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Sinner verso Roland Garros, poi sull’erba direttamente a Wimbledon

Roma, 19 mag. (askanews) – Archiviati gli Internazionali BNL d’Italia, Jannik Sinner si prepara al prossimo grande appuntamento della stagione: il Roland Garros, secondo Slam dell’anno e uno degli obiettivi centrali del suo 2026 da numero 1 del mondo. Il percorso dell’azzurro è già tracciato e prevede una gestione molto precisa del calendario, senza passaggi intermedi sul circuito ATP tra Parigi e Londra.

Il torneo parigino rappresenta il punto di ripartenza immediato dopo la parentesi romana, con Sinner che punta a confermarsi ai massimi livelli anche sulla terra rossa, superficie che negli ultimi anni lo ha visto crescere in maniera costante in termini di risultati e continuità. L’obiettivo è arrivare fino in fondo, in un tabellone che si annuncia competitivo e che vedrà ancora una volta i principali rivali pronti a contendersi il titolo.

Dopo il Roland Garros, però, il calendario dell’altoatesino prevede una scelta chiara: nessun torneo di preparazione sull’erba. Sinner non sarà infatti al via dell’ATP 500 di Halle, appuntamento tradizionalmente utilizzato da molti top player per adattarsi alla superficie in vista di Wimbledon. Una decisione già anticipata dallo stesso giocatore nei giorni degli Internazionali di Roma, quando aveva sottolineato la volontà di affrontare una pausa più lunga dopo Parigi.

“Dopo Parigi ci sarà uno stop più lungo. Non farò tornei di preparazione sull’erba”, era stata la linea indicata dal numero 1 del mondo, che conferma così una programmazione mirata alla gestione delle energie nella fase centrale della stagione. L’assenza dall’entry list del torneo tedesco di Halle rende quindi altamente probabile un periodo di circa tre settimane senza gare ufficiali tra la fine dello Slam francese e l’inizio di Wimbledon.

La scelta comporta un approccio diverso rispetto ad altri protagonisti del circuito, ma è coerente con la strategia di concentrare le energie sui grandi eventi. L’obiettivo è arrivare a Londra nelle migliori condizioni possibili, con l’ambizione di difendere il titolo conquistato nel 2025 contro Carlos Alcaraz, in una finale che ha segnato uno dei momenti più significativi della stagione precedente.

Wimbledon rappresenta infatti uno dei traguardi più importanti del 2026 per Sinner, che si presenta al torneo da campione in carica e con la pressione tipica di chi deve confermarsi ai massimi livelli. L’assenza di tornei preparatori sull’erba sarà quindi compensata da allenamenti mirati e da un lavoro specifico sull’adattamento alla superficie, con l’obiettivo di ottimizzare tempi e condizioni fisiche.

La marina israeliana ha intercettato un’altra imbarcazione della Flotilla diretta a Gaza: a bordo 2 italiane

Roma, 19 mag. (askanews) – La marina israeliana ha intercettato una nuova imbarcazione della Flotilla. Due italiani sono parte dell’equipaggio, riferisce tramite X la Global Sumud Flotilla.

L’imbarcazione Akka (Andros) con a bordo Gessica Lastrucci e Ilaria Del Mastro è stata intercettata e le forze armate israeliane hanno “sequestrato i nostri volontari mentre portavano avanti una missione legittima per rompere l’assedio illegale di Gaza e aprire un corridoio umanitario”, si apprende dalla Global Sumud Flotilla.

Bankitalia, pagamenti non in banconote +45% in 3 anni, boom bonifici

Roma, 19 mag. (askanews) – Negli ultimi tre anni in Italia le operazioni di pagamento effettuate con strumenti alternativi al contante hanno mostrato una vera e propria impegnata, in particolare su bonifici e carte. La crescita è stata marcata soprattutto in termini numerici, in misura più contenuta è aumentato anche il valore complessivo dei pagamenti effettuati, a riflesso del fatto che sta salendo il loro utilizzo per operazioni frequenti e di minor valore. È uno degli aspetti che emerge dalle statistiche sui sistemi dei pagamento appena riorganizzate dalla Banca d’Italia.

Guardando agli aggregati nazionali, secondo l’istituzione di Via Nazionale da 2 miliardi 736 milioni di pagamenti non in banconote che si contavano nel quarto trimestre del 2022, si è saliti a quota 3 miliardi 983 milioni nello stesso periodo dello scorso anno. In pratica oltre 1,2 miliardi di pagamenti in più in tre anni sul trimestre in esame, un più 45,5%.

I pagamenti effettuati con carte di debito e prepagate (escluse le carte di credito) sono balzati da 1 miliardo 803 milioni a 2 miliardi 860 milioni (un +58%), secondo le tabelle di Bankitalia. I bonifici sono saliti da 411 milioni a 523 milioni, sempre tra quarto trimestre del 2022 e stesso periodo del 2025.

L’aumento in numero delle operazioni effettuate è quindi molto evidente. Meno marcato è stato l’incremento in termini di valore: nel quarto trimestre del 2022 le transazioni con strumenti alternativi al contante corrispondevano a un ammontare totale di 3.019 miliardi di euro. Nel quarto trimestre dello scorso anno si sono salite a 3.339 miliardi.

Un aumento più consistente ha riguardato i bonifici, su cui va ricordato sono entrate in vigore le nuove regole per quelli istantanei che hanno pareggiato i costi per i consumatori, rispetto ai bonifici tradizionali, e introdotto nuove funzioni che garantiscono maggiormente la correttezza del pagamento. Nel quarto trimestre del 2022 avevano avuto un controvalore di 2.551 miliardi di euro. Nello stesso periodo dello scorso anno si è saliti a 2.822 miliardi. Le operazioni effettuate con carte (salvo quelle di credito), in valore, sono salite da 78,44 miliardi a 107,56 miliardi.

Guardando più nello specifico ai bonifici, in termini di numeri è stata particolarmente rilevante la crescita di quelli effettuati utilizzando Internet come canale dispositivo: da 203 milioni di pagamenti effettuati nell’ultimo trimestre del 2022 si è saliti a 304 milioni nel 2025, quasi un più 50%. In termini di valore si è registrato un calo: era pari a 770.672 milioni di euro nell’ultimo trimestre del 2022, mentre è stato di 691.429 milioni a fine 2025, ma su questo aggregato incidono anche le tempistiche delle operazioni effettuate dalle imprese che possono dare effetti distorsivi sui bilanci trimestrali.

Questi dati giungono dopo che la Banca d’Italia ha varato una riorganizzazione delle statistiche sui sistemi di pagamento, ordinandole per report tematici. Il report “Modalità di pagamento disponibili per la clientela: dati nazionali”, spiega l’istituzione, fornisce un quadro di insieme del sistema dei pagamenti, con dati su strumenti, canali e tecnologie di pagamento, operazioni transfrontaliere, open banking e accesso al contante. Il report “Modalità di pagamento disponibili per la clientela: dati territoriali”, presenta invece informazioni a livello regionale su ATM e POS, sulle transazioni non in contante e sugli indicatori di accessibilità al contante.

Un ulteriore report è dedicato a “Incassi e pagamenti delle Amministrazioni pubbliche”, aggiunge Bankitalia, con dati tratti da Tesoreria Statale e dal sistema SIOPE+. Le sezioni relative ai sistemi di regolamento interbancari e alla gestione accentrata dei titoli confluiscono nel fascicolo Infrastrutture di mercato finanziario. (fonte immagine: Banca d’Italia)

IntesaSp: fatturato industria 2026 +0,2%, per ora niente recessione

Milano, 19 mag. (askanews) – Crescita congelata per l’industria manifatturiera made in Italy che chiuderà il 2026 con un fatturato stabile a prezzi costanti (+0,2% tendenziale) per un giro d’affari di 1.168 miliardi di euro (+3,8% a prezzi correnti). A mettere in fila i numeri è il rapporto sui Settori Industriali, a cura del Research Department di Intesa Sanpaolo e di Prometeia. Sull’andamento della manifattura pesa la crisi nel Golfo e se dovesse prolungarsi la chiusura dello stretto di Hormuz anche nella seconda metà del 2026 si registrerebbe un calo dei ricavi dell’1,5% nella media del biennio 2026-2027.

“La situazione nel Golfo Persico colpisce l’Italia in maniera anche più profonda rispetto ad altri Paesi, ma l’Italia ha grossi fattori di mitigazione: un elevato livello di stoccaggi e una minore intensità energetica rispetto a 30 anni fa”, ha spiegato il capo economista di Intesa Sanpaolo, Gregorio De Felice. Per queste ragioni, ha aggiunto, “subiremo contraccolpi, ma senza arrivare a una recessione: in caso di una conclusione rapida del conflitto – ha dettagliato – la nostra previsione di crescita per il Pil italiano è allo 0,4 per cento, un conflitto più prolungato che arrivi sino alla fine di agosto implicherebbe una crescita più bassa pari allo 0,2 per cento”.

Guardando al 2030, la manifattura si incammina su un sentiero di moderata crescita del fatturato intorno all’1% medio annuo. La propensione all’export resterà stabile sopra il 60% per i beni tecnologici e potrà crescere nei settori più esposti ai consumi interni e condizionati dai trend demografici, determinando un ampliamento del nostro avanzo commerciale intorno ai 125 miliardi di euro al 2030 (21 miliardi in più rispetto al 2019).

La Farmaceutica sarà il settore più dinamico al 2030, con una crescita attesa del fatturato a prezzi costanti del +2,5%, sostenuta dalle esportazioni ma anche dal rafforzamento dei consumi sul mercato interno. Gli acquisti di farmaci continueranno infatti a ricevere grande attenzione nel paniere di spesa dei consumatori, in un contesto di progressivo invecchiamento demografico e di attenzione al benessere personale. Crescita sopra la media manifatturiera anche il settore del Largo consumo (+1,4%) e i settori connessi alla doppia transizione, quali Elettronica (+1,9%), Meccanica (+1,5%) ed Elettrotecnica (+1,3%). Le attese sono inoltre di modesto rimbalzo per gli Autoveicoli e moto (in crescita al +1,5% medio annuo nel quadriennio di previsione).

L’Ia corre negli Usa, ma crescono anche i suoi oppositori

Roma, 19 mag. (askanews) – La corsa dell’intelligenza artificiale negli Stati uniti comincia a incontrare un ostacolo politico e sociale sempre più visibile: il rapido deterioramento della fiducia pubblica verso chi sviluppa, finanzia e costruisce l’infrastruttura materiale dell’Ia. Il segnale più recente è arrivato all’Università dell’Arizona, dove l’ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt è stato contestato dagli studenti durante il discorso di laurea, quando ha parlato della trasformazione tecnologica prodotta dall’Ia come di un passaggio “più grande, più rapido e più importante” di quelli precedenti.

Il caso, riportato dal Wall Street Journal, è diventato il simbolo di una reazione che non riguarda più solo gli ambienti critici della Silicon Valley o i gruppi ambientalisti. L’insoddisfazione si sta allargando a lavoratori, famiglie, studenti, comunità locali e amministratori pubblici. I timori sono diversi ma convergenti: perdita di posti di lavoro, aumento dei costi energetici, consumo di acqua e suolo per i data center, impatto sull’istruzione, salute mentale dei minori, uso opaco dei contenuti generati artificialmente.

Secondo Pew Research Center, metà degli adulti americani si dice oggi più preoccupata che entusiasta per l’aumento dell’uso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, mentre solo il 10% si dichiara più entusiasta che preoccupato. Gallup ha rilevato inoltre una forte opposizione alla costruzione di data center vicino alle abitazioni: oltre sette americani su dieci si dicono contrari a ospitare nelle proprie comunità queste infrastrutture, considerate ormai meno accettabili perfino di impianti tradizionalmente controversi.La protesta ha assunto anche una dimensione elettorale. In Missouri, nella città di Festus, quattro consiglieri comunali sono stati sconfitti dopo aver approvato un progetto da 6 miliardi di dollari per un data center. In decine di comunità, dal Maine all’Arizona, residenti e amministratori stanno chiedendo moratorie o divieti. Secondo Data Center Watch, l’opposizione locale ha già bloccato o ritardato progetti per decine di miliardi di dollari.

La frattura attraversa anche gli schieramenti politici. Il senatore repubblicano del Missouri Josh Hawley ha proposto nuove regole per data center e società di intelligenza artificiale, affermando che molti cittadini si sentono “sotto assedio”. Sul fronte democratico, in Tennessee, il deputato statale Justin Pearson ha fatto dell’opposizione al progetto xAI di Elon Musk a Memphis uno dei temi centrali della sua campagna per il Congresso. La Naacp (National Association for the Advancement of Colored People) ha citato in giudizio xAI, accusando la società di aver utilizzato turbine a gas senza permessi adeguati e di aver aggravato l’inquinamento in comunità già vulnerabili.

In Texas, il commissario all’Agricoltura Sid Miller ha chiesto una pausa nello sviluppo dei grandi data center, sostenendo che la loro diffusione incontrollata su terreni agricoli e ranch rappresenta una minaccia per acqua, energia e produzione alimentare. Si tratta di un’opposizione significativa, perché arriva da uno Stato generalmente favorevole agli investimenti industriali e alla crescita energetica.

L’industria tecnologica prova a reagire sostenendo che l’intelligenza artificiale produrrà innovazione, efficienza, nuove entrate fiscali e benefici nella medicina, nella ricerca, nella produttività e nella vita quotidiana. Ma il messaggio fatica a passare. Chris Lehane, responsabile degli affari globali di OpenAI, ha riconosciuto che il settore deve essere “molto più calibrato” nello spiegare perché l’Ai possa essere positiva per il paese e per il mondo, attribuendo parte della paura ai cosiddetti “doomers” (catastrofisti), alla sfiducia accumulata verso i social media e alla copertura negativa dei media.

