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Sanremo, apre la serata finale Michielin e chiude Sarah Toscano

Sanremo, 15 feb. (askanews) – Apre Francesca Michielin e chiude Sarah Toscano. Ecco l’ordine di uscita (e i codici del televoto) dei 29 artisti in gara per la serata finale che decreterà il vincitore del Festival di Sanremo. 01 – Francesca Michielin 02 – Willie Peyote 03 – Marcella Bella 04 – Bresh 05 – Modà 06 – Rose Villain 07 – Tony Effe 08 – Clara 09 – Serena Brancale 10 – Brunori Sas 11 – Francesco Gabbani 12 – Noemi 13 – Rocco Hunt 14 – The Kolors 15 – Olly 16 – Achille Lauro 17 – Coma _Cose 18 – Giorgia 19 – Simone Cristicchi 20 – Elodie 21 – Lucio Corsi 22 – Irama 23 – Fedez 24 – Shablo ft. Guè, Joshua, Tormento 25 – Joan Thiele 26 – Massimo Ranieri 27 – Gaia 28 – Rkomi 29 – Sarah Toscano

Sanremo, Conti: Non ho mai avuto pressioni dalla Rai, faccio il giullare

Sanremo, 15 feb. (askanews) – “Ho sempre detto, che non voglio fare paragoni nel bene, nel male, anche adesso, che i dati magari potrebbero per me essere importanti. Ho cercato di fare un festival come ho fatto gli altri tre. Ha detto Carlo Conti sulle mancate polemiche e sul Festival “Normalizzato” e si possibili pressioni avute dalla dirgenza Rai. “Per me la Rai la Rai, insomma, io faccio giullare, faccio intrattenimento, quindi, grazie a Dio, non ho mai avuto pressioni o indicazioni come fare il Festival. Faccio quello che ho fatto anche nelle mie tre precedenti gestioni: il Festival della canzone italiana. Quello che pu accadere sono degli incidenti di percorso che possono essere pi o meno gravi e che devi cercare da professionalista di risolvere, come hanno sempre fatto gli miei predecessori. Non cerchiamo le polemiche certamente, ciascuno di noi vorrebbe che l’attenzione fosse soprattutto sulle canzoni. Delle volte ci si riesce, un po’ di pi delle volte ci si riesce meno, per per ora, e tocco degli amuleti che ho con me dalla nascita”.

“Meno male che non c’era Benigni” ha ironizzato Alessia Marcuzzi.

Sanremo, la finale secondo i bookmaker: Giorgia vola verso la vittoria

Sanremo, 15 feb. (askanews) – Da grande favorita Giorgia conferma le aspettative dei bookmaker e vince la serata cover in coppia con Annalisa. Il successo del venerdì fa volare la cantautrice romana anche per il successo finale nel Festival di Sanremo 2025. Per i bookmaker il trionfo, trent’anni dopo la vittoria con “Come saprei”, comanda su Snai e Goldbet a 3 e a 3,10 su Planetwin365, seguito da Olly offerto a 4, mentre Simone Cristicchi – fuori dalla top 10 nelle cover – vede salire la quota vittoria da 3,35 a 5,50. Dietro la “solita” top-3 resistono Achille Lauro e Fedez, offerti entrambi a 6,50, mentre continua a conquistare pubblico e bookmaker anche Lucio Corsi, secondo venerdì sera, e ora visto vincente a 12 volte la posta.

È invece Cristicchi dominare negli previsioni sugli altri premi che verranno assegnati nella finalissima di sabato sera. Il cantautore è senza rivali per il miglior testo, a 1,10; vale invece 1,45 il Premio della Critica, con Lucio Corsi primo rivale a 2,75. È sempre sfida con Corsi invece per il Premio della Sala Stampa, con i due artisti offerti alla pari, a 2 volte la posta.

Ucraina, G7: legare le nuove sanzioni a Mosca a reali sforzi per la pace

Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – “Ogni nuova sanzione aggiuntiva dopo febbraio dovrebbe essere collegata al fatto che la Federazione Russa intraprenda sforzi reali e in buona fede per porre fine in modo duraturo alla guerra contro l’Ucraina”, in modo da fornire all’Ucraina “sicurezza e stabilità a lungo termine come paese sovrano e indipendente”. E’ quanto hanno scritto in un documento unitario i ministri degli Esteri del G7, riuniti oggi sotto la presidenza canadese a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

I ministri hanno “sottolineato il loro impegno a lavorare insieme per contribuire a raggiungere una pace duratura” e “un’Ucraina forte e prospera” e hanno “ribadito la necessità di sviluppare solide garanzie di sicurezza per garantire che la guerra non ricominci” (Foto MSC/Kuhlmann).

Energia, Pichetto: non possiamo più rinunciare a nucleare

Roma, 15 feb. (askanews) – “L’Italia non può più rinunciare al nucleare. Occorre un nuovo quadro giuridico che preveda i nuovi reattori e lo smaltimento delle scorie, che tuttavia sono una quantità molto limitata, visto che esse stesse possono essere utilizzate come combustibile del nucleare”. Lo ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, intervenuto oggi a ‘Green Pop’, il nuovo programma di Giornale Radio condotto da Lucia Lo Palo.

“Vanno bene fotovoltaico ed eolico off-shore, ma è giunto il momento di cambiare: l’Italia – ha aggiunto il Ministro -dipende quasi esclusivamente dall’estero per i costi dell’energia e nei prossimi vent’anni assisteremo al raddoppio delle necessità. Ecco perché il nucleare è indispensabile”.

A Frascati la "BIOSPACE25 Biodiversity Insight from Space"

Roma, 15 feb. (askanews) – Si conclude oggi a Frascati “BIOSPACE25 Biodiversity Insight from Space”, la prima di una serie di conferenze internazionali che l’ESA – Agenzia Spaziale Europea con i suoi partner intende organizzare regolarmente riunendo esperti di biodiversità e conservazione composta da specialisti in telerilevamento e professionisti del monitoraggio satellitare per la biodiversità, scienziati della biodiversità, ecologi sul campo, fornitori di dati e parti interessate alla politica della biodiversità di Governi, organizzazioni internazionali e ONG.

BIOSPACE25, infatti, è dedicata esclusivamente all’applicazione del telerilevamento satellitare (SRS) nelle varie dimensioni della biodiversità e all’uso delle osservazioni della Terra in tutti i suoi settori, dagli ecosistemi terrestri, d’acqua dolce, costieri, a quelli marini.

In quest’ottica ha partecipato alla conferenza anche il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri che, tra le diverse specialità, si occupa di rilevazione qualitativa e quantitativa delle risorse forestali, anche al fine della costituzione dell’inventario forestale nazionale, come indicato nel progetto “Smart Forest monitoring” (il programma italiano per il monitoraggio innovativo delle foreste, comprese quelle urbane, messo a punto con il supporto dei migliori istituti di ricerca italiani e il Massachusetts Institute Technology – MIT di Boston.

Il comitato scientifico del nuovo Inventario Forestale Italiano (CREA, Accademia Italiana di Scienze Forestali e ISPRA), coordinato dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, ha infatti presentato al BIOSPACE25 un documento dal titolo “Earth Observation in the framework of the Italian National Forest Inventory for Biodiversity Monitoring”.

Nella relazione viene sottolineato che il monitoraggio delle risorse forestali da parte degli Inventari Forestali Nazionali, costituisce uno strumento cruciale in molti paesi per la gestione del territorio e una valutazione approfondita della salute delle foreste.

Nel caso italiano, con il nuovo Inventario Forestale Nazionale Italiano – IFNI, programmato per l’anno 2025, oltre alle tradizionali misure forestali, sono state introdotte nuove variabili per il monitoraggio della biodiversità, tra cui la presenza e l’abbondanza di microhabitat correlati agli alberi, licheni epifiti e gruppi morfologici vegetali.

Vi è poi la presentazione sulla componente Earth Observation dell’IFNI per la mappatura completa delle variabili forestali inventariate attraverso l’integrazione di dati di telerilevamento e di rilevamento a terra, nonché l’implementazione di strumenti e dati di telerilevamento avanzati per semplificare il lavoro sul campo e migliorare la precisione dei valori stimati.

Scherma: Cerioni via dal fioretto, Chiadò resta alla spada

Roma, 15 feb. (askanews) – Il nuovo consiglio della federscherma, insediato dopo il voto che ha portato alla presidenza della Federscherma Luigi Mazzone, non ha confermato Stefano Cerioni come direttore tecnico del fioretto maschile. Al suo posto è stato nominato l’ex azzurro Simone Vanni, negli ultimi anni alla guida della squadra paralimpica. Solo il d.t. della spada Dario Chiadò, campione olimpico con le squadra femminile a Parigi 2024, resta in carica. Rivoluzione anche nella sciabola: al posto di Nicola Zanotti arrivano Andrea Terenzio per il gruppo maschile e Andrea Aquili per quello femminile. Stefano Cerioni è stato c.t. del fioretto azzurro dal 2004 al 2012 e poi è tornato nel 2021. “I cambi alla guida del fioretto e della sciabola – scrive Mazzone nel comunicato federale – non rappresentano certo una bocciatura a gestioni che hanno dato tanto alla scherma italiana, ma allo scadere dei rispettivi mandati abbiamo optato per un rinnovamento che, siamo certi, potrà dare ulteriori stimoli e nuove energie a tutto il movimento”.

Calcio, Juve-Inter. Thiago Motta: "Si parla troppo di arbitri"

Roma, 15 feb. (askanews) – “Noi cerchiamo la vittoria per tutto, questo è il nostro lavoro prepararsi, fare le cose giuste, e per arrivare alla vittoria. Per arrivare alla vittoria dobbiamo però meritarla e mettere tutte le nostre forze per competere contro una grande avversaria. Domani è una partita importantissima, forse la più importante del nostro campionato. Dobbiamo essere squadra per tutta la partita”. L’Inter è avvisata, Thiago Motta suona la carica in vista della partita di domani allo stadium contro i nerazzurri. “Ho visto i ragazzi molto bene – continua – Vincere porta stimoli, energia, entusiasmo che va messo nel prossimo allenamento, in quello che c’è da fare nel nostro lavoro. Ho visto i ragazzi molto bene. Domani non ci saranno Kalulu, Bremer, Milik, Cabale Douglas Luiz invece recupereremo Cambiaso. Kelly sta bene”. Simone Inzaghi patisce le squadre di Thiago Motta: “No, non la vedo così. Il Bologna ha messo in difficoltà l’Inter. Né io o Inzaghi entriamo in campo. Sono storie diverse, sono cose che cambiano. Inzaghi è grandissimo allenatore e non devo dirlo io. Rispetto molto Inzaghi. Lo vedo un allenatore serio, continua nella sua linea, difficilmente esce dalla normalità prima viene l’essere umano, poi viene l’allenatore. Non lo conosco personalmente, è la mia visione da fuori. Ho stima e allena i nostri prossimi avversari, con umiltà domani in campo bisogna entrare al massimo, fare le cose bene per avere più probabilità di vincere”. La prima impostazione passa da Veiga: “Renato ha questa qualità come i nostri difensori, hanno responsabilità di iniziare il gioco senza far abbassare i centrocampisti. Si deve e può abbassarsi il centrocampista, ma la responsabilità è dei centrali. Con Renato nel corto a terra o trovare l’uomo libero, tra le linee, ha pure il gioco lungo, lo fa molto bene anche Locatelli, ma sta migliorando tanto anche Federico. Kelly nell’ultima partita, nel cambio gioco, ha fatto bene, anche se può fare meglio nelle scelte, ma con Renato abbiamo un giocatore in più. Non bisogna sempre abbassare il centrocampista”.

Carlo Conti: Sanremo oltre le pi rosee aspettative, non ho rimpianti

Sanremo, 15 feb. (askanews) – Un Festival andato “oltre le pi rosee aspettative”. Nessun rimpianto, emozione per il messaggio del Papa e per il ricordo di Fabrizio Frizzi; un onore avere sul palco Roberto Benigni. il bilancio che Carlo Conti, conduttore e direttore artistico della 75esima edizione del Festival di Sanremo, traccia ad askanews.

Carlo Conti, come andata? “Mi pare un bilancio abbastanza positivo”, scherza, commentando il boom di ascolti di queste serate. ” andato tutto molto bene, anzi al di l delle pi rosee aspettative”, confessa. Nessun eccesso, il format ha funzionato: “Credo che il Festival in fondo sia una gara di canzoni, un rito collettivo che ci permette di seguire tutti insieme qualcosa. Negli anni gli eccessi ci sono stati, in un modo o nell’altro, fuori o sul palco dell’Ariston, ma proprio questo, perch come dice Pippo Baudo Sanremo Sanremo e solo questo ci permette di commentare, parlare, sparlare del Festival e ci riunisce tutti insieme a guardare lo stesso evento. Quando riesci poi a riunire tutte le generazioni, chiaro che fai dei grandi numeri”.

