Home GiornaleColombia svolta a destra: chi è il neopresidente che piace a Trump

Colombia svolta a destra: chi è il neopresidente che piace a Trump

L’avvocato soprannominato “El Tigre” conquista la Casa de Nariño dopo una campagna all’insegna della sicurezza, del liberismo economico e del riavvicinamento a Washington. Per la Colombia si apre una fase politica del tutto nuova.

Una vittoria sul filo dei voti

La Colombia, domenuca scorsa, ha scelto di voltare pagina. Al termine di un ballottaggio combattutissimo, Abelardo de la Espriella ha prevalso sul candidato della sinistra Iván Cepeda, raccogliendo poco meno del 50% dei suffragi e interrompendo l’esperienza politica inaugurata nel 2022 da Gustavo Petro, primo presidente progressista della storia del Paese. Il margine è stato ristretto, ma sufficiente a consegnare al quarantasettenne avvocato colombiano la guida della quarta economia dell’America Latina. 

L’esito del voto è stato salutato con entusiasmo da Donald Trump, che ha definito de la Espriella “il nuovo presidente della Colombia” e ha rivendicato apertamente il proprio sostegno alla sua candidatura, presentandolo come un interlocutore privilegiato degli Stati Uniti.

Chi è “El Tigre”

Avvocato di successo, imprenditore e personaggio mediatico, de la Espriella era noto in Colombia ben prima dell’ingresso in politica. Nato a Bogotá nel 1978, ha costruito la propria notorietà come legale di figure controverse e come commentatore politico dai toni spesso provocatori. Nel 2025 ha fondato il movimento “Difensori della Patria”, presentandosi come outsider deciso a rompere con le élite tradizionali. 

I suoi sostenitori lo descrivono come un uomo forte capace di ristabilire ordine e autorità. I critici, invece, vedono in lui una figura populista ispirata ai modelli di Donald Trump e del presidente salvadoregno Nayib Bukele. 

Sicurezza, Stato leggero e sviluppo energetico

Il programma del nuovo presidente si fonda su alcuni punti chiave. Innanzitutto la sicurezza: de la Espriella promette una lotta senza quartiere ai cartelli della droga e ai gruppi armati, la costruzione di grandi complessi carcerari e la fine dei negoziati con le organizzazioni criminali. Ha inoltre proposto operazioni più aggressive contro le coltivazioni di coca e contro le reti del narcotraffico. 

Sul piano economico, il presidente eletto punta a una drastica riduzione del peso dello Stato, annunciando l’obiettivo di tagliare fino al 40% dell’apparato pubblico. Propone un’economia più aperta agli investimenti privati, minori vincoli per le imprese, una base fiscale più ampia e un rilancio delle attività energetiche tradizionali, compreso lo sfruttamento petrolifero e il fracking. 

Il ritorno dell’asse con Washington

La vittoria di de la Espriella segna anche una svolta geopolitica. Dopo gli anni di Petro, caratterizzati da rapporti spesso complessi con Washington, Bogotá sembra orientata a riallinearsi alle priorità strategiche statunitensi, soprattutto sul contrasto al narcotraffico, sulla sicurezza regionale e sul controllo dei flussi migratori. 

Per Trump, il nuovo presidente colombiano rappresenta un alleato naturale nel continente. Per la Colombia, invece, si apre una stagione che promette cambiamenti profondi e che sarà osservata con attenzione tanto dai mercati quanto dagli organismi internazionali. Il successo di “El Tigre” conferma inoltre una tendenza ormai evidente in America Latina: la crescita di leadership conservatrici che fanno della sicurezza, dell’identità nazionale e della critica alle élite il proprio principale messaggio politico.