Home Blog Pagina 6

Wimbledon, Sinner al via contro Kecmanovic

Roma, 26 giu. (askanews) – Inizierà contro Miomir Kecmanovic la difesa del titolo di Wimbledon di Jannik Sinner. Per il numero 1 al mondo un possibile ottavo di finale azzurro contro Luciano Darderi, che al debutto se la vedrà contro l’americano Quinn. Nel lato di tabellone di Jannik anche Daniil Medvedev (possibile quarto di finale) e Novak Djokovic, con i due che potrebbero affrontarsi in semifinale. Per Flavio Cobolli, numero 9 del seeding, c’è Mariano Navone, mentre Arnaldi sfiderà Halys. Super match tra Matteo Berrettini e la wild card Stan Wawrinka, al suo ultimo Wimbledon. Bellucci pesca Svajda, Sonego l’argentino Etcheverry.

Nel tabellone femminile, Jasmine Paolini debutterà contro l’americana Robin Montgomery, proveniente dalle qualificazioni. Per l’azzurra, testa di serie numero 13 di Wimbledon, un potenziale ottavo di finale contro Iga Swiatek e un quarto contro la numero 8 del seeding Svitolina. Cocciaretto affronterà la cinese Xinyu Wang, mentre Grant – al debutto in uno Slam – sfiderà la britannica Katie Boulter. Serena Williams, invece, al ritorno in singolare giocherà contro la classe 2006 australiana Maya Joint, con un possibile terzo turno contro Iga Swiatek.

Formula1, Antonelli guida le prime libere in Austria

Roma, 26 giu. (askanews) – È di Kimi Antonelli il miglior tempo nella prima sessione di prove libere del Gran Premio d’Austria di Formula 1. Sul circuito di Spielberg, il pilota della Mercedes e leader del Mondiale chiude davanti al compagno di squadra George Russell, completando una doppietta per la scuderia tedesca, mentre al terzo posto si piazza la McLaren di Oscar Piastri.

Quinta posizione per Lewis Hamilton con la Ferrari. Sull’altra monoposto della scuderia di Maranello, al posto di Charles Leclerc, impegnato nel consueto turno riservato ai giovani piloti, gira il rookie Dino Beganovic, che conclude la sessione nelle posizioni di centro gruppo.

Le prime libere sono caratterizzate da alcuni problemi tecnici nelle fasi iniziali. Max Verstappen resta a lungo fermo ai box dopo un inconveniente alla sua Red Bull, mentre anche la McLaren di Lando Norris è costretta a ritardare l’ingresso in pista per un problema di natura idraulica. Entrambi riescono comunque a completare alcuni giri nella seconda parte della sessione.

Alle spalle dei primi tre si piazzano la Racing Bulls del giovane Arvid Lindblad e Hamilton, mentre Norris recupera fino al settimo posto con pneumatici a mescola media. Nella top ten trovano spazio anche l’Alpine di Franco Colapinto, Beganovic e la Haas di Oliver Bearman.

La sessione si conclude con circa un minuto d’anticipo a causa della bandiera rossa provocata dalla Cadillac di Sergio Perez, rimasta ferma in pista.

Le monoposto torneranno in pista alle 17 per la seconda sessione di prove libere, fondamentale per preparare qualifiche e gara del weekend austriaco.

Terremoti in Venezuela, centinaia di morti. Si cerca tra le macerie, sono migliaia i dispersi

Roma, 26 giu. (askanews) – È di almeno 589 morti e 2.980 feriti il bilancio provvisorio delle vittime del violento sisma che ha colpito il Venezuela: lo ha annunciato la presidente ad interim venezuelana, Delcy Rodriguez.

Edifici crollati, montagne di macerie dove famiglie in difficoltà tentano di ritrovare le persone intrappolate. La zona più colpita è quella di La Guaira, a Nord della capitale Caracas, dove si trova l’aeroporto internazionale di Maiquetìa che, danneggiato, è stato chiuso, e la città costiera di Catia la Mar, dove sono crollati numerosi edifici.

Secondo un sito creato per segnalare i dispersi, dove si possono segnalare le persone che mancano all’appello, si cercherebbero ancora circa 40mila persone. Si teme un bilancio molto pesante. Dichiarato lo stato d’emergenza nel Paese. Sono in arrivo aiuti e squadre di soccorso da tutto il mondo.

Volkswagen, Ft: prevede di tagliare fino a 100.000 posti di lavoro

Milano, 26 giu. (askanews) – Volkswagen prevede di tagliare fino a 100.000 posti di lavoro e di interrompere la produzione in quattro stabilimenti in Germania, accelerando significativamente i suoi piani di riduzione dei costi. Lo scrive l’FT. Volkswagen aveva già delineato dei piani per tagliare 50.000 posti di lavoro in Germania entro la fine del 2030 e ha dichiarato di voler ridurre la propria capacità produttiva di automobili nel paese di 500.000 unità. L’ultimo piano, riportato per la prima volta dal quotidiano tedesco Manager Magazin, potrebbe portare a un’ulteriore riduzione di 50.000 unità, secondo una fonte a conoscenza del piano, spiega l’FT.

L’operazione comporterebbe la soppressione di quasi un sesto dei circa 625.000 posti di lavoro del gruppo in tutto il mondo, tra i più grandi licenziamenti aziendali di sempre. Se attuati, i tagli, che probabilmente saranno oggetto di difficili negoziazioni con i sindacati, supererebbero i 74.000 posti di lavoro tagliati dalla General Motors durante la ristrutturazione degli anni ’90 e i 60.000 tagliati da Ibm nel 1993.

I precedenti obiettivi di riduzione del personale della VW, uno dei maggiori datori di lavoro industriali privati in Germania, sottolinea l’Ft, sono stati spesso ridimensionati a seguito dei negoziati con i rappresentanti dei lavoratori. Le misure di ristrutturazione giungono dopo la clamorosa vendita della sua divisione di motori marini Everllence alla società di private equity Usa Bain, che genererà proventi per 7,4 miliardi.

ICC 2026, a Bergamo il confronto sul futuro del costruire

Bergamo, 26 giu. (askanews) – Il futuro delle costruzioni passa da Bergamo. All’Italian Concrete Conference 2026 si sono incontrate ricerca, industria e progettazione per immaginare il settore dopo la stagione dei bonus edilizi e la conclusione del PNRR. Tre giorni di confronto sulle grandi sfide del costruire: sostenibilità, sicurezza, innovazione e nuove competenze. L’evento è stato organizzato da AICAP e CTE in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo e con il supporto di Federbeton, la Federazione di Confindustria che rappresenta la filiera del cemento e del calcestruzzo.

Le parole di Stefano Gallini, Presidente Federbeton: “Ci troviamo di fronte ad una sfida epocale: dobbiamo garantire materiali da costruzione duraturi, di qualità e sostenibili. La diviene ancor più fondamentale in quest’ottica, così come il dialogo con istituzioni e con le parti accademiche. La volontà è di continuare a lavorare proprio per continuare ad avere materiali edili di qualità.”

L’innovazione dei materiali e il dialogo tra industria, ricerca e università diventano così il motore della trasformazione del settore.

L’intervista a Enrico Nusiner, Presidente CTE: “Tra i temi principali, c’è proprio cosa accadrà al termine della stagione degli incentivi, con in prima fila il PNRR. Ci sono sia dei rischi, ma anche delle opportunità: bisogna investire in R&S, è fondamentale per il settore e sarà tra i temi chiave dell’incontro”.

Una visione condivisa rafforzata dalla presenza dei rappresentanti delle principali organizzazioni internazionali del calcestruzzo.

Le parole di Camillo Nuti, Presidente AICAP: “La conoscenza della situazione internazionale e la nostra presenza è fondamentale per l’intero settore. Per un futuro radioso, non si può ignorare ciò che avviene al di fuori dell’Italia. Bisogna aggiornarsi continuamente ed esplorare la cultura internazionale.”

Dalle infrastrutture alla decarbonizzazione, dalla digitalizzazione alla competitività del costruito, ICC 2026 ha. regalato una fotografia aggiornata di una filiera che guarda avanti. Un appuntamento che mette al centro crescita, sicurezza, sostenibilità e innovazione per costruire il futuro.

Tv, ‘Nazzi Racconta: Federico Aldrovandi’ il 29 e 30 giugno su Sky

Roma, 26 giu. (askanews) – Stefano Nazzi, voce narrante di alcuni dei delitti più sconvolgenti della storia italiana, torna con un nuovo ciclo di “Nazzi Racconta” dedicato al caso di Federico Aldrovandi. Due episodi da 30 minuti ciascuno, in onda lunedì 29 e martedì 30 giugno alle 22:30 in esclusiva e in prima visione assoluta su Sky Crime e disponibili anche su Sky Documentaries in streaming su NOW.

Nella notte del 25 settembre 2005, a Ferrara, un ragazzo di 18 anni muore durante un controllo di polizia. Una vicenda che ha generato versioni contrastanti, battaglie giudiziarie e la tenace lotta della famiglia Aldrovandi, accendendo un dibattito profondo su verità, responsabilità e giustizia. Stefano Nazzi ricostruisce i fatti con rigore e profondità, esplorando come un gruppo, in questo caso di poliziotti, possa trasformarsi in un branco dove la responsabilità individuale si dissolve e avviene l’impensabile.

La docu-serie continua a offrire un approccio unico al true crime italiano, combinando testimonianze esclusive (come quella della madre di Federico, Patrizia Moretti) documenti e analisi per illuminare i lati più oscuri dei casi cronaca più sconvolgenti della storia recente.

“Nazzi Racconta: Federico Aldrovandi”, è prodotto da Ballandi e diretto da Marco Pisoni. Sarà disponibile dal 29 su Sky Crime, Sky Documentaries e in streaming solo su NOW.

La Cina strappa il primato dei supercomputer agli Usa

Roma, 26 giu. (askanews) – La Cina è tornata in cima alla classifica mondiale dei supercomputer, sottraendo agli Stati Uniti un primato simbolico ma strategicamente rilevante nella competizione tecnologica globale. Il nuovo sistema LineShine, installato al National Supercomputing Centre di Shenzhen e realizzato dallo Shenzhen Cloud Computing Center, è stato indicato come il più potente al mondo dalla nuova classifica Top500, il ranking semestrale che misura le prestazioni dei grandi sistemi di calcolo scientifico.

LineShine ha superato El Capitan, il supercomputer del Lawrence Livermore National Laboratory in California, finora al vertice della graduatoria e utilizzato anche per le attività di simulazione legate alla sicurezza dell’arsenale nucleare statunitense. Il risultato segna il ritorno della Cina al primo posto per la prima volta dal 2017, quando il primato apparteneva al sistema Sunway TaihuLight.

Il dato tecnico è rilevante: LineShine ha raggiunto 2,198 exaflop nel benchmark High Performance Linpack, cioè oltre due quintilioni di operazioni al secondo in doppia precisione. Ma il vero elemento politico e industriale è un altro: il sistema cinese non si basa sulle Gpu, i processori grafici diventati essenziali per l’intelligenza artificiale e dominati da gruppi statunitensi come Nvidia e Amd. LineShine usa invece una architettura costruita attorno a Cpu, microprocessori più tradizionali, ma progettati in modo da incorporare funzioni di accelerazione per calcoli vettoriali e matriciali, cruciali sia per la simulazione scientifica sia per alcune applicazioni di intelligenza artificiale.

Questa scelta rende il risultato cinese particolarmente significativo nel quadro delle restrizioni statunitensi sull’export di semiconduttori avanzati. Da anni Washington cerca di limitare l’accesso di Pechino ai chip più potenti per l’intelligenza artificiale e il supercalcolo, sostenendo che tali tecnologie possano rafforzare capacità militari, programmi missilistici, sistemi di sorveglianza e ricerca nucleare. I controlli sono stati aggiornati più volte dal 2022 in poi, con ulteriori chiarimenti su società cinesi o controllate da gruppi cinesi anche se collocate fuori dalla Cina.

Il sorpasso di Shenzhen, tuttavia, mostra che la pressione americana non ha fermato la corsa cinese. L’ha piuttosto spinta verso una strada alternativa: meno dipendenza dalle Gpu occidentali, più investimento in architetture proprietarie, sistemi di interconnessione nazionali, software domestico e chip progettati localmente. LineShine utilizza una piattaforma chiamata LingKun, processori LX2 a 304 core, interconnessione LingQi e sistema operativo Kylin. In totale dispone di quasi 14 milioni di core di calcolo distribuiti in decine di armadi hardware.

Il primato Top500, comunque, non equivale automaticamente al primato nell’intelligenza artificiale. La classifica misura soprattutto la capacità di risolvere grandi problemi di calcolo scientifico in doppia precisione, come simulazioni climatiche, modellazione fisica, fluidodinamica, ricerca sui materiali, energia, biologia computazionale o sicurezza nucleare. I grandi modelli di intelligenza artificiale, invece, usano spesso calcoli meno precisi ma eseguiti in enorme quantità, con formati a 16, 8 o perfino 4 bit, per i quali le Gpu e gli acceleratori specializzati restano oggi decisivi.

Non a caso, nei benchmark a precisione mista, più vicini ad alcuni carichi di lavoro dell’IA, LineShine non risulta primo. Gli esperti sottolineano inoltre che molti dei sistemi più potenti per l’intelligenza artificiale non partecipano alla classifica Top500: si tratta di infrastrutture private costruite da grandi gruppi cloud e laboratori di AI negli Stati Uniti, da Microsoft a Google, da Amazon a xAI, oltre agli ecosistemi collegati a OpenAI, Anthropic e altri operatori.

Il messaggio di Pechino, quindi, non è necessariamente “abbiamo superato gli Stati Uniti nell’Ia”, ma piuttosto: “Possiamo costruire infrastrutture di calcolo avanzate anche sotto restrizioni”. E’ lo stesso segnale politico arrivato nel 2025 con DeepSeek, la startup cinese che ha scosso il settore sostenendo di avere sviluppato modelli competitivi con costi e risorse di calcolo molto inferiori rispetto ai grandi laboratori americani. In entrambi i casi, la Cina cerca di trasformare i vincoli imposti dall’esterno in incentivo all’efficienza, all’ottimizzazione e all’autosufficienza.

Per gli Stati Uniti, la comparsa di LineShine riapre il dibattito sull’efficacia dei controlli. Se le restrizioni colpiscono soprattutto le Gpu avanzate, Pechino può provare a spostarsi verso sistemi Cpu-only o ibridi, meno efficienti in alcuni carichi Ia ma molto forti nel calcolo scientifico tradizionale. Alcuni analisti ritengono che questo possa rappresentare una falla nella strategia americana, perché lascia spazio a percorsi alternativi per raggiungere prestazioni exascale.

Per la Cina, invece, il ritorno al vertice ha anche una valenza reputazionale. Negli ultimi anni diversi esperti sospettavano che Pechino disponesse già di sistemi capaci di competere per i primi posti, ma i laboratori cinesi avevano smesso di presentare risultati alla Top500, anche per evitare di esporre dettagli tecnici in una fase di forte pressione geopolitica. La scelta di rendere pubblico LineShine indica ora una volontà diversa: mostrare al mondo che la filiera cinese del supercalcolo è ancora in grado di competere con quella americana.

