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Legambiente: bene i dati su Bologna città a 30 kmh, altre la seguano

Roma, 16 gen. (askanews) – “I dati diffusi oggi dal Comune di Bologna, con il calo di incidenti e feriti e il crollo delle persone decedute, ad un anno dell’entrata in vigore del limite dei 30km/h voluto dal sindaco Matteo Lepore, ben raccontano il cambiamento in atto nella città bolognese che punta sempre di più su sicurezza e mobilità. Bologna Città30 mostra chiaramente come la chiave per una maggiore sicurezza e vivibilità non sia l’azione repressiva e la prospettiva di pesanti sanzioni, quanto piuttosto un cambiamento generale della mobilità in città, caratterizzata in primis dai limiti di velocità più bassi, ma anche da un buon servizio di TPL, bus, e Servizio Ferroviario Metropolitano, una redistribuzione e trasformazione dello spazio a garanzia di una sicura convivenza tra le diverse utenze. Le altre città italiane, come dimostra l’esperienza di Bologna, possono ambire a raggiungere lo stesso standard delle città europee che, da anni, beneficiano degli effetti positivi delle politiche basate su limiti a 30km/h, Low Emissions Zones e nudge policies che indirizzano i cittadini verso stili di mobilità differenti. Serve solo buona volontà e coraggio. Quel coraggio che al momento è mancato al ministro delle infrastrutture Matteo Salvini che nel nuovo codice della strada non ha preso a modello l’esperienza di Bologna ed ha inserito potenziali ostacoli per le città che vogliano intraprendere percorsi analoghi”. Così commentano Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, Davide Ferraresi, presidente di Legambiente Emilia-Romagna e Claudio Dellucca di Legambiente Bologna.

Per Legambiente “la direzione imboccata da Bologna con il limite dei 30 chilometri diffuso è quella giusta. L’Associazione continuerà a monitorare gli effetti di tale misura, che ha come obiettivo la sicurezza e l’azzeramento delle morti in strada, senza mancare di sollecitare l’amministrazione nel migliorare ulteriormente, implementando misure di trasformazione dello spazio urbano, così come previsto dalla Città30, e tenendo alti i controlli”.

Legambiente ricorda che al momento in Italia le uniche città ad avere adottato il limite diffuso dei 30km/h sono Bologna, Olbia e Treviso. Rispetto al limite 30km/h, a livello scientifico è stata stabilita come regola quella dei 30 km/h perché è un limite che, senza rallentare la circolazione, diminuisce drasticamente le percentuali di rischio di mortalità: a 30 km/h la mortalità è praticamente residuale e avviene soltanto in meno del 10% dei casi in cui l’impatto equivale a una caduta dal primo piano, mentre già a 50 km/h la collisione coincide con una caduta dal terzo piano e la probabilità di un Incidente mortale cresce oltre il 50%.

QUESTI I DATI DEL COMUNE

Forte calo del numero delle persone decedute sulla strada, quasi dimezzate (10, il 49% in meno, toccando su base annua il minimo storico dal 2013 a oggi, salvo
il periodo Covid a mobilità limitata) e per la prima volta dal
1991 (il dato Istat più vecchio disponibile a livello cittadino)
nessuna persona a piedi uccisa sulle strade (0 i pedoni deceduti
e si riducono del 16% quelli investiti). Sono in sintesi i
principali indicatori, diretti e di contesto, del primo anno di
“Bologna Città 30” (partita il 16 gennaio 2024), che si pone come
obiettivi principali proprio il miglioramento della sicurezza
stradale e l`aumento della mobilità sostenibile.

Secondo il bilancio diffuso dal Comune di Bologna, sono calati
gli incidenti stradali (di oltre il 13%) e i feriti (di poco più
dell`11%), con miglioramenti ancora più consistenti sulle radiali
(che superano, rispettivamente, il -16% e il -19%). Diminuiti
fortemente gli incidenti più gravi (-31%), classificati dal 118
con “codice rosso”. Si è rafforzato il calo del traffico
veicolare (-5%) e si è abbassato l`inquinamento più legato al
traffico urbano (-29%).

Inoltre il Comune segnala “un vero e proprio boom” per
l’utilizzo del bike sharing (+69%) e del car sharing (+44%) e per
i viaggi sul Servizio Ferroviario Metropolitano nell`area urbana
di Bologna (+31%), mentre sono aumentati in modo significativo gli spostamenti in bicicletta (+10%). Gli spostamenti coi mezzi pubblici su gomma e gli abbonati TPER, infine, risultano stabili rispetto al 2023 e in aumento rispetto al 2022.

Cipolletta (AIE): mercato del libro in calo, misure non efficaci

Milano, 16 gen. (askanews) – “Il mercato del libro nel 2024 si chiuso con dei segni meno: un segno meno sia in termini di valore delle vendite e un segno meno anche del numero delle copie. Questa riduzione purtroppo ce l’aspettavamo, una riduzione che legata in larga misura alla modifica di alcune misure di sostegno alla lettura le nuove misure hanno funzionato in maniera non ottimale. Mi riferisco in particolare al venir meno innanzitutto dei 30 milioni per le biblioteche e alla modifica che stata fatta della 18 app in Carta della cultura e Carta del merito; per queste due carte, erano previsti 190 milioni per i giovani che avevano 18 anni e di questi 190 milioni secondo i nostri calcoli sono stati spesi soltanto 108, perch i giovani hanno avuto delle difficolt a iscriversi, perch l’informazione era carente, perch il sistema era farraginoso rispetto al sistema universale, che invece aveva funzionato bene e che non si capisce perch sia stato sostituito. un peccato perch per la lettura dei giovani importante questo provvedimento”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione italiana degli editori, Innocenzo Cipolletta, commentando l’analisi di mercato effettuata su dati di NielsenIQ-GfK che sar presentata dall’AIE il prossimo 31 gennaio, in occasione della giornata conclusiva del XLII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri di Venezia.

“Ci detto – ha aggiunto Cipolletta – noi apprezziamo la nuova iniziativa del ministro Giuli, che ha emanato un Decreto cultura con il quale ripristina il finanziamento per le biblioteche, che destina alcune risorse per le nuove librerie dei giovani e soprattutto per la sua assicurazione di prendere in considerazione l’ipotesi di fare una Legge per il libro che consenta di avere un sostegno permanente alla lettura nel nostro Paese, d’altra parte come fanno tanti altri Paesi. Le societ editoriali sono societ che non chiedono soldi per se stesse, chiedono soldi perch il Paese possa essere pi istruito, possa crescere nelle sue infrastrutture culturali come sono le librerie e le biblioteche e in questa strada avranno anche un Paese che essendo pi istruito, anche pi ricco”.

Gaza, uccisa coordinatrice infermieri Al-Awda, partner di Actionaid

Roma, 16 gen. (askanews) – ActionAid è devastata dalla notizia che Fatin Shaqoura-Salha, coordinatrice degli infermieri dell’ospedale di Al-Awda a Nuseirat, gestito dal partner di ActionAid Al-Awda, è stata uccisa a Gaza insieme alla sua famiglia. Fatin, suo marito e i loro figli sono stati uccisi quando la loro casa è stata colpita dall’esercito israeliano mercoledì, mentre erano in corso negoziati di cessate il fuoco e poche ore prima che un accordo fosse confermato.

Questa dolorosa perdita è un altro esempio del disprezzo dell’esercito israeliano per i civili e il suo preoccupante schema di attacchi contro gli ospedali e gli operatori sanitari: più di mille sono stati uccisi dal 7 ottobre.

Almeno 80 persone sono state uccise dall’annuncio di ieri sera, secondo la difesa civile di Gaza. Tasneem, che lavora con la Palestinian NGO Network (PNGO), partner di ActionAid a Gaza, ha inviato questo messaggio: “Migliaia di persone hanno perso la vita e i loro sogni si sono infranti, perché il cessate il fuoco è arrivato dopo oltre 15 mesi di distruzione e morte. Ad ogni minuto di ritardo, intere famiglie vengono cancellate. Ogni minuto che passa conta. E ogni momento che perdiamo significa che altre vite innocenti vengono uccise. Quindi… cessate il fuoco ora.”

ActionAid chiede la fine immediata degli attacchi a Gaza, per fermare le perdite di vite umane. Tutte le parti devono garantire che l’accordo di cessate il fuoco sia attuato senza ritardi, in modo che gli aiuti umanitari disperatamente necessari possano essere fatti entrare a Gaza e la sua popolazione esausta e traumatizzata possa iniziare il lungo processo di ricostruzione della propria vita.

"Sconosciuti" è la nuova canzone di Cosmo

Milano, 16 gen. (askanews) – Sconosciuti è la nuova canzone di Cosmo disponibile da oggi giovedì 16 gennaio su tutte le piattaforme digitali per Columbia Records – Sony Music Italy/42Records. Il brano si aggiunge alla tracklist dell’album Sulle ali del cavallo bianco, tra i dischi migliori del 2024 secondo numerose testate giornalistiche, a un anno esatto dalla release di Troppo forte – singolo apripista di questo importante progetto discografico – e a pochi mesi dalla fine dei tour interamente sold-out.

Il processo creativo di Sconosciuti affonda le sue radici in una primissima versione strumentale composta da Cosmo per la colonna sonora del cortometraggio Fiori fiori fiori di Luca Guadagnino, presentato nel 2020 alla Mostra del Cinema di Venezia, poi ripresa e sviluppata con Alessio Natalizia, in arte Not Waving, fino al raggiungimento della forma attuale.

Come i racconti dei personaggi che si incrociano in Fiori fiori fiori, ambientato nella Sicilia di Guadagnino durante il blocco per la pandemia da Covid che ha unito il mondo intero, il testo di Sconosciuti nasce in quel periodo anomalo: affacciandosi alla finestra Cosmo vede una persona che cammina da sola per strada, uno sconosciuto, e si sorprende a provare un’immediata empatia. Spesso, camminando, si ritrova a immaginare chi siano le persone che incrocia, dove stiano andando, come vivano, e soprattutto come si sentano. Decide quindi di scrivere una canzone dedicata a questi “sconosciuti”, immaginando di cantargliela a tu per tu con la consapevolezza che passato quel momento non si rivedranno mai più.

Nonostante il nucleo di Sconosciuti risalga al periodo in cui Cosmo era al lavoro al progetto La terza estate dell’amore, la sua energia ha rappresentato sin da subito il capitolo di un nuovo corso che sarebbe poi confluito in Sulle ali del cavallo bianco. Il suo destino, restando poi paradossalmente fuori dalla scaletta iniziale del disco perché ancora incompleto, era quello di arrivare ora e chiudere definitivamente il cerchio magico di quest’album.

Al Teatro Sistina arriva lo show di magia Supermagic "Arcano"

Roma, 16 gen. (askanews) – Arriva per la prima volta e in esclusiva sul palco del Teatro Sistina di Roma la 21a edizione di Supermagic “Arcano”, il celebre spettacolo internazionale di magia che promette un trionfo di meraviglia e divertimento per il pubblico di tutte le età, in scena dal 23 gennaio al 9 febbraio 2025. Oltre due ore di grande magia dal vivo con i più talentuosi illusionisti, trasformisti, prestigiatori, manipolatori e campioni dell’arte magica provenienti da tutto il mondo, in un viaggio straordinario dove la fantasia e i sogni diventano realtà, tra sorprendenti grandi illusioni ed effetti speciali, momenti poetici, irresistibile divertimento e continuo stupore con effetti magici mai visti prima in Italia.

Un nuovissimo cast internazionale di oltre 20 artisti farà sognare ad occhi aperti, anche quest’anno, adulti e bambini, con alcuni dei più acclamati nomi del mondo della magia scelti, come ogni anno, solo tra le più luminose stelle del panorama magico internazionale. Secondo la conclamata tradizione di Supermagic.

Il celebre appuntamento, divenuto oramai una tradizione per i tantissimi appassionati, non è solo un semplice show, ma una vera e propria esperienza immersiva sospesa a metà tra realtà e immaginazione: il merito è di un format vincente, che mette su uno stesso palcoscenico le eccellenze del settore, e quello di un perfetto equilibrio tra tanti ingredienti diversi, primi fra tutti i guizzi di originalità, i colpi di scena e le più moderne tecnologie, ma soprattutto l’estro e la tecnica di straordinari artisti pluripremiati che sanno dare vita a un mondo fantastico dove tutto sembra essere possibile.

Ideato da Remo Pannain, che ne cura anche la direzione artistica, Supermagic è stato riconosciuto come il “Migliore spettacolo di magia” dalla Fédération Internationale des Sociétés Magiques, essendo l’unico spettacolo che offre ogni anno l’eccellenza dei prestigiatori e degli illusionisti premiati al campionato mondiale delle arti magiche o che hanno ottenuto importanti riconoscimenti internazionali. Nella sua lunga storia lo show annovera inoltre una carrellata di successi e vanta ben 122 artisti di fama mondiale applauditi da oltre 260.000 spettatori nel corso delle 20 precedenti edizioni.

Lega: "Totale sintonia" Salvini-Zaia, squadra che vince non si cambia

Milano, 16 gen. (askanews) – “Totale sintonia e condivisione degli obiettivi fra Matteo Salvini, Luca Zaia e l’intero consiglio federale”. È quanto si afferma in una nota del partito diffusa mentre è ancora in corso la riunione del consiglio federale. “Il Veneto è un modello di buon governo apprezzato a livello nazionale e internazionale”, prosegue la nota, ribadendo che “per la Lega squadra che vince non si cambia”.

È poi terminato dopo due ore il consiglio federale della Lega riunito alla Camera da Matteo Salvini. L’incontro si è svolto nella sala Salvadori del palazzo dei gruppi di Montecitorio. Il governatore del Veneto Luca Zaia è intervenuto in video collegamento.