Il momento pi bello ed emozionante? C’ un rimpianto? “Non ho rimpianti. Il momento pi bello ed emozionante sicuramente il messaggio del Papa e anche aver ricordato Fabrizio Frizzi su quel palco. Il momento pi divertente, invece, l’onore di aver fatto la spalla a Roberto Benigni”, risponde Carlo Conti, che in conclusione manda “un abbraccio gigantesco a Papa Francesco”, ricoverato al Gemelli.

Di Serena Sartini e Alessandra Velluto

Sci, Mondiali, lo slalom femminile alla svizzera Camille Rast

Roma, 15 feb. (askanews) – Trentaquattro anni dopo Erika Hess, la Svizzera torna a vincere lo slalom femminile ai Mondiali grazie a Camille Rast. La 25enne elvetica, leader della specialità in Coppa del Mondo, ha conquistato la medaglia d’oro a Saalbach davanti alla connazionale Wendy Holdener. Un’altra doppietta della Svizzera, già certa di vincere il medagliere con una gara d’anticipo. Rast ha vinto con merito e intelligenza: al comando con margine dopo la prima manche, nella seconda manche ha gestito gli 80 centesimi di vantaggio su Holdener. Per la 25enne di Vetroz è la prima medaglia in carriera ai Mondiali. Completa il podio Katharina Liensberger, medaglia di bronzo. Niente podio, invece, per Mikaela Shiffrin: terza dopo la prima manche, her majesty ha chiuso al quinto posto. Per l’Italia quattro atlete nelle prime 30: la migliore è Lara Della Mea, tredicesima, ma i rimpianti sono soprattutto per Marta Rossetti che ha sfiorato la top 10, commettendo poi un errore nell’ultima parte della seconda manche. Ventunesimo posto per Giorgia Collomb, ventiduesimo per Martina Peterlini.

Panetta: Eurozona rischia 0,5 punti di Pil dai dazi, Italia di più

Roma, 15 feb. (askanews) – “Le guerre commerciali danneggiano la crescita, anche nei paesi che le avviano”. E i nuovi dazi annunciati dagli Usa, se pienamente attuati, possono sottrarre fino a 1,5 punti percentuali al Pil globale, con ricadute anche peggiori per gli Usa (-2 punti) e “più contenute” nell’area euro: -0,5 punti, ma con “effetti maggiori per Germania e Italia, data la rilevanza dei loro scambi con gli Stati Uniti”. Nel suo intervento al 31esimo congresso Assiom Forex, a Torino, il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta ha illustrato le previsioni dell’istituzione su uno dei temi di maggiore attualità, le misure sul commercio annunciate dal presidente Usa Donald Trump.

“Il caso più significativo è quello della Cina”, che però ha ricadute anche per l’Europa. “L’imposizione di dazi elevati da parte degli Stati Uniti potrebbe spingere gli esportatori cinesi a cercare nuovi mercati per compensare il calo delle vendite sul mercato americano. In tale scenario – ha rilevato Panetta – le imprese italiane ed europee si troverebbero esposte a crescenti pressioni competitive”.

Il tutto mentre l’economia dell’area euro “fatica a ritrovare slancio” e necessita di “un nuovo modello di sviluppo, che valorizzi il mercato unico e riduca la dipendenza da fattori esterni”. In Italia “la crescita si è arrestata nel secondo semestre” ma secondo le previsioni di Bankitalia “nei prossimi mesi il prodotto tornerà a espandersi”.

Di fronte a questa situazione, Panetta è tornato a pressare i suoi colleghi della Bce – come tutti i governatori di banche centrali dell’area euro partecipa al Consiglio direttivo dell’istituizione di Francoforte – affinché la manovra di riduzione dei tassi prosegua.

“Un allentamento meno deciso” rispetto allo scenario di base – che considera un taglio dei tassi di riferimento “intorno al 2 per cento dalla metà del 2025” – potrebbe comportare un’inflazione “troppo bassa nel medio periodo”. Quindi “l processo di normalizzazione della politica monetaria va continuato – ha insistito – accompagnando le decisioni con una comunicazione orientata alle prospettive dell’economia reale e dell’inflazione nel medio termine”.

Per parte sua l’Italia deve andare avanti con l’attuazione dei piani di bilancio di medio termine approntati dal governo. Secondo Panetta stanno già dando “frutti” in termini di riduzioni dei differenziali dei tassi (spread) sui titoli di Stato, e possono favorire miglioramenti delle condizioni di finanziamento per famiglie e imprese. Bisogna anche “moltiplicare gli sforzi” su investimenti e riforme previsti dal Pnrr.

Mentre sull’inflazione, il maggiore elemento di rischio al momento è rappresentato “dai mercati energetici, che stanno registrando una forte volatilità e un aumento dei prezzi, in particolare del gas. Nel breve termine potrebbero rendere più variabile il percorso dell’inflazione”. (fonte immagine: Banca d’Italia).

Carlo Conti: "Sanremo oltre le aspettative, non ho rimpianti"

Sanremo, 15 feb. (askanews) – Un Festival andato “oltre le più rosee aspettative”. Nessun rimpianto, emozione per il messaggio del Papa e per il ricordo di Fabrizio Frizzi; un onore avere sul palco Roberto Benigni. È il bilancio che Carlo Conti, conduttore e direttore artistico della 75esima edizione del Festival di Sanremo, traccia ad askanews.

Carlo Conti, come è andata? “Mi pare un bilancio abbastanza positivo”, scherza, commentando il boom di ascolti di queste serate. “È andato tutto molto bene, anzi al di là delle più rosee aspettative”, confessa. Nessun eccesso, il format ha funzionato: “Credo che il Festival in fondo sia una gara di canzoni, un rito collettivo che ci permette di seguire tutti insieme qualcosa. Negli anni gli eccessi ci sono stati, in un modo o nell’altro, fuori o sul palco dell’Ariston, ma è proprio questo, perché come dice Pippo Baudo Sanremo è Sanremo e solo questo ci permette di commentare, parlare, sparlare del Festival e ci riunisce tutti insieme a guardare lo stesso evento. Quando riesci poi a riunire tutte le generazioni, è chiaro che fai dei grandi numeri”.

Il momento più bello ed emozionante? C’è un rimpianto? “Non ho rimpianti. Il momento più bello ed emozionante sicuramente il messaggio del Papa e anche aver ricordato Fabrizio Frizzi su quel palco. Il momento più divertente, invece, è l’onore di aver fatto la spalla a Roberto Benigni”, risponde Carlo Conti, che in conclusione manda “un abbraccio gigantesco a Papa Francesco”, ricoverato al Gemelli. (di Serena Sartini e Alessandra Velluto)

Arrestato in Spagna il latitante anarchico Salvatore Vespertino

Roma, 15 feb. (askanews) – “Alle ore 03.00 circa di oggi, 15 febbraio, a Vallecas, distretto del centro città della capitale spagnola Madrid, è stato arrestato dalla Polizia Nazionale spagnola Salvatore Vespertino, 38 anni, militante anarchico italiano, latitante dal luglio 2023”. Lo ha reso noto la Polizia di Stato con una nota cui ricorda che “sin dai primi giorni della latitanza, è stato costituito un gruppo investigativo formato da personale della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e della Digos di Firenze che, su delega della Procura fiorentina, ha avviato complesse indagini e dispiegato uno specifico dispositivo per la ricerca del soggetto, focalizzandosi sul gruppo di sodali e sui legami già noti intrattenuti dallo stesso all’estero (Spagna, Francia, Svizzera, Grecia); motivo per il quale le polizie di questi Paesi sono state tutte interessate con diverse richieste di cooperazione internazionale costantemente rinnovate in questo anno e mezzo di latitanza, permettendo di fatto di giungere alla cattura di Vespertino”. Salvatore Vespertino, lo scorso 14 luglio 2023, era stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione ad anni 8 di reclusione, per il reato di fabbricazione, detenzione e porto di ordigno esplosivo in quanto ritenuto responsabile, nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria denominata “Panico”, dell’attentato alla libreria “Il Bargello” – riconducibile al movimento di estrema destra “Casapound” – compiuto a Firenze nella notte del 1° gennaio 2017, a seguito del quale un artificiere della Polizia di Stato ha riportato lesioni gravissime nel tentativo di disinnescare l’ordigno collocato sul posto.

L’anarchico sardo, in particolare, risulta destinatario dell’ordine di esecuzione nr. 319/2023 Siep emesso il 14.7.2023 dalla Procura Generale della Repubblica di Firenze per l’espiazione di una pena residua complessiva pari a 5 anni, 6 mesi e 1 giorno di reclusione (con sottrazione del periodo sofferto in esecuzione della custodia cautelare) per i reati di porto abusivo di armi, lesioni personali gravissime e danneggiamento, esteso in campo internazionale.

Nel dettaglio, Salvatore Vespertino è stato individuato come responsabile dell’attentato grazie ad una traccia di Dna lasciata sull’ordigno e rilevata a seguito di un meticoloso e certosino lavoro di analisi della Polizia Scientifica, corroborato dagli elementi emersi a seguito di un intenso lavoro investigativo della Digos fiorentina e del personale della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, che ha poi retto a tutti i gradi del vaglio giurisdizionale.

Sinner squalificato: Binaghi: "Vergognosa ingiustizia"

Roma, 15 feb. (askanews) – “E’ la prima volta che una vergognosa ingiustizia ci rende felici perché il primo pensiero è per il ragazzo che vede finire un incubo”, lo afferma il presidente della Fitp, Angelo Binaghi commentando l’accordo tra Jannik Sinner e Wada. “Questo accordo tra le due parti certifica l’innocenza di Jannik, la sua assoluta non colpevolezza, e gli consente finalmente di rasserenarsi e pianificare il suo futuro con un grande rientro agli Internazionali BNL d’Italia a Roma dove tutta l’Italia lo accogliera’ come merita”, aggiunge. Binaghi ha poi aggiunto: “Resta il rammarico per tutto quello che ha dovuto passare e per tutto il tempo che Jannik ha dovuto trascorrere con questo macigno. Se non altro, questo sarà forse l’ultimo grande errore della Wada che, come sappiamo, ha già deciso di cambiare le regole che hanno costretto Jannik ad accettare un compromesso che anche se non riconosce alcuna sua responsabilità è veramente ingiusto”.

La Regione Lazio ‘fiorisce’ a Casa Sanremo

Sanremo, 15 feb. (askanews) – Al Festival di Sanremo la Regione Lazio e Arsial sono protagoniste a Casa Sanremo, l’area hospitality ufficiale della kermesse, con una lounge esclusiva dedicata alla promozione della filiera florovivaistica regionale. L’iniziativa stata realizzata in collaborazione con l’Associazione della Filiera Florovivaistica del Lazio e rappresenta un’occasione unica per valorizzare il comparto, da sempre simbolo del Festival, raccontandone il ruolo strategico per l’economia e il territorio.

“Il fluorovivaismo anche per la nostra regione – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura e al Bilancio, Giancarlo Righini – rappresenta un pilastro molto importante dell’economia regionale, poco meno di 200 milioni di euro di fatturato, siamo i quinti produttori nazionali del settore fluorovivaistico. Siamo qui orgogliosamente per accompagnare i nostri produttori che investono risorse importanti, che danno occupazione e contribuiscono alla ricchezza nazionale e ovviamente Sanremo la principale vetrina. Ci tenevamo, e per la prima volta Regione Lazio – ha aggiunto – interviene e d la possibilit finalmente di far fare vetrina ai nostri produttori e alle nostre eccellenze. In particolare nell’Agropontino sono concentrati produttori di straordinario valore e importanza. Siamo felici di dare a tutti loro questa bellissima opportunit”.

Il Lazio tra i principali poli florovivaistici italiani, con un comparto produttivo altamente specializzato e orientato all’export. A livello nazionale, il Lazio occupa il quinto posto tra le regioni pi produttive, contribuendo con il 6% al valore complessivo della filiera florovivaistica italiana: quarto produttore di fiori e piante in vaso e nono produttore vivaistico italiano. Il valore della produzione regionale ha raggiunto i 190,418 milioni di euro: 139,446 provenienti dalla produzione di fiori e piante in vaso e 50,972 milioni derivati dal vivaismo.

Facciamo come Luigi Sturzo, portiamo la Rete nell’Associazione dei Comuni.

Intanto ben trovati e grazie per l’invito. Sono davvero contento di essere qui. Parliamo del tema della solitudine? Personalmente, non mi sono mai sentito solo perché fin da bambino ho fatto parte di comunità: prima nel patronato e nell’Azione Cattolica, poi, vedendo che gli scout “si divertivano di più”, mi sono unito a loro. Sapete perché? Perché applicano il “learning by game”, cioè l’apprendimento attraverso il gioco. Ho preso parte all’esperienza degli scout fino ai trent’anni e poi ho fatto volontariato nell’attività di servizio verso i malati. Insomma, sono sempre stato insieme agli altri.

