Home GiornaleFarmacia dei servizi, il contratto che manca alla sanità di prossimità

Farmacia dei servizi, il contratto che manca alla sanità di prossimità

Senza un rinnovo coerente del contratto dei farmacisti dipendenti, la trasformazione della farmacia territoriale rischia di restare incompiuta, indebolendo uno dei presìdi più accessibili e strategici del sistema sanitario.

Un presidio quotidiano spesso sottovalutato

La farmacia è uno dei presìdi più capillari e affidabili del nostro sistema sanitario. È il luogo in cui milioni di cittadini entrano ogni giorno non solo per ritirare un farmaco, ma per ricevere un orientamento, un consiglio, una prima risposta. Proprio per questa sua presenza discreta e costante, il ruolo della farmacia rischia talvolta di essere sottovalutato.

Il mancato rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale dei farmacisti dipendenti delle farmacie private, scaduto nell’agosto 2024 e ancora oggetto di confronto tra le parti sociali, si colloca dentro questa realtà. Non riguarda soltanto una vertenza di categoria, ma un passaggio significativo per l’equilibrio e l’evoluzione della sanità territoriale.

Una professione che cambia

Negli ultimi anni il ruolo del farmacista è profondamente cambiato. Accanto alla dispensazione del farmaco, si sono consolidate attività di prevenzione, vaccinazioni, screening, monitoraggio dell’aderenza terapeutica e supporto ai pazienti cronici. Funzioni che hanno rafforzato la farmacia come punto di riferimento di prossimità e come primo livello di accesso ai servizi sanitari.

È in questo percorso che si inserisce lo sviluppo della farmacia dei servizi, modello che punta a rendere il sistema sanitario più vicino ai cittadini, più accessibile e maggiormente integrato con i bisogni del territorio. Una trasformazione resa possibile soprattutto dalla professionalità di chi opera quotidianamente al banco, nei servizi e nella relazione con il pubblico.

Il nodo del riconoscimento

Il farmacista, oggi, non rappresenta una figura accessoria, ma una componente sempre più rilevante della rete sanitaria territoriale. Non in sostituzione delle altre professioni, ma in una logica di collaborazione e complementarità, essenziale soprattutto in una fase segnata dall’invecchiamento della popolazione, dalla crescita delle cronicità e dalla pressione crescente sui servizi pubblici.

In questo quadro, il tema del rinnovo contrattuale assume un significato più ampio. Il punto non è soltanto economico, pur rilevante in una stagione segnata dall’aumento del costo della vita, ma riguarda la coerenza tra responsabilità effettivamente svolte, competenze richieste e riconoscimento professionale.

Un passaggio decisivo per la sanità territoriale

Il rischio, altrimenti, è quello di avere una professione chiamata ad assumere funzioni sempre più centrali senza un adeguato aggiornamento del proprio inquadramento contrattuale. Una distanza che finirebbe per indebolire non solo i lavoratori interessati, ma lo stesso percorso di modernizzazione della farmacia territoriale.

Per questo il rinnovo del CCNL rappresenta oggi un passaggio necessario. Significa valorizzare competenze, dare stabilità al settore e accompagnare con serietà la crescita della farmacia dei servizi. Significa, soprattutto, investire in uno dei punti di contatto più immediati tra cittadini e sistema sanitario.

La prossimità come misura della qualità

La qualità di una sanità moderna non si misura soltanto negli ospedali o nelle grandi strutture, ma anche nella capacità di essere presente nella vita quotidiana delle persone, nei luoghi ordinari in cui nasce il primo bisogno di cura.

In questo senso, riconoscere il valore dei farmacisti significa riconoscere il valore della prossimità. Ed è proprio dalla prossimità che passa, oggi, una parte decisiva del futuro del nostro sistema sanitario.