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Legge elettorale, Tajani: “Non ci sono problemi nella maggioranza”

Jolanda di Savoia (Ferrara), 16 lug. (askanews) – “La legge è passata con una maggioranza molto ampia, quindi non ci sono problemi all’interno della maggioranza e della coalizione di centrodestra”. Lo ha detto il vicepremier Antonio Tajani, sulla legge elettorale approvata oggi alla Camera e che ora passa all’esame del Senato, a margine dell’evento “Bienvenue à la BFuture farm en République du Congo” nella sede di Bf Spa a Jolanda di Savoia nel ferrarese.

Sulla bocciatura dell’emendamento in materia di preferenze e di quote femminili, Tajani ha minimizzato: “Io non mi sconvolgo se un emendamento non viene approvato. L’importante è che sia stata approvata la legge, perché l’obiettivo fondamentale è quello di garantire stabilità a questo Paese. Lavoriamo non soltanto per affrontare con serenità i prossimi cinque anni, cioè con stabilità di governo, ma lavoriamo intanto per affrontare le grandi questioni economiche”, ha aggiunto il vicepremier.

“No, assolutamente”, ha replicato il vicepremier a chi gli chiedeva se in maggioranza si stia già parlando di date per il prossimo voto. “I giornalisti fanno il loro mestiere, l’ho fatto per tanti anni anch’io, quindi so che poi si gioca sulle date, sulle cose. Vedremo. Adesso è importante affrontare altre questioni. Anche qui siamo a lavorare per favorire la crescita del nostro Paese, per favorire una buona politica estera, guardando a Paesi come quelli del continente africano”, ha aggiunto Tajani.

Calcio, Sarri: "Costruire un’Atalanta forte. Ederson un pilastro"

Roma, 16 lug. (askanews) – “Spero di vincere qualcosa e di creare una squadra forte attraverso il lavoro, ma spesso il viaggio è più bello della meta”. Con queste parole Maurizio Sarri si è presentato da nuovo allenatore dell’Atalanta.

“Ho scelto Bergamo per la stima dimostrata nei miei confronti. Mi hanno colpito lo stadio, il clima e il modo in cui questa società lavora. Mi aspetto una stagione con meno difficoltà”, ha spiegato il tecnico toscano. Sul mercato ha aggiunto: “Giuntoli conosce le caratteristiche dei giocatori che mi piacciono. L’Atalanta ha una sua filosofia consolidata, sono contento della rosa e aspetterò il rientro dei nazionali per capire se servirà altro”.

Sarri ha confermato la centralità di Ederson: “La mia preoccupazione era capire con quale testa sarebbe rimasto dopo il mancato trasferimento al Manchester United. Invece ha dimostrato grande voglia di restare e sarà un pilastro di questa Atalanta”. (Foto Facebook Atalanta BC)

Sul piano tattico il punto di partenza sarà il 4-3-3, senza escludere il 4-2-3-1. “Stiamo provando Zalewski e Samardzic come interni di centrocampo. Raspadori lo inseguo da cinque anni e finalmente lo alleno. Kolasinac sarà un giocatore importante, così come Ahanor e Bernasconi”.

Infine, un pensiero per Gianluca Scamacca: “La grande sfida è riportarlo al 100%. Abbiamo preparato un programma per evitare ricadute e speriamo nella collaborazione del ragazzo”.

Sarri ha ricordato anche la parentesi alla Lazio: “Ai tifosi posso solo voler bene. È stata un’esperienza formativa, anche se avrei preferito che finisse diversamente. L’ambiente atalantino è impressionante e non vedo l’ora di cominciare”.

100 anni Nobel a Deledda, evento nel Sinis tra danza, musica e parola

Roma, 16 lug. (askanews) – Il 2026 segna una ricorrenza di straordinaria importanza per la cultura italiana, per la Sardegna e per la storia dell’emancipazione femminile: il centenario dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura a Grazia Deledda, prima donna italiana a ricevere il prestigioso riconoscimento nel 1926.

Per celebrare questo storico anniversario, la Fondazione Mont’e Prama, costituita dal ministero della Cultura, dalla Regione Autonoma della Sardegna e dal Comune di Cabras, in collaborazione con l’Associazione Enti Locali per le Attività Culturali e di Spettacolo, organismo associativo riconosciuto che riunisce 130 enti pubblici sardi, e con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna – Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio, presenta mercoledì 5 agosto, presso Piazza Is Ballus, a San Giovanni di Sinis – Cabras (OR), la prima nazionale di “Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa”, nell’ambito della rassegna I Giganti dell’Arte 2026 – Penisola del Sinis.

Protagonisti dello spettacolo saranno l’étoile Emanuela Bianchini, che firma anche la struttura coreografica definitiva dell’opera, il primo ballerino Damiano Grifoni e i solisti della Mvula Sungani Physical Dance. La parola è affidata alla grande attrice sarda Lia Careddu, mentre la musica dal vivo vede protagoniste le voci di due interpreti come Flo e Serena Pisa, accompagnate da Ernesto Nobili alla chitarra, autore anche della direzione musicale, da Erasmo Petringa al violoncello e al basso, autore degli arrangiamenti per archi, dal polistrumentista Francesco Di Cristofaro, al pianoforte, fisarmonica e flauti, e da Marco Caligiuri alla batteria, percussioni ed elettronica, con la partecipazione del Quintetto d’Archi.

Le coreografie sono firmate da Emanuela Bianchini e Mvula Sungani; ideazione e regia sono di Mvula Sungani. Luci, scene e costumi sono realizzati da MSPD Studios.

Lo spettacolo rappresenta il cuore artistico delle celebrazioni di “Deledda 100”, proponendo una rilettura contemporanea della figura della scrittrice sarda attraverso il dialogo ideale con Eleonora Duse. Un’opera multidisciplinare che intreccia danza, musica dal vivo e parola per raccontare due donne che, pur provenendo da esperienze artistiche differenti, hanno saputo cambiare profondamente la cultura italiana con la forza del loro talento, del loro lavoro e della loro libertà.

L’opera nasce da un’idea del regista e coreografo Mvula Sungani, concepita durante la pandemia in occasione del centocinquantesimo anniversario della nascita della scrittrice nuorese. Un progetto profondamente personale, dedicato alla memoria della madre, sarda originaria di Nuoro, e della nonna, entrambe figure che hanno ispirato una riflessione sulla forza silenziosa delle donne e sulla loro capacità di trasformare il dolore in dignità, libertà e futuro. La prima versione dello spettacolo, prevista nel 2021, non poté andare in scena a causa della pandemia. Oggi quell’idea trova finalmente compimento in una nuova produzione, ripresa e rielaborata dall’étoile Emanuela Bianchini, che ne firma la struttura coreografica definitiva.

Come racconta lo stesso Mvula Sungani: “Nel silenzio, dove la parola si dissolve, il suono si fa memoria e il gesto prende forma, nascono emozioni e visioni. Questo spettacolo è nato anche per Vanna e Lucia, mia madre e mia nonna, due donne sarde che, come Olì e la stessa Deledda, hanno saputo resistere al proprio tempo, difendere la propria libertà e trasformare il dolore in forza.”

Da questa visione prende forma lo spettacolo “Deledda e Duse – La rivoluzione silenziosa”, che restituisce la storia di Grazia Deledda non come quella di un’icona del passato, ma come quella di una donna capace di parlare ancora al nostro presente. Attraverso la vicenda di Olì, protagonista di Cenere, emerge una riflessione universale sul sacrificio, sulla maternità, sulla responsabilità e sulla dignità umana. Il rapporto con il figlio Anania diventa il filo conduttore di una narrazione che supera il tempo storico e invita a interrogarsi sul significato dell’amore, della cura e della capacità di riconoscere il dolore dell’altro.

Accanto alla danza, la musica dal vivo assume un ruolo centrale nella costruzione drammaturgica. Lo spettacolo attraversa alcune tra le pagine più significative della canzone d’autore italiana – da Lucio Battisti, Vasco Rossi, Luca Barbarossa, Roberto Vecchioni, Fabrizio De André, Franco Battiato e Renato Zero, insieme ai canti della tradizione popolare – proposte attraverso nuovi arrangiamenti che intrecciano sonorità acustiche ed elettroniche.

Combustibili rinnovabili, una nuova proposta nel settore GPL

Cremona, 16 lug. (askanews) – Debutta sul mercato italiano una bombola alimentata con BioGPL certificato. Si chiama Twiny 100% BioGPL ed è una bombola da 5 kg destinata ad attività outdoor, campeggio, tempo libero e utilizzi domestici. Il BioGPL è un combustibile rinnovabile ottenuto da materie prime di scarto, come oli da cucina esausti e residui della lavorazione di grassi animali. Dal punto di vista chimico è equivalente al GPL tradizionale e può contribuire a ridurre le emissioni di CO2 rispetto al GPL di origine fossile fino all’80%, come da certificazione ottenuta da ISCC Plus che ne garantisce anche la tracciabilità. Abbiamo chiesto a Giuseppe Fiorino, CEO di Liquigas, quali sono le caratteristiche della nuova Twiny 100% BioGPL: “La Twiny è una bombola da 5 chili, di colore verde non solo esteriormente, ma anche nel suo contenuto, in quanto contiene BioGPL, un gas che deriva da materiale di scarto biologico quali oli esausti da cucina e grassi animali. Il cliente che acquista una bombola di questo tipo, non solo ha un prodotto versatile da utilizzare durante le vacanze per qualsiasi motivo, in primis cucinare, ma anche per avere la soddisfazione di utilizzare un prodotto interamente biologico e con un abbattimento di emissioni fino all’80%”.

L’introduzione della nuova bombola si inserisce nel percorso di sviluppo dell’offerta di combustibili rinnovabili di Liquigas e del gruppo SHV Energy di cui fa parte. A Giuseppe Fiorino, CEO Liquigas, abbiamo anche chiesto quale ruolo abbia il BioGPL nella strategia di transizione energetica dell’azienda: “Questo nuovo prodotto dimostra che in Liquigas così come nel SHV Energy, la transizione energetica non rappresenta una sfida per il futuro: è già il presente. Siamo orgogliosi di svolgere un ruolo ad alto valore sociale, garantendo l’approvvigionamento energetico a famiglie e aziende che vivono e operano in aree non servite dalla rete del metano. Già oggi forniamo GPL e GNL, combustibili fossili che, pur rimanendo tali, rappresentano una soluzione più pulita e sostenibile rispetto ad altre fonti tradizionali”.

Nella fase iniziale, Twiny 100% BioGPL sarà distribuita attraverso una rete di rivenditori nel Centro e nel Nord Italia, tra cui Fiammarc, presente all’evento. Ad Eleonora Ambrogi, di Fiammarc, abbiamo chiesto quali siano oggi le richieste dei consumatori in tema di soluzioni energetiche a minore impatto ambientale: “I nostri clienti cercano soluzioni pratiche, sostenibili nel tempo e semplici da utilizzare, senza rinunciare all’attenzione per l’ambiente. Molti di loro, come chi viaggia in camper o vive l’outdoor, sono già naturalmente orientati verso uno stile di vita più green e ricercano prodotti in linea con questi valori. Come Fiammarc, siamo impegnati a promuovere questa cultura della sostenibilità, coinvolgendo non solo chi è già sensibile a questi temi, ma anche chi si sta avvicinando per la prima volta a questo approccio”.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio contesto della progressiva introduzione sul mercato di combustibili rinnovabili destinati anche agli usi domestici e per il tempo libero.

Formula1, Antonelli:"Federer mi ha detto come gestire le emozioni

Roma, 16 lug. (askanews) – Kimi Antonelli guarda con fiducia al Gran Premio del Belgio, pur riconoscendo che la prima parte della stagione è stata caratterizzata anche da episodi sfortunati.

“A Silverstone eravamo competitivi in tutte le sessioni ed è un segnale importante. Io devo concentrarmi su ciò che posso controllare e dare sempre il massimo. Ho avuto diversi episodi sfortunati che non dipendevano da me, ma fanno parte del motorsport. Il team sta lavorando duramente perché non accadano più. Qui a Spa ci aspettiamo di essere veloci, ma la Ferrari è stata una sorpresa a Silverstone e in qualifica sembra avere sempre qualcosa in più del previsto. Dovremo fare attenzione anche a Red Bull e McLaren”, ha detto il pilota Mercedes.

Antonelli ha poi raccontato l’incontro con Roger Federer a Wimbledon: “È stato fantastico. Negli ultimi due o tre anni mi sono appassionato molto al tennis anche grazie all’amicizia con Sinner. Con Federer abbiamo parlato della sua carriera, della vita e delle mie gare. È una persona umile e aperta. Mi ha dato un consiglio prezioso: affrontare una gara alla volta e gestire le emozioni”.

Infine, il giovane italiano ha tracciato un bilancio della sua stagione: “Non mi darei 10. Ho commesso errori, come nelle prove libere in Australia, nella Sprint di Miami o in qualifica a Barcellona e in Austria. Per questo mi darei un 8,5”.

Sull’affidabilità della Mercedes ha concluso: “George Russell ha avuto episodi sfortunati, ma anche io. L’affidabilità non è stata il nostro punto di forza, a differenza della Ferrari, ma stiamo lavorando per risolvere questi problemi perché ci sono costati punti importanti”.

Formula1, Leclerc: "Silverstone dimostra che il lavoro paga"

Roma, 16 lug. (askanews) – Charles Leclerc arriva al Gran Premio del Belgio sull’onda dell’entusiasmo dopo il successo di Silverstone, ma invita alla prudenza.

“È una bella sensazione arrivare qui dopo la vittoria a Silverstone. Venivamo da gare difficili e questo risultato dimostra che il lavoro paga. Nei giorni scorsi ho cercato di capire cosa ci ha fatto andare così bene e cosa mi ha fatto sentire più a mio agio. Ci sono ancora aspetti da analizzare, anche perché è stato un risultato piuttosto sorprendente. Mercedes arriva qui da favorita e a Silverstone siamo stati anche fortunati guardando le prestazioni di Kimi”, ha dichiarato il ferrarista.

Sul lavoro di sviluppo della SF-26, Leclerc ha ribadito la fiducia nel team: “C’è tanto lavoro da fare per spingere sia sulla produzione sia sulla creatività per portare aggiornamenti efficienti. Confido pienamente in Fred Vasseur”.

Il monegasco ha poi parlato del futuro circuito di Madrid: “L’ho provato ed è bello, anche se era molto sporco ed è difficile dare un giudizio definitivo. La curva Monumental ha le caratteristiche per diventare speciale: in qualifica bisognerà essere molto coraggiosi e può diventare una delle curve più spettacolari del campionato”.

Infine, un pensiero per Spa: “Questa pista è speciale per me. Qui ho conquistato la mia prima vittoria, ma è anche il posto dove ho perso il mio amico Anthoine Hubert. Le sensazioni, quando torno qui, sono sempre particolari”.

