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Mattarella: insidie fake news, giornalisti fondamentali per vita democratica

Roma, 17 mar. (askanews) – “Tra tante difficoltà crescenti, tante insidie di false notizie diffuse anche sulla guerra in questo periodo, svolgete un compito di garanzia, informazione, libertà, di fondamentale sostegno alla vita democratica”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale la redazione del TG2 in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita del telegiornale.

“Vorrei fare mio – ha aggiunto – l’augurio di Papa Leone che ieri vi ha rivolto e che ha ricordato” il direttore del Tg2 Antonio Preziosi: “Quello di raffigurare le tragedie che si intensificano in questo periodo non come raffigurazioni spettacolari ma come informazione che trasmette, come presentazione che informa, che trasmette una correttezza di notizie per le telespettatrici e i telespettatori. Questa è una condizione importante ed è quella che sostanzia il ruolo fondamentale che svolgete, come tutti i vostri colleghi della tv, della carta stampata e del web”.

Arte, "Raffaello in carcere", nuovo podcast Original RaiPlay Sound

Roma, 17 mar. (askanews) – Dal 19 marzo su RaiPlay Sound sarà disponibile il nuovo podcast original “Raffaello in Carcere”, un progetto audio in tre puntate per raccontare la nascita di un’opera d’arte collettiva realizzata da circa cento detenuti e detenute di sei istituti penitenziari italiani. Il podcast è realizzato e curato da Andrea Borgnino.

Al centro del racconto c’è un grande arazzo collettivo, ispirato al Cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello Sanzio e realizzato nelle stesse dimensioni dell’opera originale. Un lavoro unico, nato da un anno di studio, creatività e impegno, che ha coinvolto giovani detenuti e detenute in un percorso artistico e umano di grande valore simbolico e sociale. Su scampoli di tela, disegnati di getto con semplici pastelli a cera, i partecipanti hanno dato forma a oltre sessanta personaggi: ritratti, autoritratti, paesaggi e oggetti familiari che raccontano storie personali, modelli di riferimento e desideri di cambiamento. Tutti i frammenti sono stati poi ricomposti e cuciti a mano, trasformandosi in un grande arazzo collettivo. L’opera è nata nell’ambito del progetto Orizzonti della Fondazione Francesca Rava – NPH Italia, ideato e realizzato dall’artista Mattia Cavanna. Il lavoro si è svolto tra marzo 2025 e marzo 2026 negli Istituti penali minorili di Bologna, Milano, Roma e Napoli e, in collaborazione con Liberi Dentro, nella Casa circondariale di San Vittore a Milano e nella Casa di reclusione femminile della Giudecca a Venezia.

Attraverso le testimonianze dirette dei ragazzi reclusi, insieme alle voci di agenti penitenziari, direttori di istituto, educatori e volontari, il podcast ricostruisce il percorso creativo che ha portato alla nascita dell’arazzo e riflette sul ruolo dell’arte nei processi rieducativi dei giovani e degli adulti autori di reato. Un racconto che intreccia arte, vita e possibilità di riscatto, seguendo la genesi degli oltre sessanta personaggi scelti dai detenuti per questa sorprendente reinterpretazione di uno dei capolavori della storia dell’arte.

Giornata Unità: curiosi e turisti in piazza Colonna per bande musicali

Roma, 17 mar. (askanews) – Folla di curiosi, turisti e scolaresche a Roma in Piazza Colonna davanti a Palazzo Chigi dove dalle 10,30 si stanno esibendo le bande musicali delle forze armate e delle forze di polizia in occasione della Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera.

Per il 165esimo anniversario dell’unità d’Italia è stato previsto un imbandieramento speciale della sede del governo: quattro tricolori – oltre a quello che sventola stabilmente sull’entrata principale insieme alla bandiera dell’Ue – sono stati esposti sulla facciata in corrispondenza delle finestre del penultimo piano. Non accadeva dal 2000, anno in cui fu inaugurata la nuova facciata.

Affacciati alle finestre di Palazzo Chigi anche diversi dipendenti della presidenza del Consiglio ad ascoltare le bande che, oltre all’Inno di Mameli, hanno suonato le arie più celebri di diverse opere italiane come la marcia trionfale dell’Aida, il Nessun Dorma della Turandot. La prima banda a esibirsi è stata quella della polizia locale di Roma Capitale. A seguire, da programma, la banda del corpo nazionale dei Vigili del fuoco, la banda della Polizia penitenziaria, la banda della Polizia di Stato, la banda della Guardia di finanza, la banda dell’arma dei Carabinieri, della banda dell’Aeronautica militare, la banda della Marina militare e la banda dell’Esercito.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato alla cerimonia di deposizione di una corona d’alloro da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’Altare della patria, durante la quale c’è stato il sorvolo di una formazione ridotta delle Frecce ticolori.

Su richiesta di Palazzo Chigi, inoltre, il tradizionale colpo di cannone a salve sparato al Gianicolo a mezzogiorno in punto viene sostituito con una salva di tre colpi, sparati contemporaneamente da tre pezzi d’artiglieria, che produrranno una fumata verde, bianca e rossa.

Giornata Unità nazionale, Mattarella e Meloni all’altare della patria

Roma, 17 mar. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto una corona d’alloro sulla tomba del milite ignoto in occasione del 165esimo anniversario dell’Unità nazionale. Con il capo dello Stato all’altare della patria, in piazza Venezia a Roma, anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso e il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

Perché voto No al referendum: testo e contesto evidenziano la forzatura della Destra

Dopo seria riflessione  ho deciso di votare No, per ragioni di metodo, di merito e di contesto. 

Ho ascoltato i comizi della campagna referendaria della presidente Meloni e di diversi suoi Ministri – e, in un caso, anche di un capo di gabinetto – che hanno tutti esaltato in modo inequivocabile il valore politico di questo voto. La cosa non scandalizza perché i tempi che stiamo attraversando non possono che evidenziare lo spessore politico di ogni consultazione elettorale. Dunque, le ragioni di testo e di contesto, entrambe di pari correttezza e dignità, sono inevitabilmente connesse in modo stretto. 

Non sottovaluterei le ragioni di metodo. La decisione pregiudiziale dell’esecutivo di non coinvolgere il parlamento attraverso un libero confronto, rivela infatti l’intenzione della maggioranza di tradire la volontà del legislatore costituente che aveva voluto evitare, nelle revisioni del testo costituzionale, il non coinvolgimento di tutte le forze presenti in parlamento. Per altro non garantisce nemmeno dalla possibilità concreta che dopo questa modifica, se dovesse vincere il Si, non si proceda ad altre revisioni, nel merito ancora più decisive per la preservazione non solo dell’attuale contrappesamento dei poteri – ed è questa la ragione di merito che più mi sta a cuore – ma dell’essenza più profonda del nostro modello di democrazia costituzionale. 

C’è chi osserva che anche le varie coalizioni di centro sinistra in passato hanno votato a maggioranza testi di revisione costituzionale. Ciò è storicamente vero nell’esito della procedura, ma non nell’avvio e nello svolgimento della stessa. Questa volta si è voluto provocare un inquietante salto di qualità.

Al contrario, se dovesse prevalere il NO, è facilmente prevedibile che in futuro nessuna maggioranza parlamentare vorrà più tentare di procedere in questo modo.

Carnelutti e il referendum sulla giustizia: botta e risposta

Resto sorpreso dalla disinvoltura dell’autore dell’articolo di ieri, La lezione di Carnelutti nel dibattito sulla giustizia, ove egli conclude che oggi «Carnelutti sarebbe stato più vicino ad un No».

Un grande maestro del processo penale

Un’operazione con cui si vuole strumentalmente tirare per la giacca, a un obiettivo di parte piuttosto opinabile, uno dei più attenti pensatori sugli aspetti più tormentosi del processo penale.

Colgo testualmente alcuni spunti dell’autore: «Il suo timore era un altro: che il processo penale si trasformasse in una gara tra accusa e difesa, dove la verità dipende più dall’abilità degli avvocati che dalla ricerca dei fatti. Per lui il processo non doveva diventare un duello tra professionisti».

E prosegue citando un breve passaggio testuale del pensiero di Francesco Carnelutti: «Il processo non deve essere una gara tra abilità contrapposte, ma uno strumento per accertare il fatto».

Ed infine il suo commento: «Guardava quindi con cautela ai modelli troppo rigidamente accusatori, perché temeva che la dialettica processuale finisse per prevalere sulla ricerca della verità».

La narrazione sembra connotarsi di troppa enfasi su aspetti, pur pregevoli, del pensiero di Carnelutti, mentre lascia in ombra il fondamentale aspetto del dramma personale del giudice, sul quale il focus dell’analisi e dei tanti approfondimenti curati dall’insigne maestro, sul fondamento ordinamentale e le dinamiche del processo, negli innumerevoli scritti, tra cui, fondamentali: Lezioni sul processo penale (1946-1949) e Le miserie del processo penale (1957).

Il processo come esperienza drammatica

Ora, se non vogliamo che questa discussione sul punto possa farci trascurare aspetti importanti del pensiero di Carnelutti, da cui possiamo trarre seriamente elementi per potergli attribuire ultrattivamente una posizione assimilabile oggi ad un Sì o ad un No in questo imminente confronto referendario, non possiamo non porci, passo passo, in parallelo con l’evoluzione normativa processuale penale operata attraverso un complesso graduale adeguamento alla Carta costituzionale.

Carnelutti poneva spesso a base dei suoi ragionamenti la considerazione che «il processo è già di per sé una pena per chiunque».

Non rimaneva indifferente, nella sua saggia lungimiranza, alla “miseria” del processo, in quanto esperienza devastante per l’imputato, spesso innocente, esposto alla gogna mediatica, alla perdita di reputazione e alla sospensione della propria vita, indipendentemente dall’esito.

Chiari indizi di una sua immanente e sincera perplessità intorno ai limiti del processo penale ed in particolare del modello inquisitorio vigente nel sistema del processo penale nel corso della sua attività di studioso e di ineguagliabile principe del foro.

Dal codice Rocco al codice Vassalli

Non da meno fu la prudenza che egli mostrò verso le forme attuative del sistema accusatorio, adottato in quel tempo in diversi Paesi europei e negli Stati Uniti. Carnelutti non vide il passaggio al sistema accusatorio nel nostro Paese, essendo morto nel 1965.

Molta attenzione dedicò alla effettiva terzietà che il giudice doveva avere e mostrare nel processo.