Gaza, Oxfzm: bene cessate il fuoco ma diventi permanente

Roma, 16 gen. (askanews) – Oxfam accoglie con favore l’annuncio del cessate il fuoco a Gaza, con un accordo iniziale che prevede il rilascio degli ostaggi israeliani e di alcuni detenuti palestinesi. Il tragico bilancio dopo 15 mesi di guerra senza tregua è di almeno 46.000 palestinesi uccisi, oltre 100 mila feriti, decine di migliaia di dispersi e 1,9 milioni di sfollati, ovvero il 90% della popolazione.

Per questo ora è urgente portare aiuti salvavita a una popolazione privata di acqua, cibo e medicine; ponendo fine all’annientamento di Gaza e alle indicibili sofferenze inflitte da Israele alla popolazione.

“Speriamo che questo accordo segni davvero la fine dello spargimento di sangue. Dopo oltre 15 mesi di brutale campagna militare e di blocco deliberato e sistematico all’ingresso degli aiuti da parte delle autorità israeliane, questa pausa è vitale e attesa da tempo. – ha detto Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia – Mentre si svolge la prima fase dell’accordo, chiediamo che venga garantito l’accesso immediato e senza ostacoli agli aiuti umanitari, assicurando che risorse vitali e assistenza medica possano raggiungere chi ne ha un disperato bisogno in tutta Gaza. Per scongiurare la carestia è fondamentale l’apertura di tutti i valichi e il ripristino delle attività commerciali”.

In questi mesi, con il sostegno economico, politico e militare dei leader mondiali, Israele ha inflitto ai palestinesi di Gaza terribili punizioni collettive, configurabili in molti casi come crimini contro l’umanità.

Ha usato cibo e acqua come armi da guerra, ha sfollato con la forza quasi tutta la popolazione, ha assediato il nord di Gaza e ha reso invivibile l’intera Striscia. Migliaia di palestinesi sono stati detenuti illegalmente e torturati senza un giusto processo.

Azioni che non possono rimanere senza risposta, perché il diritto e le norme internazionali devono essere applicate universalmente e rispettate anche da Israele, che deve rispondere dei crimini di guerra compiuti, affinché sia assicurata giustizia alle vittime e siano scoraggiate future violazioni.

Oxfam chiede inoltre che la comunità internazionale – soprattutto i Paesi che si sono resi complici delle atrocità commesse da Israele – facciano tutto ciò che è in loro potere per garantire che non ci sia un ritorno alla violenza. Impegnandosi a sostenere una Pace equa e inclusiva, che porti alla fine del blocco, ponga fine all’occupazione, smantelli gli insediamenti illegali e affronti le cause profonde del conflitto.

“Questo cessate il fuoco, se applicato e rispettato nelle sue fasi, non deve portare al consolidamento dello status quo, né facilitare l’occupazione permanente o l’annessione de facto di Gaza, che minerebbero ulteriormente la prospettiva di una Pace giusta e duratura. – ha concluso Pezzati – Gli Stati membri dell’ONU e la comunità internazionale devono garantire la rapida e piena attuazione del cessate il fuoco, facilitare l’accesso umanitario senza restrizioni per evitare la carestia e affrontare la devastazione causata dalla guerra. Mantenendo l’impegno, preso in Assemblea Generale, di porre fine al blocco – entrato nel suo diciottesimo anno – e all’occupazione. Ora che i missili e le bombe si sono fermati, questi fragili progressi devono essere protetti ad ogni costo. La brutale campagna militare ha causato immense e prevenibili perdite di vite umane, ha decimato le infrastrutture di Gaza e ha spinto innumerevoli famiglie alla fame. E’ fondamentale quindi impegnarsi per la ricostruzione di Gaza partendo dai bisogni della popolazione.”

Oxfam condanna inequivocabilmente tutte le violazioni del diritto internazionale, compresi gli attacchi del 7 ottobre e la cattura di ostaggi da parte di Hamas e di altri gruppi armati a Gaza.

Teatro Verde di Roma, in scena Opera buffa il 18 e 19 gennaio

Roma, 16 gen. (askanews) – Sabato 18 gennaio 2025 alle ore 17, (con replica domenica 19, sempre alle ore 17) la Compagnia Teatro Verde di Roma porterà in scena “Opera buffa” di Andrea Calabretta, Gianluigi Capone e Emanuele Avallone che ne cura anche la regia. In scena Andrea Calabretta e Gianluigi Capone. La direzione artistica è di Veronica Olmi.

Una carrellata delle più note arie del repertorio italiano, interpretate da due burattinai-clown-mimi. Un susseguirsi di gag accompagnate da musiche immortali. Un accostamento tra cultura alta e popolare. Due facchini, durante la pausa pranzo, ascoltando musica raccontano costruendo le scene davanti agli occhi del pubblico, montando scatole, aprendo scatoloni, giocando con buste, cartoni, cappelliere, pacchi e pacchetti. Ogni scatola contiene un mondo sorprendente e i due facchini diventano gli attori di una rutilante messa in scena: un carosello di personaggi e burattini, di romanze e arie celebri in un ritmo crescente ed entusiasmante. Per poi alla fine ritornare due semplici facchini, stupiti e increduli di quanto hanno creato. Una giocoleria di suoni e risate. Una commistione di tecniche teatrali e musica. Attraverso il linguaggio dei corpi e le coreografie dei burattini e delle figure, i due mimi riusciranno a parlare un linguaggio muto ma universale, immediatamente comprensibile dal pubblico di tutte le età e di tutte le culture.

Teatro, al Ciak di Roma arriva "Unreal" di Andrea Sestieri

Roma, 16 gen. (askanews) – Dopo il successo di Illusionismi, che ha registrato il tutto esaurito la scorsa stagione al Teatro Ciak di Roma ed è stato acclamato nell’ultimo anno da più di 60.000 spettatori, Andrea Sestieri torna sul palcoscenico del teatro romano con “Unreal”, in scena sabato 18 gennaio alle ore 21 e domenica 19 gennaio alle ore 17.30.

Uno show che catapulta lo spettatore in una dimensione parallela in cui vengono sfidate le leggi della fisica e in cui tutto è possibile. “Non è uno spettacolo di ‘cabaret magico’ – ha spiegato Andrea Sestieri – dimenticatevi i dialoghi infiniti o anche solo piccole pause, perché ogni singolo istante, compresi i cambi di scena, sarà coperto da musiche, coreografie, giochi di luce e arte visuali per creare un format unico nel suo genere”.

Il focus sono indubbiamente le “Grandi Illusioni”, create in modo originale da Andrea dopo anni di ricerca nel settore e studiate nei minimi dettagli con il fine ultimo di creare davvero la percezione di assistere a qualcosa di irreale. Una donna che vola e poi si smaterializza sotto i vostri occhi. Impossibile? Forse sì, ma solo fino a questo momento!

“Il mio obiettivo – ha continuato Andrea Sestieri – è stato quello di comunicare con il mio pubblico tramite un linguaggio non verbale, facendo in modo che ogni illusione sia qualcosa di unico. Quando ho iniziato a lavorare su questo spettacolo sono partito da ciò che mi sarebbe piaciuto offrire ai miei spettatori: la mia sfida più grande è stata quella che creare uno spettacolo di illusionismo di circa 90 minuti in cui le persone non abbiano il tempo di dire ‘wow’ perché il numero seguente è già iniziato. E per ottenere tutto ciò ci sono volute prove, spostamenti di materiale, furgoni e una logistica per nulla semplice per sviluppare intorno ad ogni illusione una sequenza unica e credibile e per riuscire a portare in teatro tutto il materiale scenico. Credo che l’obiettivo sia stato raggiunto e di questo ne sono davvero soddisfatto”.

Esplosioni a Kiev durante la visita di Crosetto e Starmer, gli incontri proseguono

Roma, 16 gen. (askanews) – Allarme aereo ed esplosioni nella capitale ucraina, Kiev, proprio nella giornata in cui il primo ministro britannico Keir Starmer e il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si trovano nella capitale per visite istituzionali. “La difesa aerea è in funzione nella capitale. Rimanete nei rifugi!”, ha sottolineato il sindaco Vitali Klitschko.

Le esplosioni sono avvenute nelle vicinanze delle sedi istituzionali dove si trovava Crosetto, ma dal ministero della Difesa assicurano che non c’è alcun allarme. “Gli incontri proseguono regolarmente”. Nel pomeriggio è previsto l’incontro di Crosetto con Zelensky.

Cinema, "Il nibbio" con Claudio Santamaria dal 6 marzo al cinema

Roma, 16 gen. (askanews) – Martedì 4 marzo 2025 cadrà il 20esimo anniversario della scomparsa di Nicola Calipari, Alto Dirigente del Sismi che ha sacrificato la propria vita per salvare quella della giornalista de “il manifesto” Giuliana Sgrena, rapita in Iraq da una cellula terrorista. Giovedì 6 marzo, Notorious Pictures porterà al cinema “Il Nibbio” film con protagonista Claudio Santamaria nel ruolo di Nicola Calipari e con Sonia Bergamasco e Anna Ferzetti, rispettivamente nei panni di Giuliana Sgrena e di Rosa Calipari, per la regia di Alessandro Tonda.

Tratto da una storia vera, il film racconta i ventotto giorni precedenti i tragici eventi del 4 marzo del 2005. A venti anni di distanza, “Il Nibbio” porta sul grande schermo il ritratto intimo e toccante di Nicola Calipari, un uomo le cui azioni sono sempre state all’insegna del valore della vita umana e della pace.

Da un soggetto di Davide Cosco, Sandro Petraglia e Lorenzo Bagnatori, sceneggiato da Sandro Petraglia (Bianca, Il portaborse, Il Ladro di Bambini, La meglio gioventù, L’ombra di Caravaggio, Suburra), Il Nibbio è stato girato per sette settimane a Roma e in Marocco.

“Il Nibbio” è una coproduzione italo belga Notorious Pictures con Rai Cinema e Tarantula, in collaborazione con Netflix e Alkon Communications ed il supporto del fondo regionale Wallimages, con la speciale collaborazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il supporto dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE), della Polizia di Stato, la Prefettura di Roma, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Ambasciata italiana in Marocco e con MedOr Leonardo Foundation come partner culturale.

Il film è sostenuto anche dal Centre Cinematographique Marocain e dall’Ambasciata del Regno del Marocco in Italia.

Teheran: nessun ruolo di Musk in rilascio Cecilia Sala

Roma, 16 gen. (askanews) – Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baqaei ha respinto giovedì le indiscrezioni dei media secondo cui l’imprenditore miliardario statunitense Elon Musk avrebbe aiutato a convincere l’Iran a rilasciare la giornalista italiana Cecilia Sala.

Il quotidiano New York Times ha riferito in precedenza, citando fonti, che Musk aveva contattato l’ambasciatore iraniano all’ONU Amir Saeid Iravani per aiutare a garantire il rilascio di Sala.

“Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, rispondendo a una domanda di un giornalista, ha negato un’affermazione fatta da un quotidiano americano in merito al presunto contatto di Elon Musk con l’ambasciatore iraniano a New York e al suo ruolo nel rilascio di un giornalista italiano. Baqaei ha descritto l’articolo come una narrazione e una fantasia mediatica”, ha affermato il Ministero degli Esteri iraniano in una dichiarazione.

Sala, che si trovava in Iran per lavoro, è stata arrestata a Teheran a dicembre. Successivamente è stata rilasciata e l’8 gennaio ha fatto ritorno in Italia.

Tajani: la richiesta della Cpi su Netanyahu infondata e inapplicabile

Roma, 16 gen. (askanews) – “Noi siamo rispettosi della Corte però abbiamo letto le carte e abbiamo ribadito più volte che le scelte della Corte non devono mai essere ispirate a principi politici. Noi riteniamo che la richiesta non sia applicabile a Netanyahu e mi sembra difficilmente realizzabile dal punto di vista pratico. Sono richieste, secondo me, non fondate”. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa alla Farnesina.

Secondo Tajani, si tratta di una richiesta che “non porterebbe ad alcun effetto”. “Non vedo come si possa arrestare un capo di Stato in visita in un paese”, ha aggiunto.

Quanto al caso che coinvolge il presidente russo Vladimir Putin, anch’egli oggetto di un mandato d’arresto della Cpi, Tajani ha detto che “Putin non verrà mai in Italia, bisogna anche essere pragmatici”. “Se c’è questa realtà il capo di Stato non viene in visita. Si può essere d’accordo o meno sulla posizione di Francia e Italia sul mandato d’arresto ma poi bisognerebbe applicarlo. Resta una cosa teorica. Che succede, si organizza un conflitto a fuoco all’aeroporto di Roma?”, ha insistito il ministro.

“Sapete che con la Russia c’è una situazione ben diversa, c’è un disappunto e non credo che Putin verrà mai in visita nel nostro Paese”, ha proseguito il ministro. “Credo che bisogna fare le cose in modo concreto, se si vuole la pace bisogna fare un’azione diplomatica forte e la cosa migliore è trasformare il cessate il fuoco ináunaáveraátregua”, ha concluso, facendo riferimento alla situzione in Medio Oriente.

Separazione delle carriere e sorteggio Csm, come cambia la Costituzione

Roma, 16 gen. (askanews) – Il disegno di legge costituzionale n.1917 – ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’ – presentato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e dal ministro della Giustizia, Carlo Nordio, alla Camera dei deputati, il 13 giugno 2024, e approvato oggi in prima lettura alla Camera, ha l’obiettivo, per la prima volta nel Paese, di separare le carriere dei magistrati requirenti e giudicanti, attraverso la modifica del Titolo IV della Costituzione. La riforma per entrare in vigore ha bisogno di ottenere un doppio sì su identico testo da Camera e Senato ad intervallo non inferiore a tre mesi Il testo, composto da 8 articoli, prevede lo sdoppiamento del Consiglio superiore della magistratura dando vita a due distinti organi di autogoverno: il Csm giudicante e il Csm requirente. La presidenza di entrambi gli organi è attribuita al presidente della Repubblica, mentre sono membri di diritto del Csm giudicante e del Csm requirente, rispettivamente, il primo presidente della Corte di Cassazione e il procuratore generale della Corte di Cassazione.

