Home GiornaleLe mezze misure diventano una trappola politica

Le mezze misure diventano una trappola politica

L’insidia di Vannacci e l’abbandono di Trump mettono la Meloni in difficoltà. Un conto è la misura, altro le cose fatte a metà.

Sulla carta la scommessa in corso tra Meloni e Vannacci appare una di quelle che i broker americani chiamerebbero “loose-loose”. E cioè destinata ad essere persa, da parte di Palazzo Chigi, sia in un caso che nel suo opposto. Infatti, se Meloni imbarca il generale perde ogni credito verso l’elettorato che un tempo si sarebbe detto “moderato”. Se, invece, lo lascia a terra perde un bel gruzzolo di voti dalla parte opposta e con essi anche la possibilità di far scattare il premio di maggioranza dalla sua parte.

In realtà, l’offensiva di Futuro Nazionale non è la causa della difficoltà di Meloni. Ne è la conseguenza, semmai. Essa nasce dal dilemma irrisolto di questa legislatura. La premier infatti avrebbe potuto completare la sua transizione spostandosi più al centro e tentando di mettere fuori gioco l’estrema destra con tutta la risolutezza di cui alle volte si è mostrata capace. O invece avrebbe potuto conservare il suo posizionamento d’antan chiudendo lo spazio a quanti volevano fare i duri e puri alla vecchia maniera.

Fermandosi a metà strada ha finito per lasciare più spazio alle perplessità di una parte e ai richiami della foresta della parte opposta. Un po’ la stessa cosa che le è capitata a proposito di Trump. Laddove essa si trova oggi ad incorrere nelle ire del tycoon e contemporaneamente nella forte disapprovazione di quanti lo considerano (compreso chi scrive) un flagello per il nostro tempo.

Personalmente, sono un cultore della misura, che in politica per me è (quasi) tutto. Ma appunto per questo so che le mezze misure, le cose a metà, possono invece qualche volta rivelarsi una trappola.

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 2 luglio 2026

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]