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Spionaggio, Della Vedova (+E): vicenda inquietante, Salvini chiarisca

Roma, 7 feb. (askanews) – “La vicenda inquietante, la mia paura che sia tutto un po’ fuori controllo se il vicepresidente del Consiglio Salvini fa quell’attacco ai servizi segreti e poi torna indietro, questo mi d l’idea che non siano bene in controllo rispetto a quello che sta accadendo”. Lo ha detto il deputato di Pi Europa, Benedetto Della Vedova, a margine del quarto congresso del partito a Roma, riferendosi alle dichiarazioni del leader della Lega che ha parlato di un presunto regolamento dei conti interno ai servizi segreti italiani.

Chat FdI, Meloni: Salvini ministro e vicepremier, stima è nei fatti

Roma, 7 feb. (askanews) – Giorgia Meloni ricuce pubblicamente lo “strappo” causato dalla pubblicazione di alcune chat interne di Fratelli d’Italia che contenevano giudizi poco lusinghieri sul leader della Lega: “Non sarà certo qualche polemica forzata e strumentale – scrive la presidente del Consiglio sui suoi canali social – a scalfire il nostro rapporto. Con Matteo Salvini abbiamo affrontato tante battaglie insieme e continueremo a lavorare fianco a fianco, con lealtà e determinazione, per il bene dell’Italia”.

“La stima nei suoi confronti è nei fatti: oltre a essere ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, è anche vicepremier del nostro Governo. Un ruolo centrale per portare avanti le riforme e i progetti che servono alla Nazione. Noi andiamo avanti, compatti, come sempre”, conclude Meloni, allegando al post una foto che la ritrae insieme all’alleato in un momento di relax, abbracciati ed entrambi sorridenti.

Cpi: sanzioni Usa grave attacco contro ordine internazionale

Roma, 7 feb. (askanews) – “Prendo atto con profondo rammarico dell’emissione da parte degli Stati Uniti di un ordine esecutivo che mira a imporre sanzioni ai funzionari della Corte penale internazionale, a danneggiare l’indipendenza e l’imparzialità della Corte e a privare milioni di vittime innocenti di atrocità di giustizia e speranza”. Lo afferma in una nota la presidente della Cpi Tomoko Akane. “L’ordine esecutivo annunciato è solo l’ultimo di una serie di attacchi senza precedenti e in escalation volti a minare la capacità della Corte di amministrare la giustizia in tutte le situazioni. Tali minacce e misure coercitive costituiscono gravi attacchi contro gli Stati parte della Corte, l’ordine internazionale basato sullo stato di diritto e milioni di vittime” afferma Akane. “Respingiamo fermamente qualsiasi tentativo di influenzare l’indipendenza e l’imparzialità della Corte o di politicizzare la nostra funzione giudiziaria. Abbiamo rispettato e rispetteremo sempre solo la legge, in tutte le circostanze”.

“La CPI è un organo giudiziario che svolge funzioni in linea con gli interessi della comunità internazionale, applicando e promuovendo norme universalmente riconosciute del diritto internazionale, tra cui il diritto dei conflitti armati e il diritto dei diritti umani – ricorda Akane -. Mentre le atrocità continuano a tormentare il mondo, influenzando la vita di milioni di bambini, donne e uomini innocenti, la Corte è diventata indispensabile. Rappresenta l’eredità più significativa dell’immensa sofferenza inflitta ai civili dalle guerre mondiali, dall’Olocausto, dai genocidi, dalla violenza e dalle persecuzioni. Quando la maggior parte degli Stati del mondo si è riunita per redigere lo Statuto di Roma, ha realizzato il sogno di molte donne e uomini”.

“La CPI sostiene fermamente il suo personale e si impegna a continuare a fornire giustizia e speranza a milioni di vittime innocenti di atrocità in tutto il mondo, in tutte le situazioni, nel solo interesse della dignità umana. Invito tutti coloro che condividono i valori sanciti dallo Statuto a unirsi nella difesa della Corte: i nostri 125 Stati parti, la società civile e tutte le nazioni del mondo” conclude la presidente.

Onu, Conte: se Governo non firma pro-Cpi compromette onore Italia

Roma, 7 feb. (askanews) – “Stanno trasformando l’Italia nel Paese delle immunità e dell’impunità, danneggiando gravemente l’immagine della nazione”. Lo ha scritto sui suoi canali social il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, rilanciando la notizia dell’opposizione annunciata da 79 nazioni, tra le quali non c’è l’Italia, alle sanzioni decise dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, contro la Corte penale internazionale.

“Prima – ha sottolineato l’ex premier – hanno garantito a Netanyahu che non lo avrebbero arrestato nonostante il mandato di arresto dell’Aja e la carneficina di decine di migliaia di palestinesi. Poi hanno messo su un volo di Stato e riportato a casa Almasri, un criminale con accuse anche per stupri di bambini, nonostante il mandato di arresto della Cpi. Ora l’Italia rompe il fronte e non firma la dichiarazione congiunta di 79 Paesi (fra cui i più grandi Stati europei) contro le sanzioni decise dagli Stati Uniti verso la Corte Penale internazionale, che comprometterebbero l’operatività di questo organo, con il rischio di impunità per crimini gravissimi”.

“Non compromettiamo – è l’appello lanciato da Conte – l’onore del nostro Paese, non partecipiamo al tentativo di distruggere la giustizia internazionale. Il Governo firmi subito contro le sanzioni oppure spieghi di fronte ai cittadini il perché di questo inquietante passo indietro rispetto ai nostri valori tradizionali e ai nostri obblighi internazionali”, ha concluso.

Centrosinistra, Magi (+E): serve luogo di confronto o ci si ferma a foto

Roma, 7 feb. (askanews) – “Noi da mesi chiediamo alle altre forze di opposizione un luogo in cui si possa, in modo permanente discutere di obiettivi comuni e cominciare a costruire l’alternativa al governo Meloni”. Cos il segretario di Pi Europa, Riccardo Magi, a margine del quarto congresso del partito, a Roma.

“Altrimenti ci si ferma alle foto e questo non un modo politico di rappresentare e presentare agli elettori un’alternativa credibile. Si pu partire da proposte concrete come stato fatto con il salario minimo e individuarne altre, ma questo luogo deve esserci altrimenti si sta perdendo tempo”, ha aggiunto.

Centro Sperimentale Cinematografia ricorda il regista Stefano Landini

Roma, 7 feb. (askanews) – Il Centro sperimentale di Cinematografia ricorda con grande affetto il regista Stefano Landini, scomparso a 61 anni il 6 febbraio, “ex allievo e tra i collaboratori più amati”. “Stefano “Lando” Landini ci ha lasciati, dopo aver combattuto con grande forza contro il male che lo aveva colpito un paio di anni fa”, scrive il CSC in un comunicato, ricordando il regista, sceneggiatore e montatore, autore di film come “7/8” (2007), “Stolen Moments” (2024) e “Cocktail Bar – Storie Jazz di Roma, di note, di amori” (2018), quest’ultimo dedicato allo storico locale jazz della Capitale Music Inn.

“La scomparsa di Stefano Landini è per chiunque lavori e abbia vissuto il Centro, una perdita dolorosa, sia sul piano professionale che umano – ha detto la Presidente del Centro Sperimentale di Cinematografia Gabriella Buontempo – come Presidente, mi unisco al rammarico e alla tristezza di chi ha avuto la possibilità di conoscerlo e di apprezzarne le grandi passioni (il cinema, il jazz), i numerosi documentari e cortometraggi e soprattutto l’attaccamento alla nostra Scuola e alla Cineteca”.

Così lo ricorda Fabio Rosi che è stato allievo di corso al CSC negli stessi anni di Landini: “Stefano era una delle anime più belle fra tutti quelli che hanno popolato e permeato di sé il Centro Sperimentale di Cinematografia, Stefano era l’allegro sorriso e la disarmante bontà sempre presenti. Cineasta e cinefilo, da bambino faceva cortometraggi in Super 8 e giocava ‘ai soldatini’con i fotogrammi dei film, come Spielberg e Tornatore. Ma la sua smisurata passione era per Kubrick, cui aveva dedicato scritti e documentari. Crediamo che nessuno, tra dipendenti, docenti, allievi e collaboratori del CSC degli ultimi trent’anni, possa dire di non avere una storia, anche semplicemente un aneddoto, che lo leghi o lo coinvolga con Stefano”.

Allievo di Regia nel Biennio ’88-90 (quello della riapertura con Lina Wertmuller, dopo l’incendio che aveva parzialmente distrutto alcune strutture dell’Ente), era rimasto legato al Centro dopo il diploma, prima come collaboratore e poi come dipendente, pur continuando a lavorare ai suoi progetti personali, tra cui diversi cortometraggi e due lungometraggi, “7/8” e il fresco di stampa “Stolen Moments”. Colonna portante della Scuola Nazionale di Cinema, nell’organizzazione ed assistenza tecnica ai Corsi, addirittura con ogni singolo allievo, lascia un vuoto professionale, ma soprattutto umano, realmente incolmabile. Era davvero di tutti. Aveva dedicato moltissimo del suo tempo a filmare e montare interviste e incontri dedicandosi con immensa passione anche al settore comunicazione del CSC. “I suoi filmati rimangono nei nostri archivi a documentare la storia del Centro Sperimentale nonché la storia del cinema italiano”, scrive ancora il Centro.

Celebri le numerose poesie scherzose dedicategli dai suoi colleghi, tra cui una che, parafrasando Carducci e ironizzando sulla vanità, ad un certo punto gli fa esclamare con (finto) puntiglio: “Ho fatto un film su Stanley / pretendo i vostri omaggi! / Non odo nei paraggi / fanfare ad acclamar…”. “Ecco, Stefano caro, qui al Centro Sperimentale di Cinematografia d’ora in poi risuonerà per sempre nei nostri cuori quella fanfara di affetto e gratitudine per aver condiviso con noi il tuo cammino”, scrivono al CSC.

Un ricordo di Luca Pallanch: “Stefano Landini era un inguaribile ottimista. Vedeva una luce nell’oscurità più buia. Amava la musica, il ritmo e le atmosfere del jazz, inseguiva i fantasmi dei grandi Maestri. La vita per lui era un set, in cui ogni sua avventura acquisiva una dimensione epica e il Centro Sperimentale di Cinematografia era il suo palcoscenico naturale. Vi era entrato da ragazzo per perseguire il suo sogno, poi, una volta diplomato, ha preferito reiterare il gioco, continuando imperterrito a frequentare quei corridoi e quelle aule, mischiato con la sua inseparabile macchina da presa a allievi più giovani di lui solo per l’anagrafe. Non se n’è mai andato dal Centro, per la gioia di docenti, dipendenti e collaboratori, con i quali ha condiviso ogni sua impresa. Solo ogni tanto spariva, per girare un film o un documentario, sacrificando ferie e tempo libero e trasformando quel gesto individuale, quasi rivoluzionario dell’impiegato-regista, in un rito collettivo. Già provato nel fisico, ma mai nell’animo, ha voluto donare il suo ultimo film agli amici del Centro Sperimentale, regalando a tutti nella scorsa primavera l’emozione di ‘un ultimo spettacolo’, come in un film di Peter Bogdanovich. Stolen Moments, attimi rubati al destino e consegnati al ricordo. Sarai sempre con noi, Stefano”.

Ha voluto ricordarlo anche Pupi Avati, un regista che Landini ammirava e con il quale condivideva la passione per il jazz: “Stefano ha vissuto gli ultimi tempi della sua vita solo per portare a conclusione il suo film dandogli le sempre più esigue energie. Ho vissuto con lui la nascita di quel progetto al quale presi parte, ho vissuto con l’ultima proiezione di Stolen Moments in un Cinema stracolmo di amici. Al termine ci siamo abbracciati con la sensazione che lui aveva portato a compimento quel piccolo film che per ingenuità è poesia lo avrebbe rappresentato per sempre. Se ne è andato uno degli esseri umani migliori fra i tanti che ho conosciuto nella mia lunga vita”.

(copyright foto Centro Sperimentale Cinematografia)

Tennis, Sogno Bellucci: batte Tsitsipas ed è in semifinale a Rotterdam

Roma, 7 feb. (askanews) – Mattia Bellucci non vuole smettere di sognare a Rotterdam. L’azzurro conquista infatti la sua prima semifinale a livello Atp dopo aver impartito una autentica lezione a Stefanos Tsitsipas, oggi 12 del ranking ma campione in carica a Monte-Carlo e già vincitore delle Finals. 6-4, 6-2 i parziali per il 23enne milanese, che dopo Medvedev si prende un altro scalpo eccellente: mai prima d’ora aveva sconfitto due Top 20 di fila. Virtualmente 68 del mondo, Bellucci sembra pronto per giocarsi le sue carte anche in semifinale contro Alex De Minaur, terza testa di serie del seeding e finalista lo scorso anno, quando perse contro il solito Jannik Sinner.

Guglielmi Rent, modello del noleggio a lungo termine

Roma, 07 feb. (askanews) – Il noleggio a lungo termine ormai la nuova frontiera del mondo automobilistico, con un mercato che nel 2023 ha raccolto oltre 700 mila contratti, generando un aumento del 15% sull’anno precedente. In questo mercato si inserisce Adriano Guglielmi, CEO e Founder della Guglielmi Rent, modello di riferimento nel panorama italiano del noleggio a lungo termine. Con un volume d’affari generato in tre anni per le case automobilistiche di quasi 125 milioni di euro, grazie alla vendita di veicoli destinati al noleggio, ha sviluppato un modello che unisce innovazione, sostenibilit e opportunit per investitori e affiliati. Abbiamo parlato con Adriano Guglielmi, CEO e Founder Guglielmi Rent:

“La visione stata quella che mette l’auto come strumento di mobilit, che integri servizi di qualit per semplificare quello che poi la vita quotidiana e lavorativa. Agli inizi Guglielmi Rent ha avuto difficolt perch i clienti, parliamo di dieci anni fa, i clienti erano molto scettici, non utilizzavano il prodotto noleggio a lungo termine. Per con il tempo si sono ricreduti, perch? Perch noi abbiamo fatto capire che l’auto non un immobile, non un appartamento, perde valore nel tempo”.