Un’evidenza che sorgeva soprattutto nella fase in cui il giudicante doveva tirare le somme sulla vicenda processuale: ossia il momento della determinazione del suo convincimento in camera di consiglio. Lì si trasferiva tutto il peso dello sbilanciamento di poteri che si era realizzato, secondo il codice Rocco, nella fase istruttoria.

C’era nel suo pensiero la consapevolezza che il processo di tipo inquisitorio, ove pesava la cosiddetta cultura della giurisdizione, che apparentemente assimilava il titolare dell’accusa al giudice, alterava la cornice di terzietà.

A ciò si collegava il problema dell’errore giudiziario. Tutte le volte in cui l’imparzialità e la terzietà subivano un affievolimento — concetto che troverà piena consacrazione costituzionale solo con la riforma dell’articolo 111 del 1999 — si apriva lo spazio per quella “miseria” del processo che Carnelutti temeva, con sullo sfondo l’abisso dell’errore giudiziario.

Una cautela per il dibattito odierno

In questo scenario possiamo affermare quanto sia stato cruciale il lavoro di analisi e l’opera di esegesi normativa del professor Carnelutti, su cui si sono formati tanti insigni giuristi, protagonisti del cambiamento in senso liberale del modello processuale penale elaborato dalla commissione presieduta dal professor Giandomenico Pisapia e confluito nel nuovo codice di procedura penale, denominato codice Vassalli ed entrato in vigore nel 1989.

Tanto basta per poter affermare che il tentativo, assai opinabile, dell’autore dell’articolo citato all’inizio di questo commento di trascinare Carnelutti nella contesa odierna e accreditare arbitrariamente la sua adesione ad una delle posizioni in campo dovrebbe attenersi con maggiore rigore ai contenuti normativi.

Non vanno ignorati, inoltre, eventi recenti che hanno evidenziato clamorosamente gli eccessi in cui è arrivato certo correntismo al CSM (caso Palamara), con dimissioni di alcuni consiglieri ed un severo monito del Capo dello Stato.

In tale scenario davvero si può ritenere fondata l’idea che oggi il professor Carnelutti sarebbe stato più vicino ad un No, bocciando la riforma del CSM?

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Una breve replica

di Mister Pesky

Ringrazio Luigi Rapisarda per l’attenzione riservata al mio articolo e per la ricostruzione ampia del pensiero di Francesco Carnelutti. Il richiamo alla complessità del problema processuale di cui ha trattato questo maestro del diritto è certamente condivisibile.

L’articolo pubblicato ieri non intendeva però “arruolare” Carnelutti nel dibattito referendario. Si trattava più semplicemente di un esercizio interpretativo: interrogare il pensiero di uno dei maggiori giuristi del nostro Novecento alla luce delle questioni che oggi attraversano la giustizia italiana.

Resta il punto che a me sembra particolarmente significativo: Carnelutti diffidava delle rigidità dei modelli e rifuggiva dalla semplificazione per la quale una verità superiore s’imporrebbe nel passaggio dal rito inquisitorio a quello accusatorio. Non lo convinceva infatti il processo ridotto a duello, fatalmente spettacolarizzato per le esigenze dell’accusa, davanti a un giudice imparziale.

Possiamo dire che la ricerca di forme nuove – oltre gli schematismi – costituisse l’epicentro della sua fatica intellettuale. Ed è proprio per questa tensione verso nuovi equilibri che vedo la lezione di Carnelutti nel fascio di luce del No al referendum: non “lui a sostegno” di questa scelta, perché così si scivolerebbe platealmente nell’arbitrio, bensì “con lui i sostenitori” della linea contraria alla riforma costituzionale.

Naturalmente le interpretazioni possono divergere specie quando ci si confronta con un gigante della dottrina. Di sicuro questo conferma la vitalità di un pensiero che, a distanza di decenni, continua a interrogare il nostro modo di concepire la giustizia.

Terrorismo, attentato alla Sinagoga di Roma: 5 rischiano processo

Roma, 17 mar. (askanews) – La Procura della Repubblica di Roma ha emesso avviso di conclusione indagini nei confronti di cinque persone per le quali si ipotizza la corresponsabilità nell’attentato con finalità terroristiche perpetrato il 9 ottobre 1982 davanti alla Sinagoga di Roma, che causò la morte di Stefano Gaj Taché di appena due anni e il ferimento di 40 fedeli di religione ebraica.

In una nota gli inquirenti di piazzale Clodio aggiungono poi che “il commando, composto da terroristi appartenenti alla organizzazione capeggiata da Abu Nidal, lanciò bombe a mano, contemporaneamente esplodendo raffiche con pistole mitragliatrici all’indirizzo dei numerosi fedeli, che, al termine della funzione religiosa, stavano uscendo dal cancello secondario della Sinagoga che insiste su via Catalana, dileguandosi poi nelle vie adiacenti”.

Calcio, rapina in casa El Aynaoui, banda armata in fuga

Roma, 17 mar. (askanews) – Rapina nella notte nell’abitazione del calciatore della Roma Neil El Aynaoui, in zona Castel Fusano, sul litorale romano. Intorno alle 3 una banda composta da sei uomini, vestiti di nero, armati di pistola e con il volto coperto, ha fatto irruzione in casa dopo aver forzato la grata di una finestra del salone.

Una volta all’interno, i rapinatori hanno radunato gli occupanti dell’abitazione – il calciatore, la madre, la compagna e il fratello con la sua compagna – chiudendoli in una stanza per impedire qualsiasi reazione.

I malviventi hanno quindi portato via diversi oggetti di valore: gioielli per un valore stimato di circa 10 mila euro, un orologio Rolex e alcune borse griffate.

Dopo il colpo la banda si è data alla fuga. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia. Le indagini sono affidate alla Squadra mobile, impegnata a ricostruire la dinamica dell’assalto e a individuare i responsabili.

Giornata Unità, curiosi e turisti in piazza Colonna per le bande musicali

Roma, 17 mar. (askanews) – Folla di curiosi, turisti e scolaresche a Piazza Colonna davanti a Palazzo Chigi dove dalle 10,30 si stanno esibendo le bande musicali delle forze armate e delle forze di polizia in occasione della ‘Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera’. Per il 165mo anniversario dell’unità d’Italia è stato previsto un imbandieramento speciale della sede del governo: quattro tricolori – oltre a quello che sventola stabilmente sull’entrata principale insieme alla bandiera dell’Ue – sono stati esposti sulla facciata in corrispondenza delle finestre del penultimo piano. Non accadeva dal 2000, anno in cui fu inagurata la nuova facciata.

Affacciati alle finestre di Palazzo Chigi anche diversi dipendenti della presidenza del Consiglio ad ascoltare le bande che, oltre all’Inno di Mameli, stanno suonando le arie più celebri di diverse opere italiane come la marcia trionfale dell’Aida, il Nessun Dorma della Turandot. La prima banda a esibirsi è stata quella della polizia locale di Roma Capitale. Seguiranno, da programma, la banda del corpo nazionale dei Vigili del fuoco, la banda della Polizia penitenziaria, la banda della Polizia di Stato, la banda della Guardia di finanza, la banda dell’arma dei Carabinieri, della banda dell’Aeronautica militare, la banda della Marina militare e la banda dell’Esercito.

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato alla cerimonia di deposizione di una corona d’alloro da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’Altare della patria, durante la quale c’è stato il sorvolo di una formazione ridotta delle Frecce ticolori.

Su richiesta di Palazzo Chigi, inoltre, il tradizionale colpo di cannone a salve sparato al Gianicolo a mezzogiorno in punto sarà sostituito con una salva di tre colpi, sparati contemporaneamente da tre pezzi d’artiglieria, che produrranno una fumata verde, bianca e rossa.

Energia, prezzi elettricità salgono ancora, +4,4% scorsa settimana

Roma, 17 mar. (askanews) – Prezzi dell’energia elettrica ancora in aumento. La scorsa settimana sono saliti di un ulteriore 4,4 percento, secondo i dati settimanali diffusi dal Gestore mercati energetici (Gme). A 147,54 euro per megawatt/ora il prezzo medio dell’energia elettrica per gli operatori, nella settimana dal 9 al 15 marzo risulta cresciuto del 4,4% rispetto alla settimana precedente. Questo dopo che una settimana prima, a seguito del contraccolpo della guerra in Iran, lo stesso indicatore aveva registrato già un balzo Del 32,4%.

Iran, Malan(Fdi): Salvini su stop sanzioni a Mosca? Non è linea governo

Roma, 17 mar. (askanews) – “Al momento non pare sia necessario, tantomeno desiderabile evidentemente” interrompere le sanzioni alla Russia. “Non sarebbe neanche risolutivo e sarebbe incoerente con la politica che abbiamo tenuto sin dall’inizio”. Così, su Rai news24, il capogruppo di Fdi in Senato Lucio Malan, sulle parole del vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, il quale ha invitato ad allentare le sanzioni (il presidente di Federpetroli “chiede di rimuovere le sanzioni sul petrolio e il gas russo e secondo me ha ragione. Non perchè sia amico di Putin, ma perché le famiglie e le imprese italiane rischiano di non farcela a spendere di più”).

“Questa è la posizione della grande maggioranza del governo e all’interno del governo si tiene questa posizione. Salvini legittimamente propone un’altra soluzione ma la linea è questa”, ha concluso.

A Roma la mostra di Mario Schifano, dall’informale alla Palestina

Roma, 17 mar. (askanews) – Il Palazzo delle Esposizioni celebra Mario Schifano, una delle figure più significative dell’arte italiana del secondo Novecento, con una grande retrospettiva. Fino al 12 luglio saranno in mostra oltre cento opere provenienti da collezioni pubbliche e private, realizzate con tante tecniche diverse, esposte in ordine cronologico per ripercorrere il lavoro dell’artista: da quelle degli esordi degli anni Cinquanta, informali e materiche, ai primi monocromi del 1960, dalla stagione inaugurata con la mostra “Tutto” nel 1963 alla Galleria Odyssia di Roma, alle nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico e dalle figure della storia dell’arte, dai Futuristi a Malevi .

Del 1968 sono le opere “Compagni Compagni” e l”Interno di casa romana”. Evidente è la sensibilità per le emergenze sociali e per i temi legati all’attualità, del suo tempo ma anche di oggi, nelle ultime sale della mostra, dove spiccano i celebri “Paesaggi TV” degli anni Settanta o i lavori degli anni Novanta, come “Meteomalato”, “Palestina” o “Sorrisi scomparsi”, del 1991, l’anno della guerra del Golfo. “Schifano ha dipinto su delle tele di PVC, emulsionate con delle fotografie tratte dal computer ed elaborate al computer, e su queste fotografie ci sono delle scritte in arabo. – ha spiegato la curatrice Daniela Lancioni – Ci siamo accorti che Schifano nell’ultimo decennio è stato particolarmente sensibile ai temi scottanti di geopolitica ma anche di emergenze climatiche”.