Vi assicuro che stare insieme è fondamentale: il successo nasce dalle alleanze. Le persone nelle comunità sono molto più forti. E qui, visto che ci troviamo in una rete di ispirazione cristiana, dobbiamo essere orgogliosi dell’essere stati educati al rispetto del valore della comunità.
Oggi ci troviamo tra due derive: da un lato quella liberista, dove l’individuo prevale su tutto; dall’altro quella populista e collettivista, dove la comunità schiaccia l’individuo. Ma noi abbiamo un’altra strada, quella del personalismo comunitario di Jacques Maritain ed Emmanuel Mounier. Abbiamo capito che la persona è al centro, ma si realizza pienamente solo nel quadro della comunità, quando cioè viene accolta e riconosciuta dagli altri. Questo concetto è fondamentale.
Ecco, parlando di comunità, mi viene in mente un episodio di quando facevo volontariato nel Tribunale del malato. Andavo a parlare con il direttore dell’ASL e lui mi chiedeva: “Ma voi chi siete? Da dove venite? Da chi siete stati nominati?”. In pratica, non ci vedeva come una rappresentanza reale, perché non eravamo stati eletti.

Questo ci porta al tema della democrazia associativa. Sempre nel periodo del volontariato, ricordo che avevamo una rivista chiamata emblematicamente “Diritti e Solidarietà”. Quel titolo rappresentava già un ponte tra le due grandi tradizioni popolari del nostro paese: “diritti” richiamava la narrazione della sinistra e “solidarietà” quella del cattolicesimo sociale e democratico. Avevamo già intuito l’importanza della democrazia partecipativa.
A Udine, città sotto i 100.000 abitanti, non abbiamo consigli di quartiere elettivi. Allora abbiamo creato i consigli di quartiere partecipati, coinvolgendo le associazioni sportive, culturali, sociali, e finanche le parrocchie. Così abbiamo costruito una forma di democrazia partecipativa, dove il Comune rappresenta la democrazia elettiva, in sostanza “verticale”, mentre le associazioni costituiscono quella che chiamiamo dimensione “orizzontale”.
E qui arrivo a un punto importante, emerso anche ieri: tenendo presente la dottrina sociale della Chiesa, noi arriviamo a declinare le nostre scelte attraverso due modalità diverse, entrambe degne di attenzione: quella del “prepolitico” – la Rete ne fa parte anche…non volendo – e quella del “politico”, dove operano ovviamente i partiti. Il rischio è che questa Rete rimanga sospesa, senza impatto reale. Secondo me, l’unità politica dei cattolici è possibile proiettarla solo nell’orizzonte delle istituzioni.

Un esempio? L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) è “unitaria” o se preferite bipartisan. Ho studiato la sua storia: nasce nel 1901 a Parma su iniziativa di socialisti e radicali, ma già nel 1902 Luigi Sturzo ne intuì l’importanza e propose l’ingresso dei cattolici. Lo fece riunendo a Caltanisetta, a ridosso del secondo congresso dell’Associazione, organizzato a Messina, gli amministratori cattolici della Sicilia. Le motivazioni e le linee strategiche di quel passaggio fondamentale le ritroviamo, appunto, nel “Discorso di Caltanisetta” celebrato dalla storiografia sturziana.

Ebbene, veniamo all’oggi: l’ANCI negozia con lo Stato e le Regioni tutto ciò che rientra nell’ambito delle norme e dei provvedimenti finanziari aventi un impatto diretto e indiretto sugli enti locali. Noi possiamo inserirci in questo contesto, con la nostra attitudine e sensibilità, lavorando in modo “orizzontale”, quindi attraverso un sistema di relazioni dal basso, per coinvolgere di più e meglio le realtà territoriali e i cittadini.

Dobbiamo cercare le persone dove sono: nel volontariato, nell’associazionismo in genere, nelle comunità locali. Ma dobbiamo anche dare a queste realtà una proiezione politico-istituzionale, esaltando la democrazia associativa. E, soprattutto, dobbiamo rimanere uniti. Concludo proprio così: il sistema di valori comune, vissuto con la necessaria creatività, è garanzia di futuro e poiché, sicuramente, nella dialettica politica vincerà chi avrà “più filo da tessere”, ci dobbiamo prestare a un impegno solidale per dare testimonianza attiva di una tessitura forte e ambiziosa.

Ex Ilva, Acciaierie d’Italia: 2 rilanci offerte da Baku e da Jindal

Roma, 15 feb. (askanews) – I commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria, e di Ilva in AS comunicano che, nella serata di ieri, a mezzanotte, si è conclusa la fase di presentazione dei rilanci, sulla base delle offerte presentate lo scorso 10 gennaio, per l’acquisizione degli stabilimenti ex Ilva.

Al termine di tale fase, riporta un comunicato, sono stati ricevuti due rilanci da parte di Baku Steel Company CJSC + Azerbaijan Investment Company OJSC e Jindal Steel International., mentre da parte di Bedrock Industries Management Co Inc non è pervenuta nessuna integrazione di quanto già presentato.

I commissari straordinari, aggiunge la nota, si riservano alcuni giorni per valutare attentamente le proposte ricevute e formulare il proprio parere, che sarà trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Papa Francesco ha trascorso una notte serena: proseguono accertamenti e terapie

Roma, 15 feb. (askanews) – “Papa Francesco ha trascorso una notte serena e ha dormito bene. Questa mattina ha fatto colazione e ha letto alcuni quotidiani. Proseguono gli accertamenti e le terapie”. Così il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni. Il Santo Padre – si ricorda – è ricoverato al Policlinico Gemelli dalla mattinata di ieri. – Sono previsti possibili aggiornamenti sullo stato di salute di Papa Francesco nel tardo pomeriggio di oggi. Attese anche indicazioni la celebrazione dell’Angelus domenicale.

Fisco, sulla rottamazione Salvini raduna i suoi e contatta gli alleati

Roma, 15 feb. (askanews) – Matteo Salvini ha fatto oggi il punto rulla rottamazione delle cartelle con i suoi. E’ quanto si legge in una nota della Lega, nella quale si precisa che il leader “ha chiarito che la proposta della ‘pace fiscale’, utile per ridare ossigeno a milioni di italiani in buonafede, sarà condivisa con gli alleati”.

L’obiettivo, viene precisato, è “arrivare a un accordo soddisfacente per tutti e in linea con il programma elettorale. I contatti con gli altri partiti di maggioranza sono già in corso e non si sono mai interrotti”.

Ascolti Sanremo, 13.575.000 e 70.8% di share per la serata cover

Roma, 15 feb. (askanews) – Boom di ascolti per la quarta serata di Sanremo 2025. L’ascolto della serata cover del festival, calcolato sulla total audience (oltre alle tv, anche pc, tablet e smartphone collegati in diretta), è stato di 13.575.000 spettatori con il 70,8% di share. Con la potente interpretazione di Skyfall di Adele in coppia con Annalisa, Giorgia vince la serata di Sanremo dedicata alle cover, la tradizionale carrellata di classici italiani d’autore, gioielli pop, cover rock e soul, che si apre con Roberto Benigni, tra battute a raffica su Musk, Giorgia, Trump e parole di affetto per il presidente Mattarella, e trova in Geppi Cucciari la mattatrice.

Panetta: da dazi Usa -0,5 punti di Pil nell’eurozona (ma per l’Italia andrà peggio)

Roma, 15 feb. (askanews) – I nuovi dazi approntati negli Usa dall’amministrazione Trump avranno ricadute “più contenute” nell’area euro rispetto all’economia globale, con circa mezzo punto percentuale di crescita in meno rispetto a 1,5 punti in meno ma “con effetti maggiori per Germania e Italia, data la rilevanza dei loro scambi con gli Stati Uniti”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nel suo intervento al 31esimo congresso Assiom Forex. “L’esperienza storica mostra che le guerre commerciali danneggiano la crescita, anche nei paesi che le avviano”.

“Secondo le nostre stime, se i dazi annunciati in fase pre-elettorale fossero attuati e accompagnati da misure di ritorsione, la crescita del Pil globale si ridurrebbe di 1,5 punti percentuali. Per l’economia statunitense l’impatto supererebbe i 2 punti”, ha detto. “Nella fase iniziale questi impatti negativi potrebbero essere amplificati dall’aumento dell’incertezza sulle politiche commerciali, già evidente nelle ultime settimane”.

“Il caso più significativo è quello della Cina. Dato l’eccesso di capacità produttiva nel settore industriale. L’imposizione di dazi elevati da parte degli Stati Uniti potrebbe spingere gli esportatori cinesi a cercare nuovi mercati per compensare il calo delle vendite sul mercato americano. In tale scenario – ha rilevato Panetta – le imprese italiane ed europee si troverebbero esposte a crescenti pressioni competitive da parte delle aziende cinesi, la cui specializzazione settoriale è sempre più simile a quella europea”.

“I dazi non garantiscono una riduzione del disavanzo delle partite correnti – ha poi rimarcato il governatore -. Se lo facessero, comporterebbero anche un minore afflusso netto di capitali verso il paese che li ha imposti, con conseguenti aggiustamenti attraverso un aumento del risparmio dei residenti o una riduzione degli investimenti”.

Bce, Panetta: avanti su tagli tassi o rischia inflazione troppo bassa

Roma, 15 feb. (askanews) – Nell’area euro “il percorso di normalizzazione della politica monetaria non è concluso” e, guardando avanti, “un allentamento meno deciso” rispetto allo scenario di base, che considera un taglio dei tassi di riferimento “intorno al 2 per cento dalla metà del 2025, potrebbe comportare un’inflazione troppo bassa nel medio periodo”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nel suo intervento al 31esimo congresso Assiom Forex.

“Il processo di normalizzazione della politica monetaria va quindi continuato – ha detto – accompagnando le decisioni con una comunicazione orientata alle prospettive dell’economia reale e dell’inflazione nel medio termine. In questa fase, un’eccessiva attenzione ai dati di volta in volta disponibili rischia di generare incertezza e volatilità nei mercati, riducendo l’efficacia della politica monetaria”.

Come tutti i governatori di banche centrali nazionali dell’area euro, Panetta partecipa al Consiglio direttivo della Bce. “Il rientro dell’inflazione nell’area dell’euro all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine è quasi completo – ha fatto notare -. I rialzi degli ultimi mesi, fino al 2,5 per cento a gennaio, erano previsti e sono dovuti in parte a effetti di base legati all’evoluzione passata dei prezzi dell’energia. L’inflazione di fondo si è mantenuta al 2,7 per cento, ma la sua dinamica sui tre mesi, più rappresentativa delle tendenze recenti, evidenzia un calo pressoché continuo”.

Nel frattempo il principale tasso di riferimento della Bce “rimane superiore alle stime del tasso neutrale, ossia il livello compatibile con l’assenza di pressioni inflazionistiche e con la crescita potenziale dell’economia. Di conseguenza – ha rilevato Panetta – la politica monetaria continua a esercitare una pressione al ribasso sull’attività produttiva e sulla dinamica dei prezzi al consumo, un effetto sempre meno necessario in un contesto in cui l’inflazione è vicina all’obiettivo e la domanda interna resta debole”.

Ucraina, Zelensky: Putin vuole Trump sulla Piazza Rossa

Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – Vladimir “Putin una volta parla a tu per tu con l’America, proprio come prima della guerra, quando si incontrarono in Svizzera e sembrava che volessero spartirsi il mondo. Poi, Putin cercherà di far arrivare il presidente degli Stati Uniti sulla Piazza Rossa il 9 maggio di quest’anno, non come leader rispettato, ma come sostegno alla sua stessa performance”. Lo ha detto oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. “Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di un vero successo. Abbiamo bisogno di una vera pace”, ha aggiunto Putin.

Hamas ha liberato altri 3 ostaggi israeliani: consegnati alla Croce Rossa

Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – Hamas ha consegnato questa mattina altri tre israeliani, con doppia nazionalità, nell’ambito dell’accordo sul rilascio degli ostaggi con Israele. I tre israeliani sono stati fatti sfilare da Hamas su un palco a Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, prima di essere consegnati alla Croce Rossa. In cambio, Israele si prepara a liberare 369 prigionieri palestinesi.

I tre ostaggi liberati da Gaza sono Sacha Trupanov, israeliano-russo di 29 anni, Sagui Dekel-Chen, israeliano-americano di 36 anni, e Yair Horn, israeliano-argentino di 46 anni. Etrano stati rapiti dal kibbutz Nir Oz durante l’attacco del 7 ottobre 2023.

Delle 251 persone prese in ostaggio da Hamas, 73 si trovano ancora a Gaza, di cui almeno 35 sono morte, secondo l’esercito israeliano.

