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Iran, Cecilia Sala è libera, Tajani: diplomazia e lavoro di squadra

Roma, 8 gen. (askanews) – “Diplomazia e lavoro di squadra: Cecilia Sala sta tornando a casa!”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso la sua soddisfazione su X per il rilascio della giornalista italiana, annunciato pochi minuti prima da Palazzo Chigi.

Cecilia Sala era stata arrestata il 19 dicembre scorso a Teheran senza che le fosse contestata alcuna accusa formale. Dopo il fermo era stata trattenuta nel carcere di massima sicurezza di Evin, in isolamento. Il suo volo è atteso a Ciampino nel pomeriggio, intorno alle 15:30.

Nella giornata di ieri, le autorità di Teheran avevano ribadito che il suo arresto non era collegato al caso di Mohammad Abedini, l’ingegnere iraniano fermato in Italia su richiesta delle autorità statunitensi, che ne chiedono l’estradizione. La portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, aveva detto che l’arresto di sala non era da considerarsi come una ritorsione ed aveva auspicato una rapida soluzione del suo caso.

Palazzo Chigi: Cecilia Sala è libera, l’aereo è partito da Teheran

Roma, 8 gen. (askanews) – Cecilia Sala è libera. L’aereo che riporta la giornalista in Italia è già partito da Teheran. Lo ha fatto sapere Palazzo Chigi: “Grazie a un intenso lavoro sui canali diplomatici e di intelligence, la nostra connazionale – spiega la nota – è stata rilasciata dalle autorità iraniane e sta rientrando in Italia”. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “esprime gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile il ritorno di Cecilia, permettendole di riabbracciare i suoi familiari e colleghi”. La Presidente, conclude la nota, ha informato personalmente i genitori della giornalista nel corso di una telefonata avvenuta pochi minuti fa.

“Diplomazia e lavoro di squadra: Cecilia Sala sta tornando a casa!”. Così su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto, dal canto suo, ha postato: “Cecilia Sala sta tornando. Immenso lavoro di Giorgia Meloni in primis e di tutta la squadra dell`Italia: Tajani, Mantovano, Palazzo Chigi, la Farnesina, i nostri servizi di sicurezza e chiunque potesse essere di aiuto. Bentornata a casa”.

L’autore dell’attacco a Las Vegas ha usato ChatGPT per pianificarlo

Roma, 8 gen. (askanews) – Il soldato Green Beret (Forze speciali dell’esercito americano) in servizio attivo che, secondo le autorità, ha fatto esplodere un Cybertruck Tesla fuori dal Trump International Hotel di Las Vegas la scorsa settimana ha utilizzato l’intelligenza artificiale per pianificare l’esplosione. Lo ha sottolineato il Dipartimento di Polizia Metropolitana di Las Vegas.

Lo sceriffo Kevin McMahill ha dichiarato in una conferenza stampa che il soldato, Matthew Livelsberger, ha iniziato a usare ChatGPT – definita un “game changer” – per ottenere informazioni su come portare a termine il suo piano.

“Sapevamo che l’intelligenza artificiale avrebbe cambiato le carte in tavola, prima o poi, in tutte le nostre vite”, ha detto McMahill, “Certamente, credo che questo sia il primo incidente sul suolo americano in cui ChatGPT viene utilizzata per aiutare un individuo a costruire un particolare dispositivo per apprendere informazioni”.

È “assolutamente un momento preoccupante per noi”, ha detto lo sceriffo. Le autorità non hanno detto quali risposte ChatGPT abbia dato a Livelsberger alle sue ricerche su esplosivi, armi da fuoco e su come acquistare un telefono cellulare senza fornire informazioni personali.

OpenAI, lo sviluppatore di ChatGPT, ha dichiarato alla Cnn di essere “rattristata da questo incidente e di impegnarsi affinché gli strumenti di intelligenza artificiale siano usati in modo responsabile”.

“I nostri modelli sono progettati per rifiutare istruzioni dannose e minimizzare i contenuti dannosi. In questo caso, ChatGPT ha risposto con informazioni già pubblicamente disponibili su internet e ha fornito avvertimenti contro attività dannose o illegali. Stiamo collaborando con le forze dell’ordine per sostenere le loro indagini”, ha dichiarato un portavoce di OpenAI.

Spazio, sensori, auto e dead tech: l’Italia al Ces di Las Vegas

Las Vegas (Nevada), 8 gen. (askanews) – Tecnologia per lo Spazio, per l’ambiente, automotive, diagnosi mediche, sensori e dead tech. Sono le innovazioni portate al Ces di Las Vegas, l’evento tecnologico pi atteso dell’anno, da 46 startup italiane che partecipano alla missione guidata dall’Ice ( (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), riunite in uno dei padiglioni pi grandi dell’Eureka Park, l’area della fiera organizzata da Cta dedicata alle startup da tutto il mondo.

Arrivano da 14 regioni, con la Sardegna in testa che, come nelle precedenti edizioni sostiene la missione anche a livello istituzionale, cos come il Piemonte.

C’ il cestino smart di Ganiga “Hoooly” che differenzia in automatico i rifiuti, Indossabili come “Proke”, da Padova che permette di prendere misure sartoriali da remoto, come lo smartwatch con l’intelligenza artificiale personalizzabile che impara dalle nostre abitudini Evolvera, (di Innova).

C’ Zephorum, startup di dead tech che offre un servizio di recupero dati dei defunti sul web, senza dove usare password. Tanta sensoristica avanzata e Space tech, con il progetto della prima costellazione italiana privata di picosatelliti (satelliti di massa inferiore a 1 kg) per le telecomunicazioni IoT di Apogeo. Sette sono gi nello Spazio.

Anche Tuc, che ha sviluppato un connettore universale per collegare qualsiasi dispositivo a qualsiasi veicolo punta allo Spazio, ha spiegato Vincenzo Angelillo direttore marketing and Sales. “Quindi se c’ una nuova tecnologia smonti quella esistente e puoi montare quella pi innovativa e permette di gestire i cicli di vita come quelli dei satelliti che sono anche di 50 anni”.

Poi strumenti per la salute digitale, per le persone ma anche per gli animali come Laika, da Torino, tool AI per aiutare i veterinari nella diagnosi.

Gb, a Londra è iniziata l’epoca dell’ingresso con permesso (ETA)

Milano, 8 gen. (askanews) – A Londra è iniziata l’epoca dell’ingresso con autorizzazione: il Governo britannico sta gradualmente introducendo l’Electronic Travel Authorisation. Per i cittadini extra-UE l’obbligo è a partire da oggi 8 gennaio 2025, con apertura della possibilità di fare domanda dal 27 novembre 2024: in sostanza da questa mattina è richiesto a cittadini americani, israeliani o giapponesi.

Storia a parte per i cittadini dei Paesi Ue (inclusa l’Italia) che possono richiedere un’ETA (Electronic Travel Authorisation) a partire dal 5 marzo 2025 e potranno viaggiare nel Regno Unito con tale autorizzazione dal 2 aprile 2025.

IN COSA CONSISTE?

L’ETA non è un visto, ma una autorizzazione (elettronica) a viaggiare verso la Gran Bretagna, riservata agli stranieri esentati dall’obbligo di visto. Per richiederlo serve il passaporto con cui si viaggia (non una fotocopia o un passaporto digitale), un indirizzo email, una carta di credito o una carta di debito o Apple Pay o Google Pay.

L’APP

Il modo più veloce per presentare domanda è tramite l’app gratuita UK ETA scaricabile da Apple Store o Google Play.

Segno dei tempi: l’app oggi risulta al quarto posto nel rank “Top Free Apps” di iPhone, pur non potendo vantare una valutazione ottimale da parte degli utenti.

Esiste comunque anche una guida all’uso dell’app: una pagina internet sul sito del governo britannico all’indirizzo www.gov.uk/guidance/using-the-uk-eta-app

QUANTO COSTA E A COSA SERVE?

L’ETA è utile per una visita fino a 6 mesi e costa 10 sterline. La possibilità di presentare domanda dipende dalla data del viaggio e dalla nazionalità sul passaporto.

Secondo il sito ‘Welcome to GOV.UK’ (www.gov.uk) l’ETA non va bene per svolgere un lavoro retribuito o non retribuito per un’azienda del Regno Unito o per lavoratori autonomi, salvo eccezioni (Creative Worker visa concession); per vivere nel Regno Unito con visite frequenti o successive; per sposarsi o registrare un’unione civile: anche per dare comunicazione di matrimonio o unione civile sarà necessario richiedere un visto ad hoc (Marriage Visitor visa).

A CHI NON SERVE?

Inoltre non ha bisogno di un’ETA chi ha un visto o il permesso di vivere, lavorare o studiare nel Regno Unito (incluso lo status di residente permanente o provvisorio o il diritto di residenza); chi è un cittadino britannico o irlandese; chi sta viaggiando con un passaporto di cittadino dei territori britannici d’oltremare; chi vive in Irlanda e viaggia dall’Irlanda, Guernsey, Jersey o dall’Isola di Man.

L’inaugurazione del Padiglione italiano al Ces di Las Vegas

Las Vegas, 8 gen. (askanews) – Las Vegas, 8 gen. (askanews) – L’Italia ha dato ufficialmente il via alla sua avventura al Ces di Las Vegas, il pi importante evento tech al mondo, con il taglio del nastro nel Padiglione che ospita le 46 startup protagoniste della missione guidata da Ice, (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane), all’interno dell’Eureka Park, l’area del Ces dove sono riunite 1.400 startup provenienti da tutto il mondo,

All’inaugurazione hanno partecipato Kinsey Fabrizio, presidente della Consumer technology association (CTA), che organizza il Ces, il presidente di Ice, Matteo Zoppas, la Console generale d’Italia a Los Angeles, Raffaella Valentini, e il Trade commissioner dell’Ufficio Ice di Los Angeles, Giosafat Rigan.

“Benvenuti al Ces, il vostro Padiglione bellissimo e in crescita rispetto all’anno scorso – ha detto Kinsey Fabrizio durante l’inaugurazione – il Ces riunisce decine di Paesi e espone incredibili innovazioni da tutto il mondo e l’Italia una parte importante di tutto questo”.

Papa Francesco: bambini sfruttati da un’economia che non rispetta la vita

Città del Vaticano, 8 gen. (askanews) – Ancora oggi “sono troppi i piccoli costretti a lavorare. Ma un bambino che non sorride e non sogna non potrà conoscere né fare germogliare i suoi talenti”. A ricordarlo è stato stamane Papa Francesco che ha dedicato la sua catechesi durante l’udienza generale nell’Aula Nervi in Vaticano, al tema dello sfruttamento e degli abusi sui minori.

“In ogni parte della terra – ha notato il Papa – ci sono bambini sfruttati da un’economia che non rispetta la vita; un’economia che, così facendo, brucia il nostro più grande giacimento di speranza e di amore”.

Condannando ogni forma di sfruttamento e abuso e chiedendo un impegno forte per il suo contrasto, Francesco ha quindi citato il dramma dei piccoli costretti a fuggire dalle loro terre di origine e dalle loro case. Il Papa ha, infatti, ricordato la fuga della famiglia e del piccoli Gesù in Egitto per evitare la persecuzione e la violenza di Erode, un “incubo”, quello “di diventare profughi in un paese straniero, come succede anche oggi a tante persone”, fa fatto notare.

Davanti a queste realtà, ha concluso Papa Bergogli, l’umanità “non può restare indifferente; non può accettare che sorelline e fratellini, invece di essere amati e protetti, siano derubati della loro infanzia, dei loro sogni, vittime dello sfruttamento e della marginalità. Chiediamo al Signore che ci apra la mente e il cuore alla cura e alla tenerezza, e che ogni bambino e ogni bambina del mondo possa crescere in età, sapienza e grazia, ricevendo e donando amore”.

Belloni: non vado via sbattendo la porta

Milano, 8 gen. (askanews) – “Una cosa ci tengo a dirla ed è l’unico motivo che mi fa rompere il riserbo che mi sono imposta in tutti questi mesi: non vado via sbattendo la porta”. Lo spiega in un colloquio con il Corriere della Sera Elisabetta Belloni, che dal 15 gennaio lascerà la guida del Dis. “Il tritacarne in cui sono finita in questi giorni mi impone di chiarire quanto è successo e soprattutto di sgomberare il campo da illazioni che fanno male non tanto a me quanto al Paese, soprattutto in un momento così delicato”, prosegue Belloni che ieri mattina – riferisce sempre il Corriere – avrebbe avuto un confronto chiarificatore con la premier Giorgia Meloni.

Spiega Belloni nel colloquio col Corriere: “Io sono un funzionario dello Stato, faccio il mio lavoro e non è obbligatorio piacere a tutti o andare d’accordo con tutti. Purché questo non metta in discussione i risultati, come infatti non è avvenuto. Però a maggio scade il mio mandato, quando ho avvertito che già cominciavano a circolare voci sul mio futuro e soprattutto sul mio successore ho ritenuto fosse arrivato il momento di lasciare”. Belloni spiega di averne parlato “con i miei interlocutori istituzionali, prima fra tutti la premier Giorgia Meloni e il sottosegretario Mantovano. È con loro che, sin dagli inizi di dicembre – racconta – abbiamo tracciato la strada per una transizione tranquilla e senza scossoni”.

Quanto all’ipotesi che in futuro possa entrare nello staff della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, Belloni spiega: “Sarebbe un onore ma anche su questo voglio essere chiara nel dire che non c’è nulla di deciso – conclude – Al mio futuro comincerò a pensare il 16 gennaio”.

Liberato l’italo-venezuelano arrestato in Venezuela

Roma, 8 gen. (askanews) – L’italo-venezuelano fermato ieri in Venezuela perchè sospettato di attività illegali è stato liberato già ieri notte. E’ quanto si apprende da fonti della Farnesina.

Ieri, 7 gennaio alle 14 circa (le 19 in Italia) la Farnesina ha ricevuto la segnalazione che un cittadino italo-venezuelano, il cui nome non è stato divulgato per proteggerne la privacy, era stato fermato attorno alle 11 alla frontiera terrestre colombiana-venezuelana di Cucuta.

Il ministero, secondo quanto riferito, ha subito chiesto l’intervento del viceconsole onorario di Tachira ed ha contattato il Commissario della polizia diplomatica a Maracaibo. Il connazionale è stato rilasciato alle 16 circa (ora locale), dopo circa cinque ore e mezzo di fermo. La famiglia è stata informata.

Non sono noti altri casi di connazionali fermati dalle autorità venezuelane, è stato precisato.

Ces 2025, Zoppas: grande occasione per startup italiane

Las Vegas, 8 gen. (askanews) – L’Italia partecipa al Ces di Las Vegas, la pi importante fiera tech al mondo, con una missione guidata da Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane) che ha riunito 58 realt fra aziende e istituzioni, di cui 46 startup.

“Essere qui per le startup molto importante perch si riesce a mostrare al mondo intero la propria invenzione con la speranza che ci siano, e ce ne sono, operatori che possono far crescere queste novit e farle diventare importanti come dimensioni e come diffusione”, ha detto all’inaugurazione del Padiglione italiano Matteo Zoppas, presidente di Ice.

