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martedì, 27 Gennaio, 2026
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Pil, l’Istat: crescita ferma nel terzo trimestre, sull’anno +0,4%

Roma, 30 ott. (askanews) – Nel terzo trimestre si stima che il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia rimasto stazionario rispetto al trimestre precedente e sia cresciuto dello 0,4% in termini tendenziali. Lo ha reso noto l’Istat.

Il terzo trimestre del 2025 ha avuto quattro giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto al terzo trimestre del 2024.

La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, di una diminuzione in quello dell’industria e di una stazionarietà in quello dei servizi. Dal lato della domanda, vi è un contributo negativo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un apporto positivo della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2025 è pari allo 0,5%.

Volkswagen: utile operativo 9 mesi -58%, impatto dazi Usa 5 mld

Milano, 30 ott. (askanews) – Il gruppo Volkswagen ha registrato nei primi nove mesi del 2025 un utile operativo di 5,4 miliardi di euro, in calo del 58% rispetto ai 12,8 miliardi dello stesso periodo del 2024, con un margine operativo ridotto al 2,3% (dal 5,4%). I ricavi consolidati sono saliti lievemente a 238,7 miliardi di euro (+1%), sostenuti dalla crescita dei marchi Core e Progressive che ha compensato il calo del gruppo Sport Luxury. L’impatto dei dazi Usa per il 2025 è stimato in 5 miliardi di euro.

Il direttore finanziario e operativo Arno Antlitz ha parlato di “un quadro misto”: da un lato il successo commerciale dei modelli termici ed elettrici, con un’auto elettrica su quattro venduta in Europa appartenente al Gruppo; dall’altro, “un risultato finanziario significativamente più debole”, appesantito dal ramp-up di veicoli elettrici a minor margine e da oneri straordinari per 7,5 miliardi di euro. Questi includono dazi più elevati, l’adeguamento della strategia prodotto di Porsche e una svalutazione dell’avviamento.

Escludendo tali effetti, il margine operativo sarebbe stato del 5,4%. “I dazi commerciali più elevati e i conseguenti effetti negativi sui volumi ci pesano fino a 5 miliardi di euro su base annua – ha detto Antlitz – e continueranno a farlo. Per questo dobbiamo attuare con rigore i programmi di performance e le misure di efficienza”.

Le vendite globali del Gruppo sono salite a 6,6 milioni di veicoli (+1%), con crescite in Sud America (+13%), Europa occidentale (+4%) e Europa centrale e orientale (+11%), che hanno compensato i cali in Cina (-2%) e Nord America (-11%). In Europa occidentale gli ordini sono aumentati del 17%, con quelli per le auto 100% elettriche in forte espansione (+64%), pari al 22% del totale.

Nel dettaglio dei brand group, il comparto Core (Volkswagen, Škoda, Seat/Cupra, Veicoli Commerciali) ha migliorato il risultato operativo del 7% a 4,7 miliardi con margine stabile al 4,4%. Il gruppo Progressive (Audi, Lamborghini, Bentley, Ducati) ha visto l’utile scendere del 26% a 1,6 miliardi (margine 3,2%). Il gruppo Sport Luxury, trainato da Porsche, è negativo per 200 milioni (contro +3,8 mld nel 2024), penalizzato da dazi Usa, costi di materiali e riassetto industriale. Traton, la divisione dei veicoli commerciali pesanti (Man, Scania, Navistar), ha registrato un utile operativo di 1,7 miliardi (-46%). La controllata software Cariad ha ridotto la perdita operativa a 1,5 miliardi (-0,6 mld anno su anno), mentre Volkswagen Financial Services ha migliorato il risultato del 37% a 2,9 miliardi.

Il flusso di cassa netto dell’area Automotive è sceso a 1,8 miliardi (-47%) per via di minori flussi operativi, esborsi legati ai dazi statunitensi e all’acquisto di ulteriori quote Rivian.

Per l’intero esercizio 2025, Volkswagen prevede ricavi in linea con l’anno precedente e un margine operativo tra il 2 e il 3%. La generazione di cassa netta è attesa a zero a causa di investimenti e costi di ristrutturazione. Gli investimenti della divisione Automotive sono attesi al 12-13% dei ricavi, la liquidità netta intorno ai 30 miliardi di euro. La guidance si base sull’assunzione di una adeguata disponibilità di chip.

Trump-Xi, sorrisi e strette di mano ma niente accordo sui dazi

Roma, 30 ott. (askanews) – Alla fine, le aspettative di molti rispetto all’attesissimo summit tra il presidente Usa Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping a Busan, in Corea del Sud, sono andate deluse. Il vertice non ha prodotto un accordo commerciale complessivo tra le due prime economie del mondo, come pure il numero uno americano aveva ventilato, non ha prodotto neanche un comunicato congiunto. Solo alcuni annunci parziali, come il taglio dei dazi su alcuni prodotti cinesi legati al fentanyl e aperture sui chip, e tanti sorrisi e strette di mano.

Il summit si è tenuto nella base aerea di Gimhae. I due leader si sono stretti la mano, hanno sorriso, hanno fatto dichiarazioni di circostanza. Xi ha detto che Cina e Usa devono essere “partner e amici”, perché è la storia che glielo impone. “Ho sempre creduto che lo sviluppo della Cina vada di pari passo con la vostra visione di rendere l’America di nuovo grande”, ha affermato ancora il presidente cinese. “Sono pronto a continuare a lavorare con lei per costruire una base solida nelle relazioni tra Stati uniti e Cina e creare un clima favorevole allo sviluppo dei nostri due Paesi”.

Xi ha auspicato che Cina e Stati uniti si concentrino sui benefici a lungo termine della cooperazione, evitando di “restare intrappolati in un circolo vizioso di ritorsioni reciproche”, secondo quanto ha riferito l’agenzia statale Xinhua nel resoconto diffuso al termine dei colloqui. “Il commercio e la cooperazione economica – ha detto ancora – devono rimanere il motore delle relazioni tra Cina e Stati uniti, non un ostacolo o un punto di scontro”.

Il faccia a faccia è durato 100 minuti, molto meno di quanto prospettasse Trump alla vigilia. Alla fine, il capo della Casa bianca dall’Air Force One l’ha definito un incontro “straordinario”, in cui s’è preso “un eccellente gruppo di decisioni”. E ha dato anche un voto: “12 su 10”. Però ha dovuto ammettere che si è concluso senza un accordo commerciale, pur sostenendo di ritenere che questo verrà “presto” perché tra le due potenze “non ci sono molti ostacoli seri”.

Probabilmente, non ha contribuito a rendere più fruttuoso l’evento neanche l’annuncio, fatto a ridosso del summit da Trump, di una ripresa dei test nucleari americani, che erano stati fermati da una moratoria in vigore ormai dal 1992. Trump ha detto di averla decisa perché altri li stanno conducendo e di non ritenere che questa decisione possa inasprire la situazione globale, già pesantemente deteriorata.

Tra gli annunci fatti da Trump alla fine dei colloqui con Xi, c’è il dimezzamento da 20% al 10% dei dazi Usa sui prodotti cinesi correlati alla produzione del fentanyl, l’oppioide considerato responsabile di una vera e propria epidemia di dipendenze negli Stati uniti. Chissà se nelle trattative ha pesato la sensibilità di Xi al tema. Ieri il New York Times ha segnalato che il presidente cinese, quando ancora era un oscuro funzionario, teneva sulla sua scrivani un poema di Lin Zexu, il funzionario imperiale cinese che cercò di bloccare il contrabbando di oppio della Compagnia delle Indie britannica e di tanti trafficanti anche statunitensi (spesso appartenenti a grandi famiglie americane che devono la loro fortuna proprio a questo sporco commercio). L’azione di Lin, celebrato oggi come un eroe nazionale, portò alle Guerre dell’Oppio (1839-1842 e 1856-1860) che ebbero effetti disastrosi per la Cina.

Ora, a parti rovesciate, è Washington che accusa Pechino di favorire il traffico di uno stupefacente. Trump, però, oggi ha annunciato il taglio del dazio. “Come sapete, avevo imposto un dazio del 20% alla Cina per il fentanyl che entrava nel Paese, un dazio elevato, e sulla base delle dichiarazioni di Xi di oggi l’ho ridotto al 10%. Quindi ora è del 10% invece del 20%, con effetto immediato”, ha dichiarato a bordo dell’aereo presidenziale diretto a Washington.

Un altro tema cruciale affrontato nel vertice, secondo Trump, è stato quello delle restrizioni alle esportazioni di terre rare, cruciali per le industrie tech, da parte della Cina, e della fornitura di chip avanzati per l’intelligenza artificiale da parte Usa. Xi ha detto che Pechino parlerà con Jensen Huang, il fondatore del gigante NVIDIA, “per vedere cosa è possibile fare”. Non si è discusso degli avanzati chip Blackwell, ha detto ancora Trump. Ci si è invece concentrati sulle terre rare “che continueranno a essere fornite, ed è una cosa piuttosto importante”.

Per quanto riguarda gli aspetti politici, Trump ha detto che con Xi ci sarà una collaborazione per aiutare a portare a termine la guerra in Ucraina, ma non è stato affrontato il tema scottante degli acquisti cinesi di petrolio russo. Un’altra patata bollente, la questione di Taiwan, non è stata altrettanto toccata tra i due leader, che hanno tenuto il summit più breve tra quelli che hanno mai fatto tra loro.

Invece Trump ha confermato la tempistica dei prossimi vertici con Xi. Ad aprile si recherà in visita di stato in Cina, mentre il leader di Pechino si recherà negli Stati uniti in seguito e i due si vedranno o a Washington o a Palm Beach, ha dichiarato il presidente americano.

Stellantis: +13% ricavi e consegne III trim a 37,2 mld e 1,3 mln unità

Milano, 30 ott. (askanews) – Stellantis chiude il terzo trimestre del 2025 con un aumento del 13% dei ricavi netti a 37,2 miliardi di euro, trainato principalmente dalla crescita in Nord America, Europa allargata e Medio Oriente e Africa, mentre il Sud America ha registrato una moderata diminuzione.

Le consegne consolidate ammontano a 1,3 milioni di unità, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente (152mila unità in più), con la maggior parte dell’incremento da attribuirsi ad un miglioramento del 35% in Nord America, soprattutto grazie alla stabilizzazione delle dinamiche degli stock, in cui l’iniziativa di riduzione delle scorte presso i concessionari statunitensi aveva temporaneamente ridotto la produzione.   Alla fine del terzo trimestre sono stati lanciati 6 dei 10 nuovi modelli previsti per il 2025. Altri lanci nel quarto trimestre riporteranno sul mercato diversi modelli con volumi, espressione delle scelte strategiche già intraprese da Stellantis per garantire ai clienti libertà di scelta. Sono iniziati gli ordini per la Dodge Charger Scat Pack (2 porte) con motore Sixpack, la Dodge Charger Daytona a quattro porte, la Jeep Cherokee, la Fiat 500 Hybrid e la DS No.8.

Le giacenze totali di 1,252 milioni di unità (stock di proprietà di 363 mila unità) al 30 settembre 2025 è in aumento del +4% rispetto a fine giugno, con una gestione disciplinata delle scorte combinata al lancio di diversi nuovi modelli.   Lo slancio delle vendite negli Stati Uniti è migliorato, con un aumento del 6% nel terzo trimestre rispetto all’anno precedente. Una tendenza riscontrabile nei marchi Jeep, Ram, Chrysler e Dodge, che portano il gruppo a una quota di mercato mensile dell’8,7% a settembre, la più alta degli ultimi 15 mesi. Un altro traguardo fondamentale raggiunto nel mese di settembre è stato il ritorno sul mercato del Ram 1500 con motore Hemi V8.   Nell’Europa allargata, diversi modelli introdotti di recente, tra cui Citroën C3, C3 Aircross, Opel/Vauxhall Frontera e Fiat Grande Panda, hanno favorito un miglioramento della quota di mercato nel segmento B, sostenuto dall’aumento della produzione. I ricavi netti sono aumentati del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. La quota di mercato nell’Ue30 è scesa al 15,4%, a causa dei cali di mercato in Francia e in Italia, dove Stellantis ha una maggiore esposizione, e di una quota di mercato moderatamente inferiore nel segmento veicoli commerciali.   Al di fuori del Nord America e dell’Europa allargata, le vendite aggregate sono cresciute del 6% rispetto all’anno precedente, guidate dal Medio Oriente e dall’Africa, parzialmente compensate dal Sud America.

Stellantis conferma la propria guidance finanziaria per la seconda metà del 2025, che prevede un miglioramento dei ricavi netti, del margine Aoi e del flusso di cassa industriale netto.

“Il terzo trimestre ha evidenziato progressi sequenziali positivi e una solida performance rispetto all’anno precedente, con il ritorno alla crescita dei ricavi. Si tratta di un risultato incoraggiante e proseguiamo nel rafforzare questi progressi”, ha detto il Ceo, Antonio Filosa.

Il futuro può aprirsi a un popolarismo “liberal”: anche il riformismo è passato.

[…] Può tutto questo renderci soddisfatti dell’esistente e accontentarci nella conservazione e magari solo nella migliore distribuzione interna delle grandi conquiste del passato?

Eppure tutti questi problemi sono avvertiti, da più parti ed anzi forse da tutti. Alcuni anzi hanno alimentato ed alimentano movimenti e spinte, impulsi generosi di volontariato, battaglie su questo o quel punto, iniziative sociali e civili diverse. Inoltre sono insorti fatti e fenomeni nuovi che attendono risposte mentre resta, sia pur latente, come sí è detto, un vasto patrimonio di analisi, di spinte, di tensioni inappagate.

Ci sarebbe bisogno di unificare istanze, domande, bisogni diversi in un nuovo progetto culturale; di mettere insieme in una nuova e più alta sintesi tutte le spinte che animano il mondo d’oggi.

Un mettere insieme che non significhi mortificazione di niente o di nessuno, che non omologhi, in una appiattita uniformità, l’infinita varietà delle persone, delle comunità, delle cose. Un mettere insieme che riesca a coniugare l’inarrestabile spinta verso la universalizzazione con il rispetto di ogni particolarità, di ogni etnia, di ogni autonomia.

In questo senso si potrebbe dire che ci sarebbe bisogno di riscoprire una ispirazione religiosa, almeno nell’accezione etimologica della parola religio nel suo significato di mettere insieme le diversità rispettandole.

Si colloca qui inoltre la necessaria riscoperta, nel senso più profondo del termine dell’idea di popolo, così diversa da quella di massa, essendo, l’uno espressione di una sintesi della ricchezza delle diversità e, l’altro, appiattimento mortificante di ogni diversità e riduzione di tutto ad una somma di individui eguali ed egualmente considerati come semplici numeri.

Il popolo è il soggetto proprio della democrazia. La massa è il concetto portante così di una superata visione collettivistica come dell’attuale diffuso consumismo e del materialismo edonistico del vivere.