Sanit integrativa, FASI potenzia prestazioni e rimborsi

Roma, 14 feb. – La prevenzione come chiave per un sistema sanitario sostenibile e per una vita pi lunga e di qualit. Proprio in questa direzione vanno i servizi offerti del Fasi, il Fondo sanitario integrativo dei dirigenti d’azienda, primo fondo in Italia per contributi raccolti e prestazioni rimborsate, che dal 1 gennaio 2025 ha aumentato le tariffe di ben 80 prestazioni, introducendone 83 nuove nel corso dell’anno, con un impegno complessivo di 65 milioni di euro. Uno sforzo in controtendenza con il mercato.

Oltre 10mila iscritti al convegno online ‘Il Fasi nel 2025: novit, benefici, opportunit’, hanno ascoltato gli interventi di Valter Quercioli (Presidente di Federmanager), Maurizio Tarquini (Direttore Generale Confindustria) e Lorenzo Menicanti (Presidente Rete Cardiologica e Direttore Scientifico – IRCCS Policlinico San Donato) e dei vertici del Fasi. A condurre l’evento la giornalista Rai Francesca Parisella.

“Le malattie cardiovascolari – ha ricordato il prof. Menicanti – rappresentano la principale causa di morte nelle societ occidentali, in particolare in Europa. La prevenzione deve quindi essere primaria: occorre agire affinch la malattia non si manifesti, puntando a eliminarne del tutto l’insorgenza”

“Il nostro claim ‘Fasi al tuo fianco’ ed questa la nostra mission: ogni giorno governance, associati, Confindustria, Federmanager e tutti gli uffici sono al servizio dei nostri assistiti. In questa direzione va l’aggiornamento di 163 nuove voci del nomenclatore per assistere concretamente e rispondere alle esigenze di salute, delle aziende, dei dirigenti e dei loro familiari”, ha spiegato Daniele Damele, presidente Fasi.

Negli ultimi tre anni, il Fondo, che vanta oltre 130mila iscritti e 300mila assistiti, ha destinato pi di 113 milioni di euro per ampliare l’offerta delle prestazioni e aumentare le tariffe di rimborso, con un incremento esponenziale dell’investimento complessivo.

“L’assistenza sanitaria integrativa riveste un ruolo fondamentale – ha sottolineato Fabio Pengo, vicepresidente di Fasi -. Il 50% dei Millennials la considera la priorit assoluta tra le iniziative di welfare. chiaro, quindi, che anche per le aziende rappresenta un asset strategico”.

Nel 2024 il Fasi ha liquidato oltre 1,3 milioni di pratiche, registrando un incremento del 18% rispetto all’anno precedente, per un totale stimato e di competenza di quasi 400 milioni di euro destinati al rimborso di prestazioni sanitarie.

“Dall’inizio dell’anno, circa 60 prestazioni hanno beneficiato di un incremento nei rimborsi. Da aprile, inoltre, saranno introdotte nuove prestazioni. A luglio, previsto un ulteriore ampliamento dell’offerta”, annuncia Germano Gallina, direttore generale di Fasi.

Tra le principali novit, sono stati incrementati i rimborsi per cure odontoiatriche, rivolte sia agli adulti che ai bambini, migliorando cos l’accessibilit a trattamenti di qualit per tutta la famiglia. Anche in medicina e chirurgia sono previsti aumenti significativi: ecografie e terapie fisiche saranno rimborsate con tariffe pi vantaggiose per gli iscritti.

Ucraina, Zelensky: Putin vuole Trump in Piazza Rossa

Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – Vladimir “Putin una volta parla a tu per tu con l’America, proprio come prima della guerra, quando si incontrarono in Svizzera e sembrava che volessero spartirsi il mondo. Poi, Putin cercherà di far arrivare il presidente degli Stati Uniti sulla Piazza Rossa il 9 maggio di quest’anno, non come leader rispettato, ma come sostegno alla sua stessa performance”. Lo ha detto oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. “Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di un vero successo. Abbiamo bisogno di una vera pace”, ha aggiunto Putin.

Sinner squalificato, la vicenda Clostebol

Roma, 15 feb. (askanews) – Jannik Sinner è risultato positivo a un controllo antidoping il 10 marzo 2024, durante il Masters 1000 di Indian Wells. Il secondo controllo positivo è del 18 marzo, dopo la semifinale persa nello tostesso torneo contro Carlitos Alcaraz. In entrambi i casi sono stati trovati livelli simili di Clostebol, con una concentrazione nelle urine nel primo caso di 86 picogrammi per millilitro, e nel secondo di 76 picogrammi per millilitro: cioè una concentrazione inferiore a 1 miliardesimo di grammo per litro. Secondo la versione fornita dalla difesa di Sinner, la rilevazione del Clostebol è stata dovuta a una contaminazione avvenuta attraverso il suo fisioterapista, Giacomo Naldi: quest’ultimo avrebbe massaggiato Sinner nei giorni del torneo dopo aver usato il Trofodermin, un medicinale spray contenente Clostebol, per curare un taglio che si era procurato al mignolo della mano sinistra. La contaminazione durante i massaggi si spiegherebbe, perché Jannik ha una forma di dermatite sui piedi e sulla schiena che gli causa spesso piccoli tagli e ferite sulla pelle.

Il 4-5 aprile e il 17-20 aprile sono poi arrivate le due sospensioni provvisorie di Sinner, a cui Jannik ha fatto appello urgente immediato, rivolgendosi a un tribunale indipendente. In entrambi i casi Sinner ha ottenuto la revoca immediata delle due sospensioni e ha potuto continuare a giocare (in attesa di chiarire la sua posizione) per tutti i mesi primaverili ed estivi. Naldi aveva acquistato il Trofodermin a Bologna il 12 febbraio da Umberto Ferrara, l’allora preparatore atletico di Sinner. Naldi, inoltre, aveva dichiarato di aver usato il farmaco per la sua ferita ogni giorno, dal 5 al 13 marzo. Per il regolamento mondiale antidoping della Wada i tennisti sono responsabili della scelta del proprio personale medico, e non possono quindi giustificarsi per l’assunzione di una sostanza dopante dando semplicemente la colpa al proprio staff. Il 20 agosto, poco prima degli Us Open (vinti da Sinner), è arrivata la prima sentenza del tribunale sportivo, che ha assolto il numero 1 del mondo, spiegando che la concentrazione di clostebol trovata nelle sue urine è da definirsi “bassa”. Per il tribunale Jannik non ha “alcuna colpa o negligenza” nell’assunzione del farmaco e l’assoluzione piena ha consentito a Sinner di evitare squalifiche. Sinner ha dovuto rinunciare soltanto a 400 punti in classifica (sottratto il punteggio di Indian Wells) e ha dovuto pagare una multa di 300mila euro. Sinner dopo il rumore mediatico della vicenda ha licenziato sia il preparatore atletico Umberto Ferrara che il fisioterapista Giacomo Naldi. Con l’ingresso nello staff di Panichi e Badio e la chiusura della vicenda sembrava tutto più sereno per Sinner, concentratosi sul finale di stagione in cui ha rivinto la Coppa Davis, conquistato le Atp Finals e gli Australian Open. La Wada, però, il 4 ottobre ha presentato il ricorso al Tas, riaprendo tutto. Oggi l’annuncio dell’accordo ed i tre mesi di squalifica che finiranno ai primi di maggio .

Sinner squalificato: "Un caso che mi tormentava da un anno"

Roma, 15 feb. (askanews) – Con un comunicato Jannik Sinner ha commentato l’accordo con la Wada per una squalifica di 3 mesi in merito al caso clostebol che fa decadere il procedimento davanti al Tas.

“Questo caso – dice l’azzurro – mi tormentava ormai da quasi un anno e il processo ancora sarebbe stato lungo con una decisione che forse sarebbe arrivata solo alla fine dell’anno”. Così Jannik Sinner ha commentato l’accordo con la Wada per una squalifica di tre mesi per il caso Clostebol.

“Ho sempre accettato di essere responsabile della mia squadra e ritengo che le rigide regole della Wada siano una protezione importante per lo sport che amo. Su questa base ho accettato l’offerta della Wada di risolvere il presente procedimento sulla base di una sanzione di tre mesi”, ha aggiunto il tennista italiano.

Sinner squalificato, l’avvocato: finalmente è finita

Roma, 15 feb. (askanews) – “Sono felice che Jannik possa finalmente lasciarsi alle spalle questa dolorosa esperienza”: così l’avvocato di Jannik Sinner, Jamie Singer, ha commentato la squalifica di tre mesi inflitta all’altoatesino per il caso clostebol.

“La WADA – continua – ha confermato i fatti stabiliti dal Tribunale Indipendente. È chiaro che Jannik non aveva alcuna intenzione, non era a conoscenza della situazione e non ha ottenuto alcun vantaggio competitivo. Purtroppo, gli errori commessi da alcuni membri del suo team hanno portato a questa situazione”.

Tennis, Sinner si accorda con la Wada: tre mesi di sospensione

Roma, 15 feb. (askanews) – I Jannik Sinner ha raggiunto un accordo con l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), riconoscendo la sua parziale responsabilità per gli errori commessi dalla sua squadra. Il campione italiano dovrà affrontare una sospensione di tre mesi dal tennis. Lo si legge in una nota. L’indagine della Wada ha concluso che Sinner non aveva alcuna intenzione e non ha tratto alcun vantaggio agonistico dai due test positivi per tracce minime di clostebol rilevate nel suo organismo. La squalifica di Sinner durerà fino al 4 maggio. Il n. 1 al mondo salterà, dunque, i Masters 1000 di Indian Wells, Miami, Monte-Carlo e Madrid. Jannik potrà tornare in campo per gli Internazionali d’Italia che inizieranno il 7 maggio.

Il comunicato integrale della Wada L’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) conferma “di aver raggiunto un accordo per la risoluzione del caso riguardante il tennista italiano Jannik Sinner, con l’atleta che ha accettato un periodo di ineleggibilità di tre mesi per una violazione delle norme antidoping, dopo essere risultato positivo al clostebol, una sostanza proibita, nel marzo 2024. Nel mese di settembre, WADA aveva presentato un ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) nel caso del sig. Sinner, che era stato giudicato da un Tribunale Indipendente come non responsabile né negligente. Nonostante questo ricorso, le circostanze specifiche del caso hanno portato WADA a considerare un accordo per garantire un esito equo e appropriato, conformemente all’Articolo 10.8.2 del Codice Mondiale Antidoping.

WADA accetta la spiegazione fornita dall’atleta riguardo alla causa della violazione, come indicato nella decisione di primo grado. WADA riconosce che il sig. Sinner non aveva intenzione di barare e che la sua esposizione al clostebol non ha fornito alcun beneficio in termini di prestazioni, avvenendo a sua insaputa a causa della negligenza di alcuni membri del suo entourage. Tuttavia, secondo il Codice e in base ai precedenti del CAS, un’atleta è ritenuto responsabile della negligenza del proprio entourage. Considerando l’unicità dei fatti di questo caso, è stata ritenuta appropriata una sospensione di tre mesi.

Come già affermato, WADA non ha richiesto la squalifica di alcun risultato, ad eccezione di quanto già imposto dal tribunale di primo grado. La Federazione Internazionale di Tennis e l’Agenzia Internazionale per l’Integrità del Tennis, entrambe co-respondenti al ricorso di WADA presso il CAS e nessuna delle quali ha impugnato la decisione di primo grado, hanno accettato l’accordo per la risoluzione del caso.

Secondo i termini dell’accordo, il sig. Sinner sconterà il suo periodo di ineleggibilità dal 9 febbraio 2025 fino alle 23:59 del 4 maggio 2025 (inclusi quattro giorni già scontati dall’atleta durante la sospensione provvisoria). In base all’Articolo 10.14.2 del Codice, il sig. Sinner potrà riprendere ufficialmente l’attività di allenamento dal 13 aprile 2025. Alla luce dell’accordo, WADA ha formalmente ritirato il proprio ricorso al CAS.

Draghi: lasciamo stare gli Usa, l’Europa si è messa dazi da sola

Roma, 15 feb. (askanews) – L’Unione europea deve concentrarsi sui problemi che si è creata da sola, operando “una svolta radicale”, piuttosto che su quelli dovuti ai rapporti con l’amministrazione Usa a guida Trump. E’ la tesi di Mario Draghi, già presidente del Consiglio e della Bce in un articolo sul Financial Times, eloquentemente intitolato “Lasciamo stare gli Usa: l’Europa è riuscita a mettersi dazi da sola”.

Perché secondo Draghi ci sono due fattori, tutti europei, alla base di molti dei problemi dell’Unione. Il primo è “l’incapacità di lungo termine dell’Ue di intervenire sulle penurie di approvvigionamento, specialmente sulle barriere interne e i fardelli regolamentari. Questi – scrive – sono ampiamente più dannosi per la crescita di qualunque dazio possano imporre gli Stati Uniti. E i loro effetti dannosi stanno crescendo”.

Draghi cita stime del Fondo monetario internazionale secondo cui le barriere interne equivalgono a dazi del 45% sul manifatturiero del 110% sui servizi. Al tempo stesso Bruxelles ha consentito alla regolamentazione di ostacolare la crescita delle imprese tecnologiche, bloccando gli aumenti di produttività.