Le applicazioni annunciate vanno oltre la propaganda tecnologica. LineShine sarebbe già stato usato per simulazioni complesse del sistema Terra, includendo atmosfera, oceani, terre emerse e ghiacci, e per modelli avanzati del cervello umano. Sono campi nei quali il supercalcolo resta indispensabile e nei quali la convergenza con l’intelligenza artificiale sta diventando sempre più importante: non più soltanto macchine che calcolano equazioni fisiche, ma infrastrutture capaci di combinare simulazioni, dati e algoritmi di apprendimento automatico.

Il risultato di Shenzhen arriva mentre la competizione globale si allarga. Gli Stati Uniti mantengono una posizione dominante nei chip per l’intelligenza artificiale, nei grandi laboratori privati e nei sistemi cloud. L’Europa prova a recuperare con programmi per supercomputer e “AI factories”, mentre Giappone e altri Paesi continuano a investire in infrastrutture sovrane. Nella stessa classifica Top500 compare anche l’Italia, con il sistema HPC7 di Eni entrato direttamente tra i primi dieci.

Ma il segnale geopolitico più forte resta quello cinese. La corsa al supercalcolo non riguarda solo la velocità. Riguarda chi controlla i chip, chi possiede il software, chi può addestrare modelli, simulare armi, prevedere il clima, progettare nuovi materiali e sostenere la ricerca strategica senza dipendere da fornitori esterni. LineShine non chiude la partita tra Cina e Stati Uniti, ma la sposta su un terreno più complesso, nel quale i divieti americani non bastano più da soli a definire i limiti della tecnologia cinese.

Case di comunità, via libera al contratto dei MMG: "Accordo operativo"

Roma, 26 giu. (askanews) – Con una riunione straordinaria della Conferenza Stato-Regioni è arrivato l’ok definitivo sull’Accordo Collettivo Nazionale per i medici di medicina generale finalizzato al funzionamento operativo delle Case di Comunità.

Grazie all’intesa raggiunta oggi e al parere positivo della Corte dei Conti, si completa dunque l’iter procedurale che permette all’Accordo di diventare pienamente operativo entro il 30 giugno 2026, nel rispetto dei tempi previsti dal PNRR.

Dopo serrate interlocuzioni tra Governo, Regioni e organizzazioni sindacali, il testo era stato sottoscritto nella serata di martedì 23 giugno da SISAC, la Struttura Interregionale Sanitari Convenzionati che rappresenta le Regioni, e dai sindacati FIMMG e FMT.

L’Accordo raggiunto consente di assicurare alle Case di Comunità la presenza di professionisti essenziali per la cura e la gestione dei pazienti, secondo un modello di assistenza più vicino alle persone.

Caldo estremo, anche domenica "bollino rosso" in 18 città

Roma, 26 giu. (askanews) – Non si placa l’ondata di afa e caldo torrido che sta investendo anche l’Italia.

Secondo l’aggiornamento quotidiano del Bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, oltre ad oggi e domani, anche domenica 28 giugno saranno 18 le città (sulle 27 considerate) da “bollino rosso”: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.

Oggi, 26 giugno, “bollino giallo” per altre 9 città (Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria e Trieste) e nessun “bollino arancione”.

Domani, sabato 27 giugno, “bollino arancione” per 4 città (Campobasso, Civitavecchia, Napoli, Palermo) e “bollino giallo” per altre 5 (Cagliari, Catania, Messina, Reggio Calabria e Trieste).

Domenica 28 giugno, oltre ai 18 “bollini rossi”, sono previste 6 città in “bollino arancione” (Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Napoli, Palermo, Trieste) e 3 in “bollino giallo” (Catania, Messina e Reggio Calabria).

Secondo la tabella dei livelli di rischio del Ministero della Salute, il “bollino giallo” (livello 1 di pre-allerta) indica condizioni meteorologiche che possono precedere il verificarsi di un’ondata di calore: questo livello non richiede azioni immediate, ma indica che nei giorni successivi è probabile che possano verificarsi condizioni a rischio per la salute; il “bollino arancione” (livello 2) indica condizioni meteorologiche che possono rappresentare un rischio per la salute, in particolare nei sottogruppi di popolazione più suscettibili; il “bollino rosso” (livello 3) indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

Cinema, Ischia Film Festival al via: in chiusura premio a Bobulova

Roma, 26 giu. (askanews) – Al via domani la ventiquattresima edizione dell’Ischia Film Festival, che fino al 4 luglio trasformerà il Castello Aragonese in un luogo di cinema, incontri e storie provenienti dal mondo. Otto giorni di proiezioni e conversazioni, nelle tre sale all’aperto della Cattedrale dell’Assunta, della Piazza d’Armi e della Casa del Sole, per riportare al centro il rapporto tra immagini, territori e comunità.

Tra i momenti più attesi della serata conclusiva, Barbora Bobulova riceverà l’Ischia Film Award. Attrice pluripremiata, vincitrice di numerosi riconoscimenti tra cui i Nastri d’Argento e il David di Donatello, ha costruito nel corso degli anni un percorso artistico di grande rigore e libertà, muovendosi con naturalezza tra cinema, teatro e televisione. Il suo legame con il cinema d’autore italiano affonda le radici nell’incontro con Marco Bellocchio, che ne intuì precocemente il talento affidandole un ruolo ne “Il principe di Homburg”, l’avvio di una carriera che l’ha poi portata a collaborare con alcuni dei principali registi del panorama nazionale. La sua presenza all’Ischia Film Festival coincide con l’uscita di “Separazioni” di Stefano Chiantini, nelle sale dal 2 luglio, distribuito da Fandango, presentato al 43esimo Torino Film Festival, dove recita accanto ad Adriano Giannini.

“L’Ischia Film Festival continua a cercare nelle storie la possibilità di guardare il mondo da un’altra prospettiva: quella dei luoghi, dei corpi e delle comunità che li abitano – ha dichiarato Michelangelo Messina, direttore artistico del festival – il cinema che accogliamo al Castello non si limita a rappresentare il presente, ma lo interroga, lo mette in discussione, gli restituisce complessità. È da qui che vogliamo ripartire, mentre ci avviciniamo al venticinquesimo anniversario: da ogni storia che merita una luce propria e da un dialogo comune che sappia tenerle insieme”.

Accanto a Barbora Bobulova, il festival accoglierà Silvio Soldini, al quale andrà il Premio alla Carriera 2026; Lello Arena, cui sarà assegnato l’Ischia Film Award; Isabella Ragonese, Francesco Lagi, Vincenzo Marra, Maurizio Casagrande, Giovanni Esposito e Lucia Calamaro.

Mai come quest’anno, il cinema dell’Ischia Film Festival entra nella materia più viva della contemporaneità: guerre e conflitti, migrazioni e confini, diritti umani, territori contesi, memoria, violenza ambientale e comunità in resistenza. La 24esima edizione riunisce 66 opere provenienti da 33 paesi, selezionate tra oltre 500 candidature arrivate da più di 50 nazioni. Il concorso ufficiale comprende 32 lavori, di cui 27 anteprime, articolati nelle sezioni Lungometraggi internazionali, Cortometraggi internazionali e Location Negata, focus dedicato ai diritti umani e ai luoghi feriti, contesi o rimossi.

Accanto alle proiezioni in presenza, la sezione Confini propone 26 opere fuori concorso, disponibili sul portale Ischia Film Festival online durante i giorni della manifestazione, previa registrazione.

Grossi (Aiea): pronti a nuove ispezioni nucleari negli impianti nucleari iraniani

Roma, 26 giu. (askanews) – L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) intende avviare al più presto ispezioni negli impianti nucleari iraniani. Lo ha detto il direttore generale dell’Aiea Rafael Grossi, parlando in conferenza stampa a Tokyo.

“Non abbiamo ancora iniziato questo processo di verifica”, ha spiegato Grossi. “Abbiamo appena avviato conversazioni con l’Iran per determinare le modalità”, ha aggiunto, precisando che il confronto riguarda frequenza, luoghi da visitare e altri aspetti operativi delle ispezioni.

Grossi ha ricordato che lo scorso fine settimana si sono svolti colloqui iniziali a Burgenstock, in Svizzera. “Mi aspetto che questo lavoro riprenda presto”, ha affermato.

Il direttore generale dell’Aiea ha aggiunto che il memorandum firmato dal presidente Usa Donald Trump e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian prevede che il programma nucleare iraniano torni sotto monitoraggio e supervisione dell’Agenzia.

Iran e Stati uniti hanno tenuto domenica colloqui a Burgenstock, con il sostegno di mediatori del Qatar e del Pakistan. Il vicepresidente Usa JD Vance e il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baqaei hanno poi riferito progressi nei negoziati.

Grossi, inoltre, ha dichiarato che in Iran è necessario urgentemente un sistema di verifica “estremamente avanzato” per garantire che il Paese non sviluppi armi nucleari.

“Credo che l’obiettivo dell’accordo tra Stati Uniti e Iran sia quello di garantire che in Iran non ci sarà alcuno sviluppo di armi nucleari. Il governo iraniano ha chiaramente affermato che questa non è la sua intenzione, ma ovviamente le intenzioni non bastano”, ha aggiunto Grossi, secondo quanto riferisce il giornale israeliano Ynet.

Picco di caldo nel fine settimana: temperature fino a 40 gradi. Nei pronto soccorso +10-15% accessi ma nessun allarme

Roma, 26 giu. (askanews) – Il caldo raggiungerà il picco nel weekend, con punte fino a 40 gradi reali o percepiti su una parte ampia dell’Italia, prima di una svolta attesa dalla prossima settimana con temporali organizzati, calo termico e rischio più elevato di grandine. La fase più intensa dell’anticiclone africano Caronte è prevista tra sabato 27, domenica 28 e lunedì 29 giugno; il cambiamento dovrebbe iniziare tra il tardo pomeriggio di lunedì e martedì 30 giugno sulle aree montane, per poi diventare più netto da mercoledì 1 luglio.

Lorenzo Tedici, meteorologo e responsabile media di iLMeteo, collega la possibile uscita dalla fase più calda all’arrivo di una perturbazione atlantica dall’Islanda. Il sistema, individuato come nucleo di instabilità in area groenlandese, dovrebbe rafforzarsi nei prossimi 5-6 giorni e raggiungere prima l’arco alpino, poi il resto del Paese.

Prima del cambio di circolazione, l’alta pressione manterrà condizioni di caldo intenso. L’indice bioclimatico di disagio, usato per valutare lo stress termico sul corpo umano, raggiungerà il livello massimo di “pericolo” su Pianura Padana, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Le notti resteranno molto calde, con valori indicati fino a 27-28 gradi nelle situazioni più sfavorevoli.

Il primo segnale del cedimento dell’anticiclone è atteso sulle aree alpine e appenniniche, dove tra lunedì 29 e martedì 30 giugno potranno svilupparsi i primi temporali organizzati. La data centrale resta mercoledì 1 luglio, quando la perturbazione groenlandese-islandese dovrebbe aprire un varco nell’alta pressione e favorire l’ingresso di aria più fresca nordatlantica in quota.

Il passaggio non sarà privo di criticità. L’aria calda e umida presente nei bassi strati si troverà a interagire con aria più fresca in quota, aumentando l’instabilità atmosferica. In queste condizioni possono formarsi cumulonembi con correnti ascensionali intense e discendenze capaci di trasferire verso il suolo aria molto più fredda, con bruschi cali di temperatura, raffiche violente e precipitazioni localmente forti.

Il fenomeno indicato come “Cold Pool”, letteralmente piscina di aria fredda, nasce all’interno dei temporali quando l’evaporazione della pioggia e della grandine raffredda rapidamente una massa d’aria. Questa sacca, più pesante, scende verso il basso e, una volta raggiunto il suolo, si espande in modo rapido verso pianure e fondovalle. È uno dei meccanismi che può accompagnare i downburst, cioè le raffiche improvvise e violente associate agli acquazzoni estivi.

Il calo termico atteso dalla metà della prossima settimana sarà quindi accompagnato da un rischio più alto di fenomeni intensi, in particolare grandinate e colpi di vento. Dopo il primo impulso del 1 luglio, un secondo passaggio temporalesco viene indicato intorno a venerdì 3 luglio.

Intanto, l’ondata di caldo eccezionale che sta interessando l’Europa occidentale, con Francia e Spagna in prima linea e temperature ben sopra la media stagionale, comincia a farsi sentire anche sui Pronto soccorso italiani. L’aumento degli accessi, per ora, “resta contenuto” e “non c’è nessun allarme”, anche se “possiamo stimare l’incremento in un 10-15% nei dipartimenti di Emergenza-urgenza delle grandi città”, fa sapere la Società italiana della medicina di emergenza-urgenza (SIMEU).

Dopo un fine settimana rovente, il Servizio sanitario nazionale non ha ancora registrato un’impennata negli arrivi.

A pesare è soprattutto la fragilità. “Vediamo molti anziani, in particolare chi convive con più patologie croniche: è la fascia più esposta quando le temperature salgono”, rileva la Società scientifica. Accanto a loro, una presenza che chiede attenzione: “Negli ultimi tempi assistiamo anche alle richieste d’aiuto di persone con difficoltà psichiatriche. Il pronto soccorso supplisce spesso alla mancanza di una rete di sostegno: le nostre strutture restano aperte giorno e notte”.

Con le ondate di calore gli ospedali attivano i codici calore, un percorso assistenziale preferenziale e differenziato per chi manifesta segni e sintomi legati alle alte temperature, di gravità variabile. Uno strumento utile, ma non risolutivo sul piano organizzativo. “I codici calore vanno bene, ma non cambiano molto l’assetto di un pronto soccorso”, osserva la SIMEU: “I picchi di accessi per il caldo colpiscono soprattutto gli ospedali delle grandi città, dove l’afa è più intensa per fattori ambientali e urbanistici”.

Strage di Viareggio, l’ex Ad delle ferrovie Mauro Moretti si è costituito in carcere

Roma, 26 giu. (askanews) – Subito dopo la decisione della Cassazione, con la sentenza definitiva con la condanna a 5 anni per la strage di Viareggio, l’ex ad di Fs e Rfi Mauro Moretti si è costituito in carcere. L’ingresso in penitenziario – secondo quanto si è appreso- si è registrato già nella tarda serata di ieri.

L’ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie dello Stato è stato condannato in via definitiva a 5 anni dai giudici della IV sezione della Cassazione. Il 29 giugno 2009, quasi 17 anni fa, nell’incidente avvenuto alla stazione ferroviaria di Viareggio, morirono 32 persone e oltre 130 rimasero ferite. Il disastro ebbe origine dal deragliamento di un treno merci composto da vagoni cisterna contenenti Gpl, la cui fuoriuscita innescò un’esplosione e un successivo incendio che devastò la zona dello scalo ferroviario. Nei confronti del Moretti si contestava il reato di disastro ferroviario colposo. La Suprema corte ha anche riconosciuto la penale responsabilità, e confermato il giudizio di appello, per 10 altri imputati, tra cui l’ex amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, Michele Mario Elia, che ha avuto 4 anni, 2 mesi e 20 giorni.

