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Euro digitale, Cipollone: modernizza moneta e infrastrutture pubbliche

Roma, 6 ott. (askanews) – Nell’area euro “stiamo modernizzando la moneta pubblica e le infrastrutture pubbliche in modo che l’innovazione privata possa sbocciare su fondamenta stabili e integrate. L’Euro digitale darebbe alle banche accesso a standard comuni e a una rete paneuropea. Le aiuterebbe a mantenere le relazioni, sviluppare servizi a valore aggiunto e a competere in maniera più più efficiente tra frontiere. E incorporerebbe tutele sostenute da un’analisi dettagliata, proteggendo l’intermediazione bancaria e la stabilità finanziaria”. Lo ha sostenuto Paolo Cipollone, componente del comitato esecutivo della Bce, nel suo intervento iniziale a un webcast organizzato da Market News International.

“Quando si parla di finanza digitale, siamo all’avanguardia. Pontes sta già assicurando accesso a moneta della banca centrale per transazioni tokenizzate. Appia guarda già a un sistema in cui la tokenizzazione della moneta di Banca centrale, i depositi tokenizzati e altri asset regolati possono coesistere e interagire tra istituzioni e reti senza impedimenti”, ha proseguito.

“Assieme, queste iniziative servono un obiettivo: un sistema finanziario europeo che sia innovativo, integrato, resiliente e competitivo a livello internazionale. Lo costruiremo assieme. La storia della moneta è una storia di continui adattamenti. Il nostro compito è preservare quello che rende la moneta affidabile mentre la tecnologia evolve, questo – ha concluso Cipollone – è il ruolo delle banche centrali nell’era digitale”. (fonte immagine: ECB 2026).

Mercato auto: crescita e lusso spingono la mobilità del futuro

Milano, 6 ott. (askanews) – Il mercato automobilistico italiano sta vivendo una fase di profonda trasformazione e tra i protagonisti assoluti di questo cambiamento spicca senza dubbio BYD.

Il colosso globale della mobilità sostenibile continua a consolidare la propria presenza nel nostro Paese, registrando performance di rilievo.

Tracciando il bilancio di questi primi nove mesi del 2026, Alessandro Grosso, Country Manager Italy BYD & DENZA, Regional Director Italy and Poland BYD & DENZA, evidenzia come la straordinaria crescita del brand sia sostenuta da strategie mirate e da campagne commerciali dinamiche, studiate per avvicinare sempre più automobilisti italiani alla mobilità avanzata: “Settembre ha confermato una crescita strutturale del brand in Italia, con una quota del 3,7% e un incremento di quasi due punti percentuali rispetto allo scorso anno. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alle nostre campagne audaci e posizionanti. Tra queste, la campagna “Decreto” supporta concretamente il rinnovo del parco circolante, contribuendo a costruire un futuro migliore e coerente con il nostro obiettivo strategico: favorire l’abbassamento di un grado della temperatura terrestre”.

Al centro di questa espansione c’è una continua evoluzione dell’offerta di prodotto, pensata per rispondere in modo puntuale alle esigenze del mercato europeo. Un esempio emblematico è rappresentato dalla nuova Dolphin G-DMi.

“Entriamo nel mercato con un prodotto tecnologico di livello superiore: EURONCAP, dotato di guida autonoma di secondo livello e dei principali sistemi ADAS già di serie. Lo facciamo valorizzando la nostra tecnologia super ibrida Dual Mode Intelligence, che già a settembre ha registrato un ottimo riscontro, con oltre 600 ordini raccolti tra i clienti privati” ha aggiunto Grosso.

Il futuro immediato riserva inoltre grandi novità per il mercato italiano, a partire dal consolidamento di DENZA, il brand di lusso del gruppo.

“Il progetto è in piena fase esecutiva: in Italia avremo 12 concessionari, di cui due già operativi, e abbiamo appena installato la prima stasione di flash charging, che rappresenterà uno dei tratti distintivi del brand Denza. L’offerta si articolerà su tre anime principali: i MPV, concepiti come shuttle di lusso, la gamma SUV, sia ad altissime prestazioni off-road sia orientata all’eleganza, e le supercar, guidate dalla Z9 GT, vero e proprio manifesto tecnologico del nostro marchio” ha concluso Grosso.

L’ascesa di BYD in Italia, dunque, non è più una semplice promessa, ma una realtà industriale e commerciale strutturata. L’azienda si conferma un pilastro fondamentale nella transizione ecologica e tecnologica della mobilità italiana.

Fuori "Viva la vita" di Ornella Vanoni con Gabbani

Milano, 6 ott. (askanews) – È “Viva la vita” la prima delle due registrazioni inedite di VIVERE il mio concerto più bello!, il nuovo album di Ornella Vanoni in uscita il 13 novembre per BMG. Il singolo è disponibile da oggi su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica da venerdì 9 ottobre.

La storia di “Viva la vita” è legata fin dall’inizio a Ornella Vanoni. Subito dopo aver scritto il brano, Francesco Gabbani aveva voluto farlo ascoltare a Ornella, chiedendole cosa ne pensasse e condividendo con lei l’idea di presentarlo al Festival di Sanremo. Ornella ne rimase colpita e fu proprio lei a incoraggiarlo a portarlo sul palco dell’Ariston, dove Francesco lo presentò in gara nel 2025.

“Viva la vita” è un brano che nasce dall’esigenza di andare all’essenza dell’esistenza, liberandosi dalle sovrastrutture, per riscoprire la consapevolezza di essere vivi e la gratitudine per la vita stessa. Un modo di guardare alla vita che apparteneva profondamente anche a Ornella e che rappresentava uno dei punti di contatto più profondi tra lei e Francesco.

A distanza di quasi due anni, “Viva la vita” assume una nuova veste nell’interpretazione di Ornella Vanoni insieme a Francesco Gabbani. Le loro voci si ritrovano così in una canzone che porta con sé il legame artistico e umano costruito negli anni, diventato un’amicizia profonda e già tradotto in musica con “Un sorriso dentro al pianto”, brano scritto da Gabbani per Unica, l’album di Ornella Vanoni uscito nel 2021.

Questa nuova versione di “Viva la vita” è una delle ultime due registrazioni in studio di Ornella, realizzate durante le prime fasi di lavorazione del nuovo progetto discografico che l’artista stava preparando e che avrebbe dovuto vedere la luce proprio quest’anno. Un nuovo, emozionante capitolo del percorso condiviso da Ornella e Francesco, che affida ancora una volta alla musica il racconto del loro legame.

VIVERE il mio concerto più bello! racchiude 31 canzoni e vanta al suo interno due speciali inediti e 29 brani. “Viva la vita” è la prima delle due registrazioni inedite a essere svelata, all’interno di un progetto ricco di collaborazioni.

Il disco coinvolge diversi artisti: Calcutta, Colapesce, Daniele Di Bonaventura, Dimartino, Ditonellapiaga, Drusilla Foer, Elisa, Emma, Fiorella Mannoia, Francesco Gabbani, Gigi D’Alessio, Giuliano Sangiorgi, Mahmood, Malika Ayane, Mario Lavezzi, Paolo Fresu e Patty Pravo.

L’album sarà disponibile in due formati fisici, entrambi in Collector’s Edition: Box Limitato e Numerato (3 LP + 45 GIRI): contiene 3 vinili con le 29 canzoni live e un 45 giri speciale con i due brani inediti, accompagnato da un maxi booklet di 32 pagine ricco di immagini con tutti gli ospiti e una dedica speciale che ciascuno di loro ha voluto rivolgere a Ornella. Doppio CD Maxi: formato speciale con booklet di 32 pagine (con foto esclusive e dediche), contenente il CD 1 con il primo dei due inediti e 14 tracce dal vivo, e il CD 2 con il secondo inedito e altre 15 esibizioni live.

L. elettorale, maggioranza approva fiducia su articolo 1 con 226 sì

Roma, 6 ott. (askanews) – L’Aula della Camera ha approvato la fiducia posta dal governo all’articolo 1 della riforma elettorale. I deputati presente sono stati 376, 373 votanti, 3 astenuti. I voti a favore sono stati 226, i contrari 147.

“Sono così respinte tutte le proposte emendative all’articolo 1”, ha detto il Presidente della Camera Lorenzo Fontana che presiedeva la seduta. Quindi l’aula è stata sospesa e riprenderà alle 15 per il secondo voto di fiducia, quello all’articolo 2 del provvedimento.

Newsweek celebra sanità privata e pubblica in Lombardia

Roma, 6 ott. (askanews) – Dalla cardiologia all’oncologia, fino alle neuroscienze: la sanità italiana si fa spazio tra le eccellenze mondiali. Sono 42 le strutture del nostro Paese nella classifica World’s Best Specialized Hospitals 2027 di Newsweek. E la Lombardia guida la presenza italiana, con 15 ospedali selezionati.

A Milano il Carlo Besta conquista l’ottavo posto mondiale in Neurologia e l’undicesimo in Neurochirurgia. L’Istituto Europeo di Oncologia è quattordicesimo in Oncologia, il Centro Cardiologico Monzino diciassettesimo in Cardiologia. Nella stessa specialità il San Raffaele si colloca al ventiduesimo posto, mentre il Galeazzi-Sant’Ambrogio è tra i primi cinquanta al mondo in Ortopedia.

Risultati che vedono protagoniste strutture pubbliche e private accreditate: sette delle 15 strutture lombarde citate sono private.

“Questo risultato dimostra quanto fortemente Regione Lombardia abbia voluto negli ultimi decenni investire non solo nell’erogazione dei servizi sanitari, ma in tutta la filiera del life sciences. E quanto abbia voluto dare importanza agli aspetti di erogazione dei servizi, produttivi, alla qualità dei servizi e alla ricerca applicata, grazie alle collaborazioni all’interno delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate”, spiega Michele Nicchio, presidente di Aiop Lombardia. Il dato premia la gestione della sanità in Lombardia portata avanti in questi anni dall’assessore Guido Bertolaso e riporta l’attenzione sul modello lombardo: ospedali pubblici e privati accreditati che operano all’interno dello stesso Servizio Sanitario Regionale. Una collaborazione che Regione Lombardia ha alimentato negli anni attraverso regole comuni e autonomia delle strutture.

“Da più di vent’anni – ricorda Nicchio – la Regione ha deciso concretamente di applicare una vera e piena sussidiarietà tra pubblico e privato. Questo si è concretizzato nei numeri che oggi rappresenta il privato accreditato: il 50% dell’attività di specialistica ambulatoriale di tutta Regione Lombardia, il 40% dei ricoveri; su 19 IRCCS (Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico), ben 14 sono privati accreditati. Questi non sono però solo numeri, ma testimoniano anche la qualità che ci viene riconosciuta a livello internazionale, come testimonia la classifica di Newsweek sui migliori ospedali mondiali. Qualità che ovviamente ha una ricaduta, un beneficio, nei confronti dei nostri concittadini”.

Mantenere alta la qualità delle cure significa però affrontare le sfide che attendono la sanità italiana: ridurre le liste d’attesa, garantire risorse adeguate e rispondere a una domanda di assistenza che cambia.

“Pubblico e privato accreditato sono dunque due componenti del sistema sanitario regionale e devono affrontare le medesime sfide fianco a fianco. Due su tutte: quella del CUP unico regionale e quella dell’abbattimento delle liste d’attesa. Due sfide in cui il privato accreditato ha già dimostrato di dare il proprio contributo. A fronte di ciò, dopo più di 15 anni, riteniamo sia però fondamentale un aggiornamento delle tariffe per le prestazioni di ricovero e ambulatoriali, e questo per permetterci di dare il medesimo riconoscimento economico e la medesima dignità ai lavoratori del comparto privato accreditato rispetto ai lavoratori del comparto pubblico”, conclude Nicchio.

Cryptosmart lancia Easy

Roma, 6 ott. (askanews) – Cryptosmart, exchange di criptovalute italiano partecipato dalla Banca Popolare di Cortona e autorizzato come prestatore di servizi per le cripto-attività (CASP) ai sensi del Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCAR), lancia Easy, la nuova piattaforma per acquistare e vendere criptovalute in pochi passaggi guidati, pensata per chi si avvicina alle criptovalute per la prima volta. È il primo servizio rilasciato dopo l’autorizzazione MiCAR e porta in piattaforma oltre 30 nuove criptovalute, selezionate per capitalizzazione, liquidità e conformità al Regolamento, tutte scambiabili su Easy e gestibili in regime fiscale amministrato.

Semplice, anche per chi comincia. Molti italiani guardano con interesse alle criptovalute ma rinunciano per timore di non saper gestire l’operatività: un ordine impostato male, un prezzo che cambia mentre si conferma, commissioni poco chiare, wallet e chiavi da gestire. Easy è progettata proprio per loro: l’utente sceglie la criptovaluta, indica quanto vuole investire in euro e vede, prima di confermare, il prezzo garantito, le commissioni già incluse e la quantità netta che riceverà; conferma, e ha finito. Vendere segue la stessa logica. Nessun order book da interpretare, nessuna terminologia tecnica da conoscere, nessun wallet o chiave da custodire, nessuna sorpresa al momento dell’esecuzione. Tutto in un’unica schermata sull’account Cryptosmart: le proprie criptovalute con saldi e andamento, le ultime operazioni, le scorciatoie per depositare e prelevare euro e il pannello compra/vendi con i pulsanti rapidi per l’importo.

“Gli italiani non sono un popolo di evasori: è pagare le tasse sulle cripto a essere complicato”, osserva Alessandro Frizzoni, fondatore e CEO di Cryptosmart. “Quando l’intermediario se ne fa carico, come accade da sempre per i titoli, l’adozione cambia scala. Easy serve a questo: rendere l’operatività e il fisco altrettanto semplici, dentro un perimetro autorizzato e vigilato.”

Easy opera nel Regime Fiscale Amministrato che Cryptosmart integra gratuitamente (art. 6 del D.Lgs. n. 461/1997, esteso alle cripto-attività dalla Legge di Bilancio 2023): a ogni vendita l’exchange, in qualità di sostituto d’imposta, calcola l’imposta sostitutiva sulla plusvalenza (attualmente il 33%), la trattiene e la versa all’Agenzia delle Entrate, compensando le eventuali minusvalenze nei limiti di legge. Il cliente incassa un importo già al netto delle imposte e non ha alcun adempimento dichiarativo per le cripto-attività detenute sull’exchange, anche se trasferite da altre piattaforme o da wallet personali: come avviene da decenni per azioni, ETF e obbligazioni.

“La complessità delle criptovalute non è solo tecnica, è anche fiscale” conclude Alessandro Ronchi, founder e consigliere delegato di Cryptosmart. “Con Easy il cliente non deve preoccuparsi né dell’una né dell’altra: compra e vende con pochi passaggi guidati e, grazie al regime amministrato, non ha più alcun obbligo dichiarativo legato alle cripto-attività detenute sull’exchange, perché è Cryptosmart, in qualità di sostituto d’imposta, ad assumersi l’onere del calcolo, della trattenuta e del versamento delle imposte all’Erario. È il completamento naturale del percorso avviato con l’autorizzazione MiCAR: operatività, sicurezza e gestione fiscale in un’unica soluzione italiana.”

Da Caravaggio al Monte di Pietà:due mostre per 800 anni San Francesco

Roma, 6 ott. (askanews) – A ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, la sua eredità torna a interrogare il presente: come hanno inciso nel tempo i valori della predicazione francescana nell’arte e sulla vita concreta delle comunità? È da questa domanda che nasce la volontà di Fondazione Roma di celebrare la figura e l’eredità del Santo di Assisi attraverso due progetti espositivi complementari, che prenderanno vita dal 7 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 a Palazzo Sciarra Colonna, nell’ambito del programma di riapertura del Museo del Corso – Polo museale per la stagione 2026-2027. La proposta intreccia arte, spiritualità, storia ed economia e restituisce la straordinaria attualità del messaggio francescano attraverso due diverse prospettive: da un lato, la rappresentazione di San Francesco nella storia dell’arte, dal Duecento alla contemporaneità, dall’altro il rapporto tra la predicazione francescana, l’economia e nascita dei Monti di Pietà.

Si parte con la mostra ‘Sulle tracce di Francesco. Arte, restauro e contemporaneità’, a cura di Alessandro Zuccari, accademico dei Lincei e professore emerito della Sapienza. Patrocinata dal dicastero per l’Evangelizzazione, raccoglie 28 opere che ripercorrono le trasformazioni iconografiche del santo nei secoli. Dall’intimo San Francesco in meditazione di Caravaggio al potente San Francesco che riceve le stimmate di Tiziano, dalla visione di San Francesco riceve le stimmate di El Greco a San Francesco abbraccia Cristo crocifisso di Murillo, fino all’Estasi di San Francesco di Giovanni Battista Piazzetta, il pubblico è accompagnato in un coinvolgente percorso espositivo che unisce in un dialogo serrato i più grandi maestri della storia dell’arte.