Il secondo fattore è la tolleranza dell’Europa “a una domanda interna persistentemente debole, quantomeno dalla crisi del 2008”. Secondo Draghi entrambi questi elementi, approvvigionamenti e domanda, sono ampiamente dovuti all’Europa stessa. “Per questo ha il potere di cambiarli. Ma questo richiede un cambiamento fondamentale di mentalità. Finora l’Europa si è focalizzata su obiettivi specifici o nazionali, senza tenere conto del loro costo collettivo. Ora è chiaro che operando in questo modo non ha assicurato né welfare per gli europei, né finanze pubbliche sane, e nemmeno autonomia nazionale che olra è minacciata da pressioni esterne. Questo – conclude – è il motivo per cui sembrano cambiamenti radicali”.

Sanremo, Coma_Cose: passato il concetto che il brano ha doppia lettura

Sanremo, 14 feb. (askanews) – “Cuoricini” il brano dei Coma_Cose scritto da Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano, in gara alla 75 edizione Festival di Sanremo ha ottenuto un grande successo in radio e sui social. La coppia artistica e nelle vita accoglie con soddisfazione il modo in cui il brano stato recepito dal pubblico. “Sono arrivate tante testimonianze di affetto, quello che sappiamo sicuramente che passato il concetto che il brano ha una doppia lettura, questa la cosa pi importante per noi. A volte appunto usi magari anche la forma canzone pi orecchiabile, un po’ come cavallo di Troia per far passare certi contenuti, certi messaggi, del caso di questa canzone. Quindi siamo molto felici di come stia andata, di come stia andando”. Grazie.

Poi hanno raccontato come nato il brano: “La prima frase che stata scritta proprio quella che forse pi stata citata come pi magnifica della canzone, che un divano di telefono e una coppa dell’amore, anche tutto da l, quando si va in pizzeria si vede la famosa coppia accanto che non si parla e guarda il telefono, ma non ci sar niente conto che a volte quella coppia sei tu, proprio che poi nel senso di tutti noi siamo quella coppia, a volte, in pizzeria o nella vita privata e quindi abbiamo detto, cavolo, una idea per darci una scossa, per ironizzare, anche personalizzare, poi anche per riflettere”. Sul fatto di essere tra i pi trasmessi dalle radio e sulle piattaforme California dice: “Non me la rendo tanto eh. Comunque siamo super super felici, davvero una canzone che a noi piace tanto, ci diverte, ascoltare e fare, quindi siamo felici, mi sono sempre semplice stata una bella sfida e siamo contenti di averla portata qui”.

Dal 7 marzo sar disponibile Vita Fusa, il nuovo album dei Coma_Cose disponibile in pre-save e pre-order nei formati vinile gold, vinile rosa e CD. Un album intimo che, tra ballad e brani dalle varie sfaccettature sonore avr i molti colori che caratterizzano il duo, raccontando un nuovo capitolo molto personale dei Coma_Cose. L’album contiene “Cuoricini”, .

Sanremo, Francesca Michielin: il mio pianto per dirmi ce l’hai fatta

Sanremo, 14 feb. (askanews) – “Ho detto non possibile, mi sono preparata tantissimo per questo pezzo, questo non ci voleva, perch non riuscivo neanche a stare in piedi e il mio pianto stato proprio per dire brava ce l’hai fatta”. Francesca Michielin ha raccontato con queste parole la sua reazione all’infortunio alla caviglia che ha subito. “Per poi l’adrenalina aiuta tanto, aiuta anche il bendaggio funzionale, praticamente non passa il sangue secondo me, proprio stretto come non so che cosa. E ovviamente lo posso tenere pochissimo tempo, ed per quello che mi muovo con le stampelle durante il giorno”.

Poi ha voluto raccontare la durezza, il dolore e la paura di non poter pi cantare per i problemi al rene che l’ha costretta a sottoporsi a un intervento chirurgico per rimuoverlo. “Devo dire che per io adesso mi sento meglio di prima e questa una cosa bellissima, cio non penso che mi manchi qualcosa, penso che sono molto meglio di prima, sono pi forte, sono pi consapevole e anche se tecnicamente meno di prima, in realt per me pi bello, nella filosofia, mi sembra cinese, il rene rappresenta la paura di non farcela e quindi io voglio pensare che adesso che non c’era pi io non ho pi paura di non farcela, adesso sono sono molto pi sicura. Viva il lupo, grazie.

Fango in Paradiso (Columbia Records/Sony Music Italy), l’intensa ballad che ieri sera ha segnato il ritorno di Francesca Michielin sul palco dell’Ariston in occasione della 75 edizione del Festival di Sanremo.

L’Europa e la propria Difesa: una nuova fase della storia.

Nel 2023 i fondi destinati alla Difesa, ovvero agli armamenti, sono aumentati a livello globale (+6,8%) e per quanto concerne i paesi europei aderenti alla Nato l’incremento è stato, in seguito alla guerra in Ucraina e al conseguente suo parziale finanziamento da parte dell’Unione, addirittura del 16%, con la media dei paesi dell’est europeo attestata al 31%. I dati sono quelli del Sipri, l’autorevole Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace con sede a Stoccolma.

Nell’insieme questi quattrini hanno costituito il 28% della spesa totale Nato nel 2023, percentuale mai raggiunta in questo secolo. Chi ha incrementato di più, come è noto, è la Polonia (ben il 75% nel 2022). In attesa di conoscere i dati precisi relativi al 2024 appare evidente come – tranne qualche eccezione, fra cui l’Italia – il tetto del 2% del PIL a suo tempo definito ma non raggiunto da tutti i paesi europei sia già ora una base dalla quale partire per crescere ulteriormente, così come vuole Trump.

Il problema europeo è noto: Roberto Cingolani, Ceo di Leonardo, la nostra azienda di punta nell’aerospaziale, lo ha definito a suo tempo (circa un anno fa) con una locuzione interessante, “frammentazione industriale”: ogni singolo stato nazionale investe – chi più, chi meno – nei propri sistemi d’arma, anche a livello progettuale e produttivo, oltre che nella gestione della propria Forza Armata. Col risultato di creare “duplicazioni” diffuse che impediscono l’emersione di “campioni industriali” continentali. Non solo. Questa distorsione ne produce un’altra, ovvero il prevalente acquisto di componentistica quando non di interi sistemi d’arma dall’estero (Stati Uniti, checché ne dica Trump, in primo luogo). Non esiste, cioè, un “procurement” europeo.

Ogni governo dell’Unione conosce nei dettagli i dati relativi a questa problematica. Ma non vuole affrontarla, se non a parole e con qualche blanda idea assolutamente non risolutiva. Eppure l’invasione russa dell’Ucraina ha evidenziato l’esistenza reale di una possibile minaccia, e dunque la necessità di un efficace sistema difensivo europeo.

Per renderlo autonomo dagli Usa e quindi potenzialmente indipendente dalla Nato (uno scenario ancora ipotetico, ma non impossibile se la marea isolazionista americana dovesse proseguire anche dopo i prossimi quattro anni) è stato calcolato che – oltre alla volontà politica, oggi assente, indispensabile per costituire un esercito europeo – ci vorrebbe un impegno pari ad almeno il 6% del PIL da parte di ogni Stato (l’Italia oggi è all’1,5% e questo dà la dimensione del problema).

A conferma delle difficoltà è utile ricordare che l’obiettivo annunciato in pompa magna nel marzo 2022, subito dopo l’attacco russo a Kyiv, la cosiddetta “Bussola strategica” (ovvero la creazione entro il 2025 di una forza europea di rapido intervento dotata di 5000 effettivi) è ben lontano dal suo effettivo conseguimento.

È dunque più realistico immaginare questo come un obiettivo di lungo periodo, al quale però cominciare a predisporsi fin d’ora. Ma ciò necessita di una volontà federativa di natura politica, che oggi non c’é, altrimenti questi sono tutti ragionamenti fasulli, scritti sull’acqua.

Nell’immediato dunque rimane la Nato. Questo gli americani lo sanno e pertanto ci chiedono il conto. Non sono più disponibili a pagare il nostro sistema di Welfare, che loro non hanno, finanziandolo con il loro budget destinato alla difesa atlantica. Può non piacere, ma è così. 

Siamo in una nuova fase della Storia. Chi fa politica ha il dovere di affrontarla, non di evaderla.

L’unità indispensabile per ripartire dal centro

 

Il dibattito dei giorni scorsi sulle sanzioni americane contro la Corte Penale Internazionale mi ha spinto a chiedermi: cosa avrebbe fatto un centrista, un popolare europeo, uno statista, un padre della nostra Patria, uno dei fondatori della Comunità Europea, come Alcide De Gasperi, di fronte a queste polemiche? 

Sarebbe rimasto in silenzio o avrebbe fatto sentire la sua voce a difesa di un’istituzione sovranazionale che negli anni ha portato avanti processi contro i più atroci criminali di guerra, senza preoccuparsi del loro potere?

Ovviamente conosco bene la risposta. Mi pongo questo dilemma, però, perché il nostro Ministro degli Affari Esteri sostiene di essere l’unico interprete del centro in Italia, erede di quelle politiche e quei valori portati avanti con onore dal politico trentino, anche in tempi bui come quelli del fascismo.

Il leader di Forza Italia ha dimostrato in questa occasione di non essere all’altezza di quei valori, di quella storia, seguendo le stesse tesi dei sovranisti in stile Salvini, Bannon e Afd.

Agli amici che oggi guardano a Forza Italia come interprete delle nostre istanze mi permetto di domandare: ma siete veramente sicuri che Tajani e FI rappresentino le nostre idee, i nostri valori? O sono unicamente dei portatori voti per la nuova destra al potere?

Sono sicuro che gli stessi amici a cui ho posto la domanda mi risponderanno senza aver dubbi: e chi sennò? Mica possiamo votare per il Pd che ormai è una forza libertaria, alleata con populisti e massimalisti!

L’obiezione è legittima anche se va ricordato che, mentre in Forza Italia nessuno si è opposto alle tesi del leader sulla Cpi, nel Pd continuano ad esser presenti e ad alzare la loro voce gli strenui difensori della linea riformista in antitesi al pensiero dominante della segreteria, penso, per esempio, alle coraggiose battaglie di Pina Picerno nell’Europarlamento.

L’impegno di alcuni esponenti però non basta. Basti ricordare come il Pd in recenti occasioni abbia votato contro l’istituzione del 17 giugno come giornata per ricordare le vittime della malagiustizia, in onore di Enzo Tortora; o come al Parlamento Europeo non abbia votato a favore di una risoluzione in cui si accostavano i simboli del nazifascismo a quelli del comunismo sovietico: identificandoli come emblemi dei totalitarismi vissuti in diversi paesi Europei.

Cito questi due voti perché sono degli esempi identitari che rendono chiara l’impossibilità per gli eredi delle culture centriste, democristiane, liberali, repubblicane e socialdemocratiche, di riconoscersi oggi nel Pd. Quindi che fare?

Serve un nuovo partito, diverso dal Pd e Forza Italia, che sia in grado di rappresentarci degnamente, perché i partiti attuali o non sono capaci o sono suddivisi in vari partiti personali che si preoccupano di farsi la guerra tra di loro.

Ha detto bene Beppe Sala nel corso di un’intervista a Otto e Mezzo: “Oggi il cosiddetto centro, cioè la parte più riformista e moderata della politica, è già occupato. Quindi, o lì si trova un accordo per tirare tutti dalla stessa parte o non funziona”.

Serve una maggiore propensione all’unità. Rinnovo l’appello agli attuali leader ed esponenti delle forze politiche che si ritrovano all’interno di Renew Europe, abbassate i toni, parlatevi, incontratevi, dialogate, riunite in una federazione plurale i mille rivoli di una diaspora centrista dispersa in tanti e inutili micropartiti personali. 

Una forza autonoma e con un programma chiaro e definito, una forza che possibilmente sia in grado di allearsi con il Pd ma che non sia obbligata a farlo. Ne abbiamo bisogno perchè oggi, come nel 1938 a Monaco, novelli Chamberlain con i capelli arancioni sostengono di aver trovato effimeri accordi di pace. 

Mai come oggi serve in Italia una casa per noi che crediamo che Democrazia è Libertà.

A Sanremo la IV edizione Festival della Canzone Cristiana

Sanremo, 14 feb. (askanews) – Ha preso il via la due giorni della Quarta edizione del Festival della Canzone Cristiana Sanremo 2025 www.sanremofestivaldellacanzonecristiana.it che si svolge in concomitanza con il Festival della Canzone Italiana, nello storico Teatro F.O.S. – Teatro della Federazione Operaia Sanremese, in via Corradi, a Sanremo, e sar trasmessa in diretta oggi e domani, 15 febbraio 2025, dalle ore 14.30 alle ore 19.30, sul profilo Facebook de “La Luce diMaria”, sul profilo Facebook del Festival della Canzone Cristiana, sul canale Youtube Festival della Canzone Cristiana e sul sito ufficiale del Festival della Canzone Cristiana nonch su Rete Tv Italia ma anche in diretta radiofonica su Radio Mater e Radio Amore.

