Un attacco al sistema democratico
La nuova legge elettorale proposta dal governo di centro destra è stata approvata alla Camera e passerà al vaglio del Senato, dove il presidente La Russa, ha già garantito la strada sicura dell’assenza del voto segreto in quell’aula. Sta passando così uno dei più pericolosi attacchi al sistema democratico, il tentativo di demolire alcuni capisaldi costituzionali, favorendo l’avvio di un premierato e il controllo sistematico di una minoranza elettorale di tutte le più importanti leve di comando politico istituzionali e amministrative del nostro Paese.
Senza il ricorso ai metodi dei loro antenati, gli eredi di Almiranteì (alla fine, proprio in virtù di questa legge, destinati a collegarsi all’ex generale Vannacci, entusiasta sostenitore della X MAS), con l’approvazione di una sorta di Legge Acerbo 2.0, puntano a conquistare per “ via democratica” tutto il potere. Non sarà più necessario votare sulla Costituzione repubblicana, perché la stessa sarà già stata irrimediabilmente violata.
Il paragone con la legge del 1953
Spiace che amici “neo cavazzoniani” ciechi e/o irresponsabili, preoccupati di non dispiacere ad alcuni dei partiti di maggioranza, in attesa di una candidatura sicura al prossimo giro, siano rimasti sin qui e restino, tuttora, silenti, sino a confermare quella falsa lettura che vorrebbe attribuire al “ melonellum” lo stesso valore politico della “legge truffa degasperiana”. Niente di più falso e inverosimile, se si ricorda che la legge voluta da De Gasperi, nel 1953, in pieno conflitto col PCI terzo-internazionalista di Togliatti, assegnava un premio di maggioranza alla lista che avesse ottenuto il 51% dei voti, dunque, alla maggioranza assoluta dei voti, mentre la legge “melonellum” propone un premio di maggioranza alla lista che ottenga il 42% ( dunque, una lista di maggioranza relativa, in ogni caso espressione della minoranza del corpo elettorale).
Come ha ben ricordato l’On Tabacci ieri nel suo intervento alla Camera, trattasi di “una legge scellerata” che intende garantire, un super premio, alla minoranza. Tabacci ha sottolineato che nel 1953, i non votanti erano 1.300.000, oggi sono 16 milioni seicento mila e ha denunciato come questa legge introduca “ un premierato nascosto”, attraverso una legge ordinaria, anziché costituzionale.
Una “legge super truffa”
Se con la legge definita truffa dal PCI, nel 1953: ogni 100 voti la lista ne avrebbe ottenuto 25 in regalo, ora, con questa legge, ogni 100 voti se ne otterrebbero 42 in regalo. Un autentico “ furto, un randello” come l’ha definito Tabacci alla Camera.
Ecco perché da tempo abbiamo connotato questa legge come la “legge super truffa”, strumento di una minoranza attualmente al potere, che intende perpetuare il suo dominio e a modificare i caratteri essenziali della nostra democrazia repubblicana.
Dovremo avere tutti consapevolezza di essere di fronte al più serio e pericoloso attacco alla nostra democrazia. Ora, a legge definitivamente approvata, servirà il ricorso alla Corte costituzionale e, in ogni caso, mobilitare l’elettorato democratico, popolare, liberale, repubblicano e antifascista
