Home GiornaleIl 25 aprile celebra la liberazione e la nascita dell’Italia repubblicana

Il 25 aprile celebra la liberazione e la nascita dell’Italia repubblicana

Non fu la vittoria dei rossi sui neri ma di tutte le varie culture democratiche antifasciste. Umana pietà esprimiamo per i giovani caduti che seguirono i cattivi maestri fascisti sino all’abisso di Salò.

Il 25 aprile ricordiamo e festeggiamo la liberazione dal regime nazifascista che devastò il Paese. Fu una lotta dura e sanguinosa e nella quale anche le donne svolsero un ruolo determinante partecipando eroicamente alla Resistenza e conquistando così sul campo, finalmente, il diritto a partecipare alla vita pubblica del paese. Il loro voto fu anche determinante nel referendum per la scelta tra Monarchia e Repubblica. Oltre ai padri abbiamo le madri della Costituzione. Tra le tante coraggiose donne ricordiamo Tina Anselmi che cinquanta anni fa diveniva la prima donna ministro in Italia.

Per essere chiari e oggettivi, non festeggiamo la vittoria dei rossi sui neri ma la conquista della libertà conseguita grazie al sacrificio di tutte le forze antifasciste espressione di varie culture politiche. 

Un movimento eterogeneo che incluse cattolici, monarchici, liberali, socialisti, azionisti ed ebraici. 

Il Presidente del Senato Ignazio La Russa lamenta che occorrerebbe un atto di pacificazione nazionale. Ebbene il paese è pacificato e si riconosce nei valori di libertà e democrazia repubblicani espressi nella Costituzione. Forse occorrerebbe che coloro che ancora resistono nel ricordo e culto dell’ideologia fascista, ammettessero con chiarezza che fu un regime tragicamente autoritario che unendosi al nazismo portò alla rovina il paese. Ogni famiglia italiana ha qualche caduto da ricordare sui vari fronti dall’africa alla Russia, senza dimenticare gli italiani deportati nei lager nazisti. E ancor piu’ dovrebbero ammettere che il persistere nell’errore con il tentativo disperato della Repubblica di Salò costò la vita a tanti giovani che seguirono i cattivi maestri nell’abisso finale. Ecco a queste persone, giovani in particolare, esprimiamo umana pietà nella chiarezza che non ci possono essere  equivoche equiparazioni politiche tra chi lottò per la liberta’ e i repubblichini. Certamente la vittoria è finale e vera quando la misericordia vince sui rancori e odi.

I valori che oggi celebriamo, fondativi della Repubblica e dell’Europa, non sono conquistati per sempre. La memoria è sempre responsabilità  e impegno nell’oggi e per il futuro.