Ponte Morandi, inflitte 32 condanne per 177 anni di carcere

Genova, 16 lug. (askanews) – Si chiude con 32 condanne su 57 imputati il processo di primo grado per il crollo del Ponte Morandi. Il Tribunale di Genova ha inflitto complessivamente 177 anni, 2 mesi e 5 giorni di reclusione ai 32 imputati riconosciuti colpevoli per il disastro che 14 agosto 2018 costò la vita a 43 persone.

La pena più elevata è stata inflitta all’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci, condannato a 12 anni di reclusione. Seguono Michele Donferri Mitelli, ex responsabile delle manutenzioni di Aspi, condannato a 11 anni, ed Emanuele De Angelis e Maurizio Ceneri, entrambi condannati a 10 anni.

Tra le altre condanne figurano quelle dell’ex direttore generale di Aspi Riccardo Mollo (8 anni e 6 mesi), dell’ex direttore della vigilanza del Mit Mauro Coletta (5 anni) e dell’ex direttore dell’Ufficio ispettivo del Ministero a Genova Carmine Testa (4 anni e 2 mesi). La pena più bassa inflitte dal Tribunale è pari a 1 anni 11 mesi e 5 giorni di reclusione.

Formula1, Verstappen: "Sul mio futuro parlerò io"

Roma, 16 lug. (askanews) – Max Verstappen non si sbilancia sulle prospettive della Red Bull nel weekend del GP del Belgio e chiude ogni speculazione sul proprio futuro.

“Non so cosa aspettarmi, onestamente non lo so come andremo qui. In Austria siamo stati forti, a Silverstone deludenti: per questo è difficile fare previsioni. Torneremo alla vecchia ala posteriore, poi vedremo più avanti per quella nuova”, ha spiegato il campione del mondo nella conferenza stampa del giovedì.

Sul momento della squadra, Verstappen invita a guardare avanti: “Dobbiamo sistemare i problemi attuali. A volte c’è rabbia e un po’ di delusione, ma poi si resetta tutto, si torna in fabbrica e si lavora per il weekend successivo. L’approccio non cambia. I membri del team che vanno via? Succede, bisogna cercare nuovi talenti ed è quello che va fatto sempre”.

L’olandese ha poi parlato del nuovo team principal Laurent Mekies: “Il primo periodo con Mekies è andato bene. Abbiamo un buon rapporto anche fuori dalla pista. È tutto molto aperto e trasparente”.

Infine, Verstappen ha liquidato le voci sul proprio futuro: “Nulla da dire sul mio futuro. Ho sempre detto che eventuali novità sarò io a comunicarle”.

Ponte Morandi, i parenti delle vittime: pene importanti, siamo contenti

Genova, 16 lug. (askanews) – “Alla luce delle spiegazioni tecniche del nostro avvocato, siamo molto contenti. Siamo contenti che soprattutto siano state individuate delle responsabilità perché era inaccettabile che questa vicenda, con tutti gli elementi che supportavano l’impianto accusatorio, potesse finire senza delle pene importanti”. Lo ha detto Egle Possetti, presidente del Comitato in ricordo delle vittime del crollo del Ponte Morandi, commentando la sentenza di primo grado sul disastro che provocò la morte di 43 persone.

“Siamo soddisfatti – ha aggiunto Possetti – perché ha retto l’impianto accusatorio. I tre filoni degli imputati sono stati tutti coinvolti nelle pene e soprattutto la cosa che a me preoccupava molto era che non ci fosse un aggravante che poi influiva sulla prescrizione. Invece ha retto l’aggravante dell’omicidio stradale, per cui le prescrizioni saranno più a lungo termine. Siamo soddisfatti, contenti è un’altra cosa”.

Google, Ue ordina interventi su servizi IA Android e su Google Search

Roma, 16 lug. (askanews) – La Commissione europea ha emanato alcuni provvedimenti vincolanti per Google, che in base alle sue normative sui mercati digitali intervengono su due piani. L’obiettivo delle prime misure, secondo quanto riferisce un comunicato, è garantire che i servizi di intelligenza artificiale (IA) dei concorrenti possano competere con i servizi di IA di Google, come Gemini, avendo pari accesso alle funzionalità sui dispositivi Android di Google. L’obiettivo del secondo intervento è riequilibrare il campo di gioco dando ai motori di ricerca di terze parti l’accesso ai dati di ricerca che solo Google Search può raccogliere su larga scala.

Attualmente, rileva la Commissione, sui telefoni Android, gli assistenti AI dei concorrenti hanno solo un accesso limitato alle funzionalità chiave del sistema operativo Google Android. Senza questo accesso, gli assistenti AI alternativi non competono su un piano di parità con i servizi AI di Google. La decisione odierna, si legge, garantirà che gli utenti possano attivare il loro assistente di IA preferito tramite comandi vocali, simili al comando “Hey Google”.

La seconda decisione specifica come Google dovrebbe condividere i dati di ricerca con altri motori di ricerca e punta a creare condizioni di maggiore parità con Google Search e promuove servizi di ricerca innovativi, che includono alternative incentrate sulla privacy.

L’obiettivo di queste misure è consentire alle imprese di offrire agli utenti europei una gamma di opzioni più ampia e ricca di funzionalità tra cui scegliere, sia per quanto riguarda i loro servizi di IA su Android che per i servizi di ricerca.

Ora Google è tenuta ad attuare le misure specificate alle condizioni e alle scadenze indicate, dice la Commissione, tra cui condividere i dati di ricerca a partire da gennaio 2027, mentre gli utenti dovrebbero inizieranno a beneficiare delle modifiche ad Android a partire da luglio 2027.

Dalla Camera primo sì alla riforma elettorale, in maggioranza resta clima di tensione e sospetti

Roma, 16 lug. (askanews) – La maggioranza supera lo scoglio dell’ultimo voto segreto sulla legge elettorale e approva in prima lettura la riforma fortemente voluta dalla premier Giorgia Meloni con 217 sì, 152 no e due astenuti. Quando il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, legge l’esito della votazione dai banchi del centrodestra – con l’eccezione di qualche leghista – è scattato un applauso quasi liberatorio dopo la bocciatura di due giorni fa, sempre a voto segreto, dell’emendamento sulle preferenze. Ma le tensioni nel centrodestra seguite a quel voto su cui la premier si era pubblicamente spesa non sono affatto smaltite. E, anche osservando l’emiciclo dalla tribuna stampa, sono palpabili.

La caccia ai franchi tiratori che ancora ieri teneva banco tra i corridoi di Montecitorio ha lasciato strascichi. Nicola Molteni, leghista sottosegretario all’Interno, è una furia. Vuole sapere chi lo ha accusato di essere presente sui divani del Transatlantico anziché in aula a votare. Cosa falsa visto che lui era impegnato al Senato. In aula se la prende prima con il ministro per l’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, poi va davanti ai banchi di Fdi puntando il dito in maniera accusatoria.

Quando si siede tra i banchi della Lega apre sbattendolo il tavolino pieghevole e sposta il microfono quasi con uno schiaffo. In aula tra i banchi del governo – insieme ai ministri Casellati, Ciriani, Nordio, Mazzi, Pichetto, Foti – spunta il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, anche lui finito sotto accusa perché nel giorno del voto incriminato risultava dai tabulati in missione, quindi non votante, mentre era presente tra i banchi del gruppo leghista. Rimane seduto nel primo scranno a sinistra della presidenza ed è il primo a guadagnare, dopo aver partecipato al voto, l’uscita dell’aula quando ancora Fontana sta leggendo l’esito.

A dimostrazione che dopo la bocciatura delle preferenze dalle parti di Fdi nulla è stato dato per scontato, oltre al condizionale usato da Giovanni Donzelli in dichiarazione di voto finale (“Se questa legge sarà approvata”), c’è il fatto che il partito di Meloni ha deciso di mettere in piedi un monitoraggio serrato dell’ultima votazione per individuare, in caso di clamoroso stop, i franchi tiratori. Oltre al controllo fatto dai deputati fedelissimi tra gli scranni, addirittura spedendo personale degli uffici in tribuna stampa, dove solitamente siedono i giornalisti, ovvero giusto sopra i banchi di Lega, Fi e Noi Moderati. Ben quattro persone, accreditate come stampa, armate di telefonino, per controllare se nella buca della pulsantiera gli alleati infilano tutta la mano, o solo un dito tutto da un lato, quello del sì, l’escamotage che secondo alcuni consente di non lasciare dubbi su come si vota anche in caso di scrutinio segreto. In verità i deputati vanno in ordine sparso ma l’esito finale è quello di una maggioranza che stavolta regge alla prova.

In ogni caso ora, prima del passaggio al Senato, si apre la riflessione chiesta da Meloni. Donzelli lo ribadisce rispondendo ai giornalisti che in Transatlantico alla Camera gli chiedono se Fdi riproporrà le preferenze al Senato dove. “Prima c’è la riflessione chiesta da Meloni”, ripete. Anche perché se è vero che a Palazzo Madama non è previsto il voto segreto e quando la riforma modificata tornerebbe alla Camera il governo potrebbe porre la questione di fiducia, il successivo voto finale sarebbe comunque segreto. Di nuovo, nessuna certezza. E quindi “forse – sussurra un altro deputato meloniano – è anche un bene che sia andata così”, senza preferenze, su cui comunque Fi e Lega, che già considerano un faticoso compromesso la riforma così com’è, sono divise al loro interno. Un altro incidente sulla riforma elettorale il governo non potrebbe lasciarselo alle spalle. La volontà invece sarebbe quella di arrivare a fine legislatura: “Il dubbio – spiega uno dei maggiorenti Fdi – è fra election day e il voto dopo l’estate: votare a marzo o aprile è una invenzione solo giornalistica, non ci sta pensando nessuno: o c’è l’election day o la legislatura va a scadenza naturale”.

Giostra di nomi sulla riforma elettorale voluta da Meloni, dopo Rosatellum arriva Rossitellum

Roma, 16 lug. (askanews) – In principio, come è noto, fu il Mattarellum, coniato dal politologo Giovanni Sartori per ‘battezzare’, in senso non proprio elogiativo, la legge elettorale che portava la firma dell’attuale presidente della Repubblica. Da quel momento in poi, il suffisso latineggiante è diventato una costante per le riforme del voto approvate dal Parlamento. La legge Calderoli è ormai nota come Porcellum (copyright sempre di Sartori dopo che lo stesso autore la aveva definita una porcata), Matteo Renzi scelse da solo – prima che ci pensasse qualcun altro – il nome di Italicum. C’è stato persino il Consultellum per identificare una legge che in realtà non era propriamente scritta da nessuno ma era la risultante delle indicazioni fornite dalla Corte costituzionale nella sentenza di bocciatura di alcune parti del Porcellum di cui sopra. Infine è toccato alla legge attualmente vigente, il Rosatellum, in riferimento al suo estensore, cioè Ettore Rosato.

La riforma del voto che invece ha ottenuto oggi il prima via libera della Camera non ha ancora un nome. O meglio, ne ha più di uno. Il primo è Stabilucum, definizione che è stata spinta in particolare da Forza Italia con l’evidente intento di darne un connotato positivo. Ragione per cui non è mai piaciuta all’opposizione che dunque ha invece optato per Donzellum, dal nome di uno degli sherpa di via della Scrofa, o Melonellum. Un nome, quest’ultimo, che non viene invece accettato da Fdi perché, spiegano, il governo e chi lo guida hanno lasciato che a lavorare fossero le aule parlamentari. Quando il provvedimento è arrivato all’esame della commissione, ecco una nuova dicitura: legge Bignami, come il capogruppo dei meloniani, che ne è primo firmatario ma che, come è noto a tutti, di quel testo non ha scritto una virgola.

Se, dunque, andasse seguita la regola dell’autore con il giochino del suffisso alla latina, il nome di questa legge, con un curioso gioco di nuance rispetto a quella che la precede, non potrebbe che essere uno: Rossitellum, dal nome del deputato di Fdi Angelo Rossi. E’ stato uno degli sherpa ai tavoli di maggioranza, ma per ammissione dei suoi stessi colleghi il reale estensore del provvedimento. E’ stato anche uno dei relatori: costantemente presente anche in commissione, è stato praticamente sempre lui a dare i pareri, al punto che tra il serio e il faceto, è stato ribattezzato “portavoce dei relatori”, figura che per regolamento non esiste.

Indicativa la scena registrata a fine delle votazioni quando molti colleghi di Fratelli d’Italia, fuori dall’aula, gli sono andati incontro per complimentarsi, ringraziarlo e dargli una stretta di mano. Come se oggi fosse il suo compleanno, o stesse festeggiando una ricorrenza speciale. La stessa ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati, lo ha voluto personalmente ringraziare per il lavoro fatto.

Ma, in questi tre giorni di pur acceso confronto in aula, con il picco di tensione registrato in occasione dell’emendamento – poi bocciato – sulle preferenze, sono arrivato anche i ringraziamenti di alcuni colleghi di opposizione: del capogruppo di Azione, Matteo Richetti, del deputato di Avs Filiberto Zaratti, e persino dell’esponente del M5s, Alfonso Colucci, che nel suo intervento di ieri in aula ha sostenuto che di questa legge elettorale Angelo Rossi “nonostante il totale contrasto di vedute” è stata l’unica nota positiva tanto da aver espresso il suo “ringraziamento” e “apprezzamento personale” per “l’atteggiamento che ha avuto in commissione e ora sta avendo in Aula, che è un atteggiamento di confronto”.

Giostra di nomi su riforma voluta da Meloni, dopo Rosatellum arriva Rossitellum

Roma, 16 lug. (askanews) – In principio, come è noto, fu il Mattarellum, coniato dal politologo Giovanni Sartori per ‘battezzare’, in senso non proprio elogiativo, la legge elettorale che portava la firma dell’attuale presidente della Repubblica. Da quel momento in poi, il suffisso latineggiante è diventato una costante per le riforme del voto approvate dal Parlamento. La legge Calderoli è ormai nota come Porcellum (copyright sempre di Sartori dopo che lo stesso autore la aveva definita una porcata), Matteo Renzi scelse da solo – prima che ci pensasse qualcun altro – il nome di Italicum. C’è stato persino il Consultellum per identificare una legge che in realtà non era propriamente scritta da nessuno ma era la risultante delle indicazioni fornite dalla Corte costituzionale nella sentenza di bocciatura di alcune parti del Porcellum di cui sopra. Infine è toccato alla legge attualmente vigente, il Rosatellum, in riferimento al suo estensore, cioè Ettore Rosato.

La riforma del voto che invece ha ottenuto oggi il prima via libera della Camera non ha ancora un nome. O meglio, ne ha più di uno. Il primo è Stabilucum, definizione che è stata spinta in particolare da Forza Italia con l’evidente intento di darne un connotato positivo. Ragione per cui non è mai piaciuta all’opposizione che dunque ha invece optato per Donzellum, dal nome di uno degli sherpa di via della Scrofa, o Melonellum. Un nome, quest’ultimo, che non viene invece accettato da Fdi perché, spiegano, il governo e chi lo guida hanno lasciato che a lavorare fossero le aule parlamentari. Quando il provvedimento è arrivato all’esame della commissione, ecco una nuova dicitura: legge Bignami, come il capogruppo dei meloniani, che ne è primo firmatario ma che, come è noto a tutti, di quel testo non ha scritto una virgola.