Il problema, però, è che la contestazione non nasce più solo da chi produce scenari apocalittici e distopici. In molte comunità americane l’intelligenza artificiale ha già assunto una forma concreta: edifici enormi, richieste di energia, bollette più alte, rumore, emissioni, traffico, terreni sottratti ad altri usi. Il conflitto non riguarda soltanto algoritmi e modelli linguistici, ma impatta su chi paga il prezzo fisico dell’infrastruttura necessaria a farli funzionare.

Per le grandi società tecnologiche la posta in gioco è enorme. OpenAI, Anthropic, Google, Microsoft, Meta, Amazon e gli altri protagonisti della corsa all’Ia hanno bisogno di potenza di calcolo sempre maggiore. Gli investitori hanno impegnato capitali giganteschi nella convinzione che l’espansione dei data center sia inevitabile. Ma la crescita del dissenso mostra che la retorica dell’inevitabilità tecnologica, da sola, non basta a garantire il consenso sociale.

Meloni: sfratti non saranno più un calvario, tempi certi e rapidi

Roma, 19 mag. (askanews) – “Se con il Decreto Sicurezza combattiamo le occupazioni abusive, con il disegno di legge sugli sfratti approvato di recente in Consiglio dei ministri fissiamo tempi certi e rapidi per il rilascio degli immobili occupati senza titolo, perché il contratto di affitto è scaduto o l’inquilino non paga il dovuto. Troppo spesso, oggi i proprietari affrontano un vero e proprio calvario per tornare in possesso del proprio immobile. E, questo, oltre ad essere ingiusto, crea un danno economico e sociale enorme. Ecco perché abbiamo deciso di tagliare i tempi per l’esecuzione degli sfratti e introdurre una procedura d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e, quindi, il rilascio dell’immobile”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni in un messaggio all’assemblea annuale di Confedilizia.

“Norme di buon senso, attese da anni, che accompagnano un provvedimento altrettanto atteso da molto: il Piano Casa”, aggiunge.

Ravetto da Lega a Futuro Nazionale, Vannacci: darà contributo importante

Milano, 19 mag. (askanews) – Laura Ravetto, una lunga militanza politica alle spalle prima nel Pdl, poi in Forza Italia e infine nella Lega, lascia il partito di Matteo Salvini ed entra in Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

Soddisfatto l’eurodeputato: “Accolgo con grande piacere Laura Ravetto all’interno di Futuro Nazionale. Si tratta di una personalità politica di consolidata esperienza, con cinque legislature in Parlamento e ruoli di rilievo ricoperti nel corso della sua attività istituzionale, fra cui quello di sottosegretario ai rapporti col Parlamento nel 2010 e responsabile del dipartimento immigrazione di Forza Italia nel 2019. Sono certo – dice Vannacci – che potrà offrire un contributo importante alla crescita e all’evoluzione di Futuro Nazionale”.

La formalizzazione dell’ingresso e le dichiarazioni ufficiali, si fa sapere, avverranno giovedì a Salsomaggiore Terme, in occasione dell’evento ‘Guerra e Pace’, in programma alle ore 21.

Maldive: recuperati i corpi di due sub italiani

Roma, 19 mag. (askanews) – I corpi di due sub italiani morti durante un’immersione alle Maldive sono stati riportati in superficie oggi al termine di una vasta operazione di recupero. Lo ha indicato all’agenzia di stampa France Presse un portavoce del governo di Malé.

I due facevano parte dei cinque italiani che giovedì non sono rientrati da un’uscita di immersione subacquea, ha precisato il portavoce Mohamed Hussain Shareef.

Restano ancora da recuperare gli ultimi due corpi, che si troverebbero nella stessa grotta, a una profondità di circa 60 metri, nell’atollo di Vaavu, a sud della capitale.

Il corpo di uno dei cinque sub era stato ritrovato già giovedì, mentre un soccorritore maldiviano è morto sabato durante le operazioni.

Casa, Meloni: né nemici di classe né cittadini serie B, difendiamo proprietari

Roma, 19 mag. (askanews) – “Per troppo tempo i proprietari di casa sono stati trattati come cittadini di serie B. Pensate al dibattito surreale che si innesca ogniqualvolta si affronta il tema degli sfratti o dello sgombero delle case occupate: i proprietari vengono etichettati come “nemici di classe”, gente insensibile ai “diritti” di morosi e abusivi. Una narrazione ideologica, che calpesta sia i diritti dei proprietari ma anche di chi una casa vorrebbe averla”. Lo afferma la premier Giorgia Meloni in un messaggio all’assemblea annuale di Confedilizia che, osserva, “rappresenta, da sempre, una realtà radicata nella società e che dà voce alle famiglie italiane che hanno investito i propri risparmi in un bene fondamentale: la casa”.

“Se i proprietari sanno che i loro diritti non verranno difesi dallo Stato – aggiunge la presidente del Consiglio – allora le case disponibili saranno sempre meno e i prezzi sempre più alti. Ecco perché, fin dal nostro insediamento, stiamo lavorando per spezzare questo circolo vizioso e ribaltare il paradigma. Per difendere le persone oneste, non chi viola la legge e spera anche di rimanere impunito”.

L’Ia corre negli Usa, ma crescono anche i suoi oppositori

Roma, 19 mag. (askanews) – La corsa dell’intelligenza artificiale negli Stati uniti comincia a incontrare un ostacolo politico e sociale sempre più visibile: il rapido deterioramento della fiducia pubblica verso chi sviluppa, finanzia e costruisce l’infrastruttura materiale dell’Ia. Il segnale più recente è arrivato all’Università dell’Arizona, dove l’ex amministratore delegato di Google Eric Schmidt è stato contestato dagli studenti durante il discorso di laurea, quando ha parlato della trasformazione tecnologica prodotta dall’Ia come di un passaggio “più grande, più rapido e più importante” di quelli precedenti.

Il caso, riportato dal Wall Street Journal, è diventato il simbolo di una reazione che non riguarda più solo gli ambienti critici della Silicon Valley o i gruppi ambientalisti. L’insoddisfazione si sta allargando a lavoratori, famiglie, studenti, comunità locali e amministratori pubblici. I timori sono diversi ma convergenti: perdita di posti di lavoro, aumento dei costi energetici, consumo di acqua e suolo per i data center, impatto sull’istruzione, salute mentale dei minori, uso opaco dei contenuti generati artificialmente.

Secondo Pew Research Center, metà degli adulti americani si dice oggi più preoccupata che entusiasta per l’aumento dell’uso dell’intelligenza artificiale nella vita quotidiana, mentre solo il 10% si dichiara più entusiasta che preoccupato. Gallup ha rilevato inoltre una forte opposizione alla costruzione di data center vicino alle abitazioni: oltre sette americani su dieci si dicono contrari a ospitare nelle proprie comunità queste infrastrutture, considerate ormai meno accettabili perfino di impianti tradizionalmente controversi.

La protesta ha assunto anche una dimensione elettorale. In Missouri, nella città di Festus, quattro consiglieri comunali sono stati sconfitti dopo aver approvato un progetto da 6 miliardi di dollari per un data center. In decine di comunità, dal Maine all’Arizona, residenti e amministratori stanno chiedendo moratorie o divieti. Secondo Data Center Watch, l’opposizione locale ha già bloccato o ritardato progetti per decine di miliardi di dollari.

La frattura attraversa anche gli schieramenti politici. Il senatore repubblicano del Missouri Josh Hawley ha proposto nuove regole per data center e società di intelligenza artificiale, affermando che molti cittadini si sentono “sotto assedio”. Sul fronte democratico, in Tennessee, il deputato statale Justin Pearson ha fatto dell’opposizione al progetto xAI di Elon Musk a Memphis uno dei temi centrali della sua campagna per il Congresso. La Naacp (National Association for the Advancement of Colored People) ha citato in giudizio xAI, accusando la società di aver utilizzato turbine a gas senza permessi adeguati e di aver aggravato l’inquinamento in comunità già vulnerabili.

In Texas, il commissario all’Agricoltura Sid Miller ha chiesto una pausa nello sviluppo dei grandi data center, sostenendo che la loro diffusione incontrollata su terreni agricoli e ranch rappresenta una minaccia per acqua, energia e produzione alimentare. Si tratta di un’opposizione significativa, perché arriva da uno Stato generalmente favorevole agli investimenti industriali e alla crescita energetica.

L’industria tecnologica prova a reagire sostenendo che l’intelligenza artificiale produrrà innovazione, efficienza, nuove entrate fiscali e benefici nella medicina, nella ricerca, nella produttività e nella vita quotidiana. Ma il messaggio fatica a passare. Chris Lehane, responsabile degli affari globali di OpenAI, ha riconosciuto che il settore deve essere “molto più calibrato” nello spiegare perché l’Ai possa essere positiva per il paese e per il mondo, attribuendo parte della paura ai cosiddetti “doomers” (catastrofisti), alla sfiducia accumulata verso i social media e alla copertura negativa dei media.

Il problema, però, è che la contestazione non nasce più solo da chi produce scenari apocalittici e distopici. In molte comunità americane l’intelligenza artificiale ha già assunto una forma concreta: edifici enormi, richieste di energia, bollette più alte, rumore, emissioni, traffico, terreni sottratti ad altri usi. Il conflitto non riguarda soltanto algoritmi e modelli linguistici, ma impatta su chi paga il prezzo fisico dell’infrastruttura necessaria a farli funzionare.

Per le grandi società tecnologiche la posta in gioco è enorme. OpenAI, Anthropic, Google, Microsoft, Meta, Amazon e gli altri protagonisti della corsa all’Ia hanno bisogno di potenza di calcolo sempre maggiore. Gli investitori hanno impegnato capitali giganteschi nella convinzione che l’espansione dei data center sia inevitabile. Ma la crescita del dissenso mostra che la retorica dell’inevitabilità tecnologica, da sola, non basta a garantire il consenso sociale.

Dai temporali al caldo estivo: escalation termica con primi 30-32°C

Roma, 19 mag. (askanews) – Ci siamo. Dopo una prima metà del mese dai connotati spiccatamente autunnali, l’atmosfera è pronta a un drastico ribaltone. Vivremo le ultime 24 ore caratterizzate da qualche acquazzone e temporale residuo, per poi lasciare definitivamente spazio al dominio dell’Anticiclone Africano, che porterà con sé il primo, inequivocabile respiro dell’estate 2026. Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma l’arrivo della bella stagione, ma la delicata fase di transizione richiederà ancora un pizzico di attenzione. L’afflusso di aria più calda e stabile, infatti, non riuscirà a inibire immediatamente lo sviluppo di locali focolai temporaleschi.

La giornata di martedì sarà ancora caratterizzata da qualche temporale, a tratti anche intenso, concentrato in particolar modo tra la Liguria di Levante e l’Alta Toscana, sul Nord-Est e a ridosso dei principali rilievi alpini e appenninici. Solo a partire da mercoledì, quando la bolla d’aria calda riuscirà a conquistare anche le quote più alte della troposfera, l’atmosfera si stabilizzerà in modo definitivo, regalandoci cieli azzurri e tersi ovunque.

Un’altra configurazione meteo da tenere d’occhio riguarderà un temporaneo “paradosso” al Meridione. Nella seconda metà della settimana assisteremo a un leggero calo del geopotenziale (ovvero della pressione atmosferica in quota) sulle regioni del Sud. Questo piccolo disturbo attiverà venti di Maestrale tesi, a tratti forti, a partire da giovedì sulla Puglia, in rapida estensione verso Basilicata e Calabria. In pratica, farà paradossalmente più caldo al Centro-Nord che al Sud, ma si tratterà di una parentesi ventosa destinata a esaurirsi gradualmente entro sabato.

Fatte queste doverose premesse, la vera notizia della settimana è l’escalation termica in arrivo da mercoledì in poi. Entro giovedì i termometri toccheranno agevolmente i 28°C, per poi spingersi fino a sfiorare i 30-31°C all’ombra entro domenica (32°C in Sardegna), uniformando le temperature da Nord a Sud. Assaporeremo così le prime condizioni calde e leggermente afose della stagione durante le ore diurne, mentre le temperature minime notturne si manterranno fortunatamente ancora su valori freschi e gradevoli, garantendo un riposo sereno.

Carceri, Antigone: sovraffollamento al 139%, sistema al collasso

Milano, 19 mag. (askanews) – E’ allarme sovraffollamento nelle carceri italiane. La fotografia scattata da Antigone nel XXII Rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia dal titolo “Tutto chiuso” lascia poco spazio a dubbi: al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane erano detenute 64.436 persone, a fronte di una capienza regolamentare di 51.265 posti che si riducono però a 46.318 realmente disponibili. Il tasso reale di sovraffollamento ha così raggiunto il 139,1%. Sono 73 gli istituti con un affollamento pari o superiore al 150%, mentre in 8 strutture si supera addirittura il 200%. Le carceri non sovraffollate risultano appena 22 in tutta Italia.

Secondo il Report, nonostante gli annunci del governo sul piano carceri, i posti effettivamente disponibili siano diminuiti di 537 unità dall’avvio del progetto. Parallelamente, tra il 2018 e il 2024 i tribunali di sorveglianza hanno accolto oltre 30 mila ricorsi per trattamenti inumani o degradanti subiti dai detenuti.

Per l’associazione, l’aumento della popolazione carceraria non dipende da una crescita della criminalità, che nei primi mesi del 2025 risulta anzi in calo dell’8%, ma dalle politiche punitive adottate negli ultimi anni, con oltre 55 nuovi reati introdotti dall’inizio della legislatura e decine di aggravanti e aumenti di pena.

La Russia avvia una esercitazione nucleare con la Bielorussia

Roma, 19 mag. (askanews) – Le forze armate russe condurranno esercitazioni sulla preparazione e l’uso delle forze nucleari dal 19 al 21 maggio, con il coinvolgimento delle forze missilistiche strategiche e dell’aviazione a lungo raggio, ha dichiarato oggi il ministero della Difesa russo.