Il piano industriale dell’azienda prevede di incrementare ulteriormente la propria capacit contrattuale, puntando a 1.600 contratti annui entro il 2025, grazie ad un’espansione della rete diretta e franchising.

“Attualmente Guglielmi Rent presente in 20 citt italiane con 15 point in franchising e 5 point diretti. Non c’ una formula magica per selezionare i nostri nuovi partner, abbiamo una piccola selezione, c’ un incaricato che fa una piccola intervista, ma quello che andiamo a vedere poi i punti fondamentali sono la visione, l’intraprendenza, la passione, la caparbiet”.

Attenzione particolare anche alla sostenibilit con un’ampia scelta di veicoli ibridi ed elettrici, per andare incontro a quelle che sono le nuove esigenze del mercato e del sistema green.

“Effettivamente c’ molto scetticismo, perch c’ un dubbio che cosa prendo e che cosa non prendo. Allora noi proponiamo soluzioni test di 12 mesi per testare esperienza ad uso e tecnologia, questo molto gradito ai nostri clienti”.

Guglielmi Rent si posiziona come leader nel settore, con una strategia basata su innovazione, sostenibilit e opportunit di crescita per tutta la filiera dell’automotive anche in un periodo complesso come quello attuale.

Pellegrino e Zodyaco, parte da Napoli tour di presentazione "Koinè"

Roma, 7 feb. (askanews) – Pellegrino & Zodyaco annuncia le prime date del tour di presentazione di “Koinè”, il nuovo album pubblicato lo scorso 24 gennaio: un disco che esplora il desiderio di evasione, ispirandosi all'”Elogio della fuga” di Henri Laborit e interpretandola come atto di emancipazione. Un viaggio senza meta alla ricerca della libertà creativa.

Prima data Napoli (Duel) il 21 marzo, a seguire il 29 a Largo Venue a Roma, il 3 aprile a Milano (Biko), il 4 a Torino (Magazzini sul Po), il 5 a Verona (The Factory), poi il 25 a Catania (Mercati Generali), il 9 maggio al Locomotivo di Bologna e il 10 all’ExFila di Firenze, secondo il calendario in aggiornamento.

Durante i concerti, Pellegrino porterà sul palco “Zodyaco”, la dimensione live del suo progetto discografico e il naturale prolungamento del suo universo musicale, una band che ha fondato e che riunisce musicisti di straordinario talento: Gabriella Di Capua alla voce, Igor Di Martino alle chitarre, Ergio Valente alle tastiere, Salvatore Rainone alla batteria, Pasquale Benincasa alle percussioni, Domenico Andria al basso e Saverio Giugliano al sax.

Produttore, DJ e songwriter, Pellegrino è tra i pionieri del suono Napoliterraneo, capace di far ballare i dancefloor di tutta Europa. Dal 2018 porta avanti il progetto Pellegrino & Zodyaco, un percorso che esplora il misticismo mediterraneo mescolando ritmi latini e funk, insieme alla sua band. Nel 2020 pubblica l’LP “Morphé” (Early Sounds), anticipato dal singolo “Caucciù”, una visione di Napoli raccontata dal Vesuvio, dove disco, latin, boogie funk e jazz si intrecciano. Nel 2022 prosegue questo viaggio con l’EP “Quimere”, che restituisce un’immagine inedita di Napoli, sospesa tra la luce del sole e le ombre dei vicoli. Nel 2023 arriva il singolo “Malìa”, mentre il 2024 segna l’uscita di “L’Aura” (31 maggio) e “Saditè” (29 novembre), primi estratti del nuovo album.

Pellegrino racconta l’album come un percorso dove “non c’è una meta definita, piuttosto la volontà di esplorare nuovi linguaggi sonori che mantengono salde le radici partenopee, pur aprendosi a un’estetica musicale globale e contemporanea”.

Con il nome Koinè, termine che significa “linguaggio comune”, il lavoro custodisce già nel titolo una dichiarazione d’intenti, dove lingue (parlate e musicali) e dialetti si mescolano creando un mosaico di suoni, sensazioni e visioni che intreccia la tradizione melodica napoletana con la disco, il funk, la jazz fusion e la world music. Pellegrino abbandona gli schemi legati al revivalismo, sperimentando nuove dimensioni compositive e attingendo da un immaginario che fonde strumenti vintage, percussioni etniche e atmosfere mediterranee.

Koinè è un viaggio musicale che abbraccia il rischio del cambiamento esaltandone il potere liberatorio: una sequenza di immagini ed emozioni, che attraversa il passato, vive il presente con il suo bagaglio di disillusioni ed aspettative e si proietta verso il futuro alla ricerca di un bisogno d’altrove che ci ricongiunga con noi stessi. Koinè è la dimostrazione che la fuga, quando è consapevole, può riportarci al cuore delle cose.

L’album è un elogio delle contaminazioni: dalla musica popolare al synth pop, brani contemporanei che si mescolano con una fusion di matrice “dance”. Un equilibrio delicato tra radici e cambiamento, tradizione e spinta creativa, in cui il progetto Pellegrino & Zodyaco traccia un ritratto autentico e contemporaneo della “nuova scuola” napoletana di cui è stato tra i primi promotori con i lavori “Zodyaco I” (2018) e “Morphé” (2020).

Ucraina, i russi conquistano Toretsk e avanzano nel Donbass

Roma, 7 feb. (askanews) – L’avanzata totale delle truppe russe nella profondità delle difese nemiche ha superato i 13 chilometri durante l’operazione per prendere il controllo della città di Dzerzhinsk (conosciuta anche come Toretsk) nella Repubblica Popolare di Donetsk (DPR), ha affermato venerdì il Ministero della Difesa russo. In precedenza, il Ministero ha affermato che le truppe russe hanno preso il controllo della città di Dzerzhinsk. “L’avanzata complessiva delle truppe russe nella profondità delle difese nemiche è ammontata a oltre 13 chilometri”, ha affermato il Ministero.

“Moonkillers”, cinque artisti italiani e una pittura selvaggia

Venezia, 7 feb. (askanews) – “Moonkillers” un titolo affascinante e rimanda a un’idea di “pittura selvaggia” e addirittura a “una visione del mondo” che la mostra vuole provare a raccontare attraverso cinque artisti italiani di oggi. La galleria Tommaso Calabro di Venezia ha aperto le sue porte al contemporaneo con un progetto di ricerca e scoperta sulla scena del nostro Paese.

“Questa la prima mostra contemporanea che facciamo qui a Venezia – ha detto il gallerista ad askanews -. una mostra curata da Antonio Grulli: una collettiva con Flaminia Veronesi, Emilio Gola, i Canemorto, Alessandro Miotti e Michele Bubacco, che sono degli artisti che Antonio ha voluto unire in un’ottica del loro utilizzo del colore, gli ha voluti chiamare i nuovi Fauves. E sono molto orgoglioso anche del fatto che presentiamo qui a Venezia cinque artisti, cio degli artisti, perch sono pi di cinque italiani, che nel contemporaneo stanno facendo delle carriere veramente molto interessanti e che spero con questa mostra possano crescere ancora di pi”.

Le opere si collocano tutte sul terreno del figurativo, ma riescono a smuovere qualcosa di ulteriore, sia che si tratti di una scena da interni con due ragazze di Gola, sia che ci si sposti su un registro pi fantastico e immaginario con Flaminia Veronesi. Il messaggio che si sente vibrare quello di una rappresentazione che nasce dall’urgenza del tempo, la cui mediazione con lo spettatore lasciata per intero al medium della pittura.

“Io sono partito nel 2018 e ho una storia espositiva molto legata al moderno – ha aggiunto Tommaso Calabro – e questo focus moderno continuer anche in futuro. Detto questo, avendo adesso tre spazi espositivi, giunta l’ora di poter allargare un po’ gli orizzonti e di iniziare a lavorare anche con tanti amici e artisti che ritengo validissimi e che hanno sicuramente qualcosa da dire e penso che comunque poter offrire, in un’ottica anche di commistione tra contemporaneo e moderno, delle mostre interessanti possa dare un valore aggiunto anche alla galleria”.

“Moonkillers” aperta a Palazzo Don Brusa in Campo San Polo fino al 15 marzo.

Dalla Consulta ok al referendum sul Jobs Act

Roma, 7 feb. (askanews) – È ammissibile la richiesta di referendum sull’abrogazione del decreto legislativo numero 23 del 2015, che ha attuato una delle deleghe legislative conferite al Governo con il cosiddetto Jobs Act.

Lo ha stabilito la Corte costituzionale con la sentenza numero 12 del 2025, depositata oggi, che ha precisato: la “circostanza che all’esito dell’approvazione del quesito abrogativo il risultato di un ampliamento delle garanzie per il lavoratore non si verificherebbe in realtà in tutte le ipotesi di invalidità” del licenziamento, perché per alcune di queste (e in particolare nel caso del licenziamento intimato al lavoratore assente per malattia o infortunio, oppure intimato per disabilità fisica o psichica a un lavoratore che non versava in realtà in tale condizione) “si avrebbe, invece, un arretramento di tutela”, non inficia la chiarezza, l’omogeneità e l’univocità della richiesta di referendum.

Il quesito referendario chiama, infatti, il corpo elettorale “a una valutazione complessiva e generale, che può anche prescindere dalle specifiche e differenti disposizioni normative, senza perdere la propria matrice unitaria”.

Questa è ravvisabile, ha precisato la Corte, “nel profilo teleologico sotteso al quesito referendario, mirante all’abrogazione di un corpus organico di norme e funzionale alla reductio ad unum, senza più la divisione tra prima e dopo la data del 7 marzo 2015, della disciplina sanzionatoria dei licenziamenti illegittimi, con la riespansione della disciplina pregressa, valevole per tutti i dipendenti”, a prescindere dalla data della loro assunzione.

Rimane, pertanto, salvaguardato, ha concluso la Corte, “un nesso di coerenza tra il mezzo e il fine referendario”, ciò che esclude che si sia in presenza di “un uso artificioso del referendum abrogativo”.

Oms: oltre 12.000 pazienti da evacuare con urgenza da Gaza

Roma, 7 feb. (askanews) – Più di 12.000 persone gravemente malate e ferite, tra cui almeno 5.000 bambini, hanno bisogno di lasciare con urgenza la Striscia di Gaza, a fronte di un sistema sanitario in rovina dopo 15 mesi di conflitto. Lo ha detto il rappresentante regionale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Rik Peeperkorn, in visita nell’enclave palestinese.

Peeperkorn ha chiesto che vengano accelerate le evacuazioni mediche, a fronte dei 35-40 pazienti trasferiti ogni giorno all’estero tramite il valico di Rafah dall’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, lo scorso 19 gennaio: “È estremamente importante accelerare e rafforzare questo processo”.

“Dovrebbero esserci più pazienti che passano per Rafah verso l’Egitto, ma vogliamo anche altri corridoi medici – ha detto alla stampa – vogliamo davvero vedere ripristinato il tradizionale percorso di riferimento per la Cisgiordania e Gerusalemme est. Gli ospedali sono pronti a Gerusalemme est e Cisgiordania per ricevere i pazienti”.

Simone Cristicchi vince il "Premio Lunezia per Sanremo 2025″

Milano, 7 feb. (askanews) – Simone Cristicchi vince il “Premio Lunezia per Sanremo 2025” per il valore emozionale di “Quando sarai piccola” (Dueffel Music / ADA Music Italy), brano in gara al 75° Festival di Sanremo.

«Nell’impegno di una sola scelta indichiamo l’opera di Simone Cristicchi – afferma Stefano De Martino, Patron della rassegna battezzata 30 anni fa da Fernanda Pivano e Fabrizio De André – un argomento umanitario e familiare a cui non aveva pensato mai nessuno per una canzone, un’elaborazione emozionante tra passato e presente del sentimento figlio-madre. Commozione annunciata con le atmosfere musicali di Simone Cristicchi».

A queste parole fa seguito la motivazione del critico musicale Dario Salvatori, membro Commissione del Premio Lunezia «Una mamma che torna bambina. La vita ribalta i ruoli e le grandi trasformazioni sono terapeutiche e vivificanti. Tema universale, Simone Cristicchi è impegnato a proporre riflessioni che penetrano ed emozionano». Oltre al Patron Stefano De Martino, i membri della Commissione del Premio Lunezia 2025 sono Giuseppe Anastasi, Riccardo Benini, Roberto Benvenuto, Loredana D’Anghera, Stefano Ferro, Vincenzo Incenzo, Mariella Nava, Selene Pascasi, Marina Pratici, Alessandro Quarta, Dario Salvatori, Lorenzo Varese e Savino Zaba.

Nelle recenti edizioni il Premio Lunezia è stato patrocinato dal Ministero della Cultura, Regione Toscana, Regione Liguria, Nazionale Italiana Cantanti e Siae. La manifestazione da quest’anno gode della collaborazione di Rai Radio Uno e di Tv Sorrisi e Canzoni. Si ringraziano per la collaborazione il MEI e Giordano Sangiorgi, Zetatielle Magazine e Radio A.

L’ironia motore dell’arte italiana, una mostra al MAMbo

Bologna, 7 feb. (askanews) – Una mostra sull’idea di ironia, intesa come socratica “arte di fare domande”, ma anche come strategia estetica e critica capace di alludere a significati profondi senza esprimerli direttamente. Il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna ha inaugurato, nei giorni di Arte Fiera, l’esposizione collettiva “Facile ironia. L’ironia nell’arte italiana tra XX e XXI secolo”, curata da Caterina Molteni e dal direttore del MAMbo, Lorenzo Balbi. “La mostra è una passeggiata degli ultimi decenni di arte italiana – ha detto Balbi – attraverso opere che sono accomunate dall’uso del filtro ironico, una strategia che molti artisti e artisti italiani hanno usato per esprimere la loro arte”.