Una visione popolare dunque potrebbe essere una prima fondamentale indicazione di nuova cultura politica, fatta di rispetto di ogni varietà ed espressiva pertanto di una fondamentale ragione di tolleranza, di umiltà, di ascolto continuo e costante verso ciò che emerge come verso ciò che è altro. Caratterizzata perciò da un atteggiamento “liberal”, parola che non si identifica né tanto meno si esaurisce nel liberalismo, cosi come storicamente si è venuto affermando. “Liberal” significa piuttosto la continua insoddisfazione verso qualsiasi soluzione raggiunta, verso qualsiasi storia fatta e la propensione, invece, a ricercare un assetto sempre nuovo, più giusto, più garante di tutte le libertà dell’uomo. Per cio stesso significa anche il rifiuto di qualsiasi arroganza, di qualsiasi manicheismo, di qualsiasi tentazione di affermare una propria presunta diversità superiore fatalmente faziosa, e di demonizzare l’altro, l’avversario o anche solo chi la pensa  diversamente.

Una nuova cultura popolare, “liberal”, continuamente innovatrice e riformatrice, religiosamente ispirata, forse anche articolata in varie esperienze territoriali fra di loro federate, che cerchi non tanto di imporre, quanto di far crescere, una nuova ed alta coscienza civile, volta a rimuovere le condizioni e gli ostacoli che tuttora, e volta a volta, impediscono la piena manifestazione dell’uomo e delle sue libertà: questa sia pure nei termini estremamente generici usati, potrebbe essere una via possibile, un obiettivo da porsi, una speranza da alimentare, un impegno da assumere.

Certo, questo non è un discorso che riguardi il breve periodo o, come già si è detto, la corta distanza. È invece un auspicio per il medio o, più probabilmente, il lungo termine.

È almeno possibile, d’altra parte, che tutti gli attuali soggetti politici partecipino del carattere proprio della fase di transizione che si vive. In essa svolgono un ruolo comunque ineludibile ed importante, ma, nel procedere di tale fase, potrebbero anche, per così dire ed in qualche modo, consumarsi o, come diceva Aldo Moro, dar vita a scomposizioni per ricomposizioni. In fondo al processo, perciò, potrebbero definirsi una condizione ed un assetto nuovi, ora non facilmente prevedibili.

Dovunque allora, sotto l’ombra di qualsiasi tradizionale etichetta, resistono aspirazioni autentiche di libertà, di giustizia, di rinnovamento, e qui, in questo ampio retroterra, che liberati da vecchie e superate rigidità intellettuali, forse, fin d’ora, si potrebbe e si dovrebbe lavorare, innanzitutto sul piano culturale, per colmare il solco della crisi e tentare di costruire il nuovo. Questo riguarda tutti ma riguarda essenzialmente le nuove generazioni, verso le quali si può e si deve avere fiducia e nutrire speranza.

P. S. Lo scritto è tratto da R. Misasi, Storia di un Libero Comune. Dall’esperienza antica di Orvieto provocazioni e pensieri per oggi, Prefazione di Giuseppe De Rita, Rubbettino, 1998, pp. 436-437

Ricordo di Alda Merini: il silenzio e il perdono possono renderci migliori

Sono trascorsi quasi sedici anni dalla scomparsa di Alda Merini, anima bella e sofferente, ricca di umanità e passioni (“poeti si nasce, non si diventa”): le siamo tutti debitori di sentimenti ed emozioni che la sua esperienza umana e letteraria ci hanno lasciato in dono come scintille di luce in uno scrigno prezioso.

L’incontro ai Navigli

Spinto dalla curiosità di conoscere alcuni testimoni del nostro tempo — e scoprendo, frequentandoli, che il loro essere grandi coincide spesso con una naturale vocazione alla semplicità, essendo capaci di lasciarsi attraversare dai marosi della vita conservando l’innocenza del cuore, la lucidità della ragione, le rare virtù della dignità e del pudore — ebbi la fortuna di incontrarla nella sua casa dei Navigli a Milano e di realizzare l’ultima intervista della sua vita. Un dono incommensurabile, per la straordinaria personalità della donna e dell’artista.

“Le ho lasciato la porta aperta”

L’avevo contattata con titubanza, mi ero presentato come “persona desiderosa di conoscerla”: mi aveva sorpreso il suo assenso a ricevermi. Suonando due giorni dopo alla sua porta di casa ebbi il timore di un suo ripensamento: sull’uscio era incollato un perentorio avviso — “non si ricevono giornalisti per interviste” —.

Ma poco dopo sentii la sua voce: “Entri pure, le ho lasciato la porta aperta”.

Era a letto, sorseggiava una granita e fumava la fedele sigaretta. Mi accolse con un senso di ospitalità che non potrò mai dimenticare, mi fece sedere a fianco a sé.

Una donna ferita e luminosa

Parlammo della sua vita, delle sue sofferenze fisiche e spirituali: la malattia, le cure, le percosse. Traspariva dal suo volto e dalle sue parole il senso della sua straordinaria personalità: ci sono persone non comprese, rese disadattate o dimenticate dalla vita cui si riservano tardivi riconoscimenti postumi. Così è stato per lei.

Mi raccontò aneddoti personali — il cappotto che si fece prestare da un’assistente sociale per ritirare un premio alla Scala, l’invito in TV per una investitura ad un premio Nobel in cui lei stessa non aveva creduto, la sua vocazione alla maternità, il disprezzo per i luoghi comuni alimentati dalla TV e dalle tecnologie: “la gente non parla, blatera”… —.

Il dolore e la fede

Emanava un grande senso di sofferenza fisica (dopo una recente operazione) compensato da “visioni straordinarie”, da un rapporto intimo e confidenziale con Dio e la preghiera: “L’uomo ha fame di un miracolo che gli spieghi la verità. Io credo che Dio sia buono, la fiducia in Dio è per me l’unica fonte di consolazione”.

Aveva una visione concreta e disincantata della sua stessa vita: “Il genio è come un implume che vuole crescere ma c’è la gente che glielo impedisce e se lo divora”.

La forza del silenzio

La casa era disadorna, persino trascurata: ma si capiva che il suo pensiero era altrove, che sono i sentimenti e la sensibilità del cuore i valori da coltivare e alimentare.

“Il silenzio per l’artista è una fonte d’oro: saper tacere. Purtroppo l’umanità tenta di impedire le occasioni di silenzio, l’uomo vuole riempirlo e distrugge il pensiero che deriva dal silenzio”.

Non potei tacerle una domanda che si è rivelata risolutiva per capire, ogni volta che ci ripenso, la sua visione della vita.

“Cosa può renderci migliori, più buoni?”.

“Il perdono – mi rispose – come sentimento più alto”.

Olanda, successo del centro liberale e progressista, in calo ultradestra e socialisti

Il quadro che emerge dal voto, al netto di possibili oscillazioni — pur modeste — nell’attribuzione finale dei seggi, indica con chiarezza una svolta politica nei Paesi Bassi: vince l’area di centro liberale e progresdista, mentre arretrano ultradestra e socialisti.

Una svolta  nel cuore d’Europa

I liberal di D66, guidati da Rob Jetten, si affermano come primo partito, incarnando un riformismo pragmatico e riformatore che ha saputo parlare al Paese reale, soprattutto alle nuove generazioni.

La forza di questo risultato sta nella proposta di un ambientalismo responsabile, capace di coniugare sostenibilità e competitività economica, insieme a un approccio razionale al tema dell’immigrazione, fondato su inclusione e responsabilità. D66 ha rappresentato per molti elettori, giovani in particolare, l’alternativa credibile a una destra nazionalista logorata e a una sinistra incapace di rinnovarsi.

Il vento neo-europeista dei giovani

Sul fronte cristiano-democratico, il CDA, membro del Partito Popolare Europeo, registra un risultato stabile, segno di una tradizione che resiste nel tessuto civico del Paese. Anche questo contribuisce a rafforzare il profilo di un’Olanda che si getta alle spalle l’estremismo della destra nazionalista e xenifoba.

Ma la spinta decisiva è venuta appubto dal voto giovanile, che ha premiato la serietà dei programmi e la visione europeista di lungo periodo. Il successo di Jetten (D66) rilancia l’idea di un centro dinamico, europeista e progressista, in grado di rinnovare l’immagine stessa dell’Olanda nel contesto dell’Unione. Come ha dichiarato lo stesso leader:

Bruxelles può brindare

“Il voto dimostra – ha detto a tarda sera Jetten – che c’è un’ampia maggioranza di partiti politici più europeisti e desiderosi di collaborare con i nostri partner europei, e che è possibile sconfiggere i movimenti populisti e l’estrema destra.”

Bisognerà attendere qualche settimana o qualche mese per conoscere la composizione del nuovo governo, ma intanto si profila il riallineamento dei Paesi Bassi alla politica di sostegno al processo di sviluppo e integrazione dell’Europa. A Bruxelles si può brindare.

Russia, la guerra infinita e il miraggio della vittoria come riflesso retorico

Nel suo articolo pubblicato da AsiaNews (leggi qui), Stefano Caprio osserva che la lunga guerra in Ucraina “si allontana sempre di più dal traguardo annunciato”.

Il 2025, scrive, “è l’anno più violento e sistematico dei quattro anni di guerra, ma senza aver ottenuto risultati concreti”.

A fronte delle perdite e dell’usura economica, la Russia non sembra in grado di modificare il corso del conflitto, mentre l’Ucraina resiste, pur a prezzo di immense sofferenze civili. “Né la Russia, né l’Ucraina sono veramente in grado di cambiare il carattere della guerra”, sottolinea l’autore, segnalando il rischio di un lungo stallo militare e politico.

L’ombra della propaganda e la realtà sociale

Caprio descrive una Russia segnata da contraddizioni profonde. Mentre la propaganda insiste sulla “grande vittoria”, la realtà mostra un Paese stanco, appesantito da sanzioni e isolamento internazionale. L’economia, pur sostenuta dagli introiti energetici, comincia a mostrare segni di stagnazione e diseguaglianze crescenti.

Il “miraggio della vittoria” — scrive l’autore — “è divenuto più un riflesso retorico che un obiettivo concreto”. La retorica patriottica, continua, “non riesce più a compensare le ferite materiali e morali di un conflitto che ha travolto intere generazioni”.

Un bivio storico per Mosca

La riflessione conclusiva è amara: dopo quattro anni di guerra, la Russia non può più illudersi di una rapida soluzione. L’articolo invita a interrogarsi sul senso stesso della vittoria, mentre “la distanza fra le ambizioni politiche e la realtà militare” si allarga ogni giorno di più.

In questo scenario, AsiaNews legge nel logoramento russo non solo un fallimento strategico, ma anche “una crisi morale e culturale”, che tocca l’identità stessa del Paese.

Calcio, Serie A. Il riscatto dell’Inter

Roma, 28 ott. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Bologna-Torino 0-0, Genoa-Cremonese 0-2, Inter-Fiorentina 3-0

Nona giornata: Lecce-Napoli 0-1, Atalanta-Milan 1-1, Como-Verona 3-1, Juventus-Udinese 3-1, Roma-Parma 2-1, Bologna-Torino 0-0, Genoa-Cremonese 0-2, Inter-Fiorentina 3-0, giovedì 30 ottobre ore 18.30 Cagliari-Sassuolo, ore 20.45 Pisa-Lazio.

Classifica: Napoli, Roma 21, Milan, Inter 18, Como 16, Juventus, Bologna 15, Cremonese 14, Atalanta 13, Udinese, Torino 12, Lazio 11, Sassuolo 10, Cagliari 9, Parma 7, Lecce 6, Verona 5, Pisa, Fiorentina 4, Genoa 3.

Decima giornata: sabato 1 novembre ore 15 Udinese-Atalanta, ore 18 Napoli-Como, ore 20.45 Cremonese-Juventus, domenica 2 novembre ore 12.30 Verona-Inter, ore 15 Fiorentina-Lecce, Torino-Pisa, ore 18 Parma-Bologna, ore 20.45 Milan-Roma, lunedì 3 novembre ore 18.30 Sassuolo-Genoa, ore 20.45 Lazio-Cagliari.

Mattarella sprona l’Ue ("Urge accelerare") ma la difende da tutti i nemici

Firenze, 29 ott. (askanews) – Mattarella a tutto campo a Firenze in difesa, uno per uno, dei capisaldi dell’Unione europea: euro, Bce, diritti e democrazia, multilateralismo. Un discorso articolato che il presidente pronuncia al termine della sua giornata fiorentina – iniziata con la visita alla mostra su Beato Angelico a Palazzo Strozzi che, a detta di tutti, l’ha “estasiato” – davanti a una platea molto particolare: il Consiglio direttivo della Bce che per due giorni, sotto la guida della presidente Christine Lagarde, si è riunito sulla sponda dell’Arno, a Palazzo Corsini, per discutere di politica monetaria.

Mattarella prende la parola, dopo che la presidente della Banca centrale europea ne ha tessuto le lodi con argomentazioni così inoppugnabili (“in un momento in cui in tutta Europa la fiducia delle istituzioni è messa alla prova, la fiducia che gli italiani ripongono invece in Lei e nella Presidenza della Repubblica ha continuato a crescere”) che sul volto del Capo dello Stato compare un sorriso quasi imbarazzato. Ma dura un istante perché poi Mattarella pronuncia un discorso in cui difendere l’Ue da tutti i suoi, numerosi, nemici, interni ed esterni, senza però risparmiarle critiche.

L’Unione ha fatto molti passi avanti negli ultimi anni ma “non sono sufficienti” e l’irrilevanza internazionale “non ce la possiamo permettere”, quindi, dice Mattarella, “occorre ritrovare slancio e coraggio”, quelli che animarono i grandi passaggi istituzionali del processo di integrazione fino all’adozione della moneta unica. Insomma, “è urgente accelerare” e l’Ue ha tutte “le carte in regola” per farcela, visto che “dispone di risorse umane e materiali straordinarie” e “rimane un baluardo della democrazia”. Per questo non può rinunciare al “dovere di contribuire allo sviluppo di un ordine internazionale fondato sulla pace”.

Detto questo, indietro non si torna. Mattarella cita (e difende) uno ad uno gli strumenti e i principi politici che animano e fanno funzionare – non sempre benissimo, ma euro e Bce sono simboli intangibili dell’integrazione – l’Unione. Lo fa in una delle città che più hanno creduto nel sogno europeo, patria di quel Giovanni Spadolini – a cui il presidente ha reso omaggio oggi, a cento anni dalla nascita, con una visita all’omonima Fondazione e biblioteca, sulla collina di Arcetri – europeista di stretta osservanza e alfiere di un’idea illuminista dell’Europa. Lo fa il giorno dopo la visita a Roma del premier ungherese Viktor Orban che, tra un’udienza con il Papa e un incontro a Palazzo Chigi, non ha risparmiato picconate all’Ue che “non conta nulla” sullo scacchiere internazionale. In passato da parte di Orban non sono mancate nemmeno critiche all’euro.

Mattarella riafferma alcuni capisaldi. Innanzitutto la moneta unica che fu “frutto di coraggio e visione”: oggi, dice, “non possono esserci dubbi che quel coraggio e quella visione sono stati premiati” e questo lo sanno i cittadini dei Paesi che hanno aderito che hanno visto “tutelato il potere di acquisto dei loro redditi e dei loro risparmi”. Poi la Bce che ha sempre “assolto il proprio mandato anche in momenti difficili”. E, ancora, il sistema multilaterale che certo andrà adeguato ai tempi che sono cambiati, ma non può essere messo in discussione se si vuole un mondo basato sulla pace e sul rispetto della dignità umana.