Nei confronti di Moretti i giudici d’appello avevano a suo tempo individuato una responsabilità penale “irrevocabile”. I giudici della IV sezione penale della Suprema corte hanno di fatto ritenuto che l’amministratore delegato della società capogruppo avesse assunto una effettiva posizione gestoria (analoga ma distinta da quella degli amministratori delle controllate). Ieri sera è arrivata la condanna definitiva anche per i dirigenti e tecnici di aziende ferroviarie austriache e tedesche addette al controllo e alla manutenzione dei carri merci. Hanno pene fino a 6 anni di reclusione.

Il lungo e tortuoso iter processuale è frutto anche di una decisione della Corte di Cassazione che nel gennaio 2024 aveva confermato la responsabilità penale degli imputati, ma imposto un nuovo giudizio d’appello limitatamente alla quantificazione delle pene.

Fibra ultraveloce: ricerca e innovazione nel comune di Lambrugo

Lambrugo, 26 giu. (askanews) – Dalla ricerca sulle particelle elementari ai telescopi, passando per medicina nucleare, fusione e tecnologie spaziali. Questi alcuni settori in cui opera Nuclear Instruments, azienda italiana ad alta specializzazione tecnologica che ha scelto di svilupparsi a Lambrugo, in provincia di Como.

Tutto questo è possibile grazie alla disponibilità di una connessione in fibra ottica affidabile. Abbiamo chiesto a Davide Bianchi, Software Developer di Nuclear Instruments, quale ruolo ha oggi la connettività nello sviluppo delle attività aziendali: “Per noi è fondamentale avere una connessione veloce e affidabile, in quanto distribuiamo software a tantissimi centri di ricerca a livello internazionale. Offriamo diversi servizi, tra cui portali di supporto, sistemi per scaricare i nostri software e firmware e anche sistemi per compilare in remoto software scritti dai clienti”.

L’attività dell’azienda richiede la gestione continua di grandi quantità di dati. La rete FTTH di Open Fiber consente connessioni in fibra ottica con velocità fino a 10 Gigabit al secondo.

“E’ fondamentale la connessione veloce in fibra, in quanto ci permette di tenere l’azienda in un paese piccolo come Lambrugo, ma allo stesso tempo rimaniamo connessi con i più grandi centri di ricerca a livello mondiale in maniera veloce e istantanea” ha proseguito Bianchi.

Open Fiber, nel Comune di Lambrugo, raggiunge oltre il 95% delle unità immobiliari. Questo può offrire importanti opportunità alle imprese locali e al sistema economico del territorio nei prossimi anni.

“La fibra ottica è un elemento fondamentale per lo sviluppo delle imprese, perché permette alle aziende di essere competitive con le altre in giro per il mondo, quindi di avere scambio di dati e informazioni a una velocità in tempo reale. Questo permette loro di utilizzare l’intelligenza artificiale e informazioni presenti in cloud” ha aggiunto Alessandro Lotito, responsabile B2B Nord Ovest di Open Fiber.

Il caso di Nuclear Instruments mostra come una connessione ultraveloce e affidabile possa sostenere attività di ricerca e sviluppo ad altissimo contenuto tecnologico, favorendo crescita di competenze e progetti capaci di competere sui mercati internazionali, mantenendo un forte legame col territorio.

Droghe, Mattarella: sforzo corale per tutelare patrimonio giovani

Roma, 26 giu. (askanews) – “Il patrimonio principale di cui disponiamo è dato dalla generazione che sale: bambini, ragazzi, giovani, ne vorremmo anche di più. Averne cura, dare loro prospettive che li rassicurano è un fronte decisivo e il pericolo che viene dalla droga è talmente grande che richiede uno sforzo corale pubblico, privato, delle istituzioni, della società. Per questo ringrazio chi è impegnato su questo fronte con generosità nelle comunità, nella ricerca”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, concludendo al Quirina la cerimonia in occasione della Giornata mondiale contro le droghe.

“E’ un’opera straordinaria, anche il recupero di una sola persona per il valore incommensurabile che ha la persona, è un successo straordinario e inestimabile il recupero dei giovani: è un patrimonio che arrichisce il nostro paese”, ha aggiunto.

Petrolio, Confindustria:rischio scarsità non azzerato,in estate fase critica

Roma, 26 giu. (askanews) – Il prezzo del petrolio è in discesa, ma il rischio scarsità non è azzerato: in estate la fase critica. A lanciare l’allarme è il Centro Studi di Confindustria con la Congiuntura Flash.

Nonostante l’accordo Usa-Iran, sono ancora poche le petroliere che passano lo Stretto e serviranno mesi per tornare alla normalità. Il prezzo del Brent, però, negli ultimi giorni è sceso (74 dollari al barile il 24 giugno), poco sopra i livelli medi di febbraio (69 dollari), da un picco di 104 in media a maggio. Il prezzo del gas scende meno (41 euro/mwh il 24/6, 45 la media mensile), rimanendo per il quarto mese consecutivo sopra il livello di febbraio (33 euro in media).

Castelporziano, IA e sensori per difendere la biodiversità

Roma, 26 giu. (askanews) – Quando pensiamo alle torri per le telecomunicazioni, pensiamo soprattutto alla connettività: telefonate, internet, streaming, social network e 5G. In realtà queste infrastrutture possono fare molto di più, grazie alla loro diffusione sul territorio. Inwit ne ha circa 26.000 e ne ha almeno una nell’84% dei comuni italiani.

Grazie a questo progetto, replicabile su tutti i territori italiani, le infrastrutture nate per la connettività digitale diventano strumenti fondamentali per la sostenibilità e la tutela dei territori, generando un valore condiviso per ambiente e comunità.

“È un bel caso di integrazione fra infrastrutture digitali, tecnologie e innovazioni. Sulla torre esistente qui nell’area, abbiamo installato una telecamera collegata a un gateway con intelligenza artificiale, che riesce ad analizzare le immagini e a identificare principi di incendio, come ad esempio un pennacchio di fumo. A quel punto è in grado di inviare l’allarme alle centrali operative e quindi consentire un intervento immediato per prevenire eventuali incendi” ha dichiarato Diego Galli, Direttore Generale di Inwit.

“Il nostro sistema è costituito da pochi elementi tecnologici: abbiamo una telecamera installata sulla torre che raccoglie fotografie e flussi video di tutta l’area che viene monitorata, mandandoli ad un centro di elaborazione che si trova in un box, che di fatto li elabora 24 ore su 24” ha aggiunto Luca Capozucca, Responsabile Ingegneria e Innovazione di Inwit.

L’iniziativa punta a rafforzare la tutela della biodiversità e la prevenzione degli incendi, una minaccia crescente per gli ecosistemi italiani.

“Da tanti anni si parla del fatto che le due transizioni, quella ecologica e quella digitale, debbano andare di pari passo. È un’oggettiva verità che noi abbiamo cercato di promuovere quando abbiamo incontrato Inwit” ha concluso Stefano Ciafani, Presidente Nazionale di Legambiente.

I dati raccolti contribuiranno a monitorare nel tempo lo stato dell’ambiente e a supportare eventuali interventi sul territorio. Un modello che potrebbe essere replicato in altre aree naturali del Paese, mettendo la tecnologia al servizio della sostenibilità.

Istat, a giugno cala la fiducia dei consumatori ma sale quella delle imprese

Roma, 26 giu. (askanews) – A giugno si stima una diminuzione del clima di fiducia dei consumatori (da 93,4 a 92,4); invece, l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese è stimato in aumento (da 94,2 a 95,2). Lo ha reso noto l’Istat.

Tra i consumatori, si evidenzia un miglioramento sia del clima economico sia di quello futuro (da 86,2 a 87,6 e da 87,2 a 87,4, rispettivamente); il clima personale e quello corrente sono stimati in peggioramento (nell’ordine, da 96,0 a 94,2 e da 98,0 a 96,2).

Quanto alle imprese, il clima di fiducia migliora in tutti i comparti oggetto di rilevazione: nella manifattura e nelle costruzioni l’indicatore sale, rispettivamente, da 87,9 a 88,4 e da 99,4 a 101,7; nei servizi aumenta da 96,8 a 97,2 e nel commercio al dettaglio cresce decisamente passando da 101,3 a 105,5.

Sul fronte delle componenti degli indici di fiducia, nella manifattura i giudizi sugli ordini sono in peggioramento mentre le attese sulla produzione aumentano in presenza di un decumulo di scorte. Nelle costruzioni entrambe le variabili migliorano. Passando al settore dei servizi di mercato, si evidenzia un’evoluzione positiva delle attese sugli ordinativi, mentre i giudizi sia sull’andamento degli affari sia sugli ordini peggiorano. Nel commercio al dettaglio si registra un andamento positivo di tutte le variabili, diffuso sia alla grande distribuzione sia a quella tradizionale.

Pil, Istat: nel 2025 crescono tutte le aree del Paese, Sud in lieve vantaggio

Roma, 26 giu. (askanews) – Nel 2025 il prodotto interno lordo ha mostrato una dinamica moderatamente positiva e sostanzialmente omogenea nelle diverse ripartizioni territoriali del Paese. La crescita del pil in volume è stata pari allo 0,5% nel Nord-ovest, nel Nord-est e nel Centro, mentre il Mezzogiorno ha registrato un incremento lievemente superiore (+0,6%). Lo ha reso noto l’Istat che ha diffuso la stima preliminare del pil e dell’occupazione territoriale.

Dal punto di vista settoriale, gli aumenti più significativi del valore aggiunto si sono osservati nelle Costruzioni nel Nord-ovest (+4,1%) e nel Centro (+4%) e nel Commercio nel Nord-est (+2,7).

Il Mezzogiorno è l’area che ha maggiormente sostenuto la crescita dell’occupazione a livello nazionale, con un incremento degli occupati pari all’1,5%, seguito dal Centro (+1,1%). Più contenuto è risultato l’aumento degli occupati nelle regioni del Nord (Nord-ovest +0,9% e Nord-est +0,8%).

Picco di caldo nel fine settimana: temperature fino a 40 gradi

Milano, 26 giu. (askanews) – Il caldo raggiungerà il picco nel weekend, con punte fino a 40 gradi reali o percepiti su una parte ampia dell’Italia, prima di una svolta attesa dalla prossima settimana con temporali organizzati, calo termico e rischio più elevato di grandine. La fase più intensa dell’anticiclone africano Caronte è prevista tra sabato 27, domenica 28 e lunedì 29 giugno; il cambiamento dovrebbe iniziare tra il tardo pomeriggio di lunedì e martedì 30 giugno sulle aree montane, per poi diventare più netto da mercoledì 1 luglio.

Lorenzo Tedici, meteorologo e responsabile media di iLMeteo, collega la possibile uscita dalla fase più calda all’arrivo di una perturbazione atlantica dall’Islanda. Il sistema, individuato come nucleo di instabilità in area groenlandese, dovrebbe rafforzarsi nei prossimi 5-6 giorni e raggiungere prima l’arco alpino, poi il resto del Paese.

Prima del cambio di circolazione, l’alta pressione manterrà condizioni di caldo intenso. L’indice bioclimatico di disagio, usato per valutare lo stress termico sul corpo umano, raggiungerà il livello massimo di “Pericolo” su Pianura Padana, Toscana, Umbria, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Le notti resteranno molto calde, con valori indicati fino a 27-28 gradi nelle situazioni più sfavorevoli.

Il primo segnale del cedimento dell’anticiclone è atteso sulle aree alpine e appenniniche, dove tra lunedì 29 e martedì 30 giugno potranno svilupparsi i primi temporali organizzati. La data centrale resta mercoledì 1 luglio, quando la perturbazione groenlandese-islandese dovrebbe aprire un varco nell’alta pressione e favorire l’ingresso di aria più fresca nordatlantica in quota.

Il passaggio non sarà privo di criticità. L’aria calda e umida presente nei bassi strati si troverà a interagire con aria più fresca in quota, aumentando l’instabilità atmosferica. In queste condizioni possono formarsi cumulonembi con correnti ascensionali intense e discendenze capaci di trasferire verso il suolo aria molto più fredda, con bruschi cali di temperatura, raffiche violente e precipitazioni localmente forti.

Il fenomeno indicato come “Cold Pool”, letteralmente piscina di aria fredda, nasce all’interno dei temporali quando l’evaporazione della pioggia e della grandine raffredda rapidamente una massa d’aria. Questa sacca, più pesante, scende verso il basso e, una volta raggiunto il suolo, si espande in modo rapido verso pianure e fondovalle. È uno dei meccanismi che può accompagnare i downburst, cioè le raffiche improvvise e violente associate agli acquazzoni estivi.

Il calo termico atteso dalla metà della prossima settimana sarà quindi accompagnato da un rischio più alto di fenomeni intensi, in particolare grandinate e colpi di vento. Dopo il primo impulso del 1 luglio, un secondo passaggio temporalesco viene indicato intorno a venerdì 3 luglio.

I dubbi del “campo largo” nella stagione populista

La scelta del candidato premier del “campo largo” (o “alleanza progressista” che dir si voglia) racconterà qualcosa di più del centrosinistra che si appresta a sfidare la destra meloniana in vista delle prossime elezioni. Qualcosa, ma non tutto. E forse non abbastanza.

È chiaro che, se la leadership toccherà a Schlein, è un conto, se toccherà a Conte tutto un altro. Non solo per il destino delle persone, ovviamente. Il fatto è che però dietro quella sfida si intravede una domanda molto più importante. E cioè quale sia stato l’esito della sfida che ha giustapposto due idee così diverse del centrosinistra.

Da un lato l’idea che trae origine dal partito più partito, il Pd, erede delle nostre tradizioni politiche più antiche. E dall’altro l’idea che nasce nella fabbrica del populismo grillino, riconvertita ora ad esiti meno barricadieri e forse meno distruttivi.

Schlein ha avuto modo di mettere le cose un po’ diversamente, non avendo sulle spalle troppo passato. E Conte a sua volta ha cercato di archiviare quel suo passato, più breve ma non certo più coerente.

Eppure la questione resta aperta, apertissima. Poiché il centrosinistra, per tornare a governare (se mai ci riuscirà) dovrà inesorabilmente venire a capo di una questione così dirimente. E cioè chiarire una volta per tutte se la stagione populista è diventata a questo punto parte del suo retaggio, sia pure filtrata dalle buone maniere dei giorni più recenti.

O se invece sono stati davvero fatti saltare tutti i ponti che collegano a quel pezzo di storia politica. Di cui si può essere i continuatori sotto mentite spoglie oppure i premurosi addetti alla pietosa sepoltura. Ma non le due cose insieme.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 25 giugno 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Trump umilia Meloni? Dietro il siparietto c’è di più: corsi e ricorsi storici

Il gesto che ha acceso le interpretazioni

Alcuni osservatori continuano a ricercare le motivazioni che avrebbero spinto Trump quasi a dileggiare la premier italiana Meloni, in occasione della breve recente intervista telefonica rilasciata a “La 7”.