Oltre che con la pittura Schifano si è espresso attraverso la fotografia e il cinema, e al Palaexpo sarà possibile vedere le sue immagini scattate in bianco e nero, l’intera produzione di film e cortometraggi, insieme a una selezione dei documenti audiovisivi a lui dedicati.

Katz: ucciso il segretario del Consiglio di Sicurezza iraniana Larijani

Roma, 17 mar. (askanews) – Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha affermato che un raid dell’Idf ha portato all’uccisione del numero uno del Consiglio di sicurezza iraniano Ali Larijani. Lo scrive Haaretz. Al momento, l’Iran non ha confermato la notizia, anzi le agenzie della Repubblica islamica sostengono che a breve sarà diffuso un messaggio dell’alto funzionario.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha confermato che il “leader de facto” dell’Iran, Ali Larijani, è stato eliminato in un attacco aereo. Come riferito dal giornale israeliano Ynet, Katz ha dichiarato: “Sono appena stato informato dal capo di stato maggiore che il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale Larijani e il capo dei Basij (Soleimani, ndr) sono stati eliminati questa notte e si sono uniti al capo del programma di annientamento Khamenei e a tutti i criminali dell’asse del male nelle profondità dell’inferno”.

MotoGp, Bezzecchi: "Alla scoperta del Brasile"

Roma, 17 mar. (askanews) – Nuova sfida per l’Aprilia Racing che torna in pista per il secondo appuntamento stagionale sul tracciato inedito dell’Autódromo Internacional de Goiânia – Ayrton Senna, in Brasile. Un circuito storico, inaugurato nel 1974, lungo 3,84 chilometri e caratterizzato da 14 curve che alternano lunghi rettilinei a sezioni più tecniche.

Marco Bezzecchi arriva all’appuntamento con grande fiducia dopo il brillante avvio di stagione a Buriram, dove ha conquistato pole position e vittoria nella gara lunga, confermando la competitività del pacchetto Aprilia. Il pilota italiano si è detto entusiasta della nuova esperienza: “Sono molto contento di andare in Brasile e curioso di scoprire questo tracciato. Sarà bello correre in un paese nuovo e incontrare nuovi tifosi. La motivazione non manca, speriamo di fare un buon weekend”.

Dall’altra parte del box, Jorge Martín prosegue il suo percorso di adattamento alla RS-GP26. Dopo il quarto posto ottenuto in Thailandia, lo spagnolo guarda con fiducia alla tappa brasiliana: “Ho molta voglia di iniziare su questa nuova pista. Il lavoro fatto in Thailandia ci darà una buona base anche qui. Sarà fondamentale fornire i giusti feedback perché una pista nuova è sempre impegnativa, ma penso che insieme alla squadra e a Marco potremo essere competitivi”.

Giorgetti: educazione finanziaria realizza un gioco a somma positiva

Roma, 17 mar. (askanews) – Con l’impegno delle istituzioni per l’educazione finanziaria “c’è l’opportunità di realizzare quello che si chiama un gioco a somma positiva. Se realizzato tutti i partecipanti stanno meglio. Non è semplice, ma vale la pena di perseguire un fine che se raggiunto è un beneficio per tutti”. Lo ha detto il ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo all’evento “l’educazione finanziaria nella scuola promosso dall’Ivass.

“Sono fermamente convinto che il progresso civile ed economico di un Paese sarà tanto più regolare e sano quanto più sarà fondato sulla conoscenza economica e finanziaria che a sua volta – ha spiegato – viene alimentata da una efficace educazione finanziaria”.

“Conoscere – ha aggiunto Giorgetti – aumenta la possibilità di fare scelte economiche responsabili che tengano conto delle opportunità e dei vincoli”.

Thaddaeus Ropac: fried snowballs fra Duchamp e Sturtevant

Milano, 17 mar. (askanews) – Dal 17 marzo al 23 luglio 2026 Thaddaeus Ropac a palazzo Belgioioso a Milano presenta il dialogo artistico e intellettuale tra Marcel Duchamp (1887 – 1968), padre dell’Arte Concettuale, e Sturtevant (1924 – 2014), la cui pratica innovativa ha interrogato la struttura concettuale dell’arte in un mondo post-duchampiano. Riprendendo il titolo dall’ironica osservazione di Sturtevant, Dialogues are mostly fried snowballs (I dialoghi sono per lo più palle di neve fritte) riflette la propensione di Duchamp per le battute spiritose.

Elena Bonanno di Linguaglossa, amministratore delegato della sede milanese della galleria Thaddaeus Ropac, ha raccontato ad askanews questo terzo dialogo. Dopo Georg Baselitz e Lucio Fontana e Valie Export e Ketty La Rocca, “siamo da Thaddaeus Ropac a Milano, abbiamo deciso di fare questo pas de deux tra Marcel Duchamp e Elaine Sturtevant. Noi rappresentiamo la Fondazione Sturtevant, l’archivio. Questa idea viene da Thaddaeus e la mostra si basa su questo concetto della ripetizione, non dell’appropriazione: un gioco tra ripetizione, differenze, interpretazione dello stesso oggetto. Abbiamo dunque accostato dei lavori di Marcel Duchamp che vengono da una collezione privata europea molto importante tra cui abbiamo uno dei lavori chiavi di Marcel Duchamp, il Bottle Rack sospeso e i lavori di Elaine Sturtevant che ha sempre lavorato sulla memoria dunque riprendendo i grandi artisti in questo caso Duchamp. Abbiamo chiesto una serie di prestiti per creare questo dialogo tra due giganti”.

Al centro della sala principale la straordinaria opera di Duchamp intitolata De ou par Marcel Duchamp ou Rrose Sélavy, La Bo te-en- valise (1966): il “museo portatile” curato dall’artista stesso. L’opera autocelebrativa, che apparteneva alla moglie di Duchamp, “Teeny”, racchiude tre repliche in miniatura oltre a 77 riproduzioni delle sue opere, tra cui molte di quelle esposte in Dialogues are mostly fried snowballs e una fotografia del 1936 di Porte-bouteilles di Man Ray, anch’essa in mostra.

Altrettanto affascinante, Duchamp Ciné (1992) di Sturtevant attira lo spettatore verso un’enigmatica manovella di un macinacaffè. Elena Bonanno di Linguaglossa l’ha descritta: “Questa opera è molto importante perché gioca a vari livelli: per primo riprende ovviamente il medium cinematografico, che un medium che sia Sturtevant che Duchamp hanno guardato, proprio perché riguarda l’interpretazione della realtà o la re- interprezzazione della realtà. Poi Elaine Sturtevant, a vari livelli riprende diversi lavori di Duchamp: si vede lei che scende, riprendendo il famoso lavoro di Duchamp, Nu descendant un escalier, ma poi nella costruzione del lavoro, riprende probabilmente il lavoro più importante di Marcel Duchamp, che è al Philadelphia Museum, che si chiama Étant donnés. Questo lavoro, sul quale Duchamp ha lavorato per ben vent’anni, è questa porta dove tu ti avvicini alla porta e c’è un piccolo buco come questo e nel buco di Marcel Duchamp hai la sua famosa amante Maria Martins che era una socialite e artista brasiliana. Nella sua opera Duchamp Cine Elaine Sturtevant invece di mettere ovviamente il corpo di Maria Martins ha messo i lavori più importanti dall’Urinal, il shovel e il Bottle Rack di Marcel Duchamp. E’ un’omaggio a Marcel Duchamp”.

Dialogues are mostly fried snowballs mette in luce lo spirito di sovversione incessante che accomuna Sturtevant e Duchamp, entrambi fondamentalmente impegnati a sfidare e ridefinire il significato dell’arte attraverso la loro pratica. La mostra alla Thaddaeus Ropac di Milano coinciderà con la grande retrospettiva sull’opera di Marcel Duchamp che aprirà al Museum of Modern Art di New York il 12 aprile 2026.

Ivass, Signorini: truffe sempre esistite, oggi reincarnate nel digitale

Roma, 17 mar. (askanews) – “Le truffe non sono certo nate con internet. Il Gatto e la Volpe sono sempre esistiti. Oggi si reincarnano spesso in ladri di identità digitali o spacciatori online di investimenti allettanti ma fasulli. I ragazzi sanno difendersi dal phishing meglio dei vecchi, educazione f inanziaria o meno, ma non è detto che sappiano sempre valutare bene i consigli e le proposte che arrivano in rete”. Lo ha affermato Luigi Federico Signorini, presidente dell’Ivass e Direttore generale della Banca d’Italia, nel suo intervento in apertura della Global Money Week 2026.

“Se Pinocchio, insieme all’abbecedario, avesse ricevuto un po’ di educazione finanziaria, avrebbe saputo bene che gli zecchini d’oro non crescono sulle piante dalla sera alla mattina. Oggi è tutto un po’ più complicato, ma il problema in fondo è sempre lo stesso – ha avvertito -: distinguere le proposte e i consigli seri e realistici da quelli frivoli, incauti, troppo generosi, o peggio. Non è sempre banale, e bisogna possedere le basi per farlo”.

Ambiente, riunione Paesi Ue critici di Ets: "Diffusa preoccupazione"

Roma, 17 mar. (askanews) – A margine del Consiglio Ambiente, oggi a Bruxelles, si è tenuta una riunione di coordinamento ministeriale del gruppo dei Paesi creatosi nel contesto del recente negoziato sulla legge clima. L’obiettivo, riporta il ministero di Ambiente e sicurezza energetica con una nota, è stato quello di verificare la possibilità di coordinare una linea comune di intervento nello scambio di opinioni sul quadro climatico post-2030 previsto all’ordine del giorno del Consiglio.

“Alla fine dell’incontro si è registrata una diffusa preoccupazione soprattutto per l’incidenza dell’ETS, sia quello sulla produzione termoelettrica che quello sull’industria, sulle economie dei Paesi membri”, si legge. Per l’Italia era presente il ministro Gilberto Pichetto Fratin. Gli Stati partecipanti alla riunione si sono ripromessi di proporre iniziative comuni per affrontare questo problema. (fonte immagine: Mase)

Giornata unità, Mattarella: unità è ideale profondo e condiviso

Roma, 17 mar. (askanews) – “Il 17 marzo celebra il raggiungimento dell’Unità nazionale, il riconoscimento dell’Italia come Stato sovrano, il coronamento delle aspirazioni e dell’impegno civile che caratterizzarono la stagione del Risorgimento, solennemente riaffermati poi nella lotta di Liberazione, che ha consentito al Paese di riconquistare con la propria unità la propria libertà, ricomponendo la frattura istituzionale e politica determinata dall’occupazione nazifascista, costruendo l’Italia contemporanea”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato in occasione della Giornata dell’unità nazionale.