Gli altri componenti di ciascuno dei Csm sono estratti a sorte, per un terzo da un elenco di professori e avvocati compilato dal Parlamento in seduta comune e, per i restanti due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e tra i magistrati requirenti. Si prevede, inoltre, che i vicepresidenti di ciascuno degli organi siano eletti fra i componenti sorteggiati dall’elenco compilato dal Parlamento. In questo modo i magistrati non hanno più diritto di voto.

Un’altra novità è rappresentata dall’istituzione dell’Alta Corte disciplinare che sottrae al Csm la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari. Questa nuova Alta Corte sarà composta da 15 giudici: 3 nominati dal presidente della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giurdiche, avvocati con almeno 20 anni di professione; 3 estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento in seduta comune, in soggetti con i medesimi requisiti; 6 estratti a sorte tra i magistrati giudicanti in possesso di specifici requisiti; 3 estratti a sorte tra i magistrati requirenti in possesso di specifici requisiti.

Il presidente è eletto tra i giudici nominati dal presidente della Repubblica o dal Parlamento.

E’ prevista la possibilità di impugnare le decisioni dell’Alta Corte dinnanzi alla stessa Corte, che giudica però in una composizione differente.

Tennis, Sinner: "Inizio complicato dal vento"

Roma, 16 gen. (askanews) – Sedici vittorie di fila sul cemento. Jannik Sinner prosegue la sua striscia di imbattibilità sulla sua superficie preferita, centrando il 3° turno a Melbourne. Contro la wild-card australiana Tristan Schoolkate, n°173 del mondo, la prima testa di serie e campione in carica ha però dovuto cedere un set, il primo del torneo. “Non ho giocato tanti tornei juniores, non ci eravamo mai affrontati – ha detto – All’inizio ha giocato bene, molto meglio di me. C’è stata una grande atmosfera del pubblico, sono felice della mia prestazione. Non dò le cose per scontate, devo ragionare così anche nel prossimo turno. Ero preparato al tennis di Schoolkate, ma ha giocato molto bene. Capita in ogni torneo, tutti i turni sono difficili e devi essere sempre presente. Posso migliorare, ho avuto difficoltà con il vento ma anche l’onore di giocare qui in sessione serale. E’ stato molto bello. Ho faticato all’inizio con il vento, ma almeno qui non sei esposto come sui campi esterni. Sono contento di essere al 3° turno, ora vediamo cosa potremo fare. E’ una sensazione diversa rispetto a 12 mesi fa, questo è un posto fantastico ma la prendo come una sfida per provare a ripetermi. Ma c’è ancora tanta strada da fare, so che il mio livello deve salire e mi auguro di giocare un altro grande torneo”.

Terna: nel 2024 consumi elettrici in aumento del 2,2%

Roma, 16 gen. (askanews) – Nel 2024 i consumi elettrici italiani sono aumentati del 2,2% rispetto al 2023, attestandosi a 312,3 miliardi di kWh (con punta oraria massima di 57,5 GW registrata il 18 luglio dalle 15 alle 16). Lo scorso anno le fonti rinnovabili hanno registrato il dato più alto di sempre di copertura della domanda, pari al 41,2% (rispetto al 37,1% del 2023). Il valore è in aumento grazie al contributo positivo, in particolare, della produzione idroelettrica e fotovoltaica. Lo ha reso noto Terna.

L’incremento tendenziale della domanda elettrica è il risultato di variazioni positive in quasi tutto il corso dell’anno, in particolare nei mesi di luglio e agosto, caratterizzati da temperature superiori alla media decennale.

A livello territoriale la variazione della domanda elettrica è risultata ovunque in aumento: +2,2% al Nord, +2,3% al Centro e +2,1% al Sud e nelle Isole.

Nel 2024 l’indice ImceI elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, è risultato pressoché stazionario (-0,3%). In particolare, positivi i settori del cemento, calce e gesso, cartaria, alimentari e siderurgia; in flessione metalli non ferrosi, chimica, mezzi di trasporto e ceramiche e vetrarie.

Relativamente all’offerta, nel 2024 si è registrata una crescita rilevante della produzione rinnovabile (+13,4%) e una lieve flessione del saldo netto con l’estero (-0,5%), come conseguenza di un forte aumento dell’export (+47,9% rispetto al 2023) e di uno più modesto dell’import (+2,4%). Nel mese di dicembre, per la prima volta, in alcune ore l’export elettrico italiano ha superato quota 4.000 MW, confermando il ruolo chiave delle interconnessioni non solo per importare energia a prezzi convenienti ma anche, e sempre più in futuro, per fornire un fondamentale strumento di flessibilità per condividere risorse di generazione e capacità di accumulo a fronte di una variabilità sempre più marcata della generazione rinnovabile.

Più nel dettaglio, la domanda di energia elettrica italiana nel 2024 è stata soddisfatta per l’83,7% con produzione nazionale e per la quota restante (16,3%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. La produzione nazionale netta (264 miliardi di kWh) è in aumento del 2,7% rispetto al 2023 con la seguente articolazione per fonti: crescita a due cifre della produzione idroelettrica (+30,4%) e fotovoltaica (+19,3%), che nel 2024 ha raggiunto il record storico arrivando a superare i 36 TWh. In flessione la fonte eolica (-5,6%) e geotermica (-0,8%). In calo rispetto al 2023 anche la fonte termica (-6,2%): in tale contesto si distingue la forte riduzione della produzione a carbone (-71%), ormai sostanzialmente azzerata a eccezione della Sardegna, cui corrisponde una riduzione delle emissioni di CO2 stimabile in oltre 8 Mt.

Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, nel 2024 l’incremento di capacità in Italia è stato pari a 7.480 MW, valore superiore di 1.685 MW (+29%) rispetto al 2023. Al 31 dicembre in Italia si registrano 76,6 GW di potenza installata da fonti rinnovabili, di cui, nel dettaglio, 37,1 GW di solare e 13 GW di eolico. Rispetto a quanto previsto dal DM Aree Idonee (21 giugno 2024), il target fissato per il quadriennio 2021-2024 di nuove installazioni è stato superato di 1.609 MW.

Da gennaio a dicembre 2024, la potenza nominale degli accumuli in esercizio è aumentata di 2.113 MW. Nel 2024 si registrano in Italia circa 730.000 installazioni che corrispondono a 12.942 MWh di capacità e 5.565 MW di potenza nominale, di cui 1065 MW utility scale. La crescita della capacità di accumulo è stata guidata per quanto riguarda i piccoli impianti dalle politiche incentivanti di carattere fiscale, per gli impianti utility scale, invece, l’aumento è il risultato dei meccanismi di contrattualizzazione a termine previsti dal capacity market.

Passando all’analisi del mese di dicembre, la domanda elettrica ha registrato una variazione positiva (+2,8%) grazie alla presenza di due giorni lavorativi in più (20 invece di 18) e una temperatura media mensile inferiore di 1,6°C rispetto a dicembre del 2023. Positiva anche la variazione con il dato destagionalizzato e corretto dall’effetto della temperatura e del calendario (+1,3%). Sostanzialmente stabile la variazione in termini congiunturali (+0,1% rispetto a novembre).

A livello territoriale, la variazione a dicembre 2024 è risultata ovunque positiva: +1,9% al Nord, +3,5% al Centro e +4,4% al Sud e Isole. La domanda è stata soddisfatta per l’83% con produzione nazionale e per la quota restante (17%) dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. Le fonti rinnovabili hanno coperto il 31,7% del fabbisogno mensile (34,3% a dicembre 2023).

La produzione nazionale netta (21,5 miliardi di kWh) è risultata in aumento del 4,5% rispetto a dicembre 2023 con la seguente articolazione per fonti: fotovoltaico (+35,3%), termico (+11,2%) eolico (+8,2%), idrico (-35,4%) e geotermico (-1,5%). Il dato del saldo import-export è in diminuzione del 3,6% per effetto di un aumento dell’export (+12,9%) e una diminuzione dell’import (-2,2%).

L’indice Imcei relativo ai consumi industriali ha fatto registrare nel mese di dicembre 2024 una variazione del -6,5% rispetto a dicembre 2023: in crescita cartaria, alimentari, cemento calce e gesso, ceramiche e vetrarie, meccanica; in flessione chimica, siderurgia, metalli non ferrosi e mezzi di trasporto. Il dato destagionalizzato e corretto dagli effetti di calendario porta ad una variazione stazionaria pari rispetto al mese precedente (-0,1%).

L’indice Imser del mese di ottobre mostra, per la seconda volta nell’anno, una variazione leggermente negativa: -0,4% rispetto a ottobre 2023. I primi dieci mesi dell’anno risultano comunque in aumento con una variazione del +3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

AO, Sinner vince in rimonta: terzo turno a Melbourne

Roma, 16 gen. (askanews) – Secondo turno con qualche apprensione per Jannik Sinner che perde il rimo parziale contro la wild card australiana Tristan Schoolkate, n. 173 al mondo, e poi mette la partita in carreggiara superando il tennista aussie al quarto set: 4-6, 6-4, 6-1, 6-3 in 2 ore e 46 minuti di gioco. Un incontro che per almeno un’ora è stato più complicato del previsto per Sinner: lento nell’approccio al match, l’azzurro è stato sorpreso dalla tattica aggressiva di Schoolkate che ha interrotto la serie di 29 set consecutivi vinti dal n. 1 al mondo. Poi, però, è arrivato il cambio di marcia dal settimo gioco del secondo set, quando Sinner ha conquistato (e convertito) la prima palla break del match. Da quel momento la partita si è messa in discesa per Jannik che negli ultimi due set ha concesso soltanto quattro giochi all’australiano, uscito a testa alta dal primo match in carriera contro un top 20. Alla ventesima vittoria consecutiva contro tennisti aussie, il n. 1 al mondo affronterà al 3° turno l’americano Marcos Giron, n. 46 al mondo, che ha battuto in cinque set l’argentino Etcheverry dopo più di 4 ore di gioco. Il match è in programma sabato.

Ezio Greggio (Comites Monaco): italiani una risorsa per il Principato

Roma, 16 gen. (askanews) – La presenza della comunità italiana nel Principato di Monaco è una risorsa preziosa, integrata, con “rapporti eccellenti” con le istituzioni monegasche. Le principali attività del Com.It.Es è rivolto al mondo del sociale e della cultura. Lo ha detto ad askanews il presidente Ezio Greggio, al suo secondo mandato.

“In termini di presenza – racconta – la nostra è una comunità molto importante, seppur in un piccolo Paese quale è il Principato di Monaco. Siamo al terzo posto come dimostrano i dati ufficiali del governo principesco, che riportano un totale di 39.000 abitanti, di cui 8.000 monegaschi, quasi 10.000 francesi e oltre 8.000 italiani. La nostra presenza, il nostro savoir-faire, la nostra cultura sono una risorsa per Monaco, sia a livello sociale ed economico e sia a livello turistico. Ci sono imprenditori, sportivi, dirigenti, professionisti che operano in tutti i settori: industria, tecnologia, finanza, ristorazione, intrattenimento, arte e non solo. E siamo soprattutto una comunità costituita da famiglie che qui vivono e lavorano con i figli che vanno a scuola e che parlano correntemente anche francese e inglese”.

“In questo contesto – prosegue Greggio – il nostro Comites s’inserisce a pieno titolo per svolgere le attività che gli competono, come previsto dal suo ordinamento, che fa capo al nostro Ministero degli Esteri. E nel mio ruolo di Presidente è un impegno che ho assunto con entusiasmo e che porto avanti insieme a un gruppo di persone formidabili, che sono i membri del nostro comitato. Personalmente sono al secondo mandato e la fiducia che mi è stata data dagli italiani residenti nel Principato di Monaco mi onora e mi gratifica. I rapporti con le istituzioni monegasche, a cominciare dal Palazzo Principesco, sono eccellenti”.

Parlando poi delle attività che il Comites porta avanti, il presidente spiega: “Ci muoviamo principalmente nella cultura e nel sociale. C’è piena collaborazione con l’Ambasciata d’Italia e con i suoi più alti rappresentanti diplomatici. Da poco abbiamo dato il benvenuto al nuovo Ambasciatore S.E. Manuela Ruosi, che succede a S.E. Giulio Alaimo. Il Comites è sempre attento alla solidarietà – sottolinea ancora – ci siamo fatti promotori di iniziative per raccolte di doni e di fondi per eventi drammatici come le inondazioni in Emilia e Romagna, il terremoto in centro Italia, la guerra in Ucraina. Abbiamo collaborato con iniziative solidali monegasche come la Kermesse di Suor Maria. E anche in un luogo come il Principato di Monaco ci sono persone che possono aver bisogno di una presenza, come i nostri anziani. È un’attività che svolgiamo in modo discreto. Promuoviamo iniziative culturali organizzando visite ad esposizioni e partecipazioni a concerti per una buona causa, che si svolgono nel Principato di Monaco”.

“Ogni anno – afferma il presidente Greggio – il Comites di Monaco organizza il Concerto di Natale che viene programmato nel mese di dicembre. È sempre ad ingresso libero e gratuito e questo grazie alla partecipazione di tanti sponsor italiani di Monaco e non solo. È il nostro evento più importante e ha un solo obbiettivo: riunire la comunità italiana per un grande spettacolo, offrendo a tutti l’occasione per uno scambio di auguri durante le Festività. Si è svolto il 3 dicembre scorso con un repertorio dedicato a Domenico Modugno eseguito dalla grande Orchestra Sinfonica di Sanremo. In passato abbiamo avuto tra gli altri, il Maestro Andrea Morricone figlio del Premio Oscar Ennio Morrricone, poi l’Italian Gospel Choir con 180 elementi. E la grande soddisfazione per il Comites di Monaco è vedere ogni volta il tutto esaurito”.