Infine, l’omaggio al presidente forse più europeista di tutti, Carlo Azeglio Ciampi. Usa le sue parole Mattarella per dire che permane una “condizione di zoppìa” dell’Unione, ovvero “l’evidente asimmetria tra la moneta unica e una politica economica e fiscale ancora frammentata”. Ed è su questo che si deve lavorare, subito.

Calcio, Como-Verona 3-1: lariani quarti

Roma, 29 ott. (askanews) – Il Como torna a sorridere al “Sinigaglia” dopo il mezzo passo falso di Parma, superando 3-1 il Verona in una serata di pioggia e carattere. La squadra di Fabregas ha imposto da subito il proprio gioco, trovando il vantaggio con Douvikas di testa su cross di Valle dopo un palo colpito da Nico Paz su punizione. Gli ospiti hanno reagito con orgoglio, e un errore in uscita di Butez e Caqueret ha regalato a Serdar il gol del momentaneo pareggio. Nella ripresa, però, i lariani hanno ritrovato ritmo e fiducia: un perfetto colpo di testa di Posch su cross di Caqueret ha riportato avanti i padroni di casa. Nel finale, il Verona ha spinto con decisione ma ha trovato sulla sua strada un Butez in serata di grazia. A chiudere i conti ci ha pensato Vojvoda in contropiede, regalando al Como un successo preziosissimo che lo proietta, con pieno merito, in zona Champions.

Calcio, Juventus-Udinese 3-1: i bianconeri tornano al successo

Roma, 29 ott. (askanews) – La Juventus di Brambilla torna a vincere dopo 8 partite. I bianconeri, che non segnavano da 4 gare, hanno battuto 3-1 l’Udinese allo Stadium. Gara sbloccata al 5′ da un rigore di Vlahovic, poi il pari di Zaniolo nel recupero del primo tempo. Nella ripresa i bianconeri continuano ad attaccare e tornano in vantaggio con Gatti al 67′, poi Yildiz la chiude su rigore al 96′. Chiellini a Dazn: “Esonero di Tudor sofferto ma necessario. Spalletti? Non c’è nulla di firmato”

Calcio, Serie A. La Roma aggancia il Napoli in testa

Roma, 28 ott. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Como-Verona 3-1, Juventus-Udinese 3-1, Roma-Parma 2-1

Nona giornata: Lecce-Napoli 0-1, Atalanta-Milan 1-1, Como-Verona 3-1, Juventus-Udinese 3-1, Roma-Parma 2-1, ore 20.45 Bologna-Torino, Genoa-Cremonese, Inter-Fiorentina, giovedì 30 ottobre ore 18.30 Cagliari-Sassuolo, ore 20.45 Pisa-Lazio.

Classifica: Napoli, Roma 21, Milan 18, Como 16, Inter, Juventus 15, Bologna 14, Atalanta 13, Udinese 12, Cremonese, Torino, Lazio 11, Sassuolo 10, Cagliari 9, Parma 7, Lecce 6, Verona 5, Pisa, Fiorentina 4, Genoa 3.

Decima giornata: sabato 1 novembre ore 15 Udinese-Atalanta, ore 18 Napoli-Como, ore 20.45 Cremonese-Juventus, domenica 2 novembre ore 12.30 Verona-Inter, ore 15 Fiorentina-Lecce, Torino-Pisa, ore 18 Parma-Bologna, ore 20.45 Milan-Roma, lunedì 3 novembre ore 18.30 Sassuolo-Genoa, ore 20.45 Lazio-Cagliari.

Ponte Stretto, Corte dei Conti nega il visto, Salvini: andiamo avanti

Roma, 29 ott. (askanews) – La Corte dei Conti ha di fatto bocciato la delibera del Cipess – il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile – che lo scorso agosto aveva spianato la strada al progetto per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina. Con una decisione giunta in serata, a seguito della Camera di consiglio della Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato, che era iniziata stamattina, la Corte ha riferito di “non aver ammesso al visto e alla conseguente registrazione la delibera”.

A stretto giro è giunta la risposta del vicepremier e ministro responsabile di Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini. “La decisione della Corte dei Conti è un grave danno per il Paese e appare una scelta politica più che un sereno giudizio tecnico”, ha affermato.

“In attesa delle motivazioni, chiarisco subito che non mi sono fermato quando dovevo difendere i confini e non mi fermerò ora – ha aggiunto il vicepremier – visto che parliamo di un progetto auspicato perfino dall’Europa che regalerà sviluppo e migliaia di posti di lavoro da sud a nord. Siamo determinati a percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori. Andiamo avanti”.

Altrettanto rapida e non meno dura la replica del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “è l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento. Per avere un’idea della capziosità, una delle censure ha riguardato l’avvenuta trasmissione di atti voluminosi con link, come se i giudici contabili ignorassero l’esistenza dei computer”.

“La riforma costituzionale della giustizia e la riforma della Corte dei Conti, entrambe in discussione al Senato, prossime all’approvazione, rappresentano la risposta più adeguata a una intollerabile invadenza, che non fermerà l’azione di Governo – ha aggiunto la premier – sostenuta dal Parlamento”.

Che non fosse positivo l’orientamento dei giudici contabili era apparso già abbastanza evidente durante l’adunanza pubblica di questa mattina, quando sotto la presidenza di Ermanno Gramelli il Consigliere Carmela Mirabella aveva elencato una lunga serie di rilievi e dubbi, tra cui sullo stesso organismo che ha deliberato il via libera, il Cipess, invece del Mit, sulla mancanza delle competenze tecniche alla base delle decisioni, ad esempio per la tutela della salute, su schede “non aggiornate” e anche un richiamo ad un parere del Consiglio del lavori pubblici risalente al 1999. “La politica si è sostituita ai soggetti competenti”, ha sostenuto Mirabella.

Il governo potrà comunque procedere. In caso di rifiuto di registrazione da parte della Corte dei conti, l’amministrazione può infatti chiedere un’apposita deliberazione da parte del Consiglio dei ministri, il quale, a propria volta, può ritenere che l’atto risponda ad interessi pubblici superiori e debba avere comunque corso.

In questo caso la Corte dei conti pronuncia a Sezioni riunite, le quali, ove non ritengano venute meno le ragioni del rifiuto, ordinano la registrazione dell’atto e vi appongono il visto con riserva. L’atto registrato con riserva acquista piena efficacia, ma può dare luogo ad una responsabilità politica del governo, e la Corte può trasmettere periodicamente al Parlamento l’elenco degli atti registrati con riserva.

Mattarella sprona l’Ue ("Urge accelerare") ma la difende da tutti i nemici

Firenze, 29 ott. (askanews) – Mattarella a tutto campo a Firenze in difesa, uno per uno, dei capisaldi dell’Unione europea: euro, Bce, diritti e democrazia, multilateralismo. Un discorso articolato che il presidente pronuncia al termine della sua giornata fiorentina – iniziata con la visita alla mostra su Beato Angelico a Palazzo Strozzi che, a detta di tutti, l’ha “estasiato” – davanti a una platea molto particolare: il Consiglio direttivo della Bce che per due giorni, sotto la guida della presidente Christine Lagarde, si è riunito sulla sponda dell’Arno, a Palazzo Corsini, per discutere di politica monetaria.

Mattarella prende la parola, dopo che la presidente della Banca centrale europea ne ha tessuto le lodi con argomentazioni così inoppugnabili (“in un momento in cui in tutta Europa la fiducia delle istituzioni è messa alla prova, la fiducia che gli italiani ripongono invece in Lei e nella Presidenza della Repubblica ha continuato a crescere”) che sul volto del Capo dello Stato compare un sorriso quasi imbarazzato. Ma dura un istante perché poi Mattarella pronuncia un discorso in cui difendere l’Ue da tutti i suoi, numerosi, nemici, interni ed esterni, senza però risparmiarle critiche.

L’Unione ha fatto molti passi avanti negli ultimi anni ma “non sono sufficienti” e l’irrilevanza internazionale “non ce la possiamo permettere”, quindi, dice Mattarella, “occorre ritrovare slancio e coraggio”, quelli che animarono i grandi passaggi istituzionali del processo di integrazione fino all’adozione della moneta unica. Insomma, “è urgente accelerare” e l’Ue ha tutte “le carte in regola” per farcela, visto che “dispone di risorse umane e materiali straordinarie” e “rimane un baluardo della democrazia”. Per questo non può rinunciare al “dovere di contribuire allo sviluppo di un ordine internazionale fondato sulla pace”.

Detto questo, indietro non si torna. Mattarella cita (e difende) uno ad uno gli strumenti e i principi politici che animano e fanno funzionare – non sempre benissimo, ma euro e Bce sono simboli intangibili dell’integrazione – l’Unione. Lo fa in una delle città che più hanno creduto nel sogno europeo, patria di quel Giovanni Spadolini – a cui il presidente ha reso omaggio oggi, a cento anni dalla nascita, con una visita all’omonima Fondazione e biblioteca, sulla collina di Arcetri – europeista di stretta osservanza e alfiere di un’idea illuminista dell’Europa. Lo fa il giorno dopo la visita a Roma del premier ungherese Viktor Orban che, tra un’udienza con il Papa e un incontro a Palazzo Chigi, non ha risparmiato picconate all’Ue che “non conta nulla” sullo scacchiere internazionale. In passato da parte di Orban non sono mancate nemmeno critiche all’euro.

Mattarella riafferma alcuni capisaldi. Innanzitutto la moneta unica che fu “frutto di coraggio e visione”: oggi, dice, “non possono esserci dubbi che quel coraggio e quella visione sono stati premiati” e questo lo sanno i cittadini dei Paesi che hanno aderito che hanno visto “tutelato il potere di acquisto dei loro redditi e dei loro risparmi”. Poi la Bce che ha sempre “assolto il proprio mandato anche in momenti difficili”. E, ancora, il sistema multilaterale che certo andrà adeguato ai tempi che sono cambiati, ma non può essere messo in discussione se si vuole un mondo basato sulla pace e sul rispetto della dignità umana.

Infine, l’omaggio al presidente forse più europeista di tutti, Carlo Azeglio Ciampi. Usa le sue parole Mattarella per dire che permane una “condizione di zoppìa” dell’Unione, ovvero “l’evidente asimmetria tra la moneta unica e una politica economica e fiscale ancora frammentata”. Ed è su questo che si deve lavorare, subito.

Bce, Panetta: la moneta è presidio di democrazia e simbolo di fiducia

Roma, 29 ott. (askanews) – “Dal fiorino d’oro di Firenze alla moneta unica europea, fino alle sfide della finanza digitale, il cammino della moneta ha attraversato secoli di innovazioni tecniche, istituzionali e culturali. Dopo l’abbandono dell’oro come ancoraggio, la moneta fiduciaria è divenuta il fondamento dei sistemi economici moderni. Ma proprio perché basata sulla fiducia, essa richiede istituzioni solide, credibili e soprattutto indipendenti: le banche centrali. Oggi, in Europa, il compito di custodire questa tradizione e proiettarla nel futuro spetta all’Eurosistema. In un mondo attraversato da rivoluzioni tecnologiche, tensioni geopolitiche e nuove incertezze, la BCE e le banche centrali nazionali sono chiamate a garantire stabilità e sovranità monetaria, preservando la fiducia collettiva”.

Così il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, nel suo intervento “Moneta e fiducia, dal Rinascimento all’era digitale” in occasione del Consiglio direttivo dalla Bce che si svolge oggi e domani a Firenze, a Palazzo Vecchio.

“Il palazzo che oggi ci accoglie, Palazzo Vecchio, è un simbolo straordinario della storia e della continuità delle istituzioni. Attualmente sede del Comune di Firenze, tra il 1865 e il 1871 ospitò il Parlamento nazionale, quando la città fu capitale del giovane Regno d’Italia. Le sue radici – ha ricordato Panetta – affondano però molto più indietro nel tempo: fu costruito oltre sette secoli fa per accogliere la Signoria della Repubblica fiorentina, l’organo di governo cittadino che riuniva i rappresentanti delle Corporazioni delle arti e dei mestieri, un vero e proprio Consiglio direttivo dell’epoca, espressione di una città autonoma, prospera e vitale”.

“In quei secoli Firenze conobbe uno sviluppo eccezionale, affermandosi come capitale economica, culturale e finanziaria d’Europa1. Un’esperienza lontana nel tempo, ma ancora capace di ispirarci nell’affrontare le sfide del presente”, ha proseguito.

E oggi “nell’epoca delle grandi trasformazioni, la moneta pubblica resta un bene pubblico, un presidio della democrazia economica, un simbolo della fiducia condivisa. È stata definita ‘il sistema di mutua fiducia più universale e più efficiente che sia mai stato concepito'”.

Secondo il governatore di Bankitalia “la moneta pubblica non è soltanto uno strumento economico: è il patto di fiducia che contribuisce a tenere unita ogni comunità. Da Firenze, origine di tante innovazioni monetarie e istituzionali, rinnoviamo l’impegno dell’Eurosistema a custodire, rafforzare e tramandare questa fiducia – ha concluso – affinché ogni generazione la riceva intatta e la trasformi in risposta alle sfide del proprio tempo”. (fonte immagine: Banca d’Italia)

Ponte Stretto, Salvini: decisione Corte dei Conti danno al Paese, andiamo avanti

Roma, 29 ott. (askanews) – “La decisione della Corte dei Conti è un grave danno per il Paese e appare una scelta politica più che un sereno giudizio tecnico. In attesa delle motivazioni, chiarisco subito che non mi sono fermato quando dovevo difendere i confini e non mi fermerò ora, visto che parliamo di un progetto auspicato perfino dall’Europa che regalerà sviluppo e migliaia di posti di lavoro da sud a nord. Siamo determinati a percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori. Andiamo avanti”. Lo afferma il ministro di Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini con una nota dopo il no della Corte dei Conti al visto sulla delibera Cipess.

Separazione carriere, Conte: raccogliamo firme parlamentari per referendum

Roma, 29 ott. (askanews) – “La realtà ci spinge adesso a raccogliere, ve lo anticipo, le firme di un quinto dei parlamentari per avere un referendum e per avere il giudizio vostro, di voi cittadini”. Lo ha detto, parlando della riforma costituzionale dell giustizia, il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, intervenendo alla presentazione del libro di Luigi Li Gotti e Saverio Lodato “Stragi d’Italia. Il caso Almasri e tutto quello che Giorgia Meloni e il governo non vogliono ammettere”.

L’obiettivo della riforma, ha affermato l’ex premier, “è allontanare il pubblico ministero dall’alveo della giurisdizione e una volta allontanato, potrà essere messo più facilmente sotto l’influenza, sotto il tacco del governo, del potere politico di turno”.

Marocco, ore d’attesa per decisione dell’Onu sul Sahara Occidentale

Es-Smara (Sahara Occidentale), 29 ott. (askanews) – C’è grande attesa in Marocco per la riunione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) che giovedì 30 ottobre deve decidere se rinnovare o meno il mandato della Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara occidentale (Minurso).

Si voterà su una bozza di risoluzione che punta a chiarire lo status del Sahara Occidentale, territorio che è conteso da Rabat e dal Fronte Polisario pro-indipendenza. La mozione sostenuta dagli Stati Uniti mira a rafforzare la prospettiva di uno status autonomo sotto la sovranità marocchina. Il voto cade alla vigilia del cinquantesimo anniversario della Marcia Verde del Marocco, la grande manifestazione che nel 1975 di fatto portò la Spagna ad abbandonare il Sahara Occidentale.