“L’unità – rileva il capo dello Stato – non costituisce soltanto un assetto politico-istituzionale, bensì è un ideale profondo e condiviso, che attraversa e interpreta l’intera vicenda storica del nostro Paese”.

Per Mattarella “Costituzione, Canto degli Italiani e Tricolore sono simboli di una comunità fondata sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle istituzioni democratiche e di ogni persona”. Un “patrimonio di valori che la ricorrenza del 17 marzo invita a rinnovare e a trasmettere, in particolare alle giovani generazioni, in un dialogo costante e aperto. A loro, chiamate ad affrontare trasformazioni profonde e sfide globali di inedita complessità, le istituzioni – conclude Mattarella – sono tenute a offrire orientamento, fiducia e responsabilità, affinché possano contribuire con piena consapevolezza alla costruzione del futuro del Paese”.

Giornata unità, Mattarella: principi 17 marzo guidino a convivenza pacifica, solidale e democratica

Roma, 17 mar. (askanews) – “Il 17 marzo è Giornata che rinnova l’appello all’impegno civile. Invito a custodire e attuare, con coerenza e lungimiranza, i principi di libertà, giustizia e pace su cui si fonda la Repubblica, affinché essi continuino a guidare l’azione delle istituzioni e della società nel perseguimento di una convivenza pacifica, solidale e autenticamente democratica, in Italia e nella comunità internazionale”. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato in occasione della Giornata dell’unità nazionale.

Mattarella: di fronte aspirazioni egemoniche nel mondo Costituzione saldo riferimento

Roma, 17 mar. (askanews) – “In un contesto internazionale segnato da tensioni, conflitti e dal riemergere di dinamiche di contrapposizione e di aspirazioni egemoniche che turbano l’equilibrio mondiale, i principi che hanno ispirato la nascita della Repubblica e che trovano espressione nella nostra Carta costituzionale e si ancorano alla Carta delle Nazioni Unite sono saldo punto di riferimento”. Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo messaggio in occasione della Giornata dell’unità nazionale.

Israele ha ucciso il capo dei Basiji iraniani Soleimani

Roma, 17 mar. (askanews) – L’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso in un raid mirato a Teheran il comandante delle forze Basij, Gholamreza Soleimani.

Secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane, l’operazione è stata condotta dall’aeronautica sulla base di informazioni di intelligence e ha colpito il comandante, in carica da circa sei anni.

Le Basij fanno parte dell’apparato di sicurezza iraniano e, secondo Israele, hanno avuto un ruolo centrale nella repressione delle proteste interne, con operazioni caratterizzate da arresti di massa e uso della forza contro i civili.

L’uccisione di Soleimani si inserisce in una serie di operazioni che, secondo Israele, hanno portato all’eliminazione di numerosi alti comandanti iraniani, con l’obiettivo di indebolire la struttura di comando e controllo del sistema di sicurezza di Teheran.

L’esercito israeliano ha affermato che continuerà le operazioni contro i vertici militari iraniani.

Mattarella: Costituzione autentico presidio dei diritti

Roma, 17 mar. (askanews) – “La “Giornata dell’Unità Nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” richiama elementi fondanti dell’identità della Repubblica: indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace. Si tratta di valori maturati lungo un percorso storico complesso e non privo di afflizioni, che trova la sua più alta e compiuta espressione nella Costituzione, autentico presidio dei diritti e delle responsabilità che definiscono la nostra comunità nazionale”. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel messaggio inviato in occasione della Giornata dell’unità nazionale.

Grandi piattaforme tecnologiche e democrazia: enigma Peter Thiel

Un protagonista del nuovo capitalismo tecnologico

Si avverte una tendenza a interpretare la tecnologia come nuovo ordine del mondo. L’arrivo in Italia di Peter Thiel in questi giorni, per dialoghi culturali riservatissimi, ci fa comprendere che non si tratta solo di governare le innovazioni ma che dietro le architetture digitali ed il modello economico predatorio delle Big Tech c’è una visione del mondo e dell’uomo.

Peter Thiel, grande sostenitore di Trump dal 2016 e promotore del fenomeno politico J.D. Vance, suo vice, ha fondato PayPal con Elon Musk e poi Palantir, impresa che sviluppa software avanzati per incrociare dati utili all’intelligence e alla Difesa degli USA e di altri Governi occidentali.

Thiel porta a Roma una visione. Non si tratta di un semplice miliardario della Silicon Valley. È un interprete importante del passaggio d’epoca. L’intreccio tra tecnologia digitale, mercato, finanza e potere politico rappresenta un nuovo ordine del mondo. Non è solo una dimensione del capitalismo che genera ricchezza. È un sistema che usa il denaro per trasformare istituzioni, diffondere valori e disvalori, antropologie, per generare autocrazie sia pure elettive. È il capitalismo della sorveglianza che stabilisce quali libertà sacrificare per il primato tecnologico e politico nel mondo. È una forza pedagogica e quindi politica per plasmare un nuovo mondo.

Lo stratega della nuova destra americana

Scacchi, Stanford, Big Data, appoggio al Movimento Maga: perché Thiel è uno stratega dai lati ancora oscuri? Egli è un sostenitore della teoria dell’Anticristo biblico, che si oppone al libero sviluppo tecnologico. È uno dei cento uomini più ricchi del mondo, primo finanziatore di Facebook e di molte startup che hanno fatto la Silicon Valley. È uno dei grandi sponsor intellettuali della nuova destra americana.

Ha curato l’ascesa di J. D. Vance, prima professionale poi politica, fino a pensare ad una sua candidatura alla Presidenza USA nel 2028. L’idea di fondo è che nel mondo tocchi agli Stati Uniti, al più forte, affermare la propria potenza per evitare la decadenza quasi certa dell’Occidente, rispetto soprattutto alla Cina.

Tolkien, Silicon Valley e la mitologia del potere tecnologico

Non è facile capire un libertario californiano, strenuo difensore della libertà di parola, che aiuta i governi a sorvegliare piazze e persone fino a chiudere siti di informazione. Figlio di cristiani evangelici conservatori tedeschi, poi trasferiti negli Stati Uniti, da studente legge e rilegge Tolkien.

Dai suoi fantasy trae una lente per guardare la realtà fino a dare i suoi nomi alle aziende, come ad esempio Palantir, richiamando le pietre veggenti che consentono agli elfi di sorvegliare da lontano. Così Anduril, la spada di Aragorn, la fiamma dell’ovest, nome dell’impresa che sviluppa sistemi di difesa autonomi, droni e torri di sorveglianza. Così Erebor, la montagna dove il drago accumulava immensi tesori, che diventa il nome di una banca attiva in tecnologie e criptovalute.

Il paradosso della libertà sorvegliata

Per comprendere Thiel dobbiamo osservare la fondazione di Stanford Review nella sua università, nel 1987. È un giornale studentesco per narrare ciò che crea disagio. Da qui parte l’attacco al politicamente corretto, all’ortodossia dominante nelle università americane.

In particolare si contestano le affirmative action, le ammissioni preferenziali delle minoranze. La rivista sostiene che fanno abbassare gli standard accademici. È un rifiuto del multiculturalismo senza reale emancipazione. La non selezione distorce il merito.

Con queste idee incrocia Elon Musk della Space X. Nel 2007 Fortune li individua come la PayPal Mafia. Thiel riesce a sfruttare l’onda lunga dei cambiamenti tecnologici con una visione precisa del mondo e del futuro. Entra in una rete di miliardi, algoritmi e politica, in un laboratorio distopico che ridisegna il potere negli Stati Uniti e che quindi ci riguarda tutti.

Il capitalismo della sorveglianza e la sfida europea

Thiel si presenta come un difensore dell’umano contro il rischio di una tecnologia senza volto e contro il conformismo ideologico. È un paradosso: per difendere la libertà si affida potere crescente a strutture di controllo.

La complessità della vita va semplificata in informazione leggibile in sofisticate banche-dati. Emerge una concezione hobbesiana della convivenza. Se l’uomo è una minaccia serve un ordine più forte. Se il caos ci minaccia, la libertà deve arretrare rispetto alla sicurezza. La politica si irrigidisce in chiave autocratica, il mercato seleziona, la tecnologia sorveglia.

L’uomo è ridotto ad un comportamento da prevedere? Il capitalismo della sorveglianza diventa antropologia della sorveglianza in attesa dell’Anticristo. Il nuovo umanesimo europeo non può sottovalutare questo fenomeno distopico emerso nel cuore dell’Occidente.

La guerra, che bella!

Un mondo che non si riconosce più

Sembra che di questi tempi qualcosa non giri per il verso giusto. Non si tratta propriamente di versi poetici a cui ricorrere per dire della bellezza del mondo e neppure dell’originaria traccia dell’aratro tirato dai buoi impegnatnel lavoro dei campi. C’è un sostantivo che ormai si può declinare solo al plurale.

Ne deriva che “guerra” può essere espresso solo in “guerre”, e forse — a dirla così — è ancora una fortuna. Se si tornasse alla sua forma singolare vorrebbe dire che l’intero mondo, ogni suo angolo, si è infiammato e sarebbero dolori seri.

Per adesso il Medio Oriente la fa da padrone: un intreccio di etnie e di interessi impossibile da sgrovigliare, un caleidoscopio di sfumature di poteri dove ciascuno sta contro l’altro, ma sotto sotto non del tutto, perché bisogna intanto guardarsi anche dall’alleato di oggi.

Il tempo di una ristrutturazione globale

Resta fermo che la terra si è guardata allo specchio ed evidentemente non si è più piaciuta. Ha pensato bene che fosse giunta l’ora di un restyling, e lo stile che si è dato sarebbe quello “proattivo” a cui sembra essersi ispirata.

Quindi muovere lo scenario: una sorta di ripresa di movimento per dimagrire dal peso eccessivo di una pace che sta diventando tossica. L’importante è sparigliare gli equilibri attuali, che sanno di stantio, e mettersi in corsa per rimettersi in sesto.

Ad onor del vero, un po’ di esercizio — dal dopoguerra ad oggi — la terra l’ha sempre fatto, ma tutto sommato al minimo dei giri, una sbandata sempre controllata. Ora non è parso più sufficiente e il nostro caro pianeta ha deciso di rimettersi in sesto, pur a costo di sudare sangue e polvere da sparo in modo assai più massiccio.