Come è organizzato il Comites? “Abbiamo organizzato il nostro Comites di Monaco per essere flessibile in ogni attività – risponde -. I membri costituiscono gruppi di lavoro, ognuno in un proprio campo, che si tratti di sociale oppure di cultura. Discusso e approvato un progetto lo si porta avanti e quando serve si uniscono le forze, come avviene per esempio per il concerto di Natale, quando l’importanza dell’organizzazione e la ricerca dei partner per coprire tutti i costi diventano fondamentali. Come Comites del Principato di Monaco abbiamo istituito anche un riconoscimento, che viene assegnato ogni anno ai giovani italiani residenti che si sono distinti per risultati sportivi. Qui lo sport è importante – prosegue Greggio – fa parte dell’educazione e della formazione scolastica, per trasmettere i valori fondamentali che esso rappresenta. È anche una volontà di tutto un Paese, perché S.A.S. il Principe Alberto II, oltre ad essere membro del CIO (Comitato Olimpico Internazionale) ha partecipato da atleta a cinque edizioni delle Olimpiadi invernali, così come S.A.S. la Principessa Charlene, sua moglie, è stata atleta professionista di nuoto. Questi eventi e queste attività fanno già parte dei nostri impegni per il 2025 e come prossimi appuntamenti stiamo progettando una serie di incontri con il mondo del giornalismo, dell’editoria e della salute”.

Alla domanda sui quali temi possono essere di interesse agli italiani nel Principato, Greggio risponde: “Quando si vive all’estero, a prescindere dalla vicinanza del proprio Paese, è interessante sapere come funzionano le altre comunità italiane, quali sono le iniziative per valorizzare la cultura e la lingua. Forse, potrebbe essere interessante ragionare sulla possibilità di incontri. Ci potremmo chiedere se tra italiani all’estero, che si incontrano all’estero, potrebbero nascere idee, progetti e opportunità. A me è capitato di essere invitato quale Presidente del Comites all’Ambasciata italiana di Londra, a quella di Toronto ove ho incontrato il Comites locale. Ed è stata in entrambi i casi una bella, costruttiva e positiva esperienza”.

Di Serena Sartini Crediti foto: ©Riccardo Ghilardi

Cinema, "Cambiare l’acqua ai fiori" diventa un film, ciak a maggio

Roma, 16 gen. (askanews) – Inizieranno a maggio in Francia le riprese di “Cambiare l’acqua ai fiori”, il film tratto dal romanzo bestseller di Valérie Perrin diventato un successo mondiale con oltre due milioni di copie vendute tra Francia e Italia, tradotto in ventotto lingue, vincitore del Prix Maison de la Presse e del Prix des Lecteurs du Livre de Poche e pubblicato in Italia da Edizioni e/o.

A dirigere l’adattamento cinematografico sarà il regista Jean-Pierre Jeunet (Il favoloso mondo di Amélie, Una lunga domenica di passioni), mentre a interpretare il ruolo della protagonista Violette Toussaint ci sarà l’attrice Leila Bekhti, vincitrice nel 2011 del César Award come miglior promessa femminile.

La storia è quella di Violette Toussaint, la guardiana di un cimitero. Passanti e clienti abituali vanno a riscaldarsi nella sua casa, dove risate e lacrime si mescolano tra una tazza di caffè e l’altra. La sua routine quotidiana è scandita dalle loro confidenze. Un giorno, un uomo bussa alla sua porta. Si chiama Julien Seul ed è un commissario di polizia che ha delle domande su una coppia che riposa nel cimitero. La sua indagine ha inizio e i legami tra i vivi e i morti vengono alla luce, e alcune anime che si pensavano oscure si rivelano luminose.

“Cambiare l’acqua ai fiori” è una produzione Palomar, con la francese 24 25 Films, entrambe società del Gruppo Mediawan. Un film coprodotto e distribuito da StudioCanal, con il supporto di Canal+ e Netflix.

Tennis, Sonego supera l’astro nascente Joao Fonseca

Roma, 16 gen. (askanews) – Splendida prestazione di Lorenzo Sonego, che dopo lo scalpo di Andrey Rublev in questo Australian Open, supera l’astro nascente del tennis mondiale, il 18enne brasiliano Joao Fonseca (n.118 Atp) al quinto set ed in rimonta. Lorenzo Sonego, oggi 55 Atp, è sembrato quello di qualche anno fa, quello che batteva Novak Djokovic e che sfiorava la top 20. Nessun dubbio su Fonseca, diventerà un fenomeno e probabilmente è già più presente che futuro, ma Sonego oggi gli ha dato una lezione di tattica, di intelligenza e di pazienza. L’azzurro si è portato a casa la partita col punteggio di 6-7 (8) 6-3 6-1 3-6 6-3 in 3 ore e 37 minuti di gioco, in un match da montagne russe.

Nato, Bauer: nostre partnership migliorano sicurezza internazionale

Bruxelles, 16 gen. (askanews) – “Ieri, il Comitato Militare della NATO con i Capi di Stato maggiore ha discusso le sfide per la sicurezza transregionale e le opportunità di cooperazione con i Capi di Stato maggiore della Difesa dei partner”. Lo ha scritto l’ammiraglio Rob Bauer, presidente del Comitato Militare Nato sui social. “Le nostre partnership apportano benefici a tutti i soggetti coinvolti e migliorano la sicurezza internazionale”, ha aggiunto.

La Nato ha oltre 40 partnership con Paesi non Nato e organizzazioni nei 5 continenti. Queste partnership rientrano in 4 categorie: Partnership for Peace, Mediterranean Dialogue, Instabul Cooperation Initiative e Partner accross the globe.

Ieri il presidente del Comitato militare ha detto nel suo discorso di apertura che il sostegno all’Ucraina è più importante che mai. L’ammiraglio Bauer ha sottolineato che “il nostro sostegno non è carità. È nell’interesse politico e militare dell’Alleanza farlo. Dobbiamo mostrare al mondo che la democrazia può vincere e vincerà. E che vale la pena lottare per la democrazia”. Il Presidente ha sottolineato che per l’Ucraina “la sovranità non è un termine astratto”.

Anche oggi la massima autorità militare della NATO, il Comitato militare, si riunisce in formato Capi di stato maggiore della difesa presso il quartier generale della NATO a Bruxelles. L’occasione si concentra sull’ulteriore rafforzamento della deterrenza e della difesa dell’Alleanza, sul rafforzamento delle partnership della NATO in tutto il mondo e sul supporto all’Ucraina nella sua resistenza contro l’aggressione non provocata della Russia. Sia ieri che oggi, i Capi di stato maggiore della difesa alleati incontrano le autorità militari dei paesi partner della NATO per discutere come affrontare al meglio insieme l’instabilità pervasiva in tutto il mondo.

Ieri il Segretario generale della NATO, Mark Rutte nella sessione di apertura ha affermato: “per prevenire la guerra, dobbiamo prepararci. È tempo di passare a una mentalità da tempo di guerra”, sottolinendo la necessità di un aumento della spesa militare. Rutte oggi incontrerà il Ministro degli affari esteri islandese, Katrín Gunnarsdóttir, presso la sede della NATO, a Bruxelles. Mentre sino al 17 gennaio 2025, la vicesegretaria generale della NATO, Radmila Šekerinska, sarà in Lituania per partecipare allo Snow Meeting 2025, a Trakai. A margine dell’evento, Šekerinska incontrerà il presidente della Lituania, Gitanas Nauseda, il Ministro degli Affari Esteri, Kestutis Budrys, e il Ministro della Difesa, Dovile Šakaliene, nonché altri funzionari di alto livello presenti all’evento. Durante la sua visita in Lituania, la signora Šekerinska visiterà anche il NATO Multinational Battlegroup e la Iron Wolf Brigade a Rukla.

L’addio di Biden: credo sempre nell’America ma la democrazia è minacciata

Roma, 16 gen. (askanews) – Joe Biden ha tenuto ieri sera, per l’Italia nella notte tra mercoledì e giovedì, il suo discorso di addio da presidente ancora in carica per pochi giorni e da uomo dello Stato che ha attraversato mezzo secolo di politica americana, mettendo in guardia da quelle che per lui sono concrete minacce in arrivo con il secondo mandato di Donald Trump alla guida degli Stati Uniti.

“Il mio eterno ringraziamento a voi, popolo americano”, ha detto dallo Studio Ovale poco dopo le ore 20.00 sulla East Coast. “Dopo 50 anni di servizio pubblico, vi do la mia parola che credo ancora nell’idea per cui questa nazione si erge, una nazione in cui la forza delle nostre istituzioni e il carattere del nostro popolo contano e devono durare”.

Biden ha puntato il dito contro la banda di “baroni ladri” che circondano il suo successore pronto all’insediamento lunedì prossimo. “Stasera voglio mettere in guardia il Paese da alcune cose che mi preoccupano molto”, ha detto Biden. Ha citato “una pericolosa concentrazione di potere nelle mani di pochissime persone ultra ricche” e ha lanciato un allarme sulle “pericolose conseguenze se il loro abuso di potere viene lasciato senza controllo”.

“Oggi in America sta prendendo forma un’oligarchia di estrema ricchezza, potere e influenza che minaccia letteralmente la nostra intera democrazia, i nostri diritti e libertà fondamentali e la possibilità per tutti di fare carriera”, ha detto il presidente uscente.

Riecheggiando i toni allarmati con cui il presidente Dwight Eisenhower mentre lasciava la Casa Bianca aveva evocato la minaccia del complesso militare industriale mentre, Biden ha parlato di una nuova era di pericolo rappresentata dai social media, dall’intelligenza artificiale e dai broker tecnologici miliardari e milionari che compongono l’amministrazione entrante di Trump.

“Sono altrettanto preoccupato per la potenziale ascesa di un complesso industriale tecnologico che può rappresentare un pericolo reale anche per il nostro Paese”, ha detto. “Gli americani sono sepolti da una valanga di disinformazione e di informazioni errate, che permettono l’abuso di potere. La stampa libera si sta sgretolando… i social media stanno rinunciando a verificare i fatti. La verità è soffocata dalle bugie raccontate per il potere e per il profitto”.

Tregua per Gaza, il governo israeliano si riunisce oggi per approvare l’accordo

Roma, 16 gen. (askanews) – Il governo israeliano deve riunirsi oggi per approvare l’accordo di cessate il fuoco e per il rilascio degli ostaggi con Hamas, hanno riferito i media israeliani, all’indomani dell’annuncio dei mediatori sull’intesa che dovrebbe portare alla fine della guerra a Gaza.

La tregua entrerà in vigore domenica e comporterà lo scambio di ostaggi israeliani con prigionieri palestinesi, dopodiché saranno finalizzati i termini di un accordo di pace più ampio, ha affermato ieri il primo ministro del mediatore Qatar.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato sia con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden che con il presidente eletto Donald Trump, ha affermato il suo ufficio, ringraziandoli per il loro aiuto nel garantire l’accordo ma anche avvertendo che i “dettagli finali” sono ancora in fase di definizione.

Fonti mediche a Gaza hanno riferito che 21 persone sono state uccise in tre distinti attacchi aerei israeliani nella notte. Secondo le fonti, almeno 12 persone sono morte e oltre 20 sono rimaste ferite in un bombardamento di un complesso residenziale vicino a una moschea a Gaza City. Un altro attacco nella regione occidentale della città ha ucciso cinque persone e ne ha ferite 10, mentre altre quattro sono state uccise in un bombardamento di un appartamento nel centro di Gaza City, secondo la stessa fonte.

Gli americani-israeliani Keith Siegel e Sagui Dekel-Chen saranno tra i 33 ostaggi rilasciati nella prima fase dell’accordo sugli ostaggi annunciato ieri, ha detto un alto funzionario dell’amministrazione di Joe Biden.

Siegel fa parte della categoria degli ostaggi anziani, mentre Dekel-Chen è stato colpito il 7 ottobre ed è quindi considerato tra i feriti. Il terzo ostaggio americano ritenuto ancora vivo, Edan Alexander, è un soldato e quindi non verrà rilasciato prima della seconda fase di 42 giorni, ma gli Stati Uniti sono impegnati a garantirne il rilascio, ha detto l’alto funzionario americano in un briefing ai giornalisti.

Gaza, è tregua: niente di più, ma meglio di niente.

Come qui abbiamo scritto l’atteso accordo di tregua a Gaza fra Israele e Hamas è arrivato giusto alla vigilia dell’insediamento di Trump alla Casa Bianca. Non era una previsione difficile, peraltro. E comunque la notizia è positiva e come tale va accolta. Oltre 450 giorni di guerra hanno portato alla morte di quasi 50.000 persone, al ferimento di altre decine di migliaia, allo strazio della vita di tutti i palestinesi residenti a Gaza e alla sua quasi totale distruzione. Israele ha continuato a bombardare la Striscia sino a ieri, per infliggere quanti più danni possibile al nemico: ne sia prova, ad esempio, l’attacco portato il 27 dicembre all’ospedale Kamal Adwan di Beit Lahia nel nord della Striscia, che era ancora operativo e invece ora è stato costretto a chiudere.

L’accordo, per quanto assai complesso e suddiviso in tre fasi e quindi con il rischio di violazioni sempre incombente e dunque di una sua deflagrazione, consente oggi ai presidenti USA di prendersene il merito, certo con il diverso stile dei due: quello in carica ma uscente ha detto che è stata la trattativa più difficile della sua pur lunga esperienza politica e che nella fase finale l’Amministrazione ha lavorato congiuntamente e fattivamente con quella che entrerà in carica la settimana prossima; quello eletto si è invece preso lui tutto il merito, sostenendo che è stata la sua vittoria elettorale e quindi il suo prossimo approdo a Washington a creare le condizioni indispensabili per il raggiungimento dell’accordo.

Lo sceicco al-Thani, il mediatore qatariota, ha potuto manifestare la propria giusta soddisfazione, dopo mesi di snervante lavoro condotto con determinazione ma non senza cadute di fiducia ogni qualvolta le speranze venivano distrutte dall’intransigenza dei contendenti, e soprattutto dalla volontà israeliana di vendicare duramente l’oltraggio subìto il 7 ottobre. 