Il progetto gioca su più livelli, sfrutta i colori e le immagini apparentemente “facili”, per aprire però, ovviamente, prospettive più complesse, spinose, metafisiche o politiche attraverso più di cento opere di 70 artisti dagli anni Cinquanta a oggi. Uno dei punti centrali è quello del linguaggio, che assume rilevanza particolare nella prospettiva dell’ironia, e passa attraverso le opere di Agnetti, Salvo o Giuseppe Chiari, ma anche attraverso le interpretazioni di De Dominicis, che accoglie il pubblico con la sua letterale “Mozzarella in carrozza”, così come quelle di Eva & Franco Mattes, con il loro notevole “CopyCat”.

E poi spazio all’orso d Paola Pivi così come ai dipinti di Alberto Savinio, alle istanze femministe e ai disegni scolastici di Aldo Mondino, ma anche alle strutture di Pino Pascali e a vere e proprie icone del Novecento come la “Merda d’artista” di Piero Manzoni, di cui in mostra è esposto anche un più raro “fiato d’artista”.

Milano, proposta di matrimonio speciale alle Colonne di San Lorenzo

Milano, 7 feb. (askanews) – Una maxi affissione nel cuore di Milano con un messaggio d’amore personalizzato per fare da sfondo a una proposta di matrimonio. Cos Andrea, un giovane monzese, ha chiesto alla fidanzata Federica di sposarla. successo in una serata di gennaio alle Colonne di San Lorenzo e per la coppia quella che era iniziata come una semplice passeggiata diventata un momento indimenticabile nella loro vita a due, con tanto di giochi di luce e musiche. Andrea ha organizzato il tutto con il supporto di Stroili, brand di gioielli che rimasto colpito e affascinato dalla storia d’amore vissuta a distanza per anni dalla coppia, e ha deciso di aiutare il ragazzo nel suo romantico progetto. Alla proposta hanno assistito diverse persone, che hanno salutato il s di Federica con applausi e sorrisi.

La storia di Andrea e Federica si inserisce in un pi vasto costume che riguarda le proposte di matrimonio: se una volta la tradizione voleva che il promesso sposo chiedesse la mano dell’amata al padre di lei, oggi, nel tempo questa pratica scomparsa quasi del tutto e con l’imporsi di un immaginario cinematografico all’americana anche in Europa arrivata la proposta fatta in ginocchio, che oggi diventata una sorta di “standard” sempre pi diffuso e condiviso sui social.

Chat Fdi, Salvini: dette cose sgradevoli, ma è altro se fossero state pronunciate oggi

Roma, 7 feb. (askanews) – “Non sono permaloso. Ma il ‘gonfio’ mi dà fasidio. Sto cercando di perdere qualche grammo”. Lo ha affermato, con ironia, il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, a proposito dei termini usati nei suoi confronti nelle chat di Fratelli d’Italia ed emersi in questi giorni con la pubblicazione di un libro di un giornalista del Il Fatto Quotidiano, Giacomo Salvini.

In una conferenza stampa per la presentazione della proposta di legge della Lega sulla rottamazione fiscale, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle chat, Salvini ha aggiunto: “dall’alto dei miei 96 chili, mi interessa portare a casa i risultati e mantenere le promesse fatte”.

“Sicuramente questi sgradevoli epiteti risalenti ad anni fa quando Lega e Fratelli d’Italia non governavano insieme hanno un peso. Ma se fossero fatti oggi o domani dagli alleati avrebbero un altro peso. Io mi trovo bene in questa maggioranza, lavoro bene sia con Fratelli d’Italia che con Forza Italia”.

Salvini ha aggiunto di essere “infastidito” per i commenti sulle chat di FdI riferiti alla Lega, considerata un movimento senza onore che non mantiene le promesse. “Io ho le spalle larghe, ma quando si critica un movimento unico, straordinario come la Lega, sicuramente mi infastidisco. Il giudizio sull’onore non lo lascio decidere a nessun altro. Abbiamo qualche decennio di storia, 501 sindaci, i governatori più apprezzati d’Italia e fra i più apprezzati d’Europa, quindi lascio giudicare ai cittadini chi mantiene le promesse o meno”.

In quanto alla proposta di legge del Carroccio sulla rottamazione delle cartelle fiscali in 120 rate, Salvini ha aggiunto che non essa “oggi noi offriamo all’intera maggioranza la possibilità di mantenere una promessa elettorale con onore. Che siano i fatti a parlare”.

Tv, arriva la serie animata "Le 3 Moschettiere" da Alexandre Dumas

Roma, 7 feb. (askanews) – Dopo il successo della serie-evento “Il conte di Montecristo”, arriva il nuovo prodotto di animazione targato Palomar (a Mediawan Company), “Le 3 Moschettiere”, anch’esso tratto da uno dei capolavori senza tempo di Alexandre Dumas, che conferma l’attenzione della casa di produzione per i più giovani.

La serie è stata realizzata nella sede emiliana di Palomar Animation, insieme alla francese Method Animation (Mediawan Kids and Family), in collaborazione con ZDF German Television Network & ZDF Studios, con la partecipazione di Rai Kids, France Télévisions, Ministero della Cultura – Direzione generale cinema e audiovisivo e CNC – Centre National du Cinéma et de l’Image Animée, con il sostegno della Film Commission Emilia-Romagna. La serie sarà distribuita in tutto il mondo da Mediawan Rights.

La serie è composta da 52 episodi in CGI da 13 minuti, i primi 26 episodi andranno in onda dal primo marzo su Rai Gulp e in anteprima internazionale su RaiPlay dal 24 febbraio. Quattro giovani ragazze dallo spirito libero, esuberante, coraggioso e leale combattono le ingiustizie e si oppongono a tutti coloro che mettono in pericolo il regno di Francia e la vita del suo giovane sovrano. Giustiziere con una vera e propria identità segreta, sventano complotti machiavellici, affrontano nemici spesso più forti di loro e trionfano sulle avversità usando i nomi D’Artagnan, Athos, Porthos e Aramis! Legate da un’amicizia indissolubile, trionfano sui nemici più subdoli rimanendo sempre unite contro le avversità.

La scelta di adattare l’universo del capolavoro di Alexandre Dumas, trasformando i suoi famosi moschettieri in ragazze e proponendo personaggi provenienti da contesti diversi, non è casuale. Infatti, la serie offre un’ottima occasione per far sì che i giovani spettatori si interroghino sulla condizione delle donne e degli uomini nella società, sulle loro aspettative e abilità. Non limitando più solo ai ragazzi l’azione, i ruoli principali e soprattutto l’umorismo, il pubblico potrà rivalutare i propri preconcetti e avrà la possibilità di proiettarsi in una società giusta, in cui anche le ragazze possono essere eroine e soprattutto possono essere divertenti! Questa libertà presa rispetto all’opera originale non deve proporre una versione alternativa alla realtà della Parigi del XVII secolo, dove le donne non potevano essere ufficialmente moschettiere, infatti, per poter agire, devono proteggere la loro vera identità, il che fa infuriare i loro nemici che darebbero qualsiasi cosa per sapere chi sono le famose Tre Moschettiere.

L’Aiea: in aumento gli attacchi alla centrale di Zaporizhzhya

Roma, 7 feb. (askanews) – Il numero di attacchi alla centrale nucleare di Zaporizhzhya (ZNPP) è in aumento e questa tendenza è annotata in ogni rapporto preparato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), ha affermato venerdì il direttore generale dell’AIEA Rafael Grossi.

“Gli attacchi, come dicevo, attacchi e situazioni che mettono a repentaglio la sicurezza della centrale continuano. Lo diciamo in ogni rapporto. Non teniamo conto di quanti, stanno aumentando, lo diciamo molto chiaramente”, ha affermato Grossi dopo il suo incontro con il CEO della società nucleare statale russa Rosatom Alexey Likhachev.

Costa: sanzioni alla Cpi minano il sistema di giustizia internazionale

Roma, 7 feb. (askanews) – “Sanzionare la Corte penale internazionale (Cpi) minaccia l’indipendenza della Corte e mina il sistema di giustizia penale internazionale nel suo complesso”: lo ha scritto oggi su X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che ieri ha incontrato il giudice Tomoko Akane, presidente della Cpi.

Dopo l’incontro, Costa aveva sottolineato sempre su X che la Cpi “svolge un ruolo essenziale nel rendere giustizia alle vittime di alcuni dei crimini più orribili del mondo” e che “indipendenza e imparzialità sono caratteristiche cruciali del lavoro della Corte”.

Giorgetti: le criptovalute attraggono la criminalità

Roma, 7 feb. (askanews) – “Una tra le minacce più insidiose e pervasive arriva dal mercato dei cripto asset che è in rapida espansione grazie all’interconnessione tra il mondo finanziario e quello digitale che ha attivato gli appetiti della criminalità”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo all’inaugurazione dell’anno di studi della scuola di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza.

“Le tecnologie digitali hanno reso tutto più veloce e fruibile accrescendo la domanda di nuova finanza digitale – ha aggiunto – ma dobbiamo essere consapevoli che se questa domanda non viene soddisfatta dalle istituzioni ufficiali è inevitabile che venga intercettata dalle organizzazioni criminali”.

Le criptovalute, ha proseguito “sono una opportunità ma costituiscono anche un grande rischio per la loro estrema volatilità e grazie all’anominato e alla aterittorialità sono diventate anche un mezzo per riciclare denaro o usati dal alcune nazioni come valuta alternative per allentare o eludere sanzioni che colpiscono la loro economia”.

“Bisogna trovare un equilibrio tra innovazione e regolamento” ha concluso.

Al Quarticciolo a Roma "Al-go-ritmo d’autore", ispirato a Pirandello

Roma, 7 feb. (askanews) – Ispirato a Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello, in “Al-go-ritmo d’autore”, al Teatro Biblioteca Quarticciolo l’8 febbraio alle 21 e il 9 febbraio alle 17, Roberto Scappin e Paola Vannoni (quotidiana.com) reinterpretano per la prima volta a Roma un grande classico alla luce dell’odierno avanzamento tecnologico.

Si tratta del secondo capitolo del progetto “7 note in cerca d’autore (Trilogia sul vedersi vivere)” ideato e scritto da Scappin e Vannoni. Un lavoro che ritrova nei Sei personaggi, laddove l’autore evidenzia il pericolo di essere se stessi, di affrontare il confronto e l’inevitabile conflitto, uno dei temi centrali della ricerca artistica di quotidiana.com.

Dalla traccia dell’opera di Pirandello, abitata da personaggi con una storia carica di drammaticità, prendono forma due entità del nostro tempo, generate dall’Intelligenza Artificiale: AL e GO, due algoritmi con sembianze umane, non privi del libero arbitrio; due esseri alla ricerca di emozioni e di una “verità”, di cui il loro creatore/autore li ha privati.

Gli algoritmi rappresentano l’anima razionale dell’AI che, attraverso il deep learning (apprendimento profondo), apprendono automaticamente le informazioni secondo le impostazioni prefissate.

E AL e GO, i due algoritmi protagonisti di questo spettacolo, giocano e vengono giocati dalle parole come tutti, scoprendo di non comprendere i simboli che chiamiamo cultura e i saperi che vanno oltre i dati. Sentirsi esclusi è una delle maggiori fonti di sofferenza.

Sperimentando la propria vulnerabilità, scoprono di non poter creare qualcosa di nuovo e inaspettato. Non hanno capacità critica, non hanno immaginazione. AL e GO non cercano il loro autore. Cercano ciò che l’autore non gli ha dato. Il dubbio, l’incertezza, la paura, la riflessione, la passione, l’errore.

Quotidiana.com tratta da sempre temi che emergono dall’esperienza di ogni giorno, dalla riflessione sui tempi che stiamo vivendo e che appaiono dominati dalla necessità di apparire e di rispettare le convenienze. Con il loro linguaggio pacato ma serrato, surreale ma ben innestato nella realtà, offrono il quadro di un mondo in cui appare sempre più difficile essere autenticamente sé stessi.

Domenica 9 febbraio, al termine della replica, si svolgerà un incontro con la compagnia nell’ambito del progetto Staffetta critica, mediato dal critico Graziano Graziani.

Grecia,esperti: permane rischio forte terremoto nelle Cicladi

Roma, 7 feb. (askanews) – Le autorità greche hanno dichiarato lo stato di emergenza nella zona di Santorini mentre prosegue l’attività sismica. E gli esperti non escludono la possibilità anche di un evento di maggior rilievo.

La possibilità di un forte terremoto nella regione delle Cicladi rimane, nonostante i recenti cambiamenti nell’attività sismica, afferma infatti il professore di sismologia Costas Papazachos intervistato dal quotidiano greco Ekhatimerini.

Monitorando la situazione a Santorini, Papazachos ha spiegato che le nuove apparecchiature installate nella regione forniranno dati più chiari per affinare la comprensione scientifica.

Tuttavia, sulla base di dati sia storici che scientifici, ha rassicurato che è improbabile che queste scosse inneschino un’eruzione vulcanica.

Papazachos ha descritto la sequenza sismica in corso come destinata a durare altre due o tre settimane.

Mentre l’epicentro dei terremoti si è spostato a nord-est verso Amorgos, le scosse hanno recentemente raggiunto magnitudo 4 e 5.

Il professore ha affermato che l’attività sismica continua in una direzione specifica. “Non si può escludere la possibilità di un forte terremoto nella regione più ampia delle Cicladi”, ha affermato.

Una sezione della faglia si è rotta, ha spiegato, ma altre parti sono rimaste intatte, quindi c’è ancora la possibilità di un forte terremoto. “Quindi, non possiamo dire allo Stato e ai cittadini di dimenticare il forte terremoto. Non ci stiamo abbandonando a illusioni su ciò che diciamo; ci sforziamo di basare le nostre affermazioni su dati quantitativi. Ecco perché siamo molto cauti”.

Alla domanda sul rischio di un’eruzione vulcanica, Papazachos ha sottolineato che non ci sono prove attuali che suggeriscano che sia imminente. Basandosi su esempi storici, ha osservato che il forte terremoto del 1956, durato oltre 30 secondi, non ha causato un’eruzione vulcanica.

Papazachos ha anche rassicurato il pubblico sul fatto che l’infrastruttura di Santorini è ben preparata per le scosse.