“Abbiamo in particolare uno sviluppo scientifico che viene portato avanti dal Politecnico di Milano applicato su una Maserati per la sperimentazione della guida autonoma al fine di perfezionare un algoritmo che possa poi essere messo a frutto per la guida su strada – ha aggiunto – anche su questo stiamo facendo dei passi avanti molto importanti come in tutte le altre categorie e tipologie di produzione, siamo come made in italy all’avanguardia e soprattutto oggi, che c’ una diffusione importante dell’intelligenza artificiale, riusciamo a essere all’avanguardia anche su tutte le applicazioni che la utilizzano”.

Papa: ovunque bambini sfruttati da una economia che non rispetta vita

Città del Vaticano, 8 gen. (askanews) – Ancora oggi “sono troppi i piccoli costretti a lavorare. Ma un bambino che non sorride e non sogna non potrà conoscere né fare germogliare i suoi talenti”. A ricordarlo è stato stamane Papa Francesco che ha dedicato la sua catechesi durante l’udienza generale nell’Aula Nervi in Vaticano, al tema dello sfruttamento e degli abusi sui minori.

“In ogni parte della terra – ha notato il Papa – ci sono bambini sfruttati da un’economia che non rispetta la vita; un’economia che, così facendo, brucia il nostro più grande giacimento di speranza e di amore”.

Condannando ogni forma di sfruttamento e abuso e chiedendo un impegno forte per il suo contrasto, Francesco ha quindi citato il dramma dei piccoli costretti a fuggire dalle loro terre di origine e dalle loro case. Il Papa ha, infatti, ricordato la fuga della famiglia e del piccoli Gesù in Egitto per evitare la persecuzione e la violenza di Erode, un “incubo”, quello “di diventare profughi in un paese straniero, come succede anche oggi a tante persone”, fa fatto notare.

Davanti a queste realtà, ha concluso Papa Bergogli, l’umanità “non può restare indifferente; non può accettare che sorelline e fratellini, invece di essere amati e protetti, siano derubati della loro infanzia, dei loro sogni, vittime dello sfruttamento e della marginalità. Chiediamo al Signore che ci apra la mente e il cuore alla cura e alla tenerezza, e che ogni bambino e ogni bambina del mondo possa crescere in età, sapienza e grazia, ricevendo e donando amore”.

Venezuela, liberato nella notte l’italo-venezuelano arrestato

Roma, 8 gen. (askanews) – L’italo-venezuelano fermato ieri in Venezuela perchè sospettato di attività illegali è stato liberato già ieri notte. E’ quanto si apprende da fonti della Farnesina.

Ieri, 7 gennaio alle 14 circa (le 19 in Italia) la Farnesina ha ricevuto la segnalazione che un cittadino italo-venezuelano, il cui nome non è stato divulgato per proteggerne la privacy, era stato fermato attorno alle 11 alla frontiera terrestre colombiana-venezuelana di Cucuta.

Il ministero, secondo quanto riferito, ha subito chiesto l’intervento del viceconsole onorario di Tachira ed ha contattato il Commissario della polizia diplomatica a Maracaibo. Il connazionale è stato rilasciato alle 16 circa (ora locale), dopo circa cinque ore e mezzo di fermo. La famiglia è stata informata.

Non sono noti altri casi di connazionali fermati dalle autorità venezuelane, è stato precisato.

Trump vuole "il Golfo d’America" e non "del Messico": cambio di nome possibile?

Roma, 8 gen. (askanews) – Donald Trump vuole cambiare nome al Golfo del Messico. “Golfo d’America” sarebbe più “appropriato”, ha confermato in conferenza stampa il presidente eletto degli Stati Uniti, prossimo all’insediamento alla Casa Bianca, riprendendo una vecchia idea espressa da un comico liberale ormai 15 anni fa. “Cambieremo il nome del Golfo del Messico in Golfo d’America, che ha un suono meraviglioso”, ha affermato Trump. “Il Golfo d’America, che bel nome, ed è appropriato”, ha commentato, facendo riferimento al grande bacino d’acqua delimitato a nord dalla costa meridionale degli Stati Uniti, dal Texas alla Florida, e che si estende fino alla penisola dello Yucatan, in Messico.

Un consiglio federale ha il potere di rinominare i luoghi geografici all’interno degli Stati Uniti, ricorda oggi Usa Today, e la deputata repubblicana Marjorie Taylor Greene ha immediatamente promesso di introdurre una legge per attuare il piano. Tali cambiamenti non sarebbero necessariamente vincolanti per gli Stati che confinano con il Golfo o per altri paesi.

Secondo i funzionari federali, negli ultimi sei secoli, il Golfo è stato anche conosciuto come Golfo de Nueva España e Mar di Florida, tra gli altri, riflettendo la sua lunga storia contesa tra Francia, Spagna e altri paesi europei durante la colonizzazione del Nuovo Mondo.

La costa del Golfo è lunga circa 3.540 miglia (quasi 5.700 chilometri), più della metà delle quali confina con la costa del Messico, secondo l’U.S. Fish and Wildlife Service, sebbene ciò non tenga conto delle innumerevoli baie e insenature.

I commenti di Trump sono arrivati nel contesto della discussione dei suoi piani per annullare le nuove restrizioni alle trivellazioni di petrolio e gas offshore approvate dall’amministrazione di Joe Biden in uscita dalla casa Bianca.

Trump, così come qualsiasi americano, può suggerire una ridenominazione dei luoghi negli Stati Uniti. In base alla legge federale, il governo americano può nominare e/o rinominare formalmente le caratteristiche geografiche, dai fiumi e laghi alle montagne. Supervisionato dal Board of Geographic Names (Bgn), questa procedura è più frequente di quanto si possa pensare e negli ultimi anni i funzionari federali hanno cambiato nomi di luoghi storici ritenuti offensivi, in particolare per gli afroamericani e i nativi americani.

Gli Stati non sono tenuti a usare gli stessi nomi del governo federale, anche se di solito lo fanno. “Il BGN è responsabile per legge della standardizzazione dei nomi geografici in tutto il governo federale e scoraggia i cambiamenti di nome a meno che non ci sia una ragione impellente”, ha comunque sottolineato il Board of Geographic Names sul suo sito web. “Inoltre, cambiare un nome esistente semplicemente per correggere o ristabilire l’uso storico non dovrebbe essere una ragione primaria per cambiare un nome”.

In Venezuela sette "mercenari" arrestati, c’è anche un italiano

Roma, 8 gen. (askanews) – Il presidente venezuelano Nicolas Maduro ha annunciato la cattura di sette stranieri, tra cui due cittadini statunitensi, due colombiani e tre ucraini. Secondo il capo dello Stato, i sospettati avrebbero avuto l’intenzione di compiere azioni “terroristiche” a tre giorni dal suo insediamento per un terzo mandato presidenziale. In questo contesto il governo venezuelano ha annunciato anche il presunto arresto di un italiano, considerato un “mercenario” entrato illegalmente nel Paese sudamericano.

“Solo oggi abbiamo catturato, in queste ore, sette mercenari stranieri, tra cui due importanti mercenari statunitensi”, ha detto Maduro durante un comizio. “Erano venuti per compiere azioni terroristiche contro la pace”, secondo il presidente. “Le operazioni continuano, dobbiamo essere vigili e preparati”.

Nelle stesse ore, il ministro dell’Interno venezuelano, Diosdado Cabello, ha annunciato a Telesur il fermo di “due mercenari, uno colombiano e uno italiano, mentre attraversavano la frontiera, attraverso i sentieri” al confine con la Colombia. Il ministro non ha reso note le generalità dei due sospettati, precisando soltanto che da luglio 2024 almeno 127 “mercenari” sono stati fermati in Venezuela, provenienti da 25 Paesi.

Sugli arresti si è soffermato a lungo il presidente Maduro, in un discorso pronunciato ieri. Nelle prossime ore tutti i sospettati “confesseranno”, ha detto, sottolineando che “due sicari colombiani sono stati catturati in luoghi diversi del Paese, così come tre mercenari provenienti dall’Ucraina, dalla guerra in Ucraina, per portare violenza nel Paese”.

Secondo Maduro, queste persone sarebbero arrivate nel Paese per compiere azioni terroristiche. “Dobbiamo essere attenti e preparati. Ecco perché è meraviglioso che siano stati implementati l’attivazione e la formazione degli organismi di lotta della classe operaia”, ha insistito il presidente. “Mentre noi ci godevamo il Natale, l’esercito venezuelano, insieme alle forze di sicurezza del Paese e al popolo, era attivo per garantire la pace”.

Il capo dello Stato ha dichiarato che le operazioni di sicurezza nel Paese proseguono. “Li stiamo attaccando perché il Venezuela sia rispettato”, ha affermato, sottolineando tuttavia che la sovranità non può essere delegata. “Il potere delle armi per difendere la democrazia da qualsiasi minaccia o agguato, non importa da dove provenga, appartiene al popolo”, ha insistito Maduro. “Garantiremo la vittoria della pace”, ha aggiunto, esortando alla mobilitazione del popolo.

Il capo dello Stato ha quindi confermato che sono stati catturati almeno 127 mercenari di 25 nazionalità da luglio scorso, “venuti per praticare il terrorismo in territorio venezuelano”. Per questo ha chiesto “la massima mobilitazione popolare affinché il Venezuela vinca attraverso la pace, la Costituzione e la stabilità”. “Il popolo venezuelano è determinato a difendere il proprio diritto a un futuro”, ha affermato.

Tra Meloni e Belloni non basta la rima: l’ombra del dissenso politico.

“Mi sei scoppiato dentro al cuore all’improvviso, non so perché” recitava una canzone di Mina, ma si trattava di una folgorante storia d’amore. L’empatia che par ci sia stata, almeno fino ad un certo punto, tra Elisabetta Belloni e Giorgia Meloni è andata in fumo. Così, il Capo dei nostri Servizi Segreti ha presentato le dimissioni per motivi personali. Le divergenze di opinioni sono scoppiate dentro al cuore, relativamente a sorpresa. A leggere i commenti dei giornali sembra di comprendere che tutto era stato concordato, almeno nei tempi di ufficializzazione della faccenda. Poi come tutte le cose oscure della materia la notizia è venuta fuori in anticipo rispetto ai tempi previsti.

C’è chi sospetta che sia stata la Belloni a far uscire una velina anzi tempo e chi invece crede che dentro al Governo ci sia stato qualcuno che ha spifferato ad arte la notizia. Resta il mistero sulle vere ragioni di questa scelta e non potrebbe essere che così.

Stiamo nella materia paludosa degli affari riservati ed è naturale il silenzio aggredito da giornalisti spuntati in attesa di ricavarne anche un pur piccolo ragno dal buco. Nel trattato di strategia militare a titolo L’Arte della guerra” l’antesignano autore Sun Tzu, qualche secolo prima della nascita di Gesù Cristo, dedicò una parte delle sue riflessioni al mestiere dello spionaggio.

In seguito, un bel po’ di tempo dopo, in Francia nel  18° sec. lo spionaggio trovò una sua versione ufficiale attraverso la costituzione di un ‘ufficio segreto’ nell’ambito del Ministero della Guerra. Da allora tutti gli Stati si sono organizzati per spulciare in casa d’altri, ficcanasando per come possibile.

E’ probabile che per noi del popolo resterà sconosciuto il motivo della decisioni della Belloni. SI dice di contrasti con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Mantovano e con Taiani ma la verità non verrà a galla se non quando non interesserà più nessuno.

Tutto è accaduto, meglio precipitato, durante i giorni del Natale. Forse era inevitabile. La Belloni si sarà inconsciamente ispirata allo scampanellio delle campane della slitta decantata da “Jingle bells” chiamando all’attenzione il suo commiato dall’incarico ricoperto proprio durante i giorni festivi.

“Belle e Sebastian” è il nome di un film che racconta di una grande amicizia tra un ragazzo ed un cane, un pastore dei Pirenei che si distingue per un carattere riflessivo, misurato, vigile ed energico, nel mondo degli animali   avrebbe potuto fare l’ambasciatore.

Anche “Bellezze al bagno” è il film che dice di una osteggiata storia d’amore che se non per mano di altri può compromettersi per sua stessa usura. Belloni e Meloni sembra che, per come sono andate le cose, hanno preso comunemente un bagno, peraltro poco salutare con clima freddo della stagione.

Allo Stato occorrono istituzioni che siano in grado di far squadra e limare i motivi di divergenza o disappunto, usque ad effusionem sangunis. Oggi la situazione sembra invece tradire il motto per cui dovrebbe procedersi con saggezza e delicatezza “Omnia vìdere, multa dissimulare, in charitate corrigere”.

Per la Belloni si parla già di futuri impegni nella UE o chissà dove. E’ una risorsa dello Stato che non va lasciata inoperosa o impiegata in ruoli di seconda fila. Sembra che tra i motivi della crisi abbia avuto origine a causa della gestione della vicenda relativa a Cecilia Sala. Ora si tratta di comprendere quale sala di attesa ci sia domani per la Belloni.

Tutto va male o tutto va bene a patto, quindi, che non la si interpreti al modo di Flaiano che a proposito di visione e di panorami, potremmo aggiungere di incarichi, descrive l’incontro con un amico che “mi fa visitare il suo nuovo appartamento. Usciamo sulla terrazza. È molto soddisfatto del panorama. Puntando il dito verso l’orizzonte, comincia: «Che cosa magnifica, vero? Ecco laggiù il Soratte cantato da Orazio; e, poi, Tivoli, i monti Albani, Rocca di Papa. Dominiamo tutta Roma». Gli domando che c’è dall’altra parte. «Dall’altra parte? Oh niente, c’è il panorama di servizio”.

Dibattito | A proposito del “preambolo” che Rosy Bindi mette alla gogna.

foto IPP / Vincenzo Bruni Roma 29-05-2015 Presentazione della lista dei "non candidabili" al termine dell'analisi della Commissione Antimafia. nella foto: Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia.