Lifting si traduce in un sollevare, forse anche le sorti di un umore contrariato da troppa inerzia.

Ghiotti di futuro

Qualche scellerato potrebbe rimpiangere il bel mondo antico, ma c’è chi ricorda che la nostalgia non è una buona strategia. Siamo chiamati al futuro al pari del canto di Circe.

Si è attratti fatalmente verso il precipizio del “dopo”, senza prevederne gli effetti, ed è forse proprio questa ignoranza ad essere la molla che seduce e che giustifica un passo in avanti a digiuno di mappe da seguire.

L’imprevisto è la molla da montare a cavalcioni per lanciarsi incontro a nuovi orizzonti.

Più dei politologi o dei militari esperti di conflitti mondiali, i leader del mondo potrebbero chiedere suggerimenti alle grandi multinazionali di prodotti cosmetici, e non soltanto per migliorare il proprio outfit. Chissà che non verrebbe proprio da quelle aziende, esperte di ringiovanimento, qualche indicazione utile per abbellire un pianeta dalla faccia stanca — e forse perfino per vincere una guerra.

Se lo fanno gli umani, ne avrà diritto anche la terra che li ospita, almeno per un elementare principio di omogeneità.

L’importanza di una nuova cosmesi

Anche gli animali non sono esenti da un trend che sollecita un cambiamento dello status quo, un adeguarsi a canoni più confacenti all’attualità del momento.

È sulla cronaca dei giornali la notizia che al Camel Beauty Show Festival in Oman sono stati squalificati una ventina di cammelli a cui avevano pompato le labbra con filler e la gobba con silicone. Anche lì si è avvertita l’esigenza di mettere mano alle proprie bestie per dare una spinta maggiore alla loro presenza.

Accettarsi per come si è e per quanto si ha è una pratica ardua ed ormai intesa come sterile.

L’Oman e il Medio Oriente oggi sono l’ombelico del mondo, la scuola a cui guardare. Anche la morte dovrà tenerne conto e darsi una incipriata, per non correre il rischio di annoiare chi un giorno vi si imbatta.

Carlo Donat-Cattin, una lezione che non tramonta

Ci sono delle lezioni, degli insegnamenti e dei magisteri che non tramontano. Senza sacrificarli o beatificarli, semplicemente conservano una bruciante attualità e modernità nella loro essenza di fondo. Tra questi non possiamo non citare il magistero politico, culturale e sociale di Carlo Donat-Cattin, scomparso 35 anni fa. Leader della sinistra sociale della Democrazia Cristiana e qualificato uomo di governo, parliamo di uno statista che si è ritagliato un ruolo decisivo nella politica italiana per oltre 30 anni. Nella Dc innanzitutto, all’interno del cattolicesimo sociale, nel centrosinistra dell’epoca e, soprattutto, nel contributo che seppe dare alla cultura riformista e democratica del nostro paese.

La scuola della sinistra sociale

Un uomo che, attraverso il suo concreto esempio e comportamento politico, ha saputo “allevare” generazioni — tra cui chi scrive — all’impegno politico e culturale diretto nella società. Generazioni di cattolici che provenivano dall’associazionismo di base culturale e sociale, di matrice cattolico-popolare, che sono approdati alla politica non in modo casuale ed estemporaneo, ma con una precisa preparazione culturale ed ideale e con un profilo politico altrettanto chiaro e definito. Era la grande comunità della sinistra sociale di ispirazione cristiana — la storica corrente di Forze Nuove — che, partendo proprio da Torino e dal Piemonte, ha saputo con uomini come Donat-Cattin e Bodrato e con molti altri esponenti e leader provenienti da tutto il paese, come ad esempio Franco Marini, diventare un luogo politico decisivo per la Dc e per l’intera politica italiana in quella lunga stagione della prima Repubblica.

Il governo come responsabilità politica

Un uomo, quindi, che ha sempre giocato un ruolo politico da protagonista, al di là delle vicissitudini umane che ha dovuto faticosamente attraversare. Ma un uomo che, comunque sia, ha lasciato una pesante e ricca eredità politica, culturale e sociale e anche e soprattutto di governo. Cioè sul come si gestisce, si affronta e si governa un ministero. Dall’Industria al Lavoro e previdenza sociale alla Sanità, Donat-Cattin ha sempre saputo imprimere una spiccata e ben visibile direzione politica alla sua azione di governo senza mai rinunciare alla sua cultura politica di fondo. E la storica riforma dello Statuto dei lavoratori del maggio 1970 lo ha confermato in modo persino plateale.

Tutto ciò non gli risparmiò di essere uno dei leader e statisti Dc più violentemente contestato dalla sinistra comunista dell’epoca. Forse con Cossiga è stato il leader democristiano più vilipeso, più ferocemente attaccato ed insultato da parte del vecchio Pci.

Una sfida ancora aperta

Malgrado ciò, Donat-Cattin con la sua coerenza politica di fondo e il suo carattere indomito e coraggioso ha saputo fronteggiare da un lato la pesante e massiccia offensiva comunista e, dall’altro, l’ostracismo della classe imprenditoriale. E questo perché la specificità della sinistra sociale di ispirazione cristiana è sempre stata quella di restare fedele alle ragioni del cattolicesimo sociale e popolare senza mai rinunciare a rappresentare nelle dinamiche politiche i ceti popolari e del mondo del lavoro all’interno della Democrazia Cristiana.

Un terreno, questo, che vedeva la diretta concorrenza proprio dei comunisti. Soprattutto nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro. E non è un caso che fu proprio Aldo Moro a richiamare più volte il ruolo decisivo di Donat-Cattin e della sua corrente di Forze Nuove affinché “la Democrazia Cristiana continui a conservare la sua natura popolare e sociale”.

Ecco perché, seppure in una stagione politica profondamente diversa rispetto a quella vissuta da Carlo Donat-Cattin, è indubbio che oggi i valori, i principi, la cultura e la concreta prassi politica interpretati e declinati dallo statista piemontese nel suo tempo continuano ad essere fortemente attuali e moderni anche nella società contemporanea. E proprio la riproposizione, seppur con una veste aggiornata e rivista, di una sinistra sociale di ispirazione cristiana continua ad essere una delle sfide decisive per i cattolici italiani che non accettano di continuare a giocare un ruolo puramente ornamentale e del tutto ininfluente nella cittadella politica contemporanea.

Giornata unità, Fontana: custodire e difendere pace e libertà

Roma, 17 mar. (askanews) – “Il 17 Marzo richiama i principi su cui si fonda il nostro Paese: libertà e pace. Questa giornata, nel rinnovare il ricordo dei fatti storici, invita tutti a sentirsi parte della comune responsabilità di custodire e difendere i valori costituzionali che rimangono una guida e un indirizzo sicuro per affrontare le difficili sfide del nostro tempo. Lavoriamo ogni giorno per tutelare la libertà e la pace per il nostro Paese, valori oggi a rischio e da difendere con la massima determinazione”. Lo afferma il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

La Dc cilena cerca una nuova guida, soprattutto una nuova linea politica

Un partito storico alla ricerca di identità

Il prossimo 12 aprile gli iscritti al Partido Demócrata Cristiano (PDC) saranno chiamati a eleggere la nuova direzione nazionale. Quattro liste si sono presentate in questa competizione, segnando una fase di confronto interno che va ben oltre il semplice ricambio della leadership.

La Democrazia cristiana cilena è stata una delle grandi esperienze del cattolicesimo politico del secondo Novecento. Con la presidenza di Eduardo Frei Montalva negli anni Sessanta rappresentò un modello originale di riformismo cristiano in America Latina. In quegli anni il partito cercò di tradurre nella realtà cilena l’ispirazione umanista e personalista che aveva trovato nel pensiero di Jacques Maritain una delle sue principali fonti culturali.

Oggi, tuttavia, la situazione è molto diversa. Dopo decenni di centralità nella politica nazionale e un ruolo decisivo nella transizione democratica seguita alla fine del regime di Augusto Pinochet, il partito si trova a fare i conti con un forte ridimensionamento elettorale e con la trasformazione del sistema politico cileno.

Le quattro candidature

La competizione interna vede confrontarsi quattro candidati alla presidenza del partito.

Il deputato Álvaro Ortiz, già sindaco di Concepción, propone di rilanciare la Dc come forza autonoma di centro riformatore, capace di dialogare con diversi interlocutori politici senza perdere la propria identità.

Il parlamentare Jorge Díaz rappresenta invece una linea più vicina alla tradizione della Concertación, la grande coalizione di centrosinistra che guidò il Paese dopo la dittatura, e vede nella collaborazione con le forze progressiste un passaggio necessario.

Accanto a queste due figure parlamentari si collocano altre due candidature: quella di Humberto Salas, espressione di una corrente che chiede una profonda riorganizzazione del partito e un maggiore radicamento territoriale, e quella di Ana María Luksic, che insiste soprattutto sul rinnovamento generazionale e sull’apertura alle istanze di modernizzazione.

Il nodo politico

Dietro la competizione tra le quattro liste si intravede una questione più profonda: la collocazione della Democrazia cristiana nel nuovo scenario politico cileno.

Negli ultimi anni il sistema politico del Paese è stato attraversato da profondi cambiamenti. Le proteste sociali del 2019 hanno accelerato la crisi dei partiti tradizionali e favorito l’emergere di nuove forze politiche, culminate con l’elezione alla presidenza di Gabriel Boric.

In questo contesto la Dc ha progressivamente perso peso elettorale, oscillando oggi su percentuali modeste rispetto al passato (3-5%). Il partito deve quindi decidere se restare stabilmente nell’area della sinistra democratica oppure  tentare di ricostruire uno spazio autonomo di centro riformatore.

Una scelta strategica

La decisione che uscirà dal voto interno di aprile non riguarderà soltanto la guida del partito.

Riguarderà soprattutto il modo in cui la Democrazia cristiana cilena intende reinterpretare la propria tradizione nel XXI secolo: come componente del campo progressista oppure come forza autonoma di centro popolare. Soprattutto ora che la destra radicale, con il Presidente José Antonio Kast, si è insediata al vertice dello Stato.

Per un partito che ha segnato profondamente la storia politica del Cile, la posta in gioco non è soltanto organizzativa. È, prima di tutto, una questione di identità e di futuro.