Ma i due nemici addivengono alla tregua mantenendo un sentimento di astio reciproco, e non potrebbe essere altrimenti. Quindi siamo, per ora, solo di fronte all’interruzione della guerra e certo non ancora alla pace, che chissà se mai arriverà dopo tanto odio seminato.

Comunque, rimanendo alla notizia di queste ore, la domanda che sorge è perché Netanyahu ha ceduto alla pressione di Trump dopo aver resistito per mesi a quelle di Biden. La risposta è semplice, naturalmente: perché il secondo aveva innanzi a sé pochi mesi al potere mentre il primo adesso ne ha ben quarantotto. Ma non è solo questo. Il premier israeliano – che ora deve reggere all’urto dell’estrema destra ultrareligiosa – confida, anzi ne è certo, nella durezza di Trump nei confronti dell’Iran, che è il vero nemico di Israele, quello da isolare e indebolire assolutamente. E naturalmente è ben consapevole che senza il sostegno statunitense non potrebbe imporre nella regione la sua netta superiorità militare.

Trump, però, se da un lato ha certo Teheran nel mirino, dall’altro ritiene che nello scacchiere mediorientale è fondamentale non solo l’alleanza con lo stato ebraico bensì pure quella con l’Arabia Saudita: e quindi forzerà Riad ad entrare negli Accordi di Abramo, e se per convincerla Israele dovrà pagare qualche prezzo, ebbene lo dovrà pagare. A Netanyahu il messaggio è stato recapitato. Forte e chiaro.

Centro, senza uno scossone è la solita noia.

Forse, anzi quasi sicuramente, ha ragione Pier Ferdinando Casini. Parlando del futuro di un ipotetico e virtuale Centro, l’ex Presidente della Camera ha detto che adesso ci vuole “coraggio”. Una categoria che in politica non sempre va di moda ma che forse, adesso, proprio questo coraggio non è più aggirabile. Detta con altre parole, e sempre per citare Casini, chi adesso lo vuole ricostruire “si faccia avanti e prenda un’iniziativa politica precisa”. Come non essere d’accordo con questa osservazione, semplice ma al tempo stesso essenziale nonchè decisiva. E qui si entra a pieno titolo nel dibattito contemporaneo. Ovvero sulla necessità di saper ricostruire, e, sopratutto, rideclinare una concreta ed efficace ‘politica di centro’ nel nostro paese. Meglio, come ovvio, se con uno strumento politico ed organizzativo specifico, cioè un partito. Certo, può essere un esercizio che si può fare anche in alcuni partiti esistenti. Soprattutto in quelli dove la ‘politica di centro’ non viene confinata in un angolo della casa come si fa con i soprammobili,

seppur di valore e prestigiosi.

Ma, su questo versante, occorre essere chiari e non ipocriti. Ossia, questo disegno – cioè la ricostruzione di un Centro credibile e riformista, democratico e di governo – è possibile nella misura in cui si mette anche in discussione l’attuale assetto politico ed organizzativo. Per essere ancora più chiari, se nel campo della coalizione di sinistra e progressista, il tutto si riduce a rafforzare due correnti – mi riferisco ai prossimi convegni di Milano e di Orvieto – è certamente un’operazione legittima e degna di nota ma politicamente debole e quasi incolore. Perché è la classica, e collaudatissima, modalità per contare di più all’interno del partito prima e nelle istituzioni poi attraverso le candidature. E, al contempo, nell’attuale coalizione di governo il Centro – che si identifica con Forza Italia – può dispiegare un ruolo incisivo ed importante se riesce ad essere il luogo politico che riassume e contempla il più possibile le culture politiche centriste e riformiste. Certo, si tratta di mettere in campo una iniziativa di rottura e di profonda discontinuità

rispetto ad un passato anche solo recente. Furochè si pensi, allegramente, di appaltare il futuro del Centro ai piccoli partiti personali di Renzi e di Calenda e di molti altri che affollano quell’area.

Per queste ragioni, semplici ma essenziali e per ritornare a Casini, adesso ci vuole coraggio. Anche perché il forte e qualificato dibattito attorno al possibile ritorno di un Centro nella politica italiana attraverso il contributo decisivo e determinante di parte dell’area cattolica, non può durare all’infinito. Del resto, è perfettamente inutile contestare quotidianamente la radicalizzazione selvaggia della lotta politica che degenera facilmente nella deriva degli “opposti estremismi” e poi prendere amaramente atto che il tutto si riduce a contrattare qualche seggio parlamentare in più da un lato o a giocare un ruolo chiaramente subalterno e gregario dall’altro. Per essere credibili, e coerenti, a volte le esigenze della politica debbono prevalere su quelle della sola logica degli organigrammi.

N.B. Sul tema si è svolto ieri un interessante dibattito in un’aula del Senato nell’occasione della presentazione dell’ultimo libro di Giorgio Merlo (Cattolici al centro, Marcianum Press).

Libri | Marcello Veneziani, dalla società senza padri alla società senza figli

C’è un trait d’union, una continuità tematica e di riflessione che lega “La cappa” con questo corposo saggio che Marcello Veneziani ha intitolato “Senza eredi” (Marsilio 2024). E dobbiamo esser grati oltre all’autore anche alla casa editrice Marsilio che con i suoi tipi ha dato un seguito di coerenza alle due opere. Essere opinionisti in un mondo di polverizzate ed effimere opinioni potrebbe portarci a confondere il tutto con il niente. Non è il caso di Veneziani, il quale – volendo sostanziare il radicamento culturale che sostiene il suo ragionato incedere nell’esplorazione delle identità perdute in una società rarefatta e deprivata di fondamenti culturali rassicuranti – si appoggia ad una raccolta di sessantaquattro (più alcune citazioni fuori paragrafo) “miniature di saggi, succinte biografie e profili non convenzionali” (taluni criticamente sconvenienti). Possono sorprendere gli accostamenti della sequenza, persino gli autori scelti: ci sono assenti illustri ma anche autorevoli presenze e ciascuna risulta eloquente e significativa rispetto alla traccia che le unisce, poiché essi stessi non hanno più eredi. 

C’è una tesi di fondo che Veneziani esplicita affinchè sia dimostrata: viviamo in un mondo che ha perso gli ancoraggi con il passato e le tradizioni culturali specialmente quelle legate alla civiltà letteraria che tramonta per assenza di confronti, paragoni, circolazione di idee, letture incrociate: aggiungerei soprattutto per il venir meno di coloro che sono stati i Maestri del pensiero, gli interpreti più profondi e originali della condizione umana e dei valori universali ad essa sottesi. Se si spezza il filo della cultura – intesa come eredità verticale ricevuta e trasmissione circolare tra autori e lettori, tra maestri e allievi – prevale una dimensione orizzontale di rimuginamento superficiale di quel che resta, ove sia pur considerato. Le interpretazioni cedono il passo alle opinioni, i maestri di oggi sono gli influencer che diventano l’iconografia e la plastica rappresentazione di un nichilismo che non assomiglia neanche un poco a quella filosofia di pensiero che lo aveva generato agli inizi del ‘900: oggi il nichilismo 4.0 si fa negazionismo senza alternative, un passatempo, dunque, inconcludente e surrettizio, un riempitivo evanescente del nulla, i nuovi profeti condannano le guerre ma riempiono i proseliti di patacche, chiacchiere e distintivi, detestano i tiranni ma dispensano dall’alto investiture di fedeltà, giudicano con alterigia e supponenza, accreditano miscredenze e competono nelle standing ovation e nei follower.

Le allegorie multicolori prevalgono sulla realtà, vissuta generalmente con distaccato disincanto come una sorta di alternanza di abitudini prive di retropensiero: siamo saturi di cronaca e ricchi di metafore riciclate ma poveri di storia e di immaginazione, appiattiti in un mercanteggiamento di apparenze e interessi che ci vuole trasparenti ma strenui custodi dei fatti nostri, buonisti e giustizieri, accoglienti ma inospitali, aridi e sentimentali, nostalgici e futuristi, inclusivi ma indifferenti, smemorati ma rancorosi. Perché dunque siamo senza eredi? Perché non abbiamo nulla da trasmettere e nessuno che voglia o possa raccogliere la cultura tramandata: ciò accade forse per la prima volta nella Storia perché stiamo assistendo al transito dalla società senza padri alla società senza figli. Ci sono diversi profili di riscontro a questa affermazione: sul piano demografico, su quello antropologico, su quello generazionale, su quello infine del testimone che dovrebbe passare tra chi lo consegna e chi lo raccoglie ma che non c’è. Il gesto di Ettore che eleva il figlio al cielo affinchè riceva la protezione degli dei non è iconografia di questo tempo, dissacrato da spaventosi parricidi, femminicidi e minoricidi. 

Il presentismo asfissiante dell’hic et nunc assorbe e vanifica la memoria del passato e le immaginazioni del futuro (non è un caso, mi preme annotare, che Papa Francesco da tempo insista sul dovere di coltivare la virtù della speranza).  Mi piace qui ricordare la potente espressione di Sant’Agostino: i Maestri sono come le montagne perché le montagne sono le prime ad indicare l’apparire, il sorgere del sole. Ma se vengono a mancare ecco incombere minacciosa l’ombra dell’oscurantismo e la stessa vita sociale deprivata da valori di solidarietà, condivisione, perseguimento del bene comune finisce per assomigliare ad una sorta di caravanserraglio di “contemporanei” senza antenati né posteri, uniti solo dal vago domicilio nella stessa epoca, non consorti, non amici sinceri, al più coinquilini occasionali. Il solipsismo emozionale genera inaridimento interiore: non è un caso che Veneziani includa Giuseppe De Rita tra i pensatori più autorevoli di questo tempo e lo fa omaggiandolo di un “tenace continuismo” in un mondo di assenze, abbandoni e indifferenze. E’ proprio il Censis uno dei più autorevoli interpreti delle derive socio-culturali di questa epoca che non ha eredità da trasmettere, soffrendo inconsapevolmente di un appiattimento – ancor più – di un avvitamento ad un presente autoreferenziale e inconcludente. Viviamo solitudini siderali nelle metropoli abitate da milioni di eremiti – come scriveva Eugenio Montale – ma anche nelle piccole realtà sociali, perché la comunità è diventata una sorta di rassemblement di monadi isolate tra di loro: iperconnesse con la tecnologia e ipoconnesse nei sentimenti, perdendo il senso e la misura delle emozioni, talvolta preda di paure recondite, come ha notato Vittorino Andreoli che ad esse attribuisce anche le forme di violenza montante ma non più sorprendente. 

E’ un mondo disincantato ma sordo, ovattato ma chiassoso che elude il silenzio e la riflessione, forse perché tra le cose non ereditate il pensiero pensante è l’orfano più illustre. Chi proponesse oggi la querelle culturale sulla ‘parola nuova’ tra Tolstoj e Dostoevskij sarebbe un eremita fuori dal tempo: solo nella parte finale del libro Veneziani approfondisce l’influenza delle tecnologie sull’impoverimento linguistico e cognitivo. Forse Martin Heidegger o Walter Benjamin o più recentemente e oggi stesso- con forza – Umberto Galimberti ne avrebbero fatto la chiave principale di lettura per spiegare l’impoverimento culturale e il solipsismo comunicativo e relazionale del nostro tempo. Ma Veneziani “recupera” il tema e lo fa alla grande: di fronte alla pervasività ripetitiva e meccanicistica degli algoritmi e delle tecnologie…perché non lo preoccupa tanto l’avanzamento dell’intelligenza artificiale quanto piuttosto l’arretramento dell’intelligenza naturale.

 “Non è possibile un pensiero nuovo perché non è possibile un pensiero, non è più verosimile, non suscita alcun riflesso reale”. A un pensatore chiediamo invece di portarci nel cuore della vita, per aiutarci a capire chi siamo e dove siamo diretti, tra libertà e destino.

La chiamata del perdono: un Giubileo per il mondo di oggi.

L’Anno Santo è incominciato la vigilia di Natale. Pio XII , col martello regalatogli dai lavoratori cristiani, ha dischiuso la simbolica porta, e la misericordia, amministrata con materna larghezza dalla Chiesa, ci viene ancor più vicina. «Chi ha sete venga alla Fonte; o chi non ha niente attinga con gioia».

Un anno che porta il nome di santo, più che un augurio è un impegno, sia per chi può andare a Roma, come per chi non può andarci, poiché ogni credente nella Redenzione è il pellegrino della propria salvezza e della salvezza di ognuno.

*  *  *

Sull’Anno Santo non ho nulla da aggiungere al molto che teologi e storici, letterati e giornalisti dicono e scrivono. Ci basta il Messaggio natalizio di Pio XII , così preciso e largo, così indulgente e sicuro, cui vogliamo intonare la nostra povera voce. Ci sentiamo così profondamente peccatori che il nostro grido verso il Perdono ci lacera e ci porta.

Ci sia quindi permesso di annotare con grossa pena l’inadeguata risonanza del Giubileo come dono spirituale. Se ne parla molto; l’organizzazione esterna è perfetta, ma la sordità di certi ambienti è inattaccabile.

Qualcuno pensa che il motivo giubilare sia scaduto negli stessi credenti per le occasioni frequenti e facili di acquisto dell’Indulgenza, nei cui confronti la «peregrinatio romana» è abbastanza onerosa, se non viene distratta dalla curiosità turistica.

D’altra parte non è facile far sentire la mistica del Giubileo a moltitudini che hanno smarrito, col senso del peccato, il loro mondo interiore, e che quando si muovono, si muovono per divertirsi, più che per riflettere e pregare.

Il Papa vuole «che non sia festività chiassosa, non un pretesto di pia distrazione, neppure un vanitoso sforzo di forze cattoliche nel senso inteso dal mondo, che fa considerare il felice successo nei momentanei concorsi delle moltitudini».

Ci auguriamo ch’Egli venga capito e obbedito da tutti i cattolici e dagli stessi che sono preposti all’organizzazione esteriore dell’Anno Santo. È così facile cadere nella tentazione dello spettacolare e mettere insieme, ad esempio, una Mostra delle Opere cattoliche, spendendo centinaia e centinaia di milioni.