Sul palco, a condurre il Festival, insieme al Direttore artistico Fabrizio Venturi, ci sar Carmen Attardi, volto noto della televisione e conduttrice dell’emittente radiofonica siciliana Radio Amore. Coordiner la manifestazione l’Avvocato Brunella Postiglione.

Il Festival, organizzato dal Cantautore e Direttore artistico Fabrizio Venturi, ha ottenuto un rilevante successo mediatico nazionale nelle tre precedenti edizioni del 2022 del 2023 e del 2024.

Per la sua quarta edizione, dedicata a Papa Francesco e al Giubileo, ha ottenuto i patrocini delle pi importanti istituzioni, tra cui quelli del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Regione Liguria e della Provincia di Imperia.

“Il Festival si prefigge l’intento di diffondere e di far conoscere anche in Italia la canzone di ispirazione cristiana o Christian music, genere che canta il rendimento di grazie a Dio e la gioia della fede. Sant’Agostino scriveva che chi canta prega due volte e, convinti che il canto sia una preghiera di elevato vigore, ci prefiggiamo come obiettivo primario di innalzare una preghiera universale mediante il nostro Festival” ha affermato Fabrizio Venturi, il quale ha aggiunto: “L’attuale edizione sar all’insegna del Giubileo e del messaggio cristiano che essa promana, nonch del connubio tra la Christian Music Italiana con quella degli Stati Uniti dove essa nata. La Christian Music in grado di instaurare un connubio creativo tra la canzone e la fede e tra la canzone e la lode a Dio, che fa proprio il linguaggio pi potente che Dio ha donato all’uomo, che la musica. La Christian Music non ha niente di diverso dalla musica che si ascolta tutti i giorni nelle radio, la differenza non nella musica delle canzoni, ma nei testi, che, in modo esplicito ed implicito, parlano di Dio”.

Lutto | Mimmo Lucà, autorevole dirigente Acli e politico lungimirante.

Tra le tante cose che in questo momento di lutto alimentano generali sentimenti di gratitudine verso Mimmo Lucà, vorrei ricordare in particolare l’Indagine Conoscitiva, promossa dalla Commissione Affari Sociali della Camera di cui è stato presidente, sulle condizioni sociali delle famiglie in Italia. Siamo nel 2006 quando erano in molti, e non solo nel centrodestra ma anche nel centrosinistra, e nella società civile, a parlare di “ristoranti pieni” quando stavano invece per esplodere le contraddizioni che di lì a poco avrebbero portato alla Grande Crisi Finanziaria del 2007-2008 e più in generale alla fine della società dei due terzi, un cambiamento epocale nella struttura sociale di cui fatichiamo ancora oggi a comprenderne la portata nonostante l’astensionismo abbia ormai raggiunto e talvolta superato il numero dei cittadini che si recano alle urne. Mimmo Lucà diede allora una non comune dimostrazione di essere un politico lungimirante, come lo era stato da dirigente nel sistema Acli. Una qualità, non improvvisata, ma coltivata nel corso della vita  nell’impegno sociale con le Acli di Torino, di cui è stato presidente provinciale, e nell’impegno politico nei Cristiano Sociali. Fu Giovanni Bianchi a volerlo nella Presidenza nazionale delle Acli, di cui divenne Vicepresidente nazionale, con impegnative responsabilità, soprattutto nell’ambito del Patronato.

Di cultura politica di sinistra, negli anni novanta fu fra i promotori di un manifesto di cattolici per il rinnovamento della politica a Torino, che concorse al lancio della candidatura a Sindaco di Valentino Castellani. Lucà è stato deputato per cinque legislature, dal 1994, al 2013, dapprima nelle liste del Partito Democratico della Sinistra poi nei Democratici di Sinistra e infine nel Partito Democratico. Dal 2006 al 2008 fu Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati. Ha sempre mantenuto un forte legame e radicamento nel suo collegio di Rivoli-Rivalta -Orbassano, una zona industriale situata a Ovest di Torino, dove abitava.

Nel 1993 fu tra i promotori, con Ermanno Gorrieri e Pierre Carniti, del movimento dei Cristiano Sociali di cui dal 2003 divenne coordinatore fino al 2017 quando il movimento fu sciolto. In questa via che aveva scelto per il suo impegno politico da cristiano, ha svolto la sua azione in favore della rimozione delle cause delle disuguaglianze, della solidarietà, dei diritti sociali.

Una testimonianza esemplare sotto molteplici punti di vista, a cui guardare per l’impegno politico pluralistico dei cattolici nel presente e per il futuro.

Dibattito | Giustizia, il nodo della riforma sull’azione disciplinare.

Tutti sanno che il governo Meloni è impegnato, come nessun altro governo precedente, nella riforma della giustizia e in particolare dell’ordine giudiziario con la cosiddetta separazione delle carriere. Un altro punto forte della riforma è la costruzione di un organo disciplinare che sia esterno al CSM e sia regolato su basi nuove. Stiamo perciò attraversando come sistema paese un momento ricco di acuti contrasti, di ipotesi di comportamenti che sottendono intenzioni giudicate eversive dagli avversari, di scambi di accuse di voler manomettere la costituzione quale bene supremo della nostra comunità nazionale. Tutti hanno potuto vedere in televisione la manifestazione nazionale per la quale ha preso forma un evento senza precedenti, i magistrati che escono in blocco dall’aula dove si sta tenendo la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario nei diversi palazzi di giustizia dei principali capoluoghi italiani. Le ragioni vere della aspra contesa sono demandate più che altro al sospetto e all’illazione. La principale di queste è che il potere politico centrale sarebbe intenzionato, seguendo la propria vocazione autoritaria, a ricondurre sotto di sé il potere giudiziario abolendo di fatto l’autonomia della magistratura. 

Se pensiamo che già in Assemblea costituente Piero Calamandrei dovette ritirarsi sconfitto di fronte ad alcuni magistrati che, pur non essendo stati eletti o avendo qualsiasi altro titolo a intervenire nei lavori dei costituenti, svolgevano uno specifico ruolo di tutela degli interessi della “classe giudiziaria”, ovvero di quelli che essi ritenevano essere tali (la questione allora era l’unicità della giurisdizione), il fatto la dice lunga sulla storicità delle sensibilità acute che si vanno a incontrare (da ottant’anni) quando si parla di riforma dell’ordine giudiziario. È appena il caso di ricordare che l’esplosione del caso Palamara avrebbe dovuto provocare sconquassi o riforme: che invece non si sono minimamente avviate, come nulla fosse stato. Non si contano ai nostri giorni gli interventi di accusa per responsabilità penali a carico di esponenti del governo. In un clima di toni così accesi e di attacchi clamorosi, giustificati o meno, non sembrano esserci i presupposti di una disamina serena dei pro e contro del disegno di riforma della funzione giudiziaria: dove in effetti qualsiasi aspetto venga ripensato di una funzione giustamente definita nella Costituzione diventa delicatissimo, pieno di implicazioni complesse e non facili da risolvere.

In questo quadro è da salutare con vero sollievo l’iniziativa della Associazione Vittorio Bachelet e dal suo presidente prof. Renato Balduzzi tenutasi nella sala conferenze del CSM a Palazzo dei Marescialli, dove si sono discussi gli aspetti della possibile istituzione dell’Alta corte disciplinare, da rendere possibilmente esterna e autonoma rispetto al CSM nel quadro del disegno di riforma. 

Intanto i nomi degli intervenuti sono tutti di grande prestigio e autorevolezza; tutti hanno mantenuto un atteggiamento, potremmo dire, scientifico, critico, di contributo serio e lodevolmente dubitativo, frutto di antica milizia professionale (tranne rare eccezioni: “chi mi conosce, già sa come la penso” è stato detto da qualcuno che meritoriamente non ha voluto turbare il clima estremamente costruttivo). La chiave di volta è appunto la grande ‘professionalità’ degli interventi, senza ombra di polemiche. ‘Als Beruf’, direbbe Max Weber. L’Associazione Bachelet si è assunta il compito di ricordare le cose che si possono e si debbono fare, è stato detto. Così è stato. Infatti, tra chi ha preso la parola, oltre al prof. Renato Balduzzi, membro del CSM e coordinatore dell’incontro e presidente dell’Associazione Vittorio Bachelet, che è ordinario di diritto costituzionale alla Cattolica di Milano e già ministro della Salute e g presidente naziondale del MEIC, l’associazione dei laureati cattolici fondata da Giovanni Battista Montini, Igino Righetti e Sergio Paronetto nel 1932, troviamo una sorta di almanacco di Gotha dei giuristi e dei magistrati che non deve essere stato affatto facile mettere insieme: Fabio Pinelli, vicepresidente CSM; Luigi Salvato, procuratore generale presso la Corte di Cassazione; Francesca Biondi, ordinaria di diritto costituzionale alla Statale di Milano,  Luciano Violante, già magistrato, già parlamentare e presidente della Camera; Nicolò Zanon, ordinario di diritto costituzionale e già vicepresidente della Corte costituzionale; Edmondo Bruti Liberati, già presidente dell’ANM; Giovanni Maria Flick, avvocato, già ministro della Giustizia e presidente della Corte Costituzionale; Margherita Cassano, primo presidente della Corte di cassazione (carica per la prima volta assunta da una donna), Federico Sorrentino, costituzionalista emerito della Sapienza. Ad essi si è unito anche Giovanni Bachelet, figlio di Vittorio, il quale, per quanto sia un fisico di riconosciuto valore internazionale, ha sempre tenuto fede a un proprio impegno civile che lo ha portato a essere attento osservatore della vita sociale e dei rapporti tra giustizia e società. Sono apparsi tutti assai impegnati a testimoniare disponibilità personale nella ricerca delle migliori formulazioni possibili.

Cosa ne è scaturito, da un incontro così? Intanto, una sorta di rassegnazione che la riforma si farà. Niente proclami di guerra a oltranza, dunque. E, a questo punto, concordia generale sul fatto che occorre farla il meno peggio possibile. Questa è stata esplicitamente enunciata come la preoccupazione principale dell’Associazione Bachelet. Molti degli intervenuti sono tra l’altro studiosi dei sistemi in vigore nei vari paesi europei. (Lo stesso Balduzzi è un comparatista). Che esistono tesi divergenti o inconciliabili si sapeva; ma esse, in un confronto che è stato anzitutto culturale, non sono sembrate ispirate a un ‘mors tua vita mea’, quanto piuttosto a evitare che, nella foga di fare, si rinunci ad evitare adeguatamente gli inconvenienti, cui dopo sia difficile mettere riparo.

Tutti si sono ritrovati d’accordo su un termine: siccome ciascuna delle professioni aventi un albo e un ordine nel caso di inchieste disciplinari prevede di essere sottoposti a un giudizio interno esercitato da professionisti del medesimo ordine (ben comprensibile nel caso, ad esempio, di medici), allora anche per i magistrati deve essere così. Non è affatto la stessa cosa. Anche se è certissimo che rendersi conto delle circostanze e dello specifico problema può essere portato avanti solo da un altro magistrato dotato di lunga esperienza. Tuttavia, appare necessaria l’aggiunta qualificata di un’altra e diversa esperienza, oltre a un assortimento tra requirente e giudicante. Qui, senza entrare nel merito, la presidente Cassano ha lamentato, insistendovi molto, un crescente deficit culturale, che occorre contrastare con urgenza. Si è interrogata, infatti, sul significato della parola ‘legge’: dovendo servirla e applicarla traendone la necessaria ispirazione, occorre riandare alla definizione base. (E poi la stessa cosa va fatta non solo con la parola legge). Combinando le due cose e i due approcci, dovrebbe essere possibile trovare una soluzione.

Sanremo, Achille Lauro: la collana di Tony? Conosco le regole della Rai

Sanremo, 14 feb. (askanews) – “Conosco le regole della Rai e mi sembra che appunto sono proibiti i loghi, adesso non conosco la colonna di Tony, non so come fatta, magari gli stato spiegato male, magari stato un malinteso, magari c’ un logo, non lo so. Dietro le quinte succede tutto totalmente velocemente che ci pu essere stato un fraintendimento”. Ha detto Achille Lauro rispondendo alla domanda sulla polemica per la collana fatta togliere a Tony Effe.

La serata cover è di Giorgia-Annalisa con "Skyfall". Sul podio anche Topo Gigio e Fedez

di Serena Sartini e Alessandra Velluto Sanremo, 15 feb. (askanews) – Giorgia vince la serata delle cover, una delle più emozionanti del Festival di Sanremo, interpretando con Annalisa “Skyfall” di Adele. Interpreti divine “cadute dal cielo”: Giorgia in tailleur pantaloni, in bianco; Annalisa in nero. Secondo Lucio Corsi che ha portato Topo Gigio sul palco dell’Ariston; terzo Fedez che ha interpretato “Bella stronza” con Masini.