Famiglia nel bosco, La Russa: i giudici dell’Aquila inventano il reato di speranza

Roma, 17 mar. (askanews) – “I giudici del tribunale per i minorenni dell’Aquila hanno inventato il reato di speranza. Contestano a una madre il fatto stesso di augurarsi di poter riavere presto i propri figli con sé”. Lo afferma il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in una intervista al Centro nella quale ribadisce, quanto all’incontro con la famiglia in Senato, che “è vero che mi era stato prospettato anche questo mercoledì, ma la cosa è sganciata dal referendum, perché io questo incontro l’avevo promosso da tempo”.

“La sinistra è impaurita di vedere questo tema portato all’attenzione generale”, aggiunge osservando che “c’è qualcuno che si innervosisce appena si parla di una vicenda in cui si può lecitamente criticare un provvedimento giudiziario. Per quanto mi riguarda io critico questo provvedimento senza venir meno al mio rispetto per i magistrati che è proverbiale”. “La verità è che, in nome del No, qualcuno è pronto a giustificare qualunque sentenza – prosegue La Russa -. Ciò che mi ha stupito è questa difesa senza entrare nel merito di un provvedimento. Che questo sia strumentale è evidente”.

Nell’incontro a Palazzo Madama il 25 marzo, La Russa anticipa che darà “vicinanza” e “solidarietà” alla famiglia invitandoli “a cercare qualunque via di uscita senza irrigidirsi in posizioni prevenute”. “Ricorderò che, se ritengono che la cosa più importante sia riabbracciare e tenere i loro figli, dovranno andare in questa direzione. Dimostrerò grande solidarietà, per quel poco che posso rappresentare. E se ne facciano una ragione quelli di sinistra: non saranno le loro parole a impedirmi di incontrarli”, conclude.

Iran, le notizie più importanti del 17 marzo sulla guerra

Roma, 17 mar. (askanews) – Di seguito una selezione delle notizie più importanti del 17 marzo riguardo alla guerra di Usa e Israele contro l’Iran, un conflitto che coinvolge ormai tutti i Paesi del Golfo con ripercussioni sull’economia globale.

-07:14 Gb: Usa non hanno usato nostra base a Cipro per attacchi

-07:10 Una nave cisterna è stata colpita da un “proiettile sconosciuto” mentre si trovava all’ancora nel Golfo dell’Oman, nei pressi dell’ingresso dello stretto di Hormuz. Lo ha reso noto l’agenzia marittima britannica Ukmto.

-07:06 Raid israeliani hanno colpito all’alba tre quartieri di Beirut e diverse località nel sud del Libano. Lo ha riferito l’agenzia ufficiale Ani.

-07:03 Esplosioni sono state udite questa mattina a Dubai, negli Emirati arabi uniti, e a Doha, capitale del Qatar, nel 18mo giorno di guerra in Medio Oriente. Lo riferisce Le Figaro.

-07:02 L’Iran ha colpito una base militare statunitense in Qatar e infrastrutture di difesa missilistica in Israele. Lo ha riferito il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica (Irgc), citato dall’agenzia Fars.

Calcio, Iran, pressing sulla Fifa per il Mondiale in Messico

Roma, 17 mar. (askanews) – La federazione calcistica iraniana apre un confronto con la FIFA per trasferire in Messico le partite dei Mondiali inizialmente previste negli Stati Uniti, sullo sfondo delle tensioni geopolitiche legate al Medio Oriente.

A rendere nota la posizione di Teheran è stata l’ambasciata iraniana in Messico, che ha riferito delle trattative in corso. Decisive, secondo la federazione, le dichiarazioni dell’ex presidente statunitense Donald Trump sulla sicurezza della nazionale iraniana.

“Poiché il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato esplicitamente di non poter garantire la sicurezza della Nazionale iraniana, certamente non andremo in America”, ha dichiarato il presidente della federazione, Mehdi Taj.

“Stiamo attualmente negoziando con la FIFA affinché le partite dell’Iran ai Mondiali si svolgano in Messico”, ha aggiunto Taj.

Baseball, Italia sconfitta, Venezuela in finale

Roma, 17 mar. (askanews) – Si ferma in semifinale il cammino dell’Italia al World Baseball Classic. Al loanDepot Park di Miami il Venezuela vince 4-2 in rimonta e conquista la finale contro gli Stati Uniti.

Gli azzurri partono meglio e sbloccano il risultato al 2° inning approfittando di tre basi ball consecutive concesse dal partente venezuelano Montero: Zach Dezenzo firma il punto dell’1-0. Poco dopo arriva il raddoppio con Jac Caglianone, spinto a casa da una volata di sacrificio di Jon Berti.

Il Venezuela reagisce al 4° inning con il fuoricampo di Eugenio Suárez, che riapre la partita. Il momento decisivo arriva però al 7°, quando l’Italia crolla: sul monte Lorenzen perde controllo e la squadra sudamericana piazza tre punti con le valide in serie di Ronald Acuña Jr., Maikel García e Luis Arráez, completando la rimonta.

Gli azzurri non riescono più a reagire e vedono sfumare il sogno finale, chiudendo comunque un torneo storico. La squadra guidata dal manager Francisco Cervelli, imbattuta fino alla semifinale, aveva ottenuto quattro vittorie nel girone – tra cui quella prestigiosa contro gli Stati Uniti – e il successo nei quarti contro Porto Rico.

Nonostante la sconfitta, l’Italia eguaglia il miglior risultato europeo nella competizione, entrando tra le prime quattro del World Baseball Classic. Il Venezuela si giocherà ora il titolo contro gli Usa.

Basket, Nba verso 32 squadre: voto su Las Vegas e Seattle

Roma, 17 mar. (askanews) – La NBA si prepara a discutere l’espansione a 32 squadre con l’ingresso di Las Vegas e Seattle. Il primo passo sarà il voto dei proprietari delle franchigie previsto nella riunione del Board of Governors della prossima settimana.

Secondo quanto riportato da Espn, si tratta di un passaggio preliminare per valutare le due città come nuovi mercati, con eventuale ingresso delle franchigie a partire dalla stagione 2028-2029. L’ultima espansione della lega risale al 2004 con Charlotte.

Per l’approvazione definitiva serviranno più votazioni e almeno 23 voti favorevoli su 32 proprietari. Le nuove squadre avrebbero una valutazione compresa tra 7 e 10 miliardi di dollari ciascuna. Seattle rappresenta uno dei mercati più grandi senza una squadra Nba dopo il trasferimento della storica franchigia nel 2008 a Oklahoma City, mentre Las Vegas ha visto negli ultimi anni l’arrivo di squadre professionistiche di Nfl, Nhl e Wnba.

Nel corso del Board sarà affrontato anche il tema del progetto Nba Europe, destinato a ridisegnare la presenza della lega sul mercato europeo, anche se non è previsto un voto definitivo nell’immediato.

Trump: penso che avrò l’onore di prendere Cuba

Roma, 17 mar. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha dichiarato di aspettarsi “l’onore di prendere Cuba”, mentre l’isola è alle prese con un blackout totale legato alla crisi energetica. Lo riferiscono i media Usa.

Parlando con i giornalisti alla Casa bianca, Trump ha affermato: “Credo che avrò l’onore di prendere Cuba. Che io la liberi o la prenda, penso di poter fare qualsiasi cosa voglia”.

Il presidente ha sottolineato che gli Stati uniti sono in trattativa con L’Avana sul futuro del paese, definendo Cuba “una nazione molto indebolita in questo momento”. Secondo quanto riportato, durante i colloqui funzionari statunitensi avrebbero chiesto la rimozione del presidente Miguel Diaz-Canel.

Washington ha intensificato la pressione sull’isola dopo aver interrotto le forniture di petrolio dal Venezuela e minacciato misure contro i paesi che esportano energia verso Cuba, contribuendo alla crisi della rete elettrica.

Il presidente cubano ha ribadito che eventuali negoziati dovranno avvenire nel rispetto della sovranità nazionale e senza interferenze negli affari interni.

I Pasdaran: abbiamo colpito base Usa in Qatar

Roma, 17 mar. (askanews) – L’Iran ha colpito una base militare statunitense in Qatar e infrastrutture di difesa missilistica in Israele. Lo ha riferito il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica (Irgc), citato dall’agenzia Fars.

“La 57ma fase dell’operazione Vera Promessa 4 è stata condotta con successo contro obiettivi nel cuore dei territori occupati”, si legge nella dichiarazione, che menziona infrastrutture di comando, comunicazione e difesa missilistica. L’Irgc ha aggiunto di aver attaccato anche la base aerea statunitense di Al Udeid, in Qatar, utilizzando missili Zolfaghar e Qiam, oltre a droni.

Teheran ha intensificato gli attacchi contro obiettivi israeliani e militari statunitensi nella regione in risposta all’operazione militare avviata da Stati uniti e Israele il 28 febbraio.

Esplosioni sono state udite questa mattina a Dubai, negli Emirati arabi uniti, e a Doha, capitale del Qatar, nel 18mo giorno di guerra in Medio Oriente. Lo riferisce Le Figaro.

Il ministero della Difesa emiratino ha riferito di aver intercettato un attacco missilistico.

A Dubai le esplosioni sono state precedute da un’allerta sui telefoni cellulari che invitava la popolazione a “trovare immediatamente riparo” a causa di “potenziali minacce missilistiche”.

Referendum, Meloni: se non passa? Io resto e giustizia non funziona

Roma, 16 mar. (askanews) – “Invito i cittadini ad andare a votare guardando il merito della riforma – ha detto la Premier – perché questa non è una riforma di destra non è una riforma di sinistra è una riforma di buonsenso e tutte le persone di buonsenso che siano di destra o di sinistra devono cogliere l’occasione di modernizzare questa nazione. Io intendo arrivare alla fine della legislatura e farmi giudicare dagli italiani sul complesso del lavoro che ho fatto quindi non avrebbe senso che io mi dimettessi anche nel caso di vittoria del No”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata a ‘Quarta Repubblica’ su Rete4.

“Questo a maggior ragione – sottolinea – dovrebbe convincere chi è d’accordo con la riforma, e la sinistra cerca di convincere dicendo andate a votare no contro la Meloni: che non ha senso farlo perché tra un anno puoi andare a votare contro la Meloni e mandare a casa la Meloni, se hai la maggioranza, ovviamente. Ma intanto oggi non si vota sulla Meloni, si vota sulla giustizia. E se tu oggi voti no per mandare a casa la Meloni, ti ritrovi la Meloni che rimane al suo posto, e pure una giustizia che continua a non funzionare. Non mi sembra un grande affare. Conviene andare a votare intanto per portare a casa una riforma della giustizia e migliorare lo stato della giustizia in Italia, indipendentemente da chi dovesse andare al governo fra un anno. Perché a me basta lasciare questa nazione in condizioni migliori di come l’ho ereditata, indipendentemente da quello che gli italiani sceglieranno fra un anno”.