Ha sottolineato che gli ingegneri della zona gli hanno assicurato che la maggior parte degli edifici sono strutturalmente solidi e sono stati costruiti per resistere a queste scosse. Si prevede che l’attività sismica continuerà, anche se il professore rimane cauto nelle sue previsioni.

Bce, De Guindos: incertezza altissima, dobbiamo muoverci con prudenza

Roma, 7 feb. (askanews) – Alla Bce “la traiettoria per la politica monetaria è relativamente chiara, verso la riduzione della restrizione monetaria”, ma dato “l’evatissimo livello dell’incertezza”, mai così alta come dai tempi della Covid, l’istituzione deve procedere con “molta prudenza” nelle sue mosse, su cui “non abbiamo un percorso predeterminato”. E sui tassi di interesse “decidiamo in funzione dell’evoluzione dell’inflazione”. Lo ha affermato il vicepresidente della Bce, lo spagnolo Luis de Guindos, intervenendo a Madrid ad una conferenza.

“L’incertezza ora è elevatissima – ha esordito -. In generale il futuro è sempre incerto e non si può dare mai nulla per scontato, ma penso che il momento attuale abbia un livello di incertezza ai valori più elevati dai tempi della Covid”. Tutto questo “certamente è molto influenzato dalle politiche della nuova amministrazione Usa” e dai rischi di dispute commerciali sui dazi.

Quanto alla situazione economica nella zona euro, “i dati mostrano che i consumi non hanno pienamente recuperato, nonostante un quadro positivo del mercato del lavoro. Le prospettive per l’anno appena iniziato sono di un certo recupero, speriamo che il consumo si riprenda in parte, tuttavia ci sono le ombre di quelle che possono essere le politiche economiche”, ha proseguito l’esponente della Bce.

Nel frattempo “l’inflazione si è molto ridotta” anche se negli ultimi mesi è risalita attorno al 2,5%. La Bce ha come obiettivo una inflazione al 2% e De Guindos ha spiegato che la risalita era attesa a causa dei alcuni effetti statistici che verranno meno attorno alla primavera, favorendo un suo rientro al 2%.

Tuttavia “dobbiamo proseguire con una politica monetaria molto prudente. Il contesto ci obbliga ad essere estremamente prudenti – ha detto -. Non abbiamo una agenda predeterminata sui tassi e decidiamo in funzione dell’evoluzione dell’inflazione e di quelle che sono le prospettive di inflazione”. (Fonte immagine: VI Encuentro Económico Asegurador Mutualidad).

Arte Fiera, vetrina italiana che unisce ricerca e popolarit

Bologna, 7 feb. (askanews) – Un evento per le gallerie d’arte italiane, ma proiettato verso la scena internazionale, con una scelta di partecipanti interessante e spazi luminosi che aiutano a valorizzare le opere. Arte Fiera a Bologna inaugura la propria 48esima edizione, l’ultima con la direzione artistica di Simone Menegoi. “Ci sono due idee fondamentali, non geniali, ma efficaci – ha detto ad askanews presentando le linee guida dell’evento -. Una quella di puntare sull’italianit di questa fiera, non come limite, ma come tratto distintivo e addirittura come asset di marketing, per usare un linguaggio che non mi appartiene, per funziona. E l’altra quella di innalzare il livello curatoriale e scientifico, senza rinunciare a dei tratti identitari come sono quelli della sua popolarit e inclusivit”.

Negli stand, che ospitano gallerie importanti come Lia Rumma, Continua, Mazzoleni o Franco Noero, si trova tanta pittura, ma anche molta fotografia, che rappresenta una piacevole sorpresa. E uno degli intenti rivolgersi con un’offerta significativa ai collezionisti. “Abbiamo cercato di accogliere i collezionisti, coltivando una relazione diretta con loro – ci ha detto il direttore operativo della fiera, Enea Righi – per indirizzarli proprio nei confronti delle gallerie italiane e degli artisti italiani”.

Ogni anno Arte Fiera commissione a un’artista un’opera inedita: per il 2025 stato invitato Maurizio Nannucci che ha creato un multiplo, una shopper di carta, che reca una delle sue celebri scritte: “You Can Imagine The Opposite”. La fiera ha poi rinnovato la collaborazione con Fondazione Furla, che ha portato a Bologna una performance di Adelaide Cioni.

E poi ci sono i premi, come quello proposto da BPER Banca, main partner di Arte Fiera. “Per il secondo anno consecutivo in Arte Fiera – ci ha spiegato Sabrina Bianchi, responsabile Brand, Marketing Communication e patrimonio culturale di BPER Banca – proponiamo un prize, quindi assegneremo un premio a un artista, uomo o donna che sia, che per tratti il tema della valorizzazione e del talento femminile, talento femminile che BPER sostiene sia attraverso politiche interne all’azienda, quindi politiche di DNI, quindi non ci stiamo tirando indietro, anzi abbiamo appena ricevuto una certificazione ufficiale di azienda certificata DNI, ma anche attraverso appunto la cultura”.

Un altro premio invece legato a Ducati, altro partner dell’evento bolognese, che ha scelto di puntare sul concetto di comunit e sul legame di bellezza che lega la casa motociclistica all’arte. “Abbiamo pensato che l’unione di Ducati con un’eccellenza italiana del territorio come Arte Fiera – ha spiegato Patrizia Cianetti, direttrice Marketing e Comunicazione global di Ducati – andasse proprio un po’ a rafforzare il concetto e la volont che quella di regalare emozioni, arricchire la vita delle persone, regalare pensieri, sogni, in un qualche modo”.

I pensieri con cui si lascia la fiera di Bologna sono quelli di una scena italiana viva, curiosa e animata. Che prova a pensare se stessa in modo pi contemporaneo e che, accanto al semplice mercato, cerca progetti che valgano anche oltre l’aspetto economico.

Live at Acme Studio, dall’8 febbraio il nuovo disco di Valerio Billeri

Roma, 7 feb. (askanews) – Esce l’8 febbraio il live di Valerio Billeri, “Live at Acme Studio”, pubblicato da Moonlight Record nel 2025. Il disco è disponibile su Bandcamp (download libero o acquisto personalizzato), mentre su tutte le piattaforme di streaming sarà disponibile un campione di 5 brani.

Valerio Billeri: voce e chitarra acustica Andrea Nebbiai: basso Damiano Minucci: chitarra elettrica Fabio Romani: batteria

Le canzoni: “Verso Sud” e “Acque Alte” sono di Valerio Billeri, sia per voce che per musica.

“Blues di Montesicuro” proviene da un brano della tradizione folk, con nuove parole e nuova musica di Valerio Billeri. “Summer on a Solitary Beach” è di Franco Battiato.

Le restanti canzoni hanno musica di Valerio Billeri e testi del poeta dialettale romano dell’Ottocento, Giuseppe Gioachino Belli.

Germania, industria a picco, produzione -2,4% ai minimi dal 2020

Roma, 7 feb. (askanews) – Bisogna tornare ai disastrosi lockdown del 2020, agli inizi del Covid, per trovare una situazione così catastrofica come quella appena descritta dall’istituto di statistica federale sull’industria della Germania.

A dicembre la produzione industriale è scesa del 2,4% su mese, ben oltre le aspettative, secondo i dati provvisori forniti da Destatis, dopo il +1,3% segnato a novembre. Si tratta del livello più basso da maggio 2020. Su base annua il calo è del 3,1%.

L’andamento negativo della produzione nel mese di dicembre è attribuibile principalmente al calo registrato nell’industria automobilistica (-10% rispetto al mese precedente). Il 2024 complessivamente si è chiuso con una produzione crollata del 4,5%.

Il tutto, a poche settimane dalle elezioni anticipate, non potrà che alimentare il dibattito sulle politiche “green” e di transizione forzata verso tecnologie come l’auto elettrica, spinte dall’Unione europea e anche da vari partiti in Germania.

Nel frattempo, anche la situazione delle esportazioni appare gravemente compromessa. La prima economia della Ue ha chiuso il 2024 con un calo complessivo dell’1,3% delle esportaizoni, a 1.555,4 miliardi di euro, e una flessione più marcata dell’import, meno 3% a 1316,3 miliardi. In questo modo l’avanzo commerciale è salito a 239,1 miliardi, dai 217,7 miliardi del 2023.

Per dicembre Destatis ha riportato invece un miglioramento del quadro, con un più 2,9% dal mese precedente delle esportazioni, a 131,7 miliardi di euro, con cui risultano aumentate del 3,4% su base annua. Le importazioni sono aumentate del 2,1% dal mese precedente, a 111,1 miliardi, sono in rialzo del 4,5% su base annua. Dicembre si è chiuso con un avanzo commerciale di 20,7 miliardi.

Grande successo I edizione Master D-ESG e Responsabile d’Impatto

Roma, 6 feb. (askanews) – Si chiusa la prima edizione del Master D-ESG e Responsabile d’Impatto, il percorso universitario di secondo livello ideato dalla societ di consulenza FDC Consulting in collaborazione con l’Universit degli Studi di Torino. Il laboratorio d’impresa stato questa volta dedicato a un approfondimento sul tema della governance, al quale hanno preso parte Andrea Abbate, ufficio modelli di impatto e valutazione socio ambientale di Banca Etica, Giovanni Ferrero, direttore CPD (Consulta per le persone in difficolt), Stefano Balzola, partner d Leading Law e professore di Corporate Governance presso l’Universit Carlo Cattaneo (Liuc). A chiudere la lezione presso la Facolt di Economia di Torino, il presidente di FDC Consulting Digital ESG Francesco Di Ciommo, che ha sottolineato l’importanza di generare un cambiamento virtuoso in una societ sempre pi sensibile a tematiche come sostenibilit, etica e inclusione.

La Voce del Popolo | Con Trump prendere alla lettera l’europeismo.

Bisogna prendere sul serio Donald Trump. Ma non bisogna prenderlo alla lettera. Egli infatti ha un istinto ferino, una propensione a decidere, una smania di fare e disfare come se il tempo fosse sempre troppo stretto e si dovesse inseguirlo a costo di rovesciare il giorno dopo le parole d’ordine del giorno prima. Ma appunto per questo non ha dietro di sè un’ideologia, un sistema, un modo di pensare che collega rigorosamente decisioni e parole d’ordine una all’altra.

Appunto per questo l’Europa deve ora decidere se e come prendere alla lettera se stessa. Poiché a noi non sarà dato di essere così estemporanei come all’inquilino della Casa Bianca. Dovremo anzi decidere, e decidere in fretta, se vogliamo onorare le promesse dei padri fondatori. E dare finalmente quel colpo di reni di cui siamo capaci solo quando la difficoltà ci prende per così dire alla gola. Si delinea insomma tra le due sponde dell’Atlantico una contesa asimmetrica. Laddove il presidente americano può saltare di palo in frasca, con la disinvoltura che si è intravista fin dai primi giorni. Mentre noi siamo chiamati a imboccare una delle due strade che abbiamo davanti: quella di un salto di qualità nel processo di integrazione o quella opposta di un ordine sparso che minaccia di fare a pezzi quel che resta del sogno europeo.

Prendere sul serio Donald Trump significa prendere alla lettera l’europeismo. Approfittando delle paure che oggi ci attanagliano per diventare davvero quello che ci eravamo ripromessi. Disattendendo troppe volte i nostri buoni propositi e finendo col disperdere la preziosa eredità che i nostri nonni avevano messo da parte per tutti noi.

 

[Testo qui riproposto per gentile concessione del direttore del settimanale della Diocesi di Brescia]

Amministratori locali in Rete: un annuncio d’impegno tra ambizione e velleità.

Il 14 e 15 febbraio Roma ospiterà l’incontro di circa 600  eletti nei comuni e nelle regioni per dare vita alla Costituente della Rete degli amministratori locali di area cattolica. Vi dovrebbero prendere parte i rappresentanti di Azione Cattolica, Acli, Agesci e Sant’Egidio, nonché mons. Luigi Renna, presidente della Commissione della Cei per i problemi sociali. Anche l’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha garantito la sua presenza. Tutto è nato a Trieste nel corso della Settimana Sociale organizzata dalla Conferenza episcopale a metà del 2024. Qui si forma un coordinamento informale che assume l’onere di un’iniziativa mirante ad allargare i confini del dialogo e della collaborazione tra realtà e soggetti diversi, spesso poco disponibili a farsi coordinare.

L’obiettivo, spiega Francesco Russo, promotore dell’iniziativa e vicepresidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, è ampliare la partecipazione coinvolgendo anche quelli che nelle singole diocesi si occupano di formazione. “Molti riscoprono la voglia di partecipare alla politica”, osserva, “ma trovano un punto di riferimento più accessibile nella nostra rete rispetto ad altre realtà”. Alla fatidica domanda “sarà un nuovo partito?”, Russo così risponde: “No, non è un nuovo partito, né una corrente e né una lobby. Vogliamo capire se su alcuni punti programmatici legati al territorio – per esempio disagio giovanile, sostenibilità ambientale delle nostre città, welfare territoriale, casa, nuove forme di partecipazione – riusciremo a preparare una mozione comune con proposte precise, da presentare in tutte le Regioni e in 100 città”.

Ora, lo sforzo di dare una veste unitaria, fatalmente politica, a questa “carica dei 600” presenta rischi già emersi negli anni passati. Bastarono due assemblee rutilanti – Todi 1 e Todi 2 – per capire che l’unità di direzione era ben lungi da tradursi in uno schema chiaro, con scelte conseguenti. Ognuno rimase acquattato nelle propria tana in attesa di tempi migliori. A maggior ragione le cautele sono d’obbligo oggi, nessuno ha voglia d’inciampare sulla pietruzza del velleitarismo. Già mons. Renna aveva sottolineato, sempre a Trieste, che i cattolici devono ispirarsi non a un nuovo partito, ma a un “nuovo spartito”. Una formula bella e persino suggestiva, certo, ma priva di concreti risvolti operativi.

