Home GiornaleDanimarca, Frederiksen resta al potere: decisivo il ritorno del centro

Danimarca, Frederiksen resta al potere: decisivo il ritorno del centro

La premier socialdemocratica ottiene il terzo mandato grazie all’intesa con i moderati di Lars Løkke Rasmussen. La nuova maggioranza punta su difesa europea, Groenlandia e stabilità.

Un terzo mandato dopo settimane di stallo

Mette Frederiksen resterà alla guida della Danimarca. Dopo oltre due mesi di trattative, la leader socialdemocratica è riuscita a formare un nuovo governo di coalizione di centro-sinistra, assicurandosi il terzo mandato consecutivo da primo ministro. Un risultato tutt’altro che scontato, visto che le elezioni del 24 marzo avevano prodotto un Parlamento estremamente frammentato e un forte ridimensionamento del Partito socialdemocratico, sceso da 50 a 38 seggi sui 179 del Folketing.

L’accordo coinvolge Socialdemocratici, Social Liberali, Verdi di Sinistra e soprattutto i Moderati centristi guidati da Lars Løkke Rasmussen, ex premier e ministro degli Esteri uscente. Proprio il ruolo di Rasmussen appare decisivo per comprendere l’esito della crisi politica danese.

 

Il centro come ago della bilancia

Per settimane la situazione sembrava orientata verso una svolta di centrodestra. A maggio Rasmussen aveva addirittura abbandonato il tavolo con Frederiksen, indicando il leader liberale Troels Lund Poulsen come possibile nuovo incaricato per formare un governo alternativo.

Ma il progetto non ha retto. Rasmussen ha progressivamente escluso l’ipotesi di sostenere una coalizione puramente conservatrice, tornando invece a privilegiare una soluzione centrista e pragmatica. Le cronache politiche danesi concordano nel descriverlo come il vero “kingmaker” della legislatura: senza i suoi Moderati non esisteva alcuna maggioranza stabile né a destra né a sinistra.

È dunque il centro, ancora una volta, ad aver determinato la soluzione della crisi. Un centro non neutrale, ma orientato alla stabilità istituzionale, all’europeismo e alla responsabilità internazionale. La nuova coalizione nasce infatti attorno a una linea politica molto netta: rafforzamento della difesa europea, sostegno all’Ucraina, cooperazione con Bruxelles e gestione della delicata questione groenlandese dopo le pressioni dell’amministrazione Trump.

 

Groenlandia, sicurezza europea e nuova fase politica

Secondo Reuters, tra le priorità immediate del nuovo esecutivo figurano i colloqui diplomatici sulla Groenlandia e il potenziamento delle capacità militari danesi nel quadro del deterioramento della sicurezza europea provocato dalla guerra russo-ucraina.

Frederiksen ha rafforzato la propria leadership proprio grazie alla fermezza mostrata nei confronti delle pressioni statunitensi sulla Groenlandia, ottenendo consenso interno e sostegno europeo.

La nuova maggioranza non dispone però di una piena autosufficienza parlamentare e dovrà cercare appoggi esterni, soprattutto dall’Alleanza Rosso-Verde. In Danimarca, tuttavia, i governi di minoranza sono una tradizione consolidata.

Resta il dato politico più significativo: in uno dei Paesi più avanzati d’Europa, il baricentro della governabilità continua a passare dal centro moderato e riformista. Ed è probabilmente questo il segnale più interessante che arriva oggi da Copenaghen.