Giappone in Italia, “siamo a meno di 100 giorni dall’inizio dell’Expo, sar la prima esposizione universale dopo la pandemia e mai come in questo momento abbiamo percepito la vera importanza di riunire persone da tutto il mondo. Saranno presenti 158 tra Paesi e Regioni e 9 organizzazioni internazionali; sono certa che il Padiglione Italia spiccher tra tutti perch i giapponesi amano l’Italia che, oltre alla cultura, arte di lunga tradizione e pu contare sulla forza del Made in Italy. Expo sar un’occasione di interscambio anche dal punto di vista imprenditoriale e spero che il fascino del Made in Italy possa tradursi in nuove opportunit per le imprese. Noi tutti dell’Ambasciata del Giappone siamo aperti a collaborare per contribuire al successo del Padiglione Italia”.

Al termine dell’incontro si tenuta la cerimonia di Annullo celebrativo speciale AEPI Expo 2025 Osaka realizzato per l’occasione da Poste Italiane. Questo annullo sar utilizzato per la corrispondenza che porter il nome AEPI in tutto il mondo e il francobollo sar conservato nel Museo di Poste e Telegrafi.

Cingolani: DeepSeek dimostra che intelligenza naturale conta di pi

Roma, 28 gen. (askanews) – Il modello di intelligenza artificiale cinese Deep Seek V3 ” una cosa molto interessante perch dimostra che l’intelligenza naturale ancora pi importante di quella artificiale. Con dei chip di generazione precedente, degli Nvidia 800 e non 1.000, dei ragazzi molto talentuosi hanno sviluppato degli algoritmi che in realt funzionano benissimo e addirittura sembrano essere, se non superiori, a livello di quelli migliori degli Stati Uniti. Per ad un prezzo pi basso e con tecnologia che consuma di meno”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, a margine della presentazione della Fondazione Leonardo Ets alla Camera dei deputati.

” un’indicazione, ancora una volta, che il cervello fino serve, oltre alla tecnologia. Ma credo che sia abbastanza normale che nel mercato succeda questo” ha aggiunto Cingolani secondo il quale “che l’algoritmo funzioni bene, sia pi efficiente con chip pi vecchi una notizia tecnologicamente rilevante che dice che questi ragazzi hanno fatto un buon lavoro”.

“Poi come viene utilizzato, o limitato nelle risposte, quello un discorso di utilizzo della tecnologia e di governance. Ma su quello posso dire pochissimo – ha concluso – a me interessa il fatto che dei giovani molto bravi con tecnologia un po pi vecchia e che consuma di meno, abbiano ottenuto risultati cos eclatanti, questo fa riflettere”.

Il Pagante ha infiammato l’aprs-ski al Super G di Courmayeur

Courmayeur, 28 gen. (askanews) – La situazione sulle vette di Courmayeur si fa davvero “Clamo” quando c’ Il Pagante a far festa: grande successo nel weekend per i festeggiamenti scintillanti del compleanno di Roberta Brancar al Super G. Un aprs-ski travolgente, con la folla che si lasciata conquistare dalle hit pi iconiche del duo, trasformando la serata in un’esplosione di musica ed energia. Momento topico quando Eddy Veerus e Roberta hanno acceso la pista con la loro pi recente hit Clamo (feat. sillyelly), un inno irresistibile al far festa e vivere senza filtri, marchio di fabbrica del progetto pubblicato in licenza esclusiva M.A.S.T./Believe. Ancora una volta Il Pagante ha dettato il ritmo, portando con s un’energia contagiosa, mentre continua a lavorare a un album di prossima uscita che si preannuncia esplosivo.