A tal fine, sono state anche accuratamente passate al vaglio tutte le fasi televisive relative ai colloqui tra i due a margine della riunione ad Evian del G7, rilevando, tra l’altro, come la Presidente del Consiglio italiana avesse, in alcune sequenze, utilizzato una gesticolazione aggressiva nei confronti del suo interlocutore, da costui ritenuta probabilmente offensiva. Da qui la reazione verbale ad orologeria…

Il precedente Reagan-Wiesel

Nel visionare quegli “spezzoni”, mi è tornato alla mente un movimentato incontro alla Casa Bianca nell’aprile del 1985 (quando ero in organico presso l’Ambasciata a Washington) tra l’allora Presidente Reagan ed il premio Nobel Elie Wiesel, autorevole rappresentante della comunità ebraica di New York, in occasione della cerimonia per la “Congressional Gold Medal”.

Durante il colloquio, quest’ultimo tentò di dissuadere il suo interlocutore a visitare (nel corso di un ormai prossimo viaggio ufficiale in Germania, su invito del Cancelliere Helmuth Khol, in occasione del 40mo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale) il cimitero militare di Bitburg-Kolmeshohe, dove erano sepolti anche 49 membri delle Waffen-SS, truppe paramilitari del Partito Nazista. Tale gesto veniva, infatti, percepito dalla comunità ebraica (e non solo) come una equiparazione morale tra le vittime dell’Olocausto e i soldati di un regime responsabile di genocidio. Reagan, d’altra parte, si era difeso, definendo i soldati tedeschi sepolti come vittime del nazismo al pari delle altre vittime della guerra, sposando la tesi del suo anfitrione Khol, fautore della successiva riunificazione delle due Germanie.

Per completezza, preciso che, alla fine, Reagan decise di effettuare una visita anche al campo di concentramento di Baerfgen-Elsen (prima di partecipare a Bonn al vertice economico ed incontrare poi a Londra Margareth Thatcher), anche se questa modifica dell’itinerario non valse a mettere a tacere le vibranti critiche di numerosi rabbini (tra cui il noto Alexander Schindler di New York) e leader ebraici in varie città, veterani di guerra e membri del Congresso.

Il linguaggio del corpo nella cultura americana

Per tornare all’incontro di Reagan con Wiesel, ricordo che la stampa americana dell’epoca si soffermò a lungo su quel dito puntato dall’esponente ebraico verso il Presidente, mentre gli diceva fissandolo negli occhi: “Signor Presidente, quel luogo non è il suo posto. Il suo posto è con le vittime delle SS”, interpretato come un autentico oltraggio rivolto al capo dell’esecutivo. I commenti che ne seguirono sottolineavano la forza che la comunità ebraica locale deteneva al punto di consentire ad un proprio autorevole rappresentante non soltanto di porsi sullo stesso piano di prestigio dell’inquilino della Casa Bianca, ma perfino di rivolgersi a lui con gesti considerati minacciosi.

In realtà, come ebbi successivamente modo di accertare, negli Stati Uniti il linguaggio corporale è sempre stato oggetto di estrema attenzione per il significato che comunemente gli si attribuisce. In tal senso, un eccessivo gesticolare e soprattutto il dito indice proteso verso un interlocutore può essere sinonimo di minaccia; se poi l’interlocutore è la massima autorità istituzionale del Paese, esso potrebbe configurarsi come reato di lesa maestà.

Le vere ragioni dello scontro

Ciò detto, dubito che la mimica della Presidente del Consiglio possa aver motivato le battute offensive rivolte a lei da Trump. Tutt’al più, alla luce di quanto narrato, possono avervi in minima parte contribuito, tenuto conto della netta distanza presa da Meloni in occasione dell’attacco verbale del Presidente americano al Sommo Pontefice e, successivamente, del diniego italiano circa l’utilizzo della base militare di Sigonella per assistere i bombardieri americani operativi nel conflitto in Iran. In altri termini, diverse sostanziali ragioni non mancano.

Custodire il creato non è un’opinione. Perché il DDL Caccia divide

Custodire non è un’opinione. È un dovere.

Custodire significa riconoscere che qualcosa — o qualcuno — non si esaurisce mai nell’uso che possiamo farne. Il Senato italiano ha votato in senso opposto. Ottanta voti. In silenzio, di mattina.

Custodire non è una virtù tra le altre. È una postura dello sguardo: riconoscere che l’altro — ogni altro, umano o non umano — possiede un valore che ci precede e che non dipende dall’utilità che possiamo trarne. Questo riconoscimento non nasce da un sistema concettuale. Nasce dall’incontro. È nel volto dell’altro, nella sua presenza, che si impone l’evidenza della dignità: qualcosa che non si deduce, si riconosce.

La Laudato si’ di Papa Francesco — e prima ancora San Francesco d’Assisi, di cui quest’anno ricorrono gli ottocento anni dalla morte — hanno dato a questa intuizione una forma insieme cristiana e universale: il creato non è una risorsa da sfruttare, ma una casa da abitare con rispetto. Una casa comune. Di tutti. Anche di chi non ha voce per difendersi.

Il DDL Caccia approvato ieri dal Senato va nella direzione opposta. Allenta tutele costruite in decenni di conservazione e ridefinisce il rapporto tra esseri umani e natura in termini di disponibilità e sfruttamento.

Il lupo, la biodiversità e le parole che cambiano

In Italia vivono oggi poco più di tremila lupi, una presenza che sembrava impensabile trent’anni fa, quando la specie era sull’orlo dell’estinzione dopo secoli di persecuzione. La sua lenta ripresa rappresenta uno dei pochi esempi di successo della conservazione nel nostro Paese. Questo DDL ne indebolisce la protezione. Non per una necessità ecologica dimostrata, ma per una scelta politica. Ma il lupo è solo l’inizio.

La stagione venatoria si estende fino a periodi particolarmente delicati per la fauna selvatica. Le aree protette vengono rese più permeabili all’attività venatoria. Tornano i richiami vivi, pratica da anni contestata dalle istituzioni europee e dalle principali associazioni ambientaliste. Si apre inoltre all’utilizzo di strumenti come visori notturni e altre tecnologie che rendono ancora più asimmetrico il rapporto tra uomo e animale.

C’è poi un passaggio simbolicamente decisivo: la caccia viene ridefinita come attività utile alla conservazione della biodiversità.

Quando una società non riesce più a distinguere tra custodire e sfruttare, tra proteggere e abbattere, si trova costretta a modificare il significato delle parole per giustificare le proprie scelte. Non è soltanto una questione tecnica. È una questione morale.

La Commissione Europea aveva già espresso forti perplessità sul testo, segnalando possibili contrasti con le Direttive Uccelli e Habitat. Il Governo era stato avvertito. Ha scelto di procedere comunque.

Da Assisi arriva un richiamo alla coscienza

Mentre il Senato discuteva il provvedimento, la LIPU era riunita in Assemblea ad Assisi: il luogo che più di ogni altro, nella tradizione cristiana, richiama l’armonia tra l’essere umano e il creato.

Da lì è partita una lettera indirizzata a Papa Leone XIV, con la richiesta di una parola chiara su una legge considerata potenzialmente devastante per la fauna selvatica italiana.

La risposta è arrivata pochi giorni dopo.

Richiamando il Cantico delle Creature e il dovere della tutela ambientale, il Papa ha definito la questione del DDL Caccia «di grande rilevanza sociale e morale», esprimendo apprezzamento per l’impegno della LIPU e assicurando l’attenzione della Santa Sede verso la protezione del creato.

Questa risposta non è arrivata in un anno qualsiasi. È arrivata nell’anno in cui la Chiesa ricorda gli ottocento anni dalla morte di San Francesco: il santo che chiamava fratello il sole e sorella la luna, che vedeva negli animali non oggetti ma compagni di esistenza, che ha insegnato alla tradizione cristiana che la custodia del creato non è una devozione marginale ma una responsabilità centrale. Il Papa non era obbligato a intervenire. Ha scelto di farlo.

La domanda, allora, è inevitabile: chi custodisce davvero il creato? Chi richiama ogni giorno i valori della tradizione cristiana o chi si adopera concretamente per difendere la vita fragile degli ecosistemi?

Le parole di Leone XIV offrono oggi un riferimento chiaro anche a quei parlamentari che, all’interno della maggioranza, vivono con disagio questo provvedimento. Il momento per riflettere è adesso, prima del passaggio definitivo alla Camera.

Ogni voce conta

Il lupo non ha un gruppo parlamentare. Gli uccelli in migrazione non votano. Gli ecosistemi non mandano lettere ai deputati.

Per questo esistono associazioni come WWF, Legambiente, LIPU, LAV, LAC ed ENPA. Organizzazioni diverse per storia, cultura e sensibilità, che su questo punto hanno scelto di parlare con una sola voce. È un fatto raro. E dovrebbe far riflettere.

Il testo non è ancora legge definitiva. Ora passa alla Camera. Ogni voce conta.

Condividere informazioni, firmare appelli, scrivere ai propri rappresentanti non è un gesto simbolico. È il modo con cui una democrazia ricorda a se stessa che il bene comune comprende anche ciò che non parla, non vota e non può difendersi.

Che tipo di sguardo vogliamo avere sul mondo? La custodia non è un sentimento. È una responsabilità. E comincia adesso.

Drammi globali e mondo post-secolare

Il ritorno delle domande di senso

I drammi e le tragedie che si consumano qua e là per il globo ci interrogano, e non solo per le loro conseguenze. Più volte le religioni sembravano sul punto di estinguersi, per poi riproporsi. Perché? L’essere umano non è, non può essere solo homo oeconomicus, orientato alla razionalità e all’impiego ottimale del proprio tempo e delle proprie risorse. Vi sono anche le ineludibili domande sul senso della vita: perché tutto questo? A che pro? In vista di cosa? La grande narrazione marxista sembrava aver coniugato i due aspetti: scientificità del metodo, dunque razionalità, e risposta a una domanda di senso. Tanto che si facevano non di rado “scelte di vita” orientate da quell’importante faro.

Narrazioni, complessità e il rischio del fanatismo

Oggi, ecco il punto, i due aspetti paiono di nuovo scissi: da un lato vi sono i “racconti”, anche piccoli piccoli, come quelli che circolano sui social, e le suggestioni, dall’altro vi è una razionalità prosaica che individua e prova a cogliere il carattere complesso dei problemi e dei dilemmi. Una razionalità, un paradigma della complessità che illuminano ma non seducono, al cospetto di narrazioni, anche assai elementari e ingannevoli (si pensi, da noi, al regno sconfinato delle fake news), che esercitano un maggior appeal, pur se prive di basi razionali. Per non dire dell’internazionale del terrore. Beninteso: i discorsi di fede non vanno confusi con le fake news o con il fanatismo e, per dirla con Blaise Pascal, “il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce”. Né andrebbero sottaciuti gli interessi economici e le complicità inconfessabili che alimentano il fenomeno integralista, la violenza, il terrore globale.

Un patto della ragionevolezza

Per superare l’impasse, così a me sembra, occorre una sorta di patto della ragionevolezza. Non la rivendicazione del primato di una presunta razionalità scientifica, bensì prove di dialogo e di traduzione tra prospettive e istanze differenti. Orizzonti anche lontani che provano a darsi un terreno comune, condiviso. Quello che John Rawls definiva consenso per intersezione; quelle che, forse con una visione ancora più articolata, Jürgen Habermas chiamava “traduzioni”. In nome della ragionevolezza.

Usa, Trump: comunisti in azione, aspettavo da tempo questo momento

Roma, 26 giu. (askanews) – “I comunisti stanno finalmente entrando in azione”. Lo ha scritto su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha spesso fatto riferimento con questa definizione agli esponenti della sinistra democratica, in particolare a quelli legati ai “socialisti democratici” che fanno riferimento a Bernie Sanders e al sindaco di New York Zohran Mamdani.

“È da molto tempo – ha sottolineato l’inquilino della Casa Bianca – che aspetto questo momento e mi preparo ad affrontarlo. È facile essere comunisti: basta dire ‘Vi darò tutto’, ma questo significa toglierlo a chi se lo è guadagnato. Nel corso di migliaia di anni, quell’ideologia non ha mai funzionato. Il gioco è iniziato. Buona visione!”

Libano, Crosetto: Italia e Francia preparano proposte per il dopo-Unifil

Roma, 25 giu. (askanews) – Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, definisce “importante e costruttivo” il suo incontro ad Antibes, nel corso del bilaterale Italia-Francia, con la sua omologa transalpina Catherine Vautrin.

In una dichiarazione postata su X dall’account del Ministero, Crosetto sottolinea, fra le altre cose, che nell’occasione del bilaterale è stata “confermata importanza stabilità del Libano. In tale ambito è necessario che, anche in un’ottica post-Unifil, la comunità internazionale adotti approccio pragmatico e sostenibile, orientato al rafforzamento delle capacità delle istituzioni nazionali e al consolidamento del ruolo delle Forze Armate libanesi, quale principale pilastro della stabilizzazione del Paese ed elemento fondamentale per la sicurezza dell’intera area. Italia e Francia stanno elaborando delle proposte concrete”.

Meloni replica a Rutte su basi. E con Macron lancia coalizione per Libano

Antibes, 25 giu. (askanews) – Il paradosso vuole che entrambi si ritrovino a rispondere a domande sulla temperatura dei loro rapporti, e a negare che siano mai stati glaciali, proprio mentre sono avvolti dalla canicola asfissiante che in questi giorni sta attanagliando l’Europa, e che in Francia viene considerata una vera emergenza. Giorgia Meloni e Emmanuel Macron, dopo mesi di rapporti altalenanti, si ritrovano sulla Costa azzurra, nella cittadina di Antibes, per celebrare il 36mo vertice intergovernativo tra i due Paesi. Il numero uno dell’Eliseo la accompagna prima in una visita al Museo Picasso, poi la accoglie a villa Eilenroc per il summit vero e proprio in cui – presenti due delegazioni di nove ministri per parte – vengono siglate una serie di intese che vanno dalla difesa alla cultura, dallo spazio ai migranti.

Ed è sempre sotto lo stesso sole cocente, che mette a dura prova la resistenza di giornalisti e delegazioni a cui non viene nemmeno concessa una seduta all’ombra, che i due leader tirano le somme della giornata e tengono la loro conferenza stampa. La premier ammette che lei e il presidente francese non sempre sono d’accordo ma spiega che questo dipende dal fatto che entrambi “difendono i loro interesse nazionale” e che comunque la cooperazione è forte e che senza Italia e Francia “Occidente ed Europa non sarebbero quello che sono”.