Energia, von der Leyen ai 27:ecco le opzioni per ridurre prezzi

Bruxelles, 16 mar. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha inviato una lettera ai capi di governo degli Stati membri in vista del Consiglio europeo di Bruxelles del 19 e 20 marzo, con un focus particolare sulla questione del caro energia, uno dei fattori più importanti che influisce negativamente sulla competitività delle imprese, aggravatosi a seguito dell’inizio della guerra di Usa e Israele contro l’Iran, e del conseguente blocco dello stretto di Hormuz.

A parte l’emergenza, comunque, l’Ue ha bisogno di trovare delle soluzioni strutturali che diminuiscano in modo permanente i costi dell’energia, e in particolare dell’elettricità, e su questo von der Leyen propone agli Stati membri una serie di opzioni possibili.

“La questione più urgente, sia dal punto di vista della competitività che dell’indipendenza, è quella energetica, in particolare riguardo al petrolio e al gas”, afferma la presidente della Commissione all’inizio della lettera. “Dal 2021 l’Ue ha compiuto progressi significativi nella diversificazione dell’approvvigionamento energetico e nell’aumento della capacità di energia rinnovabile”, la cui parte nel mix energetico “è passata dal 36% nel 2021 al 48% nel 2025”. Con le rinnovabili “insieme al nucleare, oltre il 70% della nostra elettricità è ora prodotta da fonti energetiche a basse emissioni di carbonio”, anche se ancora “diversi settori, e in particolare i trasporti, rimangono fortemente dipendenti dai combustibili fossili importati”.

“Attualmente – assicura von der Leyen -, la sicurezza fisica dell’approvvigionamento dell’Unione europea è garantita. Tuttavia – rileva -, l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili sta già pesando sulla nostra economia. Dall’inizio del conflitto, l’Europa ha già speso ulteriori 6 miliardi di euro per le importazioni di combustibili fossili: un chiaro monito sul prezzo che paghiamo per la nostra dipendenza”. E avverte: “Un’interruzione prolungata delle forniture di petrolio e gas dalla regione del Golfo potrebbe avere un impatto significativo sulla nostra economia”.

Iniziative urgenti per mitigare l’impatto del conflitto in Medio Oriente sono già in corso, ricorda la presidente della Commissione, e tra queste in particolare “il più grande rilascio di riserve strategiche di petrolio mai effettuato, coordinato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, per attenuare gli effetti dell’interruzione fino alla ripresa del traffico regolare attraverso lo Stretto di Hormuz”, e “il coordinamento multinazionale per prepararsi al ripristino della libertà di navigazione nella regione”.

Ma, a parte l’emergenza, servono soprattutto “misure che riducano i costi energetici in modo più duraturo affrontando le cause strutturali degli alti prezzi dell’energia, con un focus sull’elettricità”. Per farlo, indica von der Leyen, “dobbiamo agire sui quattro componenti principali che determinano i prezzi dell’energia elettrica: il costo dell’elettricità stessa; i costi di rete; le imposte e i prelievi e infine i costi del carbonio”, ovvero delle quote di CO2 che si acquistano sul mercato europeo dei permessi di emissione Ets.

Innanzitutto, bisogna diminuire il costo di produzione dell’elettricità, “che da solo rappresenta più della metà del prezzo” dell’energia elettrica pagato dai consumatori. “Ridurre questi costi richiede rapidi progressi verso gli obiettivi dell’Ue per l’energia pulita entro il 2030, con investimenti tempestivi”, e questo sarebbe “il modo migliore per limitare le ore in cui il prezzo del gas naturale, più elevato, determina il prezzo all’ingrosso” dell’elettricità, in base al sistema marginale del Merit Order” (l’assetto del mercato elettrico europeo).

Referendum, Meloni: correnti magistratura strumento potere

Roma, 16 mar. (askanews) – “Le correnti servono, come servono i partiti politici, a nominare i propri responsabili e poi, diciamo, difendere i propri interessi”, “la corrente è fondamentalmente uno strumento di potere”. Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata a ‘Quarta Repubblica’ su Rete4, parlando della riforma della giustizia.

“Nel momento in cui tu non hai più la facoltà di nominare i tuoi responsabili e non puoi più garantire che chi si aggrega alla corrente avanzerà più facilmente di carriera, o comunque avrà un occhio di riguardo quando ci sono le valutazioni per quello che riguarda il piano disciplinare, perché la gente si dovrebbe aggregare alle correnti?”, aggiunge.

Iran, Meloni: missione a Hormuz sarebbe passo verso coinvolgimento

Milano, 16 mar. (askanews) – “Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare Aspides, la missione nel Mar Rosso”, mentre un interventocon navi militari nello Stretto di Hormuz “chiaramente è più impegnativo perché vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento” nel conflitto con l’Iran. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata a “Quarta Repubblica” su Retequattro.

“Da una parte per noi è fondamentale, ovviamente, la libertà di navigazione che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner, ma intervenire insomma, significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento”, ha ribadito la premier.

Renaissance Tuscany Il Ciocco: la vecchia Toscana conquista il mondo

Lucca, 14 mar. (askanews) – “Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa è diventato un punto fermo. Tutti vogliono venire qui perché è la Toscana pura, la vecchia Toscana: la Garfagnana è proprio quella, dove si vive ancora come 50 anni fa, più rallentata rispetto alle grandi città, e il Renaissance Tuscany offre quella fotografia autentica, la cartolina della vecchia Toscana”. Così Georges Midleje, Regional Managing Director.

A raccontarci la storia di una struttura immersa nel paesaggio e nella tradizione italiana, eppure ambita dal turismo internazionale, è Georges Midleje, regional managing director.

Il Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa appartiene alla famiglia Marcucci, ci spiega, ed è stato il primo hotel Marriott in Toscana, nonché il primo Renaissance Hotel nella regione e primo Renaissance Resort d’Europa. Dispone di 180 camere – incluse suite, Presidential e Penthouse – ristrutturate con una fusione tra stile italiano classico e modern chic tipico di Renaissance Hotels, brand di Marriott International: una collezione di alto livello con 173 proprietà in 39 Paesi.

“Al Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa abbiamo scelto Renaissance perché evoca il Rinascimento toscano; è stato ristrutturato totalmente nel 2011 con circa 17 milioni di euro: un albergo grande, con 180 chiavi”, afferma Midleje. La struttura offre anche esperienze esclusive come wine tasting e show cooking, per un’immersione autentica nella cultura locale. Anche grazie alla vicinanza di luoghi come il Podere Concori (a 15 minuti dal resort), una cantina locale con vini da agricoltura biologica che ha ricevuto anche riconoscimenti importanti.

A gestire l’hotel è Shaner, “preferred manager” di Marriott, spiega Midleje: un’azienda americana specializzata in sviluppo, proprietà e gestione di hotel, partner e franchisee autorizzato di Marriott International. Gestisce diverse proprietà Marriott, incluso il Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa, premiata nel 2025 e 2026 come top performing management company negli USA e Canada per l’eccellenza operativa.

Sia al Renaissance Tuscany Il Ciocco Resort & Spa immerso nella campagna, sia a Lucca nei Grand Universe Lucca e Grand Universe La Residenza, l’atmosfera è internazionale nonostante le radici italiane. Nei fatti, americani e indiani scelgono queste strutture. “Il 68% della clientela arriva da Marriott Bonvoy, con quasi 300 milioni di iscritti in corsa per punti e benefit; Lucca ha altissime percentuali di americani, oltre al 19-20% di italiani: in alta stagione, diventa marcatamente straniero”, conclude Midleje.

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio e immagini askanews

Iran, Conte: attacco illegittimo, Italia non mandi navi e non dia basi

Roma, 16 mar. (askanews) – L’Italia ovviamente non deve mandare le navi, non è coinvolta in questa guerra”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte parlando a ‘4 di sera’ su Rete4. Il presidente Usa, ha aggiunto, ha anche “minacciato Sanchez, dobbiamo dare solidarietà al premier spagnolo. Non perché è socialista, lui è il vero sovranista in Europa oggi”.

L’attacco è “assolutamente illegittimo”, ha aggiunto, e l’Italia non deve nemmeno concedere l’uso delle basi sul proprio territorio, nemmeno per “attività di supporto logistico”

Libano, detriti di razzi sulla base Unifil con gli italiani a Shama

Roma, 16 mar. (askanews) – Nel tardo pomeriggio di oggi, sulla base Unifil di Shama nel sud del Libano, sede del Comando del settore Ovest a guida italiana, sono caduti alcuni detriti verosimilmente provocati da razzi intercettati in aria dai sistemi antimissile israeliani: è quanto si legge in un comunicato diffuso dal ministero della Difesa.

Secondo le prime informazioni, non si registrano feriti. Soltanto un militare italiano, immediatamente soccorso e assistito dal personale sanitario della base, lamenta dolore a un occhio ma non presenta ferite. Le sue condizioni non destano preoccupazione.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in contatto con il capo di Stato maggiore della Difesa, con il Comando operativo di vertice interforze (COVI) e con il comandante del contingente italiano di Unifil per ricevere continui aggiornamenti sulle condizioni del personale militare e sulla situazione in corso.

Referendum, Mantovano: non si vota su governo. Vittoria no ipoteca su futuro

Roma, 16 mar. (askanews) – “Voglio ribadire quello che a cominciare da Giorgia Meloni, ma tutti gli esponenti del governo, la maggioranza hanno detto il lungo e in largo: il 22 e il 23 marzo non si vota sul governo Meloni. Alle prossime elezioni politiche chi non ha gradito o non gradisce quanto stiamo facendo avrà modo di esprimerlo col massimo della libertà, come avviene in democrazia”. Lo dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ospite della trasmissione ’10 Minuti’ su Rete4.

“L’oggetto del referendum – aggiunge – è una riforma della giustizia attesa da 40 anni e se dovesse passare in no per odio al governo di turno, questo rischia di rappresentare una seria ipoteca, nel senso che nessun governo in futuro farà una riforma della giustizia per non rischiare di essere mandato a casa dal no sulla riforma stessa”.

Referendum, Salvini: preoccupano toni minacciosi di alcuni procuratori

Milano, 16 mar. (askanews) – “Io rispetto chi voterà No” al referendum sulla giustizia, ma “sono preoccupato che alcuni procuratori capo della Repubblica ripetano in questi giorni che sanno che per il Sì voteranno mafiosi, indagati o massoni. Mi sa tanto del minaccioso… io rispetto chi voterà No, chiederei lo stesso rispetto per i milioni di italiani persone perbene che hanno scelto di votare Sì”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, ospite di Cinqueminuti in onda stasera su RaiUno.

