Home GiornaleZona Cesarini. La rimonta possibile contro gli eredi di Almirante

Zona Cesarini. La rimonta possibile contro gli eredi di Almirante

Il voto referendario non s’è tradotto in consenso per il Campo largo. Per evitare che la destra consolidi il suo vantaggio, sfruttando la legge “Acerbo 2”, serve una nuova proposta che mobiliti l’elettorato di centro.

Nel calcio, quando una squadra recupera nel finale e riesce persino a vincere la partita, si dice che l’ha fatto in “zona Cesarini”. Ed è proprio questa l’immagine che oggi attraversa la politica italiana dopo le elezioni amministrative e il voto referendario.

Il quadrumvirato dei perdenti

La sinistra del quadrumvirato dei perdenti deve prendere atto che il referendum non è stato il suo successo politico. Sulla difesa costituzionale si sono mossi cittadini spinti da magistrati, avvocati, mondo del lavoro e associazionismo civile. Realtà diverse che hanno saputo convergere, parallelamente, su un obiettivo comune: difendere l’idea di una giustizia uguale per tutti, al servizio dei diritti del popolo e non dei potentati.

I quadrunviri, però, non hanno voluto comprenderlo. Chiusi nelle ridotte delle loro ZTL culturali e politiche, hanno tentato di intestarsi il risultato referendario per poi archiviarlo rapidamente, riproponendosi come i protagonisti di una lunga stagione di sconfitte.

Astensionismo di ritorno

Da qui nasce anche la nuova Caporetto elettorale registrata a Venezia, Reggio Calabria, Salerno, Messina ed Enna. Luoghi differenti, ma accomunati da una dinamica simile: la difficoltà strutturale di un centrosinistra incapace di trasformare il consenso potenziale in proposta politica convincente.

In alcuni casi si è riusciti perfino a perdere rivendicando teoricamente una vittoria. Nel frattempo, gli elettori che avevano sostenuto il referendum sono tornati a rifugiarsi nell’astensione, prendendo nuovamente le distanze dalla sinistra libertaria delle ZTL.

Il problema, dunque, non riguarda soltanto la competizione interna per la leadership del cosiddetto “campo largo”. Il nodo vero è la crisi della formula stessa, ormai percepita da una parte crescente dell’elettorato come un “campo incolto”, incapace di produrre visione, rappresentanza sociale e credibilità di governo.

Tre gol per evitare l’inverno politico

Tra un anno si voterà per le elezioni nazionali. È quindi arrivato il momento di chiedersi se il quadrumvirato abbia compreso di essere diventato il principale fattore della vittoria della destra italica (ancora orfana di Almirante).

Per invertire la rotta non basta partecipare alla competizione per conservare uno scranno parlamentare. Occorre qualcosa di più profondo: una rimobilitazione delle forze sociali costituzionali, del mondo civico, del lavoro, delle competenze e delle culture riformatrici che ancora esistono nel Paese.

Serve un programma politico autentico, un progetto di governo credibile e persone nuove capaci di richiamare al voto quel vasto popolo centrista oggi disperso nell’astensione o nel disincanto. Ci vogliono tre gol. Una rimonta coraggiosa da realizzare, appunto, in zona Cesarini. Ora è il tempo di aprire le finestre e fare entrare l’aria nuova della primavera. Prima che la “legge Acerbo 2” riconsegni l’Italia all’inverno di un oscuro passato.