Grazie a un incessante lavoro diplomatico, i principali partner internazionali del regno di Muhammad VI, dagli USA alla Cina, dai Paesi arabi alla Russia passando da molti Stati europei, si dicono pronti a sostenere Rabat per mettere fine a una disputa territoriale che va avanti dal 1976 e che si fonda sulla difficile eredità post coloniale. Il conflitto del Sahara occidentale è stato in gran parte congelato dal cessate il fuoco nel 1991, sebbene negli anni non siano mancati disordini legati a quella che è conosciuta come come l’Intifada per l’indipendenza.

La risoluzione è ancora solo una bozza, ma potrebbe portare a un voto decisivo su un conflitto territoriale che ha a lungo destabilizzato la geopolitica nordafricana. La pacificazione di questo vasto e desertico territorio, ricco però di materie prime, potrebbe favorire la stabilizzazione della ragione attraverso investimenti e infrastrutture, su cui il Marocco già da decenni sta puntando.

Ponte Stretto, Corte Conti: no al visto di legittimità

Roma, 29 ott. (askanews) – La Corte dei Conti non ha ammesso al visto e alla conseguente registrazione la delibera del Cipess dello scorso 6 agosto sul Ponte sullo Stretto di Messina. Secondo quanto riporta un comunicato, la decisione è stata assunta dalla Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle amministrazioni dello Stato della Corte, all’esito della Camera di consiglio.

Le motivazioni, in corso di stesura, saranno rese note con apposita Deliberazione entro 30 giorni.

Tennis, Sinner bene a Parigi, battuto Bergs

Roma, 29 ott. (askanews) – Jannik Sinner inizia bene al Masters 1000 di Parigi: l’azzurro è agli ottavi grazie alla vittoria su Zizou Bergs con il punteggio di 6-4, 6-2 in poco meno di un’ora e mezza di gioco. Una partita sempre in controllo per Sinner che ha indirizzato i due set allo stesso modo, strappando il servizio al belga in apertura. Poi grande gestione del n. 2 al mondo che non ha mai sofferto nei propri turni di battuta e nel secondo set ha guadagnato anche un secondo break. Alla 22esima vittoria consecutiva su cemento indoor, Sinner tornerà in campo giovedì contro l’argentino Francisco Cerundolo.

Fed taglia ancora i tassi al 3,75%-4% e ferma dimissioni titoli

Roma, 29 ott. (askanews) – Nuovo taglio dei tassi di interesse da 0,25 punti base da parte della Federal Reserve, che al tempo stesso ha annunciato che interromperà la sua manovra di dismissione di titoli a partire dal 1 dicembre. Con un voto ad ampia maggioranza, il direttorio della Banca centrale Usa (Fomc) ha deciso di ridurre i tassi di riferimento sui fed funds a una forchetta del 3,75%-4%.

Secondo la Fed, la crescita negli Stati Uniti procede a un ritmo moderato, il mercato del lavoro ha mostrato un rallentamento e il tasso di disoccupazione è leggermente risalito. In questo quadro l’inflazione è a sua volta leggermente aumentata e resta in qualche misura elevata, secondo l’istituzione monetaria.

La fed ha un doppio mandato: controllare l’inflazione ma anche cercare di massimizzare i livelli di occupazione. (fonte immagine: Federal Reserve).

Idee tech, il meglio delle startup al Ces Unveiled Europe

Amsterdam, 29 ott. (askanews) – Le idee delle startup raccontano da che parte sta andando l’innovazione. Queste alcune delle pi interessanti trovate al Ces Unveiled Europe di Amsterdam, l’evento che anticipa i focus del Ces di Las Vegas (dal 6 al 9 gennaio 2026), l’appuntamento di tecnologia consumer pi atteso.

“Crediamo che l’Ai passer dal cloud ai dispositivi fisici” dice l’italiano Fabrizio Del Maffeo, che guida la startup di chip olandese Alexera AI e offre una soluzione integrata: hardware e software open source, da cui ognuno pu sviluppare la propria soluzione per l’intelligenza artificiale.

Splendohealth ha pensato una piattaforma che combina i dati di tecnologie indossabili, come frequenza cardiaca e metabolismo per la preparazione fisica in vista di interventi, per il fitness sport, ma anche per usi professionali: dall’allenamento dei militari a quello degli astronauti

“La privacy prima di tutto” dicono i fondatori di Sentistic: ancora sensori intelligenti che oltre ad analizzare i dati in modo anonimo, con l’Ai rilevano non solo il movimento ma anche il contesto, ad esempio evitando falsi allarmi e sprechi di energia.

BlueHeart utilizza la termoacustica, una tecnica che consiste nel creare onde sonore in un circuito chiuso per generare calore e freddo in edifici residenziali, mentre dal rumore che LVEnergy produce energia: fabbriche, concerti, karaoke, ovunque ci siano rumori – almeno 65 decibel – e vibrazioni il dispositivo le cattura e genera watt.

Cento giorni a Milano-Cortina, attesi 2.900 atleti da tutto il mondo

Milano, 29 ott. (askanews) – Mancano esattamente cento giorni alla cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026. Il 6 febbraio, allo stadio di San Siro, prenderà il via l’evento sportivo globale che vedrà protagonisti circa 2.900 atlete e atleti da tutto il mondo. Cento giorni all’appuntamento con la storia: i Giochi torneranno in Italia a vent’anni da Torino 2006 e a settanta da Cortina 1956. Il conto alla rovescia è stato celebrato a Milano, presso Palazzo Lombardia, sede della Regione, alla presenza del presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, del presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, del Ceo Andrea Varnier e dell’assessore allo Sport del Comune di Milano, Martina Riva. All’evento è intervenuto, in collegamento, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

“I meno 100 giorni ai Giochi hanno per noi un valore simbolico molto importante. Da anni lavoriamo per promuovere una società più inclusiva e attiva, collaborando con scuole, università, luoghi di lavoro e partner. L’obiettivo è chiaro: fare in modo che l’impatto di Milano Cortina 2026 non si esaurisca in due mesi di competizioni, ma continui nel tempo – ha dichiarato Malagò -. Questa visione di lungo periodo si sta già traducendo in risultati concreti, grazie ai progetti che realizziamo in sinergia con i nostri stakeholders: dal miglioramento dell’accessibilità delle linee metropolitane di Milano ai progetti educativi e sociali in tutta Italia per promuovere il movimento, la sostenibilità e la parità di genere. È questo, per noi, il vero significato dei Giochi: un cambiamento che nasce prima dell’evento e la cui legacy continuerà molto dopo la sua conclusione”.

Durante l’evento sono stati presentati i podi ufficiali e sono stati annunciati 12 nuovi tedofori appartenenti al team dei digital ambassador di Milano Cortina 2026. Sono: gli Autogol – attori, conduttori radio e tv che saranno i narratori ufficiali del Viaggio della Fiamma – i content creator Sofia Dalle Rive, Ludovica Tomasoni, Stefano Maiolica, Alessandro Santaterra, Margherita Pontecorvo, Emanuele Mauri, Mirko Tassin, l’attore e content creator Tommaso Cassissa, la music performer Roberta Branchini, la chef creator Ludovica Gargari e il cane Chico, primo Digital Ambassador a quattro zampe nella storia dei Giochi.

Dopo l’accensione della torcia olimpica il 26 novembre a Olimpia, il viaggio della fiamma prenderà ufficialmente il via il 6 dicembre 2025 da Roma. Un percorso lungo 63 giorni che attraverserà tutta l’Italia, fino a raggiungere il grande appuntamento del 6 febbraio 2026 allo Stadio San Siro: la cerimonia di apertura dei Giochi. Saranno 10.001 i tedofori che avranno l’onore di portare la fiamma olimpica.

I podi, realizzati da Fondazione Milano Cortina 2026 in collaborazione con lo studio Cavaletti + Pagliariccio, uniscono design contemporaneo e artigianato italiano, incarnando l’identità di questa edizione attraverso gradienti cromatici e sfumature che ne esaltano dinamismo e identità visiva. Il progetto si distingue per alcune caratteristiche chiave ù essenzialità, modularità, unicità e dinamismo ù principi guida che hanno ispirato non solo il design dei podi, ma l’intero sistema di oggetti e scenografie ideate per le Victory Ceremonies. Realizzati in legno e metallo, i podi si adattano alle diverse discipline, individuali e di squadra – possono infatti accogliere fino a dieci atleti per medaglia – e sono completamente accessibili grazie a rampe e cordoli anticaduta, pensati per rispondere alle esigenze degli atleti paralimpici.

Lagarde: continua a salire fiducia italiani nel presidente Mattarella

Roma, 29 ott. (askanews) – “In un momento in cui in tutta Europa la fiducia delle istituzioni è messa alla prova, la fiducia che gli italiani ripongono invece in Lei e nella Presidenza della Repubblica ha continuato a crescere”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde durante un incontro a Firenze del direttorio Bce con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

“Parlare davanti a un servitore pubblico di questa levatura devo ammettere che può far aumentare la preoccupazione di essere all’altezza della situazione e di riuscire a dare voce alle sfide che l’Europa si trova a dover affrontare. E per questo – ha detto Lagarde – per aiutarmi in questo compito ho deciso di invitare due celebri fiorentini”.

La presidente Bce si è quindi cimentata nel racconto di un dialogo immaginario tra due storici personaggi della Firenze rinascimentale, Giovanni de’ Medici e Niccolò Machiavelli. La riunione è stata organizzata e ospitata dalla Banca d’Italia, presente con il governatore Fabio Panetta che a sua volta è intervenuto alla cerimonia.

Pd, Prodi: leadership si conquista con programma chiaro

Milano, 29 ott. (askanews) – “Io dico che la leadership si conquista, soprattutto quando ci sono metà degli italiani che si astengono, dicendo loro: ‘Io voglio fare questo, questo e questo’. Uno deve avere un ampio spettro d’interesse”. Lo dice Romano Prodi a Circo Massimo in onda stasera sul Nove.

“Quello che sta avvenendo adesso nel Pd è interessante: finalmente si comincia ad avere una articolazione. Non si è ancora arrivati ad approfondire programmi, ma c’è un’articolazione nella discussione e nelle posizioni. Noi facemmo la Fabbrica del programma: decine di migliaia di persone sono state chiamate” a partecipare, perchè “la democrazia vuol dire popolo”.

Istat, Conte: continua crollo salari ma Meloni dice no a proposte

Milano, 29 ott. (askanews) – “Bisogna intervenire subito. La Presidente Meloni non può continuare a dirci che ‘i numeri sul lavoro parlano chiaro’, che sul lavoro va tutto bene e che gli stipendi aumentano, perché poi c’è la realtà: oggi Istat evidenzia che i salari reali degli italiani crollano di quasi il 9% rispetto a gennaio 2021”. Lo dichiara il presidente del M5s Giuseppe Conte. “Mentre la Germania ufficializza l’aumento del salario minimo, che salirà a 13,90 euro l’ora nel 2026 e a 14,60 euro l’ora nel 2027, in Italia aumentano solo rimborsi per Ministri e Sottosegretari”. ” Siamo ancora in attesa che Meloni faccia qualcosa rispetto alle proposte che le abbiamo portato ad agosto 2023 per aumentare gli stipendi di milioni di lavoratrici e lavoratori. Ci ha detto no al salario minimo, alle misure per far aumentare il potere d’acquisto di 6 milioni di persone che guadagnano meno di 1.000 euro al mese e dei cassintegrati che vedono esplodere le ore di Cig autorizzate. Aspettiamo che risponda alla proposta di allargare la no-tax area e rafforzare in maniera importante l’assegno unico sui figli introdotto dal mio Governo. Finora chi prometteva soldi ‘con un click’ – ha concluso Conte – ha solo messo una montagna di miliardi sulle armi con una firma”.

Bending Spoons acquisisce Aol da Yahoo dopo finanziamento da 2,8 mld

Milano, 29 ott. (askanews) – La società tecnologica Bending Spoons ha stipulato un accordo definitivo per acquisire Aol, il portale web e fornitore di servizi email, da Yahoo. L’acquisizione dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno, soggetta alle consuete condizioni di chiusura e alle approvazioni normative.

Per finanziare l’acquisizione di Aol e future operazioni di M&A, Bending Spoons ha annunciato il completamento con successo di un pacchetto di finanziamento del debito da 2,8 miliardi di dollari. Il pacchetto comprende linee di credito term loan A e term loan B, insieme a impegni incrementali di revolving credit facility, forniti da banche di primo piano.

“Aol è un’azienda iconica e amata, in buona salute, che ha resistito alla prova del tempo e che, a nostro avviso, possiede un potenziale inespresso – ha dichiarato Luca Ferrari, Ceo e cofondatore di Bending Spoons – Secondo le nostre stime, Aol è uno dei dieci provider di posta elettronica più utilizzati al mondo, con una base di clienti altamente fidelizzata che conta circa 8 milioni di utenti attivi al giorno e 30 milioni al mese. Intendiamo investire in modo significativo per aiutare il prodotto e l’azienda a prosperare. Bending Spoons non ha mai venduto una società acquisita: siamo certi di essere i giusti custodi a lungo termine di Aol e non vediamo l’ora di servire la sua ampia e fedele base di utenti per molti anni a venire”.

Aol sarà un nuovo marchio globale a unirsi al portafoglio di Bending Spoons. Il mese scorso, Bending Spoons ha annunciato un accordo definitivo per acquisire Vimeo, la cui chiusura è prevista per il quarto trimestre del 2025, soggetta alle consuete condizioni e approvazioni, comprese l’approvazione degli azionisti di Vimeo e le autorizzazioni regolamentari richieste.

“Aol e Yahoo condividono una lunga storia, e il nostro nuovo team ha apprezzato l’opportunità di riportare Aol alla crescita – ha affermato Jim Lanzone, Ceo di Yahoo – Questa operazione ci consentirà di concentrarci più a fondo sulle roadmap ambiziose che abbiamo pianificato per i prodotti principali di Yahoo, assicurando al contempo che AOL continui a prosperare sotto la nuova proprietà”.

“Da quando i fondi Apollo hanno acquisito Yahoo nel 2021, abbiamo contribuito a guidare un processo di reinvestimento trasformativo nelle attività di media digitali e tecnologia per il consumatore, generando solide performance in tutto il portafoglio Yahoo – ha dichiarato Reed Rayman, presidente del consiglio di amministrazione di Yahoo e partner di Apollo – Riteniamo che questa operazione posizioni Aol al meglio per la sua prossima fase, mentre Yahoo accelera gli investimenti nelle sue principali proprietà e nelle esperienze basate sull’intelligenza artificiale”.

Cultura, BIPM: piano condiviso per gestione siti Patrimonio Mondiale

Milano, 29 ott. (askanews) – Promuovere il confronto tra tecnici e amministratori sui temi prioritari legati al Patrimonio Mondiale partendo dalla comune responsabilità di tutela e gestione dei siti; costruire una consapevolezza di valori relativi al Patrimonio Mondiale e alle designazioni Unesco nei siti italiani attraverso la ricerca di un linguaggio comune. Sono questi alcuni degli obiettivi presentati nell’incontro “Enhancing Our Heritage Toolkit 2.0: uno strumento per la gestione dei siti Patrimonio Mondiale”, patrocinato dalla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, che si è svolto venerdì 24 ottobre a Roma, presso la sala del Carroccio in Campidoglio.