Ho letto con interesse l’intervista su La Repubblica a Rosy Bindi del 5 gennaio scorso, nella quale l’esponente del Pd ricorda gli avvenimenti che concorsero alle drammatiche vicende di Moro, Bachelet e Piersanti Mattarella, quest’ultimo considerato come l’erede predestinato di Moro, continuatore della politica dell’attenzione sino al compimento dell’alternanza alla guida del governo. Rosy Bindi non manca di collegare quegli avvenimenti alla svolta del XIV congresso nazionale della Dc, quello del “preambolo Donat Cattin” su cui abbiamo avuto modo di discutere molte volte all’interno del partito democratico cristiano.
Con Emerenzio Barbieri e Carla Tanzi, credo di essere uno degli ultimi testimoni viventi che erano presenti attorno al leader piemontese, che, sull’altare sconsacrato della chiesetta del convento della Minerva, scrisse di suo pugno il testo che cambiò le sorti di quel congresso. Gli altri amici erano i compianti Sandro Fontana, Luciano Faraguti e Pino Leccisi. Ecco perché sento il dovere di ricordare come giungemmo noi della corrente di Forze Nuove a quella scelta. Ho descritto analiticamente quelle vicende nel mio “Il Caso Forze Nuove”, ultimo libro editato dalla casa editrice Cinque Lune della Democrazia Cristiana (1993) in un capitolo: Dal Preambolo alla Quarta Fase (1980-1992), nel quale scrivevo e ripropongo: “…Con la morte di Aldo Moro tutta la fragile costruzione politica della “Solidarietà nazionale” si era andata progressivamente lacerando. Il Pci non aveva saputo reggere all’urto che dalla sua sinistra gli veniva portato dalle composite forze della variegata galassia extra parlamentare, dell’Autonomia e, in maniera assai più drammatica, dal partito armato”. La stessa lungimirante battaglia berlingueriana per il rigore e la serietà, mal si conciliava con una base assai più disponibile per il “partito di lotta” che per quello di “governo”. Una crisi economica caratterizzata da un’inflazione a due cifre e dolorosissime ferite aperte dal terrorismo e dalla violenza politica che, dopo l’assassinio di Moro, come ha ben ricordato l’On. Bindi, vedranno il sacrificio di Mattarella, Bachelet e La Torre, continueranno a pesare sul clima politico.
Alla violenza del partito armato fa riscontro, sull’altro fronte, la ripresa del terrorismo “nero” che, proprio nell’estate dell’80 insanguinerà ancora il Paese con la bomba alla stazione di Bologna. Anche sul piano internazionale la tensione di aggravava con l’invasione dell’Afghanistan da parte dell’Unione Sovietica, che finirà solo dopo otto anni e milioni di morti e feriti.
Liquidata la “solidarietà nazionale”, la situazione appariva senza vie d’uscita. Dopo le elezioni politiche anticipate del giugno 1979, il Psi di Craxi dimostra una diversa disponibilità rispetto a quella di De Martino, che aveva determinato nel 1976 la fine del centro-sinistra. E fu così che al 14° Congresso della Dc, convocato a Roma nel febbraio 1980, venne a costituirsi la nuova maggioranza del preambolo e quel documento sarà destinato, con alterne fortune e complesse vicissitudini a caratterizzare i successivi 12 anni della vita politica nazionale. Anni durante i quali si verificheranno:
– la nascita di una doppia centralità nello schieramento dei partiti storici tradizionali, con una forte concorrenzialità tra la Dc e il Psi alla ricerca del consenso in quell’area;
– la rottura dell’unità tradizionale della sinistra democratico-cristiana per la divisione irrimediabile tra chi, come gli amici dell’area Zac (il nuovo raggruppamento formatosi al Convegno del Parco dei Principi nel 1979 e che raccoglierà il gruppo degli ex morotei, la sinistra di Base, spezzoni di ex dorotei e gli amici di Nuove Forze raccolti attorno a Guido Bodrato, già appartenenti al gruppo di Forze Nuove) intendeva proporre al 14º Congresso, con la candidatura di Zaccagnini, l’apertura del governo al Pci, mentre la sinistra sociale dì Forze Nuove, che a quella apertura si opponeva, raccogliendo la nuova disponibilità alla ripresa del dialogo politico con la Dc da parte del Psi di Craxi, raccolse l’adesione al preambolo dei dorotei di Piccoli e Bisaglia e quella del gruppo di Arnaldo Forlani con i quali vinse il congresso.
– Il passaggio per la prima volta dal tempo del governo Parri, della guida di governo a esponenti non democratico cristiani (Spadolini dal giugno 1981 al novembre 1982 e Craxi, con i suoi due governi: il primo dall’agosto 1984 al giugno 1986 e il secondo dall’agosto 1986 al marzo 1987).

Furono quei dodici anni, seppur di precaria stabilità, il risultato politico di quel “preambolo”, mai condiviso dagli amici dell’area Zac. Di fatto, essi coincisero con quella “Terza Fase” morotea di ricerca di possibili soluzioni al problema politico italiano, tanto in termini di individuazione delle soluzioni istituzionali più adeguate, che in quelle di strategia da parte delle diverse forze politiche. Soluzioni come quelle indicate dagli amici dell’area Zac, al congresso furono considerate, allo stato, non perseguibili, per dirla con il testo del tanto vituperato “preambolo”, che permise alle componenti tradizionali dell’alleanza di centrosinistra di governare l’Italia sino al 1992.

P.S. Ecco il testo integrale del preambolo Donat Cattin: “Il congresso, pur rilevando, l’evoluzione compiuta dal Pci, constata che le contrastanti posizioni esistenti sui problemi non consentono alla Dc corresponsabilità di gestione con quello stesso partito e domanda al Consiglio Nazionale il compito di promuovere una iniziativa politico-programmatica che, previa aperta verifica tra i partiti costituzionali nelle opportune sedi, tenda a rendere più stabile e sicuro il governo del paese, nello spirito della solidarietà nazionale e nel riconoscimento della pari dignità delle forze politiche che intendono collaborare”.

Xi Jinping a Tokyo? Il Giappone si prepara.

Il Giappone è pronto a invitare il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, il mese prossimo, con l’obiettivo di aprire la strada a una storica visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping. La notizia, riportata da Nikkei Asia, segnala un’accelerazione nei contatti diplomatici tra le due principali economie asiatiche.

L’incontro si inserisce in un percorso avviato lo scorso anno, con le visite a Pechino del ministro degli Esteri giapponese Takeshi Iwaya e del consigliere per la sicurezza nazionale Takeo Akiba. Il dialogo ha come fine ultimo la creazione di un ambiente favorevole a un confronto aperto tra i leader dei due Paesi. Ci sono ancora molti ostacoli da superare, ma dobbiamo favorire un dialogo franco con Xi Jinping su questioni cruciali”, ha dichiarato un alto funzionario del ministero degli Esteri giapponese.

L’invito a Wang Yi è strategicamente legato a un imminente incontro trilaterale dei ministri degli Esteri di Giappone, Cina e Corea del Sud, che si terrà in Giappone. Questa riunione potrebbe anche segnare l’avvio dei preparativi per un vertice tra i leader dei tre Paesi, previsto in primavera, con la possibile partecipazione del premier cinese Li Qiang.

L’ultima visita ufficiale di Xi Jinping in Giappone risale al vertice del G20 di Osaka nel 2019. Tuttavia, il presidente non ha mai effettuato una visita di Stato completa, un evento che il governo giapponese e quello cinese intendono riprogrammare dopo il rinvio del 2020 dovuto alla pandemia di COVID-19.

Un eventuale viaggio di Xi includerebbe un banchetto ufficiale presso il Palazzo Imperiale, ospitato dall’Imperatore e dall’Imperatrice. Questa visita sarebbe simbolica per rafforzare i legami bilaterali e per affrontare questioni delicate, come la stabilità regionale e il commercio, in un momento di crescenti tensioni geopolitiche.

Con il ritorno alla diplomazia di alto livello, Giappone e Cina cercano di riposizionarsi come interlocutori strategici in Asia e nel mondo.

Cile, la destra all’attacco: “Incostituzionale l’acquisto della casa di Salvador Allende”.

Il Partito Repubblicano del Cile (estrema destra) ha chiesto formalmente questo martedì che il ministro della Difesa, Maya Fernández, e la senatrice Isabel Allende, nipote e figlia dell’ex presidente Salvador Allende (1970-1973) vengano rimosse dai loro incarichi dopo le polemiche per il mancato acquisto da parte dello Stato della casa dove abitava il presidente assassinato.

“Abbiamo presentato una richiesta alla Corte Costituzionale per risolvere un’eventuale incostituzionalità del contratto firmato tra lo Stato, il ministro Maya Fernández e la senatrice Isabel Allende (…) Questo (l’acquisto) è incostituzionale e la conseguenza che la Costituzione stabilisce che (il funzionario) sia destituito”, ha riferito in una conferenza stampa il capo della presidenza del Partito repubblicano, il deputato Luis Sánchez.

Lo scandalo è scoppiato la settimana scorsa quando la stampa locale ha rivelato che il governo intendeva firmare un contratto da quasi 1 milione di dollari con la famiglia dell’ex presidente Allende per acquisire la casa che gli apparteneva durante la sua vita per trasformarla in un museo .

Ma poiché due dei proprietari della casa lavorano nello Stato e la Costituzione vieta alle autorità di stipulare contratti di compravendita con il ministero del Tesoro, il presidente Gabriel Boric ha bloccato l’acquisto e ha licenziato il suo ministro dei Beni nazionali, Marcela Sandoval, che era il principale sostenitore dell’idea.

“Se non fosse stato grazie alla stampa, nessuno in questo Paese avrebbe saputo di questo piccolo segreto tra la Presidenza della Repubblica, la Ministra Maya Fernández e la Senatrice Isabel Allende, lo scandalo è stato scoperto proprio al momento giusto, perché sappiamo già che non solo ci sono state trattative per questa vendita, ma che il contratto è stato firmato e questo è particolarmente importante”, ha detto Sánchez.

La richiesta è stata presentata martedì mattina all’Agenzia, che dovrà prima pronunciarsi sull’ammissibilità del documento in trattazione e, successivamente, esaminare il merito della denuncia ed emettere una decisione.

Allende fu assassinato durante il colpo di stato compiuto dal generale dell’esercito Augusto Pinochet nel 1973, che governò fino al 1990.

Da Fi marcia indietro sul sorteggio dei laici del Csm, malumori Lega

Roma, 7 gen. (askanews) – Dopo sei mesi di discussione in commissione Affari Costituzionali, l’accordo di maggioranza era di non presentare emendamenti in aula alla Camera che potessero rallentare l’iter di una delle riforme che il governo Meloni punta a portare a casa nel 2025, il ddl costituzionale che separa le carriere dei magistrati requirenti e giudicanti e istituisce due distinti organi di autogoverno: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente. Ma alle 12 di oggi, quando è scaduto il termine per gli emendamenti, tra le circa 180 proposte di modifica – quasi tutte dell’opposizione – ne sono spuntate tre di Forza Italia, di cui due che cambiano parte dell’innovativo sistema di sorteggio ideato per scegliere i componenti dei due nuovi Csm e dell’Alta Corte disciplinare.

Per Fi il sorteggio deve restare solo per individuare i membri togati. Per gli altri componenti, un terzo, devono rimanere invariate le norme della Costituzione vigente: devono essere scelti cioè dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio. Di conseguenza, anche tre dei quindici giudici dell’Alta Corte disciplinare, cui la riforma attribuisce la giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati, devono essere eletti dal Parlamento in seduta comune.

Fonti parlamentari di Forza Italia spiegano che il dibattito sul non esautorare il Parlamento rispetto alla scelta dei membri laici del Csm risale all’avvio dell’esame del ddl Nordio in Commissione. Una questione – quella della centralità delle Camere – che sta a cuore a tutti i gruppi ma che non è riuscita a portare a una sintesi in una maggioranza divisa sul dilemma “sorteggio o elezione?”. Le iniziali perplessità di Fdi sarebbero state quelle di indispettire ancora di più la magistratura: una diversa modalità di scelta dei componenti del Csm (per sorteggio i togati, per elezione parlamentare i laici) potrebbe essere percepita come un altro attacco verso i magistrati anche se, non è un mistero, che nell’idea del centrodestra il sistema del sorteggio nasce deliberatamente per evitare “lo strapotere delle correnti”. L’accelerazione impressa dal governo alla riforma negli ultimi mesi del 2024 ha fatto il resto e in Commissione non c’è stato spazio per riparlarne.

Il dibattito dunque si sposta in aula anche se le premesse non sono le migliori. Fonti di Fi spiegano che se gli emendamenti non diventano di tutta la maggioranza, i firmatari (Tommaso Calderone, Enrico Costa, Annarita Patriarca, Pietro Pittalis, Paolo Emilio Russo) sono pronti a ritirarlo. “L’accordo era di non presentare emendamenti in aula. Ora Forza Italia ne presenta due a sorpesa che stravolgono parte del testo e non siamo stati interpellati”, osserva senza nascondere il fastidio un deputato leghista che segue il dossier giustizia dall’inizio. Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, è sereno: “Se su alcuni punti specifici, come il sorteggio dei componenti laici del Csm, ci siano sensibilità diverse in maggioranza, ne discuteremo e troveremo, come sempre, la sintesi migliore”.

Per sciogliere il nodo comunque c’è tempo: le votazioni sugli emendamenti non prenderanno il via prima della prossima settimana. Domani l’aula sarà chiamata soltanto a votare sulla pregiudiziale di costituzionalità presentata da M5s.

Da Fi marcia indietro su sorteggio laici Csm, malumori Lega

Roma, 7 gen. (askanews) – Dopo sei mesi di discussione in commissione Affari Costituzionali, l’accordo di maggioranza era di non presentare emendamenti in aula alla Camera che potessero rallentare l’iter di una delle riforme che il governo Meloni punta a portare a casa nel 2025, il ddl costituzionale che separa le carriere dei magistrati requirenti e giudicanti e istituisce due distinti organi di autogoverno: il Consiglio superiore della magistratura giudicante e il Consiglio superiore della magistratura requirente. Ma alle 12 di oggi, quando è scaduto il termine per gli emendamenti, tra le circa 180 proposte di modifica – quasi tutte dell’opposizione – ne sono spuntate tre di Forza Italia, di cui due che cambiano parte dell’innovativo sistema di sorteggio ideato per scegliere i componenti dei due nuovi Csm e dell’Alta Corte disciplinare.

Per Fi il sorteggio deve restare solo per individuare i membri togati. Per gli altri componenti, un terzo, devono rimanere invariate le norme della Costituzione vigente: devono essere scelti cioè dal Parlamento in seduta comune tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo quindici anni di esercizio. Di conseguenza, anche tre dei quindici giudici dell’Alta Corte disciplinare, cui la riforma attribuisce la giurisdizione disciplinare nei riguardi dei magistrati, devono essere eletti dal Parlamento in seduta comune.

Fonti parlamentari di Forza Italia spiegano che il dibattito sul non esautorare il Parlamento rispetto alla scelta dei membri laici del Csm risale all’avvio dell’esame del ddl Nordio in Commissione. Una questione – quella della centralità delle Camere – che sta a cuore a tutti i gruppi ma che non è riuscita a portare a una sintesi in una maggioranza divisa sul dilemma “sorteggio o elezione?”. Le iniziali perplessità di Fdi sarebbero state quelle di indispettire ancora di più la magistratura: una diversa modalità di scelta dei componenti del Csm (per sorteggio i togati, per elezione parlamentare i laici) potrebbe essere percepita come un altro attacco verso i magistrati anche se, non è un mistero, che nell’idea del centrodestra il sistema del sorteggio nasce deliberatamente per evitare “lo strapotere delle correnti”. L’accelerazione impressa dal governo alla riforma negli ultimi mesi del 2024 ha fatto il resto e in Commissione non c’è stato spazio per riparlarne.

Il dibattito dunque si sposta in aula anche se le premesse non sono le migliori. Fonti di Fi spiegano che se gli emendamenti non diventano di tutta la maggioranza, i firmatari (Tommaso Calderone, Enrico Costa, Annarita Patriarca, Pietro Pittalis, Paolo Emilio Russo) sono pronti a ritirarlo. “L’accordo era di non presentare emendamenti in aula. Ora Forza Italia ne presenta due a sorpesa che stravolgono parte del testo e non siamo stati interpellati”, osserva senza nascondere il fastidio un deputato leghista che segue il dossier giustizia dall’inizio. Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, è sereno: “Se su alcuni punti specifici, come il sorteggio dei componenti laici del Csm, ci siano sensibilità diverse in maggioranza, ne discuteremo e troveremo, come sempre, la sintesi migliore”.

Per sciogliere il nodo comunque c’è tempo: le votazioni sugli emendamenti non prenderanno il via prima della prossima settimana. Domani l’aula sarà chiamata soltanto a votare sulla pregiudiziale di costituzionalità presentata da M5s.