Al di là delle intese siglate, e dei reciproci interessi per esempio sul tema della difesa e dei programmi comuni sui missili Samp-t, uno dei fronti su cui i due Paesi vogliono giocare insieme un ruolo da protagonisti è quello del post-Unifil in Libano. Da Antibes, Meloni ribadisce che “Italia e Francia possono fare la differenza” e che entrambi i Paesi ritengono necessario “garantire una presenza internazionale” quando a fine anno sarà scaduta la missione. “Insieme – annuncia – abbiamo deciso di lanciare una coalizione per il sostegno del Libano” anche “immaginando presto una conferenza internazionale”.

A prescindere dai giochi di parole sulle temperature, di certo il vertice intergovernativo restituisce l’idea di un rapporto più solido che in passato tra Meloni e Macron, non fosse altro per reciproco interesse. D’altra parte, avere partner in Europa con cui fare sponda di questi tempi è particolarmente utile. Soprattutto quando si diventa oggetto di attacchi costanti dal presidente degli Stati Uniti, come è successo alla premier.

Ma c’è anche un’altra accusa dalla quale la presidente del Consiglio si ritrova a difendersi. Ed è quella di aver mentito al Paese e al Parlamento sull’uso delle basi aree italiane per l’operazione ‘Epic fury’. Meloni, come già aveva fatto ieri il ministero della Difesa, nega apertamente che vi sia stato un uso diverso da quanto previsto dai Trattati. “Non abbiamo partecipato al conflitto in Iran, altrimenti – dice – non si spiegherebbe la delusione reiterata dal presidente americano”. Anche Teheran oggi aveva puntato il dito contro l’Italia ed altri Paesi europei, ritenuti colpevoli di aver contribuito agli attacchi. “Abbiamo rispettato i nostri impegni – prosegue poi la premier – cedendo le basi per attività non cinetiche ma di logistica e tecnica e quando si sono prospettate richieste che esulavano da quel perimetro non abbiamo concesso l’autorizzazione. Il Governo ha fatto quel che ha dichiarato in Parlamento”. Una replica indiretta anche alle opposizioni, che l’hanno inviata a presentarsi alle Camere per chiarire.

Ma nel mirino di Meloni c’è soprattutto il segretario della Nato, Mark Rutte, che con la sua intervista a Fox news di ieri, in cui parlava di 500 aerei decollati dalle basi italiane, ha scatenato il putiferio politico. La presidente del Consiglio definisce infatti la sua una “entusiastica ricostruzione” in cui “ha messo insieme cose che in realtà sono diverse confondendo la tipologia dei voli autorizzati”. Poi la stoccata e l’insinuazione che tutto sia cominciato dalla sua volontà di compiacere Trump. “Non so dire come sia emersa questa ricostruzione semplicistica, probabilmente – affonda Meloni – è il tentativo di preparare al meglio il prossimo vertice Nato ma bisogna essere prudenti quando si parla di queste materie”.

Centrosinistra, legge elettorale complica trattative per ‘quarta gamba’

Roma, 25 giu. (askanews) – Si fa sempre più complicata la costruzione della “quarta gamba” del fronte progressista, non solo perché è sempre più concreto il rischio che alla fine di “gambe” ce ne siano addirittura cinque – la ‘Casa riformista’ di Matteo Renzi e la lista a cui lavora Alessandro Onorato. Di fatto il “coordinamento” tra le varie forze riformiste annunciato ieri dal promotore di Progetto civico al momento sembra ancora più che altro un auspicio e, come se non bastasse, la riforma elettorale che domani approda in aula potrebbe rendere ancora più complicato il quadro.

I rapporti tra Matteo Renzi e Progetto civico Italia restano freddi, i due progetti per ora rimangono distinti, tanto che Onorato non ha citato Iv quando ha annunciato il “coordinamento” in fase di costituzione, pur assicurando che anche Renzi fa parte del centrosinistra.

L’ex premier, del resto, un paio di giorni fa ha chiarito: “Onorato vuol fare una cosa a parte, va benissimo, Progetto civico Italia va benissimo: c’è il proporzionale più liste ci sono meglio è. Casa riformista sarà nella scheda elettorale, nel centrosinistra”. Perché, come spiega più di un parlamentare del Pd, “l’operazione di Progetto civico serve a rendere Renzi superfluo, o perlomeno marginale”.

Il leader Iv da tempo ripete di essere pronto anche a “stare in panchina”, ma certo non ad essere proprio fatto fuori o comunque confinato in uno stanzino. Anzi, aggiunge uno dei protagonisti dell’area moderata, “lui vuole dare le carte, ma non può funzionare così, non può pretendere che entriamo tutti a casa sua e lui detta legge sulle liste e via dicendo”. Per questo il parlamentare Pd dice che “al momento pare di capire che le liste saranno due, sono due cose che non possono stare insieme”. E’, appunto, lo scenario che porterebbe a due “gambe riformiste”, per un totale di cinque forze diverse nella coalizione progressista, sei se si considera che Avs è già un’alleanza tra due partiti distinti.

Il problema aggiuntivo è però, appunto, la riforma elettorale che il centrodestra vuole approvare, in particolare i criteri che permettono solo ad alcuni partiti di presentare le liste anche senza raccogliere le firme e che negano la possibilità di raccogliere sottoscrizioni digitali. Quello che Riccardo Magi di Più Europa definisce uno “scempio”. Perché in base alla norma inserita dal centrodestra Iv rientrerebbe tra i partiti che sono esentati dalla raccolta delle firme, ma Più Europa no. Non è un dettaglio secondario nella competizione che si è scatenata sul fianco riformista del ‘campo largo’, dal momento che con queste regole solo Renzi potrebbe presentare una lista senza raccogliere le firme, mentre Progetto Civico, Più Europa, i comitati Più uno di Ernesto Ruffini, i Socialisti e via dicendo dovrebbero invece andare a cercare una per una le sottoscrizioni necessarie, senza nemmeno poter usare il digitale.

La conseguenza è evidente: il potere contrattuale di Renzi nei confronti del resto dell’area moderata aumenterebbe enormemente, perché lui potrebbe mettere a disposizione il proprio simbolo. Gli altri, in alternativa, dovrebbero affrontare una raccolta di firme non facile per forze politiche piccole e prive di un apparato organizzativo importante. Con il rischio di non riuscire a presentare la lista. A quel punto, sottolinea un esponente moderato, “Renzi inevitabilmente ‘darebbe le carte’, avrebbe un potere contrattuale molto maggiore nei confronti di tutti gli altri”.

Magi oggi ha affrontato la questione anche con Elly Schlein, ha chiesto alla leader Pd di sostenere, insieme a tutta la coalizione, gli emendamenti per consentire almeno la raccolta delle firme per via digitale, ottenendo rassicurazioni. Grido d’allarme che Angelo Bonelli, Avs, accoglie subito pubblicamente: “Accolgo l’appello di Più Europa e del suo segretario Riccardo Magi. Si tratta di una questione di agibilità democratica che non può essere ignorata”.

La Russa: Almirante traghettò in democrazia gli sconfitti

Milano, 25 giu. (askanews) – “L’abbiamo sempre detto, Almirante secondo noi è uno degli uomini politici della Repubblica che più ha inciso, perché ha saputo traghettare in un regime assolutamente democratico anche chi usciva sconfitto dalla guerra e questo gliel’hanno riconosciuto il presidente Napolitano e il presidente Mattarella”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, arrivando in Regione Lombardia per il convegno “Almirante, politica e cultura”.

“Non dimentichiamolo, la televisione di Stato fece il funerale in diretta, per un partito del 5% addirittura malvisto per certi versi. E la Iotti e Pajetta, capi del Partito Comunista, vennero in chiesa, io c’ero. Per cui a volte mi stupisco che cose di sincero rispetto che c’erano in quegli anni si perdano, invece che migliorare col passare del tempo. A volte il rispetto tra avversari che in quel periodo c’era, come ci fu da Almirante nei confronti di Berlinguer, lo vedo scemare anziché aumentare. Io mi auguro che invece il rispetto tra avversari ci sia sempre e ci sia il giusto riconoscimento anche delle cose buone che gli avversari fanno, fermo restando la critica per quelle che non piacciono”, ha aggiunto.

Centrosinistra, Salis: sempre detto che continuerò a fare la sindaca

Genova, 25 giu. (askanews) – “Per quanto riguarda il Corriere della Sera è il punto di vista di un giornalista che rispetto. Ognuno è libero di fare le valutazioni che vuole, pur parlando di una sindaca che ha sempre detto che continuerà a fare il suo lavoro da sindaca”.

Così la sindaca di Genova Silvia Salis ha risposto a un giornalista che, a margine di una conferenza stampa, le chiedeva un commento sull’articolo del Corriere della Sera in cui Ernesto Galli della Loggia ha messo in dubbio la sua capacità di affermarsi come figura politica di rilievo nazionale.

Poi, sulle sue foto in costume al mare pubblicate dal settimanale Chi, ha detto: “Sul gossip non commento perché per fortuna abbiamo cose più importanti di cui occuparci”.

Aeroporti, Aci Europe: con EES a rischio reputazione Ue, stop con picchi

Milano, 25 giu. (askanews) – Il nuovo sistema biometrico europeo di controllo sicurezza alle frontiere negli aeroporti, EES, “è un problema sistemico che rischia di mettere in gioco la reputazione dell’Unione europea come destinazione turistica efficiente e accogliente. La situazione non è accettabile”. Lo ha detto Olivier Jankovec, direttore di ACI Europe, l’associazione degli aeroporti europei, in una intervista ad askanews dopo l’allarme lanciato dall’amministratore delegato di Adr.

Il tema, ha chiarito Jankovec, “non riguarda solo Fiumicino, ma tutti i grandi aeroporti in Europa e quelli che prevedono alti flussi turistici: rischiano il disastro” perché il sistema di controllo biometrico, che Bruxelles impone per chi proviene da paesi extra Ue, funziona a rilento. “Ci sono una serie di problemi strutturali che non possono essere risolti in un giorno né in qualche settimane per permetterci di affrontare luglio e agosto in modo sereno: manca il personale adeguatamente formato e il sistema tecnologico che fa funzionare l’EES non è un’infrastruttura stabile”, spiega Jankovec.

Secondo i monitoraggi dell’associazione, le attese per superare i controlli sono “inaccettabili, nell’ordine di 3-4 ore per scalo. Una situazione molto critica da gestire, soprattutto per i passeggeri che spesso si sono fatti una notte in aereo”.

Aci Europe è da aprile che lamenta le criticità del sistema EES e il 29 maggio ha scritto una lettera alla Ue. Ma nulla è cambiato. “Fino a settembre gli Stati membri possono avere un po’ di flessibilità che prevede una sospensione parziale dell’EES, ma i ritardi restano. Non basta. Abbiamo bisogno di sospendere totalmente la registrazione dei passeggeri, quando ci sono situazioni critiche a livello locale. Non chiediamo una sospensione generale, ma la possibilità che i Board Control possano decidere di sospendere la registrazione quando fanno fronte a picchi di traffico ingestibili”. La preoccupazione maggiore è per luglio e agosto perché, chiosa Jankovec, “il traffico aumenta del 12% rispetto maggio-giugno. Il nostro grido d’allarme lo abbiamo lanciato ad aprile perché sapevamo che non ce l’avremmo fatta: è a rischio l’oepratività degli aeroporti europei”.

Gaza, Salis: importante avere sbloccato aiuti di Music for Peace

Genova, 25 giu. (askanews) – “È un grande risultato per cui voglio ringraziare prima di tutto Music for Peace. Per noi è importantissimo che questa conferenza si sia tenuta qua perché sapete benissimo come Comune quanto abbiamo sostenuto questa iniziativa e quanto Genova abbia risposto a questa solidarietà. Da sindaca devo dire che questa solidarietà mi ha sempre riempito di orgoglio. Vogliamo essere in prima linea a ringraziare Music for Peace per questa incessante richiesta di giustizia per questi novemila pacchi di aiuti”.

Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, a margine della conferenza stampa convocata a Palazzo Tursi, sede del Comune, per annunciare lo sblocco delle 240 tonnellate di generi di prima necessità per la popolazione palestinese sfollata da Gaza che erano bloccate da 9 mesi in Giordania.

La prima cittadina è poi tornata a chiedere al governo di attivarsi per l’apertura di corridoi umanitari: “Ci siamo fatti parte attiva come Comune e io in prima persona come sindaca – ha sottolineato Salis – con delle richieste dirette al ministro degli Esteri per fare tutto quello che era possibile. Sappiamo che alcune posizioni non ci hanno visto allineati ma quello che abbiamo sempre richiesto è un impegno per sbloccare questi canali e poter andare a fare del bene”.

Strage Viareggio, condanna definitiva per Moretti: "Andrà in carcere"

Roma, 25 giu. (askanews) – Condanna definitiva a 5 anni di reclusione per Mauro Moretti, ex amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana e Ferrovie dello Stato. E’ la decisione dei giudici della IV sezione della Cassazione in merito al processo per la “strage di Viareggio” del 29 giugno 2009, l’incidente ferroviario in cui persero la vita 32 persone ed altre 130 rimasero ferite.

“Adesso dovrà andare in carcere”, hanno spiegato i difensori del manager.

Nei confronti del Moretti si contestava il reato di disastro ferroviario colposo. La Suprema corte ha anche riconosciuto la penale responsabilità, e confermato il giudizio di appello, per 10 altri imputati, tra cui l’ex amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, Michele Mario Elia, che ha avuto 4 anni, 2 mesi e 20 giorni.

Labro, un borgo da vivere tutto l’anno

Labro, 25 giu. (askanews) – Situato sulle colline che dominano il lago di Piediluco, al confine tra Lazio e Umbria, Labro è un borgo medievale che custodisce un importante patrimonio storico, culturale e paesaggistico. Grazie alla sua posizione strategica, tra natura, cammini e itinerari di turismo lento, rappresenta una tappa di interesse per escursionisti, viaggiatori e pellegrini che attraversano il territorio tra la Valle Santa reatina e la Valnerina.

Nell’ambito del progetto di valorizzazione turistica e culturale del borgo, promosso dal Comune di Labro, è stato avviato un percorso finalizzato a rafforzarne l’attrattività e a promuoverne la fruizione durante tutto l’anno. L’intervento ha previsto la realizzazione di strumenti di accoglienza e informazione, come centri multimediali, audioguide e contenuti digitali, affiancati da una strategia di comunicazione dedicata alla promozione del territorio e della sua identità.

Particolare attenzione è stata dedicata ai camminatori e ai pellegrini, valorizzando il ruolo di Labro all’interno della rete dei percorsi che attraversano l’Appennino centrale e promuovendo un modello di turismo lento capace di generare nuove opportunità per la comunità locale.

Attraverso il miglioramento dei servizi, la valorizzazione degli spazi e il rafforzamento dell’offerta culturale, il progetto ha contribuito a rendere Labro una destinazione più accessibile, riconoscibile e accogliente, capace di attrarre visitatori e nuovi protagonisti della vita del borgo.

