É con particolare emozione che accogliamo la donazione della biblioteca del professor Sergio Zoppi, che confluisce oggi nel patrimonio della Biblioteca “Pio XII” dell’Università Europea di Roma. E’ un atto di generosità, coerente con l’impegno di Sergio Zoppi per la formazione e l’istruzione dei giovani.
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Si tratta di oltre 5.000 volumi: diritto; filosofia; economia e management; politica; sociologia; spiritualità; storia. L’ex libris non recita solo “libri di”, ma “libri di lavoro” di Sergio Zoppi. E’ una formula felice, rivelatrice di una vita di studio e di azione in diversi ambiti. Tanti gli ambiti, tantissimi i titoli. Si noti che, oltre che per il contenuto, ciascun titolo può essere studiato “per accostamento”: Dorso, per esempio, si ritrova accanto a Sereni. Oppure per “densità di annotazione”: fittissima quando si tratta di Alcide De Gasperi e di Luigi Sturzo. Scorrono davanti agli occhi tre quarti di secolo di economia e politica. Un pensiero si fissa: è la cultura che, insieme all’impegno, anima la società e lo Stato.
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Tanti “i sentieri che si biforcano” (Jorge Luis Borges) in questa biblioteca; tanti quelli che si ricongiungono.
C’è il sentiero dell’uomo d’azione: collaboratore del ministro per il Mezzogiorno Giulio Pastore e caporedattore del Nuovo Osservatore; direttore e presidente del Formez; sottosegretario di Stato alla Funzione Pubblica e alla Pubblica Istruzione; animatore di iniziative di cultura politica e cultura tout court. L’uomo d’azione è nelle letture policy-oriented, ma – si badi – anche nei testi di etica e filosofia, coerentemente con l’idea che debba esservi una “ascetica dell’uomo d’azione” (à la Paronetto).
C’è poi il sentiero del manager-pensatore del “terzo tempo” dello sviluppo; il tempo del fattore umano, il tempo della formazione di ceti dirigenti capaci di gestire gli impetuosi fenomeni dello sviluppo. Di quel tempo Zoppi è stato uno dei protagonisti con il Formez, in un dialogo ideale sia con la cultura nazionale (Felice Balbo, Pasquale Saraceno, Giorgio Sebregondi, Ezio Vanoni) sia internazionale, inclusi i rappresentanti dell’economia nuova venuta dopo Keynes, da Galbraith in giù. Il Mezzogiorno è al centro del suo impegno all’ANIMI, al FORMEZ, alla SVIMEZ, ma sempre in una cornice ampia.
Infine, il sentiero dello storico per formazione e per vocazione, fin dalla tesi discussa a Firenze con Giovanni Spadolini, il sentiero dell’autore di pregevoli saggi su Leone XIII, la Rerum Novarum e Romolo Murri, sulla Democrazia Cristiana, su De Gasperi e su Sturzo, ma anche sul poliedrico Umberto Zanotti Bianco: antifascista, archeologo, filantropo, presidente della Croce Rossa Italiana, uno dei senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica Luigi Einaudi. E non era stato Einaudi, da grande bibliofilo, a dire che la biblioteca è “specchio del raccoglitore” e che essa ha un’anima?
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