Frutto di una rigorosa ricerca scientifica, la mostra è stata realizzata grazie a prestiti provenienti da prestigiose istituzioni culturali, fra cui la Biblioteca dell’Accademia Nazionale dei Lincei e Corsiniana, la Pinacoteca Vaticana, la Galleria dell’Accademia di Firenze e Musei del Bargello, la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, il Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza, il Museo Civico Ala Ponzone di Cremona.

‘Sulle tracce di Francesco’ si distingue per alcune peculiarità, a partire dall’esposizione di soggetti inediti e importanti interventi di restauro realizzati grazie all’impegno di Fondazione Roma. Il San Francesco medita sul crocifisso di Ludovico Carracci proveniente dai Musei Capitolini, il San Francesco in preghiera con il crocifisso di Gerolamo Muziano e La visione di san Francesco consolato dalla musica di un angelo di Biagio Miniera sono le opere restituite al pubblico per l’occasione. In evidenza anche il legame di Francesco con la Capitale e le grandi famiglie nobiliari romane. A testimoniarlo, la ricostruzione visiva di un raro dossale musivo di fine Duecento: il frammento, finora sconosciuto al grande pubblico, fu realizzato per la cappella della Santa Croce in Santa Maria in Aracoeli e trasferito nel Seicento in Palazzo Colonna ai Santi Apostoli, dove san Francesco è raffigurato come protettore del senatore Giovanni Colonna.

Il percorso si arricchisce con la varietà di linguaggi che definisce l’espressione artistica contemporanea: dall’inedito Il Nuovo Cantico di Omar Galliani, esposto in dialogo con la pittura figurativa di Stefano Di Stasio, alle due creazioni che arrivano dalla Fondazione Berengo, l’invito al silenzio di Jaume Plensa con la scultura in bronzo Silent Maria e Scar di Fatinha Ramos, l’opera in vetro di Murano che rivela il silenzioso legame tra esperienza fisica ed emotiva.

‘Come emerge dalle opere in mostra, Francesco, dal XIII secolo non ha smesso di esercitare un grande fascino e ancor oggi ci interroga e ci invita a riflettere con la sua ‘forza di contemporaneità’, ha affermato il curatore Prof. Alessandro Zuccari .

Oltre allo sguardo retrospettivo, la mostra si proietta anche verso il futuro, coinvolgendo attivamente le nuove generazioni. Grazie alla collaborazione con il Liceo Artistico Via di Ripetta, gli studenti realizzeranno nel periodo della mostra – in uno spazio dedicato all’interno del Museo – un’opera site-specific a tema francescano che sarà infine donata al Villaggio Fondazione Roma, struttura creata per migliorare la vita a persone colpite da Alzheimer e Parkinson.

‘Sulle tracce di Francesco’ rappresenta infine l’occasione per l’avvio di un progetto pilota di accessibilità partecipata, rivolto a persone con disabilità uditive, visive e cognitive, a pazienti affetti da Alzheimer, ai migranti e a persone con diversi gradi di alfabetizzazione culturale, in perfetta coerenza con il messaggio universalistico di san Francesco d’Assisi. In occasione della mostra, saranno presentate le nuove acquisizioni della Collezione permanente della Fondazione Roma: opere di artisti di fama assoluta quali Domenichino, Gentileschi, Ribera.

Parallelamente la narrativa prosegue con ‘Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà’, a cura di Fra Lorenzo Turchi, Docente alla Pontificia Università Antonianum, percorso che mette in dialogo l’Archivio storico della Fondazione con prestigiosi prestiti da parte di enti terzi, tra cui la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Biblioteca storico-francescana e picena San Giacomo della Marca di Falconara Marittima, l’Archivio storico del Comune di Ripatransone, la Biblioteca Multimediale ‘Romualdo Sassi del Comune di Fabriano e la Biblioteca Guarnacci del Comune di Volterra, per raccontare il rapporto tra francescanesimo ed economia e, in particolare, la nascita dei Monti di Pietà, istituzione sorta nel Quattrocento grazie soprattutto all’azione dei frati dell’Osservanza, con l’obiettivo di contrastare l’usura e promuovere forme di credito rivolte alle fasce più fragili della popolazione. La mostra consente di valorizzare una parte importante del patrimonio della Fondazione e, al tempo stesso, di mettere in relazione la storia del Monte con ulteriori documenti relativi alla tradizionale attività di assistenza e solidarietà della Cassa di Risparmio di Roma, da cui trae origine proprio l’attuale Fondazione Roma.

Il percorso dell’Archivio storico della Fondazione Roma, che custodisce il fondo archivistico dei Monti di Pietà di Roma, consente di entrare nel vivo della storia dell’istituzione attraverso documenti che ne testimoniano le origini, l’organizzazione e l’evoluzione. Tra i materiali esposti figurano la bolla di Paolo III Farnese del 9 settembre 1539, con la quale viene istituito il Monte di Pietà di Roma, il verbale della prima Congregazione del Sacro Monte della Pietà di Roma, dell’11 aprile 1540, e la copia degli Statuti del Sacro Monte della Pietà di Roma sottoscritti nel 1565 dal cardinale Carlo Borromeo.

Il racconto si apre quindi a una più ampia storia della predicazione francescana e al suo rapporto con le comunità urbane. Tra le testimonianze più significative figura il quattrocentesco Sermones dominicales di Giacomo della Marca, esponente dell’Osservanza francescana e discepolo di san Bernardino da Siena. Il codice documenta l’intensa attività di predicazione dei frati e la promozione di pratiche economiche ispirate ai principi della carità, della solidarietà e del sostegno ai ceti più deboli. Dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, con cui Fondazione Roma ha intrapreso una collaborazione pluriennale, provengono alcuni dei più significativi prestiti della mostra, tra cui il Liber conformitatum di Bartolomeo da Pisa e il Consilium montis pietatis di Fortunato da Perugia, accanto a manoscritti liturgici medievali, incunaboli, opere a stampa e testimonianze numismatiche. Completano il percorso importanti prestiti da istituzioni bibliotecarie e archivistiche italiane. Particolare attenzione è dedicata anche agli strumenti di mediazione culturale. Il facsimile del Leggendario Ungherese Angioino permette ai visitatori di esplorare direttamente le miniature dedicate alla vita di san Francesco e di approfondire la diffusione europea della sua figura e del suo culto.

‘La mostra – ha spiegato fra Lorenzo Turchi – offre l’occasione di incontrare documenti di straordinaria bellezza, nei quali la memoria di san Francesco e della tradizione francescana prende forma attraverso la scrittura, le immagini e la materia stessa dei manoscritti. Non sono soltanto fonti da interrogare, ma testimonianze vive, capaci di raccontare come il messaggio di Francesco abbia attraversato i secoli, incidendo profondamente sulla vita religiosa, sociale ed economica delle comunità’.

‘Le due mostre nascono da uno stesso intento: rileggere l’eredità di Francesco attraverso due percorsi distinti e complementari, che permettono di guardare alla sua figura tanto attraverso la storia dell’arte e la valorizzazione del patrimonio, quanto attraverso il rapporto tra predicazione, economia e società. Con la mostra ‘Sulle tracce di Francesco – Arte, restauro e contemporaneità’, Fondazione Roma invita a riscoprire una figura capace di ispirare ancora oggi con la forza universale della sua spiritualità. Valorizzare la nostra Collezione permanente, riunire capolavori straordinari e restituire nuova luce a opere mirabili grazie al restauro significa per noi proteggere la bellezza e, attraverso di essa, mantenere vivo un messaggio che attraversa i secoli fino a illuminare il nostro tempo. Parallelamente, il percorso ‘Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà’ ci conduce nel cuore di un’altra dimensione dell’eredità francescana: quella di una visione della società e dell’economia nella quale la carità non era soltanto assistenza, ma possibilità concreta di recuperare autonomia e dignità. La nascita dei Monti di Pietà ne rappresenta una delle espressioni più significative: il credito diventava così uno strumento di riscatto e la fiducia un principio capace di contrastare l’usura e sostenere chi si trovava in difficoltà. È una continuità di valori solidaristici e filantropici che Fondazione Roma riconosce nella propria storia e che ancora oggi orienta la sua missione e il suo impegno verso la comunità del bisogno’, ha dichiarato il Presidente della Fondazione Roma, Franco Parasassi.

‘È con vivo piacere che vedo nascere la mostra ‘Dalla predicazione francescana ai Monti di Pietà’, poiché al di là dell’indubbio valore scientifico e culturale, essa segna uno dei primi passi del gemellaggio istituzionale tra Fondazione Roma e la Biblioteca Apostolica Vaticana. Una collaborazione in nome di valori comuni, quali la condivisione del sapere, la divulgazione e lo studio del patrimonio antico’, ha affermato il Prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, don Mauro Mantovani.

Per il grande rilievo culturale, il Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi ha manifestato il proprio apprezzamento per le finalità artistico-culturali delle due iniziative, riconoscendo ufficialmente il proprio patrocinio.

Con queste due iniziative, Fondazione Roma celebra gli 800 anni dalla morte di San Francesco attraverso due diverse prospettive che ne restituiscono la ricchezza e l’attualità: da un lato, la sua predicazione e il suo rapporto con la società e l’economia, fino alla nascita dei Monti di Pietà; dall’altro, la sua presenza nella storia dell’arte e la capacità della sua figura di continuare a parlare anche alla contemporaneità. Un racconto che, a otto secoli di distanza, invita a riscoprire la forza ancora attuale del suo messaggio di solidarietà, dignità e attenzione alla persona.

Calcio, Malagò-Figc, il Coni verso il commissariamento – La vicenda

Roma, 6 ott. (askanews) – La vicenda Malagò e Figc nasce dall’elezione del 22 giugno, quando Giovanni Malagò viene eletto presidente della Figc con il 68,58% dei voti. Al centro della disputa c’è il tesseramento federale: l’articolo 29 dello statuto Figc prevede che chi si candida alle cariche federali sia “in regola con il tesseramento” alla data della candidatura. La Figc ha sostenuto che la norma non imponesse un tesseramento già perfezionato, mentre la Procura generale dello Sport ha considerato il requisito indispensabile e preventivo.

La questione è così arrivata al Coni, che nelle ultime ore ha cercato una soluzione per evitare un lungo contenzioso. Questa mattina il presidente del Coni Luciano Buonfiglio ha incontrato Malagò e, al termine del confronto, è maturata l’ipotesi di un accordo. La Giunta nazionale del Coni ha quindi approvato all’unanimità, con 15 voti su 15, la proposta di commissariamento della Figc indicando proprio Malagò come commissario.

Ora il passaggio decisivo è quello del Consiglio nazionale del Coni, convocato alle 14. I 77 membri aventi diritto al voto sono chiamati a ratificare la proposta della Giunta. Tra loro anche Gregorio Paltrinieri, che prima della riunione ha spiegato di avere studiato la vicenda e di aver maturato una posizione favorevole a Malagò: “Ha dimostrato di saper fare bene il suo lavoro in tanti anni di sport, merita di proseguire come presidente Figc”.

Se il Consiglio confermerà il commissariamento, si aprirà una fase transitoria. L’ipotesi sul tavolo prevede un mandato di circa 90 giorni, anche se il regolamento non fissa un limite temporale preciso. Il compito del commissario sarà quello di gestire la Federazione e accompagnarla verso nuove elezioni, definendo nel frattempo gli obiettivi e i tempi del mandato.

Malagò potrebbe assumere temporaneamente il ruolo di commissario, regolarizzare la propria posizione federale e poi presentarsi nuovamente alle elezioni (probabilmente da candidato unico) con i requisiti richiesti. Non si tratterebbe quindi di una conferma automatica della presidenza, ma dell’apertura di un nuovo percorso elettorale.

Sul fronte opposto, la Figc ha finora difeso la validità dell’elezione, sostenendo anche che eventuali contestazioni dovessero essere presentate entro i termini previsti dalle procedure. La Lega Serie A ha espresso il proprio sostegno a Malagò e si è detta contraria al commissariamento, richiamando anche il principio dell’autonomia del calcio.

Il nodo del tesseramento, che ha aperto la vicenda, potrebbe così essere affrontato attraverso una nuova candidatura, questa volta con tutti i requisiti formali necessari.

Carburanti, doppio appuntamento Ue domani su scorte greggio e diesel

Roma, 6 ott. (askanews) – Doppio appuntamento domani su carburanti e petrolio a livello di Unione europea, che accelera sulla questione del rilascio supplementare di scorte di diesel. Per domani mattina è stata convocata una riunione ad hoc del gruppo di coordinamento UJe sul petrolio: sul tavolo proprio la questione del gasolio. Lo riporta una portavoce dalla Commissione europea.

La scorsa settimana l’Ue ha concordato di sbloccare – in un quadro di interventi coordinati nell’ambito dell’agenzia internazionale dell’energia – altre scorte di petrolio e diesel, dopo che gli Stati Uniti avevano minacciato di bloccare le esportazioni di gasolio; minaccia poi rientrata. Seempre domani, sul tavolo, il coordimamento degli interventi tra i Paesi Ue.

Sempre domani, ma in questo caso nel pomeriggio, alle 16, si terrà una nuova riunione della Energy Union Task Force, a cui partecipano rappresentati dei governi e della Commissione, prevalentemente per dare seguito a quanto concordato la settimana scorsa sempre sul tema delle scorte.

Il Pranzo dalla Nonna riparte dal Westin Palace con l’Emilia-Romagna

Milano, 6 ott. (askanews) – Dopo l’appuntamento settembrino dedicato alla Liguria, “Il Pranzo dalla Nonna” torna al The Westin Palace, Milan. Per la stagione autunnale il format si sposta negli ambienti interni del The Lounge Bar, con un menu dedicato all’Emilia-Romagna e realizzato dallo chef Moris La Greca. Il percorso spazia dal tagliere di salumi con gnocco fritto alle chips di zucca all’aceto balsamico e polenta fritta, tagliatelle al ragù sino al brasato o alla faraona al forno con verdure. Per concludere con torta tenerina, zuppa inglese e un carretto di dolci tradizionali.

L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Pina1930, brand di tableware fondato da Tommaso Zorzi e ispirato alla nonna Pina, originaria dell’Emilia-Romagna. E proprio a Zorzi chiediamo: Chi era la nonna?

“Per me? La nonna è stata… chi era la nonna? Non saprei neanche descrivertelo, perché è stata forse la persona più importante della mia vita. Una donna che mi ha insegnato tutto e a cui mi è sembrato giusto poi ridare qualcosa”, risponde.

Questi pranzi della domenica sono un modo anche per farcela conoscere?

“Sicuramente sì, specialmente in questa fase di ottobre in cui la regione è l’Emilia-Romagna, che era proprio la regione di mia nonna, sicuramente questo è un mese molto speciale perché ripercorri proprio un menù molto simile a quello che faceva lei la domenica. Quindi la lasagna, l’erbazzone, la faraona, insomma piatti della tradizione emiliana che vengono riproposti qua dallo chef al Westin e mi torno un po’ a casa.

Zorzi, volto televisivo e content creator con Pina1930 – la nonna si chiamava Giuseppina ed era nata nel 1930 – ha debuttato nell’home decor con una linea che fonde immaginario fiabesco ed estetica futurista, ispirandosi ai ricordi d’infanzia e ai momenti passati in famiglia.

“Ottobre è il mese dei nonni, quindi insieme al Westin abbiamo deciso di invogliare i nipoti a portare fuori i propri nonni a pranzo e chiunque verrà con il proprio nonno, al nonno il pranzo lo offriamo noi. È una promozione alla quale teniamo particolarmente e ci rende fieri fare un progetto di questo tipo perché, insomma, i nonni non vanno lasciati soli e soprattutto bisogna goderseli finché ci sono, perché – lo posso dire io che sono orfano di nonni – poi ti mancano”, chiosa Zorzi.

Dopo l’Emilia-Romagna, il viaggio culinario proseguirà a novembre con la Sardegna e a dicembre con il Lazio, continuando a raccontare il patrimonio gastronomico italiano attraverso ricette, tradizioni e memorie di famiglia.

