Chi pensa che in Paradiso si stia tranquilli commette un grossolano errore. Le alte sfere sono sempre in apprensione e non possono fare a meno di distogliere lo sguardo verso terra per vedere come vanno le cose. Stare sulle nuvole non garantisce il distacco che serve per tirare un po’ di fiato e finalmente rilassarsi come si conviene. Si dovrà attendere il giorno del giudizio e con le guerre in corso c’è il rischio che non sia poi così lontano. Gli uomini trepidano per tagliare la storia che li riguarda amputando di qualche migliaio di anni ciò che avrebbe potuto essere più naturalmente. Non è l’ansia di andare al piano di sopra, li muove piuttosto l’imbarazzo a stare in quello di sotto senza pestarsi troppi piedi l’uno con l’altro.
Occorreva un consiglio di famiglia per valutare la situazione e decidere il da farsi. Gesù, Maria e San Giuseppe sentivano che c’era altro lavoro da fare e ipotizzare un rimando non sarebbe stata la cosa giusta. La misericordia era una legge che li piantonava dalla mattina alla sera e c’era poco da indugiare ancora. Quando la faccenda era complicata c’era solo Lei che potesse porvi mano per arrivare a soluzione.
Si dovettero rassegnare a restare soli per qualche tempo e questo, alla sola idea, sconvolgeva il Paradiso. Il padre e il Figlio non riuscivano ad immaginare che Maria si allontanasse da loro pur nella certezza del ritorno. La notizia era nell’aria e gli angeli erano in piena agitazione per l’abbandono momentaneo della loro Regina, quella che li amava pienamente proprio come fossero di carne ed ossa. Anche lo Spirito Santo si incupì sentendo che da solo, senza di Lei ad alimentarlo, non avrebbe potuto più colmare i cuori del cielo e della terra come gli era di facile mestiere.
Dunque, per come era grave la faccenda, fu deciso che Maria avrebbe dovuto tornare a far breccia nell’umanità non bastando più qualche sua fugace apparizione che commuoveva soprattutto, tranne eccezioni, quelli che non avevano bisogno di convertirsi all’amore. Si trattava di stabilire i tempi della sua permanenza ed un modo diverso di manifestarsi che fosse eccezionale rispetto al suo consueto. Avrebbero dovuto essere abbastanza lunghi per sconvolgere anche gli increduli ed ancor più gli indifferenti ma neanche troppo lunghi perché si abituassero a Lei senza avvertirne più il prodigio della presenza.
Ancor prima si dovette però affrontare una questione logistica di non facile soluzione e che si rivelò così difficoltosa da spingere quasi alla rinuncia del progetto. Era fondamentale stabilire il posto dove apparire, un luogo che avrebbe scritto il suo nome nelle pagine dell’infinito. Era necessario cambiare rispetto alle solite scelte che non avrebbero funzionato. Che fosse su di una montagna sperduta o peggio in una Chiesa era una scelta da evitare. Ci voleva qualcosa di veramente sconvolgente, una novità che avrebbe costretto ad accettare la presenza imprevista di Maria, tanto da sbatterci il muso così che si fermassero qualunque altro ci fosse da fare.
Già sapevano dove avrebbero deciso il nuovo approdo facendo un po’ di melina aspettando che fosse per primo l’altro a dichiarare il punto. San Giuseppe ruppe gli indugi e disse che per quanto lo riguarda non se ne parlava affatto. Mai e poi mai avrebbe permesso alla sua Maria di andare lì dove potesse esserci un’ombra di pur minimo pericolo. Maria restava in silenzio in attesa che la verità si accreditasse con il tempo necessario a farsi chiara nell’animo del suo sposo e di suo Figlio.
Al Diavolo sembrò una occasione irrinunciabile per dire subito la sua, tirare in ballo una provocazione che li inquietasse e li mettesse in crisi. Se Maria non avesse corso alcun rischio nessuno le avrebbe riconosciuto eroica grandezza e l’ascolto che avrebbe meritato. Si doveva giocare la partita in altro modo, affrontare il pericolo della morte. Certo poi sarebbe resuscitata ma avrebbe conosciuto la morte. Questo il prezzo da pagare per riuscire nell’impresa, questo il miracolo che avrebbe stupito l’umanità a darle retta. Gesù e Giuseppe non caddero nel tranello, Maria di per sé avrebbe attratto i cuori, ridato la smania di un desiderio di pace e convertito il mondo a darsi un altro corpo e veste. La sua vulnerabilità era argomento da fumetto e il Diavolo fu rimandato all’Inferno in attesa escogitasse qualcosa di meglio.