Meglio fare che dimostrare di aver fatto. La sinistra che conosce troppo ciò che ha fatto la destra, rischia di rimanere con le mani in tasca, credendo di poter vivere di rendita.

*  *  *

Leggendo attentamente il Messaggio papale, fui colpito da alcune parole, che non ho trovato in rilievo su nessun giornale cattolico.

Il Papa, a un certo punto, parla di «un’auspicata armonia dei valori celesti e terreni, divini e umani, ufficio e dovere della nostra generazione» come impegno dell’Anno Santo.

Nessun commentatore ha detto parole più impegnative sul significato dell’Anno Santo, che da molti è creduto un avvenimento totalmente distaccato dalla dura realtà del vivere quotidiano, il quale rimane chiuso ad ogni influenza della Comunione dei Santi, valida soltanto nei rapporti sovrannaturali.

Se nel mondo spirituale nessuno guadagna per sé, ma fa cassa comune con il guadagno infinito di Cristo a beneficio di tutti; se la Chiesa amministra questo comune patrimonio con speciale riguardo ai peccatori, che sono i poveri del mondo della Grazia; se tale economia viene giustamente chiamata provvida e santa e la solidarietà che la costituisce rappresenta il momento ideale dei rapporti tra uomo e uomo, perché non cerchiamo di trasferire questa regola anche sul temporale per fare «l’armonia dei valori celesti e umani» cioè l’armonia dell’uomo?

Non ci possono essere due regole per una stessa creatura, se, nell’unità inscindibile della persona umana, spirito e corpo hanno un comune destino di salvezza.

Presso gli ebrei l’anno giubilare valeva su ambedue i piani: venivano condonati i peccati e i debiti, riscattato l’uomo dalla schiavitù di Belzebù e di quella del padrone, e le terre ritornavano a chi le aveva dovute vendere per mangiare.

Qualcuno avanza il timore di una confusione del sacro e del profano; ma è un timore infondato, poiché ogni aspetto dell’uomo ha una sua sacralità, senza contare che una spiritualità disincarnata rischia di portarci fuori dell’uomo e di rendere indifferenti, se non proprio inamabili, le più consolanti verità della nostra religione.

Capisco come molti cristiani, che potrebbero trovare scomodanti certe «dilatazioni temporali» del Giubileo, si rifugiano volentieri nell’Ineffabile e siamo disposti a gridare allo scandalo, se qualche incauto vi accenna soltanto. Ma dietro all’augusta scorta del Messaggio papale, ciò che prima ci sembrava un sentire troppo personale, non può essere almeno espresso come voto?

Nessuno intende accreditarlo oltre il possibile. Ci sembra però che, se l’Anno giubilare venisse convalidato dalla parola e dalle opere dei cattolici anche nei rapporti sociali, «i figli lontani, smarriti, delusi e amareggiati, ai quali ingannevoli voci e forse anche incauta visione delle cose, hanno spento nel cuore l’affetto che già nutrivano per la Santa Chiesa, non respingerebbero l’offerta di riconciliazione che Dio stesso loro offre» (Pio XII ).

Superando l’istanza di giustizia del comunismo con una visione veramente più completa quale scaturisce dalla regola di carità dell’Anno Santo, si potrebbe veramente avviare «il grande ritorno».

L’approfondimento e l’estensione a tutto l’uomo della verità della Comunione dei Santi, che sorregge l’intera economia del Perdono, sarebbero certamente più efficaci dei costosi tentativi di catechesi cinematografica.

Ancora una volta il Papa ci precede. Egli è davvero «il primo pellegrino». Pure non rimanga solo anche questa volta.

 

N.B. Il titolo qui proposto è redazionale.

Sanremo, Conti: ecco i coconduttori dell’edizione di quest’anno

Milano, 15 gen. (askanews) – Carlo Conti ha scelto di condividere il palco del Festival di Sanremo e di condurre insieme ad alcuni compagni di viaggio dall’indiscusso talento professionale, ciascuno con il proprio “colore” dalle mille e diverse sfumature. “Insieme”: il concetto sarà questo! Il denominatore comune sarà condurre insieme a delle compagne e a dei compagni di viaggio, una conduzione ogni sera dal sapore diverso.

Questi i nomi annunciati oggi: Bianca Balti, Geppi Cucciari, Katia Follesa, Nino Frassica, Elettra Lamborghini, Miriam Leone, Mahmood, Cristiano Malgioglio, Alessia Marcuzzi, e Alessandro Cattelan (già annunciato da Carlo Conti come coconduttore dell’ultima serata).

Sarà una conduzione corale, quindi, sera per sera. Nella prima serata, dove si esibiranno tutti e trenta i cantanti in gara, Carlo la condurrà da solo (e chissà se riuscirà a convincere due suoi grandi amici).

Nella seconda, con Conti saranno sul palco Bianca Balti, Nino Frassica e Cristiano Malgioglio. Nella terza, Katia Follesa, Elettra Lamborghini e Miriam Leone. Nella quarta serata, dedicata alle cover, Geppi Cucciari e Mahmood.

Nella quinta ed ultima, con Carlo e Alessandro Cattelan, anche Alessia Marcuzzi.

Gaza, Guterres: ora imperativo è rimuovere gli ostacoli agli aiuti umanitari

Roma, 15 gen. (askanews) – Per l’Onu è “imperativo” rimuovere gli “ostacoli” agli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza dopo l’accordo per una tregua. Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha accolto con favore l’annuncio di una tregua al via domenica a Gaza, un “primo passo cruciale” che deve consentire la rimozione degli ostacoli agli aiuti umanitari nel territorio palestinese.

“È imperativo che questo cessate il fuoco rimuova i significativi ostacoli politici e di sicurezza alla consegna di aiuti umanitari attraverso la Striscia di Gaza, in modo da poter sostenere un aumento importante dell’assistenza umanitaria d’emergenza”, ha dichiarato Guterres, sottolineando che la priorità è quella di ‘alleviare le immense sofferenze causate dal conflitto’.

M.O., accordo Gaza merito di Trump? Biden: "E’ uno scherzo?"

Roma, 15 gen. (askanews) – Il presidente uscente degli Stati uniti Joe Biden, dopo aver confermato dalla Casa bianca il raggiungimento dell’accordo per il cessate-il-fuoco a Gaza, è stato stuzzicato dai giornalisti presenti, i quali gli hanno chiesto se l’intesa non fosse in realtà merito del presidente eletto Donald Trump – come questi ha suggerito in un post – ha risposto allontanandosi dal leggìo presidenziale: “E’ uno scherzo?” “Questo EPICO accordo di cessate il fuoco sarebbe potuto avvenire solo come risultato della nostra storica vittoria di novembre”, ha scritto Donald Trump su Truth, commentando l’accordo per una tregua a Gaza ancora prima che sia formalizzato.

Biden, rispondendo ad alcune domande dei reporter, ha rivendicato il fatto che l’accordo raggiunto oggi è lo stesso che lui aveva impostato a maggio. “Ha la struttura dello stesso accordo che io ho proposto a maggio”, ha detto aggiungendo che ci sono state poi aggiunte. In quanto al coinvolgimento della prossima amministrazione, il presidente uscente ha chiarito: “Questo accordo sarà stato attuato dalla prossima amministrazione. Io ho detto alla mia squadra di lavorare con loro per parlare con una sola voce, perché è questo che fa un Presidente americano”.

Gaza, Palazzo Chigi: bene accordo per cessate fuoco e rilascio ostaggi

Roma, 15 gen. (askanews) – “L’Italia accoglie con grande favore l’annuncio di un accordo per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e si congratula con Egitto, Qatar e Stati Uniti per il risultato raggiunto dopo un lungo impegno negoziale che il Governo italiano, anche in qualità di Presidenza del G7, ha sempre sostenuto con convinzione”. E’ quanto afferma Palazzo Chjigi in una nota.

“L’Italia – prosegue il comunicato – ha seguito da vicino sin dall’inizio la dolorosa vicenda degli ostaggi nelle mani di Hamas e si aspetta ora che tutti gli ostaggi possano finalmente tornare alle loro famiglie. Il cessate il fuoco fornisce un’importante opportunità per aumentare in maniera consistente l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza. L’Italia continuerà a impegnarsi in questo ambito, anche attraverso l’iniziativa ‘Food for Gaza’ incentrata sulla sicurezza alimentare e la salute”.

“L’Italia – sottolinea Palazzo Chigi – è pronta a fare la sua parte, insieme ai partner europei e internazionali, per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza e per consolidare in modo permanente la cessazione delle ostilità, anche nell’ottica di rilanciare un processo politico verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati, con Israele e uno Stato di Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, all’interno di confini mutualmente riconosciuti”, conclude la nota.

Gaza, Palazzo Chigi: bene accordo per cessate fuoco e rilascio ostaggi

Roma, 15 gen. (askanews) – “L’Italia accoglie con grande favore l’annuncio di un accordo per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e si congratula con Egitto, Qatar e Stati Uniti per il risultato raggiunto dopo un lungo impegno negoziale che il Governo italiano, anche in qualità di Presidenza del G7, ha sempre sostenuto con convinzione”. E’ quanto afferma Palazzo Chjigi in una nota.

“L’Italia – prosegue il comunicato – ha seguito da vicino sin dall’inizio la dolorosa vicenda degli ostaggi nelle mani di Hamas e si aspetta ora che tutti gli ostaggi possano finalmente tornare alle loro famiglie. Il cessate il fuoco fornisce un’importante opportunità per aumentare in maniera consistente l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza. L’Italia continuerà a impegnarsi in questo ambito, anche attraverso l’iniziativa ‘Food for Gaza’ incentrata sulla sicurezza alimentare e la salute”.

“L’Italia – sottolinea Palazzo Chigi – è pronta a fare la sua parte, insieme ai partner europei e internazionali, per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza e per consolidare in modo permanente la cessazione delle ostilità, anche nell’ottica di rilanciare un processo politico verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati, con Israele e uno Stato di Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, all’interno di confini mutualmente riconosciuti”, conclude la nota.

M.O., Qatar conferma accordo Israele-Hamas, tregua a Gaza al via domenica

Roma, 15 gen. (askanews) – Il primo ministro degli Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha annunciato che il cessate il fuoco tra Israele e Hamas entrerà in vigore domenica 19 gennaio.

Al Thani ha così confermato formalmente l’intesa, dopo numerose fonti e l’annuncio da parte del presidente eletto Donald Trump, che con un messaggio su Truth ha voluto intestarsi il merito dell’accordo arriva dopo un anno e tre mesi di guerra e oltre 46.700 morti.

L’accordo c’è, ha detto il premier del Qatar, ma servono alcuni giorni per farlo entrare in vigore in modo adeguato. “Aspettiamo che non ci saranno attacchi nei prossimi giorni”.

Qatar: accordo Israele-Hamas, tregua a Gaza al via domenica

Roma, 15 gen. (askanews) – Il primo ministro degli Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha annunciato che il cessate il fuoco tra Israele e Hamas entrerà in vigore domenica 19 gennaio.

Al Thani ha così confermato formalmente l’intesa, dopo numerose fonti e l’annuncio da parte del presidente eletto Donald Trump, che con un messaggio su Truth ha voluto intestarsi il merito dell’accordo arriva dopo un anno e tre mesi di guerra e oltre 46.700 morti.

L’accordo c’è, ha detto il premier del Qatar, ma servono alcuni giorni per farlo entrare in vigore in modo adeguato. “Aspettiamo che non ci saranno attacchi nei prossimi giorni”. Il primo ministro del Qatar ha confermato il rilascio di 33 ostaggi israeliani nella prima fase  della tregua a Gaza. La prima fase dell’accordo di cessate il fuoco, che durerà 42 giorni, coinvolgerà le forze israeliane posizionate lungo il confine di Gaza, ha detto il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Nell’ambito di questa fase, Hamas rilascerà 33 prigionieri israeliani, tra cui donne civili, bambini, anziani e civili feriti o malati. In cambio, Israele rilascerà un certo numero di prigionieri detenuti nelle carceri israeliane, ha detto. La fase prevederà il ritorno degli sfollati alle loro case, ha affermato. Faciliterà inoltre il trasferimento dei feriti e dei malati per ricevere cure.  La prima fase includerà l’aumento del flusso di soccorsi e aiuti umanitari in tutte le parti della Striscia di Gaza, nonché la riabilitazione di ospedali, centri sanitari e panifici. La fase consentirà l’ingresso di carburante e attrezzature per la protezione civile, nonché di beni di prima necessità per gli sfollati che hanno perso la casa a causa della guerra.

Tregua a Gaza, cosa si sa dell’accordo

Roma, 15 gen. (askanews) – Un accordo per un cessate il fuoco tra Hamas e Israele nella Striscia di Gaza e per la liberazione degli ostaggi israeliani ancora detenuti nell’enclave palestinese sembra raggiunto oggi dopo più di 15 mesi di guerra, secondo più fonti e con la conferma del presidente Usa eletto Donald Trump, che si è intestato la svola. L’accordo i cui dettagli saranno annunciati prossimamente a Doha, la capitale del Qatar, dove nelle ultime settimane si sono svolti intensi negoziati tra Israele e Hamas prevede tre fasi ed è incentrato sulla proposta avanzata in primavera dal presidente uscente americano Joe Biden.

La prima fase dell’accordo prevede un cessate il fuoco di 42 giorni e il rilascio dei primi 33 ostaggi – tra cui donne, bambini, anziani e feriti – seguito da successivi rilasci durante tale periodo. Alcune fonti hanno parlato di 34 ostaggi. Secondo un alto funzionario statunitense, che ha parlato in condizione di anonimato, tre ostaggi saranno rilasciati entro 48-72 ore dall’accordo, insieme a un numero ancora imprecisato di prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane e un altro aumento del flusso di aiuti umanitari a Gaza.