Alla luce del passato, il timore è che si lancino messaggi impegnativi che risultino però, alla resa dei conti, privi del necessario substrato connettivo e dell’altrettanto necessario ancoraggio strategico. Il problema politico dei cattolici non si risolve con semplici tecniche di comunicazione, come quando si sceglie per l’appunto che il titolo del convegno romano suoni effettivamente così: “Perfino più ambizioso di un partito”. Ebbene, con tutto il rispetto per le legittime ambizioni, c’è da misurarsi con la forza delle cose: anche stavolta può vincere una sorta di epoché sul classico “che fare” rispetto alla politica.

Il futuro dell’informazione nell’era della post-verità.

A volte i paradossi aiutano a capire meglio la realtà, e le iperboli immaginifiche ne amplificano la comprensione. Se oggi il barone Charles de Montesquieu dovesse riformulare la sua teoria della tripartizione dei poteri – legislativo, esecutivo e giudiziario – nella lungimirante intuizione che è alla base del sistema istituzionale moderno e dello stesso concetto di Stato (che si va sgretolando nella cosiddetta “postmodernità”), non potrebbe ignorare l’incidenza dell’informazione. Questa, intesa come un insieme indefinito e complesso di mezzi e fini – dalla mera comunicazione alle relazioni umane più ampie – si configura come un vero e proprio “quarto potere”. Un potere trasversale ai primi tre: talvolta oggettivo, talvolta strumentale, altre volte paradossalmente labile, in un’epoca dominata dalle connessioni globali, dai media, dai social e dall’intelligenza artificiale.

È un potere forte che – a differenza dei tradizionali, percepiti come sintesi di competenze e responsabilità, pur con frequenti conflitti e debordamenti – sfugge alle coordinate spazio-temporali di una società complessa o “liquida”, come l’ha definita Bauman. Simultanea e pervasiva, spesso svincolata dal controllo delle fonti e dal discernimento tra vero e falso, l’informazione esercita un peso etico, culturale e sociale enorme, che si ramifica in ogni aspetto della nostra vita.

Ritengo che l’uso intensivo delle tecnologie, la capillarizzazione dei mezzi di informazione e le innovazioni scientifiche, che aprono scenari persino distopici, ci spingano a riconsiderare il concetto di “liquidità” e a sostituirlo con quello di “apparenza”. Questo termine mi sembra più attuale per definire la società contemporanea. L’informazione è oggi l’elemento che più ibrida realtà e finzione, teoria e pratica, ortodossia e fake news. Mai come ora abbiamo bisogno di verità, oggettività, riscontrabilità e verifica nelle informazioni. La globalizzazione ha generato una proliferazione e sovrapposizione di notizie incontrollabili.

Kepios, società di consulenza strategica che studia i cambiamenti nei comportamenti digitali, fornisce dati significativi: gli utenti attivi sui social sono 4,88 miliardi, pari al 60,6% della popolazione mondiale (che ha superato gli 8 miliardi). Questo numero si avvicina ai 5,19 miliardi di utenti internet, pari al 64,5% degli abitanti del pianeta. Questi dati offrono solo una pallida idea delle dimensioni gigantesche e inarrestabili della navigazione online.

In questa situazione incerta, credo che il giornalismo della carta stampata, pur subendo l’assalto della rete e la rapidità dell’accesso alle notizie, mantenga uno spazio e una ragion d’essere come punto di riferimento. Non penso che si tratti di una sfida persa: la lettura – sia essa di un’autorevole rivista o di un buon libro – conserva una specifica originalità e una capacità unica di stimolare una fruizione misurata e approfondita. È una delle ultime frontiere della libertà individuale, prima che i nostri cervelli siano condannati a un’omologazione di massa.

Viviamo davvero la stagione della “democrazia della parola”? Oppure esistono regie occulte che tessono ordito e trama di un gigantesco e incontrollato network dell’informazione? La forza di penetrazione delle fake news è devastante: facilitata dai social e dalla digitalizzazione, raggiunge ogni angolo del pianeta e influenza istituzioni, trasparenza e privacy. Per questo è necessaria un’etica della responsabilità.

Non esiste solo un problema di qualità dell’informazione, ma anche una questione etica, deontologica ed educativa. È essenziale controllare questa qualità. Qui emerge la potenzialità della stampa: il giornalista, attraverso la trasparenza e il report sui fatti, ha la possibilità di valutarne gli esiti e l’impatto sul pubblico, esercitando una professione socialmente utile ed eticamente ispirata. Paradossalmente, più si diffonde la rete e la libera circolazione delle notizie, più si crea un mercato globalizzato in cui la fruizione dell’informazione assume una forte connotazione individuale. La rete diventa spesso una compensazione per le solitudini e l’incomunicabilità.

Al contrario, un buon giornale può svolgere un’importante funzione di socializzazione, favorendo lo scambio di idee e relazioni umane. Non siamo condannati a vedere nei nuovi media solo apportatori di cattive notizie o diseducazione. Dobbiamo accettare la sfida e utilizzare ogni canale possibile per diffondere contenuti positivi.

Ricordo l’insegnamento del filosofo Pietro Prini: non rifiutare la modernità, ma utilizzarla per realizzare il bene. La carta stampata e soprattutto il buon giornale hanno ancora la possibilità di svolgere un ruolo informativo e formativo, stimolando una lettura aperta a tutti gli apprendimenti della vita.

Al centro, ma come? Alcune proposte per un’Italia più forte e più giusta.

Siamo di fronte a una deriva anticostituzionale senza precedenti, orchestrata da un governo nazionalista e falsamente sovranista. All’interno di questa coalizione, la componente di Forza Italia si mostra subordinata all’egemonia della destra. Questa constatazione elementare dovrebbe rappresentare il punto di partenza per costruire un nuovo centro nella politica italiana, che unisca le grandi culture democratiche: popolari, liberali, repubblicani e riformisti socialisti.

Per noi, eredi della tradizione democratico-cristiana e popolare, diventa prioritario impegnarsi in un progetto di ricomposizione politica, dopo la lunga e travagliata stagione della diaspora democristiana. Tuttavia, l’attuale sistema elettorale, il Rosatellum, favorisce un bipartitismo forzato, inducendo molti a cercare un ruolo subalterno in schieramenti di destra o sinistra, lontani dai principi della dottrina sociale cristiana.

Solo il ritorno a una legge elettorale proporzionale permetterà di avviare un progetto per ricostruire un nuovo centro politico. Il movimento Iniziativa Popolare lavora in questa direzione, raccogliendo firme per il ripristino della proporzionale e proponendo un modello di cancellierato tedesco come alternativa al premierato proposto dalla destra.

La premessa necessaria per la ricomposizione dell’area cattolica, democratica e cristiano-sociale è l’elaborazione di un programma politico-programmatico ispirato ai nostri valori e mirato agli interessi dei ceti medi produttivi e delle classi popolari, sempre più distanti da un sistema politico-amministrativo che li ha spinti a disertare le urne. Il risultato? Una “maggioranza della minoranza” governa il Paese con arroganza e dominio.

 

Proposte per un programma condiviso

 

Propongo alcuni punti su cui aprire il dialogo per una ricomposizione politica, un progetto da sviluppare in quella che potrebbe essere una “nuova Camaldoli” del cattolicesimo politico italiano:

  1. Costituzione e rapporti Stato-Regioni: confermare la Costituzione con piccoli adeguamenti; ridefinire le competenze nazionali e l’autonomia regionale graduata e verificabile; introdurre controlli più stringenti sugli atti pubblici.
  2. Efficienza dello Stato: semplificare i ministeri; digitalizzare i processi; valorizzare i dipendenti pubblici, riducendo dirigenti e aumentando responsabilità e retribuzioni; no alla flat tax lineare, ma proporzionalità fiscale basata sull’ISEE.
  3. Riforma istituzionale: una sola Camera legislativa; un Senato per le alte questioni; meno Regioni, più Macroregioni; Comuni più grandi e aggregati.
  4. Ambiente e clima: puntare al 100% di mezzi pubblici non inquinanti; fotovoltaico su tetti e aree cementate; incentivare pompe di calore e recupero dell’acqua piovana.
  5. Politiche del lavoro: uguaglianza contrattuale tra uomini, donne e lavoratori di ogni genere; riduzione del cuneo fiscale; integrazione di una pensione autonoma.
  6. Riduzione delle disuguaglianze: reddito minimo sociale con controlli rigorosi; introduzione di lavori di pubblica utilità per i beneficiari; tariffe e canoni proporzionati al reddito.
  7. Famiglia: supporto alla famiglia come prima figura sociale e inclusiva; incentivi per il ruolo educativo.
  8. Europa: meno burocrazia e costi; uniformità fiscale nell’area euro; contratti unici per settori strategici; tassazione equa per le grandi multinazionali.
  9. Piano industriale nazionale: sviluppare asset strategici come turismo, agroalimentare e meccanica; stop alle delocalizzazioni.
  10. Economia reale e transizione ecologica: ridurre la finanza speculativa; tassare le mega-rendite; reinvestire nella transizione ecologica e nel sociale.
  11. Territori svantaggiati: sviluppare un piano integrato per le aree montane e collinari, creando lavoro e servizi locali.
  12. Giustizia: separazione delle carriere dei magistrati; autogoverno della magistratura con meno togati; processi più rapidi e giusti; pene alternative per reati lievi e certezza della pena per i reati gravi.

 

Infine, particolare attenzione dovrà essere rivolta alle fasce più deboli, incentivando strutture di carattere cooperativo-mutualistico per l’auto-produzione di beni e servizi. Questo modello, economicamente sostenibile, può contrastare il turbo-capitalismo finanziario, recuperando i valori dell’economia reale e sociale.

Siamo consapevoli del ruolo predominante di alcuni hedge fund nel mondo e in Italia, e per questo diventa urgente tornare alla legge bancaria del 1936, separando nettamente le banche di prestito da quelle speculative. Solo così potremo tradurre, con coerenza e coraggio, i principi della dottrina sociale cristiana nella nostra azione politica, incentrata sulla persona, la famiglia e i corpi intermedi.

Dopo aver condiviso un programma, sarà necessario convocare un’assemblea costituente per definire le alleanze compatibili e orientate alla piena attuazione della Costituzione repubblicana.

Con Liberali Cristiani Democratici la Lega si allarga al centro

Roma, 6 feb. – Un nuovo passo verso l’inclusione del centro moderato all’interno della Lega e nella coalizione di centrodestra.

Il Segretario della Lega, Senatore Matteo Salvini e il Presidente dell’Associazione Liberali Cristiano Democratici (LCD), On. Andrea de Bertoldi, hanno sottoscritto un patto federativo che segna un’allargamento significativo della Lega verso l’area liberale, cristiana e moderata.

Il Presidente di LCD, l’On. Andrea de Bertoldi, ha sempre sostenuto l’importanza per la coalizione di centrodestra di estendere il proprio perimetro di riferimento, in modo da rafforzare l’azione di Governo e sottolinea l’importanza di tutti coloro che oggi in Italia si riconoscono nei valori della democrazia, del liberalismo e del cristianesimo e intendono veder crescere l’efficienza e l’efficacia delle Politiche Pubbliche, senza ridurre la qualit dei servizi.

Il Segretario Federale della Lega, Sen. Matteo Salvini, riprendendo la matrice tradizionale e valoriale cristiana della Lega, al fine di rafforzare i legami con l’area politica liberale e moderata, ha deciso di avviare un percorso di allargamento e rafforzamento al centro, che rappresenta un valore aggiunto per la Lega e per la coalizione.

L’accordo tra la Lega e LCD non costituisce solo un accordo politico, ma intende rappresentare al meglio la volont di allargamento di una coalizione di centrodestra sempre pi inclusiva, a testimonianza dell’importanza di un percorso condiviso con le forze liberali e moderate che oggi rappresentano una parte significativa del panorama italiano.

L’Associazione Liberali Cristiano Democratici, LCD, nasce proprio con l’obiettivo di sviluppare in Italia una cultura politica che unisce tre grandi correnti di pensiero: liberalismo, democrazia e cristianesimo. LCD si propone di valorizzare le libert individuali, il libero mercato e lo Stato di diritto, si riconosce nelle istituzioni democratiche e nel pluralismo politico e si ispira ai valori cristiani, in particolare quelli espressi dalla dottrina sociale della Chiesa, promuovendo la dignit umana, la solidariet e il principio di sussidiariet. L’obiettivo quello di proporre una terza via tra il liberismo classico e la pianificazione statale, cercando un equilibrio tra le esigenze del libero mercato e il ruolo sociale dello Stato, con l’introduzione di specifiche strategie di efficientamento.

L’accordo tra Lega e LCD potrebbe aprire nuovi scenari per la politica italiana. L’ingresso di una componente liberale e cristiano-democratica all’interno della Lega rappresenta un’opportunit per ampliare il consenso e rafforzare il dialogo con settori dell’elettorato pi moderati e dell’area di centro. Questo allargamento potrebbe rivelarsi determinante per la coalizione in vista delle prossime sfide elettorali pi in bilico, dove la capacit di costruire un’alleanza il pi possibile ampia e coesa potrebbe rivelarsi fondamentale per garantire stabilit politica e una visione di governo inclusiva ed efficace.

La Perla, il grido delle lavoratrici: “Non spezzate la nostra storia”

Bologna, 6 feb. (askanews) – “Compraci. Noi siamo in vendita”. Cos le 230 lavoratrici dell’intimo di lusso La Perla cantano al presidio davanti allo stabilimento di Bologna, riadattando una canzone degli anni ’70. A pochi giorni dalla scadenza del bando di gara per la vendita, la Regione ribadisce: serve un progetto che garantisca continuit occupazionale e tutela degli asset, mantenendo la produzione sul territorio. Un marchio del Made in Italy con 70 anni di storia che rischia di essere frammentato. Il gruppo infatti, durante le varie crisi, stato diviso in tre parti: una in amministrazione controllata, nelle altre due le dipendenti hanno esaurito i 12 mesi di cassa integrazione. Sul loro futuro regna l’incertezza. Lo spiega Stefania Pisani, segretaria generale Filctem Cgil Bologna:

” il momento di coinvolgere la politica perch questo buco normativo negli ammortizzatori deve essere sanato. Queste due aziende, per quanto in liquidazione, non andranno in chiusura, ma andranno a un rilancio industriale. Ma quale rilancio industriale possibile senza le competenze collegate all’economia reale”.