Monti: Trump e Ue regolamentino insieme piattaforme digitali

Roma, 28 gen. (askanews) -“I grandi capi delle piattaforme digitali americane stanno chiedendo a Trump di chiedere all’Europa di zittire le regolamentazioni sulle piattaforme digitali: guai se l’Europa accettasse questo. L’Europa potrebbe proporre agli Stati Uniti, come avvenuto altre volte, di cercare di studiare insieme il futuro di queste regolazioni, altrimenti le piattaforme digitali diventano cos grandi da rendere irrilevanti i singoli Stati del mondo, forse un giorno anche gli Stati Uniti, creando un potere ‘piattaformale’ che che va al di l del potere degli Stati”. Lo ha detto il senatore a vita Mario Monti, a margine di una conferenza stampa presso la sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia.

“Ecco vedo degli spazi di collaborazione tra i poteri pubblici delle due sponde dell’Atlantico”, ha aggiunto.

Almasri, Meloni: io indagata per aver difeso la sicurezza della nazione

Roma, 28 gen. (askanews) – “Il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona, mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Al Masri”. L’annuncio su facebook della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di essere indagata dalla Procura di Roma, insieme ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e al sottosegretario Alfredo Mantovano, contiene già le premesse, nel riferimento “a quel fallimentare processo”, per l’ulteriore escalation contro la magistratura, contraria alle riforme della giustizia volute dal governo.

E se la premier prende forse un abbaglio riferendosi alla figura di chi ha presentato la denuncia, l’avvocato Luigi Li Gotti “ex politico di sinistra molto vicino a Romano Prodi” – perché in realtà Li Gotti ha un trascorso nel Movimento Sociale italiano e poi in Alleanza nazionale prima di passare con l’Italia dei Valori – il bersaglio grosso delle sue parole, cioè la magistratura, a giudizio della premier palesemente avversa al governo di centrodestra, rimane intatto.

Tanto che, tra i primi a commentare, il vicepremier Salvini sintetizza: “Vergogna, vergogna, vergogna. Riforma della giustizia, subito”. E l’altro vicepremier, Antonio Tajani, è ancora più esplicito: “Mi sembra veramente una reazione alla riforma del governo sulla separazione delle carriere”. Questi avvisi di garanzia sono “un segnale, un attacco al governo che va respinto totalmente”.

Ripercorrendo la vicenda Al Masri Meloni spiega che “la Corte penale internazionale, dopo mesi di riflessione, emette un mandato di arresto internazionale nei confronti del capo della polizia giudiziaria di Tripoli curiosamente proprio quando questa persona stava per entrare sul territorio italiano dopo che aveva serenamente soggiornato per circa 12 giorni in altri tre stati europei. La richiesta di arresto della procura della Cpi – sottolinea la premier – non è stata trasmessa al Ministero italiano della Giustizia, come invece è previsto dalla legge, e per questo la Corte d’Appello di Roma decide di non procedere alla sua convalida. A questo punto, piuttosto che lasciare questo soggetto libero, noi – sottolinea Meloni riferendosi alla scelta compiuta dal governo – decidiamo di espellerlo e rimpatriarlo immediatamente per ragioni di sicurezza con un volo apposito, come accade in altri casi analoghi. Questa è la ragione per la quale la procura di Roma oggi indaga me, il sottosegretario Mantovano e due ministri”, spiega la premier.

Ma “io non sono ricattabile, non mi faccio intimidire. E’ possibile che per questo io sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore ma anche e soprattutto per questo io intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani, soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione”, assicura la premier.

Forse la sintesi più efficace della vicenda la fa il deputato di Forza Italia Enrico Costa: quella degli avvisi di garanzia alla premier è “una scelta plateale, di marketing giudiziario allo stato puro, diametralmente opposta ad un riserbo istruttorio, che in simili circostanze sarebbe doveroso. Per agghiacciante distacco, il più riuscito spot per la separazione delle carriere”.