“Nel periodo compreso tra il 19 e il 21 maggio 2026, le forze armate russe condurranno esercitazioni sulla preparazione e l’uso delle forze nucleari di fronte alla minaccia di aggressione”, ha dichiarato il ministero in un comunicato, aggiungendo che durante le esercitazioni si praticheranno addestramenti congiunti e l’uso di armi nucleari dislocate sul territorio della Bielorussia.

Secondo quanto riportato nel comunicato, all’esercitazione partecipano le forze missilistiche strategiche, le flotte del Nord e del Pacifico, il comando dell’aviazione a lungo raggio e parte delle forze dei distretti militari di Leningrado e Centrale. “Complessivamente, all’esercitazione parteciperanno oltre 7.800 unità di equipaggiamento militare, tra cui oltre 200 lanciamissili e più di 140 velivoli”, ha dichiarato il ministero, aggiungendo che ci saranno anche otto sottomarini strategici.

Più di 64.000 persone saranno coinvolte nell’addestramento e nell’uso delle forze nucleari in caso di aggressione, si legge nella dichiarazione.

Inoltre, durante le esercitazioni, verranno lanciati missili balistici e da crociera in siti di prova sul territorio russo, ha affermato il ministero.

Energia, Pichetto: rinnovabili al 41% della domanda, record fotovoltaico

Roma, 19 mag. (askanews) – “La presentazione del report annuale IREX è certamente un momento di riferimento per gli operatori del settore. Lo è ancor più oggi in un momento complesso come quello che stiamo vivendo. Le tensioni internazionali e i loro riflessi sui mercati energetici impongono due grandi filoni di risposta, quella immediata per contenere per contenere i costi per le famiglie e per le imprese, e e e una prospettiva che guardi ai nostri obiettivi invece di Pniec (Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima ndr)”. Così il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervendo con un video messaggio alla presentazione del Rapporto IREX 2026 presso l’Auditorium Gse.

“In questi anni – ha proseguito – abbiamo lavorato con con coerenza con il nostro disegno energetico per creare le migliori condizioni per uno sviluppo delle dell’energia prodotta da rinnovabili. Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto il 41% della della nostra domanda, con con un record annuale di produzione fotovoltaica. Abbiamo lavorato per un sistema più più semplice che che potesse creare quel le migliori condizioni nel settore. Tra i tanti gli gli strumenti attivati, penso all’Energy Release, alle comunità energetiche, alle diverse aste per per le FER, ai bandi per l’innovazione, e penso anche a norme come come quella dell’ultimo decreto cosiddetto bollette che interviene sul fenomeno della saturazione virtuale della rete. Altrettanto importante c’è da ricordare che il il lavoro sulle reti, sul loro sviluppo e resilienza, così come è necessario sviluppare gli accumuli che diano quindi solidità e piena tenuta al sistema delle rinnovabili, da fonte fotovoltaica ed eolica. Guardiamo con fiducia a questo percorso, ma resta, e e almeno io credo, molta strada da fare”.

I ministri di 10 paesi condannano gli attacchi israeliani alla Flotilla

Roma, 19 mag. (askanews) – I ministri degli Esteri di Giordania, Indonesia, Spagna, Pakistan, Brasile, Bangladesh, Turchia, Colombia, Libia e Maldive hanno diffuso un comunicato congiunto in cui condannano “nei termini più duri i nuovi attacchi israeliani contro la Global Sumud Flotilla, un’iniziativa civile umanitaria pacifica volta a richiamare l’attenzione internazionale sulla catastrofica sofferenza umanitaria del popolo palestinese”.

Nella nota si sottolinea che gli “attacchi contro le imbarcazioni e la detenzione arbitraria di attivisti, costituiscono flagranti violazioni del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario”.

I ministri hanno quindi chiesto “l’immediato rilascio di tutti gli attivisti detenuti, così come il pieno rispetto dei loro diritti e della loro dignità”. “I ministri sottolineano inoltre che i ripetuti attacchi contro iniziative umanitarie pacifiche rispecchiano il persistente disprezzo per il diritto internazionale e la libertà di navigazione”, invitando quindi “la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità legali e morali, a garantire la protezione dei civili e delle missioni umanitarie e ad adottare misure concrete per porre fine all’impunità e assicurare la responsabilità per queste violazioni”.

Carburanti, prezzi ancora in rialzo, Salvini: venerdì proroga taglio accise

Roma, 19 mag. (askanews) – “Dovremo prorogare sicuramente” il taglio delle accise, anche se “per le migliaia di autotrasportatori questo taglio è sostanzialmente irrilevante”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, a Rtl 102.5 aggiungendo che “venerdì abbiamo una riunione con tutte le sigle dell’autotrasporto per ravvivare un credito d’imposta e trovare alcune centinaia di milioni di euro per coprire dei bilanci che altrimenti sono in perdita”.

Salvini ha ricordato che “gli autotrasportatori hanno convocato uno sciopero nazionale per tutta la settimana prossima e hanno ragione. Non sono come quelli di ieri dell’Usb che hanno convocato lo sciopero nelle ferrovie e nella scuola, peraltro con adesione scarsissima, per solidarietà alla flottiglia palestinese. Per carità, ognuno sciopera per quello che vuole, però i camionisti hanno ragione. Dobbiamo poterli aiutare perché fermare per una settimana i camion vuol dire avere i negozi vuoti e l’Italia nel caos. E mi stupisce che a Bruxelles qualcuno non si renda conto della situazione. La cosa assurda è che dicono ‘è vero: la situazione è grave, ma siccome non è ancora gravissima aspettate a intervenire’. Follia, come il medico che si vede arrivare il malato in pronto soccorso e dice ‘è grave, ma siccome non è ancora gravissimo o moribondo non intubiamolo'”.

Nel frattempo continua a salire il prezzo della benzina, riprende a salire, dopo quaranta giorni di calo, il prezzo del gasolio. A spingere sono i mercati petroliferi internazionali, con le quotazioni dei prodotti raffinati che tra ieri e venerdì hanno messo a segno due forti rialzi. Il prezzo medio nazionale della benzina è al livello più alto dal 7 ottobre 2023. Con l’accisa “piena” che, a legislazione corrente, rientrerà in vigore sabato prossimo 23 maggio, la benzina sarebbe oggi a 2,012 euro/litro, il gasolio a 2,222 euro/litro.

Questa mattina, secondo la consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, la benzina self service sulla rete stradale è a 1,951 euro/litro (+8 millesimi rispetto a ieri), gasolio a 1,978 euro/litro (+1). Il Gpl è a 0,807 euro/litro (-1), il metano a 1,564 euro/kg (invariato). In autostrada, la benzina self è a 2,032 euro (+9), il diesel a 2,067 euro (+3), il Gpl a 0,915 euro (invariato) e il metano a 1,588 euro (invariato).

Stando ai dati di Staffetta Quotidiana, Eni e Ip hanno aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio. Per Tamoil si registra un rialzo di due centesimi sulla benzina e un ribasso di uno sul gasolio.

Nyt: Teheran ha adattato le tattiche in vista della ripresa del conflitto

Roma, 19 mag. (askanews) – L’Iran ha sfruttato il cessate il fuoco con gli Stati Uniti per dissotterrare decine di siti di lancio di missili balistici bombardati, spostare lanciatori mobili di missili e, nonostante le perdite subite, adattare le proprie tattiche in vista di un’eventuale ripresa degli attacchi israelo-americani. Lo ha detto un funzionario militare americano al New York Times.

La fonte ha spiegato che molti dei missili balistici usati da Teheran nel corso del conflitto venivano lanciati da profonde grotte sotterranee e da altre strutture scavate nelle montagne, difficili da distruggere. Per questo, ha aggiunto, gli Stati Uniti hanno bombardato gli ingressi dei siti, facendoli crollare e seppellendoli. Teheran avrebbe ora dissotterrato un numero importante di questi siti. E ha anche studiato le rotte di volo dei caccia e dei bombardieri americani, forse con l’assistenza russa. La fonte ha citato l’abbattimento di un F-15E il mese scorso e il fuoco antiaereo contro un F-35 come esempi del fatto che le tattiche di volo americane sono diventate troppo prevedibili, consentendo all’Iran di difendersi con maggiore efficacia.

Sebbene cinque settimane di intensi bombardamenti abbiano causato la morte di diversi leader e comandanti iraniani, ha rimarcato ancora la fonte, di fatto “la guerra ha lasciato un avversario più temprato e resiliente”, tanto che da essere convinto di poter resistere agli Stati Uniti, bloccando lo Stretto di Hormuz, attaccando le infrastrutture energetiche degli Stati vicini del Golfo o minacciando gli aerei statunitensi.

Pannella, Mattarella: leader controcorrente, ha lasciato il segno

Roma, 19 mag. (askanews) – “Marco Pannella è stato una personalità politica che ha impresso un segno nella storia della Repubblica. Nel ricordarlo a dieci anni dalla scomparsa, è riconoscibile il portato delle sue battaglie, condotte spesso da posizioni di minoranza ma capaci di attivare percorsi di innovazione e riforma”. Lo afferma il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del decimo anniversario della scomparsa del leader Radicale.

Pannella è stato leader controcorrente, non convenzionale e, tuttavia, non inatteso. Portatore di un’interpretazione radicale del pensiero liberale, veniva da una lunga esperienza di leadership degli studenti universitari italiani – ricorda Mattarella -. Portò la sua critica e le sue idee al centro del confronto pubblico anche con modalità inedite, ispirandosi alla lezione gandhiana: gli scioperi della fame e della sete, le pratiche di disobbedienza civile, le proteste non violente, aprendo così la strada a nuovi linguaggi e nuove forme di partecipazione”.

“Il leader radicale fu uomo del dialogo, come nel caso delle decisioni che portarono a interventi straordinari della Repubblica per combattere la fame nel mondo, oltre che protagonista in passaggi delicati della vita delle istituzioni. Europeista tenace e convinto, coerente sostenitore dello Stato di diritto, irriducibile avversario della pena di morte, difensore della dignità dei detenuti, lascia un’eredità che riserva valori anche a chi non ha condiviso tutte le sue battaglie” conclude Mattarella.

Concita Borrelli e lo stupro: non aprite quella porta

È tirata aria di bora a “Porta a porta” dove una sorta di maestra di pensiero ha portato in dote ad una puntata di qualche sera addietro quello che non si dice e non si fa. Ha denunciato, una ipocrisia utile a farci civili, seppure si tratta di una brama annidata nei bui antri dell’inconscio fino qualche volta ad affacciarsi in veste di sogno consapevole sempre frustrato da una perenne inazione. 

In onda, le origini del male 

Concita Borrelli, questa la protagonista, sembra abbia detto che “nella sfera sessuale di ognuno di noi c’è lo stupro. C’è che qualcuno ti prende o tu prendi qualcuno, nella testa, nei sogni, nell’immaginazione, ce l’abbiamo tutti e qui non si tratta di essere santi, bigotti o assassini”. Ha messo un po’ di concitazione nel galateo della comunicazione televisiva senza che sia però ben chiaro se si aspirerebbe semmai ad essere vittime felici o autori altrettanto entusiasti dello stupro in questione. Ha preso tutti in contropiede con la incauta franchezza di chi è certa ci siano suggestioni a cui nessuno può sfuggire, che riguardano insomma l’intera società, anche se risulta non pervenuta agli atti una statistica in materia. 

La violenza e il rischio di un guazzabuglio

Del resto lo stupro è una parola che non ha una origine definita, è segnata da una originaria confusione che ne contamina la decifrazione anche per chi se ne ipotizza artefice o destinatario, con sentimenti di gioia o dolore a seconda dei ruoli, o forse anche motivo di piacere pur stando nella parte  di abusato. 

Stupro par che prenda piede dalla più nobile idea di uno stupore in grado di intontire, di lasciare in qualche modo sbalorditi chi si imbatta in un gesto che piano piano si è poi tradotto in un senso di disonore fino ad arrivare ad una violenza sessuale. Forse, messe così le cose, si è voluta ingentilire la faccenda perché potremmo chiamare stupro ogni forma di violenza verso il prossimo compresa la coercizione pur solo della mente. Ascrivere lo stupro, relegandolo ad una sola pratica sessuale, corre forse il rischio di fargli un piacere ma le cose hanno preso ormai questa piega ed inutile tornarci sopra. 

Un commentatore incommentabile?

Ciò che semmai lascia perplessi è l’elezione al ruolo di opinionista della protagonista di quel commento sulla maggiore rete televisiva nazionale. Se ben si è compreso, la Borrelli risulterebbe essere un avvocato che si dedica, nella circostanza, anche a fare l’autrice della trasmissione di Bruno Vespa mettendo in campo una duttilità tutta da apprezzare, pungendo qua e là con i suoi incisivi ragionamenti da tramandare ai posteri. Occorre una capacità di commento su ogni fatto, dal processo Garlasco, passando per la moda delle “diete” fino ad arrivare forse alle guerre nel mondo, una parola costantemente in grado di lasciare segno adeguato nell’ascoltatore. 

Ravvedimento o marcia indietro

Ed anche questa volta ha fatto centro invitando i suoi critici a deporre le armi e veleni perché, ha detto, si scuserà. E’ appunto quello che non si dovrebbe fare. Quando si dichiara un proprio convincimento non è bene ritrattarlo, sarebbe come violare la propria intelligenza, rinnegando una lettura psicanalitica, non importa se corretta o infondata, che in ogni caso appartiene a chi l’ha espressa. 

La Borrelli può darsi sia stata improvvida ad avventurarsi nel misterioso campo della scienza della mente che dovrebbe essere riservata a chi professionalmente la studia per mestiere, dando in pasto al pubblico l’emotività di una sua intima interpretazione. Oppure è stata inopportuna o di coraggiosa audacia a scoperchiare il vaso di pandora delle fantasie sessuali dell’umanità o che abbia visto solo lei un film che riguarda invece esclusivamente gli appassionati del genere. 