Al presidio anche il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte. “Bisogna fare uno sforzo in pi, il governo deve fare uno sforzo – spiega -. Visto che dicono che sono sempre al lavoro per il bene del Paese, richiamiamo l’attenzione su questo punto e ci battiamo insieme a voi”.

Il sindaco Matteo Lepore chiaro: “Il futuro deve essere a Bologna, qui dove queste donne vivono e lavorano. Questo quello che ha fatto il valore di questo marchio”.

Servizio di Paolo Tomassone

Montaggio Alessandra Franco

Immagini askanews

Le cellule staminali contro l’artrosi

Roma, 06 Feb. – I dati dicono che l’artrosi all’anca ha un’incidenza, in Italia, di circa 470 casi ogni 100mila persone all’anno, con numeri leggermente pi alti (495) in riferimento alle donne di et compresa tra i 70 e i 79 anni: “Si tratta -spiega il professor Salvatore D’Auria, primario di Ortopedia all’ospedale Fatebenefratelli di Benevento- di una condizione a carattere degenerativo. I sintomi, inizialmente lievi, tendono con il tempo all’ingravescenza fino anche a limitare seriamente la deambulazione. Una condizione simile a quella che si verifica in caso di problemi al ginocchio, l’altra articolazione a forte rischio. Le protesi, quando il problema si amplifica, sono la soluzione finora pi adottata ma ora una forte risposta arriva dalla cosiddetta medicina rigenerativa”.

Una terapia innovativa che si basa sull’utilizzo delle cellule staminali mesenchimali prodotte dal midollo osseo e presenti nel sangue periferico: “Il loro innesto -sottolinea il professor D’Auria- va a riparare eventuali alterazioni tendinee, cartilaginee e muscolari o patologie legate alla necrosi della testa del femore o omerale. Nel nostro ospedale, uno dei pochi che esegue pubblicamente questo tipo di intervento, abbiamo trattato, in quattro anni, oltre mille persone. Si tratta di una soluzione che, dall’esperienza fin qui acquisita, allontana l’uso di protesi per diversi anni. Un aspetto questo da non sottovalutare perch garantisce una qualit di vita decisamente migliore. Senza dimenticare che si pu, con la medicina rigenerativa, raggiungere persone che erano escluse da qualsiasi trattamento, come, ad esempio, gli obesi gli over 70”.

La terapia cellulare fa insomma parte di quella nuova branca della medicina che si pone l’obiettivo di sostituire organi e tessuti danneggiati. La conoscenza sempre pi approfondita della biologia delle staminali ha permesso, in questi ultimi venti anni, lo sviluppo di tecniche sempre pi innovative e mirate per curare o prevenire tutta una serie di malattie: “I benefici -chiosa il professor D’Auria- sono evidenti e sono orgoglioso che il mio ospedale abbia deciso di fare questa scelta che non appartiene a molte strutture pubbliche Un investimento importante e, nello stesso tempo, oculato per mettere al centro l’uomo e la sua sofferenza. Non si mette mai una protesi a cuor leggero perch comunque limita i movimenti e la vita delle persone. Sapere che esiste una possibilit migliorativa dunque rassicurante per medici e pazienti”.

Tajani e Bernini in Israele per consegna aiuti Food for Gaza

Milano, 6 feb. (askanews) – Il Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani in missione ad Ashdod, in Israele, insieme al Ministro dell’Universit e della ricerca, Anna Maria Bernini, per partecipare alla cerimonia di accoglienza del carico di aiuti donati dall’Italia al Programma Alimentare Mondiale (PAM) e di beni destinati alla Striscia nel quadro dell’iniziativa “Food for Gaza”.

Si tratta di un carico di 15 camion e altre 15 tonnellate di beni di prima necessit, tra cui taniche per la distribuzione dell’acqua e beni volti a contrastare l’impatto dell’inverno.

In occasione dell’ultima riunione del Tavolo Food for Gaza del 22 gennaio, stato deciso insieme al Ministro Bernini di allargare il perimetro dell’iniziativa prevedendo un maggior numero di borse di studio per giovani palestinesi e il coinvolgimento dei Policlinici universitari italiani.

Liliana Segre arriva al Binario 21 mentre risuona un canto di pace

Milano, 6 feb. (askanews) – Il 30 gennaio 1944 un convoglio part dal Binario 21 della stazione centrale di Milano, oggi Memoriale della Shoah, con Liliana Segre destinazione Auschwitz. Arriv il 6 febbraio del 1944. Dal 1997 Liliana Segre e la Comunit di Sant’Egidio insieme con la Comunit Ebraica di Milano fanno memoria di quei tragici eventi e danno voce anche a chi oggi fugge la violenza e la guerra come i profughi, cos come anche stasera al Memoriale della Shoah. Nelle immagini l’arrivo della senatrice a vita sulle note di “Eli Eli”, canto di fede e di pace scritto in campo di concentramento.

Segre: l’unica strada per la pace è la scelta di vivere accanto, nel mutuo rispetto da

Milano, 6 feb. (askanews) – “La strada per far cessare e per prevenire” la vergogna del giusto davanti alla colpa commessa d’altri di cui scrive Primo Levi, “è una sola: non una generica pace che può essere anche prodotta dalla sopraffazione, ma la scelta della convivenza, cioè di vivere con, di vivere accanto, di vivere nel mutuo rispetto e non nella minaccia permanente o nel dominio sull’altro”, lo ha sottolineato la senatrice a vita Liliana Segre, alla cerimonia al Memoriale della Shoah, il binario 21, alla Stazione centrale di Milano, da dove fu deportata verso Auschwitz: “Da qui, da questa data legata ai miei ricordi più tristi, dalla memoria di quelle persone, i cui nomi sono scritti in bianco su quel muro qui vicino, spero ardentemente che arrivi soprattutto questo grido: pace”.

“Oggi si parla di genocidio, con o senza punto di domanda: io l’ho visto il genocidio, ed era stato preparato a tavolino, già da tempo”, ha ricordato la senatrice Liliana Segre, ricordando la partenza del treno che l’ha portata “fino alla stazione speciale di Auschwitz, preparata per quello scopo”.

“Una parola che non deve mai mancare nel vocabolario è la parola ‘accoglienza’, l’accoglienza dell’altro di qualunque colore, di qualunque religione, di qualunque etnia, di qualunque nazionalità. L’ho scelta perché questa parola era l’estremo opposto della volontà dei nazisti di eliminare i diversi, diversi per loro, gli appartenenti a popoli e categorie considerate indegne di vivere. L’accoglienza invece di chi è diverso da noi, la disposizione ad ascoltarlo a soccorrerlo se necessario”. “La mia non è una ricetta semplicistica per problemi seri come quello dell’emigrazione, non è un utopistico ‘accogliamoli tutti’: è in primo luogo una filosofia di vita. Non chiudersi, non respingere a priori, non avere paura dell’altro e non farsi mai abbindolare da chi specula su pregiudizi e investe nell’odio”.

Segre: l’unica strada per la pace è la scelta di vivere accanto, nel mutuo rispetto da

Milano, 6 feb. (askanews) – “La strada per far cessare e per prevenire” la vergogna del giusto davanti alla colpa commessa d’altri di cui scrive Primo Levi, “è una sola: non una generica pace che può essere anche prodotta dalla sopraffazione, ma la scelta della convivenza, cioè di vivere con, di vivere accanto, di vivere nel mutuo rispetto e non nella minaccia permanente o nel dominio sull’altro”, lo ha sottolineato la senatrice a vita Liliana Segre, alla cerimonia al Memoriale della Shoah, il binario 21, alla Stazione centrale di Milano, da dove fu deportata verso Auschwitz: “Da qui, da questa data legata ai miei ricordi più tristi, dalla memoria di quelle persone, i cui nomi sono scritti in bianco su quel muro qui vicino, spero ardentemente che arrivi soprattutto questo grido: pace”.

“Oggi si parla di genocidio, con o senza punto di domanda: io l’ho visto il genocidio, ed era stato preparato a tavolino, già da tempo”, ha ricordato la senatrice Liliana Segre, ricordando la partenza del treno che l’ha portata “fino alla stazione speciale di Auschwitz, preparata per quello scopo”.

“Una parola che non deve mai mancare nel vocabolario è la parola ‘accoglienza’, l’accoglienza dell’altro di qualunque colore, di qualunque religione, di qualunque etnia, di qualunque nazionalità. L’ho scelta perché questa parola era l’estremo opposto della volontà dei nazisti di eliminare i diversi, diversi per loro, gli appartenenti a popoli e categorie considerate indegne di vivere. L’accoglienza invece di chi è diverso da noi, la disposizione ad ascoltarlo a soccorrerlo se necessario”. “La mia non è una ricetta semplicistica per problemi seri come quello dell’emigrazione, non è un utopistico ‘accogliamoli tutti’: è in primo luogo una filosofia di vita. Non chiudersi, non respingere a priori, non avere paura dell’altro e non farsi mai abbindolare da chi specula su pregiudizi e investe nell’odio”.

Olimpiadi, Zaia: pista bob Cortina sar pronta prima del previsto

Milano, 6 feb. (askanews) – “La famosa pista di bob” di Cortina “sar pronta prima del previsto, tanto che a marzo ci sar il primo test” di congelamento. Lo ha detto il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a margine dell’evento “Ono year to go” a una anno dal via dei Giochi olimpici invernali del 2026. “Questa candidatura l’ho preentata io e sembrava non avere le caratteristiche per portare a casa il risultato, ma alla fine lo abbiamo portato a casa. Questa idea di un’Olimpiade diffusa assolutamente vincente, soprtattutto sul fronte della sostenibilit ambientale, ma ricordiamo che 3,5 miliardi di cittadini del mondo ci vedranno” in tv “e almeno due milioni li avremo nel territorio. una doppia legacy: da un lato il 2026 con le Olimpiadi, fra un anno da oggi, dall’altro nel 2028 avremo le Olimpiadi giovanili invernali, altra occasione per valorizzare i nostri territori e per ammortizzare i grandi investimenti che facciamo, ma soprattutto, come veneti, per valorizzare il Patrimonio dell’Umanit rappresentato dalle Dolomiti, che gi oggi vedono oltre nove milioni di visitatori”.

Malumori M5S, tardano regole sui mandati ma Conte è quasi pronto

Roma, 6 feb. (askanews) – “In effetti un po’ di malumore c’è, nei gruppi parlamentari”: a mezza voce, una figura di spicco del Movimento 5 stelle racconta di un sentimento diffuso nel gruppo dirigente e nei gruppi parlamentari per il ritardo nella formalizzazione della proposta di nuove regole sui mandati elettivi nelle istituzioni. Il famoso limite dei due mandati è stato abolito dal voto degli iscritti addirittura lo scorso novembre, ma i quesiti erano multipli, un sondaggio più che una decisione: mentre è certo che potrà candidarsi a sindaco o presidente di Regione anche chi avrà già completato i due mandati parlamentari, per le altre norme da inserire nel codice etico il presidente del Movimento, Giuseppe Conte, si è confrontato per ben due volte a gennaio con il Consiglio nazionale ed ha promesso di depositare una proposta al Comitato dei Garanti (essendo stata abolita, con doppia votazione, la figura del Garante fino ad allora rappresentata dal fondatore Beppe Grillo).

Tutto fermo, nulla finora è stato formalizzato all’organismo presieduto dall’ex presidente della Camera Roberto Fico (l’ex parlamentare Laura Bottici e l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi le altre due componenti: nel complesso tutti interessati al tema mandati e quindi, sibilano i più critici fra i 5 stelle, in conflitto d’interessi). Se ci sono state interlocuzioni “probabilmente hanno viaggiato informalmente solo sull’asse Conte-Fico”, oltre che su quello fra Conte e il fedelissimo deputato-notaio Alfonso Colucci, “forse l’unico che viene consultato davvero sulla materia”, dice, sempre a taccuini chiusi, la citata figura di spicco dei 5 stelle.

Pressate sull’argomento, le fonti vicine al leader garantiscono che il taglia e cuci giuridico “è prossimo al deposito”, ma cosa è andato storto, allora? Il punto è che soprattutto la seconda riunione del Cn è stata alquanto vivace, ed ha lasciato emergere diffuse perplessità sugli orientamenti espressi da Conte: vero è che, sconfitta nel “processo costituente” e nel voto on line la fronda “grillina” ortodossa, non c’è una minoranza o un dissenso precostituito nei confronti dell’ex presidente del Consiglio. Neppure uno scontro. Chi c’era, però, racconta che molti fra parlamentari e dirigenti “davano per scontato che il limite dei due mandati, sconfessato dagli iscritti, fosse superato almeno in direzione di un terzo giro nei palazzi”, mentre Conte ha frenato sia internamente che all’esterno, facendo filtrare la sua ferrea volontà di non consentire la trasformazione del Movimento in una fabbrica di carriere politiche. L’assemblea gli ha restituito, se non un “no” franco, quantomeno una diffusa insoddisfazione rispetto alla sua idea di impedire la liberalizzazione del terzo mandato elettorale, filtrandola attraverso il sistema delle deroghe al limite di due elezioni: ma chi deve decidere sulle deroghe? La base? I dirigenti? Conte stesso? Sono interrogativi che agitano la discussione interna.

“Sì, Conte – racconta una delle voci interne più lontane dal giro contiano – vuole pervicacemente tenersi una quota di riserva. Allora il punto è: quante nomine si può riservare senza stravolgere le decisioni degli iscritti rispetto ai candidati da valutare? Anche perché al prossimo giro i posti saranno sempre meno… Quindi le sue scelte, saturando i primi posti in lista, potrebbero di fatto bastare a decidere i prossimi eletti, senza che nessuno possa ragionevolmente ambire a competere per un posto”. Ma il quadro resta frastagliato, “tra virgolette è un tutti contro tutti, per diverse visioni e per interesse naturale”, spiega un deputato di lungo corso. Esempio: agli ex parlamentari, molti dei quali ambiscono a rientrare, piace la regola della pausa di una legislatura, perché loro la stanno facendo e li rimetterebbe subito in pista, con un vantaggio su chi sta facendo ora il secondo giro. Di tutt’altro avviso sono molti di quelli che stanno svolgendo il secondo mandato, non attratti dall’idea di cercarsi un lavoro almeno per i prossimi cinque anni. C’è anche un’altra linea di frattura: ci sono, raccontano fonti interne, insospettabili big convertiti alla linea “partitista”, che vorrebbero archiviare per sempre le “parlamentarie”, cioè il passaggio libero delle candidature al vaglio degli iscritti, uno dei marchi di fabbrica caratteristici dei 5 stelle dell’era Grillo.