Meloni: non abbiamo partecipato a conflitto Iran, basi solo per logistica

Roma, 25 giu. (askanews) – Sull’uso delle basi Usa in Italia “vale quel che ha detto Crosetto. Non abbiamo partecipato al conflitto in Iran, altrimenti non si spiegherebbe la delusione reiterata dal presidente americano. Abbiamo rispettato i nostri impegni, cedendo le basi per attività non cinetiche ma di logistica e tecnica e quando si sono prospettate richieste che esulavano da quel perimetro non abbiamo concesso l’autorizzazione. Il governo ha fatto quel che ha dichiarato in Parlamento. Come lo stesso Rutte ha confermato dallo Studio Ovale”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in conferenza stampa ad Antibes, dove si svolge il vertice Italia-Francia.

Fondazione Roma, Simposio per i 190 anni della Cassa di Risparmio

Roma, 25 giu. (askanews) – Il 190esimo anniversario della Cassa di Risparmio di Roma, oggi Fondazione Roma, è stato celebrato oggi con una cerimonia a Palazzo Sciarra Colonna, dove si è svolto il Simposio “190° Radici romane. Visioni globali”. A sottolineare il rilievo nazionale dell’iniziativa è stato il conferimento al Simposio della Medaglia del Presidente della Repubblica quale Premio di Rappresentanza, riconoscimento riservato a manifestazioni di particolare interesse culturale, sociale e istituzionale.

Il Simposio ha rappresentato non soltanto una celebrazione della storia di Fondazione Roma, ma anche un’occasione di riflessione sul contributo che il sistema delle Fondazioni può offrire alla crescita sostenibile, alla competitività e alla coesione del Paese negli anni a venire.

“Il 190° anniversario della Cassa di Risparmio di Roma, oggi Fondazione Roma, rappresenta un traguardo importante, ma soprattutto un’occasione per guardare al futuro. Le Fondazioni di origine bancaria hanno accompagnato una profonda trasformazione del sistema creditizio e del Paese, evolvendo da enti conferenti a protagonisti della filantropia istituzionale e dello sviluppo territoriale. Oggi siamo chiamati a compiere un ulteriore passo avanti”, ha dichiarato Franco Parasassi, Presidente di Fondazione Roma.

“La sfida non è soltanto preservare il patrimonio, ma metterlo sempre più al servizio delle comunità attraverso una visione strategica capace di coniugare sostenibilità, innovazione e impatto sociale. Le Fondazioni hanno affrontato e superato moltissime sfide, ed oggi sono degli Enti ben strutturati ed organizzati, indispensabili al Paese per la promozione e per la realizzazione di rilevanti iniziative di utilità sociale. L’elemento identitario, costituito dal territorio di tradizionale riferimento, può rappresentare oggi un limite per esprimere tutte le loro potenzialità. Estendere i confini di operatività, abbandonando come ambito prioritario di intervento la comunità del territorio per abbracciare anche la comunità del bisogno, può consentire a questi Enti di esprimersi al meglio e di concorrere in misura assai più significativa a portare benessere, progresso civile e solidarietà altrove. Il riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica conferita al Simposio – ha detto – costituisce per noi un motivo di grande orgoglio e un incoraggiamento a proseguire lungo questo percorso, nel segno della responsabilità, del servizio e dell’impegno verso il bene comune”.

Parasassi ha quindi lanciato due proposte. Con la prima auspica una collaborazione delle grandi Fondazioni per la creazione di sportelli di comunità nel Sud Italia. Gli sportelli bancari delle allora Casse di Risparmio servivano non solo a raccogliere il risparmio e ad impiegarlo con prestiti e mutui alle famiglie e con finanziamenti alle imprese, ma fungevano anche come presidio locale per le attività filantropiche. Oggi, detti presidi possono essere ricostituiti, ad esempio, in ogni capoluogo di provincia nel Sud, come sportelli di comunità, con il compito di sostenere iniziative di utilità sociale.

Con la seconda proposta, concreta e dal forte valore simbolico, ha invitato ad una cooperazione immediata ed efficace le Fondazioni di origine bancaria, il sistema bancario, le Fondazioni di impresa e le Fondazioni di famiglia,per risollevare le sorti della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (l’Ospedale di Padre Pio), che ha bisogno di una operazione di risanamento finanziario e di rilancio.

Le celebrazioni del 190° anniversario sono state inoltre accompagnate dall’emissione di un francobollo commemorativo dedicato alla Cassa di Risparmio di Roma, inserito dal ministero delle Imprese e del Made in Italy all’interno del programma di emissioni 2026 per la serie tematica “i Valori sociali. Un’iniziativa che rende omaggio a una delle più antiche istituzioni creditizie italiane e al suo incessante impegno, ben oltre il territorio locale, a supporto della “comunità del bisogno” nei settori della salute, della ricerca scientifica, del volontariato, dell’arte e di molteplici altre attività con finalità sociali e con significativo impatto anche con riguardo allo sviluppo economico.

Secondo quanto riporta un comunicato, dopo i saluti di Piero Colonna, Vice Presidente di Fondazione Roma, Davide Favrin, Amministratore Delegato del Gruppo Marzotto – altra storica realtà che nel 2026 celebra il 190° anniversario dalla fondazione – e Camillo Tondi, Portavoce dell’Associazione Nazionale Bersaglieri 1836-2026, il dibattito ha visto confrontarsi Giovanni Azzone, Presidente di Fondazione Cariplo e di ACRI, Bernabò Bocca, Presidente di Fondazione CR Firenze,Bruno Giordano, Presidente di Fondazione Cariverona, Anna Maria Poggi , Presidente di Fondazione CRT, eFranco Parasassi, Presidente di Fondazione Roma. Ha condotto i lavori Giuseppe Morandini, già Presidente di Fondazione Friuli.

Al centro del dibattito è stata posta la prospettiva di una nuova stagione per le Fondazioni bancarie, chiamate a rafforzare il proprio ruolo di investitori istituzionali responsabili e di promotori di innovazione sociale. Una sfida che richiede capacità di diversificazione, attenzione all’impatto delle scelte finanziarie e una crescente propensione a operare in rete, sviluppando progettualità condivise e interventi rivolti alle nuove fragilità sociali.

Il Simposio ha rappresentato non soltanto una celebrazione della storia di Fondazione Roma, ma anche un’occasione di riflessione sul contributo che il sistema delle Fondazioni può offrire alla crescita sostenibile, alla competitività e alla coesione del Paese negli anni a venire.

L’importanza dell’incontro odierno è stata ulteriormente sottolineata anche dal Corpo dei Bersaglieri, che ha dato inizio all’evento con una esibizione della fanfara “Nulli Secundus” della Sezione di Roma Capitale. Il gruppo si è riunito nella vicina Piazza San Silvestro per poi recarsi fino alla terrazza panoramica di Palazzo Sciarra Colonna, sede della Fondazione, dove l’Inno di Mameli ha solennemente aperto il Simposio.

Nucleare, Edison: accordo con Edf, Nuward e partner italiani per Smr europeo

Milano, 25 giu. (askanews) – In occasione del Forum economico franco-italiano che si è svolto parallelamente al vertice intergovernativo di Antibes tra il presidente francese Emmanuel Macron e la premier italiana Giorgia Meloni, e nello spirito del Trattato del Quirinale su una cooperazione bilaterale rafforzata tra Italia e Francia, Edison ha sottoscritto insieme a Edf, Nuward e agli operatori dell’industria e della filiera nucleare italiana una Dichiarazione di Intenti per lo sviluppo congiunto di un impianto nucleare europeo di terza generazione basato sulla tecnologia Small Modular Reactor di Nuward, disponibile negli anni 30, con l’obiettivo di avere i primi impianti operativi nel 2035.

La dichiarazione di intenti, che si basa sugli accordi già in essere tra Edison, Ansaldo Energia, Ansaldo Nucleare, Maire, Edf, Framatome, Tractebel, Arabelle Solutions, Ain e Gifen, è avvenuta a margine del vertice di Antibes e rafforza ulteriormente la cooperazione industriale franco-italiana coinvolgendo anche Aipe (Associazione Italiana Attrezzature a Pressione), ATB Riva Calzoni, Saipem, Simic, Tectubi Raccordi, Walter Tosto e WeBuild.

Con questa dichiarazione gli operatori chiave della filiera industriale italiana del nucleare si impegnano a contribuire attivamente a questa cooperazione strategica che riconosce l’eccellenza dell’industria italiana, il suo ruolo chiave nel progresso delle tecnologie nucleari e l’impatto positivo che questa porterà in termini di benefici economici e occupazionali per il sistema Paese. L’obiettivo condiviso è sostenere la creazione di un ecosistema nucleare europeo favorendo la diffusione di tecnologie a basse emissioni di carbonio, complementari alle rinnovabili, rafforzando l’autonomia energetica dell’Europa e promuovendo la sovranità e la competitività industriale a lungo termine dell’area.

“Per conciliare gli obiettivi di decarbonizzazione con quelli di sicurezza energetica, di stabilità e competitività dei prezzi dell’energia, è necessario introdurre una quota di nuovo nucleare nel nostro mix energetico a complemento delle fonti rinnovabili e del gas – ha affermato Nicola Monti, amministratore delegato di Edison -. Con la dichiarazione di intenti firmata oggi puntiamo a sviluppare un modello di cooperazione per lo sviluppo della tecnologia nucleare valorizzando le competenze già presenti in Italia e Francia e facendo sistema a livello europeo affinché le sfide della transizione energetica siano un’opportunità di sviluppo industriale per tutta l’area”.

Meloni: con Macron a volte non d’accordo, ma falso relazioni glaciali

Antibes, 25 giu. (askanews) – “Per quello che riguarda le nostre relazioni, io confesso mi sono un po’ divertita di tutti i retroscena che si facevano sulle nostre relazioni. Siamo due persone, diceva correttamente il presidente Macron, che difendono i loro interesse nazionale, ma che sanno lavorare insieme. Questo richiede chiaramente franchezza, anche quando non si è d’accordo”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa con il presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso del vertice intergovernativo ad Antibes.

“Credo che la cooperazione tra Italia e Francia dimostri che le nostre relazioni non sono state glaciali ma sono state relazioni tra persone serie che parlano di politica”, ha aggiunto.

Fininvest: nel 2025 utile a balza a 429 mln, dividendo sale a 150 mln

Milano, 25 giu. (askanews) – Fininvest ha chiuso l’esercizio 2025 con un risultato netto di pertinenza del gruppo pari a 429,3 milioni, in netto miglioramento rispetto ai 263,5 milioni del 2024. Il risultato netto della capogruppo è pari a 262,3 milioni (2,7 mln nel 2024, esercizio influenzato da componenti straordinarie, tra cui la svalutazione dell’AC Monza). Lo comunica una nota della holding della famiglia Berlusconi. Secondo quanto si apprende, il dividendo da distribuire agli azionisti, cioè ai figli del fondatore Silvio Berlusconi, quest’anno sarà di 150 milioni, in aumento dai 100 milioni dello scorso anno.

“Gli eccellenti risultati del 2025 confermano la solidità economica e finanziaria del gruppo Fininvest, che continua a investire e a rinnovarsi, restando fedele a quella che è da sempre la sua visione – ha sottolineato Marina Berlusconi, presidente di Fininvest -. La stessa che ha ispirato nostro padre, Silvio Berlusconi: guidare le aziende con una logica e con obiettivi imprenditoriali, ricorrendo alla finanza come strumento, non come fine in sé. Proprio questa visione, nel 2025, ci ha consentito di raggiungere una tappa storica del nostro percorso. Con il rafforzamento di Mfe e l’acquisizione del controllo di ProSieben – ha sottolineato -, mio fratello Pier Silvio e la sua squadra hanno esteso il nostro modello crossmediale ai mercati di lingua tedesca, tra i più rilevanti in termini di investimenti pubblicitari e contenuti. Ed è motivo di profonda soddisfazione che proprio dall’Italia sia cominciata questa nuova e grande avventura, che segna la nascita di una realtà unica in Europa: un broadcaster di dimensioni continentali, presente, oltre che in Italia, anche in Spagna, Germania, Austria, Svizzera e Portogallo. Del resto – ha proseguito Marina Berlusconi -, se vogliamo che l’Europa possa avere il ruolo da protagonista che meriterebbe, occorre anche creare le condizioni perché nascano gruppi imprenditoriali in grado di competere con i giganti globali, che dispongono di risorse e posizioni dominanti senza precedenti. Non è solo una questione economica, è soprattutto una questione di sovranità: significa dare all’Europa la possibilità di competere e far sentire la propria voce negli equilibri internazionali”.

tornando al bilancio 2025, i ricavi consolidati di Fininvest si sono attestati a oltre 5,03 miliardi, in crescita del 26,3%, grazie all’ampliamento del perimetro a seguito dell’operazione ProSieben. A perimetro omogeneo, escludendo gli effetti del consolidamento del gruppo tedesco e del consolidamento dell’AC Monza limitatamente a nove mesi del 2025, i ricavi evidenzierebbero una lieve flessione del 2,7%.

La posizione finanziaria netta del gruppo al 31 dicembre 2025 evidenzia un indebitamento pari a 658,1 milioni, ante applicazione dell’IFRS 16 e al netto dell’operazione ProSieben. Includendo PS71, l’indebitamento ante Ifrs 16 ammonta a 2,704 miliardi (921,9 mln al 31 dicembre 2024) e post Ifrs 16 a 2,99 miliardi (1,107 mld nell’esercizio precedente).

Tumore del polmone ALK, Lorlatinib conferma benefici dopo 7 anni

Milano, 25 giu. (askanews) – A sette anni dall’avvio dello studio CROWN, arrivano nuove conferme sull’efficacia di Lorlatinib nel trattamento del tumore del polmone non a piccole cellule ALK-positivo avanzato. I dati del trial internazionale di fase 3 mostrano la sopravvivenza libera da progressione più lunga mai documentata in questa patologia. La PFS mediana non è stata ancora raggiunta e oltre la metà dei pazienti è ancora libera da progressione di malattia dopo sette anni. Un risultato che si accompagna a una significativa riduzione del rischio di progressione intracranica.

“Lo studio Crown è veramente formidabile, perché i risultati rappresentano qualcosa che non ha precedenti nella storia del tumore al polmone, mostrando per la prima volta come, a sette anni di distanza, oltre la metà dei pazienti non ha un’evoluzione della propria malattia e non ha la possibilità di sviluppare metastasi encefaliche, che notoriamente impattano negativamente sulla qualità di vita del paziente. È un’importantissima opportunità che viene offerta oggi ai nostri pazienti” ha dichiarato il Dottor Federico Cappuzzo, Direttore dell’Oncologia Medica 2 dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS Regina Elena di Roma.

In Italia il tumore del polmone resta una delle neoplasie più diffuse e, tra i casi di carcinoma non a piccole cellule, una quota presenta l’alterazione del gene ALK, spesso in persone giovani e non fumatrici.