Ogni forma di pensiero è opinabile, ma chi propone una riflessione ha il dovere di difenderla anche a costo della impopolarità, sfiorando magari uno sgarbo non quotidiano ma una tantum, assumendosene la paternità, la responsabilità e le eventuali conseguenze. Altrimenti lo stupro continua, intanto su se stessi e proprio questo non sarebbe scusabile.

Il “campo degasperiano” tra crisi della politica e ritorno della rappresentanza

La proposta di un centro autonomo degasperiano

Ho ascoltato sulla piattaforma “change.org” la petizione presentata da Lucio D’Ubaldo, che si ispira alla lezione politica di Alcide De Gasperi per superare la polarizzazione attuale. Un progetto quello dell’avvio di un centro autonomo degasperiano che condivido, inserendosi nei tentativi di ricomposizione di un’area politica distinta e distante dalla destra e dalla sinistra, che perseguo dalla fine politica della Democrazia Cristiana.

Molto interessante il riferimento a James Talarico il giovane democratico del Texas il quale, evidenzia D’Ubaldo, considera superato il dilemma destra-sinistra che viene sostituito dalla dicotomia tra “chi sta sopra e chi sta sotto” nella scala economico e sociale USA e, derivando, nel mondo e in Italia.

È dal famoso saggio di Norberto Bobbio “Destra e sinistra – Ragioni e significati di una distinzione politica” (2023 – ed. Saggine) che si è sviluppato anche in Italia un proficuo dibattito su questo tema, con interventi di Massimiliano Pupillo, Alessandro Lozzi, Di Costanzo Preve, Michele Gallo e altri.

La nuova tecno-oligarchia finanziaria

È importante che se ne stia interessando un politico di area democratica americana come James Talarico, cittadino di un Paese in cui, come scrive Tiziana Alterio nel suo recentissimo: Padroni nell’ombra – La nuova élite ebraica che governa il mondo – Chi sono e come operano (Edizioni I – Ottobre 2025) siamo in presenza di una nuova generazione, dopo quella dei Rothschild, Soros, Warburg, Oppenheimer, che “ha conquistato silenziosamente tutte le leve del potere negli Stati Uniti influenzando le scelte non solo del governo statunitense, ma anche degli altri grandi Paesi occidentali. Sono i protagonisti della nuova finanza globale e giovani leader di grandi multinazionali che formano un nuovo “Stato profondo”, irrorato da contratti governativi miliardari. Una nuova élite che tiene contatti stretti con Israele e che sta acquisendo un potere così grande da poter affermare che siamo già dentro una “tecno-oligarchia finanziaria””. Scrive l’Alterio (pag. 39): “Il “Triumvirato” della finanza globale (Black Rock – State Street e Vanguard) insieme gestiscono, nel 2025, oltre 25 trilioni di dollari: una quantità enorme di risorse finanziarie; praticamente hanno nelle loro mani un quarto della ricchezza mondiale che si aggira intorno a 100 trilioni di dollari”.

Sono gli eredi dei detentori di quegli hedge funds anglo caucasici/kazari, di cui ha scritto pagine importanti l’amico dr Alessandro Govoni: fondi speculativi che hanno sede operative nella city of London e fiscale a tassazione zero nello stato USA del Delaware.

Una nuova élite tecno finanziaria, in larga parte connessa al potere dominante politico trumpiano, di cui costituiscono la struttura portante.

La nuova frattura: chi sta sopra e chi sta sotto

È evidente che non siamo più in presenza della vecchia distinzione del secolo scorso fra i concetti tradizionali di destra e di sinistra, ma nella nuova realtà della dicotomia profonda tra chi sta sopra e chi sta sotto.

Una situazione che, come scrive l’Alterio, dagli USA si ripercuote in tutto il mondo, almeno in quello occidentale, con conseguenze incredibili sul piano del controllo delle Big pharm, dei principali gestori dei media fino al controllo dei cavi sottomarini che gestiscono le relazioni informatiche, bancarie e finanziarie di tutto il mondo.

Quei cavi, non a caso, ora sotto il mirino degli iraniani, dato che sono collocati tra i potentati medio orientali, Israele e l’Occidente, proprio sui fondali dello stretto di Hormuz che, a questo punto, diventa strategico per le risorse energetiche, dei prodotti essenziali dei concimi organici e per il sistema delle comunicazioni.

Anche la situazione italiana, già sottoposta a questi pesanti condizionamenti nei settori chiave descritti, è, a sua volta, vittima di condizioni di disuguaglianze socioeconomiche e finanziarie più volte anche da me denunciate, sul piano fiscale, della distribuzione della ricchezza, con un divario sempre più insostenibile tra la casta, i diversamente tutelati, i ceti medi produttivi e le classi popolari (vedi i miei articoli pubblicati su Il Domani d’Italia e Il Popolo).

Proporzionale, preferenze e futuro del “campo degasperiano”

Ecco perché il progetto della costituzione di un centro di ispirazione degasperiana, ampio ed autonomo, distinto e distante da una sinistra alla permanente ricerca di una sua identità ed unità e da una destra nazionalista e sovranista che, nelle sue scelte politico amministrative, anziché ridurre, mira a perpetuare le diseguaglianze e a conservare le rendite di posizione esistenti, appare come la risposta più opportuna per favorire la partecipazione al voto di quella prevalente area di elettrici ed elettori sin qui renitenti, anche se, come ho scritto ad abundatiam, sarà sulla nuova legge elettorale che si deciderà il procedere del progetto politico generale del Paese e di quello stesso del “campo degasperiano”.

Con una legge elettorale di tipo proporzionale con preferenze, il centro potrà rinascere, ma se prevalesse l’attuale “rosatellum” o, peggio la nuova “Legge super truffa meloniana”, tentativo sperimentale di una sorta di legge Acerbo 2.0 e premessa del premierato, la scelta di coalizione sarebbe inevitabile.

Ecco perché il compito di tutti i democratici che credono nei valori costituzionali è quello di batterci per una legge elettorale di tipo proporzionale con preferenze e di concordare un programma politico coerente con le indicazioni della Costituzione repubblicana a partire dal rispetto dell’art. 53.

Xi non parla mai a caso

Il significato politico del “G2”

Tutti i commenti relativi al vertice di Pechino fra Stati Uniti e Cina hanno sostanzialmente rilevato la volontà reciproca di non enfatizzare i punti di attrito, che ci sono e rimangono, ma piuttosto di concordare una sorta di “coabitazione competitiva” a livello globale che già è stata definita “G2”, a suggello di un ormai assodato assetto del potere planetario.

A latere di questo risultato di fondo vi sono poi stati gli accordi commerciali, al solito enfatizzati da Trump ben oltre la loro effettiva rilevanza. Ma l’essenza del bilaterale, quella alla quale ha guardato lucidamente Xi nel mentre Trump si sperticava in elogi nei suoi confronti e della Cina, “paese bellissimo”, è stata puramente geopolitica: e lo si rileva nelle due affermazioni-chiave che il Presidente cinese ha inserito nel suo discorso di apertura del vertice. Entrambe divenute subito una sorta di manifesto dell’incontro e naturalmente subito riprese dalla stampa internazionale.

Esse però non vanno tenute separate. Al contrario, sono parte di un unico ragionamento, di un unico pensiero. Xi ha ricordato la celebre “trappola di Tucidide”, la nota osservazione con la quale lo storico che raccontò la Guerra del Pelopponeso rilevò l’inevitabilità dello scontro nel caso una potenza in declino (a quel tempo, Sparta) non lasci spazio di crescita alla potenza in ascesa (a quel tempo, Atene). Una condizione che negli ultimi 500 anni ha condotto al conflitto in 12 casi su 16 situazioni simili analizzate, secondo lo studio svolto una decina d’anni fa dallo studioso Graham Allison.

La “trappola di Tucidide” come messaggio agli Usa

Citando Tucidide, Xi Jinping ha con sottigliezza tutta cinese voluto evidenziare al mondo e dire al suo interlocutore americano che oggi la potenza in ascesa è la Cina mentre quella in declino è l’America. Ponendosi così su un piano psicologico più vantaggioso e soprattutto giocando all’attacco.

Il secondo messaggio inviato, un vero e proprio avvertimento, un “warning” che Trump ha fatto finta di non aver colto (ma che invece ha compreso benissimo) è stato più diretto, ed è conseguenza logica del primo: Taiwan è una provincia della Cina, e alla madre patria dovrà, presto, ritornare: e questa “è la questione più importante nelle relazioni fra Cina e Stati Uniti”. Sul punto gli americani dovranno porre molta attenzione, altrimenti “i due Paesi avranno scontri e anche conflitti”.

Taiwan e il Mar Cinese: la “Dottrina Xi”

Ecco. Taiwan e il Mar Cinese Meridionale rivendicato con la Linea dei Nove Punti. Sono la dimostrazione di come Pechino intenda il neologismo “G2”, che peraltro lascia immaginare a Trump senza adottarlo direttamente: una sorta di “Dottrina Monroe” asiatica, che potremmo definire “Dottrina Xi”. Gli USA comandino pure nel continente americano, ma in quello asiatico il predominio imperiale sarà cinese.

Giapponesi e indiani hanno da tempo compreso le ambizioni del Dragone: la volontà di riarmo dei primi e le differenziate mosse geopolitiche dei secondi, in parte alleati con gli americani e in parte co-partecipi della formula BRICS+ proprio con la Cina sono la testimonianza dell’incertezza che nel campo alternativo a quello mandarino sta provocando la politica trumpiana: che appare condiscendente con i competitor più forti (la Cina e, su un piano diverso, sostanzialmente solo quello nucleare, la Russia) e invece ostile nei confronti degli alleati con i quali gli Stati Uniti hanno definito l’assetto geopolitico mondiale dal 1945 in avanti.

Trump fra forza esibita e debolezza strategica

La sfida di Xi Jinping è molto potente: e Trump, al di là di quello che dice, pare averla subìta. Al momento, avvertendo Taiwan che non può pensare all’indipendenza, il tycoon conferma l’idea che in molti ormai si sono fatta di lui: prepotente con i deboli e con gli alleati; debole con i forti, potenziali avversari del suo Paese.

La nuova Margherita e il rischio di una caricatura centrista

Una cultura di governo, non una nostalgia elettorale

Molti invocano, e giustamente, il ritorno di una sorta di Margherita. Altri, e più furbescamente — ovvero i soliti e notissimi “cattolici professionisti” alla Delrio — ne sottolineano l’utilità pur restando all’interno del Pd. Vabbè, ogni scelta va rispettata anche quando è dettata dalla furbizia e dal calcolo personale. Ma, e per tornare alla Margherita, credo sia importante al riguardo almeno richiamare tre riflessioni di fondo.

Innanzitutto una sorta di neo Margherita può decollare solo se sarà in grado di declinare sino in fondo una cultura di governo, un profilo riformista e una autentica ed intelligente vocazione centrista. Non può esistere, cioè, una potenziale Margherita nell’attuale contesto politico italiano se non è in grado di centrare appieno questo triplice obiettivo.

Il pluralismo come cifra identitaria

In secondo luogo, e in ossequio a quello che ha rappresentato la Margherita nel periodo in cui fu protagonista nella cittadella politica italiana — cioè nei primi anni duemila — non può essere il banale, grottesco e anche un po’ patetico prolungamento di un semplice partito personale.

La Margherita, al contrario, e seppur in una versione aggiornata, rivista e contemporanea, non può che essere culturalmente plurale. Come, del resto, lo era ai tempi di Rutelli, Marini, Parisi, Mastella e molti altri esponenti politici. Un pluralismo culturale che resta la cifra essenziale e decisiva di quella straordinaria esperienza politica.

L’alternativa al frontismo della sinistra

In ultimo, ma non per ordine di importanza, una sorta di neo Margherita in una coalizione alternativa al centro destra ha un senso, e un ruolo, solo se non è un satellite della sinistra nelle sue diverse e multiformi espressioni. Ovvero, dev’essere l’esatto contrario di quello che sostengono da tempo i vari Bettini. Che, del resto, restano fedeli e coerenti alla vecchia ed antica concezione egemonica comunista secondo la quale tutto ciò che non è riconducibile alla sinistra è, di fatto, un satellite. O meglio, una “tenda”, per usare il termine esatto coniato appunto da Bettini.

Insomma, una nuova ed inedita Margherita può giocare un ruolo specifico ed importante solo se è protagonista nella costruzione del progetto politico riformista e di governo alternativo al centro destra. Se così non è o se così non sarà, è del tutto sufficiente avere la presenza di un piccolo partito/lista/luogo sedicente centrista che vive o sopravvive in virtù di una gentile concessione di seggi parlamentari da parte dell’azionista di maggioranza della coalizione ma rinunciando però, e del tutto, a giocare un ruolo politico e progettuale.

E quindi, e di conseguenza, contribuendo di fatto — direttamente o indirettamente ha poco senso rilevarlo al riguardo — a rimettere in campo una proposta “frontista” molto simile a quella che nel 1994 fece Achille Occhetto con la sua “gioiosa macchina da guerra”.

La vera posta in gioco

Ecco perché quando si parla di una nuova, aggiornata e moderna Margherita occorre anche sapere qual è la vera posta in palio. Sotto il versante politico, come ovvio ed evidente. Ma anche su quello culturale ed organizzativo. Anche perché il passato non si replica mai ma quando ci si vuole rifarsi ad una nobile esperienza di qualche anno addietro, occorre anche rendersi conto che non tutto può essere sempre strumentalizzato o, peggio ancora, alterato. E la Margherita, per restare al tema, è un capitolo troppo serio della politica italiana per permettersi il lusso di essere sfregiato.

Parte da Royal Albert Hall di Londra il tour internazionale di Zucchero

Milano, 19 mag. (askanews) – Lunedì 18 e martedì 19 maggio al via dalla Royal Albert Hall di Londra “BAILA (sexy thing) 25th – Under the Moonlight”, il tour internazionale che celebra i 25 anni di una delle sue hit più amate di sempre.