Se, dunque, andasse seguita la regola dell’autore con il giochino del suffisso alla latina, il nome di questa legge, con un curioso gioco di nuance rispetto a quella che la precede, non potrebbe che essere uno: Rossitellum, dal nome del deputato di Fdi Angelo Rossi. E’ stato uno degli sherpa ai tavoli di maggioranza, ma per ammissione dei suoi stessi colleghi il reale estensore del provvedimento. E’ stato anche uno dei relatori: costantemente presente anche in commissione, è stato praticamente sempre lui a dare i pareri, al punto che tra il serio e il faceto, è stato ribattezzato “portavoce dei relatori”, figura che per regolamento non esiste.

Indicativa la scena registrata a fine delle votazioni quando molti colleghi di Fratelli d’Italia, fuori dall’aula, gli sono andati incontro per complimentarsi, ringraziarlo e dargli una stretta di mano. Come se oggi fosse il suo compleanno, o stesse festeggiando una ricorrenza speciale. La stessa ministra delle Riforme, Elisabetta Casellati, lo ha voluto personalmente ringraziare per il lavoro fatto.

Ma, in questi tre giorni di pur acceso confronto in aula, con il picco di tensione registrato in occasione dell’emendamento – poi bocciato – sulle preferenze, sono arrivato anche i ringraziamenti di alcuni colleghi di opposizione: del capogruppo di Azione, Matteo Richetti, del deputato di Avs Filiberto Zaratti, e persino dell’esponente del M5s, Alfonso Colucci, che nel suo intervento di ieri in aula ha sostenuto che di questa legge elettorale Angelo Rossi “nonostante il totale contrasto di vedute” è stata l’unica nota positiva tanto da aver espresso il suo “ringraziamento” e “apprezzamento personale” per “l’atteggiamento che ha avuto in commissione e ora sta avendo in Aula, che è un atteggiamento di confronto”.

Ponte Morandi, l’ex ad di Aspi Castellucci condannato a 12 anni

Genova, 16 lug. (askanews) – L’ex amministratore delegato di Autostrade per l’Italia e di Atlantia, Giovanni Castellucci, è stato condannato a 12 anni di carcere per il crollo del Ponte Morandi. Lo hanno deciso i giudici dela prima sezione penale del Tribunale di Genova al termine del processo di primo grado sul disastro che il 14 agosto del 2018 provocò la morte di 43 persone.

La procura del capoluogo ligure, rappresentata in aula dai pubblici ministeri Walter Cotugno e Marco Airoldi, aveva chiesto per lui 18 anni e 6 mesi di carcere. L’ex numero uno di Aspi sta già scontando nel carcere milanese di Opera una condanna definitiva a 6 anni di reclusione per la strage del bus di Avellino. I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Genova hanno condannato a 5 anni di reclusione Mauro Coletta, ex direttore vigilanza sulle concessioni autostradali del Mit, al termine del processo sul crollo del Ponte Morandi, in cui persero la vita 43 persone. L’accusa aveva chiesto per Coletta una condanna a 10 anni di carcere.

Autonomia, Salvini: grazie a Lega al Nord avanza insieme al federalismo fiscale

Roma, 16 lug. (askanews) – “Prosegue il cammino sulla via dell’autonomia e del federalismo fiscale. È premiato l’impegno della Lega che, da Umberto Bossi a Roberto Maroni, arriva finalmente ai risultati di oggi, grazie al lavoro del ministro Roberto Calderoli, dei governatori, dei gruppi parlamentari e delle Regioni che stanno scegliendo di avviare nuove intese. Avanti così!”. Lo dichiara il vicepremier Matteo Salvini, segretario della Lega, commentando il via libera del Senato alle pre-intese sull’autonomia differenziata per Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.

Autonomia, Calderoli: bene primo ok Senato a forme speciali per Regioni Nord

Roma, 16 lug. (askanews) – Via libera del Senato agli atti di indirizzo sugli schemi di intesa preliminare tra il Governo e le quattro Regioni che hanno richiesto ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Approvate dall’Aula le relazioni sulle richieste di Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per le funzioni relative alle materie Protezione civile, Previdenza complementare e integrativa, Professioni, Tutela della salute-Coordinamento della finanza pubblica.

“Il cammino delle intese preliminari prosegue in Parlamento, nel pieno rispetto dei tempi. Oggi è arrivato l’ok del Senato e settimana prossima inizierà l’esame alla Camera, mantenendo un ritmo costante. Passo dopo passo la meta si avvicina sempre di più, continueremo a lavorare per regalare ai territori questa grande opportunità. Autonomia fa rima con responsabilità e trasparenza, non mi stancherò mai di ripeterlo e intendo andare fino in fondo”, ha detto il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli.

Tajani: non si parla di voto anticipato nella maggioranza

Jolanda di Savoia, 16 lug. (askanews) – “No, assolutamente”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha risposto a chi gli chiedeva se in maggioranza si stia già parlando di date per il prossimo voto, a margine dell’evento ‘Bienvenue à la BFuture farm en République du Congo’ a Jolanda di Savoia, nel ferrarese. “I giornalisti fanno il loro mestiere, l’ho fatto per tanti anni anch’io, quindi so che poi si gioca sulle date, sulle cose. Vedremo”.

“Adesso è importante affrontare altre questioni. Anche qui siamo a lavorare per favorire la crescita del nostro Paese, per favorire una buona politica estera, guardando a Paesi come quelli del continente africano”, ha aggiunto Tajani.

"Il rumore delle cose nuove" di Genovese aprirà Festa Cinema di Roma

Roma, 16 lug. (askanews) – “Il rumore delle cose nuove” di Paolo Genovese è il film d’apertura della ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma in programma dal 14 al 25 ottobre 2026 all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. Lo annuncia il presidente della Fondazione Cinema per Roma, Salvatore Nastasi, su proposta della direttrice artistica, Paola Malanga. Il film sarà presentato nella sezione Grand Public in occasione della cerimonia inaugurale della Festa, condotta dalla dj e conduttrice televisiva e radiofonica Ema Stokholma.

Paolo Genovese, autore di successi internazionali come “Follemente”, record di incassi in Italia nel 2025 e vincitore di due Nastri d’Argento, “Perfetti sconosciuti” – il film che ha fatto registrare il maggiore numero di remake nella storia del cinema (circa cinquanta in tutto il mondo), premiato al Tribeca Film Festival, vincitore di due David di Donatello e un Nastro d’Argento – e regista di numerosi altri titoli molto amati dal pubblico fra cui “Immaturi”, “Tutta colpa di Freud” e “Il primo giorno della mia vita”, realizza un film corale che vede protagonisti Emanuela Fanelli, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Stefano Accorsi, Lino Musella, Edoardo Pesce con la partecipazione di Claudio Santamaria.

Nel film, tre coppie diverse e sconosciute tra di loro hanno in comune la gabbia che si sono costruite nella vita – per paura di trovare chissà cosa là fuori – e un reticolato fitto che ha relegato i loro sentimenti in un perimetro tranquillo e rassicurante. Fino a quando un evento inatteso non le coinvolgerà tutte, costringendole a riordinare cuore e anima, a rivedere la loro esistenza e a gettare tutto ciò che forse è di troppo.

“Il rumore delle cose nuove” è una produzione Lotus Production, società Leone Film Group, con Rai Cinema in collaborazione con Disney+ e in associazione con Vice Pictures. Il film è prodotto da Raffaella Leone e Andrea Leone, produttore associato Vice Pictures Leonardo Maria Del Vecchio. L’opera è realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura e sarà nelle sale italiane da giovedì 12 novembre 2026, distribuita da 01 Distribution. Le vendite estere sono a cura di Rai Cinema International Distribution.

Poste, parte lunedì Opas su Tim fino a 11 settembre, obiettivo delisting

Roma, 16 lug. (askanews) – Dopo l’ultimo passaggio procedurale, il via libera della Consob, partirà ufficialmente lunedì l’offerta pubblica di scambio e di acquisto di Poste italiane su Tim per chiudersi l’11 settembre. Poste, nella documentazione sull’operazione, ha fissato una soglia che prevede una partecipazione superiore al 66,67% del capitale. L’obiettivo dell’offerta è il delisting di Tim, come annunciato dal gruppo guidato da Matteo Del Fante nel marzo scorso, al lancio dell’operazione che si dovrebbe chiudere entro fine anno. Tim rimarrà una società autonoma all’interno del groppo Poste, come dichiarato dall’amministratore delegato Del fante alla comunità finanziaria, con l’obiettivo di sfruttare tutte le potenzialità di un brand storico.

Il 18 settembre 2026 Poste corrisponderà il corrispettivo a ciascun azionista di Tim che abbia validamente aderito all’offerta. Per effetto del raggruppamento delle azioni Tim, successivo al lancio dell’Opas, il corrispettivo dell’offerta è stato rettificato, pur rimanendo immutata la sostanza economica: per ciascuna azione di Tim portata in adesione all’offerta, Poste Italiane riconoscerà un corrispettivo unitario complessivo costituito da una componente in denaro, pari a 1,67 euro e una componente in azioni, rappresentata da 0,218 azioni ordinarie Poste Italiane.

È atteso, intanto, entro sabato il cda di Tim per la valutazione della fairness dell’operazione. Il gruppo guidato da Pietro Labriola ha in calendario poi il 29 luglio un cda per l’esame dei dati semestrali, con call il 30 luglio, in linea con quanto deciso da Poste. Il gruppo di servizi postali e finanziari ha, infatti, rinviato la presentazione del piano, inizialmente fissata al 24 luglio, visto che si sarebbe trattato di un Piano stand alone. Resta, invece, in calendario il previto cda per i conti semestrali e la conference call.

Dopo l’operazione la presenza dello Stato in Poste scenderà al 50%.

Stellantis, immatricolazioni Europa I sem +3,8%, prima in Italia (+4,5)

Roma, 16 lug. (askanews) – Stellantis ha chiuso la prima metà dell’anno con un aumento del 3,8% delle immatricolazioni in Europa (EU30) a quota 1 milione 370 mila veicoli. Con un comunicato, il gruppo rivendica di essere al primo posto sul mercato dell’Italia con un aumento delle vendite del 4,5% e di detenervi cinque tra i sei modelli più venduti, tra cui primeggia la Fiat Pandina.

“Nei primi sei mesi del 2026 abbiamo confermato lo slancio positivo che è stato avviato da Stellantis sul finire dello scorso anno”, ha commentato Emanuele Cappellano, a capo dell’area dell’Europa allargata per Stellantis. “In linea con gli obiettivi del nostro piano strategico FaSTLAne 2030, abbiamo consolidato la nostra leadership nei segmenti A e B tra i mercati dell’Ue30, dove le nostre immatricolazioni sono aumentate di 67.000 unità su base annuale, aumentando di 93.000 unità quando si includono le vendite di Leapmotor”.

“Analogamente – ha aggiunto il manager – l’insieme di Stellantis Pro One family resta saldamente in cima al podio nel mercato altamente competitivo dei veicoli commerciali”.

Federchimica, Gpl e Gnl strategici nella transizione energetica

Roma, 16 lug. (askanews) – Sostenibilità, sicurezza, legalità e competitività. Alla luce delle continue tensioni geopolitiche, sono queste le parole-chiave del dibattito dell’assemblea di Assogasliquidi-Federchimica, riunita nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in rappresentanza delle filiere industriali italiane del Gpl e Gnl.

‘Il messaggio principale lo vogliamo mandare a Bruxelles – ricorda nel suo intervento il presidente dell’associazione Matteo Cimenti – perché negli ultimi mesi dall’UE sono arrivati segnali di un promettente nuovo approccio comunitario rispetto alla gestione della transizione. Se sarà confermato nei fatti, i gas liquefatti saranno ancor più protagonisti nella vita quotidiana di consumatori e imprese, grazie agli sforzi fatti dall’industria italiana in termini di investimenti, infrastrutture e tecnologia’.

I numeri del GPL sono pressoché stabili, riferisce in una nota l’associazione, ma le nuove immatricolazioni sono in calo di fronte alle incertezze sul futuro automotive, mentre per il retrofit l’industria della componentistica e della distribuzione confida sull’utilizzo degli incentivi appena varati proprio dal MIMIT. Il GNL è in crescita negli usi industriali, stabile nel trasporto stradale e in rampa di lancio nel settore marittimo. Le previsioni potrebbero essere migliori qualora diventasse concreta l’inversione di rotta che sembra aver preso l’Europa sulle scelte di politica energetica. E’ già realtà, oggi, lo sviluppo di molecole rinnovabili come bioGPL (e DME rinnovabile) e bioGNL, sempre più presenti nel mercato e rispondenti all’esigenza espressa dalla Commissione UE di promuovere produzioni nazionali.

‘L’attuale proposta di parere elaborato dal relatore, Massimiliano Salini – ricorda Cimenti – attribuisce finalmente un ruolo concreto ai biocarburanti, superando l’approccio di conteggio delle emissioni solo ‘a bocca di motore’. L’industria automotive (compresa quella della componentistica) ha bisogno di certezze per poter compiere le proprie scelte di investimento ed è quindi urgente giungere all’adozione di modifiche sostanziali al Regolamento comunitario in linea con quanto indicato nella proposta di parere. Ma è necessario mettere mano – con gli stessi obiettivi e con gli stessi percorsi inclusivi di tutte le tecnologie – anche al Regolamento sulle emissioni di CO? dei veicoli pesanti. Su tutti questi aspetti, confidiamo nel sostegno del Governo italiano e di tutte le forze politiche per una nuova competitività del nostro sistema industriale manifatturiero ed energetico. Lo stesso approccio va rivolto alla attuazione della direttiva ‘Case green’ che – se non applicata in modo tecnologicamente neutrale – riuscirà ad aggredire solo una piccolissima parte del patrimonio immobiliare europeo, allontanandoci dal raggiungimento dei target di decarbonizzazione’.

Sul tavolo anche l’argomento della disciplina ETS2 con i suoi impatti su imprese e consumatori.

‘L’aumento dei costi energetici rischia di incidere significativamente sulle aree rurali, territori montani, piccoli comuni e attività economiche più esposte, oltre che sugli automobilisti – avverte Cimenti – e per questa ragione continuiamo a chiedere che le risorse generate dai nuovi meccanismi vengano integralmente reinvestite nei settori che le producono, sostenendo gli investimenti industriali nelle molecole rinnovabili, nonché in misure di mitigazione per i consumatori, nella chiara consapevolezza che la sfida climatica non può essere affrontata indebolendo la competitività europea o aggravando le condizioni delle fasce più vulnerabili della popolazione’.