L’incontro, promosso dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale (BIPM) che oggi riunisce più di 50 Enti responsabili della gestione dei Beni italiani iscritti nella World Heritage List, è stato organizzato grazie al finanziamento della Legge 77/2006, sotto la guida del coordinatore scientifico e responsabile del sito del Centro Storico di Firenze, Carlo Francini, e con la preziosa collaborazione dei rappresentanti delle principali istituzioni che operano nel campo del Patrimonio Mondiale: ICCROM, ICOMOS, IUCN, Ufficio regionale per la scienza e la cultura dell’UNESCO in Europa, Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO e il Ministero della Cultura italiano.

Nel corso del convegno, oltre a presentare i risultati emersi durante questo percorso di confronto e condivisione con i referenti del Patrimonio Mondiale, è stato dedicato un focus all’Enhancing Our Heritage Toolkit 2.0. Per Alessio Pascucci, presidente dell’associazione BIPM, “con questa quinta data del nostro progetto finanziato dalla legge 77 chiudiamo un percorso che ha visto la partecipazione di oltre 350 persone e cinque incontri fatti in online o in presenza che hanno dimostrato la grande sinergia che c’è tra la nostra associazione e la gestione dei territori. Crediamo che progetti come questi che debbano essere replicati e possano essere un punto di riferimento chiaro per tutti gli amministratori locali che si trovano nei propri territori a gestire il complesso ma straordinario patrimonio iscritto alla lista dell’Unesco”.

Per Carlo Francini, coordinatore scientifico di BIPM, “il confronto fra site manager ed esperti sul tema del patrimonio mondiale ha avuto il merito di contribuire ad accrescere lo spirito di responsabilità nella condivisione di best practice legate alla gestione ottimale siti patrimonio mondiale la cui protezione richiede un’azione collettiva. Come Associazione riteniamo che quello della condivisione di idee e progetti sia uno dei principi cardine per elaborare un piano rivolto a tutti i livelli di governo responsabili dell’attuazione della Convenzione sul Patrimonio Mondiale, comprese le autorità regionali, nazionali e locali”.

Per Enrico Vicenti, Segretario Generale Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, “la Commissione ha tenuto a concedere il patrocinio a questo progetto in considerazione dell’importanza di instaurare un dialogo tra tecnici e amministratori del Patrimonio Mondiale e delle diverse designazioni su temi fondamentali quali la governance, i sistemi di gestione, la valutazione di impatto. Intendiamo essere di supporto per sviluppare insieme futuri passi concreti come tavoli di lavoro e reti di collaborazione tra i siti del Patrimonio Mondiale”.

Istat, Schlein: Meloni nega realtà, i dati raccontano un’altra storia

Roma, 29 ott. (askanews) – “Giorgia Meloni continua a negare il crollo degli stipendi, ma i dati Istat raccontano un’altra storia: dal 2021 i salari reali degli italiani sono calati del 9%”. lo dice la segretaria del Partito democratico Elly Schlein.

“Questo – aggiunge – significa che, in media, chi lavora perde uno stipendio all’anno. L’inerzia del governo Meloni sta portando sempre più famiglie in difficoltà: stipendi bassi e prezzi in crescita rappresentano la vera emergenza del Paese. Sempre Istat oggi dice che 5,6 milioni di lavoratori ancora attendono i rinnovi contrattuali. Adesso servono politiche serie, non propaganda”.

Conclude la Schlein: “Con i nostri emendamenti alla legge di Bilancio chiediamo misure concrete per restituire potere d’acquisto alle famiglie e dignità al lavoro. E continuiamo a chiedere una cosa semplice e a costo zero con le altre opposizioni: un salario minimo”.

Report, Bonelli: Ghiglia deve dimettersì se Sangiuliano inviò a lui suoi ricorsi

Roma, 29 ott. (askanews) -“Quello che emerge dall’inchiesta di Report è di una gravità assoluta. Se è vero che l’ex ministro Sangiuliano ha inviato i propri ricorsi direttamente a un componente del Garante della Privacy in quota Fratelli d’Italia, Agostino Ghiglia, che poi li avrebbe fatti inserire tra i temi urgenti da trattare, siamo di fronte a un fatto inquietante, che mina la credibilità e l’indipendenza di un’Autorità di garanzia dello Stato. Agostino Ghiglia deve dimettersi immediatamente. Non è tollerabile che un membro del Garante della Privacy, chiamato a garantire terzietà e imparzialità, intrattenga rapporti diretti con esponenti del governo o del partito di maggioranza. È così che il partito di Giorgia Meloni imbavaglia la stampa non allineata ai voleri del governo: esercitando pressioni, dirette o indirette, su chi dovrebbe tutelare i diritti dei cittadini, non gli interessi di chi governa”. Lo dichiara il leader Avs Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde.

“Se gli organismi di garanzia e le Authority hanno relazioni con i partiti di governo – denuncia Bonelli- è in gioco il corretto funzionamento della nostra democrazia. È il metodo Orban, da cui la premier ha evidentemente imparato”

Robotica, benessere digitale e Ai: le anticipazioni sul Ces 2026

Amsterdam, 29 ott. (askanews) – Robotica, salute digitale, Ai e computer quantistici. Kinsey Fabrizio, presidente di Cta, l’associazione Usa che organizza il Ces di Las Vegas, ha anticipato ad askanews i focus dell’edizione 2026, che si svolger dal 6 al 9 gennaio.

“Vedrete molte soluzioni e tecnologie di intelligenza artificiale, ovviamente e molta robotica – ha detto dal Ces Unveiled di Asmterdam – questa sar una categoria importante sia per il mercato consumer, con la robotica umanoide e la robotica intelligente per la casa, sia per le imprese, con aziende come Siemens che presenteranno la loro tecnologia robotica per la produzione industriale – poi avremo un mix davvero eccezionale di soluzioni indossabili incentrate sulla salute, il benessere e dispositivi medici”.

L’intelligenza artificiale sar un tema chiave, ha detto Fabrizio annunciando una nuova area.

“Abbiamo una nuova sezione del Ces chiamata ‘Ces Foundry’, focalizzata su intelligenza artificiale, blockchain e tecnologia quantistica, ma anche la mobilit avanzata sar un tema importante: non solo la tecnologia dei veicoli, ma anche le tecnologie agricole e per l’edilizia industriale”.

Haiti, almeno 20 morti per le inondazioni provocate dall’uragano Melissa

Roma, 29 ott. (askanews) – Almeno 20 persone, tra cui 10 bambini, sono morte a causa delle inondazioni di un fiume ad Haiti causate dall’uragano Melissa, hanno riferito le autorità locali all’agenzia di stampa AFP.

Altre 10 persone risultano disperse, secondo quanto dichiarato dalla protezione civile del Paese.

Si ricorda che oggi ad Haiti si prevedono inondazioni improvvise e frane “catastrofiche” in alcune zone. Il Paese caraibico è significativamente meno sviluppato rispetto ai suoi vicini ed è probabile che subisca “danni ingenti e isolamento delle comunità”.

Mali, la Farnesina invita gli italiani a lasciare subito il Paese

Roma, 29 ott. (askanews) – Il Ministero degli Esteri invita tutti gli italiani presenti in Mali a lasciare immediatamente il Paese. “A seguito del crescente e significativo blocco dell’afflusso di carburanti su tutti gli assi stradali verso il Mali, ad opera di gruppi terroristici – spiega la Farnesina in una nota -, si registra una grave penuria di carburante in tutto il Paese, con impatti significati sull’erogazione di elettricità, che potrebbe causare un ulteriore peggioramento del quadro di sicurezza anche nella capitale Bamako”.

“Il Ministero degli Affari Esteri sconsiglia” dunque “di effettuare viaggi nel Paese, in ragione delle tensioni legate a tali criticità. I connazionali già presenti in Mali sono invitati a lasciare quanto prima il Paese e a verificare di aver segnalato la propria presenza all’Ambasciata d’Italia a Bamako, sul sito DoveSiamonelMondo.it oppure sull’App Viaggiare Sicuri”.

Maltempo, in arrivo piogge e temporali sui settori occidentali

Milano, 29 ott. (askanews) – Un’area di bassa pressione, in avvicinamento dalla Francia, porterà correnti sud-occidentali caldo umide, con conseguenti precipitazioni, da sparse a diffuse, sui settori occidentali del nostro Paese, anche localmente a carattere temporalesco sulle aree costiere e sulle isole maggiori.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte – alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati – ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse.

L’avviso prevede dalla sera di oggi, mercoledì 29 ottobre, precipitazioni, da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Liguria e Toscana, in estensione all’Emilia-Romagna. Attese, dal primo mattino di domani, precipitazioni, da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, su Sardegna e Lazio, specie lungo i settori costieri, in estensione dalla tarda mattinata alla Sicilia. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani, giovedì 30 ottobre, allerta gialla per rischio meteo-idro su parte di Liguria, Toscana, Emilia-Romagna, Lazio, Calabria, Sardegna e sugli interi territori di Umbria e Sicilia.

NY Canta, il Festival ponte ideale tra musica italiana e New York

Roma, 29 ott. (askanews) – Il NYCanta – Festival della Musica Italiana di New York è l’evento che da diciassette anni celebra la musica e la cultura italiane oltreoceano, con la grande opportunità di offrire una vetrina internazionale ai giovani talenti e di costruire e mantenere vivo un ponte culturale tra Italia e Stati Uniti.

Organizzato dall’Associazione Culturale Italiana di New York – ente benefico e non profit – e sotto la direzione artistica di Tony Di Piazza, il NYCanta valorizza l’eccellenza musicale italiana e promuove la cultura e la canzone italiane nel mondo.

Un impegno che ha permesso al “Sanremo della Grande Mela”, di proporsi come un punto di riferimento per artisti emergenti e professionisti del settore. Il Festival, registrato il 12 ottobre scorso nell’Oceana Theater di Brooklyn sarà trasmesso in due puntate tra novembre e dicembre su Rai 2, Rai Italia e on demand su RaiPlay. Quest’anno, ancor più, si conferma come vetrina internazionale dei nuovi talenti nonché simbolo della canzone italiana nel mondo.

Questa edizione 2025 entra di diritto nella storia del NYCanta e si distingue per tre grandi primati: per la prima volta un Papa – il Pontefice Leone XIV, che viene dagli Stati Uniti d’America, ma che ha anche un pizzico di italianità nelle sue origini, – ha accolto la delegazione del Festival per impartire la sua benedizione, riconoscendo il valore culturale e umano dell’iniziativa; per la prima volta NYCanta è media partner ufficiale della Rai, con Rai Italia, Rai Radio2 e RaiPlay, a conferma del ruolo strategico del Servizio Pubblico nella promozione della canzone italiana nel mondo; per la prima volta un’apertura ufficiale con Sanremo e il suo Festival, grazie al sindaco della Città dei Fiori e della Canzone Italiana, Alessandro Mager, che ha accolto con entusiasmo l’idea di una collaborazione tra i due Festival, auspicando un gemellaggio culturale non solo tra i due eventi legati alla musica e alla canzone italiana, ma anche tra le città di Sanremo e New York. Il sindaco Mager ha inviato un entusiasmante video messaggio che è stato trasmesso durante le registrazioni del NYCanta.

Tornando al NYCanta 2025 e alla competizione artistica in esso contenuta, è Leonor Iotti, in arte Leonor, la grande protagonista del NYCanta 2025, con il brano “Se i tuoi occhi non mi vedono”. La diciannovenne di Cornegliano Laudense (Lodi) ha conquistato giuria e pubblico con un’interpretazione intensa e raffinata nella suggestiva cornice del festival all’Oceana Theatre di Brooklyn. Leonor studia pianoforte classico al Conservatorio dall’età di sette anni e canto moderno da cinque: la sua performance ha offerto una miscela di emozione, tecnica e personalità.

Sul secondo gradino del podio, ex aequo, Elisa Cipro & Italian Radio Society (Londra) con “In questa notte magica (come on, come on)”, brano elegante e internazionale dalle atmosfere jazz e Diletta Fosso, 15 anni, di Cura Carpignano (Pavia), con “Belli/e”, vincitrice anche del Premio CRI per la canzone più internazionale, che sarà trasmessa nelle radio aderenti al progetto provenienti da tutto il mondo. A seguire gli altri finalisti: Colore (Florida) – “Una schifosa canzone lenta” (4°); Aurora Castellani (Roma) – “La legge dei padri” (5°); Thomas (Bassano del Grappa, Vicenza) – “Non pensarci” (6°); Settima posizione: Alì (Roma) – “Nel Matrix”, Martina Malagnino (Manduria, Taranto) – “Assente”, Gianni Bodo (Canada) – “Vola”. Infine, Jo Bruccoleri (Belgio) – “Guardami”.

A decretare la vincitrice, una giuria di altissimo profilo, presieduta dal giornalista Marino Bartoletti e composta da Roby Facchinetti, Gaetano Curreri, Iva Zanicchi e Renato Tanchis, Warner Music Italia. Proprio a Roby Facchinetti è stato consegnato il prestigioso “Riconoscimento in memoria di Mike Bongiorno”, alla presenza dei rappresentanti della Fondazione Mike Bongiorno.

La serata, nello storico teatro di Brooklyn, è stata animata da ospiti e momenti speciali quali la performance di Leo Gassmann, ospite musicale che ha omaggiato Franco Califano con “Tutto il resto è noia”, canzone simbolo che quest’anno compie 50 anni. Ema Stokholma, conduttrice delle due serate, dinamica e brillante, è stata affiancata da Lucrezia Melito Mangili, Miss Italy World, autrice dei contributi video introduttivi dei cantanti, girati nei luoghi più iconici di New York legati alla musica e del tributo ai 40 anni dell’italianissimo film “C’era una volta in America”, diretto da Sergio Leone, con le musiche indimenticabili di Ennio Morricone.

A coronamento dell’edizione 2025, è stata realizzata la compilation ufficiale NYCanta 2025, prodotta da Warner Music Italia, che raccoglie i brani dei finalisti e offre loro una vetrina internazionale, consolidando l’impatto del Festival nel panorama musicale internazionale.

Presenti anche in teatro Fabrizio Di Michele (Console italiano a New York), Barbara Floridia (Presidente della Commissione Vigilanza Rai), Dolores Bevilacqua (Senatrice e membro della commissione vigilanza Rai), Claudio Pagliara (Direttore Istituto Italiano di Cultura NY), Marcello Ciannamea (Direttore Contenuti Digitali e Transmediali Rai) e Giovanni Alibrandi (Direttore Rai Radio2). Ancora una volta, il NYcanta si conferma ponte culturale artistico tra Italia e Stati Uniti, una celebrazione della musica italiana che supera confini e generazioni.