“Lo studio Crown vedeva l’arruolamento di più di 200 pazienti affetti da tumore polmonare, non a piccole cellule, in stadio avanzato e con riarrangiamento di ALK. Questo cosa significa? Per trovare applicazione dei bellissimi risultati presentati da questo studio, che sono i primi in termini di applicazione della medicina di precisione sul tumore del polmone, bisogna andare a identificare il riarrangiamento di ALK con una profilazione molecolare” ha aggiunto la Professoressa Silvia Novello, Dipartimento di Oncologia Medica AOU San Luigi Orbassano.

I nuovi dati rafforzano il ruolo delle terapie target e aprono prospettive sempre più concrete di controllo prolungato della malattia.

“Oggi parliamo dello studio Crown con dati senza precedenti nei pazienti con tumore del polmone ALK positivo. Ha una lunga storia il primo ALK inibitore, il crizotinib, ben sviluppato da Pfizer. La nostra ricerca e sviluppo ha continuato a portare avanti la ricerca per poter, in qualche modo, superare anche quelli che possono essere meccanismi di resistenza. Sappiamo che una sfida importante in oncologia è migliorare anche il superamento della barriera metrincefalica” ha concluso la Dottoressa Barbara Capaccetti, Direttore Medico di Pfizer in Italia.

Lo studio CROWN conferma inoltre il valore della medicina di precisione e dell’innovazione nella ricerca oncologica, evidenziando come l’identificazione di specifici bersagli terapeutici possa cambiare in modo significativo la storia naturale della malattia e le prospettive di vita dei pazienti.

Federmanager, Amato: candidare Roma per sede Stati generali industria

Milano, 25 giu. (askanews) – Istituire un Board Strategico permanente per coordinare le filiere industriali e il turismo dei grandi eventi, e attivare un Piano di Consolidamento per supportare l’aggregazione e la managerializzazione del tessuto delle PMI laziali. Queste le proposte annunciate dal presidente Antonio Amato durante l’Assemblea Annuale di Federmanager Roma che si è svolta a Roma.

Nel suo intervento il Presidente ha posto l’accento sulla necessità di un cambio di passo immediato. “La trasformazione che stiamo attraversando non è una fase congiunturale destinata a riassorbirsi: è un cambiamento strutturale del modello industriale – ha spiegato Amato – in questo scenario di ridefinizione profonda, Roma e il Lazio non sono comprimari, ma attori protagonisti. Il Lazio corre più veloce. E questa velocità non è casuale – è il frutto di scelte coraggiose, investimenti e, soprattutto, di competenze”.

Per rispondere a questa trasformazione, Amato ha presentato le richieste dell’Associazione. “Chiediamo che Roma venga candidata a sede degli Stati Generali dei principali pilastri industriali nazionali – energia, farmaceutica, costruzioni, ICT – con una cadenza stabile nel tempo. Non un evento celebrativo, ma un luogo permanente di indirizzo e decisione”.

Per rendere operativa la misura, il Presidente ha invocato “la costituzione di una Task Force mista, un Board Strategico Territoriale, un organo decisionale e di indirizzo, non un semplice tavolo di discussione”, a cui affidare anche “il coordinamento di una politica strutturata sul turismo congressuale e sui grandi eventi, che valorizzi quanto il Giubileo ci ha insegnato: che Roma è in grado di attrarre il mondo, e che questa capacità va organizzata e messa a sistema come leva di sviluppo economico permanente”.

La seconda misura cardine illustrata dal vertice riguarda la dimensione delle aziende locali. “Chiediamo un Piano di Consolidamento Industriale delle Filiere Locali, da attivare con le Organizzazioni di rappresentanza delle imprese, la Regione Lazio e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy”, ha spiegato il Presidente. “Chiediamo misure concrete per favorire l’aggregazione delle nostre PMI nei distretti chiave – farmaceutico, aerospazio, costruzioni – perché la dimensione è una condizione di sopravvivenza nella competizione globale”.

I dati presentati da Banca d’Italia durante l’assemblea certificano che nel 2025 il Lazio ha trainato l’economia nazionale crescendo del +0,6%, mentre le proiezioni SVIMEZ stimano un balzo del PIL regionale addirittura del +2%, spinto da costruzioni e manifattura avanzata. Eccellenze rappresentate dalla farmaceutica (oltre il 50% dell’export), dall’aerospazio (5 miliardi di fatturato a Roma) e dall’ICT (14.000 imprese).

Il Presidente ha poi invitato a non cullarsi, ponendo l’accento su capitale umano, flessibilità e welfare aziendale: “Senza questi strumenti perderemo i giovani talenti. Roma non ha bisogno di vecchie scrivanie, ma di hub collaborativi: l’evoluzione dei modelli di lavoro è un fattore critico di competitività”.

Amato ha quindi concluso con un appello alla cooperazione: “La crescita si costruisce insieme. Il management è l’infrastruttura immateriale su cui poggia il Paese. Alle istituzioni chiediamo semplificazione, velocità decisionale e il pieno coinvolgimento delle migliori competenze nelle scelte strategiche”.

All’evento è intervenuto il Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha valorizzato la centralità del ruolo manageriale nel piano di rilancio cittadino: “il valore di voi manager è decisivo, siete un interlocutore importantissimo. Del resto, anche il sindaco è un po’ manager e i cittadini sono gli azionisti. In questi anni sono stati investiti nella Capitale 14 miliardi di euro tra risorse del Giubileo, PNRR, partnership pubblico-privato e fondi comunali. Dobbiamo dare continuità a questi investimenti e rafforzare l’infrastrutturazione di tutta la città per fare di Roma la vera locomotiva del Paese”.

La Vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, si è espressa favorevolmente sulla proposta di candidare Roma a sede degli Stati Generali dell’Industria: “accettiamo questa sfida”, ha dichiarato. Angelilli ha poi delineato i nodi centrali su cui concentrare l’azione: “Una delle sfide principali riguarda chiaramente gli investimenti. Ma non basta: occorre puntare con decisione sulla semplificazione, perché è necessario ridurre la burocrazia per poter correre, e sull’innovazione a 360 gradi, fondamentale per non perdere competitività. Infine, un pilastro strategico è rappresentato dalle competenze e dalla formazione, asset che voi, con i vostri 10.300 manager nel Lazio, avete da sempre nel DNA”.

Libano, Meloni: con Francia lanciamo coalizione di sostegno

Roma, 25 giu. (askanews) – “Siamo attenti sulla situazione del Libano” dove “Italia e Francia possono fare la differenza” e entrambi i Paesi ritengono necessario “garantire una presenza internazionale” al termine della missione Unifil e “insieme abbiamo deciso di lanciare una coalizione per il sostegno del Libano” post Unifil, anche “immaginando presto una conferenza internazionale”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in conferenza stampa ad Antibes, dove si svolge il vertice Italia-Francia.

Tour Mondiale, la Nave Amerigo Vespucci arrivata a Baltimora

Roma, 25 giu. (askanews) – Nave Amerigo Vespucci, partita lo scorso 9 maggio da Genova, ha attraversato l’oceano Atlantico e ha raggiunto la costa orientale degli Stati Uniti per il nuovo capitolo del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026 con cui continua a portare nel mondo la bellezza, l’identità, il dialogo tra i popoli e la cultura dell’Italia e degli italiani.

Annunciato a settembre 2025 dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, in occasione della conferenza stampa di chiusura del Tour Mondiale Vespucci 2023-2025, il “Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026”, un’iniziativa del Ministero della Difesa e della Marina Militare prodotta da Difesa Servizi S.p.A. (la società in house del Ministero della Difesa che valorizza in chiave duale gli asset del Dicastero), si inserisce nelle celebrazioni per il 250° anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti. Il progetto è sviluppato in collaborazione con: il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero della Cultura, il Ministro per lo Sport e i Giovani e il Ministro per le Disabilità.

La Marina statunitense, infatti, nel 2021 ha invitato la Marina Militare a prendere parte alla SAIL250, il raduno globale di grandi velieri e navi militari che, con tappe a Baltimora (SAIL250 Maryland), New York (Sail4th 250) e Boston (Sail Boston), riunisce le più importanti unità navali del mondo. A New York, il 4 luglio, Nave Amerigo Vespucci prenderà parte all’evento più importante delle celebrazioni, la International Naval Review 250 che porterà i più bei velieri del mondo a risalire il fiume Hudson dal Ponte di Verrazzano, passando davanti alla statua della Libertà, fino al George Washington Bridge.

L’arrivo a Baltimora Nave Amerigo Vespucci ha raggiunto oggi il porto di Baltimora, la città più grande e popolosa del Maryland. Dopo 47 giorni di navigazione dalla partenza da Genova, Nave Vespucci ha conseguito nuovi primati: con l’ultima traversata dell’Atlantico ha superato il record delle 2.899 miglia percorse con navigazione a vela, battendo il record della campagna addestrativa del 1992.

Il Capitano di Vascello Nicasio Falica – Comandante di Nave Amerigo Vespucci – ha scelto con l’equipaggio di percorrere 500 miglia nautiche in più a caccia dei venti alisei, allungando quindi la rotta rispetto all’attraversamento diretto, e riuscendo così a navigare 12 giorni consecutivamente solo a vela. Nave Vespucci – con l’arrivo a Baltimora – ha inoltre raggiunto le 3.661 miglia nautiche, stabilendo il nuovo primato come rotta più lunga percorsa dalla nave dal 1952.

A Baltimora Nave Amerigo Vespucci è ormeggiata presso il waterfront di Tide Point, nell’area di Locust Point, insieme alle altre imbarcazioni che prenderanno parte alla parata SAIL250 Maryland dal 25 giugno al 1° luglio accompagnata dal ritorno della celebre pattuglia acrobatica della Marina americana i “Blue Angels”, presso l’aeroporto Martin State (evento aperto al pubblico). Domenica 28 giugno alle ore 19 in banchina sottobordo si terrà il concerto “From Vespucci to America: A Musical Journey” della pianista italiana di fama internazionale Cristiana Pegoraro in omaggio alle celebrazioni di America250. L’evento è organizzato dal Consolato Generale d’Italia a Filadelfia a conclusione di un ciclo di conferenze sul contributo italiano alla Dichiarazione d’indipendenza americana e al successivo processo costituente degli Stati Uniti.

Sempre a Baltimora Nave Vespucci imbarcherà allievi della Prima Classe dell’Accademia Navale di Livorno, per la consueta campagna addestrativa, che si concluderà in Italia con lo sbarco a Taranto. A bordo, gli allievi vivranno il “battesimo del mare” e si prepareranno per diventare Ufficiali della Marina Militare secondo le tradizioni secolari della marineria italiana, alternando attività veliche e addestramento tecnico ad attività di Naval Diplomacy, all’interno del programma ufficiale delle celebrazioni per il 250° anniversario dell’Indipendenza degli Stati Uniti.

Il 1° luglio Nave Vespucci lascerà Baltimora per New York City, la seconda e più importante tappa del Tour Mondiale Amerigo Vespucci – Campagna in Nord America 2026, dove il 4 luglio, giorno in cui ricorre l’anniversario dell’indipendenza americana, prenderà parte alla Sail4th250 l’evento più grande, organizzato nel porto di New York, che vedrà sfilare oltre 50 tall ships e più di quaranta unità navali in una delle più spettacolari parate marittime in tempo di pace (International Naval Review 250).

Nave Amerigo Vespucci è molto attesa sia dalla grande comunità italo-americana che abita New York e non solo sia dagli stessi americani proprio per il rapporto che storicamente lega il Vespucci – e l’Italia – agli Stati Uniti: la Nave Scuola della Marina Militare porta il nome di Amerigo Vespucci, il celebre navigatore ed esploratore fiorentino che per primo intuì che le terre scoperte da Cristoforo Colombo facevano parte di un Nuovo Mondo, continente che in suo onore fu chiamato America. È poi diventato celebre l’incontro in mare tra Nave Vespucci e l’unità portaerei statunitense USS Independence nel 1962 in Mar Mediterraneo; il veliero ricevette il messaggio in lampi di luce: “Chi siete?”, a cui rispose “Nave scuola Amerigo Vespucci, Marina Militare italiana”, ottenendo in cambio: “Siete la nave più bella del mondo”. Sessant’anni dopo, nel 2022, incrociando al largo la portaerei americana USS George H. W. Bush, il saluto via radio confermò quella fama: “Siete ancora, dopo 60 anni, la nave più bella del mondo”.

A New York al termine della parata Nave Vespucci sarà ormeggiata al Pier 86 dove si trova l’Intrepid Sea, Air & Space Museum e sarà aperta al pubblico per le visite a bordo. Per visitare Nave Amerigo Vespucci a Baltimora, New York e Boston non sono richieste prenotazioni, conformemente alle regole organizzative di Sail250, basterà presentarsi direttamente sul posto. L’accesso sarà consentito in base alla capacità massima della Nave e secondo le modalità organizzative previste per ciascun porto. Tutte le informazioni per le visite sono disponibili sul sito www.tourvespucci.it e sul siti ufficiali di Sail250Maryland, Sail4th240 e SailBoston.

Dopo le celebrazioni newyorkesi Nave Vespucci farà rotta verso Boston dove dall’11 al 16 luglio prenderà parte alla Sail Boston e poi proseguirà per il Canada dove sarà protagonista del Rendez?vous naval de Québec, prestigioso raduno internazionale di navi ospitato dal porto di Québec City dal 23 al 26 luglio 2026 e a seguire dal 29 luglio al 3 agosto, prima di una nuova attraversata oceanica, farà tappa a Montreal.

Al suo rientro in Italia Nave Amerigo Vespucci farà sosta a Cagliari, a Taranto, a Venezia in occasione della XV edizione del Trans-Regional Seapower Symposium (T-RSS). L’ultima tappa sarà a Trieste, in occasione della Barcolana, la regata velica più partecipata del mondo con oltre 2000 imbarcazioni che si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste (la 58ª edizione si svolgerà domenica 11 ottobre 2026) e dell’arrivo del Marina Militare Nastro Rosa Veloce, la regata più lunga del Mediterraneo, per la prima volta a Trieste.

Poste Italiane, superate le 3.200 colonnine di ricarica

Roma, 25 giu. (askanews) – Poste Italiane continua il suo percorso “green” verso una maggiore sostenibilità per i cittadini. Sono state infatti installate sul territorio nazionale oltre 3.200 colonnine di ricarica per auto elettriche in più di 2.100 Comuni sparsi in tutta Italia. Un’iniziativa che si inserisce nell’ambito del Progetto Polis, che ha l’obiettivo di favorire la coesione economica, sociale e territoriale del Paese e il superamento del digital divide nei piccoli centri. Tra le ultime azioni concrete di Poste Italiane in favore dell’ambiente, l’inserimento nella propria flotta delle cargo e-bike, mezzi a tre ruote elettrici a pedalata assistita. Il servizio del TG Poste.

Startup, Cdp Vc e Bpifrance siglano intesa per coinvestire nel deeptech

Milano, 25 giu. (askanews) – Bpifrance e CDP Venture Capital hanno firmato un protocollo d’intesa (MoU) per stabilire una partnership strategica che possa stimolare gli investimenti transfrontalieri e l’innovazione nei settori chiave del deeptech. La firma è stata posta margine del Forum economico Francia-Italia, da Pascal Lagarde, Direttore Esecutivo di Bpifrance, ed Emanuele Levi, Amministratore Delegato di CDP Venture Capital.

