Intellettuali allo scontro
Una certa animazione al Premio Strega. Come è noto il finalista Michele Mari con il suo “Convitati di pietra” sembra abbia avuto infelici commenti verso Michela Murgia. Par che abbia detto che “era intransigente e violenta perché era brutta. E sfogava così la sua rabbia. Tutte le donne insoddisfatte che non piacciono diventano rabbiose”. Sono seguite poi le smentite e le scuse all’altra concorrente Teresa Ciabatti in lizza con il suo “Donnaregina” che, all’udir tali parole, ha sensibilmente preso le difese della sua amica Murgia. La riflessione di Mari era corsa con Elena Rui anche lei candidata con il suo “Vedove di Camus”. Nel battibecco che ne è venuto fuori è parso che gli intellettuali sono rimasti vedovi di compostezza e misura.
Il peso degli assenti presenti
Va ricordato che in una celebre opera di Mozart il convitato di pietra è il personaggio del Commendatore che viene ucciso da Don Giovanni. La vittima tornerà in forma di statua per punire il suo assassino rappresentando la giustizia divina. Non sarà questo il caso perché la Murgia ha già trovato la sua soddisfazione dopo tutto il Cancan che ha fatto seguito all’improvvido pensiero di Mari che ha scatenato mari agitati. Giustamente per la Ciabatti che avrebbe forse voluto tirare una ciabattata al protagonista della faccenda essendo per lei probabilmente tutte le donne regine e mai tacciabili di scarso appeal.
Michela Murgia, una donna tosta
Può darsi che la Murgia comunque non avrebbe avuto bisogno di particolari protezioni essendo stata attrezzata in vita per le sue qualità a cavarsela egregiamente da sola. Pare che Murgia etimologicamente indichi una pietra sporgente ed aguzza capace di lasciare il segno e nel contempo di resistere agli assalti di chi voglia scalfirla. Nata a Cabras e non nelle murge in terra pugliese ha costretto Mari ad un volo cabrato per rimediare ad una uscita improvvida che però non deve muovere scandalo eccessivo. Nel frasario comune spesso si dice che le donne scarsamente avvenenti sono aggressive al pari dei cani di piccola taglia che spesso e volentieri abbaiano in modo molesto. Parimenti si dice che le donne belle sono altezzose o che “se la tirano”.
La pace in pentola
Per dirla tutta sul “van” che aveva a bordo gli scrittori che si scambiavano colorite opinioni sembra ci fosse anche Matteo Nucci con il suo “Platone. Una storia d’amore”. Nella faccenda non si sarebbe trattato proprio d’amore liricamente inteso ma va bene lo stesso. Per dirimere il dissidio nel gioco del caso e delle parole la Fondazione Bellonci, che organizza il Premio Strega, ha biasimato ogni eventuale denigrazione che possa ledere la dignità di ogni persona. La Bellonci si è pronunciata a tutela della bellezza che ciascuno possiede, nessuno insomma è una strega. Così “van” tutti.