Campi Flegrei: patto fra ricerca, università e istituzioni

Roma, 6 ott. (askanews) – “La messa in sicurezza dei Campi Flegrei è possibile ma richiede uno sforzo congiunto delle istituzioni con i centri di ricerca, le università, le comunità, le imprese e il terzo settore in maniera innovativa. La scelta di tenere l’open conference di ‘Construction Days’ proprio qui a Bagnoli va in questa direzione. In questo luogo si sta portando avanti un processo di bonifica importante, una messa in sicurezza di tutti i Campi Flegrei che deve essere non solo fisica ma anche sociale. In questo la ricerca può essere di grande aiuto individuando percorsi e tecnologie innovative per accompagnare questi percorsi di rigenerazione dei territori”. Lo ha detto Massimo Clemente, direttore Cnr-Itc, a margine della open conference annuale internazionale “Construction Days”, promossa dall’Istituto per le Tecnologie della Costruzione (ITC) del CNR in collaborazione con il Commissariato straordinario di Governo per la bonifica di Bagnoli Coroglio, svoltosi nell’auditorium della Porta del Parco di Bagnoli. Filippo de Rossi, subcommissario per la bonifica ambientale Bagnoli-Coroglio, ha affermato: “La ricerca e l’innovazione costituiranno il cuore delle attività che svolgeremo a Bagnoli in termini di impatto ambientale e di sicurezza vista l’area sismica in cui ci troviamo. Dal confronto su scala nazionale possiamo portare le migliori intelligenze e le migliori competenze qui. Un’occasione da non perdere”. L’assessora all’Ambiente, Politiche abitative e Pari opportunità della Regione Campania, Claudia Pecoraro, ha sottolineato che “l’ambiente e l’abitare sono strettamente correlati nella visione e nell’azione dell’Assessorato e che, soprattutto nei processi di rigenerazione urbana, le politiche ambientali e quelle abitative devono procedere in maniera integrata, mettendo al centro la qualità dei territori, la sicurezza e il benessere delle comunità”. Il ruolo della ricerca e dell’innovazione è stato evidenziato da Andrea Mazzucchi, rettore dell’Università ‘Federico II’ di Napoli: “Il nostro ateneo mette insieme tantissime competenze diversificate in materia di ingegneria edile e civile, scienza e tecnologie della costruzione. Competenze al servizio del territorio come dimostra la collaborazione con l’Itc Cnr. Il fatto che tutto ciò avvenga proprio a Bagnoli è un segno molto importante del contributo che università e mondo della ricerca possono offrire ai territori”. L’impatto sulla città è stato messo in rilievo da Edoardo Cosenza, assessore comunale alle Infrastrutture, Mobilità e Protezione Civile: “Le esigenze dei cittadini sono molto cambiate. In particolare, in un sito come Bagnoli dalle enormi potenzialità ma con diversi problemi che stiamo risolvendo. La discussione tra competenze e sensibilità diverse è per noi un momento molto rilevante specie se parliamo di uno dei più grandi cantieri di bonifica in Italia. La priorità è la riconquista di una larga parte del mare e proseguendo verso Nisida la grande spiaggia e poi gli spazi per il diporto. Un’area che sarà pienamente fruibile per i cittadini dopo decenni”. Per Antonio Felice Uricchio, professore e giurista (già rettore dell’Università ‘Aldo Moro’ di Bari), “i temi della rigenerazione urbana e del ripensamento della città si incrociano con quelli della salute. Un collegamento tra urban health e one health che oggi si impone per garantire un futuro migliore alle giovani generazioni. Rendere sostenibili le nostre città passa necessariamente per la ricerca e la sperimentazione”.

Energia, Meloni in call con Merz e De Wever: prossimo Consiglio Ue agisca

Milano, 6 ott. (askanews) – In vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro belga Bart De Wever hanno ospitato una nuova riunione – la quarta – in videoconferenza dei Capi di Stato e di Governo del gruppo informale sulla competitività europea.

Insieme a Italia, Germania e Belgio, hanno preso parte alla videoconferenza la Commissione europea, Austria, Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Finlandia, Grecia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Svezia e Ungheria.

La discussione – riferisce una nota di palazzo Chigi – si è concentrata su tre temi: costo dell’energia, semplificazione delle regole europee e rapporti commerciali internazionali.

La presidente Meloni “ha sottolineato la necessità che il prossimo Consiglio europeo dia indicazioni politiche chiare e concrete, in particolare per ridurre il costo dell’energia e tutelare la competitività dell’industria europea e, in questo quadro, ha richiamato il contributo comune elaborato con il Primo Ministro ceco Andrej Babiš, con proposte per alleggerire i costi legati al sistema ETS, sostenere i settori industriali più esposti, limitare l’impatto del costo della CO2 sul prezzo dell’elettricità e rinviare ulteriormente l’entrata in vigore dell’ETS2. È stata inoltre richiamata l’importanza della capacità europea di raffinazione per la sicurezza energetica”.

Sul fronte della semplificazione, prosegue la nota di palazzo Chigi, “è stata evidenziata la necessità di eliminare o rivedere gli obblighi europei non necessari, sproporzionati o controproducenti, a partire dalla prossima entrata in vigore del Regolamento europeo sul metano che potrebbe rendere più difficile e costoso ricorrere a fornitori alternativi di energia”.

Quanto alle relazioni commerciali internazionali, “il confronto si è concentrato sulla necessità di rafforzare la capacità dell’Europa di competere sui mercati mondiali, garantendo condizioni di concorrenza più eque e un migliore accesso ai mercati esteri per le imprese europee”.

Premio Nobel per la Fisica al belga Francis Halzen

Roma, 6 ott. (askanews) – Il Comitato per il Premio Nobel ha assegnato il riconoscimento per la fisica al belga Francis Halzen, “per i contributi decisivi all’Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta di neutrini ad alta energia di origine astrofisica”.
Halzen ha gettato le basi per un tipo di astronomia completamente nuovo: la sua idea consisteva nell’utilizzare il ghiaccio glaciale del Polo Sud per catturare quelle particelle sfuggenti note come neutrini. Il risultato è stato l’IceCube Neutrino Observatory, in grado di tracciare i neutrini provenienti dal cosmo profondo.

Cresciuto in Belgio, Halzen si è avvicinato alla fisica delle particelle grazie ai progressi compiuti nel settore durante gli anni ’60 e, inizialmente, si è concentrato sulle particelle massicce composte da quark. Poco dopo aver conseguito il dottorato, si è trasferito negli Stati Uniti, presso l’Università del Wisconsin-Madison. In seguito, ha compreso cosa la fisica delle particelle potesse apprendere dalle particelle provenienti dallo spazio e come, a sua volta, l’astrofisica potesse trarre vantaggio dalla fisica delle particelle.

Negli anni ’80, mentre lavorava con le particelle cosmiche, Halzen venne a sapere che alcuni ricercatori sovietici stavano pianificando l’uso di ricevitori radio per captare i segnali dei neutrini in Antartide. L’idea era che la collisione di un neutrino con un nucleo atomico nel ghiaccio generasse una scarica elettrica, producendo così un’onda radio. Se tale onda fosse stata sufficientemente intensa, avrebbe potuto essere rilevata tramite un’antenna. Ispirato da questa intuizione, Halzen comprese che un metodo alternativo avrebbe potuto consistere nell’installare sensori di luce all’interno del ghiacciaio per rilevare i lampi luminosi prodotti dalle collisioni.

Halzen si rese quindi conto che collocare l’osservatorio per neutrini al Polo Sud geografico avrebbe offerto numerosi vantaggi: in quel luogo era già presente una stazione di ricerca, dotata di un’organizzazione per i trasporti regolari e di tutto il necessario per consentire a un team di lavorare. Anche il ghiaccio, come materiale, offre molti benefici: a profondità elevate, l’oscurità è costante e a differenza dell’oceano, non vi sono interferenze da parte di organismi viventi e i livelli di sostanze radioattive sono bassi. Il ghiaccio è stabile e fornisce una superficie solida per il personale che opera nella struttura, e l’area è geologicamente stabile e priva di attività sismica.

Il risultato finale è l’Ice Cube Neutrino Observatory, che ha raggiunto le sue dimensioni definitive nel 2011, con 5.160 sensori di luce distribuiti lungo 86 cavi.

Inflazione e stipendi fermi, il franchising come via d’uscita

Roma, 5 ott. (askanews) – Gli stipendi italiani non crescono, l’energia costa sempre di più e i centri città si svuotano di negozi e botteghe storiche. È questo il quadro economico che fa da sfondo a una delle tendenze più silenziose ma significative del mercato italiano: la crescita costante del franchising, un modello che nel 2025 ha raggiunto un fatturato di 39 miliardi di euro, pari all’1,7% del PIL nazionale, con una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente. Dati che stonano con il clima generale di stagnazione salariale e inflazione persistente, e che aprono una domanda scomoda: se il franchising cresce così, perché così pochi italiani lo considerano una risposta concreta alla crisi?

La risposta non è semplice, ma chi lavora ogni giorno in questo settore ha le idee chiare. ‘In un contesto nazionale dove abbiamo costi dell’energia alle stelle, stipendi bloccati e produttività ai minimi termini, è qui che si inserisce il franchising’, afferma Enrico Tosco, founder e CEO di Reting e content partner del Salone del Franchising Milano 2026. ‘È una necessità, per noi operatori, farlo conoscere.’ Tosco non usa mezzi termini: il franchising non è solo un modello commerciale, è una risposta strutturale a problemi che affliggono milioni di italiani.

I numeri sembrano dargli ragione. Secondo i dati di Assofranchising, nel 2025 il numero di addetti nel settore è aumentato del 12%, un dato che contrasta nettamente con la stagnazione occupazionale che caratterizza altri comparti dell’economia italiana. I punti vendita in franchising hanno raggiunto quota 67.275 unità nel 2024, con una crescita del 2,2% rispetto all’anno precedente. Non si tratta di una bolla speculativa, ma di una crescita organica che resiste alle turbolenze macroeconomiche.

Il meccanismo che rende il franchising particolarmente interessante in un periodo di inflazione è quello degli accordi quadro. ‘Mantenendo i volumi, i prezzi rimangono stabili e bassi’, spiega Tosco. ‘Il ristoratore indipendente subisce l’aumento del prezzo delle materie prime e non riesce ad applicare prezzi più alti senza perdere clienti. Nel franchising, invece, gli accordi quadro su materie prime, servizi e digitalizzazione permettono di far lavorare meno persone, ma meglio, con stipendi più alti e più stabili rispetto a quelli che potrebbe offrire il ristorante tradizionale.’ Un ragionamento che tocca direttamente il tema della produttività, uno dei talloni d’Achille dell’economia italiana.

La questione non riguarda solo la ristorazione. Tosco allarga la prospettiva: ‘Il franchising porta produttività e posti di lavoro in settori che tradizionalmente sono a basso valore aggiunto, come la ristorazione o i servizi alla persona. Se consideriamo turismo, retail e servizi alle persone, stiamo parlando di quasi il 20% del PIL italiano. Il franchising può impattare su tutto questo.’ Un dato che, se confermato da analisi più approfondite, ridimensionerebbe radicalmente la percezione del franchising come fenomeno di nicchia.

C’è poi il tema dello svuotamento dei centri urbani, che negli ultimi anni ha accelerato in modo preoccupante. Le piccole botteghe di quartiere, i negozi storici, i bar di paese: realtà che chiudono sotto la pressione dei costi fissi, della concorrenza dell’e-commerce e di una domanda sempre più frammentata. ‘Le piccole imprese locali, per quanto belle e importanti per la nostra storicità e per la nostra economia, oggi purtroppo stanno chiudendo le serrande’, osserva Tosco. ‘Il vuoto che si crea nei centri città può essere colmato dal franchising, perché solo una grande organizzazione riesce a costruire quegli accordi che permettono di battere l’inflazione sui costi.’ Una tesi che non è priva di critici, ma che trova riscontro nella crescita dei punti vendita in franchising proprio nelle aree urbane.

C’è anche una dimensione generazionale in questa storia. Sempre più giovani, stanchi di lavorare per il successo altrui e spaventati dall’idea di aprire un’attività in proprio senza rete di protezione, guardano al franchising come a una via di mezzo tra il lavoro dipendente e l’imprenditoria pura. ‘Fare impresa fa paura’, riconosce Tosco. ‘Farlo col franchising è come avere una business school e un mentore allo stesso tempo. Hai un sistema collaudato, ma sei comunque imprenditore di te stesso.’ Un messaggio che risuona in modo particolare in un Paese dove il tasso di fallimento delle nuove imprese nei primi cinque anni supera il 50%.

Il Salone del Franchising Milano, tenutosi dall’1 al 3 ottobre 2026, si è presentato quest’anno con una novità significativa: per la prima volta, Reting ha assunto il ruolo di content partner dell’evento, imprimendo un taglio marcatamente formativo alla manifestazione. L’obiettivo dichiarato è stato quello di aprire il salone a nuovi pubblici, superando la logica del ‘salotto dei quattro operatori storici’ per attrarre imprenditori, giovani e famiglie che si avvicinano per la prima volta al mondo del franchising. Durante la prima giornata sono stati presentati i risultati di due ricerche inedite: una condotta su circa 2.000 imprenditori affiliati e una dedicata all’imprenditoria femminile nel franchising, un segmento in crescita che merita attenzione specifica.

‘Noi come operatori di settore, e Reting in primis, ci dobbiamo prendere la responsabilità di far conoscere che cos’è questo sistema’, sottolinea Tosco. ‘E ci dobbiamo prendere la responsabilità di far sì che questo sistema sia solido, sano e non venga sfruttato negativamente. Perché usare la parola franchising per vendere sul mercato proposte che non stanno in piedi è un danno per tutti.’ Un avvertimento che suona come un appello alla regolamentazione e alla cultura d’impresa, in un settore dove la qualità dei franchisor è estremamente variabile.

Il quadro emerso è quello di un settore che cresce nonostante tutto, o forse proprio grazie alle difficoltà del contesto economico. Quando il mercato del lavoro tradizionale delude e l’inflazione erode i risparmi, il franchising si propone come alternativa concreta. Non una panacea, non una scorciatoia, ma un sistema che, se scelto con consapevolezza e supportato da formazione adeguata, può offrire stabilità economica sia all’imprenditore che ai suoi dipendenti. La sfida, come spesso accade in Italia, è culturale prima ancora che economica.

Tennis, Binaghi: tutela dell’integrità fisica di Sinner è priorità assoluta

Roma, 6 ott. (askanews) -“La tutela dell’integrità fisica di Jannik viene prima di qualsiasi risultato e di qualsiasi impegno agonistico. È una priorità assoluta, che deve guidare ogni scelta. – Così il presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel, Angelo Binaghi, dopo l’annuncio di Jannik Sinner di chiudere anitempo la stagione 2026 – In questo momento la cosa più importante è che possa recuperare pienamente e affrontare con serenità il percorso che lo attende. Lo aspettiamo a braccia aperte, con la stima e l’affetto di sempre, e con la certezza che tornerà in campo quando sarà nelle condizioni migliori per farlo. La Federazione sarà al suo fianco, come sempre”

Dopo lo stop di Sinner, Zverev sarà numero 1 al mondo

Roma, 6 ott. (askanews) – Con la decisione di Sinner di terminare in anticipo il suo 2026 per svolgere una terapia conservativa per guarire dal problema al ginocchio destro, Alexander Zverev è certo di superare Jannik nel ranking e di diventare numero 1 al mondo. Il tedesco sarà il 30° giocatore della storia a prendersi la prima posizione del ranking. Con i 90 punti conquistati a Pechino, Zverev è salito a 9.720 punti, riducendo a 1.280 lunghezze il distacco da Sinner. Un margine che rende però impossibile il sorpasso già a Shanghai: anche vincendo il Masters 1000 cinese, infatti, il tedesco arriverebbe a 10.670 punti, contro i 10.950 che Sinner avrà dopo il torneo.

La certezza matematica, dunque, è destinata a resistere per tutta la trasferta asiatica. La situazione potrebbe però cambiare al ritorno in Europa. A inizio novembre, quando Sinner sarà numero 1 per la 95ª settimana consecutiva, Zverev avrà a Vienna la prima concreta occasione per il sorpasso: il tedesco difenderà 330 punti, contro i 500 dell’azzurro. Se riuscisse a vincere sia a Shanghai sia in Austria, sarebbe lui il nuovo numero uno del mondo. Si giocherà dal 26 ottobre al 1° novembre 2026

L’annuncio di Sinner: la stagione 2026 è finita, devo curarmi

Roma, 6 ott. (askanews) – Jannick Sinner ha annunciato tramite un video sui social che la sua stagione 2026 è ufficialmente finita. Dopo i consulti medici avuti, la decisione di proseguire con la terapia conservativa per curare la tendinopatia al ginocchio destro. “Ciao a tutti vorrei darvi un piccolo aggiornamento. Insieme ai medici abbiamo deciso che ho bisogno di un ciclo di cure per il mio ginocchio, il che significa che la stagione 2026 è ufficialmente conclusa – ha detto Sinner nel video condiviso sui social -. Gli ultimi due anni, in particolare il finale a Torino, mi hanno regalato tante bellissime sensazioni ed emozioni, e quest’anno andrà in modo molto diverso, ma al momento devo pensare anche alla mia carriera a lungo termine. Quindi farò tutto il possibile per tornare al 100%. Vi ringrazio già in anticipo per il vostro supporto e spero di rivedervi molto, molto presto di nuovo in campo”.

