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Daryaei, storia di un pensiero amputato

La protesta della ragazza iraniana diventa il simbolo di una libertà che il potere tenta di spezzare, non soltanto controllando il corpo, ma colpendo la mente e il pensiero.

A Teheran fa un gran caldo

Ahoo Daryaei è la ragazza che si è parzialmente spogliata in una Università di Teheran come gesto di protesta contro il governo di quel paese. La sta pagando assai cara. L’hanno portata in ospedale e tenuta legata in un letto per 18 giorni consecutivi. Il regime ha poi avviato una trattativa con la famiglia della ribelle che ha dovuto convincerla di accettare di passare per malata mentale. Solo in questo modo è stato possibile evitarle la prigione, essere torturata o impiccata. Così avrebbe potuto ritornare dai suoi due figli anche se marchiata di schizofrenia con l’obbligo di assumere farmaci antipsicotici e sottoposta a relativo controllo. Non le è stato concesso di avere un’idea di universo diversa da quella del suo paese..

 

Una raffinata lobotomia

Quando il potere ha scoperto che camminava normalmente, evidentemente non obbediva allacura prescritta, hanno stabilito che una volta al mese i medici le facciano una iniezione di quelle che ti stendono e si va avanti ormai in questo modo. Meglio, assai meglio che la sua libertà cammini rallentata e sbilenca e che smetta di avere voglia di levarsi gli abiti di dosso come una scalmanata. La schizofrenia è quel male che ti scinde la mente ed hanno costretto la nostra ribelle a procedere con un pistone sololasciandole l’uso di un altro che da solo sforza a tenersi in piedi. 

 

Regola del potere: ad azione reazione, chi la fa l’aspetti!

Ahoo si traduce in gazzella, un animale fragile che ha però la forza della corsa e della agilità a cui vanno spezzate le gambe perché non spazi dove vuole. Per lei adesso non c’è nulla da fare. Quando appena comincia a riprendere una punta di reattività si presentano dei mostri in camice bianco che le infliggono periodicamente un veleno per la mente. Se avesse provato a mentire, sapendo di essere controllata, recitando la parte della ammalata, con un passo abbastanza trascinato da ingannare, allora forse avrebbe scampato a questo orrore. 

Nel film “Il professore e il pazzo” il protagonista William Chester Minor, affetto da schizofrenia contribuì con il suo fondamentale genio alla creazione dell’English Oxford Dictionary, rivedendo per sua fortuna poi la libertà, La scultrice Camill Claudel ebbe peggior destino perché a causa del suo desiderio di indipendenza fuori dalle regole borghesi fu internata dalla famiglia in manicomio e lì lasciata morire. Ahoo ha per fama solo quella di spogliarellista ma le è andata comunque male.

 

Una punizione in agguato

Ma Ahoo non sa mentire e il suo pensiero ha accettato per coerenza il massacro a cui è stato destinato. Fa ribrezzo chi indossa i panni di un medico e si presenta da boia che getti dentro ad un corpo una dose di morte a metà. La puntura, di cui Ahoo è vittima, è un foro nel suo credo perché si disperda e si ravveda. I signori che le prestano questa affettuosa puntuale assistenza la sera torneranno a casa forse con un foro nella coscienza che potranno tentare di turare nel tempo, loro, per non impazzire. Ci sarà sempre un inesorabile tarlo che farà gallerie nel loro cranio già privo di minimi rivestimenti e lì dentro sguazzerà a piacimento senza antidoti. Non ci riusciranno a mettere una toppa ad Ahoo, un’altra sua metà continuerà comunque a vivere, c’è un emisfero che suona a grancassa per una infinita condanna dei suoi aguzzini.