Calcio, Sergio Conceicao: "Derby? Ci pensiamo dopo la Dinamo"

Roma, 28 gen. (askanews) – Sergio Conceiçao non fa calcoli, domani la Dinamo Zagabria, poi il derby. “Il primo obiettivo era vincere la Supercoppa italiana – ha detto – e lo abbiamo raggiunto. Adesso abbiamo la possibilità di centrare il secondo ovvero conquistare la qualificazione agli ottavi di Champions. Ecco perché non penso al derby, ma a una gara alla volta. Fare calcoli non va bene e non aiuta”. Ai rossoneri serve una vittoria, ma potrebbe bastare anche un pareggio. “Avrei preferito avere più tempo per lavorare perché nel calcio il lavoro è fondamentale per l’evoluzione che vogliamo noi – continua – Stiamo preparando la squadra per le partite decisive che abbiamo, ma una cosa è farlo al video, un’altra è sul campo. Noi sul campo purtroppo abbiamo avuto 40 minuti oggi”.

Sulla lite con Calabria dice: “Il concerto di Lazza? Cose come queste fanno parlare la gente, le persone. Io sono portoghese, ho una cultura diversa ma il linguaggio del calcio è universale: c’è l’allenamento da un’ora e mezzo, due ore al giorno, e poi c’è la vita normale che tutti i calciatori devono fare da professionisti. Non è una chiamata a fare più attenzione per nessuno, non è finito il mondo perché 5-6 calciatori sono andati a un concerto. Ho parlato con i giocatori, io ho le mie regole e ce le ha anche il club. Il concerto non è importante per domani: la cosa più importante per domani è pensare alla Dinamo e a cosa possiamo fare per vincere”

Almasri, Meloni: io indagata per aver difeso sicurezza nazione

Roma, 28 gen. (askanews) – “Il procuratore della Repubblica Francesco Lo Voi, lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona, mi ha appena inviato un avviso di garanzia per i reati di favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda del rimpatrio del cittadino libico Al Masri”. L’annuncio su facebook della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di essere indagata dalla Procura di Roma, insieme ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi e al sottosegretario Alfredo Mantovano, contiene già le premesse, nel riferimento “a quel fallimentare processo”, per l’ulteriore escalation contro la magistratura, contraria alle riforme della giustizia volute dal governo.

E se la premier prende forse un abbaglio riferendosi alla figura di chi ha presentato la denuncia, l’avvocato Luigi Li Gotti “ex politico di sinistra molto vicino a Romano Prodi” – perché in realtà Li Gotti ha un trascorso nel Movimento Sociale italiano e poi in Alleanza nazionale prima di passare con l’Italia dei Valori – il bersaglio grosso delle sue parole, cioè la magistratura, a giudizio della premier palesemente avversa al governo di centrodestra, rimane intatto.

Tanto che, tra i primi a commentare, il vicepremier Salvini sintetizza: “Vergogna, vergogna, vergogna. Riforma della giustizia, subito”. E l’altro vicepremier, Antonio Tajani, è ancora più esplicito: “Mi sembra veramente una reazione alla riforma del governo sulla separazione delle carriere”. Questi avvisi di garanzia sono “un segnale, un attacco al governo che va respinto totalmente”.

Ripercorrendo la vicenda Al Masri Meloni spiega che “la Corte penale internazionale, dopo mesi di riflessione, emette un mandato di arresto internazionale nei confronti del capo della polizia giudiziaria di Tripoli curiosamente proprio quando questa persona stava per entrare sul territorio italiano dopo che aveva serenamente soggiornato per circa 12 giorni in altri tre stati europei. La richiesta di arresto della procura della Cpi – sottolinea la premier – non è stata trasmessa al Ministero italiano della Giustizia, come invece è previsto dalla legge, e per questo la Corte d’Appello di Roma decide di non procedere alla sua convalida. A questo punto, piuttosto che lasciare questo soggetto libero, noi – sottolinea Meloni riferendosi alla scelta compiuta dal governo – decidiamo di espellerlo e rimpatriarlo immediatamente per ragioni di sicurezza con un volo apposito, come accade in altri casi analoghi. Questa è la ragione per la quale la procura di Roma oggi indaga me, il sottosegretario Mantovano e due ministri”, spiega la premier.