Stellantis, Fim: in 9 mesi produzione veicoli +28,3%. Situazione Cassino grave

Roma, 6 ott. (askanews) – I dati sulla produzione nei primi 9 mesi dell’anno negli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis confermano una ripresa dei volumi rispetto all’anno nero registrato nel 2025, con un incremento complessivo del 28,3%. Lo ha riferito il segretario generale della Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, illustrando in conferenza stampa il report trimestrale sulla produzione Stellantis in Italia.

Nel periodo gennaio-settembre sono state prodotte 340.745 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 265.490 unità dei primi nove mesi del 2025. La produzione di autovetture registra un aumento del 36,7% raggiungendo 206.945 unità; quella dei veicoli commerciali recupera la leggera flessione del primo semestre e attesta una crescita rispetto al 2025 del 17,3% con 133.800 unità. L’unico stabilimento di assemblaggio di autovetture che segna un dato negativo rispetto al 2025 è Cassino. La situazione nel sito laziale si sta sempre più aggravando con una perdita del 37,1%.

Inoltre, secondo Uiliano, “la ripresa in crescita dei volumi rappresenta un’inversione di tendenza rispetto al dato negativo degli ultimi due anni. Siamo però lontani dall’obiettivo dichiarato nei tavoli ministeriali di raggiungere un milione di veicoli”. Lo ha sottolineato il leader della Fim, Ferdinando Uliano, illustrando in conferenza stampa i dati trimestrali relativi alla produzione negli stabilimenti italiani del gruppo Stellantis.

L’utilizzo degli ammortizzatori sociali nei primi 9 mesi è calato di oltre 30% per effetto dei nuovi lanci di produzione e per una flessione dell’occupazione. Nel corso del 2026 si dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della nuova Jeep Compass e della DS8. Nell’ultimo trimestre si aggiungeranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma. Pertanto, il livello produttivo del 2026 sarà superiore a quello del 2025, ma si attesterà intorno ai 450mila veicoli complessivi con le auto sopra le 250mila. Un dato meno positivo rispetto alle previsioni, ha spiegato Uliano.

In particolare, per la flessione riscontrata nell’ultimo periodo della produzione della 500, a causa dei fermi produttivi per mancanza di materiale e per meno ordinativi che hanno portato alla richiesta di due settimane di cassa integrazione a ottobre. Sul piano occupazionale, per il 2026, ad esclusione degli stabilimenti di Cassino, Pomigliano e Mirafiori, si prevede un calo dell’uso degli ammortizzatori sociali.

Legaccop, Gamberini lancia il "Patto per l’Italia"

Roma, 6 ott. (askanews) – Oltre 91 miliardi di euro di valore della produzione, 7,5 milioni di soci, quasi mezzo milione di occupati e circa 10.500 cooperative. È partendo dalla forza economica e sociale di questo sistema che Legacoop porterà alla Biennale dell’Economia Cooperativa, in programma il 9 e 10 ottobre a Milano, una serie di idee che guardano al futuro del Paese: un nuovo “Patto per l’Italia” per affrontare alcune delle grandi fragilità economiche e sociali.

Le proposte saranno al centro del Manifesto della cooperazione che verrà presentato alla Biennale, nell’anno in cui Legacoop celebra i 140 anni dalla propria nascita. Casa, sanità e invecchiamento della popolazione, lavoro e continuità delle imprese, aree interne, energia, intelligenza artificiale e governo dei dati sono i terreni sui quali il movimento cooperativo propone un cambio di passo.

“Non chiediamo al Paese di proteggere la cooperazione – afferma il presidente di Legacoop, Simone Gamberini – ma proponiamo esattamente il contrario: mettere la cooperazione e la mutualità al servizio dell’Italia. Non serve una politica per una categoria, ma un modello di sviluppo capace di tenere insieme crescita, competitività, partecipazione e coesione sociale. Serve un cambio di passo da parte di tutti “.

Una proposta che nasce di fronte a trasformazioni destinate a cambiare profondamente l’Italia. Entro il 2040 gli over 75 aumenteranno di 2,2 milioni, passando dagli attuali 7,4 a 9,6 milioni. Già oggi 5,8 milioni di italiani rinunciano a prestazioni sanitarie e circa il 24% della spesa sanitaria complessiva è sostenuta direttamente dai cittadini. (fonte immagine: Legacoop).

Nucleare, Mimit: al via raccolta manifestazioni su Ipcei

Roma, 6 ott. (askanews) – Al via la raccolta per le manifestazioni di interesse delle imprese italiane che intendono partecipare all’Ipcei Int – Innovative Nuclear Technologies, il progetto di comune interesse europeo dedicato allo sviluppo delle tecnologie nucleari innovative.

L’iniziativa, promossa congiuntamente dal ministero delle Imprese e del Made in Italy e dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, punta a rafforzare il ruolo dell’Italia nello sviluppo delle tecnologie nucleari di nuova generazione e nelle filiere tecnologiche e industriali strategiche per il futuro dell’Europa. Il bando pubblicato dal Mimit fissa al 3 dicembre 2026 il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse.

“Il nucleare rappresenta una scelta strategica per far tornare l’Italia al futuro. Insieme alle rinnovabili, può contribuire a costruire un mix energetico più sicuro e competitivo. Una prospettiva che trova ora concreto riscontro nel ddl delega sul nucleare sostenibile, appena approvato dal Parlamento, decisivo per attrarre investimenti, sviluppare nuove tecnologie e rafforzare la capacità industriale del Paese”, ha detto Urso. “Con l’Ipcei sulle tecnologie nucleari innovative puntiamo a portare il nostro sistema produttivo al centro della nuova stagione energetica europea”, ha aggiunto.

“L’avvio dell’Ipcei Nucleare si inserisce nel percorso avviato dal governo per definire il quadro necessario allo sviluppo dell’energia nucleare in Italia”, ha affermato Pichetto. “L’iniziativa consentirà di valorizzare progetti italiani ad alto contenuto innovativo e con concrete prospettive industriali, mettendo in rete imprese, ricerca e competenze tecnologiche e favorendo lo sviluppo di filiere europee nel settore. Il progetto offrirà, al contempo, un’opportunità per consolidare il patrimonio e le competenze industriali, scientifiche e tecnologiche nazionali in una filiera di rilevanza strategica a livello europeo”, ha sottolineato.

Il Mimit pubblicherà sul proprio sito tutte le informazioni e gestirà il processo di selezione delle proposte progettuali italiane, nelle varie fasi, sino alla formale notifica alla Commissione europea.

Conte: da Schlein no a terzo nome, primarie non a ridosso voto

Milano, 6 ott. (askanews) – Giuseppe Conte conferma di aver incontrato recentemente Elly Schlein, di averle proposto di fare entrambi un passo indietro per indicare un terzo nome, e di aver ricevuto un no da parte della segretaria del Pd. Ora prima delle primarie delle coalizioni “dobbiamo fare il programma” e bisogna sbrigarsi perchè “non possiamo a ridosso della campagna elettorale stare ancora a parlare di primarie”. In ogni caso, anche in caso di sconfitta alle primarie, il leader M5s assicura: “Le pare che se non vinco la nostra comunità politica non appoggerà il leader vincente? Non succederà mai”.

Ospite di Coffee Break su La7, Conte ha dunque conferamto la notizia data da ‘Repubblica’: “Con Schlein ci siamo incontrati anche altre volte, ma non nego ci sia stato questo recentissimo incontro e ho già detto pubblicamente che ho invitato Schlein a valutare che visto che una parte dell’elettorato sembra spaventato dalle primarie, ho fatto un ultimo tentativo per un passo indietro di tutti i leader di partito e proporre una terza figura. Gualtieri? Non ho fatto nomi perchè Schlein ha detto che per lei non c’è questa disponibilità”.

Quanto al rischio che gli elettori del M5s non sostengano il candidato vincente nel caso in cui non fosse lo stesso Conte, il diretto interessato assicura: “Sono orgoglioso di rappresentare una comunità politica che non ha mai fatto pressioni per una poltrona in più. Le pare che se non vinco la mia comunità non appoggerà il leader vincente? Non succederà mai”. Infine, i tempi: “Credo sia abbastanza probabile” il voto “in primavera. Prima dobbiamo fare il programma, ma sicuramente non possiamo a ridosso della campagna elettorale stare ancora a parlare di primarie. Noi siamo pronti a confrontarci e aspettiamo le altre forze politiche”.

Bce, Bini Smaghi: torna lo spettro dell’eurocrisi, mettere in pausa il QT

Roma, 6 ott. (askanews) – La Banca centrale europea deve interrompere la sua manovra di “inasprimento quantitativo”, la progressiva riduzione di obbligazioni nel suo portafoglio che effettua non rinnovandoli alla scadenza, perché in particolare sui titoli di Stato sta avendo un effetto peggiorativo sui rialzi dei tassi in un quadro di difficoltà globali già in corso. Lo sostiene Lorenzo Bini Smaghi, ex presidente di Société Générale e ex componente del Comitato esecutivo della Bce in un articolo sul Financial Times.

“In Europa le ombre della crisi del 2011-2012 stanno nuovamente materializzando. Uno dei segni più chiari – rileva – è l’allargamento dei differenziali sui tassi tra titoli di Stato tra Paesi centrali e della periferia (spread), con la Francia che viene trattata dai mercati come se questa volta facesse parte della periferia”.

Non si capisce perché in questa fase di tensioni la Bce continui ad attuare la sua linea di inasprimento quantitativo, riducendo la mole del suo bilancio non rinnovando i titoli a scadenza, in particolari titoli pubblici: “Questo significa che un’ampia quota di emissioni pubbliche devono essere assorbite da investitori privati, in una fase in cui i tassi di interesse di lungo termine sono già sottoposti a pressioni al rialzo”, osserva l’economista toscano.

Alla Bce “modificare la mole del bilancio dovrebbe essere considerato uno strumento. Potrebbe creare indesiderati che non sono pienamente compresi. Il principio della prudenza suggerirebbe quindi di mettere in pausa il QT – conclude Bini Smaghi – fino a quando un contesto più stabile verrà ripristinato, prendendosi il tempo per capire meglio le implicazioni per i mercati finanziari”.

Cesare Cremonini e Salmo insieme per "Amateur" e sul palco

Milano, 6 ott. (askanews) – Cesare Cremonini e Salmo insieme, per la prima volta, nella title track di “Amateur” e sul palco dell’O2 Shepherd’s Bush Empire di Londra il 20 ottobre, per la presentazione live dell’album in uscita il 23 ottobre. Un incontro inedito, tra due artisti e performer eccezionali, che nasce ancor prima della canzone.

È da poco finito il tour più grande della carriera di Cremonini, quando Salmo riceve la sua chiamata. Di fronte ad una delle svolte artistiche più importanti nel suo percorso, Cesare telefona a Salmo per parlargli di un nuovo progetto dal titolo “Amateur”. Sente il bisogno di avere un alleato al suo fianco, una lama affilata in più per intraprendere il viaggio. Vuole cambiare pagina, rimettere in discussione le regole costruite in ventisette anni di carriera, sfidare le convenzioni e il mercato discografico con un disco che metta al centro la forza della musica.

Quel che cerca di mettere insieme è una sorta di squadra di “supereroi”, e Salmo è la prima persona a cui sente di doversi raccontare. Lo cerca per la sua natura incendiaria e per la libertà con cui sta attraversando il nostro tempo, mischiando linguaggi musicali differenti senza cedere a compromessi. Salmo comprende immediatamente lo spirito del progetto e raggiunge Cremonini durante le sessioni nello Studio 13 di Londra, accompagnandolo in una fase decisiva della costruzione del disco.

Riusciranno insieme a ribaltare il tavolo, liberandosi dalle aspettative? Loro sono sicuri che unendo le loro storie e due linguaggi profondamente diversi, sia nato qualcosa di unico.

Da questo incontro nasce “Amateur”, il brano che dà il titolo al nuovo disco. «A Londra Salmo è stato il mio angelo custode. È diventato il mio Virgilio: ogni selva oscura ha bisogno della sua guida. Io ho trovato un amico” ha detto Cesare Cremonini.

Ed è proprio a Londra che questa storia arriverà per la prima volta sul palco! Salmo è infatti il primo straordinario ospite annunciato del concerto evento del 20 ottobre all’O2 Shepherd’s Bush Empire, con cui Cremonini presenterà per la prima volta dal vivo il nuovo album.

A tre giorni dall’uscita di “Amateur”, Cremonini torna così nella città in cui il disco è stato registrato per una notte interamente dedicata alla nuova musica, insieme ai musicisti e agli artisti che hanno contribuito alla sua nascita.

Ultimi biglietti per l’evento di Londra disponibili in esclusiva per i titolari di carta Mastercard su priceless.com/music

Maxi-manifestazione per la casa a Barcellona, scontri con la polizia: arresti e feriti

Roma, 6 ott. (askanews) – Almeno 13 persone sono state arrestate e 28 agenti sono rimasti feriti lievemente negli scontri scoppiati la notte scorsa nel centro di Barcellona al termine di una manifestazione per il diritto alla casa, una protesta che ha richiamato decine di migliaia di persone e che si inserisce nel crescente malcontento per l’emergenza abitativa in Spagna.

Secondo quanto riferito dall’emittente betevé citando la polizia catalana, i Mossos d’Esquadra hanno arrestato 13 persone in relazione ai disordini. Un gruppo di manifestanti si è scontrato con gli agenti e ha lanciato pietre contro le forze dell’ordine. La polizia ha inoltre segnalato 28 agenti feriti lievemente e diversi furgoni danneggiati.

Alla manifestazione hanno partecipato circa 120.000 persone secondo gli organizzatori, mentre la Guardia Urbana ha stimato una presenza di circa 20.000 partecipanti.

Gli incidenti sono iniziati dopo la conclusione ufficiale della protesta. Durante i disordini sono state erette decine di barricate e incendiati diversi cassonetti. I vigili del fuoco di Barcellona hanno spento almeno 22 incendi operando sotto protezione della polizia.

La mobilitazione per il diritto alla casa sta acquistando forza in diverse città spagnole, anche dopo il recente sfratto a Madrid di Maricarmen Abascal, una donna di 87 anni, e dopo la bocciatura in Parlamento di due decreti presentati dal governo socialista per affrontare il problema abitativo.

Leone XIV e la politica: non strumentalizzare o scegliere a piacere

Quando il Papa parla, diversi sono gli atteggiamenti che si possono individuare nell’uditorio; ne voglio segnalare alcuni nell’ambito dei politici. Non prendo in considerazione chi vorrebbe che il Papa non parlasse pubblicamente di questioni sociali ovvero, se ne parla, non dovrebbe essere tenuto in considerazione politicamente. Per fortuna non sono molti coloro che appartengono a questa schiera, la cui posizione è di un laicismo che si qualifica da sé, perché priva la politica del confronto con la religione, che è pur sempre elemento della convivenza umana.

Invece, tra coloro che ritengono legittimo che il Papa parli pubblicamente anche di questioni sociali, possiamo individuare tre posizioni, che appaiono emblematiche specialmente in tema di pace.

Anzitutto quella dei politici che considerano valide le indicazioni del Papa e le fanno proprie, additando nel Papa la voce che occorre seguire. Possiamo definire “superficiale” questa posizione, in quanto, per dare ragione al Papa, fa un torto alla politica. Infatti, se è bene che la politica presti ascolto al Papa — come peraltro agli intellettuali, agli scienziati, agli artisti — è pure necessario che operi la necessaria traduzione pratica delle varie affermazioni; il che richiede la mediazione della politica, e la politica deve procedere iuxta propria principia.

Pertanto si possono tenere presenti le parole del Papa, ma attraverso la mediazione politica, sulla base della quale si può essere d’accordo o in disaccordo con la posizione pontificia. D’altronde, il Papa non è un politico e quindi non tiene conto di una categoria tipicamente politica: il realismo, che può essere eccessivo e quindi negativo, ovvero può essere saggio ed è allora positivo. Anche recentemente Leone XIV ha messo in guardia dal “realismo cinico” e dal “pacifismo ingenuo”.

Un’altra posizione è quella dei politici che ascoltano il Papa e ne condividono la posizione, ma solo per interesse di parte. Possiamo definire “strumentale” questa impostazione, perché si serve delle parole del Papa, operandone un uso politico come strumentalizzazione partitica o pragmatica, ispirata in maniera esplicita o, più spesso, implicita all’idea di religione come instrumentum regni.

In questo caso, l’ascolto e la condivisione non hanno una configurazione politicamente corretta, ma solo ideologica: manifestamente “religiosa”, ma nella sostanza profondamente irreligiosa, e per questo anche impolitica, in quanto offende la religione, con la quale invece la politica può e deve interloquire, ovviamente ciascuna iuxta propria principia. Anche recentemente Leone XIV lo ha ribadito, richiamandosi alla Dottrina sociale della Chiesa.

