di Roberto Galullo
L’inconciliabilità ribadita dalla Chiesa
La massoneria non perde occasione per alimentare le speranze di un dialogo con la Chiesa. I funerali vietati nel bel mezzo dell’estate a due fratelli affiliati al Grande Oriente d’Italia (Goi), hanno riacceso chat, social e canali rigorosamente anonimi della libera muratoria, che trasudano messaggi di stupore di fronte alla rinnovata inconciliabilità assoluta tra fede cattolica e giuramento massonico.
Antonio Seminario, per ora Gran Maestro del Goi, il 9 agosto ha affidato al Secolo XIX pensieri in libertà che si concludono con una domanda degna di Gigi Marzullo: «Quando difendiamo le nostre appartenenze, siamo ancora noi a possederle, oppure sono le nostre appartenenze a possedere noi?».
È un esercizio retorico ricordare che Carol Wojtyla approvò la “Declaratio de associationibus massonicis” emanata dalla Congregazione Vaticana per la dottrina della fede il 26 novembre 1983, presieduta dall’allora prefetto cardinale Joseph Ratzinger, diventato poi Papa Benedetto XVI.
La terza enciclica di Papa Francesco del 3 marzo 2020 – “Fratelli Tutti – Sulla fraternità e l’amicizia sociale”, il cui titoletto della sottosezione tra i paragrafi 102 e 103 era il motto della Rivoluzione francese massonica del 1789 “libertà, uguaglianza, fraternità”, venne letta come una subliminale apertura al dialogo da parte della massoneria. Il Goi, morto il Papa argentino, lo ricorderà come «l’Uomo aperto alle domande» (qualunque cosa voglia dire).
Ebbene, quando esplose una grana nelle Filippine, che assiste ad un continuo aumento dei fedeli iscritti alla massoneria, Papa Francesco intervenne senza indugio. La risposta del Dicastero per la Dottrina della Fede, approvata dal Papa il 13 novembre 2023 e firmata dal prefetto Victor Fernandéz, ribadì l’inconciliabilità tra l’adesione alle logge e la fede cattolica.
Da Leone XIII a Leone XIV
Non è un esercizio retorico, invece – visto che il nome in linea di continuità scelto da Robert Prevost – ricordare che Papa Leone XIII, nella lettera enciclica “Humanum genus – Condanna del relativismo filosofico e morale della massoneria”, emanata il 20 aprile 1884, «lamentando ancora una volta la fine del potere temporale, ne attribuiva la colpa principalmente alla setta massonica, accusata di ogni nefandezza (specialmente di colore politico)».
Papa Leone XIII divideva il genere umano nel Regno di Dio sulla terra (la vera Chiesa di Gesù Cristo) e il Regno di Satana, simili a due città che con leggi opposte vanno incontro a opposti fini, così come descrisse Sant’Agostino (De Civitate Dei, libro. XIV, c. 17). E così sia.
Il nuovo fronte africano
Se in Italia, in Europa e negli Usa la ricerca del dialogo da parte della massoneria è dovuto anche alla carenza di “vocazioni” (il numero di massoni in Italia è, al massimo, stabile e nel Regno Unito e negli Usa è in costante calo), che potrebbero trovare un’insperata boccata di ossigeno nelle eventuali aperture della Chiesa, altrove è esattamente il contrario.
Il 28 marzo 2026 l’Annuario Pontificio e l’Annuarium Statisticum Ecclesiae, hanno scattato l’ultima fotografia sulla vita della Chiesa Cattolica nel mondo per il 2025. Crescono meno della popolazione i cattolici in America ed in Asia mentre il contrario si verifica in Oceania, dove la crescita dei cattolici appare importante (+2,1%). Nel continente africano, con una dinamica evolutiva quasi cinque volte quella dei paesi asiatici (pari a 2,7% e superiore a quella demografica) il numero dei cattolici passa da poco più di 281 milioni nel 2023 agli oltre 288 milioni nel 2024.
Proprio l’Africa – dove cresce non solo la religione cattolica ma anche il peso politico, economico e sociale della massoneria a trazione anglosassone e francese – è il fronte che potrebbe spingere sulla necessità del dialogo, raccogliendo gli spunti dei pontieri vaticani. Veri o presunti.
I pontieri e le condizioni del confronto
Come Monsignor Antonio Staglianò, Presidente della Pontificia Accademia di Teologia e il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente emerito del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, adulati dai liberi muratori a far data 16 febbraio 2024, allorquando si svolse il seminario su “Chiesa cattolica e massoneria” svolto nella sede della Fondazione culturale dell’Ambrosianum di Milano.
Coccopalmerio lanciò la proposta di un tavolo permanente bilaterale ma quell’incontro sollevò un vespaio alla luce delle parole dell’allora Gran Maestro del Goi Stefano Bisi, che disse: «Il mio augurio – è anche una speranza – è che un giorno un Papa e un Gran Maestro possano incontrarsi e fare un pezzo di strada insieme, alla luce del sole. Mi viene da dire alla luce del Grande architetto dell’universo».
Dialogo ma nella Verità di Cristo
Il 6 marzo 2024 Monsignor Staglianò intervenne sul quotidiano “L’Avvenire”, che titolò: «Cattolici e massoni, un dialogo a precise (e strette) condizioni». «La luce del Grande Architetto – scrisse Staglianò – è però fioca: un lucignolo fumigante, con cui “camminare insieme” nel Metaverso di Zuckerberg, creandosi un Avatar-Pontefice, manipolabile da remoto (…) Il Grande Architetto ha progettato un universo in espansione buio e freddo (…) Con un Papa si può, invece, camminare alla luce luminosa del Sole di Dio-agàpe, solo e sempre amore, in Gesù crocifisso e risorto».
Il dialogo, rimarcò Staglianò, deve avvenire «nello splendore della Verità di Cristo, la cui luce si espande nell’Universo cosmico e nelle profondità del microcosmo dell’abisso umano, dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo».
Amen. Per ora.