Dopo aver calcato per la prima volta il palco del celebre tempio della musica londinese nel 1990, aprendo i concerti di Eric Clapton, Zucchero ha portato la sua musica in tutto il mondo e torna ancora una volta da headliner alla Royal Albert Hall per regalare uno show energico e appassionante di oltre 2 ore, guidando gli spettatori in un viaggio entusiasmante nella sua straordinaria carriera musicale con il suo inconfondibile stile e la sua carismatica presenza. Sul palco la fedele superband composta da grandissimi musicisti internazionali: Polo Jones (musical director, basso), Kat Dyson (chitarre, cori), Peter Vettese (hammond, piano e synth), Mario Schilirò (chitarre), Adriano Molinari (batteria), Nicola Peruch (tastiere), Yissy Garcia (batteria e percussioni), James Thompson (fiati, cori), Lazaro Amauri Oviedo Dilout (fiati), Carlos Minoso (fiati), Oma Jali (backing vocals) e Keba Williams (backing vocals). A luglio il tour arriva in Italia: Zucchero, infatti, accenderà gli stadi con 6 imperdibili appuntamenti live, in cui le sue canzoni diventano protagoniste di una grande festa: ritmo, energia e grandi emozioni sotto il cielo degli stadi, tra luci e migliaia di persone che cantano e ballano insieme. La sua voce unica e inconfondibile, il repertorio senza tempo – capace di far emozionare e ballare intere generazioni in tutto il mondo – e la carica esplosiva daranno vita a uno spettacolo coinvolgente e intenso, rigorosamente dal vivo. Queste le date del tour internazionale “BAILA 25th – Under the Moonlight”: 18 maggio – Royal Albert Hall – Londra (Regno Unito) 19 maggio – Royal Albert Hall – Londra (Regno Unito) 21 maggio – Arena – Ginevra (Svizzera) 23 maggio – LDLC Arena – Lione (Francia) 25 maggio – Zénith – Nantes (Francia) 27 maggio – Adidas Arena – Parigi (Francia) 29 maggio – Ziggo Dome – Amsterdam (Paesi Bassi) 30 maggio – Lotto Arena – Anversa (Belgio) 31 maggio – Zénith – Nancy (Francia) 3 giugno – Rockhal – Esch-sur-Alzette (Lussemburgo) 4 giugno – Barclaycard Arena – Amburgo (Germania) 5 giugno – Uber Arena – Berlino (Germania) 7 giugno – PSD Bank Dome – Düsseldorf (Germania) 9 giugno – QI Arena – Lipsia (Germania) 11 giugno – Stadthalle – Vienna (Austria) 12 giugno – Tipos Aréna – Bratislava (Slovacchia) 14 giugno – Stadthalle – Graz (Austria) 16 giugno – Olympiahalle – Innsbruck (Austria) 17 giugno – Hallenstadion – Zurigo (Svizzera) 18 giugno – Hallenstadion – Zurigo (Svizzera) 20 giugno – Festhalle – Francoforte (Germania) 21 giugno – Olympiahalle – Monaco di Baviera (Germania) 23 giugno – Palais Nikaïa – Nizza (Francia) 24 giugno – Arena Du Pays D’Aix – Aix-en-Provence (Francia) 26 giugno – Würth Open Air – Künzelsau (Germania) 4 luglio – Bluenergy Stadium – Stadio Friuli – Udine (Italia) 6 luglio – Stadio Dall’Ara – Bologna (Italia) 8 luglio – Stadio Adriatico – Pescara (Italia) 11 luglio – Arena Santa Giuliana – Perugia (Italia) 14 luglio – Stadio Franco Scoglio – Messina (Italia) 16 luglio – Mura Storiche – Lucca Summer Festival – Lucca (Italia) 18 luglio – Autostadt Sommerfestival – Wolfsburg (Germania) 21 luglio – Olympic Running Track – Tirana (Albania) 26 luglio – Festival Pirineos Sur – Sallent de Gállego (Spagna) 28 luglio – Starlite Festival – Marbella (Spagna) 31 luglio – Festival Mar D’Estiu – Santa Susanna (Spagna) 23 settembre – Principe Pio – Madrid (Spagna) 24 settembre – Teatro Baluarte – Pamplona (Spagna) 27 settembre – Palau De Les Arts – Valencia (Spagna) 29 settembre – Palau De La Musica – Barcellona (Spagna) 17 ottobre – DR Concerthall – Copenaghen (Danimarca) 18 ottobre – DR Concerthall – Copenaghen (Danimarca) 19 ottobre – Musikteatret Holstebro – Holstebro (Danimarca) 21 ottobre – Cirkus – Stoccolma (Svezia) 22 ottobre – Sentrum Scene – Oslo (Norvegia) 26 ottobre – House Of Culture – Helsinki (Finlandia) 27 ottobre – Tampere Hall – Tampere (Finlandia) 29 ottobre – Alexela Concerthouse – Tallinn (Estonia)

Playoff Nba, San Antonio vince Gara1 finale a ovest

Roma, 19 mag. (askanews) – Gara-1 tra Thunder e Spurs non delude affatto le attese nella prima finale della Western Conference. La vince San Antonio 122-115 dopo ben due supplementari e grazie ad un Victor Wembanyama stratosferico, che chiude con 41 punti, 24 rimbalzi e le giocate che sigillano la vittoria nel finale del secondo overtime, aiutato dal rookie Dylan Harper, che prende il posto dell’infortunato De’Aaron Fox in quintetto e segna 24 punti con anche 11 rimbalzi, 6 assist e 7 palle recuperate. A Oklahoma City non bastano invece i 31 punti in uscita dalla panchina di Alex Caruso e i 26 del rientrante Jalen Williams.

Finale Eastern Conference (3) New York Knicks vs (4) Cleveland Cavaliers

Gara 1: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 20/5 ore 2.00 Gara 2: New York Knicks-Cleveland Cavaliers 22/5 ore 2.00 Gara 3: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 24/5 ore 2.00 Gara 4: Cleveland Cavaliers-New York Knicks 26/5 ore 2.00 Gara 5: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 28/5 ore 2.00 Gara 6: Cleveland Cavaliers-New York Knicks* 30/5 ore 2.00 Gara 7: New York Knicks-Cleveland Cavaliers* 1/6 ore 2.00

Finale Western Conference (1) Oklahoma City Thunder vs. (2)San Antonio Spurs 0-1

Gara 1: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 115-122 Gara 2: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs 21/05 ore 2.30 Gara 3: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 23/05 ore 2.30 Gara 4: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder 25/05 ore 2.00 Gara 5: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 27/05 ore 2.30 Gara 6: San Antonio Spurs-Oklahoma City Thunder* 29/05 ore 2.30 Gara 7: Oklahoma City Thunder-San Antonio Spurs* 31/05 ore 2.00

*se necessario

Hantavirus, a Ushuaia missione per trovare l’origine dell’epidemia

Roma, 19 mag. (askanews) – Un team dell’Istituto Malbrán (un ente pubblico tecnico-scientifico dipendente dal ministero della Salute dell’Argentina) è atterrato a Ushuaia lunedì, un mese e mezzo dopo la partenza della nave da crociera MV Hondius. Il team sta cercando di individuare l’origine dell’epidemia di hantavirus che ha causato la morte di tre passeggeri, otto casi confermati, due casi sospetti e ha fatto scattare un allarme globale, poiché coinvolge la variante andina del virus, l’unica nota per essere trasmissibile da persona a persona. E’ quanto si legge sul media argentino “El Clarin”. Intanto è iniziata ieri a Rotterdam la disinfezione della nave, l’operazione di decontaminazione è previsto che duri almeno una settimana, secondo Reuters.

Calenda da Meloni, ‘campo largo’ osserva mosse ma linee diverse

Roma, 18 mag. (askanews) – Un “normale incontro”. Da Azione spiegano così il faccia a faccia tra Carlo Calenda e Giorgia Meloni a palazzo Chigi, un appuntamento su “energia e industria” nato in scia al ‘premier time’ della scorsa settimana: sbagliato cercare indizi in chiave di alleanze politiche. Ma, inevitabilmente, la visita del leader centrista a palazzo Chigi diventa oggetto di valutazioni dentro al centrosinistra, perché con due schieramenti più o meno appaiati nei sondaggi i voti di Azione potrebbero fare la differenza. Il fatto è che nel “campo largo” M5s e Avs non sembrano particolarmente disponibili a un eventuale “ritorno” di Calenda, a differenza del Partito democratico.

Di certo, Calenda per ora non cambia la sua linea ‘terzista’, autonomo da entrambi i poli, tanto da schierarsi anche contro la riforma elettorale a cui tiene tanto la presidente del Consiglio: “Non si farà – pronostica – perché c’è una parte del testo che già sappiamo che è incostituzionale e non c’è più tempo per formularne una nuova”. Una previsione che probabilmente è anche un auspicio, perché l’ex ministro non fa mistero di sperare in un pareggio che apra la strada ad un governo “riformista” ed europeista sostenuto da una maggioranza trasversale e omogenea sui grandi dossier.

Ettore Rosato spiega: “Siamo andati a portare le nostre proposte. Un avvicinamento alla destra? Non esiste. Non è che se uno parla con la Schlein si avvicina alla sinistra. Dovrebbe essere una cosa normale, in una situazione del mondo così complicata, che l’opposizione dialoghi con la maggioranza. Siamo opposizione e proviamo a ottenere dei risultati”.

Ma che la legge elettorale resti quella attuale al momento non è così scontato, Fdi anche oggi ha insistito su questo e un premio di maggioranza renderebbe assai improbabile lo scenario su cui punta Calenda, rendendo difficile mantenere una posizione non allineata.

Nel Pd, per esempio, diversi contano sul fatto che alla fine Azione torni con il resto del centrosinistra. Arturo Scotto fa notare un dettaglio: “E’ andato da Meloni, ma oggi Azione ha anche firmato insieme a tutte le opposizioni l’emendamento al decreto lavoro che ripropone il salario minimo”.

Enrico Borghi, Iv, non risparmia qualche frecciata, la rottura tra i centristi non è ancora stata metabolizzata: “A me Calenda sta molto simpatico, mi ricorda maresciallo Emmanuel Grouchy, ultimo ad arrivare a Waterloo e gli ordini impartiti da napoleone furono disattesi. Chi arriva tardi non capisce il senso finale della battaglia…”. Ma, assicura, “avendo noi subito la stagione dei veti non poniamo veti nei confronti di nessuno. E’ chiaro che serve una coerenza di fondo. La stagione dei blocchi e delle antipatie deve essere lasciata alle spalle”.

Molta meno disponibilità mostra Avs, come spiegano ambienti dell’alleanza rosso-verde: “Calenda sembra in grande confusione, un giorno fa una cosa, un giorno ne fa un’altra. Per quanto riguarda il ‘campo largo’ … Di cosa stiamo parlando? E’ uno che nei comuni si allea con la destra un giorno sì e l’altro pure, in nome del ‘pragmatismo’!”.

Linea simile a quella di Luca Pirondini capogruppo del M5S al Senato. “Con tutto il dovuto rispetto, quello che fa Calenda non occupa molto i miei pensieri. Ricordo il suo recente convegno con tutta la prima fila in platea occupata da Fratelli d’Italia, ha detto che il M5s va cancellato… Nessuno stupore per la sua visita a palazzo Chigi”.

Iran, Trump sospende l’attacco all’Iran previsto per domani

Roma, 18 mag. (askanews) – “L’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad Al Thani, il principe ereditario dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman Al Saud, e il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed Al Nahyan, mi hanno chiesto di sospendere l’attacco militare contro la Repubblica Islamica dell’Iran, previsto per domani, in quanto sono in corso negoziati seri e, a loro avviso, in quanto grandi leader e alleati, si raggiungerà un accordo che sarà pienamente accettabile per gli Stati Uniti d’America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e non solo”. Così il presidente americano Donald Trump su Truth Social.

“Questo accordo includerà, cosa fondamentale, NESSUNA ARMA NUCLEARE ALL’IRAN! In virtù del rispetto che nutro per i suddetti leader, ho dato istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Capo di Stato Maggiore Congiunto, Generale Daniel Caine, e alle Forze Armate degli Stati Uniti, che NON effettueremo l’attacco all’Iran previsto per domani, ma ho inoltre dato loro istruzioni di tenersi pronti a procedere con un attacco su vasta scala contro l’Iran, in qualsiasi momento, qualora non si raggiunga un accordo accettabile. Grazie per l’attenzione! Presidente DONALD J. TRUMP, ha concluso il capo della Casa Bianca sul suo social.

M.O., Flotilla, Tajani: risultano nove italiani fermati, rilasciateli

Modena, 18 mag. (askanews) – “Pare che siano nove gli italiani che sono stati fermati, noi chiediamo che vengano immediatamente rilasciati”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine di un incontro in Prefettura a Modena, sulla vicenda della Flotilla intercettata da Israele al largo di Cipro.

“Stiamo seguendo la vicenda da questa notte con la nostra ambasciata a Tel Aviv, con il nostro consolato, con l’ambasciata d’Italia a Cipro – ha aggiunto Tajani -. Abbiamo già mandato i nostri messaggi. Abbiamo chiesto che venissero comunque tutelati i nostri concittadini e liberati il prima possibile, così come è accaduto per l’episodio di qualche settimana fa”.

Elon Musk ha perso la causa su OpenAI contro Altman

New York, 18 mag. (askanews) – Vittoria per OpenAI e i suoi Ceo e presidente nella causa lanciata da Elon Musk nel 2024 e portata sui banchi di un tribunale a Oakland, California. Dopo tre settimane di dibattimento, nel giro di un paio di ore una giuria chiamata a fornire un’opinione al giudice competente ha deciso che l’uomo più ricco al mondo ha aspettato troppo tempo per lanciare la sua causa contro il gruppo dietro a ChatGPT. Subito dopo la giudice competente Yvonne Gonzalez Rogers ha annullato la causa. Lo riferisce CNBC.