Russia, Governo costretto a difendere Cirielli: normale vedere ambasciatore

Milano, 16 mar. (askanews) – Una polemica “inutile”, per un “incontro avvenuto alla luce del sole”. Tocca ad Antonio Tajani provare a sgonfiare il caso sollevato dal Corriere della Sera, che ha rivelato l’incontro avvenuto in febbraio tra il vice ministro degli Esteri Edmondo Cirielli e l’ambasciatore russo in Italia Aleksej Vladimirovich Paramonov. E la parola d’ordine è manzoniana: ‘Sopire, troncare’, avrebbe detto il conte zio. Perchè l’irritazione di Giorgia Meloni per l’episodio viene confermata, ma l’esito non può che essere quello di compattare tutto il governo a difesa di Cirielli. Che infatti nel pomeriggio può dire: “Non devo giustificarmi, perché ovviamente non prendo queste iniziative da solo: ho agito a nome del governo”. Sopire e troncare dunque, per non prestare ulteriormente il fianco alle critiche delle opposizioni, derubricate a “polemiche strumentali”.

Tajani minimizza dunque la rilevanza dell’incontro: “Non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche con la Federazione Russa” e quindi Cirielli “ha ricevuto un ambasciatore accreditato presso la Repubblica Italiana”. Soprattutto, “l’incontro è servito a ribadire la nostra posizione, non è che cambia il nostro atteggiamento nei confronti della Russia perché è venuto alla Farnesina l’ambasciatore della Federazione Russa. La posizione è quella, gliel’ha ribadita anche Cirielli, quindi non c’è nulla dascandalizzarsi”. Concetto ribadito dallo stesso Cirielli: “Il fatto che un viceministro incontri un ambasciatore regolarmente accreditato è assolutamente normale. Se è qui, è qui per fare l’ambasciatore”.

Spiegazioni che non convincono le opposizioni, anche perchè sullaposizione del governo pesa l’atteggiamento della Lega. Matteo Salvini non ha nulla da eccepire sull’incontro di Cirielli, “se ha incontrato l’ambasciatore russo avrà avuto i suoi motivi per farlo”. Ma approfitta dell’occasione per rilanciare la richiesta di allentare le sanzioni verso la Russia: “Una proposta di buon senso. Ho letto che questa mattina il presidente di Federpetroli chiede di rimuovere le sanzioni sul petrolio e il gas russo e secondo me ha ragione. Non perchè sia amico di Putin, ma perché le famiglie e le imprese italiane rischiano di non farcela a spendere di più”, dice il leader del Carroccio e vice premier.

Ecco allora che il Pd insiste nel chiedere un chiarimento: “Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare per sapere cosa sta succedendo: se il governo sta riaprendo le relazioni con la Russia si allontana dalla posizione unitaria europea”, dice la segretaria del Pd Elly Schlein, per la quale “Meloni deve fare chiarezza su quali siano le cose che hanno discusso in questo incontro”.

Referendum, Mantovano: non sottopone magistratura a politica

Roma, 16 mar. (askanews) – “Io invito il presidente Monti, nei cui confronti ho grandissimo rispetto, e il segretario Landini a indicare un solo articolo, un solo comma, una sola parola, una sola virgola della riforma oggetto del Referendum di domenica e lunedì prossimi, da cui si può ricavare in qualche modo la sottoposizione della magistratura alla politica e l’alterazione della Costituzione”. Lo dichiara il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ospite della trasmissione ’10 Minuti’ su Rete4.

“Mi permetto di ricordare, non soltanto a loro, che da circa 27 anni nella Costituzione – aggiunge – c’è una modifica introdotta nel 1999, quella all’articolo 111, con la quale si dice nel modo più chiaro possibile che il processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, e tra le parti ovviamente c’è anche il pubblico ministero, davanti a un giudice terzo e imparziale. Allora, questa riforma è nient’altro che il completamento di quella riforma, oltre che di un quadro riformatore iniziato 40 anni fa col codice di procedura penale di Vassalli e Pisapia”.

“Segnalo anche, non certo al presidente Monti e neanche al segretario Landini che lo sanno bene, che nella Costituzione c’è un articolo, il 138, che saggiamente fu previsto dai costituenti, i quali non immaginavano se stessi come Mosè che scende dal monte Sinai con le tavole della legge, ‘quelle sono e se non vi piacciono le rompo’. Dissero i padri costituenti: ‘Noi non siamo Mosè, ma con l’articolo 138 permettiamo fra 50 anni, fra 80 anni, fra 100 anni, alla Costituzione più bella del mondo di adeguarsi alla modernità e alle esigenze di efficienza che riguardano anche il sistema giudiziario”, conclude.

Parma, arriva il grande padel: dal 17 al 22 marzo torneo Fip Silver

Roma, 16 mar. (askanews) – Una nuova settimana di sfide e spettacolo per il padel internazionale: dal 17 al 22 marzo arriva a Parma il Fip Silver Mediolanum Padel Cup, torneo del Cupra Fip Tour, circuito professionistico della Federazione Internazionale Padel. Al Pro Parma Sport Center, dove sono in palio 20mila euro di montepremi e 80 punti per il ranking mondiale Fip, sono attese protagonisti e protagoniste di livello mondiale: tra queste, la numero uno italiana Carolina Orsi – oro ai Giochi Europei di Cracovia 2023 e bronzo agli Europei 2025 e Mondiali 2024 – con le compagne di Nazionale Martina Parmigiani ed Emily Stellato. In evidenza, sottolinea una nota, anche Lucia Sainz, già numero 1 del mondo e pluricampionessa europea e mondiale con la Spagna, insieme alla giovane Raquel Eugenio, classe 2008 e numero 23 del ranking.

Tra gli uomini spiccano Simone Iacovino e Lorenzo Di Giovanni, bronzo agli Europei 2025, i veterani Daniele Cattaneo e Riccardo Sinicropi e i giovani talenti della NextGen internazionale, tra cui il 19enne Francisco “Curro” Cabeza, il più giovane vincitore di un torneo Premier Padel. Domenica ci sarà poi spazio per quattro ospiti d’eccezione: Alessandro Melli, Mark Iuliano, Alessio Tacchinardi e Nicola Amoruso scenderanno in campo per una sfida a colpi di racchetta, anche questa aperta al pubblico. Il Cupra Fip Tour di cui fa parte il Fip Silver di Parma, lo scorso hanno visto in campo più di 5.000 atleti per un totale di oltre 300 tornei.

Per il 2026 sono previsti più di 200 tornei che complessivamente ospiteranno 400 competizioni in cinque continenti.

Kallas: l’Ue non ha interesse ad allargare la missione navale Aspides a Hormuz

Roma, 16 mar. (askanews) – I ministri degli Esteri dell’Unione Europea non hanno mostrato “alcun interesse” ad estendere, almeno per il momento, la missione navale dell’Ue in Medio Oriente allo Stretto di Hormuz, ha dichiarato oggi Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’Ue per la Politica estera e di sicurezza.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto ad altri Paesi di contribuire al controllo dello Stretto dopo che l’Iran ha risposto agli attacchi israelo-americani utilizzando droni, missili e mine per bloccare di fatto il passaggio delle petroliere che normalmente trasportano un quinto del petrolio e del gas naturale liquefatto a livello globale.

La missione Aspides dell’Ue è stata istituita nel 2024 per proteggere le navi dagli attacchi del gruppo yemenita Houthi nel Mar Rosso.

“Durante le nostre discussioni è emersa una chiara volontà di rafforzare questa operazione, ma per il momento non c’è interesse a modificarne il mandato”, ha dichiarato Kallas ai giornalisti dopo una riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue a Bruxelles.

Poste Italiane supera 2.600 colonnine ricarica veicoli elettrici

Roma, 16 mar. (askanews) – L’iniziativa si inserisce nell’ambito del Progetto Polis, che coinvolge i Comuni con meno di 15 mila abitanti, con l’obiettivo di incentivare l’inclusione sociale e la mobilità sostenibile dei cittadini nei piccoli centri. Entro l’anno è prevista l’installazione di 5 mila colonnine complessive in 3.500 Comuni tra Nord, Centro, Sud e isole. Il servizio del TG Poste.

Carceri, Mattarella: suicidi sconfitta dello Stato. Pesano sovraffollamento e carenza del personale

Roma, 16 mar. (askanews) – “Vi sono tanti problemi il primo dei quali è la piaga dei suicidi dei detenuti che non si attenua e che è una sconfitta dello Stato cui sono affidate le vite dei detenuti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e una rappresentanza della polizia penitenziaria in occasione del 209esimo anniversario della sua Costituzione.

“Ci sono diversi problemi in questo importante reparto della vita della Repubblica: il corpo penitenziario che ha compiti di grande responsabilità, sovente in condizioni di estrema difficoltà, talvolta di difficoltà insostenibile per le condizioni di sovraffollamento e per le condizioni strutturali degli edifici penitenziari, non essendo adeguati ai compiti, vi si aggiunge la carenza di personale che, non da oggi, continua a pesare fortemente anche sul lavoro degli agenti chiamati a moltiplicare gli sforzi, a questo si aggiunge la carenza di professionalità come quelle sanitarie e di formatori che sono essenziali nel mondo carcerario”, ha detto Mattarella.

Insomma una “condizione complessiva che richiede a tutti voi un sovrappiù di impegno professionale – ha evidenziato il capo dello Stato – vi ringrazio per la dedizione con cui vi dedicate”. Quindi Mattarella ha rivolto un saluto ai “familiari dei caduti in servizio, medaglie d’oro, desidero esprimere loro la riconoscenza della Repubblica. Auguri a chi lascia il servizio dopo anni di impegno intenso e sovente faticoso nella loro attività e auguri agli allievi che si preparano a un compito così delicato”.

“La finalità di reinserimento e del recupero dei detenuti particolarmente per i più giovani è non solo un obbligo costituzionale ma una scelta di civiltà e un investimento per la cittadinanza perchè il recupero conduce a una recidiva estremamente bassa e quindi è una responsabilità della Repubblica da coltivare il più possibile”, ha detto Mattarella. “Per questo sono importanti le attività ‘trattamentali’, termine non felicissimo – ha aggiunto il capo dello Stato – ma, essenziali per il reinserimento, per rendere più alta la speranza di recupero per il futuro. Questa è una finalità prevista dalla Costituzione che la Repubblica ha l’obbligo di coltivare”.