Una terza posizione è quella dei politici che stabiliscono loro che cosa è valido e che cosa non lo è delle parole del Papa. Possiamo definire “selettiva” questa impostazione: in certi casi considerano il Papa un punto di riferimento assoluto, mentre lo rifiutano altrettanto assolutamente per certe altre posizioni che essi non condividono, dimenticando che, per esempio, il “sì” alla pace e il “no” all’aborto o all’eutanasia rispondono per il Papa alla stessa logica.

Così giungono a dire “viva il Papa” per certe idee e, nello stesso tempo, “abbasso il Papa” per certe altre, dando luogo, per così dire, a un papismo à la carte. Insomma, grande autorità si riconosce al Papa se va d’accordo con loro, nessuna autorità quando è con loro in disaccordo; anzi, in tal caso lo si accusa di arretratezza. Anche recentemente Leone XIV ha mostrato di tenere ferme posizioni che non sono contraddittorie, ma solo coerenti.

A ben vedere, tutte e tre le posizioni indicate — superficiale, strumentale e selettiva — mi sembrano far torto alla politica, in quanto non ne rispettano la specificità, cioè mi paiono discutibili dal punto di vista epistemologico. Questo richiederebbe che l’ascolto del Papa non fosse ingenuo, opportunista od occasionale.

Primo: le parole del Papa non possono essere condivise attribuendo ad esse un’immediata valenza politica; l’acquisteranno se ne viene operata la necessaria mediazione politica, che può portare a essere d’accordo o in disaccordo.

Secondo: le parole del Papa non possono essere condivise solo apparentemente, mentre realmente se ne fa un uso strumentale. In tal caso ciò che interessa non è la validità delle parole del Papa, ma solo la loro utilizzabilità per fini che non sono quelli del Papa.

Terzo: le parole del Papa non possono essere condivise estrapolandole dal loro contesto, per cui alcune sono accettate, mentre altre no, dimenticando che il Papa è mosso da un’unica ispirazione, per cui le sue posizioni si tengono insieme, e che in ogni caso quella pontificia non è una posizione propriamente politica. La sua messa a terra non dipende dal Papa, bensì dai politici.

In breve: si può dire che la voce del Papa non è di per sé politica, ma diventa politica attraverso la ricezione che ne fanno i politici. Il loro accoglimento o il loro rifiuto sarà corretto se non è frutto di semplificazione, strumentalizzazione o selezione, ma risponde alla logica della politica, all’etica della politica e all’epistemologia della politica.

Ciò significa concretamente una politica che non trascura quella categoria che le è peculiare, cioè il realismo, ma lo fa nel rispetto della persona umana e del bene comune. Con questa connotazione la politica può proficuamente entrare in dialogo con le altre forme della teoresi e della prassi e con la stessa religione, in nome di una laicità che è prerogativa di tutti i cittadini.

Groenlandia: questa volta Trump porta a casa un risultato concreto

Un accordo che viene da lontano

L’accordo sulla Groenlandia da poco sottoscritto da Stati Uniti e Danimarca elimina – o, quantomeno, si spera elimini – uno dei problemi posti da Donald Trump sul tavolo delle relazioni internazionali. Con la usuale modestia il tycoon lo ha presentato come un “fantastic deal” che solo lui poteva immaginare e concludere.

In realtà il nuovo trattato riprende quello già esistente, il Defense Agreement del 1951, col quale Copenhagen dava a Washington l’autorizzazione per realizzare basi operative integrate col sistema NATO di difesa dell’Occidente dalle possibili azioni ostili dell’URSS, attuate potenzialmente tramite il lancio di missili balistici che avrebbero potuto colpire gli Stati Uniti solcando i cieli proprio della grande “isola di ghiaccio”.

Col tempo, però, sono stati gli stessi USA a diminuirne l’importanza, venute meno la Guerra Fredda e l’Unione Sovietica: al punto da aver mantenuto operativa la sola Defense Area di Thule, nella parte settentrionale della Groenlandia, ridenominata Pituffik Space Base nel 2023.

 

La sovranità danese e il ruolo della NATO

Ora il nuovo accordo – firmato a latere della recente Assemblea delle Nazioni Unite, e questo ha un suo significato simbolico ed è un punto a favore della Danimarca e della stessa Unione Europea – assicura al Regno di Danimarca il controllo del territorio groenlandese, autorizzando al contempo i Paesi NATO a insediare nuove basi qualora venisse ritenuto necessario.

Come si vede, un impegno che privilegia l’Alleanza Atlantica rispetto al semplice rapporto bilaterale con gli Stati Uniti, anche se poi è ovvio che eventuali nuove basi saranno loro a installarle.

Ora, però, non si deve neppure eccedere nella sottovalutazione del risultato conseguito da Trump, paradossalmente oscurato dalla sua usuale ed eccessiva, e dunque tronfia, rivendicazione di un successo ineguagliabile e mai conseguito prima da alcun suo predecessore. Uno schema che si ripete per qualsiasi evento e che ormai non convince più nessuno, inclusi molti dei suoi sostenitori.

Perché, in realtà, il presidente tre risultati li ha conseguiti e non devono essere sottovalutati.

I tre risultati di Trump

Il primo è che – al di là della ribadita e giusta appartenenza alla Danimarca – dal punto di vista geografico-militare viene confermato un punto tipico della Dottrina Monroe, che Trump ha fatto sua: ovvero l’interesse totale ed esclusivo per gli USA dell’intera piattaforma continentale americana della quale, all’estremo settentrione, l’isola verde è parte.

Il secondo è la possibilità ottenuta di avviare altre due nuove Defense Areas, a Narsarsuaq, nel sud dell’isola, e a Mestersvig, sulla costa nord-orientale, ed eventualmente altre ove ritenuto necessario.

Il terzo, conseguente al primo ma posto in dubbio dal possibile utilizzo delle nuove rotte artiche rese possibili dallo scioglimento dei ghiacci e prontamente utilizzate dalla Cina – che si definisce “nazione quasi artica”, con evidente sprezzo della geografia – consiste nell’esclusività concessa alla NATO per il possibile utilizzo del territorio a fini difensivi.

 

L’Artico, nuova frontiera della competizione globale

L’art. 9 del trattato esplicita infatti il divieto per qualsiasi Stato esterno alla NATO di costruire sul territorio groenlandese installazioni militari o di mantenere una presenza militare permanente.

E poiché l’Artico promette di divenire una nuova area di contesa fra russi, cinesi, americani ed europei, occorre riconoscere che si tratta di un risultato affatto secondario, per di più privo di una data di scadenza.

Anche se ridimensionato dalle solite, roboanti e fastidiose esternazioni del bullo di Washington.

Massiccio attacco ucraino con droni nella regione di Mosca: due morti

Roma, 6 ott. (askanews) – Il bilancio delle vittime di uno dei più grandi attacchi con droni (Uav) nella regione di Mosca è salito a due morti. Lo ha dichiarato il governatore, Andrey Vorobyov.

In precedenza, Vorobyov aveva riferito che i sistemi di difesa aerea e le apparecchiature di guerra elettronica avevano distrutto e neutralizzato 185 droni sul territorio della regione di Mosca, in 16 comuni, durante la notte.

“Il bilancio delle vittime di uno dei più grandi attacchi con droni è salito a due”, ha scritto Vorobyov sulla piattaforma Max, aggiungendo che nove persone sono rimaste ferite. In sette comuni della regione, 47 abitazioni private sono state danneggiate a seguito dell’attacco, ha aggiunto il governatore.

Franco Marini, una targa non basta: la CISL faccia vivere la sua eredità

Un riconoscimento giusto, anche se tardivo

La sede della CISL dell’Aquila porta finalmente il nome di Franco Marini. Un’intitolazione giusta, significativa e persino naturale, considerando il rapporto profondo che Marini ha sempre mantenuto con la sua terra. Talmente naturale che viene quasi da chiedersi perché ci sia voluto tanto tempo.

Ma, come si dice, meglio tardi che mai. Perché Franco Marini non è stato soltanto un importante segretario generale della CISL, un ministro, un presidente del Senato o un protagonista della politica italiana. È stato soprattutto espressione di una cultura: quella del sindacalismo confederale libero e autonomo, del cattolicesimo democratico e popolare, della concretezza, della mediazione intesa non come debolezza, ma come capacità di costruire soluzioni.

Una cultura che avrebbe bisogno di essere studiata, approfondita, discussa e, soprattutto, trasmessa alle nuove generazioni.

 

Una Fondazione da rendere viva

Proprio per questo appare ancora più singolare la vicenda della Fondazione Franco Marini. Una Fondazione che porta un nome importante, ma della quale risulta difficile percepire, nella vita pubblica e nel dibattito culturale e sindacale, un’attività altrettanto importante.

Insomma, c’è il contenitore: un presidente, un consiglio composto da altri due membri, un conto economico che non aiuta a comprendere i programmi della Fondazione. Sarebbe utile cominciare a vedere con maggiore chiarezza anche il contenuto. Consultando la sezione del sito dedicata alle attività, troviamo soltanto la presentazione di un libro, risalente al giugno 2026: un programma al minimo sindacale…

E qui l’ironia lascia spazio a una considerazione più seria: Franco Marini avrebbe meritato altro. Lo abbiamo già scritto in altre occasioni.

 

Ricerca e formazione sul futuro del lavoro

Avrebbe meritato una Fondazione capace di produrre studi sul lavoro e sulle sue trasformazioni, di organizzare una vera scuola di formazione sindacale, di raccogliere e rendere accessibili documenti e testimonianze, di promuovere borse di studio per giovani ricercatori.

Una Fondazione capace di discutere senza ritualità del futuro del sindacato, della rappresentanza e della partecipazione, degli effetti della transizione energetica e digitale sull’organizzazione del lavoro. Una Fondazione, insomma, e non semplicemente un nome prestigioso sopra una porta.

La segretaria generale Daniela Fumarola avrebbe oggi l’opportunità di compiere un’operazione ben più significativa di tante celebrazioni: prendere quella che rischia di apparire come una «scatola vuota» e riempirla di idee, persone, ricerca e formazione.

 

Che cosa c’è dietro le targhe

Sarebbe anche un modo per superare quella particolare inclinazione per cui siamo bravissimi a celebrare i protagonisti della nostra storia e un po’ meno bravi a far vivere ciò che ci hanno lasciato.

Perché a Franco Marini probabilmente interesserebbero poco le fotografie davanti alle targhe. Molto di più, conoscendone il carattere e il pragmatismo, gli interesserebbe sapere che cosa c’è dietro quelle targhe.

E forse è arrivato il momento che la CISL provi a dare una risposta.

Non c’è più la Dc ma sopravvivono le sue correnti

Una cultura che continua a vivere

Lo sappiamo tutti. La Democrazia cristiana, intesa come partito autonomo e organizzato, è stata consegnata agli archivi storici da oltre trent’anni. Ma la cultura politica democratico-cristiana continua a esistere. Eccome se esiste. L’ha riconosciuto, con realismo, persino Giorgia Meloni nel suo saluto al convegno di Saint-Vincent organizzato dal partito di Gianfranco Rotondi.

Esiste, cioè, la cultura politica declinata dalle varie correnti della Democrazia cristiana. Perché, come amava ripetere l’ultimo «maestro» del cattolicesimo democratico italiano, nonché leader della sinistra Dc, Guido Bodrato, «la storia della Dc è la storia delle sue correnti».

E la storia, la sensibilità, la cultura e il progetto delle varie correnti democristiane continuano a fermentare e a caratterizzare settori consistenti della politica contemporanea nei vari partiti esistenti — o meglio, nei vari cartelli elettorali e partiti personali — e nelle rispettive coalizioni.

 

Le correnti nello scacchiere attuale

Non è neanche troppo difficile individuare il profilo delle varie e intramontabili ex correnti della Dc nell’attuale scacchiere politico italiano. Con le debite eccezioni, come è ovvio e persino scontato.

Se le correnti moderate, conservatrici o di destra si riconoscono tranquillamente, e storicamente, nella coalizione di centrodestra, le componenti della sinistra interna si sentono più rappresentate — anche qui storicamente — nella coalizione di centrosinistra. O meglio, quando c’era ancora un’alleanza di centrosinistra, perché, nel frattempo, si è consolidata una coalizione di sinistra e progressista. Molto più simile alla «gioiosa macchina da guerra» di occhettiana memoria che a una coalizione riformista, di governo e autenticamente democratica, riconducibile al tradizionale centrosinistra.

Poi ci sono delle eccezioni, come è ovvio. La più vistosa è quella della sinistra sociale della Dc, cioè la componente che ha fatto capo per molti anni a Carlo Donat-Cattin e poi a Franco Marini. Donat-Cattin: lo statista e il leader Dc più contestato, più insultato e più attaccato sul piano personale e politico dal Pci e da tutti i suoi addentellati culturali, editoriali, giudiziari, accademici e intellettuali.

 

La riscoperta di una cultura di governo

Ma, al di là delle vicende concrete che hanno caratterizzato il percorso di molti esponenti appartenenti alle varie correnti democristiane, è indubbio che la cultura che ha accompagnato quegli straordinari strumenti politici nel «partito italiano» per eccellenza, la Dc appunto, continui a innervare larghi settori della politica italiana.

E questo non solo perché gli storici detrattori e contestatori dell’esperienza e della storia democristiana, cioè quasi tutta la classe intellettuale della sinistra italiana nelle sue multiformi espressioni, ne hanno compiuto una riabilitazione politica postuma.

Ma per la semplice ragione che quasi tutti — tranne, come è ovvio, i populisti come Conte, Vannacci e Salvini e gli estremisti come Fratoianni, Bonelli e Salis — prendono atto che proprio quella cultura e, soprattutto, quella postura non solo sono necessarie, ma addirittura indispensabili per poter declinare una vera e propria cultura di governo.

 

Il compito dei democristiani non pentiti

La postilla finale, di conseguenza, non può che essere una sola. Sarebbe auspicabile che quella cultura politica, quella postura istituzionale e anche quella cultura di governo fossero concretamente declinate ancora dai cosiddetti «democristiani non pentiti».

E non solo da quelli che hanno sempre e soltanto contestato, ridicolizzato e delegittimato quella storica esperienza politica, culturale e istituzionale.

Salvatore Veca, una sinistra liberale con gli occhi sull’umanità

L’ultimo dialogo rimasto aperto

Cinque anni or sono il filosofo Giacomo Marramao era a Milano, a un incontro presso la Casa della Cultura, quando apprese che il suo amico e collega Salvatore Veca era in fin di vita. Alla notizia della morte, fra Giacomo e me ci fu uno scambio di messaggi intenso e commosso. Eravamo entrambi quasi increduli, come frastornati.

Appena pochi giorni prima, il 27 settembre, Salvatore, che si accingeva a preparare la postfazione a un mio libretto, mi scrisse: «Grazie di cuore, caro Danilo, per la tua sollecitudine con Agnese Manni, che ti prego di ringraziare per la sua comprensione. Ti cercherò nei prossimi giorni per un chiarimento concettuale». Quel concetto non venne più chiarito.

 

Di sinistra e profondamente liberali

Mi sento fortunato ad aver avuto e ad avere non pochi maestri. Affinità, sintonia, insegnamenti che provengono da varie figure del nostro panorama culturale, soprattutto filosofico. Con Veca, tuttavia, era diverso: non si trattava semplicemente di spunti o di stimoli. Era una più profonda intesa, una più pervasiva complicità. Entrambi profondamente di sinistra e profondamente liberali. Io credente, lui sensibilissimo all’istanza religiosa.

Il suo volumetto postumo Pensieri nella penombra. Meditazioni sul mondo e sull’uomo, a cura di Arnoldo Mosca Mondadori, è stato pubblicato dalla casa editrice Morcelliana, per dirne una. E proprio dalla sezione del libro intitolata L’amore e altri enigmi prende le mosse, a sua volta, un mio volumetto di prossima uscita. Quasi che le nostre vite e la nostra ricerca continuassero a intrecciarsi.

 

Cultura, politica e città

Il pomeriggio del 6 ottobre, a Milano, presso la sede della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, a cui il filosofo era legatissimo, si terrà un incontro pubblico intitolato Intellettuali per la città. Omaggio a Salvatore Veca. Un incontro dedicato proprio al connubio tra cultura, politica e città e rivolto soprattutto al presente e al futuro.

Sì, perché egli era un pensatore della «gran città del genere umano» — espressione di Giambattista Vico a lui cara — e, insieme, uno studioso attento ai fenomeni e ai sommovimenti in corso nella «capitale morale», come si diceva un tempo. Ed era — sono affezionatissimo a queste espressioni, da lui apprese — un europeo e un occidentale «con gli occhi sul resto d’umanità», come avrebbe detto Adam Smith.

Ucraina, allerta per attacco aereo: la Romania fa decollare due F-18 vicino al confine

Roma, 6 ott. (askanews) – La Romania ha fatto decollare due caccia F-18 vicino al confine con l’Ucraina a causa di un’allerta per un attacco aereo. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa di Bucarest.