Musk rilancia su Starlink, opposizioni in pressing su Meloni

Roma, 7 gen. (askanews) – “Musk? Monopolizzerà le prime domande, sicuramente”. Fuori da Palazzo Chigi il funzionario della Presidenza del Consiglio si ferma a parlare con i giornalisti: due chiacchiere senza impegno, giusto qualche battuta in vista dell’attesa conferenza stampa della premier Giorgia Meloni, in programma giovedì alle 11 nell’auletta dei gruppi della Camera. Quaranta le testate sorteggiate per fare una domanda, con alcune esclusioni non banali a causa della ‘tagliola’ decisa quest’anno.

Sicuramente il rapporto con il miliardario futuro membro dell’amministrazione Trump sarà al centro dell’attenzione. La “smentita” diffusa ieri da Palazzo Chigi della notizia – lanciata da Bloomberg – di un accordo da 1,5 miliardi in via di definizione per i satelliti Starlink non ha convinto le opposizioni, oggi in pressing sulla presidente del Consiglio perchè riferisca in Parlamento. Anche perché né Matteo Salvini né lo stesso Musk contribuiscono a sgombrare il campo dai dubbi. Ieri il vice premier e ministro delle Infrastrutture aveva auspicato un accordo che “non sarebbe un pericolo ma una opportunità”. Un post su X a cui oggi Musk ha risposto con entusiasmo: “Sarà fantastico. Altri Paesi in Europa chiederanno di adottarlo”.

“È sempre più urgente che Meloni venga in Parlamento a riferire su questa vicenda paradossale perché è preoccupante la disinvoltura con cui la destra promette agli uomini più ricchi e potenti del mondo contratti da miliardi di euro, pagati dai contribuenti, quando in Italia taglia sulla sanità pubblica e sulla qualità della vita dei cittadini. Una cosa è certa: ormai Salvini e Meloni si sono talmente appassionati a SpaceX da essere diventati loro stessi satelliti di Musk, alla faccia del sovranismo”, attacca Elly Schlein, segretaria del Pd. I Dem, con il capogruppo al Senato Francesco Boccia, hanno chiesto al presidente Ignazio La Russa di sollecitare la premier a riferire in Aula.

Sulla questione le opposizioni sono tutte d’accordo. “Elon Musk – per Carlo Calenda – è un signore che, secondo tutti gli analisti indipendenti, è il principale diffusore di fake news, uno che dice che il premier inglese copre i pedofili, sostiene l’ultradestra in Germania, attacca la Francia. E noi pensiamo davvero di mettergli in mano le comunicazioni criptate, le comunicazioni più delicate del governo italiano. Ma su che basi? Elon Musk è un nemico dell’Europa”. “Meloni e Salvini – accusa Giuseppe Conte – si contraddicono a vicenda mentre giocano a fare la gara a chi è più amico di Musk. Sul piatto resta un possibile accordo per consegnare pezzi della nostra sicurezza nazionale a Musk per 1,5 miliardi degli italiani. Vengano in Parlamento a spiegare anziché stare sui social o nascondersi dietro qualche nota”. Una prima risposta potrebbe arrivare domani dal ministro della Difesa Guido Crosetto, nel corso del question time in programma alla Camera.

Se il rapporto con Musk fa scatenare le opposizioni, anche nella maggioranza c’è qualche tensione. “Serve molta prudenza quando si parla di sicurezza nazionale e di dati sensibili. Da parte nostra non c’è alcun no pregiudiziale, ma la richiesta al governo di essere molto cauti”, avverte il portavoce nazionale di Forza Italia Raffaele Nevi. Del resto Forza Italia è parte del Ppe, che in Europa sta iniziando a valutare i rischi derivanti dalle ingerenze del miliardario che usa X come un mezzo di propaganda contro – tra gli altri – il primo ministro britannico Keir Starmer o a favore del partito di estrema destra tedesco AfD in vista delle prossime elezioni in Germania. A lanciare l’allarme su un possibile ‘inquinamento’ della vita pubblica europea erano stati, tra gli altri, nelle scorse settimane, il presidente francese Emmanuel Macron, quello tedesco Frank-Walter Steinmeier e anche Sergio Mattarella. Al momento non ci sono provvedimenti in vista contro il fondatore di Tesla, ma la Commissione Ue monitora la situazione pronta a intervenire.

Intanto Giorgia Meloni, oltre alla conferenza stampa, prepara il Consiglio dei ministri previsto sempre giovedì alle 18. Sul tavolo la nomina di Fabrizio Curcio come commissario all’emergenza alluvione e la decisione – già presa – di impugnare di fronte alla Consulta la legge regionale della Campania sul terzo mandato del governatore Vincenzo De Luca. Un atto che non riguarda direttamente altri presidenti (come Luca Zaia), ma che mette nero su bianco un’indicazione politica più generale sul tema. La Lega, però, non sembra intenzionata a fare barricate: “Non è che facciamo cadere il governo per il terzo mandato”, assicura un esponente del Carroccio.

Giovedì la premier vorrebbe chiudere anche la questione della nomina del nuovo direttore del Dis, dopo le dimissioni di Elisabetta Belloni. Il passo indietro ha portato allo scoperto i dissidi tra la Belloni la stessa Meloni, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Tensioni culminate nella gestione dell’arresto di Cecilia Sala. Per la guida del Dis circolano alcuni nomi. Bruno Valensise, attuale numero uno dell’Aisi, sarebbe molto gradito a Mantovano, ma una sua ‘promozione’ farebbe aprire un valzer di nomine. Per questo – nell’ipotesi di non toccare i vertici di Aisi e Aise – non si esclude un esterno come il comandante della Gdf Andrea De Gennaro o il generale Francesco Paolo Figliuolo, da poco nominato numero due dell’Agenzia per la sicurezza esterna.

Archiviate queste partite, sabato Meloni vedrà a Villa Pamphilj il presidente uscente americano Joe Biden e la settimana prossima volerà ad Abu Dhabi, negli Emirati, per il Summit sull’energia. E non è escluso che, nonostante il blitz a Mar-a-Lago, vada alla cerimonia di insediamento di Trump il 20 gennaio alla Casa Bianca: “Sta decidendo”, riferiscono fonti a conoscenza del dossier.

Acca Larentia, in piazza ancora centinaia di saluti romani

Roma, 7 gen. (askanews) – Saluti romani, e come di consueto, alle 18 in punto, la chiama “Camerati attenti”, poi, i tre richiami ai “camerati”, cui le diverse centinaia di militanti presenti hanno risposto per tre volte “presente” con il braccio teso. La memoria della strage di Acca Larentia non abbandona il suo profilo nostalgico che da 47 anni porta i militanti dell’estrema destra romana a sfilare nel quartiere dell’Appio Latino per ricordare che il 7 gennaio del 1978 due appartenenti al Fronte della Gioventù, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, furono uccisi nei pressi della sezione storica del movimento sociale mentre Stefano Recchioni, fu ucciso a poche ore di distanza, negli scontri con le forze dell’ordine seguiti a un presidio organizzato dopo l’agguato.

Cerimonie e deposizioni istituzionali separate di corone da parte di Fratelli d’Italia, del Comune di Roma e della Regione Lazio questa mattina avevano già commemorato i tre giovani in tre momenti diversi.

“Come Fratelli d’Italia siamo presenti oggi a quella che è una cerimonia istituzionale, che vuole essere un invito alla pacificazione per ribadire che quelli degli anni ’70 sono stati anni terribili – ha detto il deputato Federico Mollicone di Fratelli d’Italia -. Essere qui per noi è lineare e coerente, i tre ragazzi trucidati da un commando comunista sono stati riconosciuti dallo Stato come vittime del terrorismo”. Polemiche erano sorte nei giorni scorsi dopo la decisione del Comune di Roma di far rimuovere il 30 dicembre scorso, su segnalazione di Anpi e altre associazioni, una targa commemorativa apposta presso la casa di Recchioni, perché recante come dedicatari la locuzione “I camerati”. L’assessore capitolino alla cultura Massimiliano Smeriglio in risposta alle proteste sollevatesi, aveva proposto un percorso di condivisione di una targa toponomastica ufficiale, ma nottetempo la vecchia targa è ricomparsa al suo posto per mano di ignoti.

L’assessore capitolino al Personale Giulio Bugarini, presente alla commemorazione in rappresentanza del Campidoglio, ha ricordato che “ogni anno il Comune di Roma depone una corona a ricordo del periodo drammatico e terribile degli anni di piombo”, aggiungendo anche che “non giova a nessuno fare una gara tra mettere e togliere. Lo sforzo delle istituzioni e di tutte le forze politiche dopo tanti anni è quello di trovare un linguaggio comune per raccontare quei fatti. C’è stata anche la richiesta di fare attraverso la nostra commissione toponomastica una targa con una condivisione di parole e firme istituzionale per ricordare quei fatti”.

Nonostante queste aperture, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha preferito ricordare i caduti ‘in proprio’: “Non mi sono sentito di fare la commemorazione con il Comune di Roma – ha spiegato – perché ho trovato inutili e vergognose le polemiche dei giorni scorsi. L’anno scorso eravamo qua insieme, ma l’atteggiamento sulla targa non ci ha messo in condizioni di avere una commemorazione condivisa”.

Chi non ha mai rinunciato a una propria celebrazione identitaria, da 47 anni a questa parte, sono i militanti delle formazioni della destra estrema che anche oggi alle ore 18.00 a Acca Larentia hanno ricordato, indisturbati, i propri caduti con i propri linguaggi e i soliti saluti romani.

Oscar, Cortellesi:stesse chance di gatto in tangenziale con giubileo

Roma, 7 gen. (askanews) – “Sono grata a Greenwich Entertainment, distributore americano del film, per aver creduto in ‘C’è ancora domani’ e averlo presentato tra i film eleggibili agli Oscar”, ha dichiarato Paola Cortellesi, dopo la notizia dell’inserimento da parte dell’Academy del suo film nella lista di quelli eleggibili per i prossimi Oscar.

“Ora, chiariamoci – ha aggiunto l’attrice e regista – in questo campionato Usa, le probabilità che ‘C’è ancora domani’ entri nelle cinquine degli Academy Awards sono pari, direi, alla vita di un gatto in tangenziale, a Roma, nell’anno del giubileo ma è comunque una soddisfazione anche solo essere stati ammessi all’interno di questa selezione di film distribuiti nelle sale americane. Ora direi invece di concentrarci a fare tutti un gran tifo per il meritevole candidato del nostro Paese, lo splendido ‘Vermiglio’ di Maura Delpero”.

“C’è ancora domani” è eleggibile agli Oscar 2025 nelle tre categorie miglior sceneggiatura, miglior regia e miglior attrice protagonista. Il film era stato proposto alla commissione italiana per concorrere nella categoria miglior film straniero nella selezione del settembre 2023, prima della sua uscita (il 26 ottobre). Non è stato possibile ripresentarlo nel 2024 perché non rientrava più nei parametri di selezione.

Nel frattempo, il film è uscito in 126 paesi, compresi gli Usa. Il distributore americano lo ha iscritto ed è stato ammesso dall’Academy a partecipare tra i 323 film usciti negli Stati Uniti, in una competizione che comprende i maggiori titoli di tutto il mondo.

Tennis, paura Kalinskaya, si sente male ed è costretta al ritiro

Roma, 7 gen. (askanews) – Paura ad Adelaide per Anna Kalinskaya. La fidanzata di Sinner è stata costretta al ritiro al primo turno del torneo di Adelaide dopo essersi sentitata male durante un match del primo turno del torneo australiano. La tennista russa stava affrontando Belinda Bencic nel match valido per il torneo da 500 punti in terra australiana. Era sotto di un set (6-2) e di un game (1-0) all’interno del secondo parziale, quando all’improvviso si è fermata e ha richiesto l’aiuto di un medico in campo. Un malore che l’ha costretta ad interrompere la partita generando anche attimi di paura sugli spalti. Il medico le ha misurato la pressione e la situazione è tornata immediatamente sotto controllo: Kalinskaya però non ha potuto evitare il ritiro dalla gara, garantendo così il passaggio del turno all’avversaria.

Trump: la guerra in Ucraina potrebbe degenerare in qualcosa di peggio

New York, 07 gen. (askanews) – “Si è rivelata una guerra molto brutta, e potrebbe degenerare. Quella guerra potrebbe degenerare fino a diventare molto peggio di quanto non sia adesso”, ha detto Donald Trump rispondendo ad una domanda sull’Ucraina nella conferenza che sta tenendo a Mar-a-lago.

Il presidente eletto ha accusato Joe Biden di aver insistito troppo sull’ingresso di Kiev nella Nato e la Russia non ha accettato di aver un membro Nato alle porte di casa.

“Sono stati commessi molti errori in quella negoziazione, e quando ho sentito il modo in cui Biden stava negoziando, ho detto che si poteva finire in una guerra”, ha ribadito Trump, continuando a criticare i paesi Nato per non pagare la loro quota di adesione e ha criticato Biden per non aver richiesto il pagamento.

Calcio,Inghilterra: gli arbitri spiegheranno al pubblico le decisioni del Var

Roma, 7 gen. (askanews) – Arriva ancora una volta dall’Inghilterra una novità che può essere rivoluzionaria: gli arbitri spiegheranno ai tifosi il perché della loro decisione dopo il controllo al VAR. Il test debutterà già questa sera con la prima delle due semifinali di Carabao Cup, la Coppa di Lega inglese – terza competizione per importanza in Inghilterra – con Arsenal-Newcastle. E verrà replicata anche domani, giovedì 8 gennaio, con Tottenham-Liverpool. A spiegare come funzionerà la sperimentazione erano già stati gli stessi organizzatori lo scorso 30 dicembre: “Il VAR sarà operativo per le semifinali della Coppa di Lega di questa stagione e sarà il primo utilizzo degli annunci VAR negli stadi nel calcio inglese. Come parte dell’esperimento, gli arbitri annunceranno (tramite il sistema di diffusione sonora dello stadio) la decisione finale dopo la revisione al monitor a bordo campo, o alla fine dell’analisi di episodi oggettivi, come ad esempio un fallo di mano accidentale da parte di un marcatore o le valutazioni su un fuorigioco. Soltanto la decisione finale sarà annunciata nello stadio. Gli annunci del VAR negli stadi sono già stati introdotti con successo in diversi eventi FIFA, come la Coppa del Mondo femminile 2023, e puntano a dare maggiore chiarezza e comprensione sulle decisioni chiave ai tifosi negli stadi e a coloro che guardano da casa. Il nuovo progetto pilota rientra nell’impegno più ampio di Professional Game Match Officials Board per la trasparenza e l’adozione di progressi tecnologici a vantaggio di arbitri e tifosi. Questo ultimo progetto pilota ha il supporto dell’EFL e segue la precedente collaborazione con PGMOL del 2018, per provare il VAR nelle competizioni EFL prima della sua introduzione nella Premier League. L’esperimento si svolgerà durante entrambe le semifinali Arsenal-Newcastle e Tottenham-Liverpool”.

Carolina Kostner punto di riferimento per i giovani pattinatori

Fanano (Modena), 7 gen. (askanews) – La stella del pattinaggio artistico italiano, continua a risplendere. Carolina Kostner, gi da alcuni anni lontana dalle competizioni, ancora un punto di riferimento per le giovani generazioni La sua esibizione alla decima edizione del Galappennino che si svolto a Fanano nel modenese, una dedica particolare ai ragazzi, che lei definisce “piccoli sognatori”.