Insomma, è l’analisi di una voce interna autorevole, “ognuno aveva un’idea sua sulle cose uscite da Nova” (l’assemblea che ha chiuso il “processo costituente”) e comunque “forse abbiamo sottovalutato che i quesiti multipli erano anche in contrasto, non esiste una soluzione che tenga dentro tutto”. A decidere sarà Conte, si vedrà se, come dicono i suoi, la proposta delle nuove regole è effettivamente vicina ad essere presentata ai garanti (e poi votata dalla base degli iscritti, con ogni probabilità), e soprattutto se, e come, l’ex premier riuscirà a evitare di creare nuovo malcontento, visto che comunque accontentare tutti sarà tecnicamente impossibile.

La Grecia a dichiarato lo stato di emergenza a Santorini per le continue scosse di terremoto

Roma, 6 feb. (askanews) – Le autorità greche hanno dichiarato lo stato di emergenza nel comune di Thira, dove si trova l’isola di Santorini, a causa dell’attività sismica, ha riferito il Ministero per la crisi climatica e la protezione civile.

“Abbiamo deciso di dichiarare lo stato di emergenza per la protezione civile nel comune di Thira, nell’entità regionale di Thira nell’Egeo meridionale, al fine di far fronte alle urgenti necessità e alle conseguenze derivanti dalla recente attività sismica nell’area menzionata”, si legge nella dichiarazione.

L’attività sismica nella zona marittima tra le isole di Santorini e Amorgos continua con la stessa frequenza dei giorni precedenti.

La scossa più forte, di magnitudo 5,2, si è verificata mercoledì notte.

Secondo l’Università Nazionale Capodistriana di Atene, dal 26 gennaio si sono verificati più di 6.400 terremoti nelle Cicladi, di cui più di 4.800 di magnitudo superiore a 1,0 e più di 800 di magnitudo superiore a 2,5.

Crosetto: grave truffa a mio nome, nessuno cada in trappola

Milano, 6 feb. (askanews) – Telefonavano spacciandosi per lo staff del ministro della Difesa Guido Crosetto, mettendo in piedi raggiri e intascando bonifici per decine di migliaia di euro. Le vittime designate: “grandi imprenditori” e professionisti, almeno cinque, da quanto emerge. “Grave truffa a mio nome, nessuno cada in trappola”: è l’avvertimento che il ministro con celerità diffonde via social. Sul fatto secondo quanto reso noto, la Procura di Milano ha aperto un’indagine per truffa aggravata contro ignoti. Informati magistratura e Carabinieri che indagano.

“Uso questo mezzo per dare pubblicità ad una grave truffa in corso”, scrive il titolare della Difesa sul suo profilo X. “Un’assurda vicenda che inizia martedì con la chiamata di un amico, grande imprenditore, che mi chiede perché la mia Segreteria avesse chiamato la sua per avere il suo cellulare. Gli dico che era assurdo, avendolo io, e che era impossibile. Verifico per sicurezza e mi confermano che nessuno lo ha cercato. Archivio la cosa. Dopo un’ora mi dicono che c’è un noto imprenditore, che non conosco, che vorrebbe mettersi in contatto con me. Autorizzo a dargli il mio cellulare. Mi chiama e mi racconta di essere stato chiamato da me e poi da un Generale e di aver effettuato un bonifico molto elevato ad un conto che gli era stato dato dal “Generale”. Gli dico che si tratta di una truffa ed avviso i carabinieri che vanno a casa sua e raccolgono la denuncia”.

Ma gli eventi si rincorrono: “Mercoledì sera – prosegue Crosetto – accade una cosa simile, sempre un grande imprenditore contattato da un sedicente funzionario del ministero della difesa, Giovanni Montalbano, che chiedeva il cellulare del padre. Oggi è accaduto altre due volte: due grandi imprenditori contattati a nome mio. Di tutto sono informati magistratura e Carabinieri ma preferisco rendere pubblici i fatti perché nessuno corra il rischio di cadere nella trappola”, aggiunge.

Medio Oriente, Israele spinge il piano Trump per Gaza, Tajani: è sbagliato

Ashdod, 6 feb. (askanews) – La posizione italiana sulla Palestina è “chiara”, “siamo per due popoli e due Stati, ma il neonato Stato palestinese dovrà riconoscere Israele e dovrà essere riconosciuto da Israele: ogni altra mossa sarebbe velleitaria e sbagliata, e direi controproducente”. Antonio Tajani è appena arrivato ad Ashdod, in Israele. È sollecitato dai giornalisti a commentare il piano Trump sulla Striscia di Gaza, e non si tira indietro. La risposta conferma la postura storica dell’Italia sulla crisi israelo-palestinese e suona, almeno al momento, come una presa di distanza dalle ultime esternazioni del presidente Usa. Al suo fianco, l’omologo israeliano Gideon Sa’ar lo ascolta interessato. Ha opinioni diverse. “Israele e Italia sono stretti alleati degli Stati Uniti e i nostri governi sono vicini al presidente Trump e alla sua amministrazione. Oggi credo sia importante ascoltare attentamente le nuove idee che sono state proposte e pensare fuori dagli schemi”, sottolinea.

Tajani segue Sa’ar fino a un certo punto. Concorda sulla necessità di guardare avanti e di “lavorare per il futuro”. Ammette che ci sono “molte idee”, ma qui si ferma. E ribadisce: “la posizione dell’Italia è molto concreta. Crediamo in una regione con due popoli, due stati”. Al momento però è “impossibile riconoscere” la Palestina, perché per ora “non esiste”. “Per questo occorre guardare avanti”, lavorare per la “futura stabilità della regione”.

Il ministro conferma che non c’è posto per Hamas nella Striscia, mentre il suo omologo dello stato ebraico insiste sul fatto che “Gaza è un esperimento fallito” e “ha certamente fallito sotto il regime di Hamas”. “Gaza nel suo stato attuale non ha futuro. Dobbiamo cercare di trovare una soluzione diversa”, commenta Sa’ar, secondo il quale “gli Usa sono un ottimo candidato per ripristinare la Striscia di Gaza dopo la guerra”.

Quanto al presente, invece, non si può prescindere dall’impegno per l’assistenza umanitaria ai civili palestinesi di Gaza. Sa’ar invita tutti i Paesi che vogliono contribuire a “fare come l’Italia”, che collabora con “associazioni diverse dall’Unrwa”, che “non è parte della soluzione, ma parte del problema”. E anche Tajani su questo punto è molto chiaro, con un messaggio caro al governo di Benjamin Netanyahu. “Abbiamo sospeso i finanziamenti all’Unrwa per il suo coinvolgimento nell’attacco del 7 di ottobre. E condanno fermamente la scelta di utilizzare una sede dell’Unrwa per tenere ostaggi israeliani a Gaza da parte di Hamas”, preside il ministro. “Noi stiamo lavorando in questa fase con un’altra organizzazione della Nazioni Unite, che è il Programma alimentare mondiale, con il quale ci troviamo benissimo”. E proprio al Pam Tajani ha consegnato oggi un carico di beni di prima necessità forniti dalla nostra Cooperazione e 15 camion donati per facilitare le operazioni di distribuzione degli aiuti nella Striscia. Il titolare della Farnesina è arrivato con la ministra dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Presente anche una squadra di medici universitari italiani che rimarrà in Palestina per contatti immediati con l’Autorità Palestinese.

Per Tajani, “Food for Gaza può diventare un progetto da ribattezzare Italy for Gaza. Non siamo abituati a fare propaganda, siamo abituati ad agire”. Oltre ai mezzi pesanti donati al Pam, gli aiuti comprendono 14,5 tonnellate di beni di prima necessità, tra cui taniche per la distribuzione dell’acqua e beni volti a contrastare l’impatto dell’inverno, come materassi e coperte a media e alta resistenza termica.

Il governo italiano ha anche deciso di ampliare il focus dell’iniziativa Food for Gaza alla ricostruzione della Striscia, a partire dal settore sanitario. A questo proposito, particolare attenzione è stata posta al tema delle evacuazioni mediche di bambini dalla Striscia. L’Italia accoglierà 14 piccoli palestinesi, malati oncologici, con i rispettivi familiari, per un totale di 42 persone, per garantire loro cure adeguate. “L’obiettivo è aumentare ulteriormente il numero di questi bambini”, secondo il ministro.

Israele ha ritirato la disponibilità a usare il valico di Kerem Shalom per la loro evacuazione e l’unica possibilità è un’uscita da Rafah, che al momento ha riaperto per le sole evacuazioni di combattenti feriti. Dal valico al confine con l’Egitto dovranno essere trasferiti con un unico trasporto al Cairo. Da qui, partiranno per l’Italia: quattro saranno assistiti a Milano, due a Monza, gli altri saranno curati all’Ospedale Regina Margherita di Torino e all’Umberto I di Roma. I tempi di uscita dipenderanno dalla rapidità di controlli e autorizzazioni al trasferimento. “La procedura burocratica è lunga, il problema non sono i bambini ma chi li accompagna”, conferma Tajani. Al momento, si pensa possano arrivare in Italia tra il 15 e il 16 febbraio.

(di Corrado Accaputo)

Sci, Brignone: "Tanta pressione, il meglio nel giorno giusto"

Roma, 6 feb. (askanews) – C’è tanto orgoglio nelle parole di Federica Brignone che nel SuperG di Saalbach 2025 è medaglia d’argento, quarta medaglia iridata della carriera dopo i due argenti in gigante del 2011 e 2023 e l’oro in combinata, sempre nel 2023.

“Sono orgogliosa e contenta – racconta la 34enne valdostana del Centro Sportivo Carabinieri – felicissima di aver fatto il mio massimo nel giorno giusto. In superG non mi era mai riuscito di fare bene in una grande rassegna. In superG non mi era mai riuscito di fare bene in una grande rassegna. Questa pista non era forse nelle mie corde e mi sono detta di rischiare anche nei due punti in cui si poteva, anche a costo di uscire. Oggi si doveva osare il massimo, cercando di essere morbida. Ci tenevo molto ad ottenere una medaglia in SuperG, posso dire che fosse uno degli obiettivi di questa stagione. E’ la mia quarta medaglia mondiale e dico solo una cosa, è bellissima come tutte le altre”.

Un argento che arriva nel cuore di una stagione che ha visto l’azzurra già cinque volte vincitrice in Coppa del Mondo, anche se l’oro era distante solo dieci centesimi di secondo. “E’ una bella emozione, sentivo parecchia pressione addosso in una stagione così. Mi aspettavo io in primis di fare qualcosa di grande ma sono riuscita a concentrarmi sulla mia sciata. Impossibile capire dove sono quei dieci centesimi. Ho fatto qualche sbavatura, ma sono contentissima, sia della mia prova sia delle scelte fatte nei materiali e per questo ringrazio il mio team per il grande lavoro che abbiamo fatto in questi mesi. Stamattina quando ho visto il tracciato ho pensato che sarebbe stata dura per me, ma mi sono detta di sciare a tutta e di rischiare ed ora mi godo questa medaglia: un grande orgoglio. Come sempre nello sci, la gara si vince mentalmente. Questa pista non è ideale per me ed in discesa non mi vedo tra le favorite. Non c’è un punto in cui posso fare la differenza, l’aspetto in cui sono più brava in assoluto. Su questo pendio bisogna cercare di essere morbidi. Ma sono tranquilla, so di sciare bene da settimane, sono presente e lucida”.

Questione di centesimi – solo sei – lasciano invece Sofia Goggia ai piedi del podio, in quinta piazza: “Qualcuno deve essere ai piedi del podio ed oggi è toccato a me. Ho fatto una buona gara, qualche imperfezione qua e là, credo di essermi giocata tutto nel salto finale, troppo a destra. Anche nel Panorama Sprung ho saltato più lontano di quanto mi aspettassi e ho dovuto poi ritardare la successiva curva a sinistra. Mi spiace per quei centesimi: è esattamente quello che ho fatto a Schladming nel 2013 quando al mio primo mondiale ero stato quarta. Qualche imperfezione qua e là, insomma: ma da questa gara mi porto via la consapevolezza di essere competitiva. La discesa sarà diversa da questo superG: oggi c’era una neve bella da spingere. In discesa ho tante cose da limare, da rivedere. Nelle prove non sono ancora riuscita ad azzeccare la linea e la sciata perfetta. In discesa c’è molto spazio per la scorrevolezza, serve massima sensibilità. Le favorite saranno proprio tutte le ragazze che sanno far scorrere gli sci: la concorrenza sarà tanta, anche perchè sono pochi i punti in cui si riesce a fare la differenza. Sono molto contenta di essere qui oggi, nelle condizioni in cui sono: se ripenso a quello che c’è stato in questi dodici anni, mi dico che la Sofia del 2013 si era messa in gioco proprio per ottenere e vivere questa vita. Poi è chiaro che si vive sempre con lo sguardo puntato in avanti e la gara più importante è sempre la prossima”.

A Palazzo Venezia visite al cantiere di restauro Appartamento Barbo

Roma, 6 feb. (askanews) – Il VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia, diretto da Edith Gabrielli, promuove un programma di visite guidate gratuite al cantiere di restauro dell’Appartamento Barbo costruito su committenza del cardinale veneziano Pietro Barbo, divenuto pontefice con il nome di Paolo II. Le sette sale più antiche di Palazzo Venezia – site al primo piano rivolto su Piazza Venezia – in cui era custodita, fra l’altro, la celebre collezione di glittica, numismatica e oreficeria del cardinale Barbo, si svelano al pubblico in tutto lo splendore dei propri dettagli decorativi grazie alla guida di operatori esperti, consentendo di toccare con mano l’eccellenza italiana nel settore del restauro.