Nel settore del GNL, Assogasliquidi-Federchimica chiede ‘continuità sulle misure incentivanti per la produzione del biometano con un focus particolare sulla crescita di disponibilità di bioGNL ed una piena valorizzazione del prodotto anche prendendo spunto dal successo ottenuto in Germania dal sistema del c.d . THG QUOTE. Contemporaneamente va assicurato il riconoscimento delle garanzie di origine ai fini ETS (sia ETS1 che ETS2), anche per abilitare il pieno potenziale del meccanismo della ‘Virtual Liquefaction’ e garantire certezze alla filiera circa la documentazione da utilizzare per valorizzare correttamente il prodotto di origine bio.

La modesta crescita dei consumi nel trasporto stradale pesante (+3%) rende ancora più necessaria l’emanazione del decreto del Ministero dei Trasporti che deve dare concreta attuazione allo stanziamento di 590 milioni di euro destinati al rinnovo del parco mezzi delle imprese di autotrasporto per il prossimo quinquennio. Qui la richiesta è di significative premialità all’acquisto di mezzi alimentati a GNL e bioGNL. A tale misura, è necessario aggiungere un credito di imposta per l’acquisto soprattutto di bioGNL, al fine di consentire la ripresa del mercato delle immatricolazioni e la piena valorizzazione della rete dei punti vendita di distribuzione così come delle infrastrutture primarie di approvvigionamento.

Infine, gli aspetti della legalità e sicurezza: ‘In quest’ottica – conclude Cimenti – la proficua e duratura collaborazione con la Direzione generale del Ministero dell’Ambiente e l’attività di contrasto all’illegalità portata avanti dal Corpo della Guardia di Finanza sono essenziali per garantire che le Imprese del settore operino in conformità con le regole, a tutela sia della corretta competitività tra gli operatori, sia del rispetto dei più alti livelli di sicurezza. Contemporaneamente, le attività sviluppate insieme al Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco – in termini sia di monitoraggio degli eventi incidentali sia di aggiornamento continuo della formazione e delle regole tecniche poste a presidio delle nostre attività – pensiamo siano fondamentali per consentire una competitività in sicurezza del nostro comparto’.

Passando ai dati, la domanda complessiva nel 2025 si è attestata a 3,216 milioni di tonnellate, in crescita dello 0,6% rispetto al 2024. Il comparto della combustione ha registrato consumi pari a 1,659 milioni di tonnellate, con una crescita del 2,6%, mentre il settore dell’autotrazione si è attestato a 1,567 milioni di tonnellate, evidenziando una lieve flessione dell’1,3%.

Alla fine del 2025 il parco circolante delle autovetture GPL ha superato i 3,25 milioni di unità. Sono state immatricolate oltre 140 mila vetture GPL, pari a una quota superiore al 9% dell’intero mercato automobilistico nazionale.

La rete distributiva nazionale conta su oltre 4.600 punti vendita distribuiti omogeneamente su tutto il territorio isole comprese.

In forte calo nei primi mesi del 2026 le nuove immatricolazioni (- 30,4% rispetto al 2025) A fronte del forte calo delle trasformazioni (-82% dal 2012 al 2025) il MIMIT ha appena pubblicato il decreto che rinnova gli incentivi per il retrofit a GPL e gas naturale.

Nel corso del 2025 l’infrastruttura distributiva ha continuato a espandersi, pur con ritmi più moderati rispetto agli anni precedenti. I consumi si registrano in crescita con un +11% rispetto all’anno precedente, con il comparto dell’autotrazione che, seppure rappresenti circa il 75% del totale, nello scorso anno è cresciuto solo del 3%. Il numero di stazioni di servizio cresce fino a 180 e le reti isolate e gli impianti industriali fanno segnare una crescita del 16%, con 78 installazioni attive.

Il trasporto stradale si rappresenta oggi il primo mercato per il GNL e questo risultato è stato raggiunto anche grazie ad una infrastruttura nazionale di approvvigionamento che è molto cresciuta negli anni, fino a rappresentare il 50% del totale dei depositi GNL nel nostro Paese.

Il GNL e, soprattutto, il bioGNL rappresentano oggi una delle poche soluzioni immediatamente disponibili per la decarbonizzazione del trasporto merci su lunga distanza e di numerose applicazioni industriali off-grid.

Nel 2025 sono state avviate le prime attività di bunkeraggio di GNL e bioGNL a servizio della navigazione; si tratta di un passaggio storico che testimonia la maturazione del mercato nazionale.

Vecchioni (BF): dal Congo parte il piano delle 20 model farm

Jolanda di Savoia, 16 lug. (askanews) – “Oggi presentiamo con la Repubblica del Congo la nostra prima BFuture Farm, il modo in cui realizziamo la replica di quello che è stato il progetto Italia. E’ un obiettivo importante quello di oggi, che dà il via alle 20 model farm che BF realizzerà in più continenti, di cui le prime saranno tutte all’interno del continente africano”. Lo ha detto Federico Vecchioni, presidente esecutivo di BF Spa e amministratore delegato di BF International, a margine dell’evento ‘Bienvenue à la BFuture farm en République du Congo’ nella sede di Bf Spa a Jolanda di Savoia (Ferrara).

“Com’è stato anche in Italia, quando una grande impresa agroindustriale riparte, la comunità ha grandi occasioni di formazione, di crescita delle persone”, ha aggiunto Vecchioni, indicando “scuole, centri di formazione, centri di assistenza sanitaria” come parte di “un miglioramento delle condizioni di vita e una comunità socioeconomica che cresce insieme”. Le vere e proprie infrastrutture, ha spiegato, vanno “dalla produzione delle sementi fino al prodotto alimentare per la distribuzione”, realizzando innovazione tecnologica e coltivazione delle terre in concessione per i mercati locali.

Premio maggioranza e liste bloccate, cosa prevede la riforma elettorale Meloni

Roma, 16 lug. (askanews) – Un sistema “misto”, proporzionale con premio di maggioranza, e parlamentari eletti attraverso le liste bloccate. A meno di dieci anni dall’ultima riforma elettorale – il cosiddetto “Rosatellum” – cambia di nuovo la modalità di eleggere Camera e Senato. Ecco le novità previste dalla legge elettorale Bignami – dal nome del primo firmatario del testo, il capogruppo Fdi a Montecitorio – che oggi ha ottenuto il via libera della Camera e passa ora all’esame del Senato.

PREMIO DI MAGGIORANZA. È fisso, cioè consiste in un numero predeterminato di seggi – 70 alla Camera e 35 al Senato – assegnato, in entrambe le Camere, alla lista o coalizione di liste vincitrice che abbia ottenuto almeno il 42 per cento dei voti in ciascuna della due Camere. In assenza di tali presupposti – anche solo in una Camera – il premio non viene assegnato in nessuna delle due Camere e anche i seggi del premio vengono ripartiti in maniera proporzionale.

TETTO AI SEGGI. I seggi del premio di maggioranza si sommano a quelli che il vincitore ha ottenuto con la parte proporzionale ma la legge stabilisce un tetto massimo: alla Camera 220 seggi, al Senato 113. Nel caso di superamento del tetto, i seggi eccedenti sono sottratti alla lista assegnataria del premio nella parte proporzionale. Dal tetto massimo sono esclusi i seggi degli eletti all’estero (8 deputati e 4 senatori).

LISTE BLOCCATE. Vengono soppressi i collegi uninominali. Non viene prevista la possibilità di un voto di preferenza. Sulla scheda l’elettore troverà solo liste bloccate: quelle presentate, eventualmente in coalizione tra loro, dai singoli partiti a livello di ciascun collegio plurinominale (un numero massimo di sei candidati accanto a ogni simbolo) e quelle presentate dalle liste singole o dalle coalizioni di liste a livello circoscrizionale per l’eventuale attribuzione del premio. Queste ultime liste, in caso di coalizione, sono le stesse per tutte le liste coalizzate: la composizione del cosiddetto “listone” – che entra in blocco in caso di vittoria del premio di maggioranza – è demandata ad accordi interni alle coalizioni.

SBARRAMENTO. Lo sbarramento resta al 10% per le coalizioni di liste e al 3% per le liste singole o coalizzate, salvo il ripescaggio, per ogni coalizione di liste, della prima lista coalizzata rimasta al di sotto di tale soglia.

NORMA ANTI-FRAMMENTAZIONE. Non concorrono alla determinazione della cifra elettorale nazionale di coalizione i voti espressi a favore delle liste collegate che non superano lo sbarramento del 3% e che non siano la lista del miglior perdente.

INDICAZIONE DEL PREMIER. Le forze politiche devono indicare nel programma elettorale il nome e il cognome della persona proposta per l’incarico di presidente del Consiglio, nel rispetto delle prerogative del presidente della Repubblica in merito alla nomina dei membri del Governo e di quanto disposto dall’articolo 67 della Costituzione, ovvero che ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. In caso di coalizione, la persona proposta è la stessa per tutte le forze politiche coalizzate. Il nome e il cognome del premier non compaiono sulla scheda elettorale. La mancata indicazione del nominativo produce, come già previsto per la mancata presentazione del programma, l’inammissibilità delle liste.

CANDIDATURE. La legge prevede l’obbligo della presentazione di liste in almeno un terzo delle circoscrizioni alla Camera per poter partecipare alle elezioni. Inoltre, il candidato nelle liste circoscrizionali presentate per l’attribuzione del premio di governabilità è tenuto a candidarsi in almeno uno dei collegi plurinominali della circoscrizione in cui è stata presentata la lista circoscrizionale in cui è candidato, in una delle liste collegate, nella posizione di capolista.

RACCOLTA FIRME. Saranno esonerati dalla raccolta firme necessaria per la presentazione delle liste i partiti che hanno un gruppo parlamentare, in almeno una delle due Camere, costituito entro il 31 dicembre 2025. La norma ‘salva’ dalla raccolta firme gruppi come Azione, Avs, Noi Moderati mentre lascia fuori Futuro Nazionale di Vannacci, Più Europa e il Partito Liberaldemocratico di Marattin. Bocciata la possibilità di raccogliere le firme in modalità digitale come avviene per i referendum.

ITALIANI ALL’ESTERO. È stato introdotto un articolo che affida al governo il compito di aggiornare, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della nuova legge elettorale, il regolamento attuativo della legge Tremaglia per apportare le modifiche necessarie a garantire la libertà, la sicurezza e la segretezza del voto degli italiani all’estero.

CIRCOSCRIZIONI ESTERO. Sono ridotte da quattro a due le ripartizioni geografiche per l’elezione della Camera dei deputati (Europa e Americhe-Asia-Oceania-Antartide) e da quattro a una al Senato denominata circoscrizione Estero.

VOTO AI FUORI SEDE. Viene istituito presso l’ufficio elettorale di ciascun comune, l’elenco degli elettori fuori sede ammessi a votare nel comune di temporaneo domicilio per le elezioni della Camera e del Senato, per il Parlamento europeo e per i referendum. Entro il 31 dicembre di ciascun anno gli elettori che per motivi di studio e di lavoro sono temporaneamente domiciliati in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune di iscrizione elettorale, possono chiedere l’iscrizione nell’elenco per votare per le elezioni previste nell’anno successivo nel comune di temporaneo domicilio se la durata della permanenza prevista in quest’ultimo è di almeno 9 mesi. Gli elettori che hanno maturato i 9 mesi dopo la data del 31 dicembre, entro trenta giorni dalla data in cui i requisiti di fuori sede vengono soddisfatti e comunque non oltre il quarantacinquesimo giorno precedente alla data delle elezioni, possono chiedere di essere iscritti nell’elenco dei fuorisede dove sono domiciliati. Disciplina a parte per gli elettori che sono lontani dal comune di residenza per motivi di salute. Se ricevono assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico in una regione diversa da quella di residenza per un periodo di almeno tre mesi durante il quale ricade la data delle elezioni possono richiedere, non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente il voto di essere iscritti nell’elenco dei fuorisede per votare nel comune di temporaneo domicilio.

Congo, Okemba: in due anni Italia secondo partner del Paese

Jolanda di Savoia, 16 lug. (askanews) – “Siamo in una nuova epoca, tale per cui oggi l’Italia è diventata il secondo partner bilaterale del Congo, in due anni”. E’ un risultato “enorme”. Lo ha detto Henri Okemba, ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Repubblica del Congo in Italia, a margine dell’evento “Bienvenue à la BFuture farm en République du Congo” organizzato nella sede di BF a Jolanda di Savoia (Ferrara). L’ambasciatore ha legato il risultato al Piano Mattei, “concepito essenzialmente in direzione dei Paesi africani, e il Congo ha risposto presente”.

La realizzazione del progetto agricolo con BF, “il più grande gruppo italiano nel settore agricolo, quotato in borsa”, ha proseguito Okemba, “è un richiamo importante verso altri investitori italiani”: serve a “far vedere che ci si può fidare del Congo, che gli investitori italiani possono venire in Congo, assumersi dei rischi e portare avanti i loro programmi”. Nell’ambito del Piano Mattei sono stati avviati “un vasto programma nel settore della sanità, nove ospedali che stiamo riabilitando” e la linea elettrica tra Pointe-Noire e Brazzaville, oltre a due grandi progetti sul cacao.

L.elettorale, proteste in aula Camera opposizioni: "Meloni ha fallito"

Roma, 16 lug. (askanews) – “Legge truffa”, “Meloni ha fallito”, “legge incostituzionale”, “Maggioranza a casa”. Sono i cartelli esposti dalle opposizioni in aula alla Camera poco prima del voto finale sulla legge elettorale. Tra urla e “buffoni, buffoni”, i commessi sono intervenuti a fatica per togliere i cartelli e riportare l’ordine. Il più animato Riccardo Magi di più Europa che ha anche sventolata davanti ai banchi del governo una enorme scheda elettorale con la scritta “il tuo voto non conta”. Ne è nato un alterco anche con alcuni deputati di Forza Italia che ha richiesto un nuovo intervento dei commessi e del presidente della camera Lorenzo Fontana che lo ha richiamato all’ordine.

Bad Bunny sta per conquistare Milano, cresce l’attesa dei fan

Milano, 16 lug. (askanews) – Cresce l’attesa dei fan, mancano poche ora all’arrivo di Bad Bunny a Milano. L’icona globale della musica latina e tra gli artisti più influenti del panorama musicale mondiale, sarà in Italia con due appuntamenti, entrambi sold out, del DeBÍ TiRAR MáS FOToS WORLD TOUR.

La superstar multiplatino, salirà sul palco dell’Ippodromo SNAI La Maura di Milano venerdì 17 e sabato 18 luglio per due serate che si preannunciano memorabili. Con un totale di 157.000 biglietti venduti in meno di 4 ore i due concerti milanesi si confermano infatti tra gli eventi live più attesi dell’anno.

Con il DeBÍ TiRAR MáS FOToS WORLD TOUR, Bad Bunny porterà a Milano il suono e l’identità di Porto Rico, trasformando l’Ippodromo Snai La Maura in un grande palcoscenico dedicato alla musica latina e alla cultura portoricana. Uno show energico, capace di unire migliaia di fan in un’atmosfera di festa collettiva, dove la musica diventa uno strumento di celebrazione, condivisione e orgoglio culturale.