La quarta serata inizia nel segno dell’ironia con un vero e proprio show di Roberto Benigni. Riferimenti a Salvini, Meloni e al campo largo di Schlein. “Complimenti, il Festival è magnifico. Hai fermato l’Italia, l’hai paralizzata, tu dovresti fare il ministro dei Trasporti”, è la stoccata iniziale di Benigni al ministro leghista al centro delle polemiche per i continui ritardi dei treni. Sempre sul filo dell’ironia un gioco sui cantanti. “Ho visto Marcella Bella e le ho detto: Bella ciao, è venuto fuori un putiferio, ho dovuto salutare anche i Neri per caso”. Ed ancora: “Al Festival ci sono un sacco di artisti, c’è anche Giorgia… Vedrai che ci sarà per diversi anni”. Poi sul legame della premier con Elon Musk: “E’ innamorato di Giorgia! Lo sanno tutti! Ma l’hai visto quando è venuto in Italia? Sempre insieme! Poi è andato in America a ritirare il premio e chi gliel’ha consegnato? Musk! Sono innamorati!”. Ed ancora: “Oggi è San Valentino, Giorgia non è da nessuna parte? E’ con lui su un satellite a Venezia! Quelli sono capaci di sposarsi e fare il viaggio di nozze su Marte!”.

Nel suo (quasi) monologo con Carlo Conti – con cui ha cantato l’Inno del corpo sciolto – ha rivolto un messaggio di gratitudine al capo dello Stato Mattarella, proprio nella giornata in cui il presidente della Repubblica è stato attaccato da Mosca. “E’ una persona straordinaria. Volevo dire al Presidente che siamo sempre vicini alle sue parole – ha detto – ci riconosciamo in quello che dice, non ho mai sentito dire al Presidente una parola che non fosse di verità e di pace. Siamo orgogliosi di essere rappresentati dal presidente Mattarella per la sua dignità e la sua umanità. Grazie Presidente”.

Emozionano e incantano anche Achille Lauro ed Elodie, nell’interpretazione di un medley ‘intrigante’: “A mano a mano”, scritta da Riccardo Cocciante e portata al successo da Rino Gaetano, e “Folle città” di Loredana Bertè. Al termine dell’esibizione, Achille Lauro improvvisa un ‘ragalo-pazzia’ per Elodie: “Visto che oggi è San Valentino…”, ed intona “Ancora” di Cocciante.

Il geniale e talentuso Lucio Corsi canta con Topo Gigio “Volare-Nel Blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. Un tuffo nel passato e nell’infanzia, innovativo e strappa-sorrisi.

Marcella Bella esegue il brano del fratello Gianni – in platea – scritto da lui stesso e Mogol per Celentano “L’emozione non ha voce”. In platea, alla fine, l’abbraccio fra i due fratelli. “Grazie Gianni di essere qua, una grande emozione”, dice Marcella. Il celebre autore è rimasto fortemente segnato da un ictus che lo ha colpito nel 2010, togliendogli la voce.

Fedez, affiancato da Marco Masini, fa “mea culpa” e cambia il senso di “Bella stronza”. “Ti ho dato tutte le ragioni per essere una bella stronza”, chiude il brano scritto dall’artista toscano. Concentrato e quasi impassibile sul finire del brano si emoziona ribaltando il significato del brano originale. Con le sue rime che si intrecciano col testo originale cantato da Masini, fa una sorta di ammissione di colpa da un uomo che si è comportato male nei confronti della donna. Tra le altre rime aggiunte ancora riferimenti autobiografici alla storia del rapper, “Sulla pancia ho una ferita/ che mi ha fatto meno male” e poi ancora “Riusciremo mai a ferire chi ci odia/ come chi ci ama per davvero”. Resta però un dubbio: a chi sono rivolte le scuse? Alla ex moglie o alla ex amante?

Al fianco di Carlo Conti, per la serata delle cover, ci sono Mahmood e Beppi Cucciari. Il primo si esibisce in un medley dei sui successi “NLDA INTRO”/”Bakugo”/”RA TA TA”/”Soldi”/”Kobra”/ “Tuta gold”. La seconda alleggerisce la serata con i suoi sketch e l’ironia che la contraddistingue.

Questa sera la finalissima. Ancora tutto aperto, visto che non è stata svelata un’unica classifica delle top-5. Ricordiamo che, per la prima serata, sono arrivati – in modo randomico – Giorgia, Achille Lauro, Cristicchi, Lucio Corsi e Fedez mentre nella seconda serata Irama, Brunori Sas, Gabbani, Olly, Francesco Gabbani.

A Subiaco ARSIAL presenta il progetto “Vivi il Lazio”

Roma, 14 feb. (askanews) – Conferenza stampa di presentazione, a Subiaco nel Monastero di Santa Scolastica, del progetto “Vivi il Lazio: un cammino di fede e spiritualit tra luoghi, sapori e tradizioni” promosso dall’Agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio (Arsial) su impulso dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio. Il patrimonio agroalimentare del Lazio diventa il filo conduttore di un calendario di appuntamenti che accompagner i pellegrini lungo l’Anno Santo, promuovendo l’identit e l’eccellenza della regione.

Abbiamo parlato con Giancarlo Righini, Assessore al Bilancio, Programmazione Economica, Agricoltura e Sovranit Alimentare, Caccia e Pesca, Parchi e Foreste della Regione Lazio:

“Abbiamo pensato a questa iniziativa legislativa che abbiamo denominato proprio le vie del giubileo ed un modo per coniugare la conoscenza del territorio con la valorizzazione dei suoi prodotti della filiera agroalimentare, utilizzando luoghi di culto, cammini religiosi che spesso portano nelle aree interne straordinarie da un punto di vista ambientale e naturalistico e offrire quindi una possibilit di conoscenza del territorio regionale”.

Un viaggio alla scoperta della Regione Lazio che consentir a pellegrini e turisti di portarsi via, metaforicamente, un pezzo storico, culturale e religioso della regione.

“Quindi far capire che intorno a Roma esiste un territorio straordinario, approfittando anche delle opportunit che il turismo enogastronomico, il turismo lento offrono, su cui c’ sempre maggiore attenzione, il tema della sostenibilit, le nuove generazioni prediligono questo tipo di turismo, queste mete e vogliamo quindi offrire un’opportunit anche a loro e di crescita, alle nostre aziende, ai nostri piccoli borghi per vedere rafforzato anche il sistema economico di queste aree interne che molto spesso sono mortificate durante il resto dell’anno”.

I dettagli del progetto sono stati annunciati in conferenza stampa alla presenza dell’Abate O.S.B. Don Roberto Dotta, di Emanuele Rocchi, Sindaco facente funzioni di Subiaco, di Giorgio Simeoni, Presidente della Commissione Speciale Giubileo 2025 e del Commissario Straordinario Arsial, Massimiliano Raffa.

Carlo Conti e Fiorella Mannoia condurranno evento-omaggio Pino Daniele

Sanremo, 14 feb. (askanews) – Saranno Carlo Conti e Fiorella Mannoia a condurre, il 18 settembre 2025 in Piazza del Plebiscito a Napoli, il “Pino è – Il viaggio del Musicante”, uno show evento unico che vedrà sul palco grandi nomi del mondo della musica e dell’entertainment per ricordare Pino Daniele a 70 anni dalla sua nascita e a 10 anni dalla sua scomparsa.

Un’imperdibile festa con tanti ospiti, artisti, musicisti, amici e colleghi per celebrare uno dei più grandi musicisti della storia della musica italiana. Tra racconti, aneddoti, omaggi e ovviamente tanta musica, verranno ripercorse la sua vita e la sua carriera, ricca di canzoni che hanno segnato intere generazioni.

I biglietti per Pino è – Il viaggio del Musicante saranno in prevendita su Ticketone.it e nelle prevendite abituali. Per info: www.friendsandpartners.it.

Pino è – Il viaggio del Musicante sarà anche un evento di valore sociale, una preziosa opportunità per unire cultura e solidarietà, onorando e rinnovando l’impegno sociale di Pino Daniele.

Il ricavato dell’evento verrà infatti devoluto a sostegno della ricerca oncologica pediatrica e della formazione artistica. La ricerca scientifica verrà sostenuta finanziando il Progetto PREME di OPEN Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma odv, che punta a garantire cure personalizzate e innovative ai bambini oncologici. Grazie alla Fondazione Pino Daniele Ets, invece, verranno istituite borse di studio e iniziative per sostenere giovani talenti musicali e contrastare la povertà educativa, promuovendo il linguaggio della musica nelle realtà più fragili.

Tajani: “Dobbiamo aumentare le spese militari, bene Von Der Leyen”

Monaco, 14 feb. (askanews) – “Vedremo quando saranno normalizzate le proposte, siamo uniti come Unione Europea, dovremo discutere e affrontare con gli Stati Uniti il daffarsi. Innanzitutto io credo che dovremo aumentare le spese militari. Bene la decisione di Ursula von Der Leyen di accettare la nostra proposta sulla flessibilit del patto di stabilit di fatto per escludere le spese per la difesa. Questo ci permetter di lavorare meglio come italiani e come europei e di mantenere gli impegni presi con la Nato”: lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a Monaco, a margine della sua partecipazione alla Conferenza sulla sicurezza.

“Lo abbiamo detto fin dall’inizio che eravamo favorevoli ad aumentare le spese militari, l’ho detto anche a (segretario americano Marco) Rubio quando ci siamo sentiti ma il nostro problema era il patto di stabilit. Oggi Von Der Leyen stata molto esplicita e va nella direzione delle nostre richieste”, ha concluso.

Ucraina, Meloni sente Zelensky: serve stretto coordinamento con Ue e Usa

Roma, 14 feb. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto oggi una conversazione telefonica con il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. I due leader – riferisce una nota di Palazzo Chigi – hanno “discusso degli ultimi sviluppi in corso per mettere fine al conflitto, con l’obiettivo di raggiungere una pace giusta e duratura”.

Meloni “ha riaffermato il sostegno dell’Italia all’Ucraina e al popolo ucraino anche in vista dei futuri colloqui ed entrambi hanno concordato sull’importanza di mantenere uno stretto coordinamento con i partner europei e gli Stati Uniti”.

Benigni-show a Sanremo: "Giorgia e Musk innamorati. Saranno su Marte?"

Sanremo, 14 feb. (askanews) – Inizia con l’ironia di Roberto Benigni (stoccate a Salvini, Meloni e al campo largo di Schlein) la quarta serata del Festival di Sanremo, dedicata alle cover. “E’ un sogno che si realizza per me”, annuncia Carlo Conti. “Il sogno è tutto mio – risponde Benigni -. Credimi perché non perdo una parola di quello che fai. Sono un Carlocontiologo. Complimenti, il Festival è magnifico. Hai fermato l’Italia, l’hai paralizzata, tu dovresti fare il ministro dei Trasporti”, è la stoccata iniziale al governo.

L’attore toscano si complimenta con il conduttore e direttore artistico del Festival per aver portato il “campo largo” sull’Ariston. “Hai chiamato tutti: dalla Clerici a Gerry Scotti da Mediaset. Tu sì che hai fatto il campo largo…”, ha ironizzato.

Sempre sul filo dell’ironia un gioco sui cantanti. “Ho visto Marcella Bella e le ho detto: Bella ciao, è venuto fuori un putiferio, ho dovuto salutare anche i Neri per caso”. Ed ancora: “Al Festival ci sono un sacco di artisti, c’è anche Giorgia… Vedrai che ci sarà per diversi anni”. Poi sul legame della premier con Musk: “E’ innamorato di Giorgia! Lo sanno tutti! Ma l’hai visto quando è venuto in Italia? Sempre insieme! Poi è andato in America a ritirare il premio e chi gliel’ha consegnato? Musk! Sono innamorati!”. Ed ancora: “Oggi è San Valentino, Giorgia non è da nessuna parte? E’ con lui su un satellite a Venezia! Quelli sono capaci di sposarsi e fare il viaggio di nozze su Marte!”.

Ne ha per tutti, il comico toscano, che lancia una stoccata anche al neo presiente americano Donald Trump: “Segue Sanremo tutte le sere da Mar-a-Lago, con Musk. Vuole rifarlo grande, ha già il cappellino rosso, ‘Make Sanremo Great Again’!”.

“Dopo la Groenlandia e il Canada, Trump vuole la Liguria! O diventa il 53esimo Stato degli Stati Uniti o gli metto un dazio del 200% sulle trofie al pesto!”, dice ancora Benigni, tra gli applausi del Teatro Ariston.