Nella seconda fase dell’accordo, si prevede che il cessate il fuoco continuerà, mentre gli ostaggi rimanenti e i prigionieri palestinesi verranno rilasciati. Secondo ufficiali israeliani, si ritiene che 98 ostaggi siano ancora a Gaza, di cui 60 ancora in vita. Israele dovrebbe ordinare il rilascio di “diverse centinaia” di detenuti palestinesi – compresi dei condannati per l’omicidio di cittadini israeliani – il cui numero esatto dipende esattamente da quanti ostaggi sono ancora vivi (l’accordo riguarda anche la restituzione dei corpi degli ostaggi deceduti).Inoltre, le truppe israeliane inizierebbero il ritiro dai centri abitati pur mantenendo il controllo della frontiera fra la Striscia e l’Egitto, il cosiddetto “Corridoio Phladelphi”, e di una zona cuscinetto all’interno del territorio costiero lungo la frontiera con lo Stato ebraico.

Una terza fase prevede la creazione di una nuova struttura di governo e di sicurezza per Gaza e la massiccia ricostruzione dell’enclave, che è stata in gran parte distrutta dalle operazioni militari israeliane dall’inizio della guerra.

L’accordo fa seguito ad un intenso periodo di incontri e appelli negli ultimi giorni, anche da parte del presidente Joe Biden ai leader di Israele e ai partner di mediazione Qatar ed Egitto. Anche Steve Witkoff, inviato speciale del presidente eletto Donald Trump in Medio Oriente, ha svolto un ruolo determinante, incontrando il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante il fine settimana per esprimere l’interesse di Trump a raggiungere un accordo prima del suo insediamento il 20 gennaio.

M.O., Tajani: ora consolidare la tregua e andare avanti

Roma, 15 gen. (askanews) – Ora bisogna “consolidare il cessate il fuoco e andare avanti”, ha esortato il ministro degli Esteri, il vicepremier Antonio Tajani, commentando in diretta ai microfoni di RaiNews24 l’intesa per una tregua a Gaza, che “si aggiunge al cessate il fuoco in Libano”, senza dimenticare i “segnali positivi dalla nuova amministrazione siriana”.

Ci sono i presupposti per sperare che nella regione si possa arrivare alla pace, “ma non è sufficiente, dobbiamo arrivare ad altri passi importanti e l’Italia sarà sempre più presente, per incoraggiare e favorire questo processo di pace” ha detto Tajani.

Nello specifico, l’Italia continua ad andare avanti con nostro progetto Food for Gaza”.

“Guardiamo al futuro con ottimismo, se il buongiorno si vede dal mattino siamo sulla buona strada”, ha sottolineato il capo della diplomazia italiana, “faremo di tutto perché si possa creare situazione di stabilità in tutta l’area”.

Schlein: no a scudo penale per forze ordine, sarebbe impunità

Roma, 15 gen. (askanews) – “Siamo fortemente contrari a quell’ipotesi, la legge è uguale per tutti. Tanto più lo deve essere per chi deve far rispettare la legge. Sarebbe pericoloso un quadro in cui si crea una impunità generalizzata. E’ a tutela di uno stato di diritto che chi ha il monopolio dell’uso della forza sia sottoposto al controllo della legge e della magistratura”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando a Metropolis, sul sito di Repubblica.

“Nella più parte dei casi – ha spiegato – le forze dell’ordine esercitano secondo la legge e le procedure il potere che hanno. Ma proprio per verificarlo è necessario che ci siano gli strumenti per farlo. Se tu li togli, legittimi gli eccessi. E’ come quando sulla legge che ha introdotto il reato di tortura la destra dice ‘si impedisce di lavorare’. No, si impedisce di torturare…”.

M.O., Trump: EPICO accordo sulla tregua grazie alla mia vittoria

Roma, 15 gen. (askanews) – “Questo EPICO accordo di cessate il fuoco sarebbe potuto avvenire solo come risultato della nostra storica vittoria di novembre”, ha scritto Donald Trump su Truth, commentando l’accordo per una tregua a Gaza ancora prima che sia formalizzato.

Secondo il presidente eletto, il risultato del voto dello scorso novembre “ha segnalato al mondo intero che la mia amministrazione avrebbe cercato la pace e negoziato accordi per garantire la sicurezza di tutti gli americani e dei nostri alleati”.

“Sono entusiasta per il fatto che gli ostaggi americani e israeliani torneranno a casa per ricongiungersi con le loro famiglie e i loro cari. Con questo accordo in vigore, la mia squadra di sicurezza nazionale, attraverso gli sforzi dell’inviato speciale per il Medio Oriente, Steve Witkoff, continuerà a lavorare a stretto contatto con Israele e i nostri alleati per garantire che Gaza non diventi MAI più un rifugio sicuro per i terroristi. Continueremo a promuovere la PACE ATTRAVERSO LA FORZA in tutta la regione, sfruttando lo slancio di questo cessate il fuoco per espandere ulteriormente gli storici Accordi di Abramo. Questo è solo l’inizio di grandi cose in arrivo per l’America e, in effetti, per il mondo!Abbiamo ottenuto così tanto senza nemmeno essere alla Casa Bianca. Immaginate solo tutte le cose meravigliose che accadranno quando tornerò alla Casa Bianca e la mia Amministrazione sarà pienamente confermata, in modo che possano garantire più vittorie agli Stati Uniti!”, conclude Trump.

Ita, nominato il nuovo cda: Pappalardo presidente e Eberhart AD

Milano, 15 gen. (askanews) – L’assemblea degli azionisti di Ita ha nominato il nuovo cda della compagnia, composto da cinque membri: Antonella Ballone, Joerg Eberhart, Lorenza Maggio, Sandro Pappalardo e Efrem Angelo Valeriani. L’assemblea ha indicato Pappalardo come presidente e Eberhart come amministratore delegato.

“Sono orgoglioso e onorato di essere stato indicato per questo prestigioso incarico – ha dichiarato Eberhart – Dopo oltre due anni di duro lavoro, questa nuova fase della storia della compagnia ci consentirà di rafforzare la nostra posizione e di sviluppare sinergie strategiche che valorizzeranno la crescita e la solidità di Ita Airways come vettore italiano di riferimento, pronto a garantire al Paese una maggiore connettività e ai passeggeri una più ampia scelta di destinazioni, con una rinnovata visione di sviluppo, innovazione e sostenibilità”.

Nominato anche il nuovo Collegio sindacale, nelle persone di Paolo Ciabattoni, Angela Florio e Federico Testa. Florio è stata nominata presidente del sindaci.

L’assemblea ha ringraziato il presidente uscente Antonino Turicchi, unitamente a tutti i componenti del cda e il Collegio sindacale uscenti, per il lavoro svolto durante il loro mandato.

Consulta, Tajani: siamo vicini a una soluzione

Roma, 15 gen. (askanews) – “Per quanto riguarda la Corte Costituzionale si è vicini ad una soluzione”. Lo dice il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio, Antonio Tajani, a Tv2000 nel programma ‘Di Bella sul 28’, condotto da Antonio Di Bella, in onda stasera 15 gennaio alle 21.10.

“Non è vero – sostiene Tajani – quello che si dice che il problema è Forza Italia, non è assolutamente quello il problema. Si tratta di individuare un candidato indipendente che si aggiunga ad altri tre candidati espressione del Parlamento, cioè che non sia di area né di centrodestra né di centrosinistra e lì si sta lavorando per individuare questo nome, ma certamente non ci sono problemi da parte di Forza Italia che non ha mai posto alcun veto, alcun blocco, poi tanto meno problemi all’interno”.

“Al momento opportuno – conclude Tajani – faremo il nostro nome e lo individueremo insieme ai leader del centrodestra con i nostri gruppi parlamentari”.

Israele e Hamas hanno raggiunto l’intesa sul cessate il fuoco

Roma, 15 gen. (askanews) – L’accordo sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi è stato raggiunto e un comunicato congiunto verrà diffuso a breve: è quanto riporta le rete televisiva egiziana Al Qahera News, citando fonti governative del Cairo. Israele e Hamas hanno raggiunto l’intesa sul cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi detenuti a Gaza: è quanto riporta il sito di Axios citando fonti governative statunitensi ed israeliane. Inoltre anche fonti diplomatiche israeliane hanno detto ad Haaretz che le questioni che dividevano le delegazioni dal raggiungimento di un accordo per il cessate-il-fuoco a Gaza sono state risolte. E, secondo un diplomatico straniero, l’accordo sarebbe stato raggiunto.

Venezuela, Tajani: non è il momento delle polemiche, lavoriamo per liberare Trentini

Roma, 15 gen. (askanews) – “Non è questo il momento di fare polemiche. Stiamo lavorando per risolvere il problema. La nostra posizione è stata sempre chiara”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha risposto ai giornalisti che, margine di un evento a Roma, gli chiedevano chiarimenti sulla caso del cooperante italiano, Alberto Trentini in carcere in Venezuela dal 15 novembre scorso, e se il suo arresto sia una rappresaglia per le posizioni del Governo italiano contro Maduro.

“Stiamo lavorando con discrezione e responsabilità.- ha detto il ministro- Il clamore non serve a risolvere problemi come questi. comunque abbiamo chiesto tutte le garanzie attraverso il nostro Segretario generale ed incaricato di affari nel Venezuela. Andiamo avanti cercando sempre e comunque di aiutare i nostri concittadini come abbiamo fatto e come stiamo facendo già da alcuni giorni”.

RaiPlay, al via la seconda stagione di Skillz

Roma, 15 gen. (askanews) – Quali sono le competenze necessarie per le professioni del futuro? E quali sono le attività più innovative e in crescita e le migliori strategie per potersi distinguere? In esclusiva su RaiPlay, da venerdì 17 gennaio, la seconda stagione di SkillZ, produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali realizzata in collaborazione con il Fondo per la Repubblica Digitale. Martina Socrate, content creator da oltre un milione e seicentomila followers e conduttrice del programma, si rivolge a un pubblico giovane per raccontare il futuro del lavoro e le nuove competenze richieste nei settori che utilizzano anche l’Intelligenza Artificiale. Nelle dieci puntate va alla scoperta dei luoghi d’eccellenza dove l’AI (Artificial Intelligence) sta cambiando il modo di lavorare, aprendo nuovi orizzonti in diversi ambiti.

Nel suo viaggio attraverso l’Italia da nord a sud, Martina Socrate incontra giovani professionisti che parlano di nuove competenze e di professioni più innovative e in crescita tra cui: Data Scientists, Robot Trainer, Prompt Engineer, GenAI Designer e GenAI Artist; ingegneri dell’automazione e manutentori di robotica, ingegneri “creativi”, esperti di machine learning e intelligenza artificiale, agronomi tech, medici specializzati in AI e professionisti dello spettacolo e della cultura pronti ad affrontare le sfide dell’innovazione.

“Il mondo del lavoro e delle professioni sta vivendo una trasformazione senza precedenti con lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale – commenta Maurizio Imbriale, direttore Direzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali- Diventa sempre più importante per i giovani comprendere le potenzialità di queste nuove tecnologie e cavalcare questa rivoluzione, che crea tante nuove opportunità e nuove sfide. Ed è per questo che la seconda edizione di “SkillZ – Competenze per il Futuro”, realizzato sempre in collaborazione con il Fondo per la Repubblica Digitale, l’abbiamo voluta dedicare proprio all’impatto presente e futuro dell’IA in tanti settori più o meno tradizionali. Siamo sempre più convinti che conoscenza e competenze siano le chiavi per garantire una transizione inclusiva e sostenibile – conclude Imbriale – in cui l’Intelligenza Artificiale sia un alleato per migliorare produttività e creatività e non invece una minaccia.

“Il futuro delle nuove generazioni dipende dalla capacità di comprendere in modo responsabile e approfondito la transizione digitale, nonché le opportunità e le sfide poste dall’Intelligenza Artificiale. È essenziale fornire loro strumenti e contenuti di qualità, pensati per coinvolgerli e accompagnarli nel cambiamento in atto. Per questo motivo il Fondo per la Repubblica Digitale conferma con entusiasmo, anche quest’anno, la collaborazione con Rai dando vita alla seconda edizione del programma originale SkillZ. Nel corso delle 10 puntate esploreremo l’impatto dell’AI sui lavori del futuro e le competenze indispensabili per affrontare un mondo in continua evoluzione. L’obiettivo è creare un dialogo costruttivo che coinvolga non solo i giovani, ma anche le loro famiglie, affinché l’AI sia davvero una risorsa favorevole per il futuro della nostra società”, afferma Giovanni Fosti, Presidente del Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale.

SkillZ è una produzione Rai Contenuti Digitali e Transmediali realizzata in collaborazione con il Fondo per la Repubblica Digitale. Un programma di Davide Di Stadio e Marina Liuzzi con la regia di Maria Francesca Marcelli, condotto da Martina Socrate disponibile al link: www.raiplay.it/programmi/skillz-competenzeperilfuturo.

Anna, sono già sold out le prime date del "Vera Baddie Tour 2025″

Roma, 15 gen. (askanews) – Inarrestabile successo per il “Vera baddie tour 2025” di Anna. Il tour nei palasport ha registrato i sold out per la data zero di Mantova (domenica 16 novembre 2025 @PalaUnical) le tre date di Milano (22, 23 e 24 novembre 2025 @Unipol Forum) e lo show di Padova (4 dicembre 2025 @Kioene Arena). I biglietti per le restanti date, prodotte e realizzate da NEXT SHOW e Vivo Concerti, sono disponibili su www.vivoconcerti.com.

Anna è risultata l’artista femminile con più copie vendute del 2024 per la classifica FIMI/GFK. “Vera Baddie” (certificato triplo disco di platino) è stato il disco rimasto più a lungo alla prima posizione durante l’anno, il terzo più venduto in generale e il primo di un’artista donna. Anna, inoltre, è l’artista femminile con più certificazioni FIMI del 2024 con oltre 2 milioni e 500 mila copie certificate.

L’artista è stata premiata da Billboard Italia come “Donna dell’Anno” e il 29 marzo sarà ai “Billboard Women In Music Awards” a Los Angeles accanto alle più grandi star internazionali per ricevere il premio “Global Force”.