Musk aveva lanciato la causa contro OpenAI e il suo top management con l’accusa di avere trasformato la startup in un’azienda a scopo di lucro “rubando” di fatto quella che era una non profit da lui cofondata nel 2015 e di cui aveva lasciato il cda tre anni dopo. Musk puntava a una nuova ristrutturazione del gruppo, all’uscita del CEO Sam Altman e del presidente Greg Brockman, oltre a danni fino a 130 miliardi di dollari che aveva promesso di donare.

Meloni vede alleati e prova a chiudere su Consob (e Antitrust). Venerdì Cdm

Roma, 18 mag. (askanews) – Il tentativo è quello di provare a chiudere finalmente la partita in tempo per venerdì prossimo quando, alle 19, si riunirà il Consiglio dei ministri. Giorgia Meloni punta infatti a sbloccare entro la settimana il nodo della presidenza della Consob (fatalmente legata anche a quella dell’Antitrust, che pure formalmente è in capo ai presidenti di Camera e Senato).

Sarà una giornata dall’agenda già fitta: la premier incontrerà alle 15.30 il primo ministro d’Irlanda, Micheál Martin, poi a varcare la soglia di palazzo Chigi saranno gli autotrasportatori con l’obiettivo, per la presidente del Consiglio, Giorgetti, Salvini e Foti, di scongiurare lo sciopero nazionale dei camion in programma dal 25 al 29 maggio. Lo stesso Cdm dovrà poi occuparsi anche delle accise, visto che l’ultimo taglio deciso dal governo scade proprio venerdì. Insomma, il tema del caro energia resta in cima all’agenda della presidente del Consiglio che ha scritto una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere di poter estendere anche alle misure per affrontare la crisi energetica la flessibilità che il Patto di Stabilità prevede per la spesa nella difesa. La risposta di Bruxelles al momento resta però fredda. “L’attenzione in questa fase è rivolta a sfruttare appieno i finanziamenti Ue già disponibili, che sono molto significativi”, fa sapere una portavoce, di fatto ribadendo quanto già la stessa von der Leyen aveva detto personalmente dopo il vertice informale del Consiglio europeo a Cipro.

D’altra parte, anche di come affrontare la crisi energetica si sarebbe discusso tra Giorgia Meloni e Carlo Calenda. Il colloquio, nel pomeriggio a palazzo Chigi, è stato preceduto da un tentativo del leader di Azione di depistare i giornalisti. Poi è stato lui stesso ad ammettere che l’incontro c’è stato ma che gli argomenti di discussione sono stati soltanto energia e industria. E, tuttavia, nell’abboccamento cominciato la scorsa settimana durante il premier time – quando Meloni aveva detto che le sue porte sono sempre “aperte” quando ci si vuole confrontare nel merito – in molti avevano letto un implicito riferimento anche a una collaborazione sulla legge elettorale.

Ma tra le pratiche che Giorgia Meloni vuole provare a sbrigare, anche per evitare quell’effetto di paralisi determinata da veti incrociati all’interno della coalizione, c’è anche quello della presidenza della Consob che attende ormai da settimane il successore di Paolo Savona e che si è nuovamente riaperta dopo la decisione del leghista Federico Freni, sottosegretario al Mef, di fare un passo indietro. Anche di questo si sarebbe parlato nella riunione che la premier avrebbe tenuto in mattinata proprio con i due vice premier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, e con il leader di Noi moderati, Maurizio Lupi. Tra i nomi in pole position c’è sempre quello di Federico Cornelli ma in corsa ci sarebbe anche l’economista Donato Masciandaro, consigliere del ministro Giorgetti (che nel pomeriggio sarebbe stato visto uscire da palazzo Chigi).

Nodo strettamente collegato a quello della Consob è quello della presidenza dell’Antitrust anche se il realtà la designazione spetta alla seconda e alla terza carica dello Stato. Ignazio La Russa sponsorizzerebbe il nome di Giuseppe Valentino, suo storico amico e, tra le altre cose, anche presidente della Fondazione An. Da fonti di maggioranza, anche di Fdi, viene invece negato quanto riportato oggi sul Fatto quotidiano, ossia che il fronte del partito azzurro che fa riferimento alla famiglia Berlusconi, avrebbe chiesto di smettere di fare le barricate a favore di Simona Agnes per la presidenza, di fatto congelata da un anno e mezzo. A smentire ufficialmente è poi la capogruppo al Senato, Stefania Craxi, che era appunto stata indicata come grande tessitrice di questa operazione pensata per strizzare l’occhio all’opposizione. Si tratta, ha detto, di ricostruzioni “assolutamente prive di qualsiasi fondamento” e ha anzi rinnovato “la stima alla presidente Agnes”.

A Palermo, il seminario di AIL per confronto medici – pazienti

Palermo, 18 mag. (askanews) – Si è svolta a Palermo sabato 16 maggio, presso Villa Malfitano, un importante seminario organizzato da AIL (Associazione Italiana contro Leucemie, Linfomi e Mieloma Multiplo) dedicato ai pazienti affetti da Mieloma Multiplo e non solo. Il Mieloma Multiplo è la seconda neoplasia ematologica più diffusa in Italia dopo il linfoma e colpisce prevalentemente persone sopra i 65-70 anni. L’incontro è stato pensato non solo ai pazienti, ma anche a familiari e caregiver, supporto fondamentale per il paziente, un confronto con medici esperti, dedicati nell’ambito del progetto AIL pazienti – medici. Gli incontri nati da AIL hanno tra i propri obiettivi quello di offrire un momento di ascolto e supporto, favorendo la condivisione di informazioni cliniche e risposte alle domande più diffuse che i pazienti e le famiglie si trovano ad affrontare nel percorso di cura, trovare risposte concrete per togliere ogni eventuale dubbi o incertezze. Un appuntamento pensato per rafforzare il dialogo tra chi vive direttamente la malattia e chi la segue in modo specializzato.

L’intervista a Giuseppe Toro – Presidente Nazionale AIL: “Creare una comunità che deve essere fatta da medici, da pazienti, da volontari, oggi tutto questo è assolutamente fondamentale. Le terapie verso i tumori del sangue oggi hanno raggiunto dei livelli molto importanti, oltre il 70% delle patologie ematologiche oggi vengono guarite, ovvero vengono cronicizzate. Questo fa sì che oggi abbiamo una platea di pazienti cronicizzati nel territorio che hanno bisogno di sostegno, che hanno bisogno di cura”.

L’evento rientra in una serie di iniziative che AIL distribuisce in tutto il territorio nazionale, con l’intento di portare vicinanza, competenze e rete di sostegno nelle diverse comunità italiane. Un appuntamento che conferma l’impegno dell’Associazione nel rendere la presa in carico sempre più completa e centrata sulle persone. Il paziente affetto da mieloma spesso non può alzarsi dal proprio letto, avere un assistenza domiciliare è di fondamentale importanza.

Le parole di Vincenzo Leone – Responsabile del Reparto di Ematologia dell’ASP di Trapani: “Sicuramente il passo più importante che c’è stato in ematologia è quello della scoperta dei farmaci target, tutto quello che la biologia molecolare è riuscita a scoprire e quindi che ha determinato la produzione di questi farmaci che hanno completamente cambiato la storia clinica di molti tumori del sangue. Oggi è la giornata del mieloma e proprio il mieloma è una di quelle patologie che ormai possiamo considerare cronicizzate per molti pazienti. Diciamo che la qualità di vita ma anche la prognosi co-advitam è molto lunga e quasi quasi sovrapponibile a quella della popolazione non ammalata”.

Mettere in piedi delle linee guida è quanto mai importante e necessario per far si che si possa mettere nelle migliori condizioni il paziente e la propria qualità della vita.

Modena, Schlein: da destra becere strumentalizzazioni, hanno fallito

Roma, 18 mag. (askanews) – Sui fatti di Modena “invece che strumentalizzare, bisogna che la destra capisca che sulla sicurezza ha fallito”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando al Tg3.

“Non si perda l’occasione per mettere al centro il tema della salute mentale, in un paese in cui mancano 12.000 professionisti, in un paese in cui non si è ancora riusciti a portare al 5% la parte di fondo sanitario destinata proprio alla salute mentale”.

Ha concluso la Schlein: “Dovremmo cogliere l’occasione per fare una riflessione su questo, invece che vedere le becere strumentalizzazioni della destra”.

Marino (Asl Roma4): con Anguillara rafforziamo sanità prossimità

Roma, 18 mag. – “L’apertura dell’Ospedale di Comunità di Anguillara Sabazia rappresenta un passaggio importante per la ASL Roma 4 e per tutto il territorio”, dichiara Rosaria Marino, Direttrice Generale della ASL Roma 4. “Questa struttura non sostituisce l’ospedale per acuti, ma completa la filiera delle cure, offrendo ai cittadini un luogo più vicino, più adeguato e più umano nei momenti in cui serve assistenza continuativa, ma non un ricovero ospedaliero complesso. È un presidio pensato per accompagnare i pazienti nel passaggio tra ospedale e ritorno a casa, sostenendo le dimissioni protette, il recupero funzionale e la presa in carico delle fragilità. Con Anguillara rafforziamo concretamente la sanità di prossimità e confermiamo l’impegno della ASL Roma 4 nel costruire servizi territoriali più integrati, moderni e accessibili”.

Il team legale della Flotilla: "12 gli italiani" sequestrati da Israele

Roma, 18 mag. (askanews) – Dodici cittadini italiani sarebbero stati prelevati in acque internazionali dalla Marina israeliana durante l’abbordaggio a oltre 250 miglia nautiche da Gaza della Global Sumud Flotilla (GSF), a cui partecipano 54 navi con a bordo 461 volontari provenienti da 45 paesi. Lo conferma una fonte del team legale della GSF ad askanews.

Secondo Al-Jaazera, le forze navali israeliane hanno intercettato circa 20 imbarcazioni nei pressi di Cipro, e secondo quanto riferito sarebbero stati arrestati “circa 100 attivisti”. I volontari sarebbero stati trasferiti su una sorta di “prigione galleggiante”, prima di essere condotti al porto israeliano di Ashdod per essere interrogati dai servizi segreti israeliani.

Calenda vede Meloni: colloquio costruttivo su energia e industria

Roma, 18 mag. (askanews) – Il leader di Azione, Carlo Calenda, è stato questo pomeriggio a palazzo Chigi da Giorgia Meloni. “A seguito della disponibilità della presidente del Consiglio, manifestata all’ultimo question time in Senato, di discutere proposte di merito per affrontare la situazione economica, ho portato oggi alla presidente le proposte di Azione proposte di Azione in materia di energia e industria. Il colloquio è stato cordiale e costruttivo”, fa sapere in una nota.

Il senatore, arrivato con un van dai vetri oscurati, ha prima provato a ‘depistare’ i cronisti che lo hanno intercettato ma poi è stato visto varcare l’ingresso retrostante.

Proprio mercoledì scorso, in occasione del premier time a palazzo Madama, Calenda aveva esortato Giorgia Meloni ad aprire un tavolo con le opposizioni per dialogare sulle varie emergenze che il Paese ha davanti, a cominciare da quella energetica e la presidente del Consiglio gli aveva risposto che le sue porte sono sempre “aperte” quando ci si vuole confrontare sul merito.

Ue, Conte: Meloni scrive una lettera contro gli accordi che ha firmato

Roma, 18 mag. (askanews) – “‘Il nuovo Patto libera circa 35 miliardi di euro. Buon compromesso. Intesa migliore possibile’. Negli anni questo ha dichiarato Meloni agli italiani sul Patto di stabilità, mentre con una mano firmava a Bruxelles l’accordo che ha strangolato il Paese con vincoli agli investimenti in crescita, lavoro, sanità, scuola, energia, e con l’altra prendeva impegni e approvava deroghe per spendere sempre più SOLO per difesa e armi. E ora che fa? Scrive fuori tempo massimo a Von der Leyen una lettera e dice, ipocritamente, che ‘non possiamo giustificare agli occhi dei nostri cittadini che l’Ue consente flessibilità finanziaria per sicurezza e difesa strettamente intese e non per difendere famiglie, lavoratori e imprese da una nuova emergenza energetica’”. Così il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, ha commentato sui suoi canali social l’iniziativa della presidente del Consiglio nei confronti dei vertici dell’Unione europea.

“Ora – ha sostenuto Conte – siamo al paradosso: Meloni si lamenta di accordi da lei stessa firmati e rivendicati, fermo restando che non rinnega affatto gli obiettivi di maggiore spesa militare. Tenta solo, per conservare la faccia agli occhi degli italiani, di distogliere l’attenzione dalle folli spese militari mettendoci accanto qualche spesa per l’energia. Fino a che punto la premier pensa di prendere in giro il Paese con queste furbe operazioni cosmetiche?”

“Noi – ha sottolineato ancora l’ex premier – diciamo da anni cosa andrebbe fatto: rivedere gli accordi disastrosi su vincoli economici e le spese militari firmati dal Governo, promuovere investimenti comuni in Europa come nel 2020, recuperare realmente risorse tassando gli extraprofitti accumulati dai colossi delle armi, delle banche e dell’energia per proteggere cittadini e aziende che hanno pagato rincari e crisi. Noi faremo tutto quel che serve per l’Italia. Ma chi l’ha messa in ginocchio, invece di prendere in giro il Paese con letterine dell’ultima ora, dovrebbe chiedere scusa, ammettere l’errore e farsi da parte”, ha concluso Conte.

Teheran rilancia sui negoziati, Trump rimane indeciso

Roma, 18 mag. (askanews) – Il Pentagono avrebbe pronta una lista di obbiettivi da colpire, gli iraniani aprono il sito dell’Autorità dello Stretto di Hormuz; e viceversa, Washignton avrebbe accettato di sospendere le sanzioni sul petrolio iraniano, o addirittura di permettere a Teheran di mantenere un limitato programma di attività nucleari pacifiche sotto la supervisione dell’Aiea.