Nel suo (quasi) monologo con Carlo Conti – con cui ha cantato l’Inno del corpo sciolto – ha rivolto un messaggio di gratitudine al capo dello Stato Mattarella, proprio nella giornata in cui il presidente della Repubblica è stato attaccato da Mosca. “Due anni fa ricordo che su quel palchetto c’era il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, faacemmo insieme una serata parlando della Costituzione, si divertì e commosse. E’ una persona straordinaria. Volevo dire al Presidente che siamo sempre vicini alle sue parole, ci riconosciamo in quello che dice, non ho mai sentito dire al Presidente una parola che non fosse di verità e di pace. Siamo orgogliosi di essere rappresentati dal presidente Mattarella per la sua dignità e la sua umanità. Grazie Presidente”.

Zelensky: colloquio con Meloni, grazie Italia per sostegno Ucraina

Roma, 14 feb. (askanews) – “Ho avuto una telefonata con il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e ho ringraziato l’Italia per il suo ampio sostegno all’Ucraina”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

“L’ho informata dei miei recenti contatti con l’amministrazione statunitense, tra cui l’incontro con il vice presidente JD Vance e la telefonata con il presidente Trump”, ha aggiunto Zelensky, “Abbiamo discusso del coordinamento con i partner sulle garanzie di sicurezza efficaci per l’Ucraina e dei possibili quadri per assicurare la sicurezza a lungo termine”.

“Ho sottolineato che la garanzia più forte ed efficace in termini di costi è l’adesione alla Nato”, ha proseguito, “Finché l’Ucraina non riceverà un invito, è fondamentale che i nostri partner sostengano lo sviluppo di un esercito forte e moderno, di sistemi di difesa aerea, di capacità a lungo raggio e di una flotta capace”.

“Ho anche sottolineato che prima di qualsiasi negoziato, l’Europa, gli Stati Uniti e l’Ucraina devono coordinare una strategia di difesa e sicurezza unificata con un chiaro piano d’azione”, ha concluso il presidente ucraino su X, “L’Europa deve partecipare a pieno titolo ai negoziati di pace e agli sforzi per prevenire guerre future”.

Zelensky: colloquio con Meloni, grazie Italia per sostegno Ucraina

Roma, 14 feb. (askanews) – “Ho avuto una telefonata con il Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e ho ringraziato l’Italia per il suo ampio sostegno all’Ucraina”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

“L’ho informata dei miei recenti contatti con l’amministrazione statunitense, tra cui l’incontro con il vice presidente JD Vance e la telefonata con il presidente Trump”, ha aggiunto Zelensky, “Abbiamo discusso del coordinamento con i partner sulle garanzie di sicurezza efficaci per l’Ucraina e dei possibili quadri per assicurare la sicurezza a lungo termine”.

“Ho sottolineato che la garanzia più forte ed efficace in termini di costi è l’adesione alla Nato”, ha proseguito, “Finché l’Ucraina non riceverà un invito, è fondamentale che i nostri partner sostengano lo sviluppo di un esercito forte e moderno, di sistemi di difesa aerea, di capacità a lungo raggio e di una flotta capace”.

Sanremo, Achille Lauro: faccio il cantante, gossip non mi interessa

Sanremo, 14 feb. (askanews) – “Dopo le dichiarazioni in conferenza stampa ci siamo confrontati, ci siamo detti che stata la cosa giusta. E poi brevi. Primo, in poche parole abbiamo detto un pensiero che secondo me era in qualche modo inattaccabile, perch era un mio pensiero personale, e forse era anche condiviso. Seconda cosa, siamo qui a Sanremo e nessuno mi ha chiesto niente. Avevamo gi detto quello che dovevamo dire in due parole chiudendo definitivamente una questione che sinceramente non mi interessa, tanto la verit che non dobbiamo convincerle perch avranno sempre i dubbi, non dobbiamo stare l a fare tira e molla. Io faccio un altro lavoro, scrivo canzoni; anzi devo cercare di stare lontano il pi possibile da queste cose perch mi successo di essere dentro il frullatore e magari pensare pi ad altre stronzate che alla musica. Invece la realt che a 34 anni dico che basta la musica”. Lo ha detto Achille Lauro, in conferenza stampa, commentando i gossip che riguardano lui, Chiara Ferragni e Fedez.

Russia attacca Mattarella per parole su Ucraina, presidente "sereno"

Roma, 14 feb. (askanews) – Scoppia un caso Italia-Russia. “Paralleli storici oltraggiosi e palesemente falsi”, affermazioni “blasfeme”. Sono le parole durissime con cui Maria Zakharova, la portavoce del ministero degli Esteri russo, accusa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella di aver pronunciato “dichiarazioni offensive nei confronti del nostro Paese…sostenendo che le azioni della Russia in Ucraina hanno una natura simile al progetto del Terzo Reich in Europa”.

Il capo dello Stato, hanno fatto sapere dal Quirinale, è “assolutamente sereno e rimanda al suo discorso di Marsiglia”. Lì qualche giorno fa, il 5 febbraio, Mattarella ha ricevuto il dottorato honoris causa dall’università Aix Marseille, uno dei più importanti atenei francesi. Nella sua lectio magistralis il presidente della Repubblica ha sollevato un preoccupato allarme sulla crisi degli organismi internazionali e sul rimergere dei nuovi protezionismi che nel passato furono forieri di contrapposizioni tra nazioni e continenti che portarono alla seconda guerra mondiale.

L’attacco arrivato da Mosca ha visto unirsi per una volta tutti gli esponenti politici e le istituzioni che si sono schierate a sostegno del presidente della Repubblica. A cominciare dalla premier, Giorgia Meloni, per la quale “gli insulti della portavoce del Ministero degli Esteri russo offendono l’intera Nazione italiana, che il Capo dello Stato rappresenta. Esprimo la mia piena solidarietà, così come quella dell’intero Governo, al Presidente Mattarella, che da sempre sostiene con fermezza la condanna dell’aggressione perpetrata ai danni dell’Ucraina”.

Con Meloni anche i presidenti delle Camere: Ignazio La Russa, che giudica “offensive e fuori luogo” le affermazioni di Zakharava, e Lorenzo Fontana, che è anche l’esponente della Lega più alto in grado ad esprimere la sua solidarietà e l’apprezzamento per “il forte impegno per la pace e per i principi di libertà e democrazia” di Mattarella. L’altro vicepremier, Antonio Tajani, è stato tra i primi a voler “rinnovare, anche a nome di Forza Italia, la piena fiducia nell’operato del capo dello Stato, riconosciuto da tutti un autorevole uomo di pace”.

Sentito il sostegno di tutte le opposizioni, dalla segretaria del Pd, Elly Schlein, che afferma: “La comunità democratica si riconosce pienamente nelle parole e nell’azione del Capo dello Stato, custode della Costituzione e della democrazia. A lui va la mia personale gratitudine e quella del Partito Democratico”; al leader M5s, Giuseppe Conte, che giudica “intollerabili” gli attacchi al capo dello Stato. Solidarietà da tutti gli altri leader di partito di maggioranza e opposizione: da Fratoianni (Avs) e Lupi (Nm), a Carlo Calenda di Azione. Ma anche dai capigruppo e da diversi esponenti del governo di Fdi, come i ministri della Cultura Alessandro Giuli, degli Affari europei Tommaso Foti, dei Rapporti col Parlamento Luca Ciriani. Qualcuno (Osvaldo Napoli di Azione) fa notare il silenzio dell’altro vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. Ma subito dopo intervengono prima il vicepresidente della commissione Esteri della Camera, Paolo Formentini, che ne fa una questione di confini: “La Lega, da sempre in difesa della sovranità nazionale, esprime solidarietà al Presidente”. E poi il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio: “Il presidente Sergio Mattarella si è sempre contraddistinto per le sue parole di pace e per la ricerca di una soluzione ai conflitti internazionali, compreso quello tra Russia e Ucraina, senza per questo mai nascondere chi fosse l’aggredito e chi l’aggressore. Al Capo dello Stato vanno la mia più totale solidarietà e sostegno”.

Il ragionamento svolto dal capo dello Stato lo scorso 5 febbraio, a rileggerlo oggi, è stato più ampio e articolato di come è stato sintetizzato da Mosca: lanciava un monito a non ripetere gli errori del passato, inoltre sollecitava soprattutto l’Europa ad essere protagonista e sono solo “oggetto” di questa disputa internazionale e infine accostava l’aggressione russa all’Ucraina alla guerra di conquista attuata dal Terzo Reich. “La crisi economica mondiale del 1929 scosse le basi dell’economia globale e alimentò una spirale di protezionismo, di misure unilaterali, con il progressivo erodersi delle alleanze”, ha detto Mattarella a Marsiglia ricordando quale era stato il contesto in cui “fenomeni di carattere autoritario presero il sopravvento in alcuni Paesi, attratti dalla favola che regimi dispotici e illiberali fossero più efficaci nella tutela degli interessi nazionali. Il risultato fu l’accentuarsi di un clima di conflitto – anziché di cooperazione – pur nella consapevolezza di dover affrontare e risolvere i problemi a una scala più ampia. Ma, anziché cooperazione, a prevalere fu il criterio della dominazione. E furono guerre di conquista. Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura”.

Pavarotti 90, evento speciale Arena di Verona con voci lirica e pop

Roma, 14 feb. (askanews) – Il Maestro Luciano Pavarotti ha usato il suo straordinario talento per portare l’opera a un pubblico mondiale di appassionati e non solo: ha infranto barriere e confini, ha trasceso i teatri per arrivare ai grandi spazi aperti, toccando il cuore di milioni di persone. Grazie alla sua voce unica e impareggiabile e alle doti di comunicatore empatico, estroverso e carismatico, è stato riconosciuto come il tenore più amato dell’ultimo secolo.

Dopo lo straordinario successo dell’evento celebrativo di Pavarotti 10th Anniversary del 2017 che ha raccontato una storia unica al mondo attraverso le voci e le testimonianze delle persone a lui più vicine, il 30 settembre 2025, anno in cui avrebbe celebrato il suo novantesimo compleanno, il Maestro verrà ricordato nuovamente con un grande concerto all’Arena di Verona, “Pavarotti 90 – L’uomo che emozionò il mondo”. Un evento speciale a cui parteciperanno grandi artisti del panorama lirico e pop per festeggiare e rendere omaggio a questo straordinario percorso artistico: protagonisti sul palco tanti grandi cantanti dell’opera in primis ed anche del pop, i due “emisferi” della musica che il tenore ha generosamente congiunto nel corso della sua quarantennale carriera.

I biglietti per Pavarotti 90 – L’uomo che emozionò il mondo sono disponibili dal 14 febbraio, su Ticketone e punti di vendita abituali.

Nel corso della serata di ieri sera del Festival di Sanremo, su palco del Teatro Ariston il Direttore Artistico Carlo Conti ha voluto ricordare il Maestro Luciano Pavarotti “anche lui grande protagonista su questo palco, che avrebbe festeggiato quest’anno 90 anni e a fine settembre ci sarà una bellissima serata per lui all’Arena di Verona”, lanciando così il grande evento Pavarotti 90.

“Sono felice di poter ricordare Luciano in questo anniversario importante – dichiara Nicoletta Mantovani Pavarotti – e in una sede così prestigiosa e significativa come l’Arena di Verona, che lo ha visto protagonista in interpretazioni indimenticabili. Questo compleanno virtuale ci dà l’occasione di ripercorrere la vita e la straordinaria carriera di Luciano. Non finisce mai di stupirmi quanto il suo ricordo sia radicato nel cuore di tante persone, la sua voce rimane ancora un faro per tutti gli appassionati di opera nel mondo e la sua generosità ha generato un legame di affetto che il tempo non riesce a scalfire. Il concerto all’Arena rappresenta per me un modo per continuare a dirgli ‘grazie’ per tutto ciò che è stato e ha fatto, come artista e come uomo”.

La Fondazione Luciano Pavarotti da più di 15 anni è impegnata a preservare l’eredità artistica, ma anche umana del grande Maestro e, coerentemente con l’impegno verso i più bisognosi che ha portato avanti nel corso della sua vita, una parte dei proventi di “Pavarotti 90 – L’uomo che emozionò il mondo” sarà destinata in beneficenza (l’ente individuato verrà comunicato nei prossimi mesi).

Pavarotti 90 sarà l’occasione non solo per un concerto ma per un vero e proprio “Memorial”, che offrirà al pubblico e a tutti i partecipanti l’opportunità di ricordare il Maestro tramite testimonianze, ricordi, video e attraverso, naturalmente, le performance sul palco dei grandi talenti presenti.

Nel concerto avranno spazio anche le giovani voci del panorama lirico, di cui il Maestro è stato mentore e modello, per interpretare le gemme del repertorio che egli ha reso familiari a milioni di persone nel mondo.

Fuori dall’ordinario in molti modi diversi, la sua voce spettacolare, insieme al suo disarmante carisma, il Maestro Luciano Pavarotti ha emozionato il mondo e nel corso della sua carriera è stato riconosciuto come ambasciatore eccellente della musica e della cultura italiana.