Migranti, "decreti flussi favoriscono lo sfruttamento lavorativo"

Roma, 29 ott. (askanews) – I decreti flussi sono sempre più usati a scopo di sfruttamento lavorativo, concorrendo ad alimentare il fenomeno della tratta, che oggi interessa meno che in passato lo sfruttamento di donne e minori a fini sessuali, ma coinvolge soprattutto uomini migranti risucchiati in forme di occupazione irregolare e spesso para-schiavistica. È la tendenza più allarmante che emerge dalla Relazione 2024 del Numero verde nazionale Antitratta, a cui Idos dedica uno dei capitoli del Dossier Statistico Immigrazione 2025.

Attivo dal 2000 per raccogliere denunce e segnalazioni, il Numero verde (800 290 290) è uno degli strumenti di punta dell’azione contro la tratta e il grave sfruttamento di esseri umani avviata dall’Italia nel 1998, con l’approvazione dell’avanguardistico articolo 18 del Testo unico sull’immigrazione. Legge tra le prime, in Europa, a introdurre uno speciale permesso di soggiorno e altre forme di protezione e assistenza per le vittime di questi crimini, senza richiedere il loro coinvolgimento obbligatorio in indagini e procedimenti giudiziari contro le reti di sfruttamento. Il Dossier analizza l’andamento delle prese in carico attivate dopo il contatto con il Numero verde tra il 2014 e il 2024 (oltre 800 in media all’anno) rilevando, appunto, come siano calate quelle riguardanti donne e minori (-9,8% e -63,6%) e siano raddoppiate quelle di adulti maschi. Complessivamente, in 11 anni lo sfruttamento sessuale è passato dal 50% al 24%, mentre quello lavorativo è salito in testa con il 38,2% delle prese in carico. A una tendenza ormai consolidata da qualche anno si è aggiunto un ulteriore campanello d’allarme proprio nel 2024, definito dalla stessa Relazione annuale del Numero verde “l’anno degli inganni”.

Da un monitoraggio sulle segnalazioni delle sole truffe legate ai decreti flussi, iniziato nel secondo semestre, è infatti emersa la costante presenza di intermediari che, a pagamento, hanno avviato la procedura prevista per l’ingresso del lavoratore straniero dall’estero, dalla chiamata nominativa fino al rilascio del nulla osta e del visto, per poi volatilizzarsi insieme ai presunti datori di lavoro. E così, soltanto nel secondo semestre dell’anno, 139 potenziali lavoratori migranti (provenienti da Tunisia, Marocco, India ed Egitto) si sono trovati senza occupazione regolare e vulnerabili allo sfruttamento; un numero che rappresenta solo la parte emersa di un fenomeno che secondo vari osservatori è molto più diffuso. Nello stesso semestre, tra le prese in carico scaturite dalle chiamate al Numero verde, quelle per sfruttamento lavorativo sono salite all’80% del totale, contro il 16% dello sfruttamento sessuale.

La presentazione del 4 novembre La denuncia di questa ed altre storture del sistema attivato dai decreti flussi – come l’eccessivo carico di burocrazia, i tempi dilatati in modo insostenibile e la scarsa efficacia nel rispondere alle esigenze delle imprese – è sviluppata anche in varie altre sezioni del Dossier. Quest’anno Idos ha scelto proprio la questione della tratta e dello sfruttamento come uno dei tre approfondimenti della presentazione nazionale del rapporto, che si terrà martedì 4 novembre al Nuovo Teatro Orione di Roma, a partire dalle 10.30, invitando a parlarne l’avvocata Francesca Nicodemi, una delle maggiori esperte nel settore. Molto attuali anche i temi dei due interventi successivi: uno svolto dalla direttrice generale di Sos Mediterranee Italia, Valeria Taurino; l’altro dal noto blogger e attivista italo-palestinese Karem Rohana. La giornata sarà aperta dal sociologo Paolo De Nardis, presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, che insieme alla rivista “Confronti” collabora alla realizzazione del Dossier. Come di consueto, la presentazione sarà a cura del presidente del Centro Studi e Ricerche Idos, Luca Di Sciullo, mentre le conclusioni sono affidate alla moderatora della Tavola Valdese, Alessandra Trotta (il Dossier è realizzato grazie ai fondi dell’8Xmille della Chiesa Valdese). Modera i lavori il direttore di “Confronti”, Claudio Paravati.

Urso: Italia guida il fronte delle riforme Ue contro il Green Deal

Bruxelles, 29 ott. (askanews) – ‘Nel Consiglio europeo è emersa finalmente’ con le conclusioni della riunione del 23 ottobre ‘la volontà di cambiare, di agire subito, con determinazione, responsabilità, visione strategica. È l’Italia di Giorgia Meloni, con la Germania, a guidare il fronte delle riforme, che devono essere radicali per rimuovere l’ideologia del Green Deal che ha soffocato l’industria e il lavoro europeo, e per indicare la strada del riscatto del nostro continente’. Lo ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo ai giornalisti stamattina a Bruxelles, davanti al Palazzo Berlaymont, sede della Commissione europea dove incontrerà oggi diversi commissari.

‘Oggi – ha continuato Urso – incontrerò cinque commissari europei, altri due nei prossimi giorni a Roma, perché dobbiamo agire subito: nel settore delle auto, così come per le industrie energivore, per la siderurgia, la chimica, la carta, il vetro, la ceramica, il cemento. E’ necessario rimuovere lacci e laccioli, coniugare la sostenibilità ambientale con la sostenibilità economica e sociale. L’Europa è assediata, noi siamo qui per liberarla’, ha sottolineato.

‘Serve – ha continuato il ministro – realismo, e quindi flessibilità, pragmatismo; serve la piena neutralità tecnologica, che significa libertà per la scienza, per la tecnologia, per le imprese, per i cittadini; serve un cambio di rotta radicale, come indica da tre anni il governo Meloni. E finalmente, con il supporto di tutte le associazioni di impresa europea, stiamo raggiungendo l’obiettivo: è un punto di svolta, dobbiamo essere determinati’.

A un giornalista che chiedeva se l’Italia appoggi gli obiettivi climatici per il 2040 (la Commissione ha proposto -90% delle emissioni rispetto al 1990, ma gli Stati membri non hanno ancora dato il via libera) e per il 2050 (riduzione del 100% netto, come prevede la legge Ue sul clima), e in che modo il governo voglia cambiare l’obiettivo zero emissioni nette per i veicoli nuovi al 2035, Urso ha risposto: ‘Il problema non sono gli obiettivi, sono le modalità per raggiungere quegli obiettivi’.

‘Oggi – ha rilevato il ministro – siamo in estremo ritardo, dobbiamo prenderne atto: non possiamo passare dalla subordinazione drammatica al carbon fossile della Russia ad un’altra più grave subordinazione alle materie prime critiche, alle tecnologie che oggi sono monopolio di un altro continente. L’Europa deve rilanciare la propria competitività; per farlo deve liberarsi dalla ideologia, deve vincere la ragione, deve vincere la libertà in questo continente.

Ma gli obiettivi climatici, gli è stato chiesto ancora, fanno parte dell’ideologia? ‘Così come sono stati enucleati – ha replicato Urso – con delle modalità che sono sostanzialmente dei vincoli, divieti, talvolta delle multe, delle sanzioni per le imprese, per il lavoro europeo, certamente fanno parte dell’ideologia. Noi dobbiamo essere pragmatici, realistici, renderci conto che il mondo è cambiato’.

‘Quando fu elaborata questa ideologia, questo totem del Green Deal – ha ricordato il ministro -, non c’era la guerra, non c’era la guerra commerciale, non c’era la guerra combattuta dentro l’Europa ai confini del nostro continente. Dobbiamo prendere atto che il mondo è cambiato, e dobbiamo rilanciare con i nostri valori anche le nostre imprese in questo contesto globale particolarmente sfidante e significativo. Tre anni fa eravamo forse i soli in Europa a dirlo, e oggi con noi vi sono la Germania, la maggioranza dei paesi europei, vi sono le associazioni di imprese europee che si riuniscono a Roma tra pochi giorni e che hanno elaborato documenti che supportano i nostri indirizzi di riforma di politica industriale e ambientale e sociale in Europa’.

Insomma, ha osservato il ministro, ‘finalmente ci danno ragione: questa è la strada giusta, ed è ancora una volta da Roma che viene, è l’Italia a indicarla alla nostra Europa. L’abbiamo sempre fatto con responsabilità, con trasparenza e con coerenza’.

‘Per questo – ha rilevato Urso – il governo di Giorgia Meloni è considerato affidabile: perché quello che dice, poi lo fa, con estrema coerenza. Per questo abbiamo scalato le classifiche dell’attrattività. Come dimostra l’Indice di Cernobbio, in tre anni siamo passati dal 23° posto nella classifica globale di attrattività al 16° posto. Come dicono tutte le agenzie in rating, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Centrale Europea, qualunque osservatore che analizzi quello che l’Italia ha fatto in questi anni manifesta stupore e sorpresa: perché da cenerentola ad Europa siamo diventati l’esempio e il modello di buon governo, capace di coniugare nel caos globale rigore sui conti pubblici, crescita, sviluppo ed equità sociale’.

E quindi, ha insistito il ministro, ‘è l’Italia che oggi, avendo fatto bene i compiti a casa, come mai nel passato, può indicare all’Europa con orgoglio, responsabilità, trasparenza, coerenza, la rotta da perseguire perché possa tornare il continente delle libertà e quindi della competitività. Noi vogliamo che le riforme siano radicali e che vengano fatte in questa stagione. Non accetteremo – ha avvertito Urso – che la montagna partorisca il topolino’.

Urso ha quindi risposto a una domanda sui biocarburanti, che per la prima volta la settimana scorsa la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha menzionato, in una lettera al Consiglio europeo, tra le possibili soluzioni (se saranno tecnologicamente ‘avanzati’) accettabili anche dopo il 2035, insieme alle auto ibride e i carburanti sintetici (‘e-fuels’), oltre ai veicoli elettrici.

‘Nel Consiglio europeo – ha detto il ministro – è emerso in tutta evidenza finalmente che la Commissione riconosce il valore della neutralità tecnologica, cioè della libertà tecnologica, importante sicuramente nel settore delle auto, ma anche nel settore dell’energia, come in altri comparti’, e ha riconosciuto quindi ‘l’utilizzo di ogni carburante ambientalmente sostenibile, e in modo specifico anche del biocarburante, che è una frontiera avanzata proprio per il sistema produttivo italiano’.

‘Questo – ha ribadito Urso – è un punto di svolta, ma è necessario che poi ci sia un adeguato riscontro in ogni documento che verrà realizzato in queste settimane; perché non voglio che la montagna partorisca il topolino. Noi siamo qui per questo: perché l’Italia è la punta avanzata insieme con la Germania, finalmente, del processo di riforma in Europa e non faremo sconti a nessuno’.

A un giornalista che chiedeva se per biocarburante ‘ambientalmente sostenibile’ intendesse biocarburante a zero emissioni nette, il ministro ha risposto: ‘Lo zero nella scienza non esiste; quello che deve essere sempre calcolato è tutto il ciclo produttivo, non solo quello che viene emesso dal tubo di scappamento, ma come quella batteria elettrica è stata realizzata, in quali miniere, con quale processo produttivo. Questo ci dice la scienza’.

Con i Trattati di Roma del 1957 che fondarono le Comunità europee, ha ricordato Urso , ‘noi sul principio della libertà abbiamo vinto contro l’ideologia; era l’altra Europa, quella comunista che diceva allo scienziato cosa dovesse scoprire, all’impresa cosa dovesse utilizzare e al lavoratore in quale fabbrica dovesse lavorare. Quell’Europa non ci appartiene, è stata sconfitta dalla storia. Noi siamo qui per riaffermare il principio delle libertà, proprio mentre prevalgono le autocrazie. Oggi più che mai è necessario tornare ai padri fondatori’.

‘La libertà – ha osservato ancora il ministro – significa anche la libertà della scienza, della tecnologia, dell’impresa, nello scegliere, nel decidere quale strumento è migliore per raggiungere lo stesso obiettivo’, in questo caso ‘la sostenibilità ambientale. Non ce lo deve imporre un burocrate di Bruxelles’.

Il ministro, tuttavia, non ha risposto alle domande dei giornalisti sulla posizione del governo italiano riguardo all’obiettivo per il 2040, su cui dovrà esprimersi il Consiglio Ambiente straordinario del 4 novembre.

Urso ha poi evocato regolamento Ue sui ‘dazi sul carbonio’, indicato dalla sigla Cbam (‘Carbon Border Adjustment Mechanism’), che dovrebbe entrare gradualmente in vigore dal 2026, e interessare le importazioni di alcuni prodotti (cemento, ferro, acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno). Il meccanismo mira a compensare, con questi ‘dazi climatici’, lo svantaggio sul mercato delle imprese dell’Ue rispetto ai prodotti importati da paesi in cui non si applicano normative per l’acquisto dei permessi di emissione analoghe al sistema Ets europeo.

‘Oggi – ha annunciato il ministro – avrò diversi colloqui con alcuni dei commissari interessati alla questione, affinché l’industria siderurgica europea e, in generale, le industrie energivore possano delineare un futuro, ovviamente green, che sia sostenibile. E per questo chiediamo maggiore flessibilità. E certamente la revisione immediata del meccanismo Cbam, che così come è stato configurato non tutela affatto le imprese europee, che giustamente si avviano sulla strada della tecnologia green, perché consente sostanzialmente che prodotti realizzati in altri continenti senza alcun rispetto dell’ambiente e del lavoro possano giungere nel nostro continente mettendo in dura crisi le nostre imprese. Noi non abbiamo un’ideologia da imporre, abbiamo solo la volontà di far prevalere la ragione’.

Urso non ha precisato a quali disposizioni del regolamento Cbam si riferiscano le sue critiche, ma è noto che le industrie energivore europee sono molto restie ad accettare la fine delle quote di emissioni gratuite che erano previste finora dall’Ets europeo, e che saranno abolite gradualmente proprio perché compensate dall’introduzione dei nuovi ‘dazi climatici’.

A un’ultima domanda sul sistema Ets2, che prevede a partire dal 2027 il pagamento di quote di emissioni da parte dei distributori di carburante e gas per i trasporti e per il riscaldamento domestico, e che è stato aspramente criticato da molti Stati membri, con la richiesta di rinviarne l’entrata in vigore, il ministro ha replicato: ‘Questa materia è competenza di un altro dicastero, perché è al Ministero dell’Ambiente e dell’Energia che sono state trasferite tutte le competenze in campo energetico e in campo ambientale. Io parlo sotto l’aspetto dell’impresa. Su ciò che non riguarda le imprese – ha concluso Urso – lascio che gli altri dicasteri, in piena coesione di intenti, si esprimono sulle loro competenze’. (fonte immagine: Mimit).

Lavoro, Calderone: stop assistenzialismo, siamo passati al lavoro vero

Roma, 29 ott. (askanews) – Sul lavoro, nei passati tre anni il governo è riuscito ad operare “una totale inversione di marcia, che ha trasformato anni di politica assistenzialistica e di mancato ingresso al mercato del lavoro in politiche di formazione finalizzate all’inserimento lavorativo e all’accrescimento professionale. Istituendo tra l’altro, anche l’assegno di inclusione”. Lo ha rilevato il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone durante la sessione di interrogazioni a risposta immediata alla Camera.