Mentre il prezzo del petrolio sale per timore di una ripresa delle ostilità, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian lancia un appello al negoziato sottolineando come entrambe “le parti siano in difficoltà”: il che è ovvio per il regime di Teheran, ma anche per un’Amministrazione che stando ai sondaggi è sempre più impopolare come il conflitto che ha voluto scatenare.

Di qui la ridda di indiscrezioni seguita alla nuova risposta iraniana alle richieste statunitensi, che la casa Bianca avrebbe già definito “insufficiente”, specie per quanto riguarda il nodo relativo ai programmi nucleari – una questione che peraltro verrebbe rimandata ad una fase successiva, dato che la priorità, anche per la, Cina, rimane l’apertura di Hormuz alla libera navigazione. Secondo fonti di Teheran, non confermate da Washington, l’Iran sarebbe disposto non allo smantellamento ma al congelamento per un lungo periodo dei propri programmi, a patto però che l’uranio arricchito venga consegnato alla Russia; inoltre, l’Amministrazione avrebbe aperto alla possibilità di mantenere un limitato programma di natura pacifica sotto la supervisione dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica.

In sostanza, si tratterebbe di un ritorno a quello stesso accordo sul nucleare che Trump aveva denunciato all’inizio del suo primo mandato, e per quanto riguarda Hormuz al ritorno allo statu quo prebellico; difficile però che la Casa Bianca sia disposta a fare una simile marcia indietro senza un motivo interno molto solido – e ignorando le pressioni di Israele per una ripresa delle ostilità.

Non a caso il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una nuova riunione del proprio gabinetto di sicurezza; d’altro canto però anche la Cina ha insistito con Trump per una soluzione negoziale, un fronte a cui con la prossima visita di Vladimir Putin a Pechino potrebbe aggiungersi in un ruolo maggiormente operativo anche Mosca.

Nasce l’Osservatorio ASSIF sul 5, 2 e 8 per mille

Genova, 18 mag. (askanews) – A Genova, durante CustoDIRE – Fundraising e spazio civico, è stato presentato l’Osservatorio ASSIF sul 5, 2 e 8 per mille: una struttura permanente di analisi, ricerca e advocacy dedicata ai sistemi italiani di sussidiarietà fiscale, ovvero il meccanismo attraverso cui i cittadini possono indicare, sulla propria dichiarazione dei redditi, a chi destinare una quota della propria IRPEF.

A promuoverlo è ASSIF, l’Associazione Italiana Fundraiser, che rappresenta i professionisti della raccolta fondi e lavora sul tema dal 2017. Il lancio coincide con il ventennale del 5×1000, che in vent’anni ha distribuito al Terzo Settore quasi 9 miliardi di euro. Eppure l’Italia non disponeva ancora di una piattaforma come l’Osservatorio ASSIF.

Nicola Bedogni, Coordinatore scientifico dell’Osservatorio, ci spiega anche perché l’Italia non stia ancora sfruttando tutto il potenziale del 5×1000: “Il potenziale del 5×1000 in Italia è inespresso, perché siamo arrivati a una quota del 40%, 42% dei contribuenti che lo destinano e questa quota potrebbe aumentare. C’è ancora una larga fetta di contribuenti, un 60% che non lo destina ancora. E come ASSIF, naturalmente, stiamo cercando di fare pressione sul legislatore perché ci aiuti a cambiare questa quota che è ancora molto bassa. Abbiamo fatto un’analisi a livello europeo di altri sette paesi che usano la stessa modalità di destinazione fiscale e vediamo per esempio che in Polonia ha già superato il 60%. La Spagna ha superato la quota del 50%, per cui le modalità per far crescere il numero dei contribuenti sicuramente ci sono”.

L’Osservatorio studia il 5, 2 e 8 per mille come parti di un unico ecosistema di partecipazione fiscale che ogni anno coinvolge oltre 17 milioni di cittadini e sostiene attività sociali, culturali, assistenziali, sportive e di ricerca scientifica. Lavora su quattro pilastri: analisi dei dati, sguardo all’Europa attraverso i modelli di Percentage Philantropy, integrazione tra intelligenza artificiale e apporto umano nella ricerca, e advocacy.

Queste le parole di Giulia Barbieri, Vicepresidente di ASSIF e responsabile advocacy e relazioni istituzionali dell’Osservatorio sul valore sociale del 5×1000 in Italia: “È necessario rafforzare il 5×1000 perché è uno dei più importanti strumenti di partecipazione civica. Rafforzare il 5×1000 significa rafforzare la fiducia tra i cittadini, le istituzioni e le organizzazioni non profit. Quando le persone destinano il 5×1000, decidono di destinare una parte delle loro tasse a delle organizzazioni, a delle attività che permeano la nostra vita e sono organizzazioni che tengono insieme il nostro Paese”.

Dai modelli di Spagna, Polonia e Slovacchia, e dalle proposte dell’Osservatorio, emergono indicazioni utili per rafforzare il sistema italiano: dall’eliminazione del tetto al 5×1000, alla reintroduzione del 2×1000 alla cultura, fino all’apertura della sussidiarietà fiscale alle imprese.

Calcio, Figc, Abete: candidatura per contestare il metodo

Roma, 18 mag. (askanews) – “Quando il ministro Abodi dice che i componenti del consiglio federale saranno gli stessi dice la verità. Il motivo della mia candidatura è contestare la modalità che ha portato all’individuazione della persona non per la sua qualità ma perché era una scorciatoia che non mette al centro le problematiche”. Così Giancarlo Abete, candidato alla presidenza della Figc, a margine dell’evento “Sopra la barriera – Calcio, inclusione e comunità”, promosso dalla Lega Nazionale Dilettanti presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati.

Abete ha poi richiamato il tema dei limiti decisionali del presidente federale e della necessità di riforme condivise all’interno del sistema calcio. “Il presidente ha dei limiti dal punto di vista della titolarità decisionale, per il diritto di veto e di intesa”, ha spiegato, ricordando come “si sia dovuto attendere Calciopoli per avere la modifica di una norma che, con il diritto di veto, impediva l’elezione di un presidente”.

Secondo l’ex numero uno federale, il calcio italiano è ora chiamato a una prova di responsabilità interna. “O noi avremo la capacità di fare un passo indietro come componente e uno avanti come capacità di sintesi, oppure arriveranno altri soggetti che, senza neanche che si riunisca l’assemblea federale, porranno delle modifiche rispetto alla situazione attuale”, ha concluso.

Ciclismo, Tour: Grand Départ 2028 al via da Reims

Roma, 18 mag. (askanews) – Sarà Reims a ospitare il Grand Départ del Tour de France 2028. La città francese darà il via alla 115ª edizione della Grande Boucle sabato 24 giugno, riportando così la partenza della corsa in Francia dopo le edizioni inaugurali previste in Spagna nel 2026 e nel Regno Unito nel 2027. Gli organizzatori hanno annunciato anche un calendario adattato alle esigenze olimpiche.

Il Tour attraverserà per quattro giorni la regione del Grand Est, con tappe nei dipartimenti della Marna, Ardenne, Mosa e Mosella. Le città coinvolte saranno Charleville-Mézières, Épernay, Metz, Reims, Thionville e Verdun, in un percorso che unirà patrimonio storico e spettacolo sportivo.

Reims aveva già ospitato il Grand Départ nel 1956, mentre Metz entrò nella storia della corsa già nel 1906, quando divenne la prima città straniera raggiunta dal Tour. La regione conserva numerosi richiami alla leggenda della Grande Boucle: nel 1938 Gino Bartali indossò la maglia gialla davanti alla cattedrale di Reims, mentre nel 2019 Julian Alaphilippe firmò una delle imprese simbolo dell’edizione sulle colline di Épernay prima di sfilare in giallo proprio nella città dello Champagne.

Gli organizzatori hanno sottolineato come il Grand Est rappresenti da sempre uno degli scenari storici del Tour e come il Grand Départ 2028 voglia valorizzare il legame tra la corsa, il territorio e la tradizione ciclistica francese.

Post-obesità: lo studio sul mantenimento della perdita di peso

Roma, 18 mag. (askanews) – Al 33° Congresso Europeo sull’Obesità tenutosi a Istanbul, Eli Lilly and Company ha esposto i risultati riguardo a due studi riguardanti l’obesità: stando alla ricerca, sembrerebbe che dopo un primo trattamento del paziente obeso con incretine iniettabili alla massima dose, il mantenimento della perdita di peso sarebbe consentito grazie al passaggio o òrforglipron o a una dose più bassa di tirzepatide.

L’intervista Paolo Sbraccia, Professore ordinario di medicina interna, Università Tor Vergata: “Si riguadagnano in media circa 5 kg. Questo vuol dire che alcuni soggetti mantengono molto bene ed altri ne perdono un po’ di più. Chiaramente la terapia va personalizzata poi nel real world, nella pratica di tutti i giorni, ma questo ci dice che il mantenimento è possibile ad un dosaggio più basso”.

Al congresso ECO sono stati presentati altri studi che evidenziano l’attività e i benefici di questi farmaci oltre la perdita di peso, come ad esempio sulla riduzione del food noise.

Le parole di Uberto Pagotto, Medico Chirurgo, Specialista in endocrinologia: “E’ una costruzione, che in qualche maniera determina un handicap importante alla funzionalità, alla fisiologia, al comportamento alimentare del paziente o della paziente. Bisognava in qualche maniera valutarlo, e sono stati creati dei questionari, e bisognava soprattutto capire quello che intuivamo in clinica”.

Lo studio ATTAIN-MAINTAIN, invece, ha dimostrato che il passaggio a orforglipron favorisce anche il mantenimento del peso a lungo termine, raggiungendo l’endpoint primario e tutti gli endpoint secondari chiave sia utilizzando l’estimatore di efficacia che quello del regime terapeutico. In definitiva, grazie alla ricerca firmata da Eli Lilly and Company si va verso una perdita di peso che non sia solo momentanea, ma mantenuta nel tempo.

Gli Usa: nuova proposta dell’Iran insufficiente, si rischia ripresa della guerra

Roma, 18 mag. (askanews) – L’Iran ha presentato una proposta aggiornata per un accordo mirato a porre fine alla guerra, ma la Casa Bianca ritiene che non rappresenti un miglioramento significativo e che sia insufficiente per raggiungere un’intesa. Lo hanno riferito ad Axios un alto funzionario statunitense e una fonte informata sulla questione.

I funzionari di Washington hanno affermato che il presidente Donald Trump vuole un accordo per porre fine alla guerra, ma starebbe valutando la possibilità di riprendere il conflitto a causa del rifiuto della repubblica islamica di accettare molte delle sue richieste e della mancata disponibilità a fare concessioni significative sul proprio programma nucleare.

Casa, El Hayek (GBCI Europe): si misura con Kpi finanziari

Roma, 18 mag. (askanews) – “Una volta, quando si diceva che un edificio era certificato, quella era la prova concreta che l’edificio fosse sostenibile, supportata da Kpi misurabili. Oggi il paradigma sta cambiando. E’ entrata in vigore la tassonomia europea (Eu Taxonomy), che richiede Kpi finanziari, perche’ cerca di collegare le performance di sostenibilita’ misurabili tramite le certificazioni degli edifici green a indicatori finanziari come Capex, Opex, green asset ratio, green investment ratio”.

Lo ha detto Hanane EL HAYEK, Director Market Development W. Europe di GBCI Europe, a margine di GBCI Europe Circle, di cui GBC e’ Event Partner per l’edizione 2026.

“Usiamo le certificazioni da decenni come segno di qualita’, e – ha osservato – avere un edificio certificato significa che l’edificio raggiunge tutti i parametri di performance, dall’efficienza energetica, al consumo d’acqua, ai materiali utilizzati, alla gestione dei rifiuti, all’uso di materiali riciclati”.

Denel (Vasakronan): real estate dimostri progressi concreti

Roma, 18 mag. (askanews) – “Negli ultimi cinque-dieci anni abbiamo visto molte societa’ immobiliari fissare obiettivi molto ambiziosi, il che e’ ovviamente positivo, ma cio’ di cui abbiamo davvero bisogno ora e’ che queste societa’ dimostrino di compiere progressi verso il raggiungimento di tali obiettivi; cio’ e’ necessario non solo perche’ il mondo ha bisogno di progressi verso gli obiettivi climatici, ma anche per le societa’ stesse poiche’ gli investitori stanno iniziando a richiedere dati concreti per poter dimostrare ai propri azionisti come stanno investendo il loro denaro in modo sostenibile”.

Lo ha detto Anna Denel, Chief sustainability officer, VASAKRONAN AB, a margine di GBCI Europe CIRCLE, di cui GBC e’ stato Event Partner per l’edizione 2026.

Inserzioni di Holley, Chaile e Takriti al Castello di Rivoli

Milano, 18 mag. (askanews) – Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta la seconda edizione di Inserzioni, il programma semestrale di commissioni che introduce nuove opere concepite in dialogo attivo con le sale barocche normalmente dedicate alla Collezione permanente, trasformandole in un dispositivo espositivo in continua evoluzione. A cura di Francesco Manacorda, con l’intervento di Huda Takriti curato da Linda Fossati, Inserzioni coinvolge per questa edizione Gabriel Chaile, Lonnie Holley e Huda Takriti, le cui pratiche affrontano temi legati alla memoria, alla genealogia e alla costruzione delle narrazioni collettive in contesti geografici e culturali differenti.

Ne ha parlato ad askanews il direttore del Castello di Rivoli e curatore di Inserzioni, Francesco Manacorda: “Questa è la seconda volta che noi commissioniamo ad artisti in questa serie che si chiama Inserzioni: è un invito ad inserirsi ad artisti contemporanei all’interno delle gallerie dedicate alle collezioni del Castello di Rivoli. Noi invitiamo artisti a inserirsi sia nella storia espositiva del castello, ma anche nell’architettura del castello stesso, perché in quanto architettura incompiuta, ha una parte di possibilità di sviluppo che gli artisti trovano particolarmente intrigante.