Sul palco, Bad Bunny porterà i brani che lo hanno consacrato come una delle più grandi star della musica mondiale, insieme alle tracce del suo ultimo album DeBÍ TiRAR MáS FOToS, uscito nel 2025. Il progetto, ad ora, ha raggiunto nel mondo 19,2 miliardi di stream complessivi ed è stato certificato 4X platino in Italia. La scaletta includerà le hit contenute nell’album, tra cui “DtMF” (2X platino), “NUEVAYoL” (1X platino), “BAILE INoLVIDABLE” (1X Platino), “VOY A LLeVARTE PA PR” (1X oro), “EoO” (1X oro) e “CAFé CON RON” (1X oro). Radio 105 è radio partner ufficiale dei live. Orari show day 14:30 – Early Entry 15:00 – Apertura porte 19:00 – Chuwi 20:00 – Bad Bunny

Bad Bunny, all’anagrafe Benito Antonio Martínez Ocasio, è l’artista del momento, ha scalato tutte le classifiche, vinto sei GRAMMY® ed è una delle figure più influenti della musica e della cultura globale contemporanea. La sua capacità di abbattere barriere linguistiche, ridefinire i confini dei generi musicali e sfidare le convenzioni culturali lo ha trasformato in un’icona mondiale. Artista più ascoltato al mondo su Spotify per tre anni consecutivi (2020-2022), Bad Bunny ha stabilito alcuni dei più importanti record della musica dal vivo, tra cui il primato di tournée con il maggior incasso annuale, grazie a oltre 435 milioni di dollari generati in un singolo anno e più di 2,4 milioni di biglietti venduti durante 81 spettacoli nel 2022. Il suo “Most Wanted Tour” del 2024 è stato accolto come uno degli spettacoli più innovativi della sua generazione, battendo il record di incassi del Barclays Center precedentemente detenuto da Jay-Z con 12 concerti sold out. Nel corso della sua carriera, Bad Bunny ha continuato a scrivere la storia della musica internazionale. Il suo album “Un Verano Sin Ti” è diventato il primo progetto interamente in lingua spagnola nominato per l’Album dell’Anno ai GRAMMY® Awards ed è tuttora uno degli album più ascoltati nella storia di Spotify. Nel 2025 ha pubblicato “DeBÍ TiRAR MáS FOToS”, un album che ha ulteriormente consolidato il suo ruolo di innovatore culturale. Il progetto ha raggiunto il primo posto della Billboard 200, diventando il suo settimo album nella Top 10 della classifica statunitense e il suo nono numero uno nella classifica Top Latin Albums. L’album ha inoltre segnato un momento storico ai GRAMMY® Awards, conquistando il premio per l’Album dell’Anno: è il primo album interamente in spagnolo nella storia della categoria a ottenere questo riconoscimento. In seguito al successo dell’album, Bad Bunny ha annunciato la storica residenza “NO ME QUIERO IR DE AQUÍ” presso il Coliseo de Puerto Rico, un omaggio alle sue radici portoricane e alla cultura della sua isola. La serie di concerti, inizialmente prevista per 21 date, è stata ampliata fino a 30 spettacoli a causa della straordinaria richiesta, con centinaia di migliaia di biglietti esauriti in tempi record. Oltre alla musica, Bad Bunny ha ampliato la propria influenza nel cinema, nella moda e nella cultura pop internazionale. È diventato il primo artista di lingua spagnola a ricoprire il doppio ruolo di conduttore e ospite musicale del “Saturday Night Live”, partecipando anche allo speciale per il 50° anniversario dello storico programma, contribuendo alla crescente normalizzazione della lingua spagnola nella cultura mainstream statunitense. La sua influenza globale ha raggiunto un nuovo apice con la partecipazione a febbraio 2026 al Super Bowl LX Halftime Show, una performance celebrata come uno degli eventi musicali più rilevanti degli ultimi anni e riconosciuta con numerose nomination agli Emmy Awards.

L.elettorale, Schlein: si è aperta una crisi e Meloni fischietta

Roma, 16 lug. (askanews) – “E’ surreale che andiate avanti facendo finta di niente fischiettando si è aperta una crisi su un emendamento che Meloni ha fortemente voluto, su cui il governo addirittura aveva dato parere favorevole conforme ai relatori”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante la dichiarazione di voto del Pd alla Camera sulla legge elettorale.

“Per di più – ha aggiunto – Meloni ci aveva sfidato ovviamente sui social, ha detto metteteci la faccia… Solo che noi eravamo qui e abbiamo con trasparenza dichiarato come abbiamo votato su tutti gli emendamenti. E’ lei che non ci ha messo la faccia, è lei che non abbiamo visto. Siete andati sotto di un voto e la presidente Meloni nemmeno era qui a votare. È crollata tutta la vostra narrazione sulla maggioranza così compatta mentre le opposizioni sono state unite in questa battaglia”.

Rugby, critiche all’arbitro, Quesada squalificato per due partite

Roma, 16 lug. (askanews) – Il commissario tecnico della nazionale italiana di rugby, Gonzalo Quesada, è stato sanzionato dalla World Rugby con una squalifica di due giornate per aver criticato l’arbitro dopo la sconfitta degli Azzurri contro la Nuova Zelanda. Durante un’intervista tv dopo la sconfitta per 47-17 a Wellington la scorsa settimana, Quesada si è sfogato definendo l’arbitro francese Luc Ramos “pessimo”. Il tecnico argentino ha inoltre espresso perplessità sulla formula del Nations Championship, lo stesso pensiero espresso anche dal Ct dell Francia Fabien Galthiè. L’Italia ha iniziato il percorso nel Nations Championship a Tokyo con una sconfitta per 27-10 contro il Giappone, per poi volare a Wellington prima della trasferta a Perth di questa settimana. La sanzione lo esclude da tutte le attività relative alle partite, compresa la presenza allo stadio. La Federazione Italiana Rugby ha dichiarato in un comunicato di aver preso atto della decisione e che ricorrerà in appello contro la decisione.

L.elettorale, Schlein: no Pd a riforma irricevibile e inemendabile, è una vergogna

Roma, 16 lug. (askanews) – Questa legge elettorale è irricevibile e inemendabile. Irricevibile nel metodo e nel metodo. Fatta di forzature istituzionali, che però vi sono tornate indietro. Come quella sull’emendamento-farsa sulle preferenze”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante la dichiarazione di voto del Pd alla Camera sulla legge elettorale. “Vi siete ridisegnati i collegi dell’estero per favorire i vostri”, ha aggiunto. “Vergogna. Avete preso lezioni da Trump”.

L.elettorale, Schlein in aula: è Meloni che ha tradito gli italiani

Roma, 16 lug. (askanews) – Giorgia Meloni si chiede “chi ha tradito” sulla legge elettorale ma “presidente Meloni, si faccia dire la verità: è lei che ha tradito. Ha tradito la fiducia degli italiani. Avevate promesso di abolire le accise, di abolire la Fornero, il blocco navale… L’unica cosa che avete bloccato è la produzione industriale. Avevate promesso e non avete fatto”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein durante la dichiarazione di voto del Pd alla Camera sulla legge elettorale. “Ha tradito anche i suoi alleati per rincorrere Vannacci sull’emendamento Ziello”.

Mondiali, Tuchel e Malvinas nella rassegna stampa inglese

Roma, 16 lug. (askanews) – L’Inghilterra saluta il Mondiale 2026 dopo la sconfitta per 2-1 contro l’Argentina in semifinale e la stampa britannica si divide tra rabbia per il finale di gara, critiche al commissario tecnico Thomas Tuchel e polemiche per lo striscione esposto dai giocatori argentini al termine dell’incontro con la scritta “Le Malvinas sono argentine”, che ha riacceso una disputa storica e politica.

Tra i quotidiani di riferimento, The Times sceglie una lettura soprattutto tecnica con il titolo: “Inghilterra eliminata da un magico Messi: paga il prezzo per essersi chiusa in difesa”, attribuendo il ko all’eccessivo atteggiamento prudente della squadra di Tuchel.

Il Daily Mail concentra invece l’attenzione sul dopo partita. L’edizione online titola “Furia per lo striscione sulle Falkland” e rilancia le richieste di squalifica nei confronti dei calciatori argentini che hanno mostrato il messaggio.

Per The Telegraph il tema centrale è il nuovo fallimento inglese con il titolo “Il dolore continua per l’Inghilterra”, sottolineando come la rimonta subita nel finale prolunghi la serie di delusioni della nazionale.

The Guardian punta sul dramma sportivo con il titolo “La doppietta nel finale dell’Argentina spezza il cuore dell’Inghilterra in una drammatica semifinale mondiale”, ricostruendo la beffa arrivata negli ultimi minuti.

Molto duro The Sun, che definisce senza mezzi termini “Arroganza argentina” il comportamento dell’Albiceleste dopo la partita, facendo riferimento allo striscione sulle Malvine.

Anche la BBC apre un dibattito sul lavoro del commissario tecnico. Con il titolo “Passivi e sbriciolati”, l’emittente si chiede se le scelte tattiche eccessivamente difensive di Tuchel abbiano avuto un ruolo decisivo nell’eliminazione.

Il Mirror resta invece sulla cronaca dell’incontro con il titolo “Tre Leoni fuori dal Mondiale dopo due reti in cinque minuti che spezzano il cuore dell’Inghilterra”, evidenziando il crollo finale della nazionale.

The Independent punta anch’esso il dito contro il ct con il titolo “La dolorosa sconfitta in semifinale contro l’Argentina solleva dubbi sulla tattica di Tuchel”, sostenendo che la gestione della gara sarà inevitabilmente oggetto di discussione.

Il sito di Sky Sports UK unisce la cronaca della semifinale alle polemiche per lo striscione sulle Malvine, dando spazio alle reazioni suscitate dall’iniziativa dei giocatori argentini.

Infine Daily Express utilizza i toni più severi con il titolo “Furia per gli argentini senza classe che espongono lo striscione ‘Le Malvine sono nostre’ dopo aver battuto l’Inghilterra”, facendo dello striscione il fulcro della propria copertura.

Nel complesso, il giorno dopo la sconfitta emergono due filoni principali sulla stampa britannica: da un lato le pesanti critiche all’impostazione tattica di Tuchel, accusato da diverse testate di aver arretrato troppo il baricentro favorendo la rimonta argentina; dall’altro l’indignazione per lo striscione sulle Malvine, giudicato da molti quotidiani un gesto provocatorio che ha finito per oscurare, almeno in parte, il valore sportivo della qualificazione dell’Argentina alla finale mondiale.

Inflazione, Istat: a giugno scende al 3%, carrello spesa all’1,3%

Roma, 16 lug. (askanews) – In calo l’inflazione a giugno. L’indice registra una variazione congiunturale nulla e una tendenziale del +3%, da +3,2% di maggio. Lo ha reso noto l’Istat confermando la stima preliminare.

Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli Alimentari non lavorati (da +5,5% a +4,4%), dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3% a +2,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +1,7% a +1,1%); in accelerazione sono invece i prezzi degli Energetici, regolamentati (da +5,6% a +9,2%) e non regolamentati (da +12,5% a +13,3%).

Nel mese di giugno l'”inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si riduce lievemente (da +1,7% a +1,6%), così come quella al netto dei soli beni energetici (da +2,1% a +1,9%).

Decelerano su base annua sia i prezzi dei beni (da +3,4% a +3,3%) sia quelli dei servizi (da +2,8% a +2,6%). Il differenziale tra il comparto dei servizi e quello dei beni, dunque, resta negativo passando da -0,6 a -0,7 punti percentuali.

Decelerano anche i prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona (da +1,9% a +1,3%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +4,4% a +3,9%).

La variazione congiunturale dell’indice generale risente, da un lato, della diminuzione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,5%) e, dall’altro, dell’aumento di quelli dei Servizi ricreativi, culturali, e per la cura della persona (+0,6%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+0,5%).

L’inflazione acquisita per il 2026 è pari a +2,6% per l’indice generale e a +1,7% per la componente di fondo.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) registra una variazione nulla su base mensile e una variazione pari al +3% su base annua (da +3,2% del mese precedente); la stima preliminare era +3,1%.

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, registra una variazione congiunturale nulla e una crescita tendenziale di +2,9%.

Nel secondo trimestre 2026 i prezzi al consumo, misurati dall’Ipca, evidenziano un aumento più marcato per le famiglie con bassi livelli di spesa (+3,7%) e più contenuto per quelle con livelli di spesa elevati (+2,6%).

L.elettorale, Conte: battaglia opposizioni è solo all’antipasto

Roma, 16 lug. (askanews) – “Vi avviso: la battaglia che ci avete visto fare, e le opposizioni hanno dimostrato massima comprensione del momento storico, massima chiarezza politica, uniti abbiamo fatto una battaglia contro la vostra arroganza, con cui volete prendere il potere. Ebbene, questo è solo un antipasto”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, in sede di dichiarazioni di voto nell’aula della Camera sulla legge elettorale.

“Non avete idea – ha detto Conte – della battaglia che vi aspetta, con cui vi impediremo di prendere il potere”.

L.elettorale, Conte: riforma vergognosa, non confondere il Colle con colle Oppio

Roma, 16 lug. (askanews) – “Noi non possiamo permettere che continui in questa logica un governo che mira ad affermare la gerarchia del capo, il comando di uno solo e con questa legge state introducendo un premierato mascherato. Noi siamo per la democrazia vera” che “richiede pesi e contrappesi. Vi state confezionando una legge elettorale vergognosa per perpetuare il vostro potere con un premio di maggioranza assolutamente incostituzionale ma non vi permetteremo di confondere il Colle del Quirinale con colle Oppio”. Così il presidente M5S Giuseppe Conte, in sede di dichiarazioni di voto nell’aula della Camera sulla legge elettorale.

L.elettorale, Schlein: Meloni si fermi, il suo Governo è finito

Roma, 16 lug. (askanews) – “La maggioranza non esiste più: vadano a casa, adesso tocca a noi. Il dibattito alla Camera sulla legge elettorale ha certificato che il governo di Giorgia Meloni è finito”. Lo dichiara nel giorno del voto finale a Montecitorio sulla riforma della legge elettorale la segretaria del Pd Elly Schlein, in un’intervista a la Repubblica

“Lei e il suo governo – afferma Schlein sulla premier Giorgia Meloni- sono stati sfiduciati dalla Camera. E di questo puo’ incolpare solo se’ stessa: ha cercato di imporre una riforma elettorale cucita su misura per la paura di essere sconfitta dalla nostra coalizione che ha una proposta competitiva”. Ma “l’arroganza di forzare anche rispetto ai suoi alleati, che non la volevano ha perso”. E anche “ha perso la superbia della prima presidente del Consiglio donna che per difendere il suo potere era pronta a sacrificare le altre donne”. Anche perchè la proposta di Fdi sulle preferenze affossata nel voto segreto dalla somma dei franchi tiratori di maggioranza e delle opposizioni “era – denuncia Schlein- una farsa: prevedeva infatti tutti i capilista bloccati e la maggioranza dei parlamentari sarebbe stata eletta così. Non solo: aboliva pure l’alternanza di genere prevista dal sistema attuala. Una cosa gravissima”

E allora, secondo la leader Pd, “dopo essere stata battuta in aula” Meloni “dovrebbe prendere atto che non ha più una maggioranza e andare a casa, consentendo agli elettori di esprimersi per tornare ad avere un governo che si occupi dei problemi del Paese. Si dovrebbero fermare – Ma ci rendiamo conto che ormai da mesi si stanno occupando solo di legge elettorale e tengono ostaggio entrambe le Camere solo su questo? Come se l’Italia non soffrisse un calo della produzione industriale che dura da tre anni consecutivi, non avesse le bollette più care d’Europa e i salari tra i più bassi, crescita zero e sei milioni di italiani che neppure riescono a curarsi”.