“Con la legge di bilancio del 2025 sono stati rivisti verso l’alto i requisiti e economici di accesso ampliando la platea dei nuclei familiari. Inoltre, sono stati incrementati gli importi riconosciuti ai beneficiari che attualmente ammontano un valore medio a 669 euro mensili. Con la manovra di bilancio 2026 – ha proseguito – abbiamo introdotto ulteriori modalità di erogazione più favorevoli per i destinatari della misura”.

Inoltre, “il rilancio dell’occupazione del Mezzogiorno rappresenta una priorità strategica dell’azione di governo e del ministero del Lavoro e delle politiche sociali. I dati Istat del 12 settembre scorso – ha rivendicato Calderone – delineano una crescita dei livelli occupazionali su tutto il territorio italiano con una performance positiva dei dati che riguardano le regioni del Sud, dove si registra un incremento occupazionale significativo e accompagnato da una riduzione del tasso di inattività importante”.

Tutto questo “conferma e incoraggia il cambio di paradigma fortemente voluto dal governo, perché per anni con strumenti come il Reddito di cittadinanza si è alimentata una logica assistenzialista che ha finito per scoraggiare l’ingresso nel mondo del lavoro, senza affrontare le criticità strutturali del Sud. Abbiamo cancellato il reddito ma istituito misure più efficaci e, voglio ribadire, sostenibili di inclusione sociale e attivazione lavorativa, meglio controllate e sicuramente indirizzate a chi è veramente in condizione di aver bisogno di sostegno”.

Inoltre l’azione di governo prevede “incentivi alle imprese che assumono. Questo è il nostro obiettivo. Assieme alla realizzazione dei settori strategici del Sud come il turismo e l’agroalimentare. Non assistenzialismo – ha ribadito Calderone – ma investimenti produttivi e opportunità di lavoro vero. Commentiamo anche i dati positivi della Regione Campania, dove dall’inizio del mandato governativo vi è un aumento sensibile (dell’occupazione) in tutte le fasce di età, soprattutto anche un aumento del livello di occupazione di giovani e donne, con invece un abbassamento del tasso di disoccupazione generale e un aumento dell’inclusione lavorativa dei ‘Neet'” (i giovani che non lavorano e non seguono alcuna attività di istruzione/formazione). (fonte immagine: Camera TV).

Legambiente: il 2025 è un anno da bollino rosso per le foreste

Roma, 29 ott. (askanews) – Il 2025 è un anno da ‘bollino rosso’ per le foreste italiane, messe sotto scacco dall’impennata degli incendi e dall’accelerata della crisi climatica. I dati raccolti da Legambiente nel suo nuovo report, e presentati oggi a Roma all’VIII Forum Foreste, restituiscono un quadro poco felice: nella Penisola, incrociando i dati EFFIS da satellite Sentinel 2 che tengono conto anche degli incendi sotto gli 30 ettari, da inizio anno al 15 ottobre sono bruciati ben 94.070 ettari di territorio, pari a 132 mila campi da calcio, quasi il doppio rispetto agli ettari andati in fumo nel 2024 ossia 50.525 ha. Il Sud Italia si conferma l’area più colpita dalle fiamme: maglia nera alla Sicilia, con 49.064 ettari bruciati in 606 incendi; seguita da Calabria, con 16.521 ettari in 559 eventi, Puglia con 8.009 ettari in 114 eventi, Campania con 6.129 ettari in 185 eventi, Basilicata con 4.594 ettari in 62 eventi. Ci sono poi il Lazio con 4.393 ettari in 133 eventi e Sardegna con 3.752 ettari in 57 eventi. A livello provinciale, le province più colpite, sono quelle siciliane di Agrigento (17.481 ha brucati), Caltanissetta (11.592 ha), Trapani (7.148 ha), seguite da Cosenza (6.720 ha) e Foggia (4.9739 ha). All’impennata degli incendi, si affianca l’accelerata della crisi climatica che contribuisce a rendere le foreste più fragili e vulnerabili con eventi meteo estremi sempre più intensi, ondate di siccità, e un’estate 2025 che per l’Italia, secondo Copernicus, è stata la quinta più calda registrata dal 1950 ed è stata segnata da un’anomalia termica di +1,62°C. Preoccupa anche la proliferazione del bostrico, un piccolo coleottero che negli ultimi anni è uno dei principali responsabili dei gravi danni alle foreste alpine già devastate dalla tempesta Vaia e causando il disseccamento e la morte di molti abeti rossi. Ingenti anche i danni economici. In Trentino, ad esempio, i danni attribuibili al bostrico nel periodo 2019-1°giugno 2024 sono ammontati a circa 2,7 milioni di metri cubi di legname (Fonte Provincia di Trento). L’altro alert è che l’Italia sta così perdendo, a causa di incendi, crisi climatica e insetti parassiti, dei preziosi alleati nella mitigazione dei cambiamenti climatici essendo le foreste pozzi naturali di assorbimento e stoccaggio di anidride carbonica (CO2). Quelle italiane riescono ad accumulare ben 1,24 Gt miliardi di tonnellate di carbonio organico, ma per adempiere a questa funzione devono rimanere efficienti e in buona salute.

RITARDI – Una fotografia preoccupante a cui si aggiungono anche i ritardi ormai cronici della Penisola nella gestione forestale sostenibile. In Italia appena il 18% delle foreste ha un piano di gestione forestale vigente, ed è appena del 10% la percentuale delle foreste certificate con un incremento di 107mila nuovi ettari nel 2024 (ossia appena dell’1%), la manifattura nazionale del legno arredo dipende dall’estero per l’approvvigionamento di materia prima dato che l’Italia importa circa l’80% del nostro fabbisogno. Inoltre, la Penisola è in forte ritardo nel contrastare la crisi climatica visto che mancano all’appello i Piani forestali di indirizzo territoriale (PFIT) con effetti anche di mitigazione e adattamento al clima degli ecosistemi forestali su scala locale; così come nella lotta al contrasto alla deforestazione e al degrado forestale a livello globale non è riuscita a dare sino ad ora un segnale forte nel chiedere di velocizzare l’attuazione del regolamento EUDR, approvato nel 2023, e prorogato di 12 mesi dall’Ue a cui si potrebbe aggiungere un ulteriore rinvio. Tra i pochi passi avanti compiuti dal Paese, bene, invece, l’approvazione delle linee guida per l’attuazione del ‘Registro pubblico sui crediti di carbonio generati su base volontaria dal settore agricolo e forestale’ che prevede regole per certificare i progetti di assorbimento di CO2, e la nascita della Rete nazionale dei primi 60 Boschi Vetusti che tutelano la biodiversità forestale. Una cosa, però, è certa, denuncia Legambiente, l’Italia ad oggi paga lo scotto di sottovalutare il suo patrimonio forestale fondamentale per raggiungere gli obiettivi della transizione ecologica e attuare il Clean Industrial Deal made in Italy.

UN CAPITALE VERDE SPESSO DIMENTICATO – Secondo i dati Eurostat, la superficie forestale italiana supera i 10 milioni di ettari, pari a circa il 38% del territorio nazionale e l’Italia è tra i paesi europei con la maggiore crescita della superficie boschiva. Non va dimenticato che le foreste italiane sono tra le più diversificate d’Europa, con circa il 45% dei popolamenti arborei composto da 4-5 specie differenti e una ricca biodiversità. Esempi emblematici di questa ricchezza sono le leccete (Quercus ilex) sempreverdi e le faggete (Fagus sylvatica) di latifoglie, presenti su Alpi e Appennini, fino ai boschi di abete bianco. Per questo secondo Legambiente è fondamentale che l’Italia punti davvero su una Gestione Forestale Sostenibile (GFS) tenendo conto anche del ruolo multifunzionale e bioeconomico delle foreste, come chiesto dall’Europa. Ad esempio, la filiera italiana del legno – arredo, composta da 71.500 imprese e 307.000 addetti, esprime un saldo commerciale attivo pari a 7,6 miliardi di euro, confermando la sua vocazione all’export e la competitività sui mercati internazionali. 10 PROPOSTE AL GOVERNO – Dall’VIII Forum Foreste Legambiente chiede al Governo Meloni più azioni concrete per colmare i ritardi e raggiungere gli obiettivi europei 2030 su foreste, clima e biodiversità. Dieci le proposte che avanza e basate su tre caposaldi: 1) la lotta alla crisi climatica; 2) il contrasto e la prevenzione agli incendi attraverso una governance dei rischi appropriata, un’adeguata gestione e attività di pianificazione del paesaggio forestale; 3) la piena applicazione della Strategia Nazionale sulla Gestione Forestale. In particolare, è necessario da un lato tutelare di più foreste e biodiversità, istituire nuove aree protette e creare più foreste urbane, prevedere un sistema di prevenzione multirischio, migliorare la pianificazione forestale, ma anche la conoscenza e il monitoraggio degli ecosistemi forestali creando la Lista rossa delle specie forestali a rischio, Piani d’Azione per la tutela delle specie forestali e Piani di gestione per le specie a rischio, che ad oggi ancora mancano. Dall’altra parte occorre promuovere il Made in Italy anche nel settore forestale per garantire un migliore utilizzo delle risorse locali e più qualità nell’approvvigionamento delle filiere forestali (wood security), valorizzare il riuso dei materiali e la sostituzione di quelli tradizionali e più inquinanti con materiale rinnovabile, contrastare il commercio illegale e la deforestazione.

‘Il settore forestale – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – è fondamentale per la transizione ecologica e la crescita della bioeconomia circolare, perché le foreste forniscono materia prima rinnovabile e offrono opportunità di sviluppo per i bio-prodotti più adatti a ridurre la dipendenza dai materiali e combustibili di origine fossile. L’Italia, paese ricco di foreste, deve recuperare i troppi ritardi accumulati sino ad oggi. Per fare ciò, serve una maggiore coerenza e integrazione tra le politiche nazionali, regionali con le strategie comunitarie e globali; ma anche un cambio di passo delle Regioni nell’attuazione delle politiche territoriali, e per questa ragione nei primi mesi del 2026 organizzeremo Foreste in Tour con una serie di tappe organizzate in alcune Regioni. Inoltre, occorre destinare risorse ordinarie adeguate al settore forestale, includendo anche per la messa a dimora di alberi in aree urbane, e prevedere agevolazioni per imprese che investono in green jobs’.

‘I ritardi nella gestione forestale sostenibile – aggiunge Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente – la mancata pianificazione e lo scarso livello di certificazione, l’illegalità riscontrata nella filiera legno-energia e la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento che rischia di aggravare la deforestazione globale, rappresentano per l’Italia un ostacolo significativo al raggiungimento degli obiettivi 2030 su clima e biodiversità e all’efficace contrasto della deforestazione mondiale. L’Italia può raggiungere i target 2030 previsti, solo se farà crescere la quantità di boschi con popolamenti maturi e senescenti (foreste primarie o vetuste), se tutelerà il 30% del territorio e se destinerà a riserva integrale il 10% delle foreste per realizzare hot-spot di biodiversità forestale. È, inoltre, importare che il nostro Paese applichi, senza ulteriori rinvii, il regolamento europeo EUDR e utilizzi con intelligenza le opportunità della legge europea sul ripristino della natura. Un appello che lanciamo anche in vista della trentesima edizione della Festa dell’Albero, che il 21 novembre vedrà migliaia di cittadini e volontari di Legambiente mettere a dimora alberi per lanciare un messaggio di speranza e futuro’.

DEFORESTAZIONE – la deforestazione a livello globale avanza, anche se a un ritmo più lento. Secondo l’ultimo report della FAO negli ultimi cinque anni, il tasso annuale di deforestazione, cioè di cambio permanente dell’uso del suolo, è stato stimato in 10 milioni di ettari, in calo rispetto ai 12 milioni di ettari del 2010-2015. Agricoltura e allevamento intensivi rappresentano la causa principale della deforestazione, seguiti dall’eccessivo sfruttamento delle risorse e dall’espansione urbana incontrollata. Legambiente ricorda che l’Unione Europea è tra i maggiori utilizzatori di materie di origine forestale: solo Italia, Germania, Francia e Olanda importano oltre il 50% dei prodotti forestali che entrano in Europa e questo deve comportare una maggiore responsabilità nell’approvvigionamento legale e nell’uso sostenibile delle risorse naturali a scala globale. Il tema della deforestazione e il degrado forestale a livello globale devono essere affrontati con serietà, a partire dall’Italia, per impedire l’ingresso sul mercato europeo di prodotti e materie prime (legno, bovini, soia, gomma, palma da olio, cacao e caffè) illegali. Ad oggi si stima che il 10-30% del legname estratto annualmente dalle foreste del mondo è illegale. Il commercio del legname illegale genera un valore economico stimato in circa 100 miliardi di euro e finanzia il più redditizio dei crimini legati alle risorse naturali.

Furti a casa in aumento, Roma in controtendenza

Roma, 29 ott. (askanews) – I furti negli appartamenti sono tra i crimini più diffusi che affliggono gli italiani. Secondo il quarto rapporto dell’Osservatorio Censis-Verisure sulla Sicurezza della casa, realizzato con il contributo del Servizio analisi criminale del ministero dell’Interno, sono stati denunciati 155.590 furti in abitazione, con un incremento del 5,4% rispetto al 2023. Per Roma, però, c’è una buona notizia: nell’area della Città metropolitana i furti in abitazione nel 2024 sono diminuiti del 6,9% rispetto all’anno precedente e, la città di Roma registra una riduzione ancora più marcata: -8,8%. Nella classifica nazionale per incidenza ogni 100mila abitanti, la Capitale con il suo ampio hinterland si colloca al 41esimo posto, con 296,7 furti ogni 100mila abitanti. Anche il Comune di Roma si colloca al di fuori della top ten dell’incidenza dei furti calcolata sui 100mila abitanti: al primo posto troviamo Pisa con 544,2 furti in appartamento ogni 100mila abitanti, seguita da Como e Monza e la Brianza. Poi quinta Firenze, dodicesima Venezia, tredicesima Bologna, 38esima Parma e 41esima Roma. Milano si colloca, invece, al 41esimo ppsto.

Cosa sta succedendo a Rio de Janeiro

Roma, 29 ott. (askanews) – E’ aumentato a oltre 130 morti il bilancio della mega-operazione delle forze di sicurezza scattata ieri a Rio de Janeiro contro il gruppo criminale del “Comando Vermelho”, il secondo più potente del Brasile. Lo riporta Cnn Brasil citando l’Ufficio del Difensore d’ufficio della città. Finora il bilancio ufficiale del governo parlava di 64 morti. Tra le vittime si contano anche quattro agenti di polizia.

Dell’ulteriore aggravamento del bilancio delle vittime si è avuto contezza nelle prime ore del mattino, quando oltre 60 corpi sono stati disposti in fila in piazza São Lucas, nel Complesso Penha, zona nord di Rio, dagli abitanti usciti alla ricerca dei loro familiari scomparsi. I cadaveri sono stati rimossi in una vicina zona boscosa, dove si sono verificati gli scontri più violenti tra polizia e narcotrafficanti. E’ tutt’ora in corso l’identificazione dei corpi da parte dei familiari, che in silenzio spettrale – scrive O Globo, il principale quotidiano della città – sollevano le lenzuola e le coperte che coprono i cadaveri.