“Ho preparato un numero che un po’ forse il mio passaggio di consegna, perch effettivamente sto raggiungendo anche un’et in cui si decider anche poi di fare altro nella vita – spiega Kostner -. E ripensando indietro a quella bambina che ero io magari da piccola, spesso penso che cosa posso lasciare, che cosa voglio lasciare per i nostri ragazzi e quindi questo numero che ho preparato dedicato ai sogni, ai sogni a cui devi credere nonostante le difficolt che stai vivendo o soprattutto nei momenti in cui magari tante altre persone in te non ci credono”.

Sul ghiaccio di Fanano la pattinatrice di Ortisei ha per l’ennesima volta dato prova di una classe cristallina in cui grazia e precisione del gesto atletico si fondono in modo perfetto. Una farfalla sui pattini che, con grande disponibilit, si messa a disposizione degli organizzatori dando vita a diversi momenti in cui ha pattinato fianco a fianco con alcuni emozionatissimi atleti della Polisportiva Fanano.

“Lo sport un bellissimo veicolo anche di lezioni di vita che poi ti porti dietro anche da adulto – ricorda -. Facendo sport hai la possibilit di imparare che cos’ il fair play, hai la possibilit di fare tanti amici, hai la possibilit comunque di apprezzare quando una cosa ti riesce bene, perch non sempre cos, ci sono gli alti e i bassi”.

Ma Carolina si dimostrata una persona speciale anche fuori dalla pista. Prima e dopo l’applauditissimo spettacolo, infatti, ha firmato decine di autografi e prestato il suo sorriso solare per altrettanti immancabili selfie. “Io racconto molto di pi esperienze che ho vissute, momenti in cui io mi sono rialzata, che ho imparato a conoscere me stessa e che guardo indietro con orgoglio e anche tenerezza verso quella ragazza che ha dovuto trovare dentro di s la forza di andare avanti. Racconto di pi quei momenti l che le vittorie stesse, perch poi le vittorie stesse sono un po’ la conseguenza di quella tenacia che tiri fuori strada facendo”.

Liguria, Bucci: progetto rigassificatore non andr avanti

Genova, 7 gen. (askanews) – “La Regione dice di no, quindi la Regione non va avanti perch non ha senso. Sono 450 milioni da spendere per niente. Al governo sono persone intelligenti e non penso che faranno mai qualcosa del genere”. Cos il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha risposto ad un giornalista che chiedeva cosa succederebbe se il governo volesse andare avanti con il trasferimento della nave rigassificatrice Golar Tundra al largo delle coste savonesi nonostante il voto contrario del Consiglio regionale.

Tibet, Mattarella a Xi Jinping: l’Italia vicina all’amico popolo cinese

Roma, 7 gen. (askanews) – “Appresa la triste notizia del terremoto che ha colpito la Regione Autonoma del Tibet causando numerose vittime e feriti, oltre che ingenti danni in diverse contee, desidero porgere a Lei, signor Presidente, le più sincere condoglianze del popolo italiano e le espressioni dei miei personali sentimenti di cordoglio. La Repubblica Italiana è vicina al lutto dell’amico popolo cinese e, in particolare, al dolore delle famiglie di quanti hanno perso la vita a causa del sisma. Auguriamo ai feriti un pronto e completo ristabilimento, con il pensiero rivolto anche all’importante sforzo che stanno compiendo in queste ore le squadre di soccorso. In spirito di amicizia e partecipe solidarietà”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente della Repubblica Popolare cinese, Xi Jinping.

Un Goldrake diverso e divino per oltre un milione di spettatori

Milano, 7 gen. (askanews) – Sono stati 1.087.000 gli spettatori (5,1% di share), ieri in prima serata su RaiDue, per il ritorno di Goldrake, il robot simbolo dei cartoni animati giapponesi degli anni Settanta, l’apripista di una serie di eroi meccanici che hanno fatto la storia della televisione e del costume nel nostro Paese. Il primo episodio della serie originale era andato in onda, sempre sul secondo canale Rai, nel 1978. Dopo 46 anni la storia del principe di Fleed e del suo potente automa combattente, che difende la terra dall’impero di Vega, è tornata sulle stesse frequenze, con un’operazione che è sicuramente di nostalgia – “retromania” alla Simon Reynolds, possiamo dirlo serenamente -, ma che è anche qualcosa di diverso, probabilmente un tentativo della tv generalista di parlare linguaggi più vicini a un pubblico più giovane dei boomer che son cresciuti con il il mito (e la conseguente educazione sentimentale) di Goldrake e delle sue lame rotanti.

“Goldrake U”, questo il titolo della serie, è una nuova versione, un “reboot” della prima e mantiene i personaggi principali, lo schema di fondo della trama e le forme, seppur aggiornate, dei robot e dei mostri di Vega, questi sempre particolarmente affascinanti come morfologia meccanica. Ma le cose diverse sono molte di più rispetto ai punti in comune, a partire dal vero e proprio stile da manga che caratterizza la serie, benché poi la storia sia molto diversa anche da quella del manga originale di Go Nagai. I robot sono enormi e potentissimi, ma niente a che vedere con il modello “Pacific Rim”, il film di Guillermo Del Toro che aveva rilanciato nel 2013 il fascino dei “robottoni” in lotta contro i mostri alieni. In “Goldrake U” è come se, per citare le formule del critico René Girard, la “menzogna romantica” dei manga di oggi, ossia l’estetica e il sentimentalismo di molti fumetti, unita a una crudeltà a volte apocalittica, avesse preso il posto della “verità romanzesca” della serie originale che raccontava, in fondo, l’incubo della guerra fredda e del conflitto nucleare, partendo da una nazione, il Giappone, che le Bombe le aveva viste esplodere davvero, e nel 1975 (anno della trasmissione originale nipponica) la fine della seconda guerra mondiale era lontana solo trent’anni, gli stessi che oggi ci dividono, per dire, dalla morte di Kurt Cobain o dall’uscita di “Pulp Fiction”. L’incubo della serie di oggi, che evidentemente ha imparato da Star Wars e da Il Signore degli anelli, basti pensare al cannone vegano distruggi-mondi (la Morte Nera di Darth Fener) o alla natura immortale e fantasmatica di re Vega (l’occhio di Sauron), due delle saghe mainstream di maggiore successo, l’incubo di oggi, si diceva, è più sentimental-amoroso, ha a che fare con il tradimento e l’amore prima che con la guerra dei mondi. Con la conseguenza che le reazioni a questi sentimenti così viscerali sono imprevedibili a volte assolutamente devastanti, ma partendo dall’interno e non da una “minaccia esterna”.

E poi c’è una diversa complessità dei personaggi: Goldrake, che viene definito “un’arma”, è un’entità potente, probabilmente divina, e come il vero divino non è in sé né buono né cattivo, è solo smisuratamente potente e vive, come un eroe omerico, di ire funeste e distruttive, che portano a catastrofi come quella di Fleed. La cui distruzione, parziale in questo caso, non è stata compiuta direttamente da Vega, come nella serie originale, ma proprio per mano di Goldrake, il potere supremo di cui il grande re conquistatore dello spazio si vuole impadronire. E Actarus – i nomi Italiani del 1978 sono stati mantenuti, ma pare di malavoglia e sembrano in effetti un po’ posticci – è tormentato da dubbi e rabbie che rendono il suo magnifico robot prima di tutto qualcosa di pericoloso. Nell’età moderna, ha scritto lo storico delle religioni e filologo Walter Otto in un saggio su Dioniso, non sappiamo più cosa significhi trovarsi “nelle vicinanze di un dio”. Ecco, fatte le debite proporzioni, “Goldrake U” in qualche modo ci parla anche di questo, dell’estasi terrificante di Actarus di fronte alla potenza assoluta e non refrenabile del suo dio meccanico, seppur in un universo visivo che potrebbe essere anche quello che fa da sfondo alle storie dei Pokémon.

Un’ultima notazione: il primo contatto con la terra di Goldrake avviene in Arabia Saudita: ed è una sorta di nuova geografia del potere culturale, se volete, tra i principali produttori della serie 2024 ci sono proprio i sauditi, che hanno voluto portare nel deserto di Riad l’inizio di tutto e i primi titanici combattimenti avvengono tra le folle saudite (e poi arriveranno anche a Parigi). Rispetto al 1978 anche il mondo dove si combatte la guerra con re Vega si è allargato e globalizzato, anche se resta, almeno nominalmente, in un contesto non occidentale, che già apparteneva alla serie originale.

Il 6 gennaio sono andati in onda i primi quattro episodi, ma quando saranno trasmesse altre puntate di “Goldrake U” per ora non è stato ancora annunciato. (Leonardo Merlini)

Torna su Rai1 "Dalla Strada al Palco", con Nek e Bianca Guaccero

Roma, 7 gen. (askanews) – “Dalla Strada al Palco”, la più grande festa degli artisti di strada, arriva da venerdì 10 gennaio in prima serata su Rai1 per cinque puntate, con una nuova edizione ricca di novità e spettacolo, con la conduzione di Nek e Bianca Guaccero. Un viaggio emozionante nel mondo degli artisti di strada con le loro straordinarie storie, il loro talento, la passione e la creatività. Il format originale, nato da un’idea di Carlo Conti, è prodotto da Direzione Intrattenimento Prime Time in collaborazione con Stand by me.

“Il punto di forza di questo programma”, giunto alla quarta stagione e passato da Rai2 a Rai1, “sono innanzitutto gli artisti di strada”, ha detto Nek nella conferenza stampa di presentazione. Sono loro “che decidono di mettersi in gioco nella grande piazza di Rai1, e sono artisti ai quali la mia più profonda stima perché sono persone libere innanzitutto, libere nella scelte. Io vi devo dire con tutta onestà che non conoscevo il mondo degli artisti di strada fino a tre anni fa, perché pensavo che chi era in strada aveva l’ultima possibilità. Dunque la vita non gli aveva regalato tanto, era costretto a fare questo. E invece no. La maggior parte di queste persone sono persone che hanno fatto una scelta ben precisa e – tengono alcuni di loro a sottolineare – lontana dalle logiche dello show business. Quindi persone libere, che regaleranno al pubblico di Rai1 il loro talento”.

Nek si è detto inoltre “molto felice” di avere al suo fianco l’attrice e conduttrice Bianca Guaccero, fresca vincitrice di “Ballando con le Stelle”. “Venerdì sera su Rai1 è molto complicato, avere qualcuno che mi sostiene, che mi aiuta a portare avanti questo programma a cui sono particolarmente legato è un valore aggiunto. Io e lei cercheremo di fare un varietà d’arte, sporcandolo anche un po’ nella sua liturgia, nel suo protocollo, perché noi desideriamo semplicemente arrivare alle persone e dare calore, regalare attraverso l’arte, che per molti di questi artisti è salvifica, un paio d’ore di leggerezza, perché secondo me – lo dico con grande libertà – ce n’è proprio bisogno oggi”.

Bianca Guaccero si è detta a sua volta “molto felice per tutto quello che sta accadendo nella mia vita, e in questo momento per me la vittoria di ‘Ballando’ è stata una grandissima soddisfazione, perché è stato un percorso importante. Adesso arriva una nuova avventura. Devo dire che non potevo essere più felice di affiancare Nek, perché Filippo è una persona che ti mette subito a tuo agio, è una persona generosa, che mi ha subito coinvolta in questa avventura, a 360 gradi. Si fida, e soprattutto, secondo me, la cosa più bella di questo spettacolo è quello di mettere al servizio del palcoscenico tutte le nostre passioni, liberamente, senza neanche la paura del giudizio: semplicemente abbiamo unito i nostri entusiasmi, quello che ci piace fare”.

“La parola d’ordine di questo programma”, ha precisato infine il direttore dell’Intrattenimento Prime Time, Marcello Ciannamea, “è festa. Ma non solo: è bellezza, è arte, è creatività. E questo lo si deve assolutamente alla presenza in questo programma di tanti artisti. Non solo gli artisti di strada sono i protagonisti principali, ma insieme e accanto agli artisti di strada ci sono due artisti nel vero senso della parola. E’ un programma quindi fatto da artisti, nel significato più largo e ampio del termine. La promozione da Rai2 a Rai1 è logica: un programma che è andato molto bene negli anni precedenti su Rai2, è cresciuto molto, e quindi viene trasferito sulla rete ammiraglia per far godere il pubblico di Rai1, il più largo pubblico possibile, di uno show che avrà tantissime sorprese, sarà arricchito da elementi narrativi nuovi. Sarà veramente un concentrato di bellezza”.

Musk, Schlein: Salvini smentisce Meloni, premier riferisca in Aula

Roma, 7 gen. (askanews) – “La corsa della destra italiana al bacio della pantofola all’uomo più ricco del mondo starebbe assumendo tratti ridicoli, se non fosse che in gioco ci sono la sicurezza nazionale, i soldi dei cittadini italiani e i loro dati sensibili. Perché ieri il vice-premier Salvini, con la conferma di Musk stesso, ha di fatto smentito la dichiarazione di Palazzo Chigi che sosteneva che tra il governo e SpaceX non si stia concludendo l’accordo per l’utilizzo del sistema Starlink. Anzi, Salvini ha letteralmente affermato che un accordo di questo tipo per il governo è un’opportunità e auspicato che si concluda presto”. Lo dichiara in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.

Secondo Schlein “questa corsa di Meloni e Salvini ad accreditarsi alla corte di Elon Musk sta gettando il governo nel caos, con il vicepresidente del consiglio che smentisce la stessa presidenza mentre Fratelli d’Italia bollava come fake news quanto Salvini stava confermando”.

“È sempre più urgente che Meloni venga in Parlamento a riferire su questa vicenda paradossale – sottolinea la segretaria del Pd -, perché è preoccupante la disinvoltura con cui la destra promette agli uomini più ricchi e potenti del mondo contratti da miliardi di euro, pagati dai contribuenti, quando in Italia taglia sulla sanità pubblica e sulla qualità della vita dei cittadini. Una cosa è certa: ormai Salvini e Meloni si sono talmente appassionati a SpaceX da essere diventati loro stessi satelliti di Musk, alla faccia del sovranismo”.

Da Germania in panne a Teheran, due nuove collane per Paesi Edizioni

Roma, 7 gen. (askanews) – Paesi Edizioni, la casa editrice con sede a Roma specializzata nella saggistica d’attualità, lancia da gennaio 2025 due nuove collane di libri dedicate alla comprensione della nostra epoca: Hic Sunt Leones e Città Geopolitiche. Le due collane andranno ad arricchire l’offerta editoriale a vocazione internazionale di Paesi, grazie a un nutrito gruppo di grandi firme della geopolitica e delle relazioni internazionali.