La legge elettorale che serve davvero all’Italia

Il problema non è la legge, ma la politica

La legge elettorale vigente porta il mio nome. Sarebbe facile difenderla per questo. Non lo farò.

Le leggi non appartengono a chi le ha scritte: appartengono ai cittadini e vanno cambiate quando esiste una soluzione migliore. Non sono mai stato un difensore delle regole in quanto tali, ma della loro capacità di risolvere i problemi del Paese.

Per questo la domanda da cui partire non è se cambiare o meno la legge elettorale. La domanda giusta è un’altra: qual è il problema che vogliamo davvero risolvere?

A mio avviso, la questione più seria della politica italiana non riguarda soltanto il meccanismo con cui vengono assegnati i seggi. Riguarda la qualità dell’offerta politica e la crescente distanza tra i cittadini e le istituzioni.

Oggi assistiamo alla presenza di due coalizioni che contengono tutto e il contrario di tutto. Al loro interno convivono culture politiche profondamente diverse, tenute insieme dalla volontà di vincere le elezioni contro un nemico più che da una reale condivisione di programmi. In questo contesto finiscono per prevalere le posizioni più radicali, spesso populiste. perché sono quelle che mobilitano maggiormente gli elettori più fedeli.

Per spiegare questo fenomeno mi piace utilizzare l’immagine di uno stadio.

Vent’anni fa lo stadio era pieno. C’erano le curve, occupate dai tifosi appassionati delle rispettive squadre, ma erano piene anche le tribune, dove sedevano persone interessate soprattutto a vedere una bella partita. Oggi quello stadio è cambiato. Le curve sono ancora affollate: sono popolate da tifosi che applaudono la propria squadra anche quando fa autogol, assolutamente acritici. Le tribune, invece, si sono progressivamente svuotate.

Quelle tribune rappresentano gli elettori moderati, riformisti, pragmatici, che non si riconoscono più in una politica sempre più polarizzata. La politica che promette l’abolizione della povertà, delle accise, della Fornero, presto dell’insicurezza. È anche per questo che l’astensionismo continua a crescere, fino ad arrivare, nelle ultime elezioni europee, a una partecipazione inferiore al 50 per cento.

Per questo motivo ritengo che una nuova legge elettorale sarebbe utile. Ma non qualsiasi legge.

L’occasione mancata del modello tedesco

Nel 2017, ero capogruppo del PD, il Parlamento era arrivato molto vicino a una riforma che considero ancora oggi una grande occasione mancata. Era il modello tedesco: un sistema proporzionale capace di rappresentare in modo più fedele gli orientamenti degli elettori, costringendo le forze politiche a costruire alleanze sulla base di programmi e contenuti, anziché attraverso coalizioni elettorali costruite prima del voto e spesso prive di una reale coerenza.

Quel testo nacque da un accordo ampio, che coinvolgeva Partito Democratico, Forza Italia, Lega, Movimento 5 Stelle e le rappresentanze delle minoranze linguistiche. Sembrava un compromesso solido, lo votammo con il consenso di tutti in commissione.

Poi arrivò il voto segreto in Aula.

Ricordo bene quella giornata. Presiedeva Laura Boldrini e, per una singolare coincidenza tecnica, il voto che avrebbe dovuto rimanere anonimo divenne riconoscibile. In quel momento fu evidente ciò che stava accadendo: tutti i deputati del Movimento 5 Stelle votarono contro una riforma che fino a poco prima avevano sostenuto. Allo stesso tempo emersero decine di franchi tiratori anche nel Partito Democratico. Quella riforma cadde e con essa sfumò la possibilità di costruire un sistema politico diverso. Oggi paghiamo pesantemente quel prezzo.

Da allora il quadro politico si è ulteriormente irrigidito.

Ricostruire una politica delle responsabilità

Una legge elettorale, naturalmente, non può risolvere da sola tutti i problemi della democrazia italiana. Ma può contribuire a creare un sistema nel quale le forze politiche si confrontino sulla qualità delle idee e non soltanto sulla contrapposizione permanente.

L’Italia avrebbe bisogno di un confronto tra chi crede nell’Europa e chi vuole rafforzarne il ruolo e chi invece immagina un percorso diverso; tra chi punta sulle riforme e chi preferisce conservare l’esistente; tra chi pensa che il cambiamento richieda responsabilità e chi ritiene che basti alimentare il consenso del momento, tra chi tifa per l’Italia e chi lavora per gli interessi di qualche paese straniero.

Le grandi riforme, nella storia della Repubblica, sono nate quando forze politiche diverse hanno avuto il coraggio di assumersi responsabilità comuni. È questa la cultura riformista che andrebbe recuperata.

Per questo continuo a pensare che l’Italia abbia bisogno di una riflessione seria sulla legge elettorale. Non per favorire una parte politica, ma per costruire una politica più coerente, più trasparente e più capace di rappresentare quella grande parte di cittadini che oggi ha smesso di sentirsi parte della partita.

 

* Il testo corrisonde all’intervento in Aula, ieri a Montecitorio, dell’autore (Deputato di Azione)

Il bluff delle preferenze: troppa ipocrisia a destra e a sinistra

Il Parlamento non vuole le preferenze

Premesso che le preferenze nell’attuale contesto politico italiano sono e restano potenziale fonte di corruzione, di voto di scambio, di clientele ramificate, di traffico di influenze e di un vorticoso giro di denaro per competere nelle campagne elettorali – non a caso i collegi uninominali, il cosiddetto Mattarellum, resta il migliore strumento elettorale – quello che è accaduto alla Camera dei Deputati ha segnato il trionfo definitivo dell’ipocrisia politica per almeno tre motivi di fondo.

Innanzitutto un dato è inconfutabile ed oggettivo. Il Parlamento italiano non vuole le preferenze. È persino troppo semplice da evidenziare. Al di là della propaganda, dell’ipocrisia e delle meschinità. Non le vuole per una ragione altrettanto semplice. I partiti personali, o del capo o di proprietà tutto tollerano nella politica tranne una cosa: e cioè, che siano i cittadini a scegliersi i propri rappresentanti. Se così non fosse non sarebbero partiti personali o del capo o di proprietà. E non è un caso, del resto, che in quei contenitori elettorali il capo non si mette quasi mai in discussione. Salvo quando i numeri elettorali evaporano e allora, quasi come d’incanto, decolla un altro partito personale abbandonando il vecchio relitto. E il voto della Camera sulle preferenze lo ha quasi certificato per legge, per chi ancora avesse qualche dubbio al riguardo.

Le contraddizioni della sinistra

In secondo luogo la clamorosa, plateale, gioiosa e rumorosa soddisfazione della sinistra nelle sue multiformi espressioni dopo aver bocciato le preferenze. Parlo della sinistra perchè, come noto, i suoi capi dispensano quotidianamente i principi e i valori della democrazia, si ritengono i depositari esclusivi della democrazia stessa e soprattutto del rispetto della Costituzione e in ultimo, ma non per ordine di importanza, ci spiegano da svariati lustri che siamo sempre sull’orlo della dittatura, della compressione delle libertà democratiche e del ritorno puntuale e quasi scientifico del fascismo.

Dopodichè, e quasi per caso, emerge la profonda verità. Ovvero, un tifo da stadio – veramente da stadio – dopo aver accertato che le preferenze non torneranno e quindi, e di conseguenza, saranno i capi partito a decidere, ancora una volta, la composizione del futuro Parlamento. E già parlavamo di una riforma elettorale che contemplava il capolista bloccato ma dove c’era, comunque sia, la possibilità di esprimere sino a 3 preferenze per gli altri candidati.

Altrochè le balle sulla democrazia, sulla Costituzione tradita, sulle centralità del cittadino e quindi del Parlamento. Quel boato da stadio, lungo, sentito e partecipato, ha cancellato mesi e anni di ipocrisia e di propaganda falsa e subdola.

Centrodestra, voto segreto e prospettiva riformista

Infine il centro destra. Non c’è alcun dubbio, soprattutto dopo il voto segreto sulle preferenze, che ci sono settori importanti di due partiti di quella coalizione – Forza Italia della famiglia Berlusconi e la Lega di Salvini – che non sopportano più la leadership, il carisma, il peso e l’autorevolezza della Premier Giorgia Meloni. E il voto sulle preferenze è stato un attacco diretto ed esplicito alla Premier attraverso il solito strumento del voto segreto molto caro alla sinistra da un lato e ai franchi tiratori del centro destra dall’altro. Un elemento, questo, destinato a condizionare pesantemente la futura partita elettorale.

Infine, però, c’è un tassello che, comunque sia, emerge in tutta la sua virulenza e chiarezza. In una politica dominata dai partiti personali, dai cartelli elettorali, dalle scelte di potere che prescindono dal voto popolare e dalle alchimie di palazzo, l’ultima cosa a cui pensare è quello di appaltare la decisione politica sulla rappresentanza parlamentare al cittadino/elettore. Una scelta, questa, che accomuna oggi tutta la sinistra italiana e buona parte del centro destra. Un buon motivo, questo, anche per scommettere su un progetto politico, culturale e programmatico di centro che sia in grado di recuperare le ragioni di un vero riformismo di governo e, al contempo, di riscoprire i principi basilari della democrazia. Al di là dell’ipocrisia sempre più insopportabile della sinistra e di larghi settori del centro destra.

Prudenza e osservazione restano il primo dovere della pediatria

La polemica sulla guida “Oltre lo sguardo” della Società Italiana di Pediatria rischia di trasformarsi nell’ennesimo scontro tra fazioni, dove a rimetterci è proprio ciò che dovrebbe stare al centro: il bambino.

Un tema che non tollera proclami

Da una parte c’è chi difende il documento come strumento necessario per pediatri spesso impreparati davanti a situazioni delicate. Dall’altra, le critiche arrivano non solo dai fronti più ideologizzati, ma anche da chi vive direttamente l’esperienza in famiglia, come l’associazione Generazione D: non un rifiuto del tema, ma la richiesta di non trasformare un percorso che dovrebbe restare aperto in un binario già tracciato.

Il valore del tempo

Su un punto vale la pena insistere: a tre, cinque, anche dieci anni l’identità è ancora in formazione. Non è negazionismo affermare che l’osservazione clinica, la pazienza e l’attesa vigile sono esse stesse strumenti terapeutici: lo sono in molte aree della pediatria, e non c’è motivo per cui non debbano esserlo anche qui.

Fuori dagli schieramenti

Il rischio più concreto oggi non è la guida in sé, ma il clima che la circonda: un dibattito ridotto a bandiere, dove prendere posizione per la cautela viene letto come uno schierarsi “contro”, e chi chiede più tempo viene sospettato di pregiudizio. Serve l’esatto contrario: piede felpato, competenze mediche solide e la libertà di dire che, su un argomento tanto delicato, la scienza ha bisogno di dubitare, non di affrettare conclusioni.

Una richiesta ragionevole

Chiedere prudenza non significa negare il disagio dei bambini che vivono questa esperienza, né la sofferenza delle loro famiglie. Significa riconoscere che proprio per rispetto verso di loro, ogni scorciatoia — in un senso o nell’altro — è un rischio che non possiamo permetterci di correre.

Fouché, il genio dimenticato della politica

Ha sperimentato un’acre ostilità presso i suoi contemporanei e non ha riscosso giustizia dai posteri, Joseph Fouché, politico acuto e sagace diplomatico, protagonista della vita pubblica della Francia a partire dalla Rivoluzione francese. Ricoprì numerosi ruoli di prestigio, tra i quali spicca quello di ministro della polizia generale del Direttorio della Prima Repubblica. 

Fu acceso fautore della repressione anti-monarchica durante il Terrore. «Napoleone a Sant’Elena, Robespierre con i giacobini, Talleyrand nelle sue memorie — sottolinea in un saggio a lui dedicato lo scrittore austriaco naturalizzato britannico Stefan Zweig —, come pure tutti gli storici francesi, siano esseri realisti, repubblicani o bonapartisti, corrono nella bile appena vergano il suo nome». 

Dispregiativi sono gli epiteti coniati: da traditore nato, a patetico intrallazzatore, da bieco immoralista a disertore di professione. La storia ha finito per relegare Fouché in ultima fila, pur essendo egli, a suo modo, un genio — certo spietato a volte — della strategia politica. «Fu l’unico che riuscì a sconfiggere Napoleone e Robespierre in un serrato duello psicologico» evidenzia Zweig. 

Ma nella storia, che l’aveva marginalizzato, Fouché è comunque entrato, non fosse altro che per la celeberrima frase da lui pronunciata, con tutto il peso di una inesorabile sentenza, riguardo alla fucilazione del duca d’Enghien — accusato ingiustamente da Talleyrand di alto tradimento — e rivolta a Napoleone, reo di aver commesso «una cosa più grave, molto più grave, di un crimine: un errore». (gabriele nicolò)

 

Fonte: L’Osservatore Romano – 14 luglio 2026

Titolo originale: Il diplomatico Fouché e l’errore di Napoleone

Autore: Gabriele Nicolò

[Per gentile concessione del direttore del quotidiano vaticano]

Mondiali, Inghilterra battuta 2-1, La finale è Spagna-Argentina

Roma, 15 lug. (askanews) – Sarà tra Spagna e Argentina la finale del Mondiale di calcio di Stati Uniti, Canada e Messico 2026. Nella seconda semifinale mercoledì 15 luglio l’Argentina ha battuto l’Inghilterra per 2-1 ribaltando gli inglesi in sette minuti. Apre Gordon al 55′ poi il pari di Fernandez all’85’, Lautaro decide al 92′ e manda l’Argentina alla finale di domenica a New York contro la Spagna.

Domenica 19 luglio a New York sarà la settima finale mondiale per l’Argentina con la possibilità di iscrivere per la quarta volta il nome dell’Albiceleste nell’albo d’oro della competizione. Inghilterra ribaltata in sette minuti, dall’85’ e al 92′. Inghilterra suicidatasi tatticamente con Tuchel che dopo il vantaggio ha rinunciato a giocare consegnandosi agli avversari.