Ma “io non sono ricattabile, non mi faccio intimidire. E’ possibile che per questo io sia invisa a chi non vuole che l’Italia cambi e diventi migliore ma anche e soprattutto per questo io intendo andare avanti per la mia strada a difesa degli italiani, soprattutto quando è in gioco la sicurezza della nazione”, assicura la premier.

Forse la sintesi più efficace della vicenda la fa il deputato di Forza Italia Enrico Costa: quella degli avvisi di garanzia alla premier è “una scelta plateale, di marketing giudiziario allo stato puro, diametralmente opposta ad un riserbo istruttorio, che in simili circostanze sarebbe doveroso. Per agghiacciante distacco, il più riuscito spot per la separazione delle carriere”.

Elezioni Anm, vince la lista di Magistratura indipendente

Roma, 28 gen. (askanews) – La lista Magistratura indipendente, corrente di “centrodestra” dei magistrati, ha vinto le elezioni per il rinnovo del Comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati.

Hanno votato 6.855 su un totale di 8.404 registrati al voto, pari all’81,57%, con questi risultati: Magistratura indipendente 2065 voti pari a 11 seggi; AREA democratica per la giustizia 1803 voti pari a 9 seggi; Unicost Unità per la Costituzione 1560 voti pari a 8 seggi; Magistratura democratica 1081 voti pari a 6 seggi; Articolo Centouno 304 voti pari a 2 seggi.

Il Comitato sarà convocato nei prossimi giorni per l’elezione del presidente e della giunta.

Almasri, Anm: non è avviso di garanzia ma un atto dovuto previsto dalla legge

Roma, 28 gen. (askanews) – “Si segnala, al fine di fare chiarezza, il totale fraintendimento da parte di numerosi esponenti politici dell’attività svolta dalla procura di Roma, la quale non ha emesso, come è stato detto da più parti impropriamente, un avviso di garanzia nei confronti della presidente Meloni e dei ministri Nordio e Piantedosi ma una comunicazione di iscrizione che è in sé un atto dovuto perché previsto dall’art. 6 comma 1 della legge costituzionale n. 1/89. La disposizione impone al procuratore della Repubblica, ricevuta la denuncia nei confronti di un ministro, ed omessa ogni indagine, di trasmettere, entro il termine di quindici giorni, gli atti al Tribunale dei ministri, dandone immediata comunicazione ai soggetti interessati affinché questi possano presentare memorie al collegio o chiedere di essere ascoltati. Si tratta, dunque, di un atto dovuto”. Così in una nota l’Associazione nazionale magistrati.

Almasri, Anm: non è avviso di garanzia ma un atto dovuto previsto dalla legge



Roma, 28 gen. (askanews) – “Si segnala, al fine di fare chiarezza, il totale fraintendimento da parte di numerosi esponenti politici dell’attività svolta dalla procura di Roma, la quale non ha emesso, come è stato detto da più parti impropriamente, un avviso di garanzia nei confronti della presidente Meloni e dei ministri Nordio e Piantedosi ma una comunicazione di iscrizione che è in sé un atto dovuto perché previsto dall’art. 6 comma 1 della legge costituzionale n. 1/89. La disposizione impone al procuratore della Repubblica, ricevuta la denuncia nei confronti di un ministro, ed omessa ogni indagine, di trasmettere, entro il termine di quindici giorni, gli atti al Tribunale dei ministri, dandone immediata comunicazione ai soggetti interessati affinché questi possano presentare memorie al collegio o chiedere di essere ascoltati. Si tratta, dunque, di un atto dovuto”. Così in una nota l’Associazione nazionale magistrati.