“Hic sunt Leones” è una collana diretta da Frediano Finucci, giornalista a capo della redazione economia ed esteri del Tg La7. L’espressione latina Hic sunt Leones – utilizzata dai primi cartografi dell’antichità per indicare le zone ancora inesplorate del mondo e dunque l’incognito – è qui utilizzata per avvertire il lettore che gli argomenti trattati nella collana rappresentano le frontiere della cultura e della conoscenza contemporanea su argomenti dal respiro internazionale ancora poco o per niente investigati, e segnalano l’intenzione di andare oltre. I primi tre titoli saranno: fuori a metà febbraio 2025, in occasione delle elezioni politiche tedesche, “Achtung! – Germania in panne. Che ne sarà del modello tedesco?” di Alexander Privitera, volume che inaugura i grandi temi della politica estera e dell’economia. Privitera, ex giornalista italo-tedesco (all news N-TV e WeltTV) vive e lavora a Washington dove è non resident senior fellow all’AGI-Johns Hopkins University. Il volume analizza i motivi della crisi politica, economica e sociale della Germania con una disamina dell’operato dei suoi cancellieri; a marzo sarà la volta della pubblicazione di “Eurofrontiere – la sfida delle destre europee tra Mosca e Musk”, un attualissimo saggio di Vincenzo Sofo, ex europarlamentare di Fratelli d’Italia, sposato con Marion Marechal Le Pen, considerato una figura ponte tra la politica italiana e quella francese. Il tema del saggio sono le sfide che le destre europee dovranno affrontare per sopravvivere alle minacce globali. Una riflessione che mette in discussione due filosofie cardine di quest’area politica, il sovranismo e il conservatorismo; sempre nei primi mesi del 2025 è prevista l’uscita di “Processo alla guerra – Da Norimberga ai conflitti in Ucraina e Medio Oriente”, un volume dedicato allo scottante tema della giustizia penale internazionale scritto da Giovanni Chiarini, professore di diritto penale internazionale e vicepreside per la ricerca alla Alfaisal University College of Law & International Relations di Riad, Arabia Saudita. Oltre all’attività accademica, Chiarini è anche avvocato abilitato alle liste della Corte Penale Internazionale dell’Aia.

“Città geopolitiche” è invece una collana di reportage letterari e saggi narrativi specificamente dedicati ai luoghi-simbolo del nostro tempo, la cui influenza e le cui connessioni internazionali sono cresciute tanto da diventare imprescindibile approfondirne la conoscenza.

La vocazione alla scoperta del Mondo è una caratteristica di Paesi Edizioni, che per questo dedica una nuova collana, curata in prima persona dall’editore Luciano Tirinnanzi, dedicata a una serie di appassionati “ritratti urbani”, opera di giornalisti, analisti, viaggiatori di ogni età e pensiero.

Città geopolitiche non propone semplici “guide” o ricercati “diari di viaggio”, ma opere ragionate, dal taglio divulgativo (pensate per un pubblico da 14 a 99 anni) e dai contenuti originalissimi, che puntano a stimolare la curiosità verso l’estero e il ruolo di città selezionate per vocazione e rilevanza geopolitica: in quanto avanguardie dei meccanismi socio-culturali contemporanei; perché protagoniste di grandi tensioni e crisi politiche; in qualità di avamposti delle nuove relazioni economiche; o come laboratori di sviluppo globali. Obiettivo della collana: fornire a un vasto pubblico strumenti utili a definire contorni e confini dei centri che più ispirano e influenzano il mondo contemporaneo.

Le prime 3 uscite: Teheran, Pietroburgo, Pyongyang. Teheran è scritto da Pegah Moshir Pour: attivista per i diritti umani e digitali, racconta l’Iran su La Repubblica ed è una delle più importanti voci nella battaglia per l’emancipazione delle donne iraniane e non solo, punto di riferimento a livello istituzionale e mediatico sul tema dei diritti umani.

Pietroburgo è scritto da Anna Zafesova: giornalista, traduttrice dal russo e massima esperta in Italia di Russia e Putin, si occupa di politica post-sovietica e di questioni sociali e culturali, con particolare attenzione all’Ucraina. È autrice del libro rivelazione “Navalny contro Putin”, diventato già un classico di Paesi Edizioni.

Pyongyang è scritto da Federico Giuliani: giornalista esperto di vicende asiatiche, è stato uno degli ultimi occidentali ad aver visitato la Repubblica Popolare Democratica di Corea (Rpdc), meglio conosciuta come Corea del Nord, prima della sua chiusura ermetica al mondo esterno a causa dalla pandemia.

I titoli a seguire: Istanbul (Marta Ottaviani), Damasco (Luca Steinmann), Aden (Laura Silvia Battaglia), Aleppo (Domenico Quirico), Tiblisi (Monica Perosino) e molti altri ancora.

Arriva "Dogs & Museum Road Show", dal 12 gennaio 2025 al 5 aprile 2026

Roma, 7 gen. (askanews) – I cani sono animali sociali e soffrono spesso l’ansia da separazione. Ci sono molti suggerimenti per scongiurarla, ma solitamente gli esseri umani che sono particolarmente legati evitano qualsiasi situazione che possa condurli lontano dal loro amore a 4 zampe, a meno che non siano costretti per motivi professionali o personali. È anche per questo che in molti alla fine decidono di non andare a visitare musei, assistere a spettacoli o proiezioni cinematografiche. Nell’ottica di sostenere la cultura nasce il servizio “Dogs & Museum”, ideato da bauadvisor.it (realtà unica in Italia) che già da tempo mette in campo il suo team di dog sitter per assistere i proprietari di cani che vogliano visitare musei, mostre, aree archeologiche e monumentali, teatri e cinema, in accordo con le principali realtà espositive nazionali, statali, private, fondazioni, enti locali, che dato il successo dell’iniziativa ha deciso di dare vita ad un tour.

Per il 2025/26, dal 12 gennaio 2025 al 5 aprile 2026, infatti per la prima volta in Italia il servizio “Dogs & Museum” di bauadvisor.it parte in tour riunendo ben 53 città, da Trento a Catania, e coinvolgendo 280 musei, monumenti e aree archeologiche grazie alla presenza di oltre 400 dog sitter, facilmente riconoscibili dal look brandizzato, che saranno posizionate direttamente davanti all’ingresso delle varie location e consentiranno al proprietario del cane di visitare tranquillamente la struttura o lo show mentre il loro cane sarà a passeggio nelle aree verdi, strade o piazze adiacente alla location individuata.

Con ogni Museo sarà attiva una convenzione che permetterà di prenotare contestualmente il biglietto d’ingresso e la/il dog sitter. Un progetto speciale che pone al centro anche un importante percorso educazionale. Nel corso del servizio, infatti, l’operatore Dog Sitter provvederà a soddisfare tutte le esigenze dei cani affidati, gestendo innanzitutto la tensione e lo stress dell’animale, mettendo le necessità del cane al primo posto, per far sì che sia felice e sereno durante tutto il tempo che il proprietario trascorrerà in sua assenza. Lo farà giocare, passeggiare e rilassare e se ne prenderà cura per qualsiasi necessità. Ma soprattutto si occuperà di garantire l’idratazione del cane, la sua corretta alimentazione, la raccolta delle deiezioni solide e la pulizia immediata mediante lavaggio con acqua delle deiezioni liquide, offrendo così anche un esempio virtuoso circa il corretto modo di far convivere le necessità fisiologiche del cane con il rispetto del decoro e dell’igiene della città, nella consapevolezza che attenersi alle regole contribuisce a far superare ogni forma di intolleranza verso la presenza degli amici a quattro zampe nei centri urbani.

Un passo importante per una iniziativa unica in Italia a 2 e 4 zampe, che sarà possibile prenotare on line su www.bauadvisor.it o con app bauadvisor e nel giorno e all’ora desiderata davanti all’ingresso del Museo il proprietario del cane troverà ad attenderlo la dog sitter che ha prenotato. Per 15 mesi in tutte le tappe nelle 15 città in cui si svolgerà il tour di presentazione il servizio, grazie alla presenza di aziende leader come Wahl, Haqihana, Teknofarma, Editore Pizzardi – Amici Cucciolotti, sarà gratuito con 400 dog sitter impegnate sul campo. Inoltre nei 15 appuntamenti speciali i partner del progetto distribuiranno a tutti i visitatori dei musei prodotti, gadget e suggerimenti preziosi. Tutte le tappe del “Dogs & Museum Road Show” e tutti i siti dei 280 Musei coinvolti saranno ospitati nel portale www.bauadvisor.it e app bauadvisor e sui social di bauadvisor.

Italiane all’estero, due storie dalla Repubblica Dominicana

Bayahibe, 7 gen. (askanews) – La Repubblica Dominicana una delle mete caraibiche pi amate dagli italiani e nella regione di Bayahibe il Viva Dominicus Beach uno dei resort pi noti e frequentati. Fondato dall’italiano Ettore Colussi, oggi una struttura internazionale, ma con un elemento importante di italianit, anche nelle persone che lo gestiscono, come la direttrice Valeria Pozzi.

“Sono arrivata dieci anni fa come stagista dell’Universit Milano Bicocca – ha raccontato ad askanews – 150 ore di stage che si sono trasformati in dieci anni. Quelle 150 ore sono diventate un’altra stagione, un’altra stagione ancora e poi un’altra stagione. E poi si sono trasformate in un: ‘Ma io sto bene qua’”.

Ma cosa fa il direttore di un grande resort come il Viva Dominicus Beach? “Il direttore gestisce un po’ tutta quella che l’operativit quotidiana di un hotel, sotto tutti i punti di vista, dagli impiegati, dal personale, quindi gestione del personale, a gestione dei servizi di food and beverage, eventi, animazione. un pochino un occhio sopra a tutto quello che succede in quello che un paese vero e proprio”.

Un’altra italiana che ha scelto di vivere all’estero e di lavorare per Viva Alice Maestri, che si occupa della parte di matrimoni ed eventi. “Io sono arrivata in Repubblica Dominicana da turista – ci ha detto – ero una bambina, avevo 9 anni, con mamma e pap e sorella al seguito. Gi da bambina a me questo Paese piaciuto, piaciuto tanto. Negli anni insomma io entr preso un percorso professionale a Milano, io sono della zona, finch un bel giorno non ho detto mi manca un’esperienza ai Caraibi, io mi prendo un anno e da un anno sono diventati cinque quasi sei”.

Ma come si prende la decisione di andare a vivere in un altro continente? “Per me il difficile non stato decidere – ha aggiunto Alice Maestri -. Io ho deciso e il giorno dopo ero praticamente su un aereo. Il difficile arriva dopo, quando inizi a magari capire che le cose a casa vanno avanti anche senza di te, questo non facilissimo e ancora un po’ ci penso”

E il pensiero di tornare in Italia a volte arriva o sono scelte dalle quali difficilmente si torna indietro? “Si lasciano aperte le porte – ha concluso Valeria Pozzi – per questa ormai casa”.

Kim lancia un messaggio a Trump: ecco il mio nuovo missile ipersonico

Roma, 7 gen. (askanews) – In un momento di grave instabilità politica in Corea del Sud e di transizione al vertice negli Stati uniti, la Corea del Nord ha oggi effettuato il lancio di un nuovo missile balistico ipersonico a medio raggio (IRBM) con l’obiettivo – a quanto ha dichiarato lo stesso leader supremo Kim Jong Un – di dissuadere qualsiasi attore della politica nel Pacifico “minacci” Pyongyang.

Secondo l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana KCNA, il missile avrebbe volato per circa 1.500 chilometri a una velocità 12 volte superiore a quella del suono durante il test, condotto ieri sotto la supervisione del leader Kim Jong Un.

Tuttavia, lo Stato maggiore congiunto della Corea del Sud ha dichiarato che il missile ipersonico della Corea del Nord, lanciato dall’area di Pyongyang, avrebbe volato per circa 1.100 km prima di cadere nel Mar del Giappone.

Kim Jong Un – secondo un dispaccio della KCNA – ha dichiarato che lo sviluppo di questo missile mira a rafforzare la capacità di deterrenza nucleare del Paese, rendendo “il sistema d’arma, a cui nessuno può rispondere, il fulcro della deterrenza strategica”, essendo capace di contenere “in modo affidabile qualsiasi rivale nella regione del Pacifico che possa minacciare la sicurezza del nostro Stato”. Il sistema d’arma – ha aggiunto il leader nordcoreano – “è in grado di infliggere un serio colpo militare a un rivale, superando efficacemente qualsiasi denso scudo difensivo”.

L’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana ha anche diffuso una serie di foto, tra le quali ce n’è una che mostra Kim impegnato nella sala di controllo del lancio missilistico. Come spesso accade da qualche anno a questa parte, nell’immagine è accompagnato da quella che si presume essere la figlia, Kim Ju Ae, che si pensa abbia 11-12 anni d’età.

L’ultimo lancio missilistico della Corea del Nord, la prima provocazione in circa due mesi, è avvenuto a circa due settimane dall’insediamento del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, previsto per il 20 gennaio.

Trump, nel suo primo mandato alla presidenza Usa, aprì un tavolo di dialogo con Kim, con tre storici incontri, che però non portarono alla fine a un accordo sul tema dei programmi nucleari e missilistici di Pyongyang. Il presidente eletto Usa ha già fatto capire che intende di nuovo approcciarsi a Kim, che potrebbe aver fatto questo sfoggio di forza anche per posizionarsi in vista di un tavolo.

Questa l’opinione anche del ministero dell’Unificazione sudcoreano. “La Corea del Nord probabilmente intendeva mostrare i muscoli agli Stati uniti. Poiché ha dichiarato che l’ultimo lancio era un test, il sistema d’arma non sembra completato, indicando la necessità di ulteriori sviluppi tecnologici,” ha dichiarato un funzionario ai giornalisti, secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa Yonhap. Il lancio è avvenuto anche in un momento di vuoto politico in Corea del Sud, scatenato dal fallito tentativo di imposizione della legge marziale da parte del presidente Yoon Suk-yeol il mese scorso e dal successivo procedimento di impeachment nei suoi confronti da parte dell’Assemblea nazionale, ancora oggi al centro del dibattito e delle tensioni politiche La KCNA ha riferito che il veicolo ipersonico planante montato sul nuovo IRBM ha raggiunto un primo picco a un’altezza di 99,8 km e un secondo picco a 42,5 km, effettuando un volo di 1.500 km come previsto, prima di colpire un punto designato in mare. Tuttavia, l’esercito sudcoreano ha respinto l’affermazione della Corea del Nord come una “mistificazione”, affermando che non c’è stato alcun secondo picco. “La distanza di volo analizzata da Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone era di circa 1.100 km e il missile non ha raggiunto un secondo picco” ha dichiarato il portavoce dello Stato maggiore congiunto, colonnello Lee Sung-un, durante una conferenza stampa regolare, sottolineando che la Corea del Nord ha una storia di “esagerazioni”.

La Corea del Nord ha inoltre affermato di aver utilizzato un nuovo composto di fibra di carbonio per la fabbricazione del corpo motore del missile ipersonico e di aver introdotto un metodo “completo ed efficace” per il controllo del volo e del sistema di guida.

Gli esperti hanno affermato che il Nord sembrerebbe aver lanciato questa settimana una versione aggiornata di un missile ipersonico già testato nell’aprile dello scorso anno. Allora, Pyongyang aveva dichiarato che l’IRBM con veicolo planante ipersonico aveva volato per 1.000 km. Il JCS della Corea del Sud aveva allora affermato che il missile aveva volato per 600 km, definendo le affermazioni della Corea del Nord parzialmente “esagerate”, pur riconoscendo alcuni progressi tecnologici nel programma di armi ipersoniche di Pyongyang.

I missili ipersonici sono tra le armi sofisticate che Kim ha promesso di sviluppare durante il congresso del Partito dei lavoratori coreani – il partito unico nordcoreano – nel 2021, insieme a sottomarini nucleari, satelliti spia e missili balistici intercontinentali a combustibile solido.