L’intesa prevede che i partner collaborino per coinvestire in imprese innovative (in fase seed e serie A), in particolare nei settori dell’intelligenza artificiale, della sicurezza informatica, della sanità, dei semiconduttori e dell’elettronica avanzata, dei sensori e della fotonica, nonché dei materiali avanzati. Previsti anche investimenti in fondi di venture capital italiani e francesi, con l’obiettivo di sviluppare e internazionalizzare l’ecosistema italiano e di rafforzare quello francese.

“Questa partnership con CDP Venture Capital riflette il nostro impegno comune a favore dell’innovazione e della crescita economica”, Pascal Lagarde, Direttore Esecutivo di Bpifrance. “Unendo le nostre forze, non solo favoriremo l’emergere di leader europei nel settore del deeptech, ma creeremo anche un ecosistema francoitaliano più integrato e solido, che fungerà da catalizzatore per la leadership tecnologica europea”.

Emanuele Levi, Amministratore Delegato di CDP Venture Capital, ha definito il protocollo d’intesa con Bpifrance “un passo concreto verso una cooperazione più strutturata tra Italia e Francia nel venture capital. La forza industriale dei nostri Paesi può diventare un formidabile acceleratore delle nostre iniziative deeptech strategiche e per la crescita di campioni transnazionali. Siamo convinti che questo accordo contribuirà a generare valore di lungo periodo per i nostri Paesi, accelerando l’abilitazione di nuove frontiere dell’innovazione e rafforzando la sovranità tecnologica europea”.

Mattarella celebra 80 anni Costituente: la Repubblica è di tutti

Roma, 25 giu. (askanews) – “La Repubblica è di tutti. Un principio elementare che si è, via via, affermato nel comune sentire dei cittadini”. Questa la lezione che secondo Sergio Mattarella ci consegna il lavoro dell’assemblea costituente e che si è misurato negli anni “nella salute delle istituzioni repubblicane”.

Spetta al Presidente della Repubblica tenere il discorso per la solenne cerimonia degli 80 anni della Costituente a Montecitorio. Presenti tutte le istituzioni, dai presidenti delle Camere, Fontana e La Russa, al presidente del consiglio, Giorgia Meloni, al presidente della Corte Costituzionale, Amoroso. L’evento è stato preparato con cura da giorni dal cerimoniale della Presidenza della Camera insieme a quello del Quirinale. L’Aula è allestita con gli stendardi tricolori come per il giuramento del capo dello Stato. Presenti tutti i parlamentari e anche molti ex presidenti delle camere ed ex parlamentari. Spicca l’assenza dei parlamentari cosiddetti “vannacciani” di Futuro Nazionale.

Il primo a prendere la parola è il presidente della Camera per sottolineare che la Costituzione non è solo di una parte ma dell’intera comunità nazionale. La seconda carica dello Stato rileva come la Carta sia ancora il “faro che guida la Nazione”.

Il discorso di Mattarella parte da lontano, dai momenti che portarono alla formazione di quell’assemblea che scrisse la Costituzione: “Non fu agevole la strada che portò al referendum e alla elezione della Assemblea Costituente il 2 giugno del 1946 – ricorda -. Fu un prezzo alto quello che consentì agli italiani di conquistare il diritto di dettare le regole della propria convivenza civile dopo la dittatura e la guerra”. Quel prezzo lo pagarono “i partigiani, le popolazioni sottoposte alle vessazioni naziste e della Repubblica di Salò, i militari lasciati allo sbaraglio, gli internati, gli italiani di origine ebraica avviati ai campi di sterminio”. Il fascismo aveva messo a rischio l’unità del paese ma c’era una classe dirigente non compromessa con quei crimini che prese le redini del percorso costituente.

E fu solo grazie al governo provvisorio della resistenza che non scoppiò come in altri paesi europei una guerra civile ma fu possibile “una rivoluzione pacifica dalla monarchia alla repubblica”. “Concordia e unità, questo il programma della nuova Italia repubblicana, riassunto dal Presidente della ricostruzione (Alcide De Gasperi, primo capo dello Stato, ndr), con un atto di fede nella virtù della democrazia”.

L’Aula ascolta in silenzio il racconto del capo dello Stato ma in un momento in particolare i parlamentari si alzano per tributare un applauso ai martiri del fascismo: Matteotti, Amendola, don Minzoni, Gramsci, Carlo e Nello Rosselli.

“La Costituzione ha assicurato nei trascorsi decenni stabilità alle istituzioni democratiche, alla collocazione internazionale dell’Italia e promosso il progresso del Paese”, ribadisce il capo dello Stato. Un lavoro che si sviluppò dopo un lungo dibattito tra costituzionalisti e che portò alla scelta di “una Costituzione ‘personalista’, con il primato della persona rispetto allo Stato” con la caratteristica “di voler essere anche una carta di valori, di avviare un processo per la loro attuazione”.

Altro aspetto messo in evidenza da Mattarella è “il metodo consensuale che ha caratterizzato, sin dalla Costituzione, la vita della Repubblica nelle occasioni più rilevanti è apparso prezioso. All’epoca, la frattura avvenuta in occasione del referendum istituzionale era ancora viva nella società italiana. Preoccupazione dei partiti fu, dunque, sollecitare il massimo di consenso nei confronti del testo che sarebbe stato posto definitivamente in votazione il 22 dicembre 1947, registrando 453 voti a favore e 62 contrari”.

Nella rievocazione di quegli anni però Mattarella ci tiene a ricordare anche un’altra sfida decisiva che fu affrontata nel modo più lungimirante dai padri costituenti e dai fondatori della Repubblica italiana, quella del trattato di pace di Parigi: “A scrutinio segreto, con 262 voti a favore, 80 astenuti (da sinistra) e 68 contrari (da destra), l’Assemblea Costituente ratificava il trattato. Si chiudeva una fase della storia. Toccava a una classe dirigente perseguitata dalla dittatura, e che non era stata certamente all’origine della guerra, gestirne l’ingrata eredità”, ricorda. E il risultato di quella scelta coraggiosa di De Gasperi fu che “la Repubblica si apprestava a giocare un ruolo significativo nella costruzione della unità del continente europeo e nell’architettura di sicurezza delle democrazie. Seppe, con le scelte di politica estera, superare l’emarginazione dalla comunità internazionale in cui l’Italia si era collocata con le scelte di guerra”.

Mattarella affida la conclusione del suo discorso alle parole del Presidente Saragat che aprendo i lavori della costituente “aveva esortato: ‘fate che il volto della Repubblica sia un volto umano’. Il volto e l’anima che abbiamo avuto consegnato, e che i cittadini sentono propri, è quello della Costituzione. Frutto di una assemblea di donne e uomini liberi”.

Fs, Salvini: con Donnarumma scelta condivisa, nuovo AD tecnico

Roma, 25 giu. (askanews) – “Ho incontrato l’amministratore delegato Donnarumma, abbiamo trovato una comune condivisione nel fatto che ultimata la fase Pnrr, che era quella più importante, più delicata, più complicata con tutti i cantieri che si andranno a chiudere entro quest’estate, si passerà alla fase due con un passaggio di consegne e con una scelta interna, quindi che riguarda un ferroviere per gestire 90mila straordinari dipendenti di un’azienda eccellente”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, parlando degli sviluppi in Ferrovie dello Stato durante una visita al Vespa Village. “Di comune accordo abbiamo fatto questa scelta – ha affermato – ringrazio chi ha lavorato in questi anni, perché se oggi ci sono 1.300 cantieri aperti, 270 km di alta velocità in lavorazione e il servizio più efficiente d’Europa è grazie a chi ci ha lavorato, anche all’amministratore delegato”.

Salvini ha poi dichiarato che il nuovo amministratore delegato di FS sarà una figura tecnica: “Assolutamente sì”. Ha inoltre tenuto a sottolineare che quelle di Donnarumma “non sono dimissioni, ma un avvicendamento concordato, condiviso, scelto di comune accordo. Si apre un’altra stagione e alla fine del mandato lascerò una rete ferroviaria più moderna, più puntuale, più sicura. Già oggi è quella più avanzata d’Europa, ci tengo a dire che nonostante il caldo torrido altri Paesi europei hanno i treni fermi in questi giorni. Noi abbiamo qualche rallentamento, ma ogni giorno viaggiano 10.000 treni e quasi mezzo milione di passeggeri. Quindi ringrazio i lavoratori delle ferrovie perché, al di là della polemica politica, fanno un lavoro enorme, anche in condizioni complicate”.

Salumi e nutrizione: IVSI lancia la campagna informativa

Milano, 25 giu. (askanews) – IVSI – Istituto Valorizzazione Salumi Italiani, con il supporto di ASSICA, ha avviato la campagna informativa “Buoni a Sapersi”, dedicata al rapporto tra salumi, alimentazione e corretta informazione scientifica. Al centro dell’iniziativa c’è l’Osservatorio di IVSI, uno strumento pensato per monitorare nel tempo le percezioni dei consumatori e le conversazioni online sul tema. L’obiettivo è restituire una lettura più ordinata del dibattito su alimentazione e salute, che spesso risulta frammentato e influenzato da semplificazioni o informazioni parziali.

L’intervista a Monica Malavasi, Direttrice Istituto Valorizzazione Salumi Italiani: “Buoni a Sapersi è una campagna informativa divulgativa che pone al centro l’Osservatorio IVSI. Inoltre abbiamo previsto un sito dedicato che raccoglie informazioni, approfondimenti e contributi scientifici, proprio per dare il nostro contributo all’informazione che c’è in rete e favorire un consumo consapevole dei salumi.”

Il progetto si inserisce in un’attività più ampia di analisi e divulgazione, finalizzata a raccogliere i principali dubbi dei consumatori e a fornire elementi utili per interpretare in modo più consapevole le informazioni nutrizionali legate ai salumi e al loro consumo all’interno di una dieta equilibrata.

Le parole di Elisabetta Bernardi, specialista in Scienza dell’Alimentazione, biologa e nutrizionista: “Credo che il punto fondamentale sia evitare gli errori di comunicazione. Le evidenze ci dicono che un consumo elevato ed abituale di carni lavorate può essere associato a un aumento del rischio di tumore del colon retto, ma in nutrizione il rischio non dipende mai da un singolo alimento isolato, ma dal contesto complessivo, quindi conta la quantità, la frequenza di consumo, lo stile di vita, l’attività fisica, ma anche l’equilibrio energetico della dieta, quindi il consumo di frutta, verdura, legumi, cereali integrali”.

Il progetto si estende anche al rapporto tra filiera e comunicazione, con particolare attenzione al modo in cui il settore si confronta con la percezione dei consumatori. La campagna è accompagnata anche da un sito dedicato, che raccoglie contenuti informativi, approfondimenti e materiali di divulgazione sui temi della nutrizione e della comunicazione alimentare.

“(S)he works I care”, sicurezza stradale con Milano Serravalle

Dorno, 25 giu. (Askanews) – Milano Serravalle – Milano Tangenziali aderisce alla campagna europea “(S)he Works I Care”, promossa da ASECAP – l’associazione europea dei concessionari autostradali – e sostenuta in Italia da AISCAT (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori). L’obiettivo è sensibilizzare gli utenti della strada sull’importanza di adottare comportamenti prudenti e responsabili per la tutela degli operatori che ogni giorno lavorano lungo la rete autostradale.

“Abbiamo deciso di aderire alla campagna della sicurezza (S)he Works I Care perché ne condividiamo perfettamente e concretamente il messaggio. Dietro ogni intervento di assistenza, dietro ogni cantiere e dietro ogni intervento di manutenzione ci sono persone che ogni giorno lavorano sulla rete autostradale per garantire la sicurezza e la mobilità di tutti” ha dichiarato Roberta Loiacono, Direttore Comunicazione, Marketing e Relazioni Esterne di Milano Serravalle – Milano Tangenziali.

Marco Colloredo, Direttore Operations, Esercizio, Innovazione e Strategia di Milano Serravalle – Milano Tangenziali, ha poi evidenziato le azioni utili per ridurre il rischio di incidenti: “Le azioni sono l’insieme di altre azioni, in particolare la gestione corretta delle infrastrutture. Quindi gli investimenti sull’infrastruttura, sulle manutenzioni e un approccio predittivo alle manutenzioni, nonché lo sviluppo di tutti i sistemi di gestione del traffico intelligenti, per poter ridurre l’incidentalità e migliorare il traffico”.

Presso lo spazio climatizzato nell’area di servizio di Dorno Ovest sulla Autostrada A7 in direzione Genova, si può partecipare ad attività ludico-informative di sensibilizzazione dedicate alla sicurezza stradale.

Sempre Colloredo ha spiegato quali comportamenti degli automobilisti possono fare la differenza per la sicurezza degli operatori che lavorano: “Operare su un’autostrada è estremamente complesso. C’è un rischio molto alto per i nostri operatori, sia per quelli di manutenzione che per quelli di viabilità. Quello che chiediamo è che ci sia una responsabilizzazione da parte di tutti gli utenti sul rispetto del codice della strada, in particolare sul controllare la segnaletica, i PMV, la segnaletica di cantiere e rallentare seguendo le indicazioni che vengono date dall’autostrada”.

Presente anche Ragazzi On The Road APS, associazione non profit che si occupa di educazione alla legalità e alla sicurezza stradale rivolta ai giovani.

Alessandro Invernici, fondatore e vicepresidente di Ragazzi On The Road, ci ha indicato i comportamenti più a rischio e gli errori che incontrano più spesso.

“Noi crediamo che più si riesce a responsabilizzare i giovani e più si può offrire loro esperienze vere, concrete e senza filtri come amiamo ripetere. Con l’esperienza di On The Road possiamo certamente avvicinarli a quello che è il rischio da evitare”.

Presso l’hub organizzato, fino a sabato 27 giugno i viaggiatori possono prendere parte a quiz e giochi interattivi, ricevere informazioni e consigli utili sui

comportamenti corretti e virtuosi da adottare in tema di sicurezza stradale non solo per rispettare chi guida, ma anche chi lavora.

All’aeroporto Fiumicino salta servizio ferroviario: le code per i taxi

Roma, 25 giu. (askanews) – Code impressionanti di viaggiatori in attesa di prendere taxi all’aeroporto di Roma-Fiumicino. Chi è sbarcato in queste ore nello scalo romano si è ritrovato senza servizio ferroviario disponibile a causa di un “guasto” sulla tratta che da Fiumicino porta alla stazione Termini e viceversa, con cancellazioni e forti ritardi.

I disagi sono iniziati alle 7.30, quando – secondo Trenitalia – sono stati segnalati rallentamenti tra Roma Ostiense e Roma Tuscolana “per verifiche tecniche alla linea elettrica dopo il passaggio di un treno”. Sono state attivate corse sostitutive con i bus.