Lonnie Holley è un artista che combina elementi trovati, pezzi di storia abbandonati: i pezzi vengono selezionati proprio per la loro portata rispetto ad eventi traumatici di esclusione sociale o razziale e vengono poi combinati in questi assemblage a cui da dei titoli molto evocativi che vogliono parlare di generazioni di artisti, ma anche di persone che sono stati esclusi da meccanismi di potere.

Gabriel Chaile è un artista argentino che lavora molto spesso con la terra cruda, l’adobe, quello che si chiama appunto l’argilla che non è ancora cotta. Ha creato una scena quasi utopica e archeologica in cui dei cactus antropomorfi danno vita a una nuova era e intorno a loro una foresta invade il castello.

Huda Takriti è un’artista siriana che vive a Vienna che lavora su come i prodotti culturali, soprattutto negli ultimi cinquant’anni, hanno rappresentato sia le lotte coloniali che le motivazioni politiche, economiche o sociali che le hanno provocate. C’è un lavoro molto importante sulla battaglia di Algere, il film di Gillo Pontecorvo molto famoso, investigando proprio quanto il ruolo delle associazioni femminili che hanno partecipato a questa rivolta e questa rivoluzione non fosse stato rappresentato dal regista italiano”.

Ambiente, Rugiero (Rise), sostenibilita’ evolve

Roma, 18 mag. (askanews) – “Il tema di quest’anno e’ particolarmente interessante perche’ il concetto di resilienza, applicato a un ambito tradizionalmente focalizzato sulla sostenibilita’, ribalta in parte la prospettiva. Finora si e’ parlato di sostenibilita’ ambientale soprattutto in relazione alla necessita’ che le attivita’ umane proteggessero e salvaguardassero l’ambiente. Oggi, invece, il focus si sposta sulla resilienza, cioe’ sulla capacita’ di resistere agli urti e agli eventi estremi a cui la natura ci espone”. Lo ha detto Salvatore Rugiero, ceo di RISE Srl, a margine di GBCI Europe CIRCLE, di cui GBC e’ stata Event Partner per l’edizione 2026.

“L’interpretazione che diamo a questo tema – ha aggiunto – e’ quella di un’evoluzione nel mondo della sostenibilita’: non si tratta piu’ soltanto di un approccio etico, in cui l’uomo si preoccupa dell’ambiente, ma della necessita’ di progettare attivita’ e sistemi capaci di resistere agli effetti dell’ambiente stesso sulle nostre attivita’. Per questo, dal punto di vista del settore, e’ significativo che quest’anno al Circle si parli di resilienza”.

Edilizia Milano, Bottero: misurazioni fondamentali

Roma, 18 mag. (askanews) – “E’ un onore per la citta’ di Milano ospitare questo importantissimo evento internazionale che ci consente di approfondire tutto l’impegno che viene portato avanti dalle istituzioni come il nostro Comune ma anche come GBC ITALIA per fare in modo di avere sempre piu’ contezza dell’impegno che portiamo avanti per le riqualificazioni del nostro patrimonio abitativo. Quindi, le misurazioni sono fondamentali per poi arrivare alle certificazioni di qualita’ dell’impegno per dare sempre piu’ sostenibilita’ e quindi efficientamento al nostro patrimonio”. Lo ha detto Fabio Bottero, assessore all’Edilizia Residenziale Pubblica del Comune di Milano, a margine di GBCI Europe CIRCLE, cui GBC e’ stata Event Partner per l’edizione 2026.

Gli italiani devono riscoprire il legame con la natura

Parma, 18 mag. – Il legame tra gli italiani e la natura è più centrale e consapevole, ma inevitabilmente complesso. Una connessione che genera speranza in un futuro positivo, ma che ha bisogno di essere vissuta in modo più profondo. Il 98,78% degli italiani intervistati, pensa sia importante trovare il modo di vivere in armonia con la natura e circa 6 su 10 sentono la mancanza di un rapporto più vero e interiore, di quella sensazione di sentirsi parte della natura a livello di emozioni e sentimenti. L’89,97% ritiene poi che, se il rapporto con la natura fosse più profondo, il mondo potrebbe essere migliore. Ha parlato così Laura Signorelli, Equity Director Bakery Italia Barilla: “Abbiamo fatto questa ricerca demoscopica, che ci dice quanto, per gli italiani, sia importante in qualche modo ritrovare una connessione, un rapporto più autentico con la natura. Perché? Perché in questo momento il tema natura è spesso associato a dei sentimenti di paura, di ansia, di negatività. Invece, 9 italiani su 10 ci hanno ribadito quanto fosse importante ritrovare questo aspetto positivo di connessione con la natura”.

Da questa consapevolezza, messa in luce dall’indagine “Gli italiani e la natura” realizzata da Toluna, nasce la campagna di Mulino Bianco “Dove la natura è una storia buona”. Evoluzione che invita le persone a riconnettersi con la natura in modo più emotivo e personale.

“Per Mulino Bianco il rapporto della natura è molto importante, perché noi siamo nati da lì. Nel 1975 la marca è nata con questa promessa di riportare un mondo di genuinità e di bontà e per noi la natura fa parte del dna della marca, perché è allo stesso tempo una fonte di ingredienti che poi, attraverso il nostro saper fare unico, riusciamo a trasformare in prodotti genuini” ha continuato Signorelli.

Mulino Bianco offre prodotti buoni, genuini e di qualità e, alla luce del bisogno di una riconnessione con la natura, l’azienda è tornata a raccontarsi con una campagna di comunicazione, con al centro questi concetti. Con “Senti che buono”, cuore del messaggio della campagna, arriva un invito alle persone a fermarsi, ascoltare i propri sensi e riscoprire una bontà che va oltre il prodotto.

“Un invito che la marca fa alle persone di fermarsi e riassaporare il gusto che c’è attorno, appunto, non solo al prodotto, ma all’esperienza e alla condivisione che si crea attorno adesso. Motivo per cui la campagna è proprio incentrata su questo messaggio” ha concluso Signorelli.

Oggi, oltre 100 prodotti del Gruppo sono realizzati con farina proveniente da agricoltura sostenibile, come il primo biscotto lanciato recentemente certificato in Italia con 100% farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa.

(Servizio Pubbliredazionale)

Venice4Palestine: boicottiamo Festival del Cinema italiano in Israele

Roma, 18 mag. (askanews) – Il collettivo Venice4Palestine lancia un appello a boicottare il XIII Festival del Cinema italiano in Israele (in programma dal 20 maggio all’8 giugno) e ribadisce ancora una volta la posizione del cinema italiano contro la “normalizzazione del Genocidio”.

“Gli Istituti Culturali Italiani di Tel Aviv e di Haifa, in collaborazione con le cineteche israeliane e l’associazione Adama, si apprestano a mostrare al pubblico israeliano il meglio del cinema italiano della passata stagione. Un programma articolato che troverà spazio, come detto, in quattro cineteche del paese. Come se nulla fosse”, scrive il collettivo V4P in un comunicato.

“Come se a Gaza il genocidio, i bombardamenti, la chiusura dei confini e la degradazione delle condizioni di vita dei gazauiti, tra fame, topi e blocco di medicinali e degli aiuti, non continuassero a essere perpetrati con totale impunità. E indifferenza”, sottolineano.

“Come se le violenze (spesso omicide) da parte dei coloni, la complicità dell’IDF, le espulsioni dalle case e dalle terre palestinesi, gli arresti indiscriminati, le violenze sessuali e le torture nelle carceri, gli attacchi illegali di Stati Uniti e Israele in Iran e Libano, non fossero sufficienti a dire “basta”! The show must go on. Come se nulla fosse”, si legge nel testo.

“Alla decisione di utilizzare il cinema come strumento di diplomazia per silenziare crimini di guerra e contro l’umanità, Venice4Palestine non ci sta – scrivono i rappresentanti di V4P – Le opere e le immagini di filmmaker, attrici e attori sono usate, spesso a insaputa di autrici e autori, come strumenti di propaganda, per avvalorare la complicità dell’Italia nella normalizzazione dei rapporti con un governo il cui primo ministro è accusato di crimini di guerra e contro l’umanità. Venice4Palestine sarà cassa di risonanza per ripetere che non deve esserci complicità con uno Stato genocida”.

Ricordando che “l’apartheid è caduto dopo anni di campagna di boicottaggio cominciati con una lavoratrice di un supermercato che ha rifiutato di registrare due pompelmi provenienti dal Sud Africa segregazionista”, nel caso in cui il governo italiano continui a rendersi complice, V4P invita “il mondo del cinema, la società civile tutta devono opporsi e dire No”.

“Vale per le armi, vale per i prodotti dalle colonie illegali, vale per Eurovision e per gli accordi tra università. Vale per il cinema e per la cultura”, aggiungono.

Conclusa l’esperienza della scorsa Mostra del Cinema di Venezia, Venice4Palestine annuncia di aver “deciso di concentrarsi sul progetto Zero complicity. In questi mesi abbiamo organizzato alcune tavole rotonde con i lavoratori del mondo del cinema, in modo particolare coi differenti collettivi europei di questo settore che si sono schierati a fianco della Palestina e i membri del pacbi/bds”.

“Abbiamo studiato, riflettuto e maturato una piccola ma fondamentale esperienza tale da farci comprendere ancora più fortemente questa necessità di interrompere ogni forma di complicità con il governo di Israele come priorità affinché il nostro attivismo possa portare a dei minimi risultati concreti. Oltre alla violenza spudorata delle forze armate Idf e dei coloni in Cisgiordania, infatti, lo Stato di Israele si determina anche attraverso questa violenza più invisibile e subdola ma altrettanto devastante, che agisce nella normalizzazione”.

“Non smetteremo di sottolineare che il cinema e tutta la cultura per lo Stato di Israele sono strumenti importantissimi di ìhasbaraì (strategia di diplomazia pubblica e comunicazione ufficiale dello Stato di Israele, ndr) attraverso cui il medesimo governo sdogana la propria politica coloniale criminale e costruisce la propria reputazione, la propria facciata democratica e liberale fasulla”, denunciano.

“Questo governo non usa i film, i libri, l’arte per il dialogo, bensì, in modo vampiresco, per propagandarsi come Stato democratico. E, d’altro canto, Israele non desidera alcun confronto, vuole solo un grande stato che elimini ogni traccia dei palestinesi, della Palestina e della sua cultura. A partire dal caso di questa manifestazione, Venice4Palestine vuole indagare con l’aiuto dii esperti, dentro le pieghe di certi oneri. Lo scopo è capire come sostenere in modo più incisivo tutti i lavoratori del cinema che ne avessero bisogno, non solo per consentire una libera dissociazione e una presa di posizione netta, ma per offrire a noi tutti la possibilità di destreggiarci con maggiore agilità tra i vincoli a cui spesso nolenti siamo sottoposti in qualità di autori, registi, attori, produttori, distributori e operatori culturali”, concludono.

Giovani e imprenditoria. Torna la “Fiera delle Competenze”

Roma, 14 mag. (askanews) – Ci pensa Simest ad insegnare l’export alle nuove generazioni. La mattina del 13 maggio oltre 100 studenti delle classi quarte e quinte di quattro scuole romane, tutti istituti tecnici, sono stati i protagonisti della “Fiera delle Competenze”, l’iniziativa con cui SIMEST vuole dare il suo contributo per avvicinare i giovani ai temi dell’internazionalizzazione, dell’export e del ruolo delle PMI nel sistema economico italiano.

L’obiettivo? Creare connessioni tra scuola, giovani e mondo dell’imprenditoria, attraverso la promozione di una maggiore cultura economica e internazionale tra le nuove generazioni. L’iniziativa si è svolta a Cinecittà, in un’area in cui gli studenti, con età compresa fra 16 e 19 anni, hanno potuto visitare spazi dedicati a varie attività e ambiti E sono stati coinvolti in attività di laboratorio avendo un occasione di confronto con i professionisti SIMEST sulle dinamiche dell’export e dell’ingresso delle PMI nei mercati internazionali.

Una giornata ben riassunta dal presidente Simest Vittorio de Pedys: “La nostra azienda, la Simest, che si occupa dell’internazionalizzazione delle imprese nel gruppo CDP, ha deciso, con questa bellissima iniziativa, di aprirsi a tantissimi giovani. Abbiamo un centinaio di ragazzi che stanno qui con noi. Tutti i nostri dipendenti fanno un po’ da guida, da mentore, per parlare non solo dei mercati internazionali, che è la cosa che ci caratterizza, ma anche ponendo al centro il futuro di questi ragazzi, di questi giovani, che stanno uscendo dalla scuola e si stanno affacciando sul mondo del lavoro”.

Numerosi ospiti nel talk inaugurale della giornata dove agli studenti si sono affiancati professionisti di diversi settori che hanno introdotto i ragazzi nel mondo del lavoro. L’evento è stato la tappa conclusiva di “Made4Export”, il progetto nazionale sviluppato da SIMEST – in coordinamento con Cassa Depositi e Prestiti – nella sua prima edizione ha coinvolto 16 scuole italiane, oltre 20 classi e più di 340 studenti, grazie anche al contributo diretto di 88 esperti SIMEST impegnati direttamente nelle attività formative e di mentoring.

Uno studente romano ha riassunto così la giornata: “Sono a Roma, sono al quarto anno e mi trovo molto bene. Abbiamo avuto l’opportunità di venire a questo evento, penso sia un evento molto importante, anche a livello di formazione, perché i ragazzi della nostra età possano capire quante opportunità ci sono anche a livello lavorativo”.

La giornata si è chiusa con un’apertura verso il mondo e le opportunità lavorative che l’estero offre. Tra discorsi generazionali e digitale, Simest si conferma un punto di riferimento in Italia.