I militari prendono il potere in Niger

Messo agli arresti il presidente Mohamed Bazoum e sciolti gli organi delle principali istituzioni

 

 

I militari hanno annunciato in televisione la presa del potere in Niger, paese dell’Africa occidentale confinante a nord con l’Algeria. Il presidente, Mohamed Bazoum, è stato sequestrato per ore nel suo Palazzo a Niamey, la capitale del Paese, prima che i soldati annunciassero la sua destituzione.

Le istituzioni della Repubblica sono state sciolte, le frontiere aeree e nazionali chiuse e ordinato il coprifuoco a livello nazionale (dalle 22.00 alle 5.00 ora locale). Il colonnello Amadaou Abdramane ha dichiarato che il potere è ora nelle mani di un fantomatico “Consiglio nazionale per la salvezza della Patria”.

Molte le reazioni a livello internazionale. Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha reagito duramente, difendendo il presidente in carica dal 2021. “Chiediamo il suo rilascio immediato, condanniamo qualsiasi tentativo di prendere il potere con la forza”, ha detto ai giornalisti durante una visita alla capitale neozelandese Wellington. Ha poi aggiunto che gli Stati Uniti sono in contatto con il governo del Niger e i partner della regione. Ci sono sforzi per risolvere la situazione in modo pacifico.

Anche il governo francese si è pronunciato con analoga fermezza. Il ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian ha detto che il colpo di stato è “un grave atto di instabilità” e che la Francia “non accetterà alcun cambiamento di regime che non sia il risultato di libere elezioni”.

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha espresso la sua “preoccupazione” e ha chiesto un “immediato ritorno alla normalità democratica”. Tajani ha anche affermato che l’Italia è “pronta a collaborare con i paesi della regione per riportare la pace e la stabilità nel Sahel”.

Il colpo di stato in Niger è un duro colpo per la democrazia in Africa. È il terzo colpo di stato in un paese africano in pochi mesi, dopo quelli in Mali e Burkina Faso. La situazione in Africa centrale è preoccupante e il rischio di ulteriori golpe è alto. Appare quanto mai urgente che la comunità internazionale agisca per sostenere la democrazia in Africa e per prevenire ulteriori crisi.