Queste le date annunciate del Vera Baddie Tour 2025: il 16 novembre 2025 a Mantova (PalaUnical), sold out; 22, 23 e 24 novembre 2025 a Milano (Unipol Forum), tutte e tre le date sold out; il 26 novembre 2025 a Bologna (Unipol Arena); 28 novembre 2025 a Firenze (Mandela Forum); 30 novembre 2025 a Napoli (Palapartenope); il 2 dicembre 2025 a Roma (Palazzo dello Sport) e il 4 dicembre 2025 a Padova (Kioene Arena) sold out; il 6 dicembre 2025 a Torino (Inalpi Arena).

Classe 2003 e con oltre 2 milioni e 300 mila followers su Instagram e due milioni e 900 mila followers su TikTok, Anna è una vera appassionata di rap, cresciuta tra i vinili del padre DJ e una passione coltivata fin da piccola per la cultura urban americana. Il suo singolo di debutto “Bando” le ha regalato il doppio disco di Platino in Italia, nonché importanti collaborazioni nelle versioni remix (Rich The Kid, Maxwell, Endor, Gemitaiz&Madman).

La giovane rapper ha deciso di mostrare tutto il suo carattere prima con il freestyle “Squeeze #1”, poi con “Drippin in Milano”, certificato Platino in Italia, prodotte entrambe da Miles. Nel 2022 è uscito il suo primo EP, “Lista 47” (certificato Platino) e anticipato dai singoli “3 di cuori” (certificato Platino) con il featuring di Lazza e “Gasolina” (2x Platino). Il 2023 si apre con la collaborazione sul disco di Guè “Madreperla” dal titolo “Cookies n’ Cream” con il feat. di Sfera Ebbasta, rimasto in vetta alla classifica dei singoli di Spotify Italia per 3 settimane (di cui 2 consecutive) e certificato 4x Platino. Il collega Guè, inoltre, ha definito Anna “la rapper donna più forte in Italia”. È seguito poi il singolo solista “Energy”. Sempre nel 2023 Anna è stata scelta come unica artista italiana ad essere inclusa nella colonna sonora ufficiale di “FAST X”, l’ultimo film della saga di Fast and Furious con Vin Diesel, con una speciale versione di “Bando” appositamente realizzata. Sono inoltre uscite le collaborazioni nelle hit “Vetri Neri” (6x Platino) di AVA e Capo Plaza, “Anelli e Collane” (2xPlatino) di Artie 5ive e “Everyday” (4xPlatino) di Takagi & Ketra con Shiva e Geolier. È uscita poi anche la collaborazione “Fashion” (Platino) nel disco di Drillionaire con Lazza, Tony Effe e Benny Benassi.

L’anno si è chiuso, infine, con la hit “Petit Fou Fou” con Rhove, brano arrivato fino alla #2 della classifica singoli di Spotify e certificato Platino. Anna è risultata l’artista femminile più ascoltata del 2023 in Italia su Spotify. Il 2024 si è aperto con il singolo “I Got It” e con la notizia che sarà rappresentata negli Stati Uniti dalla popolare etichetta americana Republic Records. È poi uscito il duetto “Soldi arrotolati” (Platino) nel disco di Capo Plaza, mentre il singolo estivo “30°C” ha segnato il record per il miglior debutto di sempre su Spotify Italia per un’artista donna solista con un brano non in gara al Festival di Sanremo. A giugno di quell’anno è uscito il primo album “Vera baddie”, scritto interamente da Anna, che è stato un terremoto nella scena musicale italiana, diventando un fenomeno culturale e social attraverso la figura della “baddie”, ovvero il ritratto di una ragazza di oggi indipendente, promotrice del “self-empowerment”, dolce, conscia delle proprie fragilità e difetti che sa tramutare in punti di forza, impenitente, libera e senza censure. “Vera baddie” è certificato 3 volte disco di Platino e tutti i suoi brani si sono rivelati delle vere e proprie hit, virali sulle piattaforme digitali e sui social.

Gender Gap, Calabresi: Siamo sul percorso giusto

Roma, 15 gen. (askanews) – “La legge Golfo-Mosca ci ha permesso di colmare un ritardo sul gap di genere soprattutto sui livelli molto alti di governance. Dal basso ci vuole molto pi tempo, il percorso pi lungo ma questa direttiva europea ci aiuta posizionando un target reale del 30% a livello di executive a cui dobbiamo puntare”. Lo ha dichiarato Nicol Calabresi, Responsabile Sud Europa Heidrick & Struggles intervenuto questa mattina a Largo Chigi, il format di The Watcher Post in onda su Urania TV. “In Italia stiamo facendo un percorso di formazione, selezione e sviluppo per garantire anche a donne manager di crescere da questo punto di vista e di arrivare a livello executive. Le percentuali al momento sono ancora molto basse, dobbiamo raggiungere in breve tempo livelli molto pi alti. Il percorso quello giusto e il fattore tempo fondamentale. Ci sono dati in crescita importanti ma siamo ancora all’inizio e bisogner essere in grado di andare oltre le grandi aziende quotate in borsa”.

Commissione Ue: niente sconti ai giganti digitali Usa sulle regole

Bruxelles, 15 gen. (askanews) – La vicepresidente esecutiva della Commissione europea, responsabile per la Sovranità tecnologica, la Sicurezza e la Democrazia, Henna Virkkunen, ha assicurato, oggi a Bruxelles, che la regolamentazione europea dei servizi e dei mercati digitali (il “Digital Services Act” e il “Digital Markets Act”) verrà applicata pienamente e senza indugi, a tutte le società presenti nell’Ue, anche se provenienti da paesi terzi, e ha negato che vi siano ritardi nell’attuazione di questa legislazione, o che vi sia la volontà di attuarla con meno durezza e forza rispetto alle intenzioni della Commissione precedente.

Virkunnen lo ha precisato durante una conferenza stampa a Bruxelles, in risposta una giornalista che chiedeva se la nuova Commissione europea manterrà la linea dura dell’Ue sulla regolamentazione dei servizi digitali, alla luce delle accuse di “censura” lanciate contro Bruxelles recentemente da Mark Zuckerberg, proprietario di Meta, simili a quelle precedenti di Elon Musk, propritario di X (ex Twitter), e delle “minacce pubbliche e private della nuova amministrazione Usa” di Donald Trump, che entrerà in funzione tra pochi giorni.

“Penso che sia importante chiarire bene – ha detto Virkkunen – che il ‘Digital Services Act’ riguarda la protezione della libertà di parola. La libertà di parola è ovviamente uno dei nostri valori fondamentali; ma abbiamo visto che ora il ‘Digital Services Act’ viene spesso interpretato come se con esso stessimo limitando la libertà di parola, e sappiamo che non è così”.

“Noi – ha puntualizzato la vicepresidente esecutiva – stiamo applicando e implementando le normative del Dsa e del Dma, e non ci sono stati ritardi; ho visto che è stato segnalato che siamo stati lenti o abbiamo ritardato qualcosa, ma abbiamo delle indagini in corso, com’è noto, che riguardano sia il Dma che il Dsa, ed entrambe sono ancora nella fase tecnica”. Le indagini riguardano diverse possibili violazioni dei due regolamenti, tra l’altro da parte delle piattaforme dei social media di Meta, di X e di TikTok.

“Io cerco di dare ovviamente tutto il mio supporto ai servizi” della Commissione impegnati in queste indagini “e tutte le risorse di cui hanno bisogno, affinché possiamo andare avanti con questo lavoro molto importante”, ha continuato Virkkunen. E ha aggiunto: “Stiamo applicando pienamente il Dsa e il Dma. Sono strumenti molto potenti, come sappiamo, ed è una legislazione molto nuova, in entrambi i casi; ma – ha ribadito – li applicheremo pienamente”.

“Penso sia anche importante – ha sottolineato ancora la vicepresidente esecutiva della Commissione – rendere davvero chiaro che in Europa, nell’Unione europea, chiunque faccia affari e abbia servizi operativi deve ovviamente rispettare le nostre regole e la nostra legislazione. E queste regole sono le stesse per tutti, quindi per le aziende europee e anche per le aziende che vengono da fuori dell’Europa; e questa è giusto”.

“Ciò che vogliamo ottenere – ha concluso Virkkunen – è un quadro, un ambiente online e digitale che sia equo e sicuro per tutti i cittadini e tutte le aziende in Europa”.

Calcio, il Verona cambia proprietà: è di Presidio Investors

Roma, 15 gen. (askanews) – L’Hellas Verona ha una nuova proprietà, adesso è ufficiale. Come si legge nel comunicato pubblicato dal sito del club veronese “Presidio Investors, società di private equity con sede ad Austin,in Texas, e Maurizio Setti sono lieti di annunciare che Presidio ha acquisito il 100% della proprietà dell’Hellas Verona Football Club”. Dopo tredici stagioni, dunque, si chiude la gestione di Setti, che resta comunque all’interno del club: “Maurizio Setti -prosegue il comunicato- resterà legato alla società con un nuovo ruolo, quello di Senior Advisor of Football Operations, supportando le attività dello staff sportivo e del Direttore Sportivo, Sean Sogliano”. E nel nuovo Hellas, avrà un ruolo primario l’ex dirigente romanista Italo Zanzi: “Il Club sarà guidato da un Consiglio di Amministrazione altamente qualificato, in cui figura, nella veste di Presidente Esecutivo, Italo Zanzi, che ha ricoperto in passato la carica di CEO dell’AS Roma, quella di Managing Director di FOX Sports Asia e quella di Vice President della Major League Baseball”. Fondata nel 2007, Presidio Investors è una società leader nel campo del private equity, che si lega ad aziende in crescita e di nicchia nei settori media ed entertainment, della tecnologia e dei servizi finanziari. Presidio Investors vanta una lunga storia di successi in Nord America e in Europa.

Pronzato: Cda con pi donne migliori risultati finanziari

Roma, 15 gen. (askanews) – “Pochi anni dopo l’introduzione della legge Golfo-Mosca, quando non era ancora richiesto il 40% di presenze nei board, molti Cda hanno superato le soglie stabilite. Ma la ricerca mostra che non ci sono stati grandi effetti a cascata sulle donne in posizioni manageriali e dirigenziali. Interessante la certificazione di parit di genere, provvedimento pi trasversale. Misurare gli effetti degli interventi faticoso, noi abbiamo guardato a mano 5mila Cv e i dati non bastano, mancano criteri stringenti sulle procedure e sulla selezione. Finch la scelta resta comunque libera non abbiamo indicazioni sull’efficacia. Ad esempio succede che al rinnovo dei Cda qualcuno fa nuove nomine e qualcuno no. Comunque abbiamo visto che i Cda con pi donne hanno migliori risultati finanziari e miglioramenti nelle quotazioni di borsa, mentre nelle societ pubbliche gli utenti sono pi contenti del servizio. Questo perch con la legge Golfo-Mosca sono entrate persone pi preparate, con formazione adeguata e con gli stessi percorsi di studio che fanno gli uomini. Tuttavia non ritengo che le donne nel lavoro siano diverse dagli uomini”. Lo ha detto Chiara Pronzato, prof.sa di Economia e Statistica all’Universit degli studi di Torino.

Fuori "Menamme ‘e mmane", il nuovo singolo di Francesco Di Bella

Roma, 15 gen. (askanews) – Esce oggi mercoledì 15 gennaio “Menamme ‘e mmane”, il nuovo singolo di Francesco Di Bella e secondo brano estratto da “Acqua Santa”, nuovo album dell’artista partenopeo in uscita il 31 gennaio per La Canzonetta Record. Da oggi disponibile in preorder.

Dopo il sogno di un amore puro e sincero cantato insieme ad Alice (Thru Collected) in “Che ‘a fa?”, un brano in cui respira a pieni polmoni la sua Napoli – nei suoi suoni, nelle sue meraviglie e nelle sue contraddizioni -, Francesco Di Bella ora racconta un’altra sfaccettatura dell’amore: quella della pacificazione, dell’intima e profonda serenità nel ritrovare la bonaccia dopo aver superato le avversità, i venti freddi e contrari e le piogge battenti e tormentate.

Prodotta da Marco Giudici, così come quella precedente e come tutto l’album in arrivo, “Menamme ‘e mmane” è un invito a darsi da fare, a rimboccarsi le maniche (in napoletano il titolo vuole dire proprio questo) per risolvere i problemi insieme, facendo gioco di coppia.

Un brano morbido e raffinato, di una poesia semplice e infinita che sfugge a ogni retorica, che si culla delicato tra le onde di un pianoforte sospinto dal soffio leggero di una viola, perché quando la nave lascia il porto, dopo aver atteso che si sia allontanata la burrasca, è proprio il momento di alzare la testa e guardare al futuro, conclude Di Bella.

“Menamme ‘e mmane” è il secondo passo lungo il nuovo sentiero musicale di una delle voci e delle penne più riconoscibili del panorama indipendente italiano, che in trent’anni di carriera non ha mai smesso di mettersi in gioco, sia con i 24 Grana – band seminale dell’alt rock italiano da lui fondata – che nel suo percorso solista, forte della bellezza e della molteplice potenza espressiva della sua lingua, il napoletano.

Hamas ha dato assenso "verbale" all’accordo con Israele

Roma, 15 gen. (askanews) – Hamas ha dato l’approvazione verbale alla proposta di cessate il fuoco per Gaza in corso di negoziati in Qatar ed è in attesa di maggiori informazioni per dare l’approvazione scritta finale. Lo ha detto oggi a Reuters un funzionario palestinese, che ha chiesto di restare anonimo. Il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman al Thani terrà una conferenza stampa più tardi oggi mentre si rincorrono le notizie secondo cui un accordo di cessate il fuoco e per il rilascio degli ostaggi tra Israele e Hamas è imminente. Lo riporta l’agenzia di stampa statale del Qatar Qna.

Il quotidiano del Qatar al Araby al Jadeed riferisce che alThani annuncerà che le due parti hanno raggiunto un accordo.