Il primo tempo è intenso e combattuto, ma povero di vere occasioni da gol. L’Inghilterra si rende pericolosa con un colpo di testa di Stones e una conclusione di Rodgers per James, mentre l’Argentina risponde con un potente destro dalla distanza di Enzo Fernandez che sfiora l’incrocio dei pali. La gara è caratterizzata anche da diversi interventi duri, con Messi bersaglio dei falli inglesi.

Nella ripresa l’Argentina parte meglio e sfiora subito il vantaggio con Julian Álvarez, fermato due volte da Pickford. Al 55′, però, è l’Inghilterra a colpire: Rodgers sfonda sulla destra e serve un pallone teso sul secondo palo dove Gordon, lasciato libero da Molina, appoggia in rete per l’1-0.

La Selección reagisce con decisione. L’Inghilterra si schiera a cinque in difesa. Una tattica che non paga. Anzi. Pickford è decisivo sul colpo di testa di Nico Gonzalez, poi Mac Allister centra il palo (il primo) di testa. Il forcing argentino viene premiato all’85’, quando Enzo Fernandez raccoglie uno schema da calcio d’angolo e lascia partire un destro che supera il portiere inglese per l’1-1.

L’Argentina continua a spingere e, dopo un altro palo colpito da Mac Allister, trova il gol decisivo in pieno recupero. Messi tiene vivo un pallone sulla sinistra, supera Spence e mette al centro un cross perfetto per Lautaro Martínez, che anticipa tutti e firma il 2-1 al 92′.

L’assalto finale dell’Inghilterra non produce effetti e, dopo nove minuti di recupero, arriva il triplice fischio. L’Argentina vola così in finale per il secondo Mondiale consecutivo, dove affronterà la Spagna nell’atto conclusivo della Coppa del Mondo 2026.

"Art without borders", Keith Haring in mostra a Palazzo Braschi a Roma

Roma, 15 lug. (askanews) – Dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027 il Museo di Roma a Palazzo Braschi ospita Keith Haring, grande mostra dedicata a una delle figure più riconoscibili del secondo Novecento: un artista che ha trasformato la linea in linguaggio pubblico, la strada in arte alta e l’immagine in messaggio universale.

La mostra, curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, coprodotta e organizzata da Sovrintendenza Capitolina e MondoMostre, con il supporto di Zètema Progetto Cultura. Premium Partner Fineco.

Nella New York turbolenta degli anni Ottanta – città segnata da violenza, droga e degrado urbano – Keith Haring trae ispirazione dall’energia grezza di un’epoca pre-digitale, in cui le idee circolavano attraverso le strade, la musica, i club e il contatto diretto tra le persone. È il luogo di nascita dell’hip-hop e della street art, dove arte, attivismo e cultura popolare si incontrano.

Il progetto espositivo riunisce oltre 140 opere e materiali eccezionalmente prestati dalla Nakamura Keith Haring Collection, la maggiore raccolta al mondo dedicata all’artista, insieme a importanti prestiti pubblici e privati.

La mostra ripercorre il percorso artistico di Haring dai primi lavori a New York e dagli iconici Subway Drawings ai poster politici, alle sculture, ai dipinti e alle opere finali. Per tutta la carriera Haring amplia il proprio linguaggio visivo restando fedele a una convinzione semplice: l’arte deve essere accessibile a tutti. Bambini radianti, cani che abbaiano, figure danzanti, angeli, cuori, televisori e piramidi sono più che motivi ricorrenti: formano un linguaggio visivo universale che continua a parlare a culture e generazioni diverse. Come diceva Haring: “Il pubblico ha diritto all’arte. L’arte è per tutti”. Questa convinzione resta al centro della mostra.

“Ospitare questa mostra su Keith Haring, con le 140 opere e i materiali in prestito dalla Nakamura Keith Haring Collection, è motivo di particolare soddisfazione. Haring è stato un artista che ha trasformato la street art in uno strumento di comunicazione universale, per affrontare temi politici e sociali e lo ha fatto anche come attivista, pensando sempre e traducendolo in opera, che l’arte è per tutte e tutti, per questo deve essere accessibile, deve parlare delle persone, alla società e della società. il percorso scelto a Palazzo Braschi valorizzerà il materiale espositivo e rappresenterà un’occasione per tutte e tutti per confrontarsi con un artista che ha messo nella sua arte tutta la sua vita”, ha dichiarato Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria di Roma Capitale.

A Giffoni56 anche Giovanni Allevi: il 21 luglio incontra i Juror

Roma, 15 lug. (askanews) – Continua ad arricchirsi il parterre di ospiti di #Giffoni56. Il prossimo 21 luglio il Giffoni Film Festival accoglierà Giovanni Allevi, compositore, filosofo, scrittore e direttore d’orchestra, che incontrerà i giovani giurati della manifestazione, in un confronto dedicato ai temi della creatività, della fragilità, del coraggio e della forza trasformativa dell’arte.

L’incontro si inserisce nel calendario del festival 2026, in programma dal 17 al 25 luglio a Giffoni Valle Piana (Salerno), dedicato al tema “Le cose impossibili”, filo conduttore di un’edizione che invita le nuove generazioni a riflettere sul cambiamento, sul futuro e sulla capacità di trasformare i limiti in opportunità.

Arriva nelle sale italiane l’horror coreano "Train to Busan"

Roma, 15 lug. (askanews) – L’acclamato horror coreano “Train to Busan” diretto da Yeon Sang-ho arriverà per la prima volta nelle sale italiane. A dieci anni dalla sua realizzazione, il film verrà distribuito nei cinema in un’imperdibile versione 4K a partire dal 2 settembre grazie a BIM Distribuzione e Tucker Film.

Presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes nella sezione Midnight Screenings, “Train to Busan” è diventato un autentico fenomeno internazionale, conquistando pubblico e critica attraverso premi e candidature in oltre cinquanta festival internazionali.

Con questo film Yeon Sang-ho firma uno zombie movie capace di trascendere i confini del genere: un’esperienza adrenalinica, costruita con un ritmo serrato, che diviene una riflessione lucida sulla società contemporanea, sulle disuguaglianze e sul valore della solidarietà nei momenti di crisi.

Influenzato dall’eredità di Romero e dalla tensione sociale di “Snowpiercer” di Bong Joon-ho, il regista costruisce un horror dal respiro universale che rende omaggio ai grandi maestri del genere, reinterpretandone i temi attraverso uno sguardo profondamente attuale. Il risultato è un’opera che ha ridefinito lo zombie movie moderno, diventando uno degli horror più influenti e amati del nuovo millennio.

Protagonista l’attore Gong Yoo, noto al pubblico internazionale per il ruolo del reclutatore nella serie Netflix “Squid Game”, nel cast insieme a Don Lee, autentica superstar del cinema coreano e volto del Marvel Cinematic Universe nel cinecomic “Eternals”.

Al centro della vicenda Seok-wu, un manager finanziario assorbito completamente dal lavoro e ormai distante dalla figlia Su-an, che desidera raggiungere la madre a Busan per il suo compleanno. Durante il viaggio in treno una misteriosa ragazza, ferita in modo apparentemente inspiegabile, riesce a salire a bordo poco prima della partenza. In pochi istanti si trasforma in uno zombie, dando origine a un’epidemia devastante che si diffonde vagone dopo vagone. Intrappolati su un convoglio lanciato ad alta velocità verso Busan, i passeggeri dovranno combattere non solo contro gli infetti, ma anche contro la paura, l’egoismo e gli istinti più oscuri dell’essere umano.

A distanza di dieci anni, il film conserva intatta la sua forza narrativa e il suo impatto emotivo, confermandosi uno dei film horror più importanti degli ultimi anni e una delle opere che hanno contribuito alla definitiva consacrazione internazionale del cinema coreano.

A Palazzo Bonaparte la mostra di Marco Tamburro: "Caravaggio Forever"

Roma, 15 lug. (askanews) – Palazzo Bonaparte presenta “Caravaggio Forever”, la prima mostra di Marco Tamburro dedicata al ciclo di opere ispirate a Caravaggio. Oltre quaranta lavori dell’artista, un percorso immersivo e una selezione di documenti dedicati a Michelangelo Merisi da Caravaggio danno vita a una mostra che mette in dialogo la pittura contemporanea con uno dei più grandi rivoluzionari della storia dell’arte.

Curata da Giulia Silvia Ghia, la mostra, aperta al pubblico dal 16 luglio al 23 agosto, parte da una domanda semplice: che cosa significa oggi guardare il mondo con lo stesso coraggio con cui Caravaggio cambiò la pittura oltre quattro secoli fa? La risposta di Marco Tamburro non passa dalla citazione o dall’imitazione. Le sue opere non riprendono i dipinti del maestro, ma ne condividono lo sguardo: diretto, intenso, capace di raccontare la realtà senza idealizzarla, restituendone le tensioni, la fragilità e l’umanità.

Come Caravaggio trasformò uomini e donne del suo tempo nei protagonisti della pittura, così Tamburro racconta l’uomo contemporaneo. Le sue tele parlano di città, periferie, inquietudini, relazioni, fragilità e speranze. Un linguaggio essenziale e potente che, attraverso forti contrasti, luci, ombre e una grande forza narrativa, invita a osservare il presente con occhi nuovi.

Più che un confronto tra due artisti separati da quattro secoli, la mostra propone un dialogo tra due modi di osservare il mondo, accomunati dalla necessità di rendere visibile ciò che normalmente rimane nascosto.

Roma rappresenta il naturale punto d’incontro di questo percorso. È la città in cui Caravaggio rivoluzionò la storia della pittura ed è la città in cui Marco Tamburro vive e sviluppa la propria ricerca artistica. Qui passato e presente si incontrano, dimostrando come l’arte continui a parlare a ogni generazione.

Il percorso espositivo accompagna il visitatore attraverso oltre quaranta opere che costruiscono un’esperienza narrativa e immersiva. L’esposizione è accompagnata da un documentario di Giovanni Storaro, dedicato alla figura e al percorso artistico di Marco Tamburro. Inoltre, ad arricchire il racconto, una selezione di documenti dedicati alla vita di Caravaggio e alle committenze che ne hanno accompagnato l’attività artistica che raccontano non solo la vicenda umana del Merisi, ma anche il sistema di relazioni, committenze e mecenatismo che ne rese possibili la rivoluzione artistica. Un focus che offre al visitatore una chiave di lettura storica capace di completare e approfondire il dialogo tra il maestro del Seicento e la ricerca contemporanea di Marco Tamburro.

In “Caravaggio Forever” – mostra prodotta da Arthemisia – Caravaggio non è un modello da copiare, ma una presenza viva. Un artista che, a oltre quattro secoli di distanza, continua a dialogare con il presente attraverso lo sguardo di Marco Tamburro. L’ingresso alla mostra è gratuito.

Con il patrocinio del Ministero per gli Affari esteri ed europei di Malta, dell’Ambasciata di Malta in Italia e dell’Accademia di Belle Arti di Roma, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia, con il contributo di SIAE – Società italiana degli Autori ed Editori, con la partecipazione del Ministero della Cultura – Direzione Generale Archivi, Archivio di Stato di Roma, Fondazione Banco di Napoli e GAMM – Museo delle Opere Interattive di Roma ed è a cura di Giulia Silvia Ghia con la direzione artistica di Marco Tamburro.

Main partner dell’esposizione è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.

La mostra vede come sponsor Engel & Völkers e media partner Urban Vision. Il catalogo è edito da Moebius.

L.elettorale, Schlein: si è aperta crisi, vadano a casa

Roma, 15 lug. (askanews) – Il voto di ieri sulla legge elettorale non è un semplice incidente di percorso, secondo Elly Schlein. La leader Pd, parlando a ‘In onda’ su La7 ha spiegato: “Si è aperta una crisi di governo ieri perché non era un emendamento qualunque, era un emendamento fortemente voluto dalla presidente del Consiglio, presentato dal suo partito, su cui addirittura il governo in aula si è rimesso ai pareri dei relatori”.

“Quindi – ha insistito la Schlein – è stata una sfiducia vera nei confronti di Giorgia Meloni, la quale si è limitata sui social a dire che serve una riflessione. Ma si dovrebbero fermare su questa legge elettorale, e si dovrebbero fermare andando a casa e consentendo agli elettori di esprimersi per tornare finalmente ad avere un governo che si occupi dei problemi delle persone, non solo dei propri come sta facendo questo governo”.

L.elettorale, Meloni attende test voto finale. "Compatti o non si va avanti"

Roma, 15 lug. (askanews) – Per capire con un minimo di chiarezza cosa succederà a centrodestra e governo alla fine di questi tre giorni di montagne russe sulla legge elettorale bisognerà aspettare le 11.30 di domani. Minuto più munto meno, è l’orario in cui è previsto il voto finale sul provvedimento. Un altro test a voto segreto, che a questo punto pesa quanto quello che ieri ha visto Giorgia Meloni perdere la sua scommessa sull’inserimento delle preferenze.

Ai piani alti di Fratelli d’Italia non si sbilanciano in previsioni sul modo in cui la premier gestirà la annunciata “riflessione” interna alla maggioranza, ma la stessa scelta di non escludere al momento nessuna possibilità la dice lunga se si considera che fino a questo spartiacque la narrazione era sempre quella di un governo che va avanti fino a fine legislatura. Concetto che è stato ribadito oggi anche dal ministro dei rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. “Non intendiamo concludere la nostra esperienza” e lo scivolone sull’emendamento – ha detto – è stato un “episodio” che “intendiamo superare”. Un tentativo di minimizzare, come da linea indicata da palazzo Chigi. Almeno per il momento. Perché se da una parte è vero che minacciare di far saltare tutto è un modo per provare a serrare i ranghi della sua stessa maggioranza, dall’altra Giorgia Meloni ha confidato ai suoi maggiorenti che se la coalizione non dà segnali di compattezza andare avanti sarebbe davvero difficile. Anche perché, se sulle preferenze si può mettere in conto che abbiano inciso in parte interessi di singoli deputati timorosi di non tornare in Parlamento, se saltasse la legge elettorale nel suo complesso, e dunque l’impianto con premio di maggioranza e indicazione del premier, per Fratelli d’Italia significherebbe una sola cosa. “C’è qualcuno che tifa per il pareggio”, ovvero “c’è chi non vuole Giorgia Meloni presidente del Consiglio”.

Nella seconda giornata di voti, di cui molti segreti, i numeri del centrodestra hanno retto senza problemi. Una giornata che sarebbe trascorsa senza sorprese, se non fosse che il partito di maggioranza relativa ha deciso di cambiare parere e dare voto favorevole a un altro emendamento sulle preferenze. Non uno a caso, ma quello dei vannacciani. Una decisione che è stata presa, viene riferito, su diretta indicazione della premier. “Su questa cosa io ci ho messo la faccia, e non dobbiamo perderla”, il messaggio consegnato ai suoi. L’obiettivo è anche quello di capitalizzare le conseguenze della debacle di ieri e trasformarle in una narrazione a proprio favore. Comunque vada a finire – spiega un meloniano doc – deve essere chiaro che noi eravamo il partito che voleva difendere davvero la libertà di scelta dei cittadini, a differenza di altri. Altri che sono sia la sinistra che gli alleati. La scelta di votare con i deputati del generale non è stata infatti apprezzata dagli altri partiti di governo, ma la replica di chi in Fratelli d’Italia si occupa della pratica è tranchant: “Potevano pensarci ieri”.

