Gioventù nazionale, Mons. Viganò e una partita a poker.

Molte persone in questo mondo giocano a poker nascondendo le proprie carte, senza considerare che alla fine dovranno comunque dichiarare il proprio punto e rendersi, piaccia o no, evidenti.

C’è in filo invisibile che tiene insieme, sia pure per vie impervie, le recenti dichiarazioni di alcuni esponenti di Gioventù Nazionale, la scomunica di Mons. Viganò ed il gioco del poker.

Qualche giorno fa hanno fatto scalpore alcune riflessioni di membri della migliore gioventù di Fratelli d’Italia che, non immaginando di essere registrati da Fanpage, hanno tirato fuori il più becero bagaglio culturale della Destra di un tempo. 

Si è così potuto apprezzare un campionario di idee antisemite, inneggiamenti al nazismo condito da saluti romani a chiarire, per chi ancora avesse qualche dubbio, circa la messa a fuoco identitaria dei protagonisti.

A seguito della vicenda si è dimessa per “motivi personali” tal Flaminia Pace, responsabile del circolo “Pinciano” di GN che se l’è presa anche con la Senatrice Ester Mieli, peraltro del suo stesso partito, confessando agli amici come siano state una presa in giro le parole di solidarietà rivolte poco prima al suo indirizzo.

A sua volta, ignara di essere ripresa, Elisa Segnini diceva di non aver mai smesso di essere razzista e fascista. La ragazza è stata peraltro capo della segreteria dell’On. Ylenia Lucaselli. Anche lei ha lasciato la sua piccola poltroncina. Resta oscuro con quale criterio l’On. Lucaselli abbia saputo scegliere i suoi collaboratori. Anche Ilaria Partipilo, presidente di GN di Bari e collaboratrice dell’On. Donzelli ha dato sfoggio delle sue idee. 

Altri baldanzosi e baldanzose ce ne saranno stati che quel giorno non hanno fiatato, ma in comunanza di sentimenti con quanto sbandierato dalle orgogliose ragazze di cui si commenta. Sul fondo, il biasimo e le censure dei dirigenti di livello di Fratelli d’Italia non appena l’episodio è venuto alla luce. Ci sono stati e seguiranno provvedimenti di sospensione e di espulsione o di allontanamenti. Resta il dovere dei vertici del partito di selezionare con maggiore attenzione e severità le fresche generazioni chiamate a dare una mano a supporto dell’attività politica nelle istituzioni. 

Alice nel Paese delle meraviglie è una spiegazione che regge in modo traballante. Oggi Fratelli d’Italia, un partito che esprime il Presidente del Consiglio del paese, ha un dovere di ripulisti che non può trascurare.  La Meloni ha probabilmente bisogno di tempo per sostituire progressivamente la sua base elettorale, emarginando i nostalgici del tempo che fu, con l’adesione di nuovi simpatizzanti conservatori e democratici che nulla hanno a che fare con l’inconcepibile fanatismo di quando c’erano Mussolini ed Hitler!

Oltre il ridicolo e lo sconcerto di certe idee, in troppi appare latitante un filo di coerenza per non sprofondare nella ambiguità, nella ipocrisia o nella falsità. Questi elementi sarebbero semmai più ad uso di vecchi consumati politici che di nuovi militanti che dovrebbero distinguersi per innocenza e passione. Ciascuno abbia semplicemente il coraggio di dire ciò che pensa e di pagarne positivamente o negativamente le conseguenze. 

Non è legittimo e tanto più condivisibile mangiare in un piatto in cui si sputa. Fratelli d’Italia per bocca dei suoi massimi livelli ha più volte chiamato le distanze dalle idee a cui sono ispirate queste spigliate “giovanotte”, che hanno mancato di prendere atto del nuovo corso e quindi semplicemente cambiare casa e casacca. Nello specifico, nel dire il proprio pensiero, non si è intravista nessuna esibizione di carattere e di fierezza fascista, invece mascherandosi con doppia faccia o esponendosi solo quando protette all’interno delle mura domestiche.

Dovrebbero e potrebbero imparare da Mons. Carlo Maria Viganò che in questi giorni è stato scomunicato latae sententiae, cioè d’ufficio. L’arcivescovo è conosciuto per alcune sue posizioni antiscientiste, omofobe, no-vax e anti-bergogliane.  Mons. Viganò, nella sua coerenza, non hai mai giocato nell’ombra, rifiutandosi di sottomettersi al Papa, da lui definito un cancro e dalla parte di Satana. Non è mai pubblicamente arretrato di un solo passo rispetto al suo giudizio sul Vaticano. Ora ne ha buscato una dolorosa scomunica, la cui ipotesi non ha mai intimidito l’arcivescovo fino a fargli attenuare le critiche verso il Pontefice. Che sia nel torto o nella ragione, gli va riconosciuto una linearità di comportamenti e di coraggio che altri nella Chiesa non hanno.

Troppi, pur essendo in profondo disaccordo con Francesco, sono in opportunistica attesa solo di un futuro migliore e diverso, cioè più aderente al proprio intimo pensiero. C’è un eccesso di persone che in questo mondo giocano a poker nascondendo le proprie carte, senza considerare che alla fine dovranno comunque dichiarare il proprio punto e rendersi, piaccia o no, evidenti. Coerenza sta per essere strettamente uniti almeno a se stessi o al proprio credo. Chi in Fratelli d’Italia non si è accorto che le cose sono cambiate ne prenda atto e per dignità personale trovi altra accoglienza e collocazione.

Su come procedere, potranno sempre chiedere consiglio a Mons. Viganò o perlomeno vedere il film “Il coraggio di Blanche”, della regista francese Donzelli. A volte i nomi…