Durante una riunione di fine anno del partito, il leader nordcoreano ha dichiarato che il suo paese attuerà la “strategia di contromisure più dura” nei confronti degli Stati uniti e ha affermato che la cooperazione militare tra Corea del Sud, Stati uniti e Giappone si è trasformata in un “blocco militare per l’aggressione”.

Giubileo, Chiara Amirante: come si fa a non perdere la speranza?

Roma, 7 gen. – Ai “I viaggi del cuore” su Canale5 Chiara Amirante, fondatrice di Nuovi parla del tema del Giubileo 2025 dinnanzi alle notizie di attualit. Il motto del Giubileo 2025 “essere pellegrini di speranza”. Il Giubileo vuole offrire a tutti un’occasione di ripartenza. Dinnanzi ai drammi che quotidianamente ci raggiungono dalla cronaca e dai fragili equilibri mondiali, come si fa a non perdere la speranza?

“Certamente oggi la tentazione di perdere la speranza particolarmente forte – spiega Amirante -. Credo che per chi ha il dono della fede sia importante coltivare un incontro profondo con Cristo Risorto: solo un’esperienza forte, personale di amore di luce pu sostenere l’animo umano nei momenti pi bui. Personalmente l’esperienza profonda dell’Amore di Dio mi ha donato una gioia e una forza che mi hanno permesso di superare tantissime difficolt, croci pesantissime. E cos stato per tanti ragazzi accolti nella comunit Nuovi Orizzonti, che ormai avevano perso completamente la speranza. Sentirsi amati incondizionatamente ci dona la certezza che, anche nel dolore, non si soli. Penso inoltre che anche impegnarsi a trasformare il dolore in compassione pu aiutarci a non perdere la speranza e a donarla a chi l’ha persa. Invece di lasciarsi sopraffare dalla sofferenza, possiamo vedere le tante croci che siamo chiamati a portare, come un’opportunit per avvicinarci a chi soffre. Il dolore, anzich indurire il nostro cuore, pu diventare un “ponte” che ci permette di connetterci empaticamente agli altri, rafforzando i legami di comunit e solidariet, anche con piccoli gesti di amore, possiamo seminare speranza. Un altro punto che credo sia importante per custodire la speranza imparare a vivere il presente con gratitudine e fiducia: imparare a vedere la bellezza anche nelle piccole cose della vita quotidiana, Conoscere e apprezzare il presente, essere grati per tutto ci che abbiamo ci permette di guardare al futuro senza perdere la speranza, confidando che Dio nella sua onnipotenza sa trarre del bene anche dal male. Dobbiamo impegnarci a costruire comunit basate sull’amore dove le persone possano condividere le proprie fragilit e risorse. Quando ci si sente parte di una famiglia, si trova la forza per affrontare le sfide pi difficili. La speranza non qualcosa che si trova fuori di noi, ma una scelta che coltiviamo ogni giorno”.

Kim lancia messaggio a Trump: ecco il mio nuovo missile ipersonico

Roma, 7 gen. (askanews) – In un momento di grave instabilità politica in Corea del Sud e di transizione al vertice negli Stati uniti, la Corea del Nord ha oggi effettuato il lancio di un nuovo missile balistico ipersonico a medio raggio (IRBM) con l’obiettivo – a quanto ha dichiarato lo stesso leader supremo Kim Jong Un – di dissuadere qualsiasi attore della politica nel Pacifico “minacci” Pyongyang.

Secondo l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana KCNA, il missile avrebbe volato per circa 1.500 chilometri a una velocità 12 volte superiore a quella del suono durante il test, condotto ieri sotto la supervisione del leader Kim Jong Un.

Tuttavia, lo Stato maggiore congiunto della Corea del Sud ha dichiarato che il missile ipersonico della Corea del Nord, lanciato dall’area di Pyongyang, avrebbe volato per circa 1.100 km prima di cadere nel Mar del Giappone.

Kim Jong Un – secondo un dispaccio della KCNA – ha dichiarato che lo sviluppo di questo missile mira a rafforzare la capacità di deterrenza nucleare del Paese, rendendo “il sistema d’arma, a cui nessuno può rispondere, il fulcro della deterrenza strategica”, essendo capace di contenere “in modo affidabile qualsiasi rivale nella regione del Pacifico che possa minacciare la sicurezza del nostro Stato”. Il sistema d’arma – ha aggiunto il leader nordcoreano – “è in grado di infliggere un serio colpo militare a un rivale, superando efficacemente qualsiasi denso scudo difensivo”.

L’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana ha anche diffuso una serie di foto, tra le quali ce n’è una che mostra Kim impegnato nella sala di controllo del lancio missilistico. Come spesso accade da qualche anno a questa parte, nell’immagine è accompagnato da quella che si presume essere la figlia, Kim Ju Ae, che si pensa abbia 11-12 anni d’età.

L’ultimo lancio missilistico della Corea del Nord, la prima provocazione in circa due mesi, è avvenuto a circa due settimane dall’insediamento del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, previsto per il 20 gennaio.

Trump, nel suo primo mandato alla presidenza Usa, aprì un tavolo di dialogo con Kim, con tre storici incontri, che però non portarono alla fine a un accordo sul tema dei programmi nucleari e missilistici di Pyongyang. Il presidente eletto Usa ha già fatto capire che intende di nuovo approcciarsi a Kim, che potrebbe aver fatto questo sfoggio di forza anche per posizionarsi in vista di un tavolo.

Questa l’opinione anche del ministero dell’Unificazione sudcoreano. “La Corea del Nord probabilmente intendeva mostrare i muscoli agli Stati uniti. Poiché ha dichiarato che l’ultimo lancio era un test, il sistema d’arma non sembra completato, indicando la necessità di ulteriori sviluppi tecnologici,” ha dichiarato un funzionario ai giornalisti, secondo quanto ha riferito l’agenzia di stampa Yonhap.

Il lancio è avvenuto anche in un momento di vuoto politico in Corea del Sud, scatenato dal fallito tentativo di imposizione della legge marziale da parte del presidente Yoon Suk-yeol il mese scorso e dal successivo procedimento di impeachment nei suoi confronti da parte dell’Assemblea nazionale, ancora oggi al centro del dibattito e delle tensioni politiche

La KCNA ha riferito che il veicolo ipersonico planante montato sul nuovo IRBM ha raggiunto un primo picco a un’altezza di 99,8 km e un secondo picco a 42,5 km, effettuando un volo di 1.500 km come previsto, prima di colpire un punto designato in mare. Tuttavia, l’esercito sudcoreano ha respinto l’affermazione della Corea del Nord come una “mistificazione”, affermando che non c’è stato alcun secondo picco. “La distanza di volo analizzata da Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone era di circa 1.100 km e il missile non ha raggiunto un secondo picco” ha dichiarato il portavoce dello Stato maggiore congiunto, colonnello Lee Sung-un, durante una conferenza stampa regolare, sottolineando che la Corea del Nord ha una storia di “esagerazioni”.

La Corea del Nord ha inoltre affermato di aver utilizzato un nuovo composto di fibra di carbonio per la fabbricazione del corpo motore del missile ipersonico e di aver introdotto un metodo “completo ed efficace” per il controllo del volo e del sistema di guida.

Gli esperti hanno affermato che il Nord sembrerebbe aver lanciato questa settimana una versione aggiornata di un missile ipersonico già testato nell’aprile dello scorso anno. Allora, Pyongyang aveva dichiarato che l’IRBM con veicolo planante ipersonico aveva volato per 1.000 km. Il JCS della Corea del Sud aveva allora affermato che il missile aveva volato per 600 km, definendo le affermazioni della Corea del Nord parzialmente “esagerate”, pur riconoscendo alcuni progressi tecnologici nel programma di armi ipersoniche di Pyongyang.

I missili ipersonici sono tra le armi sofisticate che Kim ha promesso di sviluppare durante il congresso del Partito dei lavoratori coreani – il partito unico nordcoreano – nel 2021, insieme a sottomarini nucleari, satelliti spia e missili balistici intercontinentali a combustibile solido.

Durante una riunione di fine anno del partito, il leader nordcoreano ha dichiarato che il suo paese attuerà la “strategia di contromisure più dura” nei confronti degli Stati uniti e ha affermato che la cooperazione militare tra Corea del Sud, Stati uniti e Giappone si è trasformata in un “blocco militare per l’aggressione”.

Amnesty: Ateneo Venezia nega sala per presentazione rapporto su Gaza

Milano, 7 gen. (askanews) – Amnesty International Italia ha espresso “rammarico per la decisione dell’Ateneo Veneto di ritirare la concessione dell’uso di una sala per la presentazione del rapporto sul genocidio israeliano nella Striscia di Gaza, in programma a Venezia il 9 gennaio 2025”. Lo ha riferito in una nota la stressa organizzazione, spiegando che “nei giorni precedenti, la comunità ebraica locale aveva protestato pubblicamente contro Amnesty International, il contenuto del rapporto e la decisione dell’Ateneo Veneto di concedere la sala”.

“Siamo profondamente rammaricati per non aver potuto presentare, nella più importante e antica istituzione culturale di Venezia, un rapporto di ricerca su un tema all’esame della Corte internazionale di giustizia e sul quale già si sono pronunciati esperti delle Nazioni Unite e altre organizzazioni non governative sui diritti umani” ha dichiarato Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, spiegando che la presentazione si terrà comunque, sempre a Venezia il 9 gennaio, in altra sede.

Uif: riciclaggio di fondi illeciti in Italia vale 25-35 mld l’anno

Roma, 7 gen. (askanews) – Il fenomeno del riciclaggio di fondi illeciti in Italia vale tra 25 e 35 miliardi di euro l’anno, pari all’1,5-2% del Pil del Paese. E’ la stima della Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, con sede presso la Banca d’Italia, pubblicata in uno studio (“Il valore del riciclaggio e delle altre condotte finanziarie illecite in Italia”) e relativa al periodo 2018-2022.

Secondo l’Uif il riciclaggio è un fenomeno “pro-ciclico, ossia crescente nelle fasi di espansione e decrescente nella fasi di recessione”. L’analisi propone una metodologia robusta e innovativa per la stima del valore del riciclaggio e delle altre condotte finanziarie illecite in Italia, riporta un comunicato, a partire da informazioni provenienti dalle segnalazioni di operazioni sospette (Sos) ricevute dalla Uif.

Stimare il valore del riciclaggio di denaro è un’attività complessa, trattandosi di un fenomeno non direttamente osservabile e caratterizzato dall’uso di tecniche avanzate per mascherare l’origine illecita dei fondi. Le stime esistenti a livello nazionale dei capitali riciclati risultano frequentemente non paragonabili tra loro e spesso forniscono valori contrastanti. Inoltre, prosegue l’Uif, le evidenze empiriche disponibili sono spesso limitate a fenomeni correlati, come il traffico di droga o l’economia sommersa, e non sempre sono replicabili.

Una delle stime più citate, formulata dal Fmi nel 1998 e basata su opinioni di esperti e analisi non pubblicate, ha ipotizzato un valore annuale del riciclaggio a livello mondiale compreso tra il 2% e il 5% del Pil globale. (fonte immagine: Uif).

Meta, Zuckerberg: stop a fact-checking su FB e Instagram

New York, 07 gen. (askanews) – Meta Platforms sta ponendo fine al fact-checking e rimuovendo ogni restrizione alla libertà di parola sia su Facebook che su Instagram. Ad annunciarlo in un video pubblicato martedì mattina è stato lo stesso Ceo, Mark Zuckerberg.

“Torneremo alle nostre radici e ci concentreremo sulla riduzione degli errori, semplificando le nostre politiche e ripristinando la libera espressione sulle nostre piattaforme”, ha detto Zuckerberg chiarendo che i fact-checker verranno sostituiti “con Community Notes simili a X, a cominciare dagli Stati Uniti”.

Zuckerberg ha dichiarato che i fact-checker erano diventati “troppo politicamente di parte” e di essere “arrivati a un punto in cui ci sono troppi errori e troppa censura”, mentre “le recenti elezioni sono un punto di svolta culturale verso una nuova priorità per la parola”. Il Ceo di Meta ha citato più volte Trump nel video di annuncio della nuova politica e ha criticato i media tradizionali per la copertura riservata al primo mandato del presidente eletto. Meta sul premercato sta perdendo lo 0,11%.

Ultimo registra il tutto esaurito per le 9 date del Tour

Roma, 7 gen. (askanews) – A sette mesi di distanza dalla partenza del suo quarto tour negli stadi, Ultimo registra il tutto esaurito per le 9 date di “Ultimo Stadi 2025 – La favola continua”.

Con gli ultimi sold out arrivati oggi per le tappe di Ancona, Messina e Bari, la nuova avventura live del cantautore romano festeggia l’en plein nelle 9 date che dal 29 giugno 2025 animeranno i principali stadi italiani, con un anticipo che è un record per la sua carriera.

Raggiunto negli Stati Uniti dalla notizia del tour tutto esaurito, con un post su Instagram in cui saluta i fan dando loro appuntamento a Roma per il suo imminente ritorno, annuncia anche l’uscita del suo primo disco live, che uscirà entro l’estate e conterrà tutta la setlist del tour 2024.

Un artista dai numeri straordinari: ULTIMO, classe 1996, a soli 28 anni vanta 42 stadi incisi a fuoco nel suo palmarès, di cui 9 annunciati per il prossimo anno già sold out e un totale di biglietti venduti in carriera di oltre 1.750.000, senza contare i 6 album inediti che dal 2017 ad oggi gli sono valsi 83 dischi di platino, 17 dischi d’oro, un totale di oltre 7 milioni di copie vendute, con oltre 2 miliardi di streaming su Spotify e una permanenza dell’intera discografia di ben 16 settimane nella classifica dei 100 album più venduti in Italia nel 2024, e con ben 5 album è l’artista più presente nella Top of the Music by FIMI/GfK dell’intero anno. A fine 2024 riceve il premio come Miglior Autore Under 35 ai SIAE MUSIC AWARDS 2024, un riconoscimento che celebra il valore di un repertorio musicale che sta di fatto cambiando il panorama musicale italiano.

Dopo poche settimane dalla pubblicazione del brano LA PARTE MIGLIORE DI ME, una dedica a cuore aperto, intima, profonda e più che mai sentita al figlio appena nato, Enea, ULTIMO chiudeva uno splendido 2024 festeggiando il sold out della data romana del 13 luglio 2025, che gli è valso un record, vero e proprio traguardo di carriera: 10 live nel tempio della musica romana, il più giovane artista ad aver mai raggiunto un risultato analogo.

Sono oltre 650mila i biglietti venduti nella Capitale ad oggi, solo sommando le 10 date all’Olimpico e la magica notte al Circo Massimo: la prima data storica allo stadio è quella del 4 luglio 2019, LA FAVOLA, davanti a un pubblico di 64mila persone. E dopo lo stop della pandemia seguono il tutto esaurito del Circo Massimo del 2022, la tripletta sold out dell’Olimpico 2023, la tripletta bissata negli stadi del 2024 e l’ennesima tripletta già polverizzata anche per il 2025, sempre nel tempio della musica live romana.

Il sold out di tutte le date del prossimo tour apre un anno carico di aspettative: il 2025 sarà per lui la quarta estate di seguito da protagonista del live italiano. ULTIMO STADI 2025 – LA FAVOLA CONTINUA… partirà il prossimo 29 giugno da Lignano Sabbiadoro, passando da Ancona, Milano, Roma, Messina e Bari, dove calerà il sipario il 23 luglio 2025.