Nel day after, si continua a ragionare su quei franchi tiratori che, è il calcolo, alla fine sono stati una cinquantina. E a mente fredda i sospetti di Fratelli d’Italia si concentrano sui leghisti. La convinzione di chi si è confrontato su questo punto con la premier è che la questione non risieda nei rispettivi capi dei due partiti, Matteo Salvini e Antonio Tajani, che – si osserva – hanno agito con correttezza. Ma pian piano si cominciano a fare con meno timidezza anche i nomi di chi, come veniva sottolineato ieri, non ha “platealmente” partecipato al voto. Tra questi, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che è stato visto in aula ma – da tabulato – non risulta tra i votanti. Qualche dubbio viene poi sollevato sul fatto che a presidere l’aula ci fosse Fabio Rampelli, che dunque non ha potuto esprimere il suo voto, invece che il presidente Lorenzo Fontana. Il quale, viene però spiegato, normalmente è presente quando si arriva al voto finale.

C’è un’altra grande incognita che la premier dovrà sciogliere qualora domani la legge elettorale fosse approvata: ripresentare o no l’emendamento sulle preferenze nel passaggio al Senato? Si tratta della strada indicata dal presidente Ignazio La Russa che ha ricordato che sulla materia a palazzo Madama non è previsto voto segreto. Sarebbe possibile anche, si sottolinea, formulare la proposta in maniera diversa, magari eliminando quei problemi sulle quote di genere che hanno alimentato una contrarietà trasversale di deputate. Ci sono però una serie di variabili che si stanno valutando. Intanto, sarebbe necessario un terzo passaggio alla Camera durante il quale ci sarebbe solo un modo per non correre il rischio di essere impallinati nuovamente: mettere la fiducia. E poi ci sono le perplessità degli alleati che a questo punto speravano che la pratica fosse stata chiusa e si potesse andare oltre. “Sarebbe una forzatura, ormai la frittata è fatta”, ha spiegato un deputato di Forza Italia a un collega leghista. Quanto la premier sia disposta a questo punto a tenere in conto le preoccupazioni degli alleati è però tutto da vedere.

MotoGp, Bagnaia operato, Ducati: "Intervento riuscito"

Roma, 15 lug. (askanews) – Francesco Bagnaia è stato sottoposto con successo a un intervento di fasciotomia endoscopica all’avambraccio destro per risolvere la sindrome compartimentale. Lo ha comunicato Ducati, spiegando che il pilota torinese è stato operato oggi al Policlinico di Modena.

L’operazione è stata programmata approfittando della pausa estiva del Mondiale MotoGP, che dopo il Gran Premio di Germania si fermerà per tre settimane prima di riprendere a Silverstone, dal 7 al 9 agosto.

L’obiettivo è consentire al due volte campione del mondo di recuperare completamente in vista della seconda parte della stagione, eliminando il problema che può compromettere la sensibilità e la forza dell’avambraccio durante la guida.

Nel comunicato diffuso dalla casa di Borgo Panigale si legge: “Francesco Bagnaia è stato sottoposto con successo a un intervento di fasciotomia endoscopica all’avambraccio destro presso il Policlinico di Modena. Approfittando della pausa estiva della MotoGP, Pecco inizierà ora il suo percorso di riabilitazione”.

Bagnaia potrà così sfruttare lo stop del campionato per completare il recupero e presentarsi nelle migliori condizioni al Gran Premio di Gran Bretagna, primo appuntamento dopo la pausa estiva.

Maltrattamenti e condizioni estreme per animali in un Circo del Lazio

Roma, 15 lug. (askanews) – Per giorni le telecamere di LAV e Fondazione Franz Weber hanno seguito nel Lazio, a Viterbo in particolare, il Circo Rony Roller, per mostrare i movimenti s frutto di stress, condizioni di detenzioni non idonee alla natura degli animali, gabbie minuscole che intrappolano per ore o giorni gli animali, bastonate, calci e colpi inferti agli animali durante le fasi di spostamento degli animali. Tutto questo è ciò che avviene al di fuori del tendone, mentre al suo interno sono stati filmati numeri ed esercizi umilianti e contrari alla natura degli animali: lo denuncia Lav in un comunicato, fornendo anche materiale video e fotografico, dato in esclusiva a Fanpage.

Dalle immagini raccolte presso il Circo Rony Roller emerge come gli animali vengano strattonati e rincorsi dagli operai o dagli addetti agli animali, talvolta con l’utilizzo di uno strumento simile a una frusta, si legge nel comunicato.

Stando alle immagini, scrive Lav, l’ippopotamo non ha a disposizione la vasca con l’acqua, mentre la mancanza di idratazione può comportare lesioni cutanee che provocano dolore all’animale e lo espongono al rischio di infezioni.

Sempre stando alle immagini, Lav riporta comportamenti stereotipati, ovvero movimenti ripetitivi spesso indicativi di uno stress sperimentato dall’animale. Nel circo in questione si osservano stereotipie nella leonessa e in un asino, in particolare nel momento in cui si trova in un recinto temporaneo prima dell’esibizione.

Accanto al disagio psicologico, si aggiunge il potenziale disagio fisico. In questo caso, infatti, si possono osservare alcuni cavalli molto magri, potenzialmente denutriti.

Infine, secondo quanto registrato, si può osservare una gestione dei contatti tra animali e pubblico potenzialmente critica. Durante la visita al “parco zoo”, ovvero durante l’esposizione in esterna degli animali a riposo dagli spettacoli, alcuni animali, in particolare lama e cammelli, vengono tenuti liberi in mezzo alle persone. Inoltre, non sembra esserci controllo fra il pubblico esterno e gli animali. Risulta visibile, ad esempio, una bambina che dall’esterno lancia indisturbata oggetti all’ippopotamo. Questa condizione, oltre a rappresentare un potenziale stress per gli animali, è rischiosa per gli esseri umani: animali selvatici tenuti in cattività possono essere portatori di malattie trasmissibili all’uomo e potrebbero esprimere comportamenti aggressivi o tentare di fuggire.

Ma il Circo Rony Roller non vive di soli biglietti al botteghino: è finanziato attraverso il Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) del Ministero della Cultura con 19.789,56 euro assegnati nel 2025 per le attività circensi, insieme ad altri 12.345,50 € sottoforma di fondi per i progetti speciali, ricorda Lav.

“Il ministero della Cultura, nella persona del ministro Giuli e del sottosegretario Cannella, finanziando il Circo Rony Roller sono al corrente di ciò che finanziano? Sanno dove vanno a finire i fondi pubblici da loro elargiti? Ce lo chiediamo da anni, auspicando una loro decisa presa di posizione per dire basta all’uso e allo sfruttamento degli animali nei circhi. Lo strumento per fermare tutto questo ce l’hanno ed è l’attuazione della legge delega 106/2022 che scade il 31 dicembre prossimo”, ha dichiarato Felicetti presidente di LAV.

“Vedendo queste immagini viene da chiedersi se gli amministratori locali, che continuano a permettere ai circhi di attendare nelle loro città, davvero vogliono garantire al loro territorio e ai loro cittadini un trattamento simile? È davvero questo il servizio pubblico che alcuni Sindaci riservano ai loro concittadini?”, ha aggiunto il presidente di Lav.

Quanto ripreso nel Lazio non è un caso isolato. Per settimane, mesi, i 19 circhi attualmente attivi in Italia sono stati monitorati e filmati durante le tournée in 9 regioni. Le telecamere di LAV e Fondazione Franz Weber hanno girato l’Italia per mostrare quello che è stato definito il “sistema circhi”.

La decisione di LAV e Fondazione Franz Weber di monitorare i circhi con animali in Italia è arrivata a dopo aver ricevuto in forma anonima le immagini registrate in 4 mesi di infiltrazione nel Circo Medini, tra gennaio e maggio di 2026. Consapevoli che il Medini non sarebbe stato un’eccezione, LAV e Fondazione Franz Weber hanno voluto mostrare quello che hanno definito “Il sistema circhi”.

Due situazioni diverse – il Medini in cui un infiltrato anonimo ha mostrato il vero volto di uno dei circhi più famosi d’Italia, e i 19 circhi con animali attualmente attivi sul territorio italiano ripresi durante le attività degli spettacoli. Tutto il materiale è stato dato in esclusiva a Fanpage.it per l’Italia, ricorda Lav.

“Per la prima volta una persona è riuscita ad infiltrarsi in un circo in Europa. Per 4 mesi ha registrato immagini sia durante gli spettacoli, ma soprattutto nel dietro le quinte del circo portando in luce un quadro di violenze e umiliazioni. Di fronte a queste immagini nessuno potrà più dire che il circo è uno spettacolo culturale. Da anni come LAV chiediamo al Governo di mettere fine a tutto questo, ma nessun Ministro e nessun Governo ha ancora avuto il coraggio di dire ‘Basta agli animali nei circhi’. Oggi chiediamo nuovamente al Ministro Giuli e al Sottosegretario alla Cultura Cannella che firmino finalmente l’attuazione della Legge delega sullo spettacolo, più volte rinviata, con lo stop all’uso degli animali nei circhi, come già fatto da oltre 50 Paesi in tutto il mondo. Solo così sarà possibile rilanciare davvero un settore da anni in crisi, con le esibizioni artistiche senza animali che già hanno tanto successo”, hanno dichiarato LAV e Fondazione Franz Weber.

Dalle immagini sono visibili chiaramente animali che sembrano essere in stato di denutrizione, dromedari che per essere spazzolati vengono tirati per la coda o a cui viene strappato con forza il pelo, assenza di alcuni arricchimenti ambientali fondamentali per gli animali come, ad esempio, la vasca ripiena di acqua per l’ippopotamo, animali tenuti in sosta sull’asfalto o con un piccolo strato di paglia che lo copre.

LAV ha già provveduto a denunciare alle autorità competenti quanto emerso da questi video a tutela di animali e persone.

Più di 20 Paesi in Europa hanno già vietato l’uso di animali selvatici nei circhi, tra cui la Svezia, l’Austria, la Grecia, il Belgio, i Paesi Bassi, la Spagna, la Francia, il Portogallo e il Regno Unito. Nel 2022 l’Italia ha emanato la legge delega n. 106 che prevede il superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi. Tuttavia, contrariamente ad altri paesi e fortemente in contrasto con la posizione dell’opinione pubblica, sono ormai quasi 4 anni che la sua attuazione viene rimandata”.

È il momento di compiere un passo definitivo: chiediamo di attuare la Legge con la proibizione totale dell’uso di animali nei circhi.

SpaceX scende per la prima volta sotto il prezzo di collocamento

New York, 15 lug. (askanews) – Per la prima volta il titolo di SpaceX è sceso sotto i 135 dollari del prezzo di collocamento. E’ la dimostrazione di come l’inclusione nel Nasdaq 100 non abbia sostenuto il titolo. Già la settimana scorsa l’azione della società spaziale di Elon Musk aveva rotto al ribasso i 150 dollari a cui aveva iniziato gli scambi il 12 giugno scorso.

Dal giorno del debutto al Nasdaq, il gruppo ha perso 800 miliardi di dollari di capitalizzazione. Il record intraday messo a segno dal titolo a metà giugno era pari a 225 dollari, cosa che aveva spinto SpaceX a valere più di Amazon nei giorni successivi alla quotazione con cui aveva raccolto 86 miliardi di dollari e visto la sua valutazione superare i 2.000 miliardi.

Oggi ha toccato un minimo intraday di 132,15 dollari.Gli analisti che hanno iniziato a occuparsi del titolo sono in generale ottimisti. Morgan Stanley ha un obiettivo di prezzo a 12 mesi a 300 dollari. Quello di JPM entro fine 2027 è a 225 dollari. Per Morningstar invece SpaceX vale solo 63 dollari.Resta da vedere se – in occasione della prima trimestrale da società quotata, in arrivo ad agosto – gli insider venderanno titoli con lo scadere del cosiddetto lock-up. Altri titoli potranno essere venduti nelle settimane e mesi successivi. Musk e altri grandi investitori invece non possono vendere nei 366 giorni successivi alla IPO.

Sci, Brignone: "Il mio corpo non si riprenderà mai completamente"

Roma, 15 lug. (askanews) – “Il mio corpo non si riprenderà mai completamente”. Federica Brignone guarda alla stagione 2026-2027 con realismo, consapevole che il grave infortunio subito a Moena alla fine del 2025 continua a condizionare la sua preparazione. In un’intervista a L’Équipe, la campionessa azzurra, reduce dalla straordinaria doppietta d’oro in SuperG e gigante ai Giochi di Milano-Cortina, racconta il lungo percorso di recupero e i dubbi sul futuro.

“Mi sto allenando ma continuo anche a curarmi – spiega Brignone -. Questa primavera è stata difficile, facevo ancora molta fatica a camminare. Ho iniziato la preparazione a metà maggio, ma non posso fare tutto quello che facevo prima dell’infortunio. Posso andare in bicicletta, nuotare e lavorare in palestra, ma non posso correre né fare veri appoggi. Il mio corpo ha ripreso tono muscolare, va sempre meglio, ma è ancora lontano dall’essere a posto. Ho male tutto il tempo”.

L’obiettivo è tornare sugli sci all’inizio di agosto, in vista del raduno della nazionale a Ushuaia previsto per settembre. Ma la partecipazione all’intera stagione resta un’incognita.

“Non so ancora se potrò disputare la stagione che sta per arrivare. Se dovessi soffrire come l’anno scorso, non sarebbe sopportabile. Dodici mesi fa, in questo periodo, non sapevo nemmeno quando avrei ricominciato a camminare. Per certi aspetti quest’estate va meglio, ma il mio corpo non si riprenderà mai completamente”.

Brignone torna anche sull’incredibile impresa olimpica di Milano-Cortina, conquistata dopo un recupero lampo: “Era già del tutto folle essere al cancelletto di partenza dopo aver disputato pochissime gare di Coppa del Mondo e con pochi giorni di allenamento. Ancora oggi non so come abbia fatto”.

Per questo motivo la valdostana affronta la nuova stagione senza certezze: “Mi sto preparando come se dovessi disputarla tutta, ma non so se ne sarò in grado. Decideremo quando sarà necessario”.

Nessun dubbio, invece, sul futuro più lontano. Le Olimpiadi invernali del 2030 non rientrano nei suoi piani.

“Sono sicura che non ci sarò, almeno non come atleta. È troppo lontano. Voglio fare altro, soprattutto viaggiare e continuare a praticare sport, ma senza vincoli. Se riuscirò a disputare la prossima stagione sarà già un ottimo risultato”.