La scelta del posto restava però per nulla semplice. Una pioggia di bombe per ogni dove impediva una discensione efficace. Se fosse stato in una zona di guerra, solo i soldati avrebbero potuto ammirarla e forse erano i primi che non avevano il più urgente bisogno di Lei. Già sognavano che tutto finisse il prima possibile per non rimetterci la pelle. L’avrebbero di certo acclamata pregandola di cambiare la testa a quelli che li mandavano alla morte ed agli altri che intanto andavano in vacanza come nulla fosse.
Ogni collina, ogni pianura o zolla di terra ed anche nelle città in conflitto, ogni spazio era irto di esplosioni, mai un preavviso decente che rendesse inutile l’ennesima azione di guerra. Tutto quel frastuono e il fumo degli spari avrebbe impedito a Maria di essere ascoltata ed essere ben distinta magari tra le macerie di un palazzo crollato o nei pressi di un carro armato appena carbonizzato. Anche andare giù dabbasso verso il cielo degli uomini comportava un gran rischio ed un possibile fallimento. Missili per ogni dove l’avrebbero costretta continuamente a cambiare rotta, schivandoli in ogni modo malgrado gli angeli le avrebbero fatto da impenetrabile scudo.
Occorreva scovare un luogo di pace ma non estraneo ai disastri in corso altrimenti sarebbe suonato al pari di una pubblicità delle isole felici. La reazione sarebbe stata più di risentimento che di ambizione a guadagnare tutti quanti quello spicchio di pace. Quanto al giorno, Ferragosto sembrava l’occasione migliore per procedere nell’intento.
Maria aveva un piano semplice da realizzare ma solo a parole. Almeno nelle intenzioni avrebbe voluto portare per il tempo giusto l’umanità verso l’alto, nei pressi della sua atmosfera, per far capire che aria buona tira dalle sue parti e come la terra si era imbrattata a causa loro. Avrebbe sollevato il cuore di ciascuno fino a renderlo leggero levitandolo fino al cervello, irrorando di sangue nuovo il pensiero, purificandolo dalle tossine che ora padroneggiavano sbizzarrendosi per ogni dove.
Giuseppe questa volta faticò a restare in silenzio, desiderava trattenerla e non perché temesse che restasse delusa per un eventuale insuccesso. Era preoccupato e non voleva nasconderlo. Sapeva comunque che Maria aveva con sé un’arma che l’avrebbe spuntata su chiunque. Le bastava un sorriso, un semplice sorriso per spalancare di sorpresa la bocca degli uomini e mettere loro addosso una irrefrenabile smania di trattenerla. E se poi non fosse tornata per molto tempo?
Sarà per questo che Giuseppe andò da Gesù per chiedere almeno una volta di essere assecondato, anche lui che aveva sempre accondisceso all’intero progetto divino rivendicava di dire la sua. A suo Figlio non mancava di certo la fantasia per inventare qualcosa di diverso a quanto si andava prefigurando. Per aiutarlo si candidò a scendere lui a dire agli uomini che era ora di cambiare verso. Certo, non aveva la bellezza e il fascino di Maria ma avrebbe fatto ugualmente colpo. Le sue apparizioni, diceva, erano assai più rade e avrebbe fatto più scalpore con tanto di bastone in mano, manifestandosi.
Gesù lo ascoltò con infinita commozione ed anche Maria non potette trattenersi dall’abbracciarlo. Le cose però anche così non potevano funzionare perché una madre è sempre più vincente di un padre. Allora lo Spirito Santo si mise all’opera per uscire fuori dal rovello di non facile soluzione.
In Paradiso arrivano preghiere di pochi ma a getto continuo. Sparuti veri fedeli ancora facevano sentire la propria voce senza demordere. Si trattava di restituire la pariglia con maggiore generosità non badando a chi fosse meritevole o meno, del resto anche i miscredenti hanno orecchie. Gesù, Giuseppe e Maria quel giorno si sarebbero loro messi in ginocchio a pregare uomini e donne e se fosse stato necessario anche gli animali, le piante e i sassi per ogni dove sperando cambiassero in meglio. Per un giorno intero si sarebbero impegnati fino ad asciugarsi la lingua e scorticare a secco le novene per avere partita vinta su una battaglia quasi impossibile. Non avrebbero fatto uso di miracoli, non l’esercizio di un potere sovrannaturale che sgominasse il male che lardellava il mondo fino ad affondarlo. La preghiera, solo la preghiera era a quanto si sarebbero affidati così che calasse sulle teste dei loro figli per restituirgli nuovamente il dono di una vita vera.
A Ferragosto tutto è possibile, anche questo.