“Nella notte tra il 5 e il 6 ottobre, il sistema di sorveglianza radar del ministero della Difesa nazionale ha rilevato due obiettivi aerei che si muovevano nello spazio aereo ucraino, vicino al confine con la Romania. Due caccia F-18 dell’Aeronautica e Forza spaziale spagnola, impegnati in missioni di potenziamento della sorveglianza aerea, sono decollati dalla base aerea 57 di Mihail Kogalniceanu”, ha dichiarato il ministero.

Nella contea di Tulcea è stata diramata un’allerta per un attacco aereo, durata un’ora. Il ministero ha precisato che i droni non hanno violato lo spazio aereo del Paese.

La Nato ha intensificato il monitoraggio dello spazio aereo romeno dispiegando ulteriori sistemi di allerta precoce. Il Parlamento di Bucarest ha approvato una legge che autorizza le forze armate ad abbattere i droni che violano lo spazio aereo del Paese.

Usa, Trump dà il via libera alla fucilazione per l’autore della strage di Fort Hood

Roma, 6 ott. (askanews) – Donald Trump ha dato il via libera all’esecuzione tramite plotone d’esecuzione dell’autore di una strage che nel 2009 aveva provocato 13 morti nella base militare di Fort Hood, in Texas. Lo ha annunciato il portavoce del Pentagono.

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth “ha raccomandato – e il presidente Donald Trump ha approvato – che il terrorista condannato Nidal Malik Hasan venga giustiziato da un plotone d’esecuzione dell’esercito statunitense”, ha dichiarato Sean Parnell su X. La data e il luogo dell’esecuzione saranno stabiliti in seguito, ha aggiunto.

Nidal Hasan, un musulmano nato negli Stati Uniti e di origine palestinese, aveva aperto il fuoco il 5 novembre 2009 in un centro medico dell’enorme base di Fort Hood, con l’obiettivo di impedire ai soldati di partecipare a una guerra che considerava “illegale” in Afghanistan e Iraq.

Considerato un “lupo solitario” di al Qaida, Nidal Hasan aveva ucciso 13 persone, tra cui dodici soldati, e ne aveva ferite decine di altre. Rimasto ferito da un colpo di arma da fuoco durante l’attacco, l’ex psichiatra dell’esercito è oggi parzialmente paralizzato. Nel 2013 era stato condannato a morte da un tribunale militare.

La sua esecuzione sarà la prima effettuata dall’esercito statunitense dal 1961.

Ucraina, continuano attacchi russi alle infrastrutture: colpito ponte sul Dnepr a Zaporizhzhia

Roma, 6 ott. (askanews) – Le forze russe hanno colpito questa mattina un ponte sul Dnepr a Zaporizhzhia, temporaneamente chiuso al traffico. Lo hanno riferito le autorità regionali. Cinque persone sono rimaste ferite, tra cui due dipendenti della Croce Rossa che si stavano recando al lavoro.

Domenica, Kiev è stata colpita da un attacco contro un ponte. Due degli otto ponti della capitale che consentono di attraversare il Dnepr sono stati presi di mira negli ultimi giorni da droni russi a reazione, difficili da intercettare.

Energia, la sfida della nuova transizione

Milano, 5 ott. (askanews) – A Palazzo Mezzanotte, a Milano, l’Italian Energy Summit mette a fuoco le trasformazioni che stanno ridisegnando il mercato dell’energia. Dopo la crisi del 2022, volatilità dei prezzi, tensioni geopolitiche e sicurezza degli approvvigionamenti continuano a pesare sullo scenario europeo. L’energia diventa così sempre più una variabile strategica, non solo per i costi, ma per la competitività delle imprese e la capacità di famiglie e territori di affrontare gli shock esterni.

Le parole di Luca Conti, CEO E.ON: “Lo scenario attuale dell’energia è piuttosto critico visto l’avvicinamento della stagione invernale. Quindi, oltre a quello che è l’incremento dei prezzi sull’energia elettrica, ci sarà anche quello del gas che metterà ovviamente a dura prova famiglie ed imprese. Quello che non doveva succedere è fondamentalmente successo e ci troviamo con un livello di prezzi simile a quello dell’inverno della crisi Russia-Ucraina”.

Al tempo stesso, il sistema energetico sta cambiando: energie rinnovabili ed elettrificazione diventano sempre più importanti reti moderne, sistemi di accumulo e strumenti digitali per gestire in modo efficiente una domanda sempre più esigente.

Nuovamente, l’intervento di Luca Conti, CEO E.ON: “La visione di E.ON in questo contesto difficile è quella di permettere ai clienti di risparmiare sull’ energia. Significa avere competitività di prezzo e permettere ai clienti finali come imprese e famiglie di affrontare il costo dell’energia, la cosiddetta affordability, ma anche di risparmiare nel corso del tempo, adottando soluzioni di efficienza energetica che permettono di conseguire un risparmio negli anni. Penso ad esempio al fotovoltaico e ai sistemi di accumulo. Chi ha un fotovoltaico sul tetto e un sistema di accumulo ha accusato meno l’aumento dei prezzi”.

La sfida per gli operatori del settore energetico, dunque, non riguarda semplicemente la gestione dell’emergenza, bensì istruire e diffondere una maggiore consapevolezza che possa portare famiglie e imprese ad una transizione completa verso le risorse energetiche

In chiusura, Luca Conti, CEO E.ON: “Per noi di E.ON è molto importante stare vicini ai clienti, ma i clienti non sono tutti uguali. Ci sono clienti più smart e per questo investiamo molto in digitalizzazione con l’app, che è la migliore del mercato, e con la possibilità di utilizzare l’energia in maniera digitale, ricevendo anche consigli su come ottimizzare i consumi. Però, come dicevo, ci sono anche altri clienti, clienti più tradizionali. L’energia è un servizio universale e non si lascia indietro nessuno. Per questo, oltre ad un call center di eccellenza, abbiamo anche 100 punti fisici sul territorio sui quali offriamo ai clienti consulenza a 360°”.

A sostenere questa evoluzione sono anche la gestione intelligente dell’energia e le comunità energetiche, che coinvolgono cittadini, imprese e territori. Un modello che unisce innovazione e attenzione al cliente e che riflette la visione E.ON della tripla transizione: energetica, digitale e sociale.

Salute riproduttiva, a Milano al via la campagna PreSERVE

Milano, 5 ott. (askanews) – Progetti personali e stabilità economica sono alcuni dei fattori che oggi possono portare a posticipare la maternità. I tempi della vita, però, non sempre coincidono con quelli biologici. Anche da queste riflessioni nasce “PreSERVE YOUR FUTURE – Tutela la salute riproduttiva”, la campagna di sensibilizzazione sulla Procreazione Medicalmente Assistita promossa con il contributo non condizionante di IBSA Italy e con il patrocinio di SIFES e MR – Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione, SIdR – Società Italiana della Riproduzione e SIRU – Società Italiana della Riproduzione Umana.

Le parole di Alberto Vaiarelli, Vicepresidente SIFES e MR – Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione: “Tutela della salute riproduttiva vuol dire rendere consapevole le nostre giovani donne di come funziona il sistema riproduttivo. Questa è un’informazione cruciale per tutte quelle donne che devono e che vogliono programmare una gravidanza. Oggi in Italia sempre più donne posticipano il desiderio di una gravidanza, l’età media del primo bambino nato è circa 31 anni e questa è un’informazione importante. Noi dobbiamo sapere che il sistema riproduttivo lavora con dei tempi molto definiti e all’avanzare dell’età delle donne si ha una diminuzione quantitativa e qualitativa della riserva ovarica”.

Una riflessione sul tema della procreazione medicalmente assistita è dettata anche dai numeri

Nuovamente, Alberto Vaiarelli, Vicepresidente SIFES e MR – Società Italiana di Fertilità e Sterilità e Medicina della Riproduzione: “Oggi in Italia circa il 4,8% dei bambini nascono grazie a una tecnica di procreazione medicalmente assistita che vengono destinate a tutte quelle coppie che hanno un problema ad ottenere una gravidanza fisiologicamente. Esistono vari tipi di tecniche e queste tecniche vanno targhettizzate in base all’esigenza delle coppie. È un problema sempre più crescente: il 20% delle nostre coppie ha un problema a concepire naturalmente. Si prevede che questo dato sarà in continua crescita e campagne come questa, di tutela della salute riproduttiva, possono aiutare le donne a fare dei passi importanti come quello di conoscere la loro età ovarica e preservare la fertilità in determinate condizioni mediche”.

La tappa di Milano è solo la prima un percorso che toccherà le principali città da nord a sud. Il bilancio è più che positivo.

L’intervento di Giuseppe Martoccia, Sales Director PMA IBSA Italy: “Noi siamo partiti oggi da Milano e successivamente il prossimo fine settimana saremo a Bologna per poi arrivare a Napoli, toccare anche Palermo e Firenze. Il riscontro è molto positivo, tant’è che prima di iniziare abbiamo avuto tutto sold out,per quanto riguarda le prenotazioni per il prelievo dell’ AMH. Quindi posso dire che la campagna sta avendo un grande successo”.

Ruolo prezioso in questa iniziativa, quello di un board scientifico composto da cinque esperti di Medicina della Riproduzione. Gli specialisti hanno contribuito allo sviluppo della campagna e alla realizzazione di un documento informativo dedicato ai principali aspetti della salute riproduttiva: dalla prevenzione alle tecniche di PMA, fino al significato e alla corretta interpretazione del test dell’Ormone Antim lleriano noto anche come AMH. Conoscere il funzionamento del proprio corpo, i cambiamenti legati all’età e i fattori che possono influire sulla fertilità aiuta infatti a compiere scelte più consapevoli in vista di un’eventuale gravidanza.

Aspi, terminato lo scavo della galleria di San Donato

Rignano (Fi), 5 ott. (Askanews) – Completato, con la caduta dell’ultimo diaframma e dopo 495 mila ore di lavoro, lo scavo della nuova galleria San Donato sulla A1, tra Firenze Sud e Incisa Reggello. L’opera rientra nel potenziamento a tre corsie del tratto fiorentino (pari a 18 km), dal valore complessivo di circa 1 miliardo di euro con una media di 500 persone impegnate. Lo scavo su due fronti, per 950 metri complessivi, è stato condotto con tecniche tradizionali, assicurando la piena fruibilità delle gallerie esistenti durante i lavori.

Come afferma Arrigo Giana, Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, “è una giornata storica per Autostrade per l’Italia, ma per tutto il territorio. Apriamo un’infrastruttura, concludiamo i lavori di un’infrastruttura fondamentale nel processo di riqualifica della tratta toscana della A1 che ricordo essere il cantiere più importante di Autostrade per l’Italia in assoluto. Tutto l’intervento in Toscana è valso circa 6 miliardi di investimento ed è il più importante nella storia della A1 dopo la sua apertura”.

Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani ,e il il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini.

“Una bella giornata -ha commentato Salvini- perché significa gratificare centinaia, anzi migliaia di operai, di tecnici, di ingegneri, di geometri, di piccoli imprenditori che rendono possibile un’Italia più moderna, più sicura, più veloce, con meno traffico, meno inquinamento”.

Nei prossimi mesi partiranno i lavori di rifinitura e impiantistica per rendere transitabile la galleria. Entro un anno il traffico sarà deviato nel nuovo tunnel, mentre dal 2028 apriranno progressivamente i nuovi tratti a tre corsie.

50 anni contro i tumori del sangue: cura e assistenza

Milano, 5 ott. (askanews) – AIL Milano Monza Brianza festeggia 50 anni di attività e lo fa con l’incontro “50 anni accanto ai pazienti. Ricerca. Cura. Futuro”.

Un evento nel quale si è parlato dei progressi della ricerca sui tumori del sangue e dell’impegno nel restare accanto ai pazienti, aiutandoli sia negli spostamenti ma garantendo anche un’assistenza psicologica costante.

L’intervista a Federica Fiorani, Presidente AIL Milano Monza Brianza: “AIL è un’associazione di volontari che con passione si dedica a stare vicino a chi ha bisogno. Ci dedichiamo ai pazienti ematologici e da 50 anni le nostre attività sono l’accoglienza dei malati, e dei loro cari che arrivano a Milano a fronte di un grande tema di pendolarismo sanitario che negli anni è cresciuto notevolmente”.

Grazie all’impegno di professionisti e volontari, negli ultimi anni AIL ha messo a disposizione oltre 240.000 pernottamenti gratuiti, più di 23.300 viaggi e 7.000 colloqui di supporto psicologico

Il commento di Francesco Passamonti, Professore Ordinario di Ematologia – Università degli Studi di Milano: “La presenza di AIL è fondamentale per l’ematologia italiana in quanto è vicina all’ematologo e alla gestione del paziente e questo è uno strumento importante vicino ovviamente anche alle famiglie che arrivano. Per i pazienti è fondamentale perché sostiene la ricerca di innovazioni che è fondamentale perché noi portiamo la ricerca di innovazioni, che vuol dire poi portare nuove terapie ai pazienti. Quindi AIL sostiene la ricerca, sostiene l’innovazione e sostiene i pazienti all’ematologia. Facendo tutto questo ovviamente sostiene il progresso dell’ematologia legata allo studio”

Il tutto con un occhio rivolto al futuro della ricerca.

Le parole di Paolo Corradini, Direttore Divisione di Ematologia e Trapianto di Midollo Osseo Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori: “Gli studi del futuro saranno quelli che riusciranno a utilizzare come obiettivo dello studio degli obiettivi non solo legati alla sopravvivenza, che oramai è talmente lunga che in certe malattie impedisce di studiare i farmaci, ma degli obiettivi di laboratorio, come la malattia minima residua, che ci consentiranno di capire molto precocemente se il trattamento per quel paziente ha funzionato, o in certi casi se l’ha addirittura guarito. Questo faciliterà gli studi registrativi delle aziende e porterà con un costo di sviluppo minore questi studi più rapidamente con molecole disponibili per i pazienti”

Accompagnare la ricerca, sostenere le famiglie: da cinquant’anni, la prima vera cura di AIL è non lasciare mai nessuno da solo.

Come si trasforma la mobilità tra tecnologia e rete

Milano, 5 ott. (askanews) – Il mercato automobilistico italiano sta vivendo una fase di profonda trasformazione e tra i protagonisti assoluti di questo cambiamento spicca senza dubbio BYD. Il colosso globale della mobilità sostenibile continua a consolidare la propria presenza nel nostro Paese, registrando performance di rilievo.

Tracciando il bilancio di questi primi nove mesi del 2026, Alessandro Grosso, Country Manager Italy BYD & DENZA, Regional Director Italy and Poland BYD & DENZA, evidenzia come la straordinaria crescita del brand sia sostenuta da strategie mirate e da campagne commerciali dinamiche, studiate per avvicinare sempre più automobilisti italiani alla mobilità avanzata: “Settembre ha confermato una crescita strutturale del brand in Italia, con una quota del 3,7% e un incremento di quasi due punti percentuali rispetto allo scorso anno. Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alle nostre campagne audaci e posizionanti. Tra queste, la campagna “Decreto” supporta concretamente il rinnovo del parco circolante, contribuendo a costruire un futuro migliore e coerente con il nostro obiettivo strategico: favorire l’abbassamento di un grado della temperatura terrestre”.

Al centro di questa espansione c’è una continua evoluzione dell’offerta di prodotto, pensata per rispondere in modo puntuale alle esigenze del mercato europeo. Un esempio emblematico è rappresentato dalla nuova Dolphin G-DMi.

“Entriamo nel mercato con un prodotto tecnologico di livello superiore: Aeron K, dotato di guida autonoma di secondo livello e dei principali sistemi ADAS già di serie. Lo facciamo valorizzando la nostra tecnologia super ibrida Dual Mode Intelligence, che già a settembre ha registrato un ottimo riscontro, con oltre 600 ordini raccolti tra i clienti privati” ha aggiunto Grosso.

Il futuro immediato riserva inoltre grandi novità per il mercato italiano, a partire dal consolidamento di DENZA, il brand di lusso del gruppo.

“Il progetto è in piena fase esecutiva: in Italia avremo 12 concessionari, di cui due già operativi, e abbiamo appena installato la prima stazione di flash charging, che rappresenterà uno dei tratti distintivi del brand Denza. L’offerta si articolerà su tre anime principali: i MPV, concepiti come shuttle di lusso, la gamma SUV, sia ad altissime prestazioni off-road sia orientata all’eleganza, e le supercar, guidate dalla Z9 GT, vero e proprio manifesto tecnologico del nostro marchio” ha concluso Grosso.

L’ascesa di BYD in Italia, dunque, non è più una semplice promessa, ma una realtà industriale e commerciale strutturata. L’azienda si conferma un pilastro fondamentale nella transizione ecologica e tecnologica della mobilità italiana.