Si è trattato della più sanguinosa operazione di polizia mai avvenuta nella storia della città. Nella mega-operazione, che si è concentrata nei Complessi di favelas di Penha e Alemão, sono stati impiegati 2.500 agenti, accolti con uno sbarramento di fuoco dai membri del Comando Vermelho, che hanno persino lanciato contro gli agenti granate dai droni. L’operazione ha portato all’arresto di 81 persone. Nelle ore successive all’operazione, secondo la Cnn, i criminali hanno poi eretto barricate in alcune località, incendiando autobus e alcune auto, impedendo così il passaggio dei mezzi di soccorso.

Il Comando Vermelho è un gruppo criminale coinvolto nel traffico di droga e armi. Fondato nel 1979 in una prigione di Rio, negli ultimi anni si è espanso in altri stati. In Brasile, è secondo solo al Primeiro Comando da Capital (PCC), con sede a San Paolo e suo più acerrimo rivale, aggiunge El Pais.

L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Volker Türk ha espresso in un post sui social il suo “orrore” per quanto avvenuto: “Ricordiamo alle autorità i loro obblighi ai sensi del diritto internazionale e sollecitiamo che vengano condotte indagini tempestive ed efficaci”.

Usa, Nvidia prima a taglia il traguardo dei 5.000 mld di dollari

New York, 29 ott. (askanews) – Il gigante dei chip Nvidia ha raggiunto mercoledì la storica capitalizzazione di mercato di 5.000 miliardi di dollari, mentre la serie di accordi dell’Amministratore Delegato Jensen Huang catapulta la frenesia dell’intelligenza artificiale a nuovi livelli.

Le azioni hanno registrato un rialzo del 5,2%, raggiungendo i 211,47 dollari alle 9:36 ora di New York, spingendo Nvidia a superare questo traguardo. Sono passati solo quattro mesi da quando l’azienda ha superato la soglia dei 4.000 miliardi di dollari, e oggi il rally ha accelerato dopo che Huang ha stretto nuovi accordi per la fornitura di chip ad aziende come Nokia Oyj, Samsung Electronics Co. e Hyundai Motor Group.

Geppi Cucciari, Alissa Jung tra i big a Italian Film Festival Berlin

Roma, 29 ott. (askanews) – Il cinema e la cultura italiani tornano protagonisti nella capitale tedesca con la dodicesima edizione dell’Italian Film Festival Berlin.

L’appuntamento è dall’11 al 16 novembre 2025 nella tradizionale sede del Kino in der Kulturbrauerei di Prenzlauer Berg che ospiterà il programma cinematografico, domenica 16 novembre per l’evento speciale di chiusura dedicato a Mattia Torre e il 16 dicembre 2025 al Columbia Theater per il concerto di Brunori Sas.

Si parte martedì 11 novembre (alle 19.45) con Alissa Jung che sarà all’Italian Film Festival per presentare – insieme alla giovane Juli Grabenhenrich, co-protagonista dell’opera insieme a Luca Marinelli – il suo esordio alla regia “Paternal leave”.

Mercoledì 12 novembre (alle 19.45) appuntamento con un’altra opera prima: il regista Mimmo Verdesca accompagnerà in sala la proiezione di “Per il mio bene”.

Giovedì 13 novembre in calendario un doppio appuntamento: La città proibita di Gabriele Mainetti (alle 17.15) mentre l’atteso ospite della proiezione serale (alle 19.45) sarà l’attore tedesco Tom Wlaschiha che presenterà al pubblico del Kino der Kulturbrauerei “Come ti muovi, sbagli” di Gianni Di Gregorio che lo ha visto tra gli interpreti protagonisti.

Venerdì 14 novembre in calendario due dei titoli più importanti dell’ultima stagione cinematografica italiana. Alle 17.15 “L’abbaglio” di Roberto Andò, tornato a dirigere – dopo “La stranezza” – Toni Servillo, Salvo Ficarra e Valentino Picone in un film che rilegge il Risorgimento mescolando storia, dramma e commedia. Chiusura serale (alle 19.45) con Geppi Cucciari che presenterà al pubblico del festival “Diamanti” di Ferzan Ozpetek – film corale, “omaggio alle donne nel e del cinema” e tra i maggiori successi al box office italiano nel 2025 – del quale è stata tra le interpreti protagoniste.

Il programma cinematografico si concluderà sabato 15 novembre.

Apertura con “Nonostante”, opera seconda di Valerio Mastandrea (alle 15.30) interpretata dallo stesso regista, Dolores Fonzi, Laura Morante, Lino Musella, Giorgio Montanini e Barbara Ronchi.

Proiezione speciale di chiusura (alle 19.45) di “Familia” di Francesco Costabile – film italiano candidato agli Oscar 2026 – che sarà presentato al pubblico dalla protagonista femminile Barbara Ronchi.

Gli spettatori del festival saranno chiamati anche quest’anno ad assegnare – sulla base dei voti espressi al termine delle proiezioni – il Premio del pubblico Italian Screens.

Il film vincitore sarà annunciato domenica 16 novembre nel corso dell’evento speciale di chiusura del festival, dedicato a Mattia Torre e del quale sarà protagonista Geppi Cucciari.

Nel corso dell’incontro che si terrà alle 16.30 (ingresso libero fino a esaurimento posti con prenotazione al link omaggio-mattia-torre.eventbrite.it) presso l’Istituto Italiano di Cultura, sarà ricordata la figura dell’autore, regista e sceneggiatore scomparso nel 2019 e letti suoi testi e alcuni dei monologhi finalisti della prima edizione del Premio a lui dedicato che si è concluso il 4 ottobre scorso al Teatro dell’Unione di Viterbo.

“Italian Screens conferma la sua presenza per il terzo anno consecutivo all’Italian Film Festival Berlin. La sinergia tra istituzioni ed eventi di qualità è la condizione essenziale per costruire un dialogo culturale duraturo e strategico. Sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dalla Direzione Generale per il Cinema e l’Audiovisivo del Ministero della Cultura, l’iniziativa mira a presentare all’estero il meglio del cinema italiano contemporaneo, rafforzare la distribuzione delle nostre opere cinematografiche, favorire collaborazioni e valorizzare la qualità professionale del nostro settore”, ha commentato Roberto Stabile, ideatore dell’iniziativa e responsabile per l’internazionalizzazione di Cinecittà.

Tra le novità della dodicesima edizione una nuova sezione educativa – nata grazie alla sinergia tra Ambasciata e Italian Film Festival con il contributo del Maeci – che nasce con l’obiettivo di diffondere la cultura cinematografica italiana tra le nuove generazioni e promuovere la conoscenza della lingua italiana nelle scuole di Berlino.

Il progetto – che coinvolge scuole primarie e secondarie della capitale tedesca – prevede due proiezioni al Kino in der Kulturbrauerei (“Mary e lo spirito di mezzanotte” di Enzo d’Alò e “Tutta colpa del Rock” di Andrea Jublin) oltre a una serie di attività didattiche all’interno delle scuole.

L’Italian Film Festival Berlin, come ormai tradizione, anche nel 2025 proporrà nel suo programma il concerto di un artista italiano, organizzato in collaborazione con BIS! (Berlin Italian Shows). L’appuntamento è per martedì 16 dicembre al Columbia Theater con la tappa berlinese del tour europeo di Brunori Sas.

I biglietti per le proiezioni e gli incontri del festival possono essere acquistati in prevendita on line sul sito dell’evento (www.italianfilmfestivalberlin.com/tickets2025) o direttamente alla cassa del Kino in der Kulturbrauerei a partire da venerdì 24 ottobre 2025.

I biglietti del concerto di Brunori Sas sono disponibili sul sito dice.fm.

L’Italian Film Festival Berlin è organizzato dal Tuscia Film Fest con il supporto della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, di Cinecittà, della Fondazione Roma Lazio Film Commission, dell’Ambasciata d’Italia in Germania, dell’Istituto Italiano di Cultura di Berlino e di Confartigianato Imprese di Viterbo.

Per maggiori info: www.italianfilmfestivalberlin.com

Zelensky: i russi hanno colpito un ospedale pediatrico a Kherson

Roma, 29 ott. (askanews) – “Questa mattina, l’esercito russo ha colpito un ospedale pediatrico a Kherson. Non potevano ignorare dove stavano colpendo. Si è trattato di un attacco deliberato da parte russa, specificamente contro i bambini, contro il personale medico, contro le garanzie basilari di vita nella comunità. L’ospedale ha subito gravi danni e, purtroppo, ci sono feriti sia tra il personale che tra i bambini ricoverati. Il bambino più piccolo ferito ha otto anni: lui stesso è rimasto ferito, così come sua madre e suo fratello. Al momento dell’attacco, circa un centinaio di persone si trovavano all’interno dell’ospedale. E la Russia non si vergogna nemmeno di considerare tali strutture come obiettivi”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Separazione carriere, La Russa: referendum? Non sarà sul Governo

Roma, 29 ott. (askanews) – Cosa si attende il presidente del Senato, Ignazio La Russa, dal referendum sulla riforma costituzionale della giustizia? “Non tocca a me dirlo ma io leggo i sondaggi”, ha commentato con un sorriso, rispondendo fuori da palazzo Madama alle domande dei cronisti.

“L’unica cosa che posso dire – ha aggiunto – è che la Meloni, per quanto ne so io, è assolutamente contraria a legare il proprio consenso a un qualsivoglia referendum. Il referendum sarà sulla materia del referendum, non è un referendum né sul Governo né sulla magistratura. È sulla materia che viene sottoposta al giudizio degli elettori”.

Il Governo va avanti lo stesso? “Ma certo”, ha tagliato corto La Russa.

Putin: la Russia ha testato con successo il drone nucleare sottomarino "Poseidon"

Roma, 29 ott. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato oggi che il test del veicolo sottomarino senza pilota Poseidon a propulsione nucleare, effettuato il 28 ottobre, è stato un “enorme successo”.

“Ieri abbiamo condotto un altro test di un altro sistema promettente: il veicolo sottomarino senza pilota Poseidon, anch’esso dotato di un impianto di energia nucleare… Si tratta di un enorme successo”, ha affermato Putin durante un incontro all’ospedale militare P.V. Mandryka di Mosca.

“In termini di velocità e profondità di movimento di questo veicolo senza pilota, non ci sono analoghi al mondo, ed è improbabile che appaia nel prossimo futuro. Non ci sono metodi di intercettazione”, ha osservato Putin.

Lucca Comics, Giuli: fumetto a tutti gli effetti arte contemporanea

Lucca, 29 ott. (askanews) – “Il fumetto a tutti gli effetti arte contemporanea ed essenziale nell’educazione sentimentale di generazioni”, lo ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli, intervenuto alla cerimonia di inaugurazione di Lucca Comics & Games 2025.

Mattarella a Firenze, omaggio all’amico Spadolini a 100 anni dalla nascita

Firenze, 29 ott. (askanews) – In occasione del centenario della nascita di Giovanni Spadolini, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha effettuato oggi una visita in forma privata alla Casa dei libri e alla Biblioteca dello statista fiorentino, a Pian dei Giullari. Mattarella, dalla sede della Fondazione che ospita la biblioteca, si è poi recato nella vicina Villa, sempre della Fondazione, dove è rimasto anche per pranzo.

L’omaggio del presidente alla memoria dell’amico scomparso avviene in occasione del centenario della nascita del Professore, al quale il Capo dello Stato è stato legato da una solida amicizia maturata negli anni in cui Spadolini presiedeva il Senato e Mattarella era capogruppo della Democrazia Cristiana a Palazzo Madama.

Il Presidente ha dapprima visitato gli spazi della Biblioteca, dove è raccolta e messa a disposizione dei giovani e degli studiosi di tutto il mondo una parte dell’immenso patrimonio librario creato da Spadolini lungo l’intero arco della sua vita e arricchito nel corso degli anni da innumerevoli donazioni private. Nella Sala Spadolini della Biblioteca, dove la Fondazione organizza ed ospita numerosi eventi di carattere culturale, Cosimo Ceccuti – presidente della Fondazione stessa – ha omaggiato Sergio Mattarella con un cofanetto contenente l’edizione speciale rilegata in pelle del libro “Gli uomini che fecero l’Italia”, tra le opere più note firmate da Giovanni Spadolini.

La visita è quindi proseguita presso la sede della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, sempre in Via del Pian dei Giullari, meglio nota come “Il Tondo dei cipressi”, dove il Presidente ha potuto accedere alle stanze dell’abitazione privata del Senatore, che custodisce i cimeli storici risorgimentali, la pinacoteca e l’altra parte dei volumi raccolti dal Professore. Al termine del percorso, Mattarella si è fermato a pranzo in Villa, in un clima colloquiale e amichevole. È la prima volta, dai tempi in cui Spadolini abitava ancora la sua dimora, che un Capo dello Stato consuma il suo pasto nella sala da pranzo di Giovanni Spadolini.

La visita di oggi ha rappresentato un segno di attenzione istituzionale e civile verso il lascito culturale di Giovanni Spadolini, sottolineandone il ruolo di riferimento tutt’ora attuale per la comunità degli studiosi e per le nuove generazioni.

Tennis, Alcaraz battuto se la prende con il campo di Parigi

Roma, 29 ott. (askanews) – Carlos Alcaraz non ha nascosto la frustrazione dopo la sconfitta al primo turno contro Cameron Norrie nel nuovo Masters 1000 di Parigi, disputato nella rinnovata Defense Arena di Nanterre. Lo spagnolo ha puntato il dito contro il campo e le sue caratteristiche, affermando che è «come giocare sulla terra», con scarsa risposta e condizioni troppo lente rispetto a quelle attese.

L’idea di fondo era chiara: trasferire a Nanterre un’impronta diversa rispetto alla velocità sprigionata negli anni a Bercy. L’intento, secondo gli organizzatori, era quello di allineare maggiormente il campo alle condizioni delle Finals di Torino. Ma la realtà si è dimostrata ben al di sotto delle aspettative. Su questo terreno, Alcaraz sostiene di non avvertire il contatto con la palla, finendo per “salvare solo il servizio”.

Il Court Pace Index misurato sul campo centrale ha toccato quota 35,1 — un valore particolarmente basso se posto a confronto con i 46,6 registrati l’anno scorso a Bercy, cifra che definiva il campo come uno dei più veloci degli ultimi cinque anni.

Alcaraz non è la sola voce contraria. Alexander Bublik si è detto convinto che si tratti del campo indoor più lento su cui abbia mai giocato. Anche Alexander Zverev ha criticato l’atmosfera: «Si sente troppo il rumore dagli altri campi, dagli altoparlanti… c’è più confusione».

Le lamentele riguardano più livelli: la scarsa scorrevolezza, l’assenza di risposta adeguata della superficie, la difficoltà nello sviluppare il gioco e un rumore di fondo che, secondo alcuni, interferisce con la concentrazione.

Il rimpianto più evidente è che, su una superficie così lenta, per un talento come Alcaraz diventa complicato esprimersi con pienezza. Scambi lunghi, poco sostegno della palla e una “neutralizzazione” del suo stile aggressivo: sono queste, secondo l’iberico, le condizioni peggiori in cui potesse capitare di giocare.

Ma dietro le bordate c’è anche un monito implicito: se un campo di élite non offre condizioni all’altezza, il fascino del torneo e la credibilità tecnica rischiano di risentirne. Per il nuovo corso del Masters parigino servirà più che un’estetica architettonica: serve sostanza sul campo.