Dal 24 luglio 2026 al 24 gennaio 2027, l’Istituto Wigner–San Francesco di Erice ospita “Antonino Zichichi e l’arte contemporanea: dalla materia alla meraviglia”, mostra organizzata da Il Cigno Arte e da Lorenzo Zichichi, curata dallo storico Giordano Bruno Guerri, soprintendente della Fondazione Erice Arte. L’esposizione nasce a pochi mesi dalla scomparsa dello scienziato, avvenuta nel febbraio 2026 all’età di 96 anni, e racconta per la prima volta un aspetto meno noto della sua biografia: il legame profondo con alcuni dei protagonisti dell’arte italiana e internazionale, nutrito dalla convinzione che arte e scienza siano le espressioni più alte della creatività umana.
Un fisico con il pennello in mano
Come racconta Guerri, Zichichi si improvvisò pittore già negli anni Settanta, dipingendo paesaggi, biciclette e barche a vela, per poi abbandonare presto i colori. Riprese il pennello all’inizio degli anni Novanta, questa volta per dipingere esclusivamente formule matematiche. Da quel momento coltivò un dialogo costante con artisti a lui contemporanei, affascinato dall’immediatezza del linguaggio visivo rispetto alla complessità della bellezza scientifica, curando anche mostre dedicate a Fibonacci e al Numero Aureo.
Ventotto artisti, oltre cinquanta opere
In mostra figurano lavori — alcuni realizzati appositamente per l’occasione — di Alberto Biasi, Emilio Vedova, Giuliano Vangi, Umberto Mastroianni, Francesco Messina, Piero Guccione, Emilio Greco e altri venti maestri italiani e stranieri. Tra questi, Biasi ha donato alla Fondazione l’opera “Uno e trino”, pensata come omaggio alla Sicilia, terra natale di Zichichi, definendo arte e scienza “due diversi modi di educare alla comprensione della realtà”.
Erice, polo tra scienza e umanesimo
Le opere esposte indagano il mistero della materia, della luce, del tempo e dello spazio, lo stesso interrogativo che ha guidato l’intera carriera dello scienziato, noto anche per i suoi studi sull’antimateria. All’inaugurazione, il 24 luglio, sono intervenuti la sindaca di Erice Daniela Toscano Pecorella, il vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli e Nicola Adragna, presidente della Fondazione Erice Arte, a conferma della vocazione della città siciliana come punto d’incontro tra cultura scientifica e umanistica, così come la immaginava lo stesso Zichichi.
