Oltre i pregiudizi sul dialogo a sinistra
Per i commentatori politici è abbastanza difficile comprendere e spiegare le pulsioni e i fenomeni che caratterizzano la collaborazione politica tra il Partito democratico e il Movimento Cinque Stelle.
Queste difficoltà nascono da varie ragioni, ma soprattutto sono basate su pregiudizi.
Molti sono infatti coloro che, non solo a destra, sperano che questa alleanza non decolli. Altri hanno un insuperabile giudizio negativo verso il Movimento. Altri immaginano la politica come quella scritta nei trattati universitari: teorie prive di fatti e vita concreta.
Per Elly Schlein e Giuseppe Conte, dunque, il percorso è reso complicato anche da questo clima di salottiero scetticismo che circonda le loro iniziative.
Proviamo ad analizzare meglio le cose.
È indubitabile che la costituzione della coalizione che dovrà affrontare e battere il governo Meloni nel 2027 passa per la forza e la tenuta del patto tra Pd e Movimento Cinque Stelle. Intorno a questo asse portante, che dovrebbe raccogliere non meno del 35% dei voti, si dovranno aggregare le altre forze e i partiti.
Dal modello dell’Ulivo alla necessità di una coalizione politica
L’esperienza del centrosinistra, a partire dal 1996, è stata soprattutto quella delle coalizioni uliviste, dove lo scopo era di incollare intorno al Pd più forze e frammenti possibili per contrastare il moloch del centrodestra, a trazione fascio-berlusconiana, che disponeva di potenti televisioni e di mezzi finanziari notevoli. Una sorta di trumpismo ante litteram.
L’Ulivo prodiano non è mai stato una vera coalizione politica, ma solo una generosa armata che ha avuto, a partire dal 2001, un modesto impatto riformatore nell’azione di governo, e quindi una fragile tenuta e durata. Un’armata che conteneva un Pd a vocazione maggioritaria, sostanzialmente incapace di formare coalizioni politiche.
Oggi il Paese è come a un bivio: la maggioranza che sostiene il governo Meloni non è più maggioranza reale nel Paese. Sopravvive con espedienti securitari e grazie al collante del potere e della paura del vuoto.
Se questa maggioranza perderà, sa bene di essere destinata a dissolversi e a non riemergere più sulle stesse basi.
Sembra essere una parabola ormai al termine.
Naturalmente l’avverarsi di questo esito dipende anche dalla forza politica della coalizione alternativa di centrosinistra.
La sfida del 2027 e il valore delle alleanze
Ecco, dunque, la responsabilità dei due principali partiti. Non è oggi in discussione la lealtà e l’affidabilità di Giuseppe Conte che, da alcuni anni, lavora nella direzione di dare uno stabile profilo istituzionale al Movimento e, al tempo stesso, di non perdere il carattere della propria storia, nata fuori e contro i partiti della prima stagione repubblicana.
Elly Schlein, la cui figura è molto discussa nei circoli politici, perché troppo “diversa” e quasi “aliena”, ha mantenuto tonico il Pd in questi anni, ha superato prove assai dure, ha dimostrato notevoli capacità di mediazione e di adattamento.
I protagonisti di questa fase, pur molto diversi, non hanno del tutto perso il Dna della nostra storia politica.
De Gasperi e Moro sono sempre stati convinti della necessità di dare al Paese governi di coalizione politica parlamentare. Per cinque decenni l’Italia è cresciuta così.
Le leggi elettorali improvvisate degli ultimi tempi hanno creato una sorta di spinta al maggioritario, che rende oggi necessaria la presenza di coalizioni politiche forti già al momento del voto.
Il cantiere del centrosinistra è in moto per questo. Per definire una base politico-programmatica su pochi punti essenziali.
Già nel 2022 ci sarebbe stato un altro esito se si fosse formata questa coalizione.
L’alleanza tra la Dc e il Partito socialista non fu certo meno rissosa e impegnativa, dagli anni Sessanta agli Ottanta.
Il quadro oggi è certo molto diverso, ma il nodo della formazione di una coalizione politica, coesa nella direzione e in alcuni principali obiettivi, è la sfida da vincere. Tutti i democratici dovrebbero augurarsi che si riesca in questa impresa, il cui esito positivo aprirebbe davvero uno scenario nuovo e motivante anche per molti cittadini oggi scoraggiati.