Seveso 2076: alla Cattolica la mostra sulla memoria e il futuro

Milano, 5 ott. (askanews) – A cinquant’anni dalla tragedia dell’Icmesa, l’Università Cattolica di Milano inaugura “Seveso 2076”, mostra gratuita aperta fino al 31 ottobre.

Non una semplice rievocazione, ma una proiezione verso il futuro di tutela ambientale, innovazione e sicurezza.

Un percorso nato dal riscatto del territorio, dal Bosco delle Querce fino all’impegno delle istituzioni regionali.

“Per la Regione Lombardia è stato fondamentale sviluppare quel processo che ha portato alla nascita della Fondazione Lombardia per l’Ambiente. Nata dieci anni dopo l’incidente di Seveso, in tutti questi anni la Fondazione ha portato avanti un importante percorso di studio e ricerca. Ma soprattutto, ha saputo mettere insieme tutti i protagonisti del territorio, la ricerca, l’industria e i singoli cittadini, con l’obiettivo comune di migliorare l’ambiente e far vivere le persone in un contesto sano e sicuro, al riparo dai rischi e da eventi come quelli accaduti a Seveso” ha dichiarato Piero Frazzi, Presidente della Fondazione Lombardia per l’Ambiente.

Una sinergia tra ricerca scientifica, istituzioni e comunità locale che trova nell’ateneo di Piazza Sant’Ambrogio il luogo ideale di confronto.

“L’Ateneo non è la torre d’avorio in cui l’Accademia si isola dal contesto, ma è il luogo in cui i saperi si incontrano. In questo senso, la Cattolica offre anche l’orgoglio di mostrare una struttura nuova e rinnovata, dimostrando quanto sia attenta al territorio e quanto, a sua volta, il territorio abbia bisogno della Cattolica” ha aggiunto Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.

Dalla ferita di una tragedia alla nascita delle più avanzate norme europee sulla sicurezza industriale.

La mostra Seveso 2076 dimostra come l’esperienza del passato possa diventare la guida per l’ambiente di domani.

Obesità patologia cronica: la sfida dei percorsi di cura

Milano, 5 ott. (askanews) – L’obesità non è più considerata soltanto una questione legata agli stili di vita, ma è stata formalmente riconosciuta dalla legge italiana come una patologia cronica, progressiva e recidivante. Il nodo centrale da sciogliere oggi riguarda la trasformazione di questi principi in percorsi di cura concreti ed equi per i pazienti.

Di questi temi si è discusso ampiamente in occasione dell’importante appuntamento internazionale svoltosi nella cornice della PwC Tower di Milano, un evento di alto profilo istituzionale ideato e organizzato da Lilly, A Medicine Company.

Una platea d’eccezione che ha visto la partecipazione di figure di primo piano del panorama politico ed economico, come Antonio Tajani, Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e Paolo Gentiloni, già Presidente del Consiglio dei Ministri ed ex Commissario Europeo per l’Economia.

Nazario Pagano, Presidente della 1 Commissione Affari costituzionali della Presidenza del Consiglio e interni, ha evidenziato che la priorità assoluta consiste nel garantire una presa in carico uniforme su tutto il territorio.

Le parole di Nazario Pagano, Presidente della 1 Commissione Affari costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni: “Per la prima volta è stata fatta una legge che si occupasse di obesità. I passaggi successivi sono quelli di fare un’opera di sensibilizzazione fra la popolazione. Questa legge introduce una serie di obiettivi che sono quelli legati alla prevenzione, ma anche un collegamento tra le varie regioni che si occupano di sanità, affinché non vi siano più sperequazioni tra le regioni del nord e quelle del sud.

Fra gli ospiti che hanno preso parte all’evento vi era anche Giulio Gallera, Presidente della Commissione speciale PNRR, mette in luce l’impegno di Regione Lombardia che, anche grazie all’approvazione della Legge numero 127 e a strumenti organizzativi avanzati, si distingue nella prevenzione, nella diagnosi e nella presa in carico precoce dei pazienti.

L’intervento di Giulio Gallera, Presidente della Commissione speciale PNRR: ” Siamo la prima regione che attua una legge che prevede un tavolo regionale permanente di esperti che delineeranno costantemente la strategia, sia sulla prevenzione che sulla presa in carico. Verrà definito e attuato un percorso preventivo diagnostico-terapeutico assistenziale, ma poi grande novità è quella che della Regione Lombardia che stanzierà 2.400.000 euro per tre anni per l’acquisto e la distribuzione gratuita dei farmaci ai pazienti che hanno un’obesità severa e una fragilità economica.

Il percorso tracciato a Milano delinea una rotta precisa: per vincere la sfida dell’obesità e delle patologie croniche non basta il riconoscimento formale della malattia, ma occorre una sinergia strutturata tra istituzioni nazionali, regionali e attori industriali.

A Udine l’incontro pazienti-medici AIL per i tumori del sangue

Udine, 5 ott. (askanews) – Presso l’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine si è tenuto l’incontro pazienti-medici “Trapianto e terapie cellulari”, un’iniziativa organizzata da AIL e dedicata al tema dei trapianti di cellule staminali emopoietiche e delle terapie CAR-T per il trattamento dei tumori del sangue. Si tratta di una delle attività organizzate periodicamente dall’Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma in tutta Italia, pensate per offrire a pazienti e caregiver informazioni sulle patologie onco-ematologiche e sui progressi della Ricerca Scientifica, creando al tempo stesso uno spazio di confronto diretto con medici e professionisti sanitari.

A introdurre la giornata di incontro è stato il Presidente Nazionale AIL, Giuseppe Toro: “Un paziente con un tumore del sangue, oltre ad essere curato, ha bisogno di tutta una serie di servizi, di assistenza per la sua qualità di vita e per il suo benessere. Mi riferisco in particolare al sostegno psicologico, alla nutrizione, alla sessualità: tutta una serie di incognite che il paziente ha bisogno di dichiarare con un medico o con la struttura sanitaria”.

La prima parte dell’incontro è stata dedicata ai percorsi clinici dei pazienti sottoposti a trapianto o trattati con terapie CAR-T, con un approfondimento sulle caratteristiche dei trattamenti e sugli aspetti che accompagnano il paziente nelle diverse fasi del percorso di cura. A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è Giuseppe Gioffrè, Presidente della Sezione AIL di Udine-Gorizia ed ex paziente guarito da un linfoma grazie a un trapianto di midollo: “È un incontro diverso rispetto ai normali incontri medici-pazienti, che sono sempre focalizzati sulle singole patologie ematologiche. Questo invece abbraccia delle terapie che sono utili per tantissime problematiche ematologiche e quindi c’è una platea di pazienti interessanti, pazienti che devono acquisire in un ambiente fuori dal contesto ospedaliero le conoscenze utili per conoscere, essere consapevoli e capire quali sono i percorsi terapeutici”.

La seconda parte della mattinata è stata invece inerenti gli aspetti che vanno oltre la terapia in senso stretto, ma che incidono sul benessere del paziente durante e dopo il percorso di cura con CAR-T o a seguito del trapianto. “Il trapianto allogenico è una terapia che facciamo da ormai 30 anni e abbiamo migliorato di molto la qualità della vita per un miglioramento delle terapie di supporto, della terapia anti-infettiva e della prevenzione del trattamento della GVHD. Per le terapie cellulari CAR-T sono terapie più recenti, una storia di poco più di 5 anni e hanno migliorato la sopravvivenza dei pazienti ricaduti con mieloma e linfoma”, spiega la Presidente del Comitato Scientifico dell’AIL Udine-Gorizia ODV, Dott.ssa Francesca Patriarca.

L’evento si è concluso passando la parola ai pazienti dando ad essi, assieme a caregiver e donatori, la possibilità di rivolgere liberamente domande e condividere considerazioni con tutti gli esperti presenti.

Luiss e Generali, modello per il lavoro che verrà: Transformation Hub

Roma, 5 ott. (askanews) – Un modello all’avanguardia di relazioni industriali nell’ottica di una dimensione partecipativa che unisce impresa, rappresentanze sindacali e ricerca accademica per affrontare le nuove sfide poste da intelligenza artificiale, sostenibilità sociale e crisi demografica. E’ quanto ha realizzato il progetto Transformation Hub, un’iniziativa unica in Italia, nata dall’accordo tra Generali e le organizzazioni sindacali, con la collaborazione scientifica dell’Università Luiss. Il progetto, è stato presentato al Cnel, istituzione che ha riconosciuto il Tranformation Hub come ‘Buona pratica aziendale’ per aver anticipato i contenuti della nuova normativa sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese. Nell’ambito del progetto, la Luiss coordina il piano di lavoro triennale combinando ricerca applicata, analisi d’impatto, percorsi formativi congiunti per manager e sindacati.

Giorgio Fossa, Presidente dell’Università Luiss Guido Carli: “Questo è un primo risultato di questa collaborazione iniziata con Generali che ci permette di far crescere, attraverso la partecipazione, le relazioni industriali perché nelle relazioni industriali, come in tutte le altre cose se si rimane fermi si può andare solo indietro. Questo invece è un passo importante in avanti. La cosa fondamentale è che una volta fatto questo passo questo venga restituito non solo a Generali ma anche alle altre aziende, cioè ci sia la possibilità di replicarlo di metterlo nei contratti futuri”.

L’idea di offrire un modello che possa espandersi ad altri settori è stata evidenziata anche dal Country General Manager di Generali Italia, Gianluca Perin, nell’ottica di voler creare una cultura della partecipazione, in cui il contributo del mondo scientifico-accademico, come quello portato dalla Luiss, possa affiancare al confronto tra le parti il rigore della ricerca e una visione di lungo periodo.

Gianluca Perin, Country General Manager di Generali Italia: “La Luiss guarda da sempre le imprese, quindi è una grande diciamo università economica, con occhio verso le imprese proprio perché è legata alla Confindustria, e quindi la concretezza che anche diciamo l’università ci può dare nel trasformare questa iniziativa in un qualcosa di retorico. Non qualcosa che abbia solo contenuti come dire professorali, ma qualcosa che concretamente possiamo poi applicare nella nostra, realtà infatti vogliamo che poi gli esiti si traducono concretamente o in accordi o ne rinnovi dei contratti o in nuovo modo di vedere l’impresa”.

Focus Museo del Novecento: Agnetti, Castellani e Studio Marconi

Milano, 5 ott. (askanews) – Il Museo del Novecento inaugura tre nuovi appuntamenti di Focus900, il programma di approfondimento dedicato ai protagonisti e alle esperienze più significative dell’arte italiana della seconda metà del Novecento. Il Direttore Gianfranco Maranello li ha presentati ad askanews: “Il Museo del Novecento è un museo che racconta la storia della grande arte italiana nel corso del secolo breve e ha bisogno periodicamente di mostrare molte delle opere che ci sono nei propri depositi – è impossibile mostrare tutto – e di farlo anche rendendo il pubblico consapevole delle ricerche dei singoli artisti che non possono mostrare solo attraverso un quadro o una scultura il processo di una ricerca. Ecco questi sono quelli che noi chiamiamo i focus, una concentrazione sull’attività, le ragioni, le ricerche di alcuni maestri dell’arte del Novecento. Presentiamo tre sale nuove: una legata a un protagonista della cosiddetta arte concettuale, la possibilità di costruire opere con le idee, con le parole, ecco Vincenzo Agnetti che ci porta a un’arte fatta necessariamente a braccetto con la poesia. Una seconda sala è dedicata invece a Enrico Castellani, un grande protagonista di quella storia che porta le possibilità dell’opera oltre la forma rappresentativa e significativa e fa anche della tela stessa dell’opera la possibilità che questa autonomamente produca importanti riflessi sulle condizioni di apparizione di quella che si è potuta chiamare Arte nel Secondo Dopoguerra. E poi un’attenzione a una generazione, a quella che attorno alla Galleria Marconi negli anni Sessanta e Settanta ha dato vita a una versione del tutto peculiare di quelle trame che si sono mosse tra Pop Art, nuova ricerca sui oggetti e sulla comunicazione visiva: ecco Valerio Adami, Emilio Tadini, Lucio Del Pezzo e Bobo Piccoli insieme a Mario Schifano, i protagonisti assoluti di questa scena. In più il Museo del Novecento offre un grande mostra omaggio, una mostra realizzata con archivio di Tommaso Trini, un protagonista della storia critica e dell’attività curatoriale della seconda metà del Novecento. Il Novecento è il secolo in cui l’arte si plasma anche attraverso le idee e i progetti, è il secolo che vede per la prima volta il critico d’arte diventare curatore, cioè qualcuno che collabora e costruisce il processo stesso dell’arte, il cosiddetto sistema dell’arte. L’arte non è soltanto nell’autonomia dei singoli oggetti, ma nel riconoscimento sociale, nella capacità di dare senso a delle operazioni e di poterle comunicare.e quindi i focus del Museo del Novecento dedicati ai grandi maestri della critica si rivolgono in quest’occasione a Tommaso Trini, un grandissimo”.

Dopo gli approfondimenti dedicati a Grazia Varisco, Paolo Scirpa, Alberto Garutti e Bruno Munari, dal 6 ottobre 2026 il percorso prosegue nella Galleria Gesti e Processi, al quarto piano del Museo, con due focus monografici dedicati a Vincenzo Agnetti e a Enrico Castellani, e una sala con opere di Valerio Adami, Alik Cavaliere, Lucio Del Pezzo, Bobo Piccoli e Emilio Tadini. La sala monografica Vincenzo Agnetti e la poesia, realizzata in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti e curata da Federica Boragina, è dedicata al ruolo assunto dalla poesia negli ultimi anni dell’attività dell’artista. Enrico Castellani e le superfici a rilievo è il progetto realizzato in collaborazione con la Fondazione Enrico Castellani che indaga uno dei nuclei fondamentali della ricerca dell’artista, concentrandosi sulle opere con cui, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, Castellani supera la tradizionale concezione del quadro come superficie destinata alla rappresentazione e trasforma la tela in un luogo capace di dialogare con la luce e con lo spazio. Il focus Adami, Cavaliere, Del Pezzo, Piccoli e Tadini indaga il ruolo di Milano come laboratorio della contemporaneità negli anni Sessanta e Settanta. Punto di partenza del percorso è la storica mostra che, nel novembre del 1965, inaugurò lo Studio Marconi. Valerio Adami, Emilio Tadini, Lucio Del Pezzo e Mario Schifano, riuniti in quell’occasione, danno vita a ricerche profondamente differenti, accomunate dalla necessità di misurarsi con il presente e con l’impatto crescente delle immagini prodotte e diffuse dalla società dei consumi.

Tommaso Trini. La terra vista dalla luna, mostra dedicata a Tommaso Trini (Sanremo, 1937), critico, giornalista, curatore e docente, tra le voci più originali e indipendenti della critica d’arte italiana della seconda metà del Novecento. Curata da Daniela Domina e Iolanda Ratti con Lodovica Cesaretti, la mostra costituisce il secondo appuntamento di Voci del Novecento, il ciclo espositivo dedicato a critici, curatori e storici dell’arte che hanno contribuito a orientare la comprensione dei linguaggi e delle correnti dell’arte contemporanea.

E’ uscito Tutti Tornano A Casa il nuovo album di Ariete

Milano, 5 ott. (askanews) – E’ uscito Tutti Tornano A Casa (Bomba Dischi in licenza Warner Records Italy), il nuovo album di Ariete anticipato dal singolo Che Bella Vita con Angelina Mango.

L’album arriva a tre anni di distanza dall’ultimo disco della cantautrice, La notte, e racchiude il percorso artistico che Ariete ha compiuto in questi anni. Tutti Tornano A Casa è da oggi disponibile su tutte le piattaforme e in preorder in formato vinile casetta autografato, vinile, CD autografato e CD al link: https://wmi.lnk.to/tutti-tornano-a-casa-ariete.

Tutti Tornano A Casa è un concetto universale, che ognuno può riconoscere e interpretare. Casa può essere protezione, il viaggio di ritorno e la corsa tra le braccia di una persona cara; il calore di una serata trascorsa con la propria famiglia, un discorso con un’amica e, soprattutto, uno spazio interiore, costruito con pazienza nel tempo. Ariete inaugura così un nuovo capitolo del proprio percorso artistico con la sincerità e l’autenticità che da sempre caratterizzano la sua scrittura.

Il disco contiene diverse collaborazioni, ciascuna contribuisce ad arricchire l’atmosfera e intensificare la narrazione: dalla sinergia con Angelina Mango in Che Bella Vita, all’intesa intima e romana con Fulminacci in Mano Nella Mano, passando per la complicità con Tredici Pietro in Casa Mia / Casa Tua e le sonorità suggestive di prima stanza a destra in Quando La Luna Si Accende. La voce di ogni artista si sposa perfettamente con la poetica di Ariete, mettendo in luce l’autenticità di queste collaborazioni e accompagnando con dolcezza l’artista nel suo nuovo viaggio.