Sono infatti in corso, nell’ambito dei lavori di realizzazione della nuova Stazione Venezia della Linea C della Metropolitana di Roma, gli interventi di consolidamento strutturale di Palazzo Venezia e, al contempo, quelli di restauro dell’Appartamento Barbo, autentico gioiello del Rinascimento.

Le operazioni di restauro, eseguite in linea con le direttive metodologiche del Ministero della Cultura, sono volti a garantire la conservazione degli apparati decorativi (soffitti, pavimenti e dipinti parietali) che, nel corso del tempo, hanno subito numerosi interventi manutentivi e di restauro legati al mutare delle destinazioni d’uso degli ambienti.

I lavori nell’Appartamento Barbo costituiscono la prima fase di un intervento più ampio che coinvolgerà, nei prossimi mesi, altri ambienti del piano nobile di Palazzo Venezia, incluse le Sale Monumentali: la Sala del Mappamondo, la Sala Regia e la Sala delle Battaglie.

Nel pieno rispetto del continuo e proficuo dialogo che il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia intesse da sempre con la propria comunità, il cantiere di restauro è stato concepito come un cantiere “aperto”; in tal modo cittadini e turisti potranno prendere parte alle visite guidate organizzate sul cantiere stesso, dialogando con gli operatori e scoprendo da un punto di vista assolutamente inedito un patrimonio unico al mondo.

Le visite all’Appartamento Barbo avranno inizio sabato 8 febbraio – a partire dalle 10 con 4 turni di visita e per un massimo di 8 persone ciascuno – per poi proseguire fino al mese di giugno con cadenza mensile.

In occasione della prima visita sarà possibile ammirare i pavimenti in cotto e maiolica di alcuni ambienti dell’Appartamento nonché i soffitti lignei dipinti e i fregi murali della Sala del Pappagallo – il cui nome richiama il pappagallo di Paolo II, animale esotico al tempo piuttosto raro e costoso – utilizzata dal Papa, insieme alla Sala delle Fatiche di Ercole, per ricevere gli ospiti più fidati. In questa Sala, salendo sui ponteggi, i visitatori potranno osservare la bellezza degli apparati decorativi da una prospettiva del tutto inedita.

Dopo l’8 febbraio, il calendario prosegue con le visite alla Sala dei Paramenti – dai paramenti di Papa Paolo II – o Sala delle Fatiche di Ercole (15 marzo), ed alle Sale Monumentali: la Sala del Mappamondo (12 aprile) e la Sala Regia (17 maggio e 21 giugno) con prenotazione obbligatoria.

L’attività di visita rientra fra le iniziative educative del VIVE-Vittoriano e Palazzo Venezia affidate dall’Istituto ad Opera Laboratori Fiorentini.

La visita di sabato 8 febbraio – prevista in 4 turni, alle ore 10.00, alle 11.30, alle 13.00 e alle 15.00 – è gratuita ed è riservata ad un massimo di 8 persone a turno previa prenotazione inviando richiesta a: vi-ve.edu@cultura.gov.it

Per salire sui ponteggi sarà richiesto ai partecipanti di indossare le scarpe antinfortunistica fornite dall’Istituto ad inizio visita. Si richiede un abbigliamento comodo.

Le viste all’Appartamento Barbo proseguiranno secondo il seguente calendario: sabato 15 marzo 2025 – Sala delle Fatiche di Ercole o Sala dei Paramenti; sabato 12 aprile 2025 – Sala del Mappamondo; sabato 17 maggio 2025 – Sala Regia; sabato 21 giugno 2025 – Sala Regia.

Le visite sono in 4 turni: alle 10, 11.30, 13 e 15 per un massimo di 8 persone a turno.

M.O., Israele spinge il piano Trump, Tajani: è sbagliato

di Corrado Accaputo Ashdod, 6 feb. (askanews) – La posizione italiana sulla Palestina è “chiara”, “siamo per due popoli e due stati, ma il neonato Stato palestinese dovrà riconoscere Israele e dovrà essere riconosciuto da Israele: ogni altra mossa sarebbe velleitaria e sbagliata, e direi controproducente”. Antonio Tajani è appena arrivato ad Ashdod, in Israele. È sollecitato dai giornalisti a commentare il piano Trump sulla Striscia di Gaza, e non si tira indietro. La risposta conferma la postura storica dell’Italia sulla crisi israelo-palestinese e suona, almeno al momento, come una presa di distanza dalle ultime esternazioni del presidente Usa. Al suo fianco, l’omologo israeliano Gideon Sa’ar lo ascolta interessato. Ha opinioni diverse. “Israele e Italia sono stretti alleati degli Stati Uniti e i nostri governi sono vicini al presidente Trump e alla sua amministrazione. Oggi credo sia importante ascoltare attentamente le nuove idee che sono state proposte e pensare fuori dagli schemi”, sottolinea.

Tajani segue Sa’ar fino a un certo punto. Concorda sulla necessità di guardare avanti e di “lavorare per il futuro”. Ammette che ci sono “molte idee”, ma qui si ferma. E ribadisce: “la posizione dell’Italia è molto concreta. Crediamo in una regione con due popoli, due stati”. Al momento però è “impossibile riconoscere” la Palestina, perché per ora “non esiste”. “Per questo occorre guardare avanti”, lavorare per la “futura stabilità della regione”.

Il ministro conferma che non c’è posto per Hamas nella Striscia, mentre il suo omologo dello stato ebraico insiste sul fatto che “Gaza è un esperimento fallito” e “ha certamente fallito sotto il regime di Hamas”. “Gaza nel suo stato attuale non ha futuro. Dobbiamo cercare di trovare una soluzione diversa”, commenta Sa’ar, secondo il quale “gli Usa sono un ottimo candidato per ripristinare la Striscia di Gaza dopo la guerra”.

Quanto al presente, invece, non si può prescindere dall’impegno per l’assistenza umanitaria ai civili palestinesi di Gaza. Sa’ar invita tutti i Paesi che vogliono contribuire a “fare come l’Italia”, che collabora con “associazioni diverse dall’Unrwa”, che “non è parte della soluzione, ma parte del problema”. E anche Tajani su questo punto è molto chiaro, con un messaggio caro al governo di Benjamin Netanyahu. “Abbiamo sospeso i finanziamenti all’Unrwa per il suo coinvolgimento nell’attacco del 7 di ottobre. E condanno fermamente la scelta di utilizzare una sede dell’Unrwa per tenere ostaggi israeliani a Gaza da parte di Hamas”, preside il ministro. “Noi stiamo lavorando in questa fase con un’altra organizzazione della Nazioni Unite, che è il Programma alimentare mondiale, con il quale ci troviamo benissimo”.

E proprio al Pam Tajani ha consegnato oggi un carico di beni di prima necessità forniti dalla nostra Cooperazione e 15 camion donati per facilitare le operazioni di distribuzione degli aiuti nella Striscia. Il titolare della Farnesina è arrivato con la ministra dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Presente anche una squadra di medici universitari italiani che rimarrà in Palestina per contatti immediati con l’Autorità Palestinese.

Per Tajani, “Food for Gaza può diventare un progetto da ribattezzare Italy for Gaza. Non siamo abituati a fare propaganda, siamo abituati ad agire”. Oltre ai mezzi pesanti donati al Pam, gli aiuti comprendono 14,5 tonnellate di beni di prima necessità, tra cui taniche per la distribuzione dell’acqua e beni volti a contrastare l’impatto dell’inverno, come materassi e coperte a media e alta resistenza termica.

Il governo italiano ha anche deciso di ampliare il focus dell’iniziativa Food for Gaza alla ricostruzione della Striscia, a partire dal settore sanitario. A questo proposito, particolare attenzione è stata posta al tema delle evacuazioni mediche di bambini dalla Striscia. L’Italia accoglierà 14 piccoli palestinesi, malati oncologici, con i rispettivi familiari, per un totale di 42 persone, per garantire loro cure adeguate. “L’obiettivo è aumentare ulteriormente il numero di questi bambini”, secondo il ministro.

Israele ha ritirato la disponibilità a usare il valico di Kerem Shalom per la loro evacuazione e l’unica possibilità è un’uscita da Rafah, che al momento ha riaperto per le sole evacuazioni di combattenti feriti. Dal valico al confine con l’Egitto dovranno essere trasferiti con un unico trasporto al Cairo. Da qui, partiranno per l’Italia: quattro saranno assistiti a Milano, due a Monza, gli altri saranno curati all’Ospedale Regina Margherita di Torino e all’Umberto I di Roma. I tempi di uscita dipenderanno dalla rapidità di controlli e autorizzazioni al trasferimento. “La procedura burocratica è lunga, il problema non sono i bambini ma chi li accompagna”, conferma Tajani. Al momento, si pensa possano arrivare in Italia tra il 15 e il 16 febbraio. Coa

Debutta "Aquila", il nuovo Sigaro Toscano lanciato da Manifatture per i 210 anni

Roma, 6 feb. (askanews) – Era l’estate del 1815 quando un acquazzone estivo bagnò una partita di tabacco che diede casualmente vita a uno dei prodotti più iconici della manifattura italiana. Da quell’evento sono trascorsi 210 anni e per il 2025 Manifatture Sigaro Toscano già prevede un anno ricco di novità. Si inizia infatti con il sigaro Toscano “Aquila” che è disponibile da oggi al dettaglio. Un nuovo prodotto ispirato ai valori che da sempre MST condivide con i suoi estimatori: istinto, eleganza e libertà. Proprio quelle stesse virtù ben simboleggiate dal rapace raffigurato sulla confezione.

Avvolto in una fascia di tabacco Kentucky nordamericano, selezionato dalle foglie del Tennessee, il nuovo prodotto racchiude un ripieno combinato di Kentucky italiano e statunitense. Un mix che esalta il gusto, offrendo un’esperienza intensa e appagante. La lunga stagionatura, condotta in ambienti a temperatura controllata, ne favorisce l’affinamento, rivelando una complessità aromatica fin dal primo istante. Il sigaro Toscano Aquila è disponibile in due formati, Assolo e Robusto, ed entrambi si distinguono per le dimensioni generose: l’Assolo mantiene la classica forma dei sigari a marchio Toscano, mentre il Robusto, noto come “l’inammezzabile”, è progettato per essere gustato intero, senza possibilità di divisione.

Con questi formati, MST prosegue il percorso di evoluzione intrapreso negli ultimi anni, innovando con audacia nel rispetto della propria tradizione plurisecolare. Pur abbracciando il cambiamento, l’azienda preserva intatti i segreti produttivi che ne custodiscono l’eccellenza.

Con Aquila, Manifatture Sigaro Toscano non celebra solo un nuovo prodotto, ma un’eredità di oltre due secoli di dedizione, innovazione e artigianalità. Un sigaro che è espressione di qualità e maestria, tributo ai principi che hanno reso il marchio un simbolo della filiera tabacchicola e dell’eccellenza italiana. «Il lancio di Aquila avviene in un momento particolarmente positivo per Manifatture Sigaro Toscano», ha dichiarato Stefano Mariotti, Amministratore Delegato di MST.

«Abbiamo chiuso il 2024 con risultati da record, registrando una crescita dell’export del +30% del fatturato. Il trend ci sta proiettando verso nuovi mercati, con grandi aspettative. Nell’ultima parte dell’anno, infatti, abbiamo effettuato la prima spedizione ai duty free cinesi, un mercato in cui crediamo fortemente per il futuro. Questi risultati, insieme all’impegno e alla passione che ogni giorno mettiamo nel nostro lavoro, ci spingono a guardare avanti con fiducia».

Cao Almasri, Europarlamento: martedì dibattito a Strasburgo sulla Cpi

Bruxelles, 6 feb. (askanews) – Martedì 11 febbraio, a Strasburgo, la sessione plenaria del Parlamento europeo terrà un dibattito, con dichiarazioni del Consiglio Ue e della Commissione, sul tema: “Protezione del sistema di giustizia internazionale e delle sue istituzioni, in particolare la Corte penale internazionale e la Corte internazionale di giustizia”.

Durante il dibattito “chiederemo ancora una volta chiarimenti sul caso Almasri: il Governo deve una spiegazione non solo al Paese, ma all’Europa intera”, ha annunciato in una nota l’europarlamentare del gruppo S&D Annalisa Corrado, membro della segreteria del Pd.

“Il rispetto del diritto internazionale non è un optional, e la messa sotto indagine dell’operato del governo da parte della Cpi, per violazione dello Statuto di Roma, lo conferma. La Corte Penale Internazionale fa un lavoro preziosissimo, oggi sotto attacco da più fronti. È nostro dovere proteggerla da chi tenta di screditarla al solo scopo di sottrarsi alle proprie responsabilità”, afferma Corrado nella nota.

Cao Almasri, Europarlamento: martedì dibattito a Strasburgo sulla Cpi

Bruxelles, 6 feb. (askanews) – Martedì 11 febbraio, a Strasburgo, la sessione plenaria del Parlamento europeo terrà un dibattito, con dichiarazioni del Consiglio Ue e della Commissione, sul tema: “Protezione del sistema di giustizia internazionale e delle sue istituzioni, in particolare la Corte penale internazionale e la Corte internazionale di giustizia”.

Durante il dibattito “chiederemo ancora una volta chiarimenti sul caso Almasri: il Governo deve una spiegazione non solo al Paese, ma all’Europa intera”, ha annunciato in una nota l’europarlamentare del gruppo S&D Annalisa Corrado, membro della segreteria del Pd.

“Il rispetto del diritto internazionale non è un optional, e la messa sotto indagine dell’operato del governo da parte della Cpi, per violazione dello Statuto di Roma, lo conferma. La Corte Penale Internazionale fa un lavoro preziosissimo, oggi sotto attacco da più fronti. È nostro dovere proteggerla da chi tenta di screditarla al solo scopo di sottrarsi alle proprie responsabilità”, afferma Corrado nella nota.