Palazzo Chigi: effettuata operazione aerea Italia-Giordania per portare aiuti a Gaza

Roma, 28 gen. (askanews) – “Continua l’impegno dell’Italia, accanto ai partner regionali e internazionali, nella stabilizzazione del quadrante mediorientale e nel sostegno alle sue popolazioni. Oggi, elicotteri delle Forze Armate italiane e giordane hanno condotto congiuntamente un’operazione aerea che ha consentito di fornire una concreta e fattiva assistenza alla popolazione della Striscia di Gaza mediante il trasporto di ingenti quantitativi di aiuti umanitari”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“Un’attività complementare – prosegue la nota – con l’azione portata avanti attraverso Food for Gaza, meccanismo attivato dalla Farnesina con il quale sono già stati portate nella Striscia oltre 100 tonnellate di aiuti alimentari e sanitari. Nei prossimi giorni arriveranno al Porto di Ashdod 15 camion donati al Programma Alimentare Mondiale e altre 15 tonnellate di aiuti. Un’iniziativa che si aggiunge a quella portata avanti sin dall’inizio della guerra dalle Forze Armate italiane a sostegno dei civili di Gaza con l’attività sanitaria condotta in Egitto da nave Vulcano e a favore di bambini palestinesi anche con medici italiani negli ospedali degli Emirati Arabi Uniti”.

Trump riceverà Netanyahu alla Casa bianca il 4 febbraio

Roma, 28 gen. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontrerà il presidente degli Stati uniti Donald Trump alla Casa bianca il 4 febbraio. L’ha annunciato oggi l’ufficio del primo ministro israeliano.

“Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato il primo ministro Benjamin Netanyahu a un incontro alla Casa Bianca martedì 4 febbraio”, ha comunicato l’ufficio del premier israeliano.

“Il primo ministro Netanyahu – ha continuato – è il primo leader straniero a essere invitato alla Casa Bianca durante il secondo mandato di Trump”.

Monti: Meloni con Trump non deve coltivare il suo spazio personale

Roma, 28 gen. (askanews) – Il rapporto privilegiato che la presidente del Consiglio Meloni ha con Donald Trump ” importante, interessante. Evidentemente ha dimostrato anche su questo versante le sue capacit di relazione e di persuasione. Io sono convinto che in ogni istante la presidente Meloni avr presente che l’interesse italiano e anche quello europeo che lei deve coltivare pi che il suo spazio personale”. Lo ha detto il senatore a vita ed ex premier, Mario Monti, a margine di una conferenza stampa nella sede dell’Associazione della Stampa Estera in Italia.

Libia, Li Gotti: mia la denuncia, da cittadino, su Meloni. Avviso della Procura è dovuto

Roma, 28 gen. (askanews) – Cinque giorni fa, “da cittadino”, Luigi Li Gotti ha depositato in Procura a Roma la denuncia sul caso Almasri che ha portato all’avviso di garanzia reso pubblico dalla premier: “favoreggiamento personale” e “peculato” i reati ipotizzati “nei confronti della Presidente del Consiglio dei ministri, del Ministro della Giustizia, del Ministro dell’Interno e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega ai servizi segreti, in relazione – è scritto nel testo consegnato a piazzale Clodio il 23 gennaio scorso – alla liberazione di Osama Almasri, catturato su mandato della Corte Penale Internazionale, con l’accusa di tortura, assassinio, violenza sessuale, minaccia, lavori forzati, lesioni in danno di un numero imprecisato di vittime detenute in centri di detenzione libiche”.

“Si chiede che vengano svolte indagini sulle decisioni adottate e favoreggiatrici del suddetto Osama Almasri, nonché sulla decisione di utilizzare un aereo di stato per prelevare il catturato (e liberato) a Torino e condurlo in Libia”, ha scritto ancora l’avvocato Li Gotti nella denuncia.

“Io mi sono limitato – spiega oggi il legale – a presentare una denuncia, da cittadino, ipotizzando dei reati. Non è certo anomalo che, come atto dovuto, la Procura di Roma abbia iscritto nel registro la premier e i ministri. Ora la Procura dovrà fare le sue valutazioni e decidere come proseguire”, eventualmente anche decidendo di trasmettere gli atti al Tribunale dei ministri.