Le 12 tracce che compongono Tutti Tornano A Casa racchiudono gli ultimi anni vissuti da Ariete e raccontano il suo percorso artistico. L’album si apre con L’alveare, che introduce il disco in maniera pacata: il testo è costruito sul parallelismo tra la vita umana e quella delle api, così diverse eppure così simili a noi nella loro fragilità e nella continua ricerca di un posto a cui appartenere. Segue Capricci, un pezzo intimo e profondo che nasce dalla riflessione su un nuovo percorso sentimentale dopo un periodo di profonda introspezione. Con Che Bella Vita, Ariete collabora per la prima volta con Angelina Mango in un brano che racconta il valore degli incontri fortuiti destinati a cambiare il nostro percorso. Rivoluzione è una ballata d’amore più classica, in cui il sentimento dell’amore si intreccia al concetto di rivoluzione e diventa una consapevolezza da custodire per sempre, mentre La Mia Bocca, La Tua Bocca ripercorre con accettazione la fine di una relazione passata, giocando sul concetto di “casa”, come luogo dove le labbra un tempo si incontravano. Tachicardia, il brano più intenso dell’album per il percorso che ha richiesto, è legato all’elaborazione della perdita di una persona cara e sviluppa una contrapposizione tra il dolore e l’infanzia, fatta di semplicità e inconsapevolezza. Mano Nella Mano nasce dalla collaborazione con Fulminacci ed è un brano fortemente legato a Roma, che unisce i due artisti sia per l’affinità sonora che per il legame personale che li lega. Seguono soldatino!, un brano d’amore incentrato sulle prime fasi di una relazione, in cui la cantautrice formula una promessa di presenza e totale supporto verso il partner, utilizzando l’immagine giocosa del soldatino come metafora, e Casa Mia / Casa Tua con Tredici Pietro, uno scrigno di ricordi d’infanzia e giovinezza scritto come un omaggio spontaneo alla nostalgia e al cambiamento personale nel tempo. 10chiamate racconta una relazione tossica attraverso l’immagine di una figura femminile misteriosa e complicata, mentre Quando La Luna Si Accende con prima stanza a destra restituisce il senso di malinconia legato al ritorno a casa, come quando si torna da una serata con i finestrini della macchina abbassati. Chiude l’album Seduta n.65, tra i momenti emotivamente più densi del disco, scelto per questo come ideale conclusione di questo viaggio.

Ariete porterà il nuovo album sul palco dei principali club italiani con il CLUB TOUR 2026, prodotto e organizzato da Bomba Dischi: 7 appuntamenti autunnali, nella dimensione più intima e viscerale del live, per vivere ancora una volta un momento di unione tanto desiderato con la sua gente. Il tour partirà a Roma il 7 novembre all’Atlantico, per proseguire a Milano il 19 novembre all’Alcatraz, a Torino il 21 novembre al Teatro Concordia, a Padova il 25 novembre all’Hall, a Firenze l’1 dicembre al Viper Theatre, a Napoli il 10 dicembre alla Casa della Musica, per concludersi a Bitritto (BA) l’11 dicembre al Palatour. I biglietti sono già disponibili su www.iosonoariete.it.

La cantautrice inoltre incontrerà i suoi fan in occasione dei firmacopie, in programma a Roma il 2 Ottobre, a Milano il 3 Ottobre e a Napoli il 4 Ottobre.

Questo album arriva a tre anni dall’ultimo disco di Ariete e a due anni e mezzo da La Notte d’Estate, il tour di 12 date con cui la cantautrice aveva portato La notte nelle arene della penisola dopo essere diventata, nel 2023, la più giovane artista donna italiana a esibirsi nei palasport.

Marco Mengoni pubblica il nuovo singolo "Giornate perse"

Milano, 5 ott. (askanews) – Esce venerdì 9 ottobre Giornate perse (Epic Records Italy / Sony Music Italy), il primo singolo del nuovo progetto discografico di Marco Mengoni che sarà disponibile su tutte le piattaforme di streaming e download e in rotazione radiofonica. Un brano che nasce tra attese, silenzi e pensieri che si affollano, momenti in cui il tempo sembra fermarsi mentre tutto intorno continua a correre.

Giornate perse racconta del silenzio che lascia spazio a pensieri che si accavallano, ricordi e domande. È l’attesa del cambiamento, dopo un periodo complesso. Un brano che nasce anche dalla consapevolezza che la propria voce deve essere usata con onestà e come mezzo di comunicazione senza subire influenze o costrizioni dal mondo esterno, senza farsi dettare cosa sia giusto e cosa sbagliato. Fragilità e consapevolezza convivono così in un brano dal pop sofisticato, caratterizzato da una scrittura intima che fa dialogare Marco con sé stesso e attraversato dalla sensibilità della tradizione cantautorale italiana, con particolare riferimento a Lucio Dalla, da sempre un punto di riferimento per Mengoni; un omaggio al cantautore bolognese, alla sua scrittura e al suo mondo. Giornate perse è scritta da Marco Mengoni e Jacopo Ettorre, con la composizione di Giovanni Pallotti, Vanegas ed Edwyn Roberts, prodotta da Giovanni Pallotti e Marco Mengoni e co-prodotta da Vanegas.

Sul piano sonoro, il brano nasce dall’incontro di una dimensione acustica, costruita con strumenti suonati dal vivo, e una produzione che restituisce un suono contemporaneo. Una scelta che anticipa anche la direzione musicale delle 26 serate di Marco Mengoni Allo Sbagliato, dove l’artista porterà in scena uno show unico, che affonda le radici nel soul e nel blues, interamente suonato dal vivo, senza sequenze, click o altre componenti digitali. Spariscono anche gli in-ear, tutto per annullare qualsiasi barriera con il pubblico, posizionato attorno all’area di esibizione, senza palchi, transenne o altro a dividerlo da Mengoni e gli 11 elementi che lo accompagnano; senza una scaletta precisa, ma tanta improvvisazione e tanto “vivere il momento”, comunicando attraverso la musica stati d’animo e sensazioni nell’istante in cui vengono vissute.

Il brano arriva a pochi giorni dall’annuncio di Allo Sbagliato, il nuovo spazio milanese con Marco Mengoni alla direzione creativa. Per sette settimane, dal 5 novembre al 19 dicembre, l’off line club ospiterà una lunga residency di Mengoni da 26 show e, a completare il cartellone, quando il cantautore non sarà sul palco, serate di comedy con la coppia Nuzzo e Di Biase, ospiti internazionali come Benjamin Clementine in versione voce e piano, e ancora la new wave italiana con Faccianuvola, Angelica Bove, Settembre, prima stanza a destra, Gioia Lucia, Il Maestrale, Mazzariello, Anna and Vulkan, Primogenito, Matsby, e incursioni jazz di Sayf, la stand up raffinata di Luca Ravenna, Stefano Rapone, Sandro Canori, Fill Pill, Pietro Sparacino e alcuni nomi della scena femminile Carlotta Spallino, Chiara Pagliaccia, Cecilia Forastieri, Giulia Cerruti. Una dj night con MACE, Clap! Clap! e un reading con Federico Buffa dedicato proprio a Lucio Dalla “Il futuro è tra mezz’ora”

Serate uniche, una diversa dall’altra, da vivere off-line: all’ingresso il telefono verrà, infatti, riposto in una custodia richiudibile, perché qui conta il momento, da vivere fino in fondo. Al pubblico è richiesto solo di essere presente e portarsi a casa il ricordo di un’esperienza “felicemente sbagliata”.

I biglietti sono disponibili su livenation.it/allosbagliato.

Max Pezzali e Mauro Repetto si raccontano con La Tavernetta Radio Show

Milano, 5 ott. (askanews) – Max Pezzali: in attesa dell’uscita di Max Dorever vol.2, fuori il 30 ottobre, tornano due dischi cult che hanno fatto la storia della musica, Nord Sud Ovest Est e Hanno Ucciso L’Uomo Ragno disponibili in due speciali box da collezione.

Nord Sud Ovest Est e Hanno Ucciso L’Uomo Ragno hanno segnato l’inizio della storia di Max Pezzali e degli 883 e raccontato un mondo, un linguaggio e una generazione. A più di trent’anni dalla loro uscita, continuano a essere ascoltati da chi c’era allora e da chi li ha scoperti dopo.

Da questi due album nascono le due box da collezione, disponibili in tutti gli store fisici dal 6 novembre: due edizioni che, accanto alle canzoni, raccolgono immagini, oggetti, materiali e soprattutto ricordi e storie mai raccontate da Max Pezzali e Mauro Repetto.

Prima dei successi, dei palchi e di tutto quello che sarebbe arrivato dopo, c’era una tavernetta nel cuore di Pavia. È lì che hanno preso forma le prime canzoni e la storia di Max Pezzali e Mauro Repetto. Ed è simbolicamente lì che tornano oggi con La Tavernetta Radio Show, il contenuto inedito al centro dei due box.

Pubblicate per la prima volta su vinile, le conversazioni tra Max e Mauro ripercorrono la nascita di Nord Sud Ovest Est e Hanno Ucciso L’Uomo Ragno attraverso ricordi, incontri, personaggi e retroscena legati a quelle canzoni e agli anni in cui tutto cominciava. Un racconto in prima persona di due album che hanno segnato l’inizio della storia degli 883.

“Dentro i box celebrativi dei primi due album c’è un po’ di tutto, un vinile, una cassetta con dei demo, una maglia, un po’ di gadget, ma per me c’è qualcosa che vale più di tutto – racconta Max Pezzali.

Ho chiamato Mauro e gli ho chiesto se gli andasse di fare una chiacchierata sui due dischi, abbiamo ripercorso tutta la gestazione di quelle canzoni, traccia dopo traccia, ma soprattutto i personaggi che le avevano ispirate. Siamo morti dal ridere. Era talmente figa che abbiamo deciso di inciderla su vinile, un po’ come si faceva una volta quando su vinile o su cassetta si incidevano le interviste da mandare alle radio. Lo abbiamo chiamato ‘La tavernetta radio show’, sì, è molto simile ad un programma radio, ma inciso su vinile. È una cosa un po’ nuova, un po’ matta, ma è una bella chicca”.

Il box Nord Sud Ovest Est riprende colori, simboli e suggestioni dell’iconico artwork del disco e comprende il vinile in edizione speciale, nella variante arancione e con copertina apribile gatefold, e il vinile La Tavernetta Radio Show, con l’inedita conversazione tra Max e Mauro.

Nel box anche una musicassetta con “Nord Sud Ovest Est” nella speciale versione demo Reborn 2026 e la demo originale dell’epoca di “Nella notte”, un cartonato pop-up da collezione sagomato come lo storico cartello stradale protagonista della copertina e una T-shirt ufficiale con l’artwork originale dell’album.

Anche Hanno Ucciso L’Uomo Ragno torna in una speciale edizione da collezione: il box comprende il vinile nella variante rossa, con copertina gatefold, e il vinile La Tavernetta Radio Show dedicato all’album.

La musicassetta contenuta nel box raccoglie “Con Un Deca” nella speciale versione demo Reborn 2026 e la demo originale dell’epoca di “Non Me La Menare”. Completano l’edizione un puzzle da collezione con la grafica della storica copertina e una T-shirt ufficiale personalizzata con l’artwork del disco.

A più di trent’anni dalla loro pubblicazione, Nord Sud Ovest Est e Hanno Ucciso L’Uomo Ragno tornano anche al centro del racconto della seconda stagione di Nord Sud Ovest Est – La leggendaria storia degli 883, la serie Sky Original firmata da Sydney Sibilia, in arrivo il 9 ottobre su Sky e NOW.

Colonna sonora della serie il nuovo singolo Le_Ali, brano inedito di Max Pezzali pubblicato il 2 ottobre e contenuto in Max Forever vol.2, in uscita il 30 ottobre in digitale e negli store fisici per Atlantic Records Italy / Warner Music Italy. L’album sarà disponibile nei formati doppio vinile colorato e autografato in edizione limitata, doppio vinile nero standard e CD ed è già disponibile in preorder.

I brani presenti nell’album saranno parte integrante della nuova avventura live dell’artista che, da dicembre, tornerà a riabbracciare il suo pubblico nei palasport italiani con Max Forever – Stessa storia stesso posto stesso bar, uno show nuovo di zecca che riporterà nella dimensione indoor l’energia, le emozioni e le canzoni di un artista con una carriera senza eguali. Si parte il 15 dicembre da Pesaro ma le date già annunciate sono tantissime tra Milano, Roma, Bologna, Firenze e Torino.

Meloni chiama Ad Ericsson, azienda ritira licenziamenti

Roma, 5 ott. (askanews) – A seguito delle interlocuzioni avviate personalmente dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con i vertici di Ericsson, la società ha deciso di ritirare la procedura di licenziamento collettivo che interessava 131 lavoratrici e lavoratori della sede di Genova. E’ quanto riferiscono fonti di palazzo Chigi.

La vertenza – si sottolinea – era nata dalla decisione di Ericsson di avviare una procedura di licenziamento collettivo nell’ambito di un processo di riorganizzazione aziendale, suscitando preoccupazione per le ricadute occupazionali e per le prospettive del presidio tecnologico e di ricerca presente a Genova.

Le stesse fonti sottolineano che “di fronte alla strumentalizzazione politica che si è sviluppata attorno alla vicenda, con il rischio di alimentare tensioni sulla pelle dei lavoratori, la presidente del Consiglio è intervenuta personalmente, telefonando all’amministratore delegato di Ericsson, Andrea Missori” e “all’interlocuzione è scaturita la decisione dell’azienda di ritirare la procedura, dando vita a una soluzione responsabile che consente di aprire una nuova fase di dialogo sulle prospettive industriali e occupazionali di Ericsson in Italia”.

La decisione del Gruppo, confermata dallo stesso Amministratore delegato nel corso del confronto tra azienda e Governo, sottolineano da palazzo Chigi, “rappresenta un passo importante per superare l’attuale fase di difficoltà e guardare alle prospettive del sito di Genova e del gruppo in Italia”. “Il Governo continuerà a seguire l’evoluzione della situazione, con l’obiettivo di tutelare l’occupazione qualificata e valorizzare le competenze e il patrimonio tecnologico presenti sul territorio nazionale”, si rimarca.

Tennis, Alcaraz batte Munar, è in finale a Tokyo

Roma, 5 ott. (askanews) – Carlos Alcaraz torna in finale all’Atp 500 di Tokyo. Il campione in carica ha battuto Jaume Munar nel derby spagnolo per 5-7, 6-3, 6-1 in 2 ore e 31 minuti di gioco. Una partita complicata per la testa di serie numero 1, che nel primo set ha perso 14 punti consecutivi subendo la rimonta del suo avversario. Per Carlitos, molto bravo a reagire e a dominare il terzo e decisivo parziale, si tratta della 20^ vittoria consecutiva a livello ‘500’. Il classe 2003 conquista la 36^ finale a livello Atp, la 4^ del 2026 e la prima dal Masters 1000 di Monte-Carlo dello scorso aprile (quando perse contro Jannik Sinner).

Rai, nuova sanzione a Ranucci: 10 giorni di sospensione

Milano, 5 ott. (askanews) – “Proprio mentre il Tribunale del Lavoro di Roma sta decidendo sul ricorso cautelare di Sigfrido Ranucci nei confronti del provvedimento di rimozione da Report, la Rai gli comunica una nuova sanzione: dieci giorni di sospensione dal lavoro e dalla retribuzione”. Lo riferisce l’avvocato Roberto De Vita, legale dell’ex conduttore di Report, che commenta: “Una decisione che interviene a pochi giorni dalla presentazione di articolate difese, con le quali sono state contestate nel merito e nel metodo le accuse formulate dalla Rai. In attesa della decisione del Giudice non commentiamo la coincidenza temporale. Il provvedimento sarà impugnato”.

Meloni registra il suo marchio vocale, è una mossa contro i deepfake

Roma, 5 ott. (askanews) – Una mossa contro i deepfake. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha presentato all’ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (Euipo) una domanda per la registrazione della propria voce come marchio sonoro. La notizia, anticipata da Repubblica, viene confermata da fonti di palazzo Chigi.

La richiesta, presentata oggi, secondo quanto risulta dalla documentazione depositata è attualmente all’esame dell’ufficio europeo.

Al centro della domanda c’è una breve registrazione, della durata di circa quattro secondi, nella quale la premier pronuncia due volte la frase ‘Io sono Giorgia Meloni’. L’oggetto della richiesta è la tutela nell’ambito di categorie di prodotti e servizi ben precise indicate nel deposito: contenuti multimediali scaricabili, attività culturali e organizzazione di manifestazioni politiche.

La premier era già stata coinvolta in vicende legate alla diffusione di contenuti deepfake. In particolare, nel 2024 ha avviato un’azione civile per immagini pornografiche deepfake che utilizzavano il suo volto.