“Non smettete mai di credere nelle favole”, è la frase che chiude i concerti del cantautore, un mantra per il suo pubblico, che anno dopo anno si dimostra composto molto più che da semplici spettatori: è l’incontro di centinaia di migliaia di persone di ogni età che danno vita a una vera e propria generazione. La Generazione ULTIMO, che oggi più che mai saluta e festeggia l’arrivo del più bel capitolo che questa favola potesse raccontare. ULTIMO STADI 2025 – LA FAVOLA CONTINUA…, è prodotto e organizzato da Vivo Concerti.

Al via il Ces a Las Vegas: 4.500 espositori e 1.400 startup

Las Vegas (Nevada), 7 gen. (askanews) – Il Ces di Las Vegas ha aperto le porte. All’edizione 2025 del Consumer Electronics Show, l’evento tech organizzato da Cta fra i più attesi dell’anno, partecipano 4.500 espositori e 1.400 startup, fra cui anche una rappresentanza italiana guidata dall’Ice (Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese).

Durante i 4 giorni di esposizione (dal 7 al 10 gennaio) si alternano 1.100 relatori in 300 conferenze. Grande attesa per il keynote della compagnia aerea Usa Delta che festeggia i 100 anni con un evento nello “Sphere” di Las Vegas, la sfera, in una esperienza immersiva che si concluderà con un concerto di Lenny Kravitz.

Fra i temi caldi quest’anno il quantum computing, la salute digitale, mobilità, sostenibilità con l’intelligenza artificiale che anima tutti settori, come ha raccontato Kinsey Fabrizio, presidente di Cta, anticipando qualche novità fra i settori in ascesa. “La tecnologia della moda è una categoria che mi entusiasma molto, quest’anno, per la prima volta, abbiamo aggiunto il fashion tech agli Innovation Awards e stiamo anche collaborando con il Council of Fashion Designers – ha spiegato – sia che si tratti di sviluppo della moda o del modo in cui i consumatori acquistano, guardano o provano i prodotti stessi, credo che questa sia un’area in crescita che continueremo a vedere al Ces.

È una nuova era dell’innovazione, ha sottolineato, quella “dell’innovazione trasformativa, l’innovazione che risolve le più grandi sfide del mondo e migliora le nostre vite”.

Pattini elettrici, proiettori pieghevoli: le curiosit al Ces Unveiled

Las Vegas (Nevada), 7 gen. (askanews) – Dai pattini elettrici al proiettore ultraportatile pieghevole, ogni genere di robot, finestre digitali e dispositivi per controllare la salute fisica e mentale. Al Ces Unveiled andato in scena in anteprima il meglio delle innovazioni presenti al Ces, il grande evento dedicato alla tecnologia di consumo organizzato da Cta e in scena dal 7 al 10 gennaio a Las Vegas. Tante le curiosit:

Ci sono i rollerblades elettrici di Atmos Gear con controllo remoto, da usare anche in versione manuale. La sedia per massaggi “Bodyfriend” che unisce ai movimenti classici delle poltrone di questo genere anche il movimento indipendente di braccia e gambe. Tanto video, come gli ologrammi in tempo reale con Holobox di Holoconnects, pensati per la assistenza sanitaria, l’accoglienza, la pubblicit.

Dalle proiezioni a grandezza reale allo schermo che sta nel palmo di una mano con il proiettore pieghevole ultra portatile Aurzen. Il controller di Serafim invece trasforma il cellulare in un dispositivo per gaming, da cui poter accedere ai giochi preferiti di tutte le altre piattaforme, a partire da Playstation o X-box.

Innovazioni per la salute, quella fisica con Omnia di Whithings, un hub in grado di raccogliere dati sulla salute da diversi dispositivi e quella mentale con Nutrix che analizza il livello di stress dalla saliva.

Poi robot per ogni utilit: Looi, che trasforma lo smartphone in un piccolo robot che funziona tramite Chatgpt, peluche che sorridono alle carezze (Ropet Ai) e quelli pensati per uso industriale come ARII di Scanbotics, robot autonomo per sopralluoghi.

E ancora finestre digitali con LiquidView, per guardare qualsiasi panorama settato in tempo reale. Di sottofondo il suono della chitarra smart senza corde di Liberlive che con i sensori replica l’esperienza tattile dello strumento per dare anche ai non musicisti l’emozione di suonare la loro canzone preferita.

Servizio di Lucilla Nuzzo

"Cucina Social" con Gloria Procopio, tra ricette e ospiti

Roma, 7 gen. (askanews) – Cusano Media Play inaugura il 2025 con quattro nuove e imperdibili puntate di Cucina Social, il programma che unisce cucina, divertimento e storie uniche. La conduttrice Gloria Procopio, con il suo stile inconfondibile, accoglie ospiti speciali pronti a mettersi alla prova ai fornelli, tra risate, confidenze e colpi di scena.

Le puntate, disponibili dal 7 al 10 gennaio, promettono momenti di gusto e intrattenimento con un pizzico di ironia: 7 gennaio: Fuxtherapy – Paccheri, amatriciana e… nessun controllo!

Gloria Procopio accoglie per la seconda volta Fuxtherapy, pronto a cimentarsi nella preparazione di paccheri ripieni di amatriciana su crema di pecorino. Tra manie di controllo e disordine creativo, scopriamo se Fux riuscirà a lasciarsi andare o se avrà l’ultima parola… in cucina!

8 gennaio: Noemi Silipo – Mattonella di verdure e racconti di vita. La influencer Noemi Silipo porta la sua passione per la cucina vegetariana preparando una coloratissima mattonella di verdure. Tra aneddoti personali, confessioni e battute, vedremo se Gloria riuscirà a conquistare il palato esigente di Noemi con la sua ricetta.

9 gennaio: Sebastiano Nicolì – Cappellacci al cioccolato e romanticismo ai fornelli. L’affascinante influencer romano Sebastiano Nicolì si lancia nella preparazione di cappellacci al cioccolato con ragù di salsiccia. Riuscirà Gloria a trasformare l’inesperienza culinaria di Sebastiano in una dichiarazione d’amore… per la cucina?

10 gennaio: Mister Mario – Tagliatelle ripiene e sorprese dalla Campania. Mister Mario torna per realizzare tagliatelle ripiene con funghi su crema di zucca e sorprendere Gloria con un regalo molto atteso: mozzarelle casertane! Tra battibecchi fraterni e momenti di complicità, il risultato sarà tutto da gustare.

Italia-Usa, Biden venerdì da Mattarella e sabato da Meloni

Roma, 7 gen. (askanews) – Il presidente Usa Joe Biden sarà ricevuto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni sabato alle 15.30 a Palazzo Chigi. E’ quanto si apprende da fonti governative. Biden partirà per l’Italia giovedì, dopo i funerali a wasghinton dell’ex presidente Jimmy Carter. Il presidente si tratterà a Roma fino al 12 gennaio. Incontrerà in Vaticano papa Francesco. E venerdì 10 alle 12 sarà ricevuto al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ces 2025, il sensore che misura lo stress con la saliva

Las Vegas (Nevada), 7 gen. (askanews) – Dalla startup di salute digitale Nutrix il primo sensore per misurare lo stress (CortiSense), uno dei vincitori degli Innovation Awards al Ces di Las Vegas 2025. Si comincia prelevando un piccolo campione di saliva.

“Dopo usiamo questo device per misurare, aspettiamo 3 minuti e abbiamo la misurazione – spiega Maria Hahn – il cortisolo l’ormone che nelle persone sane si alza la mattina e poi scende, e da queste misurazioni possiamo dire se la persona sta bene o no”. Il dispositivo un prototipo ma la startup sta procedendo al passaggio per la commercializzazione e spera di metterlo in vendita alla fine del 2025.

Opposizioni insistono: sull’accordo con Musk il governo riferisca in Parlamento

Roma, 7 gen. (askanews) – Le opposizioni insistono e chiedono al governo di riferire in Parlamento sul caso Starlink. “Sul caso Starlink c’è reticenza su quanto sta avvenendo e sullo stato di interlocuzione tra il governo italiano e Elon Musk. La premier Meloni non dovrebbe sottrarsi alla richiesta di riferire al Parlamento, come chiesto dal Pd. Stiamo parlando di dati sensibili che hanno a che fare con la sicurezza del paese. Affidarli a chi non solo è legato all’amministrazione di un paese straniero, ma interviene attraverso potenti social nelle vicende politiche interne, mostra una grave superficialità nell’affrontare questioni delicate”, ha detto Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera.

Fa eco il leader M5s Giuseppe Conte: “Meloni e Salvini si contraddicono a vicenda mentre giocano a fare la gara a chi è più amico di Musk. Sul piatto resta un possibile accordo per consegnare pezzi della nostra sicurezza nazionale a Musk per 1,5 miliardi degli italiani. Vengano in Parlamento a spiegare anziché stare sui social o nascondersi dietro qualche nota”.

“Non possiamo sapere quel che sta succedendo nel nostro Paese – prosegue – dai commenti social di un cittadino straniero come Musk interessato a espandere i suoi affari in Italia e in Europa. La storia è costellata da personalità tutte ‘genio e sregolatezza’. Ma un governo che vuole tutelare l’interesse nazionale e la trasparenza dei processi democratici non affida a loro asset strategici con trattative riservate. Viene piuttosto in Parlamento a chiarire a tutti gli italiani. Questa vicenda ci preoccupa e non è di certo il miglior modo per festeggiare il compleanno del nostro Tricolore: quello di cui Meloni negli Stati Uniti – con una memorabile figuraccia – aveva già dimostrato di non conoscere il significato”.

E il capogruppo di Verdi-sinistra, Peppe De Cristofaro, afferma: “Il miliardario sudafricano sconfessa Giorgia Meloni. Dopo il post di Musk in risposta a quello di Salvini, è sempre più urgente che il governo spieghi al Parlamento cosa sta trattando, o contrattando, con SpaceX. Qualcuno non sta dicendo la verità. E’ necessario un chiarimento in Parlamento, non basta un comunicato stampa. L’Italia non può permettersi di affidare ad un monopolista come Musk le comunicazioni strategiche senza gara e senza discussione parlamentare. E’ in gioco la sicurezza nazionale, dati sensibili nelle mani di un soggetto privato e straniero, e sono il gioco gli interessi del paese in un importante settore come quello aerospaziale. La Meloni non può passare dalla difesa dell’interesse nazionale all’amichettismo sovranista”.

Tricolore, Mattarella: riassume la nostra identità di popolo

Roma, 7 gen. (askanews) – “Celebriamo oggi il 228° anniversario dalla proclamazione del Primo Tricolore d’Italia, Bandiera che i Costituenti vollero come simbolo della Repubblica. La Bandiera è testimone che, di generazione in generazione, riassume la nostra identità di popolo, nel processo storico che ha portato al raggiungimento dello Stato unitario e, con la Liberazione, ai valori di libertà e democrazia, di pace e cooperazione, che sono il patrimonio irrinunciabile della nostra società, scolpiti nella nostra Carta Costituzionale”. Lo dichiara il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Il Tricolore evoca l’orgoglio delle virtù civiche proprie al sentirsi italiani, esprime al mondo i valori della nostra comunità, della nostra Patria. Ad esso ci rivolgiamo con rispetto e l’emozione di un popolo che si raccoglie e riconosce intorno ad esso. Viva il Tricolore, viva la Repubblica”, aggiunge.

Al via il Locura Tour 2025 di Lazza, le 11 date tutte esaurite

Milano, 7 gen. (askanews) – Per Lazza non poteva esserci modo migliore per iniziare il nuovo anno: sul palco, con la sua musica, scatenando tutta la sua energia live. È partito ieri sera dal PalaUnical di Mantova il Locura Tour 2025, la nuova avventura live prodotta da Vivo Concerti che animerà per tutto gennaio i principali palazzetti italiani, e che da mesi ha registrato l’en plein di tutto esaurito nelle sue 11 date.

Al suo secondo tour nei palazzetti, per stupire una volta in più il suo pubblico e accompagnarlo nel suo nuovo viaggio, Lazza ha ideato uno show fuori dagli schemi, curato nei minimi dettagli: oltre due ore di musica e una setlist di 37 brani per vivere una serata di pura “locura” sulle note dell’ultimo album doppio disco di platino lOCURA (Island Records), per la prima volta live, e il meglio del suo repertorio.

Dietro il Locura Tour 2025 si cela un lavoro creativo e tecnico di altissimo livello, frutto della collaborazione tra lo Studio Blearred ed Eleonora Peronetti. Insieme hanno dato forma a una visione innovativa e immersiva che porta nei palazzetti italiani un’esperienza visiva senza precedenti. Il tema centrale del nuovo album di Lazza -il complesso rapporto tra l’artista, la follia e il successo- si riflette nella scenografia potente e simbolica: monoliti conficcati nel palco, lastre di cemento spaccate da cui emergono fasci di luce pulsante, metafore visive delle crisi creative che rigenerano l’arte. A dare movimento a quest’universo complesso e stratificato, l’utilizzo di soluzioni custom all’avanguardia come botole, lift e magic stairs.

Progettato da Davide Pedrotti, head creative, ed Eleonora Peronetti, scenografa, il palco -dalla forma di diamante, studiato per offrire una visuale perfetta da ogni angolazione- rappresenta la zona di conforto dell’artista, invasa e frammentata dai disturbi della vita esterna, e dove Lazza si muove tra mondi eterei e sognanti rappresentati nei display LED, sfidando la fisicità della scena. Se la progettazione del lighting design unisce matericità e leggerezza, enfatizzando sia la solidità della scenografia che atmosfere oniriche, i contenuti video -curati dal collettivo Highfiles Visuals- amplificano il messaggio artistico trasformando ogni brano in un viaggio nella locura di Lazza. In linea con l’immaginario post apocalittico richiamato dall’allestimento è anche la visione moda dello show, dove tutti i capi custom (nei colori del bianco e nero) sono firmati da Domenico Orefice.

Dopo Mantova, la progressiva catena di sold out dell’artista del roster Me Next toccherà le città di Padova, Eboli, Torino, Bologna, Milano (poker di date all’Unipol Forum), Firenze e Roma, traghettandolo sempre più verso i suoi primi due stadi in carriera: il 5 luglio a Lignano Sabbiadoro (UD) @ Stadio Teghil (data zero) e il 9 luglio 2025 a Milano @ Stadio San Siro. Lazza si prenderà la Scala del calcio realizzando un traguardo che non è solo personale, ma un momento di consacrazione, simbolo di un legame indissolubile tra le sue passioni e la sua città.

E di superarsi, Lazza -l’artista italiano con più certificazioni del 2024 secondo dati FIMI- non ha intenzione di smettere: lo ha fatto anche nelle ultime settimane conquistando il Disco di Diamante con Sirio. Un risultato unico nel suo genere, considerando che nessun rapper solista in Italia è mai arrivato a fare Disco di Diamante per un album, confermando una volta in più SIRIO come album culto del genere in Italia, per oltre due anni sempre saldamente ai vertici delle classifiche di vendita, con il primato assoluto di permanenza al n°1 FIMI (21 settimane) e il traguardo di 1 miliardo di stream su Spotify recentemente raggiunto e superato.